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	<title>InviatoSpeciale</title>
	
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	<description>InviatoSpeciale è un giornale scritto insieme. Tutti possono inviare articoli, reportage, filmati, servizi fotografici, materiali di informazione. Noi li pubblicheremo.</description>
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		<title>Il processo sommario al capitano Schettino</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[La tragedia del Costa Concordia scatena come al solito la chiacchiera giornalistica. E incorona l&#8217;eroe De Falco, che però potrebbe ricordare il comandante Philip Francis Queeg.
La dotazione tecnologica di una imbarcazione moderna è assolutamente in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28442" title="costa concordia" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>La tragedia del Costa Concordia scatena come al solito la chiacchiera giornalistica. E incorona l&#8217;eroe De Falco, che però potrebbe ricordare il comandante Philip Francis Queeg.</p>
<p>La dotazione tecnologica di una imbarcazione moderna è assolutamente in grado di evitare scogli o ostacoli che dovessero presentarsi durante la navigazione. Non solo su una grande nave da crociera, ma anche per una piccola barca da diporto.</p>
<p>Tra questi marchingegni c&#8217;è il Navigatore Satellitare, il Global Positioning System, uno strumento in grado di fornire la posizione del natante, di elaborare la rotta al meglio, di calcolare persino il tempo necessario per raggiungere la destinazione. Il Gps si giova dei segnali inviati da satelliti artificiali in orbita intorno alla Terra. In associazione con radar e sonar queste teconologie hanno radicalmente cambiato il modo di andare per mare, mandando in pensione compasso e sestante e rendendo la navigazione più sicura.</p>
<p>Poi c&#8217;è l&#8217;Ais, il Sistema di identificazione automatica, che, come fanno o sistemi di controllo del traffico aereo, tiene sotto controllo il movimento di tutte le navi al di sopra delle 300 tonnellate in giro per tutti i mari del pianeta.<span id="more-28439"></span></p>
<p>Non si spiega allora come la nave della Costa possa aver colpito uno scoglio, andando per altro a più di 17 nodi, una velocità notevole per un gigante da 112 mila tonnellate. A meno che in plancia non fossero tutti sotto l&#8217;effetto di narcotici, appare incomprensibile come il personale non si sia accorto della presenza dell&#8217;ostacolo maledetto.</p>
<p>La domanda alla quale si dovrà rispondere è questa e saranno necessarie lunghe indagini per capire cosa sia realmente successo sul ponte comando nella notte del naufragio.</p>
<p>E soprattutto si dovrà scoprire quali ordini siano stati dati al capitano del Concordia dai dirigenti della Costa dopo l&#8217;impatto, poichè è noto che in casi di questo genere è la Compagnia a definire la strategia da adottare e non il comandante della nave. In ballo ci sono centinaia di milioni di euro e, soprattutto, la gestione delle conseguenze legali del disastro.</p>
<p>Ma come tristemente accade ormai con preoccupante puntualità, i &#8216;giornalisti&#8217; hanno già tutte le risposte in tasca, un magistrato ha disposto l&#8217;arresto a  meno di 12 ore dai fatti senza possedere un solo elemento probatorio certo e inequivocabile, l&#8217;opinione pubblica è pronta ad erigere il patibolo per giustiziare il «vigliacco», il comandante Schettino.</p>
<p>E poi c&#8217;è l&#8217;eroe della conversazione registrata. Si tratta del capitano di fregata Gregorio De Falco, che in una situazione di caos completo come può essere un naufragio con quasi 5000 persone da soccorrere, ordina a Schettino di tornare su una nave inclinata per dirgli quanta gente è ancora a bordo. «Mi dice se ci sono bambini, donne o persone con necessità di assistenza».</p>
<p>Un &#8216;comando&#8217; surreale, perchè nessuno al mondo, che fosse a bordo del Concordia, su una scialuppa di salvataggio o in qualunque altro luogo avrebbe potuto mai rispondere ad una domanda del genere. Dalla registrazione si comprende benissimo la voce di Schettino, il suono è perfetto, ma De Falco, senza un motivo evidente, intima con una preoccupante aggressività al suo interlocutore di «parlare a voce alta». Un atteggiamento non certo collaborativo, di rassicurazione e solidarietà in un frangente comunque drammatico.</p>
<p>Insomma, il presunto eroe De falco, che in quel momento non era sulla scena del naufragio, ma in un ufficio a Livorno, sembrava  più il comandante Queeg, quello impersonato da Humphrey Bogart nel famosissimo film &#8216;L&#8217;ammutinamento del Caine&#8217;, che un coordinatore distaccato e paziente come invece richide una situazioni di estrema emergenza.</p>
<p>Queeg è un uomo per il quale la necessità di dimostrare la propria autorità a sottoposti a suo parere inetti supera la realtà dei fatti, fino al punto di causare la rivolta dell&#8217;equipaggo del Caine.</p>
<p>Per questo nella conversazione tra De Falco e Schettino non emerge nulla di eroico. C&#8217;è da una parte un ufficiale che aggredisce un collega in evidente stato di shock e dall&#8217;altra il comandante di una nave in piena confusione mentale, incapace di contrastare i toni fuori luogo del suo interlocutore e senza la forza necessaria per far presente che nel caos di un disastro navale il nervosismo e le intimazioni non sono utili per la soluzione dei problemi.</p>
<p>Sul piano giudiziario, poi, le manette facili hanno ancora una volta contraddistinto l&#8217;attività di un magistrato. Supponendo, non si sa sulla base di quale conferma, che Schettino potesse &#8216;fuggire all&#8217;estero&#8217; è stato disposto il suo l&#8217;arresto con una rapidità impressionante. Anche se persino un profano sa bene come l&#8217;inchiesa su un naufragio sia cosa complicata, il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, ha subito trovato un presunto colpevole da avviare alle patrie galere, già sovraffollate e quasi ingestibili.</p>
<p>Per fortuna la giustizia italiana, a discapito di tutto, trova ancora la forza di riflettere ed a poche ore dall&#8217;ordinanza del Pm, il gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, ha mandato il capitano a casa, almeno agli arresti domiciliari.</p>
<p>A prescindere dalla responsabilità materiali del disastro, il naufragio del Costa Concordia ha messo in luce la permanente incapacità dei media ad informare correttamente i cittadini. E questo handicap sta diventando il principale dei guasti italiani, perchè le campagne di stampa urlate e forcaiole, la demagogia, l&#8217;esaltazione di alcuni gesti e la demonizzazione di altri non consentono l&#8217;elaborarsi di una visione corretta della realtà e la definizione delle responsabilità reali.</p>
<p>Le manette a gogò, infine, non aiutano la giustizia. Perchè non è la carcerazione preventiva a restituire dignità alle vittime, ma sono le pene giuste e scontate in carceri civili a dimostrare la civiltà giuridica di un Paese.</p>
<p>Tuttavia, ululare alla Luna, chissà perchè, secondo alcuni permette di vedere più copie e l&#8217;esercito dei giornalisti licantropi si allarga ogni giorno con più vigore.</p>
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		<title>L’Italia s’è persa le idee</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il professor Sartori in un articolo sul Corriere della Sera ha analizzato la crisi italiana e citato la &#8216;casta&#8217;. Ma in realtà il Paese è nelle mani di un&#8217;oligarchia, che è cosa ben diversa.
Il Belpaese ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/idea.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28435" title="idea" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/idea-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il professor Sartori in un articolo sul Corriere della Sera ha analizzato la crisi italiana e citato la &#8216;casta&#8217;. Ma in realtà il Paese è nelle mani di un&#8217;oligarchia, che è cosa ben diversa.</p>
<p>Il Belpaese non è solo stato colpito, ma è anche affondato. L&#8217;operazione &#8216;Salvare l&#8217;Italia&#8217;, per nostra sfortuna, non servirà a nulla perchè le malattie che ci hanno afferrato richiedono ben altre misure da quelle varate e previste per il futuro dal governo Monti.</p>
<p>Non è complicato spiegare in poche righe quello che sta accadendo. Lo Stato non funziona ed assicura lavoro e servizi pessimi a costi impressionanti. Per pagarli non serve tagliare le spese, privatizzare ed aumentare le imposte, perchè la macchina produttiva nazionale si è bloccata da anni ed è ormai fuori servizio, per cui nessuna lotta all&#8217;evasione o prelievo di imposte genereranno la quantità di denaro indispensabile per tenere in piedi un meccanismo irrimediabilmente scassato. L&#8217;Italia è pessima, a qualsiasi straniero è chiaro, per questo fuori dai nostri confini nessuno crede ad una nostra ripresa. <span id="more-28434"></span></p>
<p>L&#8217;Europa, poi, non esiste più. E&#8217; una ex Unione monetaria, senza alcuna coesione politica e nella quale i bulli, anzi la bulletta tedesca, il cancelliere Merkel, urla, impone idee da dilettante della politica e rende di giorno in giorno la sistuazione sempre più insostenibile.</p>
<p>Uno scenario così difficile richiederebbe scelte radicali prima di tutto a Bruxelles ed alla Bce e poi nelle capitali dei Paesi che contavano alla fondazione della Comuinità: Roma, Parigi, Berlino. Invece nulla.</p>
<p>Sartori sul quotidiano milanese ha del tutto ignorato lo scenario complessivo e, barricatosi nell&#8217;orticello nazionale, ha affermato: &#8220;Forse esagero, ma è da cinquant’anni che dalla politica italiana non nasce una sola idea&#8221;.</p>
<p>Il professore argomenta la sua tesi per centrare tutto sulla mancanza del voto di preferenza. &#8220;Lo avevamo &#8211; ha scritto il politologo &#8211; ma a furor di popolo venne cancellato da due referendum. Non era un secolo fa, eppure ce ne siamo dimenticati. E ci siamo anche dimenticati perché non funzionò allora, e perché funzionerebbe ancora peggio se ripristinato. In passato la prassi costante, tra gli scrutatori dei seggi, era di controllare attentamente i voti di lista ma di consentire a sé stessi di aggiungere crocette di preferenza ai raccomandati del proprio partito. Oggi siamo più smaliziati. Così è ancora più sicuro che il votante non riuscirà quasi mai a eleggere chi voleva&#8221;.</p>
<p>La &#8220;prassi costante&#8221; del broglio evocata da Sartori è tutta da dimostrare, così come è verissimo che il votante non &#8220;riuscirà quasi mai a eleggere chi voleva&#8221;.</p>
<p>Per il professore il problema è che &#8220;da noi con una virulenza inedita che ci assegna tra i Paesi più corrotti al mondo (al 69° posto)&#8221; mancano anche &#8220;le controforze politiche, manca un vero pluralismo politico. Il fascismo ha favorito lo sviluppo di quelle che oggi ci siamo abituati a chiamare lobbies, ovvero corporazioni di interessi economici&#8221;.</p>
<p>Sartori, dimenticando le gabbie salariali, il sindacalismo &#8216;giallo&#8217;, lo sfruttamento massivo dei lavoratori e dei contadini, l&#8217;esistenza del latifondo, la violenza (anche sessuale) cui erano sottoposte le poche donne con un&#8217;occupazione, lo Statuto dei lavoratori (quasi del tutto liquidato) e confondendo epoche molto differenti tra loro ha continuato: &#8220;Dopodiché il dopoguerra ci ha restituito un sindacalismo largamente massimalista. Mentre nel 1959 i sindacati tedeschi ripudiavano a Bad Godesberg il sindacalismo rivoluzionario e da allora collaborano con le aziende, noi continuiamo il rito di inutili e dannosi scioperi. Il punto è, allora, che lo strapotere della nostra casta di politici di professione non si imbatte in vere controforze che lo combattono&#8221;.</p>
<p>Sartori, che non deve aver mai visto una &#8216;ferriera&#8217; del 1950 o un campo di pomodori pugliese nel 1960 ed al quale non è mai stata consegnata la paga giornaliera da un caporale, pensa che il Italia si continui col rito di &#8220;scioperi inutili&#8221; anzi &#8220;dannosi&#8221;, ma forse ignora che un salario già buono non supera i 1200 euro al mese (per i fortunatissimi), che i contratti &#8216;veri&#8217; sono diventati una rarità, che non si assume quasi più nessuno a tempo indeterminato, che le condizioni tra un tedesco ed un italiano sono talmente differenti &#8220;da almeno 50 anni&#8221; che se ad un nostro operaio si racconta come funziona l&#8217;organizzazione di una azienda &#8216;germanica&#8217; non ci crede.</p>
<p>Insomma, il professore che lamenta la mancanza di idee, sembra averne di suo molte, ma abbastanza confuse.</p>
<p>Il problema italiano è che, come dopo la caduta del fascismo e con la fine della guerra, il Paese è stato raso al suolo. Il fascismo lasciò le macerie di un sistema politico dittatoriale, corrotto ed antidemocratico, la Seconda Repubblica ed i ladri responsabili dello smantellamento della Prima hanno lasciato un Paese corrotto, antidemocratico e controllato da una oligarchia e non di una casta (a tenere le mani in pasta non ci sono solo i politici, ma anche industriali, giornalisti, crimine organizzato, ecc).<br />
La guerra, inoltre, ci aveva restituito un&#8217;Italia distrutta dalle fondamenta, mentre la crisi ci ha lasciato un Paese senza case e ponti demoliti, ma anche senza ricerca di rilievo, capacità di innovazione, infrastrutture moderne e soprattutto senza cultura diffusa della &#8216;modernità&#8217;.</p>
<p>Rifondare la Repubblica, allora, oggi richiede non un &#8216;meccanismo elettorale&#8217; nuovo, ma prima di tutto il riaffermarsi degli ideali, che i responsabili di questa rovina hanno prima definito &#8216;ideologie&#8217; e poi liquidato nel dimenticatoio (caso unico tra tutti i Paesi democratici del mondo).</p>
<p>Il nuovo millennio impone la definizione di un modello nuovo di società sul quale fondare l&#8217;economia planetaria e quella dei singoli stati. Che non sia un aggiornamento del pensiero liberale o di quello marxista (in tutte le loro sfumature), ma che piuttosto rappresenti un modo reale per riaffermare prima di tutto tre questioni di fondo: il rispetto assoluto per i diritti civili individuali e collettivi, l&#8217;eguaglianza sociale e la sconfitta definitiva della povertà e dello sfruttamento, la protezione dell&#8217;ambiente, delle specie viventi, del pianeta.</p>
<p>Sono queste le idee che mancano e sulle quali genereare le strategie per affrontare la crisi mondiale e quella italiana. La ripresa della crescita, da noi come altrove, è necessaria, ma per produrre cosa? E come? E per chi?</p>
<p>Se non si risponderà a queste domande l&#8217;operazione &#8216;Salvare l&#8217;Italia&#8217; non raggiungerà mai alcun obiettivo e la fine del 2012 ci vedrà piangere, dilaniati da un esercito di disoccupati e di poveri alla ricerca di qualche avanzo da rubare nei cassonetti dei quartieri residenziali delle città.</p>
<p>Uno scenario per nulla impossibile, ma del quale è ancora &#8216;vietato parlare&#8217;.</p>
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		<title>Arrivederci al 2012. Sarà dura!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 07:00:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[InviatoSpeciale si ferma per le vacanze. Non possiamo negare però che le energie per continuare sono sempre più flebili. In Italia l&#8217;indipendenza di pensiero è sempre più un miraggio.
Il nostro giornale è nato per dar ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/sforzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28432" title="sforzo" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/sforzo-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>InviatoSpeciale si ferma per le vacanze. Non possiamo negare però che le energie per continuare sono sempre più flebili. In Italia l&#8217;indipendenza di pensiero è sempre più un miraggio.</p>
<p>Il nostro giornale è nato per dar voce ai cittadini. Quando il berlusconismo era al culmine del proprio delirio, un piccolo gruppo di giornalisti pensò di fondare un giornale nel quale fosse possibile far coincidere cronaca e passione civile e dove i protagonisti fossero i lettori in veste di scrittori. Giornalismo partecipativo, per intenderci.</p>
<p>In alcuni anni di lavoro non abbiamo trovato molti collaboratori. I &#8216;giovani&#8217; e gli &#8216;oppositori&#8217;, abbiamo scoperto, preferiscono i blog &#8216;griffati&#8217;, i quotidiani &#8216;importanti&#8217;, la banalità di Facebook, il fritto misto di Twitter.</p>
<p>In un Paese di dilettanti in pochi amano applicare le regole di base del giornalismo o sono disponibili a rinunciare alle proprie verità per raccontare i fatti senza aggettivi. Meno delle dita di una mano, infine, sono quelli disposti ad investire (anche pochi spiccioli) per ritagliarsi uno spazio sicuro di libertà e nello stesso tempo ragalare l&#8217;opportunità per scrivere a tutti coloro che sentono il bisogno di farlo.</p>
<p>Nell&#8217;Italia dei &#8216;senza contratto&#8217; in tantissimi ci hanno chiesto quanto avremmo pagato gli articoli, ancor prima di presentarsi per nome e cognome. Gli stessi che poi abbiamo visto fare gli schiavi senza compenso (gli stagisti a vita) per altre testate, ma ricche e famose e per questo considerate più &#8216;attraenti&#8217;.</p>
<p>Tuttavia, il nostro archivio è consultabile e le nostre analisi sui fatti della politica italiana ed internazionale sono state non di rado più precise delle bufale raccontate da altri.</p>
<p>Il temporaneo declino di Berlusconi non vuol dire che il berlusconismo sia finito. Il nuovo governo Monti non sarà in grado di tirar fuori il Paese dalla crisi e neppure potrà liberare l&#8217;Italia da quel fenomeno catastrofico che è il Barnum messo in piedi dal Cavaliere ormai più di venti anni fa.</p>
<p>Nulla si sta facendo per rifondare la Repubblica, per riaffermare la centralità degli  ideali, per stabilire cosa fare dell&#8217;economia nazionale, ormai non più competitiva e bisognosa di idee capaci di renderla di nuovo &#8216;vendibile&#8217; sui mercati internazionali.</p>
<p>Tornato a casa il Cavaliere, le &#8216;star&#8217; dell&#8217;indignazione popolare continuano a dilettarsi nel denunciare la casta, nel chiedere il ridimensionamento dei &#8216;partiti&#8217;, nello scoprire la &#8216;indegnità&#8217; della politica. Nel frattempo intascando cifre astronomiche grazie alla professione del &#8216;denunciante in servizio permanente effettivo&#8217;.</p>
<p>InviatoSpeciale da anni critica lo strapotere non dei &#8216;partiti&#8217;, ma dell&#8217;oligarchia, di quella piccola falange trasversale di potere composta da politici, giornalisti, imprenditori, funzionari pubblici, criminali che da anni decide, arricchisce se stessa, devasta il Paese.</p>
<p>Per l&#8217;opposizione davvero non ci sono parole. Il Partito democratico è un ectoplasma senza qualità del quale forse neppure Bersani capisce del tutto il senso, Di Pietro non è pervenuto, Vendola non va oltre la roboante vaghezza di discorsi da demagogo &#8216;de periferia&#8217; ed i nostalgici leader della falce e martello in quello che fu il Pci non sarebbero stati nominati membri neppure nel direttivo di una sezione da dieci iscritti.</p>
<p>Intanto l&#8217;Italia è attraversata da decine di migliaia di disoccupati, da milioni di persone senza prospettive, da giovani senza sogni e con poche idee. E la corruzione che dilaga, si costruicono lazzaretti per poveracci persino sui treni dello Stato ed il governo invece di gridare a Bruxelles, Parigi e Berlino (i luoghi che contano) che non è nel ripianamento del debito la soluzione del problema, insiste con tasse, balzelli, prelievi, tagli. Adesso si è scoperta persino la &#8216;revisione&#8217; del catasto, così che chi si ritroverà proprietario di una casa nel centro di Milano, Torino, Roma o&#8230;finirà con l&#8217;essere sommerso da fantasmagoriche imposte da pagare, anche se in realtà è un pensionato, un impiegato o una maestra delle elementari che ha ereditato la casa da un genitore che abitava in un quartiere di case popolari diventate poi aree residenziali.</p>
<p>Continuando così, in nome di un Euro che ha affamato tre quarti d&#8217;Europa ed arricchito banche e finanzieri, i cittadini di un Paese saccheggiato da decenni di partitocrazia, l&#8217;Italia, arriveranno forse alla fine del 2012 stremati.</p>
<p>Noi di InviatoSpeciale vogliamo continuare a raccontare queste storie e vorremmo farlo con voi. Ma anche abbiamo bisogno di sostengno e soprattutto di intelligenze. Speriamo di non rimanere ancor più soli di adesso.</p>
<p>Ma nel Belpaese sono tutti direttori tecnici della nazionale e non sono molti quelli che vogliono correre sul campo per il piacere di calciare la palla.  Noi cerchiamo questi ultimi. Se ci siete battete un colpo.</p>
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		<title>Lettera aperta degli ergastolani ostativi</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 07:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[I detenuti a &#8216;fine pena mai&#8217; hanno scritto al senatore Francesco Ferrante che ha presentato una interrogazione parlamentare sull&#8217;argomento.
Senatore, mentre in alcuni Paesi come la Norvegia, Portogallo, Spagna, l’ergastolo è stato eliminato (Islanda mai avuto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/11/carcere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28287" title="carcere" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/11/carcere-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>I detenuti a &#8216;fine pena mai&#8217; hanno scritto al senatore Francesco Ferrante che ha presentato una interrogazione parlamentare sull&#8217;argomento.</p>
<p>Senatore, mentre in alcuni Paesi come la Norvegia, Portogallo, Spagna, l’ergastolo è stato eliminato (Islanda mai avuto ergastolani) dando un segno di grande civiltà e umanità e in altri Paesi l’ergastolano può uscire: Irlanda dopo 7 anni, Olanda dopo 14 anni, Norvegia dopo 12 anni, Svezia dopo la commutazione della pena, Svizzera dopo 15 anni, Regno Unito varie possibilità, Austria dopo 15 anni, Belgio dopo 10/14 anni, Cipro dopo 10 anni, Danimarca dopo 10/12 anni, Francia dopo 15 anni, Grecia dopo 20 anni.</p>
<p>Invece, la patria del Diritto romano, l’Italia, dopo 25 anni e, mai, proprio mai, unico paese in Europa, per le condanne all’ergastolo con la motivazione di avere agevolato l’attività dell’associazione criminosa (Divieto di concessione di benefici: art. 4 bis L. 26 luglio 1975, n. 354).</p>
<p>Senatore, se Lei è d’accordo che non si può chiedere la certezza della pena senza sapere quando finisce una pena; che la pena dell’ergastolo supera i limiti della ragione, perche una pena senza speranza diventa solo un’esecuzione e una vendetta; che con l’ergastolo non si vive, ma si sopravvive, perché la reclusione a vita, come pena, è peggiore della morte stessa; che il carcere per l’ergastolano è un cimitero, con la differenza che invece di morto sei sepolto vivo; che la pena deve rieducare, ma che rieducazione ci potrà mai essere per una persona che non potrà mai uscire dal carcere?</p>
<p>Senatore, se Lei è d’accordo che in uno Stato di Diritto la speranza di tornare liberi non può dipendere dalla scelta del diretto interessato di mettere in cella un altro al posto suo: se parli esci o se no rimani dentro; che la speranza non dovrebbe essere stroncata per sempre; che una pena che non finisce mai è compatibile solo con l’inferno dei dannati.</p>
<p>Senatore, perché impedire la speranza di continuare ad esistere per condanne subite dieci, venti o trenta anni prima? Che senso ha aver sostituito la pena di morte con l’ergastolo? Non può una persona essere colpevole per sempre.</p>
<p>Una società che non uccide i suoi simili perché preferisce tenerli murati vivi dentro una cella tutta la vita, è una società malata e cattiva alle radici.</p>
<p>Senatore, se non è d’accordo che in Italia esista la “Pena di Morte Viva”, gli ergastolani in lotta per la vita di Spoleto chiedono a Lei e al suo partito di presentare al Senato un disegno di legge per l’abolizione dell’ergastolo, in subordine l’abrogazione dell’articolo 4 bis Ordinamento Penitenziario che rende l’ergastolo ostativo.</p>
<p>Ricordano che nel 1998 al Senato era passata la legge per abolire l’ergastolo.</p>
<p><strong>Gli ergastolani in lotta per la vita di Spoleto</strong><br />
Dicembre 2011</p>
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		<title>Serpico: l’ennesima bufala sull’evasione fiscale</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 07:00:28 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[Come Berlusconi anche il governo Monti all&#8217;opera con la propaganda e contro i diritti civili. I super computer non esistono e se ci fossero non potrebbero trovare quello che non si vede.
Secondo  Luigi Magistro, direttore ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/il-grande-fratello-ti-guarda.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28425" title="il-grande-fratello-ti-guarda" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/il-grande-fratello-ti-guarda-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a>Come Berlusconi anche il governo Monti all&#8217;opera con la propaganda e contro i diritti civili. I super computer non esistono e se ci fossero non potrebbero trovare quello che non si vede.</p>
<p>Secondo  Luigi Magistro, direttore centrale dell’Accertamento dell’Agenzia delle Entrate, dal prossimo anno Serpico, acronimo che sta per ’Servizio delle informazioni sul contribuente’ segnalerà presunte &#8220;anomalie nella gestione dei conti correnti bancari, in particolare quando ci sono grossi movimenti finanziari e pochi redditi&#8221;.</p>
<p>I controlli, poi, ha aggiunto Magistro, non saranno eseguiti &#8220;giorno per giorno ma sui movimenti di tutto l’anno. Pochi Paesi al mondo hanno un sistema informativo cosi&#8221;.</p>
<p>Il governo Monti ha definto il nuovo sistema &#8220;una svolta decisiva&#8221; contro gli evasori, sottolineando come si tratti del tramonto definitivo del segreto bancario. Lo Stato potrà controllare tutto: conti correnti, beni intestati, titoli, tutte le operazioni di transazione, trasferimento, scambio di valuta superiori ai mille euro.</p>
<p>In pratica gli investigatori dell&#8217;Agenzia delle Entrate avranno poteri assoluti. Il presunto super computer, che è alloggiato nei soterranei romani della Sogei, farà calcoli, ma sulla base di un software del quale è ancora  poco chiaro il funzionamento e l&#8217;effettiva efficacia. <span id="more-28424"></span></p>
<p>Nella sua &#8216;vecchia&#8217; configurazione il sistema, secondo le informazioni fino ad ora  note, avrebbe recuperato da 5 a 11 miliardi di euro e scoperto 350.000 evasori. Adesso, con le nuove funzioni, utilizzando anche nome e cognome, le ultime dichiarzioni dei redditi ed altre variabili in breve tempo dovrebbe essere capace di incrociare i dati su chiunque. Con quali garanzie per quel &#8216;chiunque&#8217; non si sa.</p>
<p>Ovviamente il principio fondante dell&#8217;evasione è la capacità a mimetizzarsi e nessun sistema informatico al mondo è in grado di trovare quello che non si vede. Serpico allora colpirà i soliti noti, ovvero quelli che non volendo evadere nulla si troveranno a dover fornire spiegazioni di ogni genere perchè incappati nelle maglie verificatrici del software. O troverà gli evasori &#8216;scemi&#8217;, che non è un successo di rilievo per la pubblica amministrazione.</p>
<p>Sull&#8217;argomento è intervenuto Beppe Grillo. Per il comico genovese, Serpico &#8220;è un &#8220;passo avanti verso la Repubblica Italiana dei Soviet. I grandi evasori non transano sul conto corrente, i grandi corruttori non fanno bonifici. Chi ha usufruito dello scudo fiscale non ha dato disposizioni alla banca per un versamento di 100 milioni di euro sull’estero. Chi si vuole controllare? Il panettiere, il pensionato, l’artigiano, il piccolo imprenditore prossimo suicida, perchè lo Stato non gli paga le fatture?&#8221;.</p>
<p>Per il leader di 5 Stelle &#8220;le transazioni sul nostro conto corrente fotografano la nostra vita: pagamenti per la scuola, per le vacanze, un prestito a un amico, la tessera annuale dei mezzi pubblici, il ristorante sotto casa. Noi e il nostro conto corrente siamo la stessa cosa. Il sapere che la mia identità, di contribuente onesto, è a disposizione di decine o centinaia di persone non mi sta bene. E’ violazione della privacy. Chi mi assicura che i miei dati personali non saranno violati? Il rapporto non è più tra me e la mia banca, ma tra me e il Fisco. Si dovrà rendere conto a un funzionario di un bonifico di 1200 euro al proprio zio? Stiamo scivolando lentamente verso il controllo totale della vita dei cittadini. Il motivo addotto è che stiamo per fallire, che dobbiamo salvare l’Italia. Bene! Chi ci ha portato in questa situazione, a partire dai parlamentari, renda pubblico in Rete i movimenti del suo conto corrente degli ultimi cinque anni&#8221;.</p>
<p>In realtà Serpico apre un problema enorme sulla difesa della privacy dei cittadini e colpisce in modo evidente uno dei diritti civili più importanti, quello alla riservatezza dei dati personali.</p>
<p>Per comprendere il problema un esempio al limite: apprendere la verità da un imputato del quale non si ha nessuna prova di colpevolezza consente agli investigatori di torturarlo in via &#8216;preventiva&#8217;?</p>
<p>La lotta all&#8217;evasione non può diventare un sistema di monitoraggio di massa sulle attività finanziarie anche minime dei cittadini. Ed un Paese che ricorre a questi metodi scivola sempre più verso il disprezzo per la libertà.</p>
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		<title>Super Giorgio in difesa di Super Mario</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 07:00:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Napolitano difende il governo Monti e si autoinveste sovrano pro tempore di un Paese ben oltre la follia.
Secondo il capo dello Stato &#8220;bisognava evitare uno scontro elettorale devastante. Ma non c&#8217;è stato tradimento della volontà ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/Monti-Napolitano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28428" title="Monti-Napolitano" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/Monti-Napolitano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Napolitano difende il governo Monti e si autoinveste sovrano pro tempore di un Paese ben oltre la follia.</p>
<p>Secondo il capo dello Stato &#8220;bisognava evitare uno scontro elettorale devastante. Ma non c&#8217;è stato tradimento della volontà popolare&#8221;.</p>
<p>Ogni frase, estrapolata dal contesto, induce colpevoli defromazioni, ma nelle parole del presidente una affermazione appare evidente al di là di ogni ragionevole dubbio: &#8220;Bisognava evitare uno scontro elettorale devastante&#8221;.</p>
<p>Il vecchio cuore togliattiano batte ancora nel petto del migliorista di un tempo e così la &#8216;pedagogia rivoluzionaria stalinista&#8217; ha colpito ancora, inducendo un uomo solo ad assumersi il compito di stabilire cosa fosse giusto per un popolo intero.</p>
<p>Napolitano ha insistito nella sua tesi &#8216;monarchica&#8217; difendendo la nomina del governo dei tecnici: &#8220;E&#8217; una leggerezza dire che la democrazia è stata sospesa. Con il governo Monti non c&#8217;è stato alcuno strappo costituzionale&#8221;. Per il presidente &#8220;la lunga, irriducibile contrapposizione, al limite dell&#8217;incomunicabilità&#8221; che divideva il centro destra ed il centro sinistra &#8220;ha reso impraticabile ogni ipotesi di larga coalizione di governo come il presidente incaricato ha potuto ben presto constatare&#8221;.</p>
<p>Per il Capo dello Stato &#8220;la fiducia accordata al governo Monti è avvenuta perchè occorreva scongiurare in una fase così critica una paralisi dell&#8217;attività di governo e parlamentare e uno scontro elettorale devastante&#8221;. Quindi ha aggiunto: &#8220;Non mi risulta che ci sia stato un tradimento della volontà popolare. La data limite per il ritorno alle elezioni, in Italia, è già segnata dal termine naturale della legislatura&#8221;.</p>
<p>Napolitano infine ha per l&#8217;ennesima volta tessuto le lodi delle &#8216;formule magiche&#8217; escogitate dal suo governo dei tecnici: &#8220;L&#8217;ampiezza e la continuità dello sforzo appena avviato, prova di un condiviso senso di responsabilità&#8221; delle forze politiche, &#8220;è ciò che più rafforza e può rafforzare la credibilità dell&#8217;Italia&#8221;.&#8221;L&#8217;ampio sostengo al governo &#8211; ha sottolineato &#8211; rafforza il Paese&#8221;. &#8220;La strada è in salita, ma l&#8217;Italia può farcela&#8221;.</p>
<p>Al presidente, forse sfuggono non poche cose. Sebbene Berlusconi ed il centro destra avessero portato il Paese sull&#8217;orlo (e forse anche oltre) del baratro e che la speculazione internazionale si accanisse contro l&#8217;Italia, il ruolo del Presidente della Repubblica non è quello di scegliere la strada a suo parere più opportuna per il governo del Paese. Come chiarisce la Costituzione, il Capo dello Stato ha il solo compito di nominare dopo opportune consultazioni il presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri ed infine accogliere il giuramento del governo e le eventuali dimissioni.</p>
<p>Insomma, il presidente ha un ruolo di garanzia e non di indirizzo politico. Evitare quello che a suo giudizio potrebbe essere uno &#8220;scontro elettorale devastante&#8221; non rientra nelle prerogative dell&#8217;inquilino del Quirinale, così come non è prevista in nessuna democrazia compiuta la necessità di formare &#8220;larghe coalizioni di governo&#8221;, che tradotto in linguaggio semplice vuol dire &#8216;tutti insieme appassionatamente&#8217;, a prescindere dal fatto che i partiti chiamati all&#8217;unità forzosa abbiano in modo evidente ideali e scopi del tutto inconciliabili tra loro.</p>
<p>L&#8217;operazione Monti voluta da Napolitano sta mostrando la sua debolezza non solo perchè al di fuori della prassi costituzionale, ma anche per un altro motivo.</p>
<p>La crisi finanziaria mondiale che sta distruggendo quel che resta della nostra da tempo disastrata economia non può essere affrontata da una squadra di &#8216;pensionati&#8217; o &#8216;pensionandi&#8217;. Napolitano e Monti, in due, hanno più di un secolo e mezzo ed alcuni esponenti dell&#8217;esecutivo sono indiscutibilmente sospettabili di conflitto di interessi al pari dell&#8217;ex premier Berlusconi.</p>
<p>Il ricorso alla saggezza degli anziani è un valore importante per i popoli civili, ma la capacità di saper comprendere quando si è  in grado di affrontare e risolvere un problema è un dovere per chi governa.</p>
<p>La crisi strutturale del capitalismo e le trasformazioni profonde legate alla ricerca ed alla tecnologia impongono oggi leader in grado di distinguere un transistor da un chip.</p>
<p>La debolezza del nuovo governo Napolitano-Monti non si limita quindi alla forzatura imposta alle regole costituzionali, ma comprende anche il non possesso delle chiavi per interpretare la sfida del nuovo millennio.</p>
<p>Ben pochi hanno la volontà di aprire un dibattito di questo genere e chi lo fa preferisce ricorrere ad argomentazioni ideologiche piuttosto che denunciare l&#8217;assoluta  inadeguatezza dei protagonisti dell&#8217;operazione &#8216;salavare l&#8217;Italia&#8217;.</p>
<p>Si annuncia bufera e non si ha notizia di dove siano le scialuppe di salvataggio.</p>
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		<title>Italia in malora? La soluzione è licenziare</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 07:00:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I disoccupati abbondano, non solo giovani come raccontano i media. Le tasche sono vuote, le tasse impazzano e le aziende chiudono. Ma si discute di articolo 18.
Il nostro è sempre più il Paese della follia. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/lavoro.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-28421" title="lavoro" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/12/lavoro-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a>I disoccupati abbondano, non solo giovani come raccontano i media. Le tasche sono vuote, le tasse impazzano e le aziende chiudono. Ma si discute di articolo 18.</p>
<p>Il nostro è sempre più il Paese della follia. La incapacità produttiva del sistema Italia è ormai evidente. Tutto sembra andare in malora rapidamente, come accade per quelle vecchie auto che dopo anni di onorato servizio e cure amorevoli si disfano nel giro di una settimana.</p>
<p>Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, vuole &#8216;riformare&#8217; il lavoro e quindi anche &#8216;sistemare&#8217; l&#8217;articolo 18, quello che rende più difficile licenziare.</p>
<p>I sindacati, che per anni hanno fatto finta di non vedere quello che stava accadendo, tra finti cococo, finti cocopro, truffe della formazione per il reinserimento nel mondo del lavoro, pasticci dei lavori &#8216;interinali&#8217;, sfruttamento in nero, totale assenza di un sistema di offerta del lavoro trasparente ed immune da raccomandazioni, adesso sono infuriati.</p>
<p>Confindustria, l&#8217;associazione di rappresentanze delle imprese (impegnate in questi anni non ad inventare nuovi prodotti, ma nuovi contratti capestro) non si oppone alle intenzioni del nuovo ministro.</p>
<p>Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, molto &#8216;cauto&#8217; durante il berlusconismo, con la defenestrazione del Cavaliere ha riscoperto la verve antigovernativa: &#8220;Questa storia di voler mettere mano all&#8217;articolo 18 proprio non la capisco. Sembra si voglia aizzare la gente alla protesta. Sono molto preoccupato per quello che sta accadendo, a 12 ore dall&#8217;approvazione della manovra già si aizza la gente su una materia così complessa. La precarietà è il frutto della flessibilità pagata male. L&#8217;esecutivo si deve rendere disponibile a pagare di più il lavoro flessibile&#8221;.</p>
<p>Susanna Camusso della Cgil non è da meno: &#8220;L&#8217;articolo 18 è una norma di civiltà. Questa norma dice che nessun  datore di lavoro può licenziare qualcuno perché gli sta antipatico, perché non ha opinioni, perché è iscritto a un sindacato o fa politica. E&#8217; importante che rimanga perché è un deterrente&#8221;.</p>
<p>Il ministro, però, non sembra affatto turbata dagli strali dei sindacati: &#8220;Rammarica e preoccupa la reazione dei sindacati. Sull&#8217;articolo 18 c&#8217;è il rischio di implicazioni per il Paese. Siamo pronti al dialogo, anche prima di gennaio, ma senza preclusioni&#8221;.</p>
<p>Ma le cose dette al ministro non sono piaciute: &#8220;Sono rimasta dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenesse a un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi. La personalizzazione dell&#8217;attacco che non fa merito a chi lo ha condotto&#8221;.</p>
<p>Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha esternato anche lei: &#8220;Nessun tabù sull&#8217;articolo 18. La riforma del mercato del lavoro va affrontata con molta serietà, pragmatismo e senza ideologia&#8221;, ha detto. Poi la rappresentante degli imprenditori si è rivolta ai sindacati ed ha chiesto &#8220;grande spirito di collaborazione e atteggiamento costruttivo&#8221;.</p>
<p>Le parole della Marcegaglia arrivano dopo le parole della Fornero che ha annunciato la riforma del mercato del lavoro a cui il governo sta lavorando<br />
Stupita per la bagarre, Fornero ha replicato ai suoi detrattori: &#8220;Sono rimasta dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenesse a un passato del quale non possiamo certo andare orgogliosi. La personalizzazione dell&#8217;attacco che non fa merito a chi lo ha condotto&#8221;.</p>
<p>In realtà il nuovo titolare del Lavoro non ha torto a spiacersi. Dopo anni di dichiarazioni sopra le righe dei ministri berlusconiani Sacconi e Brunetta e soprattutto dopo l&#8217;azione devastante del centro destra, Fornero fino ad ora non si è certo distinta per aggressività.</p>
<p>Per altro alcuni sindacati sono stati favorevoli a qualsiasi riforma, a prescindere, per cui oggi appare bislacco vedere chi firmava accordi separati sulle barricate.</p>
<p>E comunque, se così continuano le cose, alla fine ci sarà da chiedersi chi sarà rimasto da licenziare. Argomento sul quale nessuno è in grado di dire qualcosa di sensato.</p>
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		<title>Cgil, l’ultima opposizione</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 07:00:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8221;ex sindacato &#8216;rosso&#8217; dopo anni di letargo critica il governo dei professori. Camusso avverte: &#8220;In piazza anche a Natale&#8221;. Non è mai troppo tardi.
Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha le idee chiare sul ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2010/06/cgil2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19230" title="cgil2" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2010/06/cgil2-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a>L&#8221;ex sindacato &#8216;rosso&#8217; dopo anni di letargo critica il governo dei professori. Camusso avverte: &#8220;In piazza anche a Natale&#8221;. Non è mai troppo tardi.</p>
<p>Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha le idee chiare sul governo Napolitano-Monti: &#8220;Bisogna cambiare strategia per dare un futuro al Paese&#8221; perchè &#8220;non ci sono salvatori della patria con ricette giuste&#8221;.</p>
<p>La sindacalista è intervenuta ieri al presidio permanente dei lavoratori del pubblico impiego in sciopero davanti alla Camera, a Roma ed ha avvertito: &#8220;Continueremo il presidio durante l’approvazione della manovra. Il 24 saremo in piazza, non per rovinare il Natale a qualcuno, ma perchè per i lavoratori colpiti dalla manovra non sarà un Natale sereno&#8221;.</p>
<p>Poi Camusso ha aggiunto: &#8220;Si guardi a questa piazza e si cancelli la parola fannulloni, questa è l&#8217;Italia che lavora. Fannulloni sono quelli che, negli anni, ci hanno portato fino a qui [...]. Questa manovra è insopportabile&#8221;.<span id="more-28418"></span></p>
<p>Piazza Montecitorio era piena di manifestanti. Non solo della Cgil, ma anche di Cisl, Uil e Ugl, che fino a poche settimane fa non sembravano particolarmente ostili all&#8217;attività del governo Berlusconi,</p>
<p>Tra i lavoratori si notavano quelli della sanità e della scuola. Sui cartelli si leggeve: &#8220;Più equità nella manovra&#8221;, &#8220;Per salvare l’Italia bisogna salvare i servizi pubblici&#8221;.</p>
<p>Massimo Cozza, segretario Fp Medici della Cgil, ha detto: &#8220;L’esito di questa manovra sarà quello di avere medici sempre più anziani e turni di lavoro notturni sempre più massacranti, senza prospettive per migliaia di giovani e precari. Così si strangola il servizio sanitario nazionale. Un terzo dei medici del servizio sanitario nazionale ha già tra i 55 e i 65 anni, solo un medico su dieci ha tra i 40 e i 50 anni&#8221;.</p>
<p>Lorenzo Mazzoli, della Fp Cgil del Lazio, ha aggiunto: &#8220;La manovra deve cambiare disegno perchè continua a chiedere sacrifici a chi ha già dato tanto in questi anni e in molti casi non è più in grado di dare&#8221;. «</p>
<p>Rossana Dettori, segretario generale della Fp Cgil, infine ha dichiarato:  &#8220;Scioperiamo non solo per le pensioni e per il contratto nazionale, ma affinchè i servizi pubblici non vengano smantellati, perchè i servizi pubblici non sono differenti dai lavoratori&#8221;.</p>
<p>Le &#8216;nuove&#8217; posizioni della Cgil sono del tutto condivisibili, salvo che non si capisce dove fosse negli ultimi quindici anni il sindacato oggi guidato da Camusso. E soprattutto cosa abbia fatto per evitare che il mondo del lavoro italiano diventasse il Far West dei &#8216;contratti atipici&#8217;, ovvero il paradiso dello sfruttamento.</p>
<p>Ma l&#8217;Italia rimane pur sempre il Paese dei misteri insoluti.</p>
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		<title>I combattenti padani</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 07:00:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Lega si scopre improvvisamente partito di lotta. Dopo anni di amorevoli intese con Berlusconi e di dolci serate romane è ripartita la demagogia celodurista.
Il partito del Senatùr ha deciso di non guardare più in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2008/10/padania.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2911" title="padania" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2008/10/padania.jpg" alt="" width="220" height="154" /></a>La Lega si scopre improvvisamente partito di lotta. Dopo anni di amorevoli intese con Berlusconi e di dolci serate romane è ripartita la demagogia celodurista.</p>
<p>Il partito del Senatùr ha deciso di non guardare più in faccia a nessuno. Salvo che &#8216;al trota&#8217;, naturalmente,  Renzo, il figlio del lìder maximo sempre più spesso al fianco del padre nelle manifestazioni pubbliche e nonostante le numerose boocciature gli esami di maturità premiato con l&#8217;elezione a consigliere lombardo, la stessa Regione che dà da vivere alla ex igienista dentale Nicole Minetti.</p>
<p>I senatori del Carroccio, dopo aver votato leggi al personam, contribuito alla devastazione del bilancio dello Stato, imposto inutili &#8216;sedi distaccate&#8217; di ministeri in &#8216;padania&#8217; (con relativi affitti),voluto &#8216;ronde&#8217; mai viste in realtà (altri soldi al vento), essersi convinti che Rubi era la nipotina spaurita dell&#8217;ex presidente egiziano Mubarak ed aver difeso &#8216;Papi Silvio&#8217; in tutti i modi possibili, ieri hanno scatenato una bagarre surreale a Palazzo Madama contro la manovra proposta dal governo innalzando cartelli con la scritta &#8216;Basta tasse&#8217;.</p>
<p>Un paio di giorni fa Bossi aveva annunciato il possibile conio della moneta padana e l&#8217;aggancio di quella che a suo parere è &#8216;terra celtica&#8217; alla Germania.</p>
<p>Come se al governo del Paese negli ultimi anni ci fossero stati i marziani, i leghisti sono stati colti da amnesia ed hanno deciso di dissotterrare l&#8217;ascia di guerra.</p>
<p>Durissima la lotta del Carroccio al &#8216;governo delle banche&#8217;. In una inchiesta dell&#8217;Espresso, rilanciata da &#8216;Liberacittadinanza&#8217; l&#8217;anno scorso si leggeve: &#8220;I suoi uomini (di Bossi) sono saldamente piazzati nelle fondazioni che controllano le più importanti banche del Piemonte e del Lombardo-Veneto. LOMBARDIA: rispondono direttamente a Giancarlo Giorgetti e Roberto Maroni: Massimo Ponzellini (Popolare di Milano); Luca Galli (Fondazione Cariplo); Rocco Corigliano (Fondazione Cariplo); Marcello Sala (Intesa Sanpaolo). PIEMONTE: è Calderoli a comandare, la cui consorte Gianna Gancia, presidente della provincia di Cuneo ha piazzato una sua collaboratrice, Giovanna Tealdi, nel Consiglio generale della Fondazione Caricuneo, socia dell&#8217;importante gruppo Ubi Banca. Rispondono direttamente a Roberto Calderoli e Roberto Cota: Giovanna Tealdi (Fondazione Cr Cuneo); Giovanni Quaglia (Fondazione Crt Torino); Domenico De Angelis (Popolare Novara). VENETO: sono il governatore Zaia e l&#8217;ambizioso Flavio Tosi a farla da padrone sulle nomine nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Cariverona, che ha quasi il 5 per cento di Unicredit e che ha avuto un ruolo di punta nella cacciata di Profumo, tanto da aver suscitato i malumori dei loro compagni di merende lumbard che l&#8217;hanno presa come un&#8217;invasione di campo. Rispondono direttamente a Luca Zaia e Flavio Tosi: Amedeo Piva (Fed. Bcc Veneto); Giovanni Maccagnani (Fondazione Cariverona); Cesare Locatelli (Fondazione Cariverona); Damiano Monaldi (Fondazione Cariverona); Giuliano Lunardi (Fondazione Cariverona); Serena Todescato Serblin (Fondazione Cariverona); Michele Romano (Fondazione Cariverona); Paolo Richelli (Fondazione Cariverona); Claudio Ronco (Fondazione Cariverona); Sergio Genovesi (Fondazione Cariverona)&#8221;.</p>
<p>Calderoli, l&#8217;ideatore della legge elettorale da lui stessa definita &#8216;porcellum&#8217;, avrebbe detto: &#8220;La Lega taglia la casta&#8221;. C&#8217;è da chiedersi a questo punto se tutti i personaggi vicini al suo partito che sono finiti in consigli di amministrazione, posti di responsabilità, direzioni generali, ecc si siano già dimessi in massa.<br />
Insomma, la politica italiana non solo è ormai incapace di governare, tanto da aver dovuto accettare un governo del presidente della Repubblica (fatto irrituale) guidato da un &#8216;tecnico&#8217; nominato senatore a vita poche ore prima di ricevere l&#8217;incarico, ma riesce ad inventare un partito di opposizione (al momento l&#8217;unico in Parlamento) che pensa alla moneta padana e fa finta di non essere stato il pilastro sul quale si è fondato il centro destra.</p>
<p>Se la manovra del nuovo governo tecnico con ogni probabilità peggiorerà nel tempo medio la situazione, non c&#8217;è da fidarsi dei partiti. Almeno fino a quando ci sarà chi, come il Carroccio, è capace di operazioni di trasformismo senza precedenti ed i cittadini non troveranno il coraggio di denuciare l&#8217;immoralità di pratiche così smaccatanente demagogiche.</p>
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		<title>Le operazioni ‘salva Italia’ stanno mettendo in ginocchio i cittadini</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 07:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo Adusbef e Federconsumatori, con la suspestangata Monti e con le precedenti manovre Berlusconi ogni famiglia perderà 3.160 euro.
Le associazioni dei consumatori hanno calcolato che con la manovra del nuovo governo  le ricadute al 2014 ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/05/poverta_freccia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26333" title="poverta_freccia" src="http://www.inviatospeciale.com/wp-content/uploads/2011/05/poverta_freccia-300x275.jpg" alt="" width="300" height="275" /></a>Secondo Adusbef e Federconsumatori, con la suspestangata Monti e con le precedenti manovre Berlusconi ogni famiglia perderà 3.160 euro.</p>
<p>Le associazioni dei consumatori hanno calcolato che con la manovra del nuovo governo  le ricadute al 2014 saranno pari a 1.129 euro l&#8217;anno a famiglia. Se a questa cifra si sommano le misure prese fino a novembre dal governo Berlusconi, gli euro spariti salgono a 3.160.L&#8217;impatto sulla capacità di consumo sarà del 7,6 per cento annuo.</p>
<p>Gli esperti di Adusbef e Federconsumatori ritengono che a regime le conseguenze della manovra in via di approvazione saranno pari a 197 euro di tagli e 932 euro di imposte.</p>
<p>I tagli riguardano il mancato adeguamento dell&#8217;indicizzazione delle pensioni oltre 1.000 euro (34 euro l&#8217;anno) e quelli agli enti locali (163 euro l&#8217;anno).</p>
<p>Per quanto riguarda invece le imposte, dovrebbero esserci 270 euro da aumenti dell&#8217;Iva, 405 euro per l&#8217;Imu prima casa, 120 euro per le accise sulla benzina, 47 euro per il bollo sui depositi, 90 euro per l&#8217;addizionale regionale allo 0,3 per cento.</p>
<p>Il totale ammonta così a 1.129 euro l&#8217;anno, che salgono a 3.160 euro se si sommano le misure varate nel 2011 dal governo Berlusconi, che hanno ricadute per 2.031 euro.</p>
<p>Pesante sarà anche l&#8217;impatto sui consumi: nel 2014, una famiglia di tre persone con una retribuzione netta nel 2011 di circa 32mila euro registrerà a seguito delle varie manovre correttive una caduta nella capacità di consumo di circa il 7,6 per cento annuo.</p>
<p>Secondo le due associazioni, quindi, &#8220;una delle conseguenze di mancati interventi a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni sociali) sarà quello di accentuare la recessione economica e le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza&#8221;.</p>
<p>In parole più semplici per &#8216;salvare l&#8217;Italia&#8217; si sacrificheranno migliaia di posti di lavoro, si distruggerà la classe media, si impoveriranno ancora di più le fasce sociali disagiate e, soprattutto, si darà un colpo quasi mortale al commercio.</p>
<p>Le conseguenze di trent&#8217;anni di malgoverno sono di certo responsabilità anche dei cittadini, che hanno scelto gruppi dirigenti inadeguati (se non corrotti), ma le conseguenze della insana gestione del patrimonio pubblico non può ricadere sempre sui soliti noti.</p>
<p>In questi anni alcuni personaggi si sono arricchiti in modo inaccettabile. Ci si domanda quando costoro pagheranno per i loro comportamenti.</p>
<p>Per esempio, quando si vedranno confiscate le liquidazioni e drasticamente tagliate le pensioni ai manager di Stato che per altro hanno portato alla rovina le aziende che guidavano?</p>
<p>Domanda da milioni di euro, nel vero senso della parola.</p>
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