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	<title>Il Periodico</title>
	
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	<description>Informazione, politica, cultura, cinema, arte, musica, spettacolo, teatro</description>
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		<title>Scoperto pianeta  simile alla terra, potrebbe contenere acqua allo stato liquido</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un team di astronomi della California University, guidato da Steven Vogt,  impiegato in un progetto di ricerca sui pianeti al di fuori del sistema solare, ha recentemente scoperto un pianeta che ha tutte le caratteristiche per conservare acqua allo stato liquido, non è ne troppo lontano ne troppo vicino alla stella attorno alla quale orbita. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un team di astronomi della California University, guidato da Steven Vogt,  impiegato in un progetto di ricerca sui pianeti al di fuori del sistema solare, ha recentemente scoperto un pianeta che ha tutte le caratteristiche per conservare acqua allo stato liquido, non è ne troppo lontano ne troppo vicino alla stella attorno alla quale orbita. La ricerca, spiega lo stesso Vogt nel comunicato ufficiale pubblicato su Space.com, è sempre stata considerata estremamente difficile e lunga, a meno che la diffusione di questo genere di pianeti non sia molto ampia. Inoltre gli scienziati hanno sempre ritenuto impossibile che si creasse un sistema planetario attorno ad una stella con caratteristiche chimiche differenti dal sole, come quello nel quale orbita il pianeta GJ 667Cc. La maggioranza dei sistemi stellari è povera di metalli pesanti come l’acciaio, il silicio e il carbone, la scoperta è stata infatti strabiliante per gli stessi scienziati. Il Pianeta ha una massa 4,5 volte più grande della terra e per orbitare attorno alla sua stella impiega circa 28 giorni. Gj667Cc si trova a soli 22 anni luce dal Sole. La stella di riferimento appartiene ad un sistema triplo, ed è una nana di classe M con una massa pari ad un terzo di quella del sole, eppure dicono gli scienziati risulta visibilissima da terra.</p>
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		<title>Leggere il pensiero non è più fantascienza</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo quanto annunciato in uno studio pubblicato sulla rivista Science, siamo ormai in grado di leggere e comprendere i dati contenuti nella memoria cerebrale.  Ad affermarlo un team di ricerca che ha condotto un esperimento su 15 persone a cui sono stati attaccati degli elettrodi per studiare l’attività del cervello durante l’ascolto di alcune parole. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto annunciato in uno studio pubblicato sulla rivista Science, siamo ormai in grado di leggere e comprendere i dati contenuti nella memoria cerebrale.  Ad affermarlo un team di ricerca che ha condotto un esperimento su 15 persone a cui sono stati attaccati degli elettrodi per studiare l’attività del cervello durante l’ascolto di alcune parole. L’indagine ha mostrato che ogni parola viene memorizzata dal cervello attraverso un proprio schema, e proprio grazie a questo unico schema, disegnato dall’attività neurologica, è possibile riconoscere le parole pensate dal soggetto. Gli scienziati sono stati in grado di riconoscere nell’80-90% dei casi la parola pronunciata o immaginata. Questa scoperta potrebbe facilitare notevolmente la comunicazione delle persone con problemi linguistici.</p>
<p>Fonte: Science</p>
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		<title>Dicerie e verità sulle nuvole, uno dei più importanti eventi metereologici</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti sanno che le nuvole sono formate da correnti di aria calda che ad altezze elevate e fredde provocano la produzione di vapore acqueo, costituito da minuscole goccioline d’acqua sostenute da correnti ascensionali. Se lo spazio in cui si trova la condensa è troppo limitato, le goccioline si trasformano in piccoli cristalli di ghiaccio, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti sanno che le nuvole sono formate da correnti di aria calda che ad altezze elevate e fredde provocano la produzione di vapore acqueo, costituito da minuscole goccioline d’acqua sostenute da correnti ascensionali. Se lo spazio in cui si trova la condensa è troppo limitato, le goccioline si trasformano in piccoli cristalli di ghiaccio, ma quando diventano troppo umidi e pesanti le correnti non sono in grado di sostenerli e inizia a piovere.</p>
<p>Per questo si pensava che aumentando la densità delle nuvole, sarebbero aumentate le precipitazioni; teoria smentita  da un team di ricercatori dell’Università di Tel Aviv dopo 40 anni di controlli nell’area a nord di Israele. In linea con questa teoria tuttavia nel 1990 un ricercatore dell’Università di Edimburgo, Stephen Salter, propose di avviare un progetto teso a contrastare l’effetto serra attraverso la formazione di un enorme banco di nuvole, che costituito da acqua salmastra, sarebbe stato talmente sottile e leggero da non produrre mai pioggia. La nuvola fungendo da filtro solare avrebbe contribuito ad abbassare la temperatura.  Ma come dimostrato più tardi, questa soluzione avrebbe prodotto l’effetto contrario aumentando il surriscaldamento globale. Infatti, uno studio condotto nel 2009 dalla Standford University, ha dimostrato che le nuvole create dalla scia degli aerei hanno contribuito ad aumentare la temperatura globale di alcuni gradi centigradi.  Ciò che è sconosciuto ai più è invece che esistono svariati tipi di nubi, alcune delle quali sono molto dannose, come la cosiddetta nuvola di madreperla, una condensa che si forma a 15 miglia d’altezza nella stratosfera e che sostiene un processo chimico che trasforma il cloro, in se benigno, in molecole che  distruggono lo strato di ozono.</p>
<p>Ci sono poi le nuvole rotanti, in inglese roll clouds, sono delle nuvole formate da correnti ascendenti e discendenti che imbrigliano la condensa in un lungo vortice parallelo al terreno. Si tratta di un evento atmosferico molto raro che annuncia tempesta.</p>
<p>Un&#8217;altro fenomeno metereologico è quello delle “noctilucent”, ossia dei banchi di nuvole che di giorno sono invisibili, ma al tramonto colpite dai raggi del sole danno un effetto di luminescenza.  Mentre un gruppo di ricerca israelo-americano in collaborazione con il National Weather Service Storm Prediction Center’s, attraverso i dati raccolti nel corso degli ultimi 15 anni sull’inquinamento atmosferico, ha potuto verificare che la grandine cade con maggiore probabilità nelle aree più inquinate e nei periodi più caldi dell’anno. C’è infine un tipo di nuvola, in inglese Cumulonimbus clouds, impraticabile al volo aereo, non è possibile passarvi attraverso senza rischiare il funzionamento delle apparecchiature di bordo.</p>
<p>Fonte: DiscoverMagazine</p>
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		<title>I Ritratti del Fayoum continuano a fare notizia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra il 1887 e il 1889 un archeologo inglese, W.M. Flinders Petrie, scoprì in un’oasi situata a 150 miglia a sud di Alessandria un cimitero egizio risalente al I-II secolo A.C.. Si trattò di una scoperta molto importante poiché su ciascuna mummia furono rinvenuti centinaia di ritratti appartenenti ai defunti. L’importanza della scoperta dei ritratti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra il 1887 e il 1889 un archeologo inglese, W.M. Flinders Petrie, scoprì in un’oasi situata a 150 miglia a sud di Alessandria un cimitero egizio risalente al I-II secolo A.C.. Si trattò di una scoperta molto importante poiché su ciascuna mummia furono rinvenuti centinaia di ritratti appartenenti ai defunti. L’importanza della scoperta dei ritratti del Fayoum, oltre a riferirsi alle ottime condizioni in cui sono stati rinvenuti, ha un valore anche dal punto di vista pittorico. Le opere, di autore sconosciuto, sembrano infatti non essere catalogabili all’interno di alcuna scuola, probabilmente realizzati da artisti della scuola greco romana, hanno però una profondità che non è paragonabile ai lavori dell’epoca. Si tratta infatti di opere che potrebbero essere assimilate al filone impressionistico, sviluppatosi in Europa solo in epoca rinascimentale. I ritratti realizzati su tavole di legno sono stati analizzati di recente dai laboratori del Ny Carlsberg Glyptotek Museum di Copenaghen, che ha in parte svelato la tecnica utilizzata: gli autori si avvalevano di un particolare blu, ricavato dai pigmenti di rame, che veniva steso attorno agli occhi, al naso, e alle labbra; al blu era accostata un’altra tinta, sul rosso, dando un effetto estremamente realistico ai dipinti.</p>
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		<title>Disastro ambientale nella riserva naturale del Poyang</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Lago Poyang, situato nella provincia dello Jiangxi,  era il più grande bacino d’acqua dolce della Cina. A causa dell’ondata di siccità che ha investito l’area  si è ridotto di circa il 90%. Si tratta di un vero e proprio disastro ecologico, viste le ricadute su tutto l’ecosistema circostante. In Particolare il territorio faceva da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Lago Poyang, situato nella provincia dello Jiangxi,  era il più grande bacino d’acqua dolce della Cina. A causa dell’ondata di siccità che ha investito l’area  si è ridotto di circa il 90%. Si tratta di un vero e proprio disastro ecologico, viste le ricadute su tutto l’ecosistema circostante.</p>
<p>In Particolare il territorio faceva da punto di riferimento per numerosi stormi migratori che si dirigevano nella zona per svernare e che oggi rischiano di rimanere senza cibo.</p>
<p>Nonostante le voci ufficiali rintraccino la causa in fattori di tipo meteorologico c’è chi sostiene che il disastro sia stato provocato dalla così detta Diga delle Tre Gole, situata a circa 500 Km dal lago, che alcuni sostengono essere responsabile della sottrazione delle acque ai fiumi che rifornivano lo specchio d’acqua. Nonostante questo le precipitazioni nel corso del 2010 sono state inferiori del 30% alla media storica e negli anni precedenti le cose non sono andate meglio. Oltre i danni ambientali la situazione si sta facendo critica anche per gli insediamenti circostanti il cui approvvigionamento idrico era in stretta connessione con il bacino.</p>
<p>Fonte: BBMeteo; Brogi.info; Repubblica.it</p>
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		<title>Uranio arricchito una grossa minaccia difficile da produrre e da reperire</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Uranio arricchito è tornato alla ribalta delle cronache visto le recenti minacce iraniane, tuttavia è bene sapere che la quantità di uranio fissile presente sulla terra è assolutamente irrisoria. L’Uranio, elemento 92 nella tavola periodica, è costituito da 92 protoni e da una quantità di neutroni variabile, a seconda della quale viene categorizzato in differenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Uranio arricchito è tornato alla ribalta delle cronache visto le recenti minacce iraniane, tuttavia è bene sapere che la quantità di uranio fissile presente sulla terra è assolutamente irrisoria. L’Uranio, elemento 92 nella tavola periodica, è costituito da 92 protoni e da una quantità di neutroni variabile, a seconda della quale viene categorizzato in differenti tipologie. Il più diffuso in natura è l’Uranio 238, costituito da 92 protoni e più di 146 neutroni, rappresenta circa il 99,3% del totale. L’U-238 tuttavia non è fissile, inutilizzabile quindi per centrali nucleari o armi. L’uranio 235 al contrario è fissile, ma la sua quantità è molto limitata e per intendersi per costruire una bomba atomica ne servono quantità molto elevate, circa il 90%.  L’Uranio arricchito, l’elemento utilizzato nella fissione, viene realizzato attraverso un processo di estrazione dell&#8217; U235  dal minerale, alla fine di questo procedimento ne rimane una quantità molto bassa circa il lo 0,3-0,4%. Questo processo è molto costoso e difficile da realizzare, rappresentando un grande ostacolo per i paesi che desiderano costituire centrali atomiche o soprattutto armi nucleari. Tuttavia negli anni le distanze si sono accorciate e molti più Stati sono in grado di realizzare Uranio arricchito e dotarsi di armamenti atomici. In Iran ad esempio sono state individuate diverse aziende che lo producono, ma nonostante questo le riserve di questo minerale sono in repentino esaurimento.</p>
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		<title>Boa Constrictor e battito cardiaco</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo una ricerca pubblicata su Science, i Boa Constrictor, hanno sviluppato la capacità di percepire il battito del cuore delle loro prede. L’ipotesi è stata avvalorata da un esperimento condotto sia su boa liberi che in cattività. Per verificare la teoria, i ricercatori hanno inserito vicino al cuore di ratti morti una sorta di bulbo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo una ricerca pubblicata su Science, i Boa Constrictor, hanno sviluppato la capacità di percepire il battito del cuore delle loro prede.</p>
<p>L’ipotesi è stata avvalorata da un esperimento condotto sia su boa liberi che in cattività. Per verificare la teoria, i ricercatori hanno inserito vicino al cuore di ratti morti una sorta di bulbo pieno d’acqua, le cavie sono state poi portate alla temperatura corporea standard e date in pasto ai serpenti. L’acqua inserita nella sacca veniva pompata dentro e fuori per riprodurre il battito cardiaco. Appena il processo è stato interrotto gli animali hanno mollato la presa. Per stritolare le loro prede, i boa utilizzano moltissima energia, per questo in molti casi le tramortiscono senza ucciderle conservando risorse necessarie per mangiarle.</p>
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		<title>Filmata per la prima volta una cometa che muore</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 15:37:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per la prima volta un gruppo di scienziati del  progetto Solar Dynamic Observatory della Nasa è riuscito a riprendere le immagini di una cometa che muore. Questi corpi celesti lentamente si consumano lungo il loro tragitto, in questo caso però la cometa è passata troppo vicino al sole ed è stata letteralmente vaporizzata. Il corpo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta un gruppo di scienziati del  progetto Solar Dynamic Observatory della Nasa è riuscito a riprendere le immagini di una cometa che muore.</p>
<p>Questi corpi celesti lentamente si consumano lungo il loro tragitto, in questo caso però la cometa è passata troppo vicino al sole ed è stata letteralmente vaporizzata. Il corpo celeste apparteneva ad un gruppo di comete chiamate Kreutz Family, che i ricercatori stanno studiando da anni. Oltre all’eccezionalità dell’impresa, la notizia ha una grande rilevanza, poiché ha consentito di trarre molte più informazioni, smentendo gran parte di quanto era stato supposto precedentemente. La cometa in questione è lunga circa 90 metri ed ha una massa pari a quella di una portaerei. Questo gruppo di comete prima veniva osservato attraverso un particolare telescopio, nato per studiare la corona solare, che permetteva agli scienziati, attraverso una sorta di schermo oscurato, di guardarle mentre passavano attorno al sole, si trattava tuttavia di uno strumento limitato che consentiva di focalizzarle solo per 48 ore.</p>
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		<title>Cambiamento climatico: gli Albatross ne hanno tratto grossi benefici</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; noto che tutti gli esseri viventi stiano risentendo dei cambiamenti climatici in corso, invece, come riportato da una ricerca pubblicata su Science, gli Albatross ne stanno traendo grossi benefici. I cambiamenti climatici hanno prodotto un’aumento della velocità delle correnti e un incremento delle piogge. Questi stravolgimenti hanno favorito gli Albatross nel periodo della nidificazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; noto che tutti gli esseri viventi stiano risentendo dei cambiamenti climatici in corso, invece, come riportato da una ricerca pubblicata su Science, gli Albatross ne stanno traendo grossi benefici. I cambiamenti climatici hanno prodotto un’aumento della velocità delle correnti e un incremento delle piogge. Questi stravolgimenti hanno favorito gli Albatross nel periodo della nidificazione, durante il quale maschi e femmine covano le uova e allevano i pulcini. Se negli anni ’70 questo processo durava in media 12,5 giorni, oggi ne dura 9,5. Questo lieve cambiamento nel corso di alcune decadi ha avuto ripercussioni sul tasso di sopravvivenza dei pulcini, che negli anni ’70 era del 66% mentre oggi è del 77%.  Si è inoltre assistito ad aumentato della loro massa corporea, fattore che li rende più resistenti e fisicamente più idonei allo sfruttamento dell’intensità delle correnti.</p>
<p>Fonte: Science.org</p>
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		<title>Titano uno dei satelliti più grandi del sistema solare è dotato di un’atmosfera</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 15:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[atmosfera]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca scoperte]]></category>
		<category><![CDATA[satellite di saturno]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Titano uno dei satelliti di Saturno è il più grande del sistema solare, i raggi del sole sono circa mille volte meno potenti di quelli che arrivano sulla terra e il suo giro di rivoluzione corrisponde a 29,5 anni terrestri. Per quanto grande, si tratta di un satellite situato ad una elevata distanza dal sole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Titano uno dei satelliti di Saturno è il più grande del sistema solare, i raggi del sole sono circa mille volte meno potenti di quelli che arrivano sulla terra e il suo giro di rivoluzione corrisponde a 29,5 anni terrestri. Per quanto grande, si tratta di un satellite situato ad una elevata distanza dal sole in possesso di caratteristiche inadeguate per la formazione della vita. Tuttavia grazie ai dati raccolti dai satelliti, Voyager I, Cassini e Huygens, un gruppo di scienziati del Centro Nazionale di Ricerca Scientifica di Parigi ha accertato che è dotato di un’atmosfera. Gli strati più bassi si ripercuotono sulla superficie del pianeta, condizionando i venti, le dune, e la formazione delle nubi. Inizialmente non era stato possibile effettuare uno studio così approfondito vista la sua densità. Titano ha una circonferenza doppia rispetto alla luna ed è l’unico satellite del sistema solare ad essere dotato di un’atmosfera, che come quella della terra è composta prevalentemente da azoto. Sebbene abbia una posizione sfavorita, e sia ad una elevata distanza dal sole, ha un’escursione termica non elevata che assomiglia a quella terrestre. Negli strati più bassi dell’atmosfera il vento, per quanto debole, unito al calore dei raggi solari, concorre alla formazione di eventi meteorologici.</p>
<p>Fonte: Cosmos Magazine</p>
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