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	<title>Il Tabloid</title>
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	<description>Notizie in punta di penna</description>
	<lastBuildDate>Sun, 19 Apr 2026 18:09:31 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Il Tabloid</title>
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	<item>
		<title>Borrelli: “Istituire task force dedicata alla sicurezza delle spiagge libere napoletane”</title>
		<link>https://www.iltabloid.it/2026/04/19/borrelli-istituire-task-force-dedicata-alla-sicurezza-delle-spiagge-libere-napoletane.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Di Costanzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 18:09:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Emilio Borrelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Sabato 18 aprile, la Polizia è intervenuta in via Nazario Sauro per la presenza di alcuni giovani armati, su segnalazione dei cittadini]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Ragazzini armati sul lungomare di Napoli, denunciato 15enne dalla Polizia. Borrelli (Avs): “Istituire task force dedicata alla sicurezza delle spiagge libere napoletane”</div>
<div dir="auto">Sabato 18 aprile, la Polizia è intervenuta in via Nazario Sauro per la presenza di alcuni giovani armati, su segnalazione dei cittadini.</div>
<div dir="auto"></div>
<h2 dir="auto">15enne</h2>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">All’arrivo gli agenti hanno rinvenuto due pistole replica, prive di tappo rosso, nascoste tra gli scogli, denunciando un 15 enne per porto di armi ed oggetti atti ad offendere. Sul posto era presente anche il deputato Francesco Emilio Borrelli, contattato da alcuni cittadini costretti ad allontanarsi dalla spiaggia proprio a causa della presenza di queste baby gang. Addirittura un signore anziano era stato colpito da una bottiglia di vetro. Alcuni frequentatori abituali della spiaggia, durante il sopralluogo di Borrelli, avevano anche denunciato la presenza di ragazzini armati di coltello.</div>
<div dir="auto">“Siamo di fronte a una vera e propria escalation di violenza e degrado che coinvolge ragazzini sempre più giovani. Questi baby criminali, armati di coltelli e pistole finte, probabilmente avevano l’intenzione di provare a commettere qualche furto o rapina. Da tempo chiedo l’istituzione di una task force dedicata delle forze dell’ordine per il presidio delle spiagge libere napoletane, che ogni anno diventano teatro di furti, rapine, aggressioni, risse e, nei casi peggiori, sparatorie. Bene il pronto intervento della polizia che ha fermato i baby delinquenti, ma serve una presenza costante, soprattutto nei weekend, per garantire sicurezza a cittadini e turisti e restituire dignità a uno dei luoghi più belli della nostra città”.</div>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Papa Leone XIV: &#8220;Costruire speranza e giustizia superando vecchie divisioni e corruzione&#8221;</title>
		<link>https://www.iltabloid.it/2026/04/19/papa-leone-xiv-costruire-speranza-e-giustizia-superando-vecchie-divisioni-e-corruzione.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Di Costanzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 18:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone XIV]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla Messa nella spianata di Kilamba, commentando il brano di Vangelo sui discepoli di Emmaus, il Papa invoca per gli angolani]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La musica che accoglie Leone XIV, giunto nella spianata di Kilamba, a una trentina di chilometri dalla capitale dell&#8217;Angola, per presiedere la Messa, è piena di gioia, sebbene abbia perso l’insistenza ritmica della marimba. Ha acquistato la passionalità della tradizione sonora portoghese, europea: le percussioni hanno ceduto il passo all&#8217;armonia e alla coralità. Algeria e Camerun, prime due tappe del viaggio apostolico del Pontefice in Africa, sono musicalmente lontane. Ora a dominare il pentagramma c&#8217;è sacralità mista a dramma. È la musica giusta per raccontare due storie di dolore e di amore. Quella di Gesù che accompagna due discepoli verso casa, a Emmaus, e li consola riaprendo i loro occhi alla speranza. E quella della Chiesa che affianca l’Angola e si prende cura delle sue cicatrici, tracce dolorose della sua storia recente.</p>
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<div class="article__embed article__embed--unwrap article__embed--photo">
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<h2>Scompaiano l&#8217;odio e la violenza</h2>
<p>Il sobborgo di Kilamba, che tutti chiamano la &#8220;città fantasma&#8221;, è un luogo dove le multinazionali cinesi hanno costruito appartamenti costosi, che pochi angolani possono permettersi di abitare. Festoso il benvenuto dei fedeli, quando il Vescovo di Roma attraversa in papamobile i settori in cui la spianata è suddivisa, salutandoli e benedicendoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’omelia della Messa di stamani, 19 aprile, la prima che presiede in Angola, il Papa &#8211; dall&#8217;enorme tenso-struttura semisferica allestita come altare &#8211; parla ad un Paese diviso e ancora ferito da quasi trent’anni di guerra civile e porta al suo popolo la speranza che viene dalla “grazia di Cristo Risorto”.</p>
<p><i>Possiamo e vogliamo costruire un Paese dove siano superate per sempre le vecchie divisioni, dove scompaiano l’odio e la violenza, dove la piaga della corruzione venga guarita da una nuova cultura della giustizia e della condivisione. Solo così sarà possibile un futuro di speranza, soprattutto per i tanti giovani che l’hanno perduta.</i></p>
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<article>
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<h2 class="teaser__title"></h2>
<div class="teaser__text">A Luanda, il Papa parla alle autorità ricordando innanzitutto le vittime delle recenti inondazioni a Benguela. Evidenzia poi le &#8220;cicatrici&#8221; dello sfruttamento del Paese generate da &#8230;</div>
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</article>
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<h2><b>Un Paese bellissimo e ferito, che ha fame di speranza</b></h2>
<p>Nella terza domenica di Pasqua, il Vangelo del giorno, proclamato in lingua portoghese davanti a circa 100 mila fedeli, descrive il ritorno di due discepoli di Gesù da Gerusalemme al loro villaggio, Emmaus. Il loro cuore, spiega ancora Leone XIV, è “ferito e triste”: avevano confidato nel loro Maestro, lo avevano seguito” e l’hanno visto morire. Si sentono “delusi e sconfitti”. Nel cammino di ritorno verso casa, ne parlano ancora, rielaborano la perdita, condividono quanto hanno vissuto, “col rischio però di restare imprigionati nel dolore, chiusi alla speranza”, aggiunge il Papa. Nel brano dell’evangelista Luca, il Pontefice vede “rispecchiata la storia dell’Angola”, un “Paese bellissimo e ferito, che ha fame e sete di speranza, di pace e di fraternità”.</p>
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<p>Ottenuta l’indipendenza dal Portogallo nel 1975, l’Angola non è divenuto una nazione stabile. I vari gruppi militari che avevano combattuto contro il potere coloniale – tra tutti il Movimento Popolare di Liberazione dell’Angola, di ispirazione marxista, e l’Unita, sostenuta da Stati Uniti e Sudafrica &#8211; hanno iniziato una lunga guerra civile, terminata solo nel 2002 dopo aver mietuto circa 500 mila vittime. Un dolore che ha segnato il Paese, condannandolo ad uno “strascico di inimicizie e divisioni, di risorse, sperperate e di povertà”. Come è accaduto ai due discepoli di Gesù, di ritorno sulla via verso Emmaus: si può perdere la speranza e rimanere “paralizzati dallo scoraggiamento”, “quando per lungo tempo si è immersi in una storia così marchiata dal dolore”.</p>
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<h2><b>Guardare oltre il dolore</b></h2>
<p>La soluzione, per il popolo dell’Angola, come per i due discepoli di Emmaus, non scaturisce dall’attuazione di una propria strategia: è un dono, che viene dall’Alto.</p>
<p><i>Il Signore si affianca ai due discepoli delusi e a corto di speranza e, facendosi loro compagno di strada, li aiuta a rimettere insieme i pezzi di quella storia, a guardare oltre il dolore (…). Ecco tracciata anche per noi, per voi, cari fratelli e sorelle angolani, la strada per ricominciare: da una parte la certezza che il Signore ci accompagna e ha compassione di noi, dall’altra l’impegno che Egli ci chiede.</i></p>
<p>La vicinanza del Signore la “sperimentiamo” con forza nella preghiera e nell’Eucaristia: queste sono le dimensioni spirituali in cui “incontriamo Dio”. Per questo “occorre sempre vigilare”, avverte il Papa, sulle “forme di religiosità tradizionale” che pur appartenendo “alle radici della vostra cultura”, rischiano di confondere, con una rischiosa mescolanza di “elementi magici e superstiziosi che non aiutano nel cammino spirituale”. Il Pontefice invita i cattolici dell’Angola a “fidarsi dei vostri Pastori” e a tenere lo sguardo “fisso su Gesù” e li incoraggia all’”impegno generoso” che lenisce le ferite e riaccende la speranza.</p>
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<h2><b>Una Chiesa che si fa pane e si spezza per i suoi figli</b></h2>
<p>Nelle conseguenze di una storia di violenza, dentro le “problematiche sociali ed economiche” e “le diverse forme di povertà”, la Chiesa, sottolinea il Vescovo di Roma, ha il compito di accompagnare il Paese, “raccogliere il grido dei suoi figli” e donarsi come pane spezzato, proprio come Gesù si è affiancato ai due discepoli delusi e disorientati.</p>
<p><i>L’Angola ha bisogno di vescovi, preti, missionari, religiose e religiosi, laiche e laici che abbiano in cuore il desiderio di spezzare la propria vita e donarla gli uni agli altri, di impegnarsi nell’amore e nel perdono vicendevoli, di costruire spazi di fraternità e di pace, di compiere gesti di compassione e di solidarietà verso chi ha più bisogno.</i></p>
<p>Le parole finali di Leone XIV, al termine della sua omelia, sono pronunciate per scuotere un Paese arenato e rimetterlo in cammino verso il domani.</p>
<p><i>Fratelli e sorelle, oggi c’è bisogno di guardare al futuro con speranza e di costruire la speranza del futuro. Non abbiate paura di farlo!</i></p>
<p>Anche la preghiera dei fedeli chiede al &#8220;Dio della speranza e della pace&#8221; di sostenere la Chiesa e i suoi pastori, e &#8220;quanti si dedicano al bene pubblico e servono i più poveri e i malati&#8221;.</p>
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<article>
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<figure class="teaser__image"></figure>
<h2 class="teaser__title"></h2>
<div class="teaser__text">Al Regina Caeli, a Kilamba, Leone XIV fa risuonare la sua condanna per la recente intensificazione dei raid nel cuore dell&#8217;Europa. &#8220;Le armi tacciano e si segua la via del dialogo&#8221;. &#8230;</div>
</div>
</article>
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<h2><b>Lavorare ogni giorno nel “cantiere” della pace</b></h2>
<p>Parole che nutrono la “ragione” e ispirano la “volontà” di continuare a fare il bene, come sottolinea nel discorso di ringraziamento al termine della Messa, l’arcivescovo di Luanda, monsignor Filomeno do Nascimento Vieira Dias. “Grazie per averci ricordato che dobbiamo essere un popolo unito nel bene, nella verità e nella giustizia – dice il presule &#8211; un popolo di fratelli, mano nella mano, impegnato nella felicità e nel benessere dell’altro, senza lasciare nessuno ai margini, nessuno indietro, nessuno dimenticato, nessuno ferito”.</p>
<p>Monsignor Vieira Dias ricorda infine le parole del Pontefice in Libano, quando, in occasione del suo primo viaggio apostolico, invitava a considerare il “desiderio di riconciliazione e di pace” come “un cantiere aperto”, cui bisogna lavorare con “tenacia” e “perseveranza”. Un ricordo che ha il sapore di un impegno quotidiano per tutto il popolo dell’Angola. Poi l’arcivescovo di Luanda dona al Papa un calice per l’Eucaristia. Il segno di una presenza, che incoraggia ogni operatore di pace a non considerarsi mai solo nella sua fatica.</p>
<p>Fonte: vaticannews.it</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Papa Leone XIV: &#8220;Come insegna Maria, trionfa l&#8217;amore e non la guerra&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Di Costanzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 17:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone XIV]]></category>
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					<description><![CDATA[Al Santuario di Mamã Muxima, antico luogo di culto le cui origini risalgono al XVII secolo che sorge lì dove i colonizzatori portoghesi smistavano merci e persone schiavizzate per deportarle in Brasile]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A circa 130 chilometri da Luanda, sul bordo del fiume Kwanza, il più grande dell’Angola, che lambisce sulle due sponde una rigogliosa vegetazione, da secoli la Vergine è Mamã Muxima, la Madre del Cuore, come viene chiamata nella lingua kimbundu. La venerano ogni anno, nel Santuario a lei dedicato risalente al XVII secolo e che custodisce un’antica immagine dell’Immacolata Concezione, migliaia di pellegrini, i quali le affidano preoccupazioni e dolori, gioie e speranze. E pellegrino è oggi, 19 aprile, anche Leone XIV tra circa 30mila fedeli, a Muxima, nella diocesi di Viana, per pregare Maria.</p>
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<h2>L’arrivo tra pellegrini e fedeli</h2>
<p>Decollato da Luanda in elicottero alle 15.53 e arrivato poco più di mezz&#8217;ora dopo, accolto da alcune autorità locali, il Papa si sposta verso il Santuario di Mamã Muxima in auto. Giunto sulla spianata del Santuario, gli viene mostrato un plastico del progetto che prevede l&#8217;ampliamento del sito con nuove infrastrutture. Poi accompagnato dal vescovo di Viana, monsignor Emílio Sumbelelo, raggiunge il luogo di culto. Gli da il benvenuto, mentre il coro canta festoso, il rettore Albeto Mpindi e due diaconi gli porgono la croce e l’acqua benedetta per l’aspersione. Poi, varcato l’ingresso, il Papa si raccoglie in preghiera e rende omaggio alla Madonna offrendole dei fiori, quindi esce e percorre la spianata adiacente il santuario in golf-cart. Per salutarlo in tanti si accalcano lungo le transenne e corrono seguendo il veicolo. Quando il Pontefice raggiunge il palco, tutti si raccolgono. &#8220;Per l&#8217;amorevole intercessione della Vergine Maria, possa la tua Chiesa diventare sempre più feconda e gioire della santità dei suoi figli e delle sue figlie, attirando alla sua comunione le famiglie di tutti i popoli&#8221; prega Leone, che indossata la mozzetta rossa e la stola, invoca Dio per iniziare il Rosario.</p>
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<h2>Mamã Muxima ascolta tutti</h2>
<p>Terminata la meditazione dei cinque misteri gloriosi guidati in diverse lingue da un giovane, un bambino, una famiglia, una religiosa e un seminarista e per ciascuno dei quali viene collocato un cero votivo ai piedi della Madonna, nel discorso pronunciato in portoghese, il Pontefice manifesta anzitutto la “gioia” di condividere con pellegrini e fedeli &#8211; la “Chiesa viva e giovane in Angola” che lascia trasparire “la freschezza della fede e la forza dello Spirito” &#8211; il “momento di preghiera mariana”. E sottolinea che qui Mamã Muxima da tanto tempo “si adopera nascostamente a tenere vivo e pulsante il cuore della Chiesa”. Un cuore che è fatto dei tanti cuori di coloro “che amano, pregano, festeggiano, piangono e a volte addirittura, nell’impossibilità di venire” a Muxima “affidano a lettere e messaggi postali” preghiere e voti. Perché “Mamã Muxima accoglie tutti, ascolta tutti e prega per tutti”, rassicura il Pontefice, che dalla spianata adiacente il Santuario, il più grande dell’Africa subsahariana e monumento nazionale dal 1924, lancia un nuovo appello di pace.</p>
<p><i>È l’amore che deve trionfare, non la guerra! Questo ci insegna il cuore di Maria, il cuore della Mamma di tutti.</i></p>
<h2>Spendersi per il bene gli uni degli altri</h2>
<p>Nel suo secondo giorno in Angola &#8211; il settimo del viaggio apostolico in Africa -, dopo aver celebrato questa mattina la Messa a Kilamba, il Papa incoraggia a partire dal Rosario per impegnarsi “ad amare ogni persona con cuore materno, in modo concreto e generoso” e a spendersi “per il bene gli uni degli altri, specialmente dei più poveri”. Come una madre “ama i suoi figli, pur diversi uno dall’altro, tutti allo stesso modo e con tutto il cuore” così, ciascuno deve adoperarsi “senza misura affinché a nessuno manchi l’amore” e anche “il necessario per vivere in modo dignitoso ed essere felice”.</p>
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<h2>Essere operatori di giustizia e di pace</h2>
<p>Da questo luogo, dove i colonizzatori portoghesi nel XVII secolo costruirono una fortezza e la chiesa di Nossa Senhora da Conceição, avamposto commerciale per merci e africani schiavizzati che qui venivano battezzati prima di essere deportati in Brasile, e dove &#8220;tanti uomini e donne hanno pregato, in momenti gioiosi e anche in circostanze tristi e molto dolorose della storia&#8221; del Paese, il pensiero del Papa va a quanti hanno “fame”, perché abbiano “di che sfamarsi”, ai “malati”, giacché “possano ricevere le cure necessarie”, e ancora “ai bambini”, poiché sia garantita loro “un’adeguata istruzione” e inoltre agli “anziani”, affinché “vivano serenamente gli anni della loro maturità”. Maria, come una mamma, pensa a tutte queste cose “e invita anche noi” ad essere solleciti, esorta Leone, che chiede in particolare a tutti un impegno più forte.</p>
<p><i>La Madonna ci chiede di lasciarci coinvolgere dai sentimenti del suo cuore, per essere come Lei operatori di giustizia e portatori di pace.</i></p>
<h2>Costruire un mondo senza più guerre e ingiustizie</h2>
<p>Ma è ai giovani che il Pontefice si rivolge particolarmente. A Muxima si sta edificando una basilica, in adempimento a una promessa del governo angolano alla Chiesa Cattolica, fatta durante la visita di Giovanni Paolo II in Angola, nel 1992. Sarà intitolata a Nostra Signora della Concezione della Muxima e la sua prima pietra è stata posta nel 2022. Un progetto che Leone indica alle nuove generazioni “come un segno”.</p>
<p><i>Anche a voi, infatti, la Madre del Cielo affida un grande progetto: quello di costruire un mondo migliore, accogliente, dove non ci siano più guerre, né ingiustizie, né miseria, né disonestà, e dove i principi del Vangelo ispirino e plasmino sempre più i cuori, le strutture e i programmi, per il bene di tutti.</i></p>
<h2>Insieme a Maria, portare agli altri la luce del Risorto</h2>
<p>A tutti, poi, il Papa rammenta che “Cristo, nella Pasqua, ha vinto la morte, mostrandoci la via per tornare al Padre”, come rivelano i Misteri gloriosi della vita di Gesù. Una “via luminosa e impegnativa” che pure gli uomini possono percorrere, “rendendo il mondo intero partecipe della sua bellezza”, con l’aiuto dello Spirito Santo, dono di Dio che “ci anima e ci sostiene nel cammino e nella missione”.</p>
<p><i>Come Maria, anche noi siamo fatti per il Cielo, e verso il Cielo camminiamo con gioia, guardando a Lei, Madre buona e modello di santità, per portare la luce del Risorto ai fratelli e alle sorelle che incontriamo.</i></p>
<p>Da qui l’invito del Pontefice, mentre sulla spianata del Santuario è calata la sera, a donare tutto a Maria, come si canta nell’inno a Mamã Muxima: “Mamma del cuore, veniamo a te, per offrirti tutto”. Leone XIV lo pronuncia in kimbundu ed esplode un fragoroso applauso.  Donarsi “ai fratelli”, questa l&#8217;ultima raccomandazione di Leone XIV a tutti i fedeli, che sollecita ad accogliere gioiosamente per &#8220;intercessione&#8221; di Maria la &#8220;benedizione&#8221; di Dio &#8220;per portarla a chiunque”.</p>
<h2>Il saluto di monsignor Sumbelelo</h2>
<p>Prima dell’inizio del Rosario, il saluto a Leone XIV di monsignor Emílio Sumbelelo, che ha presentato alcuni dei gruppi presenti &#8211; i giovani, il fiore più bello della Chiesa e della società angolana, i membri della Legione di Maria” e poi fedeli di altri movimenti apostolici di varie diocesi &#8211; e si è poi fatto portavoce dei sentimenti di ciascuno. “È indicibile la gioia che tutti noi proviamo nell’essere oggi con il Santo Padre, ben sapendo che Vostra Santità ci porta tutti nel Suo cuore di Padre e Pastore” ha detto, ripercorrendo, poi, la storia del Santuario “Mamã Muxima”, dove la devozione dei cattolici “risale al 1833”, “cristiani provenienti da ogni parte” che “percorrevano chilometri e chilometri, per cinque giorni, per presentare le loro preghiere” a Maria. E che ancora oggi continuano a venire qui, in pellegrinaggio, da tutta l’Angola e da altre nazioni. “Tutti questi figli e figlie di Nostra Signora della Muxima desiderano testimoniare qui la loro fedeltà e il loro amore al Papa e alla Chiesa” ha concluso il presule che ha definito questo giorno “storico” per gli annali della Diocesi di Viana.</p>
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<p>Fonte: vaticannews.it</p>
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		<title>Foreste: &#8220;Un ponte sul Mediterraneo per i diritti e la pace&#8221;</title>
		<link>https://www.iltabloid.it/2026/04/18/foreste-un-ponte-sul-mediterraneo-per-i-diritti-e-la-pace.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Di Costanzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 14:02:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Regione Campania]]></category>
		<category><![CDATA[carmine foreste]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mare che ci separa è lo stesso che ci unisce, la collaborazione tra l’Ordine degli Avvocati di Napoli e l’Ordine di Rabat si basa su un dialogo che supera i confini geografici e politici]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Il mare che ci separa è lo stesso che ci unisce, la collaborazione tra l’Ordine degli Avvocati di Napoli e l’Ordine di Rabat si basa su un dialogo che supera i confini geografici e politici.</div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Napoli e Rabat sono i pilastri di un ponte ideale che attraversa il “Mare Nostrum” per riaffermare che il diritto è lo strumento imprescindibile per la convivenza pacifica tra le nazioni.</div>
</div>
<div dir="auto"></div>
<h2 dir="auto">Spazio giuridico condiviso</h2>
<div dir="auto"></div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Rafforzare la difesa dei diritti fondamentali significa creare uno spazio giuridico condiviso, dove ogni individuo sia protetto e rispettato.</div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Non può esserci pace senza giustizia, gli avvocati sono “sentinelle della legalità”, che hanno il compito di trasformare il confronto legale in uno strumento di mediazione e comprensione tra i popoli.</div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Nella foto l’incontro, all’interno del Salone dei busti di Castel Capuano, tra il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Carmine Foreste, e le Bâtonnier de l’Ordre des Avocats de Rabat, Aziz Rouibah.</div>
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		<title>Lavoro: Confesercenti-CST, continua a crescere nel terziario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Di Costanzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[confesercenti]]></category>
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					<description><![CDATA[La domanda di lavoro nel terziario non si ferma. Per il trimestre aprile-giugno 2026 le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione cercano 626mila addetti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La domanda di lavoro nel terziario non si ferma. Per il trimestre aprile-giugno 2026 le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione cercano 626mila addetti, circa 12mila in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Un segnale di fiducia da parte delle imprese, che continuano a programmare assunzioni e collaborazioni per affrontare la stagione, nonostante un contesto segnato da tensioni internazionali, incertezza geopolitica, crisi energetica e volatilità dei costi.</p>
<h2>È quanto emerge da un’elaborazione Confesercenti-CST su dati Unioncamere-Ministero del Lavoro, Sistema informativo Excelsior</h2>
<p>A sostenere la crescita è soprattutto il macrosettore del turismo – che include ricettività, ristorazione e altri servizi – che nel trimestre aprile-giugno prevede 418mila entrate, oltre 20mila in più rispetto alla primavera dello scorso anno. A cercare personale oltre un’attività su tre: tra le 224mila imprese del settore interpellate, il 36,2% ha indicato la previsione di nuovi ingressi.  A trainare è in particolare la ristorazione, con 301mila figure ricercate, pari a oltre il 70% della domanda complessiva del comparto turistico. Le figure più richieste sono camerieri di sala, banconieri di bar, aiuto cuochi, cuochi e baristi. Resta però elevata la difficoltà di reperimento, che interessa il 44% delle posizioni previste. Nel comparto della ricettività le entrate stimate sono invece 22,5mila. Le imprese cercano soprattutto addetti alla reception, portieri e personale di accoglienza, ma anche in questo caso il reperimento resta complesso: il 41% delle ricerche risulta di difficile copertura, soprattutto per il numero limitato di candidati o per l’inadeguatezza dei profili disponibili.</p>
<h2>Nel commercio, invece, la dinamica è più debole</h2>
<p>Su 328mila imprese interpellate, il 18,9% prevede nuove entrate, per un totale di 208,5mila unità, in calo di 8.240 rispetto allo stesso trimestre del 2025. Le figure più richieste restano addetti alla vendita, commessi, addetti alla cassa e responsabili di negozio. Anche qui non mancano criticità sul fronte del reperimento: le difficoltà riguardano il 31% delle posizioni programmate.</p>
<p>Nel complesso, commercio, turismo e ristorazione si confermano comunque tra i pilastri dell’occupazione in Italia. Al 31 dicembre 2025 i tre comparti contano circa <b>4,5 milioni di addetti</b>, in aumento di +<b>351mila unità rispetto al 2019</b>, ultimo anno pre-pandemia. Una crescita dovuta, però, interamente alla componente dipendente dell’occupazione: gli autonomi diminuiscono di -177mila unità.</p>
<p><i>“Il trimestre primaverile prepara la stagione estiva, e la tenuta della domanda di lavoro è un segnale positivo, anche se andrà verificato nei prossimi mesi, a seconda dall’evoluzione del contesto internazionale”</i>, dichiara <b>Nico Gronchi, Presidente Confesercenti</b>.</p>
<div><i>“In questo quadro, è importante l’impegno del Governo ad intervenire sul lavoro già nei prossimi giorni. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione sul tema del lavoro povero e sul contrasto ai contratti in dumping, che generano concorrenza al ribasso sui salari. Un fenomeno da affrontare rafforzando la qualità della contrattazione. Ci stiamo lavorando insieme alle altre associazioni d’impresa, da Confindustria a Confcommercio, e alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. Ma il tema è più ampio e riguarda l’impoverimento del lavoro nel suo complesso, che non colpisce solo i dipendenti ma anche gli autonomi: dal 2007 ad oggi il reddito medio da lavoro di piccoli imprenditori, professionisti e partite IVA è diminuito di circa 9.800 euro. Oltre al rischio d’impresa, oggi tasse, burocrazia, concorrenza sleale e crisi dei consumi stanno erodendo i ricavi che consentivano a migliaia di microimprese di sopravvivere e di contribuire al benessere collettivo. A impoverirsi non sono solo le famiglie, ma anche le economie locali: servono interventi mirati per invertire la tendenza”.</i></div>
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		<title>Scende il prezzo di benzina e diesel alla pompa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Di Costanzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 13:55:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[caro carburante]]></category>
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					<description><![CDATA[In atto una progressiva e costante discesa dopo settimane di rincari che hanno messo a dura prova i portafogli degli automobilisti italiani]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ancora ribassi, progressivi e costanti, dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa</strong> dopo settimane di rincari che hanno messo a dura prova i portafogli degli automobilisti italiani.</p>
<h2>Prezzi</h2>
<p>I dati di oggi dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano<strong> il nono giorno consecutivo di riduzione dei prezzi medi</strong>. Lungo la rete stradale nazionale, il prezzo medio<strong> in modalità “self service” è pari a 1,763 €/l per la benzina e 2,112 €/l per il gasolio</strong>. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,796 €/l per la benzina e 2,146 €/l per il gasolio.</p>
<p>Fonte: agenzia dire</p>
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		<title>Il Papa: &#8220;La dimensione sociale del Vangelo non serva conflitti e lotte sterili&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Di Costanzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 13:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone XIV]]></category>
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					<description><![CDATA[Leone XIV si congeda dal Camerun celebrando la Messa all’aeroporto di Yaoundé-Ville. “Non abbiate paura!”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima del volo di un aereo, affiora un’immagine quasi fantastica: un Dio che cammina sulle acque. Che sussurra, nel fragore della tempesta: “non abbiate paura”. Dei due, forse il più improbabile degli scenari sembrerebbe quest’ultimo. Perlomeno vivendo l&#8217;oggi, osserva Papa Leone congedandosi dal Camerun, contesto come tanti in cui persino la fede non risparmia dall’impressione di affondare, “soli e fragili”.</p>
<p><i>Ma non è così.</i></p>
<p>Perché la tempesta non viene necessariamente placata: è dentro il tumulto che qualcuno ci raggiunge. Così il Vangelo “non separa lo spirituale dal sociale”, ma si cala “nel cuore delle istituzioni e delle strutture”. Non si piega a conflitti, interessi o “lotte sterili”, ma si orienta ostinatamente al bene comune. E, quando serve, non teme “il coraggio di cambiare abitudini”, pur di custodire ciò che conta davvero: la dignità umana. Così afferma il Vescovo di Roma questa mattina, 18 aprile, presiedendo la Messa votiva di Maria Vergine, Regina degli Apostoli, all’aeroporto di Yaoundé-Ville, davanti a circa 200mila fedeli. Alcuni sono presenti già da ieri sera – alle 18 si è svolta una veglia di preghiera – e si sono organizzati per la notte con cibo, tende e materassini. Il Pontefice li saluta nel consueto giro in papamobile prima dell’ingresso in sagrestia.</p>
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<h2><b>“Gesù non ci abbandona”</b></h2>
<p>Non mancano i canti, le danze, ma forse si inizia già a percepire quella dolce malinconia propria di una cosa bella che finisce. Perché intensi sono stati i &#8220;momenti di gioia e di fede che abbiamo vissuto insieme&#8221;, afferma il Papa nell&#8217;omelia pronunciata in lingua francese, esprimendo anzitutto gratitudine per l’accoglienza ricevuta nel Paese.</p>
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<p>È proprio sulla fede che Leone XIV incentra la sua riflessione, riprendendo il brano evangelico, anch’esso proclamato in francese, di Gesù che cammina sul mare, tratto dal capitolo 6 del Vangelo di Giovanni.</p>
<p><i>La fede non ci risparmia tumulti e tribolazioni, e in alcuni momenti può sembrare che la paura abbia la meglio. Noi però sappiamo che anche in essi, com’è successo ai discepoli sul mare di Galilea, Gesù non ci abbandona.</i></p>
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<h2 class="teaser__title"></h2>
<div class="teaser__text">Alla Messa presieduta con 120 mila fedeli nello stadio Japoma, a Douala, il Papa si sofferma sui modi per rispondere alla fame, materiale e spirituale, delle popolazioni. Invita i &#8230;</div>
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<h2><b>“Sono io, non abbiate paura”</b></h2>
<p>Il Pontefice nota come questo episodio sia narrato da tre evangelisti, “ciascuno a modo suo, con un messaggio diverso in funzione dei lettori”. San Marco presenta il Signore che raggiunge i discepoli mentre remano controvento, e il vento si placa appena Gesù sale sulla barca. Matteo aggiunge il dettaglio di Pietro che scende ma, preso dal timore, inizia ad affondare e viene salvato da Cristo, che lo rimprovera per la sua incredulità. Giovanni, infine, racconta Gesù che, camminando sulle acque, dice: “Sono io, non abbiate paura”. In un aeroporto, dove è l’aria l’elemento naturale predominante, il Papa riflette invece sulle acque. Nella tradizione ebraica, “con la loro profondità e il loro mistero, richiamano il mondo degli inferi, il caos, il pericolo, la morte”.</p>
<p><i>Evocano, assieme alle tenebre, le forze del male, che l’uomo da solo non può dominare. Allo stesso tempo, però, nella memoria dei prodigi dell’esodo, esse sono percepite anche come un luogo di passaggio, un guado attraverso il quale Dio, con potenza, libera il suo popolo dalla schiavitù.</i></p>
<h2><b>“Ma non è così”</b></h2>
<p>Abisso ma anche soglia: è ciò che la Chiesa e ogni persona sperimentano nel proprio “navigare”. Tempeste, venti contrari, sentimenti di paura e di dubbio.</p>
<p><i>È ciò che proviamo nei momenti in cui ci sembra di affondare, sopraffatti da forze avverse, quando tutto appare oscuro e ci sentiamo soli e fragili.</i></p>
<p>“Ma non è così”, rassicura Leone.</p>
<p><i>Gesù è con noi, sempre, più forte di qualsiasi potenza del male; in ogni bufera ci raggiunge e ci ripete: “Io sono qui con te: non aver paura”. Per questo ci rialziamo da ogni caduta e non ci lasciamo fermare da nessuna tempesta, ma andiamo avanti, con coraggio e con fiducia, sempre.</i></p>
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<h2><b>“Nessuno deve essere lasciato solo”</b></h2>
<p>Il Pontefice cita Papa Francesco, ricordando quanti uomini e donne onorano il popolo e la Chiesa, “forti nel portare avanti la loro vita, la loro famiglia, il loro lavoro, la loro fede”. Si sofferma poi su come Gesù intervenga nella tempesta: non la placa immediatamente, ma raggiunge i discepoli “in mezzo” ad essa. Un invito a restare uniti e a non distogliere lo sguardo da chi soffre.</p>
<p><i>Nessuno dev’essere lasciato solo ad affrontare le avversità della vita, e ogni comunità ha il compito, a tal fine, di creare e sostenere strutture di solidarietà e di aiuto reciproco in cui, di fronte alle crisi, siano esse sociali, politiche, sanitarie o economiche, tutti possano dare e ricevere aiuto, in base alle proprie capacità e secondo i propri bisogni.</i></p>
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<h2 class="teaser__title"></h2>
<div class="teaser__text">Terza tappa del Papa in Camerun: oggi visita alla città del sud-ovest affacciata sul litorale per la Messa nel Japoma Stadium alla presenza di oltre 120 mila che hanno espresso un &#8230;</div>
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<h2><b>“Sono io”</b></h2>
<p>Il Papa si ispira al “Sono io” di Gesù per sottolineare che nella società l’apporto di ciascuno è essenziale e unico, indipendentemente dallo status o dalla posizione “agli occhi del mondo”.</p>
<p><i>L’esortazione “non abbiate paura”, allora, assume una dimensione ampia, anche a livello sociale e politico, come incoraggiamento ad affrontare problematiche e sfide – particolarmente quelle legate alla povertà e alla giustizia – insieme, con senso civico e responsabilità civile. La fede non separa lo spirituale dal sociale, anzi dà al cristiano la forza di interagire con il mondo, per rispondere ai bisogni degli altri, specialmente dei più deboli. Alla salvezza di una comunità non bastano gli sforzi individuali e isolati dei singoli: serve una decisione comune, che integri la dimensione spirituale ed etica del Vangelo nel cuore delle istituzioni e delle strutture, facendone strumenti per il bene comune, e non luoghi di conflitto, o di interesse, o teatro di lotte sterili.</i></p>
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<h2><b>“Il coraggio di cambiare”</b></h2>
<p>Leone XIV richiama quindi la Prima Lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli (capitolo 6), dove la Chiesa affronta la sua “prima crisi di crescita”. L’aumento dei discepoli aveva portato a nuove difficoltà nel servizio della carità: lasciare indietro qualcuno generava “mormorio” e senso di ingiustizia che minacciava l’unità. Gli apostoli, però, avevano trovato una soluzione scegliendo “uomini di buona reputazione, pieni di Spirito Santo e di saggezza”, destinati &#8220;a un servizio pratico che era anche una missione spirituale&#8221;. Una crisi si era quindi trasformata in un&#8217;occasione di crescita.</p>
<p><i>A volte la vita di una famiglia e di una società richiede anche questo: il coraggio di cambiare abitudini e strutture, perché la dignità della persona resti sempre al centro e si superino disuguaglianze ed emarginazioni. Del resto, facendosi uomo Dio si è identificato con gli ultimi, e questo rende la cura preferenziale dei poveri un’opzione fondamentale per la nostra identità cristiana.</i></p>
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<div class="teaser__text">Dopo la Messa, il momento privato in alcuni reparti di una struttura gestita dall’Arcidiocesi di Douala e situata nel quartiere Bassa. Il conforto ai piccoli, alle donne, al &#8230;</div>
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<h2><b>“Viva, giovane, ricca di doni”</b></h2>
<p>“Fratelli e sorelle, oggi noi ci salutiamo”. È un congedo sentito, quello del Vescovo di Roma: mentre ciascuno torna alle proprie occupazioni, “la barca della Chiesa continua la sua rotta”. Il Papa invita a custodire nel cuore i momenti vissuti insieme, soprattutto nelle difficoltà.</p>
<p><i>La Chiesa camerunese è viva, giovane, ricca di doni e di entusiasmo, vivace nella sua varietà e meravigliosa nella sua armonia. Con l’aiuto della Vergine Maria, nostra Madre, fatene fiorire sempre più la presenza festosa, e anche dei venti contrari, che non mancano mai nella vita, fate occasioni di crescita nel servizio gioioso di Dio e dei fratelli, nella condivisione, nell’ascolto, nella preghiera e nel desiderio di crescere insieme.</i></p>
<h2>Le intenzioni di preghiera</h2>
<p>Le intenzioni della preghiera dei fedeli sono pronunciate in inglese, francese e nelle lingue locali ewondo, nnanga e fulfulde. Si prega per la Chiesa in Africa, perché favorisca la riconciliazione tra i popoli; per i governanti, affinché operino con sapienza, giustizia e responsabilità; e per le sfide della modernità, perché il mondo progredisca nella giustizia, nella pace e nella solidarietà. In ewondo, idioma che nello specifico si parla nel centro-sud del Paese, vengono intonati anche il Kyrie e il Gloria, &#8220;colorati&#8221; dallo sventolio di grandi batuffoli bianchi da parte del coro.</p>
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		<title>Guida alla telemedicina: quando sceglierla e come prepararsi alla visita</title>
		<link>https://www.iltabloid.it/2026/04/17/guida-alla-telemedicina-quando-sceglierla-e-come-prepararsi-alla-visita.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Iltabloid]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 16:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
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					<description><![CDATA[L’evoluzione tecnologica sta trasformando radicalmente il rapporto tra medico e paziente, introducendo strumenti che fino a un decennio fa sembravano appartenere alla fantascienza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’evoluzione tecnologica sta trasformando radicalmente il rapporto tra medico e paziente, </strong>introducendo strumenti che fino a un decennio fa sembravano appartenere alla fantascienza. La telemedicina non rappresenta più un’alternativa d&#8217;emergenza, ma si consolida come un’estensione strutturale della sanità moderna. Tuttavia, il passaggio dalla sala d’attesa fisica a quella virtuale richiede consapevolezza e una preparazione specifica per garantire che l&#8217;efficacia della cura rimanga invariata.</p>
<h2><strong>Teleconsulto vs Visita in presenza: come orientarsi nella scelta</strong></h2>
<p>Il primo passo per un utilizzo corretto della sanità digitale consiste nel c<strong>omprendere i criteri di appropriatezza clinica</strong>. La <a href="https://medicina.serenis.it/aziende/serenis-medicina-come-funziona/" target="_blank" rel="noopener">telemedicina</a> non può e non deve sostituire ogni tipologia di esame fisico. Il teleconsulto risulta ideale per il monitoraggio di patologie croniche già diagnosticate, per la discussione di esami di laboratorio o per consulti specialistici che non richiedono la manipolazione diretta del paziente.</p>
<p>Al contrario,<strong> i casi di emergenza acuta, i traumi fisici o le prime visite che necessitano di una palpazione medica richiedono necessariamente la presenza fisica</strong>. Il paziente moderno deve imparare a discernere: la visita online è uno strumento di efficienza che ottimizza i tempi e riduce gli spostamenti, ma la sua validità dipende strettamente dalla natura del problema di salute trattato. Scegliere correttamente il formato della visita assicura una diagnosi accurata e rispetta il lavoro del professionista sanitario.</p>
<h2><strong>Preparare il setting: tecnologia e documentazione necessaria</strong></h2>
<p>L&#8217;efficacia di un consulto a distanza dipende in larga misura dalla <strong>qualità della preparazione tecnica.</strong> Il paziente deve considerare il luogo della visita come un vero e proprio ambulatorio privato. Una connessione internet stabile e un ambiente silenzioso con una buona illuminazione sono requisiti fondamentali affinché il medico possa osservare chiaramente i segni clinici visibili e ascoltare senza interferenze il racconto dei sintomi.</p>
<p>Oltre all&#8217;aspetto tecnico, la gestione della documentazione gioca un ruolo cruciale. È necessario raccogliere e digitalizzare tutti i referti precedenti, le analisi del sangue e le terapie farmacologiche in corso prima dell&#8217;inizio della sessione. Organizzare questi dati in formati facilmente condivisibili permette al medico di avere un quadro clinico completo in tempo reale. Infine, la tutela della privacy deve essere garantita dall&#8217;utilizzo di piattaforme sicure e certificate, evitando strumenti di messaggistica generici che non offrono standard adeguati di protezione dei dati sensibili.</p>
<h2><strong>Il valore dell&#8217;interazione umana mediata dallo schermo</strong></h2>
<p>Una delle resistenze più comuni verso la medicina digitale riguarda la presunta freddezza del mezzo tecnologico. Si teme che lo schermo possa creare una barriera emotiva, depotenziando l&#8217;empatia che caratterizza l&#8217;atto medico tradizionale. La realtà dei fatti dimostra però che la telemedicina può favorire un&#8217;interazione più focalizzata e meno influenzata dallo stress ambientale degli ospedali affollati.</p>
<p>Tuttavia, un sondaggio condotto da <strong>Serenis</strong> svela il paradosso: l&#8217;apprezzamento per la competenza dei medici (<strong>3,53</strong>) è ostacolato da tempi d&#8217;attesa ritenuti inaccettabili (<strong>1,95</strong>), confermando che la telemedicina è la soluzione logistica ideale. Nonostante l’ampia accettazione tecnologica mostrata dai dati del sondaggio, l’analisi qualitativa del campione raccolta da Serenis rivela una preoccupazione per la possibile “freddezza” del mezzo digitale, dove le parole<strong> “contatto umano” (69 ricorrenze) ed “empatia” (37 ricorrenze) </strong>sono tra le più citate nelle risposte aperte.</p>
<p>Il superamento del pregiudizio tecnologico avviene <strong>nel momento in cui si comprende che la tecnologia è solo un tramite.</strong> La qualità del dialogo, l&#8217;ascolto attivo e l&#8217;attenzione ai dettagli dipendono dalle persone coinvolte, non dal dispositivo utilizzato. Molti pazienti riferiscono anzi una maggiore sensazione di comfort nel comunicare dal proprio ambiente domestico, fattore che può tradursi in una maggiore sincerità e precisione nel riferire i propri disturbi. L’umanità della cura risiede nella competenza e nella dedizione del medico, elementi che rimangono integri anche attraverso un flusso di dati video.</p>
<h2><strong>Sicurezza e validità legale della prescrizione digitale</strong></h2>
<p>Un aspetto fondamentale che garantisce la solidità della telemedicina riguarda <strong>il quadro normativo e la validità dei pareri medici espressi online. </strong>Le <strong>prestazioni</strong> effettuate in telemedicina hanno lo stesso valore legale delle prestazioni erogate in presenza. Questo significa che <strong>la responsabilità professionale del medico resta invariata</strong> e che le prescrizioni emesse seguono protocolli rigorosi.</p>
<p>La ricetta elettronica è ormai una realtà consolidata che <strong>si integra perfettamente nel sistema sanitario nazionale</strong>. Il medico, al termine del teleconsulto, può generare prescrizioni per farmaci o esami diagnostici che il paziente riceve direttamente sul proprio smartphone o tramite email. Questo sistema garantisce la tracciabilità e la sicurezza dei processi, eliminando il rischio di errori di trascrizione o smarrimento dei documenti cartacei. La validità legale dei pareri medici online assicura che il percorso di cura sia continuo, protetto e pienamente riconosciuto dalle autorità sanitarie e dalle assicurazioni.</p>
<h2><strong>Serenis Medicina: l&#8217;estensione digitale dell&#8217;assistenza sanitaria</strong></h2>
<p><a href="https://medicina.serenis.it/" target="_blank" rel="noopener">Serenis Medicina</a> è un<strong> servizio di sanità digitale pensato per fornire assistenza primaria rapida e flessibile ai dipendenti aziendali e alle loro famiglie</strong>. Questo strumento funge da primo punto di contatto per le esigenze mediche, garantendo accesso a medici di base e pediatri tramite un&#8217;app dedicata.</p>
<p>Gli utenti possono usufruire di <strong>chat</strong> e <strong>videoconsulti</strong> illimitati, che mantengono lo stesso valore clinico delle visite in presenza nella maggior parte dei casi, con il vantaggio di avere un medico di fiducia disponibile 24/7 per dubbi o urgenze. Integrato nella suite Serenis Business, il servizio mira a <strong>migliorare il benessere aziendale</strong>.</p>
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		<title>Frosinone, viaggiava sul treno con oltre 100 ovuli di stupefacenti: arrestato dalla polfer di Frosinone</title>
		<link>https://www.iltabloid.it/2026/04/17/frosinone-viaggiava-sul-treno-con-oltre-100-ovuli-di-stupefacenti-arrestato-dalla-polfer-di-frosinone.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Samantha Lombardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:57:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Frosinone]]></category>
		<category><![CDATA[Zone Comuni e Municipi]]></category>
		<category><![CDATA[narcotraffico]]></category>
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					<description><![CDATA[La Polfer di Frosinone arresta un uomo su un treno regionale a Colleferro con oltre 100 ovuli di eroina, cocaina e metanfetamine pronti per lo spaccio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="1">La Polizia di Stato, in data 30 marzo 2026, ha proceduto all’arresto di un uomo per detenzione di sostanza stupefacente. Nel particolare, la Polfer di Frosinone, durante un servizio di vigilanza sulla tratta di competenza, all’altezza della stazione di Colleferro, ha individuato uno straniero originario del Mali a bordo di un treno regionale.</p>
<h2 data-path-to-node="2">Il controllo a bordo del treno regionale</h2>
<p data-path-to-node="3">L’uomo, regolarmente in Italia da oltre un decennio, aveva a proprio carico una vecchia notifica giudiziaria ed è stato condotto presso l’ufficio della Polfer per gli approfondimenti specifici. Appurato che la notifica risultava già effettuata ma non registrata, lo straniero manifestava un nervosismo inusuale al tipo di controllo, insospettendo di fatto i poliziotti della Polfer.</p>
<p data-path-to-node="4">Sottoposto ad una verifica più accurata sulla persona, si confermavano i sospetti degli Agenti in quanto rinvenivano sull’abbigliamento e sulla valigia della persona circa 100 ovuli di sostanza stupefacente per un quantitativo complessivo di poco più di 1 chilogrammo.</p>
<p data-path-to-node="5">Gli ovuli ben occultati sia nella giacca dell’uomo che nella valigia, contenevano un assortimento di sostanze diverse quali eroina cocaina e metanfetamine ed erano suddivisi a loro volta in diversi involucri da circa 10 grammi l’uno, pronti per essere venduti. Per l’uomo sono scattate immediatamente le manette, si sono aperte le porte del carcere di Frosinone in attesa della convalida dell’arresto e la sostanza stupefacente posta sotto sequestro.</p>
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		<title>Roma, prosegue il festival del co-housing di Roma Capitale con Massimo Recalcati e Francesco Bruni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Bompadre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zone Comuni e Municipi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[cohousing]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, il Festival del Co-Housing prosegue al Teatro Vascello con Massimo Recalcati e Francesco Bruni per riflettere su convivenza e lotta alla solitudine.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-path-to-node="1">La lezione magistrale di Massimo Recalcati e l’anteprima del cortometraggio di Francesco Bruni sono protagoniste del secondo appuntamento pubblico del Festival del Co-Housing di Roma Capitale, previsto per domani, sabato 18 aprile al Teatro Vascello di Roma (Via Giacinto Carini 78). Due sguardi diversi e complementari per approfondire, attraverso la forza del racconto cinematografico e la profondità della riflessione filosofica, uno dei nodi più profondi del nostro tempo: come si vive insieme quando la vita si allunga e cosa può contrastare davvero la solitudine.</p>
<h2 data-path-to-node="2">Il programma della giornata al Teatro Vascello</h2>
<p data-path-to-node="3">La mattinata si apre alle ore 10.30 con la presentazione del cortometraggio “Quando torni?” con il regista Francesco Bruni e le attrici Elena Cotta e Luisa De Santis, seguita dalla proiezione in anteprima. Alle ore 12.00 la lezione di Massimo Recalcati offre una chiave di lettura più ampia sul rapporto tra abitare e convivenza.</p>
<p data-path-to-node="4">Il Festival del Co-Housing prosegue così il suo percorso in città, dopo il successo della giornata inaugurale presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica lo scorso 30 marzo. Il progetto, promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, esce dai luoghi istituzionali per continuare a interrogare la città su come si vive insieme e cosa può contrastare davvero l’isolamento sociale.</p>
<p data-path-to-node="5">Partecipa all’evento al Teatro Vascello l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale Barbara Funari. Ingresso gratuito, su prenotazione fino a esaurimento posti. Il Festival del Co-Housing proseguirà poi fino al 5 giugno 2026 in tutti e quindici i Municipi di Roma, con quattro format, oltre 50 appuntamenti, circa 600 ore di attività sul campo e circa 1000 partecipanti stimati.</p>
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