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	<title>Il Fatto Storico</title>
	
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	<description>Quotidiano di Storia e Archeologia</description>
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		<title>Scoperta una lingua dimenticata</title>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2012 21:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Storia antica]]></category>
		<category><![CDATA[assiri]]></category>

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		<description><![CDATA[Le prove di un&#8217;antica lingua perduta, risalente a più di 2.500 anni fa, sarebbero state trovate dagli archeologi in Turchia. I ricercatori che lavorano a Ziyaret Tepe, probabilmente il sito della città assira di Tušhan, ritengono che la lingua potrebbe essere stata parlata da persone deportate provenienti dai monti Zagros, al confine tra gli odierni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9831&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le prove di un&#8217;antica lingua perduta, risalente a più di 2.500 anni fa, sarebbero state trovate dagli archeologi in Turchia. I ricercatori che lavorano a Ziyaret Tepe, probabilmente il sito della città assira di Tušhan, ritengono che la lingua potrebbe essere stata parlata da persone deportate provenienti dai monti Zagros, al confine tra gli odierni Iran e Iraq.</p>
<p>In linea con una politica ampiamente praticata in tutto l&#8217;Impero assiro, queste persone potrebbero essere state spostate con la forza dalla loro madrepatria e reinsediati in quello che oggi è il sud-est della Turchia, dove sarebbero stati rimessi al lavoro.</p>
<p>Le prove della lingua arrivano da una singola tavoletta di argilla, che si è conservata dopo essere stata cotta nell&#8217;incendio che distrusse il palazzo verso la fine dell&#8217;VIII secolo a.C. Scritta con caratteri cuneiformi, la tavoletta è essenzialmente una lista di nomi di donne.</p>
<div id="attachment_9849" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><a href="http://www.world-archaeology.com/news/ancient-language-discovered/"><img class="size-full wp-image-9849" title="(University of Cambridge)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/university-of-cambridge3.jpg?w=600&h=900" alt="" width="600" height="900" /></a><p class="wp-caption-text">(University of Cambridge)</p></div>
<p>&#8220;Sono conservati circa 60 nomi&#8221;, dice John MacGinnis del McDonald Institute for Archaeological Research presso l&#8217;Università di Cambridge. &#8220;Uno o due sono in realtà assiri e qualcun&#8217;altro potrebbe appartenere ad altre lingue conosciute del periodo, come il luvio o l&#8217;hurrita, ma la grande maggioranza appartiene a una lingua sconosciuta&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se [queste persone] venivano effettivamente dall&#8217;Iran occidentale, allora potremmo completare il quadro del primo impero multietnico al mondo. Sappiamo dai testi esistenti che gli Assiri sottomisero delle popolazioni di quella regione. Ora sappiamo che esiste un&#8217;altra lingua, forse dalla stessa zona, e magari altre prove della sua esistenza che aspettano di essere scoperte&#8221;.</p>
<p>La tavoletta è stata trovata in quella che forse era la sala del trono del palazzo del governatore, costruito dal re assiro Ashurnasirpal II (883-859 a.C.).</p>
<p>MacGinnis ha decifrato in totale 144 nomi, 59 dei quali possono ancora essere letti. La sua analisi esclude sistematicamente non solo le lingue parlate all&#8217;interno dell&#8217;impero assiro, ma anche quelle dell&#8217;epoca, tra cui l&#8217;egizio, l&#8217;elamitico, l&#8217;urartea e le lingue semitiche nord-occidentali. Secondo la sua valutazione, solo 15 dei nomi leggibili appartengono ad una lingua nota.</p>
<p>È possibile che la lingua misteriosa possa essere lo shubriano &#8211; la lingua indigena parlata nella zona di Tušhan prima dell&#8217;arrivo degli Assiri che, per quanto ne sanno gli storici, non fu mai scritta.</p>
<p>Un&#8217;altra teoria è che era la lingua parlata dai Mushki &#8211; un popolo che in quell&#8217;epoca stava migrando nell&#8217;Anatolia orientale. Questa idea sembra però meno plausibile: visto che compaiono in una lista dell&#8217;amministrazione assira, queste persone si sarebbero dovute infiltrare nell&#8217;impero o essere catturate, e gli storici non ne hanno prove.</p>
<p>Più convincente è pensare che la lingua sia stata parlata da un popolo di una qualche altra parte dell&#8217;Impero assiro che venne trasferito con la forza. Questa era una pratica comune per i re assiri, in particolare dopo l&#8217;inizio dell&#8217;espansione dell&#8217;impero nel corso del IX secolo. &#8220;Era una pratica che li aiutava a consolidare il potere eliminando il controllo delle élite nelle aree appena conquistate&#8221;, spiega MacGinnis.</p>
<p>Anche se gli storici sanno già che i Monti Zagros erano in una regione che venne invasa e annessa dagli Assiri, oggi essa rimane l&#8217;unica area occupata dagli Assiri per la quale non esiste una lingua conosciuta. È allettante l&#8217;idea di collegare il testo sulla tavoletta con quella regione. Un re assiro, Esarhaddon, menzionò addirittura una lingua non identificata: il &#8220;mekhraniano&#8221; &#8211; presumibilmente si riferiva ai monti Zagros, ma in pratica l&#8217;area era probabilmente un mosaico di regni e si parlava più di un dialetto.</p>
<p><a href="http://www.cam.ac.uk/research/news/archaeologists-discover-lost-language/" target="_blank">Università di Cambridge</a></p>
<p><a href="http://www.jstor.org/stable/10.1086/664448" target="_blank">Journal Of Near Eastern Studies</a></p>
<p><strong>Vedi anche: <a title="Rassegna stampa archeologica/12" href="http://ilfattostorico.com/2009/11/09/rassegna-stampa-archeologica12/" target="_blank">Rassegna stampa archeologica/12</a></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9831/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9831/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9831/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9831&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">(University of Cambridge)</media:title>
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		<title>Trovate tracce della “colonia perduta”</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 21:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia moderna]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo sguardo su una mappa di oltre 400 anni fa potrebbe aver svelato un nuovo indizio sulla sorte della &#8220;colonia perduta&#8221;, i coloni misteriosamente scomparsi dall&#8217;Isola Roanoke, in America del Nord, nel tardo 16° secolo. Gli esperti della First Colony Foundation e del British Museum di Londra hanno nuovamente esaminato la &#8220;Virginea Pars&#8221;, la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9816&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo sguardo su una mappa di oltre 400 anni fa potrebbe aver svelato un nuovo indizio sulla sorte della &#8220;colonia perduta&#8221;, i coloni misteriosamente scomparsi dall&#8217;Isola Roanoke, in America del Nord, nel tardo 16° secolo.</p>
<p>Gli esperti della First Colony Foundation e del British Museum di Londra hanno nuovamente esaminato la &#8220;Virginea Pars&#8221;, la mappa di Virginia e Carolina del Nord creata dall&#8217;esploratore John White nel 1580 e di proprietà del British Museum dal 1866.</p>
<div id="attachment_9817" class="wp-caption alignnone" style="width: 383px"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Roanoke_Colony"><img class="size-full wp-image-9817" title="La Virginea Pars (wikipedia)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/la-virginea-pars-wikipedia.jpg?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La Virginea Pars (wikipedia)</p></div>
<p>Nel 1585 gli inglesi cercarono di stabilire sull&#8217;isola di Roanoke la loro seconda colonia del Nord America. Il primo tentativo andò però male: la spedizione, capitanata da Sir Grenville e Sir Lane e formata da 150 uomini, dovette ritirarsi a causa delle cattive condizioni meteorologiche e degli scontri coi nativi, lasciando sul posto solo 15 uomini a guardia dell&#8217;insediamento. Fu in quell&#8217;anno che John White fece la mappa e altri disegni.</p>
<p>Nel 1587, una seconda spedizione di 116 coloni inglesi, stavolta capitanata da White, sbarcò sull&#8217;isola, ma non trovò nessuno degli uomini lasciati due anni prima; probabilmente erano stati uccisi per vendetta dai nativi. White dovette però tornare in Inghilterra per fare diversi rifornimenti ma, a causa della guerra con la Spagna, poté ritornare sull&#8217;isola solo nel 1590.</p>
<p>Quando tornò, i coloni erano spariti e gli edifici smantellati. White sapeva che la maggioranza aveva previsto di spostarsi &#8220;50 miglia sulla terraferma&#8221;, ma l&#8217;unico indizio che trovò fu la scritta &#8220;CROATOAN&#8221; incisa sul tronco di un albero. Prima della partenza White aveva chiesto di aggiungere una croce di Malta in caso di fuga improvvisa, ma questa croce non c&#8217;era.</p>
<p>Pensò che i coloni si erano trasferiti sulla vicina isola di Croatoan (l&#8217;odierna Hatteras Island), ma non riuscì a raggiungerla: si avvicinò un&#8217;improvvisa tempesta e i suoi uomini si rifiutarono di spingersi oltre. Il giorno dopo, partirono. Nessuno sa con certezza che fine abbiano fatto i coloni.</p>
<p>&#8220;Crediamo che questa sia la prova inconfutabile che mossero verso ovest in direzione dell&#8217;estuario di Albemarle Sound, alla confluenza dei fiumi Chowan e Roanoke&#8221;, ha dichiarato James Horn, della Colonial Williamsburg Foundation e autore di un libro sull&#8217;argomento. &#8220;La loro intenzione era di creare un insediamento. E questo è quello che crediamo di vedere in questo simbolo &#8211; la loro chiara intenzione, segnata sulla mappa&#8230;&#8221;</p>
<p>Sulla mappa ci sono due pezze. Una sembra essere stata messa semplicemente per correggere un errore, ma l&#8217;altra &#8211; in quella che oggi è la contea di Bertie nel nord-est della Carolina del Nord &#8211; nasconde ciò che sembra essere il simbolo di un forte. Per gli studiosi americani e britannici potrebbe indicare la destinazione dei coloni.</p>
<div id="attachment_9818" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://archaeologynewsnetwork.blogspot.it/2012/05/researchers-find-clue-to-location-of.html#.T76OMMUldQE"><img class="size-full wp-image-9818" title="Dettaglio (Trustees of the British Museum)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/dettaglio-trustees-of-the-british-museum.jpg?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Dettaglio (Trustees of the British Museum)</p></div>
<div id="attachment_9819" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://archaeologynewsnetwork.blogspot.it/2012/05/researchers-find-clue-to-location-of.html#.T76OMMUldQE"><img class="size-full wp-image-9819" title="La mappa illuminata (Trustees of the British Museum)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/la-mappa-illuminata-trustees-of-the-british-museum.jpg?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La mappa illuminata (Trustees of the British Museum)</p></div>
<div id="attachment_9820" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://archaeologynewsnetwork.blogspot.it/2012/05/researchers-find-clue-to-location-of.html#.T76OMMUldQE"><img class="size-full wp-image-9820" title="(Trustees of the British Museum)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/trustees-of-the-british-museum.jpg?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">(Trustees of the British Museum)</p></div>
<p><a href="http://www.newsobserver.com/2012/05/01/2041723/north-carolina-and-british-researchers.html" target="_blank">News Observer</a></p>
<p><a href="http://www.cbc.ca/news/world/story/2012/05/04/lost-colony-virginia.html" target="_blank">CBC</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9816/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9816&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>L’origine e la diffusione dei cavalli domestici</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/21/lorigine-e-la-diffusione-dei-cavalli-domestici/</link>
		<comments>http://ilfattostorico.com/2012/05/21/lorigine-e-la-diffusione-dei-cavalli-domestici/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 May 2012 21:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Preistoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo una nuova ricerca dell&#8217;Università di Cambridge, l&#8217;addomesticamento dei cavalli avvenne tra le steppe della moderna Ucraina, del sud-ovest della Russia e del Kazakistan occidentale, mischiandosi poi con altre razze di cavalli come si diffondevano nel resto di Europa e Asia. Per diversi decenni gli scienziati si sono interrogati sull&#8217;origine dei cavalli domestici. Sulla base [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9807&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo una nuova ricerca dell&#8217;Università di Cambridge, l&#8217;addomesticamento dei cavalli avvenne tra le steppe della moderna Ucraina, del sud-ovest della Russia e del Kazakistan occidentale, mischiandosi poi con altre razze di cavalli come si diffondevano nel resto di Europa e Asia.</p>
<div id="attachment_9811" class="wp-caption alignnone" style="width: 570px"><img class="size-full wp-image-9811" title="(University of Cambridge)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/university-of-cambridge.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(University of Cambridge)</p></div>
<p>Per diversi decenni gli scienziati si sono interrogati sull&#8217;origine dei cavalli domestici. Sulla base delle testimonianze archeologiche si è a lungo pensato che ciò fosse avvenuto nella parte occidentale della steppa eurasiatica. Tuttavia, una singola origine in un&#8217;area geograficamente limitata appariva in contrasto con il gran numero di lignaggi femminili contenuti nel patrimonio genetico del cavallo domestico, che quindi veniva più ritenuto il risultato di molteplici addomesticamenti verificatesi in una vasta area geografica.</p>
<p>Per risolvere la questione, gli scienziati dell&#8217;Università di Cambridge hanno utilizzato un database genetico di oltre 300 cavalli, scoprendo che l&#8217;antenato selvatico dei cavalli domestici, l&#8217;ormai estinto <em>Equus ferus</em>, arrivò nell&#8217;Asia orientale circa 160.000 anni fa. Sono anche stati in grado di dimostrare che l&#8217;<em>Equus ferus</em> venne addomesticato nella steppa eurasiatica occidentale, e che le mandrie si sono poi ripetutamente ricostituite coi cavalli selvatici come si diffondevano in tutta l&#8217;Eurasia.</p>
<p>La dott.ssa Vera Warmuth, del dipartimento di Zoologia dell&#8217;Università di Cambridge, spiega: &#8220;La nostra ricerca mostra chiaramente che la popolazione fondatrice dei cavalli domestici si originò nella steppa eurasiatica occidentale, un&#8217;area dove sono state trovate anche le prime tracce archeologiche. La diffusione del cavallo domestico differiva da quella di molte altre specie animali addomesticate, in quanto le mandrie che si diffondevano aumentavano grazie ai locali cavalli selvatici su una scala senza precedenti. Se questi ripopolamenti coinvolgevano principalmente cavalle selvatiche, possiamo spiegare il gran numero di lignaggi femminili nel patrimonio genetico dei cavalli senza dover invocare origini di domesticazione multiple&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.cam.ac.uk/research/news/mystery-of-the-domestication-of-the-horse-solved/" target="_blank">Università di Cambridge</a></p>
<p><a href="http://www.pnas.org/content/early/2012/05/02/1111122109" target="_blank">PNAS</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9807/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9807/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9807/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9807&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">aezio</media:title>
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			<media:title type="html">(University of Cambridge)</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Sangue sui coltelli precolombiani</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/20/sangue-sui-coltelli-precolombiani/</link>
		<comments>http://ilfattostorico.com/2012/05/20/sangue-sui-coltelli-precolombiani/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 May 2012 21:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Storia precolombiana]]></category>

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		<description><![CDATA[I ricercatori messicani hanno trovato cellule di sangue e frammenti di muscoli, tendini, pelle e capelli su dei coltelli di ossidiana di 2.000 anni fa. Secondo loro si tratta della prima prova &#8220;definitiva&#8221; dell&#8217;utilizzo di questi strumenti per i sacrifici umani, finora provati indirettamente solo dai segni di taglio sulle ossa delle vittime. La ricercatrice [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9791&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I ricercatori messicani hanno trovato cellule di sangue e frammenti di muscoli, tendini, pelle e capelli su dei coltelli di ossidiana di 2.000 anni fa. Secondo loro si tratta della prima prova &#8220;definitiva&#8221; dell&#8217;utilizzo di questi strumenti per i sacrifici umani, finora provati indirettamente solo dai segni di taglio sulle ossa delle vittime.</p>
<div id="attachment_9797" class="wp-caption alignnone" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-9797" title="(AP Photo/INAH/Yadira Martinez, HO)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-photo2.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(AP Photo/INAH/Yadira Martinez, HO)</p></div>
<div id="attachment_9795" class="wp-caption alignnone" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-9795" title="(AP Photo/INAH/Yadira Martinez, HO)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-photo.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(AP Photo/INAH/Yadira Martinez, HO)</p></div>
<p>La ricercatrice dell&#8217;INAH Luisa Mainou ha identificato tessuti umani su 31 coltelli nel sito di Cantona, in Messico. La civiltà di Cantona fiorì subito dopo quella di Teotihuacan, e precedette di più di 1000 anni gli Aztechi, anch&#8217;essi professionisti nei sacrifici umani.</p>
<p>Susan Gillespie, professore associato di antropologia all&#8217;Università della Florida, non coinvolta nella ricerca, sostiene che è la prima volta che vengono identificati questi tipi di tessuto sui coltelli di ossidiana. Precedenti studi avevano trovato solo tracce di resti organici come il cibo.</p>
<div id="attachment_9796" class="wp-caption alignnone" style="width: 522px"><img class="size-full wp-image-9796" title="(AP Photo/INAH/Luisa Mainou, HO)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-photo1.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(AP Photo/INAH/Luisa Mainou, HO)</p></div>
<p>I sacrifici umani presenti nelle descrizioni dei conquistatori spagnoli o nei dipinti precolombiani comprendono l&#8217;asportazione del cuore, la decapitazione, lo smembramento, lo sventramento e la scuoiatura delle vittime.</p>
<p>Non a caso, alcuni dei coltelli analizzati conservavano più tracce di globuli rossi, mentre altri avevano più pelle, e altri ancora più muscoli o collagene: &#8220;Ciò indica che ogni utensile da taglio veniva usato per uno scopo diverso&#8221;, dice Mainou.</p>
<p>I conquistatori spagnoli sono stati a lungo sospettati di esagerare nei resoconti dei sacrifici di massa eseguiti dalle civiltà culture pre-ispaniche, per farli apparire più brutali. &#8220;La conferma archeologica del sacrificio umano &#8211; conclude Gillespie &#8211; è importante per sostenere o contestare i tanti resoconti storici successivi alla conquista o le immagini precolombiane dei sacrifici&#8221;.</p>
<p><a href="http://hosted2.ap.org/OREUG/86053d8662944f7698388c63189f97c6/Article_2012-05-03-Mexico-Sacrifice%20Blood%20Found/id-e035a22bb4dd42bf94ec4c20a2dc69ab" target="_blank">Associated Press</a></p>
<p><a href="http://www.inah.gob.mx/index.php/boletines/8-investigaciones-y-estudios-historicos/5851-estudian-material-organico-de-epoca-prehispanica" target="_blank">INAH</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9791/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9791/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9791/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9791&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">(AP Photo/INAH/Yadira Martinez, HO)</media:title>
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			<media:title type="html">(AP Photo/INAH/Luisa Mainou, HO)</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Le vite segrete dei libri medievali</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/19/le-vite-segrete-dei-libri-medievali/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 21:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Storia medievale]]></category>

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		<description><![CDATA[Temevano la malattia, erano egoisti e si addormentavano leggendo a tarda notte proprio come noi, ha rivelato una nuova ricerca sui nostri antenati medievali. Per la prima volta una nuova tecnica scientifica ha permesso di entrare nelle menti delle persone medievali &#8211; attraverso i loro libri sporchi. Una nuova macchina chiamata densitometro, inventata dalla dott.ssa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9784&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Temevano la malattia, erano egoisti e si addormentavano leggendo a tarda notte proprio come noi, ha rivelato una nuova ricerca sui nostri antenati medievali.</p>
<p>Per la prima volta una nuova tecnica scientifica ha permesso di entrare nelle menti delle persone medievali &#8211; attraverso i loro libri sporchi.</p>
<div id="attachment_9786" class="wp-caption alignnone" style="width: 560px"><img class="size-full wp-image-9786" title="(University of St Andrews)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/university-of-st-andrews1.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(University of St Andrews)</p></div>
<p>Una nuova macchina chiamata densitometro, inventata dalla dott.ssa Kathryn Rudy, docente di Storia dell&#8217;Arte presso l&#8217;Università di St Andrews, è in grado di determinare la quantità di sporco contenuto nelle pagine dei manoscritti medievali, e quindi capire quali erano le più lette.</p>
<p>La macchina è stata utilizzata su libri di preghiere medievali, e ha dimostrato che la gente era come interessata a se stessa e paurosa della malattia come oggi.</p>
<div id="attachment_9785" class="wp-caption alignnone" style="width: 540px"><img class="size-full wp-image-9785 " title="Il densitometro (University of St Andrews)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/university-of-st-andrews.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">Il densitometro (University of St Andrews)</p></div>
<p>Per esempio, in una selezione di libri religiosi, una delle pagine più sporche era una preghiera a San Sebastiano che veniva spesso pregato perché le sue ferite di freccia (la causa del suo martirio) assomigliavano alla peste bubbonica. Il lettore del libro sarebbe dunque stato terrorizzato dalla peste e ripeteva la preghiera per scongiurare la malattia.</p>
<p>Allo stesso modo le pagine che contenevano le preghiere per la salvezza degli altri erano meno sporche di quelle per la salvezza propria.</p>
<p>L&#8217;analisi ha poi evidenziato che le pagine di una preghiera da dire nel primo mattino erano sporche solo nelle prime pagine. Secondo Rudy questo dimostrerebbe che la maggior parte dei lettori si addormentava nello stesso punto.</p>
<p>Dice: &#8220;Anche se spesso è difficile studiare le abitudini, i rituali privati e gli stati emotivi delle persone, questa nuova tecnica ci può portare nelle menti delle persone dal passato. La religione non era separabile da salute fisica, gestione del tempo e relazioni interpersonali nell&#8217;età medievale. Nel secolo prima della stampa, la gente ordinava decine di migliaia di libri di preghiere &#8211; a volte molto ben miniate &#8211; anche se venivano a costare quanto una casa&#8221;.</p>
<p>&#8220;Come risultato venivano ben custoditi, letti più volte al giorno nei momenti di preghiera, e attraverso l&#8217;analisi di quanto fossero sporche le pagine siamo in grado di identificare le priorità e le credenze dei loro proprietari&#8221;.</p>
<p id="firstHeading"><a href="http://www.st-andrews.ac.uk/news/archive/2012/Title,85210,en.html" target="_blank">Università di St. Andrews</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9784/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9784/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9784/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9784&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">aezio</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/university-of-st-andrews1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(University of St Andrews)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/university-of-st-andrews.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Il densitometro (University of St Andrews)</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>I più antichi strumenti astronomici scoperti in Cina</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/18/i-piu-antichi-strumenti-astronomici-scoperti-in-cina/</link>
		<comments>http://ilfattostorico.com/2012/05/18/i-piu-antichi-strumenti-astronomici-scoperti-in-cina/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 21:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia antica]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo gli scienziati cinesi un oggetto scoperto 35 anni fa nella città di Fuyang, in una tomba della dinastia Han occidentale, potrebbe essere un&#8217;antica meridiana. Nel 1977, gli archeologi avevano portato alla luce un gran numero di preziose reliquie, tra cui un &#8220;oggetto laccato per scopi insoliti&#8221;, nella tomba di Xiahou Zao (II secolo a.C.), [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9775&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo gli scienziati cinesi un oggetto scoperto 35 anni fa nella città di Fuyang, in una tomba della dinastia Han occidentale, potrebbe essere un&#8217;antica meridiana.</p>
<p>Nel 1977, gli archeologi avevano portato alla luce un gran numero di preziose reliquie, tra cui un &#8220;oggetto laccato per scopi insoliti&#8221;, nella tomba di Xiahou Zao (II secolo a.C.), nel sito di Shuanggudui. Tuttavia, non erano molto chiare la struttura e la funzione di una coppia di dischi sovrapposti laccati trovati nella stessa tomba.</p>
<p>La squadra di Yunli Shi, professore presso il dipartimento di Storia della scienza e archeologia scientifica, all&#8217;Università della Scienza e della Tecnologia a Hefei, pensa che un oggetto sia l&#8217;ago di una meridiana, mentre la coppia di dischi laccati costituirebbero un &#8216;dispositivo equatoriale&#8217; per osservare la posizione dei corpi celesti. Entrambi sarebbero i più antichi strumenti esistenti al mondo a compiere precise misurazioni astronomiche.</p>
<div id="attachment_9779" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9779" title="Riproduzione dello gnomone (Yunli Shi)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/yunli-shi.jpg?w=600&h=309" alt="" width="600" height="309" /><p class="wp-caption-text">Riproduzione dello gnomone (Yunli Shi)</p></div>
<div id="attachment_9780" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9780" title="Riproduzione del dispositivo equatoriale (Yunli Shi)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/yunli-shi1.jpg?w=600&h=309" alt="" width="600" height="309" /><p class="wp-caption-text">Riproduzione del dispositivo equatoriale (Yunli Shi)</p></div>
<p>La meridiana ha due parti simmetriche e pieghevoli. Se posizionato in direzione sud-nord, il sole di mezzogiorno proietta l&#8217;ombra dell&#8217;asta verticale su dei punti fissi nei giorni dei solstizi e degli equinozi. &#8220;Geograficamente, questo tipo di gnomone (<em>l&#8217;asta della meridiana</em>) può essere usato solo a una certa latitudine, e quella della tomba di Xiahou Zao è proprio adatta&#8221;, ha spiegato Shi.</p>
<p>I bordi dei due dischi sono invece contrassegnati dai gradi completi della volta celeste e da misurazioni lunari.</p>
<p><a href="http://english.cas.cn/Ne/CASE/201205/t20120502_84578.shtml" target="_blank">Studies in the History of Natural Sciences</a></p>
<p><a href="http://www.sci-news.com/archaeology/article00292.html" target="_blank">Sci News</a></p>
<p><strong>Vedi anche: <a title="La tavola astrologica più antica" href="http://ilfattostorico.com/2012/02/27/la-tavola-astrologica-piu-antica/" target="_blank">La tavola astrologica più antica d&#8217;Europa</a></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9775/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9775&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Riproduzione dello gnomone (Yunli Shi)</media:title>
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			<media:title type="html">Riproduzione del dispositivo equatoriale (Yunli Shi)</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Khirbet Qeiyafa un avamposto dei Giudei?</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/17/khirbet-qeiyafa-un-avamposto-dei-giudei/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 21:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Storia antica]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia biblica]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno scavo archeologico nei pressi della biblica Gath, città natale di Golia, avrebbe portato al ritrovamento di pratiche religiose della Giudea di 3.000 anni fa collegabili alle figure dei re Davide e Salomone. &#8220;Abbiamo una città con una popolazione appartenente al Regno di Giuda&#8221;, dice Yosef Garfinkel, archeologo dell&#8217;Università Ebraica di Gerusalemme. &#8220;È totalmente diversa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9759&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno scavo archeologico nei pressi della biblica Gath, città natale di Golia, avrebbe portato al ritrovamento di pratiche religiose della Giudea di 3.000 anni fa collegabili alle figure dei re Davide e Salomone.</p>
<p>&#8220;Abbiamo una città con una popolazione appartenente al Regno di Giuda&#8221;, dice Yosef Garfinkel, archeologo dell&#8217;Università Ebraica di Gerusalemme. &#8220;È totalmente diversa da quelle di filistei, cananei o del Regno di Israele&#8221;.</p>
<div id="attachment_9767" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9767" title="Khirbet Qeiyafa. In mezzo è visibile una pietra eretta (Hebrew University of Jerusalem)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/hebrew-university-of-jerusalem1.jpg?w=600&h=398" alt="" width="600" height="398" /><p class="wp-caption-text">Khirbet Qeiyafa. In mezzo è visibile una pietra eretta (Hebrew University of Jerusalem)</p></div>
<div id="attachment_9765" class="wp-caption alignnone" style="width: 404px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Giuda"><img class="size-full wp-image-9765" title="Regno di Israele (a nord) e Regno di Giuda (a sud) alla morte di Salomone, 933 a.C. circa (wikipedia)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/regno-di-israele-a-nord-e-regno-di-giuda-a-sud-alla-morte-di-salomone-circa-933-a-c-wikipedia.png?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Regno di Israele (a nord) e Regno di Giuda (a sud) alla morte di Salomone, 933 a.C. circa (wikipedia)</p></div>
<p>Il sito, noto oggi come Khirbet Qeiyafa, si trova sulla cima di una collina che domina la valle di Elah. Negli ultimi cinque anni, Garfinkel e i suoi colleghi hanno scavato le rovine di una città fortificata situata di fronte a quella che fu la città filistea di Gath. Nella Bibbia, il gigante Golia uscì da Gath per affrontare gli Israeliti ma venne battuto dalla fionda di Davide.</p>
<p>Garfinkel non può verificare questa storia, ma dice che le armi, gli oggetti di culto e persino le ossa animali trovate intorno a Khirbet Qeiyafa indicano che l&#8217;insediamento fosse un fondamentale avamposto militare per la storica Casa di Davide (<em>la dinastia di Re Davide</em>), lacerata dai conflitti. &#8220;C&#8217;era qualcosa qui di militare e piuttosto aggressivo&#8221;, ha detto. &#8220;Non era un villaggio tranquillo&#8221;.</p>
<p>La datazione al radiocarbonio dei noccioli di olive bruciati ha dimostrato che l&#8217;antica città durò solo 40 anni, dal 1020 al 980 a.C., prima di essere distrutta. Alcuni scettici hanno suggerito che Khirbet Qeiyafa era solo un altro insediamento cananeo, e che Davide era al massimo un capo minore, o forse un personaggio folcloristico come Robin Hood. Per Garfinkel, gli oggetti presenti nel sito si collegano invece a re Davide e alle pratiche religiose citate nella Bibbia.</p>
<div id="attachment_9770" class="wp-caption alignnone" style="width: 609px"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Golia"><img class="size-full wp-image-9770" title="Davide in procinto di tagliare la testa al cadavere di Golia, in un dipinto di Michelangelo (wikipedia)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/davide-in-procinto-di-tagliare-la-testa-al-cadavere-di-golia-in-un-dipinto-di-michelangelo-wikipedia.jpg?w=600" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Davide in procinto di tagliare la testa al cadavere di Golia, in un dipinto di Michelangelo (wikipedia)</p></div>
<p>Spiega Garfinkel: &#8220;Nel corso degli anni sono state trovate migliaia di ossa animali: ovini, caprini e bovini, ma non maiali. Ora abbiamo scoperto tre sale di culto, con vari parafernalia, ma non è stata scoperta nemmeno una statuetta umana o animale. Ciò suggerisce che la popolazione di Khirbet Qeiyafa osservasse due divieti biblici &#8211; sulla carne di maiale e sulle immagini scolpite &#8211; e quindi praticasse un culto diverso rispetto a Cananei e Filistei&#8221;. L&#8217;assenza di immagini umane era peculiare tra i Giudei: &#8220;Nel regno settentrionale di Israele si trovano rappresentazioni umane&#8221;, dice.</p>
<p>Gli oggetti di culto includono cinque pietre erette, due altari di basalto, due recipienti di ceramica per la libagione e due santuari portatili prodotti in stile Mesopotamico &#8211; lo stesso, antico, stile che avrebbe ispirato l&#8217;architettura del palazzo costruito da Salomone, figlio di Davide. &#8220;Sembra che Salomone non volesse essere cananeo e prese un modello diverso dalla Mesopotamia&#8221;, ha dichiarato Garfinkel.</p>
<div id="attachment_9768" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9768" title="L'altare di basalto (Hebrew University of Jerusalem)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/hebrew-university-of-jerusalem2.jpg?w=600&h=421" alt="" width="600" height="421" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;altare di basalto (Hebrew University of Jerusalem)</p></div>
<p>I santuari sono contenitori tipo scatole in pietra o argilla. &#8220;Penso che in ebraico venissero chiamati &#8216;Aron&#8217;. &#8220;Questo termine è stato poi tradotto in inglese come &#8216;ark&#8217; (<em>arca</em>) e è diventato un manufatto mistico. Ritengo che il nome ebraico fosse solo un semplice termine tecnico: un contenitore per conservare i simboli di Dio&#8221;. Questi santuari erano probabilmente simili esteticamente all&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza, evidenziata nella Bibbia e in film come &#8220;I predatori dell&#8217;arca perduta&#8221;.</p>
<p>Il santuario d&#8217;argilla ha una facciata intricata, con due leoni guardiani, pilastri e volatili sul tetto. Il santuario in pietra era dipinto di rosso, e la sua facciata è decorata con simboli caratteristici triglifi e una porta. Per Garfinkel, la Bibbia potrebbe aver fatto riferimento a quelle caratteristiche architettoniche nella sua descrizione del palazzo di Salomone. La parola indicante i pilastri (&#8220;Slaot&#8221;) potrebbe effettivamente essere riferita ai triglifi, mentre il termine per le finestre (&#8220;Sequfim&#8221;) potrebbe invece aver fatto riferimento alle porte.</p>
<div id="attachment_9766" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9766" title="Yosef Garfinkel mostra il santuario di pietra (Hebrew University of Jerusalem)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/hebrew-university-of-jerusalem.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Yosef Garfinkel mostra il santuario di pietra (Hebrew University of Jerusalem)</p></div>
<div id="attachment_9769" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9769" title="Il santuario di argilla (Hebrew University of Jerusalem)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/hebrew-university-of-jerusalem3.jpg?w=600&h=583" alt="" width="600" height="583" /><p class="wp-caption-text">Il santuario di argilla (Hebrew University of Jerusalem)</p></div>
<p>Garfinkel entra anche nel dibattito sulla figura storica di Davide: &#8220;I vari indizi che negano la tradizione biblica per quanto riguarda re Davide e sostengono che era una figura mitologica, o un semplice capo di una piccola tribù, si dimostrano ora essere sbagliati&#8221;.</p>
<p>Ma per Aren Maeir (Università di Bar-Ilan), responsabile dello scavo di Gath, le scoperte non forniscono alcuna prova al riguardo. Per esempio, il fatto che il santuario di argilla fosse decorato con leoni e uccelli sminuisce l&#8217;annuncio di Garfinkel secondo cui non ci sono immagini scolpite nel sito. Inoltre per Nadav Na&#8217;aman (Università di Tel Aviv) anche i Cananei, come i Giudei, osservavano il divieto di mangiare carne di maiale.</p>
<p>Maeir ritiene poi che le distinzioni tra i vari popoli menzionati nella Bibbia &#8211; tra cui gli israeliti di Davide e i Filistei di Golia &#8211; erano &#8220;più sfumate rispetto al modo in cui vengono spesso descritte&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è dubbio che questo era un sito molto importante, ma su che cosa fosse di preciso &#8211; dice Maeir &#8211; non c&#8217;è ancora un&#8217;opinione comune&#8221;.</p>
<p><a href="http://cosmiclog.msnbc.msn.com/_news/2012/05/08/11605245-3000-year-old-artifacts-reveal-history-behind-biblical-david-and-goliath?lite" target="_blank">MSNBC</a></p>
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		<title>Il più antico calendario Maya conosciuto</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/12/il-piu-antico-calendario-maya-conosciuto/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale]]></category>
		<category><![CDATA[Misteri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia precolombiana]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[David Stuart]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 21 luglio 1561, una folla di contadini indigeni protestò nella piazza di Mani, in Messico, dopo che un missionario francescano aveva incendiato decine di delicati libri, o codici, Maya. Condannati dai missionari come &#8220;inganno del Diavolo&#8221;, questi testi scritti conservavano le conoscenze elaborate nei secoli della scienza e della matematica Maya. Simili atti di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9716&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 21 luglio 1561, una folla di contadini indigeni protestò nella piazza di Mani, in Messico, dopo che un missionario francescano aveva incendiato decine di delicati libri, o codici, Maya. Condannati dai missionari come &#8220;inganno del Diavolo&#8221;, questi testi scritti conservavano le conoscenze elaborate nei secoli della scienza e della matematica Maya. Simili atti di distruzione continuarono, cancellando centinaia di altri codici Maya. Oggi sono sopravvissuti solo una manciata di codici leggibili.</p>
<p>Ora un team di ricercatori americani ha scoperto un piccolo tesoro di antichi testi Maya in un luogo sorprendente. In un articolo pubblicato su <em>Science</em>, William Saturno, archeologo presso l&#8217;Università di Boston, e i suoi colleghi, rivelano il ritrovamento di tavole astronomiche Maya e altri testi dipinti e incisi sulle pareti di una casa di 1.200 anni fa, nel sito di Xultún in Guatemala. Le tavole astronomiche appena scoperte sono di almeno 500 anni più antiche di quelle conservate nei codici Maya, dando ai ricercatori una visione nuova della scienza al culmine della civiltà Maya. &#8220;Penso che siamo tutti stupiti da questa scoperta&#8221;, afferma Stephen Houston, archeologo presso la Brown University (che non ha fatto parte del team).</p>
<div id="attachment_9736" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9736" title="(Tyrone Turner, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/tyrone-turner-national-geographic1.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">(Tyrone Turner, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_9735" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9735" title="William Saturno (Tyrone Turner, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/tyrone-turner-national-geographic.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">William Saturno (Tyrone Turner, National Geographic)</p></div>
<p>I tombaroli avevano già ampiamente saccheggiato Xultún, che all&#8217;epoca era una grande città Maya. Ma nel marzo 2010, un membro del team di Saturno, lo studente dell&#8217;Università di Boston Maxwell Chamberlain, scoprì parte di un muro dipinto esposto dai tombaroli. Successivi scavi archeologici avevano rivelato tre pareti intatte nella stanza di un complesso residenziale: sulle mura vi erano i dipinti di figure umane &#8211; tra cui un re Maya riccamente vestito &#8211; così come colonne verticali di numeri scritti coi geroglifici Maya.</p>
<div id="attachment_9739" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9739" title="In questa fotografia composita, da sinistra: uno dei tre ritratti quasi identici di uomini seduti; un presunto scriba con in mano un pennello; un re maya ornato di piume azzurre (Tyrone Turner, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/tyrone-turner-national-geographic3.jpg?w=600&h=296" alt="" width="600" height="296" /><p class="wp-caption-text">In questa fotografia composita, da sinistra: uno dei tre ritratti quasi identici di uomini seduti; un presunto scriba con in mano un pennello; un re maya ornato di piume azzurre (Tyrone Turner, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_9741" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9741" title="I tre uomini seduti indossano copricapi di foggia mai ritrovata prima nell'arte maya (Heather Hurst, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic1.jpg?w=600&h=413" alt="" width="600" height="413" /><p class="wp-caption-text">I tre uomini seduti indossano copricapi di foggia mai ritrovata prima nell&#8217;arte maya (Heather Hurst, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_9742" class="wp-caption alignnone" style="width: 445px"><img class="size-full wp-image-9742 " title="I glifi vicino al volto riportano il suo nome: &quot;Fratello minore Ossidiana&quot;. Secondo l'ipotesi di Saturno, l'insolito titolo e la vicinanza alla figura del re indicano che l'uomo, probabilmente uno scriba o un artista che abitava nella casa, era anche imparentato con il sovrano (Heather Hurst, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic2.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">I glifi vicino al volto riportano il suo nome: &#8220;Fratello minore Ossidiana&#8221;. Secondo l&#8217;ipotesi di Saturno, l&#8217;insolito titolo e la vicinanza alla figura del re indicano che l&#8217;uomo, probabilmente uno scriba o un artista che abitava nella casa, era anche imparentato con il sovrano (Heather Hurst, National Geographic)</p></div>
<div id="attachment_9740" class="wp-caption alignnone" style="width: 438px"><img class="size-full wp-image-9740" title="Ricostruzione del ritratto di re (Heather Hurst, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">Ricostruzione del ritratto di re (Heather Hurst, National Geographic)</p></div>
<p>Il team ha scansionato tutti i dipinti e i numeri, li ha uniti in digitale, e ha inviato le immagini a David Stuart dell&#8217;Università del Texas di Austin, specializzato nello studio delle iscrizioni Maya. L&#8217;analisi di Stuart ha rivelato che almeno cinque delle colonne numeriche erano sormontate da geroglifici che gli scribi Maya una volta utilizzavano per registrare i dati lunari. Questi glifi &#8220;della Luna&#8221;, così come i numeri sotto di loro, suggeriscono che le colonne rappresentano notazioni astronomiche simili a quelle trovate nel Codice di Dresda, un libro Maya ora custodito in un museo tedesco. Altri raggruppamenti numerici nella sala recentemente scoperta sembrano rappresentare cicli calendariali che coinvolgono i pianeti Venere e Marte.</p>
<p>In particolare, uno di essi si riferisce a un momento posto a distanza di 7.000 anni nel futuro, il che smentirebbe (se ce ne fosse ancora bisogno) che i Maya non hanno mai predetto la fine del mondo per il 21 dicembre 2012. &#8220;Gli antichi Maya prevedevano che il mondo sarebbe continuato, anche 7.000 anni dopo il giorno in cui furono tracciati questi segni&#8221;, sostiene Saturno.</p>
<div id="attachment_9737" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9737" title="(William Saturno e David Stuart, National Geographic)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/william-saturno-e-david-stuart-national-geographic.jpg?w=600&h=446" alt="" width="600" height="446" /><p class="wp-caption-text">(William Saturno e David Stuart, National Geographic)</p></div>
<p>Gli scribi Maya usavano la loro conoscenza dei cicli astronomici per pianificare importanti cerimonie pubbliche, come l&#8217;ascesa al potere di un re Maya o la designazione di un erede reale. &#8220;Ai Maya piaceva ancorare gli eventi storici nel tempo cosmico&#8221;, dice Saturno. Perciò gli scribi si basavano sulla conoscenza calendariale per programmare le cerimonie principali nelle date più opportune, come ad esempio un giorno in cui si sarebbe verificato un importante evento mitico o un fenomeno astronomico come un eclissi.</p>
<p>Ma perché qualcuno ha riportato le tavole astronomiche sui muri di una casa piuttosto che sulla stoffa di corteccia (<em>amatl</em>) come facevano di solito gli scribi Maya? Uno dei testi incisi suggerisce che la stanza sia stata in uso per tutto l&#8217;813 d.C., e Houston pensa che questa data potrebbe offrire un indizio. All&#8217;inizio del nono secolo, infatti, i disordini politici devastarono parti del mondo Maya, con alcune città-stato che implosero mentre altre sembravano crescere. Forse, suggerisce Houston, lo scriba di Xultún voleva registrare in modo più permanente i dati calendariali: &#8220;Potrebbe essere una sorta di tentativo di archiviazione&#8221;, dice.</p>
<p>Tutto sommato sembra una decisione molto lungimirante, data la successiva perdita della maggior parte dei libri Maya. E ciò che questo insolito archivio offre riguardo le menti degli antichi scienziati Maya è particolarmente coinvolgente, dice Houston. &#8220;Quello che state guardando è un fondamentale tentativo umano per dare un senso ai diversi modelli della natura, e in qualche modo li armonizza in un&#8217;elegante struttura matematica&#8221;.</p>
<p><a href="http://news.sciencemag.org/sciencenow/2012/05/looting-leads-archaeologists-to.html" target="_blank">Science</a></p>
<p><a href="http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2012/05/11/foto/niente_fine_del_mondo_nel_2012_parola_dei_maya-1017256/1/" target="_blank">National Geographic</a> (<a href="http://news.nationalgeographic.com/news/2012/05/120510-maya-2012-doomsday-calendar-end-of-world-science" target="_blank">fotografia navigabile</a>)</p>
<p>Vedi anche:</p>
<p><a title="La fine del mondo nel 2012? Il calendario Maya spiegato" href="http://ilfattostorico.com/2012/01/01/la-fine-del-mondo-nel-2012-il-calendario-maya-spiegato/" target="_blank"><strong>La fine del mondo nel 2012? Il calendario Maya spiegato</strong></a></p>
<p><a title="L’INAH riconosce un secondo riferimento maya al 2012" href="http://ilfattostorico.com/2011/12/08/linah-riconosce-un-secondo-riferimento-maya-al-2012/" target="_blank"><strong>L’INAH riconosce un secondo riferimento maya al 2012</strong></a></p>
<p><a title="2012: Sei miti sulla fine del mondo sfatati" href="http://ilfattostorico.com/2009/11/07/2012-sei-miti-sulla-fine-del-mondo-sfatati/" target="_blank"><strong>2012: Sei miti sulla fine del mondo sfatati</strong></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9716/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9716/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9716&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">aezio</media:title>
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		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/tyrone-turner-national-geographic1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(Tyrone Turner, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/tyrone-turner-national-geographic.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">William Saturno (Tyrone Turner, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/tyrone-turner-national-geographic3.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">In questa fotografia composita, da sinistra: uno dei tre ritratti quasi identici di uomini seduti; un presunto scriba con in mano un pennello; un re maya ornato di piume azzurre (Tyrone Turner, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">I tre uomini seduti indossano copricapi di foggia mai ritrovata prima nell'arte maya (Heather Hurst, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic2.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">I glifi vicino al volto riportano il suo nome: "Fratello minore Ossidiana". Secondo l'ipotesi di Saturno, l'insolito titolo e la vicinanza alla figura del re indicano che l'uomo, probabilmente uno scriba o un artista che abitava nella casa, era anche imparentato con il sovrano (Heather Hurst, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/heather-hurst-national-geographic.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Ricostruzione del ritratto di re (Heather Hurst, National Geographic)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/william-saturno-e-david-stuart-national-geographic.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(William Saturno e David Stuart, National Geographic)</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Restituite all’Italia 7 opere d’arte</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/11/restituite-allitalia-7-opere-darte/</link>
		<comments>http://ilfattostorico.com/2012/05/11/restituite-allitalia-7-opere-darte/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 21:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 26 aprile, presso l&#8217;Ambasciata italiana a Washington (USA), è avvenuta la riconsegna di sette opere d’arte da parte degli Stati Uniti all&#8217;Italia, nelle mani del generale Pasquale Muggeo, Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Tutti i beni restituiti erano stati sequestrati e confiscati nel corso di complesse attività investigative condotte dal Comando [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9718&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 26 aprile, presso l&#8217;Ambasciata italiana a Washington (USA), è avvenuta la riconsegna di sette opere d’arte da parte degli Stati Uniti all&#8217;Italia, nelle mani del generale Pasquale Muggeo, Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.</p>
<p>Tutti i beni restituiti erano stati sequestrati e confiscati nel corso di complesse attività investigative condotte dal Comando Carabinieri TPC in stretta collaborazione con l’ICE, poiché giunti illegalmente negli USA con falsa documentazione.</p>
<p>Ecco le opere riconsegnate:</p>
<p>Una pelike attica a figure rosse ed una situla apula, rispettivamente del V e del IV sec a.C., illecitamente sottratte al patrimonio storico-artistico italiano, poste in vendita all’asta a New York il 3 giugno 2009 e ritrovate in forza di puntuali controlli incrociati fra Banca Dati ed altre indagini in corso.</p>
<div id="attachment_9719" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9719" title="(AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin.jpg?w=600&h=407" alt="" width="600" height="407" /><p class="wp-caption-text">La situla apula a figure rosse, 365-350<em> </em>a.C. circa (AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<div id="attachment_9720" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9720" title="Una pelike attica a figure rosse, 480-460 a.C. circa (AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin1.jpg?w=600&h=900" alt="" width="600" height="900" /><p class="wp-caption-text">La pelike attica a figure rosse, 480-460 a.C. circa (AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<p>Tre pagine miniate su carta pergamenata del 1400 e 1500, trafugate dalla Chiesa di San Paolo di Pistoia nel 1990 e dall’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore di Asciano (SI) nel 1975. Tutti e tre i capolavori erano stati individuati nell’ambito di controlli eseguiti sulla commercializzazione online e mediante riscontri fotografici comparativi eseguiti nella Banca Dati delle opere d’arte illecitamente sottratte, gestita dal Comando CC TPC.</p>
<div id="attachment_9721" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9721" title="Tre pagine miniate su carta pergamenata del 1400 e 1500 (AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin2.jpg?w=600&h=399" alt="" width="600" height="399" /><p class="wp-caption-text">Le tre pagine miniate su carta pergamenata del 1400 e 1500 (AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<p>Un dipinto ad olio su rame, intitolato Leda ed il cigno, del XVI secolo attribuito all’artista Lelio Orsi. L’opera, uscita illegalmente dall’Italia nel 2008, era stata posta all’incanto presso una nota casa d’asta americana per la somma di circa un milione e mezzo di dollari. Le indagini del Comando, avviate già nel 2006, avevano permesso di individuare e disarticolare un sodalizio criminale transnazionale composto da 12 persone.</p>
<div id="attachment_9722" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9722" title="Il dipinto &quot;Leda ed il cigno&quot;, attribuito a Lelio Orsi (AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin3.jpg?w=600&h=399" alt="" width="600" height="399" /><p class="wp-caption-text">Il dipinto &#8220;Leda ed il cigno&#8221;, attribuito a Lelio Orsi (AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<div id="attachment_9727" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9727" title="(AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin8.jpg?w=600&h=730" alt="" width="600" height="730" /><p class="wp-caption-text">(AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<p>Un’erma in marmo gianiforme (Giano bifronte) del I sec. d.C., illecitamente scavata in Italia ed indebitamente esportata all’estero. Il reperto era stato messo all’asta a New York l’11 dicembre 2009 da un cittadino canadese per 20mila dollari. L’opera è stata localizzata in seguito ai riscontri effettuati con la Banca Dati delle opere illecitamente sottratte correlati alle risultanze di altre investigazioni.</p>
<div id="attachment_9723" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9723" title="Un'erma in marmo gianiforme (Giano bifronte) del I sec. d.C. (AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin4.jpg?w=600&h=901" alt="" width="600" height="901" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;erma in marmo gianiforme (Giano bifronte) del I sec. d.C. (AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<div id="attachment_9725" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9725" title="(AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin6.jpg?w=600&h=901" alt="" width="600" height="901" /><p class="wp-caption-text">(AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<div id="attachment_9726" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9726" title="(AP/Jacquelyn Martin)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin7.jpg?w=600&h=901" alt="" width="600" height="901" /><p class="wp-caption-text">(AP/Jacquelyn Martin)</p></div>
<p>Alla cerimonia erano presenti l’On. Janet Napolitano, &#8220;ministro dell’Interno USA&#8221; (Secretary Homeland Security), l’ambasciatore italiano Claudio Bisognero, e il direttore dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) Mr. John Morton.</p>
<div id="attachment_9728" class="wp-caption alignnone" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-9728" title="(MiBAC)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/mibac1.jpg?w=600" alt=""   /><p class="wp-caption-text">(MiBAC)</p></div>
<p><a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_345288216.html" target="_blank">Ministero dei Beni Culturali</a> (<a href="http://photos.oregonlive.com/photo-essay/2012/04/recovered_italian_antiquities.html" target="_blank">foto</a>)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/blogstorico.wordpress.com/9718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/blogstorico.wordpress.com/9718/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9718&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">aezio</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">(AP/Jacquelyn Martin)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Una pelike attica a figure rosse, 480-460 a.C. circa (AP/Jacquelyn Martin)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin2.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Tre pagine miniate su carta pergamenata del 1400 e 1500 (AP/Jacquelyn Martin)</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/ap-jacquelyn-martin3.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Il dipinto "Leda ed il cigno", attribuito a Lelio Orsi (AP/Jacquelyn Martin)</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">(AP/Jacquelyn Martin)</media:title>
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			<media:title type="html">(MiBAC)</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Tornano a fiorire gli orti e i giardini della Roma antica al Palatino</title>
		<link>http://ilfattostorico.com/2012/05/10/tornano-a-fiorire-gli-orti-e-i-giardini-della-roma-antica-al-palatino/</link>
		<comments>http://ilfattostorico.com/2012/05/10/tornano-a-fiorire-gli-orti-e-i-giardini-della-roma-antica-al-palatino/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 21:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aezio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ilfattostorico.com/?p=9702</guid>
		<description><![CDATA[Nel cuore di Roma antica sono stati ricreati i giardini dei palazzi imperiali, da Augusto ai Farnese. Nasce così &#8220;Orti e giardini. Il cuore di Roma antica&#8221;, una iniziativa della soprintendenza archeologica di Roma, dal 6 maggio al 14 ottobre, si sviluppa in otto stazioni sul Palatino: dal giardino della Casa di Augusto per proseguire [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilfattostorico.com&#038;blog=6704422&#038;post=9702&#038;subd=blogstorico&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9711" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9711" title="(MiBAC)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/mibac.jpg?w=600&h=896" alt="" width="600" height="896" /><p class="wp-caption-text">(MiBAC)</p></div>
<p>Nel cuore di Roma antica sono stati ricreati i giardini dei palazzi imperiali, da Augusto ai Farnese. Nasce così &#8220;Orti e giardini. Il cuore di Roma antica&#8221;, una iniziativa della soprintendenza archeologica di Roma, dal 6 maggio al 14 ottobre, si sviluppa in otto stazioni sul Palatino: dal giardino della Casa di Augusto per proseguire con i fiori azzurri nel Ninfeo ovale, gli Orti e giardini nelle stampe antiche in mostra alla Casina Farnese.</p>
<p>E ancora: le piante e il vetro per imitare l&#8217;acqua della fontana ottagonale; le petunie e la plumbago nei ninfei della Domus Augustana; le verbene dello Stadio di Domiziano; le essenze del Vivaio Farnesiano; il giardino di rose antiche negli Orti Farnesiani.</p>
<div id="attachment_9704" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9704" title="Un'aiuola che riproduce lo scudo delle amazzoni (corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Un&#8217;aiuola che riproduce lo scudo delle amazzoni (corriere.it)</p></div>
<div id="attachment_9705" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9705" title="Una riproduzione con fiori e vetro delle antiche fontane (corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it1.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Una riproduzione con fiori e vetro delle antiche fontane (corriere.it)</p></div>
<p>Sono state piantate migliaia di rose, pervinche, plumbago, petunie, narcisi, cotogne, viburni ed altro ancora. Numerose testimonianze letterarie e alcune iconografiche hanno consentito di riprodurre i giardini di età imperiale, sebbene non sia possibile conoscere con esattezza quali fossero le specie effettivamente coltivate nei vasti peristili, anche per l&#8217;impossibilità di condurre indagini scientifiche per le vicende che hanno caratterizzato i luoghi nel corso dei secoli.</p>
<div id="attachment_9706" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9706" title="(corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it2.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">(corriere.it)</p></div>
<div id="attachment_9707" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9707" title="Roseto del giardino di Boni (corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it3.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Roseto del giardino di Boni (corriere.it)</p></div>
<div id="attachment_9708" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9708" title="Uno scorcio del labirinto del giardino di Boni (corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it4.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Uno scorcio del labirinto del giardino di Boni (corriere.it)</p></div>
<p>Per questo motivo è stata dedicata particolare attenzione ai ninfei presenti sul Palatino dei quali restano i confini ben definiti. Per restituire l&#8217;immagine di un ninfeo, ferma restante la forma, si è pensato di richiamarne le due componenti fondamentali: il marmo e l&#8217;acqua. Per quanto concerne gli Orti Farnesiani, nell&#8217;area che la tradizione vuole vi fosse il vivaio vengono proposte in vivo le piante raffigurate nelle tavole seicentesche dell&#8217;Aldini e del Ferrari.</p>
<p>Piante oggi a noi notissime come la Yucca, la Passiflora, l&#8217;Agave, la Mimosa furono introdotte in Europa per la prima volta dalle Americhe proprio negli &#8221;Orti Farnesiani&#8221;, e con esse i pomodori, i peperoni e i peperoncini, il tabacco e il fico d&#8217; India, per citare solo quelle più note, che hanno contribuito a modificare abitudini alimentari e paesaggio.</p>
<p>La genesi e la ricchezza degli Orti Farnesiani vengono invece narrate attraverso un&#8217;esposizione di stampe riunite nella Casina Farnese, riaperta al pubblico in questa occasione. Nel peristilio della Casa di Augusto viene riproposto in scala 1:1 il giardino dell&#8217;affresco della Villa di Livia, conservato nel Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo.</p>
<div id="attachment_9709" class="wp-caption alignnone" style="width: 610px"><img class="size-full wp-image-9709" title="Lo stadio di Augusto (corriere.it)" src="http://blogstorico.files.wordpress.com/2012/05/corriere-it5.jpg?w=600&h=400" alt="" width="600" height="400" /><p class="wp-caption-text">Lo stadio di Augusto (corriere.it)</p></div>
<p><a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Lazio/Mostre-i-giardini-dei-palazzi-imperiali-nel-cuore-di-Roma-antica_313268401725.html" target="_blank">Adnkronos</a></p>
<p><a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_703979374.html" target="_blank">MiBAC</a></p>
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