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	<title>L'Argentina</title>
	
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	<description>Italiani in Argentina</description>
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		<title>Ma davvero davvero volete venire in Argentina? Parliamone.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 03:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Con meno davveri, era il titolo di uno dei post-bandiera di questo blog, ai tempi del Sor Tanoka. Come dire, i tempi cambiano, i figli crescono e i dubbi si moltiplicano. Personalmente sono convinto che siate tutti maggiorenni e vaccinati, con la testa sulle spalle, e che ragioniate sempre a fondo prima di prendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14142" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/ragava.jpg" rel="lightbox[14141]"><img class=" wp-image-14142 " title="ragava" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/ragava.jpg" alt="" width="450" height="581" /></a><p class="wp-caption-text">cardinale con valigia (designcatwalk.com)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Con meno davveri, era il titolo di <a href="http://www.largentina.org/2007/10/04/volete-davvero-venire-in-argentina-parliamone/">uno dei post-bandiera</a> di questo blog, ai tempi del <a href="http://www.tanoka.net/">Sor Tanoka</a>. Come dire, i tempi cambiano, i figli crescono e i dubbi si moltiplicano. Personalmente sono convinto che siate tutti maggiorenni e vaccinati, con la testa sulle spalle, e che ragioniate sempre a fondo prima di prendere le vostre decisioni, ma alcune discussioni qui nel blog e le vicende politiche ed economiche che sappiamo rendono opportuno fare il punto sulla questione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Rivediamo i motivi per venire a stare in Argentina. L&#8217;amore (anche nella sua variante con le pantofole &#8220;matrimonio&#8221;) va sempre forte, e continuerà così salvo che qualcuno al governo dica &#8220;ma come? con tutta la bella gioventù che abbiamo qui?&#8221; e vieti l&#8217;importazione di fidanzati/e. L&#8217;offerta culturale, la gente, il tango, e anche la rivoluzione e i movimenti sociali sono sempre lì. Sulla ricerca del&#8217;Italia degli anni 60 devo dire che ho le stesse perplessità di Tanoka, e in più se chiedete a mio padre &#8211; che li ha vissuti dalla parte sbagliata del boom &#8211; vi dirà &#8220;ma che ci vedrete in questi anni 60?&#8230;&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma andiamo al sodo, la parte economico/lavorativa, che è quella per cui è nata l&#8217;idea di questo post.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Allora, la crisi europea &#8211; la parte psicologica soprattutto, quella per cui non si vede la lucina in fondo al tunnel &#8211; spaventa molti, e inoltre l&#8217;Argentina pare sia diventata una specie di piccolo mito da subcultura del web: il paese che ha mandato a stendere il FMI, che si è liberato dal giogo valutario, che si è ripreso le sue risorse naturali, che può indicare la strada ai poveri paesi del Mediterraneo martoriati dal Deutsch-Euro. Lo sai che c&#8217;è? Vado a vivere lì, dove c&#8217;è lavoro e c&#8217;è futuro e c&#8217;è un sistema libero dalla massoneria, dalla plutocrazia e dalla finanza internazionale. Ah-uhm. Qui non abbiamo mai preteso di avere i mezzi tecnici per lanciarci in discussioni di alta finanza. Quello che possiamo fare è come al solito parlare di cose quotidiane, possibilmente concrete, dall&#8217;altezza dell&#8217;omino della strada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E che vede, l&#8217;omino della strada? Vede che il cambio dell&#8217;euro non è più quello di una volta: l&#8217;inflazione argentina (sempre fra il 20 e il 25% annuo) non riguarda solo la moneta nazionale, ma è &#8211; almeno in parte &#8211; inflazione &#8220;in dollari&#8221; (e quindi in euro). Cioè, il cambio ufficiale non segue le percentuali di inflazione ma è rimasto un bel po&#8217; indietro negli anni. Oltretutto l&#8217;euro di questi tempi sta un po&#8217; alla canna del gas&#8230; insomma, facciamo un esempio, il cinema che 4 anni fa costava 3,20 euro adesso ne costa 6,20. Il litro di latte dai 0.50 euro del 2008 è ora a 0.88. La benzina da 0.70 a 1.10. Sono esempi a caso, non fanno testo, ma è chiaro, no? I famosi mille euro con cui si svoltava agevolmente la mesata, ora durano sensibilmente meno.Quindi occhio a pensare di trasferirvi contando su una rendita fissa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca di lavoro: <a href="http://www.largentina.org/2010/04/12/trovare-lavoro-in-argentina/">il post di Nikola</a> è sempre attuale nelle linee generali, ma con alcuni dettagli importanti.<br />
- Uno: come ovunque, quest&#8217;anno si rallenta, sia in attività che in termini di PIL. Sarà più difficile.<br />
- Due: il governo cerca di tappare il deficit commerciale e quello fiscale controllando le importazioni e la compravendita di moneta estera. Che significa? Che non è il momento di aprire il negozio di articoli italiani, prodotti tipici etc. Per capirci: la settimana scorsa hanno bloccato l&#8217;importazione dei prosciutti, erano in tutto venti camion di prodotto per un anno e per tutto il paese, bruscolini. Poi magari le riaprono, ma è una cosa su cui non avete nessun controllo. E la moneta? Beh, comprate una casa qui, la affittate ma poi potreste non poter incassare l&#8217;affitto dall&#8217;Italia, salvo comprare gli euro al mercato nero, una cosa che non volete fare.<br />
- Tre: dopo la nazionalizzazione un po&#8217; forzata della YPF, chissà che aria tirerà dentro le grandi imprese di cui parlava Nikola, per capirci quelle che potrebbero mandar gente a lavorare qui. Ma questo potete scoprirlo anche senza viaggiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo blog si è discusso molto sul problema del riconoscimento dei titoli di studio italiani. Il risultato sembra chiaro: non valgono, mettetevi l&#8217;anima in pace. La convalida è possibile, ma è un processo lungo, e per qualsiasi motivo veniate qui vorrete lavorare presto. Beh, non potete. &#8220;Ah, ma io sono veterinario&#8221;: puoi mettere su un allevamento di canarini da concorso, ma non puoi aprire uno studio. Rimane aperta la possibilità di accordi bilaterali fra la vs. università ed una locale, ma finora qui nessuno l&#8217;ha fatta presente. Questo è uno dei problemi su cui mi piacerebbe essere smentito, quindi chi avesse buone notizie le dia. (Non valgono i titoli, ma come diceva qualcuno (e come ovunque) vale quello che sapete fare o avete fatto: essere geometra di per sé è zero, essere un geometra che ha fatto cantiere ai lavori per le olimpiadi è tutt&#8217;altra cosa.)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo, come diceva Nikola, il lavoro si trova soprattutto per networking, insomma, facendosi conoscere e mettendosi sul mercato. Ci vuole tempo, e con l&#8217;euro incerottato il tempo costa. Il gruzzoletto si riduce e vi viene l&#8217;ansia. Non aiuta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, si voleva fare il punto della situazione e si è fatto. Adesso tocca a voi commentare e discutere. Chi lancia il primo sasso? (nello stagno, non a me).</p>
<p>&nbsp;</p>

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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/QnJPAmvRXmtf2cDCMR1ltF70huM/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/QnJPAmvRXmtf2cDCMR1ltF70huM/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/largentina/~4/MDxTq1wsldI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Radiolandia!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 23:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vivere a buenos aires]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Eh sì, si è sparsa la voce che abbiamo una star radiofonica e le ragazze sono un po&#8217; su di giri. Lorenzzzo ha partecipato alla trasmissione &#8220;Now Boarding&#8221; di Radio San Donà, 102.200 MHz alla foce del Piave (e sulla rete!). Ci racconta con la sua dolce cadenza marchigian-porteña la storia dietro al suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14136" class="wp-caption alignnone" style="width: 470px"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/lorefans.jpg" rel="lightbox[14135]"><img class="size-full wp-image-14136" title="lorefans" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/lorefans.jpg" alt="" width="460" height="287" /></a><p class="wp-caption-text">(telegraph.co.uk)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Eh sì, si è sparsa la voce che abbiamo una star radiofonica e le ragazze sono un po&#8217; su di giri. Lorenzzzo ha partecipato alla trasmissione &#8220;Now Boarding&#8221; di <a href="http://www.radiosandona.it/">Radio San Donà</a>, 102.200 MHz alla foce del Piave (e sulla rete!). Ci racconta con la sua dolce cadenza marchigian-porteña la storia dietro al suo viaggio e la sua esperienza a Buenos Aires.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La trasmissione la <del datetime="2012-05-10T22:38:07+00:00">potete</del> dovete ascoltare in streaming o scaricare <a href="http://archive.org/details/NowBoardingBuenosAires">da questa pagina</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Un ringraziamento a Francesco, David e Lorenzo della radio. Buon ascolto!</p>
<p>&nbsp;</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_FmBTASdGVclAwlFD8y6P7bCQkM/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_FmBTASdGVclAwlFD8y6P7bCQkM/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Bignami argento – dal 23 aprile al 6 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 02:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Bella la folklorica foto della camera no? brrr&#8230; Dunque, la discussione al parlamento e la (scontata) approvazione dell&#8217;esproprio della YPF hanno un po&#8217; monopolizzato l&#8217;attenzione. Alla fine la maggioranza è stata schiacciante: 208 a 32 con 5 astenuti; anche se ci sono state critiche al governo per come aveva trattato finora il problema energetico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14128" class="wp-caption alignnone" style="width: 532px"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/kypf.jpg" rel="lightbox[14127]"><img class=" wp-image-14128 " title="kypf" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/kypf-580x385.jpg" alt="" width="522" height="347" /></a><p class="wp-caption-text">foto DyN</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Bella la folklorica foto della camera no? brrr&#8230; Dunque, la discussione al parlamento e la (scontata) approvazione dell&#8217;esproprio della YPF hanno un po&#8217; monopolizzato l&#8217;attenzione. Alla fine la maggioranza è stata schiacciante: 208 a 32 con 5 astenuti; anche se ci sono state critiche al governo per come aveva trattato finora il problema energetico, quasi nessuno fra radicali e progressisti ha voluto rinunciare a poter dire &#8220;c&#8217;ero anch&#8217;io&#8221; e a mettere da parte la YPF sotto controllo statale nell&#8217;eventualità di andare un giorno al governo. Miguel Galuccio (44), ingegnere petrolifero <a href="http://www.perfil.com/contenidos/2012/05/03/noticia_0032.html">con un curriculum internazionale</a>, è stato nominato CEO della nuova gestione YPF.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sempre a proposito di energia, dopo il petrolio ecco i problemi delle aziende elettriche di Buenos Aires. Edenor ed Edesur hanno lanciato il loro grido d&#8217;allarme: i bilanci sono in rosso da anni, le tariffe al consumo bloccate, i sussidi governativi non bastano. Conclusione: <a href="http://www.cronista.com/economiapolitica/Edenor-y-Edesur-advirtieron-al-Gobierno-que-entraran-en-default-si-no-suben-tarifas-20120427-0075.html">c&#8217;è pericolo di default</a>. Da notare che Edesur è controllata da Enel via la spagnola Endesa, quindi il grido di cui sopra lo ha lanciato nientemeno che il nostro buon Prof. Monti in una lettera alla Presi. Dal governo si sono messi a spulciare i bilanci delle imprese per vedere come si possa uscire dal brutto momento. Corrono  &#8211; ad esempio in borsa &#8211; voci di tutti i tipi, dalla nazionalizzazione, all&#8217;aumento delle tariffe, a un contributo dei consumatori, ad un aumento dei sussidi statali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi immaginate l&#8217;Italia che si sveglia senza caffè? La cameriera di Buckingham Palace che dice &#8220;Signora&#8230; è finito il tè!&#8221;? Be&#8217;, qui è stato un problema (e in parte lo è ancora) rifornirsi di yerba mate. A causa di un aumento di prezzo riconosciuto ai produttori, le industrie e i commercianti hanno iniziato una guerretta di speculazione, dandosi l&#8217;un l&#8217;altro la colpa della mancanza di prodotto, mentre il governo minacciava drastici provvedimenti per chi aumentasse il prezzo. Alla fine niente di tragico, nonostante le sparate dei media e quelle del governo. Chi per sensazionalismo e chi per propaganda, a sentire loro la yerba ormai si trovava solo a peso d&#8217;oro alla borsa nera. La modesta esperienza personale dice che alcuni supermercati avevano gli scaffali vuoti, e in altri c&#8217;era l&#8217;assortimento di tutte le marche a prezzi normalissimi, magari con un cartellino che diceva &#8220;massimo due pacchi a testa&#8221; &#8211; e chi si tiene in casa cinque chili di mate? Ora la situazione si sta normalizzando e i prezzi al pubblico sono appena al disotto dei 20 pesos al chilo per le marche più vendute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia mediatica invece è che Daniel Hadad ha venduto il suo canale televisivo e una cartocciata di radio AM ed FM fra cui la famosa &#8211; o famigerata secondo come la pensiate &#8211; <a href="http://www.largentina.org/tag/radio-10/">Radio 10</a> a Cristobal López, imprenditore considerato vicino al governo nazionale. La Nación ne approfitta per fare una raccolta di tutti <a href="http://www.lanacion.com.ar/1470471-la-red-de-medios-que-teje-el-relato">i media più o meno favorevoli al governo</a> (da quelli emiliofédici per i fanatici a quelli tiepidi per i moderati, a quelli mainstream che qualcuno considera sempre un po&#8217; automaticamente governativi). Beh, il panorama ha il suo impatto, non siamo di sicuro a Orwell, ma certo non si giustificano più i piagnistei dei kirchneristi, eterne vittime del sistema mediatico che gli remava contro. Più che altro C5N era una delle poche fonti rimaste al di fuori dal bipolarismo entusiasti-oppositori a priori, chissà cosa ha in serbo il futuro per noi poveri zappatori del telecomando.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Menomale che ho fatto come al solito tardi con il Bignami, avrei scritto della riforma del campionato di calcio&#8230; e invece nel frattempo le cose hanno fatto in tempo a cambiare un paio di volte. Allo stato attuale dei lavori, l&#8217;anno prossimo avremo sempre due campionati corti (solo andata e solo ritorno) che si chiameranno Inicial e Final invece di Apertura e Clausura, ma udite udite i vincitori dei due tornei giocheranno una finale e ci sarà solo un campione. Retrocederanno le tre ultime squadre (sempre con il sistema attuale delle medie triennali) ma non ci saranno più i playouts con le squadre della B. I dettagli sulla classificazione alle coppe e sulla serie B, <a href="http://442.perfil.com/2012-05-09-128379-dos-torneos-y-un-solo-campeon/">qui su 442</a>. Per ora è così, ma non si sa mai. Dalla gestione del calcio argentino non aspettatevi mai certezze, e nemmeno che vi spieghino la parola &#8220;glasnost&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/amrkxmV0bdvGXut5H9n72fys004/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/amrkxmV0bdvGXut5H9n72fys004/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/amrkxmV0bdvGXut5H9n72fys004/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/amrkxmV0bdvGXut5H9n72fys004/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/largentina/~4/VaI7b1gN9wQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>La famiglia del futuro</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 23:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<category><![CDATA[cristina fernandez de kirchner]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;  C&#8217;è questa idea di riformare il Codice Civile, per renderlo più consono alla vita moderna. Alcuni giudici della Corte Suprema sono stati incaricati di prepararne la stesura, e l&#8217;hanno consegnata a fine marzo alla Presi. Sembrava una cosa rapida, secondo Cristina in un mese il governo avrebbe mandato il progetto al parlamento. Articoli sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14117" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/andromeda.jpg" rel="lightbox[14116]"><img class="size-large wp-image-14117 " title="andromeda" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/andromeda-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><p class="wp-caption-text">(andromeda) da http://listverse.com</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"> C&#8217;è questa idea di riformare il Codice Civile, per renderlo più consono alla vita moderna. Alcuni giudici della Corte Suprema sono stati incaricati di prepararne la stesura, e l&#8217;hanno consegnata a fine marzo alla Presi. Sembrava una cosa rapida, secondo Cristina in un mese il governo avrebbe mandato il progetto al parlamento. Articoli sui giornali, specchietti, schemini, come sarà il nuovo Ciccì. Era fatta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ahinoi, così sono gli annunci dei governi mediatici: per tre giorni non si parla d&#8217;altro e poi i fatti vanno per le lunghe. Adesso la Cris ha detto che spera che il nuovo codice venga votato entro fine anno, e che per carità, non ha mai pensato di imporlo così com&#8217;è (questo lo aveva detto da prima). Il fatto è che la velocità e l&#8217;esiguità del gruppo-redattori non son piaciute a nessuno, e tutti ne vogliono discutere. In particolare (indovina?) i vescovi, che hanno storto il naso da subito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mio piccolo io sono qui che penso da giorni se ne parlo o no. In fondo è una proposta, ne deve mangiare di zuppa per diventare legge, e discutere sugli annunci è cosa vana. Ma alla fine eccomi qua, in fondo i governi si giudicano anche sulle intenzioni, che vadano o meno a buon fine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E dunque, come da titolo, le novità del codice riguarderebbero soprattutto la famiglia: matrimonio, divorzio, figli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Matrimonio</em></strong>: viene introdotto il regime di separazione dei beni &#8211; che non c&#8217;era; i beni e i debiti di ciascuno vengono elencati in un contratto prenuziale, ma la casa in cui risiede la coppia gode di una protezione speciale (insomma chi dei due non ne è proprietario non viene sbattuto fuori).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Unioni di fatto</em></strong>: per le unioni non formalizzate &#8211; purché pubbliche e notorie e superiori ai due anni &#8211; potranno essere definite in un apposito registro le modalità di convivenza e le condizioni dell&#8217;eventuale rottura, compresa la distribuzione dei beni e l&#8217;indennizzo per la persona economicamente sfavorita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Divorzio</em></strong>: non occorrerà più l&#8217;accordo dei coniugi per giungere alla sentenza (basterà la volontà di uno dei due), né bisognerà analizzare le cause di separazione, le colpe, gli adulteri, gli abbandoni. La giustizia interverrà in caso di conflitto per i beni o riguardo all&#8217;affidamento dei figli, ma senza bloccare la sentenza di divorzio. Insomma non importa quanto tempo durerà il litigio, siete già liberi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Fecondazione artificiale</em></strong>: viene introdotta la possibilità di &#8220;gestazione per sostituzione&#8221;. Sia in questo caso, sia per la fecondazione eterologa, la volontà riproduttiva prevale sulla parte biologica. Quindi per esempio tuo papá non è il donatore, ma chi ha richiesto il trattamento, e tua mamma non è quella che ha prestato l&#8217;utero, ma la signora committente. Nel caso di gestazione per sostituzione però, almeno uno dei genitori deve metterci i gameti. Si considera che la persona esiste dalla concezione o dall&#8217;impianto dell&#8217;embrione in caso di fecondazione artificiale &#8211; questo sarà un problema, un embrione nella pancia è persona e un embrione in una provetta no.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Questo per la parte di famiglia. Si capisce perché ci sono resistenze, no? Non c&#8217;è bisogno che lo spieghi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto, le novità riguardano la regolamentazione di alcuni contratti commerciali (es. franchising), del diritto all&#8217;immagine, della protezione del consumatore, ma soprattutto l&#8217;introduzione della <strong><em>proprietà comunitaria indigena</em></strong>, in particolare riferita alla terra, che stabilisce la proprietà indivisibile e inalienabile della porzione di territorio da parte delle comunità e la loro partecipazione alla gestione delle risorse naturali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto di tutto questo sopravviverà alle discussioni che si annunciano nella società e in parlamento? Per gli appassionati del genere, qui trovate <a href="http://www.iprofesional.com/adjuntos/pdf/2012/03/358316.pdf">la bozza completa</a> in pdf. Per i meno appassionati e i piccoli fans, sulla <a href="http://www.facebook.com/CFKArgentina">pagina facebook della Presi</a> al 28 marzo ci sono gli specchietti ufficiali.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Refranes</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 12:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gespo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[cultura argentina]]></category>
		<category><![CDATA[modi di dire]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; La scrittura induce a una disattenzione, una atrofia dell’arte della memoria. Però la memoria è la «Madre delle Muse», il dono umano che rende possibile l’apprendimento. G. Steiner, Lecciones de los maestros &#160; Una bottiglia di vino, un tavolo intriso di discorsi, sottofondo in dos por cuatro. Se non siete amanti dell’eloquio meglio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/devil.jpg" rel="lightbox[14105]"><img class="alignnone size-large wp-image-14108" title="devil" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/devil-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La scrittura induce a una disattenzione, una atrofia dell’arte della memoria. Però la memoria è la «Madre delle Muse», il dono umano che rende possibile l’apprendimento.</em></p>
<p>G. Steiner, <em>Lecciones de los maestros</em><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Una bottiglia di vino, un tavolo intriso di discorsi, sottofondo in dos por cuatro. Se non siete amanti dell’eloquio meglio che cambiate città. A Buenos Aires piace parlare. Le gole si consumano su un indescrivibile tutto. Grandi lettori gli argentini, non pensiate mai di fare i furbi citando titoli che non destreggiate. Grandi appassionati di sport. Io venni punito sonoramente ad una festa dove mi si chiese per che squadra tifassi: “beh ovvio per la Fiore, sono di Firenze”. Pensavo che si sarebbero accontentati del solito “eh el Bati un héroe para nosotros”. Finii per essere interrogato a marca stretta sui cori della curva Fiesole e, ahimé, con pessima figura dovetti ammettere che io in realtà di calcio non ne sapevo assolutamente niente. E quando curioso di tanta contezza dello spavaldo porteño chiesi come facesse ad avere una conoscenza così capillare del mondo del calcio, tanto da sgamare il mio bluff, la risposta fu decisa, icastica e definitiva: <em>“A mamà mona con bananas verdes?”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E certo i <em>refranes</em>; parola che al nostro udito suona piú simile a refrain ovvero ritornello ma che in realtà va tradotta come proverbi. Sintesi per eccellenza nella cultura popolare, di una conoscenza che si eleva a metafora, a motto, a postulato. Se saputo usare il <em>refrán</em> è una specie di zeta di Zorro con la quale si può mettere il punto definitivo all’analisi di un accadimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è tanto questo l’aspetto che mi interessa dei <em>refranes</em> porteños quando arrivano impetuosi e impietosi al mio udito. No, quello che mi interessa è che li riconosco. Mi spiego meglio. Questa città è un calderone di etnie e sfumature culturali. Ci siamo tutti qui dentro e la lingua svolge un compito importante perché è un codice nato proprio da questa misticanza convenuta sulle sponde del Rio de la Plata. Ora, questi proverbi sono stati portati con le valigie e solo successivamente passati alla lingua del luogo. Sono quel bagaglino sapienziale che ci rimette in contatto con i nostri avi e non solo. Essi riconfermano un dato di fatto: la nostra indiscutibile appartenenza alla razza umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E allora se “chi dorme non piglia pesci” è bene sapere che <em>“Cocodrilo que durmió: cartera”</em> Con un notevole stacco comico rispetto alla versione italiana già che qui entra il tema della morte. Poi però se <em>“de tal palo tal astilla”</em> allora “tale padre tale figlio”. E non scordiamoci che “chi si alza presto guadagna un giorno” per questo <em>“quien madruga dios lo ayuda”</em>. Certo questo vale se sei uomo o donna di lena e di fatica. Tuttavia <em>“no por mucho madrugar amanece mas temprano”</em> che poi stornato alla moneta d’un napoletano verace viene “Hai voglia &#8216;e mettere rum&#8230; chi nasc&#8217; strunz nun po&#8217; addiventà babbà”. E quindi prendiamo atto che le cose hanno bisogno del loro naturale svolgimento per compiersi o esprimersi su questa terra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Io però l’ho presa veramente di punta questa storia dei <em>refranes</em>. Così le mie cene bonaerensi hanno sempre un angolino di ilare discussione sui proverbi argentini. Ce ne sono alcuni che adoro, anche se nell’immediato non ho trovato nessuna corrispondenza nella mia lingua. Sarà che magari gli archetipi giacciono nelle valigie di migranti di altri paesi. Prendete questo ad esempio: <em>“para muestra basta un botón”</em> È bellissimo, e rimando a voi lettori le collazioni del caso. Sarebbe come dire che per capire qualcuno o qualcosa è sufficiente poco. Quello che mi garba del costrutto lessicale di questo motto è l’uso del basta come verbo, nel senso di “è sufficiente, è abbastanza”, esattamente come si usa in italiano. Io qui in Argentina non lo avevo mai sentito usare così. Basta come avverbio sì: <em>Basta! No me hinches mas la pelotas</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_14109" class="wp-caption alignleft" style="width: 390px"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/Charango_vistas.jpg" rel="lightbox[14105]"><img class=" wp-image-14109" title="Charango_vistas" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/Charango_vistas.jpg" alt="" width="380" height="159" /></a><p class="wp-caption-text">(da uspceu.com)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro proverbio che mi è arrivato direttamente dal pueblito di Salliqueló è il seguente: <em>“se hizo el boludo como peludo que se cogió a un charango”</em> Complicatissimo. Il peludo è l’armadillo, e il charango è lo strumento a corde che originariamente si costruiva con la parte cornea dell’armatura dell’armadillo. Il verbo coger non abbisogna di traduzioni tra i lettori di questo blog che facilmente saranno giunti al nucleo intorno al quale ruota l’equivoco del povero animale protagonista di sto proverbio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_14110" class="wp-caption alignright" style="width: 416px"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/800px-Nine-banded_Armadillo.jpg" rel="lightbox[14105]"><img class=" wp-image-14110" title="800px-Nine-banded_Armadillo" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/800px-Nine-banded_Armadillo-580x339.jpg" alt="" width="406" height="237" /></a><p class="wp-caption-text">(da wiki)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ce n’è un altro che tutte le volte che lo uso la gente mi guarda con compiaciuta soddisfazione, è una specie di briscola dei <em>refranes</em> porteños, con la quale tutti si trovano d’accordo: <em>“billetera mata galán”</em>. Vangelo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Però vorrei chiudere questa notina leziosa e inutile con un <em>refrán</em> che mi venne presentato previa breve spiegazione e che qui vi riporto. L’origine del proverbio si farebbe risalire alla storia di un gaucho che trovato in casa dalla moglie a fornicare con un’altra donna, ebbe egli l’ardire e la faccia tosta di rispondere così: <em>Acá se coge! Estés o no estés</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xvscTiWSfEhOMEdnx-9rr1AF3Kg/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xvscTiWSfEhOMEdnx-9rr1AF3Kg/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xvscTiWSfEhOMEdnx-9rr1AF3Kg/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xvscTiWSfEhOMEdnx-9rr1AF3Kg/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/largentina/~4/pAYMGtOxsZ4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Bignami Argento 9-22 aprile 2012. Speciale YPF</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 13:40:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bignami argento]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ypf]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; L&#8217;esproprio della YPF da parte del governo ci ha tenuti occupati tutto il tempo, fra decisioni e controdecisioni, preparativi, annunci mancati e finalmente la tanto attesa trasmissione a reti unificate. E poi le reazioni domestiche e internazionali, le polemiche e l&#8217;entusiasmo, e i tentativi di capire come continua la storia e cosa ci riserva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14097" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/500px-YPF.svg_.png" rel="lightbox[14096]"><img class="size-full wp-image-14097" title="500px-YPF.svg" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/500px-YPF.svg_.png" alt="" width="500" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">il vecchio logo YPF, superiore eleganza (wikipedia)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esproprio della YPF da parte del governo ci ha tenuti occupati tutto il tempo, fra decisioni e controdecisioni, preparativi, annunci mancati e finalmente la tanto attesa trasmissione a reti unificate. E poi le reazioni domestiche e internazionali, le polemiche e l&#8217;entusiasmo, e i tentativi di capire come continua la storia e cosa ci riserva il futuro. Vediamo che cosa abbiamo capito di tutta la vicenda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Premessa: l&#8217;Argentina ha bisogno di idrocarburi. Perché viene da enne anni di crescita, perché l&#8217;energia costa così poco che la buttiamo dalla finestra, e perché la produzione nazionale è in calo. E perché è in calo? Perché i pozzi attivi sono lessi, e perché le esplorazioni vanno a rilento. Quindi importiamo un sacco di petrolio, derivati e gas, e la bilancia dei pagamenti ne risente. Bisogna far qualcosa, YPF-Repsol non investe abbastanza in ricerca, la colpa è del management spagnolo. Li mandiamo a casa e ci facciamo carico della baracca, tanto peggio di loro è difficile che facciamo.</p>
<p>&nbsp;<br />
Quindi dopo qualche settimana di preparazione arriva l&#8217;annuncio dell&#8217;espropriazione. Nel frattempo diverse province (hanno la competenza sul settore) hanno revocato le concessioni alla YPF, e questo ha contribuito ad ammorbidire la quotazione del titolo in borsa.</p>
<p>&nbsp;<br />
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<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;espropriazione è legale? Sì, è prevista dal trattato bilaterale che regola gli investimenti da e per la Spagna. I dubbi sono sulle modalità: per arrivare al 51% delle azioni, il governo si prende solo quelle che appartenevano alla Repsol, e non tocca il 25% di proprietà di un gruppo locale. Questo gruppo locale ha acquistato la sua parte qualche anno fa, incoraggiato dal governo, come tentativo di &#8220;argentinizzazione&#8221; del capitale, e la sta pagando a rate con i profitti della stessa YPF (&#8230;e gli investimenti?). Il trattato di cui sopra dice che l&#8217;esproprio non può essere discriminatorio. È discriminatorio prendere solo le azioni di Tizio e non quelle di Caio? Non v&#8217;è certezza. Il trattato dice anche che l&#8217;esproprio ha luogo dietro pagamento di un prezzo equo&#8230; e su questo si apre un luuuungo processo legale: trattative fra le parti, tribunali nazionali, tribunali internazionali. Se non accetta le condizioni del governo, Repsol vedrà i suoi soldi a babbo morto - sempre che li veda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo la produzione di idrocarburi è stata dichiarata di interesse nazionale, il che ha permesso l&#8217;occupazione &#8220;fisica&#8221; della sede della YPF.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Si poteva evitare il conflitto con la Repsol? Arrivare a un accordo più amichevole? Chissà, forse sì forse no, i soldi comandano. Ma probabilmente la scelta dello scontro frontale non è stata casuale: aggiunge un tocco epico alla vicenda, un che di decolonializzazione, di popolo oppresso da secoli che si riprende ciò che era suo. Vuoi mettere. Tanto più che alcuni dei sostenitori della riconquista della YPF erano stati sostenitori della sua vendita all&#8217;epoca della privatizzazione&#8230; quindi meglio abbondare in retorica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E la gente che dice? La gente è contentissima, <em>chocha</em>. Secondo <a href="http://www.lanacion.com.ar/1467219-ypf-el-62-apoya-la-estatizacion">un sondaggio pubblicato da La Nación</a>, il 65% sarebbe favorevole all&#8217;esproprio - e ci sono sondaggi meno conservatori in cui il numero dei favorevoli aumenta ancora. Il fatto è che la YPF è da sempre un&#8217;impresa di altissimo valore simbolico: fondata negli anni 30 e diretta dal mitico generale Mosconi, è rimasta negli anni un&#8217;icona dello sviluppo e dell&#8217;unità nazionali - era quella che metteva le stazioni di servizio nei posti più sperduti - insomma, un punto di riferimento (anche topografico, chi non ha mai detto &#8220;vediamoci alla YPF&#8221; per dare un appuntamento in un posto sconosciuto?).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E adesso? adesso vedremo alla prova dei fatti come saranno i risultati della nuova amministrazione pubblica; intanto YPF si metterà in cerca di soci per cercare nuovi giacimenti. Si dice (lo dice il governo, quindi lo prendiamo con le molle) che ci siano già in corso colloqui con imprese di mezzo mondo, si parla di americani, della cinese Sinopec, della venezuelana PDVSA&#8230; i critici dell&#8217;esproprio fanno previsioni oscure: nessuno vorrà investire una lira in un paese così imprevedibile e così poco rispettoso delle regole. Prendiamo con le molle pure queste: difficile che un&#8217;impresa petrolifera si trattenga per scrupoli morali se c&#8217;è in vista un buon affare, dipenderà dalle condizioni. Certo che i giacimenti di scisti petroliferi recentemente riscoperti richiederanno investimenti importanti e metteranno alla prova la sensibilità ecologica del governo. Insomma, il tempo dirà se l&#8217;esproprio è stata o meno una buona idea.</p>
<p>&nbsp;</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/S8d9HPFlMcbLZZL3nIOT1F7clTo/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/S8d9HPFlMcbLZZL3nIOT1F7clTo/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Armi improprie: il pomodoro</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 15:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Mentre svolgevano dei controlli, gli ispettori della direzione generale delle imposte di Mendoza sono stati praticamente cacciati a pomodorate dal mercato cooperativo di Guaymallén (&#8230;) &#160; gli agenti si erano appostati all&#8217;ingresso del mercato per chiedere ai compratori la ricevuta degli acquisti, ma le pick-up dei verdurai uscivano com&#8217;erano entrate: vuote. Pare che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14088" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/Mercado_Cooperativo_de_Guaymallén.jpg" rel="lightbox[14087]"><img class="size-large wp-image-14088" title="Mercado_Cooperativo_de_Guaymallén" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/Mercado_Cooperativo_de_Guaymallén-580x323.jpg" alt="" width="580" height="323" /></a><p class="wp-caption-text">foto da wikipedia</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mentre svolgevano dei controlli, gli ispettori della direzione generale delle imposte di Mendoza sono stati praticamente cacciati a pomodorate dal mercato cooperativo di Guaymallén (&#8230;)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em> gli agenti si erano appostati all&#8217;ingresso del mercato per chiedere ai compratori la ricevuta degli acquisti, ma le pick-up dei verdurai uscivano com&#8217;erano entrate: vuote. Pare che il mercato si sia paralizzato e che i commercianti, piuttosto che dichiarare l&#8217;incasso, abbiano deciso di non vendere (&#8230;)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em> dopo un paio d&#8217;ore un gruppo di persone si è avvicinato agli ispettori e ha iniziato a &#8220;lanciar loro verdure e pomodori&#8221;, secondo le dichiarazioni del direttore generale delle imposte (&#8230;)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em> gli ispettori hanno dovuto ritirarsi (&#8230;) ma dalla Direzione assicurano che questo tipo di risposta non li dissuaderà e che non recederanno dall&#8217;intenzione di controllare la fatturazione.</em></p>
<p>&nbsp;<br />
Estratti dall&#8217;articolo di Diana Chiani su Los Andes &#8211; <a href="http://www.losandes.com.ar/notas/2012/4/19/inspectores-rentas-fueron-echados-tomatazos-637168.asp">originale qui</a>.<br />
&nbsp;<br />
(E <a href="http://www.losandes.com.ar/notas/2007/6/9/sociedad-232592.asp">qui un precedente</a>&#8230; è una lunga storia, pare)<br />
&nbsp;</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ynz5BRx6e_loS4UbSap0tJFlpMA/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ynz5BRx6e_loS4UbSap0tJFlpMA/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ynz5BRx6e_loS4UbSap0tJFlpMA/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ynz5BRx6e_loS4UbSap0tJFlpMA/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/largentina/~4/CZzjURlznCk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Industria Argentina</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 18:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Foto&Video]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[cinema argentino]]></category>
		<category><![CDATA[fabbriche recuperate]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Nonostante non sia ancora arrivato ai trenta di età, già mi porto sulle spalle quindici anni di fabbrica. Anni fa una piccola industria dove lavoravo chiuse, in un periodo dove la crisi c&#8217;entrava ben poco, e per recuperare tutti i soldi ho dovuto aspettare anni e gironzolare per tribunali con gli altri colleghi prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/industriaargentina.jpg" rel="lightbox[14068]"><img class="alignnone size-large wp-image-14084" title="industriaargentina" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/industriaargentina-580x431.jpg" alt="" width="580" height="431" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante non sia ancora arrivato ai trenta di età, già mi porto sulle spalle quindici anni di fabbrica. Anni fa una piccola industria dove lavoravo chiuse, in un periodo dove la crisi c&#8217;entrava ben poco, e per recuperare tutti i soldi ho dovuto aspettare anni e gironzolare per tribunali con gli altri colleghi prima di raggiungere l&#8217;obbiettivo.<br />
Al giorno d&#8217;oggi dopo poco più di un anno d&#8217;Argentina e quindi da poco più di un anno che mi sono licenziato dalla fabbrica dove ho lavorato negli ultimi nove, nonostante l&#8217;azienda continui la produzione, i soldi che mi deve&#8230; ancora non si vedono. C&#8217;è chi sostiene che la classe operaia non esiste più, che si sia venduta per pochi soldi d&#8217;aumento, che abbia messo da parte la dignità perché è difficile fare i duri e giusti quando il problema è la pagnotta del pane.  Ecco, non la penso così.</p>
<p>&nbsp;<br />
Proprio per questo quando in queste ultime settimane vedevo il manifesto di questo film in giro per la città non ho avuto dubbi, non sono neanche andato a vedere una recensione o il trailer; un film che si presenta con questo manifesto, un film che si presenta con il titolo &#8220;Industria Argentina, la fabbrica è per quelli che lavorano&#8221;, non è che mi lascia molta scelta: il film si va a vedere, punto e basta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono previsti molti spettatori sembra, perché la proiezione è in una sala piccola, con soli quarantacinque posti e con uno schermo più piccolo del solito.  La storia si svolge a Buenos Aires  in una fabbrica di componenti metallici, siamo nel 2002, poco dopo il <em>corralito</em>.  Non c&#8217;è lavoro e soprattutto non ci sono soldi, la fabbrica chiude.  Juan, (interpretato da Carlos Portaluppi) e i suoi compagni sono oramai mesi che non ricevono lo stipendio.  Decidono di organizzarsi, impedendo lo svuotamento della fabbrica andata in fallimento, non è facile ma è l&#8217;unica cosa che rimane.  Cercano nonostante tutte le difficoltà, nonostante la legge e soprattutto la burocrazia, di formare una cooperativa per cercare di prendere in mano loro stessi la fabbrica.<br />
&nbsp;<br />
C&#8217;è un momento in cui Juan si trova nel mezzo di una scelta difficilissima, ha una figlia ed un altra in arrivo, è pieno di debiti, ha la possibilitá di avere un lavoro dal cognato ma questo significherebbe abbandonare la lotta per riavere il lavoro nella fabbrica, la sua seconda famiglia.  In questa parte Juan dice una cosa molto importante, che vale per il film, che vale per un operaio e che vale per qualsiasi persona&#8230; <em>&#8220;io non voglio dimenticare chi sono&#8221;</em>.</p>
<p>&nbsp;<br />
È una pellicola semplice ma dal sapore forte, non ci sono colpi di scena, non è assolutamente il film del secolo né niente del genere.  Ma è un prodotto importante, non è un film, non è un documentario, è una storia che racconta le migliaia di storie che pochi anni fa e tuttora seguono nelle fabbriche Argentine.<br />
&nbsp;<br />
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</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tEltXSca6KY">www.youtube.com/watch?v=tEltXSca6KY</a></p></a></p>
<p>&nbsp;</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zvL89-EHhqsvC13MiYwkEtYj_Ag/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zvL89-EHhqsvC13MiYwkEtYj_Ag/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>I ladri preferiscono le Ferrari… ma sposano le Duna</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 13:21:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[automobili]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Bella la Fritz-mobile eh? Un irresistible concentrato di eleganza e tecnologia germano-brasileira. E infatti non resiste nessuno, in particolare quelli che quaggiù vengono denominati amigos de lo ajeno, amici delle cose altrui; insomma, i ladri. &#160; È uscito questo rapporto del Cesvi sui furti d&#8217;auto in Argentina, e ai primi tre posti dei modelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/gol.jpg" rel="lightbox[14059]"><img class="alignnone size-large wp-image-14060" title="gol" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/gol-580x407.jpg" alt="" width="580" height="407" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Bella la Fritz-mobile eh? Un irresistible concentrato di eleganza e tecnologia germano-brasileira. E infatti non resiste nessuno, in particolare quelli che quaggiù vengono denominati <em>amigos de lo ajeno</em>, amici delle cose altrui; insomma, i ladri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">È uscito <a href="www.cesvi.com.ar/Estadisticas_web/2012/DIC2011/Robos Diciembre 2011_prensa.pdf">questo rapporto del Cesvi</a> sui furti d&#8217;auto in Argentina, e ai primi tre posti dei modelli più rubati ci sono, appunto, la VW Gol, la Fiat Duna e la Uno (sarà per questo che il furto-incendio mi costa un capitale ogni sei mesi?). Appena sotto il podio, l&#8217;eterna 147. E va bene, sono macchine diffusissime, probabilmente anche facili da portar via, e certamente è più semplice nascondere una Duna azzurra che una spider importata.</p>
<p>&nbsp;<br />
A parte questi aneddoti, ci sono dei dati interessanti.<br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">1. Il 56% dei furti avviene nel Gran Buenos Aires, e se si aggiunge la Capitale si arriva all&#8217;ottanta per cento. Il resto del paese si divide il 20% restante.</p>
<p>&nbsp;<br />
2. Il 32% dei furti avviene a mano armata, il restante 68% è &#8220;prelievo&#8221; da parcheggio su strada.<br />
&nbsp;<br />
3. La percentuale di mano armata sale al 35% nel Gran Buenos Aires, e scende al 16% nelle province.<br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">4. Oltre ai camion, i veicoli di alto valore (SUV, ma anche Focus, 207 e C3) sono quelli più a rischio di furto armato &#8211; fino al 75%.</p>
<p>&nbsp;<br />
Avete deciso di trasferirvi? Vi portate la Jaguar?<br />
&nbsp;</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ZavP_8x1jazY8sKclPEM7uiXYpU/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ZavP_8x1jazY8sKclPEM7uiXYpU/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ZavP_8x1jazY8sKclPEM7uiXYpU/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ZavP_8x1jazY8sKclPEM7uiXYpU/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/largentina/~4/mCWXntJHgU4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Bignami Argento – dal 26 marzo all’8 aprile 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 03:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bignami argento]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Si diceva del vicepresidente Boudou e dei sospetti sui suoi legami con l&#8217;impresa grafica Ciccone, che stamperà moneta per aiutare l&#8217;apposito ente statale che non riesce a star dietro alla domanda. Beh, l&#8217;argomento continua a essere strillato dai giornali oppositori e questa settimana c&#8217;è stata una perquisizione in un suo appartamento, alla ricerca di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14052" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/ituz.jpg" rel="lightbox[14051]"><img class="size-large wp-image-14052" title="ituz" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/ituz-580x344.jpg" alt="" width="580" height="344" /></a><p class="wp-caption-text">danni del temporale ad ituzaingó - foto clarin.com</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.largentina.org/2012/02/21/bignami-argento-settimana-dal-13-al-19-febbraio-2012/">Si diceva</a> del vicepresidente Boudou e dei sospetti sui suoi legami con l&#8217;impresa grafica Ciccone, che stamperà moneta per aiutare l&#8217;apposito ente statale che non riesce a star dietro alla domanda. Beh, l&#8217;argomento continua a essere strillato dai giornali oppositori e questa settimana c&#8217;è stata una perquisizione in un suo appartamento, alla ricerca di documentazione. A Boudou la cosa non è piaciuta affatto, ha fatto un discorso alla tele denunciando complotti mafiosi contro il governo&#8230; e fra i mafiosi (con sfumature, ma il senso era quello) c&#8217;erano il giudice che ha in mano la &#8220;sua&#8221; causa, il pm che la segue e nientemeno che il procuratore generale della repubblica Esteban Righi. Alla denuncia televisiva è seguita quella in tribunale, e Righi <a href="http://www.lanacion.com.ar/1463742-confirman-que-righi-formalizara-esta-tarde-ante-cristina-su-renuncia-como-procurador">ha dato le dimissioni</a> con una lettera: <em>non è giusto ma me ne vado in silenzio, se no vi metto tutti in un guaio</em> (il riassunto è mio). Questo Righi, va detto, non è un garzone di studio: è una figura storica del c.d. peronismo di sinistra, ed è stato <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Esteban_Righi">ministro dell&#8217;interno</a> nel governo Campora, nel &#8217;73&#8230; proprio quel governo Campora cui si ispira il gruppo &#8220;di lotta e di governo&#8221; dei giovani kirchneristi. Insomma, il vicepresidente ha praticamente mandato alla bocciofila un simbolone ideologico oltre che un mega-magistrato. C&#8217;è una specie di purga interna al governo? O il segnale è soltanto &#8220;chi tocca i funzionari va a casa&#8221;? Nessuna delle due ipotesi sembra molto rassicurante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il numero delle vittime del temporale del 4 aprile a Buenos Aires e dintorni è salito a 17. A qualcuno è crollato addosso il tetto, ad altri un albero, altri &#8211; fra cui un gendarme con tutto il posto di guardia &#8211; sono stati sollevati e poi sbattuti dal vento, uno ha pestato un cavo elettrico caduto a terra. L&#8217;avvenimento è spiegato per bene da <a href="http://tormentasdebuenosaires.blogspot.com.ar/2012/04/sistema-de-tormentas-severas-en-capital.html">Mauro Tchorbadjian</a> nel suo blog, con lusso di foto, immagini radar meteo e video. Decine di migliaia di utenti sono ancora senza energia elettrica, e le forze armate sono state mobilitate per aiutare la popolazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Pare che il governo abbia deciso di riprendersi davvero la YPF, la compagnia petrolifera in mano alla Repsol. <a href=" http://www.pagina12.com.ar/diario/economia/2-190858-2012-03-31.html">Lo diceva qualche giorno fa Pagina12</a>, uno dei posti in cui le veline nidificano più volentieri. Non si sa bene se la si compra/espropria o ci si mette un commissario, ma pare che l&#8217;idea sia ormai formata. In questi giorni intanto il CEO della Repsol Brufau è arrivato da Madrid per tentare una negoziazione in extremis, ma si dubita che abbia fortuna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo in semifinale di Davis, dopo aver battuto la Croazia 4-1 a Buenos Aires. Del Potro A metà settembre la semifinale in casa contro i cechi.</p>
<p>&nbsp;</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qU4VFg-LOIsFzuTjBBBSO3-LYa0/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qU4VFg-LOIsFzuTjBBBSO3-LYa0/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qU4VFg-LOIsFzuTjBBBSO3-LYa0/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qU4VFg-LOIsFzuTjBBBSO3-LYa0/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/largentina/~4/ovOTZoFvNK0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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