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	<title>Commenti per keltik (kk)</title>
	
	<link>http://www.jaxx.it/keltik</link>
	<description>"Wir müssen wissen, wir werden wissen"</description>
	<lastBuildDate>Sat, 06 Mar 2010 14:28:00 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Smontare un HP Compaq nx6110 di Alessandro</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/keltikComments/~3/JMxqec0eqw0/</link>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 14:28:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao, 
io proverò a smontare 2 hp per averne uno buono! Uno mi si è rotto la scheda madre credo e nell'altro una sovralimentazione dell'hub mi continua a impallare costantemente il pc fino al punto che inspiegabilmente il pc mi funziona se e solo se inclinato a 45 gradi. Cmq cercherò di prendere il meglio dei 2!! se avete qualche consiglio sono grato! cmq grazie per aver linkato il manuale è veramente ottimo , non vedo l'ora di usarlo 
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
io proverò a smontare 2 hp per averne uno buono! Uno mi si è rotto la scheda madre credo e nell&#8217;altro una sovralimentazione dell&#8217;hub mi continua a impallare costantemente il pc fino al punto che inspiegabilmente il pc mi funziona se e solo se inclinato a 45 gradi. Cmq cercherò di prendere il meglio dei 2!! se avete qualche consiglio sono grato! cmq grazie per aver linkato il manuale è veramente ottimo , non vedo l&#8217;ora di usarlo<br />
ciao</p>
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	<item>
		<title>Commenti su L’ ultimo teorema di Fermat di umberto esposito</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/keltikComments/~3/Uu8sNwBQhck/</link>
		<dc:creator>umberto esposito</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 07:47:21 +0000</pubDate>
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		<description>VERSO UNA NUOVA CONCEZIONE DELL’UNIVERSO
Dalla “Teoria del Tutto” alla “Teoria del Megauniverso” di Gallo.

Dopo la rivoluzione operata in matematica, sulla base dei suoi princìpi, dei suoi teoremi e delle sue formule, e dopo aver unificato il continuo (equazioni algebriche) con il discreto (equazioni diofantee), il matematico italiano Onofrio Gallo (n. 1946 a Cervinara, Valle Caudina), in un suo scritto, contenuto nel suo Codex Cervinarensis e che abbraccia il periodo 1999-2009, propone una nuova linea di ricerca nel campo della Fisica Teorica e della Cosmologia,  delineando quella che potrebbe costituire la quinta rivoluzione scientifica a cavallo tra il XX e il XXI secolo, dopo le Teorie della Relatività di Einstein, la Meccanica Quantistica, la Computer-Science e la sua TMPECF o Mathemantics, la prima Teoria Matematica per la Previsione degli Eventi Casuali Futuri ( nel discreto) del tipo NP ( non probabilistica, in quanto nega sia il Principio di equiprobabilità sia il conseguente Principio d’indipendenza tra due eventi casuali consecutivi)  ed NQ (non qualitativa) e relativa alla previsione del singolo evento casuale futuro E(t+1), al tempo t+1, successivo all’evento casuale E(t), al tempo t. Tale teoria, come esposto altrove dal suo Autore, si basa su una serie di principi logici e semi-logici in ambito casuale, dai quali derivano particolari equazioni casuali dipendenti da un unico parametro anch’esso casuale.                                                    Se è vero che la sua ideazione e costruzione ha richiesto oltre un quarto di secolo anche nell’era dei computer, è altresì vero che durante tale arco di tempo i suoi princìpi e le sue applicazioni ne hanno dimostrato l’indiscussa e indiscutibile validità.                                                                                             La TMPECF ha preceduto di almeno un ventennio la Teoria di Wolfram.
Essa è una nuova disciplina alle cui radici si trova una vera e propria sintesi degli opposti, fondata su idee molteplici ed originalissime che - coniugando logica e semi-logica, il mondo del continuo con il mondo del discreto (“numeri casuali nucleari di Gallo”), le funzioni casuali di Gallo (di I e di II grado), fondate, oltre che sul Secondo Principio Generale della Conoscenza di Gallo (Caso *Caso = Certezza dove * indica un opportuno algoritmo operativo), anche su una logica relativistica non euclidea -  conduce alle ECPG (o equazioni algebriche casuali parametriche di Gallo, rispettivamente, di II e di V grado) i cui dati in input sono forniti dai Campi Casuali Finiti GGG mod.k e il cui parametro funziona da lunghezza d’onda che, ai fini previsionali, sincronizza l’evento E(t) al tempo t con l’evento casuale futuro successivo  E(t+1) al tempo t+1.
Le previsioni (output) si ottengono tramite le soluzioni casuali future di Gallo delle ECPG.
Infine la “selezione” delle previsioni più attendibili tra quelle fornite dalla teoria avviene mediante l’esame della struttura dei campi finiti modulari GGG o di Gauss-Galois-Gallo e del “protocollo operativo” e, in taluni casi, per “isomorfismo locale”.
Una delle più sorprendenti conseguenze in ambito TMPECF è la verifica, in termini matematici, del fenomeno di “accoppiamento dei singoletti numerici”, un fenomeno matematico mai rilevato in precedenza, che risulta esattamete simile al fenomeno fisico della violazione della “disuguaglianza di Bell” (DB), stabilita dal fisico irlandese John Bell (1964)e cruciale per scegliere tra la Fisica Classica e la Fisica Quantistica, nata dal paradosso EPR ( di Einstein, Podolsky e Rosen), relativo al carattere incompleto della Fisica Quantistica: la predetta violazione della DB, com’è noto, fu confermata da un rigoroso esperimento del 1975 di A. Aspect , sulla base delle idee -abbandono delle “variabili continue” – di David Böhm (1951).
Aspect riprese e modificò nel 1982 l’esperimento del 1975 e dimostrò la DB tra i cosiddetti “fotoni gemelli”, che hanno messo in crisi la stessa nozione di spazio o di tempo in Fisica.
Ciò premesso, nel suo scritto Onofrio Gallo espone il suo “sistema del mondo”  o Teoria MG di Gallo ( Teoria del Megauniverso) come segue:  
                                            
“ Si tratta di un modello teorico fondato sulla considerazione di tutto l’universo (Megauniverso),che comprende sia quello accessibile sia quello non accessibile all’Uomo. Si tratta di un universo di forma toroidale ( la cui struttura è quella di un buco nero “aperto” e le cui linee di forza sono determinate da un campo energetico perenne E, regolato da leggi cicliche, simmetriche ed immutabili di tipo “globali”, in quanto associate ad uno stato caratteristico della realtà di E della quale nessuno potrà mai determinare direttamente alcun parametro particolare, ma al più supporne gli effetti derivanti dalla manifestazione di una forza forte misteriosa ed inconoscibile. Un campo  che genera un flusso continuo di materia e di antimateria, di energia e di anti-energia ( o materia scura) e che molto probabilmente oscilla periodicamente ( con un periodo ignoto) causando dilatazioni e contrazioni (pulsazioni) degli spazi-tempi che caratterizzano gli universi che da esso si distaccano come protuberanze di materia e/o di energia supercondensata in grado di formare (mediante BIG BEN) nuovi sottouniversi, o, se si vuole  “multiversi”, dove valgono leggi fisiche  “locali” particolari e che comprendono anche i ben noti buchi neri di tipo quasi-chiusi. Tali multiversi sono destinati ad essere riassorbiti e ad essere ritrasformati in E (mediante processi lentissimi nello spaziotempo) dopo i relativi BIG CRUNCH.                                                              Mentre è possibile fornire un ordine di grandezza sia in senso temporale che in senso spaziale per il nostro universo ( dell’ordine verosimilmente di 10exp34 anni per il tempo (un valore quasi- “simmetrico” (se fosse espresso in anni) del tempo di Planck che è dell’ordine di 10exp -33 secondi  e quasi uguale all’incirca alla durata minima della vita media di un protone che è di circa 10exp 31 anni) e di circa 1,0512 x10exp 36 in chilometri come diametro massimo, altrettanto non è possibile fare per MG. Il modello MG tuttavia ben si accorda con le nostre conoscenze sul nostro universo e consente di attribuire all’allontanamento e all’avvicinamento delle galassie una causa, che, anche se ignota, in ogni caso è interpretabile come effetto della pulsazione (dilatazione-contrazione) del campo collegato ad E.
   Attualmente siamo in una fase accelerata di allontanamento delle galassie tra di loro, tant’è vero che nel prossimo futuro si prospetta un era cosmologica in cui potrebbe instaurarsi addirittura una visione “desertica” del  nostro universo, venendo a mancare prima o poi agli astrofisici i consueti riferimenti della nostra Via lattea con le altre galassie a noi note. Ma vi è di più. Il modello MG suggerisce che non possono essere i campi vettoriali a poter condurre i fisici verso nuove scoperte e verso nuove conoscenze sulla dinamica universale. Tale possibilità è dunque strettamente e necessariamente collegata alla considerazione dei  campi scalari ( non orientati) che, benché fisici, possono essere studiati per via esclusivamente “matematica”. In altri termini è più facile fare Fisica oggi in termini di funzioni  matematiche scalari o numeriche che in termini di funzioni (fisiche) vettoriali legate allo spaziotempo. E i fisici sono in tal senso fortunati, in quanto sia il tempo che lo spazio da un punto di vista strettamente matematico non hanno alcun senso.”
  La realtà è dunque di tipo numerica e un nuovo pitagorismo si impone autorevolmente alla base della conoscenza del mondo e delle sue leggi. Non per nulla lo stesso Gallo è solito ripetere che: “ Se una cosa esiste essa è misurabile; e, viceversa, se una cosa è misurabile, essa esiste”
  Dunque al di là della palese inconciliabilità tra la Teoria della Relatività Generale e la Meccanica Quantistica e al di là delle idee “ geniali quanto pazzesche” avanzate negli ultimi 30/40 anni dalla famiglia di teorie afferenti alla Teoria delle stringhe ( della quale la più nota è la M-Theory di Ed Witten) o da altre teorie analoghe, la Teoria MG di Gallo, fondandosi su tre pilastri della conoscenza umana, quali il Principio di Simmetria, il suo Secondo Principio Generale della Conoscenza  e il suo Principio di Doppia Identità, suggerisce agli studiosi di Fisica Teorica e di Cosmologia nuovi paradigmi, le cui premesse sono racchiuse in appena quattro punti fondamentali. Il primo di essi consiste in una panoramica delle conoscenze attuali della Fisica Teorica e Cosmologica e fa riferimento ad un suo articolo dal titolo “Nuove concezioni sull’universo”, pubblicato in Italia nell’ottobre del 1991. Il secondo punto, di tipo critico, passa in rassegna l’evoluzione del pensiero umano a partire da Platone; in particolare egli cita l’Apologia di Socrate, per motivi di affinità con le Apologie, fatte dai singoli proponenti e dalle singole “scuole”dei proponenti,  delle “ teorie fisiche” che si sono candidate- anche mediante una loro eventuale quanto improbabile “fusione”- per un’unica e grande Teoria del Tutto relativa all’Universo conosciuto. Ma Onofrio Gallo non tralascia Newton, Einstein, e i  vari M. Veneziano. E. Witten, esponenti maggiori della Teoria delle stringhe, C. Rovelli tra i fondatori della Loop Quantum Gravity ( che nega la continuità dello spaziotempo, postulando attimi e spazi a “pacchetti”   infinitesimali discreti o di tipo “granulare” indipendenti da uno spaziotempo “esterno” ad essi)  e lo stesso G. ‘t Hooft, sostenitore del Principio Olografico, che, nato in antitesi alle Teorie delle Stringhe è stato esso stesso assorbito da tali teorie nella spiegazione delle cosiddette “brane” ( membrane)sottolineando le difficoltà (ampliamento del numero delle dimensioni dello spaziotempo, introduzione del concetto di stringhe e di svariati altri concetti di difficile lettura prima ancora che di difficile verifica ed applicazione al mondo reale) o le palesi incongruenze teorico-applicative ( inversione tra prima e dopo, tra causa ed effetto, riduzione ( come effetto del citato Principio Olografico) a forza di tipo puramente “illusoria”della forza di gravità in ambito tridimensionale, se si ammette una forza di gravità di tipo bidimensionale ecc).                                                                                              Ma è nel terzo capitolo del suo scritto che Onofrio Gallo propone alcuni nuovi paradigmi rappresentati da altrettante “scoperte”  e “intuizioni”.
E’ ben noto che fino ad oggi in qualunque ambito e su qualsiasi testo di Fisica ci si riferisce alla celebre  equazione, formula o relazione di Einstein (1)  E=mc^2 ,che lega la massa all’energia (dove ovviamente c&gt;o è la velocità della luce), come all’ “equazione” di Einstein: il che è di fatto errato, in quanto la cosiddetta  “equazione di Einstein” altro non è se non  una delle due “soluzioni” dell’”Equazione Mirabilis di Gallo” (irrazionale quadratica) (EMG)  ( E^2)^(1/2)  = (( m^2)(c^4))^(1/2) . L’altra soluzione dell’equazione (EMG)? E’ la  “soluzione di  Gallo” (2)  -E =  -m (-c)^2, ossia la “simmetrica” di quella di Einstein ( ma qualcuno ha attribuito tale “equazione di Einstein” ad un italiano, l’ingegnere Olinto De Pretto (che avrebbe pubblicato il 16/6/1903-  ben due anni prima dell’annus mirabilis (il 1905) – la più celebre formula della Fisica, anche se il De Pretto non fu mai menzionato da Einstein nei suoi scritti. Volutamente? Esiste in merito un bel libro del Prof. C. Bartocci  ( “Albert Einstein e Olinto De Pretto. La vera storia della formula più famosa del mondo “, Bologna, Ed. Andromeda, 1999) e vari siti sul web per approfondire l’intrigante quanto squallida vicenda.                                                                                                                 Nella “soluzione di Gallo” (2) della sua “Equazione Mirabilis” la quantità  -c rappresenta  la velocità della anti-luce nell’anti-universo costituito da anti-energia ( energia oscura) e antimateria. Secondo Onofrio Gallo la sua soluzione della sua “equazione mirabilis” potrebbe funzionare in modo egregio all’interno di un buco nero, tenuto conto del fatto che in un certo senso la luce,(sta per anti-luce), impossibilitata a venir fuori dal buco  nero, è come se viaggiasse in direzione opposta alla luce ordinaria. Inoltre sempre secondo l’Autore, il fatto che nella sua (EMG) la velocità della luce sia caratterizzata da un esponente uguale a 4 potrebbe indicare che sia proprio 4 il numero massimo delle dimensioni dello spaziotempo; mentre il fatto che la massa m vi figuri con l’esponente 2 sta ad indicare che, come riscontrato e dimostrato sperimentalmente già a suo tempo dal fisico inglese R. Hooke, l’attrazione tra i centri di due corpi materiali si manifesta con una forza d’attrazione tra i due corpi in modo inversamente proporzionale al “quadrato “ (esponente 2 appunto) della distanza tra tali centri. Un risultato sfruttato ampiamente in seguito da Newton nella sua legge di gravitazione universale, che, come tutti ben  sanno ormai, spudoratamente e coscientemente non fece mai il nome di Hooke, già suo “amico”, precedendo in ciò quanto lo stesso Einstein avrebbe in seguito fatto nei confronti di Olinto De Pretto! Ma, si sa : è più quello che non sappiamo che quello che sappiamo, soprattutto in merito a certi eventi e a certe squallide vicende. Del resto lo stesso Onofrio Gallo non è stato forse il primo matematico a livello mondiale ad ottenere la prima dimostrazione generale e diretta dell’Ultimo Teorema di Fermat? Ma la stampa anglosassone, che monopolizza, anche ai nostri giorni, in un certo senso anche il web, non cita affatto il Teorema Mirabilis di Gallo del quale l’Ultimo Teorema di Fermat è un caso particolare! Ma le verità sono di per sé incontenibili e non possono essere imbavagliate – ma solo temporaneamente- che dagli uomini, ma mai dalla Storia!  Allo stesso risultato trovato da Hooke si perviene applicando il Secondo Principio Generale della Conoscenza, codificato da Onofrio Gallo nella relazione   A*A’ =B , dove *  è un algoritmo o una combinazione opportuna e dove A ed A’ sono due incertezze (omogenee) o due teorie (omogenee) che da sole non funzionano, ma, prese insieme, danno luogo ad una teoria B che funziona. Alla quasi totalità dei Fisici è apparso “sorprendente” e  fuori del comune che un modello costruito  a prescindere da osservazioni empiriche e  a partire da una serie di esperimenti  non sorretti da alcuna teoria di base abbia potuto produrre un risultato scientifico “sorprendentemente” significativo.
La stessa meraviglia avrebbe provato chiunque non avesse conosciuto o che ignorasse ancora oggi la validità del Secondo Principio Generale della Conoscenza.
Il termine “sorprendente” e l’avverbio che esso genera sono “sintomi acuti” del male di cui soffrono ancor oggi , in pieno XXI secolo, coloro che ignorano il suddetto Principio.
Infatti uno studio pubblicato sulla rivista Science da parte di M. Cubovic, J. Zaanen, K. Schalm ( Università di Leida, Olanda), per la prima volta, è riuscito a mettere in relazione  , attraverso un formalismo matematico, legato alla “inutile”  Teoria delle Stringhe, fenomeni dell’ universo macroscopico di tipo relativistico con modelli quantistici del mondo microscopico. Lo studio ha consentito di chiarire (ma non di spiegare) il modo in cui un elettrone entra ed esce da uno stato critico quantistico.
Un annoso problema ( esistenza della superconduttività ad alta temperatura) dunque non spiegato, ma risolto dai fisici della materia.
Ma tali fisici, aggiungiamo noi, non conoscendo l’esistenza del Secondo Principio citato in precedenza, tendono a credere erroneamente che tale “successo” abbia offerto un’inattesa “applicazione” dell’ “inutile” Teoria delle Stringhe, o meglio di quella sua parte “formale” detta “corrispondenza AdS/cFT”, acronimo che sta per “anti de Sitter/ conformal field Theory”.
Il che, tradotto in parole semplici, vuol dire che si è fatto uso solo del “formalismo” matematico relativo ad un singolo capitolo della “inutile teoria” per ottenere un “chiarimento” di un fenomeno rimasto ancora oggi “inspiegato”: il che non ci sorprende affatto, in quanto si tratta di una “semplice e casuale” applicazione del nostro Secondo Principio Generale  della Conoscenza ( Caso*Caso=Certezza), così come è avvenuto tante volte lungo il cammino del progresso scientifico, compreso lo stesso progresso delle Matematiche, come rilevato e dimostrato ampiamente nei nostri scritti matematici    
Del resto la stessa cosa non si verificò a suo tempo anche nel caso della equazione di Dirac? Infatti l’equazione di Dirac nacque dalla combinazione di due teorie che, prese singolarmente, non generavano alcuna “equazione di Dirac”. Tali teorie erano da un lato la TQ = Teoria Quantistica e, dall’altro lato, la TRR = Teoria della Relatività Ristretta di Einstein.Si trattava di due teorie omogenee” (o compatibili) il che rese applicabile, anche senza cognizione di causa e casualmente, il Secondo Principio Generale della Conoscenza.
Combinandole insieme, il fisico inglese P.A.M. Dirac ottenne, attraverso la combinazione casuale TQ * TRR l’ equazione che cercava e che per la prima volta indicò chiaramente ai Fisici l’esistenza dell’antimateria. Stranamente, però, Dirac non si preoccupò minimamente d’indagare l’esistenza di altri tipi di relazioni o di equazioni nell’ambito dell’antimateria, cosa che avrebbe potuto condurlo alla scoperta dell’Equazione Mirabilis di Gallo che, sempre per ”simmetria”, evidenzia una relazione tra l’antimassa e l’anti-energia (energia oscura) nel mondo dell’antimateria!                                                                              Sarebbe stata una bella accoppiata di “simmetrie”, ma, purtroppo per Dirac, non fu così.  
Dalle soluzioni (1) e (2) della sua Equazione Mirabilis Onofrio Gallo trae anche la sua Legge di annichilazione “locale” della materia e dell’energia. Dimostrare che tale legge è “locale” non è difficile. Tale legge infatti, per risultare “ globale”, dovrebbe implicare nelle (1) e (2) la contemporanea presenza da un lato di tutta la materia e di tutta l’energia visibile e, dall’altro lato, di tutta l’antimateria e di tutta l’anti-energia invisibile  che, insieme, costituiscono l’intero MG che, sommate tra loro, causerebbero l’annichilimento globale dello stesso MG . Il che è impossibile per il Principio di conservazione delle masse e delle energie ( un principio derivante dalle leggi cicliche, simmetriche ed immutabili che regnano in MG e quindi in E). 
Ed ecco come Onofrio Gallo conclude il suo scritto: 
“Un’altra naturale conseguenza di un  Universo del tipo MG è costituita dallo “sdoppiamento” della forza di gravità che non è unica alla luce di quanto esposto, in quanto in MG, se da un lato E si manifesta come una forza di gravità “forte” a livello globale, dall’altro lato, è altrettanto vero che, a livello locale, la forza di gravità è di tipo “debole”. Ed è questo il motivo principale per il quale non è possibile attualmente applicare il Secondo Principio Generale della Conoscenza alle quattro forze fondamentali oggi note e prese in considerazione dai fisici;  quella elettromagnetica . quella elettrodebole (associata alla radioattività), quella forte (associata alla forza nucleare) e la forza di gravità (debole sì, ma “unica”) come oggi è concepita.  La conseguenza? E’che, risultando “incompatibili”  le prime tre  forze (unificate nel cosiddetto Modello Standard) con la quarta forza “debole” ( la gravità), o, il che è lo stesso, essendo “incompatibili” la Meccanica Quantistica (fondata sulle probabilità) e la Teoria Generale della Relatività di Einstein ( che descrive la forza di gravità e la natura dello sazio tempo del nostro universo) sussiste un “principio di disomogeneità” che mal si concilia con il primo membro del Secondo Principio Generale della Conoscenza.            Il che ci induce a concludere sull’impossibilità circa la creazione di una Teoria del Tutto. Soprattutto se si tiene in debito conto anche la quinta forza fondamentale nel modello MG, ossia la componente “forte” (inconoscibile in quanto prodotta da E) della forza di gravità. I problemi da risolvere relativamente allo stesso Modello Standard ( il migliore oggi a disposizione dei Fisici) sono vari e notevoli e per completarlo è noto che occorre dimostrare l’esistenza di un certo numero (anch’esso da determinare) di campi scalari. Il che sarà possibile se, e solo se, saranno individuate le cosiddette “particelle di Higgs”, che rappresenterebbero i “quanti” relativi a siffatti campi scalari. Un obiettivo ancora molto lontano, in ogni caso funzione delle tecnologie più che di nuove scoperte in ambito teorico. Così come dipendono fortemente da nuove tecnologie legate agli sviluppi di nuovi mega-acceleratori e nuovi mega-collisori di particelle elementari le future acquisizioni teoriche da parte dei fisici per penetrare e comprendere più in profondità gli enigmi che ancora oggi avvolgono nelle loro nebbie la Fisica Teorica e la Cosmologìa alla fine del primo decennio del XXI secolo.”.
A cura di Umberto Esposito, per gentile concessione dell’Autore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>VERSO UNA NUOVA CONCEZIONE DELL’UNIVERSO<br />
Dalla “Teoria del Tutto” alla “Teoria del Megauniverso” di Gallo.</p>
<p>Dopo la rivoluzione operata in matematica, sulla base dei suoi princìpi, dei suoi teoremi e delle sue formule, e dopo aver unificato il continuo (equazioni algebriche) con il discreto (equazioni diofantee), il matematico italiano Onofrio Gallo (n. 1946 a Cervinara, Valle Caudina), in un suo scritto, contenuto nel suo Codex Cervinarensis e che abbraccia il periodo 1999-2009, propone una nuova linea di ricerca nel campo della Fisica Teorica e della Cosmologia,  delineando quella che potrebbe costituire la quinta rivoluzione scientifica a cavallo tra il XX e il XXI secolo, dopo le Teorie della Relatività di Einstein, la Meccanica Quantistica, la Computer-Science e la sua TMPECF o Mathemantics, la prima Teoria Matematica per la Previsione degli Eventi Casuali Futuri ( nel discreto) del tipo NP ( non probabilistica, in quanto nega sia il Principio di equiprobabilità sia il conseguente Principio d’indipendenza tra due eventi casuali consecutivi)  ed NQ (non qualitativa) e relativa alla previsione del singolo evento casuale futuro E(t+1), al tempo t+1, successivo all’evento casuale E(t), al tempo t. Tale teoria, come esposto altrove dal suo Autore, si basa su una serie di principi logici e semi-logici in ambito casuale, dai quali derivano particolari equazioni casuali dipendenti da un unico parametro anch’esso casuale.                                                    Se è vero che la sua ideazione e costruzione ha richiesto oltre un quarto di secolo anche nell’era dei computer, è altresì vero che durante tale arco di tempo i suoi princìpi e le sue applicazioni ne hanno dimostrato l’indiscussa e indiscutibile validità.                                                                                             La TMPECF ha preceduto di almeno un ventennio la Teoria di Wolfram.<br />
Essa è una nuova disciplina alle cui radici si trova una vera e propria sintesi degli opposti, fondata su idee molteplici ed originalissime che &#8211; coniugando logica e semi-logica, il mondo del continuo con il mondo del discreto (“numeri casuali nucleari di Gallo”), le funzioni casuali di Gallo (di I e di II grado), fondate, oltre che sul Secondo Principio Generale della Conoscenza di Gallo (Caso *Caso = Certezza dove * indica un opportuno algoritmo operativo), anche su una logica relativistica non euclidea &#8211;  conduce alle ECPG (o equazioni algebriche casuali parametriche di Gallo, rispettivamente, di II e di V grado) i cui dati in input sono forniti dai Campi Casuali Finiti GGG mod.k e il cui parametro funziona da lunghezza d’onda che, ai fini previsionali, sincronizza l’evento E(t) al tempo t con l’evento casuale futuro successivo  E(t+1) al tempo t+1.<br />
Le previsioni (output) si ottengono tramite le soluzioni casuali future di Gallo delle ECPG.<br />
Infine la “selezione” delle previsioni più attendibili tra quelle fornite dalla teoria avviene mediante l’esame della struttura dei campi finiti modulari GGG o di Gauss-Galois-Gallo e del “protocollo operativo” e, in taluni casi, per “isomorfismo locale”.<br />
Una delle più sorprendenti conseguenze in ambito TMPECF è la verifica, in termini matematici, del fenomeno di “accoppiamento dei singoletti numerici”, un fenomeno matematico mai rilevato in precedenza, che risulta esattamete simile al fenomeno fisico della violazione della “disuguaglianza di Bell” (DB), stabilita dal fisico irlandese John Bell (1964)e cruciale per scegliere tra la Fisica Classica e la Fisica Quantistica, nata dal paradosso EPR ( di Einstein, Podolsky e Rosen), relativo al carattere incompleto della Fisica Quantistica: la predetta violazione della DB, com’è noto, fu confermata da un rigoroso esperimento del 1975 di A. Aspect , sulla base delle idee -abbandono delle “variabili continue” – di David Böhm (1951).<br />
Aspect riprese e modificò nel 1982 l’esperimento del 1975 e dimostrò la DB tra i cosiddetti “fotoni gemelli”, che hanno messo in crisi la stessa nozione di spazio o di tempo in Fisica.<br />
Ciò premesso, nel suo scritto Onofrio Gallo espone il suo “sistema del mondo”  o Teoria MG di Gallo ( Teoria del Megauniverso) come segue:  </p>
<p>“ Si tratta di un modello teorico fondato sulla considerazione di tutto l’universo (Megauniverso),che comprende sia quello accessibile sia quello non accessibile all’Uomo. Si tratta di un universo di forma toroidale ( la cui struttura è quella di un buco nero “aperto” e le cui linee di forza sono determinate da un campo energetico perenne E, regolato da leggi cicliche, simmetriche ed immutabili di tipo “globali”, in quanto associate ad uno stato caratteristico della realtà di E della quale nessuno potrà mai determinare direttamente alcun parametro particolare, ma al più supporne gli effetti derivanti dalla manifestazione di una forza forte misteriosa ed inconoscibile. Un campo  che genera un flusso continuo di materia e di antimateria, di energia e di anti-energia ( o materia scura) e che molto probabilmente oscilla periodicamente ( con un periodo ignoto) causando dilatazioni e contrazioni (pulsazioni) degli spazi-tempi che caratterizzano gli universi che da esso si distaccano come protuberanze di materia e/o di energia supercondensata in grado di formare (mediante BIG BEN) nuovi sottouniversi, o, se si vuole  “multiversi”, dove valgono leggi fisiche  “locali” particolari e che comprendono anche i ben noti buchi neri di tipo quasi-chiusi. Tali multiversi sono destinati ad essere riassorbiti e ad essere ritrasformati in E (mediante processi lentissimi nello spaziotempo) dopo i relativi BIG CRUNCH.                                                              Mentre è possibile fornire un ordine di grandezza sia in senso temporale che in senso spaziale per il nostro universo ( dell’ordine verosimilmente di 10exp34 anni per il tempo (un valore quasi- “simmetrico” (se fosse espresso in anni) del tempo di Planck che è dell’ordine di 10exp -33 secondi  e quasi uguale all’incirca alla durata minima della vita media di un protone che è di circa 10exp 31 anni) e di circa 1,0512 x10exp 36 in chilometri come diametro massimo, altrettanto non è possibile fare per MG. Il modello MG tuttavia ben si accorda con le nostre conoscenze sul nostro universo e consente di attribuire all’allontanamento e all’avvicinamento delle galassie una causa, che, anche se ignota, in ogni caso è interpretabile come effetto della pulsazione (dilatazione-contrazione) del campo collegato ad E.<br />
   Attualmente siamo in una fase accelerata di allontanamento delle galassie tra di loro, tant’è vero che nel prossimo futuro si prospetta un era cosmologica in cui potrebbe instaurarsi addirittura una visione “desertica” del  nostro universo, venendo a mancare prima o poi agli astrofisici i consueti riferimenti della nostra Via lattea con le altre galassie a noi note. Ma vi è di più. Il modello MG suggerisce che non possono essere i campi vettoriali a poter condurre i fisici verso nuove scoperte e verso nuove conoscenze sulla dinamica universale. Tale possibilità è dunque strettamente e necessariamente collegata alla considerazione dei  campi scalari ( non orientati) che, benché fisici, possono essere studiati per via esclusivamente “matematica”. In altri termini è più facile fare Fisica oggi in termini di funzioni  matematiche scalari o numeriche che in termini di funzioni (fisiche) vettoriali legate allo spaziotempo. E i fisici sono in tal senso fortunati, in quanto sia il tempo che lo spazio da un punto di vista strettamente matematico non hanno alcun senso.”<br />
  La realtà è dunque di tipo numerica e un nuovo pitagorismo si impone autorevolmente alla base della conoscenza del mondo e delle sue leggi. Non per nulla lo stesso Gallo è solito ripetere che: “ Se una cosa esiste essa è misurabile; e, viceversa, se una cosa è misurabile, essa esiste”<br />
  Dunque al di là della palese inconciliabilità tra la Teoria della Relatività Generale e la Meccanica Quantistica e al di là delle idee “ geniali quanto pazzesche” avanzate negli ultimi 30/40 anni dalla famiglia di teorie afferenti alla Teoria delle stringhe ( della quale la più nota è la M-Theory di Ed Witten) o da altre teorie analoghe, la Teoria MG di Gallo, fondandosi su tre pilastri della conoscenza umana, quali il Principio di Simmetria, il suo Secondo Principio Generale della Conoscenza  e il suo Principio di Doppia Identità, suggerisce agli studiosi di Fisica Teorica e di Cosmologia nuovi paradigmi, le cui premesse sono racchiuse in appena quattro punti fondamentali. Il primo di essi consiste in una panoramica delle conoscenze attuali della Fisica Teorica e Cosmologica e fa riferimento ad un suo articolo dal titolo “Nuove concezioni sull’universo”, pubblicato in Italia nell’ottobre del 1991. Il secondo punto, di tipo critico, passa in rassegna l’evoluzione del pensiero umano a partire da Platone; in particolare egli cita l’Apologia di Socrate, per motivi di affinità con le Apologie, fatte dai singoli proponenti e dalle singole “scuole”dei proponenti,  delle “ teorie fisiche” che si sono candidate- anche mediante una loro eventuale quanto improbabile “fusione”- per un’unica e grande Teoria del Tutto relativa all’Universo conosciuto. Ma Onofrio Gallo non tralascia Newton, Einstein, e i  vari M. Veneziano. E. Witten, esponenti maggiori della Teoria delle stringhe, C. Rovelli tra i fondatori della Loop Quantum Gravity ( che nega la continuità dello spaziotempo, postulando attimi e spazi a “pacchetti”   infinitesimali discreti o di tipo “granulare” indipendenti da uno spaziotempo “esterno” ad essi)  e lo stesso G. ‘t Hooft, sostenitore del Principio Olografico, che, nato in antitesi alle Teorie delle Stringhe è stato esso stesso assorbito da tali teorie nella spiegazione delle cosiddette “brane” ( membrane)sottolineando le difficoltà (ampliamento del numero delle dimensioni dello spaziotempo, introduzione del concetto di stringhe e di svariati altri concetti di difficile lettura prima ancora che di difficile verifica ed applicazione al mondo reale) o le palesi incongruenze teorico-applicative ( inversione tra prima e dopo, tra causa ed effetto, riduzione ( come effetto del citato Principio Olografico) a forza di tipo puramente “illusoria”della forza di gravità in ambito tridimensionale, se si ammette una forza di gravità di tipo bidimensionale ecc).                                                                                              Ma è nel terzo capitolo del suo scritto che Onofrio Gallo propone alcuni nuovi paradigmi rappresentati da altrettante “scoperte”  e “intuizioni”.<br />
E’ ben noto che fino ad oggi in qualunque ambito e su qualsiasi testo di Fisica ci si riferisce alla celebre  equazione, formula o relazione di Einstein (1)  E=mc^2 ,che lega la massa all’energia (dove ovviamente c&gt;o è la velocità della luce), come all’ “equazione” di Einstein: il che è di fatto errato, in quanto la cosiddetta  “equazione di Einstein” altro non è se non  una delle due “soluzioni” dell’”Equazione Mirabilis di Gallo” (irrazionale quadratica) (EMG)  ( E^2)^(1/2)  = (( m^2)(c^4))^(1/2) . L’altra soluzione dell’equazione (EMG)? E’ la  “soluzione di  Gallo” (2)  -E =  -m (-c)^2, ossia la “simmetrica” di quella di Einstein ( ma qualcuno ha attribuito tale “equazione di Einstein” ad un italiano, l’ingegnere Olinto De Pretto (che avrebbe pubblicato il 16/6/1903-  ben due anni prima dell’annus mirabilis (il 1905) – la più celebre formula della Fisica, anche se il De Pretto non fu mai menzionato da Einstein nei suoi scritti. Volutamente? Esiste in merito un bel libro del Prof. C. Bartocci  ( “Albert Einstein e Olinto De Pretto. La vera storia della formula più famosa del mondo “, Bologna, Ed. Andromeda, 1999) e vari siti sul web per approfondire l’intrigante quanto squallida vicenda.                                                                                                                 Nella “soluzione di Gallo” (2) della sua “Equazione Mirabilis” la quantità  -c rappresenta  la velocità della anti-luce nell’anti-universo costituito da anti-energia ( energia oscura) e antimateria. Secondo Onofrio Gallo la sua soluzione della sua “equazione mirabilis” potrebbe funzionare in modo egregio all’interno di un buco nero, tenuto conto del fatto che in un certo senso la luce,(sta per anti-luce), impossibilitata a venir fuori dal buco  nero, è come se viaggiasse in direzione opposta alla luce ordinaria. Inoltre sempre secondo l’Autore, il fatto che nella sua (EMG) la velocità della luce sia caratterizzata da un esponente uguale a 4 potrebbe indicare che sia proprio 4 il numero massimo delle dimensioni dello spaziotempo; mentre il fatto che la massa m vi figuri con l’esponente 2 sta ad indicare che, come riscontrato e dimostrato sperimentalmente già a suo tempo dal fisico inglese R. Hooke, l’attrazione tra i centri di due corpi materiali si manifesta con una forza d’attrazione tra i due corpi in modo inversamente proporzionale al “quadrato “ (esponente 2 appunto) della distanza tra tali centri. Un risultato sfruttato ampiamente in seguito da Newton nella sua legge di gravitazione universale, che, come tutti ben  sanno ormai, spudoratamente e coscientemente non fece mai il nome di Hooke, già suo “amico”, precedendo in ciò quanto lo stesso Einstein avrebbe in seguito fatto nei confronti di Olinto De Pretto! Ma, si sa : è più quello che non sappiamo che quello che sappiamo, soprattutto in merito a certi eventi e a certe squallide vicende. Del resto lo stesso Onofrio Gallo non è stato forse il primo matematico a livello mondiale ad ottenere la prima dimostrazione generale e diretta dell’Ultimo Teorema di Fermat? Ma la stampa anglosassone, che monopolizza, anche ai nostri giorni, in un certo senso anche il web, non cita affatto il Teorema Mirabilis di Gallo del quale l’Ultimo Teorema di Fermat è un caso particolare! Ma le verità sono di per sé incontenibili e non possono essere imbavagliate – ma solo temporaneamente- che dagli uomini, ma mai dalla Storia!  Allo stesso risultato trovato da Hooke si perviene applicando il Secondo Principio Generale della Conoscenza, codificato da Onofrio Gallo nella relazione   A*A’ =B , dove *  è un algoritmo o una combinazione opportuna e dove A ed A’ sono due incertezze (omogenee) o due teorie (omogenee) che da sole non funzionano, ma, prese insieme, danno luogo ad una teoria B che funziona. Alla quasi totalità dei Fisici è apparso “sorprendente” e  fuori del comune che un modello costruito  a prescindere da osservazioni empiriche e  a partire da una serie di esperimenti  non sorretti da alcuna teoria di base abbia potuto produrre un risultato scientifico “sorprendentemente” significativo.<br />
La stessa meraviglia avrebbe provato chiunque non avesse conosciuto o che ignorasse ancora oggi la validità del Secondo Principio Generale della Conoscenza.<br />
Il termine “sorprendente” e l’avverbio che esso genera sono “sintomi acuti” del male di cui soffrono ancor oggi , in pieno XXI secolo, coloro che ignorano il suddetto Principio.<br />
Infatti uno studio pubblicato sulla rivista Science da parte di M. Cubovic, J. Zaanen, K. Schalm ( Università di Leida, Olanda), per la prima volta, è riuscito a mettere in relazione  , attraverso un formalismo matematico, legato alla “inutile”  Teoria delle Stringhe, fenomeni dell’ universo macroscopico di tipo relativistico con modelli quantistici del mondo microscopico. Lo studio ha consentito di chiarire (ma non di spiegare) il modo in cui un elettrone entra ed esce da uno stato critico quantistico.<br />
Un annoso problema ( esistenza della superconduttività ad alta temperatura) dunque non spiegato, ma risolto dai fisici della materia.<br />
Ma tali fisici, aggiungiamo noi, non conoscendo l’esistenza del Secondo Principio citato in precedenza, tendono a credere erroneamente che tale “successo” abbia offerto un’inattesa “applicazione” dell’ “inutile” Teoria delle Stringhe, o meglio di quella sua parte “formale” detta “corrispondenza AdS/cFT”, acronimo che sta per “anti de Sitter/ conformal field Theory”.<br />
Il che, tradotto in parole semplici, vuol dire che si è fatto uso solo del “formalismo” matematico relativo ad un singolo capitolo della “inutile teoria” per ottenere un “chiarimento” di un fenomeno rimasto ancora oggi “inspiegato”: il che non ci sorprende affatto, in quanto si tratta di una “semplice e casuale” applicazione del nostro Secondo Principio Generale  della Conoscenza ( Caso*Caso=Certezza), così come è avvenuto tante volte lungo il cammino del progresso scientifico, compreso lo stesso progresso delle Matematiche, come rilevato e dimostrato ampiamente nei nostri scritti matematici<br />
Del resto la stessa cosa non si verificò a suo tempo anche nel caso della equazione di Dirac? Infatti l’equazione di Dirac nacque dalla combinazione di due teorie che, prese singolarmente, non generavano alcuna “equazione di Dirac”. Tali teorie erano da un lato la TQ = Teoria Quantistica e, dall’altro lato, la TRR = Teoria della Relatività Ristretta di Einstein.Si trattava di due teorie omogenee” (o compatibili) il che rese applicabile, anche senza cognizione di causa e casualmente, il Secondo Principio Generale della Conoscenza.<br />
Combinandole insieme, il fisico inglese P.A.M. Dirac ottenne, attraverso la combinazione casuale TQ * TRR l’ equazione che cercava e che per la prima volta indicò chiaramente ai Fisici l’esistenza dell’antimateria. Stranamente, però, Dirac non si preoccupò minimamente d’indagare l’esistenza di altri tipi di relazioni o di equazioni nell’ambito dell’antimateria, cosa che avrebbe potuto condurlo alla scoperta dell’Equazione Mirabilis di Gallo che, sempre per ”simmetria”, evidenzia una relazione tra l’antimassa e l’anti-energia (energia oscura) nel mondo dell’antimateria!                                                                              Sarebbe stata una bella accoppiata di “simmetrie”, ma, purtroppo per Dirac, non fu così.<br />
Dalle soluzioni (1) e (2) della sua Equazione Mirabilis Onofrio Gallo trae anche la sua Legge di annichilazione “locale” della materia e dell’energia. Dimostrare che tale legge è “locale” non è difficile. Tale legge infatti, per risultare “ globale”, dovrebbe implicare nelle (1) e (2) la contemporanea presenza da un lato di tutta la materia e di tutta l’energia visibile e, dall’altro lato, di tutta l’antimateria e di tutta l’anti-energia invisibile  che, insieme, costituiscono l’intero MG che, sommate tra loro, causerebbero l’annichilimento globale dello stesso MG . Il che è impossibile per il Principio di conservazione delle masse e delle energie ( un principio derivante dalle leggi cicliche, simmetriche ed immutabili che regnano in MG e quindi in E).<br />
Ed ecco come Onofrio Gallo conclude il suo scritto:<br />
“Un’altra naturale conseguenza di un  Universo del tipo MG è costituita dallo “sdoppiamento” della forza di gravità che non è unica alla luce di quanto esposto, in quanto in MG, se da un lato E si manifesta come una forza di gravità “forte” a livello globale, dall’altro lato, è altrettanto vero che, a livello locale, la forza di gravità è di tipo “debole”. Ed è questo il motivo principale per il quale non è possibile attualmente applicare il Secondo Principio Generale della Conoscenza alle quattro forze fondamentali oggi note e prese in considerazione dai fisici;  quella elettromagnetica . quella elettrodebole (associata alla radioattività), quella forte (associata alla forza nucleare) e la forza di gravità (debole sì, ma “unica”) come oggi è concepita.  La conseguenza? E’che, risultando “incompatibili”  le prime tre  forze (unificate nel cosiddetto Modello Standard) con la quarta forza “debole” ( la gravità), o, il che è lo stesso, essendo “incompatibili” la Meccanica Quantistica (fondata sulle probabilità) e la Teoria Generale della Relatività di Einstein ( che descrive la forza di gravità e la natura dello sazio tempo del nostro universo) sussiste un “principio di disomogeneità” che mal si concilia con il primo membro del Secondo Principio Generale della Conoscenza.            Il che ci induce a concludere sull’impossibilità circa la creazione di una Teoria del Tutto. Soprattutto se si tiene in debito conto anche la quinta forza fondamentale nel modello MG, ossia la componente “forte” (inconoscibile in quanto prodotta da E) della forza di gravità. I problemi da risolvere relativamente allo stesso Modello Standard ( il migliore oggi a disposizione dei Fisici) sono vari e notevoli e per completarlo è noto che occorre dimostrare l’esistenza di un certo numero (anch’esso da determinare) di campi scalari. Il che sarà possibile se, e solo se, saranno individuate le cosiddette “particelle di Higgs”, che rappresenterebbero i “quanti” relativi a siffatti campi scalari. Un obiettivo ancora molto lontano, in ogni caso funzione delle tecnologie più che di nuove scoperte in ambito teorico. Così come dipendono fortemente da nuove tecnologie legate agli sviluppi di nuovi mega-acceleratori e nuovi mega-collisori di particelle elementari le future acquisizioni teoriche da parte dei fisici per penetrare e comprendere più in profondità gli enigmi che ancora oggi avvolgono nelle loro nebbie la Fisica Teorica e la Cosmologìa alla fine del primo decennio del XXI secolo.”.<br />
A cura di Umberto Esposito, per gentile concessione dell’Autore.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Ubuntu: guida rapida alla configurazione del server Samba di Luca Natali</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/keltikComments/~3/EhyNw8zn__g/</link>
		<dc:creator>Luca Natali</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 14:30:58 +0000</pubDate>
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		<description>La guida funziona alla grande. Grazie davvero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La guida funziona alla grande. Grazie davvero.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su L’ ultimo teorema di Fermat di umberto esposito</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/keltikComments/~3/TGrg72-mo1A/</link>
		<dc:creator>umberto esposito</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 16:44:07 +0000</pubDate>
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		<description>ADDENDUM/1 ALLA TMPECF o MATHEMANTICS di Onofrio Gallo.  Benchè si tratti di una teoria strettamente matematica, in tale teoria è possibile verificare in termini matematici il fenomeno di “accoppiamento dei singoletti numerici”, un  fenomeno matematico mai rilevato in precedenza, che risulta esattamete simile al fenomeno fisico della violazione della "disuguaglianza di Bell" (DB), stabilita dal fisico irlandese John Bell (1964)e cruciale per scegliere tra la Fisica Classica e la Fisica Quantistica, nata dal paradosso EPR ( di Einstein, Podolski e Rosen), relativo al carattere incompleto della Fisica Quantistica: la predetta violazione della DB, com’è noto, fu confermata da un rigoroso esperimento del 1975 di A. Aspect , sulla base delle idee -abbandono delle “variabili continue” - di David Böhm (1951). 
Aspect riprese e modificò nel 1982 l’esperimento del 1975 e dimostrò la  tra i cosiddetti "fotoni gemelli", che hanno messo in crisi la stessa nozione di spazio o di tempo in Fisica.
Nella TMPECF o MATHEMANTICS di Gallo tale “telepatia” o “entanglement” si manifesta tra alcune coppie di numeri casuali ( numeri casuali nucleari "gemelli" di Gallo)che intervengono in due "distinte"( e quindi indipendenti) soluzioni casuali future di Gallo come componenti reali del medesimo vettore-evento numerico casuale futuro v(t+1) relativo all’evento casuale futuro(discreto) E(t+1) al tempo t+1 a partire dall’analogo e noto v(t) relativo all’evento presente E(t) al tempo t. Dal CODEX CERVINARENSIS di Onofrio gallo (n. 1946 a Cervinara, Valle Caudina) a cura di U. Esposito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ADDENDUM/1 ALLA TMPECF o MATHEMANTICS di Onofrio Gallo.  Benchè si tratti di una teoria strettamente matematica, in tale teoria è possibile verificare in termini matematici il fenomeno di “accoppiamento dei singoletti numerici”, un  fenomeno matematico mai rilevato in precedenza, che risulta esattamete simile al fenomeno fisico della violazione della &#8220;disuguaglianza di Bell&#8221; (DB), stabilita dal fisico irlandese John Bell (1964)e cruciale per scegliere tra la Fisica Classica e la Fisica Quantistica, nata dal paradosso EPR ( di Einstein, Podolski e Rosen), relativo al carattere incompleto della Fisica Quantistica: la predetta violazione della DB, com’è noto, fu confermata da un rigoroso esperimento del 1975 di A. Aspect , sulla base delle idee -abbandono delle “variabili continue” &#8211; di David Böhm (1951).<br />
Aspect riprese e modificò nel 1982 l’esperimento del 1975 e dimostrò la  tra i cosiddetti &#8220;fotoni gemelli&#8221;, che hanno messo in crisi la stessa nozione di spazio o di tempo in Fisica.<br />
Nella TMPECF o MATHEMANTICS di Gallo tale “telepatia” o “entanglement” si manifesta tra alcune coppie di numeri casuali ( numeri casuali nucleari &#8220;gemelli&#8221; di Gallo)che intervengono in due &#8220;distinte&#8221;( e quindi indipendenti) soluzioni casuali future di Gallo come componenti reali del medesimo vettore-evento numerico casuale futuro v(t+1) relativo all’evento casuale futuro(discreto) E(t+1) al tempo t+1 a partire dall’analogo e noto v(t) relativo all’evento presente E(t) al tempo t. Dal CODEX CERVINARENSIS di Onofrio gallo (n. 1946 a Cervinara, Valle Caudina) a cura di U. Esposito.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su PAFlow: Gestione documentale OpenSource di Adriano</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/keltikComments/~3/NZtYB0sC0Y4/</link>
		<dc:creator>Adriano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 14:47:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://keltik.homelinux.org/index.php/2005/10/21/paflow-gestione-documentale-opensource/#comment-34823</guid>
		<description>Gentilissimi signori,
mi chiamo Adriano Carenza sono un neo imprenditore nel campo della consulenza finanziaria indipendente alle imprese avrei bisogno di porle una domanda. Essendo in fase di start up sto cercando di contenere all'ennesima potenza le spese. Vi chiedo pertanto se sapreste e potreste cortesemente indicarmi una applicazione di document e process management che possa girare su win vista,win7 senza server; possibilmente open source o freeware ed in italiano. La mia necessità è quella di un software in grado di scansionare, archiviare, catalogare e gestire una mole di documenti quali bilanci, atti costitutivi ecc...Ringrazio di vero cuore chiunque possa aiutarmi. adrycar@libero.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentilissimi signori,<br />
mi chiamo Adriano Carenza sono un neo imprenditore nel campo della consulenza finanziaria indipendente alle imprese avrei bisogno di porle una domanda. Essendo in fase di start up sto cercando di contenere all&#8217;ennesima potenza le spese. Vi chiedo pertanto se sapreste e potreste cortesemente indicarmi una applicazione di document e process management che possa girare su win vista,win7 senza server; possibilmente open source o freeware ed in italiano. La mia necessità è quella di un software in grado di scansionare, archiviare, catalogare e gestire una mole di documenti quali bilanci, atti costitutivi ecc&#8230;Ringrazio di vero cuore chiunque possa aiutarmi. <a href="mailto:adrycar@libero.it">adrycar@libero.it</a></p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Commenti su L’ ultimo teorema di Fermat di umberto esposito</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/keltikComments/~3/0IbETbIXuiE/</link>
		<dc:creator>umberto esposito</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 11:05:47 +0000</pubDate>
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		<description>DALLA MATHEMANTICS E DAL TEOREMA MIRABILS DI GALLO ALLE EQUAZIONI DI DIRAC  E DI YANG E MILLS
E’ possibile prevedere il futuro? Intendiamo "previsioni" su eventi futuri non ricorrendo certo ad astrologi, maghi e ciarlatani vari, ma  effettuate ricorrendo a teorie matematiche.
In altre parole: gli eventi passati dànno indicazioni su quelli futuri ? La risposta a tale quesito non è unica.
Esistono, allo stato attuale delle conoscenze umane, solo due vie per ottenere indicazioni sugli eventi futuri.
La prima risale proprio ai matematici Fermat e Pascal che posero le basi, con Cardano, della Teoria delle probabilità, sviluppata in seguito dai Bernoulli ( tra essi Daniel pose anche le basi della Teoria della probabilità soggettiva, poi ripresa da  B. De Finetti in Italia), da De Moivre (curva a campana detta  o distribuzione normale), dal reverendo Bayes ( che collegò le probabilità &lt;a&gt; con la "prova" e con l’ della prova), da Gauss ( applicazioni della curva a campana di De Moivre a misurazioni astronomiche e geografiche), fino alla statistica umana e sociale di Quetelet, di Galton, per giungere alle strutture astratte della probabilità ( afferenti alla Teoria Assiomatica di Kolmogorov  sulla Probabilità,  alla Teoria della misura di Borel e Lebesgue) e  alle applicazioni dell’Analisi Matematica al Calcolo delle Probabilità, mediante la formula di Black e Scholes applicabile con una semplice Texas TI-52( degli anni ’80 del XX sec.) al campo economico-finanziario.    
Ma che cosa accade se si vogliono ottenere previsioni su singoli eventi casuali futuri nel discreto?

Sin dal 1980 Onofrio Gallo - muovendosi nell’ottica di anarchia feyerabendiana della ricerca scientifica - si è occupato per primo nella sua MATHEMANTICS o TMPECF (una teoria strettamente matematica  NP=non probabilistica ed  NQ=non qualitativa che nega sia il Principio di equiprobabilità sia il conseguente Principio d’indipendenza tra due eventi casuali consecutivi)  del problema della previsione dei singoli eventi casuali futuri da un punto di vista strettamente matematico. 
Un problema ritenuto "impossibile" da affrontare dalla scienza ufficiale di ogni tempo, definito dallo stesso Gallo “il principe dei problemi” di ogni tempo, proprio perché tale problema principe si situa al di là delle teorie probabilistiche e qualitative, che com’è noto sono del tutto impotenti al riguardo.
Pertanto, tenuto conto dell’inutilità delle teorie probabilistiche (che tendono a prevedere comportamenti "collettivi" e non “singoli”), delle teorie qualitative di Liapunov e di Ponicaré (per certi aspetti riducibile ad una  teoria degli attrattori nello spazio delle traiettorie degli eventi) che sono confluite nella Teoria del Caos, della Teoria delle Catastrofi di R. Thom e nella Teoria dei frattali di B. Mandelbrot,  per risolvere tale “ problema principe” , non esistendo alcuna teoria alternativa, Onofrio Gallo fu costretto a creare una serie di principi logici e semi-logici in ambito casuale, dai quali derivano particolari equazioni casuali dipendenti da un unico parametro anch’esso casuale.
Nell’affrontare la risoluzione di tale enorme “problema” dopo intense e lunghe ricerche sono emerse fondamentali e significative innovazioni prodotte dalla TMPECF, anche a livello di una semplice e sintetica esposizione dei suoi principi di base, che vanno al di là anche della Statistica matematica e delle teorie afferenti alla dinamica non lineare che tendono sempre di più a confluire, con un centinaio di protocolli operativi e relativi algoritmi computerizzati (in real time)e discipline collegate, nella cosiddetta Teoria della Complessità (a livello operativo attraverso le reti neurali, la Teoria della probabilità; le reti bayesiane, i sistemi esperti dell’AI, ecc.;e, a livello logico, attraverso la teoria delle funzioni di credenza, la fuzzy logic, i metodi qualitativi(per il ragionamento plausibile), la Metateoria per il ragionamento non monotono, la logica deduttivista, l’inferenza incerta di R. Carnap, ecc.).
 La TMPECF o  F-Science o Mathemantics è , come detto, una teoria strettamente matematica creata dal suo autore per la previsione dei “singoli” eventi casuali futuri in ambito discreto. 
Se è vero che la sua ideazione e costruzione ha richiesto oltre un quarto di secolo anche nell’era dei computer, è altresì vero che durante tale arco di tempo i suoi princìpi e le sue applicazioni ne hanno dimostrato l’indiscussa e indiscutibile validità. 
Gli apporti della TMPECF si potrebbero rivelare fondamentali in uno o più campi relativi alle ricerche orientate alla risoluzione dei seguenti problemi in un futuro a medio e a lungo termine:problemi di tipo computazionali problemi NP-completi; “normalità” di ?; infinità (?) dei numeri “amicabili”; infinità (?) dei numeri “perfetti”; dinamica completa ed evoluzione futura dei gas intergalattici e dei buchi neri; costruzione di robot intelligenti che si autoriproducono; fusione fredda; identificazione dei circuiti neurali preposti alle funzioni del cervello umano e riparazione di danni cerebrali; comprensione del funzionamento delle cellule( le cui componenti variano da circa 2000 nei batteri a circa 100000 in quelle dei mammiferi); modelli informatici per la previsione meteorologica a medio e a lungo termine; confinamento dei “quark” e conoscenza della loro massa; nuova strutturazione fisico-matematica dello spazio e del tempo; mutazioni virali: meccanismi di azione e d’intervento da parte dell’Uomo; forme di vita extraterrestri e contatti con civiltà extraterrestri; problemi della terapia genica; problemi di genomica; problemi relativi ai “gravitoni”; problemi relativi ai viaggi nello spazio; problemi di sopravvivenza della specie umana (un problema altamente pluri- ed inter-disciplinare); comprensione dei “campi di Higgs”e della “genesi” delle particelle subatomiche; problema della “freccia del tempo” e degli “universi paralleli”; problemi del BIG-BEN e del BIG-CRUNCH; problema della stabilità del sistema solare; costruzione di elaboratori predittivi  in ambito casuale finito e infinito discreto; costruzione di elaboratori predittivi "pensanti" in ambito casuale finito e infinito, il che sarà possibile se, e solo se, saranno attuate due rivoluzioni del pensiero umano: la prima tramite il Principio di Equivalenza tra Determinismo e Indeterminismo; la seconda tramite il Principio di Equivalenza tra il Discreto e il Continuo.
 Entrambi tali principi di equivalenza sono utilizzati (a livello logico generale) nella TMPECF. 

La TMPECF ha preceduto di almeno un ventennio la Teoria di Wolfram. 
Essa è una nuova disciplina alle cui radici si trova una vera e propria sintesi degli opposti, fondata su idee molteplici ed originalissime che, coniugando logica e semi-logica, il mondo del continuo con il mondo del discreto ("numeri casuali nucleari di Gallo"), le funzioni casuali di Gallo (di I e di II grado), fondate, oltre che sul Secondo Principio Generale della Conoscenza di Gallo (Caso *Caso = Certezza dove * indica un opportuno algoritmo operativo), anche su altri principii logici e semi-logici, compresa una logica relativistica non euclidea, che conducono alle ECPG o equazioni algebriche casuali parametriche di Gallo (rispettivamente, di II e di V grado) i cui dati in input sono forniti dai Campi Casuali Finiti GGG mod.k e il cui parametro funziona da lunghezza d’onda che, ai fini previsionali, sincronizza l’evento E(t) al tempo t con l’evento casuale futuro E(t+1) (successivo) al tempo t+1.
Le previsioni (output) si ottengono tramite le soluzioni casuali future di Gallo delle ECPG.
Infine la “selezione” delle previsioni più attendibili tra quelle fornite dalla teoria avviene mediante l’esame della struttura dei campi finiti modulari GGG o di Gauss-Galois-Gallo e del "protocollo operativo" e, in taluni casi, per “isomorfismo locale”.
La “costruzione” delle equazioni e dei procedimenti logici che sono alla base della TMPECF di Gallo, per certi aspetti, anche se son lo sono, sembrano simili a quelli che hanno condotto alla costruzione (1929)dell’equazione di Dirac da parte di P.A.M. Dirac (1902-1984) che nel 1932 condusse alla scoperta dell’antimateria, prevista nel 1930 dallo stesso Dirac, vale a dire esistenza dell’antielettrone o positrone da un lato e, dall’altro lato, all’equazione di C.N.Yang e R.L. Mills ( nel 1953) che rivela per la prima volta la struttura delle forze che formano una specie di scheletro invisibile dell’universo sorretto dalla “simmetria” che regna in una forza che si conservi (Teorema di Noether). 
Nella Teoria di Yang-Mills il campo è una sorgente di se stesso (una specie di identità matematica), mentre l’equazione di Yang-Mills ( che contiene in sé la sorgente costituta da un addendo K (nullo nella teoria elettromagnetica di Maxwell), formato dal prodotto scalare tra il potenziale del campo e vettore intensità del medesimo campo) descrive il moto di tale campo. 
Invece nella Teoria dell’elettromagnetismo di J.C. Maxwell (che operò una specie di trattamento unificato a livello matematico dei fenomeni elettromagnetici) il campo elettrico è tale ( da comportarsi, al contrario, come un’equazione matematica in modo) che le variazioni locali della funzione d’onda non modificano la carica elettrica della particella che può essere un protone o un neutrone.
Per cui la maggiore difficoltà- a livello logico- era costituita dal fatto che l’equazione di Yang-Mills doveva essere ottenuta a partire da un’ e le sue soluzioni avrebbero dovuto implicare la scoperta di masse , più tardi evidenziate dalle cosiddette  correnti neutre-deboli presenti nel campo di Yang-Mills. 
Il che di fatto costituì la nascita della QED o elettrodinamica quantistica. 
In essa appare per la prima volta la forza di colore per descrivere i campi generati dalla forza forte, la cui invarianza locale è garantita proprio da un campo di  Yang-Mills. 
Ma tutto ciò è stato possibile, ancora una volta, solo grazie al Secondo Principio Generale della Conoscenza ed al Principio di Disidentità di Gallo (del tutto ignorati dagli stessi Dirac, Yang e Mills). 
Infatti l’equazione di Dirac nasce dalla combinazione di due teorie che, prese singolarmente, non generano alcuna equazione di Dirac: tali teorie sono da un lato la TQ = Teoria quantistica e, dall’altro lato, la TRR = Teoria della relatività ristretta di Einstein.
Combinandole insieme, Dirac ottenne, attraverso la combinazione casuale  TQ * TRR l’ equazione che cercava e che qui riportiamo
???(x) ( i ?/?x? (- e A?(x)) = - m ?(x) (Equazione di Dirac)
per evidenziare  la  tra materia ( primo membro dell’equazione di Dirac) e l’antimateria ( secondo membro della stessa equazione)!
Una "simmetria" fisica rispecchiata da una "simmetria" matematica,  una "simmetria" del tipo di quella che appare nel Teorema Mirabilis di Gallo, espressa dalla condizione di simmetria: ih = - ik dove h e k sono le soluzioni della generica equazione E(x,y)=0 algebrica o diofantea della quale si vogliono determinare le soluzioni. Sintesi dal CODEX CERVINARENSIS di Onofrio  GAllo (n.1946 a Cervinara, Valle Caudina). A Cura di U. Esposito&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>DALLA MATHEMANTICS E DAL TEOREMA MIRABILS DI GALLO ALLE EQUAZIONI DI DIRAC  E DI YANG E MILLS<br />
E’ possibile prevedere il futuro? Intendiamo &#8220;previsioni&#8221; su eventi futuri non ricorrendo certo ad astrologi, maghi e ciarlatani vari, ma  effettuate ricorrendo a teorie matematiche.<br />
In altre parole: gli eventi passati dànno indicazioni su quelli futuri ? La risposta a tale quesito non è unica.<br />
Esistono, allo stato attuale delle conoscenze umane, solo due vie per ottenere indicazioni sugli eventi futuri.<br />
La prima risale proprio ai matematici Fermat e Pascal che posero le basi, con Cardano, della Teoria delle probabilità, sviluppata in seguito dai Bernoulli ( tra essi Daniel pose anche le basi della Teoria della probabilità soggettiva, poi ripresa da  B. De Finetti in Italia), da De Moivre (curva a campana detta  o distribuzione normale), dal reverendo Bayes ( che collegò le probabilità <a> con la &#8220;prova&#8221; e con l’ della prova), da Gauss ( applicazioni della curva a campana di De Moivre a misurazioni astronomiche e geografiche), fino alla statistica umana e sociale di Quetelet, di Galton, per giungere alle strutture astratte della probabilità ( afferenti alla Teoria Assiomatica di Kolmogorov  sulla Probabilità,  alla Teoria della misura di Borel e Lebesgue) e  alle applicazioni dell’Analisi Matematica al Calcolo delle Probabilità, mediante la formula di Black e Scholes applicabile con una semplice Texas TI-52( degli anni ’80 del XX sec.) al campo economico-finanziario.<br />
Ma che cosa accade se si vogliono ottenere previsioni su singoli eventi casuali futuri nel discreto?</p>
<p>Sin dal 1980 Onofrio Gallo &#8211; muovendosi nell’ottica di anarchia feyerabendiana della ricerca scientifica &#8211; si è occupato per primo nella sua MATHEMANTICS o TMPECF (una teoria strettamente matematica  NP=non probabilistica ed  NQ=non qualitativa che nega sia il Principio di equiprobabilità sia il conseguente Principio d’indipendenza tra due eventi casuali consecutivi)  del problema della previsione dei singoli eventi casuali futuri da un punto di vista strettamente matematico.<br />
Un problema ritenuto &#8220;impossibile&#8221; da affrontare dalla scienza ufficiale di ogni tempo, definito dallo stesso Gallo “il principe dei problemi” di ogni tempo, proprio perché tale problema principe si situa al di là delle teorie probabilistiche e qualitative, che com’è noto sono del tutto impotenti al riguardo.<br />
Pertanto, tenuto conto dell’inutilità delle teorie probabilistiche (che tendono a prevedere comportamenti &#8220;collettivi&#8221; e non “singoli”), delle teorie qualitative di Liapunov e di Ponicaré (per certi aspetti riducibile ad una  teoria degli attrattori nello spazio delle traiettorie degli eventi) che sono confluite nella Teoria del Caos, della Teoria delle Catastrofi di R. Thom e nella Teoria dei frattali di B. Mandelbrot,  per risolvere tale “ problema principe” , non esistendo alcuna teoria alternativa, Onofrio Gallo fu costretto a creare una serie di principi logici e semi-logici in ambito casuale, dai quali derivano particolari equazioni casuali dipendenti da un unico parametro anch’esso casuale.<br />
Nell’affrontare la risoluzione di tale enorme “problema” dopo intense e lunghe ricerche sono emerse fondamentali e significative innovazioni prodotte dalla TMPECF, anche a livello di una semplice e sintetica esposizione dei suoi principi di base, che vanno al di là anche della Statistica matematica e delle teorie afferenti alla dinamica non lineare che tendono sempre di più a confluire, con un centinaio di protocolli operativi e relativi algoritmi computerizzati (in real time)e discipline collegate, nella cosiddetta Teoria della Complessità (a livello operativo attraverso le reti neurali, la Teoria della probabilità; le reti bayesiane, i sistemi esperti dell’AI, ecc.;e, a livello logico, attraverso la teoria delle funzioni di credenza, la fuzzy logic, i metodi qualitativi(per il ragionamento plausibile), la Metateoria per il ragionamento non monotono, la logica deduttivista, l’inferenza incerta di R. Carnap, ecc.).<br />
 La TMPECF o  F-Science o Mathemantics è , come detto, una teoria strettamente matematica creata dal suo autore per la previsione dei “singoli” eventi casuali futuri in ambito discreto.<br />
Se è vero che la sua ideazione e costruzione ha richiesto oltre un quarto di secolo anche nell’era dei computer, è altresì vero che durante tale arco di tempo i suoi princìpi e le sue applicazioni ne hanno dimostrato l’indiscussa e indiscutibile validità.<br />
Gli apporti della TMPECF si potrebbero rivelare fondamentali in uno o più campi relativi alle ricerche orientate alla risoluzione dei seguenti problemi in un futuro a medio e a lungo termine:problemi di tipo computazionali problemi NP-completi; “normalità” di ?; infinità (?) dei numeri “amicabili”; infinità (?) dei numeri “perfetti”; dinamica completa ed evoluzione futura dei gas intergalattici e dei buchi neri; costruzione di robot intelligenti che si autoriproducono; fusione fredda; identificazione dei circuiti neurali preposti alle funzioni del cervello umano e riparazione di danni cerebrali; comprensione del funzionamento delle cellule( le cui componenti variano da circa 2000 nei batteri a circa 100000 in quelle dei mammiferi); modelli informatici per la previsione meteorologica a medio e a lungo termine; confinamento dei “quark” e conoscenza della loro massa; nuova strutturazione fisico-matematica dello spazio e del tempo; mutazioni virali: meccanismi di azione e d’intervento da parte dell’Uomo; forme di vita extraterrestri e contatti con civiltà extraterrestri; problemi della terapia genica; problemi di genomica; problemi relativi ai “gravitoni”; problemi relativi ai viaggi nello spazio; problemi di sopravvivenza della specie umana (un problema altamente pluri- ed inter-disciplinare); comprensione dei “campi di Higgs”e della “genesi” delle particelle subatomiche; problema della “freccia del tempo” e degli “universi paralleli”; problemi del BIG-BEN e del BIG-CRUNCH; problema della stabilità del sistema solare; costruzione di elaboratori predittivi  in ambito casuale finito e infinito discreto; costruzione di elaboratori predittivi &#8220;pensanti&#8221; in ambito casuale finito e infinito, il che sarà possibile se, e solo se, saranno attuate due rivoluzioni del pensiero umano: la prima tramite il Principio di Equivalenza tra Determinismo e Indeterminismo; la seconda tramite il Principio di Equivalenza tra il Discreto e il Continuo.<br />
 Entrambi tali principi di equivalenza sono utilizzati (a livello logico generale) nella TMPECF. </p>
<p>La TMPECF ha preceduto di almeno un ventennio la Teoria di Wolfram.<br />
Essa è una nuova disciplina alle cui radici si trova una vera e propria sintesi degli opposti, fondata su idee molteplici ed originalissime che, coniugando logica e semi-logica, il mondo del continuo con il mondo del discreto (&#8220;numeri casuali nucleari di Gallo&#8221;), le funzioni casuali di Gallo (di I e di II grado), fondate, oltre che sul Secondo Principio Generale della Conoscenza di Gallo (Caso *Caso = Certezza dove * indica un opportuno algoritmo operativo), anche su altri principii logici e semi-logici, compresa una logica relativistica non euclidea, che conducono alle ECPG o equazioni algebriche casuali parametriche di Gallo (rispettivamente, di II e di V grado) i cui dati in input sono forniti dai Campi Casuali Finiti GGG mod.k e il cui parametro funziona da lunghezza d’onda che, ai fini previsionali, sincronizza l’evento E(t) al tempo t con l’evento casuale futuro E(t+1) (successivo) al tempo t+1.<br />
Le previsioni (output) si ottengono tramite le soluzioni casuali future di Gallo delle ECPG.<br />
Infine la “selezione” delle previsioni più attendibili tra quelle fornite dalla teoria avviene mediante l’esame della struttura dei campi finiti modulari GGG o di Gauss-Galois-Gallo e del &#8220;protocollo operativo&#8221; e, in taluni casi, per “isomorfismo locale”.<br />
La “costruzione” delle equazioni e dei procedimenti logici che sono alla base della TMPECF di Gallo, per certi aspetti, anche se son lo sono, sembrano simili a quelli che hanno condotto alla costruzione (1929)dell’equazione di Dirac da parte di P.A.M. Dirac (1902-1984) che nel 1932 condusse alla scoperta dell’antimateria, prevista nel 1930 dallo stesso Dirac, vale a dire esistenza dell’antielettrone o positrone da un lato e, dall’altro lato, all’equazione di C.N.Yang e R.L. Mills ( nel 1953) che rivela per la prima volta la struttura delle forze che formano una specie di scheletro invisibile dell’universo sorretto dalla “simmetria” che regna in una forza che si conservi (Teorema di Noether).<br />
Nella Teoria di Yang-Mills il campo è una sorgente di se stesso (una specie di identità matematica), mentre l’equazione di Yang-Mills ( che contiene in sé la sorgente costituta da un addendo K (nullo nella teoria elettromagnetica di Maxwell), formato dal prodotto scalare tra il potenziale del campo e vettore intensità del medesimo campo) descrive il moto di tale campo.<br />
Invece nella Teoria dell’elettromagnetismo di J.C. Maxwell (che operò una specie di trattamento unificato a livello matematico dei fenomeni elettromagnetici) il campo elettrico è tale ( da comportarsi, al contrario, come un’equazione matematica in modo) che le variazioni locali della funzione d’onda non modificano la carica elettrica della particella che può essere un protone o un neutrone.<br />
Per cui la maggiore difficoltà- a livello logico- era costituita dal fatto che l’equazione di Yang-Mills doveva essere ottenuta a partire da un’ e le sue soluzioni avrebbero dovuto implicare la scoperta di masse , più tardi evidenziate dalle cosiddette  correnti neutre-deboli presenti nel campo di Yang-Mills.<br />
Il che di fatto costituì la nascita della QED o elettrodinamica quantistica.<br />
In essa appare per la prima volta la forza di colore per descrivere i campi generati dalla forza forte, la cui invarianza locale è garantita proprio da un campo di  Yang-Mills.<br />
Ma tutto ciò è stato possibile, ancora una volta, solo grazie al Secondo Principio Generale della Conoscenza ed al Principio di Disidentità di Gallo (del tutto ignorati dagli stessi Dirac, Yang e Mills).<br />
Infatti l’equazione di Dirac nasce dalla combinazione di due teorie che, prese singolarmente, non generano alcuna equazione di Dirac: tali teorie sono da un lato la TQ = Teoria quantistica e, dall’altro lato, la TRR = Teoria della relatività ristretta di Einstein.<br />
Combinandole insieme, Dirac ottenne, attraverso la combinazione casuale  TQ * TRR l’ equazione che cercava e che qui riportiamo<br />
???(x) ( i ?/?x? (- e A?(x)) = &#8211; m ?(x) (Equazione di Dirac)<br />
per evidenziare  la  tra materia ( primo membro dell’equazione di Dirac) e l’antimateria ( secondo membro della stessa equazione)!<br />
Una &#8220;simmetria&#8221; fisica rispecchiata da una &#8220;simmetria&#8221; matematica,  una &#8220;simmetria&#8221; del tipo di quella che appare nel Teorema Mirabilis di Gallo, espressa dalla condizione di simmetria: ih = &#8211; ik dove h e k sono le soluzioni della generica equazione E(x,y)=0 algebrica o diofantea della quale si vogliono determinare le soluzioni. Sintesi dal CODEX CERVINARENSIS di Onofrio  GAllo (n.1946 a Cervinara, Valle Caudina). A Cura di U. Esposito</a></p>
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	<item>
		<title>Commenti su PAFlow: Gestione documentale OpenSource di Paolo Bizzarri</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/keltikComments/~3/v-yySldwgn0/</link>
		<dc:creator>Paolo Bizzarri</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 20:52:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://keltik.homelinux.org/index.php/2005/10/21/paflow-gestione-documentale-opensource/#comment-34820</guid>
		<description>Gentile signor Ballestra,

la invito ad essere più prudente nelle affermazioni che fa, considerata la scarsa conoscenza del mondo del software libero e delle licenze che i suoi commenti manifestano.

La sua affermazione che noi saremmo "illegali" è, oltre che offensiva, assolutamente falsa: la licenza GPL è una LICENZA software che regolamenta le modalità d'uso e di trasferimento del software medesimo. 

In particolare, non c'è NESSUN OBBLIGO nella licenza GPLv2 di "pubblicare i sorgenti ed a renderli evidenti a tutti"; provi a leggere (per la prima volta, direi) la licenza GPLv2 e a trovare un obbligo in tal senso, e si accorgerà che tale obbligo non esiste. 

Con la licenza GPL noi trasferiamo al cliente il software, il codice sorgente e i diritti d'uso garantiti dalla licenza stessa; diritti che, glieli ricordo, sono quelli di eseguire, studiare, modificare e distribuire il codice sorgente ad altre parti. 

Non abbiamo ALCUN OBBLIGO di pubblicare il codice ad altri che non siano i nostri clienti, nè tantomeno di rendere il software disponibile secondo la stessa modalità di licenza ad altri soggetti. Quello che è possibile fare è che un utente a cui noi abbiamo dato una copia di PAFlow con licenza GPL la trasferisca a terze parti, che ricevono obbligatoriamente il software in licenza GPL. 

E' invece nella nostra piena facoltà, in quanto produttori del software, fornire il software ai nostri clienti secondo la licenza che ci risulta più conveniente: GPL, MPL, Apache, Berkley o proprietaria; questa è una nostra scelta di business, e non ha niente di "illegale".

La invito a leggere le licenze di cui parla, e se non è in grado di capirne il contenuto, a farsi assistere da bravo avvocato esperto in questioni di copyright; la aiuterà ad evitare affermazioni imprudenti come quelle che ha fatto nel suo post.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile signor Ballestra,</p>
<p>la invito ad essere più prudente nelle affermazioni che fa, considerata la scarsa conoscenza del mondo del software libero e delle licenze che i suoi commenti manifestano.</p>
<p>La sua affermazione che noi saremmo &#8220;illegali&#8221; è, oltre che offensiva, assolutamente falsa: la licenza GPL è una LICENZA software che regolamenta le modalità d&#8217;uso e di trasferimento del software medesimo. </p>
<p>In particolare, non c&#8217;è NESSUN OBBLIGO nella licenza GPLv2 di &#8220;pubblicare i sorgenti ed a renderli evidenti a tutti&#8221;; provi a leggere (per la prima volta, direi) la licenza GPLv2 e a trovare un obbligo in tal senso, e si accorgerà che tale obbligo non esiste. </p>
<p>Con la licenza GPL noi trasferiamo al cliente il software, il codice sorgente e i diritti d&#8217;uso garantiti dalla licenza stessa; diritti che, glieli ricordo, sono quelli di eseguire, studiare, modificare e distribuire il codice sorgente ad altre parti. </p>
<p>Non abbiamo ALCUN OBBLIGO di pubblicare il codice ad altri che non siano i nostri clienti, nè tantomeno di rendere il software disponibile secondo la stessa modalità di licenza ad altri soggetti. Quello che è possibile fare è che un utente a cui noi abbiamo dato una copia di PAFlow con licenza GPL la trasferisca a terze parti, che ricevono obbligatoriamente il software in licenza GPL. </p>
<p>E&#8217; invece nella nostra piena facoltà, in quanto produttori del software, fornire il software ai nostri clienti secondo la licenza che ci risulta più conveniente: GPL, MPL, Apache, Berkley o proprietaria; questa è una nostra scelta di business, e non ha niente di &#8220;illegale&#8221;.</p>
<p>La invito a leggere le licenze di cui parla, e se non è in grado di capirne il contenuto, a farsi assistere da bravo avvocato esperto in questioni di copyright; la aiuterà ad evitare affermazioni imprudenti come quelle che ha fatto nel suo post.</p>
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	<feedburner:origLink>http://www.jaxx.it/keltik/paflow-gestione-documentale-opensource/comment-page-1/#comment-34820</feedburner:origLink></item>
	<item>
		<title>Commenti su PAFlow: Gestione documentale OpenSource di Andrea Vecchi</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/keltikComments/~3/h5QLKy8d66Y/</link>
		<dc:creator>Andrea Vecchi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 20:31:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://keltik.homelinux.org/index.php/2005/10/21/paflow-gestione-documentale-opensource/#comment-34819</guid>
		<description>Gentile sig. Balestra,

riguardo alla licenza GPL, essa recita:

"L'utente è tenuto a rendere disponibile il codice sorgente del software alle persone che ne hanno ricevuto una copia o, in alternativa, accompagnare il software con una offerta scritta di rendere disponibile il sorgente su richiesta a prezzo nominale.

Le versioni modificate di un programma sotto GNU GPL sono soggette al vincolo di copyleft solo in caso di distribuzione, cioè quando il software viene ceduto da un'entità giuridica ad un'altra. Non esiste alcun obbligo di distribuzione, in nessun caso."

Infatti, noi forniamo i sorgenti di PAFlow ai nostri clienti.
E non siamo tenuti a pubblicarli "liberamente sul web".

In merito alla sua affermazione:

"Tra l’altro la gestione di questo progetto di chiara matrice pubblica non è per nulla trasparente."

mi piacerebbe che fosse più esplicito, anche per capire se ci sono gli estremi per adire legalmente a seguito delle sue affermazioni.

Riguardo a quanto afferma successivamente, ossia:

"Quello che soprattutto non risulta chiaro a chi come voi fa finta di realizzare progetti liberi (non opensource, dato che vi vantate addirittura di usare la licenza GPL) è che il modello economico che dovreste utilizzare è del tutto differente da quello tradizionale: non dovreste farvi pagare la “licenza” (ossia la tradizionale marchetta che non si capisce bene a cosa darebbe diritto) ma piuttosto il lavoro di consulenza necessario per : installazione, manutenzione, supporto, estensioni, ecc."

avrà certamente potuto leggere nei nostri post che il modello che lei ci invita a perseguire in modo così lungimirante è esattamente quello che noi seguiamo, ossia vendere servizi di installazione, supporto, estensioni, eccetera. 
Senza far pagare un euro la licenza di PAFlow.
Quindi davvero non capisco la sua domanda. O forse non ha letto con attenzione i nostri post.

Cordiali saluti,
Andrea Vecchi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile sig. Balestra,</p>
<p>riguardo alla licenza GPL, essa recita:</p>
<p>&#8220;L&#8217;utente è tenuto a rendere disponibile il codice sorgente del software alle persone che ne hanno ricevuto una copia o, in alternativa, accompagnare il software con una offerta scritta di rendere disponibile il sorgente su richiesta a prezzo nominale.</p>
<p>Le versioni modificate di un programma sotto GNU GPL sono soggette al vincolo di copyleft solo in caso di distribuzione, cioè quando il software viene ceduto da un&#8217;entità giuridica ad un&#8217;altra. Non esiste alcun obbligo di distribuzione, in nessun caso.&#8221;</p>
<p>Infatti, noi forniamo i sorgenti di PAFlow ai nostri clienti.<br />
E non siamo tenuti a pubblicarli &#8220;liberamente sul web&#8221;.</p>
<p>In merito alla sua affermazione:</p>
<p>&#8220;Tra l’altro la gestione di questo progetto di chiara matrice pubblica non è per nulla trasparente.&#8221;</p>
<p>mi piacerebbe che fosse più esplicito, anche per capire se ci sono gli estremi per adire legalmente a seguito delle sue affermazioni.</p>
<p>Riguardo a quanto afferma successivamente, ossia:</p>
<p>&#8220;Quello che soprattutto non risulta chiaro a chi come voi fa finta di realizzare progetti liberi (non opensource, dato che vi vantate addirittura di usare la licenza GPL) è che il modello economico che dovreste utilizzare è del tutto differente da quello tradizionale: non dovreste farvi pagare la “licenza” (ossia la tradizionale marchetta che non si capisce bene a cosa darebbe diritto) ma piuttosto il lavoro di consulenza necessario per : installazione, manutenzione, supporto, estensioni, ecc.&#8221;</p>
<p>avrà certamente potuto leggere nei nostri post che il modello che lei ci invita a perseguire in modo così lungimirante è esattamente quello che noi seguiamo, ossia vendere servizi di installazione, supporto, estensioni, eccetera.<br />
Senza far pagare un euro la licenza di PAFlow.<br />
Quindi davvero non capisco la sua domanda. O forse non ha letto con attenzione i nostri post.</p>
<p>Cordiali saluti,<br />
Andrea Vecchi</p>
]]></content:encoded>
	<feedburner:origLink>http://www.jaxx.it/keltik/paflow-gestione-documentale-opensource/comment-page-1/#comment-34819</feedburner:origLink></item>
	<item>
		<title>Commenti su PAFlow: Gestione documentale OpenSource di Vittorio Ballestra</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/keltikComments/~3/UICA0pAzC08/</link>
		<dc:creator>Vittorio Ballestra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 18:25:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://keltik.homelinux.org/index.php/2005/10/21/paflow-gestione-documentale-opensource/#comment-34818</guid>
		<description>Cari signori Paola Ponticelli, Paolo Bizzarri, Andrea Vecchi,

a giudicare da quanto scrivete si deduce che siate piuttosto ignoranti su cosa implichi la licenza GPLv2.

Non c'è modo di distribuire un software con licenza GPLv2 solamente ad una cerchia ristretta di utenti. Non si tratterebbe più di licenza GPLv2, che tra l'altro vi obbliga a pubblicare i sorgenti ed a renderli evidenti a tutti (cosa che evidentemente non fate).
Sotto questo aspetto siete completamente "illegali".

Tra l'altro la gestione di questo progetto di chiara matrice pubblica non è per nulla trasparente.

Quello che soprattutto non risulta chiaro a chi come voi fa finta di realizzare progetti liberi (non opensource, dato che vi vantate addirittura di usare la licenza GPL) è che il modello economico che dovreste utilizzare è del tutto differente da quello tradizionale: non dovreste farvi pagare la "licenza" (ossia la tradizionale marchetta che non si capisce bene a cosa darebbe diritto) ma piuttosto il lavoro di consulenza necessario per : installazione, manutenzione, supporto, estensioni, ecc.

Ossia anche se il software è libero voi potete guadagnarci lo stesso perché siete i più bravi e lo sapete rigirare come volete. 

Mi chiedo, per quale motivo sbandierare la GPL se poi in realtà siete un normalissimo venditore di software proprietario (o che magicamente è diventato tale) ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari signori Paola Ponticelli, Paolo Bizzarri, Andrea Vecchi,</p>
<p>a giudicare da quanto scrivete si deduce che siate piuttosto ignoranti su cosa implichi la licenza GPLv2.</p>
<p>Non c&#8217;è modo di distribuire un software con licenza GPLv2 solamente ad una cerchia ristretta di utenti. Non si tratterebbe più di licenza GPLv2, che tra l&#8217;altro vi obbliga a pubblicare i sorgenti ed a renderli evidenti a tutti (cosa che evidentemente non fate).<br />
Sotto questo aspetto siete completamente &#8220;illegali&#8221;.</p>
<p>Tra l&#8217;altro la gestione di questo progetto di chiara matrice pubblica non è per nulla trasparente.</p>
<p>Quello che soprattutto non risulta chiaro a chi come voi fa finta di realizzare progetti liberi (non opensource, dato che vi vantate addirittura di usare la licenza GPL) è che il modello economico che dovreste utilizzare è del tutto differente da quello tradizionale: non dovreste farvi pagare la &#8220;licenza&#8221; (ossia la tradizionale marchetta che non si capisce bene a cosa darebbe diritto) ma piuttosto il lavoro di consulenza necessario per : installazione, manutenzione, supporto, estensioni, ecc.</p>
<p>Ossia anche se il software è libero voi potete guadagnarci lo stesso perché siete i più bravi e lo sapete rigirare come volete. </p>
<p>Mi chiedo, per quale motivo sbandierare la GPL se poi in realtà siete un normalissimo venditore di software proprietario (o che magicamente è diventato tale) ?</p>
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		<title>Commenti su L’ ultimo teorema di Fermat di umberto esposito</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/keltikComments/~3/WQrJsrVX9ZU/</link>
		<dc:creator>umberto esposito</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 19:06:45 +0000</pubDate>
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		<description>NUMERI PRIMI ARMONICI DI GALLO
Non tutti sanno che le ricerche che condussero il matematico Onofrio Gallo alla prima (1993) originalissima dimostrazione diretta dell'Ultimo Teorema di Fermat condussero lo stesso autore a scoprire sia il Teorema Mirabilis sia i cosiddetti NUMERI PRIMI ARMONICI DI GALLO. Il concetto plurimillenario di numero primo è quello probabilmente risalente ai tempi degli Indiani (V sec. a.C.) e dei Babilonesi (Tavoletta Plimpton verso il 1700 a.C.) e dunque è noto da circa sette millenni. Né i matematici in tale lunghissimo arco di tempo erano mai riusciti a spezzare ciascuno degli atomi delle matematiche , i numeri primi per l’appunto, nel prodotto di 2 fattori diversi da 1 e dallo stesso numero primo. E’ vero che Fermat aveva spezzato alcuni tipi di numeri primi nella somma o nella differenza di quadrati o mediante espressioni binomie quadratiche, ma nessuno mai era riuscito a spezzare mediante operazioni di secondo grado un numero primo p nel prodotto di fattori diversi da 1 e da p. Solo grazie alla sua TTIE (1989), dopo sette millenni, per la prima volta nella Storia delle Matematiche, Onofrio Gallo è riuscito in tale impresa. In che modo? La Teoria dei numeri primi armonici di Gallo (1994) nasce dalle ricerche relative alla dimostrazione della Congettura di Goldbach (1994) ad opera di Gallo (non valida in assoluto in quanto ottenuta sulla base di un Teorema di Landau (1909), del suo Teorema Mirabilis (1993) e del Piccolo Teorema di Fermat (lettera a Frenicle 18 ott. 1640), che purtroppo non vale sempre, oltre che su due cosiddette uguaglianze di Gallo), anche se in seguito lo stesso matematico ha dimostrato tale congettura sulla vase di un Principio di continuità operativo da lui scoperto verso la fine degli anni ’90 del secolo scorso. La Congettura di Goldbach (1742) è nota come segue: “Ogni numero pari maggiore di 2 è la somma d due numeri primi.” In tale teoria, sviluppata nell’ambito dei numeri complessi, un numero p è un primo armonico di Gallo di prima specie e di classe pari se esso risulta essere la media armonica dei cosiddetti numeri armonici h e k (complessi coniugati) di Gallo, cioè se risulta p= 2hk/(h+k) con h=1-yi e k=1+yi (essendo i l’unità immaginaria o radice quadrata di -1). Detti primi di Goldbach i numeri primi che sono soluzioni dell’Equazione di Goldbach: (EG) p1 +p2 =2n con n&gt;2 e numero naturale assegnato, la Teoria dei numeri primi armonici di Gallo (generalizzando il Teorema di Gallo relativo alla Congettura di Goldbach per le potenze dei primi di Goldbach maggiori di 1) è possibile dimostrare che esistono infinite famiglie di numeri primi armonici di Gallo di classi pari e dispari. Oltre le colonne d’Ercole della divisibilità tra gli interi, la Teoria dei numeri primi armonici di Gallo classifica gli stessi numeri primi in infinite classi(di ordine pari o dispari) di grado m (=1,2,3,…). Per m=1 (Equazione di Goldbach) si ottengono, come detto, i numeri primi armonici di Gallo di prima specie di classe pari e di grado 1 : p= 2hk/ (h+k), con h,k numeri complessi coniugati o armonici di Gallo che sono del tipo h=x-iy e k = x+iy con x =1. Se non fosse x =1, il Teorema Fondamentale di Fermat (1640), relativo ai numeri primi p del tipo 4n+1, esprimibili in un unico modo come somma di due quadrati a e b, naturali non nulli, cioè p= 4n+1 = a^2 +b^2 , non sarebbe più valido. Dunque un numero è primo simultaneamente nel campo dei numeri complessi e nell’anello degli interi se, e solo se, esso risulta esprimibile come media armonica dei numeri armonici h e k di Gallo. I numeri primi di Gallo di seconda specie di classe pari e di grado 1 sono espressi da p= (hA +kB)/(A +B) con A= ?(3k^2-1) e B=? (3h^2-1). Ricordiamo che, sulla base della Teoria dei numeri primi di Gallo, per la prima volta nella storia delle matematiche, lo stesso autore ha potuto estendere al campo dei numeri complessi il TUSFP oTeorema Fondamentale dell’Aritmetica (Unicità della scomposizione in fattori primi di un numero naturale (composto e non nullo): un teorema che consente di ottenere l’ identikit di ogni numero intero positivo; un risultato vanamente ed a lungo cercato da K. F. Gauss e da altri grandi matematici, soprattutto da E.E. Kummer. Infatti Gauss sviluppò una teoria della fattorizzazione nel campo dei numeri complessi, mediante i cosiddetti interi di Gauus, che sono numeri complessi del tipo a+ib ( a,b interi ed i=unità immaginaria=?-1) partendo dal fatto che ogni intero di Gauss g non nullo ha per fattori ± 1, ± i ,± ig. Orbene, se se questi sono gli unici fattori e g? ±1, ±i, allora g è detto . Per gli interi di Gauss vale perciò l’analogo del TUSFP dell’Aritmetica: “ Sia g ?0; ± 1, ± i un intero di Gauss, allora g= g1 g2 ….gr con gi (i=1,….,r) primi di Gauss, determinati a meno dell’ordine dei fattori ± 1 e ± i. In base ai primi di Gauss è possibile dare una semplice dimostrazione del Teorema dei due quadrati di Fermat x 2 +y2 =n. Nel campo dei numeri complessi C i primi di Gauss costituiscono un sottoinsieme degli interi di Gauss. I primi della forma 4k-1 in Z sono ancora primi in C , ma il primo 2 e i primi della forma 4k+1 possono essere scomposti in C. Ad esempio 2= (1+i)(1-i), 5=2+i)(2-i), 13=(2+3i)(2-3i); 17=(4+i)(4-i). Uno dei motivi per cui Gauss stimava molto il suo ex-allievo e collaboratore F.G. Eisenstein ( 1823 -1852), si doveva al fatto che gli stessi primi di Gauss formano un sottoinsieme degli interi di Eisenstein, a proposito del campo d’integrità formato dai numeri della forma a+? b , essendo t = (1-? -1)/2 radice cubica complessa dell’equazione t 2+ t +1 =0, introdotti per la prima volta da già suo allievo e poi suo collaboratore. Si tratta di uno studio originalissimo che costituì la base di partenza per i corpi circolari ideati in seguito da Kummer. Qui diciamo solo che il matematico Onofrio Gallo, nel 2004, sulla base dei numeri primi di Gallo di prima specie di classe pari e di grado 1, mediante la cosiddetta funzione psi di Gallo, è riuscito ad ottenere, nel campo dei numeri complessi, una teoria parallela a quella della celebre funzione ? (zeta) di G.B. Riemann ( 1826-1866). La funzione ?( psi) di Gallo permette di comprendere, per estensione, dopo oltre un secolo e mezzo, perché la celebre Ipotesi o Congettura di Riemann (1859), uno dei sette Premi del Millennio del Math Clay Institute, tuttora (verificata computazionalmente, ma ancora) indimostrata sulla base della funzione zeta di Riemann, è tale che gli zeri di Riemann complessi hanno sempre la loro parte reale uguale ad ½ . Riportiamo un confronto tra gli zeri delle funzioni ? di Gallo e ? di Riemann: ZERI DELLA FUNZIONE PSI DI GALLO ?(z)=0 sono i valori complessi coniugati (numeri armonici di Gallo) tali che p = 2hk/(h+k) e con h = x-y i k= x +y i con x=1 (retta reale di Gallo) Formula generale di Gallo h=1-i?(p-1) e k=1+i?(p-1) , con p numero primo. ALCUNI ZERI DELLA FUNZIONE ZETA DI RIEMANN z= x+iy con x=1/2 (retta reale di Riemann) con z1= 1/2 +i 14,134725…; z2=1/2 +i21,022040; z3=1/2 + i25,010856… FORMULA GENERALE z= 1/2 +iy con y reale non noto e con la parte reale x=1/2 (IPOTESI DI RIEMANN)per qualsiasi zero complesso della funzione zeta di Riemann. Tali risultati si trovano nel Codex Cervinarensis del matematico italiano Onofrio Gallo (n. 1946 a Cervinara, Valle Caudina) e contenuti nelle sue due memorie New”Disquisitiones” On The Number Theory e From e The Fermat’s Last Theorem To The Riemann’s Hypothesis, che si trovano presso l’Accademia Norvegese delle Scienze e delle Lettere di Oslo. A cura di U. Esposito</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>NUMERI PRIMI ARMONICI DI GALLO<br />
Non tutti sanno che le ricerche che condussero il matematico Onofrio Gallo alla prima (1993) originalissima dimostrazione diretta dell&#8217;Ultimo Teorema di Fermat condussero lo stesso autore a scoprire sia il Teorema Mirabilis sia i cosiddetti NUMERI PRIMI ARMONICI DI GALLO. Il concetto plurimillenario di numero primo è quello probabilmente risalente ai tempi degli Indiani (V sec. a.C.) e dei Babilonesi (Tavoletta Plimpton verso il 1700 a.C.) e dunque è noto da circa sette millenni. Né i matematici in tale lunghissimo arco di tempo erano mai riusciti a spezzare ciascuno degli atomi delle matematiche , i numeri primi per l’appunto, nel prodotto di 2 fattori diversi da 1 e dallo stesso numero primo. E’ vero che Fermat aveva spezzato alcuni tipi di numeri primi nella somma o nella differenza di quadrati o mediante espressioni binomie quadratiche, ma nessuno mai era riuscito a spezzare mediante operazioni di secondo grado un numero primo p nel prodotto di fattori diversi da 1 e da p. Solo grazie alla sua TTIE (1989), dopo sette millenni, per la prima volta nella Storia delle Matematiche, Onofrio Gallo è riuscito in tale impresa. In che modo? La Teoria dei numeri primi armonici di Gallo (1994) nasce dalle ricerche relative alla dimostrazione della Congettura di Goldbach (1994) ad opera di Gallo (non valida in assoluto in quanto ottenuta sulla base di un Teorema di Landau (1909), del suo Teorema Mirabilis (1993) e del Piccolo Teorema di Fermat (lettera a Frenicle 18 ott. 1640), che purtroppo non vale sempre, oltre che su due cosiddette uguaglianze di Gallo), anche se in seguito lo stesso matematico ha dimostrato tale congettura sulla vase di un Principio di continuità operativo da lui scoperto verso la fine degli anni ’90 del secolo scorso. La Congettura di Goldbach (1742) è nota come segue: “Ogni numero pari maggiore di 2 è la somma d due numeri primi.” In tale teoria, sviluppata nell’ambito dei numeri complessi, un numero p è un primo armonico di Gallo di prima specie e di classe pari se esso risulta essere la media armonica dei cosiddetti numeri armonici h e k (complessi coniugati) di Gallo, cioè se risulta p= 2hk/(h+k) con h=1-yi e k=1+yi (essendo i l’unità immaginaria o radice quadrata di -1). Detti primi di Goldbach i numeri primi che sono soluzioni dell’Equazione di Goldbach: (EG) p1 +p2 =2n con n&gt;2 e numero naturale assegnato, la Teoria dei numeri primi armonici di Gallo (generalizzando il Teorema di Gallo relativo alla Congettura di Goldbach per le potenze dei primi di Goldbach maggiori di 1) è possibile dimostrare che esistono infinite famiglie di numeri primi armonici di Gallo di classi pari e dispari. Oltre le colonne d’Ercole della divisibilità tra gli interi, la Teoria dei numeri primi armonici di Gallo classifica gli stessi numeri primi in infinite classi(di ordine pari o dispari) di grado m (=1,2,3,…). Per m=1 (Equazione di Goldbach) si ottengono, come detto, i numeri primi armonici di Gallo di prima specie di classe pari e di grado 1 : p= 2hk/ (h+k), con h,k numeri complessi coniugati o armonici di Gallo che sono del tipo h=x-iy e k = x+iy con x =1. Se non fosse x =1, il Teorema Fondamentale di Fermat (1640), relativo ai numeri primi p del tipo 4n+1, esprimibili in un unico modo come somma di due quadrati a e b, naturali non nulli, cioè p= 4n+1 = a^2 +b^2 , non sarebbe più valido. Dunque un numero è primo simultaneamente nel campo dei numeri complessi e nell’anello degli interi se, e solo se, esso risulta esprimibile come media armonica dei numeri armonici h e k di Gallo. I numeri primi di Gallo di seconda specie di classe pari e di grado 1 sono espressi da p= (hA +kB)/(A +B) con A= ?(3k^2-1) e B=? (3h^2-1). Ricordiamo che, sulla base della Teoria dei numeri primi di Gallo, per la prima volta nella storia delle matematiche, lo stesso autore ha potuto estendere al campo dei numeri complessi il TUSFP oTeorema Fondamentale dell’Aritmetica (Unicità della scomposizione in fattori primi di un numero naturale (composto e non nullo): un teorema che consente di ottenere l’ identikit di ogni numero intero positivo; un risultato vanamente ed a lungo cercato da K. F. Gauss e da altri grandi matematici, soprattutto da E.E. Kummer. Infatti Gauss sviluppò una teoria della fattorizzazione nel campo dei numeri complessi, mediante i cosiddetti interi di Gauus, che sono numeri complessi del tipo a+ib ( a,b interi ed i=unità immaginaria=?-1) partendo dal fatto che ogni intero di Gauss g non nullo ha per fattori ± 1, ± i ,± ig. Orbene, se se questi sono gli unici fattori e g? ±1, ±i, allora g è detto . Per gli interi di Gauss vale perciò l’analogo del TUSFP dell’Aritmetica: “ Sia g ?0; ± 1, ± i un intero di Gauss, allora g= g1 g2 ….gr con gi (i=1,….,r) primi di Gauss, determinati a meno dell’ordine dei fattori ± 1 e ± i. In base ai primi di Gauss è possibile dare una semplice dimostrazione del Teorema dei due quadrati di Fermat x 2 +y2 =n. Nel campo dei numeri complessi C i primi di Gauss costituiscono un sottoinsieme degli interi di Gauss. I primi della forma 4k-1 in Z sono ancora primi in C , ma il primo 2 e i primi della forma 4k+1 possono essere scomposti in C. Ad esempio 2= (1+i)(1-i), 5=2+i)(2-i), 13=(2+3i)(2-3i); 17=(4+i)(4-i). Uno dei motivi per cui Gauss stimava molto il suo ex-allievo e collaboratore F.G. Eisenstein ( 1823 -1852), si doveva al fatto che gli stessi primi di Gauss formano un sottoinsieme degli interi di Eisenstein, a proposito del campo d’integrità formato dai numeri della forma a+? b , essendo t = (1-? -1)/2 radice cubica complessa dell’equazione t 2+ t +1 =0, introdotti per la prima volta da già suo allievo e poi suo collaboratore. Si tratta di uno studio originalissimo che costituì la base di partenza per i corpi circolari ideati in seguito da Kummer. Qui diciamo solo che il matematico Onofrio Gallo, nel 2004, sulla base dei numeri primi di Gallo di prima specie di classe pari e di grado 1, mediante la cosiddetta funzione psi di Gallo, è riuscito ad ottenere, nel campo dei numeri complessi, una teoria parallela a quella della celebre funzione ? (zeta) di G.B. Riemann ( 1826-1866). La funzione ?( psi) di Gallo permette di comprendere, per estensione, dopo oltre un secolo e mezzo, perché la celebre Ipotesi o Congettura di Riemann (1859), uno dei sette Premi del Millennio del Math Clay Institute, tuttora (verificata computazionalmente, ma ancora) indimostrata sulla base della funzione zeta di Riemann, è tale che gli zeri di Riemann complessi hanno sempre la loro parte reale uguale ad ½ . Riportiamo un confronto tra gli zeri delle funzioni ? di Gallo e ? di Riemann: ZERI DELLA FUNZIONE PSI DI GALLO ?(z)=0 sono i valori complessi coniugati (numeri armonici di Gallo) tali che p = 2hk/(h+k) e con h = x-y i k= x +y i con x=1 (retta reale di Gallo) Formula generale di Gallo h=1-i?(p-1) e k=1+i?(p-1) , con p numero primo. ALCUNI ZERI DELLA FUNZIONE ZETA DI RIEMANN z= x+iy con x=1/2 (retta reale di Riemann) con z1= 1/2 +i 14,134725…; z2=1/2 +i21,022040; z3=1/2 + i25,010856… FORMULA GENERALE z= 1/2 +iy con y reale non noto e con la parte reale x=1/2 (IPOTESI DI RIEMANN)per qualsiasi zero complesso della funzione zeta di Riemann. Tali risultati si trovano nel Codex Cervinarensis del matematico italiano Onofrio Gallo (n. 1946 a Cervinara, Valle Caudina) e contenuti nelle sue due memorie New”Disquisitiones” On The Number Theory e From e The Fermat’s Last Theorem To The Riemann’s Hypothesis, che si trovano presso l’Accademia Norvegese delle Scienze e delle Lettere di Oslo. A cura di U. Esposito</p>
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