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	<description>La Kabbalah, la scienza e il senso della vita</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Oct 2026 09:20:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Qual è la cosa più importante nell’educazione?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/10/12/qual-e-la-cosa-piu-importante-nelleducazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 08:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno dei principi fondamentali dell’educazione è che una persona impara soltanto ciò verso cui il suo cuore è attratto. Questo non significa che l’educazione debba semplicemente seguire gli interessi già esistenti di un bambino. Significa, invece, che il ruolo dell’educazione è quello di sviluppare dentro una persona un apprezzamento per i valori che vogliamo che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-07.00.51.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-57554 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-07.00.51-300x210.jpeg" alt="" width="300" height="210" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-07.00.51-300x210.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-07.00.51-1024x718.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-07.00.51-768x538.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-07.00.51.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Uno dei principi fondamentali dell’educazione è che una persona impara soltanto ciò verso cui il suo cuore è attratto. Questo non significa che l’educazione debba semplicemente seguire gli interessi già esistenti di un bambino. Significa, invece, che il ruolo dell’educazione è quello di sviluppare dentro una persona un apprezzamento per i valori che vogliamo che acquisisca. Una volta che quei valori diventano importanti ai suoi occhi, sarà naturalmente attratta da essi e li perseguirà volontariamente. La chiave, quindi, non è l’individuo in sé, ma l’ambiente che modella i suoi desideri. Una persona attribuisce sempre valore a ciò che il suo ambiente considera importante e il suo cuore segue gli esempi e le priorità che la circondano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per questo motivo, la principale preoccupazione dell’educazione deve essere l’ambiente. Se la società ammira la competizione, la ricchezza o la fama, le persone saranno attratte da questi obiettivi. Se invece la società ammira la responsabilità reciproca, l’attenzione verso gli altri e il contributo al bene comune, le persone aspireranno naturalmente a questi valori. Gli esseri umani sono il prodotto del loro ambiente. Pertanto, l’educazione non comincia dal correggere l’individuo, ma dal costruire intorno a lui la giusta atmosfera sociale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Lo scopo dell’educazione è sviluppare un essere umano completo. Una persona di questo tipo comprende che il principio più importante nella vita è avere considerazione per gli altri. Che si diventi scienziati, medici, ingegneri, lavoratori o leader è secondario. Prima di tutto, ogni persona si considera partecipe e contribuente della società e si sente responsabile del benessere degli altri. Quando una persona sviluppa questo atteggiamento, acquisisce fiducia, sostegno e un senso di appartenenza, perché è in sintonia con i bisogni della società di cui fa parte.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Ecco perché l’esempio è più potente dell’insegnamento. I bambini non imparano da ciò che gli adulti dicono loro, ma da ciò che vedono fare agli adulti. Un bambino assorbe continuamente comportamenti, atteggiamenti e valori dall’ambiente che lo circonda. Se i genitori, gli insegnanti e la società predicano una cosa ma ne fanno un’altra, l’educazione fallisce. L’unico modo per educare un bambino è educare l’ambiente nel quale cresce. In questo senso, il successo delle generazioni future dipende interamente dalla qualità della società che costruiamo intorno a loro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’apprendimento di gruppo svolge un ruolo unico in questo processo. Un bambino non può realmente imparare valori come la connessione, la considerazione e l’amore per gli altri attraverso le sole lezioni. Queste qualità possono essere sviluppate soltanto nell’interazione con i coetanei. I bambini imparano con maggiore efficacia da coloro che sono simili a loro, dagli amici della stessa età o leggermente più grandi. Attraverso il gruppo sperimentano la cooperazione, il sostegno reciproco e la responsabilità condivisa. Non imparano semplicemente ascoltando dei principi, ma vivendoli. È per questo che i saggi hanno sottolineato che l’educazione si acquisisce all’interno di un gruppo. Il gruppo diventa il laboratorio nel quale una persona si trasforma da individuo preoccupato esclusivamente di sé stesso in qualcuno capace di sentire e prendersi cura degli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Man mano che questo processo si sviluppa, accade qualcosa di straordinario. Le differenze tra le persone non scompaiono. Al contrario, diventano una fonte di arricchimento. Ogni persona mette le proprie qualità uniche al servizio dell’insieme. Attraverso il sostegno reciproco e la connessione, il gruppo sviluppa un sentimento e una comprensione comuni che sono più grandi della semplice somma dei suoi singoli membri. Ogni persona si arricchisce grazie ai punti di vista, ai talenti e alle esperienze degli altri. È così che le persone imparano a elevarsi al di sopra del proprio ristretto interesse personale e a percepire la realtà in modo più obiettivo e completo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo ultimo dell’educazione non è semplicemente preparare una persona a una professione o aiutarla a guadagnarsi da vivere. Il suo scopo è insegnarle come connettersi agli altri in un modo che permetta di rivelare le leggi più profonde e superiori della natura. Attraverso relazioni armoniose basate sulla cura e sulla responsabilità reciproche, una persona comincia a percepire il sistema interconnesso nel quale esiste tutta l’umanità. Scopre che la vita è governata da una forza di connessione, amore e dazione, e che la vera realizzazione deriva dall’allinearsi con questa forza. Questa comprensione dona alla persona fiducia, uno scopo e una direzione chiara nella vita. Le permette di vedere al di là dell’incertezza e della confusione che caratterizzano l’esistenza moderna e di partecipare consapevolmente allo sviluppo armonioso dell’umanità.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “New Life 192 – I fondamenti dell’educazione nella cultura ebraica, parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Perché l’educazione è importante per gli ebrei?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/10/11/perche-leducazione-e-importante-per-gli-ebrei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 08:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[ebrei]]></category>
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					<description><![CDATA[Perché l’educazione ha occupato un posto così centrale nella cultura ebraica? Che cosa manca all’educazione di oggi rispetto alla sua forma ebraica originaria? Innanzitutto, è importante essere precisi. Non è che l’educazione fosse importante per noi in quanto nazione: è stata l’educazione a trasformarci in una nazione. Che cosa significa? Circa 3.800 anni fa, nell’antica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-54281 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Perché l’educazione ha occupato un posto così centrale nella cultura ebraica? Che cosa manca all’educazione di oggi rispetto alla sua forma ebraica originaria?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Innanzitutto, è importante essere precisi. Non è che l’educazione fosse importante per noi in quanto nazione: è stata l’educazione a trasformarci in una nazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Che cosa significa? Circa 3.800 anni fa, nell’antica Babilonia, l’umanità si trovò in una sorta di guerra mondiale, come viene descritto nella storia della Torre di Babele. Le persone smisero di comprendersi e iniziarono a combattersi tra loro, finché “metà del mondo cadde sotto la spada” (Pirkei de Rabbi Eliezer, capitolo 24).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Un uomo saggio decise di indagare sul perché di ciò che stava accadendo e su come fosse possibile risolverlo.  Era Abramo il Babilonese. Egli scoprì che in tutta la natura opera un’unica forza e che la traiettoria generale dell’evoluzione della natura, nei livelli inanimato, vegetativo, animale e umano, tende verso l’unità di tutto e di tutti. Di conseguenza, egli insegnò la gentilezza e l’amore per gli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">“Facciamo l’uomo” è il modo in cui questo processo educativo viene descritto nel linguaggio della Bibbia. Il suo scopo è elevare la persona al di sopra della propria natura egoistica e renderla simile alla forza generale che opera nella creazione. La qualità di questa forza è amore e dazione, questa era la direzione verso la quale Abramo guidava chiunque fosse disposto ad ascoltarlo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">“Centinaia e migliaia” si radunarono attorno alla sua idea spirituale, come scrive Maimonide nella <em>Mishneh Torah</em>, e da loro emerse la nazione. Non si trattava di una nazione naturale, come le nazioni del mondo, ma di un raggruppamento artificiale fondato attorno a un’educazione capace di creare un legame unico tra le persone, rendendole unite “come un solo uomo con un solo cuore”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Senza questa base educativa, il popolo d’Israele non esisterebbe in alcun senso qualitativo. Per questo, nel corso della storia, l’educazione ha ricevuto tra noi un’importanza enorme.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Non c’era bambino che non imparasse a leggere e a scrivere. Tutti dedicavano la propria vita allo studio delle fonti che spiegavano quale fosse il corretto rapporto con il livello inanimato, vegetativo, animale, con gli altri esseri umani e con la società nel suo insieme.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La visione del mondo fondata da Abramo fu in seguito sviluppata nella Torah di Mosè, e i leader della nazione erano educatori per la loro stessa essenza. I nostri testi educativi furono trasmessi di generazione in generazione per migliaia di anni. Solo negli ultimi secoli abbiamo cominciato a essere influenzati dai sistemi educativi delle altre nazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A differenza di altre forme di educazione, che vengono naturalmente accettate come una forma di conoscenza utile per la vita, l’originaria educazione ebraico-israeliana si oppone alla natura egoistica sia dell’individuo sia della società.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Interiorizzarla richiede uno sforzo continuo, dal momento della nascita fino all’ultimo giorno della vita. Inoltre, è innaturale vivere secondo principi come: “Non fare al tuo prossimo ciò che tu stesso odi” oppure “Ama il tuo prossimo come te stesso”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">È innaturale essere “tutto Israele è amico”, essere “responsabili gli uni degli altri” o pensare agli altri come pensiamo a noi stessi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’egoismo umano si oppone costantemente a queste tendenze attraverso desideri e pensieri rivolti al proprio beneficio a spese degli altri e questa stessa natura egoistica diventa continuamente più forte. Perciò dobbiamo educarci continuamente in accordo con questa crescita, rinnovandoci e avanzando.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Dopo la distruzione del Tempio, avvenuta a causa dell’odio infondato, entrammo in un lungo esilio tra le nazioni del mondo. Ovunque vivessimo, ci impegnavamo a preservare almeno una parte di questo percorso educativo. Senza di esso, saremmo semplicemente scomparsi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’educazione ci ha sostenuti, rafforzati, organizzati e ha reso possibile appartenere alla stessa nazione anche senza uno Stato, un territorio comune o qualsiasi organizzazione formale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I genitori venivano giudicati in base allo sforzo che dedicavano all’educazione ed era loro richiesto di essere essi stessi degli educatori. Il successo educativo di una famiglia determinava la sua posizione nella società.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Oggi, poiché il mondo è diventato interconnesso e interdipendente come un piccolo villaggio, ci troviamo in una situazione instabile simile a quella dell’antica Babilonia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">O scoppierà una guerra mondiale, oppure la precederemo con una rivoluzione educativa e culturale capace di portare connessione e riconciliazione tra le persone.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Inoltre, poiché la nostra nazione è stata fondata un tempo proprio su questi principi, abbiamo la possibilità di costruire sulla base educativa di Abramo anche nell’attuale clima globale e moderno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">È vero che per generazioni siamo rimasti disconnessi da questa base e, pertanto, Israele non rappresenta un esempio di vita fondata sull’amore. È doloroso vedere le divisioni crescenti e l’odio sempre più intenso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, abbiamo la capacità di riconnetterci alla saggezza originaria di Israele e portare luce nell’oscurità, dando insieme vita a un nuovo essere umano e a una nuova umanità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Mettiamo da parte le discussioni tra ebrei religiosi e laici e ritorniamo alle nostre radici originarie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La parola “ebreo” (<em>Yehudi</em>) deriva da <em>yichud</em>, che significa unità, e in particolare unità al di sopra delle differenze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Inoltre, “Israele” è un’espressione che indica una direzione e deriva da due parole, “<em>Yashar El</em>” (“diretto verso Dio”), ovvero, in altre parole, direttamente verso la forza dell’amore e dell’elargizione che si trova alla base della creazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’essere umano completo dedica ogni momento della propria esistenza a esaminare come possa realizzarsi attraverso l’amore per gli altri: verso il livello inanimato, vegetativo, animale, verso i propri simili, verso l’umanità nel suo insieme e verso la forza generale della natura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’amore per tutti, o amore universale, è lo scopo dell’educazione originaria della nazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il punto più importante di tutti è che l’educazione viene trasmessa attraverso l’esempio; in altre parole, l’educazione consiste nella creazione di un’atmosfera.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Dal momento in cui nasce, un bambino dovrebbe sentire che l’aria intorno a lui è permeata da un desiderio e da un’intenzione orientati ad amare gli altri. Dovrebbe percepire che tutte le persone intorno a lui agiscono preoccupandosi degli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Attraverso ogni sguardo e ogni movimento, impara e assorbe lo spirito e l’intenzione che lo circondano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Sebbene la forza egoistica cresca naturalmente dentro di lui, l’ambiente educativo e culturale gli mostrerà come utilizzarla a beneficio della società.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">È così che, insieme, eleveremo noi stessi al livello della forza superiore presente nella natura, che è una forza d’amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La parola ebraica “<em>Adam</em>” (essere umano), che deriva dall’espressione “Sarò simile all’Altissimo” (<em>Adameh La’Elyon</em>), indica precisamente questa aspirazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Auguro a tutti noi successo in questo percorso.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “New Life 191 – I fondamenti dell’educazione nella cultura ebraica, parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Le forze naturali possono influenzare il nostro destino finale, o siamo gli unici responsabili del nostro futuro?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/10/09/le-forze-naturali-possono-influenzare-il-nostro-destino-finale-o-siamo-gli-unici-responsabili-del-nostro-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 08:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Egoismo]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro interiore]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Correzione]]></category>
		<category><![CDATA[Destino]]></category>
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					<description><![CDATA[La natura ha un piano per noi e, se sì, come possiamo scoprire dove ci sta conducendo? La risposta è che la natura guida ciascuno di noi verso la consapevolezza che abbiamo la capacità di influenzare e plasmare il nostro futuro. Il futuro non è già stabilito. Non è qualcosa che semplicemente ci accade. Dipende [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-16.42.26.jpeg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-57548 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-16.42.26-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-16.42.26-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-16.42.26-1024x713.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-16.42.26-768x535.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-05-at-16.42.26.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La natura ha un piano per noi e, se sì, come possiamo scoprire dove ci sta conducendo? La risposta è che la natura guida ciascuno di noi verso la consapevolezza che abbiamo la capacità di influenzare e plasmare il nostro futuro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il futuro non è già stabilito. Non è qualcosa che semplicemente ci accade. Dipende dalla nostra partecipazione a esso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La maggior parte delle persone non crede di possedere alcun potere particolare per influenzare il proprio destino. Presume che la vita si svolga secondo circostanze al di fuori del proprio controllo. Eppure, la natura ha dato a ciascuno di noi un’opportunità unica: la capacità di partecipare consapevolmente alla nostra stesso evoluzione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per farlo, dobbiamo innanzitutto sviluppare il desiderio di comprendere in che modo le nostre azioni, i nostri pensieri e le nostre intenzioni influenzino il futuro. La natura non ci consegna un quadro già completo. Ci fornisce invece leggi, principi e condizioni, proprio come un insieme di elementi per costruire qualcosa. Attraverso queste leggi, siamo chiamati a costruire da noi stessi il nostro futuro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La legge fondamentale della natura è in realtà piuttosto semplice. È la legge della corrispondenza con la natura stessa. La natura opera secondo principi di amore, elargizione, connessione e reciproca complementarità. Tutto ciò che esiste nel sistema naturale tende verso una maggiore integrazione e armonia. Lo stato ultimo della creazione è quello in cui tutte le sue parti sono connesse in un insieme perfetto ed equilibrato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Pertanto, anche la direzione dello sviluppo umano è chiara. Dobbiamo aspirare a una maggiore connessione, a una comprensione reciproca più profonda e a una maggiore partecipazione al sistema comune dell’umanità. Non esiste obiettivo più elevato che allinearci con questa legge fondamentale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo non significa lottare contro il mondo o cercare di costringere gli altri a cambiare. La vera lotta è interiore. Dobbiamo agire contro la nostra stessa natura egoistica, che continuamente ci separa dagli altri e pone i nostri interessi personali al di sopra del bene dell’insieme. Questo «luogo» interiore è il vero campo di battaglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per questo motivo, non ha senso dare la colpa alle circostanze esterne o alle altre persone. Il lavoro inizia e finisce dentro di noi. Cambiando il nostro atteggiamento, le nostre intenzioni e il nostro modo di rapportarci agli altri, ci allineiamo maggiormente con la legge della natura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Se ciascuno di noi indirizzasse i propri sforzi verso la correzione di se stesso anziché verso la correzione degli altri, l’umanità potrebbe trasformare completamente il proprio futuro. Il futuro non è predeterminato in modo rigido. Nella misura in cui desideriamo cambiare noi stessi e allinearci con il principio di amore e connessione della natura, acquisiamo la capacità di plasmare il mondo nel quale vivremo.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su &#8220;News with Dr. Michael Laitman&#8221; di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 23 aprile 2026.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come può l’odio trasformarsi in amore?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/10/08/come-puo-lodio-trasformarsi-in-amore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 08:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Creatore]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Correzione]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
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					<description><![CDATA[Passare dall’odio all’amore può sembrare impossibile. Come può una persona che oggi prova chiaramente odio arrivare improvvisamente ad amare domani? Sembra irrealistico, persino fantastico. Eppure, una simile trasformazione è del tutto possibile, perché già viviamo in condizioni che rivelano la completa inadeguatezza della nostra natura attuale. Guardiamo a dove è arrivata l’umanità. Nonostante tutti i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-15.12.44.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57541 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-15.12.44-300x208.jpeg" alt="" width="300" height="208" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-15.12.44-300x208.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-15.12.44-1024x710.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-15.12.44-768x533.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-15.12.44.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Passare dall’odio all’amore può sembrare impossibile. Come può una persona che oggi prova chiaramente odio arrivare improvvisamente ad amare domani? Sembra irrealistico, persino fantastico. Eppure, una simile trasformazione è del tutto possibile, perché già viviamo in condizioni che rivelano la completa inadeguatezza della nostra natura attuale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Guardiamo a dove è arrivata l’umanità. Nonostante tutti i nostri sforzi, i risultati raggiunti, le tecnologie e le conquiste, ci ritroviamo sempre più vuoti e insoddisfatti. Sembra che tutto ci scivoli tra le dita. Inseguiamo il successo, la ricchezza, il potere e il riconoscimento, eppure nulla di tutto questo ci porta un appagamento duraturo. Continuiamo ad avanzare sul piano esteriore, mentre interiormente rimaniamo smarriti. Per molti aspetti, siamo come cuccioli ciechi che procedono a tentoni nella vita, senza capire dove stiamo andando né perché. È una condizione tragica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Proprio perché siamo giunti a uno stato così estremo, siamo diventati capaci di cambiare. Quando riconosciamo pienamente i limiti della nostra natura egoistica, nella quale desideriamo godere esclusivamente per il nostro beneficio, a spese degli altri e della natura, e comprendiamo che essa non può condurci alla felicità, diventiamo pronti per un modo diverso di essere. Una simile consapevolezza apre la porta alla trasformazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, non possiamo realizzare questo cambiamento attraverso i nostri stessi sforzi egoistici. Abbiamo bisogno di chiedere alla forza della natura stessa di trasformarci. A questo scopo, dobbiamo sviluppare il desiderio di una nuova natura, di un nuovo atteggiamento verso la vita e verso gli altri. Quando una simile richiesta diventa autentica, attiriamo su di noi una forza capace di trasformare i nostri sentimenti, le nostre qualità e le nostre percezioni in modi che non avremmo mai potuto immaginare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La ragione per cui questo è possibile è che la forza fondamentale che opera nella natura è l’amore. Il Creatore è amore. Pertanto, quando ci allineiamo con questa forza e chiediamo di assomigliarle, iniziamo a vivere una trasformazione interiore. L’odio lascia gradualmente spazio alla connessione, il rifiuto alla vicinanza e la separazione all’unità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questa è la fase successiva dello sviluppo umano. Quanto più profonda diventa la nostra delusione nei confronti dell’egoismo, tanto più ci avviciniamo alla scoperta della forza dell’amore che esiste nella natura e all’apprendimento di come vivere secondo essa.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato sul programma &#8220;News with Dr. Michael Laitman&#8221; di KabTV, condotto dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 28 aprile 2026.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Che cosa simboleggia la storia del Giardino dell’Eden?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/10/07/che-cosa-simboleggia-la-storia-del-giardino-delleden/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 08:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Giardino dell'Eden]]></category>
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					<description><![CDATA[La maggior parte di noi ha incontrato per la prima volta la storia della Genesi all’asilo e l’ha poi risentita a scuola. Alcuni la considerano una sorta di leggenda, mentre altri credono che sia accaduta esattamente come viene descritta. In ogni caso, sotto la superficie si cela una spiegazione delle forze di cui siamo costituiti. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-06-at-07.46.07.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57509 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-06-at-07.46.07-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-06-at-07.46.07-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-06-at-07.46.07-1024x713.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-06-at-07.46.07-768x535.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-06-at-07.46.07.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La maggior parte di noi ha incontrato per la prima volta la storia della Genesi all’asilo e l’ha poi risentita a scuola. Alcuni la considerano una sorta di leggenda, mentre altri credono che sia accaduta esattamente come viene descritta. In ogni caso, sotto la superficie si cela una spiegazione delle forze di cui siamo costituiti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Alla base della natura esiste un’unica forza: il desiderio di dare, di elargire bontà. Questa forza genera e pone di fronte a sé una seconda forza: il desiderio di ricevere. Lo sviluppo ha inizio dall’interazione tra queste due forze. Possiamo chiamarle «cielo e terra», «luce e oscurità», oppure semplicemente più e meno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Le particelle elementari all’interno dell’atomo, le molecole e tutto ciò che esiste, vive e si sviluppa sono costruiti sulla contrapposizione tra queste due forze e sulla connessione che si forma al di sopra della loro opposizione. Le forze positiva e negativa si combinano dando origine a forme sempre più complesse. Emergono i livelli inanimato, vegetale e animale della natura. Il sistema si sviluppa attraverso la reciproca complementarità, funzionando come un unico meccanismo, le cui parti dipendono le une dalle altre e sono armoniosamente connesse.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Si potrebbe definire questo stato «il Giardino dell’Eden», ma è ancora incompleto. Che cosa manca in questo quadro apparentemente completo? Manca il fatto che una simile connessione dovrebbe nascere attraverso la consapevolezza di sé, l’esame, la comprensione e il libero arbitrio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In senso generale, la direzione dello sviluppo consiste nel creare un essere indipendente e completo. L’armonia esisteva già, ma l’indipendenza no, a nessun livello dell’esistenza. Pertanto, l’essere umano, la «corona della creazione», viene separato dal sistema nel quale era stato originariamente formato. Nel linguaggio biblico, viene espulso dal Giardino dell’Eden.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questa separazione gli offre l’opportunità di esaminare, sentire, investigare e comprendere di essere opposto all’armonia che esiste nell’intero sistema. Il sistema stesso gli serve da esempio. Attraverso i suoi sforzi per agire correttamente, riceve dalla natura le forze che gli permettono di scoprire lo scopo dell’esistenza e di realizzarlo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nella storia della Creazione, l’umanità viene creata per ultima. Questo insegna che, come tutti gli esseri creati che l’hanno preceduta, anche gli esseri umani sono costruiti a partire dalle stesse due forze opposte, che si sono sviluppate gradualmente attraverso ciò che viene simbolicamente descritto come il primo, il secondo, il terzo, il quarto, il quinto e il sesto giorno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nel processo evolutivo, esseri umani e scimmie hanno condiviso un antenato comune. Forse esistevano molti tipi di antiche creature simili alle scimmie e agli esseri umani, ma un particolare tipo iniziò a svilupparsi in modo unico. In esso emerse un desiderio sempre più intenso di ricevere, acquisire, consumare, dominare, controllare, diventare padrone del mondo e sentirsi superiore a tutti gli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo desiderio egoistico iniziò a trasformare quella creatura vivente in ciò che chiamiamo essere umano, cioè una creatura dotata sia di istinto sia di intelletto, capace di creare strumenti speciali, formare società di cacciatori-raccoglitori, sviluppare l’agricoltura, addomesticare gli animali per il proprio utilizzo e così via. Da tutto ciò è scaturito l’intero percorso della civiltà umana: il linguaggio, l’arte, la cultura, l’educazione, la scienza e la tecnologia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Eppure sorse un problema.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La forza della ricezione, che continua a crescere negli esseri umani, è entrata in squilibrio con la forza della dazione. Di conseguenza, l’umanità vive in uno stato di disarmonia: non solo con la natura nel suo insieme, non solo con gli altri esseri umani, ma persino con se stessa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Gli esseri umani sono diventati creature squilibrate, prive di completezza. La forza egoistica, cioè il desiderio di godere per il proprio beneficio a spese degli altri, continua a intensificarsi dentro di noi, spingendoci a una lotta costante con tutti coloro che ci circondano. Anno dopo anno cresce il timore che, alla fine, potremmo distruggere noi stessi e il mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il versetto biblico afferma:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">«E Dio creò l’uomo a sua immagine.»</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Che cosa significa? Come abbiamo detto, la forza predominante della natura è una forza di amore e di elargizione. Gli esseri umani sono costruiti come la sua ombra, cioè in una forma opposta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Quando raggiungiamo uno stadio di sviluppo in cui ci rendiamo conto che tutti i nostri sforzi per raggiungere la felicità non riescono a portarci una soddisfazione duratura, che ogni vetta che conquistiamo alla fine ci annoia, iniziamo a comprendere che c’è qualcosa che non funziona nel nostro sistema operativo. Ci rendiamo conto che non saremo mai in grado di colmare il nostro vuoto interiore se continuiamo a cercare di ricevere il massimo da tutti coloro che ci circondano, sfruttando ogni cosa a nostro vantaggio, direttamente o indirettamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il fatto che tutti agiscano in questo modo, consapevolmente o inconsapevolmente, impedisce a chiunque di raggiungere una vera pace, gioia, tranquillità o appagamento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questa consapevolezza conduce alla comprensione che il senso di completezza dipende dal raggiungimento di un equilibrio con il nostro ambiente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A quel punto, dentro di noi si sviluppa il desiderio di raggiungere una forza equilibratrice: la forza del dare. La ricerca di questa forza conduce infine alla scoperta della forza positiva che si trova alla base della creazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il metodo pratico per portare questa forza nelle nostre vite è qualcosa che deve essere studiato ulteriormente. Attraverso di esso, l’umanità può assumere la forma di una famiglia sana.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In una famiglia che funziona bene, tutti sono uguali. Nessuno viene considerato superiore o inferiore. Ognuno dipende dall&#8217;altro, si assume la responsabilità reciproca e si sente e funziona come un unico organo in un solo corpo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Proseguendo in questo viaggio, scopriamo che l’equilibrio tra le persone non è la fine del percorso, ma soltanto l’inizio. Nella misura in cui ci connettiamo gli uni agli altri attraverso l’amore, insieme faremo irruzione in un nuovo livello dell’esistenza, un livello che trascende i limiti del tempo, dello spazio e del movimento. Questo sarà un ritorno al Giardino dell’Eden, ma questa volta arricchito dall’indipendenza, dalla comprensione e dal libero arbitrio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">È così che si realizzerà lo scopo della creazione e raggiungeremo l’obiettivo ultimo per il quale ogni cosa è stata creata fin dall’inizio: appagamento, delizia e piacere senza fine.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Auguro che il nostro viaggio abbia successo.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 190 – Ritorno al Giardino dell&#8217;Eden” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli allievi del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Qual è il significato del Cantico dei Cantici di Re Salomone?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/10/06/qual-e-il-significato-del-cantico-dei-cantici-di-re-salomone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 08:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Studio della saggezza della Kabbalah]]></category>
		<category><![CDATA[Cantico dei Cantici]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Cantico dei Cantici è il più grande canto d’amore di tutti i tempi. Oltre a essere profondamente toccante, è anche ricco di significati nascosti. In un’epoca in cui persino i film raramente rappresentano il vero amore, scopriamo uno degli strati del mistero celato nel Cantico dei Cantici. I canti sono solitamente scritti per qualcuno. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-04-at-07.14.40.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57506 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-04-at-07.14.40-300x210.jpeg" alt="" width="300" height="210" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-04-at-07.14.40-300x210.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-04-at-07.14.40-1024x718.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-04-at-07.14.40-768x538.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-04-at-07.14.40.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il Cantico dei Cantici è il più grande canto d’amore di tutti i tempi. Oltre a essere profondamente toccante, è anche ricco di significati nascosti. In un’epoca in cui persino i film raramente rappresentano il vero amore, scopriamo uno degli strati del mistero celato nel Cantico dei Cantici.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I canti sono solitamente scritti per qualcuno. Dunque, per chi è stato scritto il Cantico dei Cantici?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Secondo la saggezza della Kabbalah, il Cantico dei Cantici è stato scritto per una persona che già sente che la vita stessa è amore. Che tutta la natura è amore. Che la forza generale che governa il mondo è caratterizzata dall’amore. E anche che, ovunque non percepiamo amore, ciò rappresenta in realtà un invito a completare ciò che manca attraverso il nostro stesso amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Che cos’è l’amore? Quando amiamo qualcuno perché ci fa del bene, non amiamo veramente quella persona, bensì il piacere che essa ci procura. Naturalmente, ci avviciniamo a ciò che ci porta beneficio e ci allontaniamo da ciò che ci danneggia. Agiamo secondo i nostri istinti, impulsi e desideri. Pertanto, il nostro amore per qualsiasi cosa al di fuori di noi stessi è essenzialmente amore per noi stessi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il vero amore significa elevarsi al di sopra dei nostri desideri, sentire gli altri, partecipare alla loro esperienza, percepire ciò che desiderano e cercare di soddisfare ciò che manca loro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In definitiva, questo è il modo in cui dovremmo rapportarci a tutti e a tutto, cioè ai livelli inanimato, vegetativo e animale della natura, così come a tutti gli esseri umani. In questo modo ci allineiamo con un mondo che è interamente amore. Dobbiamo vedere noi stessi come persone che amano tutti, cioè condividendo i desideri di ciascuno, le sofferenze di ciascuno e percependo ciò di cui ogni persona ha bisogno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Quando ci rapportiamo al mondo in questo modo, iniziamo a scoprire che esiste davvero una forza superiore d’amore che opera in ogni cosa. Il Cantico dei Cantici inizia proprio da questa prospettiva elevata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Attraverso la sua esplorazione e comprensione della realtà nel suo insieme, Re Salomone, il più saggio di tutti gli uomini, compose il Cantico dei Cantici. Non è una storia romantica tra due amanti, ma lo sviluppo di una relazione d’amore tra una persona e l’intera realtà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-weight: 400;">«Il Cantico dei Cantici, che è di Salomone. Mi baci con i baci della sua bocca.»</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Queste sono le sue parole iniziali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nello stato qui descritto, siamo uniti nell’amore a tutta la realtà a un livello molto elevato, nel quale desideriamo «baciare», cioè dare, elargire e colmare ogni cosa di bontà. Da lì, iniziamo a esaminare come approfondire ed espandere questi legami d’amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’amore descritto nel Cantico dei Cantici è come indossare un nuovo paio di occhiali. Invece di guardare la realtà attraverso la lente di «Come posso consumare tutto?», ora guardo la realtà attraverso la domanda: «Come posso completare tutto? Come posso portare tutti a uno stato in cui provino piacere attraverso di me, in cui io aggiunga bontà alle loro vite?»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo significa amare. In uno stato simile, davanti a noi si aprono infinite opportunità di fare del bene, in ogni momento della nostra vita.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><strong><span style="font-size: 12pt;">La mano sinistra e la mano destra</span></strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nel Cantico dei Cantici viene detto due volte:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-weight: 400;">«La sua mano sinistra è sotto il mio capo e la sua destra mi abbraccia.»</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La sinistra e la destra simboleggiano due forze dentro di noi: una forza negativa e una forza positiva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Naturalmente, attraverso la forza negativa percepiamo ciò che ci manca, ciò che manca agli altri e come potremmo utilizzare questa conoscenza a nostro vantaggio. Ma se il nostro desiderio è amare veramente, allora dobbiamo usare questa stessa forza sinistra, che ci permette di sentire gli altri, in modo opposto, con l’intenzione di abbracciarli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Un abbraccio richiede due braccia. Con la forza sinistra individuiamo ciò che manca a un’altra persona. Con la forza destra la abbracciamo, cioè utilizziamo la consapevolezza dei suoi bisogni non per sfruttarla a nostro vantaggio, ma per scoprire come possiamo farle del bene. Senza la forza sinistra, che è l’ego ed è anche chiamata «inclinazione al male», non percepiremmo affatto gli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Gli animali non possiedono né un’inclinazione al male né una consapevolezza degli altri in questo senso. Quando hanno bisogno di cibo, per esempio, sorge un impulso istintivo e lo soddisfano. Gli esseri umani, invece, possiedono un ego strutturato in modo univoco. Esso ci spinge continuamente a elevarci al di sopra degli altri, a essere più intelligenti, più affermati, più forti e più attraenti. Non importa come: l’importante è essere «di più».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’ego ci spinge a trarre soddisfazione dal fatto di essere al di sopra degli altri. Per esempio, se investo nel mercato azionario e gli altri guadagnano 10.000 dollari mentre io ne guadagno 20.000, mi sento soddisfatto. Ma se mi dicessero che, invece di guadagnare 20.000 dollari, potrei guadagnarne 40.000, a condizione però che gli altri ne guadagnassero 100.000, probabilmente mi sentirei male.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Senza l’ego, l’amore non può essere raggiunto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per questo Re Salomone disse:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">«L’amore copre tutte le trasgressioni» (Proverbi 10:12).</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La perfezione della nostra relazione con gli altri, cioè l’equilibrio tra le forze sinistra e destra insieme, è ciò che viene chiamato «amore». L’espressione dell’amore consiste nel rapportarci a noi stessi come a uno strumento per soddisfare gli altri. Quando questo diventa la nostra fonte di piacere, viviamo nella sensazione stessa dell’amore.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"><b>La bellezza della realtà</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il Cantico dei Cantici proclama:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">«Tu sei bellissima, amore mio; i tuoi occhi sono come colombe.»</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">E:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">«Tu sei tutta bella, amore mio; in te non vi è alcun difetto.»</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Tutte queste descrizioni dettagliate della bellezza testimoniano un amore immenso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nella vita quotidiana, una madre che ama il proprio bambino vede quel figlio come il più bello del mondo. Chiunque amiamo ci appare bello. La nostra attenzione nei suoi confronti, il desiderio di soddisfare i suoi bisogni e l’impegno che dedichiamo al suo benessere lo rendono bello ai nostri occhi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A un livello più profondo, quando il Cantico dei Cantici descrive l’amata come bella, insegna che la creazione stessa è perfetta e non contiene alcun difetto. L’unica cosa che richiede una correzione è il nostro atteggiamento nei confronti del mondo. La donna, l’amata, simboleggia tutta la creazione, mentre l’uomo simboleggia il Creatore. Quando sviluppiamo l’atteggiamento «Ama il tuo prossimo come te stesso», anche noi scopriremo che la realtà è bella e che ogni suo dettaglio è perfetto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"><b>L’amore che non dipende da nulla</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il Cantico dei Cantici è stato scritto dal livello dell’amore incondizionato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nei canti comuni, quando qualcuno dice «Ti amo», il significato nascosto è spesso: «Voglio usarti a mio vantaggio». Posso offrirti attenzione, affetto e persino regali per attirarti verso di me e aumentare il mio piacere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nel Cantico dei Cantici è il contrario. Cerco il tuo bene. Il mio amore e il mio dare non dipendono dal ricevere qualcosa in cambio. In uno stato simile, è come se io stesso non esistessi più. Vivo dentro la persona che amo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">«La mia colomba, la mia perfetta, è unica.»</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Chi è questa «unica»? Tutta la creazione è un unico sistema completo, costruito sulla crescente integrazione delle forze positive e negative. La bellezza è perfezione, e la perfezione viene percepita quando vediamo come il bene e il male si completino a vicenda, come nessuno dei due possa esistere senza l’altro. Quando ciò che appare come male diventa il fondamento sul quale si rivela il bene, emerge una sensazione di completezza e di gioia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt;"><b>Malato d’amore</b></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Dopo aver costruito dentro di noi un atteggiamento d’amore verso tutto e tutti coloro che ci circondano, scopriamo la forza superiore presente nella natura, una forza che è interamente amore. È come se ricevessimo da essa onde di calore, onde belle e benevole che ci circondano, ci abbracciano e ci sostengono continuamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">«Sono malata d’amore.»</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’amore ci pervade completamente, al punto che non sentiamo più noi stessi. Sentiamo soltanto l’amore che ci riempie. Usciamo da noi stessi, ci eleviamo al di sopra della nostra natura, come se non esistessimo più, e rimane soltanto questa sensazione di amore universale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo è il nostro punto di unione con il Creatore, il punto di adesione, la suprema unione spirituale tra noi e la forza universale dell’amore che riempie tutta la creazione. È così che raggiungiamo il culmine del nostro sviluppo e realizziamo il pieno potenziale che risiede dentro di noi.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 189 – Cantico dei Cantici” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto/curato dagli allievi del Kabbalista Dr. Michael Laitman</p>
<p style="text-align: justify;">ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Qual è il messaggio principale del Libro di Giobbe?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/10/05/qual-e-il-messaggio-principale-del-libro-di-giobbe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Egoismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Sofferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Giobbe]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://laitman.it/?p=57500</guid>

					<description><![CDATA[La storia di Giobbe, la figura biblica che subì un colpo dopo l&#8217;altro, solleva interrogativi profondi. Perché ci capitano le difficoltà? È tutto casuale? Quali sono le reazioni più utili? Il Libro di Giobbe affronta il tema del bene e del male e di come possiamo prendere in mano le redini della nostra vita. Innanzitutto, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-03-at-07.15.59.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57501 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-03-at-07.15.59-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-03-at-07.15.59-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-03-at-07.15.59-1024x712.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-03-at-07.15.59-768x534.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-03-at-07.15.59.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La storia di Giobbe, la figura biblica che subì un colpo dopo l&#8217;altro, solleva interrogativi profondi. Perché ci capitano le difficoltà? È tutto casuale? Quali sono le reazioni più utili? Il Libro di Giobbe affronta il tema del bene e del male e di come possiamo prendere in mano le redini della nostra vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Innanzitutto, è importante sottolineare che in natura il caso non esiste. Esiste una forza generale che opera e sviluppa la vita. Vi sono forze e leggi particolari che si combinano in modi diversi e che, insieme, producono un processo evolutivo. Se qualcosa accade in qualsiasi punto del vasto sistema della natura, a livello macro o micro, nella società o nella vita individuale, certamente non è casuale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A differenza dei livelli inanimato, vegetativo e animale della natura, che operano interamente secondo la forza che governa la natura e pertanto non commettono errori, gli esseri umani sembrano avere la libertà di fare ciò che desiderano. È questa l&#8217;apertura attraverso la quale entra nel nostro mondo tutto il disordine, sia a livello globale sia nelle relazioni umane.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La natura, nel suo insieme, è unita. Solo l&#8217;umanità si discosta da questa unità e diventa quindi fonte del male. L&#8217;odio e la divisione tra le persone, la tendenza a costruire il proprio successo sulla rovina degli altri e i giochi egoistici che minacciano di distruggere il mondo creano tutti uno squilibrio tra noi e tra l&#8217;umanità e il resto della natura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nel mondo naturale osserviamo una costante tendenza verso l&#8217;equilibrio. La vediamo nell&#8217;equilibrio tra caldo e freddo, nella regolazione delle pressioni all&#8217;interno del corpo umano e in innumerevoli altri esempi. Vediamo anche che la vita si sviluppa attraverso l&#8217;integrazione degli opposti, attraverso la complementarità di forze contrastanti. La traiettoria complessiva dell&#8217;evoluzione crea un sistema integrale e, di conseguenza, il nostro mondo diventa sempre più interconnesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Eppure le nostre relazioni reciproche, dai pensieri e dalle intenzioni fino alle azioni e ai comportamenti, si muovono nella direzione opposta. Il crescente divario tra il nostro egoismo sempre più intenso e la crescente interconnessione del sistema che ci circonda ci porta a sperimentare la sofferenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Invece di svilupparci verso una maggiore connessione e responsabilità reciproca, invece di diventare la parte più avanzata del sistema, cioè quella che comprende e percepisce ciò che sta accadendo e organizza consapevolmente tutte le parti della creazione in armonia, agiamo piuttosto secondo impulsi egoistici distruttivi e creiamo collisioni potenti. La deviazione dalla direzione armoniosa dello sviluppo si accumula finché il sistema compie una correzione di rotta. Questa correzione si manifesta sotto forma di disastri naturali, guerre, epidemie e difficoltà personali. Se non impariamo da queste esperienze e continuiamo a commettere gli stessi errori, lo squilibrio si accumulerà nuovamente, fino a manifestarsi attraverso ulteriori disastri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Ogni difficoltà, indipendentemente dal livello al quale si manifesta o da chi ne viene colpito, indica una mancanza di allineamento con la direzione evolutiva generale che conduce alla connessione integrale tra tutte le persone, all&#8217;equilibrio e all&#8217;armonia, come avviene nel funzionamento di un corpo umano sano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Finché la nostra risposta sarà: «È il destino: non possiamo farci nulla», è probabile che arriveranno altri colpi. Alla fine dovremo modificare il nostro atteggiamento verso la vita, affinché si allinei con la direzione verso la quale ci spingono le forze evolutive.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Anche dire: «Tutto è nelle mani del Cielo» non è sufficiente, perché elimina la responsabilità dell&#8217;individuo. Rabbi Menachem Mendel di Kotzk disse: «L&#8217;uomo è stato creato per innalzare i cieli.» Il significato è che siamo destinati a svilupparci fino a raggiungere il livello della forza superiore, a diventare simili a essa e ad adottare le sue qualità di amore e di dazione. Questo richiede di trasformare la nostra natura egoistica originaria in una nuova natura, quella dell&#8217;amore e della dazione. «Ama il tuo prossimo come te stesso» è la formula per una connessione completa ed è ciò che porterà equilibrio al sistema.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">«L&#8217;inclinazione del cuore dell&#8217;uomo è malvagia fin dalla giovinezza» esprime il fatto che nasciamo egoisti, cioè con desideri orientati a godere esclusivamente a proprio vantaggio. Abbiamo dentro di noi la potenzialità di provare una particolare soddisfazione nel calpestare gli altri, umiliarli o danneggiarli, così da sentirci meglio con noi stessi e più soddisfatti della nostra posizione. Gli animali non sperimentano questo tipo di rapporto reciproco. L&#8217;egoismo è una qualità propria degli esseri umani. Tuttavia, dobbiamo iniziare a progredire verso la realizzazione del principio: «Non fare al tuo prossimo ciò che detesti.»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In termini pratici, finché non sentiamo di essere responsabili della correzione del mondo, cioè di portare il mondo a uno stato di connessione ottimale, armoniosa e pacifica, non stiamo realizzando ciò che il sistema definisce come funzionamento corretto. Naturalmente, questo è un processo di sviluppo graduale e, al suo culmine, tutti gli esseri umani saranno connessi «come un solo uomo con un solo cuore». L&#8217;umanità sarà connessa integralmente non solo al proprio interno, ma anche con i livelli inanimato, vegetativo e animale della natura. Tutta la natura funzionerà come un unico insieme, nella perfezione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nella nostra condizione attuale, è impossibile osservare la vita personale di qualcuno e determinare in che modo una particolare azione da lui compiuta abbia provocato una specifica difficoltà, perché non vediamo la rete complessiva delle connessioni né il sistema nel suo insieme. Ciò che possiamo sapere con certezza è che dovremmo concentrarci sulla correzione delle relazioni umane all&#8217;interno della società.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Che cosa significa? Nella misura in cui ci avviciniamo a relazioni caratterizzate da considerazione e cura, connessione e complementarità, responsabilità reciproca, amore e dazione, la causa alla radice di ogni sofferenza scomparirà dalle nostre vite e entreremo in una realtà colma di bontà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Auguro a tutti noi grande successo in questo percorso.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 188 – Giobbe, La Storia della Sofferenza Umana” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Che cosa insegna il libro biblico dell&#8217;Ecclesiaste sul denaro?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/10/04/che-cosa-insegna-il-libro-biblico-dellecclesiaste-sul-denaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 08:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Denaro]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Studio della saggezza della Kabbalah]]></category>
		<category><![CDATA[denaro]]></category>
		<category><![CDATA[Ecclesiaste]]></category>
		<category><![CDATA[Kohelet]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[Una delle scoperte più sorprendenti dell&#8217;Ecclesiaste è che la felicità di una persona non si trova nella ricchezza o nei beni materiali. Più cerchiamo di accumulare per noi stessi, cioè di colmarci di piaceri, più crescono i nostri desideri e, in seguito, proviamo un senso di vuoto ancora maggiore. A questo proposito, Kohelet affermò: «Chi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-02-at-06.52.21.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57498 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-02-at-06.52.21-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-02-at-06.52.21-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-02-at-06.52.21-1024x713.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-02-at-06.52.21-768x535.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-02-at-06.52.21.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Una delle scoperte più sorprendenti dell&#8217;Ecclesiaste è che la felicità di una persona non si trova nella ricchezza o nei beni materiali. Più cerchiamo di accumulare per noi stessi, cioè di colmarci di piaceri, più crescono i nostri desideri e, in seguito, proviamo un senso di vuoto ancora maggiore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A questo proposito, Kohelet affermò: «Chi ama il denaro non ha mai abbastanza denaro.» I saggi svilupparono ulteriormente questa idea, dicendo:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">«Poiché tutti i loro beni e le loro proprietà sono esclusivamente per se stessi, e chi possiede cento ne vuole duecento, ne consegue che una persona non muore con metà dei propri desideri soddisfatti.»</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">— Il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), <em>Lo studio delle dieci Sefirot</em>, Parte 1, «<a href="https://www.kabbalah.info/en/part-1-inner-observation-tes/">Osservazione interiore</a>».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In altre parole, non solo non riusciamo a rimanere felici a lungo grazie a ciò che acquistiamo, ma raddoppiamo effettivamente il nostro senso di mancanza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Allo stesso modo, possiamo osservare che negli ultimi decenni l&#8217;umanità ha cercato intensamente la felicità. Prima di allora, fino alla metà del secolo scorso, l&#8217;umanità era principalmente preoccupata della sopravvivenza. Le persone si concentravano sull&#8217;avere una casa, guadagnarsi da vivere, mantenersi in buona salute e prendersi cura delle proprie famiglie. Queste cose portavano loro felicità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Oggi, a differenza del passato, il mondo occidentale è immerso nell&#8217;abbondanza materiale, soprattutto per quanto riguarda i beni di consumo. La maggior parte di noi è impegnata a inseguire i piaceri della vita più che a garantire la propria sopravvivenza. L&#8217;intero mondo è aperto davanti a noi, con stimoli e opportunità senza fine. Eppure trovare entusiasmo e novità diventa sempre più difficile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Più conoscenza, più dolore</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L&#8217;Ecclesiaste affronta anche il tema della saggezza e della conoscenza. Kohelet credeva che acquisendo saggezza e conoscenza avrebbe raggiunto la felicità che desiderava. Si dedicò allo studio, solo per scoprire: «Con molta saggezza viene molto dolore, e aumentando la conoscenza aumenta il dolore.» Conclude poi che «non vi è ricordo duraturo del saggio più di quanto ve ne sia dello stolto», nel senso che alla fine entrambi concludono la propria vita allo stesso modo, senza che la saggezza offra loro alcun vantaggio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In definitiva, ciò che tutti desideriamo è essere felici e godere della vita. Cerchiamo di raggiungere questo obiettivo attraverso i beni materiali, le esperienze, i figli di successo, le relazioni, i traguardi e molto altro. Anche la saggezza e la conoscenza servono come mezzi per ottenere piacere e felicità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Oggi la società umana sviluppata ha raggiunto livelli senza precedenti nella conoscenza, nella scienza, nella tecnologia, nell&#8217;economia e nella medicina. Eppure non abbiamo ancora trovato la strada per la felicità. Come l&#8217;Ecclesiaste, scopriamo che una conoscenza vastissima non permette a una persona di sentirsi più felice o più appagata degli altri. Al contrario.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo solleva una domanda: possiamo trovare la felicità attraverso il nostro lavoro?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa guadagna una persona da tutto il suo lavoro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L&#8217;Ecclesiaste parla anche di lavoro, attività, azioni e creazione. Per semplicità, useremo il termine «lavoro».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Lavoriamo per guadagnarci da vivere, ma non sempre ci piace il nostro lavoro, né esso soddisfa sempre le nostre necessità. Oggi, oltre a essere una fonte di reddito, il lavoro è legato anche allo sviluppo della carriera. La ricerca del successo in termini di posizione sociale, denaro e prestigio, tutto ciò che associamo alla felicità, ci spinge a cercare sempre maggiore soddisfazione attraverso la nostra carriera.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Sotto la pressione sociale, molti sentono che, se non hanno successo, sono in qualche modo persone prive di valore. La pressione a raggiungere determinati risultati può danneggiare la nostra salute fisica e mentale, così come le nostre relazioni con gli altri. È così che la vera felicità diminuisce progressivamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A questo proposito, l&#8217;Ecclesiaste conclude:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-weight: 400;">«Che cosa ricava una persona da tutta la sua fatica e dall&#8217;affanno del suo cuore con cui si affatica sotto il sole? Tutti i suoi giorni sono pieni di dolore e il suo lavoro è sofferenza; persino di notte la sua mente non trova riposo.»</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La felicità non si ottiene attraverso il denaro, la conoscenza o il successo professionale. Come possiamo allora conservarla e godere veramente della vita? La risposta sta nella comprensione della natura del nostro desiderio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il meccanismo del piacere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Dentro ognuno di noi esiste un desiderio innato, l&#8217;aspirazione a godere della vita. Tutti vogliamo stare bene ed essere felici. Ogni azione che compiamo nasce da questo desiderio fondamentale. Nella saggezza della Kabbalah, questo viene chiamato «il desiderio di ricevere piacere e delizia».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Desiderare il piacere significa voler essere colmati da un senso di vita e vitalità. Possediamo molti desideri diversi e, quando li soddisfiamo, proviamo piacere. I desideri più basilari sono quelli relativi al cibo, al sesso, alla famiglia e a bisogni simili. Al di là di questi desideri orientati alla sopravvivenza, che anche gli animali possiedono, la natura sviluppa negli esseri umani desideri più elevati. Cerchiamo il piacere attraverso il denaro, l&#8217;onore, il potere e l&#8217;acquisizione di conoscenza e saggezza. Si tratta di desideri sociali e umani che crescono man mano che ci confrontiamo con gli altri. Ogni persona possiede questi desideri in proporzioni diverse.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Esaminiamo come funziona il nostro desiderio. Supponiamo che io desideri moltissimo trasferirmi in un nuovo appartamento e che alla fine ci riesca. Per un mese, due mesi o forse persino un anno ne sono felice. Ma con il passare del tempo, quel piacere svanisce e alla fine mi ritrovo nuovamente con una sensazione di vuoto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Lo stesso accade quando ho molta sete. Il primo sorso mi procura un piacere immenso, ma a ogni sorso successivo il piacere diminuisce. Alla fine non riesco più a bere, almeno finché il desiderio non si rinnova.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Lo stesso principio vale per tutto ciò che diventa abituale. Il motivo è che il nostro piacere non risiede nell&#8217;oggetto in sé, ma nell&#8217;ingresso ripetuto del piacere nel nostro desiderio. Una volta ottenuto ciò che volevamo, il forte desiderio che provavamo comincia a indebolirsi e, di conseguenza, anche la nostra sensazione di piacere svanisce.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Spesso sentiamo dire dalle persone: «Volevamo una vita migliore, studiare qualcosa di interessante, costruire una carriera, avere successo negli affari… Volevamo sposarci e l&#8217;abbiamo fatto. Abbiamo tutto e ogni giorno ci svegliamo accanto alla persona che conosciamo così bene…»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Una volta realizzate le loro aspirazioni, subentra la routine. Cominciano a cercare qualcosa di nuovo. Questo può assumere la forma di vacanze, cambiamenti di casa o ampliamento della famiglia. Le persone fanno fatica a mantenere la sensazione che qualcosa di nuovo stia entrando nella loro vita e le stia rivitalizzando.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L&#8217;esperienza della vita ci porta infine a comprendere che, per quanto ci sforziamo di essere felici, non ci riusciamo veramente. Viviamo tutti secondo uno schema familiare: andiamo al lavoro, risparmiamo denaro per le vacanze, la casa e l&#8217;istruzione, compriamo cose per sentirci bene e cerchiamo di proteggere noi stessi e i nostri figli dai pericoli. Finché alla fine ci stanchiamo, invecchiamo o cominciamo a sentire che l&#8217;intera corsa è futile, e ci chiediamo: «Qual è lo scopo di tutta questa vita?»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Si scopre che la vita umana ha davvero uno scopo. Tutto ciò che attraversiamo sviluppa infine dentro di noi domande esistenziali come: Qual è il significato della nostra vita? Perché viviamo?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Sono le stesse profonde domande che si pose l&#8217;Ecclesiaste.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il re Davide, nel Libro dei Salmi, consigliò: «Gustate e vedete quanto è buono il Signore.» Ciò significa che la vera felicità e il vero sapore della vita si trovano nell&#8217;acquisire la qualità dell&#8217;amore e della dazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Infatti, l&#8217;Ecclesiaste, figlio del re Davide, conclude la sua ricerca dopo aver sperimentato tutte le prove della vita: «La conclusione di tutto il discorso, dopo aver ascoltato ogni cosa: temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto dell&#8217;umanità.»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I Kabbalisti spiegano che parlare di Dio o parlare della natura equivale alla stessa cosa e che i comandamenti sono sinonimo di leggi (per un&#8217;ulteriore discussione, si veda <a href="https://kabbalahmedia.info/it/sources/28Cmp7gl">La Pace</a>, del Kabbalista Yehuda Ashlag [Baal HaSulam]).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Al termine della sua ricerca, l&#8217;Ecclesiaste scoprì che il senso di pienezza nella vita deriva dal vivere secondo le leggi della natura. La legge generale della natura è l&#8217;aspirazione all&#8217;equilibrio tra tutte le sue parti, un&#8217;aspirazione all&#8217;unità universale. A livello umano, la Torah definisce questo principio attraverso la grande regola: «Ama il tuo prossimo come te stesso.»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Se realizziamo pienamente questo principio, creando relazioni di amore e di dazione al di sopra di tutte le differenze che esistono tra noi, diventiamo simili alla forza dell&#8217;amore e della dazione che sta alla base della natura e, insieme, raggiungiamo la felicità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Fin dall&#8217;inizio, il cuore umano è egoista. La natura umana consiste nel voler avere tutto per sé e nel pensare innanzitutto al proprio beneficio, consciamente o inconsciamente. Kohelet nacque con la stessa natura. Inizialmente voleva tutto per sé, ma scoprì che la felicità non si trova nella soddisfazione di un singolo desiderio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">«Nulla di nuovo sotto il sole», dichiarò l&#8217;Ecclesiaste, intendendo che ogni tentativo di godere della vita in modo egoistico conduce infine al vuoto e alla necessità di cercare qualcosa di nuovo. Giunse a comprendere che la felicità può essere raggiunta soltanto quando troviamo il corretto atteggiamento di amore e di dazione verso gli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo si riferisce alla connessione perfetta tra le persone, nata dal desiderio di assomigliare alla forza superiore, la cui natura è amore e dazione. Ogni persona si prende cura degli altri così come si prende cura di se stessa e della propria famiglia, mentre tutti gli altri si prendono cura di lei a loro volta. Ogni persona soddisfa i desideri degli altri e gli altri soddisfano i suoi. Solo attraverso questa reciprocità le persone possono donarsi a vicenda l&#8217;autentica felicità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Che ci sia concesso il merito di raggiungerla.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 187 – Ecclesiaste” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Sodoma e Gomorra sono un esempio valido anche per i giorni nostri?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/10/02/sodoma-e-gomorra-sono-un-esempio-valido-anche-per-i-giorni-nostri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 08:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connessione]]></category>
		<category><![CDATA[Egoismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Studio della saggezza della Kabbalah]]></category>
		<category><![CDATA[connessione]]></category>
		<category><![CDATA[Sodoma e Gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[Unità]]></category>
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					<description><![CDATA[Qual era il peccato principale di Sodoma e Gomorra? In che modo è collegato alla condizione della società odierna? Che cosa deve cambiare se vogliamo evitare di attirare su noi stessi la distruzione? Si dice che il motto di Sodoma fosse: «Ciò che è mio è mio, e ciò che è tuo è tuo.» Io [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-01-at-07.01.10.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57494 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-01-at-07.01.10-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-01-at-07.01.10-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-01-at-07.01.10-1024x715.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-01-at-07.01.10-768x536.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-01-at-07.01.10.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Qual era il peccato principale di Sodoma e Gomorra? In che modo è collegato alla condizione della società odierna? Che cosa deve cambiare se vogliamo evitare di attirare su noi stessi la distruzione?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Si dice che il motto di Sodoma fosse: «Ciò che è mio è mio, e ciò che è tuo è tuo.» Io sono qui, tu sei là, non avvicinarti a me. Punto. Questo atteggiamento si manifestava nel fatto che a Sodoma era proibito aiutare un&#8217;altra persona, sostenere qualcuno o portare beneficio alla società.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il Midrash racconta:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-weight: 400;">«Accadde che due giovani donne andarono a prendere dell&#8217;acqua. Una disse all&#8217;altra: “Perché hai un aspetto così malato?”. L&#8217;altra rispose: “Il mio cibo è finito e sono vicina alla morte”. Che cosa fece allora? Riempì di farina la brocca d&#8217;acqua della sua amica e la scambiò con la propria. Quando gli abitanti scoprirono ciò che aveva fatto, la catturarono e la bruciarono.» (Genesi Rabbah 49:6)</span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In termini semplici, una delle ragazze spiegò che non aveva più nulla da mangiare. La sua amica riempì di nascosto la sua brocca d&#8217;acqua con della farina e scambiò le brocche, affinché nessuno sapesse che la stava aiutando. Ma il segreto venne scoperto e la ragazza che aveva offerto il suo aiuto fu giustiziata. Questo era il clima che regnava a Sodoma ed è per questo che essa simboleggia il luogo più terribile che si possa immaginare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Non c&#8217;è nulla di peggiore della recisione dei legami umani. La disconnessione è uno stato di morte. Questa idea è suggerita anche dalla storia della moglie di Lot, che fu trasformata in una statua di sale. A Sodoma, la vita stessa era impossibile perché le persone erano disconnesse le une dalle altre.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Possiamo percepire qualcosa di simile in ogni relazione. Se le persone litigano e si urlano contro, esiste ancora la possibilità che in seguito si riconcilino e facciano pace. La relazione potrebbe persino diventare più profonda proprio grazie al superamento dell&#8217;attrito. Ma se il contatto viene interrotto completamente, non c&#8217;è alcuna speranza di sviluppo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Da una prospettiva più ampia, l&#8217;indifferenza è il male più grande perché va contro la direzione generale dello sviluppo della realtà. Che cosa significa? La natura è interconnessa in tutte le sue parti. È un sistema globale e integrale. L&#8217;intera natura evolve gradualmente verso uno stato di equilibrio e complementarità reciproca. È così che si forma la rete della vita. È così che funziona anche il nostro corpo, attraverso la cooperazione tra le sue diverse parti. I livelli inanimato, vegetativo e animale della natura sono sincronizzati e collegati in un unico meccanismo dalla forza della natura che li fa funzionare istintivamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Solo gli esseri umani si sono sviluppati fino al livello della consapevolezza e della possibilità di scegliere liberamente. La natura, per così dire, ci ha lasciato una sfera di azione indipendente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Al culmine del nostro sviluppo, arriveremo a riconoscere che siamo tutti parti di un unico insieme e ci relazioneremo gli uni agli altri con considerazione e amore. Insieme saliremo a un nuovo livello di esistenza, spirituale, eterno e perfetto, al di là delle limitazioni del tempo, dello spazio e del movimento. Ma prima di raggiungere questo stato, c&#8217;è molto da esaminare e molto lavoro da compiere. Dobbiamo imparare che cosa è veramente bene e che cosa è veramente male, che cosa è menzogna e che cosa è autentica verità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Tornando a Sodoma, il Talmud racconta del famoso «letto di Sodoma», un unico letto sul quale tutti i visitatori erano costretti a sdraiarsi. Se un ospite era più lungo del letto, gli venivano tagliate le parti che sporgevano; se era più corto, veniva stirato per adattarlo alla misura del letto (Sanhedrin 109b). Qui vediamo il principio sodomita del conformismo imposto, della creazione dell&#8217;uniformità attraverso la forza. Tutti dovevano avere le stesse inclinazioni, le stesse opinioni e gli stessi comportamenti, né più né meno. Perché? Affinché non potesse emergere alcuna possibilità di completamento reciproco tra individui diversi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo distrugge l&#8217;unicità che la natura ha donato a ogni persona, un&#8217;unicità che permette il reciproco arricchimento tra tutti gli esseri umani. Se io possiedo qualcosa che tu non possiedi, e tu possiedi qualcosa che io non possiedo, allora, entrando in connessione l&#8217;uno con l&#8217;altro, possiamo entrambi beneficiare delle qualità che ciascuno di noi ha ricevuto. Come lo scambio di sostanze all&#8217;interno di un organismo vivente, possiamo dare gli uni agli altri e ricevere gli uni dagli altri, creando tra noi un flusso di vita e vitalità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Ma Sodoma santificava la separazione e la divisione. In un certo senso, c&#8217;è persino una sorta di logica in questo. Se io sono naturalmente egoista e tu sei naturalmente egoista, allora forse è meglio mantenere le distanze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, Abramo, l&#8217;uomo della benevolenza, aveva una visione del mondo fondamentalmente diversa. Dopo aver scoperto che un&#8217;unica forza opera in tutta la natura e aver compreso che anche tra gli esseri umani deve emergere un&#8217;unità complementare, scoprì un metodo per correggere l&#8217;egoismo ristretto, chiamato «inclinazione al male». Oggi questo metodo viene studiato come la saggezza della Kabbalah.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Abramo esaminò la possibilità di salvare Sodoma, ma non riuscì a trovare nemmeno dieci persone, che rappresentavano il numero minimo necessario per il lavoro di gruppo finalizzato a raggiungere una connessione integrale, in accordo con la direzione generale dell&#8217;evoluzione della creazione. Per questo motivo, Sodoma non aveva alcuna base per continuare a esistere e fu distrutta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Da allora sono passate migliaia di generazioni e l&#8217;umanità ha costruito una vasta civiltà. Oggi il mondo sta diventando rapidamente sempre più interconnesso e interdipendente, mettendoci tutti sulla stessa barca. Chiunque cerchi di separarsi dagli altri scopre che è impossibile, perché tutti influenzano tutti gli altri. Che ci piaccia o no, questo è un dato di fatto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Allo stesso tempo, l&#8217;ego ha raggiunto un livello senza precedenti e le relazioni tra le persone diventano sempre più tese. È una situazione estremamente pericolosa per tutti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Quando riconosceremo di essere arrivati a un vicolo cieco, e che la natura egoistica degli esseri umani deve essere corretta, allora scopriremo il bisogno della saggezza della connessione di Abramo.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 185 – Sodoma e Gomorra” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Che cosa rappresentano Noè e l’Arca?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/10/01/che-cosa-rappresentano-noe-e-larca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 08:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Egoismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Torah]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Noè]]></category>
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					<description><![CDATA[Il racconto biblico afferma che il Diluvio arrivò perché «la malvagità dell’uomo era grande sulla terra e ogni inclinazione dei pensieri del suo cuore era soltanto male per tutto il giorno». Dice inoltre che «ogni carne aveva corrotto la propria condotta sulla terra» e che «la terra era piena di violenza» (Genesi 6). Le fonti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-31-at-12.26.48.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57490 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-31-at-12.26.48-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-31-at-12.26.48-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-31-at-12.26.48-1024x713.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-31-at-12.26.48-768x535.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-31-at-12.26.48.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il racconto biblico afferma che il Diluvio arrivò perché «la malvagità dell’uomo era grande sulla terra e ogni inclinazione dei pensieri del suo cuore era soltanto male per tutto il giorno». Dice inoltre che «ogni carne aveva corrotto la propria condotta sulla terra» e che «la terra era piena di violenza» (Genesi 6). Le fonti spiegano che Dio è la forza generale della natura, un’unica forza che governa l’intero sistema delle forze naturali. Questo sistema gestisce tutta la realtà, sia la parte che attualmente percepiamo attraverso i nostri cinque sensi, sia la dimensione superiore che rimane nascosta a causa della nostra mancanza di strumenti percettivi adeguati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Milioni di anni fa, secondo gli scienziati, scendemmo dagli alberi e cominciammo a diventare esseri umani. La forza interiore che guidò questo processo fu la crescita del desiderio egoistico. È l’ego che ha fatto uscire l’umanità dal regno animale e, da allora, ha continuato a intensificarsi. Esso ha risvegliato pensieri dannosi verso gli altri, ovvero pensieri su come sfruttare ogni cosa e ogni persona a proprio vantaggio, senza preoccuparsi delle conseguenze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Quando questi pensieri egoistici raggiunsero un certo livello, il delicato equilibrio tra l’umanità e il resto della natura fu compromesso. Il sistema della natura, che è intrinsecamente integrale, dovette ristabilire il proprio equilibrio. Fu allora che arrivò il Diluvio. Dopo il Diluvio emerse un mondo nuovo, cioè si instaurò una nuova relazione tra l’umanità e la natura, meno diretta e meno potente di quella precedente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per approfondire, i livelli inanimato, vegetativo e animale della natura sono connessi alla natura come se esistessero all’interno di un grembo. Ogni azione che compiono segue i comandi della natura e ogni risposta che manifestano è esattamente ciò che la natura richiede. Essi sono parte della natura stessa, parte della forza superiore, perché sono governati dagli istinti e non possiedono libertà di scelta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Man mano che la forza egoistica si sviluppava negli esseri umani, l’umanità diventava sempre più distaccata dalla natura, sempre più opposta a essa, violando le leggi dell’equilibrio sistemico. I pensieri e i desideri umani cominciarono a divergere dall’intenzione generale della natura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A quel punto, all’umanità fu richiesto di completare un processo di correzione, elevandosi consapevolmente al di sopra dell’ego che si risvegliava nel cuore e nella mente, per rimanere connessa alla natura nel suo insieme. Le persone dovevano esaminare ogni pensiero e ogni desiderio che emergeva dentro di loro, determinando se ciò che intendevano fare fosse veramente necessario per la sopravvivenza e se avrebbe arrecato danno a qualcuno o a qualcosa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Se ciò fosse accaduto, l’umanità sarebbe entrata negli strati più profondi della natura, iniziando a comprendere il suo sistema operativo interiore, il suo programma di sviluppo, la direzione dell’evoluzione e le connessioni tra tutte le parti della realtà. Ma l’umanità fallì ripetutamente. Le persone sfruttarono tutto ciò che le circondava nel modo più rozzo possibile, fino a provocare su se stesse un duro colpo. La natura non tollera lo squilibrio e il sistema corresse la deviazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il Diluvio simboleggia una riduzione della sensibilità sistemica della natura nei confronti delle azioni umane. È come se la natura avesse detto: «Fate ciò che volete. La vostra importanza è stata ridotta di cento volte e, di conseguenza, la vostra influenza sul sistema complessivo è ora minore. Alla fine, ogni azione verrà presa in considerazione, ma per il momento fate ciò che volete nel mondo».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il mondo si oscurò. L’umanità perse l’opportunità che le era stata data di conoscere la natura nella sua piena profondità, di acquisire un intelletto e una percezione simili a quelli della natura stessa e di partecipare consapevolmente al governo della realtà. Invece, rimase racchiusa in uno stretto guscio egoistico. Le persone attraversano di corsa i settant’anni della vita, si stancano, appassiscono e muoiono senza aver realmente conseguito nulla di sostanziale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo solleva una domanda urgente: ciò che accadde era inevitabile, oppure l’umanità avrebbe potuto svilupparsi senza peccato, senza un diluvio, lungo un percorso agevole e positivo? A quanto pare, no. Forse l’umanità doveva percorrere questa lunga strada perché, senza una completa separazione dalla natura, l’indipendenza raggiunta in seguito non avrebbe mai potuto essere completa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In ogni caso, oggi il cerchio si sta chiudendo. Migliaia di anni di sviluppo egoistico ci hanno portato a un vicolo cieco, alla consapevolezza che non abbiamo futuro se non compiamo un cambiamento fondamentale nella nostra percezione. Il mondo è diventato strettamente interconnesso e interdipendente e ci troviamo tutti sulla stessa barca. Senza equilibrio e completamento reciproco, affonderemo tutti insieme.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">È così che la natura ci costringe a riconoscere le leggi integrali che governano il sistema e a costruire consapevolmente questi principi nelle relazioni tra gli individui e la società.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Lo squilibrio provocato dall’intensificazione dell’egoismo si manifesta nel modo più grave nelle relazioni umane. Pertanto, è proprio qui che deve concentrarsi il processo di correzione. Esiste un metodo completo per trasformare la forza dell’ego, affinché essa serva gli altri anziché danneggiarli. Quando impareremo a utilizzare questo metodo, diventeremo «come un solo uomo con un solo cuore». L’ego continuerà a crescere, ma sapremo come lavorare con esso come con una forza che ci aiuta ad avanzare, come una leva per accrescere la connessione positiva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Una simile connessione integrale tra noi creerà un sensore comune capace di percepire la dimensione interiore della natura, il pensiero e il sentimento che esistono al livello superiore della realtà, chiamato «conseguimento della divinità».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In uno stato simile, ulteriori colpi da parte della natura non saranno più necessari e persino i danni che abbiamo causato fino a oggi cominceranno a guarire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il principio fondamentale di questa storia è che la condizione del mondo è un riflesso della condizione delle relazioni umane. Se impariamo a connetterci nell’amore al di sopra dell’ego che ci separa e ci divide, vedremo tutta la natura rivolgere il proprio volto verso di noi con benevolenza.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 184 – Il Diluvio come atto di equilibrio della natura” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Il segreto di Gerusalemme</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/30/il-segreto-di-gerusalemme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antica Gerusalemme]]></category>
		<category><![CDATA[Baal HaSulam]]></category>
		<category><![CDATA[Rabash]]></category>
		<category><![CDATA[Egoismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gerusalemme]]></category>
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					<description><![CDATA[Per comprendere il segreto di Gerusalemme, dobbiamo tornare indietro fino all’antica Babilonia. È lì che inizia la storia del popolo d’Israele, il fondamento della nazione. Fu Abramo il Babilonese, un ricercatore instancabile, a scoprire che la natura è un unico sistema. In quel periodo infuriava una grande guerra, accompagnata da una tremenda esplosione di egoismo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-30-at-07.24.14.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57486 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-30-at-07.24.14-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-30-at-07.24.14-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-30-at-07.24.14-1024x715.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-30-at-07.24.14-768x536.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-08-30-at-07.24.14.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per comprendere il segreto di Gerusalemme, dobbiamo tornare indietro fino all’antica Babilonia. È lì che inizia la storia del popolo d’Israele, il fondamento della nazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Fu Abramo il Babilonese, un ricercatore instancabile, a scoprire che la natura è un unico sistema. In quel periodo infuriava una grande guerra, accompagnata da una tremenda esplosione di egoismo, cioè dal desiderio di godere a esclusivo vantaggio di sé, a spese degli altri. Come dice il Midrash: «La metà del mondo cadde per la spada» (<em>Pirkei de-Rabbi Eliezer</em>, capitolo 24).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Abramo cercò di spiegare che, se le persone fossero riuscite a elevarsi al di sopra del proprio egoismo, avrebbero potuto costruire legami di connessione e complementarità reciproca e, attraverso tali legami, scoprire l’unica forza che opera nell’intera creazione: la forza della vita e dell’amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I pochi che lo ascoltarono divennero suoi discepoli, formando la comunità conosciuta come la Casa di Abramo, un insieme di estranei uniti da un’idea e da un metodo comuni. Da loro sarebbe infine emerso il nostro popolo, come descrive Maimonide nel <em>Libro della conoscenza</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">«L’amore copre tutte le trasgressioni» è il metodo per una corretta connessione tra gli Israeliti. Il processo è piuttosto complesso. Comprende fasi e gradi di connessione che devono essere appresi. Nel loro insieme, queste fasi sono considerate la costruzione spirituale della Terra d’Israele.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La parola “<em>Eretz</em>” (“terra”) simboleggia il desiderio, mentre Israele indica una direzione precisa, derivando dalle due parole “<em>Yashar-El</em>” (“dritto verso Dio”), cioè dritto verso la forza dell’amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I legami d’amore costruiti al di sopra dell’odio sono come ponti tra le persone. Da ogni persona si estende un ponte verso un’altra, e tutti i ponti si collegano tra loro fino a formare, al di sopra di essi, una sorta di cupola. Al centro di questa cupola emerge il cuore della Terra d’Israele, che è Gerusalemme.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La prima ascesa al di sopra dell’egoismo, allo scopo di costruire un ponte verso un’altra persona, è chiamata anche esodo dall’egoismo. Questa partenza è richiamata nel nome “Sion”, la Terra di Sion, la Città di Sion.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per egoismo intendiamo tutto ciò che nella natura umana si oppone alla connessione reciproca: il desiderio di usare gli altri a proprio vantaggio, di sfruttarli per il proprio piacere e di abbassarli per elevare noi stessi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il re Davide dichiarò: «Se ti dimenticassi, Gerusalemme, sia dimentica la mia destra della sua abilità. Si attacchi la mia lingua al palato, se non mi ricordassi di te, se non mettessi Gerusalemme al di sopra della mia più grande gioia» (Salmo 137). Porre Gerusalemme al di sopra della nostra più grande gioia significa svilupparsi fino a raggiungere uno stato in cui la nostra felicità più grande deriva dalla nostra connessione reciproca nell’amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Dal punto di vista della nostra natura egoistica, questo può essere difficile da immaginare. Eppure questa è la verità. Non esiste uno stato migliore e più completo di quello in cui ognuno percepisce gli altri e vive nella responsabilità reciproca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Una simile connessione ci eleva al di sopra dei calcoli ristretti, al di sopra della paura di essere danneggiati dagli altri e al di sopra delle pressioni e dei problemi della vita. Attraverso i legami d’amore, la nostra percezione della realtà si espande e si rivela un mondo superiore, una “terra buona e spaziosa” che irradia bontà, piacere, tranquillità e pace.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Durante le tre feste di pellegrinaggio, il popolo saliva a Gerusalemme. Ciò che molti non comprendono è che lo scopo principale di questi pellegrinaggi era riunirsi e avvicinare i cuori, costruendo l’unità attraverso la quale si potesse percepire l’unica forza. A ogni passo verso Gerusalemme, ci si aspettava che una persona aprisse un po’ di più il proprio cuore, preparandosi all’amore per gli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Le fonti descrivono l’atmosfera unica che vi regnava. I pellegrini erano accolti a braccia aperte. Gli abitanti di Gerusalemme li ospitavano nelle proprie case e li trattavano come membri della famiglia. «Tutti gli artigiani di Gerusalemme si alzavano davanti a loro e li salutavano dicendo: “Fratelli nostri, da tale e tale luogo, siete venuti in pace?”. E il flauto suonava davanti a loro fino a quando raggiungevano il Monte del Tempio» (<em>Mishnah, Bikkurim</em> 3).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nessuno di coloro che giungeva a Gerusalemme era privo di qualcosa. «Nessuno disse mai a un altro: “Non ho trovato a Gerusalemme un forno per arrostire il mio sacrificio pasquale”, oppure: “Non ho trovato a Gerusalemme un letto su cui dormire”» (<em>Avot de-Rabbi Natan</em>, capitolo 35).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La forza superiore dimorava in questi legami d’amore. Tutti si sentivano liberi e gioiosi, liberati dalle preoccupazioni personali e capaci di dedicarsi al bene dell’insieme. I saggi raccontano persino di non ebrei che assistettero allo spettacolo ispiratore dei pellegrinaggi e desiderarono unirsi a quel mare d’amore: «Salirono a Gerusalemme e videro Israele… e dissero: “Non esiste popolo più degno di essere unito a questo”» (<em>Sifrei Devarim</em> 354).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questa era Gerusalemme nella sua essenza originaria. Ma in seguito fu distrutta. L’egoismo divenne più forte e portò a una terribile guerra civile. Da allora, l’odio infondato ha dominato il popolo e, ogni giorno in cui non riusciamo a ricoprirlo con l’amore, la distruzione continua.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Secondo la nostra struttura interiore, il popolo d’Israele era destinato ad attraversare quattro esili e quattro redenzioni prima di diventare capace di guidare l’umanità verso la connessione e l’armonia. Oggi ci troviamo sulla soglia della redenzione finale. Per meritarla, dobbiamo compiere lo stesso lavoro: costruire ponti da persona a persona e rinnovare i legami d’amore al di sopra dell’odio che emerge.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Non è un caso che oggi il mondo stia vivendo una crisi globale. Con l’egoismo in costante crescita e l’interdipendenza che aumenta continuamente, la realtà è diventata estremamente instabile. L’umanità non potrà continuare a vivere in sicurezza sulla Terra se la natura delle relazioni umane non cambierà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il futuro del mondo dipende dalla nostra capacità di costruire la Gerusalemme rinnovata. Ha poco valore costruire un Tempio di legno e pietra: non sarebbe altro che un museo. Dobbiamo imparare a elevare i nostri cuori al livello spirituale chiamato Tempio Santo. Una casa di santità è un cuore colmo d’amore. Quando inizieremo ad avanzare insieme verso la connessione e la complementarità reciproca, sarà rivelata la forza nascosta nel concetto spirituale di Gerusalemme.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La città del conflitto diventerà un centro di educazione e di guida, dal quale il metodo della connessione si diffonderà all’umanità. Allora tutti comprenderanno la loro profonda attrazione verso Gerusalemme, che si rivelerà come una fonte di vita, la capitale della pace e dell’amore per tutte le nazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Dalle fonti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">«La nazione d’Israele è stata costituita come una sorta di passaggio attraverso il quale scintille di perfezionamento potessero fluire verso l’intera razza umana in tutto il mondo. E queste scintille di perfezionamento si moltiplicano ogni giorno, come colui che dà al tesoriere finché questi non ne abbia accumulato a sufficienza, vale a dire finché non si sviluppino a tal punto da poter comprendere la piacevolezza e la tranquillità che si trovano nel nucleo dell’amore per gli altri.»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">— Il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), «</span><a href="https://www.kabbalah.info/en/the-arvut-mutual-guarantee-18/"><span style="font-weight: 400;">L’Arvut (Garanzia reciproca)</span></a><span style="font-weight: 400;">»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">«“Gerusalemme, costruita come una città strettamente unita” significa che Gerusalemme viene costruita attraverso l’unità del popolo d’Israele e il suo risveglio nell’amore e nel timore reverenziale.»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">— Rabbi Yisrael Hopstein di Kozhnitz, <em>Avodat Yisrael, Parashat Devarim.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">«Il desiderio che si trova nel cuore di una persona è chiamato “terra”… La Terra d’Israele significa avere un desiderio che sia<em> Yashar-El</em> (dritto verso Dio), cioè non desideri di amore per se stessi, ma desideri di amore per gli altri. … Il cuore di una persona dovrebbe essere un Tempio Santo. … Pertanto, una persona deve sforzarsi di costruire la propria struttura di santità.»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">— Il Kabbalista Baruch Shalom Ashlag (RABASH), <em>Gli scritti del RABASH</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">«In futuro, Gerusalemme riunirà in sé tutte le nazioni e tutti i regni.»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">— <em>Avot de-Rabbi Natan</em>, capitolo 35.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 173 – Gerusalemme e il potere dell’amore” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli allievi del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Quali sono le concezioni ebraiche di giustizia e di moralità?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/29/quali-sono-le-concezioni-ebraiche-di-giustizia-e-di-moralita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione Integrale]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[moralità]]></category>
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					<description><![CDATA[Fin dall’inizio, la visione del mondo di Abramo era che tutta la natura fosse integra, circolare e unificata. In essa opera un’unica forza generale, chiamata “natura” o “Dio”. Gli esseri umani esistono all’interno del sistema della natura ed è utile per loro comprendere le leggi universali secondo le quali esso funziona. Da quel momento in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-54281 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Fin dall’inizio, la visione del mondo di Abramo era che tutta la natura fosse integra, circolare e unificata. In essa opera un’unica forza generale, chiamata “natura” o “Dio”. Gli esseri umani esistono all’interno del sistema della natura ed è utile per loro comprendere le leggi universali secondo le quali esso funziona.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Da quel momento in poi, tutta l’educazione ebraica è stata orientata verso questo obiettivo. Il suo scopo era creare armonia tra le leggi generali della natura e il modo in cui gli esseri umani vivono, portandoli così allo stato più sicuro ed equilibrato possibile, in relazione a se stessi, alla società e al mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nel corso di questo processo di sviluppo, ci si aspettava che ogni persona diventasse giudice, esaminatore, investigatore, critico e correttore, innanzitutto verso se stessa. Poiché ogni individuo è connesso agli altri, ci si aspettava inoltre che ciascuno aiutasse, partecipasse e desse a chi gli stava intorno un esempio di ciò che si dovrebbe e non si dovrebbe fare, affinché in ogni momento si potesse raggiungere la forma più benefica possibile di connessione reciproca.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Va ricordato che “l’inclinazione del cuore dell’uomo è malvagia fin dalla sua giovinezza”. Gli esseri umani sono creature altamente egoiste e aggressive. Se a questo aggiungiamo il notoriamente acuto intelletto ebraico, otteniamo una ricetta garantita per il caos. Perciò noi, più di altri, abbiamo sempre avuto bisogno di un forte sistema educativo che ci plasmasse e ci portasse a instaurare rapporti positivi gli uni con gli altri in ogni circostanza. Questo processo iniziava con i genitori e i familiari, e proseguiva attraverso le scuole dell’infanzia e le scuole, estendendosi poi ulteriormente. Nei cerchi più esterni della società furono create istituzioni come i tribunali e i sistemi di applicazione della legge.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per amministrare una vera giustizia, ai giudici era richiesto di svilupparsi fino a un livello tale da comprendere profondamente le leggi del sistema generale della natura, che sono leggi integrali, così come la natura umana e la direzione dello sviluppo dell’umanità. La realtà nel suo insieme doveva essere loro presentata dall’inizio alla fine, affinché potessero prendere in considerazione ogni aspetto della questione sottoposta al loro giudizio, individuare il punto in cui si era creato uno squilibrio e determinare come ristabilire l’armonia correggendo la carenza che era stata rivelata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il ruolo del sistema giudiziario era quello di estendere l’equilibrio che esiste in tutta la natura anche alla sfera delle relazioni umane. Il principio generale era: “Non fare al tuo prossimo ciò che è odioso a te” e, oltre a questo, “Ama il tuo prossimo come te stesso”. I saggi del Talmud presero questi principi fondamentali e ne svilupparono le modalità di applicazione in un’ampia varietà di situazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A differenza dei sistemi umani di moralità, che cambiano da una società all’altra, da una generazione all’altra e persino di anno in anno, le leggi integrali derivate dal sistema della natura sono costanti. I livelli inanimato, vegetale, animale e umano dell’esistenza sono tutti parti di un unico meccanismo della natura. Le nostre leggi sono state concepite per creare relazioni armoniose e mantenere l’equilibrio tra tutti i livelli della natura, e soprattutto tra gli esseri umani. Questo perché la natura delle relazioni umane esercita l’influenza più forte su tutti gli altri livelli della natura, portando equilibrio o squilibrio all’interno del sistema.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Oggi, se vogliamo sopravvivere al XXI secolo, dobbiamo tenere conto del fatto che il mondo è diventato altamente interconnesso e interdipendente, che ci piaccia o no. Tuttavia, le relazioni umane non sono adattate a questa realtà. Siamo tutti seduti sulla stessa barca, ma non siamo in grado di accettare questo fatto. Il potente ego ci impedisce di tenere conto degli altri, perfino quando le nostre azioni finiranno per causare anche la nostra stessa rovina.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Aumentare i controlli e imporre punizioni più severe non servirà. La realtà dimostra inoltre che le carceri, in generale, non restituiscono alla società individui realmente corretti. L’unica cosa che può impedire un rapido deterioramento è affrontare il problema alla radice, applicando il rimedio prima che la malattia peggiori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In termini pratici, abbiamo bisogno di un ampio sforzo educativo e culturale, profondo, completo e di vasta portata, che dia a ciascuno di noi una comprensione e una percezione del sistema nel quale esistiamo. Dobbiamo comprendere verso quale direzione ci sta conducendo l’evoluzione e come dovrebbe essere una società integrale, in armonia con l’integralità della natura stessa. L’umanità è parte della natura e, quanto più ci adattiamo alle forze e alle leggi che operano in essa, tanto maggiori saranno i benefici che ne trarremo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Anche i nostri cuori e le nostre menti fanno parte del grande sistema della natura. Ciò significa che, anche se una persona non fa concretamente del male a un’altra, ma desidera semplicemente farlo, quel desiderio introduce già una carica negativa nella rete generale delle connessioni. Ogni pensiero viene registrato nel deposito generale delle informazioni, nel supercomputer della natura, per così dire.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Di conseguenza, la ricerca e lo sviluppo futuri dovrebbero concentrarsi sempre più sulla relazione tra l’individuo e la società. Ogni persona dovrebbe sviluppare una prospettiva più ampia, giudicare se stessa e cercare di comprendere come realizzare il proprio ruolo unico all’interno del puzzle della creazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Auguro a tutti noi grande successo in questo percorso.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 183 – Giustizia e Legge” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Chi erano i membri del Sinedrio?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/28/chi-erano-i-membri-del-sinedrio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 08:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antica Gerusalemme]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[connessione]]></category>
		<category><![CDATA[guide della comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Sinedrio]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante il periodo del Secondo Tempio operava un organo di governo di grande importanza: il Sinedrio, o Consiglio degli Anziani, composto da 71 membri. I saggi li descrivono come gli “occhi della comunità”. Ciò significa che erano in grado di guardare avanti e comprendere come guidare il popolo lungo il cammino del bene. Si dice [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-54281 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Durante il periodo del Secondo Tempio operava un organo di governo di grande importanza: il Sinedrio, o Consiglio degli Anziani, composto da 71 membri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I saggi li descrivono come gli “occhi della comunità”. Ciò significa che erano in grado di guardare avanti e comprendere come guidare il popolo lungo il cammino del bene. Si dice inoltre che i saggi del Sinedrio possedessero sia autorevolezza sia saggezza. Comprendevano la direzione generale dello sviluppo della creazione ed erano capaci di guidare il popolo verso la connessione reciproca e l’amore. Proprio come genitori amorevoli guidano i propri figli, i membri del Sinedrio guidavano il popolo verso uno stato in armonia con il sistema generale della natura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I saggi del Sinedrio sedevano insieme. Ogni volta che emergeva un problema o una domanda, prima si univano tra loro e solo in seguito cercavano di giungere a una soluzione. “Sedevano insieme nell’affetto, nell’amicizia e nell’unità” (Chullin 5a, commento di Rashi). Ognuno contribuiva con la propria opinione, sentendosi al tempo stesso connesso agli altri. La loro saggezza derivava dalla capacità di instaurare tra loro relazioni armoniose. Attraverso la connessione reciproca, entravano in rapporto con la forza generale della natura, che permetteva loro di comprendere con chiarezza quale fosse la direzione corretta per l’intera nazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A capo del Sinedrio vi era il Nasi, il Presidente del Sinedrio, il cui ruolo era quello di unire l’intera assemblea. Vedeva più lontano degli altri, sapeva consultarsi con tutti, integrare i loro punti di vista e guidarli verso la connessione. Integrava dentro di sé tutti i partecipanti e, in questo modo, li portava a rimanere connessi gli uni con gli altri. Il Nasi non era superiore ai membri del Sinedrio, ma era più centrale di loro, situato più profondamente al centro della loro connessione. Era colui che sapeva armonizzare l’intero sistema.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Da tutto ciò deriva che il ruolo dei capi e dei giudici d’Israele è guidare il popolo a connettersi gli uni con gli altri e a unirsi con la natura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I capi del futuro saranno coloro che saranno capaci di guidare la nazione d’Israele a diventare una società modello, una società che dimostri come elevarsi al di sopra delle differenze attraverso la connessione, l’amore e la reciproca complementarità. Una tale nazione fungerà da ponte tra l’umanità e l’unica forza presente nella creazione, conducendo le persone verso relazioni positive, simili a quelle che esistono in una famiglia sana e amorevole.</span></p>
<p>Basato su “Nuova Vita 181 – Leadership, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>In che modo Mosè rappresentò un modello di buon comando?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/27/in-che-modo-mose-rappresento-un-modello-di-buon-comando/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 08:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connessione]]></category>
		<category><![CDATA[Maestro Spirituale]]></category>
		<category><![CDATA[Torah]]></category>
		<category><![CDATA[connessione]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[mosè]]></category>
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					<description><![CDATA[All’inizio, il nostro popolo emerse da un insieme di persone sconosciute tra loro, provenienti da diverse nazioni e riunitesi attorno all’idea di Abramo. È così che Maimonide lo spiega nel Libro della Conoscenza. Abramo era un ricercatore babilonese che scoprì che tutta la natura è unita, che esiste un’unica forza che connette tutte le forze [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-54281 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">All’inizio, il nostro popolo emerse da un insieme di persone sconosciute tra loro, provenienti da diverse nazioni e riunitesi attorno all’idea di Abramo. È così che Maimonide lo spiega nel <em>Libro della Conoscenza</em>. Abramo era un ricercatore babilonese che scoprì che tutta la natura è unita, che esiste un’unica forza che connette tutte le forze individuali in un unico sistema integrale. Di conseguenza, anche gli esseri umani devono raggiungere uno stato in cui desiderano unirsi al di sopra di tutte le differenze. Questa è la direzione verso la quale ci spinge la legge dello sviluppo della natura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Abramo insegnava la benevolenza e l’amore per gli altri e cercava di stabilire la pace tra tutte le persone. La maggior parte dell’umanità, tuttavia, non accolse l’idea dell’unità. I pochi che sentirono che nei suoi insegnamenti vi fosse della verità divennero il suo gruppo di studenti, da loro sarebbe poi emerso il nostro popolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Da quel momento in poi, il ruolo dei leader, dei governanti e dei giudici fu quello di guidare il popolo verso una connessione ottimale, vale a dire verso la costruzione dell’unità, dell’armonia e della reciproca complementarità, fino al livello di “Amare il prossimo come se stessi”. Ciò aveva lo scopo di allinearsi alle leggi integrali della creazione e raggiungere l’equilibrio con la forza generale della natura, chiamata anche “il Creatore” o “Dio”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Mosè fu il primo capo chiamato a istituire, al proprio fianco, un sistema giudiziario significativo. I requisiti per questo ruolo erano: “Uomini capaci, timorati di Dio, uomini di verità e che odiano il guadagno ingiusto” (Esodo 18:21).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Gli “uomini capaci” sono coloro che sanno confrontarsi con il proprio ego, elevarsi al di sopra di esso e prendersi cura del popolo più che di se stessi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Gli “uomini timorati di Dio” sono coloro che vivono con la consapevolezza del sistema generale della natura e si sforzano costantemente di mantenere l’equilibrio con esso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Gli “uomini di verità” sono coloro che sono capaci di giudicare il popolo dal punto di vista della verità. La verità è il punto di equilibrio tra la misericordia e il giudizio. Un autentico sviluppo non può avvenire attraverso una sola di queste forze, ma soltanto percorrendo la via di mezzo. Mantenere questa linea mediana tra giudizio e misericordia garantisce che le loro decisioni siano veri giudizi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Coloro che “odiano il guadagno ingiusto” sono quelli che fanno in modo che il proprio desiderio di ricevere, il grande desiderio egoistico che continuamente ci inganna, chiamato anche “inclinazione al male”, non li svii né li manipoli. Al contrario, rimangono costantemente al di sopra di esso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Mosè si circondò di persone di questo tipo affinché lo aiutassero a giudicare il popolo. In seguito istituì un altro sistema, che di fatto fu il primo governo nella storia del popolo d’Israele: l’istituzione dei Settanta Anziani.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I saggi insegnavano: “Un anziano è colui che ha acquisito saggezza” (Kiddushin 32b). La saggezza è la comprensione della rete di relazioni tra tutte le parti del sistema completo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Mosè comprendeva come funziona il meccanismo del sistema generale della realtà. Da questa comprensione, sapeva come il popolo dovesse essere organizzato in modo analogo. Istituì quindi i Settanta Anziani, settanta persone sagge che avrebbero operato al suo fianco e contribuito a guidare la nazione. Nell’equilibrio tra loro vi era una forza unica, attraverso la quale il popolo poteva essere guidato correttamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Mosè scelse circa sei rappresentanti da ogni tribù e li riunì in un unico organismo cooperativo. Il loro compito era assicurarsi che la propria tribù fornisse ciò che mancava per il bene dell’intera nazione, affinché potesse emergere un unico sistema completo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La reciproca complementarità è la via per raggiungere completezza, prosperità e pace. Solo quando ci organizziamo nella forma di un unico corpo, ognuno può avere tutto ciò di cui ha bisogno. Oggi, al contrario, siamo abituati a vedere rappresentanti che si preoccupano esclusivamente degli interessi del proprio settore. Nello stato ideale, invece, i rappresentanti del popolo dovrebbero agire in modo completamente diverso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Mosè riunì rappresentanti di ogni tribù perché questo riflette la forma corretta e reciprocamente complementare della connessione. Proprio come il corpo umano contiene molti organi vitali, come il cuore, il fegato, il cervello e i reni, ognuno dei quali svolge una funzione molto diversa e ricopre un ruolo unico, tutti lavorano per il bene del corpo nel suo insieme, affinché esso rimanga equilibrato e sano. Allo stesso modo, tra i rappresentanti delle tribù, l’aspirazione alla reciproca complementarità crea equilibrio e rivela che c’è abbastanza per tutti.</span></p>
<p>Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Quali erano le doti di governo di Re Davide e Re Salomone?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/25/quali-erano-le-doti-di-governo-di-re-davide-e-re-salomone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 08:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connessione]]></category>
		<category><![CDATA[Maestro Spirituale]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
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		<category><![CDATA[Re Davide]]></category>
		<category><![CDATA[Re Salomone]]></category>
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					<description><![CDATA[La guida spirituale non si eredita. Questo è sottolineato, per esempio, nel caso del re Davide, che discendeva da Rut la Moabita. Sono le qualità di una persona a renderla adatta a comandare; il sangue reale non è il fattore determinante. Chiunque assuma una posizione di guida viene ammonito a “non insuperbirsi sui propri fratelli” [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-27-at-07.25.17.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57437 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-27-at-07.25.17-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-27-at-07.25.17-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-27-at-07.25.17-1024x715.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-27-at-07.25.17-768x536.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-27-at-07.25.17.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La guida spirituale non si eredita. Questo è sottolineato, per esempio, nel caso del re Davide, che discendeva da Rut la Moabita. Sono le qualità di una persona a renderla adatta a comandare; il sangue reale non è il fattore determinante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Chiunque assuma una posizione di guida viene ammonito a “non insuperbirsi sui propri fratelli” (Deuteronomio 17:20). Un capo non deve diventare orgoglioso. Deve rimanere connesso a tutto il popolo e lavorare per la sua unità. Un capo il cui scopo è unire tutti non si sente elevato al di sopra del popolo. Questa è la natura della connessione: pone tutti sullo stesso piano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il re Davide riuscì a unire tutte le tribù in condizioni egoistiche difficili ed è quindi considerato un simbolo del comando. Egli stabilì in modo profondamente radicato il principio educativo e culturale di “Amare il prossimo come se stessi”. Da allora, il popolo d’Israele non ha più raggiunto un livello simile. Quando l’umanità tornerà a quello stato in futuro, ciò sarà considerato l’avvento del “Messia, figlio di Davide”. Il Messia è una forza speciale capace di portare coloro che lo desiderano fuori da uno stato di egoismo e di odio infondato, conducendoli verso uno stato in cui tutto Israele è amico, responsabile gli uni degli altri e unito “come un solo uomo con un solo cuore”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Del re Salomone si dice che gli furono concessi saggezza, grande comprensione e ampiezza di cuore, “vasta come la sabbia sulla riva del mare” (1 Re 5:9). “Ampiezza” simboleggia la benevolenza. Un “cuore ampio” è uno stato nel quale, come risultato della benevolenza, “il cuore comprende”. Si tratta di una comprensione profonda dell’intera creazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Salomone riuscì a rapportarsi a ogni cosa con amore e, di conseguenza, percepì tutta la natura, i livelli inanimato, vegetativo, animale e umano, come un unico meccanismo, un solo sistema integrato. Tutta la natura sembrava esistere dentro di lui. Poteva osservarla dall’inizio alla fine con una profonda familiarità, e da ciò scaturì la sua straordinaria saggezza. Attraverso la saggezza del suo cuore, Salomone guidò il popolo verso uno stato in cui “ogni uomo sedeva sotto la propria vite e sotto il proprio fico” (1 Re 5:5).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Che possiamo anche noi connetterci, ampliare i nostri cuori e meritare lo stesso. </span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “New Life 180 – Leadership, Parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Qual è lo stile di comando di Mosè?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/24/qual-e-lo-stile-di-comando-di-mose/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Maestro Spirituale]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Torah]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[mosè]]></category>
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					<description><![CDATA[Fin dalle sue origini, la nazione d’Israele emerse in un modo davvero unico. Un insieme di persone provenienti da diverse nazioni si riunì attorno a un’idea, come descrive Maimonide nel Libro della Conoscenza. Da Abramo impararono a connettersi gli uni con gli altri attraverso la benevolenza e l’amore, per allinearsi con l’unità della natura, l’unica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-06.50.16.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57426 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-06.50.16-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-06.50.16-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-06.50.16-1024x712.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-06.50.16-768x534.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-06.50.16.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Fin dalle sue origini, la nazione d’Israele emerse in un modo davvero unico. Un insieme di persone provenienti da diverse nazioni si riunì attorno a un’idea, come descrive Maimonide nel <em>Libro della Conoscenza</em>. Da Abramo impararono a connettersi gli uni con gli altri attraverso la benevolenza e l’amore, per allinearsi con l’unità della natura, l’unica forza che opera in tutta la creazione. Da questa guida spirituale in poi, il comando fu illuminato dall’amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nel corso del tempo, il gruppo degli studenti di Abramo si sviluppò. I capi che seguirono insegnarono come affrontare l’ego, che per sua natura cresce continuamente e crea distanza e rifiuto tra le persone. A un livello più profondo, la storia dell’esilio in Egitto simboleggia proprio una simile condizione. I figli d’Israele si allontanarono gli uni dagli altri e, quando si resero conto che dovevano unirsi, videro che l’ego di ciascuno li teneva confinati dentro se stessi. Non permetteva loro di connettersi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Mosè, che trascorse quarant’anni nella casa del faraone e altri quarant’anni presso Jethro, sacerdote di Madian, fu scelto per liberare il popolo dalla schiavitù a un  bieco egoismo. Nel linguaggio della Bibbia, questa forza egoistica viene chiamata: “Faraone”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il Midrash racconta che, mentre Mosè pascolava il gregge di Jethro nel deserto, un giovane capretto si allontanò per bere da una sorgente. Quando Mosè vide che l’animale, esausto, non era in grado di tornare dal gregge, lo prese sulle spalle e lo riportò indietro. Allo stesso modo, Mosè guidò il popolo con compassione e si guadagnò così il titolo di “pastore fedele”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">“Lascia andare il mio popolo”, intimò al Faraone, senza paura. Diede tutto se stesso per il popolo e combatté per la sua libertà. Comprendeva chiaramente che, finché fossero rimasti sotto il dominio dell’ego, non avrebbero avuto alcuna possibilità di connettersi gli uni con gli altri né con l’unica forza che governa la realtà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La Torah afferma: “Ora l’uomo Mosè era molto umile, più di qualunque altra persona sulla faccia della terra” (Numeri 12:3). Mosè si sentiva piccolo di fronte alla natura. Cercava di apprendere le leggi della perfezione insite nel sistema della creazione e di trasmetterle al popolo d’Israele.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Grazie a questa umiltà, Mosè non si considerava superiore al popolo e non lo governava con la forza. Al contrario, si vedeva come suo servitore. Si poneva al di sotto di tutti gli altri, affinché potesse realmente sentirli. Come genitori amorevoli che educano i propri figli con grande sensibilità, li guidava alternando affetto e fermezza, cercando di aiutarli a crescere e svilupparsi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Lo scopo di una guida è portare la pace all’individuo, la pace alla nazione e la pace al mondo. Questo deriva dalla legge generale dello sviluppo scoperta da Abramo, una legge che conduce alla connessione e al completamento tra tutte le persone. Per questo motivo, il capo era anche uno studioso e un giudice. Guidava il popolo secondo giustizia e misericordia. Queste due linee, quella del giudizio e quella della compassione, erano sempre davanti ai suoi occhi, ed egli si consultava con altre persone sagge per raggiungere insieme le decisioni corrette.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Chi assume una posizione di tale guida viene ammonito a “non insuperbirsi sui propri fratelli” (Deuteronomio 17:20). Un capo non deve diventare orgoglioso. Deve rimanere connesso a tutto il popolo e lavorare per la sua unità. Una guida il cui scopo è unire tutti non si sente elevata al di sopra del popolo. Questa è la natura della connessione: pone tutti sullo stesso piano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Mosè era lento nel parlare e aveva una lingua impacciata. A differenza dei capi il cui carisma si esprime attraverso discorsi coinvolgenti, Mosè si concentrava sulle azioni. La lezione è che una guida non si misura dalle belle parole, ma dalle opere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Mosè pensava forse di non essere la persona giusta per il comando e lo stesso accadde in seguito al re Saul. Questa caratteristica deriva dal fatto che un vero capo esamina continuamente se stesso: “Forse c’è qualcuno che può svolgere questo compito meglio di me. Gli lascerei volentieri spazio”. Ciò che conta per lui è unicamente il benessere e la pace del popolo; non ha interessi personali.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “New Life 180 – Leadership, Parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Ti è mai capitato di sentirti in un vicolo cieco nella vita?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/23/ti-e-mai-capitato-di-sentirti-in-un-vicolo-cieco-nella-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 08:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Creatore]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Significato della vita]]></category>
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					<description><![CDATA[Man mano che avanziamo nella vita, spesso sembra che passiamo da un vicolo cieco all’altro. Eppure, questi apparenti vicoli ciechi non sono ostacoli destinati a fermarci. Sono tappe del nostro sviluppo. Ogni passo crea dentro di noi nuovi desideri, qualità e caratteristiche interiori che ci preparano a scoprire il significato della vita. Il significato della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-09.54.03.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57423 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-09.54.03-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-09.54.03-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-09.54.03-1024x713.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-09.54.03-768x535.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-26-at-09.54.03.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Man mano che avanziamo nella vita, spesso sembra che passiamo da un vicolo cieco all’altro. Eppure, questi apparenti vicoli ciechi non sono ostacoli destinati a fermarci. Sono tappe del nostro sviluppo. Ogni passo crea dentro di noi nuovi desideri, qualità e caratteristiche interiori che ci preparano a scoprire il significato della vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il significato della vita esiste. Non è nascosto perché non esiste, ma perché non abbiamo ancora sviluppato i sensi necessari per percepirlo. All’inizio non vediamo, non sentiamo e non sappiamo nemmeno come formulare correttamente la domanda. Tuttavia, mentre continuiamo la nostra ascesa, lottando e avanzando proprio come un bambino piccolo che impara a salire un gradino alla volta, sviluppiamo gradualmente sia il nostro intelletto sia i nostri sentimenti. Attraverso questo processo, diventiamo capaci di comprendere verso che cosa la vita ci sta realmente conducendo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Poi accade qualcosa di straordinario. Iniziamo a percepire che il significato non ci aspetta alla fine del viaggio. Si rivela tra un gradino e l’altro. Emerge nel processo stesso della crescita, nello sforzo, nelle scoperte, nelle delusioni e nelle aspirazioni che rinascono.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Le persone spesso si chiedono se esista un ultimo gradino, un punto d’arrivo definitivo. Esiste da qualche parte, molto oltre la nostra percezione attuale, ma, in pratica, perde la sua importanza. Perché dovrebbe essere importante quando iniziamo a sentire che l’ascesa stessa è la vita? Il processo diventa il compimento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La vita si trova nel superare la delusione, nel ritrovare la forza dopo ogni battuta d’arresto e nel perfezionare continuamente la nostra comprensione dell’obiettivo. Senza queste sfide, non avremmo direzione, scopo né modo di distinguere un vero obiettivo da uno falso. Attraverso ogni passo, cresciamo, ci sviluppiamo e creiamo noi stessi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A un certo punto, non siamo più guidati semplicemente dal desiderio di sfuggire alle difficoltà o di raggiungere una qualche destinazione finale. Iniziamo invece a trarre piacere dal viaggio stesso. Tra un gradino e l’altro scopriamo saggezza, armonia e chiarezza. Cominciamo a percepire l’intelligenza e lo scopo insiti nell’intero processo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">È qui che inizia una conquista più profonda. Attraverso la struttura stessa dell’ascesa, attraverso il modo in cui ogni fase è organizzata, arriviamo gradualmente a riconoscere Colui che ha progettato tutto questo. Come è scritto: “Dalle Tue azioni Ti conoscerò.” Osservando come questi gradini sono stati creati, come corrispondono al nostro sviluppo e come siamo stati creati proprio per elevarci al di sopra di essi, iniziamo a raggiungere la forza superiore stessa che ci ha creati e ci sostiene: la forza dell’amore e della dazione, il Creatore.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato sul programma &#8220;News with Dr. Michael Laitman&#8221; di KabTV, condotto dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 27 aprile 2026.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosa ci insegna la storia della Torre di Babele nella Bibbia?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/22/cosa-ci-insegna-la-storia-della-torre-di-babele-nella-bibbia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 08:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antica Babilonia]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Torah]]></category>
		<category><![CDATA[abramo]]></category>
		<category><![CDATA[TorrediBabele]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella storia della Torre di Babele, gli uomini volevano raggiungere i cieli. In effetti, questa storia ci accompagna ancora oggi. Al suo interno sono nascosti principi fondamentali che possono salvare l’umanità dal rischio di distruggersi a vicenda. Facciamo un salto indietro nel tunnel del tempo, 3.800 anni fa, nell’antica Babilonia. Al traguardo emergono due figure: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-07.29.02.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57418 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-07.29.02-300x211.jpeg" alt="" width="300" height="211" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-07.29.02-300x211.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-07.29.02-1024x721.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-07.29.02-768x540.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-07.29.02.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nella storia della Torre di Babele, gli uomini volevano raggiungere i cieli. In effetti, questa storia ci accompagna ancora oggi. Al suo interno sono nascosti principi fondamentali che possono salvare l’umanità dal rischio di distruggersi a vicenda.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Facciamo un salto indietro nel tunnel del tempo, 3.800 anni fa, nell’antica Babilonia. Al traguardo emergono due figure: Abramo e il sovrano della regione, Nimrod. Ognuno rappresentava un diverso approccio alla vita, un diverso modo di affrontare l’ego umano, che a quel tempo era cresciuto fino alle stelle.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La visione di Nimrod era semplice: quando l’ego di tutti cresce, non c’è nulla da fare al riguardo. Per evitare attriti che non portano a nulla di buono, è meglio separarsi. Che ciascuno vada per la propria strada, persegua le proprie ambizioni e costruisca la propria torre nella vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Abramo vedeva le cose diversamente: in nessun caso le persone dovrebbero allontanarsi le une dalle altre. Al contrario, quando l’ego cresce e separa le persone, questo è un invito a elevare la relazione a un livello superiore. Il punto più alto della vita, spiegava Abramo, può essere raggiunto soltanto attraverso uno sforzo comune e unito per elevarsi al di sopra dell’ego.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La maggior parte delle persone seguì Nimrod, ma alcuni sentirono che Abramo aveva ragione. Da lui impararono ad attivare la forza della connessione ogni volta che tra loro emergeva una divisione. Impararono la responsabilità reciproca, la solidarietà, la benevolenza e ad “amare il prossimo come se stessi”. Da questa base ideologica sarebbe poi emerso il popolo d’Israele.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per diffondere l’idea dell’unità, Abramo e sua moglie Sara allestirono una tenda e aprirono la loro tavola ai passanti. Di cosa parlavano? Soltanto dell’amore tra le persone, della connessione al di sopra di tutte le differenze. Studiavano la natura umana, l’ego umano e come affrontarlo ogni volta che suscitava conflitti tra loro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">“L’amore copre tutte le trasgressioni” era il principio guida. Ognuno di noi è egoista e naturalmente desidera usare gli altri a proprio vantaggio. Come è scritto: “L’inclinazione del cuore dell’uomo è malvagia fin dalla sua giovinezza”. Pertanto, per costruire una connessione autentica, abbiamo bisogno di una forza unificante, di una forza superiore più potente dell’ego di ciascuna persona, capace di colmare le distanze tra noi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questa forza esiste nella natura stessa. Essa connette elementi opposti e sviluppa la vita. Abramo insegnò come scoprire questa forza unificante e vivere veramente nell’amore. Quando tutti si relazionano gli uni agli altri in questo modo, emerge una società unica, che vive secondo la legge della responsabilità reciproca, “come un solo uomo con un solo cuore”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">“Amerai il tuo prossimo come te stesso”, nel suo significato più completo, significa che tutti i nostri pensieri e desideri non sono più centrati su noi stessi, ma sugli altri. Sostituiamo la nostra percezione della realtà. Non esistiamo più dentro noi stessi, ma dentro gli altri. Ci espandiamo nell’intera realtà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Che cosa ci dà questo a livello emotivo? Sentiamo tutti come un’unica cosa. Sentiamo che tutta la realtà è una. Non percepiamo più noi stessi e la realtà come due cose separate. Esiste una sola realtà. Percepiamo questa realtà come una forza superiore, come il Creatore, e in essa sentiamo l’eternità e la perfezione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo è il nuovo-antico inizio d’Israele e oggi si prevede che sarà richiesta come mai prima d’ora. Perché? Perché le torri che ciascuno di noi ha costruito per se stesso non portano più i risultati sperati. In altre parole, non portano la vera felicità. Auguro a tutti noi un lancio di successo.</span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Dalle fonti</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">“L’uomo è stato creato per innalzare i cieli.”</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">– Rabbi Menachem Mendel di Kotzk</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">“Quando i figli d’Israele saranno completati con la conoscenza perfetta, le fonti dell’intelligenza e della conoscenza sgorgheranno oltre i confini d’Israele e disseteranno tutte le nazioni del mondo.”</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">– Il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam)</span><span style="font-weight: 400;">, “</span><a href="https://kabbalahmedia.info/en/sources/DrsQS1MO#fn1"><span style="font-weight: 400;">Introduzione a Panim Meirot uMasbirot</span></a><span style="font-weight: 400;">.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">“‘Esci dalla tua terra significa dal tuo stesso desiderio… che è l’amore per se stessi. Pertanto, ad Abramo fu detto di lasciare indietro l’amore per se stesso.”</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">– Il Kabbalista Baruch Shalom HaLevi Ashlag (RABASH)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">“</span></i><i><span style="font-weight: 400;">Costruiamo una grande torre e saliamo fino ai cieli… e facciamoci un grande nome sulla terra… La costruirono molto alta. Se un uomo cadeva e moriva, non vi prestavano attenzione; ma se cadeva un solo mattone, si sedevano e piangevano, dicendo: ‘Ahimè per noi! Quando ne verrà un altro a sostituirlo?’ Abramo, figlio di Terach, passò di lì e li vide costruire… ma essi respinsero le sue parole… Volevano parlarsi l’un l’altro, ma non riuscivano più a comprendere la lingua dell’altro. Che cosa fecero? Ognuno impugnò la propria spada e si combatterono fino alla distruzione. Metà del mondo cadde lì per la spada.”</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">– Pirkei de-Rabbi Eliezer, capitolo 24.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 156 – La visione di un&#8217;unica famiglia e le radici ebraiche” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come viene usato il Libro dello Zohar nello studio della Kabbalah?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/21/come-viene-usato-il-libro-dello-zohar-nello-studio-della-kabbalah/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 08:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Studio della saggezza della Kabbalah]]></category>
		<category><![CDATA[Zohar]]></category>
		<category><![CDATA[TES]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Libro dello Zohar, con il commentario Sulam («Scala»), e Lo Studio delle Dieci Sefirot (TES) sono due fonti davvero monumentali di potere spirituale. Non sono semplicemente libri nel senso ordinario del termine. Sono opere fondamentali che presentano la struttura del sistema spirituale. Il Libro dello Zohar rivela questo sistema attraverso il commentario Sulam, mentre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-17.36.55.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57415 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-17.36.55-300x211.jpeg" alt="" width="300" height="211" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-17.36.55-300x211.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-17.36.55-1024x721.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-17.36.55-768x540.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-24-at-17.36.55.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il </span><i><span style="font-weight: 400;">Libro dello Zohar,</span></i><span style="font-weight: 400;"> con il commentario</span><i><span style="font-weight: 400;"> Sulam («Scala»),</span></i><span style="font-weight: 400;"> e</span><i><span style="font-weight: 400;"> Lo Studio delle Dieci Sefirot (TES) </span></i><span style="font-weight: 400;">sono due fonti davvero</span> <span style="font-weight: 400;">monumentali di potere spirituale. Non sono semplicemente libri nel senso ordinario del termine. Sono opere fondamentali che presentano la struttura del sistema spirituale. Il <em>Libro dello Zohar</em> rivela questo sistema attraverso il commentario <em>Sulam</em>, mentre il <em>TES</em> funge da commentario completo agli scritti dell’ARI, spiegando le leggi e i meccanismi dei mondi superiori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’unicità di queste fonti non risiede nelle informazioni che contengono, ma nella forza spirituale in esse racchiusa. Quando le studiamo correttamente, ci connettiamo al sistema spirituale che descrivono. Attraverso questa connessione, attiriamo su di noi l’influenza della luce superiore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Ciò non dipende dalla comprensione intellettuale. Molte persone credono che sia necessario raggiungere prima una percezione spirituale per poter trarre beneficio da questi testi, ma non è così. Anche se non comprendiamo nulla di ciò che leggiamo, possiamo ricevere la loro influenza. Studiando queste autentiche fonti Kabbalistiche e sforzandoci di connetterci al sistema interiore che descrivono, attiriamo un’illuminazione proveniente dalla luce che gradualmente ci conduce verso il conseguimento spirituale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La luce agisce su una persona in base alle necessità della sua anima e la guida attraverso le fasi dello sviluppo spirituale. Fino a che punto bisogna progredire? Fino al pieno sviluppo delle potenzialità dell’anima. Ogni persona deve ascendere attraverso i gradi spirituali fino a raggiungere il Mondo dell’Infinito (il Mondo di <em>Ein Sof</em>) e conseguire proprio il luogo dal quale la sua anima è discesa in questo mondo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Pertanto, lo studio di queste grandi opere Kabbalistiche non è un’attività accademica, bensì un mezzo pratico per connettersi alla realtà spirituale che governa la nostra esistenza. Attraverso di esse, risvegliamo la forza capace di trasformare la nostra percezione, correggere la nostra natura e guidarci nuovamente verso la nostra radice eterna.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato sulla trasmissione di KabTV &#8220;I Got A Call. Properties of our Generation&#8221; con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, andata in onda il 30 settembre 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://bit.ly/CorsoBaseKabbalah">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Come diventa profeta una persona secondo la Kabbalah?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/20/come-diventa-profeta-una-persona-secondo-la-kabbalah/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 08:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connessione]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[profeti]]></category>
		<category><![CDATA[profezie]]></category>
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					<description><![CDATA[La saggezza dei profeti deriva dalla loro conoscenza della rete di connessioni che collega tutte le parti della natura. Rabbi Moshe Chaim Luzzatto (il Ramchal), un grande Kabbalista del XVIII secolo, descrive nel suo libro La via di Dio come una persona lavori allo sviluppo dell’amore per gli altri e, attraverso di esso, ascenda a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-21-at-07.35.24.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57386 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-21-at-07.35.24-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-21-at-07.35.24-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-21-at-07.35.24-1024x715.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-21-at-07.35.24-768x536.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-21-at-07.35.24.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La saggezza dei profeti deriva dalla loro conoscenza della rete di connessioni che collega tutte le parti della natura. Rabbi Moshe Chaim Luzzatto (il Ramchal), un grande Kabbalista del XVIII secolo, descrive nel suo libro </span><em>La via di Dio</em> come una persona lavori allo sviluppo dell’amore per gli altri e, attraverso di esso, ascenda a elevati gradi spirituali. Uno di questi gradi è chiamato profezia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In questo processo di sviluppo, una persona scopre le connessioni tra gli esseri umani e tra gli esseri umani e tutte le altre parti della natura. Vede come ogni dettaglio della natura sia connesso in modo globale e integrale, come un’unica forza circondi e comprenda ogni cosa e come tutto funzioni come un unico sistema chiamato “realtà”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La persona studia questo sistema e scopre che l’amore le permette di sentire le altre parti del sistema così come sente se stessa, cioè di sentire tutti, di vivere dentro di loro, di scoprire ciò che accade in loro e nella realtà nel suo insieme. Fa questa scoperta rompendo i confini della percezione egoistica, cioè di una percezione basata sul desiderio di godere a spese degli altri e della natura. Dentro di lei si aprono sensi e sensazioni aggiuntivi che le persone comuni non possiedono. Attraverso questi sensi, percepisce la rete generale delle connessioni che unisce tutti gli elementi della realtà e vede come può influenzarla e portarla all’equilibrio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I profeti percepiscono tutti gli stati che possono esistere all’interno di questa rete. Una volta che si elevano al di sopra della percezione egoistica, non sperimentano più il concetto di “tempo”, bensì quello di “stato”. Vedono che, a determinate condizioni, si verificano determinati eventi, mentre in condizioni diverse si sviluppano eventi differenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A noi descrivono queste cose come se dovessero accadere nel futuro, dal punto di vista dello sviluppo della rete. Poi dicono: “Se ci relazioniamo gli uni agli altri in un certo modo, ci sarà una determinata risposta del sistema. Se miglioriamo il nostro atteggiamento reciproco, la risposta sarà diversa”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Non dicono che qualcosa di specifico accadrà sicuramente, perché ciò dipende dagli esseri umani, cioè dalla misura in cui lavoriamo alla correzione del cuore, alla correzione dell’ego e dal fatto che costruiamo o meno relazioni armoniose tra noi e con tutte le parti della realtà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A volte i profeti dicono: “Così ho udito”, mentre altre volte dicono: “Così ho visto”. Questi sono due livelli di profezia. L’udire è la profezia al livello di Bina, mentre il vedere è la profezia al livello di Hochma. Al livello di Bina, si comprende ciò che accadrà; al livello di Hochma, si comprende anche perché accadrà. Ciò rappresenta una penetrazione più profonda nella rete.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il Talmud afferma: “Tutti i profeti profetizzarono soltanto riguardo ai giorni del Messia” (Berachot 34b). I giorni del Messia sono un’epoca in cui le persone sentiranno di aver bisogno di una forza speciale che le faccia uscire dall’egoismo e le conduca all’amore per gli altri e per la società. Ci sarà un autentico senso di necessità di uscire da se stessi e muoversi verso gli altri, perché altrimenti l’umanità e il mondo continueranno a sprofondare verso il collasso.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Oggi possiamo già vedere i segnali di tutto questo. Il mondo sta diventando sempre più interconnesso e interdipendente e allo stesso tempo gli esseri umani stanno diventando sempre più egoisti. Ognuno vede soltanto se stesso e costruisce il proprio successo sulla rovina degli altri. Quando la realtà mette tutti noi sulla stessa barca, significa che siamo tutti in pericolo di affondare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Assomigliamo ai membri di una famiglia rinchiusi insieme nello stesso appartamento, che tuttavia si odiano a tal punto che da un momento all’altro potrebbe verificarsi una grande esplosione. È impossibile vivere in questo modo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Se comprendiamo il messaggio dei profeti, cioè un messaggio scritto specificamente per noi, e impariamo il metodo della connessione armoniosa che i saggi hanno preparato per noi, allora saremo in grado di avanzare verso il culmine del nostro sviluppo attraverso un percorso piacevole e costruttivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Le nostre relazioni diventeranno sempre più conformi alla rete integrale di connessioni che esiste nella natura. Alla fine, saremo connessi “come un solo uomo con un solo cuore”, nell’amore reciproco e nell’amore per tutta la creazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">È verso questo stato perfetto che i profeti ci guidano. Possiamo avere successo nel raggiungerlo.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 178 – I Profeti” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli allievi del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
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		<title>Qual è il significato di “Shema Yisrael”?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/18/qual-e-il-significato-di-shema-yisrael/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 08:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[Shema Yisrael]]></category>
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					<description><![CDATA[“Shema Yisrael, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno.” Esiste un’unica forza superiore chiamata “Natura”. Nella ghematria ebraica, HaTeva (Natura) ed Elohim (Dio) hanno entrambe il valore numerico 86. Da questa forza deriva un’unica legge onnicomprensiva che abbraccia tutta la realtà e la conduce verso un unico scopo: l’adesione all’unica forza superiore. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-54281 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">“Shema Yisrael, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno.”</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Esiste un’unica forza superiore chiamata “Natura”. Nella ghematria ebraica, </span><i><span style="font-weight: 400;">HaTeva </span></i><span style="font-weight: 400;">(Natura) ed </span><i><span style="font-weight: 400;">Elohim </span></i><span style="font-weight: 400;">(Dio) hanno entrambe il valore numerico 86. Da questa forza deriva un’unica legge onnicomprensiva che abbraccia tutta la realtà e la conduce verso un unico scopo: l’adesione all’unica forza superiore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Ognuno di noi esiste sotto questa forza e ne adempie la legge, o per costrizione oppure attraverso consapevolezza e desiderio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Se siamo già inseriti fin dall’inizio nel suo sistema, allora che cosa possiamo realmente chiedere?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">“E amerai il Signore, il tuo Dio.”</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">AmarLo con tutto il cuore, con entrambe le tue inclinazioni, l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male. Con tutta la tua anima e con tutta la tua forza. Con tutto ciò che è dentro di te.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Che cosa significa amarLo?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Significa renderci simili a Lui. La Sua natura è amore e dazione. Attraverso questa natura Egli sostiene la realtà. Se anche noi iniziamo ad agire secondo una legge interiore di amore e dazione, saliremo al Suo livello, e questo sarà chiamato amarLo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In altre parole, “Shema Yisrael, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno” è essenzialmente una dichiarazione: “Voglio diventare amorevole e benevolo, come Te.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Come si può raggiungere un simile amore per la forza superiore?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I saggi dicevano: “Dall’amore per gli esseri umani all’amore per il Creatore.” Questa è una formula.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Dobbiamo sviluppare amore per tutti, sentendoli vicini a noi come noi stessi; quando raggiungeremo un simile atteggiamento, saremo in grado di raggiungere l’amore per il Creatore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Pertanto, Shema Yisrael descrive il modo preciso in cui siamo chiamati ad agire nel mondo, secondo la legge dell’amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Perché questo è collegato specificamente a Israele? Perché, alla nostra origine, siamo diventati una nazione quando ci siamo impegnati a raggiungere l’unità, la responsabilità reciproca e l’essere “come un solo uomo con un solo cuore”. Al Monte Sinai eravamo pronti a diventare una nazione di questo tipo e ricevemmo la guida per raggiungere l’amore per il Creatore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La recitazione dello Shema è un impegno del cuore: ogni azione della nostra vita deve avvicinarci all’amore. Naturalmente, questo va oltre ciò che dobbiamo semplicemente fare per sopravvivere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Educhiamo il nostro cuore. Gli insegniamo a considerare i desideri di un’altra persona come se fossero i nostri e a preoccuparci di soddisfarli. Attraverso tali esercizi, il cuore comincia a includere gli altri come se fossero noi stessi. Gradualmente, usciamo dalla preoccupazione per noi stessi e ci diffondiamo tra gli altri, sperimentando la realtà attraverso di loro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Allora scopriamo che, in effetti, nel mondo dimora una forza superiore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Come accade esattamente? Questa forza esiste al di fuori del nostro ego e anche le altre persone esistono al di fuori del nostro ego. Pertanto, se siamo capaci di elevarci al di sopra dei confini della percezione egoistica e di unirci agli altri attraverso l’amore, nella stessa misura cominciamo a percepire l’unica forza che esiste in tutta la creazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Non c’è nulla di più elevato dello Shema.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In queste parole sono contenuti tutti gli stati che dobbiamo attraversare, dall’inclinazione al male all’inclinazione al bene, lungo ogni fase dello sviluppo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per esempio, “E li legherai al tuo braccio” simboleggia la luce di </span><i><span style="font-weight: 400;">Hassadim</span></i><span style="font-weight: 400;">, mentre “E le userai come separatore tra i tuoi occhi” simboleggia la luce di </span><i><span style="font-weight: 400;">Hochma</span></i><span style="font-weight: 400;">: diversi stati spirituali raggiunti nell’anima dopo che l’amore è stato sviluppato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Da una prospettiva più ampia, lo sviluppo dell’umanità ci ha portati in un mondo interconnesso. Che ci piaccia o no, la vita ci mostra che dipendiamo gli uni dagli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In una realtà simile, saremo costretti ad avanzare verso la consapevolezza di essere tutti un’unica famiglia. Altrimenti non sopravviveremo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La rete delle connessioni si sta stringendo intorno a noi. Contiene un programma interiore che ci obbliga a raggiungere equilibrio, connessione e complementarità. Quando ogni persona pensa soltanto a se stessa e sfrutta gli altri e l’ambiente, la rete ci scuote con forza. Ogni individuo sperimenta una qualche forma di shock e la risposta corretta è: “Shema Yisrael. Il Signore è il nostro Dio. Il Signore è Uno.” In altre parole, interiorizziamo il fatto che nel mondo opera un’unica forza e che tutto ciò che accade ha lo scopo di farci avanzare verso l’amore per tutti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I saggi hanno stabilito la pratica di recitare lo Shema al mattino e alla sera. Questo ci orienta a connetterci con il Creatore prima di ogni azione, cioè con la forza dell’amore e della dazione. Come è scritto: “Non c’è nulla tranne  Lui.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Poi usciamo ad agire nel mondo secondo la Sua legge. Cercheremo con tutto il cuore di essere come Lui, cioè di essere buoni, benevoli, amorevoli e capaci di dare. Al termine dell’azione, che abbiamo avuto successo oppure no, torniamo nuovamente a Lui. Qualunque cosa sia accaduta, è stato Lui a disporre il quadro in quel modo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Così, Shema Yisrael dice essenzialmente: chi desidera connettersi direttamente alla forza superiore e partecipare con essa alla legge generale della natura deve comprendere che non esiste un’altra forza che operi nella realtà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Tutti sono mossi da essa come marionette, come pezzi su una scacchiera. Ma possiamo connetterci ad essa consapevolmente. Possiamo sentire come ci sostiene e ci muove in ogni movimento. Per farlo, dobbiamo esaminare costantemente come possiamo amare e dare nella misura più ampia possibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">È così che sentiremo sempre più intensamente come la forza del Creatore esista dentro di noi e ci guidi: questo è il significato profondo contenuto nella dichiarazione “Il Signore è Uno.”</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 177 – Shema Israel (Ascolta, Israele)” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
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		<item>
		<title>Qual è il modo corretto di pregare Dio secondo la Kabbalah?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/17/qual-e-il-modo-corretto-di-pregare-dio-secondo-la-kabbalah/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[Studio della saggezza della Kabbalah]]></category>
		<category><![CDATA[Kabbalah]]></category>
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					<description><![CDATA[Ciò che ha elevato l’umanità al di sopra  del mondo animale è stato lo sviluppo dell’ego. La Kabbalah definisce l’ego come il desiderio di godere esclusivamente per il proprio beneficio, a spese degli altri. Con un desiderio egoistico che diventava sempre più forte, abbiamo costruito una vasta civiltà. Alla fine è emerso un mondo interconnesso, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-54281 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Ciò che ha elevato l’umanità al di sopra  del mondo animale è stato lo sviluppo dell’ego. La Kabbalah definisce l’ego come il desiderio di godere esclusivamente per il proprio beneficio, a spese degli altri. Con un desiderio egoistico che diventava sempre più forte, abbiamo costruito una vasta civiltà. Alla fine è emerso un mondo interconnesso, nel quale tutti dipendono gli uni dagli altri, eppure le persone sono sempre meno capaci di tollerarsi a vicenda. In una realtà simile, se non impariamo a funzionare attraverso la connessione e la complementarità, come parti dello stesso meccanismo, come fratelli e sorelle in una famiglia sana, nessuno avrà un futuro positivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La preghiera, nel senso più profondo della parola, è un lavoro interiore volto ad adattare la natura egoistica che è dentro di noi alla natura interconnessa che ci circonda e che si sta avvicinando sempre più a noi, verso la quale dobbiamo avanzare. “Non fare agli altri ciò che è odioso per te”, considerazione reciproca, responsabilità reciproca e “ama il prossimo tuo come te stesso”. Per vivere in una società simile, dobbiamo prima correggere il nostro cuore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nel lavoro della preghiera, ci rivolgiamo al nostro cuore, lo esaminiamo, gli parliamo e lo rendiamo più sensibile. Vogliamo che diventi un po’ più ricettivo, aperto, sensibile e capace di dare. Vogliamo che diventi come il cotone, capace di assorbire tutti dentro di sé e, a sua volta, riversare bontà nel mondo. Vogliamo che funzioni emotivamente insieme agli altri cuori, secondo una reciprocità simile a quella che esiste tra il cuore e gli altri organi di un corpo vivente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In generale, il cuore simboleggia la totalità dei desideri di una persona, ed è attraverso il cuore che sperimentiamo il mondo. La nostra immagine della realtà si forma quando qualcosa di sconosciuto entra attraverso i cinque sensi e viene ricevuto nel desiderio generale chiamato “cuore”. Per natura, questo desiderio è egoistico e, attraverso di esso, una persona percepisce ciò che può esserle utile o ciò che può danneggiarla. Oltre questo, il cuore non è in grado di percepire. Pertanto, aprire il cuore significa rimuovere il filtro egoistico che lo ricopre. È una sorta di guscio che ci impedisce di percepire il mondo vasto e illuminato che già esiste intorno a noi, qui e ora: l’intera realtà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il lavoro della preghiera consiste nell’ampliare il più possibile i nostri sentimenti, allargare il nostro campo di percezione e lavorare sul cuore bloccato affinché possa aprirsi. Dobbiamo esaminare perché percepiamo il mondo in un determinato modo e come possiamo arrivare a percepirlo diversamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La forma finale del nostro sviluppo consiste nel diventare uniti con tutti, connessi “come un solo uomo con un solo cuore”. Attraverso questo, vivremo nell’amicizia, nell’uguaglianza e nell’equilibrio gli uni con gli altri e con la natura. Sviluppando il desiderio di portare beneficio agli altri e di avanzare verso una maggiore armonia con la realtà nel suo insieme, acquisiremo la capacità di determinare da noi stessi ciò che porterà il momento successivo. In uno stato simile, il futuro non ci spaventerà più. Ogni momento sarà aperto davanti a noi, disteso come una mappa. Gli esseri umani possono e dovrebbero raggiungere questo livello di sviluppo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il primo a insegnarlo fu Abramo il Babilonese, lo stesso ricercatore che scoprì che tutta la natura è un sistema unico e unificato. Scoprì che un’unica forza opera attraverso l’intera realtà e ci spinge anch’essa a diventare uniti nell’amore. Ai suoi tempi vi fu una grande esplosione di egoismo, descritta nella storia della Torre di Babele. Le persone smisero di comprendersi e iniziarono a combattersi. “Metà del mondo cadde sotto la spada”, afferma il Midrash (Pirkei de-Rabbi Eliezer, Capitolo 24).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Abramo cercò di spiegare come elevarsi al di sopra della separazione e dell’orgoglio e coloro che appresero da lui il metodo della connessione finirono per diventare una nazione distinta, il popolo d’Israele. Era un gruppo unico che si dedicava alla preghiera, alla correzione del cuore dall’egoismo all’amore e, attraverso ciò, si adattava all’unica forza, la cui natura è amore e dazione. Come risultato di questo adattamento, l’unica forza superiore si rivelò tra i membri della nazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Quando siamo stati distrutti? Quando tra noi esplose un grande odio, cioè quando ci rivolgemmo verso desideri egoistici di potere, prestigio e controllo. A quel punto, l’unica forza scomparve dalla nostra percezione e questa è stata la nostra condizione negli ultimi 2.000 anni. Soltanto lavorando per aprire il cuore e connettendoci gli uni agli altri attraverso l’amore svilupperemo un rivelatore capace di percepirla nuovamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Attualmente, le relazioni umane sono altamente egoistiche e basate sullo sfruttamento, per questo soffriamo tutti. Continuando a svilupparci, scopriremo che le persone non si danneggiano a vicenda soltanto attraverso le azioni, ma anche attraverso le intenzioni. Quando il cuore è colmo di negatività, tutto si sviluppa negativamente. Alla fine ci sarà chiaro che, finché tutti non penseranno bene gli uni degli altri, nessuno potrà avere una buona vita in questo mondo. Questa consapevolezza porterà l’umanità a imparare il lavoro della preghiera, quell’originario lavoro di ammorbidire il cuore e sviluppare l’amore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">“Poiché la mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutti i popoli”, dice la visione profetica (Isaia 56:7). Questo è lo stato evoluto nel quale tutti gli abitanti del mondo desidereranno soltanto che la forza dell’amore dimori tra tutti. Una simile connessione reciproca sarà chiamata la “Casa di Dio” e al suo interno scopriremo l’unica forza, la forza universale della natura, la forza che fin dall’inizio ha creato ogni cosa affinché l’essere creato potesse diventare simile ad essa, eterno e perfetto.</span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Dalle fonti</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">“La preghiera è il lavoro del cuore. Ciò significa che, poiché il cuore dell’uomo è, alla sua radice, il desiderio di ricevere, esso deve essere trasformato affinché desideri soltanto dare e non ricevere; egli ha quindi un grande compito nel trasformarlo. … Per questo deve pregare, vedendo quanto profondamente sia immerso nell’amore di sé.”</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">— Il Kabbalista Baruch Shalom Ashlag (RABASH)</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “Nuova Vita 176 – Preghiera e Sviluppo Umano” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli allievi del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Di cosa tratta esattamente il Libro dello Zohar?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/16/di-cosa-tratta-esattamente-il-libro-dello-zohar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 08:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Studio della saggezza della Kabbalah]]></category>
		<category><![CDATA[Zohar]]></category>
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					<description><![CDATA[In effetti, Lo Zohar è un libro davvero speciale. È il libro dei libri della saggezza della Kabbalah. Un libro che parla interamente della correzione dell’essere umano, di una società corretta la cui rete di connessioni viene chiamata “l’anima”. Tutti parlano dell’anima, ma nessuno sa veramente che cosa sia o dove si trovi, ammesso che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-54281 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2025/07/Michael_Laitman_Official-2018-721x480-1-300x200-1.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In effetti, <em>Lo Zohar</em> è un libro davvero speciale. È il libro dei libri della saggezza della Kabbalah. Un libro che parla interamente della correzione dell’essere umano, di una società corretta la cui rete di connessioni viene chiamata “l’anima”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Tutti parlano dell’anima, ma nessuno sa veramente che cosa sia o dove si trovi, ammesso che esista. L’anima è un unico sistema nel quale siamo tutti connessi gli uni agli altri. Questo sistema di connessione è nascosto, ma siamo destinati a scoprirlo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il <em>Libro dello Zohar</em> parla dell’anima. Descrive una rete nella quale siamo tutti connessi attraverso l’amicizia, l’amore, la connessione e la reciprocità. Tuttavia, poiché attualmente viviamo nella separazione, nella distanza e nel conflitto, opponendoci gli uni agli altri, non comprendiamo ciò che è scritto ne <em>Lo Zohar</em>. Nella misura in cui correggiamo il nostro atteggiamento verso gli altri e scopriamo il sistema corretto e armonioso delle relazioni, però,<em> Lo Zohar</em> si apre davanti a noi e ciò che vi è scritto comincia a diventare chiaro. Vediamo allora che, dietro tutte le storie, il libro parla di relazioni corrette.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">Lo Zohar</span></i><span style="font-weight: 400;"> può essere impiegato per avvicinarci alla rivelazione di questa rete di connessione corretta. Se aspiriamo veramente a creare relazioni positive tra le persone, scopriamo che</span><i><span style="font-weight: 400;"> Lo Zohar</span></i><span style="font-weight: 400;"> contiene un’enorme forza correttiva. Questa è l’origine dell’usanza, stabilita dai saggi, di leggere </span><i><span style="font-weight: 400;">Lo Zohar</span></i><span style="font-weight: 400;"> come rimedio spirituale nelle diverse situazioni della vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il destino del popolo d’Israele è diventare come un’unica famiglia. Quando questa diventa la visione del nostro futuro,</span><i><span style="font-weight: 400;"> Lo Zohar </span></i><span style="font-weight: 400;">diventa uno strumento potentissimo per correggere la natura umana. Costruisce dentro di noi una profonda connessione con gli altri, fino al punto in cui possiamo veramente vivere secondo il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso”, nella responsabilità reciproca, evitando di fare agli altri ciò che noi stessi odieremmo subire, con tutto Israele unito nell’amicizia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Iniziamo a sentire che siamo tutti sulla stessa barca e che dobbiamo prendercene cura insieme, perché se anche una sola persona non lo fa, potremmo tutti sprofondare nel mare tempestoso degli impulsi egoistici.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Già quando </span><i><span style="font-weight: 400;">Lo Zohar</span></i><span style="font-weight: 400;"> fu composto da Rabbi Shimon bar Yochai e dai suoi discepoli, si comprese che il libro sarebbe rimasto nascosto per molto tempo. Questo perché un autentico bisogno di correggere l’ego può emergere soltanto in un periodo in cui l’umanità raggiunge una crisi globale nelle relazioni umane.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Oggi il mondo si sta disgregando a causa delle lotte alimentate dall’ego e questo avviene a ogni livello, dalle relazioni internazionali alla vita sociale e familiare. Abbiamo persino danneggiato l’ecologia e l’ambiente. A causa delle relazioni egoistiche, non siamo in grado di condividere l’abbondanza di cui disponiamo, di vivere in sicurezza e in pace, né di costruire un mondo bello per i nostri figli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In una situazione simile, </span><i><span style="font-weight: 400;">Lo Zohar</span></i><span style="font-weight: 400;"> si rivela per darci la forza di funzionare come un unico corpo, nella connessione e nella reciproca complementarità. La vera complementarità nasce dall’amore, il più alto grado di partecipazione alla vita dell’altro. Significa sentire i desideri di un’altra persona ed essere disposti a soddisfarli, essere disposti a completare ciò che manca a ogni essere umano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Perché, allora, sono state associate a </span><i><span style="font-weight: 400;">Lo Zohar </span></i><span style="font-weight: 400;">così tante inquietanti credenze? Perché si diceva che studiandolo si potesse perdere la ragione e così via?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La risposta è che furono proprio i Kabbalisti a tenere il pubblico lontano da </span><i><span style="font-weight: 400;">Lo Zohar</span></i><span style="font-weight: 400;"> nelle generazioni precedenti. Avevano compreso che</span><i><span style="font-weight: 400;"> Lo Zohar</span></i><span style="font-weight: 400;"> è come un potente antibiotico. Se una persona non è gravemente malata, non c’è motivo di somministrarle una medicina simile. Il rimedio deve corrispondere esattamente alla malattia che si è manifestata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Durante tutto il periodo dell’esilio vi furono individui eccezionali che scoprirono l’inclinazione al male insita nella natura umana con un’intensità tale da richiedere un rimedio. Penetrarono nel significato interiore de </span><i><span style="font-weight: 400;">Lo Zohar</span></i><span style="font-weight: 400;"> e lo utilizzarono per la guarigione. Lo studiavano discretamente, in piccoli gruppi, raccomandando al pubblico in generale di mantenersi a distanza. Il momento non era ancora maturo e l’umanità non si sentiva ancora malata.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">In effetti, fino a circa 40 anni fa, Il libro de <em>Lo </em></span><i><span style="font-weight: 400;">Zohar </span></i><span style="font-weight: 400;">suscitava spesso esitazione. Le persone vi si avvicinavano con timore e soggezione e avevano paura di aprirlo. Oggi la realtà è diversa. Esistono gruppi di studio de<em> Lo </em></span><i><span style="font-weight: 400;">Zohar </span></i><span style="font-weight: 400;">sia nelle comunità religiose sia in quelle laiche. Anche se le persone non sanno ancora come avvicinarsi correttamente allo studio de <em>Lo </em></span><i><span style="font-weight: 400;">Zohar</span></i><span style="font-weight: 400;">, il semplice fatto di avvicinarsi ad esso è già benefico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo desiderio interiore di avvicinarsi a <em>Lo</em></span><i><span style="font-weight: 400;"> Zohar</span></i><span style="font-weight: 400;"> rimuove la barriera che per generazioni ci ha separato da esso. Nasce dalla sensazione che questo libro debba fornire una risposta, un rimedio, una forza speciale per correggere il cuore e la società.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Inoltre, c’è un altro punto importante riguardo all’uso de <em>Lo</em></span><i><span style="font-weight: 400;"> Zohar</span></i><span style="font-weight: 400;">:  il nostro ruolo è offrire un esempio di vita nell’amore e guidare il mondo verso il successivo stadio dello sviluppo umano. Essere “una luce per le nazioni” è una missione che deve essere compiuta. Tutta la pressione che il mondo esercita su di noi è indirizzata verso questo scopo, consciamente o inconsciamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">Lo Zohar </span></i><span style="font-weight: 400;">può aiutarci a compiere questa missione in modo delicato e piacevole. Oltre a ciò, può aprirci a una realtà superiore, una realtà al di là del tempo, dello spazio e del movimento. Una realtà eterna e completa.</span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Dalle fonti</span></h3>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">“Lo Zohar era destinato a rimanere nascosto… fino all’ultima generazione, alla fine dei giorni, quando sarebbe stato rivelato.”</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">— Rabbi Isaiah HaLevi Horowitz (il Santo Shelah)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">“Poiché Israele è destinato ad assaporare dall’Albero della Vita, che è questo Libro dello Zohar, sarà redento dall’esilio attraverso la misericordia.”</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">— Il Libro dello Zohar, Parashat Naso, punto 90</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">“Avverto una grande necessità di spezzare un muro di ferro che ci separa dalla saggezza della Kabbalah, dalla distruzione del Tempio fino a questa generazione. Esso grava pesantemente su di noi e suscita il timore che venga dimenticata da Israele.”</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">— Il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), “Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><i><span style="font-weight: 400;">“Ora si avvicinano i giorni in cui tutti riconosceranno e sapranno che la salvezza di Israele e la salvezza del mondo intero dipendono esclusivamente dalla rivelazione della saggezza della luce nascosta, i segreti interiori della Torah, espressi in un linguaggio chiaro.”</span></i></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">— Rabbi Abraham Isaac HaCohen Kook, Lettere della Ra’ayah, Vol. 1, Lettera 87.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Basato su “New Life 175 – Il Libro dello Zohar” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p style="text-align: justify;">Scritto e curato dagli allievi del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Perché il Libro dei Salmi è così venerato?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/15/perche-il-libro-dei-salmi-e-cosi-venerato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nuova Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Studio della saggezza della Kabbalah]]></category>
		<category><![CDATA[Libro dei Salmi]]></category>
		<category><![CDATA[ReDavide]]></category>
		<category><![CDATA[Salmi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Libro dei Salmi è profondamente potente. Entra nel cuore con estrema facilità. Cosa gli conferisce un tale potere? Cosa lo ha reso amato in tutto il mondo? E inoltre, perché il re Davide è costantemente impegnato nella lotta? Davide era il re d’Israele, un popolo unico le cui radici risalgono all’antica Babilonia. Fu lì [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><span dir="auto"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-20-at-07.04.55.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57376 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-20-at-07.04.55-300x212.jpeg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-20-at-07.04.55-300x212.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-20-at-07.04.55-1024x722.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-20-at-07.04.55-768x542.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-20-at-07.04.55.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il Libro dei Salmi è profondamente potente. Entra nel cuore con estrema facilità. Cosa gli conferisce un tale potere? Cosa lo ha reso amato in tutto il mondo? E inoltre, perché il re Davide è costantemente impegnato nella lotta?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Davide era il re d’Israele, un popolo unico le cui radici risalgono all’antica Babilonia. Fu lì che Abramo scoprì che in tutta la natura opera un’unica forza, un sistema di governo, un programma che regola ogni cosa. Possiamo chiamarlo natura, Dio o forza superiore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Abramo insegnava a chiunque fosse disposto ad ascoltarlo che il più grande conseguimento nella vita è la connessione con questa forza e che tale connessione si raggiunge attraverso la gentilezza e l’amore verso gli altri. Perché? Perché è così che ci allineiamo con l’unità della natura, e l’evoluzione sta guidando l’umanità verso questo livello. La comunità degli allievi di Abramo divenne infine il popolo d’Israele, come descrive Maimonide nel<em> Libro della Conoscenza.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Tra l’altro, le crisi che vediamo oggi nel mondo derivano, alla loro radice, da una crescente discrepanza tra l’umanità e la forza generale della natura che agisce su di noi. La Torah, nel suo significato interiore, è un metodo per attirare una forza correttiva, chiamata “luce”, capace di trasformare la natura egoistica e ristretta presente in noi in connessione e armonia con gli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">All’interno di questo gruppo unico emerse il re Davide.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Davide fu chiamato re non perché governasse il popolo con il pugno di ferro, ma perché serviva tutti, elevava tutti e li guidava verso una vita basata sul principio: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Davide sperimentò personalmente tutti gli stati che il popolo avrebbe attraversato nel corso del proprio sviluppo e, di conseguenza, compose un’ampia varietà di invocazioni rivolte alla forza superiore. Scoprì dentro di sé le forze negative contro le quali era necessario lottare, comprese che potevano essere trasformate in forze positive, chiamate “correzioni”, e chiese la forza necessaria per svilupparsi correttamente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">A volte le sue preghiere nascevano dalla rivelazione del male dentro di sé. Altre volte provenivano dalla forza positiva che cercava di ricevere. E così continuava.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Tutti gli stati che un essere umano può sperimentare, individualmente o collettivamente, sono contenuti nel Libro dei Salmi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Ecco perché le persone scoprono che, qualunque sia la situazione in cui si trovano, se aprono casualmente il Libro dei Salmi e ne leggono qualche passo, qualcosa si risveglia immediatamente dentro di loro. Le parole suscitano sempre una risposta del cuore, una qualche forma di connessione con la forza superiore, con il sistema generale al quale apparteniamo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Inoltre, se sviluppiamo il desiderio di una crescita spirituale e impariamo a perseguirla in un contesto di gruppo, attraverso i Salmi possiamo risvegliare una forza speciale che ci fa avanzare verso la connessione e l’amore per gli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questa forza fa parte della forza generale che spinge l’umanità in avanti, una forza chiamata “Messia”, o “Messia figlio di Davide”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Nel Tempio Santo, i Leviti cantavano i Salmi e, così facendo, benedicevano il popolo e contribuivano a unire tutti in un unico sistema. Il Tempio Santo non è un edificio fatto di pietra e legno. È un luogo interiore di connessione tra cuori che desiderano unirsi. Anche i sacrifici che vi venivano offerti rappresentano il sacrificio del proprio ego, che permette di raggiungere una vera vicinanza agli altri.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Cosa significa questo? I saggi insegnavano che una persona è un mondo in miniatura, contenendo dentro di sé i livelli inanimato, vegetativo, animale e umano della natura. Per costruire dentro di noi il livello veramente umano, la parte che si connette con tutti attraverso l’amore, dobbiamo sacrificare gli elementi egoistici che sono in noi, cioè gli aspetti inanimato, vegetativo e animale. Ciò significa elevarsi al di sopra di essi attraverso una forza d’amore più grande verso gli altri, trasformando l’inclinazione al male in un inclinazione al bene, cosa che viene anche definita come l’adempimento di un comandamento.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">“Dalle profondità ho invocato Te.” Dalle profondità del cuore. La <em>Sefira</em> di <em>Malchut</em> rappresenta il punto più profondo che si rivela nell’essere umano. È l’ultima <em>Sefira</em>, quella che completa la struttura spirituale composta da dieci <em>Sefirot</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Per questo soltanto Davide, il re, poté comprendere pienamente i Salmi e comporli per tutti. “Un canto delle ascensioni”, dice. “Desidero ascendere di grado in grado, diventando sempre più simile alla Forza Superiore che opera in tutta la natura. … Alzo gli occhi verso i monti; da dove verrà il mio aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, Creatore del cielo e della terra.”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">L’aiuto proviene da quell’unica forza. È la forza che crea la terra, cioè il desiderio terreno ed egoistico che vuole esclusivamente il proprio beneficio, affinché noi possiamo scegliere di elevarci al di sopra di esso verso il cielo, cioè verso le qualità dell’amore e della dazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il libro si chiama “Salmi”, <em>Tehillim</em> in ebraico, dalla radice della parola che significa “lode” (<em>Hallel</em>), nonostante contenga descrizioni di stati estremamente dolorosi, nei quali ci sentiamo lacerati interiormente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">I nostri nemici, cioè i desideri negativi che si rivelano nel nostro cuore, ci trascinano in direzioni dannose. Non siamo in grado di superare queste forze e quindi gridiamo, piangiamo e chiediamo la forza necessaria per correggerci. Eppure, nonostante tutto, lodiamo il Creatore, perché comprendiamo che attraverso l’intero processo alla fine ci avviciniamo a Lui.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Questo riflette una consapevolezza superiore: nel mondo non esiste una forza malvagia. Ogni volta che il male si rivela, dipende da noi quanto rapidamente riusciremo a trasformarlo in bene. Non esiste una via diretta verso l’amore. L’unica strada consiste nel trasformare le forze del male in forze del bene, un processo chiamato anche “pentimento”. Un vero essere umano, nel senso più pieno della parola, è colui che era opposto alla forza superiore e che è diventato simile ad essa, acquisendone le qualità di amore e di dazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Un’ultima considerazione da una prospettiva globale. Le diverse crisi che oggi vediamo nella vita personale e nella società derivano dalla crescente contraddizione tra l’egoismo sempre più potente che emerge nelle persone e la natura sempre più interconnessa del mondo. Per evitare un collasso totale, dobbiamo imparare a relazionarci gli uni con gli altri come parti di un unico sistema.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Il popolo d’Israele si trova in una posizione unica per guidare una simile trasformazione educativa e culturale. Dobbiamo riscoprire il metodo di connessione stabilito da Abramo, metterlo in pratica tra di noi e condividerlo con il mondo. Nella misura in cui ciò accadrà, arriveremo a riconoscere l’amore universale che permea la creazione, e anche i nostri cuori canteranno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Alleluia.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Basato su “New Life 172 – Il Libro dei Salmi” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman. </span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Scritto e curato dagli allievi del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</span></p>
<p>ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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		<title>Perché i pasti preparati dalle persone care risultano più memorabili del cibo stesso?</title>
		<link>https://laitman.it/2026/09/14/perche-i-pasti-preparati-dalle-persone-care-risultano-piu-memorabili-del-cibo-stesso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Giovanardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 08:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Creatore]]></category>
		<category><![CDATA[Percezione della realtà]]></category>
		<category><![CDATA[Kabbalah]]></category>
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					<description><![CDATA[Un pasto preparato con amore da una madre o una nonna racchiude molto più del semplice sapore. In esso si trovano cura, calore, attenzione e un senso di appartenenza. Quindi, ciò che ci nutre non è il cibo in sé, ma il sentimento che lo accompagna. Secondo la Kabbalah, tuttavia, queste esperienze familiari rimandano a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto"><a href="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-19-at-07.00.22.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-57371 alignleft" src="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-19-at-07.00.22-300x209.jpeg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-19-at-07.00.22-300x209.jpeg 300w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-19-at-07.00.22-1024x713.jpeg 1024w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-19-at-07.00.22-768x535.jpeg 768w, https://laitman.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-19-at-07.00.22.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Un pasto preparato con amore da una madre o una nonna racchiude molto più del semplice sapore. In esso si trovano cura, calore, attenzione e un senso di appartenenza. Quindi, ciò che ci nutre non è il cibo in sé, ma il sentimento che lo accompagna.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Secondo la Kabbalah, tuttavia, queste esperienze familiari rimandano a qualcosa di molto più profondo. L&#8217;amore che riceviamo attraverso le persone è solo una forma esteriore attraverso cui una forza superiore comunica con noi. Ciò che desideriamo veramente non è il cibo, il dono o la persona stessa, ma la realizzazione, la cura e l&#8217;amore che fluiscono attraverso di loro.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Dobbiamo imparare gradualmente a riconoscere questa fonte interiore.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Le figure che un tempo ci donavano appagamento, nostra madre, nostra nonna, la nostra famiglia e le persone care, esistono nella nostra memoria e nelle nostre emozioni perché erano i canali attraverso cui sperimentavamo l&#8217;amore. Eppure l&#8217;essenza di quell&#8217;amore non scompare quando quelle figure non ci sono più. La fonte rimane.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">La Kabbalah spiega che tutto ciò che abbiamo sempre desiderato esiste già nella realtà. La sfida non è creare la realizzazione, ma imparare a percepirla correttamente. Attraverso lo sviluppo interiore, iniziamo ad avvicinarci alla fonte della nostra vita.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Questo non significa che una nonna riapparirà con un piatto di cibo in mano, invitando il nipote a mangiare. Quelle forme fisiche appartengono a una particolare fase della vita. Piuttosto, sviluppiamo la capacità di connetterci con la forza che era posta dietro quelle forme fin dall&#8217;inizio.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">L&#8217;umanità si sta gradualmente dirigendo verso una nuova fase percettiva. In primo luogo, le persone si allontanano dalla dipendenza da forme di appagamento puramente materiali. Poi entrano in quella che potremmo definire una realtà più virtuale, dove la connessione diventa sempre più importante. Infine, questo sviluppo conduce a una percezione spirituale della realtà.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">In quello stato, sperimentiamo tutto ciò che abbiamo sempre desiderato: calore, cura, empatia, comprensione, protezione e amore. I sentimenti che un tempo provenivano dai genitori, dalla famiglia e dalle relazioni intime si rivelano in una forma più completa e universale.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">La realizzazione personale non dipende più da oggetti fisici. Cibo, beni materiali e comfort esteriori sono semplici contenitori. Il vero contenuto è il sentimento che li riempie. Quando raggiungiamo la percezione spirituale, ci connettiamo direttamente con la fonte della realizzazione, anziché con il contenitore esteriore attraverso il quale essa si manifestava in precedenza.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Questa esperienza è simile a quella di un bambino piccolo che riposa al sicuro tra le braccia di una madre amorevole. Il bambino si sente completo, protetto e amato senza bisogno di analizzarne il motivo. Il raggiungimento spirituale rivela un simile senso di completezza, ma a livello cosciente.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">A poco a poco, iniziamo a comprendere che ogni espressione d&#8217;amore che abbiamo incontrato nel corso della vita ha avuto origine da un&#8217;unica fonte. Ciò che si è manifestato come madre, nonna, famiglia, amici o persone care era in definitiva il Creatore che si rivelava attraverso diverse forme.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Inizialmente, sembra che le persone siano la fonte dell&#8217;amore che riceviamo. In seguito, scopriamo che erano solo messaggeri. Dietro ogni gesto di premura si celava la stessa forza che governa la realtà stessa.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Questa consapevolezza trasforma il nostro modo di vedere la vita. Invece di cercare appagamento in innumerevoli forme esteriori, iniziamo a percepire la fonte che si cela dietro di esse. Ogni calore, gentilezza e sensazione di essere amati vengono riconosciuti come provenienti dalla stessa forza superiore.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Pertanto, la rivelazione del Creatore non è un&#8217;idea filosofica astratta. È la scoperta della fonte di ogni appagamento, amore, cura e connessione. Arriviamo a sentire che non c&#8217;è veramente nessun altro all&#8217;infuori di Lui e che tutto ciò che abbiamo mai ricevuto proviene da quell&#8217;unica fonte.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">In questa prospettiva, non manca nulla. Il calore che le persone cercano per tutta la vita si rivela come l&#8217;essenza stessa della realtà.</span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Basato sul programma &#8220;News with Dr. Michael Laitman&#8221; di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 23 maggio 2026. </span></p>
<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: justify;"><span dir="auto">Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.</span></p>
<p style="text-align: justify;">ISCRIVITI <a href="https://www.kabbalah.it/lp-la-kabbalah-rivelata/">QUI</a> AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”</p>
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