<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><!-- generator="Joomla! 1.5 - Open Source Content Management" --><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:base="http://www.invernomuto.net/index.php" xml:lang="it-it">
	<title type="text">Invernomuto - un urlo mentale</title>
	<subtitle type="text" />
	<link rel="alternate" type="text/html" href="/component/content/frontpage" />
	<id>/component/content/frontpage</id>
	<updated>2009-07-14T06:51:42Z</updated>
	<generator uri="http://joomla.org" version="1.5">Joomla! 1.5 - Open Source Content Management</generator>

	<link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/invernomutonet" type="application/atom+xml" /><feedburner:emailServiceId xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">invernomutonet</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><entry>
		<title>Il guardiano del faro</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="/racconti/309-il-guardiano-del-faro" />
		<published>2009-05-29T06:39:54Z</published>
		<updated>2009-05-29T06:39:54Z</updated>
		<id>/racconti/309-il-guardiano-del-faro</id>
		<summary type="html">Un racconto che dice senza dire, che alla seconda lettura si reinterpreta meglio, che odora di mare.&lt;br /&gt; 

Agenore sgattaiolò fuori dalla stanza in cui stava dormendo fino a qualche minuto prima. Dalle verdi persiane di legno era iniziata a filtrare quella leggera luce color del ghiaccio che preannunciava di qualche minuto l'arrivo dell'alba. Attraversò in fretta la sala grande senza disturbare il pesante silenzio che avvolgeva tutte le stanze e uscì all'aperto attraverso la finestra, solo socchiusa.&lt;br /&gt; L'aria fredda delle ultime ore della notte l'ho investì completamente facendolo sussultare. Si accucciò per un istante sul freddo pavimento fatto di lastroni di pietra e rivolse lo sguardo all'edificio da cui era appena uscito. Alla poca luce del cielo si intuiva soltanto il colore grigio scuro della struttura, un basso edificio di un unico piano accanto al quale svettava, imponente ed enorme, una torre. Proprio in quegli istanti, la luce in cima si stava affievolendo; sarebbe riapparsa qualche minuto prima del vespro.&lt;br /&gt; In un istante il vento cambiò direzione e Agenore venne investito dal sapore, dall'odore e dal rumore del mare: salato, gelido e impetuoso; un'onda più forte delle altre si infranse sugli scogli sottostanti la terrazza e gli portò al naso delle goccioline salate di spuma marina. Con una espressione infastidita e sognate si avvicinò lentamente al muretto di pietre che faceva da parapetto. Con un elegante salto si arrampicò sul ciglio e, dopo qualche passo sullo stretto margine, si sedette a guardare il mare in direzione del leggero chiarore nel cielo.&lt;br /&gt; L'aurora iniziò a tingere di rosso la tela color del marmo, mentre la risacca si faceva a tratti più violenta, investendo Agenore con una fitta nebbiolina di acqua salmastra. Il rumore arrivava dal basso come un orda nel furore della battaglia che si infrange contro gli eterni bastioni di un castello. Agenore mosse lentamente i suoi occhi verdi su tutto l'arco dell'orizzonte per poi tornare nel punto in cui il sole stava per esplodere. Il vento lo accarezzava come fosse erba e lui si lasciava cullare, completamente sveglio.&lt;br /&gt; Come ogni mattina gli ritornò alla mente il suo unico amore, conosciuta proprio lì, su quella terrazza. Non si scambiarono mai una parola, solo sguardi consapevoli. Aveva sempre davanti a se i suoi due occhi color dell'ambra. Era tutto lì il sentimento che li legava, qualcosa di naturale che trascendeva le loro due esistenze e che guidava per mano tutto il vivente. Lei non aveva nome, nessuno l'aveva mai chiamata.&lt;br /&gt; Per qualche periodo venne accettata in casa, ma quando la gravidanza divenne evidente venne scacciata. A nulla servirono i due lunghi giorni che passò davanti all'entrata della casa, supplice, in attesa che gli fosse concesso un posto caldo. A lei non era permesso entrare e ad Agenore non era consentito uscire, poteva solo osservarla da dietro il vetro di una finestra. Pensò in quei due giorni di prigionia alla loro fuga insieme, alle strade che avrebbero percorso, ai cieli che avrebbero visto, ai profumi e ai sapori che avrebbero incontrato; ma non ebbe il coraggio di trasformare il sogno in realtà, di rinunciare a tutto quello che aveva dentro quelle calde e solide mura.&lt;br /&gt; Il terzo giorno, un piovoso mattino estivo, non la trovò più.&lt;br /&gt; Da allora ogni mattina della sua lunga vita usciva a guardare il sole emergere dal mare.&lt;br /&gt; Questo era il suo modo per ricordarla, tributandogli le sue prime ore di veglia, per farsi perdonare di essere solo un gatto di casa.&lt;br /&gt;</summary>
		<content type="html">Un racconto che dice senza dire, che alla seconda lettura si reinterpreta meglio, che odora di mare.&lt;br /&gt; 

Agenore sgattaiolò fuori dalla stanza in cui stava dormendo fino a qualche minuto prima. Dalle verdi persiane di legno era iniziata a filtrare quella leggera luce color del ghiaccio che preannunciava di qualche minuto l'arrivo dell'alba. Attraversò in fretta la sala grande senza disturbare il pesante silenzio che avvolgeva tutte le stanze e uscì all'aperto attraverso la finestra, solo socchiusa.&lt;br /&gt; L'aria fredda delle ultime ore della notte l'ho investì completamente facendolo sussultare. Si accucciò per un istante sul freddo pavimento fatto di lastroni di pietra e rivolse lo sguardo all'edificio da cui era appena uscito. Alla poca luce del cielo si intuiva soltanto il colore grigio scuro della struttura, un basso edificio di un unico piano accanto al quale svettava, imponente ed enorme, una torre. Proprio in quegli istanti, la luce in cima si stava affievolendo; sarebbe riapparsa qualche minuto prima del vespro.&lt;br /&gt; In un istante il vento cambiò direzione e Agenore venne investito dal sapore, dall'odore e dal rumore del mare: salato, gelido e impetuoso; un'onda più forte delle altre si infranse sugli scogli sottostanti la terrazza e gli portò al naso delle goccioline salate di spuma marina. Con una espressione infastidita e sognate si avvicinò lentamente al muretto di pietre che faceva da parapetto. Con un elegante salto si arrampicò sul ciglio e, dopo qualche passo sullo stretto margine, si sedette a guardare il mare in direzione del leggero chiarore nel cielo.&lt;br /&gt; L'aurora iniziò a tingere di rosso la tela color del marmo, mentre la risacca si faceva a tratti più violenta, investendo Agenore con una fitta nebbiolina di acqua salmastra. Il rumore arrivava dal basso come un orda nel furore della battaglia che si infrange contro gli eterni bastioni di un castello. Agenore mosse lentamente i suoi occhi verdi su tutto l'arco dell'orizzonte per poi tornare nel punto in cui il sole stava per esplodere. Il vento lo accarezzava come fosse erba e lui si lasciava cullare, completamente sveglio.&lt;br /&gt; Come ogni mattina gli ritornò alla mente il suo unico amore, conosciuta proprio lì, su quella terrazza. Non si scambiarono mai una parola, solo sguardi consapevoli. Aveva sempre davanti a se i suoi due occhi color dell'ambra. Era tutto lì il sentimento che li legava, qualcosa di naturale che trascendeva le loro due esistenze e che guidava per mano tutto il vivente. Lei non aveva nome, nessuno l'aveva mai chiamata.&lt;br /&gt; Per qualche periodo venne accettata in casa, ma quando la gravidanza divenne evidente venne scacciata. A nulla servirono i due lunghi giorni che passò davanti all'entrata della casa, supplice, in attesa che gli fosse concesso un posto caldo. A lei non era permesso entrare e ad Agenore non era consentito uscire, poteva solo osservarla da dietro il vetro di una finestra. Pensò in quei due giorni di prigionia alla loro fuga insieme, alle strade che avrebbero percorso, ai cieli che avrebbero visto, ai profumi e ai sapori che avrebbero incontrato; ma non ebbe il coraggio di trasformare il sogno in realtà, di rinunciare a tutto quello che aveva dentro quelle calde e solide mura.&lt;br /&gt; Il terzo giorno, un piovoso mattino estivo, non la trovò più.&lt;br /&gt; Da allora ogni mattina della sua lunga vita usciva a guardare il sole emergere dal mare.&lt;br /&gt; Questo era il suo modo per ricordarla, tributandogli le sue prime ore di veglia, per farsi perdonare di essere solo un gatto di casa.&lt;br /&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>JSyntaxHighlighter per Joomla!</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="/jsyntaxhighlighter-per-joomla" />
		<published>2009-05-19T08:55:05Z</published>
		<updated>2009-05-19T08:55:05Z</updated>
		<id>/jsyntaxhighlighter-per-joomla</id>
		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;img style="float: left;" alt="logoSyntaxHighlighter" src="http://www.invernomuto.net/images/stories/applicazioni/jsyntaxhighlighter/logoSyntaxHighlighter.jpg" width="110" height="70" /&gt;&lt;a href="http://www.invernomuto.net/images/stories/applicazioni/jsyntaxhighlighter/JSyntaxHighlighter.zip"&gt;&lt;img style="float: right;" alt="download" src="http://www.invernomuto.net/images/stories/download.jpg" width="100" height="91" /&gt;&lt;/a&gt;JSyntaxHighlighter è un plugin sviluppato da me per Joomla! 1.5 che si basa sul code syntax highlighter &lt;a href="http://alexgorbatchev.com/wiki/SyntaxHighlighter" target="_blank"&gt;SyntaxHighlighter&lt;/a&gt; di Alex Gorbatchev. Questo plugin consente a tutti quei programmatori che vogliono pubblicare parti di codice sorgente sul loro sito di poterlo fare in bello stile e offrendo una leggibilità senza pari ai loro lettori. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per scaricare il plugin cliccare sull'immagine sulla destra.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E siccome vedere è meglio che leggere, ecco qui il plugin in azione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;{CODE type: php;}&lt;br /&gt;&amp;lt;?php&lt;br /&gt;echo "ma che bel plugin";&lt;br /&gt;for( $i = 1; $i &amp;lt;= 100; $i++){&lt;br /&gt; echo $i.'-';&lt;br /&gt;}&lt;br /&gt;?&amp;gt;&lt;br /&gt;{/CODE} &lt;br /&gt; Per inserire il codice evidenziato nelle tue pagina, semplicemente includi la porzione di codice tra { CODE type:*tipo*; } e { /CODE }, sostituendo *tipo* con il nome del linguaggio utilizzato.&lt;br /&gt; I tipi di highlight supportati sono: bash, cpp, csharp, css, delphi, diff, groovy, java, jscript, php(quello utilizzato di default), plain, python, ruby, scala, sql, vb, xml.&lt;br /&gt; Si possono inoltre aggiungere le seguenti opzioni rispettando il formato "*option*: *value*;"&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;collapse (false / true chiude le righe e le apre con un click)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;first-line (il numero di partenza della prima linea di codice)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;gutter (true/false visualizza la barra dei numeri di riga)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;ruler (false/true mostra il righello in posizione top)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;toolbar (true/false mostra le icone per le funzionalità di copia e incolla e stampa in alto a destra)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;wrap-lines (true/false mostra le righe con l'accapo automatico)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Es.&lt;br /&gt; { CODE brush: jscript; ruler: true; first-line: 10; }&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Per qualsiasi problema con questo plugin &lt;a href="http://www.invernomuto.net/contatti"&gt;contattatemi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;&lt;img style="float: left;" alt="logoSyntaxHighlighter" src="http://www.invernomuto.net/images/stories/applicazioni/jsyntaxhighlighter/logoSyntaxHighlighter.jpg" width="110" height="70" /&gt;&lt;a href="http://www.invernomuto.net/images/stories/applicazioni/jsyntaxhighlighter/JSyntaxHighlighter.zip"&gt;&lt;img style="float: right;" alt="download" src="http://www.invernomuto.net/images/stories/download.jpg" width="100" height="91" /&gt;&lt;/a&gt;JSyntaxHighlighter è un plugin sviluppato da me per Joomla! 1.5 che si basa sul code syntax highlighter &lt;a href="http://alexgorbatchev.com/wiki/SyntaxHighlighter" target="_blank"&gt;SyntaxHighlighter&lt;/a&gt; di Alex Gorbatchev. Questo plugin consente a tutti quei programmatori che vogliono pubblicare parti di codice sorgente sul loro sito di poterlo fare in bello stile e offrendo una leggibilità senza pari ai loro lettori. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per scaricare il plugin cliccare sull'immagine sulla destra.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E siccome vedere è meglio che leggere, ecco qui il plugin in azione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;{CODE type: php;}&lt;br /&gt;&amp;lt;?php&lt;br /&gt;echo "ma che bel plugin";&lt;br /&gt;for( $i = 1; $i &amp;lt;= 100; $i++){&lt;br /&gt; echo $i.'-';&lt;br /&gt;}&lt;br /&gt;?&amp;gt;&lt;br /&gt;{/CODE} &lt;br /&gt; Per inserire il codice evidenziato nelle tue pagina, semplicemente includi la porzione di codice tra { CODE type:*tipo*; } e { /CODE }, sostituendo *tipo* con il nome del linguaggio utilizzato.&lt;br /&gt; I tipi di highlight supportati sono: bash, cpp, csharp, css, delphi, diff, groovy, java, jscript, php(quello utilizzato di default), plain, python, ruby, scala, sql, vb, xml.&lt;br /&gt; Si possono inoltre aggiungere le seguenti opzioni rispettando il formato "*option*: *value*;"&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;collapse (false / true chiude le righe e le apre con un click)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;first-line (il numero di partenza della prima linea di codice)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;gutter (true/false visualizza la barra dei numeri di riga)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;ruler (false/true mostra il righello in posizione top)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;toolbar (true/false mostra le icone per le funzionalità di copia e incolla e stampa in alto a destra)&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;wrap-lines (true/false mostra le righe con l'accapo automatico)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Es.&lt;br /&gt; { CODE brush: jscript; ruler: true; first-line: 10; }&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Per qualsiasi problema con questo plugin &lt;a href="http://www.invernomuto.net/contatti"&gt;contattatemi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Applicazioni su Facebook in php parte seconda</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="/facebook/301-applicazioni-su-facebook-in-php-parte-seconda" />
		<published>2009-03-25T08:09:03Z</published>
		<updated>2009-03-25T08:09:03Z</updated>
		<id>/facebook/301-applicazioni-su-facebook-in-php-parte-seconda</id>
		<summary type="html">&lt;p&gt;Benvenuti alla seconda puntata della serie: programmare applicazioni per Facebook in Php e vivere felici. Nella prima puntata abbiamo visto come &lt;a href="http://www.invernomuto.net/facebook/295-creare-un-applicazione-su-facebook-scritta-in-php"&gt;realizzare un applicazione per facebook in php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; In questo articolo invece vedremo come realizzare una applicazione, sempre scritta in php, che giri "dentro" le pagine di Facebook. Se infatti nella prima lezione abbiamo visto come utilizzare alcuni metodi delle api di Facebook oggi faremo un passo in più: impareremo a sfruttare il linguaggio di tag di Facebook anche detto FBML.     

Nell'applicazione d'esempio avevamo infatti trovato questa parte di codice:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;{xtypo_code}echo "Hello, &amp;lt; fb:name uid="$user_id" useyou="false" &amp;gt;!&amp;lt; /fb:name &amp;gt;";  {/xtypo_code}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;che, visualizzando sul nostro indirizzo esterno di hosting non produceva alcun risultato apprezzabile. Questi tipi di tag risulteranno invece utilissimi quando li utilizzeremo nelle nostre applicazioni che gireranno dentro la piattaforma di social network. Questo in particolare ci restituisce il nome dell'utente "passandogli" il suo id come argomento ( uid="$user_id" )&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Come inserire il nostro codice php dentro Facebook&lt;/h2&gt;
Facebook ci fornisce un modo molto semplice per integrare i nostri contenuti con le sue pagine. Entriamo nella schermata della nostra applicazione dalla pagina di riepilogo del &lt;a href="http://www.facebook.com/developers/" target="_blank"&gt;gruppo di sviluppatori&lt;/a&gt; e clicchiamo su &lt;strong&gt;Modifica impostazioni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;img src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_2/modifica_impostazioni_app.jpg" /&gt;&lt;br /&gt; Dal menù sulla sinistra selezioniamo la voce &lt;strong&gt;Modelli&lt;/strong&gt; e prendiamo in esame il primo campo che dobbiamo inserire: &lt;strong&gt;Canvas Page Url&lt;/strong&gt; dentro &lt;strong&gt;Required URLs&lt;/strong&gt;. Qui scegliamo l'indirizzo al quale la nostra applicazione sarà raggiungibile: avrà quindi un indirizzo del tipo: http://apps.facebook.com/&amp;lt; nome_scelto &amp;gt;/&lt;br /&gt; Immediatamente sotto vediamo &lt;strong&gt;Canvas Callback URL&lt;/strong&gt; che deve contenere l'indirizzo fisico dove sono presenti le nostre pagina php (e che nella predecente lezione avevamo già settato a &lt;em&gt;http://www.nomedelsito.it/cartella/&lt;/em&gt;) &lt;img src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_2/canvas_size.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;h2&gt;IFrame o FBML? Questo è il problema&lt;/h2&gt;
Fatto questo andiamo su &lt;strong&gt;Canvas Settings&lt;/strong&gt; e modifichiamo i campi secondo le nostre esigenze.&lt;br /&gt; &lt;img src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_2/canvas_page_url.jpg" /&gt;&lt;br /&gt; L'unico campo che prendiamo qui in esame è &lt;strong&gt;Metodo di restituzione&lt;/strong&gt; che può assumere i valori &lt;strong&gt;FBML&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;IFrame&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;. Facebook offre due metodi per integrare le nostre pagine php nella sua interfaccia. La prima che prendiamo in esame è &lt;strong&gt;IFrame&lt;/strong&gt;. Questa metodologia non fa altro che creare un tag iframe (appunto) e richiamare la nostra pagina in questo tag. La nostra pagina è quindi di fatto una struttura completamente esterna alla piattaforma Facebook e non può utilizzare i tag FBML. In pratica l'unico vantaggio che abbiamo scegliendo questa opzione è quello di poter accedere alla nostra applicazione dall'indirizzo abbreviato &lt;em&gt;http://apps.facebook.com/&amp;lt; nome_scelto &amp;gt;/&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt; L'opzione &lt;strong&gt;FBML&lt;/strong&gt; invece ci catapulta completamente dentro il mondo di Facebook. Possiamo infatti utilizzare i tag proprietari del linguaggio FBML: possiamo inserire pulsanti per invitare amici, per interagire con i profili degli utenti e molte altre cose ancora. Utilizzando questa opzione i contenuti della nostra applicazione saranno direttamente integrati dentro la pagina di Facebook, quindi non dovremo eliminare i nostri tag &lt;em&gt;&amp;lt; head &amp;gt;&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;&amp;lt; body &amp;gt;&lt;/em&gt; inserendo direttamente il corpo della pagina. L'inserimento di questi tag è infatti possibile quando selezioniamo l'opzione &lt;strong&gt;IFrame&lt;/strong&gt;, ma genera degli errori a video nel caso scegliamo &lt;strong&gt;FBML&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt; Per fare una prova prendiamo l'applicazione generata nel precedente articolo e settiamo &lt;strong&gt;Canvas Page URL&lt;/strong&gt; con l'indirizzo che vogliamo e &lt;strong&gt;Metodo di Restituzione&lt;/strong&gt; a FBML. Clicchiamo poi su &lt;strong&gt;Salva modifiche&lt;/strong&gt; e andiamo all'indirizzo che abbiamo appena deciso per la nostra applicazione.&lt;br /&gt; Come per magia si dovrebbe vedere la nostra cara applicazione di prova che questa volta correttamente visualizza il nostro nome grazie al tag &amp;lt; fb:name &amp;gt;. Se invece qualcosa è andato storto, forse mi sono spiegato male (o forse voi siete delle schiappe :) ), quindi &lt;a href="http://www.invernomuto.net/contatti"&gt;contattatemi&lt;/a&gt;;)</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;Benvenuti alla seconda puntata della serie: programmare applicazioni per Facebook in Php e vivere felici. Nella prima puntata abbiamo visto come &lt;a href="http://www.invernomuto.net/facebook/295-creare-un-applicazione-su-facebook-scritta-in-php"&gt;realizzare un applicazione per facebook in php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; In questo articolo invece vedremo come realizzare una applicazione, sempre scritta in php, che giri "dentro" le pagine di Facebook. Se infatti nella prima lezione abbiamo visto come utilizzare alcuni metodi delle api di Facebook oggi faremo un passo in più: impareremo a sfruttare il linguaggio di tag di Facebook anche detto FBML.     

Nell'applicazione d'esempio avevamo infatti trovato questa parte di codice:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;{xtypo_code}echo "Hello, &amp;lt; fb:name uid="$user_id" useyou="false" &amp;gt;!&amp;lt; /fb:name &amp;gt;";  {/xtypo_code}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;che, visualizzando sul nostro indirizzo esterno di hosting non produceva alcun risultato apprezzabile. Questi tipi di tag risulteranno invece utilissimi quando li utilizzeremo nelle nostre applicazioni che gireranno dentro la piattaforma di social network. Questo in particolare ci restituisce il nome dell'utente "passandogli" il suo id come argomento ( uid="$user_id" )&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Come inserire il nostro codice php dentro Facebook&lt;/h2&gt;
Facebook ci fornisce un modo molto semplice per integrare i nostri contenuti con le sue pagine. Entriamo nella schermata della nostra applicazione dalla pagina di riepilogo del &lt;a href="http://www.facebook.com/developers/" target="_blank"&gt;gruppo di sviluppatori&lt;/a&gt; e clicchiamo su &lt;strong&gt;Modifica impostazioni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;img src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_2/modifica_impostazioni_app.jpg" /&gt;&lt;br /&gt; Dal menù sulla sinistra selezioniamo la voce &lt;strong&gt;Modelli&lt;/strong&gt; e prendiamo in esame il primo campo che dobbiamo inserire: &lt;strong&gt;Canvas Page Url&lt;/strong&gt; dentro &lt;strong&gt;Required URLs&lt;/strong&gt;. Qui scegliamo l'indirizzo al quale la nostra applicazione sarà raggiungibile: avrà quindi un indirizzo del tipo: http://apps.facebook.com/&amp;lt; nome_scelto &amp;gt;/&lt;br /&gt; Immediatamente sotto vediamo &lt;strong&gt;Canvas Callback URL&lt;/strong&gt; che deve contenere l'indirizzo fisico dove sono presenti le nostre pagina php (e che nella predecente lezione avevamo già settato a &lt;em&gt;http://www.nomedelsito.it/cartella/&lt;/em&gt;) &lt;img src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_2/canvas_size.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;h2&gt;IFrame o FBML? Questo è il problema&lt;/h2&gt;
Fatto questo andiamo su &lt;strong&gt;Canvas Settings&lt;/strong&gt; e modifichiamo i campi secondo le nostre esigenze.&lt;br /&gt; &lt;img src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_2/canvas_page_url.jpg" /&gt;&lt;br /&gt; L'unico campo che prendiamo qui in esame è &lt;strong&gt;Metodo di restituzione&lt;/strong&gt; che può assumere i valori &lt;strong&gt;FBML&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;IFrame&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;. Facebook offre due metodi per integrare le nostre pagine php nella sua interfaccia. La prima che prendiamo in esame è &lt;strong&gt;IFrame&lt;/strong&gt;. Questa metodologia non fa altro che creare un tag iframe (appunto) e richiamare la nostra pagina in questo tag. La nostra pagina è quindi di fatto una struttura completamente esterna alla piattaforma Facebook e non può utilizzare i tag FBML. In pratica l'unico vantaggio che abbiamo scegliendo questa opzione è quello di poter accedere alla nostra applicazione dall'indirizzo abbreviato &lt;em&gt;http://apps.facebook.com/&amp;lt; nome_scelto &amp;gt;/&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt; L'opzione &lt;strong&gt;FBML&lt;/strong&gt; invece ci catapulta completamente dentro il mondo di Facebook. Possiamo infatti utilizzare i tag proprietari del linguaggio FBML: possiamo inserire pulsanti per invitare amici, per interagire con i profili degli utenti e molte altre cose ancora. Utilizzando questa opzione i contenuti della nostra applicazione saranno direttamente integrati dentro la pagina di Facebook, quindi non dovremo eliminare i nostri tag &lt;em&gt;&amp;lt; head &amp;gt;&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;&amp;lt; body &amp;gt;&lt;/em&gt; inserendo direttamente il corpo della pagina. L'inserimento di questi tag è infatti possibile quando selezioniamo l'opzione &lt;strong&gt;IFrame&lt;/strong&gt;, ma genera degli errori a video nel caso scegliamo &lt;strong&gt;FBML&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt; Per fare una prova prendiamo l'applicazione generata nel precedente articolo e settiamo &lt;strong&gt;Canvas Page URL&lt;/strong&gt; con l'indirizzo che vogliamo e &lt;strong&gt;Metodo di Restituzione&lt;/strong&gt; a FBML. Clicchiamo poi su &lt;strong&gt;Salva modifiche&lt;/strong&gt; e andiamo all'indirizzo che abbiamo appena deciso per la nostra applicazione.&lt;br /&gt; Come per magia si dovrebbe vedere la nostra cara applicazione di prova che questa volta correttamente visualizza il nostro nome grazie al tag &amp;lt; fb:name &amp;gt;. Se invece qualcosa è andato storto, forse mi sono spiegato male (o forse voi siete delle schiappe :) ), quindi &lt;a href="http://www.invernomuto.net/contatti"&gt;contattatemi&lt;/a&gt;;)</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Commento a: Pubblicità, l’evoluzione della specie</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="/i-miei-commenti/299-commento-a-pubblicita-levoluzione-della-specie" />
		<published>2009-03-12T09:03:59Z</published>
		<updated>2009-03-12T09:03:59Z</updated>
		<id>/i-miei-commenti/299-commento-a-pubblicita-levoluzione-della-specie</id>
		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://blog.webnews.it/12/03/2009/pubblicita-levoluzione-della-specie/"&gt;Pubblicità, l’evoluzione della specie&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I periodi storici indicati hanno scarsa relazione con i momenti di evoluzione della pubblicità e mal si adattano nel parallelo sviluppato. Inoltre una cronostoria evolutiva che non tenga conto che oltre alla tv e al web esistono altri “momenti pubblicitari” (radio, cartellonistica, giornali, eventi, etc…) e che disegni l’audience come una massa passiva quando invece sviluppa importanti filtri (altrimenti la pubblicità non avrebbe motivo di evolversi perché non esisterebbe una lotta per la sopravvivenza). In ultimo sia nella “preistoria” che nel “medioevo” abbiamo già una comunicazione di massa e la formazione di Brand che invece risulta successiva. Se parlaste con una persona che sia in possesso di un &lt;a href="http://www.emagister.it/master/master_comunicazione_altro_-et62.htm"&gt;master in comunicazione&lt;/a&gt; probabilmente vi direbbe le stesse cose. Io avrei cominciato partendo dalle insegne dei negozi in cui si leggeva “QUI LATTE”…&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://blog.webnews.it/12/03/2009/pubblicita-levoluzione-della-specie/"&gt;Pubblicità, l’evoluzione della specie&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I periodi storici indicati hanno scarsa relazione con i momenti di evoluzione della pubblicità e mal si adattano nel parallelo sviluppato. Inoltre una cronostoria evolutiva che non tenga conto che oltre alla tv e al web esistono altri “momenti pubblicitari” (radio, cartellonistica, giornali, eventi, etc…) e che disegni l’audience come una massa passiva quando invece sviluppa importanti filtri (altrimenti la pubblicità non avrebbe motivo di evolversi perché non esisterebbe una lotta per la sopravvivenza). In ultimo sia nella “preistoria” che nel “medioevo” abbiamo già una comunicazione di massa e la formazione di Brand che invece risulta successiva. Se parlaste con una persona che sia in possesso di un &lt;a href="http://www.emagister.it/master/master_comunicazione_altro_-et62.htm"&gt;master in comunicazione&lt;/a&gt; probabilmente vi direbbe le stesse cose. Io avrei cominciato partendo dalle insegne dei negozi in cui si leggeva “QUI LATTE”…&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Il costruttore di mondi</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="/blog/89-marzo-2009/298-il-costruttore-di-mondi" />
		<published>2009-03-10T16:11:10Z</published>
		<updated>2009-03-10T16:11:10Z</updated>
		<id>/blog/89-marzo-2009/298-il-costruttore-di-mondi</id>
		<summary type="html">Alcune cose meriteranno sempre la prima pagina...&lt;br /&gt; 
&lt;object height="225" width="400" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,124,0" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000"&gt;
&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;
&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;
&lt;param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3365942&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" /&gt;&lt;embed height="225" width="400" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3365942&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;
&lt;/object&gt;
&lt;br /&gt; 

&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/3365942" rel="nofollow"&gt;World Builder&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/user1349603" rel="nofollow"&gt;Bruce Branit&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com" rel="nofollow"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Guardate il video prima di continuare a leggere...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tema del video sembra abbastanza scontato: un uomo per amore costruisce un mondo, effimero, per la proprima amata. Nel finale quasi ci stupisce quando scopriamo che quello che vediamo in azione è un inserviente che fa solo il suo lavoro, anche se con passione. La tenerezza finale del bacio sul viso della "paziente" però fa ricadere il tutto in un atmosfera di prevedibile "amore".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'amore è tra i sentimenti forse quello più facile da trasmettere per immagini, vuoi perché è uno dei sentimenti più universali, vuoi perché è stato talmente tanto sfruttato da avere ormai una sua "storia cinematografica", è stato canonizzato a genere, con determinate regole da seguire e parametri da rispettare.&lt;br /&gt;L'amicizia, nella sua accezione più ampia, è un tipo di rapporto molto difficile da rappresentare; proprio per questo, forse, è scarsamente trattato.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">Alcune cose meriteranno sempre la prima pagina...&lt;br /&gt; 
&lt;object height="225" width="400" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,124,0" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000"&gt;
&lt;param name="allowfullscreen" value="true" /&gt;
&lt;param name="allowscriptaccess" value="always" /&gt;
&lt;param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3365942&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" /&gt;&lt;embed height="225" width="400" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=3365942&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;
&lt;/object&gt;
&lt;br /&gt; 

&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/3365942" rel="nofollow"&gt;World Builder&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/user1349603" rel="nofollow"&gt;Bruce Branit&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com" rel="nofollow"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Guardate il video prima di continuare a leggere...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tema del video sembra abbastanza scontato: un uomo per amore costruisce un mondo, effimero, per la proprima amata. Nel finale quasi ci stupisce quando scopriamo che quello che vediamo in azione è un inserviente che fa solo il suo lavoro, anche se con passione. La tenerezza finale del bacio sul viso della "paziente" però fa ricadere il tutto in un atmosfera di prevedibile "amore".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'amore è tra i sentimenti forse quello più facile da trasmettere per immagini, vuoi perché è uno dei sentimenti più universali, vuoi perché è stato talmente tanto sfruttato da avere ormai una sua "storia cinematografica", è stato canonizzato a genere, con determinate regole da seguire e parametri da rispettare.&lt;br /&gt;L'amicizia, nella sua accezione più ampia, è un tipo di rapporto molto difficile da rappresentare; proprio per questo, forse, è scarsamente trattato.&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Quando un amicizia finisce Facebook piange</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="/false-friends-su-facebook/296-quando-un-amicizia-finisce-facebook-piange" />
		<published>2009-02-24T14:50:27Z</published>
		<updated>2009-02-24T14:50:27Z</updated>
		<id>/false-friends-su-facebook/296-quando-un-amicizia-finisce-facebook-piange</id>
		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;img class="content_img" style="float: left;" alt="facebook" src="http://www.invernomuto.net/images/stories/applicazioni/false_friends/facebook.jpg" width="200" height="149" /&gt;Che a Facebook non faccia piacere quando un amicizia muore è normale. Dopotutto un Social Network vive di questo: di amicizie, di contatti, di click sui profili. Se un amicizia finisce Facebook piange. Sarebbe impossibile prentendere il contrario; come chiedere alla Chiesa Cattolica di giubilare per ogni credente che non va più a messa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La sospetta carenza di uno strumento che permettesse di monitorare velocemente il passaggio da amico a ex-amico, senza dover passare per una lunga ricerca di ogni singolo nome nella nostra chilometrica lista di amici doveva far riflettere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho sottoposto l'applicazione che ho scritto al Team di Facebook per farla inserire all'interno della loro directory pubblica, in modo che chiunque potesse trovarla. Questa è stata la dolente risposta del gruppo di moderatori del Social Network più grande del mondo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;{xtypo_alert}We have reviewed your application, and unfortunately cannot yet add it to the directory at this time.&lt;br /&gt;Applications are not allowed to track friends that have been removed. Please remove this functionality from your application.&lt;br /&gt;Please fix this problem and resubmit the application.{/xtypo_alert}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In estrema sintesi: &lt;strong&gt;le applicazioni non devono a tenere traccia delle ex-amicizie. Rimuovi questa funzione dalla tua applicazione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi verrebbe da rispondere: "&lt;em&gt;unfortunately&lt;/em&gt; se rimuovo questa funzione l'applicazione non serve più a nulla!". Ora il dubbio amletico: lasciare l'applicazione vivere in un limbo di ignorata illegalità oppure smantellare il tutto?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inefeftti il dubbio tanto amletico non è perché non è mia intenzione in alcun caso di cancellare l'applicazione. Se proprio devo essere censurato non mi silenzierò con un auto-censura. Che i cellerini di Facebook facciano il loro dovere, ma intanto godetevi questa applicazione che tanto ci può dire sui &lt;a target="_blank" href="http://apps.facebook.com/false_friends/"&gt;rapporti di amicizia su Facebook&lt;/a&gt; finché dura.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;&lt;img class="content_img" style="float: left;" alt="facebook" src="http://www.invernomuto.net/images/stories/applicazioni/false_friends/facebook.jpg" width="200" height="149" /&gt;Che a Facebook non faccia piacere quando un amicizia muore è normale. Dopotutto un Social Network vive di questo: di amicizie, di contatti, di click sui profili. Se un amicizia finisce Facebook piange. Sarebbe impossibile prentendere il contrario; come chiedere alla Chiesa Cattolica di giubilare per ogni credente che non va più a messa.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La sospetta carenza di uno strumento che permettesse di monitorare velocemente il passaggio da amico a ex-amico, senza dover passare per una lunga ricerca di ogni singolo nome nella nostra chilometrica lista di amici doveva far riflettere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho sottoposto l'applicazione che ho scritto al Team di Facebook per farla inserire all'interno della loro directory pubblica, in modo che chiunque potesse trovarla. Questa è stata la dolente risposta del gruppo di moderatori del Social Network più grande del mondo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;{xtypo_alert}We have reviewed your application, and unfortunately cannot yet add it to the directory at this time.&lt;br /&gt;Applications are not allowed to track friends that have been removed. Please remove this functionality from your application.&lt;br /&gt;Please fix this problem and resubmit the application.{/xtypo_alert}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In estrema sintesi: &lt;strong&gt;le applicazioni non devono a tenere traccia delle ex-amicizie. Rimuovi questa funzione dalla tua applicazione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi verrebbe da rispondere: "&lt;em&gt;unfortunately&lt;/em&gt; se rimuovo questa funzione l'applicazione non serve più a nulla!". Ora il dubbio amletico: lasciare l'applicazione vivere in un limbo di ignorata illegalità oppure smantellare il tutto?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inefeftti il dubbio tanto amletico non è perché non è mia intenzione in alcun caso di cancellare l'applicazione. Se proprio devo essere censurato non mi silenzierò con un auto-censura. Che i cellerini di Facebook facciano il loro dovere, ma intanto godetevi questa applicazione che tanto ci può dire sui &lt;a target="_blank" href="http://apps.facebook.com/false_friends/"&gt;rapporti di amicizia su Facebook&lt;/a&gt; finché dura.&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Creare un'applicazione su Facebook scritta in PHP</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="/facebook/295-creare-un-applicazione-su-facebook-scritta-in-php" />
		<published>2009-02-19T09:44:53Z</published>
		<updated>2009-02-19T09:44:53Z</updated>
		<id>/facebook/295-creare-un-applicazione-su-facebook-scritta-in-php</id>
		<summary type="html">&lt;p&gt;Questo tutorial affronta in modo molto basilare il primo approccio alla programmazione all'interno di Facebook. Il social network più grande del web offre infatti la possibilità di realizzare delle applicazioni complete che possono interagire con le diverse funzionalità che sono disponibili. Le possibilità di sviluppo sono infinite: si può creare un'applicazione che esporta tutti i nostri "amici" in modo che si possa poi reimportati sulla nostra rubrica di Gmail, oppure creare con poche righe di codice una lista dei compleanni che stanno per arrivare;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo tutorial ci guiderà passo-passo attraverso la realizzazione della nostra prima applicazione scritta in codice php che interagisce con il mondo "social" di Facebook.&lt;br /&gt; La documentazione esistente su Facebook è molto completa, ma quasi totalmente in lingua inglese (quando si è fortunati, altre volte si troavno delle traduzioni automatiche terrificanti) e non sempre risulta lineare e facilmente "seguibile" dai programmatori meno smaliziati. Ecco quindi la mia guida completamente in Italiano (salvo errori di grammatica); cercherò il più possibile di semplificare questo primo approccio.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Requisiti Minimi&lt;/h2&gt;
Requisiti minimi del lettore:&lt;br /&gt; 
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;conoscere ad un livello almeno medio il PHP (si può fare anche senza, ma sarebbe della medesima utilità didattica di ricalcare un disegno con i fogli di carta lucida);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;saper effettuare un trasferimento di file tramite FTP.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Per poter seguire questa guida è necessario inoltre avere a disposizione:&lt;br /&gt; 
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;un account su Facebook;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;un webspace hosting che supporti PHP;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;un hosting che abbia abilitata la funzione curl() di Php; se non sapete di cosa sto parlando andate avanti e confidate nella vostra buona stella... forse è già attiva senza che voi lo sappiate. &lt;br /&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;strong&gt;Fatto?&lt;/strong&gt; (c)Giovanni Muciaccia - Art Attack&lt;br /&gt;
&lt;h2&gt;Il Facebook Developer App&lt;/h2&gt;
Il primo passo da fare per diventare un programmatore di successo che sviluppa applicazioni per Facebook è quello di accedere al "&lt;a href="http://www.facebook.com/developers/" target="_blank"&gt;Facebook Developer App&lt;/a&gt;"; autorizziamo eventualmente l'applicazione (perché di questo in fondo si tratta) ad accedere al nostro profilo e ci troveremo immersi nel popolato mondo degli sviluppatori di Facebook.&lt;br /&gt; &lt;img src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_1/facebook_developers_app.jpg" border="1" /&gt;&lt;br /&gt; Visualizzando la pagina cerchiamo di ignorare l'area discussioni e concentriamoci sul pulsante che troviamo in alto a destra con su scritto "&lt;strong&gt;+ Set Up New Application&lt;/strong&gt;". Non ci vuole certo un interprete madrelingua per capire che è questo il pulsante che fa al caso nostro; clicchiamoci quindi sopra.&lt;br /&gt;
&lt;h2&gt;La nostra Prima Applicazione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_1/facebook_app_scelta_del_nome.jpg" border="1" /&gt;&lt;br /&gt; In questa schermata non dobbiamo fare altro che inserire un nome di prova per la nostra applicazione: "esempio" andrà benissimo per questo nostro test. Accettiamo ovviamente, dopo attenta lettura, i "Termini e condizioni d'uso" imposti da Facebook e salviamo le modifiche.&lt;br /&gt; Nella successiva schermata visualizzeremo tutte le informazioni per personalizzare il comportamento dell'applicazione che scriveremo. Resistiamo alla tentazione di inserire dati e raggiungiamo la fine della pagina e cliccare su "Salva Modifiche".&lt;br /&gt; Ci apparirà questa schermata:&lt;br /&gt; &lt;img style="border-style: solid; border-width: 1px;" src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_1/facebook_developers_preview_app.gif" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da qui possiamo vedere molte informazioni che riguardano l'applicazione; chiariamo il significato delle prime due, le uniche che utilizzeremo nel nostro tutorial:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Api Key&lt;/strong&gt;: questo è il codice che identifica la tua applicazione su Facebook;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Secret&lt;/strong&gt;: questo codice va mantenuto segreto e serve per autenticare le richieste che la tua applicazione esegue alla piattaforma Facebook.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Non c'è necessità di salvare questi dati, saranno sempre disponibili nella scheda di ciascuna delle nostre applicazioni.
&lt;h2&gt;Le librerie e il codice di esempio&lt;/h2&gt;
In fondo alla scheda della nostra applicazione troviamo un utilissimo link: "&lt;strong&gt;Get started quickly with some example code&lt;/strong&gt;"&lt;br /&gt; Cliccando su "&lt;strong&gt;example code&lt;/strong&gt;" ci apparirà una schermata in sovraimpressione che su alcuni browser neanche si visualizza bene. Dopo aver fatto un applauso per l'usabilità ai programmatori di Facebook, vediamo di capire che cos'è scritto (almeno questa parte dovrebbe risultarvi in italiano).&lt;br /&gt; Al &lt;strong&gt;punto 1&lt;/strong&gt; ci viene chiesto di scaricare un pacchetto "tar.gz" che potete prelevare anche &lt;a href="http://developers.facebook.com/clientlibs/facebook-platform.tar.gz" target="_blank"&gt;cliccando qui&lt;/a&gt;. Questo formato di compressione può essere aperto con il programma gratuito &lt;a href="http://www.7-zip.org/" target="_blank"&gt;7zip&lt;/a&gt;, se non ne avete uno già installato in grado di farlo (es. Winrar).&lt;br /&gt; Scompattiamo questo file e riversiamone il contenuto dentro una cartella chiamata &lt;em&gt;MY_DIR&lt;/em&gt;. Carichiamo poi questa cartella sul nostro server via FTP posizionandola dove vogliamo pubblicare il nostro primo progetto.&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Punto 2&lt;/strong&gt;: facciamo copia e incolla del codice php indicato e salviamolo su un file che chiamiamo &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt;; carichiamo via FTP questo file sul nostro server nella stessa cartella in cui abbiamo messo al &lt;strong&gt;punto 1&lt;/strong&gt; la cartella &lt;em&gt;MY_DIR&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Punto 3&lt;/strong&gt;: clicchiamo su "&lt;strong&gt;Fatto&lt;/strong&gt;" e torniamo alla schermata riassuntiva della nostra applicazione. Dall'elenco di link sulla destra della scheda clicchiamo su "&lt;strong&gt;Modifica Impostazioni&lt;/strong&gt;" e inseriamo nel campo "&lt;strong&gt;Richiama Url&lt;/strong&gt;" l'indirizzo web in cui abbiamo posizionato i file dei punti 1 e 2. L'indirizzo sarà qualcosa del tipo &lt;em&gt;http://www.nomedelsito.it/cartella/&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt; Per maggiore scrupolo potremmo anche inserire il nome del file dopo l'url, ma essendo il nome &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; automaticamente verrà caricato dal nostro browser.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; A questo punto pensate giustamente di aver finito, di poter andare all'indirizzo fornito nel campo "&lt;strong&gt;Richiama Url&lt;/strong&gt;" e vedere la vostra applicazione di esempio girare; dopotutto siamo o non siamo arrivati al punto 3 di 3? E invece non è così.&lt;br /&gt; Questo semplicemente perché nel tutorial di base su Facebook c'è una grossa imprecisione, se non vogliamo chiamarlo proprio un errore. Infatti alla riga 9 del nostro file &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; troviamo un comando di &lt;strong&gt;require_once&lt;/strong&gt; che cerca il file &lt;em&gt;facebook.php&lt;/em&gt;; Il file in questione non essendo nella stessa cartella del nostro &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; fallisce nell'essere incluso restituendo una riga di errore. Dobbiamo quindi modificare l'url presso il quale il nostro file &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; cerca il file &lt;em&gt;facebook.php&lt;/em&gt;; se nei passi precedenti avete seguito fedelmente le istruzioni di questa guida, la riga 9 dovrebbe diventare &lt;em&gt;require_once 'MY_DIR/facebook-platform/client/facebook.php';&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Modifichiamo quindi il file &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; sostituendo all'istruzione &lt;strong&gt;require_once &lt;/strong&gt;l'indirizzo corrento indicato qui sopra e ricarichiamo sul server via FTP (oppure, per i più smalizziati, eseguite la modifica con un editor di testo che consente connessioni FTP).&lt;br /&gt;
&lt;h2&gt;La nostra applicazione su Facebook&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Andando all'indirizzo indicato nel campo "&lt;strong&gt;Richiama Url&lt;/strong&gt;" nella schde della nostra applicazione (nel nostro esempio &lt;em&gt;http://www.nomedelsito.it/cartella/&lt;/em&gt;) verremo rediretti sul sito di Facebook che ci chiederà l'autorizzazione a condividere i nostri dati con l'applicazione che abbiamo scritto. Dato questo assenso verremo autenticati presso la nostra applicazione che potrà quindi avere libero accesso ai nostri dati personali stampandoci, in questo caso, 25 numeri identificativi dei nostri "amici" ordinati per numero d'id crescente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; {xtypo_warning} &lt;strong&gt;ATTENZIONE&lt;/strong&gt;. A questo punto scopriremo se avete sul vostro hosting, come da requisiti per questo tutorial, la funzione curl() abilitata. Se vi esce fuori un errore che rimanda alla funzione in questione non vi resta che contattare il vostro fornitore di servizi web e pregarlo di spiegarvi come attivare la funzione sul vostro server. Per gli altri che invece non hanno incontrato problemi, ora sapete che il vostro servizio di hosting ha abilitata la funzione curl(); {/xtypo_warning}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I più svegli di voi avranno notato che nella spoglia pagina risultante c'è qualcosa che non va. Vicino alla scritta "Hallo" in alto a destra ci aspetteremmo di trovare il nostro nome, ma invece nulla. Se andiamo a vedere il codice php che genera il problema (riga 17) notiamo che l'istruzione è la seguente:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;{xtypo_code} &amp;gt;&amp;gt; echo "Hello, &amp;lt; fb:name uid="$user_id" useyou="false" &amp;gt;!&amp;lt; /fb:name &amp;gt;"; {/xtypo_code}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tag fb:name viene utilizzato in Facebook per visualizzare il nome di un utente fornendo come dato il suo id (nell'esempio contenuto nella variabile &lt;strong&gt;$user_id&lt;/strong&gt;). Questo tag fuori da Facebook non ha significato, quindi non pubblica nessuna informazione. I tag come l'fb:name ci torneranno molto utili quando visualizzeremo la nostra applicazione direttamente &lt;strong&gt;dentro&lt;/strong&gt; le pagine di Facebook, ovvero come fanno tutte le applicazioni che avete visto dentro il più grande social network del web, ma questo sarà argomento della prossima lezione. Per ora accontentatevi dei tristi numerelli che avete generato.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Conclusioni&lt;/h2&gt;
Cosa abbiamo imparato?&lt;br /&gt; Primo che l'esempio di partenza per i futuri programmatori di Facebook avrebbe dovuto essere fatto meglio; secondo, che ora siamo in grado di scrivere una applicazione esterna a Facebook ad un certo indirizzo web che può, dopo aver ricevuto l'autorizzazione dell'utente, accedere ai dati che lo riguardano.&lt;br /&gt; Questo primo inizio ci proietta direttamente nello studio approfondito dei metodi con i quali possiamo interagire con la piattaforma Facebook. Insomma, quello che serve a questo punto è solo una buona idea...  Per chi volesse propongo un file zip &lt;a href="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_1/facebook_example_code.zip"&gt;del codice necessario e del pacchetto di Facebook&lt;/a&gt; contenente tutto quello che dovete mettere sul vostro spazio ftp... ovviamente ricordatevi che in questo file &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; dovete inserire i valori della vostra applicazione di prova in corrispondenza delle variabili &lt;strong&gt;$appapikey&lt;/strong&gt; (Api Key) alla riga 11 e &lt;strong&gt;$appsecret&lt;/strong&gt; (Secret) alla riga 12. Questo non è invece necessario se si fa il copia e incolla da quello offerto nella schermata di Facebook perché in quel caso le variabili sono stampati con i valori corretti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Per qualsiasi aiuto &lt;a href="http://www.invernomuto.net/index.php?option=com_contact&amp;amp;view=contact&amp;amp;id=1&amp;amp;Itemid=17"&gt;contattatemi&lt;/a&gt;, specificando a quale guida vi riferite e che tipo di problema avete.&lt;br /&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;Questo tutorial affronta in modo molto basilare il primo approccio alla programmazione all'interno di Facebook. Il social network più grande del web offre infatti la possibilità di realizzare delle applicazioni complete che possono interagire con le diverse funzionalità che sono disponibili. Le possibilità di sviluppo sono infinite: si può creare un'applicazione che esporta tutti i nostri "amici" in modo che si possa poi reimportati sulla nostra rubrica di Gmail, oppure creare con poche righe di codice una lista dei compleanni che stanno per arrivare;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questo tutorial ci guiderà passo-passo attraverso la realizzazione della nostra prima applicazione scritta in codice php che interagisce con il mondo "social" di Facebook.&lt;br /&gt; La documentazione esistente su Facebook è molto completa, ma quasi totalmente in lingua inglese (quando si è fortunati, altre volte si troavno delle traduzioni automatiche terrificanti) e non sempre risulta lineare e facilmente "seguibile" dai programmatori meno smaliziati. Ecco quindi la mia guida completamente in Italiano (salvo errori di grammatica); cercherò il più possibile di semplificare questo primo approccio.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Requisiti Minimi&lt;/h2&gt;
Requisiti minimi del lettore:&lt;br /&gt; 
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;conoscere ad un livello almeno medio il PHP (si può fare anche senza, ma sarebbe della medesima utilità didattica di ricalcare un disegno con i fogli di carta lucida);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;saper effettuare un trasferimento di file tramite FTP.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Per poter seguire questa guida è necessario inoltre avere a disposizione:&lt;br /&gt; 
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;un account su Facebook;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;un webspace hosting che supporti PHP;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;un hosting che abbia abilitata la funzione curl() di Php; se non sapete di cosa sto parlando andate avanti e confidate nella vostra buona stella... forse è già attiva senza che voi lo sappiate. &lt;br /&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;strong&gt;Fatto?&lt;/strong&gt; (c)Giovanni Muciaccia - Art Attack&lt;br /&gt;
&lt;h2&gt;Il Facebook Developer App&lt;/h2&gt;
Il primo passo da fare per diventare un programmatore di successo che sviluppa applicazioni per Facebook è quello di accedere al "&lt;a href="http://www.facebook.com/developers/" target="_blank"&gt;Facebook Developer App&lt;/a&gt;"; autorizziamo eventualmente l'applicazione (perché di questo in fondo si tratta) ad accedere al nostro profilo e ci troveremo immersi nel popolato mondo degli sviluppatori di Facebook.&lt;br /&gt; &lt;img src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_1/facebook_developers_app.jpg" border="1" /&gt;&lt;br /&gt; Visualizzando la pagina cerchiamo di ignorare l'area discussioni e concentriamoci sul pulsante che troviamo in alto a destra con su scritto "&lt;strong&gt;+ Set Up New Application&lt;/strong&gt;". Non ci vuole certo un interprete madrelingua per capire che è questo il pulsante che fa al caso nostro; clicchiamoci quindi sopra.&lt;br /&gt;
&lt;h2&gt;La nostra Prima Applicazione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_1/facebook_app_scelta_del_nome.jpg" border="1" /&gt;&lt;br /&gt; In questa schermata non dobbiamo fare altro che inserire un nome di prova per la nostra applicazione: "esempio" andrà benissimo per questo nostro test. Accettiamo ovviamente, dopo attenta lettura, i "Termini e condizioni d'uso" imposti da Facebook e salviamo le modifiche.&lt;br /&gt; Nella successiva schermata visualizzeremo tutte le informazioni per personalizzare il comportamento dell'applicazione che scriveremo. Resistiamo alla tentazione di inserire dati e raggiungiamo la fine della pagina e cliccare su "Salva Modifiche".&lt;br /&gt; Ci apparirà questa schermata:&lt;br /&gt; &lt;img style="border-style: solid; border-width: 1px;" src="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_1/facebook_developers_preview_app.gif" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da qui possiamo vedere molte informazioni che riguardano l'applicazione; chiariamo il significato delle prime due, le uniche che utilizzeremo nel nostro tutorial:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Api Key&lt;/strong&gt;: questo è il codice che identifica la tua applicazione su Facebook;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Secret&lt;/strong&gt;: questo codice va mantenuto segreto e serve per autenticare le richieste che la tua applicazione esegue alla piattaforma Facebook.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Non c'è necessità di salvare questi dati, saranno sempre disponibili nella scheda di ciascuna delle nostre applicazioni.
&lt;h2&gt;Le librerie e il codice di esempio&lt;/h2&gt;
In fondo alla scheda della nostra applicazione troviamo un utilissimo link: "&lt;strong&gt;Get started quickly with some example code&lt;/strong&gt;"&lt;br /&gt; Cliccando su "&lt;strong&gt;example code&lt;/strong&gt;" ci apparirà una schermata in sovraimpressione che su alcuni browser neanche si visualizza bene. Dopo aver fatto un applauso per l'usabilità ai programmatori di Facebook, vediamo di capire che cos'è scritto (almeno questa parte dovrebbe risultarvi in italiano).&lt;br /&gt; Al &lt;strong&gt;punto 1&lt;/strong&gt; ci viene chiesto di scaricare un pacchetto "tar.gz" che potete prelevare anche &lt;a href="http://developers.facebook.com/clientlibs/facebook-platform.tar.gz" target="_blank"&gt;cliccando qui&lt;/a&gt;. Questo formato di compressione può essere aperto con il programma gratuito &lt;a href="http://www.7-zip.org/" target="_blank"&gt;7zip&lt;/a&gt;, se non ne avete uno già installato in grado di farlo (es. Winrar).&lt;br /&gt; Scompattiamo questo file e riversiamone il contenuto dentro una cartella chiamata &lt;em&gt;MY_DIR&lt;/em&gt;. Carichiamo poi questa cartella sul nostro server via FTP posizionandola dove vogliamo pubblicare il nostro primo progetto.&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Punto 2&lt;/strong&gt;: facciamo copia e incolla del codice php indicato e salviamolo su un file che chiamiamo &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt;; carichiamo via FTP questo file sul nostro server nella stessa cartella in cui abbiamo messo al &lt;strong&gt;punto 1&lt;/strong&gt; la cartella &lt;em&gt;MY_DIR&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Punto 3&lt;/strong&gt;: clicchiamo su "&lt;strong&gt;Fatto&lt;/strong&gt;" e torniamo alla schermata riassuntiva della nostra applicazione. Dall'elenco di link sulla destra della scheda clicchiamo su "&lt;strong&gt;Modifica Impostazioni&lt;/strong&gt;" e inseriamo nel campo "&lt;strong&gt;Richiama Url&lt;/strong&gt;" l'indirizzo web in cui abbiamo posizionato i file dei punti 1 e 2. L'indirizzo sarà qualcosa del tipo &lt;em&gt;http://www.nomedelsito.it/cartella/&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt; Per maggiore scrupolo potremmo anche inserire il nome del file dopo l'url, ma essendo il nome &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; automaticamente verrà caricato dal nostro browser.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; A questo punto pensate giustamente di aver finito, di poter andare all'indirizzo fornito nel campo "&lt;strong&gt;Richiama Url&lt;/strong&gt;" e vedere la vostra applicazione di esempio girare; dopotutto siamo o non siamo arrivati al punto 3 di 3? E invece non è così.&lt;br /&gt; Questo semplicemente perché nel tutorial di base su Facebook c'è una grossa imprecisione, se non vogliamo chiamarlo proprio un errore. Infatti alla riga 9 del nostro file &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; troviamo un comando di &lt;strong&gt;require_once&lt;/strong&gt; che cerca il file &lt;em&gt;facebook.php&lt;/em&gt;; Il file in questione non essendo nella stessa cartella del nostro &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; fallisce nell'essere incluso restituendo una riga di errore. Dobbiamo quindi modificare l'url presso il quale il nostro file &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; cerca il file &lt;em&gt;facebook.php&lt;/em&gt;; se nei passi precedenti avete seguito fedelmente le istruzioni di questa guida, la riga 9 dovrebbe diventare &lt;em&gt;require_once 'MY_DIR/facebook-platform/client/facebook.php';&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Modifichiamo quindi il file &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; sostituendo all'istruzione &lt;strong&gt;require_once &lt;/strong&gt;l'indirizzo corrento indicato qui sopra e ricarichiamo sul server via FTP (oppure, per i più smalizziati, eseguite la modifica con un editor di testo che consente connessioni FTP).&lt;br /&gt;
&lt;h2&gt;La nostra applicazione su Facebook&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Andando all'indirizzo indicato nel campo "&lt;strong&gt;Richiama Url&lt;/strong&gt;" nella schde della nostra applicazione (nel nostro esempio &lt;em&gt;http://www.nomedelsito.it/cartella/&lt;/em&gt;) verremo rediretti sul sito di Facebook che ci chiederà l'autorizzazione a condividere i nostri dati con l'applicazione che abbiamo scritto. Dato questo assenso verremo autenticati presso la nostra applicazione che potrà quindi avere libero accesso ai nostri dati personali stampandoci, in questo caso, 25 numeri identificativi dei nostri "amici" ordinati per numero d'id crescente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; {xtypo_warning} &lt;strong&gt;ATTENZIONE&lt;/strong&gt;. A questo punto scopriremo se avete sul vostro hosting, come da requisiti per questo tutorial, la funzione curl() abilitata. Se vi esce fuori un errore che rimanda alla funzione in questione non vi resta che contattare il vostro fornitore di servizi web e pregarlo di spiegarvi come attivare la funzione sul vostro server. Per gli altri che invece non hanno incontrato problemi, ora sapete che il vostro servizio di hosting ha abilitata la funzione curl(); {/xtypo_warning}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I più svegli di voi avranno notato che nella spoglia pagina risultante c'è qualcosa che non va. Vicino alla scritta "Hallo" in alto a destra ci aspetteremmo di trovare il nostro nome, ma invece nulla. Se andiamo a vedere il codice php che genera il problema (riga 17) notiamo che l'istruzione è la seguente:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;{xtypo_code} &amp;gt;&amp;gt; echo "Hello, &amp;lt; fb:name uid="$user_id" useyou="false" &amp;gt;!&amp;lt; /fb:name &amp;gt;"; {/xtypo_code}&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il tag fb:name viene utilizzato in Facebook per visualizzare il nome di un utente fornendo come dato il suo id (nell'esempio contenuto nella variabile &lt;strong&gt;$user_id&lt;/strong&gt;). Questo tag fuori da Facebook non ha significato, quindi non pubblica nessuna informazione. I tag come l'fb:name ci torneranno molto utili quando visualizzeremo la nostra applicazione direttamente &lt;strong&gt;dentro&lt;/strong&gt; le pagine di Facebook, ovvero come fanno tutte le applicazioni che avete visto dentro il più grande social network del web, ma questo sarà argomento della prossima lezione. Per ora accontentatevi dei tristi numerelli che avete generato.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Conclusioni&lt;/h2&gt;
Cosa abbiamo imparato?&lt;br /&gt; Primo che l'esempio di partenza per i futuri programmatori di Facebook avrebbe dovuto essere fatto meglio; secondo, che ora siamo in grado di scrivere una applicazione esterna a Facebook ad un certo indirizzo web che può, dopo aver ricevuto l'autorizzazione dell'utente, accedere ai dati che lo riguardano.&lt;br /&gt; Questo primo inizio ci proietta direttamente nello studio approfondito dei metodi con i quali possiamo interagire con la piattaforma Facebook. Insomma, quello che serve a questo punto è solo una buona idea...  Per chi volesse propongo un file zip &lt;a href="http://www.invernomuto.net/images/stories/tutorial/facebook_1/facebook_example_code.zip"&gt;del codice necessario e del pacchetto di Facebook&lt;/a&gt; contenente tutto quello che dovete mettere sul vostro spazio ftp... ovviamente ricordatevi che in questo file &lt;em&gt;index.php&lt;/em&gt; dovete inserire i valori della vostra applicazione di prova in corrispondenza delle variabili &lt;strong&gt;$appapikey&lt;/strong&gt; (Api Key) alla riga 11 e &lt;strong&gt;$appsecret&lt;/strong&gt; (Secret) alla riga 12. Questo non è invece necessario se si fa il copia e incolla da quello offerto nella schermata di Facebook perché in quel caso le variabili sono stampati con i valori corretti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Per qualsiasi aiuto &lt;a href="http://www.invernomuto.net/index.php?option=com_contact&amp;amp;view=contact&amp;amp;id=1&amp;amp;Itemid=17"&gt;contattatemi&lt;/a&gt;, specificando a quale guida vi riferite e che tipo di problema avete.&lt;br /&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>Nell'aria (e nel template) c'è qualcosa di nuovo</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="/blog/86-febbraio-2009/292-nellaria-e-nel-template-ce-qualcosa-di-nuovo" />
		<published>2009-02-06T15:41:29Z</published>
		<updated>2009-02-06T15:41:29Z</updated>
		<id>/blog/86-febbraio-2009/292-nellaria-e-nel-template-ce-qualcosa-di-nuovo</id>
		<summary type="html">&lt;p&gt;Ogni tanto serve qualche cambiamento; a volte se ne sente proprio il bisogno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Immagino sia una deformazione della mania di mia mamma di cambiare le tende del soggiorno ogni 3 mesi. Lei rifà i tendaggi, io cambio la grafica del sito internet.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' un periodo di forte instabilità emotiva, lavorativa e psicologica. Ed ho bisogno di concretezza. &lt;br /&gt;Ho cercato, e almeno in parte trovato, nella programmazione quella necessità di certezza di cui ho sempre sentito il bisogno. Ed in periodo di crisi mi appiglio ai punti fermi della mia vita. Per questo invernomuto.net diventerà un sito che parla di programmazione e affini. Per quei pochi maniaco-depressivi che stanno tremando al pensiero di non poter più leggere le mie parole malferme, una parola di rassicurazione. Il blog continuerà ad esistere, solo che sarà relegato in secondo piano. Insomma troverete sempre il pulsante che vi consentirà di farvi gli affari miei.&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;Ogni tanto serve qualche cambiamento; a volte se ne sente proprio il bisogno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Immagino sia una deformazione della mania di mia mamma di cambiare le tende del soggiorno ogni 3 mesi. Lei rifà i tendaggi, io cambio la grafica del sito internet.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' un periodo di forte instabilità emotiva, lavorativa e psicologica. Ed ho bisogno di concretezza. &lt;br /&gt;Ho cercato, e almeno in parte trovato, nella programmazione quella necessità di certezza di cui ho sempre sentito il bisogno. Ed in periodo di crisi mi appiglio ai punti fermi della mia vita. Per questo invernomuto.net diventerà un sito che parla di programmazione e affini. Per quei pochi maniaco-depressivi che stanno tremando al pensiero di non poter più leggere le mie parole malferme, una parola di rassicurazione. Il blog continuerà ad esistere, solo che sarà relegato in secondo piano. Insomma troverete sempre il pulsante che vi consentirà di farvi gli affari miei.&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
	<entry>
		<title>La ragazza con l'orecchino di perla</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="/blog/85-dicembre-2008/291-la-ragazza-con-lorecchino-di-perla" />
		<published>2008-12-18T10:57:41Z</published>
		<updated>2008-12-18T10:57:41Z</updated>
		<id>/blog/85-dicembre-2008/291-la-ragazza-con-lorecchino-di-perla</id>
		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;img style="margin: 5px; float: left;" alt="laragazzaconlorechionodiperla_modern" src="http://www.invernomuto.net/images/stories/img/laragazzaconlorechionodiperla_modern.jpg" width="150" height="225" /&gt;Non mi succede spessissimo, ma a volte mi capita, di rimanere incantato (anzi no, &lt;strong&gt;affascinato&lt;/strong&gt; è la parola giusta), da delle fotografie. Il fascino "vampirico" (una volta un autore di uno dei manuali di sociologia lo definì così) delle immagina rubate allo scorrere del tempo. Le fotografie sono eternamente morte, attualizzano un passato perso, hanno quella giusta componente di malinconia che mi fa fermare ad osservarle, bloccando il mio tempo, invischiandolo con il loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è successo l'altro giorno osservando questa foto su flickr.com (&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/30995314@N02/3113417299/"&gt;la pagina originale è questa&lt;/a&gt;); non sono un grosso fan del quadro in questione, anzì ammetto che non conoscevo questa opera di Vermeer prima di vederne il film anche se consocevo l'autore per altri quadri analizzati in semiotica. Se il film aveva saputo piacermi per la sua fattura, i colori e le luci, oltre che per la buona storia e l'incantevole attrice, questa foto nella sua immediatezza mi cattura ancora di più. Certo l'espressione non è più quella del quadro, non c'è innocenza nel taglio degli occhi di questa ragazza, né sulle sue spalle nude. E' una attualizzazione del quadro molto ben riuscita... ammesso volesse esserlo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;e la cosa che adoro del web è che dopo questo post potrò fare all'autore della foto delle domande a cui lui molto probabilmente risponderà! Quanto si accorciano le distanze!&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;&lt;img style="margin: 5px; float: left;" alt="laragazzaconlorechionodiperla_modern" src="http://www.invernomuto.net/images/stories/img/laragazzaconlorechionodiperla_modern.jpg" width="150" height="225" /&gt;Non mi succede spessissimo, ma a volte mi capita, di rimanere incantato (anzi no, &lt;strong&gt;affascinato&lt;/strong&gt; è la parola giusta), da delle fotografie. Il fascino "vampirico" (una volta un autore di uno dei manuali di sociologia lo definì così) delle immagina rubate allo scorrere del tempo. Le fotografie sono eternamente morte, attualizzano un passato perso, hanno quella giusta componente di malinconia che mi fa fermare ad osservarle, bloccando il mio tempo, invischiandolo con il loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è successo l'altro giorno osservando questa foto su flickr.com (&lt;a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.flickr.com/photos/30995314@N02/3113417299/"&gt;la pagina originale è questa&lt;/a&gt;); non sono un grosso fan del quadro in questione, anzì ammetto che non conoscevo questa opera di Vermeer prima di vederne il film anche se consocevo l'autore per altri quadri analizzati in semiotica. Se il film aveva saputo piacermi per la sua fattura, i colori e le luci, oltre che per la buona storia e l'incantevole attrice, questa foto nella sua immediatezza mi cattura ancora di più. Certo l'espressione non è più quella del quadro, non c'è innocenza nel taglio degli occhi di questa ragazza, né sulle sue spalle nude. E' una attualizzazione del quadro molto ben riuscita... ammesso volesse esserlo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;e la cosa che adoro del web è che dopo questo post potrò fare all'autore della foto delle domande a cui lui molto probabilmente risponderà! Quanto si accorciano le distanze!&lt;/p&gt;</content>
	</entry>
</feed>
