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		<title>Lexambiente</title>
		<description><![CDATA[LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174]]></description>
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		<lastBuildDate>Fri, 14 Aug 2026 04:49:34 +0200</lastBuildDate>
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			<title>Beni ambientali. Tutela delle aree boscate e limiti alla sanatoria paesaggistica</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/beni-ambientali/consiglio-di-stato49/beni-ambientali-tutela-delle-aree-boscate-e-limiti-alla-sanatoria-paesaggistica.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/paesaggio.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/paesaggio.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. VI n. 05184 del 30 giugno 2026<br>Beni ambientali. Tutela delle aree boscate e limiti alla sanatoria paesaggistica</p>
<p style="text-align: justify;">La riduzione della superficie boscata soggetta a vincolo paesaggistico ex art. 142, comma 1, lett. g), d.lgs. n. 42/2004, costituisce un intervento di radicale trasformazione del territorio che non rientra tra le esenzioni per l’attività agro-silvo-pastorale di cui all'art. 149 del medesimo Codice,. Tale illecito comporta l’obbligo di rimessione in pristino ex art. 167, comma 1, d.lgs. n. 42/2004, restando esclusa ogni possibilità di accertamento postumo di compatibilità paesaggistica, in quanto la trasformazione del suolo boscato non è annoverabile nel catalogo tassativo delle opere sanabili previsto dal comma 4 della citata norma,,. Il preventivo accertamento della natura non boscata dell’area (c.d. decreto di non boscosità) deve necessariamente precedere l'intervento, essendo precluso un rilascio ex post che risulterebbe privo di base empirica a causa dell’avvenuta eliminazione della vegetazione, rendendo impossibile il sopralluogo volto a descrivere lo stato reale dei luoghi</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Beni Ambientali</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 05:28:38 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Beni ambientali. La Corte costituzionale in tema di vincoli ambientali</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/beni-ambientali/dottrina169/beni-ambientali-la-corte-costituzionale-in-tema-di-vincoli-ambientali.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/paesaggio.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/paesaggio.gif" style="float: left;">La Corte costituzionale in tema di vincoli ambientali<br>(Commento a Corte costituzionale, n. 100/2026 e n. 142/2026)</p>
<p>di Massimo GRISANTI</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Dottrina</category>
			<category>Beni Ambientali</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 05:29:50 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Sviluppo sostenibile. Partecipazione dei comuni confinanti alla PAS e termini della conferenza di servizi</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/sviluppo-sostenibile/consiglio-di-stato62/sviluppo-sostenibile-partecipazione-dei-comuni-confinanti-alla-pas-e-termini-della-conferenza-di-servizi.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/svilupposost.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/svilupposost.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. IV n. 5219 del 01 luglio 2026<br>Sviluppo sostenibile. Partecipazione dei comuni confinanti alla PAS e termini della conferenza di servizi</p>
<p style="text-align: justify;">In tema di procedura abilitativa semplificata (PAS) per impianti da fonti rinnovabili, la nozione di comuni "interessati" di cui all’art. 6, co. 9-ter, d.lgs. n. 28/2011 si riferisce ai soli enti nel cui territorio insiste l'opera, unici competenti alla gestione del procedimento. I comuni limitrofi, pur se legittimati a impugnare il titolo abilitativo per gli effetti riflessi (quali impatti odorigeni o viabilistici), non vantano un diritto di partecipazione alla conferenza di servizi, non essendo né amministrazioni preposte al rilascio di atti di assenso, né controinteressati in senso tecnico-procedimentale. Sotto il profilo temporale, è legittima la conclusione anticipata della conferenza di servizi asincrona rispetto ai termini di cui all’art. 14-bis, co. 2, l. n. 241/1990, laddove tutte le amministrazioni coinvolte abbiano reso le proprie determinazioni. I termini di fase della conferenza hanno infatti natura acceleratoria e non precludono l’adozione del provvedimento finale prima della loro scadenza, in ossequio al principio di buon andamento dell'azione amministrativa</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Sviluppo sostenibile</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 05:26:08 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Rifiuti. Fanghi di depurazione e la loro qualificazione di “rifiuto”</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/rifiuti/dottrina179/rifiuti-fanghi-di-depurazione-e-la-loro-qualificazione-di-%E2%80%9Crifiuto%E2%80%9D.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/rifiuti.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/rifiuti.gif" style="float: left;">Fanghi di depurazione e la loro qualificazione di “rifiuto”</p>
<p style="text-align: left;">di Mauro KUSTURIN</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Dottrina</category>
			<category>Rifiuti</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 05:25:22 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Rifiuti. Responsabilità ambientale del proprietario incolpevole e limiti delle MISE</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/rifiuti/consiglio-di-stato59/rifiuti-responsabilit%C3%A0-ambientale-del-proprietario-incolpevole-e-limiti-delle-mise.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/rifiuti.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/rifiuti.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. IV n. 5254 del 1 luglio 2026<br>Rifiuti. Responsabilità ambientale del proprietario incolpevole e limiti delle MISE</p>
<p style="text-align: justify;">In materia di bonifica di siti inquinati, il proprietario non responsabile della contaminazione non può essere destinatario di obblighi di bonifica o di misure di messa in sicurezza di emergenza (MISE) aventi natura ripristinatoria o riparatoria, in quanto l'ordinamento ambientale esclude una "responsabilità di posizione" svincolata dall'accertamento del nesso causale tra condotta e inquinamento. Le MISE non sono automaticamente assimilabili alle misure di prevenzione: mentre queste ultime contrastano una minaccia imminente, le MISE intervengono su un danno già verificatosi e possono assumere una funzione sostanzialmente bonificatrice, restando dunque a carico esclusivo del responsabile. Il proprietario incolpevole è tenuto soltanto agli obblighi di comunicazione e alle misure di prevenzione in senso stretto, rimanendo esposto unicamente agli oneri reali e al rimborso delle spese per gli interventi eseguiti d'ufficio dall'Amministrazione, entro i limiti del valore di mercato del sito. Pertanto, è illegittima l'imposizione di interventi strutturali di messa in sicurezza al proprietario in assenza di prova della sua responsabilità dolosa o colposa</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Rifiuti</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 05:22:02 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Urbanistica. Sopraelevazione e criteri di determinazione dell&amp;#039;altezza edilizia</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/consiglio-di-stato64/urbanistica-sopraelevazione-e-criteri-di-determinazione-dell-altezza-edilizia.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/urbanistica.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/urbanistica.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. IV n. 5904 del 20 luglio 2026<br>Urbanistica. Sopraelevazione e criteri di determinazione dell'altezza edilizia</p>
<p style="text-align: justify;">Integra la fattispecie della sopraelevazione ai sensi dell’art. 90 del d.P.R. n. 380/2001 l'intervento che preveda la trasformazione di un piano precedentemente destinato a locali tecnici in un nuovo piano abitabile, con lo spostamento degli impianti in una nuova struttura di copertura. Tale opera, determinando un incremento della superficie abitabile e del carico strutturale, non rientra nelle esclusioni previste dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (d.m. 17 gennaio 2018), le quali esentano dalla qualifica di ampliamento solo le variazioni di altezza che non comportino aumenti di superficie utile. Sotto il profilo urbanistico, poiché l’altezza dell’edificio è definita dalla distanza tra il piano di spiccato e l’intradosso del solaio di copertura dell'ultimo piano abitabile, il mutamento di destinazione d'uso di un volume tecnico sommitale in spazio abitativo sposta verso l'alto il punto di misurazione, configurando una modifica morfologica dell'immobile. Ne consegue la necessità della preventiva certificazione regionale di idoneità statica e, ove previsto dagli strumenti urbanistici locali, dell'acquisizione del parere della commissione per il paesaggio e della sottoscrizione di atto unilaterale d'obbligo (segnalazione Ing. M. Federici).</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Urbanistica</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 05:24:05 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Aria. Qualità dell’aria e riparto di competenze</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/aria/corte-costituzionale26/aria-qualit%C3%A0-dell%E2%80%99aria-e-riparto-di-competenze.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/aria.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/aria.gif" style="float: left;">Corte costituzionale n. 145 del 23 luglio 2026</p>
<p style="text-align: justify;">Oggetto: Ambiente - Inquinamento - Qualità dell’aria - Princìpi e criteri direttivi per l’esercizio della delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa - Denunciata omessa acquisizione del parere della Conferenza Stato-Regioni sulla previsione di delega - Previsione, prima dell'adozione dei decreti legislativi delegati, dell'acquisizione del parere della Conferenza unificata, di cui all'art. 8 del d.lgs. n. 281 del 1997, anziché dell’intesa - Previsione, tra i criteri e principi direttivi specifici, nell'esercizio della delega, di assicurare la sinergia tra le misure di risanamento della qualità dell’aria ambiente adottate, in via ordinaria, dalle autorità regionali e locali e, in via complementare, dalle autorità statali, con attribuzione della competenza allo Stato ad adottare misure nazionali qualora i piani regionali non possano permettere il raggiungimento dei valori di qualità dell’aria a determinate condizioni - Clausola di invarianza finanziaria.<br>Delega per il recepimento della direttiva (UE) 2024/2881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa - Osservazione di princìpi e criteri direttivi specifici - Previsione che dall’attuazione della delega non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica - Previsione che le amministrazioni competenti provvedono ai relativi adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.</p>
<p style="text-align: justify;">Dispositivo: non fondatezza - inammissibilità</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Corte Costituzionale</category>
			<category>Aria</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 05:14:35 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Urbanistica. Inammissibilità della sanatoria edilizia parziale e prevalenza delle distanze previste dai piani urbanistici</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/consiglio-di-stato64/urbanistica-inammissibilita-della-sanatoria-edilizia-parziale-e-prevalenza-delle-distanze-previste-dai-piani-urbanistici.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/urbanistica.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/urbanistica.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. V n. 5144 del 26 giugno 2026<br>Urbanistica. Inammissibilità della sanatoria edilizia parziale e prevalenza delle distanze previste dai piani urbanistici</p>
<p style="text-align: justify;">In materia di accertamento di conformità ex art. 36 del D.P.R. n. 380/2001, l'istanza di sanatoria deve riguardare l'intervento abusivo nella sua interezza, non essendo ammissibili sanatorie parziali o condizionate all'esecuzione di modifiche postume. La mancanza del requisito della "doppia conformità" anche per una sola delle opere oggetto della domanda rende legittimo il diniego integrale dell'istanza e il conseguente ordine di demolizione. Sotto il profilo delle distanze, le previsioni dello strumento urbanistico comunale in ordine alle fasce di rispetto stradale, quale espressione del potere pianificatorio, prevalgono sulle norme generali del Codice della Strada e non possono ritenersi da queste derogate. Inoltre, la delimitazione del centro abitato effettuata per finalità viabilistiche rimane distinta dalla perimetrazione del "centro edificato" rilevante ai fini dell'applicazione delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore.</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Urbanistica</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 05:06:33 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Sviluppo sostenibile. Infrastrutture energetiche da fonti rinnovabili e di comunicazione</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/sviluppo-sostenibile/dottrina182/sviluppo-sostenibile-infrastrutture-energetiche-da-fonti-rinnovabili-e-di-comunicazione.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/svilupposost.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/svilupposost.gif" style="float: left;">Infrastrutture energetiche da fonti rinnovabili e di comunicazione<br>di Gabriele SERRA</p>
<p>Pubblicazione dell'Ufficio del Massimario della Giustizia amministrativa </p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Dottrina</category>
			<category>Sviluppo sostenibile</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 05:50:03 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Elettrosmog. Limiti alla disapplicazione del Piano Antenne </title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/elettrosmog/consiglio-di-stato55/elettrosmog-limiti-alla-disapplicazione-del-piano-antenne.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/elettrosmog.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/elettrosmog.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. VI n. 4973 del 23 giugno 2026<br>Elettrosmog. Limiti alla disapplicazione del Piano Antenne </p>
<p style="text-align: justify;">In tema di infrastrutture di telecomunicazione, il potere del giudice amministrativo di disapplicare le norme di un regolamento comunale (PCOST) è ammesso solo ove sussista un contrasto diretto e palese con la normativa primaria (L. 36/2001), come nel caso di divieti generalizzati di installazione. Non sono disapplicabili le norme che introducono criteri di localizzazione "preferenziale" o "prioritaria" (ad es. privilegiando aree pubbliche), gravando sull'Amministrazione l'onere di verificare se l'operatore abbia dimostrato l'inidoneità dei siti preferenziali prima di autorizzare siti diversi.</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Elettrosmog</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 05:36:29 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Beni ambientali. Tutela dell’ambiente e gestione dei boschi: il riparto di competenze tra Stato e Regioni</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/beni-ambientali/corte-costituzionale25/beni-ambientali-tutela-dell%E2%80%99ambiente-e-gestione-dei-boschi-il-riparto-di-competenze-tra-stato-e-regioni.html</link>
			<guid isPermaLink="true">https://www.lexambiente.it/materie/beni-ambientali/corte-costituzionale25/beni-ambientali-tutela-dell%E2%80%99ambiente-e-gestione-dei-boschi-il-riparto-di-competenze-tra-stato-e-regioni.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: justify;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/paesaggio.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/paesaggio.gif" style="float: left;">Corte costituzionale n. 142 del 23 luglio 2026<br>Oggetto: Ambiente - Foreste - Norme della Regione Toscana - Modifiche alla l. reg.le n. 39 del 2000 (Legge forestale della Toscana) - Previsione che i tagli eseguibili senza autorizzazione o dichiarazione non possono eccedere la superficie di 3000 metri quadrati per ogni proprietà e anno - Competenze della Regione in materia di piano antincendi boschivi (AIB) - Previsione che la Regione svolge l’addestramento, l’aggiornamento e la specializzazione del personale che opera, a qualunque livello, nell’AIB - Predisposizione del piano regionale AIB - Aree protette, parchi e riserve naturali - Modifiche alla l. reg.le n. 30 del 2015, recante norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale, e alla l. reg.le n. 65 del 1997, recante l’istituzione dell’Ente per la gestione del Parco regionale delle Alpi Apuane - Autorizzazioni ai fini del vincolo idrogeologico - Previsione che le autorizzazioni ai fini del vincolo idrogeologico sono rilasciate dalle unioni di comuni subentrate alle comunità montane, dalla città metropolitana di Firenze e da altre unioni di comuni individuate dalla normativa regionale sulle autonomie locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Dispositivo: illegittimità costituzionale - non fondatezza - inammissibilità</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Corte Costituzionale</category>
			<category>Beni Ambientali</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 05:10:22 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Rifiuti. Responsabilità del produttore per l&amp;#039;abbandono di rifiuti in aree dismesse</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/rifiuti/consiglio-di-stato59/rifiuti-responsabilita-del-produttore-per-labbandono-di-rifiuti-in-aree-dismesse.html</link>
			<guid isPermaLink="true">https://www.lexambiente.it/materie/rifiuti/consiglio-di-stato59/rifiuti-responsabilita-del-produttore-per-labbandono-di-rifiuti-in-aree-dismesse.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/rifiuti.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/rifiuti.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. IV n. 4959 del 22 giugno 2026<br>Rifiuti. Responsabilità del produttore per l'abbandono di rifiuti in aree dismesse</p>
<p style="text-align: justify;">Ai sensi degli artt. 183, 188 e 192 del d.lgs. n. 152/2006, la responsabilità del produttore e del detentore per la corretta gestione dei rifiuti persiste lungo l'intera catena di trattamento e non viene meno per il solo fatto che il soggetto abbia perduto la disponibilità materiale o giuridica del sito ove i rifiuti insistono, salvo il caso di regolare conferimento a terzi autorizzati. La protratta mancata rimozione dei materiali, una volta cessato il titolo che ne giustificava lo stoccaggio (anche se originariamente legittimo) e sopravvenuto l'ordine di rilascio dell'immobile, integra la fattispecie di abbandono di rifiuti rilevante ex art. 192 cit.. Tale obbligo costituisce parte integrante del rischio e dei costi dell’attività imprenditoriale, sicché l'eventuale indisponibilità economica o materiale allo sgombero non esclude l'elemento soggettivo o oggettivo dell'illecito. La responsabilità del proprietario dell'area resta invece sussidiaria e richiede l'accertamento, in capo all'Amministrazione, del dolo o della colpa</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Rifiuti</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 05:36:34 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Ambiente in genere. Natura e successione negli obblighi convenzionali di ripristino ambientale</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/ambiente-in-genere/consiglio-di-stato68/ambiente-in-genere-natura-e-successione-negli-obblighi-convenzionali-di-ripristino-ambientale.html</link>
			<guid isPermaLink="true">https://www.lexambiente.it/materie/ambiente-in-genere/consiglio-di-stato68/ambiente-in-genere-natura-e-successione-negli-obblighi-convenzionali-di-ripristino-ambientale.html</guid>
			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/ambiente.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/ambiente.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. IV n. 4966 del 22 giugno 2026<br>Ambiente in genere. Natura e successione negli obblighi convenzionali di ripristino ambientale</p>
<p style="text-align: justify;">Le convenzioni tra enti locali e operatori economici dirette a disciplinare il ripristino ambientale di siti estrattivi costituiscono accordi integrativi del provvedimento ex art. 11, L. n. 241/1990, ricadendo nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo anche per le controversie relative all'esecuzione e al risarcimento del danno. Tali obbligazioni, essendo funzionali alla tutela dell’ambiente e della collettività, hanno natura indivisibile, legittimando ciascun comune interessato ad agire separatamente per l’adempimento dell’intera prestazione. In caso di cessione di ramo d’azienda relativo all’attività estrattiva, l’acquirente succede negli obblighi di ripristino in forza del principio cuius commoda eius incommoda, risultando irrilevante la mancata voltura dei titoli autorizzatori qualora il cessionario abbia beneficiato delle utilità del sito. La natura pubblicistica di tali accordi prevale sui limiti civilistici del trasferimento dei debiti (art. 2560 c.c.), impedendo che la dimensione privatistica del contratto eluda gli impegni assunti a tutela del territorio. Infine, la stipula di successivi protocolli d'intenti volti a gestire l'inadempimento del privato non produce effetti novativi sulle obbligazioni originarie, salvo espressa volontà delle parti.</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Ambiente in genere</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 05:06:05 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Urbanistica. Inammissibilità della &quot;sanatoria con opere&quot; e valutazione unitaria dell&amp;#039;abuso edilizio</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/urbanistica/consiglio-di-stato64/urbanistica-inammissibilita-della-sanatoria-con-opere-e-valutazione-unitaria-dellabuso-edilizio.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/urbanistica.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/urbanistica.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. II n. 4845 del 17 giugno 2026<br>Urbanistica. Inammissibilità della "sanatoria con opere" e valutazione unitaria dell'abuso edilizio</p>
<p style="text-align: justify;">Ai fini del rilascio dell’accertamento di conformità ex art. 36 d.P.R. n. 380/2001, è preclusa la cosiddetta "sanatoria con opere", non essendo consentita l'esecuzione di interventi postumi alla presentazione della domanda per rendere l'immobile conforme alla disciplina urbanistico-edilizia. Il requisito della doppia conformità impone che l’opera sia conforme alla normativa vigente sia al momento della realizzazione che al momento dell'istanza, escludendo ogni adeguamento strutturale o funzionale successivo. L’intervento abusivo deve essere considerato in modo unitario e inscindibile, impedendo la scissione delle opere in singole parti per ottenere sanatorie parziali. Tale principio non risulta superato dalle novità introdotte dal D.L. n. 69/2024 (conv. in L. n. 105/2024), poiché l'attenuazione della doppia conformità è limitata esclusivamente alle fattispecie di cui al nuovo art. 36-bis del medesimo Testo Unico. Pertanto, il parziale adempimento a un ordine di demolizione non legittima il riesame di una sanatoria precedentemente negata per carenza dei presupposti di legge</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Urbanistica</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 05:33:58 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Beni culturali. Certificato di avvenuta spedizione: onere probatorio e tracciabilità del bene</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/beni-culturali/consiglio-di-stato51/beni-culturali-certificato-di-avvenuta-spedizione-onere-probatorio-e-tracciabilita-del-bene.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/culturali.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/culturali.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. VI n. 4824 del 17 giugno 2026<br>Beni culturali. Certificato di avvenuta spedizione: onere probatorio e tracciabilità del bene</p>
<p style="text-align: justify;">Ai fini del rilascio del certificato di avvenuta spedizione o importazione ex art. 72 d.lgs. n. 42/2004, l'interessato è gravato dall'onere di fornire documentazione oggettiva idonea a identificare con certezza il bene e a comprovarne la lecita provenienza estera, non essendo ammesse dichiarazioni sostitutive. La nozione di identità del bene culturale non si esaurisce nella mera materialità del supporto, ma comprende la sua tracciabilità, intesa come coerenza documentale nel tempo tra descrizioni, perizie e titoli precedenti. Il Ministero ha il potere-dovere di verificare che l'ingresso in Italia non sia volto a sanare una previa esportazione illecita, potendo negare il titolo in presenza di incongruenze su elementi essenziali quali l’autore e il valore economico. Il diniego non richiede l’accertamento di uno specifico illecito, essendo sufficiente una situazione di incertezza qualificata derivante dalla violazione dei doveri di collaborazione e buona fede del privato, la cui condotta deve garantire all'Amministrazione una piattaforma conoscitiva completa e attendibile</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Beni Culturali</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 05:41:52 +0200</pubDate>
		</item>
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			<title>Elettrosmog. Localizzazione stazioni radio base e vincoli istruttori comunali</title>
			<link>https://www.lexambiente.it/materie/elettrosmog/consiglio-di-stato55/elettrosmog-localizzazione-stazioni-radio-base-e-vincoli-istruttori-comunali.html</link>
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			<description><![CDATA[<div class="feed-description"><p style="text-align: left;"><img src="https://www.lexambiente.it/images/stories/elettrosmog.gif" loading="lazy" width="64" height="64" data-path="local-images:/stories/elettrosmog.gif" style="float: left;">Consiglio di Stato Sez. VI n. 5612 del 13 luglio 2026<br>Elettrosmog. Localizzazione stazioni radio base e vincoli istruttori comunali</p>
<p style="text-align: justify;">In tema di installazione di infrastrutture per comunicazioni elettroniche, le norme del regolamento comunale che individuano criteri di priorità e aree preferenziali per la localizzazione degli impianti rivestono natura auto-esecutiva e carattere auto-vincolante per l’amministrazione, risultando immediatamente efficaci e cogenti anche in assenza di un piano di installazione di dettaglio. Ne consegue che il rilascio dell'autorizzazione unica ai sensi dell'art. 44 d.lgs. n. 259/2003 deve essere preceduto da una specifica istruttoria volta a verificare l'eventuale impossibilità, inidoneità o insufficienza delle localizzazioni preferenziali rispetto al sito proposto dall'operatore. L’omessa analisi dei siti prioritari configura un deficit istruttorio che inficia la legittimità del titolo abilitativo. Tuttavia, al fine di bilanciare la tutela del territorio con la continuità del servizio, la sentenza di annullamento può produrre effetti meramente conformativi, imponendo il riesercizio del potere amministrativo e subordinando l'eventuale rimozione del manufatto all'esito del rinnovato esame della domanda.</p>
</div>]]></description>
			<category>In evidenza</category>
			<category>Consiglio di Stato</category>
			<category>Elettrosmog</category>
			<category>ROOT</category>
			<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 05:03:25 +0200</pubDate>
		</item>
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