<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549</id><updated>2010-12-17T10:24:01.813Z</updated><title type='text'>La Pulce nell'Orecchio</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lapul.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>360</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-3900739077357469767</id><published>2010-03-26T21:52:00.006Z</published><updated>2010-03-26T22:15:07.410Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Segnalazioni'/><title type='text'>Torno subito</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.stylosophy.it/wp-content/uploads/2008/02/powerbocking.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 197px; height: 296px;" src="http://www.stylosophy.it/wp-content/uploads/2008/02/powerbocking.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Nei prossimi mesi mi troverete sul &lt;a href="http://www.globalpolicyjournal.com/blog/author/philippe-bracke"&gt; blog di Global Policy&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-3900739077357469767?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/3900739077357469767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/3900739077357469767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2010/03/torno-subito.html' title='Torno subito'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-7931430592826431629</id><published>2010-01-08T08:56:00.012Z</published><updated>2010-01-12T07:44:08.292Z</updated><title type='text'>Il settore dei servizi</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_Pnw6lgwdWmM/S0bzJcuYeRI/AAAAAAAAAag/WDRj57rf6T8/s1600-h/spia31%5B1%5D%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="spia31[1]" border="0" alt="spia31[1]" src="http://lh5.ggpht.com/_Pnw6lgwdWmM/S0bzJ_q3yyI/AAAAAAAAAak/kfl50m69dnw/spia31%5B1%5D_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" width="153" height="153" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;Ho scritto una lettera ad Andrea Gilli di &lt;a href="http://epistemes.org/2010/01/10/a-cosa-servono-i-servizi-segreti/"&gt;Epistemes&lt;/a&gt;:&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Caro Andrea,  &lt;br /&gt;&lt;a href="http://epistemes.org/2010/01/04/sul-fallito-attentato-di-natale/"&gt;Il tuo ultimo articolo&lt;/a&gt; sui fallimenti dell’&lt;i&gt;intelligence&lt;/i&gt; americana ha scatenato in me una serie di ragionamenti:   &lt;br /&gt;    - tutti gli stati hanno i loro servizi segreti;   &lt;br /&gt;    - i servizi sono dotati di “super poteri” (come i personaggi dei fumetti) che li pongono al di sopra della legge comune;   &lt;br /&gt;    - i super poteri non rendono immuni dagli errori e l’incompentenza;   &lt;br /&gt;    - i super poteri incoraggiano comportamenti contrari all’interesse comune (spionaggio degli avversari politici, depistaggi, eccetera).   &lt;br /&gt;Non sarebbe meglio eliminare del tutto i servizi segreti e affidare i loro compiti a polizia ed esercito?   &lt;br /&gt;Con stima,   &lt;br /&gt;Philippe (La Pulce nell’Orecchio - &lt;a href="http://lapul.blogspot.com/"&gt;http://lapul.blogspot.com&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;  &lt;em&gt;Per leggere la risposta di Andrea clicca qui sotto:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;   &lt;br /&gt;&lt;p&gt;Caro Philippe,  &lt;br /&gt;per rispondere alla tua domanda, bisogna prima fare un'introduzione. Le relazioni politico-militari, per la loro delicatezza, sono rette da una logica zero-sum. La ragione è che la cooperazione richiede fiducia. Ma la ragione per cui ogni stato ha un apparato di sicurezza è proprio che non ha fiducia negli altri. L'Iran può promettere di non usare armi atomiche contro di noi, ma chi vorrebbe vivere con la sola possibilità che la promessa non sia mantenuta?  &lt;br /&gt;Dunque, se in economia, la logica che funziona è quella dell'efficienza, nel campo della sicurezza, la logica dominante è quella dell'indipendenza. Ecco perchè, spesso, per la logica dell'indipendenza, molti Paesi fanno scelte economicamente inefficienti. Ma non c'è da stupirsi, lo stesso Adam Smith ammoniva che prima dell'opulenza, la politica doveva pensare alla sicurezza. &lt;br /&gt;Ora veniamo alle tue osservazioni. Questa prima introduzione serve per rispondere alla tua terza asserzione. &lt;br /&gt;3)&lt;em&gt; i super poteri incoraggiano comportamenti contrari all’interesse comune (spionaggio degli avversari politici, depistaggi, eccetera)&lt;/em&gt;.   &lt;br /&gt;Non mi è chiaro come e cosa tu definisca per "interesse comune". Se l'interesse comune, per te, è la cooperazione internazionale, hai torto e hai ragione. Certo, la presenza stessa dei servizi segnala l'assenza di fiducia, e quindi una certa volontà di usare strumentalmente e cinicamente la predisposizione degli altri a cooperare, così da servire i propri fini. Il punto è che, se in economia la scarsità dei beni rende gli individui egoisti, in questo campo, l'insicurezza e l'incertezza rendono gli Stati avversi alla dipendenza. In altri termini, l'esistenza dei servizi segreti non è causa, ma consequenza, di un mondo (quello internazionale), dove i Paesi si temono a vicenda. Non sorprende che in questo mondo, come diceva Hobbes, dove la vita è bruta, corta e orrenda, gli Stati si lascino andare a comportamenti altrettanto bruti e orrendi.   &lt;br /&gt;&lt;em&gt;1) I servizi segreti sono dotati di super poteri che li pongono sopra la legge comune. &lt;/em&gt;  &lt;br /&gt;Anche in questo caso, a mio modo di vedere, hai solo parzialmente ragione. Nel senso che i servizi sono comunque regolati da leggi e regolamenti e così il loro comportamento. La differeza è che sull'attività dei servizi vige il segreto di Stato. Dunque, un agente dei servizi può compiere, se necessario, delle attività anche illegali (comunque circoscritte dalla legge) per cui non sarà processato e su cui nessuno, tranne gli organi di garanzia, ha accesso (in Italia, il COPASIR). Senza pensare all'omicidio, basti ricordare le intercettazioni o lo spionaggio. Ma se ragioniamo, anche la magistratura può svolgere, nella legge, queste attività altrimenti fuori dalla legge. A mio modo di vedere, ciò che differenzia i servizi è la sensibilità della materia che trattano, da cui deriva il segreto di Stato. Ma ragionando, non è, poi, una caratteristica così anormale: la Magistratura rispetta il segreto istruttorio. I servizi il segreto di Stato. La ragione è quella di non compromettere le loro attività.   &lt;br /&gt;Trovare, però, nelle attivittà straordinarie dei servizi la causa di alcuni mali del mondo mi pare analogo a dire che il potere della magistratura è la causa della criminalità.   &lt;br /&gt;&lt;em&gt;2) I super poteri non rendono immuni dagli errori e dall'incopentenza.    &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Assolutamente. I servizi sono burocrazie e come tali sono anch'essi soggetti alle dinamiche burocratiche. Se prendiamo le principali riviste sull'intelligence, per esempio &lt;a href="http://www.tandf.co.uk/journals/titles/02684527.asp"&gt;INS&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.tandf.co.uk/journals/ujic"&gt;IJICI&lt;/a&gt;, vediamo come molti dei fallimenti di intelligence siano dovuti esattamente ai problemi che affliggono le burocrazie: routine, self-serving policies, etc. La domanda da farsi, però, è ceteris paribus: senza servizi, avremmo meno errori e meno incompenteza? Io non credo. Gli agenti dei servizi operano in situazione di pericolo e di incertezza per le quali non solo è necessaria una particolare cornice giuridica, ma anche particolare sensibilità. Sensibilità che richiede addestramento e professionalizzazione.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A fine della tua lettera, chiedi dunque se non sia meglio abolire i servizi e affidare i loro compiti a polizia ed esercito. Proprio quanto dicevo sopra, a mio modo di vedere, contraddice questa logica. Perchè i servizi richiedono un personale preparato a determinate attività per le quali nè esercito nè polizia sono pronti. A meno di non creare squadre di elite al loro interno. Squadre per cui si creano poi particolari cornici giuridiche. A cui poi si pone il Segreto di Stato. Questo è esattamente il modo con cui si sono sviluppati i nostri servizi segreti.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Le banche centrali, specie la Fed, con le loro politiche monetarie espansive hanno fortemente contribuito alla crisi attuale. Non hanno previsto. E dove hanno previsto hanno sbagliato. Ma questa è una ragione per abolirle? Non penso. Lo stesso credo valga per i servizi.   &lt;br /&gt;Con stima,   &lt;br /&gt;Andrea&lt;/p&gt;  &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-7931430592826431629?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7931430592826431629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7931430592826431629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2010/01/il-settore-dei-servizi.html' title='Il settore dei servizi'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-262176311451474009</id><published>2010-01-01T15:38:00.001Z</published><updated>2010-01-01T15:38:28.487Z</updated><title type='text'>Meno banche più hedge funds</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_Pnw6lgwdWmM/Sz4W8UcdcuI/AAAAAAAAAaY/6hiwpE_4sbw/s1600-h/city_of_london13.jpg"&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="" border="0" alt="" src="http://lh6.ggpht.com/_Pnw6lgwdWmM/Sz4W85lUQVI/AAAAAAAAAac/1SdzM0Zu6uQ/city_of_london1_thumb1.jpg?imgmax=800" width="244" height="184" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Molti pensano che la speculazione finanziaria e i facili guadagni siano tra le principali cause del &lt;em&gt;credit crunch&lt;/em&gt;. Se così fosse, gli &lt;em&gt;hedge funds &lt;/em&gt;dovrebbero esserne la vittima principale: vivono di speculazione e i loro manager fanno soldi a palate.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Invece la crisi ha riguardato soprattutto le banche e qualche società di assicurazione: tutte istituzioni &lt;em&gt;old economy&lt;/em&gt;. Gli &lt;em&gt;hedge funds &lt;/em&gt;non hanno sofferto più di tanto: qualcuno è fallito, qualcun altro ha guadagnato più del previsto. &lt;em&gt;Business as usual&lt;/em&gt;, direbbero nella City.&amp;#160; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Per capire meglio il &lt;em&gt;credit crunch &lt;/em&gt;è dunque necessario porsi questa domanda: cos’hanno le banche di diverso dagli &lt;em&gt;hedge funds? &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;1) &lt;strong&gt;Dimensioni: &lt;/strong&gt;Molte banche sono &lt;em&gt;too big to fail&lt;/em&gt;, ma anche certi &lt;em&gt;hedge funds &lt;/em&gt;lo sono&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;Il vero problema è che le banche sono diventate &lt;em&gt;too big to manage&lt;/em&gt;: colossi di migliaia e migliaia di dipendenti, che fanno di tutto, dagli sportelli al trading al &lt;em&gt;mergers and acquisitions &lt;/em&gt;(vedi al punto n.3). Organizzazioni tanto complesse sono difficili da monitorare. Al contrario, gli &lt;em&gt;hedge funds&lt;/em&gt; più grandi non superano mai i 100/200 dipendenti.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;2) &lt;strong&gt;Incentivi&lt;/strong&gt;: È facile prendere rischi con i soldi di qualcun altro. I dipendenti di una banca non sono i suoi azionisti: se le cose vanno bene, beccano il bonus; se le cose vanno male, non ci rimettono niente. Negli &lt;em&gt;hedge funds&lt;/em&gt; la situazione è diversa: i risparmi dei manager sono investiti nel fondo insieme ai soldi dei clienti,&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;3)&lt;strong&gt; &lt;em&gt;Mission&lt;/em&gt; aziendale&lt;/strong&gt;: Gli &lt;em&gt;hedge funds &lt;/em&gt;non hanno mai cercato di diventare banche. Invece certe banche hanno finito per comportarsi come &lt;em&gt;hedge funds&lt;/em&gt;. Il ruolo delle banche nella società è quello di prestare denaro e raccogliere i risparmi, non speculare nei mercati. Per questo &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Glass%E2%80%93Steagall_Act"&gt;negli anni ‘30 gli Stati Uniti hanno separato le banche commerciali dalle investment banks&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;. La legge è però stata revocata nel 1999.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-262176311451474009?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/262176311451474009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/262176311451474009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2010/01/meno-banche-piu-hedge-funds.html' title='Meno banche più hedge funds'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-2910330787942086712</id><published>2009-12-30T10:28:00.001Z</published><updated>2009-12-30T10:28:41.468Z</updated><title type='text'>Uomini sull’orlo di una crisi di nervi</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_Pnw6lgwdWmM/SzsrVOvq9RI/AAAAAAAAAaM/6MjA9lOKIPI/s1600-h/american-psycho-%5B1%5D%5B3%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="american-psycho-[1]" border="0" alt="american-psycho-[1]" src="http://lh3.ggpht.com/_Pnw6lgwdWmM/SzsrVi2hD9I/AAAAAAAAAaQ/FBNKKUvswfQ/american-psycho-%5B1%5D_thumb%5B1%5D.jpg?imgmax=800" width="191" height="244" /&gt;&lt;/a&gt;Ho appena letto &lt;em&gt;Fight Club&lt;/em&gt;, il libro di Chuck Palahniuk da cui è stato tratto l’omonimo film con Brad Pitt ed Edward Norton. Trama: un gruppo di uomini in crisi dà senso alla propria vita incontrandosi nei sottoscala dei locali e picchiandosi a sangue fino all’alba.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Lo stile veloce e il linguaggio vivido mi hanno subito ricordato un altro libro: &lt;em&gt;American Psycho&lt;/em&gt; di Bret Easton Ellis. Trama: un investment banker di Wall Street dà senso alla propria vita violentando prostitute e trucidandole con la sega elettrica.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Questi due libri degli anni novanta usano l’esagerazione per evidenziare un problema comune. Nella nostra società ordinata e civile è difficile sfogare la propria aggressività. La repressione è fortissima, e non ci dobbiamo stupire se ogni tanto qualcuno scoppia.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Dovremmo forse tornare all’età della pietra e darci le mazzate in testa? Ovviamente no. I greci, che hanno contribuito tanto alla nostra civilizzazione (inventando la filosofia e la democrazia), ci hanno anche offerto un antidoto contro i suoi effetti collaterali: lo sport. Da più di 2000 anni le olimpiadi sono il simbolo della forza fisica incanalata verso un obiettivo virtuoso. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Più una società è inumana e alienante, più c’è bisogno dello sport come valvola di sfogo. Anche in questo gli americani sono avanti. Riempiono le proprie scuole di strutture sportive e premiano lautamente gli atleti migliori.&amp;#160; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="Vaso_gara[1]" border="0" alt="Vaso_gara[1]" src="http://lh5.ggpht.com/_Pnw6lgwdWmM/SzsrWElxFfI/AAAAAAAAAaU/i12dbGG2zM0/Vaso_gara1_thumb3.jpg?imgmax=800" width="244" height="141" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-2910330787942086712?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/2910330787942086712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/2910330787942086712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/12/uomini-sullorlo-di-una-crisi-di-nervi.html' title='Uomini sull’orlo di una crisi di nervi'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-7894687938278296776</id><published>2009-12-25T21:16:00.003Z</published><updated>2009-12-25T21:25:35.095Z</updated><title type='text'>Poesia natalizia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/00_prometeo/bologna_natale--400x300.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/00_prometeo/bologna_natale--400x300.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#551A8B;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;!--StartFragment--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Sventurati noi che stiamo lontano,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;e mai tocchiamo il suolo italiano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Del belpaese ricordiamo piaceri&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;che sono sconosciuti agli stranieri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div style="mso-element:para-border-div;border:none;border-bottom:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Però ogni anno un’occasione speciale&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;ci fa tornare alla citta’ natale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Possiamo rivedere la famiglia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;e pure gli amici, che meraviglia!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;C’è un luogo magico, in via Castiglione,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;dove il buon vivere fa da padrone.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Questo è il migliore tra tutti i posti: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;questo è il territorio degli Osti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;O amici, diciamo senza vergogna:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="border:none;mso-border-bottom-alt:dotted windowtext 3.0pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;Quant’è bello il Natale a Bologna!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm3.static.flickr.com/2336/2076985521_a3d58d8d1f.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-7894687938278296776?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7894687938278296776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7894687938278296776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/12/poesia-natalizia.html' title='Poesia natalizia'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-1695808238755789620</id><published>2009-11-08T03:01:00.007Z</published><updated>2009-11-08T03:22:41.800Z</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Chi ben comincia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.guadagnorisparmiando.com/wp-content/uploads/2007/12/libro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://www.guadagnorisparmiando.com/wp-content/uploads/2007/12/libro.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;In un incontro tra due sconosciuti i secondi iniziali sono determinanti per formare la prima impressione. Con i libri succede lo stesso: le prime righe sono decisive per il proseguio della lettura. In fondo leggere un testo è come incontrare una persona al bar e ascoltare quello che ha da raccontarci. Se l’inizio della conversazione ci incuriosisce, rimaniamo; altrimenti, ci allontaniamo di corsa fingendo un impegno!&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;L’inizio dei Promessi Sposi fa capire come mai la maggior parte degli studenti non ami il Manzoni:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; …&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Prima impressione: “Alessandro! Ma di cosa mi stai parlando? Taglia [gesto delle mani], vieni al dunque! Dai, ti offro un caffè così ti svegli”. Per essere un grande scrittore non è obbligatorio fare una pomposa introduzione. Infatti Dante inizia così la Divina Commedia:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Nel mezzo del cammin di nostra vita&lt;br /&gt;mi ritrovai per una selva oscura &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Prima impressione: “Zitti! Silenzio! C’è qui Dante che ha iniziato a raccontare. Chissà cosa gli avrà da dirci. Sschhhhhh”. Se proprio si vuole fare un’introduzione, meglio andare giù diretti e violenti, come Faletti in Io Uccido:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;L'uomo è uno e nessuno.&lt;br /&gt;Porta da anni la sua faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l'impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a un chiodo e restare lì, seduto a terra&lt;/i&gt;&lt;i&gt;, come un burattino&lt;/i&gt;&lt;i&gt; al quale una mano pietosa ha tagliato i fili.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;Prima impressione: “Wow, Giorgio! Rispetto, fratello. Qui comandi tu. Fai di noi ciò che vuoi!” Per finire, di nuovo un autore che non ama gli sfronzoli, Giulio Cesare nel De Bello Gallico:&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;i&gt;La Gallia, nel suo insieme, è divisa in tre parti, una delle quali abitano i Belgi, un'altra gli Aquitani, la terza coloro che nella loro stessa lingua si chiamano Celti, nella nostra Galli. Tutti costoro si differenziano per lingua, istituzioni e leggi.&lt;/i&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Prima impressione: “[Sussurrando agli amici:] La razionalità di quest’uomo fa paura! [Rivolgendosi a Cesare:] Ehm, il racconto è molto interessante, ma, Giulio, abbi pietà, non farmi a pezzettini come la Gallia!”. &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;[PS: Si ringrazia &lt;a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale"&gt;Wikiquote&lt;/a&gt; per aver reso possibile questo post]&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-1695808238755789620?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/1695808238755789620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/1695808238755789620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/11/chi-ben-comincia.html' title='Chi ben comincia'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-2831431265496917191</id><published>2009-09-22T01:58:00.008+01:00</published><updated>2009-09-22T02:16:22.318+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofando'/><title type='text'>(Dis)umanesimo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.unicafor.it/cct/libreria/leo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 244px; height: 244px;" src="http://www.unicafor.it/cct/libreria/leo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“History has come to a stage when the moral man, the complete man, is more and more giving way, almost without knowing it, to make room for the political and the commercial man, the man of limited purpose.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con queste parole del poeta indiano Rabindranath Tagore, premio Nobel per la Letteratura del 1913, la filosofa americana &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Martha_Nussbaum"&gt;Martha Nussbaum&lt;/a&gt; ha aperto il suo intervento dal titolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Not for Profit: Why Democracy Needs the Humanities&lt;/span&gt;" lunedì scorso all’università di Madison, Wisconsin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le discipline umanistiche (la letteratura, la filosofia e l’arte) trovano sempre meno spazio nelle scuole e nelle università dell’America e del resto del mondo. Il motivo è semplice: non sono materie “produttive”: non aiutano il progresso tecnologico e non generano ricchezza. Eppure, secondo Martha Nussbaum, queste materie aiutano a sviluppare la capacità dialettica, il pensiero critico e l’empatia. Sono fondamentali per il corretto funzionamento di una società democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’America ha bisogno di queste voci fuori dal coro. Il grande giornalista Tiziano Terzani diceva di aver visitato molte dittature ma di aver raramente incontrato un pensiero unico così pervasivo come negli Stati Uniti. D’accordo con Tagore, scriveva che “Le società, le civiltà si valutano anche dall'uomo che producono”.&lt;br /&gt;In America si può senz’altro dibattere in modo acceso di politica e di economia, ma è praticamente vietato mettere in discussione alcuni principi di base. Uno di questi è il sistema economico di mercato: se qualcuno si mette a parlare di tasse o redistribuzione gli viene subito dato del “socialista” (Gli USA sono uno dei pochissimi paesi al mondo a non aver mai avuto un partito socialista). Un altro è la fiducia nelle buonafede delle istituzioni: aver firmato una petizione del gruppo “9/11 Truth”, che non accetta la versione ufficiale sui fatti dell’11 settembre, è stato uno dei motivi che recentemente &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/07/usa-tegola-verde-per-obama-si-dimette.html"&gt;ha portato alle dimissioni uno dei collaboratori di Obama&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avere forti convinzioni è buono, essere arroganti è cattivo. Grazie alla loro forte impronta cristiana e liberista, gli Stati Uniti si vedono come la massima espressione della civiltà occidentale.&lt;br /&gt;In realtà i padri della civiltà occidentale sono i filosofi greci, e il più grande di loro, Socrate, sarebbe totalmente fuori posto nell’America di oggi. Innanzitutto non faceva nulla di produttivo, ma passava le giornate a chiaccherare di filosofia con le persone che incontrava per strada. Pur essendo una specie di intellettuale, non era ossessionato dalle “pubblicazioni”: non ha mai lasciato nulla di scritto. Metteva in dubbio tutto e non aveva certezze. Quando l’oracolo di Delfi lo indicò come l’uomo più sapiente in circolazione, diede la seguente spiegazione: “So di non sapere”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-2831431265496917191?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/2831431265496917191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/2831431265496917191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/09/disumanesimo.html' title='(Dis)umanesimo'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-282137916644378513</id><published>2009-09-12T20:00:00.009+01:00</published><updated>2009-09-12T22:31:42.953+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Michael Jordan, uno bravo</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EJmNrGSXpgA&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/EJmNrGSXpgA&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Ieri &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Jordan"&gt;Michael Jordan&lt;/a&gt; è entrato nella Hall of Fame, quello spazio immaginario dove risiedono i più grandi giocatori di basket di tutti i tempi. Si tratta di un riconoscimento dovuto e quasi scontato. Da anni lo si considera infatti non uno dei migliori, ma "il" migliore.&lt;br /&gt;Per capire il valore di Michael Jordan si può dare un occhiata alle statistiche e ai trofei, informazioni presenti in fondo alla sua pagina wikipedia. Ma guardare le statistiche non basta, bisogna guardarlo giocare. Solo così si raggiunge piena coscienza della sua superiorità.&lt;br /&gt;Cos'è che rende certe persone così eccezionali, non solo nello sport ma in tutti i campi? Che cosa fa di un uomo un Michael Jordan?&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La cosa giusta al momento giusto&lt;/span&gt;. Non importa avere una media di 30 punti a partita se nel momento clou fallisci il tiro della vittoria. Michael Jordan non aveva questo problema. Dice wikipedia: "Era capace di avere il pieno controllo della situazione e sangue freddo in momenti in cui la partita era tiratissima e a quasi tutti i giocatori tremavano le gambe". In altre parole quando il gioco si faceva duro la sua squadra aveva a disposizione uno schema collaudato: palla a Jordan e gli altri fuori dalle balle. Per sostenere continuamente questa pressione un giocatore deve possedere freddezza (un dono della natura) e leadership (una conquista personale).&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Far sembrare tutto facile&lt;/span&gt;. A parte il sudore Michael Jordan non ha mai dato l'impressione di sforzarsi tanto. I suoi gesti atletici trasmettevano anzi una sensazione di calma ed eleganza. Il vero campione, infatti, non ha l'atteggiamento rabbioso di chi viene lì "per spaccare il mondo". Anche se dietro le performance che vediamo si nascondono ore e ore di duro allenamento, non c'è bisogno di farle pesare: i risultati parlano da soli.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-282137916644378513?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/282137916644378513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/282137916644378513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/09/michael-jordan-uno-bravo.html' title='Michael Jordan, uno bravo'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-8087513092827086052</id><published>2009-08-11T11:48:00.005+01:00</published><updated>2009-08-11T11:57:01.781+01:00</updated><title type='text'>SOS Economista</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ohmybag.it/wp-content/uploads/2007/05/michaelkorspost.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 139px; CURSOR: hand; HEIGHT: 172px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.ohmybag.it/wp-content/uploads/2007/05/michaelkorspost.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;[Da un po’ di anni Tim Harford conduce una rubrica sul Financial Times intitolata “Dear Economist”, in cui risponde ai dubbi quotidiani dei suoi ipotetici lettori. “SOS Economista” si ispira a lui.]&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Egregio Economista,&lt;br /&gt;Quest’anno il mio piccolo Joseph compirà sei anni e dovrò mandarlo per la prima volta a scuola. Vivendo a Roma posso mandare mio figlio alla scuola internazionale, oppure ad una normale scuola italiana. Penso che la scuola internazionale sia utile per le lingue, ma credo anche che la scuola italiana offra una preparazione culturale più completa. Lei cosa mi consiglia?&lt;br /&gt;Miriam, 36 anni&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara Miriam,&lt;br /&gt;la scuola perfetta è come Babbo Natale: prima o poi scopri che non esiste. (Tu però non dirlo al piccolo Joseph.)&lt;br /&gt;Detto questo ti consiglio la scuola internazionale. &lt;a href="http://meritocrazia.corriere.it/2009/08/la_maturita_e_la_meritocrazia.html"&gt;Roger Abravanel&lt;/a&gt;, autore di un libro sulla meritocrazia, non crede alla storia della preparazione italiana: “Ci riteniamo più colti degli altri ma molti di noi non capiscono il giornale che leggono”. La sua tesi è confermata da i risultati dei test scolastici internazionali, che collocano l’Italia tra le peggiori nazioni dell’OCSE.&lt;br /&gt;Anche se la qualità dell’insegnamento fosse la stessa, spingerei comunque per la scuola internazionale. Avere tanti amichetti stranieri abituerà da subito il piccolo Joseph alle sfide della multiculturalità. Imparerà da subito a mangiare il sushi con le bacchette, evitando così brutte figure da grande.&lt;br /&gt;Controindicazione? Gli elevati costi associati alle scuole private. E se tu volessi una scuola straniera che fosse anche pubblica? Pare che le scuole pubbliche migliori del mondo siano in Finlandia. Vicino a Babbo Natale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-8087513092827086052?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/8087513092827086052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/8087513092827086052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/08/sos-economista.html' title='SOS Economista'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-3818712014824433493</id><published>2009-08-09T20:35:00.001+01:00</published><updated>2009-08-09T20:35:58.125+01:00</updated><title type='text'>Molto English</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;img height="163" src="http://www.oilpaintingshop.com/constable/11.jpg" width="250" /&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Nessuna citta' dovrebbe essere tanto grande da impedire ad un gentiluomo di raggiungere la campagna con una passeggiata domenicale.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Londra e' sicuramente una citta' molto grande ma, siccome gli inglesi sono dei gentiluomini, hanno voluto lasciare qua e la' dei pezzi di terreno selvatico in cui i lavoratori stressati possano rifugiarsi durante il weekend.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Il miglior esempio di questa accortezza e' Hampstead Heath, un enorme distesa di verde a nord della citta', dopo Camden Town. Hampstead Heath e' un &lt;em&gt;common&lt;/em&gt;, uno dei pochi esemplari rimasti di terreno agricolo aperto e incolto, che ogni membro della comunita' puo' usare come vuole.In passato non era raro vedere qui gente che portava a pascolare le pecore o coltivava pomodori. Alla fine si scopri' che questo sistema era molto inefficiente perche' ognuno faceva, appunto, i cavoli suoi. Gli inglesi misero le recinzioni ai campi (le &lt;em&gt;enclosures&lt;/em&gt;) e tutti i contadini cacciati diventarono operai, aiutando la rivoluzione industriale. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Hampstead Heath e' fuggito a questo destino e ancora oggi, insieme agli inglesi che fanno picnic e prendono il sole, ci sono persone che vanno li' a raccogliere la frutta dagli alberi. Molto bucolico, molto English.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-3818712014824433493?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/3818712014824433493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/3818712014824433493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/08/molto-english.html' title='Molto English'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-997374914450409571</id><published>2009-08-07T00:07:00.004+01:00</published><updated>2009-08-07T00:37:15.740+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione'/><title type='text'>Il futuro del grafico è il videografico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe src="http://video.economist.com/linking/index.jsp?skin=oneclip&amp;amp;ehv=http://audiovideo.economist.com/&amp;amp;fr_story=fcf79c5fa5e7720b0406a86c7061d471353b4232&amp;amp;rf=ev&amp;amp;hl=true" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="402" frameborder="0" height="336"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sul &lt;a href="http://audiovideo.economist.com/?fr_chl=8c9fb7cb6ccca6fb5c1058e006b34355a6ec141c&amp;amp;rf=bm"&gt;sito dell'Economist&lt;/a&gt; potete trovare tanti videographics interessanti come quello qui sopra. I videographics sono come i grafici normali che si trovano su carta, ma con un pizzico di movimento in più. Le righe colorate, invece di stare ferme, si muovono in avanti o indietro per evidenziare l'evoluzione di un fenomeno.&lt;br /&gt;Tutto ciò mi interessa molto. In questo periodo sto cercando di capire come inserire grafici animati nelle presentazioni powerpoint di tutti i giorni. I benefici sarebbero enormi. Se una cosa si muove il pubblico la nota di più.&lt;br /&gt;Mi viene in mente una scena del film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jurassic Park&lt;/span&gt;. Ad un certo punto i due bambini protagonisti, per non farsi mangiare dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;velociraptor&lt;/span&gt;, rimangono immobili di fronte a lui. I predatori, infatti, si accorgono solo degli animali in movimento. Gli oggetti immobili non arrivano alla loro (limitata) coscienza.&lt;br /&gt;In un certo senso gli spettatori di una conferenza o di un seminario sono come dei predatori. Se il presentatore gli mostra del movimento (fisico o anche mentale), questi fiutano l'odore del sangue e si scagliano all'attacco: seguono domande e discussioni. Se invece il presentatore sceglie di non farsi notare (parlando con una voce monotona ed evitando di dire cose interessanti), gli spettatori lo ignorano: qualcuno inizia a mandare messaggi con il cellulare, altri si controllanno le scarpe, altri ancora cadono vittima di un sonno profondo.&lt;br /&gt;Con i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;velociraptor&lt;/span&gt; è meglio stare fermi ed evitare lo scontro. Alle conferenze, invece, bisogna lanciare l'urlo di battaglia e gettarsi nella mischia!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-997374914450409571?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/997374914450409571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/997374914450409571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/08/il-futuro-del-grafico-e-il-videografico.html' title='Il futuro del grafico è il videografico'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-7845638594467978984</id><published>2009-08-05T11:09:00.013+01:00</published><updated>2009-08-05T15:10:10.942+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Il giallo favorisce la creativita'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788806166335"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 297px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788806166335" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ogni anno la zoologa francese &lt;span style="TEXT-DECORATION: underline"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fred_Vargas"&gt;Fred Vargas&lt;/a&gt; si prende 3 settimane di ferie, si ritira in solitudine e scrive un romanzo poliziesco. Le vacanze, la solitudine e la scrittura sono abitudini molto salutari. Anche noi beneficiamo dalla routine della Vargas, perche' possiamo apprezzarne il prodotto.&lt;br /&gt;Molti suoi libri (ma non tutti) hanno come protagonista Jean-Baptiste Adamsberg, un commissario originario dei Pirenei di stanza a Parigi. Durante le sue indagini Adamsberg gironzola per la città, parla con le persone, sogna ad occhi aperti. Insomma, sembra che non combini un tubo. In realta' la mente del commissario lavora in sottofondo, ricongiungendo i fili ed illuminando le zone buie. Alla fine ci offre la soluzione del giallo.&lt;br /&gt;La descrizione di questo strano processo celebrale e' la cosa che apprezzo di piu' nei romanzi della Vargas. Investigare un crimine e' in fondo come ricostruirne la storia. Ogni storia deve avere una struttura logica ma anche un guizzo di creativita'. Fare convivere in armonia la razionalita' con l'intuito e' il grande compito che qualsiasi lavoratore intellettuale o creativo affronta ogni giorno. Per svolgerlo con abilita' occorre pazienza: l'inconscio svolge la maggior parte del lavoro, ma bisogna concedergli il tempo necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Il libro ritratto nella foto in alto, "Parti in fretta e non tornare", ha un titolo interessantissimo. Si ispira alla locuzione latina &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cito_longe_tarde"&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;cito longe tarde&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, che nel Medioevo veniva affissa sui luoghi appestati per convincere le persone a stare alla larga. Il romanzo in questione vede Adamsberg alle prese con un possibile ritorno della peste a Parigi.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-7845638594467978984?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7845638594467978984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7845638594467978984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/08/il-giallo-favorisce-la-creativita.html' title='Il giallo favorisce la creativita&apos;'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-3877062678351713332</id><published>2009-08-04T10:29:00.007+01:00</published><updated>2009-08-04T11:51:51.222+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personal'/><title type='text'>Caro, prenditi una vacanza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bluehydrangeas.files.wordpress.com/2008/03/seneca.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 127px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 182px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bluehydrangeas.files.wordpress.com/2008/03/seneca.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quest'anno avrò poche vacanze. Trascorrerò la maggior parte di agosto in città, mentre tanti amici e conoscenti saranno in spiaggia a prendere il sole.&lt;br /&gt;Per non demoralizzarmi troppo ho quindi elaborato una strategia in due fasi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Fase 1- "La volpe e l'uva"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Non è detto che questa frenesia delle vacanze, che colpisce le nostra società ogni anno, sia salutare. Molti tornano a casa più stressati di prima.&lt;br /&gt;Seneca (ritratto qui in alto) aveva già capito tutto 2000 anni fa quando scriveva:&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Perché ti stupisci se viaggiare non ti serve? Porti in giro te stesso. Ti perseguitano i medesimi motivi che ti hanno fatto fuggire.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;A meno che non siamo degli appassionati di viaggi, quello che cerchiamo nella vacanza è lo stacco, la distrazione dal tran tran quotidiano.&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt; &lt;/span&gt;Cambiare posto aiuta ma non è tutto. &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Fase 2- "La vacanza in casa"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il nostro obiettivo è il rilassamento. Il nostro nemico è il cervello, abituato a seguire e controllare tutto.&lt;br /&gt;Noi gente di città non siamo pronti alla battaglia in campo aperto con la nostra mente (esercizi di rilassamento e meditazione). Meglio fare affidamento a più subdole tecniche di guerriglia (passeggiate e letture).&lt;br /&gt;Lo spirito ancora ineducato troverà tutto ciò insoddisfacente: non passeggiamo forse sempre nelle stesse strade? Chi parla cosí non conosce il detto di Eraclito:&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Non si può discendere due volte nel medesimo fiume&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Con il tempo, inoltre, ognuno impara i suoi trucchetti di evasione. Io per esempio faccio deliberatemente finta di trovarmi in un'altra città, anche se cammino a 20 metri da casa. Questo me l'ha insegnato il poeta T. S. Eliot:&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Non finiremo mai di esplorare e dopo tanto esplorare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;saremo di nuovo al punto di partenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;e conosceremo il posto finalmente per la prima volta&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-STYLE: italic;font-family:Arial;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-3877062678351713332?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/3877062678351713332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/3877062678351713332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/08/caro-prenditi-una-vacanza.html' title='Caro, prenditi una vacanza'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-2135790596857783404</id><published>2009-08-01T14:34:00.008+01:00</published><updated>2009-08-01T15:32:03.016+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Abbattere la muraglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://ima.dada.net/image/604927.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 319px; CURSOR: hand; HEIGHT: 241px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://ima.dada.net/image/604927.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;The Great Wall... is evidence of a historical inability of people in this part of the planet to communicate, to confer and jointly determine how best to deploy enormous reserves of human energy and intellect.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ryszard_Kapu%C5%9Bci%C5%84ski"&gt;Ryszard Kapuscinski&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I peggiori rimpianti della vita hanno a che fare con le persone. Com'e' brutto svegliarsi un giorno e pensare "Avrei voluto conoscere meglio &lt;em&gt;x&lt;/em&gt;. Ma ora e' troppo tardi".&lt;br /&gt;La frase riportata qui in cima si trova sul Financial Times di oggi, nella rubrica &lt;em&gt;The long view&lt;/em&gt; di John Authers. Appena l'ho letta ho annuito con approvazione. Ho ricordato l'anno passato qui a Londra in un residence studentesco: nonostante fossi circondato da cinesi, non ho mai fatto amicizia con nessuno di loro. Ho ricordato i racconti di parecchi amici, anche loro a contatto con cinesi, che non sono mai riusciti a rompere il ghiaccio. Ho ricordato, infine, il quartiere Paolo Sarpi a Milano, vicino al quale abitavo: una chinatown autonoma, una citta' dentro la citta'.&lt;br /&gt;Tanti pensieri negativi tutti insieme mi hanno fatto suonare il campanello d'allarme: sicuro che il problema sia solo al di fuori di me? Che sia solo colpa degli altri? "&lt;em&gt;Claro que no"&lt;/em&gt;, mi risponderebbe un mio amico spagnolo, "&lt;em&gt;tu devi sforzarti mas! Devi conocer los cineses!"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Il mio amico spagnolo ha ragione, mi devo segnare le sue parole. Ma mi piacerebbe che prendessero nota anche i nostri leader. La Cina ha raggiunto un'importanza economica e politica di primissimo ordine. Eppure percepisco ancora poco scambio umano, poca comprensione, tra noi e loro. Questo squilibrio mi preoccupa. Non vorrei che ci svegliassimo tutti tra qualche anno con il rimpianto di non aver fatto abbastanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-2135790596857783404?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/2135790596857783404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/2135790596857783404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/08/abbattere-la-muraglia.html' title='Abbattere la muraglia'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-1786733986387732110</id><published>2009-07-31T10:47:00.006+01:00</published><updated>2009-07-31T11:12:29.210+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Segnalazioni'/><title type='text'>Prendi esempio da TED</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.mediabistro.com/unbeige/original/TED%20speakers.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 362px; CURSOR: hand; HEIGHT: 85px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.mediabistro.com/unbeige/original/TED%20speakers.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; "L'esempio e' il migliore insegnamento", dicono i saggi. Percio', quando vogliamo praticare bene un'arte o una tecnica, e' importante ispirarci ai piu' bravi.&lt;br /&gt;L'arte (o la tecnica?) del parlare in pubblico richiede anni di allenamento. E' raro trovare persone con la determinazione necessaria. Infatti siamo circondati da oratori mediocri.&lt;br /&gt;Un modo per rendere questo percorso di crescita meno faticoso e' guardare regolarmente bei discorsi. Facendo cosi' formiamo nella nostra mente un obiettivo: "Tra 20 anni voglio anche io parlare cosi' ".&lt;br /&gt;Recentemente ho scoperto il sito di &lt;a href="http://www.ted.com/"&gt;TED&lt;/a&gt;, un'associazione che organizza conferenze con speaker famosi. Sulla pagina web si possono trovare i video di tanti discorsi.&lt;br /&gt;Da oggi ho un nome in piu' nella lista dei siti preferiti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-1786733986387732110?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/1786733986387732110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/1786733986387732110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/07/prendi-esempio-da-ted.html' title='Prendi esempio da TED'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-2313569158200293175</id><published>2009-07-30T10:35:00.003+01:00</published><updated>2009-07-30T10:37:42.452+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Music'/><title type='text'>Madonna, Ray of Light, 1998</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;p&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param value="http://youtube.com/v/W8waV2G2lZs" name="movie"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://youtube.com/v/W8waV2G2lZs" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo Albert Einstein la velocità della luce è l'unica costante in un universo in cui spazio e tempo sono relativi. Secondo La Pulce nell'Orecchio Madonna è l'unica costante nell'universo della musica pop.&lt;br /&gt;Se Michael Jackson era il genio, il pazzo, Madonna è il calcolo, la certezza. Non a caso il libro di management &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Contemporary Strategy Analysis&lt;/span&gt; di Robert Grant ("il Grant", per gli studenti della Bocconi) le dedica un capitolo introduttivo. Ambizione, impegno, cambiamento costante: ecco le ricette del successo per qualsiasi impresa, ecco quello che Madonna pratica da decenni.&lt;br /&gt;Per accompagnare questo post ho scelto il video di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ray of Light&lt;/span&gt;, una canzone di dieci anni fa. Si consiglia l'ascolto in un autobus di notte, nella periferia di Londra, sotto la pioggia.&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;And I feel / Quicker than a ray of light&lt;/span&gt;" recita il testo della canzone. "Impossibile", direbbe Eistein. "Per Madonna tutto è possibile", diciamo noi. &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-2313569158200293175?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/2313569158200293175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/2313569158200293175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/07/madonna-ray-of-light-1998.html' title='Madonna, Ray of Light, 1998'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-7815422349721964054</id><published>2009-07-28T17:40:00.005+01:00</published><updated>2009-07-28T18:11:08.773+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Andare sul personale per combattere il cambiamento climatico</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.ecologiae.com/wp-content/uploads/2008/08/i-cambiamenti-climatici-influenzano-la-distribuzione-delle-specie.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 171px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.ecologiae.com/wp-content/uploads/2008/08/i-cambiamenti-climatici-influenzano-la-distribuzione-delle-specie.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non ci sono paesi poveri e paesi ricchi. Ci sono persone povere e persone ricche.&lt;br /&gt;Per questo i litigi alla G8 tra paesi ricchi e paesi poveri su chi deve abbassare di piu' le emissioni di gas serra sono impostati male.&lt;br /&gt;Costringere il contadino del Kenia a non comprarsi la macchina e' spietato. Costringere lo sceicco del Kuwait a non comprarsi il SUV e' giusto!&lt;br /&gt;Cosi' come la maggior parte della ricchezza del pianeta si concentra in poche mani, una grossa fetta dell'inquinamento proviene da poche persone. Questi ricconi sono si' presenti in Europa e negli USA, ma abbondano anche in Cina e India.&lt;br /&gt;Per questo &lt;a href="http://www.pnas.org/content/early/2009/07/02/0905232106.full.pdf+html"&gt;alcuni ricercatori&lt;/a&gt; hanno proposto di tassare i diversi paesi in base alla quantita' di &lt;em&gt;high emitters &lt;/em&gt;presenti sul loro territorio.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.economist.com/world/international/displaystory.cfm?story_id=14009113"&gt;Un'iniziativa di questo tipo&lt;/a&gt; non danneggerebbe i paesi poveri in generale. Danneggerebbe i paesi poveri con un'alta disuguaglianza di reddito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-7815422349721964054?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7815422349721964054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7815422349721964054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/07/andare-sul-personale-per-combattere-il.html' title='Andare sul personale per combattere il cambiamento climatico'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-1185869065659412126</id><published>2009-07-24T00:17:00.004+01:00</published><updated>2009-07-27T19:39:31.212+01:00</updated><title type='text'>Il futuro: piu' stress o piu' relax?</title><content type='html'>&lt;p&gt;Nel ventesimo secolo gli esseri umani non hanno solo scoperto il DNA e l'energia atomica. Hanno scoperto anche lo stress. Le malattie mentali e cardiocircolatorie sono in costante aumento. Perche'?&lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Sindrome del mito americano. &lt;/strong&gt;Fin dalla notte dei tempi gli uomini hanno creduto che le cose importanti della vita dipendessero dagli altri: gli dei, la natura, l'imperatore. Questa pacifica rassegnazione permetteva di affrontare la vita "con filosofia": sveglia al mattino, un po' di lavoro nei campi, una preghiera alla sera e via. Ora invece, nella societa' democratica e capitalista, oguno e' &lt;em&gt;responsabile&lt;/em&gt; dei suoi successi e delle sue sconfitte. Sei diventato felice/ricco/famoso? Bravo! Sei diventato triste/povero/solo? Peggio per te! Noi la possibilita' di progredire te l'abbiamo data...&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Sindrome di Frankenstein&lt;/strong&gt;. Le macchine create dall'uomo sono sempre piu' veloci, intelligenti, onnipresenti. Bisogna stare al passo con i computer, i cellulari, gli aerei, i treni, eccetera. L'evoluzione biologica che ha modellato il nostro corpo dura da milioni di anni, mentre questi nuovi oggetti spuntano ogni giorno. Eppure bisogna stare al passo coi tempi. Se ti fermi un minuto a riposare c'e' un cinese dall'altra parte del mondo che ti sta facendo le scarpe (in tutti i sensi).&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;p&gt;Una certa dose di stress e' salutare. Ma c'e' un limite fisiologico dopo il quale l'uomo, o la societa', scoppiano. Cosa ci riserva il futuro?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Due scenari possibili, entrambi fondati sui dati scientifici che abbiamo a disposizione:&lt;/p&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;The Urban Rat Race&lt;/strong&gt;. Numerosi studi mostrano che, &lt;em&gt;ceteris paribus, &lt;/em&gt;nelle grandi citta' si lavora di piu'. C'e' piu' competizione. Sempre piu' persone, a livello mondiale, vivono nelle citta'. La situazione, quindi, non puo' che peggiorare!&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;The Great Moderation. &lt;/strong&gt;Per spingere qualcuno a dare il massimo in un esercizio, bisogna dirgli che gareggiera' con circa 10 persone. Se gli avversari sono di meno, la persona se la prende comoda; se gli avversari sono di piu', la persona si scoraggia ("e' impossibile che io diventi primo"). Nel futuro il nostro campo da gioco sara' sempre piu' grande: saremo in competizione con milioni di persone da tutto il mondo che faranno il nostro stesso mestiere. Inutile sforzarsi!&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-1185869065659412126?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/1185869065659412126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/1185869065659412126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/07/che-cosa-ci-riserva-il-futuro-piu.html' title='Il futuro: piu&apos; stress o piu&apos; relax?'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-3135954538403367758</id><published>2009-07-16T16:27:00.003+01:00</published><updated>2009-07-16T17:16:41.162+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>L'ozio e' l'anticamera del vizio</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.bailatourviaggi.com/public/messico.gif"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 153px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.bailatourviaggi.com/public/messico.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel 2001 visitai per la prima volta un paese del terzo mondo. Con due miei amici mi recai in Messico e trascorsi' li' 3 settimane.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cos'e' che definisce un paese del terzo mondo? Questa domanda mi ronzava in testa mentre attraversavo le spiaggie dello Yucatan, le montagne del Chiapas e i bassifondi di Citta' del Messico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se uno avesse voluto dare una risposta superficiale a quella domanda, sarebbe bastato dire "lo sporco nelle strade", o "i vestiti rovinati della gente". Ma sarebbe stata, appunto, una conclusione banale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mi ricordo che un giorno mi trovavo su un pullman scassato e stavo attraversando un villaggetto sperduto. Guardando le persone sedute per strada mi e' venuta l'illuminazione: &lt;em&gt;la caratteristica di questi paesi e' la quantita' enorme di gente che passa le giornate a non fare nulla.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel mio pensiero non c'era giudizio ("pelandroni, andate a lavorare!"), ma compassione: quella gente non faceva nulla non perche' era pigra, ma perche'&lt;em&gt; in quei posti non c'era nulla da fare&lt;/em&gt;. In molte localita' del terzo mondo (specie nelle campagne) l'economia e' ferma e quindi non c'e' lavoro. Se non c'e' lavoro non ci sono neanche i soldi per "il tempo libero".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'Italia non e' il Messico ma stamattina &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_16/mangiarotti_rapporto_gioventu_e39551a0-71ca-11de-87a4-00144f02aabc.shtml"&gt;un articolo del Corriere&lt;/a&gt; mi ci ha fatto pensare. L'argomento era la generazione "ne'-ne' ", quei giovani tra i 16 e i 35 che non studiano, non lavorano, e neanche cercano attivamente un'occupazione (perche' scoraggiati). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sebbene la ricchezza delle famiglie italiane permetta di mantenere decorosamente questi giovani, si tratta comunque di una condizione deprimente. Una societa' che non ha niente da offrire ad una fetta amplia di popolazione e' una societa' che ha fallito il suo compito.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-3135954538403367758?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/3135954538403367758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/3135954538403367758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/07/lozio-e-lanticamera-del-vizio.html' title='L&apos;ozio e&apos; l&apos;anticamera del vizio'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-3199035265012547734</id><published>2009-07-08T13:58:00.005+01:00</published><updated>2009-07-08T14:18:36.833+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione'/><title type='text'>Sicurezza e immigrazione: un paio di articoli sensati in mezzo a questo mare informe</title><content type='html'>&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001178.html"&gt;Maurizio Ambrosini su La Voce&lt;/a&gt; presenta importanti dati sugli immigrati irregolari. Solamente il 12% viene dal mare "con i barconi". La maggior parte (75%) entra tranquillamente con il visto turistico. Interessante. &lt;em&gt;Troppo&lt;/em&gt; interessante, forse. Meglio che la gente non sappia.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://epistemes.org/2009/07/07/ronde-loutsourcing-del-monopolio-della-forza-legittima/"&gt;Andrea Gilli su Epistemes &lt;/a&gt;analizza il fenomeno delle ronde. Inutili. Anzi, dannose. Sono cose che sapevamo gia' ma Andrea le spiega molto bene.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-3199035265012547734?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/3199035265012547734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/3199035265012547734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/07/sicurezza-e-immigrazione-un-paio-di.html' title='Sicurezza e immigrazione: un paio di articoli sensati in mezzo a questo mare informe'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-9205851008506602617</id><published>2009-06-26T10:20:00.007+01:00</published><updated>2009-07-04T22:41:17.532+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>Uomini pazzi</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/a/ab/Madmenlogo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 246px; height: 130px; text-align: center;" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/a/ab/Madmenlogo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nella mia personale classifica delle professioni interessanti i pubblicitari occupano un posto molto in alto. I pubblicitari, infatti, sintetizzano due spinte opposte della nostra societa': da un lato il commercio e i soldi, dall'altro la creativita' e l'anarchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serie tv &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mad_Men"&gt;Mad Men&lt;/a&gt;, una delle opere più azzeccate degli ultimi anni, è dedicata a loro. A rendere interessante questo telefilm è l'ambientazione negli anni '60 e '70, quando le agenzie di pubblicità come le conosciamo oggi erano ancora una novità. &lt;em&gt;&lt;/em&gt; Riuscivano a occupare uffici prestigiosi e pagare profumatamente i loro dipendenti, nonostante i dubbi sull'utilità effettiva di ciò che producevano. Un po' come certe banche d'affari oggi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-9205851008506602617?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/9205851008506602617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/9205851008506602617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/06/uomini-pazzi.html' title='Uomini pazzi'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-5083871949605104278</id><published>2009-06-25T19:40:00.005+01:00</published><updated>2009-06-25T19:53:54.916+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><title type='text'>"Full employment was the welfare system of the US"</title><content type='html'>Questa e' la migliore frase che ho sentito oggi alla conferenza in onore di Richard Layard e Stephen Nickell, due economisti inglesi specializzati in economia del lavoro.&lt;br /&gt;Il 75enne Richard Layard e' un &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Layard"&gt;Lord di nome e di fatto&lt;/a&gt;: nominato Barone da sua Maesta', e' sempre sorridente ed educato, e se non siete veloci abbastanza sara' lui ad aprirvi la porta!&lt;br /&gt;Come diceva qualcuno: &lt;em&gt;"Maximum respect".&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-5083871949605104278?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/5083871949605104278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/5083871949605104278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/06/full-employment-was-welfare-system-of.html' title='&quot;Full employment was the welfare system of the US&quot;'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-7680041786619504029</id><published>2009-06-24T13:09:00.004+01:00</published><updated>2009-06-24T13:29:55.912+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Nei numeri c'e' tutto</title><content type='html'>&lt;a href="http://blufiles.storage.live.com/y1pQdhgQyIbAnqIyymb4xZOxKYDWCcf7BV8psqFAUiyIh0PTSXXxw582lxxha0UzOdRjofcj5vuAifegllESMIuGg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 133px; CURSOR: hand; HEIGHT: 132px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://blufiles.storage.live.com/y1pQdhgQyIbAnqIyymb4xZOxKYDWCcf7BV8psqFAUiyIh0PTSXXxw582lxxha0UzOdRjofcj5vuAifegllESMIuGg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sembra strano, ma e' difficilissimo generare numeri casuali. Quando si cerca di farlo si segue sempre una qualche regola. Per esempio gli esseri umani preferiscono le cifre consecutive. Quando pensano ai numeri tra zero e cento scelgono piu' spesso il 23 o il 45 rispetto al 29 o al 94.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Percio' e' possibile, per l'occhio esperto, distinguere una serie artificiale di numeri da una veramente casuale. (ci si potrebbe anche chiedere "cos'e' in realta' il caso, se non una regola piu' complicata delle altre?", ma lascio questa questione filosofica da parte)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/06/20/AR2009062000004.html"&gt;Un interessante articolo del Washington Post &lt;/a&gt;analizza le cifre delle elezioni in Iran. I due autori hanno scoperto che la probabilita'che i numeri siano stati contraffatti e' del 99.5%.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-7680041786619504029?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7680041786619504029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7680041786619504029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/06/nei-numeri-ce-tutto.html' title='Nei numeri c&apos;e&apos; tutto'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-4643856709859938725</id><published>2009-06-01T08:54:00.004+01:00</published><updated>2009-06-01T09:08:44.485+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazione'/><title type='text'>Accesso a internet</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Pnw6lgwdWmM/SiOMQ7PYdNI/AAAAAAAAAY0/prdnrgUx138/s1600-h/CIN498.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342267805399545042" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 259px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Pnw6lgwdWmM/SiOMQ7PYdNI/AAAAAAAAAY0/prdnrgUx138/s320/CIN498.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"Abbiamo fatto l'Italia, ora dobbiamo fare gli italiani!" &lt;div&gt;Questo auspicio di Massimo d'Azeglio rimane tuttora incompiuto. "Fare gli italiani" significa creare un popolo democratico, civile e colto. Per raggiungere questo obiettivo e' fondamentale avere dei mezzi di comunicazione all'altezza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un tempo si guardavano le statistiche sulla lettura dei giornali: in quelle eravamo sempre ultimi tra i paesi avanzati. Ora e' piu' interessante, forse, guardare le classifiche sulla diffusione di internet. Come si vede dalla figura in alto, tratta dall'&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt;, anche in questo campo siamo indietro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'Italia ha un assetto radiotelevisivo molto squilibrato, e una maggiore diffusione di internet potrebbe, parzialmente, compensare questo sbilanciamento. Come sa chi vive all'estero, internet rende liberi dalla televisione!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Purtroppo c'e' ancora molta strada da fare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-4643856709859938725?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/4643856709859938725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/4643856709859938725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/06/abbiamo-fatto-litalia-ora-dobbiamo-fare.html' title='Accesso a internet'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Pnw6lgwdWmM/SiOMQ7PYdNI/AAAAAAAAAY0/prdnrgUx138/s72-c/CIN498.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7730803594483178549.post-7365668003467689350</id><published>2009-05-29T15:04:00.006+01:00</published><updated>2009-05-29T15:32:24.133+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><title type='text'>Occhio a chi compra terra</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Pnw6lgwdWmM/Sh_tshrZ0VI/AAAAAAAAAYs/7hyzNStKEnA/s1600-h/CIR964.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341249032295141714" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 168px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Pnw6lgwdWmM/Sh_tshrZ0VI/AAAAAAAAAYs/7hyzNStKEnA/s320/CIR964.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L'&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt; di settimana scorsa parlava dell'ultima moda della globalizzazione: stati sovrani che vanno in Africa per comprare enormi pezzi di terra da coltivare.&lt;br /&gt;Si tratta di affari dalle proporzioni gigantesche. L'anno scorso l'azienda sud coreana Daewoo stava per prendere in leasing 1,3 milioni di ettari dal Madagascar (meta' della superficie arabile di quel paese!). Ci furono proteste, cadde il governo e l'affare non si fece.&lt;br /&gt;In queste transazioni si confondono pianificazione alimentare (molti paesi dell'Asia e del Medio Oriente sono a corto di cibo) e neo-colonialismo (e' ormai noto che la Cina vuole piantare la bandiera in Africa).&lt;br /&gt;Alcuni segnali puntano anche verso la pura speculazione. La banca d'affari Goldman Sachs, per esempio, ha recentemente speso 300 milioni di dollari per &lt;a href="http://www.thepoultrysite.com/poultrynews/15725/goldman-sachs-buys-chinese-poultry-farms"&gt;comprare allevamenti di polli in Cina &lt;/a&gt;(?!).&lt;br /&gt;Il tutto fa pensare che i prezzi alimentari, appena terminata la crisi, ricominceranno a salire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conviene stare all'erta perche' in questo tipo di compravendite, storicamente, l'acquirente ci ha sempre guadagnato tantissimo.&lt;br /&gt;Non scordiamoci che nel 1626 il vallone Peter Minuit compro' l'isola di Manhattan dagli Indiani d'America per l'equivalente di 670 euro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7730803594483178549-7365668003467689350?l=lapul.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7365668003467689350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7730803594483178549/posts/default/7365668003467689350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lapul.blogspot.com/2009/05/occhio-chi-compra-terra.html' title='Occhio a chi compra terra'/><author><name>Philippe</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='18245624760070120057'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Pnw6lgwdWmM/Sh_tshrZ0VI/AAAAAAAAAYs/7hyzNStKEnA/s72-c/CIR964.gif' height='72' width='72'/></entry></feed>