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	<title>La Stella del Mattino</title>
	
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	<description>Ambito Cristiano</description>
	<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 19:16:59 +0000</pubDate>
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		<title>Lettera Vangelo e Zen</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 19:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>

		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[lettera 

Vangelo e Zen

Vangelo secondo Giovanni 16,33/17,3 

19 luglio 2009

Come sempre, raccolgo un pensiero dal Vangelo della domenica e lo mando come saluto di apertura della lettera settimanale. Gesù dice: “Vi ho detto queste cose affinché abbiate pace in me!”. Avere pace! Che augurio attuale! Essere “cristiani” è avere pace in Cristo. L&#8217;essenza “Cristo” è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: x-large;">lettera</span></span><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;"> </span></span></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;">Vangelo e Zen</span></span></p>

<p align="center"><a target="_self" href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/?p=18">Vangelo secondo Giovanni</a> 16,33/17,3 </p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="right"><em>19 luglio 2009</em></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span class="drop">C</span>ome sempre, raccolgo un pensiero dal Vangelo della domenica e lo mando come saluto di apertura della lettera settimanale. Gesù dice: “Vi ho detto queste cose affinché abbiate pace in me!”. Avere pace! Che augurio attuale! Essere “cristiani” è avere pace in Cristo. L&#8217;essenza “Cristo” è il rapporto salvifico di croce e risurrezione. Avere pace in Cristo è vivere la croce come vera croce e la risurrezione come vera risurrezione.  Nel momento di croce l&#8217;unica vera pace è vivere il momento di vera croce. Così, nel momento di risurrezione, la risurrezione è vera risurrezione. Ho finito di leggere un libro dal titolo: “L&#8217;atleta zen” che mi ha dato vero disgusto. L&#8217;atleta zen è sempre bravo in tutto ciò che fa, non procura mai sofferenza, vive in una gioia fine che non conosce turbamento. Così racconta l&#8217;autore. Tre settimane fa è morta Laura, giovane madre di tre figli, dopo alcuni anni di vera “croce” dovuta al tumore al cervello. Fu verissima croce! Laura morì cosciente, dicendo parole di incoraggiamento ai figli. Ha potuto farlo, perché  la sua croce era vera e lei ne era veramente cosciente. In treno vedo molti assidui lettori di libri sugli angeli e i demoni. Libri grossi! Chissà dove condurranno! La religione, - latino religere: rilegare -  è la forza originaria e onesta che ci ri-lega alla realtà quando ci prende la tentazione di fuggire in mondi surrealistici o di fingere la posa di chi è oltre il dolore, forse aggrappandosi alle ali di angeli fatti di luce, oppure messi in fuga da demoni fatti di tenebra. Quante sollecitazioni rivestite di parvenza religiosa ci illudono che la croce non è vera croce, oppure che basta un atto di fede magica o occulta per dissolverla in benessere! Si può trascorrere tutta la vita nell&#8217;ansia di dirsi che non si in ansia, e che il benessere raggiunto non è una posa. Se la croce non è vera, nemmeno la gioia è vera. La croce e la risurrezione di Cristo sono universali, tutto abbracciano. Chi piange con chi piange e ride con chi ride, senza cadere nelle pose, ha pace.  “&#8230;abbiate pace&#8230;”!</p>

<p><span id="more-1510"></span></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Non pochi di voi, constatando l’insolito mio silenzio di 3 settimane, hanno inviato messaggi per indagarne il perché, anche con un po’ di preoccupazione. Semplicemente è avvenuto che in data 30 giugno ha avuto luogo il mio trasloco da Via Pattari 6 (Milano). La preparazione e soprattutto la rimessa a posto delle cose ha tenuto me e alcuni amici in grande fervore di cose da fare. A trasloco finito, si è poi aggiunta un&#8217;avaria al mio computer. A questo punto la domanda è: Dove hai traslocato? Questo luogo ha tre angoli.</p>

<p><p style="margin-top: 1cm;" align="justify"></p>

<ol>
<li><p style="margin-top: 1cm;" align="justify"><strong>La Cappellania giapponese</strong> ha la sua sede nella chiesa dietro il Duomo (P.zza Duomo 18), dove si celebra l’eucaristia e si tengono i corsi di Vangelo in giapponese. Nell’ufficio interno della chiesa ho traslocato i libri e quanto concerne l’attività della Cappellania.</p></li>
<li><p style="margin-top: 1cm;" align="justify">I miei impegni in Milano chiedono per me <strong>una stanza dove poter riposare la notte</strong>. Mi è venuto incontro la parrocchia di San Babila (Corso Venezia 2/A), offrendomi un monolocale che riserva ai sacerdoti di passaggio. In cambio mi è stato chiesto un contributo nell’ascolto delle confessioni. Sono molto grato di questa disponibilità. La vicinanza al Duomo facilita molto i miei impegni di Cappellania giapponese.</p></li>
<li><p style="margin-top: 1cm;" align="justify">Ma il trasloco più consistente fu alla <strong>Casa Vangelo e Zen di Desio, Via Achille Grandi 41</strong>. Lì hanno trovato casa gli sgabelli, le sedie, il tavolo e gli elettrodomestici. Riccardo ha messo a disposizione il suo camioncino, coinvolgendovi due robusti immigrati. Grazie di cuore.</p></li>
</ol>

<p style="margin-top: 1cm;" align="justify">Alcune comunicazioni: </p>

<p><ul>
<li>
<strong><u>cambio del numero telefonico fisso</u></strong> <br />
cessa il numero 02.80582267 e nasce il nuovo numero <strong>0362.300350</strong> (collocato nella Casa Vangelo e Zen di Desio). Il cellulare rimane quello di sempre: 338.1011101</li>
<li><strong><u>indirizzi per la posta</u></strong><br />
il nuovo indirizzo di Desio è <strong>“ Vangelo e Zen, Via Achille Grandi 41, 20039, Desio, Monza-Brianza”</strong>. <br/><br />
Anche il vecchio indirizzo “Cappellania giapponese, Via Pattari 6, 20122, Milano” rimane valido. La posta mi viene recapitata ogni qual volta mi reco in Cappellania.</li>
<li><strong><u>orario di massima settimanale</u></strong> degli impegni che coinvolgono il sottoscritto</p>

<ul>
<li>lunedì-mercoledì prevalentemente a Desio: accoglienza, pratica Vangelo e Zen, studio, lavoro, fraternità</li>
<li>giovedì in Cappellania (vedi sotto)</li>
<li>venerdì in Duomo: sacramento del perdono e dialogo sulla fede 7.00-10.00; 12.00-15.00 Idem in San Babila 16.30-18.30</li>
<li>sabato a Desio: 9.00-12.30 Vangelo e Zen; 14.30-17.00 corsi interculturali; 18.00 Eucaristia vigiliare</li>
<li>domenica in Cappellania: 11.00 preparazione, 11.15 celebrazione eucaristica</li>
</ul>

<p></li>
<li><strong><u>orario dettagliato del giovedì in Cappellania</u></strong></p>

<ul>
<li>9.00-12.00 e 14.00-18.00 apertura della chiesa dietro il Duomo (Santa Maria Annunciata in camposanto). Chiunque può entrare per sostare in meditazione e preghiera, e per un dialogo con il  sacerdote</li>
<li>18.00 meditazione comunitaria sul Vangelo della domenica precedente</li>
<li>19.00 Eucaristia</li>
<li>20.00 corso biblico in lingua giapponese</li>
</ul>

<p></li></p>

<h2 align="center">Le Primizie</h2>

<ul>
<li>
<p style="margin-top: 1cm;" align="justify"><strong>Il 23 giugno</strong> i ragazzi del <strong>campo estivo delle parrocchie di Cervignano e Galgagnano</strong> con don Giancarlo e i loro animatori, in tutto un centinaio di fibrillanti atleti in germe, hanno trascorso 5 ore nella Villa Vangelo e Zen. Testimonianza missionaria, proiezione di un documentario su Francesco Saverio, giochi e giochi nel prato, pranzo al sacco e – particolarità – lezione di origami con la maestra Ryoko e di ideogrammi con p. Luciano.</p>
</li>
<li>
<p><strong>7 – 11 luglio: corso di shodộ (calligrafia)</strong></br /></p>
<div align="center"><a href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/wp-content/uploads/2009/07/shodo.jpg"><img src="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/wp-content/uploads/2009/07/shodo-300x225.jpg" alt="shodo" title="shodo" width="300" height="225" class="aligncenter size-medium wp-image-1513" /></a></div>
<p style="margin-top: 1cm;" align="justify">6 iscritti da Roma, Padova, Monza e Milano con grande assiduità per 5 cinque ore di ognuno dei cinque giorni hanno assimilato nel loro corpo e nella loro anima l&#8217;arte del pennello, della china e della carta. Ne sono nati alcuni capolavori e, ovviamente, sono saliti sulla ribalta nuovi artisti. Grande merito della buona riuscita del corso va alla maestra Setsuko. Grazie. A seguire una foto del nuovo atelier.</p>
</li>
</ul>

<p><em>P. Luciano</em></p><div class="feedflare">
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		<title>Non possiamo tacere</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 00:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

		<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono momenti in cui è necessario uscire allo scoperto senza paura, per non rischiare di essere silenziosamente conniventi con leggi che, in nome della sicurezza e del benessere dei cittadini, introducono la barbarie uccidendo a poco a poco nei cuori delle persone il senso profondo di umanità che dovrebbe abitarci tutti per un mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span class="drop">C</span>i sono momenti in cui è necessario uscire allo scoperto senza paura, per non rischiare di essere silenziosamente conniventi con leggi che, in nome della sicurezza e del benessere dei cittadini, introducono la barbarie uccidendo a poco a poco nei cuori delle persone il senso profondo di umanità che dovrebbe abitarci tutti per un mondo più giusto e solidale.</p>

<p align="justify">Essendo noi missionari, testimoni della possibilità dell&#8217;incontro tra  popoli e culture diverse, non ci sentiamo vincolati dalle norme sull&#8217;immigrazione contenute nel &#8220;ddl sicurezza&#8221; approvato definitivamente al Senato nei giorni scorsi. Con tante altre voci autorevoli, dentro e fuori la Chiesa, conveniamo che queste norme finiranno per alimentare paura, emarginazione, violenza e quindi  ancor più insicurezza. Per questo riteniamo di dover dichiarare pubblicamente oggi la nostra OBIEZIONE DI COSCIENZA,  per soli ed esclusivi fini evangelici, assumendocene tutte le conseguenze. Sentiamo risuonare nel nostro cuore le parole dell&#8217;amatissimo vescovo Mons. Tonino Bello: &#8220;in piedi costruttori di pace!&#8221; che vorremmo
 tradurre oggi: &#8220;in piedi cristiani!&#8221; Alziamo la testa, capiamo cosa sta succedendo per sentirci ripetere dal nostro Signore Gesù le consolanti o inquietanti parole: &#8220;Avevo fame e sete.. ero straniero, ammalato, carcerato.. benedetti voi che mi avete accolto.. maledetti voi che mi avete rifiutato e respinto&#8221;.</p>

<p><em>padre Carlo Uccelli ed Emma Gremmo 
Fraternità Missionaria del Cotone</em></p><div class="feedflare">
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		<title>Il pescatore che salva i clandestini</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 23:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Da LA STAMPA  del 19 giugno 2009

Il pescatore che salva i clandestini

FRANCESCO GRIGNETTI

Il comandante del peschereccio Twenty Two premiato dall&#8217;Alto commissario Onu per i rifugiati: «Tutta la notte in mare rischiando la vita. Onde forza 7. E&#8217; stato un incubo».

Era una notte buia e tempestosa. Ventotto novembre scorso, Lampedusa. Il peschereccio Twenty Twoera appena entrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da LA STAMPA  del 19 giugno 2009</em></p>

<h3>Il pescatore che salva i clandestini</h3>

<p><em>FRANCESCO GRIGNETTI</em></p>

<p align="justify">Il comandante del peschereccio Twenty Two premiato dall&#8217;Alto commissario Onu per i rifugiati: «Tutta la notte in mare rischiando la vita. Onde forza 7. E&#8217; stato un incubo».</p>

<p><div class="imageleft"><img src="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/wp-content/uploads/2009/06/onde-300x192.jpg" alt="onde" title="onde" width="300" height="192" class="aligncenter size-medium wp-image-1505" /></div><p align="justify">Era una notte buia e tempestosa. Ventotto novembre scorso, Lampedusa. Il peschereccio Twenty Twoera appena entrato in porto. «Ci eravamo riparati perché il mare si era fatto davvero grosso», racconta il comandante Salvatore Cancemi. Arrivò trafelato il responsabile della Capitaneria di Porto. «C’è da salvare della gente in mare - mi dice -, voi ve la sentite? Certo. Chiamo in coperta l’equipaggio. Ci guardiamo in faccia. Siamo tutti d’accordo. E si esce. Noi pescatori eravamo in undici, quattro quelli della Capitaneria. Ma il mare era cattivo. Uh, se era cattivo ».<br />
Comincia così un’operazione di salvataggio che nessuno ha mai raccontato.Gli unici che finora ne sapevano qualcosa erano i funzionari dell’Unhcr, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, che l’hanno sentita raccontare dalla voce dei sopravvissuti. E oggi, nell’ambito della Giornata mondiale del rifugiato, consegneranno a Cancemi il premio «Per mare. Al coraggio di chi salva vite umane».</p></p>

<p><span id="more-1501"></span></p>

<p align="justify">
Il Twenty Two quella notte ha salvato trecento immigrati clandestini in balia delle onde. Un recupero fortunoso e quasi incredibile. «Il mare era forza 6 o 7. Vento fortissimo di grecale. Onde anomale. Ed era buio. Siamo usciti dal porto in due pescherecci, ma uno s’è trovato subito in difficoltà ed è rientrato. Noi, no». </p>

<p align="justify">Scena da rivivere attraverso il racconto del comandante. I quattro marinai della Capitaneria di porto, onde così non le avevano mai affrontate. Uno vomita di qui, un altro di là. I pescatori sono più abituati, ma spaventati. «Dovevamo fare quindici miglia verso Sud-Ovest, costretti a procedere con il motore al limite e le onde ci prendevano sul fianco. Ad ogni colpo di mare, il peschereccio sbandava. Beh, la situazione era davvero molto pericolosa. Ma sentivo che non potevamo fare diversamente. C’era quella gente che stava per andare a fondo».</p>

<p align="justify">Quattro ore di navigazione per arrivare al punto dell’ultimo allarme. Il calvario della Twenty Two e dei naufraghi, però, è solo agli inizi. Non trovano nessuno. «Cominciamo a girare in tondo». Nel buio si sente solo il muggire del mare in tempesta. Finché un grido squarcia la notte: «Stanno là». Li vedono. «Erano trecento anime su una carretta. Urlavano. Piangevano. Ti tendevano le mani. Ma io non sapevo come portarli a bordo. Di avvicinarci, neanche a parlare». Il peschereccio gira attorno ai naufraghi a lungo. «Gli urlavo che dovevano avvicinarsi loro. Ma gli scafisti a quel punto facevano finta di essere normali clandestini. Dopo ci hanno raccontato che quelli li minacciavano: “Ti ammazzo se fai capire che sono scafista”. Insomma, la barchetta non la governava più nessuno». </p>

<p align="justify">Altre ore andando alla deriva, gli italiani e gli africani. Con il pericolo che cresceva sempre più. «Ci siamo avvicinati a Lampedusa. Erano passate quattro o cinque ore. A mezzo miglio dall’isola, ho capito che dovevo avvicinarmi io e fargli da scudo al mare. Quando il fondo è arrivato a sette-otto metri, ho gettato l’ancora. E Dio ci ha voluti aiutare. L’ancora ha preso subito. Era pericoloso, ma ci abbiamo provato. Ogni volta che la barca si avvicinava, ne prendevamo trenta o quaranta. I miei si sono dannati. Quelli della Capitaneria sono diventati come leoni. Li afferravamo e li portavamo dentro. Alla fine erano in trecento. Sono andato nella mia cabina e ho cominciato a piangere. Dovevo sfogare la tensione».</p>

<p align="justify"> All’alba, il Twenty Two ha capito di essersi piazzato sotto lo scoglio di Capo Ponente. Tante le rocce affioranti. «Ci siamo allontanati e finalmente siamo rientrati in porto. Sa una cosa? C’era tutta l’isola sul molo ad aspettarci. Ci hanno fatto l’applauso per dieci minuti. M’è tornato da piangere».</p><div class="feedflare">
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		<title>Lettera Vangelo e Zen</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 23:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>

		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[lettera 

Vangelo e Zen

Vangelo secondo Marco 10, 1-12

21 giugno 2009

Carissimi, il Vangelo di oggi riporta le parole di Gesù sul matrimonio: “All’inizio Dio li creò maschio e femmina, per cui l’uomo lascerà i suoi genitori e si unirà alla sua donna. Non sono più due, ma un solo corpo… L’uomo non separi quanto Dio unisce”. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: x-large;">lettera</span></span><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;"> </span></span></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;">Vangelo e Zen</span></span></p>

<p align="center">Vangelo secondo Marco 10, 1-12</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="right"><em>21 giugno 2009</em></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span class="drop">C</span>arissimi, il Vangelo di oggi riporta le parole di Gesù sul matrimonio: “All’inizio Dio li creò maschio e femmina, per cui l’uomo lascerà i suoi genitori e si unirà alla sua donna. Non sono più due, ma un solo corpo… L’uomo non separi quanto Dio unisce”. Quanti sono i divorzi e le separazioni oggi! L’uomo può sempre sbagliare e quando un legame non è quello autentico, va sciolto. Tuttavia oggi non è tanto il caso di matrimoni sbagliati, ma piuttosto di matrimoni che non sono matrimoni, ma unioni condizionate al “finché ci va!”. Sono unioni che uniscono le superfici, ma non il fondo delle anime. Il matrimonio è tale soltanto quando è religioso, anche se celebrato in comune e fra chi si dice ateo. Sì, perché occorre accogliere non solo ciò che si avvista in superficie, ma ciò che non si vede: che quindi solo lo si crede.
</p>

<p><span id="more-1499"></span></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">
Ci sono occasioni della vita che sono come i valichi: Sali e sali, ti affatichi e ti affatichi, ma non vedi niente al di là del valico. Finché giunto sul valico ti si apre la visione e gli occhi si inumidiscono. Gesù dice che la radice del matrimonio si alimenta alla vena acquifera della creazione primordiale. Una coppia più che ottuagenaria del villaggio Anjo  dell’isola Tanegashima mi chiese di introdurla al Vangelo di Cristo. Il signor Koozuma – il suo cognome – era stato il prete shintoista del tempio del villaggio. Venne l’inverno e la signora si ammalò di polmonite e morì, dopo aver ricevuto il battesimo come lo si dà a chi è in pericolo di morte. Il prete scintoista e il sottoscritto, assieme, abbiamo officiato il rito funebre. Come si suole in Giappone, quella sera i parenti e gli amici cenarono con il vedovo. Durante la cena tutti lodarono la defunta. Alla fine il vedovo ringraziò e confidò che negli oltre sessant’anni di matrimonio tutte le sere lui e la sua sposa avevano dormito stringendosi la mano. E sempre gli pareva fosse la prima sera. Il signor Koozuma, secondo il detto giapponese che dice che l’amico tira l’amico, a sua volta chiese il battesimo e volò dove l’aveva preceduto la sposa. Solo se il partner è compreso come un messaggero inviato dall’origine divina da cui viene anche la propria vita, solo se ci si comprende già uniti da sempre, si scende fino all’unione del fondo delle anime. Dove c’è la pace.
</p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Termino qui il mio saluto, sia perché questa è la settimana del mio trasloco e il tempo mi è richiesto da tante cose, sia per fare spazio a <a href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/1501">un articolo che, inviatomi da p. Agostino</a> cappellano dei nomadi, mi ha commosso profondamente. Non tutto è confusione, non tutto è mediocrità, non tutto è egoismo; l’anima umana quella genuina pensata da Dio fin dall’inizio, sussiste sempre. Ma solo chi la vita la suda sa fiorire quella genuinità. Buona lettura! Meglio, buona meditazione! </p>

<p style="margin-top: 1cm;" align="justify">Saluti a tutti. Non so sicuro di scrivervi la prossima settimana, ma l’altra senz’altro.</p>

<p><em>P. Luciano</em></p><div class="feedflare">
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		<title>Ritiro di Desio</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 00:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi amici di Vangelo e Zen, vi informiamo che:

1) l&#8217;incontro di sabato 20 giugno non avrà luogo causa improrogabili impegni lavorativi di Giuliano

2) abbiamo programmato un ritiro a Desio con partenza venerdì 26 pomeriggio (verso le 16.30) e rientro a Padova la sera di sabato 27.
Chiediamo a chi fosse interessato di darcene gentilmente conferma spedendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi amici di Vangelo e Zen, vi informiamo che:</p>

<p>1) l&#8217;incontro di sabato 20 giugno non avrà luogo causa improrogabili impegni lavorativi di Giuliano</p>

<p>2) abbiamo programmato un ritiro a Desio con partenza venerdì 26 pomeriggio (verso le 16.30) e rientro a Padova la sera di sabato 27.<br />
Chiediamo a chi fosse interessato di darcene gentilmente conferma spedendo una mail a pmarsiaj(chiocciola)lastelladelmattino.org email entro venerdì prossimo 19/6.</p>

<p>Un caro saluti a tutti, e un augurio di buona estate.<br />
Giuliano e Maria </p><div class="feedflare">
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		<title>Senza la profezia, rimane la complicità</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 21:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico questa lettera aperta di don Paolo Farinella, prete di Genova e biblista. La lettera è indirizzata al cardinal Bagnasco, vescovo di Genova (quindi vescovo di don Paolo Farinella) e presidente della Conferenza dei Vescovi d&#8217;Italia. Condivido in pieno la critica di don Paolo insieme con molti e molti altri sacerdoti. Condivido l&#8217;amarezza di don [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>Pubblico questa lettera aperta di don Paolo Farinella, prete di Genova e biblista. La lettera è indirizzata al cardinal Bagnasco, vescovo di Genova (quindi vescovo di don Paolo Farinella) e presidente della Conferenza dei Vescovi d&#8217;Italia. Condivido in pieno la critica di don Paolo insieme con molti e molti altri sacerdoti. Condivido l&#8217;amarezza di don Paolo e di tanti per il comportamento del presidente del consiglio, soltanto non mi unisco a certe imputazioni molto gravi rivolte a Berlusconi, perché chiunque va ritenuto innocente prima che sia ufficialmente provato che è colpevole.</em></p>

<p><em>p. Luciano</em></p>

<p>Egregio sig. Cardinale,</p>

<div class="imageleft"><img src="http://www.lastelladelmattino.org/buddista/wp-content/uploads/2009/06/donfarinella-150x150.jpg" alt="donfarinella" title="donfarinella" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-2834" /></div>

<p align="justify">viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.</p>

<p align="justify">Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.</p>

<p><span id="more-1492"></span></p>

<p align="justify">Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.</p>

<p align="justify">Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.</p>

<p align="justify">Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.</p>

<p align="justify">I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.</p>

<p align="justify">Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.</p>

<p align="justify">Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire &#8230; sopire, troncare».</p>

<p align="justify">Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo &#8230; si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti&#8230; A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). </p>

<p align="justify">Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).</p>

<p align="justify">Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).</p>

<p align="justify">Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.</p>

<p align="justify">Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.</p>

<p align="justify">Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.<br />
In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.</p>

<p align="justify"><em>Genova 31 maggio 2009</em></p>

<p><em>Paolo Farinella, prete</em></p>

<p align="justify"><em>Don Paolo Farinella lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche. Ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. I suoi ultimi libri:  “Bibbia, parole, segreti, misteri” e “Ritorno all’antica Messa”, sempre editore Gabrielli.</em></p><div class="feedflare">
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		<title>Lettera Vangelo e Zen</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 11:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[lettera 

Vangelo e Zen

Vangelo secondo Giovanni 15, 24-27

7 giugno 2009

Davanti alla Villa Vangelo e Zen di Desio avevo piantato un ibiscus che ogni giorno rallegrava i passanti con un fiore rosso come il fuoco, incoronandolo con le sue foglie verdi. Stamattina la triste sorpresa: qualcuno l’ha divelto e portato via. Al suo posto ho messo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: x-large;">lettera</span></span><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;"> </span></span></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;">Vangelo e Zen</span></span></p>

<p align="center"><a target="_self" href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/?p=18">Vangelo secondo Giovanni</a> 15, 24-27</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="right"><em>7 giugno 2009</em></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span class="drop">D</span>avanti alla Villa Vangelo e Zen di Desio avevo piantato un ibiscus che ogni giorno rallegrava i passanti con un fiore rosso come il fuoco, incoronandolo con le sue foglie verdi. Stamattina la triste sorpresa: qualcuno l’ha divelto e portato via. Al suo posto ho messo una scritta: “… Tu che hai fatto questo brutto gesto, fermati e guarda quanto è bello un fiore!”. Questa domenica è la festa della Santissima Trinità. La Trinità è la multiforme bellezza divina, è l’armonia divina. Oggi, epoca del “casual”, del graffito, del colpo di scena, delle veline, attirano più le sette che le grandi religioni. Le sette danno subito la risposta che uno va a comperare, come in gelateria. Meditare il mistero trinitario di Dio è cosa ardua! Eppure profonda e vera. La fede trinitaria si radica lungo l’arco della vita: l’uomo adolescente sente Dio come energia divina, l’uomo adulto come pensiero divino, l’uomo maturo come interiorità divina. “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”: venerando Dio l’uomo conosce se stesso e la sua storia. </p>

<p><span id="more-1485"></span></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">“Anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin da principio”. I discepoli avevano condiviso il cammino di Gesù solo per tre anni. Eppure, Gesù afferma che sono stati con lui “fin dall’origine”. Ovviamente l’origine, di cui Gesù parla, non è quella computabile con il cronometro, ma piuttosto quella della dimensione dello spirito. La memoria di Gesù nei primi cristiani diventava ricerca e pensiero; così l’esperienza dell’incontro con Gesù cresceva nella loro vita. Questo pellegrinaggio di crescita raggiunse una tappa fondamentale con l’evangelista Giovanni, forse a 60 anni dopo la pasqua di Gesù. Questi aprì il suo Vangelo con questa affermazione: “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”. Giovanni dava forma letteraria all’esperienza che maturava in lui e nei primi cristiani: Dio non è univoco, né si esaurisce nella sola dimensione trascendente del cielo. Anche la terra, la storia, la natura sono sede di Dio. Dio è la mano del padre che dal cielo dà, ed è la mano del figlio che sulla terra riceve. Dio è il battito di due mani, come si esprime un detto orientale. Ma non solo: Dio è il calore che passa dalla mano che stringe e dalla mano che è stretta. Tra le due mani scorre il calore della vita e quel calore è Dio, lo Spirito Santo. Questa bella immagine ci è data da Edith Stein, la filosofa ebrea attratta alla fede cristiana dalla bellezza divina della Trinità. </p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Alcuni cristiani, pur facendo il segno della croce e dicendo i nomi della Trinità divina, rimangono monoteisti, adoratori del Dio unico e trascendente che sta nel cielo. Lo stesso Gesù è da loro inteso come un paladino al servizio del Dio assoluto del cielo. Per loro la religione cristiana è l’osservanza dei comandamenti scritti sulla pietra dalla mano divina del Padre. Questi cristiani invidiano i musulmani, perché questi sono più bravi di loro nell’adorare il Dio assoluto del cielo. Così sono i fondamentalismi cristiani.</p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Altri cristiani, progredendo nella fede, prendono sul serio che Dio si è incarnato sulla terra e venerano Dio nel Figlio che pellegrina lungo le strade della storia umana. Questi cristiani si dedicano all’azione sociale per costruire il regno di Dio nel tempo e nello spazio. Forse questa categoria di cristiani con gli occhi verso il cielo e i piedi sulla terra è la più numerosa. Molte strutture della chiesa, molti movimenti ecclesiali come Comunione e Liberazione di fatto testimoniano la mano divina del cielo e quella della terra che si uniscono. Ma forse non passa il calore divino. </p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Pochi cristiani pellegrinano al calore dello Spirito Santo che si effonde dall’incontro di Dio venerato nel cielo e di Dio incarnato sulla terra. La sede dello Spirito è il cuore. Lo Spirito si effonde nel cuore, quando il cuore è diventato capace di accogliere tutto in Dio. Allora Dio è piccolo come il cuore umano, e il cuore umano è grande come Dio. E’ l’esperienza dei mistici. Lo Spirito è l’amore divino che palpita dentro di me e permea tutto ciò che esiste. Dio è la Forza del Padre, il Pensiero del Figlio e l’Amore dello Spirito. E la mia piccola esistenza è una goccia che si condensa in questa relazione trinitaria divina. Così grazie alla forza divina mi è dato di nascere, grazie al pensiero divino mi è dato di crescere, grazie all’amore divino mi è dato di maturare in vita eterna. Dio mi è padre, mi è compagno, mi è amico. E l’amicizia dello Spirito Santo che mi dimora, mi divinizza. </p>

<p><p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"></p>

<blockquote><p>“Eternità sono io stesso, quando abbandono il tempo<br />
E me in Dio e Dio in me raccolgo”<br />
L’abisso della mia anima chiama sempre a gran voce<br />
l’abisso di Dio:.Dimmi: quale è più profondo?<br />
(Silesio)</p>
</blockquote>

<p style="margin-top: 1cm;" align="justify"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Incontri</strong></span></p>

<p><p><strong>Sabato 06 giugno</strong>, ore 9.00 – 12.00: ritiro a Desio<br />
<strong>Villa Vangelo e Zen Via Achille Grandi 41, Desio Tel 0362.300350/338.1011101</strong></li>
<li></p>

<p><strong>Sabato 06 giugno</strong>, Roma, Villa Pamphili Convegno Yoga testimonianza sulla rivoluzione meditativa (p. Luciano)</p>

<p></li>
</ul></p>

<p style="margin-top: 1cm;" align="justify">La sensibilità religiosa orientale ci dice come ogni cosa ci manifesti il suo volto autentico quando l’accostiamo camminando, scoprendo che anch’essa cammina con noi che camminiamo. Pasqua significa passaggio radicale attraverso il valico della morte, risorgendo al sé che è comunione nella comunione dei santi! Nella comunione e dalla comunione ogni io risorge alla sua bellezza originaria. Lungo il sentiero dell’esistenza è bello sostare dalle consuete abitudini, ritornare discepoli e scavare dentro di sé fino a liberare la vena sorgiva della bellezza originaria e adocchiare quel sé vero. La meditazione, l’ascolto, la preghiera, la partecipazione alla storia sono la pratica quotidiana che addestra questo scavare profondo. Ci sono alcune vie culturali, cresciute in Giappone, che riversano nella vita sociale questa avventura religiosa. Nella Villa Vangelo e Zen di Desio <a href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/1410">stiamo per inaugurare i corsi di queste vie</a>. Stiamo reclutando compagni di cammino. Alcuni corsi avranno inizio dal 9 maggio per 5 sabati. Altri corsi sono intensivi nelle settimane estive, anche per estendere questa possibilità a chi abita lontano. Tu puoi partecipare? Oppure qualche tuo/a amico/a? Ogni compagno di viaggio è per noi un grande incoraggiamento.</p>

<p><a href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/1398">Vedi qui i contenuti dei corsi</a></p>

<p><p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"></p><div class="feedflare">
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		<title>Lettera Vangelo e Zen</title>
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		<comments>http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/1478#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 20:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>

		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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Vangelo e Zen

Vangelo secondo Giovanni 14, 15 – 20

31 maggio 2009

A 50 giorni dalla Pasqua arriva la Pentecoste (in greco: cinquantesimo giorno), festa quasi non percepita da chi si dice cristiano; eppure è la vera festa cristiana. Ciò che la precede, Natale, Pasqua ecc. è cammino alla Pentecoste. Nel 50mo giorno dalla Pasqua lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: x-large;">lettera</span></span><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;"> </span></span></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;">Vangelo e Zen</span></span></p>

<p align="center"><a target="_self" href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/?p=18">Vangelo secondo Giovanni</a> 14, 15 – 20</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="right"><em>31 maggio 2009</em></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span class="drop">A</span> 50 giorni dalla Pasqua arriva la Pentecoste (in greco: cinquantesimo giorno), festa quasi non percepita da chi si dice cristiano; eppure è la vera festa cristiana. Ciò che la precede, Natale, Pasqua ecc. è cammino alla Pentecoste. Nel 50mo giorno dalla Pasqua lo Spirito si effuse su e dentro gli apostoli; e questi furono pieni di vigore, come quando su un campo arido cade abbondante la pioggia. Tutto lo sforzo e tutti i sacrifici conducono lì: ad affidarsi alla pioggia che cade gratuita e abbondante. Così l’uomo è giunto a sperimentare che Dio stesso che è fonte nel Padre, che è fiume nel Figlio, corona la sua divinità divenendo pioggia nello Spirito. I mistici cristiani lo sperimentarono (Dio come fonte, fiume, pioggia è espressione di Giovanni della croce); i teologi non lo compresero, rimanendo arroccati nel concetto monoteistico del dio che non diviene. Com’è evidente che tutto in Gesù tendeva verso l’effondersi dello Spirito! I giudei lo condannarono a morte perché aveva bestemmiato contro il dio, declassandolo da dio assoluto a Dio che diviene. L’esperienza umana anzitutto introduce a sperimentare Dio come l’essere assoluto che sta nel cielo, da cui proviene la propria esistenza; allora l’uomo si prostra e adora. Poi, nell’età dell’efficienza, l’uomo matura all’esperienza di Dio che si incarna nel cammino storico, il Figlio di Dio che parla e opera; l’uomo gli stringe la mano e si sente sicuro. Nell’età adulta l’uomo, forse spossato dal viaggio, ama sostare e ascoltare l’interiorità di sé e delle cose e vi avverte il soffio dello Spirito. Gioacchino da Fiore denomina lo Spirito “il silenzio che verrà”, appunto dopo la fatica della crescita e dell’efficienza (Sull’Apocalisse X). </p>

<p><span id="more-1478"></span></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">“Dove c’è lo Spirito del Signore lì c’è la libertà” (2 Cor 3,17). Gli apostoli di Gesù erano ebrei ferrati nella religione del Dio che sta nei cieli; camminando con Gesù conobbero il Dio che cammina cogli uomini. Ma non erano ancora cristiani: infatti all’ascensione del Signore, 40 giorni dalla Pasqua, ancora chiedevano a Gesù risorto se quello era il tempo in cui avrebbe restaurato il regno di Israele (At 1,6). Un po’ come i prelati della Chiesa che sono così bravi a indicare come si deve restaurare lo Stato e risolvere i problemi socio politici. Gli apostoli maturarono nella libertà cristiana all’effusione dello Spirito.</p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">“Dove c’è lo Spirito del Signore lì c’è la libertà” (2 Cor 3,17). Gli apostoli di Gesù erano ebrei ferrati nella religione del Dio che sta nei cieli; camminando con Gesù conobbero il Dio che cammina cogli uomini. Ma non erano ancora cristiani: infatti all’ascensione del Signore, 40 giorni dalla Pasqua, ancora chiedevano a Gesù risorto se quello era il tempo in cui avrebbe restaurato il regno di Israele (At 1,6). Un po’ come i prelati della Chiesa che sono così bravi a indicare come si deve restaurare lo Stato e risolvere i problemi socio politici. Gli apostoli maturarono nella libertà cristiana all’effusione dello Spirito.</p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Oggi il terreno ha tutta l’aridità che invoca la pioggia dello Spirito. Lo Spirito è l’anima universale che anima ogni anima particolare. Fra i suoi tanti doni ce n’è uno da chiedere con tutto le nostre forze: ingentilire i rapporti fra gli uomini e degli uomini con la natura e le cose. I rapporti, oggi, sono aridi. Ciascuno tende ad rinchiudersi nell’adorazione del suo dio; meglio, del brandello che corrisponde al piccolo interesse che teme gli sia portato via dagli altri. I rapporti ingentiliscono divenendo vigorosi, come gli alberi del bosco. Invece i rapporti mediocri, svigoriti di pensiero, si accasciano gli uni sugli altri, come un cespuglio secco. Il rispetto verso l’altro altro non è che il rispetto verso sé che si proietta sugli altri. La gentilezza scaturisce dal pensiero che, divenendo profondo, impara ad amare. Che belle considerazioni ci regala la festa di Pentecoste, in questi giorni in cui i pensieri mediocri si nascondono dietro un unico scudo: io ho tutta la ragione e tu hai tutto il torto! </p>

<div class="imageleft"><a href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/wp-content/uploads/2009/05/tanegashima.jpg"><img src="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/wp-content/uploads/2009/05/tanegashima-300x203.jpg" alt="tanegashima" title="tanegashima" width="300" height="203" class="aligncenter size-medium wp-image-1480" /></a></div>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Nell’isola Tanegashima i 60 cristiani desideravano avere la loro chiesa. Proposi una chiesa che con la sua forma benedica chi lavora nel mare, nei campi e nella città. Ossia, che benedica i rapporti. Un assessore del comune che, benché non battezzato frequentava la nostra celebrazione domenicale, abbozzò il disegno. Una domenica d’agosto, rinfrescata dal tifone appena passato, i 60 cristiani e loro amici abbiamo scavato le fondamenta. Coi loro risparmi affrontarono la metà delle spese; l’altra metà fu dono delle altre chiese. Nel marzo 1975  fu benedetta e inaugurata. Un giorno, dopo la messa domenicale, sostavamo sul marciapiede che circonda la chiesa. “Io ho scavato qui!”, “io qua”…Poi ci siamo tutti seduti a guardare il mare.  Il missionario che venne dopo di me, la chiamò “la chiesa dello Spirito Santo”.</p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Domenica 31 maggio non ci sarà la celebrazione eucaristica domenicale a Milano P.zza Duomo 18. Il gruppo giapponese si reca in pellegrinaggio al Sacro Monte di Varese, dove si celebra la festa diocesana dei popoli. Ovviamente anche gli italiani sono parte integrante della festa dei popoli, e possono partecipare.</p>

<p style="margin-top: 1cm;" align="justify"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Incontri</strong></span></p>

<p><p><strong>Sabato 30 maggio</strong>, ore 9.00 – 12.00: ritiro a Desio<br />
<strong>Villa Vangelo e Zen Via Achille Grandi 41, Desio Tel 0362.300350/338.1011101</strong></li>
</ul></p>

<p style="margin-top: 1cm;" align="justify">La sensibilità religiosa orientale ci dice come ogni cosa ci manifesti il suo volto autentico quando l’accostiamo camminando, scoprendo che anch’essa cammina con noi che camminiamo. Pasqua significa passaggio radicale attraverso il valico della morte, risorgendo al sé che è comunione nella comunione dei santi! Nella comunione e dalla comunione ogni io risorge alla sua bellezza originaria. Lungo il sentiero dell’esistenza è bello sostare dalle consuete abitudini, ritornare discepoli e scavare dentro di sé fino a liberare la vena sorgiva della bellezza originaria e adocchiare quel sé vero. La meditazione, l’ascolto, la preghiera, la partecipazione alla storia sono la pratica quotidiana che addestra questo scavare profondo. Ci sono alcune vie culturali, cresciute in Giappone, che riversano nella vita sociale questa avventura religiosa. Nella Villa Vangelo e Zen di Desio <a href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/1410">stiamo per inaugurare i corsi di queste vie</a>. Stiamo reclutando compagni di cammino. Alcuni corsi avranno inizio dal 9 maggio per 5 sabati. Altri corsi sono intensivi nelle settimane estive, anche per estendere questa possibilità a chi abita lontano. Tu puoi partecipare? Oppure qualche tuo/a amico/a? Ogni compagno di viaggio è per noi un grande incoraggiamento.</p>

<p><a href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/1398">Vedi qui i contenuti dei corsi</a></p><div class="feedflare">
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		<title>Lettera Vangelo e Zen</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/1475</link>
		<comments>http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/1475#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 23:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>

		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[lettera 

Vangelo e Zen

Vangelo secondo Giovanni 17, 11 – 19

24 maggio 2009

La preghiera dell’uomo morente, espressa con la voce o soltanto percepita nel cuore, è il suo testamento eterno. Domanda di perdono per il male compiuto e per il bene incompiuto, rendimento di grazie per i benefici ricevuti ecc. Senz’altro, davanti alla morte, il cuore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: x-large;">lettera</span></span><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;"> </span></span></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;">Vangelo e Zen</span></span></p>

<p align="center"><a target="_self" href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/?p=18">Vangelo secondo Giovanni</a> 17, 11 – 19</p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="right"><em>24 maggio 2009</em></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span class="drop">L</span>a preghiera dell’uomo morente, espressa con la voce o soltanto percepita nel cuore, è il suo testamento eterno. Domanda di perdono per il male compiuto e per il bene incompiuto, rendimento di grazie per i benefici ricevuti ecc. Senz’altro, davanti alla morte, il cuore si fa puro, come l’oro che cola dal crogiuolo. Già da alcune domeniche nel Vangelo ascoltiamo alcuni brani della preghiera di Gesù all’ultima cena, appunto poche ore prima della sua morte. Sono parole pregne di verità e di affetto. Dal Vangelo di questa domenica colgo questa espressione che Gesù eleva come preghiera al Padre: “Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità”. Le parole di Gesù, anzitutto, mi rammentano una simile espressione usata dal mestro dello Zen Eihei Dogen in Bendowwa: “Hanno testimoniato quel modo di vivere perfettamente armonioso…. Questo modo è come versare tutta l’acqua di un recipiente così com’è in un altro” (Il cammino religioso – Bendowa, Marietti art. 1). E’ gioia intima per il maestro che, prima di morire, constata di aver trasmesso ad altri tutto quanto aveva ricevuto con l’aggiunta del proprio tocco personale. Sì, all’ultima cena i discepoli non erano coscienti di quanto avevano ricevuto; anzi continuavano a sbandare nei loro attaccamenti, litigando per il primo posto. Ma la seminagione era avvenuta e quel seme, venuto il giorno giusto, germoglierà e porterà a sua volta frutto. Il maestro vero non si preoccupa di vedere coi suoi occhi il risultato del suo insegnamento nei suoi discepoli; anzi, evita ogni provocazione perché gli facciano vedere come sono diventati buoni. E’ consapevole che sarebbe solo posa e compiacimento. Il maestro vero si preoccupa di gettare il seme e parte lasciando il campo seminato, ma brullo. Il maestro vero confida nello Spirito che ha guidato lui stesso, trae dalla sua esperienza la fiducia che il seme gettato nel terreno crescerà quando sarà giunta la stagione. Che varrebbe una crescita prematura, che non corrisponde alla stagione, con il pericolo di essere bruciata via dalla prima brina? </p>

<p><span id="more-1475"></span></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Il vero maestro consacra se stesso alla verità, ed è lungo il cammino della sua consacrazione che trasmette al discepolo non solo il seme, ma anche il modo in cui il seme va curato e fatto crescere. Lo fa curandolo e facendolo crescere nella sua vita. La trasmissione della verità avviene cercandola, e non gridandola. L’uomo ha una dimensione pubblica e una privata: la ricerca della verità coinvolge tutta la sua persona dove le due dimensioni si radicano. Nella dimensione privata sperimenta ciò che testimonia nella dimensione pubblica e le provocazioni che gli provengono dalla dimensione pubblica le mette alla prova nella sua dimensione privata. Il maestro vero insegna in pubblico con il suo privato: “per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità”.</p>

<p style="margin-top: 1cm;" align="justify"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Incontri</strong></span></p>

<p><strong>Domenica 31 maggio</strong> NON ci sarà la celebrazione eucaristica domenicale a Milano P.zza Duomo 18. Il gruppo giapponese si reca in pellegrinaggio al Sacro Monte di Varese.</p>

<ul>
<li><strong>Sabato 16 maggio, ore 9.00 – 12.00: </strong>ritiro a Desio.<br />
<strong>Villa Vangelo e Zen Via Achille Grandi 41, Desio Tel 0362.300350/338.1011101</strong></li>
</ul>

<ul>
<li><strong>Lunedì 25 maggio</strong>, ore 19.00, breve ritiro presso Missionari Saveriani a <strong>Parma</strong></li>
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		<title>Lettera Vangelo e Zen</title>
		<link>http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/1470</link>
		<comments>http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/1470#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 May 2009 09:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incontri / Ritiri]]></category>

		<category><![CDATA[lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[lettera 

Vangelo e Zen

Vangelo secondo Giovanni  15,26 – 16,4 

17 maggio 2009

Due motivi causano la brevità di questa lettera: 1) le tante cose che in questa settimana hanno preteso la mia attenzione e dedizione, 2) e la mia reazione troppo poco reattiva a questa situazione. Quindi una breve “degustazione” del breve ma gustoso Vangelo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: x-large;">lettera</span></span><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;"> </span></span></p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><span style="font-family: Monotype Corsiva,cursive;"><span style="font-size: xx-large;">Vangelo e Zen</span></span></p>

<p align="center"><a target="_self" href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/?p=18">Vangelo secondo Giovanni</a>  15,26 – 16,4 </p>

<p style="margin-bottom: 0cm;" align="right"><em>17 maggio 2009</em></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span class="drop">D</span>ue motivi causano la brevità di questa lettera: 1) le tante cose che in questa settimana hanno preteso la mia attenzione e dedizione, 2) e la mia reazione troppo poco reattiva a questa situazione. Quindi una breve “degustazione” del breve ma gustoso Vangelo di questa domenica. Sempre all’ultima cena a poche ore dal suo arresto Gesù promette ai discepoli, paurosi e disorientati per ciò che stava per accadere, di inviare “il Consolatore”. E’ questo il bel nome che dà allo Spirito che si sprigiona da Dio e si riversa sugli uomini e sulla realtà, dopo che questi sono stati purificati dalle prove. Nel testo greco originale “il Consolatore” è detto “il Paraclito”: ossia quella presenza che ti accompagna aiutandoti a sciogliere le difficoltà e ti conforta nella fatica di vivere, al punto che religiosamente giungi ad amare di vivere la vita così com’è. Non ti conduce a vedere Dio che, come dice il Vangelo, nessuno ha mai visto perché non è un qualcosa da vedere (se lo vedessimo scadrebbe subito in un idolo), ma te lo fa sentire nell’intimo. E, quel sentire, ti consola ad abitare nel bel mezzo della realtà in cui abiti. Lo Spirito libera dalla tentazione di rimandare Dio altrove, qualcuno pensa nel dopo morte, qualcun altro in una illusoria perfezione. Lo Spirito “consola” ad abitare la realtà. Lo Spirito è l’energia che fonda l’espressione bella della vita: l’arte.</p>

<p><span id="more-1470"></span></p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-bottom: 0cm;" align="justify">Venerdì sera ho ascoltato la testimonianza di una “suora della strada” che con un altro centinaio di suore in Italia la notte passeggia sui marciapiedi incontrando le ragazze schiavizzate dalla violenza sessuale maschile. Ci ha raccontato alcuni episodi di ragazze liberate da quella schiavitù, ora spose e mamme, oppure “suore della strada” per soccorrere altre schiave. Ci ha detto che tutte quelle donne incinte che arrivano sui barconi sono così perché violentate durante il lungo viaggio di fuga, da parte dei bracconieri o altri uomini in fuga come loro. E un governo e un parlamento di uno stato che si presume civile, può impietosamente ributtare e ricacciare quella porzione di umanità abbruttita dalla violenza, alla bruttezza da cui hanno tentato di fuggire. Quanta bruttezza può costruire l’uomo! Siamo diventati una umanità senza la “consolazione” che scaturisce dalla nostra interiorità e bramiamo consolazioni frutto e causa di violenza e di sofferenza altrui. Siamo una umanità “senza pace”. Anche le religioni non portano “consolazione” ma spesso avvallano e fomentano la violenza di pensiero o di sistema. Il pensiero religioso è violento. Vi manca la compagnia del Paraclito.</p>

<p style="text-indent: 0.5cm; margin-top: 1cm;" align="justify">Suore della strada, grazie della vostra testimonianza così silenziosa, perché non avete bisogno di plausi esteriori come spesso è la nostra di preti (perché ci manca la consolazione interiore).</p>

<p style="margin-top: 1cm;" align="justify"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Incontri</strong></span></p>

<ul>
<li><strong>Sabato 16 maggio, ore 9.00 – 12.00: </strong>ritiro a Desio.<br />
<strong>Villa Vangelo e Zen Via Achille Grandi 41, Desio Tel 0362.300350/338.1011101</strong></li>
</ul>

<ul>
<li><strong>Lunedì 25 maggio</strong>, ore 19.00, breve ritiro presso Missionari Saveriani a <strong>Parma</strong></li>
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		<title>17 maggio 2009 - Gv, 15,18-16,15</title>
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		<comments>http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/237#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 May 2009 23:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierinux</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Vangelo della settimana]]></category>

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		<description><![CDATA[
Quando verrà il Consolatore


«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li><strong>Quando verrà il Consolatore</strong></li>
</ul>

<blockquote><p align="justify">«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro legge: Mi hanno odiato senza ragione.</p>
<p align="justify">Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spi­rito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.</p>
<p align="justify">Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l&#8217;ora in cui chiunque vi ucci­derà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato.</p>
<p align="justify">Non ve le ho dette dal principio, perché ero con voi. Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda.&#8217; Dove vai? Anzi, perché vi ho detto queste cose, la tri­stezza ha riempito il vostro cuore. Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.</p>
<p align="justify">Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete ca­paci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorifi­cherà, perché prenderà del mio e ve l&#8217;annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l&#8217;annunzierà».</p>
</blockquote>

<p><span id="more-237"></span></p>

<ul>
<li><strong>Il pensiero divino si fa carne: la nottata</strong></li>
</ul>

<p align="justify"><span class="drop">L&#8217;</span>uomo sempre si è chiesto perché Dio non si manifesti chiara­mente e lo abbandoni in questo modo, nei suoi dubbi. Quante per­sone sono in sincera ricerca del senso profondo della realtà; in altre parole, di quel quid ultimo che chiamiamo Dio! Eppure Dio conti­nua imperterrito a restare nascosto, quasi guardasse da una fessura, divertendosi di quell&#8217;agitarsi dell&#8217;uomo nel breve arco della sua vita. Il salmista ha detto: «<em>Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall&#8217;alto il Signore</em>» (Sal 2,4) Quante madri lo hanno invocato per il bene dei loro figli! Una donna madre di tre figli ancora piccoli lottava contro il tumore al seno, elevando suppliche ferventi per essere liberata da quel male e poter accudire alla crescita dei figli! Il marito e tanti amici pregarono con un cuor solo e un&#8217;anima sola; ma quella donna morì, lasciando al giovane marito un lattante e altri due bimbi. Dio, se c&#8217;è, perché non è intervenuto? Riferisco questo esempio perché l&#8217;ultimo di mia conoscenza; ma di quanti casi simili o ancor più drammatici è intessuta la storia umana e di tutte le creature!</p>

<div class="imageright"><div class="wpg2tag-image"><a href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/wpg2?g2_itemId=4395" title="Caiserra e Nerone"><img src="http://www.lastelladelmattino.org/gallery2/main.php?g2_view=core.DownloadItem&amp;g2_itemId=4397&amp;g2_serialNumber=4" width="113" height="150" id="IFid4" class="ImageFrame_None" alt="Caiserra e Nerone"/></a></div></div>

<p align="justify">«<em>Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato</em>» (Mc 15,34). Il dubbio sulla reale presenza di Dio crucciava anche Gesù nel suo spirito, quando stava appeso alla croce. I sommi sacerdoti del tempio lo insultavano: «<em>Ha salvato altri, non può salvare sè stesso! Il Cristo, il re d&#8217;Israele, scenda ora dalla croce, perché ve­diamo e crediamo</em>» (Mc 15,31-32). L&#8217;uomo vuoI vedere per credere. E quale altra via ha per credere, se non quella di vedere almeno un segno? «<em>Dona al tuo servo la tua forza, salva il figlio della tua an­cella. Dammi un segno di benevolenza</em>» (Sal 86,16-17): così pregava il salmista dell&#8217; Antico Testamento.Secondo la nostra mente dove c&#8217;è Dio ci dev&#8217;essere anche la sua gloria, che noi interpretiamo come trionfo o benessere. Invece, ec­coci davanti allo scandalo del Vangelo: il Pensiero di Dio si fa carne, è umiliato e soffre come ogni altro essere umano, giungendo a toc­care il fondo della condizione umana. «<em>Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro legge: Mi hanno odiato senza ragione</em>». Perché l&#8217;uomo deve odiare Dio? E perché Dio si lascia odiare? Op­pure, come direbbero tutti i disperati, perché lui stesso si fa odiare?</p>

<p align="justify">Ci saranno persecuzioni e lotte! Gesù lo afferma palesamente. Alla domanda <em>«Perché?</em>», risponde che ciò non è per una ragione. Piuttosto è così perché si devono adempiere le Scritture, alle quali anche Dio è tenuto a obbedire. Così il Padre non invierà le sue le­gioni per liberare il Figlio arrestato nell&#8217;orto degli Ulivi. A Pietro, che aveva sfoderato la spada per difendere il Maestro, «<em>disse: &#8220;Ri­metti la spada nel fodero perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. Pensi forse che io non possa pregare il Pa­dre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli? Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?&#8221;</em>» (Mt 26,52-54).</p>

<p align="justify">Certamente il Pensiero divino originario che custodisce i segreti della creazione, non è il trionfo di Dio. Se questa fosse stata la sua volontà, la creazione sarebbe un&#8217;altra: sarebbe limpida, senza con­torcimenti, dolce, accolta e portata avanti da tutti con facilità. Ma Dio non ama manifestarsi come sovente fa l&#8217;uomo, mettendosi in mostra. L&#8217;anima di Dio è intimamente pudica, umile, rispettosa; usando le espressioni tecniche della psicologia umana, si dovrebbe dire che Dio è timido. Nessuna preghiera, anche la più fervorosa, de­gli uomini lo può convincere a mostrarsi sul palcoscenico della storia come un Dio di cui si possa dire: Eccolo qua, eccolo là!</p>

<div class="imageleft"><div class="wpg2tag-image"><a href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/wpg2?g2_itemId=4467" title="Pian della Serra 7"><img src="http://www.lastelladelmattino.org/gallery2/main.php?g2_view=core.DownloadItem&amp;g2_itemId=4469&amp;g2_serialNumber=3" width="150" height="113" id="IFid5" class="ImageFrame_None" alt="Pian della Serra 7"/></a></div></div>

<p align="justify">«<em>Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, per­ché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò</em>». Qualsiasi guida religiosa avrebbe asserito che la sua presenza è ancora necessaria per disce­poli così gracili e instabili, quali erano i dodici compagni di Gesù: Giuda aveva già pattuito il tradimento; Pietro aveva appena litigato cogli altri affermando la sua superiorità; tutti gli altri avrebbero ab­bandonato il Maestro al momento del suo arresto. Può un maestro che sia serio asserire che è bene che lui se ne vada per fare spazio ai discepoli, se questi sono persone ancora così immature? Una do­manda simile senz&#8217;altro disturba la pace di molti genitori, quando un figlio fa loro capire che non ha più bisogno delle cure paterne e ma­terne. Ugualmente disturba la pace anche di noi sacerdoti, che, pur affermando che i laici sono attori di cammino di fede, troviamo sem­pre mille motivi preoccupanti per rimandare sine die il giorno del­l&#8217;autonomia laicale. Invece Gesù, nella calma più fiduciosa, afferma: «<em>È bene per voi che io me ne vada</em>».Il Pensiero divino è umile: si affida all&#8217;opera dello Spirito Santo. Ogni pensiero che non si affida allo Spirito, inacidisce e diventa vio­lento. Così i nostri progetti, così i nostri ruoli, così i nostri servizi reli­giosi: se non sanno ritirarsi e affidarsi a ciò che è più profondo e più grande! Inaridiscono e fanno del male.</p>

<p align="justify">Dobbiamo riconoscenza a Giovanni perché nel suo Vangelo ci presenta Gesù come la persona umana nella quale ha preso dimora il Pensiero divino; tuttavia non avverte minimamente la tentazione, di tipo devozionale che alletta tanti di noi, di mistificarne il volto. È la tentazione di svuotare la sua umanità dei limiti e condizionamenti umani in cui soltanto l&#8217;umanità esiste. Gesù è il primo testimone della sproporzione che costituisce ciò che ogni credente è: realtà li­mitata e idealità illimitata. L&#8217;uomo, se si attacca all&#8217;uno o all&#8217;altro aspetto, potrebbe ritenere la sua esistenza una disgrazia, un qualcosa di mostruoso. Invece, se affida il Pensiero allo Spirito, l&#8217;ideale alla paziente carità, allora gli opposti di limite e non limite diventano le sponde che proteggono la sua fede, speranza e carità. Gesù, annun­ciandoci il Vangelo, lascia intatto il mistero della realtà. Il mistero infatti è divino, ossia fa comunicare con Dio, rimanendo mistero; è umano, ossia conduce alla pienezza il vagare dell&#8217;uomo, rimanendo mistero. Così le radici degli alberi devono rimanere sepolte nell&#8217;o­scurità della terra e solo così sono le radici vive dell&#8217;albero. Gesùnon le tira fuori per dame una spiegazione razionale convincente: egli, il Pensiero divino, sa che le radici sono tali soltanto rimanendo invisibili. Così i segreti dell&#8217;amore: quando fossero messi in pubblico significherebbe che quell&#8217;amore è finito; o, meglio, che l&#8217;amore nella sua pienezza non c&#8217;è mai stato.</p>

<p align="justify">L&#8217;esistenza è una nottata! È confortata dalla luce di una lam­pada che illnmina; e illumina perché l&#8217;olio si consuma. Così il Cristo si ritira e muore e la lampada della fede, della speranza e della carità continua a brillare.<br />
<em>p.Luciano</em></p>

<p align="center"><img src="/cristiano/wp-content/themes/connections/img/divider.gif" /></p>

<ul>
<li><strong>La santissima unità</strong></li>
</ul>

<p align="justify"><span class="drop">N</span>el breve brano di Vangelo che oggi leggiamo, due annunci col­piscono per la loro inequivocabilità che contiene un&#8217;inesauribile ca­rica rivoluzionaria. Rivoluzione, non nel senso di violento rivolgi­mento dei valori, ma in quello di moto perpetuo.</p>

<div class="imageright"><div class="wpg2tag-image"><a href="http://www.lastelladelmattino.org/cristiano/index.php/wpg2?g2_itemId=479" title="DSC00944"><img src="http://www.lastelladelmattino.org/gallery2/main.php?g2_view=core.DownloadItem&amp;g2_itemId=481&amp;g2_serialNumber=13" width="113" height="150" id="IFid6" class="ImageFrame_None" alt="DSC00944"/></a></div></div>

<p>Il primo annuncio è che il Vangelo così come lo conosciamo, nella sua forma codificata di resoconto dell&#8217;insegnamento di Gesù, non contiene tutto quell&#8217;insegnamento, perché Gesù stesso non ha detto tutto quello che avrebbe potuto dire. La preoccupazione di af­fermare, in modo impossibile da fraintendere, che il messaggio di cui Gesù è portatore non è confinabile in una formulazione verbale è così forte in Giovanni, che egli ce la fa dire da Gesù stesso, in questo passaggio, e poi la riconferma a chiusura della sua narrazione:</p>

<blockquote><p align="justify">«Que­sto è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere» (Gv 21,24-25).</p>
</blockquote>

<p align="justify">Detto in altre parole, il messaggio è che la verità non si esauri­sce nelle pagine del Vangelo o nelle parole di Gesù, ma continua ol­tre. La verità non è un dato statico che può essere detto una volta per tutte; la verità non è un enunciato postulato in passato, per cui dobbiamo voltarci indietro per guardare ad esso; la verità non è la formulazione della verità. Questo è quanto ci dice Gesù.</p>

<p align="justify">Viene immediato, a questo punto, dare ascolto a un&#8217;altra voce, quella di Budda, che dice ai suoi discepoli: Non dovete fare di me un oggetto di fede, né di me né dei miei insegnamenti, ma credere nel sé che è in ognuno di voi. Ciò non significa, ovviamente, che non dob­biamo aver fiducia in Gesù e nel Vangelo, o in Budda e nel suo inse­gnamento: vuoI dire che non dobbiamo fare di essi degli oggetti di fede, come fossero elementi immobili posti fuori di noi; sono invece all&#8217;interno della nostra vita e si muovono con essa, altrimenti non sono niente. Ecco allora lo Spirito di verità che vi guiderà alla verità tutta in­tera. Gesù parla al futuro, facendoci intendere che non dobbiamo guardare al passato ma nella direzione della nostra vita, di fronte a noi. Lo Spirito di verità è una bellissima espressione, ma è non meno bello lasciare che suoni proprio come la troviamo in greco: il respiro della verità (to pneuma tes aletheias). Pneuma vuol dire soffio, vento, respiro, forza, ardore, coraggio, spirito.</p>

<p align="justify">Ogni tanto è bene, credo, spersonalizzare questo concetto di Spirito, che siamo troppo abituati a intendere come fosse una forma definita. Il vento della verità vi guiderà nella verità completa: questa lettura è del tutto attinente al testo originale. Adottandola, io com­prendo meglio le parole che seguono: infatti non parlerà da se stesso, ma dirà quelle cose che ode, e vi annunzierà ciò che va ad essere. Comprendo l&#8217;importanza fondamentale di affermare con forza che il soffio della verità che parla dentro di noi non è la nostra personale elaborazione della verità, ma il testimone interiore della verità, che ci guida a prendere dimora nella verità e ci indica la direzione da dare alla nostra vita. Infatti annunzierà le cose future: le cose future, in greco ta erkomena, sta a significare ciò che accade, ciò che viene, quindi ciò che ci sta di fronte, la direzione da prendere. Farsi indicare la direzione dal vento della verità vuoI dire prima di ogni altra cosa mettere in azione dentro di sé il vento della verità: lo Zen insegna che per fare questo è bene, innanzitutto, imparare a non dare retta a nessuna formulazione della verità come se fosse la verità in se stessa.</p>

<p align="justify">Il secondo annuncio di questo Vangelo è l&#8217;annuncio dell&#8217;unità. Credo si possa dire che oggi si celebra l&#8217;Unità, insieme alla Trinità: unità di Spirito, Figlio, Padre, e unità di avere ed essere. Lo spirito, il vento, è ciò che porta il vento: non c&#8217;è vento senza l&#8217;aria che il vento trasporta, non c&#8217;è vento senza la brezza che il vento suscita. Per le nostre orecchie, il rumore del vento è il vento. Gesù dice che lo spi­rito della verità prende del suo: come il vento che prende la musica e la trasporta diviene quella musica, così lo spirito che prende da Cri­sto trasporta Cristo divenendo Cristo. Non può esserci nessuna frat­tura, nessuna sovrapposizione. Gesù dice: «Tutto quello che il Padre possiede è mio»: afferma che l&#8217;identità di Padre e Figlio è data dall&#8217;avere. Tutto ciò che il Padre ha, lo ha il Figlio: ma nel Padre, il Creatore di tutto ciò che è, il cui nome è Sono colui che sono, avere è essere: non può avere qualcosa oltre se stesso. Il Figlio, che ha tutto ciò che ha il Padre, è tutto ciò che il Padre è. Lo Spirito, che prende tutto ciò che è dal Figlio, prende tutto dal Padre: è Figlio, è Padre. Ma l&#8217;unidimensionalità dell&#8217;essere è resa polidimensionale dall&#8217;a­vere: l&#8217;avere - quantità - arricchisce l&#8217;essere - qualità - senza aggiun­gere nulla: l&#8217;Unità e Trinità senza dividersi.</p>

<p><em>Jiso</em></p><div class="feedflare">
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