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	<title>letturalenta</title>
	
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	<description>Non scrivere più nulla che non porti alla disperazione ogni genere di gente frettolosa</description>
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		<title>Non l’ho letto e mi piace</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 23:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Gaia Servadio ha scritto &#8212; secondo l&#8217;autorevole parere di Giulio Mozzi &#8212; &#8220;il romanzo più divertente di tutta la letteratura italiana del Novecento&#8221;. Il romanzo in questione, intitolato Tanto gentile e tanto onesta, fu pubblicato nel 1967 da Feltrinelli. Qui una recensione all&#8217;edizione americana uscita nel 1968 con il titolo Melinda. Oggi, gironzolando per librerie, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 0px 0pt" alt="Gaia Servadio" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/gaiaservadio.jpg" />Gaia Servadio ha scritto &#8212; secondo <a href="http://vibrisse.wordpress.com/2010/11/03/il-capolavoro-invisibile-a-trento/">l&#8217;autorevole parere di Giulio Mozzi</a> &#8212; &#8220;il romanzo più divertente di tutta la letteratura italiana del Novecento&#8221;. Il romanzo in questione, intitolato <em>Tanto gentile e tanto onesta</em>, fu pubblicato nel 1967 da Feltrinelli. <a href="http://vibrisse.wordpress.com/gaia-servadio-tanto-gentile-e-tanto-onesta/">Qui</a> una recensione all&#8217;edizione americana uscita nel 1968 con il titolo <em>Melinda</em>.</p>
<p>Oggi, gironzolando per librerie, non solo ho beccato una quarta edizione di <em>Tanto gentile e tanto onesta</em> allo stratosferico prezzo di dieci euro, ma anche un altro libro a firma Servadio, Feltrinelli 1968, otto euro, che in realtà contiene due libri: <em>Don Giovanni</em> e <em>L&#8217;azione consiste</em>.</p>
<p>Entrambi i volumi fanno parte della collana &#8220;I Narratori&#8221;. <em>Tanto gentile e tanto onesta</em> ha la copertina rossa con il nome dell&#8217;autrice scritto in giallo. L&#8217;altro volume ha la copertina gialla con il nome dell&#8217;autrice scritto in rosso. In realtà ha due copertine, una per <em>Don Giovanni</em> e una per <em>L&#8217;azione consiste</em>. Per spiegare il modo in cui le due copertine (e, di conseguenza, le due parti del libro) sono giustapposte, capovolte, sottosopra, varrà, come suol dirsi, più l&#8217;immagine che la parola. </p>
<p><img style="CLEAR: left; display:block; margin-left:auto; margin-right:auto; margin-bottom:10pt" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/servadio.jpg" alt="Gaia Servadio, Don Giovanni e L'azione consiste, Feltrinelli 1968"/></p>
<p><em>Tanto gentile e tanto onesta</em> l&#8217;ho letto qualche tempo fa, per interposto Mozzi, e posso dire senza esitazione che mi piacque. Il duplice libro dalla copertina gialla ancora non l&#8217;ho letto, non del tutto, ma dico in anticipo che mi piace. Fin dalle prime battute, infatti, ci ho trovato il triplice segno che contraddistingue questa ahimè poco conosciuta principessa della letteratura italiana: allegria, eleganza e (auto)ironia. <em>L&#8217;azione consiste</em> inizia così:</p>
<p style="MARGIN-LEFT: 1cm; MARGIN-RIGHT: 1cm">&#8220;Voglio anche vedere che no.&#8221; Parlava in modo così strano. Bisogna che trovi un nome per quest&#8217;uomo. I nomi sono le cose più difficili dei romanzi. Se ci metto Marco o Carlo mi diventa subito raffo. Peggio Charles o Peter. Né nazionalità, né luogo, né tempo. Guardare nel dizionario mitologico e nel <em>Who&#8217;s who</em>. Per ora lo chiamo Q.<br />
&#8220;Mi dice allora che fare?&#8221; disse la protagonista.<br />
Lo stesso per lei. Un bel nome ci vuole. Deve essere un po&#8217; sdato. Un nome già molto usato che con lei diventa tutto diverso.</p>
<p>Giusto per la cronaca, e senza voler anticipare nulla di questo invisibile capolavoro della letteratura italiana contemporanea, la protagonista si chiama Salomè.</p>
<p>Riporto infine le note biografiche dell&#8217;autrice che si trovano in prefazione alle due parti del volume giallo, lasciando al lettore il piacere e l&#8217;onere di decidere quale delle due sia più vicina al vero.</p>
<p>Da <em>L&#8217;azione consiste</em>:</p>
<p style="MARGIN-LEFT: 1cm; MARGIN-RIGHT: 1cm">Fin da giovanissima Gaia Servadio, nata a Roncolano nel 1894, si dedicò alla letteratura ed alla politica. Si parlò di lei per la prima volta quando, a Livorno, venne cacciata dal partito comunista. Più tardi, dopo essersi laureata in filologia nell&#8217;università dell&#8217;Ohio e in teologia copta in Minnesota, pubblicava in Italia gli ormai classici <em>La Pacioccona</em>, <em>La Padovana</em> e <em>La Baldraccona</em>. Vinceva nel &#8217;33 il premio Campus Belli per la letteratura. Tornata in Italia collaborò a &#8220;I fasci lavoratori&#8221; per cinque anni. Nel &#8217;42 vinceva il Premio Fiesso d&#8217;Artico per la saggistica. Dopo la guerra rifletteva sulle sue associazioni nell&#8217;ormai famosissimo libro <em>Ho sbagliato</em> e si iscriveva al partito comunista. Così, al pamphlet <em>La razza ariana e la razza ebrea</em> (pubblicato in tedesco e in italiano nel &#8217;40) faceva seguire, idealmente, nel &#8217;50, <em>L&#8217;amore del prossimo</em>. Nel &#8217;53 le venivano attribuiti contemporaneamente lo Stresa e il Gardone. Poco prima di mancare, nel 1963, era stata eletta sindaco socialista di una cittadina degli Abruzzi. La sua posizione culturale e la sua schiettezza ed esuberanza politica hanno fatto di questa scrittrice uno dei più grandi personaggi italiani del secolo.</p>
<p>Da <em>Don Giovanni</em>:</p>
<p style="MARGIN-LEFT: 1cm; MARGIN-RIGHT: 1cm">Gaia Servadio è nata nel 1938. Dal 1956 risiede a Londra. Nel 1956 si trasferisce in questa città per specializzarsi in grafica e tipografia; studia alla Camberwell School, St. Martin&#8217;s, London University. Si laurea nel 1960 e, nello stesso anno, sposa William Mostyn-Owen, storico dell&#8217;arte e assistente di Bernard Berenson. Ha due bambini, Owen ed Allegra, vive tra Londra e la Scozia.<br />
Ha collaborato a &#8220;Il Mondo&#8221;, &#8220;L&#8217;Espresso&#8221;, &#8220;Il Caffè&#8221;, &#8220;La Gazzetta di Parma&#8221;, &#8220;Il Corriere della Sera&#8221;, &#8220;The Daily Telegraph&#8221;, alla BBC Television, alla BBC italiana e alla RAI.<br />
Il suo primo romanzo, <em>Tanto gentile e tanto onesta</em>, sta per essere pubblicato in Inghilterra, negli Stati Uniti, in Francia e in Germania.<br />
Attualmente collabora a &#8220;La Stampa&#8221;, &#8220;Stampa-Sera&#8221; e alla &#8220;Fiera letteraria&#8221;.</p>
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		<title>Carmina dant panem (pochino, ma lo danno)</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 12:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Copincollo dal sito dell&#8217;editore SenzaPatria. SenzaPatria Editore ringrazia quanti hanno finora acquistato il libro di fiabe C’era (quasi) una volta. Un primo bonifico di 400 euro e’ stato accreditato sul conto intestato alla onlus NutriAid per la tutela dei diritti dell’infanzia. Chi volesse finanziare il progetto puo’ richiedere il libro a info@senzapatriaeditore.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Copincollo dal sito dell&#8217;editore <a target="_blank" href="http://senzapatriaeditore.it/">SenzaPatria</a>.</p>
<p>SenzaPatria Editore ringrazia quanti hanno finora acquistato il libro di fiabe <a target="_blank" href="http://senzapatriaeditore.it/?p=1138"><em>C’era (quasi) una volta</em></a>.<br />
Un primo bonifico di 400 euro e’ stato accreditato sul conto intestato alla onlus <a target="_blank" href="http://www.nutriaid.org/">NutriAid</a> per la tutela dei diritti dell’infanzia.<br />
Chi volesse finanziare il progetto puo’ richiedere il libro a <em>info@senzapatriaeditore.it</em></p>
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		<title>49</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 07:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[49]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, quarantanovesimo compleanno del titolare, mi sembra adeguato ripescare un post di qualche anno fa. L&#8217;incanto di pagina 49 Non potrebbe la vita essere tutta un sogno? In termini pi&#249; precisi: c&#8217;&#232; un criterio sicuro per distinguere il sogno dalla realt&#224;, il fantasma dall&#8217;oggetto reale? [A.Schopenhauer, Il mondo come volont&#224; e rappresentazione, pag. 49] Ordunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Oggi, quarantanovesimo compleanno del titolare, mi sembra adeguato ripescare un post di qualche anno fa.</em></p>
<p><strong>L&#8217;incanto di pagina 49</strong></p>
<p style="MARGIN-LEFT: 1cm; MARGIN-RIGHT: 1cm"><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 0px 0pt" alt="Immagine tratta da home.earthlink.net/~cashinbook/pages/page-49.jpg" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/pagina49.jpg" />Non potrebbe la vita essere tutta un sogno? In termini pi&ugrave; precisi: c&#8217;&egrave; un criterio sicuro per distinguere il sogno dalla realt&agrave;, il fantasma dall&#8217;oggetto reale? [A.Schopenhauer, <em>Il mondo come volont&agrave; e rappresentazione</em>, pag. 49]</p>
<p>Ordunque lei mi chiede, egregio professor Schopenhauer, se non sia possibile che la vita tutta sia sogno. Se cio&egrave; l&#8217;uomo sia in grado di distinguere ci&ograve; che egli rappresenta alla propria coscienza in istato di veglia da ci&ograve; che gli appare quasi fantasmaticamente durante il riposo notturno. La domanda non &egrave; banale e richiede una risposta articolata e fondata su documenti di sicuro prestigio e autorit&agrave;.</p>
<p><span id="more-2886"></span></p>
<p>Noto innanzitutto che lei mi pone la domanda a pagina 49 del suo libro. Questo &egrave; un indizio non trascurabile, una traccia notevole, una pista che va seguita senza esitazioni. Comincerei senz&#8217;altro da un illustre esperto di confini fra sogno e realt&agrave;, forse il maggiore di tutti i tempi. Vediamo:</p>
<p style="MARGIN-LEFT: 1cm; MARGIN-RIGHT: 1cm">Poteva esser l&#8217;alba quando Don Chisciotte usc&igrave; dalla locanda cos&igrave; contento, cos&igrave; ringalluzzito e inebriato di vedersi ormai armato cavaliere, che l&#8217;allegria gli scoppiava fuori fin dalle cinghie del cavallo. [Miguel de Cervantes, <em>Don Chisciotte</em>, pag. 49]</p>
<p>Don Chisciotte esce da una locanda. &Egrave; ragionevole supporre che sia sveglio, sebbene sia ancora mattina presto. La notte e il sogno sono alle sue spalle, eppure noti, professore, noti attentamente a cosa pensa Don Chisciotte: pensa di essere ormai cavaliere, pronto ad avventurarsi nel mondo per proteggere gli oppressi con la sua destra. Non era questo il suo sogno? Non &egrave; egli vissuto fin qui in ragione del sogno di essere cavaliere? E adesso che lo &egrave; diventato, cosa sar&agrave; la sua da qui in avanti, vita o sogno?</p>
<p>Esce dalla locanda Don Chisciotte, balza in sella a Ronzinante e cavalca nella luce del primo mattino, finch&eacute; di lontano gli appare una citt&agrave;.</p>
<p style="MARGIN-LEFT: 1cm; MARGIN-RIGHT: 1cm">In questa citt&agrave; affluiscono oggi popolazioni del contado, trib&ugrave;, giocatori, circhi, animali variopinti, contafavole, giullari, preti di tre religioni, giovani sposi, vecchi libertini, fanciulli alla loro prima visita nel recinto del vizio, mercanti esotici, ubriaconi, drogati, musici e guaritori. [G.Manganelli, <em>Agli d&egrave;i ulteriori</em>, pag. 49]</p>
<p>Che parapiglia, che confusione! &Egrave; tutto un accalcarsi di uomini e animali, canti, racconti, urla, musiche, litanie e giaculatorie. Converr&agrave;, professore, che tutto ci&ograve; &egrave; decisamente realt&agrave;: tutto &egrave; cosi vivo, pulsante, vociante, colorato da non poter essere un sogno. Questa &egrave; vita da vivere all&#8217;impiedi, con aria vispa e gioiosa disposizione d&#8217;animo. Eppure senta un po&#8217; cos&#8217;&egrave; successo:</p>
<p style="MARGIN-LEFT: 1cm; MARGIN-RIGHT: 1cm">Nonostante questo trambusto K. rimase a letto per l&#8217;intera giornata e per l&#8217;intera notte. [F.Kafka, <em>Il castello</em>, pag. 49]</p>
<p>Da non crederci, vero? Due persone ragionevoli come lei e me sarebbero uscite a godersi la festa, in perfetto stato di veglia, ma questo signor K. si mette a letto a pagina 49 e ci resta tutto il giorno e tutta la notte, passando verosimilmente con una certa frequenza dalla veglia al sonno e viceversa, e sognando molto negli interludi.</p>
<p>E cosa avr&agrave; sognato il signor K.? Difficile scoprirlo, mi creda: &egrave; passato cos&igrave; tanto tempo. Tuttavia egli ci ha lasciato un indizio: rest&ograve; a letto per l&#8217;intera giornata e per l&#8217;intera notte. Dunque possiamo dare per certo che dopo la partenza all&#8217;alba di Don Chisciotte, la giornata di fiera e il riposo prolungato del signor K. sia sopraggiunta la notte. E di notte si dorme, caro Schopenhauer, si dorme e si sogna, mentre di giorno si vive in stato di veglia. S&igrave;, questo &egrave; quello che succede di norma, ma a noi qui interessano anche le eccezioni, e abbiamo notizia sicura che almeno una volta capit&ograve; questo:</p>
<p style="MARGIN-LEFT: 1cm; MARGIN-RIGHT: 1cm">Nelle vicinanze della nostra vigna sorgeva una pianta di pere carica di frutti d&#8217;aspetto e sapore per nulla allettanti. In piena notte, dopo aver protratto i nostri giochi sulle piazze, come usavamo fare pestiferamente, ce ne andammo, giovinetti depravatissimi quali eravamo, a scuotere la pianta, di cui poi asportammo i frutti. [Agostino, <em>Confessioni</em>, pag. 49]</p>
<p>Agostino quella notte a pagina 49 era sveglio. Si era trattenuto con i suoi compagni sulla piazza quando la fiera era ormai finita, gli animali variopinti rinchiusi nei serragli, i musici e i mercanti confusi con gli ubriaconi nella locanda, forse la medesima locanda da cui era uscito Don Chisciotte. Era sveglio e agiva coscientemente, noi supponiamo, ma sar&agrave; poi vero? La scena di lui che entra nella vigna paterna col favore delle tenebre e assieme ai suoi sodali scuote una pianta per coglierne frutti quasi repellenti non &egrave; pi&ugrave; simile a un sogno che a un ricordo? Non ci sono troppi simboli &ndash; la vigna, il padre, l&#8217;albero del peccato &ndash; per essere realmente accaduto?</p>
<p>Eh, Arthur, l&#8217;ho detto fin dal principio che la sua domanda non &egrave; banale. Consideri che siamo stati in cerca per un giorno intero, dall&#8217;alba a notte fatta, e ancora non abbiamo trovato la risposta, e onestamente dubito che potremo mai trovarla. Non potrebbe la vita essere tutta un sogno? S&igrave;, potrebbe, o forse no. C&#8217;&egrave; un criterio sicuro per distinguere il sogno dalla realt&agrave;, il fantasma dall&#8217;oggetto reale? Chiss&agrave;, potrebbe esserci. Quel che &egrave; certo &egrave; che non l&#8217;abbiamo ancora trovato.</p>
<p>Ma guarda l&agrave;, amico mio, guarda: la notte sta finendo. Siamo ormai usciti dalla citt&agrave;, dal trambusto, dal frastuono. Ecco, guarda, il sole sta spuntando e illumina questo sentiero in mezzo ai campi. E laggi&ugrave;, a poche miglia da qui, c&#8217;&egrave; un piccolo villaggio, lo vedi? Su, Arthur, proseguiamo il cammino!</p>
<p style="MARGIN-LEFT: 1cm; MARGIN-RIGHT: 1cm">Saremo soli, del tutto soli in quel villaggio in mezzo alla campagna (intorno a noi il silenzio); perch&eacute; sei triste? Io ho il presentimento di una giornata di felicit&agrave;. [G.Flaubert, <em>Lettere a Louise Colet</em>, pag. 49]</p>
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		<title>Son profeta mica per niente</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 06:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[tempi moderni]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinque mesi fa, alla vigilia del quadruplice referendum che secondo alcuni, se vinto, avrebbe determinato la caduta del governo, profetizzai: Del significato politico dei referendum, se cioè possano contribuire alla caduta o alla tenuta del governo in carica, me ne infischio. Anni e anni di storia repubblicana dovrebbero aver insegnato che i governi nascono e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque mesi fa, alla vigilia del quadruplice referendum che secondo alcuni, se vinto, avrebbe determinato la caduta del governo, <a href="http://letturalenta.net/2011/06/referendum/">profetizzai</a>:</p>
<p>Del significato politico dei referendum, se cioè possano contribuire alla caduta o alla tenuta del governo in carica, me ne infischio. Anni e anni di storia repubblicana dovrebbero aver insegnato che i governi nascono e muoiono in parlamento: con o senza manovre di palazzo, con o senza spallate, con o senza bizantinismi più o meno decifrabili, ma sempre in parlamento, e questa volta non sarà diversa dalle altre.</p>
<p>Dopo quello che è successo ieri, per l&#8217;appunto in parlamento, c&#8217;è qualche speranza che il peggior governo della storia repubblicana finisca davvero.</p>
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		<title>Un giocattolo per figli con la testa tra le nuvole</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 05:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[C'era (quasi) una volta]]></category>
		<category><![CDATA[fiabe]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Telara]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Mosso dal dubbio moderno e fuorviante che le fiabe siano racconti per bambini, mi sono avvicinato a questa raccolta con l’esitazione di un adulto che prende in mano un giocattolo per figli con la testa tra le nuvole&#8221;. Matteo Telara recensisce C&#8217;era (quasi) una volta, il libro di quasi fiabe del terzo millennio, mostrando perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Mosso dal dubbio moderno e fuorviante che le fiabe siano racconti per bambini, mi sono avvicinato a questa raccolta con l’esitazione di un adulto che prende in mano un giocattolo per figli con la testa tra le nuvole&#8221;.</p>
<p><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/11/03/il-tutto-accanto-al-nostro-nulla/" target="_blank">Matteo Telara recensisce C&#8217;era (quasi) una volta</a>, il libro di quasi fiabe del terzo millennio, mostrando perché le fiabe non sono (solo) racconti per bambini.</p>
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		<title>Ti racconto la storia</title>
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		<comments>http://letturalenta.net/2011/10/ti-racconto-la-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 05:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[tempi moderni]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Franchini]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Shoah]]></category>

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		<description><![CDATA[(preso pari pari da qui) Sono online sul sito web dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma, da fine settembre 2011, le testimonianze audiovisive di 433 superstiti italiani della Shoah. L’archivio digitale è parte della più ampia racconta mondiale conservata dalla Shoah Foundation di Los Angeles, l’istituzione culturale creata da Steven Spielberg nel 1994 per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 0px 0pt" alt="Shoah, tratto da filosofiastoria.wordpress.com" src="http://letturalenta.net/wp-images/blog/shoah.jpg" />(preso pari pari da <a href="http://filosofiastoria.wordpress.com/2011/10/21/ti-racconto-la-storia-voci-dalla-shoah/" target="_blank">qui</a>)</p>
<p>Sono online sul <a href="http://www.shoah.acs.beniculturali.it/" target="_blank">sito web dell’<strong>Archivio Centrale dello Stato</strong></a> di Roma, da fine settembre 2011, le testimonianze audiovisive di <strong>433 superstiti italiani</strong> della Shoah.</p>
<p>L’archivio digitale è parte della più ampia racconta mondiale conservata dalla Shoah Foundation di Los Angeles, l’istituzione culturale creata da Steven Spielberg nel 1994 per la raccolta delle testimonianze dei sopravvissuti alla Shoah. Si tratta della più grande raccolta esistente di interviste audiovisive (circa 52.000, raccolte in 70 paesi e in 37 lingue diverse). Sono stati intervistati testimoni della persecuzione fascista e nazista contro gli ebrei, gli omosessuali, i sinti e rom e le vittime di esperimenti eugenetici, a partire dal 1933 e fino al termine della seconda guerra mondiale. Fra loro, i sopravvissuti ai campi di concentramento e sterminio, le persone che si sono salvate dall’arresto con la fuga o nascondendosi, chi li ha aiutati e soccorsi, e poi ancora uomini e donne appartenenti a formazioni della resistenza, soldati che hanno liberato i campi e persone che, a diverso titolo, hanno partecipato a processi per crimini di guerra.</p>
<p>Le 433 interviste in lingua italiana, oltre che nell’A rchivio Centrale dello Stato di Roma, sono conservate presso l’archivio dell’Istituto del Dornsife College of Letters, Arts &#038; Sciences della University of Southern California. Il software per la fruizione online è stato messo a disposizione dalla Shoah Foundation, che permette la visione in streaming attraverso la conversione di oltre duemila filmati in formato digitale mpeg1 e flv.</p>
<p>L’accesso al materiale audiovisivo viene effettuato dall’utente previa <strong>registrazione online</strong> al servizio; malgrado l’esistenza delle liberatorie rilasciate dagli intervistati, la particolare delicatezza delle testimonianze ha suggerito <strong>una procedura non automatica di accesso ai filmati</strong>. Le credenziali vengono rilasciate comunque in tempi molto rapidi.</p>
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		<title>Sul realismo</title>
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		<comments>http://letturalenta.net/2011/09/sul-realismo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 05:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[falso idillio]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[parole e cose]]></category>
		<category><![CDATA[realismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un testo realista nel senso di perfettamente simile alla realtà, nei suoi aspetti minimali, è un&#8217;evidente assurdità. Novello Auerbach, falso idillio riflette sul realismo in letteratura. Da leggere. (il lettore volenteroso e incline a perdere tempo può trovare temi simili in un vecchio racconto vergato da me qui)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un testo realista nel senso di perfettamente simile alla realtà, nei suoi aspetti minimali, è un&#8217;evidente assurdità.</em></p>
<p>Novello Auerbach, <a href="http://falsoidillio.splinder.com/post/25597251/la-vita-apparente-degli-scarti">falso idillio riflette sul realismo</a> in letteratura. Da leggere.</p>
<p>(il lettore volenteroso e incline a perdere tempo può trovare temi simili in un vecchio racconto vergato da me <a href="http://letturalenta.net/2009/04/lo-scrittore-realista/">qui</a>)</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/letturalenta/~4/IVceeamAVss" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Il neutrino vittorioso</title>
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		<comments>http://letturalenta.net/2011/09/il-neutrino-vittorioso/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 09:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[tempi moderni]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[neutrini]]></category>
		<category><![CDATA[vittoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Che l&#8217;attuale governo sia composto da una manica di incapaci l&#8217;ho già detto più volte, quindi non lo ripeterò (gramo espediente retorico: l&#8217;ho appena ripetuto). Aggiungo solo che avere Tremonti alla guida del ministero dell&#8217;economia o Maroni agli interni o Frattini agli esteri mi preoccupa molto più del fatto che a capo della pubblica istruzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che l&#8217;attuale governo sia composto da una manica di incapaci l&#8217;ho già detto più volte, quindi non lo ripeterò (gramo espediente retorico: l&#8217;ho appena ripetuto). Aggiungo solo che avere Tremonti alla guida del ministero dell&#8217;economia o Maroni agli interni o Frattini agli esteri mi preoccupa molto più del fatto che a capo della pubblica istruzione ci sia Mariastella Gelmini: i danni prodotti dall&#8217;incompetenza dei primi tre possono avere conseguenze molto più immediate e letali di quelle pur drammatiche che può produrre l&#8217;ultima.</p>
<p>O forse no.</p>
<p>Come tutti sanno, l&#8217;altro ieri la Gelmini ha creato una delle migliori battute comiche dell&#8217;ultimo millennio sostenendo in un <a href="http://www.istruzione.it/web/ministero/cs230911">comunicato</a> che l&#8217;Italia ha contribuito &#8220;alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso&#8221;, ovvero il percorso che un fascio di neutrini avrebbe recentemente coperto a una velocità superiore a quella della luce, naturalmente in assenza di tunnel veruno. Vabbe&#8217;, la ministra è deboluccia in fisica, geografia e tunnelologia, e questo fa giustamente ridere.</p>
<p>C&#8217;è però un&#8217;altra perla in quel comunicato che è stata un po&#8217; trascurata dalla rete[1], forse perché battuta sul filo di lana dell&#8217;assurdità dal tunnel fantasma. Eccola:</p>
<p><em>Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo</em>.</p>
<p>Ho provato a immaginare la scena che doveva avere in mente la ministra un attimo prima di immortalarla in indelebile comunicato ufficiale: i ricercatori del Cern e quelli del Gran Sasso, armati di birra e popcorn, guardano la gara in TV (la finale dei 730 chilometri in tunnel deve esserci per forza in TV). Partiti! La luce scatta alla consueta velocità di duecentonovantanove e fischia mila chilometri al secondo. Per i primi nanosecondi i neutrini subiscono l&#8217;iniziativa dell&#8217;avversaria, quand&#8217;ecco che a trenta chilometri dalla fine accade l&#8217;imprevedibile: un neutrino finanziato dal governo italiano allunga la falcata; la luce tenta di reagire, ma è in evidente difficoltà; il neutrino la supera in volata tagliando per primo il traguardo con un vantaggio di quindici metri! Campioni del mondo! Campioni del mondo! Grida di vittoria dagli anfratti del Gran Sasso; un ricercatore del Cern abbraccia convulsamente i colleghi urlando &#8220;Vittoria! Vittoria! Vittoria epocale!&#8221;. Sono tutti felici tranne uno, poveretto, che aveva scommesso venti euro sulla luce.</p>
<p>Non riesco a decidere se devo ridere ancora di più o passare dal riso sarcastico al pianto sconsolato. Altro che declassamento del debito pubblico: una così può rovinarci la reputazione per i prossimi venti secoli.</p>
<p>&#8212;&#8212;<br />
[1] Un commento l&#8217;ho trovato <a href="http://www.cattivamaestra.it/2011/09/gelmini-tunnel-gran-sasso-svizzera.html">qui</a></p>
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		<title>Libertà di stampa</title>
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		<comments>http://letturalenta.net/2011/09/liberta-di-stampa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 13:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[tempi moderni]]></category>
		<category><![CDATA[satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[UARS]]></category>

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		<description><![CDATA[Temete che il satellite UARS possa cascarvi sulla testa? Tranquilli! Da tempo la Nasa ha predisposto l&#8217;apposito sito per seguire da vicino le piroette di avvicinamento del coso al nostro pianeta. L&#8217;ultimo aggiornamento risale alle 4 circa di questa mattina e dice questo: As of 9:30 p.m. EDT Sept. 22, 2011, the orbit of UARS [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Temete che <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Upper_Atmosphere_Research_Satellite">il satellite UARS</a> possa cascarvi sulla testa? Tranquilli! Da tempo la Nasa ha predisposto l&#8217;<a href="http://www.nasa.gov/mission_pages/uars/index.html">apposito sito</a> per seguire da vicino le piroette di avvicinamento del coso al nostro pianeta. </p>
<p>L&#8217;ultimo aggiornamento risale alle 4 circa di questa mattina e dice questo:</p>
<p><em>As of 9:30 p.m. EDT Sept. 22, 2011, the orbit of UARS was 110 mi by 115 mi (175 km by 185 km). Re-entry is possible sometime during the afternoon or early evening of Sept. 23, Eastern Daylight Time. The satellite will not be passing  over North America during that time period. It is still too early to predict the time and location of re-entry with any more certainty, but predictions will become more refined in the next 24 hours.</em></p>
<p>In soldoni, la Nasa ci informa che l&#8217;impatto con l&#8217;atmosfera avverrà più o meno questa notte, a un&#8217;<strong>ora imprecisata</strong>, in un <strong>luogo imprecisato</strong>, ma al di fuori del Nord America, e che al momento non è possibile fare previsioni più precise.</p>
<p>Questo secondo la fonte più autorevole in materia. A dar retta ai giornali italiani, invece, si può essere indotti a ipotizzare un serio rischio che i satellitari frammenti cadranno sul suolo patrio, precisamente a <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/09/22/news/pioggia_di_frammenti_di_satellite_nella_traiettoria_il_nord_italia-22065608/">Parma e Piacenza</a>, riunite per l&#8217;occasione nello storico ducato. (L&#8217;esempio viene da Repubblica, ma altre testate online non sono messe meglio).</p>
<p>Ecco, io non chiedo mica di abolire la libertà di stampa, che è un diritto fondamentale, ma abolire almeno la libertà di sparare cazzate a mezzo stampa è chiedere troppo?</p>
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		<title>Per il centro studi Giorgio Manganelli</title>
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		<comments>http://letturalenta.net/2011/09/per-il-centro-studi-giorgio-manganelli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 22:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>letturalenta</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Adolgiso]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Manganelli]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Boeri]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera aperta di Armando Adolgiso a Stefano Boeri, assessore alla cultura del comune di Milano, per sollecitare un sostegno anche economico al benemerito Centro Studi Giorgio Manganelli. Spero che non resti lettera morta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.adolgiso.it/public/cosmotaxi/201109archive001.asp#1315214717001">Lettera aperta di Armando Adolgiso</a> a Stefano Boeri, assessore alla cultura del comune di Milano, per sollecitare un sostegno anche economico al benemerito <a href="http://manganelli.altervista.org/">Centro Studi Giorgio Manganelli</a>. Spero che non resti lettera morta.</p>
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