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xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">106</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">25</openSearch:itemsPerPage><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="ilnotiziariodelcomprensivopalazzolo" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><itunes:owner><itunes:email>noreply@blogger.com</itunes:email></itunes:owner><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Carlino, Marano, Muzzana, Palazzolo, Precenicco</itunes:subtitle><creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/</creativeCommons:license><item><title>Scuola Digitale LIM e Cl@ssi 2.0, una riflessione di Antonio Salvatore Dinallo</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2011/01/scuola-digitale-lim-e-clssi-20-una.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Wed, 26 Jan 2011 08:33:17 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-3865798209188259729</guid><description>Il progetto Cl@ssi 2.0, unitamente al progetto Scuola Digitale LIM, ha “investito” il mondo della scuola come la tracimazione di un torrente che invade i campi coltivati ai suoi margini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indubbiamente la scuola italiana aveva bisogno di essere “fertilizzata” con l’introduzione, nel proprio habitat di nuovi elementi, utili a rendere maggiormente produttivo il lavoro che migliaia di docenti ogni giorno svolgono all’interno delle classi loro affidate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto si è discusso e molto è stato speso nel corso degli ultimi venti anni per fare in modo che la scuola fosse maggiormente rispondente ai linguaggi, ai tempi, agli stili di apprendimento e non per ultimo agli interessi degli studenti, i quali, generazioni dopo generazioni si sono alternati sempre sugli stessi banchi, nelle stesse aule spesso con le stesse vernici ai muri e gli stessi arredi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto sia rimasto, o meglio quanto si sia sedimentato, delle dotazioni tecnologiche introdotte nell’ambiente scolastico e quanto sia stato penetrante il lavoro dei pochi docenti, “pionieri” del cambiamento, nella scuola degli ultimi venti anni lo si può rilevare dall’osservazione del sistema scuola attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se noi dovessimo fare una semplice comparazione (lavorando sui grandi numeri), non potremmo che osservare come la scuola italiana attualmente continua a vivere e ad operare in uno spazio che, per molti aspetti, conferma la teoria della relatività spazio tempo (Albert Einstein ), poiché fino ad oggi sembra essere (sempre nei grandi numeri) una realtà assolutamente impermeabile ad ogni tipo di cambiamento sia metodologico/didattico, sia per contenuti e stili di insegnamento, senza dimenticare l’incrollabile tutela dell’aristocratico conservatorismo accademico e ginnasiale garantito da innumerevole schiere di “sacerdoti” del sapere antico, sembra quasi che la scuola viva un Suo Tempo e un Suo Spazio, libero e liberato dalle leggi della fisica così come la conosciamo oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nel frattempo cosa è successo nella società a cui la scuola fa riferimento e dalla quale la scuola trae la legittimità ad operare ed essere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dovessimo utilizzare i parametri del computo del tempo geologico, potremmo asserire, senza rischiare di dire sciocchezze, che per i primi ottanta anni del XX° secolo la società ha compiuto un salto tecnologico pari a 100 anni di cammino evolutivo, mentre nel trentennio a cavallo tra il XX° secolo e il XI° secolo la società ha compiuto un salto pari a 10.000 anni di cammino evolutivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo cambiamento non ha coinvolto la scuola italiana, se no in piccola parte, la società e i sui abitanti erano altro rispetto a ciò che la scuola continuava a vedere e ad asserire, con la pretesa di rappresentarne le istanze, di fronte ad un divario così marcato la scuola non ha fatto altro che rappresentare se stessa e non più la società che diceva di rappresentare, nulla si mosse, generazioni dopo generazioni gli studenti hanno incominciato prima a comprendere e imparare di meno, poi a non identificare più i loro insegnanti come “guide”e a non identificarsi più in uno spazio e in una realtà che per secoli ha rappresentato il loro mondo, i loro sogni, le loro speranze di affrancarsi, a volte, da destini precostituiti, in poche parole il sogno di costruirsi una vita degna di essere vissuta da cittadini liberi e consapevoli e autosufficienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto questo la scuola nei suoi grandi numeri ha continuato imperterrita, quasi con “maniacale” perseveranza a sostenere e proteggere uno status quo che nessuno più riconosceva valido e spendibile, tante che quando per la prima volta i frutti dell’infaticabile lavoro di centinaia di migliaia di docenti furono sottoposti ad una valutazione indipendente, (OCSE PISA) tali frutti risultarono immangiabili se non indigesti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta della scuola (sempre nei grandi numeri) fu una sola: queste valutazioni non corrispondono al vero, Noi siamo Bravi e Bravi sono i nostri allievi, anche se i loro titoli di studio non trovavano spendibilità nel mercato del lavoro, se il livello competenziale era insufficiente se centinaia di indirizzi di studio non trovavano più corrispondenza nel panorama delle nuove professioni e nel mercato del lavoro, ebbene la scuola spesso asserì che il problema non era di sua pertinenza poiché le responsabilità andavano individuate in una società globbalizzata che non sapeva, non ha saputo e non sa adeguarsi al “sapere antico” sempre valido e sempre attuale poiché esso era ed è l’identità della scuola italiana e dei docenti ad essa appartenenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi ultimi anni il divario tra una scuola, in parte ancora di ottocentesca memoria e una società che da lunghi anni ha valicato le linee delle certezze dei paradigmi che hanno sostenuto lo sviluppo delle più antiche società, ha fatto esplodere in tutta la sua virulenza il problema che era ed è sotto gl’occhi di tutti, ovverosia: o la scuola cambia se stessa oppure la scuola muore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questo problema, su questa certezza, nascono i progetti Scuola digitale LIM e Cl@ssi 2.0, due progetti coraggiosi due progetti di “rottura” poiché per la prima volta nella scuola italiana la tecnologia non viene introdotta e vista come una sapere in mano a pochi esperti da utilizzare in spazi limitati (laboratori), dove spesso il dialogo tra le discipline sia scientifiche che umanistiche e la tecnologia non solo era difficile, ma spesso era inesistente, quante volte il docente teorico ha considerato il tempo speso nei laboratori come tempo “rubato” all’attività di cattedra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con Scuola digitale LIM e Cl@ssi 2.0 l’innovazione, i nuovi linguaggi, i nuovi stili di apprendimento, le nuove forme di comunicazione, in poche parole il mondo dei/lle nostri/e ragazzi/e ritorna ad essere leggittimamente rappresentato dalla scuola, non dalla nostra scuola ma dalla loro scuola, la scuola dei giovani delle generazioni emergenti, poiché la scuola è sempre appartenuta a loro e da loro trae il diritto di “cittadinanza” all’interno della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tutto ciò è sufficiente? è garanzia di successo e di reale cambiamento della scuola? No a mio parere non è sufficiente, altre e più subdole criticità devono essere affrontate e risolte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giusto per iniziare, non è sufficiente introdurre i mezzi, le tecnologie, per determinare un cambiamento, l’esperienza del passato insegna, il cambiamento è possibile se gli attori del sistema lo condividono e cambiano a loro volta, nel nostro caso chi deve cambiare sono i docenti, i quali devono proiettarsi in una realtà dove il loro ruolo di attori “principali” del sistema scuola deve tornare ad essere quello di “produttori di cultura di sapere e di competenze, non più di gestori di un sapere massificato e veicolato da circuiti commerciali, spesso lontani dagli interessi reali della scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nostri docenti devono concepire la tecnologia introdotta in classe, quindi nel loro quotidiano lavorativo non come una invasione aliena come uno dei tanti “video giochi” che da sempre, da molti, vengono individuati come i responsabili dell’insuccesso formativo degli studenti, ma come una grande opportunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Cl@sse tecnologica, la tecnologia informatica in aula è una delle più grandi opportunità che l’Amministrazione sta dando alla scuola italiana per ritornare ad essere protagonista, insieme ai suoi operatori, della più grande "rivoluzione formativa" che mai è stata tentata nel nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una riforma che viene sostenuta dal basso, una riforma che passa attraverso il fare, attraverso le piccole azioni quotidiane, attraverso il rutinario lavoro di centinaia di migliaia di docenti di insegnanti, che finalmente possono di nuovo essere “riconosciuti” nella loro funzione dai Digital Native, un riconoscimento che non passa dall’acquisizione di nuovi saperi o dal miracoloso potenziamento delle capacità dei docenti e degli insegnanti, ma che nasce dal semplice fatto che finalmente tutti gli attori principali del mondo della scuola parlano la stessa lingua utilizzano gli stessi codici si riconoscono negli stessi spazi, in poche parole condividono e vivono la stessa realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto questo nessuno deve rinunciare al proprio ruolo, ma certamente la scuola, che è protagonista dal basso di questa rivoluzione, deve svolgere il proprio ruolo con una maturità nuova, essa non può anche in questo caso essere mera terra di conquista da parte di agguerriti gruppi editoriali o altri variegati attori che all’interno di questa rivoluzione riescono a vedere solo una nuova opportunità di guadagno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la “rivoluzione” che sta avanzando sia i docenti che gli studenti hanno una reale possibilità di diventare dei costruttori di sapere e di competenze, affrancandosi dal ruolo di distributori e consumatori di percorsi precostituiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti possono tornare ad essere protagonisti del proprio tempo e del proprio agire, nella consapevolezza che la tecnologia, la multimedialità, Internet, la Rete, il Ciber spazio, rappresentano, a parere di chi scrive, la più grande conquista democratica del XX secolo che la società abbia saputo realizzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si ha la consapevolezza che ciò che si sta realizzando non allontana ma avvicina tutto il sapere, sia antico che moderno, e che tutto ciò contribuisce alla costruzione di un dialogo efficace tra vecchie e nuove generazioni, consentendo alle seconde di trasmettere l’enorme valore di un sapere antico all’interno di una nuova e più efficace linea di evoluzione, solo in questa dimensione riusciremo ad evitare che ancora una volta scatti “l’assalto” a forte Alamo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo così eviteremo di essere individuati, di nuovo, come Digital Immigrant e come tali posti sotto assedio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-3865798209188259729?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-01-26T17:33:17.257+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>La Festa dell'Albero</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/11/la-festa-dellalbero.html</link><category>Muzzana</category><category>ecologia</category><author>noreply@blogger.com (Pio)</author><pubDate>Thu, 18 Nov 2010 10:00:20 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-5248723937380201423</guid><description>&lt;div id="layout_header"&gt;    &lt;div class="display_date"&gt;15.11.2010 14:39&lt;/div&gt;    &lt;/div&gt;     &lt;h2&gt;Festa degli alberi a Tarcento&lt;/h2&gt;   &lt;h3&gt;Venerdì 19 novembre si celebrerà l’evento con i bambini delle scuole elementari di Muzzana del Turgnano e di Moruzzo&lt;/h3&gt;      &lt;p style="float: right; margin: 0px 10px 10px;" align="center"&gt;&lt;img src="http://www.ilfriuli.it/uploads/ilfriuli/images/contentsgr/5757.jpg" alt="alberi - " border="0" /&gt;&lt;span class="smalltext"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;span style="font-size:85%;"&gt;La  Direzione Centrale Risorse Rurali, Agroalimentari e Forestali,  attraverso il Vivaio Forestale Regionale di Tarcento, organizza a  Tarcento per&lt;strong&gt; venerdì 19 novembre&lt;/strong&gt; 2010 la Festa dell’Albero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Festa si inserisce nel quadro di numerose attività che si svolgono su  tutto il territorio nazionale per celebrare l’Albero, per imparare a  conoscerlo non solo dal punto di vista botanico ma soprattutto  culturale, per apprezzare ogni sua funzione ed utilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Festa, rivolta ad alcune scuole elementari, quest’anno è stata  pensata ed organizzata direttamente dalla Direzione Centrale e vuole  essere il primo passo per altre iniziative rivolte alle scuole della  Regione Friuli Venezia Giulia, ampliando l’offerta didattica che la  Direzione vuole intraprendere aggiungendosi, ad esempio, alle già  numerose visite guidate al Vivaio alla scoperta delle piante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei giorni precedenti la Festa le scuole elementari di Muzzana del  Turgnano e di Moruzzo, accompagnate dall’Associazione Forestali,  raccoglieranno semi da alberi monumentali e secolari presenti sul loro  territorio.&lt;br /&gt;Il giorno 19 novembre, presso l’Auditorium delle scuole medie di  Tarcento, alla presenza delle classi quinte elementari delle scuole di  Tarcento, Moruzzo e Muzzana, incontro-conferenza-laboratorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La piantine “seminate” dagli alunni saranno poi conservate nel Vivaio di  Tarcento, curate e fatte crescere per essere successivamente donate  alle stesse scuole o ai loro Comuni per future iniziative e Feste degli  Alberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-5248723937380201423?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-11-18T19:00:20.062+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Situazione delle tecnologie didattiche</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/11/situazione-delle-tecnologie-didattiche.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Wed, 03 Nov 2010 01:24:21 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-9203976035269853957</guid><description>Un articolo di Mario Fierli, su Educationduepuntozero, dove si prova a &lt;br /&gt;fare il punto sulla situazione delle tecnologie didattiche. C'è anche &lt;br /&gt;un link a un documento in .pdf Le tecnologie nella scuola: una piccola &lt;br /&gt;antologia di contributi di vari autori - Francesco Bailo, Elena &lt;br /&gt;Serventi, Stefano Merlo, Maria Altieri, Lucia Ferlino, Luigi Oliva, &lt;br /&gt;Giovanni Paolo Caruso, Andrea Mameli, Fabrizio Emer, Roberto &lt;br /&gt;Maragliano, Gino Roncaglia, Paolo Ferri, Daniele Pauletto, Immacolata &lt;br /&gt;Nappi, Fiorella Operto, Carlo Infante. &lt;br /&gt;Le tecnologie nella scuola: che cosa si dice e che cosa succede &lt;br /&gt;davverodi Mario Fierli &lt;br /&gt;Dai contributi teorici, dalle analisi dei singoli media e dal racconto &lt;br /&gt;di esperienze emerge il problema di sempre: le nuove tecnologie &lt;br /&gt;cambiano o no il modo di fare scuola? Le risposte a questa domanda &lt;br /&gt;nello speciale di Education 2.0 scaricabile in PDF. &lt;br /&gt;È successo per l’uso delle tecnologie dell’informazione e della &lt;br /&gt;comunicazione nella scuola quello che avviene per tutte le nuove &lt;br /&gt;tecnologie che entrano con forza nella società. Si passa da una fase &lt;br /&gt;d’avanguardia, accompagnata da teorizzazioni, esercizi di &lt;br /&gt;immaginazione, utopie (positive e negative), a una fase di più &lt;br /&gt;silenziosa pratica effettiva. In qualche modo le TIC sono oramai nelle &lt;br /&gt;mani degli studenti e dei docenti. Per la verità molto di più nel &lt;br /&gt;lavoro e nella vita di ciascuno di loro che nel loro comune lavoro a &lt;br /&gt;scuola. È quindi necessario continuare a produrre studi, suggerimenti e &lt;br /&gt;modelli, ma è oramai possibile fare analisi di quello che succede &lt;br /&gt;veramente. I contributi di esperti e gli interventi nella Community di &lt;br /&gt;Education 2.0, a oggi, non sono di per sé la base di una indagine &lt;br /&gt;sistematica, ma la loro lettura permette di riflettere. &lt;br /&gt;I contributi sono rivolti essenzialmente a tecnologie o applicazioni &lt;br /&gt;più “calde” e recenti: e-book, social network, LIM, ma con una &lt;br /&gt;rivisitazione del rapporto fra immagini (cinema), musica e testi e con &lt;br /&gt;l’interessante crescita della ormai classica robotica. Di temi che ci &lt;br /&gt;hanno appassionato per anni (Come incide la videoscrittura nella &lt;br /&gt;concezione del testo? Come si crea una cultura della ricerca di &lt;br /&gt;informazioni in Internet? È vero che l’uso del calcolo automatico è &lt;br /&gt;dannoso? E così via) non c’è traccia. Probabilmente quando alcune cose &lt;br /&gt;oramai si praticano di fatto se ne parla meno e ci si preoccupa meno &lt;br /&gt;dei risvolti. Se ne può avere una verifica in molti interventi (per &lt;br /&gt;esempio in quelli del convegno di aprile di Education 2.0), &lt;br /&gt;classificati in vari temi, nei quali l’uso delle tecnologie c’è di &lt;br /&gt;fatto, ma non viene enfatizzato. In conclusione solo una parte di &lt;br /&gt;quello che succede davvero emerge nel dibattito specifico sulle TIC. &lt;br /&gt;Dai contributi teorici, dalle analisi dei singoli media e dal racconto &lt;br /&gt;di esperienze emerge il problema di sempre: le nuove tecnologie &lt;br /&gt;cambiano o no il modo di fare scuola? Molti anni fa una corrente di &lt;br /&gt;pensiero aveva concepito l’idea che l’uso delle tecnologie, di per sé, &lt;br /&gt;dovesse per forza provocare l’innovazione didattica. Se le tecnologie &lt;br /&gt;hanno cambiato il modo di lavorare, viaggiare, produrre cultura e &lt;br /&gt;leggere, perché non dovrebbero cambiare il modo di fare scuola? Quindi &lt;br /&gt;l’idea delle tecnologie come “leva”: visto che l’innovazione non viene &lt;br /&gt;dalle riforme istituzionali e dal dibattito su metodi didattici, &lt;br /&gt;saranno i nuovi mezzi che la promuoveranno. Sarà che la scuola è il più &lt;br /&gt;coriaceo sistema sociale, capace di resistere a qualsiasi provocazione &lt;br /&gt;(a volte, intendiamoci, a fin di bene). Fatto sta che all’automatismo &lt;br /&gt;tecnologie-innovazione didattica non ci credono più in molti. Si può &lt;br /&gt;ragionare su qualsiasi medium, ma il caso delle LIM è particolarmente &lt;br /&gt;chiaro, come si ricava da alcuni interventi: è ovvio che questi &lt;br /&gt;congegni si possono usare in tanti modi diversi al servizio di &lt;br /&gt;altrettanti modelli della lezione in classe e, fra questi, dei modelli &lt;br /&gt;più antichi. Il problema è che una lavagna interattiva non garantisce &lt;br /&gt;una lezione interattiva. L’interattività didattica consiste nel far &lt;br /&gt;interagire continuamente quello che l’insegnate dice, mostra e, &lt;br /&gt;soprattutto, chiede, con quello che gli studenti pensano, capiscono, &lt;br /&gt;hanno la possibilità di rispondere e di domandare. È imbarazzante &lt;br /&gt;costatare che è possibile fare lezioni interattive con la lavagna &lt;br /&gt;tradizionale e lezioni non interattive con la lavagna interattiva. &lt;br /&gt;E allora cosa se ne deve concludere: che le nuove tecnologie non &lt;br /&gt;servono a niente? Certamente no. Esse sono potenzialmente &lt;br /&gt;rivoluzionarie perché possono rafforzare enormemente i modelli più &lt;br /&gt;avanzati di didattica. Ma non lo fanno gratis. Non c’è bisogno di meno, &lt;br /&gt;ma di molto più studio e di ricerca sui metodi, sui linguaggi, sui &lt;br /&gt;saperi. &lt;br /&gt;-- &lt;br /&gt;Postato da Giorgio Jannis su NuoviAbitanti il 10/30/2010 01:05:00 PM&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-9203976035269853957?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><enclosure url="http://groups.google.com/group/nuoviabitanti/browse_thread/thread/3b85342b0e6c0368" length="0" /><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-11-03T09:24:21.625+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Un articolo di Mario Fierli, su Educationduepuntozero, dove si prova a fare il punto sulla situazione delle tecnologie didattiche. 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Le risposte a questa domanda nello speciale di Education 2.0 scaricabile in PDF. È successo per l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella scuola quello che avviene per tutte le nuove tecnologie che entrano con forza nella società. Si passa da una fase d’avanguardia, accompagnata da teorizzazioni, esercizi di immaginazione, utopie (positive e negative), a una fase di più silenziosa pratica effettiva. In qualche modo le TIC sono oramai nelle mani degli studenti e dei docenti. Per la verità molto di più nel lavoro e nella vita di ciascuno di loro che nel loro comune lavoro a scuola. È quindi necessario continuare a produrre studi, suggerimenti e modelli, ma è oramai possibile fare analisi di quello che succede veramente. I contributi di esperti e gli interventi nella Community di Education 2.0, a oggi, non sono di per sé la base di una indagine sistematica, ma la loro lettura permette di riflettere. I contributi sono rivolti essenzialmente a tecnologie o applicazioni più “calde” e recenti: e-book, social network, LIM, ma con una rivisitazione del rapporto fra immagini (cinema), musica e testi e con l’interessante crescita della ormai classica robotica. Di temi che ci hanno appassionato per anni (Come incide la videoscrittura nella concezione del testo? Come si crea una cultura della ricerca di informazioni in Internet? È vero che l’uso del calcolo automatico è dannoso? E così via) non c’è traccia. Probabilmente quando alcune cose oramai si praticano di fatto se ne parla meno e ci si preoccupa meno dei risvolti. Se ne può avere una verifica in molti interventi (per esempio in quelli del convegno di aprile di Education 2.0), classificati in vari temi, nei quali l’uso delle tecnologie c’è di fatto, ma non viene enfatizzato. In conclusione solo una parte di quello che succede davvero emerge nel dibattito specifico sulle TIC. Dai contributi teorici, dalle analisi dei singoli media e dal racconto di esperienze emerge il problema di sempre: le nuove tecnologie cambiano o no il modo di fare scuola? Molti anni fa una corrente di pensiero aveva concepito l’idea che l’uso delle tecnologie, di per sé, dovesse per forza provocare l’innovazione didattica. Se le tecnologie hanno cambiato il modo di lavorare, viaggiare, produrre cultura e leggere, perché non dovrebbero cambiare il modo di fare scuola? Quindi l’idea delle tecnologie come “leva”: visto che l’innovazione non viene dalle riforme istituzionali e dal dibattito su metodi didattici, saranno i nuovi mezzi che la promuoveranno. Sarà che la scuola è il più coriaceo sistema sociale, capace di resistere a qualsiasi provocazione (a volte, intendiamoci, a fin di bene). Fatto sta che all’automatismo tecnologie-innovazione didattica non ci credono più in molti. Si può ragionare su qualsiasi medium, ma il caso delle LIM è particolarmente chiaro, come si ricava da alcuni interventi: è ovvio che questi congegni si possono usare in tanti modi diversi al servizio di altrettanti modelli della lezione in classe e, fra questi, dei modelli più antichi. Il problema è che una lavagna interattiva non garantisce una lezione interattiva. L’interattività didattica consiste nel far interagire continuamente quello che l’insegn</itunes:summary></item><item><title>Apprendimento Significativo con le Tecnologie</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/11/apprendimento-significativo-con-le.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Sun, 31 Oct 2010 23:26:04 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-250389763856274469</guid><description>L’uso delle tecnologie digitali e di internet sta ampliando l’accesso alle opportunità educative ma molte di queste applicazioni non migliorano la qualità dell’apprendimento: con gli usi prevalenti delle tecnologie le persone non apprendono ne di più ne meglio. La Provincia Autonoma di Bolzano, impegnata da tempo nell’esplorazione delle potenzialità didattiche delle tecnologie, ha intrapreso una azione finalizzata a sistematizzare strategie di apprendimento in cui si faccia uso delle tecnologie da utilizzare in modo esteso ed ordinario nelle proprie attività di formazione professionale. Il progetto ha come referente scientifico David Jonassen. Questo paper si propone di descrivere il contesto d’intervento del progetto, l’approccio concettuale sviluppato imperniato sull’apprendimento significativo, il modello organizzativo “comunità di apprendimentoe pratica” adottato per lo sviluppo del progetto stessoed i risultati del progetto in forma di un esempio del modello didattico focalizzato sui “casi”come “storie”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprendimento Significativo con le Tecnologie &lt;br /&gt;Giovanni Marconato, Peter Litturi1 Consulente indipendente peter.litturi@provincia.bz.it &lt;br /&gt;Via Capitello, 11, 31050 Povegliano TV&lt;br /&gt;gianni@marconato.net&lt;br /&gt;1Provncia Autonoma di Bolzano Via S. Geltrude, 3, 391001 Bolzano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-250389763856274469?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-11-01T07:26:04.918+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Il prossimo sarà il decimo...Bravi!</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/il-prossimo-sara-il-decimobravi.html</link><category>Muzzana</category><category>concorsi</category><category>ecologia</category><author>noreply@blogger.com (Pio)</author><pubDate>Thu, 28 Oct 2010 05:04:28 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-6863943692504116139</guid><description>&lt;div class="title"&gt;&lt;a href="http://www.photorevolt.com/notizie/4015/9%B0_concorso_fotografico_il_bosco_il_fiume_e_la_laguna"&gt;9° Concorso fotografico Il bosco, il fiume e la laguna&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="leftinfo"&gt;&lt;a href="http://www.photorevolt.com/notizie/4015/9%B0_concorso_fotografico_il_bosco_il_fiume_e_la_laguna"&gt;&amp;nbsp;Inserita il 28.10.2010 da &lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.photorevolt.com/utenti_id_2.html"&gt;SteO&lt;/a&gt;, nella categoria &lt;a href="http://www.photorevolt.com/index.php?cat=19"&gt;Concorsi&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="text"&gt;Il  Comune di Muzzana delTurgnano organizza il 9° concorso fotografico a  tema naturalistico. L'obiettivo è valorizzare e far conoscere la flora,  la fauna e gli ambienti naturali del territorio di Muzzana del Turgnano,  mettendone in risalto le specificità ambientali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il concorso vuole stimolare l'attenta osservazione dell'ambiente e della  vita vegetale e animale del bosco, del fiume e della laguna, ripresi  nelle diverse stagioni, attraverso immagini paesaggistiche e  naturalistiche, comprese macrofotografie sui fiori, sui funghi e sulla  microfauna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La partecipazione è libera ed il concorso è aperto a tutti i fotografi  professionisti e dilettanti con lavori inediti, che non siano già stati  presentati, pubblicati e premiati in altre manifestazioni o concorsi. I  soggetti dei lavori dovranno vertere sul tema "IL BOSCO, IL FIUME E LA  LAGUNA - flora, fauna, ambienti naturali e particolarità del territorio  di Muzzana".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Potranno essere presentate da 1 a 3 opere per autore. Le foto stampate, a  colori o in bianco e nero , dovranno avere un formato minimo di 18x24  cm. e massimo di 30x45 cm. Non saranno ammesse opere ritoccate o  elaborate digitalmente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sul retro delle stesse dovrà essere riportato il titolo dell'opera, la  data ed il luogo di esecuzione (che dovrà obbligatoriamente  corrispondere al territorio del comune di Muzzana delTurgnano) e  qualsiasi altro elemento che si ritiene utile per meglio illustrare i  lavori presentati. Non dovrà essere assolutamente indicato il nome  dell'autore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bando completo e scheda di partecipazione su &lt;a href="http://www.comune.muzzanadelturgnano.ud.it/" target="_blank"&gt;www.comune.muzzanadelturgnano.ud.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-6863943692504116139?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-28T14:04:28.566+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Cittadinanza digitale</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/cittadinanza-digitale.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Sat, 23 Oct 2010 23:18:28 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-3095734269307768367</guid><description>La cittadinanza “digitale” non è un’alternativa alla cittadinanza “tradizionale”, piuttosto rappresenta la sua più naturale estensione in un momento di grande digitalizzazione delle informazioni, dei servizi e dei rapporti che intercorrono fra le diverse componenti di una società, sempre più fondata sull’immaterialità. Il testo “La cittadinanza digitale” si concentra sui nuovi stili di vita indotti dalle tecnologie, cerca le radici del nuovo umanesimo digitale in quelle più tradizionali dell’umanesimo culturale, analizza le nuove forme di partecipazione e di democrazia digitale, mette sotto la lente di un “ microscopio critico” le azioni di eGovernment e ne stimola un ripensamento in prospettiva 2.0, attingendo a piene mani dal web sociale e dai paradigmi che questo fenomeno sta esaltando.&lt;br /&gt;“Cogo, con riferimento alla cooperazione applicativa del Sistema pubblico di Connettività ci ricorda che dobbiamo recuperare tempo perduto negli ultimi due anni. Tempo perduto nella riorganizzazione del CNIPA in DIGITPA, anche per effetto di riduzioni draconiane delle disponibilità economiche.” dalla prefazione di Mario Dal Co.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Linee guida per la promozioene della cittadinanza digitale.&lt;a href="http://www.cnipa.gov.it/site/_files/e-democracyLG.pdf"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-3095734269307768367?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-24T08:18:28.028+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><enclosure url="http://www.cnipa.gov.it/site/_files/e-democracyLG.pdf" length="779122" type="application/pdf" /><media:content url="http://www.cnipa.gov.it/site/_files/e-democracyLG.pdf" fileSize="779122" type="application/pdf" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>La cittadinanza “digitale” non è un’alternativa alla cittadinanza “tradizionale”, piuttosto rappresenta la sua più naturale estensione in un momento di grande digitalizzazione delle informazioni, dei servizi e dei rapporti che intercorrono fra le diverse </itunes:subtitle><itunes:author>noreply@blogger.com (Paolo)</itunes:author><itunes:summary>La cittadinanza “digitale” non è un’alternativa alla cittadinanza “tradizionale”, piuttosto rappresenta la sua più naturale estensione in un momento di grande digitalizzazione delle informazioni, dei servizi e dei rapporti che intercorrono fra le diverse componenti di una società, sempre più fondata sull’immaterialità. Il testo “La cittadinanza digitale” si concentra sui nuovi stili di vita indotti dalle tecnologie, cerca le radici del nuovo umanesimo digitale in quelle più tradizionali dell’umanesimo culturale, analizza le nuove forme di partecipazione e di democrazia digitale, mette sotto la lente di un “ microscopio critico” le azioni di eGovernment e ne stimola un ripensamento in prospettiva 2.0, attingendo a piene mani dal web sociale e dai paradigmi che questo fenomeno sta esaltando. “Cogo, con riferimento alla cooperazione applicativa del Sistema pubblico di Connettività ci ricorda che dobbiamo recuperare tempo perduto negli ultimi due anni. Tempo perduto nella riorganizzazione del CNIPA in DIGITPA, anche per effetto di riduzioni draconiane delle disponibilità economiche.” dalla prefazione di Mario Dal Co. Linee guida per la promozioene della cittadinanza digitale.</itunes:summary></item><item><title>Anche a muzzana del Turgnano</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/anche-muzzana-del-turgnano.html</link><category>Muzzana</category><category>ecologia</category><author>noreply@blogger.com (Pio)</author><pubDate>Fri, 22 Oct 2010 22:42:12 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-5788056394381102998</guid><description>&lt;h2&gt;Parco pulito con Legambiete&lt;/h2&gt;   &lt;h3&gt;Lo scorso 19 ottobre più di 100 ragazzi della Scuola Statale  Secondaria di Primo Grado "Gen. A. Cantore di Gemona" si sono impegnati  in operazioni di manutenzione dell’area verde di Via Dante&lt;/h3&gt;      &lt;p style="float: right; margin: 0px 10px 10px;" align="center"&gt;&lt;a&gt;&lt;img src="http://www.ilfriuli.it/uploads/ilfriuli/images/contentsgr/11905.jpg" alt="amiamo il parco 2 - " border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="smalltext"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a&gt;&lt;img src="http://www.ilfriuli.it/uploads/ilfriuli/images/contentsgr/11904.jpg" alt="amiamo il parco - " border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="smalltext"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lo scorso  19 ottobre più di 100 ragazzi della Scuola Statale Secondaria di Primo  Grado "Gen. A. Cantore di Gemona" si sono impegnati per l'intera  mattinata in operazioni di pulizia e manutenzione del locale parco  cittadino di Via Dante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'iniziativa è parte di un progetto ideato e coordinato  dall'associazione "Fareassieme FVG", realtà che unisce utenti, operatori  e familiari della salute mentale, che ha operato in collaborazione con  il Comune di Gemona, la scuola "A. Cantore", il Centro di Salute Mentale  di Gemona e i progettisti del parco, arch. Antonelli e ing. Messetti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Rispettare l'ambiente e tutelarlo è un gesto di educazione e di  cittadinanza attiva, ed è importante che tutti dimostriamo il nostro  interesse verso di esso con un occhio di riguardo per il parco,  riconoscendone il suo valore e il contributo che può dare dal punto di  vista ecologico, ricreativo e culturale", così afferma il Sindaco  Urbani, sottolineando il valore ambientale e aggregativo del parco,  luogo comune di incontro e di svago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che il parco sia luogo di incontro è stato dimostrato dall'ampia  presenza delle altre forze associative del Gemonese, che hanno  partecipato all'iniziativa: l'Ecomuseo delle Acque, Legambiente, la Pro  Glemona, la locale Sezione Alpini, l'Azienda per i Servizi sanitari n. 3  "Alto Friuli", l'Associazione Tutale della Salute Mentale Alto Friuli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Legambiente in particolare ha impegnato le cinque classi presenti ad  adottare ciascuna un tiglio. Ogni albero riporta una targhetta (ideata  dall'arch. Alessandra Lepore) in memoria dell'atto di adozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo nell'ottica di stimolare nelle giovani generazioni l'assunzione  di comportamenti adeguati per la salvaguardia e la valorizzazione del  proprio patrimonio locale, secondo il motto "pensare globalmente, agire  localmente".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle prossime settimane saranno organizzati altri eventi di adozione di  alberi da parte degli studenti, in particolare a Moruzzo e a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Muzzana  del Turgnano, in previsione della nazionale Festa dell'Albero, campagna  organizzata da Legambiente, contenitore e volano di tutti questi  preziosi gesti di educazione alla cittadinanza attiva nel rispetto del  proprio territorio, sotto il patrocinio dell'Associazione Nazionale  Forestali del FVG.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="font-weight: bold;"&gt; Fonte:http://www.ilfriuli.it/if/cronaca/costume-e-societ/48791/&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-5788056394381102998?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-23T07:42:12.695+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Definizione di PAESAGGIO</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/definizione-di-paesaggio.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Wed, 20 Oct 2010 12:55:50 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-8105266323748481330</guid><description>Paesaggio&lt;br /&gt;« "Paesaggio" designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni. »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.pabaac.beniculturali.it/opencms/multimedia/BASAE/documents/1271866742242_Convenzione_Europea_Paesaggio.pdf"&gt;Convenzione europea del paesaggio&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-8105266323748481330?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-20T21:55:50.761+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><enclosure url="http://www.pabaac.beniculturali.it/opencms/multimedia/BASAE/documents/1271866742242_Convenzione_Europea_Paesaggio.pdf" length="166060" type="application/pdf" /><media:content url="http://www.pabaac.beniculturali.it/opencms/multimedia/BASAE/documents/1271866742242_Convenzione_Europea_Paesaggio.pdf" fileSize="166060" type="application/pdf" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Paesaggio « "Paesaggio" designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni. » Convenzione europea del paesaggio</itunes:subtitle><itunes:author>noreply@blogger.com (Paolo)</itunes:author><itunes:summary>Paesaggio « "Paesaggio" designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni. » Convenzione europea del paesaggio</itunes:summary></item><item><title>Motori di ricerca sicuri</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/motori-di-ricerca-sicuri.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Wed, 13 Oct 2010 01:48:51 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-7406084377812778812</guid><description>&lt;a href="http://www.ilnocchiero.it/"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1)Il Nocchiero&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-7406084377812778812?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-13T10:48:51.299+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>BOOK - E_BOOK</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/book.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Sun, 10 Oct 2010 11:36:09 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-8030006786951517564</guid><description>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Leerestademoda.com - BOOK - Versión completa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="200" height="137"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iwPj0qgvfIs?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/iwPj0qgvfIs?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="200" height="137"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il futuro degli E-book in Italia - Salone del Libro di Torino maggio 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="200" height="175"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j0-Z80SdPkc?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/j0-Z80SdPkc?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="200" height="175"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-8030006786951517564?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-10T20:36:09.551+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><enclosure url="http://www.youtube.com/v/iwPj0qgvfIs?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" length="1073" type="application/x-shockwave-flash" /><media:content url="http://www.youtube.com/v/iwPj0qgvfIs?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" fileSize="1073" type="application/x-shockwave-flash" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Leerestademoda.com - BOOK - Versión completa Il futuro degli E-book in Italia - Salone del Libro di Torino maggio 2010 </itunes:subtitle><itunes:author>noreply@blogger.com (Paolo)</itunes:author><itunes:summary>Leerestademoda.com - BOOK - Versión completa Il futuro degli E-book in Italia - Salone del Libro di Torino maggio 2010 </itunes:summary></item><item><title>Un papà giovane</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/un-papa-giovane.html</link><category>genitori</category><category>ritrovarsi</category><category>Muzzana</category><category>tic</category><category>docenti</category><author>noreply@blogger.com (Pio)</author><pubDate>Fri, 08 Oct 2010 12:10:32 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-811977532026035939</guid><description>Ho saputo che un papà di una mia alunna è stato mio alunno!&lt;br /&gt;Che novità...si ma sono passati 29 anni dalla supplenza in un paese che non fa parte del nostro Istituto Comprensivo!&lt;br /&gt;Dovrei ricordarmi di tutto: studiava? Era attento?&lt;br /&gt;Fisicamente?&lt;br /&gt;Siamo cambiati, forse gli occhi suoi non sono cambiati, dopo 29 anni gli occhi non tradiscono..mi era rimasto in testa il suo cognome.&lt;br /&gt;Ma sapeva volteggiare i polpastrelli sulla tastiera del pc? E il telefonino? Ma no ragazzi, sapeva scrivere con la ...penute ...neanche replay!&lt;br /&gt;Era sul cancello della scuola di adesso:&lt;br /&gt; rivedendolo, lui ancora giovane, aveva gli occhi dei 10 anni...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-811977532026035939?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-08T21:10:32.598+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Novità del nuovo anno scolastico 2010-2011</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/novita-del-nuovo-anno-scolastico-2010.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Thu, 07 Oct 2010 21:52:54 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-253929257157336568</guid><description>resentazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il 1 settembre 2010 si avvia l’attuazione della riforma del secondo ciclo di istruzione e formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le novità sono state presentate a Palazzo Chigi il 2 settembre 2010 dal ministro dell' Istruzione, dell' Università e della Ricerca, Maria Stella Gelmini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il complessivo processo di riordino, a partire dalle prime classi, investe i percorsi della scuola secondaria superiore e quelli del sistema di istruzione e formazione professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il settore tecnico-scientifico è stato al centro delle principali innovazioni che, come dimostrano i dati sulle iscrizioni, hanno riscontrato il favore degli studenti e delle famiglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto all’anno precedente, l’aumento delle iscrizioni in tale settore è dell’ 1,7%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la scuola primaria, aumentano le classi a tempo pieno che è aumentato, per il biennio 2009-2011, del 3,05%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel prossimo anno scolastico le classi a tempo pieno, grazie all’eliminazione delle compresenze, passeranno da 36.493 a 37.275.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il nuovo anno inoltre sono stati assunti 10mila nuovi docenti e 5mila unità di personale ata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro l’anno 2010 sarà bandito un nuovo concorso per diventare presidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vengono incrementati gli orari della matematica, della fisica e delle scienze per irrobustire la componente scientifica nella preparazione degli studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È potenziato lo studio delle lingue, con la presenza obbligatoria dell’insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni dei licei ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli studenti dovranno raggiungere livelli di conoscenza obbligatoria uguali a quelli richiesti a livello internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Particolare attenzione sarà data al ‘900 in Storia, Letteratura, Filosofia senza per questo trascurare la conoscenza del passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italiano: La capacità di argomentare in forma scritta e orale e di saper leggere testi complessi diventa un obiettivo comune a tutte le discipline.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vengono istituiti due nuovi licei: il liceo musicale e coreutico e il liceo delle scienze umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nuovi istituti tecnici confermano la volontà del governo di rilanciare e potenziare la formazione tecnica e professionale per rispondere all’emergenza tecnico-scientifica evidenziata dal sistema produttivo che fatica a trovare giovani diplomati da inserire nelle imprese manifatturiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iscriversi ai nuovi istituti tecnici e professionali consentirà ai giovani maggiori opportunità occupazionali e una riduzione dei tempi di transizione tra scuola, formazione e lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nuovi tecnici si divideranno in 2 settori (Economico e Tecnologico) e 11 indirizzi. Sono previsti più inglese, più ore di laboratorio, maggiore sinergia con il mondo del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nuovi istituti professionali si divideranno in 2 settori (Servizi e Industria e artigianato) e 6 indirizzi. Sarà garantita più flessibilità nell’offerta formativa, stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nascono gli Its - i nuovi istituti tecnici superiori post secondaria. Nasce una nuova filiera non universitaria che dura 2 anni e che vede università, scuole e aziende protagoniste della formazione. Sono state create per formare figure professionali richieste dal mondo del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È confermata la linea del rigore: non si potranno superare i 50 giorni di assenza, pena la bocciatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Ministero dell' Istruzione, dell' Università e della Ricerca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Redazione internet - Ivana Madonna (i.madonna@governo.it)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-253929257157336568?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-08T06:52:54.928+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Qualità e sicurezza delle cure nell'uso dei farmaci</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/qualita-e-sicurezza-delle-cure-nelluso.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Thu, 07 Oct 2010 21:41:06 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-556379495492972303</guid><description>Presentazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mese settembre 2010, presso l'Auditorium di Lungotevere Ripa 1 del Ministero della Salute, si è tenuto il seminario "Qualità, gestione del rischio clinico e sicurezza delle cure nell’uso dei farmaci: formazione, raccomandazioni ed integrazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante questo evento è stato presentato il 1° Corso nazionale ECM di Formazione a distanza (FAD) dal titolo: “La sicurezza dei pazienti e gestione del rischio clinico: la qualità dell’assistenza farmaceutica. Manuale per la formazione dei farmacisti del SSN", elaborato dal Ministero della Salute in collaborazione con la Federazione degli Ordini dei Farmacisti (FOFI) e della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa esperienza coinvolge i farmacisti del territorio e quelli impegnati nell’ambito delle strutture sanitarie, con l’obiettivo di fornire le informazioni necessarie a sviluppare competenze e consapevolezza dei farmacisti in merito alle problematiche legate alla gestione del Rischio clinico e tradurre tali acquisizioni nella quotidiana pratica professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risulta chiaro che la sicurezza dei pazienti e la riduzione degli errori nella terapia farmacologica rappresentano una priorità dell’assistenza sanitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli errori in terapia farmacologica si possono verificare durante tutto il processo di gestione del farmaco in ospedale: approvvigionamento, immagazzinamento, conservazione, prescrizione, preparazione, distribuzione, somministrazione e monitoraggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gestione del rischio clinico in sanità, clinical risk management, rappresenta l’insieme delle azioni tese a migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie e garantire la sicurezza dei pazienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo una gestione del rischio può modificare la pratica clinica, promuovere la crescita di una cultura della salute vicina al paziente, diminuire i costi delle prestazioni e sviluppare organizzazioni e strutture sanitarie sicure ed efficienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documento Qualità e sicurezza delle cure nell'uso dei farmaci (Raccomandazioni, integrazione e formazione) redatto dell’Ufficio Qualità della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, suggerisce gli strumenti e le raccomandazioni utili alla gestione del rischio clinico nell’uso dei farmaci ed al miglioramento della sicurezza delle cure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Raccomandazione n. 1: Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Cloruro di Potassio -KCL- ed altre soluzioni concentrate contenenti Potassio;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Raccomandazione n. 7: Prevenzione della morte, coma o grave danno derivati da errori in terapia farmacologica, nella gestione degli eventi avversi dovuti ad errori in corso di “terapia farmacologia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documento è corredato dal manuale e dal relativo corso FAD (formazione a distanza) sul rischio clinico che rappresentano lo strumento di educazione continua sviluppato dal Ministero insieme alla Federazione degli Ordini dei Farmacisti (FOFI).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il personale comunque coinvolto nella gestione del farmaco deve essere sottoposto a programmi aziendali di formazione ed addestramento, che comprendano l'analisi di casi clinici che aumentano consapevolezza e conoscenza di possibili conseguenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devono essere istituiti gruppi di lavoro multidisciplinari per una migliore comprensione dei problemi relativi al farmaco e occorre inoltre promuovere un clima di lavoro che favorisca collaborazione e comunicazione tra gli operatori del settore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Ministero della Salute&lt;br /&gt;osvaldo amari - redazione internet www.governo.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-556379495492972303?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-08T06:41:06.361+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Dislessia: approvata la legge</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/dislessia-approvata-la-legge.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Thu, 07 Oct 2010 21:38:23 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-8085609793209717932</guid><description>Presentazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insieme per combattere e riconoscere la dislessia. Circa 350.000 studenti italiani fra i 6 e i 19 anni (mediamente uno studente ogni classe di 20 alunni) soffrono di dislessia, causa frequente di abbandono scolastico e di correlati problemi di autostima e di motivazione all'apprendimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un lungo percorso legislativo è stata approvata lo scorso 29 settembre in via definitiva dal Senato la legge che riconosce e definisce alcuni disturbi specifici di apprendimento (DSA) in ambito scolastico quali dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una didattica ad hoc per gli alunni dislessici. È quanto prevede la legge. Il provvedimento ha la finalità, spiega il testo, di garantire il diritto all'istruzione e alla diagnosi precoce agli alunni con difficoltà specifiche di apprendimento, adottare forme di verifica e di valutazione adeguate alle necessità di questi studenti, promuovere il successo scolastico anche attraverso misure didattiche di supporto, incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia e scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge, a favore della quale sarà previsto un finanziamento di 2 milioni di euro per gli anni 2010-2011, sancisce il diritto a usufruire dei provvedimenti compensativi e dispensativi lungo tutto il percorso scolastico, compresa la carriera universitaria, e assicura la preparazione degli insegnanti e degli studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il percorso formativo anche i docenti dovranno possedere un'adeguata preparazione didattica, metodologica e valutativa in merito alle problematiche relative ai Dsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La diagnosi dei DSA dovrà essere effettuata nell'ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente e sarà comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell'ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Ssn possono prevedere, nei limiti delle risorse, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture accreditate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle famiglie sarà garantita la possibilità di usufruire di orari di lavoro flessibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le misure educative e didattiche sono inoltre garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all'università nonchè gli esami universitari; l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata o l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche. È inoltre previsto per l'insegnamento delle lingue straniere, l'uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quattro mesi dall'entrata in vigore della legge, con decreto del ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il ministro della Salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, si provvede ad emanare linee guida per la predisposizione di protocolli regionali, da stipulare entro i successivi sei mesi.&lt;br /&gt;Fonte: Ministero dell'istruzione, dell'università, della ricerca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Redazione internet - Beatrice Casini&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-8085609793209717932?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-08T06:38:23.957+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Competenze</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/competenze.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Wed, 06 Oct 2010 10:37:20 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-3024255824143056876</guid><description>Interessante definizione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oqHJ_LmVvKE?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/oqHJ_LmVvKE?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-3024255824143056876?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-06T19:37:20.021+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><enclosure url="http://www.youtube.com/v/oqHJ_LmVvKE?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" length="969" type="application/x-shockwave-flash" /><media:content url="http://www.youtube.com/v/oqHJ_LmVvKE?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" fileSize="969" type="application/x-shockwave-flash" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Interessante definizione </itunes:subtitle><itunes:author>noreply@blogger.com (Paolo)</itunes:author><itunes:summary>Interessante definizione </itunes:summary></item><item><title>Concept Mapping Conference</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/concept-mapping-conference.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Sat, 02 Oct 2010 00:01:16 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-6113303448278971806</guid><description>...Tutto ciò potrà essere enormemente facilitato dall’uso delle ICT, incluse le maggiori applicazioni delle mappe concettuali. &lt;br /&gt;La struttura tradizionale della classe, sia a livello di scuola che a livello universitario, ha bisogno di essere sostituita con approcci di apprendimento molto più attivi che la nuova tecnologia, la pedagogia e la comprensione dell’apprendimento umano facilita. Viene riconosciuto con un grado minore di universalità che le strutture delle conoscenze sono costruite principalmente tramite apprendimento significativo e che, al contrario, l’apprendimento meccanico o la semplice memorizzazione di informazioni contribuisce poco alla costruzione delle conoscenze di un individuo. Riteniamo che la teoria dell'apprendimento cognitivo di Ausubel.&lt;br /&gt;L’epistemologia costruttivista e la psicologia cognitiva costruttivista, insieme all’uso di Internet e di CmapTools, un software utilizzato per la costruzione di mappe concettuali applicati con una metodologia del Cooperative Learning in un aula-laboratorio come la Bottega della Comunicazione e della Didattica può fornire un contributo per trovare una strada che vada oltre una semplice trasmissibilità della conoscenza, sempre più difficilmente accettata dai giovani, soprattutto da quelli appartenenti a fasce di marginalità sociali e che necessitano quindi anche maggiormente di una didattica più coinvolgente...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da Concept Mapping Conference&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-6113303448278971806?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-02T09:01:16.102+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Qualità, qualità, qualità</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/qualita-qualita-qualita.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Fri, 01 Oct 2010 22:51:22 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-5136947461353849978</guid><description>&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.educationduepuntozero.it/libs/swf/eduPlayer.swf" width="400" height="338" style="undefined" id="Qualità, qualità, qualità!" name="Qualità, qualità, qualità!" quality="high" allowscriptaccess="always" wmode="transparent" allowfullscreen="true" flashvars="skinSource=http://www.educationduepuntozero.it/libs/swf/eduPlayerSkin.swf&amp;coverSource=http://www.educationduepuntozero.it/Video/2010/10/img/berlinguer_ottobre10_big.jpg&amp;videoSource=http://libri-media.rcs.it/education/2010/10/berlinguer_ottobre10.flv" allowscale="false"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-5136947461353849978?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-02T07:51:22.878+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><enclosure url="http://www.educationduepuntozero.it/libs/swf/eduPlayer.swf" length="109810" type="application/x-shockwave-flash" /><media:content url="http://www.educationduepuntozero.it/libs/swf/eduPlayer.swf" fileSize="109810" type="application/x-shockwave-flash" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:author>noreply@blogger.com (Paolo)</itunes:author></item><item><title>Wikimindmap a scuola</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/10/wikimindmap-scuola.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Fri, 01 Oct 2010 22:37:24 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-2818561337244281802</guid><description>Wikimindmap è uno strumento open source per avere una veduta d’insieme di un argomento di Wikipedia. Ecco un piccolo manuale per arricchire gli strumenti di ricerca online per e con gli studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei dieci siti più visitati al mondo è quello di Wikipedia, la famosa enciclopedia multilingue online. Tra i visitatori più affezionati ci sono anche molti studenti, che la consultano per le loro ricerche, privilegiandola ad altri siti. L’esito della ricerca appare come il capitolo di un libro, articolato in paragrafi e sottoparagrafi, da leggere in maniera sequenziale (scorrendo la pagina/capitolo) o ipertestuale (utilizzando l’indice disponibile). Si tratta di una modalità di visualizzazione che in determinate situazioni può non essere di immediata fruizione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste una risorsa open source, Wikimindmap, che propone una modalità alternativa alla visualizzazione tradizionale dell’indice, offrendo l’opportunità di avere una visione d’insieme delle informazioni disponibili. È uno strumento online che può essere utile anche a scuola, per proporre ai ragazzi una modalità alternativa di ricerca e di organizzazione del sapere che può dimostrarsi più efficace e più intuitiva di quella tradizionale, dal momento che in pochi secondi visualizza il risultato organizzandolo in una mappa mentale articolata in nodi e sottonodi (che corrispondono alle voci dell’indice presente nella pagina di Wikipedia dedicata al termine cercato), espandibili e fruibili con un clic.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accostare una mappa a una sequenza può contribuire a mettere in luce i collegamenti e permette di capire, o scoprire, i legami concettuali e mentali che consentono una riflessione critica sulle proprie modalità di apprendimento (o di insegnamento se il soggetto in questione è un docente). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avere, inoltre, la possibilità di modificare questa mappa, arricchendola e facendola propria dal punto di vista dei contenuti e della grafica, avvalendosi di altri strumenti open source (Freemind), può essere, a nostro avviso, un’opportunità da non sottovalutare nel caso si voglia tentare di personalizzare e individualizzare la didattica, dal momento che l’esigenza di poter disporre di strumenti e metodi che possano rispondere ai bisogni legati all’apprendimento di ciascuno si fa sempre più sentire in una scuola che vuole offrire l’opportunità a tutti di far emergere e sfruttare le proprie potenzialità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con le opportune modifiche questo software è in grado di cercare informazioni su altri wiki o solo su alcuni in particolare, anche creati dall’utente stesso purché progettati con Mediawiki.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di scaricare ed installare sul proprio computer, o sul proprio server personale o di scuola, una serie di software che costituiscono un insieme integrato di strumenti e apportare poche modifiche ad alcuni file in modo adeguato, eseguendo una particolare procedura (che abbiamo illustrato in uno spazio apposito: http://wmmlab.itd.cnr.it).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa “apertura” del software può stimolare attività didattiche che possono andare ben oltre la semplice ricerca in Wiki presenti in rete e anche ben oltre la costruzione di Wiki di classe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A titolo di esempio, ne indichiamo alcune:&lt;br /&gt;• Utilizzo sinergico di più tecnologie software in grado di dialogare tra loro &lt;br /&gt;• Condivisione effettiva della conoscenza &lt;br /&gt;• Prova di costruzione o arricchimento di un wiki in “umiltà” &lt;br /&gt;• Accrescimento della conoscenza con valore aggiunto (il mettere insieme le conoscenze singole permette di analizzare, ossia “scomporre”, e sintetizzare, ovvero “ricomporre”, il sapere in modo che il “nuovo” sapere – quello che si costruisce insieme, mettendo in comune ciò che ognuno sa, ed evidenziando così gli apporti costruttivi di ciascuno – abbia incomparabilmente più valore della semplice “somma” dei saperi) &lt;br /&gt;• Riflessione sulle modalità di apprendimento proprie (sviluppo e consolidamento della metacognizione) e altrui &lt;br /&gt;• Riflessione sulle modalità di apprendimento singole e di gruppo (condivisione, dialettica, discussione, dimostrazione, confutazione...) &lt;br /&gt;• Conoscenza e sviluppo di stili di pensiero nuovi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella che presenteremo in queste note è una risorsa modesta, senza pretese, ma che mette a disposizione delle funzionalità che possono rivelarsi, in alcuni casi, la chiave di volta per accedere al sapere e a una sua costruzione autonoma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scarica il PDF completo del saggio-manuale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto&lt;br /&gt;EDUCATIONAL 2.0&lt;br /&gt;http://www.educationduepuntozero.it/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-2818561337244281802?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-10-02T07:37:24.151+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Inglese per l'infanzia</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/09/inglese-per-linfanzia.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Fri, 24 Sep 2010 03:33:44 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-2353356452195934197</guid><description>Interessante documento su come insegnare Inglese nella Scuola dell'Infanzia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-2353356452195934197?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-09-24T12:33:44.709+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>PAN e Geografia</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/09/pan-e-geografia.html</link><category>Geografia</category><category>Carlino</category><category>Precenicco</category><category>Marano Lagunare</category><author>noreply@blogger.com (Pio)</author><pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:39:32 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-6552128544065622802</guid><description>http://lemiefreccetricolori.blogspot.com/2010/09/rivolto-il-friuli-e-la-pan.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per  chi vuole guardarsi dall'alto, collegandosi all'indirizzo sopra troverà  le foto delle Frecce Tricolori che sorvolando i nostri paesi, volano  alti sulle nostre teste!&lt;br /&gt;Un appassionato le ha inserite nel suo  blog...trovo notevole dal punto di vista geografico(siamo o non siamo in  un sito scolastico?) la foto di Lignano in primo piano e la nostra  laguna: si indovina Marano e Carlimo si perde nella terraferma....ma che  bello volare più di tre metri sopra il cielo!&lt;br /&gt;In questi giorni le  frecce festeggiano i 50 anni, aspettiamo commenti da chi più giovane del  sottoscritto Maestro veniva sorvolato quando con la nonna usciva in  passeggino!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-6552128544065622802?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-09-07T16:39:32.386+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Post 2010-2011</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/09/post-2010-2011.html</link><category>ritrovarsi</category><author>noreply@blogger.com (Pio)</author><pubDate>Sat, 04 Sep 2010 01:59:01 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-2100851472469045691</guid><description>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 102);"&gt;Heyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy!!!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Buon lavoro a tutti, insegnanti, collaboratori, Dirigente, Segretaria e segreteria, Genitori (anche i nonni?) e soprattutto Bambini e Ragazzi!!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Lo sottolineo tre volte Bambini e Ragazzi perchè tra un po' verranno chiamati in altra maniera(alunni, allievi, studenti) ma la gioia di rivedersi deve restare!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-2100851472469045691?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-09-04T10:59:01.764+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Precenicco e la Rete delle città sane (O.M.S.)</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/06/precenicco-e-la-rete-delle-citta-sane.html</link><category>scuola</category><category>Precenicco</category><category>ecologia</category><category>salute</category><author>noreply@blogger.com (Pio)</author><pubDate>Wed, 16 Jun 2010 14:04:31 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-7311762704845237455</guid><description>Per tre anni Modena guiderà la Rete Italiana Città Sane  dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nell’assemblea nazionale del  14 giugno, svoltasi ad Ancona, l’assessore del Comune di Modena Simona  Arletti è stata eletta presidente con 36 voti su 59. &lt;span id="more-146917"&gt;&lt;/span&gt;Il primo appuntamento ufficiale per la neo  presidente è il Meeting europeo della Rete in programma nella città  norvegese di Sandnes dal 17 al 19 giugno. Durante l’incontro saranno  presentati due progetti modenesi identificati come buone pratiche a  livello europeo: Informa a Scuola, per la promozione di sane abitudini  alimentari in ambito scolastico, e la Sicurezza Stradale per Anziani,  percorsi formativi rivolti all’utenza debole per approfondire la  conoscenza del codice stradale e per fornire consigli su come tutelarsi  in mezzo al traffico per evitare incidenti. &lt;p&gt;“Ho lavorato sulla presenza di Modena all’interno della Rete sin  dallo scorso mandato” aggiunge Simona Arletti “Nel presentare la mia  candidatura a presidente, quindi, ho potuto contare su una conoscenza  approfondita delle tematiche relative alla promozione della salute. Per i  prossimi tre anni ho presentato un piano strategico che si basa sul  rafforzamento dei rapporti politici e di coordinamento con organismi  come Ministero della Salute e Ambiente, Istituto Superiore della Sanità,  ANCI, Agenda 21 Italia e Forum Italiano per la Sicurezza Urbana. Non  mancherà un costante rapporto con l’OMS per l’implementazione delle  strategie proposte a livello mondiale ed europeo. Non tralascerà il  rapporto tra urbanizzazione e ambiente per uno sviluppo futuro delle  città che tuteli la salute e favorisca una migliore qualità della vita  dei cittadini. Mi concentrerò anche sulle criticità sociali emergenti  con particolare attenzione alle nuove generazioni. Dalla dipendenza  dall’alcol al problema del gioco d’azzardo. Insomma, di lavoro da fare  ce ne è e anche tanto”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nata nel 1995 e composta, ad oggi, da 67 città italiane, la Rete  Città Sane è una delle iniziative promosse dall’Organizzazione Mondiale  della Sanità (OMS), per aiutare le città a diffondere la consapevolezza  della salute pubblica, sviluppare le politiche locali ed i programmi  sanitari, prevenire e superare le minacce ed i rischi per la salute,  anticipare le sfide future.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Durante l’assemblea nel capoluogo marchigiano sono stati eletti anche  i componenti del Comitato Direttivo che affiancherà la presidenza per i  prossimi tre anni di mandato. Fanno parte dell’organismo di direzione i  referenti dei Comuni di: Sacile, Genova, Torino, Padova, Ancona,  Precenicco, Firenze, Foggia, Arezzo, Milano, Bologna e Udine.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-7311762704845237455?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-06-16T23:04:31.023+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Vino di Léi</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/06/vino-di-lei.html</link><category>Muzzana</category><category>storia</category><category>cultura</category><author>noreply@blogger.com (Pio)</author><pubDate>Fri, 04 Jun 2010 07:44:31 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-7261977175044275698</guid><description>Alla scoperta dell’Armenia&lt;br /&gt;Sabato 5 giugno, a Muzzana, Nadia Pasqual presenta il suo libro dedicato a un paese ancora poco conosciuto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il primo fortunato evento di "Vino di Léi", che ha visto come ospite Furio Honsell, il secondo appuntamento avrà come protagonista Nadia Pasqual e un Paese, l'Armenia, poco conosciuto, ma ricco di fascino. Una occasione per farsi raccontare i luoghi, le culture, le lingue, la storia dell'Armenia da una della maggiori esperte in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 5 giugno, alle 18, nel cortile di Savorgnano Michele e Del Piccolo Fabio a Muzzana del Turgnano presentano il libro "Armenia e Nagorno Karabakh. Monasteri e montagne sulla Via della Seta" di Nadia Pasqual. Oltrea all'autrice interverrà anche il poeta Maurizio Mattiuzza.&lt;br /&gt;La presentazione sarà impreziosita dagli inframezzi musicali di Sebastiano Zanetti (chitarra) e Renata Ardito (flauto) a cura dell'ACEM.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguire una degustazione dei vini dell'Azienda agricola Stocco (Bicinicco). In caso di maltempo la serata si terrà all'interno di Villa Muciana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-7261977175044275698?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-06-04T16:44:31.169+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Accorrete numerosi</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/05/accorrete-numerosi.html</link><category>libri</category><category>Muzzana</category><author>noreply@blogger.com (Pio)</author><pubDate>Thu, 20 May 2010 13:22:25 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-511686063843599660</guid><description>&lt;h2&gt;Torna "Vino di Léi"&lt;/h2&gt;&lt;!-- ***** T217 - START ***** --&gt; &lt;script language="JavaScript" type="text/JavaScript"&gt; function openPictureWindow_Fever(picUrl,imageWidth,imageHeight,alt,posLeft,posTop) {  newWindow = window.open("http://www.ilfriuli.it/includes/ilfriuli/showpic.php?picUrl="+picUrl,"newWindow","width="+imageWidth+",height="+imageHeight+",left="+posLeft+",top="+posTop);  newWindow.focus();  } &lt;/script&gt;  &lt;h3&gt;Primo appuntamento, sabato 22 maggio, a Muzzana con Furio Honsell&lt;/h3&gt;      &lt;p style="float: right; margin: 0px 10px 10px;" align="center"&gt;&lt;img src="http://www.ilfriuli.it/uploads/ilfriuli/images/contentsgr/365.jpg" alt="Furio Honsell - " border="0" /&gt;&lt;span class="smalltext"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;         &lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ritorna “&lt;em&gt;Vino  di Léi&lt;/em&gt;”, tre appuntamenti tra maggio e giugno: una serie di  incontri che ci porta a scoprire i giardini privati delle case di  Muzzana del Turgnano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrittori, poeti, personaggi della cultura e cantautori si esibiscono e  dialogano in un’atmosfera intima e familiare. Alla fine di ogni evento  una Cantina del territorio presenta la propria produzione di vini  accompagnata da un piccolo buffet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo appuntamento avrà come ospite&lt;strong&gt; Furio Honsell&lt;/strong&gt;,  sindaco di Udine e autore del libro &lt;em&gt;Curiosità e divertimenti con i  numeri&lt;/em&gt; che sarà presentato dal critico &lt;strong&gt;Angelo Floramo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appuntamento sabato 22 maggio, alle 18, nel giardino della famiglia  Casadio in via San Gervasio 30 a Muzzana del Turgnano, in provincia di  Udine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fonte:ilfriuli.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-511686063843599660?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-05-20T22:22:25.061+02:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Un nuovo apprendimento per una nuova società</title><link>http://icpalazzolo.blogspot.com/2010/03/un-nuovo-apprendimento-per-una-nuova_19.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo)</author><pubDate>Fri, 19 Mar 2010 02:56:13 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6226145527737476065.post-4756829437697498208</guid><description>&lt;a href="http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=home"&gt;eLearning Papers&lt;/a&gt; n. 18&lt;br /&gt;Un nuovo apprendimento per una nuova società&lt;br /&gt;Nel 2001, quando Manuel Castells scrisse il suo libro sulla Galassia Internet, era già chiaro che la conoscenza e l’apprendimento sarebbero diventati in futuro un bene prezioso per le economie e le società e che la comparsa di tecnologie digitali rivoluzionarie avrebbe reso possibile questa trasformazione della società. All’epoca non era però evidente in quale modo le tecnologie avrebbero rivoluzionato il nostro modo di elaborare l’informazione, condividere la conoscenza e apprendere. L’apprendimento era ancora considerato come un processo mentale dell’individuo che cerca di interiorizzare informazioni. Oggi, nel 2010, constatiamo che l’apprendimento è ottimizzato dalla tecnologia nella sua evoluzione verso un processo condiviso di comunità che cercano di diffondere informazioni verso l’esterno e di creare nuova conoscenza in modo congiunto, il che rappresenta l’esatto opposto di quanto avveniva nell’era pre-digitale. Sapevamo che Internet avrebbe fatto nascere una nuova società, in cui la partecipazione avrebbe sostituito la rappresentazione. Non sapevamo tuttavia in che modo nuove tecnologie, quali la realtà aumentata e la virtualità reale, avrebbero facilitato la consultazione e l’elaborazione delle informazioni mediante l’uso di dispositivi come semplici occhiali, sovrapponendo strati virtuali al nostro ambiente fisico o anche proponendo una virtualità totale. Alcuni laboratori stavano già creando i primi ologrammi, ma sono stati necessari alcuni anni per la realizzazione dei primi prototipi, che ha mostrato chiaramente come le tecnologie consentono di limitare non solo la scarsezza di informazione e di comunicazione, ma anche di presenza. La presenza fisica non sarà solo completata, ma anche estesa grazie alla presenza virtuale 3D. Le tecnologie continueranno ad avere un impatto sui processi di apprendimento e sugli schemi di comunicazione. La relazione tra l’apprendimento e la tecnologia ha attraversato fasi successive, iniziando dalla sostituzione di vecchi processi mediante l’apprendimento basato su computer, passando ad ambienti di apprendimento con molteplici partecipanti e attualmente evolvendosi nella trasformazione dei processi di apprendimento, che consente ad individui e comunità di apprendere su richiesta. Le scuole e le università tradizionali diventeranno punti di contatto tra “anelli” di istituzioni connesse che propongono servizi di apprendimento personalizzato per studenti a tempo pieno e part-time, collegando il mondo del lavoro all’accademia e facendo da passerella tra il settore aziendale e le istituzioni scientifiche. Molti contenuti saranno accessibili gratuitamente grazie alle open resources. Siccome l’apprendimento tende sempre più a prolungarsi lungo tutto l’arco della vita, i risultati ottenuti sono valutati e riconosciuti indipendentemente dalla natura del processo di apprendimento, sia esso formale o informale. Questo numero speciale presenta idee e resoconti di colleghi che hanno lavorato per rendere reali le visioni del futuro menzionate in precedenza. Gli articoli riflettono la situazione attuale degli ambienti di apprendimento e propongono idee sui requisiti e le conseguenze della trasformazione dell’apprendimento a cui assistiamo attualmente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6226145527737476065-4756829437697498208?l=icpalazzolo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-03-19T10:56:13.947+01:00</app:edited><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><media:rating>nonadult</media:rating></channel></rss>

