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	<title>Ipertesti di Paolo Sordi</title>
	
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		<title>I sonni son desideri</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 12:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prendi un uomo che abbia veramente sonno e sta&#8217; sicuro che ha almeno una possibilità di tornare un uomo con tutte le sue f-a-c-o-l-t-à intatte, diceva il poeta. A guardare con una carrellata il vagone numero cinque del Vivalto, oggi, alle sei e cinquantadue, dalle parti di Morolo, per quanto innamorato del poeta, non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendi un uomo che abbia veramente sonno e sta&#8217; sicuro che ha almeno una possibilità di tornare un uomo con tutte le sue f-a-c-o-l-t-à intatte, diceva il poeta. A guardare con una carrellata il vagone numero cinque del Vivalto, oggi, alle sei e cinquantadue, dalle parti di Morolo, per quanto innamorato del poeta, non è che ti senta di dargli piena ragione. Sì, questi uomini e queste donne hanno veramente sonno, tanto che dormono in un intreccio quadrilaterale di gomiti, poggiagomiti, gambe, ginocchia e piedi piegandosi a considerare un dolce cullamento uno sferragliare amaro, ma non sanno a che ora arriveranno, figurati tornare. E poi, con quali facoltà: quei corpi sgonfi, reclinati su sedili che hanno vinto la guerra contro l&#8217;ergonomia, testimoniano una sospensione <em>sine die</em> delle capacità intellettive, tipica di chi continua a informarsi attraverso il Tg1.</p>
<p>Sia detto a suo merito, però: il pendolare affronta il recupero del sonno perduto con lealtà sportiva, senza aiuti farmacologici o dopanti. Anche se a volte il risultato della riconquista passa per una trasformazione del corpo e della personalità che vede nelle tre tipologie descritte di seguito le rappresentazioni più abnormi.</p>
<p><strong>La Donna con il Velo</strong>. In un ambiente sonnacchiosamente xenofobo come il treno regionale, la Donna con il Velo rischierebbe l&#8217;emarginazione, se non fosse che il pendolare leghista medio, resosi conto a mezz&#8217;occhio che il velo viene steso sulla superficie intera del sedile e non sul volto, si riaddormenta rassicurato dall&#8217;innata propensione all&#8217;igiene della femmina italica, e anzi le si avvicina per godere di un cantuccio di riparo dalle zecche, le quali peraltro hanno imparato ad apprezzare il fresco cotone del lenzuolo, tanto da accompagnare la Donna con il Velo anche a casa. A ogni buon conto, la Donna con il Velo viaggia armata anche di amuchina e altri letali disinfettanti spray, che spruzza con compunta e sadica violenza sopra il sedile, sotto il sedile, sotto il velo, sopra il velo, ai lati del sedile e del velo, sulla bocca del pendolare leghista medio, che minaccia di franarle addosso privo di vita come il suo alito. Negli ultimi tempi, non è raro incontrare anche versioni maschili dell&#8217;esemplare dormiente, ma questo, dicono gli entomologi di Trenitalia, piuttosto che indurre a frettolose conclusioni omofobe, dovrebbe far riflettere sull&#8217;intersessualità dei comportamenti ossessivi compulsivi.</p>
<p><strong>L&#8217;Abbonato Urlante</strong>. Muto ma lancinante come quello di Munch, e però se possibile ancora più inquietante per l&#8217;aggiunta di quella smorfia obliqua che segna il volto di Rafa Nadal dopo l&#8217;ennesimo scambio da fondo perso contro Djokovic, l&#8217;urlo del pendolare che dorme con la bocca odontostomatologicamente spalancata è una visione sorda e talmente insostenibile che i suoi vicini, se non dormono anche loro, preferiscono consolarsi con il panorama della natura morta della Valle del Sacco. A drammatizzare, se ce ne fosse bisogno, la raffigurazione, le mani dell&#8217;Abbonato Urlante sono spesso unite in basso, come legate in supplica, mentre il naso si spinge verso l&#8217;alto, forse per sfuggire allo spray della Donna con il Velo. I teologi di Trenitalia sostengono però che il sonno angoscioso dell&#8217;Abbonato Urlante sia dovuto ai sensi di colpa, doverosi dopotutto, che deriverebbero dai pensieri ignobilmente peccaminosi e trucemente omicidi rivolti al marketing del Frecciarossa.</p>
<p><strong>Il Pendotauro</strong>. Composto come una salma, il Pendotauro impressiona per la forza taurina del sonno e soprattutto del collo, che riesce a tenere il mento a un&#8217;angolatura mai inferiore, né superiore, ai novanta gradi e la nuca a una distanza di sicurezza di quindici centimetri dal poggiatesta. Restituisce aumentata l&#8217;immagine di un cadavere che ha appena ricevuto l&#8217;impagliatura quotidiana la presenza fissa sul naso degli occhiali da sole, indossati nonostante l&#8217;alba fatichi anche lei ad alzarsi dalla notte precedente, e un libro, di solito un thriller sanguinolento o un fantasy di troni e spade, che giace in grembo, mai iniziato. Le mani sono distese con il palmo sulle cosce, che con le gambe occupano la cubatura precisa riservata al posto a sedere. Nel prenderlo a modello del pendolare dei treni regionali in una pubblicità che enfatizza l&#8217;armonia perfetta delle linee del Vivalto, i medici legali di Trenitalia hanno trascurato l&#8217;ipotesi che il Pendotauro sia in realtà tenuto su, più che dallo splenio della testa, dai fili delle cuffie dell&#8217;iPod, e che un giorno, che forse è già arrivato, finirà per strangolarsi.</p>
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		<title>Va tutto bene</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 16:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1256" class="wp-caption alignnone" style="width: 680px"><img src="http://www.ipertesti.it/blog/wp-content/uploads/2011/11/immersione.jpg" alt="" title="Immersione" width="670" height="420" class="size-full wp-image-1256" /><p class="wp-caption-text">Non stiamo annegando, ci stiamo solo immergendo.</p></div>
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		<title>BOOKMARK: Our Generation’s John Lennon</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 17:49:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The other day I was talking to my uncle. He&#8217;s my dad&#8217;s age, a boomer. I was struggling to explain the importance of Steve Jobs&#8217; death to my generation (&#8220;Generation X&#8221;, more or less) when this popped out of my mouth: &#8220;He was our generation&#8217;s John Lennon.&#8221;URI: http://powazek.com/posts/2952]]></description>
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<li>The other day I was talking to my uncle. He&rsquo;s my dad&rsquo;s age, a boomer. I was struggling to explain the importance of Steve Jobs&rsquo; death to my generation (&ldquo;Generation X&rdquo;, more or less) when this popped out of my mouth: &ldquo;He was our generation&rsquo;s John Lennon.&rdquo;<br />URI: <a href="http://powazek.com/posts/2952">http://powazek.com/posts/2952</a></li>
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		<title>Proprio una brutta cera</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 14:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1222" class="wp-caption alignnone" style="width: 680px"><img class="size-full wp-image-1222" title="Proprio una brutta cera" src="http://www.ipertesti.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/brutta-cera.jpg" alt="" width="670" height="420" /><p class="wp-caption-text">La faccia della crisi.</p></div>
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		<title>Stazione balneare</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 22:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[estate]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella sua incarnazione balneare, il Pendolare è un uomo spogliato, non tanto perché si mostra al pubblico in costume e ciabatte, con le ultime delle quali soprattutto non salirebbe neanche su un Frecciargento, quanto per il fatto che la vacanza lo priva del suo abito mentale ferroviarmente scandito, mettendolo di fronte a una disponibilità inusuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sua incarnazione balneare, il Pendolare è un uomo spogliato, non tanto perché si mostra al pubblico in costume e ciabatte, con le ultime delle quali soprattutto non salirebbe neanche su un Frecciargento, quanto per il fatto che la vacanza lo priva del suo abito mentale ferroviarmente scandito, mettendolo di fronte a una disponibilità inusuale di un tempo che non contempla tabelle orarie.</p>
<p>La perdita della vita tabulare è aggravata dalla crisi economica, senza la quale il Pendolare ricreava almeno un agostano ambiente artificiale di quotidianità fatto di sveglie all&#8217;alba che, non senza una punta di autocompiaciuto cinismo, servivano a trascinare giù dal letto tutta la famiglia nella ricerca esasperata di un parcheggio sul lungomare, in marginale anticipo sull&#8217;arrivo della automobilisticamente competitiva massa di bagnanti. Con la recessione che invece libera posti auto fino all&#8217;ora di pranzo, il Pendolare si trova costretto a prolungare contro natura il suo sonno e timbrare l&#8217;arrivo in spiaggia dopo le nove e trenta senza sapere se il recupero della mezzora verrà scaricato dal bagnino sul monte ore delle festività soppresse o da sopprimere.</p>
<p>Per sua fortuna seppure effimera, la visione di obesi clinici presenti e futuri, la respirazione di ascelle a pelo aperto, la contrazione dello spazio vitale annullato dallo schieramento compatto di sdraio e lettini fanno sentire il Pendolare, per un solo nostalgico attimo, a casa sul Vivalto come se fosse giugno, ma lo sciabordio delle onde, non essendo pur con tutta la buona volontà paragonabile allo sferragliare del treno, lo risveglia dall&#8217;incanto dell&#8217;abitudine.</p>
<p>Andando e ritornando tra spiaggia e abitazione, un rassicurante tran tran per suo conto, il Pendolare consuma il tempo drammaticamente libero secondo un programma di attività teologicamente tripartito che prevede bricolage, cucina e meditazione.</p>
<p><strong>Il bricolage</strong>. Incoraggiato dall&#8217;impresa nella quale è riuscito ad avvitare quattro cerniere di due ante pendule di due armadi diversi, il Pendolare diventa cliente abituale del ferramenta del paese, disquisendo con una certa falsa naturalezza di tapparelle con cannucce, sistemi carrucolari e stop con o senza gancio. Quando si paventa lo spettro dell&#8217;uso del trapano, il Pendolare abbandona a malincuore il sogno di mezza estate del fai-da-te e si fa commissariare da un tuttofare locale, chiedendogli, per risparmiare, se il servizio terziario prestato prevede forme di abbonamento stagionale.</p>
<p><strong>La cucina</strong>. A cominciare dalla colazione, un momento sacro e perlopiù solitario durante la stagione lavorativa, il Pendolare chiama i suoi adepti familiari al rito mattutino del cornetto alla marmellata e cappuccino costi quel che costi, ovvero si tratti di addentare cornetti da cerbiatti oppure agire ossessivamente sullo stantuffo dello scaldalatte per formare una schiuma più da bagno romantico che da bar. Obiettore di coscienza del barbecue, più che altro frenato dal fantasma di Gary Lambert e dal mistero della carbonella, il Pendolare fa ampio uso di bistecchiera, la cui produzione di fumo nel piccolo ambiente di cottura gli ricorda tanto le care esalazioni dei freni bruciati nel vagone del regionale.</p>
<p><strong>La meditazione</strong>. La boa irraggiungibile davanti a sé, fermo sulla sdraio senza posare la nuca sullo schienale, il Pendolare pensa pensieri di profondità, cercando di capire il limite oltre il quale non toccherà e di conseguenza se e come espletare la penosa pratica del bagno. Decide di continuare a meditare di prendere lezioni di nuoto, considerando che le sue braccia sono l&#8217;unico mezzo di locomozione al quale non si è ancora mai affidato.</p>
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		<title>Beati subito</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 09:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario pendolare]]></category>
		<category><![CDATA[diavolo]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Vivalto]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima fase del processo di conversione dei pendolari è iniziata con l&#8217;intitolazione della Stazione Termini a Giovanni Paolo II. La seconda, con la monumentalizzazione in Piazza dei Cinquecento dello stesso papa che amava la montagna (che raggiungeva saggiamente in elicottero), pietrificato in una campana di ferro, in immobile attesa di un mezzo pubblico migliore. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima fase del processo di conversione dei pendolari è iniziata con l&#8217;intitolazione della Stazione Termini a Giovanni Paolo II. La seconda, con la monumentalizzazione in Piazza dei Cinquecento dello stesso papa che amava la montagna (che raggiungeva saggiamente in elicottero), pietrificato in una campana di ferro, in immobile attesa di un mezzo pubblico migliore.</p>
<p>Secondo la Chiesa, solo la fede dogmatica in un amministratore delegato superiore può restituire la speranza in un viaggio terreno che arrivi alla stazione del paradiso come da tabella degli orari affissi all&#8217;ingresso dei binari, e l&#8217;antisecolarizzazione di uno spazio profano come solo un porto di mare può essere è il lato A di una campagna di evangelizzazione che nell&#8217;altra facciata contempla la stampa e la distribuzione sui treni a breve e media percorrenza di un breviario, redatto con il contributo dell&#8217;Accademia del Sacro Seminario del Pendolare Catecumeno, di cui questo blog anticipa alcuni paragrafi.</p>
<h2>Trenitalia vuole dividere la famiglia</h2>
<p>In diversi esorcismi il maligno sostiene che suo preciso compito è dividere la famiglia, mettere distanza tra marito e moglie. E c&#8217;è chi commissiona o vende abbonamenti annuali per la divisione della famiglia. Trenitalia lavora per la distruzione della famiglia. Per evitare ciò è necessario pregare per la diminuzione dei prezzi della benzina e l&#8217;aumento delle corsie sul grande raccordo anulare.</p>
<h2>Satana si combatte con il Vivalto</h2>
<p>È soprattutto puntando sul Vivalto che bisogna combattere perché non entri Satana. Nell&#8217;esorcismo del 2 giugno 2007 il maligno ha confessato: &#8220;Non c&#8217;è peggior danno di quello che subisco quando salgo su quella trappola a due piani. Restare in piedi il lunedì mattina, dalle sei e tre quarti alle otto, mi sfianca&#8221;. Poi aggiunge: &#8220;Non respiro, a casa mia neanche io uso l&#8217;aria condizionata d&#8217;estate, ma fa meno caldo&#8221;. E nell&#8217;esorcismo del 13 luglio 2008: &#8220;Io sono il principe del male. Ma la visione del Vivalto mi ferma. Per me l&#8217;inferno è qui perché, anche se riesco a sedermi, le mie corna si incastrano nella cappelliera, procurandomi una sofferenza inaudita&#8221;.</p>
<h2>Questi treni non deragliano</h2>
<p>Non sempre il demonio può fare quello che vuole. Un dirigente di Trenitalia, istigato da Satana, taglia tutto: personale amministrativo, manutenzione tecnica, pulizia, livello minimo di un servizio pubblico civile, e un giorno in chiesa, confessando i suoi peccati, dice: &#8220;Però questi treni non deragliano&#8221;. E la Santa Madre: &#8220;E falli pure deragliare&#8221;. Certamente la Vergine, della quale era devoto, ha salvato la sua anima.</p>
<h2>Vagoni</h2>
<p>&#8220;Tutti i vagoni sono luoghi di perdizione&#8221;, dice la Madre del Cielo ascoltando la cinquantesima bestemmia del pendolare che perde dieci euro al gioco delle carte.</p>
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		<title>BOOKMARK: Paste’s 100 Best Living Songwriters: The List</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 15:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalibri]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[canzoni]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;For children of the 20th century, a fairly standard variation on the verse-chorus verse-chorus-bridge-chorus formula becomes our most important poetry&#8221;. URI: http://www.pastemagazine.com/articles/2006/06/pastes-100-best-living-songwriters-the-list.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li>&#8220;For children of the 20th century, a fairly standard variation on the verse-chorus verse-chorus-bridge-chorus formula becomes our most important poetry&#8221;.<br />
URI: <a href="http://www.pastemagazine.com/articles/2006/06/pastes-100-best-living-songwriters-the-list.html">http://www.pastemagazine.com/articles/2006/06/pastes-100-best-living-songwriters-the-list.html</a></li>
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		<title>Pendolarismo atavico</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 10:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario pendolare]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[criminologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Lombroso aveva visto giusto. L&#8217;ambiente, l&#8217;adattamento, la selezione, l&#8217;evoluzione: Darwin, d&#8217;accordo. Ma Lombroso, lui aveva visto giusto: esiste, anzi è sempre esistito un pendolare per nascita. Quando alla fine dell&#8217;estate saranno recuperati i corpi dei viaggiatori asfissiati dall&#8217;assenza di aria condizionata sui vagoni, gli esami autoptici potranno confermare le intuizioni del criminologo. Ora, non deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lombroso aveva visto giusto. L&#8217;ambiente, l&#8217;adattamento, la selezione, l&#8217;evoluzione: Darwin, d&#8217;accordo. Ma Lombroso, lui aveva visto giusto: esiste, anzi è sempre esistito un pendolare per nascita. Quando alla fine dell&#8217;estate saranno recuperati i corpi dei viaggiatori asfissiati dall&#8217;assenza di aria condizionata sui vagoni, gli esami autoptici potranno confermare le intuizioni del criminologo. Ora, non deve certo sorprendere che sia la criminologia a portare i contributi teorici più pregnanti a una materia come quella del pendolarismo, apparentemente innocua per la convivenza sociale: cosa altro è infatti, se non un crimine, far viaggiare degli esseri umani su sedili surriscaldati, composti da un binomio letale di pelle plastificata e plastica simil-pelle?</p>
<p>Le scoperte rivoluzionarie di Lombroso hanno ribaltato non soltanto le teorie darwiniane, ma tutti i tradizionali approcci al problema. Le origini della sofferenza provocata dal treno regionale non stanno nel treno o in chi il treno lo gestisce: i grandi manager fanno il loro lavoro, e non è possibile attribuire a degli onesti tagliatori di teste e di costi (che poi, diciamocelo, sono la stessa fastidiosa cosa, le teste e i costi) responsabilità che il mercato impone loro di assumere per la sopravvivenza del Carpené Malvolti sull&#8217;alta velocità.</p>
<p>Se il mercato è un dato ambientale, Darwin vorrebbe allora che la specie umana abbonata al sette zone presentasse prima o poi un mutamento genetico, un carattere nuovo che si manifestasse in un sorriso inebetito di contentezza e riconoscenza per l&#8217;esistenza del Vivalto e del servizio pubblico. Il pendolare, al contrario, è sempre immutabilmente depresso, depresso e triste, e quindi socialmente pericoloso. Le persone tristi, lo sanno tutti, mettono tristezza, quando il poeta stesso suggerisce che sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re, e se il re piange, l&#8217;economia va giù anche lei e poi più nessuno potrà accarezzare il brivido lussuoso di stuzzicare un salatino lanciato a trecento chilometri l&#8217;ora tra Orte e Firenze.</p>
<p>Partendo da questa osservazione quotidiana (per un breve periodo della sua vita fu un abbonato a Trenitalia anche lui, facendo la spola tra il manicomio di Ceccano e l&#8217;ippodromo delle Capannelle, la cui frequentazione gli valse la fama di essere matto come un cavallo) e dalla autopsia di Onorato Viaggiatore, colpito da un infarto mentre litigava per un sedile occupato il venerdì sera, Lombroso concluse che il pendolare è un tipo antropologico predeterminato. In particolare, l&#8217;analisi del cranio del Viaggiatore rivelò una fossetta occipitale mediana che con la dovuta attenzione è possibile vedere anche a occhio nudo su tutti i pendolari viventi delle sei e quarantatré. La deformazione, non rinvenibile nei crani degli altri essere umani, serviva secondo lo studioso a canalizzare il sudore nei mesi estivi e non si spiegava con l&#8217;assenza del latte materno, né con una testata contro la cappelliera del vagone, né tantomeno con la visione giornaliera, sin dalla prima infanzia, di Canale 5. Piuttosto, uno sviluppo embriogenetico interrotto che avrebbe condannato l&#8217;esistenza di Viaggiatore, come quelle di tutti gli altri suoi compagni deterministicamente sfortunati, a una serie di atti meccanici, privi di un vero libero arbitrio: la sveglia, la minzione, il lavaggio rapido, la vestizione, la colazione, la macchina, il parcheggio, il binario, l&#8217;assalto feroce al treno, la lotta sanguinosa per il posto, il sonno di ritorno, la depressione in vista delle stazioni.</p>
<p>Per il bene della collettività, Lomborso riteneva opportuno che i pendolari continuassero a essere reclusi sui treni a breve percorrenza (che gli apparivano come futuribili prigioni mobili), magari allungando i tempi della detenzione con ritardi strategici: più tardi l&#8217;individuo sarebbe stato riconsegnato alla vita civile, maggiore sarebbe stato nella sua visione il beneficio per la sicurezza della società e della famiglia.</p>
<p>Volendo scendere nel dettaglio della predeterminazione, sono due i caratteri dominanti che lo studioso ha delineato e lasciato in eredità alla crimonologia moderna:</p>
<ol>
<li><strong>Il pendolare atavico</strong>. È la figura eponima, il terrore dei compagni di cella, cioè: di vagone. Distinguibile per la sua massa corporea primatesca e gli arti superiori rasoterra, ingombrante due sedili come minimo, la pancia strabordante la cintura lassa, il pendolare atavico sprigiona nicotina anche a sigarette spente e mostra, oltre a un fiuto animale per la previsione dei ritardi, un&#8217;insensibilità subnaturale al dolore quotidiano: l&#8217;atavico non manifesta alcuna sofferenza a bordo del treno, forse perché nessun altro ambiente gli permetterebbe di giocare a carte prima delle sette di mattina. Come un Achab ferrato e molto poco letterario, il pendolare atavico, una copia di Libero nella mano come un arpione, non aspetta altro che finire nel ventre della Stazione Termini, la Balena Bianca che divora i viaggiatori dividendoli tra viscere A e viscere B, entrambe a lavori in corso.</li>
<li><strong>Il pendolare mattoide</strong>. Educato, cortese, riservato: il pendolare mattoide apparirebbe come una persona normale, se non fosse l&#8217;ossessione parossistica per la pulizia a tradirne il tratto deviato e irrecuperabile. Seduto su un sedile che anche il nucleo più coraggioso dei Nas rifiuterebbe di toccare, il pendolare mattoide si illude di restare incontaminato stendendo un lenzuolino a diaframmare la sua esistenza da quella delle zecche. Riconoscibile per i muscoli ipertrofici del collo, sviluppati per tenere il capo lontano dal poggiatesta durante i momenti di dormiveglia, il mattoide è caratterizzato anche da accessi di paranoia che lo spingono a imputare a un complotto della CIA la soppressione del locale delle sei e quarantasei. Tornato a casa, continua a recludersi, ma nella doccia, dalla quale esce soltanto per risalire sul treno del giorno dopo.</li>
</ol>
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		<title>Una monetina a te</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 21:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1163" class="wp-caption alignnone" style="width: 680px"><img class="size-full wp-image-1163" title="Una monetina a te" src="http://www.ipertesti.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/monetine.jpg" alt="" width="670" height="420" /><p class="wp-caption-text">Da tenere da parte per eventuali e auspicabili lanci catartici.</p></div>
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		<title>BOOKMARK: Posthumous posting » Blog » Elliot Jay Stocks</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 13:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pensare al futuro del tuo blog. URI: http://elliotjaystocks.com/blog/posthumous-posting/]]></description>
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<li>Pensare al futuro del tuo blog.<br />
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