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	<title>iMille » iMille – Le cose cambiano</title>
	
	<link>http://www.imille.org</link>
	<description>Le cose cambiano - Rivista per il rinnovamento dell'Italia.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 13:15:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Harvard e la Grecia. Esportare, sì, ma con un “Piano”</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/harvard-la-grecia-esportare-si-ma-con-piano/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Vannuccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Europa & Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Harvard]]></category>

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		<description><![CDATA[di Simone Vannuccini. Harvard goes to Europe: recentemente sulle pagine del Financial Times è apparso un sintetico e interessante articolo di Ricardo Hausmann, Professore di economia ad Harvard, che proponeva un’argomentazione molto semplice:...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>di Simone Vannuccini.</p>
<div id="attachment_17431" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"><a href="http://www.flickr.com/photos/ernestbludger/5011456480/" target="_blank"><img class=" wp-image-17431 " title="foto di ErnestBludger" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/vannucini.jpg" alt="" width="590" height="393" /></a><p class="wp-caption-text">foto di ErnestBludger</p></div>
<p><em>Harvard goes to Europe</em>: recentemente sulle pagine del Financial Times è apparso un sintetico e interessante articolo di Ricardo Hausmann, Professore di economia ad Harvard, che proponeva un’argomentazione molto semplice: allo stato attuale della situazione, “la generosità del mondo” è sprecata in Grecia. I punti di vista di commentatori e politici, infatti, si dividono fra la prospettiva “fiscale”, secondo la quale aumenti di tasse e tagli alla spesa sono l’unica soluzione possibile per migliorare la situazione ad Atene, e quella “keynesiana”, che vede nell’austerità una minaccia alle potenzialità di crescita di auspicabili politiche espansive nazionali.</p>
<p>Nel contenzioso fra tagli e non-tagli si dimentica una terza opzione, quella di aumentare le esportazioni ristabilendo un saldo attivo della Bilancia dei Pagamenti, seguendo in particolare l’esempio di successo dell’Irlanda, paese capace di lasciarsi alle spalle – almeno per il momento – i tempi bui abbandonando le bolle speculative e puntando sulla ripresa dell’economia reale e dei propri legami commerciali internazionali. Il punto centrale dell’argomentazione di Hausmann sta nel fatto che dal punto di vista tecnico i prodotti che la Grecia esporta si trovano in una posizione molto lontana dalla frontiera stabilita dai beni dei paesi più avanzati: il contenuto di conoscenza delle esportazioni greche è relativamente basso, così come la varietà dei prodotti. Basterebbe dunque colmare i gap di conoscenza ed ampliare lo spettro della produzione greca verso beni più complessi per rilanciare le esportazioni e, con loro, l’economia in difficoltà.</p>
<p>La posizione di Hausmann, teoricamente più che condivisibile, discende direttamente dalla sua metodologia di ricerca, grazie alla quale lui ed il suo gruppo di collaboratori hanno iniziato a rifondare la teoria della produzione e della crescita economica su nuove basi: quelle delle scienze della complessità e delle reti. L’evidenza empirica sulla quale si centra la sua analisi è legata alla dimensione del “<em>product space</em>” delle nazioni: i maggiori esportatori del mondo sono allo stesso tempo anche i paesi che producono il più ampio ventaglio di beni (tutto ciò in barba alla teoria dei vantaggi comparati); a sua volta, la grande varietà di prodotti <em>tradable</em> disponibile in un dato paese dipende da particolari capacità e conoscenze che, se sviluppate, possono garantire il successo di un’economia. Capacità e conoscenze di cui, ovviamente, la Grecia è scarsa, una scarsità che si traduce in un collo di bottiglia delle capacità produttive e di esportazione.</p>
<p>Quello che i teorici di Harvard non suggeriscono, in questo caso, è che l’argomentazione relativa alla necessità di incrementare le esportazioni di un paese in difficoltà esiste dalla notte dei tempi dei programmi di aggiustamento strutturale, in particolare quelli suggeriti (imposti) negli anni Settanta e Ottanta dal Fondo Monetario Internazionale all’America Latina (e all’Africa subsahariana). Misure di austerità interna e di controllo dei tassi di cambio dovevano rendere competitive internazionalmente le merci prodotte dai PVS, i quali, grazie all’aumento delle esportazioni, avrebbero racimolato un po’ di milioni di dollari utili a sanare prima, e rilanciare poi, le proprie economie. Purtroppo, il disastro del “decennio perduto” sudamericano racconta una storia differente, quella in cui politiche di austerità <em>one-size-fits-all</em> hanno eliminato dal gioco ogni possibile paese importatore: se tutti devono avere la bilancia dei pagamenti in attivo, chi rimane a comprare i beni degli altri?</p>
<p>Con questi ricordi bene in mente, possiamo qualificare meglio la proposta di Hausmann: certamente la Grecia può uscire dalla crisi tornando ad esportare, ma in un momento in cui il ciclo economico dei paesi europei – eccetto la Germania e pochi altri – è in fase di profonda stagnazione, potrebbe essere difficile trovare dei “clienti” a cui vendere i propri nuovi prodotti, anche se <em>knowledge-intensive</em>. La chiave per aumentare le chance di successo greche è senza ombra di dubbio quella che passa per lo sviluppo di micro e macro <em>capabilities</em> e conoscenze da incorporare in prodotti complessi, ma l’attuale dotazione di lungimiranza dei poteri pubblici a favore di soluzioni del genere, insieme alle disponibilità finanziarie imprescindibili per garantire i necessari investimenti strutturali utili a sviluppare queste componenti fondamentali del sistema produttivo, sono al loro minimo storico.</p>
<p>Dunque, guardando i fatti dalla sola prospettiva nazionale, è difficile individuare una via d’uscita che non sia una “religiosa” austerità: servirebbe investire <em>a priori</em> nelle competenze avanzate dei paesi in difficoltà per far ripartire la crescita, ma senza crescita <em>a priori</em> non ci sono le risorse per poter finanziare questi investimenti. Una soluzione al paradosso deve essere trovata fuori dai confini greci, ma dentro ai confini europei: il lancio di un New Deal europeo, ovvero la predisposizione di un Piano continentale finanziato da <em>euro-project-bonds</em> (inizialmente da parte della Banca Europea degli Investimenti, in futuro attraverso un Tesoro federale che disponga anche di un adeguato bilancio per sostenere in modo continuativo una politica industriale e della crescita europea) offrirebbe la possibilità di individuare quelle risorse di base capaci di far respirare le economie nazionali e di rilanciare tutto il sistema continentale. Fortunatamente degli “spiragli” di opportunità sembrano aprirsi in questo senso: il recente riavvicinamento tra Italia e Germania, le dichiarazioni del Presidente della BCE Draghi a favore di un “patto per la crescita” complementare al<em> Fiscal Compact</em> e che ponga le basi di un’Unione fiscale reale (cioè fondata su trasferimenti di sovranità dagli stati membri ad istituzioni federali), la positiva progettualità di Mario Monti in vista delle prossime riunioni comunitarie (Ecofin e Consiglio) e il disequilibrio che – in ogni caso – l’assestamento politico post-elezioni in Francia e Grecia porterà in Europa pongono le basi per nuove battaglie politiche e nuovi progressi in termini di integrazione.</p>
<p>Gli europei hanno bisogno di idee e prospettive come quelle suggerite dagli economisti di Harvard. Per capire e realizzare la crescita economica servono modelli e teorie capaci di maneggiare la complessità dei sistemi economici e di indagare nel profondo le relazioni fra cause ed effetti, micro e macro variabili, interazioni multiple e non-triviali fra gli attori sociali. Ma serve anche una chiara prospettiva politica ed una precisa consapevolezza della strada da intraprendere, della natura continentale dei vizi e dei dilemmi europei, e della loro possibile soluzione in un contesto federale. La ricorrenza del 9 maggio, Festa dell’Europa e anniversario della Dichiarazione Schuman, può aiutare ad allenare questa consapevolezza: citando lo slogan della mobilitazione dei Federalisti per l’occasione, è arrivato il momento di scrivere la pagina più bella della Storia europea.iMille.org – Direttore Raoul Minetti</p>
<div class="shr-publisher-17425"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fharvard-la-grecia-esportare-si-ma-con-piano%2F' data-shr_title='Harvard+e+la+Grecia.+Esportare%2C+s%C3%AC%2C+ma+con+un+%E2%80%9CPiano%E2%80%9D'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fharvard-la-grecia-esportare-si-ma-con-piano%2F' data-shr_title='Harvard+e+la+Grecia.+Esportare%2C+s%C3%AC%2C+ma+con+un+%E2%80%9CPiano%E2%80%9D'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='horizontal' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fharvard-la-grecia-esportare-si-ma-con-piano%2F' data-shr_title='Harvard+e+la+Grecia.+Esportare%2C+s%C3%AC%2C+ma+con+un+%E2%80%9CPiano%E2%80%9D'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div class="feedflare">
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		<item>
		<title>La vittoria silenziosa del centrosinistra</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Franza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[centrosinistra]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category>

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		<description><![CDATA[di Luca Franza. L’indefinitezza dell’attuale congiuntura politica italiana ricorda in alcuni suoi tratti il terremoto che decretò la fine della Prima Repubblica. In questo stadio è prematuro prefigurare uno sconvolgimento di tale portata,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: left;" align="CENTER">di Luca Franza.</p>
<div id="attachment_17413" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"><a href="http://www.imille.org/2012/05/la-vittoria-silenziosa-del-centrosinistra/franza/" rel="attachment wp-att-17413" target="_blank"><img class=" wp-image-17413 " title="foto di marettay" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/franza..jpg" alt="" width="590" height="482" /></a><p class="wp-caption-text">foto di marettay</p></div>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><strong><br />
</strong></p>
<p align="JUSTIFY">L’indefinitezza dell’attuale congiuntura politica italiana ricorda in alcuni suoi tratti il terremoto che decretò la fine della Prima Repubblica. In questo stadio è prematuro prefigurare uno sconvolgimento di tale portata, ma è comunque arduo azzardare previsioni sull’assetto politico con cui si voterà nel 2013. Le elezioni comunali di una settimana fa forniscono spunti di riflessione interessanti. Pur tenendo conto delle dinamiche peculiari delle consultazioni locali, si possono individuare tendenze rivelatrici a livello nazionale. Una lettura piuttosto semplicistica dei risultati ha plasmato il dibattito politico della scorsa settimana, lasciando spazio a conclusioni frettolose e superficiali.</p>
<p align="JUSTIFY">Un’analisi elettorale credibile deve guardare ben oltre le quattro città coperte dalle proiezioni demoscopiche<sup><a name="sdfootnote1anc" href="#sdfootnote1sym"></a><sup>1</sup></sup> che hanno dominato l’informazione nel momento in cui l’attenzione dell’opinione pubblica era massima, favorendo così la diffusione di un messaggio parziale. Persino le analisi più approfondite dei giorni successivi si sono quasi sempre limitate ai capoluoghi di provincia. Non è chiaro tuttavia perché il voto di grossi centri metropolitani quali Sesto San Giovanni o Torre del Greco sia meno rappresentativo di quello di piccoli capoluoghi con una popolazione di due/tre volte inferiore (da Gorizia a Isernia). Per ovviare a simili distorsioni, l’analisi che segue si basa su un campione di 36 comuni (i capoluoghi e le città non capoluogo con più di 50.000 abitanti). Con queste premesse, si osservano i seguenti fenomeni:</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><strong>Proliferazione di liste civiche e apparentamenti creativi – </strong>rispetto alle elezioni comunali di cinque anni fa, il numero di liste civiche è cresciuto del 61%<sup><a name="sdfootnote2anc" href="#sdfootnote2sym"></a><sup>2</sup></sup>. Non stupisce dunque che, per effetto di dispersione del voto, i partiti tradizionali abbiano subito una flessione. Occorre precisare che in occasione di consultazioni amministrative non si può pretendere di leggere i risultati dei partiti in termini assoluti: il fatto che i sostenitori di un partito votino una lista civica alle comunali, infatti, non impedisce loro di tornare a votare il partito di riferimento nelle successive elezioni legislative. Dato il carattere contingente e locale delle liste civiche, è opportuno astenersi da avventure induttive che ci portino a concludere che, se si tenessero oggi le politiche, si assisterebbe a un tracollo dei partiti. Semmai, deve far riflettere il fatto che i coordinamenti regionali dei partiti – spesso su pressione degli stessi candidati – abbiano promosso una simile proliferazione. La strategia dei partiti tradizionali di mascherarsi dietro liste civiche, o di avvalersene nell’ambito di coalizioni, è figlia della loro stessa paura per l’antipolitica. Un altro elemento che inibisce le generalizzazioni è costituito dagli apparentamenti creativi, che assumono tratti piuttosto infastidenti al Sud. Esemplificativo in questo senso è il caso di Trani, dove al PDL si opponevano un’improbabile coalizione che andava da SEL a FLI e un candidato sostenuto da Rifondazione Comunista, dai Comunisti Italiani, dall’API di Rutelli e dal vetusto Partito Repubblicano Italiano. La proliferazione di liste civiche e la confusione generata da simili apparentamenti ci impediscono di trarre conclusioni troppo generalizzate sulla tenuta del sistema fondato sui partiti tradizionali.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><strong>Crollo di PDL e Lega – </strong>fatto salvo quanto si è appena detto sulla <em>performance </em>dei partiti tradizionali, il crollo del PDL e della Lega è stato qualitativamente unico e proporzionalmente<em> </em>impressionante. Non si tratta in questo caso del fisiologico ridimensionamento dato dalla competizione delle liste di partito con le liste civiche, bensì di una sonora sconfitta dei candidati<em> </em>sostenuti dal PDL e dalla Lega, compresi molti sindaci uscenti. I dirigenti del PDL hanno tentato di vendere il messaggio per cui le elezioni comunali hanno sancito la sconfitta di <em>tutti</em> i partiti (la linea del “mal comune mezzo gaudio”). La superficialità di molte analisi elettorali – che appiattiscono la differenza qualitativa tra i risultati di lista (dove le civiche erodono il voto ai partiti con cui sono in coalizione) e i risultati delle coalizioni (da cui invece traspare il consenso agli schieramenti) ha alimentato questo equivoco. Non può invece non balzare all’occhio il fatto che il centrodestra non arrivi nemmeno al ballottaggio in quasi un terzo dei 36 comuni considerati (11 su 36, ossia Belluno, Bitonto, Carrara, Cuneo, Genova, L’Aquila, Lucca, Palermo, Parma, Taranto e Verona). Inoltre, i candidati del PDL si fermano al 12% a Genova e Palermo e al 9% a Verona. A Parma, il candidato sindaco del PDL ottiene il 4,8% dei consensi classificandosi soltanto sesto (alle spalle persino di Rifondazione e dell’indipendente Ghiretti). In quasi la metà dei comuni considerati (17 su 36, ossia Alessandria, Bitonto, Carrara, Como, Cuneo, Genova, La Spezia, L’Aquila, Lucca, Monza, Palermo, Parma, Pistoia, Pozzuoli, Sesto San Giovanni, Taranto e Verona), i candidati sostenuti dal PDL non superano la soglia del 20%. Il crollo della Lega è stato altrettanto eclatante, soprattutto nelle roccaforti storiche del Lombardo-Veneto (i candidati del Carroccio si fermano al 6,9% a Como e al 4,8% a Belluno, e a Monza il sindaco leghista è escluso dal secondo turno).</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><strong>Successo del centrosinistra – </strong>nonostante i candidati del centrosinistra fatichino a passare al primo turno per effetto della proliferazione di liste civiche, essi riscuotono ottimi risultati praticamente ovunque. Il contrasto con il quadro delineato per il centrodestra è palese e contraddice chi ha cercato di accomunare l’andamento dei due schieramenti. Il centrosinistra è avanti in 22 comuni su 36. Oltre a conquistare Brindisi, Carrara, La Spezia, Pistoia, Pozzuoli e Torre del Greco al primo turno, il centrosinistra è il grande favorito del secondo turno. Inoltre, esso viene sconfitto al primo turno soltanto ad Aversa, Gorizia, Lecce e Verona e non accede al ballottaggio soltanto ad Acerra, Agrigento e Trapani. Particolarmente significativa l’avanzata del centrosinistra al Nord, dove il PD e i suoi alleati sono in testa in tutti i comuni eccetto Cuneo, Gorizia e Verona. Eppure, il messaggio che il centrosinistra ha vinto il primo turno e che si sta apprestando a sbancare al secondo non si è imposto con sufficiente chiarezza. Parte della responsabilità va imputata alla macchina comunicativa del PD e dei suoi alleati, spesso inefficace. Non bisogna dimenticare che parte dei successi del Cavaliere era dovuta proprio alla sua sfacciataggine nel proclamare vittorie inesistenti. Lungi dal suggerire al centrosinistra di adottare un simile atteggiamento, sarebbe tuttavia auspicabile che esso desse la giusta visibilità ai propri successi. Ciò assume una particolare importanza nei sistemi a doppio turno, dove si può puntare molto sul cosiddetto effetto <em>bandwagon </em>(in virtù del quale gli elettori tendono a schierarsi con il candidato favorito). La realtà è che la forbice tra centrosinistra e centrodestra, specie al Nord, non è mai stata così ampia negli ultimi anni. Si fatica dunque a comprendere perché gli esponenti del PD e degli altri partiti del centrosinistra non abbiano promosso una campagna mediatica per sottolineare questo semplice punto.</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><strong>L’incognita Terzo Polo – </strong>in questo caso, il <em>refrain </em>post-elettorale – peraltro rilanciato dall’autocritica di Casini – ruota attorno alla constatazione dell’inesistenza del Terzo Polo. Risulta difficile spiegarsi perché analisti e politici ne parlino all’<em>indomani</em> del voto, come se fossero stati i risultati delle consultazioni a decretarla. Se lo si analizza più in profondità, il voto ha piuttosto dimostrato che i partiti che compongono il Terzo Polo ottengono risultati elettorali rispettabili. Il problema è piuttosto che UDC, FLI, API e MPA si sono presentati divisi praticamente ovunque. In alcuni contesti meridionali come Bitonto, Futuro e Libertà si è addirittura alleato al PDL, come se la sanguinosa scissione finiana non avesse mai avuto luogo. Per questo motivo, si sarebbe semmai dovuto parlare di inesistenza del Terzo Polo quando si sono presentate liste e apparentamenti – e non di certo adesso. L’UDC si è peraltro imposta come elemento determinante in diverse competizioni elettorali, con risultati soddisfacenti soprattutto al Centrosud (superando il 10% ad Acerra, Agrigento, Aversa, Pozzuoli e Rieti).</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><strong>L’affermazione del Movimento Cinque Stelle –</strong> il cosiddetto <em>boom </em>dei grillini ha monopolizzato l’analisi politica del voto comunale (soprattutto nelle prime ore di scrutinio, quando Putti pareva prevalere su Musso a Genova). Se il successo del Movimento Cinque Stelle è innegabile, occorre tuttavia precisare che esso è riuscito a eleggere un solo sindaco al primo turno (nel villaggio vicentino di Sarego) e che accede ai ballottaggi solo nel caso assolutamente specifico di Parma, città commissariata. In ogni caso, sarebbe un errore sminuire il successo di un movimento che si impone come seconda o terza forza in molte città del Centronord (Alessandria, Carrara, Genova, Gorizia, La Spezia, Legnano, Parma, Piacenza, Pistoia e Verona), spesso con risultati a doppia cifra. Il risultato dell’M5S al Nord è particolarmente significativo perché, per la prima volta nella storia, sta emergendo un movimento politico che ‘unisce’ politicamente le diverse anime del Settentrione. Con percentuali simili nelle regioni rosse (Emilia-Romagna e Toscana), nelle roccaforti leghiste (Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia) e nel più variegato panorama elettorale dell’estremo Nordovest (Piemonte e Liguria), il movimento di Grillo potrebbe riuscire in un’impresa mai riuscita ai partiti della Seconda Repubblica – ossia imporsi come elemento accomunante nella complicata geografia politica settentrionale.</p>
</li>
</ul>
<div id="sdfootnote1">
<p><em><a name="sdfootnote1sym" href="#sdfootnote1anc"></a>1 Verona, Genova, Parma e Palermo – tutti peraltro contesti molto particolari dominati da forti dinamiche locali, e pertanto non così rappresentativi della realtà nazionale.</em></p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p><em><a name="sdfootnote2sym" href="#sdfootnote2anc"></a>2 Dati diffusi dal programma “Brontolo” lunedì 14 maggio.</em></p>
</div>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: x-small;"><strong>APPENDICE: RISULTATI ELETTORALI DEL PRIMO TURNO (SINOSSI MIE, DATI DEL VIMINALE O DELLE REGIONI A STATUTO STRAORDINARIO)</strong></span><sup><span style="font-size: x-small;"><strong><a name="sdfootnote3anc" href="#sdfootnote3sym"></a><sup>3</sup></strong></span></sup></p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="563" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>ACERRA (NA)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Raffaele Lettieri (UDC, API, FLI, PSI, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">37,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Antonio Crimaldi (PDL, UDEUR, Noi Sud, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">32,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Domenico De Luca (PD, IDV, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">20,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ff9999" width="552">Giovanbattista De Laurentis (FdS, SEL)</td>
<td bgcolor="#ff9999" width="89">6,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Arturo Nuzzo (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">2,4%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>AGRIGENTO</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Marco Zambuto (UDC, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">39,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Salvatore Pennica (PDL, Grande Sud, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">22,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Maria Lo Bello (PD, MPA, FLI, API)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">16,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (2 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>21,7%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="566" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>ALESSANDRIA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Maria Rita Rossa (PD, IDV, FdS, SEL, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">39,6%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Piercarlo Fabbio (PdL, Nuovo PSI, Pensionati, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">18,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Angelo Malerba (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">12,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Giovanni Barosini (UDC, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">8,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Roberto Sarti (Lega Nord)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">6,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Giovanni Onofrio Vignuolo (API, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">2,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (10 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>13,6%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>ASTI</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Fabrizio Brignolo (PD, IDV, SEL, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">36,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Giorgio Galvagno (PdL, La Destra, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">29,5%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#c0c0c0" width="552">Mariangela Cotto (Civica)</td>
<td bgcolor="#c0c0c0" width="89">8,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Gabriele Zangirolami (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">8,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Davide Arri (UDC)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">6,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ff9999" width="552">Giovanni Pensabene (FdS, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ff9999" width="89">5,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Pierfranco Verrua (Lega Nord, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">4,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (1 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>1,8%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>AVERSA (CE)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Giuseppe Sagliocco (PDL, UDC, Nuovo PSI, UDEUR, Grande Sud, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">57,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Salvatore Cella (PD, SEL, IDV, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">32,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (3 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>10,3%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="566" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>BELLUNO</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Claudia Bettiol (PD, IDV, Civica)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">25,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#c0c0c0" width="552">Jacopo Massaro (Civiche)</td>
<td bgcolor="#c0c0c0" width="89">24,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Antonio Prade (PDL, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">23,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Andrea Lanari (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">10,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Ida Bortoluzzi (UDC, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">8,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Leonardo Colle (Lega Nord)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">4,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (3 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>3,4%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>BITONTO (BA)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ff9999" width="552">Michele Abbaticchio (SEL, PSI, IDV, FdS, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ff9999" width="89">44,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Paolo Intini (PD, ADC, UDC, API, MPA, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">37,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Carmela Rossiello (PDL, FLI, Nuovo PSI, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">17,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (1 candidato sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>0,9%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>BRINDISI</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Cosimo Consales (PD, UDC, PRI, SEL, API, Verdi)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">53,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Mauro D’Attis (PDL, FLI)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">25,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#c0c0c0" width="552">Giovanni Brigante (Civiche)</td>
<td bgcolor="#c0c0c0" width="89">8,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ff9999" width="552">Roberto Fusco (IDV, FdS, Civica)</td>
<td bgcolor="#ff9999" width="89">6,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (1 candidato sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>6,2%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>CARRARA (MS)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Angelo Andrea Zubbani (PD, PSI, FdS, PRI, UDC)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">54,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Matteo Martinelli (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">14,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Lanmarco Laquidara (PDL, La Destra – Nuovo PSI)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">10,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ff9999" width="552">Claudia Barbara Bienaimé (IDV, Verdi)</td>
<td bgcolor="#ff9999" width="89">9,6%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (6 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>11,2%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>CIVITAVECCHIA (RM)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Giovanni Moscherini (PDL, Grande Sud, UDC, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">38,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Pietro Tidei (PD, SEL, IDV, FdS, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">36,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Devid Porrello (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">6,6%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (6 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>19,0%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>COMO</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Mario Lucini (PD, IDV, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">35,5%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Laura Bordoli (PDL)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">13,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#c0c0c0" width="552">Alessandro Rapinese (Civiche)</td>
<td bgcolor="#c0c0c0" width="89">9,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#c0c0c0" width="552">Sergio Gaddi (Civiche)</td>
<td bgcolor="#c0c0c0" width="89">8,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Alberto Mascetti (Lega Nord)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">6,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Luca Ceruti (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">4,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#c0c0c0" width="552">Mario Molteni (Civiche)</td>
<td bgcolor="#c0c0c0" width="89">4,6%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">David D’Ambrosio (UDC)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">2,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (8 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>14,1%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="566" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>CUNEO</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Federico Borgna (UDC, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">36,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Pierluigi Garelli (PD, IDV, SEL, PSI, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">30,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Claudio Sacchetto (Lega Nord, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">9,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Manuele Isoardi (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">8,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Marco Bertone (PDL)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">7,5%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (3 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>7,4%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>FROSINONE</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Nicola Ottaviani (PDL, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">44,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Michele Marini (PD, UDC)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">24,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcccc" width="552">Domenico Marzi (PSI, IDV)</td>
<td bgcolor="#ffcccc" width="89">22,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ff9999" width="552">Marina Kovari (SEL, FdS)</td>
<td bgcolor="#ff9999" width="89">3,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Enrica Segneri (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">2,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (3 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>3,0%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>GENOVA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Marco Doria (PD, IDV, SEL, FdS, PSI, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">48,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Enrico Musso (Civica di area UDC)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">15,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Paolo Putti (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">13,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Pierluigi Vinai (PDL, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">12,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Edoardo Rixi (Lega Nord, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">4,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (8 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>5,4%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>GORIZIA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Ettore Romoli (PDL, UDC, Lega Nord, FLI, La Destra, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">51,5%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Giuseppe Cingolani (PD, IDV, SEL, FdS, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">36,6%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Manuela Botteghi (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">9,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (1 candidato sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>2,1%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>ISERNIA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Rosa Iorio (PDL, UDC, ADC, UDEUR, Grande Sud, Pensionati, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">45,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Ugo De Vivo (PD, IDV, SEL, FdS, PSI, Civica)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">30,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Raffaele Mauro (FLI, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">11,6%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (4 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>12,2%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="566" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>LA SPEZIA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Massimo Federici (PD, SEL, FdS, IDV, UDC, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">52,5%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Fiammetta Chiarandini (PDL, Civica)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">15,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Ivan Mirenda (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">10,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#c0c0c0" width="552">Giulio Guerri (Civiche)</td>
<td bgcolor="#c0c0c0" width="89">4,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Gian Carlo Di Vizia (Lega Nord)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">3,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (9 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>13,2%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>L’AQUILA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Massimo Cialente (PD, API, FdS, SEL, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">40,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Giorgio De Matteis (MPA, UDC, UDEUR, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">29,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Pierluigi Properzi (PDL, Civica)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">8,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcccc" width="552">Angelo Mancini (IDV, Civica)</td>
<td bgcolor="#ffcccc" width="89">6,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (4 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>13,2%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>LECCE</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Paolo Perrone (PDL, Io Sud, FLI, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">64,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Loredana Capone (PD, IDV, PSI, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">25,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Luigi Melica (UDC, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">4,6%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Maurizio Buccarella (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">4,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (2 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>1,0%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>LEGNANO (MI)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Alberto Centinaio (PD, IDV, Verdi, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">33,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Lorenzo Vitali (PDL, La Destra, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">32,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Daniele Berti (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">13,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Gianbattista Fratus (Lega Nord, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">12,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ff9999" width="552">Giuseppe Marazzini (FdS, SEL, Socialisti)</td>
<td bgcolor="#ff9999" width="89">5,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Gian Franco Tripodi (UDC, API, FLI)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">2,6%</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>LUCCA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Alessandro Tambellini (PD, SEL, FdS, IDV, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">46,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Pietro Fazzi (UDC, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">15,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Mauro Favilla (PDL, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">14,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Daniela Rosellini (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">7,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (9 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>13,2%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>MARSALA (TP)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Giulia Adamo (PD, UDC, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">46,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Salvatore Ombra (PDL, Grande Sud, Nuovo PSI, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">29,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ff9999" width="552">Giuseppe Gandolfo (FdS, Verdi, SEL)</td>
<td bgcolor="#ff9999" width="89">13,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (3 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>1,6%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>MONTESILVANO (PE)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Attilio Di Mattia (PD, UDC, IDV, SEL, PdCI, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">41,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Manola Musa (PDL, La Destra, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">26,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Francesco Maragno (FLI, API, MPA, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">19,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Manuel Anelli (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">4,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (4 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>8,4%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>MONZA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Roberto Scanagatti (PD, IDV, SEL, FdS, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">38,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Andrea Mandelli (PDL, La Destra)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">20,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Marco Mariani (Lega Nord, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">11,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Emanuele Fuggetta (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">9,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Anna Martinetti (UDC, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">7,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (6 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>13,6%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>PALERMO</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ff9999" width="552">Leoluca Orlando (IDV, FdS)</td>
<td bgcolor="#ff9999" width="89">47,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Fabrizio Ferrandelli (PD, SEL, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">17,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Massimo Costa (PDL, UDC, Grande Sud, Civica)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">12,6%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Alessandro Aricò (MPA, FLI, API, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">9,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#c0c0c0" width="552">Marianna Caronia (UDEUR, Civiche)</td>
<td bgcolor="#c0c0c0" width="89">7,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Riccardo Nuti (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">4,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (5 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>0,8%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="566" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>PARMA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Vincenzo Bernazzoli (PD, PdCI, IDV, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">39,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Federico Pizzarotti (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">19,5%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Elvio Ubaldi (UDC, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">16,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#c0c0c0" width="552">Roberto Ghiretti (Civica)</td>
<td bgcolor="#c0c0c0" width="89">10,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ff9999" width="552">Roberta Roberti (PRC, Civica)</td>
<td bgcolor="#ff9999" width="89">5,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Paolo Buzzi (PDL, Civica)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">4,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Andrea Zorandi (Lega Nord)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">2,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (3 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>2,2%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>PIACENZA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Paolo Dosi (PD, IDV, SEL, FdS, PSI)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">47,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Andrea Paparo (PDL, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">31,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Mirta Quagliaroli (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">9,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Massimo Polledri (Lega Nord, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">6,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (3 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>5,8%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>PISTOIA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Samuele Bertinelli (PD, IDV, SEL, FdS, Verdi, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">59,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Maria Ida Celesti (PDL)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">16,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Giacomo Del Bino (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">10,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Alessio Bartolomei (UDC, FLI, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">8,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (4 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>5,6%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>POZZUOLI (NA)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Vincenzo Figliolia (PD, UDC, SEL, IDV, Verdi, Civica)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">67,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Filippo Monaco (PDL, FLI, UDEUR)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">17,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Daniele Thomas Alessi (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">5,6%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (3 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>9,2%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>RIETI</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Simone Petrangeli (PD, SEL, FdS, PSI, IDV, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">42,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Antonio Perelli (PDL, PRI, Fiamma Tricolore, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">27,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Silvio Gherardi (UDC, ADC, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">21,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (4 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>8,4%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>SESTO SAN GIOVANNI (MI)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Monica Luigia Chittò (PD, IDV, SEL, FdS, Socialisti)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">46,2%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Franca Landucci (PDL, La Destra)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">16,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Gianpaolo Caponi (Terzo Polo, Civica)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">14,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Serena Franciosi (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">9,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#c0c0c0" width="552">Alessandra Aiosa (Civica)</td>
<td bgcolor="#c0c0c0" width="89">4,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Celestino Pedrazzini (Lega Nord)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">4,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (2 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>3,6%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>TARANTO</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Ippazio Stefano (PD, SEL, UDC, API, IDV, UDEUR, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">49,5%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#7171ff" width="552">Mario Cito (La Destra, Fiamma Tricolore, Civiche)</td>
<td bgcolor="#7171ff" width="89">18,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#84d6ad" width="552">Angelo Bonelli (Verdi, Civiche)</td>
<td bgcolor="#84d6ad" width="89">11,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Filippo Condemi (PDL, Civica)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">7,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ff9999" width="552">Dante Capriulo (PRC, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ff9999" width="89">3,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Alessandro Furnari (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">2,1%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (4 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>6,7%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>TRAPANI</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffff" width="552">Giuseppe Maurici (FLI, Grande Sud, UDC, MPA, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffff" width="89">37,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Vito Damiano (PDL, Civica)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">27,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Sabrina Rocca (PD, SEL)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">19,6%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (4 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>15,1%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="564" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>TORRE DEL GRECO (NA)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Gennaro Malinconico (UDC, IDV, PD, SEL, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">52,3%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Ciro Borriello (PDL, FLI, API, Nuovo PSI, PRI, UDEUR)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">46,0%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (2 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>1,7%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="565" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>TRANI (BT)</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Luigi Nicola Riserbato (PDL, ADC, Civiche)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">45,6%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">Ugo Operamolla (UDC, PD, Verdi, SEL, FLI, IDV, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">28,9%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#c0c0c0" width="552">Fabrizio Ferrante (FdS, API, PRI, Civiche)</td>
<td bgcolor="#c0c0c0" width="89">15,7%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffffff" width="552"><em>Altro (3 candidati sindaco)</em></td>
<td bgcolor="#ffffff" width="89"><em>9,8%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="566" border="1" cellspacing="0" cellpadding="7">
<colgroup>
<col width="552" />
<col width="89" /> </colgroup>
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><strong>VERONA</strong></td>
<td width="89"><em>Risultato </em></td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ccffcc" width="552">Flavio Tosi (Lega Nord, Civiche)</td>
<td bgcolor="#ccffcc" width="89">57,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffcc99" width="552">
<p lang="de-DE">Michele Bertucco (PD, SEL, IDV, FdS, Civiche)</p>
</td>
<td bgcolor="#ffcc99" width="89">22,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#ffff99" width="552">Gianni Benciolini (M5S)</td>
<td bgcolor="#ffff99" width="89">9,4%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td bgcolor="#99ccff" width="552">Luigi Castelletti (PDL, UDC, FLI, Nuovo PSI)</td>
<td bgcolor="#99ccff" width="89">8,8%</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="552"><em>Altro (3 candidati sindaco)</em></td>
<td width="89"><em>1,6%</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div id="sdfootnote3">
<p><a name="sdfootnote3sym" href="#sdfootnote3anc"></a><em>3 Catanzaro è esclusa perché lo scrutinio è ufficialmente ancora in corso (le schede sono state sequestrate dalla Procura).</em></p>
</div>
<p>&nbsp;iMille.org – Direttore Raoul Minetti</p>
<div class="shr-publisher-17412"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fla-vittoria-silenziosa-del-centrosinistra%2F' data-shr_title='La+vittoria+silenziosa+del+centrosinistra'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fla-vittoria-silenziosa-del-centrosinistra%2F' data-shr_title='La+vittoria+silenziosa+del+centrosinistra'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='horizontal' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fla-vittoria-silenziosa-del-centrosinistra%2F' data-shr_title='La+vittoria+silenziosa+del+centrosinistra'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div class="feedflare">
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		</item>
		<item>
		<title>Quegli inaccettabili tagli agli assegni ai disabili</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/quegli-inaccettabili-tagli-agli-assegni-ai-disabili/</link>
		<comments>http://www.imille.org/2012/05/quegli-inaccettabili-tagli-agli-assegni-ai-disabili/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 05:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivan Scalfarotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[di Ivan Scalfarotto. Leggo che si sta pensando di ridurre gli assegni di accompagnamento a quelle persone colpite da gravi disabilità il cui reddito familiare ISEE superi la soglia di 15 mila euro....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><strong></strong>di Ivan Scalfarotto.</p>
<div id="attachment_17442" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"><a href="http://www.flickr.com/photos/ramella/6872547191/" target="_blank"><img class=" wp-image-17442 " title="foto di Simone Ramella" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/disabili.jpg" alt="" width="590" height="391" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Simone Ramella</p></div>
<p>Leggo che si sta pensando di <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/05/15/news/welfare_redditi_alti-35156903/?ref=HREC1-4" target="_blank">ridurre gli assegni</a> di accompagnamento a quelle persone colpite da gravi disabilità il cui reddito familiare ISEE superi la soglia di 15 mila euro. Ora, fermo restando che sicuramente chi è molto ricco può pensare anche alla propria disabilità, e probabilmente già lo fa, 15 mila euro all&#8217;anno non mi paiono una soglia tale da consentire la riduzione di quello che spesso è l&#8217;ossigeno per chi deve già far fronte ai problemi legati a una disabilità grave e per le famiglie su cui ricade quasi sempre l&#8217;onere dell&#8217;assistenza. Mi rifiuto francamente di pensare che questa proposta possa arrivare a uno stadio successivo a quello della boutade.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;iMille.org – Direttore Raoul Minetti</p>
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		<title>GLBT People at Work. La diversità è chiave del successo</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/glbt-people-work-la-diversita-e-chiave-del-successo/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 15:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iMille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[iMille segnalano il bell&#8217;evento di Parks &#8220;GLBT People at Work&#8220;, a Roma il 17-18 Maggio presso l&#8217;Hotel Radisson Blu. Un evento per capire come trasformare la diversità in una chiave di successo nel mondo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>iMille segnalano il bell&#8217;evento di Parks &#8220;<a href="www.glbtpeopleatwork.org" target="_blank">GLBT People at Work</a>&#8220;, a Roma il 17-18 Maggio presso l&#8217;Hotel Radisson Blu. Un evento per capire come trasformare la diversità in una chiave di successo nel mondo del lavoro.</p>
<p><a href="http://www.glbtpeopleatwork.org/"><img class="aligncenter size-full wp-image-17405" title="Invito GLBT People at work" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/Invito-GLBT-People-at-work-e1337097468187.jpg" alt="" width="590" height="604" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>GLBT People at Work sarà un incontro tra aziende e professionisti che potranno discutere le migliori pratiche nel settore del Diversity Management e confrontarsi sulle sfide e le opportunità per il futuro.</p>
<p>L’obiettivo della giornata sarà fornire una visione di come costruire sul proprio capitale umano, e in particolare su quello GLBT, per migliorare le proprie performance e utilizzare la diversità come chiave per il successo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;iMille.org – Direttore Raoul Minetti</p>
<div class="shr-publisher-17404"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fglbt-people-work-la-diversita-e-chiave-del-successo%2F' data-shr_title='GLBT+People+at+Work.+La+diversit%C3%A0+%C3%A8+chiave+del+successo'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fglbt-people-work-la-diversita-e-chiave-del-successo%2F' data-shr_title='GLBT+People+at+Work.+La+diversit%C3%A0+%C3%A8+chiave+del+successo'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='horizontal' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fglbt-people-work-la-diversita-e-chiave-del-successo%2F' data-shr_title='GLBT+People+at+Work.+La+diversit%C3%A0+%C3%A8+chiave+del+successo'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div class="feedflare">
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		<title>Perchè sostengo Macao e sono contro il suo sgombero</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/perche-sostengo-macao-sono-contro-il-suo-sgombero/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 12:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arianna Bassoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Macao]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[occupazioni]]></category>
		<category><![CDATA[pisapia]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>di Arianna Bassoli.</p>
<p><div id="attachment_17401" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px">&#8220;]<a href="http://www.flickr.com/photos/meravoglia/7176504658/"><img class="size-full wp-image-17401" title="7176504658_2025ef7fa1_b" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/7176504658_2025ef7fa1_b1-e1337087092733.jpg" alt="" width="590" height="392" /></a><p class="wp-caption-text">Di Nahuel [Meravoglia</p></div><em>Questo articolo è stato scritto due giorni fa, prima quindi che la polizia <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_maggio_15/polizia-sgombera-macao-ligresti-201181982839.shtml">sgombrasse</a> la Torre Guelfa dagli occupanti di Macao, il 15 maggio, suscitando un discontento che si è diffuso velocemente sui social network. Sinceramente non mi sarei mai aspettata una reazione così veloce e “spietata” dall’amministrazione Pisapia. Un messaggio forte da digerire, soprattutto per chi sperava che la rinascita culturale di Milano ora avesse una chance. Un passo indietro, senza dubbio. Ora ci si aspetta una proposta, un’alternativa, una spiegazione accettabile. Io che credo che questo Paese possa cambiare, e avevo fatto un augurio di lunga e prosperosa vita al Macao, oggi sono profondamente delusa.</em></p>
<p>Mi sono sempre piaciuti i movimenti dal basso. Al liceo aspettavo con ansia l’autogestione ed era l’unico momento in cui amavo stare a scuola, e ci stavo giorno e notte, a discutere, ribattere, proporre. Ci si divertiva, le idee erano tante. Poi tornava tutto come prima, il tram tram quotidiano con compiti e interrogazioni. Ed io che già aspettavo la prossima autogestione.</p>
<p>Ora mi appassiono quando sento di movimenti come #occupy, che si espandono a macchia d’olio, grazie ai social network (basta anche solo menzionare Twitter) e alla rabbia delle persone. Movimenti pacifici, il cui eco risuona a livello mondiale e tutti siamo costretti a fare i conti con la loro esistenza, non si possono trascurare neanche a volerlo. Internet aiuta la diffusione di questi processi e i protagonisti riescono a sfruttare questo mezzo come cassa di risonanza.</p>
<p>Questi movimenti di solito nascono da un malcontento, e più questo aumenta più si crea consenso e il fenomeno ha il potenziale di crescere a macchia d’olio. È palese che anche in Italia ora c’è fermento. Sull’onda delle occupazioni “culturali” del Teatro Valle a Roma, del Sale Docks di Venezia, del Teatro Coppola di Catania, dell&#8217;Asilo della Creatività e della Conoscenza di Napoli e del Teatro Garibaldi Aperto di Palermo, è per esempio partita da pochi giorni anche l’esperienza milanese di Macao.</p>
<p>Il 5 maggio un gruppo di 200 persone guidate dal collettivo di artisti milanesi “I Lavoratori dell’Arte” ha ufficialmente occupato la Torre Guelfa, un grattacielo abbandonato da 15 anni, di proprietà del gruppo Ligresti, in zona Stazione Centrale. Chi sono dunque questi Lavoratori dell’Arte e qual è lo scopo del progetto? Sono “artisti, curatori, critici, guardia sala, grafici, performer, attori, danzatori, musicisti, scrittori, giornalisti, insegnanti d’arte, ricercatori, studenti&#8221;, e vogliono creare il centro culturale più importante di Milano, partendo dal basso.</p>
<p>Gli organizzatori hanno fatto le cose in grande. Hanno coinvolto non solo qualche centinaio di persone nel momento dell’apertura ufficiale dell’occupazione, ma hanno anche invitato i media a quest’evento, ottenendo coperture, perlopiù positive, su diverse testate, tra cui il <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/05/alla-torre-galfa-milano-nasce-macao/196680/">Fatto Quotidiano</a> e <a href="http://www.rollingstonemagazine.it/cultura/notizie/nasce-macao-e-a-milano-si-respira-gia-unaria-diversa/52539">Rolling Stones</a>. Hanno creato un bel <a href="http://www.macao.mi.it/">sito</a> di presentazione, e coinvolto testimonial del calibro di Dario Fo e Filippo Timi. Anche l’assessore alla cultura, Stefano Boeri ha espresso il suo consenso nei confronti del progetto. Un buon inizio, dunque.</p>
<p>Quando un mio amico mi ha scritto un messaggio dicendomi che era a Macao e incoraggiandomi ad informarmi sul progetto, ho provato un po’ d’invidia. Avrei voluto essere lì anch’io, a condividere questo entusiasmo, a sentirmi parte di un momento importante, a sentire acceso quel desiderio di cambiare il mondo. Così come, tutte le volte che vado al <a href="http://www.teatrovalleoccupato.it/">Valle Occupato</a>, a Roma, e vedo i gruppi di ragazzi intenti ad organizzare le serate, con fogli di carta ovunque, che corrono di qua e di là o li trovi per terra a mangiare una zuppa il cui odore arriva fino in sala, mi dico che vorrei avere ancora vent’anni, ed essere lì in mezzo.</p>
<p>E sono contenta che l’Italia stia reagendo attivamente ad un crescente impoverimento culturale, dovuto soprattutto ad una costante diminuzione dell’investimento pubblico in progetti artistici, che sta uccidendo il mercato e più in generale la creatività ed espressione artistica di questo paese. Se non ci vengono date delle opportunità, ce le creiamo noi, questo è un po’ il messaggio. E anche senza fondi, se ci sono gli spazi, si può fare qualcosa di bello. Diverse figure importanti dell’arte e del teatro stanno appoggiando questi progetti, e la qualità dei prodotti che ne escono sembra notevole. Il Valle Occupato ha sempre una programmazione molto interessante e varia, che spazia dalla musica al cinema, passando naturalmente attraverso il teatro. Immagino che in uno spazio più grande e versatile come Macao si possano introdurre forme artistiche ancora più varie e davvero fare qualcosa che lasci il segno.</p>
<p>Questa è una realtà, ma soprattutto è ancora un grande speranza. Perché poi nella mia mente si affollano anche tantissimi dubbi, preoccupazioni, e forse anche un po’ di preconcetti. Non tanto verso questi movimenti, quanto verso l’approccio e la mentalità italiana. C’è molta rabbia in questo ambiente attivista, ed è anche giustificata, ma rischia di ridursi ad un noi-contro-il-sistema che piuttosto che diventare costruttivo ha il potenziale di creare un isolamento confortante e una “sindrome da trincea”. Siamo usciti allo scoperto, ma ora lottiamo contro i mulini a vento invece di usare le nostre energie per creare davvero qualcosa che possa essere in grado di cambiare il Paese. Cerchiamo di proporre un’arte universale, ma usiamo un linguaggio elitario perché ci fa sentire più uniti in questa guerra. E il rischio è solo che la nostra voce si perda nel vuoto.</p>
<p>Quando vado al Valle è sempre pieno di gente, c’è la fila fuori, ma di volta in volta si nota che ci sono sempre le stesse facce, che tutti conoscono tutti. Anche perché per trovare il programma bisogna informarsi, essere nel giro giusto, altrimenti si rischia di non sapere neanche che il Valle è un teatro storico che è stato occupato ormai da diversi mesi perché rischiava di essere chiuso e ora offre tantissimi spettacoli gratuitamente. Forse è anche parte di una cultura ancora molto provinciale italiana. O di un ancora radicato atteggiamento sessantottino e da intellettuali di sinistra che serpeggia tra gli attivisti.</p>
<p>La mia utopia sarebbe che un movimento #occupyitaly si diffondesse ancora più a macchia d’olio, anche se solo nell’ambiente culturale, e ottenesse un appoggio istituzionale. Sarebbe certo una cosa meravigliosa se lo Stato mettesse a disposizione, se non più fondi per l’arte e la cultura, almeno tutti quegli spazi abbandonati di proprietà pubblica, e sostenesse apertamente, anche con i dovuti filtri, questi movimenti dal basso. Ma anche solo se gli attivisti cercassero un dialogo, un compromesso, o anche solo la smettessero di essere continuamente così apertamente anti-sistema, sarebbe un bel passo avanti. Perché poi altrimenti lo Stato pensa che siamo dei pezzenti ribelli mentre noi ci sentiamo dei geni incompresi. D’altronde l’atto c’è e parla da sè, il resto sono i fatti che seguono e la comunicazione che ne viene fatta.</p>
<p>Rispetto al sessantotto abbiamo Internet, questo strumento incredibilmente potente. Sarebbe bello se cominciassimo ad usarlo di più per diffondere in modo costante i progressi degli spazi culturali occupati, di questo movimento che si ingrandisce. Che facessimo massicce comunicazioni social media per far sapere a tutti cosa si sta facendo, quale sono le attività in corso, qual è il programma, incoraggiando una costante partecipazione non solo di altri attivisti e sostenitori, ma di tutti gli amanti dell’arte e della cultura. Perché quello dev’essere l’audience, e bisogna parlare una lingua avanguardistica ma anche semplice e universale per raggiungerlo. Quella dell’arte e dei social media, secondo me, basta e avanza.</p>
<p>Il mio augurio è che Macao questo riesca a farlo, che sia in grado di superare le barriere di un movimento di nicchia filo-sessantottino, così da diventare un punto di riferimento fisso per la città, ed essere magari notato anche nel resto del mondo. Mi piacerebbe che tra vent’anni avesse anche lui una lunga pagina sulla sezione inglese di Wikipedia come ce l’ha il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kunsthaus_Tacheles">Kunsthaus Tacheles</a> di Berlino, famosissimo caso di centro artistico occupato. Possiamo farcela anche noi italiani?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;iMille.org – Direttore Raoul Minetti</p>
<div class="shr-publisher-17392"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fperche-sostengo-macao-sono-contro-il-suo-sgombero%2F' data-shr_title='Perch%C3%A8+sostengo+Macao+e+sono+contro+il+suo+sgombero'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fperche-sostengo-macao-sono-contro-il-suo-sgombero%2F' data-shr_title='Perch%C3%A8+sostengo+Macao+e+sono+contro+il+suo+sgombero'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='horizontal' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Fperche-sostengo-macao-sono-contro-il-suo-sgombero%2F' data-shr_title='Perch%C3%A8+sostengo+Macao+e+sono+contro+il+suo+sgombero'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div class="feedflare">
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		<title>Tram-treno: stato dell’arte e prospettive.</title>
		<link>http://www.imille.org/2012/05/tram-treno-stato-dellarte-prospettive/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iMille</dc:creator>
				<category><![CDATA[iMilleMug]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>iMille segnalano l&#8217;iniziativa &#8220;“Tram-treno: stato dell&#8217;arte e prospettive. Ipotesi di lavoro  per l’area vasta Pisa – Lucca – Livorno &#8211; Pontedera&#8221;. Un convegno che si svolgerà il 24  Maggio a Pisa, patrocinato dalla  Provincia di Pisa, per riflettere sulla mobilità dell&#8217;area Pisa &#8211; Lucca &#8211; Livorno &#8211; Pontedera.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.imille.org/wp-content/uploads/locandina-definitivattpisagif.gif"><img class="aligncenter  wp-image-17384" title="locandina definitivattpisagif" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/locandina-definitivattpisagif.gif" alt="" width="590" height="780" /></a></p>
<p>L&#8217;aumento della domanda di mobilità e la necessità degli enti locali e delle aziende di fornire risposte adeguate alle esigenze di un territorio in continua evoluzione fa emergere l&#8217;esigenza di nuovi disegni delle reti di trasporto pubblico, che siano maggiormente efficaci e flessibili, a partire dalle buone esperienze fin qui maturate.</p>
<p>Una soluzione che in varie realtà europee ha concorso a innovare vantaggiosamente le reti di trasporto pubblico suburbano e regionale è il tram-treno, al quale si comincia a dare diffusa attenzione anche in Italia, in modo forse non ancora sufficientemente sistemico.</p>
<p>Visto l’interesse suscitato dal convegno organizzato lo scorso anno a Firenze, AMT ha deciso di approfondire le tematiche in esso sviluppate a partire dalle concrete situazioni locali in Toscana. È allora parso opportuno organizzare un incontro nel corso del quale, oltre a fare il punto sui vari modi di essere del tram-treno nonché sulle relative potenzialità e problematiche, conoscere alcune fondamentali esperienze europee (il mitico sistema di Karlsruhe e le significative realizzazioni francesi), sintetizzare le proposte e le applicazioni dei principali costruttori emerse nel convegno di Firenze, si iniziassero ad approfondire alcune ipotesi di lavoro in un luogo importante della Toscana, l’area vasta Pisa – Lucca – Livorno, in cui la domanda di trasporto è di tipo metropolitano, anche per la presenza di molti e importanti poli di attrazione economici, culturali e turistici e in cui è presente una fitta rete ferroviaria e alcune linee ferroviarie locali attualmente sottoutilizzate rispetto alle potenzialità reali.</p>
<p>In questo quadro, l’adozione della moderna tecnologia del tram–treno, che consente di utilizzare contemporaneamente sia i binari ferroviari che quelli tranviari urbani, è in grado di accrescere enormemente il bacino di utenza e di aumentare il livello di efficienza economica e gestionale dell’attuale sistema ferroviario. Si presenteranno quindi alcune ipotesi di lavoro relative al recupero e potenziamento delle linee ferroviarie esistenti e alle possibili integrazioni con tracciati tranviari da realizzare nei centri urbani dell’area.</p>
<p>È auspicato che un efficace dibattito concluda l’incontro e permetta di aprire una fase di costruttivi approfondimenti e applicazioni concrete.</p>
<p><strong>Sede del Convegno</strong></p>
<p>Il Convegno ha sede a Pisa presso la Sala Auditorium del Centro Polifunzionale A. Maccarrone in Via Silvio Pellico 6, in un edificio ristrutturato dalla Provincia di Pisa, sede in passato della locale azienda di trasporto, nei cui pressi si dipartiva la linea ferrotranviaria storica che collegava le città di Pisa e Livorno al litorale.</p>
<p>L’edificio è vicinissimo alla Stazione ferroviaria e si raggiunge facilmente anche dalle principali vie di comunicazione stradali.</p>
<p>Per partecipare è necessario prenotarsi, inviando i propri dati e i propri recapiti a:</p>
<p align="center">info@amt.toscana.it</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p><em>Inizio lavori ore 14.30 </em></p>
<p><em>Introduzione e saluti</em></p>
<p>Dario Nistri &#8211; Presidente AMT Toscana</p>
<p>Giacomo Sanavio – Assessore alla programmazione territoriale e urbanistica della Provincia di Pisa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Lo stato della tecnologia</em></p>
<p><em>Tram-treno. Vantaggi e prospettive della nuova tecnologia in rapporto alle esperienze europee</em></p>
<p>Ing. Giovanni Mantovani, Ataf SpA</p>
<p><em>Sintesi del convegno precedente di Firenze.</em></p>
<p><em>Prof. Alessandro Fantechi, AMT Toscana</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ipotesi di applicazione del tram-treno nell’area vasta Pisa – Lucca – Livorno – Pontedera</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ipotesi progettuale di un collegamento Pontedera &#8211; Pisa &#8211; Tirrenia &#8211; Livorno</em></p>
<p>Prof. Massimo Losa, Università di Pisa</p>
<p><em>La tratta Pisa Lucca e il tracciato urbano di Pisa</em></p>
<p>Ing. Terenzio Longobardi, AMT Toscana</p>
<p><em>Il recupero della Cecina &#8211; Volterra – e i collegamenti ferro-tranviari con Livorno  </em></p>
<p>Prof. Stefano Maggi, Università di Siena e Ing. Roberto Lucani, libero professionista</p>
<p><em>La tratta Venturina – Campiglia &#8211; Piombino</em></p>
<p>Ing. Paolo Messina, libero professionista<br />
<em><br />
</em></p>
<p><em>Dibattito e Conclusione<br />
<!--[if !supportLineBreakNewLine]--><br />
<!--[endif]--></em></p>
<p><em>Fine Lavori &#8211; 19:00</em></p>
<p>&nbsp;iMille.org – Direttore Raoul Minetti</p>
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		<title>Speciale iMille: Siamo tutti Greci</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Giovannini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[La Grecia, il suo dramma è anche una vergogna per l&#8217;Europa. La possibile uscita dall&#8217;Euro della Grecia, oltre ad essere un potenziale ulteriore grosso problema economico per l&#8217;Europa, sarebbe soprattutto una sconfitta storica...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: center;"><a href="http://www.imille.org/wp-content/uploads/SiamoTuttiGreci.gif"><img class="aligncenter  wp-image-17368" title="SiamoTuttiGreci" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/SiamoTuttiGreci.gif" alt="" width="377" height="381" /></a></p>
<p>La Grecia, il suo dramma è anche una vergogna per l&#8217;Europa. La possibile uscita dall&#8217;Euro della Grecia, oltre ad essere un potenziale ulteriore grosso problema economico per l&#8217;Europa, sarebbe soprattutto una sconfitta storica dell&#8217;Europa. Senza mezzi termini, una &#8220;vergogna storica&#8221;.</p>
<p>iMille lanciano uno speciale &#8220;Siamo tutti Greci&#8221;. Invitiamo commenti, opinioni, articoli sul dramma della Grecia e su cosa significa per l&#8217;Europa. Ovviamente opinioni e articoli di greci in inglese sono i benvenuti, se avete contatti con amici greci. È il nostro piccolo modo di essere vicini alla Grecia. <a href="mailto:redazione.imille@gmail.com">Scriveteci</a>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;iMille.org – Direttore Raoul Minetti</p>
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		<title>L’Irlanda e il fiscal compact: ha senso questo referendum?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Martire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa & Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[fiscal compact]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[di Federico Martire. Di questi tempi, elezioni e urne la stanno facendo da padrone, in Europa. E se i recenti risultati in Francia, Grecia e Germania hanno spaventato i mercati e Angela Merkel,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>di Federico Martire.</p>
<div id="attachment_17377" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://www.flickr.com/photos/95479496@N00/2564849776/"><img class="size-full wp-image-17377" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2564849776_3d81c7ce1b_z.jpg" alt="Ireland can do better, di Free Stater" width="640" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Ireland can do better, di Free Stater</p></div>
<p>Di questi tempi, elezioni e urne la stanno facendo da padrone, in Europa. E se i recenti risultati in Francia, Grecia e Germania hanno spaventato i mercati e Angela Merkel, gli occhi degli europei sono già puntati sull’Irlanda. Non però perché nell’isola di smeraldo si voti per la formazione del nuovo parlamento, ma perché il 31 maggio prossimo si terrà un importante referendum sulla ratifica del discusso Fiscal Compact, formalmente Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell&#8217;unione economica e monetaria, noto anche come Patto di bilancio.</p>
<p>Perché la scelta degli irlandesi è importante? In realtà, l’eventuale bocciatura da parte dei cittadini dell’isola non comprometterebbe, in teoria, il cammino del Trattato, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2013 se, in quel momento, almeno 12 paesi dell’area Euro avranno detto sì. L’Irlanda, tuttavia, è un pezzo fondamentale del puzzle di ricostruzione europea: a causa della gravissima crisi finanziaria che ha colpito il paese, l’Irlanda ha fatto registrare i peggiori dati di bilancio d&#8217;Europa, arrivando a toccare un deficit del 30% nel 2010, e ha visto salire il tasso di disoccupazione dal 4,3% del 2007 al 14,6% del febbraio di quest&#8217;anno (fonte: <a href="http://insideireland.ie/2012/03/07/cso-figures-reveal-unemployment-levels-59631/" target="_blank">Central Statistic Office</a>). Tutti dati che hanno fatto sì che il paese, nel 2010, dovesse richiedere l&#8217;intervento dell&#8217;UE e del FMI per evitare il collasso, <a href="http://www.irishtimes.com/newspaper/breaking/2012/0112/breaking2.html" target="_blank">un&#8217;ipotesi riaffiorata di recente</a>. L&#8217;eventuale &#8216;no&#8217; irlandese al progetto del Fiscal Compact, pertanto, significherebbe un gravissimo colpo alla sostenibilità e continuità del Trattato, già messo in dubbio – in alcuni punti – dal neo presidente francese François Hollande. Un no irlandese, detto in poche parole, sancirebbe la morte de facto del Trattato.</p>
<p>Ora, un successo dei contrari al Fiscal Compact nella terra di Micheal Collins sembra essere piuttosto improbabile. <a href="http://www.rte.ie/news/2012/0428/poll-shows-slight-narrowing-in-treaty-support.html" target="_blank">Tutti i sondaggi recenti annunciano la vittoria del sì</a>, ma con un consenso decrescente. Inoltre, a tre settimane dal voto, la campagna elettorale è ancora in parziale rodaggio e c&#8217;è da scommettere che molti dei leader favorevoli al &#8216;no&#8217; – tra cui i conservatori locali, il Sinn Féin e alcuni fuoriusciti dal Fiánna Fail – sfodereranno le proprie armi in questi giorni, forti anche del vento anti-europeista (vero o presunto tale) che soffia per mezzo continente. E magari approfittarne per qualche <a href="http://www.flickr.com/photos/editor_tupp/2474815516/" target="_blank">slancio di populismo demagogico</a> che non è mancato ai tempi delle due campagne elettorali per i referendum sul Trattato di Lisbona. Già, perché in Irlanda si è già votato su trattati europei, con risultati alterni, così come consultazioni popolari sono state tenute anche in altri paesi dell&#8217;Unione. Famosissimo è il no francese al trattato costituzionale, condizionato dal dibattito sul plombier polonais (l&#8217;idraulico polacco), e che archiviò – di fatto – il sogno di una Costituzione EU, così come l&#8217;iniziale rifiuto irlandese al Trattato di Lisbona paralizzò il processo di entrata in vigore del testo, arrivato così al battesimo istituzionale e politico già &#8216;vecchio&#8217; rispetto alla realtà europa.</p>
<p>Una domanda, pertanto, s&#8217;impone: ha senso mantenere in vita l&#8217;istituto dei referendum sui trattati internazionali, come quelli EU sono, strutturati così come lo sono ora? È ovvio e logico che la regolamentazione delle consultazioni popolari rimanga nelle competenze degli Stati membri dell&#8217;Unione, ma è anche ovvio e logico (e giusto, aggiungerei) pensare che lo stop imposto da un paese non condizioni le scelte degli altri. In altre parole, se Irlanda, Francia, Olanda o chi per loro ritengono di non dover proseguire nel processo di integrazione europeo così come impostato dagli ultimi trattati – scelta legittima e, per certi versi, anche comprensibile – è accettabile che &#8216;impongano&#8217; la propria visione anche agli altri paesi che hanno fatto, magari anche tramite referendum, la scelta opposta? La soluzione non è né univoca né semplice. Proviamo ad evocare tre scenari possibili:</p>
<ol>
<li><strong>Abolizione dell&#8217;istituto del referendum sui trattati EU</strong> – È un&#8217;opzione, ovviamente, non percorribile, né legislativamente né politicamente. A meno che l&#8217;UE non voglia suicidarsi definitivamente, ma vogliamo escludere questa ipotesi.</li>
<li><strong>Partnership rafforzate tra Stati membri</strong> – Detto in poche parole, chi ci sta (nel trattato) è dentro; chi non vuole si accomoda alla porta. È la strada percorsa attualmente dall&#8217;UE, avendo escluso Regno Unito e Repubblica Ceca dal Fiscal Compact e avendo introdotto la &#8216;regola del 12&#8242; (necessità di approvazione e ratifica da parte di 12 Stati membri per l&#8217;entrata in vigore). È un&#8217;opzione percorribile, a patto che esista una volontà politica ferrea. Certo, romperebbe con l&#8217;idea di Unione &#8216;a una sola velocità&#8217; cui siamo abituati e creerebbe non pochi problemi dal punto di vista dell&#8217;integrazione legislativa, delle sovrapposizioni amministrative e della burocrazia. Ma a mali estremi&#8230;</li>
<li><strong>Istituzione di un referendum europeo</strong> – Forse la soluzione più semplice, logica e democratica. E forse proprio per questo non verrà attuata. Se il Trattato influisce su tutta l&#8217;UE, come è il caso del Fiscal Compact, e si vuole cogliere l&#8217;occasione per avviare un dibattito serio e ampio sull&#8217;UE, le sue istituzioni e il suo futuro (insomma, per fare integrazione), cosa c&#8217;è di meglio di una consultazione popolare che coinvolga, sullo stesso tema, tutto il continente? Si ha paura di spiegare agli europei l&#8217;austerità, i sacrifici, le difficoltà che dovremo affrontare? Si ha timore ad affrontare i tanti punti oscuri del Trattato? Si preferisce buttarla sul populismo o mantenere le scelte confinate nelle torri d&#8217;avorio delle cancellerie europee? Probabilmente sì, ed è proprio questo il grande male politico dell&#8217;Europa odierna. E dire che, nel 2007, i federalisti europei una proposta di referendum UE, ai tempi della Costituzione, <a href="http://www.eurobull.it/Un-referendum-europeo-E-possibile" target="_blank">l&#8217;avevano già fatta</a>, avanzando tra l&#8217;altro un&#8217;idea giuridaicamente solida, ma l&#8217;appello cadde nel nulla.</li>
</ol>
<p>In una situazione complessa, articolata e anti-UE come quella che stiamo vivendo, forse avvicinare le istituzioni – europee e nazionali – ai cittadini sarebbe cosa buona e giusta. E persino non troppo complicata, legislativamente e politicamente. Ma, forse, è chiedere troppo a questa Unione schizofrenica e autolesionista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>iMille.org – Direttore Raoul MinettiiMille.org – Direttore Raoul Minetti</p>
<div class="shr-publisher-17369"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><div class='shareaholic-like-buttonset' style='float:none;height:30px;'><a class='shareaholic-fblike' data-shr_layout='button_count' data-shr_showfaces='false' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Flirlanda-il-fiscal-compact-ha-senso-questo-referendum%2F' data-shr_title='L%E2%80%99Irlanda+e+il+fiscal+compact%3A+ha+senso+questo+referendum%3F'></a><a class='shareaholic-googleplusone' data-shr_size='medium' data-shr_count='true' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Flirlanda-il-fiscal-compact-ha-senso-questo-referendum%2F' data-shr_title='L%E2%80%99Irlanda+e+il+fiscal+compact%3A+ha+senso+questo+referendum%3F'></a><a class='shareaholic-tweetbutton' data-shr_count='horizontal' data-shr_href='http%3A%2F%2Fwww.imille.org%2F2012%2F05%2Flirlanda-il-fiscal-compact-ha-senso-questo-referendum%2F' data-shr_title='L%E2%80%99Irlanda+e+il+fiscal+compact%3A+ha+senso+questo+referendum%3F'></a></div><div style="clear: both; min-height: 1px; height: 3px; width: 100%;"></div><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><div class="feedflare">
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		<title>Lavoro: la battaglia sbagliata</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 12:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iMille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Fornero]]></category>
		<category><![CDATA[governo Monti]]></category>
		<category><![CDATA[riforma lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Falco. &#8220;Timida sugli interventi per i giovani e tortuosa nel Paese più tortuoso del mondo. La riforma del lavoro si è arenata sulla battaglia sbagliata&#8221; Nonostante Monti abbia parlato di una riforma...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>di Paolo Falco.</p>
<div id="attachment_17357" class="wp-caption aligncenter" style="width: 600px"><a href="http://www.flickr.com/photos/neonove/3491125232/"><img class="size-full wp-image-17357" title="3491125232_9c78ff190a_b" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/3491125232_9c78ff190a_b-e1336999199290.jpg" alt="" width="590" height="391" /></a><p class="wp-caption-text">Di neonove</p></div>
<p style="text-align: center;"><em>&#8220;Timida sugli interventi per i giovani e tortuosa nel Paese più tortuoso del mondo. </em><em>La riforma del lavoro si è arenata sulla battaglia sbagliata&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;">Nonostante Monti abbia parlato di una riforma storica, quella del mercato del lavoro che ha appena visto la luce ci lascia scontenti per due motivi principali.</p>
<p>Innanzitutto, la riforma era chiamata a rafforzare la fiducia degli investitori nel mercato del lavoro Italiano, allo scopo di favorire assunzioni, ridurre la disoccupazione e far ripartire la crescita. Una fiducia che non si costruisce solo con la flessibilità, ma innanzitutto con la semplice, veloce e trasparente applicazione delle regole: da sempre il tallone d&#8217;Achille del nostro paese. Mettendo un ulteriore grado d&#8217;arbitrio nelle mani dei tribunali del lavoro, chiamati ora a distinguere i licenziamenti disciplinari da quelli economici, e nel caso di questi ultimi a definire le condizioni di &#8216;manifesta insussistenza&#8217; che permettono il reintegro del lavoratore, la riforma potrebbe complicare anziché semplificare l&#8217;iter giudiziario delle cause di lavoro, aumentando l&#8217;incertezza e potenzialmente disincentivando l&#8217;investimento. È vero che la riforma prevede l&#8217;introduzione di un rito abbreviato per le cause di lavoro, ma le misure proposte per attuarlo sono anch&#8217;esse cavillose e sono in molti a dubitare della loro efficacia.</p>
<p>Da un governo tecnico ci saremmo aspettati un intervento più deciso sullo snellimento dei processi giudiziari che regolano i rapporti di lavoro, perché le lungaggini burocratiche sono davvero una questione &#8216;tecnica&#8217;, che non dovrebbe cadere vittima del fuoco incrociato delle parti politiche, e come tale meritava maggiore attenzione. L&#8217;Italia ha bisogno di semplificazione prima ancora che di flessibilità.</p>
<p>Il nostro secondo motivo di delusione riguarda le misure per ridurre il dualismo, che non fanno abbastanza per i giovani e i precari. Per prima cosa, dal governo tecnico ci saremmo aspettati una potatura sostanziale della miriade di forme contrattuali che rendono estremamente complesso il nostro mercato del lavoro e sono spesso fonte di illecito e sopruso. La foresta, invece, rimane intatta. Secondo, la riforma cerca di rendere più costoso l&#8217;utilizzo delle forme di lavoro precario, attraverso un aumento dell&#8217;aliquota a carico delle aziende. Non serve un economista per capire che in una relazione di lavoro in cui il lavoratore precario non ha molto potere contrattuale, questi aumenti di imposte ricadranno sui salari dei lavoratori stessi.</p>
<p>La nuova norma, quindi, rischia di peggiorare la situazione, se non sarà accompagnata dall&#8217;introduzione di un salario minimo orario, che non è una trovata da economia pianificata di stampo Sovietico, ma uno strumento che viene applicato nelle economie capitaliste più avanzate, quali la Gran Bretagna e Gli Stati Uniti.</p>
<p>La terza nota dolente riguarda l&#8217;ASPI. Le risorse destinate all&#8217;Assicurazione Sociale per l&#8217;Impiego sono troppo poche, e troppo limitato ne è l&#8217;accesso. Un ammortizzatore sociale non può dirsi &#8216;universale&#8217;, come nelle intenzioni del Ministro Fornero, se esclude un milione e mezzo di precari. Inoltre, le politiche attive per il ricollocamento di chi perde il lavoro non hanno ricevuto alcuna attenzione nella riforma. Tali misure, come la riqualificazione di chi non ha lavoro, per facilitarne il passaggio a nuovi impieghi, sono uno dei pilastri dei sistemi di ammortizzatori sociali degli altri Paesi, e senza di esse l&#8217;ASPI è molto più vicina a quelle forme di assistenzialismo alle quali presto assoceremo stereotipi negativi. Un ammortizzatore ha il compito di attutire il colpo della disoccupazione, ma proprio come una molla, dovrebbe rilanciare il lavoratore sul mercato. L&#8217;ASPI non lo fa, e non fa abbastanza, quindi, per lenire la vera paura dei nostri disoccupati: quella di non riuscire più a trovare un nuovo lavoro.</p>
<p>La regolamentazione nell&#8217;uso delle partite IVA è una nota positiva, anche se la sua efficacia si baserà sulla capacità degli organi competenti di effettuare controlli sulla miriade di contratti esistenti. Positiva è anche l&#8217;enfasi sul contratto d&#8217;apprendistato, che dovrebbe finalmente favorire la formazione, e la cui applicabilità dovrebbe essere limitata al periodo di vero inserimento. Avremmo voluto, tuttavia, che questa tipologia di contratto fosse caratterizzata da un incremento progressivo delle tutele per rendere progressivamente più appetibile l&#8217;assunzione del lavoratore.</p>
<p>Dai tecnici, tuttavia, ci saremmo aspettati di più. Il governo si è impelagato sul nodo più genuinamente politico della questione: quello dell&#8217;Art.18, cedendo alla tentazione di far valere la sua forza di governo di Unità Nazionale, ma non riuscendo comunque a vincere i veti incrociati delle parti sociali. Ci saremmo aspettati un approccio più freddo e lungimirante, che mettesse da parte l&#8217;Art. 18, e si concentrasse su due nodi fondamentali alla portata della riforma: la semplificazione e i giovani precari. Questi ultimi continuano a vedersi di fronte una giungla normativa che li lascia ultima ruota del carro e continua, così, a scoraggiarne l&#8217;impegno e la formazione. È questa la più grande risorsa sprecata del nostro Paese, e in un periodo in cui il mantra è la crescita dovremmo tenerlo a mente.</p>
<p>Alle parti sociali, ai politici e alla stampa più strillona vorrei dire che sono stati ugualmente miopi, e hanno intrapreso ancora una volta la battaglia sbagliata.</p>
<p><em>L&#8217;analisi dell&#8217;autore della <a href="www.fonderia.org" target="_blank">Fonderia di Oxford</a> è contenuta anche in questo video. Buona visione!!</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/i4w3L2rvbCo" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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<p>&nbsp;iMille.org – Direttore Raoul Minetti</p>
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		<title>Riformare i sindacati. Dalla conservazione al progresso</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 10:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>iMille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia & Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[di Marco Mazzoldi. L’attuale momento governativo-istituzionale italiano, nel contesto di un panorama globale portatore di una crisi non solo economica ma sistemica, potrebbe e dovrebbe essere occasione di un rinnovamento del mondo sindacale,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p align="JUSTIFY">di Marco Mazzoldi.</p>
<div id="attachment_17349" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.flickr.com/photos/45560793@N05/4187783064"><img class="size-full wp-image-17349" title="cgil" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/cgil.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di CGIL Nazionale</p></div>
<p>L’attuale momento governativo-istituzionale italiano, nel contesto di un panorama globale portatore di una crisi non solo economica ma sistemica, potrebbe e dovrebbe essere occasione di un rinnovamento del mondo sindacale, alla stessa maniera di quello politico. Quest’ultimo, preso tra venti di ‘antipolitica’, di ‘deficit democratico’, ed anche per certi versi di ‘sospensione democratica’, quanto meno nella realtà nazionale, si trova in un guado, messo alla berlina anche dagli ultimi esiti delle tornate amministrative, per uscire dal quale le avvisaglie si mescolano alle aspettative di manovre strategiche efficaci di cui ci attendiamo gli esiti (Terza Repubblica?) e soprattutto gli inizi.</p>
<p>Quanto al mondo sindacale, l’odierna compagine governativa, in occasione del disegno di legge relativo alla riforma del sistema-lavoro, spinta anche da sussulti esterni ha dato un segnale sul versante che qui ci occupa: mi riferisco alla così ribattezzata fine della “concertazione obbligatoria”, sistema tipicamente e solamente italiano, per il quale – soprattutto a partire dagli anni &#8217;70 – la costituzione materiale prevedeva una lunga fase di necessaria consultazione (ed altrettanto necessaria approvazione) sindacale prima di poter procedere a ritocchi e rinnovi del diritto del lavoro nelle sole sedi a ciò deputate, ossia Camera e Senato. A riguardo, non va sottaciuto che anche la riforma oggi in esame ha comunque dovuto pagare un ‘pedaggio’ alla consultazione pre-parlamentare, che ha di fatto imposto alcune modifiche prima della presentazione del disegno al Parlamento, con conseguente parziale depotenziamento della portata innovativa della riforma.</p>
<p>Tuttavia, va dato atto che in quest’occasione s’è proceduto all’iter parlamentare anche senza il preventivo assoluto benestare delle organizzazioni sindacali.</p>
<p>Ritengo che ciò non vada affatto letto come sminuimento dell’importanza dei sindacati, quanto piuttosto come ritorno all’alveo istituzionale del loro ruolo. La storia e la comparazione con le altre realtà sindacali europee, in ispecie ma non esclusivamente in Germania, ci spiegano che gli attuali problemi economici, politici e sociali, tutti convergenti inevitabilmente anche sul mondo del lavoro, non possono più essere affrontati con il vecchio stile, la vecchia strumentazione, il vecchio approccio.</p>
<p>Com’è stato efficacemente <a href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/a-che-serve-il-sindacato-oggi-intervista-esclusiva-a-pietro-ichino-stefano-trifir%C3%B2-gabriele-fava-e-marco-de-bellis-9644.html">osservato</a>, “nell’era della globalizzazione il sindacato deve essere l’intelligenza collettiva che consente ai lavoratori di selezionare il meglio dell’imprenditoria mondiale, aprire con essa il negoziato, valutare i piani industriali proposti senza altra pregiudiziale che il rispetto della legge. Se la valutazione è positiva il mestiere del sindacato è quello di guidare i lavoratori nella scommessa comune con l’imprenditore, nell’attuazione del programma contrattato; e, ovviamente, di controllare che il programma sia rispettato anche per la distribuzione dei frutti, quando la scommessa sia stata vinta”.</p>
<p>Per aumentare e sviluppare questa capacità, che è alla base del funzionamento del tanto reclamato e declamato ‘modello tedesco’ (dove il sistema di cooperazione con l’imprenditore e di controllo, dal licenziamento alle decisioni aziendali, risiede nei consigli di fabbrica), mi pare necessario prevedere una sorta di road map, che passa per almeno tre punti fondamentali.</p>
<ol>
<li>Recupero del deficit democratico: senza qui dilungarsi sulla questione dell’applicazione dell’art. 39 della Costituzione, è un dato pacifico che lo stesso deficit democratico riscontrabile nelle formazioni politiche interessi analogamente anche le formazioni sindacali. L’introduzione del sistema delle primarie (debitamente adeguato) si rende necessario anche nelle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori. In caso contrario, quanto si rimprovera ai partiti, la loro distanza dal famigerato paese reale, la loro natura di casta, la loro incapacità di rappresentanza e l’autoreferenzialità, si riproduce paro paro anche nell’ambito sindacale.</li>
</ol>
<p>Parimenti, è dato incontestato che i sindacati rappresentino attualmente soltanto una porzione del mondo del lavoro, ossia i pensionati e i c.d. insider, cioè coloro che godono già delle massime garanzie legali (a partire dalla tutela reale dell’art. 18). Solo incidentalmente e occasionalmente le categorie dei c.d. outsider (in primis ma non solo i precari) trovano conforto e riescono a rispecchiarsi nei rappresentanti sindacali. Con la conseguenza che la rappresentanza è più formale che sostanziale, più apparente che effettiva.</p>
<p>Per non parlare del fatto che i lavoratori qualificati, forti del loro potere contrattuale, non si appoggiano più al sindacato per le loro rivendicazioni, e contrattano direttamente e individualmente con il datore di lavoro. Questa è anche una conseguenza della circostanza che la difesa del lavoratore è assunta aprioristicamente, senza un’analisi effettiva del caso e delle motivazioni dell’imprenditore, e senza considerare i diritti e la tutela degli altri lavoratori: certamente il ruolo istituzionale del sindacato è quello di proteggere e promuovere il dipendente, ma bisogna avere la capacità di valutare se la decisione dell’imprenditore sia illegittima oppure ragionevole e fondata, e di saper leggere la situazione del contesto lavorativo. Il lavoratore sanzionato o allontanato dal posto di lavoro molte volte assume degli atteggiamenti – scarsa professionalità, scarso rendimento, inosservanza delle regole – che solo indirettamente riguardano il datore, mentre investono direttamente i colleghi, che subiscono in prima persona le carenze o la negligenza del loro compagno.</p>
<p>Il deficit democratico si riscontra poi, da ultimo, nel fatto di considerarsi come l’ultima e unica istanza rappresentativa dei lavoratori e dei loro interessi, anche sopra e a discapito della rappresentanza politica e sociale degli interessi generali, ivi inclusi quelli dei lavoratori, che costituzionalmente e democraticamente risiede invece nel Parlamento.</p>
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<ol start="2">
<li>Professionalità e competenza: come in ogni professione, e a maggior ragione in considerazione della centralità sociale del sindacato, è necessaria un’adeguata preparazione del sindacalista, non solamente sulla normativa del lavoro, ma più in generale sulla realtà economica e sui modelli economici: non basta la conoscenza o l’esperienza dei rimedi immediati per la posizione del singolo lavoratore; ma, soprattutto nel contraddittorio sui programmi aziendali o in sede di consultazione sindacale, gli elementi di base dell’economia del diritto risultano inevitabilmente utili e necessari. Questo ovviamente non per addivenire ad un appiattimento sulle ragioni della finanza del mercato o dell’imprenditore, ma per acquisire le necessarie consapevolezza e capacità di proporre alternative o di migliorare pro lavoratori le decisioni del datore di lavoro.</li>
</ol>
<p>Il ritrarsi sull’Aventino, la contrapposizione frontale, il proporre vecchie ricette non sono certo d’aiuto ai lavoratori. Perché – e di questo occorre coscienza non soltanto nei momenti di crisi aziendale e di mobilità, quando spesso è troppo tardi – bisogna sempre ricordare che lo stato di salute dell’azienda è l’interesse primario anche dei dipendenti. E compito del sindacato è anche quello di rammentare questo fatto agli stessi lavoratori.</p>
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<ol start="3">
<li>Utilizzo dei nuovi strumenti: mi riferisco, in particolare, all’Accordo interconfederale del 28 giugno 2011, e soprattutto all’art. 8 del d.l. 138/2011. Quest’ultimo, in parte anche a ragione, è stato criticato. Ma la sua messa all’angolo, il suo completo depotenziamento con la postilla interconfederale del 21 settembre 2011 non paiono una soluzione ragionevole e vincente. Nella logica della contrattazione di secondo livello, di controllo ma anche di cooperazione con l’imprenditore, la ratio dell’art. 8 assegna alle rappresentanze territoriali e aziendali un potere di conformare e adeguare le imprescindibili tutele di legge dei lavoratori alla situazione particolare dell’azienda o del distretto. Contrariamente alle posizioni espresse dai sindacati confederali, con l’applicazione dell’art. 8 non si tratta di rifuggire la legge né di smantellare la coesione sindacale: la derogabilità della normativa generale non è affatto lasciata nelle mani dell’imprenditore, ma passa giustamente e necessariamente attraverso una contrattazione collettiva che impone l’imprescindibile accordo sindacale. Così, mi pare miope la decisione delle tre principali sigle di pensionare tout-court e a cuor leggero la possibilità di rendere più efficace la tutela normativo-economica nelle singole imprese.</li>
</ol>
<p>Sul punto non si può nascondere il dubbio che il centralismo a livello nazionale, ancora una volta pedissequamente a quanto avviene nei partiti, abbia soffocato ogni possibilità di rinnovo e miglioramento, per considerazioni per lo più di potere interno alle singole sigle. Una mossa più consona e lungimirante avrebbe invece richiesto l’emanazione, a livello nazionale e confederale, di linee guida alle quali le organizzazioni territoriali e quelle aziendali fossero tenute ad attenersi nell’esplicazione dei poteri loro attribuiti dall’art. 8: con ciò salvando l’autonomia sindacale, la tutela dei lavoratori, e il nuovo ruolo propositivo e d’innovazione delle organizzazioni.</p>
<p>È anche attraverso questi passi che il sindacato può recuperare il suo ruolo istituzionale e sociale, che è un ruolo di continua concertazione a livello territoriale e sociale, e così ritornare efficiente ed efficace nel perseguimento delle sue finalità, e cioè l’effettiva rappresentanza delle ragioni e dei diritti dei lavoratori, non in un’ottica di conservatorismo, ma con una capacità di sguardo che sappia leggere i cambiamenti e con ciò introdurre e contrattare per tempo le migliori garanzie (diritti, retribuzione, mantenimento e creazione di posti di lavoro) a beneficio dei propri rappresentati.</p>
<p>Certamente, una pari capacità e intelligenza è necessaria, ed è da esigere, anche dai singoli imprenditori e dalle associazioni di categoria. Tuttavia, il diventare forza propulsiva e innovativa non può che spingere verso la stessa direzione anche le proprie controparti.</p>
<p>Altrettanto certamente, il politicare dei maggiori rappresentanti sindacali, l’attenuazione della democrazia, l’incapacità rappresentativa, le battaglie ideologiche, l’assoluta indisponibilità sull’art. 18 (che pure per legge non si applica mai proprio ai sindacati!), il rincorrere o provocare il corteggiamento da parte delle forze politiche tendono invece a fare anche delle organizzazioni sindacali una componente della casta, tanto incapace di rinnovarsi e di rinnovare quanto quella politica.</p>
<div>
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<p>iMille.org – Direttore Raoul Minetti</p>
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