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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339</atom:id><lastBuildDate>Wed, 11 Nov 2009 12:09:07 +0000</lastBuildDate><title>IMPOSSIBILE FUGGIRE</title><description>"Perché sorridi tanto, Ramón?" 
"Quando uno non può scappare e dipende costantemente dagli altri impara a piangere ridendo". (Alejandro Amenábar, "Mare dentro")</description><link>http://impossibilefuggire.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Gioacchino)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>340</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/ImpossibileFuggire" type="application/rss+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-8532807654385935605</guid><pubDate>Tue, 10 Nov 2009 23:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-11T00:41:42.073+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Senza guardarsi negli occhi</category><title>Otto volante</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A chi, a cosa dare la colpa, per certi stati d'animo che ti attraversano come soffi di vento attraverso vestiti leggeri, o per gli occhi che uno ha sulla faccia e dai quali passa tutto il mondo, quegli occhi che non sembrano collegati a niente che possa afferrare, raccogliere, setacciare, conservare, rigettare - ma qualcosa c'è stato un tempo, e comunque non sembrava abbastanza quel che era considerato degno di rimanere rispetto a ciò che era respinto o semplicemente scivolato via dalle mani secche - tanto da creare un vuoto, come una superficie piatta della quale non si vede la fine? Ci pattino meditabondo sopra, sopra la piatta distesa infinita, dicendomi: "Io sono qualcosa e questa piattezza è illusoria". Forse sono contento del fatto che ai miei occhi non sia collegato un centro direttivo emozionale che faccia apparire me piatto e vuoto, e tutto il resto del mondo movimentato e semplice come un otto volante. Che fosse questa la consapevolezza che avevo prima, e che ho perduto strada facendo, prendendo la direzione sbagliata verso la complessità?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-8532807654385935605?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/m4qcjdbDmGI" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/m4qcjdbDmGI/otto-volante.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/11/otto-volante.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-8482857036187259066</guid><pubDate>Fri, 06 Nov 2009 23:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-07T14:58:16.608+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>La “calunnia”</title><description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I pensieri, l'immaginazione e l'arte sono veleno e cura, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;sono labirinti e fili di Arianna, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;sono combustioni spontanee alle quali spesso manca l'ossigeno per divampare e distruggere ogni cosa. Chi, per leggere e sognare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;(o perché non sa che deve farlo), &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;non vive&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;, cresce e invecchia e conosce ogni vetta e ogni abisso dell'esistenza dentro mondi di carta pressoché infiniti; poi non si accorge più di leggere e sognare, crede di vivere. Vecchi di mille anni, di mille vite, e forse mai nati, mai sbocciati. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;La “calunnia” è un’accusa di spaccio di monete false. E quel che è peggio, non è la prima volta. Per lui è come una malattia. Appena riesce a scagionarsi o finisce di scontare una pena, subito ricomincia a falsificare denaro o altro e, siccome è poco abile, lo riprendono immediatamente. E in tutto quel tempo, non smette di fantasticare (e mentire) su un presunto matrimonio felice e sui suoi “quattro bei mestieri”. Adesso è preoccupato per la condanna che lo attende se l’accusa verrà provata, e si ubriaca e s’illude a forza di bugie, mezze bugie e mezze verità, che racconta tutto il santo giorno a questi sfaccendati pronti allo scherno. Appena il suo gruppo si scioglie, eccolo vagare per il cortile come un’anima in pena e cercarne un altro. Con espressione funerea e piagnucolosa ascolta serio serio le battute che fanno scoppiare a ridere tutti gli altri. Sta a sentire quanto viene raccontato ed aspetta, modesto e paziente, che gli si presenti l’occasione. Quando gli sembra giunto il momento adatto, s’intromette di colpo. Uno nomina un paese, per esempio l’Egitto, e Zaim lo interrompe con una storia bell’e pronta.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ivo Andrić, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;La Corte del diavolo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;, Adelphi, 1992.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-8482857036187259066?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/eZVax3pNYao" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/eZVax3pNYao/la-calunnia.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/11/la-calunnia.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-3273032475512944035</guid><pubDate>Tue, 03 Nov 2009 14:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-03T16:54:33.725+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Avere nuovi occhi</title><description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;In quale misura la letteratura contemporanea aiuta a dissipare le nostre prevenzioni, la nostra ignoranza o semplicemente la nostra indifferenza? Anche in questo caso la mia risposta è: ben poco. Sfogliando i testi dei premi letterari francesi dell'anno scorso, non trovo un solo libro che parli del mondo contemporaneo inteso in senso lato. Triangoli coniugali, conflitti tra padri e figlie, fallimenti di coppia - tutte cose indubbiamente importanti e interessanti; ma quello che soprattutto mi ha colpito è l'indifferenza verso la nuova e quanto mai appassionante corrente letteraria i cui rappresentanti tentano di mostrarci il mondo delle culture contemporanee, i pensieri e i comportamenti di gente che vive, in effetti sotto altre latitudini geografiche e venera divinità diverse dalle nostre, ma che è pur sempre parte della grande famiglia umana. Mi limiterò a citare &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.enricopili.it/Articolo.asp?id=455"&gt;Appunti da una capanna di fango&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; di Nigel Barley, l'eccellente &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8879285459"&gt;Oltre la muraglia&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; di Colin Thubron e l'ottimo &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=26455"&gt;Le vie dei canti&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; di Bruce Chatwin. Sono libri che non vengono premiati, anzi nemmeno notati poiché - secondo alcuni - non apparterrebbero alla cosiddetta vera letteratura.&lt;br /&gt;Dal canto suo la cosiddetta vera letteratura si isola dai problemi e dai conflitti vissuti da miliardi dei nostri &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fremde&lt;/span&gt;. Tanto per fare un esempio, uno dei massimi drammi del mondo contemporaneo, e oltretutto particolarmente grave per l'America, è stato quello della rivoluzione iraniana, della deposizione dello scià, della sorte degli ostaggi, ecc. ecc. Con mia grande meraviglia, durante gli oltre dieci mesi incui si sono protratti gli avvenimenti non ho incontrato in Iran un solo scrittore americano e neanche europeo. Com'è possibile, mi chiedevo a Teheran, che un simile sconvolgimento storico e un così insolito scontro culturale non suscitino alcun interesse tra gli scrittori del mondo? Con questo, ovviamente, non intendo dire che tutti debbano precipitarsi in massa verso l'ultimo punto caldo del momento, vale a dire il Golfo Persico; sta però di fatto che questa completa indifferenza della letteratura verso un dramma mondiale in atto sotto i nostri occhi, questo affidare totalmente agli operatori delle telecamere e agli operatori del suono mi sembri la manifestazione di una profonda crisi nei rapporti storia-letteratura, la manifestazione dell'impotenza di tale letteratura davanti ai fenomeni del mondo contemporaneo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ryszard Kapuściński, &lt;em&gt;Il mio altro&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;, in Idem, &lt;em&gt;L'altro&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;, Feltrinelli, 2009, p. 48-50.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Riporto il link del sito di una libreria di Torino, &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.libreriadiaridiviaggio.it/index.htm"&gt;Diari di viaggio&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;, per le interessanti &lt;a href="http://www.libreriadiaridiviaggio.it/catalogo%20paese.htm"&gt;proposte&lt;/a&gt; di libri stranieri. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-3273032475512944035?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/dn-E6mS5XNM" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/dn-E6mS5XNM/avere-nuovi-occhi.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/11/avere-nuovi-occhi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-4447590452503119595</guid><pubDate>Mon, 02 Nov 2009 21:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-02T23:04:43.089+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Senza guardarsi negli occhi</category><title>Strada senza uscita</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;C'è una strada senza uscita, e ci giriamo intorno. Capita pure di chiedersi perché mai abbiamo iniziato a muoverci: ora come ci si ferma? E se non ci si ferma, prima o poi arriveremo a quel punto, al capolinea? In movimento cambia la prospettiva, tutto si sbilenca - tranne ciò che viaggia insieme a noi. Fare retromarcia? Dopo che il muro bianco-balena ci è apparso? Chi se lo toglie dalla testa? Ma, no, io non l'ho visto, e mi ossessiona sapere che c'è, non sapere dov'è. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-4447590452503119595?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/uekzJSFJfK0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/uekzJSFJfK0/strada-senza-uscita.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/11/strada-senza-uscita.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-783172954779094121</guid><pubDate>Fri, 30 Oct 2009 15:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-30T17:11:18.690+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Senza guardarsi negli occhi</category><title>Vite in corsa (I nostri paesaggi)</title><description>&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Bsz-Mr59P6c&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;John Cage, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;In a landscape&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-783172954779094121?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/sd0YY8xXrio" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/sd0YY8xXrio/vite-in-corsa.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/vite-in-corsa.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-2823568237717944470</guid><pubDate>Wed, 28 Oct 2009 23:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-29T01:19:55.597+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Identità: singolare plurale (III)</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Il rimedio contro l'imprevedibilità e l'irreversibilità del processo avviato dall'azione non scaturisce da un'altra facoltà superiore dell'azione, ma è una delle potenzialità dell'azione stessa. La redenzione possibile dall'aporia dell'irreversibilità - non riuscire a disfare ciò che si è fatto anche se non si sapeva, e non si poteva sapere cosa si stesse facendo - è nella facoltà di perdonare. Rimedio all'imprevedibilità, alla caotica incertezza del futuro, è la facolta di fare e mantenere delle promesse [...] Senza essere perdonati, liberati dalle conseguenze di ciò che abbiamo fatto, la nostra capacità di agire sarebbe per così dire confinata a un singolo gesto da cui non potremmo mai riprenderci; rimarremmo per sempre vittime delle sue conseguenze, come l'apprendista stregone che non aveva la formula magica per rompere l'incantesimo. Senza essere legati all'adempimento delle promesse, non riusciremmo mai a mantenere la nostra identità; saremmo condannati a vagare privi d'aiuto e senza direzione nelle tenebre solitarie della nostra interiorità, presi nelle sue contraddizioni e ambiguità - tenebre che solo la sfera luminosa che protegge lo spazio pubblico, mediante la presenza degli altri che confermano l'identità di chi promette e mantiene, può dissolvere. Entrambe le facoltà, quindi, dipendono dalla pluralità, dalla presenza e dall'agire degli altri, dato che nessuno può perdonare se stesso e sentirsi legato a una promessa fatta solo a se stesso; perdonare o promettere nella solitudine o nell'isolamento è atto privo di realtà, nient'altro che una parte recitata davanti a se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Hannah Arendt, &lt;em&gt;Vita activa. La condizione umana&lt;/em&gt;, Milano, Bompiani, 1964, pp. 172 e 175.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-2823568237717944470?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/s6oiIyQnOKo" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/s6oiIyQnOKo/identita-singolare-plurale-iii.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/identita-singolare-plurale-iii.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-471777757833477085</guid><pubDate>Tue, 27 Oct 2009 23:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-28T00:38:50.218+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Identità: singolare plurale (II)</title><description>&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Agire, nel senso più generale, significa prendere un’iniziativa, incominciare (come indica la parola greca “àrchein”, “incominciare”, “condurre”, ed eventualmente “reggere”), mettere in movimento qualcosa (che è il significato originale del latino “agere”).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Hannah Arendt, &lt;em&gt;Vita activa. La condizione umana&lt;/em&gt;, Milano, Bompiani, 1964, p. 187.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-471777757833477085?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/c2oyokw7dLA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/c2oyokw7dLA/identita-singolare-plurale-ii.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/identita-singolare-plurale-ii.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-6401624443432187576</guid><pubDate>Mon, 26 Oct 2009 22:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-27T00:21:47.549+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Identità: singolare plurale (I)</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questo rivelarsi del "chi" qualcuno è, in contrasto con il "che cosa" - le sue qualità e capacità, i suoi talenti, i suoi difetti, che può esporre o tenere nascosti - è implicito in qualunque cosa egli dica o faccia. Si può nascondere "chi si è" solo nel completo silenzio e nella perfetta passività, ma la rivelazione dell'identità quasi mai è realizzata da un proposito intenzionale, come se si possedesse questo "chi" e si potesse disporne allo stesso modo in cui si possiedono le sue qualità e si può disporne. Al contrario è più probabile che il "chi", che appare in modo così chiaro e inconfondibile agli occhi degli altri, rimanga nascosto alla persona stessa, come il "daimon" della religione greca che accompagna ogni uomo per tutta la sua vita, sempre presente dietro le sue spalle e quindio solo visibile a quelli con cui egli ha dei rapporti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Hannah Arendt, &lt;em&gt;Vita activa. La condizione umana&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;, Milano, Bompiani, 1964, pp. 130-131.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-6401624443432187576?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/15A2BIaBxM4" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/15A2BIaBxM4/identita-singolare-plurale-i.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/identita-singolare-plurale-i.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-6883286911991684512</guid><pubDate>Fri, 23 Oct 2009 19:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-23T22:04:34.688+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Senza guardarsi negli occhi</category><title>Fango</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E' una sensazione di fango addosso, ma basta un po' d'acqua, e si scioglie. Io mi sciolgo con esso. Mi espando su un terreno che non è impermeabile. In piena città è un miracolo. Impermeabilità uguale Morte. E viceversa. Se mi sciolgo, se mi espando e, con il sole, chissà dove, mi riformo, in città, è un miracolo: ma accade.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-6883286911991684512?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/3swYnkQDGAU" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/3swYnkQDGAU/fango.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/fango.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-8033765809467257374</guid><pubDate>Wed, 21 Oct 2009 22:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-22T00:35:57.630+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Biblioteche viventi e biblioteche morenti</title><description>&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/St-MD7FbmfI/AAAAAAAAAOM/D5BgQpMdZ3o/s1600-h/bookud7.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/St-MD7FbmfI/AAAAAAAAAOM/D5BgQpMdZ3o/s400/bookud7.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395184877641112050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/spettacoli_e_cultura/veltroni-libri/veltroni-libri/veltroni-libri.html"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Se l'auditel delle biblioteche elimina Joyce dagli scaffali&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/biblioteche-viventi/biblioteche-viventi/biblioteche-viventi.html"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Se un "libro" ti racconta la sua storia. L'esperimento della biblioteca vivente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Origine dell'immagine: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.foundshit.com/geisha-book-illusion/"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;link&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-8033765809467257374?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/UKfdpaDlFM0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/UKfdpaDlFM0/biblioteche-viventi-e-biblioteche.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/St-MD7FbmfI/AAAAAAAAAOM/D5BgQpMdZ3o/s72-c/bookud7.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/biblioteche-viventi-e-biblioteche.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-205452653624329884</guid><pubDate>Mon, 19 Oct 2009 21:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-19T23:13:22.042+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Alas poor Yorick. I knew him Horatio</category><title>Autocoscienza</title><description>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;p&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Dm9xMTmcii8&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/p&gt;&lt;/object&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;Paolo Rossi a "L'era glaciale". Puntata del 16 Ottobre 2009.&lt;br /&gt;Posizionare l'indicatore di scorrimento del video a 02:30.&lt;br /&gt;Grazie, Paolo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-205452653624329884?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/hX454fQydDQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/hX454fQydDQ/autocoscienza.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/autocoscienza.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-3076338035384541594</guid><pubDate>Sat, 17 Oct 2009 08:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-17T10:07:21.625+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Senza guardarsi negli occhi</category><title>Fogli bianchi</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Momenti in cui dire tutto, sapendo già che il bianco assolve e dissolve. Poi, verso altro bianco da contaminare. Crei quel nulla, quella pienezza, che non possiedi in te: se esistesse la lasceresti stare. La sua unica funzione diventa fare da sfondo e assorbire l'eccesso di nero che hai nella mente. Nero di parole, nero smanioso di dire qualunque cosa a chiunque, solitudine nera, grovigli di fili neri di ricordi. Ma la paura è bianca, è l'inattesa e desiderata tela vuota su cui abbandoni la mano e l'immaginazione, sperando di vedere il nero familiare trasformarsi in una parola, o in un'immagine sconosciuta, che possa rivelarti la vita dorata che non sapevi di avere. Nero e bianco possono incontrarsi anche in modi diversi: quando la scrivi fuori, la tua storia, e non dentro di te, dando al nero e al bianco l'opportunità di incontrarsi, toccarsi, fondersi liberamente in quello che potrebbe essere un nuovo grigio-anima, o una storia che ti assolva dall'obbligo di gettarti in pasto al nulla e uccidere ogni bianca purezza, come fai in realtà; quando lasci che le prospettive ti invadano lentamente, sei già più vicino alla parola fine. Che è il miglior inizio che si possa desiderare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-3076338035384541594?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/uV2Gzsv87aQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/uV2Gzsv87aQ/fogli-bianchi.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/fogli-bianchi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-4113248828661417290</guid><pubDate>Mon, 12 Oct 2009 11:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-12T23:18:20.805+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">I discorsi del muretto</category><title>Volontà e sovranità. Per chi vuole, ma non vuole sapere</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Diritto sacrosanto, quello del popolo, di governare attraverso i propri rappresentanti. Potere esercitato da una collettività che si salda in base a principii comuni, esemplificati dai valori costituzionali, dalle regole giuridiche e dall'idea stessa di Stato. Ma anche se il principio unificatore fosse la mera necessità di demandare ad altri la cura del bene comune (e privato), ciò non toglierebbe che si tratti di un potere enorme. Troppo grande perché lo si possa esercitare con noncuranza. Ogni diritto cela sempre in sé un dovere, una postilla teorica e pratica fondamentale: bisogna saperlo esercitare, il diritto. Ciò che viene detto da alcuni politici nostrani - che non si può contraddire e sovvertire la volontà popolare - è vero solo a condizione che a monte della volontà vi sia la conoscenza. Se si compiono atti che non sono stati resi espliciti, né dal patto elettorale né tanto meno dalle regole di condotta alle quali ci si è implicitamente sottomessi nell'accettare una carica altamente simbolica nel quadro della coscienza morale di una nazione, allora non si può dire che il popolo ha espresso la propria volontà. Ma il punto fondamentale della questione non sono tanto le contingenze legate a un atto illecito, a un segreto, a una caduta di tono dei comportamenti. Evidentemente c'è un errore nel sistema, visto che pochi, tra gli Italiani, ammettono di non sapere. Socrate sarebbe verde di bile se conoscesse l'arroganza del Nostro popolo. Arroganza che, in questo caso, deriva dall'ignoranza. Non basta che i governanti scrivano che il diritto alla cultura e quello all'informazione sono garantiti a tutti i cittadini. Più di un caso - meno sensibile dal punto di vista delle scelte di coscienza, come quelle etiche o politiche - ha dimostrato che molti non hanno la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;"conoscenza"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; necessaria a vivere in società. Parlando di coscienza, considero anche certi basilari valori civici e morali, come il rispetto per la vita altrui e per la propria. Una scuola, un sistema informativo, che non riescono a preparare i cittadini a vivere tra gli altri e ad eleggere rappresentanti politici all'altezza delle necessità della nazione, sono il segno più evidente di un decadimento generale dei valori di una nazione. Niente di strano nel fatto che in tempi di crisi si facciano scelte che portano più male che bene a noi stessi. Se è questa la verità, mi chiedo se non si è innescato un circolo vizioso che farà piazza pulita, prima o poi, anche dei presupposti della nostra democrazia, che non è solo un vuoto sistema di istituzioni, ma anche la coscienza civile e collettiva di un popolo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Alcuni approfondimenti:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;- Estratto da &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.leliobasso.it/vita/vita_doc/lavita_1957_1965_doc_02.htm"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Il Principe senza scettro&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;, di Lelio Basso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.giornaledifilosofia.net/public/filosofiaitaliana/scheda_fi.php?id=40"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La volontà collettiva nazionale-popolare: Rousseau, Hegel e Gramsci a confronto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;, di Manuela Ausilio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;- Una decisione del Sindaco di Musile di Piave (VE) riguardante la censura di alcuni quotidiani in biblioteca: &lt;a href="http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=76217&amp;amp;sez=NORDEST"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-4113248828661417290?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/ogXtUbxjMZw" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/ogXtUbxjMZw/volonta-e-sovranita-per-chi-vuole-ma.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/volonta-e-sovranita-per-chi-vuole-ma.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-8542394831824118903</guid><pubDate>Sat, 10 Oct 2009 22:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-11T01:04:31.948+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>E tu...</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/StEQ06z-MLI/AAAAAAAAAOE/9KERiAeEa68/s1600-h/rainravenbirdgirlphotog.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/StEQ06z-MLI/AAAAAAAAAOE/9KERiAeEa68/s400/rainravenbirdgirlphotog.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391108730265678002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Gira il mondo gira&lt;br /&gt;e tu te ne andrai a capo del mondo,&lt;br /&gt;sarai per me&lt;br /&gt;ciò che sempre viaggia verso&lt;br /&gt;un piccolo punto,&lt;br /&gt;io sarò sempre un piccolo punto&lt;br /&gt;sospeso al solito punto,&lt;br /&gt;aspetterò&lt;br /&gt;che arrivi quel giorno lieto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Marianna Bucchich, E tu...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La foto è del giovane fotografo ucraino &lt;a href="http://soulofautumn87.deviantart.com/"&gt;Vladimir Konovalov&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-8542394831824118903?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/FZj8Al3GUn0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/FZj8Al3GUn0/e-tu.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/StEQ06z-MLI/AAAAAAAAAOE/9KERiAeEa68/s72-c/rainravenbirdgirlphotog.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/e-tu.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-8713611852146337429</guid><pubDate>Mon, 05 Oct 2009 21:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-05T23:36:13.096+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Il dono della parola</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Qualcuno forse avrà notato che, escludendo la variabilità delle pause fra un post e l'altro, qualcosa è cambiato nel mio blog. Ci sono più parole d'altri e di conseguenza non ci sono più molte parole mie. Sui motivi di questo cambiamento che, tra quei pochi che leggono e nel numero ancor più esiguo di quelli che si pongono domande su di me, non sarà sfuggito a qualche raro esemplare di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;lector fidelis&lt;/span&gt;, specie rara, in via di estinzione, anche io mi sto interrogando. Escludo che si tratti di un desiderio di continuità, di sovrabbondanza, di presenza, di testimonianza: anche queste esigenze si stanno estinguendo. Non è perché qualcosa stia mutando nella mia esistenza. Se devo dire un motivo, il primo che mi salta in mente, direi che ho perso fiducia nelle mie parole. Non in tutte: solo in quelle che, per lungo tempo, mi hanno garantito la sopravvivenza in un mondo personale nel quale ogni fatto concreto - presente, passato e futuro - doveva necessariamente essere passare attraverso un processo di rarefazione e sublimazione, come se tutto potesse essere tradotto in un equivalente metaforico; anzi, come se fosse la realtà stessa una metafora che le mie parole si sforzavano di ridurre alla loro essenza. Ogni volta che ho tentato di fuggire dall'oppressione delle parole, ho semplicemente variato il tono, o il grado di astrazione, mentre la strategia illusoria continuava a illudere se stessa. Non posso smettere di parlare, di plasmare, di persuadere, ma devo ammettere che ho perso il tocco. Forse non l'ho mai avuto, o non mi troverei qui a rimpiangere la presenza di un interlocutore in questo mio ultimo monologo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Non sapevo che si potesse parlare dei fiori. Voglio dire, non sapevo che si potesse parlare degli uomini soltanto parlando di fiori, senza mai pronunciare le parole uomo, destino, morte, fine e consunzione. L'ho saputo quella sera. Anche il prete possedeva la scienza delle parole. Come Mierck. Come Destinat. Ma lui ne faceva delle belle cose. Le arrotolava con la lingua e col sorriso e, di colpo, un nonnulla sembrava una meraviglia. Probabilmente glielo insegnano nei seminari: colpire l'immaginazione con poche frasi ben tornite. Mi parlò del suo giardino, che non si vedeva mai a causa degli alti muri che lo cingevano dietro la canonica. Mi parlò degli antemidi, degli ellebori, delle petunie, dei garofani a mazzetti, dei garofani minori, delle anemoni coronarie, dei sedi, degli alissi bianchi, delle peonie peregrine, dei medaglioni del papa, delle dature, dei fiori che vivono per una sola stagione, di quelli che tornano di anno in anno, di quelli che si aprono la sera e sfioriscono al mattino, di quelli che sbocciano dall'alba al tramonto, allargando le loro corolle sottili di convolvolo rosa o malva, e che col calare della notte si chiudono brutalmente, come se una mano violenta avesse stretto i loro petali di velluto fino a soffocarli.&lt;br /&gt;Il prete aveva parlato di quei fiori in un tono diverso. Non un tono da prete. Non un tono da floricoltore. Un tono d'uomo pieno di miseria e di ferite. L'ho fermato con un gesto mentre si accingeva a dire ad alta voce, nella stanza oscura, il nome di quel fiore. Non volevo sentire quel nome. Lo conoscevo fin troppo bene. Mi cozzava nella testa da due giorni, cozzava, cozzava. Mi è tornato in mente il viso della piccina, come uno schiaffo. Il prete si è zittito. Fuori, la pioggia si mutava di nuovo in neve, e i fiocchi arrivavano in massa contro il vetro. Si sarebbero detti lucciole di ghiaccio, senza vita e senza luce, ma che riuscissero, per il tempo di due o tre secondi, a dare l'illusione della vita e della luce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Philippe Claudel, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Le anime grigie&lt;/span&gt;, Ponte alle Grazie, 2004.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-8713611852146337429?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/YP1RamvBqxw" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/YP1RamvBqxw/il-dono-della-parola.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/il-dono-della-parola.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-5212496728513668523</guid><pubDate>Fri, 02 Oct 2009 23:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-03T01:50:29.219+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Vince chi non perde</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Mentre si avvicinavano alla fattoria, Clarinetto, che in modo inesplicabile era stato assente durante il combattimento, venne loro incontro: saltellando, dimenando la coda, raggiante di soddisfazione. E gli animali udirono in direzione dei fabbricati della fattoria il solenne rombo del fucile.&lt;br /&gt;«Perché si spara il fucile?» domandò Gondrano.&lt;br /&gt;«Per celebrare la vittoria!» gridò Clarinetto.&lt;br /&gt;«Quale vittoria?» insistette Gondrano.&lt;br /&gt;Le sue ginocchia sanguinavano, aveva perduto un ferro, si era spaccato uno zoccolo e una dozzina di pallottole gli si erano conficcate nelle gambe posteriori.&lt;br /&gt;«Quale vittoria, compagno? Non abbiamo scacciato il nemico dal nostro suolo, il sacro suolo della Fattoria degli Animali?»&lt;br /&gt;«Ma loro ci hanno distrutto il mulino. E vi avevamo lavorato due anni!»&lt;br /&gt;«Che importa? Costruiremo un altro mulino! Costruiremo sei mulini, se ne avremo voglia. Non apprezzate, compagni, le magnifiche gesta che abbiamo compiuto? Il nemico occupava questo terreno su cui ora siamo. E adesso - grazie alla guida del compagno Napoleon - ne abbiamo riconquistato ogni palmo.»&lt;br /&gt;«Allora abbiamo conquistato quello che avevamo prima» disse Gondrano.&lt;br /&gt;«Questa è la nostra vittoria» replicò Clarinetto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;George Orwell, &lt;em&gt;La fattoria degli animali&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-5212496728513668523?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/kg8ydfl-qyA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/kg8ydfl-qyA/vince-chi-non-perde.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/vince-chi-non-perde.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-7776650766415123972</guid><pubDate>Wed, 30 Sep 2009 23:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-01T01:20:38.191+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Musica in agenda</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ciò che osserviamo è essenzialmente il potere organizzatore della musica - un'organizzazione efficace e per giunta gioiosa, là dove falliscono le forme di organizzazione schematiche o astratte. E i risultati sono tanto più sorprendenti, naturalmente, proprio quando nessun'altra forma di organizzazione funziona.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Oliver &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Sacks,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; &lt;em&gt; L'uomo che scambiò la moglie per un cappello&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;, Adelphi, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;1986.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-7776650766415123972?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/2OYzFd3ivYs" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/2OYzFd3ivYs/la-musica-in-agenda.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/10/la-musica-in-agenda.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-5836231173830331050</guid><pubDate>Tue, 29 Sep 2009 10:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-29T12:41:38.884+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Troppe rinunce</title><description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non ti amo, ti desidero: l’amore viene dall’anima.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     Ed io nell’anima – ho la calma,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     la calma – del tumulo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     Ahimè! non ti amo, no.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non ti amo, ti desidero: l’amore è vita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     E la vita – senza sentirla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     La porto con me.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     Ahimè, non ti amo, no!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ahimè! Non ti amo, no; e solo ti desidero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     con desiderio brutale e violento,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     che mi divora il sangue, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     e non giunge fino al cuore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non ti amo. Sei bella; ed io non ti amo, o bella.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     Chi ama l’infausta stella&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     che riluce nell’ora triste&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     della sua perdizione?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E ti desidero, e non ti amo, perché è determinato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     da un malefizio lusinghiero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     questo indegno ardore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     Ma che? Non ti amo, no.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;E sono un infame, perché ti voglio; e tanto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     orrore ho di me stesso,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     e di te ho paura e terrore…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;     ma amare!... non ti amo, no.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;João Baptista Almeida Garrett, &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Non ti amo.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-5836231173830331050?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/nkc7olGeL90" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/nkc7olGeL90/troppe-rinunce.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/07/troppe-rinunce.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-7310027198126039949</guid><pubDate>Sun, 27 Sep 2009 08:54:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-27T23:02:38.682+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">I discorsi del muretto</category><title>Dialogo sull'egoismo</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Domenica scorsa ho parlato con alcune persone, conosciute quel giorno stesso. L'argomento principale era costituito dalle cattive abitudini dei cittadini della nostra città. Non tutti parteciparono alla discussione con lo stesso impegno. Anzi, uno dormiva, pacificamente, nonostante il luogo in cui ci trovavamo - l'abitacolo di una piccola auto - non favorisse il silenzio. Un altro guidava e solo raramente apriva bocca per dire parole a caso, o fare domande estranee al contesto del discorso. Solo io e una ragazza portavamo avanti la difficile discussione, disseminata di casi ed esempi non esenti da pregiudizi politici e morali. Va detto, a nostro merito, che pur senza forzare le argomentazioni con parole d'ordine generate dai nostri rispettivi schieramenti - qualunque essi fossero-, non abbiamo neanche usato come scudi frasi banali o ipocrite. Ma a un certo punto, mi resi conto che il disagio cresceva, man mano che i vari colpevoli venivano nominati con un "noi", o con un "loro", o con i "soliti". In questo rischiavamo di sembrare molto banali e ipocriti. Per concludere la chiaccherata in modo soddisfacente e onesto era necessario tirar fuori almeno un vero colpevole, non necessariamente un individuo preciso, magari d'alto rango medatico, ma quanto meno un comportamento esemplare del vizio che alberga negli uomini di un certo tipo, che potesse permetterci di individuare i colpevoli reali senza farne i nomi e spiegare in teoria le gravi situazioni di cui avevamo discusso. Non mi venne in mente niente da dire, che sembrasse adatto alla situazione. Quando finalmente arrivammo davanti il mio portone, prima dei saluti, il guidatore si voltò verso di me e mi chiese con un tono di sincera e non accusatoria curiosità: "Abiti in Centro, hai una bella casa... Di che cosa ti lamenti?" Dava per scontato che la mia esistenza fosse agiata avendo visto solo la facciata del mio palazzo, e dal mio presunto benessere aveva tratto la conclusione che non avessi motivo per fare discorsi come quelli che aveva sentito durante il viaggio in macchina, &lt;em&gt;perché &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;solo chi è danneggiato nei propri interessi e soffre direttamente per una situazione di disagio, possibilmente causata da altre persone, ha il diritto di protestare e accusare i colpevoli. Gli altri, i benestanti, colpevoli o meno delle sofferenze altrui, godono, fortunatamente per loro, di altri, più piacevoli, diritti. E sembra anche che non abbiano doveri. &lt;br /&gt;Avevo il mio colpevole. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-7310027198126039949?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/yo7xVIhlgME" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/yo7xVIhlgME/dialogo-sullegoismo.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/09/dialogo-sullegoismo.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-503980403047851917</guid><pubDate>Fri, 25 Sep 2009 21:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-25T23:34:05.600+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Musa nostrana</category><title>Critiche postume</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il destino della sua voce è stato quello di soppiantare un'altra voce, la voce di una persona morta che ebbe la faccia tosta di dire: "Non ho niente contro di lui, ma non mi piace la sua musica". Non ci sarebbe ingiustizia in questo caso, neanche se esistesse qualcosa come una giustizia postuma, che mette in pace le anime dei morti, o li fa rigirare nelle loro tombe. Siamo noi a fare un torto a noi stessi se, mentre lui era vivo, gli demmo ragione; mentre ora ci emozioniamo al suono di questa voce che invecchia come noi, che proprio per questo ci ricorda il tempo che passa. E lui canta, e finge che non sia vero. Questa voce che taglia le note, invece di legarle in echi fasulli, come faceva un tempo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-503980403047851917?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/BfhZKh8ZQ2M" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/BfhZKh8ZQ2M/critiche-postume.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/09/critiche-postume.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-5285481083865775323</guid><pubDate>Thu, 24 Sep 2009 19:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-24T21:13:37.347+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Le strade che percorremmo insieme</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;La sera, se andiamo per oscure vie, &lt;br /&gt;smorte ci incontrano le nostre ombre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora chi ha sete &lt;br /&gt;beva le bianche acque dello stagno, &lt;br /&gt;dolci i lamenti della nostra infanzia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morti in riposo sotto il folto sambuco &lt;br /&gt;guardiamo grigi gabbiani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nubi primaverili coprono la città buia &lt;br /&gt;che tace i tempi di monaci eletti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando io presi la tua mano esile &lt;br /&gt;battesti piano gli occhi rotondi: &lt;br /&gt;ora è perduto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se una buia armonia penetra l'anima &lt;br /&gt;appari tu bianca ai paesi autunnali del cuore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Georg Trakl, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Canto Serale&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-5285481083865775323?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/1RLA5S466Zg" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/1RLA5S466Zg/le-strade-che-percorremmo-insieme.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/07/le-strade-che-percorremmo-insieme.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-7674069998541001081</guid><pubDate>Wed, 23 Sep 2009 09:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-23T11:33:19.470+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">E tocca la paura vera</category><title>il tempo sottrae</title><description>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;il tempo sottrae&lt;br /&gt;al cranio i capelli&lt;br /&gt;spessore alla pelle&lt;br /&gt;odori e sapori&lt;br /&gt;sensibilità al tatto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il tempo sottrae&lt;br /&gt;mistero ai sentimenti&lt;br /&gt;si preferisce non sapere&lt;br /&gt;e le parole leggere&lt;br /&gt;come carboni spenti&lt;br /&gt;gravitano sul fondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il tempo sottrae&lt;br /&gt;giorni alla speranza&lt;br /&gt;stupore ai giorni&lt;br /&gt;un velo di lacrime&lt;br /&gt;perenni offusca la vista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il tempo sottrae&lt;br /&gt;tutto - l'ansia e l'indifferenza&lt;br /&gt;di buttar via i propri giorni -&lt;br /&gt;al paradosso di una vita&lt;br /&gt;che non conosce la propria fine&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-7674069998541001081?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/EVMK55R3l7k" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/EVMK55R3l7k/il-tempo-sottrae.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/09/il-tempo-sottrae.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-3293622339879717203</guid><pubDate>Mon, 21 Sep 2009 22:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-22T01:33:46.815+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">I discorsi del muretto</category><title>La stessa storia</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/SrgLKhfIaOI/AAAAAAAAAN8/3qribUsFoPQ/s1600-h/451545773_c8bd2bcc5b.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 333px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/SrgLKhfIaOI/AAAAAAAAAN8/3qribUsFoPQ/s400/451545773_c8bd2bcc5b.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384065629936969954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Non è merito di una fervida immaginazione, né di una grande intelligenza: è nella natura dei concetti essere ordinati e combinati in modo che, partendo da un piccolo numero di essi, si abbia l'impressione, dopo un po' di tempo, di avere tra le mani molte più informazioni, opinioni, storie, di quante se ne avessero inizialmente. Che è quanto rischia di accadere anche se i concetti di partenza sono esigui, o sono sicuramente falsi: tanti universali, quanti particolari. Ciò che non si sa è facile immaginarselo come illimitato e magnifico, anche se lievemente minaccioso. E' facile pure che accada il contrario di questi due casi. Ciò dimostra quanto sia inaffidabile il senso comune, ma solo se, invece di affidarsi a esso con piena o parziale fiducia, lo si utilizza per creare sovrastrutture logiche che gli somigliano, pur essendo terribilmente complicate. Ad esempio, la storiografia, pur servendosi di strumenti molto precisi nelle sue analisi, è capace di fornire sintesi unitarie di eventi complessi che hanno coinvolto milioni di uomini. Nessuna scienza sociale è capace di fare lo stesso, occupandosi dello stesso soggetto, l'uomo, ma considerando il tempo presente, anziché quello passato. In epoche di ignoranza e analfabetismo era più facile trovare persone che conoscessero fatti accaduti secoli prima piuttosto che esperti di economia, o di psicologia. Non è "naturale" spaccare il capello in quattro. E il mio non è un attacco alle scienze, in generale. Ci sarà una ragione se ad alcune hanno aggiunto l'appellativo "umane". La storia è qualcos'altro, lo dimostra la sua genesi, le forme in cui si è ibridata nel suo percorso. Inoltre, soddisfa l'intima curiosità umana.&lt;br /&gt;Il senso comune mi suggerisce che molti individui hanno una storia in comune. Le apparenti differenze sono a volte proiezioni di ciò che alcuni credono essere elementi unici e distintivi della propria storia personale, elementi che facilmente possono essere desunti dall'armamentario moderno di conoscenze varie, quanto vaghe, delle scienze umane. E' diffusa l'idea che l'originalità del pensiero sia una caratteristica imprescindibile dell'intelligenza. Molti si illudono che sia facile essere originali, altrimenti avrebbero creato una condizione diversa per l'eccellenza inttellettuale. Un altro errore che si commette è far discendere dal proprio pensiero l'insieme delle azioni e dei comportamenti che definiscono la vita sociale di un individuo, ma la società impone regole capaci di annullare gli effetti del "pensiero originale". A questo punto l'individualità continua a brillare, orgogliosa, soltanto nel buio della solitudine. L'idea di far parte di un'unica razza, capace di condizionare l'esistenza di un intero pianeta raramente porta a pensare che tale supremazia è stata possibile grazie alla collaborazione, volontaria o meno, di gran parte della popolazione umana mondiale. E' vero che dallo scontro di idee diverse, sono nate e nasceranno teorie capaci di portare l'umanità a un livello superiore, ma è chiaro che c'è una bella differenza tra quel genere di confronto e lo sterile solipsismo dell'uomo comune. E' insita, nell'uomo che a tutti i costi deve differenziarsi dagli altri, una visione pessimistica del resto dell'umanità; perché in questo caso non si tratta di una lotta per la sopravvivenza, per il predominio del migliore, ma di una dichiarazione di sfiducia nelle altrui potenzialità. Ognuno si arma della propria "storia personale" per intraprendere una battaglia solitaria, che tanti altri stanno combattendo nello stesso istante, contro gli stessi nemici, anche se uno all'insaputa degli altri. Oggi questo donchisciottesco senso della sfida solitaria contro le tante ingiustizie che i governi compiono verso i loro cittadini è acuito dall'assenza delle tradizionali reti di solidarietà che nascevano spontaneamente tra individui appartenenti a specifici ambienti. Che il senso comune, fautore della solidarietà tra gli oppressi, sia stato soppiantato dalla convinzione, filosoficamente e sociologicamente arzigolata, di essere soli contro impellenti difficoltà che mettono a rischio l'esistenza stessa, è qualcosa che non riesco a spiegarmi nè con il senso comune né con altri mezzi intellettuali. Vedo soltanto, probabilmente a causa di una specie di regressione nella scala evolutiva umana, che la storia di molti uomini, semplici, umili, vessati contro ogni logica e morale, abbandonati a se stessi e nello stesso tempo privati dei mezzi necessari a garantire loro la sopravvivenza, nonostante le apparenze ingannatrici, continua a essere la stessa. Anche se loro non lo sanno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nota: mi scuso con l'autore della foto per non aver inserito i crediti, ma la foto, nel luogo in cui l'ho trovata, ne era priva. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-3293622339879717203?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/UjYCgpJPyIY" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/UjYCgpJPyIY/la-stessa-storia.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/SrgLKhfIaOI/AAAAAAAAAN8/3qribUsFoPQ/s72-c/451545773_c8bd2bcc5b.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/09/la-stessa-storia.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-1582829608857688676</guid><pubDate>Sat, 19 Sep 2009 22:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-20T00:50:48.814+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Una giornata da ricordare</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/SrVbjtEg6NI/AAAAAAAAANk/SNUSobBm-eY/s1600-h/hoppersummer-evening.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 283px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/SrVbjtEg6NI/AAAAAAAAANk/SNUSobBm-eY/s400/hoppersummer-evening.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383309598543374546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Edward Hopper, &lt;em&gt;Summer Evening&lt;/em&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Julie e Faye sono a letto, da amanti. Si scambiano complimenti sui loro corpi. Si lamentano della brevità della notte. Esaminano e riesaminano, con una sorta di entusiasmo infelice, le piccole ignoranze che necessariamente, dice Julie, delimitano la strada che porta a un qualunque vero legame fra due persone. Faye dice che Julie le piaceva gia da molto prima che sapesse di piacerle.&lt;br /&gt;Vanno insieme a prendere l'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Oxford English Dictionary&lt;/span&gt; per esaminare la voce "piacere" .&lt;br /&gt;Si abbracciano. Julie è molto bianca, ha i capelli corti e spinosi. Di notte, attraverso i vetri, l'oscurità della stanza è punteggiata di piccoli pezzi di Los Angeles. Il buio scende pian piano intorno a loro e le avvolge come un guanto da giardinaggio. E' incredibilmente romantico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;piacere&gt;David Forster Wallace, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La ragazza dai capelli strani&lt;/span&gt;, Minimum Fax, 2007, p. 15.&lt;/piacere&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-1582829608857688676?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/hXSMT4DQscI" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/hXSMT4DQscI/una-giornata-da-ricordare.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_Ii8ujtfuztY/SrVbjtEg6NI/AAAAAAAAANk/SNUSobBm-eY/s72-c/hoppersummer-evening.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/09/una-giornata-da-ricordare.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-9070609770013561339.post-4002084407432471791</guid><pubDate>Fri, 18 Sep 2009 22:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-09-19T00:32:00.271+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Il leggere è un conversare</category><title>Si vis vitam para mortem</title><description>&lt;div align="center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_sUHTAu7y5Qo/R9qCqqhk7WI/AAAAAAAAAA0/zEk57OzLjzo/s400/si+vis+vitam+para+mortem.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 333px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_sUHTAu7y5Qo/R9qCqqhk7WI/AAAAAAAAAA0/zEk57OzLjzo/s400/si+vis+vitam+para+mortem.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;a href="http://luisaalbert.blogspot.com/"&gt;Luisa Albert&lt;/a&gt;, &lt;em&gt;Si vis vitam para mortem&lt;/em&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;olio su tela, 80 x 60 cm, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;2007.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Te lo volevo dire da molto tempo, Christa, anche in seguito al pericolo di giudicarne in maniera del tutto falsa: è possibile sempre e comunque, in ogni situazione, darsi allo scrivere, e, scrivendo, venire a capo dei problemi? Non è, forse, spesso consigliabile abbandonare lo scrittoio, forse anche i libri, e vivere in maniera diversa, semplicemente vivere, svuotarsi, sdraiarsi per terra e ascoltare profondamente se stessi? Davvero l’uomo è orientato a una sola forma di elaborazione del conflitto? [...] Io non ti credo affatto quando dici che soltanto scrivendo riesci a venire a capo delle cose.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Maxie Wander [affetta da tumore mentre scriveva queste righe], &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Una vita preziosa. Diari e lettere&lt;/span&gt;, E/O, Roma 1987.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;La morte è sempre la stessa, ma ogni uomo muore alla sua maniera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Carson McCullers, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Orologio senza lancette&lt;/span&gt;, Guanda, Parma 1982.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9070609770013561339-4002084407432471791?l=impossibilefuggire.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ImpossibileFuggire/~4/kaooNTkatR0" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ImpossibileFuggire/~3/kaooNTkatR0/si-vis-vitam-para-mortem.html</link><author>noreply@blogger.com (Gioacchino)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_sUHTAu7y5Qo/R9qCqqhk7WI/AAAAAAAAAA0/zEk57OzLjzo/s72-c/si+vis+vitam+para+mortem.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://impossibilefuggire.blogspot.com/2009/09/si-vis-vitam-para-mortem.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>
