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IO, LA MUSICA, MICHELANGELO E CIAIKOVSKIJ di Roberto Allegri &amp;#8211; Foto di Nicola Allegri Acquista il libro di Andrea Battistoni: Rilegato &amp;#8211; Ebook Lo sto aspettando in piazza Bra, a Verona, davanti all’Arena. 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E’ un libro affascinante, dove il giovane direttore, con uno stile fresco e moderno, spiega come la musica classica “non è musica per vecchi”, Il libro ha già avuto due edizioni in un solo mese." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/6.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/thumbs/thumbs_6.jpg" alt="6" /></a>A passeggio per Verona con Andrea Battistoni, il giovane direttore d’orchestra che affascina e incanta.</p> <p><strong>IO, LA MUSICA, MICHELANGELO E CIAIKOVSKIJ</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>di Roberto Allegri &#8211; Foto di Nicola Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><strong>Acquista il libro di Andrea Battistoni: <a href="https://www.amazon.it/dp/8817056219/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8817056219&#38;adid=05ZB9ZE4V1521D72QY57&#38;" target="_blank">Rilegato</a> &#8211; <a href="https://www.amazon.it/dp/B007CYL420/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=B007CYL420&#38;adid=1WTE661HSXHE57MW62PA&#38;" target="_blank">Ebook</a></strong></p> <p style="text-align: justify;">Lo sto aspettando in piazza Bra, a Verona, davanti all’Arena. Guardo l’orologio ma non è necessario perché mi hanno detto che è sempre puntuale. E infatti, eccolo che arriva.</p> <p style="text-align: justify;">Andrea Battistoni veste di nero, porta i capelli arruffati e una sciarpa rossa al collo. Mi viene incontro camminando tra la gente di via Mazzini, turisti e veronesi, con la borsa a tracolla. Sembra uno studente universitario. Invece è il direttore d’orchestra del momento.</p> <p style="text-align: justify;">Il 23 marzo scorso, Battistoni ha diretto alla Scala “Le nozze di Figaro”. Si tratta del suo debutto nel prestigioso teatro milanese, un debutto che ha anche il sapore di un record. Con i suoi 24 anni, Andrea Battistoni risulta infatti essere il più giovane direttore d’orchestra che sia mai salito sul podio della Scala nei suoi 235 anni di storia. E il sei maggio torna alla Scala per un concerto con la Filarmonica.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-551"></span></p> <p style="text-align: justify;">Verona è la sua città. Qui è nato e qui ha iniziato i suoi studi. All’ombra, verrebbe da dire, di quella celebre Arena che è sede di una delle stagioni liriche  estive più famose e affascinanti. All’Arena Battistoni ha imparato ad amare le opere liriche. All’Arena ha fatto il suo debutto nel giugno 2011 con “Il barbiere di Siviglia” e tornerà sul podio dell’Arena anche quest’anno, in agosto, con “Turandot”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Andrea Battistoni, 24 anni. E’ già uno dei grandi direttori d’orchestra in campo internazionale. Nato a Negrar, in provincia di Verona, ha studiato nel Conservatorio della sua città, poi in Germania e infine a San Pietroburgo, in Russia, dove, nel 2008, ha fatto il suo debutto come direttore d’orchestra." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>A vederselo davanti, sembra davvero uno studente che passeggia per la città, godendosi il sole. Ma ha già alle spalle  alcuni anni di intensa attività e di continui successi in Italia e all’estero. Un autentico fenomeno del podio che è stato definito “il nuovo Toscanini”. Non solo perché, quando dirige, richiama in maniera impressionante lo stile “fisico” del mitico direttore parmigiano, ma soprattutto perché la sua vita ha incredibili rassomiglianze con quella del giovane Toscanini.</p> <p style="text-align: justify;">Andrea Battistoni ha iniziato a studiare musica al Conservatorio a sette anni, come Toscanini. Ha sempre amato il violoncello, proprio come il giovane Toscanini, e si è diplomato in questo strumento a diciotto anni, esattamente come Toscanini. Insieme agli studi del violoncello, Battistoni ha intrapreso quelli di direzione d’orchestra, seguendo corsi di specializzazione in Italia, in Germania e in Russia. Ha debuttato sul podio a San Pietroburgo nel 2008, a ventun anni. Toscanini al debutto ne aveva diciannove. E come Toscanini, Battistoni dirige a memoria, senza leggere lo spartito ma guardando sempre in faccia gli orchestrali.</p> <p style="text-align: justify;">Un fenomeno? Un ragazzo prodigio? Il fatto è che Battistoni ha una preparazione eccezionale. Lo si nota, prima ancora di vederlo in azione, dal modo di parlare. Colto, pacato, gentile e preciso, con una competenza musicale che lascia ammirati. Viene in mente la parola “saggio”. Una saggezza che probabilmente non si sposa con la sua giovane età ma che è la diretta conseguenza di un mestiere, quello di direttore d’orchestra appunto, talmente delicato e difficile da trasformare radicalmente chi vi si dedica.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Dirigere un’opera è una responsabilità immensa&#62;&#62;, mi dice mentre camminiamo tra le vie della sua città. &#60;&#60;Una responsabilità che fa crescere in fretta. Però, non sono un “mostro”. Ci tengo a sfatare il mito dell’artista solitario e per forza disadattato. E’ vero, sono molto giovane e faccio il direttore d’orchestra ma sono un ragazzo come tanti. Adoro andare al cinema e mi piace il rock. Tanto è vero che suono il basso in una band.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Andrea Battistoni, sul podio durante un’esecuzione. Per grinta e stile, viene spesso paragonato al mitico Arturo Toscanini. Recentemente ha diretto alla Scala “Le nozze di Figaro” di Mozart ed è il più giovane direttore che mai sia salito sul podio del teatro milanese nei suoi 236 anni di storia." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="Fondazione Teatro Lirico G. Verdi" /></a>Si mette a ridere perché deve aver visto la mia espressione incuriosita. &#60;&#60;Sì, la musica rock mi fa impazzire&#62;&#62;, continua. &#60;&#60;La mia passione sono i <a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=ac%20dc&#38;url=search-alias%3Dpopular&#38;sprefix=ac%2Cpopular%2C284#/ref=nb_sb_ss_i_0_4?__mk_it_IT=ÅMÅZÕÑ" target="_blank"><strong>Deep Purple</strong></a> e gli <a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=ac%20dc&#38;url=search-alias%3Dpopular&#38;sprefix=ac%2Cpopular%2C284" target="_blank"><strong>AC-DC</strong></a>. Non c’è alcun motivo per cui uno che lavora con la musica classica non debba anche amare altri generi. Io non pongo limiti alla musica e sai perché? Perché qualsiasi genere può influenzare un artista. Esiste poi una percezione sbagliata dei compositori classici del passato. Spesso i giovani li considerano vecchi, dei polverosi parrucconi. Invece era gente divorata da un’urgenza espressiva incredibile. Proprio come le star del rock, se non di più.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;">E’ inevitabile chiedergli del paragone con Toscanini. &#60;&#60;E’ però un accostamento immenso&#62;&#62;, risponde subito. &#60;&#60;Non lo merito proprio. Toscanini resta pur sempre il mio preferito. Insieme a von Karajan. Loro due sono fonte di continua ispirazione per me. Toscanini, per l’enorme energia e precisione che riusciva ad ottenere dall’orchestra. Von Karajan invece per la bellezza di suono e l’intensità continua. La cosa straordinaria e molto appagante è che tutti i direttori d’orchestra, di qualsiasi epoca, sono in qualche modo simili tra loro. Siamo tutti dei “fossili” perché il nostro lavoro di oggi è uguale a quello che era un tempo. Il pubblico vede l’esibizione fisica, direi atletica, del direttore. Lo vede con la bacchetta in mano, ne segue i movimenti, il suo condurre gli orchestrali lungo la partitura musicale. Quello che però non è visibile è il grande lavoro che sta dietro. Ieri come cento anni fa, la vera fatica per un direttore è lo studio intenso dello spartito che viene prima del concerto o dell’opera. Il direttore è come un traduttore di un testo greco o latino. Deve saper trarre dalle note impresse sulla carta un senso da trasmettere al pubblico. E ci deve riuscire veicolando le emozioni insite nella musica, volute dal compositore, con le stesse sfumature. In più, ci sono le prove con l’orchestra e con i cantanti. E questo è davvero massacrante! Nelle prove, il direttore diventa realmente il cardine dell’esecuzione. E’ lui infatti che propone la linea interpretativa da condividere con gli artisti. Non ho dubbi a riguardo: la grande responsabilità del direttore ha il suo massimo durante le prove. La recita o il concerto che poi seguono, se tutto è stato fatto a puntino, diventano poi un piacere, per chi dirige. Il piacere della musica.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Si parla di me ma non sono l’unico direttore giovane nel panorama musicale&#62;&#62;, continua Battistoni. &#60;&#60;Questo è un momento molto favorevole per i giovani. Spesso l’attenzione si concentra solamente sulla crisi dei teatri, specie qui in Italia. E’ innegabile che ci sia ma si deve anche parlare d’altro. Soprattutto del fatto che è proprio in un periodo di crisi che i giovani, con preparazione, idee innovative nell’interpretazione della musica e capacità di sopportare l’immensa responsabilità del ruolo, possono emergere. I teatri sono sempre alla ricerca di “sangue giovane”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Andrea Battistoni sui gradini dell’Arena di Verona, il famoso anfiteatro romano sede della più spettacolare stagione lirica estiva del mondo. In questo anfiteatro, Battistoni ha imparato ad amare l’opera; qui, ha diretto lo scorso anno “Il barbiere di Siviglia”; e qui tornerà ad agosto per dirigere la “Turandot” di Puccini." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>&#60;&#60;Quando però un direttore giovane si trova di fronte all’esperienza di artisti e orchestrali più grandi di lui in età, allora può insorgere un po’ di soggezione. E’ inevitabile ma è anche un dato di fatto che va accettato. Il direttore giovane ha un unico mezzo a sua disposizione per conquistare la fiducia di artisti e orchestrali ed è l’estrema preparazione, l’unica cosa che può colmare la distanza. Se si ha un’idea molto chiara del brano che si deve interpretare e se si ha una conoscenza profonda della partitura, gli orchestrali e gli artisti se ne accorgono e ti rispettano. Di loro ho bisogno perché sono in una fase del mio cammino in cui sono molto aperto ai consigli e ai suggerimenti.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La preparazione è frutto di una pratica assidua, quotidiana. Ma è l’arte in generale ad avere bisogno di vissuto ogni giorno. Personalmente mi sento diverso ogni anno che passa perché l’arte è così, fa progredire in continuazione. E’ un lavoro di grande sottrazione, si deve togliere tutto quanto è superfluo. Si deve eliminare tutto quanto ci fa sentire a nostro agio ma che non serve alla musica. Togliere, togliere: come faceva Michelangelo che dal blocco di marmo grezzo tirava fuori una statua. L’ideale, per un artista, è arrivare alla fine del suo percorso non riconoscendosi più nella persona che aveva iniziato. Ma nello stesso tempo, con la certezza di poter ancora togliere pietra grezza e migliorare. E’ questo “segreto” che tiene in vita moltissimi artisti anche in età avanzatissima. Ci sono artisti che, magari a novant’anni, hanno ancora la voglia di mettersi davanti ad un’orchestra e cercare di capire qualcosa che prima era loro sfuggito.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ un lavoro assiduo e duro, lo ripeto. Si deve passare moltissimo tempo con lo spartito. Non lasciare passare mai più di un giorno senza guardarlo. Io lascio spesso aperte in giro per casa le partiture che sto studiando, in modo da averle sempre sotto gli occhi. Mi permette di cogliere l’essenza del brano, proprio come il compositore che l’ha creato aveva in mente. E poi ho un rapporto molto diretto con la partitura, diretto e forse poco reverenziale. Scrivo parecchio sullo spartito, segno, aggiungo, noto, evidenzio, metto appunti, cambiamenti, annoto suggerimenti: tutto con il fine di rendere la musica ancora più viva. Come ho detto prima, a volte la musica classica viene concepita come qualcosa di vecchio, di passato. Ma se stiamo ancora qui ad ostinarci nello studiarla, significa che ha una portata emozionale e di intensità che forse non ha paragoni, no?&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Andrea Battistoni all’interno del Conservatorio di Verona dove a otto anni iniziò a studiare musica. La sua prima passione fu per il violoncello, e solo dopo essersi diplomato in questo strumento ha studiato direzione d’orchestra." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-battistoni/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>Gli chiedo di Ciaikovskij, un compositore del quale Battistoni parla ad ogni intervista che gli viene fatta.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ il mio compositore preferito&#62;&#62;, risponde. &#60;&#60;Sento con lui una particolare affinità. Pochi si sono messi a nudo con forza ed espressività come lui. Tutti i suoi lavori non sono composizioni ma diari di quello che provava. La “Patetica” che scrisse nel 1893 prima di morire lo considero il mio biglietto da visita, la musica in cui mi esprimo al meglio.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E non solo musica&#62;&#62;, dico a Battistoni. &#60;&#60;Hai scritto un magnifico libro “Non è musica per vecchi” pubblicato a Rizzoli, che ha avuto un successo immediato strepitoso, due edizioni in un solo mese&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Molti pensano che la musica classica sia musica del passato, musica di un tempo che fu, musica per vecchi&#62;&#62;, mi risponde deciso. &#60;&#60;E’ sbagliato. La musica “classica” è la musica immortale, che sta fuori del tempo, sopra il tempo,  che ha superato, vinto il tempo, perché esprime la bellezza allo stato puro, la vera bellezza di sempre. Ed ho voluto raccontarlo a tutti, scrivendo quel libro&#62;&#62;.</p> <p><strong><em>Roberto Allegri</em></strong></p> <ul> <li><strong>Acquista il libro di Andrea Battistoni: <a href="https://www.amazon.it/dp/8817056219/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=8817056219&#38;adid=05ZB9ZE4V1521D72QY57&#38;" target="_blank">Rilegato</a> &#8211; <a href="https://www.amazon.it/dp/B007CYL420/ref=as_li_ss_til?tag=claubaglnetwn-21&#38;camp=3458&#38;creative=23838&#38;linkCode=as4&#38;creativeASIN=B007CYL420&#38;adid=1WTE661HSXHE57MW62PA&#38;" target="_blank">Ebook</a></strong></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ec141f9/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Per+Verona+con+Andrea+Battistoni&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D551" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Per+Verona+con+Andrea+Battistoni&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D551" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/132733258858/u/49/f/612175/c/33864/s/1ec141f9/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/132733258858/u/49/f/612175/c/33864/s/1ec141f9/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/132733258858/u/49/f/612175/c/33864/s/1ec141f9/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=551</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Buona Pasqua a tutti</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=547</link><description>Auguri a tutti voi di una serena e Felice Pasqua 2012. Che lal Serenità del Cristo risorto inondi i vostri cuori.&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1e2c244b/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Buona+Pasqua+a+tutti&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D547" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Buona+Pasqua+a+tutti&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D547" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Sat, 07 Apr 2012 07:31:03 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=547#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=547</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2012/04/auguri-pasqua-2012.jpg" rel="lightbox[547]"><img class="aligncenter wp-image-548" style="border: 0pt none;" title="auguri-pasqua-2012" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2012/04/auguri-pasqua-2012.jpg" alt="" width="500" /></a></p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1e2c244b/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Buona+Pasqua+a+tutti&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D547" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Buona+Pasqua+a+tutti&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D547" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2.img" border="0"/></a><img width="1" height="1" src="http://pi.feedsportal.com/r/130996589656/u/49/f/612175/c/33864/s/1e2c244b/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=547</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>San Giuseppe visto da vicino</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=542</link><description>Intervista a Padre Vittorino Grossi, celebre teologo e professore di Patrologia e di Patristica, che traccia del padre putativo di Gesù, un ritratto fuori dagli schemi tradizionali, ma fondato su studi rigorosi.. Di Renzo Allegri Cerca Padre Vittorino Grossi su AMAZON.IT &amp;#60;&amp;#60;Il più grande santo e il più potente intercessore che abbiamo in cielo, dopo [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d866f0c/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=San+Giuseppe+visto+da+vicino&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D542" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=San+Giuseppe+visto+da+vicino&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D542" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Sat, 17 Mar 2012 11:26:52 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=542#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=542</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Padre Vittorino Grossi, religioso agostiniano, intervistato in questo articolo. Teologo e scrittore, è direttore della rivista di studi patristici “Augustinianum”, membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, professore di Patrologia e Patristica alla Pontificia Università Lateranense e all’Istituto Patristico Augustinianum. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>Intervista a Padre Vittorino Grossi, celebre teologo e professore di Patrologia e di Patristica, che traccia del padre putativo di Gesù, un ritratto fuori dagli schemi tradizionali, ma fondato su studi rigorosi..</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri</strong></span></p> <p><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Vittorino%20Grossi" target="_blank"><strong>Cerca Padre Vittorino Grossi su AMAZON.IT</strong></a></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il più grande santo e il più potente intercessore che abbiamo in cielo, dopo la Vergine Maria, è San Giuseppe&#62;&#62;. Lo ha affermato Pio IX nel 1870 con il decreto della Sacra Congregazione dei riti “Quemadmodum Deus” proclamando San Giuseppe  patrono della Chiesa universale. E dopo di Pio IX, tutti i Pontefici hanno ribadito questa  concetto.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ giusto che sia così&#62;&#62;, commenta padre Vittorino Grossi, teologo e scrittore, direttore della rivista di studi patristici “Augustinianum”, membro del Pontificio comitato di Scienze storiche, professore di Patrologia e Patristica alla Pontificia Università Lateranense e all’Istituto Patristico Augustinianum. &#60;&#60;San Giuseppe fu sposo di Maria, la madre di Dio;  fu la persona scelta direttamente da Dio per la missione più straordinaria che si possa immaginare, essere  il padre legale del figlio stesso di Dio nella sua avventura terrena, quando, pur continuando ad essere Dio,  assunse la natura umana, diventando anche vero uomo.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-542"></span></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Duemila anni fa&#62;&#62;, prosegue  padre Vittorino  con un entusiasmo che palesa amore e ammirazione  &#60;&#60;San Giuseppe ha visto nascere Gesù, lo ha tenuto tra le braccia, gli ha dato un affetto immenso, ha  provveduto a difenderlo da chi lo voleva uccidere, ha seguito la sua crescita, ha lavorato per mantenerlo, gli ha insegnato le regole del vivere civile, i principi religiosi, è vissuto con lui e la Madonna formando una famiglia speciale, la “Sacra Famiglia”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ma pur avendo un incarico così eccezionale, Giuseppe è stato in vita sempre un uomo umile e riservato. Gli evangelisti parlano poco di lui. E anche nell’ambito della storia della devozione, il suo culto si è sviluppato lentamente. Bisogna arrivare alla fine del primo millennio della storia cristiana per trovare un importante  interesse devozionale e teologico per lui. Poi, nel secondo millennio, quell’interesse è andato via via crescendo. Importanti teologi, come San Tommaso d’Aquino, San Bonaventura, il Beato Giovanni Duns Scoto  con i loro scritti hanno approfondito ed evidenziato il ruolo di San Giuseppe  nell’ambito del mistero dell’Incarnazione.  San Bernardino da Siena,  nel quindicesimo secolo, fu un grande divulgatore del culto a San Giuseppe e nelle sue prediche sosteneva che era stato assunto in cielo come la sua sposa Maria. Santa Teresa d’Avila, nel  secolo sedicesimo, promosse la devozione a San Giuseppe in tutta la Spagna, e gli dedicò dodici monasteri da lei fondati.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Un’immagine di San Giuseppe con Gesù bambino. Secondo la trazione, Giuseppe è rappresentato vecchio &#34;In realtà&#34;, spiega padre Vittorino Grossi &#34;San Giuseppe, quando sposò la Vergine Maria era giovane: avrà avuto 16-17 anni, e Maria ne aveva circa 12-13, come era consuetudine allora. Ma San Giuseppe è sempre stato raffigurato vecchio per rendere meno difficile la comprensione di alcune verità dogmatiche, come la verginità di Maria, la divinità di Gesù uomo-Dio&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>&#60;&#60;Il più forte impulso, però, alla conoscenza teologica di San Giuseppe è venuto dai Pontefici negli ultimi  150 anni. A cominciare da Pio IX che, nel 1870,  proclamò  San Giuseppe “patrono della Chiesa Universale”. Leone XIII, nel 1889, gli dedicò un’enciclica, “Quamquam pluries”,  proclamandolo “modello e avvocato di tutte famiglie cristiane”; Benedetto XV, con il Motu Proprio “Bonum sane”, nel 1920,  esaltò l’efficacia delle devozione a San Giuseppe come rimedio ai problemi del dopoguerra;  Pio XI nel 1937, con l’enciclica “Divini Redemptoris”, lo propose come “modello e patrono degli operai”; Pio XII, nel 1955, istituì la festa liturgica di Giuseppe operaio;  Giovanni XXIII, nel 1961, lo nominò “Celeste protettore del Concilio Vaticano II”; Giovanni Paolo II  nel 1989 gli dedicò una Esortazione apostolica, “Redemptoris custos”, che è uno  straordinario documento teologico. Gli interventi di Benedetto XVI su San Giuseppe sono continui e insistenti. Egli ama molto questo santo del quale porta il nome di battesimo&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa si conosce esattamente della vita di San Giuseppe?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;I Vangeli e i libri canonici su questo argomento dicono poco. Matteo e Luca concordano nel presentare San Giuseppe come discendente della stirpe di David. Sembra avesse un fratello di nome Cleofa. Luca colloca la sua famiglia a Nazaret.  Nei racconti dagli apocrifi, (cioè in quei libri che risalgono ai primi secoli ma che la Chiesa non ritiene ispirati da Dio)  si trovano varie indicazioni anagrafiche, ma non attendibili. Quegli scrittori erano preoccupati di difendere alcune verità dogmatiche, come la verginità di Maria, la divinità di Gesù uomo-Dio. Per dimostrare che Gesù Bambino era figlio di Dio, gli attribuiscono una miriade di miracoli a volte ingenui e grotteschi. Per rendere accessibile il concetto della Virginità della Madonna, presentano San Giuseppe quasi centenario.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Questi racconti hanno influenzato l’iconografia  di tutti i tempi, e infatti San Giuseppe è sempre presentato anziano, con il bastone e la barba. In realtà, quando sposò Maria, era giovane.  A quel tempo, le ragazze ebree si sposavano  tra i 12 e i 14 anni, mentre i maschi tra i 16 e i 18 anni. Quindi, Maria divenne promessa sposa di Giuseppe quando aveva circa 12 anni, e Giuseppe aveva 16 o 17 anni&#62;&#62;.</p> <p><strong><a title="Immagine bizantina di San Giuseppe con Gesù Bambino. &#34;Anche nella Chiese d’Oriente&#34;, spiega padre Vittorino &#34;si è sempre seguito la tradizione di rappresentare San Giuseppe Vecchio. In alcuni libri apocrifi, risalenti ai primi secoli del cristianesimo, si racconta che, quando sposò Maria, Giuseppe fosse vedovo e avesse circa cento anni&#34;" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>Si sa qualche cosa della famiglia di Giuseppe?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Matteo e Marco ci informano che era un falegname, quindi apparteneva a una famiglia di artigiani. Per indicare questa professione usano la parola greca  “tekton”, che viene in genere tradotta con il termine “falegname”, ma va intesa in forma  più ampia, come carpentiere, impresario edile, uno che lavorava il legno soprattutto per la costruzione delle case, che erano tutte in legno. Un lavoro importante dal quale si deduce che la famiglia di Giuseppe fosse benestante. Nell’impero romano  del tempo, la società era divisa in due classi: gli “humiliores”, i meno abbienti, i poveri; e  gli “honestiores”, che erano i benestanti. I “tekton” facevano parte di questa classe&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe e Maria erano innamorati o il  loro matrimonio era stato combinato dalle rispettive famiglie?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nella famiglia ebraica, il matrimonio  aveva una struttura “patriarcale”, “maschilista”. La ragazza dipendeva dal capofamiglia; il ragazzo un po’ meno. Nel caso del matrimonio, erano le famiglie che trattavano, ma, alla fine, era il ragazzo che, con l’approvazione del padre e della madre, andava a chiedere “la mano” della ragazza, la quale poteva anche rifiutare il promesso sposo, ma non succedeva quasi mai.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nel caso specifico di Giuseppe e Maria è logico ritenere che siano state osservate le consuetudini, ma è lecito anche pensare che fossero veramente innamorati.  E questo lo si deduce proprio da ciò che avvenne dopo che era già stato  stipulato il contratto di promessi sposi&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Cioè la scoperta da parte di Giuseppe che Maria era incinta?.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Esattamente. Il comportamento di Giuseppe in quella situazione palesa un grande amore e una grande stima di Maria. La legge prevedeva che dopo l’accordo scritto tra le due parti, dovesse trascorrere ancora un anno prima che i due promessi sposi andassero a vivere insieme. In caso di infedeltà della donna, il marito la ripudiava e la donna veniva punita con la lapidazione. Il Vangelo racconta che Giuseppe, accortosi che Maria era incinta, rimase naturalmente sconvolto, e dopo lunghe riflessioni decise di lasciarla libera, senza ripudiarla ufficialmente per evitare che venisse uccisa. Questa decisione dimostra che Giuseppe  voleva veramente bene a Maria, la stimava e non si permise neppure di giudicarla&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Dipinto di Rosso Fiorentino, che raffigura il matrimonio tra Maria e Giuseppe. E’ un’opera che risale al 1523, si trova nella chiesa di San Lorenzo a Firenze ed è uno dei pochi casi in cui San Giuseppe è raffigurato giovane. Ma quando venne esposto al pubblico, questo quadro suscitò enorme scandalo." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>Ma arrivò l’angelo a chiarire tutto. Disse a Giuseppe: “Non temere di prendere con te Maria tua sposa, perchè ciò che in lei è generato, è di Spirito Santo. E darà alla luce un figlio e gli porrai nome Gesù; egli infatti salverà il popolo suo dai suoi peccati. Destatosi Giuseppe dal sonno, fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore”.</strong> <strong>Che preparazione culturale e religiosa aveva Giuseppe per  capire e accettare le parole dell’angelo?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Le scuole ebraiche di 2000 anni fa erano all’avanguardia. Erano divise in Elementari e in Superiori. Le elementari erano frequentate dai ragazzi dai 5 ai 13 anni. La superiori portavano al conseguimento del titolo di ‘rabbino’, che era equivalente al nostro dottorato in Giurisprudenza. Giuseppe aveva certamente frequentato le elementari. E poiché lo studio era incentrato sulla conoscenza della Bibbia, della storia sacra, dei riti religiosi, conosceva bene i testi delle profezie riguardanti l’attesa del Messia, e quindi le parole dell’angelo non erano per lui prive di senso, anzi, avevano un significato importantissimo.. E poiché, come dice  l’evangelista, era “giusto”,  viveva cioè in sintonia con Dio,  intuì il profondo significato di quella storia e accettò come aveva accettato Maria. Entrò così nel mistero e da allora fu un fedele esecutore della volontà di Dio&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>San Giuseppe, e anche Maria, furono liberi nella scelta di aderire alla volontà di Dio, o “programmati” in funzione della “missione” che  Dio aveva previsto per loro?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Furono certamente liberi. Sant’ Agostino spese l’intera esistenza a riflettere sul “libero arbitrio” e quattro anni prima di morire scrisse un libretto che si intitola “La Grazia e il libero arbitrio”. Egli dice: “Nelle Sacre Scritture ci sono testi che dicono che c’è la Grazia di Dio;  e ci sono testi che dicono che c’è il libero arbitrio dell’uomo. Noi sappiamo che queste due realtà esistono ma come poi, nella vita,  si compongono, si mettano insieme, a noi non è dato di capire: questo fa parte del mistero di Dio e del mistero dell’uomo”.  Quando tra Dio e l’uomo vi è sintonia, amore, allora tutto avviene in modo libero e spontaneo. L’uomo intuisce l’amore di Dio, la verità dell’amore di Dio, e ne è attratto. Maria e Giuseppe avevano un istintivo e naturale trasporto verso Dio, e vivendo in amicizia con lui, seguivano liberamente le intuizioni suggerite dalla Grazia&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Dipinto che raffigura San Giuseppe addormentato e in sogno riceve istruzioni da parte di un angelo. Come raccontano i Vangeli, San Giuseppe era molto perplesso quando si accorse che Maria era incinta. Aveva grande stima di lei e si rifiutava di pensare che lo avesse tradito. E allora gli apparve in sogno un angelo che gli spiegò come stavano le cose." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="5" /></a>Dopo la nascita di Gesù, Giuseppe deve affrontare situazioni molto difficili: l’ira di Erode, la fuga in Egitto eccetera. E risolve tutte queste difficoltà  prendendo decisioni rapide e precise, dimostrando di essere un uomo attivo e coraggioso</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Certo, dal racconto che i Vangeli fanno di quelle situazioni si ricava che Giuseppe era una persona molto dotata anche da un punto di vista umano. Un giovane straordinario. E Maria era come lui. Insieme presero decisioni che comportavano sacrifici, incognite, preoccupazioni gravi. Avevano un bambino piccolo, minacciato di morte, bisognava scappare in fretta. Partirono per l’Egitto e, a quanto è dato sapere, fecero un viaggio di circa 500 chilometri. Si aggregarono a una carovana. Viaggiavano quindi in compagnia di altre persone, ma i sacrifici e i disagi non furono per questo meno gravi. Ma niente mai turbò la loro fiducia in Dio. La loro unione familiare&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Un altro momento difficile si presentò durante l’annuale viaggio a Gerusalemme, quando persero il figlio che aveva 12 anni.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;Anche in quell’occasione soffrirono molto. Tre giorni di ricerche. E quando finalmente trovarono il figlio nel tempio, la Madonna disse una frase che “fotografa” il dolore e la sofferenza che avevano nel cuore: “Perché ci hai fatto questo. Io e tuo padre, angosciati, ti cercavamo”.  “Angosciati”: un aggettivo che fa capire quanta sofferenza e quanto amore avevano tutti e due per quel loro figlio&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Il ritrovamento di Gesù nel tempio, è l’ultimo episodio riferito dai Vangeli in cui compare San Giuseppe.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Esatto. Poi seguirono gli anni della vita nascosta di Gesù. Vita di famiglia. Gesù avrà certamente lavorato con suo padre. Era diventato anche lui un falegname, esperto in quella professione. Ma ha anche certamente continuato a studiare. Infatti, quando inizia la sua vita pubblica, lo chiamano “Rabbi”, “Maestro”: titolo riservato a chi aveva frequentato le Scuole Superiori, arrivando al dottorato in giurisprudenza. Gesù era colto, conosceva di sicuro anche il greco e il latino&#62;&#62;.</p> <p><strong><a title="Quadretto che raffigura la Sacra Famiglia. &#34;San Giuseppe era falegname di professione&#34;, spiega padre Vittorino. &#34;Questa categoria di lavoratori apparteneva alla classe benestante, e per questo si presume che Gesù abbia frequentato non solo le scuole elementari obbligatorie, ma anche quelle Superiori, paragonabili alla nostra Università. Era quindi colto e conosceva certamente anche il latino e il greco&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/6.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/san-giuseppe-visto-da-vicino/thumbs/thumbs_6.jpg" alt="6" /></a>Quando morì Giuseppe?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Prima che Gesù iniziasse la sua vita pubblica, perché nel racconto dei Vangeli di quel periodo, Giuseppe non appare più. Come sia morto, non si sa. Certamente assistito dalla moglie Maria e dal figlio Gesù. Cioè, assistito dalle persone più care che aveva e noi sappiamo quale fosse la loro vera identità. Quindi, una morte da invidiare. Per questo, San Giuseppe è patrono della buona morte&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>San Bernardino da Siena e altri teologi sostengono che sia stato assunto in cielo, come sarebbe poi accaduto a Maria”.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La Chiesa Greca ha accolto questa ipotesi. Anche Sant’Ireneo, prima di san Bernardino, scrisse molto su questo argomento. Ma la Chiesa Cattolica non si è mai pronunciata ufficialmente su questo tema&#62;&#62;.</p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d866f0c/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=San+Giuseppe+visto+da+vicino&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D542" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=San+Giuseppe+visto+da+vicino&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D542" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2.img" border="0"/></a><img src="http://da.feedsportal.com/r/129200432124/u/49/f/612175/c/33864/s/1d866f0c/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=542</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>L’enigma dei cristalli della neve</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=536</link><description>Uno sconcertante rompicapo che affascina e sfida gli scienziati Di Renzo Allegri &amp;#8211; Foto di Nicola Allegri Cerca MASARU EMOTO su AMAZON.IT A febbraio la neve ha messo in ginocchio l’Italia. E’ arrivata in ritardo, rispetto agli altri inverni, ma si è abbattuta su tutte le regioni, in particolare  su quelle nel Centro e del [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d4b4b45/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=L%E2%80%99enigma+dei+cristalli+della+neve&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D536" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=L%E2%80%99enigma+dei+cristalli+della+neve&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D536" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Fri, 09 Mar 2012 14:08:45 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=536#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=536</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Emoto Masaru è un ricercatore giapponese diventato famoso per le sue foto dei cristalli dell’acqua congelata. Egli sostiene che l’acqua interagisce con l’uomo. E lo proverebbe con le sue foto, dimostrando che, a seconda di ciò che “capta”, l’acqua, congelando, modifica la struttura dei propri cristalli. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a><strong>Uno sconcertante rompicapo che affascina e sfida gli scienziati</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri &#8211; Foto di Nicola Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Masaru%20Emoto" target="_blank"><strong>Cerca MASARU EMOTO su AMAZON.IT</strong></a></p> <p style="text-align: justify;">A febbraio la neve ha messo in ginocchio l’Italia. E’ arrivata in ritardo, rispetto agli altri inverni, ma si è abbattuta su tutte le regioni, in particolare  su quelle nel Centro e del Sud della nostra penisola con una violenza distruttiva che non si vedeva da decenni, provocando disagi, danni e anche vittime.</p> <p style="text-align: justify;">La neve è un fenomeno meteorologico che nel suo aspetto esteriore incanta e affascina e, in genere, per questo, suscita simpatia e gioia, soprattutto nei bambini. Ma in questa occasione si è presentato con l’aspetto di un tornado arrabbiato e distruttivo, suscitando sentimenti di paura e di odio.</p> <p style="text-align: justify;">Pochi sanno che la neve è uno dei fenomeni più misteriosi e più enigmatici. Un autentico rompicapo per gli scienziati, che lo studiano da anni senza riuscire a svelarne i segreti.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-536"></span></p> <p style="text-align: justify;">Ogni fiocco di neve che vediamo volteggiare nell’aria e depositarsi dolcemente al suolo, è costituito da piccoli cristalli di forma esagonale, simmetrica e bellissima, ma tutti dissimili l’uno dall’altro. Nel corso di una abbondante nevicata come quelle dei giorni scorsi, i cristallini di neve caduti dal cielo sono stati innumerevoli come le stelle del firmamento. Miliardi di miliardi. Ebbene, ognuno era diverso dall’altro. Impossibile trovarne due uguali. E’ un fatto incredibile, ma scientificamente vero. Così incredibile che non se ne parla mai. Solo gli scienziati lo prendono in considerazione, perché si sentono sconfitti e anche umiliati per non riuscire a spiegarlo, a imprigionarlo in una gabbia scientifica. Formulano teorie e ipotesi, ma sono teorie che non convincono e non spiegano. Sembra che, nel 1986, in America siano stati trovati due cristalli di neve uguali. E anche se la cosa non era certa, è stata egualmente oggetto di una comunicazione  ufficiale da parte della “Società Meteorologica Americana”, proprio perché quel fatto, se si fosse potuto documentare, poteva essere un evento che sfondava finalmente il muto invalicabile di quel mistero.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Alcune immagini di cristalli di neve. Hanno tutti la forma periferica esagonale, ma al loro interno nessuno è uguale a un altro.. Ed è questo un rompicato scientifico che affascina. Il numero di cristalli di neve nel corso di una abbondante nevicata è costituito da miliardi di miliardi di cristalli e non ce n’è uno uguale all’altro." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/1.gif" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/thumbs/thumbs_1.gif" alt="1" /></a>Un mio amico, nei giorni scorsi, parlandomi di questo fenomeno, ha ricordato il pensiero di  San Tommaso d’Aquino, il grande teologo e filosofo medievale, che parla di “intelligenze  senza corpo fisico”, che potrebbero essere gli angeli. Gli angeli, quindi, potrebbero essere gli autori di fenomeni del genere.  Gli scienziati atei sorridono e continuano a tormentarsi alle ricerca di una spiegazione razionale. I credenti potrebbero, invece, provare un sentimento di gioia, di meraviglia, di fronte a un altro mistero della natura che richiama la presenza di Dio e del suo infinito amore.</p> <p style="text-align: justify;">La storia dei cristalli della neve mi ha fatto venire in mente il mio incontro con uno scienziato giapponese, famoso proprio per aver dedicato gran parte della sua vita a studiare i cristalli dell’acqua ghiacciata. E anche lui si è imbattuto in fenomeni straordinari e stupefacenti, che non hanno alcuna spiegazione razionale.</p> <p style="text-align: justify;">Questo scienziato, che si chiama Masaru Emoto, è  un medico, laureato anche in fisica e chimica. Una persona quindi di seria preparazione scientifica. Egli sostiene di aver le prove che l’acqua interagisce con l’uomo. Secondo lui, l’acqua sarebbe in grado  di “captare” le emozioni umane, le vibrazioni della musica, il suono delle parole, e anche il significato delle parole stesse. E, a seconda di ciò che “capta”, reagirebbe in maniera così profonda da modificare la propria natura.</p> <p style="text-align: justify;">Per dimostrare questo incredibile fatto, il dottor Emoto ha messo a punto una particolare macchina che gli permette di fotografare i cristalli dell’acqua ghiacciata.  Ed ha così documentato che, nel processo di ghiaccificazione, i cristalli dell’acqua prendono forme diverse a seconda delle emozioni che l’acqua ha percepito.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Suggestiva immagine di una nevicata notturna. I fiocchi di neve illuminati dalla luce elettrica, prendono forma di bollicine luminose. Finora, nessuna ricerca scientifica è riuscita a trovarne due cristalli di neve completamente uguali.." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>&#60;&#60;I cristalli di acqua congelata che hanno “ascoltato” una musica dolce&#62;&#62;, mi disse il dottor Emoto &#60;&#60; appaiono armonici, colorati, con forme geometriche perfette. Quelli di acqua trattata con musica dura e aggressiva, sono invece storti, spezzati, contorti. Lo stesso succede con le parole. Se si parla all’acqua con amore, i cristalli sono perfetti. Se si pronunciano parole di odio o di rabbia, i cristalli sono confusi e brutti&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Il dottor Emoto non sa ancora per quale motivo esatto ciò avvenga, ma con i suoi migliaia e migliaia di esperimenti compiuti da solo, e con vari altri ricercatori scientifici,  non ha dubbi sulla reale esistenza del fenomeno.</p> <p style="text-align: justify;">Intorno alle sue ricerche è sorto un grande interesse da parte di molti altri scienziati. Non solo in Giappone, ma anche in Europa e in America. Il dottor Emoto è chiamato a tenere conferenze in tutto il mondo e i suoi libri che illustrano i risultati delle singolari ricerche, vanno a ruba.</p> <p style="text-align: justify;">E anche per lui, tutto è cominciato con i cristalli della neve. Mi ha raccontato: &#60;&#60;Un giorno lessi in un libro che non esistono cristalli di neve simili l’uno all’altro. La neve cade sulla terra da milioni di anni,  e sono miliardi di miliardi i cristalli che l’hanno formata e che la formano, ma non ne esiste uno uguale all’altro. Questo concetto mi ha colpito ed ho cominciato a pensare di studiare l’acqua nella sua forma cristallizzata, cioè l’acqua ghiacciata. Pensavo che, forse, fotografando i cristalli dell’acqua ghiacciata avrei potuto avere delle informazioni preziose sulla sua vera natura.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ho preso dell’acqua distillata e l’ho messa in una boccetta. Poi, di fronte a quell’acqua alcune persone hanno pronunciate parole dolci e piene di serenità come “mamma”, “papà”, “amore”, “angelo”, “grazie”, “pace”. Quindi ho fatto ghiacciare quell’acqua e ho fotografato i cristalli che sono apparsi bellissimi, armonici, geometrici, luminosi. Sembravano gioire  per l’energia positiva contenuta nelle parole che avevano “sentito”. Poi ho sottoposto la stessa acqua a un trattamento di parole dure e negative, come “odio”, “guerra”, morte”, “sangue”, “demonio”,  e termini offensivi. I cristalli ottenuti con il congelamento erano tutti diversi. Erano brutti, orrendi, contorti, scuri, disarmonici, incompiuti. Era come se fossero stati spezzati, schiacciati, devastati da una energia cattiva. E lo stesso incredibile fenomeno, cioè modificazione dei cristalli, si verifica quando l’acqua “ascolta” della musica. Abbiamo fatto “ascoltare” ad un campione di acqua brani di Mozart, Vivaldi, Schubert, Beethoven, ottenendo poi dei cristalli che sono risultati stupendi per forma e colore. Ma risultati completamente diversi abbiamo ottenuto con il rock duro o l’heavy metal, canzoni che contenevano testi arrabbiati, parole cariche di astio, e i cristalli ottenuti erano storpiati, divisi, come se fossero esplosi.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Il dottor Masaru Emoto con una dei suoi libri, dove spiega gli esperimento compiuti e i risultati raggiunti. Egli afferma di non sapere ancora per quale motivo i cristalli dell’acqua congelata cambino forma a seconda delle emozioni “captate” dall’uomo. Ma non ha dubbi che il fenomeno sia reale e oggettivo, in quanto è stato riscontrato anche da molti altri ricercatori. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>&#60;&#60;Ho constatato che l’acqua risente anche dei pensieri positivi che le vengono inviati durante la preghiera. In Giappone ho fatto degli esperimenti con risultati sbalorditivi. Nell’ottobre  del 1997 ho condotto un esperimento sull’acqua del bacino di Fujiwara a Minatami-cho, nella prefettura di Gunma. Quel giorno l’acqua del laghetto era inquieta, turbolenta. Abbiamo prelevato subito un campione, per congelarlo e osservare poi i cristalli. Intanto il reverendo Kato Hoki, priore del tempio di Jyhouin, nella città di Omiya, cominciò a pregare  stando sul bordo del bacino e dopo un’ora di preghiera l’acqua appariva più calma e anche più limpida. Prelevammo un  nuovo campione, per congelarlo e osservarlo al microscopio. I cristalli dell’acqua prelevata prima della preghiera erano bruni, contorti, pieni di buchi e di separazioni; quelli dell’acqua prelevata dopo la preghiera erano bellissimi, pieni di equilibrio, con complicate forme geometriche.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il l 25 luglio del 1999 ho fatto un esperimento simile presso il lago Biwa. Questo lago, che si trova nella provincia di Shiga, è il più vasto del Giappone ed è anche un terribile esempio di inquinamento. Ogni estate la superficie del lago si ricopre di una strana specie di pianta acquatica, chiamata alga “kokanda”, che imputridisce e diffonde in tutta la zona un fetore quasi insopportabile. Quel  25 luglio, alle quattro e mezzo del mattino, ci siamo riuniti in 350 persone per pregare sulle sponde del lago. E il risultato è stato sorprendente. I cristalli dell’acqua del lago dopo la preghiera, erano bellissimi e continuarono ad esserlo per circa sei mesi.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Una foto storica che ritrae le fontane del Santuario di Nostra Signora di Lourdes in Francia." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/fontane.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lenigma-dei-cristalli-della-neve/thumbs/thumbs_fontane.jpg" alt="fontane" /></a>&#60;&#60;Ho fotografato anche i cristalli dell&#8217;acqua di Lourdes, il famoso santuario  cristiano. Sono spettacolari: armoniosi, ma con un qualche cosa di misterioso e di soave insieme, come se fossero impregnati da un sentimento mistico&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Il dottor Emoto ha utilizzato questi suoi esperimenti per fini  commerciali che possono essere discutibili. Ma i risultati delle sue ricerche al microscopio sono un dato oggettivo. Ripetuto e constatato da molti altri ricercatori. E dimostra che, anche in questo caso, la scienza rimane confusa, incapace di trovare delle spiegazioni di certi comportamenti della natura. Il pensiero va alla famosa frase che Shakesperare fa dire ad  Amleto rivolto al suo amico Orazio: &#60;&#60;Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia&#62;&#62;. E anche a quanto scrisse Carl Jung: &#60;&#60;Non commetterò il tipico errore di considerare una frode tutto ciò che non sono in grado di spiegare&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 341 si legge: &#60;&#60;La bellezza della creazione riflette la bellezza infinita di Dio&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Giovanni Paolo II, nella sua enciclica “<a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;rh=n%3A411663031%2Ck%3AFides%20et%20ratio&#38;field-keywords=Fides%20et%20ratio&#38;url=search-alias%3Dstripbooks&#38;ajr=0" target="_blank">Fides et ratio</a>” ha scritto: &#60;&#60;Attraverso il creato, gli &#8220;occhi della mente&#8221; possono arrivare a conoscere Dio&#62;&#62;.  E Benedetto XVI, nel suo messaggio per la XLIII Giornata per la pace: &#60;&#60; Contemplare la bellezza del creato è stimolo a riconoscere l’amore del Creatore, quell’Amore che “move il sole e l’altre stelle”&#62;&#62;.</p> <ul> <li style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Masaru%20Emoto" target="_blank"><strong>Tutto il Materiale su quest&#8217;argomento puoi cercarlo su AMAZON.IT</strong></a></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d4b4b45/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=L%E2%80%99enigma+dei+cristalli+della+neve&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D536" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=L%E2%80%99enigma+dei+cristalli+della+neve&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D536" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2.img" border="0"/></a><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698530457/u/49/f/612175/c/33864/s/1d4b4b45/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=536</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Video Intervista a Roberto Allegri</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=529</link><description>Intervista a Roberto Allegri, in onda su TV PADRE PIO, autore de &amp;#8220;La meraviglia di un sorriso&amp;#8221; (ed. Paoline) TRAMA DEL LIBRO: Il testo raccoglie le emozioni, ma soprattutto le riflessioni, che hanno invaso l&amp;#8217;animo dell&amp;#8217;autore quando è diventato padre. &amp;#8220;Perché una cosa così &amp;#8220;normale&amp;#8221;, eppure &amp;#8220;immensa&amp;#8221;, non può accadere senza provocare domande e scatenare [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d3c15a1/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Video+Intervista+a+Roberto+Allegri&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D529" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Video+Intervista+a+Roberto+Allegri&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D529" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Wed, 07 Mar 2012 16:15:42 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=529#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=529</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8831541021/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=as2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;creativeASIN=8831541021"><img class="alignleft wp-image-464" title="roberto3" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2012/01/roberto3.jpg" alt="" width="150" /></a><strong>Intervista a Roberto Allegri, in onda su TV PADRE PIO, autore de &#8220;La meraviglia di un sorriso&#8221; (ed. Paoline)</strong></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8831541021/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=as2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;creativeASIN=8831541021"><img class="alignnone wp-image-465" style="border: 0pt none;" title="buy-from-tan" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2012/01/buy-from-tan.gif" alt="" width="90" height="28" /></a></p> <p style="text-align: justify;"><strong>TRAMA DEL LIBRO:</strong></p> <p style="text-align: justify;">Il testo raccoglie le emozioni, ma soprattutto le riflessioni, che hanno invaso l&#8217;animo dell&#8217;autore quando è diventato padre.</p> <p style="text-align: justify;">&#8220;Perché una cosa così &#8220;normale&#8221;, eppure &#8220;immensa&#8221;, non può accadere senza provocare domande e scatenare pensieri sulla vita, sul futuro, sulla morte, persino su Dio stesso&#8221;.</p> <p style="text-align: justify;">Mese dopo mese, seguendo la crescita del piccolo Francesco, Roberto Allegri si è scoperto diverso ogni volta, sempre in mutamento, mentre cercava di rispondere alle esigenze e ai desideri del figlio.</p> <p style="text-align: justify;">E ha voluto registrare tali cambiamenti in questo libro, da cui emerge il ritratto di un uomo per il quale essere genitori è un&#8217;occasione per migliorare se stessi e una missione fondamentale da compiere.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-529"></span></p> <p style="text-align: center;"><object width="500" height="369" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZQW80h_RHG4?version=3&#38;hl=it_IT&#38;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="500" height="369" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ZQW80h_RHG4?version=3&#38;hl=it_IT&#38;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d3c15a1/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Video+Intervista+a+Roberto+Allegri&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D529" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Video+Intervista+a+Roberto+Allegri&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D529" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2.img" border="0"/></a><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698572129/u/49/f/612175/c/33864/s/1d3c15a1/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=529</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator><enclosure url="http://www.youtube.com/v/ZQW80h_RHG4?version=3&amp;#38;hl=it_IT&amp;#38;rel=0" length="3273" type="application/x-shockwave-flash" /><media:content url="http://www.youtube.com/v/ZQW80h_RHG4?version=3&amp;#38;hl=it_IT&amp;#38;rel=0" fileSize="3273" type="application/x-shockwave-flash" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Intervista a Roberto Allegri, in onda su TV PADRE PIO, autore de &amp;#8220;La meraviglia di un sorriso&amp;#8221; (ed. Paoline) TRAMA DEL LIBRO: Il testo raccoglie le emozioni, ma soprattutto le riflessioni, che hanno invaso l&amp;#8217;animo dell&amp;#8217;autore quand</itunes:subtitle><itunes:summary>Intervista a Roberto Allegri, in onda su TV PADRE PIO, autore de &amp;#8220;La meraviglia di un sorriso&amp;#8221; (ed. 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Pubblichiamo uno scritto del Presidente dell&amp;#8217;Associazione Centro Studi Libero D&amp;#8217;orsi, Salvatore Esposito. di Salvatore Esposito La domanda che, da più parti, è venuta all’Associazione “Libero d’Orsi”, della [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d38893a/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=50+anni+tra+Ges%C3%B9+e+la+gente&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D520" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=50+anni+tra+Ges%C3%B9+e+la+gente&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D520" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Wed, 07 Mar 2012 10:23:12 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=520#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=520</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Copertina del libro firmato da Salvatore Esposito in occasione dei 50 anni della costruzione della Chiesa di San Marco Evangelista." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/donciro04.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/thumbs/thumbs_donciro04.jpg" alt="donciro04" /></a>Con piacere IL FAUSTINO vi presenta un libro edito, nell&#8217;anno 2009, in occasione dei 50 anni dalla Costruzione della Chiesa di San Marco Evangelista in Castellammare di Stabia.</strong> <strong>Pubblichiamo uno scritto del Presidente dell&#8217;Associazione Centro Studi Libero D&#8217;orsi, Salvatore Esposito.</strong></p> <p style="text-align: justify;">di Salvatore Esposito</p> <p style="text-align: justify;">La domanda che, da più parti, è venuta all’Associazione “Libero d’Orsi”, della quale mi onoro di essere il Presidente, del perchè di questa pubblicazione-documentario non può che trovare la risposta nelle vicende che hanno dato luce alla vita di un Sacerdote, don Ciro Donnarumma,e nei rifl essi di questa vita sul Rione San Marco.</p> <p style="text-align: justify;">Una storia che per diversi lustri si dipana intorno all’azione pastorale di don Ciro, del Servo di Dio al servizio del Popolo di Dio, senza distinzione di ceto e di età.</p> <p style="text-align: justify;">Un servizio che, superando la circoscrizione territoriale assegnata gli dalla Curia, ha profondamente inciso la mente e il cuore di tanti uomini e donne, di tanti giovani e anziani, di quelli che credono e di quelli che non credono.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-520"></span></p> <p style="text-align: justify;">Coloro che lo hanno conosciuto ne ricordano, come me, i tratti umani che, in stretta sinergia con quelli sacerdotali,ne facevano un punto di riferimento sia nei momenti felici che in quelli che non lo erano.</p> <p style="text-align: justify;">Ne ricordano, certamente, la volontà che diventava forza e fatica tesa a dare esecuzione a quel disegno della Provvidenza diventato il suo disegno: dare una Chiesa ai cittadini del Rione San Marco.</p> <p style="text-align: justify;">Sono passati, da allora, 50 anni e da 6 anni don Ciro ha lasciato questa terra che ove da Lui attraversata è stata seminata dalla sua Fede in Dio e dal suo Amore per gli ultimi, per i deboli, per i bisognosi, per le vedove e chiunque si rivolgeva a Lui in cerca di aiuto. Ha lasciato la vita terrena quando tutto era stato ultimato e tutti potevano pregare in una chiesa accogliente, anche dal punto di vista di “Edifi cio”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Dipinto della Professoressa Maria Pia Sorrentino." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/donciro02.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-center alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/thumbs/thumbs_donciro02.jpg" alt="donciro02" /></a>Tra questi frutti di questa semina ad occupare un posto di rilievo sono gli ambulatori e l’insieme di tutte quelle iniziative che riguardano la formazione dei giovani, perché siano portatori di valori che, come quelli della Legalità, della Solidarietà e dell’Accoglienza, costituiscono il lievito per la crescita ordinata e civile di ogni Comunità.</p> <p style="text-align: justify;">Lo abbiamo fatto così, in questo modo, con la stessa semplicità del Protagonista che da Lassù, ne siamo certi, non ha smesso di pregare per il bene del San Marco!</p> <p style="text-align: justify;">Con piacere vi presento la testimonianza dell Dottor Flavio Di Martino, gia Sindaco di Castellammare di Stabia.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Quando il ricordo sconfigge l’oblio</strong></p> <p style="text-align: justify;"><em>di Flavio di Martino</em></p> <p style="text-align: justify;">Ricordo don Ciro Donnarumma, l’apostolo del San Marco, come l’antesignano del volontariato stabile in chiave moderna, non solo assistenza ma anche solidarietà e promozione sociale, culturale e religiosa.<br /> Lo ricordo come il Sacerdote illuminato e sostenuto da una forza particolare, quella dell’umiltà.</p> <p style="text-align: justify;">Questi i tratti rimasti nella mia memoria come quelli di un Uomo che all’abito talare dava la funzione di rappresentare il suo stato clericale e al suo modo di agire, sempre bonario e pacato, quella dell’esempio e del richiamo al dettato civile ed evangelico.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Immagine di Don Ciro Donnarumma." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/donciro01.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/thumbs/thumbs_donciro01.jpg" alt="donciro01" /></a>Un Sacerdote all’antica che se viene rimpianto ancora oggi da chi ha avuta l’opportunità di conoscerlo è anche perché il suo modo di fare lo renderebbe ancora protagonista nella realtà del terzo millennio.</p> <p style="text-align: justify;">Un protagonista, come quando ho avuto la fortuna, che considero un dono riservatomi dalla vita, di farne la conoscenza.</p> <p style="text-align: justify;">Conoscenza subito tramutatasi in profonda e attiva amicizia che, partecipe il fratello, anche lui Sacerdote, mi consentì, come Sindaco della Città, di fondere il mio al suo impegno per migliorare le condizioni di vita dei cittadini del San Marco.</p> <p style="text-align: justify;">L’acquisto di Villa Gabola, realizzato dopo lunghe e complesse trattative dall’Amministrazione da me presieduta, segnò il momento “clou” di questa operosa comunione d’intenti, dando evidenza,in particolare, all’effi cace e stimolante azione pastorale e sociale di don Ciro.</p> <p style="text-align: justify;">Un’azione che meritava e merita riconoscenza e fu per questo che volli manifestarla, sia sul piano personale che su quello istituzionale, quando, gratifi cato dall’essere insieme all’Arcivescovo Monsignor Raffaele Pellecchia, nel 1974, partecipai alla celebrazione della Messa natalizia di mezzanotte nella Chiesa di San Marco Evangelista.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Immagine di Don Ciro Donnarumma." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/donciro03.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/don-ciro-50-anni-tra-gesu-e-la-gente/thumbs/thumbs_donciro03.jpg" alt="donciro03" /></a>Villa Gabola e la Notte Santa! Due circostanze che, tra tante altre, ho voluto citare perché di esse ne fu particolarmente felice don Ciro tanto da volerne dare risalto, a distanza di anni e come messaggi positivi, nel bollettino parrocchiale “Il Nostro bel Campanile” del dicembre 1989 e, ancora oltre, in quelli del giugno 1990 e del dicembre 1995.</p> <p style="text-align: justify;">Questa, nella obbligata sintesi, la mia testimonianza per un Sacerdote che, scuotendo le coscienze e facendo vincere la Fede sino a dare la Chiesa alla comunità del San Marco, ha lavorato e sudato non soltanto per i suoi parrocchiani ma per tutto un rione perché potesse essere, com’è, una componente viva e pulsante della Città.</p> <p style="text-align: justify;"><em><strong>Per questo e non soltanto per questo il suo ricordo sconfigge l’oblio.</strong></em></p> <p style="text-align: justify;">Per chi fosse interessato ad acquistare il Volume &#8220;Don Ciro 50 anni tra Gesù e la gente&#8221; puo contattare il Signor Salvatore Esposito, autore dello stesso, al numero 339 48 81 965</p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1d38893a/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=50+anni+tra+Ges%C3%B9+e+la+gente&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D520" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=50+anni+tra+Ges%C3%B9+e+la+gente&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D520" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2.img" border="0"/></a><img src="http://da.feedsportal.com/r/127698412833/u/49/f/612175/c/33864/s/1d38893a/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=520</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Guglielmo Cirillo, il pittore vagabondo</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=511</link><description>Venticinque anni fa, la scomparsa di un grande artista, prozio del nostro direttore Tony Assante di Roberto Allegri A cinque anni dalla mostra antologica dedicata al pittore Guglielmo Cirillo, artista che è un vanto per Castellamare di Stabia. Nella cittadina napoletana infatti, Cirillo è nato, nel 1901, ed è morto l’11 novembre del 1987, proprio [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ce7470d/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Guglielmo+Cirillo%2C+il+pittore+vagabondo&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D511" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Guglielmo+Cirillo%2C+il+pittore+vagabondo&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D511" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Fri, 24 Feb 2012 11:19:15 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=511#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=511</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Il pittore Guglielmo Cirillo con il piccolo Tony Assante nell'autunno del 1971.. Questa foto fa parte dell'album personale del Papà del nostro direttore ed è uno dei suoi più cari ricordi... Cresciuto alla presenza del famoso prozio che per lui ha sostituito il nonno materno, deceduto giovanissimo... La redazione de IL FAUSTINO è felice di pubblicare questa &#34;preziosa&#34; foto... Il nostro Tony aveva 18 mesi..." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/0.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/thumbs/thumbs_0.jpg" alt="0" /></a>Venticinque anni fa, la scomparsa di un grande artista, prozio del nostro direttore Tony Assante</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>di Roberto Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">A cinque anni dalla mostra antologica dedicata al pittore Guglielmo Cirillo, artista che è un vanto per Castellamare di Stabia.</p> <p style="text-align: justify;">Nella cittadina napoletana infatti, Cirillo è nato, nel 1901, ed è morto l’11 novembre del 1987, proprio venticinque anni fa.</p> <p style="text-align: justify;">Era tra l’altro, un prozio del nostro direttore Tony Assante, che spesso lo ricorda con grande affetta dato che il pittore aveva per lui, allora bambino, una predilezione speciale.</p> <p style="text-align: justify;">Guglielmo Cirillo, in vita, pur essendo un tipo riservato e schivo, ebbe grandi successi, esponendo in varie mostre soprattutto a Milano, Torino, Venezia e Roma. Con i suoi quadri vinse importanti riconoscimenti tra cui la “Medaglia d’Oro” alla II Biennale d’Arte Contemporanea di Roma.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-511"></span></p> <p style="text-align: justify;"><a title="Il più centrale viale di Castellammare di Stabia è stato intitolato al pittore Guglielmo Cirillo... La centrale Villa comunale porta il nome del Cirillo... Alle spalle il porto commerciale di C\Mare di Stabia" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/img_0726.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/thumbs/thumbs_img_0726.jpg" alt="img_0726" /></a>Lo chiamavano “il pittore vagabondo”. E non esiste complimento migliore per un artista. Chi si dedica all’arte è per forza “vagabondo”, sulla terra e nello spirito.</p> <p style="text-align: justify;">E’ un’anima inquieta, sempre in viaggio, un cercatore. Anche quando passa la vita chiuso in uno studio, il cuore e la fantasia dell’artista sono sempre perduti nel mondo e nello spazio in cerca di forme, soluzioni, risposte e del sistema per spegnere il fuoco creativo che sente ardere dentro di sè.</p> <p style="text-align: justify;">Come ad esempio il grande scultore rumeno Constantin Brancusi (1876-1957), che trascorse gran parte della sua vita nel suo atelier di Parigi, muovendosi pochissimo ma lavorando giorno e notte con marmo, bronzo e legno, e compiendo un viaggio interiore talmente profondo da essere considerato il fondatore dell’arte moderna.</p> <p style="text-align: justify;">Cirillo era un vagabondo dentro e fuori.</p> <p style="text-align: justify;">Vagava alla ricerca della perfezione di forme e colori dentro di sé ma anche tra i boschi e le colline, la campagna  e le rive dei fiumi, obbedendo all’irresistibile richiamo della Natura, la maestra d’arte per eccellenza.</p> <p style="text-align: justify;">Cullato dai silenzi che solo in Natura si possono trovare, Cirillo subiva lo stupore dell’uomo di fronte al Creato.</p> <p style="text-align: justify;">Ed essendo artista, avvertiva quindi l’urgenza di mettere sulla tela le proprie emozioni. Non solo ciò che era di fronte alla vista.</p> <p style="text-align: justify;">Ma anche gli odori e i suoni e le sensazioni tattili come la carezza del vento, particolari che si notano nell’energia delle sue pennellate.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Guglielmo Cirillo legge nel Parco delle Antiche Terme Stabiane" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>Questo è ciò che colpisce a prima vista nei quadri di Cirillo.</p> <p style="text-align: justify;">Vi si vedono, in maniera nitida, le vergate del pennello e i colpi di spatola, e sono la firma del vigore e della spontaneità dell’artista.</p> <p style="text-align: justify;">E’ come quando si scrive una poesia di getto, in modo talmente passionale da lasciare veri e propri solchi sul foglio, anche da spezzare la punta della matita.</p> <p style="text-align: justify;">Ci sono occasioni in cui un artista sente che ciò che ha dentro sta per eruttare violentemente e tutto quello che può fare è tentare di assecondare, coi mezzi di cui dispone, il miracolo del processo creativo.</p> <p style="text-align: justify;">Una condizione che Guglielmo Cirillo conosceva bene.</p> <p style="text-align: justify;">Come tutti gli autodidatti, Cirillo ha calpestato la strada dei maestri venuti prima. Ha assorbito come una spugna il vedere dei grandi del passato.</p> <p style="text-align: justify;">Nei suoi dipinti vi è Monet, Manet e Cezanne, e anche alcuni lati cupi tipici dell’espressionismo.</p> <p style="text-align: justify;">Ma la scelta dei colori e delle forme e soprattutto l’energia impressa ai quadri li rendono unici.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="L’intimità di un figlio al capezzale dell’anziano genitore, di un figlio artista che accarezza il padre usando i pennelli con la riverenza di chi si trova di fronte alla somma cruciale di tutta la vita" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/1006.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo/thumbs/thumbs_1006.jpg" alt="1006" /></a>Un dipinto in particolare, tra quelli che sono stati esposti nella mostra, ha colpito chi scrive.</p> <p style="text-align: justify;">Un ritratto di un vecchio addormentato che nel titolo si apprende essere il padre di Cirillo.</p> <p style="text-align: justify;">E’ un’immagine intensa, sofferta e anche drammatica perché ritrae in maniera spietata la debolezza della vecchiaia.</p> <p style="text-align: justify;">Ma anche la sua disarmante dolcezza. L’intimità di un figlio al capezzale dell’anziano genitore, di un figlio artista che accarezza il padre usando i pennelli con la riverenza di chi si trova di fronte alla somma cruciale di tutta la vita.</p> <ul> <li><strong><a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?page_id=480&#38;gallery=guglielmo-cirillo-il-pittore-vagabondo" target="_blank">Foto Gallery de IL FAUSTINO</a></strong></li> <li><a href="http://www.tonyassante.com/baglioni/2004/fausta2/ilfaustino/renzo/cirillo/flash/index.php" target="_blank"><strong>Foto Gallery completa della mostra</strong></a></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ce7470d/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Guglielmo+Cirillo%2C+il+pittore+vagabondo&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D511" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Guglielmo+Cirillo%2C+il+pittore+vagabondo&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D511" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2.img" border="0"/></a><img src="http://da.feedsportal.com/r/127560959895/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce7470d/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=511</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>La malattia mi ha donato la fede</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=504</link><description>La storia commovente di un giovane attore: dalle luci chiassose dello spettacolo al silenzio della sofferenza che diventa preghiera. di Roberto Allegri &amp;#8211; Foto di Nicola Allegri Acquista Fabio Salvatore su AMAZON Si chiama Fabio Salvatore. Ci siamo incontrati a Roma,  pochi giorni prima che un’improvvisa nevicata mettesse in crisi la capitale. Però, di quella [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ce70ded/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=La+malattia+mi+ha+donato+la+fede&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D504" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+malattia+mi+ha+donato+la+fede&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D504" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/127561215256/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce70ded/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127561215256/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce70ded/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/127561215256/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce70ded/a2t.img" border="0"/&gt;</description><category domain="">Nicola Allegri</category><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Fri, 24 Feb 2012 10:43:50 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=504#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=504</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Copertina dell’ultimo libro di Fabio Salvatore “A braccia aperte tra le nuvole”, pubblicato da Piemme. Il giovane artista racconta la sua lunga lotta contro il cancro, lotta di sofferenza ma anche di grazia, perché lo ha portato alla riscoperta della Fede." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/fabio-salvatore/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/fabio-salvatore/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="Senza titolo-1" /></a><strong>La storia commovente di un giovane attore: dalle luci chiassose dello spettacolo al silenzio della sofferenza che diventa preghiera.</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>di Roberto Allegri &#8211; Foto di Nicola Allegri</strong></span></p> <p><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Fabio%20Salvatore" target="_blank"><strong>Acquista Fabio Salvatore su AMAZON</strong></a></p> <p style="text-align: justify;">Si chiama Fabio Salvatore. Ci siamo incontrati a Roma,  pochi giorni prima che un’improvvisa nevicata mettesse in crisi la capitale. Però, di quella neve di cui si è tanto parlato, nell’aria c’erano tutti i segni. Tanti anni di lavoro all’aperto, in mezzo ai cavalli, mi hanno insegnato a capire quando il vento porta con sè la promessa del bianco. E quel giorno, il soffio di febbraio era gelido e secco, tagliente come la lama di un bisturi, e si infilava sotto la sciarpa, sotto il maglione, se la rideva della mia giacca pesante. La sentivo nel palato, la neve. Ma non ho fatto in tempo a vederla perché ho lasciato Roma prima che cominciasse a scendere. L’ho vista in seguito, al telegiornale, insieme a tutte le polemiche che ha sollevato col suo arrivo inaspettato.</p> <p style="text-align: justify;">Quel pomeriggio, in mezzo a tutto il freddo che  annunciava la neve, avevo però il cuore caldo. Pulsava, anzi cantava. Perché avevo incontrato una persona speciale, una di quelle le cui parole restano, si fanno strada nell’anima e lì si costruiscono un nido.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-504"></span></p> <p style="text-align: justify;">Fabio Salvatore è uno così. E la sua storia, di sofferenza e di speranza, è di quelle che fanno respirare meglio, di quelle che ci fanno sentire meno soli a questo mondo. Una storia alla quale ci si può appoggiare come ad un bastone saldo e seguitare il cammino più stabili di prima.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La malattia ha cambiato la mia vita ma soprattutto mi ha regalato la fede. Quella vera e profonda&#62;&#62;, mi ha detto Fabio. &#60;&#60;Vivevo senza uno scopo, inseguendo solo il piacere. Poi ho incontrato il cancro e con la sofferenza ho incontrato anche Gesù.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;">Queste parole sarebbero accettabili  se fossero pronunciate da una persona anziana, una persona che dopo una vita di sbagli si redime in vista dell’ultimo passo. Invece, Fabio ha soltanto 36 anni e da tempo combatte contro la terribile malattia. Che lo ha trasformato completamente.</p> <p style="text-align: justify;">L’appuntamento era al “Centro Benedetto XVI”, sede romana di  “Nuovi Orizzonti” una associazione religiosa laica, fondata da Chiara Amirante, che sta affermandosi in campo internazionale, soprattutto tra i giovani, e che ha già avuto l’approvazione della Santa Sede. Il “Centro” si trova in una villetta da poco restaurata, proprio accanto all’ingresso del Parco di Monte Mario. E’ stato proprio Fabio a venirmi incontro, avvolto in una sciarpa e col berretto di lana calcato fino sugli occhi. Un ragazzo esile, minuto e coi lineamenti affilati, ma col fuoco nello sguardo. E un sorriso di quelli che “spostano”, che hanno la forza di una spinta. Mi ha abbracciato, come prima cosa. E io, che sono molto attento a questo tipo di cose rimanendo sempre un po’ “orso” nei contatti con la gente, sono rimasto colpito. Non c’era affettazione in quel gesto, solo tanta spontaneità. E’ stato un abbraccio che mi ha scaldato.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Fabio Salvatore, 36 anni, attore e regista. Dopo aver frequentato l’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, si è perfezionato con Giorgio Albertazzi, Enzo Garinei, Jenny Tamburi, facendo il suo debutto sul palcoscenico nel 1995, al Teatro Nuovo di Milano, nella commedia musicale “Rodolfo Valentino”" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/fabio-salvatore/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/fabio-salvatore/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>Ero lì a Roma, mandato dal mio giornale, per raccogliere la testimonianza di Fabio in vista dell’uscita del suo libro intitolato “<strong><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8856622998/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=as2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;creativeASIN=8856622998" target="_blank">A braccia aperte tra le nuvole</a></strong>”, pubblicato da Piemme. Un libro pieno di quei “segni” e di quelle “coincidenze” inspiegabili e particolari che caratterizzano le conversioni. Quelle vere. Un libro che ha da subito incontrato l’affetto del pubblico tanto che, a poche settimane dalla sua uscita, sta scalando in fretta le classifiche delle vendite.</p> <p style="text-align: justify;">Nelle sue pagine, Fabio racconta la sua storia con disarmante onestà. A cuore aperto e senza nascondere niente. E la sua vicenda pare davvero uscire da un romanzo tanto è ricca di colpi di scena, imprevisti e tanta, tanta spiritualità. Una storia che ha la forza di spingere a pensare, che fa chiudere gli occhi e rivolgere l’attenzione verso quel “qualcosa”, quel “qualcuno” che sta lassù e che continua a tenderci la mano. E che troppo spesso non riusciamo a vedere.</p> <p style="text-align: justify;">Fabio Salvatore era lanciato verso una lucente carriera artistica. Allievo di Enzo Garinei e Giorgio Albertazzi, recitava in teatro, appariva in televisione, era l’idolo delle ragazze nelle discoteche. Ma poi, improvviso, il cambiamento totale, al punto di decidere di lasciare la carriera artistica e la vita mondana per dedicare totalmente la propria esistenza agli altri. Mi sono fatto raccontare da lui i perché, i sentimenti e le emozioni e riporto tutto qui, adesso. Ma senza aggiungere le mie domande, come si fa negli articoli per i giornali. Voglio lasciare che siano le parole di Fabio a spiegare, senza interruzioni, tutto quello che è successo.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Ecco il suo racconto:</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Quando avevo vent’anni facevo il vocalist nelle discoteche e nell’ambiente ero molto apprezzato. Giravo l’Italia, ogni sera in un locale diverso. Ero ammirato e conteso dalle ragazze e scoprii in fretta che mi piaceva molto il gioco del sesso. Avevo una ragazza diversa ogni sera, senza trasporto, senza emozione però. Solo la ricerca di un piacere che non mi dava soddisfazione. E’ che non ero felice, sentivo che mi mancava qualcosa.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Una sera, dopo l’ennesimo incontro di sesso con una ragazza appena conosciuta, camminando per strada ho trovato a terra una medaglietta della Madonna con la scritta “MIR”. Allora non sapevo che era l’immagine della Madonna di Medjugorje e che quella scritta in croato significa “pace”. Me la sono ugualmente messa in tasca, seguendo un impulso che forse era un suggerimento, e da quel momento non me ne sono più separato. Eccola, l’ho sempre con me, insieme ad un rosario, dono di un ragazzo detenuto in un carcere minorile.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;A quel tempo non sapevo pregare. Ero un cristiano distratto, incostante, opportunista. Mi capitava di rivolgermi a Dio nel bisogno e senza mai dire grazie. Insomma, Dio non occupava i miei pensieri eppure, dentro di me, avvertivo che quel senso di infelicità, di disagio, poteva essere alleviato soltanto pregando. Così mi sono rivolto alla Madonnina della medaglietta dicendole: “So che sto sbagliando. Voglio cambiare. Donami la capacità di amare”. La risposta a quella mia preghiera non si fece attendere.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Fabio Salvatore, pur essendo ancora molto giovane, vanta una carriera artistica, teatrale, televisiva e musicale, intensa e brillante. Ma un cancro alla tiroide ha minacciato di rovinare tutto. Il male però non ha mai fermato l’attività del giovane artista, ma lo ha portato a riflettere e a riscoprire la Fede. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/fabio-salvatore/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/fabio-salvatore/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>&#60;&#60;Quello stesso anno conobbi Rossana. Lei mi fece incontrare l’amore vero, puro, totale. Capii cos’era il battito del cuore, le emozioni, la carezza, il bacio. Cose che diamo per scontato ma che scontate non sono. Rossana era uno tsunami di emozioni. E adesso penso che sia stata anche una sorgente di forza e di amore che doveva prepararmi per quello che sarebbe accaduto. Infatti, pochi mesi dopo avere incontrato l’amore, scoprii anche di avere un cancro alla tiroide.  Avevo solo 22 anni. Era il settembre del 1998.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La mia prima reazione fu di negare l’evidenza. No, non era possibile che fossi malato, mi dicevo. Io recitavo in teatro, ero seguito da pubblico e critici. La malattia non era nei miei piani. Facevo finta che il cancro non ci fosse. Ma peggioravo, ero afono, perdevo peso.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;In quel periodo, feci un viaggio in Marocco. Entrai in contatto con una grande povertà, vidi tanta gente sofferente chiedere l’elemosina per poter mangiare. Allora accadde qualcosa dentro di me, qualcosa che mi cambiò. Avvertivo tutta quella sofferenza, sofferenza dell’anima, e la mettevo a confronto con la mia situazione. Anche io provavo dolore, nel mio intimo e nel corpo perché ero malato. Ero dunque come quella gente, ero simile a loro. Ero vero, non facevo più parte di un mondo rarefatto, di apparenza. Venni travolto dalle domande. Mi chiedevo il perché della sofferenza, della solitudine. Non mi ero mai chiesto questo tipo di cose prima di allora. Ed erano domande che stavano iniziando a trasformarmi. Così, calai la maschera e ammisi a me stesso e alla mia famiglia, la mia condizione. Nel giro di poche settimane mi ritrovai in ospedale, sottoposto ad un intervento di cinque ore che fermò, sia pure parzialmente, la malattia.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Io e Rossana decidemmo allora di partire per il Portogallo alla ricerca dei luoghi di Pessoa, autore che amavo e di cui avevo portato in scena alcune opere. Rossana mi chiese: “Perché non andiamo anche a Fatima?”. Le risposi che non avevo alcuna voglia di perdere tempo in un santuario.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;A Lisbona però cominciai a stare molto male, anche perché il nostro bagaglio era andato perduto e dentro c’erano tutte le mie medicine. Una notte, febbricitante, tremante di freddo, vidi,  nel dormiveglia, una grande luce. Sentii molto caldo e mi apparve un amico carissimo che avevo perduto a 17 anni per un incidente stradale. Mi svegliai di soprassalto e, guardando sul comodino, vedi la medaglietta della Madonna. “Strano”, dissi a me stesso “ero sicuro di averla lasciata nella tasca dei pantaloni”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Fabio Salvatore, sorridente a sereno nonostante debba lottare ogni giorno contro il cancro. &#34;Il simbolo della croce è diventato il simbolo della mia vita perché ci sono giorni in cui mi sento davvero come un uomo crocefisso&#34;, dice. &#34;Però è una croce che porto con amore e dignità perché ho capito che il cancro è stato l’occasione per cambiare, per incontrare Gesù&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/fabio-salvatore/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/fabio-salvatore/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>&#60;&#60;Scesi nel bar dell’albergo per bere una camomilla e lì trovai un gruppo di spagnoli. Stavano cantando, erano allegri, pieni di vita. Chiesi al barista che cosa stessero facendo. “Pregano cantando, la Madonna di Fatima”, mi rispose. Fu come se avessi ricevuto un pugno in pieno petto. Corsi in camera e svegliai Rossana. “Dobbiamo andare a Fatima!” le dissi.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Partimmo immediatamente. Per tutto il viaggio rimasi in silenzio. Ma nel momento in cui misi piede a Fatima, mi sentii trasformato. C’era tutta quella gente che, in ginocchio, si muoveva verso il santuario. Persone  ferite, malate, mamme coi bambini in braccio, anziani smarriti, paralitici in carrozzella. Uomini e donne che piangevano, che pregavano. Percepii una immensa sofferenza, ovunque. Ma anche una grande fede, potente, reale. Mi sentivo uguale e partecipe a quella moltitudine perché anch’io avevo sperimentato il dolore fisico ma soprattutto avevo sperimentato quello dell’anima. Rimasi due ore immobile davanti alla statua della Madonna, in contemplazione. All’improvviso sentii dentro di me una voce che mi diceva: “Sono qui. Sono qui per accoglierti, figlio mio!” Scoppiai in lacrime e piansi a lungo come non mi era mai capitato. Tornati in albergo: ad attenderci c’erano i bagagli con le medicine.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Da quel momento, ho abbracciato la fede con il desiderio di viverla in pieno. Avevo capito che Gesù era sì una presenza celeste ma anche terrena e lo si poteva incontrare per la strada, tra la gente che sta male. In mezzo alle persone che hanno bisogno come io avevo bisogno di loro perché ogni volta che aiuti qualcuno, aiuti te stesso. Avevo capito che la fede era anche un deserto di lacrime e sudore e in quel deserto avevo cominciato a camminare e camminare. Insomma, ero una persona diversa ma le prove per me non erano finite.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nel 2007, finì la mia storia d’amore con Rossana. Eravamo cresciuti, io ero molto cambiato. Nello stesso periodo, il cancro si ripresentò agguerrito più di prima. E mio padre morì in un incidente stradale, ucciso da un giovane che guidava ubriaco. Mi sentii distrutto. La disperazione più totale stava per travolgermi, ma reagii ricorrendo alla fede che ormai era parte della mia vita. Presi in mano il rosario e, guardandomi allo specchio, dissi: “Sia fatta la tua volontà, Signore. Mi affido totalmente a te e a tua Madre”. In quel preciso momento il mio essere fu colmato da una sensazione di profondo benessere e capii che era l’amore di Gesù. Una presenza forte, viva, reale. Ed iniziò la mia nuova vita.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La malattia non mi ha più abbandonato. C’è ancora. Mi accompagna ogni giorno e io la tengo sotto controllo con i farmaci. Il simbolo della croce è diventato il simbolo della mia vita perché ci sono giorni in cui mi sento davvero come un uomo crocefisso. Però è una croce che porto con amore e dignità perché ho capito che il cancro è stato l’occasione per cambiare, per incontrare Gesù. Cristo mi ha fatto capire che la sofferenza va offerta. E così ho fatto. Allora la redenzione e il perdono sono entrati nella mia esistenza. Ho perdonato il cancro. Anzi, ho finito con il ringraziare la malattia in quanto mi ha donato una nuova vita.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Fabio Salvatore con Roberto Allegri, autore di questo articolo. &#34;Fabio è un ragazzo esile, minuto e coi lineamenti affilati&#34;, scrive Roberto Allegri &#34;ma col fuoco nello sguardo. E un sorriso di quelli che “spostano”, che hanno la forza di una spinta. La sue parole restano, si fanno strada nell’anima e lì si costruiscono un nido&#34;. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/fabio-salvatore/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/fabio-salvatore/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="5" /></a>&#60;&#60;Un giorno, mentre ero in ospedale per una terapia, ho conosciuto Emanuele, un ragazzo anche lui malato. Mi ha detto di essere un tossico dipendente e che voleva cambiare la sua vita. Siamo diventati amici e usciti dall’ospedale mi ha chiesto di accompagnarlo in una comunità di recupero. La comunità era “Nuovi Orizzonti”, quella fondata da Chiara Amirante.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ho accompagnato il mio amico, ma da quel posto non me ne sono più andato. A “Nuovi Orizzonti” ho trovato le risposte a tutte le mie domande. Ho abbracciato gli ideali di quella Comunità. Mi sono messo al servizio degli altri, ho iniziato a diffondere il Vangelo per la strada. Ho lasciato il teatro, ho abbandonato tutto il mondo apparentemente dorato che prima mi affascinava, per seguire gli ideali di “Nuovi Orizzonti”.  E il prossimo maggio, nel giorno di Pentecoste, farò solenne promessa di povertà, castità, obbedienza e gioia, diventando un membro effettivo di quella Associazione&#62;&#62;.</p> <ul> <li><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Fabio%20Salvatore" target="_blank"><strong>Acquista Fabio Salvatore su AMAZON</strong></a></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ce70ded/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=La+malattia+mi+ha+donato+la+fede&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D504" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+malattia+mi+ha+donato+la+fede&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D504" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/127561215256/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce70ded/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/127561215256/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce70ded/a2.img" border="0"/></a><img src="http://da.feedsportal.com/r/127561215256/u/49/f/612175/c/33864/s/1ce70ded/a2t.img" border="0"/>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=504</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Un fratello di nome Karol</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=496</link><description>In un libro bellissimo, la dottoressa Wanda Poltawska racconta come un giovane sacerdote, che sarebbe diventato poi Papa Giovanni Paolo II, guarì la sua anima dagli incubi mortali provocati da cinque anni trascorsi in un Lager nazista, dando vita a una straordinaria e fraterna amicizia durata oltre mezzo secolo Di Renzo Allegri Acquistalo su AMAZON [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1c58fb76/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Un+fratello+di+nome+Karol&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D496" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Un+fratello+di+nome+Karol&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D496" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/123996015866/u/49/f/612175/c/33864/s/1c58fb76/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/123996015866/u/49/f/612175/c/33864/s/1c58fb76/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:44:42 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=496#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=496</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Copertina del libro, scritto dalla dottoressa Wanda Poltawska su Giovanni Paolo II, nella traduzione italiana, pubblicato dalle Edizioni San Paolo. E’ un grosso volume, di 640 pagine, che si intitola “Diario di un’amicizia” ed ha come sottotilo “La famiglia Poltawski e Karol Wojtyla”. E’ un libro fuori dai normali schemi, che contiene molti scritti inediti di Wojtyla, riflessioni, appunti, suggerimenti per la vita spirituale e soprattutto parecchie lettere." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/un-fratello-di-nome-karol-wojtyla/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/un-fratello-di-nome-karol-wojtyla/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a><strong>In un libro bellissimo, la dottoressa Wanda Poltawska racconta come un giovane sacerdote, che sarebbe diventato poi Papa Giovanni Paolo II, guarì la sua anima dagli incubi mortali provocati da cinque anni trascorsi in un Lager nazista, dando vita a una straordinaria e fraterna amicizia durata oltre mezzo secolo</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri</strong></span></p> <p><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Wanda%20P%C3%B3ltawska" target="_blank"><strong>Acquistalo su AMAZON</strong></a></p> <p style="text-align: justify;">E’ arrivato in libreria l’ennesimo libro dedicato a Giovanni Paolo II: un grosso volume di 640 pagine pubblicato dalle Edizioni San Paolo con il  titolo “<a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Wanda%20P%C3%B3ltawska" target="_blank">Diario di un’amicizia</a>” e il sottotitolo “La famiglia Poltawski e Karol Wojtyla”.</p> <p style="text-align: justify;">Tra i numerosi libri che sono stati scritti sul Papa polacco, questo è una cosa a se stante. Autrice, Wanda Poltawska, medico psichiatra polacca, che fu amica e collaboratrice di Wojtyla fin dal 1950,  quando il futuro Papa era un semplice sacerdote, assistente spirituale dei giovani universitari, amicizia che è continuata fino alla morte del grande Pontefice.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-496"></span> E’ un libro fuori dai normali schemi, che contiene molti scritti inediti di Wojtyla,  riflessioni, appunti, suggerimenti per la vita spirituale e soprattutto parecchie lettere.</p> <p style="text-align: justify;">Non è una biografia. Non ha niente a che fare con la storia pubblica e cronologica di Wojtyla. Non è neppure stato scritto per essere pubblicato. Si tratta di una raccolta di appunti, di impressioni, che la dottoressa Poltawska ha fissato in vari quaderni nel corso degli anni, una specie di diario, dal quale ha tratto questo libro, utilizzando, in pratica, una piccola parte dell’enorme materiale che possiede. E fu lo stesso Giovanni Paolo II , che aveva letto i quaderni di appunti, a suggerire che se ne facesse una pubblicazione, ritenendo che sarebbe stata utile.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Wanda Poltawska con il marito Andrzej, grande filosofo polacco, in udienza privata da Giovanni Paolo II. La Poltawska, che è medico e psichiatra, conobbe Karol Wojtyla nel 1950. Era sconvolta dagli incubi di cinque anni trascorsi in un famigerato Lager nazista e non riuscita a trovare la pace. Wojtyla, che era un giovane sacerdote, assistente degli universitari a Cracovia, riuscì a comprendere la sua situazione e a guarire la sua anima. Da quell’incontro nacque una profonda amicizia durata 55 anni." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/un-fratello-di-nome-karol-wojtyla/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/un-fratello-di-nome-karol-wojtyla/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>Nel giugno dello scorso anno, quando il libro venne pubblicato in Polonia, fece parlare i giornali di mezzo mondo, suscitando critiche e scandalo. Molti giudicarono sconveniente che Karol Wojtyla avesse coltivato una amicizia così profonda con una donna al punto da continuare a scriverle lettere anche da Papa.</p> <p style="text-align: justify;">Altri condannarono la dottoressa Poltawska, accusandola di protagonismo e smania di pubblicità,  per aver rese pubbliche quelle lettere che, secondo loro, dovevano rimanere segrete e affermando che la pubblicazione poteva addirittura nuocere alla causa di beatificazione. Per fortuna, questo non è accaduto. La Chiesa, nei suoi rappresentanti qualificati allo scopo, era al corrente del contenuto del libro, lo aveva già esaminato, e nessun riverbero negativo si è avuto sul processo che, per la parte dell’esame della vita e degli scritti di Wojtyla, è stato concluso con il decreto di riconoscimento delle virtù eroiche firmato dal Benedetto XVI a metà dicembre scorso. E si prevede che la solenne beatificazione possa avvenire ad ottobre o al più tardi nell’aprile del 2011.</p> <p style="text-align: justify;">Leggendo questo libro con calma e attenzione, si rimane profondamente colpiti dal contenuto altamente spirituale. Scritto con uno stile asciutto, conciso, e pochi accenni personali da parte dell’autrice, ha un fascino irresistibile. Fa scoprire innumerevoli dettagli dell’animo di Karol Wojtyla e di quello della dottoressa Poltawska. Le lettere di Wojtyla, non essendo ufficiali,  ma destinate a una singola persona, palesano la sua straordinaria sensibilità, la grandissima umanità e soprattutto l’eccezionale santità. Svelano come egli fosse in continuo contatto con Dio. Non in forma pietistica, formalistica, ma concreta e permanente. Viveva come se camminasse davanti allo sguardo di Dio. Mai, in nessun momento della sua giornata, perdeva questa consapevolezza e la trasmetteva a chi gli era vicino.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Wanda Poltawska con il marito Andrzej, e una delle sue quattro figlie, e due nipotini posano per una foto ricordo con Giovanni Paolo II. Nel giugno dello scorso anno, quando il libro venne pubblicato in Polonia, fece parlare i giornali di mezzo mondo, suscitando critiche e scandalo. Ma, leggendo con calma e attenzione, si rimane profondamente colpiti dal contenuto altamente spirituale. Le lettere di Karol Wojtyla, non essendo ufficiali, ma destinate a una singola persona, palesano la straordinaria sensibilità, la grandissima umanità e soprattutto l’eccezionale santità di questo uomo." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/un-fratello-di-nome-karol-wojtyla/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/un-fratello-di-nome-karol-wojtyla/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>Per la quasi totalità,  il libro è costituito da “esercizi scritti” per  un cammino ascetico che la dottoressa Poltawska ha fatto sotto la guida del suo direttore spirituale che era appunto Karol Wojtyla. Lui le indicava i temi delle meditazioni quotidiane e lei metteva per scritto i pensieri e le riflessioni che faceva, inviandoli poi al direttore spirituale che valutava, suggeriva, guidava verso nuovi traguardi interiori. E inviava lui stesso i propri appunti sugli stessi temi, quasi a confrontarsi. Una lunga ascesi, precisa, quotidiana, costante, che la dottoressa Poltawska ha compiuto insieme al proprio marito, Andrzej, e alle proprie figlie,  e, si può dire, anche insieme allo stesso Wojtyla che ha voluto farsi,  con loro e per loro, “fratello”,  e “ viandante”  nel cammino verso Dio.</p> <p style="text-align: justify;">Un’esperienza eccezionale, diventata nel tempo amicizia profonda. Scrivendo le sue lettere, Wojtyla chiamava la dottoressa  con il diminutivo di “Dusia” (sorellina) e si firmava con la sigla “Fr”, (fratello). Esperienza  certamente originale e d’avanguardia,  ma viva, concreta e sublime,  che richiama la vita dei primitivi cristiani,  di santi come Francesco e Chiara,   e in particolare l’amicizia di San Francesco di Sales e Santa Giovanna di Chantal. Solo un uomo come Wojtyla, santo e poeta, drammaturgo e mistico, grande e umile, poteva realizzare un’esperienza del genere, che diventa ora, attraverso il libro, un vero “patrimonio spirituale” per chi ha il coraggio di leggere e di lasciarsi conquistare.</p> <p style="text-align: justify;">Per capire bene questa meravigliosa avventura umana e spirituale, bisogna conoscere la storia che l’ha originata.  In particolare quella dell’autrice, donna molto nota in Polonia per la mole di iniziative cui ha dato vita nella sua ormai lunga esistenza, ma anche, in un certo senso,  “sconosciuta” perché riservata, chiusa, gelosa della propria esistenza privata. Consapevole, però, del ruolo che le è stato riservato dalla Provvidenza, giunta a un’età che si avvicina ai novant’anni ha ceduto alle pressioni degli amici e al desiderio che aveva già espresso Wojtyla,  mettendo a disposizione in questo libro le esperienze fatte accanto a un grande uomo e un grandissimo santo.</p> <p style="text-align: justify;">Wanda Poltawska conobbe Karol Wojtyla nel 1950, a Cracovia.  Lei aveva  29 anni, lui 30. Wojtyla, sacerdote da quattro anni, era assistente dei giovani studenti universitari, e Wanda, già laureata in medicina, frequentava i corsi di psicologia e psichiatria.</p> <p style="text-align: justify;">Aveva alle spalle una terribile esperienza.  Nata a Liblino, in una famiglia molto cattolica, aveva avuto una infanzia e una prima giovinezza serene, impegnata nel movimento degli Scout.  Nel 1939,  quando i nazisti invasero la Polonia, Wanda, che aveva 18 anni, come altri suoi coetanei era entrata nella Resistenza partigiana, per difendere la patria. Ma venne scoperta e arrestata e inviata nel famigerato campo di concentramento nazista di Ravensbriick, dove visse uno spaventoso calvario durato oltre quattro anni.</p> <p style="text-align: justify;">Anni di autentico martirio. Non solo per le umiliazioni, la fame, i lavori pesanti, il freddo, le violenze fisiche e morali, pane quotidiano in quei luoghi di sterminio, ma perché, ad un certo momento, lei e alcune altre compagne furono scelte come cavie per misteriosi esperimenti medici. Trasferite in una specie di infermeria, erano sottoposte a interventi chirurgici, ad orribili mutilazioni, asportazioni di pezzi di ossa, iniezioni di batteri nelle ferite per provocare infezioni e cancrene, che erano poi trattate con altri prodotti chimici. Un calvario spaventoso e interminabile. Quasi tutte le ragazze morirono una dopo l’altra e Wanda sopravvisse per miracolo.</p> <p style="text-align: justify;">Tornata a casa, era una larva umana. Riprese a studiare, si laureò in medicina, ma dentro di lei il tarlo degli incubi continuava a roderla e a tormentarla.  Si sentiva una donna finita, che lottava disperatamente con i fantasmi del passato, senza riuscire a sconfiggerli. Aveva paura di se stessa, degli altri, della vita. I principi cristiani che aveva ricevuto da bambina cozzavano spaventosamente con la crudeltà che aveva subito nel Lager.</p> <p style="text-align: justify;">Cercava aiuto. Lo cercava soprattutto dai sacerdoti, ma non trovava nessuno disponibile ad ascoltarla e a capire i suoi problemi. Nel 1950 incontrò Karol Wojtyla, e rimase colpita dal fatto che era una persona che “ascoltava”. Divenne il suo confessore e direttore spirituale.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Wanda Poltawska a Roma mentre prega in Piazza San Pietro. E’ una donna molto famosa in Polonia per la sua attività di studiosa e di cattolica, fondatrice e promotrice di grande iniziative a favore della vita. Nata a Liblino, in una famiglia molto credente, ebbe una infanzia e una prima giovinezza serene, impegnata nel movimento degli Scout. Nel 1939, quando i nazisti invasero la Polonia, Wanda, che aveva 18 anni, entrò nella Resistenza partigiana, ma venne scoperta e arrestata e inviata nel famigerato campo di concentramento nazista di Ravensbriick, dove visse uno spaventoso calvario durato oltre quattro anni. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/un-fratello-di-nome-karol-wojtyla/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/un-fratello-di-nome-karol-wojtyla/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>Fu lui a “guarire” la sua anima, ad aiutarla a ritrovare se stessa e la fiducia nei propri simili. E, mano a mano che la conosceva bene,  Wojtyla capì che quell’incontro non era casuale. Abituato a vedere le cose da un punto di vista mistico, si convinse che le terribili sofferenze che quella giovane donna aveva subito e sopportato non erano cosa che riguardasse solo lei stessa. Per il mistero del “Corpo mistico di Cristo”, riguardavano tutti, in particolare forse proprio lui, che  dalla guerra era stato risparmiato. Negli anni in cui Wanda “moriva” nel Lager, egli aveva scoperto la propria vocazione al sacerdozio. E poi, era toccato a lui, sacerdote,  il compito di “curare” le ferite che il Lager aveva lasciato nell’anima di quella persona. Non erano coincidenze casuali, c’era un nesso, un legame, e questa sua convinzione divenne, a poco a poco, consapevolezza. Lo rivelò lui stesso alla dottoressa Wanda in uno dei momenti più importanti della sua esistenza, il 20 ottobre 1978, quattro giorni dopo essere stato eletto Pontefice della Chiesa. In una lunga e bellissima lettera, la prima che le scrisse da Papa, volle affrontare apertamente il tema della loro amicizia. Amicizia che ora, dopo che lui era diventato Papa, poteva anche essere giudicata male da estranei.  Ma era un’amicizia “radicata e fissata in Dio, nella sua grazia”, come egli scrisse, e quindi doveva continuare.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Ecco la parte di quella lettera che parla esplicitamente di questo argomento.</strong></p> <p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>&#60;&#60;Il Signore Gesù ha voluto che quello che a volte veniva detto, quello che tu stessa avevi detto il giorno dopo la morte di Paolo VI, diventasse realtà. Ringrazio Dio per avermi dato, questa volta, così tanta pace interiore – quella pace che mi mancava in modo evidente ancora in agosto – che ho potuto vivere tutto ciò senza tensione. Con la fiducia che Lui e sua Madre dirigeranno tutto, anche in queste relazioni, preoccupazioni e responsabilità più personali. Con la convinzione che – se non seguirò la chiamata – anche in questi rapporti posso rovinare tutto</em></p> <p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>&#60;&#60;Capisci che, in tutto questo, penso a te. Da oltre vent&#8217;anni, da quando Andrzej mi disse per la prima volta: “Duska è stata a Ravensbriick”, è nata nella mia consapevolezza la convinzione che Dio mi dava e mi assegnava te, affinché in un certo senso io “compensassi” quello che avevi sofferto lì. E ho pensato: lei ha sofferto al mio posto. A me Dio ha risparmiato quella prova, perché lei è stata lì. Si può dire che questa convinzione fosse “irrazionale”, tuttavia essa è sempre stata in me &#8211; e continua a rimanerci. Su questa convinzione si è sviluppata gradualmente tutta la consapevolezza della “sorella”. E anche questa appartiene alla dimensione di tutta la vita. Anch&#8217;essa continua a rimanere. Mia cara Dusia! Tutta quella dimensione rimane in me e deve rimanere in te. È sempre stata radicata e “fissata” in Dio, nella sua grazia &#8211; ora deve esserci fissata ancora di più&#62;&#62;.</em></p> <p style="text-align: justify;">Sono parole che spiegano in modo chiaro la natura e la qualità dell’amicizia che ha legato Karol Wojtyla a Wanda Poltawska. Un’amicizia così straordinaria e sublime che può nascere e crescere solo nel cuore e nell’anima dei grandi santi.</p> <ul> <li><a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?page_id=480&#38;gallery=un-fratello-di-nome-karol-wojtyla" target="_blank"><strong>Tutta la foto Gallery di quest&#8217;articolo</strong></a></li> <li><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Wanda%20P%C3%B3ltawska" target="_blank"><strong>Tutta Wanda Poltawska su AMAZON</strong></a></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1c58fb76/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Un+fratello+di+nome+Karol&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D496" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Un+fratello+di+nome+Karol&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D496" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/123996015866/u/49/f/612175/c/33864/s/1c58fb76/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/123996015866/u/49/f/612175/c/33864/s/1c58fb76/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=496</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>In montagna con Giovanni Paolo II</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=486</link><description>Nel libro “Wojtyla e il Generale”, il prefetto di Polizia Enrico Marinelli racconta di quando scortava il Pontefice polacco nelle sue uscite segrete dal Vaticano per andare a sciare o a passeggiare sulle vette. Di Renzo Allegri &amp;#8211; Foto Nicola Allegri Acquista il volume su AMAZON Nell’ottobre di trent’anni fa, veniva eletto Papa il cardinale [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1c528a90/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=In+montagna+con+Giovanni+Paolo+II&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D486" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=In+montagna+con+Giovanni+Paolo+II&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D486" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/123995926288/u/49/f/612175/c/33864/s/1c528a90/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/123995926288/u/49/f/612175/c/33864/s/1c528a90/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Nicola Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:57:08 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=486#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=486</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft wp-image-487" title="9788889090053" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2012/02/9788889090053.jpg" alt="" width="150" />Nel libro “Wojtyla e il Generale”, il prefetto di Polizia Enrico Marinelli racconta di quando scortava il Pontefice polacco nelle sue uscite segrete dal Vaticano per andare a sciare o a passeggiare sulle vette.</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri &#8211; Foto Nicola Allegri</strong></span></p> <p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8889090057/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=as2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;creativeASIN=8889090057" target="_blank"><strong>Acquista il volume su AMAZON</strong></a></p> <p style="text-align: justify;">Nell’ottobre di trent’anni fa, veniva eletto Papa il cardinale polacco Karol Wojtyla che prese il nome di Giovanni Paolo II.</p> <p style="text-align: justify;">Erano 450 anni che sul trono di Pietro non saliva uno straniero. Per questo, l’annuncio dell’elezione fu accolto con  stupore e freddezza dalla folla raccolta in Piazza San Pietro e dai milioni di credenti che seguivano la cerimonia alla televisione.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-486"></span></p> <p style="text-align: justify;">Ma bastarono poche parole di saluto del neo eletto a dissipare i dubbi e a scatenare una incredibile corrente di simpatia e di entusiasmo, che andò col tempo via via aumentando fino a fare di Giovanni Paolo II il Papa più popolare e più amato di tutta la storia del Cristianesimo.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Giovanni Paolo II posa con il prefetto Marinelli e con gli uomini della squadra responsabili della sua sicurezza quando andava in montagna. &#34;Eravamo come una famiglia&#34;, dice Marinelli. &#34;Voleva bene a tutti. Conosceva ciascuno, il nome di ciascuno. E alla sera, prima di rientrare da una passeggiata, veniva sempre a ringraziare e a salutare tutti&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/6.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/thumbs/thumbs_6.jpg" alt="6" /></a>Per ricordare i trent’anni di quell’elezione, nel corso di quest’anno sono state realizzate iniziative di ogni genere, che continuano ancora. Sono stati tenuti convegni di studi, conferenze, sono stati pubblicati innumerevoli articoli e libri. Tra questi, uno in particolare mi ha colpito. Un libro che si intitola “Wojtyla e il Generale” ed è stato pubblicato dalla casa editrice “Nuova Itinera”.</p> <p style="text-align: justify;">Non è molto conosciuto. I giornali non lo hanno segnalato come meriterebbe.   Io l’ho letto. Con grande soddisfazione. Conosco abbastanza bene l’argomento per aver seguito, come giornalista, le vicende di Papa Wojtyla fin dalla sua elezione,  e per aver scritto anche un libro molto fortunato “Il Papa di Fatima”.  E devo dire che questo libro  mi ha colpito molto. Lo trovo bellissimo. Pieno di dettagli assolutamente sconosciuti e straordinari. Un libro vivo, vero, che affascina e commuove.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Una foto storica, tratta dall’album privato del prefetto Marinelli. &#34;E’ stata scattata sul Col Quaterna, quota 2503 metri sul livello del mare&#34;, dice Marinelli. &#34;Era il 13 luglio 1987, festa di Sant’Enrico. Il Papa volle che facessimo un brindisi per il mio onomastico. Non avevamo vino e brindammo con l’acqua. “Questa sera brinderemo con il vino”, disse il Papa. Ogni anno si ricordava del mio onomastico e mi faceva sempre gli auguri&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="5" /></a>Ho voluto conoscere l’autore. Si tratta di un personaggio singolare e straordinario. Si chiama  Enrico Marinelli,  è un prefetto di Polizia, oggi in pensione, che per le vicende della vita ha avuto modo di conoscere Giovanni Paolo II in circostanze del tutto speciali, addirittura uniche, e di avere quindi molti episodi eccezionali da riferire.</p> <p style="text-align: justify;">Nato ad Agnone, nel Molise, nel 1932, Enrico Marinelli si laureò in legge e nel 1956  entrò nella polizia di Stato dove svolse una brillante carriera, impegnato sempre in compiti particolarmente delicati:  le emergenze sociali, la questione agraria nel Mezzogiorno,  la contestazione giovanile del ’68, il terrorismo e l’eversione delle Brigate rosse, il caso Moro, la sicurezza negli stadi. Divenne famoso per l’equilibrio, la precisione  e il successo con cui risolveva i problemi, e per questo, nel 1985, gli fu affidato un incarico speciale:  la direzione dell’ Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, struttura della Polizia di Stato che si occupa  della protezione del Sommo Pontefice  durante i suoi spostamenti in territorio italiano.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Un incontro tra Enrico Marinelli e Giovanni Paolo II in Vaticano. Dal sorriso che si vede sul volto del Pontefice, si comprende quanto il Papa gli volesse bene. &#34;E’ stato per me come un fratello e un padre&#34;, ricorda Marinelli. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>Per 14 anni, Marinelli è stato il responsabile della sicurezza del Papa. Compito  particolarmente delicato, ma divenuto delicatissimo dopo l’attentato che Papa Wojtyla aveva subito nel maggio 1981.</p> <p style="text-align: justify;">Marinelli affrontò il suo nuovo incarico con il piglio e la diligenza di sempre, ma uniti anche a una grande  devozione per il Santo Padre. E subito conquistò la piena fiducia di Papa Wojtyla. Anzi, ottenne la sua amicizia.  &#60;&#60;Era un fratello, un padre per me&#62;&#62;,  mi ha detto Enrico Marinelli con gli occhi lucidi di commozione.  &#60;&#60;Mi chiamava affettuosamente “il mio generale”&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Marinelli ha raccolto nel suo libro alcuni dei ricordi di quel periodo. &#60;&#60;Una minima parte&#62;&#62;, precisa. &#60;&#60;Molte cose non si conosceranno mai, perché vincolate dal segreto. Se avessi deciso di scrivere tutto, avrei riempito diversi volumi&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Enrico Marinelli mostra il suo libro “Wojtyla e il Generale” nella edizione italiana e in quella polacca. In Polonia, patria di Wojtyla, il libro ha avuto un successo strepitoso, vendendo 100 mila copia in poche settimane. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>Quello che ha scritto è di un valore umano eccezionale. Anche perché, giustamente, Marinelli si è dilungato, con molta attenzione, rispetto e riservatezza,  a raccontare ciò che nessuno sa, che nessun giornale ha mai scritto. E cioè le “uscite  segrete” del papa dal Vaticano. Di quelle ufficiali, abbiamo sempre saputo tutto dai giornali. Ma di quelle “segrete”  nessuno ha mai parlato.</p> <p style="text-align: justify;">Ne erano al corrente il segretario del Papa e  qualche altro ecclesiastico che lo accompagnavano e, sempre, Enrico Marinelli con i suoi fidatissimi uomini della scorta, il cui compito diventava, in quelle situazioni, ancor più delicato, in quanto dovevano agire in gran segreto, senza che neppure le altre forze di polizia sapessero niente. Allora, Marinelli e i suoi uomini avevano tra le mani la vita del Papa. Di qualunque cosa avesse avuto bisogno, il Pontefice doveva chiedere a loro. &#60;&#60;A poco a poco tra noi si instaurò un rapporto di affetto e di fedeltà assoluti&#62;&#62;, dice Marinelli. &#60;&#60;I miei uomini ed io erano pronti a dare la vita per  Giovanni Paolo II e  il Papa ci amava come figli&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Ancora un’immagine del Prefetto Marinelli nella sua casa romana. Molisano di Agnone, si laureò in Legge e nel 1956 entrò nella Polizia di Stato dove svolse una brillante carriera, impegnato sempre in compiti particolarmente delicati: le emergenze sociali, la questione agraria nel Mezzogiorno, la contestazione giovanile del ’68, il terrorismo e l’eversione delle Brigate rosse, il caso Moro, la sicurezza negli stadi. Divenne famoso per l’equilibrio, la precisione e il successo con cui risolveva i problemi, e per questo, nel 1985, gli fu affidata la direzione dell’ Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a><strong>Ma quante furono le “uscite segrete” di Papa Wojtyla dal Vaticano nei 14 anni in cui Marinelli fu responsabile della sua sicurezza? </strong></p> <p style="text-align: justify;">Nessuno lo ha mai saputo. Alcune volte i media hanno scoperto che Papa Wojtyla, in borghese, era andato a sciare sul Terminillo o a passeggiare sul Gran Sasso.</p> <p style="text-align: justify;">Ma nel suo libro, Enrico Marinelli parla di “parecchie uscite”. Quelle due parole, trattandosi di un Papa, incuriosiscono molto.  “Quante uscite?”, abbiamo chiesto a Marinelli.  Da persona seria qual è, non ha voluto precisare. Abbiamo insistito e alla fine ci ha detto: “Diverse decine nel corso di 14 anni”.  Frase incredibile! Significa che Papa Wojtyla andò  molto spesso sia a sciare che a passeggiare sulle montagne.</p> <p style="text-align: justify;">Nel libro di Marinelli troviamo la cronaca di alcune di quelle uscite. La descrizione minuta di com’erano le sciate del Papa, le lunghe passeggiate, come camminava in montagna, quanto camminava, cosa mangiava, perché affrontava quelle passeggiate. Dettagli che stuzzicano la curiosità di tutti coloro che hanno ammirato e continuano ad ammirare il grande Papa polacco.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Enrico Marinelli, nella sua casa romana, racconta i suoi incontri con Giovanni Paolo II, che ha raccolto nel libro “Wojtyla e il Generale”. Prefetto di Polizia, oggi in pensione, è stato, dal 1985 al 1999, direttore dell’ Ispettorato Generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, responsabile quindi della protezione del Sommo Pontefice durante i suoi spostamenti in territorio italiano." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>&#60;&#60;Amava moltissimo la montagna&#62;&#62;, mi ha detto Marinelli. &#60;&#60; Era nato e cresciuto con questo amore. Per lui, la montagna non era un diversivo, un’occasione per divertirsi. La montagna era  l’ambiente che gli permetteva di sentirsi più vicino a Dio, che lo aiutava a concentrarsi nella preghiera. Mentre passeggiava in montagna, aveva sempre il rosario tra le mani e pregava. Si fermava ad ammirare il paesaggio e pregava. La natura lo aiutava a parlare con Dio. Andare in montagna  era per lui come fare un giorno di immersione nella spiritualità più profonda.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60; Un giorno in Cadore, uscimmo con meta  il rifugio Calvi, nella zona di Sappada, a 2164 metri di altezza. Un percorso in forte salita, per sentieri pietrosi. Quattro ore di cammino. Arrivati, il Papa alzò gli occhi e vide una croce che si stagliava nell’azzurro: era la croce del monte Peralba, quota 2694 metri. Decise di andare lassù. Ma bisognava superare una pericolosa  “via ferrata” con uno strapiombo di alcune centinaia di metri. Il segretario, preoccupato, cercava di dissuaderlo, ma non ci riusciva. Mi chiese aiuto.</p> <p style="text-align: justify;">Tentai, insistentemente anch’io, ma ricevetti una risposta secca: “Il Generale rimane qui a osservare il Papa che raggiunge la croce di Cristo per pregare per l’umanità”. Capii che per lui quella salita aveva un significato profondamente spirituale, inutile contraddirlo. Dovetti attendere paziente, e soprattutto trepidante per il pericolo che doveva affrontare. Seppi poi che, lungo la via ferrata, ad un certo punto il Papa mise un piede in fallo e rischiò di cadere nel precipizio. Alla sera, tornando, ammise:  “Il Generale aveva ragione, il percorso era pericoloso”&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Giovanni Paolo II tiene affettuosamente per mano il Prefetto Enrico Marinelli. Il Papa volle regalare questa foto a Marinelli in ricordo della loro amicizia e scrisse: “Con la mia benedizione e riconoscenza”." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/7.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/thumbs/thumbs_7.jpg" alt="7" /></a>Marinelli mi racconta che Wojtyla in montagna era un camminatore instancabile. Che a seguirlo si faticava molto. Perfino i suoi uomini, giovani e aitanti, faticavano a tenere il suo passo. E sulla neve era uno sciatore spericolato. &#60;&#60;Ma la montagna gli faceva bene. Era una medicina per lui. Quanto tornavamo in Vaticano era felice, rilassato e pieno di nuove energie&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Ogni pagina del libro è una sorpresa, che rivela qualche aspetto sconosciuto di Wojtyla. Amava la montagna al punto da uscire segretamente dal Vaticano  per andare a sciare, ma si sentiva in colpa.  &#60;&#60;Pensava fosse tempo sottratto ai suoi doveri&#62;&#62;, mi ha detto Marinelli. &#60;&#60;E sapeva che molti cattolici non avrebbero condiviso quel suo comportamento e soprattutto molti ecclesiastici.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/034-marinelli.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/thumbs/thumbs_034-marinelli.jpg" alt="034-marinelli" /></a>Una sera,  ringraziando me e i miei collaboratori, come faceva sempre al rientro,  disse una frase che mi lasciò di stucco: “Grazie perché proteggete e nascondete uno scandalo internazionale”. In un’altra occasione, al termine di una lunga passeggiata in montagna, mi chiamò, si tolse il cappello e disse: “Non son degno”&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">In montagna, il contatto di Marinelli con il Papa era continuo e diretto. &#60;&#60;Giovanni Paolo II era gentile, affettuoso, premuroso&#62;&#62;, racconta il Prefetto Marinelli. &#60;&#60;Non solo con me, ma con tutti quelli che facevano parte della spedizione. Eravamo come una famiglia in gita. Il Papa era di una semplicità e di una umanità commoventi con tutti noi. A volte, in quota, dopo aver mangiato qualcosa al sacco, faceva un riposino. Chiedeva scusa, si allontanava un poco e si sdraiava sulla nuda terra coprendosi con una coperta di lana. In alcune occasioni mangiai con lui.  Ricordo che un giorno non aveva consumata tutta la sua fetta di pane. Prese il pezzo rimasto, lo avvolse in un  tovagliolo di carta e lo mise nello zaino dicendo: “Lo finirò più tardi con una tazza di te”. Il 13 di luglio ricorreva la festa di Sant’Enrico, era quindi il mio onomastico. E lui sempre si ricordava di farmi gli auguri. Voleva che brindassimo. La prima volta, eravamo su una vetta. Il segretario disse: “Ma non abbiamo vino per brindare”. “Non importa”, rispose il Papa. “Brindiamo con l’acqua e questa sera lo faremo con il vino”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/040-marinelli.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/marinelli-wojtyla-e-il-generale/thumbs/thumbs_040-marinelli.jpg" alt="040-marinelli" /></a>&#60;&#60;Un giorno eravamo usciti per una passeggiata nei pressi del Gran Sasso. Affrontammo una salita molto dura.  Il Papa continuò a camminare imperterrito per diverse ore. Quando si fermò, erano le due del pomeriggio. Pensavamo decidesse tornare, anche perché le scorte del cibo erano al “campo base”. Invece, decise di proseguire. Il segretario mi chiese se avessi qualcosa da mangiare. Il mio appuntato aveva nello zaino cinque panini preparati da mia moglie. Gliene diedi tre: due per il Papa e uno per lui. Il Papa si rifocillò e continuò a salire per altre due ore e mezzo e poi si cominciò a scendere.  Arrivammo al “campo base” che imbruniva. Il Papa mi disse: “Oggi sarà scritto negli annali vaticani che il Generale Marinelli  ha sfamato il Papa”&#62;&#62;.</p> <ul> <li><a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?page_id=480&#38;gallery=marinelli-wojtyla-e-il-generale" target="_blank"><strong>Vai alla Foto Gallery generale di quest&#8217;articolo</strong></a></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1c528a90/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=In+montagna+con+Giovanni+Paolo+II&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D486" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=In+montagna+con+Giovanni+Paolo+II&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D486" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/123995926288/u/49/f/612175/c/33864/s/1c528a90/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/123995926288/u/49/f/612175/c/33864/s/1c528a90/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=486</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Il mio primo anno da Papà</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=475</link><description>Un libro per la trentaquattresima “Giornata Nazionale delle vita” che si celebra domenica  5 febbraio Di Tony Assante Lo hanno pubblicato le Edizioni Paoline proprio per farlo conoscere in occasione della “Giornata per la vita”.  E’ un libro di Roberto Allegri che ha per titolo  “La meraviglia di un sorriso. Il mio primo anno da [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1c4fe30b/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Il+mio+primo+anno+da+Pap%C3%A0&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D475" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Il+mio+primo+anno+da+Pap%C3%A0&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D475" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/123995959596/u/49/f/612175/c/33864/s/1c4fe30b/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/123995959596/u/49/f/612175/c/33864/s/1c4fe30b/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Tony Assante</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:13:37 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=475#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=475</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Roberto Allegri con il suo ultimo libro “La meraviglia si un sorriso – Il mio primo anno da papà”, pubblicato dalla Edizioni. E’ un diario che l’autore ha tenuto per fissare pensieri, emozioni, sentimenti. &#34;Perché&#34;, scrive &#34;la nascita di un bambino non può accadere senza provocare domande e scatenare pensieri sulla vita, sul futuro, sulla morte, persino su Dio stesso&#34;. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meraviglia-di-un-sorriso/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meraviglia-di-un-sorriso/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>Un libro per la trentaquattresima “Giornata Nazionale delle vita” che si celebra domenica  5 febbraio</strong></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Tony Assante</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">Lo hanno pubblicato le Edizioni Paoline proprio per farlo conoscere in occasione della “Giornata per la vita”.  E’ un libro di <a href="http://www.amazon.it/gp/search?ie=UTF8&#38;keywords=Roberto%20Allegri&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;index=books&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=23322&#38;rd=1" target="_blank">Roberto Allegri </a>che ha per titolo  “La meraviglia di un sorriso. Il mio primo anno da papà”. Un diario di quella che, se vissuta nella sua reale portata di significati umani e spirituali, è l’esperienza più sconvolte che si possa immaginare. “Si dice” scrive <a href="http://www.amazon.it/gp/search?ie=UTF8&#38;keywords=Roberto%20Allegri&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;index=books&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=23322&#38;rd=1" target="_blank">Roberto Allegri</a> nel suo libro “che avere un bambino cambia la vita. Non è vero, non la cambia. La stravolge, la rivolta, la trasforma, la abbatte completamente per riedificarla.”</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-475"></span></p> <p style="text-align: justify;">Roberto Allegri è un giornalista e anche un solido scrittore avendo alle spalle una trentina di libri, dalle tematiche più varie. L’obiettivo di questo suo nuovo libro è quello, dichiarato nel sottotitolo, di raccontare l’esperienza vissuta nel corso del suo “primo anno da papà”. Cioè dopo la nasciata del primogenito che si chiama Francesco. Un libro da cronista.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Roberto Allegri, 42 anni, giornalista e scrittore. E’ collaboratore del settimanale “CHI” fin dal primo numero. Ha scritto una trentina di libri, alcuni dei quali sono stati tradotti in diverse lingue compreso il giapponese." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meraviglia-di-un-sorriso/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meraviglia-di-un-sorriso/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>Niente ideologie, niente insegnamenti. Allegri non sale in cattedra, non scrive un manuale per genitori. Raccoglie e ferma sulla carta emozioni, riflessioni, pensieri, secondo un calendario ritmato dal vivere e dal crescere del piccolo Francesco. 365 giorni che sono totalmente nuovi. Perfino le cose più banali, gli avvenimenti più normali come  il caldo, il freddo, la neve, la pioggia, il lavoro, l’incontro di una persona, una festa, una passeggiata, un viaggio in macchina , insomma. Tutte le vicende della vita quotidiana non sono più cose “normali”,  “usuali”, ma sono “eventi”, proprio perché il piccolo Francesco, con la sua sola presenza, ha il magico potere di trasformare tutto.. “Perchè” scrive Roberto Allegri “la nascita di un bambino non può accadere senza provocare domande e scatenare pensieri sulla vita, sul futuro, sulla morte, persino su Dio stesso.”.</p> <p style="text-align: justify;">E continua l’autore: “Ho da poco compiuto quarant’anni e sono padre: è la sommità di una collina e più in alto non si può giungere. Da lì si domina l’intera vallata della propria vita. Si vede la propria strada continuare tra il verde della pianura, una strada più grande adesso, fatta per ospitare il passo non più di una sola persona o di una coppia, ma quello di una famiglia.”</p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/search?ie=UTF8&#38;keywords=Roberto%20Allegri&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;index=books&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=23322&#38;rd=1" target="_blank">Roberto Allegri</a> ha un suo personale e incisivo modo di scrivere. E il libro colpisce anche per la forza e l’immediatezza delle immagini, per il candore delle emozioni e dei sentimenti, e per la poesia presente,  come una speciale atmosfera, in tutta la narrazione, ”Quando un bambino gioca, il cielo stesso si ferma a guardarlo perché è poesia, è energia pura e potenza cerebrale al massimo”. Il neo-papà si sofferma a spiare il bimbo che dorme, e scrive: “Una colonna incandescente  lega il mio cuore a quello di mio figlio, in un continuo riversarsi di calore e materia che arde ma non si concuma mai. E’ il fuoco della passione per la vita, acceso da un nuovo nato”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Copertina del libro “La meraviglia di un sorriso – Il mio primo anno da papà”, scritto da Roberto Allegri e pubblicato dalla Edizioni Paoline in occasione della “34° Giornata nazionale per la vita”. &#34;E’ un piccolo, grande vademecun di Vita&#34;, ha scritto Alfonso Signorini nella prefazione." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meraviglia-di-un-sorriso/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/meraviglia-di-un-sorriso/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>Un libro che è segnato soprattutto dalla gioia, dalle felicità, dalla meraviglia, dallo stupore per la vita. Ma nel quale, di tanto in tanto, si presentano, come nubi nere e minacciose, anche anche i timori, le paure, le preoccupazioni che derivano dalla  consapevolezza che viviamo in un mondo tortuoso e difficile.  Perciò è grande e pesa la “responsabilità di fare crescere un bambino e forgiarlo in un uomo, di farlo diventare una persona adulta in grado di fare le proprie scelte.”</p> <p style="text-align: justify;">E non vanno dimenticati i sacrifici fisici che, soprattutto nel primo anno di vita, a volte diventano massacranti. “Non si dorme, si mangia a spizzichi”, confessa Roberto Allegri. “ Le giornate vengono sconvolte, gli orari saltano. Devi mantenere gli impegni di lavoro, madevi anche  farli coincidere con una miriade di imprevisti provocati dal bambino”..  Però, nonostante tutto,  emerge sempre  l’ottimismo. “Sono sacrifici che esaltano, che temprano, che forgiano perché questo esserino sprigiona un’energia spaventosa e ti accorgi di riuscire a condurre un’esistenza che prima ritenevi impossibile. E fai anche un’altra straordinaria scoperta. Ti accorgi di avere delle energie, delle forze e una capacità di resistenza e di ripresa misteriose, inspiegabili.  E’ come se, ora, avessi accanto una “presenza invisibile” che ti aiuta. E ti viene in mente che lassù, dall’alto, “Qualcuno”  non ti abbandona mai, soprattutto quando sei in compagnia di un angelo”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ci sono uomini&#62;&#62;,  ha  scritto Alfonso Signorini nella prefazione di questo libro &#60;&#60;nati per essere padri. Uno di questi è Roberto. Lui è padre nell’intimo (…). Rispettoso, pronto all’ascolto e all’azione, pratico e poco propenso ai “mielismi” e alle retoriche. E questo libro gli assomiglia: è un piccolo grande vademecum di Vita.  E’ un grande messaggio di speranza. Speranza per chi si prepara, come un bambino, ad affrontare le salite e le discese della vita. Ma anche per chi si sforza di viverla con la pienezza del vero uomo&#62;&#62;.</p> <p><a href="http://www.ibs.it/code/9788831541022/allegri-roberto/meraviglia-di-un-sorriso.html?shop=2214"><img src="http://www.ibs.it/images/but/bas.gif" alt="" width="142" height="38" /></a></p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1c4fe30b/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Il+mio+primo+anno+da+Pap%C3%A0&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D475" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Il+mio+primo+anno+da+Pap%C3%A0&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D475" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/123995959596/u/49/f/612175/c/33864/s/1c4fe30b/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/123995959596/u/49/f/612175/c/33864/s/1c4fe30b/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=475</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Aushwitz: per non dimenticare</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=472</link><description>&amp;#8220;Una volta è un Hitler; un&amp;#8217;altra è Ivan il Terribile [...]; in un caso è la rassegnazione, in un altro sono le guerre, o la peste e i terremoti e la carestia. Quel che conta in definitiva è come si porta, sopporta, e risolve il dolore, e se si riesce a mantenere intatto un pezzetto [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1c278390/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Aushwitz%3A+per+non+dimenticare&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D472" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Aushwitz%3A+per+non+dimenticare&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D472" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/123995704054/u/49/f/612175/c/33864/s/1c278390/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/123995704054/u/49/f/612175/c/33864/s/1c278390/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Thu, 26 Jan 2012 13:41:05 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=472#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=472</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Una volta è un Hitler; un&#8217;altra è Ivan il Terribile [...]; in un caso è la rassegnazione, in un altro sono le guerre, o la peste e i terremoti e la carestia. Quel che conta in definitiva è come si porta, sopporta, e risolve il dolore, e se si riesce a mantenere intatto un pezzetto della propria anima.&#8221;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Etty Hillesum &#8211; Morta ad Auschwitz il 30 Novembre 1943</strong></p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-472"></span></p> <p style="text-align: center;"><object width="500" height="284" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qzT0Tm5y4fs?version=3&#38;hl=it_IT&#38;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="500" height="284" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/qzT0Tm5y4fs?version=3&#38;hl=it_IT&#38;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p> <p style="text-align: justify;"><strong>LA MEMORIA E LA NOSTRA IDENTITA&#8217;</strong></p> <p style="text-align: justify;"><em>di Renzo Gattegna, Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane</em></p> <p style="text-align: justify;">Il 27 gennaio 2012, nel sessantasettesimo anniversario dall’apertura dei cancelli di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa, celebriamo per la dodicesima volta in Italia il Giorno della Memoria.<br /> Una data che viene ricordata contemporaneamente in molti Paesi europei, e che è divenuta, in questi anni, importante e molto sentita dalla popolazione e dalle istituzioni. Perchè il tentativo di annientamento degli ebrei d’Europa perpetrato dal nazismo e dai suoi alleati, nel segno di una ideologia criminale che si abbattè anche contro altre categorie, teorizzando la supremazia di uomini su altri uomini e portando l’Europa e il mondo a una immane catastrofe, è una parte della nostra storia collettiva che scuote le coscienze, spingendo le persone a chiedersi come possa essere potuto accadere.</p> <p style="text-align: justify;">Molti saggi e opere letterarie hanno posto questioni filosofiche e teologiche in merito alla tragedia della Shoah, quale abisso nella storia umana. Per questo, il monito che la Shoah rappresenta è valido per tutta l’umanità, e da esso nasce l’imperativo: dobbiamo conoscere quel che è stato, perché non dobbiamo permettere che accada di nuovo.</p> <p style="text-align: justify;">L’orrore per quanto avvenuto durante la seconda guerra mondiale fu alla base della fondazione di una Europa incentrata sui valori del rispetto dei diritti umani e della dignità di ogni persona. E proprio partendo dalla cesura storica che la Shoah rappresenta, fu promulgata nel 1948 dalle Nazioni Unite la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, il cui primo articolo, “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali, in dignità e diritti”, ne è il significativo fondamento.</p> <p style="text-align: justify;">L’Europa è culla e depositaria del bagaglio morale, filosofico e culturale che quegli eventi, tragicamente, ci hanno lasciato. E in un momento di crisi quale è quello che stiamo vivendo, è molto importante tenere presenti le radici e i valori sui quali si fonda il vivere nel nostro consesso civile. Perché la crisi può essere anche una risorsa, una opportunità e una occasione di riflessione e di verifica.<br /> Al contempo occorre, senza allarmismi e con fermezza, tenere d’occhio le storture e i veleni, anche razzisti e xenofobi, che i momenti di difficoltà possono far emergere. Per questo oggi più di ieri dobbiamo prestare attenzione, operando per prevenire la deriva nazionalista e razzista di alcune frange della società, in Italia e all’estero.<br /> Per molti secoli gli ebrei sono stati perseguitati perché legati tenacemente alla propria identità, e hanno dunque una plurisecolare esperienza dell’essere minoranza, molto spesso discriminata quando non perseguitata: la nostra storia può fungere dunque da esempio, per quei gruppi ed etnie che faticano a integrarsi e che ritengo costituiscano, per le moderne società plurali e multiculturali, un vero patrimonio.</p> <p style="text-align: justify;">Il Giorno della Memoria, che è stato istituito con una Legge dello Stato che coinvolge, ed è fondamentale, il mondo della scuola, in questi anni ha contribuito a generare in tanti giovani gli anticorpi contro il pregiudizio, a diffondere una cultura dell’accoglienza, del rispetto delle diversità. E anche, ci auguriamo, a stimolare la voglia di conoscere, di studiare, di approfondire la storia.<br /> Determinanti sono stati gli incontri con i testimoni della Shoah. E’ grazie alla loro disponibilità, che a volte comporta per essi impegni non poco gravosi, che è possibile tramandare una esperienza diretta di quanto avvenne nei campi di sterminio nazisti, e per questo desidero indirizzare loro il mio caloroso ringraziamento e un affettuoso abbraccio.</p> <p style="text-align: justify;">Nel 2012 cade il venticinquesimo anniversario dalla scomparsa di Primo Levi, lo scrittore torinese che con le sue alte testimonianze ha contribuito a descrivere e decifrare la barbarie dei campi di sterminio. I suoi libri sono un patrimonio di tutto il mondo, e uno degli strumenti di conoscenza di maggior valore.<br /> “Se capire è impossibile, conoscere è necessario”, ha scritto. E’ con un pensiero rivolto a lui, fondamentale testimone e divulgatore dell’odissea e della tragedia degli ebrei italiani, che intendo salutare le iniziative e le celebrazioni del Giorno della Memoria 2012.</p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1c278390/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Aushwitz%3A+per+non+dimenticare&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D472" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Aushwitz%3A+per+non+dimenticare&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D472" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/123995704054/u/49/f/612175/c/33864/s/1c278390/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/123995704054/u/49/f/612175/c/33864/s/1c278390/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=472</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator><enclosure url="http://www.youtube.com/v/qzT0Tm5y4fs?version=3&amp;#38;hl=it_IT&amp;#38;rel=0" length="3268" type="application/x-shockwave-flash" /><media:content url="http://www.youtube.com/v/qzT0Tm5y4fs?version=3&amp;#38;hl=it_IT&amp;#38;rel=0" fileSize="3268" type="application/x-shockwave-flash" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>&amp;#8220;Una volta è un Hitler; un&amp;#8217;altra è Ivan il Terribile [...]; in un caso è la rassegnazione, in un altro sono le guerre, o la peste e i terremoti e la carestia. 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Mese dopo mese, seguendo la crescita del piccolo Francesco, Roberto Allegri si è scoperto diverso ogni volta, sempre in mutamento, mentre cercava di rispondere alle esigenze e ai desideri del figlio. E ha voluto registrare tali cambiamenti in questo libro, da cui emerge il ritratto di un uomo per il quale essere genitori è un’occasione per migliorare se stessi e una missione fondamentale da compiere.&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1bfcf966/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=La+meraviglia+di+un+sorriso&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D463" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+meraviglia+di+un+sorriso&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D463" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/123995495205/u/49/f/612175/c/33864/s/1bfcf966/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/123995495205/u/49/f/612175/c/33864/s/1bfcf966/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Fri, 20 Jan 2012 10:50:17 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=463#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=463</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788831541022/allegri-roberto/meraviglia-di-un-sorriso.html?shop=2214" target="_blank"><img class="alignleft wp-image-464" title="roberto3" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2012/01/roberto3.jpg" alt="" width="150" /></a>Il mio primo anno da papà</strong></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788831541022/allegri-roberto/meraviglia-di-un-sorriso.html?shop=2214"><img class="alignnone" style="border: 0pt none;" src="http://www.ibs.it/images/but/bas.gif" alt="" width="142" height="38" /></a></p> <p style="text-align: justify;">Il testo raccoglie le emozioni, ma soprattutto le riflessioni, che hanno invaso l’animo dell’Autore quando è diventato padre.<br /> “Perché una cosa così “normale&#8221;, eppure “immensa”, non può accadere senza provocare domande e scatenare pensieri sulla vita, sul futuro, sulla morte, persino su Dio stesso”.<br /> Mese dopo mese, seguendo la crescita del piccolo Francesco, Roberto Allegri si è scoperto diverso ogni volta, sempre in mutamento, mentre cercava di rispondere alle esigenze e ai desideri del figlio. E ha voluto registrare tali cambiamenti in questo libro, da cui emerge il ritratto di un uomo per il quale essere genitori è un’occasione per migliorare se stessi e una missione fondamentale da compiere.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>La Prefazione è di <a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;x=0&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;y=0&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-keywords=alfonso%20signorini&#38;url=search-alias%3Daps" target="_blank">Alfonso Signorini</a>, giornalista e volto noto della televisione.</strong></p> <p><span id="more-463"></span></p> <p><strong>Autore:</strong> <a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Roberto%20Allegri" target="_blank">ROBERTO ALLEGRI &#8211; Cerca Roberto Allegri anche su AMAZON</a><br /> <strong>Destinatario:</strong> coppie &#8211; genitori &#8211; educatori<br /> <strong>Collana:</strong> libroteca paoline<br /> <strong>Supporto:</strong> libro<br /> <strong>Edizione:</strong> 1<br /> <strong>Copertina:</strong> brossura con alette<br /> <strong>Pagine:</strong> 176<br /> <strong>Anno di pubblicazione:</strong> 2012<br /> <strong>Luogo di pubblicazione:</strong> milano<br /> <strong>Casa editrice:</strong> paoline<br /> <strong>Codice:</strong> 9788831541022<br /> <strong>Disponibilità:</strong> disponibile</p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1bfcf966/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=La+meraviglia+di+un+sorriso&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D463" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+meraviglia+di+un+sorriso&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D463" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/123995495205/u/49/f/612175/c/33864/s/1bfcf966/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/123995495205/u/49/f/612175/c/33864/s/1bfcf966/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=463</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>L’ultimo dei Toscanini</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=455</link><description>E’ morto a New York Walfredo, l’ultimo dei discendenti che portava il nome del grande direttore d’orchestra. Di Renzo Allegri Cinquantaquattro anni fa, e precisamente il 16 gennaio del 1957 moriva Arturo Toscanini, uno dei più grandi direttori d’orchestra di tutti i tempi. Il 31 dicembre, ultimo giorno del 2011, se ne è andato per [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1bb8298e/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=L%E2%80%99ultimo+dei+Toscanini&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D455" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=L%E2%80%99ultimo+dei+Toscanini&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D455" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/123757117049/u/49/f/612175/c/33864/s/1bb8298e/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/123757117049/u/49/f/612175/c/33864/s/1bb8298e/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:41:49 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=455#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=455</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Walfredo Toscanini con una foto del suo celebre nonno, il grande direttore d’orchestra Arturo Toscanini. Walfredo è morto il 31 dicembre 2011, mentre suo nonno è morto il 16 gennaio 1957, cioè 54 anni fa." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>E’ morto a New York Walfredo, l’ultimo dei discendenti che portava il nome del grande direttore d’orchestra.</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">Cinquantaquattro anni fa, e precisamente il 16 gennaio del 1957 moriva Arturo Toscanini, uno dei più grandi direttori d’orchestra di tutti i tempi. Il 31 dicembre, ultimo giorno del 2011, se ne è andato per sempre anche Walfredo Toscanini, l’unico nipote maschio del grande direttore. Diceva spesso: &#60;&#60;Con me scomparirà il nome dei Toscanini. Almeno quello dei discendenti del direttore d’orchestra.  Io, infatti, sono l’unico figlio di Walter Toscanini, che era l’unico figlio maschio di Arturo Toscanini. E dal mio matrimonio sono nate tre femmine. Resto, quindi, l’unico discendente del maestro che porta il suo cognome,  un nome che finirà con la mia vita&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-455"></span>Walfredo Toscanini, classe 1929, architetto, assomigliava molto al suo celebre avo. Soprattutto negli occhi e nella bocca. Viveva a New York, negli Stati Uniti, con la moglie e le tre figlie.  Quando veniva in Italia non mancava mai di far visita al cugino, Roberto Castellano, (morto anche lui nel 2011) che abitava sulle colline di Salsomaggiore, proprio vicino a casa mia. E quando veniva dal cugino avevo l’occasione di incontrarlo anch’io.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Walfredo Toscanini con il suo cugino Roberto Castellano. Le loro madri erano sorelle e tra loro c’era un grande attaccamento. Ogni volta che veniva in Italia, Walfredo trascorreva alcuni giorni dal cugino, che abitava sulle colline di Salsomaggiore. Nell’estate del 2011 è morto anche Roberto Castellano." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>Lui e Roberto erano figli di sorelle. La mamma di Walfredo, moglie di Walter Toscanini, era una famosa ballerina. Si chiamava Lucia Fornaroli, nota come “Cia”, e fu étoille alla Scala negli anni Venti, prima ballerina al Metropolitan di New York, a Barcellona, a Madrid e a Roma. Il  25 aprile 1926  partecipò alla prima rappresentazione della “Turandot” di Puccini, diretta da Arturo Toscanini. Nel 1926, sempre alla Scala,  fu l’interprete della “prima italiana”  del balletto “Petrouschka” di Stravinski, sotto la direzione dello stesso autore. Dal 1929 al 1933 fu direttrice dell’Accademia del Balletto della Scala. Dopo il matrimonio con Walfredo Toscanini, si trasferì definitivamente negli Stati Uniti dove si dedicò all’insegnamento.</p> <p style="text-align: justify;">Passeggiando per la strada panoramica che dalla casa di Roberto Castellano porta a casa mia, Walfredo raccontava, ma si interrompeva  continuamente per ammirare il paesaggio delle colline circostanti, sottolineando con un entusiasmo incantato i colori  dei campi  e delle macchie boschive, le sfumature delle ombre, il taglio della luce a quell’ora del giorno.  Era un appassionato e un intenditore di arti figurative, aveva studiato architettura ed era anche un discreto pittore.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La pittura era una grande passione di mio nonno&#62;&#62;, raccontava.  &#60;&#60;Una passione segreta, ma amorevolmente coltivata per tutta la vita. Il nono era amico di molti pittori e aveva una straordinaria collezione di quadri. La casa di Milano, in via Durini, sembrava una pinacoteca. Nel corridoio che dal soggiorno portava in cucina, i quadri ricoprivano letteralmente le pareti fino al soffitto. Penso che in quella casa il nonno avesse cento e forse anche 200 quadri. E dal momento che in famiglia nessuno aveva ereditato  il suo talento musicale, era molto felice che io amassi la pittura e mi dilettassi anche a dipingere&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Walfredo Toscanini posa imitando una foto del nonno. Laureato in architettura, era un appassionato di arti figurative ed era anche pittore. &#34;In famiglia&#34;, diceva &#34;nessuno aveva ereditato il talento musicale del nonno e lui, grande collezionista di quadri, era molto felice che io amassi la pittura e mi dilettassi anche a dipingere&#34;" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" width="150" height="113" /></a>Quando parlava del nonno, gli occhi di Walfredo brillavano di gioia. Raccontava a raffica e con la vivacità di un ragazzo episodi, aneddoti, ricordi. Non gli piaceva che si parlasse di Toscanini solo come direttore d’orchestra. &#60;&#60;Alcuni musicologi&#62;&#62;, ripeteva spesso &#60;&#60;hanno scritto che mio nonno era un direttore d’orchestra istintivo, ma privo di cultura. Niente di più falso. Aveva una vasta conoscenza della produzione artistica mondiale, e la seguiva con passione. Nelle città dove dirigeva, visitava i musei, frequentava salotti letterari, era un accanito lettore di libri, amico di pittori, poeti, filosofi, come dimostrano le migliaia di lettere che ha lasciato&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Sembrava non essere interessato a parlare dei trionfi del suo nonno, della fama, degli incontri con i grandi di questo mondo che gli rendevano omaggio. Toccava questi argomenti solo se era provocato da specifiche domande, ma lo faceva quasi da “distratto”. Invece i suoi ricordi erano caldi di affetto e di amore quando si riferivano al nonno in famiglia, dietro le quinte, lontano dai riflettori. Dava l’impressione che questi ricordi fossero fortemente impressi nel suo animo. Ripeteva spesso che il periodo più bello vissuto accanto al suo nonno fu quello delle vecchiaia, quando il celeberrimo direttore d’orchestra si era ritirato a vita privata.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ho avuto la fortuna di  trascorrere con lui gli ultimi anni della sua vita&#62;&#62;, raccontò. &#60;&#60;Quando  morì nonna Carla, nel 1950, il nonno cadde in una grande depressione. Era come se avesse perduto parte di se stesso. Erano sposati da 53 anni. Sempre inseparabili. Pochi lo sanno, ma la nonna era il manager di Toscanini. Era lei che organizzava tutta la sua attività, che teneva i contatti con i teatri, le case discografiche, che trattava per i contratti, le tournée, faceva tutto lei. Venendo a mancare, il nonno si sentiva sperduto e cadde  preda della depressione. Per questo mio padre decise di andare a vivere con la sua famiglia  nella villa del nonno, a Riverdale, e restammo con lui fino alla sua morte, nel gennaio 1957.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Walfredo Toscanini in una foto del 1943, con il suo celebre nonno. &#34;Di lui ricordo i concerti, i trionfi, i viaggi, ma soprattutto le lunghe conversazioni che facevamo quando era vecchio e non dirigeva più&#34;, diceva Walfredo. &#34;Il nonno aveva una vastissima cultura. Era un accanito lettore di libri, amico di pittori, poeti, filosofi, come dimostrano le migliaia di lettere che ha lasciato&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="5" width="150" height="112" /></a>&#60;&#60;Io allora ero studente universitario in architettura. Mi piaceva parlare con il nonno di arte e fu in quegli anni che ebbi modo di scoprire che aveva una grande cultura artistica e che conosceva moltissimi pittori viventi, con i quali era in contatto epistolare.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;La cosa che più mi colpi in quel periodo fu la  serenità e  alla saggezza con cui il nonno affrontò la vecchiaia. Era un mito. Soprattutto in America. Ogni volta che saliva sul podio era un evento. Milioni di persone seguivano i suoi concerti alla radio. Ma fu lui, di sua iniziativa, ad un certo momento, a programmare a tavolino la fine della sua carriera. L’ultimo concerto lo diresse alla Carnegie Hall il 4 aprile del 1954. Aveva 87 anni. Nessuno sapeva che quella sarebbe stata la sua ultima interpretazione. Solo noi della famiglia lo sapevamo. Aveva proibito di far conoscere la notizia alla stampa. Non voleva  feste di addio, discorsi, cerimonie.  &#8220;Voglio scivolar via&#8230;&#8221;, diceva.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Quella sera in famiglia eravamo molto commossi, ma lui appariva tranquillo. Il concerto era trasmesso per radio. C&#8217;era anche il maestro Guido Cantelli, che volle restare in cabina di regìa accanto ai tecnici della radio. Si temeva che l&#8217;emozione tradisse il nonno, e così fu preparato un dispositivo particolare, in modo che si potesse mettere in onda altra musica se si fosse sentito male.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il concerto procedette senza incidenti, ma ad un certo momento la mano del nonno, cominciò a muoversi più lentamente: perdeva il tempo. Il viso era pallido. Cantelli se ne accorse e fece scattare il dispositivo di sicurezza. Alla radio gli ascoltatori sentirono musica di Bramhs. Sembrava che ci fosse stata un&#8217;interferenza. L&#8217;interruzione durò solo alcuni  secondi. Il nonno si riprese e continuò a dirigere fino in fondo.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Cia Fornaroli, moglie di Walter Toscanini e madre di Walfredo Toscanini, in una foto di scena. Fu una celebre ballerina: étoille alla Scala, prima ballerina al Metropolitan di New York, a Barcellona, a Madrid e a Roma. Dal 1929 al 1933 fu direttrice dell’Accademia del Balletto della Scala. Dopo il matrimonio con Walfredo, si trasferì definitivamente negli Stati Uniti dove si dedicò all’insegnamento." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/6a.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/thumbs/thumbs_6a.jpg" alt="6a" /></a>&#60;&#60;Tornando a casa in automobile, il nonno disse:  &#8220;Il pensiero che questo era il mio ultimo concerto mi  tormentava. Ero triste, avevo una gran voglia di piantar tutto e scappar via. Stavo proprio deponendo la bacchetta per andarmene. Poi ho pensato che il mio gesto avrebbe creato scandalo. Allora mi sono ripreso e sono rimasto lì, a dirigere&#8221;.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Da allora visse ancora quasi tre anni.  Trascorreva il tempo soprattutto ascoltando la musica che aveva inciso. Mio padre gli preparava i provini dei dischi e lui doveva approvarli. Ascoltava e riascoltava. Anche di notte. Non era mai contento e fece distruggere moltissimo materiale. Però quel lavoro gli dava serenità perché lo teneva dentro la musica che era la sua vita.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Negli ultimi mesi ebbe un crollo vistoso. Noi della famiglia non ce ne accorgevamo, ma chi lo vedeva di tanto in tanto restava colpito. Faticava a camminare, accusava dolori in tutto il corpo, ma conservò sempre quel suo atteggiamento nobile e sereno. Non l’ho mai sentito lamentarsi.  Non volle mai che lo si aiutasse in niente.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Walfredo Toscanini sulle colline di Salsomaggiore dove andava a far visita a un suo cugino quando veniva in Italia. Diceva spesso: &#34;Con me scomparirà il nome dei Toscanini. Almeno quello dei discendenti del direttore d’orchestra. Io, infatti, sono l’unico figlio di Walter Toscanini, che era l’unico figlio maschio di Arturo Toscanini. E dal mio matrimonio sono nate tre femmine&#34;." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/walfredo-toscanini/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" width="150" height="113" /></a>&#60;&#60;A dicembre del 1956 espresse il desiderio di trascorrere l’ultimo dell’anno con tutta la famiglia.  Mio padre organizzò, per la sera di San Silvestro, una bella festa. C’erano i figli, i nipoti e anche gli amici  cui era più affezionato. Il nonno appariva euforico e pieno di energie. A mezzanotte volle abbracciare tutti, uno per uno. Rimase in piedi fino alle due. Poi salutò e se ne andò a letto, facendo le scale da solo.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Al mattino si alzò intorno alle 7. Andò in bagno per farsi la barba. Quando uscì, era pallidissimo, barcollava, non riusciva a parlare. Era stato colpito da trombosi cerebrale. Perse conoscenza e non si riprese più. Visse altri 16 giorni, praticamente in coma&#62;&#62;.</p> <p><a href="../../?cat=9"><img src="http://www.tonyassante.com/renzoallegri/firma.jpg" alt="" width="180" /></a></p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1bb8298e/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=L%E2%80%99ultimo+dei+Toscanini&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D455" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=L%E2%80%99ultimo+dei+Toscanini&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D455" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/123757117049/u/49/f/612175/c/33864/s/1bb8298e/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/123757117049/u/49/f/612175/c/33864/s/1bb8298e/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=455</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Cantore dell’amore</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=447</link><description>Ricordando  Rabindranath Tagore, il grande poeta indiano di cui, nel 2011, si è celebrato il 150° anniversario della nascita. Di Marta Martelli Acquista Rabindranath Tagore su AMAZON.IT &amp;#8220;Chi sei tu, lettore, che leggi le mie parole tra un centinaio d&amp;#8217;anni?&amp;#8221;. Con queste parole, dalla sua India, Rabindranath Tagore si rivolgeva idealmente a ciascuno di noi [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1bb7e0ef/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&amp;title=Cantore+dell%E2%80%99amore&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D447" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Cantore+dell%E2%80%99amore&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D447" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/123757125325/u/49/f/612175/c/33864/s/1bb7e0ef/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/123757125325/u/49/f/612175/c/33864/s/1bb7e0ef/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Marta Martelli</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:11:49 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=447#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=447</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Una immagine di Rabindranath Tagore giovane. Nato a Calcutta, in India, il 6 maggio 1861, era figlio di un ricco e nobile bramimo. Studiò a Londra e ritornò in India con la convinzione che la cultura orientale e quella occidentale potessero integrarsi pacificamente." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/tagore/tagore-1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/tagore/thumbs/thumbs_tagore-1.jpg" alt="tagore-1" /></a>Ricordando  Rabindranath Tagore, il grande poeta indiano di cui, nel 2011, si è celebrato il 150° anniversario della nascita.</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Marta Martelli</strong></span></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Rabindranath%20Tagore" target="_blank">Acquista Rabindranath Tagore su AMAZON.IT</a><br /> </strong></span></p> <p style="text-align: justify;">&#8220;Chi sei tu, lettore, che leggi le mie parole tra un centinaio d&#8217;anni?&#8221;. Con queste parole, dalla sua India, Rabindranath Tagore si rivolgeva idealmente a ciascuno di noi e immaginava che la sua poesia, o forse ogni poesia, oltrepassasse i confini angusti del tempo mortale per raggiungere i posteri, le generazioni successive, per diventare immortale.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-447"></span></p> <p style="text-align: justify;">Tagore nacque, in India, a Calcutta, il 6 maggio 1861. Straordinario talento creativo, iniziò a comporre poesie da bambino e, dopo alcuni anni trascorsi in Gran Bretagna (periodo che gli permise di avvicinarsi con ammirazione al sistema di valori europeo), ritornò in India, con la convinzione che cultura orientale e quella occidentale potessero integrarsi pacificamente.</p> <p style="text-align: justify;">La sua visione spirituale e filosofica lo portò a creare un&#8217;originale fusione tra politeismo induista e cristianesimo, sulla base di un panteismo mistico che vedeva la manifestazione della presenza di Dio in ogni espressione della natura.</p> <p style="text-align: justify;">Nel 1913, Tagore ricevette il Nobel per la letteratura, con questa motivazione: «Per la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell&#8217;ovest».</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Rabindranath Tagore in una foto del 1931. E’ uno dei massimi poeti indiani e nel 1913 gli venne assegnato il Premio Nobel per la Letteratura." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/tagore/tagore-2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/tagore/thumbs/thumbs_tagore-2.jpg" alt="tagore-2" /></a>Oltre che poeta, Tagore fu drammaturgo, prosatore, musicista, pittore. Ma da noi, oggi, è celebre soprattutto per le sue liriche che cantano con leggerezza e armonia l&#8217;amore vissuto come esperienza mistica che, secondo la visione orientale, pervade l&#8217;intera essenza dell&#8217;uomo.</p> <p style="text-align: justify;">Nel 1925 visitò Milano e tenne  un discorso al Circolo filologico destando grande ammirazione con la sua serenità e la sua eloquenza armoniosa.  Nei mesi scorsi  la città di Milano, ricordando i 150 anni dalla sua nascita, gli ha reso omaggio con una serie di eventi culturali: cinema, letteratura, danze indiane, pubblicazioni e convegni.</p> <p style="text-align: justify;">La figura di questo famoso e interessante artista merita di essere approfondita. Rabindranath Tagore  apparteneva a una nobile famiglia. Il padre era un ricco bramino. Rabindranath studiò nel Regno Unito e tornò in patria con il proposito di conciliare e integrare Oriente ed Occidente.</p> <p style="text-align: justify;">Profondo conoscitore della lingua inglese, tradusse in seguito le opere che prima aveva scritto in bengali. Fu il poeta della nuova India, moderna e indipendente, per la quale lottò non solo con le sue opere e con le sue iniziative di carattere sociale, ma anche con il suo fiero comportamento politico. Scrittore di brani musicali, si occupò della danza indiana e di pittura riscotendo notevole successo sia a New York che in Europa. Fu soprattutto grande come poeta lirico, il cui pensiero, ispirato ad alti concetti filosofici e religiosi, lo pone tra i più grandi poeti mistici del mondo. La sua produzione poetica gli  valse l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura nel 1913.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Rabindranath Tagore negli studi delle WABC Columbia, pioniera dei network radiofonici statunitensi, intervistato da Chester Williams , segretario esecutivo della Federazione nazionale degli studenti." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/tagore/tagore-3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/tagore/thumbs/thumbs_tagore-3.jpg" alt="tagore-3" /></a>La poesia d’amore orientale presenta caratteristiche diverse da quelle con le quali la poesia occidentale esprime il sentimento d’amore. Pervasa di leggerezza, di distacco dalla soggettività, di ritualità ripetuta, evoca i vari momenti della vita nella visione spirituale che fonde sacro e profano, spirito e carne, Dio e uomo. Mistico, saggio, veggente, per il poeta orientale l’Amore coinvolge tutto l’essere umano ponendolo in relazione a Dio. Amore non solo  come   sentimento, quindi, ma realtà completa di tutto l’uomo che, permeandolo e avvolgendolo, lo supera e lo trasporta oltre ogni barriera tra l’umano e  il divino, in una fusione intensa eppur sottile, energia che muove il cosmo.</p> <p style="text-align: justify;">Perciò si può ben comprendere come Tagore  veda nel rapporto Amato-Amante la più completa esperienza di realizzazione dell’uomo. Esperienza che, anche nel momento più buio di tale rapporto, come l’abbandono, la perdita che nulla può colmare,  nella sua poesia viene illuminata dalla visione di fede.</p> <p style="text-align: justify;">Leggendo le sue poesie si trovano continui riferimenti alla cultura, alle tradizioni ed ai costumi orientali, particolarmente indiani: si “odono” tintinnare i braccialetti, si “vedono” le donne attingere acqua al pozzo e il viandante stanco ed assetato venire sulla strada   polverosa. In una sinfonia di immagini ecco le tartarughe scaldarsi al sole sulla spiaggia, alberi dai nomi esotici, fiori intrecciati a formare ghirlande posti al collo dell’ospite gradito e desiderato; gli elementi naturali, come le  onde del  mare e la luce lunare, accarezzare l’essere amato… Si “vivono” i momenti di tempo sospeso in attesa del monsone o in ascolto delle voci della natura e del cuore mentre si sta appoggiati all’uscio di casa. Piccoli grandi momenti della vita quotidiana… soffusi di armonia nella poesia intensamente appassionata eppur così delicata.</p> <p style="text-align: justify;">Nel 1901, creò a Santiniketan (che significa: asilo di pace) presso Bolpur, a 100 chilometri da Calcutta, una scuola dove attuare concretamente i propri ideali pedagogici: gli alunni vi vivevano liberamente, a immediato contatto con la natura, e le lezioni consistevano in conversazioni all&#8217;aperto, secondo l&#8217;uso dell&#8217;antica India. Lo stesso Tagore vi tenne conferenze di natura filosofica-religiosa. La scuola si fondava sugli antichi ideali dello Ashram (Santuario della foresta), affinché, come diceva, «gli uomini possano riunirsi per il supremo fine della vita, nella pace della natura, dove la vita non sia solo meditativa, ma anche attiva».</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Rabindranath Tagore insieme ad Albert Einstein durante il loro incontro avvenuto a Postdam, in Germania, il 14 Luglio 1930. Si racconta che i due parlarono a lungo della natura, dell’universo, del tempo e dello spazio. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/tagore/tagore-4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/tagore/thumbs/thumbs_tagore-4.jpg" alt="tagore-4" /></a>Il pensiero religioso-filosofico che sta alla base di tutta l&#8217;opera di Tagore è espresso organicamente soprattutto in &#8220;Sadhana&#8221;, ove raccolse una scelta delle conferenze tenute nella sua scuola di Santiniketan. Esso si fonda su un panteismo mistico che ha le sue radici nelle &#8220;Upanisad&#8221;, anche se è aperto ad altre tradizioni culturali. Partendo dalla contemplazione della natura, il pensatore indiano vede in ogni sua manifestazione la permanenza immutabile di Dio e quindi l&#8217;identità tra l&#8217;assoluto e il particolare, tra l&#8217;essenza di ogni uomo e quella dell&#8217;universo. L&#8217;invito a cercare il significato dell&#8217;esistenza nella riconciliazione con l&#8217;universale e con l&#8217;essere supremo percorre tutta la filosofia indiana, e Tagore ne è stato uno dei maggiori maestri nel XX secolo. Nelle sue liriche, come nella sua vita, espresse la sua ricerca convinta dell’armonia e della bellezza, nonostante ogni cosa, anche il dolore dei numerosi lutti che dovette soffrire.</p> <p style="text-align: justify;">La visione di Tagore della donna, che nel nostro tempo potrebbe apparire  quasi negazione al suo diritto di realizzarsi come persona, è invece rivelazione. Per lui la donna è  portatrice dell’energia vitale e creativa che distribuisce vita ed armonia alla famiglia, portatrice e custode della “luce”, e lei stessa è luce. La donna, nella sua capacità precipua di curare, alleviare, consolare, accudire, amare, svolgendo la sua missione realizza completamente la vita. Non perdendo mai di vista la concretezza e la realtà, dandosi anche fisicamente è, in ogni senso, amore, medicina, carezza. Essa ama, cura, accarezza “l’altro”… i suoi cari, le sue piante, i suoi animali con tenerezza e dedizione. Questa immagine di perfezione e di gioia vive nell’animo di Tagore, grande “sapiente” in questo come in ogni altro aspetto dell’esistenza, per tutta la sua vita come fiaccola viva che lo illumina,  suscita ed alimenta in lui il desiderio di migliorare spingendolo a perseguire un ideale di verità realizzato nella semplicità della fede vissuta, della devozione illuminata dall’amore.</p> <p style="text-align: justify;">L’amore,  per Tagore, non è solo sentimento, ma Persona, è Dio stesso e a Lui, l’Amante eterno, che incessantemente chiama a sé uomini e donne da ogni sconfinata solitudine, è non solo possibile, ma giusto chiedere sollievo, è naturale ricevere conforto, è infinita e assoluta realtà senza la quale la vita non avrebbe alcun senso. E per questo l’Amore stesso prega e diviene preghiera:</p> <p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Dammi il supremo conforto dell’amore,<br /> questa è la mia preghiera.<br /> Il conforto che mi permetterà di parlare,<br /> agire, soffrire secondo la tua volontà,<br /> e di abbandonare ogni cosa per non essere<br /> lasciato a me stesso.<br /> Fortificami nei pericoli, onorami con la tua sofferenza<br /> aiutami a percorrere i cammini difficili<br /> del sacrificio quotidiano.</p> <p style="padding-left: 30px;">Dammi la suprema confidenza dell’amore,<br /> questa è la mia preghiera.<br /> La confidenza nella vita che sfida la morte,<br /> che cambia la debolezza in forza,<br /> la sconfitta in vittoria.<br /> Innalzami, perché la mia dignità, accettando l’offesa,<br /> disdegni di renderla.</p> <p style="text-align: justify;">Quando, nel 1913 venne insignito del prestigioso premio Nobel per la letteratura, Tagore devolse l’intera somma di tale premio a favore della scuola di Santiniketan.</p> <p style="text-align: justify;">A Santiniketan morì il 7 agosto 1941, lasciando di sé la divulgazione del suo pensiero, l’attività politica, la grande produzione artistica.</p> <p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Oh, poeta, la sera s&#8217;avvicina;<br /> i tuoi capelli diventano grigi.<br /> Nel tuo meditare solitario<br /> odi il messaggio dell&#8217;aldilà?</p> <p style="padding-left: 30px;">« E&#8217; sera », rispose il poeta,<br /> « e sto in ascolto perché dal villaggio<br /> qualcuno potrebbe chiamarmi,<br /> sebbene l&#8217;ora sia tarda.<br /> Osservo se i giovani cuori vagabondi<br /> s&#8217;incontrano, e due paia d&#8217;occhi supplicanti<br /> chiedono che la mia musica<br /> rompa il loro silenzio<br /> e parli per loro.<br /> Chi tesserà i loro canti appassionati,<br /> se io siedo sulla riva della vita<br /> contemplando la morte e l&#8217;aldilà? »</p> <p style="padding-left: 30px;">« Già tramonta la stella della sera.<br /> Il fuoco d&#8217;una pira funeraria<br /> muore lentamente<br /> presso il fiume silenzioso.<br /> Dal cortile d&#8217;una casa deserta<br /> gli sciacalli urlano in coro<br /> alla luce della luna sfinita.<br /> Se un viandante, lasciando la casa,<br /> viene qui a contemplare la notte<br /> e ad ascoltare a testa china<br /> il mormorio dell&#8217;oscurità,<br /> chi gli sussurrerà i segreti della vita<br /> se io, chiudendo le mie porte,<br /> cercassi di liberarmi<br /> dai legami mortali? »</p> <p style="padding-left: 30px;">«Poco importa se i miei capelli diventano grigi.<br /> Sono sempre giovane e vecchio<br /> Come il più giovane e il più vecchio<br /> di questo villaggio.<br /> Alcuni hanno negli occhi sorrisi<br /> semplici e dolci,<br /> alcuni un furbesco ammiccare.<br /> Alcuni piangono alla luce del giorno,<br /> altri piangono in segreto nel buio.<br /> Hanno tutti bisogno di me,<br /> e non ho tempo<br /> di rimuginare sull&#8217;eternità.<br /> Ho la stessa età di ciascuno,<br /> e cosa importa<br /> se i miei capelli diventano grigi? »<br /> <strong><em></em></strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong><em>Marta Martelli</em></strong></p> <ul> <li><a href="http://www.amazon.it/mn/search/?_encoding=UTF8&#38;search-alias=stripbooks&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;field-author=Rabindranath%20Tagore" target="_blank"><strong>Acquista Rabindranath Tagore su AMAZON.IT</strong></a></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1bb7e0ef/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://share.feedsportal.com/viral/sendEmail.cfm?lang=it&title=Cantore+dell%E2%80%99amore&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D447" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Cantore+dell%E2%80%99amore&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D447" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/123757125325/u/49/f/612175/c/33864/s/1bb7e0ef/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/123757125325/u/49/f/612175/c/33864/s/1bb7e0ef/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=447</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Buon 2012 a tutti voi</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=443</link><description>Auguri a tutti voi da tutta la redazione de IL FAUSTINO by tonyassante.com&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1b69bdd7/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Buon+2012+a+tutti+voi&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D443" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Buon+2012+a+tutti+voi&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D443" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/121585885056/u/49/f/612175/c/33864/s/1b69bdd7/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/121585885056/u/49/f/612175/c/33864/s/1b69bdd7/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Comunicazioni</category><pubDate>Sat, 31 Dec 2011 11:19:07 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=443#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=443</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-444" style="border: 0pt none;" title="leopardi" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2011/12/leopardi.jpg" alt="" width="500" height="334" /></p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1b69bdd7/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Buon+2012+a+tutti+voi&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D443" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Buon+2012+a+tutti+voi&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D443" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/121585885056/u/49/f/612175/c/33864/s/1b69bdd7/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/121585885056/u/49/f/612175/c/33864/s/1b69bdd7/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=443</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Natale a Betlemme</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=432</link><description>“QUI  E’ NATO GESU’” Intervista con il superiore del convento della Basilica della Natività a Betlemme, che racconta come si celebra la ricorrenza religiosa in quella cittadina. Di Renzo Allegri A Betlemme  il Natale ha il  peso della  storia. E’ rievocato dove realmente si verificò.  La terra , il paesaggio, i luoghi sono quelli di [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1b35a196/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Natale+a+Betlemme&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D432" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Natale+a+Betlemme&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D432" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/121587810920/u/49/f/612175/c/33864/s/1b35a196/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/121587810920/u/49/f/612175/c/33864/s/1b35a196/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Fri, 23 Dec 2011 10:50:21 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=432#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=432</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Padre Stephane Milovitch, 45 anni, superiore del convento della comunità Francesca della Basilica della Natività a Betlemme. Di origine francese, è laureato in Teologia e per sei anni è stato Segretario della Custodia di Terra santa." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>“QUI  E’ NATO GESU’”</strong><br /> Intervista con il superiore del convento della Basilica della Natività a Betlemme, che racconta come si celebra la ricorrenza religiosa in quella cittadina.<br /> <span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">A Betlemme  il Natale ha il  peso della  storia. E’ rievocato dove realmente si verificò.  La terra , il paesaggio, i luoghi sono quelli di 2000 anni fa. Le persone che celebrano il Natale a Betlemme possono dire a loro stesse: &#60;&#60;Qui è nato Gesù&#62;&#62;, provando, nel pronunciare quella piccola parola, “qui”, un fremito che sconvolge.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-432"></span></p> <p style="text-align: justify;">Il Natale di Betlemme è un evento che fa notizia.  Ne parlano i giornali e la televisione. La Messa di mezzanotte celebrata sul luogo dove Gesù nacque, è trasmessa in mondo visione. Ma l’informazione che corre attraverso i media è fredda, sintetica, sbiadita. Nel groviglio delle notizie, diventa una delle tante e perde il significato immenso che dovrebbe avere.</p> <p style="text-align: justify;">Per sapere veramente come si svolge e si “vive” il Natale nel luogo dove Gesù nacque,  abbiamo parlato con una persona che abita a Betlemme,  un religioso francescano francese, padre Stephane Milovitch, 45 anni, da 20 impegnato a svolgere il suo apostolato in quella terra che da sette secoli è affidata alla cura spirituale dei frati di San Francesco, indicata con il nome di “Terra Santa”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Sono arrivato qui nel 1992&#62;&#62;, dice padre Stephane &#60;&#60;e tranne un periodo di quattro anni, trascorsi a Roma per  motivi di studio, sono sempre rimasto qui. Posso dire quindi di aver “vissuto” quindici Natali a Betlemme&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">La<a title="La Basilica della Natività a Betlemme. La sua origine risale al 326. Venne fatta costruire della Regina Elena, madre dell’Imperatore Costantino, proprio sul luogo dove, secondo la tradizione, era avvenuta la nascita di Gesù." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="According to the tradition, the grotto of the Nativity is the place where Christ was born of the Virgin Mary. On this grotto, a Basilica with a nave and 4 aisles was built and it is accessible through a humble entrance. Around the grotto of the Nativity, there are other grottoes tied to the memory of St. Jerome. Next to the Basilica lies the Church of St. Catherine preceded by a small courtyard." /></a>ureato in teologia, poliglotta, persona affabile e grande organizzatore, Padre Stephane è stato per sei anni Segretario della Custodia di Terra santa e dal 2010 è superiore della comunità religiosa francescana di Betlemme che ha la sua sede nel convento della Basilica della Natività.</p> <p style="text-align: justify;">Questa basilica, dall’aspetto impotente e severo, è la meta principale dei pellegrini e dei turisti che giungono da tutto il mondo. La sua origine risale al 326. Venne fatta costruire della Regina Elena, madre dell’Imperatore Costantino, proprio sul luogo dove, secondo la tradizione, era avvenuta la nascita di Gesù. Lungo il corso dei secoli, la Basilica  ha subito traversie, distruzioni, ricostruzioni varie ma è ancora lì a testimoniare il grande evento.</p> <p style="text-align: justify;">Dal suo interno, due scale portano in una cripta sostante, dove si trova la “grotta della natività” che era la grotta-stalla dove, come è scritto nel Vangelo, Maria e Giuseppe si rifugiarono perché “non c’era posto per loro nell’albergo”. E mentre erano là, si compirono per Maria i giorni del parto “e diede alla luce il suo figlio primogenito e lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia”.</p> <p style="text-align: justify;">Nella grotta ci sono tre distinti luoghi di preghiera: il luogo del parto, indicato da una stella d’argento a 14 punte; alcuni metri più avanti, il presepe, cioè la mangiatoia dove la Madonna depose Gesù; e, di fronte, l’altare dei magi, il luogo dove si fermarono alcuni personaggi illustri, studiosi di astrologia, che vennero dal lontano oriente per adorare il re-bambino la cui nascita era stata annunciata loro da segni celesti.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Bisogna precisare&#62;&#62;, dice padre Stephane &#60;&#60;che a Betlemme tutti i giorni è Natale. I pellegrini,  sia che arrivino a febbraio, luglio o agosto, vengono qui per celebrare il Natale. E noi sacerdoti, accogliendoli, ogni giorno viviamo con loro il Natale. Nella Basilica e nella grotta, celebriamo la liturgia del Natale, dove si dice “oggi Gesù è nato”. Ma questo non toglie, però, che il 25 di dicembre, sia un giorno completamente diverso anche per noi. Le emozioni, i sentimenti, la gioia, in quel giorno, qui, dove tanti anni fa si compì l’evento, sono indicibili&#62;&#62;.</p> <p><a title="Parata degli Scout di Betlemme per le vie della città per festeggiare il Patriarca di Gerusalemme, sua Beatitudine Fouad Twal, al suo arrivo in città per le cerimonie religiose di Natale." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="Christmas celebrations in Bethlehem have begun with the solemn entry of the Latin Patriarch Fouad Twal in Bethlehem" /></a><strong>Come si svolge il grande giorno?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E’ caratterizzato dalla preghiera. Una immensa e continua preghiera corale. A partire dal pomeriggio del 24 dicembre e fino alla sera del 25, Betlemme diventa una grande chiesa dove la preghiera, soprattutto quella liturgica ed eucaristica,  è continua. Arrivano pellegrini da tutto il mondo. Non solo cattolici, ma anche di altri riti e di altre religioni. I sacerdoti, i vescovi e tutti i frati presenti in  “Terra Santa” si trasferiscono a Betlemme. Arriva anche il Patriarca di Gerusalemme, che è  la massima autorità cattolica in Terra <strong></strong>Santa, e sarà lui a presiedere le cerimonie religiose. Arrivano le autorità civili: il sindaco di Betlemme che, per legge, deve essere cristiano; il presidente della Palestina, Abu Mazen, con i suoi  ministri, che sono mussulmani; arrivano i consoli cattolici presenti in Palestina, e cioè i consoli d’Italia, Francia, Belgio e Spagna, e arrivano altri uomini politici, altri diplomatici dei Paesi del Medio Oriente, dell’Europa e da altri continenti. Betlemme diventa un grande centro ecumenico, pervaso da una stupefacente atmosfera mistica. Tutto si svolge all’insegna della serenità, della cordialità come se il mondo fosse diventato improvvisamente una grande famiglia unita&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Quando iniziano le solenni cerimonie religiose?</strong><strong></strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nel primo pomeriggio del 24 dicembre, con l’arrivo del Patriarca. Un arrivo che avviene secondo un cerimoniale molto antico.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Padre Stephane Milovitch, al centro, con alcuni confratelli religiosi e un armeno e un greco ortodosso, attendono l’arrivo del Patriarca di Gerusalemme." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="Solmen entrance of the Patriarch 24 decembre" /></a></strong>&#60;&#60; Il Patriarca parte dalla sua sede di Gerusalemme accompagnato da un corteo di macchine. La  polizia ebraica collabora, chiude le strada laterali, provvede che i semafori siano fermi sul verde. Lungo il percorso molta gente fa ressa ai bordi delle strade per applaudire calorosamente.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il corteo si ferma al monastero di Sant’Elia che si trova all’inizio della città di Betlemme, d<strong></strong>ove il Patriarca viene accolto dalle autorità civili e religiose della città. Come è noto,  Betlemme è circondata dal “muro di separazione” tra Israele e la Cisgiordania. Il corteo del Patriarca deve passare  per una porta che viene aperta solo in rare occasioni per grandi autorità. Secondo una antica tradizione, che risale all’impero ottomano, il patriarca, in questo suo viaggio è accompagna<strong></strong>to anche da cinque cavalli. E, per ragioni politiche, prima di passare il muro, i cavalli israeliani vengono sostituiti con cavalli palestinesi.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Entrato in Betlemme, il corteo si ferma davanti alla tomba di Rachele dove il Patriarca riceve il saluto dai parroci della città. Poi il corteo  attraversa l’abitato, salutato dalla gen<strong></strong>te e arriva alla Basilica. Io, in  qualità di superiore della comunità, attendo il Patriarca davanti alla porta dell’Umiltà, gli do il benvenuto e lo accompagno in chiesa dove presiede alla prima funzione religiosa, il canto solenne dei Vespri. Al termine, sempre in corteo, viene accompagnato alla sua stanza per un breve riposo.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Alle ore 1<strong></strong>6 ha luogo la processione  che noi frati della comunità facciamo ogni giorno alla grotta e in questa occasione assume un aspetto solenne perché ad essa partecipa anche il Patriarca. Scendiamo nella grotta, cantiamo gli inni  e recitiamo la preghiere tradizionali. In questo caso sono io che celebro e il patriarca assiste. Terminata la funzione, il patriarca si ritira ma noi continuiamo a preparare&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Un momento della celebrazione liturgica nella Basilica della Natività presieduta dal Patriarca di Gerusalemme Fouad Twal." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="Solmen entrance of the Patriarch 24 decembre" /></a></strong><strong>Che cosa?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;<strong></strong>&#60; La chiesa, prima di tutto. Per la Messa di mezzanotte ci sono richieste da tutto il mondo. Neppure la Basilica di San Pietro potrebbe soddisfare a tutte le richieste. Per cui siamo costretti a togliere i banchi. La nostra Basilica potrebbe ospitare 500 persone a sedere. Togliendo i banchi, riusciamo a fare posto per 2000 persone. Naturalmente per disciplinare la presenza di questo persone siamo costretti  a distribuire biglietti, che sono totalmente gratuiti. Vanno dati ai pellegrini che vengono da ogni parte, mentre sono esclusi gli abitanti di Betlemme .</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Poi prepariamo la cena della sera di Natale.  La prepariamo a “Casa Nova”, una struttura che usiamo per accogliere i pellegrini. Una cena frugale, francescana, con la presenza di tutti i frati presenti in Terra Santa, che in quell’occasione sono tutti  a Betlemme. E’ una cena che fa parte del cerimoniale e con i frate cenano le autorità di Betlemme, il Patriarca, i vescovi, il presidente Abu Mazen con i suoi ministri, i consoli. E’ una cena all’insegna della fraternità, dell’amicizia e della pace.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Verso le 21 apriamo la porta d’ingresso della Basilica e cominciamo a far entrare i pellegrini che hanno il biglietto. Per ragioni di sicurezza l’entrata è molto lenta. Ogni persona deve passare al metal detector di sicurezza&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>E si arriva alla Messa di Mezzanotte</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Alla 23.30 inizia la cerimonia principale, quella che riguarda strettamente la nascita di Gesù. E’ naturalmente presieduta dal patriarca e concelebrata da vescovi e sacerdoti, in genere 150. Il tutto viene trasmesso in mondovisione.  Si comincia con il canto del mattutino, secondo il cerimoniale. Cinque minuti prima della mezzanotte arriva il presidente Abu Mazen con il suo seguito. Viene accolto dal Patriarca che lo saluta brevemente. Allo scoccare della mezzanotte, le campane  della Basilica cominciano a suonare a distesa, la corale intona il “gloria”. Un sacrista toglie il panno che avvolge la parte sottostante l’altare, fatta a culla, e dentro la quale era stata sistemata la statuetta del bambino Gesù.  E il momento più emozionante. Ricorda la nascita del Salvatore. Il canto del gloria, eseguito in quel luogo ha un significato particolare, perché ricorda quello degli angeli ascoltato dai pastori. Come narra il Vangelo, “una moltitudine dell’esercito celeste lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cielo e pace in terra agli uomini che Dio ama”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il patria<a title="Il Patriarca di Gerusalemme in preghiera davanti alla mangiatoria dove, secondo la tradizione, Gesù venne deposto da sua madre dopo la nascita." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/6.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/thumbs/thumbs_6.jpg" alt="On top of the large Book of the Gospels, upon which are written the words " /></a>rca rende omaggio con l’incenso a Gesù Bambino e poi inizia la Messa, che si svolge regolarmente celebrata in latino, con le letture che vengono lette in otto lingue.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Abu Mazen e il suo seguito sono di religione mussulmana. Secondo una antica tradizione, i mussulmani possono essere presenti alla Messa ma non al momento della comunione. Quindi, dopo la recita dell’Agnus Dei, il patriarca saluta il presidente Abu Mazen che si ritira con tutto il suo seguito. La messa procede con grande concorso di persone che fanno la Comunione, mentre la corale intona i tradizionali canti natalizi.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Alla fine del rito eucaristico, c’è la cerimonia del trasferimento della statuetta del Bambino dalla culla dell’altare al presepe.  Non si tratta di un presepe costruito per l’occasione, come accade in tutte le chiese del mondo. Qui abbiamo quello vero, permanente, che si trova sul luogo dove Gesù venne posto dalla Madonna nella mangiatoia, come si legge nel vangelo.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Il patriarca prende il bambino e in processione raggiunge la grotta della natività. Il corteo è limitato ai concelebranti e poche altre persone perché nella grotta lo spazio è limitato. Qui si svolge una  cerimonia molto commovente. Una specie di sacra rappresentazione, spiegata da antichi canti gregoriani con testi in latino che risalgono al quarto-quinto secolo. Le prima tappa è il luogo dove si trova la stella d’argento a 14 punte che, secondo la tradizione è il luogo della nascita di Gesù. Il cantore declama i passi dei Vangeli che raccontano la storia, ma aggiunge anche dei dettagli, che la attualizzano. Dice, per esempio, che giunto il tempo la Vergine Maria ha partorito il figlio. E al testo storico aggiunge “hic” “qui”. perché lì, in quel preciso luogo avvenne la nascita. Poi dice che la Madonna avvolse il bambino in poveri panni e il patriarca, con gesti amorevoli come fosse una mamma, avvolge la statuetta di Gesù con dei panni bianchi. Il cantore prosegue dicendo che  il bambino venne posto in una mangiatoia perché per loro non c’era posto nell’albergo e anche a questa frase aggiunge “hic” “qui” perché la mangiatoria, che  è lì davanti agli occhi dei presenti, nella quale ora il patriarca depone la statuetta, è proprio quella dove la Vergine depose  il bambino Gesù. I dettagli del canto e i gesti del patriarca richiamano l’evento più grande accaduto sulla faccia della terra e le emozioni nei cuori dei presenti sono indicibili.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Finita la cerimonia, il patriarca ritorna nella basilica, saluta le autorità e i fedeli e risale nella sua stanza per riposare.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Alla sera della vigilia di Natale, i Francescani organizzano una cena ecumenica alla quale partecipano autorità religiose e politiche. Nella foto, al centro, il patriarca latino Fouad Twal, che ha alla sua destra Salam Fayyad, primo ministro della Autorità nazionale Palestinese, e alla sua sinistra Mahmoud Abbas, Abu Mazen, presidente della Palestina" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/7.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/natale-a-betlemme/thumbs/thumbs_7.jpg" alt="Solmen entrance of the Patriarch 24 decembre" /></a>&#60;&#60;In genere, a quell’ora sono ormai le tre del mattino. Ma, come ho detto, il Natale a Betlemme è caratterizzato da una preghiera continua. Alla grotta iniziano le Messe, che si succederanno una dopo l’altra per tutto il giorno del 25 dicembre. Altre messe in continuazione vengono celebrate nelle altre chiese di Betlemme. Dove non si prega, si canta a cielo aperto. Varie corali locali, o di turisti, eseguono canti natalizi ascoltati da gruppi di gente venuti da fuori. Questi canti, che nel silenzio della notte si alzano al cielo da vari punti della città, e che sono canti corali,  melodici, struggenti, creano un’atmosfera d’incanto e di serenità&#62;&#62;.</p> <p><a href="../../?cat=9"><img src="http://www.tonyassante.com/renzoallegri/firma.jpg" alt="" width="180" /></a></p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1b35a196/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Natale+a+Betlemme&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D432" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Natale+a+Betlemme&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D432" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/121587810920/u/49/f/612175/c/33864/s/1b35a196/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/121587810920/u/49/f/612175/c/33864/s/1b35a196/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=432</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>1000 Capitoli per parlare del gatto</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=400</link><description>In un libro fantastico e affascinante, le storie, le leggende, le avventure, i segreti, le virtù e i vizi del più misterioso e amato “amico della casa” Di Tony Assante E’ in libreria il volume “1001 cose da sapere e da fare con il tuo gatto”. Un grosso libro di 500 pagine, scritto da Roberto [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ad38515/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=1000+Capitoli+per+parlare+del+gatto&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D400" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=1000+Capitoli+per+parlare+del+gatto&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D400" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/120219253004/u/49/f/612175/c/33864/s/1ad38515/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/120219253004/u/49/f/612175/c/33864/s/1ad38515/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Tony Assante</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Sat, 10 Dec 2011 14:30:19 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=400#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=400</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong> <a href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/1001-cose-sul-gatto/1.jpg" title="Copertina del libro “1001 cose da sapere e da fare con il tuo gatto”. E’ un grosso volume di oltre 500 pagine, scritto da Renzo Allegri, illustrato da Arianna Robustelli e pubblicato dalla “Newton Compton Editori”. Una bellissima strenna natalizia, ottimo regalo da fare a chi ama questo misterioso “amico della casa”." rel="lightbox[singlepic117]" > <img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/cache/117__150x_1.jpg" alt="1" title="1" /> </a> In un libro fantastico e affascinante, le storie, le leggende, le avventure, i segreti, le virtù e i vizi del più misterioso e amato “amico della casa”</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Tony Assante</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">E’ in libreria il volume “<a href="http://www.amazon.it/gp/product/885413189X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;linkCode=as2&#38;camp=3370&#38;creative=24114&#38;creativeASIN=885413189X" target="_blank">1001 cose da sapere e da fare con il tuo gatto</a>”.</p> <p style="text-align: justify;">Un grosso libro di 500 pagine, scritto da Roberto Allegri illustrato da Arianna Robustelli e pubblicato dalla “Newton Compton editori” come strenna natalizia. Un libro veramente  affascinante,  il più bel regalo che si possa fare a chi ama questi misteriosi felini.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-400"></span><a title="Roberto Allegri con uno dei suoi numerosi gatti, Paola, alla quale presenta il suo ultimo libro dedicato ai gatti. Allegri, giornalista e scrittore, è autore di una trentina di libri e di due volumetti di poesie." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/1001-cose-sul-gatto/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/1001-cose-sul-gatto/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a><a href="http://www.amazon.it/gp/search?ie=UTF8&#38;keywords=Roberto%20Allegri&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;index=books&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=23322&#38;rd=1" target="_blank">Roberto Allegri</a>, giornalista che lavora al settimanale “CHI” fin dalla sua fondazione, ha il grande pregio di scrivere con chiarezza e precisione, come richiedono le pubblicazioni di massa,  e di aggiungere passione e competenza agli argomenti che tratta.</p> <p style="text-align: justify;">Di gatti se ne intende, eccome!  Non solo, come lui racconta, perché vive con gatti da quando è nato, ma anche per i suoi studi universitari di biologia, per aver già dedicato ai gatti innumerevoli rubriche su settimanali e quotidiani e  aver scritto sull’argomento alcuni fortunati libri. In particolare : “<a href="http://www.amazon.it/gp/search?ie=UTF8&#38;keywords=Roberto%20Allegri&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;index=books&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=23322&#38;rd=1" target="_blank">Vita da gatti: istruzioni per l’uso</a>”, Armenia Editore, libro firmato assieme a una sua gatta di nome Butterfly.</p> <p style="text-align: justify;"><a title=" Roberto Allegri e la gatta Butterfly autori del libro “Vita da gatti, istruzioni per l’uso”. Il grazioso volumetto, infatti, è un racconto in prima persona della gatta Butterfly che espone in un suo trattato, costituito da circa 200 punti, come dovrebbe essere trattata dal padrone per una felice convivenza. Pubblicato nel 2003, il libro ha avuto una decina di edizioni ed è tuttora il libreria." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/1001-cose-sul-gatto/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/1001-cose-sul-gatto/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>Pubblicato nel 2003, il libro  ha avuto una decina di edizioni ed è tuttora in libreria. Allegri è autore anche di “<a href="http://www.amazon.it/gp/search?ie=UTF8&#38;keywords=Roberto%20Allegri&#38;tag=claubaglnetwn-21&#38;index=books&#38;linkCode=ur2&#38;camp=3370&#38;creative=23322&#38;rd=1" target="_blank">Il gatto giorno per giorno</a>”,  e ancora  “Il mio maestro zen ha la coda”, dove offre ai lettori 365 “riflessioni”, una per ogni giorno dell’anno, ricavate dalla saggezza del comportamento dei gatti.</p> <p style="text-align: justify;">La sua ultima fatica dedicati ai “felini domestici” è questo grosso volume della “Newton Compton Editori” che è una autentica “summa” dello “scibile gattesco”. “Summa” pratica, costituita da 26 grandi  sezioni, dentro le quali scorrono 1001 capitoletti.</p> <p style="text-align: justify;">Allegri analizza le vicende dei gatti attraverso i secoli, dal primo incontro con l’uomo fino alle odierne scoperte della Pet Therapy; suggerisce i trucchi per conquistare l’amicizia del gatto, i segreti per accudirlo nel migliore dei modi; descrive  le meravigliose virtù del “fisico felino”, con sensi talmente sviluppati da trasformare il micio in un vero super eroe; e illustra anche gli indiscussi e forti poteri paranormali del gatto, che lo hanno reso protagonista di storie incredibili.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Roberto Allegri con la sua gatta Kundry, a sinistra, e la gatta Butterfly, in una foto scattata in occasione della presentazione del libro “Il mio maestro Zen ha la coda”, pubblicato nel 2006. In questo libro, Allegri sostiene che i gatti “insegnano”e offre ai lettori 365 “riflessioni”, una per ogni giorno dell’anno, ricavate dalla saggezza del comportamento dei gatti." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/1001-cose-sul-gatto/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/1001-cose-sul-gatto/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>Il gatto è amato da tutti anche se non diventa mai schiavo di nessuno. Scrittori, poeti, musicisti, pittori lo hanno  immortalato con le loro opere. E anche  gli scienziati subiscono il suo fascino,  come la celeberrima astronoma Margherita Hack che di gatti ne possiede diversi, insieme a cani e altri animali.</p> <p style="text-align: justify;">Allegri giustamente riserva anche un lungo capitolo ai vari gatti con i quali è vissuto, affermando che sono stati per lui deliziosi amici ma anche saggi maestri. &#60;&#60;Spesso&#62;&#62;, scrive &#60;&#60; mi hanno spiegato come agire, come affrontare le sfide o accettare le sconfitte&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Roberto Allegri con la sua gatta Giochino e una serie di fortunate agende che ha curato per una decina di anni." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/1001-cose-sul-gatto/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/1001-cose-sul-gatto/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="5" /></a>Un libro veramente affascinante. Che si legge come fosse un romanzo.</p> <p style="text-align: justify;">E del quale, dalla prima all’ultima pagina, protagonista assoluto è sempre e solo  lui, il gatto,  misterioso e regale, imperscrutabile e affettuoso, imprevedibile e geniale, trattato, dall’autore,  con una dichiarata e incondizionata ammirazione.</p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ad38515/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=1000+Capitoli+per+parlare+del+gatto&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D400" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=1000+Capitoli+per+parlare+del+gatto&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D400" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/120219253004/u/49/f/612175/c/33864/s/1ad38515/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/120219253004/u/49/f/612175/c/33864/s/1ad38515/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=400</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Per Natale, comperate Bertilla</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=387</link><description>Singolare iniziativa natalizia per diffondere la conoscenza di una giovane morta in concetto di santità Di Renzo Allegri Si chiamava Bertilla Antoniazzi, ed è morta nel 1964, quando aveva solo 20 anni.  Da allora sono trascorsi 47 anni, ma Bertilla è viva più che mai nel ricordo di tantissime persone. Tutti coloro che l’hanno conosciuta, [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ab5bcd3/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Per+Natale%2C+comperate+Bertilla&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D387" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Per+Natale%2C+comperate+Bertilla&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D387" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/120219194629/u/49/f/612175/c/33864/s/1ab5bcd3/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/120219194629/u/49/f/612175/c/33864/s/1ab5bcd3/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Il Faustino</category><category domain="">Renzo Allegri</category><pubDate>Tue, 06 Dec 2011 17:20:52 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=387#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=387</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Copertina del DVD con il racconto della vita di Bertilla Antoniazzi, una ragazza vicendina morta in concetto di santità nel 1964. Aveva 20, e 12 li trascorse tra continue e forti sofferenze provocate da una malattia al cuore. Ma non si lamentava e, sorridendo, diceva: Tutto per amore di Gesù" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>Singolare iniziativa natalizia per diffondere la conoscenza di una giovane morta in concetto di santità</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Renzo Allegri</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">Si chiamava Bertilla Antoniazzi, ed è morta nel 1964, quando aveva solo 20 anni.  Da allora sono trascorsi 47 anni, ma Bertilla è viva più che mai nel ricordo di tantissime persone.</p> <p style="text-align: justify;">Tutti coloro che l’hanno conosciuta, continuano a parlarne con entusiasmo e amore. Raccontano che il suo funerale sembrava una festa. C’era una folla di persone commosse e insieme sorridenti. Piangevano  la perdita di una ragazza ventenne, amica cara, ma non erano tristi, perché sapevano che era andata in paradiso. In tutti c’era questa convinzione perché in tutti Bertilla aveva lasciato un ricordo straordinario.  Non legato alla sua bellezza, che era notevole, e neppure alla sua giovinezza vissuta con entusiasmo, ma alla sua bontà angelica. &#60;&#60;E’ morta una santa&#62;&#62;, dicevano.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-387"></span>Dei suoi 20 anni, 12 erano stati funestati da grandi e continue sofferenze. Una malattia al cuore le toglieva il respiro e le forze, la costringeva per lunghi periodi a letto e all’ospedale, ma la malattia non è mai riuscita a spegnere la sua gioia di vivere, a vincere il suo ottimismo, a toglierle il sorriso.</p> <p style="text-align: justify;">Bertilla aveva un segreto: Gesù.  Lo aveva incontrato proprio nella sofferenza e se ne era innamorata. Tra loro due era nata una di quelle misteriose intese che  non hanno spiegazioni razionali ma che trasformano le persone. Da Gesù, Bertilla riceva forza e speranza. Lui era diventato la sua guida, il suo “amico segreto”. Da ragazzina fragile e timida, Lui l’aveva trasformata in una dolce ed eroica testimone della sofferenza “vissuta” con amore.  E dopo la sua morte, Lui ha continuato a tenerne vivo il ricordo concedendo, per sua intercessione, grazie straordinarie.</p> <p style="text-align: justify;">Per ricordare Bertilla Antoniazzi, quest’anno, un gruppo di suoi amici ha voluto realizzare una speciale iniziativa natalizia: un DVD che racconta la storia di questa ragazza e  lo  stanno diffondendo con un singolare slogan: “Per Natale, regalate Bertilla”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Bertilla Antoniazzi in una delle ultime foto, con la madre e due sorelle. Il DVD è stato realizzato da un gruppo di amici di Bertilla che stanno raccogliendo testimonianze di grazie ottenute per sua intercessione, in vista del processo di beatificazione." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>&#60;&#60;E’ una iniziativa rivolta soprattutto ai  giovani&#62;&#62;, dice suor Pia Luigia Antoniazzi, sorella di Bertilla, religiosa Elisabettina che svolge il suo apostolato nella parrocchia di San Domenico a Crotone.  &#60;&#60;Il DVD è un mezzo moderno, utilizzato soprattutto dalle nuove generazioni. E Bertilla è giovane, parla ai giovani, ha un grande fascino sui giovani e  i giovani oggi hanno bisogno di esempi luminosi, punti di riferimento candidi come la neve. Per questo, abbiamo pensato di raccontare la sua storia con un DVD,  in modo da  raggiungere più facilmente il mondo giovanile&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">La caratteristica spirituale di Bertilla Antoniazzi è costituita dalla sofferenza “vissuta” nell’ottica della Fede cristiana. Cioè, nella consapevolezza che ogni sofferenza, accettata per amore di Cristo, diventa un bene prezioso per i fratelli.<br /> San Paolo, spiegando ai Corinti il “valore salvifico della sofferenza”, scrisse:&#60;&#60;Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo in favore del suo corpo che è la Chiesa… Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;">Giovanni Paolo II ha dedicato una sua magnifica  “Lettera apostolica”, “Salvifici Doloris”, a  queste parole di San Paolo. &#60;&#60;La sofferenza di Cristo&#62;&#62;, ha spiegato  Papa Wojtyla  &#60;&#60;ha creato il bene della redenzione del mondo. Questo bene in se stesso è inesauribile ed infinito. Nessun uomo può aggiungervi qualcosa. La redenzione, però, anche se compiuta in tutta la sua pienezza con la sofferenza di Cristo, vive e si sviluppa come Corpo di Cristo, che è la Chiesa, ed in questa dimensione ogni umana sofferenza, in forza dell’unione nell’amore con Cristo, completa la sofferenza di Cristo. La completa così come la Chiesa completa l’opera redentrice di Cristo&#62;&#62;. E ancora: &#60;&#60;Coloro che partecipano alle sofferenze di Cristo conservano nelle proprie sofferenze una specialissima particella dell&#8217;infinito tesoro della redenzione del mondo, e possono condividere questo tesoro con gli altri&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Bertilla Antoniazzi nel 1952, il giorno della sua prima Comunione. Era una ragazza molto vivace e molto sensibile, e quella fu l’ultima festa della sua esistenza. L’anno successivo si manifestò la malattia al cuore che l’avrebbe portata alla morte a soli 20 anni." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>Verità sublimi, per il cristiano. Verità che  indicano come la sofferenza, fisica e morale, che è pane quotidiano di ogni esistenza umana, se “vissuta” per amore di Cristo può dare alla persona una dimensione spirituale altissima.<br /> Bertilla era entrata in questa ottica. Ammalata cronica, destinata alla morte precoce, aveva imparato  non “ a subire” quella condizione,   non “a sopportarla”, ma ad “abbracciarla”, ad “utilizzarla”.  A quindici anni, si era iscritta alla associazione “Centri Volontari della Sofferenza” fondata a monsignor Luigi Novarese nel 1947, e negli ideali di quella associazione aveva trovato il senso e il valore  pieno della propria esistenza torturata dalla malattia.  Un’esistenza che, agli occhi del mondo, poteva sembrare “misera”, “pietosa”, “inutile”; ma che, vissuta in unione con Cristo, diventava  “una preghiera incessante”. Bertilla divenne una “missionaria” della sofferenza”.  Ogni mattina “indossava”  il suo dolore, come si indossa una divisa. Lo indossava con entusiasmo, anche se era pesante come un macigno sotto il quale si sentiva schiacciare. E visse così le giornate degli anni più belli della sua adolescenza e della sua prima giovinezza,  inchiodata a quella croce, ma con il sorriso sulle labbra. Da eroina, non da sconfitta.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Per noi, in famiglia, Bertilla era solo una ragazza buona e paziente&#62;&#62;, ricorda  suor Pia Luigia. &#60;&#60; Non si lamentava mai. A volte il male era così forte da farla piangere, ma anche con le lacrime agli occhi, sorrideva. Non l’ho mai sentita pronunciare parole di sconforto. Invece, ripeteva spesso: “Tutto per amore di Dio”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Bertilla con la mamma nel 1963 durante un suo viaggio a Lourdes. Era felice di quel viaggio, ma davanti alla grotta delle apparizioni non chiese la grazia di poter guarire, pregò invece per gli altri ammalati dicendo: Hanno più bisogno di guarire di me" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>&#60;&#60;In casa, non davamo molto valore a quella frase. Pensavamo fosse un suo modo di dire per farsi coraggio. Solo dopo la sua morte abbiamo scoperto che, invece, quella frase era un preciso programma di vita per lei. Abbiamo trovato dei piccoli quaderni ai quali Bertilla confidava i propri pensieri, le proprie aspirazioni, e abbiamo così scoperto che ogni attimo della sua vita era vissuto in unione con Gesù.  Le sue giornate, e anche le sue notti rese insonni dalla malattia, le offriva a Gesù.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nei suoi quadernetti annotava le intenzioni particolari per cui offriva le sue sofferenze. Il lunedì, per la conversione dei peccatori; il martedì, per le missioni; il mercoledì, per il Papa, e poi per i poveri, per i moribondi, per la Chiesa, per le anime del purgatorio, per tutto il mondo. C’era anche proprio questa intenzione: “oggi soffrirò per tutto il mondo”. Anche se non si muoveva dal suo letto , dalla sua cameretta, aveva interessi spirituali che spaziavano ovunque&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Bertilla, aveva un direttore spirituale?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Non che io sappia. Penso che il suo direttore spirituale fosse proprio Gesù. Bertilla era  un’anima aperta, generosa, sensibile. Gesù le avrà proposto un’ideale di santità e lei è stata pronta ad abbracciarlo.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Certo, un buon esempio di vita cristiana veniva dai nostri genitori. La mamma era una donna di grande fede. Affrontava  le difficoltà, i disagi, i dolori confidando nella Divina Provvidenza. Erano gli anni difficili del dopoguerra. La nostra era una famiglia numerosa, nove fratelli, e due ammalati. Oltre a Bertilla, avevamo anche un fratellino reso sordo e muto da una cura medica errata. La mamma, e anche nostro padre, hanno affrontato tutto con speranza, confidando costantemente nell’aiuto del Signore. Questo esempio ha certamente influito sulla formazione spirituale di Bertilla. Avevamo anche una zia, sorella di mia madre, suora Elisabettina come me, che morì in concetto di santità. Bertilla aveva per lei una profonda ammirazione.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ad un certo momento, forse verso i sedici anni, durante un lungo soggiorno in ospedale a Vicenza, mia sorella lesse la vita di Bertilla Boscardin, una suora nativa di un paese vicino a Vicenza, morta nel 1922, a 34 anni, e che era stata proclamata beata da Pio XII nel 1954. Bertilla entrò subito in sintonia con quella giovane religiosa santa. Forse anche perché ne portava il nome e perché era vicentina come lei. La beata Bertilla divenne il suo esempio, la sua più cara intima amica.  E quando, nel 1961,  venne proclamata santa, mia sorella piangeva di gioia. Si può dire che Santa Bertilla fu la sua “guida spirituale” negli ultimi anni di vita. E, caso curioso ma significativo,  mia sorella morì lo stesso giorno dello stesso mese e alla stessa ora di quando, nel 1922, era morta Santa Bertilla. Sembrava proprio che la sua amica fosse venuta a prenderla&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Bertilla Antoniazzi nel suo letto all’ospedale di Vicenza dove trascorse molti mesi della sua vita e dove morì il 22 ottobre 1964. Da quel letto scrisse alla sorella: Sono contenta di soffrire un poco per Gesù per la conversione dei peccatori" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="5" /></a>Perché non è ancora stato aperto il processo di beatificazione per una ragazza che visse in modo così esemplare?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Tutti quelli che hanno conosciuta Bertilla sono convinti che visse da autentica santa. Subito dopo la sua morte, vennero raccolte molte testimonianze.  Il vescovo di allora, interpellato se fosse il caso di aprire un processo di beatificazione per Bertilla, rispose: “Preghiamo e lasciamo fare al Signore”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Così abbiamo fatto. E il Signore non ha permesso che Bertilla venisse dimenticata. Anzi, concedendo per sua intercessione tante grazie, ha contribuito ad allargare sempre più la sua conoscenza&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Che genere di grazie?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Conversioni, cambiamenti di vita,  e anche guarigioni. Subito dopo la sua morte, alla parrocchia di Sant’Agostino a Vicenza, la parrocchia di Bertilla,  sono cominciata ad arrivare lettere. E con il passare del tempo le lettere, invece di diminuire, sono aumentate. Hanno cominciato ad arrivare anche da città lontane  da Vicenza, e non sapevamo come mai  Bertilla fosse conosciuta anche da quelle parti. Furono scritti anche dei libretti che raccontavano la vita di Bertilla e raccoglievano le testimonianza di coloro che l’avevano conosciuta. Ma il “mezzo” con cui si è diffusa la conoscenza di Bertilla è stato il “passaparola”, soprattutto da parte di chi, per sua intercessione, aveva ottenuto qualche grazia&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Tra le grazie attribuite all’intercessione di Bertilla, ce n’è qualcuna di  molto importante?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Certamente. Un caso strepitoso si è verificato nella parrocchia di San Domenico dove io lavoro. E’ molto importante perché è avvenuto nell’ospedale di Crotone, quindi sotto il controllo dei medici. Riguarda una bambina di nome Lorena. Era nata il 24 agosto del 2000, prematura, dopo soli 5 mesi di gravidanza e pesava 800 grammi. Aveva un sacco di problemi. Venne messa in incubatrice, ma i medici non davano alcuna speranza. Conoscevo i genitori della bambina e ho parlato loro di mia sorella, invitandoli a pregare.  Bertilla, in vita, aveva un grande amore per i bambini e pensavo che avrebbe aiutato Lorena, come aveva già fatto in altre occasioni. Ma questa volta sembrava che le preghiere non ottenessero niente e la situazione andava peggiorando. Un giorno i medici dissero che non c’erano più speranze. Lorena venne battezzata e si attendeva la fine. Durante la notte, la mamma di Lorena sognò di essere andata a trovare la piccola all’ospedale. Ma, entrando nella stanza,  fu accecata da una luce intensissima. Riuscì a vedere l’incubatrice in un angolo, che era però vuota. Spaventata, scoppiò in singhiozzi,  ma sentì una voce che diceva: “Non piangere, perché Lorena da oggi non avrà più bisogno di nessuna cura”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Si svegliò di soprassalto e al mattino presto con il marito andò all’ospedale. Con la morte nel cuore entrò nella stanza dove si trovava la bambina e vide che la piccola  non aveva la solita maschera dell’ossigeno attaccata al volto. Chiese spiegazioni. I medici le dissero che si era verificato un miglioramento improvviso,  straordinario e inspiegabile. La bambina ora respirava regolarmente ed erano scomparse le cause che richiedevano l’uso dell’ossigeno. Nei giorni successivi il miglioramento continuò sempre più vistoso. Dopo una settimana, Lorena potè tornare a casa e non ebbe più alcun disturbo. Ora ha undici anni, è una bambina sana, vivace, piena di vita e milita nel movimento degli Scout della parrocchia.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Questo&#62;&#62;, prosegue Suor Pia Luigia &#60;&#60;non è l’unico caso veramente straordinario la cui felice soluzione viene attribuita all’intercessione di Bertilla. Ce ne sono altri. Oggi, Bertilla non è più conosciuta solamente a Vicenza e nella provincia di Vicenza, la terra dove è nata e vissuta. Ma ha molti amici  diffusi per tutta Italia e anche all’estero. La grazie ottenute per sua intercessione  sono dei “segni” che  fanno pensare che sia maturato il tempo per iniziare  il processo di beatificazione&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Bertilla Antoniazzi all’età di quindici anni . Aveva preso coscienza della propria condizione di malata e aveva voluto iscriversi all’Associazione “Centri Volontari della Sofferenza” fondata a monsignor Luigi Novarese nel 1947, e negli ideali di quella associazione aveva trovato il senso e il valore pieno della propria esistenza torturata dalla malattia" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/bertilla_2_.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/bertilla-antoniazzi/thumbs/thumbs_bertilla_2_.jpg" alt="bertilla_2_" /></a>Per questo avete realizzato il DVD sulla vita di Bertilla?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Come ho detto, mia sorella è morta giovane ed è rimasta giovane. Parla ai giovani. E siamo ricorsi a questo mezzo che è diffuso tra i giovani. Il DVD si intitola  “Un cuore che parla”. E’ una cosa semplice, come sarebbe piaciuto a Bertilla. Costa 6 euro.  Attraverso fotografie e immagini dei luoghi dove Bertilla visse, ricostruisce le tappe fondamentali della sua esistenza, citando soprattutto ciò che scriveva alle amiche, e ciò confidava al suo diario. Parole semplici, ma piene di amore e di fede che fanno breccia nel cuore di chi le ascolta&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Dove è possibile trovare questo DVD?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Purtroppo, noi non abbiamo alcuna organizzazione adatta a diffonderlo. Confidiamo nell’aiuto di Bertilla e della Provvidenza. Il “passaparola” è l’unica nostra risorsa.  Chi fosse interessato, può trovarlo presso la Curia della Diocesi di Vicenza, oppure presso  l’Unitalsi di Vicenza, e anche presso la Libreria L.I.E.F, in Borgo. Santa Lucia, sempre a Vicenza. Per segnalare grazie ricevute, invece, è bene  rivolgersi a Don Aldo De Toni, tel. 328.2194088&#62;&#62;.</p> <p><a href="../../?cat=9"><img src="http://www.tonyassante.com/renzoallegri/firma.jpg" alt="" width="180" /></a></p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1ab5bcd3/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Per+Natale%2C+comperate+Bertilla&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D387" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Per+Natale%2C+comperate+Bertilla&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D387" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/120219194629/u/49/f/612175/c/33864/s/1ab5bcd3/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/120219194629/u/49/f/612175/c/33864/s/1ab5bcd3/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=387</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>La dignità della morte</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=382</link><description>Il caso di Lucio Magri ripropone il discusso tema del suicidio assistito Malato di depressione, il fondatore della sinistra radicale è andato in Svizzera per spegnersi con la “dolce morte”, aiutato dal medico suo amico che lo ha seguito in questa decisione presa all’insegna di una lucida coscienza personale. Di  Rita Coruzzi È di questi [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1aacdad7/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=La+dignit%C3%A0+della+morte&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D382" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+dignit%C3%A0+della+morte&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D382" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/120218805867/u/49/f/612175/c/33864/s/1aacdad7/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/120218805867/u/49/f/612175/c/33864/s/1aacdad7/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Rita Coruzzi</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Mon, 05 Dec 2011 15:59:17 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=382#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=382</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Lucio Magri in una foto di qualche anno fa. Nato a Ferrara nel 1932, è morto il 28 novembre 2011, togliendosi la vita con il “suicidio assistito” in Svizzera. Nel 1969 aveva fondato la rivista “Il Manifesto”, che poi è diventato un quotidiano. Politicamente sempre inquieto, è stato, da giovane, democristiano, passando poi al Comunismo, ma uscendo anche da quel Partito e fondando in seguito vari altri movimenti di sinistra." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lucio-magri/lucio-magri.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/lucio-magri/thumbs/thumbs_lucio-magri.jpg" alt="lucio-magri" /></a>Il caso di Lucio Magri ripropone il discusso tema del suicidio assistito</strong></p> <p style="text-align: justify;">Malato di depressione, il fondatore della sinistra radicale è andato in Svizzera per spegnersi con la “dolce morte”, aiutato dal medico suo amico che lo ha seguito in questa decisione presa all’insegna di una lucida coscienza personale.</p> <p><strong>Di  Rita Coruzzi</strong></p> <p style="text-align: justify;">È di questi giorni la notizia della morte di Lucio Magri, 79 anni, fondatore del Manifesto, avvenuta in Svizzera dove si praticano legalmente i suicidi assistiti anche per i non residenti. Nel Paese elvetico, infatti, in cui la pratica dell’eutanasia era già concessa dal 1941, è stata approvata recentemente la decisione di dare questo tipo di “assistenza” anche ai non residenti. Un’associazione dal nome ambiguo di “Dignitas” offre questo “servizio”, usufruito nel 2010 da ben 1400 persone, di cui 19 italiani, saliti a 30 nel 2011.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-382"></span></p> <p style="text-align: justify;">Magri, che soffriva di una forte depressione provocata dalla scomparsa della moglie Mara, si era già recato altre volte in Svizzera con l’intenzione di chiedere il suicidio assistito, ma era sempre ritornato. Questa volta, invece, la sua decisione è stata irrevocabile: un’ultima telefonata agli amici di sempre che attendevano a casa, e poi il silenzio.</p> <p style="text-align: justify;">Così ha scelto di andarsene, con un gesto che è stato definito dai suoi sostenitori “dissacrante e dirompente da grande laico”: solo, lontano da casa, senza gli affetti più cari, rimasti a casa ad attendere la notizia. Peppino Englaro ha commentato con queste parole: «Nessuno può entrare nella coscienza di una qualsiasi persona. Questo signore evidentemente ha esercitato il primato della sua coscienza. È tutto lì. E tutto si riassume in queste parole, nel primato della coscienza personale, che non può essere messo in discussione da nessuno sulla faccia della Terra.»</p> <p style="text-align: justify;">È vero, nessuno si può permettere di giudicare, però io personalmente senza giudicarlo, provo molta pena e molta tristezza per Magri. Me lo immagino in una stanzetta asettica di ospedale, spoglia, anonima, sdraiato su un lettino bianco qualsiasi, e addormentarsi così, solo e lontano da tutti. Non è la morte che vorrei. Forse ha esercitato il primato della coscienza personale, ma questa morte è più triste, più straziante di qualsiasi altro modo in cui la vita può terminare.</p> <p style="text-align: justify;">Il pensiero di questo modello liberista, per cui è moralmente lecito tutto ciò che l’uomo compie liberamente, è solo una grande illusione di libertà, e toglie all’uomo quella vera, quella di vivere con dignità anche la morte. Fino ad alcuni decenni fa le persone si spegnevano in casa, nel loro letto, attorniati dall’affetto dei propri cari. Era un modo più dignitoso di morire. Non è questo un giudizio moralista, è un fatto. Perciò sono triste pensando alla morte di Magri, perché nessuno dovrebbe morire così. E allora la questione della fine della vita diventa non solo un tema, ma il tema fondamentale della nostra esistenza, perché investe la radice del rapporto con noi stessi e con il mondo esterno. Perché la morte non è un momento staccato, ma fa parte della vita, e se la morte non è dignitosa, non lo è nemmeno la vita. Diceva Heidegger che “la vita diventa autentica se ci si pone il problema della morte”, ed è vero, non si può costruire una società pervasa dal tabù della sofferenza e della morte: bisogna morire da soli, altrimenti gli altri soffrono; bisogna morire come si vuole, per esercitare la propria libertà; bisogna morire lontano da casa perché la morte è una cosa brutta da lasciare fuori.  Questo non è un modo dignitoso di morire, chiediamoci allora se non lo è altrettanto quello di vivere secondo una tale concezione.</p> <p style="text-align: justify;">A partire dal XX secolo, nella nostra società la morte viene nascosta, diviene un tabù. Non è accettata né inserita nella vita, e si cerca di ridurla al potere dell’uomo. La modernità ha cercato di annientare la visione della morte del mondo antico trasformandola da evento naturale ad evento programmabile, e configurando la morte stessa come un assurdo, qualcosa da negare e da dominare. Così con la scusa della pietà, e addirittura della dignità, il pensiero laico e lo scientismo razionalista stanno cercando di liberarsi di tutti i pesi della società: anziani, malati, disabili, persone la cui vita non sarebbe dignitosa solo perché hanno capacità ridotte. E in tal modo non solo questi liberi pensatori compiono crimini e li legalizzano, ma si assolvono automaticamente perché sarebbero dettati da pietà, da amore per coloro che non vivono una vita dignitosa.</p> <p style="text-align: justify;">Bisogna dare un nuovo volto alla parola dignità. Essere malati non significa non avere dignità, e non è amore uccidere la persona disabile per non farla soffrire. Purtroppo questo è quello che vogliono farci credere, ma non è così. La vita vale sempre la pena di essere vissuta, anche se si è ammalati, disabili, anziani. E altrettanto la morte: vale la pena di accettarla quale è, un momento della vita da affrontare con dignità e coraggio quando arriva. Per questo vita e morte superano i confini della riflessione bioetica, che pure è così importante: essi sono inviolabili perché l’uomo ha il diritto alla dignità, perché l’uomo è sempre il fine e mai il mezzo, perché l’esistenza umana non è frutto del caso, perché vita e morte fanno parte integrante della sostanza dell’uomo.</p> <p style="text-align: justify;">Perciò, caro Magri, ora non sei più tra noi, ma io sono certa ci puoi vedere anche se tu non credevi nell’aldilà, e così dal tuo luogo di riposo potrai renderti conto di tutto, della verità della vita e della morte, e potrai forse affermare che la dignità non è poter scegliere di morire, ma voler scegliere di vivere.</p> <p style="text-align: justify;"><em><strong>Rita Coruzzi</strong></em></p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1aacdad7/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=La+dignit%C3%A0+della+morte&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D382" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+dignit%C3%A0+della+morte&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D382" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/120218805867/u/49/f/612175/c/33864/s/1aacdad7/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/120218805867/u/49/f/612175/c/33864/s/1aacdad7/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=382</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Wojtyla mi disse</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=374</link><description>Incontro con il dottor Mario Botta, che da quasi 30 anni segue da medico le apparizioni di Medjugorje. I veggenti non mentono di Roberto Allegri &amp;#60;&amp;#60;Ho eseguito dei test scientifici sui veggenti di Medjugorje nel 1982, cioè un anno dopo la prima apparizione&amp;#62;&amp;#62;, dice il dottor Mario Botta, cardiologo italiano che da trent’anni è anche [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1a532308/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Wojtyla+mi+disse&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D374" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Wojtyla+mi+disse&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D374" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/118102321982/u/49/f/612175/c/33864/s/1a532308/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/118102321982/u/49/f/612175/c/33864/s/1a532308/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Wed, 23 Nov 2011 09:16:33 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=374#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=374</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Il dottor Mario Botta, cadiochirugo, membro permanente del Bureau Medical per guarigioni inspiegabili e i miracoli di Lourdes. Ha iniziato a compiere studi e sperimentazioni sui veggenti di Medjugorje nel 1982, un anno dopo la prima apparizione." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/mario-botta-medjugorie/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/mario-botta-medjugorie/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>Incontro con il dottor Mario Botta, che da quasi 30 anni segue da medico le apparizioni di Medjugorje.</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>I veggenti non mentono</strong></span></p> <p><strong>di <a href="http://www.ibs.it/libri/allegri+roberto/libri+di+roberto+allegri.html?shop=2214" target="_blank">Roberto Allegri</a></strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Ho eseguito dei test scientifici sui veggenti di Medjugorje nel 1982, cioè un anno dopo la prima apparizione&#62;&#62;, dice il dottor Mario Botta, cardiologo italiano che da trent’anni è anche membro stabile del Bureau Medical di Lourdes. &#60;&#60;In seguito, ho studiato i veggenti insieme ad alcune equipe di ricercatori internazionali. I numerosi test compiuti sui veggenti sono sempre stati positivi, cioè favorevoli all’autenticità del fenomeno&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-374"></span>Le apparizioni di Medjugorje ebbero il loro inizio il 24 giugno di trent’anni fa. E fin dall’inizio i veggenti furono sottoposti a controlli medici. Il primo avvenne il 27 giugno 1981, cioè dopo la terza apparizione. Le autorità comuniste volevano stroncare subito quel fatto che stava facendo molto rumore, e ricorsero ai medici. Fecero esaminare i ragazzi dal dottor Ante Vujevic, specialista in psichiatria, che disse: “Sono perfettamente normali”. Il responso irritò le autorità comuniste che ricorsero subito a uno specialista di grande fama: il professor Mulija Dzudza, direttore dell’ospedale psichiatrico di Mostar. Egli eseguì la sua ricerca il 29 giugno e il giudizio fu lo stesso: “Ragazzi sani di corpo e di mente”.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Il dottor Mario Botta a Medjugorje, al tempo delle sue prime sperimentazioni, posa con un gruppo di amici e parenti delle veggente Viska, al centro della foto. " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/mario-botta-medjugorie/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/mario-botta-medjugorie/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>Nel 1983, i ragazzi furono esaminati dal professor Ludvik Stopar, famoso neuropsichiatra slavo, che emise lo stesso responso. Nel 1984 iniziarono le ricerche di “équipe” di medici: la prima, composta da quattro medici italiani, tra i quali il dottor Botta. Subito dopo, arrivarono a Medjugorje i medici francesi e quindi, all’inizio del 1985, gli italiani ripeterono le loro analisi, ampliandole. Fu quindi la volta degli specialisti inviati dalla Conferenza episcopale slava e di quelli inviati dal Vaticano. La conclusione era sempre la stessa: “I veggenti non mentono”.</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Noi ricercatori&#62;&#62;,dice il dottor Botta &#60;&#60;non possiamo dire “cosa” vedono i veggenti durante l’apparizione. Ma possiamo scoprire se mentono. Con le parole, una persona può anche ingannare un medico ma le macchine non possono essere prese in giro. Tutte le ricerche eseguite sui veggenti di Medjugorje durante le apparizioni hanno dimostrato che non mentivano&#62;&#62;.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Perché lei, fin dal 1982, si interessò di Medjugorje?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Vi andai non come medico, ma come credente aperto a qualsiasi possibilità. Tornai a casa entusiasta e con la convinzione che le cose straordinarie di quel posto fossero reali. L’anno dopo, portai con me un “Holter”, uno strumento portatile in grado di registrare l’attività cardiaca. Volevo monitorare il cuore dei veggenti durante lo stato di estasi. Lo usai su Ivan. Gli applicai i sensori sul petto e poi gli diedi un pulsante che, una volta premuto, mandava un “marker” sul tracciato. Gli chiesi di  premerlo all’inizio dell’apparizione in modo che, sul tracciato, si capisse esattamente il punto di inizio dell’estasi. Il risultato fu un’attività cardiaca assolutamente normale, quella di un giovane ragazzo sano. Niente di eclatante. I ragazzi, quando andavano in estasi, erano del tutto isolati, completamente refrattari a qualsiasi stimolo doloroso. Ricordo che punsi una spalla di Ivan con uno spillo e uscì anche una goccia di sangue. Ma il ragazzo non ebbe la minima reazione. Eppure il cuore non presentava un’attività anomala. Come credente, mi venne da pensare che un tracciato cardiaco normale era naturale: perché la Madonna, al momento dell’apparizione, avrebbe dovuto stravolgere la fisiologia di quei ragazzi?</p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Nel 1985, feci parte di un’equipe di medici che svolse un’accurata indagine scientifica sui veggenti. I risultati furono incredibili. Verificammo che la soglia della sopportazione del dolore, durante le estasi, aumentava del 700 percento, che nonostante avessero occhi e orecchie aperte era come se non vedessero e non sentissero. Tutti i loro sensi erano perfettamente funzionanti ma non reagivano agli stimoli.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Un’immagine emblematica che dimostra come i veggenti venivano sottoposto ad accurate e meticolose indagini scientifiche anche durante l’apparizione." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/mario-botta-medjugorie/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/mario-botta-medjugorie/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>Ho letto che lei è stato anche il medico di Giovanni Paolo II: ha parlato con lui di Medjugorie?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Sono stato il medico personale di Giovanni Paolo II durante il  suo pellegrinaggio a Lourdes nel 1983. In quei giorni sono stato sempre al suo fianco. Nel 1986, insieme ad altri cinque medici, andai da lui a Castel Gandolfo. In quell’occasione, gli chiesi: “Santità, cosa pensa di Medjugorje?” Mi guardò per qualche istante. “Non c’è niente nel fatto che si opponga al Vangelo”, mi rispose. “E’ tutto vero. E’ un invito alla preghiera. E’ tutto vero.”&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ibs.it/libri/allegri+roberto/libri+di+roberto+allegri.html?shop=2214" target="_blank"><em><strong><img src="http://www.tonyassante.com/renzoallegri/firmaroberto.jpg" alt="" width="300" /></strong></em></a></p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/1a532308/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Wojtyla+mi+disse&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D374" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Wojtyla+mi+disse&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D374" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/118102321982/u/49/f/612175/c/33864/s/1a532308/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/118102321982/u/49/f/612175/c/33864/s/1a532308/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=374</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Grazie alla vita</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=367</link><description>C'è Alessia, che affronta la leucemia con l'aiuto di un angelo protettore; c'è don Giordano, che pedala per oltre 4000 chilometri per raggiungere Gerusalemme; c'è Debora, che sceglie di non affrontare le terapie che potrebbero uccidere la vita che porta in grembo e si sacrifica per la sua piccola Alice; c'è Tatiana che, sospesa su un ponte decisa a farla finita, viene trattenuta da una forza misteriosa che le ridona la speranza. E ci sono tante altre storie di quelli che non vanno sui giornali, quelli che non fanno notizia, uomini e donne comuni. Che sono però il tessuto vivo dell'altra Italia, quella che non si arrende alla crisi - di valori, prima che economica - e continua a lottare e a sognare un domani migliore. Guardando a se stessi, intrecciando le proprie esperienze, Magdi Cristiano Allam e Rita Coruzzi innalzano un cantico di ringraziamento alla vita e prendono per mano chiunque voglia unirsi a loro per ritrovare quella speranza che aiuta ad affrontare ogni giorno.&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/19c205e4/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Grazie+alla+vita&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D367" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Grazie+alla+vita&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D367" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/117795442074/u/49/f/612175/c/33864/s/19c205e4/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/117795442074/u/49/f/612175/c/33864/s/19c205e4/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Rita Coruzzi</category><pubDate>Wed, 02 Nov 2011 11:03:17 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=367#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=367</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788856618105/allam-magdi-c-coruzzi/grazie-alla-vita-l-altra.html?shop=2214"><img class="alignleft size-full wp-image-368" title="rita" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/uploads/2011/11/rita.jpg" alt="" width="150" /></a>Titolo:</strong>    <a href="http://www.ibs.it/code/9788856618105/allam-magdi-c-coruzzi/grazie-alla-vita-l-altra.html?shop=2214" target="_blank">Grazie alla vita. L&#8217;altra Italia che non smette di sognare</a><br /> <strong>Autore:</strong>    <a href="http://www.ibs.it/libri/allam+magdi+c./libri+di+allam+magdi+c%2E.html?shop=2214" target="_blank">Allam Magdi C.</a>; <a href="http://www.ibs.it/libri/coruzzi+rita/libri+di+rita+coruzzi.html?shop=2214" target="_blank">Coruzzi Rita</a></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788856618105/allam-magdi-c-coruzzi/grazie-alla-vita-l-altra.html?shop=2214"><img class="alignnone" style="border: 0pt none;" src="http://www.ibs.it/images/but/bas.gif" alt="" width="142" height="38" /></a></p> <p style="text-align: justify;">C&#8217;è Alessia, che affronta la leucemia con l&#8217;aiuto di un angelo protettore; c&#8217;è don Giordano, che pedala per oltre 4000 chilometri per raggiungere Gerusalemme; c&#8217;è Debora, che sceglie di non affrontare le terapie che potrebbero uccidere la vita che porta in grembo e si sacrifica per la sua piccola Alice; c&#8217;è Tatiana che, sospesa su un ponte decisa a farla finita, viene trattenuta da una forza misteriosa che le ridona la speranza. E ci sono tante altre storie di quelli che non vanno sui giornali, quelli che non fanno notizia, uomini e donne comuni.</p> <p style="text-align: justify;">Che sono però il tessuto vivo dell&#8217;altra Italia, quella che non si arrende alla crisi &#8211; di valori, prima che economica &#8211; e continua a lottare e a sognare un domani migliore.</p> <p style="text-align: justify;">Guardando a se stessi, intrecciando le proprie esperienze, Magdi Cristiano Allam e Rita Coruzzi innalzano un cantico di ringraziamento alla vita e prendono per mano chiunque voglia unirsi a loro per ritrovare quella speranza che aiuta ad affrontare ogni giorno.</p> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/19c205e4/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Grazie+alla+vita&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D367" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Grazie+alla+vita&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D367" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/117795442074/u/49/f/612175/c/33864/s/19c205e4/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/117795442074/u/49/f/612175/c/33864/s/19c205e4/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=367</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>La vittoria della debolezza</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=362</link><description>Al recente Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona, si è parlato anche di disabilità di Rita Coruzzi Conferenze e testimonianze hanno messo in risalto che Gesù, imprigionato nell’Eucaristia, è fonte di forza, di speranza e di coraggio soprattutto per chi è colpito dalla sofferenza Nell’ambito del Congresso Eucaristico Nazionale, tenutosi nella Diocesi di Ancona-Osimo dal 3 [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/199205a2/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=La+vittoria+della+debolezza&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D362" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+vittoria+della+debolezza&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D362" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/117145782314/u/49/f/612175/c/33864/s/199205a2/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/117145782314/u/49/f/612175/c/33864/s/199205a2/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Rita Coruzzi</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Wed, 26 Oct 2011 08:35:48 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=362#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=362</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Rita Coruzzi riceve un saluto dal cardinale Angelo Comastri al termine di una funzione religiosa. Venticinque anni, laureata in Lettere, Rita Comuzzi è autrice di diversi libri tra i quali “Un volo di farfalla” (Piemme) e “Il mio amico Karol” (Piemme), dedicato a Giovanni Paolo II" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/congresso-eucaristico-nazionale-di-ancona/1-rita-coruzzi.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/congresso-eucaristico-nazionale-di-ancona/thumbs/thumbs_1-rita-coruzzi.jpg" alt="1-rita-coruzzi" /></a>Al recente Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona, si è parlato anche di disabilità</strong></p> <p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.ibs.it/libri/coruzzi+rita/libri+di+rita+coruzzi.html?shop=2214" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>di Rita Coruzzi</strong></span></a></span></p> <p style="text-align: justify;"><em>Conferenze e testimonianze hanno messo in risalto che Gesù, imprigionato nell’Eucaristia, è fonte di forza, di speranza e di coraggio soprattutto per chi è colpito dalla sofferenza</em></p> <p style="text-align: justify;">Nell’ambito del Congresso Eucaristico Nazionale, tenutosi nella Diocesi di Ancona-Osimo dal 3 all’11 settembre, il giorno 6 è stato dedicato alla fragilità. Le varie iniziative si sono svolte in diverse località della diocesi, a Loreto, in mattinata, tutte le associazioni di volontariato e moltissimi ammalati  si sono ritrovati in piazza dove si è parlato appunto della fragilità nella sua forma più apparente: la disabilità.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-362"></span></p> <p style="text-align: justify;">Da un punto di vista cristiano, i disabili vengono costantemente associati alla croce di Gesù e alle sofferenze patite sul Golgota, però a Loreto oltre a questo si è parlato anche della vittoria della debolezza, rappresentata dall’Eucaristia. Essa è la vera fonte da cui attingere forza e speranza.</p> <p style="text-align: justify;">Si sono susseguite, dal palco antistante la basilica, diverse e commoventi testimonianze, tra cui quella della signora Paola Bignardi, ex Presidente dell’Azione Cattolica, che ha spiegato molto bene, suscitando commozione, come la sua vita sia stata stravolta dalla malattia. Una vita molto attiva e dinamica fino a quando il male non la costrinse a rimanere a letto per tutta la giornata. Fu in quel momento che lei capì di dover rimettere in gioco se stessa e di dover cambiare la sua vita se non voleva sprofondare nella disperazione e in un mondo senza Dio. Comprese allora anche come l’Eucaristia, il contatto intimo, a tu per tu con Gesù, le infondesse forza e coraggio per sopportare ogni giorno una vita che non era più la sua, ma alla quale doveva adeguarsi. L’Eucaristia, la forma di debolezza più totale che Gesù ha donato ai suoi discepoli, è diventata anche la sorgente più sicura per attingere forza e speranza. Una speranza che l’aiutò a guarire.</p> <p style="text-align: justify;">E’ seguita poi la testimonianza della cantante Annalisa Minetti non vedente, che nonostante tutto è riuscita ad aprirsi una strada nel mondo dello spettacolo, pur rimanendo ancorata ai principi saldi della fede. La domanda che sorge spontanea è: come c’è riuscita? Lei ha risposto: abbandonandomi nelle mani di Dio. Ha quindi cantato una splendida canzone che aveva come tema proprio l’affidarsi completamente a Dio, il lasciarsi stringere e confortare dalla Sua presenza. Un’esecuzione perfetta che ha elevato lo spirito dei presenti. La Minetti ha annunciato che parteciperà alle Paraolimpiadi di Londra nel 2012 correndo i 1500 metri. La cantante infatti è anche un’ottima atleta, ha già ottenuto buoni risultati, realizzando anche alcuni record. La disabilità non la ferma, la sua vita è tutta una corsa.</p> <p style="text-align: justify;">Dopo di che, introdotta dal Presidente Nazionale dell’UNITALSI, Salvatore Pagliuca, anch’io ho dato una testimonianza di come Maria e Gesù a Lourdes abbiano cambiato la mia vita e il mio modo di vivere la sofferenza, non più come una debolezza, ma come un’opportunità di avvicinarmi di più a Dio e di fare esperienze che non avrei neanche lontanamente immaginato se fossi stata normodotata, come ad esempio la partecipazione al congresso stesso.</p> <p style="text-align: justify;">La mattinata si è conclusa con la S. Messa celebrata a mezzogiorno e presieduta da S. E. Card. Comastri, ex Arcivescovo di Loreto. La sua omelia si è basata sul racconto di aneddoti di vite straordinarie, ha citato nomi di beati che aspettano la santificazione, oppure di persone eccezionali che presto diventeranno beate. A mio parere il racconto più significativo è stato quello riguardante la beata Benedetta Bianchi Porro. Il cardinale ha raccontato come lei abbia perdonato il padre senza riserve e con tutto il cuore, sebbene lui non avesse mai chiesto scusa e non avesse nemmeno cercato di accettare la malattia che l’aveva resa cieca, sorda e muta. Lei semplicemente gli chiese di andare nella sua stanza, e lui dopo una serie infinita di tentennamenti, accettò, aspettandosi chissà quale rimprovero, ma ricevendo invece un caloroso grazie per tutto quello che aveva fatto per lei. &#60;&#60;Solo il perdono&#62;&#62;, disse poi Benedetta alla madre, &#60;&#60;può fare veramente capire a una persona quanto abbia sbagliato&#62;&#62;.  Il perdono, infatti, è un’altra chiave per leggere e superare la sofferenza.</p> <p style="text-align: justify;">La mattinata è stata quindi un inno di speranza in cui è dilagata la vittoria della croce, in quanto senza di essa non sarebbe stata possibile la resurrezione e neanche l’Eucaristia, che è il segno tangibile di Gesù vive realmente, in anima, corpo e divinità,  tra il suo popolo da più di duemila anni.</p> <ul> <li><a href="http://www.ibs.it/libri/coruzzi+rita/libri+di+rita+coruzzi.html?shop=2214" target="_blank"><strong>Acquista i libri di Rita Coruzzi</strong></a></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/199205a2/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=La+vittoria+della+debolezza&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D362" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=La+vittoria+della+debolezza&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D362" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/117145782314/u/49/f/612175/c/33864/s/199205a2/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/117145782314/u/49/f/612175/c/33864/s/199205a2/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=362</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Una porta per non dimenticare</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=345</link><description>Sabato 28 giugno 2008 è accaduto qualcosa di veramente speciale sulla costa dell’isola di Lampedusa. Ma non se ne è parlato con l’enfasi e la meraviglia che sarebbero state doverose, forse perché i giornali sono troppo occupati a seguire i matrimoni e gli amori estivi dei vari VIP in vacanza. Sabato 28 giugno è stato [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/197a940d/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Una+porta+per+non+dimenticare&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D345" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Una+porta+per+non+dimenticare&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D345" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/115975460300/u/49/f/612175/c/33864/s/197a940d/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/115975460300/u/49/f/612175/c/33864/s/197a940d/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Roberto Allegri</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Sat, 22 Oct 2011 13:37:28 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=345#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=345</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="28 Giugno 2008, il primo tramonto sulla Porta di Lampedusa, appena inaugurata" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>Sabato 28 giugno 2008 è accaduto qualcosa di veramente speciale sulla costa dell’isola di Lampedusa. Ma non se ne è parlato con l’enfasi e la meraviglia che sarebbero state doverose, forse perché i giornali sono troppo occupati a seguire i matrimoni e gli amori estivi dei vari VIP in vacanza.</p> <p style="text-align: justify;">Sabato 28 giugno è stato inaugurato un monumento. Nel nostro Paese se ne inaugurano molti, c’è sempre una delegazione di autorità che taglia cordoni e scopre statue e targhe in memoria di questo o quello, in onore di una persona o un fatto. Ci siamo abituati.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-345"></span>Ma stavolta, forse a causa del periodo storico in cui stiamo vivendo, l’occasione è stata davvero particolare. E il significato che circonda il monumento in questione è uno di quelli che fa la differenza, uno di quelli che ti mette all’angolo dell’esistenza e ti costringe a riflettere. A porti domande. Anche per questo motivo, forse, l’evento è passato un poco in sordina.</p> <p style="text-align: justify;">A Lampedusa è stato inaugurato il monumento per i “migranti morti e dispersi in mare” per raggiungere l’Italia. Un’opera d’arte del grande artista campano Mimmo Paladino, intitolata per l’appunto “Porta di Lampedusa, Porta d’Europa”. Una vera e propria “porta”, alta più di cinque metri, che si affaccia sul mare e guarda l’Africa. Una porta sempre aperta che non ha serrature né lucchetti, dalla quale si può entrare ed uscire a piacimento. Senza paure, minacce e ipocrisie.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Un rappresentazione grafica, usata dal sito dell'associazione AMANI" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>Viviamo in un’epoca strana, di grandi cambiamenti e rivoluzioni. Ma solo apparenti, perché non riescono ad intaccare il cuore della gente. Così aggrappati al nostro benessere, quasi mai davvero meritato, abbiamo cambiato il nostro cuore in pietra. Siamo terrorizzati dal diverso, dal nuovo, non riusciamo a vedere oltre il nostro salotto, il nostro televisore o il nostro frigorifero. E dimentichiamo interamente il resto del mondo.</p> <p style="text-align: justify;">Tutti, senza eccezione, ci riempiamo la bocca con questioni legate all’immigrazione, agli extracomunitari, ai campi nomadi, ai campi di accoglienza. E lo facciamo usando solo termini come “problema”, “invasione”, “crimine” senza accorgerci che sono termini dettati dalla paura e dall’ignoranza. Senza accorgerci che stiamo parlando di persone, di esseri umani.</p> <p style="text-align: justify;">Il monumento di Paladino vuole onorare le persone, gli esseri umani, che sulle ali di una speranza hanno preso la via del mare per arrivare in Italia. E hanno invece incontrato la fine. Forse, sono proprio loro gli ultimi eroi perché sono morti tenendo un sogno nel cuore. Cosa che noi, coi nostri telefonini e computer e canali satellitari, non sappiamo più cosa significa.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Inaugurazione della Porta di Lampedusa, creata da Mimmo " href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/5.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/thumbs/thumbs_5.jpg" alt="5" /></a>A volere e promuovere il progetto della “Porta”, un progetto unico in Europa, un gruppo di associazioni umanitarie. Ma soprattutto un uomo, Arnoldo Mosca Mondadori. Il suo “Studio MM” da anni si dedica alla realizzazione di progetti sociali concreti, coinvolgendo grandi nomi della cultura del nostro Paese.</p> <p style="text-align: justify;">Ho chiesto ad Arnoldo, che conosco bene, di parlarmi della “Porta di Lampedusa” e dell’iniziativa che vi è alle spalle. Domande e risposte che avrei potuto organizzare in un articolo, disponendole qua e la, inframmezzate da commenti o considerazioni. Ma non voglio farlo. Desidero invece riportare interamente e senza alcun taglio le parole di Arnoldo. Per una semplice ragione. Perché parla di Dio.</p> <p style="text-align: justify;">Se non sei un religioso, un sacerdote o un cardinale, è sempre rischioso fare riferimento a Dio in questioni “delicate” come l’immigrazione di massa. Vieni etichettato, a volte preso in giro. Se lo fai, come lo fa il mio amico Arnoldo, è perché possiedi una fede forte, granitica, perché non hai paura. E soprattutto perché affrontare le questioni umane della sofferenza con l’ottica del “cristiano” è forse il modo più naturale e spontaneo di farlo. Anche di questo ci siamo ormai dimenticati.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Arnoldo Mosca Mondadori, al centro nella foto, tra la nostra redattrice Sabrina Panfili e e Gianmarco Elia dopo la conferenza Stampa di presentazione tenutasi a Roma il 16 Giugno 2008" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/4.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/thumbs/thumbs_4.jpg" alt="4" /></a>Caro Arnoldo, il monumento inaugurato il 28 giugno ha un profondo significato. A chi è indirizzato il suo messaggio?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Sono sicuro che l’idea del progetto venga dallo spirito di tutte le persone che dal 1988 ad oggi sono morte nel tentativo di raggiungere l&#8217;Italia in mare, fuggendo da carestie, guerre, ingiustizie e violenze.<br /> Sono le anime vive di chi è già risorto a interrogarci dall&#8217;eterno. E il linguaggio dei risorti è molto differente dal chiasso dei nostri dibattiti politici quotidiani. Chi è vicino a Dio ci parla con amore e pace, e io sono convinto che proprio quei migranti annegati ora ci aiuteranno a capire meglio questo momento storico così difficile e confuso. La nostra ignoranza e le nostre parole hanno un raggio di durata molto breve, mentre le parole del Cristo nell&#8217;ultimo giudizio sono le uniche che rimangono, quando dice nel Vangelo di Matteo: &#8220;Ero straniero e mi avete accolto&#8221;.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Il momento dell’inaugurazione, avvenuta di sera, è stato toccante.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Quando siamo passati sotto la Porta di Mimmo Paladino, nel silenzio del tramonto, con le fiaccole accese, ho capito che quell&#8217;opera non è un solo monumento. E’ il segno vivo di qualcosa che sta accadendo. Ho avvertito nei volti delle persone presenti e nella loro commozione che oggi c&#8217;è un infinito bisogno di spiritualità autentica. Siamo in fondo tutti stufi e stanchi del marketing, del dio denaro e di tutte le grandi illusioni di questo tempo. Siamo invece assetati di bellezza, di visione alte, di spiritualità naturale e spontanea.&#62;&#62;<br /> <strong></strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="Inaugurazione della Porta di Lampedusa, creata da Mimmo Paladino" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/3.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/thumbs/thumbs_3.jpg" alt="3" /></a>Dietro il monumento c’è una iniziativa, un preciso appello da sottoscrivere. Di cosa si tratta precisamente?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;E&#8217; l&#8217;appello dell’Associazione AMANI,  scritto da Pietro Veronese, ed è alla base dell&#8217;iniziativa. Parla dei migranti descrivendoli non come dei &#8220;clandestini&#8221; pericolosi ma come delle persone che hanno dei sogni, delle speranze di vita e di futuro e che di fatto quotidianamente aiutano il nostro paese ad andare avanti. Per aderire all’appello basta mandare una mail Per aderire invia una mail all’indirizzo monumentolampedusa@email.it<br /> inserendo il nome, cognome e città. E scrivendo nell&#8217;oggetto “ADERISCO ALL&#8217;APPELLO”. Vi hanno già aderito rappresentanti della cultura, dell&#8217;arte, delle istituzioni e dell&#8217;impresa, tra cui Ennio Morricone, Antonio Tabucchi, Arnaldo Pomodoro, Alessandro Passadore, Andrea Aiello, Eva Cantarella, Guido Martinotti, Giulio Giorello, Lella Costa, Khaled Fouad Allam, Lucio Dalla, Don Gino Rigoldi, Don Virginio Colmegna, Ottavia Piccolo, Ada Gigli Marchetti, Roberto Vecchioni, Luca Pignatelli, Maurizio Cucchi, Laura Boldrini, Salvatore Veca, Margherita Hack, Alda Merini, Pietro Veronese, Bruno Arpaia, Nicoletta Mondadori, Alfredo Rapetti, Fabrizio Ferri, Bianca Beccalli, Anna Cataldi, Mimmo Paladino.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Da dove nasce il tuo desiderio di fare qualcosa per chi non ha voce?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Le idee che amo di più sono quelle che non hanno uno scopo economico ma un ritorno culturale e sociale. E&#8217; una specie di respiro che si sente e che è il motore dei progetti in cui credo e che condivido con tante persone con cui poi di fatto li penso e li realizzo (nel caso del progetto di Lampedusa tutto è nato con Gian Marco Elia e l&#8217;Associazione Amani).<br /> E poi penso che le idee più belle che sento nell&#8217;aria provengano dalla sostanza sublime che sgorga dall&#8217;Eucarestia.&#62;&#62;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a title="19 Giugno 2011, in occasione della visita di Angelina Jolie a Lampedusa, tappa anche alla Porta. Si riconoscono nella foto anche il Sindaco dell'Isola Bernardino De Rubeis e il cantautore Claudio Baglioni." href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/6.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/porta-di-lampedusa/thumbs/thumbs_6.jpg" alt="6" /></a>L&#8217;immigrazione in Italia è un argomento di scottante attualità. Cosa ti senti di rispondere a chi si presenta contrario alla tua iniziativa?</strong></p> <p style="text-align: justify;">&#60;&#60;Prima di tutto voglio porre l’attenzione sulle parole. Chi sono i &#8220;clandestini&#8221; o gli &#8220;extracomunitari&#8221;?  Non sono forse categorie astratte che non hanno nulla a che fare con i volti, le mani, i sogni di ciascun bambino e donna e uomo che viene da lontano? Non siamo forse anche noi, in questo piccolissimo pianeta disperso nell&#8217;infinito, dei clandestini, dei migranti in cerca di noi stessi? Penso che ci siano persone spaventate dai &#8220;clandestini&#8221; solo perchè istigate nelle loro paura più ataviche. C&#8217;è chi vuole generare paura per aumentare il suo potere, o per scaricare su qualcuno la responsabilità di una crisi o di un momento economico difficile.<br /> Il pericolo invece diventa reale quando cominciamo a creare nemici esterni. Leggendo certe dichiarazioni di uomini di potere mi vengono i brividi: quanta arroganza e supponenza! Ma quegli uomini, siano essi di destra o di sinistra, dovrebbero mettere in conto che il tempo passa velocemente, e che tra poco saranno dimenticati da tutti. Solo la memoria dello Spirito rimane e per questo nessuno dimenticherà mai i migranti che sono morti nel silenzio e nella dimenticanza del mondo.&#62;&#62;</p> <p><img class="alignnone" style="border: 0pt none;" src="http://www.tonyassante.com/renzoallegri/firmaroberto.jpg" alt="" width="300" /></p> <ul> <li><a href="http://www.doremifasol.org/notizia.php?id=7567" target="_blank"><strong>Testo Integrale Conferenza Stampa del 16 Giugno 2008</strong></a></li> <li><strong><a href="http://www.saltasullavita.com/baglioni/2006/scia2008porta.htm" target="_blank">Una Home Page dedicata alla Porta di Lampedusa</a></strong></li> <li><strong><a href="http://www.saltasullavita.com/baglioni/2011/jolie.htm" target="_blank">19 Giugno 2011 Angelina Jolie e Claudio Baglioni in visita alla Porta</a></strong></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/197a940d/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Una+porta+per+non+dimenticare&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D345" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Una+porta+per+non+dimenticare&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D345" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/115975460300/u/49/f/612175/c/33864/s/197a940d/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/115975460300/u/49/f/612175/c/33864/s/197a940d/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=345</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><item><title>Il canto difficile della natura</title><link>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=338</link><description>Si è spento Andrea Zanzotto, il poeta che aveva reinventato la lirica. Dall’ermetismo allo zanzottismo, la poesia come vocazione e invenzione. Di Marta  Martelli Si è spento a novant’anni compiuti da pochi giorni il grande poeta Andrea Zanzotto, colui che sentiva la poesia come una creatura viva, che si generava al contatto con la natura. [...]&lt;img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/196c95d2/mf.gif' border='0'/&gt;&lt;div class='mf-viral'&gt;&lt;table border='0'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Il+canto+difficile+della+natura&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D338" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign='middle'&gt;&lt;a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Il+canto+difficile+della+natura&amp;link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D338" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://da.feedsportal.com/r/115975162379/u/49/f/612175/c/33864/s/196c95d2/a2.htm"&gt;&lt;img src="http://da.feedsportal.com/r/115975162379/u/49/f/612175/c/33864/s/196c95d2/a2.img" border="0"/&gt;&lt;/a&gt;</description><category domain="">Marta Martelli</category><category domain="">Il Faustino</category><pubDate>Thu, 20 Oct 2011 10:58:08 GMT</pubDate><comments>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=338#comments</comments><guid isPermaLink="false">http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?p=338</guid><content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a title="Andrea Zanzotto in un prato con un “soffione” in mano. E’ una immagine molto significata di questo grande poeta che amava e cantava la natura. Nato a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, il 10 ottobre 1921, è morto a Conegliano il 18 ottobre 2011" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-zanzotto/1.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-left alignleft" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-zanzotto/thumbs/thumbs_1.jpg" alt="1" /></a>Si è spento Andrea Zanzotto, il poeta che aveva reinventato la lirica.</strong><br /> <strong>Dall’ermetismo allo zanzottismo, la poesia come vocazione e invenzione.</strong></p> <p><span style="color: #ff0000;"><strong>Di Marta  Martelli</strong></span></p> <p style="text-align: justify;">Si è spento a novant’anni compiuti da pochi giorni il grande poeta <a href="http://www.ibs.it/libri/zanzotto+andrea/libri+di+andrea+zanzotto.html?shop=2214" target="_blank">Andrea Zanzotto</a>, colui che sentiva la poesia come una creatura viva, che si generava al contatto con la natura.</p> <p style="text-align: justify;">Una poesia così era e poteva essere solo una pura vocazione, nata dalla sensibilità di un uomo che dalla madre terra traeva ispirazione per inventare una nuova lirica. Aveva creato gli “ipersonetti”, quelli che fanno parte di una delle raccolte più famose, Galateo in Bosco.</p> <p style="text-align: justify;"><span id="more-338"></span>Molti hanno parlato delle sue poesie, gli studiosi hanno creato lo zanzottismo, i professori le hanno studiate e insegnate,  ma forse pochi ne hanno letto qualcuna. Quella che riporto è una lirica molto significativa, emblema della sua indagine sulla vita, del suo linguaggio spesso tanto difficile ma molto evocativo, che talvolta traeva spunto dalle forme dialettali della sua terra.</p> <p style="text-align: justify;"><a title="Un suggestivo ritratto di Andrea Zanzotto eseguito nel 2009 dal pittore Paolo Steffan, suo grande amico. Con Zanzotto scompare l’ultimo dei grandi poete del Novecento" href="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-zanzotto/2.jpg" rel="lightbox[]"><img class="ngg-singlepic ngg-right alignright" src="http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/wp-content/gallery/andrea-zanzotto/thumbs/thumbs_2.jpg" alt="2" /></a>Zanzotto infatti era nato e vissuto sempre a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, e solo chi ha avuto l’occasione di conoscere questo incantevole paese può comprendere da dove egli attingesse tanta liricità. Quando si giunge percorrendo la strada del vino fra colline coltivate armoniosamente ed elegantemente incorniciate dalle Alpi, si respira un’aria di poesia naturale, innata, in quel luogo dolce, pacifico e decisamente bello. E si comprende perché Zanzotto non se ne volesse mai allontanare, nemmeno per ritirare i premi che gli venivano assegnati.</p> <p style="text-align: justify;">La sua poesia è nata lì, nella terra e nell’amore per essa, e germinava come il paesaggio che la circondava esplorando i misteri dell’uomo e della terra, esplodendo in un linguaggio che da ermetico si fa sempre più proto-linguaggio naturale, che unisce l’uomo agli animali e ai vegetali, come un’immensa rete che tutto avvolge e comprende. Così credo voglia essere ricordato, come il poeta innamorato della natura che ha inventato un modo nuovo di cantarla e di rappresentarla.</p> <p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Marta Martelli</strong></em></span></p> <p><a href="http://www.ibs.it/libri/zanzotto+andrea/libri+di+andrea+zanzotto.html?shop=2214" target="_blank"><strong>Esistere psichicamente (dalla raccolta “Vocativo”)</strong></a></p> <p style="padding-left: 30px;"><em>Da questa artificiosa terra-carne</em><br /> <em> esili acuminati sensi</em><br /> <em> e sussulti e silenzi,</em><br /> <em> da questa bava di vicende</em><br /> <em> &#8211; soli che urtarono fili di ciglia</em><br /> <em> ariste appena sfrangiate pei colli -</em><br /> <em> da questo lungo attimo</em><br /> <em> inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,</em><br /> <em> da tutto questo che non fu</em><br /> <em> primavera non luglio non autunno</em><br /> <em> ma solo egro spiraglio</em><br /> <em> ma solo psiche,</em><br /> <em> da tutto questo che non è nulla</em><br /> <em> ed è tutto ciò ch&#8217;io sono:</em><br /> <em> tale la verità geme a se stessa,</em><br /> <em> si vuole pomo che gonfia ed infradicia.</em><br /> <em> Chiarore acido che tessi</em><br /> <em> i bruciori d&#8217;inferno</em><br /> <em> degli atomi e il conato</em><br /> <em> torbido d&#8217;alghe e vermi,</em><br /> <em> chiarore-uovo</em><br /> <em> che nel morente muco fai parole</em><br /> <em> e amori.</em></p> <p style="padding-left: 30px;"><strong><em>Andrea Zanzotto</em></strong></p> <ul> <li><strong><a href="http://www.ibs.it/libri/zanzotto+andrea/libri+di+andrea+zanzotto.html?shop=2214" target="_blank">Acquista i libri di Andrea Zanzotto su IBS.IT</a></strong></li> </ul> <img width='1' height='1' src='http://rss.feedsportal.com/c/33864/f/612175/s/196c95d2/mf.gif' border='0'/><div class='mf-viral'><table border='0'><tr><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/sendemail2_it.html?title=Il+canto+difficile+della+natura&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D338" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/emailthis2_it.gif" border="0" /></a></td><td valign='middle'><a href="http://res.feedsportal.com/viral/bookmark_it.cfm?title=Il+canto+difficile+della+natura&link=http%3A%2F%2Flnx.tonyassante.com%2Filfaustino%2F%3Fp%3D338" target="_blank"><img src="http://rss.feedsportal.com/images/bookmark_it.gif" border="0" /></a></td></tr></table></div><br/><br/><a href="http://da.feedsportal.com/r/115975162379/u/49/f/612175/c/33864/s/196c95d2/a2.htm"><img src="http://da.feedsportal.com/r/115975162379/u/49/f/612175/c/33864/s/196c95d2/a2.img" border="0"/></a>]]></content:encoded><slash:comments>0</slash:comments><wfw:commentRss>http://lnx.tonyassante.com/ilfaustino/?feed=rss2&amp;p=338</wfw:commentRss><dc:creator>admin</dc:creator></item><media:rating>nonadult</media:rating></channel></rss>

