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		<title>Come nascono le parole italiane: perplimere</title>
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		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2011/09/09/come-nascono-le-parole-italiane-perplimere/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 10:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stavo navigando qua e la su dei siti, quando mi imbatto nella seguente frase: &#8220;Egregio, cosa la perplime?&#8220;. Perplimere&#8230; mai sentita come parola anche se poi avevo comunque colto il significato che doveva avvicinarsi a &#8220;Egregio, cosa la rende perplesso?&#8221;. Ma quel perplimere era curioso, affascinante e inspiegabilmente sembrava funzionare meglio. Allora mi documento ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo navigando qua e la su dei siti, quando mi <a href="http://www.duechiacchiere.it/3557/tophost-svela-i-nuovi-pacchetti-della-sua-offerta">imbatto</a> nella seguente frase: &#8220;<em>Egregio, cosa la perplime?</em>&#8220;. Perplimere&#8230; mai sentita come parola anche se poi avevo comunque colto il significato che doveva avvicinarsi a &#8220;Egregio, cosa la rende perplesso?&#8221;. <strong>Ma quel perplimere era curioso, affascinante e inspiegabilmente sembrava funzionare meglio</strong>. Allora mi documento ed ecco che la solita Accademia della Crusca mi <a href="http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4409&#038;ctg_id=44">svela</a> l&#8217;arcano.</p>
<blockquote><p> Il verbo <strong>perplimere</strong> significa “<strong>essere perplesso</strong>” o “<strong>rendere perplesso</strong>”, ed è entrato nella nostra lingua in un passato recente, ma con un percorso particolare che ne ha limitato l’ambito d’uso e che ne ha pertanto impedito, almeno per ora, l’ingresso nei vocabolari di lingua italiana (nei quali non è attualmente registrato).</p>
<p><strong>L’impiego del verbo perplimere è dovuto alla prosa creativa del comico Corrado Guzzanti</strong>, che lo ha lanciato nei primissimi anni Novanta, nella trasmissione televisiva “Avanzi”. La parola venne inserita in uno dei dialoghi fra il personaggio Rokko Smitherson e Serena Dandini, ed ebbe talmente successo che fu più volte riutilizzata nella trasmissione, con ricchi esempi nella coniugazione (perplimere, perplimo, perplimete, perplèi, perplime[re]) e nelle varianti (perplerre).</p>
<p>Molte furono le parole inventate da Rokko Smitherson (regista romano di “filmaggi de’ paura”), un personaggio che basava la sua comicità satirica proprio sui giochi di parole e su neoconiazioni allusive (sospensionismo, su astensionismo; antiproibizionale, su antiproibizionista; sopravvolare, su sorvolare; cartone animale, su cartone animato; psicoanale, su psicoanalista; ecc.). <strong>Fra le molte innovazioni linguistiche perplimere attecchì più facilmente nella lingua comune a causa della sua perfetta adeguatezza morfologica</strong>, che tra l’altro <strong>colma anche una lacuna lessicale della nostra lingua</strong>: il verbo è infatti <strong>spontaneamente riconducibile dai parlanti italiani al participio passato perplesso</strong> (sulla base di verbi come comprimere / compresso; sopprimere / soppresso, ecc.); e del resto manca in italiano un verbo che renda in modo sintetico l’azione dell’essere o del rendere perplessi, per cui il neologismo si incunea perfettamente nel nostro sistema linguistico.</p>
<p><strong>Probabilmente per questa sua funzionalità nel coprire un vuoto morfologico e semantico</strong> (che l’italiano eredita dal latino), <strong>sulla scia della trasmissione la parola ebbe una notevole e crescente  fortuna, seppure in contesti informali e per lo più in accezione ironica</strong>; e, del resto, <strong>nonostante l’origine peculiare, perplimere ha resistito a lungo nella nostra lingua, tanto che recentemente se ne è persa anche la sfumatura ironica</strong>, come emerge dai quesiti e dalle segnalazioni di neologismo giunti alla nostra redazione.
 </p></blockquote>
<p>Ci sono molte parole o frasi che i comici lanciano e rimangono nell&#8217;aria per parecchi anni, ripetute da sempre più persone, fino a dimenticarne l&#8217;origine (quante espressioni mio padre usava che poi scoprire essere frasi di Carosello o di qualche comico dell&#8217;epoca), ma <strong>non mi ero mai imbattuto in un neologismo che riesce a coprire un vuoto morfologico e semantico dell&#8217;italiano</strong> tanto da essere accettato nella lingua italiana, a dimostrazione che <strong>la nostra lingua è ancora viva e in continua evoluzione</strong>.</p>
<h5>Il caso nel corso dell&#8217;evoluzione della lingua</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2100_italiano.gif' alt='Lingua Italiana' /> Per illustrarvi come <strong>la lingua italiana sia in continua evoluzione e che è nella forma attuale, solo per tutta una serie di coincidenze</strong>, farò un excursus e vi racconterò di una lezione universitaria sui dialetti che seguii tempo fa.</p>
<p>Nell&#8217;Italia antica si parlava il latino, ma il latino parlato era molto diverso da quello letterario oltre ad essere molto diverso regione per regione, poiché <strong>i vari popoli sottomessi dai Romani parlavano il latino con elementi fonetici e lessicali propri delle loro lingue originali</strong>. Dopo la fine dell&#8217;Impero Romano, venendo a mancare un centro politico che diffondesse un modello di lingua uguale per tutti, le differenze tra i vari latini regionali crebbero sempre più, poiché è nella natura delle lingue evolvere spontaneamente. Il risultato fu una <strong>grande frammentazione linguistica</strong>: <strong>così dai latini regionali nacquero i volgari, cioè i dialetti del latino parlati nelle varie città</strong>, mentre nella scrittura ancora si continuava ad usare il latino, e questa situazione si potrasse per diversi secoli.</p>
<p>Verso il XIII secolo alcuni autori iniziarono a scrivere versi d&#8217;amore nei propri volgari. <strong>Il primo volgare usato per la scrittura</strong> di versi fu il <strong>sicialiano</strong> e quindi fu la volta del volgare <strong>fiorentino</strong>. Ma fu solo grazie alla <strong>enorme fama di autori fiorentini come Dante Alighieri, che anche autori non toscani iniziarono a scrivere non più solo in latino, ma anche in fiorentino</strong>, fino a farla diventare la <strong>lingua dei letterati di tutta Italia</strong>, anche se nella vita quotidiana <strong>tutti continuavano a parlare solamente i volgari locali</strong> (chiamati poi dialetti). La cosa curiosa è che<strong> i dialetti italiani che ancora oggi conosciamo e usiamo non sono dall&#8217;italiano</strong> (che è venuto dopo, poiché è nato da uno di questi dialetti, il fiorentino) <strong>ma direttamente dal latino</strong> attraverso un processo durato ormai duemila anni. I dialetti nati prima della lingua nazionale (come il napoletano, il genovese, il veneziano, il siciliano, etc) sono, infatti, detti <strong>dialetti primari</strong>.</p>
<p>Questi dialetti primari hanno continuato ad essere l&#8217;unica forma di lingua parlata ancora molti secoli dopo Dante. Per esempio, <strong>nell&#8217;800, anche se oramai si scriveva solo in italiano</strong> e il latino era del tutto sparito dall&#8217;uso, tranne che per pochi esperimenti letterari e nella Chiesa, <strong>tutti parlavano nella vita quotidiana sempre e solo in dialetto</strong>.<br />
L&#8217;esempio più significativo è quello di <strong>Alessandro Manzoni</strong>, autore di opere italiane considerate punto di riferimento fondamentale per la storia della lingua italiana, <strong>non parlava italiano perché nessuno lo faceva, tranne naturalmente in Toscana</strong>. Infatti, <strong>Manzoni era un aristocratico milanese e nella sua vita quotidiana e familiare, alternava il dialetto milanese con la lingua francese, che all&#8217;epoca era la lingua dell&#8217;aristocrazia</strong>. <strong>La lingua italiana al di fuori della Toscana era sempre e solo scritta</strong>. Sarà solo a partire dal 1860, con l&#8217;Unità di Italia, l&#8217;istruzione obbligatoria, le migrazioni, le esperienze militari e, successivamente, la diffusione dei media, che gradualmente l&#8217;Italiano divenne anche la lingua parlata.</p>
<p>Insomma, se non fosse per autori fiorentini come il sommo Dante, forse <strong>oggi l&#8217;italiano avrebbe potuto assomigliare molto di più al siciliano</strong> (furono per primi gli autori sicialiani a scrivere nel loro volgare) che al fiorentino. Oppure, <strong>Manzoni avrebbe potuto scrivere &#8220;I Promessi Sposi&#8221; in sicialiano, o magari, in milanese o francese</strong>!
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		<title>Simplicissimus regala un ebook a scelta in cambio di una recensione</title>
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		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2011/06/23/simplicissimus-regala-un-ebook-in-cambio-di-una-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 16:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco una simpatica iniziativa del noto sito italiano Simplicissimus.it:
 Un po’ tutti i lettori in fondo sono dei critici letterari. Alzi la mano chi non ha mai sognato di avere dei libri gratuiti in cambio soltanto di una recensione, di una lode oppure di una stroncatura, di un parere autorevole, una critica costruttiva, ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una simpatica iniziativa del noto sito italiano <a href="http://ultimabooks.simplicissimus.it/">Simplicissimus.it</a>:</p>
<blockquote><p> Un po’ tutti i lettori in fondo sono dei critici letterari. Alzi la mano chi non ha mai sognato di avere dei libri gratuiti in cambio soltanto di una recensione, di una lode oppure di una stroncatura, di un parere autorevole, una critica costruttiva, ma anche una parola di conforto per quei libri che proprio non ce la fanno.</p>
<p>Ultima Books ha appena lanciato uno Spazio Recensioni, dove l’aspirante critico letterario che alberga in ogni lettore può dare libero sfogo alla propria voglia di libri, prendendo gratuitamente un ebook tra quelli in esposizione e lasciando successivamente una recensione.</p>
<p>D’altronde tutti quanti ci fidiamo di più del parere di un amico, del consiglio di un vicino piuttosto che delle voci ufficiali e delle parole degli uffici stampa.</p>
<p>Ultima Books è ansiosa di sapere che cosa ne pensi, per avere uno scambio costruttivo e una libera circolazione delle idee. Oggi ciascuno può dire la propria, senza censura, una vera e propria democrazia libraria. Direi che è proprio il caso di approfittarne!
</p></blockquote>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2099_libro.jpg' alt='Il gatto di Schrödinger - ePub DRM Free' /> E&#8217; sufficiente, quindi, visitare <a href="http://ultimabooks.simplicissimus.it/recensioni/">questa pagina</a>, <strong>scegliere un libro che vin interesserebbe leggere e fare la richiesta via email</strong>. Io ho scelto &#8220;<a href="http://ultimabooks.simplicissimus.it/il-gatto-di-schrodinger">Il gatto di Schrödinger</a>&#8221; e nel giro di qualche ora mi hanno spedito <strong>l&#8217;ebook in formato .epub DRM FREE</strong> che ho prontamente caricato sul mio iPad. Certamente non vi sono libri famosi o le ultime novità (il libro che mi hanno mandato era piccolino, di sole 25 pagine), ma secondo me vale la pena provare: si potrebbe <strong>scoprire qualche autore interessante</strong> o magari, potrebbe essere utile, <strong>per chi è ancora restio, ad avvicinarsi gratuitamente al mondo della lettura digitale</strong>.<br />
In teoria <strong>non vi sono limiti al numero di eBook che è possibile richiedere</strong> (almeno fino a quando l&#8217;iniziativa resterà in piedi). L&#8217;unica cosa che è richiesta, per richiedere un altro libro, è di aver scritto una <strong>recensione</strong> (positiva o negativa che sia) su quello appena finito. Insomma una iniziativa lodevole ed onesta.
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		<title>Sviluppo di Applicazioni per iOS: videocorso della Università di Pisa disponibile gratuitamente su iTunesU</title>
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		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2011/06/01/sviluppo-di-applicazioni-per-ios-videocorso-della-universita-di-pisa-disponibile-gratuitamente-su-itunesu/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 15:06:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel periodo dall’8 Marzo al 19 Aprile 2011, al Dipartimento di Informatica dell&#8217;Università di Pisa, in collaborazione con Apple Italia e Data Port, si è tenuto un corso di “Sviluppo di Applicazioni per iOS” (tutti i Martedì,Giovedì e Venerdì dalle ore 16.00 alle ore 18.00), rivolto principalmente a tutti gli studenti di informatica ed ingegneria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel periodo dall’8 Marzo al 19 Aprile 2011, al <a href="http://www.unipi.it/studenti/news/archivio/febbraio/app.htm_cvt.htm">Dipartimento di Informatica</a> dell&#8217;Università di Pisa, in collaborazione con Apple Italia e Data Port, si è tenuto un corso di “<strong><a href="http://iu.di.unipi.it/iApp/">Sviluppo di Applicazioni per iOS</a></strong>” (tutti i Martedì,Giovedì e Venerdì dalle ore 16.00 alle ore 18.00), rivolto principalmente a tutti gli studenti di informatica ed ingegneria informatica. La notizia è che, da qualche giorno, <a href="http://itunes.apple.com/itunes-u/corso-ios/id434824250">tutto il </a>corso è <strong>disponibile anche nella sezione iTunesU</strong>, della stessa Università di Pisa. Potete scaricare, ovviamente <strong>gratuitamente</strong>, tutto il materiale (<strong>Audio, Video HD, Video SD e PDF</strong>) da questo <a href="http://itunes.apple.com/itunes-u/corso-ios/id434824250">link</a>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2098_corso_ios_itunesu.jpg' alt='Corso iOS su iTunesU' /></div>
<p>Il corso tratta gli aspetti metodologici e gli strumenti per lo sviluppo di applicazioni per dispositivi mobili iOS (iPhone, iPad, iPod Touch), incluse le <strong>nuove modalità di interazione basate su tecnologie multi-touch</strong>. In particolare:</p>
<ul>
<li><strong>progettazione object-oriented</strong> secondo il paradigma model-view-controller (MVC);</li>
<li>il linguaggio <strong>Objective-C</strong>;</li>
<li>gli strumenti di sviluppo per iOS su Mac OS X (<strong>iOS SDK</strong>);</li>
<li><strong>persistenza dei dati, gestione dei sensori, geo-localizzazione, servizi di networking</strong>;</li>
<li>presentazione di <strong>buone pratiche di programmazione</strong>.</li>
</ul>
<p>Questa <strong>è la prima volta che un corso di programmazione iOS è disponibile in Italiano e reso accessibile a tutti gratuitamente</strong>. Se, quindi, avete intenzione di approfondire la la programmazione per dispositivi iPhone/iPad, allora non potete lasciarvi sfuggire questa opportunità.
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2098&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2098" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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		<item>
		<title>Un hosting perfetto per i blogger più esigenti? Blog House potrebbe essere la tua soluzione</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/OKbM34iMTRU/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2011/05/03/un-hosting-perfetto-per-i-blogger-piu-esigenti-blog-house-potrebbe-essere-la-tua-soluzione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 May 2011 15:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[hosting]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa, insieme a Cristian, vi abbiamo chiesto quale fosse, per voi, il servizio di hosting perfetto per un blog. Lo scopo era semplice:  porre la domanda giusta direttamente ai blogger per migliorare il servizio ed offrire così una offerta mirata e soddisfacente. 
Risultati del sondaggio
Ed ecco i risultati:

L’80% ha indicato Linux come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, insieme a <a href="http://www.skyflash.it/2011/01/hosting-dei-sogni/">Cristian</a>, vi abbiamo chiesto quale fosse, per voi, <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2011/01/10/hosting-su-misura-per-blogger-tu-come-lo-vorresti/"><strong>il servizio di hosting perfetto per un blog</strong></a>. Lo scopo era semplice:  porre la domanda giusta direttamente ai blogger per migliorare il servizio ed offrire così una offerta mirata e soddisfacente. </p>
<h5>Risultati del sondaggio</h5>
<p>Ed ecco i risultati:</p>
<ul>
<li>L’<strong>80% </strong>ha indicato <strong>Linux come sistema operativo</strong> di riferimento per il proprio blog.</li>
<li>Il <strong>43%</strong> ha detto di accontentarsi di <strong>1 o 2 GB di spazio garantito</strong>.</li>
<li>Il <strong>71%</strong> ha espresso la richiesta di avere <strong>fino a 3 database MySQL</strong>.</li>
<li>Il <strong>44%</strong> ha chiesto fino a <strong>250MB per ogni singolo database</strong>, mentre il 57% lo vorrebbe di dimensioni maggiori o addirittura illimitate.</li>
<li><strong>Quasi la metà di voi dichiara di “accontentarsi” di 3 caselle email</strong>, ma non ne disdegnerebbe 5.</li>
<li>Ben il <strong>52%</strong> invece ritiene che <strong>fino a 25GB/mese di banda passante siano più che sufficienti</strong>, mentre il 49% ne vorrebbe in quantità smisurata.</li>
<li><strong>Il 49% richiede backup quotidiani</strong>, ed un 30% abbondante dichiara di accontentarsi di una copia a settimana.</li>
</ul>
<h5>La soluzione: Blog House</h5>
<p>Questa era una breve analisi dei risultati del sondaggio. Allora ecco una soluzione alle vostre esigenze&#8230; un nuovo prodotto, <strong>100% italiano</strong>,  <strong>pensato e realizzato per il blogger più esigente</strong>: <a href="http://www.e-server.it/blog-house.html"><strong>Blog House</strong></a>.<br />
Ed ecco cosa offre:</p>
<blockquote><p><strong>SPECIFICHE:</strong><br />
SUPPORTO PHP 5.xx<br />
MySQL 5.04x<br />
1 NOME A DOMINIO DI 2° LIVELLO<br />
3 NOMI A DOMINIO DI 3° LIVELLO<br />
SPAZIO WEB : 2 GB<br />
5 DATABASE MySQL DA 250 MB CADAUNO<br />
5 ACCOUNT FTP<br />
BACKUP GIORNALIERO<br />
TRAFFICO : 50 GB / MESE<br />
STATISTICHE CON WEBALIZER O AWSTATS<br />
3 CASELLE EMAIL DA 2 GB SU SERVER DEDICATO (POP3 e WebMail Ajax)<br />
PANNELLI DI CONTROLLO : ISPCONFIG, PHPMyADMIN, WEBMAIL<br />
PING MEDIO : < 80ms</p>
<p><strong>PREZZI:</strong><br />
€ 57,00 / ANNO (CON MANTENIMENTO DNS)<br />
€ 47,00 / ANNO (SENZA MANTENIMENTO DNS)<br />
€ 20,00 / ANNO PER SMTP AUTENTICATO (OPZIONALE)</p></blockquote>
<p>Come vedete la soluzione offerta da <a href="http://www.e-server.it/blog-house.html">Blog House</a> di <a href="http://www.e-max.it/">E-Max</a> rispecchia le esigenze che voi stessi avevate espresso nel sondaggio e che credo, sia difficile trovare nel panorama italiano.</p>
<h5>La mia esperienza</h5>
<p>Personalmente ho trovato molto interessante questa offerta, perché <strong>rispecchia interamente le esigenze dei blogger più esigenti ad un prezzo contenuto</strong>. Anche se queste possono sembrare parole lette su una brochure patinata, in realtà posso confermarle con la mia personalissima esperienza.<br />
Nella mia vita da blogger, <strong>ho provato molti servizi di hosting</strong>, ma sinora nessuno mi aveva stupito come l&#8217;hosting offerto da <a href="http://www.e-server.it/blog-house.html">Blog House</a> ed è per questo che ho migrato entrambi i miei siti (<a href="http://www.levysoft.it">levysoft.it</a> e <a href="http://gamertagmatch.com">gamertagmatch.com</a>).<br />
Se per il mio blog ho trovato una <strong>buona velocità di risposta</strong>, su GamerTagMatch, la mia community italiana per i giocatori Xbox Live, ho trovato davvero la soluzione ai miei problemi, in quanto gli hosting precedenti non riuscivano a <strong>reggere il carico di lavoro che un cms come Elgg può comportare</strong> (tanto che spesso viene suggerito di installarlo solo sui server dedicati).<br />
Ma quello che più mi ha entusiasmato è stato, a quasi un anno, <strong>non aver mai avuto un problema di raggiungibilità, di banda (anche perché <strong>50GB mensili in Italia sono difficili da trovare</strong>), o di un semplice fermo del sito</strong>.</p>
<p>Se siete interessati, potete compilare il <a href="http://www.e-server.it/blog-house-scheda-prodotto.html">form di contatto sul sito del prodotto</a>.
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</div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Codemotion: l’evento gratuito aperto a tutti i linguaggi e tecnologie</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/zSpVHZc_bp8/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2011/02/16/codemotion-levento-gratuito-aperto-a-tutti-i-linguaggi-e-tecnologie/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 10:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[html 5]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 5 Marzo 2011 a Roma, presso il Dipartimento di Informatica e Automazione dell&#8217;Università Roma Tre, si terrà il Codemotion, un evento gratuito aperto a tutti i programmatori, una vera e propria maratona tecnica che prevede più di 65 interventi distribuiti in 7 sessioni parallele.  I talk non pretendono di insegnare, ma di rendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>5 Marzo 2011 a Roma</strong>, presso il Dipartimento di Informatica e Automazione dell&#8217;Università Roma Tre, si terrà il <a href="http://www.codemotion.it/"><strong>Codemotion</strong></a>, un <strong>evento gratuito aperto a tutti i programmatori</strong>, una vera e propria maratona tecnica che prevede più di <strong>65 interventi distribuiti in 7 sessioni parallele</strong>.  <strong>I talk non pretendono di insegnare, ma di rendere più facile il successivo processo di imparare</strong>, regalando ai partecipanti, ad ogni intervento, nuove emozioni <strong>con lo scopo di stimolare la comunità a creare software migliori</strong>.</p>
<p>Il <strong>Codemotion è l’evoluzione del Javaday Roma</strong>, che da questa edizione 2011 si apre saggiamente a tutti i linguaggi e tecnologie, spaziando da <em>Html5, Twitter, Database No-Sql, sviluppo di videogiochi, creazione di applicazioni mobile, comparazione e nuovi linguaggi</em>. Si parlerà anche di <em>Android, Sistemi Operativi, architetture</em>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2096_codemotion.jpg' alt='Codemotion' /></div>
<p>Il programma del Codemotion è stato realizzato con una <strong>Call For Paper pubblica</strong> e <a href="http://www.codemotion.it/programma-talks">qui</a> trovate il <strong>poderoso programma</strong>: talmente sono tanti gli argomenti, che ho fatto davvero molta fatica a trovare un tracklist ideale degli eventi da seguire senza rischiare di perdere nulla di interessante.</p>
<p>Ci vediamo al Codemotion!</p>
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		<item>
		<title>E’ arrivato jQuery 1.5</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/Ed_oJf_Ihy0/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2011/02/02/e-arrivato-jquery-1-5/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 08:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ajax]]></category>
		<category><![CDATA[jquery]]></category>

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		<description><![CDATA[IL 31 Gennaio 2010 è stato finalmente annunciato il rilascio della release stabile di jQuery 1.5. La novità più grande è sicuramente che questa nuova versione beneficerà complessivamente di performance migliori, grazie alla parziale riscrittura del codice relativo alle chiamate Ajax, e ad un netto miglioramento riguardo il traversing, ovvero quelle funzioni che permettono di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL 31 Gennaio 2010 è stato finalmente <a href="http://blog.jquery.com/2011/01/31/jquery-15-released/">annunciato</a> il <strong>rilascio della release stabile di jQuery 1.5</strong>. La novità più grande è sicuramente che questa nuova versione beneficerà complessivamente di performance migliori, grazie alla <strong>parziale riscrittura del codice relativo alle chiamate Ajax</strong>, e ad un netto miglioramento riguardo il <strong>traversing</strong>, ovvero quelle funzioni che permettono di scorrere gli elementi all’interno della pagina (come, per esempio, i metodi .children(), .prev() e .next()).</p>
<p>Oltre ad essere state aggiornate, le <a href="http://api.jquery.com/category/version/1.5/">API Documentation per jQuery 1.5</a>, questa nuova versione ha corretto <a href="http://bugs.jquery.com/query?status=closed&#038;resolution=fixed&#038;milestone=1.5&#038;group=resolution&#038;order=priority"><strong>83 bug</strong></a>, <a href="http://bugs.jquery.com/milestone/1.5"><strong>chiuso 460 </strong>ticket</a>, e ha <strong>passato ben 4437 test su tutti i browser</strong> che prevedono la compatibilità con jQuery (compreso l&#8217;odiato e vecchio Internet Explorer 6):</p>
<ul>
<li>Safari 5.0.3 / 4.0.5 / 3.2.3 / 3.1.2
</li>
<li>Opera 11.01 / 11 / 10.63 / 10.54 / 10.10 / 9.64
</li>
<li>IE 6 / 7 / 8
</li>
<li>Firefox 4.0b9 / 3.6.13 / 3.5.11 / 3.0.19 / 2.0.0.20
</li>
<li>Chrome 8.0.552.215 / 8.0.552.237 / 9.0.597.67 Beta / 10.0.642.2 Dev
</li>
</ul>
<p>Se volete, quindi, beneficiare delle nuove performance, potete <strong>scaricare la nuova versione</strong> qui:</p>
<ul>
<li><a href="http://code.jquery.com/jquery-1.5.min.js">jQuery Minified</a> (29kb <a href="http://www.julienlecomte.net/blog/2007/08/13/">Gzipped</a>)
</li>
<li><a href="http://code.jquery.com/jquery-1.5.js">jQuery Regular</a> (207kb)
</li>
</ul>
<p>oppure potete <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2008/07/02/come-risparmiare-banda-ridurre-le-email-dei-commenti-e-i-backup-via-ftp-usare-le-ajax-library-api-di-google-con-il-plugin-per-wordpress-e-disattivare-google-translator-che-non-porta-traffico-utile-a/">linkarli direttamente</a> dai server CDN di Google e Microsoft:</p>
<ul>
<li><strong>Microsoft CDN</strong>
<p>http://ajax.aspnetcdn.com/ajax/jQuery/jquery-1.5.min.js</p>
</li>
<li><strong>Google CDN</strong>
<p>https://ajax.googleapis.com/ajax/libs/jquery/1.5.0/jquery.min.js</p>
</li>
</ul>
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</div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Internet è un dono di Dio o un semplice mezzo di comunicazione di massa?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/c68vPXmtarc/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2011/02/01/internet-e-un-dono-di-dio-o-un-semplice-mezzo-di-comunicazione-di-massa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 14:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[nobel]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8220;Internet è un dono di Dio&#8221; è la famosa frase di uno scrittore e dissidente cinese, Liu Xiaobo, attivo da molti anni nella difesa dei diritti umani nella scena nazionale del suo Paese e insignito, nel 2010, del Premio Nobel per la Pace.
Ma questa stessa frase fu anche un potente manifesto con cui, nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2091_internet_dono_di_dio.jpg' alt='' /> &#8220;<strong>Internet è un dono di Dio</strong>&#8221; è la famosa frase di uno scrittore e dissidente cinese, Liu Xiaobo, attivo da molti anni nella difesa dei diritti umani nella scena nazionale del suo Paese e insignito, nel 2010, del Premio Nobel per la Pace.</p>
<p>Ma questa stessa frase fu anche un potente manifesto con cui, nel 2009, il mensile <a href="http://www.wired.it/">Wired</a> aveva candidato Internet al premio Nobel per la Pace.</p>
<p>Infine, recentemente, è anche divenuto il titolo di un libro che narra dieci storie con lo scopo di chiarire perché Internet è divenuta col tempo, <strong>arma di costruzione di massa</strong>: <strong>i software contro la censura digitale</strong> (Shiyu Zhou dall’America per Cina e Iran), <strong>il potere della parola per la libertà</strong> (Georgy Jakhaia in Georgia, Yoani Sanchez a Cuba, Adshin Mettacara in Birmania), <strong>il micro-credito online come strumento di sviluppo nelle economie povere</strong> (Matt Flannery e Kiva), <strong>l’industria informatica come occasione di pace per la Palestina</strong> (Saed Nashef), <strong>il wireless perché anche Amazzonia e Darfur rompano l’isolamento</strong> (Daniele Trinchero e iXem), <strong>il Web come strumento di aiuto e solidarietà nelle catastrofi</strong> (Ory Okolloh dal Kenya, Rima Qureshi dalla Svezia).</p>
<h5>L&#8217;altro lato della medaglia</h5>
<p>Ma se questa è il lato di una medaglia, c&#8217;è anche chi ha guardato l&#8217;altro lato, quello oscuro, di internet. Ed è stato l&#8217;intellettuale bielorusso <strong>Evgeny Morozov</strong> che nel suo recente saggio &#8220;<em>The net delusion: the dark side of internet freedom</em>&#8221; (trad. La net-delusione: il lato oscuro della libertà di internet) <strong>critica aspramente le potenzialità democratiche della rete, che troppo spesso si trasformano in censura</strong>.<br />
Secondo lui, <strong>il web può essere uno strumento di mobilitazione collettiva con lo stesso peso con cui può tragicamente divenire uno strumento di controllo sistematico e autoritario</strong>.<br />
Un esempio alla luce del giorno è la martellante censura imposta dal regime Repubblica popolare cinese o la censura di internet in Egitto.<br />
Morozov, punta, così a confutare la teoria secondo cui &#8220;<strong>internet porterà la pace del mondo</strong>&#8221; additando il passato e facendo una <strong>analisi retrospettiva dei nuovi media</strong>: anche la stampa, il telegrafo e la radio furono universalmente accolti come dei mezzi attraverso i quali si sarebbe potuto raggiungere più velocemente la libertà individuale e dei popoli, ma alla fine <strong>quegli stessi mezzi furono usati dai regimi di tutto il mondo per il loro tornaconto</strong>.</p>
<p><strong>Il ruolo di internet nella diffusione delle proteste e delle sollevazioni popolari è, però indiscutibile</strong> ma non bisogna, per questo, identificare internet con la rivolta stessa, poiché <strong>internet è solo un mezzo, magari un potente mezzo di comunicazione di massa, con cui la protesta riesce a diffondersi più efficacemente, e null&#8217;altro!</strong></p>
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</div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Hosting su misura per blogger: Tu come lo vorresti?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/5bt-zl_xdwA/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2011/01/10/hosting-su-misura-per-blogger-tu-come-lo-vorresti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 14:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[hosting]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.levysoft.it/?p=2089</guid>
		<description><![CDATA[Riprendo l&#8217;interessante articolo di Cristian per porvi la stessa domanda: che cosa si aspetta un blogger, o cosa va cercando, in un servizio di hosting su misura? La domanda potrà sembrare banale, ma è da qui che nascono le idee e le offerte migliori. Ogni gestore di hosting ha la sua visione che alla fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo l&#8217;interessante <a href="http://www.skyflash.it/2011/01/hosting-dei-sogni/">articolo di Cristian</a> per porvi la stessa domanda: <strong>che cosa si aspetta un blogger, o cosa va cercando, in un servizio di hosting su misura?</strong> La domanda potrà sembrare banale, ma <strong>è da qui che nascono le idee e le offerte migliori</strong>. Ogni gestore di hosting ha la sua visione che alla fine si traduce in una offerta più o meno generalista che sovrastima o, molto spesso, sottostima le esigenze del blogger medio. Allora ecco che, secondo me, <strong>porre la domanda giusta direttamente ai blogger può servire per migliorare il servizio ed offrire così una offerta mirata e soddisfacente!</strong> E ora giro la domanda a tutti voi blogger: <strong>come deve essere l’hosting su misura per un blog?</strong></p>
<p><iframe frameborder="0" width="100%" height="1500" scrolling="auto" src="http://polldaddy.com/s/689308902E91DD61?iframe=1"><a href="http://polldaddy.com/s/689308902E91DD61">View Survey</a></iframe></p>
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</div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Nel cuore di ogni Xbox 360 batte un cuore a forma di mela</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/oOXK1pi1EvY/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2010/09/03/nel-cuore-di-ogni-xbox-360-batte-un-cuore-a-forma-di-mela/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Console]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox 360]]></category>
		<category><![CDATA[g5]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[pippin]]></category>
		<category><![CDATA[xbox]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio raccontarvi un fatto curioso che ho appreso leggendo il libro &#8220;Il Fattore X&#8221; di Dean Takahashi, un saggio dedicato alla nascita di Xbox 360 e che potrete usare se volete spiegare come fate a coniugare la passione per i prodotti Apple con il mondo Xbox 360 della Microsoft (molti, in preda dei pregiudizi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio raccontarvi un fatto curioso che ho appreso leggendo il libro &#8220;<strong>Il Fattore X</strong>&#8221; di Dean Takahashi, un saggio dedicato alla nascita di Xbox 360 e che potrete usare se volete spiegare come fate a coniugare la passione per i prodotti Apple con il mondo Xbox 360 della Microsoft (molti, in preda dei pregiudizi, ancora fanno fatica a capire che i due mondi sono apparentemente diversi).</p>
<h5>Il processore PowerPC</h5>
<p>Infatti, quello che non tutti sanno è che la Xbox 360 per Microsoft, nonostante alcuni problemi iniziali, è stata la vera e forse unica e irripetuta rivoluzione della società di Redmond: se la prima Xbox originale era basata su chipset Intel e una scheda video nVidia (inizialmente Bill Gates voleva creare la console come un vero e proprio pc su cui potevano girare sia Windows che i giochi dedicati), la Xbox 360, invece, fu costruita <strong>partendo da una scheda grafica ATI Radeon e un processore IBM dual core</strong>, lo stesso, almeno come architettura, presente su i <strong>computer G5 della Apple (PowerPC 970)</strong>.<br />
Col senno di poi, la<strong> scelta di Microsoft fu veramente coraggiosa</strong>: per prima cosa <strong>diede fiducia ad IBM con i suoi primi processori multicore</strong>, quando all&#8217;epoca Intel spopolava enfatizzando i processori singolo core a suon di MHz; ma la cosa interessante è stata che, <strong>cambiare radicalmente archittettura avrebbe significato non garantire al 100% la compatibilità verso il basso</strong> (Xbox originale) a tutto vantaggio di performance di tutto rispetto anche a distanza di anni, cosa che invece con Windows non era riuscita a fare, lasciando pezzi di Windows 95 anche in sistemi operativi come Vista.</p>
<h5>Il Macintosh G5 come Kit di Sviluppo</h5>
<p><img src='http://www.levysoft.it/images/p2086_xbox360_apple_logo.jpg' alt='Xbox love Apple Heart' /> E sapete quale è il bello di questa situazione? Dato che, mentre si era nella fase di progettazione, ne ATI ne IBM avevano finito i loro chip, e che gli sviluppatori avevano bisogno di poter iniziare a testare i loro giochi per arrivare in tempo a commercializzare i propri giochi con il lancio della console di nuova generazione, <strong>la Microsoft si vide costretta ad usare i Macintosh G5 come kit di sviluppo!</strong> Lo scopo era quello di dare agli sviluppatori di videogiochi una idea di quello che si sarebbero trovati a programmare, <strong>in modo da riuscire a simulare al meglio il tipo di ambiente e di prestazioni in cui avrebbero operato i giochi sulla futura Xbox 360</strong>, potendo determinarne per tempo la qualità delle animazioni e la velocità di riproduzione di un gioco, <strong>consentendo loro, in defintiva, di iniziare lo sviluppo in anticipo sui tempi!</strong><br />
Ovviamente, anche se l&#8217;ambiente di sviluppo basato su Apple era buono, poteva però solo dare una idea  approssimativa del sistema reale e ottimizzato.<br />
In ogni caso, <strong>ben 4000 Macintosh con G5 furono distribuiti da Microsoft agli sviluppatori</strong> e <strong>i primi giocatori che provarono i giochi nella aree Xbox 360</strong> sparse per l&#8217;America, nate per pubblicizzare la futura console,  siccome non erano ancora pronte le console definitive, <strong>usarono a loro insaputa sistemi Apple Macintosh G5 camuffati</strong>!</p>
<p>Quindi, <strong>se gli Apple Macintosh G5 furono i prototipi iniziali della Xbox 360</strong>, si può benissimo affermare che <strong>in ogni Xbox 360 batte un cuore a forma di mela!</strong></p>
<h5>Somiglianza dei controller</h5>
<p>Un&#8217;altra cosa simpatica che ho notato è stata la <strong>somiglianza tra i controller della Xbox/Xbox 360 e quello della Apple Pippin</strong>, la console di Cupertino che non ebbe mai il successo sperato, <strong>anch&#8217;essa basata intorno a un processore PowerPC</strong> e ad una versione modificata del Mac OS con lo scopo di creare un computer predisposto per i giochi, la stessa idea che ebbe Bill Gates con la sua prima Xbox, <strong>solo che la Pippin fu commercializzata nel 1996 in America mentre la Xbox classica nel lontano 2001</strong>: </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2086_xbox_pippin_controllers.jpg' alt='Xbox vs Apple Pippin' /></div>
<p>Come potete vedere dalla figura, i<strong> 4 tasti messi in croce hanno gli stessi 4 colore base (verde, blu, giallo, rosso) solo in ordine diverso</strong>: che quelli della Microsoft si siano <strong>ispirati anche a questo piccolo particolare?</strong></p>
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</div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Un viaggio virtuale tra le vie della nostra infanzia in un videoclip interattivo in HTML 5 degli Arcade Fire</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/kXz_1ZhyoAM/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2010/09/02/un-viaggio-virtuale-tra-le-vie-della-nostra-infanzia-in-un-videoclip-interattivo-in-html-5-degli-arcade-fire/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[chrome]]></category>
		<category><![CDATA[Google Street]]></category>
		<category><![CDATA[google_maps]]></category>
		<category><![CDATA[html 5]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente qualcosa di nuovo e a proporcelo è la creatività di rock band indie canadese, gli Arcade Fire, Google Maps e Street View di Google e la potenza di HTML 5, coniugando arte e geoweb in un videoclip su misura per ciascun utente, andando oltre la visione passiva per diventare un’esperienza personale dello spettatore.
In teoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente qualcosa di nuovo e a proporcelo è la creatività di rock band indie canadese, gli <a href="http://www.arcadefire.com/"><strong>Arcade Fire</strong></a>, <strong>Google Maps e Street View di Google</strong> e la potenza di <strong>HTML 5</strong>, coniugando <strong>arte e geoweb</strong> in un <strong>videoclip su misura per ciascun utente</strong>, andando <strong>oltre la visione passiva per diventare un’esperienza personale dello spettatore</strong>.</p>
<p>In teoria per visualizzare questo piccolo capolavoro (curato dal filmaker <strong>Chris Milk</strong>) servirebbe <a href="http://www.google.com/chrome"> <strong>Google Chrome</strong></a> ma io l&#8217;ho visualizzato senza alcun problema con <strong>Safari</strong> 5.0.1 per Mac (scordatevi di usare Explorer mentre funziona anche su Safari di iPad o iPhone, ma il tempo di caricamento è più lungo) ma, credetemi vale davvero la pena perché questa <strong>esperienza visiva ed emozionale vale ampiamente 5 minuti del vostro tempo!</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2084_arcade_fire_1.jpg' alt='Arca Fire - The Wilderness Downtown' /></div>
<p>Una volta che avrete deciso quale browser usare, mettetevi comodi, alzate il volume della casse, e collegatevi al sito del progetto <a href="http://www.thewildernessdowntown.com/"><strong>The Wilderness Downtown</strong></a> nato per promuovere il nuovo singolo, &#8220;<strong>We used to wait</strong>&#8220;, dell&#8217;ultimo album degli Arcade Fire, <a href="http://www.metacritic.com/music/the-suburbs-2010/details">The Suburbs</a>. Qui vi verrà chiesto di <strong>inserire l’indirizzo della casa in cui siete cresciuti</strong> (mi raccomando inserite solo la via di dove siete cresciuti perché secondo me fa la differenza), e date l&#8217;OK. Dopo aver atteso qualche istante per dare il tempo al motore di caricare, cliccate su PLAY e lasciatevi andare ad una <strong>cavalcata emotiva indietro nel tempo</strong>, sulle ali di una nostalgia cullata dalle parole e dalla melodia di &#8220;We used to wait&#8221;.</p>
<p>Quando avete finito di guardare il videoclip interattivo, un vero e proprio, viaggio virtuale tra le vie dove si è nati e cresciuti, tornate qui a leggere&#8230; <strong>è una cosa che dovrete provare da soli, senza anticipazioni</strong>, ed è per questo che non ho voluto riprendere alcun video su Youtube di questo videoclip, perché non potrebbe mai rendere l&#8217;idea!</p>
<p>E&#8217; <strong>poesia espressa in musica e video</strong>, ed è molto più efficace di tanta altri videoclip di registi famosi, perché è un <strong>videoclip personalizzabile, fatto su misura sui vostri ricordi, e che lo rende solo vostro!</strong> Quando vi ho detto che era importante inserire l&#8217;indirizzo di dove siete cresciuti e non del vostro lavoro o di dove attualmente vivete, c&#8217;era una ragione: <strong>l&#8217;aspetto emozionale è molto diverso perché non potrete altrimenti godere di un’esperienza interattiva e personale che mira a stimolare nostalgia e malinconia del passato</strong> (che è il tema della canzone). Se guardate il videoclip interattivo, quando vedrete la vostra vecchia casa o quella via in cui giocavate a pallone, <strong>piano piano affioreranno dal passato i ricordi della vostra infanzia, rincorrendo l’onda di sensazioni perdute e che per pochi minuti avete ritrovato</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2084_arcade_fire_3.jpg' alt='Arca Fire - The Wilderness Downtown' /></div>
<p>Girato dal regista <a href="http://www.chrismilk.com/"><strong>Chris Milk</strong></a> insieme al <strong>Google Creative Lab</strong>, sfruttando Google Street View e Google Maps, usa la tecnologia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/HTML5"><strong>HTML5</strong></a> (tanto amata da Steve Jobs che vorrebbe sostituirla al Flash), il video ha dato i risultati sperati perché <strong>la band indie è prima negli Stati Uniti</strong> (156.000 copie vendute in una settimana) e <strong>prima in Inghilterra</strong> (61.000 copie).<br />
Ho apprezzato molto <strong>l&#8217;uso sapiente di un filtro seppia sulle immagini di Google Street</strong> per rendere uniforme le immagini visualizzate con il videoclip (<a href="http://www.chromeexperiments.com/arcadefire/">qui</a> trovate una pagina che descrive le tecniche usate per realizzare questo video interattivo) e <strong>molto bella la scena degli uccelli che volano dai rami del messaggio che avete scritto</strong> in una finestra ad un&#8217;altra (dando un senso di continuità al tutto, in modo da far sembrare un tutto l&#8217;uno l&#8217;ambiente creato a tempo di musica) con le immagini della via inserita in precedenza, e diventando, poi, alberi cresciuti sull&#8217;asfalto.</p>
<p>Vi lascio con la <a href="http://www.ilpost.it/2010/08/31/video-interattivo-arcade-fire-we-used-to-wait/?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+ilpost+%28Il+Post+-+HP%29">migliore descrizione del video</a> che ho trovato:</p>
<p><code>Dopo aver inserito l’indirizzo della via dove abitavate da bambini parte un video con un ragazzino che corre, cappuccio della felpa calato. Si aprono altre finestre del browser, a tempo di musica: uno stormo di uccelli che reagisce al movimento del  mouse, e soprattutto le immagini della via che avete inserito, inquadrata a volo d’uccello. Al centro della vostra via, lontano, il ragazzino che corre. Le finestre del browser continuano poi ad aprirsi e spostarsi: gli uccelli sorvolano la vostra casa, l’inquadratura si avvicina al portone quando il ragazzo smette di correre, e tutto inizia a girare intorno a lui. Gli uccelli volano via, noi ci allontaniamo di nuovo verso il cielo e sullo schermo appare un foglio bianco, in cui ci viene chiesto di scrivere o disegnare — con mouse e tastiera — un messaggio per il bambino che un tempo viveva lì, con un segno che si disperde poi in rami e rivoli. Lasciato il messaggio si torna nella vostra via, dove gli uccelli si lanciano in picchiata verso la strada, diventando alberi allo scontro con l’asfalto, e ricoprendo di verde la città.
</code>
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</div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Come rimuovere un Profilo di Fornitura (Ad Hoc Provisioning Profile) da iPhone e iTunes su Mac OS X e Windows</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/TwLbGMVJFS8/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2010/06/23/come-rimuovere-un-profilo-di-fornitura-ad-hoc-provisioning-profile-da-iphone-e-itunes-su-mac-os-x-e-windows/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 09:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mac os x]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Mac]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Windows 2K/XP]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>
		<category><![CDATA[iPod]]></category>
		<category><![CDATA[itunes]]></category>
		<category><![CDATA[profilo]]></category>
		<category><![CDATA[sdk]]></category>
		<category><![CDATA[sincronizzare]]></category>
		<category><![CDATA[udid]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche beta privata di applicazioni per iPhone, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, come rimuovere dal vostro iPhone il relativo Profilo di Fornitura ( Ad Hoc Provisioning Profile). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete mai avuto modo di partecipare a qualche <strong>beta privata</strong> di <strong>applicazioni per iPhone</strong>, sicuramente vi sarete chiesti, al termine della fase di beta testing, <strong>come rimuovere</strong> dal vostro iPhone il relativo <strong>Profilo di Fornitura</strong> ( <strong>Ad Hoc Provisioning Profile</strong>). Questa, almeno, è stata la domanda che mi sono posto io. Infatti, anche dopo aver fatto il ripristino del mio iPhone per installare il nuovissimo iOS 4, ho scoperto con grande meraviglia che il Profilo era ancora presente. In effetti, <strong>questo viene installato su iTunes e ad ogni sincronizzazione con il dispositivo Apple, viene sempre automaticamente installato</strong>. Ma la cosa particolare è che <strong>non è possibile verificare su iTunes la sua presenza e, eventualmente, cancellarlo</strong>.</p>
<h5>Installazione del Profilo di Fornitura</h5>
<p>Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire <strong>come si diventa tester di una applicazione per iPhone</strong>, prima ancora che questa passi per App Store. Il primo passo è quello di <strong>trovare l&#8217;identificatore unico (UDID) degli iPhone e iPod touch che verranno usati durante il test</strong>.</p>
<p>Per <strong>trovare l&#8217;UDID</strong> di un iPhone o iPod touch:</p>
<ol>
<li>
 Collegare il proprio iPhone o iPod touch al proprio computer (Mac o PC).
</li>
<li>
Aprire iTunes.
</li>
<li>
Nella lista di sorgenti alla sinistra della finestra di iTunes, sotto <strong>Dispositivi</strong>, selezionare col mouse la riga corrispondente al proprio dispositivo.
</li>
<li>
Nella scheda Riepìlogo, <strong>fare clic col mouse sull&#8217;etichetta in grassetto  &#8220;Numero di serie&#8221;</strong> (posto a sinistra del numero di serie). Questo mostrerà, ora, l&#8217;identificatore del dispositivo (che è del tipo: 65def49c088b6bf9b9c2462945df74fs67g54124)
</li>
<li>
Per copiare l&#8217;identificatore negli appunti, scegli dal menu di iTunes <strong>Composizione > Copia</strong> (su Mac) o <strong>Modifica > Copia</strong> (su Windows).
</li>
</ol>
<p>La <strong>registrazione come tester avviene sempre manualmente</strong> e per farlo, di solito, si deve mandare una e-mail al programmatore con gli UDID con i quali si vuol essere registrati. <a href="http://blog.redfin.com/devblog/2009/09/installing_beta_builds_on_iphone.html">Infatti</a>, ogni app dovrà essere compilata dall&#8217;SDK con il relativo file .mobileprovision che è generato a partire dal UDID (Universal Device Identifier). <strong>In  pratica per ogni betatester, dovrà essere generato una app specifica per il suo dispositivo</strong>.</p>
<p>Per ogni applicazione da provare, quindi, <strong>il programmatore dovrà fornire due elementi</strong>:</p>
<ol>
<li>Un <strong>profilo di fornitura</strong>, che consente al dispositivo di eseguire applicazioni. Questo file ha estensione <strong>.mobileprovision</strong>.
</li>
<li>L&#8217;applicazione vera e propria in un <strong>file .ipa</strong> che sarà funzionante solo per il dispositivo che avrà un certo UDID con cui è stata compilata.
</li>
</ol>
<p>Infine, <strong>per installare un&#8217;applicazione, occorre trascina entrambi gli elementi nella libreria iTunes</strong>. <strong> e a questo l&#8217;app comparirà nella sezione Applicazioni della propia libreria iTunes</strong>. A questo punto è possibile <strong>sincronizzare l&#8217;iPhone per trasferire l&#8217;applicazione e il file .mobileprovision su di esso</strong>.</p>
<p>Per controllare che la loro installazione sia avvenuta correttamente, è sufficiente andare, dopo la sincronizzazione, sulle <strong>Impostazioni dell&#8217;iPhone</strong>, e selezionare la voce del menu &#8220;<strong>Generale</strong>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_2.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p> e <strong>Profili</strong> (questa voce del menu è assente se non è stato installato alcun Profilo di Fornitura)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_3.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<p>e troveremo una schermata simile:</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_4.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
<h5>Rimuovere il Profilo di Fornitura</h5>
<p>Come avete visto il file .<strong>mobileprovision è stato installato su iTunes ed è da qui che dovremo eliminarlo</strong>! Per <strong>rimuovere il Profilo di Fornitura</strong> (<strong>Ad Hoc Provisioning Profiles</strong>), <a href="http://discussions.apple.com/thread.jspa?messageID=8315382">occorre</a>:</p>
<ol>
<li>Rimuovere il profilo dal proprio iPhone (<strong>Impostazioni > Generale > Profili</strong>; selezionare il Profilo da cancellare e Rimuoverlo).
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_5.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Nella home directory dell&#8217;utente di sistema del proprio Mac (<strong>~/Library/MobileDevice/</strong>) troverete la directory: &#8220;<strong>Provisioning Profiles</strong>&#8221; che contiene il file .mobileprovision. Sarà quindi sufficiente cancellare (o spostare) il contenuto della directory.
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2082_provisioning_profile_1.jpg' alt='Profilo di Fornitura - Ad Hoc Provisioning Profile' /></div>
</li>
<li>Quindi <strong>sincronizzate l&#8217;iPhone con iTunes e potrete constatare che il Profilo di Fornitura non verrà più ripristinato</strong>.
</li>
</ol>
<p>Questa procedura vale per i sistemi Mac OS X, ma per i sistemi Windows è analoga e a <a href="http://confluence.gordonturner.ca/display/NOTES/iPhone+provisioning+notes">cambiare</a> è solamente la directory in cui risiede il file .mobileprovision. In particolare (sostituire &#8220;username&#8221; con il proprio nome utente in uso nel sistema):</p>
<p><strong>Mac OS X</strong><br />
<code>/Users/username/Library/MobileDevice</code></p>
<p><strong>Windows XP</strong><br />
<code>C:/Documents and Settings/username/Application Data/Apple Computer/MobileDevice/</code></p>
<p><strong>Windows Vista</strong><br />
<code>C:/Users/username/AppData/Roaming/Apple Computer/MobileDevice/</code>
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		<title>Un mio nuovo progetto: GamerTagMatch, una community online italiana per mettere in contatto tra loro gli utenti Xbox Live</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Console]]></category>
		<category><![CDATA[Idea Lab]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox 360]]></category>
		<category><![CDATA[gamertagmatch]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio proporvi un mio piccolo progetto, che ho portato avanti in questi ultimi mesi nei ritagli di tempo, con lo scopo di dare un senso al primo premio vinto come Miglior Blog Tecnico dell’anno 2008-2009, ovvero un piano di hosting Azienda Linux offerto da CodingWeb (la cui assistenza, fino ad oggi, si è sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio proporvi un <strong>mio piccolo progetto</strong>, che ho portato avanti in questi ultimi mesi nei ritagli di tempo, con lo scopo di dare un senso al <a href="http://www.levysoft.it/archivio/2009/06/15/levysoft-e-stato-giudicato-il-miglior-blog-tecnico-dellanno-2008-2009/"><strong>primo premio</strong></a> vinto come <a href="http://www.migliorblogtecnico.net/"><strong>Miglior Blog Tecnico dell’anno 2008-2009</strong></a>, <a href="http://www.cristianofino.net/post/La-proclamazione-dei-vincitori-della-prima-edizione-di-Miglior-Blog-Tecnico.aspx">ovvero</a> un piano di hosting Azienda Linux offerto da <a href="http://www.codingweb.net/">CodingWeb</a> (la cui assistenza, fino ad oggi, si è sempre dimostrata efficiente e molto rapida).</p>
<h5>L&#8217;idea</h5>
<p>Avevo in mente diversi progetti da portare avanti, ma alla fine ho deciso di <strong>puntare su qualcosa di diverso</strong> da quello a cui sono solitamente abituato, meno divulgativo di Levysoft e forse più ludico, ma <strong>non per questo meno interessante e pieno di stimoli e sfide</strong>. Tutto è nato dalla constatazione che, <strong>il gioco online, in questi ultimi anni, si sta allargando sempre più nei videogiocatori</strong> e in molti paesi dotati di banda larga, sta spopolando. Se prima, chi giocava online era solitamente un utente PC, oggi l&#8217;ago della bilancia si sta spostando sempre più verso le console, in primis la <strong>Xbox 360</strong> (sia per qualità di servizio offerto, che non per niente è anche a pagamento, che per quantità di giochi, soprattutto FPS, che offrono questa opportunità) e, quindi, a ruota, la PS3 e la WII.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_1.jpg' alt='GamerTagMatch' /></div>
<p>Il problema, però, che ho anche personalmente riscontrato, è che <strong>molti videogiocatori hanno difficoltà a trovare qualcuno con cui giocare online, soprattutto se intende sbloccare alcuni particolari obiettivi o semplicemente si vuole giocare in co-op</strong>. Su tutti i forum che ho visitato ho sempre letto post di qualcuno che chiedeva chi voleva giocare online con un determinato videogioco, magari in certe fasce orarie. Per chi, invece, non ha particolare esigenze, <strong>ogni forum dedica sempre una pagina con la lista di tutti gli utenti e relativi gamertag</strong> e, a volte, anche la lista dei giochi con cui si intende giocare online.</p>
<p>Il problema di tutto ciò, però, è che <strong>ogni forum è una micro-realtà locale che, se da un lato può garantire maggiore affiatamento, dall&#8217;altro risulta essere non del tutto completa</strong>. Infatti, <strong>oltre ad essere difficile trovare chi sia appassionato dello stesso gioco</strong> (a meno che non si tratti di classici come COD o Fifa), è anche vero che non esiste alcuna organizzazione di sorta in queste &#8220;megatabelle&#8221; di utenti.</p>
<h5>La situazione attuale</h5>
<p><strong>In ambito internazionale la questione è gestita in varie maniere</strong>: dall&#8217;enorme leaderboard di <a href="http://www.mygamercard.net/">MyGamerCard.net</a>, alla <a href="http://www.gametap.com/forum/xbox-live-gamertags-post-yours-and-meet-new-friends-t18039.html">lista su Gametap</a> in ambito internazionale a all&#8217;interessante clan di <a href="http://www.avforums.com/forums/xbox-live-clans/710609-avf-online-matchmaker-gamertags.html">AVF Matchmaker Gamertags</a> o quella meno organizzata del <a href="http://forums.electronicarts.co.uk/meet-your-match/380880-xbl-gamertags.html">sito EA</a>, fino ad arrivare al <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=2218946550">gruppo su Facebook</a> e su <a href="http://gamesource.groups.yahoo.com/group/XboxLIVEplayers/">Yahoo! Groups</a>.<br />
Eccetto il caso di un solo sito italiano che offre qualcosa di organizzato (<a href="http://www.xboxway.com/xboxlive/ClassificaGiocatori.aspx">Xbox LIVE Way</a>, mentre è da tempo chiuso <a href="http://www.gamertag.it/ricerca.asp">gamertag.it</a>), <strong>in Italia, almeno dal mio punto di vista la questione è lasciata al singolo forum che si organizza con post a tema</strong> (un esempio è la <a href="http://forums.xbox.com/41646/ShowPost.aspx">Lista Gamertag Italiani</a> del forum sul sito Xbox.com).</p>
<h5>Le esigenze</h5>
<p><strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a></strong>, quindi, non fa altro che rispondere a queste esigenze: <strong>realizzare un unico database di giocatori italiani amanti del gioco online, in cui ognuno possa lasciare il proprio gamertag, la propria lista di giochi preferiti per l&#8217;online e lasciare, nel proprio profilo,  le motivazioni per cui si vuole giocare in Live, per avere subito quanti e quali giocatori hanno lo stesso nostro gioco</strong>. Inoltre, ogni volta che qualcuno aggiungerà lo stesso gioco che avremo noi, ci arriverà una <strong>mail di notifica che ci avviserà della possibilità di incontrare nuove persone online</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_2.jpg' alt='GamerTagMatch - Lista Giochi' /></div>
<p>Purtroppo, non facendo parte del <em>Xbox Community Developer Program</em> (credo inoltre che serva un sito realizzato in asp), non ho potuto realizzare un sito che comunicasse in tempo reale con la piattaforma di Xbox LIVE, in modo da poter recuperare automaticamente le informazioni dei giocatori online. Ma è anche vero che non era questo lo scopo del mio progetto.</p>
<p>Infatti, <strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> non è solo un semplice archivio online ma anche un luogo di incontro in cui creare vere comunità di appassionati intorno ad uno o più videogiochi</strong>. E&#8217; possibile quindi <strong>scambiarsi messaggi tra amici, seguire i flussi wire (una sorta di twitter locale) e commentare i vari giochi</strong>.</p>
<p>Data la natura particolare del sito, <strong>ho deciso di inserire nel database, solo i giochi che presentassero la possibilità di giocare online, sia in co-op che in vs</strong> (al momento ho inserito già 142 titoli). <strong>Per cui non troverete capolavori indiscussi</strong> (faccio l&#8217;esempio di Assassin&#8217;s Creed 2) <strong>se questi giochi non avranno una componente Multiplayer Live</strong>. Questa è una precisa scelta editoriale: essendo un sito dedicato a tutti coloro che vorranno incontrare nuovi amici per giocare in Live, mettere a disposizione anche una lista di giochi che non hanno una componente online era quantomeno confusionario e dispersivo. <strong>Infatti, ogni utente non dovrà scegliere tutti i giochi che ha nel proprio scaffale ma soltanto quelli che, al momento, preferisce giocare online</strong>. Per cui potrete modificare la vostra lista a piacimento: per esempio, se fino a ieri vi faceva piacere giocare online con Pes 2009 e Pes 2010, oggi potrete decidere di esservi stufati di giocare a Pes 2009 e dedicarvi solo a Pes 2010, per cui basterà togliere dalla propria lista il gioco in questione in modo da essere sicuri che nessun altro potrà contattarvi per quel particolare gioco.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_5.jpg' alt='GamerTagMatch - Dettaglio del Gioco' /></div>
<h5>Elgg</h5>
<p><strong>Ho provato a creare il sito il più semplice ed immediato possibile, in modo che richiedesse il minor numero di operazioni ma al contempo offrisse il maggior numero di possibilità</strong>. Per ottenere ciò mi sono basato sull&#8217;ultima versione stabile di <a href="http://elgg.org/"><strong>Elgg</strong></a> (passando prima in rassegna altri alternative come <em><a href="http://www.boonex.com/dolphin/">Dolphin</a>, <a href="http://www.jomsocial.com/">JomSocial</a> e <a href="http://buddypress.org/">BuddyPress</a></em>), un ottimo CMS per la costruzione di social network, opportunamente stravolto e modificato in base alle mie esigenze. Devo dire che <strong>è stata una bella esperienza</strong> perché sono potuto andare a fondo in molti dettagli dell&#8217;applicativo web, <strong>apprezzandone al contempo la sua nascosta complessità e la sua flessibilità</strong>.</p>
<h5>Fase Beta</h5>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_3.jpg' alt='GamerTagMatch - Homepage' /></div>
<p>Attualmente <strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> è ancora in versione beta</strong> (la 0.8), il che significa che <strong>funziona in tutti i suoi macro aspetti ma ancora devo mettere a punto qualche piccolo dettaglio</strong>. </p>
<p><strong>GamerTagMatch</strong>, per quanto riguarda i menu e l&#8217;interfaccia utente, è <strong>localizzato sia in italiano che in inglese, mentre i contenuti</strong> (come le descrizioni dei giochi e le news) <strong>sono solo in italiano</strong>. Se poi questa community riuscirà a crescere potrò iniziare a rendere più internazionale il progetto (che comunque presenta realtà molto complesse e variopinte): ma ovviamente, <strong>come ogni progetto, sarete voi a decretarne il successo o la disfatta</strong>.</p>
<h5>Privacy</h5>
<p>All&#8217;inizio avevo pensato di lasciare visibile anche ai non iscritti il dettaglio degli utenti che giocavano ad un certo videogioco online, compresa la propria gamertag (in modo da espandere le potenzialità del sito in maniera esponenziale). Ma alla fine ho creduto più utile, però, <strong>per preservare la privacy degli utenti</strong>, fare un passo alla volta. Quindi, i <strong>non iscritti potranno vedere solo i giochi con il numero di utenti che vi giocano, ma non le loro gamertag</strong>. Per vedere <strong>maggiori dettagli sarà quindi necessario iscriversi, gratuitamente, al sito</strong>. Questa è una soluzione intermedia: avrei anche potuto fare in modo che solo chi possiede un gioco potesse vedere le altre gamertag (magari con un moderatore che validasse la lista dei giochi) oppure solo dietro richiesta di amicizia. Ma così facendo avrei tarpato le ali ad <strong>un sito che per sua natura doveva essere veloce, snello e rapido da consultare</strong>. Ovviamente, in base all&#8217;esperienza che maturerò nel corso dei prossimi mesi e alle richieste, ai commenti e ai suggerimenti degli utilizzatori, potrò delineare la giusta strada da percorrere.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2077_gamertagmatch_4.jpg' alt='GamerTagMatch - User' /></div>
<h5>Perché solo Xbox 360?</h5>
<p>Molti mi hanno chiesto <strong>perché dedicare un sito solo ai videogiochi per Xbox 360</strong> e non volgere lo sguardo pure ai quelli per PS3 e WII: la risposta è semplice ma anche molteplice. Se quella più ovvia potrebbe essere perché, almeno <strong>attualmente, la Xbox 360 mostra la migliore esperienza videoludica per quanto riguarda il gioco online</strong>, la sua maturità è tale che PS3 e WII non riescono ancora a competere con questa realtà. <strong>Ma è anche vero che la mia scelta è stata dettata dal fatto che per iniziare bene un nuovo progetto, sono voluto andare con i piedi di piombo e approfondire al meglio tutti gli aspetti con una sola tecnologia</strong>. Quando poi mi sentirò pronto (e magari anche il mercato lo sarà) potrò pensare di allargare GamerTagMatch verso altri ameni lidi, come i MII (con i Codice Amico Wii) e i Playstation Network Tag della PS3. Ma tutto questo sarà subordinato ai risultati che potrò ottenere con questo nostro nuovo progetto, <strong>perché il successo o la disfatta sarete voi a proclamarla!</strong></p>
<h5>Un po&#8217; di social network</h5>
<p>Ovviamente <strong>potete trovare la community di <a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> anche su Twitter, Facebook e Google Friend Connect</strong>:</p>
<p><strong>Twitter</strong>: <a href="http://twitter.com/GamerTagMatch">http://twitter.com/GamerTagMatch</a><br />
<strong>Facebook</strong>: <a href="http://www.facebook.com/pages/GamerTagMatch/237871898619">GamerTagMatch Fan Page</a><br />
<strong>Google Friend Connect</strong>: gamertagmatch -AT- gmail.com (sostituire -AT- con @)</p>
<p>Quindi, ogni volta che ci sarà qualche <strong>novità sul sito</strong> o verranno <strong>aggiunti nuovi giochi che gestiscono il Multiplayer in Live</strong>, oltre al classico <a href="feed://gamertagmatch.com/?view=rss"><strong>feeder RSS</strong></a>, avrete un altro modo per essere sempre aggiornati!</p>
<h5>Cerco Beta Tester</h5>
<p><strong><a href="http://www.gamertagmatch.com/">GamerTagMatch</a> è una community italiana che deve la sua esistenza essenzialmente alla vostra presenza e collaborazione tra le sue pagine</strong>. <strong>Senza utenti una community non può esistere</strong> e solo quando il loro numero sarà consistente, lo scopo ultimo di GamerTagMatch potrà essere raggiunto: trovare per ogni gioco quanti più giocatori possibili disposti a giocarci in Live! Ma ricordate: <strong>GamerTagMatch è e sarà sempre gratuito!</strong><br />
Anzi, <strong>per premiare i miei utenti ho anche intenzione di fare qualche regalo</strong>, magari <strong>qualche Day One di primo ordine da portare a casa o qualche abbonamento Xbox Live trimestrale/annuale gratis</strong>. </p>
<p>Queste sono le mie intenzioni ma ora devo solo rimboccarmi le maniche e partire. Con questo sito ho<strong> voluto lanciarmi una sfida, spero che venga accolta calorosamente da tutti coloro che amano il gioco online</strong> e che possiate trovarvi bene tra le pagine del mio nuovo sito. </p>
<p>Anche se attualmente il sito è nella fase di beta testing, <strong>le iscrizioni sono gratuite e aperte a tutti</strong>! E allora, cosa aspettate: <strong>correte subito ad <a href="http://www.gamertagmatch.com/account/register.php">iscrivervi a GamerTagMatch</a></strong> e scegliete i vostri giochi preferiti per Xbox Live!
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</div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.levysoft.it/archivio/2010/01/15/un-mio-nuovo-progetto-gamertagmatch-una-community-online-italiana-per-mettere-in-contatto-tra-loro-gli-utenti-xbox-live/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Come visualizzare correttamente su tutti i browser il gadget per Google Friend Connect su Wordpress</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/levysoft/~3/o2hLAIXo4Gs/</link>
		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2010/01/05/come-visualizzare-correttamente-su-tutti-i-browser-il-gadget-per-google-friend-connect-su-wordpress/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 22:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Plugin]]></category>
		<category><![CDATA[Tips]]></category>
		<category><![CDATA[Tips Web]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Wordpress]]></category>
		<category><![CDATA[google friend connect]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho deciso di inserire sul mio blog il widget per Google Friend Connect per provare il servizio di Google pensato per rendere i siti più sociali. Il vantaggio di usare Google Friend Connect è quello di creare una piccola community su cui far convergere i propri utenti (basta che abbiano un semplice account gmail) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho deciso di inserire sul mio blog il widget per <a href="http://www.google.com/friendconnect"><strong>Google Friend Connect</strong></a> per provare il <strong>servizio di Google pensato per rendere i siti più sociali</strong>. Il vantaggio di usare Google Friend Connect è quello di <strong>creare una piccola community su cui far convergere i propri utenti</strong> (basta che abbiano un semplice account gmail) e <strong>proporre, magari, domande agli utenti</strong> che decidono di entrare a far parte di Friend Connect, in modo da <strong>conoscere meglio i loro interessi</strong>, oppure <strong>scambiarsi messaggi privati tra i membri della stessa community</strong>.<br />
<a href="http://www.motoricerca.net/2009/11/05/google-friend-connect-personalizzabile/">Interessante</a> è anche la <strong>possibilità del proprietario del sito di inviare newsletter agli utenti che partecipano alla community, dividendole anche in base ai loro interessi</strong>. Tutte le informazioni raccolte possono anche essere esportate in formato JSON o XML. E&#8217; probabile che presto <strong>si integrerà con i flussi di informazioni di Google Wave</strong> in modo da alimentare automaticamente la community con nuove discussioni, ma quel che è certo è che uno degli aspetti non proprio secondari è quello di potersi <strong>integrare con Google AdSense in modo da poter visualizzare annunci pubblicitari che tengono conto sia dei contenuti del sito, che degli interessi personali espressi in precedenza dai singoli utenti</strong>.</p>
<h5>Come attivare Google Friend Connect</h5>
<p>Rispetto ai primi tempi in cui il servizio era attivo, <strong>ora non è più necessario scaricare e inserire nella root del proprio sito web i file <em>rpc_relay.html</em> e <em>canvas.html</em></strong> e l&#8217;attivazione è molto semplice. Infatti, <strong>dopo essersi loggati con il proprio account Google</strong> (che equivale al proprio account Gmail), sarà sufficiente accettare i &#8220;<em>Termini di servizio per gli sviluppatori di Friend Connect</em>&#8221;</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_1.jpg' alt='Google Friend Connect - 1' /></div>
<p>e verrete subito mandati ad una pagina in cui potrete <strong>inserire il nome e la url del vostro sito</strong></p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_2.jpg' alt='Google Friend Connect - 2' /></div>
<p>per poter attivare la vostra nuova community!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_3.jpg' alt='Google Friend Connect - 3' /></div>
<p>Bene, ora non resta altro che <strong>creare un gadget che permetta agli utenti del proprio sito di unirsi alla vostra nuova community</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_4.jpg' alt='Google Friend Connect - 4' /></div>
<p>La procedura è molto semplice e guidata</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_5.jpg' alt='Google Friend Connect - 5' /></div>
<p>e vi permetterà di creare del <strong>codice HTML del tipo</strong>:</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<!-- Include the Google Friend Connect javascript library. -->
<script type="text/javascript" src="http://www.google.com/friendconnect/script/friendconnect.js"></script>
<!-- Define the div tag where the gadget will be inserted. -->
<div id="div-234567890123456789" style="width:276px;border:1px solid #cccccc;"></div>
<!-- Render the gadget into a div. -->
<script type="text/javascript">
var skin = {};
skin['BORDER_COLOR'] = '#cccccc';
skin['ENDCAP_BG_COLOR'] = '#e0ecff';
skin['ENDCAP_TEXT_COLOR'] = '#333333';
skin['ENDCAP_LINK_COLOR'] = '#0000cc';
skin['ALTERNATE_BG_COLOR'] = '#ffffff';
skin['CONTENT_BG_COLOR'] = '#ffffff';
skin['CONTENT_LINK_COLOR'] = '#0000cc';
skin['CONTENT_TEXT_COLOR'] = '#333333';
skin['CONTENT_SECONDARY_LINK_COLOR'] = '#7777cc';
skin['CONTENT_SECONDARY_TEXT_COLOR'] = '#666666';
skin['CONTENT_HEADLINE_COLOR'] = '#333333';
skin['NUMBER_ROWS'] = '4';
google.friendconnect.container.setParentUrl('/' /* location of rpc_relay.html and canvas.html */);
google.friendconnect.container.renderMembersGadget(
 { id: 'div-234567890123456789',
   site: '12345678901234567890' },
  skin);
</script>
</textarea>
<p>da <strong>inserire nella vostra sidebar</strong> (di solito corrisponde al file <strong>sidebar.php del vostro tema Wordpress</strong>). Se volete evitare di mettere mano al codice html, <strong>potete installare il seguente widget per Wordpress</strong>: <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/google-friendsconnect-widget/"><strong>Google Friends Connect Widget</strong></a>. Dopo averlo attivato dalla pagina dei plugin, nella pagina della Gestione Temi di Wordpress trovate la sezione Widget. Qui basterà spostare, con un semplice drag e drop, il widget interessato nella posizione desiderata</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_6.jpg' alt='Google Friend Connect - 6' /></div>
<p>e <strong>configurare correttamente il proprio &#8220;<em>site id</em>&#8220;</strong> (quello che nel codice html compare in fondo dopo &#8220;<em>site:</em>&#8220;)</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_7.jpg' alt='Google Friend Connect - 7' /></div>
<h5>Problema di visualizzazione del gadget di Google Friend Connect</h5>
<p>In realtà tutto questo è in linea teorica, perché sia usando il widget per Wordpress, sia inserendo il codice html fornito dalla pagina di Google Friend Connect, questo è stato il risultato visualizzabile sui browser che uso solitamente sul mio Macbook Pro: <strong>Safari 4.0.4 e Firefox 3.5.6</strong>. </p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_8.jpg' alt='Google Friend Connect - 8' /></div>
<p>Sembra, infatti che <strong>su alcuni browser il gadget di Google non venga visualizzato correttamente</strong> (da quanto <a href="http://www.google.com/support/forum/p/friendconnect/thread?tid=3e594f4a2cd2795a&#038;hl=en">leggo</a> sembra che Firefox avrebbe dovuto visualizzare correttamente il gadget ma probabilmente il browser testato era per Windows).<br />
<strong>Per rendere visibile il gadget su qualsiasi browser di qualsiasi sistema operativo è <a href="http://birdbra.in/2009/fix-empty-blue-google-friend-connect-gfc-bar-in-wordpress/">sufficiente</a> inserire il seguente codice html subito prima del tag di chiusura &lt;/body&gt;</strong> (e quindi, nel caso di un tema standard per Wordpress, troverete il tag richiesto <strong>nel file footer.php della cartella del vostro template</strong>) in moda da <strong>istruire il browser ad usare il parser Prototype JSON invece che quello Native JSON</strong>.</p>
<textarea name="code" class="javascript:nogutter" cols="60" rows="10">
<script>
window.JSON = {
parse: function(st){
return st.evalJSON();
},
stringify: function(obj){
return Object.toJSON(obj);
}
};
</script>
</textarea>
<p>e questo sarà il risultato!</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2075_google_friend_connect_9.jpg' alt='Google Friend Connect - 9' /></div>
<p>Ora che finalmente è attiva la funzione di Friend Connect, cosa aspettate: <strong>cliccate sul pulsante “Login” che trovate nella colonna qui a lato ed entrerete anche a voi far parte della community di Levysoft!</strong>
<p class="akst_link"><a href="http://www.levysoft.it/?p=2075&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_2075" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a></p>
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</div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Buon Natale a tutti</title>
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		<comments>http://www.levysoft.it/archivio/2009/12/25/buon-natale-a-tutti-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 09:44:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente è arrivato il grande giorno atteso da tutti, grandi e piccini, e per l&#8217;occasione auguro a tutti quanti voi di passare un sereno e felice Natale!.

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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente è arrivato il grande giorno atteso da tutti, grandi e piccini, e per l&#8217;occasione auguro a tutti quanti voi di passare <strong>un sereno e felice Natale!</strong>.</p>
<div align='center'><img style='float:none; clear:both;' src='http://www.levysoft.it/images/p2074_buonnatale.jpg' alt='Buon Natale' /></div>
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		<title>Wordpress 2.9: supporto allo standard oEmbed</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 15:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Troise</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Web TV]]></category>
		<category><![CDATA[Wordpress]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ho upgradato il mio sito alla nuova versione 2.9 di Wordpress con la oramai classica operazione indolore di aggiornamento automatico (una vera manna dal cielo). Tra le novità rilevanti, troviamo la possibilità di aggiornare 10 plugin in un solo passaggio (invece di dover fare vari clic per ognuno di essi), un utile e veloce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ho upgradato il mio sito alla nuova <strong>versione 2.9 di Wordpress</strong> con la oramai classica operazione indolore di aggiornamento automatico (una vera manna dal cielo). Tra le <a href="http://www.wordpress-it.it/2009/12/22/wordpress-2-9-in-italiano-carmen/">novità</a> rilevanti, troviamo la possibilità di <strong>aggiornare 10 plugin in un solo passaggio</strong> (invece di dover fare vari clic per ognuno di essi), un utile e veloce <strong>editor di immagini incorporato</strong> che permette di ritagliare, modificare, ruotare invertire e scalare le proprie immagini e la funzionalità di <strong>mettere in un ”cestino” i propri post cancellati</strong> (in modo da poterli recuperare in un secondo momento), eliminando anche i fastidiosi messaggi di conferma che apparivano ad ogni cancellazione.</p>
<p>Infine, cosa molto utile, è stata <strong>aggiunta la funzione di inclusione automatica dei video, semplicemente incollando la URL del video</strong> su una sola riga e magicamente questa verrà trasformata nel corretto codice di embed. I siti supportati sono: <strong>YouTube, Daily Motion, Blip.tv, Flickr, Hulu, Viddler, Qik, Revision3, Scribd, Google Video, Photobucket, PollDaddy e WordPress.tv</strong>.<br />
Per chi non lo sapesse, questa funzionalità è nota col nome di <a href="http://oembed.com/"><strong>oEmbed</strong></a>, il <strong>formato aperto di incorporamento automatico dei video</strong>. <a href="http://www.google.com/support/youtube/bin/answer.py?hl=it&#038;answer=164669">Infatti</a>, in genere è necessario copiare il codice per l&#8217;incorporamento di un video di YouTube dal video stesso e incollarlo nel proprio sito web/blog. Se il sito web supporta <a href="http://www.oembed.com/">oEmbed</a>, però, è possibile incollare l&#8217;URL del video anziché l&#8217;intero codice per l&#8217;incorporamento. Il video verrà comunque visualizzato come incorporato nella pagina.<br />
Quindi, se prima occorreva scrivere il seguente codice per visualizzare un video sul proprio sito:</p>
<p><code>&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/watch?v=HEheh1BH34Q" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; 
</code></p>
<p>ora, con oEmbed è possibile semplicemente incollare l&#8217;URL del video nel proprio blog:</p>
<p><code>
http://www.youtube.com/watch?v=HEheh1BH34Q
</code></p>
<p>Come vedete, <strong>oltre a risparmiare codice html, ne risente positivamente la pulizia del codice</strong>.</p>
<p>Per testare questa nuova funzionalità offerta da Wordpress 2.9, <a href="http://noneun.tumblr.com/post/295052275">eccovi</a> un video<strong> affascinante che ci fa capire quanto siamo piccoli nell&#8217;universo</strong> (da mettere i brividi):</p>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HEheh1BH34Q&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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