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    <title>Kgo Gestionale Online</title>
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    <title>Come fare un listino efficace</title>
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    <description>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="color: #365f91;"&gt;&lt;span style="font-family: Cambria,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;strong&gt;Scusi, quanto mi costa? &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Cambria,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Ecco perchè è importante un listino prezzi completo e aggiornato.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tre i fattori chiave per farci scegliere: chiarezza, rapidità e buon rapporto qualità-prezzo.&lt;/strong&gt; Abbiamo già parlato nell'articolo &lt;a title="Preventivo e logica di preventivazione" href="http://www.kgo.it/blog/articoli/la-logica-della-preventivazione" target="_self"&gt;la logica della preventivazione&lt;/a&gt; , per esempio, dell’importanza di inviare al cliente un preventivo nel minor tempo possibile.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma – &lt;em&gt;ahimè&lt;/em&gt; – &lt;strong&gt;creare una proposta chiara e in tempi rapidi è direttamente proporzionale al numero di prodotti che vendo&lt;/strong&gt;. Tratto generi alimentari? A quanto metto la pasta corta? E quella all’uovo? E i sughi al pomodoro? Ma sto parlando di prezzi al dettaglio o all’ingrosso, al kg o al quintale? ...&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Ecco perché è fondamentale avere un listino prezzi completo e aggiornato&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;Crearlo può richiedere un po’ di impegno, ma è indispensabile per avere una visione completa della merce che vendiamo, oltre che per poter gestire l’offerta in modo omogeneo e rapido. E poi, a conti fatti, creato una volta, dopo ci si limita a integrare e ad aggiornare i prodotti nella nostra lista.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I passi per avere un listino prezzi utile sono semplici ma fondamentali:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Organizzare i prodotti&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;in 	macro-categorie e sotto-categorie&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La buona organizzazione è 	il segreto di qualsiasi azienda: classificare i nostri prodotti 	permette di ritrovarli più facilmente, inoltre dà anche la 	possibilità di stampare o inviare a un potenziale cliente solo la 	parte di listino di suo interesse.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Creare listini differenti&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;a 	seconda del nostro referente.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Se ho tipologie diverse di 	clienti devo predisporre listini diversi, per esempio un listino 	dedicato agli utenti finali e uno per i rivenditori, con la 	possibilità di distinguere i prezzi anche in base alla consistenza 	degli ordini.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Aggiornare i listini in tempo 	reale&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;Sconti, offerte speciali, nuovi prodotti. Perché un 	listino prezzi sia realmente utile è necessario contenga sempre 	informazioni aggiornate e complete. Avere un programma online per i 	listini permette di accedervi in ogni momento e contemporaneamente 	le modifiche sono immediatamente disponibili per tutti gli 	operatori.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Organizzazione&lt;/strong&gt;, questa la parola chiave per lavorare con efficacia e qualità.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Spesso si sottovaluta l’importanza di un listino prezzi completo. Mentre i vantaggi sono indubbi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Preventivo immediato.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Ho un prezzo definito per ogni prodotto, quindi creare una proposta per il mio cliente diventa più veloce, con in più la possibilità di  indicare per ogni prodotto l’IVA praticata e l’eventuale sconto per un preventivo completo e comprensibile.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Preventivo per tutti.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Creare un preventivo non sarà più solo competenza esclusiva di pochi, ma con un listino completo e aggiornato sarà possibile da qualunque postazione comunicare i prezzi al cliente in tempo reale, sempre con la sicurezza di star rispettando le decisioni dei nostri responsabili, ma senza la perdita di tempo – nostra, del cliente, del capo – di dover chiedere conferma. Per chi ha molte responsabilità, delegare è utile, soprattutto con la sicurezza di aver dato direttive chiare sulla linea da seguire, anche nei prezzi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Preventivo equo&lt;/strong&gt;…&lt;br /&gt;Si possono decidere sconti su alcuni tipi di merce e fare in modo che tutti i clienti ne possano beneficiare, senza differenze e senza affidarsi alla nostra memoria o al nostro buon cuore, col rischio di scontentare alcuni e di creare incomprensioni. Questo ci permette anche di prevedere sconti promozionali e organizzare al meglio il nostro magazzino, oltre a riportare puntualmente in modo chiaro ogni offerta applicata.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;… &lt;strong&gt;Ma anche preventivo su misura&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La libertà di azione rimane comunque una prerogativa del bravo venditore, quelle tattiche che nel marketing hanno l’obiettivo di ‘fidelizzare’ il cliente. Ok avere un listino, ma anche l’azione individuale ha la sua importanza.  E il nostro preventivo deve prevedere anche questa situazione, collegandosi sì al listino prezzi, ma allo stesso tempo permettendoci di proporre anche sconti fatti su misura per il singolo cliente.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Ultimo ma non ultimo…&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Non dimenticate l’importanza di avere un buon gestionale che permetta di creare un listino prezzi chiaro e flessibile, facilmente aggiornabile e raggiungibile da ogni postazione, e direttamente correlato all’applicativo per creare preventivi. Questo è quello che offre il gestionale Kgo. Inoltre il listino prezzi presuppone la possibilità di creare categorie e sottocategorie, di distinguere vari listini in base ai destinatari, di inserire note aggiuntive e sconti, infine la possibilità di stampare tutto il listino o solo una parte.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Avete imparato le regole per un buon preventivo?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ora non dimenticate che anche un buon listino prezzi ben organizzato è importante.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/articolo%20blog.jpg?1336556140" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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     <comments>http://www.kgo.it/blog/articoli/come-fare-un-listino-efficace#comments</comments>
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 <pubDate>Wed, 09 May 2012 09:33:53 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
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    <title>Kgo e Google AdWords</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/aTkiRMyGxA4/kgo-e-google-adwords</link>
    <description>&lt;div class="content"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Internet è la nuova frontiera del mercato&lt;/span&gt;: in questo periodo di crisi l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e-commerce&lt;/span&gt; è l'unico settore che continua a registrare una crescita esponenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche  il marketing ormai va a braccetto con le infinite possibilità che offre  la rete, un mondo di clienti che supera ogni barriera fisica e  geografica e che raggiunge la tua azienda con un click. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un infinito mercato che però conta una concorrenza altrettanto infinita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco  quindi che diventa indispensabile emergere da questa cacofonia  mediatico-interattiva e creare un rapporto con il cliente facile e  immediato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 150%; line-height: 116%;"&gt;Uno – due – tre… CONTATTO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Distinguersi dagli altri e farsi conoscere è il primo obiettivo del marketing, anche online&lt;/span&gt;.  Il web marketing propone varie alternative, tutte valide se usate bene,  ma che al contrario, quando usate male, possono rivelarsi pericolose  falle di spesa per la nostra azienda. Sto parlando di Newsletter, Banner  pubblicitari, ma in particolare di Google AdWords e del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pay per click&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Perché Google AdWords&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Avere un buon sito non è sufficiente, bisogna anche ottimizzare le pagine affinché ottengano un buon posizionamento nelle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;search engine results page&lt;/span&gt;.  Partiamo dal presupposto che circa il 95% degli utenti che usano un  motore di ricerca si fermano alla prima pagina dei risultati e solo un  infinitesimale 4% prosegue alla seconda, risicandosi a uno zero virgola  per le successive pagine. &lt;br /&gt;Inoltre non possiamo mai avere la certezza  del nostro posizionamento: le variabili sono troppe e troppi i siti che  concorrono con noi. Ecco perché Google ha creato Google AdWords: i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pay per click&lt;/span&gt; sono link sponsorizzati che Google inserisce nei primi due ambitissimi  posti della sua classifica. E da cui l’utente interessato può  raggiungere il nostro sito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma avere il nostro link in pole position non basta. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;È importante ottenere il massimo dei risultati&lt;/span&gt; da un investimento come Google AdWords o dai costosi servizi di  newsletter e banner. Quanti utenti interessati, finiti nel nostro sito,  ci contatteranno  davvero? Quanti invece vorrebbero contattarci ma  all'ultimo non lo faranno? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamoci che una delle prime regole di un buon sito internet è rendere i contatti facili e immediati.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Siamo tutti iper-impegnati e iper-pigri: semplicità e immediatezza sono qualità fondamentali nel mondo interattivo&lt;/span&gt;.  Insomma, obbligare gli utenti interessati a una ricerca labirintica per  arrivare ai nostri recapiti è un suicidio economico e aziendale che  vanifica i nostri ambiziosi progetti di web marketing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una regola semplicissima: il cliente deve poterci contattare in tre clic.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;1.	Cliccando “trova” sul motore di ricerca&lt;br /&gt;2.	Cliccando sul nostro link (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;apparso tra i primi, naturalmente!&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;3.	Cliccando per chiedere informazioni all’azienda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla mia esperienza, ho visto infatti che&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; non è sufficiente creare una ottima pagina “Contatti”&lt;/span&gt;,  raggiungibile dall’homepage e con i riferimenti indicati chiaramente,  ma può essere utile facilitare ulteriormente il percorso del nostro  potenziale cliente &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;avvicinandolo ancora di più alla mia azienda con un modulo di inserimento dati&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa  c’è di più chiaro, semplice e immediato di un form in cui i clienti  inseriscono i propri dati per richiedere informazioni o preventivi? E  ancora più fruttuoso è collegare questo form direttamente al link di  Google AdWords, o al link nella newsletter, o al banner pubblicitario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione:  avere una mailing list aggiornata di potenziali clienti può essere  utilissimo, sempre che non si trasformi nell'ennesimo impegno in più che  ci ruba tempo ed energie. Inserire dati è un lavoro banale ma che porta  via tantissimo tempo.&lt;br /&gt;Con Kgo abbiamo già parlato di come è facile &lt;a href="http://www.kgo.it/blog/articoli/quanto-e-importante-un-gestionale-importare-ed-esportare-i-dati"&gt;importare dati da altri gestionali e fogli Excel&lt;/a&gt;, ma non vi avevo ancora rivelato quanto possa essere immediato anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;acquisire direttamente i dati dal modulo del cliente&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Ve lo spiego in poche parole.. anzi, TRE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 150%; line-height: 116%;"&gt;Uno - due - tre… KGO!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in questo caso bastano infatti tre mosse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Raccolgo i dati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il  mio link di Google AdWord – o della newsletter, o del banner – rimanda  direttamente a un modulo di richiesta informazioni in cui il nostro  potenziale cliente inserisce i dati per farsi ricontattare da noi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Propongo un preventivo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://kgo.it/blog/articoli/i-2-mantra-di-un-preventivo"&gt;La velocità nel fare una proposta è essenziale&lt;/a&gt;:  i dati raccolti nel modulo finiscono automaticamente nel database Kgo  per creare preventivi rapidamente e senza copia-incolla pericolosi (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'errore è sempre dietro l'angolo!&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Fatture, ordini e tutto il resto con un clic&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Una volta che il cliente sceglie noi, per tutto il resto basta un click (tutto semplice e immediato &lt;a href="http://www.kgo.it/blog/articoli/la-logica-della-fatturazione"&gt;come vi avevo raccontato qui&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma,  è importante che i clienti possano raggiungerci rapidamente e senza  fatica, ma è altrettanto importante che noi stessi possiamo contattare  loro con semplicità. Non mi stancherò mai di ripeterlo:&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; la tecnologia, quando programmata bene, può veramente facilitare la vita a noi e alla nostra azienda. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="content"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="content"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ecco qui un esempio pratico che ho realizzato : presentazione &lt;a href="http://www.kgo.it/sites/default/files/images/to-content/presentazione%20kgo%20gestionale%20online%20e%20goggle%20adwords.pdf" target="_blank"&gt;kgo gestionale online e google adword&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/kgo%20gestionale%20online%20e%20google%20adwords.jpg?1332231848" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/adwords">adwords</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/business-e-commerce">Business &amp; E-commerce</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/preventivi">preventivi</category>
 <pubDate>Tue, 20 Mar 2012 08:03:37 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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    <title>Quanto è importante per un gestionale importare ed esportare i dati</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/tj6Qwuy5eVw/quanto-e-importante-un-gestionale-importare-ed-esportare-i-dati</link>
    <description>&lt;div class="content"&gt;&lt;span style="font-size: 200%; line-height: 116%;"&gt;Un gestionale è per sempre? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un gestionale è per sempre? Sì, se non sai quanto è facile cambiare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La  tecnologia avanza e semplifica la vita, eppure ancora molte aziende  preferiscono lavorare con il primo programma installato, nonostante  spesso non risponda nemmeno più alle esigenze aziendali.&lt;br /&gt;Da un lato c'è la questione dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;costi&lt;/span&gt;: comprato e installato, poi si ammortizza negli anni.&lt;br /&gt;Dall'altro c'è il problema dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;dati&lt;/span&gt;: chi ha tempo, voglia e denaro per far inserire tutto in un nuovo database? &lt;br /&gt;Insomma, volenti o nolenti, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;per molte aziende la relazione con il proprio gestionale è una faccenda seria&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma avete mai pensato a quanto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è importante avere un gestionale in cui i dati si importano e si esportano con semplicità&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;È  essenziale, eppure molti rimangono al vecchio per paura di non trovarsi  bene con un nuovo programma (e visti i costi per l’acquisto delle  licenze, sono errori che si pagano caro), per la pigrizia di dover  imparare nuovamente a utilizzare un labirinto di celle, cellette e  spazi, per la comodità di avere già tutti i dati a disposizione,  inseriti e aggiornati. &lt;br /&gt;Ma paura, pigrizia e comodità non ci impediscono di perdere tempo con un gestionale che non risponde più alle nostre esigenze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel creare Kgo (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per chi non mi conoscesse, sto parlando del mio gestionale online..!!&lt;/span&gt;) ho deciso di creare un programma semplice e flessibile, dove sia possibile &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;importare ed esportare dati facilmente&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Mi sono dedicato in particolare a questo aspetto per cinque motivi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 150%; line-height: 116%;"&gt;1. È giusto lasciare libero il cliente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Legare il cliente con catene informatiche non è mai stato il mio obiettivo:&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; chi sceglie Kgo e continua a sceglierlo ogni anno, lo fa per la qualità del prodotto&lt;/span&gt;, non perché ormai è imprigionato in un database machiavellico in cui i dati entrano ma da cui non escono più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 150%; line-height: 116%;"&gt;2. Semplice importare i dati, ma altrettanto deve essere esportarli &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con Kgo è possibile importare i dati da altri gestionali&lt;/span&gt;, come per esempio &lt;a class="postlink" href="blog/articoli/importazione-clienti-da-altri-gestionali-kgo"&gt;i dati dei clienti&lt;/a&gt;, oppure &lt;a class="postlink" href="content/06-fornitori"&gt;tenere i prezzi dei fornitori&lt;/a&gt; sempre aggiornati, o ancora  &lt;a class="postlink" href="content/05-listini"&gt;trasferire i tuoi listini nel database&lt;/a&gt; direttamente da un foglio excel e viceversa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma Kgo non si limita a facilitare l’importazione dei dati, ma anche la loro esportazione&lt;/span&gt;,  essenziale per ottenere con semplicità un backup puntuale e aggiornato  di clienti, fornitori, magazzino, e – quando Kgo non farà più al caso  tuo – è altrettanto importante che tu possa trasferire i tuoi dati in un  nuovo gestionale senza spese aggiuntive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 150%; line-height: 116%;"&gt;3. La voglia di cambiamento non deve costare nulla…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kgo è così semplice che è il cliente stesso a inserire i dati&lt;/span&gt;, senza dover pagare l’azienda proprietaria del software (come può succedere nei gestionali tradizionali).&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; I dati sono parte integrante ed essenziale di un gestionale: perché pagare di più per poterlo utilizzare? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Stessa  cosa dicasi infatti per l’esportazione: è facile e immediato trasferire  i dati in un foglio Excel o OpenOffice, quindi anche &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il backup diventa semplice e veloce&lt;/span&gt;, e sappiamo quanto è importante salvare periodicamente i propri dati senza perderci giornate intere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 150%; line-height: 116%;"&gt;4. … e la flessibilità resiste ai cambiamenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte  aziende comprano gestionali creati su misura per loro. Cosa accade però  quando le mie esigenze di modificano nel tempo ma il mio gestionale no?  &lt;br /&gt;Spesso è meglio avere  &lt;a class="postlink" href="blog/articoli/la-fattura-e-un-documento-flessibile-lo-e-anche-il-tuo-gestionale"&gt;un programma flessibile&lt;/a&gt;, che io stesso adatto alle mie esigenze e che segue i miei cambiamenti. Senza tralasciare il fatto che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un gestionale online non invecchia ma è continuamente aggiornato e al passo con le ultime tecnologie&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 150%; line-height: 116%;"&gt;5. La qualità non si migliora stando fermi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimo ma non ultimo, per mantenere un alto livello di qualità è essenziale&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; il confronto diretto e quotidiano con i clienti e le loro esigenze&lt;/span&gt;:  solo così Kgo è puntuale e immediato nel soddisfare ogni bisogno. Senza  tralasciare l’attenzione continua alle nuove tecnologie, che permette  di visionare i dati su vari supporti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, al momento  dell’acquisto pochi ci pensano, ma la scelta di un gestionale può essere  veramente a lungo termine. A meno che non abbiamo a che fare con un  programma snello, flessibile, aperto al dialogo e semplice da  utilizzare.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; E se continuate a sceglierlo sarà per la sua qualità, non perché costretti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
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      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/export.jpg?1330766810" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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 <pubDate>Sat, 03 Mar 2012 09:26:51 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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    <title>La logica della preventivazione</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/NbcJQ-ecmW4/la-logica-della-preventivazione</link>
    <description>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Chiarezza e completezza&lt;/strong&gt;: ecco le caratteristiche indispensabili di un preventivo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Attenzione però: può infatti accadere che per noi il preventivo sia semplice e immediato, ma per chi lo riceve appaia come una caccia al tesoro. Prezzi con iva o senza iva? Trasporto compreso o no? Questi servizi sono gratuiti? Il totale è già scontato oppure no? E chissà poi cosa è il mod. 544432xjk...&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Insomma, oggi il tempo è poco e le persone sono abituate a ottenere informazioni chiare. Impegnare il cliente a decifrare la nostra proposta non è sicuramente il modo migliore per farsi scegliere (-&amp;gt; ricordate le regole per &lt;em&gt;creare un preventivo che conquisti il cliente&lt;/em&gt;?).&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Quindi non diamo nulla per scontato&lt;/strong&gt;, ma partiamo sempre dal presupposto che noi stiamo proponendo servizi e prodotti che conosciamo benissimo a persone che non li conoscono, quindi usiamo un &lt;strong&gt;linguaggio semplice&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;evitando tecnicismi&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;ed evidenziando dove è applicato uno sconto&lt;/strong&gt;. E se infine il cliente sceglie noi.. facciamo in modo &lt;strong&gt;che i nostri recapiti siano presenti in ogni pagina del preventivo &lt;/strong&gt;(e tutti uguali, naturalmente!). Fare proposte chiare ed esaurienti evita anche future incomprensioni che, quando pure si risolvono al meglio, lasciano sempre un po' di amaro in bocca in entrambe le parti (oltre a far perdere tempo e denaro).&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Non dimentichiamo che il preventivo è il nostro biglietto da visita. &lt;/strong&gt;E creare un buon preventivo richiede tempo e attenzione, proprio due cose che spesso, ahimè, ci mancano. Ecco perché utilizzare lo strumento adatto permette di risparmiare tempo, migliorare le prestazioni ed evitare errori.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Due parole: chiarezza e completezza.&lt;strong&gt; Questi sono i presupposti con cui Kgo costruisce il preventivo. &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;(ebbene sì: oggi mi va di parlarvi del gestionale online, chiedo perdono!)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Chiarezza perché &lt;/strong&gt;è importante che il cliente capisca da subito la validità della nostra offerta, i servizi correlati, gli sconti applicati. Avere per le mani un preventivo immediatamente comprensibile spesso è l’arma vincente per farci scegliere.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;strong&gt;Completezza perché&lt;/strong&gt; il cliente deve avere anche tutte le informazioni di cui ha bisogno per valutare le diverse proposte ed evitare future incomprensioni.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Perché kgo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Per i clienti… &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con Kgo possiedo un elenco &lt;strong&gt;aggiornato di tutti i miei clienti&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;e dei loro dati&lt;/strong&gt;, così so sempre a chi inviare il preventivo e, in futuro, la merce, conosco chi è il mio referente, posso annotarmi quando ricontattarlo. In più con Kgo possiedo un &lt;strong&gt;archivio storico&lt;/strong&gt; di tutti i preventivi proposti a quel cliente, gli ordini andati a buon fine, fatture, pagamenti. Insomma, &lt;strong&gt;conoscere un cliente significa creare proposte più adatte a lui,&lt;/strong&gt; e questo ci dà un vantaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Per la mia offerta…&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ho anche &lt;strong&gt;un listino dei miei prodotti&lt;/strong&gt; a cui posso attingere nel formulare la proposta, posso applicare gli &lt;strong&gt;sconti&lt;/strong&gt; che voglio (e sono sempre chiaramente visibili nella tabella del mio preventivo), inserire servizi aggiuntivi in modo chiaro, aggiungere &lt;strong&gt;note&lt;/strong&gt; a fianco di ogni prodotto, all'inizio e alla fine del documento.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Per la mia azienda…&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ultimo ma non ultimo, spesso sottovalutato, &lt;strong&gt;anche scrivere un preventivo è comunicazione&lt;/strong&gt;. Attraverso ogni documento comunico l’identità della mia azienda e la prima regola del buon marketing è &lt;strong&gt;utilizzare lo stesso formato per tutti i documenti&lt;/strong&gt;. Da un lato aumenta la riconoscibilità del marchio e dà un’idea di coerenza, dall'altro minimizza il rischio di errori e dimenticanze. Con Kgo è più semplice rispettare questi principi perché i preventivi riporteranno in automatico logo e recapiti della mia azienda.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E se il preventivo viene approvato dal cliente, Kgo facilita anche i passi successivi…&lt;br /&gt;ma di questo parleremo un’altra volta.&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/preventivi.jpg?1329729122" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description>
     <comments>http://www.kgo.it/blog/articoli/la-logica-della-preventivazione#comments</comments>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/business-e-commerce">Business &amp; E-commerce</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/clienti">Clienti</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/preventivi">preventivi</category>
 <pubDate>Mon, 20 Feb 2012 09:12:03 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">391 at http://www.kgo.it</guid>
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  <item>
    <title>Quando i clienti non pagano</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/1XCwhrIHsTE/quando-i-clienti-non-pagano</link>
    <description>&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 10px;" src="http://kgo.it/sites/default/files/images/to-content/cliente-non-paga.jpg" alt="Quando i clienti non pagano" width="253" height="172" /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Con la fine dell'anno è normale cercare di mettere tutti i conti apposto, abbiamo così scoperto (se non si è fatto prima) che alcuni clienti non hanno ancora saldato le fatture. I ritardi nei pagamenti sono una pratica così tristemente diffusa che non ci sorprendiamo nemmeno.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Tra tempi tecnici biblici, procedure interne alle aziende dai sapori bizantineggianti e ritardi vari (dovuti spesso a mancanza di fondi), &lt;strong&gt;farsi pagare può diventare una lunga, e talvolta inconcludente, attesa&lt;/strong&gt;. Ma tu stai conducendo un’attività commerciale, non un ente benefico e farti pagare è una necessità per mandare avanti la tua attività.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Qualche settimana fa, quanto stavo abbozzando questo articolo, mi è provvidenzialmente capitato di incrociare un Tweet con il link ad un - seppur datato - interessante articolo di &lt;a title="alcune cose che non sapete riguardo la Contabilita e i Pagamenti" href="http://www.italianwebdesign.it/alcune-cose-che-non-sapete-riguardo-la-contabilita-e-i-pagamenti/"&gt;italianwebdesign&lt;/a&gt;, dove viene spiegato in maniera più che chiara ed esaustiva la situazione italiana dei pagamenti. Ho quindi pensato di partire dalla base di quest’articolo andando ad arricchire con un paio di consigli basati sulla mia esperienza personale.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Una ragionevole attesa&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Prima di gridare allo scandalo, però, assicurati di aver concesso abbastanza tempo: le aziende hanno più di una fattura da pagare, e queste sono solitamente evase tutte assieme a fine mese (sempre che si ottenga la firma di tutti i responsabili e si abbiano i fondi). Quindi una fattura a "rimessa diretta" non significa che sarà evasa immediatamente, ma bisognerà attendere la fine del mese; sempre che si abbia emesso la fattura in tempo utile per rientrare nella finestra dei pagamenti del mese in corso.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;In sostanza, &lt;strong&gt;per veder pagata una fattura a rimessa diretta, può essere ragionevole attendere 60 giorni&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Discorso a parte poi se il cliente è una pubblica amministrazione, in questo caso essere pagati entro 120 giorni è un caso fortunato.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Il mio consiglio, per evitare spiacevoli situazioni/incomprensioni e di concordare sempre con il cliente la scadenza, tenendo sempre presente alla differenza fra la scadenza indicata sulla fattura e i tempi tecnici per il pagamento.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Solleciti&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;OK, hai mandato la tua fattura, hai dato un sufficiente margine affinché la burocrazia aziendale facesse il suo corso e ancora il conto langue in attesa del versamento.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;È giunto il momento di prendere il telefono per fare una garbata, telefonata al cliente: per rammentargli della fattura che gli abbiamo inviato mesi addietro e per scoprire lo stato in cui versa la nostra pratica. Con l'occasione potresti provare a suggerire una differente forma di pagamento, se questo può agevolare la situazione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Se, nonostante tutti i tentativi, non si dovesse fare alcun progresso, non resta che &lt;strong&gt;mettere il cliente in mora&lt;/strong&gt;, inviando una lettera raccomandata con avviso di ricevimento che solleciti il pagamento dell’importo dovuto dando un termine per l’adempimento.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Spesso vedersi recapitare la raccomandata è più che sufficiente per sbloccare la situazione. Tuttavia come gesto è abbastanza forte ed è l'anticamera di un’azione legale decisamente più drastica che lascia davvero poco spazio a future collaborazioni. Quindi prima di mettere tutto in mano ad un legale rifletti bene. Rifletti anche sui possibili costi (e dispendio di tempo) che questa strada potrebbe portare; valuta se alla fine non è più conveniente emettere una fattura di storno e mettere il cliente nella tua personale blacklist. È indubbiamente un atto rinunciatario, ma a seconda dell'importo dovuto potrebbe essere anche la strada meno dispendiosa.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Passare per le vie legali&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Se sei deciso a proseguire su questa strada e il sollecito non avesse sortito alcun effetto, è vento il momento di passare per le vie legali per cercare di recuperare l'importo:&lt;/p&gt;
&lt;ul style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;li&gt;per importi inferiori ai 516,46€, ci si può rivolgere al &lt;strong&gt;Giudice di Pace&lt;/strong&gt; senza dover ricorrere a un avvocato&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;con la &lt;strong&gt;Procedura Monitoria&lt;/strong&gt;, qualora si abbia tutti i documenti necessari, il legale potrà ottenere, con una procedura veloce e poco dispendiosa, un ordine di pagamento da parte del Giudice verso il cliente debitore&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;altrimenti bisognerà passare per la &lt;strong&gt;Procedura Ordinaria&lt;/strong&gt;, con un iter più lungo (e con costi maggiori) che prevede la citazione del cliente debitore innanzi al Giudice&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Queste tre casistiche ci fanno capire che sarebbe sempre meglio premunirsi e, sperando di non averne mai bisogno, essere in possesso di tutti i documenti necessari per ricorrere alla procedura monitoria in caso di necessità.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Pertanto quando stili il preventivo ricordati di far controfirmare il contratto anche al tuo cliente in cui, oltre al servizio che fornirai, sono chiaramente indicati prezzi e tempistiche di pagamento.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Proposito per il nuovo anno&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Per esperienza so, che le piccole realtà, sebbene facciano commesse per importi inferiori, sono anche quelle che sono più solerti nei pagamenti. Ovviamente una grande azienda, tra ISO e caccia alle controfirme dei responsabili, va incontro a procedure e burocrazie che inevitabilmente dilatano i tempi dei pagamenti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Tuttavia, quello che può sembrare ovvio, in realtà normale non è: una recente &lt;a title="il ritardo nei pagamenti spiegato dal punto di vista di Tradedoubler" href="http://www.alverde.net/blog/il-ritardo-nei-pagamenti-spiegato-dal-punto-di-vista-di-tradedoubler"&gt;intervista al direttore italiano di Tradedoubler&lt;/a&gt; a messo in luce che questo è un malcostume tutto italiano, infatti "Lo stesso cliente che in Germania o in Francia paga massimo a 30 giorni, in Italia paga a 120 giorni". È abbastanza evidente che c'è un problema di fondo, che in parte può essere legato alle regole, ma anche a un semplice discorso di organizzazione. Aggiungerei poi che questi clienti non sono nemmeno troppo coerenti con se stessi, poiché hanno sempre una gran fretta di farsi consegnare la merce, ma poi non sono altrettanto solerti nel pagarla.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Alla luce di quanto accade negli altri paesi europei, il proposito, che - parecchio utopicamente - mi auguro che le aziende si siano prefissate per il nuovo anno è di &lt;strong&gt;cercare di snellire almeno la burocrazia interna&lt;/strong&gt;, magari affidandosi a qualche buono strumento per farlo (&lt;em&gt;cof-cof qualcuno ha, forse, detto affidatevi a un buon della gestione?!&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/cliente-non-paga-big.jpg?1326408853" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description>
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 <category domain="http://www.kgo.it/blog/business-e-commerce">Business &amp; E-commerce</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/consigli-le-aziende">Consigli per le Aziende</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/idee">idee</category>
 <pubDate>Thu, 12 Jan 2012 22:54:14 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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  <item>
    <title>Quando dovresti farti pagare con PayPal?</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/LwFzMDjgkF0/quando-dovresti-farti-pagare-con-paypal</link>
    <description>&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;a href="http://www.kgo.it/blog/articoli/come-creare-una-fattura-che-rafforzi-la-tua-reputazione"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 10px;" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/images/to-content/paypal.jpg" alt="Quando dovresti farti pagare con PayPal?" width="253" height="172" /&gt;Lo scopo ultimo di una fattura è quello di farsi pagare&lt;/a&gt;, per questo motivo non dovremmo mai dimenticarci di indicare sul documento, in modo chiaro, come i clienti possano provvedere a saldare i conti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;I metodi più comuni variano secondo le attività: dai contanti agli assegni, dal contrassegno alla carta di credito fino al più comune bonifico bancario.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Come accennavamo la &lt;a href="http://www.kgo.it/blog/articoli/la-fattura-e-un-documento-flessibile-lo-e-anche-il-tuo-gestionale"&gt;scorsa settimana&lt;/a&gt;, però, oltre oceano sta prendendo piede l'abitudine di offrire ai propri clienti la possibilità di pagare utilizzando Paypal. Freshbooks, ad esempio, ha deciso di inserire Paypal come metodo di pagamento online per velocizzare la burocrazia.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Tuttavia, con la burocrazia italiana, PayPal può essere vantaggioso anche da noi?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Che cos'è PayPal?&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Non penso sia davvero il caso di presentare &lt;a href="http://www.paypal.it/it"&gt;PayPal&lt;/a&gt;, ma se non sei pratico dello shopping online, devi sapere che è il più diffuso sistema di pagamento online che opera in 190 Paesi e accetta pagamenti in 24 valute. Il servizio, del gruppo di e-bay, permette a qualsiasi azienda o consumatore di inviare e ricevere pagamenti senza condividere i dati della carta con il destinatario finale del pagamento.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;L'idea alla base del servizio è di proteggere i dati sensibili dei clienti in modo che non debbano fornire i dati della propria carta di credito in giro per il web, dove le insidie sono numerose. Il sistema, infatti, non trasmette i dati sensibili delle carte collegate al conto, ma fa da intermediario tra acquirente e venditore. Il ruolo di mediatore però si paga: se l'invio di denaro è gratuito, la ricezione è invece soggetta a tariffe (0,35 € più una percentuale variabile sull'importo).&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Perché usare PayPal?&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Ti starai ora chiedendo per quale motivo dovresti cedere una percentuale dei tuoi guadagni a questo intermediario.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La risposta sta nel fatto che&lt;strong&gt; i consumatori si sentono più sicuri ad acquistare attraverso questo servizio&lt;/strong&gt;, specialmente sui siti che magari non conoscono. Inoltre dovresti tenere presente dell'enorme fetta di mercato che si affida a questo servizio: in Italia più della metà degli acquirenti online è titolare di un conto PayPal. Dare la possibilità ai clienti di pagare tramite PayPal può seriamente incrementare le vendite, specie quando l'unico ostacolo è semplicemente una remora nel divulgare i propri dati.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Cedere una piccola percentuale a fronte di un sostanzioso incremento, mi sembra uno scambio alquanto equo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Dovresti usare PayPal?&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Dovresti quindi buttarti anche tu, a occhi chiusi, nel universo PayPal?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Assolutamente no! &lt;strong&gt;Ogni metodo di pagamento che elencavamo in apertura ha maggiori vantaggi per un determinato tipo di business&lt;/strong&gt;: contanti e assegni sono ottimali per una vendita diretta, il contrassegno per le vendite online, mentre la carta di credito è uno strumento più trasversale che può essere impiegato sia per acquisti fisici d’importo ingente, sia per acquisti online.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;PayPal, sebbene disponga anche di una carta con un funzionamento analogo a una comune prepagata, è principalmente impiegato come servizio online. Dovresti, quindi, prenderlo in considerazione solo nel caso in cui il tuo business si svolga principalmente online e si rivolga a persone fisiche. Le aziende preferiscono pagare tramite bonifico bancario e difficilmente questo sistema sveltirà la burocrazia: difficilmente un’azienda come si vede arrivare una fattura mette mano al portafoglio e paga immediatamente. Solitamente le fatture vengono evase in un giorno stabilito del mese e, se si ha a che fare con la pubblica amministrazione, possono volerci diversi mesi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La prossima settimana, per il primo appuntamento del 2012, vedremo cosa fare quando dopo lunghe attese il cliente continua a non pagare e non sembra intenzionato a farlo.&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/paypal-big.jpg?1325355893" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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     <comments>http://www.kgo.it/blog/articoli/quando-dovresti-farti-pagare-con-paypal#comments</comments>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/business-e-commerce">Business &amp; E-commerce</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/consigli-le-aziende">Consigli per le Aziende</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/idee">idee</category>
 <pubDate>Sat, 31 Dec 2011 18:24:54 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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  <item>
    <title>La fattura è un documento flessibile, lo è anche il tuo gestionale?</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/wjvID7rA4WE/la-fattura-e-un-documento-flessibile-lo-e-anche-il-tuo-gestionale</link>
    <description>&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 10px;" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/images/to-content/fattura-documento-flessibile.jpg" alt="La fattura è un documento flessibile, lo è anche il tuo gestionale?" width="253" height="172" /&gt;Qualche mese fa avevamo parlato come &lt;a title="Come creare una fattura che rafforzi la tua reputazione" href="http://www.kgo.it/blog/articoli/come-creare-una-fattura-che-rafforzi-la-tua-reputazione"&gt;fare una fattura che rafforzi la tua immagine&lt;/a&gt; e quali accorgimenti stilistici apportare per ottenere un effetto incisivo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Resta però il fatto che, la fattura, è prima di tutto un documento "serio" con una validità legale. Per questo motivo, nelle grandi aziende è gestita da un apposito reparto amministrativo, mentre le imprese più piccole si affidano alla consulenza di un commercialista.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;È un documento piuttosto complicato con voci e obblighi che possono variare secondo la tipologia delle proprie attività: se è vero che la ragione sociale, la partita iva e la descrizione accurata del bene acquistato restano degli aspetti obbligatori per tutte le tipologie, la stessa cosa non può essere detta per la ritenuta, la rivalsa e l'aliquota iva. La burocrazia italiana è un vero groviglio di casistiche ed eccezioni. È ovvio che ci si debba rivolgere a una figura esperta che ci fornisca le risposte di cui abbiamo bisogno, ma gli strumenti professionali per stilare le fatture, sono abbastanza flessibili da rispondere a tutte le esigenze e adattarsi alle direttive che il commercialista c'impone?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;La situazione italiana&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Come dicevo in apertura stilare una fattura è un’operazione complicata, &lt;strong&gt;non si può di certo improvvisare e bisogna per forza di cose rivolgersi a un commercialista&lt;/strong&gt; per assicurarsi che il documento sia legale.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Per spiegare meglio la complessità e le differenti casistiche che un'azienda può trovarsi ad affrontare, ho preparato tre esempi che mi sembrano particolarmente significativi e diffusi:&lt;/p&gt;
&lt;ol style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;li&gt;L'Aliquota IVA, dove i generi di prima necessità (alimentari, stampa e benessere) sono soggetti a un’imposta del 4%, i servizi turistici al 10% mentre i restanti beni e servizi devono pagare il 21% (che fino a settembre era il 20% e a breve diverrà 23%, serve quindi uno strumento che possa adeguarsi ai cambiamenti senza alterare le fatture emesse prima). Senza contare che alcune partite iva non sono soggette all'imposta, ma devono recare una frase che avverte di tal esenzione.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L'Imposta di Bollo, che non va pagata se l'operazione ha un costo inferiore a 77,47€ o se la spesa riguarda alcuni prodotti legati alla sanità.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;La &lt;a title="La certificazione dei compensi soggetti a ritenuta d’acconto: è obbligatoria?" href="http://www.italianwebdesign.it/la-certificazione-dei-compensi-soggetti-a-ritenuta-dacconto-e-obbligatoria/"&gt;Ritenuta D’Acconto&lt;/a&gt;, riguarda unicamente i liberi professionisti che fatturano togliendo dalla somma da ricevere un 20% di tasse, le quali sono versate dal cliente (salvo che non si tratti di un privato) o dal datore di lavoro.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Questi sono solo tre esempi delle innumerevoli casistiche cui un’azienda o un libero professionista può appartenere. Gli strumenti per la creazione automatica delle fatture sono una bellissima comodità, capace di farci risparmiare moltissimo tempo, ma riescono adattarsi alle nostre necessità?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;I servizi esteri&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Il primo dubbio mi viene quando ci si affida ai grandi servizi esteri, possono aver preso in considerazione tutte le casistiche possibili di tutti i paesi del mondo? Ovviamente la risposta non può che essere No. Anche perché troppa flessibilità farebbe perdere tutti i vantaggi di uno strumento simile.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Gli ottimi servizi quali Freshbooks e Billings hanno brillantemente aggirato il problema consentendoti di modificare in parte il layout per inserire tutto ciò che potrebbe servirti e che loro non hanno previsto. Forse non sarà la soluzione più comoda, ma, grazie a quest’accorgimento anche noi italiani possiamo usare questi servizi senza dover correre il rischio di incappare in qualche problema burocratico.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Un servizio italiano&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Ovviamente, il mio consiglio è di guardare anche alle soluzioni Italiane, che saranno sicuramente più piccole, ma che conoscono meglio la nostra realtà:&lt;strong&gt; un prodotto pensato da italiani per italiani&lt;/strong&gt;. Per riprendere l'esempio di prima, &lt;a title="Nuova aliquota IVA italiana" href="http://www.kgo.it/blog/articoli/nuova-aliquota-iva-italiana"&gt;se l'aliquota iva aumenta&lt;/a&gt;, sono pronti a riadeguare il sistema e a offrirti soluzioni tempestive.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Ovviamente bisogna scegliere con attenzione a chi rivolgersi per assicurarsi che il servizio sia ottimizzato per seguire al meglio i professionisti del tuo settore. Un servizio parecchio mirato su alcune figure professionali ha il vantaggio che consente di &lt;a title="Come fare una fattura semplice" href="http://www.kgo.it/blog/articoli/come-fare-una-fattura-semplice"&gt;fare fatture (e non solo) con estrema semplicità&lt;/a&gt;, ma resta appetibile solo per una ristretta cerchia.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La prossima settimana riprenderemo l'esempio di Freshbooks e valutare quali metodi di pagamento è vantaggioso offrire ai nostri clienti.&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/fattura-documento-flessibile-big.jpg?1323732361" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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 <category domain="http://www.kgo.it/blog/business-e-commerce">Business &amp; E-commerce</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/consigli-le-aziende">Consigli per le Aziende</category>
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 <pubDate>Mon, 12 Dec 2011 23:00:00 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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  <item>
    <title>L'influenza delle spese di spedizione</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/BsIDJyUI8vQ/linfluenza-delle-spese-di-spedizione</link>
    <description>&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 10px;" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/images/to-content/influenza-spese-di-spedizione.jpg" alt="L'influenza delle spese di spedizione" width="253" height="172" /&gt;Se il tuo e-commerce tratta prodotti fisici, una delle grosse problematiche che devi affrontare è la spedizione del prodotto una volta completato l'ordine. Ogni spedizione ha un costo e, se non sei una grande azienda con un volume di spedizioni alla Amazon, regalarle non è proprio possibile.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Come i tuoi clienti hanno ormai imparato in anni di esperienza nello shopping online, il fattore spedizione è un aspetto chiave da considerare quando si sta valutando un acquisto: un prodotto che sembra venduto a un prezzo vantaggiosissimo può perdere la sua aura di affare una volta sommate le spese per riceverlo o le condizioni/rapidità di consegna possono non incontrare le sue necessità.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Si tratta di un aspetto chiave che può fare un’enorme differenza sul tuo e-commerce, ma offrire un efficiente ed economico sistema di spedizione è qualcosa che supera la semplice buona volontà, poiché bisogna incominciare a scontrarsi con le tariffe degli spedizionieri.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;In questo post vorrei provare a darti dei validi consigli per comprendere le necessità dei clienti e cercare il più possibile di soddisfarle senza mai perdere di vista i vincoli dei corrieri.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Quello che gli utenti cercano&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Anni di shopping online (e di scottature) hanno reso i consumatori attenti a quest’aspetto, potremmo dire che sono uno degli aspetti decisivi che determinano la decisione di acquistare online su un particolare negozio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Per questo motivo i potenziali acquirenti, prima di procedere con un acquisto, controllano sempre le condizioni di vendita e le metodologie di spedizione, prestando particolare attenzione all'importo delle spese di spedizione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Naturale conseguenza è che per un e-commerce è davvero d'obbligo &lt;strong&gt;dedicare una pagina interamente a illustrare le politiche, i costi e le tempistiche del sito;&lt;/strong&gt; più questo tipo d'informazione è espresso con chiarezza e più il tasso di conversione migliora.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La necessità di trasparenza su questo punto è stata ben compresa da Google Shopping che, nella sua tabella riassuntiva, riporta il prezzo comprensivo delle relative spese di spedizione e da eBay che, poco sotto il prezzo riporta in modo esplicito le diverse tipologie di spedizioni e i relativi prezzi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Molti altri, invece, non dichiarano subito l'importo e rimandano il calcolo alla chiusura del carrello. Perché questi ultimi non possono anche loro adeguarsi alle necessità degli utenti e mostrare in maniera più esplicita possibile queste informazioni?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Quello che gli spedizionieri offrono&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La risposta alla domanda di poco sopra non è per mancanza di volontà (o almeno, non nella maggior parte dei casi) ma perché il calcolo delle spese di spedizione è un’operazione alquanto complicata.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Sul territorio italiano operano diversi corrieri: &lt;a title="SDA" href="http://www.sda.it/SITO_SDA-INSIDEX-WEB/index.jsp"&gt;SDA&lt;/a&gt;, &lt;a title="Bartolini" href="http://www.bartolini.it/it/index.do"&gt;Bartolini&lt;/a&gt;, &lt;a title="Fedex" href="http://www.fedex.com/it/"&gt;Fedex&lt;/a&gt;, &lt;a title="UPS" href="http://www.ups.com/?Site=Corporate&amp;amp;cookie=it_it_home&amp;amp;inputImgTag=&amp;amp;setCookie=yes"&gt;UPS&lt;/a&gt;, &lt;a title="TNT" href="http://www.tnt.it/"&gt;TNT&lt;/a&gt; e &lt;a title="DHL" href="http://www.dhl.it/it.html"&gt;DHL&lt;/a&gt; solo per citare i più famosi; i quali propongono tariffe e servizi leggermente diversi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Sicuramente saprai che i corrieri non chiedono un contributo fisso, ma che &lt;strong&gt;la cifra varia in base alla destinazione, al tipo di merce&lt;/strong&gt; (ad esempio quella deperibile che richiede una cella frigorifera),&lt;strong&gt; al suo peso e alle sue dimensioni&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Spedire un prodotto molto voluminoso ma leggero, può essere più economico rispetto a un pacco dalle dimensioni minori che però è più pesante. Per questo motivo molti siti preferiscono effettuare il calcolo solo una volta che la merce è stata messa nel carrello ed è così possibile conteggiare ingombro e peso dell'intero ordine.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Inoltre non è detto che tu ti rivolga a un solo spedizioniere, confrontando le tabelle dei prezzi potresti accorgerti che uno è più vantaggioso per alcuni tipi di spedizioni/destinazioni mentre un altro per altre, per effettuare il calcolo esatto delle spese di spedizione diventa necessario avere tutti i dati della spedizione e dell'ordine.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Come conciliare obblighi e richieste&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Molti negozi e-commerce possono dichiarare fin da subito il costo di spedizione perché l'omogeneità dei loro prodotti gli consente di stabilire un contributo fisso.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Quest’operazione, però, non è sempre possibile. Potresti valutare se ti convenga simularla dichiarando un contributo fisso che in realtà è la media delle spese di spedizione che abitualmente sostieni. La maggior trasparenza solitamente viene premiata con un incremento delle vendite, ma di contro può anche rivelarsi un rischio potando numerosi consumatori a scegliere di rivolgersi a te esclusivamente per quelle spedizioni che sui tuoi competitors risultano più onerose.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Quello che invece dovresti fare è accettare che al tuo e-commerce sia necessario conteggiare le spese di spedizione nel carrello, ma assicurarti che si possa scoprire l'ammontare delle spese di spedizione, anche se non si è registrati. Gli utenti non sono così favorevoli a fornire le proprie generalità, ancora meno a un negozio dal quale ancora non sono sicuri se compreranno.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Ricorda però che è vero che &lt;strong&gt;quanto più il prezzo della spedizione è competitivo, tanto più alta sarà la probabilità che il cliente arrivi alla cassa&lt;/strong&gt;; ma la ricerca del prezzo più basso non deve comunque andare a scapito della &lt;strong&gt;qualità del servizio&lt;/strong&gt;, o a farne le spese sarà l'immagine del tuo negozio.&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/influenza-spese-di-spedizione-big.jpg?1322693899" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/consigli-le-aziende">Consigli per le Aziende</category>
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 <pubDate>Wed, 30 Nov 2011 22:58:20 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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  <item>
    <title>Come gestire efficacemente un ordine di un cliente</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/1DwvC0z9sJo/come-gestire-efficacemente-un-ordine-di-un-cliente</link>
    <description>&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 10px;" src="http://kgo.it/sites/default/files/images/to-content/gestire-ordini.jpg" alt="Come gestire efficacemente un ordine di un cliente" width="253" height="172" /&gt;Le scorse settimane abbiamo parlato di come &lt;a title="Le variabili di un Preventivo: come proporle" href="http://kgo.it/blog/articoli/le-variabili-di-un-preventivo-come-proporle"&gt;scrivere preventivi efficaci&lt;/a&gt;, ma una volta che questi sono accettati, cosa accade?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Non è di certo il momento di tirare i remi in  barca, al contrario, il lavoro vero e proprio inizia solo ora e la soddisfazione del cliente dipenderà principalmente dall'efficienza con cui affronterai questa fase. Per questo motivo, in questo post, vorrei darti alcuni consigli per aiutarti a gestire efficacemente gli ordini dei clienti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;La puntualità è tutto&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Nel 90% dei casi i clienti hanno sempre fretta.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Non è chiaro per quale regola non scritta i clienti si riducano sempre all'ultimo minuto a dover fare le cose trovandosi sempre con l'acqua alla gola, ma sta di fatto che, le emergenze, capitano più di quanto si possa immaginare.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Sicuramente avrai già fatto i tuoi conti mentre stilavi il preventivo, ma, se così non fosse, questo è davvero il termine ultimo per fissare le tempistiche di consegna:&lt;/p&gt;
&lt;ul style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;li&gt;Rivedi, con molta attenzione, le richieste del cliente cercando di &lt;strong&gt;identificare a priori gli aspetti problematici &lt;/strong&gt;dell'ordine e di stimare obiettivamente il tempo che richiederà superarle;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Fai mente locale sulle altre &lt;strong&gt;lavorazioni &lt;/strong&gt;che hai&lt;strong&gt; in corso&lt;/strong&gt; per valutare in che modo riuscirai a incastrare questo nuovo ordine tra quelli già in corso e, in che misura, questi ultimi potranno influenzare eventuali ritardi;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Aggiungi un ragionevole &lt;strong&gt;margine di tempo&lt;/strong&gt; per cautelarti da eventuali imprevisti, tieniti un adeguato spazio di manovra senza però esagerare, il tuo tempo è denaro e i clienti hanno sempre fretta;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Dalla somma di questi tre aspetti otterrai è la tua dead line, limite ultimo (da comunicare al cliente) entro il quale dovrai tassativamente consegnare il lavoro finito.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Dividi et impera&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Ora che abbiamo una data di scadenza, il problema resta come rispettarla.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La cosa migliore, quando si affronta un problema complesso (di qualunque natura esso sia), è di scomporre le operazioni per risolverlo in azioni basilari: dei micro compiti elementari.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Nel caso di un ordine ti consiglio di impiegare gli &lt;a title="Come gestire gli ordini clienti" href="http://www.kgo.it/blog/articoli/come-gestire-gli-ordini-clienti"&gt;Step di Lavorazione&lt;/a&gt;, che rappresentano i punti importanti da gestire in un ordine, assegnando a ognuno un tempo limite entro il quale il compito deve essere completato per rispettare i tempi di consegna.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;L'impiego degli Step, ci permette di tenere traccia dello stato dell'ordine e di accorgerci immediatamente se qualcosa rischia di far ritardare la tabella di marcia, consentendoci di prendere tempestivi provvedimenti per correggere la situazione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Usare gli strumenti giusti&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Gli Step di Lavorazione sono ancora più efficaci se impieghi i giusti strumenti per tenerne traccia o, ancora meglio, impiegarli per condividere lo stato di avanzamento di un progetto tra tutti i colleghi per migliorarne l'efficienza della tua azienda.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Come potrai immaginare, dato che ci troviamo sul blog di Kgo, la soluzione che ritengo più completa, e mi sento di consigliarti, è l'impiego di un &lt;strong&gt;gestionale online&lt;/strong&gt;. In questo modo avrai la comodità di poter visualizzare gli ordini clienti ovunque tu sia e, nel caso di Kgo (ma sicuramente non è l'unico), puoi anche integrarlo con il tuo sito web, in modo da poter accedere in qualunque momento all'area privata dove puoi gestire gli ordini.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Puoi &lt;a title="Prova Gratuita Kgo per 30 Giorni" href="http://kgo.it/content/provalo-subito"&gt;provare Kgo gratuitamente per 30 giorni&lt;/a&gt; e sono certo che scoprirai che è un servizio che risolve molti dei tuoi problemi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Tuttavia se sei alla ricerca di qualcosa di gratuito, una semplice &lt;strong&gt;to-do&lt;/strong&gt; list può benissimo essere impiegata per gestire gli ordini. Ti consiglio &lt;a title="Wonderlist" href="http://www.6wunderkinder.com/wunderlist/"&gt;Wonderlist&lt;/a&gt; che è veramente un ottimo prodotto gratuito disponibile come applicazione web, ma anche come programma per la maggior parte dei dispositivi/sistemi operativi; in alternativa c'è sempre l'immancabile servizio di Google, con &lt;a href="https://mail.google.com/mail/help/tasks/"&gt;Task&lt;/a&gt; accessibile direttamente dal calendario o dalla casella mail.&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/gestire-ordini-big.jpg?1321972651" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/consigli-le-aziende">Consigli per le Aziende</category>
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 <pubDate>Tue, 22 Nov 2011 14:37:32 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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    <title>Le variabili di un Preventivo: come proporle</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/JFYyIi4olng/le-variabili-di-un-preventivo-come-proporle</link>
    <description>&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 10px;" src="http://kgo.it/sites/default/files/images/to-content/le-variabili-di-un-preventivo.jpg" alt="Le variabili di un Preventivo: come proporle" width="253" height="172" /&gt;I preventivi sono uno strumento di fondamentale utilità per il cliente, perché gli permettono di valutare diverse strategie tenendo sempre sott'occhio quanto una determinata caratteristica andrà ad incidere sul suo budget. Insomma, sono l'ingrediente alla base delle loro scelte, è quindi naturale che in questo documento vengano presentate più opzioni che, partendo da un offerta base, vanno ad arricchire il servizio o aggiungere accessori/caratteristiche al prodotto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La questione, che avevo iniziato ad anticipare la &lt;a title="I 2 mantra di un preventivo" href="http://www.kgo.it/blog/articoli/i-2-mantra-di-un-preventivo"&gt;scorsa settimana&lt;/a&gt;, riguarda il metodo più opportuno per tradurre questa scelta in un documento efficacie: è meglio presentare un preventivo unico, che prevede tutte le variabili, piuttosto che stilare diversi preventivi con offerte separate?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Ovviamente non è una scienza esatta e non esiste una regola universale applicabile in qualunque caso e circostanza; quello che farò è illustrati le linee guida che seguo io, nella speranza che ti possano essere utili.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;La chiave è la chiarezza&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Come anticipavo poco sopra, non credo sia possibile scegliere una delle due soluzioni come stile di vita da seguire sempre e comunque, indipendentemente dalle situazioni. Credo, invece, che si debba valutare caso per caso e basare la scelta, su quale delle due strategie intraprendere, unicamente su quale delle delle offra la miglior possibilità di&lt;strong&gt; chiarezza senza per questo rinunciare alla completezza&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Se le due offerte partono da una base molto simile, con poche possibili variazioni, trovo che sia più efficace restare su un unico documento in cui vengono presentate tutte le variazioni possibili.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Al contrario se il cliente è indeciso tra due prodotti di base diversi (ad esempio tra un pacchetto "entry level full-optional" e un pacchetto "pro base") penso sia meglio stilare due documenti separati. In particolar modo la scelta di stilare due preventivi è utile quando il cliente vuole fare un confronto tra due prodotti/servizi differenti: con MyCD mi capita spesso che, clienti appassionati ma con una minore disponibilità economica, dopo un confronto tra due prodotti, decidano di acquistare comunque quello di gamma più alta perché lo ritengono un prodotto più prestigioso e ritengono che la differenza economica valga i benefici che offre.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Troppe scelte rendono impossibile scegliere&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Sia che tu stia presentando più opzioni in uno stesso documento, che stilando due preventivi differenti; tieni sempre a mente che non ha senso trascrivere tutto il tuo listino nel preventivo, devi fare delle scelte!&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Se, di base, ai clienti non piace dover scegliere, perché rimane sempre il dubbio di aver preferito l'opzione peggiore, &lt;a title="Come Perdersi del Traffico: L'Information Overloading" href="http://francescogavello.it/come-perdersi-traffico-information-overload"&gt;avere troppa scelta è quasi paralizzante&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Troppe informazioni ci lasciano smarriti e non riusciamo più a gestirle; la sensazione di avere troppe possibilità di errore, fa si che alla fine il cliente decida di non decidere e rinunci all'acquisto. Far pensare troppo porta solo a risultati negativi, perché aumenta la sensazione d'insicurezza.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Per questo motivo il mio consiglio è di limitare il più possibile le alternative proposte: &lt;strong&gt;non dovresti mai presentate più di due opzioni&lt;/strong&gt; (massimo tre, ma solo in casi eccezionali) per assicurarti che i clienti non vengano sopraffatti dalla mole eccessiva d'informazioni e riesca, invece, ad assimilarle per poi giungere ad una decisione.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Tocco finale&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Come dicevo in apertura, il preventivo è principalmente uno strumento per aiutare nel prendere una decisione, per questo motivo dovresti cercare di semplificare il processo seguendo questi due punti:&lt;/p&gt;
&lt;ul style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Non vendere prodotti ma benefici&lt;/strong&gt;: le persone non sono realmente interessate ad acquistare un bene in se, quanto dei vantaggi che da esso derivano. La chiave di un buon preventivo sta nel modo in cui comunichiamo la possibilita` di scelta, affianca alla descrizione del prodotto, il risultato preciso che la scelta porterà.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Riepiloga il confronto&lt;/strong&gt;: se hai deciso di stilare due preventivi differenti, ti consiglio di preparare uno schema riepilogativo in cui confronti le caratteristiche delle due offerte; dare la possibilità al cliente di fare un confronto immediato, senza imbrogliare le carte, delle sue possibilità è un ottimo modo per ridurre la sensazione di insicurezza sulla scelta che sta per prendere.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;In conclusione ricorda che a prescindere da tutte le decisioni e gli accorgimenti che prenderai, quello che realmente importa, è dimostrare elegantemente la tua professionalità e consigliare sempre il cliente per il meglio;&lt;strong&gt; senza mai forzare la vendita&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/le-variabili-di-un-preventivo-big.jpg?1321357375" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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 <pubDate>Tue, 15 Nov 2011 11:42:56 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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  <item>
    <title>I 2 mantra di un preventivo</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/G0xuD8SDNqk/i-2-mantra-di-un-preventivo</link>
    <description>&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 10px;" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/images/to-content/mantra-preventivo.jpg" alt="I 2 mantra di un preventivo" width="253" height="172" /&gt;Uno dei post di maggior successo che ho scritto per questo blog è "&lt;a href="http://www.kgo.it/blog/come-fare-un-preventivo-chiaro-ed-efficace"&gt;5 Elementi che un preventivo chiaro ed efficace deve avere&lt;/a&gt;"; l'argomento effettivamente tocca un tema estremamente utile e, il suo successo, lo vedo dalle statistiche di google, ma soprattutto, me ne rendo conto dai commenti e dai feedback dei miei clienti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Il post propone consigli ancora attuali, che mi sentirei di sottoscrivere ancora oggi, ma a quasi due anni di distanza mi piacerebbe riprendere alcune voci per arricchirli con un nuovo punto di vista che ho maturato durante quest’arco di tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Un linguaggio comprensibile&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;"&lt;em&gt;Evitate sempre il linguaggio troppo tecnico. Nessuno si fiderà del vostro preventivo se non capisce cosa c’è scritto. Ricordate che i vostri clienti quasi sicuramente conoscono poco o nulla del vostro settore e quindi utilizzate un gergo a loro comprensibile&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Continuo a credere che non ci sia nulla di più fastidioso di trovarsi davanti ad un testo che sembra scritto in una lingua misteriosa e incomprensibile, di cui le uniche parole amiche sono articoli e congiunzioni. L'impiego di una terminologia più semplice e alla portata dei non addetti ai lavori vita sicuramente di tediare il cliente medio, ma, il rovescio della medaglia e che c'è il forte rischio di banalizzare il tutto e perdersi i possibili clienti con maggiori competenze in materia. La cosa migliore sarebbe capire chi si ha di fronte e variare il registro in base alle competenze dell'interlocutore. Tuttavia non è sempre possibile riuscire a identificare le competenze del nostro interlocutore, in modo particolare quando la richiesta di preventivo è fatta online. Diventa, quindi, fondamentale trovare il giusto equilibrio per non spaventare i clienti e, al contempo apparire professionale; ma soprattutto, non svilire il proprio lavoro, in particolar modo se concettuale.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Rapido ma non troppo&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;"&lt;em&gt;Siate sempre veloci. Il preventivo deve essere inviato in 24/48 ore al massimo. Questo agli occhi del cliente appare come efficienza, se invece lo fate attendere una settimana, sarete giudicati come uno che non ha a cuore le sue problematiche&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La velocità è un aspetto fondamentale, non si può far passare intere settimane dal primo contatto senza più farsi sentire. D'altra parte, il termine massimo di due giorni, che designavo nel primo post, è sempre valido per tutti i casi e le situazioni?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Credo che molto dipenda dal tipo di attività che svolgi e dal settore in cui operi. Se si tratta di un’attività con prezzi di listino standard, il termine di due giorni resta un traguardo auspicabile; se, al contrario, la tua attività è incentrata sull'offerta di prodotti o servizi completamente personalizzabili, è sicuramente meglio prendersi più tempo per fare una valutazione più accurata. Non puoi rischiare di fare una valutazione troppo bassa a causa della fretta o stare eccessivamente largo e perdere il cliente.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La velocità non deve mai andare a discapito dell'accuratezza, è sicuramente meglio allungare questo tempo, compensando una tempistica più lunga con un contatto conoscitivo preliminare.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Il Cliente ha QUASI sempre ragione&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;"&lt;em&gt;Se un cliente vi chiede una modifica a un preventivo mostrate sempre disponibilità. La variazione del preventivo è sinonimo d’interesse questa fase è determinante per far si che il cliente acquisti&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Lo scopo è far si che il cliente acquisti è va bene dimostrarsi disponibili e aperti a qualche modifica al preventivo. Questo però non vuole dire diventare lo zerbino dei clienti pur di vendere. È importante tracciare un confine e saper dire, cortesemente, dei "no" quando si supera questo confine.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Ci sono clienti che se ne approfittano e ordinano una pizza pretendendo poi un pasto completo allo stesso prezzo. Sacrificare un po' l'offerta per venire in contro alle necessità del cliente può giocare a tuo vantaggio (aprendo a collaborazioni future o a raccomandazioni). L'importante e non spingersi troppo oltre o si finisce per svendere il proprio lavoro e la propria professionalità e, a conti fatti non ti conviene veramente.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Rifiutare delle richieste può essere visto dal cliente come una mancanza di buona volontà, ma puoi girare a tuo favore spiegando le motivazioni del tuo diniego e proponendo una soluzione alternativa che tenga presente delle sue e delle tue necessità.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Il tema di fondo di un buon preventivo&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Il tema di fondo che accompagna un buon preventivo è, sostanzialmente, composto da due aspetti:&lt;/p&gt;
&lt;ul style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;cerca di accontentare le necessità del cliente senza intaccare la qualità&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;non devi mai perdere di vista la tua professionalità&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Questi due temi non sono di certo la chiave di qualunque problema, ma rappresentano il mantra da tenere a mente quando stili un preventivo, per partire con la mentalità giusta. Capita, però, che per quanto si parta con il piede giusto, ci si trovi poi ad affrontare insidiose problematiche, come ad esempio le caratteristiche opzionali che fanno lievitare il prezzo fino a raggiungere cifre quasi irragionevoli se sommate tra di loro.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Cosa fare?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Proponi un preventivo unico che prevede tutti gli accessori o è meglio proporre diversi preventivi con offerte separate? Lo scopriremo la prossima settimana.&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/mantra-preventivo-big.jpg?1320767713" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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 <pubDate>Tue, 08 Nov 2011 15:55:13 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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    <title>Google+ è un tentativo patetico?!</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/CKEpGqmlXlo/google-e-un-tentativo-patetico</link>
    <description>&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 10px;" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/images/to-content/Google%2B-%C3%A8-un-tentativo-patetico.jpg" alt="Google+ è un tentativo patetico?!" width="253" height="172" /&gt;Calma calma, non sono parole mie, ad affermarlo è stato &lt;a title="Stevey's Google Platforms Rant I was at Amazon for about…" href="https://plus.google.com/112678702228711889851/posts/eVeouesvaVX"&gt;Steve Yegge&lt;/a&gt; sviluppatore presso Google, in una nota interna resa pubblica a causa di un "presunto" errore. Freud avrebbe molto da dire sulla natura di questo "errore", ma lasciamo stare. Il fatto è che quest’affermazione non coglie nessuno di sorpresa, anzi si sposa perfettamente con quello che altri autorevoli blog affermano sulla base della crescita del nuovo social network di Google.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Non più di due settimane fa avevo presentato Google+ come un nuovo promettente servizio, non certo privo di qualche incertezza per i profili aziendali, ma comunque da tenere d’occhio. Oggi vorrei rivedere la situazione alla luce dei recenti sviluppi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Dall'Hype alla Città Fantasma&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;All'inizio, come tutti i nuovi progetti di Google l'accesso al servizio era esclusivamente su invito, e &lt;strong&gt;la frenesia/euforia dei tecno-fanatici ha scatenato la caccia all'invito&lt;/strong&gt;. Il così detto Hype, ha consentito di raggiungere a Google+ la, non indifferente, cifra di 25 milioni di visitatori unici in poche settimane. Il grafico ha continuato a salire, con un incremento del 1.200%, quando, il 20 Settembre, il social network è stato finalmente aperto a tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Tuttavia con altrettanta rapidità &lt;strong&gt;l'euforia è passata&lt;/strong&gt; e quello che è rimasto è il servizio con i suoi pregi e i suoi difetti, così nelle ultime settimane le visite al social network di Mountain View sono &lt;a title="Google+, traffico crollato del 60%: è già la fine per il rivale di Facebook?" href="http://www.geekissimo.com/2011/10/11/google-traffico-crollato-60-gia-fine-per-rivale-facebook"&gt;calate quasi del 60%&lt;/a&gt; e, come se non bastasse, &lt;strong&gt;la maggior parte della gente che lo prova lo abbandona per tornare su Facebook&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Il fatto è molto semplice, frequentare un social network richiede il suo tempo e non è possibile essere attivamente presenti in contemporanea su due fronti. Per questo motivo alla fine viene scelto quello che ha il maggior numero di contatti e/o le migliori innovazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;A pesare non poco è stata soprattutto la contromossa, forse non troppo fantasiosa, che Facebook ha messo in campo ben decisa a non farsi scippare la corona. Tutte le caratteristiche che Google aveva ideato, per superare l'esperienza offerta da Facebook, sono state plagiate anche da quest'ultimo, assicurandosi che i suoi miliardi di utenti non desiderassero abbandonare le sue pagine.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Il risultato è che &lt;strong&gt;Google+ sta prendendo sempre più le sembianze di una &lt;a title="Google+ Has 40 Million Users, But How Many Use It?" href="http://gizmodo.com/5849612/google%252B-has-40-million-users-but-how-many-use-it"&gt;città fantasma&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; i cui abitanti, in costante diminuzione, amano trascorrere il tempo lamentando la scarsa presenza di altri utenti. Cosa davvero triste se si considera che nelle fasi iniziali era pieno di persone attivamente impegnate nella ricerca di contatti interessanti da seguire, e dove contatti di questo tipo erano estremamente facili da trovare.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;La chiave è l'Innovazione&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Come dicevamo prima la chiave del successo per un social network risiete nelle innovazioni che offre e nel numero di contatti. Se sul fronte contatti, Facebook, resta imbattibile la prima versione di Google+ proponeva nuove caratteristiche interessanti. Google, sembra aver capito che l'innovazione è la sua carta vincente e sembra decisa a perseguire questa strada &lt;a title="Google+ Update: Watch How Posts Get Shared with Ripples" href="http://youtu.be/_j0I1a_Aw4g"&gt;presentando tre nuove funzioni&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;ul style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;What’s hot&lt;/strong&gt; ovvero l'elenco dei contenuti più condivisi, particolarmente utile per espandere gli orizzonti oltre l'attività delle proprie cerchie.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Google+ Ripples&lt;/strong&gt; che consentirà di visualizzare in un diagramma come si è evoluta nel tempo la diffusione di un contenuto pubblicato su G+.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Integrazione con le &lt;strong&gt;Google Apps&lt;/strong&gt; che finora erano rimaste tagliate fuori, ora anche i possessori di questi account potranno, finalmente, essere abilitati a utilizzare Plus.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Staremo a vedere se anche questa volta la contromossa di Facebook starà nel plagio spudorato.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Bisogna mangiare il cibo che si cucina&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Questa è una regola d'oro, una persona che è convinta della bontà del suo prodotto, la usa entusiasticamente in prima persona.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;È proprio su questa regola d'oro che s’incentra buona parte delle critiche mosse da Steve Yegge che hanno poi trovato riscontro in un &lt;a href="http://mashable.com/2011/10/04/google-needs-to-use-google-plus/"&gt;interessante articolo su Mashable&lt;/a&gt;: &lt;strong&gt;I dirigenti di Google non stanno usando il loro stesso social network&lt;/strong&gt;. Forse lo stanno facendo settando tutti i messaggi su privato, ma la sensazione che si ha dall'esterno (ma anche dall'interno dato che Yegge lavora presso Google) e che le alte sfere preferiscano tenersene alla larga. Se Google credesse davvero che plus sia il futuro dell'azienda, il suo CEO non dovrebbe essere più coinvolto nel suo utilizzo?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;L'approccio di Google su questo punto è decisamente sbagliato, loro tendono a rilasciare moltissimi nuovi prodotti e restare a osservare gli sviluppi. La recente chiusura di Buzz e la prematura scomparsa di Wave sono solo le più illustri vittime di questa mentalità.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Per salvare Google+ c'è bisogno che di costanti innovazioni, ma soprattutto, che i vertici a Mountain View inizino seriamente a usare i loro prodotti per capirli e tracciare assieme il precorso del loro sviluppo.&lt;/p&gt;
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&lt;/div&gt;
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 <pubDate>Tue, 01 Nov 2011 23:00:00 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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    <title>Internet Spiegato alle Aziende: Google Places</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/KLGUgcRj20g/internet-spiegato-alle-aziende-google-places</link>
    <description>&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 10px;" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/images/to-content/google-places.jpg" alt="Internet Spiegato alle Aziende: Google Places" width="253" height="172" /&gt;Il colpevole torna sempre sul luogo del delitto e questa settimana, anch’io, torno a parlare di un servizio di Google.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Ti sarai già accorto che cercando un'attività commerciale in Google, tra i risultati di ricerca compaiono delle pin (segnaposti) rosse con accanto ai riferimenti più vicini alla tua zona e una Google Map che riporta la loro posizione. Se ti sei mai chiesto da dove fossero provenuti quei dati, la risposta è &lt;a title="Google Places" href="http://youtu.be/TpZan96KHOM"&gt;Google Places&lt;/a&gt;!&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Questo servizio, ormai presente da un paio d'anni, consente ai gestori di un’attività di descrivere il proprio business e monitorare, grazie a statistiche accurate, come le persone riescono a trovarli usando il motore di ricerca.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Perché sono utili a un’azienda&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;I motori di ricerca nascono per cercare contenuti sul web, ma, dato che ormai la maggior parte delle attività commerciale/culturali ha un suo simulacro sul web, sono diventati dei canali di accesso a qualunque informazione; sia che riguardi il mondo virtuale sia un luogo reale. Francamente mi ha sorpreso un po' scoprire che &lt;strong&gt;milioni di persone usano ogni giorno Google per cercare luoghi o attività presenti realmente sul territorio&lt;/strong&gt;. Per fare un’idea concreta, Google ha stimato che una ricerca su cinque, compiuta utilizzando il suo motore di ricerca, è collegata a un luogo. Se quindi pensi che stiamo parlando del motore di ricerca più diffuso al mondo, è subito chiaro perché è &lt;strong&gt;estremamente importante che la tua attività figuri tra le pin rosse che compaiono nella mappa a bordo pagina&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;A chi si rivolge&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Google Places non si rivolge a tutti: requisito imprescindibile, quanto scontato, è che l'&lt;strong&gt;attività si svolga in un luogo fisico&lt;/strong&gt; ben preciso. Per fare un esempio, uno store che opera solo online non ha motivo di rivolgersi a questo servizio. Il concetto fondamentale è quello di poter piazzare un segnaposto sulla mappa in corrispondenza del luogo in cui l'attività accoglie i clienti. Uno store onlone, che non possieda un punto per il ritiro della merce, non avrebbe un luogo in cui posizionare la propria pin e per questo non può usufruire del servizio.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Per quanto riguarda, invece, tutte quelle attività che vengono svolte a domicilio e che magari non possiedono una sede (ad esempio l'idraulico o un servizio di taxi), per loro è possibile farne parte, grazie a una "scappatoia" che consente di nascondere l'indirizzo e specificare solo l'area in cui si opera.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Come iniziare&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Se la tua attività rientra nella casistica, abbastanza ampia, cui Google Paces si rivolge, non ti resta che iscriverti. A differenza dell'analogo servizio offerto da pagine gialle, è gratuito (anche se è possibile passare a una versione premium che ne aumenta le funzionalità).&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Per iscriversi basta andare sulla &lt;a title="Google Places" href="http://www.google.com/places/"&gt;pagina del servizio&lt;/a&gt; e compilare i campi con i dati della tua attività. Ti consiglio di dare una rapida lettura a questo link, dove puoi trovare un’&lt;a title="Suggerimenti per la creazione di schede commerciali gratuite con Google Places: titoli di attività commerciali" href="http://googleitalia.blogspot.com/2010/10/suggerimenti-per-la-creazione-di-schede.html"&gt;esauriente spiegazione&lt;/a&gt; che ti guiderà, campo per campo, nella compilazione del modulo, offrendoti anche utili suggerimenti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Una colta terminata la compilazione è inviato il modulo, Google provvederà a verificare la veridicità dei tuoi dati, inviando una cartolina all'indirizzo da te fornito durante l'iscrizione. Seguendo le istruzioni riportate sopra potrai autenticare la veridicità delle informazioni e il profilo della tua attività sarà finalmente attivo su Google Place.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Considerazioni finali&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Come dicevo poco sopra il confronto con le Pagine Gialle è abbastanza inevitabile. Inoltre se sei un amante dei social network avrai di sicuro notato delle analogie con i celebri Foursquare e Gowalla.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La carta vincente della grande G rispetto ai suoi, più o meno, diretti competitors è la grande utenza di cui ti accennavo in apertura.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Inoltra considera che oltre ai semplici dati di contatto della tua attività, la pagina è arricchibile con altri dati, come ad esempio l'orario di apertura.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Puoi anche realizzare &lt;strong&gt;coupons promozionali&lt;/strong&gt; personalizzabili (in formato stampabile o per telefono) e inserire annunci per promuovere eventi speciali.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Infine, una menzione va alla dashboard che consente di scoprire dati interessanti riguardo ai tuoi clienti, come ad esempio quante volte e per quali ricerche le persone hanno trovato la tua attività su Google e da che area provengano. Grazie a questo pannello è anche possibile mette in relazione in che modo sono state usate le caratteristiche del servizio con i risultati che hanno portato. In questo modo potrai &lt;strong&gt;migliorare la tua strategia di promozione&lt;/strong&gt;, in modo da interagire in maniera più efficace con i tuoi clienti e migliorare le tue vendite.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Insomma, non c'è davvero nessun motivo per cui non dovresti iscriverti e iniziare a beneficiare dei vantaggi di Google Places.&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/google-places-Big.jpg?1319499069" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description>
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 <category domain="http://www.kgo.it/blog/business-e-commerce">Business &amp; E-commerce</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/consigli-le-aziende">Consigli per le Aziende</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/idee">idee</category>
 <pubDate>Mon, 24 Oct 2011 23:31:10 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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    <title>Come aprire un negozio su Facebook</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/lnM6lhJdaAI/come-aprire-un-negozio-su-facebook</link>
    <description>&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 10px;" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/images/to-content/Come-aprire-un-negozio-su-Facebook.jpg" alt="Come aprire un negozio su Facebook" width="253" height="172" /&gt;Facebook sta entrando sempre più nelle nostre vite: è il luogo in cui tieni i contatti con i tuoi amici, condividi foto e interessi e in futuro potrebbe diventare anche il luogo in cui faremo i nostri acquisti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Con i milioni di utenti che lo popolano, è naturale che sempre più aziende vogliano entrare a farvi parte. Ma fino a che punto si può sfruttare una pagina fan?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;strong&gt;Le potenzialità delle tab personalizzate non si limitano solo a una "&lt;em&gt;welcome tab&lt;/em&gt;", di fatto si tratta di una piccola finestra aperta su un mondo di possibilità. Tra le quali, quella di aggiungere uno shop alla tua pagina fan&lt;/strong&gt;. Perché limitarsi a promuovere prodotti quando e offrire promozioni ai fan, quando si può passare direttamente all'azione?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Perché dovresti farlo&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Mi sono già interrogato in passato se &lt;a title="CorporateBlog vs SocialNetwork: ti serve veramente un blog aziendale?" href="http://www.kgo.it/blog/articoli/corporateblog-vs-socialnetwork-ti-serve-veramente-un-blog-aziendale"&gt;per un azienda fosse saggio rinunciare al proprio sito/blog e migrare sulle pagine di Facebook&lt;/a&gt; (o di un qual si voglia altro social network). La mia idea, nel tempo, non è cambiata:&lt;strong&gt; un sito resterà sempre sotto il tuo controllo ubbidendo alle tue esigenze, mentre su Facebook ti devi adattare alle mutevoli regole&lt;/strong&gt; (e mai come in questo periodo ci rendiamo conto di quanto radicalmente possa cambiare lo scenario) del nostro ospite.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Aprire un e-commerce anche su Facebook non implica però rinunciare a quello sul proprio sito, anzi, come vedremo, possono integrarsi alla perfezione e rappresentano un’&lt;strong&gt;opportunità di vendita in più&lt;/strong&gt;. Leggendo un interessante &lt;a title="5+1 Applicazioni per integrare un e-commerce su Facebook" href="http://www.bigthink.it/applicazioni-facebook-ecommerce/"&gt;guida di BigThink ai più interessanti strumenti per creare e-commerce sulle fan page&lt;/a&gt;, ho trovato tre servizi, adatti a tre tipologie di clienti differenti, che ti consentiranno di portare il tuo business su Facebook a un nuovo livello: non solo uno strumento di promozione, ma una piattaforma per vendere attivamente i prodotti. È giunto il momento di passare all'azione!&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Se usi Magento&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Magento è uno dei più diffusi tool per la creazione degli e-commerce. Se anche tu usi questa piattaforma per gestire il tuo negozio online, sei particolarmente fortunato perché esiste un’estensione apposita che ti consentirà di &lt;a title="Magento facebook products tab" href="http://www.magentocommerce.com/magento-connect/integrations/social-marketing-integration/facebook-products-tab.html"&gt;integrare il tuo shop sulle pagine di Facebook&lt;/a&gt;. Con pochi passaggi, e senza nessun costo aggiuntivo, il tuo e-commerce può aprire una filiale sul più celebre dei social network.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Se hai un e-commerce&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Hai un e-commerce, ma non è Magento? Nessun problema! A prescindere da quale piattaforma tu stia usando (incluse le soluzioni proprietative), tutto quello che ti serve è un Feed con il tuo catalogo di prodotti. A tutto il resto ci penserà &lt;a title="ShopTab" href="http://www.shoptab.net/"&gt;ShopTab&lt;/a&gt;, che creerà una tab importando automaticamente tutti i prodotti del tuo catalogo. Cliccando su un prodotto, gli utenti sono reindirizzati sulla pagina dell'e-commerce presente sul tuo sito, dove potranno procedere con l'acquisto effettivo. Questo strumento non è gratuito (anche se è possibile provarlo gratuitamente per 7 giorni), ma infondo 10€ al mese non sono poi una cifra inarrivabile per veder aumentare le proprie vendite, no?&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Se non hai un e-commerce&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;A dispetto di quanto ho detto poco sopra, se per te avere uno shop sul tuo sito è un costo troppo elevato per il tuo giro di vendite o, se non la pensi come me e per convinzione personale, ritieni che sia meglio puntare tutto su sulle pagine di Facebook; c'è un servizio che potrebbe anche fare al caso tuo.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Si tratta di &lt;a title="Payvment" href="http://apps.facebook.com/payvment/"&gt;Payvment&lt;/a&gt; ed è la soluzione per portare un e-commerce completo e autonomo, gratuitamente sulle tue fan page. Questo strumento non solo è gratuito e perfettamente localizzato anche in lingua italiana, ma permette di gestire liberamente le categorie di prodotti e la gestione degli sconti per i fan. Gli acquisti possono essere effettuati direttamente dalle pagine di Facebook e pagati via PayPal.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Ovviamente questa soluzione è ottima anche per chi già possiede un e-commerce e desidera fornire ai propri utenti la possibilità di comprare senza abbandonare la pagina. Di contro però, richiede il doppio del lavoro giacché va gestito a parte, inserendo manualmente di volta in volta i nuovi prodotti.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;L'aspetto "attendibilità"&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Parecchi mesi addietro avevo parlato di quanto &lt;a title="Aprire un negozio online: perché dovresti puntare sulla credibilità" href="http://www.kgo.it/blog/articoli/aprire-un-negozio-online-perché-dovresti-puntare-sulla-credibilità"&gt;la credibilità fosse l'ingrediente fondamentale per qualunque negozio online&lt;/a&gt;. Tutt'oggi continuo a essere fermamente convinto che su internet i consumatori si sentano poco al sicuro a fare i loro acquisti online. Per questo motivo la credibilità di un negozio è essenziale se vuole vincere la diffidenza dei consumatori.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;strong&gt;C'è quindi da chiedersi quanto un negozio su Facebook possa risultare credibile.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;A mio avviso la risposta è &lt;strong&gt;parecchio&lt;/strong&gt;! Grazie alle &lt;a title="I certificati SSL: anche Facebook li usa per aumentare la sicurezza" href="http://www.kgo.it/blog/articoli/i-certificati-ssl-anche-facebook-li-usa-aumentare-la-sicurezza"&gt;certificazioni SSL che ora Facebook richiede obbligatoriamente&lt;/a&gt;, uno shop sulle sue pagine è considerabile sicuro ed in più se ricorri ad un metodo di pagamento come paypal lo spettro della frode dovrebbe allontanarsi completamente.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Inoltre non dovresti sottovalutare l'effetto alone che un negozio ospite di Facebook gode: come dicevo in apertura, ormai è entrato a far parte delle nostre vite, le sue pagine ci appaiono famigliari e rassicuranti e questo fa sentire anche i consumatori più a loro agio.&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/Come-aprire-un-negozio-su-Facebook-Big.jpg?1318898758" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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     <comments>http://www.kgo.it/blog/articoli/come-aprire-un-negozio-su-facebook#comments</comments>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/business-e-commerce">Business &amp; E-commerce</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/consigli-le-aziende">Consigli per le Aziende</category>
 <category domain="http://www.kgo.it/blog/tags/idee">idee</category>
 <pubDate>Tue, 18 Oct 2011 00:45:59 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">381 at http://www.kgo.it</guid>
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  <item>
    <title>Internet Spiegato alle Aziende: Google+</title>
    <link>http://feedproxy.google.com/~r/kgo/ijLk/~3/GoEaXAovJeo/internet-spiegato-alle-aziende-google</link>
    <description>&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 10px;" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/images/to-content/internet-spiegato-alle-aziende-google-plus.jpg" alt="Google+" width="253" height="172" /&gt;Riprendo in mano questa guida per aggiornarla, aggiungendo un nuovo strumento che potrebbe essere utile alle aziende: &lt;strong&gt;Google+&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Sono certo che ne avrai già sentito parlare, si tratta del social network di Google che è stato lanciato il 28 giugno (2011). Dunque, perché parlarne solo ora? Semplicemente perché &lt;strong&gt;da pochi giorni è diventato accessibile a tutti&lt;/strong&gt; (prima era possibile solo con un invito).&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Google+ è un social network ancora giovane che è ben lontano dall'avere una forma definitiva (infatti è ancora in Beta e molte cose stanno cambiando), tuttavia in pochi giorni è riuscito ad ottenere numerosissimi iscritti e a dimostrarsi come un concreto rivale per Facebook e Twitter; grazie a funzioni come i videoritrovi, che consentono di parlare contemporaneamente con tutti i partecipanti alla stanza virtuale.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;In quest’articolo andremo quindi a vedere qual è la situazione attuale del servizio (e quelle pronosticate per il prossimo futuro), quali le opportunità e chi può trarne maggiori vantaggi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;
&lt;!--break--&gt;&lt;!--break--&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Google+ non è un paese per brand&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Inutile girarci attorno, allo stato attuale delle cose&lt;strong&gt; il servizio è unicamente rivolto alle persone reali e non ai marchi&lt;/strong&gt;, ma prima che tu decida di smettere di leggere, voglio precisare che Google ha già annunciato che la situazione è destinata a cambiare e ha &lt;a title="Google+, Businesses and Beyond" href="http://youtu.be/at_azOmh69A"&gt;piani specifici per le pagine business&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Se stai pensando che, anche se non ci sono pagine dedicate e servizi pensati per le imprese, puoi comunque iniziare ad aprire una pagina normale con il nome della tua ditta e poi si vedrà; sei completamente fuori strada.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Ci hanno già provato &lt;a title="Google to Businesses: Don’t Create Google+ Profiles Yet" href="http://mashable.com/2011/07/06/google-plus-businesses/"&gt;grandi marchi e le pagine sono state cancellate&lt;/a&gt; perché in conflitto con la ferrea politica di Google nell'accettare solo nomi di persone vere. Il che significa che tutti i marchi vengono completamente tagliati fuori; mentre, se sei un freelance, può già esserti utile, ad esempio per gestire la tua rete di contatti, o, se desideri, cercare altri professionisti/collaboratori. Tieni solo a mente che stai usando il servizio come persona e che non sarà rilasciato in futuro nessuno strumento per convertire il tuo profilo personale in uno aziendale.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Perché Google vuole i nomi&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La vera motivazione probabilmente è tutta di carattere economico, infatti, un nome reale ha più valore a fini pubblicitari di un soprannome. Mettiamo però da parte queste, non troppo infondate, speculazioni e concentriamoci sulle motivazioni ufficiali.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Google vorrebbe che G+ diventasse una sorta di documento d'identità digitale e per farlo non può accettare soprannomi o il nome della nostra identità virtuale (che è comunque possibile specificare in un altro campo). Chi desidera proteggere la propria privacy per un qualunque motivo è invitato a non iscriversi. C'è comunque da far presente che grazie alla gestione delle cerchie anche chi conducesse una doppia vita non avrebbe nulla da temere, perché è possibile tenere i due mondi completamente separati senza che gli uni sappiano degli altri.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;La limitazione del nome potrebbe anche apparire come una spina nel fianco, ma a lungo andare si rivelerà una mossa vantaggiosa anche per noi. La teoria, che personalmente mi sembra più che fondata, è l'utilizzo del nome reale priva le persone di quella maschera di anonimato è le costringe a comportarsi in maniera più responsabile, relazionandosi in maniera più onesta con le altre persone. Una politica antispam che proteggerà anche le pagine business da mosse di marketing scorrette.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h3 style="margin-bottom: 7.0pt; font-family: Helvetica; font-size: 14pt; font-weight: bold;"&gt;Il futuro delle pagine Business&lt;/h3&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;L'idea alla base è alquanto banale ma finora è sempre stata trascurata degli altri social network,&lt;strong&gt; il modo con cui le persone interagiscono tra di loro è differente dal modo con cui interagiscono con i marchi, per questo motivo è necessario fornire strumenti differenti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;È proprio quello che sta cercando di fare Google, ma il suo piano al momento si sta concentrando nel fornire alle persone la miglior esperienza possibile, per poi cercare di tirare dentro le celebrità (che fungono sempre da richiamo) e solo in fine aprire anche ai marchi. Inizialmente i marchi coinvolti saranno un gruppetto di apripista selezionati, se t’interessa farne parte puoi provare a &lt;a title="Google+ Entity Profile Application" href="http://goo.gl/zq95C"&gt;sottoporre la tua candidatura&lt;/a&gt;. Per tutti gli altri le porte dovrebbero aprirsi &lt;a title="Google+ Business Pages Coming Soon" href="http://blog.ineedhits.com/search-news/google-business-pages-coming-soon-28209815.html"&gt;entro fine anno&lt;/a&gt; con caratteristiche che includono analisi approfondite per misurare l'engagement (vero tallone d'Achille della pubblicità su Facebook) e la possibilità di collegare il profilo ad altri servizi come AdWords, Maps, Places. Inoltre dovrebbe essere possibile pubblicare la lista degli impiegati e verificare la proprietà del marchio, così che le persone possano essere certe di interagire con l'account ufficiale.&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin-bottom: 7.0pt;"&gt;Inoltre, voci non confermate affermano che &lt;a title="http://www.socialmedialogue.com/google-plus-for-business-pages-to-launch-later-this-year/654/" href="http://www.socialmedialogue.com/google-plus-for-business-pages-to-launch-later-this-year/654/"&gt;ci saranno servizi esclusivi&lt;/a&gt;, utili per gestire i contatti o condividere documenti alle riunioni, che potrebbero far comodo non solo alle grandi aziende, ma anche ai piccoli freelance che lavorano da casa.&lt;/p&gt;
&lt;div class="field field-type-filefield field-field-showcase"&gt;
      &lt;div class="field-label"&gt;Immagine Gallery:&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
    &lt;div class="field-items"&gt;
            &lt;div class="field-item odd"&gt;
                    &lt;img  class="imagefield imagefield-field_showcase" width="720" height="200" alt="" src="http://www.kgo.it/sites/default/files/internet-spiegato-alle-aziende-google-plus-big.jpg?1318284075" /&gt;        &lt;/div&gt;
        &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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     <comments>http://www.kgo.it/blog/articoli/internet-spiegato-alle-aziende-google#comments</comments>
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 <pubDate>Mon, 10 Oct 2011 22:01:15 +0000</pubDate>
 <dc:creator>Luca Colli</dc:creator>
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