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Soprano spagnolo, e [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2a989606/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/share/twitter/?u=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D856&amp;t=Auguri+a+Montserrat+Caball%C3%A9" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://res3.feedsportal.com/social/twitter.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://share.feedsportal.com/share/facebook/?u=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D856&amp;t=Auguri+a+Montserrat+Caball%C3%A9" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://res3.feedsportal.com/social/facebook.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://share.feedsportal.com/share/linkedin/?u=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D856&amp;t=Auguri+a+Montserrat+Caball%C3%A9" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://res3.feedsportal.com/social/linkedin.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://share.feedsportal.com/share/gplus/?u=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D856&amp;t=Auguri+a+Montserrat+Caball%C3%A9" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://res3.feedsportal.com/social/googleplus.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://share.feedsportal.com/share/email/?u=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D856&amp;t=Auguri+a+Montserrat+Caball%C3%A9" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://res3.feedsportal.com/social/email.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/163287284125/u/49/f/612175/c/33864/s/2a989606/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/163287284125/u/49/f/612175/c/33864/s/2a989606/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/163287284125/u/49/f/612175/c/33864/s/2a989606/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Con le sette note</category><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Thu, 11 Apr 2013 10:51:29 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=856#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=856</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Montserrat Caballé nel 1999, durante un concerto a Barcellona. Nata il 12 aprile 1933 nel capoluogo catalano, è considerata uno dei più grandi soprani del Novecento. E’ sposata con il tenore Barnabé Martì, dal quale ha avuto due figli: un maschio che si chiama come il padre e una femmina che porta il nome della madre. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/image0000.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="image0000" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/thumbs/thumbs_image0000.jpg" /></a>Auguri da tutto il mondo per il compleanno dell’ultima grande regina della lirica</p> <p style="text-align: justify;"><strong>MONTSERRAT CABALLE’ FESTEGGIA 80 PRIMAVERE</strong></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=montserrat%20caballe&#38;linkCode=ur2&#38;rh=n%3A412600031%2Ck%3Amontserrat%20caballe&#38;sprefix=monts%2Cpopular%2C225&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;url=search-alias%3Dpopular" target="_blank"><strong>La musica di Montserrat Caballé su amazon.it</strong></a></p> <p style="text-align: justify;">Il 12 aprile , María de Montserrat Viviana Concepción Caballé i Folch, conosciuta nel mondo della lirica semplicemente come  Montserrat Caballé, compie 80 anni. Soprano spagnolo, e più precisamente catalano, è l’ultima delle grandi regine della lirica del periodo d’oro. Con Maria Callas, che i melomani chiamavano “La Divina”, Joan Sutherland che era invece “La Stupenda”, Montserrat Caballé,  soprannominata “La Superba”,  ha formato un trio di soprani entrati nella leggenda.</p> <p style="text-align: justify;">Il titolo “La superba” non era stato dato alla Caballé per un suo atteggiamento sprezzante, altero, ma era legato alla voce: una voce magnifica,  che nel periodo della sua maturità aveva raggiunto una perfezione assoluta, con un timbro bellissimo, filature aeree da capogiro, agilità acrobatiche compiute con totale naturalezza, e ascensioni sconcertanti fino a un si naturale acuto. E accanto a queste doti vocali, una capacità interpretativa stupefacente.</p> <p style="text-align: justify;">Certo. Come tutti gli artisti, anche Montserrat Caballé ha avuto il suo periodo di massimo fulgore che poi a poco a poco ha risentito il logorio della fatica e del tempo. Ma questo naturale svolgimento delle cose non toglie niente alla grandezza e alla prodigiosa perfezione della sua arte.  E’ stata in attività fino all’ottobre scorso. Concerti, masterclass, concorsi, serate, e ovunque incantava con la sua verve e la sua passione. Si è fermata per motivi di salute, ma avrebbe dovuto tenere un concerto anche il 23 febbraio scorso.  Intramontabile.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-856"></span></p> <p style="text-align: justify;"><a title="Montserrat Caballé nel 1966, fotografata sulla copertina di uno dei suoi primi dischi. Prima del grande successo ha dovuto affrontare un lungo periodi di durissima gavetta. &#34;I teatri non mi volevano&#34;, ricorda. &#34;I direttori artistici erano convinti che fossi negata per fare la cantante lirica&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/image0001.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="image0001" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/thumbs/thumbs_image0001.jpg" /></a>C’era un critico che è stato famoso non solo per la sua vasta conoscenza delle voci liriche ma anche per la severità dei suoi giudizi: Rodolfo Celletti. Era temuto, perché spesso i suoi giudizi “graffiavano”  anche artisti leggendari.  Per Montserrat Caballè, Celletti scrisse lodi incondizionate.  Nel suo grosso volume  “Il Teatro dell’opera in disco”, le dedica una pagina che è un monumento. Recensendo una registrazione  della “Giovanna d’Arco” di Verdi realizzata nel 1973 con la London Symphony Orchestra diretta da James Levine, si sofferma ad analizzare dettagliatamente la voce e l’arte interpretativa della cantante spagnola che  di quella registrazione è la protagonista. La Caballè aveva allora trent’anni ed era nel pieno della sua maturità artistica. La “Giovanna d’Arco” di Verdi è un’opera poco conosciuta. Fa parte del periodo che Verdi stesso definì “anni di galera” per l’intenso lavoro cui era sottoposto.</p> <p style="text-align: justify;">Opera che affronta tematiche nuove in una storia che coinvolge anche il cielo, presenze invisibili, esperienze mistiche. Forse per questo, mai seriamente approfondita dalla critica.  Verdi, cercando di entrare in quel mondo,  abbandona gli schemi tradizionali e scrive per la protagonista un ruolo  impervio, difficoltoso, privo di esteriorità, che richiede all’interprete convincimento interiore, introspezione spirituale, capacità di immaginare probabili atmosfere mistiche. E Montserrat Caballè è l’unica che sia riuscita a  dare di quel personaggio verdiano una interpretazione seriamente convincente. Celletti glielo ha riconosciuto, scrivendo: “…La parte di Giovanna richiede so¬prattutto dolcezza di cavata, abbandono elegiaco, nobiltà di accento e flui¬dità di fiorettatura. Qui, con la Caballé, abbiamo il migliore canto che si sia udito, da quando esiste il disco, nell&#8217;ambito del Verdi giovane. L&#8217;andan¬te Sempre all&#8217;alba ed alla sera è perfetto.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Montserrat Caballè con il marito, il tenore Barnabé Martì, interpreti di una incisione discografia di “Un ballo in maschera” per la casa discografia EMI. Barnabé Martì si è ritirato dalle scene nel 1974, ed ha comperato una fattoria vicino a Barcellona dove fa l’agricoltore e alleva bestiame." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/image0002.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="image0002" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/thumbs/thumbs_image0002.jpg" /></a>Colpiscono l&#8217;espressione casta e ispirata, inizialmente, e poi la nobile fierezza, realizzata con una purezza vocale assoluta, del difficile passo Oh se un di m&#8217;avessi il dono, che vede la Caballé compiere il miracolo di far sbalzare la voce dal “fa” diesis in primo spazio al “la” acuto, per un attacco scoperto, senza manomettere né il ritmo, né l&#8217;accento, né il suono. A parte va notata l&#8217;esecuzione prodigiosa della cadenza. Prodigiosa, aggiungo, più in senso espressivo che virtuosistico, perchè si rifà al clima mistico e allucinato dell&#8217;aria…  Quanto al Son guerriera che a gloria t&#8217;invita, trovo che la Caballé l&#8217;esegue con un impeto più che sufficiente.. .. Questo non è un brano virtuosistico in senso tradizionale, non ha fiorettature e ornamenti, ma richiede scioltezza, rapidità, di articolazione, dominio assoluto del suono.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nel primo atto spicca  Fatidica foresta e anche qui la Caballé e impagabile per l&#8217;espressione accorata e nostalgica non meno che per i legati perfetti e per certi miracolosi pianissimi…Nel Oh perche sui campi di guerra la sua dolcezza trepidante è incantevole… Infine la scena della morte è un saggio di trascendentale bravura. C&#8217;è una frase, Oh mia bandiera!,  per la quale la partitura annota “rapita in estasi”: la Caballe realizza l&#8217;indicazione con una sapienza vocale e un&#8217;eloquenza interpretativa uniche… E che cosa poi sappia fare nel dolcissimo e trasparente  S&#8217;apre il ciel, e inutile dirlo. Basta ascoltare&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Di fronte a tanto splendore, a tanta bravura assoluta, verrebbe da pensare che Montserrat Caballé, nel corso della sua lunga carriera, sia stata una diva inavvicinabile, irraggiungibile. Invece no. Nel periodo del grande divismo delle interpreti liriche, è stata un’antidiva. Non tanto a parole, ma nella pratica quotidiana. Sul palcoscenico sprigionava un magnetismo che “stregava” ogni pubblico. Fuori dal palcoscenico è sempre stata una persona semplice, affabile, gentilissima, disponibile a farsi fotografare, a firmare autografi.</p> <p style="text-align: justify;">Nel 1963, quando era all’inizio della grande carriera, venne scritturata per una “Madama Butterfly” e il Pinkerton era un tenore di nome Berbabe Martì. Cantando insieme si innamorarono e si sposarono. &#60;&#60;Forse sono l’unica Butterfly che sia riuscita a farsi sposare dal suo  Pinkerton&#62;&#62;, commentava sorridendo.  Sono passati sessant’anni e Montserrat è ancora innamorata di quel Pinkerton dal quale ha avuto due figli: un maschio che si chiama come il padre e una femmina che si chiama coma la madre.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Montserrat Caballé a dieci anni. &#34;Appartenevo a una famiglia molto povera&#34;, racconta. &#34;I miei genitori non avrebbero potuto farmi studiare, ma ci fu un industriale di Barcellona, José Antonio Bertrand, che ebbe fiducia nelle mie qualità e pagò tutte le spese dei miei studi&#34;. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/image0003.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="image0003" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/thumbs/thumbs_image0003.jpg" /></a>Nel 1976, quando Montserrat era diventata un mito, il marito Barnabe Martì smise di cantare comperò una grande fattoria a un centinaio di chilometri da Barcellona e si mise a coltivare  mandorli,  a produrre vino, ad allevare bestiame. E quella fattoria divenne il rifugio di Montserrat. Tutti i fine settimana liberi da impegni artistici  e le vacanze li ha sempre trascorsi in quella fattoria.</p> <p style="text-align: justify;">Nelle interviste è deliziosa, spiritosa, ironica. Ha una straordinaria abilità nello smitizzare i complimenti che inevitabilmente chiunque l’avvicina si sente in dovere di farle. Raramente parla di sé. A me piacciono le vicende dei grandi artisti e soprattutto i racconti dei loro inizi di carriera. Quando avevo l’occasione di incontrare Montserrat Caballé, le facevo sempre domande sui suoi esordi in palcoscenico, e le sue risposte erano fuggevoli, spicce, ironiche. Una sera del febbraio 1982, però, si abbandonò a lunghe confidenze, raccontandomi finalmente la sua vera storia.</p> <p style="text-align: justify;">La cantante stava vivendo un momento particolarmente difficile della sua carriera</p> <p style="text-align: justify;">Era stato costretta, per una forte indisposizione,  a rinunciare a una prima di grandissima attesa alla Scala, e la sua rinuncia aveva provocato polemiche terribili.  Le avevo telefonato per  avere un’ intervista sull’argomento e mi aspettavo un rifiuto sia pure formulato con la sua abituale gentilezza. Invece, rispose che era felice di incontrarmi e mi diede appuntamento nel suo albergo. Restammo a chiacchiere a lungo. Parlammo dell’incidente che aveva suscitato tante polemiche e anche della storia della sua carriera. Ero sorpreso nel constatare che raccontava a ruota libera. Avevo il registratore aperto sul tavolo e lei parlava, parlava quasi volesse liberarsi di ricordi lontani, ma sempre vivi. Sembrava che con quei ricordi volesse esorcizzare, scacciare, vincere l’amarezza di quanto era accaduto in quei giorni.</p> <p style="text-align: justify;">Nella storia della Scala di Milano, la sera del 14 febbraio 1982 è ricordata come una delle più brutte e turbolente. Doveva andare in scena Anna Bolena di Donizetti nell&#8217;interpretazione di Montserrat Caballé, ma poco prima che si alzasse il sipario venne annunciato che la cantante era stata colpita da improvvisa indisposizione.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Montserrat Caballé all’inizio della sua carriera. &#34;Il primo teatro a darmi fiducia fu quello di Basilea, in Svizzera&#34; racconta. &#34;Mi offrì una piccola parte, ma fu preziosa per cominciare. Dovetti però attendere ancora dieci anni prima del grande successo&#34;" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/image0004.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="image0004" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/thumbs/thumbs_image0004.jpg" /></a>Come succede in ogni teatro del mondo in simili circostanze, la rappresentazione avrebbe dovuto esserci egualmente con la cantante sostituta, che in quel caso era l&#8217;americana Ruth Falcon, già truccata e vestita per entrare in scena; ma il pubblico non lo permise. Gran parte degli spettatori, soprattutto i loggionisti, amareggiati e delusi per l&#8217;assenza della grande Caballé, si abbandonarono a violentissime scene di protesta, con grida, insulti, schiamazzi, fischi all&#8217;indirizzo della cantante, del sovrintendente della Scala, Badini, e del direttore artistico, Siciliani.</p> <p style="text-align: justify;">Inutilmente il maestro Giuseppe Patané, che avrebbe dovuto dirigere Anna Bolena, si presentò al proscenio nel tentativo di calmare gli animi. Lo stesso fece Giulietta Simionato, una delle grandi beniamine del pubblico scali-gero: tutti e due furono  cacciati a fischi. Dopo oltre mezz&#8217;ora di tumulti, l&#8217;opera venne rinviata.</p> <p style="text-align: justify;">Era la prima volta che alla Scala accadeva una cosa del genere. Il teatro era esaurito in ogni ordine di posti. Molti biglietti erano stati venduti al mercato nero, a prezzi molto elevati. C&#8217;erano appassionati giunti da altri Paesi europei, dall&#8217;America e perfino dal Giappone. La serata avrebbe dovuto essere storica. Infatti l&#8217;avvenimento era stato preparato meticolosamente e aveva suscitato vastissima at¬tesa in tutto il mondo musicale.</p> <p style="text-align: justify;">Anna Bolena è un&#8217;opera estremamente difficile e viene rappresentata di rado per l&#8217;impossibilita di trovare una protagonista adatta. Dopo la prima esecuzione  al Teatro Carcano di Milano nel 1830, e qualche ripresa negli anni successivi, era uscita dal repertorio. Era stata riesumata  nel 1957, da Maria Callas, con una interpretazione eccezionale. Quell&#8217;edizione scaligera, con la regia di Lucchino Visconti,  scene e i costumi di Nicola Benois e la direzione di Gianan¬drea Gavazzeni è, infatti,  ancora ricordata come un fatto artistico che non ha riscontri.</p> <p style="text-align: justify;">Dopo la Callas, nessun&#8217;altra cantante ebbe più coraggio di affrontare Anna Bolena alla Scala. Qualche soprano tentò di farlo in altri teatri, ma con esiti scarsamente brillanti.</p> <p style="text-align: justify;">Da tempo, però,  alla Scala si pensava di rompere l&#8217;incantesimo e riproporre l&#8217;opera di Donizetti. E per¬chè l&#8217;operazione avesse la più ampia giustificazione, si pensò di programmarla per il venticinquesimo di quella della Callas e nell&#8217;identica edizione di allora, cioè con la stessa regia, le stesse scene, gli stessi costumi.</p> <p style="text-align: justify;">Fin dalle prime prove, però, erano sorte strane difficolta. Le cose non andavano per il verso giusto. &#60;&#60;C&#8217;e il fantasma della Callas che si aggira in¬quieto&#62;&#62;,  diceva qualcuno scherzando. &#60;&#60;Quest’opera è stregata&#62;&#62;,  aggiungeva qualche altro, riferendosi a fatti acca¬duti recentemente.  Maria Chiara, quattro mesi prima, ottobre 1981, aveva interpretato Anna Bolena al Regio di Torino ed era arrivata al termine distrutta dalla fatica e non aveva potuto fare le repliche. La stessa Caballé, a Barcellona, in gennaio, men¬tre cantava Anna Bolena era finita in clinica.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Sono situazioni che capitano&#62;&#62;, mi disse quella sera la Caballé. &#60;&#60; Purtroppo, il pubblico milanese non ha accettato che un&#8217;altra cantante mi sostituisse, e tutti i guai sono nati da lì. Il pubblico sa che quando sto bene non mi risparmio.  All&#8217;inizio di febbraio, quando sono venuta alla Scala per il mio recital ho continuato a concedere bis an¬che se cantavo da quasi tre ore&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Quel recital  era stato trionfale. Il  pubblico non finiva di gridare per l&#8217;entusiasmo. La Caballè aveva concesso otto bis. Ed era stato quel successo strepitoso ad aumentare le attese per Anna Bolena. Da lei molti si aspettavano quel mi¬racolo che dopo la Callas nessuna cantante era più riuscita a ripetere.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Montserrat Caballè al tempo del suo trionfo americano. &#34;La sera del 20 aprile 1965&#34;, racconta &#34;alla Carnegie Hall di New York, si dava, in forma di concerto, Lucrezia Borgia di Donizetti. All'ultimo momento fui chia¬mata a sostituire la protago¬nista indisposta. Il giorno dopo ero famosa. Tutti i critici gridarono al miracolo&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/image0005.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="image0005" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/thumbs/thumbs_image0005.jpg" /></a>&#60;&#60;Se avessi preso il raffreddore, l&#8217;avrei superato facilmente&#62;&#62;, mi disse la Caballé &#60;&#60;ma con la gastroenterite non si scherza: ti debilita e richiede maggior tempo per guarire.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;">Montserrat Caballé  era ancora sofferente e parlava con amarezza. Era molto addolorata per quanto accaduto contro la sua volontà. E fu lei ad andare, spontaneamente, ai ricordi della sua infanzia rivelando che alle spalle del suo successo c’erano stati anni di miseria, di privazioni,  di umiliazioni, di fatiche e anche di fame.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Imparai ad amare la musica da bam¬bina&#62;&#62;, mi raccontò. &#60;&#60;I miei genitori erano molto poveri, ma tutti e due appassionati di mu¬sica classica. Si risparmiava su tutto per poter comprare qualche disco o i biglietti per un concerto. In casa si parlava sempre di musica sinfonica, mai di opere liriche. II melodramma non piaceva ai miei, e di conseguenza non piaceva neppure a me.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Cominciai a studiare musica a otto anni, ma senza alcuna prospettiva, solo per passione. Andavo a lezione da amici di famiglia. Terminate le elementari, dovetti mettermi a lavorare. Mio padre era molto ammalato. Durante la guerra civile era stato colpito in pieno petto da una pallottola che aveva provocato lesioni all&#8217;aorta. Si era salvato grazie a una serie di delicati interventi chirurgici, ma non poteva assolutamente affaticarsi. Nella ditta in cui lavorava gli ave¬vano affidato incarichi sedentari, ma, nonostante ciò, spesso era costretto a lunghi periodi di riposo.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Per dare una mano all&#8217;economia familiare, trovai im¬piego come &#8220;fazzolettaia&#8221;. Dovevo tagliare fazzoletti, confezionarli, metterli nelle scatole. Mi annoiavo e soffrivo. II mio lavoro era poco retribuito, ma ero orgogliosa di aiutare la famiglia.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Pur lavorando, con¬tinuavo a studiare musica. Quando facevo solfeggio, i miei insegnanti si meraviglia¬vano per il colore della mia voce. &#8220;Dovresti studiare canto&#8221;, mi dicevano. Non ci pensavo. Come ho detto, non amavo l&#8217;opera. Però le insistenze dei maestri e degli appassionati di lirica stuzzica¬rono terribilmente la mia cu¬riosità, e allora cominciai ad assistere a qualche opera lirica al &#8220;Liceo&#8221; di Barcellona.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;A teatro dovevo accontentarmi dei posti più economici. Mi recavo alle recite molto presto perchè mi piaceva as¬sistere all&#8217;arrivo degli artisti. Ero attratta dalle automobili lussuose delle cantanti, dai loro vestiti, dalle pellicce, dai gioielli. &#8220;Se possono permet¬tersi tutto questo&#8221;, mi dicevo &#8220;vuol dire che cantare rende bene&#8221;. Poi, dentro di me, fan¬tasticavo: &#8220;Tutti mi dicono che ho una bella voce. Se facessi carriera, potrei aiutare i miei genitori: mia madre non dovrebbe più faticare; mio padre potrebbe finalmente riposarsi; mio fratello Carlo potrebbe studiare&#8221;. A poco a poco, questi ragionamenti mi convinsero, e decisi di tentare la carriera lirica. La mia scelta, quindi, non fu suggerita dalla passione per l&#8217;opera, ma dalla prospettiva di guadagnare abbastanza per aiutare tutti i miei cari e per uscire dalla miseria.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Per studiare canto bisognava andare al Conservato¬rio, e occorrevano soldi. Pensai di chiedere aiuto a una persona molto nota a Barcellona: il signor Jose Antonio Bertrand. I Bertrand erano quattro fratelli e tre sorelle: gente molto ricca, ma anche buona e generosa. Avevano regalato alla città due ospedali, un istituto per handicappati, una chiesa e aiutavano gli artisti. Esposi la mia idea in famiglia, e tutti l&#8217;approvarono. Scrivemmo allora una lettera al signor Antonio, e restammo in attesa di una sua risposta.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Antonio Bertrand esaminò la mia richiesta. Si informò presso le persone che mi conoscevano e decise di aiutarmi. Mi convocò nel suo ufficio. Vi andai con mia madre. Bertrand aveva già fatto i conti di quanto mi occorreva per il Conservatorio e voleva dare i soldi a mia madre. &#8220;Per favore, li tenga lei e paghi ogni mese&#8221;, rispose mia madre: &#8220;se mi trovo in casa tutti questi soldi, potrei essere tentata di spenderli per qualche altra necessità della fa¬miglia&#8221;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Montserrat Caballè negli anni della sua maturità artistica. Oltre che dotata di una bellissima voce, in palcoscenico era anche un’ottima attrice e alcune sue interpretazioni hanno avuto lodi incondizionate da parte dei critici. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/image0006.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="image0006" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/thumbs/thumbs_image0006.jpg" /></a>&#60;&#60;Solo in seguito ci rendemmo conto che in quel modo avevamo dato un ulte¬riore disturbo al signor Bertrand. Lui era un grande industriale e aveva i suoi affari da seguire. Ma fu buono: vista la semplicità di mia madre, ac-cettò di accollarsi anche la noia di pagare ogni mese la mia retta al Conservatorio.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Feci gli studi con buon profitto. A 21 anni ero diplomata. Ora bisognava comin¬ciare la carriera. Credevo fosse facile. Decisi di tentare i primi passi in Italia, nel Paese del bel canto. Con mia madre feci un viaggio a Milano e mi presentai a varie agenzie per le audizioni, ma da tutti mi sentii rispondere che per me non c&#8217;era posto. Tornai in Spagna avvilita e depressa.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Dopo qualche tempo, venni in Italia per la seconda volta, decisa a farmi strada a qualunque costo. &#8220;Comincerò da Napoli e farò audizioni in tutte le città”,  mi dissi. &#8220;Troverò almeno un teatro dispo¬sto a darmi lavoro&#8221;. Ma fu una fatica inutile. Nessuno aveva fiducia nella mia voce. Qualcuno mi rispondeva gentilmente, qualche altro in modo brusco o addirittura brutale. A Roma mi dissero che non ero fatta per la lirica e che avrei fatto meglio a cambiare mestiere.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Allora ero giovane, bella e magra. Qualcuno mi faceva capire che avrei potuto trovare lavoro se mi fossi mo-strata &#8220;gentile&#8221;. Queste proposte mi umiliavano. Riuscivo a liberarmi da quegli scoccia¬tori con uno stratagemma, forse ridicolo ma che funzionava sempre. Quando mi venivano fatte quelle proposte, rispondevo con tono umile: &#8220;Mi dispiace, ma non posso: sono cattolica&#8221;. Mi guarda¬vano frastornati e mi lasciavano perdere.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Solo a Firenze ebbi una risposta incoraggiante. Il diret¬tore artistico era Francesco Siciliani. La mia voce gli piac¬que, e mi scritturo per la La vita  breve di De Falla. Purtroppo, il ministero dello Spet¬tacolo tagliò le sovvenzioni al teatro e delle undici opere in cartellone diverse furono tolte: tra esse La vita breve.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Anche questo secondo viaggio in Italia fu un fallimento. Ridotta alla fame, umiliata e delusa, stavo dunque per tornare in Spagna quando qualcuno mi disse di provare a Basilea, in Svizzera. Lì, finalmente, ebbi la mia prima scrit¬tura: una parte molto piccola, ma, per cominciare, era sempre qualcosa.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Lavorai nei teatri svizzeri e in quelli tedeschi per quattro anni, sempre in parti modeste. Poi cantai a Barcellona, in Messico, e a Lisbona. Per oltre dieci anni feci una rigida e dura gavetta. Il grande suc¬cesso arrivo all&#8217;improvviso.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La sera del 20 aprile 1965, alla Carnegie Hall di New York, si dava, in forma di concerto, Lu¬crezia Borgia di Donizetti. Al¬l&#8217;ultimo momento fui chia¬mata a sostituire la protagonista indisposta. Il giorno dopo ero famosa. Tutti i critici gridarono al miracolo. Piovvero contratti, offerte favolose. Fui chiamata subito al Metropolitan. L&#8217;anno dopo venni in Italia per fare Il pirata, a Firenze. Poi passai al Covent Garden di Londra, all&#8217;Opera di Parigi. Nel 1970 arrivai alla Scala. Il resto è una storia che tutti, ormai, conoscono&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Montserrat Caballè in concerto con il cantante Al Bano. Questa grande artista non si è fermata all’opera lirica. Ha espresso la sua innata e irrefrenabile passione per la musica anche interpretando operette, “zarzuele” e canzoni tradizionali e moderne. Ha partecipato a diversi concerti con artisti di musica leggera, in particolare con Freddy Mercury, che aveva per lei una autentica venerazione" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/image0007.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="image0007" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/montserrat-caballe-compie-80-anni/thumbs/thumbs_image0007.jpg" /></a>Storia. Storia magnifica, che ha visto questa grande artista protagonista  di spettacoli in tutto il mondo, interpretando 130 ruoli, scritti da 90 compositori che vanno dal Settecento al nostro tempo. Per riuscire a entrare nella psicologia di tanti personaggi, piegando la voce alle esigenze stilistiche di autori vissuti in periodi molto diversi l’uno dall’altro e ottenendo sempre risultati di alto valore, occorre, oltre ai mezzi vocali, una intelligenza, una preparazione culturale e una capacità introspettiva di altissimo livello. Questo è il patrimonio artistico che Montserrat Caballé ha messo insieme nella sua lunga carriera e che, per fortuna, può essere tramandato nella storia da una serie di incisioni discografiche ufficiali e da molte altre live e amatoriali.</p> <p style="text-align: justify;">Montserrat Caballé non si è fermata all’opera lirica. Ha espresso la sua innata e irrefrenabile passione per la musica anche in operette, “zarzuele” e canzoni tradizionali e moderne. Ha partecipato a diversi concerti con artisti di musica leggera, in particolare con  Freddy Mercury, che aveva per lei una autentica venerazione, e con Al Bano, che la adora. La signora Caballé, oltre a grande artista è una persona straordinaria che conquista tutti quelli che  avvicina.</p> <p style="text-align: justify;">C’è un particolare nella sua vita che mi ha incuriosito. Controllando la sua attività artistica,  ho notato che tutti i Natali li ha sempre passati a Barcellona. Cioè, a casa. In famiglia. E questo non mi ha meravigliato perché per lei la famiglia è al di sopra di tutto, anche della musica. Quindi, il Natale ha sempre voluto farlo in famiglia. Però, ho notato che ad ogni anno a Natale teneva un concerto nella sua città. E gli ho chiesto perché.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Per ringraziare Jose Antonio Bertrand, il mio benefattore&#62;&#62;, mi ha risposto. &#60;&#60;Quando cominciai a guada-gnare, andai con mia madre a restituirgli i soldi che mi aveva prestato. Egli si offese, non volle niente. Mi disse solo: &#8220;Per favore, non dimenticare mai la nostra Barcellona&#8221;.  Risposi: &#8220;Non sarà facile ora che i contratti si accavallano&#8221;.  &#8220;Ma tu non vorrai passare il Natale lontano da casa&#8221;, disse lui. &#8220;No, mai&#8221;, risposi. Da allora ho sempre fatto il Natale in famiglia e ad ogni Natale ho tenuto un concerto nella mia città per ingraziare quel grande benefattore&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><em><strong>Renzo Allegri</strong></em></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=montserrat%20caballe&#38;linkCode=ur2&#38;rh=n%3A412600031%2Ck%3Amontserrat%20caballe&#38;sprefix=monts%2Cpopular%2C225&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;url=search-alias%3Dpopular" target="_blank"><strong>La musica di Montserrat Caballé su amazon.it</strong></a></p> <div class="amazon-box"> <box-title><b>Il Faustino ti consiglia su amazon</b><br></box-title></br><a href="https://www.amazon.it/dp/B007OZO03M/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&camp=3458&creative=23838&linkCode=as4&creativeASIN=B007OZO03M&adid=077Y1EZR0QMQX2RCQHZQ&" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486354&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARenzo%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw2.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486261&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARoberto%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw3.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&keywords=Rita%20Coruzzi&linkCode=ur2&qid=1364486497&rh=n%3A411663031%2Ck%3ARita%20Coruzzi&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw4.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364488478&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AFrancesco%20(Jorge%20Mario%20Bergoglio)&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw5.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a></div><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-8570"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2a989606/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/share/twitter/?u=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D856&t=Auguri+a+Montserrat+Caball%C3%A9" target="_blank"><img src="http://res3.feedsportal.com/social/twitter.png" border="0" /></a> <a href="http://share.feedsportal.com/share/facebook/?u=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D856&t=Auguri+a+Montserrat+Caball%C3%A9" target="_blank"><img src="http://res3.feedsportal.com/social/facebook.png" border="0" /></a> <a href="http://share.feedsportal.com/share/linkedin/?u=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D856&t=Auguri+a+Montserrat+Caball%C3%A9" target="_blank"><img src="http://res3.feedsportal.com/social/linkedin.png" border="0" /></a> <a href="http://share.feedsportal.com/share/gplus/?u=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D856&t=Auguri+a+Montserrat+Caball%C3%A9" target="_blank"><img src="http://res3.feedsportal.com/social/googleplus.png" border="0" /></a> <a href="http://share.feedsportal.com/share/email/?u=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D856&t=Auguri+a+Montserrat+Caball%C3%A9" target="_blank"><img src="http://res3.feedsportal.com/social/email.png" border="0" /></a></td><td valign='middle'></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/163287284125/u/49/f/612175/c/33864/s/2a989606/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/163287284125/u/49/f/612175/c/33864/s/2a989606/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/163287284125/u/49/f/612175/c/33864/s/2a989606/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=856</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Buona Pasqua a tutti</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=825</link><description>Pasqua 2013 è arrivata. L’atmosfera che si nota in giro  per il nostro Paese non è quella degli anni scorsi. Stiamo vivendo momenti  particolarmente difficili, ma il messaggio cristiano che questa solenne ricorrenza racchiude resta sempre un “messaggio di  coraggio e di speranza”. Ed è in questo spirito che “Il Faustino”  desidera rivolgere ai suoi [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2a0d6162/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Buona+Pasqua+a+tutti&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D825" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Buona+Pasqua+a+tutti&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D825" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/161990714806/u/49/f/612175/c/33864/s/2a0d6162/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/161990714806/u/49/f/612175/c/33864/s/2a0d6162/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/161990714806/u/49/f/612175/c/33864/s/2a0d6162/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Tony Assante</category><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Wed, 27 Mar 2013 13:53:43 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=825#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=825</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pasqua 2013 è arrivata. L’atmosfera che si nota in giro  per il nostro Paese non è quella degli anni scorsi. Stiamo vivendo momenti  particolarmente difficili, ma il messaggio cristiano che questa solenne ricorrenza racchiude resta sempre un “messaggio di  coraggio e di speranza”.</p> <p style="text-align: justify;">Ed è in questo spirito che “Il Faustino”  desidera rivolgere ai suoi lettori i tradizionali auguri, con l’invito di saper e voler guardare oltre le difficoltà e i sacrifici presenti, per collaborare a un avvenire migliore.</p> <p style="text-align: justify;">Come ogni anno, accompagniamo i nostri più affettuosi auguri con una riflessione poetica di Roberto Allegri, assiduo collaboratore del “Faustino” fin dal primo numero.</p> <p style="text-align: justify;">Anzi, quest’anno le riflessioni poetiche  di Roberto sono due: una per tutti i lettori, la seconda riservata ai “lettori-papà”.</p> <p style="text-align: justify;">Soprattutto i “lettori-papà” giovani, che hanno figli piccoli. Anche Roberto, in questi anni  è diventato papà per tre volte e la sua sensibilità poetica si è arricchita. La paternità è uno stato meraviglioso che ogni giorno regala emozioni indescrivibili. Con i suoi versi e con il suo <a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=742" target="_blank">ultimo libro</a>, Roberto ha cercato di interpretare quelle emozioni.</p> <p>Auguri quindi a tutti e in particolare ai “lettori-papà”</p> <p style="text-align: right;"><strong><em>Tony Assante</em></strong><br /> Direttore de “Il Faustino”.</p> <p style="text-align: left;"> <p style="text-align: left;"><span id="more-825"></span></p> <p>&#160;</p> <p><span style="background-color: #ff0000;"><strong>QUANDO</strong></span></p> <p>Quando<a title="Come ogni anno, accompagniamo i nostri più affettuosi auguri con una riflessione poetica di Roberto Allegri, assiduo collaboratore del “Faustino” fin dal primo numero." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/pasqua-2013/image0005.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="image0005" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/pasqua-2013/thumbs/thumbs_image0005.jpg" /></a><br /> una goccia di sangue in volo<br /> dalla croce scavò la terra.<br /> E fu il tuono.<br /> Riverbero di voce possente,<br /> il chiamare d’ogni essere<br /> dalla fine del mare alle vette,<br /> vento di suono<br /> a sradicare,<br /> divellere,<br /> asciugare l’odio.</p> <p>Quando<br /> una lacrima in volo<br /> dagli occhi della Madre scavò la terra.<br /> E fu un’onda colossale.<br /> Fiume di pianto a rompere<br /> gli argini del tempo<br /> per allagare,<a title="Come ogni anno, accompagniamo i nostri più affettuosi auguri con una riflessione poetica di Roberto Allegri, assiduo collaboratore del “Faustino” fin dal primo numero." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/pasqua-2013/image0003.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="image0003" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/pasqua-2013/thumbs/thumbs_image0003.jpg" /></a><br /> sommergere,<br /> dimenticare il male.</p> <p>Quando<br /> la prima luce in volo<br /> dal Cielo scavò la pietra della tomba.<br /> E fu incendio.<br /> Fiamme infinite<br /> per inebriare,<br /> sollevare,<br /> trasformare il cuore.</p> <p>Quando<br /> sangue e pianto e luce<br /> ricaricarono l’orologio del mondo.<br /> E fu l’Inizio.</p> <p>Da allora il tempo non ha peso.<a title="Come ogni anno, accompagniamo i nostri più affettuosi auguri con una riflessione poetica di Roberto Allegri, assiduo collaboratore del “Faustino” fin dal primo numero." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/pasqua-2013/image0004.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="image0004" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/pasqua-2013/thumbs/thumbs_image0004.jpg" /></a><br /> Ieri e oggi e domani<br /> il sacrificio si rinnova.<br /> Tuono, fiume e fuoco:<br /> ancora una volta<br /> per azzerare,<br /> cambiare,<br /> salvare.</p> <p>Uomo,<br /> giungi le mani<br /> e cadi in ginocchio.<br /> Ascolta<br /> perché da quel momento<br /> di sangue lacrime e luce,<br /> la Voce non ha mai smesso di chiamare.</p> <p><strong><em>Roberto Allegri</em></strong></p> <p><strong><span style="background-color: #ff0000;">ECCO LA MUSICA SCENDE DAL CIELO…</span></strong></p> <p>Buona Pasqua,<a title="Come ogni anno, accompagniamo i nostri più affettuosi auguri con una riflessione poetica di Roberto Allegri, assiduo collaboratore del “Faustino” fin dal primo numero." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/pasqua-2013/image0001.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="image0001" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/pasqua-2013/thumbs/thumbs_image0001.jpg" /></a><br /> piccoli miei. Ecco, la musica<br /> scende adagio dal Cielo<br /> e vi fa danzare.</p> <p>Buona Pasqua<br /> è il ricordo di Gesù e del bene<br /> che vi vuole. Il Suo gesto<br /> di saluto è quella rondine lassù,<br /> quel filo d’erba che balla al vento,<br /> il sole a correre tra le nuvole,<br /> la pioggia che gioca con la sabbia.</p> <p>Buona Pasqua,<br /> angeli miei. La voce di Gesù<br /> è la vostra risata di gioia,<br /> la lacrima di paura,<br /> l’ultimo sbadiglio prima del sonno,<a title="Come ogni anno, accompagniamo i nostri più affettuosi auguri con una riflessione poetica di Roberto Allegri, assiduo collaboratore del “Faustino” fin dal primo numero." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/pasqua-2013/image0002.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="image0002" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/pasqua-2013/thumbs/thumbs_image0002.jpg" /></a><br /> il sorriso del cioccolato,<br /> la mano nella mia.</p> <p>Buona Pasqua a voi.<br /> Avvolti da preghiere e abbracci,<br /> tepore di speranze, profumo d’amore.<br /> Siete Pasqua, siete timore<br /> e abbandono, luce e lacrime,<br /> esplosione di verde,<br /> suono di rosso, grido di giallo.<br /> Buona Pasqua.</p> <p><strong><em>Roberto Allegri</em></strong></p> <div class="amazon-box"> <box-title><b>Il Faustino ti consiglia su amazon</b><br></box-title></br><a href="https://www.amazon.it/dp/B007OZO03M/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&camp=3458&creative=23838&linkCode=as4&creativeASIN=B007OZO03M&adid=077Y1EZR0QMQX2RCQHZQ&" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486354&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARenzo%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw2.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486261&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARoberto%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw3.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&keywords=Rita%20Coruzzi&linkCode=ur2&qid=1364486497&rh=n%3A411663031%2Ck%3ARita%20Coruzzi&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw4.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364488478&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AFrancesco%20(Jorge%20Mario%20Bergoglio)&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw5.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a></div><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-8260"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2a0d6162/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Buona+Pasqua+a+tutti&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D825" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Buona+Pasqua+a+tutti&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D825" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/161990714806/u/49/f/612175/c/33864/s/2a0d6162/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/161990714806/u/49/f/612175/c/33864/s/2a0d6162/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/161990714806/u/49/f/612175/c/33864/s/2a0d6162/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=825</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>D’Annunzio, tra inferno e paradiso</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=814</link><description>Il 12 marzo di 150 anni fa, nasceva a Pescara l’ultimo dei grandi poeti italiani Nell’immaginario collettivo, il celebre scrittore fu soprattutto un impenitente libertino. Ma intorno a lui si verificarono anche fatti e vicende di sconcertante valore spirituale, trascurati dai biografi,  e che in questo articolo vengono affrontati  con dettagli storici inediti Di Renzo [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2971aa19/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=D%E2%80%99Annunzio%2C+tra+inferno+e+paradiso&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D814" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=D%E2%80%99Annunzio%2C+tra+inferno+e+paradiso&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D814" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/159490127150/u/49/f/612175/c/33864/s/2971aa19/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/159490127150/u/49/f/612175/c/33864/s/2971aa19/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/159490127150/u/49/f/612175/c/33864/s/2971aa19/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Mon, 11 Mar 2013 17:01:15 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=814#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=814</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Gabriele D’Annunzio (1863-1938), quando era all’apice del suo sucesso. E’ stato l’ultimo dei grandi poeti italiani ed è ricordato anche come politico, militare, giornalista. Trascorse l’ultima parte della sua vita a Gardone, sul lago di Garda, in una residenza che aveva battezzato “Il Vittoriale degli italiani”. Nel 1924, gli venne conferito con Decreto Regio il titolo di “Principe di Montenevoso”." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/01-dannunzionella-piena-maturita.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="01-dannunzionella-piena-maturita" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/thumbs/thumbs_01-dannunzionella-piena-maturita.jpg" /></a>Il 12 marzo di 150 anni fa, nasceva a Pescara l’ultimo dei grandi poeti italiani</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>Nell’immaginario collettivo, il celebre scrittore fu soprattutto un impenitente libertino. Ma intorno a lui si verificarono anche fatti e vicende di sconcertante valore spirituale, trascurati dai biografi,  e che in questo articolo vengono affrontati  con dettagli storici inediti</strong></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">Scrittore, giornalista, poeta, librettista, soldato, aviatore, avventuriero: Gabriele D’Annunzio è stato un personaggio discusso , controverso, ambiguo, estroso.  Il grande pubblico ricorda  soprattutto le sue imprese militari, che sono entrate nella leggenda, come l’occupazione di Fiume,  il volo su Vienna, la beffa di Buccari,  e le sue storie d’amore con nobildonne e  celeberrime attrici, che riempirono le gazzette del tempo e scandalizzarono mezza Europa.</p> <p style="text-align: justify;">Su di lui è stato scritto moltissimo. Gli esperti hanno analizzato tutto.  Ma un aspetto della sua vita che  resta oscuro,  enigmatico, è quello religioso. E’ difficile trovare negli scritti del poeta qualche cosa che faccia pensare a un sentimento vero e schietto verso il soprannaturale.  Si conoscono le sue infatuazioni per San Francesco, per il francescanesimo, per Padre Pio, al quale nel 1924 scrisse una lettera.  Ma tanto enfatico entusiasmo ha il sapore di una rappresentazione e non convince.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-814"></span></p> <p style="text-align: justify;">Nell’immaginario collettivo,  D’Annunzio era e continua ad essere soprattutto un  impenitente libertino, uno che sfidava con sfacciataggine tutte le regole della morale del suo tempo. Si sposò giovanissimo, per interessi economici, ma poi visse collezionando amanti.   I romanzi, nei quali raccontava le sue storie d’amore autobiografiche, finivano all’indice dei libri proibiti.</p> <p style="text-align: justify;">Però, approfondendo l’esame di delle storie complete di  alcune persone che gli vissero accanto,  ci si imbatte in una serie di fatti  che sconcertano.  Fatti ed episodi di notevole rilievo spirituale, non provocati da lui direttamente, ma che da lui, in un certo senso, scaturivano, prendevano l’avvio, come se egli trasmettesse, sia pure inconsciamente, messaggi positivi, che alla fine generavano comportamenti totalmente contrari al suo modo di vivere.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Eleonora Duse (1858-1924) in un ritratto del pittore italiano Vittorio Matteo Corcos. Attrice drammatica, una delle più grandi che il teatro italiano abbia mai avuto, era una donna bellissima, cantata da poeti, ammirata da Verdi e da Ibsen. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, nel periodo del suo massimo fulgore fisico e artistico, fu l’amante di Gabriele D’Annunzio. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/02-eleonora-duse-in-un-ritratto-del-pittore-italiano-vittorio-matteo-cocos-1859-1933.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="02-eleonora-duse-in-un-ritratto-del-pittore-italiano-vittorio-matteo-cocos-1859-1933" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/thumbs/thumbs_02-eleonora-duse-in-un-ritratto-del-pittore-italiano-vittorio-matteo-cocos-1859-1933.jpg" /></a>Di quei fatti non si parla nelle biografie del poeta, e anche lui non ne  fa cenno nei suoi scritti. Ma sono dati oggettivi, concreti, che egli certamente  conosceva bene. Ignorandoli, come se non fossero esistiti,  potrebbe indicare due cose: che non gli interessavano; oppure che aveva per essi un rispetto profondo, al punto da tenerli fuori e lontani dalla sua vita  tanto chiacchierata.</p> <p style="text-align: justify;">Nel corso della mia attività di giornalista,  mi sono interessato varie volte di questo aspetto sconosciuto dell’esistenza di D’Annunzio, raccogliendo testimonianze  molto significative.</p> <p style="text-align: justify;">Nel 1967 conobbi, a Bologna,   un sacerdote, Padre Domenico Acerbi, che fu una importante personalità nell’Ordine dei Frati Domenicani. Nato in Veneto all’inizio del secolo scorso, fu, da giovane, un valoroso pilota militare. Durante la prima guerra mondiale, faceva parte della mitica squadriglia “Serenissima” di Gabriele D’Annunzio, e fu  protagonista di leggendarie imprese per le quali venne più volte decorato. Dopo la guerra, partecipò con i legionari di D’Annunzio all’occupazione di Fiume e nel 1926, improvvisamente, cambiò vita, si fece frate domenicano e spese il resto della sua esistenza a predicare il Vangelo in Italia e in Brasile, come  missionario.</p> <p style="text-align: justify;">Quando lo incontrai,  era ormai anziano, ma non aveva dimenticato il suo capitano-poeta.  Parlava di D’Annunzio con venerazione. Raccontava che durante l’invasione di Fiume, 1919-1920,  il comandante era sempre con i suoi legionari, viveva  come loro, dormiva tra loro, mangiava con loro, non voleva alcun segno di distinzione. Tutti si sentivano amati da lui come da un vero fratello maggiore ed erano pronti a dare la vita per lui. Fu proprio quel senso di autentica  “fratellanza”, vissuto con grande intensità e  straordinaria naturalezza, che indusse Acerbi ad entrare, dopo la conversione, in una comunità religiosa, l’Ordine di San Domenico.</p> <p style="text-align: justify;">Nel 1980 conobbi, a Venezia, Luisa Baccara, che fu l’ultima amante di D’Annunzio. Lo aveva conosciuto nel 1919. Lui aveva 56 anni e lei 27. Era una pianista già affermata.  Rimase affascinata dal poeta, lo seguì a Fiume e poi nella residenza di Gardone che D’Annunzio aveva ribattezzato il “Vittoriale degli italiani”. Gli fu vicina fino alla morte.</p> <p style="text-align: justify;">Quando la incontrai, era vecchia, malata e anche povera. Viveva sola e non usciva quasi mai di casa. Un mio amico farmacista, il dottor Eliseo Buratti, che aveva una farmacia vicino all’abitazione della Baccara,  la aiutava e le passava le medicine gratis. Attraverso questo amico, riuscii ad avvicinarla. Il mio giornale  era interessato ai suoi ricordi dannunziani, e offriva una bella somma. Ma lei era ancora così imbevuta del fascino del grande poeta, che rifiutò sdegnosamente.  Quando le feci la proposta di una intervista sui suoi ricordi  dannunziani, precisando che il giornale avrebbe pagato  una bella somma,  mi guardò con  disprezzo e non volle più vedermi. Era come se le avessi proposto di tradire il suo dio.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Eleonora Duse in una foto del 1896, quando fece una tournée teatrale negli Stati Uniti, ottenendo un successo trionfale. Nel 1881 si era sposata con l’attore Tebaldo Checchi, dal quel ebbe una figlia, Enrichetta, ma il matrimonio durò appena due anni. Nel 1884, la Duse divenne l’amante di Arrigo Boito, che dieci anni dopo l’asciò per D’Annunzio." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/03-eleonora-duse-in-una-foto-del-1896-negli-stati-uniti-dove-tenne-una-tournee-teatrale-tionfale.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="03-eleonora-duse-in-una-foto-del-1896-negli-stati-uniti-dove-tenne-una-tournee-teatrale-tionfale" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/thumbs/thumbs_03-eleonora-duse-in-una-foto-del-1896-negli-stati-uniti-dove-tenne-una-tournee-teatrale-tionfale.jpg" /></a>Nel novembre del 1998 conobbi Suor  Mary of Saint Mark Bullough, una religiosa dell&#8217;ordine di San Domenico. La incontrai nel cimitero di Asolo, in provincia di Treviso. Aveva 85 anni, viveva in Inghilterra, vicino a Cambridge, ma  una volta all&#8217;anno, e precisamente ai primi di novembre, veniva in Italia, ad Asolo, per far  visita, in occasione della commemorazione dei defunti, alla tomba della nonna. E la sua nonna si chiamava Eleonora Duse. Era, cioè,  la famosa attrice drammatica, una delle più grandi che il teatro italiano abbia mai avuto, donna bellissima, cantata da poeti, ammirata da Verdi e da Ibsen, e che, tra a fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, nel periodo del suo massimo fulgore fisico e artistico, fu l’amante di Gabriele D’Annunzio. Una delle più celebri amanti del poeta. E le loro avventure erotiche, per una decina d’anni, suscitarono scandali epocali, non solo in Italia.</p> <p style="text-align: justify;">La Duse aveva già alle spalle una vita sentimentale piuttosto movimentata.  Nel 1881 si era sposata con l’ attore, Tebaldo Checchi, e aveva avuto da lui una figlia, Enrichetta. Il matrimonio era naufragato un paio di anni dopo. Nel 1884 l’attrice si era legata ad Arrigo Boito e la relazione finì solo nel 1894, quando si innamorò di D’Annunzio.</p> <p style="text-align: justify;">Presa dalla sua passione per  il teatro e per i suoi vari amanti,  Eleonora Duse  non si interessò mai dell’educazione della figlia. Tanto meno della sua educazione religiosa.  Per cui Enrichetta crebbe praticamente atea, ma poi, ad un certo momento, accaddero delle vicende che la portarono alla fede. Si sposò e mise al mondo due figli, una bambina e un maschietto che, cresciuti, abbracciarono tutte e due la vita religiosa. E anche Eleonora Duse, negli ultimi anni della sua vita, ritrovò la fede. Quindi, la celeberrima attrice, amante di Arrigo Boito e soprattutto di D’Annunzio,  dopo una vita di trasgressioni morali e di scandali, morì riconciliata con Dio. Sua figlia, Enrichetta, cresciuta senza alcuna  educazione religiosa, divenne  una fervente cattolica. I due figli di Enrichetta, unici nipoti di Eleonora Duse,   si fecero religiosi nell’Ordine di San Domenico.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Io sono l&#8217;unica discendente ancora in vita di Eleonora Duse&#62;&#62;, mi raccontò Suor Mary al cimitero di Asolo, mentre puliva la tomba della nona e sistemava dei fiori.  &#60;&#60;Mio fratello, che era anche lui un domenicano, è morto nel 1967, e io sono l’ultima della famiglia. Per questo ritengo sia un mio  dovere recarmi, tutti gli anni, in occasione della commemorazione dei defunti, sulla tomba della nonna.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Di mia nonna&#62;&#62;, continuò a raccontarmi suor Mary &#60;&#60;si conosce soprattutto l’immagine mondana e ciò che di lei scrisse D’Annunzio. Ma pochi sono entrati nel suo cuore. Era una donna di una grandissima sensibilità e di una sorprendente generosità. Ebbe un’esistenza estremamente drammatica e difficile. Lavorò con una dedizione e un senso del dovere come pochi. Cercò sempre la verità e alla fine raggiunse quella fede religiosa che diede tanta pace al suo spirito.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E&#8217; stata la nonna a volere essere sepolta qui, di fronte al Monte Grappa. Quando morì, nel 1924, questo non era il cimitero ufficiale di Asolo, ma quello riservato alla povera gente. Ma mia nonna volle essere sepolta qui, per stare con i poveri. Ha lasciato scritto di volere essere inumata nella terra, con il volto verso il Monte Grappa, per amore dell&#8217;Italia e dei soldati che, durante la Prima Guerra Mondiale, aveva assistito.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;">Suor Mary parlava della propria nonna con  commovente entusiasmo. Si chinava sulla tomba, costituita da una grande lastra di marmo sulla quale c’era solo il nome dell’attrice, e con il fazzoletto e un gesto pieno di affetto, toglieva le foglie secche e la polvere portata dal vento.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Ritratto di Eleonora Duse eseguito dal pittore russo Ilya Repin nel 1891. La relazione tra la Duse e D’Annunzio durò una decina d’anni e fece molto scalpore. D’Annunzio raccontò la storia, in tutti i suoi dettagli, anche quelli più scabrosi, nel suo romanzo “Il fuoco”, che pubblicò nel 1900, quando la relazione era ancora ancora in corso." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/04-ritratto-di-eleonora-duse-eseguito-da-pittore-russo-ilya-repin-nel-1891.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="04-ritratto-di-eleonora-duse-eseguito-da-pittore-russo-ilya-repin-nel-1891" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/thumbs/thumbs_04-ritratto-di-eleonora-duse-eseguito-da-pittore-russo-ilya-repin-nel-1891.jpg" /></a>Era curioso e sorprendente osservare la scena, nel silenzio assoluto di quel cimitero solitario, ai piedi del Monte Grappa. Soprattutto proprio per la presenza della suora, che con il suo candido saio richiamava i valori della religione e dello spirito, tanto lontani  dal ricordo delle avventure erotiche vissute dalla celebre attrice con Gabriele D’Annunzio.   Feci notare alla suora questo stridente contrasto.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Sì, è curioso&#62;&#62;, disse sorridendo. &#60;&#60;Ma non troppo, perchè le vie del Signore sono sempre imperscrutabili&#62;&#62;. E cominciò a raccontare dettagli della vita della grande attrice che non avevo mai sentito e neppure mai letto.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Quando mia madre, Enrichetta,  era ancora molto piccola, la nonna si divise dal marito e, dovendo andare in giro per il mondo per la sua professione di attrice, la affidava ai collegi. Mia madre crebbe così passando da un collegio all’altro, in Svizzera, in Francia, in Germania. Collegi ricchi, borghesi, dove non si dava alcun peso ai valori religiosi. Per cui mia madre crebbe praticamente senza un’educazione religiosa.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nel 1908, a Dresda, mia madre conobbe un giovane inglese, Edward Bullough, che era professore di lingue all’Università di Cambridge, e se ne innamorò. Si sposarono, andando vivere in Inghilterra, dove nel 1910 nacque mio fratello, Harry Edward, e nel 1912 io, che ricevetti il nome della nonna, Eleonora Ilaria.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Anche mio padre non era credente. Apparteneva alla Chiesa Anglicana, ma non seguiva nessuna pratica religiosa e aveva una mentalità completamente laica, come era di moda negli ambienti intellettuali del tempo.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Però, mamma e papà, come del resto la nonna, erano persone profondamente sincere, e il Signore vegliava su di loro. Ed ecco il grande cambiamento. Sposando mia madre, il professor Bullough, che insegnava soprattutto francese e tedesco a Cambridge, cominciò a interessarsi anche di letteratura italiana. Si innamorò di Dante. Iniziò a leggere e meditare la “Divina Commedia”. Mia madre lo aiutava a capire  quel capolavoro, spiegandogli il significato delle parole più difficili e il pensiero di Dante. E poichè il racconto della “Divina Commedia” è tutto incentrato sulla visione religiosa e teologica della vita e dell’aldilà, ecco che mia madre e mio padre, senza volerlo, si trovarono a studiare quei temi religiosi. Per approfondirli, si misero a leggere anche la “Summa teologica” di San Tommaso, cui Dante spesso si ispirava e così,  poco a poco, furono conquistati da quegli argomenti e ritrovarono la fede.  Mio padre si convertì al Cattolicesimo e ricevette il battesimo nel 1920. E anche mia madre divenne una fervente cattolica.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Io e mio fratello crescevamo respirando questo entusiasmo spirituale e, senza che nessuno in casa ci dicesse niente, maturammo la nostra vocazione. Nel 1929, lo stesso giorno, partimmo tutti e due per il convento: io mi feci monaca domenicana, diventando suor Mary of St. Marc,  e lui entrò nel seminario, sempre dell’Ordine Domenicano, prendendo il nome di Padre Sebastiano. Venne ordinato sacerdote nel 1938, studiò poi lingue orientali a Cambridge perchè desiderava andare a fare ricerche archeologiche in Palestina, ma poi, a causa della guerra, non gli fu possibile realizzare il suo sogno. Rimase in Inghilterra dedicandosi alla predicazione, scrisse alcuni libri e altri gli tradusse dall’italiano. Morì nel 1967, a soli 57 anni</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Suor Mary of St. Marc, nipote di Eleonora Duse, in una foto del 1997. Era figlia di Enrichetta, unica figlia di Eleonora Duse. Aveva un fratello e anche lui era diventato sacerdote e religioso domenicano. Viveva in Inghilterra, ma ogni anno, per il 2 novembre, commemorazione dei defunti, veniva in Itala per portare dei fiori sulla tomba della nonna. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/05-suor-mary-nipote-di-eleonora-duse-ad-asolo-nel-1997.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="05-suor-mary-nipote-di-eleonora-duse-ad-asolo-nel-1997" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/thumbs/thumbs_05-suor-mary-nipote-di-eleonora-duse-ad-asolo-nel-1997.jpg" /></a>&#60;&#60;Mia madre, rimasta vedova nel 1934, dedicò il resto della sua vita ad opere di bene. Regalò la sua grande casa di Cambridge ai Frati domenicani che la trasformarono in convento, e quella della nonna ad Asolo alla parrocchia. Durante la seconda guerra mondiale si prese cura dei prigionieri italiani, tanto che la chiamavano “la mamma dei soldati italiani”. Morì nel 1961&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">D’Annunzio aveva immortalato le propria tempestosa relazione  con Eleonora Duse, nel romanzo “Il fuoco”, che ebbe una grande diffusione. Il ricordo del poeta era, quindi, ben presente nei discendenti della Duse. Ma non ebbe alcun peso sulle loro scelte, che furono del tutto opposte alla condotta del  poeta.</p> <p style="text-align: justify;">Dopo dieci anni di amore e scandali con Eleonora Duse, Gabriele D’Annunzio perse la testa per Alessandra marchesa di Rudinì, che egli subito cominciò a chiamare “Nike” per la sua bellezza statuaria. Si  racconta che la marchesa Alessandra,  alta un metro e  ottantadue centimetri, robusta, vigorosa, slanciata, profilo greco, una folta capigliatura bionda, fosse di una bellezza irresistibile. Inoltre, era sportiva, anticonformista, elegantissima, vestiva spesso da amazzone ed era l’attrazione dei migliori salotti d’Europa.</p> <p style="text-align: justify;">Alessandra era figlia di un importante uomo politico siciliano,  Antonio Starabbia, marchese di Rudinì,  che fu ministro degli Interni, vice-presidente della Camera, presidente del Consiglio alla caduta di Crispi, e poi ministro degli Esteri.</p> <p style="text-align: justify;">A 18 anni, Alessandra  aveva sposato il  marchese Marcello Carlotti, appartenente a una delle più illustri famiglie veronesi. I Carlotti  risalgono al dodicesimo secolo, ai tempi di Federico I, il Barbarossa, imperatore del Sacro Romano impero. Al tempo del matrimonio di Alessandra, i Carlotti erano una famiglia ricchissima,  con terre e ville ovunque. Una di quelle ville, forse la più bella, sorge in una piccola insenatura, tra Garda e Punta San Vigilio, e in quel luogo di sogno, dove il lago, sovrastato da alture coperte di lecci, si tinge di un cobalto accecante , Marcello Carlotti portò a vivere la sua giovane e bellissima moglie.</p> <p style="text-align: justify;">A vent’anni, Alessandra aveva due figli e si dedicava  alla famiglia con un amore straordinario.  A 24 anni rimase vedova. Cercò di affogare  la tristezza e il dolore immergendosi nelle feste.  Nel 1903, a  27 anni, incontrò,  a una festa a Firenze, Gabriele D’Annunzio, che  restò affascinato dalla bellezza di Alessandra e per lei lasciò la grande attrice Eleonora Duse,  sua compagna da un decennio.</p> <p style="text-align: justify;">Seguirono cinque anni di un amore sfrenato, turbolento. E fu uno scandalo che coinvolse l’Italia, perché il padre di Alessandra, il marchese Antonio Starabbia, era allora primo ministro. Alessandra si adeguò a tutti i vizi del poeta. Imparò a drogarsi. Divenne  schiava della morfina. Per amore di D’Annunzio trascurava perfino i due figli, che erano ammalati di tisi. Le famiglie nobili, condannavano la condotta di Alessandra, ma a lei non importava niente.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Suor Mary of St. Marc, davanti alla tomba della sua nonna Eleonora Duse, che si trova nel cimitero di Asolo, in provincia di Treviso. La suora ha raccontato all’autore dell’articolo, che i suoi genitori, atei da giovani, ritrovarono poi la fede e che anche la sua celebre nonna, negli ultimi anni della vita, divenne credente e dedicava il suo tempo ai poveri. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/06-suor-mary-nipote-di-eleonora-duse-sulla-tomba-della-nonna-eleonora-dusa-ad-asolo-nel-1997.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="06-suor-mary-nipote-di-eleonora-duse-sulla-tomba-della-nonna-eleonora-dusa-ad-asolo-nel-1997" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso/thumbs/thumbs_06-suor-mary-nipote-di-eleonora-duse-sulla-tomba-della-nonna-eleonora-dusa-ad-asolo-nel-1997.jpg" /></a>La sua storia con D’Annunzio è nota fino a quando i due vissero insieme.  Ma pochi conoscono ciò che avvenne dopo. D’Annunzio e Alessandra si lasciarono nel 1908. La loro storia finì anche a causa di una gravissima malattia che Alessandra aveva contratto, forse in seguito a un aborto. Nel periodo della malattia, si accorse che il poeta la tradiva e cominciò a riflettere. Ebbe una crisi religiosa. Si rese conto di aver buttato via cinque anni della sua esistenza.</p> <p style="text-align: justify;">Andò in pellegrinaggio a Lourdes e tornò decisa a cambiare vita. Per espiare le colpe e gli scandali che aveva dato, entrò nel Carmelo di Paray Le Monial, in Francia, dove nel Seicento era vissuta anche  Santa Margherita Maria Alacoque. Divenne monaca di clausura con il nome di Suor Maria di Gesù. La sua vita spirituale era talmente esemplare che, alcuni anni dopo,  fu eletta maestra delle novizie, poi superiora del monastero. Sacerdoti, vescovi, intellettuali e anche il cardinale di Parigi ritenevano un privilegio e un onore poterla incontrare e parlare con lei. Fondò tre nuovi Monasteri: Valennienne fu la prima di queste fondazioni che le costò otto anni di fatiche; il secondo fu il Carmelo di Montmartre, voluto e benedetto dallo stesso cardinal  Arcivescovo di Parigi; seguì la fondazione del Carmelo del Reposoir,  in Alta Savoia, dove Alessandra morì nel 1931.</p> <p style="text-align: justify;">Anche questa donna bellissima,  che D’Annunzio aveva corrotto e portato nell’inferno del vizio, non rimase prigioniera del male, ma, come era accaduto a Eleonora Duse, ritrovò la strada della luce. Oggi è considerata una delle grandi mistiche del Novecento ed in corso il processo per la sua beatificazione.</p> <p><em><strong>Renzo Allegri</strong></em></p> <p><a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?page_id=480&#38;album=all&#38;gallery=gabriele-dannunzio-tra-inferno-e-paradiso" target="_blank"><strong>Tante altre foto cliccando qui</strong></a></p> <div class="amazon-box"> <box-title><b>Il Faustino ti consiglia su amazon</b><br></box-title></br><a href="https://www.amazon.it/dp/B007OZO03M/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&camp=3458&creative=23838&linkCode=as4&creativeASIN=B007OZO03M&adid=077Y1EZR0QMQX2RCQHZQ&" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486354&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARenzo%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw2.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486261&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARoberto%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw3.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&keywords=Rita%20Coruzzi&linkCode=ur2&qid=1364486497&rh=n%3A411663031%2Ck%3ARita%20Coruzzi&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw4.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364488478&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AFrancesco%20(Jorge%20Mario%20Bergoglio)&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw5.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a></div><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-8150"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2971aa19/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=D%E2%80%99Annunzio%2C+tra+inferno+e+paradiso&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D814" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=D%E2%80%99Annunzio%2C+tra+inferno+e+paradiso&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D814" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/159490127150/u/49/f/612175/c/33864/s/2971aa19/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/159490127150/u/49/f/612175/c/33864/s/2971aa19/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/159490127150/u/49/f/612175/c/33864/s/2971aa19/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=814</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>S.O.S. Boxer</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=769</link><description>La commovente storia di un gruppo di amici che dedicano il loro tempo libero ad aiutare cani in difficoltà. Di Renzo allegri Foto di Nicola Allegri &amp;#60;&amp;#60;Siamo un gruppo di persone innamorate dei nostri amici Boxer. 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Per la loro grande e generosa dedizione, queste persone si sono guadagnate l’appellativo di “Angeli dei Boxer”. Da sinistra in prima fila, accucciati: Emanuela, Pietro, e Marialaura. In piedi, in seconda fila, sempre da sinistra: Daniele, Laura, Lucetta, Alessia, Marina, Linda, Andreana, Luca e Silene." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/1-associazione-aiutami-boxer.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="1-associazione-aiutami-boxer" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/thumbs/thumbs_1-associazione-aiutami-boxer.jpg" /></a>La commovente storia di un gruppo di amici che dedicano il loro tempo libero ad aiutare cani in difficoltà.</strong></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo allegri</strong></span><br /> <span style="color: #ff0000;"><strong> Foto di Nicola Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Siamo un gruppo di persone innamorate dei nostri amici Boxer. E per amore di questi nostri cani abbiamo fondato una associazione no profit che ha lo scopo di aiutare i cani sfortunati. Quelli, cioè,  che, per ragioni varie, vengono rifiutati dai loro padroni. Noi ci diamo da fare per reinserirli  in un  nuovo ambito familiare che garantisca loro di essere amati&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Così si sono presentati i fondatori di  “Aiutami Rescue Boxer Team”,  una associazione italiana, unica nel suo genere, che si occupa di soccorrere cani in difficoltà, in particolare i Boxer. Persone che non giudicano i cani dalla loro bellezza fisica, dal pedigree, dalla prestanza, dal pregio della razza, dall’utile che ne possono trarre, ma solo dal fatto che sono esseri viventi, sensibili e in stato di sofferenza. Queste persone sono dei veri “angeli custodi dei boxer” e costituiscono un meraviglioso  “Pronto  intervento canino”.   Quando vengono a sapere che un cane è in pericolo, corrono, prendono l’animale, a volte addirittura lo riscattano pagando,  lo portano nella loro sede, lo curano, e poi cercano di trovare per lui una nuova famiglia che possa adottarlo dandogli amore e protezione.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-769"></span></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ un lavoro delicato&#62;&#62;, dicono. &#60;&#60;Non è facile trovare qualcuno pronto a prendersi cura di un cane magari vecchio e ammalato. Ma esistono anche queste persone. E sono tante.  In cinque anni abbiamo salvato e sistemato in questo modo circa 500 cani&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">La sede legale dell’Associazione si trova a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini,  ma la sede operativa è a Parma. A Parma è nata l’idea di questa organizzazione, a Parma sostano i cani recuperati, soggiornando in pensioni convenzionate, in attesa di una sistemazione,</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Marialaura che con la sua amica Alessia, cinque anni fa ha deciso di fondare l’Associazione “Aiutami Rescue Boxer Team”. Nella foto è con uno dei quattro boxer con i quali vive, tutti salvati da grandi sofferenze. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/2-marialaura-con-uno-dei-suoi-boxer.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="2-marialaura-con-uno-dei-suoi-boxer" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/thumbs/thumbs_2-marialaura-con-uno-dei-suoi-boxer.jpg" /></a>&#60;&#60;Come è nata la vostra Associazione?&#62;&#62;</strong>, chiedo a Marialaura Romanini, una delle fondatrici.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Un giorno di sei anni fa&#62;&#62;, racconta &#60;&#60;io e Alessia abbiamo conosciuto un tale che aveva una cucciolata di boxerini da sistemare. Ci siamo dati da fare. Telefonate, passa parola e abbiamo risolto il problema. Ma mentre eravamo impegnate in questo compito, abbiamo conosciuto altri problemi. Persone che volevano liberarsi di quello che era stato un loro amico, ma che non lo era più.  Il cane era invecchiato o si era ammalato o si era ferito, insomma non serviva più. E la sorte di questi  cani “rifiutati” è terribile:  a volte, finiscono a catena, in un angolo della proprietà, dove rimangono soli giorno e notte, spesso  senza cibo e senza acqua. Oppure vengono  abbandonati lontano da casa dove non  è più possibile per loro tornare. Nella maggior parte di casi, vengono fucilati. Il cinismo umano è senza limiti. E di fronte a quei casi, abbiamo sentito che dovevamo fare qualche cosa. Non sapevamo “che cosa”, ma parlando con altre nostre amiche abbiamo focalizzato l’essenza di quella che sarebbe diventata poi la nostra associazione&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Quanti siete?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Quelli impegnati a tempo pieno, pronti a intervenire in ogni momento, siamo noi soci fondatori, e siamo in dodici: Alessia, io, Daniele, Emanuela, Pietro, Laura, Lucetta, Marina, Linda, Andreanna, Luca e Silene. Ci danno una mano valida i nostri parenti, per esempio mia madre Loredana, e anche gli amici. Poi, mano a mano che venivamo conosciuti, accanto a noi si è costituita una rete di collaboratori, informatori, simpatizzanti, aiutanti saltuari che formano un vero e proprio piccolo esercito&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Il vostro compito, quindi, è quello di trovare una sistemazione per cani in difficoltà.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Sì, ma non solo. Noi  vogliamo che i cani strappati alla sofferenza vivano bene. Per cui, ci teniamo in contatto con le persone alle quali li affidiamo. Nel caso non vengano trattati bene, (ma questo è accaduto solo poche volte) ce li riprendiamo e cerchiamo una nuova sistemazione&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Marialaura con Roberto Allegri, scrittore e giornalista, autore di vari libri sui cani, e anche lui appassionato di Boxer. Nella foto è con il suo magnifico esemplare di nome Haydn. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/4-roberto-e-marialaura.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignleft" alt="4-roberto-e-marialaura" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/thumbs/thumbs_4-roberto-e-marialaura.jpg" /></a><strong>Il recupero, le cure, i viaggi, la permanenza in pensioni in attesa dell’affido, tutto questo ha un costo: chi paga?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Noi, le nostre famiglie, i nostri amici. Qualche offerta ci viene anche da chi adotta un cane. Ci diamo da fare con iniziative varie: andiamo a vendere nei mercatini oggetti artigianali da noi confezionati. Uno dei nostri, Daniele, che si dedica all’associazione con tutto se stesso, è bravissimo a creare piccoli souvenir con l’immagine del boxer  e noi li vendiamo. Organizziamo lotterie,  pranzi sociali, manifestazioni. Non abbiamo nessuna sovvenzione e quindi dobbiamo inventarci di tutto per trovare i soldi che ci servono&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi, l’Associazione ha organizzato un  raduno annuale con molte delle persone che hanno in affidamento i boxer, Un incontro e un pranzo sociale, in un posto bellissimo, sulle colline di Salsomaggiore,  all’interno del Giardino Botanico Gavinell , dove il ristorante è attorniato da prati e boschi e dove i cani hanno potuto passeggiare e anche fare grandi corse.   Prima del pranzo, in una sala ottagonale, con le pareti di vetro, che permettevano di avere la sensazione di essere seduti in mezzo alla natura,  gli organizzatori hanno  dato un resoconto dettagliato della attività svolta.  &#60;&#60;Nel corso del 2012 sono stato salvati e dati in adozione quasi cento cani&#62;&#62;, ha spiegato Marina Canducci, presidente della Associazione.  Ed ha illustrato le storie di alcuni di questi cani salvati,  storie a volte drammatiche, per fortuna sempre con un lieto fine, grazie agli “angeli dei boxer” e alla bontà di tante persone sensibili  alle sofferenze  degli animali.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Bisogna tener presente&#62;&#62;, ci ha spiegato Marialaura &#60;&#60;che gli esemplari che noi soccorriamo e salviamo, non sono cuccioli affettuosi e deliziosi.  In genere, come ho già detto, sono  cani adulti, con un passato alle spalle di grandi sofferenze:  femmine che sono state sfruttate da allevatori senza scrupoli: le hanno fatte figliare tre, quattro volte l’anno e poi, divenute ormai inservibili, le vogliono sopprimere; oppure cani ammalati;  cani che una famiglia, pur amandoli, non può più tenerli a causa di cambiamenti di casa, di crac finanziari, di allergie, e mille altri cose. Insomma, i nostri cani sono sempre pieni di problemi. Quindi è difficile trovare persone disposte a prenderli. A volte, le sofferenze subite hanno incattivito questi cani e allora prima, di affidarli, li diamo a un grande esperto, un  famoso allenatore, Luca Meneghetti, anche lui socio della Associazione, che è bravissimo a spiegare ai cani che noi vogliamo loro bene. E i cani lo comprendono subito&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Può raccontarci qualche storia?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ecco, guardi, questa è Tabata&#62;&#62;, dice Marialaura mostrandoci la foto di una  boxerina di circa due anni.</p> <p style="text-align: center;"> <a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/011.jpg" title="Tabata, una boxerina di circa due anni, in due immagini, prima e dopo l’adozione. Apparteneva a un signore pugliese e aveva un grosso tumore alla bocca (prima foto), per questo il padrone voleva sopprimerla. Recuperata dall’Associazione “Aiutami”, è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico che ha eliminato il tumore riportandola alla normalità, come si vede nella seconda foto. E’ stata adottata da Antonella Corsini, una signora di Mantova. " rel="lightbox[singlepic312]" > <img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cache/312__500x_011.jpg" alt="011" title="011" /> </a> </p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ci è stata segnalata da alcuni volontari di Nettuno. Aveva un tumore maligno alla bocca che continuava a crescere. Il padrone voleva sopprimerla. Venne recuperata dai volontari e spedita a noi. Era in uno stato pietoso. Non riusciva più ad aprire le bocca per mangiare. Abbiamo consultato dei bravi veterinari. Dissero che si trattava di un tumore maligno, ma che si poteva tentare un intervento. Le hanno tolto tutta la mandibola inferiore, costruendone una artificiale per poter permetterle di mangiare. L’intervento ci è costato 8 mila euro, ma l’abbiamo salvata. Tabata è stata poi adottata da Antonella Corsini , una signora di Mantova, è autosufficiente e vive felice.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Achille, un boxer nato con una malformazione muscolo-scheletrica che gli paralizza completamente gli arti posteriori. E’ inoperabile. Per questo era destinato alla soppressione, ma Andreanna, una dei soci dell’Associazione, lo ha preso con sé, e Achille, nonostante la menomazione, vive felice e completamente autosufficiente." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/9-achille.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignright" alt="9-achille" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/thumbs/thumbs_9-achille.jpg" width="100" /></a>&#60;&#60;Questo è Achille&#62;&#62;, dice Marialaura mostrandoci un’altra fotografia</p> <p style="text-align: justify;">E’ nato con una malformazione muscolo-scheletrica.</p> <p style="text-align: justify;">Ha tutti e due gli arti posteriori completamente rigidi.</p> <p style="text-align: justify;">E’ inoperabile.</p> <p style="text-align: justify;">Andreana, una nostra associata, l’ha accolto in famiglia.</p> <p style="text-align: justify;">Con l’aiuto di massaggi e una particolare riabilitazione,</p> <p style="text-align: justify;">il cane può stare in piedi, muoversi, giocare.</p> <p style="text-align: justify;">E’autosufficiente e dimostra una gran voglia di vivere.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Daniele con Cuba e Olmo. Cuba è stata recuperata in una cascina, vicino a Roma. Era legata a una catena corta e quindi costretta a vivere in uno spazio ristretto, dove, a causa della sporcizia e dello sterco, prese una terribile dermatite che invadeva tutto il corpo e dalla quale non è ancora completamente guarita." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/8-daniele-con-cuba-e-olmo.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="8-daniele-con-cuba-e-olmo" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/thumbs/thumbs_8-daniele-con-cuba-e-olmo.jpg" width="100" /></a>&#60;&#60;Cuba e Magy vivevano in una cascina, alla periferia di  Roma, legate a catena e quindi costrette a mangiare e  a dormire nel fango e nello sterco. Presero una terribile dermatite che invadeva tutto il corpo. Cuba non è ancora riuscita a guarire completamente.</p> <p style="text-align: justify;">Inoltre, Cuba aveva una gamba fratturata. Laura di Treviso era venuta da noi perché voleva adottare un boxer giovane, maschio, bello e cucciolo. Quando, però, ha visto queste due sorelle, si è commossa ed ha deciso di prendersi cura di Magy.</p> <p style="text-align: justify;">Ma queste due sorelle  erano felici stando insieme. La separazione avrebbe procurato loro un dolore mortale. Così Laura  se  le è portate a casa tutte e due.</p> <p style="text-align: justify;">Magy, purtroppo, è morta per leucemia, e allora Laura ha adottato Olmo che vive con Cuba.</p> <p><a title="Alessia che con Marialaura è fondatrice dell’Associazione “Aiutami Rescue Boxer Team”. Nella foto è con Ganz, un cane abbandonato dal suo padrone e che lei ha tenuto insieme agli altri quattro che già aveva." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/3-alessia-con-ganz.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="3-alessia-con-ganz" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/thumbs/thumbs_3-alessia-con-ganz.jpg" width="100" /></a>&#60;&#60;In quest’altra foto si vede Alessia, quella che con me ha avuto l’idea dell’Associazione.</p> <p>E con Ganz. Il cane era di una persona che non poteva più tenerlo.</p> <p>Sapeva che Alessia aveva quattro boxer e le ha chiesto se poteva ospitare  per un po’ di tempo anche il suo.</p> <p>Ma poi quel  signore non si è più fatto vivo e Alessia vive con cinque boxer.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Costola è una boxerina bianca che proviene dalla Puglia, dove è stata salvata da alcuni volontari ambientalisti. Furono loro a darle il nome di “costola” perché era tutta ossa. Ora vive con un pensionato di Torino, che la adora e sono inseparabili." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/12-costoladopoadozione1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-none alignleft" alt="12-costoladopoadozione1" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/thumbs/thumbs_12-costoladopoadozione1.jpg" width="100" /></a>&#60;&#60;Costola è una boxerina bianca che arriva da un pessimo canile di Puglia. Le volontarie che ce l’hanno segnalata l’avevano soprannominata “costola” perché era uno scheletro ambulante. Magra. Trasparente.</p> <p style="text-align: justify;">E’ arrivata da noi e aveva un sacco di malanni. L’abbiamo curata e adesso vive felice ed è anche molto fortunata perché è stata  adottata da un signore di Torino, Ferrero, pensionato, che la adora. Tutti i giorni la porta a fare lunghe passeggiate nei boschi.</p> <p style="text-align: justify;">Sono inseparabili.  D’estate, Ferrero va a fare le vacanze al mare e si porta sempre anche Costola.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Milly viene da un canile lager del Sud. Alcuni volontari, dopo averla tolta da quell’inferno, l’hanno portata fino a Bologna dove sono  andata a prenderla. Quando l’ho messa in macchina pensavo che mi morisse per strada. Era piena di piaghe,  soprattutto sulle gambe e non riusciva a reggersi. L’abbiamo curata, si è ripresa  bene e adesso vive felice a Brescia, adottata da una signora inglese.</p> <p style="text-align: center;"> <a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/013.jpg" title="Milly, prima e dopo l’adozione. Viveva in un canile lager del Sud ed è stata salvata da alcuni volontari ambientalisti. Era piena di piaghe, soprattutto sulle gambe posteriori, frutto anche di bastonate e pedate (prima foto). Riscattata e curata dall’Associazione, , è stata adottata da una signora inglese che vive a Brescia ed è una cagnetta felice , come si vede nella seconda foto (è quella di destra)" rel="lightbox[singlepic310]" > <img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cache/310__500x_013.jpg" alt="013" title="013" /> </a> </p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Bruno è un american Bull. Viveva vicino a Napoli,  presso dei contadini che lo avevano relegato in un box dove non c’erano aperture. Senza cibo e senza acqua, sotto il sole. Il veterinario, che andava da questi contadini per curare le mucche,  lo vide e, impietosito, aveva fatto un buco nel terreno per inserire nel box un  po’ d’acqua e un po’ di cibo. Ci ha telefonato e siamo riusciti a farci dare il cane. Era mal ridotto. Pieghe sul corpo e tutto un problema agli occhi  Lo abbiamo messo in pensione per curarlo, in attesa di trovargli una sistemazione.  Un giorno lo ha visto un signore di Parma, Aurelio, ed è stato amore a prima vista. Lo ha preso, lo ha curato. Lo ha fatto operare agli occhi ed ora Bruno è sano, felice, un amico affettuoso e inseparabile per il suo padrone, Aurelio.</p> <p style="text-align: center;"> <a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/06bruno.jpg" title="Bruno, un American Bull, in due immagini: prima e dopo l’adozione. Era relegato in un box senza aperture, in una fattoria vicino a Napoli, con piaghe in tutto il corpo e anche agli occhi. Nella seconda foto, Bruno con il signor Aurelio, un professionista di Parma che lo ha adottato, fatto curare ed ora è un magnifico cane felice. " rel="lightbox[singlepic309]" > <img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cache/309__500x_06bruno.jpg" alt="06bruno" title="06bruno" /> </a> </p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Una storia straordinaria è anche quella di Evita e Muso. Evita l’avevamo trovata  in un canile di Mantova, dove si trovava da anni. Era vecchissima, con il pelo completamente bianco. Il canile era costituito da un capannone che conteneva oltre 400 animali, che facevano un rumore e un frastuono infernale. Evita, per via dell’età e della debolezza, era frastornata da tutto quel rumore, e se ne stava in disparte, non voleva più neppure mangiare. L’abbiamo presa per farle trascorrere qualche mese di vita fuori da quell’inferno.  L’abbiamo messa in pensione ma eravamo certi che nessuno l’avrebbe adottata. Un giorno telefona Cristina, un avvocato di Ravenna, dicendo che voleva adottare un cane. Ma cercava un cane sano, bello e giovane. Le abbiamo mandato tutte le carte per la procedura, con le schede e le foto dei nostri ospiti in attesa di un padrone e lei, commossa dall’aspetto di Evita, scelse proprio quella vecchietta. Così Evita è vissuta con l’avvocato  per circa due anni, felice, serena, poi è morta di vecchiaia. Cristina, che intanto era diventata nostra amica, e in un certo senso anche l’avvocato dell’Associazione, ha voluto adottare un’altra cagna anziana che si chiama Gin. L’anno scorso, poi, abbiamo recuperato un boxer maschio, vecchissimo, avrà avuto quindici anni, e lo abbiamo chiamato Muso. Lo abbiamo recuperato in un canile lager di Roma, dove si trovava da sempre. Era pieno di piaghe e aveva anche un tumore al fegato, inoperabile.  Cristina, in memoria della vecchia Evita,  lo ha subito adottato ed è rimasto con lei un paio di mesi, morendo serenamente e finalmente amato. La Gin gli era sempre vicino, dormivano insieme, e lei, anche nel sonno, teneva una zampa su Muso, quasi a volerlo proteggere.</p> <p style="text-align: center;"> <a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/s-o-s-cani-boxer/015.jpg" title="Muso, prima e dopo l’adozione. Era un boxer di una quindicina d’anni, che viveva da sempre in un canile vicino a Roma ed era piano di piaghe e di ferite, come si vede nella prima foto. L’Associazione lo ha preso per farlo morire in pace. E’ stato adottato da Cristina, un avvocato di Ravenna, che aveva già adottato una boxerina di nome Gin. Il vecchio Muso ha potuto così trascorrere gli ultimi due mesi finalmente amato, anche dalla boxerina Gin, che gli era sempre accanto e gli teneva una zampa sulla schiena quasi a voler proteggerlo, come si vede nella seconda foto." rel="lightbox[singlepic311]" > <img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cache/311__500x_015.jpg" alt="015" title="015" /> </a> </p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ecco&#62;&#62;,  conclude Marialaura &#60;&#60;queste sono alcune delle innumerevoli storie dei nostri cani. Storie un po’ tristi, ma che, grazie ai nostri interventi, e soprattutto alla bontà di tante persone sensibili alle sofferenze degli animali,  hanno sempre un lieto fine&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?page_id=480&#38;album=all&#38;gallery=s-o-s-cani-boxer" target="_blank"><strong>Tutta la Foto gallery cliccando qui</strong></a></p> <p><em><strong>Renzo Allegri</strong></em></p> <div class="amazon-box"> <box-title><b>Il Faustino ti consiglia su amazon</b><br></box-title></br><a href="https://www.amazon.it/dp/B007OZO03M/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&camp=3458&creative=23838&linkCode=as4&creativeASIN=B007OZO03M&adid=077Y1EZR0QMQX2RCQHZQ&" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486354&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARenzo%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw2.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486261&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARoberto%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw3.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&keywords=Rita%20Coruzzi&linkCode=ur2&qid=1364486497&rh=n%3A411663031%2Ck%3ARita%20Coruzzi&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw4.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364488478&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AFrancesco%20(Jorge%20Mario%20Bergoglio)&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw5.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a></div><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-7700"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2960219f/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=S.O.S.+Boxer&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D769" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=S.O.S.+Boxer&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D769" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/159490663819/u/49/f/612175/c/33864/s/2960219f/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/159490663819/u/49/f/612175/c/33864/s/2960219f/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/159490663819/u/49/f/612175/c/33864/s/2960219f/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=769</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>La meraviglia di un sorriso</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=742</link><description>Il testo raccoglie le emozioni, ma soprattutto le riflessioni, che hanno invaso l'animo dell'autore quando è diventato padre. "Perché una cosa così "normale", eppure "immensa", non può accadere senza provocare domande e scatenare pensieri sulla vita, sul futuro, sulla morte, persino su Dio stesso". Mese dopo mese, seguendo la crescita del piccolo Francesco, Roberto Allegri si è scoperto diverso ogni volta, sempre in mutamento, mentre cercava di rispondere alle esigenze e ai desideri del figlio. E ha voluto registrare tali cambiamenti in questo libro, da cui emerge il ritratto di un uomo per il quale essere genitori è un'occasione per migliorare se stessi e una missione fondamentale da compiere.&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/290f3517/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=La+meraviglia+di+un+sorriso&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D742" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+meraviglia+di+un+sorriso&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D742" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/159490005036/u/49/f/612175/c/33864/s/290f3517/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/159490005036/u/49/f/612175/c/33864/s/290f3517/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/159490005036/u/49/f/612175/c/33864/s/290f3517/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Thu, 28 Feb 2013 13:59:51 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=742#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=742</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il testo raccoglie le emozioni, ma soprattutto le riflessioni, che hanno invaso l&#8217;animo dell&#8217;autore quando è diventato padre.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a 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migliorare se stessi e una missione fondamentale da compiere.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8831541021/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8831541021&#38;adid=0S1SZKB9XYR0NN9D40DT&#38;" target="_blank">Acquista su Amazon.it</a></strong></p> <p style="text-align: justify;"> <h4>Intervista</h4><object width="480" height="270" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Jz8henvTIjM?version=3&#38;hl=it_IT&#38;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="480" height="270" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Jz8henvTIjM?version=3&#38;hl=it_IT&#38;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p> <p><strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8831541021/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8831541021&#38;adid=0S1SZKB9XYR0NN9D40DT&#38;" target="_blank">Acquista su Amazon.it</a></strong> <p style="text-align: center;"><h4>Copertina</h4><a href="https://www.amazon.it/dp/8831541021/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8831541021&#38;adid=0S1SZKB9XYR0NN9D40DT&#38;"><img class="aligncenter wp-image-748" alt="8e220db805f44bbdbc9e9d0926c8757a" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2013/02/8e220db805f44bbdbc9e9d0926c8757a-580x956.jpg" width="450" /></a></p> <p style="text-align: center;"><strong><a 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href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486354&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARenzo%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw2.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486261&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARoberto%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw3.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&keywords=Rita%20Coruzzi&linkCode=ur2&qid=1364486497&rh=n%3A411663031%2Ck%3ARita%20Coruzzi&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw4.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364488478&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AFrancesco%20(Jorge%20Mario%20Bergoglio)&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw5.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a></div><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-7430"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/290f3517/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=La+meraviglia+di+un+sorriso&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D742" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+meraviglia+di+un+sorriso&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D742" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/159490005036/u/49/f/612175/c/33864/s/290f3517/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/159490005036/u/49/f/612175/c/33864/s/290f3517/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/159490005036/u/49/f/612175/c/33864/s/290f3517/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=742</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator><enclosure url="http://www.youtube.com/v/Jz8henvTIjM?version=3&amp;#38;hl=it_IT&amp;#38;rel=0" length="4705" type="application/x-shockwave-flash" /><media:content url="http://www.youtube.com/v/Jz8henvTIjM?version=3&amp;#38;hl=it_IT&amp;#38;rel=0" fileSize="4705" type="application/x-shockwave-flash" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Il testo raccoglie le emozioni, ma soprattutto le riflessioni, che hanno invaso l'animo dell'autore quando è diventato padre. "Perché una cosa così "normale", eppure "immensa", non può accadere senza provocare domande e scatenare pensieri sulla vita, sul </itunes:subtitle><itunes:summary>Il testo raccoglie le emozioni, ma soprattutto le riflessioni, che hanno invaso l'animo dell'autore quando è diventato padre. "Perché una cosa così "normale", eppure "immensa", non può accadere senza provocare domande e scatenare pensieri sulla vita, sul futuro, sulla morte, persino su Dio stesso". Mese dopo mese, seguendo la crescita del piccolo Francesco, Roberto Allegri si è scoperto diverso ogni volta, sempre in mutamento, mentre cercava di rispondere alle esigenze e ai desideri del figlio. E ha voluto registrare tali cambiamenti in questo libro, da cui emerge il ritratto di un uomo per il quale essere genitori è un'occasione per migliorare se stessi e una missione fondamentale da compiere. </itunes:summary><itunes:keywords>Roberto Allegri, Il Faustino</itunes:keywords></item><item><title>Aldo Moro – Militante del Vangelo</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=720</link><description>Ricordando un grande politico di altri tempi Fu soprattutto e sempre  un cristiano a servizio della gente – Il processo per la sua beatificazione è iniziato da un anno – Importanti testimonianze inedite di chi lo conobbe quando era giovane di Renzo Allegri In questi giorni, gli uomini politici hanno invaso i giornali, le televisioni, [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/28b7ba04/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Aldo+Moro+%E2%80%93+Militante+del+Vangelo&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D720" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Aldo+Moro+%E2%80%93+Militante+del+Vangelo&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D720" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/158873019182/u/49/f/612175/c/33864/s/28b7ba04/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/158873019182/u/49/f/612175/c/33864/s/28b7ba04/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/158873019182/u/49/f/612175/c/33864/s/28b7ba04/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Tue, 19 Feb 2013 11:00:00 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=720#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=720</guid><content:encoded><![CDATA[<p><a title="Un raro primo piano di Aldo Moro sorridente. Il segreto della sua costante serenità e del grande fascino che aveva sulla gente, stava nella sua vita spirituale, viva e intensa. Fin da ragazzo aveva l’abitudine di andare a messa tutte le mattina e tutte le mattina faceva la Comunione. Non venne meno a questa abitudine neppure nei giorni più intensi della sua attività politica." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/7-un-raro-primo-piano-di-aldo-mora-sereno-e-sorridente.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="Aldo Moro 1" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/thumbs/thumbs_7-un-raro-primo-piano-di-aldo-mora-sereno-e-sorridente.jpg" /></a><strong><span style="color: #ff0000;">Ricordando un grande politico di altri tempi</span></strong></p> <div style="text-align: justify;"> <p><b><i>Fu soprattutto e sempre  un cristiano a servizio della gente – Il processo per la sua beatificazione è iniziato da un anno – Importanti testimonianze inedite di chi lo conobbe quando era giovane </i></b></p> </div> <p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>di Renzo Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">In questi giorni, gli uomini politici hanno invaso i giornali, le televisioni, le radio, le piazze, le sale da concerto, i teatri: tutta la nostra vita. Di loro si discute  per le strade, nei bar e perfino in famiglia.  Sono esaltati, ammirati, vilipesi,  odiati, esecrati. E’ sempre accaduto in vista di elezioni politiche. Viene spontaneo  ricordare il passato.  E solo pochi nomi emergono: quelli di uomini che, per varie ragioni,  hanno lasciato un grande segno.</p> <p style="text-align: justify;">Il mio pensiero va ad Aldo Moro.  &#60;&#60;Uomo politico  e accademico italiano&#62;&#62; si legge su Wikipedia, &#60;&#60;cinque volte  Presidente del Consiglio dei ministri,  presidente del partito della Democrazia Cristiana.  Fu rapito il 16 marzo 1978 e ucciso il 9 maggio successivo da appartenenti al gruppo terrorista denominato Brigate Rosse&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-720"></span></p> <p style="text-align: justify;">Quasi sempre, Aldo Moro viene ricordato per la sua drammatica fine. E si dimentica che fu un grande uomo  sempre, anche prima del suo martirio,  anche fuori del mondo politico. Infatti, la Chiesa ha già aperto il processo per la sua beatificazione.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Aldo Moro in visita in una scuola. Come si vede dalla foto, era un uomo sereno. Amava stare con i giovani, e svolse la sua attività di professore universitario con grande amore. Era severissimo, ma tutti gli volevano un gran bene. Le ragazze erano affascinate dalla sua figura e alcune gli scrivevano lunghe lettere d’amore minacciando di suicidarsi se non rispondeva." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/6-moro-professore-con-alcuni-giovani-studenti.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="6-moro-professore-con-alcuni-giovani-studenti" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/thumbs/thumbs_6-moro-professore-con-alcuni-giovani-studenti.jpg" /></a>Nel 1969 feci una lunga inchiesta giornalistica su Aldo Moro. Aveva, allora,  53 anni e da  23 anni  militava nella politica. Aveva già coperto im­portanti cariche: era stato deputato al­l&#8217;Assemblea Costituente, membro della Commissione dei Settanta­cinque, sottosegretario agli Este­ri, ministro di Grazia e Giusti­zia, ministro della Pubblica Istruzione, segretario della De­mocrazia Cristiana, presidente del Consiglio, ministro degli Esteri. E prima di iniziare la car­riera politica, era stato presidente na­zionale della FUCI (Federazione Universitaria cattolica italiana) e presidente nazionale del Movimento Lau­reati Cattolici. Era inoltre ordinario di Fi­losofia del Diritto presso la Fa­coltà di Scienze Politiche del­l&#8217;università di Roma, dopo essere stato per diversi anni  ordinario di Diritto Penale presso l&#8217;università di Bari.</p> <p style="text-align: justify;">In quegli anni ero inviato speciale al settimanale “Gente” e fui incaricato di scrivere  un ampio ritratto di Moro. Non un ritratto dell’uomo politico,  ma semplicemente  “un ritratto dell’uomo”. Nonostante la grande attività pubblica che aveva già svolto, Moro era il personaggio più sconosciuto che ci fosse in Parlamento. Nessuno sapeva niente della sua vita, della famiglia, della sua infanzia, della sua giovinezza, della sua formazione intellettuale. Non esistevano fotografie familiari, se non una: quella scattata in occasione di una udienza privata che Papa Paolo VI aveva concesso a lui e a tutta la sua famiglia.</p> <p style="text-align: justify;">Inutile chiedere un’intervista all’interessato perché di questi argomenti non avrebbe mai parlato con nessuno.  Alla signora Moro venne chiesto di poter fare una foto dell’uomo politico in famiglia, e la risposta fu secca: “No”. Alcuni uomini del Democrazia Cristiana cercarono di mediare e le telefonarono  facendole presente che, in quel momento, tutto poteva essere utile alla carriera del ma­rito e che quindi doveva fare un piccolo sacrificio. La signora Moro rispose: &#60;&#60;Se un uomo va­le, non gli servono le fotografie in poltrona circondato dalla mo­glie e dai figli&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Aldo Moro tra la gente. Era un tipo riservato e schivo. Sembrava timido, incapace di affrontare il pubblico. Non frequentò mai salotti, ricevimenti, cene e cose del genere. Ma quando si trovava tra la folla della gente semplice, si sentiva a suo agio, come se fosse in famiglia. Suscitava una grande simpatia e tutti volevano stringergli la mano." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/8-aldo-moro-tra-la-gente.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="8-aldo-moro-tra-la-gente" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/thumbs/thumbs_8-aldo-moro-tra-la-gente.jpg" /></a>L’unica strada per realizzare quel servizio restava la raccolta  di informazioni dalle persone che avevano  conosciuto  Moro quando non era in politica.  E quella strada si rivelò la più giusta perché mi permise di raccogliere testimonianze molto importanti e assolutamente inedite sulla vita privata di Moro, che dimostrano come egli fosse un cristiano vero ed esemplare  fin da quando era un ragazzo, e tale rimase anche quando era ai vertici della politica.</p> <p style="text-align: justify;">Moro apparteneva a una famiglia umile. Era nato nelle Puglie, a Maglie, una cittadina in pro­vincia di Lecce.  Suo padre era un insegnante divenu­to poi ispettore scolastico e fun­zionario del ministero della Pubblica Istruzione. La madre, Fida Stinchi, era una insegnante elementare.</p> <p style="text-align: justify;">Quando Aldo aveva sei anni, la famiglia si era trasferita a Taranto dove Aldo frequentò le scuole elementari, le medie, ginnasio e liceo. Poi la famiglia si spostò a Bari, dove Aldo si iscrisse all&#8217;università e dove si laureò in Giurisprudenza.</p> <p style="text-align: justify;">A Bari, a Taranto, a Maglie incontrai vari amici e coetanei di Aldo Moro. Persone che lo  avevano visto crescere, che avevano lavorato con lui ma non in campo politico. Le loro testimonianze non erano  quindi influenzate da interessi di partito.  E raccontavano di un uomo veramente speciale, di un politico con tutte le carte in regola per servire veramente il popolo e poter poi entrare in paradiso.</p> <p style="text-align: justify;">Giovanni Acquaviva era allora direttore del <i>Corriere del Giorno, </i>quotidiano di Taranto. Conosceva Moro fin dall’infanzia, quando facevano parte tutti e due del circolo cattolico “S. Francesco d&#8217;Assisi” della Chiesa di S. Pasquale a Taranto.    &#60;&#60;Ciò che mi ha sempre colpito in Aldo è la sua incredibile onestà&#62;&#62;, mi disse.  E mi raccontò che quando Moro venne eletto per la prima volta presidente del Consiglio dei ministri, i magliesi cominciarono a scrivergli di ri­cordarsi del paese dove era nato. Un vinaio, che abitava nella casa dove Moro era nato, gli scrisse che la sua casa natale stava an­dando in rovina e che qualunque aiuto sarebbe stato gradito. &#60;&#60;Mo­ro, abituato a rispondere sempre a chi gli scriveva, non prese mai in considerazione quella lettera&#62;&#62;, mi disse Aquaviva. &#60;&#60;Chi lo conosce bene sa che si comportò così non perchè non fosse affezionato al paese natale, ma perchè ricordarsene pubbli­camente, ora che era diventato presidente del Consiglio, lo ri­teneva un gesto del tutto retorico e quanto mai sconveniente&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Aldo Moro all’età di circa quattro anni. Nato a Maglie, in Puglia, il 23 settembre 1916, era figlio di un ispettore scolastico e di una insegnante elementare. Morì ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/1-aldo-moro-a-4-anni.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="1-aldo-moro-a-4-anni" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/thumbs/thumbs_1-aldo-moro-a-4-anni.jpg" /></a>Il professor Nicola Lazzaro fu amico di Moro e suo compagno durante il servizio militare. Ricordava:</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Abbiamo dormito sotto la stessa tenda, abbiamo adoperato, in molti casi, la stessa gavetta. Moro si è dimostrato  sempre strettamente ligio al suo dovere, sino allo zelo. Godeva del rispetto dei compagni e della stima dei superiori. Era già assistente universitario, ma non ha mai approfittato del prestigio del suo ruolo. Rifiutava sempre con la massima cortesia i servigi che gli amici volevano offrirgli. Marciava come tutti gli altri e por­tava, quando giungeva il suo turno, il pesante mitragliatore in spalla. Il tenente comandante del plotone voleva esimerlo dai lavori più faticosi. Moro non ac­cettò mai il favore. Alla sera stu­diava e scriveva fino a tardi e, ogni volta, si scusava per l&#8217;even­tuale disturbo che mi arrecava&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Alla chiesa del Carmine di Taranto incontrai monsignor  Michelangelo Rido­la che ebbe un ruolo fondamentale nella formazione spirituale del giovane Aldo Moro.  &#60;&#60;Lo conobbi quando aveva circa 12 anni ed io ero allora studente universitario ed ero presidente del Circolo “San Francesco d&#8217;Assisi” della Chiesa di S. Pasquale, frequentato da Aldo e dai suoi due fratelli, Al­berto e Salvatore. Aldo era paffu­tello, parlava piano piano, come ha sempre fatto. Ci si trovava tutte le sere al circolo e poi andavamo a casa insieme perchè abitava­mo nella stessa via. Aldo faceva la Comunione tutte le mattine ed era religiosissimo&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Dopo esseri laureato in Giurisprudenza, Michelangelo Ridola  entrò in Semina­rio e divenne sacerdote. Tornò Taranto come insegnante di re­ligione al liceo ed ebbe, tra i suoi allievi, anche Aldo Moro. &#60;&#60;Era il migliore&#62;&#62;, mi disse. &#60;&#60;Dal <i>gin­</i>nasio in poi si guadagnò sempre le tasse per il suo alto rendimento scolastico. Unica nota negativa la ginnastica: non riusciva a fare la salita della pertica, il salto in alto e in lungo. I compagni di classe, durante l&#8217;ora di ginnasti­ca, lo prendevano in giro, ma lui non si scomponeva.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Aldo Moro in visita da Padre Pio. Come pugliese, aveva sempre avuto una grande devozione per il frate con le stimmate. Si dice che dopo quella visita, Padre Pio, guardando una fotografia di Moro pubblicata da un giornale, abbia detto con il volto contratto dal dolore: &#60;&#60;Mamma mia, quanto sangue, quanto sangue!&#62;&#62;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/5-aldo-moro-in-visita-da-padre-pio.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="5-aldo-moro-in-visita-da-padre-pio" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/thumbs/thumbs_5-aldo-moro-in-visita-da-padre-pio.jpg" /></a>&#60;&#60;Diede l&#8217;esame di maturità nel luglio del 1934. La sua fu una delle più brillanti medie della scuola: otto in italiano, otto in latino, otto in greco, nove in sto­ria e filosofia, dieci in matemati­ca e fisica, otto in scienze e chi<i>mica, </i>otto in storia dell&#8217;arte.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Per raggiungere questi ri­sultati studiava fino a 18 ore al giorno. Sua madre venne da me, durante la primavera di quel­l&#8217;anno e mi disse: “Aldo sta pre­parando l&#8217;esame di maturità: studia continuamente e nel me­desimo tempo si è messo in te­sta di fare la quaresima comple­ta, non vuole mangiare carne per tutti i quaranta giorni che precedono la Pasqua. Sono mol­to preoccupata, temo che mi si ammali. Cerchi di convincerlo a smettere questa forma di peni­tenza”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Parlai con Aldo, ma non ci fu niente da fare. Le sue con­vinzioni religiose erano profon­dissime e quando aveva deciso una cosa, nessuno riusciva a far­gli cambiare idea.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;In quel tempo c&#8217;era dell&#8217;attri­to fra i movimenti giovanili cat­tolici e il fascismo. Aldo Moro era sempre per le soluzioni pa­cifiche. Durante le discussioni, esortava alla calma. Non voleva che si ricorresse alla violenza. Fu anch&#8217;egli giovane fascista co­me tutti. Portava il distintivo con le lettere P.N.F (Partino Nazionale Fascista),  assieme al distintivo dell&#8217;Azione Cattolica. Scherzosamente traduceva le ini­ziali P.N.F. con queste parole: &#8220;per necessità familiare&#8221;. Già fin da quel tempo, Aldo Moro e due miei fratelli,  che erano i principali organizzatori del Cir­colo cattolico di S. Pasquale, era-no pedinati dalla questura&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Antonio Amendola, avvocato, conobbe Aldo Moro a Bari, du­rante gli anni dell&#8217;università. &#60;&#60;Ma diventammo molto amici più tardi&#62;&#62;, ricordava &#60;&#60;e precisamente nel novembre del 1943, quando, insieme, fondammo La <i>Rassegna</i><i>, </i>un settimanale indi­pendente che ebbe grande suc­cesso. Eravamo ancora ufficiali. Io ero diventato capo dell&#8217;ufficio stampa del governo di Badoglio. Radunai attorno a me i vecchi amici di università: Aldo Moro, Pasquale del Prete, che poi divenne ret­tore dell&#8217;università di Bari, Car­lo Lavagna e il professor Arman­do Regina. Fondammo il primo giornale indipendente italiano. Ci furono difficoltà. Gli alleati fornivano carta solo ai giornali di partito: noi non eravamo di nessun partito. Utilizzando le conoscenze che mi ero fatte al Comando Supremo, ottenni la carta. Il giornale ebbe successo immediato. Vendevamo 50.000 copie.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Un’immagine di padre Gregorio Inzitari con Aldo Moro nel 1941. Moro era soldato e Padre Inzitari cappellano militare." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/4-aldo-moro-militare-con-padre-inzitari.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="4-aldo-moro-militare-con-padre-inzitari" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/thumbs/thumbs_4-aldo-moro-militare-con-padre-inzitari.jpg" /></a>&#60;&#60;Aldo Moro aveva portato nel giornale le sue idee religiose ap­plicate alla società. Scriveva con la passione di un missionario e i suoi scritti erano piuttosto oscuri, ma molto seguiti.. Un suo articolo intitolato “La marcia della fame” fece molto chiasso.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Le idee fondamentali che ispiravano  la condotta di Aldo Moro erano quelle religiose. In lui c&#8217;era una religio­sità enorme. Ricordo che spesso andavo a prenderlo a casa sua. Lo trovavo nel piccolo studio, arredato con il puro necessario, con la testa china sui libri di preghiere. Lo chiamavo e lui gentilmente mi invitava a se­dermi, mi metteva davanti un pacco di fogli scritti a mano e mi diceva: “Leggi queste pagi­ne e poi mi darai un tuo giu­dizio, intanto finisco le mie pra­tiche di pieta”. Rimetteva tran­quillamente la testa fra le pagine del suo libro di preghiere e non c&#8217;era verso di distrarlo finchè non aveva finito.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Non si vergognava di essere religiosissimo. Ostentava in pub­blico le sue convinzioni religiose con una fierezza e una nobiltà tali che nessuno ebbe mai il co­raggio di prenderlo in giro.</p> <p style="text-align: justify;"><b>&#60;&#60;</b>In quegli anni, Aldo Moro era anche professore di Diritto al­l&#8217;università. Si recava alle lezio­ni vestito con la divisa di capi­tano commissario dell&#8217;aeronauti­ca. Era bellissimo e le donne im­pazzivano per lui. Le studen­tesse si mettevano in prima fila durante le lezioni. Una venne bocciata durante l&#8217;esame ed uscì con il volto rosso per l&#8217;emozione e gli occhi sfavillanti per la gioia. “Perché sei così felice?”, le chiesero i compagni. “Sono stata bocciata e così potrò ritor­nare a rivedere quel magnifico uomo”, rispose.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Si dice che mol­te ragazze gli scrivessero lettere interminabili, minacciando di suicidarsi se Aldo non rispon­deva. Lui era di una estrema austerità, inaccessibile alle norma­li seduzioni della vita comune. Ricordo che un giorno, mentre camminavamo per Bari e c&#8217;era­no molte ragazze che lo segui­vano con gli occhi imbambolati, mi accorsi che Aldo aveva un grosso buco in una calza, sul tal­lone. Glielo feci notare, ma lui non ci diede nessun peso.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Aldo Moro con Padre Gregorio Inzitari, domenicano, suo direttore spirituale. La foto risale al 1938. &#34;Moro aveva tutte le caratteristiche per diventare un religioso domenicano&#34;, ha raccontato Padre Inzitari . &#34;Io ho cercato di prepararlo. A questo scopo lo feci entrare nel Terz’Ordine Domenicano con il nome di Fra Gregorio Maria. Ma alla fine si rese conto che non aveva la vocazione per la vita religiosa&#34;" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/3-aldo-moro-con-padre-inzitari.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="3-aldo-moro-con-padre-inzitari" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/thumbs/thumbs_3-aldo-moro-con-padre-inzitari.jpg" width="150" height="250" /></a>&#60;&#60;Io non sono del partito di Aldo Moro e non condivido le sue idee. Ma credo che non ci sia nessuno nella politica italia­na che abbia la sua statura mo­rale e la sua preparazione. Pos­siede una tenacia incredibile. Non c’è mai stato nessuno capace di fargli cambiare idea o una qualsiasi decisione, anche di secondaria importanza.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ricordo che Moro non voleva iscriversi alla Democrazia Cri­stiana perchè quel partito, nel  CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), era alleato con i socialisti e i comunisti. Quando gli si parlava, allora, del partito sociali­sta, era come gli si parlasse della Banda Giuliano&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">A Bari, Aldo Moro era conosciu­to soprattutto dalla povera gen­te. I più vecchi lo ricordavano quando era giovane universita­rio e militava nella FUCI. Raccontavano che anda­va in giro per la città tutte le settimane, a portare i buoni del pane ai poveri. Sapeva a memo­ria nomi e gli indirizzi di tutti i poveri di Bari. Conosceva i dolori, le malattie, le difficoltà, le disgrazie di tutti. Non parlava quasi mai durante quelle visite ma la sua presenza era un con­forto.</p> <p style="text-align: justify;">Un giovane universitario della FUCI di Bari, mi raccontò: &#60;&#60;A Torre Tresca, un quartiere della città dove c&#8217;erano molte baracche, avevo conosciuto un po­vero uomo che teneva corrispon­denza con Aldo Moro, allora pre­sidente del Consiglio dei mini­stri. Quell&#8217;uomo scriveva a Mo­ro raccontandogli le sue disgra­zie e Moro gli rispondeva. Su una parte di quella baracca c&#8217;era incollato un ritratto di Moro. Un lumicino ardeva davanti e intor­no, come ex voto, erano incol­late tutte le lettere del presidente del Consiglio. “Lui mi ha sempre aiutato”, diceva quell’uomo indicando il quadro attaccato alla parete&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;">Il  dottor Melchiorre, capo ripartizione del comune di Bari, che era stato allievo di Moro quando questi insegnava all’università, ricordava la severità del quel  docente:  &#60;&#60;Il pro­fessor Moro&#62;&#62;, raccontava &#60;&#60;durante le sessioni d&#8217;esame, si faceva taciturno più del solito, sembrava costante­mente assorto in altre cose. Fa­ceva una domanda e lasciava che l&#8217;esaminando se la sbrogliasse da solo. Se l&#8217;allievo parlava non lo interrompeva anche se diceva cose completamente errate. So­lamente quando questi aveva ter­minato di parlare cominciava lui, con calma e dimostrava che l&#8217;esaminando aveva sbagliato tutto, fin dalla prima parola,  e, naturalmente, lo bocciava. Ai suoi esami il numero dei boc­ciati era altissimo. Gli esami sot­to il professor Moro si svolgeva­no senza limiti di orario. Io, per esempio, una volta venni inter­rogato alle undici di sera, ma qualche mio amico venne esaminato anche alle due di notte.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Aldo Moro con la famiglia. E’ questa l’unica foto posata di Moro con la sua famiglia, e venne scattata in Vaticano nel 1965, quando l’onorevole, che era presidente del Consiglio dei Ministri, venne ricevuto in udienza privata da Paolo VI, suo grande amico, fin dagli anni giovanili, quando Moro era presidente della FUCI (Federazione universitaria Cattolica Italiana)" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/2-aldo-moro-in-udienza-privata-da-paolo-vi-con-la-famiglia.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="2-aldo-moro-in-udienza-privata-da-paolo-vi-con-la-famiglia" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/thumbs/thumbs_2-aldo-moro-in-udienza-privata-da-paolo-vi-con-la-famiglia.jpg" /></a>&#60;&#60;Non si era mai sicuri di essere promossi. Una volta decisi di dare l’esame di filosofia del diritto,  un esame difficile che tutti gli studenti della facoltà di Giurisprudenza preferivano dare alla fine del corso di studi. Quel giorno il professor Moro aveva bocciato moltissimi stu­denti. Andai all&#8217;esame con pau­ra. Risposi alle domande del pro­fessore come meglio potei e poi attesi il terribile verdetto. Moro mi guardò a lungo, in silenzio, poi mi disse: “La boccerei volen­tieri perchè  è evidente che lei non ha studiato con attenzione la materia. Però è riuscito a ca­varsela egualmente grazie a una buona dose di intelligenza: le do 29”&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Un impiegato comunale, sempre del comune di Bari,  mi raccontò questo episodio che da solo<sup>,</sup> dimostra come Moro abbia cercato sempre di agire con estrema onestà. &#60;&#60;Nel 1945, Moro ave­va ottenuto dalla commissione per la requisizione degli alloggi un appartamento in via S. Francesco d&#8217;Assisi. Quando si sposò, decise di trasferirsi a Roma, con la moglie, in casa dei suoceri. L&#8217;abitazione di via San France­sco non gli serviva più. Andò al commissariato per la requisi­zione degli alloggi e disse che metteva a disposizione la sua abitazione. La cosa, a quei tem­pi, era tanto inverosimile che l&#8217;impiegato allo sportello gli fe­ce ripetere la richiesta: “Sono venuto a restituire l&#8217;abitazione che la commissione mi aveva as­segnato”, disse Moro. L&#8217;impiega­to si alzò di scatto, andò negli uffici della direzione e disse al commissario generale Ferraro: “Generale, venga fuori, per cortesia, c&#8217;è un individuo che mi vuol provocare”. Il generale Fer­raro uscì e si trovò di fronte un giovane smilzo, sorridente, che, con un fil di voce, chiarì ciò che voleva fare&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Padre Gregorio Maria Inzita­ri, domenicano, è stato l’uomo che fu maggiormente vicino ad Aldo Moro durante gli anni universitari e della guerra. &#60;&#60;Co­nobbi Aldo nel 1937&#62;&#62;, mi raccontò &#60;&#60; Ero stato mandato come assistente della FUCI di Bari, l&#8217;Associazio­ne “Giuseppe Moscati”, della quale Aldo Moro era presidente. Mi colpì subito quel giovanotto perchè notavo che veniva alla Messa e alla Comunione tutte le mattine. Cominciai a frequen­tarlo anche perchè i nostri compiti erano quasi gli stessi e scoprii un uomo eccezionale. Moro studiava dieci ore al giorno e trovava il tempo per dirigere la associazione della FUCI, per par­lare con gli amici dei quali era il confidante di tutte le loro pe­ne. Questo ritmo di vita lo ave­va reso magrissimo, macilento. Mi riferirono che alcuni anni prima era un grassone. Poi aveva deciso di dimagrire. Faceva molti chilometri al giorno a piedi a questo scopo, sudando come un dannato. Non smise finchè non raggiunse il peso che si era pre­fisso.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Aldo Moro ed Enrico Berlinguer al tempo dei tentativi del “compromesso storico”. Benchè militanti su fronti ideologici e politici diversi, Moro e Berlinguer si stimavano e cercarono di collaborare per il bene dell’Italia. 03-05-1977 Roma Nella foto: Luigi Berlinguer e Aldo Moro" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/9-moro-e-berlinguer-al-tempo-del-tentativo-di-un-compromesso-storio.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="9-moro-e-berlinguer-al-tempo-del-tentativo-di-un-compromesso-storio" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/thumbs/thumbs_9-moro-e-berlinguer-al-tempo-del-tentativo-di-un-compromesso-storio.jpg" /></a>&#60;&#60;Aldo Moro possedeva tutte le caratteristiche richieste dalla no­stra regola perchè un giovane potesse diventare domenicano. Amore allo studio, difesa della verità e coerenza nell’azione. Pensavo di sviluppare in lui la vocazione religiosa e sacerdota­le. A questo scopo, lo feci entra­re nel Terz&#8217;Ordine Domenicano. Fece la vestizione assumendo il nome di Fra&#8217; Gregorio Maria. Gli avevo indicato un modello da seguire, il “capitano santo”, Gui­do Negri. Aldo era entusiasta di tutte queste iniziative spirituali, ma sentiva di non aver la voca­zione sacerdotale e allora abban­donammo il progetto.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nel gennaio del 1939, a Roma, Aldo Moro  venne eletto presidente nazionale della FUCI. Il padre di Aldo, che era un uo­mo scrupoloso e modesto, si spaventò quando apprese che i1 fi­glio era stato eletto a una cari­ca così importante e venne da me perchè consigliassi suo figlio a non accettare e gli suggerissi di tenersi lontano dal chiasso della vita politica. Anche Aldo venne a consigliarsi da me. Non sapeva se accettare o meno. Io gli risposi: “Tu non hai chiesto niente. Se ti hanno eletto vuol dire che hanno fiducia in te; vuol dire che il Signore ti affi­da questo compito e tu devi svolgerlo con la massima dili­genza”. Moro, che era religiosissi­mo, accolse l&#8217;elezione come un compito affidatogli da Dio.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Appena laureato, aveva bi­sogno di guadagnarsi qualche li­ra perchè non aveva il necessa­rio neppure per mangiare. Fui io che gli trovai il primo posto e gli feci avere il primo stipen­dio. Conoscevo i padri Gesuiti che dirigevano l&#8217;Istituto Di Ca­gno Abbrescia. Era rettore pa­dre Pisani, mio amico. Gli raccomandai quel giovane pieno di promesse e dalla condotta ir­reprensibile. Venne accettato e gli fu affidato il compito di in­segnare italiano e latino alla terza classe ginnasiale. Cosa fe­ce durante quell&#8217;anno Aldo Mo­ro, non lo seppi mai. Egli rifug­giva sempre dal parlare di se stesso. Al termine dell&#8217;anno lo vidi venire da me, mesto e preoccupato. Mi disse: “Mi han­no licenziato”. “Perché?”, chiesi stupito. “Non lo so”, rispose de­solato. “Forse per scarso rendi­mento”, aggiunse. Andai dal ret­tore a informarmi. Aldo Moro era stato licenziato perchè i ra­gazzi in classe ne combinavano di tutti i colori. Moro era asso­lutamente inadatto a mantenere la disciplina. Ogni tanto doveva intervenire il rettore per riportare la calma in aula distribuen­do ceffoni a destra e a sinistra sotto lo sguardo meravigliato dell&#8217;insegnante. Inoltre le lezio­ni di Moro erano troppo diffici­li: gli scolari non capivano niente&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Nel 1945 Aldo Moro sposò Eleo­nora Chiavarelli, una signorina marchigiana, laureata in lette­re, presidente regionale di Azio­ne Cattolica e segretaria di Vit­torino Veronese. Si erano conosciuti durante un congresso della FUCI. Dopo il matrimonio, la vita di Aldo Moro si divise in due parti:  vita pubblica, dedicata alla politica, all&#8217;università; vita privata dedicata interamente alla famiglia. La signora Moro mise un confine invalicabile fra i due settori e nessuno è mai riuscito a superarlo.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Aldo Moro in un bronzo dello scultore Mario Moretto, che si trova a Roma, alla Camera dei deputati." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/10-volto-in-bronzo-di-aldo-morom-opera-dello-scultore-mario-moretto.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="10-volto-in-bronzo-di-aldo-morom-opera-dello-scultore-mario-moretto" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/aldo-moro-militante-del-vangelo/thumbs/thumbs_10-volto-in-bronzo-di-aldo-morom-opera-dello-scultore-mario-moretto.jpg" /></a>Quando Moro ven­ne eletto deputato, alcuni amici baresi vollero festeggiare l&#8217;av­venimento. Prepararono una bic­chierata. Una delegazione andò a chiamare il &#8220;professore&#8221; che certamente era già a casa. Erano infatti le 21,30. Ad aprire la por­ta venne la signora Moro. &#60;&#60;Buo­nasera signora&#62;&#62;,  dissero gli ami­ci del deputato &#60;&#60;siamo venuti a festeggiare il professore&#62;&#62;. &#60;&#60;Mi dispiace&#62;&#62;, tagliò corto la moglie di Moro: &#60;&#60;ho messo a letto mio marito mezz&#8217;ora fa. Era molto stanco, deve riposare&#62;&#62;. &#60;&#60;Ma, si­gnora&#62;&#62; insistettero gli amici &#60;&#60;si tratta di pochi minuti, un paio di brindisi e poi viene subito a casa&#62;&#62;. &#60;&#60;Niente da fare&#62;&#62;, ri­spose la signora Moro. &#60;&#60;Se vo­lete vengo io a fare il brindisi, ma mio marito non può essere disturbato&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">La signora Moro vegliava sul marito con una tenacia irremo­vibile. Difendeva la sua vita pri­vata meglio di un poliziotto. Non cedette mai  a nessuna pres­sione.</p> <p style="text-align: justify;">E non volle mai apparire nell’attività politica del marito. Un collaboratore di Moro le chiese, una volta, alcune righe per un settimanale femminile. Doveva esprimere il suo giudi­zio su un avvenimento. La si­gnora rispose: &#60;&#60;Tenga pre­sente che per queste dose mio marito è vedovo&#62;&#62;. Un&#8217;agenzia fotografica romana mandò i suoi operatori per riprendere i figli di Moro. La fotografia doveva servire per un grande servizio su una rivista democristiana. La signora Moro non permise che venissero fotografati i figli e disse: &#60;&#60;I figli sono miei e non del partito&#62;&#62;. Eleonora Moro non si fece mai fotografare accanto al ma­rito. Non partecipò mai  a ricevimenti, se non in rarissime occasioni.  Non si fece mai vedere in Parla­mento, nelle tribune riservate ai familiari degli onorevoli che ten­gono i discorsi.</p> <div class="amazon-box"> <box-title><b>Il Faustino ti consiglia su amazon</b><br></box-title></br><a href="https://www.amazon.it/dp/B007OZO03M/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&camp=3458&creative=23838&linkCode=as4&creativeASIN=B007OZO03M&adid=077Y1EZR0QMQX2RCQHZQ&" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486354&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARenzo%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw2.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486261&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARoberto%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw3.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&keywords=Rita%20Coruzzi&linkCode=ur2&qid=1364486497&rh=n%3A411663031%2Ck%3ARita%20Coruzzi&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw4.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364488478&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AFrancesco%20(Jorge%20Mario%20Bergoglio)&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw5.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a></div><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-7210"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/28b7ba04/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Aldo+Moro+%E2%80%93+Militante+del+Vangelo&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D720" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Aldo+Moro+%E2%80%93+Militante+del+Vangelo&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D720" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/158873019182/u/49/f/612175/c/33864/s/28b7ba04/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/158873019182/u/49/f/612175/c/33864/s/28b7ba04/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/158873019182/u/49/f/612175/c/33864/s/28b7ba04/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=720</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Cosi Wagner morì a Venezia</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=684</link><description>13 febbraio 1883 Attraverso documenti conservati al Centro Documentazione di Bayreuth, all’Istituto Wagner di Monaco di Baviera e all’Istituto storico germanico di Roma, abbiamo ricostruito l’ultima vacanza di Riccardo Wagner in Italia e la sua improvvisa morte a Venezia. Di Renzo Allegri TUTTO RICHARD WAGNER SU AMAZON.IT Per il mondo degli appassionati di lirica, il [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/28417c92/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Cosi+Wagner+mor%C3%AC+a+Venezia&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D684" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Cosi+Wagner+mor%C3%AC+a+Venezia&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D684" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/151885490252/u/49/f/612175/c/33864/s/28417c92/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/151885490252/u/49/f/612175/c/33864/s/28417c92/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/151885490252/u/49/f/612175/c/33864/s/28417c92/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Senza categoria</category><pubDate>Tue, 05 Feb 2013 14:47:07 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=684#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=684</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="background-color: #ffffff; color: #ff0000;"><strong><a title="Richard Wagner, in un ritratto fotografico del 1875. Wagner è uno dei più importanti compositori di tutti i tempi. Nato a Lipsia il 22 maggio 1813, è morto a Venezia il 13 febbraio 1883. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/1-richard-wagner.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="1-richard-wagner" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/thumbs/thumbs_1-richard-wagner.jpg" /></a>13 febbraio 1883</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">Attraverso documenti conservati al Centro Documentazione di Bayreuth, all’Istituto Wagner di Monaco di Baviera e all’Istituto storico germanico di Roma, abbiamo ricostruito l’ultima vacanza di Riccardo Wagner in Italia e la sua improvvisa morte a Venezia.</p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=WAGNER&#38;linkCode=ur2&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;url=search-alias%3Daps" target="_blank"><strong>TUTTO RICHARD WAGNER SU AMAZON.IT</strong></a></p> <p style="text-align: justify;">Per il mondo degli appassionati di lirica, il 2013 e l’anno di Giuseppe Verdi e di Richard Wagner.</p> <p style="text-align: justify;">Tutti e due questi grandi compositori sono nati duecento anni fa e precisamente nel 1813. Per Wagner poi ricorre anche il 130° anno della sua scomparsa, avvenuta a Venezia il 13 febbraio 1893.</p> <p style="text-align: justify;">Opere, concerti e commemorazioni  sono in programma nei vari teatri.</p> <p style="text-align: justify;">La ricorrenza è portatrice anche di qualche polemica. Come quella provocata dal Teatro alla Scala di Milano, che ha iniziato la stagione lirica del bicentenario verdiano  con un’opera di Wagner, suscitando critiche e risentimenti perché tutti si aspettavano che la precedenza temporale, nel più grande teatro italiano, spettasse al massimo compositore italiano.</p> <p style="text-align: justify;">Ma Wagner in questo non ha nessuna colpa. Anzi, se avesse dovuto scegliere lui, avrebbe dato senz’altro la precedenza a Verdi perché, nonostante sia spesso presentato come un superuomo, era una persona gentile.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-684"></span></p> <p style="text-align: justify;">Wagner amava molto l’Italia e in particolare amava Venezia, dove si recava per riposare.</p> <p style="text-align: justify;">Sosteneva che a Venezia riusciva a dimenticare tutte le sue preoccupazioni e recuperare in questo modo le energie.</p> <p style="text-align: justify;">Aveva fatto il suo primo viaggio a Venezia nell’agosto del 1858, quando stava componendo il “Tristano e Isotta” e in seguito vi era ritornato altre cinque volte. L’ultima volta si fermò sei mesi: dal 16 set¬tembre 1882 al 13 febbraio 1883, giorno della sua morte.</p> <p style="text-align: justify;">Una morte improvvisa. Wagner aveva 70 anni.<a title="Ritratto pittorico di Richard Wagner. Tra le sue opere più amate “Lohengrin”, “Tannhauser”. “Tristano e Isotta”, “Parsifal” “I maestri cantori di Norimberga” , e la tetralogia “L’anello del Nibelungo” . Wagner amava molto l’Italia e oltre a Venezia, dove morì, soggiornò a La Spezia, a Ravello, a Siena, a Palermo." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/2-wagner.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="2-wagner" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/thumbs/thumbs_2-wagner.jpg" /></a></p> <p style="text-align: justify;">Diceva di essere molto stanco, ma dava la colpa  al fatto che in piena estate aveva affrontato un’immane fatica per allestire a Bayreuth la sua ultima opera, il “Parsifal”.</p> <p style="text-align: justify;">E per smaltire la fatica aveva deciso di trascorrere una lunga vacanza nella città italiana che tanto amava.</p> <p style="text-align: justify;">Con l’aiuto di relazioni che si trovano al Centro documentazione di Bayreuth, all’Istituto Wagner di Monaco di Baviera e all’Istituto storico germanico di Roma, ecco una ricostruzione di alcuni dei momenti salienti di quegli ultimi mesi di vita del grande compositore tedesco.</p> <p style="text-align: justify;">La partenza di Wagner dalla residenza di Bayreuth avvenne il 14 settembre 1812.</p> <p style="text-align: justify;">Partì con tutta la famiglia: tra lui, la moglie Cosima, i figli, i precettori, i domestici e la bambinaia, il gruppo era di una decina di persone.</p> <p style="text-align: justify;">Il viaggio in treno fu accompagnato da acquazzoni e temporali. In una stazione vicino a Verona, Wagner volle comperare un salame.</p> <p style="text-align: justify;">Il 16 settembre, la famiglia Wagner giunse a Venezia e prese alloggio all&#8217;albergo Europa.</p> <p style="text-align: justify;">Due giorni dopo, si trasferì nell&#8217;appartamento di Palazzo VendraminCalergi, sul Canal Grande, che era stato dimora del musicista anche nei due precedenti soggiorni veneziani.</p> <p style="text-align: justify;">La salute di Wagner da tempo era precaria.</p> <p style="text-align: justify;">Il maestro andava soggetto a crampi allo stomaco e a violente crisi di angina pectoris.</p> <p style="text-align: justify;">Durante le prove del Parsifal, a Bayreuth, aveva rischiato di morire.</p> <p style="text-align: justify;">A Venezia aveva deciso di condurre un&#8217;esistenza rilassata.</p> <p style="text-align: justify;">Ogni giorno trascorreva lunghe ore nel bellissimo giardino del palazzo.</p> <p style="text-align: justify;">Si faceva portare in gondola da Luigi Trevisan, detto Ganasseta, un gondoliere che il maestro conosceva da tempo e che voleva al suo servizio ogni volta che scendeva a Venezia.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Ritratto di Cosima Wagner, seconda moglie del compositore. Figlia illegittima di Franz Liszt, era nata a Como nel 1837 e morì a Bayreuth nel 1930. A 18 anni, aveva sposato Hans von Bulow, allievo prediletto di Liszt e uno dei più devoti amici di Wagner, e gli aveva dato due figli" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/3-ritratto-di-cosima-wagner.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="3-ritratto-di-cosima-wagner" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/thumbs/thumbs_3-ritratto-di-cosima-wagner.jpg" /></a>Spesso,  accompagnato da Daniela Bulow, figlia di Cosima e del suo primo marito, il direttore d&#8217;orchestra Hans von Bulow, Wagner faceva anche lunghe passeggiate a piedi. Daniela, ottima pianista, lo chiamava  &#8220;papà&#8221;, e il compositore l&#8217;amava molto.</p> <p style="text-align: justify;">Non mancava mai una capatina in piazza San Marco. II maestro si fermava al caffe Lavena dove, sempre allo stesso tavolo, prendeva una tazza di cioccolata o un cognac.</p> <p style="text-align: justify;">A Venezia, poteva anche godere più a lungo della vicinanza della moglie Cosima, figlia di Franz Liszt, che aveva 25 anni meno di lui.</p> <p style="text-align: justify;">A 18 anni, Cosima aveva sposato Hans von Bulow, allievo prediletto di Liszt e uno dei più devoti amici di Wagner, e gli aveva dato due figli.</p> <p style="text-align: justify;">II matrimonio, che sembrava felicissimo, fu interrotto dalla burrascosa relazione di Cosima con Wagner al quale, in breve tempo, diede tre figli, suscitando un clamoroso scandalo.</p> <p style="text-align: justify;">Wagner e Cosima si sposarono nel 1870, dopo che Cosima aveva ottenuto il divorzio e Wagner era rimasto vedovo della prima moglie, Minna Planer.</p> <p style="text-align: justify;">L&#8217;amore tra il compositore e la figlia di Liszt fu sempre profondo e tenerissimo.</p> <p style="text-align: justify;">A Venezia uscivano spesso insieme. Se il tempo lo permetteva, trascorrevano le serate sul balcone, che si affacciava sul Canal Grande. In una chiara notte di plenilunio rimasero ad osservare una cometa apparsa tra il Carro Maggiore  e Orione.</p> <p style="text-align: justify;">A Palazzo Vendramin arrivarono molti amici: il pittore russo Paul von Joukowsky, il compositore tedesco Engelbert Humperdinck,  e il pianista ebro russo Joseph Rubinstein, che Wagner chiamava “il mio pianista di corte”.</p> <p style="text-align: justify;">Il 19 novembre arrivò anche Franz Liszt. I rapporti tra il maestro e il suocero non erano molto cordiali.<a title="Wagner con Cosima e il loro primogenito Sigfrid. . II matrimonio di Cosima con von Bulow sembrava felicissimo, ma fu interrotto dalla burrascosa relazione di Cosima con Wagner al quale, in breve tempo, diede tre figli suscitando un clamoroso scandalo. Si sposarono nel 1870, dopo che Cosima aveva ottenuto il divorzio e Wagner era rimasto vedovo della prima moglie." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/4-wagner-con-la-moglie-cosima-e-un-loro-figlio.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="4-wagner-con-la-moglie-cosima-e-un-loro-figlio" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/thumbs/thumbs_4-wagner-con-la-moglie-cosima-e-un-loro-figlio.jpg" /></a></p> <p style="text-align: justify;">Si davano arie da sovrani e pretendevano di essere sempre al centro della conversazione. Solo quando facevano musica si ristabiliva un po&#8217; di cordialità.</p> <p style="text-align: justify;">A volte si recavano insieme a Palazzo Contarin delle Figure, per tenere dei concerti.</p> <p style="text-align: justify;">Liszt era un uomo di mondo. Tutte le sere usciva a cena, conteso dalle più nobili famiglie, e questo suscitava l&#8217;invidia di Wagner.</p> <p style="text-align: justify;">Il 24 dicembre ricorreva il 45° compleanno di Cosima.</p> <p style="text-align: justify;">Wagner volle festeggiarlo dedicando alla moglie la Sinfonia in do maggiore, che aveva composto cinquant&#8217;anni prima.</p> <p style="text-align: justify;">La diresse personalmente alla Fenice, con l&#8217;orchestra del Liceo musicale, alla presenza di una quindicina di invitati.</p> <p style="text-align: justify;">Fu l&#8217;ultima volta che salì sul podio. Alla fine, regalò al Liceo musicale la bacchetta, il leggio e il suo basco nero.</p> <p style="text-align: justify;">Con l’inizio del nuovo anno, gli amici cominciarono a lasciare Venezia. Humperdinck partì il 3 gennaio e Liszt il 13. La salute di Wagner peggiorava. La sue uscite per la città diventarono sempre meno frequenti.</p> <p style="text-align: justify;">II 6 febbraio 1883, ultimo giorno di Carnevale, Wagner si mescolò con i figli al via vai delle maschere che riempivano le calli.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Cosima Wagner nel 1900 a Bayreuth. Dopo la morte del marito, Cosima assunse la guida del Festival musicale creato da Wagner a Bayreuth appositamente per le rappresentazioni dei propri drammi. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/5-cosima-wagner-nel-1900.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="5-cosima-wagner-nel-1900" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/thumbs/thumbs_5-cosima-wagner-nel-1900.jpg" /></a>Un conoscente che lo incontrò, lasciò scritto che il &#8220;suo passo era elastico, addirittura giovanile, la testa bene eretta&#8221;. Al rientro a casa, verso l&#8217;una di notte, il maestro, battendo sulla spalla del vecchio portiere, disse in italiano: &#60;&#60;Amico mio, il Carnevale è andato&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Il 12 febbraio partì anche Herman Levi, il direttore d&#8217;orchestra che aveva portato al successo il “Parsifal”. In una lettera al padre, Levi scrisse: &#8220;Il maestro mi accompagnò fino alla scala, mi baciò ripetutamente, era molto commosso&#8221;.</p> <p style="text-align: justify;">Wagner trascorse una giornata tranquilla. Alla sera, dopo cena, suonò il pianoforte e poi, davanti a tutta la famiglia riunita, continuò la lettura, ad alta voce, di  “Undine”, racconto romantico di  Friedrich de la Motte Fouqué.</p> <p style="text-align: justify;">Cosima diede un taccuino al pittore Joukowsky e questi tracciò uno schizzo sotto il quale scrisse: &#8220;Riccardo che legge, 12 febbraio 1883&#8243;.</p> <p style="text-align: justify;">Wagner tornò al pianoforte e suonò il  “Porazzi-tema”, che aveva composto all’inizio del 1882  a Palermo, durante il suo soggiorno in quella città.</p> <p style="text-align: justify;">“Ragazzi, restate ancora”, continuava a ripetere.</p> <p style="text-align: justify;">Quando, verso le 11, tutti si erano ritirati ed era rimasto solo con Cosima, Wagner suonò ancora una volta il Lamento delle figlie del Reno, dalla sua opera “L’oro del Reno”: &#8220;Un seno sicuro / c&#8217;è solo nel profondo: falso e vil / è ciò che sta in alto nel mondo!&#8221;.<a title="Minna Planer, prima moglie di Wagner. Era nata nel 1809 e fu una cantante che in palcoscenico otteneva strepitosi applausi non solo per la sua voce, ma anche per la sua straordinaria bellezza. Sposò Wagner nel 1836 e non volle mai divorziare da lui neanche quando Wagner viveva con Cosima. Morì nel 1866." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/6-minna-prima-moglie-di-wagner.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="6-minna-prima-moglie-di-wagner" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/thumbs/thumbs_6-minna-prima-moglie-di-wagner.jpg" /></a></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ma guarda, lo sapevo già allora&#62;&#62;, disse alla moglie. E poi parlò dell&#8217;essenza delle Ondine che sentivano nostalgia di un&#8217;anima.</p> <p style="text-align: justify;">Restò alzato ancora a lungo. Cosima sentiva che parlava da solo, come se recitasse dei versi.</p> <p>II giorno dopo, appena svegliato, disse al cameriere Georg Lang: &#60;&#60;Oggi devo fare attenzione&#62;&#62;, e poi ordinò, per le ore 16, la gondola perchè intendeva uscire.</p> <p style="text-align: justify;">Rimase tutta la mattinata a scrivere. La morte sopravvenne all&#8217;improvviso, verso le 15,30.</p> <p style="text-align: justify;">Ecco come descris¬se quei momenti il pittore Paul Joukowsky nel suo diario: &#60;&#60;Il 13 febbraio mi recai, come di consueto, a Palazzo Vendramin, verso un&#8217;ora e un quarto del pomeriggio. Vi trovai donna Cosima che suonava al figlio Sigfrido  “L&#8217;elogio del pianto”, di Schubert: fu la prima e ultima volta ch&#8217;io vidi la gentil donna seduta al pianoforte.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Si chiacchierò fin verso le due; poi venne Georg, il servitore, ad avvertire che, siccome il maestro non si sentiva bene, potevamo pranzare da soli. Prima di sedere a tavola, Co¬sima andò nella camera di lavoro del marito. Ritornò quasi subito dicendo: “Mio marito ha uno dei suoi soliti accessi. L&#8217;ho lasciato perchè mi ha fatto cenno di voler restar solo”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Così, tranquilli come sem¬pre, ci mettemmo a tavola. Improvvisamente, sentimmo suonare due volte con forza. Qualche attimo dopo, sopraggiunse la cameriera Betty, pallidissima, dicendo a Cosima di andar di là subito. Essa balzò in piedi e corse via. Betty mandò il fidatissimo Luigi Trevisan a chiamare il medico.</p> <p style="text-align: justify;">N<a title="Sala del Festspielhaus di Bayreuth, il teatro dedicato esclusivamente alle rappresentazioni dei drammi musicali di Richard Wagner e sede dell'annuale Festival di Bayreuth per quale fu appositamente concepito e progettato. Il teatro si trova su una collina, in una posizione tranquilla e isolata dal centro della cittadina" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/7-sala_teatro_opera_bayreuth.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="7-sala_teatro_opera_bayreuth" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/thumbs/thumbs_7-sala_teatro_opera_bayreuth.jpg" /></a>oi restammo profondamente turbati e silenziosi, aspettando. Verso le 15 si sentì giunger il dottor Keppler. Poco dopo, entrò Georg e, singhiozzando, disse a Daniela: “Ah, graziosa signorina, il grazioso signore e morto”. Io feci appena in tempo a sorreggerla tra le braccia mentre tutta la casa si riempiva di voci e di gemiti. Pochi minuti dopo, entrò il dottor Keppler dicendo che non c&#8217;era più niente da fare. Poi, rivolto ai bimbi, esclamo: “II vostro signor padre è morto”&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Dal rapporto che il segretario di Corte, Ludwig von Burke, invio al re Luigi II, si apprende che &#60;&#60;Madame Cosima, giunta nella camera, trovò il maestro in preda a violente convulsioni e in stato di soffocamento. Lo aiutò a sdraiarsi su un divano e gli si sedette accanto su uno sgabello. Passata la crisi, il maestro si assopì. Ma, improvvisamente, senza dubbio in seguito alla rottura di un&#8217;arteria, egli si accasciò, trattenuto dalla sua sposa, che raccolse il suo ultimo sguardo e il suo ultimo respiro&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Cosima rimase ai piedi del marito per molte ore. Verso sera il maestro fu adagiato sul letto, e Cosima chiese di resta¬re sola con lui. Si coricò sopra la salma e vi rimase in un convulso abbraccio per 25 ore, durante le quali non ebbe un minimo movimento, non disse una parola e non versò neppure una lacrima. Il medico legale della città di Venezia, incaricato di redigere il certificato di morte, confidò al banchiere Gross, consigliere d’affari di Cosima: &#60;&#60;Io non co¬nosco queste persone, ma quello che posso dire è che nessun uomo è mai stato così amato da una donna&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">La notizia della morte del compositore si sparse velocemente nel mondo. Uscirono i giornali in edizione speciale. Una grande folla si raccolse intorno a Palazzo Vendramin con centinaia di gondole. Arrivarono moltissimi telegrammi e corone di fiori.</p> <p style="text-align: justify;">Giuseppe Verdi scrisse a Ricordi: &#60;&#60;Triste, triste, triste. Wagner è morto&#8230; E&#8217; una grande individualità che sparisce! Un nome che lascia un&#8217;impronta potentissima nella storia dell&#8217;arte&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Tutti pensavano che Wagner sarebbe stato sepolto a Venezia, nel cimit<a title="Palazzo Vendramin a Venezia. E’ uno dei palazzi più famosi e più noti. Venne costruito verso la fine del 1400 e si affaccia sul Canal Grande. Wagner soggiornò a Venezia cinque volte e nelle ultime tre alloggiava a Palazzo Vendramin. In una delle stanze di questo palazzo il compositore morì, colto da infarto nel pomeriggio del 13 febbraio 1883." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/8-palazzo-vendramin-a-venezia.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="8-palazzo-vendramin-a-venezia" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/thumbs/thumbs_8-palazzo-vendramin-a-venezia.jpg" /></a>ero di San Michele. Ma il maestro aveva fatto predisporre da tempo una tomba nel giardino della sua casa di Bayreuth.</p> <p style="text-align: justify;">Mentre veniva costruita, andava spesso a controllare lo svolgimento dei lavori e scendeva tranquillamente nella fossa per parlare con gli operai. Durante le prove del Parsifal, nel momenti in cui i problemi sembravano insormontabili, andava a meditare nella  tomba.</p> <p style="text-align: justify;">La salma venne imbalsamata dal dottor Friedrich Keppler, medico curante di Wagner, nel pomeriggio del 15 febbraio.</p> <p style="text-align: justify;">II governo italiano propose di organizzare una cerimonia funebre, ma la famiglia chiese di poter rinunciare a qualsiasi manifestazione ufficiale.</p> <p style="text-align: justify;">Alle 13,30 di venerdì 16 febbraio, il feretro lasciò palazzo Vendramin, su una gondola listata a lutto.</p> <p style="text-align: justify;">II feretro era seguito dalla famiglia e dagli amici più intimi. Poichè l&#8217;ora della partenza non era stata comunicata, il Canal Grande era quasi deserto.</p> <p style="text-align: justify;">La stazione ferroviaria era chiusa al pubblico. Nell&#8217;atrio, un distaccamento dei Vigili del Fuoco della città formava una scorta d&#8217;onore. II feretro fu collocato su un vagone merci, appositamente ricoperto di seta nera.</p> <p style="text-align: justify;">La famiglia prese posto su una vettura riservata, con tutte le tendine abbassate.</p> <p style="text-align: justify;">Il treno parti alle 14,10. Ad ogni stazione c&#8217;erano delegazioni con corone e cesti di fiori.</p> <p style="text-align: justify;">A Monaco di Baviera, dove giunse alle 14,30 di sabato 17 febbraio, fu accolto da una folla immensa. Ripartì alle 16,45 mentre l&#8217;Orchestra di Corte attaccava le prime battute della &#8220;Marcia funebre di Sigfrido&#8221; dal “Crepuscolo degli dei”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Lapide posta sulle pareti di Palazzo Vendramin che ricorda il luogo dove Richard Wagner cessò di vivere su questa terra." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/9-lapide-che-ricorda-il-luogo-dove-wagner-mori.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="9-lapide-che-ricorda-il-luogo-dove-wagner-mori" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cosi-wagner-mori-a-venezia/thumbs/thumbs_9-lapide-che-ricorda-il-luogo-dove-wagner-mori.jpg" /></a>II convoglio giunse a Bayreuth alle 23,24. I funerali si svolsero il giorno dopo, alla presenza di circa 30 mila persone. Da ogni parte dell&#8217;Europa autorità e personalità della cultura avevano inviato 202 corone.</p> <p style="text-align: justify;">Poichè la famiglia non aveva dato informazioni circa la natura della morte di Wagner e il modo in cui era avvenuta, circolarono le più disparate versioni. Qualcuno sosteneva che il maestro era morto in sa¬la da pranzo; altri, nella propria camera mentre mangiava una scodella di zuppa.</p> <p style="text-align: justify;">Il dottor Keppler nel suo rapporto scrisse che la crisi che aveva portato alla morte il compositore &#60;&#60;deve essere stata provocata da uno stato di sovraeccitazione fisica&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Questa frase scatenò la fantasia di molti.</p> <p style="text-align: justify;">Si diceva che Wagner fosse deceduto durante un rapporto sessuale con la cameriera Betty Birkel, e questa diceria fu raccolta dal direttore d’orchestra francese René Leibowitz in un capitolo del libro L&#8217;evolution de la Musique, intitolato Les scandales de Richard Wagner.</p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=WAGNER&#38;linkCode=ur2&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;url=search-alias%3Daps" target="_blank"><strong>TUTTO RICHARD WAGNER SU AMAZON.IT</strong></a></p> <div class="amazon-box"> <box-title><b>Il Faustino ti consiglia su amazon</b><br></box-title></br><a href="https://www.amazon.it/dp/B007OZO03M/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&camp=3458&creative=23838&linkCode=as4&creativeASIN=B007OZO03M&adid=077Y1EZR0QMQX2RCQHZQ&" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486354&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARenzo%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw2.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486261&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARoberto%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw3.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&keywords=Rita%20Coruzzi&linkCode=ur2&qid=1364486497&rh=n%3A411663031%2Ck%3ARita%20Coruzzi&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw4.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364488478&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AFrancesco%20(Jorge%20Mario%20Bergoglio)&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw5.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a></div><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-6850"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/28417c92/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Cosi+Wagner+mor%C3%AC+a+Venezia&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D684" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Cosi+Wagner+mor%C3%AC+a+Venezia&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D684" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/151885490252/u/49/f/612175/c/33864/s/28417c92/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/151885490252/u/49/f/612175/c/33864/s/28417c92/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/151885490252/u/49/f/612175/c/33864/s/28417c92/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=684</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Auguri Auguri Auguri</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=641</link><description>Da alcuni anni, il  “Faustino” ha l’abitudine di fare gli auguri di Natale ai suoi lettori con una poesia, appositamente scritta per l’occasione. La poesia è, in genere,  frutto di una ispirazione spirituale, che si avvicina alla preghiera. Il poeta, quando si lascia impregnare dalle intuizioni che nascono nel suo cuore e nella sua mente, [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/26afc1a3/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Auguri+Auguri+Auguri&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D641" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Auguri+Auguri+Auguri&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D641" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/151883675104/u/49/f/612175/c/33864/s/26afc1a3/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/151883675104/u/49/f/612175/c/33864/s/26afc1a3/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/151883675104/u/49/f/612175/c/33864/s/26afc1a3/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Mon, 17 Dec 2012 15:16:51 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=641#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=641</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/incisione-del-1500.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" alt="incisione-del-1500" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/thumbs/thumbs_incisione-del-1500.jpg" /></a>Da alcuni anni, il  “Faustino” ha l’abitudine di fare gli auguri di Natale ai suoi lettori con una poesia, appositamente scritta per l’occasione.</p> <p style="text-align: justify;">La poesia è, in genere,  frutto di una ispirazione spirituale, che si avvicina alla preghiera.</p> <p style="text-align: justify;">Il poeta, quando si lascia impregnare dalle intuizioni che nascono nel suo cuore e nella sua mente, trasmette, a chi legge, una speciale “comunicazione” che genera energie salutari.</p> <p style="text-align: justify;">Uno dei più assidui collaboratori del “Faustino” è il giornalista e scrittore Roberto Allegri.</p> <p style="text-align: justify;">Che è anche un affermato poeta e per noi ha scritto, nei Natali scorsi, versi ispirati alla ricorrenza,  che abbiamo pubblicato come accompagnamento dei nostri auguri.</p> <p style="text-align: justify;">La nostra iniziativa è sempre risultata assai gradita ai lettori, come abbiamo potuto constatare delle email che ci hanno inviato.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-641"></span></p> <p style="text-align: justify;">Perciò, quest’anno, assieme alla nuova poesia che Roberto ci ha mandato, abbiamo pensato di riprendere anche quelle pubblicate negli  anni scorsi.</p> <p style="text-align: justify;">E, illustrandole, come  sempre abbiamo fatto, con scene tratte da quadri, affreschi e lavori artigianali, offriamo ai lettori una doppia comunicazione sull’evento natalizio: le parole di Roberto Allegri e le immagini scaturite dalla fantasia di artisti che lungo il corso dei secoli hanno voluto celebrare con il loro lavoro la nascita di Gesù.</p> <p style="text-align: justify;">Con questa serie di poesie e di immagini desidero presentare a tutti gli amici del “Faustino”, a tutti i lettori assidui di questa pubblicazione e anche a tutti quelli che ci leggono saltuariamente, i miei più affettuosi auguri.</p> <p><strong>Tony Assante</strong><br /> Editore e Direttore del “Faustino”</p> <p style="padding-left: 30px;"><strong>Natale 2012</strong></p> <p style="padding-left: 30px;"><strong>OGNI PADRE… OGNI MADRE…</strong></p> <p style="padding-left: 30px;"><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="4" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/thumbs/thumbs_4.jpg" /></a>Ogni padre è Betlemme.<br /> Ogni madre è una stella cometa<br /> e il suo abbraccio è di luce.<br /> Nomi che vibrano sulle ali<br /> dell’angelo: loro è la notte della santità.<br /> Ogni padre è in ginocchio e si colma<br /> d’amore, esplode nel silenzio innevato.<br /> Ogni madre culla l’infinito<br /> e sussurra una canzone, preghiera,<br /> di tutte le voci della terra.<br /> Ogni padre guarda torvo le ombre<br /> agitarsi oltre l’alone della stella:<br /> sa che aspettano e hanno fame.<br /> Ogni madre dona il dono<br /> al mondo per renderlo più ricco.</p> <p style="padding-left: 30px;"><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignright" alt="2" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/thumbs/thumbs_2.jpg" /></a>Natale, t’hanno dimenticato?<br /> Perduto forse? Cammini e poi<br /> all’improvviso il passo s’affretta,<br /> ecco le genti.<br /> Guarda, il Natale! dicono i bambini.<br /> E tu fiero dei tanti tuoi figli.<br /> S’aprono le braccia e solo pochi<br /> si ritraggono. Per loro,<br /> hai una sola parola: venite!<br /> I sassi tremano, la terra è un tamburo.<br /> Natale, passi e speri nel sorriso<br /> lasciato a germogliare<br /> nel cuore dei bambini.</p> <p style="padding-left: 30px;"><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="3" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/thumbs/thumbs_3.jpg" /></a>Ogni padre è Betlemme<br /> e ogni madre è una stella cometa<br /> e rischiara l’universo.<br /> Stanotte<br /> è il tempo di quel cammino,<br /> l’ora di quel sorriso.<br /> Vegliate e aprite le braccia,<br /> cantate e siate all’erta.<br /> Tutti adesso siamo genitori.<br /> E figli al tempo stesso.</p> <p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Roberto Allegri</strong></em></p> <p>&#160;</p> <p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;"><strong> Natale 2011:</strong></span></p> <p style="padding-left: 30px;"><strong><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/06.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="06" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/thumbs/thumbs_06.jpg" /></a>A spiegarmelo sei tu</strong></p> <p style="padding-left: 30px;">Figlio mio,<br /> io adesso ascolto la notte<br /> che dorme. E rimango in attesa.<br /> Ti guardo,<br /> e se guardo coi tuoi occhi<br /> vedo il Natale danzare<br /> come quand’ero piccino.<br /> Se guardo coi tuoi occhi,<br /> i colori cantano<br /> e la neve sorride.<br /> E le ore dipingono con l’oro<br /> questi pochi respiri,<br /> i miei,<br /> come facevano un tempo.<br /> Figlio mio,<br /> io adesso abbraccio la notte<br /> e aspetto la tua risata<br /> e il tuo viso di luce<br /> davanti al presepe.<br /> Per ricevere certezza<br /> del dono,<br /> te,<br /> caduto dal Cielo.<br /> Come l’accendersi di un’idea,<br /> il calore di una piuma,<br /> la vocina nel buio che dice:<br /> “Buon Natale, papà.”<br /> Le mie mani si dissetano<br /> stringendo un fiocco di neve.<br /> Figlio mio,<br /> io adesso ho dentro il Natale<br /> e brucia, mi consuma d’amore<br /> e lo comprendo.<br /> Finalmente, del Natale,<br /> capisco davvero il senso.<br /> A spiegarmelo sei tu.</p> <p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Natale 2010:</strong></span></p> <p style="padding-left: 30px;"><strong><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/07.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="07" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/thumbs/thumbs_07.jpg" /></a>E tu mi chiami…</strong></p> <p style="padding-left: 30px;">Ho le vesti di fango<br /> ma tu m’abbracci.<br /> Ho l’odio sul viso<br /> ma tu mi vuoi baciare.<br /> Fuggo la luce e tu,<br /> lo stesso, m’illumini<br /> e mi fai di colore.<br /> Sto in basso e mi sollevi,<br /> nascosto e mi riveli.<br /> Urlo e tu muti il grido<br /> in canto. E sorridi.<br /> Ti volto le spalle<br /> e tu mi chiami, insistente.<br /> Finchè non mi giro<br /> e ti vedo.<br /> Sei il Bambino<br /> biondo e castano, bianco e nero.<br /> “Ti aspetto” mi dici<br /> e vuoi giocare con me.<br /> Ma io posso solo cadere<br /> in ginocchio perché<br /> hai catturato il mio cuore<br /> e cambiato la mia anima<br /> in un diamante.</p> <p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Natale 2010:</strong></span></p> <p style="padding-left: 30px;"><strong><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/08.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-none alignright" alt="08" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/thumbs/thumbs_08.jpg" /></a>Vento di Natale</strong></p> <p style="padding-left: 30px;">Vento di Natale, prendi il mondo.<br /> Ha bisogno d’essere pulito.<br /> Coprilo di neve e di silenzio,<br /> che le anime si sentano sole.<br /> Cada il pianto della vergogna<br /> e il grido del perdono.<br /> Siamo una corteccia levigata<br /> ma il cuore del tronco è marcio<br /> da tempo.<br /> C’è una terra dove i piccoli<br /> hanno occhi grandi e allagati.<br /> Come lune senza luce.<br /> Dove i padri calano<br /> l’ultima carezza nella tomba<br /> dei bimbi sepolti dalla fame.<br /> Vento di Natale, prendi le nostre mani.<br /> Ci sentiamo abbandonati.<br /> Lupi ciechi popolano il mondo<br /> sbranano gli indifesi e minacciano<br /> i forti con promesse di sabbia.<br /> Fumiamo il tempo e resta solo<br /> cenere e sulla polvere<br /> non si riesce a stare in piedi.<br /> C’è una terra dove mamma e papà<br /> sono parole lontane.<br /> Di vicino, solo gli artigli<br /> da mostro e occhi come fuochi<br /> e fame che non è umana.<br /> Vento di Natale, soffia via le foglie<br /> della colpa e solleva petali<br /> di dignità al posto loro.<br /> Cerchiamo un canto da seguire,<br /> una voce cui tendere le dita.<br /> C’è un posto dove i piccoli<br /> hanno braccia come rami bruciati<br /> e dovrebbero stringere giocattoli.<br /> Sono cupe fortezze di dolore,<br /> la speranza chiusa fuori.<br /> Vento di Natale, non ci servono<br /> luci colorate.<br /> Vogliamo vivere d’amore.<br /> Portaci il tuono e la tempesta,<br /> colpisci con lacrime d’angeli.<br /> Fai di noi uomini nuovi.<br /> Vogliamo essere frutti<br /> di ghiaccio brillante.<br /> Vento di Natale………</p> <p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Natale 2009:</strong></span></p> <p style="padding-left: 30px;"><strong><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/09.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="09" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/thumbs/thumbs_09.jpg" /></a>Quella notte a Betlemme</strong></p> <p style="padding-left: 30px;">C’ero<br /> ma nessuno sa di me.<br /> Ho visto<br /> ma nessuno ha scorto me.<br /> Era notte ma poi<br /> è stato giorno col buio<br /> quando tutto è iniziato.<br /> Io ero coi primi, ho seguito<br /> coloro che seguivano la luce lassù.<br /> Ho inciampato nelle pietre, gli occhi<br /> sulla stella impazzita.<br /> E il deserto cantava e profumava. E io<br /> vedevo i pensieri scivolare insieme al gregge.<br /> I cuori hanno galleggiato.<br /> Stavo indietro, coi piedi caldi<br /> e la bocca asciutta, e ho avuto paura<br /> di quella stalla dove ardeva<br /> un fuoco senza fiamme.<br /> Sono solo l’ultimo<br /> dei pecorai, bevo e vado a donne.<br /> E se mi offendono, ho la mano<br /> che corre al coltello. Però lo stesso<br /> ho visto la stalla e quell’uomo alto<br /> dalla barba folta e gli occhi di brace.<br /> Il padre del bambino.<br /> Ha guardato verso di me,<br /> ha annuito e sorriso.<br /> E ho tremato.<br /> Sono l’ultimo dei pastori ma<br /> in quel momento sono stato un re.<br /> Io ero a Betlem.<br /> Nessuno lo ha scritto ma stavo lì<br /> dove il perdono ha preso vita.</p> <p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Natale 2008:</strong></span></p> <p style="padding-left: 30px;"><strong><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/10.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="10" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/thumbs/thumbs_10.jpg" /></a>Fiume, Natale</strong></p> <p style="padding-left: 30px;">Sto sul fiume e parlo all’acqua,<br /> parole come zattere fino al mare.<br /> Non voglio il Natale<br /> dico al vento. Non così.<br /> Il mondo è pesante di male, urla<br /> e dolore spengono le luci<br /> sull’albero. Soffiano su quelle<br /> del mio cuore. Fumo al posto dei canti.<br /> Arduo è gioire.<br /> Chiudo l’uscio al Natale,<br /> volgo le spalle. Curvo di pensieri<br /> di temporale, fisso il divenire<br /> che resta buio.<br /> Il fiume allora mi parla<br /> con fiato d’alga e fruscio<br /> di fogliame.<br /> Spalanca, non chiudere, dice.<br /> Il Natale è potente, la Speranza<br /> non l’accende: la incendia.<br /> Avvampa.<br /> Un Bimbo in veste bianca,<br /> occhi luminosi, vuol tenerti<br /> la mano. Vuol mostrarti una strada<br /> linda, tra il marciume. Vuol dirti<br /> di non aver paura. Fidati.<br /> Sto sul fiume, parlo all’acqua.<br /> Respiro parole che vanno al mare.<br /> Voglio il Natale adesso,<br /> grido al vento. Voglio credere<br /> al mutare del tempo, al riflesso<br /> che diviene realtà.<br /> Non chiudo, spalanco.<br /> Braccia e cuore,<br /> in attesa.</p> <p style="padding-left: 30px;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Natale 2007:</strong></span></p> <p style="padding-left: 30px;"><strong><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/11.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" alt="11" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-2012/thumbs/thumbs_11.jpg" /></a>Tepore di attesa</strong></p> <p style="padding-left: 30px;">L’han messo<br /> in disparte al tempo dell’uva, lasciato<br /> nell’angolo buio della legnaia<br /> a vestir la seta dei ragni.<br /> L’han dimenticato,<br /> il ceppo, isolato,<br /> lontano dai fratelli<br /> impilati sulla catasta.<br /> Non s’è fatto cenere<br /> donando calore. Non cibo per la stufa,<br /> non diletto per la cappa del camino.<br /> Neppure rifugio al topo, come<br /> i ciocchi del mucchio al muro.<br /> Con corteccia di polvere, conta il ceppo<br /> i giorni del freddo sognando<br /> di diventar fuoco.<br /> Non sa d’essere prescelto<br /> a far da luce al Redentore.<br /> Col Natale, ecco s’abbassa<br /> la catasta per contrastar la neve.<br /> Ma è il ceppo a diventare<br /> il centro della Notte.<br /> Posto alla fiamma importante, dura<br /> tutte le ore e porta guida al Bambino,<br /> tepore all’attesa. Tiene il ceppo,<br /> rimane intatto a lungo,<br /> orgoglioso, e sprigiona scintille,<br /> fiero.<br /> Destino che cambia<br /> il volto e si fa sorridente.<br /> Nel Natale di ogni dove<br /> il separato si riscatta<br /> e si fa candore,<br /> essenza e chiarore<br /> profumo e calore.</p> <p style="padding-left: 30px;"><strong><em>Roberto Allegri</em></strong></p> <div class="amazon-box"> <box-title><b>Il Faustino ti consiglia su amazon</b><br></box-title></br><a href="https://www.amazon.it/dp/B007OZO03M/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&camp=3458&creative=23838&linkCode=as4&creativeASIN=B007OZO03M&adid=077Y1EZR0QMQX2RCQHZQ&" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486354&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARenzo%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw2.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486261&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARoberto%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw3.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&keywords=Rita%20Coruzzi&linkCode=ur2&qid=1364486497&rh=n%3A411663031%2Ck%3ARita%20Coruzzi&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw4.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364488478&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AFrancesco%20(Jorge%20Mario%20Bergoglio)&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw5.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a></div><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-6420"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/26afc1a3/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Auguri+Auguri+Auguri&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D641" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Auguri+Auguri+Auguri&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D641" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/151883675104/u/49/f/612175/c/33864/s/26afc1a3/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/151883675104/u/49/f/612175/c/33864/s/26afc1a3/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/151883675104/u/49/f/612175/c/33864/s/26afc1a3/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=641</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Il sorriso dell’amore</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=626</link><description>Le grandi  storie -  Incontro con Chiara Amirante, una delle giovani donne più straordinarie del nostro tempo. Fondatrice della comunità   “Nuovi Orizzonti”, movimento laico di volontariato che si dedica ai problemi dell’emarginazione sociale  in particolare del mondo giovanile, racconta come è stata conquistata dal Vangelo di Gesù e come, con il Vangelo, stia cambiando la [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/26640add/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Il+sorriso+dell%E2%80%99amore&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D626" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Il+sorriso+dell%E2%80%99amore&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D626" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/151883328754/u/49/f/612175/c/33864/s/26640add/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/151883328754/u/49/f/612175/c/33864/s/26640add/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/151883328754/u/49/f/612175/c/33864/s/26640add/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Sat, 08 Dec 2012 09:35:05 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=626#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=626</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><span style="background-color: #ff0000;"><a title="Chiara Amirante nel 1997 durante un incontro con Giovanni Paolo II. Papa Wojtyla ha guardato sempre con simpatia e fiducia al movimento di Chiara e nel 2003, per dimostrarle il suo incoraggiamento, l’ha nominata “Consultrice del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti”. Sono innumerevoli i premi e i riconoscimenti internazionali che Chiara ha ricevuto e continua a ricevere." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>Le grandi  storie</span> -  Incontro con Chiara Amirante, una delle giovani donne più straordinarie del nostro tempo. Fondatrice della comunità   “Nuovi Orizzonti”, movimento laico di volontariato che si dedica ai problemi dell’emarginazione sociale  in particolare del mondo giovanile, racconta come è stata conquistata dal Vangelo di Gesù e come, con il Vangelo, stia cambiando la vita di molte persone.</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>di Roberto Allegri</strong></span></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Foto di Nicola Allegri e Archivio “Nuovi Orizzonti”</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">Il suo nome è Chiara Amirante. E’ la fondatrice di “Nuovi Orizzonti”, una comunità cattolica laica, fondata una ventina di anni fa, ma già famosa in tutto il mondo, che ha lo scopo di aiutare le persone vittime di gravi disagi sociali, di accogliere chi vive ai margini e di presentare loro l’alternativa del Vangelo. Una comunità che il Vaticano,  prudentissimo sempre in queste cose, ha già riconosciuto come “Associazione Internazionale privata di fedeli”.</p> <p style="text-align: justify;">“Nuovi Orizzonti” ha, oggi, oltre 170 centri in diversi Paesi e può contare su più di 30 mila collaboratori. Al movimento aderiscono oltre 250 mila persone, che si impegnano a vivere il Vangelo in modo radicale. Sono i “Cavalieri della Luce” e ne fanno parte anche personaggi celebri come, per esempio in Italia, Nek e Andrea Bocelli.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-626"></span></p> <p style="text-align: justify;">Di Chiara Amirante avevo tanto sentito parlare. E l’avevo vista in televisione, dove spesso viene chiamata come ospite. A colpirmi era stato il suo sorriso. Non era la solita “maschera” che la maggior parte della gente indossa davanti alle telecamere. Si vedeva che il sorriso di Chiara veniva da dentro. Il sorriso di chi ha compreso, di chi è sereno, di chi ha raggiunto “qualcosa”.</p> <p style="text-align: justify;">E’ questo tipo di persone che “inseguo” per il mio lavoro. Voglio capire, conoscere il motivo della loro pace e forse, anche imparare. Chiara Amirante mi incuriosiva, mi affascinava con il suo modo semplice e immediato di parlare di Dio. Così ho deciso di andare a trovarla.</p> <p style="text-align: justify;">L’ho incontrata a Piglio, in provincia di Frosinone, in un ex convento francescano che oggi è la sede centrale di “Nuovi Orizzonti”.</p> <p style="text-align: justify;">L’atti<a title="Chiara Amirante con Roberto Allegri, il giornalista nostro collaboratore che ha realizzato l'intervista. &#34;Avere incontrato Chiara è stata un'esperienza che non dimenticherò&#34;, dice Roberto. &#34;Avevo tanto sentito parlare di lei. E l’avevo vista in televisione, dove spesso viene chiamata come ospite. A colpirmi era stato il suo sorriso. Non era la solita “maschera” che la maggior parte della gente indossa davanti alle telecamere. Si vedeva che il sorriso di Chiara veniva da dentro. Il sorriso di chi ha compreso, di chi è sereno, di chi ha raggiunto “qualcosa di veramente importante&#34;. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/con-chiara-amirante.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/thumbs/thumbs_con-chiara-amirante.jpg" alt="con-chiara-amirante" /></a>vità di Chiara è frenetica, per certi versi immensa. Tutti i centri fanno capo a lei, anche quelli all’estero, e sono tanti. Poi Chiara scrive libri e l’ultimo, edito da Piemme, si intitola “<a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=chiara%20amirante&#38;url=search-alias%3Dstripbooks" target="_blank">Solo l’amore resta</a>”. Tanti impegni farebbero pensare ad una donna anziana, coi capelli bianchi e il viso pieno di rughe. E invece Chiara è una giovane donna di 46 anni, dinamica e moderna. E quando me la sono trovata davanti, oltre a quel famoso sorriso, ho visto i suoi occhi: luminosi, accesi e nello stesso tempo colmi di pace. Uno sguardo che rivela una grande forza che riposa.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il segreto sta nella gioia e nell’amore, e vengono da Gesù. Tutto questo è opera sua&#62;&#62;, mi ha detto indicando il convento e tutti i numerosi collaboratori che la circondavano. E poi, seduti nel chiostro del convento dove si trova una statua della Madonna, mi ha raccontato la sua storia.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nel 1988 mi ammalai di uveite cronica, un’infezione agli occhi. Si trattava di una malattia inguaribile che mi provocava terribili dolori e che mi stava facendo diventare cieca. In due mesi la mia vista era passata da dieci decimi a due. I medici non davano alcuna speranza.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ero già una persona di fede, ero cresciuta nell’ambiente dei Focolarini di Chiara Lubich. Avevo anche conosciuto Chiara in più di un’occasione. Incontri speciali. Avevo quindi l’abitudine di pregare, di affidarmi a Dio, e andavo quotidianamente in chiesa a pregare.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ma un giorno, proprio mentre stavo entrando, sentii che leggevano il brano di Isaia: “Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi”. Ho pensato subito a me, alla mia malattia. Ma ne ho inteso il significato spirituale e non ho certo considerato il brano alla lettera, non ho pensato ad una possibile guarigione. Dio invece aveva altri progetti.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Chiara Amirante con alcuni amici che fanno parte dei gruppi “Cavalieri della Luce”, da lei fondati nel 2006 e che sono già un esercito di 250 mila persone. &#34;La missione dei “Cavalieri della Luce” è portare l’Amore in un mondo che sta morendo per mancanza d’Amore&#34;, spiega Chiara. &#34; Essi prendono l’impegno essere degli innamorati della Verità, di testimoniare la gioia di Cristo risorto e di diffondere la rivoluzione del Vangelo&#34;. Nella foto, Chiara ha alla sua sinistra il tenore Andrea Bocelli e alla sua destra il cantante Nek, tutte e due “Cavalieri della Luce”." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/8.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/thumbs/thumbs_8.jpg" alt="8" /></a>&#60;&#60;Da diversi anni sentivo forte il desiderio di dedicarmi ad aiutare chi soffriva ma in quel momento ero costretta ad accantonare tutto quanto. Non potevo fare niente nelle mie condizioni. Mi rivolsi a Dio dicendogli che se voleva che andassi tra la gente in difficoltà, se davvero quello era il suo volere, allora doveva donarmi un minimo di salute per permettermi di compiere la sua volontà.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Quella sera andai a dormire presto. Il giorno dopo sarei dovuta andare in ospedale per le consuete iniezioni di cortisone. Ma quando fui in ospedale, il medico che mi visitò rimase interdetto. Chiese ai colleghi se mi era stata somministrata qualche altra medicina di cui lui non era a conoscenza. Era allibito. Chiese un parere ad altri specialisti, mi visitarono anche loro. Poi mi dissero: “La malattia è scomparsa. Non c’è più. Non sappiamo dare una spiegazione.” Nei giorni seguenti feci altri controlli: la mia vista era di undici decimi, meglio di prima.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Con un segno del genere, mi era impossibile non capire. Dedicai la mia vita completamente a Dio e alle persone in difficoltà. Iniziai ad andare alla stazione Termini di Roma, nei sottopassaggi della metropolitana. Fu un’esperienza allucinante. Quello era un vero inferno dantesco: ubriachi che si accoltellavano, prostitute, ragazzi che si drogavano. Vidi un ragazzo a terra, corsi ad aiutarlo. Si chiamava Angelo. Lui è stato il primo. Da quel momento nacque “Nuovi Orizzonti”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;All’inizio eravamo solo io e un’amica, poi crescemmo di numero. Prima in due stanzette, poi in una villetta in affitto a Trigoria, nella periferia di Roma. Accoglievamo le persone definite “impossibili”: spacciatori, alcolisti, tossicodipendenti, malati di AIDS, immigrati, ragazze madri in strada, ex detenuti, prostitute: praticamente ogni tipo di problema e di devianza. C’erano anche tanti ragazzi che avevano avuto esperienze in sette sataniche.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Noi non imponevamo il Vangelo ma lo presentavamo come alternativa. Non ho mai voluto convertire nessuno. Però, quando fai una scoperta che ti cambia l’esistenza e che senti davvero fondamentale, avverti anche la necessità incontenibile di condividerla con quante più persone possibili. Per me è stato così. Avevo scoperto che nel Vangelo c’erano le risposte a tutti i bisogni più profondi del mio cuore, al bisogno di pace, di gioia piena, di verità, di libertà, di amore. Scoprire questo è stata la scintilla che mi ha spinto ad andare per la strada. Il mio desiderio era fortissimo: volevo dividere la gioia che sentivo dentro, la gioia che nasce dal Vangelo vissuto. Volevo dividere quel “segreto” che Gesù ci ha lasciato: amatevi come io vi ho amato. E queste cose le volevo dividere con chi era più disperato.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;All<a title="Chiara Amirante posa con il gruppo di persone che fanno parte della comunità “Nuovi Orizzonti” nella sede di Piglio, vicino a Frosinone. Il Movimento conta ora 170 centri sparsi in giro per il mondo con circa trentamila collaboratori. Ad esso aderiscono oltre 250 mila persone, che si impegnano a vivere il Vangelo in modo radicale e si chiamano “Cavalieri della Luce”." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>’inizio non sapevo cosa fare, nè cosa dire. Non potevo certo andare in mezzo a gente che viveva di criminalità e dire: “Ho scoperto che Gesù è la Via!”. Però ho scoperto che era un po’ come andare in un deserto con una tanica d’acqua. Non hai bisogno di dire tante cose, la gente ha sete e viene a bere. E’ stato lo stesso in mezzo alla strada. Stavo là, alla Stazione Termini, tra ragazzi che vivevano di prostituzione e di spaccio, e cercavo di portare loro amore semplicemente con un saluto, un sorriso, interessandomi di loro. E mi colpiva la “sete” incredibile che dimostravano. In fondo è un processo naturale: quando vedi in qualcuno la gioia che stavi cercando, la pace, la pienezza d’amore di cui hai bisogno, viene spontaneo farsi delle domande.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Erano gli stessi ragazzi ad avvicinarmi, a raccontarmi i loro drammi, come se ci conoscessimo da sempre. E ad un certo punto, tutti mi facevano la stessa domanda: “Ma a te, chi te lo fa fare di rischiare la vita per gente come noi?”. Rischiare la vita è il termine esatto perchè in quell’ambiente si rischiava di essere derisi come anche di ricevere una coltellata. C’era chi non era proprio contento della nostra presenza.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Raccontavo ai ragazzi qualcosa della mia storia, dei nuovi orizzonti che Gesù mi aveva fatto vedere. E loro mi rispondevano che avevano sempre considerato il Cristianesimo come una cosa noiosa, piena di regole e di divieti. Non avevano mai pensato al fatto che il Signore ci ha amato così tanto da dare la sua vita per noi. Quindi, la reazione di quei ragazzi era immediata. “Portaci via di qui”, mi dicevano. “Vogliamo incontrare anche noi questo Gesù che ti ha cambiato la vita”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Abbiamo iniziato così. La prima comunità di accoglienza è nata proprio su questo pensiero: proviamo a vivere insieme il Vangelo. Gesù ha rivoluzionato la Storia. Può farlo anche con la nostra vita. Dicevo a quei ragazzi che non era importante se credevano o meno in Dio, e molti di loro erano decisamente anticlericali. L’importante era provare. L’entusiasmo con cui accoglievano l’idea, mi colpiva. Con assoluta semplicità dicevano: “Abbiamo provato di tutto. Proviamo anche questo Gesù Cristo!” E cambiavano vita.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Si vedevano subito i frutti, risultati che anni e anni di psicoanalisi non avrebbero potuto dare. Ma la cosa più straordinaria era constatare che quei ragazzi dimostravano subito il desiderio di tornare negli inferni da cui erano fuggiti per aiutare gli altri. Per essere testimoni, solo dicendo: “Io ero morto. E grazie all’amore di Dio adesso sono risorto.”</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Copertina dell’ultimo libro di Chiara Amirante, pubblicato dalla Piemme con il titolo “Solo l’amore resta”. Chiara è una donna di straordinaria dinamicità. Pur viaggiando in continuazione, per visitare i numerosi centri della sua Associazione sparsi per il mondo, trova il tempo per scrivere, ed ha pubblicato una ventina di libri diventati tutti dei best seller." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/9.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/thumbs/thumbs_9.jpg" alt="9" /></a>&#60;&#60;Era fantastico! Persone che prima erano disperate ora volevano cantare la gioia di vivere, avvicinare gli altri disperati e dire che non solo la gioia c’è ma che è possibile anche nella sofferenza.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Insomma, proprio ragazzi che avevano sempre vissuto di violenza ora erano i migliori evangelizzatori. E soprattutto, erano credibili perchè non portavano convincimenti ideologici ma esperienze vere.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;In pochi anni abbiamo visto la nascita di 172 centri specializzati in accoglienza, evangelizzazione e spiritualità. Poi centri di servizi che vanno dall’animazione e lo spettacolo, ad esempio nelle carceri, alla formazione, alla cultura, alla comunicazione. Nel 2006 sono nati “I Cavalieri della Luce” che si impegnano a provare a vivere il Vangelo con radicalità per essere testimoni della gioia che scaturisce dall’incontro con Gesù. Stanno nascendo le “Cittadelle del Cielo”, cinque cittadelle in Italia e all’estero, che non solo danno accoglienza a chi è in difficoltà ma sono anche luoghi di formazione per chi poi a sua volta vuole impegnarsi nell’apertura di nuovi centri, o andare sulla strada.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Sono partita dalla strada cercando i più disperati. All’inizio della mia avventura, pensavo che fosse la droga il veleno più mortale tra i giovani. E’ ancora un grosso problema, tutt’altro che in diminuzione. Il fatto è che ci sono nuove droghe oggi al posto dell’eroina. Droghe micidiali che però sono molto sottovalutate. Ma come dicevo, all’inizio pensavo che la droga fosse il male peggiore. Invece, mi sono accorta dell’esistenza di veleni molto più subdoli e meno identificabili come l’edonismo, il consumismo, il relativismo. Quest’ultimo, terribile. Fino a qualche anno fa infatti c’era una certa coscienza di ciò che è bene e ciò che è male. Ma oggi è tutto relativo, tutto si può fare. E così l’uomo vive contro la propria coscienza, sviluppando un malessere spirituale profondissimo.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Chiara Amirante con un bambina ospite di uno dei suoi centri in Brasile. Il primo centro lo aprì a Quixada, una delle città più povere del Brasile, e poi ne seguirono altri. In genere in questi centri vengono raccolti ed ospitati i bambini di strada, cioè quelli che non hanno famiglia e vivono abbandonati." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/6.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/thumbs/thumbs_6.jpg" alt="6" /></a>&#60;&#60;Un altro terribile male moderno è la sesso dipendenza. Non se ne parla tanto perchè pare sia una cosa normalissima. Ma i danni che provoca sono enormi. Il messaggio è: sei fai sesso di qui e di là, sei in gamba! Ma se si parla coi ragazzi ci si accorge che non è così. E’ tutto bello, tutto divertente ma nel momento in cui ci si innamora e poi si viene trattati come un giocattolo, allora ci sono ferite che distruggono interiormente. Si parla anche di 225 milioni di ragazzi che ricevono abusi. E sono ferite che rimangono per tutta la vita. Si parla di un giro di prostituzione in cui le ragazze subiscono violenze fisiche e psicologiche al di là di ogni immaginazione. Si parla degli aborti: i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di alcuni fa riportavano 54 milioni di aborti ogni anno. L’aborto è una cosa che noi facciamo passare come una grande conquista per la donna ma se poi si va a parlare con le donne che hanno abortito si comprende come, il più delle volte, quando rielaborano l’evento, cadano in un lutto che spesso porta a depressioni allucinanti.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Vado nelle classi dei quartieri “in” e scopro che l’80% dei ragazzi fa uso di cocaina, che hanno problemi con una sessualità abusata, vissuta male, problemi di anoressia e bulimia che poi sono legati a mancanza di affettività, problemi di depressione legati alla solitudine. La realtà dei giovani oggi è questa. E quindi per un non-cristiano è un optional dire che ci sono ragazzi in difficoltà. Invece, per un cristiano è omissione di soccorso non dare loro una mano.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ però sfibrante raccogliere tutte queste lacrime. E’ dura. Ma per quanto mi riguarda, l’energia senza la quale non andrei avanti neppure una settimana, sta nella preghiera. Sono assolutamente consapevole che con le mie sole forze non ce la potrei fare. Perchè tutto quello che mi circonda, i centri e l’associazione e tutto il resto, è una cosa più grande di me. Nello stesso tempo, ho la certezza che niente è impossibile a Dio, che l’Amore fa miracoli perchè Dio è Amore. E questo lo sottoscrivo col sangue perchè è l’esperienza della mia vita.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Chiara Amirante tra gli olivi dei campi che circondano la sede centrale della sua Associazione a Piglio. Nel 1988 era stata colpita da una uveite cronica, infezione agli occhi che i medici avevano giudicato inguaribile. Aveva allora 22 anni ed era diventata quasi completamente cieca. Pregò il Signore con grande fede e guarì miracolosamente. Allora decise di dedicare la propria esistenza a far conoscere il Vangelo in particolare tra i giovani emarginati." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chiara-amirante-il-sorriso-dellamore/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>&#60;&#60;Mi trovo tutti i giorni di fronte a problemi impossibili da risolvere. Pensiamo anche solo al mantenimento di tutti i centri. Poi però mi accorgo che la Provvidenza arriva quotidiana, con una puntualità che ha davvero dell’incredibile. Noi non abbiamo sovvenzioni, non abbiamo entrate fisse. Viviamo seriamente di Provvidenza. Questo è il “miracolo” che si compie ogni giorno: quando abbiamo bisogno di qualcosa, puntualmente arriva l’aiuto. E’ così dall’inizio.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ricordo che il primo centro che ho aperto aveva un costo di circa 23 milioni di lire ogni mese. Al tempo avevo un lavoro e guadagnavo un milione al mese e così ero disperata. Ma mi sono detta: Chiara, che persona di poca fede che sei. Ho capito che ci avrebbe pensato Dio, stava scritto nel Vangelo. E puntualmente quei soldi, in un modo o in un altro, arrivavano.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Un altro episodio, che chiamo lo “schiaffo della Provvidenza” è questo. Una delle prime bollette da pagare era di 583 mila lire. Una cifra enorme. Non avevamo quei soldi. Portai la bolletta in chiesa e dissi a Gesù: “Pensaci tu”. Quel giorno, una signora mai vista prima mi chiese se poteva fare un’offerta. Svuotò il portafogli e mise il denaro in una busta. Nessuno conosceva l’ammontare della bolletta. Quando contai i soldi mi accorsi che erano esattamente 583 mila lire.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nel 1997 eravamo ormai stretti nella villetta di Trigoria. Dovevamo trovare un’altra sede. Ci contattò un imprenditore che voleva donarci 700 milioni per comprare un casale. Cominciò però a ricevere intimidazioni e minacce: la nostra missione non sempre era benvoluta. Quell’uomo fece marcia indietro. Uno dei ragazzi che avevamo accolto in comunità, che era stato nella banda della Magliana, fece allora una proposta. Con la sua parlata romanesca, ci disse: “A regà, potremmo fare nove giorni de digiuno e de preghiera giorno e notte, davanti ar Santissimo.” Facemmo la novena ed esattamente il nono giorno, il provinciale dei Francescani ci offrì questo convento.&#62;&#62;</p> <p><strong><em>Roberto Allegri</em></strong></p> <p><strong>Foto di Nicola Allegri e Archivio “Nuovi Orizzonti”</strong></p> <ul> <li><a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?page_id=480&#38;album=all&#38;gallery=chiara-amirante-il-sorriso-dellamore" target="_blank"><strong>Tutta la Foto Gallery cliccando qui</strong></a></li> <li><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=chiara%20amirante&#38;url=search-alias%3Dstripbooks" target="_blank"><strong>Acquista Chiara Amirante su amazon.it</strong></a></li> <li><a href="http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?shop=2214&#38;site=libri&#38;xy=chiara+amirante" target="_blank"><strong>Acquista Chiara Amirante su ibs.it</strong></a></li> </ul> <p style="text-align: justify;"> <div class="amazon-box"> <box-title><b>Il Faustino ti consiglia su amazon</b><br></box-title></br><a href="https://www.amazon.it/dp/B007OZO03M/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&camp=3458&creative=23838&linkCode=as4&creativeASIN=B007OZO03M&adid=077Y1EZR0QMQX2RCQHZQ&" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486354&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARenzo%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw2.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486261&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARoberto%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw3.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&keywords=Rita%20Coruzzi&linkCode=ur2&qid=1364486497&rh=n%3A411663031%2Ck%3ARita%20Coruzzi&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw4.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364488478&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AFrancesco%20(Jorge%20Mario%20Bergoglio)&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw5.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a></div><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-6270"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/26640add/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Il+sorriso+dell%E2%80%99amore&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D626" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Il+sorriso+dell%E2%80%99amore&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D626" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/151883328754/u/49/f/612175/c/33864/s/26640add/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/151883328754/u/49/f/612175/c/33864/s/26640add/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/151883328754/u/49/f/612175/c/33864/s/26640add/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=626</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>1001 cose da sapere e da fare con il tuo cane</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=620</link><description>1001 cose da sapere e da fare con il tuo cane Roberto Allegri (Autore), A. Robustelli (Illustratore) Il cane è il migliore amico dell&amp;#8217;uomo: fedele, affettuoso, inseparabile; sempre pronto a rischiare la vita per salvare il proprio compagno di giochi e di avventure. In questo ampio e dettagliato volume scoprirete il suo mondo misterioso e [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2648ade4/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=1001+cose+da+sapere+e+da+fare+con+il+tuo+cane&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D620" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=1001+cose+da+sapere+e+da+fare+con+il+tuo+cane&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D620" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/151883143105/u/49/f/612175/c/33864/s/2648ade4/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/151883143105/u/49/f/612175/c/33864/s/2648ade4/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/151883143105/u/49/f/612175/c/33864/s/2648ade4/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Un libro per amico</category><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Wed, 05 Dec 2012 09:54:36 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=620#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=620</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8854133094/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8854133094&#38;adid=16Q1BHJCMASKWAXJXK5G&#38;"><img class="alignleft wp-image-621" title="51v5whFMb7L._SL500_AA300_" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2012/12/51v5whFMb7L._SL500_AA300_.jpg" alt="" width="150" /></a><a href="https://www.amazon.it/dp/8854133094/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8854133094&#38;adid=16Q1BHJCMASKWAXJXK5G&#38;" target="_blank">1001 cose da sapere e da fare con il tuo cane </a></strong><br /> Roberto Allegri (Autore), A. Robustelli (Illustratore)</p> <p style="text-align: justify;">Il cane è il migliore amico dell&#8217;uomo: fedele, affettuoso, inseparabile; sempre pronto a rischiare la vita per salvare il proprio compagno di giochi e di avventure. In questo ampio e dettagliato volume scoprirete il suo mondo misterioso e affascinante.</p> <p style="text-align: justify;">Leggerete antiche leggende e storie moderne, troverete consigli e informazioni utili per prendervi cura di lui e capirlo meglio: come noi, anche il cane ha desideri e bisogni, prova gioia e dolore e possiede aspirazioni e sogni da coronare.</p> <p style="text-align: justify;">Conoscerete cani illustri ed eroici, protagonisti di pellicole famose e di romanzi celebri; apprenderete i segreti per instaurare un rapporto felice e sano con il vostro amico a quattro zampe; comprenderete il senso di appartenenza alla comunità canina, ma anche a quella umana, e riuscirete finalmente a parlare con lui e a capire cosa si aspetta da voi.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-620"></span></p> <p style="text-align: justify;">Roberto Allegri ha osservato i suoi cani per una vita intera, ha cercato di intuirne i bisogni, ha osservato i loro comportamenti, provando a individuarne pensieri ed esigenze.</p> <p style="text-align: justify;">Il risultato è una guida attendibile, un libro ricco di episodi commoventi e divertenti e un manuale per chi adora i cani e vuole saperne sempre di più, ma anche per chi non ha ancora provato le gioie della loro compagnia ed è alla ricerca di un buon motivo per sperimentarla.</p> <ul> <li><a href="https://www.amazon.it/dp/8854133094/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8854133094&#38;adid=16Q1BHJCMASKWAXJXK5G&#38;" target="_blank"><strong>Acquista su Amazon.IT</strong></a></li> <li><a href="http://www.ibs.it/code/9788854133099/allegri-roberto/1001-cose-da-sapere.html?shop=2214" target="_blank"><strong>Acquista su IBS.IT</strong></a></li> </ul> <div class="amazon-box"> <box-title><b>Il Faustino ti consiglia su amazon</b><br></box-title></br><a href="https://www.amazon.it/dp/B007OZO03M/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&camp=3458&creative=23838&linkCode=as4&creativeASIN=B007OZO03M&adid=077Y1EZR0QMQX2RCQHZQ&" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486354&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARenzo%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw2.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364486261&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3ARoberto%20Allegri&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw3.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&keywords=Rita%20Coruzzi&linkCode=ur2&qid=1364486497&rh=n%3A411663031%2Ck%3ARita%20Coruzzi&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw4.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&qid=1364488478&rh=n%3A411663031%2Cp_27%3AFrancesco%20(Jorge%20Mario%20Bergoglio)&sort=-pubdate&tag=claubaglnetwn-21" target="_blank"> <img src="http://win.doremifasol.org/pw5.jpg" border="0" width="70" height="110" /></a></div><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-6210"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2648ade4/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=1001+cose+da+sapere+e+da+fare+con+il+tuo+cane&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D620" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=1001+cose+da+sapere+e+da+fare+con+il+tuo+cane&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D620" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/151883143105/u/49/f/612175/c/33864/s/2648ade4/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/151883143105/u/49/f/612175/c/33864/s/2648ade4/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/151883143105/u/49/f/612175/c/33864/s/2648ade4/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=620</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>La morte non esiste</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=617</link><description>La morte non esiste. La mia vita oltre i confini della vita un libro di Pippo Franco &amp;#8211; Rita Coruzzi Non siamo esseri umani in cerca di un&amp;#8217;esperienza spirituale ma esseri spirituali in cerca di un&amp;#8217;esperienza umana. A partire da questa convinzione Pippo Franco rilegge la sua avventura esistenziale e artistica in una chiave originale, [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/25be3ea2/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=La+morte+non+esiste&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D617" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+morte+non+esiste&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D617" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/148659100654/u/49/f/612175/c/33864/s/25be3ea2/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/148659100654/u/49/f/612175/c/33864/s/25be3ea2/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/148659100654/u/49/f/612175/c/33864/s/25be3ea2/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Rita Coruzzi</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Mon, 19 Nov 2012 17:48:52 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=617#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=617</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.amazon.it/dp/8856625695/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8856625695&#38;adid=1NED4KK1V51VTTWN40FD&#38;"><img class="alignleft wp-image-19949" title="9788856625691" src="http://lnx.tonyassante.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/11/9788856625691.jpg" alt="" width="150" /></a>La morte non esiste. La mia vita oltre i confini della vita </strong></p> <p>un libro di Pippo Franco &#8211; Rita Coruzzi</p> <p style="text-align: justify;">Non siamo esseri umani in cerca di un&#8217;esperienza spirituale ma esseri spirituali in cerca di un&#8217;esperienza umana.</p> <p style="text-align: justify;">A partire da questa convinzione Pippo Franco rilegge la sua avventura esistenziale e artistica in una chiave originale, capace di andare al di là dei semplici avvenimenti autobiografici l&#8217;infanzia, le prime esperienze professionali, il successo in teatro e in televisione &#8211; e di approdare attraverso la filigrana della fede oltre i confini della vita.</p> <p style="text-align: justify;">A guidare questo percorso è la presenza dello Spirito, una forza che sostiene e trasforma la vita quotidiana con doni speciali che definiscono la missione terrena di ogni persona.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-617"></span></p> <p style="text-align: justify;">Avvenimenti eclatanti, coincidenze, miracoli, incontri sono gli ingredienti dell&#8217;esperienza di un uomo e di un artista che non si è lasciato intimidire dal soprannaturale, ma ha deciso di indagarlo, scoprendo come sia possibile entrare in contatto con quelle voci e quelle presenze che in maniera misteriosa e coinvolgente ci parlano dell&#8217;aldilà.</p> <p style="text-align: justify;">Sono voci che suggeriscono una speranza: la morte non è l&#8217;ultima parola, ma una porta che si apre sull&#8217;infinito.</p> <ul> <li><a href="https://www.amazon.it/dp/8856625695/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8856625695&#38;adid=1NED4KK1V51VTTWN40FD&#38;" target="_blank"><strong>Acquista su Amazon.it</strong></a></li> <li><a href="http://www.ibs.it/code/9788856625691/franco-pippo-coruzzi-rita/morte-non-esiste-la.html?shop=2214" target="_blank"><strong>Acquista su IBS.IT</strong></a></li> </ul> <div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-6180"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/25be3ea2/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=La+morte+non+esiste&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D617" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+morte+non+esiste&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D617" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/148659100654/u/49/f/612175/c/33864/s/25be3ea2/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/148659100654/u/49/f/612175/c/33864/s/25be3ea2/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/148659100654/u/49/f/612175/c/33864/s/25be3ea2/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=617</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Due madri per Papa Wojtyla</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=604</link><description>Un libro che rivela un aspetto inedito e sconosciuto della vita di Giovanni Paolo II. di Tony Assante La casa editrice Ancora ha pubblicato un libro dal titolo un po’ enigmatico che,  a prima lettura, lascia perplessi:  “Le due madri di Papa Wojtyla”. E sotto il titolo, due nomi: Emilia Kaczorowska ed Gianna Beretta Molla. [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/259578e4/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Due+madri+per+Papa+Wojtyla&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D604" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Due+madri+per+Papa+Wojtyla&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D604" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/148658928130/u/49/f/612175/c/33864/s/259578e4/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/148658928130/u/49/f/612175/c/33864/s/259578e4/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/148658928130/u/49/f/612175/c/33864/s/259578e4/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Tony Assante</category><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Wed, 14 Nov 2012 16:44:42 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=604#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=604</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Copertina del libro “Le due madri di Papa Wojtyla” pubblicato dall’Editrice Ancora. Il libro racconta la storia di Gianna Beretta, proclamata santa perché “martire” della maternità, e rivela che anche Emilia Kaczorowska, madre di Giovanni Paolo II, sacrificò la propria esistenza per la vita del figlio.." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/le-due-madri-di-papa-wojtyla/copertina-libro-gianna-emilia.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/le-due-madri-di-papa-wojtyla/thumbs/thumbs_copertina-libro-gianna-emilia.jpg" alt="copertina-libro-gianna-emilia" /></a>Un libro che rivela un aspetto inedito e sconosciuto della vita di Giovanni Paolo II.</strong></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>di Tony Assante</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">La casa editrice Ancora ha pubblicato un libro dal titolo un po’ enigmatico che,  a prima lettura, lascia perplessi:  “<a href="https://www.amazon.it/dp/8851410666/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8851410666&#38;adid=0KS2X8VTMMYSQ1GPA3CK&#38;" target="_blank">Le due madri di Papa Wojtyla</a>”. E sotto il titolo, due nomi: Emilia Kaczorowska ed Gianna Beretta Molla. Cento pagine di testo e un inserto fotografico di  55 immagini a colori, molto belle a alcune anche rare.</p> <p style="text-align: justify;">Qual è il significato di quel titolo? Perché quelle due donne, Emilia e Gianna,  sono indicate come “le due madri di Karol Wojtyla?  L’enigma viene  chiarito dalla storia che nel libro si racconta, una storia  eccezionale che rivela particolari poco noti della vita di Giovanni Paolo II, e, per certi versi, anche inediti.</p> <p style="text-align: justify;">Ne parliamo con l’autore, <a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Renzo%20Allegri" target="_blank">Renzo Allegri</a>,  noto giornalista e scrittore, un professionista che ha pubblicato <a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Renzo%20Allegri" target="_blank">una cinquantina di libri</a>.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Acquista il libro su: <a href="https://www.amazon.it/dp/8851410666/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8851410666&#38;adid=0KS2X8VTMMYSQ1GPA3CK&#38;" target="_blank">Amazon.it</a> &#8211; <a href="http://www.ibs.it/code/9788851410667/allegri-renzo/due-laquo-madri-raquo-di-papa.html?shop=2214" target="_blank">IBS.IT</a></strong></p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-604"></span></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il legame con Giovanni Paolo II delle due donne del titolo del mio libro è costituito  dalla maternità&#62;&#62;, dice Renzo Allegri, e precisa: &#60;&#60; Non una maternità “normale”, ma una maternità “eroica”, nel senso che quelle due donne hanno sacrificato la loro vita a favore di quella del figlio che portavano in grembo.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Gianna Beretta con in braccio due dei suoi quattro figli, in una delle sue ultime fotografie. Era medico e aveva sposato l’ingegner Pietro Molla, dirigente di una grande azienda lombarda." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/le-due-madri-di-papa-wojtyla/02.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/le-due-madri-di-papa-wojtyla/thumbs/thumbs_02.jpg" alt="02" /></a>&#60;&#60;Gianna Beretta è la donna italiana che Giovanni Paolo II ha voluto beatificare e proclamare santa  perché “martire” della maternità.  Ma, e questo pochi lo sanno, anche Emilia Kaczorowska, madre di Giovanni Paolo II, fu una martire della maternità&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Il gesto eroico di Gianna Beretta è noto.  Nel  settembre del 1961, Gianna, che aveva già tre figli, rimase incinta per la quarta volta, e contemporaneamente scoprì di avere un tumore all’utero. Era medico, ed ebbe subito chiara la situazione. Poteva salvare la propria vita solo con un intervento chirurgico immediato, che avrebbe, però, comportato la perdita del bambino. Era giovane, aveva tre figli piccoli, voleva vivere. Le spiegarono che, se accettava l’intervento chirurgico,  non avrebbe commesso peccato per l’eventuale perdita del bambino. Secondo la teologia morale, infatti, in casi di gravissima malattia gli interventi all’utero che non abbiano come scopo diretto l’interruzione delle gravidanza sono permessi. Ma Gianna non volle saperne di simili cavilli.  Scelse di offrire al bambino l’opportunità di vivere. Un gesto di grande eroismo, conseguenza della sua quotidiana condotta  di persona che viveva il Vangelo. Nell’aprile del 1962 diede alla luce una bambina, e una settimana dopo morì. Nel  1994,Gianna venne proclamata beata da Giovanni Paolo II e dieci anni dopo, nel 2004, santa.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Emilia Kaczorowska in una foto del 1920 con in braccio il figlio Karol, futuro Giovanni Paolo II. Date le sue precarie condizioni di salute, all’inizio della gravidanza i medici le avevano consigliato un aborto terapeutico, ma lei, pur sapendo che rischiava la vita, volle tenere il bambino." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/le-due-madri-di-papa-wojtyla/01.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/le-due-madri-di-papa-wojtyla/thumbs/thumbs_01.jpg" alt="01" /></a>&#60;&#60;La parte nuova del mio libro  riguarda  Emilia, la madre di Giovanni Paolo II&#62;&#62;, dice Renzo Allegri. &#60;&#60;Come Gianna Beretta, Emilia, molti anni prima, si trovò di fronte alla stessa drammatica scelta: o ricorrere all’aborto e salvare se stessa, o  sacrificare la propria vita a favore del bambino che portava in grembo. E anche Emilia, come Gianna, non ebbe esitazioni: offrì coscientemente la propria vita per il bambino, diventando, come Gianna, “martire” per la maternità. Emilia  non è stata proclamata santa, ma Papa Wojtyla, mentre elevava alla gloria degli altari Gianna, pensava certamente anche alla sua mamma&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Chiediamo allo scrittore: &#60;&#60;Ci  sono documenti medici che giustifichino quanto lei afferma?&#62;</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;No, che io sappia non ci sono documenti medici espliciti&#62;&#62;, dice Allegri. &#60;&#60;Anche perché un secolo fa i medici, soprattutto nei piccoli centri, non tenevano nota scritta di tutti i malanni dei loro pazienti. E poi perché, nel corso della Seconda guerra mondiale,  e negli anni che seguirono, la Polonia subì invasioni devastanti, prima dai nazisti, poi dai comunisti russi e molti archivi  di ospedali, di parrocchie, di comuni vennero distrutti. Per la mancanza esplicita di documenti medici, i biografi di Giovanni Paolo II non hanno approfondito questa vicenda riguardante la sua nascita.</p> <p>&#60;&#60;Ma ci sono circostanze storiche ben precise sulla malattia e la morte della signora Emilia e anche  testimonianze verbali di contemporanei,  persone che la conoscevano bene. Mettendo insieme i vari tasselli, si arriva senza ombra di dubbio alla conclusione che ho formulato&#62;&#62;.</p> <p><strong><a title="Giovanni Paolo II, al termine della cerimonia della canonizzazione di Gianna Beretta, da lui tenuta in San Pietro nel 2004, incontra e bacia Gianna Emanuela, la figlia per la quale Santa Gianna aveva sacrificato la propria vita. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/le-due-madri-di-papa-wojtyla/05.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/le-due-madri-di-papa-wojtyla/thumbs/thumbs_05.jpg" alt="05" /></a>Quali sarebbero questi tasselli?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Si sa che Emilia Kaczorowska era una donna gracile fin da ragazzina. Si sposò nel 1904,  a 20 anni,   e nel 1906 diede alla luce il suo primo figlio, Edmondo. Un parto che compromise la salute di Emilia. I medici le dissero che doveva accontentarsi di quel bambino perché successive maternità sarebbero state deleterie per lei.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Emilia cercò di ascoltare il consiglio dei medici, ma, nel 1914, rimase di nuovo incinta. La gravidanza questa volta fu difficile, il parto complicato e nacque una bambina, Olga, che visse  qualche ora, forse un giorno, ma non si sa niente di preciso proprio perché non esistono documenti.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60; La salute di Emila peggiorò ancora.  Nel 1919  rimase incinta del futuro Papa. I medici consigliarono l’aborto immediato, ma lei rifiutò. Da vera credente, sapeva che il bambino che portava in seno era una persona, dono di Dio. Lei e suo marito, Karol senior, lo avevano generato, ma insieme a loro era intervenuto, direttamente, personalmente, Dio a creare, “a propria immagine somiglianza”, l’anima immortale di quel bimbo. Mistero immenso, che mai, e per nessuna ragione al mondo, Emilia avrebbe osato turbare.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Renzo Allegri giornalista e scrittore, autore del libro “Le due madri di Karol Wojtyla”. Allegri ha pubblicato anche un importante biografia di Giovanni Paolo II, dal titolo “Il papa di Fatima”." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/le-due-madri-di-papa-wojtyla/06.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/le-due-madri-di-papa-wojtyla/thumbs/thumbs_06.jpg" alt="06" /></a>&#60;&#60;La gravidanza fu dolorosa. Il bambino nacque il 18 maggio, sano e robusto, ma per Emilia iniziò il calvario. Come avevano previsto i medici, quella maternità aveva portato conseguenze molto gravi per i suoi reni e per il cuore. Da allora cominciò a soffrire di fortissimi mal di schiena che le impedivano perfino di reggersi in piedi. Inoltre, veniva presa da improvvisi capogiri che le facevano perdere la conoscenza. Doveva restare a letto per giorni e spesso veniva ricoverata all’ospedale di Cracovia, per essere assistita da medici specialisti.  Poiché le crisi erano continue,  suo marito, che era militare di carriera, dovette chiedere di andare in pensione anticipata per poter accudire lei e i figli.  La situazione andò sempre peggiorando fino al 1929, quando, nel corso di  un ennesimo ricovero,  Emilia cessò di vivere. Aveva 44 anni.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Giovanni Paolo II, quando conobbe la storia di Gianna, pensò alla propria madre e non potè evitare di pensare a se stesso, al fatto che lui era vivo per il sacrificio di sua madre. Seguì personalmente  la causa di beatificazione della Beretta. Volle conoscere i figli della donna, il marito che era ancora vivo, la figlia Emanuela per la quale Gianna era morta. Sentiva un forte legame con Gianna, come se fosse stata una sua seconda madre. E quando ne potè proclamare la santità, lo fece con grande gioia, convinto che con quella solenne proclamazione esaltava anche la propria madre Emilia e le numerosissime donne che, ogni giorno,  con vero eroismo,  onorano l’amore materno affrontando la morte per dare la vita ai loro figli. Sante anonime, ma grandi sante&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Acquista il libro su: <a href="https://www.amazon.it/dp/8851410666/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8851410666&#38;adid=0KS2X8VTMMYSQ1GPA3CK&#38;" target="_blank">Amazon.it</a> &#8211; <a href="http://www.ibs.it/code/9788851410667/allegri-renzo/due-laquo-madri-raquo-di-papa.html?shop=2214" target="_blank">IBS.IT</a></strong></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?page_id=480&#38;album=all&#38;gallery=le-due-madri-di-papa-wojtyla" target="_blank"><strong>Altre foto cliccando qui</strong></a></p> <p><em><strong>Tony Assante</strong></em></p> <div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-6050"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/259578e4/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Due+madri+per+Papa+Wojtyla&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D604" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Due+madri+per+Papa+Wojtyla&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D604" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/148658928130/u/49/f/612175/c/33864/s/259578e4/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/148658928130/u/49/f/612175/c/33864/s/259578e4/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/148658928130/u/49/f/612175/c/33864/s/259578e4/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=604</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Un concilio che ha cambiato la storia</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=599</link><description>Per i  50 anni del Concilio Vaticano II, abbiamo intervistato un testimone d’eccezione,  il gesuita Padre Bartolomeo Sorge, tra i maggiori intellettuali cattolici del nostro tempo che, alla diffusione dei valori conciliari, ha dedicato gran parte della sua esistenza. “UN CONCILIO CHE HA CAMBIATO LA STORIA DELLA CHIESA” DI Renzo Allegri L’11 ottobre del 1962 [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/244a51c5/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Un+concilio+che+ha+cambiato+la+storia&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D599" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Un+concilio+che+ha+cambiato+la+storia&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D599" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/146820850508/u/49/f/612175/c/33864/s/244a51c5/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/146820850508/u/49/f/612175/c/33864/s/244a51c5/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/146820850508/u/49/f/612175/c/33864/s/244a51c5/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Tue, 09 Oct 2012 16:14:40 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=599#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=599</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Padre Sorge con il cardinale Carlo Maria Martini. Entrambi appartenenti alla Compagnia di Gesù, furono molto amici. Prima di diventare arcivescovo di Milano, Padre Martini era un assiduo collaboratore della “Civiltà Cattolica” diretta da Padre Sorge. &#60;&#60;Martini&#62;&#62;, ha scritto Padre Sorge &#60;&#60; ha fatto progredire l’insegnamento della Chiesa non solo adeguandolo alle nuove sfide, ma rendendolo accessibile a tutti, compresi i non credenti e i laici di buona volontà&#62;&#62;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/6.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/thumbs/thumbs_6.jpg" alt="6" /></a>Per i  50 anni del Concilio Vaticano II, abbiamo intervistato un testimone d’eccezione,  il gesuita Padre Bartolomeo Sorge, tra i maggiori intellettuali cattolici del nostro tempo che, alla diffusione dei valori conciliari, ha dedicato gran parte della sua esistenza.</strong></p> <p><strong>“UN CONCILIO CHE HA CAMBIATO LA STORIA DELLA CHIESA”</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>DI Renzo Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">L’11 ottobre del 1962 ebbe inizio il Concilio Vaticano II voluto da Papa Giovanni XXIII. Sono passati 50 anni. In tutto il mondo sono in corso iniziative per celebrare la ricorrenza:  convegni di studio, assemblee, incontri, saggi, libri, numeri unici monografici di periodici con interventi di esperti vari, filosofi, teologi, storici, sociologi. Un interesse mediatico vastissimo. E in tutte le informazioni, grandi e piccole, anche in quelle di fonte strettamente laica, si riscontra un generale accordo nel riconoscere l’importanza del Concilio Vaticano II, che il Sinodo Straordinario del Vescovi del 1985 definì: “massima grazia del secolo XX”.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-599"></span></p> <p style="text-align: justify;">Però, a fronte di tanto interesse “intellettuale”, si riscontra  una certa silenziosa apatia, una  malcelata indifferenza da parte del  “popolo di Dio”, cioè della massa dei credenti, quasi si trattasse di un evento astratto, importante ma lontano, distaccato dalla realtà della vita quotidiana.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ vero, sembra proprio che il “popolo di Dio” non sia riuscito ad assimilare in pieno l’importanza di questo evento&#62;&#62;, dice il celebre gesuita padre Bartolomeo Sorge. &#60;&#60;Ma ciò non toglie niente all’importanza enorme che il Concilio Vaticano II ha avuto e continua ad avere. Un’importanza che, secondo me, ha cambiato la storia della Chiesa&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Padre Bartolomeo Sorge è un grande studioso del Concilio Vaticano II.. Uomo di straordinaria cultura, con una rigorosa formazione scientifica conseguita con studi specialistici a Milano, in Spagna, in Francia e a Roma, è stato direttore  della “Civiltà Cattolica”, direttore della rivista “Popoli”, direttore di “Aggiornamenti sociali”, fondatore e direttore  dell’Istituto di Formazione Politica “Padre Pedro Arrupe” di Palermo, direttore del “Centro culturale San Fedele” di Milano, autore di libri e di saggi sul Concilio Vaticano II. Si potrebbe dire che, in un certo senso, è vissuto in simbiosi con questo evento ecclesiale. Come lui stesso ricorda nel suo recente libro “La traversata – La Chiesa dal Concilio Vaticano II ad oggi” (Mondadori editore) &#60;&#60;il cinquantesimo del mio servizio sacerdotale è coinciso esattamente con il primo mezzo secolo di “aggiornamento” conciliare. Infatti, l’indizione del Concilio da parte di Giovanni XXIII avvenne il 25 gennaio 1959, a pochi mesi dalla mia ordinazione presbiterale, il 15 luglio 1958&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Giovanni XXIII (1881-1963), il Papa del Concilio Vaticano II. Venne eletto al soglio di Pietro nel 1958 e vi rimase soltanto 5 anni, ma furono anni di iniziative rivoluzionarie. Tra queste, il Concilio Vaticano II, del quale Giovanni XXIII diede l’annuncio cinque mesi dopo la propria elezione a Pontefice e lo aprì solennemente il 12 ottobre del 1952. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>Padre Sorge fu ordinato sacerdote mentre studiava in Spagna, all’Università Pontificia di Comillas. Conclusi quegli studi, venne trasferito, per altri studi, a Roma e l’11 settembre 1962 assistette all’apertura del Concilio, dall’alto del Colonnato di Bernini. Nel suo recente libro, “<a href="https://www.amazon.it/dp/8804596953/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8804596953&#38;adid=0E3Z05DHFKA6T4FQE4EM&#38;" target="_blank">La traversata</a>” ricorda: &#60;&#60;Più con il cuore che con lo sguardo seguivo l’incedere ondulante di Giovanni XXIII sulla sedia gestatoria che, uscito dal portone di bronzo, e preceduto da una fila interminabile di vescovi, entrava processionalmente in San Pietro per inaugurare il Concilio… Quel giorno lontano non potevo certo immaginare quanto l’evento ecumenico, che iniziava sotto i miei occhi, avrebbe segnato la mia vita&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Padre Sorge, come giudica il fatto che, ora, nelle celebrazioni per i 50 anni del Concilio Vaticano II si nota grande interesse intellettuale e culturale  e poca partecipazione “attiva” da parte del  “popolo di Dio”?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;L’interesse intellettuale e culturale sia da parte di cattolici e anche di non cattolici è costituito dal fatto che il Concilio Vaticano II è stato e continua a essere un evento veramente  grandissimo per l’umanità del nostro tempo. Dico “umanità” in quanto questo Concilio è diverso da tutti gli altri che lo hanno preceduto.  Non riguarda solo la Chiesa Cattolica e i suoi problemi. Ha un respiro universale. Rappresenta un unicum nella storia della Chiesa, un caso del tutto singolare, in quanto nessun altro Concilio è stato mai convocato per le ragioni che hanno spinto Giovanni XXIII a indirlo. Lo scopo non era, come per i Concili del passato, di condannare l&#8217;una o l&#8217;altra eresia o di affermare l&#8217;una o l&#8217;altra verità di fede, né di contrapporsi a movimenti scismatici. Il Vaticano II è stato convocato al fine di “ridire” e quasi “ridefinire” l&#8217;identità cristiana, presa nel suo insieme e nei suoi aspetti principali, nel contesto storico e culturale dell&#8217;umanità globalizzata. E cioè studiare come annunziare il Vangelo in una società multietnica, multiculturale e multireligiosa; come dialogare con il mondo, condividendone la sorte, le speranze e i problemi; come presentare al mondo globalizzato la natura e la missione della Chiesa.  Giovanni XXIII, nel suo discorso di apertura, quell’’11 ottobre, disse: “Lo spirito cristiano, cattolico e apostolico del mondo intero attende un balzo innanzi verso una penetrazione dottrinale e una formazione delle coscienze”. E ancora: “E’ necessario che questa dottrina certa e immutabile, che deve essere  fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che risponda alle esigenze del nostro tempo”. Come vede, tutto è rivolto al mondo intero, tutto fatto per il mondo, per la missione della Chiesa all’interno del mondo intero&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Perché  il “Popolo di Dio” non sente la solennità e l’importanza di questa ricorrenza?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Le ragioni vanno cercate nella situazione  del nostro tempo. Questo cinquantesimo anniversario arriva in un momento difficile per la Chiesa cattolica. Ma non è certo la prima volta che la Chiesa attraversa momenti difficili. Infatti, è ineluttabile che, con il passare del tempo, polvere e sporcizia si depositino anche sugli uomini e sulle istituzioni della Chiesa, la quale – sottolinea il Concilio – cammina con il mondo e ne condivide “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce”. Avviene così, come  è accaduto spesso in passato, che ogni qual volta la Chiesa diventa ricca e potente, appesantita da onori e da privilegi, ogni volta che la diplomazia oscura la profezia e i cristiani si chiudono in se stessi, lo Spirito Santo, che guida la Chiesa, interviene: la purifica,  la rinnova e la riporta alla purezza delle origini.  Ai nostri giorni, per riportare la Chiesa del terzo millennio alla purezza delle origini, lo Spirito Santo è intervenuto proprio con il dono del Concilio Vaticano II&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Padre Bartolomeo Sorge, gesuita, uno degli ecclesiastici più colti e importanti del nostro tempo. E’ stato direttore della “Civiltà Cattolica”, della rivista “Popoli”, di “Aggiornamenti sociali”, fondatore e direttore dell’Istituto di Formazione Politica “Padre Pedro Arrupe” di Palermo, direttore del “Centro culturale San Fedele” di Milano, grande esperto del Concilio Vaticano II, al quale ha dedicato articoli, conferenze e libri. P. BARTOLOMEO SORGE" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>I numeri statistici della Chiesa dei nostri giorni, messi a confronto con quelli della Chiesa prima del Concilio, presentano una situazione che non è migliorata.  Anzi,  è peggiorata di molto.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;I numeri delle statistiche vanno studiati e  interpretati. . Bisogna tenere presente  che in questi 50 anni il mondo è cambiato, nel bene e nel male. Tante sfide hanno mutato volto: l’ateismo non è più quello «scientifico» marxista, ma è quello pratico dell&#8217;individualismo dominante; l’umanità non è più divisa dal muro di Berlino, ma dai muri della povertà e della fame, dell’egoismo e del razzismo; la minaccia della guerra atomica ha lasciato il posto a quella del terrorismo internazionale. E altre sfide sono arrivate: il relativismo etico, seguito alla caduta delle ideologie e alla crisi dei valori; i flussi migratori in continuo aumento e inarrestabili; le contraddizioni di una crescita economica, culturale e tecnologica  che, come ha affermato Giovanni Paolo II “offre a pochi fortunati grandi possibilità, lasciando milioni e milioni di persone non solo ai margini del progresso, ma alle prese con condizioni di vita ben al di sotto del minimo dovuto alla dignità umana”. E si devono aggiungere i gravi problemi etici, nati dall&#8217;applicazione delle nuove tecnologie soprattutto alla medicina e alla vita umana. In mezzo a questa rivoluzione, tremenda, la Chiesa e i cristiani hanno lottato e lottano. Molti sono stati sconfitti, ma molti hanno fortificato la loro testimonianza.  Chi oggi frequenta la Chiesa, lo fa per sua profonda convinzione completamente libera. Le associazioni del volontariato, che coinvolgono soprattutto i giovani, sono un meraviglioso fenomeno di altruismo spontaneo. Le condizioni di lavoro degli operai (di quelli che il posto ce l&#8217;hanno, ovviamente!) sono migliorate. La consapevolezza della dignità della persona umana è più diffusa di un tempo. Nonostante tutte le apparenze, sono molte le famiglie nel mondo che vivono la fede cristiana con impegno serio. E tutto questo è dovuto in gran parte al Concilio Vaticano II&#62;&#62;.</p> <p><strong>A 50 anni dall&#8217;inizio del Concilio, quali sono, secondo lei, i cambiamenti che si sono dimostrati più importanti?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Giovanni XXIII nel suo discorso all’apertura del Concilio disse che bisognava fare un  “balzo in avanti” verso una  penetrazione dottrinale della fede e  verso una formazione delle coscienze. 50 anni dopo penso che i  &#8220;balzi in avanti” più importanti siano stati soprattutto tre.<br /> &#60;&#60;Il primo è stato l&#8217;aver spostato l&#8217;accento dall&#8217;ecclesiologia societaria all&#8217;ecclesiologia di comunione. Ciò significa che la Chiesa non si può più considerare, come avveniva prima del Concilio, una “società perfetta”, un tempio chiuso, riservato ai fedeli cattolici, ma è una “comunità aperta”,  “popolo di Dio in cammino attraverso la storia”; è lo stesso “Corpo mistico di Cristo”, al quale, (come si legge nel documento conciliare “Lumen Gentium”) “in vario modo appartengono o sono ordinati sia i fedeli cattolici, sia gli altri credenti in Cristo, sia infine tutti gli uomini, dalla grazia di Dio chiamati alla salvezza”. Il Concilio non nega affatto che il divino Fondatore abbia voluto la Chiesa come un&#8217;istituzione visibile, ma mette in luce che l&#8217;istituzione è subordinata al mistero di comunione degli uomini tra di loro e con Dio: “la Chiesa è in Cristo come un sacramento o segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Lumen Gentium n.1).</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Copertina dell’ultimo libro di padre Bartolomeo Sorge, dedicato al Concilio Vaticano II. Si intitola “”La traversata” ed è stato pubblicato da Mondadori. Con il termine “traversata”, Padre Sorge ha voluto indicare il periodo dei 50 anni seguiti al Concilio, descrivendo le difficoltà, le sconfitte, i successi incontrati dai vari traghettatori del “popolo di Dio”, responsabili di applicare i valori conciliari e di condurre l’umanità dei credenti dal vecchio mondo, quello che prec" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>&#60;&#60;Il secondo “balzo in avanti” del Concilio è stato l&#8217;aver messo bene in luce la dimensione storica della salvezza: Cristo è Dio fatto uomo che entra nella storia del mondo, l’assume e la ricapitola in sé. L’Incarnazione, quindi, si compie nella storia dell’umanità, attraverso tutte le epoche e le culture. Ecco perché la Chiesa, che continua l&#8217;Incarnazione e la attua, s’incarna nella storia e cammina con il mondo, sentendosi “realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia” (“Gaudium et Spes” n.1). Pertanto, la fedeltà nella trasmissione delle verità rivelate, che compongono il cosiddetto depositum fidei, non va intesa in forma statica, quasi si trattasse di conservare la verità in una sorta di scrigno sigillato, da trasmettere ben chiuso e conservato di generazione in generazione; la fedeltà va intesa in forma dinamica: non solo non vieta, ma esige che si tenga conto dell&#8217;evoluzione nella conoscenza delle verità rivelate, grazie al divenire delle situazioni storiche e culturali. La verità rivelata aiuta a meglio comprendere la storia, e la storia aiuta a meglio comprendere la verità rivelata.<br /> &#60;&#60;Il terzo importante «balzo in avanti» sta nella rivalutazione dell&#8217;autonomia e della laicità sia delle realtà terrestri, sia della missione propria dei fedeli laici. La salvezza evangelica e la promozione umana, pur essendo distinte, non sono estranee una all’altra; tra i due piani non vi è dicotomia o dualismo, ma integrazione e complementarità. Perciò, il Concilio ha ripensato in modo nuovo il rapporto tra fede e storia, tra Chiesa e mondo.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Questi tre “balzi in avanti”, o “aggiornamenti teologici” (con le conseguenti ricadute pastorali) sono stati possibili, grazie alla riscoperta della Parola di Dio. Infatti, il Concilio Vaticano II ha restituito alla Sacra Scrittura il valore di fonte primaria da cui promana la teologia, e ha messo in luce l’unione strettissima che c’è tra Sacra Scrittura e Tradizione: “La Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della Parola di Dio affidato alla Chiesa”, si legge nella Costituzione “Dei Verbum”. Pertanto, sebbene “l’ufficio poi d’interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa sia affidato al solo Magistero vivo della Chiesa”, bisogna dire che il “Magistero non è superiore alla Parola di Dio, ma ad essa serve, insegnando solo ciò che è stato trasmesso”&#62;&#62;.</p> <p><strong>Questi tre “balzi in avanti” di natura teologica, quali conseguenze pratiche hanno prodotto in termini di riforma pastorale?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Su questo punto, a 50 anni dall&#8217;inizio del Concilio, si ha la netta sensazione di trovarci di fronte a un rinnovamento pastorale rimasto a metà.<br /> &#60;&#60;In questi decenni di post-concilio, l&#8217;attenzione della Chiesa si è rivolta soprattutto all&#8217;aggiornamento dei suoi rapporti ad extra con il mondo: alla nuova evangelizzazione, alle relazioni tra Chiesa e Stato, al dialogo interculturale e interreligioso, ai nuovi problemi etici sorti dall&#8217;applicazione delle nuove tecnologie alla medicina e alla vita umana, ai problemi della giustizia, della pace, dello sviluppo e della fame. Da qui il forte impegno nel dialogo con il mondo, nella convinzione che la Chiesa non ha solo da dare, ma ha anche molto da ricevere, poiché “parecchi elementi di verità” si trovano anche al di fuori di essa, presso le religioni non cristiane e perfino presso i non credenti”, come indicano i documenti conciliari.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Padre Bartolomeo Sorge con Papa Giovanni Paolo I. Furono molto amici. Di lui ha scritto: “Era timido, ma vivace; severo, ma arguto; sorridente ma pensoso. Portò sul soglio pontificio il modo di fare semplice, immediato e umile del pastore che lo aveva sempre caratterizzato in tutta la sua vita di prete, di vescovo e poi di patriarca di Venezia&#62;&#62;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>&#60;&#60;Ma, a fronte di questo notevole impegno ad extra, molto più lento e incerto appare lo sforzo fatto per la riforma interna della Chiesa. Su questo punto, anzi, sembra addirittura prevalere oggi un clima di stallo, se non proprio di riflusso. Certo, nessuno nega che la Chiesa abbia compiuto importanti passi avanti anche nel rinnovamento della sua vita interna; tuttavia maggiori appaiono i ritardi e le lentezze.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il problema è che troppi, anche all’interno della Chiesa, ragionano ancora con le categorie mentali della vecchia “cristianità” e non si rassegnano al fatto che questa invece sia finita da un pezzo. E’ definitivamente tramontato il tempo, in cui, soprattutto nei Paesi di antica  evangelizzazione, la fede era la culla in cui venivamo accolti nascendo, la famiglia cristiana era la prima “Chiesa domestica”,  la parrocchia era il luogo nel quale ci raccoglievamo ogni domenica a pregare, dove si vivevano gli appuntamenti decisivi della nostra vita: dal Battesimo alla Prima Comunione, alla Confermazione, al matrimonio, ai funerali, quando la vita civile era scandita dalla festività religiose, le leggi erano sostanzialmente coerenti con la morale cristiana, eccetera.  Ebbene, tutto ciò è finito per sempre, sia sul piano storico, sia su quello teologico. Nell’epoca della globalizzazione e della secolarizzazione, il contesto socioculturale è divenuto ormai irreversibilmente pluriculturale, plurietnico e plurireligioso. Per agire da fermento spirituale, culturale e sociale, la Chiesa deve porsi in modo nuovo&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Quali  sarebbero i cambiamenti più urgenti da realizzare?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Quelli indicati, appunto, dal Concilio. Una prima conseguenza delle acquisizioni teologiche del Concilio è il superamento di ogni forma di “clericalismo”: nella Chiesa non vi sono cristiani di serie A (il clero) e di serie B (i laici), ma, come si legge nella “Gaudium et Spes” al numero 32 “comune è la dignità dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia dei figli, comune la vocazione alla perfezione. Nessuna ineguaglianza, quindi, in Cristo e nella Chiesa per riguardo alla razza o nazione, alla condizione sociale o al sesso. Quantunque alcuni per volontà di Cristo sono costituiti dottori e dispensatori dei misteri e pastori per gli altri, tuttavia vige fra tutti una vera uguaglianza riguardo alla dignità e all’azione comune a tutti i fedeli nell’edificare il corpo di Cristo”. La Gerarchia non è al di sopra, ma all’interno del Popolo di Dio; l’autorità nella Chiesa non è burocrazia o amministrazione, ma è servizio e testimonianza.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Un&#8217;altra conseguenza pastorale delle acquisizioni teologiche conciliari è la rivalutazione del ruolo proprio dei fedeli laici nella Chiesa e nel dialogo con il mondo. In una Chiesa non più “società perfetta” ma “popolo di Dio in cammino nella storia”, i fedeli laici non sono più minorenni, né “preti mancati”, né delegati del clero, ma ricevono direttamente da Cristo, nel battesimo e nella confermazione, la missione unica, propria di tutto il “Popolo di Dio”, partecipando – nella loro misura – dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;A questo punto è chiaro che, per portare a compimento la riforma voluta dal Concilio, s&#8217;impone uno sforzo formativo straordinario, soprattutto sul piano della maturazione della fede. E&#8217; questa la conseguenza pastorale più importante dei “balzi in avanti”, compiuti dal Concilio sul piano teologico e pastorale. Infatti, solo da una fede matura può derivare nella Chiesa la ripresa di spiritualità, di cui ha bisogno per portare a termine il suo necessario rinnovamento interno. La ripresa – insiste il Concilio – troverà il suo alimento soprattutto nella riforma liturgica e nella pratica della lectio divina.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E questo tema – coltivare una fede adulta – è stato scelto come priorità assoluta da Benedetto XVI fin dall’inizio del pontificato. Già nell’omelia dell’8 aprile 2005, nella messa pro eligendo pontifice, spiegò: “Fede adulta  non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. E’ questa amicizia che ci apre tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Padre Sorge e Papa Giovanni Paolo II. Papa Wojtyla stimava l’attività di Padre Sorge e lo volle incontrare varie volte in udienza privata. La prima fu il 7 dicembre 1978, due mesi dopo la sua elezione. E in quell’occasione Giovanni Paolo II rivelò a Padre Sorge: “Papa Luciani mi disse che voleva nominare lei a Patriarca di Venezia”. La notizia venne poi confermata anche da Padre Paolo Dezza, che Papa Luciani aveva scelto come proprio confessore." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-a-padre-bartolomeo-sorge/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="5" /></a>&#60;&#60;Papa Benedetto XVI, di recente, ha ripetuto che alla radice dei problemi della Chiesa odierna vi è “una profonda crisi di fede”. E per rispondere a questa crisi, ha indetto, tra l&#8217;ottobre 2012 e il novembre 2013, l&#8217;“Anno della fede”&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Di fronte al prossimo futuro, qual è il suo stato d’animo?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60; Positivo e pieno di speranza. Molti “segni dei tempi” annunciano un domani migliore, una maggior comprensione tra i popoli, un futuro di pace, di sviluppo, di promozione dei diritti umani. E&#8217; indispensabile, perciò, che la Chiesa s&#8217;impegni con più coraggio nella sua riforma interna, dalla quale dipende il pieno raggiungimento del fine stesso per il quale il Vaticano II è stato indetto 50 anni fa&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a href="https://www.amazon.it/dp/8804596953/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8804596953&#38;adid=0E3Z05DHFKA6T4FQE4EM&#38;" target="_blank"><strong>Acquista il libro LA TRAVERSATA su AMAZON.IT</strong></a></p> <div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-6000"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/244a51c5/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Un+concilio+che+ha+cambiato+la+storia&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D599" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Un+concilio+che+ha+cambiato+la+storia&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D599" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/146820850508/u/49/f/612175/c/33864/s/244a51c5/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/146820850508/u/49/f/612175/c/33864/s/244a51c5/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/146820850508/u/49/f/612175/c/33864/s/244a51c5/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=599</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Chi sono gli angeli custodi?</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=593</link><description>Un celebre teologo spiega chi sono gli Angeli Custodi e come possiamo parlare con loro Una verità così grande da sembrare impossibile di Renzo Allegri La festa degli Angeli Custodi ricorda una delle verità cristiane più belle e sconcertati. Sapere che Dio ha affidato a ciascun essere umano un Angelo con  il compito “personalizzato” di [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2402e273/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Chi+sono+gli+angeli+custodi%3F&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D593" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Chi+sono+gli+angeli+custodi%3F&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D593" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/144540976065/u/49/f/612175/c/33864/s/2402e273/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/144540976065/u/49/f/612175/c/33864/s/2402e273/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/144540976065/u/49/f/612175/c/33864/s/2402e273/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Mon, 01 Oct 2012 16:35:55 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=593#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=593</guid><content:encoded><![CDATA[<p><a title="Statua lignea che rappresenta l’Angelo Custode, opera che lo scultore napoletano Antonio Spinetti realizzò nel 1818. La statua si trova a Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, dove l’Angelo Custode è venerato come patrono della cittadina. La festa cade il 2 ottobre ed è celebrata con grande concorso di pubblico e varie manifestazioni tra le quali anche un trofeo ciclistico, detto dell’Angelo Custode, e che si svolge per le vie della cittadina. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chi-sono-gli-angeli-custodi/angelo-custode.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chi-sono-gli-angeli-custodi/thumbs/thumbs_angelo-custode.jpg" alt="angelo-custode" /></a>Un celebre teologo spiega chi sono gli Angeli Custodi e come possiamo parlare con loro</p> <p><strong>Una verità così grande da sembrare impossibile</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>di Renzo Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">La festa degli Angeli Custodi ricorda una delle verità cristiane più belle e sconcertati. Sapere che Dio ha affidato a ciascun essere umano un Angelo con  il compito “personalizzato” di custodirlo, di proteggerlo, di guidarlo,  essere cioè il suo migliore amico, il suo difensore, riempie il cuore di stupore e di gioia. E’ una verità tanto  affascinante e grande da insinuare anche nella mente di un credente il dubbio che si tratti di una fantasia, una pia illusione, una favola.</p> <p style="text-align: justify;">Nella mia lunga  professione di giornalista, quando avvicinavo celebri  teologi, non resistevo dal chiedere loro informazioni dettagliate e concrete su questo argomento. Poi scrivevo ampi articoli e poiché ero inviato speciale di un settimanale  tra i più letti in Italia, ogni volta arrivava in redazione una grande quantità di lettere, a dimostrazione che l’argomento affascinava. Molti ringraziavano ma molti criticavano pesantemente proprio perché ritenevano che una cosa del genere fosse solo fantasia.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-593"></span></p> <p style="text-align: justify;">Uno dei primi teologi che mi parlarono con entusiasmo e profonda competenza degli Angeli  fu monsignor Giuseppe Del Ton. Letterato di vasta cultura, era uno dei maggiori latinisti viventi. Per lunghi anni era stato segretario delle Lettere Latine dei Sommi Pontefici Giovanni XXIII e Paolo VI, con il compito di tradurre o scrivere direttamente in latino i documenti papali, e aveva speso il tempo libero della sua lunga esistenza a studiare la teologia degli Angeli.</p> <p style="text-align: justify;">Negli Anni Sessanta e Settanta del secolo scorso,  anche molti teologi cattolici avevano smarrito la ragioni profonde delle verità sugli Angeli. Consideravano la tradizionale dottrina sull’argomento “anticaglia”, “vecchiume” “roba da medioevo”.   Monsignor  Del Ton, invece, era fedele all’insegnamento della Sacra Scrittura, dei Santi Padri e della tradizione cristiana. Stava scrivendo un libro, che poi pubblicò con il titolo “Verità sugli Angeli e Arcangeli”,  dove sintetizzò con passione e chiarezza, anni di ricerche e di riflessioni.</p> <p style="text-align: justify;">Incontravo Monsignor Del Ton in Vaticano. Il suo appartamento aveva le finestre che davano direttamente sulla cupola di San Pietro. Mi accompagnava monsignor Guglielmo Zannoni, riminese, altro grande e straordinario personaggio. Era direttore dell’Ufficio per le Lettere e i Brevi Apostolici nella Segreteria di Stato, grande latinista, con laurea in teologia e diritto canonico, e grande conoscitore e studioso degli Angeli.  Stare in quel luogo, con la cupola di Michelangelo lì fuori dalla finestra, che si poteva quasi toccare con mano, ascoltando quei due sacerdoti, straordinariamente colti, che esponevano con un entusiasmo e amore la loro conoscenza sugli Angeli, era come respirare un po’ di paradiso.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Padre Pio da Pietrelcina (1887-1968), proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 2002. Famoso per i suoi carismi mistici, come le stimmate, le bilocazioni, le guarigioni, i profumi misteriosi che si sprigionavano dal suo corpo, è stato un grande devoto degli Angeli e un solerte divulgatore della devozione all’Angelo Custode." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chi-sono-gli-angeli-custodi/3-pio.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chi-sono-gli-angeli-custodi/thumbs/thumbs_3-pio.jpg" alt="3-pio" /></a>Furono loro, soprattutto monsignor Zannoni a farmi conoscere Padre Pio, indicandomi come anche quel grande santo religioso fosse innamorato degli Angeli.</p> <p style="text-align: justify;">Me ne resi conto in seguito, quando mi occupai in vari libri di Padre Pio. Il “frate con le stigmate” aveva una tale dimestichezza con questi esseri celesti da trattarli come se fossero persone fisiche. La sua esistenza terrena fu piena di continui e sconcertanti interventi degli Angeli.  Appena ordinato sacerdote, poichè era sempre mala¬to, non viveva in convento ma a Pietrelcina,  in una casa vicino a quella dei propri genitori. Quando usciva, non chiudeva mai la porta a chiave. A chi gli faceva notare che potevano esserci dei ladri, rispondeva: «C&#8217;e l&#8217;Angiolino che fa la guardia alla mia casa». Consultando l’epistolario di Padre Pio si può notare che, al termine delle lettere alle figlie spirituali o a quelle inviate ad altre persone con le quali aveva molta confidenza,  egli scriveva infallibilmente: “Salutami l’Angiolino”. Con il nome “Angiolino”, intendeva 1&#8242;Angelo Custode. E  chiamarlo in quel modo, fa capire quale fosse la confidenza che aveva con quel personaggio celeste, e con quale fede, semplice e concreta, vivesse la stupefacente realtà spirituale della presenza di un angelo accanto a ciascuno di noi.</p> <p style="text-align: justify;">L&#8217;Angelo Custode fu un richiamo costante nella vita di Padre Pio. A chi andava a salutarlo per intraprendere un viaggio diceva: «L&#8217;Angelo di Dio ti accompagni». Oppure: «Che l&#8217;Angelo di Dio ti accompagni e ti apra le porte». O anche: «Che l&#8217;Angelo di Dio ti sia luce, aiuto, forza, conforto e guida».</p> <p style="text-align: justify;">A chi andava a San Giovanni Rotondo a chiedere aiuto a Padre Pio, a domandargli un ricordo nelle preghiere, spesso egli suggeriva: «Quando hai bisogno, mandami il tuo Angelo Custode». «Ma lei sente veramente quello che le mando a dire per il mio Angelo Custode?» gli chiese, un giorno, un figlio spirituale. E il Padre rispose: «E che, mi credi sordo”. Si serviva dell’angelo custode per far recapitare lettere a persone di cui non conoscere l’indirizzo.</p> <p style="text-align: justify;">Recentemente ho potuto parlare degli Angeli Custodi con un teologo giovane, nel senso che fa parte dell’ultima generazione dei grandi teologi, quindi un ricercatore moderno, al corrente degli studi recenti, aperto e vicino alla sensibilità e ai problemi del nostro tempo.  Si chiama Padre Zdzisław Kijas, è un religioso francescano conventuale, polacco,  Preside della “Pontificia Facoltà San Bonaventura-Seraphicum”.<br /> Ecco parte della lunga intervista che gli ho fatto.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Padre Zdzisław Kijas, francescano conventuale, polacco, teologo di fama internazionale, che abbiamo intervistato in questo articolo sugli Angeli Custodi. Padre Kijas, per diversi anni è stato preside della “Pontificia Facoltà San Bonaventura-Seraphicum” di Roma e recentemente è stato nominato da Papa Benedetto XVI consultore della Congregazione della cause dei Santi." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chi-sono-gli-angeli-custodi/1-kijas.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chi-sono-gli-angeli-custodi/thumbs/thumbs_1-kijas.jpg" alt="1-kijas" /></a>Padre Kijas, l’esistenza degli Angeli è una pia tradizione o una verità di fede?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Come dice il “<a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&#38;x=0&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;y=0&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=Catechismo%20della%20Chiesa%20Cattolica&#38;url=search-alias%3Daps" target="_blank">Catechismo della Chiesa Cattolica</a>”, l&#8217;esistenza degli Angeli è una verità di fede. Non è un dogma proclamato dalla Chiesa, ma una verità che risale alla Rivelazione biblica. Il Catechismo della Chiesa Cattolica al paragrafo 328 è esplicito: “L&#8217;esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente Angeli, è una verità di fede. La testimonianza della Scrittura è tanto chiara quanto l&#8217;unanimità della Tradizione”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La professione di fede del Concilio Lateranense IV afferma che Dio “fin dal principio del tempo, creò dal nulla l&#8217;uno e l&#8217;altro ordine di creature, quello spirituale e quello materiale, cioè gli Angeli e il mondo terrestre; e poi l&#8217;uomo, quasi partecipe dell&#8217;uno e dell&#8217;altro, composto di anima e di corpo”&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Nel “Compendio” voluto da Benedetto XVI del “Catechismo della Chiesa Cattolica”, si legge: “Gli Angeli sono creature puramente spirituali, incorporee, invisibili e immortali, esseri personali dotati di intelligenza e di volontà. Essi, con¬templando incessantemente Dio a faccia a faccia, Lo glorificano, Lo ser¬vono e sono i suoi messaggeri nel compimento della missione di salvezza per tutti gli uomini”.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ una definizione meravigliosa e perfetta, che sintetizza tutte le caratteristiche di questi individui. Sono “creature puramente spirituali”, quindi più perfette degli esseri umani, ma meno complete. L’uomo, infatti,  compendia in se stesso due dimensioni:  quella spirituale e quella materiale, che gli Angeli non hanno: L’uomo porta in se stesso il cielo e la terra.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Gli Angeli  sono creature di Dio. Anche loro, come gli esseri umani, sono creati ad immagine e somiglianza di Dio e sono dotati, come l’uomo, di intelligenza e di libertà. Si tratta di doni che non si sono dati da loro stessi ma li hanno ricevuti dal creatore. Ciò significa che non sono vicini soltanto  alla natura umana ma anche a quella divina.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Però, come esseri spirituali, godono di una intelligenza e libertà molto più grandi di quella degli esseri umani.  La natura umana è meno perfetta perché limitata dal corpo e dalla dimensione spazio-tempo. Anche la conoscenza e la perfezione dell’uomo sono limitati da queste condizioni. L’esistenza terrena dell’uomo, quindi, è in evoluzione  verso la piena libertà (per mezzo dell’ascesi) ed anche verso una piena conoscenza (per mezzo di studi, approfondimenti, ecc.).</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ciò significa che, non avendo la conoscenza piena, l’uomo può sbagliare e può correggersi, chiedendo il perdono e riprendendo la strada giusta. Gli Angeli, invece,  essendo puri spiriti, hanno una piena e perfetta conoscenza e non possono, perciò, scusarsi di aver sbagliato, perché non possono dire di non sapere.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La loro conoscenza non è, però, illimitata come quella di Dio. Ma è  molto più perfetta della nostra. Essa non è di tipo sensoriale, cioè non passa, come per noi, attraverso i sensi fisici che sono passibili di errore e limitano. È una conoscenza tutta spirituale, che va molto  “più lontano”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il Catechismo della Chiesa Cattolica, dice ancora che gli Angeli sono “esseri personali…con¬templano incessantemente Dio a faccia a faccia…Lo glorificano, Lo ser¬vono e sono i suoi messaggeri nel compimento della missione di salvezza per tutti gli uomini”.  Sono messaggeri di Dio. Come insegna la Bibbia, attraverso gli Angeli Dio comunica con gli uomini. Per esempio: l’Arcangelo Gabriele annuncia a Maria la nascita del Figlio di Dio; Raffaele si fa compagno del viaggio di Tobia e gli insegna come guarire suo padre; Michele difende il nome di Dio, ecc. Se gli Angeli, come messaggeri di Dio, comunicano con gli esseri umani,  a loro volta gli esseri umani possono comunicare con gli Angeli, che diventano così “portavoce” degli uomini verso Dio&#62;&#62;.</p> <p><strong><a title="Monsignor Giuseppe Del Ton, morto da diversi anni, qui fotografato alla finestra del suo studio in Vaticano, dalla quale si poteva ammirare la cupola di San Pietro. Letterato di vasta cultura, monsignor Del Ton fu un celebre latinista. Per lunghi anni fu segretario delle Lettere Latine dei Sommi Pontefici Giovanni XXIII e Paolo VI, con il compito di tradurre o scrivere direttamente in latino i documenti papali. Aveva una grande devozione per gli Angeli e nel 1985 pubblico un prezioso saggio dal titolo “Verità su Angeli e Arcangeli”." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chi-sono-gli-angeli-custodi/del-ton.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chi-sono-gli-angeli-custodi/thumbs/thumbs_del-ton.jpg" alt="del-ton" /></a>&#60;&#60; Che tipo di comunicazione “concreta”  possiamo avere con gli Angeli?&#62;&#62;</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Una comunicazione di tipo spirituale, attraverso la preghiera, il dialogo, la liturgia.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Una persona non può costringere gli Angeli a fare quello che lei vuole, può solo supplicarli, pregarli. E ciò che gli Angeli vogliono per noi, non è solo un loro desiderio personale, ma essi attuano il volere amoroso di Dio.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La Chiesa, a nome del “popolo di Dio”,  ricorre spesso nella liturgia all’aiuto degli Angeli per  far giungere le sue suppliche a Dio. Nella Messa, quando si arriva al “Sanctus”, la Chiesa si unisce al coro degli Angeli per  proclamare Dio tre volte santo. Nella liturgia per i defunti, chiede agli Angeli di “accompagnare in paradiso” l’anima della persona che ha lasciato questa terra. E così in tantissime altre preghiere liturgiche&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong> Nelle biografie dei santi e nella devozione popolare si sente spesso parlare dell’Angelo Custode.  Qual è la verità teologica su questo argomento?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;L’esistenza dell’Angelo Custode è una verità di fede. Il Catechismo della Chiesa Cattolica esprime questa verità con tre bellissime affermazioni che si trovano al paragrafo  336:  “Dall’infanzia fino all’ora della morte, la vita umana è circondata dalla protezione e dalla intercessione degli Angeli”. “Ogni fedele ha al proprio fianco un Angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita”. “Fin da quaggiù, la vita cristiana partecipa, nella fede, alla beata comunità degli Angeli e degli uomini, uniti in Dio&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Qual è il compito specifico dell’Angelo Custode?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Prendersi cura “in tutto e per tutto della creatura che gli è stata affidata”. Farà il possibile, quindi, per tenerci lontano dai guai e aiutarci alla piena realizzazione di  noi stessi secondo il volere di Dio.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La Chiesa crede negli Angeli Custodi e li venera con una festa particolare il 2 di ottobre. Nelle sue preghiere, chiede al Signore che essi difendano l’uomo dal peccato, dall’attacco del maligno, che si prendano cura di ogni uomo, che custodiscano il suo cuore e lo rendano libero per il servizio di Dio. La Chiesa chiede a Dio che gli Angeli Custodi allontanino il pericolo della guerra, custodiscano la pace nei Paesi e nelle famiglie, in modo che  tutti possano vivere nella gioia e nella salute&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>&#60;&#60;Come fa l’Angelo Custode a comunicare con noi?&#62;&#62;</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Come abbiamo detto, la conoscenza dell’Angelo non è illimitata ma è molto più perfetta della nostra. Per questo, l’Angelo Custode può avvisarci dei pericoli che ci minacciano, che noi non conosciamo, perché con i nostri sensi non siamo in grado di percepire il futuro.  E può fare questo con suggerimenti, ispirazioni, intuizioni, attraverso eventi, persone, situazioni. Per captare i segnali dell’Angelo dobbiamo  avere attenzione, sensibilità, cuore puro, occhi  interiori vigilanti.</p> <p style="text-align: justify;"> &#60;&#60;L’Angelo Custode può influire sul nostro intelletto in modo “immediato” ma non sulla nostra volontà. L’agire degli Angeli sulla nostra volontà è “mediato” e si realizza attraverso il nostro intelletto. L’uomo non perde mai la propria libertà. L’Angelo non ci costringe ad agire, ma ci “suggerisce” solamente di fare certe cose&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Stando così le cose, l’Angelo Custode dovrebbe essere il nostro più sicuro, fedele, appassionato amico. E’ così?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Direi che è proprio così. Avendo ricevuto da Dio l’incarico di custodirci, realizza pienamente se stesso  proprio esercitando alla perfezione questo compito. Noi dobbiamo permettergli di farlo. C’è una bellissima antica preghiera che dovremmo ripetere più volte al giorno: “Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen”&#62;&#62;.</p> <p><strong><a title="Uno degli innumerevoli dipinti con soggetto l’Angelo Custode. Quest’opera è attribuita al pittore emiliano Benedetto Gennari (1633-1715) e fa parte di una collezione privata. Sono moltissimi i pittori che hanno dedicato una loro opera a questo messaggero celeste. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chi-sono-gli-angeli-custodi/4-gennari.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/chi-sono-gli-angeli-custodi/thumbs/thumbs_4-gennari.jpg" alt="4-gennari" /></a>E’  vero che l’Angelo Custode farà di tutto per guidare verso la Verità anche il non credente?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Dio è padre di tutti gli uomini, anche di quelli che non credono. Anzi, si preoccupa più di questi che non di quelli che credono, come ci ha insegnato Gesù con la parabola della pecorella smarrita. Il “Buon Pastore” (che è Dio)  lascia le novantanove pecorelle nell’ovile e va in cerca di quella che si è persa. Quindi, Dio ha assegnato l’Angelo Custode a tutti gli esseri umani e semmai chiederà più impegno agli Angeli Custodi di chi non crede, proprio perché desidera che essi salvino le pecorelle smarrite&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Possiamo parlare apertamente con l’Angelo Custode? Oppure bisogna seguire delle regole, dei riti?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nessun rito, nessuna regola, nessuna formula prestabilita. L’Angelo Custode è sempre accanto a noi, sempre attento, desideroso di ascoltare le nostre richieste e pronto a fare di tutto per aiutarci&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Per comunicare con le persone lontane, noi usiamo il telefono. I santi ricorrevano all’Angelo Custode e dicevano che era un mezzo sicuro. Esageravano?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;L’Angelo Custode come legame d’Amore, comunica il nostro amore anche agli altri. Possiamo chiedergli di proteggere quelli che ci sono cari. Egli è un”ponte invisibile” nei legami d’amicizia ed ha cura delle persone che gli affidiamo.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Siccome è inviato (Angelo, significa inviato) da Dio come Amore puro, non vuole mai chiudere la persona nell’amore di sé, ma aprirla agli altri e imparare ad amarli, in Dio, come sé stesso. Potremmo dire che anche gli Angeli hanno dei legami tra loro, relazioni di Amore fraterno e sono tutti impegnati, insieme, per il nostro bene, anche, quindi, nel creare tra noi i legami che più ci fanno del bene&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>A studiarla sui libri,  questa verità sembra fantastica, da sogno, troppo bella per essere vera. E molti finiscono per ritenerla fantasiosa.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ una verità straordinaria. Dimostra che il mondo non è vuoto, freddo, buio, oscuro come qualche ideologia vorrebbe farci credere. Il nostro Dio non è solitario e nemmeno estraneo, non si tiene lontano dalla Sua creatura. E’ vicino a noi con il suo amore infinito di Padre e ci mette accanto anche tanti amici potenti. Autentiche “guardie del corpo” contro i nostri nemici spirituali&#62;&#62;.</p> <div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5940"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2402e273/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Chi+sono+gli+angeli+custodi%3F&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D593" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Chi+sono+gli+angeli+custodi%3F&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D593" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/144540976065/u/49/f/612175/c/33864/s/2402e273/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/144540976065/u/49/f/612175/c/33864/s/2402e273/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/144540976065/u/49/f/612175/c/33864/s/2402e273/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=593</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Il viaggio a Santiago mi ha cambiato la vita</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=583</link><description>Una straordinaria storia di fede e di guarigione &amp;#60;&amp;#60;Una grave forma di fascite plantare mi aveva quasi paralizzato&amp;#62;&amp;#62;, racconta Marco Deambrogio, famoso “viaggiatore in moto”, che ha compiuto leggendarie imprese in giro per il mondo. &amp;#60;&amp;#60;Per me, camminare era diventato un tormento.  Disperato, un giorno ho deciso di andare pellegrino a Santiago di Compostela, e [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/23f21563/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Il+viaggio+a+Santiago+mi+ha+cambiato+la+vita&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D583" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Il+viaggio+a+Santiago+mi+ha+cambiato+la+vita&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D583" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/145606027163/u/49/f/612175/c/33864/s/23f21563/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/145606027163/u/49/f/612175/c/33864/s/23f21563/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/145606027163/u/49/f/612175/c/33864/s/23f21563/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Nicola Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Sat, 29 Sep 2012 08:38:10 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=583#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=583</guid><content:encoded><![CDATA[<p><strong><a title="Marco Deambrogio, 46 anni, durante il celebre “Cammino di Santiago”. Si tratta di un percorso di circa 800 chilometri, che dalla Francia attraversa la Spagna, fino alla città di Santiago de Compostela, capoluogo della Galizia, dove si trova la tomba dell’apostolo San Giacomo. Fin dall’antichità, molti pellegrini percorrono quel “cammino” a piedi, per devozione." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/una-straordinaria-storia-di-fede-e-di-guarigione/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/una-straordinaria-storia-di-fede-e-di-guarigione/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>Una straordinaria storia di fede e di guarigione</strong></p> <p>&#60;&#60;Una grave forma di fascite plantare mi aveva quasi paralizzato&#62;&#62;, racconta Marco Deambrogio, famoso “<a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&#38;x=0&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;y=0&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=Marco%20Deambrogio&#38;url=search-alias%3Daps" target="_blank">viaggiatore in moto</a>”, che ha compiuto leggendarie imprese in giro per il mondo. &#60;&#60;Per me, camminare era diventato un tormento.  Disperato, un giorno ho deciso di andare pellegrino a Santiago di Compostela, e quel viaggio mi ha ridato la salute e la fede&#62;&#62;.</p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Roberto Allegri &#8211; Foto Nicola Allegri</strong></span></p> <p><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&#38;x=0&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;y=0&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=Marco%20Deambrogio&#38;url=search-alias%3Daps" target="_blank"><strong>I libri di Marco Deambrogio su AMAZON.IT</strong></a></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Da due anni ero bloccato sul divano di casa. Una brutta infiammazione ai piedi mi aveva quasi paralizzato. Un guaio tremendo per un giramondo come me. Mi sentivo morto, distrutto. Poi, all’improvviso, un pensiero folgorante: fare il Cammino di Santiago, il famoso pellegrinaggio che dai Pirenei porta a Santiago de Compostela. Ottocento chilometri a piedi, una cosa folle nelle mie condizioni. Ma quel pensiero divenne fisso, un’ossessione e, contro il parere dei medici, dei familiari, degli amici, mi sono organizzato e sono partito. Fin dal primo giorno mi sono successe cose incredibili. Sono tornato guarito e completamente cambiato. E ho ritrovato la bellezza della fede.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-583"></span></p> <p style="text-align: justify;">Così dice Marco Deambrogio, e mi guarda con una luce particolare negli occhi come a volermi comunicare un intero universo, oltre alla sua storia. Quarantasei anni, Deambrogio è c<strong><a title="Marco Deambrogio, durante il suo pellegrinaggio verso Santiago, cerca un po’ di refrigerio tenendo i piedi a mollo nell’acqua di un torrente. &#34;A causa della mia malattia&#34;, racconta &#34;quando sono partito non riuscivo quasi a reggermi in piedi. A Roncisvalle, al termine della prima tappa, disperato, sono entrato in una chiesa ed è accaduto il prodigio. Non entravo in una chiesa da trent’anni, ma quella sera ho ritrovato la fede e la guarigione&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/una-straordinaria-storia-di-fede-e-di-guarigione/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/una-straordinaria-storia-di-fede-e-di-guarigione/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" width="150" height="250" /></a></strong>onosciuto come “l’uomo che attraversa i deserti in moto”. Le sue imprese, sempre in solitaria, sono diventate leggenda. A cavallo della sua motocicletta ha fatto il giro del mondo percorrendo 57 mila chilometri, ha viaggiato da Milano da Kabul in tempo di guerra, ha attraversato l’Oceania e i deserti australi, è arrivato sino a Pechino percorrendo l’antica “via della seta”. &#60;&#60;Puoi dunque immaginare come mi sentivo ad essere immobilizzato&#62;&#62;, dice Deambrogio. &#60;&#60;Ero proprio a pezzi, mi pareva di essere in gabbia. Io che avevo fatto dell’assoluta libertà il mio stile di vita, potevo a malapena andare a fare la spesa al supermercato, camminando a stento tra fortissimi dolori.&#62;&#62;</p> <p><strong>Hai detto che avevi un problema ai piedi.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Sì. Una fascite plantare da entrambe le parti, una brutta infiammazione dei tendini della pianta dei piedi. Ero stato da diversi ortopedici e le avevo provate tutte: antinfiammatori, laser terapia, onde d’urto, sottopiedi anatomici, trattamenti osteopatici, massaggi plantari. Nessun risultato e sempre fortissimi dolori.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>E ugualmente hai deciso di partire?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ stato più forte di me. Era il 13 giugno dell’anno scorso e avevo appena ricevuto l’ennesimo referto medico che mi imponeva il riposo più assoluto. Quella mattina mi sono alzato con un pensiero fisso, un chiodo nella mente. “Devo fare il Cammino di Santiago”, mi dicevo. Ma non avevo ben chiaro cosa fosse e così mi sono documentato. Scoprii che era un antico pellegrinaggio, sacro al Cristianesimo, che nel Medioevo era stato percorso anche da San Francesco e da Carlo Magno. Attraversa la Francia e la Spagna e arriva fino a Santiago de Compostela, dove si trova la tomba di San Giacomo, uno dei dodici apostoli. Un percorso molto lungo, difficile, di oltre ottocento chilometri da percorrere a piedi. Oggi, sono sempre di più i pellegrini che lo intraprendono al punto che il Santuario di Santiago sta diventando una delle grandi mete religiose.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Deambrogio si riposa all’ombra di un ulivo. &#34;Dopo quella mia esperienza quasi mistica in una chiesa di Roncisvalle&#34;, racconta &#34;ho continuato il viaggio in uno stato di grande serenità, meditando e pregando. E, cosa incredibile, i miei piedi, guarivano passo dopo passo. Era una meraviglia continua. Chilometro dopo chilometro, i piedi stavano sempre meglio&#34;" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/una-straordinaria-storia-di-fede-e-di-guarigione/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/una-straordinaria-storia-di-fede-e-di-guarigione/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" width="150" height="250" /></a></strong><strong>E tu volevi fare lo stesso nelle tue condizioni?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Sì. Mi davo del pazzo ma sentivo una forza irresistibile che mi spingeva a muovermi. Sottolineo che non c’era niente di devozionale nella mia decisione. Erano almeno trent’anni che non entravo in una chiesa e la mia vita era sempre stata abbastanza lontana dalla fede. Nonostante questo, sentivo che il “Cammino” mi stava chiamando.<br /> &#60;&#60;Quello stesso giorno ho caricato la mia auto e sono partito alla volta della cittadina di St. Jean Pied de Port, sui Pirenei, da dove parte ufficialmente il Cammino per Santiago. Il giorno dopo, ho messo i piedi sul sentiero. Sulle spalle avevo uno zaino di venti chili, un macigno se pensi che io ne peso sessanta. La prima tappa era di 25 chilometri in montagna. Ma solo dopo pochi metri, credevo di svenire dal dolore.&#62;&#62;</p> <p><strong>Come hai fatto allora?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ho stretto i denti. Camminavo adagio, mi fermavo in continuazione. Le fitte erano terribili, avevo paura che i tendini si rompessero. Vedevo gli altri pellegrini procedere spediti, li vedevo pregare. Mi chiedevo perché fossi lì ma l’unica risposta che sentivo in me era che dovevo proseguire. Ho impiegato dodici ore a fare quei 25 chilometri, fino a Roncisvalle, in Spagna. Una sofferenza inaudita. Entrato in città, sono subito andato alla struttura recettiva per i pellegrini. Mi sono buttato sul letto: ero distrutto dal dolore ai piedi e alla schiena. Qualcuno mi disse che quella sera era in programma la benedizione del pellegrino. Così, per curiosità, mi trascinai fino in chiesa. E lì, mi è accaduto qualcosa di meraviglioso.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Come ti ho detto, erano almeno trent’anni che non mettevo piede in chiesa. Eppure, la Messa mi colpì, mi emozionò moltissimo. Quando finì, aspettai che tutti fossero usciti e rimasi da solo. Allora mi avvicinai alla statua della Madonna. All’improvviso avvertii un forte calore. Mi avvolgeva completamente. Le gambe mi tremavano, non riuscivo a staccare gli occhi dalla statua. Volevo pregare ma non ricordavo le parole dell’A<strong><a title="Marco Deambrogio sotto l’insegna che indica il suo arrivo a Santiago. &#34;Il mio viaggio è durato 39 giorni&#34;, dice. &#34;E’ stata una esperienza che non dimenticò mai. Lungo il percorso ho conosciuto altri pellegrini, gente meravigliosa, ognuno con la sua storia di gioia o di dolore, e sono stati incontri che mi hanno arricchito.&#34;" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/una-straordinaria-storia-di-fede-e-di-guarigione/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/una-straordinaria-storia-di-fede-e-di-guarigione/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" width="150" height="250" /></a></strong>ve Maria. Allora ho iniziato a parlare come se avessi una persona di fronte a me. Parlai con la Vergine, le affidai la mia vita, quella dei miei cari. E subito sentii una voce, non so dire se dentro o fuori di me, che diceva: “Marco, stai tranquillo. Ci sono io vicino a te, ti accompagno fino alla fine.&#62;&#62; Sono scoppiato in lacrime e quando sono uscito dalla chiesa, ero un uomo diverso.&#62;&#62;</p> <p><strong>Hai continuato il cammino?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Certo. Ma in un modo tutto nuovo. Lo facevo pregando. E, cosa incredibile,  i miei piedi, guarivano passo dopo passo. Era una meraviglia continua. Chilometro dopo chilometro, i piedi stavano sempre meglio. Mi facevano male solo se mi fermavo. Non potevo restare fermo, dovevo proseguire e solo allora il dolore spariva. Ho fatto tutto il Cammino in uno stato di grande serenità, meditando, immerso nella preghiera. Ottocento chilometri in 39 giorni. Ho conosciuto gente meravigliosa lungo la via, altri pellegrini ognuno con la sua storia di gioia o di dolore e sono stati incontri che mi hanno arricchito.&#62;&#62;</p> <p><strong><a title="Un’immagine della cattedrale di Santiago, uno dei massimi santuari cattolici del mondo. Secondo la tradizione, nella cripta della chiesa gotica si conservano le reliquie mortali dell’apostolo Santiago (San Giacomo), patrono della Spagna. Le strade francesi e spagnole che compongono l'itinerario per arrivare a Santiago de Compostela, sono state dichiarate dell’UNESCO Patrimonio dell’Umanità." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/una-straordinaria-storia-di-fede-e-di-guarigione/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/una-straordinaria-storia-di-fede-e-di-guarigione/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="5" /></a></strong><strong>E adesso?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Adesso il vecchio Marco, tutto teso e solitario, non esiste più. Ho ritrovato la fede e mi sento benissimo. Tutte le domeniche vado in chiesa con mia madre. Sono stato a Medjugorie. Ma rimango un viaggiatore e così ho in progetto di andare in pellegrinaggio a Gerusalemme in automobile, sul percorso che facevano un tempo i pellegrini detti “palmieri”. Stavo per partire qualche mese fa ma i disordini in Siria mi hanno fermato. Non appena sarà possibile, mi metterò in viaggio. Poi, a piedi andrò a Roma sulla famosa via Francigena. Così avrò compiuto i tre percorsi che ho chiamato le “tre Vie della Vita”. E sto anche scrivendo un libro. Alle mie principali  avventure di viaggio ho sempre dedicato un libro, raccontando quanto mi è capitato. Sono libri-diario. Ho scritto &#8220;Il giro del mondo in moto&#8221; e &#8220;Destinazione Afghanistan&#8221;. Il prossimo, nel quale racconterò il viaggio a Santiago, il viaggio a Gerusalemme e il viaggio a Roma, si intitolerà “Le tre vie della vita”&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/s/?_encoding=UTF8&#38;x=0&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;y=0&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=Marco%20Deambrogio&#38;url=search-alias%3Daps" target="_blank"><strong>I libri di Marco Deambrogio su AMAZON.IT</strong></a></p> <div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5840"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/23f21563/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Il+viaggio+a+Santiago+mi+ha+cambiato+la+vita&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D583" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Il+viaggio+a+Santiago+mi+ha+cambiato+la+vita&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D583" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/145606027163/u/49/f/612175/c/33864/s/23f21563/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/145606027163/u/49/f/612175/c/33864/s/23f21563/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/145606027163/u/49/f/612175/c/33864/s/23f21563/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>1</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=583</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>La vita sconosciuta di Albino Luciani</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=579</link><description>Intervista a Marco Roncalli, autore della prima, completa, biografia critica di Giovanni Paolo I, del quale in questi mesi ricorrono il 34° anniversario della sua elezione a Pontefice,  quello della morte,  e il centenario della nascita Di Renzo Allegri Acquista il libro su AMAZON.IT &amp;#8211; IBS.IT Agosto, settembre e ottobre, sono tre mesi che portano [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2369ecb5/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=La+vita+sconosciuta+di+Albino+Luciani&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D579" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+vita+sconosciuta+di+Albino+Luciani&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D579" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/144540399690/u/49/f/612175/c/33864/s/2369ecb5/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/144540399690/u/49/f/612175/c/33864/s/2369ecb5/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/144540399690/u/49/f/612175/c/33864/s/2369ecb5/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Fri, 14 Sep 2012 08:18:20 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=579#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=579</guid><content:encoded><![CDATA[<p><a title="Marco Roncalli, autore della biografia di Giovanni Paolo I pubblicata dalle Edizioni San Paolo. Bergamasco, 53 anni, pronipote di Papa Giovanni XXIII (al quale, nel 2006, ha dedicato un volume di 800 pagine), Marco Roncalli è uno dei maggiori esperti di storia della Chiesa contemporanea. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="" /></a>Intervista a Marco Roncalli, autore della prima, completa, biografia critica di Giovanni Paolo I, del quale in questi mesi ricorrono il 34° anniversario della sua elezione a Pontefice,  quello della morte,  e il centenario della nascita</p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri</strong></span></p> <p><strong>Acquista il libro su <a href="https://www.amazon.it/dp/8821573206/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8821573206&#38;adid=02XN57S1ZPVEHM9QDH7J&#38;" target="_blank">AMAZON.IT</a> &#8211; <a href="http://www.ibs.it/code/9788821573200/roncalli-marco/giovanni-paolo-i-albino.html?shop=2214" target="_blank">IBS.IT</a></strong></p> <p style="text-align: justify;">Agosto, settembre e ottobre, sono tre mesi che portano importanti ricordi legati alla vita di Albino Luciani, cioè Papa Giovanni Paolo I. Il 26 agosto, ricorreva il trentaquattresimo della sua elezione al soglio pontificio;   il 28 settembre si ricorda la  sua improvvisa morte; il 17 ottobre, i cent’anni della sua nascita.</p> <p style="text-align: justify;">Per queste ricorrenze, e soprattutto per il centenario della nascita, sono in corso innumerevoli iniziative cattoliche, in Italia e all’estero.  La casa editrice San Paolo ha pubblicato una voluminosa biografia, 730 pagine, scritta da Marco Roncall , storiografo e saggista, che è la prima, completa biografia critica di Giovanni Paolo I.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-579"></span></p> <p style="text-align: justify;">Albino Luciani  apparteneva a una famiglia poverissima di Canale d’Agordo, in provincia di Belluno, ai piedi delle Dolomiti.  Fin da bambino, e anche da sacerdote e da vescovo, fu sempre una persona timida e riservata.   Nessuno  avrebbe potuto immaginare che a 66 anni sarebbe diventato Papa.</p> <p style="text-align: justify;">Un Papa che ebbe uno sconcertante destino: quello di restare sulla cattedra di San Pietro per soli 33 giorni, e morire all’improvviso, in circostanze misteriose, che hanno dato origine a voci, dicerie e supposizioni  di un omicidio perpetrato nella notte da qualche eminente personalità del Vaticano. Un giallo, sul quale sono stati scritti libri e girati anche dei film, ma che, pur essendo una vicenda drammatica e fosca, mai completamente chiarita, non ha fatto dimenticare alla gente il sorriso gioioso di quel papa,  passato alla storia come “Il Papa del sorriso” e come una persona di luminosa santità.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Copertina della biografia di Giovanni Paolo I , pubblicata dalle Edizioni San Paolo in occasione del centenario della sua nascitae. Si tratta di un grosso volume di 730 pagine, scritto da Marco Roncalli, ed è la prima biografia critica dedicata a questo Papa. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>&#60;&#60;Quella di Giovanni Paolo I resta una figura fasciata di mistero: quando stai per raggiungerla, ti sfugge&#62;&#62;, scrisse  Jean Guitton, il celeberrimo filosofo cattolico francese.  Ma con questo giudizio non è d’accordo Marco Roncalli:  &#60;&#60;Il giallo della scomparsa di Papa Luciani&#62;&#62;, afferma  &#60;&#60; ha polarizzato, in modo morboso e per lungo tempo,  l’attenzione degli studiosi e dei mezzi di comunicazione impedendo una ricerca serena, ampia e oggettiva. Ma quel giallo ormai ha perso il suo sinistro richiamo.   Ora, finalmente,  l’attenzione può concentrarsi sulla vita “vera e concreta”, di Albino Luciani, e viene a galla la personalità di un grande e autentico cristiano, la cui fede è stata l’anima che ha giustificato sempre tutte le sue azioni&#62;&#62;.</p> <p>Bergamasco, 53 anni,  pronipote di Papa Giovanni XXIII (al quale, nel 2006, ha dedicato un volume di 800 pagine),  Marco Roncalli è uno dei maggiori esperti di storia della Chiesa contemporanea. Dotato di una profonda e vasta cultura, si è affermato  come un ricercatore di  straordinario valore, e soprattutto un illuminato e saggio interprete dei documenti che raccoglie.</p> <p style="text-align: justify;">Alla biografia di Giovanni Paolo I, Roncalli  ha dedicato 5 anni di viaggi, di interminabili giornate trascorse in biblioteche,  in emeroteche, a colloquio con persone che hanno conosciuto bene Luciani, che hanno lavorato con lui. Ma le cose più importanti e inedite le ha scovate negli archivi, compresi quelli inaccessibili e segreti, che, grazie alla sua fama di  studioso,  per lui si sono aperti. Ha così portato a casa  una montagna di materiale preziosissimo, dal quale ha ricavato il poderoso, ma bellissimo volume pubblicato dalle Edizioni San Paolo, che è pieno di notizie, vicende, informazioni sorprendenti e inedite, che dimostrano come quello che bonariamente viene chiamato il “Papa del sorriso”, era un  uomo dalla personalità decisa, granitica, fedele servo della Chiesa, duro e irremovibile difensore dei principi, ma tenero e affettuoso con le persone, soprattutto con i meno fortunati. Un  ecclesiastico totalmente evangelico, del quale è giustamente in corso il processo di beatificazione.</p> <p style="text-align: justify;"><strong> A Marco Roncalli abbiamo chiesto di parlarci di Papa Luciani e soprattutto di raccontarci le cose nuove e inedite che ha trovato in questi cinque anni di ricerche.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Quando ho iniziato a lavorare a questo progetto&#62;&#62;, dice Marco Roncalli &#60;&#60;mi sono trovato di fronte a un fatto singolare: un papa che aveva regnato soltanto 33 giorni, un tempo brevissimo per aver potuto fare cose importanti, ma che aveva egualmente lasciato nei credenti un fascino straordinario.  La sua attività di Pontefice non giustificava quel fascino,  bisognava perciò cercarne la causa altrove. Cioè nella vita di Albino Luciani precedente alla elezione a pontefice.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Un compito difficile, perchè l’ampia letteratura fiorita su di lui dopo la  morte, riguardava  soprattutto il giallo della scomparsa, In realtà, la vita vera  di Albino Luciani era tutta da scoprire e da studiare. E, tenendo conto che lui fu sempre un tipo timido, riservato, geloso della propria privacy,  ho dovuto affrontare un lavoro di ricerca massacrante. Ma ho avuto la fortuna e la gioia di  scoprire un uomo di uno spessore  spirituale incredibile&#62;&#62;.</p> <p><strong><a title="Albino Luciani, alla sua prima apparizione in pubblico da Papa. Quando, subito dopo l’elezione, gli chiesero che nome avrebbe voluto da Papa, scelse quello dei due Pontefici che lo avevano preceduto. Alla domanda rituale rispose. “Mi chiamerò Giampaolo I”. Ma i cardinali gli fecero notare che quel nome, “Giampaolo”, era di tipo troppo “familiare” per un Papa, e così si adattò a cambiarlo in quello di “Giovanni Paolo I”." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>Chi erano i genitori di Albino Luciani?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Albino era il primogenito di  Giovanni Luciani e Bortola Tancon, una coppia molto povera e molto provata dalla vita. Giovanni, 40 anni, vedovo, aveva avuto, dal primo matrimonio, cinque figli: tre maschi, morti piccoli, e due femmine sordomute, affidate a parenti.  A 11 anni aveva iniziato a emigrare per lavoro ed era stato in vari paesi dell’Europa e anche in America. Le difficoltà e le sofferenze avevano indurito il suo cuore: militava nel partito socialista e aveva dimenticato la fede dei suoi padri.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Bortola, 31 anni, aveva trascorso anche lei parte della sua esistenza lontana da casa per lavorare. Conobbe Giovanni a Venezia, dove faceva la cameriera, e si sposarono nel 1911. Bortola era molto credente, praticante, pia, e con la sua bontà riuscì anche a far tornare il marito alla pratica religiosa&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Perché al loro primogenito diedero il nome insolito di Albino?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Giovanni aveva dato quel nome anche ai tre maschi avuti dal primo matrimonio e morti  subito dopo la nascita perchè Albino era il nome di un suo compagno di emigrazione, morto giovane in un incidente in cantiere. Quel nome gli ricordava i sacrifici terribili che aveva affrontato in giro per il mondo. Dopo Albino, la coppia ebbe altre tre figli, ma solo due sopravvissero&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa si sa di Albino Luciani bambino?</strong></p> <p><a title="Albino Luciani all’età di 11 anni. Nato a Canale d’Agordo, in provincia di Belluno, ai piedi delle dolomiti, apparteneva a una famiglia poverissima. Suo padre, Giovanni, aveva lasciato la famiglia per andare in cerca di lavoro a 11, e per tutta la vita fu emigrante in vari Paesi dell’Europa e anche in America." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>&#60;&#60;Fin dall’infanzia dovette affrontare situazioni di vita difficili, che lasciarono nel suo animo segni profondi. Crebbe, praticamente, senza padre. Già nel 1913, quando Albino aveva un anno, suo padre era in Argentina. Rientrò per la guerra 1915-1918, e poi ripartì. Fu la madre a crescere e ad educare il figlio e a trasmettergli i valori cristiani.  “La mamma è stata la mia prima maestra di catechismo”, ricordava Luciani.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Gli anni della guerra furono particolarmente duri, in quella zona del Veneto. Il fratello di Albino, Edoardo, ricordava: “C’erano solo erba e le radici delle piante da bollire… Ogni tanto un pezzo di pane fatto di crusca e di segatura degli alberi….”. Albino, gracile per costituzione, portò per tutta la vita le conseguenze di quegli anni di miseria. Lui stesso raccontava di essere stato  in sanatorio, otto volte ricoverato in ospedale e di aver subito quattro interventi chirurgici&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Che tipo di scuola aveva seguito?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Le elementari al suo paese natale, e poi era entrato in seminario. A scuola era bravo. Amava leggere e il parroco e altri sacerdoti  lo aiutarono prestandogli dei libri. Aveva una grande facilità di scrittura. Si conserva una preghiera che scrisse in quarta elementare e che è importante perché rivela il suo stile chiaro e concreto, che lo caratterizzerà poi da adulto. “Signore, tu che sai tutto e che puoi tutto, aiutami a vivere. Io sono ancora un ragazzo, non ho studi, sono povero, ma desidero conoscerti. Adesso non so veramente chi sei e non so se ti voglio bene, mi piace il Pater noster, mi piace tanto l’Ave Maria, prego per i miei morti e per i miei cari. Aiutami a capire.. Sono il tuo Albino. Amen”&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Quando decise di diventare sacerdote?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La vocazione sbocciò spontanea, quando era ancora bambino. Sembra che desiderasse diventare frate francescano, o gesuita. Ma il parroco consigliò il Seminario, dove avrebbe potuto studiare e valutare, in età più matura, se proseguire per il sacerdozio.  A 11 anni entrò nel seminario di Feltre. Da vescovo scriverà: “Quando ci si chiama fra noi uomini, la chiamata è chiarissima… Quando chiama Dio, la cosa è diversa; niente di scritto o di forte o di evidentissimo: un sussurro lieve, un “sottovoce, un “pianissimo” che sfiora l’anima”&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>In pratica visse sempre lontano dal mondo reale.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ma sempre attento a ciò che accadeva nel mondo reale. Anche in seminario arrivavano, attraverso i professori, le idee politiche, religiose, culturali che si dibattevano in quegli anni. Albino  Luciani era una spugna. Ascoltava, pensava, elaborava. E soprattutto leggeva. Non solo libri di carattere religioso, ma soprattutto libri di letteratura, che non sempre erano reperibili in Seminario e non erano neppure ben visti. Se aveva qualche soldo, li comperava, ordinandoli direttamente dall’editore, altrimenti se li faceva prestare. Durante gli anni soprattutto del liceo,  lesse libri di Molière, Verne, Walter Scott, Mark Twain, Dikens,  Dovstoievskij, Tolstoi, Puskin, Camus, Silone, Peguy, Bernaons, Claudel, Pascal, Erasmo, Montaigne, Chesterton, Goethe, Petrarca, Eliot, Trilussa, Goldoni, Papini, Freud, Darwin, Haine, Nietzsche, Max, Lenin eccetera.  Durante i mesi estivi, si dedicò a mettere in ordine l’antica biblioteca parrocchiale del suo paese i cui libri stavano ammucchiati nella soffitta della canonica. Compilò le schede di oltre 1200 volumi, indicando di ognuno l’autore, il titolo, il luogo e la data di edizione, seguiti da una breve sintesi del contenuto e un sintetico giudizio, realizzando un volumetto manoscritto di 100 pagine che ancora si conserva.&#62;&#62;</p> <p><strong> <a title="Papa Luciani con il cardinale Karol Wojtyla. Erano molto amici. Durante i suoi viaggi dalla Polonia a Roma, Karol Wojtyla si fermava spesso a Venezia per incontrare Albino Luciani che era Patriarca della diocesi veneta. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>Aveva quindi una straordinaria cultura anche profana</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Certamente. E’ difficile ritenere che possa aver trovato tutti quei libri in Seminario. Ma nella sua sfrenata passione per la lettura, cercava ovunque, e quella passione sfrenata provocò una pericolosa crisi interiore che mise in serio pericolo la sua vocazione. Ad  aiutarlo a superare quel difficile momento fu un frate cappuccino,  san Leopoldo Mandic,  che per un certo periodo confessava in quel seminario. I consigli di quel santo furono provvidenziali per il giovane Luciani e da allora egli portò, per tutta la vita, una foto di padre Leopoldo, nel portafoglio, accanto a quella della madre.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il giovane Luciani non si interessava solo di letteratura, ma anche di cinema, di arte, di giornalismo. Amava scrivere e dirigeva anche un giornalino, dimostrando fin da allora quelle qualità di chiarezza, di sintesi, che contraddistinsero poi i suoi libri&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>E dopo il Seminario?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Venne ordinato sacerdote a 23 anni. Per due anni lavorò in parrocchia come aiutante del parroco, svolgendo “quell’apostolato spicciolo tra la gente che mi piaceva tanto”. E poi tornò di nuovo in Seminario, come insegnante e come vicedirettore. Altri dieci anni di Seminario, dal 1937 al 1947. Sono gli anni della Seconda Guerra Mondiale. Anni difficili, drammatici, soprattutto per l’Italia, Egli li visse intensamente, impegnandosi in attività anche fuori del Seminario. Riuscì, in quegli anni, anche a conseguire una laurea, “summa cum laude”, in teologia, alla Gregoriana di Roma. Ma studiava soprattutto  gli eventi che stavano accadendo nel mondo, la vita degli uomini che erano fuori dal Seminario, per i quali egli stava preparando le guide spirituali del futuro.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Poi, nel 1947,  arrivò la stagione dell’agire. In un momento difficile per la sua salute, perché, proprio in quel periodo aveva problemi  gravi e fu ricoverato in sanatorio. Ma la stima dei suoi superiori era grande e fu egualmente nominato provicario della diocesi, poi vicario generale e, nel 1958, vescovo di Vittorio Veneto.  Prese, come motto del suo stemma vescovile, la parola  “Humilitas”, spiegando: “Io sono la pura e povera polvere; su questa polvere il Signore ha scritto la dignità episcopale dell’illustre diocesi di Vittorio Veneto”. Non ebbe mai grande considerazione di se stesso. Scrisse:   “Alcuni vescovi assomigliano ad aquile, che planano con documenti magistrali ad alto livello; io appartengo alla categoria dei poveri scriccioli che, nell’ultimo ramo dell’albero ecclesiale, squittiscono”&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Nel 1962 iniziò il Concilio Vaticano II. Luciani era già vescovo, come lo visse?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Con grandissimo entusiasmo, ma nel nascondimento. Non si conoscono suoi interventi diretti, ma fu sempre presente a tutte le sezioni. Guardava a quell’evento con stupore. Ne parlava esprimendosi con un linguaggio sportivo, paragonandolo a  una “partita straordinaria”, dove giocano “oltre 2000 vescovi, e “arbitro è il Papa”.  Ma quell’evento ebbe un significato enorme per lui. Scrisse: “Il Concilio mi ha obbligato a farmi ancora studente e a convertirmi anche mentalmente”. Dopo il Concilio, la sua azione pastorale ebbe un’impennata di iniziative nuove, forti, che molti giudicarono, a volte, addirittura rivoluzionarie&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>In che senso?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Erano anni di cambiamenti,  di progresso anche economico e nella vita dei cristiani si affacciavano molti problemi nuovi.  Luciani si dimostra un vero pastore, che rifiuta di farsi incasellare nei soliti stereotipi di “conservatore”  o di “progressista”.  Fermo, quanto a dottrina e principi, ma pieno di comprensione per la fragilità umana, vicino ai problemi reali delle famiglie.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Uno dei problemi più scottanti in quegli anni, e lo è ancora oggi, riguarda il controllo delle nascite. La contraccezione era ed è proibita dalla Chiesa. Ma sono molte le coppie credenti che, avendo già dei figli e, per ragioni varie e anche gravi, non possono averne altri,  ricorrono alla contraccezione vivendo in stato di peccato. Luciani soffriva per questa situazione. In varie discussioni espresse parole che dimostravano una sua prudente ma precisa apertura. Ipotizzava e auspicava un’evoluzione della dottrina cattolica su questo problema. Poi, però, arrivò l’enciclica di Paolo VI “Humanae vitae” che ribadiva la condanna della contraccezione e si adeguò. Era un innovatore, ma sempre pronto a obbedire alla Chiesa.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Era aperto anche al problema delle “coppie di fatto”. Scrisse: “Tutelata una volta la famiglia legittima e fatto ad essa un posto d’onore, non sarà possibile riconoscere, con tutte le cautele del caso, qualche “effetto civile” alle “unioni di fatto”?”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Già allora erano in crescita nel nostro Paese le presenze di emigrati appartenenti a varie religioni. E lui guardava con il cuore di un padre anche a quelle persone. Scrisse: “Qualche vescovo si è spaventato: ma allora, domani vengono i buddisti e fanno la loro propaganda?… Oppure: ci sono quattromila musulmani a Roma: hanno diritto di costruirsi una moschea? Non c’è niente da dire: bisogna lasciarli fare”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Comprensivo, disponibile, aperto, ma anche inamovibile quanto a rigore dottrinale e disciplina. Ha ribadito sempre l’inconciliabilità tra cristianesimo e marxismo.  Ha condannato gli abusi di quanti rischiavano di far diventare il Concilio “un’arma per disobbedire, un pretesto per  legittimare tutte le ‘stramberie’ che passano per la testa”. Fu sempre duro con i movimenti cattolici del dissenso. A Venezia, da cardinale, quando gli studenti universitari della FUCI si schierarono per il no alla abrogazione della legge sul divorzio, sciolse l’associazione. Proibì tassativamente ai gruppuscoli uniti da nostalgie preconciliari di celebrare la Messa in latino.  Affermava: “Non esigiamo – situati a destra – che la Chiesa conservi oggi, in un mondo profondamente cambiato, tali e quali gli atteggiamenti e i riti, che andavano bene nel medioevo… Viceversa cerchiamo di non essere – situati a sinistra – troppo audaci e di non compromettere l’unità della fede e della Chiesa”.</p> <p><strong><a title="Monsignor Giorgio Lise, vice postilatore della causa di beatificazione di Papa Luciani. Laureato in Diritto Canonico, Avvocato Rotale, Giudice del Tribunale Ecclesiastico Triveneto, è Direttore del Centro &#34;Papa Luciani&#34; di Santa Giustina Bellunese." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/postulatore.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/la-vita-sconosciuta-di-albino-luciani/thumbs/thumbs_postulatore.jpg" alt="postulatore" /></a>Se Luciani avesse avuto un pontificato lungo, quali cambiamenti, secondo te, avrebbe realizzato all’interno della Chiesa?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Durante i 33 giorni del suo pontificato ha continuato a comportarsi nella semplicità più assoluta, come aveva sempre fatto. Quando, subito dopo l’elezione, i cardinali gli chiesero che nome avrebbe voluto da Papa, scelse quello dei due Pontefici che lo avevano preceduto, per indicare che voleva mettersi nella scia della continuità. Alla domanda rituale rispose. “Mi chiamerò Giampaolo I”. Ma i cardinali gli fecero notare che quel nome, “Giampaolo”, era di tipo troppo “familiare” per un Papa, e così si adattò a cambiarlo in quello  solenne di “Giovanni Paolo I” . Le sue prime parole ai cardinali furono: “Cosa avete fatto? Dio vi perdoni”. Nei vari discorsi dei suoi  33 giorni di  pontificato, continuò a richiamarsi alla essenzialità del  messaggio evangelico, con sottolineature alla povertà  e al retto uso della proprietà.  Aveva per davvero metabolizzato la “Popolorum progressio” di Paolo VI e avrebbe certamente sistemato un po&#8217; la questione delle ricchezze vaticane, promuovendo una Chiesa più solidale con i poveri e una maggior comunione e condivisione ai vertici.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Fu il primo papa a chiedere di poter parlare alla folla al primo affacciarsi dalla loggia di San Pietro, impedito dall’allora maestro delle cerimonie Virgilio Noè;  che rifiutò  l’incoronazione,  la tiara, come Paolo VI,  e la sedia gestatoria, sulla quale qualche volta lo obbligarono nelle udienze generali.. Per parlare con spontaneità, accantonava i testi ufficiali,  allarmando ambienti della curia romana e della diplomazia.  Per dare lezioni di umanità, nelle udienze  chiamava  i bambini a dialogare con lui come ai tempi di Vittorio Veneto e di Venezia. Quei 33 giorni bastarono per creare un imprevedibile cambiamento di clima nella Chiesa, e, bandendo ogni forma di retorica,  indicare con parole e gesti, la bellezza del cristianesimo. Se avesse avuto un pontificato lungo, avrebbe certamente lasciato un segno forte e inconfondibile&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong> Qual è la tua opinione sul giallo della morte di Papa Luciani?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Dai documenti che ho esaminato, sono certo che la morte sia avvenuta per cause naturali. Certo al cento per cento. Ci sono state però tante ipocrisie: la prima a trovare morto il Papa nella sua camera da letto, fu la suora che gli portava il caffè,  cioè una donna, cosa che parve disdicevole, per cui si cominciarono a raccontare frottole, ad aggiustare la verità, a emettere pasticciati comunicati stampa, e nacque una confusione che, insieme ad altri dettagli e inopportune dichiarazioni, alimentò l’ipotesi del complotto e dell’avvelenamento&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Acquista il libro su <a href="https://www.amazon.it/dp/8821573206/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8821573206&#38;adid=02XN57S1ZPVEHM9QDH7J&#38;" target="_blank">AMAZON.IT</a> &#8211; <a href="http://www.ibs.it/code/9788821573200/roncalli-marco/giovanni-paolo-i-albino.html?shop=2214" target="_blank">IBS.IT</a></strong></p> <div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5800"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/2369ecb5/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=La+vita+sconosciuta+di+Albino+Luciani&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D579" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+vita+sconosciuta+di+Albino+Luciani&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D579" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/144540399690/u/49/f/612175/c/33864/s/2369ecb5/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/144540399690/u/49/f/612175/c/33864/s/2369ecb5/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/144540399690/u/49/f/612175/c/33864/s/2369ecb5/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>1</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=579</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Fratel Ettore, il “gigante della carità”</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=568</link><description>Con una straordinari iniziativa teatrale alla quale hanno collaborato la Compagnia delle Marionette dei Colla e il giovane  regista e drammaturgo Emanuele Fant Il Meeting di Rimini rende omaggio A Fratel Ettore, il “gigante della carità” Di Renzo Allegri Cerca Fratel Ettore su AMAZON.IT Fratel Ettore, il celebre religioso camilliano, che ha speso la vita  [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/22815402/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Fratel+Ettore%2C+il+%E2%80%9Cgigante+della+carit%C3%A0%E2%80%9D&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D568" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Fratel+Ettore%2C+il+%E2%80%9Cgigante+della+carit%C3%A0%E2%80%9D&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D568" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/139792212516/u/49/f/612175/c/33864/s/22815402/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/139792212516/u/49/f/612175/c/33864/s/22815402/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/139792212516/u/49/f/612175/c/33864/s/22815402/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Sat, 18 Aug 2012 17:03:29 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=568#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=568</guid><content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><em><a title="Fratel Ettore Boschini (1928-2004), religioso camilliano, che ha dedicato tutta la sua vita ai “più poveri tra i poveri”. Aveva un cuore così grande che non resisteva di fronte a nessuna sofferenza e spesso raccoglieva dalla strada anche cagnolini abbandonati. Il cardinale Martini, che lo conobbe quando era arcivescovo di Milano, lo ha definito “un gigante della carità”. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>Con una straordinari iniziativa teatrale alla quale hanno collaborato la Compagnia delle Marionette dei Colla e il giovane  regista e drammaturgo Emanuele Fant</em></span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><strong>Il Meeting di Rimini rende omaggio A Fratel Ettore, il “gigante della carità”</strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="font-size: small;">Di Renzo Allegri</span></strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=fratel%20ettore&#38;url=search-alias%3Daps" target="_blank"><strong>Cerca Fratel Ettore su AMAZON.IT</strong></a></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Fratel Ettore, il celebre religioso camilliano, che ha speso la vita  per i “più poveri dei poveri”, sarà commemorato al Meeting di Rimini con uno singolare spettacolo di marionette, realizzato degli ospiti della sua opera, gli “ultimi tra gli ultimi”, che, sotto la supervisione dei grandi professionisti della Compagnia Colla, sono diventati a loro volta degli artisti.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Fratel Ettore è morto il 20 agosto di otto anni  fa. Ha trascorso quasi tutta la sua esistenza terrena a Milano, dove ha fondato l’opera “Casa Betania, per aiutare barboni, tossicodipendenti, alcolisti, senzatetto, disperati, vagabondi, malati terminali senza nessuno al mondo: chiunque avesse bisogno di un pezzo di pane, di un rifugio o di conforto umano, in Fratel Ettore trovava un aiuto sicuro. Il cardinale Martini lo aveva definito “gigante della carità”; Giovanni Paolo II gli voleva bene,  Madre Teresa di Calcutta  fece un viaggio apposito a Milano per poterlo conoscere, e il cardinale Tettamanzi volle celebrare personalmente i suoi funerali.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-568"></span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><a title="Suor Teresa Martino, attuale direttrice dell’Opera di Fratel Ettore, con un gruppo dei suoi ospiti. Ex attrice, ha voluto fondare all’interno dell’opera un teatro dove i suoi poveri organizzano spettacoli. Con l’aiuto dei tecnici della Compagnia delle Marionette Colla, hanno ora realizzato uno spettacolo di marionette, “Ettore dei poveri” che racconta la vita di Fratel Ettore." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a></span><span style="font-size: small;">Il “Meeting per l’amicizia tra i popoli”, organizzato da Comunione e Liberazione, che, con il titolo “La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito”, svolge in questi giorni la sua XXXIII edizione,  ha voluto rendere omaggio a questo grande apostolo della carità del nostro tempo.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">L’opera di Fratel Ettore è viva più che mai, non solo a Milano, ma anche in altre sedi in giro per l’Italia. Ora è guidata da una donna, Suor Teresa Martino,  che fu collaboratrice di Fratel Ettore. Na</span><span style="font-size: small;">ta in una famiglia della ricca borghesia toscana, cresciuta senza alcuna educaz</span><span style="font-size: small;">ione religiosa, Teresa da giovane si era dedicata al teatro. Diplomatasi all’Accademia romana “Silvio D’Amico”, ha debuttato nella</span><span style="font-size: small;"> compagnia di Paolo Stoppa e Rina Morelli, ha recitato poi con grandi attori in teatro, alla radio, alla televisione.  Ma un giorno ha incontrato Fratel Ettore che ha “rivoluzionato” la sua vita. Teresa Martino ha lasciato tutto per assistere “gli ultimi” nell’opera di Fratel Ettore.  E alla morte del religioso ne ha preso il posto per continuarne la  sua missione.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">&#60;&#60;Fratel Ettore&#62;&#62;, dice Suor Teresa &#60;&#60;raccoglieva dalla strada coloro che, per varie ragioni, non avevano più alcuna speranza, e donava loro dignità offrendo un luogo dove vivere e poter sentirsi di nuovo delle persone. Io, in ricordo della mia passione per il teatro, ho voluto tentare di aggiungere, per queste persone, anche una certa “professionalità artistica”. E sembra che l’iniziativa stia portando buoni frutti&#62;&#62;.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><a title="Una scena dello spettacolo di marionette che racconta la vita di Fratel Ettore. Lo spettacolo, presentato in anteprima al XXXIII Meeting di Rimini, il 23 e il 24 agosto, il prossimo anno andrà in tournée con la celebre Compagnia delle Marionette di Carlo Colla e figli." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a></span><span style="font-size: small;"><strong>&#60;&#60;In che consiste questa sua iniziativa?</strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">&#60;&#60;Un giorno dissi a Fratel Ettore che mi sarebbe piaciuto realizzare un teatro con i suoi poveri. Sorridendo, mi rispose: “Tanto, qui da noi è già tutto una commedia”. Ma l’idea gli piacque. Il teatro è, secondo me, un posto dove le persone che, per varie ragioni, hanno toccato il fondo della disperazione e si sentono sconfitte dalla vita,  sul tipo di quelle che sono ospitate nei nostri rifugi di “Casa Betania,  possono sperimentarsi, imparare, magari ritrovare fiducia in loro stesse e avere delle soddisfazioni. Fratel Ettore diceva che tra i poveri si trovano tutti i generi teatrali: dal grottesco al tragico, dalla commedia al dramma.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">&#60;&#60;Quell’idea non l’ho mai abbandonata e, poco a poco, sono riuscita a concretizzarla. Nei sotterranei della nostra sede, qui a Seveso, vi è un salone grandissimo, e lo abbiamo fatto diventare un teatro. Si chiama “Teatro della Misericordia”. Alcuni amici ci hanno aiutato ad arredarlo come si conviene, in particolare la compagnia di Gluaco Mauri e Roberto Sturno. Abbiamo già allestito degli spettacoli, coinvolgendo anche attori professionisti che ci sono vicini e fanno volontariato con i poveri. E i nostri assistiti, cioè i più poveri dei poveri, si impegnano ad esprimere il loro talento comunicativo e, in questo modo, possono sentirsi anche loro importanti.</span></p> <p><a title="La marionetta che rappresenta Fratel Ettore. E’ stata scolpita, insieme a tutte la altre figure dello spettacolo, da Franco Citterio, l’artista che prepara le marionette e le scene della Compagnia Colla. Dopo due anni di addestramento da parte dei tecnici della compagnia Colla, i “poveri” di Fratel Ettore si sono dimostrati ottimi artisti." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a><span style="font-size: small;">&#60;&#60;Ultimamente, abbiamo allargato questa nostra “attività” teatrale, aggiungendo un settore nuovo, con il quale debuttiamo proprio al Meeting di Rimini il 23 e il 24 agosto&#62;&#62;.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><strong>Di che si tratta?</strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">&#60;&#60;Per rendere omaggio al nostro fondatore, Fratel Ettore, abbiamo allestito uno spettacolo di marionette che racconta i primi tempi della sua attività per i poveri.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">&#60;&#60;Questa nuova iniziativa  è nata due anni fa. Sempre cercando nuove forme per ricordare e commemorare Fratel Ettore, mi sono per caso imbattuta nella celebre Compagnia marionettistica Carlo Colla e Figli, che portava un suo spettacolo al teatro di Saronno. Questa compagnia vanta 300 anni di storia, è la più antica compagnia di teatro d’Europa. Ho pensato subito che lo strumento del teatro delle marionette, così umile, artigianale, pieno di poesia e di colore, poteva essere molto adatto  per raccontare le gesta di Frat</span><span style="font-size: small;">el Ettore e dei suoi amici. Telefonai ai Colla, ma mentre lo facevo dicevo a tra me: “&#8221;Chissà se capiranno i nostri desideri. Pazienza, tutt&#8217;al più si negheranno&#8230;&#8221;. Invece, nacque una immediata intesa con Eugenio Monti Colla, ultimo erede della celebre famiglia, e i suoi artisti. Fummo invitati a vedere un loro spettacolo e tutti ne restammo affascinati, dai bambini dei nostri Volontari fin al più anziano dei nostri Ospiti. I Colla capirono subito lo spirito del nostro lavoro e risposero con una generosità meravigliosa. In questi due anni ci hanno seguito in contin</span><span style="font-size: small;"><a title="Abdul ed Emilio, due dei manovratori delle marionette dello spettacolo “Ettore dei poveri” al lavoro. Regista dello spettacolo è un giovane drammaturgo milanese, Emanuele Fant, che da ragazzino, quando era uno scout, andava a fare volontariato nell’opera di Fratel Ettore." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="5" /></a></span><span style="font-size: small;">uazione. Ora andavamo noi da loro ora venivano loro da noi. Ci hanno aiutati a costruire un teatrino in legno, un teatrino proprio professionale. Franco Citterio, della Compagnia Colla, ha scolpito le nostre marionette. I suoi colleghi hanno addestrato una compagnia di artisti, costituita da alcuni dei nostri ospiti, che hanno rivelato dell</span><span style="font-size: small;">e doti artistiche straordinarie.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">&#60;&#60;Ai Colla si è aggiunto anche un altro giovane </span><span style="font-size: small;">artista,  Emanuele Fant, scrittore, drammaturgo, regista,  uno straordinario poliedrico talento.  Conosce bene Fratel Ettore, perché, da piccolo scout, veniva qui, a Casa Betania, a fare volontariato. Poi, grandicello,  è tornato per un percorso di preghiera e di servizio ai poveri. Ora, aiutandoci con  la sua esperienza professionale, è stato strumento della Provvidenza per rendere possibile questo progetto di apostolato e di valorizzazione dei nostri Poveri.</span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;">&#60;&#60;Lo spettacolo è pronto. Personaggi di questo spettacolo, che  racconta i primi tempi dell’opera, sono Fratel Ettore, Sabatino ed Enrica: suoi primi collaboratori entrambi morti in concetto di santità. Di Sabatino, già Servo di Dio e con il processo diocesano di beatificazione già in corso, quest&#8217;anno ricorre il trentesimo dalla morte. La nostra compagnia di artisti è costituita da Viorel, Abdul, Vittoria, Emilio, Vittorio, Romeo e due super papà: il papà di Emanuele Fant, Nando, e il papà di sorella Ester, Domenico. </span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><a title="La tomba dove è sepolto Fratel Ettore. Si trova all’ingresso di Casa Betania, la sede principale dell’opera, che si trova a Seveso, in provincia di Milano. Da tutti coloro che l’hanno conosciuto, Fratel Ettore è considerato un santo e tra non molto sarà iniziato il processo per la sua beatificazione." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/6.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meeting-rimini-2012/thumbs/thumbs_6.jpg" alt="6" /></a>Abbiamo già fatto la prova generale. Il risultato sembra ottimo.  Eugenio Molti Colla, che durante questi anni di lavoro non ci ha fatto mancare i preziosi consigli, ci ha dato un incredibile incoraggiamento: &#8220;Siete più bravi di tante compagnie che si dicono professioniste! Il vostro spettacolo è bellissimo, non mi sarei mai aspettato questi risultati!&#8221;.   Piero Corbella, amministratore ed organizzatore della Compagnia Colla, ci ha messo nel cartellone di una loro rassegna, così che il 3 maggio 2013 debutteremo anche a Milano nel loro teatro. La nostra soddisfazione è alle stelle. Speriamo che a Rimini tutto vada per il meglio&#62;&#62;.</span></p> <div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5690"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/22815402/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Fratel+Ettore%2C+il+%E2%80%9Cgigante+della+carit%C3%A0%E2%80%9D&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D568" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Fratel+Ettore%2C+il+%E2%80%9Cgigante+della+carit%C3%A0%E2%80%9D&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D568" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/139792212516/u/49/f/612175/c/33864/s/22815402/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/139792212516/u/49/f/612175/c/33864/s/22815402/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/139792212516/u/49/f/612175/c/33864/s/22815402/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=568</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Intervista al professor Francesco D’Andria</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=560</link><description>Autore, con la sua equipe di  ricercatori, di una delle più clamorose scoperte archeologiche del nostro tempo “COSI’ ABBIAMO TROVATO LA TOMBA DELL’APOSTOLO SAN FILIPPO” Di Renzo Allegri Foto dell’Archivio della Missione Archeologica Italiana Libri del Professor D&amp;#8217;Auria su AMAZON.IT Durante l’estate scorsa, a Hierapolis, in Frigia,  è stata trovata la tomba di San Filippo [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/209e29cb/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Intervista+al+professor+Francesco+D%E2%80%99Andria&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D560" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Intervista+al+professor+Francesco+D%E2%80%99Andria&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D560" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/137744321798/u/49/f/612175/c/33864/s/209e29cb/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/137744321798/u/49/f/612175/c/33864/s/209e29cb/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/137744321798/u/49/f/612175/c/33864/s/209e29cb/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Fri, 22 Jun 2012 15:08:25 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=560#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=560</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Francesco D’Andria, direttore della missione archeologia italiana a Hierapolis, che ha scoperto la tomba dell’apostolo San Filippo. Docente all’Università del Salento in archeologia, il professor D’Andria è anche direttore della “Scuola di Specializzazione in Archeologia” presente a Lecce nell’ambito di quella Università." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/1-dandria.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/thumbs/thumbs_1-dandria.jpg" alt="1-dandria" /></a>Autore, con la sua equipe di  ricercatori, di una delle più clamorose scoperte archeologiche del nostro tempo</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>“COSI’ ABBIAMO TROVATO LA TOMBA DELL’APOSTOLO SAN FILIPPO”</strong></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Foto dell’Archivio della Missione Archeologica Italiana</strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Francesco%20D%27Andria" target="_blank"><strong>Libri del Professor D&#8217;Auria su AMAZON.IT</strong></a></p> <p style="text-align: justify;">Durante l’estate scorsa, a Hierapolis, in Frigia,  è stata trovata la tomba di San Filippo apostolo. Una straordinaria scoperta archeologica, che ha interessato ed entusiasmato gli studiosi di tutto il mondo. Ed è una scoperta italiana in quanto, fin dal 1957, su concessione del Ministero della cultura della Turchia, in quella zona opera una “missione archeologica” italiana. Ora, gli archeologi italiani sono di nuovo al lavoro in quel luogo e si attendono nuovi interessanti scoperte.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-560"></span></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il valore di questo ritrovamento è indubbiamente di altissimo livello&#62;&#62;, dice il professor Francesco D’Andria, direttore della missione archeologica che ha compiuto la scoperta.  &#60;&#60;Non solo per quanto riguarda la tomba dell’apostolo ma soprattutto perché  intorno a quella tomba abbiamo individuato un nuovo grande complesso archeologico che si estende per l’intera collina orientale di Hierapolis. Ora le nostre ricerche si orienteranno ad approfondire ciò che abbiamo già individuato&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Pugliese, classe 1943, laureato all’Università Cattolica di Milano in Lettere classiche  e specializzatosi poi in Archeologia, il professor D’Andria è docente di archeologia all’Università del Salento-Lecce e direttore della “Scuola di Specializzazione in Archeologia” presente nell’ambito di quella Università.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Un primo piano della tomba dopo essere liberta dai detriti che la ricoprivano. &#34;Sulla facciata della tomba, intorno all’entrata&#34;, dice il professor D’Andria &#34;si vedono dei fori di chiodi che certamente servivano per sostenere una chiusura metallica applicata. Inoltre, vi sono degli incassi ricavati sul pavimento che fanno pensare a una ulteriore porta in legno: tutti accorgimenti che indicano come in quella tomba vi era un tesoro inestimabile, cioè il corpo dell’apostolo&#34;" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/8-facciata-tomba-san-filippo.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/thumbs/thumbs_8-facciata-tomba-san-filippo.jpg" alt="8-facciata-tomba-san-filippo" /></a>&#60;&#60;Il complesso che l’estate scorsa abbiamo individuato è straordinario. Comprende  due chiese, una grande strada processionale, gradinate in travertino, cortiletti, cappellette, fontane, una serie di vasche termali per la purificazione, alloggi per i pellegrini. Tutto questo dimostra come San Filippo, a Hierapolis, nei primi secoli della storia cristiana,  godeva di una grandissima popolarità e il culto a lui attribuito era massimo. &#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Da oltre trent’anni, il professor D’Andria lavora a Hierapolis, alla ricerca della tomba dell’apostolo, e dal 2000 è direttore di quella missione scientifica. Al professore D’Andria abbiamo chiesto di parlarci di San Filippo e della eccezionale scoperta che con la sue equipe di ricercatori  ha portato alla luce.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Notizie storiche su San Filippo ce ne sono poche&#62;&#62;, dice il professor Francesco D’Andria. &#60;&#60;Dai Vangeli si ricava che era originario di Betsaida, sul Lago di Genezaret. Apparteneva quindi a una famiglia di pescatori. Giovanni è l’unico dei quattro evangelisti che lo cita diverse volte. Al capitolo primo del suo Vangelo,  racconta come Filippo sia entrato nel gruppo degli apostoli fin dall’inizio della vita pubblica di Gesù, chiamato direttamente dal Maestro. In ordine di chiamata, Filippo occupa il quinto posto dopo  Giacomo, Giovanni, Andrea e Pietro. Al capitolo sesto, quando narra  il miracolo della moltiplicazione dei pani, Giovanni riferisce che, prima di compiere il prodigio, Gesù si rivolge a Filippo chiedendogli come si potesse dar da mangiare a tutta quella gente e Filippo gli rispose che 200 denari non sarebbero stati sufficienti neppure per dare  a ciascuno un pezzo di pane. E al capitolo 12, sempre Giovanni riferisce che dopo l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme, alcuni greci volevano parlare con il Maestro e si rivolsero a Filippo. E durante l’ultima cena, quando Gesù parla del Padre (“Se conoscete me, conoscerete anche il Padre”), Filippo gli dice: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”.. Dagli “Atti degli Apostoli” sappiamo che Filippo era presente con gli altri al momento dell’Ascensione di Gesù al cielo e il giorno di Pentecoste quando si verificò la discesa dello Spirito Santo. Le informazioni scritte si fermano a quel giorno. Tutto il resto proviene dalla tradizione&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="La chiesa di San Filippo alla fine dei lavori nell’estate dello scorso anno. &#34;Si tratta di una chiesa costruita nel V secolo&#34;, dice il professor D’Andria. &#34;Costruita proprio “intorno” a quella tomba romana pagana, per proteggerla, perché quella tomba era evidentemente importantissima&#34; " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/7-a-fine-lavori-chiesa.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/thumbs/thumbs_7-a-fine-lavori-chiesa.jpg" alt="7-a-fine-lavori-chiesa" /></a>E che cosa dice  la tradizione?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Dopo la morte di Gesù, gli apostoli si dispersero in giro per il mondo per diffondere il Messaggio evangelico. E secondo la tradizione e antichi documenti scritti dei Santi Padri, Filippo svolse la sua missione  in Scizia, nella Lidia, e, negli ultimi anni della sua vita, a Hierapolis, in Frigia. Policrate, che verso la fine del secondo secolo era vescovo di Efeso, in una lettera scritta a Papa Vittore I, ricorda i personaggi importanti della propria Chiesa, tra cui gli apostoli Filippo e Giovanni. Di Filippo dice: “Fu uno dei dodici apostoli e morì a Hierapolis, come due delle sue figlie  che invecchiarono nella virginità…. Altra sua figlia… fu sepolta in Efeso”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere  che queste informazioni di Policrate  siano assolutamente attendibili. La Lettera, che risale a circa il 190 dopo Cristo,  cento anni dopo la morte di Filippo, è un documento fondamentale per i rapporti tra la Chiesa Latina e la Chiesa Greca.  Riguarda la disputa sulla data della celebrazione della Pasqua. E in quella lettera, Policrate, che era il patriarca della Chiesa Greca,. rivendica la nobiltà delle origini della Chiesa nell’Asia affermando che, come a Roma ci sono i trofei (i resti mortali) di Pietro e Paolo, nell’Asia ci sono le tombe degli apostoli Filippo e Giovanni. Inoltre, da quella lettera veniamo a sapere che Filippo trascorse gli ultimi anni della sua vita a Hierapolis, con due delle sue tre figlie, che certamente lo aiutavano nella sua opera di evangelizzatore.  Eusebio da Cesarea, nella sua “Storia Ecclesiastica”, riferisce che Papia, che fu vescovo di Hierapolis all’inizio del terzo secolo, conobbe le figlie di Filippo e da esse apprese particolari importanti riguardanti la vita dell’apostolo, tra i quali anche il racconto di un miracolo strepitoso: la risurrezione di un morto&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Si sa come e quando l’apostolo Filippo morì?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La maggior parte degli  antichi documenti affermano che Filippo morì a Hierapolis,  nell’anno 80 dopo Cristo, quando aveva circa 85 anni. Morì martire  per la sua fede, crocifisso a testa in giù come San Pietro. Venne quindi sepolto a Hierapolis. Nell’antica necropoli di quella città fu trovata una iscrizione che accenna a una chiesa dedicata a San Filippo. In una data non precisata, il corpo di Filippo venne portato a Costantinopoli per sottrarlo al pericolo di profanazione da parte dei barbari. E nel sesto secolo, sotto Papa Pelagio I, trasferito a Roma e sepolto, insieme all’apostolo Giacomo, in una chiesa appositamente edificata per loro. La Chiesa, che si chiamava “Dei santi Giacomo e Filippo”, di stile bizantino, nel 1500 venne trasformata in una magnifica chiesa rinascimentale  che è quella attuale che si chiama “Dei santi apostoli&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Veduta della navata centrale della chiesa di San Filippo, all’inizi dei lavori di scavo. Sulla destra si vede la tomba romana. &#34;Constatando che si trovava al centro della chiesa&#34;, spiega il professor D’Andria &#34;abbiamo subito pensato che quella poteva essere la tomba dove era stato messo il corpo di San Filippo dopo la morte&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/6-veduta-navata-centrale-durante-i-lavori.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/thumbs/thumbs_6-veduta-navata-centrale-durante-i-lavori.jpg" alt="6-veduta-navata-centrale-durante-i-lavori" /></a>Quando sono iniziate le ricerche dalla tomba di Filippo a Hierapolis?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nel 1957, per merito del professor Paolo Verzone, che era docente di ingegneria al Politecnico di Torino e grande appassionato di ricerche archeologiche. Tra le Repubbliche italiana e turca venne allora stipulato un accordo che permetteva a una nostra  equipe di archeologi di fare delle ricerche a Hierapolis. E il professor Verzone è stato il primo direttore di quella missione. Cominciò subito naturalmente a cercare la tomba dell’apostolo Filippo. Concentrò gli scavi in un monumento che era già in parte visibile e conosciuto come la chiesa di San Filippo, e portò alla luce una straordinaria chiesa ottagonale. Un autentico capolavoro della architettura bizantina del Quinto secolo, con archi meravigliosi in travertino. Questa chiesa era inglobata in un ampio quadrato, sul quale sorgevano le stanze che ospitavano i pellegrini e dove c’erano anche dei cortiletti triangolari, delle cappellette a sette lati. Tutto era giocato su una particolare simbologia dei numeri: il numero otto che,  secondo Sant’Ambrogio e Sant’Agostino, è il simbolo dell’eternità; il numero quattro, che richiama i quattro evangelisti; il tre, che è simbolo della Trinità e il sette, tipico numero di valenza simbolica ebraico-cristiana. Tutto questo insieme di costruzioni , eseguite con tanta cura e ricercatezza, faceva pensare che quella era una grande chiesa di pellegrinaggio, un santuario molto importante, e il professor Verzone lo aveva identificato come il “Martyrion”,  cioè la chiesa martiriale di San Filippo e quindi pensava che fosse stata costruita sulla tomba del santo.  Fece perciò eseguire vari scavi nella zona dell’altare maggiore, ma non trovò mai niente che facesse pensare alla tomba.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Io stesso pensavo che la tomba si trovasse nella zona di quella chiesa, ma nel 2000, quando diventai direttore della missione archeologica italiana di Hierapolis,  cambiai opinione&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Perché?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Tutti gli scavi compiuti in tanti anni non avevano dato alcun risultato. Feci ancora delle  indagini anche attraverso delle “prospezioni” geofisiche, cioè delle particolari esplorazioni del sottosuolo, e non ottenendo niente mi convinsi che bisognava cercare altrove. Sempre nella zona, ma in altra direzione&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Immagine di alcune vasche, trovate accanto alla tomba di San Filippo. &#34;Come abbiamo potuto ricostruire anche da altri dettagli&#34;, spiega il professor D’Andria &#34;quelle erano vasche d’acqua per immersione individuali, che certamente servivano per le guarigioni. I pellegrini ammalati, dopo aver venerato la tomba, venivano immersi in quelle vasche, proprio come si fa a Lourdes&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/5-vasche-per-immersione-rituale.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/thumbs/thumbs_5-vasche-per-immersione-rituale.jpg" alt="5-vasche-per-immersione-rituale" /></a>E dove diresse le sue ricerche?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;I miei collaboratori ed io abbiamo studiato attentamente una serie di foto satellitari della zona, e le ricognizioni di un gruppo di bravi topografi del CNR-IBAM diretti da  Giuseppe Scardozzi,  e abbiamo capito che il Martyrion, la chiesa ottagonale, era il “centro” di un complesso devozionale ampio e articolato. Abbiamo identificato una grande strada processionale che portava i pellegrini  dalla città fino alla chiesa ottagonale, cioè il Martyrion  in cima alla collina; i resti di un ponte che permetteva ai pellegrini di oltrepassare una valle dove scorreva un torrente; abbiamo visto che ai piedi della collina partiva una  “gradonata” in travertino, cioè una scalinata costituita da ampi scalini in pendenza, che portava alla sommità.  All’inizio della “gradonata”, abbiamo identificato un  altro  edificio ottagonale, che non si vedeva in superficie, ma solo delle foto satellitari.  Abbiamo scavato  intorno a quell’edificio e ci siamo resi conto che era un complesso termale:  i pellegrini che arrivavano a Hierapolis per rendere omaggio al corpo di San Filippo, prima di raggiungere il “Martyrion” sulla collina, dovevano purificarsi. Anche per ragioni igieniche perché i viaggi che affrontavano erano  massacranti.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Questa è stata una scoperta illuminante che ci ha fatto capire che l’intera collina era adibita a un percorso di pellegrinaggio con varie tappe. Continuando i nostri scavi, abbiamo trovato un’altra scalinata che arrivava direttamente all’Martyrion, e  sullo spiazzo, accanto al Martyrion,  c’era una fontana dove i pellegrini facevano altre abluzioni con l’acqua, e lì vicino, un piccolo pianoro, proprio di fronte al Martyrion,  dove si vedevano delle tracce di edifici. Il professor Verzone non aveva osato affrontare uno scavo in quella zona perché era un’immane cumulo di pietre. Nel 2010 abbiamo iniziato a fare un po’ di polizia e sono venuti alla luce elementi di estrema importanza&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Tipo?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Un architrave di marmo di un ciborio con un monogramma sul quale si leggeva il nome di Teodosio. Io ho pensato che fosse il nome dell’imperatore e quindi quell’architrave permetteva la datazione della chiesa martiriale tra il IV e il V secolo. Poi, piano piano abbiamo trovato tracce di un’abside. Scavando e pulendo, è venuta alla luce la pianta di una grande chiesa. Mentre il Martyrion era a pianta ottagonale, questa era a pianta basilicale, con tre navate. Chiesa stupenda, con capitelli in marmo, raffinate decorazioni, croci, transenne traforate, fregi, tralci vegetali, palme stilizzate all’interno di nicchie e un pavimento centrale realizzato a intarsi marmorei con motivi geometrici a colori: tutto riferibile al quinto secolo, cioè l’età dell’altra chiesa, il Martyrion. Però, al centro di questa meravigliosa costruzione che ci entusiasmava e ci commuoveva, c’era un qualche cosa di sconcertante che ci teneva con il fiato sospeso&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Ed era?</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Il professor Francesco D’Andria accanto alla tomba di San Filippo all’inizio dei lavori di scavo. &#34;Come si vede, si tratta di una tipica tomba romana risalente al primo secolo dopo Cristo&#34;, dice il professor D’Andria. &#34;La sua presenza poteva, in un certo senso, essere giustificata dal fatto che in quella zona, prima che i cristiani costruissero il santuario protobizantino, vi era una necropoli romana. E subito dopo la morte, l’apostolo venne sepolto in quella tomba romana&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/4-tomba-prima-dello-scavo.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/thumbs/thumbs_4-tomba-prima-dello-scavo.jpg" alt="4-tomba-prima-dello-scavo" /></a></strong>&#60;&#60;Una tipica tomba romana risalente al primo secolo dopo Cristo. La sua presenza poteva, in un certo senso, essere giustificata dal fatto che in quella zona, prima che i cristiani costruissero il santuario protobizantino, vi era una necropoli romana. Ma esaminando bene  la sua posizione, abbiamo constatato che quella tomba romana si trovava al centro della chiesa. Quindi, la chiesa, nel V secolo, era stata costruita proprio “intorno” a quella tomba romana pagana, per proteggerla, perché quella tomba era evidentemente importantissima. E abbiamo subito pensato che forse quella poteva essere la tomba dove era stato messo il corpo di San Filippo dopo la morte&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>E avete trovato conferme a questa supposizione?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Certamente. Nell’estate del 2011 abbiamo affrontato uno scavo in estensione nella zona di quella chiesa con il coordinamento di Piera Caggia, ricercatrice archeologa dell’IBAM-CNR,  e sono emersi elementi straordinari che hanno pienamente confermato le nostre supposizioni. La tomba era inglobata in una struttura  sulla quale vi è una piattaforma raggiungibile attraverso una scala di marmo. I  pellegrini, entrando dal nartece, il vestibolo esterno alla chiesa, salivano nella parte superiore della tomba,  dove vi era un luogo per la preghiera e scendevano dal lato opposto. E abbiamo visto che le superfici marmoree dei gradini di quelle scale marmoree sono completamente consunti dal passaggio di migliaia e migliaia di persone. Quindi, la tomba riceveva un tributo straordinario di venerazione.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Sulla facciata della tomba, intorno all’entrata, si vedono dei fori di chiodi che certamente servivano per sostenere una chiusura metallica applicata. Inoltre, vi sono degli incassi ricavati sul pavimento che fanno pensare  a una ulteriore porta in legno: tutti accorgimenti che indicano come in quella tomba vi era un tesoro inestimabile, cioè il corpo dell’apostolo.</p> <p style="text-align: justify;">E sulla facciata, sui muri ci sono numerosi graffiti con croci che hanno in qualche modo sacralizzato la tomba pagana.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Scavando accanto alla tomba, abbiamo trovato delle vasche d’acqua per immersione individuali,  che certamente servivano per le guarigioni. I pellegrini ammalati, dopo aver venerato la tomba, venivano immersi in quelle vasche, proprio come  si fa a Lourdes.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ma la conferma principale, direi matematica, che  attesta senza ombra di dubbi che quella costruzione è veramente la tomba di San Filippo, viene da un piccolo oggetto che si trova in un museo di Richmond negli Stati Uniti. Un oggetto sul quale ci sono delle immagini che prima d’ora non si riusciva a decifrare pienamente, mentre ora hanno un significato solare&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong> <a title="La collina di San Filippo con le terme ottagonali, la chiesa di San Filippo, contenente la tomba del santo, e il Martyrion, in una ricostruzione fatta dall’archeologo Massimo Limoncelli. &#34;Si tratta di un grande complesso archeologico&#34;, dice il professor D’Andria &#34;e tutto questo dimostra come San Filippo, a Hierapolis, nei primi secoli della storia cristiana, godeva di una grandissima popolarità e il culto a lui attribuito era massimo&#34;" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/9-ricostruzione-si-massimo-simoncelli.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/intervista-al-professor-francesco-dandria/thumbs/thumbs_9-ricostruzione-si-massimo-simoncelli.jpg" alt="9-ricostruzione-si-massimo-simoncelli" /></a>Di che oggetto si tratta?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ un sigillo in bronzo di circa dieci centimetri di diametro, che serviva per autenticare il “pane di San Filippo” da distribuire ai pellegrini. Sono state  trovate delle icone che rappresentano San Filippo con in mano un grosso pane. C’era anche allora il pane di San Filippo, come oggi c’è ancora il pane di Sant’Antonio. E quel pane, per distinguerlo dal pane comune, veniva marchiato con un sigillo in modo che i pellegrini sapessero che si trattava di un pane speciale, da conservare con devozione.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Come ho detto, su quel sigillo ci sono delle immagini. Vi è la figura di un santo con il mantello del pellegrino e una inscrizione che dice “San Filippo”. Sul bordo, scorre il “trisaghion” in greco: antica frase di lode a Dio:  “Agios o Theos, agios ischyros, agios athanatos, eleison imas” (Santo Dio, Santo forte, Santo immortale, abbi pietà di noi). Tutti gli specialisti di storia bizantina che conoscono quel sigillo hanno sempre detto che proveniva da Hierapolis.  Ma la cosa più straordinaria, sta nel fatto che la figura del santo è rappresentata tra due edifici: quello alla sinistra, è coperto da una cupola, e si capisce che rappresenta il “Martyrion” ottagonale;  quello alla destra del santo, ha un tetto a due spioventi come il tetto della chiesa a tre navate che ora noi abbiamo scoperto. Tutti e due gli edifici sono alla sommità di una scalinata. Sembra proprio che si tratti di una “fotografia” del complesso esistente allora intorno alla tomba di San Filippo. Una fotografia scattata nel secolo VI. Inoltre, la chiesa con il tetto spiovente,  nell’immagine del sigillo ha un elemento emblematico:  una lampada appesa all’ingresso, tipico segno che serviva a indicare il sepolcro di un santo. Quindi, già in quel sigillo si indica che la tomba si trovava nella chiesa basilicale e non nel Martyrion”&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Tutte queste scoperte voi le avete fatte la scorsa estate?.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Le abbiamo fatte tra il 2010 e il 2011. Soprattutto il 2011 è stato l’anno delle più grandi emozioni per noi: abbiamo scoperto la seconda chiesa e la tomba di Filippo. Abbiamo cioè concluso un lavoro iniziato 55 anni fa. La notizia ha fatto il giro del mondo.  Ed ha richiamato a Hierapolis studiosi e curiosi. Tra gli altri, alla fine dell’agosto scorso, cioè subito dopo che era stata data in modo ufficiale la notizia della scoperta, sono arrivati  cento cinesi, numerosi coreani e giornalisti di varie nazionalità.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il 24 novembre scorso, io ho avuto l’onore di presentare la scoperta  presso la Pontificia accademia  archeologica di Roma davanti a studiosi e rappresentanti del Vaticano.  Anche il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo, primate della Chiesa ortodossa, ha voluto ricevermi per avere i dettagli della scoperta, e il 14 novembre, festa di san Filippo per la Chiesa Ortodossa,  ha voluto celebrare la Messa proprio sulla tomba ritrovata a Hierapolis. Ed io ero presente, emozionato come non mi era mai capitato, anche perché i canti della liturgia greca risuonavano dopo più di mille anni tra le rovine della chiesa&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Ed ora?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ora riprendiamo le ricerche e attendiamo che nei prossimi mesi  estivi il sito archeologico ci regali molte altre sorprese&#62;&#62;.</p> <ul> <li><a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?page_id=480&#38;album=all&#38;gallery=intervista-al-professor-francesco-dandria" target="_blank"><strong>Tutte le foto di quest&#8217;articolo cliccando qui</strong></a></li> <li><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Francesco%20D%27Andria" target="_blank"><strong>Libri del Professor D&#8217;Auria su AMAZON.IT</strong></a></li> </ul> <div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5610"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/209e29cb/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Intervista+al+professor+Francesco+D%E2%80%99Andria&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D560" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Intervista+al+professor+Francesco+D%E2%80%99Andria&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D560" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/137744321798/u/49/f/612175/c/33864/s/209e29cb/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/137744321798/u/49/f/612175/c/33864/s/209e29cb/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/137744321798/u/49/f/612175/c/33864/s/209e29cb/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=560</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Per Verona con Andrea Battistoni</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=551</link><description>A passeggio per Verona con Andrea Battistoni, il giovane direttore d’orchestra che affascina e incanta. IO, LA MUSICA, MICHELANGELO E CIAIKOVSKIJ di Roberto Allegri &amp;#8211; Foto di Nicola Allegri Acquista il libro di Andrea Battistoni: Rilegato &amp;#8211; Ebook Lo sto aspettando in piazza Bra, a Verona, davanti all’Arena. Guardo l’orologio ma non è necessario perché [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ec141f9/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Per+Verona+con+Andrea+Battistoni&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D551" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Per+Verona+con+Andrea+Battistoni&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D551" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/132733258858/u/49/f/612175/c/33864/s/1ec141f9/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/132733258858/u/49/f/612175/c/33864/s/1ec141f9/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/132733258858/u/49/f/612175/c/33864/s/1ec141f9/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Nicola Allegri</category><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Thu, 26 Apr 2012 09:33:03 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=551#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=551</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Copertina del libro scritto da Andrea Battistoni e pubblicato da Rizzoli. E’ un libro affascinante, dove il giovane direttore, con uno stile fresco e moderno, spiega come la musica classica “non è musica per vecchi”, Il libro ha già avuto due edizioni in un solo mese." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/6.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/thumbs/thumbs_6.jpg" alt="6" /></a>A passeggio per Verona con Andrea Battistoni, il giovane direttore d’orchestra che affascina e incanta.</p> <p><strong>IO, LA MUSICA, MICHELANGELO E CIAIKOVSKIJ</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>di Roberto Allegri &#8211; Foto di Nicola Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><strong>Acquista il libro di Andrea Battistoni: <a href="https://www.amazon.it/dp/8817056219/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8817056219&#38;adid=05ZB9ZE4V1521D72QY57&#38;" target="_blank">Rilegato</a> &#8211; <a href="https://www.amazon.it/dp/B007CYL420/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=B007CYL420&#38;adid=1WTE661HSXHE57MW62PA&#38;" target="_blank">Ebook</a></strong></p> <p style="text-align: justify;">Lo sto aspettando in piazza Bra, a Verona, davanti all’Arena. Guardo l’orologio ma non è necessario perché mi hanno detto che è sempre puntuale. E infatti, eccolo che arriva.</p> <p style="text-align: justify;">Andrea Battistoni veste di nero, porta i capelli arruffati e una sciarpa rossa al collo. Mi viene incontro camminando tra la gente di via Mazzini, turisti e veronesi, con la borsa a tracolla. Sembra uno studente universitario. Invece è il direttore d’orchestra del momento.</p> <p style="text-align: justify;">Il 23 marzo scorso, Battistoni ha diretto alla Scala “Le nozze di Figaro”. Si tratta del suo debutto nel prestigioso teatro milanese, un debutto che ha anche il sapore di un record. Con i suoi 24 anni, Andrea Battistoni risulta infatti essere il più giovane direttore d’orchestra che sia mai salito sul podio della Scala nei suoi 235 anni di storia. E il sei maggio torna alla Scala per un concerto con la Filarmonica.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-551"></span></p> <p style="text-align: justify;">Verona è la sua città. Qui è nato e qui ha iniziato i suoi studi. All’ombra, verrebbe da dire, di quella celebre Arena che è sede di una delle stagioni liriche  estive più famose e affascinanti. All’Arena Battistoni ha imparato ad amare le opere liriche. All’Arena ha fatto il suo debutto nel giugno 2011 con “Il barbiere di Siviglia” e tornerà sul podio dell’Arena anche quest’anno, in agosto, con “Turandot”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Andrea Battistoni, 24 anni. E’ già uno dei grandi direttori d’orchestra in campo internazionale. Nato a Negrar, in provincia di Verona, ha studiato nel Conservatorio della sua città, poi in Germania e infine a San Pietroburgo, in Russia, dove, nel 2008, ha fatto il suo debutto come direttore d’orchestra." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>A vederselo davanti, sembra davvero uno studente che passeggia per la città, godendosi il sole. Ma ha già alle spalle  alcuni anni di intensa attività e di continui successi in Italia e all’estero. Un autentico fenomeno del podio che è stato definito “il nuovo Toscanini”. Non solo perché, quando dirige, richiama in maniera impressionante lo stile “fisico” del mitico direttore parmigiano, ma soprattutto perché la sua vita ha incredibili rassomiglianze con quella del giovane Toscanini.</p> <p style="text-align: justify;">Andrea Battistoni ha iniziato a studiare musica al Conservatorio a sette anni, come Toscanini. Ha sempre amato il violoncello, proprio come il giovane Toscanini, e si è diplomato in questo strumento a diciotto anni, esattamente come Toscanini. Insieme agli studi del violoncello, Battistoni ha intrapreso quelli di direzione d’orchestra, seguendo corsi di specializzazione in Italia, in Germania e in Russia. Ha debuttato sul podio a San Pietroburgo nel 2008, a ventun anni. Toscanini al debutto ne aveva diciannove. E come Toscanini, Battistoni dirige a memoria, senza leggere lo spartito ma guardando sempre in faccia gli orchestrali.</p> <p style="text-align: justify;">Un fenomeno? Un ragazzo prodigio? Il fatto è che Battistoni ha una preparazione eccezionale. Lo si nota, prima ancora di vederlo in azione, dal modo di parlare. Colto, pacato, gentile e preciso, con una competenza musicale che lascia ammirati. Viene in mente la parola “saggio”. Una saggezza che probabilmente non si sposa con la sua giovane età ma che è la diretta conseguenza di un mestiere, quello di direttore d’orchestra appunto, talmente delicato e difficile da trasformare radicalmente chi vi si dedica.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Dirigere un’opera è una responsabilità immensa&#62;&#62;, mi dice mentre camminiamo tra le vie della sua città. &#60;&#60;Una responsabilità che fa crescere in fretta. Però, non sono un “mostro”. Ci tengo a sfatare il mito dell’artista solitario e per forza disadattato. E’ vero, sono molto giovane e faccio il direttore d’orchestra ma sono un ragazzo come tanti. Adoro andare al cinema e mi piace il rock. Tanto è vero che suono il basso in una band.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Andrea Battistoni, sul podio durante un’esecuzione. Per grinta e stile, viene spesso paragonato al mitico Arturo Toscanini. Recentemente ha diretto alla Scala “Le nozze di Figaro” di Mozart ed è il più giovane direttore che mai sia salito sul podio del teatro milanese nei suoi 236 anni di storia." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="Fondazione Teatro Lirico G. Verdi" /></a>Si mette a ridere perché deve aver visto la mia espressione incuriosita. &#60;&#60;Sì, la musica rock mi fa impazzire&#62;&#62;, continua. &#60;&#60;La mia passione sono i <a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=ac%20dc&#38;url=search-alias%3Dpopular&#38;sprefix=ac%2Cpopular%2C284#/ref=nb_sb_ss_i_0_4?__mk_it_IT=ÅMÅZÕÑ" target="_blank"><strong>Deep Purple</strong></a> e gli <a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=ac%20dc&#38;url=search-alias%3Dpopular&#38;sprefix=ac%2Cpopular%2C284" target="_blank"><strong>AC-DC</strong></a>. Non c’è alcun motivo per cui uno che lavora con la musica classica non debba anche amare altri generi. Io non pongo limiti alla musica e sai perché? Perché qualsiasi genere può influenzare un artista. Esiste poi una percezione sbagliata dei compositori classici del passato. Spesso i giovani li considerano vecchi, dei polverosi parrucconi. Invece era gente divorata da un’urgenza espressiva incredibile. Proprio come le star del rock, se non di più.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;">E’ inevitabile chiedergli del paragone con Toscanini. &#60;&#60;E’ però un accostamento immenso&#62;&#62;, risponde subito. &#60;&#60;Non lo merito proprio. Toscanini resta pur sempre il mio preferito. Insieme a von Karajan. Loro due sono fonte di continua ispirazione per me. Toscanini, per l’enorme energia e precisione che riusciva ad ottenere dall’orchestra. Von Karajan invece per la bellezza di suono e l’intensità continua. La cosa straordinaria e molto appagante è che tutti i direttori d’orchestra, di qualsiasi epoca, sono in qualche modo simili tra loro. Siamo tutti dei “fossili” perché il nostro lavoro di oggi è uguale a quello che era un tempo. Il pubblico vede l’esibizione fisica, direi atletica, del direttore. Lo vede con la bacchetta in mano, ne segue i movimenti, il suo condurre gli orchestrali lungo la partitura musicale. Quello che però non è visibile è il grande lavoro che sta dietro. Ieri come cento anni fa, la vera fatica per un direttore è lo studio intenso dello spartito che viene prima del concerto o dell’opera. Il direttore è come un traduttore di un testo greco o latino. Deve saper trarre dalle note impresse sulla carta un senso da trasmettere al pubblico. E ci deve riuscire veicolando le emozioni insite nella musica, volute dal compositore, con le stesse sfumature. In più, ci sono le prove con l’orchestra e con i cantanti. E questo è davvero massacrante! Nelle prove, il direttore diventa realmente il cardine dell’esecuzione. E’ lui infatti che propone la linea interpretativa da condividere con gli artisti. Non ho dubbi a riguardo: la grande responsabilità del direttore ha il suo massimo durante le prove. La recita o il concerto che poi seguono, se tutto è stato fatto a puntino, diventano poi un piacere, per chi dirige. Il piacere della musica.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Si parla di me ma non sono l’unico direttore giovane nel panorama musicale&#62;&#62;, continua Battistoni. &#60;&#60;Questo è un momento molto favorevole per i giovani. Spesso l’attenzione si concentra solamente sulla crisi dei teatri, specie qui in Italia. E’ innegabile che ci sia ma si deve anche parlare d’altro. Soprattutto del fatto che è proprio in un periodo di crisi che i giovani, con preparazione, idee innovative nell’interpretazione della musica e capacità di sopportare l’immensa responsabilità del ruolo, possono emergere. I teatri sono sempre alla ricerca di “sangue giovane”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Andrea Battistoni sui gradini dell’Arena di Verona, il famoso anfiteatro romano sede della più spettacolare stagione lirica estiva del mondo. In questo anfiteatro, Battistoni ha imparato ad amare l’opera; qui, ha diretto lo scorso anno “Il barbiere di Siviglia”; e qui tornerà ad agosto per dirigere la “Turandot” di Puccini." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>&#60;&#60;Quando però un direttore giovane si trova di fronte all’esperienza di artisti e orchestrali più grandi di lui in età, allora può insorgere un po’ di soggezione. E’ inevitabile ma è anche un dato di fatto che va accettato. Il direttore giovane ha un unico mezzo a sua disposizione per conquistare la fiducia di artisti e orchestrali ed è l’estrema preparazione, l’unica cosa che può colmare la distanza. Se si ha un’idea molto chiara del brano che si deve interpretare e se si ha una conoscenza profonda della partitura, gli orchestrali e gli artisti se ne accorgono e ti rispettano. Di loro ho bisogno perché sono in una fase del mio cammino in cui sono molto aperto ai consigli e ai suggerimenti.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La preparazione è frutto di una pratica assidua, quotidiana. Ma è l’arte in generale ad avere bisogno di vissuto ogni giorno. Personalmente mi sento diverso ogni anno che passa perché l’arte è così, fa progredire in continuazione. E’ un lavoro di grande sottrazione, si deve togliere tutto quanto è superfluo. Si deve eliminare tutto quanto ci fa sentire a nostro agio ma che non serve alla musica. Togliere, togliere: come faceva Michelangelo che dal blocco di marmo grezzo tirava fuori una statua. L’ideale, per un artista, è arrivare alla fine del suo percorso non riconoscendosi più nella persona che aveva iniziato. Ma nello stesso tempo, con la certezza di poter ancora togliere pietra grezza e migliorare. E’ questo “segreto” che tiene in vita moltissimi artisti anche in età avanzatissima. Ci sono artisti che, magari a novant’anni, hanno ancora la voglia di mettersi davanti ad un’orchestra e cercare di capire qualcosa che prima era loro sfuggito.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ un lavoro assiduo e duro, lo ripeto. Si deve passare moltissimo tempo con lo spartito. Non lasciare passare mai più di un giorno senza guardarlo. Io lascio spesso aperte in giro per casa le partiture che sto studiando, in modo da averle sempre sotto gli occhi. Mi permette di cogliere l’essenza del brano, proprio come il compositore che l’ha creato aveva in mente. E poi ho un rapporto molto diretto con la partitura, diretto e forse poco reverenziale. Scrivo parecchio sullo spartito, segno, aggiungo, noto, evidenzio, metto appunti, cambiamenti, annoto suggerimenti: tutto con il fine di rendere la musica ancora più viva. Come ho detto prima, a volte la musica classica viene concepita come qualcosa di vecchio, di passato. Ma se stiamo ancora qui ad ostinarci nello studiarla, significa che ha una portata emozionale e di intensità che forse non ha paragoni, no?&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Andrea Battistoni all’interno del Conservatorio di Verona dove a otto anni iniziò a studiare musica. La sua prima passione fu per il violoncello, e solo dopo essersi diplomato in questo strumento ha studiato direzione d’orchestra." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>Gli chiedo di Ciaikovskij, un compositore del quale Battistoni parla ad ogni intervista che gli viene fatta.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ il mio compositore preferito&#62;&#62;, risponde. &#60;&#60;Sento con lui una particolare affinità. Pochi si sono messi a nudo con forza ed espressività come lui. Tutti i suoi lavori non sono composizioni ma diari di quello che provava. La “Patetica” che scrisse nel 1893 prima di morire lo considero il mio biglietto da visita, la musica in cui mi esprimo al meglio.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E non solo musica&#62;&#62;, dico a Battistoni. &#60;&#60;Hai scritto un magnifico libro “Non è musica per vecchi” pubblicato a Rizzoli, che ha avuto un successo immediato strepitoso, due edizioni in un solo mese&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Molti pensano che la musica classica sia musica del passato, musica di un tempo che fu, musica per vecchi&#62;&#62;, mi risponde deciso. &#60;&#60;E’ sbagliato. La musica “classica” è la musica immortale, che sta fuori del tempo, sopra il tempo,  che ha superato, vinto il tempo, perché esprime la bellezza allo stato puro, la vera bellezza di sempre. Ed ho voluto raccontarlo a tutti, scrivendo quel libro&#62;&#62;.</p> <p><strong><em>Roberto Allegri</em></strong></p> <ul> <li><strong>Acquista il libro di Andrea Battistoni: <a href="https://www.amazon.it/dp/8817056219/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8817056219&#38;adid=05ZB9ZE4V1521D72QY57&#38;" target="_blank">Rilegato</a> &#8211; <a href="https://www.amazon.it/dp/B007CYL420/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=B007CYL420&#38;adid=1WTE661HSXHE57MW62PA&#38;" target="_blank">Ebook</a></strong></li> </ul> <div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5520"></div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ec141f9/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Per+Verona+con+Andrea+Battistoni&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D551" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Per+Verona+con+Andrea+Battistoni&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D551" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/132733258858/u/49/f/612175/c/33864/s/1ec141f9/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/132733258858/u/49/f/612175/c/33864/s/1ec141f9/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/132733258858/u/49/f/612175/c/33864/s/1ec141f9/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=551</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>Buona Pasqua a tutti</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=547</link><description>Auguri a tutti voi di una serena e Felice Pasqua 2012. Che lal Serenità del Cristo risorto inondi i vostri cuori.&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1e2c244b/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Buona+Pasqua+a+tutti&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D547" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Buona+Pasqua+a+tutti&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D547" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Sat, 07 Apr 2012 07:31:03 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=547#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=547</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2012/04/auguri-pasqua-2012.jpg" rel="lightbox[547]"><img class="aligncenter wp-image-548" style="border: 0pt none;" title="auguri-pasqua-2012" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2012/04/auguri-pasqua-2012.jpg" alt="" width="500" /></a></p> <div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5480"></div><div itemprop="aggregateRating" itemscope itemtype="http://schema.org/AggregateRating"> <meta itemprop="worstRating" content="0" /> <meta itemprop="bestRating" content="5" /> <meta itemprop="ratingValue" content="5" /> <meta itemprop="ratingCount" content="1" /> </div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1e2c244b/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Buona+Pasqua+a+tutti&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D547" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Buona+Pasqua+a+tutti&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D547" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=547</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>San Giuseppe visto da vicino</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=542</link><description>Intervista a Padre Vittorino Grossi, celebre teologo e professore di Patrologia e di Patristica, che traccia del padre putativo di Gesù, un ritratto fuori dagli schemi tradizionali, ma fondato su studi rigorosi.. Di Renzo Allegri Cerca Padre Vittorino Grossi su AMAZON.IT &amp;#60;&amp;#60;Il più grande santo e il più potente intercessore che abbiamo in cielo, dopo [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d866f0c/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=San+Giuseppe+visto+da+vicino&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D542" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=San+Giuseppe+visto+da+vicino&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D542" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Sat, 17 Mar 2012 11:26:52 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=542#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=542</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Padre Vittorino Grossi, religioso agostiniano, intervistato in questo articolo. Teologo e scrittore, è direttore della rivista di studi patristici “Augustinianum”, membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, professore di Patrologia e Patristica alla Pontificia Università Lateranense e all’Istituto Patristico Augustinianum. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>Intervista a Padre Vittorino Grossi, celebre teologo e professore di Patrologia e di Patristica, che traccia del padre putativo di Gesù, un ritratto fuori dagli schemi tradizionali, ma fondato su studi rigorosi..</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri</strong></span></p> <p><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Vittorino%20Grossi" target="_blank"><strong>Cerca Padre Vittorino Grossi su AMAZON.IT</strong></a></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il più grande santo e il più potente intercessore che abbiamo in cielo, dopo la Vergine Maria, è San Giuseppe&#62;&#62;. Lo ha affermato Pio IX nel 1870 con il decreto della Sacra Congregazione dei riti “Quemadmodum Deus” proclamando San Giuseppe  patrono della Chiesa universale. E dopo di Pio IX, tutti i Pontefici hanno ribadito questa  concetto.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ giusto che sia così&#62;&#62;, commenta padre Vittorino Grossi, teologo e scrittore, direttore della rivista di studi patristici “Augustinianum”, membro del Pontificio comitato di Scienze storiche, professore di Patrologia e Patristica alla Pontificia Università Lateranense e all’Istituto Patristico Augustinianum. &#60;&#60;San Giuseppe fu sposo di Maria, la madre di Dio;  fu la persona scelta direttamente da Dio per la missione più straordinaria che si possa immaginare, essere  il padre legale del figlio stesso di Dio nella sua avventura terrena, quando, pur continuando ad essere Dio,  assunse la natura umana, diventando anche vero uomo.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-542"></span></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Duemila anni fa&#62;&#62;, prosegue  padre Vittorino  con un entusiasmo che palesa amore e ammirazione  &#60;&#60;San Giuseppe ha visto nascere Gesù, lo ha tenuto tra le braccia, gli ha dato un affetto immenso, ha  provveduto a difenderlo da chi lo voleva uccidere, ha seguito la sua crescita, ha lavorato per mantenerlo, gli ha insegnato le regole del vivere civile, i principi religiosi, è vissuto con lui e la Madonna formando una famiglia speciale, la “Sacra Famiglia”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ma pur avendo un incarico così eccezionale, Giuseppe è stato in vita sempre un uomo umile e riservato. Gli evangelisti parlano poco di lui. E anche nell’ambito della storia della devozione, il suo culto si è sviluppato lentamente. Bisogna arrivare alla fine del primo millennio della storia cristiana per trovare un importante  interesse devozionale e teologico per lui. Poi, nel secondo millennio, quell’interesse è andato via via crescendo. Importanti teologi, come San Tommaso d’Aquino, San Bonaventura, il Beato Giovanni Duns Scoto  con i loro scritti hanno approfondito ed evidenziato il ruolo di San Giuseppe  nell’ambito del mistero dell’Incarnazione.  San Bernardino da Siena,  nel quindicesimo secolo, fu un grande divulgatore del culto a San Giuseppe e nelle sue prediche sosteneva che era stato assunto in cielo come la sua sposa Maria. Santa Teresa d’Avila, nel  secolo sedicesimo, promosse la devozione a San Giuseppe in tutta la Spagna, e gli dedicò dodici monasteri da lei fondati.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Un’immagine di San Giuseppe con Gesù bambino. Secondo la trazione, Giuseppe è rappresentato vecchio &#34;In realtà&#34;, spiega padre Vittorino Grossi &#34;San Giuseppe, quando sposò la Vergine Maria era giovane: avrà avuto 16-17 anni, e Maria ne aveva circa 12-13, come era consuetudine allora. Ma San Giuseppe è sempre stato raffigurato vecchio per rendere meno difficile la comprensione di alcune verità dogmatiche, come la verginità di Maria, la divinità di Gesù uomo-Dio&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>&#60;&#60;Il più forte impulso, però, alla conoscenza teologica di San Giuseppe è venuto dai Pontefici negli ultimi  150 anni. A cominciare da Pio IX che, nel 1870,  proclamò  San Giuseppe “patrono della Chiesa Universale”. Leone XIII, nel 1889, gli dedicò un’enciclica, “Quamquam pluries”,  proclamandolo “modello e avvocato di tutte famiglie cristiane”; Benedetto XV, con il Motu Proprio “Bonum sane”, nel 1920,  esaltò l’efficacia delle devozione a San Giuseppe come rimedio ai problemi del dopoguerra;  Pio XI nel 1937, con l’enciclica “Divini Redemptoris”, lo propose come “modello e patrono degli operai”; Pio XII, nel 1955, istituì la festa liturgica di Giuseppe operaio;  Giovanni XXIII, nel 1961, lo nominò “Celeste protettore del Concilio Vaticano II”; Giovanni Paolo II  nel 1989 gli dedicò una Esortazione apostolica, “Redemptoris custos”, che è uno  straordinario documento teologico. Gli interventi di Benedetto XVI su San Giuseppe sono continui e insistenti. Egli ama molto questo santo del quale porta il nome di battesimo&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa si conosce esattamente della vita di San Giuseppe?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;I Vangeli e i libri canonici su questo argomento dicono poco. Matteo e Luca concordano nel presentare San Giuseppe come discendente della stirpe di David. Sembra avesse un fratello di nome Cleofa. Luca colloca la sua famiglia a Nazaret.  Nei racconti dagli apocrifi, (cioè in quei libri che risalgono ai primi secoli ma che la Chiesa non ritiene ispirati da Dio)  si trovano varie indicazioni anagrafiche, ma non attendibili. Quegli scrittori erano preoccupati di difendere alcune verità dogmatiche, come la verginità di Maria, la divinità di Gesù uomo-Dio. Per dimostrare che Gesù Bambino era figlio di Dio, gli attribuiscono una miriade di miracoli a volte ingenui e grotteschi. Per rendere accessibile il concetto della Virginità della Madonna, presentano San Giuseppe quasi centenario.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Questi racconti hanno influenzato l’iconografia  di tutti i tempi, e infatti San Giuseppe è sempre presentato anziano, con il bastone e la barba. In realtà, quando sposò Maria, era giovane.  A quel tempo, le ragazze ebree si sposavano  tra i 12 e i 14 anni, mentre i maschi tra i 16 e i 18 anni. Quindi, Maria divenne promessa sposa di Giuseppe quando aveva circa 12 anni, e Giuseppe aveva 16 o 17 anni&#62;&#62;.</p> <p><strong><a title="Immagine bizantina di San Giuseppe con Gesù Bambino. &#34;Anche nella Chiese d’Oriente&#34;, spiega padre Vittorino &#34;si è sempre seguito la tradizione di rappresentare San Giuseppe Vecchio. In alcuni libri apocrifi, risalenti ai primi secoli del cristianesimo, si racconta che, quando sposò Maria, Giuseppe fosse vedovo e avesse circa cento anni&#34;" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>Si sa qualche cosa della famiglia di Giuseppe?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Matteo e Marco ci informano che era un falegname, quindi apparteneva a una famiglia di artigiani. Per indicare questa professione usano la parola greca  “tekton”, che viene in genere tradotta con il termine “falegname”, ma va intesa in forma  più ampia, come carpentiere, impresario edile, uno che lavorava il legno soprattutto per la costruzione delle case, che erano tutte in legno. Un lavoro importante dal quale si deduce che la famiglia di Giuseppe fosse benestante. Nell’impero romano  del tempo, la società era divisa in due classi: gli “humiliores”, i meno abbienti, i poveri; e  gli “honestiores”, che erano i benestanti. I “tekton” facevano parte di questa classe&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe e Maria erano innamorati o il  loro matrimonio era stato combinato dalle rispettive famiglie?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nella famiglia ebraica, il matrimonio  aveva una struttura “patriarcale”, “maschilista”. La ragazza dipendeva dal capofamiglia; il ragazzo un po’ meno. Nel caso del matrimonio, erano le famiglie che trattavano, ma, alla fine, era il ragazzo che, con l’approvazione del padre e della madre, andava a chiedere “la mano” della ragazza, la quale poteva anche rifiutare il promesso sposo, ma non succedeva quasi mai.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nel caso specifico di Giuseppe e Maria è logico ritenere che siano state osservate le consuetudini, ma è lecito anche pensare che fossero veramente innamorati.  E questo lo si deduce proprio da ciò che avvenne dopo che era già stato  stipulato il contratto di promessi sposi&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Cioè la scoperta da parte di Giuseppe che Maria era incinta?.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Esattamente. Il comportamento di Giuseppe in quella situazione palesa un grande amore e una grande stima di Maria. La legge prevedeva che dopo l’accordo scritto tra le due parti, dovesse trascorrere ancora un anno prima che i due promessi sposi andassero a vivere insieme. In caso di infedeltà della donna, il marito la ripudiava e la donna veniva punita con la lapidazione. Il Vangelo racconta che Giuseppe, accortosi che Maria era incinta, rimase naturalmente sconvolto, e dopo lunghe riflessioni decise di lasciarla libera, senza ripudiarla ufficialmente per evitare che venisse uccisa. Questa decisione dimostra che Giuseppe  voleva veramente bene a Maria, la stimava e non si permise neppure di giudicarla&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Dipinto di Rosso Fiorentino, che raffigura il matrimonio tra Maria e Giuseppe. E’ un’opera che risale al 1523, si trova nella chiesa di San Lorenzo a Firenze ed è uno dei pochi casi in cui San Giuseppe è raffigurato giovane. Ma quando venne esposto al pubblico, questo quadro suscitò enorme scandalo." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>Ma arrivò l’angelo a chiarire tutto. Disse a Giuseppe: “Non temere di prendere con te Maria tua sposa, perchè ciò che in lei è generato, è di Spirito Santo. E darà alla luce un figlio e gli porrai nome Gesù; egli infatti salverà il popolo suo dai suoi peccati. Destatosi Giuseppe dal sonno, fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore”.</strong> <strong>Che preparazione culturale e religiosa aveva Giuseppe per  capire e accettare le parole dell’angelo?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Le scuole ebraiche di 2000 anni fa erano all’avanguardia. Erano divise in Elementari e in Superiori. Le elementari erano frequentate dai ragazzi dai 5 ai 13 anni. La superiori portavano al conseguimento del titolo di ‘rabbino’, che era equivalente al nostro dottorato in Giurisprudenza. Giuseppe aveva certamente frequentato le elementari. E poiché lo studio era incentrato sulla conoscenza della Bibbia, della storia sacra, dei riti religiosi, conosceva bene i testi delle profezie riguardanti l’attesa del Messia, e quindi le parole dell’angelo non erano per lui prive di senso, anzi, avevano un significato importantissimo.. E poiché, come dice  l’evangelista, era “giusto”,  viveva cioè in sintonia con Dio,  intuì il profondo significato di quella storia e accettò come aveva accettato Maria. Entrò così nel mistero e da allora fu un fedele esecutore della volontà di Dio&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>San Giuseppe, e anche Maria, furono liberi nella scelta di aderire alla volontà di Dio, o “programmati” in funzione della “missione” che  Dio aveva previsto per loro?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Furono certamente liberi. Sant’ Agostino spese l’intera esistenza a riflettere sul “libero arbitrio” e quattro anni prima di morire scrisse un libretto che si intitola “La Grazia e il libero arbitrio”. Egli dice: “Nelle Sacre Scritture ci sono testi che dicono che c’è la Grazia di Dio;  e ci sono testi che dicono che c’è il libero arbitrio dell’uomo. Noi sappiamo che queste due realtà esistono ma come poi, nella vita,  si compongono, si mettano insieme, a noi non è dato di capire: questo fa parte del mistero di Dio e del mistero dell’uomo”.  Quando tra Dio e l’uomo vi è sintonia, amore, allora tutto avviene in modo libero e spontaneo. L’uomo intuisce l’amore di Dio, la verità dell’amore di Dio, e ne è attratto. Maria e Giuseppe avevano un istintivo e naturale trasporto verso Dio, e vivendo in amicizia con lui, seguivano liberamente le intuizioni suggerite dalla Grazia&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Dipinto che raffigura San Giuseppe addormentato e in sogno riceve istruzioni da parte di un angelo. Come raccontano i Vangeli, San Giuseppe era molto perplesso quando si accorse che Maria era incinta. Aveva grande stima di lei e si rifiutava di pensare che lo avesse tradito. E allora gli apparve in sogno un angelo che gli spiegò come stavano le cose." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="5" /></a>Dopo la nascita di Gesù, Giuseppe deve affrontare situazioni molto difficili: l’ira di Erode, la fuga in Egitto eccetera. E risolve tutte queste difficoltà  prendendo decisioni rapide e precise, dimostrando di essere un uomo attivo e coraggioso</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Certo, dal racconto che i Vangeli fanno di quelle situazioni si ricava che Giuseppe era una persona molto dotata anche da un punto di vista umano. Un giovane straordinario. E Maria era come lui. Insieme presero decisioni che comportavano sacrifici, incognite, preoccupazioni gravi. Avevano un bambino piccolo, minacciato di morte, bisognava scappare in fretta. Partirono per l’Egitto e, a quanto è dato sapere, fecero un viaggio di circa 500 chilometri. Si aggregarono a una carovana. Viaggiavano quindi in compagnia di altre persone, ma i sacrifici e i disagi non furono per questo meno gravi. Ma niente mai turbò la loro fiducia in Dio. La loro unione familiare&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Un altro momento difficile si presentò durante l’annuale viaggio a Gerusalemme, quando persero il figlio che aveva 12 anni.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;Anche in quell’occasione soffrirono molto. Tre giorni di ricerche. E quando finalmente trovarono il figlio nel tempio, la Madonna disse una frase che “fotografa” il dolore e la sofferenza che avevano nel cuore: “Perché ci hai fatto questo. Io e tuo padre, angosciati, ti cercavamo”.  “Angosciati”: un aggettivo che fa capire quanta sofferenza e quanto amore avevano tutti e due per quel loro figlio&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Il ritrovamento di Gesù nel tempio, è l’ultimo episodio riferito dai Vangeli in cui compare San Giuseppe.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Esatto. Poi seguirono gli anni della vita nascosta di Gesù. Vita di famiglia. Gesù avrà certamente lavorato con suo padre. Era diventato anche lui un falegname, esperto in quella professione. Ma ha anche certamente continuato a studiare. Infatti, quando inizia la sua vita pubblica, lo chiamano “Rabbi”, “Maestro”: titolo riservato a chi aveva frequentato le Scuole Superiori, arrivando al dottorato in giurisprudenza. Gesù era colto, conosceva di sicuro anche il greco e il latino&#62;&#62;.</p> <p><strong><a title="Quadretto che raffigura la Sacra Famiglia. &#34;San Giuseppe era falegname di professione&#34;, spiega padre Vittorino. &#34;Questa categoria di lavoratori apparteneva alla classe benestante, e per questo si presume che Gesù abbia frequentato non solo le scuole elementari obbligatorie, ma anche quelle Superiori, paragonabili alla nostra Università. Era quindi colto e conosceva certamente anche il latino e il greco&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/6.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_6.jpg" alt="6" /></a>Quando morì Giuseppe?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Prima che Gesù iniziasse la sua vita pubblica, perché nel racconto dei Vangeli di quel periodo, Giuseppe non appare più. Come sia morto, non si sa. Certamente assistito dalla moglie Maria e dal figlio Gesù. Cioè, assistito dalle persone più care che aveva e noi sappiamo quale fosse la loro vera identità. Quindi, una morte da invidiare. Per questo, San Giuseppe è patrono della buona morte&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>San Bernardino da Siena e altri teologi sostengono che sia stato assunto in cielo, come sarebbe poi accaduto a Maria”.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La Chiesa Greca ha accolto questa ipotesi. Anche Sant’Ireneo, prima di san Bernardino, scrisse molto su questo argomento. Ma la Chiesa Cattolica non si è mai pronunciata ufficialmente su questo tema&#62;&#62;.</p> <div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5430"></div><div itemprop="aggregateRating" itemscope itemtype="http://schema.org/AggregateRating"> <meta itemprop="worstRating" content="0" /> <meta itemprop="bestRating" content="5" /> <meta itemprop="ratingValue" content="5" /> <meta itemprop="ratingCount" content="1" /> </div></div><img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d866f0c/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=San+Giuseppe+visto+da+vicino&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D542" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=San+Giuseppe+visto+da+vicino&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D542" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2.img" border="0"/></a><img src="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=542</wfw:commentRss><dc:creator>hospitalier</dc:creator></item><item><title>L’enigma dei cristalli della neve</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=536</link><description>Uno sconcertante rompicapo che affascina e sfida gli scienziati Di Renzo Allegri &amp;#8211; Foto di Nicola Allegri Cerca MASARU EMOTO su AMAZON.IT A febbraio la neve ha messo in ginocchio l’Italia. E’ arrivata in ritardo, rispetto agli altri inverni, ma si è abbattuta su tutte le regioni, in particolare  su quelle nel Centro e del [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d4b4b45/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=L%E2%80%99enigma+dei+cristalli+della+neve&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D536" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=L%E2%80%99enigma+dei+cristalli+della+neve&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D536" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Fri, 09 Mar 2012 14:08:45 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=536#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=536</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Emoto Masaru è un ricercatore giapponese diventato famoso per le sue foto dei cristalli dell’acqua congelata. Egli sostiene che l’acqua interagisce con l’uomo. E lo proverebbe con le sue foto, dimostrando che, a seconda di ciò che “capta”, l’acqua, congelando, modifica la struttura dei propri cristalli. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a><strong>Uno sconcertante rompicapo che affascina e sfida gli scienziati</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri &#8211; Foto di Nicola Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Masaru%20Emoto" target="_blank"><strong>Cerca MASARU EMOTO su AMAZON.IT</strong></a></p> <p style="text-align: justify;">A febbraio la neve ha messo in ginocchio l’Italia. E’ arrivata in ritardo, rispetto agli altri inverni, ma si è abbattuta su tutte le regioni, in particolare  su quelle nel Centro e del Sud della nostra penisola con una violenza distruttiva che non si vedeva da decenni, provocando disagi, danni e anche vittime.</p> <p style="text-align: justify;">La neve è un fenomeno meteorologico che nel suo aspetto esteriore incanta e affascina e, in genere, per questo, suscita simpatia e gioia, soprattutto nei bambini. Ma in questa occasione si è presentato con l’aspetto di un tornado arrabbiato e distruttivo, suscitando sentimenti di paura e di odio.</p> <p style="text-align: justify;">Pochi sanno che la neve è uno dei fenomeni più misteriosi e più enigmatici. Un autentico rompicapo per gli scienziati, che lo studiano da anni senza riuscire a svelarne i segreti.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-536"></span></p> <p style="text-align: justify;">Ogni fiocco di neve che vediamo volteggiare nell’aria e depositarsi dolcemente al suolo, è costituito da piccoli cristalli di forma esagonale, simmetrica e bellissima, ma tutti dissimili l’uno dall’altro. Nel corso di una abbondante nevicata come quelle dei giorni scorsi, i cristallini di neve caduti dal cielo sono stati innumerevoli come le stelle del firmamento. Miliardi di miliardi. Ebbene, ognuno era diverso dall’altro. Impossibile trovarne due uguali. E’ un fatto incredibile, ma scientificamente vero. Così incredibile che non se ne parla mai. Solo gli scienziati lo prendono in considerazione, perché si sentono sconfitti e anche umiliati per non riuscire a spiegarlo, a imprigionarlo in una gabbia scientifica. Formulano teorie e ipotesi, ma sono teorie che non convincono e non spiegano. Sembra che, nel 1986, in America siano stati trovati due cristalli di neve uguali. E anche se la cosa non era certa, è stata egualmente oggetto di una comunicazione  ufficiale da parte della “Società Meteorologica Americana”, proprio perché quel fatto, se si fosse potuto documentare, poteva essere un evento che sfondava finalmente il muto invalicabile di quel mistero.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Alcune immagini di cristalli di neve. Hanno tutti la forma periferica esagonale, ma al loro interno nessuno è uguale a un altro.. Ed è questo un rompicato scientifico che affascina. Il numero di cristalli di neve nel corso di una abbondante nevicata è costituito da miliardi di miliardi di cristalli e non ce n’è uno uguale all’altro." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/1.gif" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/thumbs/thumbs_1.gif" alt="1" /></a>Un mio amico, nei giorni scorsi, parlandomi di questo fenomeno, ha ricordato il pensiero di  San Tommaso d’Aquino, il grande teologo e filosofo medievale, che parla di “intelligenze  senza corpo fisico”, che potrebbero essere gli angeli. Gli angeli, quindi, potrebbero essere gli autori di fenomeni del genere.  Gli scienziati atei sorridono e continuano a tormentarsi alle ricerca di una spiegazione razionale. I credenti potrebbero, invece, provare un sentimento di gioia, di meraviglia, di fronte a un altro mistero della natura che richiama la presenza di Dio e del suo infinito amore.</p> <p style="text-align: justify;">La storia dei cristalli della neve mi ha fatto venire in mente il mio incontro con uno scienziato giapponese, famoso proprio per aver dedicato gran parte della sua vita a studiare i cristalli dell’acqua ghiacciata. E anche lui si è imbattuto in fenomeni straordinari e stupefacenti, che non hanno alcuna spiegazione razionale.</p> <p style="text-align: justify;">Questo scienziato, che si chiama Masaru Emoto, è  un medico, laureato anche in fisica e chimica. Una persona quindi di seria preparazione scientifica. Egli sostiene di aver le prove che l’acqua interagisce con l’uomo. Secondo lui, l’acqua sarebbe in grado  di “captare” le emozioni umane, le vibrazioni della musica, il suono delle parole, e anche il significato delle parole stesse. E, a seconda di ciò che “capta”, reagirebbe in maniera così profonda da modificare la propria natura.</p> <p style="text-align: justify;">Per dimostrare questo incredibile fatto, il dottor Emoto ha messo a punto una particolare macchina che gli permette di fotografare i cristalli dell’acqua ghiacciata.  Ed ha così documentato che, nel processo di ghiaccificazione, i cristalli dell’acqua prendono forme diverse a seconda delle emozioni che l’acqua ha percepito.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Suggestiva immagine di una nevicata notturna. I fiocchi di neve illuminati dalla luce elettrica, prendono forma di bollicine luminose. Finora, nessuna ricerca scientifica è riuscita a trovarne due cristalli di neve completamente uguali.." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>&#60;&#60;I cristalli di acqua congelata che hanno “ascoltato” una musica dolce&#62;&#62;, mi disse il dottor Emoto &#60;&#60; appaiono armonici, colorati, con forme geometriche perfette. Quelli di acqua trattata con musica dura e aggressiva, sono invece storti, spezzati, contorti. Lo stesso succede con le parole. Se si parla all’acqua con amore, i cristalli sono perfetti. Se si pronunciano parole di odio o di rabbia, i cristalli sono confusi e brutti&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Il dottor Emoto non sa ancora per quale motivo esatto ciò avvenga, ma con i suoi migliaia e migliaia di esperimenti compiuti da solo, e con vari altri ricercatori scientifici,  non ha dubbi sulla reale esistenza del fenomeno.</p> <p style="text-align: justify;">Intorno alle sue ricerche è sorto un grande interesse da parte di molti altri scienziati. Non solo in Giappone, ma anche in Europa e in America. Il dottor Emoto è chiamato a tenere conferenze in tutto il mondo e i suoi libri che illustrano i risultati delle singolari ricerche, vanno a ruba.</p> <p style="text-align: justify;">E anche per lui, tutto è cominciato con i cristalli della neve. Mi ha raccontato: &#60;&#60;Un giorno lessi in un libro che non esistono cristalli di neve simili l’uno all’altro. La neve cade sulla terra da milioni di anni,  e sono miliardi di miliardi i cristalli che l’hanno formata e che la formano, ma non ne esiste uno uguale all’altro. Questo concetto mi ha colpito ed ho cominciato a pensare di studiare l’acqua nella sua forma cristallizzata, cioè l’acqua ghiacciata. Pensavo che, forse, fotografando i cristalli dell’acqua ghiacciata avrei potuto avere delle informazioni preziose sulla sua vera natura.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ho preso dell’acqua distillata e l’ho messa in una boccetta. Poi, di fronte a quell’acqua alcune persone hanno pronunciate parole dolci e piene di serenità come “mamma”, “papà”, “amore”, “angelo”, “grazie”, “pace”. Quindi ho fatto ghiacciare quell’acqua e ho fotografato i cristalli che sono apparsi bellissimi, armonici, geometrici, luminosi. Sembravano gioire  per l’energia positiva contenuta nelle parole che avevano “sentito”. Poi ho sottoposto la stessa acqua a un trattamento di parole dure e negative, come “odio”, “guerra”, morte”, “sangue”, “demonio”,  e termini offensivi. I cristalli ottenuti con il congelamento erano tutti diversi. Erano brutti, orrendi, contorti, scuri, disarmonici, incompiuti. Era come se fossero stati spezzati, schiacciati, devastati da una energia cattiva. E lo stesso incredibile fenomeno, cioè modificazione dei cristalli, si verifica quando l’acqua “ascolta” della musica. Abbiamo fatto “ascoltare” ad un campione di acqua brani di Mozart, Vivaldi, Schubert, Beethoven, ottenendo poi dei cristalli che sono risultati stupendi per forma e colore. Ma risultati completamente diversi abbiamo ottenuto con il rock duro o l’heavy metal, canzoni che contenevano testi arrabbiati, parole cariche di astio, e i cristalli ottenuti erano storpiati, divisi, come se fossero esplosi.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Il dottor Masaru Emoto con una dei suoi libri, dove spiega gli esperimento compiuti e i risultati raggiunti. Egli afferma di non sapere ancora per quale motivo i cristalli dell’acqua congelata cambino forma a seconda delle emozioni “captate” dall’uomo. Ma non ha dubbi che il fenomeno sia reale e oggettivo, in quanto è stato riscontrato anche da molti altri ricercatori. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>&#60;&#60;Ho constatato che l’acqua risente anche dei pensieri positivi che le vengono inviati durante la preghiera. In Giappone ho fatto degli esperimenti con risultati sbalorditivi. Nell’ottobre  del 1997 ho condotto un esperimento sull’acqua del bacino di Fujiwara a Minatami-cho, nella prefettura di Gunma. Quel giorno l’acqua del laghetto era inquieta, turbolenta. Abbiamo prelevato subito un campione, per congelarlo e osservare poi i cristalli. Intanto il reverendo Kato Hoki, priore del tempio di Jyhouin, nella città di Omiya, cominciò a pregare  stando sul bordo del bacino e dopo un’ora di preghiera l’acqua appariva più calma e anche più limpida. Prelevammo un  nuovo campione, per congelarlo e osservarlo al microscopio. I cristalli dell’acqua prelevata prima della preghiera erano bruni, contorti, pieni di buchi e di separazioni; quelli dell’acqua prelevata dopo la preghiera erano bellissimi, pieni di equilibrio, con complicate forme geometriche.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il l 25 luglio del 1999 ho fatto un esperimento simile presso il lago Biwa. Questo lago, che si trova nella provincia di Shiga, è il più vasto del Giappone ed è anche un terribile esempio di inquinamento. Ogni estate la superficie del lago si ricopre di una strana specie di pianta acquatica, chiamata alga “kokanda”, che imputridisce e diffonde in tutta la zona un fetore quasi insopportabile. Quel  25 luglio, alle quattro e mezzo del mattino, ci siamo riuniti in 350 persone per pregare sulle sponde del lago. E il risultato è stato sorprendente. I cristalli dell’acqua del lago dopo la preghiera, erano bellissimi e continuarono ad esserlo per circa sei mesi.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Una foto storica che ritrae le fontane del Santuario di Nostra Signora di Lourdes in Francia." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/fontane.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/thumbs/thumbs_fontane.jpg" alt="fontane" /></a>&#60;&#60;Ho fotografato anche i cristalli dell&#8217;acqua di Lourdes, il famoso santuario  cristiano. Sono spettacolari: armoniosi, ma con un qualche cosa di misterioso e di soave insieme, come se fossero impregnati da un sentimento mistico&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Il dottor Emoto ha utilizzato questi suoi esperimenti per fini  commerciali che possono essere discutibili. Ma i risultati delle sue ricerche al microscopio sono un dato oggettivo. Ripetuto e constatato da molti altri ricercatori. E dimostra che, anche in questo caso, la scienza rimane confusa, incapace di trovare delle spiegazioni di certi comportamenti della natura. Il pensiero va alla famosa frase che Shakesperare fa dire ad  Amleto rivolto al suo amico Orazio: &#60;&#60;Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia&#62;&#62;. E anche a quanto scrisse Carl Jung: &#60;&#60;Non commetterò il tipico errore di considerare una frode tutto ciò che non sono in grado di spiegare&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 341 si legge: &#60;&#60;La bellezza della creazione riflette la bellezza infinita di Dio&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Giovanni Paolo II, nella sua enciclica “<a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;rh=n%3A411663031%2Ck%3AFides%20et%20ratio&#38;field-keywords=Fides%20et%20ratio&#38;url=search-alias%3Dstripbooks&#38;ajr=0" target="_blank">Fides et ratio</a>” ha scritto: &#60;&#60;Attraverso il creato, gli &#8220;occhi della mente&#8221; possono arrivare a conoscere Dio&#62;&#62;.  E Benedetto XVI, nel suo messaggio per la XLIII Giornata per la pace: &#60;&#60; Contemplare la bellezza del creato è stimolo a riconoscere l’amore del Creatore, quell’Amore che “move il sole e l’altre stelle”&#62;&#62;.</p> <ul> <li style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Masaru%20Emoto" target="_blank"><strong>Tutto il Materiale su quest&#8217;argomento puoi cercarlo su AMAZON.IT</strong></a></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d4b4b45/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=L%E2%80%99enigma+dei+cristalli+della+neve&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D536" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=L%E2%80%99enigma+dei+cristalli+della+neve&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D536" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2.img" border="0"/></a><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=536</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Video Intervista a Roberto Allegri</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=529</link><description>Intervista a Roberto Allegri, in onda su TV PADRE PIO, autore de &amp;#8220;La meraviglia di un sorriso&amp;#8221; (ed. Paoline) TRAMA DEL LIBRO: Il testo raccoglie le emozioni, ma soprattutto le riflessioni, che hanno invaso l&amp;#8217;animo dell&amp;#8217;autore quando è diventato padre. &amp;#8220;Perché una cosa così &amp;#8220;normale&amp;#8221;, eppure &amp;#8220;immensa&amp;#8221;, non può accadere senza provocare domande e scatenare [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d3c15a1/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Video+Intervista+a+Roberto+Allegri&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D529" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Video+Intervista+a+Roberto+Allegri&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D529" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Wed, 07 Mar 2012 16:15:42 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=529#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=529</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8831541021/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=as2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;creativeASIN=8831541021"><img class="alignleft wp-image-464" title="roberto3" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2012/01/roberto3.jpg" alt="" width="150" /></a><strong>Intervista a Roberto Allegri, in onda su TV PADRE PIO, autore de &#8220;La meraviglia di un sorriso&#8221; (ed. Paoline)</strong></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8831541021/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=as2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;creativeASIN=8831541021"><img class="alignnone wp-image-465" style="border: 0pt none;" title="buy-from-tan" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2012/01/buy-from-tan.gif" alt="" width="90" height="28" /></a></p> <p style="text-align: justify;"><strong>TRAMA DEL LIBRO:</strong></p> <p style="text-align: justify;">Il testo raccoglie le emozioni, ma soprattutto le riflessioni, che hanno invaso l&#8217;animo dell&#8217;autore quando è diventato padre.</p> <p style="text-align: justify;">&#8220;Perché una cosa così &#8220;normale&#8221;, eppure &#8220;immensa&#8221;, non può accadere senza provocare domande e scatenare pensieri sulla vita, sul futuro, sulla morte, persino su Dio stesso&#8221;.</p> <p style="text-align: justify;">Mese dopo mese, seguendo la crescita del piccolo Francesco, Roberto Allegri si è scoperto diverso ogni volta, sempre in mutamento, mentre cercava di rispondere alle esigenze e ai desideri del figlio.</p> <p style="text-align: justify;">E ha voluto registrare tali cambiamenti in questo libro, da cui emerge il ritratto di un uomo per il quale essere genitori è un&#8217;occasione per migliorare se stessi e una missione fondamentale da compiere.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-529"></span></p> <p style="text-align: center;"><object width="500" height="369" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZQW80h_RHG4?version=3&#38;hl=it_IT&#38;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="500" height="369" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ZQW80h_RHG4?version=3&#38;hl=it_IT&#38;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d3c15a1/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Video+Intervista+a+Roberto+Allegri&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D529" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Video+Intervista+a+Roberto+Allegri&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D529" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2.img" border="0"/></a><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=529</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator><enclosure url="http://www.youtube.com/v/ZQW80h_RHG4?version=3&amp;#38;hl=it_IT&amp;#38;rel=0" length="4057" type="application/x-shockwave-flash" /><media:content url="http://www.youtube.com/v/ZQW80h_RHG4?version=3&amp;#38;hl=it_IT&amp;#38;rel=0" fileSize="4057" type="application/x-shockwave-flash" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Intervista a Roberto Allegri, in onda su TV PADRE PIO, autore de &amp;#8220;La meraviglia di un sorriso&amp;#8221; (ed. Paoline) TRAMA DEL LIBRO: Il testo raccoglie le emozioni, ma soprattutto le riflessioni, che hanno invaso l&amp;#8217;animo dell&amp;#8217;autore quand</itunes:subtitle><itunes:summary>Intervista a Roberto Allegri, in onda su TV PADRE PIO, autore de &amp;#8220;La meraviglia di un sorriso&amp;#8221; (ed. 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Pubblichiamo uno scritto del Presidente dell&amp;#8217;Associazione Centro Studi Libero D&amp;#8217;orsi, Salvatore Esposito. di Salvatore Esposito La domanda che, da più parti, è venuta all’Associazione “Libero d’Orsi”, della [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d38893a/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=50+anni+tra+Ges%C3%B9+e+la+gente&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D520" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=50+anni+tra+Ges%C3%B9+e+la+gente&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D520" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Wed, 07 Mar 2012 10:23:12 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=520#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=520</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Copertina del libro firmato da Salvatore Esposito in occasione dei 50 anni della costruzione della Chiesa di San Marco Evangelista." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/donciro04.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/thumbs/thumbs_donciro04.jpg" alt="donciro04" /></a>Con piacere IL FAUSTINO vi presenta un libro edito, nell&#8217;anno 2009, in occasione dei 50 anni dalla Costruzione della Chiesa di San Marco Evangelista in Castellammare di Stabia.</strong> <strong>Pubblichiamo uno scritto del Presidente dell&#8217;Associazione Centro Studi Libero D&#8217;orsi, Salvatore Esposito.</strong></p> <p style="text-align: justify;">di Salvatore Esposito</p> <p style="text-align: justify;">La domanda che, da più parti, è venuta all’Associazione “Libero d’Orsi”, della quale mi onoro di essere il Presidente, del perchè di questa pubblicazione-documentario non può che trovare la risposta nelle vicende che hanno dato luce alla vita di un Sacerdote, don Ciro Donnarumma,e nei rifl essi di questa vita sul Rione San Marco.</p> <p style="text-align: justify;">Una storia che per diversi lustri si dipana intorno all’azione pastorale di don Ciro, del Servo di Dio al servizio del Popolo di Dio, senza distinzione di ceto e di età.</p> <p style="text-align: justify;">Un servizio che, superando la circoscrizione territoriale assegnata gli dalla Curia, ha profondamente inciso la mente e il cuore di tanti uomini e donne, di tanti giovani e anziani, di quelli che credono e di quelli che non credono.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-520"></span></p> <p style="text-align: justify;">Coloro che lo hanno conosciuto ne ricordano, come me, i tratti umani che, in stretta sinergia con quelli sacerdotali,ne facevano un punto di riferimento sia nei momenti felici che in quelli che non lo erano.</p> <p style="text-align: justify;">Ne ricordano, certamente, la volontà che diventava forza e fatica tesa a dare esecuzione a quel disegno della Provvidenza diventato il suo disegno: dare una Chiesa ai cittadini del Rione San Marco.</p> <p style="text-align: justify;">Sono passati, da allora, 50 anni e da 6 anni don Ciro ha lasciato questa terra che ove da Lui attraversata è stata seminata dalla sua Fede in Dio e dal suo Amore per gli ultimi, per i deboli, per i bisognosi, per le vedove e chiunque si rivolgeva a Lui in cerca di aiuto. Ha lasciato la vita terrena quando tutto era stato ultimato e tutti potevano pregare in una chiesa accogliente, anche dal punto di vista di “Edifi cio”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Dipinto della Professoressa Maria Pia Sorrentino." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/donciro02.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-center alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/thumbs/thumbs_donciro02.jpg" alt="donciro02" /></a>Tra questi frutti di questa semina ad occupare un posto di rilievo sono gli ambulatori e l’insieme di tutte quelle iniziative che riguardano la formazione dei giovani, perché siano portatori di valori che, come quelli della Legalità, della Solidarietà e dell’Accoglienza, costituiscono il lievito per la crescita ordinata e civile di ogni Comunità.</p> <p style="text-align: justify;">Lo abbiamo fatto così, in questo modo, con la stessa semplicità del Protagonista che da Lassù, ne siamo certi, non ha smesso di pregare per il bene del San Marco!</p> <p style="text-align: justify;">Con piacere vi presento la testimonianza dell Dottor Flavio Di Martino, gia Sindaco di Castellammare di Stabia.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Quando il ricordo sconfigge l’oblio</strong></p> <p style="text-align: justify;"><em>di Flavio di Martino</em></p> <p style="text-align: justify;">Ricordo don Ciro Donnarumma, l’apostolo del San Marco, come l’antesignano del volontariato stabile in chiave moderna, non solo assistenza ma anche solidarietà e promozione sociale, culturale e religiosa.<br /> Lo ricordo come il Sacerdote illuminato e sostenuto da una forza particolare, quella dell’umiltà.</p> <p style="text-align: justify;">Questi i tratti rimasti nella mia memoria come quelli di un Uomo che all’abito talare dava la funzione di rappresentare il suo stato clericale e al suo modo di agire, sempre bonario e pacato, quella dell’esempio e del richiamo al dettato civile ed evangelico.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Immagine di Don Ciro Donnarumma." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/donciro01.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/thumbs/thumbs_donciro01.jpg" alt="donciro01" /></a>Un Sacerdote all’antica che se viene rimpianto ancora oggi da chi ha avuta l’opportunità di conoscerlo è anche perché il suo modo di fare lo renderebbe ancora protagonista nella realtà del terzo millennio.</p> <p style="text-align: justify;">Un protagonista, come quando ho avuto la fortuna, che considero un dono riservatomi dalla vita, di farne la conoscenza.</p> <p style="text-align: justify;">Conoscenza subito tramutatasi in profonda e attiva amicizia che, partecipe il fratello, anche lui Sacerdote, mi consentì, come Sindaco della Città, di fondere il mio al suo impegno per migliorare le condizioni di vita dei cittadini del San Marco.</p> <p style="text-align: justify;">L’acquisto di Villa Gabola, realizzato dopo lunghe e complesse trattative dall’Amministrazione da me presieduta, segnò il momento “clou” di questa operosa comunione d’intenti, dando evidenza,in particolare, all’effi cace e stimolante azione pastorale e sociale di don Ciro.</p> <p style="text-align: justify;">Un’azione che meritava e merita riconoscenza e fu per questo che volli manifestarla, sia sul piano personale che su quello istituzionale, quando, gratifi cato dall’essere insieme all’Arcivescovo Monsignor Raffaele Pellecchia, nel 1974, partecipai alla celebrazione della Messa natalizia di mezzanotte nella Chiesa di San Marco Evangelista.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Immagine di Don Ciro Donnarumma." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/donciro03.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/thumbs/thumbs_donciro03.jpg" alt="donciro03" /></a>Villa Gabola e la Notte Santa! Due circostanze che, tra tante altre, ho voluto citare perché di esse ne fu particolarmente felice don Ciro tanto da volerne dare risalto, a distanza di anni e come messaggi positivi, nel bollettino parrocchiale “Il Nostro bel Campanile” del dicembre 1989 e, ancora oltre, in quelli del giugno 1990 e del dicembre 1995.</p> <p style="text-align: justify;">Questa, nella obbligata sintesi, la mia testimonianza per un Sacerdote che, scuotendo le coscienze e facendo vincere la Fede sino a dare la Chiesa alla comunità del San Marco, ha lavorato e sudato non soltanto per i suoi parrocchiani ma per tutto un rione perché potesse essere, com’è, una componente viva e pulsante della Città.</p> <p style="text-align: justify;"><em><strong>Per questo e non soltanto per questo il suo ricordo sconfigge l’oblio.</strong></em></p> <p style="text-align: justify;">Per chi fosse interessato ad acquistare il Volume &#8220;Don Ciro 50 anni tra Gesù e la gente&#8221; puo contattare il Signor Salvatore Esposito, autore dello stesso, al numero 339 48 81 965</p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d38893a/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=50+anni+tra+Ges%C3%B9+e+la+gente&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D520" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=50+anni+tra+Ges%C3%B9+e+la+gente&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D520" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2.img" border="0"/></a><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=520</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Guglielmo Cirillo, il pittore vagabondo</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=511</link><description>Venticinque anni fa, la scomparsa di un grande artista, prozio del nostro direttore Tony Assante di Roberto Allegri A cinque anni dalla mostra antologica dedicata al pittore Guglielmo Cirillo, artista che è un vanto per Castellamare di Stabia. Nella cittadina napoletana infatti, Cirillo è nato, nel 1901, ed è morto l’11 novembre del 1987, proprio [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ce7470d/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Guglielmo+Cirillo%2C+il+pittore+vagabondo&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D511" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Guglielmo+Cirillo%2C+il+pittore+vagabondo&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D511" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Fri, 24 Feb 2012 11:19:15 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=511#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=511</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Il pittore Guglielmo Cirillo con il piccolo Tony Assante nell'autunno del 1971.. Questa foto fa parte dell'album personale del Papà del nostro direttore ed è uno dei suoi più cari ricordi... Cresciuto alla presenza del famoso prozio che per lui ha sostituito il nonno materno, deceduto giovanissimo... La redazione de IL FAUSTINO è felice di pubblicare questa &#34;preziosa&#34; foto... Il nostro Tony aveva 18 mesi..." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/0.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/thumbs/thumbs_0.jpg" alt="0" /></a>Venticinque anni fa, la scomparsa di un grande artista, prozio del nostro direttore Tony Assante</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>di Roberto Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">A cinque anni dalla mostra antologica dedicata al pittore Guglielmo Cirillo, artista che è un vanto per Castellamare di Stabia.</p> <p style="text-align: justify;">Nella cittadina napoletana infatti, Cirillo è nato, nel 1901, ed è morto l’11 novembre del 1987, proprio venticinque anni fa.</p> <p style="text-align: justify;">Era tra l’altro, un prozio del nostro direttore Tony Assante, che spesso lo ricorda con grande affetta dato che il pittore aveva per lui, allora bambino, una predilezione speciale.</p> <p style="text-align: justify;">Guglielmo Cirillo, in vita, pur essendo un tipo riservato e schivo, ebbe grandi successi, esponendo in varie mostre soprattutto a Milano, Torino, Venezia e Roma. Con i suoi quadri vinse importanti riconoscimenti tra cui la “Medaglia d’Oro” alla II Biennale d’Arte Contemporanea di Roma.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-511"></span></p> <p style="text-align: justify;"><a title="Il più centrale viale di Castellammare di Stabia è stato intitolato al pittore Guglielmo Cirillo... La centrale Villa comunale porta il nome del Cirillo... Alle spalle il porto commerciale di C\Mare di Stabia" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/img_0726.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/thumbs/thumbs_img_0726.jpg" alt="img_0726" /></a>Lo chiamavano “il pittore vagabondo”. E non esiste complimento migliore per un artista. Chi si dedica all’arte è per forza “vagabondo”, sulla terra e nello spirito.</p> <p style="text-align: justify;">E’ un’anima inquieta, sempre in viaggio, un cercatore. Anche quando passa la vita chiuso in uno studio, il cuore e la fantasia dell’artista sono sempre perduti nel mondo e nello spazio in cerca di forme, soluzioni, risposte e del sistema per spegnere il fuoco creativo che sente ardere dentro di sè.</p> <p style="text-align: justify;">Come ad esempio il grande scultore rumeno Constantin Brancusi (1876-1957), che trascorse gran parte della sua vita nel suo atelier di Parigi, muovendosi pochissimo ma lavorando giorno e notte con marmo, bronzo e legno, e compiendo un viaggio interiore talmente profondo da essere considerato il fondatore dell’arte moderna.</p> <p style="text-align: justify;">Cirillo era un vagabondo dentro e fuori.</p> <p style="text-align: justify;">Vagava alla ricerca della perfezione di forme e colori dentro di sé ma anche tra i boschi e le colline, la campagna  e le rive dei fiumi, obbedendo all’irresistibile richiamo della Natura, la maestra d’arte per eccellenza.</p> <p style="text-align: justify;">Cullato dai silenzi che solo in Natura si possono trovare, Cirillo subiva lo stupore dell’uomo di fronte al Creato.</p> <p style="text-align: justify;">Ed essendo artista, avvertiva quindi l’urgenza di mettere sulla tela le proprie emozioni. Non solo ciò che era di fronte alla vista.</p> <p style="text-align: justify;">Ma anche gli odori e i suoni e le sensazioni tattili come la carezza del vento, particolari che si notano nell’energia delle sue pennellate.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Guglielmo Cirillo legge nel Parco delle Antiche Terme Stabiane" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>Questo è ciò che colpisce a prima vista nei quadri di Cirillo.</p> <p style="text-align: justify;">Vi si vedono, in maniera nitida, le vergate del pennello e i colpi di spatola, e sono la firma del vigore e della spontaneità dell’artista.</p> <p style="text-align: justify;">E’ come quando si scrive una poesia di getto, in modo talmente passionale da lasciare veri e propri solchi sul foglio, anche da spezzare la punta della matita.</p> <p style="text-align: justify;">Ci sono occasioni in cui un artista sente che ciò che ha dentro sta per eruttare violentemente e tutto quello che può fare è tentare di assecondare, coi mezzi di cui dispone, il miracolo del processo creativo.</p> <p style="text-align: justify;">Una condizione che Guglielmo Cirillo conosceva bene.</p> <p style="text-align: justify;">Come tutti gli autodidatti, Cirillo ha calpestato la strada dei maestri venuti prima. Ha assorbito come una spugna il vedere dei grandi del passato.</p> <p style="text-align: justify;">Nei suoi dipinti vi è Monet, Manet e Cezanne, e anche alcuni lati cupi tipici dell’espressionismo.</p> <p style="text-align: justify;">Ma la scelta dei colori e delle forme e soprattutto l’energia impressa ai quadri li rendono unici.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="L’intimità di un figlio al capezzale dell’anziano genitore, di un figlio artista che accarezza il padre usando i pennelli con la riverenza di chi si trova di fronte alla somma cruciale di tutta la vita" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/1006.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/thumbs/thumbs_1006.jpg" alt="1006" /></a>Un dipinto in particolare, tra quelli che sono stati esposti nella mostra, ha colpito chi scrive.</p> <p style="text-align: justify;">Un ritratto di un vecchio addormentato che nel titolo si apprende essere il padre di Cirillo.</p> <p style="text-align: justify;">E’ un’immagine intensa, sofferta e anche drammatica perché ritrae in maniera spietata la debolezza della vecchiaia.</p> <p style="text-align: justify;">Ma anche la sua disarmante dolcezza. L’intimità di un figlio al capezzale dell’anziano genitore, di un figlio artista che accarezza il padre usando i pennelli con la riverenza di chi si trova di fronte alla somma cruciale di tutta la vita.</p> <ul> <li><strong><a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?page_id=480&#38;gallery=guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo" target="_blank">Foto Gallery de IL FAUSTINO</a></strong></li> <li><a href="http://www.tonyassante.com/baglioni/2004/fausta2/ilfaustino/renzo/cirillo/flash/index.php" target="_blank"><strong>Foto Gallery completa della mostra</strong></a></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ce7470d/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Guglielmo+Cirillo%2C+il+pittore+vagabondo&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D511" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Guglielmo+Cirillo%2C+il+pittore+vagabondo&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D511" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2.img" border="0"/></a><img src="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=511</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><media:rating>nonadult</media:rating></channel></rss>
