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	<title>La Privata Repubblica</title>
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	<description>Fomentiamo la disinformazione sistematica.</description>
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		<title>I Grillini Dell&#8217;Illinois</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se per Arbasino il sonno della ragione produceva ministri, ora il sonno del leghismo genera grillini. Daniele Berti, candidato sindaco al comune di Legnano (Padania) per il Movimento 5 Stelle, è sicuro di una cosa: sullo &#8220;scottante e scomodo&#8221; problema dei rom &#8220;una posizione va presa&#8221;. Lo scrive sul suo blog il 31 gennaio 2012 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-7428 alignnone" title="movimentosolealpi" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/02/movimentosolealpi1.jpg" alt="" width="595" height="388" /></p>
<p>Se per Arbasino il sonno della ragione produceva ministri, ora il sonno del leghismo genera grillini. Daniele Berti, candidato sindaco al comune di Legnano (<del>Padania</del>) per il Movimento 5 Stelle, è sicuro di una cosa: sullo &#8220;scottante e scomodo&#8221; problema dei rom &#8220;una posizione va presa&#8221;. <a href="http://danielebertisindaco.blogspot.com/2012/01/romun-grosso-problema.html">Lo scrive sul suo blog</a> il 31 gennaio 2012 &#8211; e sul punto siamo tutti ragionevolmente d&#8217;accordo. <span id="more-7421"></span>Peccato che il post prosegua tra ambiguità e sevizie della lingua italiana con cacciavite e chiavi inglesi, in un crescendo da film di Solondz:</p>
<blockquote><p>I residenti del popoloso quartiere di S.Paolo sono incazzati con le &#8216;autorità&#8217; cittadine perchè non risolvono il problema e l&#8217;autorità dal canto suo,dice di aver fatto il possibile per risolvere il problema. Qualcuno bleffa [sic, nda] ,di certo non i residenti che si ritrovano il problema fuori dalla porta da anni, ma se esistono &#8216;le forze dell&#8217;ordine&#8217; che non riescono a mantenere l&#8217;ordine che forze sono ?? C&#8217;è un vuoto legislativo,questa è un&#8217;altra motivazione,li sgomberi,li identifichi e dopo poche ore sono di nuovo li-beri,sono comunitari, peccato che vivere nei boschi in condizioni igieniche disastrose (si mangia e si caga nello stesso luogo),fare dell&#8217;accattonaggio e dei furti nelle case il proprio &#8216;stile di vita&#8217;,diventa un ossessione per chi vive la normalità del cittadino che si sveglia la mattina per andarsi a guadagnar da vivere e paga le tasse per avere dei servizi dal proprio comune.</p></blockquote>
<p>Che fare, quindi, oltre a rimettere la barra spaziatrice nella tastiera?</p>
<blockquote><p>I Rom non hanno alcuna intenzione di integrarsi,non è nel loro dna<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/i-grillini-dellillinois/#footnote_0_7421" id="identifier_0_7421" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Berti ha poi aggiunto la seguente precisazione: &amp;#8220;ho tolto la parola dna che non voleva essere scandalosa e invece lo &egrave; stata&amp;#8221;. Troppo tardi.">1</a></sup>,sono le autorità che devono intervenire con efficacia,il problema si è già perpetuato per troppo tempo,se si vuole arrivare ad applicare una parvenza di legalità,bisogna insistere:lo sgombero ad oltranza,con la riqualificazione a parco recintato è la nostra proposta, scomoda,dolorosa,disumana,tutte le critiche ci stanno,ma ci stanno anche gli anni di esasperazione di cittadini legnanesi che non ne possono più [...].</p></blockquote>
<p>Non è la prima volta che Grillo/M5S assumono una posizione assimilabile a quella di gruppi Facebook stile &#8220;<a href="http://www.laprivatarepubblica.com/the-rom-accident/">+ rum &#8211; rom</a>&#8221; o consiglieri comunali veneti. Lo stesso Grillo (o chi per lui) <a href="http://www.beppegrillo.it/2007/10/i_confini_scons.html">aveva scritto</a>, il 5 ottobre 2007, una cosa di questo genere:</p>
<blockquote><p>Un Paese non può <strong>scaricare sui suoi cittadini</strong> i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. L&#8217;obiezione di Valium [Prodi, nda] è sempre la stessa: la Romania è in Europa. Ma cosa vuol dire Europa? <strong>Migrazioni selvagge</strong> di persone senza lavoro da un Paese all&#8217;altro? Senza la conoscenza della lingua, senza possibilità di accoglienza? Ricevo ogni giorno centinaia di lettere sui rom. E&#8217; un vulcano, una <strong>bomba a tempo</strong>. Va disinnescata. [...] Una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati.</p></blockquote>
<p>Non so quale vocabolario Borghezio-Italiano circoli nei forum dei Meetup o nelle cartelle Dropbox della Casaleggio, ma il linguaggio usato dai grillini nei confronti delle complesse tematiche legate ai flussi migratori è quantomeno preoccupante. In più, ogni volta che si fa notare questa circostanza, i militanti del M5S si arroccano ingenuamente in una malintesa concezione di <em>realpolitik</em> che secondo loro dovrebbe tenere conto dei Problemi Veri Della Ggente Sul Territorio. E quando si rendono conto di averla sparata troppo grossa, si giustificano buttandola sulla provocazione &#8211; ma fatta esclusivamente <em>per sollevare un dibattito serio e non ideologico</em>. Anche no, grazie: ne abbiamo avuti abbastanza di maître à penser alimentati a grappa Nardini e Merlot.</p>
<p>A riprova di quanto sia rischioso addentrarsi nel pantano del populismo se non si è attrezzati per farlo, il <em>Fatto Quotidiano</em> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/lascesa-forza-nuova-emilia-romagna-stelle-possiamo-negare-loro-piazze/189272/#.Ty_XFz3sImM.facebook">riporta</a> una polemica scoppiata a Rimini nei giorni scorsi. Il M5S si era infatti astenuto dal votare l&#8217;ordine del giorno presentato dalla Federazione della Sinistra, volto ad inibire l&#8217;uso di piazza Tre Martiri (simbolo della resistenza) agli estremisti di Forza Nuova &amp; co. La libertà di manifestazione, spiega il capogruppo grillino alla Regione Andrea Defranceschi, &#8220;deve essere garantita a tutti&#8221;:</p>
<blockquote><p>E’ il Prefetto che deve decidere chi può scendere in piazza. E’ chiaro che noi condanniamo la xenofobia e chi afferma di voler bruciare i libri come fossimo tornati all’epoca nazi-fascista. Ma bisogna essere coerenti, allora quando la Lega dichiara di voler togliere il tricolore dalle piazze, quando Bossi dice di volersi pulire il culo con la nostra bandiera, quelle manifestazioni vanno autorizzate? Probabilmente Forza Nuova dovrebbe essere dichiarata illegale ma ripeto, questa decisione non spetta a noi.</p></blockquote>
<p>Posizione condivisibilissima &#8211; se non fosse che è la stessa di Carlo Giovanardi: &#8220;Purtroppo la mentalità fascista o comunista in Italia e a Modena non è ancora superata e troppi politici sono ancora totalitari nella testa, non avendo pienamente aderito ai principi di libertà e democrazia sanciti dalla nostra costituzione&#8221;. Giovanardi, per intendersi, è quello che Grillo in un suo vecchio spettacolo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DoXBGJt5eEg">aveva definito</a> come &#8220;un soggetto da parrucchiere&#8221; che &#8220;ha portato indietro il paese di 60 anni&#8221;. Insomma, dev&#8217;essere stata dura per i grillini. Da una parte Forza Nuova, dall&#8217;altra Giovanardi. È un dilemma à la <em>Demolition Man</em>: pulirsi il culo con le tre conchigliette istituzionali o farsi sanzionare per le parolacce e usare i più convenzionali fogli delle multe?</p>
<p>Esauritosi il collante identitario &#8211; se così si può chiamare &#8211; dell&#8217;antiberlusconismo-anticasta-biowashball ed espugnati i primi posti di potere, il M5S si sta finalmente confrontando con temi giocoforza ideologici quali immigrazione, laicità, <em>ius soli</em> e molte altre cose che costringeranno Grillo e seguaci ad uscire dalla facile e lanuginosa retorica del Politici Dipendenti-Non Statuto-Parlamento Pulito-Tecnoutopismo Galoppante-Costituzione Islandese-Ecc.</p>
<p>Ora, sono convinto che accusare i grillini di fascismo/razzismo sia profondamente sbagliato e inesatto. Ma, per parafrasare Mark Twain, quando cominci a trovarti d&#8217;accordo con Roberto Maroni &amp; co. forse è arrivato il momento di fermarsi a riflettere.</p>
<p>(<em>Illustrazione: <a href="http://marcotonus.blogspot.com">Marco Tonus</a>.</em>)</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_7421" class="footnote">Berti ha poi aggiunto la seguente precisazione: &#8220;ho tolto la parola dna che non voleva essere scandalosa e invece lo è stata&#8221;. Troppo tardi.</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Ospedale Recuperado Di Kilkis</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 12:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre Papademos, Samaras, KaratzaFührer e il governo tecnico-politico greco stanno scegliendo insieme alla Troika quale strada imboccare per arrivare più agevolmente al default, i lavoratori dell&#8217;ospedale pubblico di Kilkis (città di circa 54mila abitanti nel nord della Grecia) hanno occupato la struttura. In un comunicato diramato il 4 febbraio, l&#8217;assemblea generale del personale sanitario ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-7416 alignnone" title="L'ospedale di Kilkis" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/02/ospedalekilkis.jpg" alt="" width="595" height="436" /></p>
<p>Mentre Papademos, Samaras, <a href="http://www.laprivatarepubblica.com/asce-di-governo-2/">KaratzaFührer</a> e il governo tecnico-politico greco stanno scegliendo insieme alla Troika quale strada imboccare per arrivare più agevolmente al default, i lavoratori dell&#8217;ospedale pubblico di Kilkis (città di circa 54mila abitanti nel nord della Grecia) <a href="http://libcom.org/blog/greek-hospital-now-under-workers-control-05022012">hanno occupato</a> la struttura. In un <a href="http://efimeridadrasi.blogspot.com/2012/02/blog-post_04.html">comunicato</a> diramato il 4 febbraio, l&#8217;assemblea generale del personale sanitario ha dichiarato di aver assunto il controllo dell&#8217;ospedale, ha ricordato al governo di non essere esentato &#8220;dalle sue responsabilità finanziarie&#8221; ed infine, qualora le richieste dell&#8217;assemblea non venissero esaudite, si è detta pronta a ricercare &#8220;il supporto della comunità locale e all&#8217;opinione pubblica per salvare l&#8217;ospedale e difendere la sanità pubblica&#8221;.<span id="more-7413"></span></p>
<p>Dal 6 febbraio &#8211; e fino a quando non saranno regolarmente erogati gli stipendi e pagate le spese sanitarie &#8211; il personale tratterà solamente le emergenze: &#8220;Avendo bene in mente la nostra missione sociale e le nostre obbligazioni morali, proteggeremo la salute dei cittadini che vengono in ospedale fornendo assistenza sanitaria gratuita a chi ne avesse bisogno&#8221;. Nel comunicato, inoltre, l&#8217;assemblea riconosce che &#8220;gli attuali e perduranti problemi del Ε.Σ.Υ (il sistema sanitario nazionale) non possono essere risolti con specifiche e isolate richieste [...], dal momento che questi problemi sono il prodotto di una più generale politica governativa fatta contro la gente e del neoliberismo globale&#8221;. Lunedì 13 febbraio si terrà un&#8217;assemblea nell&#8217;ospedale occupato, nella quale si decideranno questioni amministrative e organizzative.</p>
<p>In un <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203658804576638812089566384.html">articolo dello scorso novembre</a>, il <em>Wall Street Journal</em> scriveva: &#8220;La costituzione greca obbliga lo Stato a fornire assistenza sanitaria ai cittadini. E lo fa, più o meno. Ma il sistema è un disastro. È pieno di debiti, afflitto dalla corruzione [...] e azzoppato da inefficienza e iniquità. Sotto molti aspetti, il sistema sanitario è un microcosmo della Grecia stessa&#8221;. La profonda crisi della sanità pubblica ha creato due sistemi parallelli: uno privato, accessibile solamente ai greci più facoltosi, e un altro semi-clandestino, fondato sulle mazzette.</p>
<p>L&#8217;Argentina del 2001 &#8211; in positivo e in negativo &#8211; è sempre più vicina.</p>
<p><em><strong>- LEGGI ANCHE: &#8220;<a href="http://www.laprivatarepubblica.com/la-battaglia-di-halyvourgia-ellados/">LA BATTAGLIA DI HALYVOURGIA ELLADOS</a>&#8220;</strong></em></p>
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		<title>Più Roghi Meno Altan</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sezione milanese di Forza Nuova ha un grosso problema: non può assolutamente sopportare il libro &#8220;Piccolo uovo&#8221; disegnato da Altan. È un testo che provoca mal di testa, paura, terrore e disgusto per la corruzione morale in cui pietosamente versa la società. La storia è quella di un piccolo pinguino che trova la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7393" title="Forza Nuova" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/02/roghialtan-2.jpg" alt="" width="595" height="413" /></p>
<p>La sezione milanese di Forza Nuova ha un grosso problema: non può assolutamente sopportare il libro &#8220;Piccolo uovo&#8221; disegnato da Altan. È un testo che provoca mal di testa, paura, terrore e disgusto per la corruzione morale in cui pietosamente versa la società. La storia è quella di un piccolo pinguino che trova la sua famiglia ideale in una coppia di suoi simili omosessuali. Le polemiche erano già sorte lo scorso settembre: una mozione del consigliere di zona 3 Francesco Migliarese (Pdl) ne aveva invocato la censura preventiva. Ieri il tweet sull&#8217;account <a href="https://twitter.com/#!/FNMilano">@FNMilano</a>: &#8220;Il piccolo uovo di Altan. Odiosa cultura omosessuale insegnata ai bimbi. <a title="#Roghi" href="https://twitter.com/#%21/search?q=%23Roghi" rel="nofollow"><s>#</s><strong>Roghi</strong></a> in piazza!&#8221;<span id="more-7391"></span></p>
<p>Repubblica.it <a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/02/01/news/forza_nuova_a_milano_roghi_in_piazza_per_il_libro_di_altan_sull_omosessualit-29170287/">riprende</a> il tweet:</p>
<blockquote><p>&#8220;Roghi in piazza&#8221;. Li invoca, con fin troppo sfacciato richiamo alla campagna contro i libri non tedeschi lanciata da Joseph Göbbels all&#8217;indomani dell&#8217;ascesa di Hitler alla cancelleria, la sezione milanese di Forza Nuova. Lo fa, come usa 79 anni dopo l&#8217;avanzata ideologica nazista contro l&#8217;arte &#8220;degenerata e giudaica&#8221;, attraverso un post su Twitter.</p></blockquote>
<p>I camerati però non ci stanno ad essere strumentalizzati &#8211; del resto hanno scritto &#8220;roghi in piazza&#8221; e non &#8220;faremo una protesta situazionista à la Bradbury per protestare contro l&#8217;immoralità strisciante del <em>politically correct</em>&#8221; &#8211; e denunciano sul loro account: &#8220;già un articolo costruito da un twit e senza chiederci spiegazioni. Classico giornalista terrorista!&#8221; Decido così di chiedere loro ulteriori delucidazioni.</p>
<p><strong>La Privata Repubblica &#8211; Non è casuale la scelta di &#8220;bruciare&#8221; un libro di sole figure, vero? Capisco che leggere e non capire debba essere snervante.</strong></p>
<p>Forza Nuova Milano &#8211; Tranquillo! Sappiamo leggere. E sappiamo capire. Tanto che abbiamo parlato di cultura omosessuale e successivamente di lobby&#8230;</p>
<p><strong>LPR &#8211; Avete veramente intenzione di fare i roghi in piazza?</strong></p>
<p>FN &#8211; Per quanto sarebbe auspicabile e divertente no! Ma il problema attorno a questo libro esiste&#8230;</p>
<p><strong>LPR &#8211; E che problema sarebbe?</strong></p>
<p>FN &#8211; L&#8217;omosessualità instillata per gioco nei bimbi è qualcosa di schifoso! Dimmi qual&#8217;è [<em>sic, nda</em>] il senso di questo libro? Spiegare cosa?</p>
<p><strong>LPR &#8211; Non so, sono confuso. Credo che andrò in cortile a bruciare un paio di libri per schiarirmi le idee. Comunque, Roberto Fiore è d&#8217;accordo con la vostra &#8220;provocazione&#8221;?</strong></p>
<p>FN &#8211; Si, è esattamente quello che diciamo da anni. Famiglia tradizionale, mai omosessuale!</p>
<p>La &#8220;discussione&#8221; si chiude con un ultimo tweet: &#8220;<a title="#altan" href="https://twitter.com/#%21/search?q=%23altan" rel="nofollow"><s>#</s><strong>altan</strong></a>, il piccolo uovo. L&#8217;insano e morboso interesse degli omosessuali per i bimbi. il cerchio si chiude!&#8221; E poi viene allegata questa immagine:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7392" title="----" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/02/roghialtan.jpg" alt="" width="575" height="582" /></p>
<p>Sieg.</p>
<p><strong>UPDATE</strong>: A <a href="http://www.stormfront.org/forum/t863925/">denunciare il libro di Altan</a> non potevano certo mancare gli intellettuali di Stormfront. L&#8217;utente ComplottoGiudaico condivide la posizione di Forza Nuova:</p>
<blockquote><p>cazzo sì! roghi in piazza! ma stiamo scherzando???!!! ouuuuuuuuuuuuu!</p>
<p>giustizia! giustizia! giustizia!</p>
<div id="post_message_9954841">questo si chiama indottrinamento! VERGOGNA BASTARDI! potessi essere con voi in una stanza di 6 metri quadri, mamma mia che divertimento! MERDE!</div>
</blockquote>
<p>Per l&#8217;utente Carlo Magno, invece, siamo di fronte ad una pericolosa propaganda:</p>
<blockquote><p>E poi i sinistroidi dicono: gay si nasce, non si diventa! A me pare che con questa propaganda fanno <span style="text-decoration: underline;">diventare</span> i bambini gay.<br />
ECCO COME CRESCONO LE NUOVE GENERAZIONE: A CONTATTO CON ASILI DISEDUCATIVI, DOVE LE MAESTRE PICCHIANO I BAMBINI, GLI FANNO LEGGERE RACCONTI OMOSESSUALI E QUANDO DOVRANNO ANDARE A SCUOLA DA SOLI SARANNO COSTANTEMENTE ASSALITI DA BANDE DI LATINOS E IMMIGRTATI BULLI DI PERIFERIA.<br />
POI CI SI LAMENTA CHE I BAMBINI HANNO PROBLEMI, E VENGONO PRESCRITTI IN CONTINUAZIONE ANTIDEPRESSIVI E FARMACI.<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: red;"> E&#8217; UN ENORME PROGRAMMA SEGRETO DI EUGENETICA, ECCO TUTTO! NON PUO&#8217; ESSERCI ALTRA SPIEGAZIONE.</span></span></p></blockquote>
<p>L&#8217;utente Antieroe si scaglia contro la Disney, &#8220;ora in mano giudaica&#8221;:</p>
<blockquote><p>Effettivamente, analizzando le storie più famose della Disney, da Paperino e Topolino, dove non esistono padri e madri ma solo zii e zie single che allevano i nipoti o Biancaneve e la sua matrigna, o l’orfano bambi o Aladino che cresce solo sulla strada, nelle varie storie c’è già una vasta rappresentanza di famiglie non convenzionali. Chi ha mai chiesto dove sono i genitori di Qui, Quo e Qua? Eppure abitano con lo zio, un uomo single. Il salto tra la famiglia monoparentale e la coppia gay non è poi così lungo e, secondo certi punti di vista, potrebbe anche non essere un salto in avanti ma una sorta di normalizzazione dell’idea di famiglia. Non una matrigna, uno zio o la strada ma il vero genitore e il suo o la sua compagna. Che la Disney partecipi ai gaypride non è un mistero, nè che molti dei suoi dipendenti vivano apertamente la loro omosessualità. La Pixar video, società del gruppo Disney, lo scorso anno ha inaugurato il progetto “It gets Better” con le testimonianze dei suoi dipendenti gay e lesbiche per offrire nuove speranze ai giovani. Speriamo comunque di non dover vedere in futuro la storia di “Azzurromare e il principe fuxia” magari con tanto di paillettes&#8230;</p></blockquote>
<p>Per l&#8217;utente Evoliano, infine, non c&#8217;è nulla di cui meravigliarsi:</p>
<blockquote><p>la Disney oramai è un covo di giudei e froci</p></blockquote>
<p>Il cerchio si chiude.</p>
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		<title>Leggere Thoreau A Los Angeles</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 18:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 27 gennaio Cajid Heartfield, un manifestante 43enne del movimento Occupy Los Angeles, si trovava in tribunale di fronte al giudice William Sterling. L’accusa: “failure to disperse”1, ossia mancato discioglimento di una manifestazione/assembramento in luogo pubblico. Quando la polizia di LA aveva sfrattato qualche mese fa i manifestanti dalla piazza – e con maniere non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7388" title="----" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/occupycalifornia.jpg" alt="" width="595" height="371" /></p>
<p>Il 27 gennaio Cajid Heartfield, un manifestante 43enne del movimento Occupy Los Angeles, si trovava in tribunale di fronte al giudice William Sterling. L’accusa: “<em>failure to disperse</em>”<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/leggere-thoreau-a-los-angeles/#footnote_0_7386" id="identifier_0_7386" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Art. 409 del Codice Penale della California: &ldquo;Every person remaining present at the place of any riot, rout, or unlawful assembly, after the same has been lawfully warned to disperse, except public officers and persons assisting them in attempting to disperse the same, is guilty of a misdemeanor.&rdquo;">1</a></sup>, ossia mancato discioglimento di una manifestazione/assembramento in luogo pubblico. Quando la polizia di LA aveva sfrattato qualche mese fa i manifestanti dalla piazza – e con maniere <a href="http://exiledonline.com/alert-exiled-editor-yasha-levine-arrested-jailed-during-police-attack-on-occupy-la/">non esattamente ortodosse</a>, come denunciato dagli stessi manifestanti e documentato da più giornalisti &#8211; Heartfield stava dormendo dentro una tenda.<span id="more-7386"></span></p>
<p>Invece dei soliti 20 giorni di servizi sociali, Sterling <a href="http://blogs.laweekly.com/informer/2012/01/occupy_judge_thoreau_civil_dis.php">ha emesso una sentenza decisamente più creativa</a>: ha condannato Heartfield a scrivere un saggio di 300 parole (circa una pagina di un editor di testo) sul classico “<a href="http://www.liberliber.it/mediateca/libri/t/thoreau/disobbedienza_civile/html/d_civile.htm"><em>Disobbedienza civile</em></a>” del filosofo e scrittore americano Henry David Thoreau. Heartfield, che probabilmente all’inizio avrà pensato di trovarsi in un racconto inedito di Joseph Heller, ha gioiosamente accettato la condanna.</p>
<p>Per la cronaca, Thoreau è una specie di padre nobile di tutti i movimenti di protesta americani (e non). In “<em>Disobbedienza civile</em>” Thoreau definiva così lo Stato:</p>
<blockquote><p>Capii che lo Stato era uno stupido, che era timido come una donna nubile tra i suoi cucchiai d&#8217;argento, e che non sapeva distinguere i suoi amici dai suoi nemici, e persi tutto il rispetto che m&#8217;era rimasto nei suoi confronti, e lo compatii. Lo Stato dunque non si confronta mai intenzionalmente con il sentimento d&#8217;un uomo, intellettuale o morale, ma solo con il suo corpo, con i suoi sensi. Esso non è dotato d&#8217;intelligenza od onestà superiori, ma di superiore forza fisica. Non sono nato per essere costretto. Respirerò liberamente. Vediamo chi è il più forte. Che forza ha una moltitudine?</p></blockquote>
<p>E su legge e giustizia Thoreau scriveva:</p>
<blockquote><p>Non è desiderabile coltivare il rispetto della legge nella stessa misura nella quale si coltiva il giusto. Il solo obbligo che ho diritto di assumermi è quello di fare sempre ciò che ritengo giusto.[…] La legge non ha mai reso gli uomini neppure poco più giusti; ed anzi, a causa del rispetto della legge, perfino gli onesti sono quotidianamente trasformati in agenti d&#8217;ingiustizia.</p></blockquote>
<p>Heartfield, comunque, potrebbe finire il suo saggio con questa citazione:</p>
<blockquote><p>Pochissimi, come gli eroi, i patrioti, i martiri, i riformatori in senso elevato, e gli uomini, servono lo Stato anche con la propria coscienza, e dunque per la maggior parte necessariamente gli si oppongono; e sono comunemente trattati da esso come nemici.</p></blockquote>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_7386" class="footnote">Art. 409 del Codice Penale della California: “<em>Every person remaining present at the place of any riot, rout, or unlawful assembly, after the same has been lawfully warned to disperse, except public officers and persons assisting them in attempting to disperse the same, is guilty of a misdemeanor.</em>”</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Occupy Padania</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 22:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il linciaggio è la forma di giustizia nel senso più alto della parola. Gianfranco Miglio “Cos’è ‘sta roba?” Oh, merda. “Davvero, spiegami cosa hai intenzione di fare con questa cosa”. La mia ragazza è sulla porta della camera, minacciosa, e mi sventola in faccia la maschera di Bin Laden. L’avevo accuratamente nascosta nell’armadio tra un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7367" title="occupypadania" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/occupypadania.jpg" alt="" width="595" height="412" /></p>
<p style="text-align: right;"><em>Il linciaggio è la forma di giustizia nel senso più alto della parola.</em><br />
Gianfranco Miglio</p>
<p>“Cos’è ‘sta roba?”</p>
<p>Oh, merda.</p>
<p>“Davvero, spiegami cosa hai intenzione di fare con questa cosa”.</p>
<p>La mia ragazza è sulla porta della camera, minacciosa, e mi sventola in faccia la maschera di Bin Laden. L’avevo accuratamente nascosta nell’armadio tra un cumulo di cartucce di giochi del Sega Megadrive, ritagli delle rubriche di Massimo Giletti apparse sui giornalacci da parrucchiere per Grasse Matrone Mantenute™ e pubblicazioni anarchiche ciclostilate – insomma, un posto in cui ero sicuro che <em>nessuno</em> si sarebbe mai avventurato. Madornale errore.<span id="more-7363"></span></p>
<p>Avevo comprato la maschera su eBay questa estate, dopo aver letto che Massimo Bitonci, deputato e sindaco leghista di Cittadella (Padova), aveva vietato la vendita di kebab con la solita, illuminata <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/08/06/news/bitonci-lancia-la-crociata-contro-il-kebab-1.1146628">ordinanza comunale</a><sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/occupy-padania/#footnote_0_7363" id="identifier_0_7363" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="&ldquo;Non sono certamente alimenti che fanno parte della nostra tradizione e della nostra identit&agrave; &ndash; aveva dichiarato il Sindaco &ndash; Senza considerare che, nei luoghi dove se ne &egrave; permessa l&amp;#8217;indiscriminata apertura, le amministrazioni comunali e i cittadini si sono pentiti amaramente&rdquo;.">1</a></sup>. L’intenzione originaria era quella di entrare nel palazzo comunale indossando maschera e palandrana e trasportando una carriola ricolma di pietanze turche/medio-orientali e giornaletti porno d’inizio anni ’90. L’avvocato di fiducia mi aveva tuttavia fatto desistere: la possibilità di essere spedito in un campo di lavoro in provincia di Rovigo per il resto dei miei giorni era – testuali parole – “tutt’altro che evanescente”. La maschera era dunque rimasta sepolta sotto Giletti, in attesa di tempi migliori. La manifestazione nazionale della Lega Nord a Milano, indetta per il 22 gennaio, mi era subito sembrata un’ottima opportunità per rispolverarla.</p>
<p>“Allora, mi vuoi dire qualcosa? Qualsiasi cosa? <em>Sto aspettando</em>”.</p>
<p>No, non posso dirle nulla. Non stavolta. Farfuglio qualcosa. È per il Carnevale. No, ho sbagliato l’ordine. È arrivata qui a mia insaputa. L’ho trovata per terra. Sì, l’ho presa io, ma è un regalo. È un regalo per te, non ti piace? Niente, nessuna giustificazione sembra convincerla. Non mi resta che attivare l’&#8221;opzione nucleare&#8221; per troncare sul nascere ogni discussione. Vado in salotto e mi metto a leggere <em>La Padania</em> da pag. 1 a pag. 16 – urlando. Lei si rifugia in camera, disgustata, portando con sé la maschera.</p>
<p>Nelle edizioni del 21 e 22 gennaio del quotidiano leghista i titoli sono diversi<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/occupy-padania/#footnote_1_7363" id="identifier_1_7363" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Rispettivamente: &ldquo;BUTTIAMO GI&Ugrave; IL GOVERNO DEI POTERI FORTI&rdquo; e &ldquo;IL NORD LOTTA PER LA LIBERT&Agrave;&rdquo;.">2</a></sup> ma <a href="http://thedenial.net/?p=501">la foto è la stessa</a>: ci sono Bossi, Maroni, Rosi Mauro, Reguzzoni &amp; al. in un’unica stanza, con in mano dei tristissimi bicchieri di plastica levati in un brindisi e sorrisi smorzati stampati sul volto, il tutto in un’atmosfera di traballante tregua che puzza di sigaro, presunti investimenti in Tanzania, salvataggi di Cosentino, faide interne e cartocci di vino rovesciati su tavoli di plastica. La pacificazione tra il “cerchio magico” (i fedelissimi del Caro Leader) e i “barbari sognanti” (la frangia maroniana) assomiglia – più che ad una ritrovata unità d’intenti – ad un mero accordo simbolico stipulato per contenere il disorientamento della base e per caricare a dovere i militanti in vista di piazza Duomo.</p>
<p>L’organo di propaganda leghista scrive che la manifestazione meneghina “si annuncia dirompente”, dal momento che il Nord “è arrivato al limite” e vuole tirare la “spallata” definitiva al Governo “ladro” dei “banchieri, dei professori, dei tecnocrati, dei Poteri forti”. Mario Monti ha le ore contate:</p>
<blockquote><p>Limitiamoci a ricordare che nel dicembre 2007 migliaia di padani invasero le strade di Milano per gridare tutta la loro rabbia contro il Governo di Romano Prodi. E due mesi dopo il Governo Prodi andò giù. Quattro anni e mezzo dopo la rabbia dei padani è la stessa, il palcoscenico dove verrà incanalata la protesta è lo stesso, le strade del centro di Milano, tra piazza Castello e piazza del Duomo. Forse Mario Monti farebbe bene a portarsi avanti e chiedere a Prodi quale agenzia di traslochi utilizzò per sbaraccare il suo ufficio a Palazzo Chigi, senza nemmeno aspettare che trascorrano i fatidici due mesi&#8230;Il Nord si è stancato e ha deciso di rialzare la testa. Il Palazzo ne prenda atto&#8230;</p></blockquote>
<p>Sono quasi le 10 di mattina ed è giunto il momento di andare. L’ipotesi Bin Laden è ormai definitivamente sfumata. Opto per la strategia dell’immersione: tiro fuori da un cassetto il foulard verde tempestato di Soli delle Alpi acquistato tempo fa in via Bellerio e me lo infilo nel giubbotto, insieme alla copia de <em>La Padania</em>. Sebbene mi sia alzato da poco – e in maniera decisamente traumatica – non ce n’è bisogno di farsi il caffè: lo berrò in piazza. E assaporerò con gusto dell’autentico caffè padano, bevanda di libertà sponsorizzata da Radio Padania Libera.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7365" title="Caffè Padano" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/invasionebarbari-2.jpg" alt="" width="554" height="369" /></p>
<p style="text-align: center;">(<a href="http://www.laprivatarepubblica.com/occupy-padania/2/"><em>Continua a pag. 2</em></a>)</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_7363" class="footnote">“Non sono certamente alimenti che fanno parte della nostra tradizione e della nostra identità – aveva dichiarato il Sindaco – Senza considerare che, nei luoghi dove se ne è permessa l&#8217;indiscriminata apertura, le amministrazioni comunali e i cittadini si sono pentiti amaramente”.</li><li id="footnote_1_7363" class="footnote">Rispettivamente: “BUTTIAMO GIÙ IL GOVERNO DEI POTERI FORTI” e “IL NORD LOTTA PER LA LIBERTÀ”.</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Sono Apparso A Casapwnd</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 22:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[carmelo bene]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi a Roma è iniziato &#8211; ed è stato subito rinviato ad ottobre &#8211; il processo intentato da Mary de Rachewiltz (figlia di Ezra Pound) contro CasaPound per l&#8217;utilizzo del nome del padre. La de Rachewiltz si è decisa a fare causa a Iannone &#38; co. in seguito alla sparatoria di Firenze e all&#8217;emersione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7352" title="Casabene" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/casabene.jpg" alt="" width="595" height="405" /></p>
<p>Oggi a Roma è iniziato &#8211; ed è stato subito <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lazio/2012/01/24/visualizza_new.html_69076265.html">rinviato</a> ad ottobre &#8211; il processo intentato da Mary de Rachewiltz (figlia di Ezra Pound) contro CasaPound per l&#8217;utilizzo del nome del padre. La de Rachewiltz si è decisa a fare causa a Iannone &amp; co. in seguito alla sparatoria di Firenze e all&#8217;emersione dei legami di Casseri con i cosiddetti fascisti del terzo millennio. Per protestare contro questa &#8220;visione della cultura poliziesca e basata sul copyright&#8221;, CasaPound si è &#8220;simbolicamente&#8221; appropriata del nome di Carmelo Bene e si è chiamata per un giorno CasaBene.<span id="more-7351"></span></p>
<p>Questo il <a href="https://www.facebook.com/notes/casapound-italia/roma-da-ezra-pound-a-carmelo-bene-casapound-cambia-nome-e-diventa-casabene/10150461974252924">comunicato ufficiale</a> di CPI:</p>
<blockquote><p>CasaPound? CasaBene! La “Casa” romana dedicata al grande poeta americano onora il genio &#8216;non conforme&#8217; per antonomasia Carmelo Bene, intestandogli per un giorno l&#8217;edificio di via Napoleone III e facendo sì che “CasaPound” diventi per 24 ore “CasaBene”. Un omaggio che ha trovato l&#8217;adesione della sorella di Bene, Maria Luisa, e che si sostanzia in un &#8216;restyling&#8217; completo per Cpi, dalla scritta in marmo che campeggia sull&#8217;occupazione romana nel quartiere Esquilino al logo dell&#8217;associazione, ma anche in una serie di manifesti dedicati al grande attore italiano, che tacitava i &#8216;grillacci&#8217; del malaugurio facendo della sua vita, e della sua scandalosa diversità, un’opera d’arte.</p></blockquote>
<p>L&#8217;&#8221;omaggio&#8221; ha trovato &#8220;l&#8217;adesione della sorella&#8221;, Maria Luisa &#8211; la stessa che nel 2009 aveva chiesto <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/persone/carmelo-bene/carmelo-bene/carmelo-bene.html">l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta</a> sulla morte di Bene (avvenuta nel 2002), comunicando al contempo l&#8217;intenzione di &#8220;non lasciare questa terra senza che il mondo sappia che mio fratello [...] è morto per mano altrui&#8221;. In un <a href="http://www.corriere.it/cultura/12_gennaio_24/mastrantonio-casapound-cambia-per-un-giorno_4f6808e6-4671-11e1-90ee-63dee1b6b376.shtml">telegramma</a> al Corriere della Sera, Maria Luisa Bene ha spiegato le ragioni del suo assenso:</p>
<blockquote><p>Carmelo viveva sempre la sua vita come una ricerca e una provocazione. Ma a differenza di Pasolini, non mescolava arte e politica, e non ha mai ceduto alla politica. Da vivo e da morto, politicamente, Carmelo è stato tirato per la giacca da ogni lato. Così ho aderito a questa iniziativa. Con lo spirito provocatorio con cui lui ha vissuto.</p></blockquote>
<p>E non è finita qui. L&#8217;iniziativa di CasaPound non è dispiaciuta nemmeno al giornalista Giancarlo Dotto, autore del libro &#8220;Elogio di Carmelo Bene&#8221;:</p>
<blockquote><p>La motivazione che hanno dato per questa iniziativa è assolutamente pertinente, al di là dell&#8217;etichetta politica che in tanti hanno cercato di mettere su Carmelo in vita e anche dopo, senza riuscirci. E proprio l&#8217;aspetto della dimenticanza mi sembra assolutamente pertinente. Solo che la dimenticanza, nel suo caso, più che un&#8217;offesa, come sembrano far intendere loro, è un tributo. È la sua cifra. Carmelo era consapevole già da vivo che l&#8217;aspettava l&#8217;oblio. Sicuramente CasaPound è coinvolta in situazioni deprecabili, ma questo è un altro discorso. L&#8217;omaggio ad un artista così apolide e apolitico può arrivare da chiunque, da un santo come da un serial killer. Lui sarebbe più dispiaciuto della strada che gli hanno intitolato in un luogo orrendo di Roma che dell&#8217;omaggio di CasaPound.</p></blockquote>
<p>Già. La dimenticanza. Che i fascisti arrivassero ad usurpare Carmelo Bene era il minimo che potesse accadere. Del resto, come diceva Bene, &#8220;l&#8217;Italia è un condominio di piattole e piattume&#8221;<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/sono-apparso-a-casapwnd/#footnote_0_7351" id="identifier_0_7351" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Cit. da &amp;#8220;Vita di Carmelo Bene&amp;#8221; di Carmelo Bene e Giancarlo Dotto.">1</a></sup>.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/d6me0Aht26s" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p style="text-align: center;">(<em>Nel video qui sopra: Carmelo Bene risponde all&#8217;omaggio di Iannone &amp; co.</em>)</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_7351" class="footnote">Cit. da &#8220;Vita di Carmelo Bene&#8221; di Carmelo Bene e Giancarlo Dotto.</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Santa Inquisizione Popolare: Luca Telese</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 20:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[SIPOPIL]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[inquisizioni]]></category>
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		<description><![CDATA[(&#8220;Santa Inquisizione Popolare&#8221; è una nuova sezione de La Privata Repubblica che si occupa di portare giustizia nel mondo delle Lettere e della Satira assicurando alla sbarra i colpevoli dei più odiosi crimini giornalistico-letterari.) La sezione giudiziaria della Santa Inquisizione Popolare contro L&#8217;Indecenza Letteraria (SIPOPIL) si è riunita in data 23/01/2012 per giudicare l&#8217;imputato TELESE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7343" title="SIPOPIL" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/sipopil.jpg" alt="" width="595" height="436" /></p>
<p><em>(&#8220;Santa Inquisizione Popolare&#8221; è una nuova sezione de </em>La Privata Repubblica<em> che si occupa di portare giustizia nel mondo delle Lettere e della Satira assicurando alla sbarra i colpevoli dei più odiosi crimini giornalistico-letterari.)</em></p>
<p>La sezione giudiziaria della <em>Santa Inquisizione Popolare contro L&#8217;Indecenza Letteraria</em> (SIPOPIL) si è riunita in data 23/01/2012 per giudicare l&#8217;imputato TELESE Luca, incriminato <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/risse-tariffe-e-birra-cronache-liberalizzate/185643/">per aver propalato uno scritto</a> dal titolo &#8220;<em>Risse, tariffe (e birra): cronache liberalizzate</em>&#8220;. I capi d&#8217;accusa sono i seguenti: oltraggio alla creatività (Art. 2 c.p. LPR); povertà di spirito (Art. 17 c.p. LPR); strabordamento lipidico di presunzione (Art. 29-ter c.p. LPR); auto-pompaggio di ingiustificato egotismo (Art. 52 c.p. LPR).<span id="more-7339"></span></p>
<p>Il TELESE, addentrandosi arditamente il 22/01/2012 in territorio satirico, divulgava al pubblico una presunta &#8220;cronaca&#8221; ucronico/distopica del paese ITALIA in seguito a liberalizzazioni selvagge promosse da un governo tecnocratico non meglio specificato. L&#8217;imputato, coscientemente colpevolmente della circostanza di non essere assolutamente in grado di padroneggiare i <em>weird names</em> di stampo pynchoniano, pervicacemente somministrava alle vittime perifrasi fortemente lesive della Decorosità Satirica così costruite:</p>
<blockquote><p><strong>Scettico Tecnicorum</strong>, cinquantanni, architetto, dopo un anno di privatizzazioni non sapeva ancora cosa pensare della Grande Rivoluzione che si era abbattuta sul Paese in quei 12 mesi.</p></blockquote>
<p>Il TELESE proseguiva l&#8217;esecuzione del suo disegno criminoso con atti volti ad imprimere nel lettore una gretta visione della realtà sotto il bieco paravento della riprovevole pratica &#8211; rinomata in ambienti di Pseudo-Satira Povero-Clandestina &#8211; del &#8220;Tanto Questa È Satira, Quindi Sono In Grado Di Spacciare Più Agevolmente Le Mie Cialtronesche Cazzate (E Se Qualcuno Mi Accusa Di Mediocrità, Posso Sempre Dire: &#8216;Non Capisci La Satira, Studia&#8217;)&#8221;:</p>
<blockquote><p>Suo figlio Enrico, <strong>giovane avvocato</strong>, era completamente immerso nella <strong>guerra delle tariffe</strong>. Per i grandi studi non era cambiato nulla, se non la difficoltà dei preventivi, che nel caso del processo penale erano praticamente impossibili (se vieni assolto, se patteggiamo, se si sentono altri testimoni … Era come giocare al totocalcio). Per Enrico, invece, era cambiato tutto, perché per prendere clienti accettava qualsiasi lavoro a qualsiasi prezzo, e restava sveglio tutte le notti a preparare le sentenze.</p></blockquote>
<p>Secondo numerose testimonianze raccolte dalla Pubblica Accusa, inoltre, il TELESE, nel portare a compimento il suo intento criminogeno, avrebbe rapito in stile RAF un professore di Semiotica per cercare di infodere una qualsivoglia parvenza di senso compiuto al seguente frammento conclusivo del corpo di reato:</p>
<blockquote><p>Alla fine, <strong>la grande battaglia di idee sulle liberalizzazioni finì</strong>. E non rimasero né vincitori, né vinti, né idee. Forse era meglio quella contro l’evasione? L’avrebbe voluto chiedere al segretario del suo partito. Quello che beveva birra e preparava i discorsi dentro i bar. Lesse sul giornale che era impegnato in un vertice con il segretario del partito di centro, e quello del partito di destra, tutti convocati dal premier. Se non altro, il governo tecnico, continuava a occuparsi dei disoccupati.</p></blockquote>
<p>Orbene, per acquisita giurisprudenza sono da considerare penalmente offensivi anche i più miseri tentativi di battute che coinvolgono a) Pierluigi Bersani triste/grigio/segretario del Partito Democratico; b) il parallelismo tra &#8220;disoccupati&#8221; e &#8220;politici&#8221; e &#8220;nostri dipendenti&#8221; e &#8220;politici&#8221;; e c) Pierlugi Bersani che beve una birra da solo mentre prepara un discorso politico. In più, la legge c.d. &#8220;Rabelais&#8221; (l. n. 256 del 3 marzo 1534) fa espressamente divieto a &#8220;ex redattori de Il Giornale, conduttori assunti dall&#8217;emittente radiotelevisivo LA7 e scialbi propagatori di sconclusionate metafore&#8221; di &#8220;indulgere in attività satiriche o anche para-satiriche&#8221;, confinando i potenziali rei alla cronaca spicciola di eventi di costume nonché alla rieducazione presso la casa di cura &#8220;Kurt Vonnegut III&#8221; sita in Frosinone (Romania). Non è pertanto ravvisabile alcun margine per concedere le attenuanti al TELESE &#8211; anzi.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>P.Q.M.</strong></p>
<p>Il SISOP dichiara l&#8217;imputato TELESE Luca colpevole dei reati lui ascritti e determina la pena in: anni SETTE di reclusione coatta al Kunsthaus Tacheles di Berlino; anni DIECI di lettura reiterata del manoscritto &#8220;Dog of South&#8221; dell&#8217;autore Charles Portis; anni TRE di ripetizione ininterrotta di monologhi di Stewart Lee recitati con l&#8217;inflessione di Carmelo Bene.</p>
<p>Il SISOP determina altresì come pena accessoria per il TELESE Luca l&#8217;interdizione perpetua all&#8217;utilizzo della scrittura.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giornata Di Un Indignato</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 00:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alle ore 10.02 l’iPhone comincia a vibrare rumorosamente sulla scrivania della cameretta dell’Indignato, muovendosi come se un esercito di untuosi poster boy stesse massacrando Lele Mora con dvd di Pumping Iron avvolti in asciugamani Fendi. L’Indignato sfila le coperte, si trascina con il suo pigiamone fino alla scrivania, prende il telefono, lo appoggia di fianco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7328" title="----" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/giornataindignato.jpg" alt="" width="595" height="411" /></p>
<p>Alle ore 10.02 l’iPhone comincia a vibrare rumorosamente sulla scrivania della cameretta dell’Indignato, muovendosi come se un esercito di untuosi <em>poster boy</em> stesse massacrando Lele Mora con dvd di <em>Pumping Iron</em> avvolti in asciugamani Fendi. L’Indignato sfila le coperte, si trascina con il suo pigiamone fino alla scrivania, prende il telefono, lo appoggia di fianco al letto, mette la sveglia in modalità snooze e si ributta sul materasso, continuando a premere il display ogni nove minuti per procrastinare la levataccia mattutina più del ritiro delle truppe dall’Afghanistan.<span id="more-7325"></span></p>
<p>Viene svegliato definitivamente verso mezzogiorno e mezza dalla donna delle pulizie (o dalla madre, che in alcuni casi è proprio la donna delle pulizie) che irrompe nella camera, solleva le tapparelle e spalanca le finestre, lasciando entrare polveri sottili e sensi di colpa. L’Indignato vorrebbe ucciderla, o in alternativa lanciarle addosso lo scalpo dei capelli di Beppe Severgnini. Ma si limita solamente a bofonchiare sommesse bestemmie soffocate dal cuscino e scatenare nella sua immaginazione scene di torture israeliane ai danni di Paolo Fox.</p>
<p>Alzandosi, l’Indignato afferra il suo iPad, accende il portatile Dell/HP/Asus/Acer<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/giornata-di-un-indignato/#footnote_0_7325" id="identifier_0_7325" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="&ldquo;Ch&eacute; con il Mac non si pu&ograve; giocare, ed inoltre Linux non gira bene&rdquo;, ama sempre ripetere l&rsquo;Indignato &ndash; sebbene non abbia mai usato Linux in vita sua.">1</a></sup> e, senza passare dal bagno, si dirige verso la cucina per prepararsi il caffè e mangiare qualche biscotto. L’Indignato si scarica dai blog pirata <em>Il Fatto Quotidiano</em>, qualche altro giornale antagonista e <em>La Padania</em>, ma non fa in tempo a leggerli che il caffè è già schizzato fuori dalla moka e bisogna tornare alla “postazione di lavoro”. A quel punto, l’Indignato condivide su Facebook – aggiungendoci l’obbligatorio commentino acido del cazzo – l’ultimo articolo di Luca Telese che ritiene (a ragione) tempestato di metafore sapide, ridondanti e cialtronescamente <em>latinos</em>.</p>
<p>Poi legge svogliatamente l’editoriale di Travaglio e stigmatizza la retroattività dei codici culturali anti-berlusconiani: “[fatto/nome di cronaca del giorno] = BERLUSCONI. Qualcuno ha detto a Travaglio che Berlusconi è <em>old</em>?”, twitta stizzito, eruttando costernazione dalle ciabatte del Milan. Sono le 13.07 ed è il momento dello stalkeraggio di Direttori Di Quotidiani Rinomati su Twitter. Con piglio da <em>grammar nazi</em>, l’Indignato fa notare ogni minimo refuso e si lancia nella forsennata ricerca di slittamenti volontari/involontari nel razzismo<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/giornata-di-un-indignato/#footnote_1_7325" id="identifier_1_7325" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="In realt&agrave;, dell&rsquo;aggettivo &ldquo;romeno&rdquo;, &ldquo;nomade&rdquo; o &ldquo;veneto&rdquo; messo di fianco a qualche micro-criminale non gliene fotte nulla: anela solamente ad una risposta di un direttore, di modo che il suo @nickname possa finire in una timeline da 40.000+ followers. Non gli risponde nessuno, ovviamente.">2</a></sup>.</p>
<p>L’Indignato ritaglia con Photoshop qualche articolo apertamente nazifascista o crassamente incoerente dal .pdf de <em>La Padania</em>: “Nel 1995 la Lega era a favore di &lt; inserire causa vagamente nobile e/o glocal &gt;. E ora? Guardate cosa dicono i leghisti <em>oggi</em>”. Aspetta quindici minuti: i like sul post sono quattro. L’Indignato è mediamente soddisfatto, anche se si lamenta del “disinteresse della gente rispetto al razzismo latente dei fogliacci reazionari” con un ex compagno di università, che al momento è orribilmente sfruttato in qualche studio legale di provincia di proprietà di un pasionario criptoberlusconiano.</p>
<p>Prima di essere costretto ad andare a pranzo dalle urla demoniache della madre, l’Indignato riesce a condividere qualche comunicato dei NoTav e paragonare Beppe Grillo, per la ventesima volta dall’inizio del mese, al protagonista di <em>Quinto Potere</em> di Lumet, sperando in un finale simile – ovvero Grillo invitato in una qualsiasi trasmissione di <em>Santoroformiglimentanaflorisdandiniparagonesocci</em> e crivellato dagli AK-47 di sicari assoldati dal gruppo Bilderberg e dai Nuclei Signoraggisti Primari &amp; Secondari.</p>
<p>A tavola scambia a malapena qualche parola con la madre, considerata dall’Indignato troppo democristiana e malamente informata su quello che succede nel mondo. “Cos’hai intenzione di fare oggi? Non starai mica tutto il giorno a giocare davanti al computer, vero?”, chiede timidamente la donna. Alla parola “giocare” l’Indignato chiude gli occhi, serra la mano sulla forchetta e si inietta nella carotide una dose di Renato Brunetta per far esplodere l’aggressività. “Io. Non. Gioco”, sibila l’Indignato. Poi incomincia a gridare come un poliziotto romeno dell’era Ceauşescu: “Io. Faccio. Cose. Serie.” La madre abbassa lo sguardo sul piatto. L’Indignato alza il volume della rubrica Decoder di Rai News, finisce il pranzo guardando i massacri a Damasco e maledice l’asimmetria dell’impegno politico-militare occidentale tra Libia e Siria.</p>
<p>Sono le 14 circa quando l’Indignato inaugura quelli che lui chiama “I 240 Minuti D’Odio Anti-Anti-Casta™”. Comincia a spammare link della colonnina destra di Repubblica.it (con annessi commenti: “Ma questo è giornalismo?”), a prendere per il culo l’ennesima catastrofe comunicativa del Partito Democratico, a fare battutine sui dirigenti radicali e su Vendola e ad invocare la chiusura dei giornali a cui stanno per essere tagliati i fondi pubblici (“Devono confrontarsi con il mercato, spiacente.”). Raccatta su Twitter notizie sui movimenti di protesta nel mondo e traccia parallelismi con quelli italiani – che è un po’ come mettere a confronto <em>Ordet</em> di Carl Theodor Dreyer con <em>L’ultimo ultras</em> di Stefano Calvagna. Il pattern, solitamente, è “#OccupyQualcosa ha fatto &lt; inserire un atto di contestazione che l’Indignato ritiene particolarmente significativo &gt;, mentre noi abbiamo il Popolo Viola”. Oppure: “In &lt; inserire paese arabo/africano/scandivano/Islanda &gt; si fa così, mentre da noi al massimo si bruciano le camionette dei carabinieri”. O ancora: “Anonymous/WikiLeaks/ &lt; inserire qui gruppo di attivismo digitale ritenuto serio dall’Indignato &gt; è una cosa seria, da noi si fanno le battute su Schettino e c’è il Movimento dei Forconi fascisti”. E così via.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-7331" title="----" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/giornataindignato-2.jpg" alt="" width="595" height="475" /></p>
<p>Tra commenti “critici” (rigorosamente ignorati) a pagine di blogger in vista e profili di giornalisti digitali, tirate idrofobe contro hipster/letteratura hipster/riviste hipster (che però legge religiosamente per disgustarsi), lettura compulsiva dei titoli su Google Reader (gli articoli sono troppo lunghi da leggere, e semplicemente troppi) e post sarcastici contro la satira “asciugata” dei vari siti di battute, l’Indignato butta l’occhio e si accorge con mestizia che sono le 20.37. Seguono urla, questa volte del padre, tornato dal lavoro. È l’ora della cena. L’Indignato si toglie i pantaloni del pigiama e si mette dei jeans che sembrano essere stati usati per pulire il sangue della scuola Diaz al G8 di Genova. Non si lava da almeno cinque giorni. Suo padre si sintonizza sul Tg1 per sentire le notizie della giornata. Inizialmente, sembra esserci un attimo di complicità tra i due quando l’uomo comincia a vomitare improperi contro i vari politici che si alternano nel famigerato “panino” parlamentare.</p>
<p>I problemi sorgono quando il Tg si addentra nella melma della cronaca nera. Il padre spinge sempre per la pena di morte, mentre l’Indignato – che è un garantista vero a dispetto dei “giustizialisti che si spacciano per falsi garantisti, per non parlare dei pregiudicati (ma attenti a non generalizzare come Grillo e il Movimento 5 Stelle) del PdL” – capisce perfettamente che la copertura mediatica assicurata ai vari delitti provinciali è un’ottusa distrazione per non parlare “delle cose importanti”. In breve la tavola si trasforma nel confine tra India e Pakistan – o in un convegno del PSI anni ’90. Dopo l’ennesimo insulto ricevuto dall’Indignato, il padre squadra il figlio con un disprezzo paragonabile a quello di un membro dell’Opus Dei costretto ad assistere all’aborto clandestino di una satanista effettuato da un medico cinese abusivo. L’Indignato sa di essere nel torto, ma si sente comunque nettamente superiore a chi lo mantiene. Già: lui, a differenza del padre, è in grado di <em>sottotitolare</em> uno spettacolo di stand-up comedy americana.</p>
<p>Dopo una giornata così intensa, l’Indignato decide di rilassarsi guardando qualche puntata di &lt; inserire <em>drama</em> cervellotico e psicologicamente violento o sitcom geek/cool/leggera-ma-in-realtà-abbastanza-impegnata &gt;. Ora sono le due di notte. Tramite Twitter arriva ad <a href="http://www.repubblica.it/rubriche/bussole/2012/01/20/news/giovani_senza_luogo_e_senza_et-28479606/">un’analisi</a> di Ilvo Diamanti sui giovani NEET, cioè sui giovani che non fanno un cazzo:</p>
<blockquote><p>È la generazione del &#8220;non&#8221;. Una &#8220;non&#8221; generazione. (Ma per carità, non usatela come un&#8217;altra definizione. È una &#8220;non&#8221; definizione). Una generazione &#8220;accantonata&#8221;, provvisoriamente, dagli adulti che non sanno come comportarsi con i giovani. I loro figli. Per quanto possibile, li tutelano e li proteggono. E, al tempo stesso, li controllano, frenano la loro voglia di rendersi autonomi. È una generazione di giovani che faticano a crescere.</p></blockquote>
<p>Sticazzi, reagisce a caldo l’Indignato. Affanculo la sociologia spicciola di Repubblica. Ci provino loro, a cercare un posto di lavoro nel mezzo della peggiore recessione della storia contemporanea. L’Indignato fa un tweet in cui sfotte lo stile sincopato/punteggiato di Diamanti. Va in cesso a pisciare. Sono le quattro di notte. Rimessosi sotto le coperte, l’Indignato ripensa a quell’articolo e si rende conto che sì, sicuramente quell’analisi potrebbe riguardarlo in astratto, ma che, a differenza della stragrande maggioranza dei suoi coetanei, lui è <em>veramente</em> aggiornato su quanto sta succedendo nello Yemen e in Russia e non si lascia infinocchiare dalla retorica del dolore dei <em>Robertosaviano</em>©. L’Indignato, dopotutto, è adamantino nel voler provare a cambiare la società di merda in cui viviamo.</p>
<p>Si addormenta.</p>
<p>Alle ore 10.02 l’iPhone ricomincia a vibrare.</p>
<p>(<em>Illustrazioni: <a href="http://classical.deviantart.com/">DeviantArt</a>.</em>)</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_7325" class="footnote">“Ché con il Mac non si può giocare, ed inoltre Linux non gira bene”, ama sempre ripetere l’Indignato – sebbene non abbia mai usato Linux in vita sua.</li><li id="footnote_1_7325" class="footnote">In realtà, dell’aggettivo “romeno”, “nomade” o “veneto” messo di fianco a qualche micro-criminale non gliene fotte nulla: anela solamente ad una risposta di un direttore, di modo che il suo @nickname possa finire in una timeline da 40.000+ followers. Non gli risponde nessuno, ovviamente.</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Vladimir Sorokin Is Amused</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 17:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vivere a Novosibirsk, Siberia, non deve essere eccitante quanto sintetizzare metanfetamina sulla pancia di Alessandra Ambrosio mentre Aphex Twin sta facendo del waterboarding ad un Roland TB-303 e la voce campionata di Ferruccio Amendola legge a voce alta &#8220;Una banda di idioti&#8221; di John Kennedy Toole. Ma Novosibirsk è comunque un ottimo posto per trovare droga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Id8lrESYrgg" frameborder="0" width="580" height="365"></iframe></p>
<p>Vivere a Novosibirsk, Siberia, non deve essere eccitante quanto sintetizzare metanfetamina sulla pancia di Alessandra Ambrosio mentre Aphex Twin sta facendo del waterboarding ad un Roland TB-303 e la voce campionata di Ferruccio Amendola legge a voce alta &#8220;Una banda di idioti&#8221; di John Kennedy Toole. Ma Novosibirsk è comunque un ottimo posto per trovare droga a buon mercato. Nel video qui sopra, l&#8217;utente di YouTube Pepsick80 <a href="http://globalvoicesonline.org/2012/01/19/russia-line-to-a-drug-dealer-in-novosibirsk/">è andato</a> in quello che sembra essere una specie di parcheggio, ha ripreso lo spaccio e si è lamentato della totale assenza di polizia.<span id="more-7314"></span></p>
<p>La cosa più incredibile del video, tuttavia, è che quelli che vanno a comprare la droga <em>si mettono in coda</em>. Ordinatamente e disciplinatamente, questi giovani russi si mettono uno dietro l&#8217;altro e aspettano che arrivi il proprio turno al finestrino dell&#8217;automobile dello spacciatore. In pratica, è &#8220;La coda&#8221; di Vladimir Sorokin che incontra <em>The Wire</em>.</p>
<p>Nella postfazione del giugno 1987 al libro di Sorokin, Pietro A. Zveteremich scrive che in Occidente la coda è considerata, &#8220;forse ingenuamente o forse in malafede&#8221;, un &#8220;disservizio occasionale e contingente&#8221;. In Urss, invece, la coda &#8220;è istituzionalizzata&#8221;:</p>
<blockquote><p>L&#8217;Urss è il primo paese al mondo ad aver volutamente scelto la società fondata sul collettivo anziché sull&#8217;individuo: la società di massa. Prima ancora d&#8217;essere la conseguenza, come in altri paesi, dello &#8220;sviluppo&#8221;, essa è stata una scelta ideologica fondata su una precisa teoria. La coda, figlia della società di massa, nel socialismo reale è un istituto.</p></blockquote>
<p>Nel 2012 l&#8217;Urss ovviamente non esiste più &#8211; se non in qualche parco a tema o nel DNA sequenziato di Armando Cossutta. Ma è comunque suggestivo pensare che &#8220;la coda&#8221; di stampo sovietico si sia instillata talmente tanto in profondità nell&#8217;animo russo da essere stata tramandata anche alle nuove generazioni, e che i codici che regolavano le code per i generi alimentari o il vestiario siano esattamenti gli stessi che regolano le code per prendere due grammi di cocaina siberiana in un anonimo parcheggio di Novosibirsk.</p>
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		<title>Concetto Sul Volto Di Scilipoti</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 21:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Vere Priorità Del Paese, n. di serie #291838129. Tra una protesta contro le banche, il signoraggio primario e secondario, l&#8217;inveramento, le scie chimiche, Equitalia, le amalgame dentali e i Poteri Forti Anti-Agopuntura Olistica, l&#8217;on. Scilipoti è un personaggio impegnatissimo. Ma oggi ha trovato il tempo per fare una fondamentale e urgente interrogazione parlamentare sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7309" title="----" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/concettoscilipoti.jpg" alt="" width="595" height="410" /></p>
<p>Le Vere Priorità Del Paese, n. di serie #291838129. Tra una protesta contro le banche, il signoraggio primario e secondario, l&#8217;inveramento, le scie chimiche, Equitalia, le amalgame dentali e i Poteri Forti Anti-Agopuntura Olistica, l&#8217;on. Scilipoti è un personaggio impegnatissimo. Ma oggi ha trovato il tempo per fare una <em>fondamentale</em> e urgente interrogazione parlamentare sul &#8220;concetto di Volto di Dio&#8221;, cioè lo spettacolo teatrale in programma la prossima settimana al teatro parenti di Milano. Vale la pena riportarne integralmente il testo<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/concetto-sul-volto-di-scilipoti/#footnote_0_7308" id="identifier_0_7308" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Giuro, non &egrave; una mia invenzione.">1</a></sup>.<span id="more-7308"></span></p>
<p style="text-align: center;">*   *   *</p>
<p>Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia.</p>
<p>- Per sapere &#8211; premesso che:</p>
<p>Sta destando sconcerto nel mondo cattolico, il lavoro teatrale del regista e sceneggiatore italiano Romeo Castellucci dal titolo: “Sul concetto di Volto di Dio”, che é in programma a Milano, teatro Parenti, dal 24 al 28 gennaio,</p>
<p>Il lavoro, nelle intenzioni dell&#8217; autore, é una riflessione sul volto di Dio sofferente. Ne esistono tre edizioni, della quali una con lancio finale di bombe e granate, da parte di bimbi, sul volto di Cristo, raffigurato da un dipinto di Antonello da Messina;</p>
<p>nella versione di Milano, non é previsto il lancio degli ordigni, ma di sostanza che rappresenta escrementi umani (feci) sul volto di Cristo;</p>
<p>già in Francia, dove l&#8217; opera é stata presentata, le organizzazioni cattoliche hanno inscenato proteste;</p>
<p>anche a Milano, sono previste manifestazioni indignate da parte del popolo cattolico.</p>
<p>l&#8217;Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, ha emesso, domenica scorsa, un comunicato nel quale stigmatizza questa opera come contraria ai simboli religiosi;</p>
<p>nel frattempo il Comune di Milano, a mezzo dell&#8217; Assessore alla cultura Boeri, ha difeso il regista esprimendo &#8220;vicinanza dell&#8217;amministrazione culturale&#8221;;</p>
<p>fra l’altro, la Questura di Milano ha imposto al movimento cattolico, “Militiia Christi”, di non manifestare per motivi di sicurezza davanti al Teatro;</p>
<p>altre organizzazioni cattoliche, ravvisano nell&#8217; opera un reato, ossia violazione dell&#8217; art. 404 del codice penale, come modificato dall&#8217; art. 8 legge 24 febbraio 2006  che riporta quanto segue &#8220;… chiunque pubblicamente intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o destinate necessariamente all’esercizio del culto é punito con la reclusione sino a due anni&#8221;.</p>
<p><strong>Se il Ministro non ritenga opportuno intervenire sulla vicenda e assumere iniziative urgenti per fermare questo spettacolo disgustoso e blasfemo.</strong></p>
<p style="text-align: center;">*   *   *</p>
<p>Se poi il Ministro non dovesse effettivamente intervenire, la soluzione potrebbe essere quella di mandare Sara Tommasi dentro il teatro &#8211; con un vestito in stoffa di bond della Tanzania, senza mutande e dopo aver trangugiato un bicchiere in cui i servizi segreti deviati hanno versato una dose di polveri psicotrope più robusta del solito.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_7308" class="footnote">Giuro, non è una mia invenzione.</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Le Prime Luci Del Consiglio Regionale</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è la storia di un tizio che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all&#8217;altro, il tizio comincia a capire con orrore che Fabio Volo non è letto solo da sciampiste, analfabeti, ragazzini isterico-Hello Kitty di 12 anni e propaggini mentali della fusione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la storia di un tizio che cade da un palazzo di 50 piani.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7301" title="minettivolo/1" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/minettivolo.jpg" alt="" width="569" height="186" /><span id="more-7299"></span></p>
<p>Mano a mano che cadendo passa da un piano all&#8217;altro, il tizio <a href="https://twitter.com/#!/nicoleminetti/status/159633640144379904">comincia a capire</a> con orrore che Fabio Volo non è letto solo da sciampiste, analfabeti, ragazzini isterico-Hello Kitty di 12 anni e propaggini mentali della fusione di un depuratore calabrese in disuso e Maria de Filippi e si ripete disperatamente: &#8220;Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene.&#8221;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7302" title="minettivolo/2" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/minettivolo-2.jpg" alt="" width="569" height="780" /></p>
<p>Il problema non è la caduta. Il problema è resistere a fare battute del cazzo sul contenuto del bicchiere nella foto qui sopra.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le Atomiche Della Pace</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 12:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È ufficiale: lo spirito dello scrittore americano Joseph Heller si è impossessato del corpo del ducaconte Min. degli Esteri Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata e gli ha impiantato nel cervello il Vocabolario B. ROMA &#8211; Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ritiene che sia &#8220;molto basso&#8221; il rischio che Israele attacchi l&#8217;Iran e auspica che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7294" title="------" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/atomichepace.jpg" alt="" width="595" height="440" /></p>
<p>È ufficiale: lo spirito dello scrittore americano Joseph Heller si è impossessato del corpo del <em>ducaconte </em>Min. degli Esteri Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata e gli ha impiantato nel cervello il Vocabolario B.<span id="more-7293"></span></p>
<blockquote><p>ROMA &#8211; Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ritiene che sia &#8220;molto basso&#8221; il rischio che Israele attacchi l&#8217;Iran e auspica che le pressioni occidentali possano costringere Teheran a fermare il suo programma nucleare che a suo avviso ha “uno scopo militare&#8221;. Il titolare della Farnesina però non e&#8217; dello stesso parere nei confronti d’Israele che, al contrario dell’Iran, non ha mai firmato il Trattato di non proliferazione nucleare (Tpn), non è un membro dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e non ha mai permesso all’Aiea di visitare i suoi siti nucleari. Israele, <a href="http://www.mentecritica.net/intervista-video-a-mordechai-vanunu-il-sottile-confine-tra-sicurezza-e-liberta/informazione/oltre-il-confine/redazione/3215/#more-3215">secondo le fonti occidentali e non</a>, è in possesso di almeno 200 testate atomiche. Alla domanda se si facciano due pesi e due misure tra il nucleare di Teheran e la bomba israeliana, Terzi risponde che l&#8217;esistenza dell&#8217;ordigno di Tel Aviv &#8220;non è mai stata dichiarata&#8221;. In altre parole il ministro degli Esteri italiano prima dice di non sapere nulla dell’atomica israeliana ma all’improvviso cambia idea: <strong>“se comunque Israele l&#8217;avesse, avrebbe finalità pacifiche&#8221;</strong>.</p></blockquote>
<p>(<em><a href="http://italian.irib.ir/notizie/politica/item/101864">Fonte</a>.</em>)</p>
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		<title>Disoccupate Le Aule Dalla Verità</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italian Tabloid]]></category>
		<category><![CDATA[arrigoni]]></category>
		<category><![CDATA[distopia]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[palestina]]></category>

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		<description><![CDATA[(Illustrazione: Shahd Abusalama) Udienze lampo e inconcludenti. Avvocati, giudici e pubblici ministeri incompetenti, svogliati o che si addormentano durante la cross examination dei testimoni. Prove presentate a caso – o non presentate per nulla. Interrogatori appena abbozzati. Imputati che non si presentano in aula. Medici legali assenti. Assurde complicanze burocratiche. Procedure chicaneuse. Iniziato a Gaza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7278" title="Arrigoni Illustration" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/disoccupatearrigoni-2.jpg" alt="" width="595" height="465" /></p>
<p style="text-align: center;">(<em>Illustrazione:</em><a href="http://palestinefrommyeyes.blogspot.com/2011/04/to-your-living-soul-vittorio-arrigoni.html" rel="author"><em> Shahd Abusalama</em></a>)</p>
<p>Udienze lampo e inconcludenti. Avvocati, giudici e pubblici ministeri incompetenti, svogliati o che si addormentano durante la <em>cross examination dei testimoni</em>. Prove presentate a caso – o non presentate per nulla. Interrogatori appena abbozzati. Imputati che non si presentano in aula. Medici legali assenti. Assurde complicanze burocratiche. Procedure <em>chicaneuse</em>. Iniziato a Gaza lo scorso 8 settembre, il processo per l&#8217;uccisione di Vittorio Arrigoni sta diventando sempre di più una via di mezzo tra una cronaca giudiziaria scritta da J.G. Ballard, un <em>Odradek</em> medio-orientale e un incubo di Franco Cordero.<span id="more-7268"></span></p>
<p>Gli imputati sono quattro giovani palestinesi: Mahmoud Salfiti, 23 anni; Tamer Hasasnah, 25 anni; Khader Jram, 25 anni; e Amer Abu-Ghoula, 25 anni. Rischiano la pena di morte, anche se la famiglia di Vittorio Arrigoni ha fatto sapere di non volerla vedere applicata. Tutti gli accusati fanno parte di “Tawhid wal Jihad”, la cellula salafita che secondo gli inquirenti sarebbe responsabile dell’uccisione di Arrigoni. Il “capo” del gruppo, il giordano Abdel Rahman Breizat, e un altro membro della cellula, Bilal al Omari, <a href="http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=380335">sono morti</a> pochi giorni dopo il sequestro in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza di Hamas. L’ultima udienza del 5 gennaio 2012, la nona, si è risolta in un nulla di fatto: cinque minuti di dibattimento e processo aggiornato al 16 gennaio. Il 6 gennaio il quotidiano <em>il manifesto</em> aveva riferito che “le indiscrezioni annunciavano un’udienza di particolare importanza” e dunque si sperava di “assistere ad un dibattimento concreto” sui motivi “di un sequestro e di un assassinio che hanno generato forte sdegno a Gaza e in Italia”.</p>
<p>E invece niente. Amer Abu-Ghoula (l’unico agli arresti domiciliari) non si è nemmeno presentato in aula, nonostante l’obbligo di essere fisicamente presente nella gabbia degli imputati. Registrata l’assenza, la Corte militare ha subito spiccato un mandato di cattura. Successivamente, lo stesso tribunale ha rinviato l’udienza non appena la difesa ha comunicato di non aver ricevuto alcuni documenti relativi alle prove prodotte dalla pubblica accusa. Non è la prima volta che succede. Anzi. Piuttosto che ricostruire l’effettiva dinamica dell’omicidio, la pratica di rinviare le udienze sembra essere diventata la regola.</p>
<p>Gilberto Pagani – legale della famiglia Arrigoni – <a href="http://mobile.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6106/">ha definito</a> questa condotta processuale “una “pantomima pseudo-garantista” e, contattato telefonicamente, ha dichiarato a <em>La Privata Repubblica</em> che “da nessuna parte si fa un processo in questa maniera”. L’impressione più forte, prosegue l’avvocato, è quella di trovarsi davanti ad un “processo farsa” nel quale non si avverte “una grande volontà da parte delle autorità di dire tutta la verità”. Oltre a questa ritrosia istituzionale, la difficoltà di reperire informazioni ufficiali sugli sviluppi del procedimento è aggravata dal fatto che la legge palestinese non prevede la costituzione di parte civile all’interno di un procedimento militare. Gli atti, le prove e le confessioni degli imputati si possono dunque conoscere solo in aula. Il punto, come dice Pagani, è che i progressi del dibattimento “sono minimi, se non inesistenti. Non siamo ancora arrivati da nessuna parte”.</p>
<p>Da quanto si è potuto assistere in queste udienze, comunque, la principale strategia difensiva degli imputati non è quella di negare il coinvolgimento dell’omicidio – tutti hanno confessato di aver preso parte al sequestro – quanto piuttosto quello di ridimensionare il proprio ruolo addossando le colpe a Breizat e al Omari, che ovviamente non possono rispondere. Il movente del sequestro, la decisione di uccidere Arrigoni prima dell’ultimatum e la figura di Breizat sono elementi fondamentali che rimangono ancora avvolti nel mistero. Come ha scritto Michele Giorgio de <em>il manifesto</em>, una possibile spiegazione al delitto è stata data durante la prima udienza dall’avvocato Najar, che difende il vigile del fuoco Khader Jram: “Dalle confessioni e dichiarazioni del mio assistito e dagli altri imputati emerge che l’intento del gruppo […] era quello di sequestrare un occidentale per ottenere la liberazione dello sceicco Abdel-Walid al-Maqdisi [<em>uno dei leader della fazione salafita palestinese, nda</em>], arrestato da Hamas per attività sovversive”.</p>
<p>La scelta sarebbe ricaduta su Vittorio Arrigoni principalmente perché l’italiano “era conosciuto a Gaza” e, secondo l’assistito dell’avvocato Najar, “conduceva una vita poco conforme ai costumi locali, troppo da occidentale” – un’accusa comparsa anche nel video di rivendicazione del sequestro. Dalla confessione di Jram (riportata sempre ne <em>il manifesto</em>) emerge anche un particolare importante: il palestinese avrebbe seguito per due mesi l’attivista, passando poi le informazioni sui suoi spostamenti alla cellula salafita. Un altro imputato, Mahmoud Salfiti, ha rivelato alla polizia che tutti i membri del gruppo avevano accettato la decisione di Abdel Rahman Breizat di “eliminare l’ostaggio” qualora Hamas non avesse scarcerato lo sceicco al Maqdisi. Ma queste confessioni sono veramente affidabili? “E questo chi può saperlo? – risponde l’avvocato Pagani – Loro comunque non hanno negato le responsabilità, e nessuno ha detto di essere stato torturato o di aver subito pressioni. Fino a prova contraria, dobbiamo attenerci a queste confessioni”.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-7270" title="Vittorio Arrigoni" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/disoccupatearrigoni.jpg" alt="" width="595" height="435" /></p>
<p>Il 16 aprile 2011, due giorni dopo l’uccisione di Arrigoni, fonti vicino alla fazione salafita “Tawhid wal Jihad” <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/04/16/news/vittorio_tra_48_ore_in_italia_la_salma_non_passer_per_israele-15011028/">avevano negato</a> che l’azione fosse stata ordinata dai vertici del gruppo: “È stata una iniziativa incomprensibile, compiuta da una cellula impazzita, fuori controllo, e che contrasta con l&#8217;insegnamento dell&#8217;Islam e i nostri interessi&#8221;. È vero quindi, secondo <a href="http://nena-news.globalist.it/?p=10743">quanto detto</a> lo scorso giugno dallo sceicco Abu Musab (un altro importante leader salafita), che il sequestro dell’attivista italiano è servito a Breizat e ai suoi compagni “per affermare l’esistenza della sua cellula”, e che gli stessi  avevano organizzato “qualcosa che non sono stati in grado di gestire”? Finora il processo non ha fornito risposte plausibili a questi interrogativi – e, viste le condizioni ambientali, difficilmente lo farà. “La mia opinione – dice Pagani – è che la stanno tirando per le lunghe perché probabilmente ci sono dietro questioni politiche di cui non sappiamo. Se non c’è una motivazione politica, non riesco davvero a capire che altra motivazione possa esserci”.</p>
<p>In tutto ciò, come si stanno comportando le autorità italiane? “Le autorità italiane sono assolutamente latitanti”, sostiene l’avvocato della famiglia di Arrigoni. Il 15 aprile 2011 la Procura di Roma <a href="http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/nazionale/news-dettaglio/3953339">ha aperto un’inchiesta</a> per “sequestro di persona a scopo di terrorismo aggravato dalla morte”. Ma la cooperazione giudiziaria con le autorità di Gaza è impraticabile: la Palestina non è ancora riconosciuta come Stato e Hamas è considerata un’organizzazione terroristica dall’Unione Europea. Il legale afferma di aver mandato in almeno due occasioni (la prima questa estate, la seconda il 19 dicembre) raccomandate e mail certificate alla Procura di Roma, ai Ministeri di Esteri e Giustizia e al Presidente della Repubblica, senza mai ricevere una singola risposta. L’atteggiamento di totale disinteresse delle istituzioni italiane è “veramente scandaloso”: “Ci sono tutti i problemi politici che vogliamo, ma quando un connazionale muore all’estero in questa maniera è dovere del governo fare qualcosa, anche un minimo. Invece – conclude Pagani – non stanno facendo niente”.</p>
<p>La verità sulle ultime ore di vita di Vik, intanto, si allontana di udienza in udienza, perdendosi progressivamente in un oceano di compromessi politici, dissesto giudiziario e indifferenza generalizzata.</p>
<p><strong><em>- LEGGI ANCHE: &#8220;<a href="http://www.laprivatarepubblica.com/un-umano">UN UMANO</a>&#8220;</em></strong></p>
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		<title>La Battaglia Di Halyvourgia Ellados</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 15:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosmopolis]]></category>
		<category><![CDATA[altrimenti è grecia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
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		<description><![CDATA[(Foto: Costas Lakafossis) Verso la metà dell&#8217;ottobre 2011 i proprietari di una grande azienda siderurgica greca, la Halyvourgia Ellados, chiamano a raccolta i lavoratori e impogono loro di firmare un nuovo contratto. Le cause sono le solite: la crisi finanziaria del Paese e le ingenti perdite del gruppo. Fino a quel momento gli operai lavoravano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-7266 alignnone" title="Halyvourgia Ellados" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/battagliahalyvourgiaellados1.jpg" alt="" width="595" height="406" /></p>
<p style="text-align: center;">(<em>Foto: <a href="http://costaslakafossis.wordpress.com/2011/12/26/xalyvourgia/">Costas Lakafossis</a></em>)</p>
<p>Verso la metà dell&#8217;ottobre 2011 i proprietari di una grande azienda siderurgica greca, la Halyvourgia Ellados, chiamano a raccolta i lavoratori e impogono loro di firmare un nuovo contratto. Le cause sono le solite: la crisi finanziaria del Paese e le ingenti perdite del gruppo. Fino a quel momento gli operai lavoravano 8 ore al giorno per cinque giorni alla settimana. Il nuovo piano, invece, prevede 5 ore al giorno per 5 giorni alla settimana e, soprattutto, un taglio ai salari del 40% &#8211; ossia una riduzione a 500 euro al mese, una somma con cui è chiaramente impossibile vivere. In caso di rifiuto della proposta, inoltre, l&#8217;azienda minaccia di licenziare 180 operai su 300<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/la-battaglia-di-halyvourgia-ellados/#footnote_0_7250" id="identifier_0_7250" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Dove ho gi&agrave; sentito una storia simile?">1</a></sup>.<span id="more-7250"></span></p>
<p>I sindacati e gli operai decidono dunque di indire uno sciopero ad oltranza, che è tuttora in corso (dopo più di due mesi). La convinzione di lavoratori, sindacati, giornalisti e cittadini è che, in caso di accettazione del nuovo contratto, gli effetti si ripercuoterebbero in tutta la Grecia, producendo un effetto a catena devastante su un mondo del lavoro già agonizzante. Un operaio dell&#8217;Halyvourgia Ellados ha spiegato così le ragioni della loro battaglia:</p>
<blockquote><p>Se il mio salario è ridotto da 800 a 500 €, cosa può pretendere un impiegato di un supermercato? Sarà in grado di chiedere 800 euro? Il suo capo gli dirà che gli operai del settore siderurgico &#8211; che lavorano in condizioni estreme &#8211; prendono 500 euro, e che quindi dovrebbe essere contento di essere pagato 400 euro!</p></blockquote>
<p>Kostas Kallergis, giornalista freelance e autore dell&#8217;ottimo blog in lingua inglese sulla crisi greca &#8220;<a href="http://whenthecrisishitthefan.wordpress.com">When the crisis hit the fan</a>&#8220;, ha realizzato un breve documentario sulla vicenda dell&#8217;Halyvourgia Ellados<em>: </em>si chiama<em> Days of strike</em> (&#8220;I Giorni dello Sciopero&#8221;) e si può vedere qui sotto. I sottotitoli in italiano sono opera mia (con l&#8217;aiuto di <a href="http://vitainbergen.blogspot.com/">Volpe</a>). Buona visione.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/g0nFhLUNW0A" frameborder="0" width="595" height="415"></iframe></p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_7250" class="footnote">Dove ho già sentito una storia simile?</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Lettere Di Odio, O: Come Ho Iniziato A Sfruttare Il Peak Oil</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 20:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Barbie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dott. Barbie]]></category>
		<category><![CDATA[abberluscone]]></category>
		<category><![CDATA[ad absurdum]]></category>
		<category><![CDATA[dott. barbie]]></category>
		<category><![CDATA[fail]]></category>
		<category><![CDATA[necklacing]]></category>

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		<description><![CDATA[La redazione de La Privata Repubblica riceve molte proposte di collaborazione non sollecitate1. Dopo alcuni anni di esperienza, siamo giunti all&#8217;inconfutabile conclusione che il 98.39% del materiale inviatoci ha meno valore di un seno in metastasi di Giorgio Faletti asportato e successivamente trapiantato nel cuoio capelluto di Piero Ostellino. Per rimediare a questa incresciosa situazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-7238 alignnone" title="Marinovich - Soweto" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/barbiepeakoil.jpg" alt="" width="595" height="400" /></p>
<p><em>La redazione de </em>La Privata Repubblica<em> riceve molte proposte di collaborazione non sollecitate<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/lettere-di-odio-o-come-ho-iniziato-a-sfruttare-il-peak-oil/#footnote_0_7232" id="identifier_0_7232" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Non &egrave; vero, anche perch&eacute; non esiste alcuna redazione.">1</a></sup>. Dopo alcuni anni di esperienza, siamo giunti all&#8217;inconfutabile conclusione che il 98.39% del materiale inviatoci ha meno valore di un seno in metastasi di Giorgio Faletti asportato e successivamente trapiantato nel cuoio capelluto di Piero Ostellino. Per rimediare a questa incresciosa situazione, abbiamo deciso di delegare il compito di leggere il materiale al nostro collaboratore, dott. Klaus Barbie, che ha insistito affinché venisse pubblicata sul sito una sua lettera di risposta. Riproduciamo qui di seguito la mail dell&#8217;aspirante collaboratore e la risposta del dott. Barbie.</em><span id="more-7232"></span></p>
<p>Salve,</p>
<p>sperando di farVi cosa gradita, sento il piacere di condividere con Voi (in allegato) una mia breve e irriverente riflessione sull’uscita di scena dell’ex Premier Silvio Berlusconi e sulla conseguente crisi del “berlusconismo”.</p>
<p>Cordiali saluti,<br />
<strong>Testa di Merda Velleitaria Con La Quarta Elementare</strong><em> [Il nome è stato modificato dalla redazione de </em>La Privata Repubblica<em> per motivi di privacy, ndr]</em></p>
<p style="text-align: center;">*   *   *</p>
<p>Gentile dott. <strong>Testa di Merda Velleitaria Con La Quarta Elementare</strong>,</p>
<p>Sono il dott. Klaus Barbie, consulente militare de <em>La Privata Repubblica</em>, esperto in colpi di stato e cultore delle tecniche rinforzate di interrogatorio della CIA.</p>
<p>Ho fatto leggere attentamente la sua &#8220;breve e irriverente riflessione&#8221; sulle dimissioni di Abberluscone e sulla &#8220;conseguente crisi del berlusconismo&#8221; alla mia aiutante Alina, un bellissimo cucciolo di bambina rom di 11 anni. L&#8217;ho comprata in provincia di Viterbo la notte di capodanno, vendendo ai suoi genitori dell&#8217;olio per friggere, uno stereo vintage del 1987 e la dichiarazione d&#8217;indipendenza del Kosovo. Come potrà sicuramente immaginare, caro dott. <strong>Testa di Merda Velleitaria Con La Quarta Elementare</strong>, la piccola Alina non ha capito assolutamente un cazzo della sua &#8220;irriverente&#8221; riflessione sul cadavere politico di Silvio Berlusconi. Del resto, come poteva leggere dopo che il mio splendido esemplare di Kurzhaar le ha inavvertitamente divorato gli occhi scambiandoli per due fagiani?</p>
<p>Se la può consolare, io l&#8217;ho letto. Ho letto il titolo: &#8220;SILVIO BERLUSCONI: L’ULTIMO “COMUNISTA”. Ho letto il sottotitolo: STORIA D’UN PAESE IMPROVVISAMENTE SVEGLIATOSI “CONTRO NANO&#8221;. Ho letto l&#8217;incipit: &#8220;Il dato è tratto: Silvio Berlusconi è morto! (politicamente, s’intende…)&#8221;. Ho letto frammenti di testo a caso:</p>
<blockquote><p>Come un don Giovanni tradito dal tempo (ma che non perde tempo, tra una defaillance e l’altra, a guardarsi allo specchio…), come un indomito “don Chisciotte de Arcore” incitante gli ultimi suoi servitori a seguirlo, l’Unto d’Arcore par sicuro di riuscire a domare ancora una volta gli Italiani dando prova dell’ennesima resurrezione (politica, s‘intende).</p></blockquote>
<p>E ho decretato in maniera irrevocabile, caro dott. <strong>Testa di Merda Velleitaria Con La Quarta Elementare</strong>, che lei non ha più il diritto di stare in questo mondo. Non è una cosa personale, mi creda. È una mera questione di igiene militare, sperimentazione sociologica e potatura dei rami secchi della società. La veda come un servizio reso alla collettività. Lei, esimio <strong>Testa di Merda Velleitaria Con La Quarta Elementare</strong>, è un martire per la Nuova Società che si sta formando in diretta conseguenza del &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peak_oil">peak oil</a>&#8220;.</p>
<p>Deve sapere che il &#8220;peak oil&#8221;, o picco del petrolio, è quella teoria secondo la quale prima o poi si raggiungerà il punto massimo dell&#8217;estrazione e produzione di petrolio e da lì in poi finirà il mondo e tutti noi moriremo tra atroci sofferenze. Riporto qui sotto il grafico del &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Picco_di_Hubbert">picco di Hubbert</a>&#8220;: non sono assolutamente in grado di decifrarlo, però è pieno di colori, numeretti e di nomi di Stati.</p>
<p><img class="size-full wp-image-7239 alignnone" title="Picco di Hubbert" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/barbiepeakoil-2.jpg" alt="" width="595" height="357" /></p>
<p>Nel 2010 il settimanale tedesco <em>Der Spiegel</em> <a href="http://www.spiegel.de/international/germany/0,1518,715138,00.html">ha pubblicato</a> uno studio segreto fatto dallo Bundeswehr, ossia l&#8217;esercito tedesco, sulle possibili conseguenze geopolitiche, economiche e sociali del &#8220;peak oil&#8221;. In esso è scritto che esiste una &#8220;qualche probabilità che il picco del petrolio avverrà intorno all&#8217;anno 2010 e che l&#8217;impatto sulla sicurezza dovrebbe essere sentita 15-30 anni dopo&#8221; e che la democrazia potrebbe diventare un&#8217;astrusa dottrina conosciuta esclusivamente da feticisti della scienza politica. Entreremmo così in una &#8220;crisi sistemica generale&#8221; che creerebbe &#8220;spazio per un&#8217;ideologia estremista&#8221; e per alternative autoritarie/totalitarie &#8220;alle attuali forme di governo&#8221;. La popolazione andrebbe completamente fuori di testa e in pochissimo tempo si arriverebbe ad un conflitto termonucleare da film reazionari degli anni &#8217;80.</p>
<p>Ora, egregio dott. <strong>Testa di Merda Velleitaria Con La Quarta Elementare</strong>, lei è un lampante caso di implosione delle sinapsi causate da vent&#8217;anni di berlusconismo. Di più: lei è il prodotto terminale di quella subcultura Fininvest che ha ammorbato le nostre desolate lande per lungo tempo. Si rende conto che uno che nel 2012 ha intenzione di scrivere una &#8220;breve ed irriverente riflessione&#8221; su B. non ha alcuna possibilità di sopravvivere in un mondo polarizzato e solcato da guerre ad altissime intensità? Lei è la feccia della società. Io sono colui che prenderà la paletta, la infilerà in un sacchetto ed infine la lancerà in fiume infestato da pesci radioattivi.</p>
<p>Spero che capisca quanto la sua morte può essere importante per la buona riuscita della mia operazione. Dato che sono un gentiluomo, le lascio la scelta sulle due modalità previste per la sua esecuzione:</p>
<p>a) <em>Necklacing</em>. Questa pratica &#8211; estremamente popolare in Sudafrica nei primi anni &#8217;90 &#8211; consiste nell&#8217;appoggiarLa al muro, lapidarla, gettarle intorno al collo dei copertoni e poi darle fuoco. A <a href="http://www.liveleak.com/view?i=e94_1317489390">questo link</a> può vedere un simpatico video esplicativo.</p>
<p>b) <em>Baptism of fire</em>. Lei starà tornando a casa dalla filiale dell&#8217;INPS in cui lavora. Io la aspetterò dietro un angolo, facendo finta di pulire i muri. Quando mi sarà vicino, le rovescerò addosso un secchio di benzina e, grazie all&#8217;accendino che tenevo tra i denti, farò di lei uno scintillante barbecue. Le allego qui sotto un&#8217;illustrazione di quello che si intende con <em>baptism of fire</em>.</p>
<p><img class="size-full wp-image-7240 alignnone" title="Kill Without Joy" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/01/barbiepeakoil-3.jpg" alt="" width="595" height="494" /></p>
<p>Mi faccia sapere per quale modalità ha optato.</p>
<p>Nell&#8217;attesa di un suo cordiale riscontro, Le porgo i miei più sentiti saluti e le auguro tutto il male possibile.</p>
<p style="text-align: right;">In fede,</p>
<p style="text-align: right;">Dott. Klaus Barbie,</p>
<p style="text-align: right;"><em>Ministro del Necklacing e del Rovesciamento Di Regimi Democratici, Responsabile Dello Smistamento Delle Proposte Di Collaborazione Pervenute a </em>La Privata Repubblica</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4604    aligncenter" title="Der Krieger - Dott. Barbie" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2011/02/dottbarbie.jpg" alt="" width="404" height="242" /></p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_7232" class="footnote">Non è vero, anche perché non esiste alcuna redazione.</li></ol>]]></content:encoded>
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