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	<title>Mac Blog</title>
	
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	<description>Per chi Apple l'ha scelta da prima che esistesse l'iPod</description>
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		<title>La pirateria è un fattore di sistema</title>
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		<comments>http://www.blogmac.eu/2012/02/09/la-pirateria-e-un-fattore-di-sistema/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[Giuseppe Granieri sulla pirateria: Se guardi le cose dal punto di vista del digitale (e non da quello del XX secolo), la pirateria è un fattore di sistema. È parte della natura intrinseca dei beni digitali e non trova una collocazione nella logica con cui siamo abituati a far funzionare il mercato. Quindi, se devo scommettere la [...]<p>---<br/>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe Granieri <a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1507">sulla pirateria</a>:</p>
<blockquote><p>Se guardi le cose dal punto di vista del digitale (e non da quello del XX secolo), la pirateria è un fattore di sistema. È parte della natura intrinseca dei beni digitali e non trova una collocazione nella logica con cui siamo abituati a far funzionare il mercato. Quindi, se devo scommettere la mia solita birra parlando del futuro, io credo che la soluzione non sia combatterla (cosa che assomiglierebbe a remare con un fiammifero) quanto capirla e cercare di immaginare un sistema — per l&#8217;intera industria culturale — che ridisegni valore e remunerazioni in modo coerente con il digitale.</p>
<p>Non va combattuta la pirateria (e magari va chiamata anche in un altro modo): vanno aggiornate alla modernità le regole e le categorie interpretative.</p></blockquote>
<p>Nel tempo sempre più prodotti culturali e non diventeranno digitali e, di conseguenza, &#8220;piratabili&#8221;. È ovvio che bisogna riflettere sulla questione <a href="http://blog.wired.it/captcha/2012/02/08/perche-lo-scaricamento-non-e-un-diritto-ma-un-dovere.html">avendo in mente il mondo attuale</a>, dove i byte sono economici da trasmettere e facili da copiare, non il mondo dei VHS dove una copia fisica sottratta genera un &#8220;vuoto&#8221;  — sia fisico che di guadagno.</p>
<p>Il fatto è che <a href="http://www.internetevolution.com/author.asp?section_id=679&amp;doc_id=238928">dovremo viverci con la pirateria</a>, come ha scritto Kim Davis sul proprio blog e più tardi <a href="http://www.forbes.com/sites/insertcoin/2012/02/03/you-will-never-kill-piracy-and-piracy-will-never-kill-you/" target="_blank">Paul Tassi</a>, su Forbes, rilevando che <em>&#8220;non la ucciderai mai&#8221;</em> (ma nemmeno lei ucciderà i film o i libri, ha aggiunto). Forse, la si combatte con la convenienza. Questa se non altro pare la strada intrapresa da Apple: semplicità e costi ridotti adatti ad un nuovo mondo, un mondo in cui un DVD da 10 euro non è più né pensabile né proponibile.</p>
<p>Di sicuro le variabili sono molte, la discussione lunga e complessa. È vero che la pirateria non ha fino ad ora danneggiato (drasticamente) i blockbuster, ma è solamente perché viviamo a cavallo di due sistemi, un mondo in cui Hollywood può ancora fare affidamento sulle vendite di DVD e le case editrici su quelle dei libri cartacei. Il &#8220;<a href="http://www.amazon.it/gp/product/881704279X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=mabl0f-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=881704279X">Gratis</a>&#8220;oggi può essere utilizzato come forma di promozione perché molte persone ancora acquistano la versione tradizionale e fisica dei beni culturali, tenendo in piedi tutto. In un non troppo remoto futuro in cui tutto è digitale, le regole andranno ridefinite e modificate.</p>
<p>Non ho una soluzione, se non il medesimo (momentaneo?) espediente promosso da Apple, Nexflix e altri sistemi che di fatto hanno reso piacevole, rapida e semplice la fruizione di materiale altrimenti reperibile, con un po&#8217; più di fatica (ma nemmeno molta) altrove. Sistemi che si sono avvantaggiati di Internet e delle sue logiche per dare agli utenti quello che volevano e che, in caso contrario, si sarebbero presi da soli.</p>
<p>Perché la pirateria, come ha detto Granieri, &#8220;<a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=285&amp;ID_articolo=28&amp;ID_sezione=653" target="_blank">è un fattore di sistema</a>&#8220;. E sarà il mercato ad adattarsi al sistema, non viceversa.</p>
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		<title>È stato bello, è giusto che sia finita</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla chiusura di Megavideo ed altri sistemi attraverso cui ottenere illegalmente e gratuitamente musica, serie TV, film e altri contenuti multimediali, Matteo Bordone ha espresso il proprio pensiero — simile al mio, fra l&#8217;altro — su Wired: Io dico che ci è andata bene, e che le cose sono cambiate. Non erano nostri diritti, ma [...]<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/09/e-stato-bello-e-giusto-che-sia-finita/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'È stato bello, è giusto che sia finita'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla chiusura di Megavideo ed altri sistemi attraverso cui ottenere illegalmente e gratuitamente musica, serie TV, film e altri contenuti multimediali, Matteo Bordone ha espresso il proprio pensiero — simile al mio, fra l&#8217;altro — <a href="http://blog.wired.it/ifiona/2012/02/08/continuate-a-rubare-continuate-a-lamentarvi-o-se-preferite-siate-ladri-siate-stronzi-ovvero-perche-lo-scaricamento-non-e-un-diritto-manco-per-sogno.html">su Wired</a>:</p>
<blockquote><p>Io dico che ci è andata bene, e che le cose sono cambiate. Non erano nostri diritti, ma è stato uno sballo assoluto, e un po’ di quello che è successo resterà. <strong>Resteranno modi illegali,</strong> e alcuni di quelli legali avranno la velocità e la fruibilità di quelli illegali. Ci saranno anche degli ibridi, delle distribuzioni più veloci e pensate per l’utente sgamato, delle vie di mezzo. Ma quello di cui abbiamo goduto non è in nessun modo — non lo è, ripeto sette volte sette — la norma, o un diritto naturale di cui ci devono garantire la persistenza. Né la chiusura di questi servizi costituisce alcun sopruso.</p>
<p>Pensiamoci ridacchiando, come si pensa all’autostrada senza limiti di velocità, che di notte da casello a casello ci mettevi niente. Pensiamoci come si pensa a una pacchia che non c’è più perché è giusto così. E finiamola, per carità, vi prego, di ripetere che ciò che nessuno di noi ammetterebbe per sé (che il proprio lavoro fosse regalato a chiunque ne avesse voglia) sia un dovere per gli altri, una condizione senza la quale siamo noi che gridiamo allo scandalo, siamo indignati, non giochiamo più. Perché così siamo ridicoli, e facciamo anche un filo pena.</p></blockquote>
<p>(via | <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/08/bordone-pirateria/">Il Post</a>)</p>
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		<title>Tweetbot per iPad</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 20:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[App Store]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Must Have]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweetbot, il miglior client di Twitter su iPhone, da oggi è disponibile anche per iPad. L&#8217;applicazione non è universal, significa che anche se già possedete la versione per iPhone dovete pagare circa tre euro per averlo su iPad. Ne vale la pena? Certo, a questo ridicolo prezzo. Chi si lamenta, fa questa figura: Tweetbot per [...]<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/08/tweetbot-per-ipad/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'Tweetbot per iPad'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tweetbot, il miglior client di Twitter su iPhone, da oggi è <a href="http://clkuk.tradedoubler.com/click?p=24373&amp;a=1430353&amp;url=http://itunes.apple.com/it/app/tweetbot-twitter-client-personality/id498801050?mt=8&amp;ls=1">disponibile anche per iPad</a>. L&#8217;applicazione non è universal, significa che anche se già possedete la versione per iPhone dovete pagare circa tre euro per averlo su iPad. Ne vale la pena? Certo, a <a href="http://www.blogmac.eu/2012/01/03/un-euro-addirittura/">questo ridicolo prezzo</a>.</p>
<p>Chi si lamenta, fa questa figura:</p>
<blockquote><p>Tweetbot per iPad non è universal. Devo pagare DUE VOLTE e sono FURENTE. Inoltre, sono inspiegabilmente povero nonostante possegga sia un iPad e un iPhone.<em> (via <a href="https://twitter.com/glennf/status/167344451855974400">Matt Gemmel</a>)</em></p></blockquote>
<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/08/tweetbot-per-ipad/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'Tweetbot per iPad'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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		<item>
		<title>Niente più iTunes senza preavviso</title>
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		<comments>http://www.blogmac.eu/2012/02/08/niente-piu-itunes-senza-preavviso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 08:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[App Store]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>

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		<description><![CDATA[A chi non parte un soffocato improperio quando, navigando in rete, cliccando su un link ad un&#8217;applicazione, un album, un libro o un qualsiasi altro contenuto dell&#8217;iTunes Store si avvia automaticamente quel colabrodo, lento e pesante, che col tempo è diventato iTunes? E chi poi, cercando di arginare il danno, non corre ad impedirne l&#8217;avvio con [...]<p>---<br/>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A chi non parte un soffocato improperio quando, navigando in rete, cliccando su un link ad un&#8217;applicazione, un album, un libro o un qualsiasi altro contenuto dell&#8217;iTunes Store si avvia automaticamente quel colabrodo, lento e pesante, che col tempo è diventato iTunes? E chi poi, cercando di arginare il danno, non corre ad impedirne l&#8217;avvio con un&#8217;uscita forzata?</p>
<p>Niente più improperi da oggi, che non stanno bene: <a href="http://einserver.de/extensions">No More iTunes</a> è un&#8217;estensione di Safari che blocca l&#8217;apertura automatica di iTunes quando la (temibile) situazione prima descritta si presenta.</p>
<p>Probabilmente, l&#8217;estensione di Safari più utile che troverete qua fuori.</p>
<p>(via <a href="http://512pixels.net/nomoreitunes-2/">512Pixels</a>)</p>
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		<title>Per formazione ed abitudine</title>
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		<comments>http://www.blogmac.eu/2012/02/07/per-formazione-ed-abitudine/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Links]]></category>

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		<description><![CDATA[Vincenzo Latronico su &#8220;La Lettura&#8221; (inserto del Corriere): C’è una cosa di cui non vorrei parlare, invece: ed è tutta la diatriba vince-l’elettronico-oppure-sopravvive- la-carta-che-fruscia-e-che-fragra. Non ne voglio parlare per una ragione molto semplice: certo, che vince l’elettronico. Non è questione di gusti, né di sondaggi, né di appelli più o meno realistici, più o meno [...]<p>---<br/>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lettura.corriere.it/il-dilemma-morale-dell’ebook-pirata/">Vincenzo Latronico</a> su &#8220;La Lettura&#8221; (inserto del Corriere):</p>
<blockquote><p>C’è una cosa di cui non vorrei parlare, invece: ed è tutta la diatriba vince-l’elettronico-oppure-sopravvive- la-carta-che-fruscia-e-che-fragra. Non ne voglio parlare per una ragione molto semplice: certo, che vince l’elettronico. Non è questione di gusti, né di sondaggi, né di appelli più o meno realistici, più o meno conservatori: vince l’elettronico perché è più comodo e migliore, e se non lo è per noi lo sarà per i prossimi. Gli ebook costano alla produzione infinitamente di meno — e quindi sono o più economici, o più redditizi — e si reperiscono istantaneamente e si archiviano per sempre, senza spese di trasloco e di Ikea. Io sono nato nel 1984, ed è vero che a volte provo un certo fastidio a leggere un ebook: ma è meno di quello che prova mio padre e più di quello che proverà mio figlio, che non ne proverà affatto. Il fatto che alcuni (oggi molti, ma sempre meno) ritengano la carta insostituibile, per formazione e abitudine, è un accidente della storia: passerà, o sarà ricondotto alla nicchia di quelli che «i Cd non restituiscono l’intero spettro sonoro», che sono un’altra versione di quelli che hanno l’orologio meccanico quando l’oscillazione di un cristallo di quarzo da due euro supera in precisione per svariati ordini di grandezza il miglior ingranaggio svizzero. I Rolex, per carità, continuano a vendere: e così continueranno a vendere i libri: per tradizionalismo o per inerzia o per il bisogno capriccioso e invincibile di marcare uno status.</p>
<p>In una conversazione a Torino, un anno e mezzo fa, ho chiesto a Nanni Balestrini che cosa pensasse dell’incedere degli ebook.<strong> Il libro, ha detto, è un accidente storico della letteratura: la quale esisteva prima ed esisterà dopo.</strong> Per un lasso relativamente breve di tempo il loro percorso è stato comune ma non dobbiamo illuderci che libri e letteratura siano la stessa cosa, ha proseguito Balestrini, perché non lo sono. Solo uno dei due vivrà per sempre.</p></blockquote>
<p>Jonathan Franzen <a href="http://www.telegraph.co.uk/culture/hay-festival/9047981/Jonathan-Franzen-e-books-are-damaging-society.html">in un intervento all&#8217;Hay Festival</a> contro gli ebook, settimana scorsa:</p>
<blockquote><p>La tecnologia che mi piace è l&#8217;edizione in brossura di <a href="http://www.amazon.it/gp/product/880619111X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=mabl0f-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=880619111X">Libertà</a>. Posso rovesciarci dell&#8217;acqua sopra e continuerà a funzionare! Quindi è una tecnologia abbastanza buona. E c&#8217;è di più, continuerà a funzionare anche fra dieci anni. Quindi nessuno stupore che i capitalisti la odino! È un terribile modello di business.</p></blockquote>
<p>Sarà per una passione verso l&#8217;autore e i suoi libri, ma pur condividendo appieno le parole di Latronico trovo del vero anche in quelle di Franzen, o comunque delle problematiche spesso semplificate, spesso affrontate troppo velocemente, dai fautori del<em> &#8220;digitale, comunque vada&#8221; </em><sup class='footnote'><a href='#fn-8822-1' id='fnref-8822-1' onclick='return fdfootnote_show(8822)'>1</a></sup>.</p>
<p>Gli ebook che acquisto oggi in formato proprietario come li aprirò fra dieci anni? E le note che prendo con il Kindle che fine faranno quando il Kindle non ci sarà più? La durabilità del digitale<sup class='footnote'><a href='#fn-8822-2' id='fnref-8822-2' onclick='return fdfootnote_show(8822)'>2</a></sup> nel tempo per me è uno dei problemi principali che i libri elettronici hanno attualmente.</p>
<p>Poi, alla fine, come dice Latronico, come dice chiunque che non sia un feticista della carta e dell&#8217;oggetto libro<sup class='footnote'><a href='#fn-8822-3' id='fnref-8822-3' onclick='return fdfootnote_show(8822)'>3</a></sup>, vincerà l&#8217;ebook, ed è giusto che sia così — perché è migliore per comodità<sup class='footnote'><a href='#fn-8822-4' id='fnref-8822-4' onclick='return fdfootnote_show(8822)'>4</a></sup>, rapidità e tante altre piccole cose. Perché si avvantaggia e avvale di tante possibilità precluse alla versione cartacea.</p>
<p>Nel frattempo, affinché la carta perisca, ci sono alcune cose da sistemare nel libro elettronico che lo rendono, sotto molti aspetti troppo spesso liquidati come secondari, inferiore.</p>
<div class='footnotes' id='footnotes-8822'>
<div class='footnotedivider'></div>
<ol>
<li id='fn-8822-1'>Ci tengo a precisare che da due anni leggo la maggior parte dei libri in digitale, riducendo sempre più drasticamente il numero di volumi cartacei acquistati <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-8822-1'>&#8617;</a></span></li>
<li id='fn-8822-2'>Di conseguenza: l&#8217;apertura del formato, l&#8217;assenza di DRM, la gestione degli appunti attraverso un sistema condiviso ed aperto <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-8822-2'>&#8617;</a></span></li>
<li id='fn-8822-3'>Che comunque ha il suo fascino e sono convinto non si estinguerà ma continuerà ad esistere, seppur nella stessa misura in cui continua ad esistere il vinile: come oggetto raro per i collezionisti, come edizione &#8220;preziosa&#8221;  e di nicchia di un prodotto altrimenti venduto in massa in digitale <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-8822-3'>&#8617;</a></span></li>
<li id='fn-8822-4'>Che caratterizza gli ebook in tanti aspetti: nell&#8217;acquisto, che si effettua in pochi attimi, e nella ricerca di informazioni, per dirne due. <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-8822-4'>&#8617;</a></span></li>
</ol>
</div>
<p>---<br/>
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		<title>La recensione del Lumia 800 e di Windows Mobile 7.5 da parte di una persona da sempre soddisfatta del proprio iPhone</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/lastmac/~3/Ujg47PgaOK0/</link>
		<comments>http://www.blogmac.eu/2012/02/06/nokia-lumia-800/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 13:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Device]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Windows Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Lumia 800]]></category>
		<category><![CDATA[Lumia 800 Mango]]></category>
		<category><![CDATA[Nokia Lumia 800]]></category>
		<category><![CDATA[Windows Mobile 7.5]]></category>
		<category><![CDATA[Windows Mobile Mango]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a Nokia la scorsa settimana ho avuto l&#8217;occasione di provare il Lumia 800, che per cinque giorni ha sostituito l&#8217;iPhone 4 nel ruolo di mio smartphone personale. Cinque giorni non sono molti, soprattuto se considerate che negli ultimi tre anni ho utilizzato sempre lo stesso OS, iOS, abituandomi dunque ai suoi paradigmi e al [...]<p>---<br/>
<a href="http://blogmac.eu/membership"><img src="http://f.cl.ly/items/2u2O2W1r0u2J0s2A1Y2F/jimmy_blogmac.png"></a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" src="http://s3.eppol.net/blogmac/2012/lumia_800.jpg" alt="" width="520" height="391" /></p>
<p>Grazie a Nokia la scorsa settimana ho avuto l&#8217;occasione di provare il Lumia 800, che per cinque giorni ha sostituito l&#8217;iPhone 4 nel ruolo di mio smartphone personale. Cinque giorni non sono molti, soprattuto se considerate che negli ultimi tre anni ho utilizzato sempre lo stesso OS, iOS, abituandomi dunque ai suoi paradigmi e al suo modo di funzionare. In cinque giorni non si capisce a fondo come il dispositivo funzioni nella vita di tutti i giorni e soprattuto non è ben chiaro se i &#8220;problemi&#8221; e le difficoltà che si incontrano siano dettate da una progettazione errata o dalle proprie abitudini.</p>
<p>Quindi, quella che segue è una recensione prima dell&#8217;hardware, poi dell&#8217;OS, del dispositivo. È una recensione con impressioni, idee e pensieri che mi sono fatto sul Lumia 800. In cinque giorni. Che non sono molti, ma sono pur sempre sufficienti per farsi una vaga idea di come il device funzioni.</p>
<h2>Hardware</h2>
<p><a href="http://www.blogmac.eu/2011/10/26/una-riflessione-meramente-personale-sul-nuovo-nokia-lumia-800/">Più volte ho scritto</a> che se avessi dovuto abbandonare il mio iPhone in favore di un altro smartphone, avrei optato per un Lumia 800. Di questo, infatti, mi attirava non solo il software, Windows Mobile 7.5 altrimenti detto Mango, ma anche l&#8217;hardware. Il Lumia 800 è lo smartphone che, secondo me, si avvicina di più all&#8217;iPhone.</p>
<p>Dalle dimensioni simili, non tenta di conquistare mercato e utenza con uno schermo enorme. Lo schermo, leggermente tondato sui bordi (<em>curved</em>, dice Nokia), è invece di soli 0.2 pollici superiore a quello dell&#8217;iPhone<sup class='footnote'><a href='#fn-8787-1' id='fnref-8787-1' onclick='return fdfootnote_show(8787)'>1</a></sup> (e no, ovviamente non si avvertono). Avrebbe potuto essere più ampio, senza inoltre andare ad intaccare le dimensioni del dispositivo, non fosse per i tre bottoni sensibili al tocco posizionati sul lato inferiore dello stesso.</p>
<p>La scelta dei tre bottoni non è di Nokia ma di Microsoft, che li richiede su ogni device che scelga di utilizzare il suo OS. Io li ho trovati — con sorpresa, dato che ho sempre sostenuto che è meglio limitare i bottoni fisici e crearli &#8220;virtualmente&#8221; nella UI in modo che si adattino all&#8217;applicazione in uso — utili. L&#8217;unico motivo per cui mi hanno infastidito: basta sfiorarli per avviare l&#8217;azione ad essi associata, ed essendo a sfioramento e non &#8220;a pressione&#8221; questo avviene di frequente e, soprattutto, inavvertitamente.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://s3.eppol.net/blogmac/2012/lumia800_tasti_sfioramento.jpg" alt="" width="540" height="266" /></p>
<p>Dei tre bottoni, specifichiamolo, il primo serve a tornare indietro, quello centrale a raggiungere l&#8217;Home Screen, quello a destra ad avviare Bing, il motore di ricerca di Microsoft. Credevo che il primo avrebbe creato dei problemi — <a href="http://mrgan.tumblr.com/post/10492926111/labeling-the-back-button">si è già discusso</a> di come un bottone generico &#8220;indietro&#8221; dica ben poco sull&#8217;azione che compie e spesso crei dei dubbi su quale sarà il suo comportamento. In realtà è abbastanza chiaro e coerente<em> (non lo è su iOS)</em>: come il tasto back del browser, porta sempre indietro di un&#8217;azione. A renderlo utile è soprattutto la sua memoria, che è lunghissima: potete andare a ritroso fino a recuperare la prima azione che avete svolto.</p>
<p>Ma torniamo all&#8217;aspetto esteriore del device. La scocca, nera nel mio caso<sup class='footnote'><a href='#fn-8787-2' id='fnref-8787-2' onclick='return fdfootnote_show(8787)'>2</a></sup>, è di una plastica piacevole al tatto, con i bordi arrotondati; tutti accorgimenti che facilitano la presa del dispositivo.</p>
<p>Su questa cosa vorrei essere chiaro: il Lumia 800 si tiene in mano e si utilizza in una maniera che rispetto all&#8217;iPhone 4 è imparagonabile. Dopo cinque giorni con il Lumia, riutilizzando l&#8217;iPhone non ho potuto fare a meno di notare quanto fosse scomodo e mal studiato dal punto di vista ergonomico; come se Apple avesse pensato prima al design, poi di nuovo al design e&#8230; Beh, mai all&#8217;usabilità.</p>
<p><img class="alignnone" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" src="http://s3.eppol.net/blogmac/2012/lumia800_tasti.jpg" alt="" width="520" height="391" /></p>
<p>Il Lumia sarebbe dunque perfetto, non fosse per i tasti laterali — accensione/spegnimento, fotocamera e controllo del volume.</p>
<p>Questi sono in plastica e risultando piuttosto poveri e molto spesso, nell&#8217;uso, li ho trovati anche poco chiari — li schiacciavo, ma non mi davano un feedback preciso, non mi avvertivano in maniera limpida e inequivocabile se avessero ricevuto l&#8217;input o meno. Fra parentesi, trovo infelice la scelta di posizionare quello per l&#8217;on/off su uno dei lati del device: tenendo il Lumia in mano, o inserendolo nella custodia, mi è capitato più volte di spegnerlo inavvertitamente.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://s3.eppol.net/blogmac/2012/lumia_800_slot.jpg" alt="" width="527" height="338" /></p>
<p>Non condivido molto la scelta di nascondere l&#8217;entrata micro-USB per il caricamento e la sincronizzazione del device, rendendo di fatto meno immediato l&#8217;accesso. Lo so: la parte più brutta dell&#8217;iPhone è il connettore proprietario di Apple. Nasconderlo potrebbe sembrare una buona idea, ma di fatto:</p>
<ul>
<li>Risulta meno immediato da usufruire</li>
<li>Come mostra l&#8217;immagine, comporta l&#8217;aggiunta al dispositivo di parti mobili, fragili e fastidiose</li>
</ul>
<p>Per concludere, la batteria non è granché. Mi sembra che la carica duri meno rispetto all&#8217;iPhone 4, ma ho letto da qualche parte che è un problema momentaneo, legato al software, che si spera venga a breve risolto.</p>
<p>Ah, ho detto che c&#8217;è un&#8217;ottica Carl Zeiss sul retro, per le fotografie? Ho idee contrastanti a riguardo: in certe situazioni si è rivelata (leggermente) migliore di quella dell&#8217;iPhone, in altre inferiore. Credo comunque che il problema sia legato al software, che la sfrutta o gestisce male. Tuttavia, è sempre stata molto più rapida e pronta all&#8217;uso di quanto non sia quella dell&#8217;iPhone 4, battendola in questo campo.</p>
<p>In sintesi: dal punto di vista dell&#8217;hardware il Lumia è un&#8217;ottimo device: solido, esteticamente curato e comodo da utilizzare. Le lamentele a riguardo interessano dei piccoli dettagli, ma c&#8217;è davvero poco da non apprezzare. Forse (e ripeto: forse) meno raffinato di un iPhone, ne condivide però la semplicità risultando allo stesso tempo più confortevole e meno fragile nel complesso.</p>
<h2>Software</h2>
<p>Windows Mobile 7.5 aka Mango è l&#8217;OS che gira sul Lumia 800, che ha ricevuto critiche positive da più o meno chiunque. <a href="http://www.slate.com/articles/technology/technology/2011/12/best_gadgets_2011_macbook_air_windows_phone_7_and_my_other_favorite_technologies_.html">Slate</a> verso Dicembre lo descriveva come <em>&#8220;il sistema operativo più bello in commercio&#8221;</em>, l&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.com/2011/09/27/windows-mango-review_n_983268.html">Huffington Post</a> come, semplicemente, <em>magnifico</em>.</p>
<p>Mango, effettivamente, è davvero bello. È quasi incredibile che questo prodotto venga da Microsoft, un&#8217;azienda che fino ad ora è stata raramente associata all&#8217;eleganza ed al minimalismo. Ma questi due aggettivi sono quanto mai appropriati per l&#8217;OS in questione, che sembra quasi provenire da Cupertino.</p>
<p>Mango è un sistema operativo, direi, tipografico. Le icone sono veramente poche, e quelle poche presenti sono essenziali e scarne, quasi come un carattere Unicode. Il grosso della UI sono scritte, di altro c&#8217;è ben poco.</p>
<p><a href="http://www.blogmac.eu/2011/10/27/quando-apple-sbaglia-il-design/">In passato abbiamo parlato dello skeuomorph</a>, ovvero quella tendenza a ricreare digitalmente oggetti reali. Un esempio è iBooks, che cerca di imitare, un po&#8217; goffamente, il comportamento di un libro fisico. Apple spesso indulge in questa direzione, creando software che tradiscono lo stile dell&#8217;hardware. Com&#8217;è possibile conciliare l&#8217;essenzialità e la semplicità delle linee dell&#8217;iPhone 4 con la UI di iBooks?</p>
<p>Ebbene Mango non pecca di questo problema. Tutto è — l&#8217;ho già detto, ma lo ripeto – estremamente essenziale e minimale.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://s3.eppol.net/blogmac/2012/lumia_800_os.jpg" alt="" width="233" height="311" /><img class="alignnone" src="http://s3.eppol.net/blogmac/2012/lumia800_lista.jpg" alt="" width="233" height="311" /><img class="alignnone" src="http://s3.eppol.net/blogmac/2012/lumia_800_os2.jpg" alt="" width="233" height="311" /><img class="alignnone" src="http://s3.eppol.net/blogmac/2012/lumia_800_os3.jpg" alt="" width="233" height="311" /></p>
<p>Appena acceso, Mango accoglie l&#8217;utente con una schermata che lo informa degli eventi imminenti, eventuali mail, messaggi e chiamate ricevute. Superata questa, lo attende l&#8217;equivalente dell&#8217;Home Screen, con all&#8217;interno delle icone rettangolari animate, in grado di mostrare l&#8217;ultimo tweet ricevuto o la più recente informazione correlata ad un&#8217;applicazione.</p>
<p>L&#8217;idea di sostituire le icone statiche e poco informative di iOS (e Android) con una versione dinamica delle stesse è una soluzione che distingue, positivamente, l&#8217;OS in questione dalle alternative.</p>
<p>Per accedere alle restanti applicazioni installate, una freccia in alto a destra dell&#8217;Home Screen guida ad una lunga lista che le elenca tutte. Tale lista, a mio parere, è molto scomoda e poco usabile — ricorda un po&#8217; il menù start di Windows. La freccia, inoltre, occupa una sezione consistente dell&#8217;Home Screen<sup class='footnote'><a href='#fn-8787-3' id='fnref-8787-3' onclick='return fdfootnote_show(8787)'>3</a></sup>, che viene così ridotto di dimensioni facendo credere all&#8217;utente che lo schermo sia più piccolo di quanto in realtà non sia — se non altro questa è la sensazione che ho avuto io.</p>
<p><img class="alignnone" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" src="http://s3.eppol.net/blogmac/2012/lumia800_contatti.jpg" alt="" width="520" height="391" /></p>
<p><em>Contatti</em> è una delle applicazioni più significative. Integrata con Facebook, Twitter e LinkedIn, si autopopola con le notizie e informazioni dei nostri amici, creando una sorta di Hub dal quale è possibile sapere e reperire tutto ciò che li riguardi.</p>
<p>Credo che l&#8217;applicazione <em>Contatti</em> delinei bene una filosofia di integrazione e omogeneità che ho trovato in tutto Mango. Neppure iOS è tanto coerente (e centralizzato) come Windows Mobile 7.5</p>
<p>Qualsiasi applicazione decidiate di provare ed acquista nel marketplace (= App Store) avrà la stessa UI di base, che è la medesima UI di base che a loro volta condividono le applicazioni preinstallate nel telefono. Suppongo che gli sviluppatori abbiano molta poca libertà e che il tentativo di Microsoft sia di creare un OS coerente in ogni suo aspetto.</p>
<h3>Il marketplace e le applicazioni</h3>
<p>L&#8217;assenza di un grande numero di applicazioni nel Marketplace non mi ha turbato come quanto avrei ipotizzato. Un client di twitter è sufficiente, perché tanto tutti si somigliano condividendo fra loro la medesima interfaccia grafica a causa di questo desiderio di omogeneità dell&#8217;OS. Ma, soprattutto, non c&#8217;è nemmeno bisogno di un client di twitter perché twitter è già integrato nell&#8217;OS<sup class='footnote'><a href='#fn-8787-4' id='fnref-8787-4' onclick='return fdfootnote_show(8787)'>4</a></sup>: Mango offre fin da principio la maggior parte delle funzioni che l&#8217;utente medio richiede.</p>
<p>Comunque, per esigenze personali, nel corso dei miei cinque giorni ho scaricato le seguenti applicazioni:</p>
<ul>
<ul>
<li>Flux, per leggere Google Reader</li>
<li>Birdsong, per utilizzare Twitter</li>
<li>Facebook</li>
<li>AnyTask, software GTD molto semplice</li>
</ul>
</ul>
<p>Non ne ho provate (ma nemmeno trovate) altre interessanti. Una menzione meritano le applicazioni Nokia di cui il Lumia 800 può vantare, fra cui &#8220;Nokia Mappe&#8221;, che sono decisamente migliori rispetto a quelle offerte da Microsoft, di Bing, e Nokia Drive. Il Lumia viene venduto con questo pacchetto di utili software già preinstallato.</p>
<h3>Un meraviglioso (ma inutilizzabile) esercizio di stile?</h3>
<blockquote><p>The typography is loose and over-produced, with big blimpy titles burning up content real-estate. The titling typography does not serve user needs or activities. Instead it is about its designer self, and looks like signage on the walls of a fashionable building. Good screen design for information/communication devices is all about the user and should be endlessly self-effacing. It is much more difficult to be user-friendly undesigny than designer-friendly designy. — <a href="http://www.edwardtufte.com/bboard/q-and-a-fetch-msg?msg_id=0003cy&amp;topic_id=1&amp;topic=Ask+E.T">Edward Tufte</a></p></blockquote>
<p>Dopo alcuni giorni di utilizzo, mi è venuto da domandarmi se tutta questa eleganza tornasse a vantaggio dell&#8217;utente e non fosse solo fine a se stessa. In certi casi, infatti, non si rivela affatto utile. Lo spazio è spesso mal sfruttato, la tipografia troppo enorme e il tutto poco intuitivo. La sensazione è che si tratti di un meraviglioso oggetto da rimirare, ma che se utilizzato comporta dei problemi. La sensazione è che si tratti di un poster, di un&#8217;insegna, di un cartello elegante con tipografia curata ma inadatta ad essere utilizzata come UI di un OS.</p>
<p>Io ne ho avuti, di problemi. Non sempre è chiaro cosa sia &#8220;cliccabile&#8221; e cosa no, per il fatto che è tutto testo e non c&#8217;è alcuna differenza fra gli elementi &#8220;attivi&#8221; e non. Le icone, dite quel che volete, mettiamo pure che siano poco sofisticate, indicano all&#8217;utente l&#8217;azione ad essa associata: un utilizzo, anche parco, non sarebbe un errore.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://s3.eppol.net/blogmac/2012/lumia800_informazioni.jpg" alt="" width="540" height="196" /></p>
<p>In molti casi, le informazioni fornite all&#8217;utente sono ridotte all&#8217;osso, poche e mal organizzate in una tipografia enorme, elegante e senza ragione, se non quella di apparire. Per fare un esempio: in base a quale assurda decisione Microsoft ha deciso di non fornire all&#8217;utente dettagli sulla batteria e l&#8217;intensità del segnale? — dettagli che iOS fornisce in una piccola barra in cima allo schermo, barra che su Windows Mobile 7.5 spesso non esiste e, se esiste, mostra esclusivamente l&#8217;ora corrente. Il problema non è limitato a questo particolare: è al contrario diffuso in tutto l&#8217;OS, che pecca di carenza di informazioni o di una cattiva organizzazione delle stesse.</p>
<p>Il risultato? Un OS minimale, molto povero e scarno che può piacere ma che molto spesso ho trovato limitato. Un OS che invita poco alla sperimentazioni, all&#8217;uso &#8220;approfondito&#8221;, alla scoperta. È come se Microsoft avesse creato un meraviglioso oggetto da rimirare. Non sto dicendo che è inutilizzabile, ma che non invita all&#8217;utilizzo. E me ne sono accorto perché spesso, per quelle azioni che solitamente svolgo con il mio iPhone, andavo alla ricerca dell&#8217;iPad. Quando l&#8217;iPad non c&#8217;era, le rimandavo a più tardi, quando sarei stato davanti al Mac. Non ho mai utilizzato così poco uno smartphone come in questi giorni, e la &#8220;novità&#8221; avrebbe dovuto spingermi esattamente al contrario. Ho utilizzato pochissimo twitter, facebook anche meno. Non ho quasi mai navigato in Internet e non ho letto gli articoli lunghi che solitamente mi concedo sull&#8217;iPhone, pur avendo i due dispositivi uno schermo identico.</p>
<p>A volte l&#8217;accendevo, pensavo <em>&#8220;è proprio bello, inutile negarlo&#8221;</em> ma poi non facevo nulla. Ero come non invogliato all&#8217;uso, ma limitato alla contemplazione della grafica sofisticata.</p>
<h3>Più un telefono che un computer</h3>
<p>Credo a questo punto che lo scopo di Microsoft con Mango sia chiaro: creare un OS molto minimale e, soprattutto, coerente. Un OS dove tutto sia centralizzato e controllato da lei stessa, anche l&#8217;UI delle applicazioni. La libertà data all&#8217;utente è davvero minima: non ci sono praticamente opzioni, tutto è stato già scelto e predisposto perché l&#8217;utente si senta a proprio agio, in un ambiente elegante e sofisticato dotato di tutti i confort e agi più diffusi.</p>
<p>Non è un OS adatto sicuramente agli utenti Android, che se lamentano i paletti imposti da Apple su iOS non potranno che detestare la standardizazzione imposta da Microsoft in Mango. Io credo che questa omogeneità vada a vantaggio dell&#8217;utente medio, quello che vuole uno smartphone per chiamare, usare facebook, navigare in rete e poco altro.</p>
<p>Mango non è un OS adatto a me, perché necessito per ragioni personali (blogging, scrittura, etc.) di applicazioni che mi lascino una maggiore libertà e personalizzazione, di applicazioni che amplino significativamente l&#8217;offerta iniziale del telefono. Mango invece viene venduto completo delle funzioni principali, più richieste, e tutto è già predisposto per funzionare; difficilmente però potrete aggiungergliene molte altre.</p>
<p>Credo che questo telefono sia perfetto per l&#8217;utente comune, ma credo anche che questo sia uno smartphone che somiglia più un telefono che ad un computer. Una volta ho scritto che <em><a href="http://www.blogmac.eu/2011/12/20/liphone-e-sufficientemente-piccolo-e-personale/">l&#8217;iPhone è il computer più personale che esista</a></em>. Windows Mobile 7.5, e di conseguenza i device che lo montano, e di conseguenza il Lumia 800, sono inadatti a questa definizione.</p>
<p>Perché somigliano più a dei telefoni che a dei computer. Ma, per molte persone, la maggioranza a dire il vero, questo è più che sufficiente.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Il Lumia 800 è un ottimo dispositivo, sicuramente un passo nella direzione corretta. L&#8217;OS che monta per certi versi ha enormi limiti e paletti che possono e non possono turbare: tutto dipende da quello che si pretende da uno smartphone e da quello che con esso ci si vuol fare. Nel tempo io, lo smartphone, l&#8217;ho fatto diventare <em>&#8220;il mio computer tascabile&#8221;</em>, quindi in certe occasione l&#8217;eccessiva semplificazione dell&#8217;OS che il Lumia monta mi ha turbato.</p>
<p>Ma ho visto molti possessori dell&#8217;iPhone richiedere dallo stesso quei tre o quattro compiti, e installare rare e inutilizzate applicazioni, che probabilmente se avessero scelto un Lumia 800 si sarebbero trovati meglio. In fin dei conti fa scattare foto, utilizzare twitter, pubblicare su facebook, navigare in rete, mappe, rubrica, calendari: tutte le funzioni principali sono qui, organizzate e a disposizione dell&#8217;utente in un&#8217;interfaccia elegante racchiusa in un hardware solido.</p>
<p>Il vostro amico geek (e mi ci metto anche io, qua dentro) lo troverà limitato, dopo alcuni giorni. Ma il vostro amico geek non è la fascia d&#8217;utenza a cui Nokia punta, con il Lumia 800. Almeno credo.</p>
<div class='footnotes' id='footnotes-8787'>
<div class='footnotedivider'></div>
<ol>
<li id='fn-8787-1'>Per altre noiose specifiche tecniche del Lumia 800 vi rimando all&#8217;<a href="http://www.nokia.com/gb-en/products/phone/lumia800/specifications/">apposita pagina</a> di Nokia.com <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-8787-1'>&#8617;</a></span></li>
<li id='fn-8787-2'>È disponibile anche blu e rosso <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-8787-2'>&#8617;</a></span></li>
<li id='fn-8787-3'>Una spessa colonna nera è occupata da questa freccia, portando ad un problema di gestione errata dello spazio che tratteremo fra poco <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-8787-3'>&#8617;</a></span></li>
<li id='fn-8787-4'>Seppur in una versione molto light con gravi pecche e mancanze <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-8787-4'>&#8617;</a></span></li>
</ol>
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		<title>La ragione per cui non c’è Siri nell’iPhone 4</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 10:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Links]]></category>

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		<description><![CDATA[Audience è un&#8217;azienda che ha sviluppato una tecnologia in grado di rimuovere in maniera efficace il rumore di sottofondo di una chiamata. Inizialmente inserita da Apple nell&#8217;iPhone 4 con un chip prodotto da Audience stessa, attraverso un accordo tale tecnologia è stata poi integrata direttamente nel processore A5 dell&#8217;iPhone 4S. Secondo il Linely Grup, la [...]<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/05/la-ragione-per-cui-non-ce-siri-nelliphone-4/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'La ragione per cui non c&#8217;è Siri nell&#8217;iPhone 4'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Audience è un&#8217;azienda che ha sviluppato una tecnologia in grado di rimuovere in maniera efficace il rumore di sottofondo di una chiamata. Inizialmente inserita da Apple nell&#8217;iPhone 4 con un chip prodotto da Audience stessa, attraverso un accordo tale tecnologia è stata poi integrata direttamente nel processore A5 dell&#8217;iPhone 4S.</p>
<p>Secondo il <a href="http://www.linleygroup.com/newsletters/newsletter_detail.php?num=4796">Linely Grup</a>, la rimozione del rumore di Audience sarebbe anche la ragione per cui Apple non ha offerto Siri ai possessori di un iPhone 4:</p>
<blockquote><p>Questa funzione è fondamentale nel nuovo telefono non solo perché migliora la qualità delle chiamate, ma blocca la maggior parte del rumore di fondo quando un utente utilizza Siri. Senza questa riduzione del rumore, Siri risulterebbe inutilizzabile. Ciò aiuta a spiegare perché Siri non sia stato reso disponibile come update sull&#8217;iPhone 4.</p>
<p>Pure l&#8217;iPhone 4 include un chip Audience, ma l&#8217;azienda ha nel frattempo migliorato la sua tecnologia introducendo il <em>&#8220;farfield speech&#8221;</em>, ovvero la possibilità di utilizzare e rimuovere il rumore anche quando il device è utilizzato alla distanza di un braccio e non solamente vicino alla propria bocca.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/05/la-ragione-per-cui-non-ce-siri-nelliphone-4/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'La ragione per cui non c&#8217;è Siri nell&#8217;iPhone 4'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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		<title>Cosa salva le startup nella Silicon valley</title>
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		<comments>http://www.blogmac.eu/2012/02/05/cosa-salva-le-startup-nella-silicon-valley/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 10:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Links]]></category>

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		<description><![CDATA[Paul Graham tradotto da Internazionale: Gli incontri casuali sono come quei momenti di relax che aiutano a farsi venire nuove idee. La maggior parte delle persone sa bene cosa vuol dire lavorare sodo su un problema, non essere capace di risolverlo, mollare tutto e andare a letto, per poi trovare la soluzione il mattino dopo sotto la [...]<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/05/cosa-salva-le-startup-nella-silicon-valley/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'Cosa salva le startup nella Silicon valley'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paul Graham tradotto da <a href="http://www.internazionale.it/news/tecnologia/2012/01/26/l’antidoto-che-salva-le-startup/">Internazionale</a>:</p>
<blockquote><p><strong></strong>Gli incontri casuali sono come quei momenti di relax che aiutano a farsi venire nuove idee. La maggior parte delle persone sa bene cosa vuol dire lavorare sodo su un problema, non essere capace di risolverlo, mollare tutto e andare a letto, per poi trovare la soluzione il mattino dopo sotto la doccia. La risposta esatta arriva quando si lasciano andare i pensieri e si passa dal ragionamento sbagliato della sera prima a quello giusto che si trovava lì accanto.</p>
<p>Come la doccia mette in moto i pensieri, così anche gli incontri casuali mettono in moto le conoscenze. L’incontro tra Larry Page e Sergey Brin è un buon esempio.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/05/cosa-salva-le-startup-nella-silicon-valley/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'Cosa salva le startup nella Silicon valley'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogmac/~4/K6oP7N4eyy4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Cinque giorni di tradimento</title>
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		<comments>http://www.blogmac.eu/2012/02/04/cinque-giorni-di-tradimento/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 12:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi quattro giorni ho spento l&#8217;iPhone per utilizzare al suo posto un Nokia Lumia 800, che ho gentilmente ricevuto per testarlo. Nei prossimi giorni ne riparleremo, con una recensione più approfondita. Nel frattempo un po&#8217; di anticipazioni e discussioni a riguardo si trovano nell&#8217;ultimo episodio di Brevi accenni, il sesto, da adesso in rete. [...]<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/04/cinque-giorni-di-tradimento/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'Cinque giorni di tradimento'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi quattro giorni ho spento l&#8217;iPhone per utilizzare al suo posto un Nokia Lumia 800, che ho gentilmente ricevuto per testarlo. Nei prossimi giorni ne riparleremo, con una recensione più approfondita. Nel frattempo un po&#8217; di anticipazioni e discussioni a riguardo si trovano nell&#8217;ultimo episodio di <a href="http://www.breviaccenni.net/?p=64">Brevi accenni</a>, il sesto, da adesso in rete.</p>
<blockquote><p>Fra gli altri argomenti: la quotazione in borsa di facebook e la condivisione eccessiva e ridonante di notizie. E non dimentichiamoci l’attrito, di cui Diego ci parla per l’ultima volta: l’ha promesso.</p></blockquote>
<p>Accorrete numerosi ad ascoltarlo: dal <a href="http://www.breviaccenni.net/?p=64">sito</a> o da <a href="http://itunes.apple.com/it/podcast/brevi-accenni/id482536466">iTunes</a>.</p>
<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/04/cinque-giorni-di-tradimento/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'Cinque giorni di tradimento'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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		<item>
		<title>La Apple dei motori di ricerca</title>
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		<comments>http://www.blogmac.eu/2012/02/03/la-apple-dei-motori-di-ricerca/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 16:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricerca interna a questo sito da alcuni giorni è affidata a DuckDuckGo, motore di ricerca, lanciato nel 2008, che di recente ha raccolto un rinnovato interesse grazie ai cambiamenti avvenuti in Google1. Scrive il The Daily, in un articolo che include anche testimonianze e dichiarazioni del co-fondatore e attuale CEO Gabriel Weinberg: Il team di DuckDuckGo al [...]<p>---<br/>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca interna a questo sito da alcuni giorni è affidata a <a href="http://duckduckgo.com/">DuckDuckGo</a>, motore di ricerca, lanciato nel 2008, che di recente ha raccolto un rinnovato interesse grazie ai cambiamenti avvenuti in Google<sup class='footnote'><a href='#fn-8741-1' id='fnref-8741-1' onclick='return fdfootnote_show(8741)'>1</a></sup>.</p>
<p>Scrive il <a href="http://www.thedaily.com/page/2012/01/30/013012-tech-features-duckduckgo-1-2/">The Daily</a>, in un articolo che include anche testimonianze e dichiarazioni del co-fondatore e attuale CEO Gabriel Weinberg:</p>
<blockquote><p>Il team di DuckDuckGo al lancio era concentrato sull&#8217;eliminazione aggressiva dello spam dai risultati di ricerca e nel creare un&#8217;interfaccia semplice, pulita, <em>&#8220;tipo come era Google quando è stato lanciato&#8221;</em>, ha detto Weinberg. Da un punto di vista del design <em>&#8220;siamo la Apple dei motori di ricerca&#8221;</em>. (via <a href="http://shawnblanc.net/2012/02/duckduckgo-daily/">Shawn Blanc</a>)</p></blockquote>
<p>È interessante la frase <em>&#8220;come era Google quando è stato lanciato&#8221;</em>. È interessante perché dietro all&#8217;interesse per DuckDuckGo, o Bing, pare ci sia più che un miglioramento improvviso degli stessi un <a href="http://pandodaily.com/2012/01/23/googles-real-problem/">peggioramento improvviso di Google</a>. Google sta riempiendo il suo motore di ricerca di orpelli inutili, rendendo le alternative sempre più interessanti.</p>
<p>La privacy policy di DuckDuckGo è molto semplice, la si riassume con poche parole: DuckDuckGo non raccoglie in alcun modo i dati degli utenti, fine. Il suo motore di ricerca permette di trovare materiale in rete, senza le cose strane che Google ha iniziato a costruire attorno e dentro questo semplice strumento.</p>
<p>Nonostante Google da tempo dica di voler percorrere la strada della personalizzazione per migliorare il proprio motore in realtà sta sacrificando il funzionamento dello stesso per tenere in vita un prodotto scadente quale Google Plus. E nel tenere in vita Google Plus, sta rovinando l&#8217;unico strumento che la rendeva davvero superiore e competitiva.</p>
<div class='footnotes' id='footnotes-8741'>
<div class='footnotedivider'></div>
<ol>
<li id='fn-8741-1'>Google Plus e la criticata integrazione dello stesso nei risultati di ricerca <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-8741-1'>&#8617;</a></span></li>
</ol>
</div>
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		<title>Perché non pubblicherò con iBooks Author</title>
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		<comments>http://www.blogmac.eu/2012/02/02/perche-non-usero-ibooks/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Links]]></category>

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		<description><![CDATA[Brett Kelly spiega perché non venderà i suoi libri su iBooks, né su Amazon e altre piattaforme che tengono i dati di vendita tutti per sé. Brevemente: Non avrebbe alcuna informazione su chi acquista i suoi libri e come li hanno trovati Non avrebbe alcuna via attraverso cui contattare i suoi clienti e, in molti [...]<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/02/perche-non-usero-ibooks/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'Perché non pubblicherò con iBooks Author'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brett Kelly spiega perché <a href="http://nerdgap.com/a-detailed-explanation-of-why-i-wont-be-using-apples-ibooks-author/">non venderà i suoi libri su iBooks</a>, né su Amazon e altre piattaforme che tengono i dati di vendita tutti per sé. Brevemente:</p>
<ol>
<li>Non avrebbe alcuna informazione su chi acquista i suoi libri e come li hanno trovati</li>
<li>Non avrebbe alcuna via attraverso cui contattare i suoi clienti e, in molti casi, sarebbe assoggettato al sistema di votazione/commento del venditore.</li>
</ol>
<p>Oltre al 30% sulle vendite di ogni libro che Apple si tiene, oltre ai limiti imposti sulla vendita e sul costo del libro utilizzando come strumento di creazione iBooks Author, oltre al formato proprietario illeggibile su altre piattaforme. Ci sono un po&#8217; troppi oltre, non trovate?</p>
<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/02/perche-non-usero-ibooks/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'Perché non pubblicherò con iBooks Author'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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		<title>Cose che dicono i programmatori</title>
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		<comments>http://www.blogmac.eu/2012/02/01/cose-che-dicono-i-programmatori/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Null ★ PERMALINK ---<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/02/01/cose-che-dicono-i-programmatori/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'Cose che dicono i programmatori'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://youtu.be/8WZr6fvtEgk">Null</a></p>
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		<item>
		<title>The Flaming Lips &amp; Siri</title>
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		<comments>http://www.blogmac.eu/2012/01/31/the-flaming-lips-siri/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Links]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Now I Undestand&#8221; è la canzone composta dai The Flaming Lips che vede la partecipazione di Siri come componente vocale del gruppo. Non è la prima volta che Siri viene assoldata per cantare, ma questo sembra il primo ingaggio &#8220;serio&#8221; — credeteci o meno, il brano è meno terribile di quanto ci si potrebbe aspettare. ★ PERMALINK [...]<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/01/31/the-flaming-lips-siri/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'The Flaming Lips &#038; Siri'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<a href="http://soundcloud.com/theflaminglips/now-i-understand">Now I Undestand</a>&#8221; è la canzone composta dai The Flaming Lips che vede la partecipazione di Siri come componente vocale del gruppo. Non è la prima volta che Siri viene <a href="http://www.blogmac.eu/2011/10/18/siri-madness/">assoldata per cantare</a>, ma questo sembra il primo ingaggio &#8220;serio&#8221; — credeteci o meno, il brano è meno terribile di quanto ci si potrebbe aspettare.</p>
<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/01/31/the-flaming-lips-siri/" rel="bookmark" title="Permanent link to 'The Flaming Lips &#038; Siri'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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		<item>
		<title>Sulla condivisione inconsapevole</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/lastmac/~3/XGVAJUWvC2Y/</link>
		<comments>http://www.blogmac.eu/2012/01/30/di-come-la-condivisione-a-costo-zero-sta-rovinando-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle ragioni per cui facebook è una miniera di materiale scadente è che è troppo facile condividere. Sembra assurdo, per un social network, ma il fatto che un utente debba compiere uno sforzo pari a zero per la condivisione di un&#8217;informazione riduce la qualità dell&#8217;informazione stessa. Ad aver abbassato la qualità del sito sono [...]<p>---<br/>
<a href="http://blogmac.eu/membership"><img src="http://f.cl.ly/items/2u2O2W1r0u2J0s2A1Y2F/jimmy_blogmac.png"></a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle ragioni per cui facebook è una miniera di materiale scadente è che è troppo facile condividere. Sembra assurdo, per un social network, ma il fatto che un utente debba compiere uno sforzo pari a zero per la condivisione di un&#8217;informazione riduce la qualità dell&#8217;informazione stessa. Ad aver abbassato la qualità del sito sono state le varie applicazioni che promettono un aggiornamento automatico del proprio profilo. Queste applicazioni esistono altrove, anche su twitter, ma facebook le ha supportate e pubblicizzate più di qualunque altro sistema, integrandole al suo interno.</p>
<p>Vi faccio un esempio: se io metto mi piace ad un articolo su un sito, non significa che desideri condividerlo. Ciò nonostante facebook decide da solo di pubblicarlo sulla mia bacheca, propinandolo a tutti i miei amici. Ancora peggio, di recente facebook ha introdotto un&#8217;opzione che, se il giornale o il sito di turno l&#8217;ha attivata, segnala in automatico agli amici l&#8217;articolo che stiamo leggendo, senza che noi ce ne rendiamo conto, senza né un avviso né una nostra azione. La modalità di default è la condivisione. Il New York Times <a href="http://www.theatlantic.com/technology/archive/2011/09/why-the-new-york-times-isnt-using-facebooks-frictionless-sharing/245880/">ha detto &#8220;no grazie&#8221;</a>, ritenendo giustamente la feature inutile, ma facebook inizia a presentarla come qualcosa di inevitabile, un progresso tecnologico contro il quale è vano schierarsi.</p>
<p>Ma la condivisione automatica, senza una ragione e una motivazione dietro, ha reso lo strumento meno interessante e i suoi utenti sempre meno attenti e consapevoli nel <em>scegliere</em> cosa pubblicare: pubblicano, senza riflettere. L&#8217;utente &#8216;normale&#8217; mette mi piace ad una decina di pagine inutili, posta in un solo giorno più di un video, spesso canzoni, e diverse immagini. Il tutto senza un minimo di autocensura, senza chiedersi nemmeno un istante<em> &#8216;ma è davvero interessante, quello che sto per condividere?&#8217;.</em></p>
<p>L&#8217;attività editoriale comporta che:</p>
<ul>
<li>Una persona sia in grado di decidere fra tante cose a quale dare valore e a quale dar risalto</li>
<li>Prevede che certe cose vengano eliminate. Ci sono 50 canzoni che ti piacciono? Ne pubblichi una, non tutte e cinquanta. Grazie.</li>
</ul>
<p>Su facebook nessuno la attua: nessuno sceglie di escludere certa informazione, anche se superflua, ridondante ed eccessiva, e nessuno si chiede se valga davvero la pena condividere quella determinata cosa. Ed è informazione &#8211; intesa come qualcosa che possa interessare qualcuno, anche solo informare gli amici su un proprio gusto o un pensiero &#8211; questa? Certamente no, come ha provato a spiegare Mike Loukides, su <a href="http://radar.oreilly.com/2011/12/the-end-of-social.html">O&#8217;Relly</a>:</p>
<blockquote><p>La condivisione a sforzo zero di facebook non migliora la condivisione, la rende senza senso. Torniamo alla musica: è interessante se dico a te che mi piace tantissimo la musica di Olivier Messiaen. È altrettanto significativo se ti dico che a volte mi rilasso ascoltando i Pink Floyd. Ma se questo tipo di informazione è sostituita da un flusso costante di quello che si sta ascoltando, diventa priva di significato. Non c&#8217;è più una condivisione.</p></blockquote>
<p>Prendiamo un utente, un utente medio, che mette tanti mi piace a pagine a caso, perché crede sia divertente mettere mi piace a pagine a caso, pubblica tanti video musicali dello stesso gruppo, perché crede che sia doveroso ricordarmi ogni giorno che lui ascolta quel gruppo, pubblica una ventina di immagini divertenti, che smettono di esserlo a questo punto, e scrive dove si trova in ogni istante.</p>
<p>Avete il coraggio di affermare che queste azioni hanno una portata informativa? Io no, l&#8217;unica informazione che ci possono dare è la scarsa intelligenza di chi le attua. Chiamarla informazione non ha più senso: si chiama spam. Mi stai dando fastidio, e tanto anche. Perché non mi rispetti e non rispetti il mio tempo: credi che sia giusto pubblicare cinquanta cose <em>scadenti</em> al giorno.</p>
<p>Il problema della superficialità e mediocrità dell&#8217;informazione su facebook è dunque dovuto al 50% al sistema, che ha reso la condivisione non tanto immediata e semplice, quanto piuttosto automatica, e per l&#8217;altro 50% agli utenti e alla cerchia di amici che ti sei costruito. Se sei circondato da un mare di informazioni irrilevante, è perché i tuoi amici la creano. Non si autogenera.</p>
<p>Per citare Clay Johnson: <a href="http://www.blogmac.eu/2011/12/08/non-dare-la-colpa-allinformazione-dalla-a-te-stesso/">non dare la colpa all&#8217;informazione</a>, dalla a te stesso. Nessuno entrando in una pasticceria grida <em>&#8220;aiuto! ho un problema di food overload!&#8221;</em>. Lo stesso vale per l&#8217;informazione, e per l&#8217;information overload: se ne consumi troppa, se hai sei reso il consumo caotico e senza senso, se quella che assumi è priva di interesse, la colpa è di come ti sei scelto le tue fonti. Ma siccome su facebook le tue fonti sono i tuoi amici — e forse proprio qua sta il problema e l&#8217;errore di fondo, che i nostri amici spesso e volentieri non sono una fonte d&#8217;informazione valida — non puoi risolvere il problema eliminandoli. E anche eliminare te stesso dal sito, non è una soluzione.</p>
<p>Piuttosto, vi ricordate l&#8217;amico che cliccava il tasto <em>forward</em> ad ogni mail contenente una catena, un video divertente, un&#8217;immagine strana o un appello e storia inventata? Simpatico, i primi giorni, poi tutti abbiamo finito col detestarlo. E l&#8217;amico a un certo punto ha smesso<sup class='footnote'><a href='#fn-8005-1' id='fnref-8005-1' onclick='return fdfootnote_show(8005)'>1</a></sup>, capendo che l&#8217;uso dell&#8217;email è un altro, che la ricezione perpetua di materiale inutile non è apprezzata e, soprattutto, che inviare cinque mail al giorno alla stessa persona non aiuta nei rapporti.  Eppure, cinque è un numero basso se paragonato agli aggiornamenti che oggi un utente medio pubblica quotidianamente, su facebook, dove questo tacito accordo ancora non esiste, dove si è legittimati a segnalare molteplici video al giorno, senza finire nello spam e rendere insofferenti gli amici.</p>
<p>Facebook dovrebbe smetterla di spingere verso il <em>frictionless sharing</em>, che non è inevitabile e nemmeno utile. I suoi utenti dovrebbero imparare a rispettarsi a vicenda, porsi il perché di quell&#8217;informazione che stanno per condividere e darsi dei limiti. Ma questo è proprio quello che Mark Zuckerberg non vuole: che la gente condivida coscientemente. E questo è proprio il <em>frictionless sharing</em>: una condivisione automatica, senza pensarci sopra, senza fatica.</p>
<p>Quasi inconsapevole.</p>
<div class='footnotes' id='footnotes-8005'>
<div class='footnotedivider'></div>
<ol>
<li id='fn-8005-1'>Oppure, se recidivo, è finito dimenticato nello spam, con buona pace all&#8217;anima sua <span class='footnotereverse'><a href='#fnref-8005-1'>&#8617;</a></span></li>
</ol>
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		<title>‘Vuoi avere l’onore di rimuovere la pellicola?’</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Corti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ultimo episodio di &#8220;The Big Bang Theory&#8221;, puntata numero 14, una parte significativa è dedicata all&#8217;iPhone 4S che Raj acquista, tratta in maniera reverenziale e con il quale, a un certo punto, conversa scoprendo e innamorandosi di Siri, una &#8220;donna&#8221; alla quale finalmente riesce a comunicare senza problemi. (via melamorsicata) ★ PERMALINK ---<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/01/29/vuoi-avere-lonore-di-togliere-la-pellicola/" rel="bookmark" title="Permanent link to '&#8216;Vuoi avere l&#8217;onore di rimuovere la pellicola?&#8217;'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ultimo episodio di &#8220;The Big Bang Theory&#8221;, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uZwx1zDTsSI">puntata numero 14</a>, una parte significativa è dedicata all&#8217;iPhone 4S che Raj acquista, tratta in maniera reverenziale e con il quale, a un certo punto, conversa scoprendo e innamorandosi di Siri, una &#8220;donna&#8221; alla quale finalmente riesce a comunicare senza problemi.</p>
<p>(via <a href="http://www.melamorsicata.it/mela/2012/01/28/siri-usato-nel-telefilm-the-big-bang-theory/">melamorsicata</a>)</p>
<p><a href="http://www.blogmac.eu/2012/01/29/vuoi-avere-lonore-di-togliere-la-pellicola/" rel="bookmark" title="Permanent link to '&#8216;Vuoi avere l&#8217;onore di rimuovere la pellicola?&#8217;'" class="glyph">★ PERMALINK</a></p>
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