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	<title>La Privata Repubblica</title>
	
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	<description>Fomentiamo la disinformazione sistematica.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 25 May 2013 08:50:45 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Slovenia: La Bancarotta Della Porta Accanto</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 13:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cosmopolis]]></category>
		<category><![CDATA[austerity]]></category>
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		<description><![CDATA[La Slovenia è, in teoria, un paese facilissimo da spiegare. In mezzo a un&#8217;Europa orientale e centrale lacerata fra mille identità e divisa fra duemila minoranze, la Slovenia è un paese compatto, pieno soltanto di sloveni, forte nelle proprie certezze: e la principale è che, se si è obbedienti e laboriosi, si arriva da qualche [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14040" alt="----" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/sloveniacrisis.jpg" width="595" height="403" /></p>
<p>La Slovenia è, in teoria, un paese facilissimo da spiegare. In mezzo a un&#8217;Europa orientale e centrale lacerata fra mille identità e divisa fra duemila minoranze, la Slovenia è un paese compatto, pieno soltanto di sloveni, forte nelle proprie certezze: e la principale è che, se si è obbedienti e laboriosi, si arriva da qualche parte, o quantomeno si costruisce un&#8217;esistenza &#8211; individuale e collettiva &#8211; salda e sicura.<span id="more-14038"></span></p>
<p>Forse gli sloveni non avranno gli slanci imprevedibili e geniali degli altri slavi del Sud o del resto dei balcanici (il che d&#8217;altronde è anche normale, dato che, loro, balcanici non lo sono neanche), però sono gente affidabile, operosa, solida ma tutto sommato bella; come un pezzo d&#8217;artigianato artistico in legno. Ambito in cui quel popolo è maestro, vivendo in mezzo a boschi antichi e rigogliosi.</p>
<p>Se perciò bastasse la volontà o l&#8217;indole di un popolo, per spiegare un paese, nessuno dubiterebbe della prosperità e della tranquillità della Slovenia (che già sembrava destinata a un rassicurante benessere <i>europeo</i> quando faceva ancora parte della Jugoslavia). Eppure in questi giorni i nostri confinanti di Nordest sono sotto osservazione da parte della UE e dei &#8220;mercati&#8221;, e rischiano in sostanza &#8211; anzi, la cosa è data largamente per assodata &#8211; di <a href="http://www.corriere.it/esteri/13_maggio_11/slovenia-rischio-crac-gergolet_9fb7f9d8-b9fb-11e2-b7cc-15817aa8a464.shtml">fare la fine</a> di Cipro: di essere cioè commissariati, o salvati, e di vedersi imporre un&#8217;austerità decisa dall&#8217;estero al posto di quella già messa in pratica dal governo di Lubiana.</p>
<p>Ma come si è arrivati a questo punto? In che modo la sonnolenta Slovenia degli artigiani, degli industriali, del giovani perfettamente formati per l&#8217;età digitale si è ritrovata nella stessa situazione di un qualsiasi stato mediterraneo popolato da cicale e truffatori? È sicuramente vero, intendiamoci, come ha sottolineato un quotidiano economico locale (con ironia forse involontaria ma certamente raffinatissima) che &#8220;<a href="http://www.linkiesta.it/la-slovenia-non-e-cipro-ma-potrebbe-fare-la-stessa-fine">La Slovenia non è Cipro, condividono al massimo lo stesso destino</a>&#8220;, ma è interessante capire come tale destino sia stato costruito.</p>
<p>Si può partire dalle cifre, ad esempio dalla più bassa di tutti. L&#8217;1% è la cifra simbolica delle proteste anti-crisi, da Occupy Wall Street in poi; anche se in Slovenia l&#8217;1% sarebbero ventimila persone, e &#8211; per quanto le élite siano ristrette per definizione &#8211; fa comunque un po&#8217; ridere prendersela con la popolazione di Recanati. Il che non ha comunque impedito la formazione di un (relativamente) vasto <a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/7528-intervista-le-rivolte-di-maribor">movimento indignato e antipolitico</a>, che ha ottenuto un notevole successo con le dimissioni del molto discusso Franc Kangler, sindaco di Maribor (la seconda città del paese), al cui posto è stato eletto il sociologo Andrej Fitravec, espressione di una società civile assai critica nei confronti della politica.</p>
<p>Ma 1% è anche il <a href="http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2013/05/07/news/la-slovenia-in-crisi-preleva-l-1-da-tutti-gli-stipendi-1.7012487">prelievo</a> dalle buste paga, deciso in questi giorni dal nuovo governo di Alenka Bratušek nel tentativo di compiacere le istituzioni finanziarie europee e i mercati e di evitare la &#8220;soluzione cipriota&#8221;. Eppure, sempre per restare alle cifre, la situazione slovena non pare drammatica: il debito pubblico è al 64%, ma stava al 54 una settimana fa e al 48 un mese addietro. Ciononostante l&#8217;affidabilità del paese è stata appena valutata come &#8220;spazzatura&#8221; da Moody&#8217;s, e soprattutto le ultime aste di titoli nazionali si sono risolte in uno psicodramma e nell&#8217;esplosione fuori controllo dello spread.</p>
<p>Allora le cause della crisi sono da cercare al di fuori dei meri numeri, che sembrerebbero descrivere un paese in difficoltà ma non disperato.</p>
<p>Il problema, tuttavia, è che è difficile capire la Slovenia, paese lontano dai clamori e dalle piazzate balcaniche, e vicino semmai alla doppiezza e alla fumosità di quella Mitteleuropa di cui d&#8217;altronde è parte integrante<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/slovenia-la-bancarotta-della-porta-accanto/#footnote_0_14038" id="identifier_0_14038" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="L&rsquo;appartenenza alla Mitteleuropa e alle sue psicosi &egrave; testimoniata dall&rsquo;ottavo posto nella classifica mondiale dei suicidi.">1</a></sup>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-14041" alt="---" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/sloveniacrisis-3.jpg" width="595" height="403" /></p>
<p>Qualche passo indietro. I due milioni di sloveni di oggi sono un popolo antichissimo, come si evince da una lingua assurdamente arcaica. Unici tra tutte le tribù slave dilagate nell&#8217;Alto Medioevo dal mare del Nord al Peloponneso, gli sloveni &#8211; chiusi nei propri boschi &#8211; hanno resistito alla controffensiva germanica, che non li ha respinti, ma ha finito per integrarli.</p>
<p>Cosicché, un po&#8217; discosta rispetto alle carneficine tedesche, ungheresi e balcaniche e in parte protetta da esse, la nazione slovena ha condiviso tutta la parabola dell&#8217;Austria e degli Asburgo; per secoli la silente e buona gente di Lubiana e della Carniola ha incarnato il mito dell&#8217;impero giallonero che per Roth viveva non nelle città, ma nelle proprie periferie. Eppure, questo popolo antichissimo non ha mai avuto uno stato; il primo riconoscimento nazionale l&#8217;ha avuto di fatto nel 1918, come socio di minoranza di croati e serbi nella prima Jugoslavia. Ma uno stato balcanico non è e non poteva essere la casa degli sloveni.</p>
<p>Così, nel 1991, è finalmente arrivata l&#8217;indipendenza: ma questo paese appena neonato si è avvicinato all&#8217;Europa non con l&#8217;energia e l&#8217;irruenza dei giovani, bensì con la placida calma e la bonaria certezza di un anziano centroeuropeo; quella che, <em>de facto</em>, è la condizione storica degli sloveni. Gente che peraltro non ha mai mostrato l&#8217;impazienza di entrare in Europa tipica dei croati o degli albanesi, per il semplice motivo che &#8211; per storia e geografia &#8211; gli sloveni in Europa ci sono da sempre.</p>
<p>In termini economici, questa condizione duplice ha portato a un compromesso fra istanze liberali e liberiste e prudente socialismo di mercato. Si è privatizzato molto (soprattutto, e in gran fretta, l&#8217;<a href="https://docs.google.com/viewer?a=v&amp;q=cache:4RWzezcu5iAJ:www.socialhousingaction.com/SOCIAL%2520HOUSING%2520IN%2520SLOVENIA.pdf+&amp;hl=it&amp;gl=it&amp;pid=bl&amp;srcid=ADGEESgK9oA6RFQEvfJs8oym1WrOe_QBb2JoYpgDmigkp2DdgpDiD7dcScDg7oKHm8QLX_PB3RBO1Zh9G0Y3yNilAaE_klxBMMoDpxxt4EZpoTvcomVAAN2_EnFcC78m-aFOYiRsws4P&amp;sig=AHIEtbRCB9s1avDJkP2IdJ68XFaQmyOfow">edilizia sociale</a> negli anni Novanta), ma lo si è fatto privilegiando &#8220;l&#8217;interesse nazionale&#8221;, appena scoperto o riscoperto dagli sloveni; solo che in troppi casi l&#8217;interesse nazionale ha coinciso (il vizio è diffuso) con <a href="http://www.globalproject.info/it/mondi/perche-la-slovenia-e-in-piazza/13327">clientelismi e favori</a> a gente forse troppo vicina alle élite politiche pre- e post-indipendenza. D&#8217;altra parte, questo corporativismo (a voler essere buoni), che è certamente uno dei peccati originali della nuova Slovenia, è stato bilanciato nell&#8217;ultimo decennio da un mercato finanziario privo di lacci e controlli e da un boom immobiliare anche troppo aperto, questo sì, agli interessi e alle partecipazioni di partner stranieri più o meno affidabili.</p>
<p>Insomma, anche la Slovenia ha da <a href="http://www.lettera43.it/economia/finanza/slovenia-a-rischio-crac-per-colpa-degli-istituti-di-credito_4367590896.htm">rimproverare</a> le proprie banche, tanto per cambiare; ma va comunque notato che, di nuovo, la questione è complessa, dato che proprio dalla potenza e solidità della propria banca (la <i>Ljubljanska</i>) la Slovenia aveva ottenuto enormi vantaggi ai tempi della Jugoslavia e dopo. Alcuni dei quali, stando soprattutto alle <a href="http://www.anvgd.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=9020&amp;Itemid=144">proteste croate</a> durate due decenni, erano peraltro sortiti da un utilizzo improprio e troppo &#8220;nazionale&#8221; di risorse che venivano invece un po&#8217; da tutta la Federazione (la querelle si è grossomodo <a href="http://www.anvgd.it/rassegna-stampa/15037-slovenia-croazia-fine-del-bisticcio-balcanicaucasoorg-04apr13.html">chiusa</a> qualche mese fa).</p>
<p>Non c&#8217;è dunque un solo colpevole della crisi; anzi, la situazione slovena è sorprendente e imbarazzante. Sorprendente, perché i cosiddetti fondamentali, ma anche la storia economica del paese, l&#8217;attitudine al lavoro degli sloveni, tutto questo pareva metterli al sicuro da un crac di questo genere; e imbarazzante per l&#8217;Europa, perché la Slovenia non è una tigre di carta che ha cavalcato con furbizia onde speculative, ma è un rispettabile e solido membro della comunità internazionale che non ha mai mostrato comportamenti imprudenti e, se lo ha fatto, non è si è certamente spinto più in là di quanto facessero gli altri paesi della UE senza che le istituzioni di controllo vi trovassero nulla da ridire.</p>
<p>Si può dire anzi, senza tema di smentite, che la Slovenia è stata a lungo il fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;Europa: l&#8217;ultimo arrivato che però si applica con grande diligenza, ottiene risultati notevoli, mostra grande maturità democratica e sociale e non si permette certo, come quegli altri buzzurri balcanici, di allevare opinioni pubbliche bellicose e arretrate e sempre pronte a trovare nemici. No: la Slovenia, anche più dei propri vicini di più celebrata civiltà (Austria e Ungheria) ha sempre mantenuto un aplomb perfetto e un comportamento educato e integro degno di un grande paese europeo come lo immaginano, per dire, in Texas.</p>
<p>Eppure la Slovenia è anche, in una certa misura, il segreto inconfessabile dell&#8217;Europa e in particolare della sua locomotiva tedesca. Non è stata forse l&#8217;accelerazione tedesca, nel 1991 (quando le sovranità statali erano ancora sacre), a dare il via libera alla secessione delle repubbliche settentrionali della Jugoslavia? E se per la Slovenia la cosa era filata via relativamente liscia &#8211; beato quel popolo che non ha minoranze -, non si può dire lo stesso per la Croazia, la cui proclamazione di indipendenza aveva dato via alla lunga e buia pagina delle guerre civili jugoslave. Chissà, forse qualcuno avrà rimuginato su quei fatti ormai abbastanza lontani, e sul curioso modo di ripresentarsi e tornare alla mente che è tipico della Storia.</p>
<p>Ad ogni modo, quale che sia la causa prima della crisi, il futuro della Slovenia si presenta fosco, dato che nessuno pare possedere le chiavi per l&#8217;uscita dalla crisi. Questa, tuttavia, è purtroppo una dinamica ormai familiare e consueta; quello che soprattutto è oscuro, invece, è a cosa serva a questo punto l&#8217;Europa. Niente in contrario alla disciplina finanziaria e all&#8217;imposizione di misure per garantirla; è evidente che un mercato unico si basa anche su una serie di regole che vanno equamente osservate da tutti.</p>
<p><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/sloveniacrisis-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-14043" alt="sloveniacrisis-2" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/sloveniacrisis-2.jpg" width="595" height="403" /></a></p>
<p>Ma ciò che sfugge è in che senso vadano queste regole: a cosa miri, sempre che miri ancora a qualcosa, l&#8217;unità monetaria e finanziaria. Si dice spesso, ultimamente, e anzi probabilmente la frase comincia a puzzare di menagramo, &#8220;manca la politica&#8221;. Ma più precisamente manca una direzione, un&#8217;autorità, un fine ultimo dietro a tante misure che, senza di esso, cessano di essere regole e si mettono a metà strada fra la ripicca e la rappresaglia. L&#8217;Unione europea pare in questo momento un&#8217;aula scolastica abbandonata dal professore e lasciata in mano a un capoclasse ligio e secchione, ma un po&#8217; troppo rigido.</p>
<p>E il rischio, da un lato, è che a quest&#8217;ultimo possa dare alla testa il brivido del potere e dell&#8217;arbitrio; dall&#8217;altro, che anche gli scolari più laboriosi e ubbidienti, come gli sloveni, finiscano per ribellarsi. Proprio loro che, dall&#8217;Europa, sono stati blanditi e coccolati a lungo.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_14038" class="footnote">L&#8217;appartenenza alla Mitteleuropa e alle sue psicosi è testimoniata dall&#8217;ottavo posto nella <a href="http://www.who.int/mental_health/prevention/suicide_rates/en/">classifica mondiale dei suicidi</a>.</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Sognando Torquemada</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 10:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Freakshow]]></category>
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		<category><![CDATA[integralismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 12 maggio 2013 si terrà a Roma la &#8220;Marcia per la vita&#8220;. Per chi non lo sapesse, si tratta di una manifestazione che ha l&#8217;indubbio pregio di riunire sotto una stessa bandiera (quella anti-abortista/divorzista) movimenti cattolici, Magdi Allam, integralisti e fascisti. Anche quest&#8217;anno, insomma, le lancette del progresso umano saranno spostate di peso al [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13923" alt="katechon9" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/katechon9.jpg" width="595" height="395" /></p>
<p>Il 12 maggio 2013 si terrà a Roma la &#8220;<a href="http://www.marciaperlavita.it/">Marcia per la vita</a>&#8220;. Per chi non lo sapesse, si tratta di una manifestazione che ha l&#8217;indubbio pregio di riunire sotto una stessa bandiera (quella anti-abortista/divorzista) movimenti cattolici, Magdi Allam, integralisti e fascisti. <span id="more-13912"></span>Anche quest&#8217;anno, insomma, le lancette del progresso umano saranno spostate di peso al secolo scorso con l&#8217;immancabile appoggio dell&#8217;amministrazione comunale, che al contempo <a href="http://www.contropiano.org/news-politica/item/16458-12-maggio-sfilano-i-fascisti-vietato-il-corteo-per-giorgiana">ha vietato</a> un contro-corteo in ricordo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgiana_Masi">Giorgiana Masi</a>, la studentessa di 18 anni uccisa dalla polizia il 12 maggio del 1977.</p>
<p>Il 2012 aveva visto la <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/09/roma-marcia-per-vita-tra-integralisti-cattolici-e-neofascisti/588278/">partecipazione</a> di diversi schieramenti politici (Pdl, Pd, ecc.), dei fanatici cristiani <em>à la</em> Militia Christi o Legionari di Cristo, di Forza Nuova (partito che ieri si è fatto notare per un <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2013/05/09/news/forza_nuova_contro_kyenge_se_ne_torni_in_congo-58397055/">raffinato striscione</a> contro il nuovo Ministro all&#8217;Integrazione Cecile Kyenge) e dei <a href="http://books.google.it/books?id=YB-ZwiBf5HgC&amp;pg=PR13&amp;dq=%22sixty+four+counties%22+extremist+hungary&amp;hl=en&amp;ei=bKD4Tb2FDYWa-waf-KjdDw&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;redir_esc=y#v=onepage&amp;q=%22sixty%20four%20counties%22%20extremist%20hungary&amp;f=false">neofascisti ungheresi dell&#8217;HVIM</a> (Movimento Giovanile delle 64 province). La partecipazione di sigle estremiste/integraliste alla marcia è prevista anche quest&#8217;anno.</p>
<p>Tra queste ci sarà <a href="https://www.facebook.com/pages/Azione-Kat%C3%A9chon/480674222000251?fref=ts">Azione Katéchon</a>, un nuovo movimento che &#8211; come si può evincere da questo manifesto &#8211; è ad altissimo tasso <em>freakshow</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13918" alt="katechon2" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/katechon2.jpg" width="450" height="637" /></p>
<p>Lo slogan di Azione Katéchon è molto semplice: «Rivoluzione è Tradizione». Il nome del &#8220;movimento&#8221; deriva appunto da &#8220;Katéchon&#8221;, termine usato da San Paolo nella seconda lettera ai Tessalonicesi per <a href="https://www.facebook.com/pages/Azione-Kat%C3%A9chon/480674222000251?fref=ts">indicare</a> «l&#8217;ostacolo, l&#8217;impedimento, colui che ostacola e che impedisce la venuta dell&#8217;Anticristo».</p>
<p>Tenendo a mente che potrebbe trattarsi di una forma di trolling raffinatissimo<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/sognando-torquemada/#footnote_0_13912" id="identifier_0_13912" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="E se lo &egrave; veramente, chapeau.">1</a></sup>, ho comunque deciso di far &#8220;loro&#8221; qualche domanda. Dopotutto, alla &#8220;Marcia <del>su Roma</del> per la vita&#8221; ci sarà gente che la penserà seriamente in questo modo.</p>
<p><strong>Come vi è venuto in mente di fondare questo «movimento che rappresenta un&#8217;idea»? Quando? Qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?</strong></p>
<p>Sostanzialmente, noi non abbiamo fondato nulla, o meglio: il nostro intento è quello di rimarcare il ruolo che i cattolici dovrebbero avere in politica. Il cattolico partecipa alla vita politica della sua nazione per edificare il Regno Sociale di Gesù Cristo e per combattere contro quei &#8220;poteri&#8221; che minano, da sempre, la stabilità della società umana attraverso la Finanza e le lobby di potere.</p>
<p>Comunque, la nostra attività come Azione Katéchon nasce circa tre mesi fa e, fondamentalmente, scaturisce da un&#8217;indignazione generale e dal rovesciamento dei valori sociali (cristiani) che caratterizzano l&#8217;Occidente da secoli.</p>
<p>L&#8217;Europa e le nazioni che la compongono sono assediate da ogni lato da un violento relativismo morale, il quale cancella i concetti di &#8220;bene&#8221; e &#8220;male&#8221; trasformando il tutto in &#8220;punto di vista&#8221; ed è così che mentre in Francia pochi eletti decidono in materia di adozioni e matrimoni gay e si rifiutano di ascoltare la &#8220;Vox Populi&#8221; (facendo pestare a sangue i manifestanti dalla polizia per motivi a noi ignoti) in Italia Luisa Santolini, esponente UDC, sostiene che la pedofilia sia un orientamento sessuale. Queste ultime dichiarazioni scatenano in tutti noi un senso di &#8220;repulsione&#8221; e di profondo turbamento verso un partito che prima concede ai suoi membri la libertà di fare certe affermazioni, per poi fregiarsi con lo Scudo Crociato.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13926" alt="katechon13" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/katechon13.jpg" width="450" height="637" /></p>
<p><b>Qual è il vostro giudizio sul nuovo Papa Francesco? Pensate che la presenza dell’account Twitter del Pontefice rappresenti un pericoloso slittamento verso la modernità?</b></p>
<p>Il nuovo Pontefice ha da subito dimostrato quello che è il suo modo di vedere la Chiesa, la cosa che però ci lascia perplessi è questa voglia di &#8220;spogliare gli altari&#8221; in virtù di una maggiore povertà. Sebbene il principio sia giusto, a parer nostro si rischia una desacralizzazione della vita religiosa e della visione della fede che si ritroverebbe &#8220;nuda&#8221; e quindi privata di tutti quegli elementi esteriori adibiti a rispecchiare il Sacro da un punto di vista materiale.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;account Twitter, riteniamo che questa non sia stata una buona scelta e che non sia un&#8217;idea del Papa ma di coloro dai quali è coadiuvato.</p>
<p><strong>Chi potrebbe oggi, nell&#8217;agone politico italiano, rappresentare al meglio le idee delle quali vi siete fatti portatori? E chi invece le ostacola di più?</strong></p>
<p>Attualmente Forza Nuova è l&#8217;unico movimento politico che rispecchia la &#8220;sostanza&#8221; di Azione Katéchon e che fa della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica il suo punto fermo. Gli ostacoli sono certamente tutti quei movimenti che si oppongono ai Principi non Negoziabili e che promuovono un&#8217;idea di &#8220;laicità&#8221; che consiste nell&#8217;eliminazione di Dio e del Trascendente dalla vita sociale dell&#8217;uomo (la quale invece consiste semplicemente nella separazione tra lo Stato e la Chiesa istituzione e, paradossalmente, rappresenta un principio nato con il Cristianesimo).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13919" alt="katechon11" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/katechon11.jpg" width="595" height="352" /></p>
<p><strong>Chi è più Katéchon tra Enrico Letta, Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani, Mario Monti, Gianni Alemanno e Rosy Bindi?</strong></p>
<p>Sarebbe come scegliere a chi affidare un neonato tra Darth Fener, Davy Jones, Attila, il Dottor Destino, l&#8217;Uomo Nero o Jason X.</p>
<p>Il primo e il quarto sono membri della Commissione Trilaterale, del Gruppo Bilderberg e dell&#8217;Aspen Institute; il secondo -per dirne una- è un P2ista con tanto di mausoleo in giardino nel quale verrà seppellito (con rischio resurrezione); il quinto è il tipico uomo politico medio dalla promessa facile e con simpatie verso i Gay Pride. Mentre Rosy Bindi, be&#8217;, non credo ci sia da aggiungere altro.</p>
<p><strong>Qual è la vostra posizione in merito alla polemica che ha coinvolto l’On. Biancofiore e il ritiro della delega alle Pari Opportunità? Pensate che i gay siano una «casta» che si «autoghettizza»?</strong></p>
<p>Non solo si autoghettizza ma costituisce una lobby di potere (politico) seconda solo a quella bancaria. La Biancofiore ha detto delle cose ovvie e scontate ed è stata anche molto &#8220;morbida&#8221; nell&#8217;affermarle.</p>
<p>Per renderci conto di cosa abbiamo davanti basta guardare alle reazioni della politica: un ministro della Repubblica [in realtà era un sottogretario, <em>nda</em>] che viene &#8220;fatto fuori&#8221; a comando a seguito di un&#8217;affermazione ragionevole e anche fin troppo &#8220;moderata&#8221; sugli omosessuali. E&#8217; evidente che siamo davanti ad una pubblica esibizione di potere nei confronti della massa. Chi si oppone all&#8217;ideologia del gender viene sradicato e scacciato per &#8220;lesa omosessualità&#8221;, questo è il messaggio.</p>
<p><strong>Cosa abbiamo scampato, come Paese, con la mancata elezione di Stefano Rodotà a Presidente della Repubblica?</strong></p>
<p>Abbiamo sicuramente scampato un presidente con l&#8217;ossessione per le unioni e le adozioni gay e con il sogno di poter impedire ai medici di fare obiezione di coscienza davanti ad una richiesta di aborto. Al contempo abbiamo guadagnato una risata (si fa per dire), giusto perchè chi l&#8217;ha proposto sostiene di non essere mosso da ideologie e di essere &#8220;il nuovo che avanza&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13920" alt="katechon8" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/katechon8.jpg" width="595" height="446" /></p>
<p><strong>In un vostro manifesto appare <a href="https://fbcdn-sphotos-h-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/540606_490074614393545_1778375779_n.jpg">la Bonino con il trucco di Joker</a>. Immagino che il vostro giudizio sul nuovo Ministro degli Esteri non sia esattamente positivo.</strong></p>
<p>No, infatti. Quello che non capiamo, però, è cosa c&#8217;entri Emma Bonino con il Ministero degli Esteri, non vediamo la competenza di questa signora, abituata ad aspirare bambini con la pompa di una bicicletta, per quanto riguarda il ruolo assegnatogli. Inoltre non capiamo come facciano i Radicali ad aggiudicarsi una poltrona, come quella relativa al Ministero degli Esteri, pur prendendo lo 0,nulla % ad ogni singola competizione elettorale. Probabilmente perchè Emma Bonino è membro permanente del Gruppo Bilderberg insieme a Letta e a Monti. Ma vabbè, dettagli.</p>
<p><strong>Parliamo della Costituzione italiana. È «la più bella del mondo» anche secondo voi?</strong></p>
<p>Purtroppo no, non lo è. È una carta redatta da ideologi, anticlericali di mestiere e massoni. Una Costituzione è l&#8217;espressione massima della legge umana la quale deve rifarsi all&#8217;Ordine Divino, quindi al Vangelo e alla Dottrina Sociale. Tutto il contrario della Costituzione Italiana, nella quale si afferma (giusto per non divagare troppo) la sovranità del popolo ma non la si considera quando bisogna eleggere un presidente della Repubblica, il quale deve essere eletto necessariamente attraverso un inciucio ultrasegreto tra Partiti, lobby e poteri forti.</p>
<p><strong>Il Vangelo può essere 2.0?</strong></p>
<p>&#8220;Se anche noi stessi o un angelo del cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato noi, sia anatema!&#8221; (Galati 1,8) tuona San Paolo.</p>
<p><strong>Cosa significa essere cattolici sull’Internet del 2013?</strong></p>
<p>Significa nuotare nel mare magnum dell&#8217;anticlericalismo, dell&#8217;ateismo, delle sette e delle leggende nere contro la Chiesa. Significa sottoporsi ad una gogna virtuale (nemmeno tanto &#8220;virtuale&#8221;) perchè si sostiene che il cielo è azzurro quando è sereno e che le foglie sono verdi in estate.</p>
<p>Significa anche non arrendersi, nonostante tutto e tutti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-13922" alt="katechon12" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/katechon12.jpg" width="476" height="674" /></p>
<p><strong>Perché considerate l’animalismo una «piaga sociale»?</strong></p>
<p>Semplicemente perchè lo è. I media -e con loro la società intera- si stracciano le vesti davanti ad un barboncino abbandonato in autostrada, mentre restano indifferenti davanti ad una donna che partorisce il figlio in un bagno di un locale per poi gettarlo nello scarico. Nel 2012 l&#8217;OCSE pubblicò un resoconto sulle persecuzioni religiose nel mondo nel quale i cristiani risultavano la categoria più perseguitata di tutti i tempi, solo nell&#8217;anno di emissione del bollettino si riconosceva la morte per &#8220;odium fidei&#8221; di 105.000 cristiani (circa 1 ogni 5 minuti), mentre per i sociologi B. Grim e R. Frinke sarebbero addirittura 170.000.</p>
<p>Di questo nessuno parla, come di tante altre disgrazie che accadono nel mondo e che restano nel silenzio più totale. Questa è l&#8217;attuale condizione umana: l&#8217;indifferenza e l&#8217;odio per i propri fratelli e la pietà e il sentimentalismo per gli animali. Non c&#8217;è altro modo per definire ciò, se non con il termine &#8220;piaga sociale&#8221;.</p>
<p><b>“C’è un tempo per la pace e uno per combattere”, scrivete in un manifesto. Qual è il vostro tempo, ora?</b></p>
<p>Combattere.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13921" alt="katechon6" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/katechon6.jpg" width="595" height="446" /></p>
<p style="text-align: center;">(<em>Ha collaborato: <a href="https://twitter.com/majunteo">Matteo Miavaldi</a></em>)</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_13912" class="footnote">E se lo è veramente, <em>chapeau</em>.</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Tutte Le Volanti Convergano Sull’Internets</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 09:21:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italian Tabloid]]></category>
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		<description><![CDATA[Prosegue senza esclusione di colpi l&#8217;appassionante dibattito italiano sull&#8217;Internets &#8211; o, come l&#8217;ha definito Gianni Riotta in uno dei suoi lampi da purosangue della Tuttologia Galoppante, «il campo di battaglia tra Bene e Male, tra democrazia e populismo irrazionale». Ieri, ad esempio, le Forze Del Bene sono scese in campo con estrema decisione. La procura [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13859" alt="internetpolizia" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/internetpolizia.jpg" width="595" height="355" /></p>
<p>Prosegue senza esclusione di colpi l&#8217;appassionante dibattito italiano sull&#8217;Internets &#8211; o, come l&#8217;ha <a href="http://www.lastampa.it/2013/05/04/cultura/opinioni/editoriali/la-rete-e-lo-specchio-del-nostro-tempo-KwJE02o2cx748jN2IelUxO/pagina.html">definito</a> Gianni Riotta in uno dei suoi lampi da purosangue della Tuttologia Galoppante, «il campo di battaglia tra Bene e Male, tra democrazia e populismo irrazionale».<span id="more-13845"></span></p>
<p>Ieri, ad esempio, le Forze Del Bene sono scese in campo con <em>estrema</em> decisione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13846" alt="internetpolizia1" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/internetpolizia1.gif" width="500" height="280" /></p>
<p>La procura di Roma ha <a href="http://www.corriere.it/politica/13_maggio_06/boldrini-indagato-giornalista_a4103d50-b650-11e2-9456-8f00d48981dc.shtml">iscritto nel registro degli indagati</a> il giornalista Antonio Mattia, reo di aver postato per primo sulla sua pagina Facebook l&#8217;improbabile foto di Laura Boldrini nuda &#8211; un ridicolo fotomontaggio che era subito apparso meno credibile di un Cliff Robinson che scuote la testa con un paio di corna e un Nintendo Gamecube che pulsa psichedelico sulla tavola.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13847" alt="severloal9" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/severloal9.gif" width="460" height="350" /></p>
<p>Per arginare le orde di troll, tuttavia, c&#8217;è bisogno d&#8217;altro.</p>
<p>E sebbene le norme ci siano già, servono strumenti di repressione più raffinati. Servono marchingegni rapidi, efficaci, acuminati, silenziosi e risolutivi. Fortunatamente, l&#8217;apparato statale l&#8217;ha capito ed è corso ai ripari. Il capo della Polizia Postale ha <a href="http://www.corriere.it/tecnologia/social/13_maggio_06/polizia-volanti-social-network_8820a338-b627-11e2-9456-8f00d48981dc.shtml">rivelato</a> al <em>Corriere della Sera </em>l&#8217;arma finale di cui disporranno i controllori del web nostrano.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;arma davvero strabiliante:</p>
<blockquote><p>Pensate alle volanti che girano per le strade. Ecco, funzionerà così. Nasceranno delle volanti anche per Internet, la polizia girerà sul web e monitorerà i social network pronta ad intervenire contro gli abusi, le diffamazioni, i falsi profili&#8230;</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13857" alt="internetpolizia12" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/internetpolizia12.gif" width="500" height="205" /></p>
<p>Riporta l&#8217;articolo che il «nuovo 113 del web» (<em>Il. Nuovo. 113. Del. Web.</em>)</p>
<blockquote><p>nascerà sul portale del «Commissariato di PS online», che già esiste ma diventerà più dinamico e avrà «una finestra di dialogo interattivo», spiega Apruzzese. Insomma, così come si può chiedere aiuto a una volante per un furto, una rapina, uno scippo appena subìto, allo stesso modo basterà «cliccare su un&#8217;iconcina» del portale della Polizia per segnalare un&#8217;identità digitale rubata, una diffamazione ricevuta oppure ancora immagini privatissime diffuse senza la nostra autorizzazione. La «volante virtuale» interverrà all&#8217;istante, ma poi saranno uomini in carne e ossa (e in divisa) ad avviare le indagini per bloccare i responsabili.</p></blockquote>
<p>Suono un po&#8217; macchinoso e astruso, vero? Niente paura: qui di seguito cercheremo di illustrare più schematicamente il nuovo <em>modus operandi</em> ultra-efficiente dell&#8217;Internet Polizia.</p>
<p>Anzitutto, serve un Cattivo che approffiti dell&#8217;anarchia del web per portare avanti le sue attività criminose e aggredire chiunque gli capiti a tiro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-13851" alt="internetpolizia10" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/internetpolizia10.gif" width="450" height="300" /></p>
<p>Se vuole sopravvivere, il povero utente medio non avrà altra scelta che rivolgersi alla «finestra di dialogo interattivo» aperta sul sito della PS e cliccare su «un&#8217;iconcina».</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13854" alt="internetpolizia11" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/internetpolizia11.gif" width="500" height="281" /></p>
<p>Una volta raccolto e vagliato l&#8217;allarme, le «volanti virtuali» si attiveranno e in un battito di ciglia bloccheranno l&#8217;Odio Sul Web.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13855" alt="internetpolizia9" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/internetpolizia9.gif" width="500" height="280" /></p>
<p>A questo punto, gli uomini in carne e ossa (<em>e divisa</em>) pattuglieranno con viva solerzia le malfamate strade dell&#8217;Internets, pronti ad acciuffare i marrani.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13856" alt="internetpolizia3" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/internetpolizia3.gif" width="500" height="214" /></p>
<p>Tutto più chiaro ora, no?</p>
<p>Certo, la sfida è tutt&#8217;altro che semplice. Gli avversari sono temibili, da far tremare i polsi.</p>
<blockquote><p>Dobbiamo confrontarci con una nuova criminalità organizzata &#8211; continua il comandante della Postale -, che può contare su scienziati matematici capaci di concepire virus efficacissimi. Questi criminali del web sono sempre più bravi e hanno scoperto armi &#8220;letali&#8221;, come ad esempio certi virus, capaci di controllare milioni di apparecchiature.</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13858" alt="internetpolizia2" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/internetpolizia2.gif" width="500" height="210" /></p>
<p>Ma i perfidi «scienziati matematici» &#8211; esattamente come i mestatori, i «grassatori» e i «violenti online» (© Riotta) &#8211; hanno i giorni contati. I giorni dell&#8217;impunità sono solo un lontano ricordo.</p>
<p>Perché <em>finalmente</em> l&#8217;espressione «tutte le volanti convergano sull&#8217;Internets» non rimarrà più un meme o un&#8217;elucubrazione astratta. No, sarà la concreta e gloriosa realtà di tutti i giorni.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="internetpolizia5" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/internetpolizia5.gif" width="600" height="400" /></p>
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		<title>Qualcuno Parla Male Di Me Sull’Internets</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 11:35:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italian Tabloid]]></category>
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		<description><![CDATA[È allarme sul pianeta Internets. Nelle ultime 48 ore il giornalismo italiano si è accorto che il luccicoso World Wide Web (lo stesso che ha rovesciato Mubarak e Gheddafi donando la libertà ai popoli dell&#8217;Africa!) è in realtà una landa desolata alla Mad Max popolata &#38; funestata da esseri abietti, rozzi, volgari &#8211; energumeni maleodoranti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13786" alt="SeverLOAL" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/severloal-1.jpg" width="595" height="446" /></p>
<p>È allarme sul pianeta Internets. Nelle ultime 48 ore il giornalismo italiano si è accorto che il luccicoso World Wide Web (<em>lo stesso che ha rovesciato Mubarak e Gheddafi</em> <em>donando la libertà ai popoli dell&#8217;Africa!</em>) è in realtà una landa desolata alla Mad Max popolata &amp; funestata da esseri abietti, rozzi, volgari &#8211; energumeni maleodoranti che insultano chiunque, si abbeverano da catini ripieni di sangue e interiora di mucca e scorrazzano impuniti alla ricerca di improbabili fotomontaggi &#8220;porno&#8221; della Presidente della Camera.<span id="more-13782"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13785" alt="severloal12" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/severloal12.gif" width="499" height="300" /></p>
<p>La situazione è talmente grave che il Consiglio Supremo dei Giornaloni ha deciso di scagliare contro i barbari l&#8217;arma più raffinata e letale che ci sia in circolazione: <a href="http://www.corriere.it/cronache/13_maggio_04/minacciare-diffamare-reato-web-aggravante_54a92ab4-b480-11e2-bb5d-f80cf18001da.shtml">Beppe Severgnini</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13783" alt="severloal" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/severloal.gif" width="500" height="375" /></p>
<p>Riferendosi alle «minacce di morte, di stupro, di sodomia, di tortura» rivolte a Laura Boldrini &#8211; e dolorosamente denunziate da Concita De Gregorio su <em>Repubblica</em> di ieri &#8211; Severgnini impallina con parole nitide e ponderate la deriva del Web italiano:</p>
<blockquote><p>Questa non è libertà: è sopraffazione. Impedire queste cose non è censura: è buon senso. Smettiamola di considerare il web come il luogo franco dove tutto è lecito: offendere, minacciare, ricattare, vomitare insulti. Lo abbiamo fatto con gli stadi di calcio, e abbiamo visto com&#8217;è finita.</p></blockquote>
<p>È finita più o meno così.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13788" alt="severloal11" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/severloal11.gif" width="500" height="365" /></p>
<p>Proseguendo nel suo j&#8217;accuse, Severgnini si trasforma in uno scudo umano e deflette le pallottole che piovono quotidianamente sul corpo martoriato dell&#8217;Internets.</p>
<blockquote><p>Internet è troppo importante perché una minoranza di predoni, camuffati da libertari, possa rovinarla. Perché questo avverrà, se andiamo avanti così. Qualcuno invocherà leggi speciali: e arriveranno.</p></blockquote>
<p>Qual è il modo migliore di difendere la libertà online? Ovviamente quello di restringerla. Perché ce lo chiede il buon senso, dopotutto: l&#8217;Internet deve diventare un assise di <em>liberal </em>in cui prevalgono monocoli, tube, panciotti, chiome imbrillantinate, tazze di tè e discussioni illuminate su diritti dell&#8217;uomo e ritrovamenti di boa a Manhattan.</p>
<p>Un po&#8217; com&#8217;era una volta, insomma, quando il discorso pubblico era esclusivamente riservato a «giornalisti, autori, conduttori televisivi e radiofonici», gli unici titolati a «far conoscere le proprie opinioni al pubblico».</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13789" alt="severloal13" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/severloal13.gif" width="500" height="380" /></p>
<p>Oggi, invece, è tutto diverso. Oggi, <em>signora mia</em>,</p>
<blockquote><p>Tutti possono dire tutto a tutti, in ogni momento e da ogni luogo. Ma devono ricordare: un grande potere comporta una grande responsabilità. L&#8217;offesa, invece, sta diventando consuetudine.</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13791" alt="severloal15" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/severloal15.gif" width="500" height="209" /> <img class="aligncenter size-full wp-image-13792" alt="severloal16" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/severloal16.gif" width="500" height="209" /></p>
<p>Sebbene ci sia la Crisi &#8211; avverte Severgnini caricando la penna con il Sacro Fuoco Dell&#8217;Indignazione &#8211; «non bisogna concedere attenuanti alla violenza», neppure a quella «verbale». Questa non è libertà:</p>
<blockquote><p>è un ritorno all&#8217;età della pietra. Ma un urlo dalla caverna arrivava a venti metri; un tweet minaccioso parte dal nostro tavolo e fa il giro del mondo. [...] Firmarsi @odioilmondo non consente di scrivere «Vi devono ammazzare tutti!». Non è solo una frase idiota, disumana e odiosa. È apologia di reato e istigazione a delinquere (art. 414 codice penale).</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13793" alt="severloal17" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/severloal17.gif" width="500" height="213" /></p>
<p>Fortunatamente, dice Severgnigni, la Battaglia Per Umanizzare L&#8217;Internets può essere vinta. Ce la possiamo fare, sì.</p>
<p>Scrive Beppe:</p>
<blockquote><p>Gli irresponsabili del web, quasi sempre nascosti dietro l&#8217;anonimato, sono solo una minoranza chiassosa. Chi ha cuore la libertà della rete &#8211; quella vera &#8211; intervenga prima che sia tardi. Ricordando agli interessati che scherzano col fuoco.</p></blockquote>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13800" alt="severloal19" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/severloal19.gif" width="500" height="206" /></p>
<p>Già. Il monito finale di Beppe è la struggente opera di un formidabile genio:</p>
<blockquote><p>Minacciare, insultare o diffamare sul web non è un&#8217;attenuante, ripeto. È un&#8217;aggravante, invece. Perché il web è potente, geniale, libero, egualitario. Sporcarlo è un una vergogna, non soltanto un errore.</p></blockquote>
<p>Raccogliete la vostra merda che lasciate in giro per i marciapiedi del web, Mestatori dell&#8217;Internet. Qui non vi vogliamo. E preparatevi: il vostro tempo sta per finire.</p>
<p>Poi, quando avranno finito con voi, i vari Beppe Severgnini &amp; co. potranno finalmente tornare a dedicarsi al loro passatempo preferito, quello per cui hanno sempre lottato, la loro autentica ragione di vita.</p>
<p>Ossia travestirsi da buffoni e scalare gli immensi grattacieli della Realtà con il docile elefante delle Cazzate.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13795" alt="severloal10" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/05/severloal10.gif" width="500" height="458" /></p>
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		<item>
		<title>‘A Viso Coperto’: Celerino Buono, Celerino Cattivo</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 09:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima ancora che un romanzo su celerini e ultras, A viso coperto (Einaudi Stile Libero) di Riccardo Gazzaniga, sovrintendente di PS di Genova, è una perfetta operazione di marketing editoriale. Gli ingredienti ci sono davvero tutti. C’è il poliziotto buono con gli orecchini – «una volta entrato in Polizia […] mi è venuto questo desiderio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-13598" alt="----" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/avisocoperto.jpg" width="595" height="414" /></p>
<p>Prima ancora che un romanzo su celerini e ultras, <a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/riccardo-gazzaniga/a-viso-coperto/978880621473"><i>A viso coperto</i></a> (Einaudi Stile Libero) di Riccardo Gazzaniga, sovrintendente di PS di Genova, è una perfetta operazione di marketing editoriale. Gli ingredienti ci sono davvero tutti.<span id="more-13596"></span></p>
<p>C’è il poliziotto <i>buono</i> con gli <i>orecchini</i> – «una volta entrato in Polizia […] mi è venuto questo desiderio di rappresentare un po’ una traccia di diversità, come se la mia parte artistica chiedesse spazio», ha detto alla Bignardi – che naturalmente «sa che cosa significa trovarsi in mezzo ai corpi che combattono e conosce la ferocia degli scontri allo stadio» (dalla quarta di copertina).</p>
<p>C’è il Prestigioso Premio Letterario, ossia il <a href="http://genova.mentelocale.it/36932-riccardo-gazzaniga-lo-scrittore-genovese-vince-il-premio-calvino-con-a-viso-coperto/">Premio Calvino 2012</a>.</p>
<p>Poi ci sono una sfilza di recensioni <i>giuste </i>– ed in particolare <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/03/24/il-cuore-oscuro-di-ultras-poliziotti.html">quella su</a> <i>Repubblica</i> di Carlo Bonini, cronista di punta e autore di <i>Acab</i>:</p>
<blockquote><p>[Il libro di Gazzaniga, <em>nda</em>] È un viaggio primario. Come le sue coordinate: violenza, amicizia, fratellanza, onore. Come i suoi odori: quelli del sangue e del sudore. Come il testosterone, che ne è il motore arcaico. […] Capace, per passo narrativo e potenza corale dei personaggi e del loro punto di vista alternato, di trasfigurare la realtà della curva, della strada, del feroce scontro tra “travisati” – poliziotti e ultras – in epica urbana.</p></blockquote>
<p>E infine c’è la consacrazione televisiva nel salotto ultra-buonista di Daria Bignardi, che si dichiara «molto colpita» dal libro di Gazzaniga perché fondamentalmente si parla di violenza, scontri, <i>sesso</i> e dell’adrenalina «che si prova a <i>scontrarsi</i> e <i>picchiarsi</i>». Il momento topico dell’intervista arriva quando la conduttrice, con espressione lievemente sofferta, pone a Gazzaniga la ferale domanda: «A te è capitato di <em>fare del male</em>?»</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/EGnDyQTDHj0" height="385" width="595" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>In pratica, siamo di fronte ad un libro teoricamente inattaccabile – se non fosse per qualche piccolo dettaglio.</p>
<p>Anzitutto, il libro è spaventosamente lungo per com’è scritto. In oltre 500 pagine di serrata «epica urbana», Gazzaniga tenta di intrecciare tra loro decine di personaggi e altrettante sotto-trame. Ma non essendo James Ellroy (e nemmeno una scadente imitazione), il romanzo ha cali d’intensità clamorosi e si sfalda di continuo, toccando spesso e volentieri vette francamente ridicole, su tutte l’obbligatoria Strana Storia D’Amore tra il Celerino e la “Zecca” antagonista<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/a-viso-coperto-celerino-buono-celerino-cattivo/#footnote_0_13596" id="identifier_0_13596" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="La Strana Storia D&rsquo;Amore Tra Nemici dev&rsquo;essere un tratto distintivo della letteratura poliziesca pi&ugrave; recente, visto che una cosa simile c&rsquo;era anche in Genova sembrava d&rsquo;oro e d&rsquo;argento dell&rsquo;ex poliziotto Giacomo Gensini.">1</a></sup>. Prendiamo questo dialogo tra i due amanti, ad esempio:</p>
<blockquote><p>– Guarda che tanto non divento comunista, &#8211; scherzò Gianluca.<br />
Lei accennò uno schiaffo, che finì in carezza.<br />
- Invece dico che ce la farò. Ti trasformerò nel primo mostro celero-comunista!<br />
- Eppure ce n’è qualcuno in caserma, sai? Abbiamo un maresciallo che va in giro vestito come gli amici tuoi.<br />
- Ma di certo non è bello come te -. Lo sguardo di Elisa diventò malizioso. Iniziarono a baciarsi, si accarezzarono, si ritrovarono a fare l’amore.</p></blockquote>
<p>Oppure metafore imbarazzanti (di cui è infarcito il libro, tra l’altro) come questa:</p>
<blockquote><p>Pigiò il pulsante di sblocco e il ferro appuntito sgusciò fuori dal manico come un serpente da sotto una pietra.</p></blockquote>
<p>La descrizione degli scontri – che dovrebbe essere il “pezzo forte” del romanzo – più che restituire il caos, la convulsione e l’eccitazione del momento, assomiglia terribilmente a una puntata di Holly e Benji con poliziotti e ultras al posto di adolescenti giapponesi: ridondante, interminabile, involontariamente comica e avulsa dalla realtà.</p>
<p>Avete presente quando nell&#8217;<em>anime</em> un giocatore fa una rovesciata, l’immagine si blocca e parte una snervante digressione su allenamenti/storie personali/ecc.? Ecco, nel libro di Gazzaniga succede esattamente lo stesso. Poco prima dello scontro finale tra il gruppo ultras Facce Coperte e i celerini, uno degli ultrà si mette a formulare questi pensieri:</p>
<blockquote><p>Una parte lontana del suo cervello prova a dirgli che fra quei caschi a cui hanno intenzione di fare davvero male – almeno per una volta, una volta ma sul serio – ci sono anche persone tranquille. Brave persone. Mica sono tutti matti esaltati, come pensano gli ultrà che non sanno un cazzo della polizia. Certo, ci sono sbirri che si eccitano negli scontri, ma altri che vogliono solo accumulare ore di straordinario, altri ancora che allo stadio ci vengono malvolentieri e vorrebbero essere in un milione di altri posti piuttosto che lí. Tipo pensare a moglie e figli, come dovrebbe fare lui.</p></blockquote>
<p>Il pessimo livello di scrittura non solo rende totalmente piatti e macchiettistici i personaggi (come ha <a href="http://opinionista.noblogs.org/post/2013/04/03/a-viso-coperto/">scritto</a> il tweep <a href="http://twitter.com/zeropregi">Zeropregi</a>, non c’è nessuna empatia tra lettore e personaggio: «non ci si immedesima mai né con gli ultras/poliziotti cattivi né con gli ultras/poliziotti buoni»), ma impatta direttamente sull’impianto “politico” del romanzo.</p>
<p>Le intenzioni originarie di Gazzaniga sono piuttosto palesi: rendere la <em>complessità</em> della «guerra» tra ultras e poliziotti; fornire uno sguardo dall’interno sulla gestione dell’ordine pubblico; dimostrare che la sindrome del G8 è una malattia che colpisce entrambe le parti; tentare «di far recuperare credito ai reparti celere, […] mostrare che dietro quelle divise ci sono uomini con la loro complessa quotidianità, i mutui da pagare, etc. etc.» (sempre Zeropregi); ed infine “immergersi” nella sottocultura ultras per restituire al lettore un riquadro veritiero di essa.</p>
<p>L’autore vuole dimostrare di aver studiato la materia e infila diversi capitoletti in cui vengono citati gli studi sociologici sugli hooligan condotti da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ian_Taylor_%28sociologist%29">Ian Taylor</a> e della Scuola di Oxford<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/a-viso-coperto-celerino-buono-celerino-cattivo/#footnote_1_13596" id="identifier_1_13596" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Nota a margine: ad un certo punto si parla di &laquo;logica del babbuino&raquo;. &Egrave; un erroraccio, visto che la definizione esatta &egrave; &laquo;logica del beduino&raquo;.">2</a></sup>, ma sistematicamente ignora le strategie italiane di ordine pubblico sul calcio dispiegate negli ultimi trent’anni. Questo passaggio è esemplificativo:</p>
<blockquote><p>Quando eravamo ausiliari, qui al reparto, pestavamo ogni domenica come ferrai e non dovevamo mica giustificare nulla. E pure loro facevano come volevano: agguati, scontri, danneggiamenti, cortei non autorizzati. Però non ce l’avevano con la polizia e c’era meno politica. In molte curve è stato quello lí, il cambiamento.</p></blockquote>
<p>In realtà, come ricostruito dal compianto <a href="http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/morte-valerio-marchi/morte-valerio-marchi/morte-valerio-marchi.html">Valerio Marchi</a> (e molti altri), la politica in un certo senso c’è sempre stata nelle curve. Il vero “cambiamento” è avvenuto quando lo stadio si è progressivamente trasformato in un perenne «laboratorio di esercitazione coercitiva»:</p>
<blockquote><p>L’abnorme apparato repressivo schierato negli stadi ha infatti condizionato non poco l’evolversi della cultura ultras: la progressiva «blindatura» delle strutture sportive e delle zone adiacenti ha prodotto un innalzamento del livello di scontro con l’elaborazione di strumenti da offesa e difesa. […] Le evidenti finalità «ideologiche» delle strategie adottate hanno inoltre sancito la definitiva trasmutazione della figura del poliziotto da quella sorta di «arbitro», come a lungo è stata in Inghilterra, ad avversario principale nonché terza «tribù» in campo.</p></blockquote>
<p>Una delle peculiarità del modello italiano di OP negli stadi, infatti, è proprio il ruolo ricoperto dalla polizia. Scrive Marchi ne <a href="http://www.ibs.it/code/9788888738673/marchi-valerio/derby-del-bambino.html"><i>Il derby del bambino morto</i></a> (2004):</p>
<blockquote><p>Lo scontro tra tifoserie è dunque sempre più sostituito da quello con la polizia, che finisce per svolgere un ruolo catalizzatore di «terza tribù» in campo. Non le si riconosce, come nell’originale modello inglese, il ruolo di arbitro pugilatore che, con i propri energici «break!», impedisce che si vada troppo oltre nello scontro, ma le si imputano anzi atteggiamenti e motivazioni da «teppisti in divisa». Lo scontro a due delle origini viene ricodificato in uno scontro a tre, con la polizia nel ruolo della tostissima «blue firm».</p></blockquote>
<p>L’assenza di una valida riflessione sull’OP si accompagna – nonostante tutti gli ostentati sforzi di «comprensione» di Gazzaniga – alla rappresentazione dell’ultras tipo che emerge dal romanzo, che non si discosta troppo dall’immagine ormai radicata nel sistema massmediale e nella società. Ossia quella di un «delinquente nazistoide che vuole appropriarsi del calcio per specularci sopra e che vuole togliersi di torno, con qualsiasi mezzo, gli unici che ne possano mandare a monte i piani» (Valerio Marchi). Una figura fondamentalmente indifendibile, un «animale senza regole», un «cancro sociale». In due parole: un <i>Folks Devil</i>.</p>
<blockquote><p>Per svolgere il proprio ruolo il <em>Folks Devil</em> non deve però avere sfumature, deve essere un cattivo a tutto tondo, senza alcuna possibile giustificazione o motivazione. Deve sommare in sé le brutture del mondo: deve essere violento, rozzo, amorale, subdolo. Deve essere un delinquente, un drogato, un razzista. […] Ma, soprattutto, deve essere inintelligibile, minacciosamente incomprensibile.</p></blockquote>
<p>Nel romanzo, il personaggio di “Lupo” assomma in sé tutte queste caratteristiche: è un sottoproletario anomico, violento, rozzo, amorale, razzista e fascista che pippa cocaina a tutto spiano. È anche colui che, verso la fine del libro, lancia una bomba carta e fa saltare un occhio ad un poliziotto. E ovviamente non al poliziotto violento del libro; no, a quello più sfigato del gruppo, Fabio, che ha un figlio autistico, la moglie depressa e una mezza tresca triste su Facebook.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-13620" alt="---" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/avisocoperto-2.jpg" width="595" height="413" /></p>
<p>Del resto, il romanzo non poteva finire altrimenti. Nel 2007, dopo l’omicidio del poliziotto Filippo Raciti, Riccardo Gazzaniga aveva scritto cosa pensasse veramente degli ultras in una <a href="http://www.cadutipolizia.it/articoli2007/letteraaperta-cazzaniga2007.htm">lettera</a> piuttosto dura:</p>
<blockquote><p>Indignatevi quando vedete persone che vanno in giro con le felpe con scritto sopra “Ultras”, “Warriors”, “Fighters”, “Collettivo” o altre cazzate del genere vantandosi di appartenere ad un mondo di forza, furore e valore bellico che esiste solo nelle loro teste malate. Un mondo che dovrebbe prevedere la possibilità di scannarsi reciprocamente e, anche, coinvolgere chi cerca di fermarli. Un mondo in cui l’unico valore è la violenza infame di chi sfrutta il gruppo per sentirsi qualcuno. Questa è gente senza palle. Uomini falliti, forti solo con la faccia coperta e le armi addosso. Gente che da sola non vale nulla. Gente che da sola non protesterebbe per niente e contro nessuno, neppure se gli portassero via la casa o gli pignorassero tutti i loro averi, ma che in mezzo alla folla è disposta a scontrarsi in nome del Nulla.</p></blockquote>
<p>Alla fine, <i>A viso coperto</i> è il doppio racconto di un gruppo di uomini in divisa – con tutti i loro problemi e difetti, certo, ma pur sempre <i>uomini in divisa</i> – e un gruppo di «uomini falliti», «forti solo con la faccia coperta e le armi addosso», che «da sola non vale nulla». Sia chiaro, non c’è nulla di male in questa impostazione &#8211; e in giro c&#8217;è anche di peggio. Il punto è che Gazzaniga rimane pur sempre un poliziotto, con una certa impostazione mentale e determinati codici culturali.</p>
<p>Quello che è davvero irritante è l&#8217;estrema supponenza che trasuda dall’intera operazione commerciale/narrativa. Per oltre 500 pagine il romanzo tenta (miseramente) di capire le ragioni profonde del «malessere» del nemico, prova a rintracciarne le motivazioni e anela a calarsi nei panni dell’avversario per analizzarlo e comprenderlo. Ma lo fa sciattamente, senza convinzione, ponendosi – e nemmeno troppo velatamente – in una posizione di superiorità. È un atteggiamento che Italo Calvino ha spiegato alla perfezione in <i>La giornata d’uno scrutatore</i>:</p>
<blockquote><p>[<em>Amerigo Ormea (protagonista del romanzo), nda</em>] si buttava allora coi suoi pensieri nella direzione d’un possibilismo tanto agile da permettergli di vedere con gli occhi stessi dell’avversario le cose che dianzi l’avevano sdegnato, per poi ritornare a sperimentare con più freddezza le ragioni della sua critica e tentare un giudizio finalmente sereno. Anche qui agiva in lui – più che uno spirito di tolleranza e adesione verso il prossimo – il bisogno di sentirsi superiore, capace di pensare tutto il pensabile, anche i pensieri degli avversari, capace di comporre la sintesi, di scorgere dovunque i disegni della Storia, come dovrebb’essere prerogativa del vero spirito liberale.</p></blockquote>
<p>«Nessuno aveva mai raccontato quel mondo dall’interno», afferma alla fine del libro Nicola, il poliziotto alter-ego di Gazzaniga nel libro. «Scrivere standoci ancora dentro era differente. Per questo non lo faceva nessuno e per lo stesso motivo il suo libro sarebbe stato unico». Ecco, <em>A viso coperto</em> è lontano anni luce dall&#8217;essere «unico».</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_13596" class="footnote">La Strana Storia D’Amore Tra Nemici dev’essere un tratto distintivo della letteratura poliziesca più recente, visto che una cosa simile c’era anche in <a href="http://www.ibs.it/code/9788804584735/gensini-giacomo/genova-sembrava-oro.html"><i>Genova sembrava d’oro e d’argento </i></a>dell’ex poliziotto Giacomo Gensini.</li><li id="footnote_1_13596" class="footnote">Nota a margine: ad un certo punto si parla di «logica del babbuino». È un erroraccio, visto che la definizione esatta è «logica del beduino».</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>L’Ingratitudine Della Choosy Nation</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 08:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italian Tabloid]]></category>
		<category><![CDATA[ad absurdum]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa sono stati diffusi gli ennesimi, catastrofici dati sul mercato del lavoro nostrano. Secondo l’Istat, in Italia «ci sono 3 milioni di “inattivi”, persone che non cercano lavoro ma sarebbero disponibili a rimboccarsi le maniche». Si tratta del “record” dal 2004. Repubblica ha scritto che «se si sommano questi individui con i disoccupati [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-13551" alt="Strike" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/choosynation.jpg" width="595" height="411" /></p>
<p>Qualche giorno fa sono stati <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/04/12/disoccupazione-allarme-bce.html">diffusi</a> gli ennesimi, catastrofici dati sul mercato del lavoro nostrano. Secondo l’Istat, in Italia «ci sono 3 milioni di “inattivi”, persone che non cercano lavoro ma sarebbero disponibili a rimboccarsi le maniche». Si tratta del “record” dal 2004. <i>Repubblica</i> ha scritto che «se si sommano questi individui con i disoccupati in senso stretto, sono circa 5,8 milioni gli italiani senza un impiego». Per completare il quadro, Fabio Panetta (vicedirettore della Banca d’Italia) ha avvertito che dal 2007 «si sono persi 7 punti di Pil e 600 mila occupati».<span id="more-13550"></span></p>
<p>Insomma, la situazione è oggettivamente drammatica, la recessione picchia sempre più duro e nessuno sa veramente come uscirne. O meglio: quasi nessuno.</p>
<p>Il 15 aprile su Corriere.it è apparso un <a href="http://www.corriere.it/economia/13_aprile_15/pizzaioli-cercansi-allarme-fipe_a46525ea-a5c5-11e2-956c-2114dad3bbcc.shtml">mirabolante articolo</a> intitolato “<i>Lavoro, mancano 6 mila pizzaioli. Consigli Fipe: «Giovani, pensateci»</i>”, in cui Enrico Stoppani (presidente del Fipe, una federazione di esercenti affiliata a Confcommercio) lanciava un accorato allarme: ci sono 6000 posti vacanti da pizzaiolo – e i giovani li <i>schifano</i>.</p>
<blockquote><p>Sa qual è il problema? I nostri giovani la percepiscono come una professione a basso valore aggiunto. Anche chi frequenta l&#8217;alberghiero opta per la vita di chef nei grandi alberghi. Ma il vantaggio di imparare a fare bene la pizza è quello di trasformarsi da subito in imprenditori di se stessi.</p></blockquote>
<p>L’assunto alla base del pezzo è che le abitudini alimentari degli italiani stanno cambiando: ora la pizza si mangia anche a colazione. Di converso, la «domanda di pizza» non può che crescere esponenzialmente. Sarà. Fatto sta che «i più lesti a capire il radicale cambiamento dei consumi sono stati gli egiziani, ormai i più bravi anche nell&#8217;impasto e nella vendita del prodotto». <i>Et voilà</i>: i pigri, ingrati (giovani) italiani sono riusciti a farsi scippare dai «lesti» egiziani persino la pizza.</p>
<p>L’articolo è praticamente una variazione di un <a href="http://www.lastampa.it/2011/09/03/cultura/opinioni/buongiorno/il-pane-quotidiano-JrL9j3uhlwrlLe9krU9BQP/pagina.html"><i>Buongiorno</i></a> di Gramellini di due anni fa, con i pizzaioli al posto dei panettieri. All&#8217;epoca, l’Illuminato Corsivista aveva raccolto con penna lievemente indignata le lamentele dell’Unione Panificatori di Roma, alla disperata ricerca di «trecento ragazzi disposti a fare il pane per duemila euro al mese». Le argomentazioni di Gramellini sono piuttosto simili a quelle del Presidente del Fipe:</p>
<blockquote><p>Al di là degli orari infelici, il problema di certi mestieri resta la loro scarsa considerazione sociale. È una delle follie di questo capitalismo finanziario, per fortuna malato terminale: il disprezzo per i lavori che producono beni materiali e richiedono uno sforzo fisico diverso dal tirare calci a un pallone.</p>
<p>[…] Ora, mi spiegate perché uno che passa otto ore davanti al computer, a fare nemmeno lui sa cosa, dovrebbe sentirsi più elevato socialmente di un altro dalle cui mani escono cose tangibili: un vestito, una scarpa, una pagnotta?</p></blockquote>
<p>In realtà, le cose non stavano esattamente così. Come ha <a href="http://www.valigiablu.it/doc/514/il-laureato-precario-i-panettieri-a-2mila-euro-al-mese-e-gramellini.htm">dimostrato</a> Valigia Blu, «più di una caterva di posti da panettieri a duemila euri al mese», esistevano (ed esistono) «una caterva di corsi per pizzaioli/pasticceri/barman a pagamento». Corsi, per inciso, la cui funzione primaria è quella di lucrare sulla disperazione ed il precariato del giovane che «passa otto ore davanti al computer».</p>
<p>Questi due articoli non sono casi isolati. Anzi, rientrano appieno nella narrativa giornalistica del «Giovani Snob Istruiti &amp; Lamentosi Che Vogliono Diventare Novelli Gordon Gekko (O Professoroni) E Non Azzardano A Sporcarsi Le Mani» &#8211; un sottogenere che, da quando è iniziata la crisi, ha letteralmente spopolato presso tutte le redazioni dei Giornaloni italiani.</p>
<p>L’apice si è probabilmente raggiunto qualche mese fa, con una serie di <a href="http://www.valigiablu.it/giovani-e-lavoro-basta-lamentarsi-andate-a-zappare/">articoli imbarazzanti</a> sull’audace operazione di <i>rebranding</i> di McDonald’s Italia. Il messaggio era univoco: lavorare in questa «fabbrica post-moderna» degli anni ’10 è una <a href="http://nuvola.corriere.it/2012/12/20/tremila-nuove-assunzioni-solo-i-mc-jobs-resistono-alla-crisi/">figata assurda</a>, con tanto di assunzioni a pioggia, contratti stabili e regolari, «cultura ispirata alla stabilità del lavoro» ed una «forte mobilità sociale all’interno dell’organigramma del gruppo».</p>
<p>Per provare a convincere gli scettici McDonald’s aveva anche commissionato uno strombazzatissimo spot al regista Gabriele Salvatores, in cui i “dipendenti” – naturalmente tutti <em>giovani</em>, <i>bellissimi</i> e con i <em>denti bianchi candidi</em> – sorridevano entusiasti per la grande opportunità di lavorare in un’azienda che <i>crede nel Sistema Italia</i>.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/NzChOex6er0" height="385" width="595" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Peccato che, anche in questo caso, la realtà si sia messa di traverso. Alla fine di marzo i lavoratori di diversi McDonald’s in Campania (Napoli, Afragola, ecc.) hanno scioperato per due volte nell’arco di una settimana per protestare contro il mancato rispetto da parte della Napoli Futura (società partecipata al 50% da McDonald’s che gestisce i dipendenti campani) «degli accordi sottoscritti riguardanti il blocco dei trasferimenti del personale».</p>
<p>Il sito <em>ClashCityWorkers</em>,<em> </em>inoltre, ha <a href="http://www.clashcityworkers.org/rassegna-stampa/883-sciopero-lavoratori-mcdonalds.html">riportato</a> una storia parecchio diversa da quella raffigurata nello spot:</p>
<blockquote><p>Le lavoratrici con cui abbiamo parlato lamentano un controllo asfissiante “da Gestapo” durante le ore di lavoro, mansioni che vanno ben oltre quelle previste dai contratti, come ad esempio la pulizia dei bagni, e come ci dicevano loro “Non solo lavoriamo, in maniera onesta, sempre col fiato sul collo, poi veniamo pure penalizzati; qua già mi chiamano “paladina della giustizia” solo perché oggi sono qui a scioperare.”</p></blockquote>
<p>E <a href="http://www.clashcityworkers.org/lotte/cosa-si-muove/897-napoli-sciopero-lavoratrici-mcdonalds.html">ancora</a>:</p>
<blockquote><p>Dalle chiacchierate con lavoratori e lavoratrici emerge però anche altro che macchia non poco<a href="http://www.clashcityworkers.org/documenti/commenti/772-mcdonalds-spot-lavoratori.html"> il mondo patinato di McDonald’s</a>. Lavoratrici costrette a svolgere contemporaneamente diverse mansioni (addette alle patate, alle bibite e alla cassa), con ciò che si può immaginare in termini di rispetto delle condizioni igieniche. Mancato rispetto dei minimi di riposo tra un turno e un altro, con la violazione palese dei termini normativi. Tante ore di straordinario e di ferie arretrate e non godute (che l’azienda ha cominciato a costringere a ‘godere’ secondo i suoi desiderata, vale a dire soprattutto nei periodi di calo della clientela).</p></blockquote>
<p>Se letti in leggera controluce, questi pezzi su panettieri, pizzaioli, friggitori di patatine e &lt;<i>inserire qui mansione “umile” e “snobbata”</i>&gt; sbattono in faccia al lettore un fastidiosissimo pauperismo d’accatto e, come giustamente ha osservato l’amico <a href="http://matteoplatone.wordpress.com/">Matteo Pascoletti</a>, essenzialmente scaricano i problemi su chi li subisce. Il <i>frame</i> è sempre lo stesso: «Sei disoccupato? Allora sei stronzo, ed è solo colpa tua».</p>
<p>Non è sempre stato così. In <a href="http://www.mulino.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&amp;ISBNART=23985"><i>Precari. La nuova classe esplosiva</i></a>, Guy Standing afferma che nell’epoca pre-globalizzazione la disoccupazione «era considerata come il frutto di fattori economici e strutturali, per i cui i disoccupati erano persona sfortunate, capitate al posto sbagliato nel momento sbagliato». Se si guardano i dati citati all&#8217; inizio dell&#8217;articolo, è impossibile pensare che quasi 6 milioni di persone abbiano fallito così miseramente nello stesso momento storico.</p>
<p>Eppure questo è quello che cercano di farci ingoiare a forza da anni e anni. Scrive Standing:</p>
<blockquote><p>Nello schema neoliberista, la disoccupazione è diventata una questione di responsabilità individuale, quasi che fosse “volontaria”. Si sono cominciate a valutare le persone in termini di “impiegabilità”. […] L’immagine del disoccupato è radicalmente mutata; egli è dipinto ormai come un individuo “non impiegabile”, vittima dei suoi stessi sbagli e per di più incapace di accontentarsi di un lavoro o del salario che gli si offre.</p></blockquote>
<p>In tutto ciò, la cosa più grottesca è che quella del disoccupato, sempre secondo Standing, è diventatata un’&#8221;attività&#8221; che «rientra a pieno titolo nei processi di terziarizzazione»:</p>
<blockquote><p>Molti sono i suoi “luoghi di lavoro”, dalle agenzie di collocamento agli uffici della pubblica assistenza, alle aule di formazione, e molto è l’impegno finalizzato al lavoro che devono assolvere: compilare moduli, fare la coda agli sportelli, spostarsi come “pendolari” tra uffici, agenzie, aule, ecc. La condizione di disoccupato diventa un vero e proprio lavoro a tempo pieno e richiede flessibilità, dal momento che occorre essere quasi sempre pronti e disponibili. Solo a fini politici si può ritenere “ozioso” il tempo che un disoccupato trascorre anche soltanto nella tormentosa, interminabile attesa che giunga una telefonata.</p></blockquote>
<p>La “rivoluzione culturale” che si sta compiendo sulla pelle di precari e disoccupati non potrebbe essere più devastante. Obbligati ad accogliere in tutto e per tutto le «forze del mercato» come propria guida, precari e disoccupati devono essere «infinitamente adattabili alle loro esigenze» e non farsi troppe domande. C’è un posto da panettiere? Buttati. Non sai fare la pizza? Impara. Non riesci a smuovere quella zolla? Muovi il culo. Non sai usare trapano e chiave inglese? Applicati. Sei scoraggiato? Sei un fallito – e aggiorna quel cazzo di curriculum. Vuoi studiare? Lascia perdere: <a href="http://blog.ilgiornale.it/wallandstreet/2013/04/16/tutti-i-modi-per-trovare-lavoro-cosa-fare-a-18-anni/">il mercato ritiene che sia inutile</a>. Stai per caso aspettando una telefonata di risposta per le attività appena elencante qui sopra?</p>
<p>Rassegnati, non arriverà. Lo dice il mercato.</p>
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		<title>Il Grillino Odia: La Cittadina Portavoce Non Può Rendicontare</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 13:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Freakshow]]></category>
		<category><![CDATA[ad absurdum]]></category>
		<category><![CDATA[internets]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[OH SHI-]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Lombardi]]></category>
		<category><![CDATA[wtf]]></category>

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		<description><![CDATA[La Cittadinaportavoce™ Roberta Lombardi ha un problema. Un enorme problema. E non sto parlando delle polemiche sulla frase rivolta al Presidente della Repubblica («Da quello che ho visto del presidente penso che abbia diritto di godersi la sua vecchiaia e di fare il nonno»), delle peripezie parlamentari, del complicato rapporto con l&#8217;idolo pacioccoso Vito Crimi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-13517" alt="Lombardi Out Loud" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-19.jpg" width="595" height="398" /></p>
<p>La Cittadinaportavoce™ Roberta Lombardi ha un problema. Un enorme problema. E non sto parlando delle polemiche sulla frase rivolta al Presidente della Repubblica («Da quello che ho visto del presidente penso che abbia diritto di godersi la sua vecchiaia e di fare il nonno»), delle peripezie parlamentari, del complicato rapporto con <a href="http://www.valigiablu.it/nome-vito-crimi-segni-particolari-idolo/">l&#8217;idolo pacioccoso</a> Vito Crimi e nemmeno della guerra strisciante con l&#8217;imbalsamato mondo mediatico italiano.<span id="more-13498"></span></p>
<p>No, Roberta Lombardi ha subito un vile furto &#8211; e ha deciso di vergare un breve <a href="http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=365054623603004&amp;id=350507821724351">status</a> su Facebook per rendere edotto il Popolo Della Rete dell&#8217;infausta circostanza:</p>
<blockquote><p>Ieri sera mi hanno rubato il portafoglio dalla borsa. Oltre l&#8217;immane seccatura di rifare carte, patente, codice fiscale e il piccolo dispiacere per l&#8217;oggetto in sè, ho perso tutte le ricevute delle spese sostenute finora&#8230;&#8230;.. Poca roba, circa 250 in un mese. Poichè è mia intenzione trattenere dalle voci di rimborso che compongono il mio stipendio solo quelle effettivamente sostenute e documentate e restituire il resto, cosa faccio? Aspetto vostri consigli.</p></blockquote>
<p>Nulla di grave, direte voi. E invece sui commenti (più di 500 mentre scrivo) l&#8217;esigente elettorato grillino &#8211; ebbro di incendiaria retorica su «trasparenza» &amp; affini &#8211; sta cucinando a fuoco lentissimo la capogruppo pentastellata alla Camera.</p>
<p>Nonostante qualche timido attestato di stima e un pratico consiglio,</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13499" alt="lombardifail" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail.jpg" width="563" height="40" />  <img class="size-full wp-image-13501 aligncenter" alt="lombardifail-3" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-3.jpg" width="563" height="40" /></p>
<p>La sparizione di 250€ interroga profondamente uno dei valori cardinali dell&#8217;Essere Grillini.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-2" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-2.jpg" width="563" height="119" /></p>
<p>Qualcuno si chiede se dietro l&#8217;operato del ladro non ci siano sordide motivazioni politiche, o se non si tratti <em>tout court</em> di una manovra complottarda ordita dei nemici del Nuovo Che Avanza.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-4" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-4.jpg" width="563" height="68" /></p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-6" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-6.jpg" width="561" height="95" /></p>
<p>Ma l&#8217;elettore grillino medio è davvero inflessibile. Niente documenti? Niente rimborso.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-5" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-5.jpg" width="562" height="65" /></p>
<p>Anzi, solo il fatto di aver parlato di rimborsi è una roba da «accattoni parlamentari».</p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-7" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-7.jpg" width="561" height="107" /></p>
<p>Quindi, che fare? Come risolvere questa spinosa questione? C&#8217;è chi propone un «referendum»,</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13515" alt="lombardifail-17" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-17.jpg" width="563" height="41" /></p>
<p>Chi ha intenzione di «martellarsi i coglioni»;</p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-9" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-9.jpg" width="564" height="52" /></p>
<p>Chi caldeggia le «rimborsarie»;</p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-16" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-16.jpg" width="563" height="83" /></p>
<p>E chi, naturalmente, chiede la testa della Lombardi al grido di VERGONIA!1 e DIMISSIONI.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-8" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-8.jpg" width="561" height="67" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13516" alt="lombardifail-18" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-18.jpg" width="563" height="41" /></p>
<p>Già, ormai è troppo tardi. Il patto di fiducia tra la Cittadinaportavoce e la Ggente si è ormai irremediabilmente compromesso.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-10" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-10.jpg" width="563" height="43" /></p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-11" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-11.jpg" width="561" height="65" /></p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-12" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-12.jpg" width="563" height="51" /></p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-13" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-13.jpg" width="563" height="65" /></p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-14" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-14.jpg" width="563" height="66" /></p>
<p>Insomma, è davvero difficile farsi un&#8217;opinione ponderata sull&#8217;ennesimo scandalo che travolge i deputati a Cinque Stelle.</p>
<p>Fortunatamente, il commento di un utente particolarmente sagace può aprirci gli occhi e legittimare quello che stiamo pensando dal 25 febbraio 2013 ad oggi.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="lombardifail-15" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/lombardifail-15.jpg" width="563" height="39" /></p>
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		<item>
		<title>L’Oroscopo Di Breznev – Sindrome Nordcoreana</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 13:18:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Kiss Me Breznev]]></category>
		<category><![CDATA[breznev]]></category>
		<category><![CDATA[corea del nord]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[kim jong un]]></category>
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		<category><![CDATA[oroscopo]]></category>
		<category><![CDATA[rob brezsny]]></category>
		<category><![CDATA[urss]]></category>

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		<description><![CDATA[10/17 aprile 2013 – Compiti per tutti. Quale tua qualità o comportamento trarrebbe più vantaggio da un sana guerra termonucleare? * * * * * * (Le illustrazioni dei segni zodiacali &#8211; e alcuni testi dell&#8217;Oroscopo &#8211; sono opera del sodale Marco Tonus.)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-13454" alt="L'Oroscopo Di Breznev - Sindrome Nordcoreana" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/oroscopobrez-7.jpg" width="595" height="427" /></p>
<p><strong>10/17 aprile 2013</strong> – <em>Compiti per tutti.</em> Quale tua qualità o comportamento trarrebbe più vantaggio da un sana guerra termonucleare?<span id="more-13453"></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #888888;">* * *</span></p>
<div class="wpcol-one-half">
<p><span style="color: #993300;"><strong>Ariete</strong></span> <span style="color: #808080;">21 marzo – 19 aprile</span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11882" title="Ariete-3" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/1_ARIETE_Lenin2.jpg" width="120" height="127" /></p>
<div>
<div>Il Generale Rispettato Kim Jong Il ha giocato per la prima volta a golf nel 1994: ha realizzato 11 all-in-one totalizzando ben 38 punti, di gran lunga il più grande risultato nella Storia. Ma questa notizia non è uscita dalla Corea del Nord. O meglio, l&#8217;Occidente sportivo e capitalista non ha dato nessun risalto a questo record. Per nulla sorpreso dal trattamento, Kim Jong II ha deciso comunque di ritirarsi dall&#8217;agonismo. Segui questo illuminante esempio, amico Ariete: sii modesto, goditi i successi raggiunti con le tue forze e terrorizza il cronista locale delle partite di calcetto che frequenti.</div>
</div>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Gemelli </strong></span><span style="color: #808080;">21 maggio – 20 giugno</span><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11885" title="Gemelli-3" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/3_GEMELLI_MarxEngels1.jpg" width="120" height="127" /></p>
<div>
<div>
<div>
<div>Nel 2007 Karl Szmolinsky balzò alle cronache per i suoi conigli giganti: <a href="http://missyessy.files.wordpress.com/2012/08/giant-rabbit3.jpg?w=698">Robert</a>, col suo clamoroso peso di 10 kg, vinse il titolo di «più grande coniglio delle Germania». La notizia del contadino di Eberswalde giunse fino in Corea, dove il problema della fame poteva essere risolto da allevamenti intensivi di questi «canguri a pelo lungo». Il Governo si fece così spedire i migliori &#8211; tra cui il campionissimo Robert &#8211; per adibirli a &#8220;riproduttori&#8221;. Passarono i mesi, ma non ci fu nessuna notizia sugli sviluppi del progetto. Dopo numerose richieste, Szmolinsky scoprì che i conigli erano finiti al banchetto per il genetliaco di Kim Jong II. Nonostante la crisi, caro Gemelli, sono sicuro che riuscirai a organizzare una degna festa di compleanno: leggi con altri occhi quell&#8217;annuncio di gattini in cerca di padrone.</div>
</div>
</div>
</div>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Leone </strong></span><span style="color: #808080;">23 luglio – 22 agosto</span><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11893" title="Leone" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/5_LEONE_Che-Guevara.jpg" width="120" height="127" /></p>
<div>Nella biografia ufficiale, si afferma che Kim Jong II non defecasse: per evitare questo rischio evitò di prendere l&#8217;aereo &#8211; pare fosse l&#8217;unica cosa, insieme all&#8217;hip hop, che lo terrorizzasse per davvero &#8211; e viaggiò solo su blindatissimi treni. E proprio in un vagone si spense il &#8220;Grande uomo disceso dal Paradiso&#8221;, mentre tornava dall&#8217;<a href="http://25.media.tumblr.com/tumblr_mdqz3k3D5d1qewv1lo1_500.jpg">abituale visita</a> alla fabbrica di snack. Quel giorno abbiamo perso prima di tutto un Leader. E di leader non ce ne sono tanti nel mondo. Ne nascono tre o quattro in un secolo; figuriamoci di quelli che non hanno bisogno di andare in bagno. Ecco, Leone, ritengo che quel problema di stipsi vada rivalutato. Sei molto più determinato da stitico. Compra un bel paio di occhiali da sole, cotonati i capelli e tira fuori il tuo lato canaglia.</div>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Bilancia </strong></span><span style="color: #808080;">23 settembre – 22 ottobre</span><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11897" title="Bilancia" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/7_BILANCIA_Cha¦üvez.jpg" width="120" height="127" /></p>
<div>Il Caro Leader, moderno Leonardo Da Vinci dagli occhi a mandorla, era un esperto di scienza, computer e tecnologia. Grazie ad una sua invenzione, ai Mondiali di Calcio del 2010 diede dei consigli &#8220;in diretta&#8221; al suo mister durante Corea del Nord &#8211; Brasile, contenendo la sconfitta 1 a 2. «Mi suggeriva le tattiche attraverso uno speciale telefono senza fili &#8211; disse l&#8217;allenatore &#8211;  invisibile a occhio nudo». Grazie al rivoluzionario strumento la squadra segnò il suo unico gol nel girone &#8211; prima di essere umiliata dal Portogallo con 7 reti a zero. L&#8217;auricolare-telefono-<wbr />invisibile di certo venne manomesso dagli USA, altrimenti non si spiegherebbe la débâcle. Ora, Bilancino, è bene rispondere alle chiamate anonime sul tuo telefono-portatile-senza-fili! Non escluderei che dall&#8217;aldilà il buon Kim Sung II voglia darti dei consigli preziosi. Fossi in te, li accetterei senza batter sopracciglio.</div>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Sagittario</strong> </span><span style="color: #808080;">22 novembre – 21 dicembre</span><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11889" title="Sagittario" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/9_SAGITTARIO_Jaruzelski.jpg" width="120" height="127" /></p>
<p>La scorsa estate, durante un&#8217;alluvione, una ragazzina è morta cercando di mettere in salvo i gloriosi ritratti del Presidente Eterno Kim Il Sung e del Generale Invincibile Kim Jong Il. L&#8217;eroico gesto è stato giustamente celebrato dalla stampa ufficiale, che ha ampiamente lodato un sistema «in grado di allevare pargoli del genere». La <em>disinformatija</em> Occidentale, tuttavia, ha bollato il Juche &#8211; l&#8217;ideologia socialista che regge la Repubblica Democratica- come una pura follia dispotica. In realtà, il Juche è <a href="http://www.economist.com/blogs/erasmus/2013/04/venerating-kims?fsrc=scn/tw/te/bl/onemorereligion">una vera e propria religione</a> (la decima al mondo), volontariamente seguita da ben 19 milioni di fedeli. Infedele Sagittario, so che sei in una crisi mistica. Ma non angustiarti: dal momento che tutte le grandi religioni tradizionali sono oltremodo screditate, perché non abbandonarsi all&#8217;estasi del Juche &#8211; e lasciar affogare tua figlia?</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Acquario </strong></span><span style="color: #808080;">20 gennaio – 18 febbraio</span><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11886" title="Acquario-2" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/11_ACQUARIO_Tito1.jpg" width="120" height="127" /></p>
<div>La &#8220;Più alta incarnazione dell’amore cameratesco della rivoluzione&#8221; (uno dei tanti titoli di Kim Jong Il) era un accanito cinefilo. Oltre ad aver scritto un saggio sulla settima arte, il Grande Leader calcava personalmente i set della casa di produzione statale per offrire le sue generose &#8220;guide&#8221;. Nonostante i suoi illuminati consigli, tuttavia, gli studios sfornavano filmacci. Per risollevare il cinema nordcoreano, Kim Jong Il fece rapire il famoso regista sudcoreano Shin Sang-Ok, lo portò nel suo regno e lo mise alla frusta per produrre capolavori. Il più riuscito è il <em>monster movie</em> &#8220;Pulgasari&#8221;, versione Juche/Socialista di Godzilla. Amico Acquario, so che ti trastulli con la tua videocamera amatoriale. Ho solo un suggerimento da darti: quando alcuni uomini dai tratti asiatici busseranno alla tua porta, non opporre resistenza.</div>
</div>
<div class="wpcol-one-half wpcol-last">
<p><span style="color: #993300;"><strong>Toro </strong></span><span style="color: #808080;">20 aprile – 20 maggio</span><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11883" title="Toro-3" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/2_TORO_Stalin2.jpg" width="120" height="127" />Sulla tavola di Kim Jong Il non mancavano mai il riso &#8211; selezionato chicco per chicco, diviso per forma, peso e colore &#8211; e la carne d&#8217;asino bagnata da ottimi vini francesi. Una buona forchetta non poteva non essere un creativo anche tra i fornelli. Il Leader Brillante ha infatti inventato un piatto facile, nutriente e veloce per il suo Popolo: lo ha battezzato «pane doppio con carne» e ha creato diversi stabilimenti per produrlo. Toro, stai pensando all&#8217;hamburger? La tua cecità non ti fa distinguere la propaganda dalla realtà. Continua pure a farti illudere dai pagliacci. E se per «pagliacci» non hai pensato agli americani, la strada per il campo di rieducazione la conosci.</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Cancro </strong></span><span style="color: #808080;">21 giugno – 22 luglio</span><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11879" title="Cancro" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/4_CANCRO_Khrushchev.jpg" width="120" height="127" /></p>
<div data-jsid="message">
<p>I registri sovietici riportano che nel 1941, nel villaggio siberiano di Vyatskoye, naque Kim Jong II. La <em>burocrazja</em> difficilmente sbaglia, anche se la sua biografia riporta che il futuro &#8220;Sole del Socialismo&#8221; vide la luce un anno dopo, in Corea, sulla cima del sacro monte Baitou, dove apparvero un doppio arcobaleno e una stella luminosa ad annunciare la lieta novella. Inutile dirti che fa fede la versione dei libri di Storia scritti e approvati da Pyongyang, aderenti all&#8217;aurea che ha accompagnato il Generale. Perciò, Cancro, osserva bene l&#8217;orizzonte a Oriente quando deciderai di mettere su famiglia. Sento che la nascita dei tuoi eredi sarà accompagnata da colonne fumose a forma di fungo. Felicitazioni!</p>
</div>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Vergine </strong></span><span style="color: #808080;">23 agosto – 22 settembre</span><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11908" title="Vergine" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/6_VERGINE_Kim-Jong-un.jpg" width="120" height="127" /></p>
<div>Il Grande Successore Kim Jong-Un ha frequentato una scuola media alla periferia di Berna, dove lo ricordano come un cicciottello solitario appassionato di matematica e basket. Mark Imhof, un suo compagno classe, passò un pomeriggio a casa di Jong. Si spaparanzarono sul divano davanti a una partita dell&#8217;NBA, e per merenda ordinarono alla solerte domestica delle uova al tegamino. Lo spuntino però non era ben cotto. Il padrone di casa si costernò terribilmente per la figuraccia con l&#8217;ospite. Decise così di andare in camera, tornò con una pistola e freddò la cameriera davanti agli occhi di Mark. I bambini ci guardano, cameriera Vergine: impara a svolgere al meglio le tue mansioni. Altrimenti preparati ad essere giudicata senza processo e strapazzata dalla pistola che hai &#8211; <em>sicuramente -</em> lucidato male.</div>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Scorpione </strong></span><span style="color: #808080;">23 ottobre – 21 novembre</span><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11913" title="Scorpione" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/8_SCORPIONE_Trotsky.jpg" width="120" height="120" /></p>
<div data-jsid="message">Alla parata funebre per la prematura dipartita del Caro Leader, un fotografo scovò ai lati del corteo un soldato gigante, alto 2,35 metri. La propaganda Occidentale gridò subito al fotomontaggio, ma sbagliò miseramente: quel soldato era Myung Hun Ri, ex pilastro della nazionale di basket nordcoreana che anni prima faceva gola a molte squadre yankee. Il Dipartimento di Stato USA si mise però di traverso negandogli il visto. Nel 2000 gli proposero un contratto, ma offeso dal precedente rifiuto, Ri dichiarò: «Per me è un onore giocare sotto l’egida del Generale. Perché avrei bisogno di andare via?». Prendendo ispirazione da Myung Hun, ti invito, Scorpione, a comprendere meglio i lenti cicli che ti hanno portato dove sei adesso. Sai tenere un moschetto in mano, vero?</div>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Capricorno </strong></span><span style="color: #808080;">22 dicembre – 19 gennaio</span><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11916" title="Capricorno" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/10_CAPRICORNO_Fidel-Castro.jpg" width="120" height="127" />Nel marzo del 2010, la nave sudcoreana &#8220;Cheonan&#8221; affondò nei pressi del confine marittimo nordcoreano, uccidendo 40 marinai. Dopo una difficile indagine, i sudcoreani scoprirono che la nave era stata colpita da un missile lanciato da un sottomarino Socialista. Ma non si trattava di uno scriteriato atto di guerra. Tutt&#8217;altro: l&#8217;affondamento era un amorevole regalo fatto da Kim Jong Il al delfino Kim Jong Un. Il Padre, infatti, permise al Figlio di provare il suo valore attraverso un attacco indiscriminato e d&#8217;ingraziarsi la potente élite militare della Repubblica Democratica. Una storia commovente, Capricorno, non c&#8217;è che dire. In un&#8217;epoca di lotte generazionali, voglio che tu ricomponga il dissidio con i tuoi virgulti: compra loro una bella batteria di missili e faglieli puntare su un qualsiasi Paese capitalista. Il Juche ringrazierà.</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Pesci </strong></span><span style="color: #808080;">19 febbraio – 20 marzo</span><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11895" title="Pesci" alt="" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2012/10/12_PESCI_Mao.jpg" width="120" height="127" /></p>
<p>Kim Jong Il era padre di tre figli: Jong Nam, Jong Chul e Jong Un. Il primogenito &#8211; erede designato &#8211; venne arrestato in Giappone per un passaporto falso, e ora vive in esilio ai tavoli verdi di Macao. Toccava quindi al secondogenito, che però era «troppo effeminato» agli occhi sottili della corte, e venne spedito a Pechino durante la malattia del padre. Così la scelta è caduta su Jong Un: la millenaria tradizione confuciana non permette ai terzogeniti di salire al trono, ma il paffuto fratellino riuscì ad aggirarla grazie al disprezzo che aveva nei confronti dei fratelli. Agli occhiali del malato Grande Leader, tutto quell&#8217;odio lo rassicurava sul futuro della Nazione, tanto da autorizzarlo a uccidere gli eventuali altri pretendenti, come la zia Kyong Hee, nota come “Lady Macbeth”. Delfino Pesci, quando ti trovi davanti a insulse regole che bloccano la tua ascesa, insisti e mostra il tuo lato peggiore: è apprezzabile, come vedi.</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #888888;">* * *</span></p>
<p style="text-align: center;"><em>(Le illustrazioni dei segni zodiacali &#8211; e alcuni testi dell&#8217;Oroscopo &#8211; sono opera del sodale <a href="http://marcotonus.blogspot.com"><strong>Marco Tonus</strong></a>.)</em></p>
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		<title>Il Caso Di Canio: I Bambini Ci Guardano</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 09:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Pisapia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Always historicize. Fredric Jameson I bambini ci guardano. E si spaventano per la nostra indifferenza al fascismo. Quando il 31 marzo 2013 Paolo Di Canio &#8211; un essere spregevole che nella sua autobiografia ha ripetutamente scritto di ammirare Mussolini e che tra i mille tatuaggi ostenta sul braccio la parola Dux e sulla schiena un’effige [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-13418" alt="Heil Canio" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/casodicanio.jpg" width="595" height="382" /></p>
<p style="text-align: right;"><i>Always historicize.</i><br />
Fredric Jameson</p>
<p>I bambini ci guardano. E si spaventano per la nostra indifferenza al fascismo. Quando il 31 marzo 2013 Paolo Di Canio &#8211; un essere spregevole che nella sua autobiografia ha ripetutamente scritto di ammirare Mussolini e che tra i mille tatuaggi ostenta sul braccio la parola Dux e sulla schiena un’effige di Mussolini in elmetto incastonata sotto un’aquila &#8211; è stato assunto come tecnico del Sunderland, la compassata CNN ha titolato come breaking news sportiva «<em>EPL appoints a fascist manager</em>».<span id="more-13415"></span> Qualche ora dopo, quando l’ex deputato laburista David Miliband si è dimesso, il titolo è diventato «<a href="http://edition.cnn.com/2013/03/31/sport/football/di-canio-miliband-sunderland-football/index.html"><em>&#8216;Fascist&#8217; Di Canio&#8217;s appointment prompts MP to quit soccer club</em></a>».</p>
<p>Più lenta è stata la BBC, sempre più prigioniera della sua nuova politica di <em>appeasement</em>, il cui primo annuncio «<em><a href="http://www.bbc.co.uk/sport/0/football/21990117">Paolo Di Canio appointed Sunderland head coach</a>»</em> si sofferma sull’inesperienza del tecnico italiano a guidare una squadra di vertice. Appena si è dimesso Miliband però, ecco che nello stesso articolo la foto di Di Canio, prima raffigurato come allenatore dello Swindon Town in cappotto e girocollo nero, è <a href="http://www.bbc.co.uk/news/uk-21991812">sostituita</a> con quella del Di Canio giocatore, che con la maglia della Lazio si rivolge alla Curva Nord col saluto romano. Anche alla corte della vecchia zia (&#8220;<em>old Auntie Beeb</em>&#8220;) l’elaborazione emotiva della vicenda muta rapidamente. E d’ora in poi negli articoli relativi a Di Canio apparirà sempre in bella evidenza la parola «fascista».</p>
<p>Nella perfida Albione l’ingaggio di un ammiratore di Benito Mussolini sulla panchina di una squadra di calcio della Premier League &#8211; il campionato di calcio <a href="http://www.premierleague.com/en-gb/about/the-worlds-most-watched-league/">più seguito al mondo</a> che trasmette in 212 paesi per un’audience complessiva stimata in oltre 4,7 miliardi di spettatori -  è considerato un affronto allo spirito del gioco. In Italia no. E cominciano i distinguo, le ipocrisie, i sarcasmi. Così, a seguito delle dimissioni di Miliband, la <em>Gazzetta dello Sport</em> offre una <a href="http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Premierleague/01-04-2013/di-canio-sunderland-polemica-miliband-fascista-mi-dimetto-92765886762.shtml">lettura completamente diversa</a> della vicenda. La parola chiave non è «fascista», ma «polemica». Quella che avrebbe portato l’ex ministro degli esteri &#8211; di cui si sottolineano immediatamente le recenti dimissioni da deputato e il nuovo impiego a New York, oltreché «le 150mila sterline guadagnate in 15 giorni effettivi di lavoro al Sunderland» &#8211; a utilizzare la figura di Di Canio per giustificare le dimissioni.</p>
<p>La parola fascista, che appare solo una volta in bocca a Miliband (che tra l’altro non l’ha mai pronunciata, <em>ndr</em>) sulla <em>Gazzetta</em> assume quindi un valore diverso: non è più la caratteristica che definisce la persona dell’allenatore italiano, ma la futile scusa utilizzata dall’ex delfino di Tony Blair per scappare dopo aver dissanguato le casse societarie. Come diceva Godard, negando alla radice la possibilità di un racconto oggettivo, la scelta di cosa inquadrare è già di per se un scelta ideologica. Pertanto, ecco che l’utilizzo del medesimo termine con una funzione contrapposta delinea non solo come sarà trattato nei due paesi il medesimo oggetto narrativo, ma anche quale è l’ideologia dominante nei due paesi.</p>
<p>In Inghilterra fascista è una parola orribile, e caratterizza l’eroe protagonista della nostra vicenda. In Italia fascista è un termine obsoleto, decontestualizzato, privato di ogni significato storico, che solo un opportunista può utilizzare per perseguire i propri scopi. Fascista in Italia non è la sanguinaria dittatura di Mussolini, è la «polemica» dell’antifascista. Nel Belpaese, invece, i <em>maître à penser</em> del disimpegno possono twittare con arroganza: «Io, per esempio, penso che la cosa fascista l&#8217;abbia fatta Miliband. Il solo non volere che uno non possa fare il suo lavoro normale perché ha delle idee politiche folli mi sa di fascista». (<a href="https://twitter.com/Tommasolabate/status/318637543035924480">Tommaso Labate</a>) «Trovo più fascista il saluto del dirigente del Sunderland che se ne va perché arriva Di Canio, che il saluto di Di Canio alla curva. [Di Canio] si è detto più volte contrario a violenza e odio razziale. E cmq ripeto, va a fare l&#8217;allenatore, non il sindaco di Sunderland». (<a href="https://twitter.com/stanzaselvaggia/status/318720849899298816">Selvaggia Lucarelli</a>)</p>
<p>In un giorno di aprile dell’anno di grazia 2013, il termine fascista perde ogni riferimento storico e diventa sinonimo di arrogante e intollerante, ma solo per dipingere l’antifascista che si oppone al fascismo, o chi cerca di storicizzare e inquadrare la parola nella sua giusta dimensione. Il corto circuito semantico è al suo apice: il fascista è chi non permette a una persona di essere libera di fare apologia del fascismo. Una deriva giustizialista, nata nei tribunali e proseguita nei girotondi e nelle trasmissioni televisive, che ormai ha sfondato anche a sinistra.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-13421" alt="Heil Canio/2" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/casodicanio-2.jpg" width="595" height="360" /></p>
<p>Anche per <em>La Repubblica</em> le parole d’ordine sono «bufera» e «polemica». A fronte di un <a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2013/03/31/news/sunderland_di_canio_di_matteo-55710465/">articolo</a> che riporta (in un piccolo paragrafo a metà della pagina) l’indignazione di Miliband,  c’è subito un intero <a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2013/04/01/news/di_canio_contro_accuse-55751925/">pezzo</a> con la risposta sdegnata del compatriota Di Canio che parla di «accuse stupide e ridicole». L&#8217;apoteosi tuttavia si raggiunge nell’<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/04/02/londra-bufera-su-di-canio-allenatore.html">edizione cartacea</a> del giorno dopo, in cui la corrispondente Alessandra Budel, riferendosi alle proteste dei tifosi, scrive che</p>
<blockquote><p>per loro conta poco, evidentemente, che da giocatore della Lazio Di Canio abbia più volte sostenuto di aver dato sempre un significato «sportivo» al saluto romano che faceva ai tifosi, pagando una multa salata ma continuando a dire che il suo non era «un gesto politico», piuttosto «di appartenenza» e vicinanza alla curva.</p></blockquote>
<p>Un’arrampicata sugli specchi da fare rivoltare nella tomba non solo chi il fascismo l’ha combattuto, ma anche quei milioni di persone che l’hanno subito.</p>
<p>La cosa grottesca è che la ‘giustizialista’ <em>Repubblica</em> si trova scavalcata a sinistra dalla peggiore stampa destrorsa inglese. È addirittura il tabloid scandalistico <em>The Sun</em> a dare una <a href="http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/news/article4869485.ece">lezione di giornalismo</a> al quotidiano diretto da Ezio Mauro, intervistando veterani di guerra che sono</p>
<blockquote><p>disgustati e indignati dall&#8217;ingaggio di Di Canio. [...] Giusto per non dimenticarlo, durante la II Guerra Mondiale i bombardieri nazisti hanno ucciso 267 persone e ferito oltre 1000 a Sunderland. Di Canio è il compagno di letto ideologico di questi assassini. Dando l&#8217;incarico ad un fascista ci siamo allineati ad un&#8217;ideologia perversa che predica odio e non ha alcun spazio nel calcio e nella società.</p></blockquote>
<p>In Inghilterra, a rimanere sconcertati del fatto che un uomo che si definisce fascista possa allenare una loro squadra non sono solamente i cittadini di Sunderland, bastione laburista del Tyne and Wear<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/il-caso-di-canio-i-bambini-ci-guardano/#footnote_0_13415" id="identifier_0_13415" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Per capirci: South Shield, il collegio dove &egrave; stato eletto Miliband, &egrave; l&rsquo;unico di tutta la Gran Bretagna dove dal Reform Act del 1832 non &egrave; mai stato eletto un deputato conservatore.">1</a></sup>, o i minatori di Durham che disseppelliscono le asce di guerra <a href="http://www.thenorthernecho.co.uk/news/10326175.Durham_Miners__Association_demands_return_of_banner_in_Di_Canio_protest/">gridando</a> che «l&#8217;ingaggio di Di Canio offende la memoria di chi è morto combattendo il fascismo». Persino un quotidiano storicamente vicino ai Tories come <em>The Daily Telegraph </em>sceglie di ospitare un <a href="http://blogs.telegraph.co.uk/news/danhodges/100209856/paolo-di-canio-is-a-fascist-time-to-boycott-sunderland/">editoriale</a> del sindacalista Dan Hodges (titolo: «<em>Paolo di Canio is a fascist. Time to boycott Sunderland</em>») che sottolinea l’importanza che il calcio ha avuto nella propaganda della Germania nazista. Altro che derubricare il saluto romano di Di Canio ad atto”sportivo” e quindi “non politico”, come fa La Repubblica.</p>
<p>Persino il <em>Daily Mail &#8211; </em>becero fogliaccio razzista soprannominato <em>Daily Hate -</em> offre da subito <a href="http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-2301901/Paolo-Di-Canio-appointed-Sunderland-manager.html">spazio</a> alla <a href="http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-2302508/Sunderland-fans-unhappy-Paolo-Di-Canio-fascist-past.html">rabbia</a> dei tifosi del Sunderland per le dichiarate simpatie fasciste del loro nuovo tecnico, e pubblica un informato <a href="http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-2302552/Paolo-Di-Canio-Lazio-Ultras-feared-Italy.html">editoriale</a> sul brodo di coltura neofascista e antisemita in cui sguazza la curva biancoceleste, definita «una delle peggiori d’Europa». Sul <em>Daily Mail</em>, inoltre, i distinguo protofascisti e negazionisti à la <em>Repubblica</em> sono affidati al blog dall’eloquente posizionamento all’estrema destra <a href="http://synonblog.dailymail.co.uk/2013/04/fascists-maybe-it-all-depends-on-how-they-fill-the-t-shirt.html"><em>RightMinds</em></a>. È la dimostrazione che la linea editoriale del quotidiano di riferimento del PD, su un tema di fondamentale importanza come l’antifascismo, è ormai paragonabile al punto di vista più estremo del quotidiano più a destra del panorama mediatico britannico.</p>
<p>Per il corrispondente da Londra del <em>Corriere della Sera</em>, il fascismo di Di Canio è solamente una «<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2013/aprile/02/Miliband_non_vuole_fascista_Canio_co_0_20130402_80765c2c-9b56-11e2-86e9-0777801ba495.shtml">debolezza (grave)</a>» mentre l’editorialista &#8220;principe&#8221; Mario Sconcerti &#8211; in uno dei suoi soliti deliranti solipsismi &#8211; arriva a <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2013/aprile/02/Miliband_dimette_contro_Canio_Calcio_co_0_20130402_13510282-9b56-11e2-86e9-0777801ba495.shtml">scrivere</a> che</p>
<blockquote><p>Mussolini fu il primo a capire la forza di comunicazione e aggregazione del grande calcio. Fece della Nazionale uno dei riferimenti più forti del fascismo. I giocatori erano simboli di ricchezza e ardore nazionale. Peppino Meazza era chiamato il Balilla, Monzeglio era il maestro di tennis del Duce, lo seguì anche a Salò. Quando fu trovato dai partigiani, nessuno gli torse un capello.</p></blockquote>
<p>Forse Sconcerti tenta di spiegare che se un partigiano incontrasse oggi Di Canio lo saluterebbe con rispetto, o forse sta semplicemente implorando i lettori di non torcere alcun capello a lui, visto che è da anni che non ha la più pallida idea di cosa stia scrivendo. Fa comunque impressione rilevare che mentre il Corriere della Sera scrive queste cazzate, l’editorialista di <em>The Independent</em> James Lawton arriva al punto di mettere in discussione il calcio stesso. E sotto il titolo «<em>Paolo Di Canio&#8217;s appointment at Sunderland makes us ask what football clubs really mean to us</em>», si <a href="http://www.independent.co.uk/sport/football/news-and-comment/james-lawton-paolo-di-canios-appointment-at-sunderland-makes-us-ask-what-football-clubs-really-mean-to-us-8559169.html">chiede</a> se il calcio, con l’ingaggio di Di Canio, non abbia perso la sua funzione educativa e di servizio alla comunità: «A cosa serve una squadra di calcio? Deve riflettere i valori più profondi di una comunità in cui ha sempre occupato un posto vitale?»</p>
<p>Ma è il 3 aprile, quando Di Canio si esibisce nella sua prima conferenza stampa da allenatore del Sunderland, che il <em>Corriere della Sera</em> detta la linea editoriale negazionista alla stampa italiana: «<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2013/aprile/03/Canio_fascismo_Basta_politica_solo_co_0_20130403_34875fb8-9c1f-11e2-b416-52c1897c290b.shtml">Basta politica, solo calcio</a>», seguito a ruota da <a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2013/04/03/news/di_canio_smentisce_fascismo-55878963/"><em>Repubblica</em></a> e <a href="http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Premierleague/02-04-2013/di-canio-conferenza-alba-sunderland-scommetto-salvezza-92779139450.shtml"><em>Gazzetta dello Sport</em></a>. Dopo avere svuotato di significato storico la parola fascismo, la narrazione ora deve virare solo sul calcio.</p>
<p>Peccato che a rilanciare sulla questione del fascismo ci pensino i soliti bolscevichi dei quotidiani di estrema destra inglese. Il Daily Mail <a href="http://www.dailymail.co.uk/sport/football/article-2303105/Paolo-Di-Canio-refuses-answer-questions-fascism-Sunderland-press-conference.html">pone</a> il problema più ovvio, ossia la mancanza &#8211; in tutta la conferenza &#8211; di una sola presa di distanza dal fascismo: «<em>New boss Di Canio ducks the big question: Are you a fascist?».</em> La questione arriva persino in Qatar, quando Al Jazeera <a href="http://www.aljazeera.com/sport/football/2013/04/201342131434789959.html">sottolinea</a> come “<em>Paolo Di Canio deflects fascism questions</em>”. Insomma, fuori dall’Italia nessuno se la sente di rinunciare alla questione politica per rientrare nei binari del calcio. Fuori dall’Italia, «fascista» non è la polemica; è un periodo buio della storia che va ricordato quotidianamente perché non si ripeta.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-13423" alt="Heil Canio/3" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/04/casodicanio-3.jpg" width="595" height="370" /></p>
<p>Con le lodevoli eccezioni di due sole testate (<em>Il Manifesto</em> e <em>Il Fatto Quotidiano</em>), il coro greco della stampa italiana <a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2013/04/03/news/di_canio_smentisce_fascismo-55878963/">riporta</a> fedele come un sol uomo la <a href="http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Premierleague/03-04-2013/di-canio-si-difende-non-sono-fascista-ne-razzista-92803669255.shtml">dichiarazione</a> di Di Canio: «Non sono un fascista». E si ferma lì, senza presentarla come un’apostasia. Né tantomeno manifesta alcuna intenzione di smontare questa tardiva, ridicola e interessata abiura.</p>
<p>Sono di nuovo i tabloid della destra britannica a rimettere le cose al loro posto. Se in Italia una smentita oramai non la si nega a nessuno (e diventa verità nel momento stesso in cui è pronunciata), Oltremanica non è così. La stampa indaga sulle motivazioni di questa smentita, e riporta fatti che possano sostenerla o confutarla. <em>The Sun</em> rilancia la questione pubblicando le foto del 2010 in cui Di Canio «presenzia» al funerale dell’ex terrorista nero Paolo Signorelli<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/il-caso-di-canio-i-bambini-ci-guardano/#footnote_1_13415" id="identifier_1_13415" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Militante nel MSI e fondatore di Ordine Nuovo, accusato di essere il mandante di due omicidi e di avere partecipato alla strage di Bologna, poi assolto da queste imputazioni ma condannato per associazione sovversiva e banda armata.">2</a></sup>, in un coacervo di teste rasate e saluti romani. Notizia che Italia non si caga nessuno (tranne le due lodevoli eccezioni di cui sopra), ed è invece subito ripresa da tutti i quotidiani inglesi &#8211; <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2303291/Paolo-Di-Canio-funeral-Italian-fascist-connected-terror-attack-killed-85.html"><em>Daily Mail</em></a> compreso.</p>
<p>Il <em>Daily Hate</em> arriva addirittura ad indagare sulle radici fasciste di Di Canio nel quartiere romano del Quarticciolo, e ricorda agli italiani che nel paese dove Mussolini ha governato con la forza ed il terrore per vent&#8217;anni esiste il reato di «apologia di fascismo», sebbene tutti fingano di dimenticarlo. Le <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2304852/A-fascist-just-fool-David-Jones-uncovers-troubling-past-Britains-outrageous-football-boss.html">parole</a> del <em>chief foreign writer</em> David Jones -  «Secondo la normativa anti-fascista, fare un simile gesto incendiario [il saluto romano, <em>ndr</em>] in pubblico è un reato, tuttavia non è mai oggetto d&#8217;indagine, sebbene lo si veda regolarmente nei raduni neofascisti e negli stadi» – sono quelle che avremmo voluto trovare in un qualsiasi articolo della stampa italiana.</p>
<p>Ma così non è, ed è sempre <em>The Sun</em> a chiedersi: «Se Di Canio non appoggia e non ha mai appoggiato l’ideologia fascista, cosa ci fa in quella compagnia al funerale di un uomo che ha passato otto anni in carcere per una strage dove sono morte 85 persone innocenti, venendo poi assolto per il reato di strage ma condannato per banda armata?».<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/il-caso-di-canio-i-bambini-ci-guardano/#footnote_2_13415" id="identifier_2_13415" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Articolo modificato in seguito, questa specifica frase che era l&rsquo;introduzione dell&rsquo;originale non si trova pi&ugrave; nella versione in rete.">3</a></sup> Domande semplici, che evidentemente ha senso porsi solo in Inghilterra e nel resto del mondo, dove si può essere di destra e considerare l’antifascismo un valore. Non in Italia, dove vent’anni di delirio in salsa Fininvest hanno fatto sì che l’antifascismo fosse relegato, anche a sinistra, ad un articolo vintage &#8211; un <em>memorabilia</em> anni &#8217;80 da sfoggiare con moderazione, per divertire gli amici. Un oggetto postmoderno, svuotato della sua funzione storica, da non prendere mai più sul serio.</p>
<p>Nel resto del mondo, il negazionismo storico italiano non può che produrre stupore e indignazione. Quando infatti dalla sede di Manchester chiedono a Lizzy Davies, corrispondente del <em>Guardian</em> a Roma, di scrivere <a href="http://www.guardian.co.uk/football/2013/apr/03/paolo-di-canio-facism-sunderland-italy">un pezzo</a> su come hanno reagito gli italiani alla bufera che si è abbattuta sul nordest inglese dopo l’ingaggio di Di Canio &#8211; e quindi sull’opportunità di impiegare in un ruolo educativo come quello di un allenatore di calcio un fascista dichiarato &#8211; lei rimane basita. E non può che definire l’indifferenza al fascismo come «fastidiosa ed irrensponsabile».</p>
<p>I bambini ci guardano. Il resto del mondo pure, e si spaventa per la nostra indifferenza al fascismo.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_13415" class="footnote">Per capirci: South Shield, il collegio dove è stato eletto Miliband, è l’unico di tutta la Gran Bretagna dove dal Reform Act del 1832 non è mai stato eletto un deputato conservatore.</li><li id="footnote_1_13415" class="footnote">Militante nel MSI e fondatore di Ordine Nuovo, accusato di essere il mandante di due omicidi e di avere partecipato alla strage di Bologna, poi assolto da queste imputazioni ma condannato per associazione sovversiva e banda armata.</li><li id="footnote_2_13415" class="footnote">Articolo modificato in seguito, questa specifica frase che era l’introduzione dell’originale non si trova più nella versione in rete.</li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>Croazia-Serbia: Quel Venerdì In Cui Non Successe Nulla</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 14:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tamas</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine Croazia-Serbia l&#8217;hanno giocata, e non è successo niente. D&#8217;altra parte, a dispetto della preoccupante vigilia di tensione descritta dai media italiani e occidentali (la cui visione è sempre più datata e fuori fuoco: si segnala per assurdità la presentazione del match su Repubblica), non si vede cosa potesse succedere di tanto grave in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-13260" alt="---" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/croaziaserbia.jpg" width="595" height="415" /></p>
<p>Alla fine Croazia-Serbia l&#8217;hanno giocata, e non è successo niente. D&#8217;altra parte, a dispetto della preoccupante vigilia di tensione descritta dai media italiani e occidentali (la cui visione è sempre più datata e fuori fuoco: si segnala per assurdità la <a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2013/03/22/news/croazia_serbia_alta_tensione-55111728/">presentazione</a> del match su <i>Repubblica</i>), non si vede cosa potesse succedere di tanto grave in uno stadio privo di tifosi serbi.<span id="more-13258"></span></p>
<p>Allo stesso modo non ci saranno croati a Belgrado nel match di ritorno; nel calcio, come in altri ambiti, la reciproca pulizia etnica si conferma una strategia mutualmente accettata e sostanzialmente di successo nell&#8217;ex Jugoslavia. Sarebbe bastato questo, ad ogni modo, a differenziare la partita di venerdì da quell&#8217;altro incontro al Maksimir<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/croazia-serbia-quel-venerdi-in-cui-non-successe-nulla/#footnote_0_13258" id="identifier_0_13258" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Vedi anche &ldquo;L&rsquo;ultima squadra serba&ldquo;.">1</a></sup> e a sconsigliare paragoni giornalistici inappropriati.</p>
<p>Dal punto di vista calcistico, la partita non è stata granché: la Croazia si è confermata squadra assai più esperta ed organizzata, e si è trovata in vantaggio di due reti già nel primo tempo, senza neanche il bisogno di creare azioni da gol, bensì in seguito a gravi errori della difesa serba; nel secondo tempo, la più fresca rappresentativa serba ha avuto un certo predominio territoriale, ma non è riuscita a presidiare con efficacia la metà campo avversaria per incapacità di costruire il gioco (abilità in cui si è invece ottimamente distinto il giovanissimo croato Mateo Kovačić, al proprio debutto in nazionale).</p>
<p>Va comunque sottolineata la correttezza mostrata dai ventidue in campo, favorita nei croati dal risultato positivo e resa inevitabile nei serbi dall&#8217;acerba morbidezza dei più. Quanto al <a href="http://gol.dnevnik.hr/clanak/nogomet/reprezentacije/vatrena-atmosfera-na-maksimiru-ali-nisu-izostale-uvrede---279598.html">contorno di tifo</a> nello stadio, l&#8217;inno serbo è stato sonoramente fischiato, e si sono levati in vari momenti <a href="http://www.kurir-info.rs/hrvati-mihi-sinisa-ustaso-clanak-710439">cori</a> come «Ammazza il serbo» o «Fossi nato serbo, mi ucciderei»: niente, insomma, che non succeda normalmente nella maggior parte degli incontri di calcio.</p>
<p>È vero tuttavia, a mio parere, che &#8211; come suggerito da alcuni, ad esempio dal <em>Corriere della Sera</em> &#8211; il confronto di venerdì può segnare un passo avanti nella stabilizzazione pacifica dei rapporti fra Croazia e Serbia. Dopo tutto, il risultato non ha irritato nessuno: la vittoria dei biancorossi era quello che i croati volevano e i serbi si attendevano, e la maniera in cui questa si è verificata non lascia spazio a recriminazioni di nessun genere.</p>
<p>È probabile che il 2-0 di venerdì non abbia ripercussioni in Serbia: l&#8217;opinione pubblica locale pensa per lo più ad altro e non attribuisce grande peso a uno sport che la delude invariabilmente da una decina d&#8217;anni, contro qualsiasi avversario; d&#8217;altra parte la sconfitta non è di quelle celebrabili o mitizzabili, come da tradizione del luogo, né l&#8217;orgoglio nazionale soffrirà molto da una singola battuta d&#8217;arresto contro una Croazia regolarmente superata in altri sport.</p>
<p>Le conseguenze, se ci saranno, si manifesteranno come al solito sul delicato terreno dell&#8217;identità serba, con l&#8217;infinito dibattito intorno ad essa: e un popolare opinionista sportivo è già riuscito a scioccare il Paese e ad insultare la numerosa minoranza musulmana, semplicemente invocando il ritorno in Nazionale del portiere appena accantonato (Vladimir Stojković, del Partizan Belgrado). Come ha fatto? Semplice: ha chiamato quest&#8217;ultimo, sulla tv nazionale, con il nomignolo che gli è stato affibbiato dai tifosi della Stella Rossa al momento del trasferimento ai rivali cittadini, ossia &#8220;<a href="http://www.kurir-info.rs/milojko-pantic-mustafa-je-trebao-da-brani-clanak-710733">Mustafa</a>&#8220;. Tale soprannome si richiama, <i>ça va sans dire</i>, alla battaglia del Kosovo e al traditore per eccellenza dell&#8217;epica serba, quel tale Bogoje che passò ai turchi e si fece appunto chiamare Mustafà. Tutto ciò per dire che i problemi &#8211; anche mentali &#8211; dei serbi vanno parecchio al di là di una semplice partita di calcio.</p>
<p><img alt="---" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/croaziaserbia2.jpg" width="595" height="411" /></p>
<p><em>Un esempio di quanto differiscano le lingue serba e croata. Un sito croato trova necessario &#8220;tradurre&#8221; il titolo serbo «Orlovi sagoreli na Maksimiru» (le Aquile &#8211; ossia la nazionale serba di calcio &#8211; bruciate al Maksimir) con il &#8220;differentissimo&#8221; «Orlovi izgorjeli na Maksimiru».</em></p>
<p>La vittoria può invece servire molto ai croati. Da un lato, essa azzittirà per un po&#8217; l&#8217;ossessione nazionale per i vicini/nemici, della quale, proprio partendo dallo sport, ha scritto molto acutamente Sergio Tavčar<sup><a href="http://www.laprivatarepubblica.com/croazia-serbia-quel-venerdi-in-cui-non-successe-nulla/#footnote_1_13258" id="identifier_1_13258" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Si legga il suo La Jugoslavia, il basket e un telecronista.">2</a></sup>; ma soprattutto, prima ancora che far sentire i croati migliori dei serbi, il trionfo li tranquillizzerà sul loro essere <i>diversi</i>. Perché in fondo ciò che conta non è tanto battere il vicino balcanico; l&#8217;importante è essere sicuri di non somigliargli.</p>
<p>In questo senso, tuttavia, Croazia-Serbia non ha dato risposte sicure. È certo che la Croazia, nel calcio e non solo, ha raggiunto degli standard più avanzati ed <i>europei</i>. Le <a href="http://gol.dnevnik.hr/clanak/nogomet/reprezentacije/vatreni-u-deliriju-pobjeda-svih-nas-jednostavno-smo-bolji-od-srbije---279601.html">parole</a> assai condivisibili del vice allenatore croato Igor Tudor («A differenza dei serbi, abbiamo una squadra e un collettivo»), se uno ci pensa un attimo, non riguardano soltanto lo sport. Zagabria, ormai alle porte della UE, ha innegabilmente percorso un lungo cammino dai giorni dell&#8217;indipendenza e dell&#8217;ubriacatura nazionalista, e di questo può andar fiera.</p>
<p>Per altri versi, però, la Croazia è ancora e sempre un paese balcanico, con ciò che ne deriva. Lo stesso avvicinamento alla partita, avvenuto nel segno di un&#8217;isteria galoppante fra certi media e certi partiti politici, la dice lunga sull&#8217;immaturità della «società civile» e di certe istituzioni: in un crescendo di irresponsabilità, si è passati dalla proposta di far <a href="http://www.lastampa.it/2013/03/21/esteri/croazia-contro-serbia-la-partita-senza-fischio-finale-LCILAens4ydXUw0GfSxhbK/pagina.html">battere il calcio d&#8217;inizio</a> ad Ante Gotovina (il generale croato prosciolto di recente, fra molte polemiche, dall&#8217;accusa di crimini di guerra sui serbi di Krajina) alla richiesta di dichiarare <em>persona non grata</em> il tecnico serbo Mihajlović, reo di aver rilasciato alla Gazzetta una conciliantissima <a href="http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/22-03-2013/mihajlovic-blindano-rifinitura-92609084707.shtml">intervista</a>, mistificata ad arte dall&#8217;ultradestra croata.</p>
<p>Fanno invece tenerezza &#8211; oltre a risultare anche troppo scoperti &#8211; altri tentativi da parte croata di auto-raffigurarsi come diversi e lontanissimi dai serbi (e in generale dai Balcani). Alla confusione ormai ventennale delle lingue, con ciò che ne consegue di assurdo (vedi immagine), si è aggiunta stavolta una <a href="http://english.blic.rs/Sports/9529/This-evening-Serbia-plays-a-qualifying-match-against-Croatia-for-the-World-Championship-2014">scenetta particolare</a>: pare che il tecnico croato Igor Štimac abbia regalato a Mihajlović «vino e olio d&#8217;oliva», ricevendo in cambio <em>rakija</em> e <em>ajvar</em>. E non basta, a rendere sensata una scena che meglio si sarebbe adattata a un Francia-Macedonia o a un Italia-Bulgaria, la circostanza che Štimac sia originario della regione di Dubrovnik, ossia della parte effettivamente più mediterranea dell&#8217;intera Croazia (mentre Mihajlović è nato a Vukovar da padre serbo-bosniaco e madre croata). Sono piccolezze, certamente, ma indicano una difficoltà da parte croata nel rapportarsi correttamente agli altri, tanto più alla Serbia.</p>
<p>In tutto questo si può allora individuare una psicosi croata e una debolezza serba; ma la prima è un disturbo del rapporto con gli altri, mentre la seconda è una perenne polemica con se stessi. È innegabile però che queste due nevrosi non abbiano un terreno comune, e che anche per questo motivo &#8211; per l&#8217;assenza cioè di un campo di battaglia &#8211; l&#8217;inimicizia fra Serbia e Croazia sia destinata a stemperarsi ulteriormente; lavora d&#8217;altronde per lo stesso effetto pacificatore il fatto stesso che le due nazioni vivano divise da vent&#8217;anni («Nessuno dei miei calciatori è mai stato in Croazia», ha detto Mihajlović: «Per loro è come giocare con il Belgio o la Scozia»).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-13264" alt="---------" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/croaziaserbia3.jpg" width="595" height="400" /></p>
<p>Eppure è altrettanto innegabile che tali nevrosi <i>nazionali</i> esistano e vadano curate. Quella croata, forse, avrà termine con l&#8217;integrazione in Europa e la cancellazione di quella perenne ossessione per i propri vicini che si esprime a volte in comportamenti passivo-aggressivi; quella serba, involuta e a volte inconscia, sembra ancora lontana da una risoluzione. Ma è certo che avrà bisogno, essa pure, di buoni esempi; e il successo dell&#8217;organizzazione e del collettivo della nazionale croata di calcio sull&#8217;anarchia balcanica potrebbe essere uno di questi.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_13258" class="footnote">Vedi anche &#8220;<a href="http://www.laprivatarepubblica.com/lultima-squadra-serba/"><em>L&#8217;ultima squadra serba</em></a>&#8220;.</li><li id="footnote_1_13258" class="footnote">Si legga il suo <i><a href="http://www.sergiotavcar.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=50&amp;Itemid=53">La Jugoslavia, il basket e un telecronista</a>.</i></li></ol>]]></content:encoded>
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		<title>La Struggente Infatuazione Giornalistica Per Il #Papacool</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 12:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italian Tabloid]]></category>
		<category><![CDATA[#schienadritta]]></category>
		<category><![CDATA[ad absurdum]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[wtf]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so quale siero stiano iniettando ai giornalisti italiani da una settimana a questa parte, ma sono tutti letteralmente impazziti per il nuovo Papa Francesco. Davvero, stiamo raggiungendo livelli d’isteria à la Justin Bieber – capelli strappati, occhi a forma di cuore, misticismo galoppante, sguardi stregati e palpitazioni così intense da minacciare l’infarto. Prendiamo lo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-13191" alt="#Papacool" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/papacool.jpg" width="595" height="426" /></p>
<p>Non so quale siero stiano iniettando ai giornalisti italiani da una settimana a questa parte, ma sono <i>tutti </i>letteralmente impazziti per il nuovo Papa Francesco. Davvero, stiamo raggiungendo livelli d’isteria à la Justin Bieber – capelli strappati, occhi a forma di cuore, misticismo galoppante, sguardi stregati e palpitazioni così intense da minacciare l’infarto.<span id="more-13189"></span></p>
<p>Prendiamo lo strabiliante <a href="https://triskel182.wordpress.com/2013/03/20/il-rivoluzionario-concita-de-gregorio/">articolo</a> (titolo: «IL RIVOLUZIONARIO») vergato da Concita De Gregorio stamattina su <i>Repubblica</i>. L’attacco è fulminante, da mettersi in ginocchio e pregare per l&#8217;avvento risolutore di Cthulhu:</p>
<blockquote><p>L’uomo sulle cui spalle grava il compito di risanare la Chiesa porta la sua croce senza alcun affanno, al contrario sorride. Come ogni grande condottiero compare sul campo di battaglia da un luogo imprevisto, in un momento inatteso. […] Lo aspettano da destra, lui arriva da sinistra. Pensano che manchi ancora tempo, invece è adesso. Appare da un lato della basilica sugli schermi giganti come un punto bianco che rotola silenzioso: sembra una grande goccia di latte che scivola attraverso i corridoi lasciati vuoti dalle transenne. Occupa lo spazio come un liquido.</p></blockquote>
<p>La «grande goccia di latte», continua la De Gregorio, ovviamente «sta in piedi sull’auto, non ha protezioni» (del resto è «un liquido»). È l&#8217;apoteosi della <em>ggente. </em></p>
<blockquote><p>La folla lo chiama per nome, Francesco, lui si volta e a ciascuno sorride, prende in braccio un bambino che piange, poi fa cenno al conducente di fermarsi, ha visto qualcosa, vuole scendere. C’è un uomo tenuto in braccio dalla sorella, un uomo disteso colpito da un male che gli rovescia indietro la testa, gli allarga la bocca. [...] Francesco lo bacia sulla fronte, lo stringe in un abbraccio.</p></blockquote>
<p>Non ci sono dubbi, signori: Bergoglio è esattamente «quello di cui c’era bisogno: un rivoluzionario. Lo è nel senso proprio del termine: colui che rovescia l’ordine delle cose».</p>
<p><em>Preghiamo</em>.</p>
<p>Oggi, dice la Concita, non è il momento di parlare dei presunti rapporti con la <em>junta </em>di Videla o di altre storiacce. No, quelle son cose già scaraventate nel dimenticatoio. Oggi si festeggia, ci si raccoglie, ci si batte il petto, si spremono lacrime di gioia. Oggi «è il primo giorno di un tempo nuovo, un tempo che fuga ogni ombra»:</p>
<blockquote><p>“Sursum corda”, dice Francesco nella liturgia. In alto i cuori. Ed è questo il rivolgimento, la rivoluzione più grande: il cuore, in alto. Il cuore prima. La Chiesa ha avuto l’anima di Giovanni Paolo II, la ragione di Benedetto XVI. Ora ha il cuore di Francesco, e il suo corpo che incarna l’umiltà e i gesti così simili a quelli di Papa Giovanni, il papa buono.</p></blockquote>
<p>L&#8217;estasi è quasi compiuta. Manca solo un ultimo giro di rosario nella chiusura del pezzo:</p>
<blockquote><p>Il Santo Padre rivolge un’ultima preghiera solitaria a San Francesco, colui a cui il Signore chiese: «Vai e ripara la mia casa». Il santo degli ultimi. Come questo Papa consapevole di un segreto che a pochi, nella storia, è riuscito di mostrare. Più si scende e più si sale. Più ci si spoglia e più si è ricchi. Più ci si fa uguali a chi non ha nulla e più grande sarà il potere di sconfiggere il gigante arroccato nel palazzo coi suoi ori. Scalzi, o con le scarpe sformate, è lo stesso.</p></blockquote>
<p><em>Prendimi, o Signore.</em></p>
<p>Ad ogni modo, Papa Francesco non piace solo ai Grandi Editorialisti Contriti &amp; Impegnati; piace da impazzire anche ai Giovani Giornalisti <em>Ggiovani</em>, che naturalmente hanno l&#8217;obbligo di esprimersi come i doppiatori di Beverly Hills 90210.</p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>Mai avrei pensato di rimanere, proprio io, imbambolato davanti a un servizio sull&#8217;Angelus. <a href="https://twitter.com/search/%23Bergoglio">#Bergoglio</a> è uno strafico assoluto. Una rockstar.</p>
<p>— Tommaso Labate (@Tommasolabate) <a href="https://twitter.com/Tommasolabate/status/313276753437155328">March 17, 2013</a></p></blockquote>
<p>E ancora: Aldo Cazzullo &#8211; che già ci aveva deliziato con un totopapa completamente sballato &#8211; è rimasto <a href="http://www.corriere.it/cronache/13_marzo_17/angelus-papa-francesco_90fc6900-8ef5-11e2-95d7-5288341dcc81.shtml#">impressionato</a> dalla forza tranquilla di Bergoglio mostrata durante l&#8217;Angelus di domenica.</p>
<blockquote><p>Francesco rinnova l&#8217;invito a pregare per lui. Ricorda di aver scelto il nome del patrono d&#8217;Italia, «il che rafforza il mio legame con questa terra dove sono le radici della mia famiglia. Non dimenticate questo: il Signore mai si stanca di perdonare; siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono». La folla piange e ride, è commossa ma anche di buonumore. E lui, sorridendo: «Buona domenica e buon pranzo». Un carisma immediato che non ha bisogno di spiegazioni. Semplice. Straordinario.</p></blockquote>
<p>Fantasmagorico. Ottundente. Tonitruante.</p>
<p>Nel frattempo, Papa Francesco ha già compiuto il suo primo <a href="http://www.leggo.it/vaticano/papa_francesco_i_romani_ringraziano_primo_miracolo_metro_e_bus_funzionano/notizie/219632.shtml">miracolo</a>: ha fatto funzionare per qualche ora il disastrato trasporto pubblico della Capitale:</p>
<blockquote><p>Un miracolo a Roma: metro e bus funzionano<strong>.</strong> Mentre si svolgeva l&#8217;inaugurazione del pontificato di Francesco c&#8217;è anche chi non è andato oltretevere, per scelta o per impegni di lavoro, e si è goduto «una Roma che oggi funziona perfettamente». [...] «È un sogno -dice Elisa- sono arrivata al lavoro in poco tempo, i tempi di attesa erano da capitale europea, praticamente arrivavano convogli uno dopo l&#8217;altro. Per non parlare dei varchi aperti perchè oggi la metro è gratis&#8230;ma questo non si può volere sempre. L&#8217;efficienza del servizio però sì. Grazie Francesco, anche questo è un miracolo».</p></blockquote>
<p>Tuttavia, manca ancora qualcosa nel quadro generale dell&#8217;infatuazione: gli animali. Rimediamo subito con l&#8217;apposito <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/postit/diario_vaticano/2013/03/16/coccole-papa-Francesco-cane_8409839.html?idPhoto=1">lancio Ansa</a>.</p>
<blockquote><p>Tra i giornalisti e gli operatori dei media che hanno potuto stringere la mano a papa Francesco c&#8217;era anche un non vedente, Alessandro Forlani, della Rai, che si è avvicinato al Pontefice insieme al suo cane-guida. Bergoglio, sempre molto sorridente, ha salutato il giornalista e si è anche chinato ad accarezzare il cane.</p></blockquote>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-13192" alt="#Papacool2" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/papacool-2.jpg" width="595" height="378" /></p>
<p>Insomma, pochi cazzi: per la stampa italiana Bergoglio è praticamente già un santo. <em>Semper fidelis</em>, nei secoli dei secoli, a<em>men</em>.</p>
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		<title>Benvenuti Nella Terza Repubblica</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 09:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blicero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Freakshow]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
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		<category><![CDATA[OH SHI-]]></category>
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		<description><![CDATA[Il megafono parla alla pancia, il parlamentare al cuore. Andrea Scanzi C&#8217;è chi «tifa rivolta» nella base del Movimento 5 Stelle, chi non sa dov&#8217;è il Senato, deputati che ritengono che il voto di fiducia non sia previsto nella Costituzione, senatori ignari di come si elegga il Presidente della Repubblica (ma solo perché hanno «molte [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-12997" alt="V" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/vcooks.jpg" width="595" height="425" /></p>
<div style="text-align: right;" data-jsid="message"><em>Il megafono parla alla pancia, il parlamentare al cuore.</em><br />
<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/28/elezioni-2013-grillini-impiegati-educatori-e-artigiani-i-marziani-sono-sbarcati-a-roma/515857/">Andrea Scanzi</a></div>
<p>C&#8217;è chi «tifa rivolta» nella base del Movimento 5 Stelle, chi non sa dov&#8217;è il Senato, deputati che ritengono che il <a href="http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/carlo-sibilia-m5s-governo-non-serve-fiducia-camere-ma-la-costituzione-dice-1490552/">voto di fiducia</a> non sia previsto nella Costituzione, senatori <a href="http://www.dirittodicritica.com/2013/03/01/m5s-il-neoeletto-non-sa-dove-il-senato-lo-troviamo-con-google-video/">ignari</a> di come si elegga il Presidente della Repubblica (ma solo perché hanno «molte robe da fare»), ed infine rappresentati del popolo che <a href="http://www.corriere.it/politica/13_marzo_01/grillo-case-collettive-cibo-vegetariano_51339b54-8239-11e2-b4b6-da1dd6a709fc.shtml">si avvicinano alla politica</a> dopo aver visto <a href="http://conspiracies.skepticproject.com/articles/zeitgeist/"><em>Zeitgeist</em></a>, un polpettone di squisita fattura ultracomplottista.<span id="more-12982"></span></p>
<blockquote><p>«Dovrò studiare bene la Costituzione. La politica l&#8217;ho scoperta con il documentario Zeitgeist». Di che parla? «È il più visto della rete: parla di tutto quello di cui non si scrive mai, la massoneria, l&#8217;11 settembre, le religioni. Quando l&#8217;ho visto ci sono rimasto male: mi ha fatto vedere la realtà in un altro modo».</p></blockquote>
<p>Qui nella Terza Repubblica le cose si fanno così. Dobbiamo abituarci.</p>
<p>Le candidature vengono vagliate dall&#8217;intelligenza popolare e dalla cittadinanza informata. Gli eletti sono selezionati in base al merito, alle competenze e alla voglia di fare. I CittadiniPortavoce™, una volta entrati nelle stanze dei bottoni, dovranno sottostare a un <a href="http://www.beppegrillo.it/movimento/codice_comportamento_parlamentare.php">regolamento</a> compilato (presumibilmente) da un&#8217;azienda privata: per questo viene chiamata iper-democrazia.</p>
<p>Qui nella Terza Repubblica le cose vanno così &#8211; e la <a href="http://www.facebook.com/Paolj">bacheca Facebook</a> del futuro On. Zeitgeist A Cinque Stelle (al secolo <a href="https://www.beppegrillo.it/votazioni/candidati/paolo_bernini_2.html">Paolo Bernini</a>, 25 anni) ci mostra in dettaglio l&#8217;ideologia ed il funzionamento.</p>
<p>Anzitutto, spiega l&#8217;On. Zeitgeist, non ci troviamo di fronte a barbari populisti, ma a Persone Oneste (!1!1).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-12983 aligncenter" alt="Antikasta-1" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-1.jpg" width="406" height="135" /></p>
<p>Non c&#8217;è più tempo per i giochetti della Ka$ta, già. Nella Terza Repubblica, <em>La Gente</em> sa perfettamente di non essere sovrana (<em>anche se non ve lo dicono</em>).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12985" alt="Antikasta-2" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-2.jpg" width="407" height="282" /></p>
<p>Per chi non fosse in grado di arrivarci, è possibile consultare un pratico schemino.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12986" alt="Antikasta-5" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-5.jpg" width="403" height="403" /></p>
<p>Qui nella Terza Repubblica non si ignorano gli altri Paesi europei in sofferenza. Ad esempio la Grecia, nazione fiera e gloriosa che purtroppo si è ridotta ad una <a href="http://www.valigiablu.it/ci-dispiace-internet-la-grecia-non-e-crollata-definitivamente/">strabiliante bufala</a> vergata da anonimi blogger e ripresa da chi avrà il compito di scrivere le leggi della Repubblica.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12987" alt="Antikasta-3" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-3.jpg" width="408" height="352" /></p>
<p>I Nemici del Cambiamento, purtroppo, sono molti e agguerriti. YouTube su tutti, per cominciare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12988" alt="Antikasta-11" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-11.jpg" width="407" height="407" /></p>
<p>Poi c&#8217;è l&#8217;infida ortografia italiana. =))))</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12989" alt="Antikasta-14" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-14.jpg" width="407" height="111" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12990" alt="Antikasta-17" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-17.jpg" width="407" height="92" /></p>
<p>Per non parlare degli Avversari Di Sempre, i giornalisti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12991" alt="Antikasta-16" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-16.jpg" width="407" height="203" /></p>
<p>Ma qui nella Terza Repubblica, <em>La</em> <em>Gente</em> non ha paura di nulla.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12992" alt="Antikasta-9" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-9.jpg" width="408" height="245" /></p>
<p>Grazie alla loro etica del lavoro (e a sbarazzini caratteri ASCII), i Nemici Del Cambiamento soccomberanno.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12993" alt="Antikasta-12" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-12.jpg" width="407" height="510" /></p>
<p>Sì, qui nella Terza Repubblica non c&#8217;è più spazio per i fannulloni e per chi non lavora.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12994" alt="Antikasta-13" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-13.jpg" width="404" height="318" /></p>
<p>Qui nella Terza Repubblica, il cielo non è più limpido come una volta. Stanno provando ad avvelenarci, ma questa volta non ce la faranno. Il vento è cambiato. Le fragole sono mature &#8211; e non sono geneticamente modificate.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12995" alt="Antikasta-15" src="http://www.laprivatarepubblica.com/wptest/wp-content/uploads/2013/03/antikasta-15.jpg" width="407" height="486" /></p>
<p>Qui nella Terza Repubblica gli <em>okki</em> si tengono sempre aperti.</p>
<p>Sveglia.</p>
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