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	<description>Scrittori e scritture in rete</description>
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		<title>Il mondo e l&#8217;Occidente.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Immacolata Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 15:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luciano Canfora e l&#8217;altra storia del comunismo Il saggio di Luciano Canfora, Comunismo. Un’altra storia, &#160;pubblicato da Feltrinelli nella collana&#160;Scintille &#160;nel maggio 2026, sviluppa l&#8217;analisi attorno alla&#160;divaricazione di due filoni ideologici&#160; del Comunismo ossia la nascita marxiana con il&#160;Manifesto del Partito Comunista&#160;nel 1848 e poi &#160;la Rivoluzione d&#8217;Ottobre con la svolta di Lenin nel 1917. &#8230; <a href="https://www.letteratu.it/2026/06/05/il-mondo-e-loccidente/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Il mondo e l&#8217;Occidente."</span></a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Luciano Canfora e l&#8217;altra storia del comunismo</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="261" height="193" src="https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/06/image.png" alt="" class="wp-image-53826" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il saggio di Luciano Canfora, <em>Comunismo. Un’altra storia, </em>&nbsp;pubblicato da Feltrinelli nella collana<em>&nbsp;Scintille</em> &nbsp;nel maggio 2026, sviluppa l&#8217;analisi attorno alla&nbsp;divaricazione di due filoni ideologici&nbsp; del Comunismo ossia la nascita marxiana con il&nbsp;<em>Manifesto del Partito Comunista</em>&nbsp;nel 1848 e poi &nbsp;la Rivoluzione d&#8217;Ottobre con la svolta di Lenin nel 1917. La Rivoluzione bolscevica fissa un cambiamento ideologico, una sterzata antimperialista, anticolonialista, di opposizione alla supremazia &nbsp;occidentale. Questo secondo filone ideologico del comunismo giungerebbe, nell&#8217;analisi di Canfora, fino ai nostri giorni, dandoci una chiave di lettura di quella che alcuni analisti definiscono oggi la &#8220;Terza guerra mondiale a pezzi&#8221;e che appare come l’epilogo di una lunga lotta dei popoli colonizzati contro i popoli colonizzatori e imperialistici dell&#8217;Occidente collettivo. Una storia lunga che svela la politica del mondo &#8220;democratico&#8221; e capitalistico nei confronti dei popoli sottomessi. L&#8217;analisi storica espressa nel libro delinea, pertanto, il concetto di comunismo come &#8220;processo inarrestabile di decolonizzazione&#8221; ancora in corso e ancora attuale, che è poi “lascito della Rivoluzione leninista” del 1917.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due filoni o fasi del comunismo, di cui si è detto sopra, delineano, in buona sostanza, una visione non dogmatica del pensiero socialista ed evidenziano un conflitto dialettico all&#8217;interno del pensiero progressista e rivoluzionario in continua evoluzione. Questa evoluzione per il prof. Canfora ha come fondament due parole-chiave :<strong><em>libertà</em></strong> ed <strong><em>uguaglianza</em></strong> . Il comunismo, nato come sogno europeo di libertà ed emancipazione della classe operaia dallo sfruttamento della borghesia capitalistica , incarnerà via via il concetto di uguaglianza tra i popoli, ereditando la teoria di Lenin che ha come fulcro la lotta antimperialista dei popoli oppressi contro il dominio coloniale dell&#8217;Occidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma andiamo con ordine, tracciando le linee essenziali del libro di Canfora. La parte centrale del saggio contiene una puntuale ricerca sulle varie fasi della stesura del <em>Manifesto</em> di Marx ed Engels, coglie all&#8217;interno del testo alcune ambiguità e ripensamenti nel pensiero di Marx in merito al concetto di abolizione della proprietà privata e sulle modalità e i tempi dell&#8217;attuazione della rivoluzione in Europa. Engels , inoltre, è considerato il punto di riferimento della socialdemocrazia europea, infatti prima della rivoluzione del 1848 nei <em>Grundsatze des Kommunismus</em> ( novembre 1847) scrive che sarebbe desiderabile il superamento per via pacifica dell&#8217;assetto sociale capitalistico e che l&#8217;esperienza ha dimostrato, purtroppo, che le istanze del proletariato vengono represse con la violenza&#8221; da parte dei suoi avversari. Engels ha una concezione della storia umana come evoluzione, ineluttabilmente avviata verso il socialismo.&nbsp; Marx è anch&#8217;egli influenzato dal Positivismo e dal determinismo darwiniano , tuttavia,&nbsp; in alcune pagine afferma che la legge dell&#8217;evoluzione della storia &#8220;<em>può abbeviare o attenuare le doglie del parto&#8221;</em>. Questo aspetto di Marx sarà poi ripreso dal comunismo di Lenin, con l’accellerazione in senso rivoluzionario e in senso anticolonialista dell’ideologia marxista. Lenin auspica la lotta anticolonialista dei popoli contro l’imperialismo dell&#8217;Occidente &nbsp;e possiamo constatare che tale visione è agli antipodi della visione espressa da una parte autorevole del socialismo europeo &nbsp;tra fine Ottocento inizio Novecento. Quest’ultimo aderisce per paradosso &nbsp;all&#8217;idea coloniale come fattore di progresso per gli stessi popoli colonizzati. Antonio Labriola marxista autorevole è, infatti, &nbsp;un convinto assertore nella opportunità storica del colonialismo italiano come missione civilizzatrice nei confronti dei popoli dominati, &nbsp;visione eurocentrica contrapposta alla visione più ampia di Lenin e di Rosa Luxemburg.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel libro di Canfora una data importante nella svolta del pensiero socialista è l’anno 1917. A partire da questa data ci sarà uno scontro senza esclusioni di colpi tra &#8220;l&#8217;ortodossia&#8221; socialdemocratica facente capo a pensiero di Engels e l&#8217;inedita rottura rivoluzionaria del pensiero leninista. Lenin riprende da Marx il concetto di &nbsp;rivoluzione come locomotiva della storia, enfatizza l&#8217;azione rivoluzionaria pratica ed immediata, si allontana da una visione deterministica di una evoluzione graduale della società. “L’altra storia del comunismo”, che è anche titolo emblematico del saggio in questione, &nbsp;in buona sostanza, rifiuta il riformismo in ambito politico e parlamentare tipico della socialdemocrazia tedesca. Lenin applica, al contrario, il concetto marxista della Comune parigina come modello di stato e rifiuta la partecipazione al governo borghese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 1917 dunque è un anno cruciale nella trattazione storica sviluppata nel saggio del prof. Canfora. Nella parte centrale del testo si fa riferimento agli anni successivi alla rivoluzione di ottobre &nbsp;del 1917 e al conseguente intervento degli Stati europei in supporto delle truppe dello zar. Il contingente francese occupò Crimea e Odessa tra la fine del 1918 e tutto il 1919. L&#8217;entità degli aiuti militari da parte delle truppe &#8220;democratiche&#8221; a sostegno delle truppe zariste contro i bolscevichi fu il seguente: 40.000 britannici, due divisioni francesi, 50.000 uomini della legione cecoslovacca, due divisioni dalla Grecia, 70.000 giapponesi, 1500 italiani. La Polonia si offriva di marciare su Mosca e con essa corpi neonazisti operanti nel Baltico, i polacchi nel 1919 si dichiararono disposti a inviare contro i rivoluzionari russi mezzo milione di uomini, mentre truppe tedesche, pur avendo la Germania perso la guerra, &#8221; colonizzavano&#8221; le regioni russe del Baltico. Le sanzioni e il blocco continentale nel 1919 e l&#8217;intervento militare europeo a favore dei Bianchi miravano a piegare la Russia, segnando una frattura profonda tra il governo rivoluzionario e l’Europa. Questa contrapposizione dava una dolorosa conferma della teoria di Lenin sull&#8217;imperialismo europeo : &#8221; <em>non pago del grande massacro appena concluso con la Prima guerra mondiale, esso si avventava sul grande paese euroasiatico con il proposito di colonizzarlo&#8221;</em>. La Prima guerra mondiale su tali premesse fu definita da Lenin &#8221; <em>banditismo imperialista&#8221;</em> delle potenze Alleate per spartirsi il mondo in modo cinico e vorace. L&#8217;impero ottomano, infatti, &nbsp;era stato frantumato ed in larga parte colonizzato (Siria , Libano, Iraq ecc) e, &nbsp;allo stesso modo, con l&#8217;aiuto ai Bianchi, &nbsp;con la conseguente frantumazione dell&#8217;impero russo in più stati, la colonizzazione della Russia diventava un progetto appetibile. Proprio a partire dal trauma del 1919 il leninismo ridefinì il nuovo volto del comunismo nel Novecento,&nbsp; come unica possibile lotta per la decolonizzazione dei popoli sottomessi, contrari all’imperialismo dei popoli europei e dei loro eredi statunitensi. La politica interna della Russia si strutturò come politica improntata&nbsp; ad una indiscriminata durezza simile a quella della Francia giacobina assediata nel 1793.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parte &nbsp;considerevole del saggio<em> Comunismo. Un’altra storia</em> è dedicata alla missione segreta del giovane diplomatico William Christian Bullitt, voluta da Wilson e dal primo ministro britannico David Lloyd George&nbsp;proprio nel 1919, &nbsp;per sondare i presupposti di una pace con la Russia di Lenin. La missione fallì per l&#8217;intervento di <strong>Giorgio Clemenceau</strong> primo ministro francese e di <strong>Arthur James Balfou</strong><strong>r</strong> ministro degli esteri britannico. Per Lenin il fallimento della missione ed il voltafaccia di Wilson furono un trauma non archiviabile, dopo la sua morte questa sfiducia fu alimentata nei decenni successivi dalla costante minaccia di guerra da parte dell&#8217;Occidente, dal dilagare del nazismo in Europa &nbsp;fino all&#8217;operazione Barbarossa di Hitler nel 1941. A tali episodi seguirono, come sappiamo, gli anni della Guerra fredda, poi dell&#8217;implosione dell&#8217;Urss e dell&#8217;allargamento della Nato ad Est ed infine del &nbsp;recente contrattacco russo in Ucraina nel 2022.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il 1919, dunque, &nbsp;fu chiaro a molti il rischio di nuove ed imminenti guerre come effetto dell&#8217;impianto stesso del trattato di Versailles ( 8 giugno 1919). In una lettera Buillett notificò a Wilson le sue dimissioni per il fallimento della sua missione di pace che prevedeva, tra le altre cose, condizioni molto sfavorevoli per i russi e che comunque furono rifiutane dagli europei nella speranza di una disfatta definitiva della Russia di Lenin ad opera dei Bianchi, cosa che invece non avvenne. Buillett riferì al presidente Wilson tutte le storture sul piano del &#8221; riassetto postbellico dei confini”, imposti per accontentare la famelica Francia, il microimperialismo dell&#8217;Italia e le esigenze colonialiste del Regno Unito&#8221;. Tutto ciò era la sconfessione dei 14 punti del programma di pace di Wilson già presentato l&#8217;8 gennaio 1918 al Congresso degli Stati Uniti, &nbsp;al quale in tanti avevano prestato fede. Era altresì il fallimento di quello che era allora lo spirito della Società delle Nazioni, antenata dell&#8217;odierna ONU.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 17 settembre del 1919&nbsp; gli alleati rinunciarono a perseverare nella guerra contro la Russia per motivi legati ad opportunità politiche del momento: <em>&#8221; i rivoluzionari russi potevano fare quello che volevano purché non disturbassero gli stati vicini</em>&#8220;. Gli stati dell&#8217;Occidente nel 1919 non fecero fino in fondo la guerra preoccupati del malcontento delle loro popolazioni che volevano la smobilitazione e la pace. La guerra civile in Russia, attizzata dall&#8217;Occidente nel 1919 si concluse in modo favorevole ai russi. La lotta per la decolonizzazione nella prassi politica di Lenin poggiava sull&#8217;indipendenza delle nazioni e al tempo stesso sull&#8217;internazionalismo. Una prospettiva nuova per il socialismo tradizionale europeo. La lotta antimperialista era ben lontana dalla vecchia concezione eurocentrica, nessuno oggi può prevedere quanto ancora questa lotta durerà poiché essa sembra sia ancora in corso in Asia, Africa, in America Latina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riassumendo quelle che sono le linee essenziali tracciate nel saggio del prof. Luciano Canfora, possiamo dire che a ridosso della Rivoluzione bolscevica &nbsp;ci sono stati sostanzialmente tre tentativi di aggressione o contenimento da parte dell&#8217;Occidente armato nei confronti della Russia: nel 1919-1920 voluto da Clemenceau e Churchill, poi nel 1949 dopo Yalta, infine dopo la Guerra fredda nel 1991 con l&#8217;espansione della Nato ad Est. A partire dal primo attacco dell&#8217;Occidente alla Russia diventa cruciale l&#8217;analisi del pensiero politico di Lenin e della sua riflessione sulla &#8221; dittatura del proletariato&#8221; e del ritorno a quella che per alcuni era l&#8217;autentica lezione di Marx. Lenin si allontana sempre più dalle idee riformatrici-rivoluzionarie di Engels e della socialdemocrazia tedesca , prendendo le distanze dall&#8217;ottimismo della conquista del potere politico attraverso la pratica elettorale. La riflessione di Lenin si fa ancora più profonda dopo il fallimento della rivoluzione in Germania nel 1919, quando in lui prende corpo in modo deciso il concetto di comunismo come lotta al colonialismo e contrapposizione tra Occidente capitalistico e il Sud globale dei popoli sottomessi . A delineare in senso rigido la politica interna della Russia sarà poi il dilagare del nazifascismo in Europa tra il 1929 al 1933 e la conseguente lotta di Stalin contro Hitler nel 1945. La lotta russa al nazifascismo è ancora oggi elemento fondante della storia russa dell&#8217;ultimo secolo, essa struttura e condiziona la politica della Federazione russa e i suoi rapporti con l&#8217;Europa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo storico Toynbee nel 1956 ne <em>Il mondo e l&#8217;Occidente</em> scriverà: &#8220;<em>La lotta all&#8217;imperialismo dei popoli sottomessi prevede una rivoluzione che ormai è lontana dal riformismo socialdemocratico così come si è strutturato in Europa e nei paesi del capitalismo avanzato. Per quanto diversi possano essere gli uni dagli altri i popoli non occidentali in fatto di lingua, civiltà e religione, se un occidentale chiederà loro che opinione abbiano sull&#8217;Occidente, ne ricaverà sempre la stessa risposta: russi, musulmani, indù, cinesi, giapponesi e tutti gli altri saranno in ciò perfettamente concordi. L&#8217;Occidente , essi diranno, è stato l&#8217;aggressore capitale dei tempi moderni e ciascuno le potrà rinfacciare la propria esperienza di tale aggressione</em>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla luce della storia del Novecento e delle guerre odierne, appare chiaro che il saggio <em>Comunismo. Un&#8217;altra storia»</em>&nbsp;sfida la narrazione storiografica ufficiale&nbsp;della fine del comunismo . Il comunismo, al contrario, nella sua evoluzione progressiva sembrerebbe più attivo e ancora in fieri, ricerca perseverante di un&#8217;effettiva attuazione del principio di uguaglianza degli stati e di democrazia, sforzo di indebolimento del dominio coloniale dell&#8217;Occidente a livello globale.</p>
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		<title>Comunismo. Un&#8217;altra storia.</title>
		<link>https://www.letteratu.it/2026/06/04/53807/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Immacolata Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 11:03:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il saggio di Luciano Canfora, pubblicato da Feltrinelli nella collana&#160;Scintille &#160;nel maggio 2026, sviluppa l&#8217;analisi attorno alla&#160;divaricazione di due filoni ideologici&#160; del Comunismo ossia la nascita marxiana con il&#160;Manifesto del Partito Comunista&#160;nel 1848 e poi &#160;la Rivoluzione d&#8217;Ottobre con la svolta di Lenin nel 1917. La Rivoluzione bolscevica fissa un cambiamento ideologico, una sterzata antimperialista, &#8230; <a href="https://www.letteratu.it/2026/06/04/53807/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Comunismo. Un&#8217;altra storia."</span></a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il saggio di Luciano Canfora, pubblicato da Feltrinelli nella collana<em>&nbsp;Scintille</em> &nbsp;nel maggio 2026, sviluppa l&#8217;analisi attorno alla&nbsp;divaricazione di due filoni ideologici&nbsp; del Comunismo ossia la nascita marxiana con il&nbsp;<em>Manifesto del Partito Comunista</em>&nbsp;nel 1848 e poi &nbsp;la Rivoluzione d&#8217;Ottobre con la svolta di Lenin nel 1917. La Rivoluzione bolscevica fissa un cambiamento ideologico, una sterzata antimperialista, anticolonialista, di opposizione alla supremazia &nbsp;occidentale. Questo secondo filone ideologico  giungerebbe, nell&#8217;analisi di Canfora, fino ai nostri giorni, dandoci una chiave di lettura di quella che alcuni analisti definiscono oggi la &#8220;Terza guerra mondiale a pezzi&#8221; e che appare come l&#8217;epilogo di una lunga lotta dei popoli colonizzati contro i popoli colonizzatori e imperialistici dell&#8217;Occidente collettivo. Una storia lunga che svela la politica del mondo &#8220;democratico&#8221; e capitalistico nei confronti dei popoli sottomessi. L&#8217;analisi storica espressa nel libro delinea, pertanto, il concetto di comunismo come &#8220;processo inarrestabile di decolonizzazione&#8221; ancora in corso e ancora attuale, che è poi  il &#8221; lascito della Rivoluzione leninista&#8221;  del 1917.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due filoni o fasi del comunismo, di cui si è detto sopra, delineano in buona sostanza una visione non dogmatica del pensiero socialista in generale ed evidenziano un conflitto dialettico all&#8217;interno del pensiero progressista e rivoluzionario in continua evoluzione. Questa evoluzione per il prof. Canfora ha come  fondamento due parole-chiave : <strong><em>libertà</em></strong> ed <strong><em>uguaglianza</em></strong> . Nato come sogno europeo di libertà ed emancipazione della classe operaia dallo sfruttamento della borghesia capitalistica,  il comunismo incarnerà via via il concetto di uguaglianza tra i popoli, ereditando la teoria di Lenin che  ha come fulcro la lotta antimperialista dei popoli oppressi contro il dominio coloniale dell&#8217;Occidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla luce della storia del Novecento e delle guerre odierne, potremmo dire che il saggio <em>Comunismo. Un&#8217;altra storia</em> &nbsp;sfida la narrazione storiografica ufficiale&nbsp;della fine del comunismo . Il comunismo, al contrario, nella sua evoluzione progressiva sembrerebbe più attivo che mai e ancora in fieri, ricerca perseverante di un&#8217;effettiva attuazione del principio di uguaglianza e di democrazia, sforzo di indebolimento del dominio coloniale dell&#8217;Occidente a livello globale. Proprio alla luce di questa chiave di lettura, nel saggio di Luciano Canfora si delinea in modo essenziale la storia dei rapporti tra Europa e Russia a partire dalla fine del Settecento fino agli inizi dell&#8217;Ottocento e al crollo dell&#8217;URSS e si spiegano a ridosso della Rivoluzione bolscevica i tre tentativi di aggressione o contenimento da parte dell&#8217;Occidente armato nei confronti della Russia. Il primo &nbsp;nel 1919-1920 voluto da Clemenceau e Churchill, poi nel 1949 dopo Yalta, infine dopo la Guerra fredda nel 1991 con l&#8217;espansione della Nato ad Est. Proprio a partire dal primo attacco dell&#8217;Occidente alla Russia nel 1919- 1920, diventa cruciale l&#8217;analisi del pensiero politico di Lenin,  della sua riflessione sulla &#8220;dittatura del proletariato&#8221; e del ritorno a quella che per alcuni è l&#8217;autentica lezione di Marx. Lenin in queste riflessioni si allontana  sempre più dalle idee riformatrici-rivoluzionarie di Engels e della socialdemocrazia tedesca, prendendo le distanze dall&#8217;ottimismo della conquista del potere politico attraverso la pratica elettorale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo storico Toynbee nel 1956 ne <em>Il mondo e l&#8217;Occidente</em> scriverà: &#8220;<em>La lotta all&#8217;imperialismo dei popoli sottomessi prevede una rivoluzione che ormai è lontana dal riformismo socialdemocratico così come si è strutturato in Europa e nei paesi del capitalismo avanzato. Per quanto diversi possano essere gli uni dagli altri i popoli non occidentali in fatto di lingua, civiltà e religione, se un occidentale chiederà loro che opinione abbiano sull&#8217;Occidente, ne ricaverà sempre la stessa risposta: russi, musulmani, indù, cinesi, giapponesi e tutti gli altri saranno in ciò perfettamente concordi. L&#8217;Occidente , essi diranno, è stato l&#8217;aggressore capitale dei tempi moderni e ciascuno le potrà rinfacciare la propria esperienza di tale agressione</em>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque &nbsp;a partire dal trauma del 1919 &nbsp;si può dire che la politica di Lenin cambiò rotta ridefinendo &nbsp;il nuovo volto del comunismo come unica possibile lotta per la decolonizzazione dei popoli sottomessi contro l&#8217;imperialismo dei popoli europei e dei loro eredi statunitensi. La politica della Russia si strutturò come politica interna improntata ad una indiscriminata durezza simile a quella della Francia giacobina assediata nel 1793. <em>L’altra storia del comunismo, </em>&nbsp;a cui il titolo del libro fa riferimento,  è esattamente quella basata su una ricostruzione storica ed evolutiva del comunismo nel corso del Novecento e ne chiarisce il senso.</p>
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		<title>Alla madre bambina</title>
		<link>https://www.letteratu.it/2026/05/07/alla-madre-bambina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Immacolata Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 16:27:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le vostre poesie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sullo sfondo opaco del mare, dove galleggiano barche cinerine, anime sotto un cielo senza luce, si accampa il tuo volto. Un candido corpo riposa su tenere ginocchia, ossute ed innocenti. Te ne stai col tuo candido fiocco, natante su capelli di cuffia. Esile ventaglio aggrappato alla mano guida i ricami della tua veste. Fiorita e &#8230; <a href="https://www.letteratu.it/2026/05/07/alla-madre-bambina/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Alla madre bambina"</span></a></p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1498" height="1050" src="https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/05/image.png" alt="" class="wp-image-53791" srcset="https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/05/image.png 1498w, https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/05/image-768x538.png 768w, https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/05/image-1200x841.png 1200w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sullo sfondo opaco</p>



<p class="wp-block-paragraph">del mare, dove galleggiano barche</p>



<p class="wp-block-paragraph">cinerine, anime sotto un cielo senza luce,</p>



<p class="wp-block-paragraph">si accampa il tuo volto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un candido corpo</p>



<p class="wp-block-paragraph">riposa su tenere ginocchia, </p>



<p class="wp-block-paragraph">ossute ed innocenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Te ne stai col tuo candido fiocco,</p>



<p class="wp-block-paragraph">natante su capelli di cuffia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esile ventaglio </p>



<p class="wp-block-paragraph">aggrappato alla mano</p>



<p class="wp-block-paragraph">guida i ricami della tua veste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiorita e bianca cosa pensavi</p>



<p class="wp-block-paragraph">allora?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggera sulla promenade,</p>



<p class="wp-block-paragraph">eri nata per la malinconia,</p>



<p class="wp-block-paragraph">ignara  del tuo destino, presagivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">il triste inverno della vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.letteratu.it/2026/05/07/alla-madre-bambina/">Alla madre bambina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.letteratu.it">Letteratu.it</a>.</p>
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		<title>La Repubblica tecnologica</title>
		<link>https://www.letteratu.it/2026/04/29/la-repubblica-tecnologica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Immacolata Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 10:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alexander Caedmon Karp imprenditore miliardario statunitense, nato il 2 ottobre 1967 a New York (o Filadelfia secondo alcune fonti), è co-fondatore e CEO di Palantir Technologies, un&#8217;azienda leader nell&#8217;analisi dei big data con stretti legami con agenzie governative USA come CIA, FBI e forze armate. Ha conseguito una laurea all&#8217;Haverford College (1989), un dottorato in &#8230; <a href="https://www.letteratu.it/2026/04/29/la-repubblica-tecnologica/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "La Repubblica tecnologica"</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1335" height="775" src="https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/04/image.png" alt="" class="wp-image-53706" srcset="https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/04/image.png 1335w, https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/04/image-768x446.png 768w, https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/04/image-1200x697.png 1200w" sizes="(max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Alexander Caedmon Karp imprenditore miliardario statunitense, nato il 2 ottobre 1967 a New York (o Filadelfia secondo alcune fonti), è co-fondatore e CEO di Palantir Technologies, un&#8217;azienda leader nell&#8217;analisi dei big data con stretti legami con agenzie governative USA come CIA, FBI e forze armate. Ha conseguito una laurea all&#8217;Haverford College (1989), un dottorato in legge alla Stanford Law School (1992), dove ha conosciuto Peter Thiel, e un dottorato in teoria sociale neoclassica all&#8217;Università Goethe di Francoforte (2002), come allievo di Jürgen Habermas.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro <em>La Repubblica tecnologica</em> di Alexander Karp parte dalla convinzione di una superiorità tecnologica e &#8220;culturale&#8221; degli Stati Uniti e in generale dell&#8217;Occidentale. Tale egemonia per Karp può essere mantenuta a certe condizioni e vediamo in questo lungo elenco quali sono : corsa al riarmo, investimenti nelle nuove tecnologie AI, nazionalismo muscolare, dominio di una gerarchia tecnocratico- militare, controllo della diversità culturale e del dissenso interno, predominio tecnologico su altre culture che egli definisce &#8220;regressive&#8221;. Intervenire addirittura nella sfera privata dei cittadini appare a Karp &#8221; necessario per sviluppare una identità nazionale&#8221;. Il concetto è quello dell&#8217;Homo Homini Lupus di Hobbes.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il miliardario imprenditore afferma che una èlite tecnocratica deve mobilitare l&#8217;opinione pubblica americana per difendere &#8220;i valori&#8221; della civiltà capitalistica occidentale ma appare poco chiaro nell&#8217;indicare quali siano questi valori morali cui egli si riferisce. Nel testo si fa accenno addirittura ad una strategia militare in cui &#8220;non si fa distinzione tra combattenti al fronte e civili&#8221;. E&#8217; esattamente ciò che da qualche anno accade nella Striscia di Gaza e si rimane senza parola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Alex Karp il consenso interno deve essere indotto ed il pluralismo, che in buona sostanza diventa vuoto, deve essere incanalato in un blocco monolitico di difesa degli Stati Uniti. Si parla di rafforzamento della tecnologia militare , di sviluppo di nuove armi, equipaggiamenti e piattaforme software  per l&#8217;esercito americano al servizio dello Stato &#8211; nazione. La frustrazione di noi lettori, leggendo questa sorta di trattazione, cresce nel momento in cui Karp parla di &#8220;obiettivi collettivi della società americana&#8221; sui quali appare un po&#8217; reticente. Sembra che il valore di riferimento debba essere il predominio degli Usa e degli altri paesi capitalistici neoprotettorati al traino . Se lo scopo fosse unicamente materiale sembrerebbe riduttivo se non inquietante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di valori etici si fa riferimento a valori quali  l&#8217; uguaglianza, la libertà , la democrazia o la giustizia , ad essi tuttavia non si fa  alcun accenno nel corso del libro . L&#8217;autore scomoda addirittura Sallustio e l&#8217;Impero romano nella sua critica all&#8217;avidità e al lusso ma insiste, fondamentalmente, sul predominio tecnologico &#8211; militare dell&#8217;America e così l&#8217; aporia all&#8217;interno del suo ragionamento è evidente . La contraddizione è palese nel momento in cui egli auspica il ripristino di una presunta identità &#8220;religiosa&#8221; e &#8220;morale&#8221; degli Stati Uniti, che si basa essenzialmente sul predominio militaresco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Karp insiste sulla necessità che ogni Stato &#8211; nazione ponga un freno al pluralismo, all&#8217;inclusione e alla democrazia interna, per compattarsi in un blocco monolitico e mantenere un dominio imperiale. I presunti&#8221; valori comuni&#8221; si riducono  ad una ideologia sostanzialmente suprematista . L&#8217;imprenditore parte dall&#8217;affermazione che all&#8217;interno dell&#8217;Occidente debba esistere un unico blocco culturale che abbia come riferimento l&#8217;ideologia del capitalismo egemonico da &#8220;<em>fine della storia</em>&#8221; e ci riporta, senza volerlo, al libro di Fukuyama . A questo punto si pone il problema del dissenso interno, del &#8220;pericolo&#8221; che Alex Karp vorrebbe evitare .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma qual è il modo che Karp suggerisce per scongiurare la disgregazione della società americana, il fallimento o la perdita di dominio occidentale ? Per l&#8217;autore questo pericolo va arginato e controllato dalla propaganda, egli pensa ad una sorta di pluralismo taroccato , che  copre una sorta di autoritarismo piuttosto evidente. Ancora una volta non si individuano i valori morali all&#8217;interno del testo e noi lettori del libro giriamo a vuoto intorno a concetti che hanno come unico perno il militarismo muscolare di una società fondamentalmente &#8220;antidemocratica&#8221; se non &#8221; barbarica&#8221; .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alex Karp ci fa pensare ad una sorta di volontà di potenza, insiste sulla necessità di subordinare le diverse anime interne della società ad un progetto che rimanda ad un nazionalismo rischioso, che lui però non ridisegna sul modello del totalitarismo hitleriano. Il consenso verrebbe realizzato, in sostanza, attraverso la propaganda o l&#8217;hard power, ma sembra in ogni caso una sorta di modello rivisitato di esperienze totalitarie del secolo scorso. L&#8217;autoritarismo pragmatico che si evince dal testo prevede di mobilitare l&#8217; apparato tecnologico militare su gli obiettivi dello Stato -nazione con il supporto decisivo della èlite militare e della Silicon Valley .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel testo si parla di leva obbligatoria, di difesa militare , di primato su culture che egli definisce &#8220;regressive&#8221;. In particolare il concetto di autodifesa nei confronti di queste cosiddette culture regressive sembra poi non trovare riscontro nella realtà di oggi e non regge ad un esame obiettivo dei fatti. L&#8217;Occidente, infatti, negli ultimi trent&#8217;anni non ha perseguito politiche di autodifesa, quanto piuttosto di offesa e di esportazione violenta e aggressiva della &#8220;democrazia&#8221; nei confronti di Stati sovrani e governi legittimi. Il discorso di Karp, dunque, dal punto di vista di una presunta morale di autodifesa statunitense risulta poco convincente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è il caso di soffermarsi ancora una volta sul concetto di autoritarismo culturale di cui Karp si fa portatore: l&#8217;autore sostiene che la diversità culturale diluisce in modo pericoloso la coesione interna contro minacce di stati come la Cina e le famose &#8220;culture regressive&#8221;di cui egli parla. La soluzione a queste minacce egli la trova nel rafforzamento di un potere concentrato nelle mani dell&#8217; élite tecnocratico- militare &#8220;illuminata&#8221; che impone l&#8217;allineamento attraverso il controllo dei dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Karp, non a caso, fa elogio dell&#8217;azienda di cui è cofondatore, ossia di Palantir, che è leader nell&#8217;analisi dei big data e nell&#8217;intelligenza artificiale, strumento tecnologico militare e al contempo  di sorveglianza degli individui,  che deve monitorare il dissenso senza eliminarlo del tutto, un dissenso tollerato, a patto che non minacci la gerarchia culturale interna e gli obiettivi &#8220;comuni&#8221; dello Stato -nazione. L&#8217;accettazione del dissenso ci appare insomma sub condizione e crea, a nostro avviso, un consenso artificiale simile a quello di regimi autoritari del passato. Il pluralismo, a cui Karp si riferisce , ha dei limiti evidenti che erodono nella sostanza ogni negoziato democratico all&#8217;interno della società americana nel momento in cui dovessero emergere forze antimilitariste o non integrate nel progetto di una èlite dominante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;ottica di tale militarismo, in buona sostanza, l&#8217;America sembra al contempo negare e affermare il sistema di valori che ha da sempre dichiarato, con il rischio di accelerare invece che frenare la sua decadenza . Ogni Sviluppo materiale , economico , militare e tecnologico , infatti, presuppone sempre un Progresso &nbsp;inteso in senso umano, sociale, morale, culturale e non può esserci Sviluppo senza Progresso . La forza militare, dovrebbe basarsi su un solido sistema di valori che non appare evidente nel libro di Karp , al contrario, la sua logica della sopraffazione appare inquietante, negatrice dei principi su cui dovrebbe poggiare una civiltà, prefigurando scenari raccapriccianti.</p>
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		<title>Pasolini, Il sogno di una cosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Immacolata Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 10:26:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Classici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tre ragazzi del Friuli, uniti da un ideale politico, dalla passione per la musica e il ballo, emigrano in cerca di lavoro, tra fughe e dure condizioni sociali, poi si piegano alla realtà. Il racconto si apre con l&#8217;euforia di una sagra pasquale e si chiude con una morte tragica, simboleggiando la fine della &#8220;meglio &#8230; <a href="https://www.letteratu.it/2026/04/19/pasolini-il-sogno-di-una-cosa/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Pasolini, Il sogno di una cosa"</span></a></p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="176" height="286" src="https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/04/image.jpeg" alt="" class="wp-image-53633" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tre ragazzi del Friuli, uniti da un ideale politico, dalla passione per la musica e il  ballo, emigrano in cerca di lavoro, tra fughe e dure condizioni sociali, poi si piegano alla realtà. Il racconto si apre con l&#8217;euforia di una sagra pasquale e si chiude con una morte tragica, simboleggiando la fine della &#8220;meglio gioventù e la fine del sogno di libertà e giustizia sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Originariamente il titolo era &#8220;I giorni del Lodo De Gasperi&#8221; e richiamava le lotte contadine friulane del 1948, poi fu cambiato su suggerimento di Franco Fortini in &#8220;Il sogno di una cosa&#8221;.  Il testo fu scritto post-laurea durante l&#8217;insegnamento di Pasolini in Friuli, attese 12 anni per la pubblicazione del 1962, in un periodo di frenetica attività poetica e cinematografica dello scrittore, accentuando il suo valore memoriale sulle origini marxiste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo dunque negli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra 1948-1949, il contesto è quello delle lotte contadine nel Friuli e del deterioramento dei rapporti tra Stalin e Tito con l&#8217;espulsione della Yugoslavia dal blocco comunista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La voce narrante descrive i fatti dall&#8217;esterno utilizzando un linguaggio popolare con punte di un lirismo da prosa d&#8217;arte nelle descrizioni del paesaggio. L&#8217;ambientazione è quella della campagna friulana con le montagne che incombono in lontananza sui Paesi della Bassa nella loro suggestiva maestosità. Lo scenario realistico è fatto di odori , colori e suoni, un mondo di sagre, di vino, di balli, pedalate in bicicletta e giochi a carte. Fa da sottofondo la vita dei contadini e la voglia di cambiamento di un gruppetto di giovani del Friuli, la loro povertà e il disagio negli anni del dopoguerra. E&#8217; una umanità ingenua, ma al contempo forte, proiettata in uno scenario preindustriale che altera l&#8217;originaria purezza esistenziale disumanizzandone e corrompendone i tratti originari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I personaggi che emergono dallo scenario  si muovono tra i paesi di Lugugnana, Guaro,  Casarsa, San Floreano e altre zone della Bassa. Nini , Milo, Eligio, Cecilia, Pia, si accampano in primo piano in un romanzo che appare corale, con venature epiche nella sua essenzialtà. Milo, Eligio e Nini condividono il sogno di un riscatto dalla miseria, un ideale di giustizia sociale, un impegno nelle lotte contadine ed operaie di quegli anni. Nini si innamora di Pia, una ragazza che lui corteggia quasi per gioco e poi sposa, dopo che lei aspetta un figlio da lui. Il giovane non bada all&#8217;amore silenzioso e impenetrabile di Cecilia , una quindicenne cupa, timida, condizionata da una morale religiosa e contadina che la priva di vitalità e naturalezza. L&#8217;arrendevolezza di Cecilia la porterà a rinchiudersi in un convento, a rinunciare a Nini, un comunista senza fede che i pregiudizi familiari non avrebbero mai accettato senza riserve . Eligio muore in un letto d&#8217;ospedale ancora ventenne , stremato dalla malattia, dal lavoro in una cava e dalla povertà della sua condizione sociale. <em>Il sogno di una cosa</em> è il paradigma del sogno infranto del comunismo, della libertà politica , della giustizia sociale, ma è anche emblema   di una perdita di autenticità a ridosso dell&#8217; incipiente capitalismo, imperante e pervasivo,  che mette fine ad una civiltà antica con tutti i limiti ed i suoi valori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lessico di Pasolini  si sviluppa nel libro sul duplice versante, quello del realismo e del linguaggio lirico,  con la descrizione di paesaggi e stati d&#8217;animo che rimandano a tracce di decadentismo di fine e di inizio secolo, venato di verità e disagio esistenziale. Accanto a vocaboli del dialetto friulano o del registro medio basso, compaiono parole ormai desuete della contemporaneità,  legate ad un passato  e ad una civiltà cancellata: <em>rogge, stabbi, dalmine, pianelli, logge</em> e ancora: <em>roncole, brolo, venchi, saggine, gaggie</em>, parole che rimandano ad una realtà pre moderna, quasi  mitica, lontana dall&#8217;orgia dell&#8217;edonismo consumistico della civiltà post &#8211; industriale odierna.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Montale , Le Occasioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Immacolata Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 10:24:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Classici]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il testo risale nella sua prima inedita redazione al novembre del 1937, ma comparve poi nelle Occasioni  nella sezione dei Mottetti, uno dei momenti più intensi della poesia di Montale , in cui il poeta emula il linguaggio musicale con evidente cura formale. Anche questo componimento, come la quasi totalità dei mottetti, si presenta scandito &#8230; <a href="https://www.letteratu.it/2026/04/11/montale-le-occasioni/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Montale , Le Occasioni"</span></a></p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="360" src="https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/04/HutJLaGfTfo.jpg" alt="" class="wp-image-53597" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo risale nella sua prima inedita redazione al novembre del 1937, ma comparve poi nelle <em>Occasioni</em>  nella sezione dei Mottetti, uno dei momenti più intensi della poesia di Montale , in cui il poeta emula il linguaggio musicale con evidente cura formale. Anche questo componimento, come la quasi totalità dei mottetti, si presenta scandito in due tempi,  percorsi da fitte corrispondenze semantiche e fonico timbriche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta infatti di due quartine di tre endecasillabi e un settenario impreziosite da numerosi artifici fonici.  Si segnalano le rime <em>volto- ascolto</em> (v1 e v 3) in assonanza con <em>colpo</em> (v 5) e le rime <em>sfolla- scrolla</em>(v2 e v 6<em>), </em>inoltre la quasi rima di matrice dannunziana <em>sempre- Novembre</em> (v 4 e v 6) , infine  le rime al mezzo  <em>cala-cigola </em>(v5 e v 7) e <em>svetta belletta</em> (v5 ev 8). Da notare le assonanze e gli artifici ritmici messi in campo come  l’endecasillabo iniziale, dove compare una doppia parola sdrucciola con  accento di terza  e  sesta impreziosito da legame fonico ( <em>recidere, forbice</em>); l’enjambement tra i vv.1 e 2 con uno stacco marcato anche dalla virgola;   il forte valore fonosimbolico della cesura al verso 5 con endecasillabo a minore, marcato anche dai puntini sospensivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima quartina  si apre con una serie di negazioni che  contrassegnano spesso gli incipit di Montale ( <em>non recidere, non chiederci la parola,  non m’abbandonare mia tristezza, non rifugiarti nell’ombra)</em> e svolge  il motivo tipicamente montaliano della labilità  del ricordo che non riesce in questo caso a custodire l’immagine della donna amata, sospinta nella nebbia dell’oblio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda quartina di tono completamente diverso, tutto  descrittivo in  terza persona, presenta sia pure ellitticamente l’oggetto- emblema, il  correlativo oggettivo dell’accetta del giardiniere che  recide l’acacia, determinando la caduta dello scheletro della cicala ormai privata del canto nella fanghiglia di novembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i due tempi del testo si instaurano tuttavia molteplici corrispondenze tematiche rafforzate dai richiami fonici che si sono segnalati  prima. Alla memoria- coscienza corrisponde l’acacia, al volto che si scioglie nell’oblio, fa riscontro il ramo reciso ed il guscio della cicala, mentre la nebbia è correlata al fango. L’isotopia ,  una serie di elementi lessicali associati agli stessi campi semantici , creano una coerenza di significato. Sono immagini concrete come <em>il colpo</em> e <em>la ferita</em> di un ricordo che si perde;   la <em>nebbia</em> , il <em>freddo</em> e la <em>belletta di novembre, </em>oppure <em> la forbice ,  il gelo, la ferita e il colpo </em> che lasciano il vuoto dentro, sono correlativi oggettivi che operano ad un livello più astratto e profondo e danno omogeneità e coesione al testo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa poesia è presentata nella prima quartina con un chiaro uso metaforico del rinvio al mito ( le forbici della Parca che interrompono il tempo). In entrambe le strofe è caratteristica l’atonia vitale del soggetto, apatia, fiacchezza astenia, il poeta sembra  privato di ogni volontà e completamente determinato dagli oggetti della realtà ( nebbia, oblio, ). Le equivalenze tra le due strofe sono  ravvisabili nel raffinato gioco di riprese intertestuali dalla  <em>Commedia </em>dantesca. La metafora delle forbici del tempo nell’incipit del componimento potrebbe derivare da Paradiso XVI 9, mentre l’explicit presenta un altro evidente lessema dantesco <em>belletta </em>( in cui avrà agito il ricordo di un madrigale dannunziano “ Nella belletta” tratto dall’Alcyone)  prelevato dall’Inferno VII 124 ( <em>or ci attristiam nella belletta negra) , </em>canto particolarmente fecondo nella memoria montaliana che aveva già agito in <em>Ossi di seppia</em> ( <em>Spesso il male di vivere</em>).</p>
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		<title>Ode to Autumn &#8211; John Keats (1819)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria La Ragione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:23:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Classici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>John Keats – un poeta difficile da etichettare. Tra Romanticismo e Classicismo, precursore dell’estetismo, molto vicino al nostro Leopardi per sensibilità e vicissitudini di vita, una vita stroncata anche qui giovane, dalla tubercolosi, un male che gli devastò la famiglia.Un poeta che si nutriva d’arte, di bellezza e d’immaginazione, che studiò medicina per comprendere che &#8230; <a href="https://www.letteratu.it/2026/04/10/ode-to-autumn-john-keats-1819/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Ode to Autumn &#8211; John Keats (1819)"</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">John Keats – un poeta difficile da etichettare. Tra Romanticismo e Classicismo, precursore dell’estetismo, molto vicino al nostro Leopardi per sensibilità e vicissitudini di vita, una vita stroncata anche qui giovane, dalla tubercolosi, un male che gli devastò la famiglia.Un poeta che si nutriva d’arte, di bellezza e d’immaginazione, che studiò medicina per comprendere che la fine era ineluttabile e tanto valeva godersi la bellezza del qui e ora , della poesia, di una natura che ciclicamente dà e prende, per poi tornare a risplendere nel ritmo incessante delle stagioni. E, come diceva il suo amico P.B.Shelley “<em>if winter comes, can Spring be far behind?</em>” (Ode to the West Wind), celebrò il senso del continuo divenire del tutto e la forza creativa dell’immaginazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato a Londra nel 1795, si spense a Roma nel febbraio del 1821. Ma il 1819 fu l’anno germinale della straordinaria produzione di Odi &#8211; Tra le più celebri figurano &#8220;Ode su un&#8217;urna greca&#8221;, &#8220;Ode a un usignolo&#8221; e &#8220;All&#8217;Autunno&#8221;.L’Ode all’Autunno si sviluppa in tre strofe di undici versi, pentametri giambici, ognuna delle quali con uno schema di rime alternate ripartite in&nbsp; due quartine ed una terzina conclusiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si apre con un’invocazione all’Autunno – stagione di “nebbie e morbida abbondanza” – e prosegue con una dettagliata descrizione bucolica del paesaggio agreste autunnale, nella tradizione della pastorale classica, col sole ancora caldo nel suo culmine, le viti traboccanti d’uva nei tralci aggrovigliati, gli alberi di mele carichi di frutti, le zucche oramai rigonfie, le nocciole mature, nel lavorio incessante delle api operose che pensano l’estate possa non aver mai fine. L’autunno, la stagione che ci parla del lento finire di un tempo di abbondanza, ovvero l’abbondanza creativa del poeta che nel 1819 produce staordinaria messe di straordinaria poesia, nell’autunno della sua vita appunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Keats prosegue nella seconda strofa chiedendosi chi mai possa non aver mai ammirato questa stagione, qui personificata nella figura di una splendida mietitrice, adagiata tra le messi in un momento di riposo, “intontita dai fumi dei papaveri (l’oppio oblioso?)”, col vento tra i capelli e l’aria incurante di chi sa che il tempo della vita volge al termine, che il raccolto è ormai garantito e si puo&#8217; dunque posare il falcetto e stare a contemplare lo splendore della natura nella sua pienezza tra fiori e ruscelli.Consapevole di essere alla fine, il poeta preferisce fermarsi a godere della bellezza e ad appagarsi di tale contemplazione. Vive totalmente l’hic et nunc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella strofa finale il poeta si chiede che ne è stato dei canti di primavera – “Where are the songs of spring?’” – ed esorta a non cullarsi nel rimpianto dell’età giovanile (spring) ormai trascorsa perché anche l’età matura (autumn) e presente ha la sua “musica” , la sua poesia, il fascino della sua pienezza nel “giorno che dolcemente muore”. In un movimento che va dall’alto al basso, sollevati o atterrati da un vento di vita e di morte i moscerini cantano un lamentoso coro tra il frinire delle cicale ed il cupo belare dell’agnello pronto al sacrificio del macello.Ci parla di morte incombente questa strofa, della stagione finale di un grande poeta, ma ci parla anche di vita e rinascita attraverso l’immagine del pettirosso, potente simbolo di rinnovamento, speranza e ottimismo, noto per annunciare l&#8217;inverno con il suo canto coraggioso. Rappresenta la vita che resiste alle difficoltà, il cambiamento e la buona sorte insieme alle rondini, che si adunano nei cieli autunnali a stormi per partire alla volta di lidi lontani e poi ritornare a primavera, nell’eterna ciclicità della natura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ un ‘esperienza sensoriale quest’ode, un coro polifonico di suoni che si intreccia con immagini polisemiche della natura autunnale. Ogni singola parola del lessico variegato e ricercato &nbsp;del testo ha una sua valenza semantica e musicale che si fonde perfettamente nella trama e nell’ordito del tessuto lirico generale. Nella celebrazione della grande bellezza della vita che muore e rinasce, della natura cangiante delle cose e dell’arte che esse immortala, il poeta, che mai è direttamente presente nei versi (negative capability of the poet), ci parla nel linguaggio universale della sua Poesia, che diviene essa stessa manifestazione vibrante dell’Autunno.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>To Autumn</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">By John Keats</p>



<p class="wp-block-paragraph">Season of mists and mellow fruitfulness,</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; Close bosom-friend of the maturing sun;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conspiring with him how to load and bless</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; With fruit the vines that round the thatch-eves run;</p>



<p class="wp-block-paragraph">To bend with apples the moss&#8217;d cottage-trees,</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; And fill all fruit with ripeness to the core;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; To swell the gourd, and plump the hazel shells</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; With a sweet kernel; to set budding more,</p>



<p class="wp-block-paragraph">And still more, later flowers for the bees,</p>



<p class="wp-block-paragraph">Until they think warm days will never cease,</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; For summer has o&#8217;er-brimm&#8217;d their clammy cells.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Who hath not seen thee oft amid thy store?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; Sometimes whoever seeks abroad may find</p>



<p class="wp-block-paragraph">Thee sitting careless on a granary floor,</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; Thy hair soft-lifted by the winnowing wind;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Or on a half-reap&#8217;d furrow sound asleep,</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; Drows&#8217;d with the fume of poppies, while thy hook</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Spares the next swath and all its twined flowers:</p>



<p class="wp-block-paragraph">And sometimes like a gleaner thou dost keep</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; Steady thy laden head across a brook;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; Or by a cyder-press, with patient look,</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Thou watchest the last oozings hours by hours.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Where are the songs of spring? Ay, Where are they?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; Think not of them, thou hast thy music too,—</p>



<p class="wp-block-paragraph">While barred clouds bloomthe soft-dying day,</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; And touch the stubble-plains with rosy hue;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Then in a wailful choir the small gnats mourn</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; Among the river sallows, borne aloft</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Or sinking as the light wind lives or dies;</p>



<p class="wp-block-paragraph">And full-grown lambs loud bleat from hilly bourn;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; Hedge-crickets sing; and now with treble soft</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp; The red-breast whistles from a garden-croft;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; And gathering swallows twitter in the skies.</p>
</blockquote>
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		<title>P.P.Pasolini, Atti impuri.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Immacolata Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 10:43:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Atti impuri deriva dai diari personali di P.P.Pasolini, noti come &#8220;Quaderni rossi&#8221;e ai quali lo scrittore dà una forma narrativa nell&#8217;immediato dopoguerra  tra il 1947 e il 1950. Il testo si apre con una anticipazione cronologica di un episodio del &#8217;46 per poi riprendere il filo della narrazione e degli avvenimenti accaduti a partire dal &#8230; <a href="https://www.letteratu.it/2026/03/29/p-p-pasolini-atti-impuri/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "P.P.Pasolini, Atti impuri."</span></a></p>
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<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="313" src="https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/03/image.png" alt="" class="wp-image-53480" style="aspect-ratio:1.9169793053370447;width:576px;height:auto" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Atti impuri</em> deriva dai diari personali di P.P.Pasolini, noti come &#8220;Quaderni rossi&#8221;e ai quali lo scrittore dà una forma narrativa nell&#8217;immediato dopoguerra  tra il 1947 e il 1950. Il testo si apre con una anticipazione cronologica di un episodio del &#8217;46 per poi riprendere il filo della narrazione e degli avvenimenti accaduti a partire dal 1943 fino al 1947. Un episodio del &#8217;46 apre dunque il romanzo ed è un fatto cruciale nella vita dello scrittore, segna la prima tappa di una lunga serie di persecuzioni , di accuse infamanti, di sofferenze esistenziali che avrebbero destabilizzato dalle fondamenta l&#8217;esistenza di qualunque essere umano ma non di Pasolini . Egli è vitale di temperamento, sensibile, profondo, vulnerabile ma anche forte, con una personalità strutturata. Le accuse di pornografia e oscenità investono molta parte della sua produzione e la violenza nei suoi confronti è una costante che lo accompagnerà fino alla morte, al giorno del suo assassinio sulla spiaggia di Ostia il 2 novembre del 1975. E&#8217; un omicidio non del tutto chiaro nè nelle motivazioni nè nelle modalità, con diversi punti oscuri e inquietanti. <em>Atti impuri </em> rimane inedito e dopo la morte dello scrittore è pubblicato da Garzanti con <em>Amado mio</em> solo negli anni &#8217;80 a distanza di quasi quarantanni dalla nascita di quei diari degli anni Quaranta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro appare una narrazione autobiografica sofferta, con punte di innocenza e oscenità, in essa si mescola bontà e cinismo, purezza e carnalità, coraggio e terrore. La narrazione rimane aperta poichè non ha conclusione , non ci fornisce chiavi di lettura o linee guida, ci impone delle domande a cui non siano in grado di dare risposte esaurienti. La percezione dominante che ricaviamo dal testo è la forza di chi si mette a nudo senza filtri, quando la verità emerge in tutta la sua evidenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo del romanzo è dunque la confessione, al di là di ogni giudizio di valore e al di fuori di ogni giustificazione . Nel libro non appare nessun intento narcisistico o assolutorio, c&#8217;è un giovane poco più che ventenne che si mette a nudo, sapendo di dover pagare il prezzo della propria svalutazione, ai limiti del masochismo, sfidando il pensiero e la cultura dominante negli anni Quaranta e Cinquanta. Pasolini tra il senso di colpa e l&#8217;affermazione della propria identità si odia e si compatisce, mostra  in questi primi esordi narrativi la sua struttura mentale , il suo modo di pensare, di percepire la realtà, la forza interiore anche nella precarietà. Appare evidente la tendenza di un intellettuale a ragionare anche su ciò che apparentemente è irragionevole ed istintuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I personaggi del romanzo sono oggetto di desiderio del protagonista, fungono da motore narrativo e generano tensione, frustrazione, interrogativi nei confronti di se stesso. Gianni, Bruno, Nisiuti hanno una centralità nel racconto proprio perchè nel loro incontro lo scrittore scruta e manifesta se stesso nel male e nel bene, tuttavia essi sono anche  &#8220;promesse&#8221; ,  &#8220;fantasie&#8221; che incarnano o idealizzano ciò che &#8220;manca&#8221; e generano sofferenza. Figura centrale è Nisiuti, un ragazzetto non ancora quindicenne che nel giro di qualche anno diventa un amore assoluto, un&#8217;ossessione, una coazione a ripetere :</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8230;guardo sconvolto il grembo teso dei suoi calzoni grigi da fanciullo, la sua blusa turchina; la sua carnagione pallida e dorata (&#8230;.) mi ero inginocchiato per supplicarlo di non piangere; lo feci sedere e abbracciandolo, gli dissi che mai più ci saremmo resi impuri.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mistero che si cela in quel corpo è una forza dirompente che l&#8217;io narrante non contiene,  egli intanto <em>soffre per la sua resistenza</em> con un senso di colpa che non scompare e non si redime . Non c&#8217;è solo egoismo ma consapevolezza di essere nella realtà senza sovrastrutture. Pasolini è sotto questo aspetto uno scrittore tragico pur nella sua leggerezza, esuberanza e vitalità .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bruno prende vita nel corpo centrale della narrazione, egli attrae nella sua carnalità e al contempo provoca una ripugnanza di tipo estetico,  appare  bestiale  come l&#8217;ambiente  a cui appartiene  : &#8220;<em>era  un riso continuo e impuro , un accavallarsi di parole senza nesso &#8211; degno di un branco di scimmie, facevano il bagno nudi, anche  gli adolescenti; molte volte si masturbavano insieme senza neanche prendersi cura di andare a farlo in mezzo alle canne del granturco. Bruno è uno di essi&#8221;.</em>  Qui lo scrittore tradisce le sue introiezioni e reminiscenze letterarie decadenti da cui emerge la  realta più profonda dell&#8217;io.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella primavera del &#8217;44 Bruno dà al protagonista il primo appuntamento d&#8217;amore e l&#8217;incontro è descritto nei particolari: il ragazzo si <em>lascia stringere per un braccio e poi per un fianco</em>,<em>essendo già miracolosamente stabilito da lui che tra i due non dovessero esistere ritegni</em>. Nel &#8217;45 scompare dal testo e il protagonista sente come <em>&#8221; la mancanza del necessario al suo esistere&#8221;</em>. La figura di Nisiuti , invece, diventa sempre più preminente nella narrazione, espande a sua insaputa &#8221; <em>la sua bellezza, la sua purezza e la sua forza di attrazione irresistibile e struggente&#8221;</em> . Il giovane mentore ne è soggiogato, lo sogna, lo desidera con una ostinazione da <em>&#8220;maniaco o da bambino&#8221;</em>, percepisce nell&#8217;adolescente la castità e insieme la seduzione che &#8220;<em>sboccia dal gonfiore dei suoi vestiti&#8221;</em>. Poi arrivano i baci e la vergogna che lacera Nisiuti, che avrebbe voluto schernirsi ma non lo fa <em>per imbarazzo</em>, <em>per sacra soggezione</em>, per <em>timidezza</em>. Nel giro di qualche mese il fiume delle emozioni esonda nel protagonista innamorato e la storia perde i contorni indefiniti della effusione erotica e diventa storia carnale:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<em>Parlandogli come il solito in tono scherzoso della sua età- benchè morissi  di emozione- gli toccai con la mano il grembo là dove un lieve gonfiore, castissimo indicava la  presenza del suo sesso adolescente (&#8230;.) egli si scansò: io insistetti, ma lo trovai deciso a non cedere. Cercai con le parole di convincerlo, lottai con lui stringendolo tra le braccia; egli si difendeva accanito, finchè andò a gettarsi sul letto di mia madre, tenendo strette le ginocchia contro il ventre (&#8230;) Io finsi di continuare a scherzare, prendendolo in giro per la sua selvatichezza: poi angosciato andai sul ballatoio e chiamai i ragazzi (&#8230;.) Ormai Nisiuti aveva vinto forse  la sua ultima e più grave delusione sul mio conto e aveva ripreso ad amarmi con l&#8217;intensità e la verginità di prima . Io però non osavo più tentarlo in nessun modo, nemmeno con qualche bacio, benchè ne morissi dal desiderio&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma nel giro di settimane tutto ricomincia con una coazione a ripetere del protagonista, tutto si ripresenta con le stesse modalità ossessive : <em>&#8220;Alzai pian piano il capo e gli sfiorai con le mie labbra le sue- Egli non disse nulla- Io allora lo baciai premendo più forte&#8221;</em>. Non c&#8217;è proporzione tra la l&#8217;onestà dell&#8217;io narrante &#8211; come egli stesso afferma &#8211;  e<em> l&#8217;obbriobrio dei gesti compiuti ,</em> mentre la vittima si arrende <em>alle ripercussioni cosmiche che un suo rifiuto avvrebbe avuto</em> . Nel momento in cui  Nisiuti confessa il suo segreto ad altri, l&#8217; amante   piangendo  l&#8217;accusa, e tra il terrore delle possibili ripercussioni e la disperazione di averlo perduto  lo rimprovera per il fatto che , avendo avuto la possibilità di scegliere  tra un <em>Dio falso e lui</em>, <em>Nisiuti abbia finito per escluderlo per sempre</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle pieghe del  racconto una prosa limpida ed elegante si fonde con il  linguaggio più crudo delle scene realistiche, senza  forzatura, in modo armonico e fluido. Il lirismo  appare più evidente nella descrizione dei paesaggi e degli stati d&#8217;animo quando &#8220;<em>l&#8217;estate compie lì i suoi silenziosi miracoli: compila luci lampanti sulla superficie delle vette degli alberi, luci morbide,  intense e preziose,  mentre sotto, contro i vuoti e gli intrighi della roggia, fa scorrere nitide muraglie d&#8217;ombra, inanellate d&#8217;oro&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La  narrazione si chiude con i fatti accaduti nel &#8217;47 a tre anni dal primo incontro con Nisiuti, quando altri amori tormentano l&#8217;anima e il corpo del protagonista, alimentando le sue paure, il pianto e la sua voglia di morire  per la perduta ingenuità e innocenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Profumo di viole sfiorite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Immacolata Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 11:35:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Borsa Antonio Borsa, napoletano di adozione, è uno scrittore e atleta alla sua seconda opera narrativa, tema centrale dei suoi romanzi è l&#8217;amore non corrisposto e la violenza di genere. Il romanzo Profumo di viole sfiorite è diviso in capitoli, il lessico è semplice, la struttura e apparentemente lineare. Il libro coglie in modo &#8230; <a href="https://www.letteratu.it/2026/03/11/profumo-di-viole-sfiorite/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Profumo di viole sfiorite"</span></a></p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Antonio Borsa</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1536" height="864" src="https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/03/Max-Pezzali-in-Profumo-di-Viole-Sfiorite-1536x864-1.webp" alt="" class="wp-image-53411" style="width:542px;height:auto" srcset="https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/03/Max-Pezzali-in-Profumo-di-Viole-Sfiorite-1536x864-1.webp 1536w, https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/03/Max-Pezzali-in-Profumo-di-Viole-Sfiorite-1536x864-1-768x432.webp 768w, https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/03/Max-Pezzali-in-Profumo-di-Viole-Sfiorite-1536x864-1-1200x675.webp 1200w" sizes="auto, (max-width: 709px) 85vw, (max-width: 909px) 67vw, (max-width: 1362px) 62vw, 840px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Antonio Borsa, napoletano di adozione, è uno scrittore e atleta alla sua seconda opera narrativa, tema centrale dei suoi romanzi è l&#8217;amore non corrisposto e la violenza di genere. Il romanzo <em>Profumo di viole sfiorite</em> è diviso in capitoli, il lessico è semplice, la struttura e apparentemente lineare. Il libro coglie in modo ambizioso alcuni spunti della letteratura del passato e li innesta su una narrazione popolare e odierna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il racconto ci immette in una storia d&#8217;amore non corrisposto: da mesi Ryan dichiara a Michela il suo amore, la donna chiede ancora tre giorni per decidere se <em>iniziare una storia d&#8217;amore con </em>Ryan. Arriva la condanna definitiva di lui quando lei dà il responso : <em>Non ti amo, trova un&#8217;altra donna</em>. Ryan reagisce ingerendo delle pillole per suicidarsi, intraprende una sorta di viaggio onirico in un percorso tra la vita e la morte. La struttura del racconto prosegue con una serie di visioni ultraterrene che raccontano esempi di vita vissuta da diversi personaggi conosciuti dal protagonista. La narrazione diventa criptica nell&#8217;epilogo della vicenda , quando Ryan  mette addirittura in dubbio la realtà stessa del suo tentato suicidio e la realtà stessa di Michela disorientando il lettore .</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trama ci immette, dunque, in un viaggio attraverso un ipotetico Purgatorio dantesco, nel quale il protagonista inizia un dialogo con la donna amata che lo guida. L&#8217;intento dello scrittore ci appare ambizioso, il personaggio viene accompagnato da Michela, mandata da Dio sulla terra per salvarlo attraverso la visione di storie come negli exempla medievali. Ma a tali spunti classicheggianti si associano  toni dimessi e popolari con ingredienti della quotidianità. Lo scrittore, infatti , fa il nome di Baricco e accenna, abruptum e senza apparente soluzione di continuità alla cultura musicale di Max Pezzali, cantautore amato dal protagonista della narrazione.  Ryan vede nell&#8217;oltretomba la sofferenza e le difficoltà di vari personaggi che ha incontrato nella sua quotidianità e lo scopo è catartico, di purificazione per il raggiungimento di una maggiore consapevolezza. Michela è la donna che lo ha rifiutato, lo ha spinto al suicidio e che egli stesso definisce sia un Angelo salvifico che un Demone malefico. L&#8217;amata deve riportarlo in vita, ma la salvezza di Ryan permetterà anche a Michela di salvarsi dalla dannazione, con un artificio nella trama che appare un po&#8217; forzato. Ryan deve imparare ad accettare se stesso, a lottare contro le avversità della vita e a rinunciare all&#8217;Angelo-Demone per iniziare una nuova storia d&#8217;amore con una donna diversa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il romanzo parte, pertanto, da un amore non ricambiato, sfocia nella tragedia del suicidio e poi la storia romantica di &#8220;Amore e Morte&#8221; diventa la storia di un percorso ed un cammino di &#8220;redenzione&#8221;. Il racconto sconta una sorta di peccato originale, nel senso che non riesce a suscitare nel lettore smaliziato un autentico senso di sofferenza, lo stesso Ryan non fa percepire in modo chiaro le motivazioni del suo disagio esistenziale alla base del suicidio e in alcuni punti del racconto i sentimenti sembrano un po&#8217; caricati. Michela dal canto suo è un personaggio nello stesso tempo reale e irreale, crudele e benefico, della cui realtà lo stesso protagonista ci dice di dubitare : <em>Sono ritornato in vita in un mondo dove Michela non è mai esistita e il mio suicidio non è mai avvenuto, forse era solo un sogno, mi sono addormentato ed ho sognato, ho immaginato di ingoiare quelle pillole e di ritrovarmi nella Valle, Michela sarà a casa, magari trale braccia di un ragazzo o a ridere e a scherzare con amici, cosa posso saperne?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alle vicende personali di Ryan si aggiungono le storie di personaggi di secondo piano incontrati nel suo percorso onirico dell&#8217;aldilà, tra questi c&#8217;è Grazia, la donna che dà conforto a Ryan e che lui scaccia in modo sgarbato, Greta innamorata di lui, trascurata e poi abbandonata , Paolo e Mena, i fidanzatini che vivono un&#8217;esperienza molto negativa. Ryan si inserisce nella loro storia salvando la ragazza da un tentato femminicidio di uno stalker, come una sorta di eroe generoso dei fumetti .</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;episodio che segna il momento di maggiore difficoltà nel lettore è nel racconto di Michela , l&#8217;Angelo -Demone di cui Ryan è innamorato. La ragazza racconta la sua vita vissuta in un imprecisato passato e al di là di ogni previsione ci svela la sua stessa morte con una sorta di colpo di scena. Il suo suicidio è avvenuto in una vasca da bagno che al lettore ricorda quella di Socrate o Petronio, morti nell&#8217;acqua calda dopo essersi tagliati le vene dei polsi.  Anche la  vicenda di Michela  rimanda alla storia di un amore infelice, lei di umili origini è costretta dalla famiglia a sporsare un &#8220;orco&#8221;, un uomo ricco che la maltratta e la spinge al suicidio. Il racconto richiama la letteratura romantica dei feuilleton, il genere narrativo dei romanzi d&#8217;appendice, ma nella lettura dell&#8217;episodio sembra rompersi il patto implicito tra lettore e narratore, creando una specie di ridondanza e incertezza dei riferimenti temporali della vicenda di Michela.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Profumo di viole sfiorite</em> ha l&#8217; ambizione di salvarci, ci fa sentire l&#8217; impegno, il tentativo di dare un senso alla vita, ma appare come acerbo, ingenuo, non scende in profondità , tocca la superficie e raramente spicca il volo.</p>



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		<title>Non dormire e sogna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Immacolata Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 11:18:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe de Alteriis E&#8217; il romanzo di Giuseppe de Alteriis pubblicato nel 2026. Lo scrittore è nato nel 1978 , si è laureato in Ingegneria dell&#8217;Automazione presso l&#8217;Università Federico II di Napoli e ha conseguito un master in Ingegneria Neurale presso la Scuola Superiore Sant&#8217;Anna di Pisa. Attualmente vive a Londra, dove è dottorando in &#8230; <a href="https://www.letteratu.it/2026/02/13/non-dormire-e-sogna/" class="more-link">Leggi tutto<span class="screen-reader-text"> "Non dormire e sogna"</span></a></p>
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<p class="wp-block-paragraph">Giuseppe de Alteriis</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="311" height="162" src="https://www.letteratu.it/wp-content/uploads/2026/02/non-dormire.jpg" alt="" class="wp-image-53300" style="aspect-ratio:1.919805589307412;width:518px;height:auto" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; il romanzo di Giuseppe de Alteriis  pubblicato nel 2026. Lo scrittore è nato nel 1978 , si è laureato in Ingegneria dell&#8217;Automazione presso l&#8217;Università Federico II di Napoli e ha conseguito un master in Ingegneria Neurale presso la Scuola Superiore Sant&#8217;Anna di Pisa. Attualmente vive a Londra, dove è dottorando in neuroscienze computazionali al King&#8217;s College London. Il suo romanzo d&#8217;esordio,&nbsp;<em>Non dormire e sogna</em>&nbsp;è pubblicato da Bompiani ed esplora temi come i sogni, la scienza e le dinamiche sociali, con ambientazioni tra Napoli e gli Stati Uniti. Il racconto è una nuda e fedele rappresentazione della psicologia delle nuove generazioni, in cui appare in modo trasparente il vuoto e l&#8217;assenza di prospettive credibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima parte del titolo &#8220;Non dormire&#8230;&#8221; rispecchia in senso letterale gli avvenimenti narrati,  i personaggi con un microchip impiantato nel cervello non dormono mai. La seconda parte del titolo ossia &#8220;e sogna. &#8221; è , al contrario,  l&#8217;ossimoro di una generazione Z che vive proiettata in un mondo distopico, dove il successo, la produttività, il guadagno ed il prestigio sono al vertice della loro piramide valoriale, giocata su comportamenti di mera contingenza e materialità. I sogni,  le utopie di cui si ammantano, appaiono allo stato epidermico, superficiali, una sorta di giustificazione morale che nasconde egoismi individuali e desiderio di emergere. C&#8217;è, pertanto, la difficoltà dei giovani, la loro ricerca spasmodica di trovare una realizzazione ed un loro posto nel mondo a qualsiasi costo. Nella società turbocapitalistica dell&#8217;Occidente globale, l&#8217; arrivismo, la frustrazione, sono ai limiti della sopportazione, la proletarizzazione del lavoro intellettuale, le nuove tecnologie , i nuovi ritmi di lavoro produttivo generano quella che P.P.Pasolini definiva &#8220;<em>mutazione antropologica</em>&#8221; di una nuova generazione disposta  a tutto, pur di lasciare la propria presenza nel mondo. Le contraddizioni dei giovani si innestano, in realtà,  su quelle della generazione precedente, raggiungendo ora livelli parossistici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trama del libro appare esile, l&#8217;intreccio degli avvenimenti si incastra su teorie scientifiche accreditate, creando un ibrido tra scienza e narrazione fantastica. Si fa riferimento,  in merito ai sogni, alla teoria dell&#8217;Informazione integrata, ma anche alla  Teoria del &#8220;sonno locale&#8221;,  secondo la quale parti del nostro cervello si &#8220;addormentano&#8221; mentre il resto rimane sveglio, a causa di stanchezza o mancanza di sonno. Durante la veglia apparente, pertanto, ci sono aree cerebrali che mostrano attività tipiche del sonno come onde delta , che riducono l&#8217;attenzione e le prestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;era del dominio dei dispositivi elettronici, usati in modo pressocchè pervasivo <em>Non dormire e sogna</em> è il romanzo del frenetico dinamismo digitale, della disumana e cangiante realtà virtuale, alla ricerca di una produttività e di una vitalità impotente sia sul piano esistenziale che umano e ai limiti dell&#8217;impossibile. Il tutto ha come esito una vita che, per paradosso, è indegna di essere vissuta. Siamo di fronte ad un frenetico grigiore produttivistico, dove in uno spazio ampio si muovono esseri che solo a tratti potremmo definire umani , con i loro aspetti di infantilismo e il loro puerile e spiccato &#8220;automatismo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personaggi protagonisti del romanzo sono due ricercatori emigrati in America in cerca di lavoro e di successo, Salvatore detto Peppe il Cane e Rosalyn giovane irlandese, entrambi biologi nei laboratori del Neuroscience Institute of Consciousness and Sleep della Capitol University del Midwest. Un laboratorio che è un covo di scienziati criminali, che spacciano droga agli studenti del College per finanziare i propri esperimenti sui ratti, esperimenti  che poi testano anche su loro stessi. I giovani scienziati abbracciano una sorta di filosofia macchiavellica male interpretata, quella del &#8220;fine che giustifica i mezzi&#8221;, schiavi di meccanismi produttivi,  in cui perfino la mente umana e i sentimenti individuali diventano ininfluenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Sir Charles , come a centinaia di altri ratti, vengono conficcati nel cervello tre elettrodi Neuropixel , ogni elettrodo costa 1500 dollari e milioni di dollari servono per l&#8217;acquisto di laser e altre apparecchiature ai fini dell&#8217;esperimento. Ogni ago metallico da 1500 dollari registra i segnali dei neuroni o li stimola elettronicamente. Gli elettrodi nel cranio raggiungono le aree più profonde e i dati vengono raccolti ed elaborati da algoritmi. E&#8217; il romanzo del cinismo e della razionale freddezza, ammantata di moderno spirito di sacrificio e sensibilità posticcia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto appare freddo, arido, animalesco, ai limiti dell&#8217;umano, con una finta sensibilità animalista. Perfino scoperte scientifiche di un Premio Nobel per la medicina mostrano il volto cinico della psicologia umana, mentre passa il concetto che il successo ed il denaro sono ai vertici della piramide dei valori e la convinzione che se non si possiede denaro nessun ideale nè nobile nè meno nobile possa essere realizzato. Nel testo non appaiono alternative credibili a tali &#8220;miserie&#8221;  e quelle che si intravedono sembrano non realizzabili fino in fondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Milioni di dollari servono per finanziare gli esperimenti su topi e uomini, accomunati da un unico destino, mentre il personaggio femminile protagonista è una biologa pseudo &#8211; filosofa vegetariana che , al contempo, attua esperimenti sugli animali vivisezionandoli senza compassione, nella prospettiva di un prevedibile bene futuro dell&#8217;umanità. Un agire cinico e razionale che genera una sorta di esaltazione tecnologica , di superiorità intellettiva, di diseguaglianza tra esseri umani, comportamenti mostruosi che sfociano, perfino, nel sacrificio superomistico e nichilista di se stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel testo la polemica sembra investire la stessa Università definita &#8220;<em>malata</em>&#8220;, &#8220;<em>un sistema di arrivisti che cercano di accaparrarsi una fetta di mercato, pubblicando articoli che piacciono ai revisori e alle riviste</em>&#8221; , al solo scopo di  ricevere lavoro e soldi dalle industrie che li finanziano. <em>Le Università sono lo scettro di potere e ricchezze che le famiglie già ricche trasmettono alle generazioni successive.</em> Chi dovrebbe cambiare lo stato delle cose sembra  adeguarsi a certi comportamenti. Un&#8217;analisi alquanto impietosa e tuttavia sterile, dal momento che la critica viene espressa da G. che presiede il laboratorio di ricerca e che, partendo da una posizione sociale più svantaggiata, finisce per attuare le stesse pratiche disumane, avallando perfino il crimine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;epilogo del testo la narrazione si concentra sul personaggio di Salvatore Russo detto Peppe il Cane e detto Peppe il Sorcio, che in modo farraginoso si incrocia con il narratore della storia in prima persona,  anch&#8217;egli chiamato Peppe il Sorcio ma rimasto a Napoli , invitato negli Stati Uniti da un amico e da lì scappato a Napoli. I due personaggi  sembrano confusi  e la narrazione  procedere in modo caotico, con elementi ammassati senza logica, in cui a tratti  l&#8217;uno sembra essere alter ego dell&#8217;altro ,  alternative di vita improponibili entrambe,  in attesa di una sintesi valoriale credibile. Ultimo riferimento è ad un telefono&#8221;Svedese&#8221;  di cui non è chiaro il significato, poichè è un rimando ad un elemento testuale presente nell&#8217;esordio del testo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il racconto rimane aperto,  la dissertazione scientifica appare senza risultati definitivi,  senza soluzione è anche  il dramma esistenziale dei personaggi, le loro ambizioni &#8220;transumane&#8221;,  che non trovano realizzazione credibile.  C&#8217;è il richiamo ad una sorta di &#8220;missione&#8221; scientifica nobilitante,  proiettata in un futuro remoto e  al di là da venire,  sempre inquinata da ambizioni individuali e poco convincente anche sul piano morale. E&#8217; il dramma di una generazione Z e con essa dell&#8217;intera umanità.</p>
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