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	<title>iMille</title>
	
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		<title>Eluana, la vita non è solo respiro</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 13:00:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[englaro]]></category>
		<category><![CDATA[testamento biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[di Chiara Lalli





È passato un anno dalla morte di Eluana Englaro. Diciotto anni dall’incidente mortale. Due morti diverse, spesso coincidenti: quella della coscienza, la morte mentale o biografica; quella che ti fa smettere di pensare e capire e sentire. E quella del corpo, assoluta e totale. Due morti diverse se si accoglie la premessa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Chiara Lalli</p>
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<dl class="wp-caption alignnone" style="width: 510px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title="rose eluana englaro " src="http://farm4.static.flickr.com/3332/3269660409_ceb5daf410.jpg" alt="rose eluana englaro" width="500" height="333" /></dt>
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</div>
<p><a href="http://www.chiaralalli.com/2010/02/eluana-la-vita-non-e-solo-respiro.html" target="_blank">È passato</a> un anno dalla morte di Eluana Englaro. Diciotto anni dall’incidente mortale. Due morti diverse, spesso coincidenti: quella della coscienza, la morte mentale o biografica; quella che ti fa smettere di pensare e capire e sentire. E quella del corpo, assoluta e totale. Due morti diverse se si accoglie la premessa che la vita biologica è una condizione necessaria ma non sufficiente per la vita personale. Due morti diverse: una fortuita e accidentale; l’altra voluta, rivendicata come libertà e diritto di scegliere. E il volere la morte è qualcosa che non si perdona. Perché la vita è sacra e sono tutti bravi a dirti che non te ne puoi liberare, salvo poi magari ripensarci qualora si sia direttamente coinvolti. Perché la vita è sacra e il tuo volere non conta nulla.<br />
Certo Eluana Englaro, proprio a causa di quella prima morte, non era in grado di manifestare quel volere con la sua voce. Perché la voce non ce l’aveva più. La sua famiglia si è incaricata di farsene dolente interprete. E lo ha fatto pubblicamente, reclamando un diritto e rifiutando di risolvere la questione portandosela a casa, di nascosto, nell’ombra domestica. Si può essere d’accordo oppure preferire la via più comoda e privata, ma non si dovrebbero insultare i genitori di Eluana Englaro e le ragioni che li hanno spinti a percorrere questa strada. Eppure gli insulti sono ancora vivi nella memoria di molti. “Assassini”, forse, non è nemmeno quello più ripugnante.</p>
<p><span id="more-4816"></span></p>
<p>La storia di Eluana Englaro è rimasta per anni abbastanza lontana dal clamore mediatico. Una ragazza in stato vegetativo e la sua famiglia che, dopo essersi resa conto che la condizione clinica era gravissima e irreversibile, ha deciso di rispettare quelli che sarebbero stati i suoi desideri. Nulla di straordinario: in Italia l’autodeterminazione è garantita. La difficoltà stava nel ricostruire la volontà passata di Eluana e inferire la sua presunta volontà attuale. Una ricostruzione condotta in base alle testimonianze di chi l’aveva conosciuta. Con un margine di arbitrarietà inevitabile, ma con una unica alternativa: non fare nulla.</p>
<p>Non ci si può illudere che non facendo nulla ci si immunizzi contro gli esiti immorali o si possano evitare sgradite conseguenze, come se fosse possibile ibernare le nostre esistenze in un limbo senza tempo e senza effetti. Non facendo nulla, infatti, si sarebbe deciso di continuare a nutrire Eluana tramite il sondino; si sarebbe scelto di non domandarsi cosa avrebbe desiderato lei, ci si sarebbe sottratti a una domanda impossibile ma doverosa. La viltà non è la soluzione. Negli ultimi anni il caso di Eluana Englaro è diventato uno dei ring in cui si combatte la battaglia tra paternalismo e autonomia; tra prepotenza e rispetto dei desideri degli individui; tra visioni del mondo inconciliabili, perché chi ha la presunzione di possedere la Verità non perde tempo ad ascoltare le “bugie” altrui. Chi ha la presunzione di possedere la Verità vuole donarcela, anche con la violenza. Per il nostro bene, si intende.</p>
<p>La morte di Eluana Englaro ha indurito i toni della discussione sulle direttive anticipate, esasperando l’ipocrisia e la prepotenza dei sedicenti difensori della “vita”, di quelli che l’hanno vissuta come una bruciante sconfitta e non come una legittima richiesta, senza pretesa di universalizzazione da parte della famiglia Englaro. Hanno cercato di appropriarsi del suo corpo e della sua vicenda per dimostrare di avere ragione, dimostrando soltanto di essere avvoltoi mascherati da buoni samaritani.</p>
<p>La carica dei paternalisti ha cavalcato l’emozione e gli umori per urlare “mai più omicidi di Stato!, mai più la crudeltà di far morire di fame e sete qualcuno!”. Le parole sono tanto più pesanti quanto più si è in mala fede. E non è solo per ragioni di coerenza (verrebbe da chiedere a queste persone di non contraddirsi, per esempio, nel fottersene della la pena di morte, nell’ignorare i tanti malati abbandonati o le migliaia di morti sul lavoro). Le ragioni sono anche quelle di una interpretazione corretta degli avvenimenti, a partire dalla possibilità – che è di ogni Paese civile – di decidere sulla nostra esistenza, almeno nei termini di non iniziare o di interrompere qualsiasi trattamento. Dalla insensatezza di usare espressioni come “morire di fame e di sete”, perché la coscienza di Eluana Englaro era stata annientata da quell’incidente. Dal dire che era una persona che avrebbe potuto “anche in ipotesi generare un figlio” – come se questo potesse implicare il dovere di tenerla in vita per contribuire alla prosecuzione della specie, magari con un accenno al patriottismo che non ci sta mai male quando si sente odore di servi e padroni. Pochi hanno taciuto, pochi si sono interrogati sulle volontà di Eluana.</p>
<p>Ho visto Eluana nel gennaio del 2008. Nella stanza della struttura di Lecco dove è stata ospitata per molti anni. Nella stessa struttura in cui, per una ironica sorte, era nata. In quella stanza con un letto, le foto e alcuni peluche. Oggetti stridenti con il presente: le foto sorridenti, una giovinezza spezzata, e i pupazzi come se avesse avuto 4 anni. Non scriverò di quello che ho visto e di come era Eluana Englaro, siamo stati già travolti dalla pornografia, anche quella in buona fede, quella per raccontare e far capire. Chi voleva capire e sapere ha avuto tempo per farlo. Scriverò solo che se fossi stata Eluana mi sarei molto incazzata. O più precisamente: guardandola ho pensato che se mi fossi trovata a vivere quella esperienza non avrei sopportato di essere ostaggio inerme della curiosità altrui. E che ognuno di noi dovrebbe avere la possibilità di decidere della propria vita e della propria morte – che può significare anche non decidere, questo è un ennesimo vantaggio della libertà: poter scegliere di rinunciarvi, poter far scegliere altri. Ma tenersela ben stretta se la si desidera. E ho pensato anche che la legge sulle direttive anticipate farà scempio di questa libertà, la irriderà e continuerà a chiamarla tale dopo averla sacrificata in nome della Vita. Come pretendere di far volare un gufo impagliato?</p>
<p>L’unica, amara, consolazione è che da quel gennaio 1992 Eluana Englaro non è stata più in grado di rendersi conto di quanto stava accadendo intorno a lei.</p>
<div><a style="color: #bb3300;" href="http://www.giornalettismo.com/archives/50724/eluana-englaro-vita-solo-respiro/">Giornalettismo</a>, 9 febbraio 2010.</div>
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		<title>Veglia laica – Eluana Englaro un anno dopo</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 10:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Laicità]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Il 9 febbraio di un anno fa &#8220;Eluana Englaro, dopo 17 anni passati senza coscienza in un letto, divenne finalmente libera. Liberata dall&#8217;impegno civile di un padre esemplare e dal sussulto democratico di una parte del Paese che non tollerava l&#8217;illecita invadenza dello Stato nell&#8217;imporre ad una persona terapie non volute per prolungarne l&#8217;agonia&#8221; (Ignazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4806" title="veglia_eluana" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2010/02/veglia_eluana1.jpg" alt="veglia_eluana" width="312" height="546" /></p>
<p>&#8220;<em>Il 9 febbraio di un anno fa &#8220;Eluana Englaro, dopo 17 anni passati senza coscienza in un letto, divenne finalmente libera. Liberata dall&#8217;impegno civile di un padre esemplare e dal sussulto democratico di una parte del Paese che non tollerava l&#8217;illecita invadenza dello Stato nell&#8217;imporre ad una persona terapie non volute per prolungarne l&#8217;agonia</em>&#8221; (Ignazio Marino)</p>
<p>Stasera al Circolo PD Trastevere (Roma): Veglia laica e reading del libro di Beppino Englaro &#8220;La vita senza limiti&#8221; con Ignazio Marino, Ivan Scalfarotto, Miriam Mafai, Pierfrancesco Poggi, Francesco Siciliano, Cristiana Alicata, Luca Iozzino, Estella Marino.</p>
<p>Riproporremo la &#8220;Veglia laica per Eluana&#8221; ogni anno, fino all&#8217;approvazione di una legge sul testamento biologico degna di questo nome.</p>
<p>PS.: Segnaliamo anche<a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/09/news/englaro_un_anno-2231677/"> la lettera di Beppino Englaro</a> pubblicata nell&#8217;edizione odierna di Repubblica.</p>
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		<title>Meritocrazie ed aristocrazie</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 07:00:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cambio Generazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Vogliamo segnalarvi un articolo di Irene Tinagli intitolato “Il circolo vizioso fra caste e amicizie”, e segnalandolo vogliamo  riallacciarci ad una conversazione  avvenuta su questo stesso blog un po&#8217; meno di due anni fa. Si discuteva all&#8217;epoca di cambio generazionale e di meritocrazia: e la diagnosi non era molto diversa da quella di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vogliamo segnalarvi <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=6956&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">un articolo di Irene Tinagli</a> intitolato “Il circolo vizioso fra caste e amicizie”, e segnalandolo vogliamo  riallacciarci ad <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=6956&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">una conversazione  avvenuta su questo stesso blog</a> un po&#8217; meno di due anni fa. Si discuteva all&#8217;epoca di cambio generazionale e di meritocrazia: e la diagnosi non era molto diversa da quella di Irene Tinagli.</p>
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		<title>Micerino, la Sfinge e la Pozione</title>
		<link>http://www.imille.org/2010/02/micerino-la-sfinge-e-la-pozione/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:18:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per un nuovo PD]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giuseppe Civati

(Rainbow over the pyramid di ThinhHohang)
L&#8217;area Marino si è ritrovata a Orvieto, sabato e domenica. Un seminario di ottima qualità, un momento partecipato e appassionato, come sempre. C&#8217;è, però, un rischio evidente, di cui vi vorrei parlare: quello di fare una corrente, e personalmente sono da sempre contrario all&#8217;idea, anche perché ho attraversato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://civati.splinder.com/post/22203227/Micerino%2C+la+Sfinge+e+la..." target="_blank">Giuseppe Civati</a></p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm4.static.flickr.com/3198/2295060787_4a93256624_o.jpg" alt="" width="400" height="263" /></p>
<p>(<em>Rainbow over the pyramid</em> di <a href="http://www.flickr.com/photos/hoanghaithinh/2295060787/" target="_blank">ThinhHohang</a>)</p>
<p>L&#8217;area Marino si è ritrovata a Orvieto, sabato e domenica. Un seminario di ottima qualità, un momento partecipato e appassionato, come sempre. C&#8217;è, però, un rischio evidente, di cui vi vorrei parlare: quello di fare una corrente, e personalmente sono da sempre contrario all&#8217;idea, anche perché ho attraversato l&#8217;Italia sostenendo che le correnti, a me, non piacciono e che preferisco il mare aperto (l’avevo ripetuto <a href="http://www.civati.splinder.com/post/21680258" target="_blank">qui</a>, alla fine del Congresso, in tempi molto sospetti). <span id="more-4777"></span></p>
<p>Mi spiegano che la si chiama ‘area’, e non &#8216;corrente&#8217;, ma non è certo con i nominalismi che ce la caveremo. Il pericolo è di erigere una terza piramide, dopo le altre due, un po’ come quella di Micerino: più piccola, forse più simpatica, però in tutto simile alle altre. Solo più di dimensioni minori. La mozione Micerino. No, grazie. Allora per evitare che sia vissuta come una corrente o come una mozione che non smobilita e che, alla fine, cede alle logiche correntizie imposte da altri, vorrei interpretare l&#8217;appuntamento di Orvieto e il lavoro a venire come una pozione. Ovvero, come qualcosa che si mette nel &#8216;motore&#8217; del Pd e lo fa funzionare. Che piuttosto che alle piramidi, grandi e piccole, si preoccupi di far parlare la Sfinge. Una Sfinge secolare (millenaria!) che a volte è tetragona, altre sembra sfarinarsi (come si sono sfarinati i due principali schieramenti congressuali, associazioni temporanee di imprese, come le ha definite qualcuno). C&#8217;è invece un punto da cui partire: Ignazio Marino ha ricordato come fossimo solo noi a parlare, inizialmente, di nucleare e a sostenere fortemente temi (vedi alla voce testamento biologico) che sono diventati patrimonio comune del Pd. Obama, ha ricordato Marino, ha tre priorità a cui non deroga mai. Ecco, facciamo così, precisiamo ancora le nostre tre priorità, sosteniamole dentro il Pd e nella società, pretendiamo che diventino patrimonio comune. E non deroghiamo allo stile che aveva portato alla costituzione del terzo &#8216;fronte&#8217; congressuale. Quella pozione Marino che ha fatto bene al Pd, proprio perché cercava di parlare a tutti i suoi iscritti, senza rendite di posizione e poltrone da difendere. Cerchiamo di animare il dibattito, di creare confronto salutare e di farlo senza chiedere: «tu, al Congresso, che cosa hai votato?». Le piramide, imponenti, lasciamole ad altri, che si sono già organizzati in strutture, aree, fondazioni, polisportive e motoraduni e che preferiscono il sacello alla piazza. La Sfinge ha bisogno di noi, non dimentichiamolo.</p>
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		<title>Trenta e lode</title>
		<link>http://www.imille.org/2010/02/trenta-e-lode/</link>
		<comments>http://www.imille.org/2010/02/trenta-e-lode/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 13:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Integrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di nonuacosaseria
Impiegato: “Allora, signor… Ondrej… Ondrej Malustzenko, giusto?”
Cittadino straniero: “Yes!”
I: “Yes? Come yes?!”
CS: “Sì!”
I: “Lei è in Italia da due anni, vedo… e ora deve rinnovare il permesso di soggiorno, giusto?”
CS: “Yes… ehm, sì”
I:“Però qui.. ahi ahi ahi… qui vedo che otto mesi fa le è stata ritirata la patente per guida in stato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://nonunacosaseria.blogspot.com">nonuacosaseria</a></p>
<p><strong>Impiegato:</strong> “Allora, signor… Ondrej… Ondrej Malustzenko, giusto?”<br />
<strong>Cittadino straniero:</strong> “Yes!”<br />
<strong>I:</strong> “Yes? Come yes?!”<br />
<strong>CS:</strong> “Sì!”<br />
<strong>I:</strong> “Lei è in Italia da due anni, vedo… e ora deve rinnovare il permesso di soggiorno, giusto?”<br />
<strong>CS</strong>: “Yes… ehm, sì”<br />
<strong>I:</strong>“Però qui.. ahi ahi ahi… qui vedo che otto mesi fa le è stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza. Lo sa che la nuova normativa sul permesso di soggiorno a punti…?”<br />
<span id="more-4767"></span><br />
<strong>CS:</strong> “Really, I came back from… ehm, tornavo da discoteca con amici”<br />
I: “Eh già… Perché la notte si va a gozzovigliare, si fa tardi e poi… Ma lei è venuto nel nostro Paese per lavorare o per gozzovigliare?”<br />
CS: “What’s guozzovilare?”<br />
<strong>I:</strong> “Oh, ma questo non sa nemmeno l’italiano e pretende che gli si rinnovi il permesso di soggiorno… Uff… e non lo sa no, l’italiano. Vedo qui che non ha nemmeno frequentato il corso d’italiano per stranieri. Per quale motivo?”<br />
<strong>CS: </strong>“Non lo sapevo che dovevo”.<br />
<strong>I: </strong>“Ignorantia legis non excusat! Accidenti, via passiamo all’educazione civica… lei sa che per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno a punti deve conoscere anche i rudimenti della nostra Costituzione?”<br />
<strong>CS:</strong> “Ehm… lo so ora”<br />
<strong>I:</strong> “Allora, mi dica: quanti deputati ha la Camera e quanti senatori ha il Senato?”<br />
<strong>CS:</strong> “Eeeeh?”<br />
I: “Ma lei è proprio a zero! Allora, mi dica: l’Italia ripudia la guerra?”<br />
<strong>CS:</strong> “Ri-pu-da?”<br />
<strong>I: </strong>“Ma no, ma che ripuda… ripudia! Con la i. Significa non accettare, non volere”<br />
<strong>CS:</strong> “Boh… no… well, yes… sì!”<br />
<strong>I: </strong>“Ma come fa a stare in Italia se nemmeno sa l’italiano? Ma perché invece di comprare quella patacca, un finto Rolex – si vede pure da qui -, e quei vestiti di marca che ha indosso non andava a frequentare un corso di italiano o di educazione civica? Ma si vergogni!”<br />
<strong>CS:</strong> “Rolex… No, è original!”<br />
<strong>I:</strong> “Aaaah, è originale. E lo dice pure. Allora, i casi sono due. Come ha potuto permetterselo? Lo ha rubato? Ora controllo… Scommetto che lei sovraintende a un giro di prostituzione di sue connazionali ucraine, fa il magnaccia!”<br />
<strong>CS:</strong> “Prostit… No, no… Io persona onesta!”<br />
<strong>I:</strong> “Ah sì, eh? Però non frequenta corsi di italiano, anzi diciamo pure che l’italiano lo parla poco, non conosce la nostra Costituzione ed è pure stato fermato per guida in stato di ubriachezza. Ma lei sa che se vuole rinnovare il permesso di soggiorno servono trenta punti? Lei non può arrivarci a trenta punti con tutte queste lacune”<br />
<strong>CS:</strong> “Lacune? Ah sì, Venezia… Ci sono stato!”<br />
<strong>I:</strong> “Noooo! Non lagune, lacune! La-cu-ne! Oooh, ma lei come fa a stare in Italia, come fa a lavorare se nemmeno parla italiano? Ma si vergogni! Come può parlare a lavoro con i colleghi?”<br />
<strong>CS:</strong> “In inglese. Parliamo tutti inglese!”<br />
<strong>I:</strong> “Parlate tutti inglese… Ma a chi la vuol dare a credere”<br />
(entra un collega)<br />
<strong>Collega Impiegato:</strong> “Ehi, ma lei è… ma lei è Ondrej Malustzenko”<br />
<strong>I:</strong> “Lo conosci?”<br />
CI: “Wow, che emozione… Me lo fa un autografo?”<br />
I: “Un autografo? Ma scusa, ma…”<br />
<strong>CI:</strong> “Non mi dire che non conosci il centravanti del Milan!”<br />
<strong>I:</strong> “Ehm, no… io non seguo il calcio…”<br />
<strong>CS</strong>: “Ecco, se può fare una dedica, grazie… è per i miei figli, mica per me, sa? Ehi, Brambilla, non mi dire che Malustzenko è qui per rinnovare il permesso di soggiorno!”<br />
<strong>I:</strong> “B…beh, s…sì! Perché?”<br />
<strong>CS:</strong> “Oh, allora provvedo io immediatamente. Ecco qua, un bel timbrino e siamo a posto! Che gioia aver conosciuto il grande Malustzenko. Una gran persona, sai? Ah, ma lo sapevi che fa tanta beneficienza, è stato pure testimonial al Telethon il mese scorso. E poi è un grande, in campo: pensa che il Real Madrid lo vorrebbe acquistare per trenta milioni di euro, ma il Milan ha detto di no, che è incedibile e che forse lo confermerà a vita”.</p>
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		<title>Uscire dal tunnel del giustizialismo</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 10:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marco Campione
Come ho detto all’inizio di questa storia, c’è una sola cosa che personalmente mi interessa dell’inchiesta che il Corriere della Sera sta portando avanti sulla base delle presunte rivelazioni di un ex amico di Di Pietro: come si comporterà il resto del mondo. O meglio, il mondo che considero a me più vicino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://marcocampione.wordpress.com/">Marco Campione</a></p>
<p>Come <a href="http://marcocampione.wordpress.com/2010/02/03/travaglio-di-pietro-contrada/">ho detto</a> all’inizio di questa storia, c’è una sola cosa che personalmente mi interessa dell’inchiesta che il <em>Corriere della Sera</em> sta portando avanti sulla base delle presunte rivelazioni di un ex amico di Di Pietro: come si comporterà il resto del mondo. O meglio, il mondo che considero a me più vicino e dunque più caro: la sinistra. Quelli che – si sarà capito – considero compagni che sbagliano. Ammesso che non sia troppo tardi, che il termine “sinistra” abbia ancora senso per chi simpatizza per parti politiche che pensano – <a href="http://marcocampione.wordpress.com/2009/01/28/tre-buoni-motivi-anzi-quattro/">ad esempio </a>– che il problema del sovraffollamento delle carceri si risolva costruendo più carceri.<br />
<span id="more-4761"></span></p>
<p>Dunque non mi interessa di Contrada, della Cia o delle amicizie un tantino imbarazzanti dell’ex manovale di Montenero: non sono mica Travaglio, io. Mi interessa se Di Pietro mente oppure no e come si comporterà – qualora venisse scoperto – &#8220;<a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&#038;site=marcocampione.wordpress.com&#038;url=http%3A%2F%2Fantefatto.ilcannocchiale.it%2Fglamware%2Fblogs%2Fblog.aspx%3Fid_blog%3D96578">certa stampa</a>&#8220;.</p>
<p>L’intervista a Di Pietro del Corriere di mercoledì scorso conteneva – l’ho detto – due domande molto precise e nette; di quelle che di solito vedi fare solo nei film e che sai che se viene fatta è perché il giornalista non aspetta altro che venga data la risposta sbagliata per produrre le prove che stai mentendo. La seconda di queste domande era su un suo (di Di Pietro) eventuale conto a Shangai. Mentre la prima…</p>
<blockquote><p>Lei è mai stato con Di Domenico in America anche per cercare fondi elettorali?</p>
<p>«In America con Di Domenico? Lo escluderei. Credo proprio di no. Ci andrò dopo le regionali negli Usa»
</p></blockquote>
<p>La prima era questa e oggi <a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&#038;site=marcocampione.wordpress.com&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fpolitica%2F10_febbraio_05%2Ffelice_cavallaro_di_pietro_il_viaggio_negli_usa_e546eb2c-1223-11df-b50d-00144f02aabe.shtml">scopriamo</a> che in realtà in America con Di Domenico a raccogliere soldi per il partito c’è stato.  Ripeto la domanda (retorica) di mercoledì: vi immaginate cosa accadrebbe se una cosa del genere succedesse a Berlusconi?  Quanto ci ha campato la Fabbrica del Giustizialismo su un presunto passaggio in barca di D’Alema a Tarantini? Quanti monologhi con sorrisetto indisponente davanti le telecamere di Annozero? E quanto a sinistra ci siamo martoriati e tafazzati su questo?</p>
<p>Comportamento analogo con Di Pietro? Sarebbe stata l’occasione per dimostrare di essere al di sopra delle parti, interessati solo alla verità. Invece no, il tempio del travaglismo si è affrettato a titolare “<em>Bufale e patacche: dossier falsi per coprire scandali veri</em>” e a registrare la <a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&#038;site=marcocampione.wordpress.com&#038;url=http%3A%2F%2Fantefatto.ilcannocchiale.it%2Fglamware%2Fblogs%2Fblog.aspx%3Fid_blog%3D96578%26id_blogdoc%3D2433044%26yy%3D2010%26mm%3D02%26dd%3D05%26title%3Dtitle">parola</a> del Magnifico Leader, manco Padellaro fosse il Direttore di un Giornale qualsiasi…</p>
<p>Saputo che Telese aveva sentito Di Pietro mi sono precipitato a leggere il pezzo. Mi sarei aspettato un <del datetime="2010-02-06T00:29:58+00:00">ficcante interrogatorio</del> una ficcante intervista come solo loro sanno fare. Invece questi delle inchieste anglosassoni si dimenticano di fare l’unica domanda importante a Di Pietro. “Scusi, ma lei ha mentito due giorni fa al giornalista del <em>Corriere della Sera</em>? Visto che non c’è nulla da nascondere, perché ha negato di essere stato in America con Di Domenico a raccogliere soldi per le casse vuote del movimento?”.</p>
<p>Amici della premiata ditta <em>Manette e Affini</em>, cultori delle “chiare lettere”, sono certo che se dovesse venir fuori che Di Pietro ha mentito pure sui conti a Shangai non vi lascerete sfuggire la seconda occasione per una bella intervista di stampo anglosassone.</p>
<p>Anche per certi “compagni che sbagliano” sarà una seconda occasione: per uscire dal tunnel del giustizialismo.</p>
<p>Update: mi sono accorto solo ora che il Nostro ha pensato bene di <a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&#038;site=marcocampione.wordpress.com&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fpolitica%2F10_febbraio_05%2Fdipietro-querela-corriere_df3ee4ec-1254-11df-b50d-00144f02aabe.shtml">querelare</a> il Corriere, per cosa non l’ho capito. Ma chi si c<a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&#038;site=marcocampione.wordpress.com&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.unita.it%2Fnews%2Fpolitica%2F85362%2Fghedini_querela_a_lunit">rede di essere</a>?</p>
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		<title>Politicamente corretto</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 09:15:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fatto è semplice: se vai a votare vieni automaticamente disassociato, perché vuol dire che ti affidi alle persone anziché a Geova. I politici sono per maggior parte corrotti, i Testimoni di Geova pagano le tasse e rispettano la legge, ma ritengono che le Nazioni Unite siano rappresentate nel libro biblico dell’Apocallisse (Rivelazione, lo chiamano) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.ildisassociato.net/2010/01/27/politicamente-corretto/#more-135">Il fatto è semplice</a>: se vai a votare vieni automaticamente disassociato, perché vuol dire che ti affidi alle persone anziché a Geova. I politici sono per maggior parte corrotti, i Testimoni di Geova pagano le tasse e rispettano la legge, ma ritengono che le Nazioni Unite siano rappresentate nel libro biblico dell’Apocallisse (Rivelazione, lo chiamano) come una bestia feroce.</p>
<p>Qualche tempo fa mia madre e mio padre erano davanti al computer e per qualche motivo hanno googled (come diavolo si traduce in italiano?) il mio nome. Ora, se provate a fare l’esperimento di cercarmi su motore di ricerca (ah, ecco, si traduce così) vedrete che molte pagine che trovate fanno riferimento alla mia attività politica e al fatto che sono nella Direzione Regionale del PD.</p>
<p>Questa cosa ovviamente è per me motivo di orgoglio, anche se poi all’atto pratico vale pochissimo. Son quelle cose che ti danno un po’ di soddisfazione ma non servono a molto per via del quasi nullo potere decisionale che portano con sé. La reazione di mia madre fu un po’ disgustata. “Leva queste pagine che non voglio vedere” disse. Non poteva credere che dopo avermi allevato così bene io mi fossi corrotto con “questo schifo”.</p>
<p>Questo è il problema quando non hai dubbi: smetti di chiederti se gli altri forse hanno ragione. Mia madre prova pena per la mia attività politica, non si chiede se forse faccio bene io a provare a migliorare un po’ il mio mondo. Per lei la soluzione è <a href="http://www.ildisassociato.net/glossario/#armaghedon">Armaghedon</a>. Senza se e senza ma.</p></blockquote>
<p>Emidio Picariello <a href="http://www.ildisassociato.net">racconta</a> la storia della sua infanzia e adolescenza da testimone di Geova</p>
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		<title>La non-ora di non-religione</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 07:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Vita da Prof.]]></category>

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		<description><![CDATA[di Bianca Orlando

(Time Flies &#8211; by h.koppdelaney)
Dalla revisione del Concordato Stato-Chiesa del 1984, è possibile per gli studenti e le famiglie, scegliere di non avvalersi dell&#8217;Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) [Art. 9, comma 2. Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Bianca Orlando</p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4060/4291413264_a73a24c387.jpg" alt="" width="500" height="414" /></p>
<p>(<em>Time Flies &#8211; </em>by <a href="http://www.flickr.com/photos/h-k-d/4291413264/" target="_blank">h.koppdelaney</a>)</p>
<p>Dalla revisione del Concordato Stato-Chiesa del 1984, è possibile per gli studenti e le famiglie, scegliere di non avvalersi dell&#8217;Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) [<em>Art. 9, comma 2. Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento. All'atto dell'iscrizione gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto, su richiesta dell'autorità scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione</em>]. Finora, per i non avvalentisi, le possibilità di scelta, regolarmente indicate sul modulo di iscrizione alla scuola e da confermare annualmente, erano (C.M. 316 del 28/10/1987):</p>
<p>- entrata posticipata o uscita anticipata dalla scuola<br />
- studio individuale (opzione generalmente non proposta nelle scuole Primarie e Secondarie di I grado)<br />
- studio assistito<br />
- attività formativa<br />
<span id="more-4758"></span><br />
Se la prima opzione è  chiara a chiunque, anche se non sempre realizzabile per motivi pratici (benché secondo la C.M. 187 essa sia un <em>diritto</em> dello studente), forse da chiarire per i non addetti ai lavori sono le altre:</p>
<p>- studio individuale: il ragazzo esce dalla classe mentre si svolge l&#8217;ora di IRC e si reca in un&#8217;altra aula appositamente destinata (biblioteca, laboratorio&#8230;) a svolgere attività di studio completa autonomia, ma comunque sotto la sorveglianza di un docente, sul quale ricade la responsabilità dello studente durante quell&#8217;ora. L&#8217;attività non viene valutata sulla scheda.<br />
- studio assistito: come sopra, ma il docente aiuta il ragazzo nello svolgimento di compiti e lezioni. Tale attività non viene valutata sulla scheda.<br />
- attività formativa: si tratta di un&#8217;ora di lezione vera e propria, con tanto di programmazione e valutazioni periodiche. Spesso viene concordata col ragazzo (o il gruppo) e i suoi insegnanti, e riguarda argomenti di interesse comune o di approfondimento, magari in vista della preparazione dell&#8217;Esame di Stato. L&#8217;attività è valutata sulla scheda.</p>
<p>Ebbene, quali docenti si facevano carico di svolgere queste attività? Coloro che avevano cattedre inferiori a diciotto ore e a cui rimanevano (regolarmente inserite nell&#8217;orario settimanale) una o più ore “a disposizione” (ne avevo già parlato <a href="http://www.imille.org/2009/11/insegnanti-e-supplenze/">qui). Da quest&#8217;anno, tutti gli insegnanti hanno cattedre complete a 18 ore. Naturalmente, non è stato possibile accontentare coloro che avevano scelto le attività formative e anche lo studio assistito ha subito una radicale trasformazione: generalmente gli alunni che non si avvalgono vengono inseriti in un&#8217;altra classe che sta facendo regolare lezione, nel migliore dei casi una classe parallela o con uno dei propri docenti, ed invitati a sedersi in un banco rimasto vuoto (o a portarsi dietro la sedia) e a seguire la lezione in corso oppure a studiare individualmente. In realtà, la normativa su questo punto è molto chiara: sempre secondo la C.M. 316, <em>allo scopo di assicurare l&#8217;effettivo svolgimento delle predette attività si potrà, tuttavia, procedere all&#8217;assunzione di supplenti nella misura in cui non si renda possibile provvedere con l&#8217;utilizzazione del personale già in servizio</em>. Naturalmente, nessuna scuola è stata in grado di nominare i docenti supplenti su queste attività, perché le casse sono ormai vuote, dato che il Ministero non versa da due anni le somme spettanti per il Fondo d&#8217;Istituto.</a></p>
<p><a href="http://www.imille.org/2009/11/insegnanti-e-supplenze/">Ebbene, al Ministero hanno pensato bene di risolvere il problema in modo molto semplice: nei moduli d&#8217;iscrizione alle scuole Primarie e Secondarie di I grado è stata eliminata la possibilità di scegliere l&#8217;<em>attività formativa</em>. Forse si sono dimenticati di togliere anche le opzioni <em>studio individuale</em> e <em>studio assistito</em>, nei fatti ormai impraticabili. Qualcuno li avverta, per favore: magari sono ancora in tempo a ristampare tutti i moduli.</a></p>
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		<title>Quelli che muovono</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 19:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marta Meo
Nella provincia di Venezia (il mio collegio) continua la “battaglia” delle deroghe al secondo mandato per i consilgieri regionali. Perché il PD della mia regione ha uno statuto più restrittivo di quello nazionale e pone un limite di due mandati. I consiglieri regionali del PD che ne hanno già fatti due sono diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.martameo.net/">Marta Meo</a></p>
<p>Nella provincia di Venezia (il mio collegio) continua la “battaglia” delle deroghe al secondo mandato per i consilgieri regionali. Perché il PD della mia regione ha uno statuto più restrittivo di quello nazionale e pone un limite di due mandati. I consiglieri regionali del PD che ne hanno già fatti due sono diversi nella mia regione. A volersi ripresentare con deroga però ce ne solo solo due e sono entrambi nella provincia di Venezia. Come area Marino e con diversi circoli abbiamo chiesto che le deroghe non vengano concesse, abbiamo chiesto che venga rispettato lo statuto regionale e soprattutto che si liberino spazi e possibilità di misurarsi per una intera generazione politica altrimenti destinata a sparire.<br />
<span id="more-4751"></span><br />
Riporto qui sotto alcuni brani di una lettera inviata a un circolo a sostegno della mia candidatura alle regionali da un iscritto che riporta dei brani di un bell’articolo di Zingales.</p>
<p>“… Questo concetto viene ripreso e sviluppato in maniera più compiuta da Luigi Zingales su L’Espresso di questa settimana.<br />
Scrive Luigi Zingales:<br />
“ … Ogni leader, anche il migliore, ha dei punti deboli. Organizzazioni guidate per troppo tempo dallo stesso leader tendono ad amplificare queste debolezze. Se il leader è troppo vanitoso, l’organizzazione tende ad essere popolata di adulatori, se è un visionario, tende a trascurare la gestione quotidiana, mentre se è un accentratore, soffoca la crescita professionale dei sottoposti. Il ricambio tende a compensare queste debolezze. Per di più la consapevolezza di un limite imposto al mandato induce un leader a creare un’organizzazione non accentrata sulla sua persona, ma capace di funzionare anche senza di lui.<br />
Questi problemi esistono anche nelle imprese. Ma le imprese devono confrontarsi ogni giorno con la competizione sui mercati. Se non si adattano, muoiono. Nelle istituzioni politiche, invece, l’unica forma di competizione è quella elettorale. Ma è una competizione falsata, perché chi è al potere ha due vantaggi enormi: il potere permette di comprare consenso e nell’incertezza gli elettori tendono a preferire chi già conoscono. Una delle funzioni dei limiti alla rieleggibilità è proprio quella di ristabilire una maggiore uguaglianza dei punti di partenza nella competizione elettorale, affinché vinca il migliore e non il più potente …”</p>
<p>Insomma: il concetto è questo: va ripristinato il rapporto tra potere e consenso: non deve essere utilizzato il potere per acquisire il consenso ma è il libero consenso dei cittadini che legittima il potere, e se come dice il proverbio arabo: “il genere umano si divide in tre classi: gli inamovibili, quelli che sono mossi, e quelli che muovono” io voglio stare tra quelli che muovono.</p>
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		<title>In cerca di asilo</title>
		<link>http://www.imille.org/2010/02/in-cerca-di-asilo/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>imille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ci ritroviamo davanti all&#8217;ambasciata di Spagna a Roma, in Piazza Mignatelli, per chiedere l&#8217;asilo politico per omosessuali e transessuali. Ci saranno anche Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi, in sciopero della fame dal 4 gennaio per chiedere la calendarizzazione del matrimonio omosessuale, il cui caso ha attirato l&#8217;attenzione dell&#8217;Unione Europea, che ha richiamato l&#8217;Italia con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ci ritroviamo davanti all&#8217;ambasciata di Spagna a Roma, in Piazza Mignatelli, per chiedere l&#8217;asilo politico per omosessuali e transessuali. Ci saranno anche <a href="http://www.imille.org/2010/01/la-storia-di-francesco-zanardi-e-manuel-incorvaia/">Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi</a>, in sciopero della fame dal 4 gennaio per chiedere la calendarizzazione del matrimonio omosessuale, il cui caso ha attirato l&#8217;attenzione dell&#8217;Unione Europea, che ha richiamato l&#8217;Italia con una <a href="http://fiaccoladeidiritti.files.wordpress.com/2010/01/22441_104215042937006_100000455319810_107827_406246_n.jpg">lettera ufficiale</a>. Vi aspettiamo dalle 19 alle 21: non mancate.</p>
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