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    <title>Incipiterazioni - incipit letterari in blog</title>
    <link>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/</link>


    <description>incipit &amp;amp; citazioni</description>
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 <title><![CDATA[UN LAVORO SPORCO - Christopher Moore]]></title>
<link>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1486</link>
<description><![CDATA[Charlie Asher camminava sulla Terra come una formica sulla superficie dell'acqua, quasi temesse che il più piccolo passo falso potesse farlo andare a fondo, fino a essere risucchiato negli abissi. Avendo la fortuna di possedere l'immaginazione tipica del maschio beta, passava gran parte della vita a lanciare occhiate furtive al futuro, così da poter individuare i modi in cui il mondo tramava la sua morte: la sua, quella di sua moglie Rachel, e adesso anche quella della piccola Sophie, appena nata. Ma, nonostante le attenzioni, la paranoia e l'incessante inquietudine, dal momento in cui l'urina di Rachel aveva fatto comparire una lineetta azzurra sul bastoncino del test di gravidanza fino al suo ricovero al St. Francis Memorial, la morte riuscì comunque a insinuarsi nelle loro vite.<br />
<br />
<font size=1>Titolo originale: <i>A Dirty Job</i> (2006)<br />
(Edizioni Elliot - traduzione di Chiara Brovelli)</font>]]></description>
 <category>incipit stranieri</category>
<comments>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1486</comments>
 <pubDate>Fri, 24 Jun 2011 12:38:18 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[SCRITTO SUL CORPO - Jeanette Winterson]]></title>
<link>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1485</link>
<description><![CDATA[Perché è la perdita la misura dell'amore?<br />
Non piove da tre mesi. Gli alberi scavano sonde sottoterra, inviano radici di riserva nel suolo arido, radici che aprono come fossero rasoi ogni vena gonfia d'acqua.<br />
I grappoli si sono appassiti sulle viti. Ciò che dovrebbe essere turgido e sodo, resistente al tatto per aprirsi in bocca, è spugnoso e piagato. Quest'anno non avrò il piacere di rigirare gli acini bluastri fra indice e pollice e di impregnarmi di muschio il palmo della mano. Perfino le vespe sdegnano quelle esili gocce marroni. Perfino le vespe, quest'anno. Non è stato sempre così.<br />
<br />
<font size=1>Titolo originale: <i>Written on the Body</i> (1992)<br />
(Edizioni Mondadori - traduzione di Giovanna Marrone)</font>]]></description>
 <category>incipit stranieri</category>
<comments>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1485</comments>
 <pubDate>Thu, 17 Feb 2011 16:58:16 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[UN INFINITO NUMERO - Sebastiano Vassalli]]></title>
<link>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1484</link>
<description><![CDATA[<i>Era una bella giornata d'autunno. Oltre il muro del giardino e di là dagli alberi, si sentiva il rumore delle grandi macchine trebbiatrici che lavoravano nei campi alla raccolta del riso. Si sentivano e non si vedevano, perché passavano altissimi sopra le nostre teste, gli aeroplani in partenza o in arrivo dall'aeroporto di Milano Malpensa; e c'erano anche, in sottofondo, le voci della natura. (Lo stormire delle fronde, il cinguettio degli uccelli non sono ancora scomparsi del tutto da questa parte del mondo che è la pianura del Po, ma non sempre è possibile ascoltarli, in una realtà ormai interamente dominata dai rumori meccanici).<br />
"Il tempo, - disse Timodemo, - è pieno delle nostre storie e non sa cosa farsene. E anche noi, che siamo i personaggi di quelle storie, finiamo poi sempre per soffermarci su un dettaglio, e perdiamo di vista l'insieme..."<br />
Si sedette su una panchina in fondo al viale, e alzò la toga per non calpestarla. Soltanto allora feci caso a come era vestito, e anche a un cerchio d'oro che portava al polso della mano sinistra e che rappresentava l'urobòros, il serpente che inghiotte sé stesso. Una delle immagini più antiche, e più universalmente note, del tempo.</i><br />
<br />
<font size=1>(Edizioni Einaudi, 1999)</font>]]></description>
 <category>incipit italiani</category>
<comments>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1484</comments>
 <pubDate>Fri, 11 Feb 2011 21:38:03 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[IL VANGELO SECONDO BIFF - Christopher Moore]]></title>
<link>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1483</link>
<description><![CDATA[L'angelo stava vuotando e pulendo i suoi armadi quando giunse la chiamata. Aureole e raggi di luna erano divisi in mucchi a seconda della luminosità, le sacche con l'ra e i foderi dei lampi erano appesi a ganci in attesa di essere spolverati. Da un otre in un angolo era fuoriuscita un po' di gloria, che provvide ad asciugare con un tampone. Ogni volta che muoveva lo straccio, dall'armadio si levava un coro smorzato, come se avesse messo il coperchio su un vaso di sottaceti colmo di Alleluia.<br />
<br />
<font size=1>Titolo originale: <i>Lamb: The Gospel According to Biff, Christ’s Childhood Pal</i> (2002)<br />
(Edizioni Elliot - traduzione di Chiara Brovelli)</font>]]></description>
 <category>incipit stranieri</category>
<comments>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1483</comments>
 <pubDate>Fri, 4 Feb 2011 19:04:09 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[MIA SORELLA È UNA FOCA MONACA - Christian Frascella]]></title>
<link>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1482</link>
<description><![CDATA[Ci pestammo a lungo nello spiazzo dietro la scuola. Io avevo visto qualche incontro di pugilato in TV, e lo colpivo – o tentavo di farlo – come avrebbe fatto Oscar Moya, che era un boxeur molto in voga in quel periodo, uno che picchiava forte e continuo, senza dare tregua agli avversari. Quasi sempre, Oscar chiudeva l'incontro prima del limite.<br />
Riccardo non seguiva la boxe, ma era un patito dei film di Schwarzenegger. Non credo che fosse patito di nient'altro, tranne che di Elena. Elena era la ragazza per la quale ci stavamo picchiando. Non che lei lo sapesse. Nessuno le aveva detto: «Guarda che se le stanno dando per causa tua». Entrambi ne eravamo innamorati, ognuno a modo suo. Mentre parlavo con lei, qualche giorno prima, durante l'intervallo, Schwarzy mi aveva chiamato un attimo, dicendomi: «Stalle alla larga, minchione». Prima di allora non ci eravamo mai rivolti la parola. Dopo cominciammo a comunicare solo a quel modo, con insulti e intimidazioni. Anch'io mi piazzavo a guardare Schwarzy in cagnesco, con saette di minaccia negli occhi ogni volta che li vedevo parlare. Elena chiacchierava un po' con tutti, certo le piaceva civettare. Non aveva la fama della troia, ma qualcosa di troiesco sì, come tutte le belle ragazze della nostra scuola.<br />
<br />
<font size=1>(Edizioni Fazi, 2009)</font>]]></description>
 <category>incipit italiani</category>
<comments>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1482</comments>
 <pubDate>Tue, 11 Jan 2011 16:16:33 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[IL CASO JANE EYRE - Jasper Fforde]]></title>
<link>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1481</link>
<description><![CDATA[Mio padre aveva una faccia in grado di fermare gli orologi. Non voglio dire che fosse particolarmente brutto; era un'espressione usata dalle CronoGuardie per descrivere qualcuno che aveva il potere di ridurre lo scorrere del tempo a un rigagnolo ultralento. Papà era stato colonnello nella CronoGuardia e parlava molto poco del suo lavoro. Al punto che non sapevamo che avesse disertato, finché i suoi compagni cronoguardiani non fecero irruzione una mattina a casa nostra brandendo un mandato di Cattura e Sradicamento con le date in bianco, e ci interrogarono su dove fosse e quando. Papà è rimasto uccel di bosco da allora; quando in seguito ci venne a trovare apprendemmo che considerava l'intero organismo "moralmente e storicamente corrotto" e stava combattendo una battaglia solitaria contro tutti i burocrati dell'Ufficio per la Stabilità Temporale. Non capivo che cosa intendesse e non lo capisco tuttora; speravo solo che sapesse quello che faceva e non si mettesse nei guai facendolo.<br />
<br />
<font size=1>Titolo originale: <i>The Eyre Affair</i> (2001)<br />
(Edizioni Marcos y Marcos - traduzione di Emiliano Bussolo e Daniele A. Gewurz)</font>]]></description>
 <category>incipit stranieri</category>
<comments>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1481</comments>
 <pubDate>Thu, 10 Jun 2010 21:54:34 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[MA GLI ANDROIDI SOGNANO PECORE ELETTRICHE? - Philip K. Dick]]></title>
<link>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1480</link>
<description><![CDATA[Una gioviale scossetta elettrica, trasmessa dalla sveglia automatica incorporata nel modulatore d'umore che si trovava vicino al letto, destò Rick Deckard. Sorpreso - lo sorprendeva sempre il trovarsi sveglio senza alcun preavviso - si alzò dal letto con indosso il pigiama multicolore e si stiracchiò. Ora, nell'altro letto, anche Iran, sua moglie, dischiuse gli occhi grigi, tutt'altro che gioviali, sbatté le palpebre, quindi gemette e li richiuse.<br />
"Hai programmato il tuo Penfield a volume troppo basso", le disse. "Te lo alzo e ti sveglierai come si deve e..."<br />
"Giù le mani dai miei programmi". La voce della donna aveva un tono di tagliente amarezza. "<i>Non voglio</i> svegliarmi".<br />
<br />
<font size=1>Titolo originale: <i>Do Androids Dream of Electric Sheep</i> (1968)<br />
(Edizioni Fanucci - traduzione di Riccardo Duranti)</font><br />
]]></description>
 <category>incipit stranieri</category>
<comments>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1480</comments>
 <pubDate>Thu, 3 Jun 2010 12:31:23 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[IL LIBRAIO DI SELINUNTE - Roberto Vecchioni]]></title>
<link>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1477</link>
<description><![CDATA[La mia città non si chiama Selinunte, anzi, non si chiama proprio.<br />
Si chiamava cosí una volta, quando alle cose corrispondevano nomi.<br />
Oggi qui non si comunica piú a parole, ma a codici; a volte semplici, a volte complessi, fatti di segni mischiati a segni.<br />
Le esigenze primarie (che so io, «ho fame», «vieni da me», «ci vediamo domani», «non te lo vendo», «ti odio») non sono poi cosí difficili da far capire e quindi la vita va avanti piuttosto normalmente, a parte qualche goffo equivoco, che resta comunque confinato qui: poco danno, visto che dalla città non usciamo quasi piú da tempo immemorabile, un po' per vergogna, un po' perché non riusciremmo a intenderci col resto del mondo.<br />
Ce la caviamo. Di solito si mantengono gli impegni e non si equivoca sulla persona da sposare. <br />
<br />
<font size=1>(Edizioni Einaudi, 2004)</font>]]></description>
 <category>incipit italiani</category>
<comments>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1477</comments>
 <pubDate>Tue, 11 May 2010 18:40:10 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[STRANE CREATURE - Tracy Chevalier]]></title>
<link>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1479</link>
<description><![CDATA[I lampi. Mi hanno sempre colpita i lampi. Ma una volta è successo  davvero. Non dovrei ricordarlo perché ero poco più di una poppante, invece me lo ricordo, eccome! Ero in un prato e c'erano dei cavalli, dei cavalieri... Poi scoppiò un temporale e una donna - non era la mamma - mi prese in braccio e mi portò sotto un albero. Mi teneva stretta stretta e io guardavo in alto le foglie scure contro il ciclo bianco.<br />
Ci fu un gran rumore, come se tutti gli alberi fossero crollati di colpo intorno a me, e una luce, una luce abbagliante, come il sole quando lo guardi troppo a lungo. E un ronzio mi passò attraverso il corpo. Mi pareva di aver preso in mano un pezzo di brace... c'era odore di carne bruciata e una specie di dolore, eppure non faceva male; ma mi sentii rovesciare come un calzino.<br />
<br />
<font size=1>Titolo originale: <i>Remarkable Creatures</i> (2009)<br />
(Edizioni Neri Pozza - traduzione di Massimo Ortelio)</font>]]></description>
 <category>incipit stranieri</category>
<comments>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1479</comments>
 <pubDate>Wed, 28 Apr 2010 11:34:03 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title><![CDATA[ZARAFA - Michael Allin]]></title>
<link>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1478</link>
<description><![CDATA[<b>La vera storia della giraffa più famosa del mondo</b><br />
<br />
Il ponte Shambat di Khartum si estende all'inizio del Nilo, e poco a sud del ponte si trova la punta della boscosa isola Tuti, intorno alla quale il Nilo bianco e quello azzurro si incontrano, senza tuttavia mescolarsi, confluendo soltanto le rispettive ampiezze nel nuovo fiume.<br />
Il Nilo bianco, sul lato occidentale di Omdurman, è più ampio e lento, e si estende per oltre 3000 chilometri dalle sue fonti del lago Vittoria sull'equatore. Il percorso del Nilo azzurro è lungo soltanto la metà, e scorre verso sud fino alla punta aforma di cuore del lago Tana, prima di scendere in direzione nord-ovest l'altopiano etiopico.<br />
<br />
<font size=1>Titolo originale: <i>Zarafa</i> (1998)<br />
(Edizioni Garzanti - traduzione di Marco Papi)</font><br />
]]></description>
 <category>incipit stranieri</category>
<comments>http://www.lintercapedine.net/blog/incipiterazioni.php/index.php?itemid=1478</comments>
 <pubDate>Wed, 14 Apr 2010 12:00:08 +0200</pubDate>
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