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	<title>Levysoft</title>
	
	<link>http://www.levysoft.it</link>
	<description>Rev0lut1on 2.0 of my mind engine</description>
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		<title>Un viaggio virtuale tra le vie della nostra infanzia in un videoclip interattivo in HTML 5 degli Arcade Fire</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/kXz_1ZhyoAM/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2010/09/02/un-viaggio-virtuale-tra-le-vie-della-nostra-infanzia-in-un-videoclip-interattivo-in-html-5-degli-arcade-fire/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente qualcosa di nuovo e a proporcelo è la creatività di rock band indie canadese, gli Arcade Fire, Google Maps e Street View di Google e la potenza di HTML 5, coniugando arte e geoweb in un videoclip su misura per ciascun utente, andando oltre la visione passiva per diventare un’esperienza personale dello spettatore.
In teoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente qualcosa di nuovo e a proporcelo è la creatività di rock band indie canadese, gli <a href="http://www.arcadefire.com/"><strong>Arcade Fire</strong></a>, <strong>Google Maps e Street View di Google</strong> e la potenza di <strong>HTML 5</strong>, coniugando <strong>arte e geoweb</strong> in un <strong>videoclip su misura per ciascun utente</strong>, andando <strong>oltre la visione passiva per diventare un’esperienza personale dello spettatore</strong>.</p>
<p>In teoria per visualizzare questo piccolo capolavoro (curato dal filmaker <strong>Chris Milk</strong>) servirebbe <a href="http://www.google.com/chrome"> <strong>Google Chrome</strong></a> ma io l&#8217;ho visualizzato senza alcun problema con <strong>Safari</strong> 5.0.1 per Mac (scordatevi di usare Explorer mentre funziona anche su Safari di iPad o iPhone, ma il tempo di caricamento è più lungo) ma, credetemi vale davvero la pena perché questa <strong>esperienza visiva ed emozionale vale ampiamente 5 minuti del vostro tempo!</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2084_arcade_fire_1.jpg' alt='Arca Fire - The Wilderness Downtown' /></div>
<p>Una volta che avrete deciso quale browser usare, mettetevi comodi, alzate il volume della casse, e collegatevi al sito del progetto <a href="http://www.thewildernessdowntown.com/"><strong>The Wilderness Downtown</strong></a> nato per promuovere il nuovo singolo, &#8220;<strong>We used to wait</strong>&#8220;, dell&#8217;ultimo album degli Arcade Fire, <a href="http://www.metacritic.com/music/the-suburbs-2010/details">The Suburbs</a>. Qui vi verrà chiesto di <strong>inserire l’indirizzo della casa in cui siete cresciuti</strong> (mi raccomando inserite solo la via di dove siete cresciuti perché secondo me fa la differenza), e date l&#8217;OK. Dopo aver atteso qualche istante per dare il tempo al motore di caricare, cliccate su PLAY e lasciatevi andare ad una <strong>cavalcata emotiva indietro nel tempo</strong>, sulle ali di una nostalgia cullata dalle parole e dalla melodia di &#8220;We used to wait&#8221;.</p>
<p>Quando avete finito di guardare il videoclip interattivo, un vero e proprio, viaggio virtuale tra le vie dove si è nati e cresciuti, tornate qui a leggere&#8230; <strong>è una cosa che dovrete provare da soli, senza anticipazioni</strong>, ed è per questo che non ho voluto riprendere alcun video su Youtube di questo videoclip, perché non potrebbe mai rendere l&#8217;idea!</p>
<p>E&#8217; <strong>poesia espressa in musica e video</strong>, ed è molto più efficace di tanta altri videoclip di registi famosi, perché è un <strong>videoclip personalizzabile, fatto su misura sui vostri ricordi, e che lo rende solo vostro!</strong> Quando vi ho detto che era importante inserire l&#8217;indirizzo di dove siete cresciuti e non del vostro lavoro o di dove attualmente vivete, c&#8217;era una ragione: <strong>l&#8217;aspetto emozionale è molto diverso perché non potrete altrimenti godere di un’esperienza interattiva e personale che mira a stimolare nostalgia e malinconia del passato</strong> (che è il tema della canzone). Se guardate il videoclip interattivo, quando vedrete la vostra vecchia casa o quella via in cui giocavate a pallone, <strong>piano piano affioreranno dal passato i ricordi della vostra infanzia, rincorrendo l’onda di sensazioni perdute e che per pochi minuti avete ritrovato</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2084_arcade_fire_3.jpg' alt='Arca Fire - The Wilderness Downtown' /></div>
<p>Girato dal regista <a href="http://www.chrismilk.com/"><strong>Chris Milk</strong></a> insieme al <strong>Google Creative Lab</strong>, sfruttando Google Street View e Google Maps, usa la tecnologia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HTML5"><strong>HTML5</strong></a> (tanto amata da Steve Jobs che vorrebbe sostituirla al Flash), il video ha dato i risultati sperati perché <strong>la band indie è prima negli Stati Uniti</strong> (156.000 copie vendute in una settimana) e <strong>prima in Inghilterra</strong> (61.000 copie).<br />
Ho apprezzato molto <strong>l&#8217;uso sapiente di un filtro seppia sulle immagini di Google Street</strong> per rendere uniforme le immagini visualizzate con il videoclip e <strong>molto bella la scena degli uccelli che volano dai rami del messaggio che avete scritto</strong> in una finestra ad un&#8217;altra (dando un senso di continuità al tutto, in modo da far sembrare un tutto l&#8217;uno l&#8217;ambiente creato a tempo di musica) con le immagini della via inserita in precedenza, e diventando, poi, alberi cresciuti sull&#8217;asfalto.</p>
<p>Vi lascio con la <a href="http://www.ilpost.it/2010/08/31/video-interattivo-arcade-fire-we-used-to-wait/?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+ilpost+%28Il+Post+-+HP%29">migliore descrizione del video</a> che ho trovato:</p>
<p><code>Dopo aver inserito l’indirizzo della via dove abitavate da bambini parte un video con un ragazzino che corre, cappuccio della felpa calato. Si aprono altre finestre del browser, a tempo di musica: uno stormo di uccelli che reagisce al movimento del  mouse, e soprattutto le immagini della via che avete inserito, inquadrata a volo d’uccello. Al centro della vostra via, lontano, il ragazzino che corre. Le finestre del browser continuano poi ad aprirsi e spostarsi: gli uccelli sorvolano la vostra casa, l’inquadratura si avvicina al portone quando il ragazzo smette di correre, e tutto inizia a girare intorno a lui. Gli uccelli volano via, noi ci allontaniamo di nuovo verso il cielo e sullo schermo appare un foglio bianco, in cui ci viene chiesto di scrivere o disegnare — con mouse e tastiera — un messaggio per il bambino che un tempo viveva lì, con un segno che si disperde poi in rami e rivoli. Lasciato il messaggio si torna nella vostra via, dove gli uccelli si lanciano in picchiata verso la strada, diventando alberi allo scontro con l’asfalto, e ricoprendo di verde la città.
</code>
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		<item>
		<title>Come rimuovere un Profilo di Fornitura (Ad Hoc Provisioning Profile) da iPhone e iTunes su Mac OS X e Windows</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/TwLbGMVJFS8/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2010/06/23/come-rimuovere-un-profilo-di-fornitura-ad-hoc-provisioning-profile-da-iphone-e-itunes-su-mac-os-x-e-windows/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
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		<description><![CDATA[Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche beta privata di applicazioni per iPhone, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, come rimuovere dal vostro iPhone il relativo Profilo di Fornitura ( Ad Hoc Provisioning Profile). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche <strong>beta privata</strong> di <strong>applicazioni per iPhone</strong>, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, <strong>come rimuovere</strong> dal vostro iPhone il relativo <strong>Profilo di Fornitura</strong> ( <strong>Ad Hoc Provisioning Profile</strong>). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo aver fatto il ripristino del mio iPhone per installare il nuovissimo iOS 4, ho scoperto con grande meraviglia che il Profilo era ancora presente. In effetti, <strong>questo viene installato su iTunes e ad ogni sincronizzazione con il dispositivo Apple, viene sempre automaticamente installato</strong>. Ma la cosa particolare è che <strong>non è possibile verificare su iTunes la sua presenza e, eventualmente, cancellarlo</strong>.</p>
<h5>Installazione del Profilo di Fornitura</h5>
<p>Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire <strong>come si diventa tester di una applicazione per iPhone</strong>, prima ancora che questa passi per App Store. Il primo passo è quello di <strong>trovare l&#8217;identificatore unico (UDID) degli iPhone e iPod touch che verranno usati durante il test</strong>.</p>
<p>Per <strong>trovare l&#8217;UDID</strong> di un iPhone o iPod touch:</p>
<ol>
<li>
 Collegare il proprio iPhone o iPod touch al proprio computer (Mac o PC).
</li>
<li>
Aprire iTunes.
</li>
<li>
Nella lista di sorgenti alla sinistra della finestra di iTunes, sotto <strong>Dispositivi</strong>, selezionare col mouse la riga corrispondente al proprio dispositivo.
</li>
<li>
Nella scheda Riepìlogo, <strong>fare clic col mouse sull&#8217;etichetta in grassetto  &#8220;Numero di serie&#8221;</strong> (posto a sinistra del numero di serie). Questo mostrerà, ora, l&#8217;identificatore del dispositivo (che è del tipo: 65def49c088b6bf9b9c2462945df74fs67g54124)
</li>
<li>
Per copiare l&#8217;identificatore negli appunti, scegli dal menu di iTunes <strong>Composizione > Copia</strong> (su Mac) o <strong>Modifica > Copia</strong> (su Windows).
</li>
</ol>
<p>La <strong>registrazione come tester avviene sempre manualmente</strong> e per farlo, di solito, si deve mandare una e-mail al programmatore con gli UDID con i quali si vuol essere registrati. <a href="http://blog.redfin.com/devblog/2009/09/installing_beta_builds_on_iphone.html">Infatti</a>, ogni app dovrà essere compilata dall&#8217;SDK con il relativo file .mobileprovision che è generato a partire dal UDID (Universal Device Identifier). <strong>In  pratica per ogni betatester, dovrà essere generato una app specifica per il suo dispositivo</strong>.</p>
<p>Per ogni applicazione da provare, quindi, <strong>il programmatore dovrà fornire due elementi</strong>:</p>
<ol>
<li>Un <strong>profilo di fornitura</strong>, che consente al dispositivo di eseguire applicazioni. Questo file ha estensione <strong>.mobileprovision</strong>.
</li>
<li>L&#8217;applicazione vera e propria in un <strong>file .ipa</strong> che sarà funzionante solo per il dispositivo che avrà un certo UDID con cui è stata compilata.
</li>
</ol>
<p>Infine, <strong>per installare un&#8217;applicazione, occorre trascina entrambi gli elementi nella libreria iTunes</strong>. <strong> e a questo l&#8217;app comparirà nella sezione Applicazioni della propia libreria iTunes</strong>. A questo punto è possibile <strong>sincronizzare l&#8217;iPhone per trasferire l&#8217;applicazione e il file .mobileprovision su di esso</strong>.</p>
<p>Per controllare che la loro installazione sia avvenuta correttamente, è sufficiente andare, dopo la sincronizzazione, sulle <strong>Impostazioni dell&#8217;iPhone</strong>, e selezionare la voce del menu &#8220;<strong>Generale</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_2.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p> e <strong>Profili</strong> (questa voce del menu è assente se non è stato installato alcun Profilo di Fornitura)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_3.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p>e troveremo una schermata simile:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_4.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<h5>Rimuovere il Profilo di Fornitura</h5>
<p>Come avete visto il file .<strong>mobileprovision è stato installato su iTunes ed è da qui che dovremo eliminarlo</strong>! Per <strong>rimuovere il Profilo di Fornitura</strong> (<strong>Ad Hoc Provisioning Profiles</strong>), <a href="http://discussions.apple.com/thread.jspa?messageID=8315382">occorre</a>:</p>
<ol>
<li>Rimuovere il profilo dal proprio iPhone (<strong>Impostazioni > Generale > Profili</strong>; selezionare il Profilo da cancellare e Rimuoverlo).
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_5.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Nella home directory dell&#8217;utente di sistema del proprio Mac (<strong>~/Library/MobileDevice/</strong>) troverete la directory: &#8220;<strong>Provisioning Profiles</strong>&#8221; che contiene il file .mobileprovision. Sarà quindi sufficiente cancellare (o spostare) il contenuto della directory.
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_1.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Quindi <strong>sincronizzate l&#8217;iPhone con iTunes e potrete constatare che il Profilo di Fornitura non verrà più ripristinato</strong>.
</li>
</ol>
<p>Questa procedura vale per i sistemi Mac OS X, ma per i sistemi Windows è analoga e a <a href="http://confluence.gordonturner.ca/display/NOTES/iPhone+provisioning+notes">cambiare</a> è solamente la directory in cui risiede il file .mobileprovision. In particolare (sostituire &#8220;username&#8221; con il proprio nome utente in uso nel sistema):</p>
<p><strong>Mac OS X</strong><br />
<code>/Users/username/Library/MobileDevice</code></p>
<p><strong>Windows XP</strong><br />
<code>C:/Documents and Settings/username/Application Data/Apple Computer/MobileDevice/</code></p>
<p><strong>Windows Vista</strong><br />
<code>C:/Users/username/AppData/Roaming/Apple Computer/MobileDevice/</code>
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		<item>
		<title>Un mio nuovo progetto: GamerTagMatch, una community online italiana per mettere in contatto tra loro gli utenti Xbox Live</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/5hxrAoxZxRk/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2010/01/15/un-mio-nuovo-progetto-gamertagmatch-una-community-online-italiana-per-mettere-in-contatto-tra-loro-gli-utenti-xbox-live/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Console]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox 360]]></category>
		<category><![CDATA[gamertagmatch]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio proporvi un mio piccolo progetto, che ho portato avanti in questi ultimi mesi nei ritagli di tempo, con lo scopo di dare un senso al primo premio vinto come Miglior Blog Tecnico dell’anno 2008-2009, ovvero un piano di hosting Azienda Linux offerto da CodingWeb (la cui assistenza, fino ad oggi, si è sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio proporvi un <strong>mio piccolo progetto</strong>, che ho portato avanti in questi ultimi mesi nei ritagli di tempo, con lo scopo di dare un senso al <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/15/levysoft-e-stato-giudicato-il-miglior-blog-tecnico-dellanno-2008-2009/"><strong>primo premio</strong></a> vinto come <a href="http://www.migliorblogtecnico.net/"><strong>Miglior Blog Tecnico dell’anno 2008-2009</strong></a>, <a href="http://www.cristianofino.net/post/La-proclamazione-dei-vincitori-della-prima-edizione-di-Miglior-Blog-Tecnico.aspx">ovvero</a> un piano di hosting Azienda Linux offerto da <a href="http://www.codingweb.net/">CodingWeb</a> (la cui assistenza, fino ad oggi, si è sempre dimostrata efficiente e molto rapida).</p>
<h5>L&#8217;idea</h5>
<p>Avevo in mente diversi progetti da portare avanti, ma alla fine ho deciso di <strong>puntare su qualcosa di diverso</strong> da quello a cui sono solitamente abituato, meno divulgativo di Levysoft e forse più ludico, ma <strong>non per questo meno interessante e pieno di stimoli e sfide</strong>. Tutto è nato dalla constatazione che, <strong>il gioco online, in questi ultimi anni, si sta allargando sempre più nei videogiocatori</strong> e in molti paesi dotati di banda larga, sta spopolando. Se prima, chi giocava online era solitamente un utente PC, oggi l&#8217;ago della bilancia si sta spostando sempre più verso le console, in primis la <strong>Xbox 360</strong> (sia per qualità di servizio offerto, che non per niente è anche a pagamento, che per quantità di giochi, soprattutto FPS, che offrono questa opportunità) e, quindi, a ruota, la PS3 e la WII.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_1.jpg' alt='GamerTagMatch' /></div>
<p>Il problema, però, che ho anche personalmente riscontrato, è che <strong>molti videogiocatori hanno difficoltà a trovare qualcuno con cui giocare online, soprattutto se intende sbloccare alcuni particolari obiettivi o semplicemente si vuole giocare in co-op</strong>. Su tutti i forum che ho visitato ho sempre letto post di qualcuno che chiedeva chi voleva giocare online con un determinato videogioco, magari in certe fasce orarie. Per chi, invece, non ha particolare esigenze, <strong>ogni forum dedica sempre una pagina con la lista di tutti gli utenti e relativi gamertag</strong> e, a volte, anche la lista dei giochi con cui si intende giocare online.</p>
<p>Il problema di tutto ciò, però, è che <strong>ogni forum è una micro-realtà locale che, se da un lato può garantire maggiore affiatamento, dall&#8217;altro risulta essere non del tutto completa</strong>. Infatti, <strong>oltre ad essere difficile trovare chi sia appassionato dello stesso gioco</strong> (a meno che non si tratti di classici come COD o Fifa), è anche vero che non esiste alcuna organizzazione di sorta in queste &#8220;megatabelle&#8221; di utenti.</p>
<h5>La situazione attuale</h5>
<p><strong>In ambito internazionale la questione è gestita in varie maniere</strong>: dall&#8217;enorme leaderboard di <a href="http://www.mygamercard.net/">MyGamerCard.net</a>, alla <a href="http://www.gametap.com/forum/xbox-live-gamertags-post-yours-and-meet-new-friends-t18039.html">lista su Gametap</a> in ambito internazionale a all&#8217;interessante clan di <a href="http://www.avforums.com/forums/xbox-live-clans/710609-avf-online-matchmaker-gamertags.html">AVF Matchmaker Gamertags</a> o quella meno organizzata del <a href="http://forums.electronicarts.co.uk/meet-your-match/380880-xbl-gamertags.html">sito EA</a>, fino ad arrivare al <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=2218946550">gruppo su Facebook</a> e su <a href="http://gamesource.groups.yahoo.com/group/XboxLIVEplayers/">Yahoo! Groups</a>.<br />
Eccetto il caso di un solo sito italiano che offre qualcosa di organizzato (<a href="http://www.xboxway.com/xboxlive/ClassificaGiocatori.aspx">Xbox LIVE Way</a>, mentre è da tempo chiuso <a href="http://www.gamertag.it/ricerca.asp">gamertag.it</a>), <strong>in Italia, almeno dal mio punto di vista la questione è lasciata al singolo forum che si organizza con post a tema</strong> (un esempio è la <a href="http://forums.xbox.com/41646/ShowPost.aspx">Lista Gamertag Italiani</a> del forum sul sito Xbox.com).</p>
<h5>Le esigenze</h5>
<p><strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a></strong>, quindi, non fa altro che rispondere a queste esigenze: <strong>realizzare un unico database di giocatori italiani amanti del gioco online, in cui ognuno possa lasciare il proprio gamertag, la propria lista di giochi preferiti per l&#8217;online e lasciare, nel proprio profilo,  le motivazioni per cui si vuole giocare in Live, per avere subito quanti e quali giocatori hanno lo stesso nostro gioco</strong>. Inoltre, ogni volta che qualcuno aggiungerà lo stesso gioco che avremo noi, ci arriverà una <strong>mail di notifica che ci avviserà della possibilità di incontrare nuove persone online</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_2.jpg' alt='GamerTagMatch - Lista Giochi' /></div>
<p>Purtroppo, non facendo parte del <em>Xbox Community Developer Program</em> (credo inoltre che serva un sito realizzato in asp), non ho potuto realizzare un sito che comunicasse in tempo reale con la piattaforma di Xbox LIVE, in modo da poter recuperare automaticamente le informazioni dei giocatori online. Ma è anche vero che non era questo lo scopo del mio progetto.</p>
<p>Infatti, <strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> non è solo un semplice archivio online ma anche un luogo di incontro in cui creare vere comunità di appassionati intorno ad uno o più videogiochi</strong>. E&#8217; possibile quindi <strong>scambiarsi messaggi tra amici, seguire i flussi wire (una sorta di twitter locale) e commentare i vari giochi</strong>.</p>
<p>Data la natura particolare del sito, <strong>ho deciso di inserire nel database, solo i giochi che presentassero la possibilità di giocare online, sia in co-op che in vs</strong> (al momento ho inserito già 142 titoli). <strong>Per cui non troverete capolavori indiscussi</strong> (faccio l&#8217;esempio di Assassin&#8217;s Creed 2) <strong>se questi giochi non avranno una componente Multiplayer Live</strong>. Questa è una precisa scelta editoriale: essendo un sito dedicato a tutti coloro che vorranno incontrare nuovi amici per giocare in Live, mettere a disposizione anche una lista di giochi che non hanno una componente online era quantomeno confusionario e dispersivo. <strong>Infatti, ogni utente non dovrà scegliere tutti i giochi che ha nel proprio scaffale ma soltanto quelli che, al momento, preferisce giocare online</strong>. Per cui potrete modificare la vostra lista a piacimento: per esempio, se fino a ieri vi faceva piacere giocare online con Pes 2009 e Pes 2010, oggi potrete decidere di esservi stufati di giocare a Pes 2009 e dedicarvi solo a Pes 2010, per cui basterà togliere dalla propria lista il gioco in questione in modo da essere sicuri che nessun altro potrà contattarvi per quel particolare gioco.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_5.jpg' alt='GamerTagMatch - Dettaglio del Gioco' /></div>
<h5>Elgg</h5>
<p><strong>Ho provato a creare il sito il più semplice ed immediato possibile, in modo che richiedesse il minor numero di operazioni ma al contempo offrisse il maggior numero di possibilità</strong>. Per ottenere ciò mi sono basato sull&#8217;ultima versione stabile di <a href="http://elgg.org/"><strong>Elgg</strong></a> (passando prima in rassegna altri alternative come <em><a href="http://www.boonex.com/dolphin/">Dolphin</a>, <a href="http://www.jomsocial.com/">JomSocial</a> e <a href="http://buddypress.org/">BuddyPress</a></em>), un ottimo CMS per la costruzione di social network, opportunamente stravolto e modificato in base alle mie esigenze. Devo dire che <strong>è stata una bella esperienza</strong> perché sono potuto andare a fondo in molti dettagli dell&#8217;applicativo web, <strong>apprezzandone al contempo la sua nascosta complessità e la sua flessibilità</strong>.</p>
<h5>Fase Beta</h5>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_3.jpg' alt='GamerTagMatch - Homepage' /></div>
<p>Attualmente <strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> è ancora in versione beta</strong> (la 0.8), il che significa che <strong>funziona in tutti i suoi macro aspetti ma ancora devo mettere a punto qualche piccolo dettaglio</strong>. </p>
<p><strong>GamerTagMatch</strong>, per quanto riguarda i menu e l&#8217;interfaccia utente, è <strong>localizzato sia in italiano che in inglese, mentre i contenuti</strong> (come le descrizioni dei giochi e le news) <strong>sono solo in italiano</strong>. Se poi questa community riuscirà a crescere potrò iniziare a rendere più internazionale il progetto (che comunque presenta realtà molto complesse e variopinte): ma ovviamente, <strong>come ogni progetto, sarete voi a decretarne il successo o la disfatta</strong>.</p>
<h5>Privacy</h5>
<p>All&#8217;inizio avevo pensato di lasciare visibile anche ai non iscritti il dettaglio degli utenti che giocavano ad un certo videogioco online, compresa la propria gamertag (in modo da espandere le potenzialità del sito in maniera esponenziale). Ma alla fine ho creduto più utile, però, <strong>per preservare la privacy degli utenti</strong>, fare un passo alla volta. Quindi, i <strong>non iscritti potranno vedere solo i giochi con il numero di utenti che vi giocano, ma non le loro gamertag</strong>. Per vedere <strong>maggiori dettagli sarà quindi necessario iscriversi, gratuitamente, al sito</strong>. Questa è una soluzione intermedia: avrei anche potuto fare in modo che solo chi possiede un gioco potesse vedere le altre gamertag (magari con un moderatore che validasse la lista dei giochi) oppure solo dietro richiesta di amicizia. Ma così facendo avrei tarpato le ali ad <strong>un sito che per sua natura doveva essere veloce, snello e rapido da consultare</strong>. Ovviamente, in base all&#8217;esperienza che maturerò nel corso dei prossimi mesi e alle richieste, ai commenti e ai suggerimenti degli utilizzatori, potrò delineare la giusta strada da percorrere.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_4.jpg' alt='GamerTagMatch - User' /></div>
<h5>Perché solo Xbox 360?</h5>
<p>Molti mi hanno chiesto <strong>perché dedicare un sito solo ai videogiochi per Xbox 360</strong> e non volgere lo sguardo pure ai quelli per PS3 e WII: la risposta è semplice ma anche molteplice. Se quella più ovvia potrebbe essere perché, almeno <strong>attualmente, la Xbox 360 mostra la migliore esperienza videoludica per quanto riguarda il gioco online</strong>, la sua maturità è tale che PS3 e WII non riescono ancora a competere con questa realtà. <strong>Ma è anche vero che la mia scelta è stata dettata dal fatto che per iniziare bene un nuovo progetto, sono voluto andare con i piedi di piombo e approfondire al meglio tutti gli aspetti con una sola tecnologia</strong>. Quando poi mi sentirò pronto (e magari anche il mercato lo sarà) potrò pensare di allargare GamerTagMatch verso altri ameni lidi, come i MII (con i Codice Amico Wii) e i Playstation Network Tag della PS3. Ma tutto questo sarà subordinato ai risultati che potrò ottenere con questo nostro nuovo progetto, <strong>perché il successo o la disfatta sarete voi a proclamarla!</strong></p>
<h5>Un po&#8217; di social network</h5>
<p>Ovviamente <strong>potete trovare la community di <a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> anche su Twitter, Facebook e Google Friend Connect</strong>:</p>
<p><strong>Twitter</strong>: <a href="http://twitter.com/GamerTagMatch">http://twitter.com/GamerTagMatch</a><br />
<strong>Facebook</strong>: <a href="http://www.facebook.com/pages/GamerTagMatch/237871898619">GamerTagMatch Fan Page</a><br />
<strong>Google Friend Connect</strong>: gamertagmatch -AT- gmail.com (sostituire -AT- con @)</p>
<p>Quindi, ogni volta che ci sarà qualche <strong>novità sul sito</strong> o verranno <strong>aggiunti nuovi giochi che gestiscono il Multiplayer in Live</strong>, oltre al classico <a href="feed://gamertagmatch.com/?view=rss"><strong>feeder RSS</strong></a>, avrete un altro modo per essere sempre aggiornati!</p>
<h5>Cerco Beta Tester</h5>
<p><strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> è una community italiana che deve la sua esistenza essenzialmente alla vostra presenza e collaborazione tra le sue pagine</strong>. <strong>Senza utenti una community non può esistere</strong> e solo quando il loro numero sarà consistente, lo scopo ultimo di GamerTagMatch potrà essere raggiunto: trovare per ogni gioco quanti più giocatori possibili disposti a giocarci in Live! Ma ricordate: <strong>GamerTagMatch è e sarà sempre gratuito!</strong><br />
Anzi, <strong>per premiare i miei utenti ho anche intenzione di fare qualche regalo</strong>, magari <strong>qualche Day One di primo ordine da portare a casa o qualche abbonamento Xbox Live trimestrale/annuale gratis</strong>. </p>
<p>Queste sono le mie intenzioni ma ora devo solo rimboccarmi le maniche e partire. Con questo sito ho<strong> voluto lanciarmi una sfida, spero che venga accolta calorosamente da tutti coloro che amano il gioco online</strong> e che possiate trovarvi bene tra le pagine del mio nuovo sito. </p>
<p>Anche se attualmente il sito è nella fase di beta testing, <strong>le iscrizioni sono gratuite e aperte a tutti</strong>! E allora, cosa aspettate: <strong>correte subito ad <a href="http://www.gamertagmatch.com/account/register.php">iscrivervi a GamerTagMatch</a></strong> e scegliete i vostri giochi preferiti per Xbox Live!
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</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2010/01/15/un-mio-nuovo-progetto-gamertagmatch-una-community-online-italiana-per-mettere-in-contatto-tra-loro-gli-utenti-xbox-live/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
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		<item>
		<title>Come visualizzare correttamente su tutti i browser il gadget per Google Friend Connect su Wordpress</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/o2hLAIXo4Gs/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2010/01/05/come-visualizzare-correttamente-su-tutti-i-browser-il-gadget-per-google-friend-connect-su-wordpress/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 22:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Plugin]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Web]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Wordpress]]></category>
		<category><![CDATA[google friend connect]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho deciso di inserire sul mio blog il widget per Google Friend Connect per provare il servizio di Google pensato per rendere i siti più sociali. Il vantaggio di usare Google Friend Connect è quello di creare una piccola community su cui far convergere i propri utenti (basta che abbiano un semplice account gmail) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho deciso di inserire sul mio blog il widget per <a href="http://www.google.com/friendconnect"><strong>Google Friend Connect</strong></a> per provare il <strong>servizio di Google pensato per rendere i siti più sociali</strong>. Il vantaggio di usare Google Friend Connect è quello di <strong>creare una piccola community su cui far convergere i propri utenti</strong> (basta che abbiano un semplice account gmail) e <strong>proporre, magari, domande agli utenti</strong> che decidono di entrare a far parte di Friend Connect, in modo da <strong>conoscere meglio i loro interessi</strong>, oppure <strong>scambiarsi messaggi privati tra i membri della stessa community</strong>.<br />
<a href="http://www.motoricerca.net/2009/11/05/google-friend-connect-personalizzabile/">Interessante</a> è anche la <strong>possibilità del proprietario del sito di inviare newsletter agli utenti che partecipano alla community, dividendole anche in base ai loro interessi</strong>. Tutte le informazioni raccolte possono anche essere esportate in formato JSON o XML. E&#8217; probabile che presto <strong>si integrerà con i flussi di informazioni di Google Wave</strong> in modo da alimentare automaticamente la community con nuove discussioni, ma quel che è certo è che uno degli aspetti non proprio secondari è quello di potersi <strong>integrare con Google AdSense in modo da poter visualizzare annunci pubblicitari che tengono conto sia dei contenuti del sito, che degli interessi personali espressi in precedenza dai singoli utenti</strong>.</p>
<h5>Come attivare Google Friend Connect</h5>
<p>Rispetto ai primi tempi in cui il servizio era attivo, <strong>ora non è più necessario scaricare e inserire nella root del proprio sito web i file <em>rpc_relay.html</em> e <em>canvas.html</em></strong> e l&#8217;attivazione è molto semplice. Infatti, <strong>dopo essersi loggati con il proprio account Google</strong> (che equivale al proprio account Gmail), sarà sufficiente accettare i &#8220;<em>Termini di servizio per gli sviluppatori di Friend Connect</em>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_1.jpg' alt='Google Friend Connect - 1' /></div>
<p>e verrete subito mandati ad una pagina in cui potrete <strong>inserire il nome e la url del vostro sito</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_2.jpg' alt='Google Friend Connect - 2' /></div>
<p>per poter attivare la vostra nuova community!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_3.jpg' alt='Google Friend Connect - 3' /></div>
<p>Bene, ora non resta altro che <strong>creare un gadget che permetta agli utenti del proprio sito di unirsi alla vostra nuova community</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_4.jpg' alt='Google Friend Connect - 4' /></div>
<p>La procedura è molto semplice e guidata</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_5.jpg' alt='Google Friend Connect - 5' /></div>
<p>e vi permetterà di creare del <strong>codice HTML del tipo</strong>:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<!-- Include the Google Friend Connect javascript library. -->
<script type="text/javascript" src="http://www.google.com/friendconnect/script/friendconnect.js"></script>
<!-- Define the div tag where the gadget will be inserted. -->
<div id="div-234567890123456789" style="width:276px;border:1px solid #cccccc;"></div>
<!-- Render the gadget into a div. -->
<script type="text/javascript">
var skin = {};
skin['BORDER_COLOR'] = '#cccccc';
skin['ENDCAP_BG_COLOR'] = '#e0ecff';
skin['ENDCAP_TEXT_COLOR'] = '#333333';
skin['ENDCAP_LINK_COLOR'] = '#0000cc';
skin['ALTERNATE_BG_COLOR'] = '#ffffff';
skin['CONTENT_BG_COLOR'] = '#ffffff';
skin['CONTENT_LINK_COLOR'] = '#0000cc';
skin['CONTENT_TEXT_COLOR'] = '#333333';
skin['CONTENT_SECONDARY_LINK_COLOR'] = '#7777cc';
skin['CONTENT_SECONDARY_TEXT_COLOR'] = '#666666';
skin['CONTENT_HEADLINE_COLOR'] = '#333333';
skin['NUMBER_ROWS'] = '4';
google.friendconnect.container.setParentUrl('/' /* location of rpc_relay.html and canvas.html */);
google.friendconnect.container.renderMembersGadget(
 { id: 'div-234567890123456789',
   site: '12345678901234567890' },
  skin);
</script>
</textarea>
<p>da <strong>inserire nella vostra sidebar</strong> (di solito corrisponde al file <strong>sidebar.php del vostro tema Wordpress</strong>). Se volete evitare di mettere mano al codice html, <strong>potete installare il seguente widget per Wordpress</strong>: <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/google-friendsconnect-widget/"><strong>Google Friends Connect Widget</strong></a>. Dopo averlo attivato dalla pagina dei plugin, nella pagina della Gestione Temi di Wordpress trovate la sezione Widget. Qui basterà spostare, con un semplice drag e drop, il widget interessato nella posizione desiderata</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_6.jpg' alt='Google Friend Connect - 6' /></div>
<p>e <strong>configurare correttamente il proprio &#8220;<em>site id</em>&#8220;</strong> (quello che nel codice html compare in fondo dopo &#8220;<em>site:</em>&#8220;)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_7.jpg' alt='Google Friend Connect - 7' /></div>
<h5>Problema di visualizzazione del gadget di Google Friend Connect</h5>
<p>In realtà tutto questo è in linea teorica, perché sia usando il widget per Wordpress, sia inserendo il codice html fornito dalla pagina di Google Friend Connect, questo è stato il risultato visualizzabile sui browser che uso solitamente sul mio Macbook Pro: <strong>Safari 4.0.4 e Firefox 3.5.6</strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_8.jpg' alt='Google Friend Connect - 8' /></div>
<p>Sembra, infatti che <strong>su alcuni browser il gadget di Google non venga visualizzato correttamente</strong> (da quanto <a href="http://www.google.com/support/forum/p/friendconnect/thread?tid=3e594f4a2cd2795a&#038;hl=en">leggo</a> sembra che Firefox avrebbe dovuto visualizzare correttamente il gadget ma probabilmente il browser testato era per Windows).<br />
<strong>Per rendere visibile il gadget su qualsiasi browser di qualsiasi sistema operativo è <a href="http://birdbra.in/2009/fix-empty-blue-google-friend-connect-gfc-bar-in-wordpress/">sufficiente</a> inserire il seguente codice html subito prima del tag di chiusura &lt;/body&gt;</strong> (e quindi, nel caso di un tema standard per Wordpress, troverete il tag richiesto <strong>nel file footer.php della cartella del vostro template</strong>) in moda da <strong>istruire il browser ad usare il parser Prototype JSON invece che quello Native JSON</strong>.</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<script>
window.JSON = {
parse: function(st){
return st.evalJSON();
},
stringify: function(obj){
return Object.toJSON(obj);
}
};
</script>
</textarea>
<p>e questo sarà il risultato!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_9.jpg' alt='Google Friend Connect - 9' /></div>
<p>Ora che finalmente è attiva la funzione di Friend Connect, cosa aspettate: <strong>cliccate sul pulsante “Login” che trovate nella colonna qui a lato ed entrerete anche a voi far parte della community di Levysoft!</strong>
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</div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Buon Natale a tutti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/pCTnz050D48/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/25/buon-natale-a-tutti-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 09:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente è arrivato il grande giorno atteso da tutti, grandi e piccini, e per l&#8217;occasione auguro a tutti quanti voi di passare un sereno e felice Natale!.

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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente è arrivato il grande giorno atteso da tutti, grandi e piccini, e per l&#8217;occasione auguro a tutti quanti voi di passare <strong>un sereno e felice Natale!</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2074_buonnatale.jpg' alt='Buon Natale' /></div>
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<div class="feedflare">
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</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/25/buon-natale-a-tutti-2/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Wordpress 2.9: supporto allo standard oEmbed</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/rzYvtvsCbGs/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/23/wordpress-2-9-supporto-allo-standard-oembed/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Web TV]]></category>
		<category><![CDATA[Wordpress]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.levysoft.it/?p=2073</guid>
		<description><![CDATA[Oggi ho upgradato il mio sito alla nuova versione 2.9 di Wordpress con la oramai classica operazione indolore di aggiornamento automatico (una vera manna dal cielo). Tra le novità rilevanti, troviamo la possibilità di aggiornare 10 plugin in un solo passaggio (invece di dover fare vari clic per ognuno di essi), un utile e veloce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho upgradato il mio sito alla nuova <strong>versione 2.9 di Wordpress</strong> con la oramai classica operazione indolore di aggiornamento automatico (una vera manna dal cielo). Tra le <a href="http://www.wordpress-it.it/2009/12/22/wordpress-2-9-in-italiano-carmen/">novità</a> rilevanti, troviamo la possibilità di <strong>aggiornare 10 plugin in un solo passaggio</strong> (invece di dover fare vari clic per ognuno di essi), un utile e veloce <strong>editor di immagini incorporato</strong> che permette di ritagliare, modificare, ruotare invertire e scalare le proprie immagini e la funzionalità di <strong>mettere in un ”cestino” i propri post cancellati</strong> (in modo da poterli recuperare in un secondo momento), eliminando anche i fastidiosi messaggi di conferma che apparivano ad ogni cancellazione.</p>
<p>Infine, cosa molto utile, è stata <strong>aggiunta la funzione di inclusione automatica dei video, semplicemente incollando la URL del video</strong> su una sola riga e magicamente questa verrà trasformata nel corretto codice di embed. I siti supportati sono: <strong>YouTube, Daily Motion, Blip.tv, Flickr, Hulu, Viddler, Qik, Revision3, Scribd, Google Video, Photobucket, PollDaddy e WordPress.tv</strong>.<br />
Per chi non lo sapesse, questa funzionalità è nota col nome di <a href="http://oembed.com/"><strong>oEmbed</strong></a>, il <strong>formato aperto di incorporamento automatico dei video</strong>. <a href="http://www.google.com/support/youtube/bin/answer.py?hl=it&#038;answer=164669">Infatti</a>, in genere è necessario copiare il codice per l&#8217;incorporamento di un video di YouTube dal video stesso e incollarlo nel proprio sito web/blog. Se il sito web supporta <a href="http://www.oembed.com/">oEmbed</a>, però, è possibile incollare l&#8217;URL del video anziché l&#8217;intero codice per l&#8217;incorporamento. Il video verrà comunque visualizzato come incorporato nella pagina.<br />
Quindi, se prima occorreva scrivere il seguente codice per visualizzare un video sul proprio sito:</p>
<p><code>&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/watch?v=HEheh1BH34Q" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; 
</code></p>
<p>ora, con oEmbed è possibile semplicemente incollare l&#8217;URL del video nel proprio blog:</p>
<p><code>
http://www.youtube.com/watch?v=HEheh1BH34Q
</code></p>
<p>Come vedete, <strong>oltre a risparmiare codice html, ne risente positivamente la pulizia del codice</strong>.</p>
<p>Per testare questa nuova funzionalità offerta da Wordpress 2.9, <a href="http://noneun.tumblr.com/post/295052275">eccovi</a> un video<strong> affascinante che ci fa capire quanto siamo piccoli nell&#8217;universo</strong> (da mettere i brividi):</p>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2073&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2073" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/23/wordpress-2-9-supporto-allo-standard-oembed/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Play Boy, Play UBI: come ottenere un buono sconto di 50 euro da spendere presso MediaWorld o Saturn</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/pZdFFn-AMjM/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/14/play-boy-play-ubi-come-ottenere-un-buono-sconto-di-50-euro-da-spendere-presso-mediaworld-o-saturn/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 13:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
		<category><![CDATA[buzzparadise]]></category>
		<category><![CDATA[mediaworld]]></category>
		<category><![CDATA[postepay]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[ubibanca]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è un post sponsorizzato: è la prima volta che ne scrivo uno ma volevo provare anche questa possibilità, soprattutto perché il messaggio di fondo credo possa interessare in molti.

Sto parlando della promozione Play Boy, Play UBI, portata avanti da UBI BANCA (un consorzio di banche che unisce otto istituti bancari italiani) e rivolta solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo è un post sponsorizzato: è la prima volta che ne scrivo uno ma volevo provare anche questa possibilità, soprattutto perché il messaggio di fondo credo possa interessare in molti.<br />
</em></p>
<p>Sto parlando della promozione <a href="http://www.playubi.ubibanca.com/"><strong>Play Boy, Play UBI</strong></a>, portata avanti da <a href="http://www.ubibanca.it/"><strong>UBI BANCA</strong></a> (un consorzio di banche che unisce otto istituti bancari italiani) e rivolta solo ai giovani con un <strong>età compresa tra i 14 ed i 29 anni</strong>, offrendo loro un <strong>buono sconto da 50 euro</strong> (sotto forma di <strong>gift card</strong> con codice a 16 cifre) per acquistare un <strong>lettore multimediale</strong> (es. iPod Touch), una <strong>console giochi</strong> o relativi accessori, presso tutti i punti vendita <strong>Saturn</strong> e <strong>Media World</strong> in Italia (ma anche direttamente sul sito <a href="http://compraonline.mediaworld.it/webapp/wcs/stores/servlet/StoreCatalogDisplay?storeId=20000&#038;catalogId=20000&#038;langId=-1">Mediaworld Compra Online</a>) se si decide di prendere una <strong>carta prepagata</strong> gratuita <strong>UBI BANCA</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2071_playboy_playubi_spot.jpg' alt='Play Boy, Play UBI' /></div>
<p>I <strong>vantaggi di questa offerta</strong> sono innumerevoli: oltre al fatto di disporre di un buono sconto che, sotto il periodo di Natale, non fa mai male, è possibile <strong>ricevere un ulteriore buono di 20 euro</strong> (anch’esso spendibile presso le catene di elettronica già citate), se si presenta un proprio amico non Cliente. Inoltre la carta prepagata Play Ubi è <strong>totalmente gratuita e senza spese di ricarica</strong> per i 3 anni di durata della carta, e, se ci si mette pure il fatto che <strong>non serve aprire alcun conto corrente</strong> (né presso UBI Banca ne presso altri istituti finanziari) e che <strong>non è richiesto alcun deposito iniziale</strong> (ne tantomeno obblighi di ricarica periodica), allora posso a ragione affermare che <strong>la nuova iniziativa di UBI Banca non sia da lasciarsi scappare</strong> (peccato che io abbia poco più di 29 anni altrimenti avrei aderito volentieri).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2071_playboy_playubi_spot_2.jpg' alt='Play Boy, Play UBI' /></div>
<p>Io <strong>attualmente uso una Postepay per le mie spese su internet</strong>, in quanto l&#8217;uso di una carta di credito prepagata mi offre una maggiore sicurezza durante le transizioni commerciali, in quanto l&#8217;eventualità di una sottrazione del codice mette a rischio solo gli importi caricati (di solito molto bassi). <strong>L&#8217;unico inconveniente che trovo nella Postepay è che (oltre ad avere un piccolo costo di attivazione), ad ogni ricarica devo sempre pagare un 1 euro</strong> e siccome il principio con cui io uso una carta prepagata è quello di mettere nel borsellino elettronico il giusto quantitativo di denaro per effettuare una transazione, è evidente che in questo modo, a fronte di una maggiore sicurezza, ho anche una maggiore spesa nel corso dell&#8217;anno. E&#8217; per questo che <strong>sto iniziando a valutare la carta Play UBI anche da questo punto di vista, dato che non ha spese di attivazione e tutte le ricariche sono totalmente gratuite</strong>.</p>
<p>C&#8217;è da dire, però che <a href="http://www.cristianofino.net/post/Con-la-carta-prepagata-gratuita-Play-UBI-in-omaggio-buoni-sconto-fino-a-70-euro-presso-Media-World-o-Saturn.aspx">girando</a> un po&#8217; su internet ho <a href="http://www.dreamsworld.it/emanuele/2009-11-26/play-boy-play-ubi/">letto</a> che, almeno a detta dei primi utilizzatori (per cui sono informazioni di seconda mano magari da verificare direttamente con la banca), questa carta prepagata non può essere utilizzata con servizi come Paypal e, inoltre, sembra che la carta rimanga totalmente gratuita solo se il saldo trimestrale non supera i 77,47€, altrimenti si paga l&#8217;imposta di bollo di 1,81€. Ma la sostanza comunque non cambia: <strong>l&#8217;offerta a me pare comunque buona</strong>.</p>
<p>Per cui se vi interessa avere a costo zero una carta prepagata e magari anche un buono di 70 euro (50€+20€) per i vostri regali tecnologici natalizi, ricordatevi solo che <strong>l’offerta scade l’8 Gennaio 2010</strong> e, siccome non la si può attivare online, ma solo recandosi in una filiale, <a href="http://www.ubibanca.com/cerca-filiale">qui</a> trovate l&#8217;elenco delle filiali UBI Banca.</p>
<p><script type="text/javascript">bpxt_ig="ligne01_03.gif";bpxt_ib=12520;bpxt_ic = "95";</script><script src="http://stats.buzzparadise.com/MarkerBlg/7a8d3a1d-74a9-494a-b853-84aaefb7751a/12520/BpJsUser.js" type="text/javascript"></script></p>
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</div>]]></content:encoded>
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		<feedburner:origLink>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/14/play-boy-play-ubi-come-ottenere-un-buono-sconto-di-50-euro-da-spendere-presso-mediaworld-o-saturn/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Come disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent installato silenziosamente dal nuovo Google Chrome per Mac OS X</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/uOscIt5l4R8/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/10/come-disinstallare-googlesoftwareupdateagent-installato-silenziosamente-dal-nuovo-google-chrome-per-mac-os-x/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 22:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[chrome]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>

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		<description><![CDATA[Come per ogni prodotto Google per Mac OS X, da Picasa a Google Earth, anche l&#8217;attesissimo Google Chrome per la piattaforma della mela morsicata, installa silenziosamente il GoogleSoftwareUpdateAgent (prontamente segnalato dall&#8217;ottimo firewall LittleSnitch) nella cartella Library della propria Home Directory.
Francamente avere qualcosa che gira in background nel mio sistema (anche se magari si attiva solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come per ogni prodotto Google per Mac OS X, da <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/01/07/come-disinstallare-il-nuovo-picasa-3-per-mac-os-x/">Picasa</a> a Google Earth, anche l&#8217;attesissimo <a href="http://www.google.com/chrome/?hl=it">Google Chrome</a> per la piattaforma della mela morsicata, <strong>installa silenziosamente</strong> il <strong><strong>GoogleSoftwareUpdateAgent</strong></strong> (prontamente segnalato dall&#8217;ottimo firewall <a href="http://www.obdev.at/products/littlesnitch/index.html">LittleSnitch</a>) nella <strong>cartella Library della propria Home Directory</strong>.</p>
<p>Francamente avere qualcosa che gira in background nel mio sistema (anche se magari si attiva solo all&#8217;avvio della macchina)  che non reputo essenziale (<strong>la presenza di nuovi aggiornamenti di Chrome si può benissimo verificare dal browser stesso</strong>, mentre <strong>GoogleSoftwareUpdateAgent si occupa più che altro degli aggiornamenti di componenti e plugin come Google Gears</strong>) e, perdippiù,  che è stato <strong>installato senza alcun avviso</strong> (probabilmente è stato lo stesso browser ad installarlo poiché l&#8217;installazione di Chrome è avvenuto col classico drag &#038; drop della app nella cartella Applicazioni), è una cosa che non mi piace avere. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent' /></div>
<p>Se anche voi siete della mia stessa idea, allora dovete sapere che <strong>per disinstallare GoogleSoftwareUpdateAgent</strong> <a href="http://fabforce.eu/z/blog/?postid=75">basterà</a> <strong>lanciare questo comando dal Terminale</strong>:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/GoogleSoftwareUpdate.bundle/Contents/Resources/GoogleSoftwareUpdateAgent.app/Contents/Resources/install.py --uninstall
</textarea>
<p>che altro non farà che <strong>cancellare il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle</strong> dalla directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/.</p>
<p>Infatti, questa è la situazione prima:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_1.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 1' /></div>
<p>e questa dopo aver lanciato il comando da Terminale:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_2.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 2' /></div>
<p>Questo per Google Chrome: pare però che<strong> altri applicativi Google installino i propri componenti sotto la root invece che nella home directory dell&#8217;utente</strong>. In questo caso, sarà sufficiente lanciare il seguente comando con i privilegi da amministratore:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
sudo /Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/GoogleSoftwareUpdate.bundle/Contents/Resources/GoogleSoftwareUpdateAgent.app/Contents/Resources/install.py --uninstall
</textarea>
<p>Ma <strong>il problema non è ancora risolto</strong>, in quanto <strong>Google Chrome reinstalla l&#8217;update engine ad ogni avvio dell&#8217;applicativo e la prossima volta che avvierete il vostro Mac</strong> (attenzione: dalle mie prove pare che GoogleSoftwareUpdateAgent parte solo una volta al giorno al primo riavvio di sistema) <strong>verrà ricreato il file risorsa GoogleSoftwareUpdate.bundle</strong>!<br />
Quindi, se volete prevenire altri &#8220;incidenti&#8221; di questo tipo, dovremo seguire questa altra semplice <a href="http://blog.raamdev.com/2008/12/19/howto-remove-google-software-update-on-mac-os-x">procedura</a> per non far ricreare più GoogleSoftwareUpdate engine.<br />
In pratica, occorre cancellare la directory ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate/ e al posto suo <strong>creare un file</strong> (in unix un file e una directory sono la stessa cosa) con lo stesso nome (GoogleSoftwareUpdate)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_3.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 3' /></div>
<p>e dargli i <strong>diritti di root</strong>, </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2070_googlesoftwareupdateagent_4.jpg' alt='GoogleSoftwareUpdateAgent - 4' /></div>
<p>in modo che <strong>la prossima volta che si riapre Google Chrome</strong> (ma anche Google Earth), questi saranno impossibilitati nel ricreare la cartella.</p>
<p>Ecco i comandi da <strong>lanciare sempre nel Terminale, nel caso di engine installato nella home directory dell&#8217;utente</strong> (se fosse presente anche nea root basterà semplicemente avere cura di modificare il percorso dei file):</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
touch ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
sudo chown root ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
sudo chmod 644 ~/Library/Google/GoogleSoftwareUpdate
</textarea>
<p>Ora potete finalmente godervi il vostro nuovo browser sul vostro Mac!
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2070&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2070" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/10/come-disinstallare-googlesoftwareupdateagent-installato-silenziosamente-dal-nuovo-google-chrome-per-mac-os-x/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/10/come-disinstallare-googlesoftwareupdateagent-installato-silenziosamente-dal-nuovo-google-chrome-per-mac-os-x/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Disponibili 23 Inviti per la beta pubblica di Google Wave</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/yvHs2-nV7f8/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/09/disponibili-23-inviti-per-la-beta-pubblica-di-google-wave/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[google wave]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.levysoft.it/?p=2069</guid>
		<description><![CDATA[ Lo so, non è molto originale, la blogosfera oramai pullula di post che regalano inviti per la beta pubblica Google Wave. Ma, dopo la prima manciata di amici che ancora non avevano ricevuto un invito a provare Google Wave, ho ritenuto giusto regalare i restanti ai primi 23 affezionati lettori di Levysoft! Per cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2069_inviti_google_wave.jpg' alt='23 Inviti per la beta pubblica di Google Wave' /> Lo so, non è molto originale, la blogosfera oramai pullula di post che regalano inviti per la beta pubblica <a href="http://wave.google.com/"><strong>Google Wave</strong></a>. Ma, dopo la prima manciata di amici che ancora non avevano ricevuto un invito a provare Google Wave, ho ritenuto giusto <strong>regalare i restanti ai primi 23 affezionati lettori di Levysoft</strong>! Per cui affrettatevi: <strong>lasciate il vostro commento in calce a questo articolo e presto vi arriverà un invito</strong> <img src='http://www.levysoft.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per chi non lo sapesse ancora, <a href="http://wave.google.com/">Google Wave</a> è <strong>l&#8217;innovativo strumento personale di comunicazione e collaborazione</strong> messo a punto dall&#8217;azienda di Mountain View e considerato, da molti, il futuro della comunicazione online:</p>
<p>Si tratta di una applicazione web, di una piattaforma e di un protocollo di comunicazione pensato per riunire email, messaggistica istantanea, wiki e social network. È <strong>fortemente orientato alla collaborazione real-time</strong>, supportato da estensioni che possono fornire, ad esempio, un solido controllo ortografico e grammaticale, la traduzione automatica tra 40 diverse lingue, e diverse altre estensioni. Basato sul <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Extensible_Messaging_and_Presence_Protocol">protocollo XMPP</a></strong>, per far sì che chiunque possa costruire un client o un server, il suo obiettivo è quello <strong>integrare il flusso di informazione, che va a generarsi dalle nostre conversazioni, in un unica piattaforma</strong>.</p>
<p>Grazie a Google Wave è possibile permettere la <strong>comunicazione e collaborazione in tempo reale tra più persone</strong> (gli utenti potranno scambiarsi testi, immagini, video, musica e conversare, in real time) con la <strong>possibilità di &#8220;riavvolgere&#8221; la conversazione e vedere quello che è stato discusso nei giorni precedenti</strong>.</p>
<p>Per una sintesi delle <strong>15 caratteristiche principali di Google Wave</strong>, vi rimando a questo filmato:</p>
<div align="center">
<object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xBzuuWZPaXc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/xBzuuWZPaXc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></div>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Google_Wave">cosa</a> che forse non tutti sanno e che da appassionato di serie di fantascienza mi ha fatto davvero piacere, è che il <strong>curioso nome è ispirato alla serie televisiva Firefly dove il nome Wave indica una comunicazione elettronica</strong> (spesso riferita a una chiamata o a un messaggio video). Infatti, durante la fase di sviluppo sono stati numerosi i riferimenti a questa serie.</p>
<p><strong>UPDATE</strong>: Inviti terminati il 15 dicembre 2009, ma non appena Google me ne concederà altri, sarò ben lieto di distribuirne un altro po’.
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		<title>Niiu: il primo quotidiano personalizzato d’Europa</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ In tempi in cui c&#8217;è una evidente crisi internazionale della stampa stampata a tutto favore dell&#8217;informazione online e di crisi del ruolo del giornalista confrontato continuamente con quello del blogger, c&#8217;è anche chi ama azzardare e andare controcorrente puntando tutto sulla pagina scritta, ma lo fa in maniera originale.
La sua redazione è in Germania [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2067_niiu_logo.gif' alt='Niiu' /> In tempi in cui c&#8217;è una evidente <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/24/la-crisi-della-carta-stampata-in-futuro-pagheremo-5-centesimi-ad-articolo-per-poter-leggere-le-notizie-dei-giornali-online/"><strong>crisi internazionale della stampa stampata</strong></a> a tutto favore dell&#8217;informazione online e di crisi del <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/09/24/perche-equiparare-la-blogosfera-con-le-testate-giornalistiche-tradizionali-riflessioni-sul-fact-checking-e-il-blog-power/">ruolo del giornalista confrontato continuamente con quello del blogger</a>, c&#8217;è anche chi ama azzardare e andare controcorrente puntando tutto sulla pagina scritta, ma lo fa in maniera originale.</p>
<p>La sua redazione è in Germania e la testata giornalistica, nata il <strong>16 ottobre 2009</strong> dall&#8217;idea di due studenti berlinesi di 23 e 27 anni, Wanja Soren Oberhof e Hendrik Tiedemanne, si chiama <a href="http://www.niiu.de/"><strong>Niiu</strong></a> ed ha la prerogativa, sinora unica, di <strong>allineare l&#8217;informazione ai gusti di ogni singolo lettore, recapitando a casa di ciascuno una edizione personalizzata del giornale</strong>, scegliendo gli articoli su una <strong>selezione di testate locali, nazionali e internazionali, web compreso</strong>. Il costo sarà di 1,20€ per gli studenti e di 1,80€ per gli altri (per dare un metro di paragone, un giornale di stampo classico come Bild costa 0,60€, mentre il Tagesspiegel costa 0.95€).</p>
<h5>Un esempio d&#8217;oltreoceano</h5>
<p>Questa <strong>inaspettata sinergia tra carta stampata e web</strong>, l&#8217;abbiamo già ritrovata, se <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/12/negli-usa-the-printed-blog-un-quotidiano-gratuito-fara-da-aggregatore-dei-migliori-contenuti-pubblicati-dai-blog-come-e-la-situazione-in-italia/">ricordate</a>, ad inizio di quest&#8217;anno, quando negli USA è nato <a href="http://www.theprintedblog.com/"><strong>The Printed Blog</strong></a>, un <strong>giornale gratuito stampato su carta</strong> (<strong>sei pagine a colori</strong> confezionate da una redazione ridotta all’osso), distribuito nelle principali città americane (Chicago, San Francisco, New York), che in grado di <strong>aggregare i migliori contenuti locali pubblicati online su blog e social network</strong>, secondo il classico modello del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing">crowdsourcing</a>.</p>
<h5>La rivoluzione di Niiu</h5>
<p>Ma a differenza di The Printed Blog, <strong>è stata messa in atto una altra piccola rivoluzione che trasforma il lettore, passivo per natura, in un particolare editore, con un ruolo attivo di merge delle informazioni</strong>. Concepito per <strong>attirare i giovani alla lettura dei quotidiani</strong>, il <strong>concetto editoriale</strong> su cui Niiu si basa è altamente <strong>innovativo</strong>, poiché <strong>ciascun lettore potrà costruirsi il proprio Niiu</strong>, in base alle <strong>preferenze segnalate in fase di sottoscrizione</strong> sul sito web del giornale, ed è in grado di <strong>integrare gli articoli tradizionali</strong> (di testate giornalistiche classiche) con <strong>contenuti provenienti da blog, reti sociali e RSS feed</strong>, magari condito con giochi, andamento delle azioni in borsa e meteo della propria città, il tutto stampato in versione individuale su carta, <strong>con una foliazione diversificata, da 8 a 60 pagine</strong>, a scelta dei lettori (anche in base al giorno: per esempio otto pagine il lunedì, ma 60 pagine il venerdì). Gli articoli, in <strong>lingua inglese e tedesca</strong>, possono essere <strong>scelti da circa 500 testate</strong> con cui sarebbero stati stretti degli accordi.</p>
<h5>Le aspettative</h5>
<p>Secondo la tesi dei loro ideatori, molti giovani ‘’<em>sono stanchi di informarsi su internet e sono pronti a pagare per un giornale di loro gradimento</em>’’. L’ obbiettivo è quello di raggiungere il <strong>traguardo delle 5.000 copie in sei mesi a Berlino</strong> e il vantaggio, oltre che per la nuova generazione di lettori, sarà anche per <strong>gli inserzionisti</strong> perché <strong>avranno il vantaggio unico di fare pubblicità estremamente mirata e toccare dei segmenti di consumatori molto precisi</strong>.</p>
<p>Ora non resta che rimanere in attesa e vedere se questo esperimento avrà successo e magari chissà se anche noi potremo usufruire di questo nuovo modello di informazione.
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		<title>Get Lyrical: scaricare automaticamente i testi delle canzoni della vostra libreria iTunes su Mac OS X</title>
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		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/11/20/get-lyrical-scaricare-automaticamente-i-testi-delle-canzoni-della-vostra-libreria-itunes-su-mac-os-x/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 11:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa estate, uno dei migliori widget per la Dashboard di Mac OS X, Harmonic 2.3, per la ricerca e il salvataggio automatico dei testi delle canzoni che di volta in volta si ascoltava su iTunes, aveva smesso di funzionare perché il servizio su cui si appoggiava, LyricWiki, un efficiente archivio collaborativo di tipo wiki dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa estate, uno dei migliori widget per la Dashboard di Mac OS X, <strong>Harmonic 2.3</strong>, per la ricerca e il salvataggio automatico dei testi delle canzoni che di volta in volta si ascoltava su iTunes, <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/08/04/lyricwiki-si-piega-alle-major-delle-case-discografiche-e-disattiva-le-api-per-scaricare-in-automatico-i-testi-delle-canzoni/">aveva smesso di funzionare</a> perché il servizio su cui si appoggiava, <a href="http://lyrics.wikia.com/Main_Page"><strong>LyricWiki</strong></a>, un <strong>efficiente archivio collaborativo di tipo wiki dei testi delle canzoni</strong>, non metteva più a disposizione le API per la ricerca delle lyrics <a href="http://groups.google.com/group/lyricwiki-api/browse_thread/thread/733ccd919d654040">in quanto</a> non era stato più possibile rinnovare gli accordi di licenza con i più grandi editori dell’industria musicale. Insomma un&#8217;altra vittima della continua guerra delle major discografiche.</p>
<p>Purtroppo il mancato funzionamento di Harmonic, rendeva di fatto inutile la <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/05/02/come-trovare-in-automatico-le-lyrics-di-tutte-le-canzoni-presenti-nella-vostra-libreria-itunes-e-sincronizzarle-col-vostro-ipod/">procedura</a> che avevo scritto qualche tempo fa, su come <strong>automatizzare il processo di ricerca di tutti i testi delle canzoni della nostra libreria iTunes</strong>, sfruttando l&#8217;azione combinata del widget <a href="http://mindquirk.com/apps/harmonic/">Harmonic</a> e dell&#8217;applescript per iTunes, <a href="http://dougscripts.com/itunes/scripts/scripts02.php?page=1#needledrop">Needle Drop</a>.</p>
<h5>Get Lyrical</h5>
<p>Nonostante il progetto di <strong>Harmonic</strong>, per cercare di farlo riprendere vita, sia stato <strong>recentemente reso Open Source</strong> e <a href="http://github.com/supapuerco/harmonic">ospitato su GitHub</a>, purtroppo, al momento in cui scrivo, ancora non risulta funzionante. E&#8217; per questo che mi sono messo alla ricerca di una valida alternativa e sono approdato su un ottimo software per Mac OS X: <a href="http://shullian.com/get_lyrical.php"><strong>Get Lyrical</strong></a>. Giunto recentemente alla <strong>versione 3.4 con la localizzazione in italiano</strong>, è una <strong>applicazione gratuita per Leopard e Snow Leopard</strong> de La Shullian Productions che, come Harmonic, permette di aggiungere i testi alle canzoni della vostra libreria iTunes (e salvandoli nel relativo tag dei vostri file mp3) prendendoli sempre dal sito <a href="http://lyrics.wikia.com/Main_Page">LyricWiki</a>, ma senza sfruttare le API bensì, semplicemente, con uno scraping dei dati dal sito (almeno è quello che presumo io dato che le API sono stati disabilitate).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2066_getlyrical.jpg' alt='Get Lyrical' /></div>
<p>Sicuramente <strong>Get Lyrical è una soluzione migliore di quella Harmonic + Needle Drop</strong>, in quanto è un semplice applicativo che si occupa tutto lui di scansionare i file. Infatti, è <strong>possibile scaricare i testi facendo riferimento ad una selezione di canzoni fatta su iTunes (quindi se volete far partire la scansione su tutti i brani della vostra libreria, non dovete far altro che selezionarli tutti) oppure semplicemente al brano corrente</strong>, mentre se si attiva la modalità &#8220;<strong>Active Tagging</strong>&#8221; il programma <strong>rimane sempre attivo per scaricare automaticamente tutti i testi delle canzoni in riproduzione su iTunes</strong>. Se poi, non è stato possibile scaricare i testi di alcune canzoni, premendo il pulsante <strong>Show Untagged</strong> vi verrà mostrata una <strong>playlist su iTunes che raccoglierà tutti i brani senza lyrics</strong> i cui testi potranno essere <strong>ricercati manualmente su Google</strong> (una funzione che forse mi manca di Harmonic, è un tasto per aprire direttamente il browser con la la chiave di ricerca impostata già su Google)</p>
<p>Ovviamente <strong>tutti i testi scaricati  saranno visualizzati, dopo la sincronizzazione dei brani, anche sul nostro iPhone/iPod Touch</strong>.</p>
<p>Come accade per tutti i programmi di ricerca testi, Get Lyrical, <strong>lavora bene solo se i tag dei file mp3 relativi al titolo della canzone e all’autore sono corretti e completi</strong>. Dalle prove da me effettuate, un buon 90% dei brani veniva riconosciuto, un po&#8217; come su Harmonic (ed era logico dato che la fonte dei dati è la stessa), ma <strong>ha dalla sua una semplicità, un eleganza e una interfaccia minimale senza eguali che lo rendono di diritto uno dei programmi migliori</strong>, per il mondo Mac, nella ricerca automatica delle lyrics importate su iTunes.
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		<title>TeamViewer: alternativa a VNC per remotizzare il PC di casa dal lavoro senza nessuna configurazione e superando anche i firewall più potenti</title>
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		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/11/04/teamviewer-alternativa-a-vnc-per-remotizzare-il-pc-di-casa-dal-lavoro-senza-nessuna-configurazione-e-superando-anche-i-firewall-piu-potenti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 12:07:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[Sinora, per controllare e amministrare il proprio computer a distanza, accedendo ai vari servizi disponibili su di esso, ho sempre puntato a servizi come VNC (con le sue varianti RealVNC, UltraVNC, TightVNC), il software di controllo remoto per eccellenza, o in caso di presenza di Windows XP Pro, al più performante (almeno nelle intranet) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sinora, per <strong>controllare e amministrare il proprio computer a distanza</strong>, accedendo ai vari servizi disponibili su di esso, ho sempre <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/10/06/tips-mac-vnc-client-e-server-integrati-in-mac-os-x-leopard-e-mocha-vnc-per-iphoneipod-touch/">puntato</a> a servizi come <strong>VNC</strong> (con le sue varianti <a href="http://www.realvnc.com/">RealVNC</a>, <a href="http://www.uvnc.com/">UltraVNC</a>, <a href="http://www.tightvnc.com/">TightVNC</a>), il software di controllo remoto per eccellenza, o in caso di presenza di Windows XP Pro, al più performante (almeno nelle intranet) e reattivo <strong>protocollo RDP</strong>, con il suo <a href="http://www.microsoft.com/italy/products/mac/products/remote-desktop/default.mspx"><strong>Remote Desktop Connection</strong></a> di Microsoft. Se però questo genere di soluzione risulta essere ottimale nelle LAN (casalinghe o aziendali che siano) <strong>i primi problemi si pongono quando si vuole remotizzare una macchina da una postazione che non risiede nella stessa rete</strong>. Il caso più tipico è quello di voler <strong>remotizzare dalla propria postazione lavorativa il proprio PC di casa</strong>, magari anche solo per leggere la posta o per recuperare quella relazione importante che ci si è dimenticati di portarsi al lavoro.</p>
<h5>Lo svantaggio di passare tra i router</h5>
<p>Infatti, tutte queste tecniche hanno un grosso <strong>svantaggio</strong>: necessitano la <strong>configurazione di un router che deve essere istruito per instradare il traffico verso la macchina da controllare</strong>. Se questo risulta essere uno svantaggio per i neofiti delle rete (con qualche guida su internet è comunque facile superare il problema), risulta un problema insormontabile se si dispone anche di un router con un firmware vecchio o buggato (o semplicemente bloccato come molti di quelli che fornisce Alice ADSL) che non permettono il NAT delle porte (tipicamente il port forwarding di 5800 e 5900). Per finire, dato che solitamente al PC viene assegnato un indirizzo IP pubblico dinamico, occorrerà usare servizi come quelli offerti da <a href="http://www.no-ip.com">No-Ip</a> (o lo storico <a href="http://www.dyndns.com/">DynDNS</a>) in modo da avere <strong>associato ad un dominio di terzo livello come xxx.no-ip.com il vostro ip dinamico</strong>, con lo scopo di avere uno pesudo &#8220;ip&#8221; statico a cui far puntare il nostro client VNC. Insomma, ricapitolando, occorre almeno installare due software (<em>VNC per la remotizzazione</em> e <em>No-IpDUC per risolvere un indirizzo ip dinamico con un dominio di terzo livello</em>) e quindi configurare correttamente le porte sul router/firewall.</p>
<p>Se non avessi avuto problemi con il mio router sicuramente avrei adottato la <strong>soluzione VNC/NO-IP</strong> ma dopo vari giorni di prove avevo finalmente capito che esisteva un particolare bug nel firmware del mio router (e mai patchato) che mi impediva di procedere con questa tecnica, laboriosa ma al contempo consolidata.</p>
<h5>EchoVNC</h5>
<p>In realtà, <strong>esistono anche altri sistemi in grado di saltare il filtro di qualsiasi router o firewall</strong>.  Uno tra questi è il <strong>progetto opensource EchoVNC</strong> (basato sulle DLL opensource <strong>echoWare</strong>) in grado di <strong>garantire l&#8217;uso del software di controllo remoto VNC anche tra macchine protette da un firewall</strong>. In pratica, grazie ad EchoVNC è possibile raggiungere a distanza un pc anche attraverso internet <strong>senza dover configurare il reindirizzamento di porte sul router o di creare eccezioni sul firewall</strong>. Ma da quanto ho potuto <a href="http://www.hwupgrade.it/forum/archive/index.php/t-1805912.html">leggere</a>, <strong>per usare EchoVNC è necessario disporre di un &#8220;echoserver&#8221; che funge da nodo per le connessioni tra viewer e server</strong>. L&#8217;echoserver altro non è che un programmino di pochi kb che si mette in ascolto su una porta (occorre però fare in modo che sia raggiungibile dall&#8217;esterno e quindi aprire le corrispondenti porte sul router/firewall). Ma il vantaggio è che <strong>è possibile installarlo dove si vuole: sul pc che si usi per connettersi al server, sul server stesso che deve essere raggiunto oppure su un terzo pc</strong>.</p>
<p>Se è vero questa soluzione è definita <strong>Firewall Friendly</strong>, poiché anche se necessita comunque di una configurazione sul Router/Firewall (l&#8217;unica cosa che deve essere vista da internet è l&#8217;echoserver), questa, però, può essere fatta su qualsiasi macchina che è collegata ad una rete su cui si ha il controllo, <strong>nel mio caso questa soluzione era inadeguata in quanto ho il router bloccato e la rete aziendale da cui solitamente accedo ha delle policy molto restrittive</strong>. Inoltre, <strong>mentre il server ed il viewer sono free </strong>(licenza GPL) <strong>l&#8217;echoserver è soggetto a limitazioni (10 minuti per connessione) </strong>se non si fa la registrazione (50$ per avere utilizzo illimitato ed a vita in ambiente non commerciale). Inoltre, uno svantaggio da non sottovalutare è che <strong>la soluzione con EchoVNC risulta essere piuttosto lenta poiché di fatto le connessioni viaggiano alla velocità di upload dove si è installato l&#8217;echoserver</strong> (e di solito <strong>in ambito home, l&#8217;upload è sempre carente</strong>).</p>
<h5>TeamViewer</h5>
<p>Fortunatamente, ho scoperto che esiste anche una <strong>alternativa semplice e veloce al classico VNC e all&#8217;evoluto EchoVNC</strong>: si chiama <a href="http://www.teamviewer.com/it/index.aspx"><strong>TeamViewer</strong></a> e sono rimasto davvero <strong>sbalordito dalla sua facilità di utilizzo e dalle sue prestazioni</strong>. In realtà Teamviewer è analogo a EchoVNC (poiché di fatto ne ricalca l&#8217;architettura di base) ma ha dalla sua una <strong>semplicità disarmante</strong> (riesce a <strong>collegarsi anche a computer che si trovano dietro i firewall più potenti</strong>) e il fatto di essere <strong>completamente gratuito per gli usi non commerciali</strong>. Il produttore dichiara che il programma <strong>utilizza un algoritmo di protezione a 256 bit per lo scambio dei dati</strong>, il che rende le connessioni piuttosto sicure. Per finire Teamviewer è <strong>disponibile sia per la piattaforma Windows che per quella Mac OS X</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2065_teamviewer_startscreen.jpg' alt='TeamViewer Start Screen' /></div>
<p>Il programma server è <strong>molto leggero e gira tranquillamente su pc datati o sottodimensionati</strong> (come può essere un computer della <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/17/asus-eee-box-b202-e-nato-il-rivale-low-cost-del-mac-mini-piccolo-come-un-libro-silenzioso-ma-non-supporta-i-filmati-hd-e-non-ha-drive-ottico/">serie Asus EeeBox</a>) e <strong>funziona anche senza usare un account con privilegi di Amministratore</strong>. La versione Free <a href="http://www.teamviewer.com/it/licensing/index.aspx">permette</a> di gestire una sessione alla volta (più che sufficienti per i miei scopi) e visualizza un popup ad ogni collegamento che vi avverte che state usando una versione non per usi commerciali (niente di fastidioso).</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2065_teamviewer_popup.jpg' alt='TeamViewer Popup' /></div>
<p>In ogni caso, <strong>tutte le versioni TeamViewer consentono il trasferimento completo dei dati</strong>, vale a dire intere cartelle e strutture di directory (sembra che per aumentare la velocità, tutti i file vengano automaticamente compressi prima della trasmissione). </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2065_teamviewer_filetransfer.gif' alt='TeamViewer File Transfer' /></div>
<p>Infine, <strong>richiede una larghezza di banda di appena 8 KB/s nella Qualità Standard</strong> di visualizzazione del desktop remoto!</p>
<p>La prima volta che si lancia TeamViewer, <strong>verrà generato un identificativo numerico (ID) di 9 cifre</strong> (univoco per macchina e che resterà sempre lo stesso) <strong>e una password che cambia ogni volta che si riavvia il programma</strong> da comunicare alla persona che deve prendere il controllo remoto. Ho letto che il fatto che la password cambi ad ogni avvio, ha un po&#8217; spiazzato molti utilizzatori perché, sebbene si possa <strong>settare il programma in modo che parta ad ogni avvio di Windows</strong>, se il codice di accesso cambia ogni volta è necessario che qualcuno stia li a leggere la nuova password per permettere l&#8217;accesso da remoto. In realtà, <strong>è sufficiente che si entri nelle preferenze del programma ed è possibile impostare una password statica anziché dinamica</strong>, ed il gioco è fatto!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2065_teamviewer_opzioni.jpg' alt='TeamViewer Opzioni Password' /></div>
<p>Infine, cosa non da poco (alcune versioni di VNC infatti non lo gestiscono) <strong>prevede la funzione di copia e incolla tra il server e client</strong>.</p>
<p>L&#8217;unico dubbio che inizialmente mi sono posto era se fosse <strong>sicuro passare per un server di terze parti privato: ma se è vero che il programma utilizza un algoritmo di protezione a 256 bit</strong> per lo scambio dei dati, allora <strong>non ci dovrebbero essere problemi per la propria privacy</strong>. Invece, l&#8217;indubbio vantaggio di usare un server proprietario è che, <strong>a differenza della architettura offerta da EchoVNC, qui abbiamo un server centrale (che ovviamente non è un semplice PC) che non costituisce alcun collo di bottiglia per l&#8217;upload dal server</strong>, il che rende la trasmissione dati (che già dispone di una banda molto bassa) molto veloce.</p>
<p>Se vi state chiedendo come mai TeamViewer non necessità di alcuna configurazione sul router/firewall la <a href="http://support.teamviewer.com/index.php?_m=knowledgebase&#038;_a=viewarticle&#038;kbarticleid=10">risposta</a> è semplice: <strong>il servizio si poggia sulla porta 80 per comunicare i dati e visto che questa è la porta di default per il protocollo HTTP, viene sempre lasciata aperta</strong> su tutti i router/firewall!</p>
<p>Se volete approfondire l&#8217;argomento dovete comunque sapere che <strong>TeamViewer non è l&#8217;unico programma per la condivisione desktop con queste caratteristiche</strong>: tra tutti posso citare i vari <a href="https://secure.logmein.com/IT/home.aspx">LogMeIn</a>, <a href="http://www.crossloop.com/">CrossLoop</a> e <a href="http://www.mikogo.com/en/">Mikogo</a>. Ognuno ha i suoi vantaggi e svantaggi (<a href="http://www.posarelli.net/networking/assistenza-remota-logmein-e-teamviewer">qui</a> e <a href="http://www.online-tech-tips.com/free-software-downloads/free-remote-pc-access-and-remote-control-software/it/">qui</a> potete avere qualche raffronto), ma <strong>quel che è certo è che TeamViewer è veramente facile da configurare e funziona egregiamente nell&#8217;architettura di rete che ho a disposizione</strong>.
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		<item>
		<title>Convertire da riga di comando in Mac OS X un file icona .ICNS in un file di immagine PNG</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/Zn-0C1Oij_g/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/11/02/convertire-da-riga-di-comando-in-mac-os-x-un-file-icona-icns-in-un-file-di-immagine-png/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 10:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[bsd]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[icns]]></category>
		<category><![CDATA[icone]]></category>
		<category><![CDATA[png]]></category>
		<category><![CDATA[sdk]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte capita di usare dei programmi di grafica particolari (spesso su piattaforma Mac OS X) che usano, per il salvataggio, un solo formato di output: l&#8217;ICNS.
Per chi non lo sapesse, il formato Apple Icon Image (ICNS) è il formato standard per le icone utilizzato esclusivamente per Mac OS X e sviluppato dalla Apple stessa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte capita di usare dei programmi di grafica particolari (spesso su piattaforma Mac OS X) che usano, per il salvataggio, un solo formato di output: <strong>l&#8217;ICNS</strong>.<br />
Per chi non lo sapesse, il formato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Icns"><strong>Apple Icon Image</strong></a> (ICNS) è il formato standard per le icone <strong>utilizzato esclusivamente per Mac OS X e sviluppato dalla Apple stessa</strong>. Questo formato supporta icone di varie dimensioni: <strong>16×16, 32×32, 48×48, 128×128, 256×256 e 512×512 pixels</strong>, oltre che il <strong>canale alfa per la trasparenza</strong> e la <strong>sovrapposizione di più&#8217; immagini</strong> (per ottenere, per esempio, l&#8217;effetto di una cartella aperta e chiusa). Il formato ICNS, in realtà, e&#8217; semplicemente <strong>composto da un massimo di 5 immagini tiff sovrapposte</strong>: spesso sono solo di grandezze diverse altre volte, invece, sono immagini diverse a seconda dello stato che l&#8217;icona deve assumere in relazione al programma che la gestisce.</p>
<p>A differenza del formato ICNS, invece, i <strong>file icona .ICO del sistema operativo Windows sono delle piccole immagini raster</strong> che, nella loro accezione originale, <strong>supportano la trasparenza  e la Multi-risoluzione</strong> 16&#215;16 pixel, 32&#215;32 pixel, 64&#215;64 pixel <strong>fino ad arrivare, solo con Windows Vista, a 256×256 pixel in PNG compresso</strong>.</p>
<p>Come avete potuto intuire, sarà quindi <strong>molto facile imbattersi in grafici professionisti e in programma di grafica che, prediligono il formato ICNS</strong> poiché, è estremamente più potente e flessibile rispetto al classico formato .ICO di Windows (oltre al fatto, forse ovvio, che molti software di grafica sono nati e vivono tuttora nel mondo Mac, la piattaforma migliore, a detta di molti, per sviluppare grafica). Non a caso, infatti, molti dei più importanti siti di grafica professionale usano quasi esclusivamente questo formato.</p>
<p>Ma <strong>le icone .ICNS si possono trovare anche all&#8217;interno dei programmi per Mac OS X</strong>, che altro non sono che <strong>directory con estensioni .app</strong>. Per esempio, se vogliamo visualizzare il file ICNS del calendario di Mac OS X (iCal), basterà aprire il contenuto del pacchetto (tasto destro sull&#8217;applicazione interessata e selezionare dal menu a comparsa &#8220;<em>Mostra contenuto pacchetto</em>&#8220;) e navigare nella cartella <em>Contents/Resources</em> e qui troverete, tra gli altri file, anche una file icona .icns (<em>iCal/Contents/Resources/App-empty.icns</em>) che altro non è che l&#8217;icona visualizzata nel Finder dall&#8217;applicazione stessa.</p>
<p>Se si <strong>apre con Anteprima questo file icona è possibile apprezzare come sia composto da più immagini tiff</strong> (per la precisione 5) di dimensioni diverse. Ecco un esempio per il file icona della applicazione iCal:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2057_ical_icns.jpg' alt='iCal ICNS' /></div>
<p><br/></p>
<h5>Convertire una icona ICNS in PNG da riga di comando</h5>
<p>A volte, però, si potrebbe avere la necessità di dover <strong>convertire il formato ICNS in un più classico formato PNG</strong>, magari se si vuole riutilizzare l&#8217;immagine dell&#8217;icona su un sito web. Oltre a tool online come <a href="http://iconverticons.com/"><strong>iConvert</strong></a> o ad applicativi per Mac OS X come il blasonato <a href="http://www.img2icnsapp.com/"><strong>Img2icns</strong></a>, non tutti sanno che <strong>lo stesso sistema operativo Mac OS X ha un tool da riga di comando che deriva dal BSD</strong>, <a href="http://developer.apple.com/documentation/Darwin/Reference/ManPages/man1/sips.1.html"><strong>sips</strong></a> (<em>scriptable image processing system</em>), che <a href="http://slaptijack.com/graphics-design/converting-mac-os-x-icon-files-to-png/">permette</a> di eseguire questa operazione in completa autonomia, senza dover installare software di terze parti. In realtà <strong>sips è usato correntemente nella suite degli &#8220;Image Events&#8221; di AppleScript</strong>, tanto da poter lancare gli stessi comandi da interfaccia grafica, ma è indubbio che è veramente comodo e veloce avere sempre a disposizione da riga di comando questo programma.</p>
<p>Basterà, quindi, aprire il <strong>Terminale</strong> e digitare la seguente riga:</p>
<p><code>
sips -s format png fileicon.icns --out fileicon.png
</code></p>
<p>e in pochi istanti il file icns verrà convertito, con le stesse dimensioni in pixel, nel formato PNG. Ma le funzionalità di questo programma sono molte: basterà aggiungere l&#8217;opzione <strong>&#8220;&#8211;rotate 90</strong>&#8221; (-rotate degreesCW) per ruotare di 90 gradi l&#8217;immagine PNG corrispondente, mentre aggiungendo &#8220;<strong>-flip horizontal|vertical</strong>&#8221; si potrà a tutti gli effetti rovesciare, ribaltare l&#8217;immagine. Quindi si potrà anche, con l&#8217;opzione &#8220;<strong>&#8211;cropToHeightWidth pixelsH pixelsW</strong>&#8221; eseguire il crop, ovvero il ritaglio della immagine, e quindi con &#8220;<strong>&#8211;resampleHeightWidth pixelsH pixelsW</strong>&#8221; la si potrà ridimensione. Tutto con una sola riga di comando, come nella vecchia ma mai tramontata potente <strong>filosofia unix</strong>.</p>
<h5>Come creare un file ICNS</h5>
<p>Una volta estratta l&#8217;icona ICNS in un formato grafico comune come il PNG potete elaborare l&#8217;immagine e usarla su un sito web oppure potreste voler ricreare di nuovo una nuova icona ICNS per una qualsiasi vostra applicazione. Per farlo potete usare un tool messo a disposizione <strong>gratuitamente da Apple nella suite dell&#8217;SDK per i Developer</strong> (presente in ogni DVD di installazione del sistema operativo o direttamente <a href="http://www.apple.com/downloads/macosx/development_tools/iphonesdk.html">scaricabile anche dal sito Apple</a>): <strong>Icon Composer.app</strong> (<em>/Developer/Applications/Utilities/Icon Composer.app</em>). Il programma è veramente semplice ed intuitivo perché vi mostrerà 5 aree diverse ognuna per ciascuna risoluzione consentita dove potete fare un semplice drag e drop dell&#8217;immagine desiderata da associare.<br />
Vi lascio ad un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Et-mGfStv8A">video</a> esemplificativo per la spiegazione passo passo:</p>
<div align="center">
<object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Et-mGfStv8A&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Et-mGfStv8A&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x2b405b&#038;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object>
</div>
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		<title>K-Meleon: la versione Lite di Firefox per Windows adatta per tutti i PC lenti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/tjbLyYJXcE4/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/09/25/k-meleon-la-versione-lite-di-firefox-per-windows-adatta-per-tutti-i-pc-lenti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 15:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Firefox]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Windows 2K/XP]]></category>
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		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[ In questi giorni sono costretto ad usare, al posto del mio Macbook Pro (in assistenza per un problema alla scheda video nVidia, fortunatamente riconosciuto da Apple anche se non in garanzia) un vecchio PC con sopra installato Windows XP SP3: un Pentium 4 da 1,6GHz con 256 MB di memoria.
Dopo il primo traumatico impatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2062_slow_pc.gif' alt='Slow PC' /> In questi giorni sono costretto ad usare, al posto del mio Macbook Pro (in assistenza per un problema alla scheda video nVidia, fortunatamente riconosciuto da Apple anche se non in garanzia) un <strong>vecchio PC</strong> con sopra installato Windows XP SP3: un <strong>Pentium 4 da 1,6GHz con 256 MB di memoria</strong>.<br />
Dopo il primo traumatico impatto iniziale, non tanto per la presenza di Windows XP, quanto per il fatto che il <strong>pc era notevolmente lento</strong> e ogni paio di ore ero costretto a restartarlo (finestre congelate per decine di minuti se aprivo due e o tre applicazioni diverse&#8230; il famoso multitasking sapete&#8230;), mi sono rimboccato le maniche e ho cercato di <strong>alleggerire l&#8217;utilizzo di memoria di alcuni programmi che usavo abitualmente</strong> (la soluzione ottimale forse sarebbe stato <em>installare una distribuzione Linux o il più leggero Windows 2000</em>, ma non volevo perderci troppo tempo). Tra questi, ovviamente, al primo posto vi era il browser. Escludendo a priori <strong>Explorer 8</strong> (veramente troppo lento a caricarsi su un pc sottodimensionato come il mio, senza considerare le varie problematiche che lo affliggono da sempre), ho provato ad installare varie browser alternativi. Ho, ovviamente, iniziato dal beniamino della rete <strong>Firefox</strong> ma, <strong>anche senza installare alcuna estensione, non reggeva la presenza di poche tab aperte</strong>. Allora ho provato le performance di <strong>Chrome di Google</strong> sul mio pc datato e, sebbene tutti ne elogino la <strong>indubbia velocità di rendering delle pagine web</strong>, anche questo, quando si aprivano 2-3 tab, <strong>inizia a rallentare esponenzialmente tanta da freezarsi per diversi minuti</strong> (<em>ovviamente queste considerazioni sulla performance sono valutate sul mio vecchio pc e non sono da intendersi in senso assoluto</em>). Ammetto di non aver provato ad installare Opera ma le ultilme versioni non mi avevano mai convinto in termini di performance.</p>
<h5>Cross-platform vs Native</h5>
<p>Quindi, ben sapendo che <a href="http://reviews.cnet.co.uk/natelanxon/0,139102300,49291726,00.htm#full">molti utenti</a>, lamentavano problemi di pesantezza in memoria di Firefox, ho <a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;source=hp&#038;q=firefox+lite&#038;btnG=Cerca+con+Google&#038;meta=&#038;aq=f&#038;oq=">cercato</a> la presenza di un fantomatico progetto di &#8220;<strong>Firefox lite</strong>&#8221; da far <strong>girare su vecchi PC</strong>, una sorta di <strong>versione &#8220;barebone&#8221; di Firefox</strong> che faccia a meno di tutto ciò che lo può rendere lento. Ed è così che sono giunto a <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a>.</p>
<p>Infatti, a giudizio di molti, <strong>Firefox è lento</strong> (anche se nella <em>versione 3.x le cose sono nettamente migliorate</em> ma non così sensibilmente da poter girare senza problemi su pc datati come il mio) <strong>perchè è un progetto multipiattaforma</strong>. Se si vuole creare la propria versione di &#8216;Firefox lite&#8217; è quindi necessario <strong>abbandonare il &#8216;cross-platform&#8217;, per abbracciare il &#8216;native&#8217;</strong>. E&#8217; a questo punto che le alternative si moltiplicano ed è possibile facilmente <strong>eleggere le 3 migliori alternative per le principali piattaforme</strong>: <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/"><strong>K-Meleon</strong></a> per Windows (Native Win32), <a href="http://caminobrowser.org/"><strong>Camino</strong></a> per Mac OS X (Native Cocoa) e <a href="http://projects.gnome.org/epiphany/"><strong>Epiphany</strong></a> per Gnome (Native GTK+).</p>
<h5>K-Meleon: il Firefox Lite per Windows</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2062_kmeleon_logo.gif' alt='K-Meleon' /> <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/"><strong>K-Meleon</strong></a>, giunto alla versione 1.5.3, è un <strong>browser molto leggero distribuito gratuitamente</strong> (sotto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GNU_General_Public_License">licenza GPL</a>) e basato sullo stesso <strong>motore di rendering di Mozilla</strong>, <strong>Gecko 1.8.1.21</strong> (e quindi <strong>completamente compatibile con i più diffusi standard di Internet</strong>).</p>
<p>Dato che al posto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/XML_User_Interface_Language"><strong>XUL</strong></a> (il linguaggio per le interfacce su cui si base Mozilla Firefox) <strong>viene utilizzata l&#8217;interfaccia nativa di Windows</strong>, questo gli permette di avere una <strong>migliore integrazione con l&#8217;aspetto grafico di Windows e un più veloce avvio del browser rispetto ai vari software con interfaccia XUL</strong>, e lo rende, per forza di cose, <strong>una applicazione in grado di girare solo sulle piattaforme Microsoft Windows a 32 bit</strong>. Ma questo, se da un lato è uno svantaggio per la diffusione del browser su diversi sistemi operativi, è anche un indubbio vantaggio a favore della sua velocità di esecuzione e di gestione della memoria.</p>
<h5>Impressioni su K-Meleon</h5>
<p>Se durante l&#8217;uso di <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a> mi sono accorto che <strong>ancora non può vantare la facilità d&#8217;uso, la pulizia dell&#8217;interfaccia e la maturità di Firefox</strong>, sono rimasto <strong>meravigliato dalla sua velocità su pc datati anche quando venivano aperte una decina di tab</strong>.<br />
Infatti, se a prima <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/K-Meleon">vista</a> si può rimanere spiazzati dal fatto che tutti i menu e i pulsanti della toolbar possono essere completamente personalizzati solo attraverso dei file di configurazione (cosa che comunque è utile per creare dei template per diversi ambienti di lavoro) visto che non esiste una interfaccia grafica per la loro personalizzazione (occorre modificare dei file di configurazione per spostare i pulsanti, anche se le barre possono essere semplicemente trascinate), il <strong>browser implementa inoltre tutte le funzionalità che ci si può aspettare da un browser moderno</strong>: <strong>blocco dei pop-up</strong>, temi e skin (non usando XUL non è possibile usare gli stessi temi di Firefox), <strong>navigazione a schede</strong>, <strong>salvataggio delle sessioni</strong>, opzioni per la <strong>privacy</strong>, mouse gestures, personalizzazione dei motori di ricerca e supporto dei <strong>proxy</strong> (quindi è perfetto anche in rete aziendali).</p>
<p>Per quanto riguarda, invece, i <strong>plugin per Java, Flash, QuickTime e Adobe Reader</strong>, K-Meleon, è in grado di <strong>utilizzare, se già installato, quelli di Firefox</strong>.</p>
<p>Nonostante, però, l&#8217;interfaccia sia integralmente localizzabile<strong>, non esiste ancora una versione in italiano</strong>.</p>
<p>Se poi <a href="http://punto-informatico.it/1999449/PI/News/k-meleon-11-sfida-firefox-windows.aspx">volete</a> <strong>aumentare ulteriormente la già rapida velocità di apertura del browser</strong> <a href="http://kmeleon.sourceforge.net/">K-Meleon</a>, allora potete usare un&#8217;altra sua funzionalità peculiare, il <strong>Loader</strong>, un programma che <strong>si posiziona nella system tray di Windows e carica in memoria, ad ogni avvio del sistema, una porzione del browser</strong>: in tal modo i <strong>tempi di esecuzione del software vengono fortemente ridotti</strong>.</p>
<p>In definitiva sono rimasto <strong>piacevolmente meravigliato da questo piccolo ma potente browser</strong> che non conoscevo, poiché non mi ero mai imbattuto nell&#8217;uso di pc così vecchi, e ho così prontamente <strong>eletto il kamaleonte come browser predefinito del mio sistema!</strong>
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		<title>Perché equiparare la blogosfera con le testate giornalistiche tradizionali? Riflessioni sul Fact-Checking e il Blog Power</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 15:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<description><![CDATA[Un paio di giorni fa i giornali diedero la notizia che il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva asserito di voler dare un aiuto economico ai giornali in difficoltà flagellati dalla crisi economica perché il buon giornalismo è essenziale alla salute della democrazia, mentre lo stesso non si può dire dell&#8217;exploit che sta avendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di giorni fa i giornali diedero la notizia che il Presidente degli Stati Uniti <strong>Barack Obama</strong> aveva asserito di voler dare un <strong>aiuto economico ai <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/03/24/la-crisi-della-carta-stampata-in-futuro-pagheremo-5-centesimi-ad-articolo-per-poter-leggere-le-notizie-dei-giornali-online/">giornali in difficoltà</a></strong> flagellati dalla <strong>crisi economica</strong> perché il <strong>buon giornalismo è essenziale alla salute della democrazia</strong>, mentre lo stesso non si può dire dell&#8217;exploit che sta avendo la <strong>blogosfera </strong>e, in generale, tutte le reti di Social Network, <strong>considerate solamente come un pool di opinioni senza controllo sui fatti</strong>, senza la giusta collocazione delle storie in un contesto verificato e pieno di <strong>persone che si urlano una contro l&#8217;altra, prive di comprensione reciproca</strong>.</p>
<h5>Il Fact-Checking</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2060_obama_stroke.jpg' alt='Obama' /> Parole dure giustificate dal fatto che Obama, a suo dire, vorrebbe <strong>scongiurare il declino dei giornali su carta</strong> (grazie alle elargizioni di aiuti pubblici e ad agevolazioni fiscali ai gruppi editoriali più colpiti dalla crisi) che porterebbe, inevitabilmente, all&#8217;<strong>affermarsi di una blogosfera che, per sua natura, è senza controlli su tutto ciò che viene scritto</strong>. Lo scopo ultimo è quello di dare la possibilità ai quotidiani tradizionali di continuare a offrire &#8220;<strong>integrità giornalistica, cronache basate su fatti e indagini svolte con serietà</strong>&#8221; che altrimenti verrebbe sostituita da una <strong>blogosfera dove si può trovare ogni sorta di informazione e opinione non verificate</strong> (il famoso <strong>Fact-Checking</strong>, ovvero quella consuetudine, propria di ogni redazione giornalistica, di verificare con cura quanto viene pubblicato). In pratica <strong>la blogosfera altro non è che tutta opinione e niente controllo sui fatti</strong>!</p>
<p>In parte si può comprendere l&#8217;atteggiamento di Obama che ha sparato a zero contro la blogosfera, perché <strong>proprio ultimamente molti blog lo hanno attaccato sulla sua riforma sanitaria sbandierando</strong>, secondo la sua Amministrazione, <strong>dati non aderenti alla realtà</strong>. Ma è anche vero che negli Stati Uniti, in cui <strong>quasi tutti i blogger avevano sostenuto Obama durante le presidenziali</strong>, queste affermazioni sono state viste come delle vere e proprie <strong>coltellate al cuore per tutti coloro che lo avevano appoggiato con i nuovi mezzi messi a disposizione dal Web 2.0</strong>. Già in passato, a Marzo 2009, <strong>Obama aveva in qualche modo rinnegato i blogger definendoli &#8220;semplicistici e fuorvianti&#8221;</strong>.</p>
<h5>Il contesto della blogosfera</h5>
<p>La risposta arriva da <strong>Neil Henry</strong>, rettore della <em>Scuola Superiore di Giornalismo di Berkeley</em>, in una interessante intervista su &#8220;<em>La Stampa</em>&#8220;, in cui afferma: </p>
<blockquote><p>La <strong>blogosfera </strong>è una realtà distinta nell&#8217;universo dell&#8217;informazione per la quale <strong>non può essere applicato un controllo sistematico perché contro natura</strong>.<br />
[...]<br />
Nello sconfinato mondo della blogosfera, <strong>il principio del Fact-Checking</strong> (per garantire che l&#8217;informazione sia credibile e accurata) <strong>non può essere applicato</strong>, perché si parla di voci, di opinioni.</p>
<p><strong>Imporre un Fact-Checking sistematico ai blog, significa andare contro la loro stessa natura di flusso libero di opinioni e di analisi</strong>, per il quale sono stati creati.
</p></blockquote>
<h5>Le differenze tra blog e giornali</h5>
<p>Se è vero che <strong>le parole feriscono più di una spada</strong> è anche vero che <strong>la libera diffusione delle idee è da sempre stato un delicato argomento di discussione</strong>. E&#8217; noto che <strong>quando si ha troppa libertà</strong>, questa situazione è sempre vista, da chi detiene il potere, come uno <strong>strumento troppo pericoloso che si immagina possa sfociare nell&#8217;anarchia più assoluta</strong>.</p>
<p><a href="http://www.lsdi.it/wp-content/giornalismo-online-giornalsmo-dicarta.pdf">Quando</a> si <strong>scrive per un blog, l&#8217;autore si assume fino in fondo le responsabilità di ciò che scrive</strong>. Parallelamente, il blog <strong>offre una maggiore libertà</strong>, ovvero il <strong>poter scrivere su qualsiasi argomento</strong>. In un giornale, invece, l&#8217;autore ha la possibilità di sentire la libertà di scrivere ciò che vuole, ma l’argomento è scelto sempre dal giornale stesso. In pratica <strong>l’articolo di una testata giornalistica è sempre il risultato di un’azione coordinata all’interno delle proprie competenze e della politica editoriale del girnale stesso</strong>.</p>
<p>A tal proposito mi piace citare una frase di <strong>Dan Gillmor</strong> che fa capire come la <strong>Rete sia uno strumento fondamentale per interloquire</strong> e mette in evidenza la differenza tra <em>conversation e lecture</em>:</p>
<blockquote><p>
Quando sei nel blog partecipi alla conversazione, mentre quando scrivi su un quotidiano stai facendo una lezione!
</p></blockquote>
<p><em>Granieri, autore di Blog Generation</em> ci fa notare che abbiamo ancora molta <strong>difficoltà a considerare la blogosfera come giornalismo</strong>.</p>
<blockquote><p>
«Sebbene i materiali da costruzione siano gli stessi (ovvero le informazioni) e alcune procedure di composizione siano simili, <strong>i blog non sono giornalismo. Informano, ma non sono giornalismo come lo conosciamo, anche quando a tenere un blog è un professionista riconosciuto dall’Ordine</strong>»
</p></blockquote>
<p>Forse, però, è il caso <strong>adeguare il concetto di giornalismo alla nostra era</strong>: infatti<strong>, si può fare del buon giornalismo anche senza alcuna tessera professionale!</strong> Ma è tuttavia vero che forse nella sua vastità, <strong>la blogosfera manca di uno strumento di controllo proprio dei giornali</strong> (o almeno di quasi tutti), che sicuramente non le appartiene e, <strong>forse, non ambisce neanche ad avere</strong>.</p>
<p>C&#8217;è chi afferma che <strong>nella blogosfera, c&#8217;è una netta prevalenza delle opinioni rispetto alle notizie</strong> e che, a volte, ha la tendenza a diventare strumento di attivismo piuttosto che di informazione (non che da queste caratteristiche siano immuni le migliori testate giornalistiche tradizionali), forse proprio di tutto ciò che segue un modello di interrelazione <em>uno-con-molti</em>.</p>
<p>Quel che è certo è che <strong>il vantaggio di un blog è quello di non doversi vergognare a volersi  rivolgersi solo a nicchie ben individuate</strong> che il giornalismo tradizionale spesso ignora a favore delle grandi masse.</p>
<h5>Il blog è per definizione non esaustivo?</h5>
<p>Il problema è che dato che <strong>la blogosfera pullula di blog personali senza nessun tipo di qualità giornalistica, è facile cadere nelle accuse</strong>, da parte dell’élite mediatica<strong>, di non rilevanza della blogosfera</strong>.</p>
<p>Però, come analizza Granieri, <strong>il blog, a differenza di modelli a noi più familiari come il quotidiano o la rivista, non ha nessuna pretesa di essere esaustivo</strong>. Anzi, al contrario, un blog tende per definizione a portare «fuori da sé» il lettore, <strong>dirigendolo verso altre fonti, verso altre voci</strong>. Il risultato è che <strong>nessuno legge un solo blog, poiché si tratta di un singolo nodo in un’opera collettiva ipertestuale che tende a configurarsi come un sistema di contenuti</strong>.</p>
<p>Quindi, per la sua stessa natura, <strong>il blog è un atto di generosità</strong>: essendo un <strong>nodo in un sistema di lettura</strong>, <strong>sposta l’attenzione (e il lettore) su altre fonti invece di cercare di trattenerlo sulle sue pagine</strong>. Questa scelta che <strong>in un sistema competitivo sarebbe un suicidio, nel sistema weblog è prassi</strong>, è un circolo virtuoso, in cui il <strong>trasferimento del lettore è funzionale</strong> e non va contro gli interessi personali o privati.</p>
<h5>Perchè equiparare i blog ai giornali?</h5>
<p>Ma il problema è: <strong>chi ha chiesto di equiparare i blog ai giornali?</strong> Perché ci si ostina a volerli guardare allo stesso modo?<br />
<strong>Chi fa blog, come il sottoscritto, non si sogna mai di essere equiparato ad un giornalista</strong>. Il suo &#8220;lavoro&#8221; lo fa solo per passione e nel tempo libero e i suoi argomenti sono vari e mai dettati da alcuna redazione.</p>
<p>Infatti, come <a href="http://www.lsdi.it/wp-content/giornalismo-online-giornalsmo-dicarta.pdf">asserisce</a> il giornalista Andrew Sullivan:</p>
<blockquote><p>La discussione sui blog non va orientata sulla loro essenza giornalistica, ma sulla loro esistenza, sulla loro utilità ed importanza nel nostro mondo attuale e, soprattutto, sulla loro integrazione con il mondo dell’informazione. Mentre gli esponenti del giornalismo tradizionale insistono su quelli che sono gli elementi che non fanno dei blog una forma di giornalismo, Sullivan suggerisce di <strong>guardare il blog e il giornalismo non come due soggetti da mettere in contrapposizione, ma come entità complici all’interno della rete</strong>. L’uno può servire ad ampliare e migliorare l’altro.</p></blockquote>
<h5>La paura dei giornali tradizionali: il Blog Power</h5>
<p>Io credo <strong>che non sono i blog a voler diventare testate giornalistiche, bensì penso che siano i giornali tradizionali</strong>, (che a causa dell&#8217;avvento del web sono in grande crisi), <strong>ad aver paura dei blog</strong>, che spesso rubano fette di milioni di lettori ai media classici. <strong>Ed è da questa paura del diverso, del rivoluzionario, dell&#8217;innovativo che nascono queste accuse alla blogosfera che di fatto, ha solo il merito, di regalare un nuovo modo di comunicare le notizie</strong>, le idee e le informazioni, ma anche un nuovo modo per partecipare alla conversazione. E&#8217; da qui che nascono i <strong>weblog di giornalisti</strong> che, tentando di emulare i blog, cercano di <strong>recuperare il terreno perduto</strong>. Il problema è che <strong>siccome sono sempre associati a grandi testate giornalistiche</strong>, e quindi sempre in accordo con la politica editoriale in Rete del suo giornale di appartenenza, <strong>non riescono mai ad essere fino in fondo come gli autori del blog</strong>.</p>
<p>Ma a spaventare più di tutti è la constatazione che, alcune volte, <strong>un unico blogger che lavora da casa può raggiungere lo stesso numero di lettori di un grande giornale</strong> (è l&#8217;effetto del <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/08/22/una-legge-americana-tutelera-il-segreto-professionale-dei-blogger-ma-dovranno-dimostrare-di-essere-retribuiti-attraverso-le-inserzioni-pubblicitarie/">citizen journalism</a> e del <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2007/08/01/domanda-ai-blogger-sul-blog-power-siete-consapevoli-dellenorme-potere-che-detenete/">Blog Power</a> in <a href="http://www.levysoft.it/archivio/tag/blog-power/">senso esteso</a>), <strong>senza dipendenti, senza spese e senza costi di produzione</strong>. Anche se bisogna ammettere che non può produrre in nessun modo gli articoli approfonditi ad alta intensità di manodopera che un buon giornale propone quotidianamente, <strong>questo enorme vantaggio competitivo dipende dall’evoluzione tecnologica ed è inevitabile</strong>, ma i giornali tradizionali non lo capiscono ancora pienamente.
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