THE GREAT "RICHARD" IN THE SKY
Richard Wright, tastierista dei Pink Floyd, muore per un cancro. Aveva 65 anni.
(15 Settembre 2008)
 
Sono già alcune settimane che l'apatia di fine estate ha preso il sopravvento sul mio spirito. Uno stato d'animo vuoto, perso, senza alcun stimolo verso una musica che ormai non mi entusiasma più. E allora cosa fare? Il rifugio è sempre lo stesso: la discografia dei Pink Floyd.
La mia collezione di vinili è come un'iniezione di vita, di adrenalina, è come una scossa elettrica che rimette in circolo i sogni dentro la mia testa. Libera le mie arterie otturate dalle mille cazzate che il mainstrem ti propina e mi riconduce verso l'essere visionario, idealista nei progetti, illuso nel credere di viverli, dandomi la forza di essere un romantico.
Oggi sembrava essere un giorno come gli altri, fino a quando la notizia della scomparsa di Richard Wright arriva sul monitor del mio pc; per un attimo rimango senza fiato.
Chiudo gli occhi, già un po' umidi, proprio mentre partono le campane di "High Hopes", un brano con una potenza evocativa straordinaria che per un attimo, sempre con gli occhi chiusi, mi riporta alle immagini del suo video: ampi spazi, apparente serenità, la leggerezza del vento, lo scorrere
RICHARD WRIGHT

e la ripetitività delle chitarre su un ruscello, l'armonia delle verità nascoste. Gli occhi sono ancora chiusi, li riapro e solo ora mi accorgo di non aver più respirato.
A pieni polmoni inspiro per poi lentamente, lemme lemme buttare tutta l'aria fuori e vivere, durante le noti finali, un senso di leggerezza inaspettato: Richard Wright è morto.
Per anni i Pink Floyd sono stato il mio conforto, la spalla su cui piangere, la scintilla delle mie emozioni, la voce che avevo bisogno di sentire.

In più di trentanni di carriera Richard non è mai stato l'icona dei Pink Floyd; prima con Barrett, poi con Waters (con qualche problema) ed infine con Gilmour ha saputo essere sempre un eccezionale ed insostituibile compagno di viaggio, un trip iniziato molti anni fa e che, grazie alle loro opere immortali, durerà per sempre.
Richard Wright nasce come architetto, amante al tempo stesso dell'arte e della struttura, due elementi di equilibrio necessari per realizzare dei capovolari come la stupenda "the Great Gig In the Sky ". Una melodia semplice, romantica, strutturata così bene da sembrare senza struttura ed improvvisata, una musica che trasmette leggerezza, un sound lento ed impetuoso allo stesso momento, una perla nel cielo! The Great "Richard" in the Sky....

Walter Campanile
 
 
 
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