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		<title>Lexambiente</title>
		<description><![CDATA[LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174]]></description>
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		<lastBuildDate>Sun, 25 Oct 2026 23:32:17 +0100</lastBuildDate>
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			<title>Urbanistica. Sequestro probatorio per reati edilizi, motivazione sulla finalità probatoria e controllo del tribunale del riesame</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/cassazione-penale160/urbanistica-sequestro-probatorio-per-reati-edilizi%2C-motivazione-sulla-finalit%C3%A0-probatoria-e-controllo-del-tribunale-del-riesame.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/images/stories/urbanistica.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/images/stories/urbanistica.gif" style="float: left;">Cass. Sez. III n. 35640 del 8 ottobre 2026 (CC 17 set 2026)<br>Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. Cimato<br>Urbanistica. Sequestro probatorio per reati edilizi, motivazione sulla finalità probatoria e controllo del tribunale del riesame</p>
<p style="text-align: justify;">In tema di sequestro probatorio relativo a reati edilizi e paesaggistici, l'obbligo di motivazione del provvedimento d'imposizione del vincolo in ordine al nesso di strumentalità tra la res sequestrata ed il reato ipotizzato è adeguatamente assolto mediante l'indicazione della finalità investigativa di eseguire rilievi ed accertamenti tecnici diretti ad accertare la concreta entità dell'abuso e la sua eventuale sanabilità. In sede di riesame del decreto di sequestro probatorio, il giudice è tenuto esclusivamente a verificare l'astratta configurabilità del reato e l'idoneità degli elementi fondanti la notitia criminis a rendere proficuo l'espletamento di ulteriori indagini non altrimenti effettuabili senza la sottrazione del bene, senza poter anticipare valutazioni di merito. Infine, la censura relativa alla violazione del principio di proporzionalità della cautela reale deve indicare specificamente le ragioni della presunta sproporzione e l'eventuale diversa misura idonea a soddisfare le esigenze probatorie, pena l'inammissibilità del motivo per genericità</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Cassazione Penale</category>
			<category>Urbanistica</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 06:00:26 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Urbanistica. Calcolo dell&amp;#039;altezza degli edifici in rapporto alla larghezza della sede viaria effettiva ed attuale</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/consiglio-di-stato64/urbanistica-calcolo-dell-altezza-degli-edifici-in-rapporto-alla-larghezza-della-sede-viaria-effettiva-ed-attuale.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/urbanistica.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/urbanistica.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. IV n. 7229 del 30 settembre 2026.<br>Urbanistica. Calcolo dell'altezza degli edifici in rapporto alla larghezza della sede viaria effettiva ed attuale</p>
<p style="text-align: justify;">In materia edilizia ed urbanistica, la larghezza della strada alla quale commisurare l'altezza del fabbricato deve essere identificata nella sua consistenza reale, effettiva ed attuale al momento della valutazione dell'istanza per il rilascio del titolo abilitativo, senza che possa farsi automatico riferimento a una maggiore larghezza meramente virtuale prevista dallo strumento urbanistico generale ma non ancora concretamente attuata. Una trasformazione viaria futura ed eventuale non può infatti costituire parametro idoneo a verificare il rispetto dei limiti posti a tutela dell'armonico inserimento dell'edificazione nel contesto viario. Ai medesimi fini edilizi, integra volume tecnico – non computabile nell'altezza o nella volumetria assentibile – soltanto il manufatto di contenuta consistenza, privo di autonoma destinazione abitativa e strettamente necessario a contenere impianti tecnologici serventi la costruzione e non altrimenti collocabili al suo interno</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Urbanistica</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 05:41:59 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Aria. A Torino si continua a morire di smog ma, secondo il tribunale, non ne risponde nessuno</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/aria/dottrina170/aria-a-torino-si-continua-a-morire-di-smog-ma,-secondo-il-tribunale,-non-ne-risponde-nessuno.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/images/stories/aria.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/images/stories/aria.gif" style="float: left;">A Torino si continua a morire di smog ma, secondo il tribunale, non ne risponde nessuno</p>
<p style="text-align: left;">di Gianfranco AMENDOLA</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Dottrina</category>
			<category>Aria</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 05:22:09 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Ecodelitti. Qualificazione dei rifiuti nei progetti di ripristino ambientale</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/ecodelitti/cassazione-penale/ecodelitti-qualificazione-dei-rifiuti-nei-progetti-di-ripristino-ambientale.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/images/stories/waste_in_sea-64.png" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/images/stories/waste_in_sea-64.png" style="float: left;">Cass. Sez. III n. 35628 del 8 ottobre 2026 (UP 17 set 2026) <br>Pres. Ramacci Rel. Verderosa Ric. Procuratore Generale presso Corte d'appello di Napoli<br>Ecodelitti. Qualificazione dei rifiuti nei progetti di ripristino ambientale</p>
<p style="text-align: justify;">In materia penale ambientale, i materiali derivanti da attività di demolizione sono da qualificarsi indefettibilmente come rifiuti e non come sottoprodotti, giacché la demolizione non costituisce un "processo di produzione"; conseguentemente, nell'ipotesi di ricomposizione e ripristino ambientale di una cava avente destinazione finale agricola, la verifica della sussistenza di contaminazioni deve avvenire valutando l'uso effettivo del sito e applicando i parametri di concentrazione soglia di contaminazione più restrittivi a tutela della salute e dell'ambiente</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Cassazione Penale</category>
			<category>Ecodelitti</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 06:00:17 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Urbanistica. Scia e autoresponsabilità del dichiarante</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/dottrina184/urbanistica-scia-e-autoresponsabilit%C3%A0-del-dichiarante.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/images/stories/urbanistica.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/images/stories/urbanistica.gif" style="float: left;">Scia e autoresponsabilità del dichiarante<br>Limiti strutturali dell’affidamento nel contesto della liberalizzazione regolata<br>di Armando LORUSSO</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Dottrina</category>
			<category>Urbanistica</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 05:51:09 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Rifiuti. Criticità nell’applicazione del REACH agli EoW</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/rifiuti/dottrina179/rifiuti-criticit%C3%A0-nell%E2%80%99applicazione-del-reach-agli-eow.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/images/stories/rifiuti.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/images/stories/rifiuti.gif" style="float: left;">Criticità nell’applicazione del REACH agli EoW</p>
<p style="text-align: left;">di Mauro SANNA</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Dottrina</category>
			<category>Rifiuti</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 05:19:23 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Urbanistica. Qualificazione edilizia delle tettoie di rilevanti dimensioni chiuse su tre lati e presupposti per l&amp;#039;assoggettamento al permesso di costruire</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/consiglio-di-stato64/urbanistica-qualificazione-edilizia-delle-tettoie-di-rilevanti-dimensioni-chiuse-su-tre-lati-e-presupposti-per-l-assoggettamento-al-permesso-di-costruire.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/urbanistica.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/urbanistica.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. III n. 7257 del 1° ottobre 2026<br>Urbanistica. Qualificazione edilizia delle tettoie di rilevanti dimensioni chiuse su tre lati e presupposti per l'assoggettamento al permesso di costruire</p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione di una tettoia di significative dimensioni, chiusa su tre lati e dotata di copertura a falda inclinata, non è riconducibile alla categoria delle pertinenze o degli interventi di edilizia libera, ma integra un intervento di ristrutturazione edilizia soggetto al previo rilascio del permesso di costruire ai sensi dell'art. 10, comma 1, lett. c), del d.P.R. n. 380/2001. Tale manufatto comporta infatti un'alterazione permanente della sagoma e del prospetto dell'edificio preesistente, con conseguente aumento di volumetria e di carico urbanistico, configurando una destinazione funzionale che eccede la mera protezione dagli agenti atmosferici. L'omessa apposizione dell'attestazione di conformità all'originale ex art. 18 del d.P.R. n. 445/2000 sulla copia notificata del provvedimento sanzionatorio non ne determina la nullità o l'invalidità, laddove l'atto sia indiscutibilmente imputabile all'amministrazione procedente e non vi sia contestazione sulla fedeltà del relativo contenuto</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Urbanistica</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 05:15:37 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Elettrosmog. Tralicci di telecomunicazione, distanze legali dai confini e inapplicabilità analogica delle NTA per edifici pubblici</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/elettrosmog/giurisp-civ-cass-271/elettrosmog-tralicci-di-telecomunicazione%2C-distanze-legali-dai-confini-e-inapplicabilit%C3%A0-analogica-delle-nta-per-edifici-pubblici.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/images/stories/elettrosmog.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/images/stories/elettrosmog.gif" style="float: left;">Cass. civile Sez. II n. 26120 del 2 ottobre 2026 (PU 7 luglio 2026)<br>Pres. Cirillo Rel. Picaro Ric. Brunato<br>Elettrosmog. Tralicci di telecomunicazione, distanze legali dai confini e inapplicabilità analogica delle NTA per edifici pubblici</p>
<p style="text-align: justify;">In materia di distanze legali tra costruzioni, le strutture destinate a impianti di telecomunicazione (quali tralicci e relative basamenti), pur qualificandosi come costruzioni e venendo assimilate alle opere di urbanizzazione primaria ex art. 86 del d.lgs. n. 259/2003, sono soggette alla disciplina speciale loro riservata dallo strumento urbanistico locale mediante apposito azzonamento. Qualora le Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.) del P.R.G. individuino una specifica e ristretta sottozona destinata in via esclusiva all'installazione di tali impianti senza prescrivere distanze minime dai confini maggiori rispetto a quelle ordinarie, non sono applicabili a dette strutture, né estensivamente né analogicamente, le maggiori distanze dal confine dettate dallo stesso strumento urbanistico per altre tipologie di interventi (quali edifici pubblici o di interesse generale come municipi, chiese o ospedali) ricadenti nella generica area per attrezzature di interesse comune (Z.T.O. F). Le norme regolamentari locali sulle distanze dal confine derogatorie rispetto alla distanza generale di tre metri ex art. 873 c.c. costituiscono infatti norme eccezionali di deroga al principio di normale edificabilità del suolo e non sono suscettibili di applicazione analogica (segnalazione Avv. E. Gaz)</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Cassazione Civile</category>
			<category>Elettrosmog</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 05:05:39 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Rifiuti. Combustione illecita, condotta di alimentazione del fuoco e accertamento della pericolosità</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/rifiuti/cassazione-penale155/rifiuti-combustione-illecita%2C-condotta-di-alimentazione-del-fuoco-e-accertamento-della-pericolosit%C3%A0.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/rifiuti.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/rifiuti.gif" style="float: left;">Cass. Sez. III n. 35406 del 6 ottobre 2026 (UP 17 set 2026)<br>Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. Bloise<br>Rifiuti. Combustione illecita, condotta di alimentazione del fuoco e accertamento della pericolosità </p>
<p style="text-align: justify;">Integra il delitto di combustione illecita di rifiuti di cui all'art. 256-bis d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, avente natura di reato di pericolo, non soltanto la condotta di chi appicca l'innesco del fuoco, ma anche quella di chi alimenta il fuoco originariamente acceso da altri, persistendo la situazione di pericolo per effetto della prosecuzione dell'incendio. Ai fini della qualificazione dei rifiuti come pericolosi non è necessaria la preventiva analisi tecnica da parte dell'ARPA, essendo sufficiente che il rifiuto presenti sul piano oggettivo il carattere della pericolosità (come nel caso di presenza accertata di barattoli di vernice e solventi)</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Cassazione Penale</category>
			<category>Rifiuti</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 06:00:07 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Urbanistica. Convenzioni urbanistiche, ultrattività delle prescrizioni di piano e incondonabilità del mutamento di destinazione d&amp;#039;uso non conforme</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/consiglio-di-stato64/urbanistica-convenzioni-urbanistiche%2C-ultrattivit%C3%A0-delle-prescrizioni-di-piano-e-incondonabilit%C3%A0-del-mutamento-di-destinazione-d-uso-non-conforme.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/urbanistica.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/urbanistica.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. II n. 7299 del 2 ottobre 2026<br>Urbanistica. Convenzioni urbanistiche, ultrattività delle prescrizioni di piano e incondonabilità del mutamento di destinazione d'uso non conforme</p>
<p style="text-align: justify;">In materia di convenzioni urbanistiche e pianificazione attuativa, la scadenza del termine decennale di efficacia ex art. 16 della L. n. 1150/1942 limita i propri effetti alle sole disposizioni a carattere espropriativo e all'esigibilità temporale delle relative obbligazioni, mentre non determina la caducazione delle prescrizioni urbanistiche, delle destinazioni di zona e dei vincoli d'uso impressi agli immobili e alle opere di urbanizzazione. Tali destinazioni e vincoli mantengono un'efficacia ultrattiva e restano pienamente operanti ed inderogabili sino all'approvazione di una nuova e difforme pianificazione generale da parte dell'amministrazione comunale. Conseguentemente, è legittimo il diniego di condono edilizio relativo a un mutamento di destinazione d'uso (nella specie, da centro sportivo ricreativo a civile abitazione) che si ponga in contrasto con la funzione pubblicistica e urbanizzativa definita dalla convenzione lottizzatoria, trattandosi di limitazioni conformative indisponibili sia per i privati che per la pubblica amministrazione e restando preclusa la formazione del silenzio-assenso in assenza dei presupposti sostanziali di conformità all'assetto del territorio</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Urbanistica</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 05:45:24 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Urbanistica. Una Struttura metallica per parcheggio ancorata al suolo non rientra nel regime di edilizia libera</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/cassazione-penale160/urbanistica-una-struttura-metallica-per-parcheggio-ancorata-al-suolo-non-rientra-nel-regime-di-edilizia-libera.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/urbanistica.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/urbanistica.gif" style="float: left;">Cass. Sez. III n. 35405 del 6 ottobre 2026 (UP 17 set 2026) <br>Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. Bruno<br>Urbanistica. Una Struttura metallica per parcheggio ancorata al suolo non rientra nel regime di edilizia libera e richiede il permesso di costruire e, se in zona vincolata, l'autorizzazione paesaggistica </p>
<p style="text-align: justify;">Non rientrano nel regime dell'edilizia libera ex art. 6 d.P.R. n. 380/2001 gli interventi volti alla realizzazione di una struttura metallica coperta da adibire a parcheggio ancorata al suolo mediante cemento armato, con apertura di varco nel muro di cinta e scavi per l'impianto di illuminazione, configurandosi essi come interventi di nuova costruzione soggetti al preventivo rilascio del permesso di costruire e dell'autorizzazione paesaggistica. Inoltre, la clausola di salvaguardia di cui all'art. 6, comma 1, d.P.R. n. 380/2001 subordina comunque l'attività di edilizia libera al rispetto delle prescrizioni di tutela paesaggistica ex d.lgs. n. 42/2004, la cui violazione sussiste per ogni intervento modificativo idoneo ad alterare i valori del paesaggio</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Cassazione Penale</category>
			<category>Urbanistica</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 06:00:20 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Ambiente in genere. Prime considerazioni sulle “disposizioni urgenti” contenute nel d.l. n. 177/2026</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/ambiente-in-genere/dottrina188/ambiente-in-genere-prime-considerazioni-sulle-%E2%80%9Cdisposizioni-urgenti%E2%80%9D-contenute-nel-d-l-n-177-2026.html</link>
			<guid isPermaLink="true">https://www.lexambiente.it/materie/ambiente-in-genere/dottrina188/ambiente-in-genere-prime-considerazioni-sulle-%E2%80%9Cdisposizioni-urgenti%E2%80%9D-contenute-nel-d-l-n-177-2026.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/ambiente.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/ambiente.gif" style="float: left;">Prime considerazioni sulle “disposizioni urgenti” contenute nel d.l. n. 177/2026</p>
<p style="text-align: left;">di Marcello FRANCO</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Dottrina</category>
			<category>Ambiente in genere</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 05:54:20 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Urbanistica. Sanatoria parziale, principio di valutazione unitaria dell&amp;#039;abuso e ammissibilità della domanda frazionata per opere prive di connessione funzionale</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/consiglio-di-stato64/urbanistica-sanatoria-parziale%2C-principio-di-valutazione-unitaria-dell-abuso-e-ammissibilit%C3%A0-della-domanda-frazionata-per-opere-prive-di-connessione-funzionale.html</link>
			<guid isPermaLink="true">https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/consiglio-di-stato64/urbanistica-sanatoria-parziale%2C-principio-di-valutazione-unitaria-dell-abuso-e-ammissibilit%C3%A0-della-domanda-frazionata-per-opere-prive-di-connessione-funzionale.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/urbanistica.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/urbanistica.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. II n. 7227 del 30 settembre 2026.<br>Urbanistica. Sanatoria parziale, principio di valutazione unitaria dell'abuso e ammissibilità della domanda frazionata per opere prive di connessione funzionale</p>
<p style="text-align: justify;">Il principio di necessaria valutazione unitaria dell’abuso edilizio assolve a una funzione antielusiva, volta a impedire l'artificiosa scomposizione di un intervento unitario in più opere minori al fine di sottrarle al regime abilitativo e sanzionatorio più rigoroso. Da esso non deriva un generale e incondizionato obbligo per il privato di comprendere in un’unica domanda di sanatoria ex art. 36 d.P.R. n. 380/2001 tutte le opere prive di titolo presenti nel medesimo fabbricato, laddove le opere oggetto d'istanza siano dotate di autonomia funzionale e prive di una reale connessione edilitica ed elusiva con le altre. È pertanto ammissibile la domanda di sanatoria parziale riferita a specifici manufatti (quali i soppalchi), fermo restando il potere repressivo dell'Amministrazione sulle restanti porzioni abusive dell'immobile. Inoltre, ai fini del calcolo della densità fondiaria del lotto, il Comune non può motivare il diniego con la mancata regolarizzazione complessiva dell'edificio o con la carenza di certificazioni formali, qualora la volumetria esistente risulti ampiamente contenuta nei limiti dell'indice di edificabilità e difetti ogni concreto rischio di un suo superamento</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Urbanistica</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 05:44:09 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Urbanistica. Esecutività dell&amp;#039;ordine di demolizione e inopponibilità della buona fede del terzo acquirente o avente causa</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/cassazione-penale160/urbanistica-esecutivit%C3%A0-dell-ordine-di-demolizione-e-inopponibilit%C3%A0-della-buona-fede-del-terzo-acquirente-o-avente-causa.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/urbanistica.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/urbanistica.gif" style="float: left;">Cass. Sez. III n. 34766 del 28 settembre 2026 (CC 22 sett 2026)<br>Pres. Di Stasi Rel. Galanti Ric. Auriemma e altro<br>Urbanistica. Esecutività dell'ordine di demolizione e inopponibilità della buona fede del terzo acquirente o avente causa</p>
<p style="text-align: justify;">L’ordine di demolizione dell’immobile abusivo impartito dal giudice penale costituisce una sanzione amministrativa accessoria a carattere reale, avente funzione direttamente ripristinatoria del bene urbanistico ed ambientale offeso. Esso conserva piena efficacia esecutiva anche nei confronti degli eredi o dei terzi acquirenti del bene in buona fede, benché estranei al reato e subentrati nella titolarità del manufatto a distanza di tempo, assumendo l'avente causa una responsabilità di natura sussidiaria sul bene e fatta salva la sua tutela civilistica nei confronti del dante causa. Nessun legittimo affidamento può derivare dal mero decorso del tempo dall'accertamento dell'abuso. Il principio di proporzionalità ex art. 8 CEDU incide esclusivamente sulla fase esecutiva e non su quella deliberativa, non potendo essere genericamente invocato a tutela del diritto all'abitazione per eludere la doverosa rimozione dell'opera abusiva</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Cassazione Penale</category>
			<category>Urbanistica</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 06:00:33 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Caccia e animali. Quale tutela per l&amp;#039;arca di Noè? La riforma della legge sulla caccia tra conoscenza scientifica, biodiversità e vincoli costituzionali ed eurounitari</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/caccia-e-animali/dottrina172/caccia-e-animali-quale-tutela-per-l-arca-di-no%C3%A8-la-riforma-della-legge-sulla-caccia-tra-conoscenza-scientifica%2C-biodiversit%C3%A0-e-vincoli-costituzionali-ed-eurounitari.html</link>
			<guid isPermaLink="true">https://www.lexambiente.it/materie/caccia-e-animali/dottrina172/caccia-e-animali-quale-tutela-per-l-arca-di-no%C3%A8-la-riforma-della-legge-sulla-caccia-tra-conoscenza-scientifica%2C-biodiversit%C3%A0-e-vincoli-costituzionali-ed-eurounitari.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/caccia.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/caccia.gif" style="float: left;">Quale tutela per l'arca di Noè? La riforma della legge sulla caccia tra conoscenza scientifica, biodiversità e vincoli costituzionali ed eurounitari</p>
<p style="text-align: left;">di Lorenzo Bruno MOLINARO e Lisa MOLINARO </p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Dottrina</category>
			<category>Caccia e Animali</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 05:59:17 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Elettrosmog. Infrastrutture di comunicazione elettronica, vincoli paesaggistico-ambientali e inoperatività del silenzio-assenso in caso di omessa indizione della conferenza di servizi</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/elettrosmog/consiglio-di-stato55/elettrosmog-infrastrutture-di-comunicazione-elettronica%2C-vincoli-paesaggistico-ambientali-e-inoperativit%C3%A0-del-silenzio-assenso-in-caso-di-omessa-indizione-della-conferenza-di-servizi.html</link>
			<guid isPermaLink="true">https://www.lexambiente.it/materie/elettrosmog/consiglio-di-stato55/elettrosmog-infrastrutture-di-comunicazione-elettronica%2C-vincoli-paesaggistico-ambientali-e-inoperativit%C3%A0-del-silenzio-assenso-in-caso-di-omessa-indizione-della-conferenza-di-servizi.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/elettrosmog.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/elettrosmog.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. VI n. 7219 del 30 settembre 2026<br>Elettrosmog. Infrastrutture di comunicazione elettronica, vincoli paesaggistico-ambientali e inoperatività del silenzio-assenso in caso di omessa indizione della conferenza di servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">In materia di autorizzazione per la realizzazione di infrastrutture di comunicazione elettronica in aree soggette a vincoli ambientali e paesaggistici, il regime antecedente alla novella dell'art. 44, comma 10, del D.Lgs. n. 259/2003 (apportata dalla L. n. 50/2026 con natura innovativa e non retroattiva) preclude la formazione del silenzio-assenso qualora l'amministrazione procedente abbia omesso di indire la prescritta conferenza di servizi. L'omessa convocazione della conferenza di servizi da parte dell'ente capofila impedisce la valida instaurazione del procedimento e la necessaria co-valutazione degli interessi sensibili con le autorità tutorie preposte, rendendo la fase istruttoria e decisoria giuridicamente inesistente. Di conseguenza, il mero decorso del termine di sessanta giorni dalla presentazione dell'istanza non determina il perfezionamento di alcun titolo abilitativo tacito, ferma restando la facoltà dell'operatore privato di attivare il rimedio del ricorso avverso il silenzio ex art. 31 c.p.a. per ottenere la condanna dell'amministrazione a procedere.</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Elettrosmog</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 05:36:29 +0200</pubDate>
		</item>
	</channel>
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