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	<title>kawakumi</title>
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		<title>L&#8217;e-commerce è un massacro!</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 10:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Basile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Sgombriamo subito il campo da equivoci: il titolo è volutamente provocatorio (come mio solito ultimamente). Avrebbe dovuto essere più o meno questo: &#8220;L&#8217;e-commerce, come lo concepiscono gran parte delle persone e come lo vedo&#46;&#46;&#46;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Sgombriamo subito il campo da equivoci: il titolo è volutamente provocatorio (come mio solito ultimamente). Avrebbe dovuto essere più o meno questo: <em>&#8220;L&#8217;e-commerce, <strong>come lo concepiscono gran parte delle persone e come lo vedo mettere in atto da molti operatori oggi</strong>, è un massacro!&#8221;</em>, ma sarebbe stato troppo lungo, contro ogni buona regola di SEO e, soprattutto, avrebbe attirato meno click. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3461" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2016-12-19-alle-13.31.27-848x445.png" alt="" width="848" height="445" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2016-12-19-alle-13.31.27-848x445.png 848w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2016-12-19-alle-13.31.27-848x445-300x157.png 300w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2016-12-19-alle-13.31.27-848x445-768x403.png 768w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></p>
<p>Scherzi a parte, più di un anno fa su LinkedIn <a href="https://www.linkedin.com/pulse/ha-ancora-senso-parlare-di-e-commerce-davide-basile">scrivevo</a>:</p>
<blockquote>
<p class="p1">Mi è capitato più volte di parlare con imprenditori che, dopo aver avviato il proprio progetto di e-Commerce, si dicevano delusi dai risultati ottenuti. Andando ad analizzare i dati veniva poi fuori che il fatturato proveniente dall’e-Commerce costituiva (magari a pochi mesi dal lancio) anche il 4-5% del totale dell’azienda (NB = tutte le statistiche e le ricerche conosciute al momento dicono che il 6% è media nazionale!). Alla domanda “E ti pare poco?” la risposta era sempre la stessa: “Eh sì! Mi aspettavo almeno 10 volte tanto!”.</p>
<p>Il problema alla base di questa che io definisco assurdità è che se si guarda all’e-Commerce come canale (digitale) di distribuzione e lo si confronta con altri canali di distribuzione, l’immagine che ne verrà fuori sarà sempre quella del “fratello minore” o, passatemi il termine, del “figlio scemo”.</p>
<p>Dico spesso che, almeno nella mia ottica, il Digital avrà vinto quando si smetterà di parlare di Digital, quando si smetterà di guardare al Digital come a qualcosa di separato, quando le aziende non avranno più bisogno di una figura come la mia che si occupi, appunto, di Digital.</p>
<p>Contemporaneamente, e per gli stessi motivi, vado dicendo già da qualche anno che la “e” di e-Commerce non ha più senso, se mai ne ha avuto, e che, anche se le aziende sono ancora organizzate per “canali”, il consumatore non lo è più già da un pezzo.</p>
<p>Anche termini come “multicanalità”, “omnicanalità” etc, pur essendo ancora molto abusati in convegni, paper e libri, sono sulla via della pensione.</p>
<p>Una sola parola ha senso oggi e su quella ci dobbiamo concentrare: <strong>commercio</strong>.</p></blockquote>
<p class="p1">A distanza di un anno e più devo constatare che <strong>ancora sento troppa troppa gente</strong> (anche esperti ed operatori del settore, ripeto)<strong> che continua a concepire il canale online come una macchina che deve necessariamente camminare da sola</strong>, fregandosene del resto dei canali di vendita di un&#8217;azienda e avendo come unico mantra il &#8220;fare fatturato&#8221;.</p>
<p class="p1">Peccato che in quel &#8220;fare fatturato&#8221; (che di per se, capiamoci, non è un male) si nasconda quasi sempre l&#8217;abitudine di  <strong>fregarsene del margine</strong> con cui quello stesso fatturato si riesce a portare a casa.</p>
<p class="p1">Peccato che in quel &#8220;fare fatturato&#8221; si nasconda l&#8217;ammissione di <strong>manifesta incapacità</strong> di generare vendite senza scontare la merce fino all&#8217;osso, regalare free-shipping come se la logistica non avesse costi, distribuire coupon come se non ci fosse un domani.</p>
<p class="p1">Ecco, concepito così l&#8217;e-commerce <strong><em>diventa</em></strong> un massacro.</p>
<p class="p1">Già li sento i &#8220;detrattori&#8221;: <strong><em>&#8220;Vabbèèèèè, ma la gente online cerca l&#8217;affare!&#8221;</em></strong></p>
<p class="p1"><img class="alignnone size-full wp-image-3462" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/sconti-negozio.jpg" alt="" width="1600" height="1024" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/sconti-negozio.jpg 1600w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/sconti-negozio-300x192.jpg 300w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/sconti-negozio-768x492.jpg 768w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/sconti-negozio-1024x655.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p class="p1">Vero. E lo dimostrano anche dati e ricerche. Secondo il <a href="http://www.nielsen.com/it/it/insights/reports/2016/connected-commerce.html">Connected Commerce Survey</a> di Nielsen (per prendere, ad esempio, la prima ricerca che mi è capitata sotto gli occhi, ma tutte dicono le stesse cose), la prima motivazione per l&#8217;acquisto online in Italia è proprio <strong>ricercare l’affare migliore</strong> (42%). Ma non è l&#8217;unica motivazione!</p>
<p class="p1">Seguono, infatti, altre cose altrettanto importanti:</p>
<ul>
<li class="p1">trovare prodotti non disponibili negli store (39%)</li>
<li class="p1">guadagnare tempo (38%)</li>
<li class="p1">sfruttare opinioni online per prendere decisioni (36%)</li>
<li class="p1">accedere a store/brand non presenti sul territorio (34%)</li>
<li class="p1">non portare borse pesanti (30%)</li>
</ul>
<p class="p1">Se si passano in rassegna, invece, le motivazioni rilevate a livello globale addirittura le priorità cambiano:</p>
<ul>
<li class="p1">accorciare i tempi della spesa (53%)</li>
<li class="p1">sondare le opinioni in Rete per prendere decisioni (50%)</li>
<li class="p1">reperire ciò che non è disponibile negli store (49%)</li>
<li class="p1"><strong>ricercare la migliore offerta (49%)</strong></li>
<li class="p1">accedere a store/brand non presenti sul territorio (47%)</li>
<li class="p1">trovare maggiore assortimento (41%)</li>
</ul>
<p>Anche senza voler andare oltre il proprio naso, bisogna prendere consapevolezza che Internet è un mercato a massima concorrenza e, come tale, comporta un altissimo rischio di finire nella cosiddetta “<strong><em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Blue_Ocean_Strategy#Blue_ocean_vs._red_ocean" target="_blank">trappola dell’oceano rosso</a></em></strong>”.</p>
<p>Con “<strong><em>oceano rosso</em></strong>”, nel gergo di marketing, si intende un grande oceano popolato da moltissimi pesci che si azzannano e si mangiano a vicenda (il rosso è il colore del sangue delle loro ferite). L’immagine è cruda, ma estremamente espressiva: chi decide di operare in un “<em>oceano rosso</em>” deve sapere che andrà a scontrarsi con squali e pesci enormi con denti affilatissimi, che non vedono l’ora di azzannarsi ed eliminarsi a vicenda!</p>
<p>Aggiungeteci che, in questo oceano, alcuni degli squali sono più grossi e forti degli altri (e spesso di voi/noi!): pensate ad Amazon, Zalando &amp; Co&#8230; probabilmente solo loro possono permettersi di essere veramente competitivi ma senza rimetterci.</p>
<p>In questo tipo di situazione <strong>puntare tutto sullo</strong> <strong>sconto non solo non serve</strong> (perché facilmente gli altri, i Big Sharks, possono scontare di più), ma è anche pericoloso, perché può <strong>generare perdite e condurre alla morte</strong>.</p>
<p>La questione cambia enormemente in quelli che vengono chiamati “<strong><em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Blue_Ocean_Strategy" target="_blank">oceani blu</a></em></strong>”, ovvero mercati di dimensioni interessanti, ma a <strong>bassa concorrenza</strong>. Ma è estremamente complesso trovare &#8220;nicchie&#8221; del genere online, perchè “<em>oramai sul web ci sono tutti</em>”, e Internet è il più grande mercato che l’umanità abbia mai creato.</p>
<p>In una situazione del genere la<strong> strategia di insistere sugli sconti non è una (buona) strategia</strong>, a meno che non si riesca ad essere estremamente competitivi sui prezzi pur mantenendo parecchio margine di guadagno (rarissimo!) o si abbiano volumi di vendita tali da potersi permettere di vendere alcuni prodotti in perdita (è il caso dei Big Sharks di cui sopra, ma non credo leggano i post del mio blog :D).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3465" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/Blue-red-ocean-copy.jpg" alt="" width="880" height="400" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/Blue-red-ocean-copy.jpg 880w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/Blue-red-ocean-copy-300x136.jpg 300w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/02/Blue-red-ocean-copy-768x349.jpg 768w" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" /></p>
<p>A mio avviso, quindi, <strong>la strategia di sconto è accettabile/necessaria solo in pochi casi</strong> ristretti:</p>
<ol>
<li>fare offerte promozionali molto limitate nel tempo per movimentare il magazzino;</li>
<li>smaltire le rimanenze di magazzino (anche in perdita);</li>
<li>acquisire nuovi clienti (quindi limitando gli sconti solo ai nuovi clienti).</li>
</ol>
<p>Per il resto bisogna agire guardando più ai margini e al guadagno che al fatturato.</p>
<p><strong>Si vende per guadagnare, non per fatturare!</strong></p>
<p>Certo, è più faticoso. Bisogna spremersi le meningi per inventarsi cose nuove ogni giorno&#8230; bisogna lavorare ogni secondo sull&#8217;ottimizzazione del sito, dei contenuti, delle immagini&#8230; bisogna puntare sulla marketing automation e sull&#8217;email marketing in maniera strutturata e meditata (non sparando sconti in giro sperando di fatturare di più)&#8230; bisogna integrare ogni giorno di più i canali di vendita per offrire al consumatore un servizio sempre più eccellente&#8230; bisogna dare ai clienti una ragione in più (che non sia sempre e solo lo sconto) per comprare da noi invece che dai competitor.</p>
<p>Chiudo con una bomba: guardando le cose nell&#8217;ottica di <em>&#8220;guadagnare e non semplicemente fatturare&#8221;</em> secondo me l<strong>a logica dell&#8217;e-commerce in full outsourcing (tanto forte oggi, in Italia e non solo) ha una vita molto limitata</strong>. E badate bene, ve lo dice uno che ha lavorato anni per uno dei più forti full outsourcer italiani e che al momento ha deciso di affidare in full outsourcing gran parte del progetto multicanale dell&#8217;azienda per cui lavora. Non ho scritto infatti che oggi non ha senso o che non abbia senso in generale, ma credo che il futuro del commercio elettronico necessiti di un livello di integrazione con il resto dell&#8217;azienda, delle sue logiche, dei suoi metodi, del suo business, dei suoi conti, etc non &#8220;accessibile&#8221; ad un outsourcer (per quanto bravo esso sia).</p>
<p>Ma di questo, magari, scriverò in dettaglio un&#8217;altra volta. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Il PASSATO del retail nel mondo digitale</title>
		<link>http://www.kawakumi.com/2017/01/17/il-passato-del-retail-nel-mondo-digitale/</link>
				<comments>http://www.kawakumi.com/2017/01/17/il-passato-del-retail-nel-mondo-digitale/#respond</comments>
				<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 14:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Basile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Partiamo da un assunto: il titolo è volutamente provocatorio. Ma non troppo in fin dei conti. Lo spunto a scrivere questo articolo (dopo quasi 6 mesi di inattività!) me lo danno l&#8217;influenza che mi&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2017/01/17/il-passato-del-retail-nel-mondo-digitale/">Il PASSATO del retail nel mondo digitale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Partiamo da un assunto: il titolo è volutamente <strong>provocatorio</strong>. Ma non troppo in fin dei conti.</p>
<p>Lo spunto a scrivere questo articolo (dopo quasi 6 mesi di inattività!) me lo danno l&#8217;influenza che mi costringe a casa e un report di McKinsey &amp; Company che mi è capitato sotto agli occhi dal titolo: <a href="http://www.mckinseyonmarketingandsales.com/retail-4-0-the-future-of-retail-grocery-in-a-digital-world">&#8220;Retail 4.0: The future of retail grocery in a digital world&#8221;</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3454" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/01/Future-food-district_article_l_sial-network_eng.jpg" alt="" width="1032" height="460" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/01/Future-food-district_article_l_sial-network_eng.jpg 1032w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/01/Future-food-district_article_l_sial-network_eng-300x134.jpg 300w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/01/Future-food-district_article_l_sial-network_eng-768x342.jpg 768w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2017/01/Future-food-district_article_l_sial-network_eng-1024x456.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1032px) 100vw, 1032px" /></p>
<p>Mentre lo leggevo alcune cose mi sembravano un po&#8217; datate (ma neanche troppo ad essere sinceri). Poi ho scoperto che <strong>risale a dicembre del 2012</strong>, quindi a più di 4 anni fa. Stavo per archiviarlo ma poi ho riflettuto sul fatto che quello che McKinsey definiva &#8220;futuro&#8221; nel 2012 oggi non è affatto passato per alcune realtà (mi riferisco soprattutto alle PMI italiane) e, in alcuni casi neanche presente. <strong>Nel migliore dei casi resta futuro</strong>.</p>
<p>Il report parlava (nel 2012) innanzitutto di Retail 4.0 come fase della<strong> realizzazione piena dell&#8217;omnicanalità</strong>. Mi guardo attorno (all&#8217;inizio del 2017) e vedo che di omnicanalità ci si riempie ancora la bocca, ma progetti spinti in tal senso se ne vedono davvero pochi e in pochissimi settori. Ancora siamo a discutere di &#8220;conflitto di canale&#8221;, di &#8220;reale opportunità proveniente dal digitale&#8221;, etc. <a href="https://www.linkedin.com/pulse/ha-ancora-senso-parlare-di-e-commerce-davide-basile">Ne scrivevo già alla fine del 2015</a>: non ha più senso parlare di canali, di retail distinto dall&#8217;e-commerce, etc. Una sola parola ha senso oggi e su quella ci dobbiamo concentrare: <strong>commercio</strong>.</p>
<p>Dando un&#8217;occhiata ai trend che il report evidenziava come &#8220;da attenzionare&#8221; la conferma di quanto siamo indietro è lampante (NB = il report riguardava nello specifico il settore grocery/food ma a mio avviso il discorso vale per tutti):</p>
<ol>
<li><strong>La continua crescita degli e-retailer (e dei loro &#8220;attacchi&#8221; al retail tradizionale)</strong>: non credo di dire niente di nuovo se affermo che oggi mettersi a fare la lotta con Amazon &amp; Co. (in TUTTI i settori, food compreso) significa suicidarsi. Perchè un utente dovrebbe comprare da me e non da Amazon a parità di offerta? Sì ok, il discorso sarebbe un po&#8217; più lunghetto e complesso, ma la sostanza è questa.</li>
<li><strong>La necessità di ripensare il negozio fisico (il famoso &#8220;box&#8221;)</strong>: proprio in considerazione del punto 1) il punto vendita fisico va ripensato in ottica strategica. Amazon i punti vendita fisici non ce li ha (ancora) ma si sta organizzando. Perchè? Perchè ha compreso che vince chi è DAPPERTUTTO, non solo online o offline. State però certi che quando li avrà, i punti vendita di Amazon non saranno una semplice e limitata riproposizione dello store online (magari anche con pricing più elevato no?). Sarà certamente un mix di brand, service ed entertainment esplosivo che i dovrà aiutare a vendere di più (online o offline chissenefrega!)</li>
<li><strong>La crescente importanza di digital marketing, social media e location-based services</strong>: lo vado dicendo da anni, il digitale è (e va inteso come) potenziamento. In tal senso le attività di digital marketing, social media marketing, location-based services etc vanno sempre più utilizzate come collante tra online e offline piuttosto che come semplice push di traffico al sito e-commerce.</li>
<li><strong>La sofisticazione della personalizzazione e del CRM</strong>: il digitale, pur essendo strumento di massa, ha accelerato la necessità (e contemporaneamente la possibilità) di personalizzazione dei contenuti, dei servizi e dei prodotti. L&#8217;integrazione tra offline e online e tutti i dati che ne conseguono devono essere letti, razionalizzati ed utilizzati per ottimizzare i costi (lato azienda) e aumentare la pertinenza delle comunicazioni (lato utente) in una strategia win-win che non ha eguali.</li>
<li><strong>Avanzamenti nel self check-out, digital wallet &amp; Co.</strong>: qui cominciano i mal di testa&#8230; perchè se dei punti precedenti almeno se ne parla, beh, di questo a volte neanche. Il digitale deve servire anche a &#8220;facilitare&#8221; la vita del consumatore offline e questi strumenti sono (o meglio sarebbero&#8230; facciamo saranno) enormi facilitatori per azienda e consumatore.</li>
<li><strong>Digital dashboard come strumento per il customer service in-store</strong>: una volta integrati offline e online, potenziato il digital marketing, sofisticato il CRM e acquisito tanti dati che fare? Beh, il passo successivo dovrebbe essere quello di fornire in un’unica applicazione mobile tutte le funzionalità utili allo staff in store (vendita, assistenza al cliente, operatività) attraverso un’unica interfaccia e un’unico strumento di lavoro. Ne parlavo l&#8217;altro giorno con <a href="https://twitter.com/fabiolalli">Fabio</a> e ci stiamo ragionando seriamente per l&#8217;azienda per cui lavoro. A mio avviso solo raggiunto questo punto un&#8217;azienda può davvero definirsi omnicanale.</li>
<li><strong>Dynamic pricing</strong>: beh, qui siamo davvero alla fantascienza, anzi, al fantaretail o al fantamarketing. Ma ci arriviamo, tranquilli che ci arriviamo&#8230;</li>
</ol>
<p>Qualche mese fa <a href="https://www.linkedin.com/pulse/ancora-parliamo-di-digitale-come-futuro-del-business-davide-basile?trk=prof-post">scrissi</a> di quanto fosse assurdo continuare a parlare di digitale in ottica futura quando <strong>il digitale ormai pervade la nostra quotidianità</strong>.</p>
<p>Oggi la riflessione è ancora più amara.</p>
<p>Delle cose di cui ho scritto prima si parlava al FUTURO 4 anni fa (e quattro anni per il digitale sono 4 ere) e oggi siamo ancora a parlarne al futuro. Di questo passo il retail come lo intendiamo oggi diventerà il PASSATO senza che ce ne accorgiamo e ne pagheremo le conseguenze. Bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare allora nel PRESENTE perchè queste cose qui diventino finalmente il nostro passato e ci si possa concentrare davvero sul futuro che ci aspetta (IoT, Wearable, Predictive Analytics vi dicono niente?).</p>
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		<title>Spunti concreti per il Marketing e la Comunicazione della SSC Napoli</title>
		<link>http://www.kawakumi.com/2016/07/29/spunti-concreti-marketing-la-comunicazione-della-ssc-napoli/</link>
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				<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 15:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Basile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
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		<category><![CDATA[Marketing]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, dopo aver visto il video dell&#8217;ultima campagna abbonamenti della SSC Napoli con Gigi D&#8217;Alessio che invita i tifosi ad abbonarsi (vestito con la maglia dello scorso anno e contornato da grafica&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/07/29/spunti-concreti-marketing-la-comunicazione-della-ssc-napoli/">Spunti concreti per il Marketing e la Comunicazione della SSC Napoli</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, dopo aver visto il video dell&#8217;ultima campagna abbonamenti della <a href="http://www.sscnapoli.it/prehome/html/index.html">SSC Napoli</a> con Gigi D&#8217;Alessio che invita i tifosi ad abbonarsi (vestito con la maglia dello scorso anno e contornato da grafica scandalosa, slide con prezzi, titoli di coda e hashtag improponibili), ho avuto la mia solita crisi (l&#8217;ennesima!) derivante dalla <strong>combo micidiale</strong> che mi ritrovo a vivere: <strong>professionista del marketing + tifosissimo del Napoli</strong>.</p>
<p>Ormai sono anni che sbatto la testa contro il muro perchè non mi faccio capace di come nella SSC Napoli non si rendano conto delle potenzialità enormi che ci sarebbero in termini di sviluppo del brand (soprattutto a livello internazionale) e conseguenti revenues per il club. Non mi faccio capace di come ci si concentri &#8220;solo&#8221; sulla compravendita di calciatori senza provare a far crescere le altre voci di bilancio in modo da non dipendere &#8220;troppo&#8221; dai risultati sportivi.</p>
<p class="p1"><span class="s1">La <b>SSC Napoli</b> <a href="http://www.tifosobilanciato.it/2015/12/23/ssc-napoli-bilancio-201415-le-ragioni-della-perdita-da-13-mln-di-euro/">ha chiuso il bilancio 2014/15</a> con una <b>perdita di 13.074.596 Euro</b>; l’esercizio precedente si era chiuso con un utile netto di 20.217.304 Euro.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Anche se l’insuccesso sportivo dovuto all’eliminazione dalla Champions League da parte dell’Athletic Bilbao potrebbe essere individuato come la causa principale della perdita 2014/15, la stessa potrebbe essere spiegata anche con il problema della <b>crescita dimensionale del club</b>. Gli investimenti nella rosa calciatori, infatti, generano dei costi rigidi nel breve termine, come ingaggi e ammortamenti, che <b>necessitano di fonti di ricavo adeguate</b>.</span></p>
<p class="p1">Ho deciso quindi di dedicare un po&#8217; del mio tempo libero a buttare giù un po&#8217; di  <strong>spunti concreti per il marketing e la comunicazione della SSC Napoli </strong>che ho raccolto in poche slide:</p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><iframe style="border: 1px solid #CCC; border-width: 1px; margin-bottom: 5px; max-width: 100%;" src="//www.slideshare.net/slideshow/embed_code/key/ttFeUCAe3JIzm6" width="595" height="485" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"> </iframe></p>
<p>Il documento<strong> non ha assolutamente la pretesa di essere un piano di marketing</strong> e contiene davvero dei semplici (e in molti casi ovvi!) spunti, ma si evince in maniera inconfutabile che la SSC Napoli ha tutte le carte in regola per diventare un top club anche in termini di business.</p>
<p>Lo condivido con la rete e spero che arrivi anche a qualcuno all&#8217;interno della SSC Napoli e che possa essere di stimolo per avviare iniziative atte a investire seriamente in brand management, marketing, digital, comunicazione, etc sia in termini di media che di struttura (persone, progetti, etc). </p>
<p>Non farlo, anche visti i valori finanziari degli ultimi anni, fortemente legati ai risultati sportivi e agli introiti TV (da essi dipendenti), è diventato ormai (quasi) un delitto.</p>
<p><strong>#ForzaNapoliSempre</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/07/29/spunti-concreti-marketing-la-comunicazione-della-ssc-napoli/">Spunti concreti per il Marketing e la Comunicazione della SSC Napoli</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
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							</item>
		<item>
		<title>Ninna Nanna del Pesce Blu: il crowdfunding musicale di Luca Vecchio</title>
		<link>http://www.kawakumi.com/2016/04/27/ninna-nanna-del-pesce-blu-crowdfunding-musicale-luca-vecchio/</link>
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				<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 13:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Basile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Daddyness]]></category>
		<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Life]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>&#8220;Ciao Davide ti contatto perchè sto creando un progetto musicale NO PROFIT e interamente AUTOFINANZIATO dedicato ai bambini, che vedra la luce nel 2016. Sarà un progetto che unisce musica, video, web e beneficienza. Sarà una&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/04/27/ninna-nanna-del-pesce-blu-crowdfunding-musicale-luca-vecchio/">Ninna Nanna del Pesce Blu: il crowdfunding musicale di Luca Vecchio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>&#8220;Ciao Davide ti contatto perchè sto creando un progetto musicale NO PROFIT e interamente AUTOFINANZIATO dedicato ai bambini, che vedra la luce nel 2016. Sarà un progetto che unisce musica, video, web e beneficienza. Sarà una storia: io sono l&#8217;unico titolare dei diritti SIAE che devolverò 100% in beneficienza, e intorno a me sta nascendo una rete spontanea di promozione.  Io vorrei condividere con te questo piccolo sogno. Sarebbe davvero importante&#8230;</em></p>
<p><em>Mi dirai: bravo allora perchè Davide Basile? Semplice: ti leggo, sei padre, tifi Napoli (come me), ti occupi di digitale&#8230; Perchè non avrei dovuto almeno provare a contattarti? Le nostre strade non si sono mai incontrate ma oggi forse si: ti chiedo se trovando una connessione tra la tua attività di influencer e padre si potesse studiare una strada per promuovere il progetto (non Luca vecchio, ma il progetto). Se ti interessa condividere questo progetto con me potrei inviarti nei prossimi giorni un ppt di presentazione, con nomi dei partner e qualche dettaglio in più.</em></p>
<p><em>Le belle cose non hanno bisogno di belle parole: si muovono da sole. </em></p>
<p><em>Spero in una tua risposta,</em><br />
<em>Luca&#8221;</em></p></blockquote>
<p>Così mi scriveva Luca Vecchio alla fine del 2015. Ovviamente gli risposi di darmi tutte le info a tempo debito perchè il progetto sembrava interessante e, soprattutto, perchè me lo aveva proposto in una maniera talmente gentile e discreta (per l&#8217;epoca dello spam a tutti  costi in cui viviamo) che rifiutare sarebbe stato per me davvero impossibile.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3436" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/04/NINNA-NANNA-PESCE-BLU-LUCA-VECCHIO.jpg" alt="NINNA-NANNA-PESCE-BLU-LUCA-VECCHIO" width="851" height="315" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/04/NINNA-NANNA-PESCE-BLU-LUCA-VECCHIO.jpg 851w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/04/NINNA-NANNA-PESCE-BLU-LUCA-VECCHIO-300x111.jpg 300w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/04/NINNA-NANNA-PESCE-BLU-LUCA-VECCHIO-768x284.jpg 768w" sizes="(max-width: 851px) 100vw, 851px" /></p>
<p>Ebbene, la <a href="http://www.ninnanannadelpesceblu.it/" target="_blank">#ninnanannadelpesceblu</a> di Luca oggi ha visto la luce, ed ho deciso di mantenere la mia promessa di dargli tutto il sostegno che posso come padre e come &#8220;influencer&#8221; (mamma mia che brutta parola! :D).</p>
<p>Innanzitutto però ascoltatela e ditemi se non la cantereste ai vostri figli per farli addormentare (io lo farò di sicuro).</p>
<div class="video-container"><iframe width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/7u_Klljc6PQ?feature=oembed&#038;wmode=opaque" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>La Ninna Nanna del <a href="https://www.facebook.com/ninnanannadelpesceblu/" target="_blank">Pesce Blu</a> nasce per regalare una piccola speranza a sognatori molto speciali: i bambini, che come sostiene Luca <em>“&#8230;non scelgono dove nascere ma hanno lo stesso diritto di Sognare, sempre”.</em></p>
<p>Un vecchio brano registrato in casa tanti anni fa, una storia pensata per i più piccoli che parla di sogni, in modo semplice e immediato, come solo una fiaba musicale può fare. Abbinando all&#8217;iniziativa una raccolta fondi indipendente, l&#8217;obiettivo è quello di creare “un sistema automatico per generare donazioni online” basato però su una storia: il video cartoon per bambini, fruibile gratuitamente sul sito <a href="http://ninnanannadelpesceblu.it/" target="_blank">www.ninnanannadelpesceblu.it</a> è diventato il filo conduttore di un vero e proprio progetto digitale a 360°, in grado di unire mondi apparentemente lontani, persone, realtà digitali italiane e onlus, pronte a sostenere l&#8217;iniziativa.</p>
<p>L&#8217;idea di collegare una raccolta donazioni indipendente è solo una piccola goccia nel mare, come la definisce Luca, una boccata d’ossigeno per tutti i pesci blu costretti ad annaspare quotidianamente. E&#8217; la dimostrazione di come storytelling, musica, digital e sociale possano armoniosamente coesistere ed integrarsi.</p>
<p>I fondi raccolti tramite laNinna Nanna del Pesce Blu, in questa prima fase, finanzieranno i 2 progetti: un &#8216;daily-kit&#8217; composto da latte in polvere e pannolini per la Onlus Casa Famiglia Isla ng Bata nelle Filippine (l&#8217;unica ad ospitare bambine da 0 a 6 anni) e, con il supporto dell&#8217;Associazione Stella della Solidarietà Onlus, la fornitura di materiale scolastico e cancelleria per i bambini accuditi dalla Ong Ahope Ethiopia ad Addis Abeba.</p>
<p>Eventuali introiti SIAE da riproduzione saranno destinati a progetti noprofit e tutti gli utenti potranno essere liberi di contribuire online con una piccola donazione e/o un like, condividendo sui social. Le donazioni saranno fiscalmente detraibili e sempre consultabili in modo trasparente anche online e sui profili social, grazie alla partnership con <a href="http://www.retedeldono.it/" target="_blank">Rete del Dono</a>.</p>
<p><a href="http://www.ninnanannadelpesceblu.it/" target="_blank">#ninnanannadelpesceblu</a> è un progetto online autofinanziato, ideato da un Peter Pan dei tempi moderni, ma che ha bisogno dell’aiuto di tutti per regalare un sorriso a tanti bambini. Perchè, come ha ricordato Ezio Bosso a Sanremo, la musica, come la vita – soprattutto quella degli altri – si può fare solo in un modo: INSIEME.</p>
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		<title>&#8220;Bacheche piene, urne vuote&#8221;: vero o falso? Facciamo i conti&#8230;</title>
		<link>http://www.kawakumi.com/2016/04/18/bacheche-piene-urne-vuote-vero-falso-facciamo-conti/</link>
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				<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 10:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Basile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Un&#8217;ultima cosa voglio dire sul referendum, da tecnico e per ciò che riguarda il mio lavoro. Poi non ne parlerò più. Stamane leggo tanti che lamentano il fatto che su Facebook (o sul web)&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/04/18/bacheche-piene-urne-vuote-vero-falso-facciamo-conti/">&#8220;Bacheche piene, urne vuote&#8221;: vero o falso? Facciamo i conti&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;ultima cosa voglio dire sul referendum, da tecnico e per ciò che riguarda il mio lavoro. Poi non ne parlerò più. Stamane leggo tanti che lamentano il fatto che su Facebook (o sul web) tutti dicevano di aver votato o di voler andare a votare e poi &#8220;in realtà&#8221; l&#8217;affluenza è stata &#8220;solo&#8221; del 30%.</p>
<p>Bene, chi dice questo sbaglia secondo me a fare i conti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3432" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/04/numeri.png" alt="numeri" width="843" height="403" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/04/numeri.png 843w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/04/numeri-300x143.png 300w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/04/numeri-768x367.png 768w" sizes="(max-width: 843px) 100vw, 843px" /></p>
<p>Gli <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2016/04/15/news/trivelle_elettori_quorum-137708277/" target="_blank">aventi diritto al voto in Italia</a> per questa tornata referendaria erano infatti <strong>50.675.406</strong>.</p>
<p>La popolazione di Internet Italia è attualmente di circa <strong>28,7 milioni</strong> (<a href="http://www.audiweb.it/news/total-digital-audience-del-mese-di-gennaio-2016/" target="_blank">dati Audiweb Gennaio 2016</a>). Se consideriamo SOLO i maggiorenni (possiamo utilizzare come universo di riferimento la mobile audience di Audiweb: 18/74enni; possessori di smartphone/tablet con sistemi operativi Android o iOS; che dichiarano di navigare in Internet da smartphone/tablet) il numero scende a circa <strong>22,3 milioni</strong>.</p>
<p>Ha votato il <strong>32%</strong> dei 51 milioni -&gt; 15.806.788 -&gt; ovvero 1 su 3.</p>
<p>Rapportando il numero di votanti alla popolazione di internet 18-74enne la percentuale salirebbe quasi al <strong>71%</strong> (molto più di 1 su 2).</p>
<p>N.B. = OVVIAMENTE (!) <strong>non è</strong> dimostrabile che tutti quelli che hanno votato siano parte della popolazione di utenti internet.</p>
<p>Da quanto ho potuto però osservare tra i miei contatti in questi giorni più o meno 1 su 2 ha dichiarato la propria intenzione di andare a votare.</p>
<p>Quindi io <strong>non mi sorprendo</strong> e non credo che le persone abbiano fatto &#8220;attivismo da tastiera&#8221; senza poi realmente andare a votare.</p>
<p>Piuttosto c&#8217;è da riflettere su <strong>quanto la rete riesca ad influenzare il comportamento di chi in rete non c&#8217;è</strong>. Ma questo sarebbe un discorso mooooooolto più ampio e complesso. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/04/18/bacheche-piene-urne-vuote-vero-falso-facciamo-conti/">&#8220;Bacheche piene, urne vuote&#8221;: vero o falso? Facciamo i conti&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
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							</item>
		<item>
		<title>Dialogo immaginario tra Account d&#8217;agenzia di comunicazione ATL e Digital Marketing Manager d&#8217;azienda</title>
		<link>http://www.kawakumi.com/2016/04/01/dialogo-immaginario-account-agenzia-comunicazione-e-digital-marketing-manager-azienda/</link>
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				<pubDate>Fri, 01 Apr 2016 09:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Basile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Life]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Anzi, il titolo più completo (ma non ci stava per logiche di SEO :P) potrebbe essere: &#8220;Dialogo immaginario (?) tra account di agenzia di comunicazione ATL (molto affermata) e Digital Marketing Manager d&#8217;azienda (con&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/04/01/dialogo-immaginario-account-agenzia-comunicazione-e-digital-marketing-manager-azienda/">Dialogo immaginario tra Account d&#8217;agenzia di comunicazione ATL e Digital Marketing Manager d&#8217;azienda</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Anzi, il titolo più completo (ma non ci stava per logiche di SEO :P) potrebbe essere: <strong><em>&#8220;Dialogo immaginario (?) tra account di agenzia di comunicazione ATL (molto affermata) e Digital Marketing Manager d&#8217;azienda (con passato in agenzie di comunicazione ATL e agenzie digital affermate) su criteri di impostazione e KPI di una strategia digitale&#8221;</em></strong>.</p>
<p>Mettiamo il caso che in un&#8217;azienda con un team digital interno guidato da un ex esponente del mondo delle agenzie (digitali e non) arrivi il team di un&#8217;agenzia di comunicazione ATL molto affermata e figa a presentare la sua idea per la prossima campagna.</p>
<p>Mettiamo il caso che, oltre alla parte di campagna ATL, l&#8217;agenzia presenti anche le sue idee per integrare e far vivere la campagna stessa sugli altri canali dell&#8217;azienda, tra cui web e social media.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3424 aligncenter" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/04/af3dfb4f15c394abb96d8a5fbbf66a1b-e1459504024516.jpg" alt="af3dfb4f15c394abb96d8a5fbbf66a1b" width="640" height="360" /></p>
<p>La conversazione potrebbe andare più o meno così:</p>
<p>[ACCOUNT, da ora A]: <em>&#8220;Coerentemente con questo percorso e con gli obiettivi dati, la campagna X va esattamente nella direzione richiesta e aiuterà ad arricchire il percepito del brand. C’è però un rischio concreto ovvero che lo sforzo (e gli investimenti) in AdV etc vengano vanificati, se il resto del mix non segue coerentemente. <strong>La campagna AdV non può infatti essere lasciata “da sola” a lavorare per questo&#8230;</strong>&#8220;</em></p>
<p>[DIGITAL MARKETING MANAGER, da ora D]: <em>&#8220;Certo! <strong>Sfondate una porta aperta&#8230;</strong>&#8220;</em></p>
<p>[A]: <em>&#8220;Bene, <strong>abbiamo dato un&#8217;occhiata al vostro sito</strong>&#8230; che è principalmente un sito vetrina: è organizzato in maniera molto razionale ed è funzionale a mostrare la collezione; c’è una netta separazione fra le immagini emozionali (finestre a scorrimento iniziali) dalla parte di navigazione di prodotto; pur se ricco di immagini ambientate risulta poco coinvolgente e piuttosto statico; non dà spazi ai contenuti promozionali che potrebbero creare traffico vs lo store; non mette in evidenza i prezzi se non nella parte “scheda prodotto”; è un sito più per le mamme, non ha la capacità di attrarre e intrattenere un target giovane.</em></p>
<p><em><strong><em>La maggior parte dei</em> siti dei principali concorrenti</strong>, invece, è stata “attualizzata” in linea con le tendenze attuali&#8230; alcuni hanno un’immagine più attuale/fashion; tutti sono molto snelli: poca/nulla la parte corporate/istituzionale, tutti con una fortissima vocazione allo “shopping on line” (= tutto rimanda vs il carrello e al conseguente l’acquisto); l’uso di immagini impattanti/ambientate ed emozionali è riservato quasi esclusivamente all’home page e nella intro delle categorie (es Bambino, Bambina), per il resto scatti da “rubrica shopping”.&#8221;</em></p>
<p>[D]: <em>&#8220;Beh, se partiamo dalla premessa che giustamente avete anche fatto, e cioè che è un sito vetrina, non vendiamo online e che è focalizzato sul nostro core business, tutte le considerazioni fatte dopo <strong>sono abbastanza ovvie e &#8220;smontabili&#8221; direi</strong>. Perchè dovrei fare un sito che parli al target giovane se il mio core è la mamma? Perchè dovrei spingere sul prezzo e sul promozionale (premesso che questi elementi sono comunque evidenti) o mettere prevalentemente scatti da &#8220;rubrica shopping&#8221; se non vendo (ancora) online?&#8221; </em></p>
<p>[A]: <em>&#8220;Beh sì, ehm, ma, vabbè <strong>passiamo ai social</strong>&#8230;&#8221;</em></p>
<p>[D]: <em>&#8220;Eh sì, credo sia meglio&#8230;&#8221;</em></p>
<p>[A]: <em>&#8220;Le pagine Facebook della concorrenza hanno spesso dei contenuti e un palinsesto studiato ad hoc per Facebook: i post sono numerosi e si alternano novità di prodotto, attività promozionali, eventi in store, notizie varie/curiosità/news che possono divertire / interessare il target di riferimento (es. Competitor X e Competitor Y sono quelli più attivi <span style="text-decoration: underline;">e infatti sono fra quelli con maggior numero di followers</span>; Competitor Z (<span style="text-decoration: underline;">oltre 3 mio follower</span>) ha un forte focus sul prodotto, sul prezzo e sullo “styling” e le combinazioni, nel tentativo di proporre quasi dei “redazionali moda”.&#8221;</em></p>
<p>[DIRETTORE MARKETING, che a quel punto potrebbe intervenire]: <em>&#8220;Beh, <strong>ma è esattamente come ci muoviamo noi!</strong> Anzi, noi facciamo anche di più: abbiamo un blog con contenuti sempre freschi e unici, facciamo rubriche, stimoliamo la conversazione e gli UGC&#8230; Non vi arriva? Se non vi arriva ci ragioniamo, ma non credo sinceramente che dobbiamo metter mano alla strategia editoriale&#8230; Cosa ve lo fa pensare?&#8221;</em></p>
<p>[A]: <em>&#8220;Beh, il fatto che gli altri <strong>hanno milioni di followers e voi no!</strong>&#8220;</em></p>
<p>[D]: <em>&#8220;Quindi secondo voi il KPI migliore per valutare la bontà di una strategia sui social è il numero di &#8220;followers&#8221;? E se vi dicessi che rispetto ai concorrenti che avete citato abbiamo un <strong>tasso di engagement</strong> (numero di interazioni/numero di likers) mediamente più alto anche di uno o due punti percentuali? Se vi dicessi che non abbiamo mai spinto in maniera forte in <strong>campagne di population</strong> perchè preferiamo la crescita organica e avere meno likers ma più attivi e ingaggiati perchè in questo modo miglioriamo anche i <strong>parametri generali di performance</strong> della pagina riuscendo a posizionare meglio i nostri post all&#8217;interno dei complessi algoritmi di Facebook? Se vi dicessi che la nostra reach organica è costantemente in crescita e proporzionalmente più alta rispetto ai parametri medi dei nostri competitors?&#8221;</em></p>
<p>[A]: <em>&#8220;Beh sì, ehm, ma&#8230;&#8221;</em></p>
<p>[D]: <em>&#8220;La vostra analisi si è limitata a Facebook? <strong>Gli altri social?</strong>&#8220;</em></p>
<p>[A]: <em>&#8220;Vabbè ma<strong> visto Facebook hai visto tutto</strong>&#8230;&#8221;</em></p>
<p>[D]: <em>&#8220;Embè, sì certo&#8230;&#8221;</em></p>
<p>[A]: <em>&#8220;Vabbè, passiamo ai materiali POP e al Visual?&#8221;</em></p>
<p>[D]: <em>&#8220;Eh sì, credo sia meglio&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale. <strong>O forse no.</strong> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/04/01/dialogo-immaginario-account-agenzia-comunicazione-e-digital-marketing-manager-azienda/">Dialogo immaginario tra Account d&#8217;agenzia di comunicazione ATL e Digital Marketing Manager d&#8217;azienda</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
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		<title>#NaplesToday: 4 influencer internazionali raccontano Napoli sui social</title>
		<link>http://www.kawakumi.com/2016/03/09/naplestoday-4-influencer-internazionali-raccontano-napoli-sui-social/</link>
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				<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 13:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Basile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>#NaplesToday è un progetto di promozione turistica della città di Napoli sui canali digitali che, grazie ad un’attività di storytelling attivata da influencer di fama internazionale, veicola contenuti inediti del capoluogo partenopeo in rete.&#46;&#46;&#46;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>#NaplesToday</strong> è un progetto di promozione turistica della città di Napoli sui canali digitali che, grazie ad un’attività di storytelling attivata da influencer di fama internazionale, veicola contenuti inediti del capoluogo partenopeo in rete.</p>
<p>L’attività raggiungerà più di un milione di contatti a target: sono stati coinvolti 4 influencer internazionali provenienti da Spagna, Olanda, Inghilterra e Francia che visiteranno la città nei week end del 11-13 e 18-20 marzo.</p>
<p><img class="size-full wp-image-3415 aligncenter" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/naplestoday_ed_2016-e1457530292220.jpg" alt="naplestoday 2016" width="640" height="360" /></p>
<p>Gli influencer saranno accompagnati lungo itinerari speciali e assaporeranno il meglio della città. Grazie all’hashtag di riferimento #NaplesToday racconteranno la ricchezza culturale e sociale di Napoli sui propri canali, dando visibilità agli scorci più suggestivi della città, raggiungendo la propria community e coprendo i mercati chiave legati all’incoming turistico dell’area.</p>
<p>Alla scorsa edizione hanno partecipato <a href="https://twitter.com/brahmino" target="_blank">@Brahmino</a>, <a href="https://twitter.com/masinutoscana" target="_blank">@masinutoscana</a> e <a href="https://twitter.com/SaraTourduMonde" target="_blank">@SaraTourduMonde</a>, fotografi e storytellers (qui qualche foto dell&#8217;iniziativa <a href="https://www.instagram.com/explore/tags/naplestoday/" target="_blank">https://www.instagram.com/explore/tags/naplestoday/</a>)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3414" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/naplestoday-2016-e1457530113575.jpg" alt="naplestoday-2016" width="640" height="643" /></p>
<p>L’obiettivo del progetto è veicolare la bellezza di una città dai mille volti, con una storia millenaria ma sempre al passo con i tempi, massimizzando gli ottimi risultati raggiunti in termini di presenze turistiche nel 2015 attraverso contenuti digitali di alta qualità.</p>
<p>Quella 2016 sarà la seconda edizione dell’iniziativa ideata e realizzata dalla società di gestione dell’aeroporto di Napoli, GESAC, assieme all’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con la partnership della Sezione turismo dell’Unione Industriali e di Federalberghi.</p>
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		<title>Da semplici &#8220;immigrati&#8221; ad Interpreti Digitali: il mio intervento al TEDxCaserta 2016</title>
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				<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 11:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Basile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Life]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Interpreti Digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Nativi analogici]]></category>
		<category><![CDATA[Nativi digitali]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;esperienza dell&#8217;altra sera al TEDxCaserta è stata eccezionale. Pur essendo abituato a parlare in pubblico, anche dinanzi a platee molto più ampie rispetto al centinaio di persone che hanno avuto accesso all&#8217;evento, l&#8217;impatto è&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/03/07/interpreti-digitali-spiegare-la-vita-analogica-ai-nativi-digitali-quella-digitale-ai-nativi-analogici/">Da semplici &#8220;immigrati&#8221; ad Interpreti Digitali: il mio intervento al TEDxCaserta 2016</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esperienza dell&#8217;altra sera al TEDxCaserta è stata eccezionale. Pur essendo abituato a parlare in pubblico, anche dinanzi a platee molto più ampie rispetto al centinaio di persone che hanno avuto accesso all&#8217;evento, l&#8217;impatto è stato totalmente differente. Hai cento persone che sono lì, al buio, alle 22.30 di un venerdì, che pendono letteralmente dalle tue labbra. Tu sei al centro della scena, su un punto rosso di un paio di metri di diametro che delimita il tuo spazio, con una luce puntata in faccia, senza pezze d&#8217;appoggio, niente appunti, niente gobbo, niente slide didascaliche a supporto (solo suggestioni multimediali) e hai 18 minuti per parlare di&#8230; un&#8217;idea. Forte. Davvero.</p>
<p>Io ho parlato dell&#8217;idea che ho del confronto generazionale relativo al territorio digitale (e non solo), del fatto che credo che le persone della mia generazione siano quelli che hanno la maggiore responsabilità in tutto questo, e della necessità impellente che abbiamo di trasformarci da semplici &#8220;immigrati&#8221; (come ci definisce Prensky) a veri e propri <a href="https://www.facebook.com/InterpretiDigitali/" target="_blank">Interpreti Digitali</a>.</p>
<p>Per chi volesse seguire lo sviluppo di questa idea (che neanche io al momento immagino/conosco) ho creato una pagina di incontro su Facebook -&gt; <a href="https://www.facebook.com/InterpretiDigitali/" target="_blank">https://www.facebook.com/InterpretiDigitali/</a></p>
<p>Ecco il video del talk:</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/p0yIj-hFKSU?rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Ed ecco lo script completo di immagini e video che ho usato per supportare la mia idea:</p>
<p><strong>Interpreti Digitali: spiegare la vita analogica ai nativi digitali e quella digitale ai nativi analogici</strong></p>
<p>Ho vissuto quasi 4 anni a Roma, per lavoro passo più tempo a Milano e dintorni che nella mia città, viaggio tanto anche all’estero, I speak English quite well… eppure se ora vi chiedessi, dopo pochi attimi in cui mi state ascoltando parlare, <em>“Secondo voi di dove sono?”</em> non avreste dubbi nel dire <em>“Vabbè ovvio, sei napoletano!”</em>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-3383 size-full" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva01.jpg" alt="Diapositiva01" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva01.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva01-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Se c’è una cosa che difficilmente riusciamo a perdere è la nostra cadenza dialettale, il nostro accento. C’è chi fa di tutto per eliminare il proprio accento, per nasconderlo, riuscendoci più o meno bene.</p>
<p>Io, invece, del mio accento vado fiero perché mi aiuta a ricordarmi da dove vengo, a tenere ben presenti le mie radici, ma anche a dare la giusta dimensione a dove sono arrivato e quindi a figurarmi le mie ali.</p>
<p>Ma non è del mio accento che voglio parlarvi stasera. O almeno non solo di quello…</p>
<p>Sono nato nel 1981, nella ridente Scampia, lo stesso anno di gente del calibro ad esempio di Beyoncé, Justin Timberlake, Elijah Wood (Frodo per gli amici) e… Zac Hanson degli Hanson. Ecco, se non ricordate chi erano gli Hanson probabilmente non siamo della stessa generazione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3384" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva02.jpg" alt="Diapositiva02" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva02.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva02-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>La mia generazione è stata definita in svariati modi: “Millennial”, “Echo Boomer”, “X / Y” (a seconda dell’anno in cui si fa finire l’una per iniziare l’altra), “Next” o “Net Generation”, ma anche generazione dei “Fannulloni”, dei “Bamboccioni” o, come ha amato definirci un ex Ministro della Repubblica: Generazione “Choosy”, “schizzinosa”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3386" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva05.jpg" alt="Diapositiva05" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva05.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva05-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>E ancora: viziati, pigri, scanzafatiche, pessimisti, preoccupati, passivi… Insomma, una GENERAZIONE SMARRITA.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3388" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva06.jpg" alt="Diapositiva06" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva06.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva06-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><strong><u>La prima cosa che ci tengo a dirvi stasera è che penso sia esattamente il contrario, credo cioè fermamente che la nostra sia una generazione fondamentale proprio per non smarrirci. TUTTI.</u></strong></p>
<p>Ma facciamo un passo indietro… Prima di noi i cosiddetti NATIVI ANALOGICI, i “Baby Boomers”, i nati tra gli anni ‘40 e la metà degli anni ’60… I vari Steve Jobs, Bill Gates, Richard Branson, Donald Trump (sì, Donald Trump, il “nuovo” che avanza negli States).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3389" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva07.jpg" alt="Diapositiva07" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva07.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva07-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Ma anche Vittorio Basile e Maria Scarciello, rispettivamente mio padre e mia madre che pur essendo molto meno ricchi degli altri quattro hanno arricchito tantissimo la mia vita. E gliene sono grato.</p>
<p>Ora proviamo a fare un passo avanti… Dopo di noi i cosiddetti NATIVI DIGITALI, la generazione “Always on”, i nati Post Napster come mi piace chiamarli, ovvero dai primi anni 2000 in poi… I vari figli dei Pitt, dei Cruise, dei Beckham e dei Carter (Beyoncé e Jay-Z).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3390" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva13.jpg" alt="Diapositiva13" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva13.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva13-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Ma anche i figli dei Basile (Mattia e Alessia) che pur avendo genitori meno famosi sono comunque delle fantastiche star.</p>
<p>La differenza fondamentale tra questi due mondi sta proprio nel rapporto che hanno (o non hanno) con le tecnologie digitali. La differenza sta nell’esser nati prima o dopo quella che viene definita Digital Revolution, il cui inizio si attesta esattamente intorno al 1984 (tre anni dopo la mia nascita) quando Alan Kay diede inizio all’era dell’informatica “personale”.</p>
<p>Personalmente non amo il termine Rivoluzione, ma preferisco parlare di EVOLUZIONE, POTENZIAMENTO (digitale) o, ancora meglio, di CONTINUITà nel CAMBIAMENTO.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3391" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva16.jpg" alt="Diapositiva16" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva16.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva16-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /> <img class="alignnone size-full wp-image-3392" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva17.jpg" alt="Diapositiva17" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva17.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva17-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /> <img class="alignnone size-full wp-image-3393" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva18.jpg" alt="Diapositiva18" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva18.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva18-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /> <img class="alignnone size-full wp-image-3394" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva19.jpg" alt="Diapositiva19" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva19.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva19-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Vi faccio un esempio: pensate al fenomeno dell’online dating (uno dei business più redditizi negli USA e non solo), se prima si usciva il sabato sera e si andava in discoteca per cercare di <em>“fare acchiappanza”</em>, oggi esiste BangWithFriends (poi rinominata DOWN APP) che ti permette di <em>“fare acchiappanza”</em> stando comodamente a casa tua. Stesso concetto di PEPPR, app tedesca che mette in contatto clienti e professionisti del sesso.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3395" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva20.jpg" alt="Diapositiva20" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva20.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva20-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /> <img class="alignnone size-full wp-image-3396" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva21.jpg" alt="Diapositiva21" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva21.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva21-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>TRISTE e ASSURDO oppure COMODO e NATURALE?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3397" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva22.jpg" alt="Diapositiva22" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva22.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva22-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>La differenza sta tutta qui. Mia madre impazzirebbe se le raccontassi una cosa così. Mio figlio probabilmente la vedrà come una cosa naturale.</p>
<p>Ma stiamo comunque parlando di <em>“fare acchiappanza”</em>.</p>
<p>Pensate alla fruizione di contenuti, alla musica per esempio: mio padre, quando uno dei suoi cantanti preferiti incideva un nuovo LP, comprava il vinile e lo consumava riascoltandolo in loop per giorni e giorni. I miei nipoti, ma i miei figli probabilmente si spingeranno anche oltre, sono capaci di ascoltare 200 pezzi diversi di diversi generi in un giorno, magari senza arrivare alla fine di nessuno di essi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3398" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva23.jpg" alt="Diapositiva23" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva23.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva23-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Ma stiamo comunque parlando di <em>“ascoltare musica”</em>.</p>
<p>Ancora, pensate all’espressione del pensiero, alla comunicazione. I miei genitori si battevano per le loro idee (a qualunque livello) discutendone faccia a faccia, scendendo in piazza, nei bar. Oggi più che a “cosa dire” e perché, si pensa a come condividerlo online, in un post, a che immagine, testo, video associare a quel pensiero perché funzioni di più.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3399" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva24.jpg" alt="Diapositiva24" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva24.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva24-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Ma stiamo comunque parlando di <em>“esprimere le proprie idee”</em>.</p>
<p>E ancora, mio nipote ha imparato l’inglese quasi esclusivamente guardando video su YouTube. Questa cosa per i miei è inconcepibile… non sono per niente affini al concetto di imparare e/o lavorare divertendosi (il cosiddetto HARD FUN) o al learning by doing… loro sono abituati ai corsi, ad apprendere dai manuali, a leggere i libretti d’istruzione e i bugiardini dei medicinali.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3400" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva25.jpg" alt="Diapositiva25" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva25.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva25-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Ma stiamo comunque parlando di <em>“apprendimento”</em>.</p>
<p>Credetemi, di aneddoti ed esempi ce ne sarebbero mille ma non è mia intenzione banalizzare la questione. Ciò che mi interessa evidenziare è che molte delle incomprensioni, delle differenze, degli scontri, dei “non ti capisco” o “non puoi capirmi”, derivano dall’essersi persi qualche pezzo di questa continuità nel cambiamento.</p>
<p>Come facciamo a recuperarli questi pezzi?<br />
Chi deve recuperarli?<br />
O, meglio ancora, chi può farlo?</p>
<p>Marc Prensky, scrittore e imprenditore americano, il primo ad aver coniato il termine “nativi digitali”, definisce “immigrati digitali” quelli di noi che, pur non essendo nati nel mondo digitale, ad un certo punto della loro vita sono rimasti affascinati e hanno adottato molti o quasi tutti gli aspetti della nuova tecnologia, e sostiene che se anche gli immigrati digitali imparano, alcuni sicuramente meglio di altri, ad adattarsi all’ambiente, in qualche misura mantengono sempre il loro “accento”, cioè un piede nel passato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3401" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva26.jpg" alt="Diapositiva26" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva26.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva26-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><strong><u>La seconda cosa che ci tengo a dirvi stasera è che io credo che anche questo tipo di accento, così come quello dialettale di cui vi parlavo all’inizio, è un accento di cui dobbiamo andare fieri. Di più, è proprio questo accento ad essere fondamentale, per la soluzione dei conflitti generazionali relativi al territorio digitale e non solo.</u></strong></p>
<p>Tutti noi a intermittenza, ma sempre più contemporaneamente, viviamo in due universi distinti: ONLINE e OFFLINE. Il secondo dei due è spesso definito &#8220;il mondo reale&#8221;, anche se la questione di capire se questa definizione si adatti meglio al secondo rispetto al primo diventa via via discutibile.</p>
<p>Cos’è o qual è il mondo reale per mio padre?<br />
Cos’è o qual è per me?<br />
Cosa sarà o quale sarà per i miei figli?</p>
<p>Secondo Bauman bisogna tenere d&#8217;occhio da vicino le conseguenze della spaccatura online/offline. Spaccatura che è dannosa e che genera “PAURA” dell’altro, del diverso. I nativi analogici vivevano un mondo totalmente ed esclusivamente fatto di offline, quindi spesso hanno paura dell’online, perché non lo capiscono. I nativi digitali vivono immersi nell’online H24, quindi spesso mal sopportano tutto ciò che è offline.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3402" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva27.jpg" alt="Diapositiva27" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva27.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva27-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>È come se in un percorso da un punto A ad un punto C mancasse sia ai nativi analogici che a quelli digitali il punto intermedio B. Se ai nativi analogici, infatti, manca “la conoscenza” utile a comprendere il cambiamento che stiamo vivendo, ai nativi digitali manca invece “la memoria” e di conseguenza il percorso, la continuità, attraverso cui arrivare a quello a cui siamo arrivati.</p>
<p>Continuità nel cambiamento, appunto.</p>
<p><strong><u>La terza cosa che voglio dirvi stasera, probabilmente la più importante, è che quel punto B siamo noi! Noi che siamo madrelingua analogici ma parliamo un digitale fluente, siamo gli unici, con il nostro accento da immigrati, a poter fare da interpreti tra questi due linguaggi, tra questi due mondi e fare in modo che gli uni comprendano gli altri e dagli altri apprendano ciò che ad essi manca per completarsi.</u></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3403" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva28.jpg" alt="Diapositiva28" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva28.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva28-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Prima di partecipare a questo TED insieme ad alcuni amici, professori universitari, ricercatori, studenti e professionisti è venuta fuori l’idea di Interpreti Digitali, per ora solo un umile spazio di confronto, che nasce proprio dalla convinzione che oggi sia necessario <em>spiegare la vita analogica ai nativi digitali e quella digitale ai nativi analogici</em>. E che a farlo dobbiamo essere proprio noi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3404" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva29.jpg" alt="Diapositiva29" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva29.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva29-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Iniziative in questo ambito ce ne sono state e ce ne sono anche oggi… Il limite grosso che ho riscontrato in tutti i progetti di questo genere che ho avuto modo di studiare è che spesso sono progetti che affrontano il problema da un solo lato: insegnare ai vecchi il mondo online oppure spiegare ai giovani quanto sia importante il mondo offline. Nell’affrontare il problema da un solo lato però, non so dire quanto inconsapevolmente, rendono predominante uno dei due mondi utilizzandone il linguaggio e le parole a discapito degli altri.</p>
<p>A proposito di PAROLE voglio farvi vedere uno short film di Daniel Mercadante (del collettivo Everynone che impazzava online nel 2010) che si intitola proprio WORDS…</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/AFiQdZYVENg?rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Talvolta, tra generazioni, ci diciamo tante PAROLE.  I genitori ne dicono ai figli &#8220;per il loro bene&#8221;. I figli ne dicono ai genitori &#8220;per la loro libertà&#8221;. La verità è che spesso le PAROLE non servono, o comunque dobbiamo imparare a dargli la giusta connotazione e a capire che <em>diciamo tanto anche senza dire</em>. Il digitale, la rete, internet (almeno nei pensieri di chi ne è creatore) avrebbero dovuto facilitare questo tipo di processi di scambio e contaminazione tra generazioni e invece non sembrano riuscire a farlo.</p>
<p>E di questo, ahimè, siamo responsabili noi &#8220;della generazione di mezzo&#8221;.</p>
<p>L’economista brasiliana Lala Dehenzeilin, come raccontava anche l’italiano Marco Serra al TEDxPechino di qualche mese fa, sostiene che esistono almeno tre tipi di futuri: <strong>(a) Futuri probabili; (b) Futuri possibili; (c) Futuri desiderabili.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3405" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva32.jpg" alt="Diapositiva32" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva32.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva32-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>I <strong>futuri probabili</strong> sono quelli per cui non è richiesto un grande sforzo. Sono i futuri che accadranno anche senza il nostro intervento.</p>
<p>I <strong>futuri possibili</strong> sono molto più ricchi di possibilità (positive o negative), ma comunque non dipendono da noi e dalla nostra volontà.</p>
<p>Un <strong>futuro desiderabile </strong>è, invece, quello che ci impegniamo con dedizione a raggiungere. Ha bisogno di un obiettivo specifico, di un progetto, di risorse, di capacità di gestione e naturalmente di una certa dose di fortuna.</p>
<p>A noi “immigrati digitali” stasera voglio dire che abbiamo dinanzi questi tre tipi di futuro.</p>
<p><strong><em>Probabilmente</em></strong>, se non faremo nulla, la generazione dei nativi analogici finirà senza aver ricevuto la CONOSCENZA necessaria a capire dove stiamo andando e senza aver trasmesso ai nativi digitali la MEMORIA necessaria a comprendere da dove sono venuti. E noi continueremo ad essere ricordati come la generazione smarrita, dei fannulloni, dei bamboccioni, insomma… la generazione inutile.</p>
<p>È <strong><em>possibile</em></strong> che accada qualcosa per cui le cose vadano a finire in una maniera diversa. Meglio o peggio dello scenario probabile? Chi può saperlo.</p>
<p>Io non voglio stare con le mani in mano ad attendere. Io voglio <strong><em>desiderare</em></strong> il futuro mio, dei miei genitori e dei miei figli. E voglio farlo impegnandomi in prima persona e insieme a chiunque di voi voglia farlo con me perché si realizzi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3406" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva33.jpg" alt="Diapositiva33" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva33.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva33-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Come? Vi dico la verità, non lo so… Immagino spazi di ricerca, sperimentazione, contaminazione tra generazioni nell’ottica di identificare un <strong>linguaggio condiviso</strong>, un misto tra analogico e digitale, che ci aiuti a comunicare e andare oltre l’incomprensione, la diffidenza o lo scetticismo.</p>
<p>Quello che so per certo è che abbiamo il dovere di farlo e che dobbiamo farlo con un atteggiamento acritico, integro, professionale, privo di protagonismo… esattamente come se fossimo degli interpreti ad una conferenza internazionale…</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-3407" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva34.jpg" alt="Diapositiva34" width="640" height="360" srcset="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva34.jpg 640w, http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/Diapositiva34-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>In una conferenza gli interpreti assicurano una rappresentazione fedele del dibattito che si svolge; sono tenuti a prepararsi prima sui temi delle riunioni e a studiarne la relativa terminologia. Il lavoro di interprete richiede eccezionali capacità di adattamento, di comprensione di problemi di varia natura, spesso complessi; richiede di reagire rapidamente alle mutate circostanze, di comunicare efficacemente, di lavorare spesso sotto pressione e di adattarsi a un ambiente di lavoro multiculturale.</p>
<p>Ecco, tra nativi analogici e nativi digitali, prima ancora che immigrato io voglio essere esattamente un <strong>INTERPRETE</strong>!</p>
<p>Che dite, si accontenteranno del mio accento napoletano? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: left;">Grazie mille!</p>
<p style="text-align: center;"> <img class="alignnone size-full wp-image-3409" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/03/12832443_10153536084804007_4992547104676527222_n-e1457347646153.jpg" alt="12832443_10153536084804007_4992547104676527222_n" width="640" height="439" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/03/07/interpreti-digitali-spiegare-la-vita-analogica-ai-nativi-digitali-quella-digitale-ai-nativi-analogici/">Da semplici &#8220;immigrati&#8221; ad Interpreti Digitali: il mio intervento al TEDxCaserta 2016</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
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		<title>Carrello abbandonato come opportunità di branding: il caso BrikBook</title>
		<link>http://www.kawakumi.com/2016/02/15/recupero-carrelli-abbandonati-lottimo-caso-di-brikbook/</link>
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				<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 11:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Basile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Life]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Giovedì sera, mentre guardo distrattamente Sanremo 2016, mi scorre davanti sulla timeline di Facebook questo post: Corro subito ad approfondire cliccando sul link nel post e scopro il progetto Brik Case (nato su Kickstarter da&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/02/15/recupero-carrelli-abbandonati-lottimo-caso-di-brikbook/">Carrello abbandonato come opportunità di branding: il caso BrikBook</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì sera, mentre guardo distrattamente Sanremo 2016, mi scorre davanti sulla timeline di Facebook questo post:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-3373 size-full" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/02/carrelli_abbandonati_strategie-e1455533640192.png" alt="carrelli_abbandonati_strategie" width="560" height="506" /></p>
<p>Corro subito ad approfondire cliccando sul <a href="http://www.smartworld.it/nerd/recensione-brik-case-cover-lego-macbook.html" target="_blank">link nel post</a> e scopro il progetto <strong>Brik Case</strong> (<a title="Date sfogo alla creatività, con questa cover LEGO per MacBook (video)" href="http://www.smartworld.it/tecnologia/date-sfogo-alla-creativita-con-questa-cover-lego-per-macbook-video.html">nato su Kickstarter</a> da un&#8217;idea del Jolt Team). <a href="http://www.brikbook.com/" target="_blank">BrikBook</a> è una cover LEGO per Macbook Air e Pro grazie alla quale potrete creare sui vostri Mac fantastiche composizioni dei mitici mattoncini LEGO (su <a href="https://www.instagram.com/explore/tags/brikbook/" target="_blank">Instagram</a> trovate moltissimi esempi di utilizzi molto molto creativi).</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/8yUjuJp8NtU?rel=0&amp;controls=0&amp;showinfo=0" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Beh, per me che amo davvero alla follia <strong>LEGO </strong>e <strong>Apple </strong>è subito amore. Venerdì mattina vado subito sul sito a dare un&#8217;occhiata a prezzi, spese di spedizione etc intenzionatissimo ad acquistarla!</p>
<p>La cover costa a prezzo pieno 59,90$ ma, visti gli sconti per il President&#8217;s Day, è in offerta a 49,90$. Ottimo!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-3374 size-full" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/02/Brik_Book_-_Lego&#x2122;_Compatible_MacBook_Case-e1455534296500.png" alt="Brik_Book_-_Lego&#x2122;_Compatible_MacBook_Case" width="560" height="355" /></p>
<p>Metto nel carrello il prodotto per dare uno sguardo alle <strong>spese di spedizione</strong> e&#8230; delusione. Il free shipping su soglia non è valido per l&#8217;estero e la spedizione base costa 23,77$ (le altre manco le guardo perchè costerebbero più della cover).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-3375 size-full" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-12-alle-09.52.38-e1455534391609.png" alt="Schermata 2016-02-12 alle 09.52.38" width="560" height="265" /></p>
<p>La cover mi piace, ma direi che un&#8217;incidenza delle spese quasi pari al 50% del costo non me la voglio accollare. <strong>Abbandono il carrello</strong>&#8230; ed è qui che inizia la bella storia che vi voglio raccontare.</p>
<p>Dopo nemmeno un&#8217;ora dall&#8217;abbandono del carrello mi arriva <strong>una mail da BrikBook</strong> in cui mi chiedono perchè ho abbandonato il carrello, presumono sia per colpa delle spese di spedizione (allora lo sapete eh!) e mi offrono un <strong>10% di sconto</strong> per incentivarmi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-3376 size-full" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/02/carrello_abbandonato_come_fare_1-e1455534724504.png" alt="carrello_abbandonato_come_fare_1" width="560" height="336" /></p>
<p>Gli rispondo ringraziandoli ma dicendo che le spese incidono ancora un po&#8217; troppo e che ci avrei pensato. Dopo pochissimo mi scrive <strong>direttamente uno dei fondatori</strong> dell&#8217;azienda:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-3377 size-full" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/02/carrello_abbandonato_come_fare_2-e1455534880180.png" alt="carrello_abbandonato_come_fare_2" width="560" height="168" /></p>
<p>La cosa che mi ha colpito di più non è (solo) il 25% di sconto che mi ha offerto, ma il fatto che mi illustrasse le soluzioni a medio termine che stavano già immaginando per la problematica (la ricerca di un distributore in EU). Decido allora di accettare e <strong>acquisto la cover</strong>.</p>
<p>Nel frattempo avevo pubblicato un post su Facebook parlando della cover e un po&#8217; di amici si erano appassionati al prodotto e allo scambio di mail(che gli avevo raccontato) tra me e l&#8217;azienda. Decido quindi di chiedere a Brett se poteva eventualmente darmi qualche codice sconto anche per i miei amici. La sua risposta non tarda ad arrivare:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-3378 size-full" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/02/Carrelli_abbandonati_come_fare_3-e1455535176838.png" alt="Carrelli_abbandonati_come_fare_3" width="560" height="145" /></p>
<p>Non solo mi crea un codice (<strong>BASILEBRIK</strong>) valido per tutti quelli a cui lo avrei voluto dare, ma promette anche di regalarmi mattoncini extra in caso di acquisti con quel codice!</p>
<p>In pratica da un carrello abbandonato siamo passati ad una <strong>campagna di affiliation/buzz</strong>, e questo non tanto e non solo per mia volontà ma per l&#8217;intraprendenza di un imprenditore (no, non lo definirei <em>startupper</em> uno così ;)) lungimirante.</p>
<p>Questa storia mi ha fatto riflettere su quanto la corretta gestione di un carrello abbandonato sia un&#8217;opportunità infinita non tanto e non solo di business, ma di branding&#8230; di immagine.</p>
<p>Io non conoscevo BrikBook, non avevo intenzione di spendere una &#8220;cifra blu&#8221; per una cover per il mio Mac, eppure Brett è riuscito a convincermi e mi ha anche stimolato a diffonedere i suoi coupon sconto e a scrivere questo post (che probabilmente gli darà visibilità sul mercato italiano che avrebbe dovuto altrimenti pagare molto più degli sconti che eventualmente erogherà).</p>
<p>Noi (parlo anche per me eh) ci limitiamo nel migliore dei casi a mandare mail standard nella speranza di &#8220;recuperare&#8221; quelle centinaia di euro che il cliente ha deciso di non darci. Dovremmo invece pensare che in ogni gestione del genere è nascosta l&#8217;<strong>opportunità di innescare una relazione</strong> con il consumatore che lo trasformi in ambassador del mio brand, e che potenzialmente questo potrebbe portarmi <strong>molto più del valore del carrello</strong> abbandonato/recuperato.</p>
<p>PS = se volete approfittare del 20% di sconto (unito ai 10$ per il President&#8217;s Day) potete farlo ancora oggi con il codice <strong><a href="http://www.brikbook.com/products/brik-book-macbook-case?variant=1182067265" target="_blank">BASILEBRIK</a></strong> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/02/15/recupero-carrelli-abbandonati-lottimo-caso-di-brikbook/">Carrello abbandonato come opportunità di branding: il caso BrikBook</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
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		<title>SanremoCeres: il balcone di Ceres a Sanremo 2016</title>
		<link>http://www.kawakumi.com/2016/02/10/sanremoceres-balcone-ceres-sanremo-2016/</link>
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				<pubDate>Wed, 10 Feb 2016 15:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide Basile]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Ceres]]></category>
		<category><![CDATA[Real Time Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Torno a scrivere sul blog dopo un po&#8217; di assenza forzata (dovuta a problemi tecnici con la piattaforma e alla ormai cronica mancanza di tempo). Lo faccio &#8220;ispirato&#8221; dall&#8217;operazione che Ceres ha messo in piedi&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/02/10/sanremoceres-balcone-ceres-sanremo-2016/">SanremoCeres: il balcone di Ceres a Sanremo 2016</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Torno a scrivere sul blog dopo un po&#8217; di assenza forzata (dovuta a problemi tecnici con la piattaforma e alla ormai cronica mancanza di tempo). Lo faccio &#8220;ispirato&#8221; dall&#8217;operazione che <a href="http://www.ceres.com/" target="_blank">Ceres</a> ha messo in piedi in occasione del 66° Festival di Sanremo proponendo l’<strong>hashtag sponsorizzato</strong> <strong><a href="https://twitter.com/hashtag/SanremoCeres" target="_blank">#SanremoCeres</a></strong> con cui invita gli utenti a “farsi sentire” e promette “se sei divertente almeno come noi, ti stendiamo al Festival”.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-3361 size-full" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/02/Schermata-2016-02-10-alle-15.25.29-e1455114283810.png" alt="Ceres Balcone Sanremo Twitter" width="560" height="668" /></p>
<p>Ed ecco il balcone con un tweet &#8220;steso&#8221; in real time ieri sera (durante la prima puntata di Sanremo 2016):</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-3362 size-full" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/02/ceres_balcone_sanremo-e1455114387876.jpg" alt="ceres_balcone_sanremo" width="560" height="374" /></p>
<p>Personalmente, ieri sera, appena ho visto l&#8217;iniziativa, ho subito sentenziato <em>&#8220;<a class="_58cn" href="https://www.facebook.com/hashtag/sanremo2016?source=feed_text&amp;story_id=10153486740094007" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;,&quot;type&quot;:104}"><span class="_58cl">‪#‎</span><span class="_58cm">Sanremo2016‬</span></a> ancora deve iniziare ma sui social abbiamo già un vincitore. E come al solito è Ceres! <a class="_58cn" href="https://www.facebook.com/hashtag/sanremoceres?source=feed_text&amp;story_id=10153486740094007" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;,&quot;type&quot;:104}"><span class="_58cl">‪#‎</span><span class="_58cm">SanremoCeres‬</span></a>&#8220;</em>.</p>
<p>Alla mia sollecitazione l&#8217;amica <a href="https://twitter.com/ClaudiaBumbolo" target="_blank">@claudiabumbolo</a> ha replicato: <em>&#8220;Il cliente Ceres nemmeno lo guarda Sanremo, che senso ha fare un investimento per pura provocazione comunque non in target? Considerando che la Ceres ha un grado alcolico di 7.5 ed è una strong ale industriale che a livello lotta scaffale se la gioca con Tennent&#8217;s e Peroni Forte, sia per prezzo che per gradazione alcolica superiore alle altre industriali, direi che la brand personas di riferimento non supera i 30 anni. Sarei curiosa di sapere quanti under 30 vedono Sanremo. Avendo un budget a disposizione e dovendo allocare delle risorse, mi chiedo se non sarebbe stato più corretto fare un altro tipo scelta &#8211; ugualmente in stile Ceres&#8221;.</em></p>
<p>Vi riporto per grandi linee la mia risposta&#8230; Il target di Sanremo negli ultimi anni (complice soprattutto la presenza dei cantanti della cosiddetta &#8220;talent generation&#8221;) è diventato molto interessante anche per brand più &#8220;giovani&#8221;. Guardiamo ad esempio <a href="http://www.nielsen.com/it/it/insights/news/2015/sanremo2015-milioni-di-Twitter.html" target="_blank">i dati dello scorso anno</a>: se è vero che l&#8217;età media del pubblico di Sanremo 2015 è stata di 53 anni (la media di rete è comunque 59), la sorpresa è arrivata proprio dai giovani: <strong>sul target 15-24 anni la media di share è stata del 53%</strong>. Sul target commerciale (che è comunque 25-54 e quindi comprende anche Under 30 potenziali clienti Ceres) la media è stata del 45%. Da qualche anno inoltre Sanremo è molto &#8220;social&#8221; (l&#8217;anno scorso su Twitter complessivamente nelle 5 serate sono stati oltre 170 mila gli Unique Author, ovvero account che hanno postato almeno uno dei 2,2 milioni di tweet totali registrati).</p>
<p>I <a href="http://www.franzrusso.it/campagne-eventi/sanremo-2016-il-festival-e-ormai-sempre-piu-social/" target="_blank">dati della prima puntata del 2016</a>, arrivati da pochissimo, confermano questi trend: la serata del 9 febbraio ha fatto registrare 568 mila tweet, il dato più alto delle ultime sei edizioni e, dal punto di vista demografico, prevalgono gli uomini (56%) e i Millennials (60% sotto i 34 anni).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-3363 size-full" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/02/sanremo2016-nielsen-e1455115228703.jpg" alt="sanremo2016-nielsen" width="560" height="552" /></p>
<p>A queste considerazioni sul target e sull&#8217;audience aggiungerei però altri elementi a supporto del mio parere positivo all&#8217;operazione di Ceres:</p>
<ol>
<li>Sanremo è come la DC negli anni d&#8217;oro: &#8220;nessuno&#8221; la votava e prendeva il 70% dei voti</li>
<li>terrei conto anche del &#8220;mondo&#8221; di persone che guardano Sanremo nell&#8217;ottica di criticarlo/prenderlo in giro/divertirsi/svagarsi senza molto interesse alla musica (e sono davvero tanti&#8230; basta guardare le conversazioni su Twitter con hashtag <a class="_58cn" dir="ltr" href="https://twitter.com/hashtag/Sanremo2016" target="_blank"><span class="_58cl">#</span><span class="_58cm">Sanremo2016</span></a>, <a class="_58cn" dir="ltr" href="https://twitter.com/hashtag/SanremoCeres" target="_blank"><span class="_58cl">#</span><span class="_58cm">SanremoCeres</span></a>, <a class="_58cn" dir="ltr" href="https://twitter.com/hashtag/TeamDivano" target="_blank"><span class="_58cl">#</span><span class="_58cm">TeamDivano</span></a>, etc) che sono perfettamente in linea con il tono irriverente e ironico di Ceres e che con questa operazione Ceres credo punti ad intercettare più di tutti</li>
<li>in ogni caso c&#8217;è un discorso di marca di Ceres che è incentrato sul claim <em>&#8220;Ceres C&#8217;è!&#8221;</em> che quasi li obbliga ad essere presenti in qualche maniera a quello che resta comunque uno degli eventi più seguiti e chiacchierati d&#8217;Italia (l&#8217;anno scorso media spettatori intorno ai 10.000.000 per serata&#8230; un sesto della popolazione italiana!)</li>
</ol>
<p>Insomma, a mio avviso Ceres si conferma uno dei pochissimi brand italiani che ha compreso cosa vuol dire davvero fare Real Time Marketing. In particolare questa operazione rientra perfettamente in una delle 6 situazioni che, secondo <a href="http://www.altimetergroup.com/2013/12/the-six-business-cases-for-real-time-marketing/" target="_blank">Altimeter</a>, possono/devono dare adito ad azioni di RTM (in particolare, in questo caso, parlerei di &#8220;Anticipated Event&#8221; (planned/proactive).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone wp-image-3364 size-full" src="http://www.kawakumi.com/wp-content/uploads/2016/02/RTM-6-use-cases1-1024x768-e1455115783211.jpg" alt="Figure 2 N3" width="560" height="420" /></p>
<p>Ne ho parlato qualche mese fa ad un evento. Se vi va qui ci sono le slide.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe style="border: 1px solid #CCC; border-width: 1px; margin-bottom: 5px; max-width: 100%;" src="//www.slideshare.net/slideshow/embed_code/key/F00upUJF0AZWoy" width="510" height="420" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"> </iframe></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com/2016/02/10/sanremoceres-balcone-ceres-sanremo-2016/">SanremoCeres: il balcone di Ceres a Sanremo 2016</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.kawakumi.com">kawakumi</a>.</p>
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							<wfw:commentRss>http://www.kawakumi.com/2016/02/10/sanremoceres-balcone-ceres-sanremo-2016/feed/</wfw:commentRss>
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