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		<title>C’è qualcosa che non torna …</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 22:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera, alle 18, dopo numerose mails senza risposta e telefonate perse nel nulla, abbiamo ricevuto questa mail (ripeto, mail) da Andrea Bertola, mastro birraio di Pausa Cafè: &#8220;Ciao, spero tutto bene per voi. Scusa per l&#8217;attesa della risposta, ho dovuto mettere insieme un po&#8217; di pezzi e tentare di risovere dei problemi. Dunque, ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera, alle 18, dopo numerose mails senza risposta e telefonate perse nel nulla, abbiamo ricevuto questa mail (ripeto, mail) da <em><strong>Andrea Bertola</strong></em>, mastro birraio di Pausa Cafè:</p>
<p>&#8220;<em>Ciao, spero tutto bene per voi.<br />
Scusa per l&#8217;attesa della  risposta, ho dovuto mettere insieme un po&#8217; di pezzi e tentare di risovere  dei problemi.<br />
Dunque, ti devo scrivere che a oggi mi trovo  impossibilitato a scendere al festival, per alcuni problemi di  salute.<br />
non gravi, pero&#8217; ho avuto una pertosse, con un po&#8217; di complicanze  e mi trovo obbligato  a stare al chiuso ed al caldo onde evitare pesanti  ricadute. Ho tentato di mettere insieme i pezzi, chiedendo il sostegno ad  alcune persone, che non se la sentono, e imiei colleghi detenuti, non si  possono muovere&#8230;ovviamente; mi trovo quindi nella costrizione di  dover cedere, e la cosa mi spiace assai,  anche perchè per noi era un piacere  esserci.<br />
Sono desolato. Spero che possiate eventualmente ancora  rimediare, trovando qualcuno al posto nostro.<br />
Nella speranza di un  prossimo festival.<br />
Cordiali saluti<br />
Andrea&#8221;</em></p>
<p>Dopo un primo, momentaneo sconcerto da parte nostra (non ci era mai capitata una cosa simile fino ad ora), ad Andrea è stato risposto in questi precisi termini, da me e da Gianni:</p>
<p><em>&#8221; Ciao Andrea,<br />
sono molto deluso del tuo forfait.<br />
Non riguardo  il tuo stato di salute, ci  mancherebbe, ma per come hai/avete trattato  con superficialità la  nostra manifestazione. Il <strong>Villaggio della  Birra</strong> e&#8217; alla quinta  edizione, è un&#8217;anno che ci lavoriamo, siamo riusciti  (dal niente) a  portarla sotto i riflettori internazionali grazie alla  nostra passione e all&#8217;aiuto (non richiesto) di Tim Webb (con un&#8217;articolo  sulla rivista  Americana BeerAdvocate), di Ben Vinken (sulla rivista belga   Beerpassion), di Theo Flissebaalje (sulla rivista olandese Pint), con   un sito web che nell&#8217;ultimo mese ha  avuto 800 visite al giorno (il 20%   dall&#8217;estero), con (a una settimana dall&#8217;inizio dell&#8217;evento) tutti i   Laboratori prenotati, con l&#8217;Ambasciata del Belgio che è riuscita a   &#8220;trovare&#8221; il mio numero di cellulare per darci il Patrocinio e per   assicurarci la presenza dell&#8217;Ambasciatore alla manifestazione.</em></p>
<p><em>Che  cosa sbagliamo? Il non chiedere soldi per partecipare? Il non  far pagare caparre o penali? Il selezionare solo sulla qualità delle  birre? Avresti fatto lo stesso per Taste o per il Salone del  Gusto?  A Firenze, comunque, a Terra Futura (dove siamo venuti a trovarti,  la domenica), anche se non c&#8217;eri tu, abbiamo comunque trovato dei   vostri  collaboratori di Pausa Cafè.<br />
Non so, andiamo comunque avanti,  ma mi viene da pensare ad una certa forma di snobismo, propria solo di  alcuni</em><em> birrifici italiani (pochi per la verità..e quasi tutti delle  tue zone) con cui ci siamo imbattuti negli ultimi  anni.        Gianni&#8221;</em></p>
<p>&#8220;<em>Mi sembra doveroso, da parte mia, aggiungere  qualcosa a quello che Gianni ha scritto, visto anche che sono stato io a  consigliargli di invitarti al Villaggio, dopo aver assaggiato alcune  delle tue/vostre birre, che mi sono da subito piaciute; mi sento quindi  responsabile in parte del tuo possibile forfait. Tieni conto, fra le  altre cose, che il tuo essere presente alla manifestaziione ha comportato la  conseguente esclusione di altri birrifici italiani, che avevano anche  chiesto di poter partecipare, ma le cui birre non sono state considerate, a  nostro giudizio, &#8220;ancora da Villaggio&#8221;.<br />
E la tua possibile assenza,  sappilo, non verrà colmata da nessun altro birrificio italiano, perchè siamo gente seria, e sappiamo che per poter permettere al birraio di non fare figure &#8220;barbine&#8221; in giro gli devi dare il tempo per organizzarsi, e preparare la birra come dio comanda. Tempo che non c&#8217;è, in questo caso, e qualsiasi alternativa sarebbe solo un ripiego; e non è nel nostro stile. Meglio uno spazio vuoto, che uno &#8220;riempito&#8221; nella maniera sbagliata.<br />
Non metto in discussione la serietà delle motivazioni che tu adduci (sulla salute non si scherza), ma trovo assolutamente scorretta, irrispettosa e anche un po&#8217; &#8220;inquietante&#8221; la tua/vostra modalità comportamentale. Non si comunica, a 5 giorni dall&#8217;evento, il proprio forfait all&#8217;organizzatore per mail, dopo innumerevoli mail e telefonate rimaste senza risposta, e soprattutto dopo che l&#8217;invito è partito ben prima dell&#8217;estate (marzo &#8211; aprile se non ricordo male) dando così a tutti il modo e i tempi tecnici necessari per attrezzarsi.<br />
Noi non siamo una festa parrocchiale o un qualsiasi succedaneo di oktoberfest sparso nella penisola: siamo il <strong>Villaggio della Birra,</strong> e meritiamo rispetto, professionalmente parlando. Pausa Cafè esporta le proprie birre in America, è un progetto sociale elogiato da tutti, le vostre birre sono recensite e premiate su tutte le guide: e mi verresti a raccontare che la vostra &#8220;organizzazione&#8221; non è in grado di essere presente ad una manifestazione &#8220;solo&#8221; perchè il mastro birraio è indisposto? Sinceramente, non me la bevo; ma se tutto ciò fosse vero, allora il vostro è un &#8220;sistema&#8221; che non funziona.</em></p>
<p><em> Mi vengono alcuni altri pensieri &#8220;negativi&#8221; e &#8220;sospetti&#8221; riguardo al tuo possibile forfait, ma preferisco, per ora, tenermeli per me. Fossi in te/voi ripenserei un po&#8217; a questa vostra scelta. Noi aspettiamo tutto oggi; se entro stasera non ci darete comunicazioni diverse rispetto a quelle che ci avete dato ieri, allora saremo costretti a comunicare al vostra defezione, con i motivi &#8220;ufficiali&#8221;  che ci avete fornito.<br />
Stai sicuro, però, che insieme alla comunicazione pubblicheremo anche le nostre considerazioni,  e i nostri commenti.<br />
Contaci</em></p>
<p><em>Alberto&#8221;</em></p>
<p>Questo il contenuto dello scambio epistolare con Andrea Bertola, scambio morto sul nascere però, perchè da Andrea, e/o da quelli di Pausa Cafè non è arrivata, alla mezzanotte di oggi 7 settembre 2010, nessun tipo di risposta.</p>
<p>Comunichiamo quindi, ufficialmente, il forfait di Pausa Cafè al Villaggio (laboratori di degustazione compresi). Molti dei commenti che avevamo in  &#8230; punta di lingua e di tastiera li avete potuti conoscere leggendo il contenuto della nostra mail di risposta. La riteniamo, la defezione a 1 minuto o poco più dal via, un fatto sconfortante, quasi offensivo, per i modi in cui è avvenuto, ma soprattutto perchè è venuta meno (e non da parte nostra) la professionalità, elemento fondamentale se vuoi essere rispettato per il lavoro che fai. Diceva qualcuno che a pensar male si fa sempre peccato, ma che comunque non si sbaglia quasi mai: non sono sicuro che dietro la defezione ci siano solo e soltanto i problemi di salute del birraio (al quale, comunque, facciamo davvero i nostri migliori auguri di pronta guarigione) &#8230;.</p>
<p>Una cosa è certa, però, caro Andrea: non ci sarà nessun altro Villaggio per le birre di Pausa Cafè.</p>
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		<title>Re Hop e Surfing Hop: le “ultime” prima del Villaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 06:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo nel regno del luppolo, con questi due ultimi prodotti di Toccalmatto,  entrambe presenti dietro al bancone delle spine del birrificio di Fidenza da sabato prossimo al Villaggio. Con queste due ultime birre si conclude la lunga cavalcata iniziata un paio di mesi fa, attraverso la quale ho cercato di fornire  in &#8220;anteprima&#8221; un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Siamo nel regno del luppolo, con questi due ultimi prodotti di <em>Toccalmatto</em>,  entrambe presenti dietro al bancone delle spine del birrificio di Fidenza da sabato prossimo al <em><strong>Villaggio</strong></em>. Con queste due ultime birre si conclude la lunga cavalcata iniziata un paio di mesi fa, attraverso la quale ho cercato di fornire  in &#8220;anteprima&#8221; un po&#8217; di notizie, curiosità, informazioni a riguardo delle birre che troveremo a Bibbiano (<em><strong>&#8230; vicino Bruxelles</strong></em>) fra pochi giorni. Spero di aver fatto venire l&#8217;acquolina in bocca a più di uno &#8230;. la platea delle birre presenti anche in questa edizione è davvero di primissimo livello.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Re Hop</strong></em></p>
<p style="text-align: left;">Premiata con le <strong>5 stelle</strong> dell&#8217;eccellenza birraria nell&#8217;ultima edizione di quest&#8217;anno della <em><a href="http://www.inbirrerya.com/2010/07/13/la-guida-alle-birre-di-slowfood-a-prato-mark-limet-e-alex-liberati/">Guide alle Birre d&#8217; Italia</a> </em>edita da <em>Slowfood</em> (assieme all&#8217;altra birra di <em>Toccalmatto</em>, la <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/08/04/chiusura-col-botto-di-luppolo/"><em><strong>Skizoid</strong></em></a>). Basterebbe questo per presentarla. Ancora più bella <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/ToccalmattoReHop1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5296" title="ToccalmattoReHop" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/ToccalmattoReHop1-177x300.jpg" alt="" width="177" height="300" /></a>la definizione che ne dà <em>Joris Pattyn</em>: una birra, dice lui, che ha &#8220;<em>un naso che sta da qualche parte, fra Europa ed USA&#8221;</em>. Un naso estremamente ricco, luppolato e allo stesso tempo delicatamente floreale, frutto di un saggio impiego di luppoli <em>Perle, Tradition e Cascade</em>, e dei malti <em>pils </em>e <em>speciali</em>, che le conferiscono questo spettro olfattivo ampio e ambivalente, collocandola davvero a cavallo fra la secolare tradizione produttiva europea e quella ancor giovane e molto innnovativa degli USA. E&#8217; bionda, leggermente scarica, con una gran corona di schiuma pannosa, che sprigiona subito tutta una serie di ricche fragranze, dalla resina al fieno tagliato, dal leggermente agrumato al delicatamente floreale. Rimane a lungo nel naso, preparando il palato ad una esperienza gustativa altrettanto ricca. Devo dire, però, che mi aspettavo un po&#8217; di più, sinceramente: il corpo è relativamente leggero (un pochino troppo &#8220;magro&#8221;, a mio parere), il che la porta ad essere estremamente beverina, ma un po&#8217; troppo &#8220;svelta&#8221; nella sua persistenza e nel finale. Predomina un luppolo secco e relativamente tagliente, che inonda di amaro lingua e palato, sui quali non permane però troppo a lungo. Decisamente frizzante, senza risultarne però scostante, è senz&#8217;altro un&#8217;ottima birra, che diventerebbe perfetta se le si conferisse un pochino di più di &#8220;robustezza&#8221;, anche a prezzo di togliere un po&#8217; di luppoli. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 5% vol.;<em> ©Alberto Laschi</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><em><strong>Surfing Hop</strong></em></p>
<p style="text-align: left;">Prima classificata al concorso&#8221;<em>Miglior birra artigianale</em>&#8221; di quest&#8217;anno organizzato da <a href="http://www.unionbirrai.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=153&amp;Itemid=70"><em>Unionbirrai</em> </a>nella categoria<strong> </strong><em>birre ad alta fermentazione &gt; 16° Plato</em>, nella quale ha sconfitto la forte concorrenza del <em>Birrificio del Borgo</em> (2° e 3° <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/toccamattosurfing.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5297" title="toccamattosurfing" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/toccamattosurfing-179x300.jpg" alt="" width="179" height="300" /></a>classificato con le proprie <em><strong>Reale Extra</strong></em> e <em><strong>Re Ale</strong></em>). <em>Montagne di luppolo</em>, dicono i produttori, sono state usate per brassare questa <em>Imperial Ipa</em>, non priva di<em> qualche libertà stilistica</em> (dicono sempre loro). <em>Willamette e Amarillo</em>, colore arancio molto scuro, al confine con il marrone,<strong> 8,5%</strong> vol. alc. per una  birra italiana saldamente radicata in California (o giù di lì): due o tre birre di quelle parti, assaggiate in precedenza, mi sono tornate prontamente in mente, mentre sorseggio, con calma, questa bomba luppolata. Che mi piace, e anche molto, con il suo naso riccamente balsamico e desisamente aggressivo, ricco in varietà, impegantivo ed elegante. Si sente tutta la potenza dei due luppoli usati, con le forti sensazioni di resina (e anche un un po&#8217; terragne) che subito entrano in gioco a menare la danza. Che continua nel sorseggiarla, questa birra, dal corpo non certo esile, ma nenache esageratamente &#8220;massiccio&#8221;, con una luppolatura netta e decisa che impedisce una troppo rapida saturazione gustativa. Non è certo birra da tracannare, questa <em><strong>Surfing Hop</strong></em>, richiede calma, attenzione ed impegno, che vengono ampiamente ripigati da una grande soddisfazione gustativa, fatta di maraezza netta e decisa, aromatica e variegata, mai debordante. Rimane in bocca e in testa a lungo, molto a lungo,lasciandoli entramebi appagati. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 8,5% vol.; <em>©Alberto Laschi</em></p>
<p style="text-align: left;">Con queste due ultime birra saluto tutti, mi trasferisco in quel di Bibbiano a sistemare &#8230; un po&#8217; di birre. Ci vediamo là, e ci risentiamo (qua), a Villaggio finito, dopo il 15 Settembre.<em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/beerladyhome2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5300" title="beerladyhome" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/beerladyhome2-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><br />
</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p><span><span><span> </span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Villaggio della Birra: quasi ci siamo..quindi aggiorniamo</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 14:53:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Appena sette giorni all&#8217;inizio del Festival dei Piccoli birrifici..alcuni aggiornamenti In programma il 10 settembre, dalle 20, la serata Pre-Villaggio: le birre che non troverete negli stand dei birrifici partecipanti durante i giorni del Festival ma al TNT PUB . Durante la serata verranno spillate: SAISON DUPONT DRY-HOP (Brasserie Dupont) SAISON IV (Brasserie de Jandrain-Jandrenouille) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Appena sette giorni all&#8217;inizio del Festival dei Piccoli birrifici..alcuni aggiornamenti</div>
<div id="_mcePaste">In programma il 10 settembre, dalle 20, la serata Pre-Villaggio: le birre che non troverete negli stand dei birrifici partecipanti durante i giorni del Festival ma al TNT PUB . Durante la serata verranno spillate:</div>
<div id="_mcePaste">SAISON DUPONT DRY-HOP (Brasserie Dupont)</div>
<div id="_mcePaste">SAISON IV (Brasserie de Jandrain-Jandrenouille)</div>
<div id="_mcePaste">V CENSE (Brasserie de Jandrain-Jandrenouille)</div>
<div id="_mcePaste">HOMMEL BIER (Van Eecke Brouwerij)</div>
<div id="_mcePaste">QUINTINE HERCULE (Brasserie de Legends)</div>
<div id="_mcePaste">ST. BERNARDUS PRIOR (Sint Bernardus Brouwerij)</div>
<div id="_mcePaste">WITKAP STIMULO (Slaghmuylder Brouwerij)</div>
<div id="_mcePaste">BIERE DE MIEL (Brasserie Dupont)</div>
<div id="_mcePaste">Di contorno..musica (con la Band ZIGZANIA) e prodotti del territorio ad accompagnare le birre.</div>
<div id="_mcePaste">Per chi non ci ha seguito sul blog  , la Brouwerij de Leite non potrà essere presente..sarà degnamente sostituita da due piccoli birrifici valloni: Brasserie du Lion à Plume e Brasserie Sainte Hélène.</div>
<div>Di conseguenza aggiornata anche la <a href="http://www.villaggiodellabirra.com/2010/06/17/lista-birre-2010/">lista delle birre</a> con la conferma che arriveranno, per gli amanti delle Oud Bruins: Rodenbach+Rodenbach GraCru+Ichtegems Oud Bruin+Cnudde Oud Bruin alla spina..gli amanti di Lambi dovranno accontentarsi del Lambic di Girardin;-)</div>
<div id="_mcePaste">Per i <a href="http://www.villaggiodellabirra.com/2009/07/16/laboratori2010/">Laboratori</a>: quelli di sabato sono sold-out..gli ultimi posti per quello di domenica.. Nel laboratorio di domenica , per quanto riguarda il Birrificio Rulles, abbiamo sostituito la <em>Rulles Estival</em> con l&#8217;esclusiva <em>Grande10</em> la birra dell&#8217;anniversario della Brasserie..da quanto ne sappiamo siamo i primi in Italia a presentarla!</div>
<div id="_mcePaste">Ci fermiamo qui..per il momento. A breve il prossimo aggiornamento</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Sibilla e T.I.P.A., due “tipe” da Villaggio</title>
		<link>http://www.inbirrerya.com/2010/09/03/sibilla-e-t-i-p-a-due-tipe-da-villaggio/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sibilla, Toccalmatto Ci sono arrivato tardi, ma ci sono arrivato, alla Sibilla, la saison del Toccalmatto. E me ne sono pentito. Pentito del fatto di esserci arrivato così ”tardi”. Se n’erano accorti altri molto prima di me (e con molti più titoli di me per farlo). Sono stati i giudici dell&#8216;International Beer Challenge 2010, tenutosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>Sibilla, Toccalmatto</strong></em></p>
<p>Ci sono arrivato tardi, ma ci sono arrivato, alla <em><strong>Sibilla</strong></em>, la <a href="http://www.inbirrerya.com/2009/08/09/le-bieres-de-saison/"><em>saison</em></a> del <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/06/04/gli-italiani-al-villaggio-toccalmatto/"><em>Toccalmatto</em></a>. E me ne sono pentito. Pentito del fatto di esserci arrivato così ”tardi”. Se n’erano accorti altri molto prima di me (e con molti più titoli di me per farlo). Sono stati i giudici dell<a href="http://www.ibc-awards.com/"><em>&#8216;International Beer Challenge 2010</em></a>, tenutosi a <em>Londra</em>, a tributarle il &#8220;doveroso&#8221; riconoscimento della medaglia d&#8217;oro, in una edizione del premio che ha visto l&#8217;Emilia sugli scudi: delle <a href="http://www.ibc-awards.com/_resources/IBC_2010_Awards.pdf">24 medaglie d&#8217;oro assegnate</a>, infatti, ben <strong>6 </strong>sono state attribuite a birre italiane, <strong>4</strong> delle quali brassate in Emilia (<em>Toccalmatto</em> + <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/01/29/via-emilia-birrificio-del-ducato/"><em>Birrificio del Ducato</em></a>). Lo dico subito: perfettamente meritato il riconoscimento, per una <em>saison</em>, questa bionda del <em>Toccalmatto</em>, che dà le paghe a molte altre birre di questa categoria (e non solo), anche belghe, se la devo dire tutta. Buona, beverina, fresca:<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/ToccalmattoSibilla.jpg"><img class="alignleft size-full  wp-image-5268" title="ToccalmattoSibilla" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/ToccalmattoSibilla.jpg" alt="" width="174" height="293" /></a> questo in estrema sintesi, il profilo della <em><strong>Sibilla</strong></em>, birra che, come altre birre di Fidenza, ha già delineata nel nome (e nella label) una parte della propria storia. Innanzitutto un piccolo/grande simbolo, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maghen_David"><em>maghen david</em></a> (<a href="http://www.atuttabirra.com/i_quiz.htm">quella adottata</a> da vari mastri birrai nel medioevo), tatuata sulla spalla sinistra dell&#8217; avvenente fanciulla, che, nelle intenzioni del grafico, intende richiamare alla memoria la figura di una <em>sibill</em><em>a</em>. Esseri reali/mitologiche, le <em>sibille</em> erano delle vergini dotate di virtù profetiche, perlopiù ispirate da un dio, che fornivano responsi e predizioni, spesso ambigui, per non dire ambivalenti. E l&#8217;ambivamenza (assolutamente non l&#8217;ambiguità) sembra essere una delle caratteristiche peculiari di questa birra: fresca ma anche asciutta, fruttata ma anche luppolata &#8230;. Sicuramente una <em>saison</em> perfetta per la stagione più calda, leggera (relativamente) e secca, nettamente dissetante. Il colore è un biondo raffinato e leggermente scarso, la schiuma è copiosa, cremosa e fine, esageratamente persistente; rifermentata in bottiglia, brassata con malti d&#8217;orzo, frumento ed avena, ha una luppolatura discreta ma vincente, ottenuta mediante l&#8217;uso di luppoli <em>Perle</em> e <em>Goldings.</em> Un luppolo che si ritrova (molto relativamente)  nell’aroma e (riccamente) nel finale della degustazione, con  un effetto-pulizia che ne rende veramente apprezzabile e asciutto il finale. Ha corpo rotondo e scattante, molto asciutto e nettamente frizzante, nel quale spiccano le noti piccanti date dal lievito e un lieve gusto fruttato che si fa relativamente spazio fra le note asciutte e secche del luppolo. L&#8217;aroma però è il top: un fruttato intenso e delicato, alla portata di tutti, che si fa notare per eleganza, profondità e durata: un&#8217;albicocca tenue e mai stucchevole, un leggerissimo sentore di banana, una screziatura speziata, anche qui proposta dal solo uso di un lievito, particolarmente ricco e vivace. Se tanto mi da tanto, la <em><strong>Sibilla</strong></em> (se mantiene la stessa, smagliante forma di questa, testata in bottiglia) sarà una delle birre-top del prossimo<em> Villaggio</em>. Assaggiata in bottiglia da 0,75; alc. 6% vol.;<em> </em><em>©Alberto Laschi.</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>T.I.P.A., Pausa café</em></strong></p>
<p>Dopo la <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/02/17/due-birre-di-pausa-cafe/"><em>Tosta</em></a>, la <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/02/17/due-birre-di-pausa-cafe/"><em>Dui e mes</em>,</a> la <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/01/12/taquamari-pausa-cafe/"><em>Taquamari</em></a>, la <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/06/09/altre-due-birre-del-prossimo-villaggio-forse/"><em>P.I.L.S.</em></a> e la <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/06/23/chicca-batte-cafe-racer-3-0/"><em>Chicca</em></a>, l&#8217;ultima birra che riesco a presentare di Andrea Bertola, la <em><strong>T.I.P.A.</strong></em>, che sarà presente in fusto al <em>Villaggio</em> insieme alle stesse <em>Tosta</em>, <em>Taquamari </em>e <em>P.I.L.S.</em> (mi mancano ancora  da assaggiare altre due o tre delle loro, ma tutto non si può avere &#8230;). Non sono riuscito a decifrare l&#8217;acronimo che la identifica (o almeno, mi mancherebbe, penso, da indovinare solo ciò che si nasconde dietro la <em>T</em>), giochino che invece mi era riuscito con la <em>P.I.L.S</em>., ma la <em><strong>T.I.P.A</strong></em> non è certo <em>tipa</em> (o birra) che si nasconde. Una <em>IPA</em> di <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/pausa-cafè.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-5269" title="pausa-cafè" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/pausa-cafè.gif" alt="" width="201" height="202" /></a>ispirazione prettamente inglese, robusta di alcool (<strong>7,2</strong>°), brassata con materie prime decisamente british (malti <em>Maris Otter </em>e <em>Kristal</em>, luppolo <em>East Kent Golding</em>), dal bel colore rosso rubino, nettamente tendente al mogano. E&#8217; la birra che sento più &#8220;aggressiva&#8221; nel contesto dell&#8217;intero range produttivo di<em> Pausa Cafè</em>, ma non potrebbe essere altrimenti, se si considera la tipologia birraria alla quale<em> Andrea</em> si è ispirato. Tanto luppolo, ma anche una bella robustezza di malto, un profilo aromatico pungente e caratterizzato, una &#8220;ruvidezza&#8221; gustativa che ricorda molto il legno e la polvere. Rustica senza essere grezza, richiama alla mente un&#8217;autenticità non rarefatta o artefatta, netta e decisa, con pochi fronzoli ma anche con una spiccata personalità. Bello il finale caratterizzato dal classico spettro gustativo dei luppoli inglesi, preceduto e preparato da una corsa rotonda e consistente, fatta di caramello e zucchero candito. La frizzantezza decisa ne favorisce la gustabilità. Una <em><strong>T.I.P.A.</strong></em> <em>tosta</em>, comunque. Assaggiata in bottiglia da 0,33; alc. 7,2% vol.;<em> </em><em>©Alberto Laschi.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><em><br />
</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em><em> </em></em></p>
<p><a href="http://www.alesandco.it/Ultime/international-beer-challenge-premiate-birre-di-ales-and-co-e-italiane.html"></a></p>
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		<title>Notizie #3: WBA, gli animali, Armand Debelder e l’inverno, Rulles</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 05:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/World-Beer-Awards.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5257" title="World-Beer-Awards" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/World-Beer-Awards.jpg" alt="" width="200" height="236" /></a></p>
<p>Nella <a href="http://www.inbirrerya.com/2009/11/30/news-dal-belgio-2/">scorsa edizione</a> era toccato alla <em><strong>Blanche de Namur</strong></em> della <em>Brasserie du Bocq</em>, fra le birre belghe, a ricevere il premio come migliore <em>wheat beer</em> del mondo al <strong>WBA</strong> (<strong>World Beer Awards</strong>): se ne sono accorti tutti quelli che, acquistando quest&#8217;anno la <em><strong>Blanche</strong></em>, hanno potuto notare il bella evidenza sull&#8217;etichetta il logo giallo/nero che ne certifica il riconoscimento. Nella edizione di quest&#8217;anno si è assistito alla moltiplicazione delle categorie, divise addirittura anche per aree geografiche, e quindi ad una conseguente moltiplicazione dei riconoscimenti. Lo diciamo <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/4862815392_b72b79b931.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5258" title="4862815392_b72b79b931" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/4862815392_b72b79b931-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>subito: nessuna birra italiana ha ricevuto premi, ma non è ben chiaro se ci sia sta una qualche birra italiana in concorso. Dando conto dell&#8217;altra &#8220;nazione di riferimento&#8221; per noi di <em><strong>Birrerya</strong></em>, cioè il Belgio, altri premi sono arrivati ai birrifici di quelle parti, come è successo l&#8217;anno scorso per <em>Du Bocq</em>, <em>Brunehaut, De Landtsheer, Het Anker e Drie Fontainen</em>. L&#8217;hanno spuntata ancora la <em>Het Anker</em> con la sua <em><strong>Gouden Carolus Classic</strong></em>, la <em>Rodenbach</em> con la sua <em><strong>Gran Cru</strong></em> e la sua <em>St. Feuillien</em> con la sua <em><strong>Blonde</strong></em> (l&#8217;anno scorso aveva vinto con la sua <em><strong>Saison</strong></em>) nelle varie categorie &#8220;mondiali&#8221;.  <em>De Leyerth</em> con la sua<a href="http://www.inbirrerya.com/2010/05/25/4084/"> <em><strong>Urthel Saisonniere</strong></em> </a>(anche se questa è più da considerarsi una birra olandese piuttosto che belga) e <em>Achouffe</em> con la sua <a href="http://www.inbirrerya.com/2009/11/12/chouffe-houblon-2009/"><em><strong>Chouffe Houblon</strong></em></a> in un paio di categorie di &#8220;sole europee&#8221;. Più volte sono stati espressi pareri un po&#8217; &#8220;dubbiosi&#8221; nei confronti di questo tipo di manifestazione e sulla effettiva caratura di questi riconoscimenti: in ogni caso questa manifestazione birraria londinese era coordinata e garantita dalla presenza di un grande esperto di birra, <em>Roger Protz</em>. Per quello che può valere.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/3fonteinen.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5259" title="3fonteinen" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/3fonteinen-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p>La nuova vita birraria di <em>Armand Debelder</em> e della sua <a href="http://www.3fonteinen.be/nieuws/"><em>Drie Fontainen</em></a> vede aggiungersi un nuovo importante capitolo: è <a href="http://www.nieuwsblad.be/article/detail.aspx?articleid=BLHDE_20100825_001">notizia di pochi giorni fa</a> che da oggi, 2 settembre, a lunedi 6 settembre) sarà messa in vendita presso il beershop del birrificio stesso (a <em>Berseel)</em> la prima birra invernale di Armand, alla quale ha voluto dare il nome di<em><strong> Straffe Winter</strong></em> (l<em>&#8216;inverno potente</em>). Doveva essere messa in commercio molto prima, ma Armand ha voluto fare le cose per bene e con calma (tre inverni) fino ad arrivare questa birra scura di <strong>8% </strong>vol. alc. , un lambic un po&#8217; &#8220;anomalo&#8221;, brassato con i classici malti pale e di frumento, con l&#8217;aggiunta però di malti ambra e malto Munich, con l&#8217;ulteriore &#8220;novità&#8221; rappresentata dall&#8217;aggiunta di sciroppo di zucchero caramellato. Il nome è una garanzia, quello del <em>Drie Fontainen</em>: non dovrebbe venir meno neanche stavolta a questa sua consolidata tradizione.</p>
<p>Fra pochi giorni sarà con noi al <em><strong>Villaggio</strong></em>: sto parlando dei <em>Gregory Verhelst</em> della <em>Brasserie de la Rulles</em>, che è sempre un piacere ri-incontrare. Non la porterà con sè per attaccarla alle spine del <em><strong>Villaggio</strong></em>, come si desume <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/la-rulles-10.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5260" title="la rulles 10" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/la-rulles-10-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>leggendo la monumentale lista delle birre presenti quest&#8217;anno (ci saranno &#8220;solo&#8221; le sue <em>Estival </em>e <em>Triple</em>), ma dalle foto dell&#8217;<a href="http://www.bloggen.be/bier_in_beeld/">amica Bianca</a> (e dalle notizie delle quali la Rete è sempre ricca) è venuta fuori la &#8220;prova provata&#8221; dell&#8217;esistenza in vita della sua nuova birra, la <em><strong>Rulles La Grande 10.</strong></em> <a href="http://amolabirra.altervista.org/viewtopic.php?f=25&amp;t=270">Chi ha già avuto al fortuna di assaggiarla</a>, ne ha parlato più che bene, avendola trovata ricca, robusta ma non eccessiva, estremamente luppolata, evidenziando una possibile &#8220;diatriba&#8221; sulla sua classificazione:<em> Ratebeer</em> l&#8217;ha già inquadrata nella famiglia delle <em>belgian strong ale</em>, mentre ai più sembra essere una vera e propria<em> IPA</em>, anche se un po&#8217; su con la gradazione. Chiederemo a <em>Greg </em>quando sarà con noi  a Bibbiano (&#8230; <em>vicino a Bruxelles</em>); ma soprattutto, la potrete trovare a breve sul catalogo di <em><strong>Birrerya</strong></em>. Intanto Joris Pattyn <a href="http://www.ratebeer.com/beer/brasserie-artisanale-de-rulles-la-grande-10/125418/">ha già postato la sua &#8220;sentenza&#8221;.</a></p>
<p>Ora ci si mette anche la <em>Mercedes</em>. Avevamo (finalmente) finito di parlare da poco della lucida follia commerciale (e comunicativa) di quei pazzerelloni del <em>Brewdog</em> (con <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/07/23/tre-birre-due-per-lestate-e-una-impagliata-assolutamente-no/">i loro scoiattoli impagliati)</a> che adesso anche la <em>Mercedes</em> cade (più o meno consapevol<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/Mercedes-Benz-Logo.png"><img class="alignleft size-medium  wp-image-5261" title="Mercedes-Benz-Logo" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/09/Mercedes-Benz-Logo-300x216.png" alt="" width="176" height="126" /></a>mente) nella trappola del &#8220;politicamente scorretto&#8221;. <a href="http://www.huliq.com/9508/2012-mercedes-cls-revealed-four-animal-hides-every-model">Nel pubblicizzare</a> il nuovo fantasmagorico modello di coupe (la 2012 CLS), oltre a magnificarne l&#8217;apparato tecnologico all&#8217;avanguardia, si legge anche, nel comunicato stampa, di come vengano impiegati per ciascuna macchina ben <em>&#8220;four animals skins&#8221;</em>. <em><strong>Animali morti </strong></em>anche qui (anche se non impagliati, lo si deve dire)!!! Si sono, chiaramente, attirati le ire dei <a href="http://www.care2.com/causes/animal-welfare/blog/four-dead-animals-in-every-new-mercedes-cls/">più fervidi animalisti</a>, oltre agli sfottò di moltissimi altri. Ma si erano messi d&#8217;accordo, oppure non hanno imparato nulla dal vespaio di polemiche che quelli del <em>Brewdog</em> hanno (scientemente) innescato? <em>Brewdog</em> che, peraltro, in questo mesetto se ne sono stati relativamente calmi, partorendo &#8220;solo&#8221; un nuovo &#8220;modello&#8221; di impianto di spillatura, <a href="http://www.brewdog.com/blog-article.php?id=350">dall&#8217;aspetto vagamente minaccioso</a> &#8230;.</p>
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		<title>Quattro tutte in un botto, a Greve</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 05:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Metti una splendida serata d&#8217;estate, quella di sabato scorso; mettici un sacco di gente &#8220;curiosa&#8221; ed &#8220;esperta&#8221;, che arriva a Greve spinta dal desiderio del buon bere e del buon mangiare; mettici del buon cibo, della pregiatissima macelleria chiantigiana del macellaio/poeta Cecchini; ma mettici soprattutto uno dei più versatili, &#8220;estrosi&#8221;, preparati e conosciuti (anche internazionalmente) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/beersh51.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5237" title="beersh5" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/beersh51-300x69.jpg" alt="" width="300" height="69" /></a></p>
<p>Metti una splendida serata d&#8217;estate, quella di sabato scorso; mettici un sacco di gente &#8220;curiosa&#8221; ed &#8220;esperta&#8221;, che arriva a <em>Greve</em> spinta dal desiderio del buon bere e del buon mangiare; mettici del buon cibo, della pregiatissima macelleria chiantigiana del macellaio/poeta <em>Cecchini</em>; ma mettici soprattutto uno dei più versatili, &#8220;estrosi&#8221;, preparati e conosciuti (anche internazionalmente) birrai italiani, che porta con sè alcune delle sue chicche, subito attaccate alle spine della <em>Birroteca</em>, e il gioco è fatto. <a href="http://www.inbirrerya.com/?s=Alex+Liberati"><em>Alex Liberati,</em></a> ha davvero dato vita, con le sue birre, con la sua estrema disponibilità e simpatia, ma anche con la sua grande esperienza (e sterminata anedottica) birraria, ad una bella, serena e gradevolissima serata in un luogo, la <a href="http://www.labirrotecadigreve.it/"><em>Birroteca di Greve</em></a>, che sempre più sta diventando meta irrinunciabile per tutti gli amanti della buona birra. Am<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/revelation-cat2.jpg"><img class="alignleft size-medium  wp-image-5238" title="revelation cat2" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/revelation-cat2-300x217.jpg" alt="" width="329" height="237" /></a>mirevole la dedizione con la quale <em>Alex </em>e i suoi si sono messi intorno al &#8220;pentolone da homebrewer&#8221; per materializzare nel corso di tutto il pomeriggio/sera una cotta pubblica &#8220;dedicata&#8221; alla serata. Altrettanto rimarchevole la disponibilità dimostrata da tutti loro nei confronti di chi chiedeva consigli, suggerimenti, chiarimenti a riguardo di quello che bolliva in pentola in quel momento e riguardo a quello che avrebbero messo a bollire nelle proprie pentole in un secondo momento, una volta tornati nelle proprie case. E&#8217; stato un vero e proprio <em>brain storming</em>, al quale è stato piacevole assistere anche per chi, come me, non ha come interesse primario la birra fatta in casa propria; mi piace molto di più, infatti, la birra fatta nelle &#8220;case&#8221; altrui. Come <em>Alex</em>, d&#8217;altra parte, la cui produzione rivela il suo essere cosmopolita di fatto, oltre che per vocazione (penso). Le quattro birre assaggiate a <em>Greve</em>, per esempio, provenivano tutte da parti diverse del mondo: una brassata in Inghilterra (con &#8220;quelli&#8221; della <em>Gadd&#8217;s Brewery</em> di <em>Ramsgate</em>), un&#8217;altra in Belgio (alla <em>De Proef,</em> in collaborazione con <em>Mikkel </em>di <em>Mikkeller</em>) e due in Olanda (brassate a quattro mani con <em>Menno Oliver</em> del <em>De Molen</em>).<em><strong> Milk Mild, Cream Ale, Back to Basic IPA, Triple Hop Bock</strong></em>: queste le quattro birre che ho avuto il piacere di assaggiare ed apprezzare, sabato sera scorsa, in rigorosa progressione alcolica.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/revelationcatwholemilkmild-w2001.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5240" title="revelationcatwholemilkmild-w200" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/revelationcatwholemilkmild-w2001-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a></p>
<p>Solo <strong>3,5</strong>% alc. vol. per la <em><strong>Milk Mild,</strong></em> la rivisitazione fatta dalla coppia <em>Liberati/<a href="http://www.inbirrerya.com/2010/02/02/engels-de-molen-brouwerij/">De Molen</a></em> di uno stile birrario anglosassone (quello delle <em>mild ales</em>) onusto di anni (è nato intorno al <strong>1600</strong>), ma ultimamente un po&#8217; in ombra. Rivisitazione particolare dello stile dicevo, che si incrocia un po&#8217; con quello delle <em>milk stout</em>, visto l&#8217;impiego, anche se poco &#8220;classico&#8221;, del lattosio, lo zucchero non fermentabile, (<strong>25</strong> kg. per <strong>800</strong> lt. di cotta), che conferisce alla birra una delicata, per fortuna, sensazione dolce (e non dolciastra). Questo grazie anche ad un impiego sapiente ed equilibrato dei luppoli <em>Premiant</em> e <em>Sladek</em>, che danno pulizia e freschezza al corpo di questa birra, leggero e beverino. Caffè, cioccolato e una venatura di malto completano l&#8217;identikit gustativo di questa birra, perfetta per accompagnare dolci al cucchiaio ricchi di cioccolato e/o cacao.</p>
<p>La <em><strong>Cream Ale</strong></em> è la &#8220;birra di casa&#8221; del <strong>4:20</strong>, brassata con <em>Mikel </em>di <a href="http://www.inbirrerya.com/2009/12/26/mikkeller-2/"><em>Mikkeller</em></a> (birrificio spesso ospite delle pagine di questo blog) presso la <a href="http://www.inbirrerya.com/2009/06/26/de-proef-brouwerij/"><em>De Proef</em> </a>di <em>Dirk Naudts</em>, il <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/04/05/la-classifica-dello-zythos-2010/">&#8220;trionfatore&#8221; dell&#8217;ultima edizione dello Zythos</a>. Una birra brassata ad <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/cream-ale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5241" title="cream ale" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/cream-ale.jpg" alt="" width="186" height="143" /></a>una temperatura insolitamente più bassa di quella usata per brassare birre di questo stile (quello delle <em>cream ale</em>, appunto, una rivisitazione americana delle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/K%C3%B6lsch_%28beer%29"><em>kolsch </em></a>tedesche), che riesce a conferirle, usando le parole dello stesso <em>Mikkel</em>, il <em>corpo di una ale e la leggerezza di una pilsener</em>. <strong>5% </strong>di vol. alc. per una bionda agile e scattante, dal carattere discreto e non invadente, ma ricca di tutte le varianti agrumate che le possono regalare i luppoli usati (pompelmo, agrumi, mandarini, un po&#8217; di cedro). Corpo fresco, fragrante, estremamente beverino, del quale uno non vorrebbe mai finire di approfittare. Il bel <strong>90 </strong>su <strong>100</strong> acchiappato su<em> Ratebeer </em>ne certifica, se ce ne fosse ancora bisogno, pregevolezza e gradimento.</p>
<p>La <em><strong>Back to Basic IPA</strong></em>, una <em>IPA</em> californiana brassata in Inghilterra, chiama in causa <em>Eddie Gadd</em> della <a href="http://www.ramsgatebrewery.co.uk/"><em>Ramsgate Brewery</em></a>, nel <em>Kent</em>, presso i quali impianti (aperti dal <strong>2002</strong>) questa birra è stata brassata. <em>Chinook </em>e <em>Summit</em> fanno ricordare in pieno la <em>California</em>, terra d&#8217;elezione di queste birre, dando vita ad un bouquet vivace e allo stesso tempo armonioso, ricco di un mare di aromi esotici (mango) , di frutta (pesca e albicocca) e agrumati. Ricca al naso, capace di (quasi) tutto al palato: fresca, pizzichina, decisamente luppolata, amarognola fino in fondo: dissetante, infine. Difficile chiedere di più a questa <em>IPA</em>, color oro antico, inglese di nascita ma americana d&#8217;elezione, la cui contenuta gradazione alcolica (<strong>6,7% </strong>vol. alc.) la rende ancor più apprezzabile.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/triple-hop-bock.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5242" title="triple hop bock" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/triple-hop-bock-128x300.jpg" alt="" width="128" height="300" /></a></p>
<p>E alla fine la <em><strong>Triple HOP Bock</strong></em>, che ha sbaragliato il campo. Sontuosa, la vera signora della serata, che ha vinto, per me, per manifesta superiorità. Non che non ci sia stata lotta con le altre, ma questa <em>doppelbock</em> di <strong>10,5% </strong>vol. alc. rappresenta per me la summa, e la sintesi allo stesso tempo, di come si fa, per davvero, la birra. Di tutto, qui dentro, e tutto al proprio posto, nella giusta dose: niente pesta i piedi a niente. Lievito da <em>belgium triple</em>, luppoli <em>galena, chinook </em>e <em>amarillo</em>, malti a go go, per una <em>dark brown</em> dal naso spettacolare (spezie, caramello, agrumi, resina) e dal corpo che restituisce altrettanta ricchezza (toffe, arancio, malto, nocciola, cioccolato, resina), attenuando in questo modo anche la percezione della pur robusta gradazione alcolica. Una birra fatta da due mani sante, come poche ce ne sono in giro. Perfetta per un dopo cena ricco, armonioso, appagante.</p>
<p>Non sembrino sperticati gli elogi spesi fino a qui: <em>Alex </em>e le sue birre li meritano tutti, davvero. Mi dispiace solo di non aver potuto fare un secondo round con le altre chicche portate da <em>Alex</em>: so che ne valevano assolutamente la pena, ma altri impegni mi hannno costretto a partire prima del dovuto. Il secondo rammarico: non poter contare sulla presenza di Alex al prossimo <em><strong>Villaggio:</strong></em> in quel periodo è in Giappone (quando parlavo del cosmopolita &#8230;). Ma c&#8217;è ancora tanto futuro davanti &#8230;</p>
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		<title>News #2: Italia &amp; USA, colossi &amp; artigiani.</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 06:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/eataly_logo.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-5185" title="eataly_logo" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/eataly_logo.gif" alt="" width="161" height="95" /></a></p>
<p>E&#8217; oggi il &#8220;<em>D-day</em>&#8220;, a <em><strong>New York</strong></em>: alla presenza del sindaco/magnate <em>Michael Bloomberg</em> (in carica dal <strong>2001</strong>, successore dell&#8217;altrettanto famoso <em>Rudolph Giuliani</em>) il vulcanico <em><strong>Oscar Farinetti </strong></em>vedrà concretizzarsi uno dei sogni che aveva coltivato da tempo. Aprire, nel cuore del <em>Nuovo Mondo</em>, a<em> New York,</em> la &#8220;casa&#8221; per eccellenza del buon gusto (alimentare) italiano. <a href="http://www.eataly.it/"><em><strong>Eataly</strong></em></a>, il suo brand e il suo progetto più ambizioso, aprirà quindi la sua settima sede (oltre alle cinque italiane, <em>Torino Asti Pinerolo Bologna Milano</em> e a quella di <em>Tokyo</em>) nella centralissima <em>Fifth Avenue</em> di <em>Manhattan</em>. <a href="http://www.inbirrerya.com/2010/02/22/la-cucina-la-cannabis-la-carota-i-soliti-scozzesi/">Ne avevamo parlato anche noi</a>, di questo importante progetto/investimento americano del creatore della catena dell&#8217;elettronica <em>Unieuro</em>, soprattutto in riferimento a quello che più interessa a &#8220;noi&#8221; del mondo birrario, e cioè <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/eataly.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5186" title="eataly" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/eataly.jpg" alt="" width="330" height="308" /></a>al grande spazio  che verrà riservato in questa struttura alla birra artigianale italiana (e americana), nel quale &#8220;si daranno da fare&#8221;<em> Teo Musso</em> del <a href="http://www.birreria.com/?id_pg=55">Baladin</a> , <em>Leonardo di Vincenzo</em> di <a href="../2009/10/23/birra-del-borgo/">Birra del  Borgo</a>, <em>Vinnie   Ciliurzo</em> della <a href="http://www.russianriverbrewing.com/">Russian  River Brewing Company</a> e <em>Sam Calagione</em> della <a href="../2009/11/20/dogfish-head-craft-brewed-ales/">Dogfish  Head Brewing Company</a>. Notevole è stato il battage pubblicitario nei giorni che hanno preceduto questa apertura, che ha fornito i molti particolari di questa avventura italo/americana: tanti, meno uno. Leggendo qua e là si possono ricavare molte notizie: sette ristoranti in un locale di <strong>6.000 </strong>metri quadri, aperti in collaborazione e sotto la supervisione di <em>Batali</em> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lidia_Bastianich"><em>Bastianich</em></a> (due dei più grandi chef italiani d&#8217;America), scaffali pieni di tutte (o quasi) le prelibatezze della cucina made in Italy,<strong> 300</strong> dipendenti e <strong>600 </strong>posti a sedere nei vari ristoranti tematici, con le migliori menti amministrative e gestionali &#8220;rubate&#8221; alla intellighenzia finanziaria newyorchese (<em>Jp Morgan, Merril Lynch, Morgan Stanley, BlackRock</em>). Il tutto per un raggiungere un budget di vendite previsto, prudentemente, per il primo anno di <strong>40 </strong>milioni di dollari, con la segreta speranza però di spingersi fino ad <strong>80</strong> milioni (anche se ci si &#8220;accontenterebbe&#8221; molto volentieri anche di <strong>55-60</strong> milioni); il tutto a fronte di un investimento iniziale di <strong>25</strong> milioni di dollari. E in tutto questo vortice di cifre dov&#8217;è la &#8220;sezione-birra&#8221;? L&#8217;unico riferimento (nella informazione cosiddetta &#8220;di massa&#8221;) che sono riuscito a scovare è stato in un articolo scritto da <em>Massimiliano Gaggi</em> per il<em><strong> Corriere della Sera</strong></em>, il quale rifersisce di (a riguardo del progetto-birra newyorchese) &#8220;<em>una birreria con tanto di alambicchi di rame sul terrazzo, in cima all&#8217;edificio&#8221; </em>. Tutto qui; e, parlando di birra, ancora si fa riferimento agli &#8220;<em>alambicchi</em>&#8221; &#8230;. Questo tanto per far capire come ancora &#8220;gira&#8221; il mondo della informazione non di settore a riguardo della birra, che non appare ancora, sembra, come il principale degli argomenti &#8230;</p>
<p>Rimaniamo negli USA con alcune interessanti notizie sul mondo produttivo, sempre più diviso in due segmenti, quello dei colossi industriali e quello dei rampanti birrifici artigianali, con le possibili interconnessioni fra i due. I<a href="http://www.tijd.be/nieuws/ondernemingen_consumptie/Brouwer_AB_InBev_klopt_prognoses.8948998-3075.art?ckc=1"> primi dati </a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/logo_abinbev.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-5187" title="logo_abinbev" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/logo_abinbev.gif" alt="" width="251" height="110" /></a>riguardano il colosso <a href="http://www.ab-inbev.com/"><em><strong>AB InBev</strong></em></a>, con i suoi bilanci di metà anno: profitti, nel secondo trimestre di quest&#8217;anno per <strong>1,5 </strong>mld. di dollari <strong>(+ 7%</strong>), ricavi per <strong>9,2</strong> mld. di dollari (<strong>+ 4%</strong>), produzione di <strong>100,6 </strong>mln. di ettolitri. Grandi volumi e grandi numeri, quindi, ma con alcune zone di sofferenza: la prima è il Nord America (appunto) dove i volumi di vendita (<em>Stella Artois</em> esclusa) sono scesi del <strong>3%</strong>, e l&#8217;Europa centrale (Belgio incluso).  Di contro il comparto della produzione artigianale negli USA è ancora in grande crescita, come riferisce il sempre aggiornato <a href="http://beernews.org/2010/08/todays-craft-beer-power-hour-annotated/">Beernews</a>, alla faccia della recessione, quindi. I dati parlano di una progressiva e costante perdita di quota di mercato da parte dei maggiori brands (Heineken <strong>-1%</strong>, AB InBev <strong>- 1,9%,</strong> Corona <strong>-8%</strong>), mentre la quota di mercato degli artigianali è salita dell&#8217;<strong>11.9%,</strong> con la vendita di birra artigianale nei supermercati salita, in soli sei mesi, del <strong>28%</strong>, con <em>Sierra Nevada</em> e <em>Stone Brewery </em>in crescita esplosiva.</p>
<p>Sarà per questo, forse, che ad <em>AB Inbev</em> sarebbe venuto in mente di entrare &#8220;seriamente&#8221; nel mondo della produzione artigianale. Ci sono alcuni rumors infatti (i primi risalgono al <a href="http://www.thestreet.com/story/10836829/2/anheuser-busch-takeover-target-craft-brewers-alliance.html">16 agosto scorso</a>) che rimbalzano dagli USA secondo i quali la &#8220;sezione&#8221; americana della <em>AB Inbev</em>, e cioè <em><strong>Anheuser-Busch</strong></em>, starebbe pensando di acquisire in toto il gruppo <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/CBAI-Logo_2c_highres.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-5188" title="CBAI-Logo_2c_highres" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/CBAI-Logo_2c_highres-300x300.png" alt="" width="190" height="190" /></a>birrario (artigianale) <em><strong><a href="http://craftbrewers.com/Breweries.aspx">Craft Brewers Alliance</a></strong></em> (del quale già possiede una quota significativa e con il quale ha una partnership commerciale). Gruppo birrario, la <em><strong>Craft Brewers Alliance</strong></em>, che nasce nel <strong>1980</strong> e che vede attualmente fra i suoi membri la <a href="http://www.widmer.com/default.aspx"><em>Widmer Brothers Brewing,</em></a> la <a href="http://www.redhook.com/Default.aspx?p=41"><em>RedHook Ale Brewery</em></a>,  la <a href="http://www.gooseisland.com/pages/home/56.php"><em>Goose Island Beer Company</em></a> e, dopo la <a href="http://beernews.org/2010/08/more-details-insight-on-kona-brewing-sale/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=more-details-insight-on-kona-brewing-sale">sua recente acquisizione</a>,  la <a href="http://www.konabrewingco.com/"><em>Kona Brewing Company</em></a>. Attualmente è l&#8217;ottavo gruppo birrario americano, con <strong>600.000</strong> barili di birra prodotti annualmente, divisi fra i <strong>31</strong> brands distribuiti su base sia regionale che nazionale. Non c&#8217;è che dire, sarebbe una vera e propria &#8220;invasione di campo&#8221;, questa acquisizione, o, comunque, un segnale commerciale e produttivo molto importante, che ricorda un po&#8217; (su scala enormente diversa, comunque) quanto è già successo in Italia (Assobirra e l&#8217;ingresso di alcuni birrifici artigianali nella propria associazione di categoria).</p>
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		<title>News #1: Duvel &amp; De Koninck, De Graal &amp; Cina</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 05:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver staccato la spina per un po&#8217; di tempo, riprendiamo il filo del discorso, in attesa dell&#8217;evento che da tempo stiamo preparando, il <em><strong>Villaggio</strong></em> di Settembre, che ormai si staglia nettamente all&#8217;orizzonte (mancano solo 10 giorni!). In queste settimane non è che il &#8220;mondo birrario&#8221; se ne è stato fermo e quieto, tutt&#8217;altro, e quindi rifare un po&#8217; il punto della situazione non può che aiutarci a ripartire nella maniera corretta.</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/duvel-moortgat-neemt-de-koninck-over_5_460x0.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5127" title="duvel-moortgat-neemt-de-koninck-over_5_460x0" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/duvel-moortgat-neemt-de-koninck-over_5_460x0-300x174.jpg" alt="" width="300" height="174" /></a></p>
<p><a href="http://www.inbirrerya.com/2010/08/06/duvel-moortgat-acquisisce-anche-de-koninck/">Riparto da dove avevo concluso</a>, e cioè dall&#8217;acquisizione di <em>De Koninck </em>da parte di <em>Duvel Moortgat,</em> fatto che in Belgio, in queste settimane, è stato al centro di molti commenti e discussioni. A distanza di un po&#8217; di tempo, i particolari della vendita si sono fatti via via più chiari e definiti: anche se manca la conferma ufficiale sulla cifra, <a href="http://www.gva.be/nieuws/geldzaken/aid960479/duvel-moortgat-neemt-de-koninck-over.aspx">&#8220;si dice&#8221; </a> che la <em>De Koninck </em>sia passata di mano per una cifra vicina ai <strong>30 milioni di euro. </strong>Con lo sborsare di questa cifra, il gruppo <em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/1DeKoninck_logo_WHITEe.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-5128" title="1DeKoninck_logo_WHITEe" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/1DeKoninck_logo_WHITEe-300x260.png" alt="" width="229" height="198" /></a>Duvel Moortgat</em> è entrato in possesso del <strong>100%</strong> del pacchetto azionario della birreria di Anversa, degli edifici adibiti alla produzione, di altri<strong> 7</strong> immobili e <strong>63</strong> locali legati alla rete commerciale di proprietà della <em>De Koninck</em>, fra i quali il famoso pub <em>Boer Van Tienen</em>, ad Anversa. La motivazione principale che ha portato i proprietari della <em>De Koninck</em> a cedere la propria attività l&#8217;ha messa nero su bianco <em>Bernard Van den Bogaert</em>, CEO di <em>De Koninck</em> e membro della famiglia proprietaria: &#8220;<em>in quanto piccola birreria, i nostri canali di distribuzione non ci conferivano la necessaria forza commerciale</em>&#8221; per restare sul mercato in maniera proficua ed economicamente redditizia. Questa stessa difficoltà li aveva portati a chiudere l&#8217;esercizio economico del <strong>2009 </strong>con una perdita di <strong>297.000</strong> € su di un fatturato di<strong> 6.600.000</strong> €, per una produzione che si è attestata sui <strong>65.000</strong> hl. circa (erano il doppio solo pochi anni fa). E <em>Duvel</em> che dice di questa operazione? <a href="http://www.standaard.be/artikel/detail.aspx?artikelid=IV2TMD9C">Lo fa in prima persona</a> il CEO del gruppo, <strong><em>Michael Moortgat</em></strong>, che, per prima cosa ringrazia le famiglie <em>Van den Bogaert</em> e <em>Van Bauwel</em> (proprietari della De Koninck) per aver scelto &#8220;<em>il progetto Duvel</em>&#8221; piuttosto che il &#8220;<em>portafoglio pesante</em>&#8221; della <em>Heinekn</em> (altro possibile, e temibile, acquirente del birrificio belga). Dall&#8217;alto dei <strong>115 </strong>milioni di euro di fatturato dello scorso anno e della prorompente campagna di acqui<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/duvel.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5129" title="duvel" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/duvel-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>sizioni (<em>Achouffe</em> nel <strong>2006</strong> e <em>Liefmans </em>nel <strong>2008)</strong> <em>Michael Moortgat</em> ha rilasciato dichiarazioni (per ora) molto equilibrate. Nessuna intenzione di stravolgere il prodotto (che va bene così com&#8217;è);  inserimento del prodotto stesso nella vasta e solida rete commerciale di <em>Duvel</em>, la stessa che ha saputo raddoppiare in soli due anni il fatturato di <em>Achouffe</em> (passato da <strong>5</strong> a <strong>10 </strong>milioni di euro); nessuna preoccupazione (per ora) devono avere gli attuali dipendenti di <em>De Koninck</em>, che però in futuro potrebbero essere anche &#8220;sterzati&#8221; altrove, nelle altre varie attività del gruppo; nessuna volontà di entrare in &#8220;lotta&#8221; con la <a href="http://www.palmbreweries.com/"><em>Palm Breweries </em></a>e la sua classica ambrata, anche se il segmento commerciale è lo stesso (qui mi sembra che il naso gli si sia un po&#8217; allungato &#8230;); rafforzamento della presenza della <em>bolleke </em>sul mercato estero. La fiera delle buone intenzioni e della pacatezza amministrativa, a quanto sembra; se sono rose &#8230;</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/home.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-5130" title="home" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/home.gif" alt="" width="295" height="200" /></a>Cosa c&#8217;entra la <em>Cina</em> con la birra belga? Che i cinesi sino dei grandi consumatori di birra lo si sapeva, ma che avessero messo piede anche sul mercato belga &#8230;<a href="http://www.nieuwsblad.be/article/detail.aspx?articleid=6Q2TU10J"> Loro &#8220;complice&#8221; è stato  <em>Wim Saeyens</em></a>, titolare del conosciuto birrificio belga <a href="http://www.degraal.be/en/home_en.html"><em><strong>De Graal</strong></em></a>, che, unico in <em>Belgio</em> e forse anche in <em>Europa</em>, è andato in <em>Cina</em> ed è tornato in <em>Belgio</em> con un impianto di produzione nuovo di zecca, made in <em>China, appunto.</em> Incappato nei &#8220;soliti&#8221; problemi relativi all&#8217;ampliamento del <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/brewery1041_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5131" title="brewery1041_1" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/brewery1041_1.jpg" alt="" width="218" height="174" /></a>proprio impianto di produttivo (ormai insufficiente), <em>Wim</em>, esperto &#8220;frequentatore&#8221; anche di Internet, ha scoperto che a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jinan"><em>Jinan</em></a>, 400 km. circa da <em>Pechino</em>, esisteva una società specializzata nella costruzione di impianti per la produzione di birra. Constatato di persona che il prodotto era più che buono, e che il prezzo (soprattutto) era veramente appetibile (inferiore di molto rispetto ad un impianto simile made in Europa), si è infine portato a casa un impianto di produzione in acciaio inox, a controllo computerizzato tramite touch screen, che gli permette di brassare <strong>2.000</strong> lt. di birra ogni<strong> 6</strong> ore. Fare commenti sulla capacità dei cinesi di &#8220;copiare&#8221; (in peggio) prodotti altrui è fin troppo facile. Sarà però altrettanto facile verificare l&#8217;efficacia dell&#8217;impianto cinese: basterà assaggiare fra non molto le birre della <em>De Graal</em> e fare il paragone fra la produzione ante-Cina e quella post-Cina. Da lì capiremo se per la birra in Europa si sarà aperto un nuovo fronte o una nuova falla (produttiva).</p>
<p>Un &#8216;ultima notizia, molto molto &#8220;leggera&#8221;. E&#8217; affermazione ormai dogmatica, che ogni birra va degustata solo e soltanto nel bicchiere adatto. Da qui infinite disquisizioni e personalissime scelte, aventi sempre e comunque per oggetto la forma, la qualità e l&#8217;estetica del bicchiere adatto. Il nuovo formato di bicchiere che <a href="http://www.homewetbar.com/hopside-down-beer-glass-p-1124.html">ha escogitato questa ditta</a>, potrà tagliare la testa al toro di tutte le future disquisizioni? Il prezzo? &#8220;Solo&#8221; $ 19,99 &#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/beer-hopsidedown.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5132" title="beer-hopsidedown" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/beer-hopsidedown-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>Brassin Public: 2° ricetta “aperta”</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 14:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Villaggio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[ars birraria]]></category>
		<category><![CDATA[brassin public]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta aperta]]></category>
		<category><![CDATA[Villaggio della Birra]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la seconda ricetta che ci è giunta per il Brassin Public durante il Villaggio della Birra. L&#8217; Homebrewers è Stefano Botto. Ricordiamo che il termine di invio delle vostre ricette è il 31 agosto. LA SANTA Caratteristiche: - Corpo forte (ammostamento in step unico a 72°) - La dolcezza dovuta all’elevata presenza di destrine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo la seconda ricetta che ci è giunta per il Brassin Public durante il <a href="http://www.villaggiodellabirra.com">Villaggio della Birra</a>. L&#8217; Homebrewers è Stefano Botto. Ricordiamo che il termine di invio delle vostre ricette è il 31 agosto.</p>
<p><strong>LA SANTA</strong><br />
Caratteristiche:<br />
- Corpo forte (ammostamento in step unico a 72°)<br />
- La dolcezza dovuta all’elevata presenza di destrine è controbilanciata da luppolatura da amaro sostenuta<br />
- Acidità elevata, dovuta a fermentazione in botticella, eventualmente esaltabile con acido lattico<br />
- Semplicità della carta dei malti e dei luppoli, per capire il lavoro del lievito di vinsanto e la fermentazione in botticella</p>
<p><strong>MALTI:</strong><br />
Pilsner: 5 kg<br />
Vienna: 3 kg<br />
Weizen dunkel: 2 kg</p>
<p><strong>LUPPOLI:</strong><br />
Perle: 100 g, 60 min<br />
Hallertau Hersbrucker: 25 g, 3 min</p>
<p><strong>AMMOSTAMENTO:</strong><br />
protein rest: 50°, 20 min<br />
saccarificazione: 72° fino a conversione</p>
<p>OG:1093<br />
FG: 1030<br />
IBU: 63 (Tinseth)<br />
Alc. v/v 8,2°<br />
SRM: 6</p>
<p><strong>IMBOTTIGLIAMENTO:</strong><br />
dopo la fermentazione, verificare la presenza aromatica della fermentazione a cura di lieviti selvaggi presenti nella botticella. Se opportuno, si può aggiungere una piccola quantità di acido lattico in fase di imbottigliamento per esaltarla.</p>
<p>Stefano</p>
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		<title>28 e 29 agosto a Greve!</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 13:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Laschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Liberati]]></category>
		<category><![CDATA[Birroteca di Greve]]></category>
		<category><![CDATA[macelleria Cecchini]]></category>
		<category><![CDATA[Pinta medicea]]></category>
		<category><![CDATA[Revelation cat]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche in questo caso brevissimo post, di servizio; ma la notizia andava in tutti i modi data. Il prossimo fine-settimana di agosto, il 28 e il 29, gli amici Michela e Piso della Birroteca di Greve ospiteranno nel loro locale il &#8220;fantasmagorico&#8221; Alex Liberati, che sarà il mattatore di tutto il fine-settimana, assieme ai ragazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/logo-birroteca-greve-150x150.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5146" title="logo-birroteca-greve-150x150" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/logo-birroteca-greve-150x150.jpg" alt="" width="171" height="171" /></a></p>
<p>Anche in questo caso brevissimo post, di servizio; ma la notizia andava in tutti i modi data. Il prossimo fine-settimana di agosto, il <strong>28</strong> e il <strong>29</strong>, gli amici <em>Michela</em> e <em>Piso</em> della <em><strong><a href="http://www.labirrotecadigreve.it/">Birroteca di Greve</a> </strong></em>ospiteranno nel loro locale il &#8220;fantasmagorico&#8221; <strong><em>Alex Liberati</em></strong>, che sarà il mattatore di tutto il fine-settimana, assieme ai ragazzi della <em>Pinta Medicea</em>. Quattro dei prodotti <em><strong>Impex beer &#8211; Revelation cat </strong></em> alla spina il sabato, cotta notturna, sempre il sabato,  concorso per homebrewer e domenica fusti a rotazione (e a sorpresa) tutti made in <strong><em>Alex Liberati</em></strong>. Guest star la porchetta della superba <a href="http://www.dariocecchini.com/index.html">macelleria Cecchini</a> di <em>Panzano in Chianti</em>. <a href="http://www.pintamedicea.com/birra/wp-content/uploads/2010/08/ultima-cotta-estate-2010-birroteca.pdf">Qui potete dare un&#8217;occhiata</a> al manifestino ufficiale dell&#8217;evento; inutile dire che è impossibile mancare &#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/revelation-cat.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5147" title="revelation cat" src="http://www.inbirrerya.com/wp-content/uploads/2010/08/revelation-cat-300x300.gif" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
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