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	<title>Champagne: degustazioni, anteprime e news</title>
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	<description>Il Riferimento per lo Champagne sul Web</description>
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	<title>Champagne: degustazioni, anteprime e news</title>
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		<title>Il Krug Clos du Mesnil 2009 e i miei dubbi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 16:43:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Krug]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oramai lo sappiamo: Krug non aspetta una grande annata per dichiarare un millesimato. Segue altri parametri come, prima di tutto, la possibilità di quei vini di raccontare l’annata,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-26330 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/krug-clos-de-mesnil-2017-opening.jpg" alt="bottiglia krug clos du mesnil" width="886" height="662" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/krug-clos-de-mesnil-2017-opening.jpg 886w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/krug-clos-de-mesnil-2017-opening-275x205.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/krug-clos-de-mesnil-2017-opening-610x456.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/krug-clos-de-mesnil-2017-opening-600x448.jpg 600w" sizes="(max-width: 886px) 100vw, 886px" /></p>
<p>Oramai lo sappiamo: Krug non aspetta una grande annata per dichiarare un millesimato. Segue altri parametri come, prima di tutto, la possibilità di quei vini di raccontare l’annata, nello stile della <em>Maison</em>, naturalmente. E questo vale tanto per il <em>Krug Millésime</em>, quanto per il <em>Krug Clos du Mesnil</em> (e il <em>Krug Clos d’Ambonnay</em>…). Nel caso del primo, ad esempio e senza andate troppo indietro nel tempo, abbiamo visto la <em>Maison</em> passare dal <em>Krug 2008</em> al <em>Krug 2011</em>, quindi con un salto tre annate, e poi proseguire con il <em>Krug 2013</em> (recentemente recensito), saltando l’agognato <em>Krug 2012</em> per le ragioni che molti di voi oramai conoscono e che racconto dettagliatamente nel libro ‘<strong><em>Krug la mia passione</em></strong>’.</p>
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<p>Più complesso il discorso sul <em>Krug Clos du Mesnil</em>, dove a volte la sequenza di annate è stata veramente bizzarra: 1979, 1980, 1981, 1982, 1983, 1985, 1986, 1988, 1989, 1990, 1992, 1995, 1996, 1998, 1999 (mai uscito), 2000, 2002, 2003 (uscito prima del 2002), 2004, 2006 e 2008. E poi? Ecco il sorprendente, in quanto inaspettato, <strong><em>Krug Clos du Mesnil 2009</em></strong>! Già, mancata con il <em>Krug Millésime</em>, quest’annata porta invece in dote il <em>Krug Clos du Mesnil.</em></p>
<figure id="attachment_26327" aria-describedby="caption-attachment-26327" style="width: 886px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-26327 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/22-edizioni-clos-de-mesnil.jpg" alt="22 edizioni del clos du mesnil" width="886" height="626" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/22-edizioni-clos-de-mesnil.jpg 886w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/22-edizioni-clos-de-mesnil-275x194.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/22-edizioni-clos-de-mesnil-610x431.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/22-edizioni-clos-de-mesnil-600x424.jpg 600w" sizes="(max-width: 886px) 100vw, 886px" /><figcaption id="caption-attachment-26327" class="wp-caption-text">Fino a oggi, il Krug Clos du Mesnil è stato prodotto 22 volte, compreso il 1999 mai uscito.</figcaption></figure>
<p>Un’annata strana, la 2009, non propriamente calda, ma solare, il cui problema è stato questo marcato tratto ‘solare’, che ha comportato mancanza di energia alla maggior parte degli champagne. A memoria, di champagne targati 2009 ne salvo tre, per quanto riguarda le <em>maison </em>classiche: <em>Cristal</em> (Louis Roederer), <em>Sir Winston Churchill</em> (Pol Roger) e <em>Amour</em> (Deutz). Quindi che Krug abbia dichiarato il millesimo per il suo champagne più mitico e mitizzato con quest’annata mi ha sorpreso. Soprattutto considerando che, nel passato, un’altra annata solare (1999) è stata fatta, lasciata affinare, assaggiata e… <em>remise en cercle</em>! Ne parlai a suo tempo <a href="https://www.lamiachampagne.com/348-il-krug-che-non-vedrete-mai-purtroppo/"><strong>qui</strong></a>.</p>
<p>Invece, com’è andata stavolta? Lo champagne è regolarmente uscito e, a quanto pare, è piaciuto a diversi. Ma non al sottoscritto. No. A mio avviso, il <em>Krug Clos du Mesnil</em> non funziona nelle annate solari e/o propriamente calde, come dimostrato anche dai <em>Krug Clos du Mesnil 2006 </em>e<em> 2003 </em>(decisamente meno coinvolgente del cugino <em>Krug 2003</em>) e, in misura minore, dal <em>Krug Clos du Mesnil 1992</em>.</p>
<p>Prima di andare però a scoprire questo benedetto <em>Krug Clos du Mesnil 2009</em>, ‘ripassiamo’ velocemente il suo luogo di nascita, ossia il <strong>vigneto</strong> sito nel cuore del villaggio omonimo, Grand Cru dal 1985 (quindi, per le prime cinque annate il <em>Krug Clos du Mesnil</em> è stato Premier Cru…). Il ‘Clos du Chapitre’ è un vigneto antichissimo, le cui tracce risalgono addirittura al 1698 grazie ai monaci (guarda un po’…). Si inizia a parlare di ‘Clos du Mesnil’ nel 1742 e pochi anni più tardi, a seguito di un accorpamento di proprietà, arriva definitivamente alla sua estensione attuale: 1,84 ettari, anzi <strong>1,8428 ettari</strong>, per la precisione. Un secolo più tardi, il vigneto è acquistato da un locale <em>vigneron</em>, tale Amedée Tarin, guadagnando così la denominazione di ‘Clos Tarin’. Ne nasce un <em>blanc de blancs</em>, fino a che i Tarin decidono di vendere le uve a Salon: quindi, il ‘clos’ fa parte dell’assemblaggio della <em>Cuvée S</em> fino al millesimo 1969. Già, perché nel <strong>1971</strong> il vigneto è acquistato da <strong>Henri </strong>e<strong> Rémi Krug</strong> nell’ambito di un’acquisizione di un blocco di 6 ettari nella Côte des Blancs. I Krug lo ripiantano, lo restaurano e con gli assaggi dei vini della vendemmia <strong>1979</strong> nasce il <em>Krug Clos du Mesnil </em>(per la storia dettagliata rimando ancora al libro ‘<em>Krug la mia passione</em>’).</p>
<figure id="attachment_26329" aria-describedby="caption-attachment-26329" style="width: 886px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-26329 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/villaggio-Le-Mesnil-sur-Oger.jpg" alt="Il ‘Clos du Mesnil’, cuore verde del villaggio di Le-Mesnil-sur-Oger, visto dalle colline a sud del villaggio." width="886" height="593" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/villaggio-Le-Mesnil-sur-Oger.jpg 886w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/villaggio-Le-Mesnil-sur-Oger-275x184.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/villaggio-Le-Mesnil-sur-Oger-610x408.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/03/villaggio-Le-Mesnil-sur-Oger-600x402.jpg 600w" sizes="(max-width: 886px) 100vw, 886px" /><figcaption id="caption-attachment-26329" class="wp-caption-text">Il ‘Clos du Mesnil’, cuore verde del villaggio di Le-Mesnil-sur-Oger, visto dalle colline a sud del villaggio.</figcaption></figure>
<p>Il ‘Clos du Mesnil’, com’è stato definitivamente ribattezzato, è suddiviso in sei parcelle, con la più giovane ripiantata nel 2008. Pertanto, all’interno del vigneto ci sono espressioni diverse e non tutte entrano sempre nell’assemblaggio del <em>Krug Clos du Mesnil. </em>Che, come ricorda <strong>Olivier Krug</strong>, è lo champagne più facile da fare: si assaggiano i vini e si decide semplicemente per il sì o per il no, diversamente da <em>Krug Grande Cuvée</em> e <em>Krug Millésime</em>. E, sempre per dirla come Olivier, “<em>non c’è gerarchia negli champagne Krug, il Krug Clos du Mesnil è l’espressione puntiforme dello stile Krug: una sola varietà, un solo vigneto, una sola annata</em>”.</p>
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		<title>Sorpresa Dom Pérignon: arriva il Vintage 2017!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 15:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dom Pérignon]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quale Dom Pérignon seguirà il Vintage 2015? Peraltro, detto tra noi, piuttosto controverso. Almeno al momento. Beh, personalmente sognavo un Vintage 2016, ma no, non ci sarà. Quindi,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-26292 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/opening-degustazione-dom-perignon-2017.jpg" alt="dom perignon 2017 in degustazione" width="886" height="662" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/opening-degustazione-dom-perignon-2017.jpg 886w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/opening-degustazione-dom-perignon-2017-275x205.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/opening-degustazione-dom-perignon-2017-610x456.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/opening-degustazione-dom-perignon-2017-600x448.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 886px) 100vw, 886px" /></p>
<p>Quale Dom Pérignon seguirà il <em>Vintage 2015</em>? Peraltro, detto tra noi, piuttosto controverso. Almeno al momento. Beh, personalmente sognavo un <em>Vintage 2016</em>, ma no, non ci sarà. Quindi, era plausibile pensare a un <em>Vintage 2018</em> (che ci sarà… anzi c’è), vista anche la difficoltà dell’annata 2017 in Champagne. Invece…</p>
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<p>A settembre, ero su con il panel di degustazione della guida proprio per assaggiare i Dom Pérignon da pubblicare nell’edizione <em>2026/27</em> di <em>Grandi Champagne</em>. Appuntamento con <strong>Vincent Chaperon</strong> alle 17:00 di martedì 16 settembre a Hautvillers, ma non all’Abbazia, visto che sono in corso i lavori (pare non finiscano prima del 2029), bensì a ‘La Pitance’, piccola proprietà poco sotto la stessa Abbazia. Ebbene, abbiamo sì assaggiato il prevedibile <em>Vintage 2018</em> (che trovate in guida insieme a <em>P2 2008</em> e <em>Rosé Vintage 2010</em>), però, prima… sorpresa: ecco l’inatteso <strong><em>Vintage 2017</em></strong>! Chaperon ci ha spiegato che usciranno in sequenza, nel corso del 2026, prima il <em>Vintage 2017</em>, in piccola quantità (“<em>il più piccolo tiraggio nella storia di Dom Pérignon</em>”), poi il <em>Vintage 2018</em>. Non solo: il primo è l’ultimo di Richard Geoffroy, mentre il secondo è il primo firmato Vincent Chaperon.</p>
<p>La degustazione ci ha messo di fronte a un <em>Vintage 2017</em> molto classico, molto identitario, mentre il <em>Vintage 2018</em> è apparso più ‘moderno’, se mi si passa il termine. Considerando anche la breve permanenza sul mercato, alla fine ho deciso di pubblicare in guida il <em>Vintage 2018</em>. E il <em>Vintage 2017</em>?</p>
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		<title>Nuova annata per il Blanc des Millénaires!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 08:32:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Heidsieck]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dobbiamo al compianto chef de cave Daniel Thibault se Charles Heidsieck è oggi una Maison di assoluta eccellenza, con champagne straordinari che sanno coniugare complessità e longevità con...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-26230 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/degustazione-charles-heidsieck-bdm-2017-apre.jpg" alt="charles heidsieck blanc des millenaires in degustazione" width="886" height="652" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/degustazione-charles-heidsieck-bdm-2017-apre.jpg 886w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/degustazione-charles-heidsieck-bdm-2017-apre-275x202.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/degustazione-charles-heidsieck-bdm-2017-apre-610x449.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/degustazione-charles-heidsieck-bdm-2017-apre-600x442.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 886px) 100vw, 886px" /><br />Dobbiamo al compianto <em>chef de cave</em> Daniel Thibault se <strong>Charles Heidsieck</strong> è oggi una <em>Maison</em> di assoluta eccellenza, con champagne straordinari che sanno coniugare complessità e longevità con una godibilità al limite dell’irresistibile. Una di queste creazioni firmate <strong>Daniel Thibault</strong> è il <em>Blanc des Millénaires</em>, nato con la vendemmia 1983 secondo la formula di cinque villaggi della Côte des Blancs (Cramant, Avize, Oger, Le-Mesnil e Vertus, rispettivamente per complessità, mineralità, struttura, equilibrio e florealità), ciascuno al 20%. Da quel primo <em>Blanc des Millénaires 1983 </em>nulla è cambiato, se non l’adozione della bottiglia ‘<em>Crayère</em>’ con il millesimo <em>2007</em>. Quest’ultimo è stato seguito dal <em>2014</em> (veramente eccezionale, lo trovate nell’<strong><a href="https://www.lamiachampagne.com/prodotto/grandi-champagne-2026-27/">attuale edizione della guida <em>Grandi Champagne</em></a></strong>), che non ha passato il testimone a un improbabile 2015 (bene, bravi!) e neanche a un possibile 2016 (peccato), ma lo ha fatto tre anni più tardi con il <strong><em>Blanc des Millénaires 2017</em></strong><em>, </em>in uscita quest’estate: bene, eccolo in anteprima!</p>
<p>Si tratta del primo della serie fatto da Cyril Brun (ora <em>chef de cave</em> di Ferrari), che ha ben saputo estrarre quanto di buono quest’annata difficilissima ha saputo dare allo <strong>Chardonnay</strong>, mentre sia il Pinot Noir, sia il Meunier hanno sofferto tantissimo. Eppure, fu un’annata, la 2017, che cominciò benissimo e fino al 15 agosto tutti gli <em>champenois</em> pensavano che sarebbe stata eccezionale. Però poi è piovuto, tanto, fino a metà settembre. Risultato: tanta botrite e, soprattutto, uve dal gusto di champignon. Eccezione la Côte des Blancs, quindi gli Chardonnay più classici. </p>
<p>Ecco, dunque, che gli champagne <em>blanc de blancs</em> non rappresentano una singolarità e, anzi, hanno dato risultati tra il buono e il molto buono, con alcune punte di eccellenza. Come il <em>Blanc des Millénaires</em>, che esce dopo <strong>7 anni</strong> di cantina con un dosaggio di <strong>9 g/l</strong>, quindi nel più solido classicismo di Charles Heidsieck.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-26232 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/bottiglia-charles-heidsieck-bdm.jpg" alt="bottiglia di charles heidsieck blanc des millenaires 2017" width="838" height="259" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/bottiglia-charles-heidsieck-bdm.jpg 838w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/bottiglia-charles-heidsieck-bdm-275x85.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/bottiglia-charles-heidsieck-bdm-610x189.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/bottiglia-charles-heidsieck-bdm-600x185.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 838px) 100vw, 838px" /></p>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="blanc-des-millenaires-2017">Blanc des Millénaires 2017</h2>
<p><span class="assemblaggio"><em>100% Chardonnay</em></span></p>
<p><em>dég. ott. 2025</em> &#8211; Olfatto molto verticale, affilato, animato da una concentrazione agrumata (limone soprattutto), quest’ultima impreziosita da una sottile florealità. Più di tutto, però, colpiscono freschezza ed eleganza. La bocca bissa appieno tanto la verticalità, quanto la freschezza, pur sembrando meno densa di quanto ci si aspetterebbe. Questo, però, soltanto perché gioca su freschezza, succosità e tensione, con una gustativa sapida e affilata nella quale la <em>craie</em> sale sempre più in cattedra, insieme ai ritorni agrumati. Chiusura asciutta e salina, precisa e definita. Eccellente in assoluto, sorprendente se si pensa all’annata.</p>
<p><strong>Voto</strong>: 94(<span class="voto-numero">98</span>)/100</p>
<p><em>(ha contribuito alla degustazione Vania Valentini)</em></p>
<p>Assaggiare un <em>Blanc des Millénaires </em>con soli cinque mesi di <em>dégorgement</em> è un crimine, ciò nonostante questo <em>2017</em> già rivela materia e fattura di prim’ordine e, soprattutto, lascia presagire un’evoluzione radiosa. Non credo possa raggiungere le vette dello straordinario <em>2014</em>, però gli si accoda a brevissima distanza, pertanto mette in fila <em>2007</em>, <em>2006</em> e <em>2004</em>. Amen.</p>
<p><a href="http://www.charlesheidsieck.com">www.charlesheidsieck.com</a></p>


<p></p>
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		<title>Krug cala l’asso: arriva l’attesissimo Krug 2013!</title>
		<link>https://www.lamiachampagne.com/26078-krug-cala-lasso-arriva-lattesissimo-krug-2013/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 08:23:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Millésime]]></category>
		<category><![CDATA[Krug]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Krug Grande Cuvée è l’essenza della Maison di Reims. Del suo stile. Della sua storia. Lo sappiamo. A mio avviso è un punto di arrivo, non di...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lamiachampagne.com/26078-krug-cala-lasso-arriva-lattesissimo-krug-2013/">Krug cala l’asso: arriva l’attesissimo Krug 2013!</a> proviene da <a href="https://www.lamiachampagne.com">Champagne: degustazioni, anteprime e news</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-26075" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/degustazione-krug-2013-610x642.jpg" alt="" width="610" height="642" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/degustazione-krug-2013-610x642.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/degustazione-krug-2013-275x289.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/degustazione-krug-2013-600x631.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/degustazione-krug-2013.jpg 842w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></p>
<p>La <i>Krug Grande Cuvée</i> è l’essenza della <i>Maison</i> di Reims. Del suo stile. Della sua storia. Lo sappiamo. A mio avviso è un punto di arrivo, non di partenza. Esatto, non è, come nelle altre <i>maison</i>, il <i>brut sans année</i> che poi conduce ad altri champagne, come, ad esempio, il millesimato. Ah, già, il millesimato… Pure Krug ne fa uno, ma questo, pur esssendo sullo stesso piano della <i>Krug Grande Cuvée</i>, è diverso. È l’erede naturale della <i>Krug Cuvée N°2</i> di Joseph Krug, uno champagne più “<i>corposo</i>”, vinoso, rispetto alla <i>Krug Cuvée N°1</i> (progenitrice dell’attuale <i>Krug Grande Cuvée</i>), ma se la <i>Krug Cuvée N°1</i> era fatta ogni anno, invece la <i>Krug Cuvée N°2</i> nasceva “<i>selon les circonstances</i>”. Che significa? Molto acutamente, <b>Olivier Krug</b> spiega: “<i>da Krug abbiamo la visione per dire ‘non aspetto una grande annata per fare un grande champagne’. No. Con il Krug Millésime si racconta la storia dell’annata prima di essere Krug. Invece, con le altre maison accade il contrario</i>”. Infatti, solitamente una <i>maison de champagne</i> fa il millesimato in occasione di una grande annata, per esaltare il proprio stile, ben più del classico <i>sans année</i>. Krug no.</p>
<p><figure id="attachment_26074" aria-describedby="caption-attachment-26074" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-26074" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/krug-1-bis-610x519.jpg" alt="Krug Grande Cuvée 169ème e Krug 2013" width="610" height="519" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/krug-1-bis-610x519.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/krug-1-bis-275x234.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/krug-1-bis-600x511.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/krug-1-bis.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-26074" class="wp-caption-text">Les Créations 2013, quindi la Krug Grande Cuvée 169ème e l’attesissimo Krug 2013.</figcaption></figure></p>
<p>Ecco, allora, il sorprendente <i>Krug 2003</i> (altro che forzatura di LVMH! Leggete la storia vera di questo champagne, e non solo, nel libro ‘<i>Krug, la mia passione</i>’), l’inatteso &#8211; e piacevolissimo &#8211; <i>Krug 2011</i>, la mancanza del <i>Krug 2012</i>, che non esiste sebbene sia stato anelato dagli appassionati (anche in questo caso rimando al libro ‘<i>Krug, la mia passione</i>’). C’è, però, e per fortuna, il <b><i>Krug 2013</i></b>. Attesissimo: la 2013 è stata un’annata da ‘grande classico’ come non si vedeva da tempo. Un’annata vendemmiata a inizio ottobre. Un’annata di finezza. Una <b>grande</b> annata. Addirittura eccezionale per Guillaume Selosse, che la ritiene superiore a 2008 e 2012. Non a caso, i <i>2013</i> assaggiati finora si sono rivelati eccellenti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><figure id="attachment_26076" aria-describedby="caption-attachment-26076" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-26076" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/olivier-krug-2-610x655.jpg" alt="Olivier Krug" width="610" height="655" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/olivier-krug-2-610x655.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/olivier-krug-2-275x295.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/olivier-krug-2-600x644.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/olivier-krug-2.jpg 825w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-26076" class="wp-caption-text">Tenendo fede alla piacevole consuetudine, il Krug 2013 è stato tenuto a battesimo da Olivier Krug.</figcaption></figure></p>
<p>Nel caso del <i>Krug 2013</i>, la <i>cheffe da cave</i> <b>Julie Cavil</b> parla di “<i>esplosione di agrumi</i>” (‘<i>éclat d’agrumes</i>’), aggiungendo che “<i>il clima fresco e la pioggia, uniti alla vendemmia autunnale, hanno caratterizzato Krug 2013, rivelando tutte le sfumature aromatiche degli agrumi. Krug 2013 è un profumo di agrumi servito su un piatto d’argento!</i>”. Nel dettaglio, l’annata 2013 ha avuto un inverno freddo e piovoso che ha ritardato la fioritura. Successivamente, il sole estivo ha stimolato lo sviluppo dei grappoli, ma la maturazione è rimasta lenta. La vendemmia si è svolta da Krug tra il 25 settembre e il 16 ottobre, regalando Chardonnay di straordinaria finezza, accompagnati da Pinot Noir e Meunier strutturati ma equilibrati, dotati di grande lunghezza gustativa.</p>
<p>Dopo i ripetuti assaggi dei vini e la decisione da parte del comitato di degustazione di ‘poter raccontare l’annata’, lo champagne è stato assemblato e imbottigliato nella primavera del 2014. A seguire, al termine di ben <b>10 anni</b> sui lieviti, il <i>Krug 2013</i> è stato dosato a <b>5 g/l</b> e ha poi riposato ancora due anni (top!) nelle cantine della <i>Maison</i>, a Reims.</p>
<p><figure id="attachment_26077" aria-describedby="caption-attachment-26077" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-26077" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/controetichetta-krug-2013-610x527.jpg" alt="controetichetta Krug 2013" width="610" height="527" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/controetichetta-krug-2013-610x527.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/controetichetta-krug-2013-275x237.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/controetichetta-krug-2013-600x518.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/controetichetta-krug-2013.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-26077" class="wp-caption-text">Tra le varie informazioni interessanti, il Krug iD ci rivela che questo champagne ha riposato esattamente due anni dopo dégorgement e dosaggio.</figcaption></figure></p>
<p>Per vari motivi, non l’ho ancora assaggiato, pertanto lascio la parola a <b>Vania Valentini</b>, che ha partecipato alla presentazione italiana. Sua anche la scheda di degustazione.</p>
<p><i>A guidare il percorso è Olivier Krug, che inizia come spesso fa, aggirando l’attesa. La tradizione vorrebbe che raccontasse la prima volta in cui ha bevuto Krug, ma è una storia che si sottrae al racconto: risale a più di sessant’anni fa, praticamente alla nascita! Una battuta, certo, ma anche un modo per dire che il rapporto con questa Maison precede la memoria stessa.</i></p>
<p><i>Olivier lavora in Krug da oltre trentacinque anni. Racconta di essersi reso conto, proprio pochi giorni fa, di essere diventato il collaboratore più anziano dell’azienda. Un pensiero che lo ha portato persino a consultare siti dedicati alla pensione, salvo chiarire subito che non c’è alcun addio all’orizzonte. Continuerà ancora a lungo a parlare di champagne ed è evidente che quel tempo, per lui, non è una variabile astratta.</i></p>
<p><i>Riemerge poi un ricordo più lontano: un periodo in cui l’Italia non era nemmeno un territorio legittimo da frequentare. Era considerata il dominio di suo zio Rémi e per anni Olivier non si era sentito autorizzato a esserci. Quando ha iniziato a venirci, circa vent’anni fa, lo ha fatto con una sensazione di lieve disagio, come se il posto non fosse ancora del tutto suo. Col tempo, quella distanza si è trasformata in una storia costruita, solida, condivisa.</i></p>
<p><i>Quando accenna al business lo fa quasi controvoglia, Olivier, ma lo fa con chiarezza: oggi l’Italia è il primo mercato europeo per Krug. Un paese attraversato da generazioni diverse, da persone molto connesse, da approcci che cambiano. Per alcuni il centro è la competenza tecnica, per altri il piacere, la relazione, l’emozione. Ed è proprio in questo spazio intermedio che Krug ha imparato a muoversi.</i></p>
<p><i>Poi c’è il lavoro quotidiano della Maison. Un lavoro iniziato con Éric e oggi portato avanti da Julie. Un lavoro che coinvolge tra i cento e i centocinquanta viticoltori, parcella per parcella, e che si fonda su una concezione del tempo lunga, lentissima. Éric si è ritirato la settimana precedente. Era entrato in Maison nel 1998. Julie è arrivata vent’anni fa. Da sei anni firma il lavoro che oggi arriva sul mercato. Qui il tempo non è mai breve, né negoziabile.</i></p>
<p><i>Il percorso di degustazione dell’evento si apre con Krug Grande Cuvée 173</i><i><sup>ème</sup></i><i>. Durante il pranzo si torna su Krug Rosé 29</i><i><sup>ème</sup></i><i>, a seguire il confronto con il Krug 2011, quale riferimento necessario. Infine, ‘Les Créations 2013’. Il confronto con il Krug 2011 rende tutto ancora più evidente. Due champagne della stessa età, ma radicalmente diversi. Nel Krug 2011 il lavoro è stato quello di contenere, di arginare la ricchezza. Nel Krug 2013 accade l’opposto: la freschezza diventa una forza interna, una struttura portante. Accanto ai calici del millesimato è presente anche Krug Grande Cuvée 169</i><i><sup>ème</sup></i><i>, creata sull’annata 2013. Poi il tempo si dilata. Resta il silenzio, la calma, l’assaggio. Perché, a questo punto, è Krug a parlare&#8230;</i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-26073" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/krug-5-610x487.jpg" alt="" width="610" height="487" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/krug-5-610x487.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/krug-5-275x220.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/krug-5-600x479.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/krug-5.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></p>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="krug-2013"><b>Krug 2013</b></h2>
<p><span class="assemblaggio"><a href="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/bottiglia-krug-2013.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-26072" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/bottiglia-krug-2013-275x840.jpg" alt="" width="110" height="336" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/bottiglia-krug-2013-275x840.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/02/bottiglia-krug-2013.jpg 290w" sizes="auto, (max-width: 110px) 100vw, 110px" /></a>41% Pinot Noir, 38% Chardonnay, 21% Meunier</span><i></i><i>Krug iD 124011</i> &#8211; Calice brillante dai riflessi oro, attraversato da una bollicina finissima e ostinata, vigorosa, ipnotica, invitante. Il naso non concede nulla nell’immediato. È compatto, quasi severo. La dolcezza di agrume in scorza, la <i>craie</i>, anche la roccia umida e una salinità marina profonda emergono per stratificazione, più che per slancio. C’è potenza, ma soprattutto controllo. Tutto è raccolto, fitto, misurato, intessuto in modo ineccepibile, magistralmente in equilibrio. Che eleganza! Ma è al palato che il vino cambia passo, rivelando la sua vera dimensione. È ampio, solenne, di una tridimensionalità impressionante. La freschezza non è mai nervosa: è struttura portante, architrave su cui poggia una materia compatta, carnosa, attraversata da una tensione minerale continua. La carbonica è perfettamente integrata, funzionale al disegno e accompagna uno sviluppo profondo, parte integrante della trama salino-minerale, mentre la gustativa allunga, scava, restituendo agrumi, ricordi marini, salinità. Per un finale di persistenza tattile più che aromatica, dai ritorni salini e rocciosi ancora una volta a evidenziarne la statura. E la provenienza. Uno champagne che non cerca il colpo di scena bensì conferma, con classe, la propria autorevolezza. È destinato all’immortalità.<br />
<b>Voto: 97(<span class="voto-numero">99</span>)/100</b></p>
<p>A questa presentazione è seguita quella riservata alle <i>Krug Ambassade</i> italiane. Erano presenti due amici, Daniele Agosti (<i>Mamma Mia</i>, Roma) e Francesco Dalla Torre (<i>Il Pedrocchino</i>, Sacile). Ecco il commento di <b>Daniele</b>: “<i>finalmente è arrivata la nuova création di Krug, il Millésime 2013! Curioso di provarla subito, decido di confrontarla con la Krug Grande Cuvée169</i><i><sup>ème</sup></i><i> per capire le due espressioni della stessa annata. Ebbene, mi colpisce subito un’olfazione ricca di tostature, una lieve dolcezza di polpa di frutta e una certa florealità, tutte sensazioni che ricordano quelle della 169ème quando debuttò. Ma veniamo all’assaggio, dove mi accorgo che, contrariamente al Krug 2011, dove lo Chardonnay era protagonista, questa volta è il Pinot Nero a vincere, seppure di poco, con una intensa mineralità e nette sensazioni di agrumi in tutte le sue espressioni. La gustativa è piena, potente ed elegante, ciò nonostante sono la finezza, l’equilibrio a essere protagonisti. Il buongiorno si vede dal mattino, ma ho proprio la sensazione che questo Krug 2013 ci darà grandissime soddisfazioni in futuro, per cui godiamocene la freschezza subito, ma lasciamone qualche bottiglia in cantina perché sono pronto a scommettere che diventerà un grande Krug!</i>”.</p>
<p>Amen. Il punteggio di Daniele è perfettamente in linea con quello di Vania.</p>
<p>Appena assaggio questo benedetto <i>Krug 2013</i>, vi dirò la mia.</p>
<p><span class="distributore"><a href="http://www.krug.com">www.krug.com</a></span></p>
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		<title>Comtes de Champagne: lo Chardonnay al top!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 16:44:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Verticale]]></category>
		<category><![CDATA[Taittinger]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ho detto, l’ho scritto e lo ripeto: per me ci sono quattro blanc de blancs assolutamente straordinari. I migliori se preferite, dove con ‘migliori’ intendo non solo la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-25958 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-verticale-taittinger.jpg" alt="bottiglia taittinger comtes de champagne" width="1593" height="1001" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-verticale-taittinger.jpg 1593w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-verticale-taittinger-275x173.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-verticale-taittinger-610x383.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-verticale-taittinger-1536x965.jpg 1536w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-verticale-taittinger-1200x754.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-verticale-taittinger-600x377.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1593px) 100vw, 1593px" /></p>
<p>L’ho detto, l’ho scritto e lo ripeto: per me ci sono quattro <em>blanc de blancs</em> assolutamente straordinari. I migliori se preferite, dove con ‘migliori’ intendo non solo la loro intrinseca eccellenza, ma anche il non aver sbagliato una sola uscita: <em>Substance</em> (Jacques Selosse), <em>Fleur de Passion</em> (Diebolt-Vallois), <em>Clos du Mesnil</em> (Krug) e… <a href="https://www.lamiachampagne.com/8683-taittinger-comtes-de-champagne-1998-blanc-de-blancs/"><em>Comtes de Champagne</em></a> (Taittinger).</p>
<hr />
<p><em>L’articolo è in versione ridotta, la versione integrale è riservata agli iscritti del Club<br />
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<hr />
<p>Dei quattro citati, il <em>Comtes de Champagne</em> è stato il primo a nascere, cosa che avvenne con la vendemmia 1952: lo ideò <strong>Claude Taittinger</strong>, zio di Pierre-Emmanuel. Però non si trattava del primo <em>blanc de blancs</em> della <em>Maison</em> di Reims, a dispetto del dubbio che potrebbe far sorgere il romanzo <em>Casino Royale</em>. In un passaggio, Ian Fleming fa dire a James Bond “<em>Taittinger blanc de blancs is probably the finest champagne in the world…</em>”. Cosa c’è di strano? Beh, il libro fu pubblicato nel 1953, quindi l’anno che il primo <em>Comtes de Champagne</em> fu messo nelle cantine di Taittinger per uscirne cinque anni più tardi, quando fu presentato come la <em>cuvée de prestige</em> di Taittinger. Il creatore dell’agente segreto più famoso al mondo era amico di Claude Taittinger e volle creare aspettative attorno al futuro champagne? Nulla di tutto questo. Più semplicemente, la <em>Maison</em> faceva già un <em>blanc de blancs</em> millesimato e sembra che fu il <em>Blanc de Blancs 1943</em> quello di cui parla Fleming nel romanzo. Per la cronaca, Taittinger sarà ancora presente in <em>Al servizio segreto di Sua Maestà</em> (<em>Comtes 1953</em>, il secondo della storia) e <em>Octopussy</em> (<em>Prestige Rosé</em>), sebbene nei rispettivi film gli champagne siano poi differenti.</p>
<p><figure id="attachment_25960" aria-describedby="caption-attachment-25960" style="width: 1460px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-25960 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/james-bond-e-taittinger.jpg" alt="Alcune edizioni di ‘Casino Royale’, primo romanzo che vede protagonista James Bond e… Taittinger." width="1460" height="1554" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/james-bond-e-taittinger.jpg 1460w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/james-bond-e-taittinger-275x293.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/james-bond-e-taittinger-610x649.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/james-bond-e-taittinger-1443x1536.jpg 1443w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/james-bond-e-taittinger-1200x1277.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/james-bond-e-taittinger-600x639.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1460px) 100vw, 1460px" /><figcaption id="caption-attachment-25960" class="wp-caption-text">Alcune edizioni di ‘Casino Royale’, primo romanzo che vede protagonista James Bond e… Taittinger.</figcaption></figure></p>
<p>A ogni modo, Claude Taittinger, partendo proprio dalla tradizione dello <strong>Chardonnay</strong> in purezza propria di Taittinger (è nel 1945 che François Taittinger, fratello di Claude, lega definitivamente lo stile della <em>Maison</em> all’uva bianca), rilancia e plasma il <em>Comtes de Champagne</em>, che debutta ufficialmente nel 1957. Da allora, a parte la forma della bottiglia, lo champagne si è costantemente evoluto. Nel corso degli anni è cresciuto il tempo di sosta sui <strong>lieviti</strong>, passando dai quattro anni del debutto ai dieci attuali, e anche l’<strong>etichetta</strong> è stata via via modificata. Personalmente preferisco la seconda, decisamente affascinante, ma è questione di gusti…</p>
<p><figure id="attachment_25961" aria-describedby="caption-attachment-25961" style="width: 1575px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-25961 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/claude-taittinger.jpg" alt="Claude Taittinger e il ‘suo’ primo Comtes de Champagne, millesimo 1952." width="1575" height="962" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/claude-taittinger.jpg 1575w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/claude-taittinger-275x168.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/claude-taittinger-610x373.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/claude-taittinger-1536x938.jpg 1536w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/claude-taittinger-1200x733.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/claude-taittinger-600x366.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1575px) 100vw, 1575px" /><figcaption id="caption-attachment-25961" class="wp-caption-text">Claude Taittinger e il ‘suo’ primo Comtes de Champagne, millesimo 1952.</figcaption></figure></p>
<p>Poi, la <em>cuvée de prestige</em> di Taittinger ha beneficiato di una parziale apertura al <strong>legno</strong>: dal millesimo 1989, circa il 5% dei mosti è fermentato in barrique. Questo, ha comportato anche l’introduzione di vini di Chouilly nell’assemblaggio, visto che sono soltanto i mosti di questo villaggio a essere fermentati in legno. Da quel momento, il <em>Comtes</em> è fatto con cinque <strong>Grand Cru</strong> della Côte des Blancs. I cinque di fatto, se permettete, visto che Oiry è in realtà la parte pianeggiante di Cramant e Chouilly… Nel dettaglio, Avize e Le-Mesnil sono sempre preponderanti, o meglio, rappresentano l’impalcatura del <em>Comtes</em>, di Chouilly ho appena detto, mentre Oger e Cramant vanno a completare l’assemblaggio. Ricordo che Chouilly e Oger sono classificati Grand Cru dal 1985.</p>
<p>Invariata, come detto, la forma della <strong>bottiglia</strong>, che riprende quella utilizzata dai monaci dell’Abbazia di Saint-Nicaise. Nelle cantine di Taittinger c’è una vetrata artistica che mostra lo Zar Pietro Il Grande durante la visita alle cantine dell’Abbazia nel 1717: in mano, il sovrano ha una bottiglia identica a quella attuale del <em>Comtes</em>.</p>
<p>Infine, il <strong>nome</strong>. Per oltre tre secoli, durante il Medioevo e sotto il governo dei ‘Conti di Champagne’ (dinastia di sovrani della contea, da cui il nome, dal 930 al 1316), in particolare di Thibaud IV, il potere della regione della Champagne raggiunse un livello elevatissimo, con una sfera d’influenza non solo politica, ma anche economica, artistica e spirituale. Inoltre, una leggenda vuole che, tornando dalle crociate, Thibaud IV abbia portato in Champagne una varietà d’uva bianca che avrebbe poi dato vita allo Chardonnay. Avendo poi Pierre Taittinger acquisito negli anni ‘30 il palazzo, nel centro di Reims, residenza proprio del ‘Conte di Champagne’ Thibaud IV, suo figlio ha avuto l’idea di intitolare il nuovo champagne a questa nobile dinastia.</p>
<p>Dalla sua nascita, il <em>Comtes de Champagne</em> è stato prodotto soltanto nelle migliori annate, quaranta fino a oggi: 1952, 1953, 1955, 1959, 1961, 1962, 1964, 1966, 1969, 1970, 1971, 1973, 1975, 1976, 1979, 1981, 1982, 1983, 1985, 1986, 1988, 1989, 1990, 1993, 1994, 1995, 1996, 1998, 1999, 2000, 2002, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2011, 2012, 2013, 2014…</p>
<p>Una <strong>pubblicità</strong> (Taittinger è stata la prima <em>maison de champagne</em> a fare le inserzioni in giornali e riviste) degli anni ‘60 sottolinea in maniera arguta, sagace proprio il fatto che il <em>Comtes</em> venisse (e venga tuttora) fatto soltanto in alcune annate.</p>
<p><figure id="attachment_25963" aria-describedby="caption-attachment-25963" style="width: 1417px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-25963 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/pubblicita-taittinger.jpg" alt="Pubblicità (Taittinger è stata la prima a fare delle inserzioni) del Comtes de Champagne. La più recente vede in campo lo stesso Pierre-Emmanuel." width="1417" height="965" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/pubblicita-taittinger.jpg 1417w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/pubblicita-taittinger-275x187.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/pubblicita-taittinger-610x415.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/pubblicita-taittinger-1200x817.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/pubblicita-taittinger-600x409.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1417px) 100vw, 1417px" /><figcaption id="caption-attachment-25963" class="wp-caption-text">Pubblicità (Taittinger è stata la prima a fare delle inserzioni) del Comtes de Champagne. La più recente vede in campo lo stesso Pierre-Emmanuel.</figcaption></figure></p>
<p>E, a proposito di pubblicità, sapevate che fu un’altra pubblicità Taittinger a ispirare Anselme Selosse nel lontano 1972?</p>
<p>“<em>Nel 1972 Taittinger lanciò una campagna pubblicitaria con dei cartelloni stradali con questo slogan: ‘Taittinger, ne serait ce qu’une seule fois dans la vie’ (‘Taittinger, almeno una volta nella vita’, N.d.A.). Ecco, mi son detto, quando tutti parlano di superfici vitate o di numero di bottiglie, invece c’è qualcuno che fa passare un messaggio diverso: ‘se c’è qualcosa che dovreste assaggiare come champagne, questo dovrebbe essere Taittinger, anche una sola volta nella vita’. Il messaggio mi ha colpito, mi ha addirittura influenzato, tanto da diventare una delle frasi che fa parte dei miei mantra, uno dei miei strumenti di pensiero. Torniamo così alla mia idea di ‘diverso e desiderabile’…</em>”</p>
<p>(estratto dal &#8211; prossimo &#8211; libro ‘<em>Anselme Selosse, l’uomo cha ha cambiato la Champagne e il suo vino</em>’)</p>
<p><figure id="attachment_25966" aria-describedby="caption-attachment-25966" style="width: 886px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-25966 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/verticale-comtes-de-champagne-completa.jpeg" alt=" La verticale di Comtes de Champagne, attraverso tre decadi, tra annate memorabili e altre più complicate. Le bottiglie più vecchie non avevano l’etichetta originale: tutte recavano la versione più aggiornata." width="886" height="609" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/verticale-comtes-de-champagne-completa.jpeg 886w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/verticale-comtes-de-champagne-completa-275x189.jpeg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/verticale-comtes-de-champagne-completa-610x419.jpeg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/verticale-comtes-de-champagne-completa-600x412.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 886px) 100vw, 886px" /><figcaption id="caption-attachment-25966" class="wp-caption-text">La verticale di Comtes de Champagne, attraverso tre decadi, tra annate memorabili e altre più complicate. Le bottiglie più vecchie non avevano l’etichetta originale: tutte recavano la versione più aggiornata.</figcaption></figure></p>
<p>Nel 2011 ebbi l’occasione di fare una bellissima verticale di <em>Comtes de Champagne</em> con Pierre-Emmanuel e Clovis Taittinger (tre bianchi e due rosé tra il <em>1989</em> e il <em>1999</em>), poi nonostante tanti altri incontri, sempre accompagnati da bottiglie memorabili, non c’è più stata un’occasione del genere. Fino a quando ho voluto ‘rinverdire’ i fasti insieme allo <em>chef de cave</em> <strong>Alexandre Ponnavoy</strong>, che di annate ne ha preparate addirittura sei di bianchi e ben cinque di rosé! In questa sede vi racconto i primi…</p>
<p><figure id="attachment_25965" aria-describedby="caption-attachment-25965" style="width: 844px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-25965 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/Alexandre-Ponnavoy-chef-taittinger.jpeg" alt="Lo chef de cave Alexandre Ponnavoy durante la degustazione." width="844" height="886" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/Alexandre-Ponnavoy-chef-taittinger.jpeg 844w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/Alexandre-Ponnavoy-chef-taittinger-275x289.jpeg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/Alexandre-Ponnavoy-chef-taittinger-610x640.jpeg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/Alexandre-Ponnavoy-chef-taittinger-600x630.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 844px) 100vw, 844px" /><figcaption id="caption-attachment-25965" class="wp-caption-text">Lo chef de cave Alexandre Ponnavoy durante la degustazione.</figcaption></figure></p>
<h2 id=""></h2>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="comtes-de-champagne">Comtes de Champagne</h2>
<p><span class="assemblaggio"><em>100% Chardonnay</em></span></p>
<h2 id=""></h2>
<h2 id=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-25969 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/comtes-de-champagne-2014.jpeg" alt="comtes de champagne 2014" width="886" height="713" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/comtes-de-champagne-2014.jpeg 886w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/comtes-de-champagne-2014-275x221.jpeg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/comtes-de-champagne-2014-610x491.jpeg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/comtes-de-champagne-2014-600x483.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 886px) 100vw, 886px" /></h2>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="2014"><strong><em>2014</em></strong></h2>
<p><em>legno 8%, dosage 8 g/l, dégorgement gen. 2025</em></p>
<p>Per i dettagli di questo vino rimando alla guida <em>Grandi Champagne</em>, l’attuale edizione <em>2026/27</em>. Anticipo soltanto che si tratta di un <em>Comtes</em> eccezionale, con un notevolissimo potenziale evolutivo tale da proiettarlo tra i migliori di famiglia, sebbene inaspettato.</p>
<p><strong>95(<span class="voto-numero">98</span>)/100</strong></p>
<h2 id=""></h2>
<h2 id=""><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-25968 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/comtes-de-champagne-2007.jpeg" alt="comtes de champagne 2007" width="886" height="693" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/comtes-de-champagne-2007.jpeg 886w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/comtes-de-champagne-2007-275x215.jpeg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/comtes-de-champagne-2007-610x477.jpeg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/comtes-de-champagne-2007-600x469.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 886px) 100vw, 886px" /></h2>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="2007"><strong><em>2007</em></strong></h2>
<p><em>legno 4%, dosage 9 g/l, dégorgement dic. 2018</em></p>
<p>Champagne ricco, denso, profondo. Il naso tende soltanto alla maturità, a fronte di una trama agrumata (cedro) con spunti speziati esotici e leggere tostature. Bocca rotonda, concentrata ma leggera, ossia cremosa ed elegantissima, animata da una freschezza vitale, con una progressione vibrante e la chiusura <em>crayèuse</em>. Stupisce la bevibilità, al limite dell’irresistibile. Lo <em>chef de cave</em> lo trova estremamente identitario e sono d’accordo, però aggiungo il fatto che è forse l’esempio più eclatante di come un’annata dai grandi contrasti (vendemmia di agosto, ma acidità elevata) possa anche stupire. Eccellente.</p>
<p><strong>98(<span class="voto-numero">98</span>)/100</strong></p>
<hr />
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<hr />
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		<title>Gosset fa ‘bingo!’ senza dosaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 14:05:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gosset]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovo champagne in casa Gosset, che è anche il primo pas dosé della storia della Maison. Per pochi giorni non siamo riusciti a inserirlo nella guida (Grandi Champagne...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lamiachampagne.com/25902-gosset-fa-bingo-senza-dosaggio/">Gosset fa ‘bingo!’ senza dosaggio</a> proviene da <a href="https://www.lamiachampagne.com">Champagne: degustazioni, anteprime e news</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-25901" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-recensione-gosset-zero-dosage-610x550.jpg" alt="" width="610" height="550" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-recensione-gosset-zero-dosage-610x550.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-recensione-gosset-zero-dosage-275x248.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-recensione-gosset-zero-dosage-600x541.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/apre-recensione-gosset-zero-dosage.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></p>
<p>Nuovo champagne in casa <b>Gosset</b>, che è anche il primo <i>pas dosé</i> della storia della <i>Maison</i>. Per pochi giorni non siamo riusciti a inserirlo nella guida (<i>Grandi Champagne 2026/27</i>, dove invece trovate <i>Grande Réserve</i>, <i>Grand Millésime 2016</i> e <i>Célébris 2012</i>), ma rimediamo presentandolo qui dopo averlo assaggiato a metà dicembre 2025 insieme a <b>Odilon de Varine</b>, anima tecnica e dirigenziale di Gosset.</p>
<p><figure id="attachment_25898" aria-describedby="caption-attachment-25898" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-25898" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/odilon-de-varine-610x791.jpg" alt="Odilon de Varine" width="610" height="791" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/odilon-de-varine-610x791.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/odilon-de-varine-275x357.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/odilon-de-varine-600x778.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/odilon-de-varine.jpg 664w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-25898" class="wp-caption-text">Odilon de Varine, anima della Gosset del XXI secolo, durante la degustazione.</figcaption></figure></p>
<p>Prima di andare a conoscere da vicino l’inedito champagne della <i>Maison</i> di Epernay, però, vorrei raccontare l’interessante riflessione fatta con Odilon a proposito del <b>dosaggio</b>. Lo champagne è oramai stabilmente orientato verso l’<i>extra-brut</i>, oltre a sempre più <i>pas dosé</i>, ma, dopo un quarto di secolo di questa tendenza, gli <i>champenois</i> iniziano a chiedersi se rinnegare dosaggi più elevati &#8211; che hanno accompagnato lo champagne nel momento del suo maggiore sviluppo, non lo dimentichiamo &#8211; sia la scelta giusta. Guarda caso, il giorno prima Jean-Baptiste Lécaillon mi aveva confessato come e quanto stesse riflettendo sul tema del dosaggio, che non doveva essere più visto come il demonio nel caso di livelli di <i>brut</i> classico. Inoltre, proprio Odilon de Varine mi ha parlato di una riunione fatta con diversi <i>chef de cave</i> su questo argomento, dalla quale è scaturita un’ipotesi attraente: proporre il medesimo champagne con <b>due dosaggi</b> diversi. Uno molto basso, se non proprio zero, da bere senza attendere e/o comunque indirizzato agli appassionati; un altro dosato in maniera importante, almeno per quanto riguarda i canoni odierni (quindi 8-11 g/l), destinato al lungo invecchiamento e/o a un pubblico più ampio. L’idea, a mio avviso, è geniale, visto che oramai sappiamo bene che i non dosati difficilmente vanno oltre alcuni anni dal <i>dégorgement</i> e, al contrario, sono gli champagne dosati a sfidare il tempo (vedasi il caso più clamoroso del <i>Brut Réserve</i> di Charles Heidsieck, oppure la stessa <i>Grande Réserve</i> di Gosset), potendo superare anche i vent’anni di invecchiamento. Staremo a vedere, resta il fatto che l’ossessione per i dosaggi bassissimi o nulli sembra perdere slancio. Forse giustamente, anche perché sentire gente che al wine-bar o al ristorante chiede “<i>un pas dosé</i>” (e sottolinea ‘un’ generico) è di una miopia desolante…</p>
<p><figure id="attachment_25897" aria-describedby="caption-attachment-25897" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-25897" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/cantina-gosset-610x537.jpg" alt="Cantina Gosset" width="610" height="537" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/cantina-gosset-610x537.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/cantina-gosset-275x242.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/cantina-gosset-600x528.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/cantina-gosset.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-25897" class="wp-caption-text">Se la lunghissima sosta in cantina è ‘normale’ per i millesimati Gosset, i 10 anni del nuovo non millesimato Zéro sono a dir poco stupefacenti.</figcaption></figure></p>
<p>Non dosare uno champagne, comunque, richiede alcune ‘attenzioni’. Innanzitutto, deve essere pensato per essere tale, altrimenti si rischia una contrazione della chiusura della gustativa, se non proprio delle rigidità palatali. In secondo luogo, essendo lo champagne un vino storicamente dosato al fine di limare le asperità dell’acidità, è necessaria una lunga sosta sui lieviti per compensare la mancanza dello zucchero aggiunto. In proposito, vorrei ricordare che chi si cimenta con i <i>pas dosé</i> da quasi mezzo secolo e vanta oggi un’intera gamma di champagne senza dosaggio, Tarlant, ha sempre affermato con Benoît che “<i>il tempo è il mio dosaggio</i>”.</p>
<p>Bene, per creare il primo champagne non dosato della <b>storia</b> di Gosset, Odilon de Varine ha fatto suoi proprio questi due pilastri dei <i>pas dosé</i>: assemblaggio ad hoc e lunghissima sosta sui lieviti. Ecco, dunque, lo <b><i>Zéro</i></b>, che vuole incarnare lo stile Gosset senza concessioni anche a fronte dell’assoluta assenza di dosaggio. Odilon ha scelto vini del 2013 tenuti ben 18 mesi in <i>cuve</i> sulle fecce nobili (tiraggio tardivo) prima di sviluppare un assemblaggio sbilanciato sullo Chardonnay (pilastro stilistico della Gosset attuale) e <i>vins de réserve</i> intorno al 10%, impiegati come “<i>il sale e il pepe in cucina</i>”. Nel dettaglio, la fermentazione è avvenuta in acciaio senza malolattica, i Cru selezionati per l’assemblaggio sono Ambonnay. Bouzy, Cumières, Rilly, Avize, Cramant e Villers-Marmery, mentre la sosta sui lieviti è durata il periodo record (per un <i>sans année</i>, ma anche per un millesimato non è poco…) di 10 anni.</p>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="zero">Zéro</h2>
<p><span class="assemblaggio"><a href="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/bottiglia-gosset-zero-dosage.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-25896" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/bottiglia-gosset-zero-dosage.jpg" alt="Bottiglia Gosset Zéro Dosage" width="110" height="345" /></a>38% Pinot Noir, 62% Chardonnay</span><br />
<i></i><i>dég. II trim. 2025</i> &#8211; Il naso si propone estremamente coerente con lo stile della <i>Maison</i>, con una maturità ben calibrata. È ricco ma misurato, di sicuro fascino, giocato su frutti gialli e bianchi freschi, accenni floreali e una chiara impronta di <i>craie</i>, a conferire definizione e precisione all’insieme. Colpiscono pulizia e precisione. La bocca è avvolgente ma slanciata, animata dalla sapidità e da una nitida trama agrumata. Tornano pulizia e precisione, ma emergono anche definizione e finezza, senza mancare di avvolgenza, con la progressione salina che porta a chiudere con una lunga persistenza sulla <i>craie</i>. Buonissimo e, soprattutto, non sembra affatto privo di dosaggio, il che è clamoroso quando si ricorda che è un vino senza malolattica…<br />
Voto: <b>94(<span class="voto-numero">94</span>)/100</b></p>
<p><i>(ha contribuito alla degustazione Vania Valentini)</i></p>
<p>Raramente mi è capitato di assaggiare uno champagne non dosato tanto buono. Sì, è naturalmente e istintivamente ‘buono’, ossia è una di quelle bottiglie che ti danno soddisfazione senza se e senza ma, finendo poi allegramente… Non lo ritengo uno champagne da invecchiamento e Odilon de Varine ha convenuto con me, ma ben vengano champagne ‘pronti da bere’, come si suol dire. Speriamo non resti un episodio isolato, come avvenuto purtroppo con altre etichette Gosset, che ci hanno stupito, ma senza poi concedere il bis…</p>
<p><a href="http://www.champagne-gosset.com">www.champagne-gosset.com</a></p>
<p><figure id="attachment_25900" aria-describedby="caption-attachment-25900" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-25900" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/recensione-gosset-zero-dosage-610x452.jpg" alt="" width="610" height="452" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/recensione-gosset-zero-dosage-610x452.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/recensione-gosset-zero-dosage-275x204.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/recensione-gosset-zero-dosage-600x445.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2026/01/recensione-gosset-zero-dosage.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-25900" class="wp-caption-text">L’azzurro è il colore scelto per lo Zéro, sì da simboleggiare precisione, purezza, tarsparenza…</figcaption></figure></p>
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		<title>Viaggiare nel tempo si può con la ‘Lanson Private Collection’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 11:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Verticale]]></category>
		<category><![CDATA[Lanson]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli champagne ‘vintage’ o ‘d’antan’ che dir si voglia sono nella maggior parte dei casi delle esperienze indimenticabili. Tuttavia, affinché siano tali, è fondamentale che queste bottiglie siano...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-25774" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/apre-lanson-verticale-parte01-610x443.jpg" alt="" width="610" height="443" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/apre-lanson-verticale-parte01-610x443.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/apre-lanson-verticale-parte01-275x200.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/apre-lanson-verticale-parte01-600x436.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/apre-lanson-verticale-parte01.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></p>
<p>Gli champagne ‘<i>vintage</i>’ o ‘<i>d’antan</i>’ che dir si voglia sono nella maggior parte dei casi delle esperienze indimenticabili. Tuttavia, affinché siano tali, è fondamentale che queste bottiglie siano state conservate alla perfezione. Diversamente, è un po’ come lanciare una monetina in aria… In tal senso, la massima sicurezza la offrono quelle bottiglie che provengono dalla <b><i>‘vinothèque’</i></b>, quindi dalla riserva… o meglio, dalla memoria storica della <i>maison</i>. Poi queste bottiglie possono essere sia di <i>dégorgement</i> originale, magari fatto anche più di venti o trent’anni fa, oppure di <i>dégorgement</i> recente, anche se poi le <i>maison</i> tendono a proporre &#8211; giustamente &#8211; bottiglie che hanno riposato almeno (e sottolineo almeno!) un paio di anni dopo l’operazione. Ecco, se fino a qualche anno fa 6 mesi di <i>dégorgement</i> erano più o meno la norma perché le bottiglie lasciassero le cantine, oggi, invece, si tende (evviva!) a proporre champagne con il giusto riposo.</p>
<p>A ogni modo, sono proprio le bottiglie provenienti dalle <i>‘vinothèque’</i> quelle in grado di emozionare in quanto:</p>
<p>1) la loro conservazione è perfetta;</p>
<p>2) al momento del <i>dégorgement</i> (nel caso dei <i>dégorgement tardif</i>) ogni bottiglia è stata verificata;</p>
<p>3) solitamente queste bottiglie arrivano al cliente per via diretta, nel senso che sono spesso vendute su ordinazione con un solo passaggio tra produttore e punto vendita. Senza considerare il fatto che questi champagne non vengono mai spediti nei mesi più caldi…</p>
<figure id="attachment_25770" aria-describedby="caption-attachment-25770" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-25770" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/01-lanson-verticale-parte01-610x577.jpg" alt="Lanson, immagine di una bottiglia 1921 che fa parte della ‘vinothèque’ della maison" width="610" height="577" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/01-lanson-verticale-parte01-610x577.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/01-lanson-verticale-parte01-275x260.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/01-lanson-verticale-parte01-600x567.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/01-lanson-verticale-parte01.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-25770" class="wp-caption-text">Le ‘vinothèque’ delle maison ospitano bottiglie anche di oltre un secolo perfettamente conservate.</figcaption></figure>
<p>Ciò premesso, dopo il primo della serie (Bollinger <i>R.D.</i>), lanciato alla fine degli anni ‘60, e i Krug <i>Collection</i> arrivati una decina di anni più tardi, gli anni Duemila hanno visto letteralmente ‘esplodere’ questo tipo di champagne, capitanati dal ‘<i>Programme Œnothèque</i>’ di Dom Pérignon ideato da Richard Geoffroy. Per quanto riguarda <b>Lanson</b>, che vanta una <i>Vinothèque</i> di straordinaria ricchezza, la <i>Maison</i> di Reims si è accodata da tempo: già nel 2012 ha lanciato la ‘<b><i>Vintage Collection</i></b>’, un’offerta di 14 annate dalla 1976 alla 1997 del proprio <i>Vintage</i> (già <i>Gold Label</i>) in bottiglia e, soprattutto, magnum.</p>
<p>Ebbene, ora, 13 anni più tardi, Lanson rilancia con la ‘<b><i>Private Collection</i></b>’!</p>
<figure id="attachment_25771" aria-describedby="caption-attachment-25771" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-25771" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/02-lanson-verticale-parte01-610x507.jpg" alt="vinothèque di Lanson in cantina" width="610" height="507" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/02-lanson-verticale-parte01-610x507.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/02-lanson-verticale-parte01-275x228.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/02-lanson-verticale-parte01-600x498.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/02-lanson-verticale-parte01.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-25771" class="wp-caption-text">La straordinaria vinothèque di Lanson.</figcaption></figure>
<p><i>LPC</i>, ossia ‘<i>Lanson Private Collection</i>’ prende naturalmente le mosse dalla precedente ‘<i>Vintage Collection</i>’, però lo fa con maggiore <b>profondità</b>: si parte dal millesimo <b>2002</b> per arrivare fino al <b>1921</b>! Inedito anche l’<i>habillage</i>, così come la formula completamente diversa con la quale questi champagne vengono proposti. La <i>Maison</i>, infatti, ha scelto la soluzione della ‘<i>cave privée</i>’: una delle gallerie delle cantine Lanson, lunga 300 metri, è stata rinnovata e i vari loculi destinati ad accogliere le bottiglie chiusi individualmente con una grata. Ogni loculo ha una capacità massima di 300 bottiglie. L’appassionato che aderisce al programma si reca a Reims e, con l’ausilio dello <i>chef de cave</i> o uno dei suoi enologi, sceglie i millesimati da acquistare tra quelli previsti dal programma (e ancora disponibili). Naturalmente, il programma prevede l’accesso anche a millesimati più recenti (quindi dal <i>Gold Label 2004</i> al prossimo <i>Le Vintage 2014</i>, presentato in anteprima nella <a href="https://www.lamiachampagne.com/prodotto/grandi-champagne-2026-27/">guida <i>Grandi Champagne 2026/27</i></a>).</p>
<p>Le bottiglie, conservate dunque nelle migliori condizioni, sono poi accessibili su appuntamento da parte dell’appassionato, che può, nell’occasione, beneficiare di una sala di degustazione per godere lo champagne in loco (in tal caso, Lanson offre anche un servizio di <i>concierge</i> per organizzare il soggiorno, eventuali altre visite, cene, eccetera), oppure approfittare dell’esclusiva spedizione in modo da ricevere a casa, nella massima sicurezza, la bottiglia (parlo per semplicità di bottiglie, ma si tratta sia di queste, sia di magnum) prescelta di volta in volta.</p>
<figure id="attachment_25772" aria-describedby="caption-attachment-25772" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-25772" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/03-lanson-verticale-parte01-610x452.jpg" alt="Hervé Dantan e Alberto Lupetti" width="610" height="452" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/03-lanson-verticale-parte01-610x452.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/03-lanson-verticale-parte01-275x204.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/03-lanson-verticale-parte01-600x445.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/03-lanson-verticale-parte01.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-25772" class="wp-caption-text">Lo chef de cave Hervé Dantan e il sottoscritto davanti a uno dei loculi riservati alla LPC. All’interno… una magnum di 1990 con il mio nome!</figcaption></figure>
<h2 id="custodi-di-un-pezzo-di-storia-dello-champagne"><b><i>Custodi di un pezzo di storia </i></b><b><i>(dello champagne)</i></b></h2>
<p>Gli champagne della <i>LPC</i> sono, al momento, i classici <b>millesimati</b> della <i>Maison</i>, sebbene il listino Lanson contempli al momento anche alcune <i>Noble Brut</i> (<i>1988</i>, <i>1989</i> e <i>1990</i>) in magnum (trovate la strepitosa <i>1989</i> sempre in <a href="https://www.lamiachampagne.com/prodotto/grandi-champagne-2026-27/"><i>Grandi Champagne 2026/27</i></a>), che farebbero parte anch’esse del programma <i>LPC</i>. Il ‘cuore’, tuttavia, resta il classico millesimato, che, come lo conosciamo oggi, è nato nel 1904 (di questo ne sopravvivono ancora alcune bottiglie nella <i>‘vinothèque’</i>), ma è stato battezzato <i>Gold Label</i> da Victor Lanson nel 1959, l’anno nel quale Lanson, per prima, è passata all’acciaio inox per la fermentazione. Infine, è stato ribattezzato semplicemente <b><i>Le Vintage</i></b> con il millesimo 2009, com’è oggi. In ogni caso, lo champagne è frutto di una rigorosa selezione di uve Grand e Premier Cru, con un assemblaggio che si discosta di poco, a favore del Pinot Noir, tra quest’ultimo e lo Chardonnay. Inoltre, sebbene, negli ultimi anni Lanson abbia iniziato a svolgere una parte di malolattica, il millesimato è invece sempre e tradizionalmente ‘<b>no malo</b>’. Infine, dopo l’assemblaggio e il tiraggio, lo champagne matura a lungo (6-9 anni) sui lieviti.</p>
<p>Tutte le bottiglie della <i>LPC</i> sono rimaste nelle cantine della <i>Maison</i> per decenni, fino a oltre un secolo nel caso delle più vecchie, essendo state per la maggior parte ‘degorgiate’, prima del <i>remuage</i> manuale sulle classiche <i>pupitre</i>, a suo tempo, quindi si tratta soprattutto di ‘<i>dégorgement d’origine</i>’. Ogni bottiglia è stata ispezionata dallo <i>chef de cave</i> <b>Hervé Dantan</b> e, nel caso di dubbi, stappata per la verifica. Invece, quelle di <i>dégorgement</i> recente sono state assaggiate una a una dallo <i>chef de cave</i>. In proposito, Hervé Dantan ha confessato che “<i>quando ho iniziato a selezionare le bottiglie per questo programma, ne ho scartate circa il 15% perché non erano buone&#8230;</i>”. Ogni operazione di preparazione delle bottiglie, comunque, è stata fatta a mano, così come l’<i>habillage</i>, essenziale, elegante.</p>
<figure id="attachment_25773" aria-describedby="caption-attachment-25773" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-25773" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/04-lanson-verticale-parte01-610x407.jpg" alt="François Van Aal ed Hervé Dantan" width="610" height="407" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/04-lanson-verticale-parte01-610x407.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/04-lanson-verticale-parte01-275x183.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/04-lanson-verticale-parte01-600x400.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/04-lanson-verticale-parte01.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-25773" class="wp-caption-text">François Van Aal ed Hervé Dantan presentano la Lanson Private Collection.</figcaption></figure>
<p>Ho avuto la fortuna di partecipare, quale unico italiano invitato, alla presentazione della <i>LPC</i> presso la stessa <i>Maison</i>, alla presenza del presidente di Lanson <b>François Van Aal</b> e, naturalmente, dello <i>chef de cave</i> Hervé Dantan. Dopo l’introduzione fatta dai due davanti all’espositore dei millesimi della LPC, siamo scesi in cantina dove è stato assaggiato il <b><i>2002</i></b> in magnum. La scelta di iniziare con questo champagne l’ha spiegata lo stesso Dantan: “<i>la 2002 è una delle annate più iconiche degli ultimi decenni in Champagne? Fu un’annata particolare, con un inverno freddo e una primavera anch’essa fredda e un po’ umida. La fioritura c’è stata a metà giugno e poi l’estate non è stata molto buona, con periodi alternati tra sole e pioggia, sempre con il caldo. Il vero punto di forza della 2002, comunque, è stato il mese di settembre, molto soleggiato e con vento caldo da sud, ma con una forte escursione termica tra giorno e notte. Non possiamo parlare di annata molto calda, perché abbiamo iniziato a parlare di caldo globale dal 2003. Il risultato: grappoli dall’elevato livello zuccherino, concentrati, con una buona acidità, che ho voluto rispettare con un dosaggio basso</i>”.</p>
<figure id="attachment_25779" aria-describedby="caption-attachment-25779" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-25779" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/05-lanson-verticale-parte01-610x598.jpg" alt="Il presidente di Lanson, François Van Aal" width="610" height="598" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/05-lanson-verticale-parte01-610x598.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/05-lanson-verticale-parte01-275x270.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/05-lanson-verticale-parte01-600x588.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/05-lanson-verticale-parte01.jpg 755w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-25779" class="wp-caption-text">Il presidente di Lanson, François Van Aal, con il primo champagne LPC assaggiato nel corso della presentazione, direttamente in cantina.</figcaption></figure>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-25775" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/06-lanson-verticale-parte01-610x424.jpg" alt="" width="610" height="424" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/06-lanson-verticale-parte01-610x424.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/06-lanson-verticale-parte01-275x191.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/06-lanson-verticale-parte01-600x417.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/06-lanson-verticale-parte01.jpg 744w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></p>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="lpc-2002"><b>LPC 2002</b></h2>
<p><span class="assemblaggio"><i>53% Pinot Noir, 47% Chardonnay</i></span></p>
<p><i>Louvois, Verzy, Verzenay; Cramant, Le-Mesnil</i></p>
<p><i>(magnum, dég. nov. 2023, dosage 3 g/l)</i> &#8211; Un <i>2002</i> sorprendente. Ha un naso estremamente ricco e molto intenso. C’è tanto frutto, mai eccessivamente maturo come l’annata avrebbe fatto pensare, mentre l’agrume è più in scorza e si avverte una certa speziatura di fondo. La bocca è succosa, tesa, con una sorprendente freschezza. Questa energia si sviluppa soprattutto sulla mineralità, la chiusura è sapida. Un vino di concentrazione, di tensione. Va bene, c’è “<i>l’effetto magnum</i>”, ma rimane un <i>2002</i> assolutamente sorprendente. Appunto…<br /><b>Voto: 94(<span class="voto-numero">96</span>)/100</b></p>
<figure id="attachment_25776" aria-describedby="caption-attachment-25776" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-25776" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/07-lanson-verticale-parte01-610x488.jpg" alt="chef de cave Hervé Dantan" width="610" height="488" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/07-lanson-verticale-parte01-610x488.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/07-lanson-verticale-parte01-275x220.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/07-lanson-verticale-parte01-600x480.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/07-lanson-verticale-parte01.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-25776" class="wp-caption-text">Prima di assaggiare ciascuno champagne, lo chef de cave Hervé Dantan ha ricordato le caratteristiche dell’annata e descritto ciascun vino.</figcaption></figure>
<p>A seguire, siamo passati a tavola per assaggiare gli altri champagne della <i>LPC</i>, dal <i>1996</i> fino al <i>1921</i> (!). Questi champagne sono stati via via proposti a coppie in abbinamento a un piatto appositamente studiato.</p>
<p>Ecco il racconto di questi champagne straordinari che ci hanno portato indietro di oltre un secolo!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-25777" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/08-lanson-verticale-parte01-610x424.jpg" alt="" width="610" height="424" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/08-lanson-verticale-parte01-610x424.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/08-lanson-verticale-parte01-275x191.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/08-lanson-verticale-parte01-600x417.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/08-lanson-verticale-parte01.jpg 744w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></p>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="lpc-1996"><b>LPC 1996</b></h2>
<p><span class="assemblaggio"><i>53% Pinot Noir, 47% Chardonnay</i></span></p>
<p><i>Verzy, Verzenay, Mailly, Aÿ; Avize, Cramant, Oger, Chouilly, Le-Mesnil</i></p>
<p><i>L’annata: caratterizzata da un’estate secca, mitigata da notti particolarmente fresche. Il soleggiamento, unito alle basse temperature, ha permesso un equilibrio senza precedenti tra zuccheri e acidità (oltre 10/10). Questa leggendaria (ed ‘estrema’…) annata è caratterizzata da una notevole vivacità, profonda e incisiva al tempo stesso</i></p>
<p><i>(magnum, dég. gen. 2007, dosage 9 g/l)</i> &#8211; Naso animato da torrefazione e tostature, oltre a ricordi di pasticceria. È molto ricco, compatto, denso. Bocca cremosa all’attacco, poi si fa energica. Però, più che essere animata da un’acidità brutale, è molto tesa, netta, succosa. Chiude tremendamente sapida, con una lunghezza infinita. È un <i>1996</i> in gran forma, scevro dalla tipica ossidazione olfattiva al naso, così come dalla ‘lama’ acida al palato. Molto, molto buono: si colloca tra i <i>1996</i> in assoluto più soddisfacenti, godibili, a mio avviso.<br /><b>Voto: 98(<span class="voto-numero">98</span>)/100</b></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-25778" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/09-lanson-verticale-parte01-610x424.jpg" alt="" width="610" height="424" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/09-lanson-verticale-parte01-610x424.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/09-lanson-verticale-parte01-275x191.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/09-lanson-verticale-parte01-600x417.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/09-lanson-verticale-parte01.jpg 744w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></p>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="lpc-1985"><b>LPC 1985</b></h2>
<p><span class="assemblaggio"><i>52% Pinot Noir, 48% Chardonnay</i></span></p>
<p><i>Verzenay; Cramant, Oger</i></p>
<p><i>L’annata: fu caratterizzata da condizioni meteorologiche turbolente, con gelate devastanti (-25°C a gennaio) che si protrassero fino a primavera. Il sole, che finalmente prevalse all&#8217;inizio dell’estate, permise una vendemmia più abbondante del previsto, con uve di qualità eccezionale. Quest’annata dall’andamento impegnativo diede vita a vini di grande carattere, dalla spiccata mineralità e grande finezza.</i></p>
<p><i>(magnum, dég. mag. 1995, dosage 10 g/l)</i> &#8211; Olfatto sottile, delicato, tutto giocato sul frutto, anche in confettura. Ciò nonostante, sembra uno champagne più giovane della sua età effettiva, anche perché non ha ancora sviluppato le note di torrefazione. La bocca è esattamente come te l’aspetti: rimane sottile e delicata, ma senza mancare di cremosità e di concentrazione aromatica. E non manca neanche di supporto acido, peraltro perfettamente integrato. Alla fine, più che leggera, è molto elegante e si distende ancora sul frutto per andare a chiudere su una stuzzicante mineralità e note di nocciola. Champagne tutto giocato sulla finezza e perfettamente figlio della sua annata.<br /><b>Voto: 96(<span class="voto-numero">97</span>)/100</b></p>
<p>I due champagne sono stati abbinati a questo piatto: Yuzu, sottaceti di patate, panna e foglia di riso.</p>
<p>L&#8217;articolo completo della seconda parte della verticale sarà pubblicata, presto, in esclusiva per i membri del <a href="https://club.lamiachampagne.com/">Club</a>. Nel frattempo… <b>auguri di Buon Natale</b> a tutti!</p>
<p><span class="distributore"><a href="http://www.lanson.com">www.lanson.com</a></span></p>


<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lamiachampagne.com/25780-viaggiare-nel-tempo-si-puo-con-la-lanson-private-collection/">Viaggiare nel tempo si può con la ‘Lanson Private Collection’</a> proviene da <a href="https://www.lamiachampagne.com">Champagne: degustazioni, anteprime e news</a>.</p>
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		<title>Adrien Bergère, il suo talento è anche… rosso!</title>
		<link>https://www.lamiachampagne.com/25712-adrien-bergere-il-suo-talento-e-anche-rosso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 08:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coteaux]]></category>
		<category><![CDATA[Bergère]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la guida Grandi Champagne oramai a fine allestimento, quindi in uscita a breve (metà dicembre) con l’edizione 2026/27, riprende l’attività qui sul sito (e sul Club, certo)....</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-25709" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/apre-610x616.jpg" alt="" width="610" height="616" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/apre-610x616.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/apre-275x278.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/apre-600x606.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/apre-100x100.jpg 100w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/apre.jpg 886w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></p>
<p>Con la guida <i>Grandi Champagne</i> oramai a fine allestimento, quindi in uscita a breve (metà dicembre) con l’edizione <b><i>2026/27</i></b>, riprende l’attività qui sul sito (e sul <i>Club</i>, certo). Sono stato colpevolmente latitante, lo so e me ne dolgo, però questa nuova edizione mi ha veramente preso in quanto abbiamo voluto migliorarci sul serio. E, guardandomi indietro, posso affermare serenamente di essere fieri, noi, tutto lo staff, di quanto fatto con le edizioni passate e il successo di <i>Grandi Champagne</i> edizione dopo edizione (grazie a tutti voi!) ce lo ha confermato. Proprio per questo, però, non era facile superarsi, ma lo abbiamo fatto. Sì! Sintetizzando quanto di buono fatto finora, ottimizzando la grafica e la struttura delle schede, introducendo nomi nuovi tra i produttori recensiti, dando maggiore spazio ai <i>vigneron</i>, soprattutto <b>impegnandoci</b> in una quantità spropositata di degustazioni al fine di selezionare veramente quanto di meglio &#8211; a nostro avviso &#8211; la Champagne offre oggi all’importante mercato italiano. Ce l’abbiamo fatta? Sono fiducioso, ma aspetto i commenti di voi, appassionati…</p>
<p>Ciò doverosamente premesso, vorrei tornare su <b>A. Bergère</b>, che, sebbene classificato <i>NM</i>, è in tutto e per tutto un <i>vigneron</i>. Quantomeno adesso, ossia da quanto <b>Adrien</b> ne ha acquisito la guida assoluta. Ne ho già parlato nel mio ultimo <a href="https://www.lamiachampagne.com/23005-la-rinascita-di-bergere-inizia-dal-pas-dose/"><b>articolo</b></a> di questa bella realtà di Fèrebrianges (Val du Petit Morin), ma ora mi sbilancio ad affermare che questo giovane <i>vigneron</i>, molto serio ma appassionato allo stesso tempo, farà sempre più parlare di sé. Lo <b>dichiaro</b> con la massima serenità alla luce delle ultimissime degustazioni, comprese quelle per la guida. E, qualora non bastasse, aggiungo il fatto che uno talmente bravo con i Coteaux, non può non essere dotato di talento innato. Tutti e due i Coteaux, tra l’altro, quindi il bianco, che poete leggere in guida, e il rosso, di cui invece parlo qui.</p>
<p><figure id="attachment_25710" aria-describedby="caption-attachment-25710" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-25710" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/mappa-610x379.jpg" alt="" width="610" height="379" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/mappa-610x379.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/mappa-275x171.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/mappa-600x372.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/mappa.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /><figcaption id="caption-attachment-25710" class="wp-caption-text">I Bergère possiedono la bellezza di 45 ettari di proprietà, in larga misura a Fèrebrianges, Étoges, Congy, più Avize e Oger. I Coteaux sono fatti unicamente con parcelle della natia Fèrebrianges.</figcaption></figure></p>
<p>Battezzato <i>Fèrebrianges Rouge</i>, questo vino è un Coteaux Champenois Rouge millesimato e parcellare. Fino al 2021, Adrien ha fatto questo vino con le uve del <i>lieu-dit</i> ‘Aux Entre-deux’ (cosa che fa tuttora con il bianco, visto che vi possiede una parcella piantata a Pinot Noir e altre a Chardonnay) a Fèrebrianges, ma con quest’ultima uscita, frutto della vendemmia 2022, ha cambiato parcella, scegliendone una nel vicino <i>lieu-dit</i> ‘Les Champs Navettes’ (le due vigne condividono il medesimo suolo argillo-calcare), il che rappresenta una novità assoluta. Nel dettaglio, i grappoli vengono integralmente diraspati prima di essere macerati per due settimane in un tino aperto, poi avviene la svinatura, quindi la fermentazione e 12 mesi di <i>élevage</i> in legno (barrique da 228 litri), di cui un terzo nuovo. Infine, a gennaio 2024 sono state fatte 2.134 bottiglie singolarmente numerate.</p>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="ferebrianges-rouge">Fèrebrianges Rouge</h2>
<p><span class="assemblaggio"><a href="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/bottiglia-bergere-coteaux-rosso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-25711" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/bottiglia-bergere-coteaux-rosso-275x958.jpg" alt="Bottiglia Bergere Coteaux rosso" width="110" height="383" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/bottiglia-bergere-coteaux-rosso-275x958.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/12/bottiglia-bergere-coteaux-rosso.jpg 398w" sizes="auto, (max-width: 110px) 100vw, 110px" /></a>100% Pinot Noir</span><i><br />
</i><i>bott. n. 2.043</i> &#8211; Abbiamo detto che Adrien ci sa fare con i Coteaux. In bianco (che trovate in guida), così come in rosso. Questo è un 2022, quindi ha bisogno di tempo, ma già ora sa mettere in campo forte identità territoriale, nel senso che, come il bianco, non guarda alla Borgogna, ma vuole esprimere il suo territorio. È elegantissimo, sottile ma intenso, molto floreale, speziato (pepe), fruttato (mirtillo e mora) in confettura. È, in estrema sintesi, il Pinot Noir in rosso, senza concessioni. La bocca è setosa, vellutata, suadente, ancora elegantissima e ancora da gran bel vino oltre ogni caratterizzazione da Denominazione. Ritornano in chiusura i toni del rosso golosi, con in più una stuzzicante salinità. Ottimo.</p>
<p>****</p>
<p><span class="distributore">Gli Champagne <b>A. Bergère</b> sono distribuiti in esclusiva da:<br />
Champagne A. Bergère Italia &#8211; <a href="http://www.champagnebergereitalia.it">www.champagnebergereitalia.it</a></span></p>
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		<title>Le date di inizio vendemmia in Champagne!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 15:16:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il CIVC ha appena ufficializzato le date della vendemmia 2025 in Champagne. Ricordo che si tratta di giornate indicative per l’inizio, nel senso che ciascuno può cominciare quando...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lamiachampagne.com/24511-date-di-inizio-vendemmia-in-champagne/">Le date di inizio vendemmia in Champagne!</a> proviene da <a href="https://www.lamiachampagne.com">Champagne: degustazioni, anteprime e news</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-24514 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-vendemmia-in-champagne.jpg" alt="lavoratori in filari champagne vendemmiano" width="1600" height="1031" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-vendemmia-in-champagne.jpg 1600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-vendemmia-in-champagne-275x177.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-vendemmia-in-champagne-610x393.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-vendemmia-in-champagne-1536x990.jpg 1536w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-vendemmia-in-champagne-1200x773.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-vendemmia-in-champagne-600x387.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Il CIVC ha appena ufficializzato le date della vendemmia 2025 in Champagne.</p>
<p>Ricordo che si tratta di giornate indicative per l’inizio, nel senso che ciascuno può cominciare quando vuole a partire da queste indicazioni. Le data, oltre che essere differenti da Cru a Cru, variano anche in base al vitigno all’interno dello stesso villaggio.<br /><br /></p>


<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-16018d1d wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link has-background wp-element-button" href="https://club.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/Dates-de-vendanges-2025.pdf" style="border-radius:11px;background-color:#9d761b"><strong>Scopri le date della vendemmia</strong></a></div>
</div>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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		<title>Quando lo champagne è piacere, istintivo, senza complicazioni</title>
		<link>https://www.lamiachampagne.com/24442-aurore-e-florial-laval-champagne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Aug 2025 15:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo Vigneron]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Frequentare assiduamente la Champagne, con passione e curiosità immutate, mi permette ancora di ampliare la mia conoscenza (ogni volta c’è qualcosa da imparare, mai sentirsi… ‘maestri’!) e, soprattutto,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lamiachampagne.com/24442-aurore-e-florial-laval-champagne/">Quando lo champagne è piacere, istintivo, senza complicazioni</a> proviene da <a href="https://www.lamiachampagne.com">Champagne: degustazioni, anteprime e news</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-24449 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/retro-etichetta-olim-laval-champagne-2.jpg" alt="retro etichetta champagne olim laval" width="1181" height="709" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/retro-etichetta-olim-laval-champagne-2.jpg 1181w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/retro-etichetta-olim-laval-champagne-2-275x165.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/retro-etichetta-olim-laval-champagne-2-610x366.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/retro-etichetta-olim-laval-champagne-2-600x360.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /></p>
<p>Frequentare assiduamente la Champagne, con passione e curiosità immutate, mi permette ancora di ampliare la mia conoscenza (ogni volta c’è qualcosa da imparare, mai sentirsi… ‘maestri’!) e, soprattutto, scoprire nuovi produttori degni d’interesse. Come, ad esempio, <strong>Aurore e Florial Laval</strong>. Non c’entrano nulla a livello familiare con Georges (Vincent) Laval a Cumières, anche perché si trovano a Boursault, il villaggio celebre per lo Château omonimo nella ‘riva sinistra’ della Vallée de la Marne.</p>
<p>I due fratelli sono gli eredi di una storica famiglia di <em>vigneron</em> produttori di champagne, ma nel 1979 loro padre decise di legarsi alla locale cooperativa, diventando <em>RC</em> con la marca Michel Laval. Nel 2004 Florian ha cominciato la conversione organica dei 6,5 ettari proprietà, tutti a Boursault (“<em>un territorio estremamente complesso e stratificato</em>”), di cui ha acquisito la totale responsabilità con la sorella nel 2019. È il <strong>2020</strong>, invece, quando i due decidono di dare vita a champagne diversi, “<em>più personali, più intmi</em>”, caratterizzati anche da etichette bellissime, quasi dei fumetti, disegnate dall’artista Pascal Millet.</p>
<p>Nella prossima edizione (<em>2026/27</em>) della guida <strong><em>Grandi Champagne</em></strong> daremo spazio a tre (ottimi) champagne e un Coteaux Rouge dei Laval, qui, invece, vorrei raccontare il favoloso rosé del tiraggio precedente (2022, contro il 2023 della guida), uno champagne che mi ha lasciato di stucco per quanto è gradevole, per quanto si beve con piacere! Eccolo…</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-24447 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/florial-laval-champagne_.jpg" alt="florial champagne vigneron" width="1102" height="1102" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/florial-laval-champagne_.jpg 1102w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/florial-laval-champagne_-275x275.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/florial-laval-champagne_-610x610.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/florial-laval-champagne_-180x180.jpg 180w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/florial-laval-champagne_-800x800.jpg 800w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/florial-laval-champagne_-300x300.jpg 300w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/florial-laval-champagne_-600x600.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/florial-laval-champagne_-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 1102px) 100vw, 1102px" /></p>
<p>Battezzato <strong><em>Olim</em></strong> (parola latina che significa “<em>una volta</em>” e qui vuole significare “<em>la magia della prima volta</em>”), è un rosé particolare in quanto <em>rosé de saignée</em> e <em>d’assemblage </em>insieme, da sole uve <strong>Meunier</strong>. Parte delle uve (il 15% per quest’annata 2021) è fatta macerare a freddo (infusione) per 24 ore, poi svinata e il mosto unito a quello frutto di una selezione dei migliori Meunier in bianco; la fermentazione è avvenuta con soli lieviti indigeni per il 38% in barrique e il resto in acciaio, con la malolattica svolta. Dopo 9 mesi di <em>élevage</em>, a luglio 2022 è avvenuto il tiraggio secondo il ciclo lunare, senza filtrazione né passaggio a freddo. A seguire, 18 mesi di una sosta sui lieviti e, infine, dosaggio a 3,4 g/l con MCR.</p>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="olim">Olim</h2>
<p><span class="assemblaggio"><a href="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/bottiglia-olim-laval-champagne.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-24446" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/bottiglia-olim-laval-champagne.jpg" alt="bottiglia champagne olim laval" width="164" height="auto" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/bottiglia-olim-laval-champagne.jpg 319w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/bottiglia-olim-laval-champagne-275x929.jpg 275w" sizes="(max-width: 319px) 100vw, 319px" /></a>100% Meunier, di cui il 15% in rosa</span><br /><i>dég. gen. 2024</i> &#8211; È evidente già al naso quanto sia un rosé fuori da qualsiasi categoria, corente con lo stile Laval, ma più ‘sottile’ rispetto ai bianchi. È attraente, avvincente, tra note di agrumi rossi, papaya, fiori d’arancio. Di più: dà la netta ide di fragranza. In bocca colpisce per una bevibilità… stratosferica! L’annata ostica è stata magistralmente ‘letta’ da Florian: lo champagne ha sostanza e leggiadria in perfetta fusione, si sviluppa levigato e sapido, mentre il carattere rosato resta defilato, non è mai protagonista, ‘lavora’ con discrezione e finezza. Rosato buonissimo, sorprendente per equilibrio e bevibilità. Se lo trovate, non fatevelo scappare!</br><br />
<strong>Voto:</strong> 93(<span class="voto-numero">94</span>)/100</p>
<p>Ah, Aurore e Florian ci ha conquistato anche con i loro Ratafia. Sì, ne fanno ben tre e quello ‘rosso’ è straordinario…</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-24448 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/ratafia-laval-bottiglie_.jpg" alt="etichette ratafia laval" width="1000" height="801" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/ratafia-laval-bottiglie_.jpg 1000w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/ratafia-laval-bottiglie_-275x220.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/ratafia-laval-bottiglie_-610x489.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/ratafia-laval-bottiglie_-600x481.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Particolarità (o bizzarrie?) champenoises…</title>
		<link>https://www.lamiachampagne.com/24140-vendemmia-champagne-particolarita-o-bizzarrie-champenoises/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Aug 2025 10:38:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si avvicina la vendemmia in Champagne, allora mi sembra interessante parlare di alcune particolarità, tutte champenoises, legate alla raccolta delle uve. L’articolo è in versione ridotta, la versione...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lamiachampagne.com/24140-vendemmia-champagne-particolarita-o-bizzarrie-champenoises/">Particolarità (o bizzarrie?) champenoises…</a> proviene da <a href="https://www.lamiachampagne.com">Champagne: degustazioni, anteprime e news</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-24144 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/filari-champagne-in-vendemmia.jpg" alt="filari in champagne con persone al lavoro durante la vendemmia" width="1200" height="799" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/filari-champagne-in-vendemmia.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/filari-champagne-in-vendemmia-275x183.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/filari-champagne-in-vendemmia-610x406.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/filari-champagne-in-vendemmia-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Si avvicina la vendemmia in Champagne, allora mi sembra interessante parlare di alcune particolarità, tutte <em>champenoises</em>, legate alla raccolta delle uve.</p>
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<p><em>L’articolo è in versione ridotta, la versione integrale è riservata agli iscritti del Club<br />
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<h2 id="data-di-inizio">Data di inizio</h2>
<p>Le date di apertura e chiusura della vendemmia in Champagne vengono stabilite ogni anno con decreto prefettizio su proposta del Servizio Regionale dell’INAO, generalmente in seguito a quelle della Commissione Consultiva del CIVC. È quest’ultima che, 8-15 giorni prima dell’inizio effettivo, dopo aver sentito i pareri delle organizzazioni professionali e dei servizi tecnici del CIVC, emette un bollettino che riporta, Cru per le Cru, le date di inizio raccolta separatamente per ogni vitigno. La data di inizio vendemmia è indicativa (si può iniziare più tardi a propria discrezione, ma non prima, in tal caso è necessario chiedere autorizzazione all’INAO), mentre quella di fine vendemmia è obbligatoria.</p>
<h2 id="solo-a-mano">Solo a mano</h2>
<p>La vendemmia in Champagne è obbligatoriamente manuale dal 1978, quando il CIVC ha stabilito che: “<em>les raisins dont la cueillette aurait été effectuée à l’aide d’engins mécaniques ne pourraient être déclarés ni avec l’appellation Champagne ni avec l’appellation Coteaux Champenois</em>”. D’altronde, bisogna anche ricordare che lo champagne è, mediamente, un vino bianco fatto con molta uva nera, quindi è fondamentale l’assoluta integrità degli acini.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-24143 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/cassette-uva-vendemmia-champagne.jpg" alt="cassette di uva champagne resa vendemmia" width="1200" height="800" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/cassette-uva-vendemmia-champagne.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/cassette-uva-vendemmia-champagne-275x183.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/cassette-uva-vendemmia-champagne-610x407.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/cassette-uva-vendemmia-champagne-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<h2 id="resa">Resa</h2>
<p>Il Disciplinare prevede che la resa non possa oltrepassare i 15.500 Kg di uva per ettaro. Ma questo è il tetto massimo. Vuol dire che, ogni anno, una commissione di <em>vigneron</em> e <em>maison</em> in seno al CIVC stabilisce, all’interno di questo massimo imposto, la resa per l’anno corrente (‘<em>rendement souhaitable</em>’) ed è a questa che si devono attenere tutti i produttori. Tuttavia, questa resa è calcolata in maniera bizzarra. Se, ad esempio, quest’anno (2025) la resa è stata fissata in 9.000 Kg/ettari e io possiedo (magari!) due parcelle, i 9.000 Kg/ettaro devono essere rispettati come somma, non in assoluto. Mi spiego: magari, la prima parcella si trova in una zona dall’andamento climatico più difficoltoso, quindi mi ha prodotto soltanto 8.000 Kg/ha di uva. La seconda, invece, ha avuto un andamento molto favorevole della campagna viticola, quindi ha dato molte più uve. Beh, sappiate che in questa seconda posso allora raccogliere 10.000 Kg di uva, sì da compensare la prima: 8.000 + 10.000 = 18.000 / 2 parcelle = 9.000 Kg/ettaro. Voilà! Questo perché in Champagne la resa è applicata all’intera ‘<em>exploitation</em>’, quindi all’azienda.</p>
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		<title>Grandi Champagne: una guida rigorosa</title>
		<link>https://www.lamiachampagne.com/24099-guida-grandi-champagne-principi-metodo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 12:44:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Guida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Girovagando sul Web alla ricerca di alcune informazioni, mi sono imbattuto in una pagina che spiegava i punti di forza della celebre guida francese Bettane &#38; Desseauve (non...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-24111 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/apre-guida-mockup.jpg" alt="mock up di apertura della guida grandi champagne in limited edition" width="1800" height="1144" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/apre-guida-mockup.jpg 1800w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/apre-guida-mockup-275x175.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/apre-guida-mockup-610x388.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/apre-guida-mockup-1536x976.jpg 1536w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/apre-guida-mockup-1200x763.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/apre-guida-mockup-600x381.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /><br />Girovagando sul Web alla ricerca di alcune informazioni, mi sono imbattuto in una pagina che spiegava i punti di forza della celebre guida francese <em>Bettane &amp; Desseauve</em> (non solo champagne, ma tutti i vini di Francia, più alcuni stranieri). Conosco personalmente tanto Michel Bettane (degustatore ‘mostruoso’), quanto Thierry Desseauve (incredibile cultore del vino), quindi posso mettere la mano sul fuoco sulla loro professionalità e la loro non minore passione, di conseguenza non sono affatto sorpreso del successo e della fama della loro celebre guida. Tuttavia, leggendo questi punti di forza, ho spalancato gli occhi e mi son detto “<em>accidenti, ma è proprio come Grandi Champagne. Solo che loro sono stati più bravi a mettere in risalto questi punti di forza…</em>”.</p>
<p>Quindi, non me ne vogliano Michel e Thierry se prendo a prestito questi loro punti, o meglio, “<em>principi essenziali</em>” per evidenziare come <strong><em>Grandi Champagne</em></strong> segua la stessa filosofia. Senza saperlo…</p>
<ul>
<li><em><strong>BD</strong>: guida scritta da coloro che hanno degustato i vini. Nessuna riscrittura di commenti anonimi raccolti qua e là. I commenti impegnano i loro autori che assumono il loro punto di vista.</em></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>GC</strong>: lo stesso vale da sempre per la nostra guida. In giro ho visto schede copiate di sana pianta da parte di nomi altisonanti con una tale faccia tosta da non fare neanche un minimo tentativo di camuffare il ‘furto’. Invece, basta leggere le schede di <em>Grandi Champagne</em> per capire come ogni testo sia scritto da me medesimo sulla base delle degustazioni, sempre e comunque di gruppo. Tra l’altro, ogni <strong>scheda</strong> è riletta al termine della singola degustazione, validata dal panel di degustazione e, successivamente, riletta dal sottoscritto e da Vania Valentini.
</li>
</ul>
<ul>
<li><em><strong>BD</strong>: giuria composta da veri esperti. Così, se Michel Bettane e Thierry Desseauve degustano loro stessi una larga parte dei vini presentati nella guida, sono circondati da otto esperti riconosciuti per la loro competenza. Nessuna giuria composta alla bell’e meglio o di professionisti della professione.</em></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>GC</strong>: sin dalla sua nascita nel 2011, sulla base di altre esperienze fatte dal sottoscritto alla stessa maniera, <em>Grandi Champagne</em> ha visto un ‘<strong>panel di degustazione</strong>’ composto da grandi appassionati di decennale esperienza e professionisti del settore. Questo perché, in quanto ideatore e curatore, ho voluto raccontare ogni champagne da tutti i punti di vista possibile, sì da sviluppare schede di comprensione immediata per il neofita e, allo stesso tempo, soddisfacenti per il grande appassionato e/o chi lavora nell’Horeca. Poi, negli anni, il ‘panel’ ha raddoppiato, con il romano e l’emiliano, ma con il sottoscritto sempre presente quale garanzia di coerenza tra una degustazione e l’altra.</li>
</ul>
<ul>
<li><em><strong>BD</strong>: i migliori, solo i migliori. I due principali autori non si impongono alcuna quota per denominazione, nessun lasciapassare, solo i migliori vini sono selezionati.</em></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>GC</strong>: nel caso di <em>Grandi Champagne</em> la Denominazione è una sola. Tuttavia, il principio di <strong>selezione</strong> è lo stesso: solo i migliori. Non a caso, la prossima edizione <em>2026/27</em> è sottotitolata ‘guida agli champagne da non perdere’.</li>
</ul>
<ul>
<li><em><strong>BD</strong>: solo i vini che hanno ottenuto un punteggio superiore o uguale a 13/20 trovano posto nella guida, gli altri vengono scartati.</em></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>GC</strong>: per noi è più o meno lo stesso, dal momento che gli champagne che al di sotto di <strong>88/100</strong> come valutazione del ‘panel’ vengono parimenti scartati.</li>
</ul>
<ul>
<li><em><strong>BD</strong>: una guida leggibile e comprensibile a tutti. Grazie a pittogrammi e testi chiari e che evitano il più possibile il gergo professionale, Michel Bettane e Thierry Desseauve invitano alla scoperta e aprono le porte della degustazione.</em></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>GC</strong>: Grandi Champagne ha da sempre avuto una struttura <strong>unica</strong>, con scheda tecnica, scheda di degustazione e grande foto della bottiglia (ecco, quest’ultima gli amici Michel e Thierry non ce l’hanno…), mentre con l’edizione 2018/19 sono arrivati dei <strong>simboli</strong> per rendere ancora più immediata la categorizzazione da parte dell’appassionato di ogni singolo champagne (freschezza, dolcezza, potenziale di invecchiamento, bevibilità). Ulteriore evoluzione con l’edizione 2022/23, quando ha debuttato il <strong>doppio punteggio</strong> (da sempre in centesimi, mentre in Bettane &amp; Desseauve è in ventesimi), quindi il primo voto è riferito al momento della degustazione, il secondo in prospettiva. E in questo caso, siamo gli unici a fare questo: una bella responsabilità! Per quanto riguarda la partecipazione, invece, ogni sessione ha un <strong>ospite</strong> esterno al ‘panel’, sia questi un sommelier, un grande appassionato che conosciamo, un ristoratore, un titolare di enoteca…</li>
</ul>
<p>Personalmente ritengo che lavorare allo stesso modo di due mostri sacri come Michel Bettane e Thierry Desseauve sia un elemento di vanto, al netto delle nostre personalizzazioni, delle nostre caratteristiche, delle nostre unicità. E con ogni edizione cerchiamo di porre l’asticella sempre più in alto, ossia cerchiamo di <strong>migliorare</strong> la guida per renderla ancora più fruibile e interessante. D’altronde, se dopo 14 anni siamo ancora qui è grazie al vostro riscontro positivo, quindi… grazie!</p>
<figure id="attachment_24114" aria-describedby="caption-attachment-24114" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-24114 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-gruppo-degustazione-billecart.jpg" alt="Un momento di relax durante la degustazione di Billecart-Salmon a luglio passato da Mamma Mia, il ristorante di Daniele Agosti (a Roma, zona Parioli)." width="1200" height="1004" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-gruppo-degustazione-billecart.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-gruppo-degustazione-billecart-275x230.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-gruppo-degustazione-billecart-610x510.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/08/foto-gruppo-degustazione-billecart-600x502.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-24114" class="wp-caption-text">Un momento di relax durante la degustazione di Billecart-Salmon a luglio passato da Mamma Mia, il ristorante di Daniele Agosti (a Roma, zona Parioli).</figcaption></figure>
<p><em>Last but not least</em>, come si dice, anche stavolta ci sarà la <strong><em>Limited Edition</em></strong>, come saprete già, in prevendita per alcune settimane. Potete saperne di più e, magari, preordinarla, a questo link:</p>
<p><a href="https://www.lamiachampagne.com/prodotto/grandi-champagne-2026-27-limited-edition/">https://www.lamiachampagne.com/prodotto/grandi-champagne-2026-27-limited-edition/</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-23237 " src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/scheda-prodotto-2026-02.jpg" alt="copertina nuova guida 26 27" width="600" height="600" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/scheda-prodotto-2026-02.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/scheda-prodotto-2026-02-275x275.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/scheda-prodotto-2026-02-610x610.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/scheda-prodotto-2026-02-180x180.jpg 180w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/scheda-prodotto-2026-02-800x800.jpg 800w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/scheda-prodotto-2026-02-300x300.jpg 300w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/scheda-prodotto-2026-02-600x600.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/scheda-prodotto-2026-02-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>


<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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		<title>Grandi Champagne: ai nastri di partenza l’edizione 2026/27</title>
		<link>https://www.lamiachampagne.com/23712-grandi-champagne-2026-27-in-arrivo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 07:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Guida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come molti di voi sapranno, siamo nel pieno delle degustazioni per la prossima edizione della guida Grandi Champagne. Sebbene le guide sul vino siano da tempo in forte...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lamiachampagne.com/23712-grandi-champagne-2026-27-in-arrivo/">Grandi Champagne: ai nastri di partenza l’edizione 2026/27</a> proviene da <a href="https://www.lamiachampagne.com">Champagne: degustazioni, anteprime e news</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1400" height="964" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/apertura-art-limited-edition.jpg" alt="copertina 2026-27 guida grandi champagne wide" class="wp-image-23714" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/apertura-art-limited-edition.jpg 1400w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/apertura-art-limited-edition-275x189.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/apertura-art-limited-edition-610x420.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/apertura-art-limited-edition-1200x826.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/apertura-art-limited-edition-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></figure>



<p>Come molti di voi sapranno, siamo nel pieno delle degustazioni per la prossima edizione della guida <strong><em>Grandi Champagne</em></strong>. Sebbene le guide sul vino siano da tempo in forte crisi, il successo delle edizioni passate di <em>Grandi Champagne</em> e, soprattutto, i vostri commenti ci dimostrano da un lato che questa questa pubblicazione ha ancora ragione d’essere e dall’altro che gli appassionati di champagne apprezzano uno strumento che permetta loro di avere una fotografia dettagliata di quanto il panorama dello champagne offre al momento.</p>



<p>Ecco, dunque, perché abbiamo rilanciato con l’edizione <strong>2026/27</strong>, che uscirà a dicembre di quest’anno. Questa nuova edizione non rinnegherà quanto fatto finora, ma il primo aspetto da sottolineare è che abbiamo dato ascolto ai vostri commenti costruttivi. Quindi, dopo l’esperimento dell’ultima edizione (che ha lasciato molti di voi un po&#8217; &#8220;spaesati&#8221;), abbiamo deciso di tornare all’<strong>ordine alfabetico</strong> per produttore! E allo schema della penultima edizione, quindi una pagina di apertura per ciascun produttore, con i dati essenziali del <em>domaine</em>, seguita da <strong>uno champagne per pagina</strong>, sempre strutturata su grande foto a colori della bottiglia e dettagli tecnici e di degustazione.</p>



<p>A tal proposito, la descrizione della degustazione sarà più sintetica in quanto della scorsa edizione, quella con le schede da due pagine, abbiamo comunque voluto riprendere la ‘<strong>tabellina</strong>’ dei dettagli tecnici, cosa che farà senza dubbio piacere ai lettori appassionati. Confermata, invece, la scheda simbolica su impostazione gustativa, invecchiamento, bevibilità e fascia di prezzo, mentre una piccola nota contribuirà a raccontare meglio lo champagne.</p>



<p>Un’altra novità, se così si può dire, è la forte focalizzazione sui <em>vigneron</em>. La guida sarà più ricca che mai (<strong>576 pagine</strong>) e dei numerosi produttori presenti (con parecchi inediti) ben i <strong>due terzi</strong> saranno rappresentati proprio dai <strong><em>vigneron</em></strong>. Questi non sono più un fenomeno, bensì una realtà consolidata che se sulla carta è ancora limitata a neanche il 20% delle vendite in assoluto, in realtà <strong>nei mercati più appassionati</strong> (Italia, prima piazza al mondo per la categoria, Giappone e altri) <strong>raccolgono la maggior parte dei favori degli appassionati</strong>. Questo anche grazie a un oggettivo progresso qualitativo, soprattutto sul fronte della regolarità di anno in anno, che pone molti di loro in una<strong> dimensione di assoluta eccellenza</strong> appannaggio, finora, delle maison di maggior blasone.</p>



<p>Confessiamo di aver ipotizzato, all’interno dell’ordine alfabetico, di separare in categorie <em>Maison</em>, <em>Vigneron</em> e <em>Cooperative</em> (invero pochissime), ma proprio per non venir meno al più rigoroso ordine alfabetico, questa distinzione sarà sotto forma di indicazione nella pagina di apertura di ciascuno.</p>



<p>Infine, come avvenuto con le ultime edizioni, anche per la 2026/27 ci sarà la <strong>Limited Edition</strong>, quindi la versione da collezione. Che stavolta, oltre alla consueta guida con copertina rigida, avrà:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>sacchetto per freddare la bottiglia </strong>con il ghiaccio, griffato <em>LaMiaChampagne</em>; </li>



<li><strong>mappa 70&#215;100 della Champagne</strong> da incorniciare, realizzata in esclusiva da <em><a href="https://www.instagram.com/vin_affiche/">Vin Affiché</a></em> con elenco dei Grand e Premier Cru;</li>



<li>allegato inedito e riservato con <strong>gli itinerari a tema per visitare la Champagne</strong>.</li>
</ul>



<p>La <strong>prevendita</strong> (la guida completa di gadget sarà consegnata con corriere espresso entro Natale) è iniziata da pochi giorni per chi è nel nostro database e gli iscritti alla newsletter, e ora è aperta a tutti a questa pagina:<br><a href="https://www.lamiachampagne.com/prodotto/grandi-champagne-2026-27-limited-edition/"><strong>PREORDINA LA LIMITED EDITION</strong></a></p>



<p>Ringraziamo sin d’ora tutti quanti vorranno darci nuovamente fiducia e stiamo facendo di tutto per sviluppare un’edizione ancora più ricca e coinvolgente!</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Riflessioni sulla bevibilità…</title>
		<link>https://www.lamiachampagne.com/23150-riflessioni-sulla-bevibilita-champagne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 15:25:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Legras & Haas]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lamiachampagne.com/?p=23150</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questa degustazione mi ha fatto riflettere non poco. È la mattina dell’11 giugno, io e Vania Valentini siamo a Chouilly da Legras &#38; Haas per un’approfondita sessione di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-23152 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/alberto-lupetti-da-legres-e-haas.jpg" alt="alberto in degustazione da legres e haas" width="1098" height="748" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/alberto-lupetti-da-legres-e-haas.jpg 1098w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/alberto-lupetti-da-legres-e-haas-275x187.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/alberto-lupetti-da-legres-e-haas-610x416.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/alberto-lupetti-da-legres-e-haas-600x409.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1098px) 100vw, 1098px" /><br />Questa degustazione mi ha fatto riflettere non poco. È la mattina dell’11 giugno, io e Vania Valentini siamo a Chouilly da Legras &amp; Haas per un’approfondita sessione di degustazione. <strong>Jérôme Legras</strong> ci vuole mostrare la fase di cambiamento che sta vivendo la <em>maison</em> di famiglia, con tanti piccoli dettagli tecnici in cantina che poi si riflettono puntualmente sul progresso dei loro champagne. Progresso peraltro evidenziato dal rinnovato <em>habillage</em>, decisamente più accattivante. Troverete gli champagne che ci hanno colpito maggiormente (e sono diversi) nella prossima edizione (<strong>2026/27</strong>) della guida <em>Grandi Champagne</em>, ma qui vorrei parlare di un altro aspetto: la <strong>bevibilità</strong>. Ossia, di come certi champagne che a noi appassionati potrebbero apparire fin troppo accessibili e scorrevoli in realtà sono poi i più gettonati dal grande pubblico. Che, volenti o nolenti, rappresenta non meno dell’80% delle vendite di champagne.</p>
<p>La riflessione nasce dalla degustazione del nuovo (nell’estetica, nel nome e nell’annata) millesimato di <strong>Legras &amp; Haas</strong>, fatto in media 4-6 volte per decennio. È frutto essenzialmente del celeberrimo <em>lieu-dit</em> ‘Le Mont Aigu’ a Chouilly più alcune parcelle confinanti, tutte di proprietà, le cui uve sono poi fermentate in gran parte in acciaio, oltre a una piccola quota di barrique; la malolattica è svolta parzialmente proprio dalla vendemmia <strong>2018</strong> ed è una delle innovazioni in cantina dei Legras. Dopo il tiraggio, lo champagne ha maturato 55 mesi sui lieviti ed è stato poi dosato a 6 g/l. Ne sono state fatte circa 30.000 bottiglie, più 2.000 magnum, 250 <em>jéroboam</em> e pure 100 <em>mathusalem</em>.<br /><br /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-23153 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/bottiglie-in-degustazione-da-legres-e-haas.jpg" alt="etichette in degustazione alberto da legres e haas" width="1062" height="1062" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/bottiglie-in-degustazione-da-legres-e-haas.jpg 1062w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/bottiglie-in-degustazione-da-legres-e-haas-275x275.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/bottiglie-in-degustazione-da-legres-e-haas-610x610.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/bottiglie-in-degustazione-da-legres-e-haas-180x180.jpg 180w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/bottiglie-in-degustazione-da-legres-e-haas-800x800.jpg 800w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/bottiglie-in-degustazione-da-legres-e-haas-300x300.jpg 300w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/bottiglie-in-degustazione-da-legres-e-haas-600x600.jpg 600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/07/bottiglie-in-degustazione-da-legres-e-haas-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 1062px) 100vw, 1062px" /></p>
<p><br />Ecco la nostra degustazione.</p>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="lannee-2018"><strong>L’Année 2018</strong></h2>
<p><span class="assemblaggio"><em>100% Chardonnay</em></span></p>
<p>I Legras hanno ben letto l’annata perché l’olfatto ha la maturità di questa, ma ha, allo stesso tempo, anche la finezza dei migliori <em>blanc de blancs</em>. Nel dettaglio, è disegnato da tanta mineralità e più frutto (acidulo) che agrume. La bocca è anch’essa mineralità e annata, quindi è molto sottile, finanche leggera. È uno Chardonnay molto territoriale, di spiccata finezza, ma è anche 2018, nel bene e nel male. In quest’ultimo caso significa una gustativa talmente delicata da poter essere definita eterea.</p>
<p><span class="voto-numero"><strong>S.V.</strong></span></p>
<p>Eccolo questo champagne e il nostro giudizio lo abbiamo candidamente espresso a Jérôme. Il quale ci ha risposto “<em>sono d’accordo, ma non potete immaginare quanto si venda bene, perché si beve spensieratamente</em>”. Ricordo di averlo guardato trasecolato, ma poi ho iniziato a riflettere su questa frase. Jérôme sta parlando di <strong>bevibilità</strong> estrema. Da appassionati premiamo la bevibilità, certo, e nelle nostre degustazioni per la guida Daniele Agosti ci spinge spesso a tenere in debito conto la scorrevolezza, ma a fianco di questa cerchiamo sempre struttura e articolazione. A ragione: la prima senza le seconde rendono un vino incompleto. O non bilanciato. A mio avviso.</p>
<p>Invece, poi, la maggior parte della gente premia proprio la bevibilità spensierata. Un punto su cui riflettere… Anche perché il grande vino, champagne o fermo che sia, è quello la cui bottiglia finisce quasi senza accorgersene, non quello di cui si evidenzia la complessità ma del quale, a forza di lodarlo, si stenta a finire un solo bicchiere.</p>
<p>Con questo non voglio dire che rinnego i criteri di degustazione adottati finora, assolutamente no, però bisognerebbe tenere conto anche di questo aspetto. Il problema è come farlo. E il fatto che non me la senta di attribuirgli un voto è il risultato di queste ultime mie parole: i miei criteri mi porterebbero ad attribuirgli non più di 87, massimo 88/100, ma questo essere premiato dal grande pubblico mi dovrà portare presto a trovare il modo di giudicare vini simili senza penalizzarli.</p>
<p>Non sarà facile, anche perché per me il punteggio è assoluto, non relativo. Significa che 90/100 è 90/100 universalmente valido e non riferito a una categoria o una situazione. Mi spiego meglio: 90/100 attribuiti a uno champagne non è un giudizio numerico riferito unicamente alla categoria degli champagne, come 90/100 tributato a un vino X (spumantizzato o fermo che sia) non significa che quel punteggio sia valido soltanto per la sua categoria. No! Questo non può essere. La <strong>qualità</strong> è oggettiva e assoluta, il <strong>gusto</strong> è soggettivo. Altrimenti, se valesse il punteggio relativo, potrebbe significare che mia mamma, che di vino non sa nulla, direbbe “<em>ah, questo vino X ha avuto 90/100 e pure quest’altro vino Y, quindi sono del medesimo livello</em>”. Lascio immaginare la confusione che si verrebbe a creare in termini di qualità assoluta.</p>
<p>È un discorso che ho affrontato con Adriana Bianco, abile relatrice di AIS Bologna, la quale ha difeso con passione il punteggio <strong>relativo</strong>. Capisco il suo punto di vista: nella guida AIS o eventi di degustazione focalizzati su Denominazioni meno consolidate, cercare di coinvolgere lettori e partecipanti con vini da 78-85/100 sarebbe complicato. Se addirittura non utopico. Tuttavia, come capisco questa posizione non facile (e per la quale al momento non ho una soluzione proponibile, lo ammetto), difendo la mia scelta del giudizio assoluto. E, per il momento, mi limiterò a un <em>SV</em> (<em>Senza Voto</em>) per quei vini che ritengo al di sotto dei miei parametri minimi, ma che poi godono oggettivamente un riscontro positivo dal grande pubblico.</p>
<p>Nell’attesa di trovare una soluzione omnicomprensiva e con la speranza di non essere spedito nel girone degli Ignavi di Dantesca memoria…</p>


<p></p>
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		<title>Ad Avize brilla una stella: Agnès Corbon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 13:55:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Corbon]]></category>
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<p>Quando iniziai a frequentare lo champagne, con il gruppo di amici romani di cui ho parlato nel libro <em>La Mia Champagne</em>, in una delle degustazioni settimanali fece la comparsa una bottiglia che proprio non conoscevo. Una bottiglia dalla forma insolita (per me e, soprattutto, per l’epoca: per la cronaca, si chiama ‘<em>Trentenaire</em>’) e, per di più, con lo spago a fermare il tappo (‘<em>ficelle</em>’). Quello champagne mi colpì per la sua forte personalità ed era un <em>Brut d’Autrefois</em> di <strong>Corbon</strong>. Il nome era per me totalmente sconosciuto e la parola <em>vigneron</em> mi diceva pochissimo.</p>
<hr />
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<hr />
<p>Con il passare del tempo, ho conosciuto meglio questo piccolo produttore di Avize, condotto con passione e un rigore esemplare da <strong>Claude</strong>.</p>
<p><figure id="attachment_23138" aria-describedby="caption-attachment-23138" style="width: 455px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23138 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/claude-corbon.jpg" alt="claude corbon champagne avize" width="455" height="613" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/claude-corbon.jpg 455w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/claude-corbon-275x370.jpg 275w" sizes="auto, (max-width: 455px) 100vw, 455px" /><figcaption id="caption-attachment-23138" class="wp-caption-text">Claude Corbon, di fatto colui che ha consolidato le basi di questa realtà, nata negli anni ‘20 con Charles Corbon. È stato Claude a creare la perpétuelle e, a seguire, il Brut d’Autrefois.</figcaption></figure></p>
<p>Pochi anni più tardi ho iniziato ad approfondire sempre meglio questo piccolissimo <em>vigneron</em> di Avize, però erano altri tempi e un clima diverso, quindi, nonostante il suddetto rigore di Claude, gli champagne Corbon non brillavano per costanza e, comunque, denotavano un certo carattere… diciamo, artigianale, per non dire tendente al rustico. Tuttavia, a seguito della nascita della guida, Corbon non è mai mancato. Ed è stata questa presenza costante, quindi la possibilità di assaggiare e riassaggiare, che a un certo punto mi ha fatto intuire un cambio di passo sempre più evidente, e con tutto il rispetto per Claude, benvenuto. Cosa era successo? Che la figlia <strong>Agnès</strong>, dopo trascorsi professionali in un settore completamente diverso, aveva iniziato ad affiancare il padre nel 2006, per firmare già nel 2007 i primi assemblaggi e nel 2010 ricevere definitivamente il testimone della <em>Maison</em>, dopo aver ceduto al fratello 3,3 ettari a seguito della suddivisione ereditaria (che sarà il vero problema della Champagne a venire: ne parlerò in un prossimo articolo).</p>
<p>Agnès non ha soltanto creato nuovi champagne, ma ha reso lo stile di Corbon più preciso, pulito, scolpito, facendo compire a questa piccolissima realtà quel salto di <strong>qualità</strong> oggi più che mai necessario per emergere in una categoria, quella dei <em>vigneron</em>, sempre più combattuta in termini non soltanto e più di forte territorialità, ma soprattutto di qualità. Anzi, di eccellenza. E il paziente lavoro di Agnès si è riflesso anche sul ‘mostro sacro’ di casa, il suddetto <em>Brut d’Autrefois</em>.</p>
<p><figure id="attachment_23139" aria-describedby="caption-attachment-23139" style="width: 886px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23139 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/agnes-corbon.jpg" alt="agnes corbon champagne avize" width="886" height="841" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/agnes-corbon.jpg 886w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/agnes-corbon-275x261.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/agnes-corbon-610x579.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/agnes-corbon-600x570.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 886px) 100vw, 886px" /><figcaption id="caption-attachment-23139" class="wp-caption-text">Agnès, la figlia di Claude che ne ha raccolto l’eredità e portato lo stile Corbon in una nuova dimensione.</figcaption></figure></p>
<p>Claude Corbon è stato tra i primissimi a fare uno champagne di sola <strong><em>réserve perpétuelle</em></strong>, in botte tra l’altro. Questo modo di conservare le riserve e, magari, farne uno champagne, è piuttosto in voga oggi in Champagne, ma quarant’anni fa proprio no. Qualche <em>vigneron</em> (ad esempio René Geoffroy) aveva iniziato la <em>réserve perpétuelle</em> già sul finire degli anni ’70, è vero, gli Huré hanno cominciato nel 1982, Anselme Selosse ha gettato la prima pietra del <em>Substance</em> (che però è un <em>Solera</em>) nel 1986, tuttavia mi sembra proprio che di champagne fatti di sola <em>réserve perpétuelle</em>, quindi senza impiegarne un tot come vini di riserva, in quegli anni non ci fosse. Insomma, credo che la primogenitura spetti proprio a Claude Corbon.</p>
<h2 id="bene-cose-la-reserve-perpetuelle">Bene, cos’è la <em>réserve perpétuelle</em>?</h2>
<p>Ipotizziamo di avere un tino (o una botte) con i vini dell’ultima vendemmia e un altro con quelli dell’anno prima. Arriviamo alla primavera successiva alla vendemmia quando li prendiamo entrambi per assemblarli e imbottigliare il nostro champagne (oppure farlo un anno più tardi, in modo da ‘fondere’ al meglio i vini). Però, non metteremo in bottiglia l’intera massa di vino, ma ne conserveremo una parte, che a questo punto sarà fatta di due annate, non più di una sola. L’anno dopo l’operazione si ripeterà e così via, fino ad avere un tino composto come lo schema qui sotto (che per semplicità riporta una ipotetica <em>perpétuelle</em> 2022-2003):</p>
<p><figure id="attachment_23136" aria-describedby="caption-attachment-23136" style="width: 1181px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23136 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/schema-perpetuelle-corbon.jpg" alt="schema reservee perpetuelle corbon" width="1181" height="678" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/schema-perpetuelle-corbon.jpg 1181w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/schema-perpetuelle-corbon-275x158.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/schema-perpetuelle-corbon-610x350.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/06/schema-perpetuelle-corbon-600x344.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1181px) 100vw, 1181px" /><figcaption id="caption-attachment-23136" class="wp-caption-text"> </figcaption></figure></p>
<p>Quali sono i <strong>vantaggi</strong> della <em>réserve perpétuelle</em>? Essendo fatta da una più o meno lunga teoria (in senso matematico) di annate, avrò senza dubbio una grande complessità. Inoltre, poiché ogni anno la massa di vini ‘vecchi’ viene rinfrescata dai nuovi dell’annata, la maturazione è sempre tenuta a bada. Poi, come detto, molti utilizzano questa <em>réserve perpétuelle</em> al posto dei tradizionali vini di riserva, alcuni ne fanno uno champagne. Com’è appunto, il caso di Corbon. Tuttavia, Agnès utilizza una piccola parte di questa <em>perpétuelle</em> anche per integrare i classici <em>vins de réserve</em> dei due non millesimati di casa, l’<em>Anthracite</em> e l’<em>Absolument Brut</em>.</p>
<p>Il <strong><em>Brut d’Autrefois</em></strong> è composto da vini dell’annata fermentati in acciaio, poi uniti alla <em>réserve perpétuelle</em> conservata in botte. Una volta assemblate le due masse, Agnès ne preleva il necessario per ‘tirare’ 800 bottiglie e poi rimette il vino restante nella botte. Nel corso degli anni, Agnès ha iniziato a fare vini dell’annata di solo Chardonnay di Avize, pertanto l’assemblaggio iniziale di Claude, che contemplava circa il 15% di Pinot Noir di Verneuil, si è via via modificato, diventando di fatto un <em>blanc de blancs</em>. Qui propongo la degustazione, fatta in occasione dell’assaggio di Corbon per la prossima edizione (2026/27) della guida <em>Grandi Champagne</em>, dello champagne con i vini della vendemmia 2016 quali più giovani. Dopo il tiraggio, avvenuto nella tarda primavera del 2018 (non uno, ma due anni più tardi, quindi, affinché la <em>réserve</em> possa amalgamarsi al meglio con i vini dell’ultima vendemmia) senza filtraggio né collaggio, le bottiglie hanno riposato sui lieviti per 6 anni, prima di essere dosate con MCR a 2,5 g/l.</p>
<hr />
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		<title>Una Champagne più grande? Sì. No. Forse…</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 11:02:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[AOC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il caso di Fontaine-sur-Aÿ (vedasi il libro La Mia Champagne) e il caos che ne è seguito, l’SGV (Syndicat Général des Vignerons de la Champagne, unico organo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lamiachampagne.com/23069-una-champagne-piu-grande/">Una Champagne più grande? Sì. No. Forse…</a> proviene da <a href="https://www.lamiachampagne.com">Champagne: degustazioni, anteprime e news</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23072 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/AOC-vigna-apertura.jpg" alt="vigneti champagne dell'area viticola AOC" width="1600" height="1000" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/AOC-vigna-apertura.jpg 1600w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/AOC-vigna-apertura-275x172.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/AOC-vigna-apertura-610x381.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/AOC-vigna-apertura-1536x960.jpg 1536w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/AOC-vigna-apertura-1200x750.jpg 1200w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/AOC-vigna-apertura-600x375.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Dopo il caso di Fontaine-sur-Aÿ (vedasi il libro <em>La Mia Champagne</em>) e il caos che ne è seguito, l’<strong><em>SGV</em></strong> (<em>Syndicat Général des Vignerons de la Champagne</em>, unico organo ad avere potere decisionale sui vigneti e sull’area della AOC Champagne) ha iniziato a chiedersi se non fosse il caso di rivedere la delimitazione della Champagne, ferma alla legge del 1927. In poche parole, ci si è resi conto che bisognava pensare se fosse il caso di <strong>allargare</strong> la superficie vitata della AOC.<br /><br /></p>
<hr />
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<hr />
<p><br />E qui è necessaria una premessa, perché è pieno di ‘espertoni’ (presunti tali, naturalmente) che hanno iniziato a gridare allo scandalo, vedendo una Champagne più estesa come la voglia di vendere sempre di più. Invece, questi ‘espertoni’ dimenticano, anzi ignorano che nel XIX la Champagne era molto più grande dell’attuale, praticamente il <strong>doppio</strong>. La Champagne a 34.000 ettari nata con la legge del 1927 era figlia di una visione piuttosto pessimistica del futuro, dopo la Fillossera, la guerra e una viticoltura vista come un’attività poco remunerativa. Anzi, diciamo pure che le vigne non valevano niente. Pertanto, un’eventuale estensione della AOC Champagne non sarebbe altro se non un ritorno (parziale, peraltro), al passato.</p>
<p>Ciò premesso, vediamo cosa è successo.</p>
<p>Nel 2003 l’<em>SGV</em> propone all’INAO la revisione della AOC sulla base di criteri non più basati unicamente ‘sull’anteriorità’ (quindi com’era la Champagne prima del 1927), ma di nuovi, più restrittivi. Questi <strong>criteri</strong> vengono stabiliti tre anni più tardi:</p>
<ol>
<li>l’integrazione di un villaggio nella zona di elaborazione è soggetta a una tradizione di vinificazione, ovvero questo deve far parte storicamente della Champagne e provare la sua vocazione vinicola;</li>
<li>i principi di delimitazione dell’area vitata fanno riferimento all’attitudine dell’ambiente naturale, che deve essere tecnicamente favorevole alla produzione di uve di qualità (suolo, esposizione, ecc&#8230;)</li>
</ol>
<p>Nel 2007, la commissione (composta da sette esperti di storia, geologia, clima e agronomia) delibera di <strong>allargare</strong> la zona di elaborazione (la vinificazione e la successiva produzione di champagne) da 635 a <strong>675 villaggi</strong> e quella viticola (le vigne) di <strong>38 nuovi villaggi</strong> aggiunti a fronte dell’eliminazione di 2, il che porterebbe la Champagne a <strong>357 villaggi</strong> dai 319 attuali. Per evitare fenomeni <strong>speculativi</strong> (immaginate un ettaro di terreno che passa improvvisamente da 2.000 a più di 800.000 euro di valore…) è fatto divieto di vendere i terreni interessati dalla revisione prima dell’entrata in vigore dell’eventuale, nuova AOC.</p>
<p>A marzo del 2008 l’INAO valida il rapporto e lo presenta al Consiglio di Stato. Da quel momento, però, la revisione della Champagne viene messa in pausa…</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-23073 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/mappa-2.jpg" alt="mappa proposta di estensione zona champagne aoc" width="1132" height="1454" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/mappa-2.jpg 1132w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/mappa-2-275x353.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/mappa-2-610x784.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/mappa-2-600x771.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1132px) 100vw, 1132px" /></p>
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		<title>Il favoloso rosé ‘Elisabeth’ di Billecart in verticale!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Lupetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2025 13:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Verticale]]></category>
		<category><![CDATA[Billecart-Salmon]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-23058 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/Billecart-degustazione-apertura.jpg" alt="etichette in degustazione billecart elisabeth salmon" width="871" height="547" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/Billecart-degustazione-apertura.jpg 871w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/Billecart-degustazione-apertura-275x173.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/Billecart-degustazione-apertura-610x383.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/Billecart-degustazione-apertura-600x377.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 871px) 100vw, 871px" /></p>
<p>L’ho detto, scritto e ora lo ribadisco: se dovessi scommettere su una <em>maison</em> da qui ai prossimi cinque anni, non avrei dubbi: <strong>Billecart-Salmon</strong>. Ha la visione, persone di eccezionale valore, spirito di famiglia, è ‘indipendente’, sta dimostrando una crescita qualitativa concreta, oggettiva e costante. Chi accetta la scommessa?</p>
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<p>Billecart vanta tre <em>cuvée de prestige</em>, tutte millesimate, naturalmente, ciascuna dedicata a uno dei creatori della <em>maison</em>: la <strong><em>Nicolas-François</em></strong> omaggia il fondatore omonimo, la <strong><em>Elisabeth Salmon</em></strong> sua moglie, la <strong><em>Louis Salmon</em></strong> il primo <em>chef de cave</em> (e fratello della suddetta Elisabeth). Beh, nel corso degli anni ho avuto la fortuna di fare una verticale della prima (nel 2014) e della terza (nel 2018), ma mi mancava la seconda, che poi è forse quella che mi coinvolge maggiormente a gusto personale. Non a caso, alcuni tra gli <em>champenois</em> più noti e celebrati mi hanno candidamente confessato la loro predilezione assoluta per questo champagne…</p>
<p>Così, già l’anno scorso ho iniziato a buttare là l’idea di una verticale di <em>Elisabeth</em> a <strong>Mathieu Roland-Billecart</strong> (PDG della <em>maison</em>), che non mi ha dato del matto, ma mi ha accordato la richiesta, demandando allo <em>chef de cave</em> <strong>Florent Nys</strong> l’organizzazione. C’è voluto un po’ di tempo per incrociare le agende, come si suol dire, ma alla fine ce l’abbiamo fatta: appuntamento la mattina del 28 marzo scorso a Mareuil-sur-Aÿ, nella sala di degustazione dei rinnovati spazi accoglienza, presenti Mathieu, Florent, Vania Valentini e il sottoscritto.</p>
<p><figure id="attachment_23059" aria-describedby="caption-attachment-23059" style="width: 831px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-23059 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/Mathieu-Roland-Billecart-e-chef-de-cave.jpg" alt="Mathieu-Roland-Billecart e lo chef de cave" width="831" height="886" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/Mathieu-Roland-Billecart-e-chef-de-cave.jpg 831w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/Mathieu-Roland-Billecart-e-chef-de-cave-275x293.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/Mathieu-Roland-Billecart-e-chef-de-cave-610x650.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/Mathieu-Roland-Billecart-e-chef-de-cave-600x640.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 831px) 100vw, 831px" /><figcaption id="caption-attachment-23059" class="wp-caption-text">Mathieu Roland-Billecart, alla testa della maison di famiglia, e lo chef de cave Florent Nys durante la degustazione.</figcaption></figure></p>
<h2><strong><br />
Elisabeth, lo champagne</strong></h2>
<p>La <em>Cuvée Elisabeth Salmon</em> nasce con la vendemmia <strong>1988</strong>. Annata eccezionale per un rosé eccezionale, direi. François Roland-Billecart ebbe l’idea di dar vita a uno champagne inedito che, affiancando l’<em>NF</em>, omaggiasse la sua ava Elisabeth Salmon. Quindi il nuovo champagne sarebbe stato un rosé (per quanto non esista sesso negli champagne, a una donna non si poteva che dedicare un rosé…), di altissimo livello, anche perché già c’erano in gamma uno a prevalenza di Pinot (l’<em>NF</em>) e uno da solo Chardonnay (<em>Louis</em>). Trattandosi dunque di un <strong>rosé</strong>, la filosofia della nuova <em>cuvée</em> avrebbe avuto come base di partenza quanto fatto da suo padre Jean nei primi anni ’70 (nascita del celebre <em>Brut Rosé</em>, oggi <em>Le Rosé</em>, che fu rivoluzionario in quanto caratterizzato da una forte componente di Chardonnay e non una, ma due annate di vino rosso), però in chiave millesimato e con il vino rosso aggiunto proveniente dalle migliori parcelle di Pinot Noir di proprietà, ‘<strong>Valofroy</strong>’, sul Mont Gruguet (sopra il ‘Clos des Goisses’), proprio sotto la statua di Notre Dame protettrice del villaggio di Mareuil, e il ‘Clos Saint-Hilaire’. Poi, più tardi (1995), le uve del ‘<em>clos</em>’ hanno dato vita allo champagne omonimo, quindi è rimasto il solo vigneto ‘Valofroy’ a dare le uve per il vino rosso, mentre recentemente è stata introdotta, a seconda dell’annata, una parte di fermentazione in legno e la malolattica parziale. Lo champagne, com’era naturale all’epoca, nasceva da un assemblaggio a prevalenza di Pinot Noir, però, a partire dal millesimo <em>2000,</em> le due uve sono andate in pareggio e dal <em>2008</em> è salito in cattedra lo Chardonnay.</p>
<p>Fino a oggi, la <strong><em>Cuvée Elisabeth Salmon</em></strong> è stata prodotta in occasione dei millesimi: 1988 1989, 1990, 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2000, 2002, 2006, 2007, 2008, 2009, 2012 e 2013.</p>
<p>La verticale non ha visto in campo tutte le annate, ma le più significative, indietro fino alla <em>1988</em>, della quale in <em>maison</em> sono rimaste meno di 10 bottiglie (grazie Mathieu e Florent!).</p>
<p>Abbiamo iniziato con l’anteprima della <em>2013</em>, ma per i dettagli di questa nuova, entusiasmante annata di <em>Elisabeth</em> rimando alla prossima edizione della guida <strong><em>Grandi Champagne </em></strong>(in uscita a fine anno)…</p>
<h3><strong><em>La degustazione</em></strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-23061 size-full" src="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/2012.jpg" alt="etichetta in degustazione elisabeth billecart 2012" width="886" height="608" srcset="https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/2012.jpg 886w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/2012-275x189.jpg 275w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/2012-610x419.jpg 610w, https://www.lamiachampagne.com/wp-content/uploads/2025/05/2012-600x412.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 886px) 100vw, 886px" /></p>
<h2 class="titchampagne" class="titchampagne" id="elisabeth-salmon-2012"><strong>Elisabeth Salmon 2012</strong></h2>
<p><span class="assemblaggio"><em>45% Pinot Noir, di cui l’8% in rosso, 55% Chardonnay</em></span></p>
<p><em>Uve: Mareuil e Verzenay (PN), Chouilly, Avize e Le-Mesnil (CH)</em></p>
<p><em>Vino rosso: Valofroy</em></p>
<p><em>Malolattica parziale, legno 4%</em></p>
<p><em>Tiraggio maggio 2013, dégorgement gennaio 2023</em></p>
<p><em>Dosaggio 3,8 g/l</em></p>
<p><em>My Origin 121234</em></p>
<p>Ma che bel naso! Fior di fragola, frutta rossa croccante, nocciola tostata, spezie dolci&#8230; Un naso più fruttato che agrumato, per via della ‘maturità’ dell’annata, un naso senza dubbio nitido e invitante. L’attacco in bocca è cremoso, sostenuto da una bollicina carezzevole. Tornano protagonisti i piccoli frutti rossi, ben fusi agli agrumi, ma gialli, non rossi. Spiazzano la distensione minerale e la lunghissima persistenza, mentre concentrazione e purezza si fondono in un finale solido, segnato da agrumi e salinità. Non ha ancora l’esuberanza e la prontezza tipiche dei <em>2012</em> perché, al contrario, dà la netta impressione di poter crescere ancora tantissimo e perché ha finezza ed eleganza da vendere. Ciò nonostante, pur essendo molto, ma molto buona, si accoda alla prossima <em>Elisabeth 2013</em>…</p>
<p><strong>Voto: <span class="voto-numero">95</span>(97)/100</strong></p>
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