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<title>Itinerari tematici - museiarcheologici.net</title>
<description>Rete dei musei archeologici delle province di Brescia, Cremona e Mantova - Italiano</description>
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<managingEditor>info@museiarcheologici.net (MA.NET)</managingEditor>
<webMaster>roberto.bottin@gmail.com (Roberto Bottin)</webMaster>

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L'alto Medioevo
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<![CDATA[Per l'età altomedievale (VI-X sec) il nostro territorio conserva ben tre testimonianze di abitati, rare in genere per questo periodo, il più importante dei quali, Brescia, fu sede di uno dei ducati della Langobardia maior. Proprio a Brescia il Museo della città è stato allestito nell'area dapprima occupata da attività artiginali della corte longobarda e poi dal monastero di San Salvatore, fondato nel 753 dal duca Desiderio (poi re dei Longobardi), e denominato 'di Santa Giulia' dal X secolo. All'interno degli antichi spazi monastici è possbile ammirare, oltre a parti delle strutture murarie dello stesso complesso, tra cui la chiesa di San Salvatore con i resti delle decorazioni architettoniche e figurate, anche oggetti riferibili alla vita quotidiana nell'area.<br />
Tracce di insediamenti di epoca longobarda sono state rinvenute anche a Manerbio, nel cui museo si posssono vedere manufatti d'uso quotidiano e alcune monete, tra cui una rarissima del re Ariperto I, e a Manerba del Garda, dove, nella nuova sede museale, sono esposti reperti provenienti dagli edifici in pietra e in legno individuati sotto la Pieve di Santa Maria e da capanne riferibili alle fasi altomedievali delle fortificazioni della Rocca.<br />
Le testimonianze più numerose, però, sono relative a rinvenimenti di sepolcreti o tombe isolate, con oggetti di corredo che attestano spesso la presenza di militari e di personaggi civili di vario rango, maschili e femminili. Molti di essi sono custoditi a Brescia, il cui museo, oltre a materiali provenienti da necropoli altomedievali, dalla città e dalle aree esterne alle mura antiche, ospita ritrovamenti da Sarezzo, Roccafranca, Leno, Calvisano, Flero, Botticino, Cologne. Alcuni, con la presenza di manufatti di tradizione pannonica, testimoniano l'occupazione di questo territorio già nella prima fase di conquista longobarda (568-569 d.C.).<br />
I corredi della necropoli longobarda di Offanengo sono custoditi presso il museo di Crema; quelli di singole tombe dello stesso periodo sono visibili ad Asola, con un piccolo nucleo di finimenti di cintura (privi di provenienza); a Gavardo, dove una brocchetta in ceramica decorata 'a stralucido' da Vestone testimonia il riutilizzo di una sepoltura di epoca romana; a Cavriana, dove sono esposti il corredo di una tomba di Castiglione delle Stiviere, parte di quello di una sepoltura di Goito ed un pettine di osso lavorato (di ignota provenienza). <hr/>]]>
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<author>info@museiarcheologici.net (MA.NET)</author>
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L'età Romana
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<![CDATA[Attraverso i musei della Rete è possibile avere un quadro completo delle caratteristiche del popolamento in età romana nel nostro territorio; le collezioni infatti garantiscono un'ottima documentazione sia per i centi abitati, sia per la pianura, con le vie di comunicazione (strade e corsi d'acqua), i terreni centuriati e gli insediamenti rustici, sia per l'anfiteatro morenico del Garda, con le ricche ville residenziali, sia, infine, per le valli che salgono verso nord.<br />
I musei di Brescia e Cremona offorno una significativa testimonianza delle strutture e degli ornamenti di due delle città più ricche della Cisalpina. In particolare Brescia, nelle aree archeologiche di pertinenza del museo e della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, conserva in alzato alcuni tra i principali edifici di età imperiale che costituivano una città romana: il Capitolium, la piazza del Foro, la basilica, il teatro, oltre ad un santuario del I secolo a.C., un significativo tratto del decumano massimo e i resti di numerose abitazioni private. Gli arredi di questi edifici, esposti all'interno del Museo della città, e la ricchissima raccolta epigrafica, consentono di comprendere a fondo la città e la società antica. <br />
Il museo di Cremona custudisce numerosi reperti provenienti da abitazioni private (mosaici), da strutture artigianli (fornaci), da sepolture, con il raro caso di una statua fittile, di carattere votivo o pubblico. Nel museo di Piadena è inoltre possibile vedere mosaici e arredi provenienti da un centro di dimensioni minori, l'antica Bedriacum, nel comune di Calvatone (mosaici e bronzetti).<br />
I materiali da necropoli sono presenti nella maggior parte dei musei della Rete, documentando in questo modo la varietà e le modifiche nel tempo del rituale funerario, con corredi ch "raccontano" la vita degli antichi abitanti delle città e del relativo territorio; a Brescia, necropoli urbane e del territorio (Nave); a Cremona, necropoli urbane; a Cavriana, necropoli della Cavallara; a Manerbio; a Castelleone con la tomba di Cassacrava (con i resti di calzari chiodati); a Gavardo necropoli del Lugone di Salò; a Remedello necropoli di Acquafredda. La rete viaria che connetteva alcuni tra i centri principali della pianura è documentata dalle pietre miliari del museo di Brescia, dove si trovano inoltre numerosi reperti provenienti dalle ville rustiche e residenziali del territorio, ben documentate anche nei musei di Manerbio, Crema (mosaici della villa di Palazzo Pignano), Viadana e Manerba.<hr/>]]>
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<author>info@museiarcheologici.net (MA.NET)</author>
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L'età del Ferro
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<![CDATA[Tra Bronzo Finale e prima età del Ferro, nella pianura Padana tra il Po e l'Adda sono presenti culture che praticano l'incinerazione e la deposizione in ossari biconici: il contesto principale è quello di Fontanella Mantovana (materiali al museo di Piadena) mentre ad Asola sono presenti alcuni oggetti di incerta provenienza confrontabili con quelli di Fontanella. Per quanto riguarda gli insediamenti, tracce dell'abitato di prima età del Ferro sono state localizzate negli scavi di Brescia: i materiali sono conservati al Museo di Santa Giulia.<br />
La frequentazione del territorio, influenzata nei secoli successivi dalle condizioni climatiche, riprese con intensità in epoca arcaica (VI-V sec. a.C.), in coincidenza con l'interesse di Greci, Etruschi e Celti per l'area padana come cerniera con il mondo transalpino: tracce del popolamento del territorio sono docuementate in primo luogo al Forcello di Bagnolo San Vito, a Piadena e Remedello, dove sono state rinvenute tombe di epoca arcaica, e a Manerbio, dove si conservano materiali provenienti da un contesto di abitato, che rivelano una presenza o almeno un'influenza di genti etrusche stanziate a nord del Po.<br />
Nella seconda età del Ferro si conferma l'importanza di Brescia come capitale della tribù dei Cenomani: resti dell'insediamento arcaico, emersi in diversi scavi della città, documentano in museo questa fase dell'abitato. Il resto del territorio venne occupato da piccoli centri rurali, non privi d'importanza per il controllo militare, come dimostrano i corredi che documentano il carattere guerriero dei Celti: al museo di Remedello sono presenti due tombe dalla necropoli in loc. Tagliate; alcune armi del museo di Asola trovano confronti nella necropoli di Carzaghetto (oggi al museo nazionale di Mantova).<br />
Tra i materiali cenomani spicca per importanza il gruppo delle falere, ornamenti per la cavalcatura di un personaggio di rango, ritrovate a Manerbio e oggi conservate nel museo di Brescia; l'importanza di Manerbio è confermata dal rinvenimento di numerose dracme padane, che imitano le monete massolite, alcune delle quali conservate presso il locale Museo Civico.<br />
I Cenomani stabilirono presto accordi con Roma e il terrotorio vide una rapida affermazione della cultura romana. In alcuni casi si assiste a una veloce trasformazione: alcune necropoli tra II e I secolo a.C. rivelano tratti culturali misti, come quelle di Asola e Sorbara, che affiancano suppellettili romane a materiale di tradizione celtica, di Piadena e di Cavriana.<hr/>]]>
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<author>info@museiarcheologici.net (MA.NET)</author>
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L'età del Bronzo
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<![CDATA[<strong>PERCORSO 1: LE PALAFITTE</strong><br />
Il territorio della Lombardia Orientale, in particolare l'anfiteatro morenico del Garda, è caratterizzato dalla presenza di numerosi insediamenti di tipo palafitticolo, sviluppatisi durante il Bronzo Antico e Medio.<br />
Ricca è la documentazione archeologica, proveniente sia da raccolte di superficie che da scavi, esposta nelle sale dei musei della Rete. Presso il museo di Brescia sono conservati i materiali del sito eponimo della cultura dell'antica età del Bronzo: Polada. Testimonianze degli insediamenti sorti lungo le rive meridionali del lago di Garda (Palafitta del Gabbiano, Palafitta del Corno di Sotto, Porto Galeazzi, Lugana Vecchia e Maraschina) sono visibili presso i musei di Desenzano e Manerba, mentre qelli rinvenuti nei bacini interni (Lucone di Polpenazze, Lavagnone, Bande di Cavriana e Barche di Solferino) sono esposti nelle sale dei musei di Asola, Cavriana, Desenzano e Gavardo.<br />
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<strong>PERCORSO 2: GLI ABITATI</strong><br />
Numerosi sono anche i villaggi rinvenuti in pianura e, più raramente, in zone sopraelevate (ad esempio, Rocca di Lonato presso i musei di Cavriana e Desenzano).<br />
Abitati del Bronzo Antico e Medio sono noti a Gottolengo, Cataragna (museo di Asola), Milzanello di Leno (museo di Manerbio) e a Cantuello di Ricengo (museo di Crema).<br />
Villaggi attribuibili a fasi più avanzate dell'età del Bronzo sono stati rinvenuti a Castellaro di Gottolengo (museo di Brescia), Castellaro Lagusello e Pezzalunga (museo di Cavrina), Canneto, Casalmoro, Casalromano e Gabbioneta (museo di Asola).<br />
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<strong>PERCORSO 3: BRESCIA</strong><br />
Il territorio facente parte dell'attuale comune di Brescia fu intensamente occupato nel corso dell'Antica (Fornaci, San Polo) e Media (Sant'Anna) età del Bronzo.<br />
Inoltre, presso l'ex monastero di Santa Chiara, è stata rinvenuta una delle poche tombe attribuibili al Bronzo Medio. Si tratta di una sepoltura a cremazione con corredo.<br />
I materiali si conservano presso il museo cittadino.<br />
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<strong>PERCORSO 4: LE TERRAMARE</strong><br />
Gli insediamenti terramaricoli si diffusero durante il Bronzo Medio e Recente in particolare nei territori a sud del Po. Il sito di Castellaro del Vho è dunque una delle terramare più settentrionali conosciute sino ad oggi: i materiali, provenienti sia da ricerche ottocentesche che da scavi scientifici, sono conservati presso i musei di Cremona e di Piadena. <hr/>]]>
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<author>info@museiarcheologici.net (MA.NET)</author>
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La preistoria più antica
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<![CDATA[Per ragioni legate al territorio, pochi sono i musei che presentano nelle loro collezioni materiali del Paleolitico, la lunga età dei cacciatori e dei raccoglitori, quando piccole comunità umane si muovevano in un ambiente differente dall'attuale (Pleistocene).<br />
Spesso si tratta di ritrovamenti sporadici di singoli strumenti (Castelleone, Piadena, Desenzano), mentre materiale più cospicuo, proveniente dall'area prealpina e alpina, si ha a Brescia e a Gavardo. <br />
Il Mesolitico, l'ultima età dei cacciatori e raccoglitori, quando ormai l'ambiente era simile a quello attuale (Olocene), è invece maggiormente rappresentato (Brescia, Gavardo, Desenzano, Manerba), anche in rari contesti di pianura (Castelleone).<br />
L'arrivo dei primi agricoltori del Neolitico Antico è ben documentato dai materiali provenienti dal Vho di Piadena (Piadena), al cui gruppo culturale rimandano anche gli altri rinvenimenti di pianura (Remedello, Manerbio). Il successivo Neolitico Medio, quando la Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata si diffonde nell'Italia settentrionale, è particolarmente rappresentato a Viadana, così come il Neolitico Tardo. In quest'epoca, quando alla tradizione dei Vasi a Bocca Quadrata si aggiungono gli influssi della Lagozza, vengono fondati nell'area prealpina insediamenti di lunga durata come Monte Covolo (Gavardo) e la Rocca di Manerba (Manerba), che rimarranno importanti per tutta la successiva età del Rame. Pertinenti al Neolitico o all'età del Rame sono le numerose asce in pietra levigata rinvenute sporadiche sul territorio e legate alla progressiva opera di disboscamento (Asola, Castelleone, Gavardo, Crema e Remedello).<br />
Per l'età del Rame, contrassegnata dalla nascita della metallurgia, appare il contrasto tra l'area montana, dove sono presenti le necropoli a sepoltura collettiva in grotticella o in riparo della Cultura di Civate, come Riparo Cavallino, Corna Nibbia (Gavardo) e Riparo Valtenesi (Manerba), e la pianura, dove sono presenti le grandi necropoli o le tombe singole a inumazione in nuda terra, spesso in posizione rannicchiata, della Cultura di Remedello, visibili a Remedello, Piadena e Viadana. La fine dell'età del Rame è caratterizzata dalla diffusione del Vaso Campaniforme, presente nei musei di Asola, Gavardo, Remedello e Brescia.<hr/>]]>
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<author>info@museiarcheologici.net (MA.NET)</author>
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