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	<title>LIBERNAZIONE</title>
	
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	<description>un blog canaglia</description>
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		<title>Forti con i deboli, deboli con i forti</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Capriccioli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/Marcello_Dell_Utri-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Marcello_Dell_Utri" /></p>Vediamo se ho capito: qua c&#8217;è un partito politico che con una mano vuole ridurre le pene per il concorso esterno in associazione mafiosa, e con l&#8217;altra vuole introdurre il carcere per chi disturba le manifestazioni politiche in piazza. Com&#8217;è che si dice? Forti con i deboli, deboli con i forti. Vedete di ricordarvelo, la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/Marcello_Dell_Utri-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Marcello_Dell_Utri" /></p><p>Vediamo se ho capito: qua c&#8217;è un partito politico che con una mano vuole <a href="http://www.repubblica.it/politica/2013/05/21/news/pdl_dimezzare_pene_concorso_mafioso-59285723/" target="_blank">ridurre le pene per il concorso esterno in associazione mafiosa</a>, e con l&#8217;altra vuole <a href="http://www.repubblica.it/politica/2013/05/22/news/berlusconi_dopo_brescia_ho_annullato_comizi_per_garantire_la_mia_incolumit_personale-59426258/?ref=HREC1-9" target="_blank">introdurre il carcere per chi disturba le manifestazioni politiche in piazza</a>.<br />
Com&#8217;è che si dice? Forti con i deboli, deboli con i forti.<br />
Vedete di ricordarvelo, la prossima volta che questa gente si riempirà la bocca con la parola &#8220;popolo&#8221;.</p>
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		<title>Intelligenza col nemico</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 07:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Capriccioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="123" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/taciilnemico-300x123.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="taciilnemico" /></p>Una volta ti accusavano di essere un qualunquista, un estremista, un fondamentalista, un anarchico, un ciarlatano, un incompetente, un massone, un terrorista, un irresponsabile, un cretino. Il che, onestamente, poteva pure starci, perché in un modo o nell&#8217;altro rientrava nel campo delle opinioni, e le opinioni è possibile confutarle argomentando. Gli amici del Movimento 5 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="123" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/taciilnemico-300x123.png" class="attachment-medium wp-post-image" alt="taciilnemico" /></p><p>Una volta ti accusavano di essere un qualunquista, un estremista, un fondamentalista, un anarchico, un ciarlatano, un incompetente, un massone, un terrorista, un irresponsabile, un cretino.<br />
Il che, onestamente, poteva pure starci, perché in un modo o nell&#8217;altro rientrava nel campo delle opinioni, e le opinioni è possibile confutarle argomentando.<br />
Gli amici del Movimento 5 Stelle, invece, hanno rispolverato un metodo migliore: ti accusano direttamente di lavorare per qualcuno. Di essere al servizio di qualcuno. Di esserti venduto a qualcuno.<br />
Senza provarlo, naturalmente. Così, sparano e via.<br />
E qua la cosa si fa complicata, perché ti costringerebbe, teoricamente, a dimostrare l&#8217;insussistenza di una circostanza. A fornire la prova di un fatto negativo. Cosa che, com&#8217;è noto, è razionalmente impossibile: tant&#8217;è che nei processi penali l&#8217;onere della prova incombe su chi accusa, non su chi si difende. Per un motivo logico, mica morale.<br />
Eppure funziona così: tu scrivi qualcosa che non mi piace, e io ti accuso di <a href="http://www.repubblica.it/politica/2013/05/20/news/l_ira_dei_miltanti_a_cinque_stelle_ingrata_e_traditrice_-59223730/?ref=HRER1-1" target="_blank">intelligenza col nemico</a>.<br />
Poi sbraitano, se fai sommessamente notare che si tratta del metodo utilizzato da tutti i regimi.</p>
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		<title>Come due pistole</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 14:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Capriccioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/invented-first-gun-1-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="invented-first-gun-1" /></p>Mi piacerebbe sapere, potendo, quanti casi di &#8220;femminicidio&#8221; siano solo l&#8217;episodio culminante di una serie di violenze che durano da anni; e quante di quelle violenze siano state perdonate, riperdonate, riperdonate ancora e poi perdonate di nuovo fino ad arrivare, inevitabilmente, all&#8217;epilogo dell&#8217;escalation. Bisognerebbe parlare anche di questo, quando si ragiona sulla violenza nei confronti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/invented-first-gun-1-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="invented-first-gun-1" /></p><p>Mi piacerebbe sapere, potendo, quanti casi di &#8220;femminicidio&#8221; siano solo l&#8217;episodio culminante di una serie di violenze che durano da anni; e quante di quelle violenze siano state perdonate, riperdonate, riperdonate ancora e poi perdonate di nuovo fino ad arrivare, inevitabilmente, all&#8217;epilogo dell&#8217;escalation.<br />
Bisognerebbe parlare anche di questo, quando si ragiona sulla violenza nei confronti delle donne: e del modo in cui la supposta esigenza di &#8220;tenere unita la famiglia ad ogni costo&#8221;, tuttora diffusa nella nostra società malgrado la &#8220;normalizzazione&#8221; delle separazioni e dei divorzi, finisca per incidere in un modo o nell&#8217;altro sul problema.<br />
Io ho il sospetto che sia questo, più ancora del &#8220;maschilismo&#8221; in sé e per sé, il più drammatico degli &#8220;aspetti culturali&#8221; che rendono complicata la questione: il punto è che non se ne può parlare, o se ne può parlare poco, perché appena uno prova ad accennarlo spunta una massa inferocita che l&#8217;accusa (sic) di colpevolizzare le donne per le violenze che subiscono; con ciò impedendo, di fatto, che questo aspetto del meccanismo venga svelato quanto sarebbe opportuno.<br />
Invece il problema esiste, ed è un problema la cui ampiezza è molto più rilevante di quello che sembra.<br />
Voglio dire: le pressioni che inducono una donna a &#8220;perdonare&#8221; quello che non dovrebbe &#8220;perdonare&#8221;, a &#8220;dimenticare&#8221; quello che non dovrebbe &#8220;dimenticare&#8221; possono essere tante, e possono essere opprimenti al punto da costringerla, letteralmente, a comportarsi non solo come non dovrebbe, ma perfino come non vorrebbe.<br />
Pressioni di ordine economico, naturalmente, ma anche -e, forse, soprattutto- &#8220;culturale&#8221;. Pressioni che derivano da un sentire comune distorto e deformato che non vede la &#8220;famiglia&#8221; come un luogo di amore da verificare e mettere in discussione ogni giorno, ma come un totem intangibile al quale è doveroso, in nome di un non meglio identificato &#8220;bene superiore&#8221;, sacrificare tutto. Persino, in ultima analisi, la vita.<br />
Sono due belle parole, &#8220;famiglia&#8221; e &#8220;perdono&#8221;. Ma in alcuni casi, temo, possono combinarsi in modo micidiale, trasformandosi in una vera e propria trappola dalla quale può essere difficile, se non impossibile, liberarsi.<br />
Sono due belle parole, famiglia e perdono.<br />
Però smettiamola, se possibile, di usarle come due pistole.</p>
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		<title>la carcerazione è un abuso</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 12:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Annarita Di Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/gianni-florido-arrestato-ilva-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="gianni-florido-arrestato-ilva" /></p>L’arresto preventivo del Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido è un abuso. Avallarlo politicamente con le dimissioni coatte, reazionario. Nonostante nell’avviso di custodia cautelare (pubblicato illegalmente dalla stampa senza sbianchettare dati privati come i numeri di telefono) essa è motivata dalla “pericolosità e spregiudicatezza” degli indagati, l’ipotesi paventata dal gip di inquinamento delle prove [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/gianni-florido-arrestato-ilva-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="gianni-florido-arrestato-ilva" /></p><p>L’arresto preventivo del Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido è un abuso. Avallarlo politicamente con le dimissioni coatte, reazionario.</p>
<p>Nonostante nell’avviso di custodia cautelare (pubblicato illegalmente dalla stampa senza sbianchettare dati privati come i numeri di telefono) essa è motivata dalla “pericolosità e spregiudicatezza” degli indagati, l’ipotesi paventata dal gip di inquinamento delle prove e reiterazione, non essendo la condizione di Presidente della Provincia in sé criminogena, poteva essere evitata con l’arresto domiciliare. Cosi come per Girolamò Archinà, licenziato da Ilva ad agosto, ristretto cautelarmente in carcere da sei mesi nonostante le incompatibili condizioni di salute.</p>
<p>La carcerazione preventiva infatti è un&#8217;extrema razio per esigenze eccezionali cui ricorrere quando ogni altra misura, come ad esempio i domiciliari, risulti inadeguata. E invece in Italia è diventato un modo per estorcere confessioni e chiamate in correità, una tortura quindi, nonchè troppo spesso l&#8217;unico modo per far espiare la pena agli indagati a fronte dell&#8217;insostenibile durata dei processi molti dei quali non vedrà mai la fine, e trasformando cosi chiaramente gli arrestati prevenitivi in condannati preventivi. Per questo il dato non può che essere allarmante: il 40 per cento, ovvero 30 mila detenuti, sono in carcere per custodia cautelare, e secondo le statistiche del ministero la metà di loro verrà dopo anni estenuanti di processo, dichiarata innocente. Tutto questo andando ad incidere sulla illegale situazione delle carceri e della giustizia italica.</p>
<p>A maggior ragione in questo caso in cui la decisione di utilizzare il grado massimo di custodia cautelare ha innescato l’effetto immediato dello scioglimento di un organo elettivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’arresto preventivo, ripreso in diretta dalle telecamere già informate di quanto stava per accadere, ha infatti costretto Florido, un semplice indagato, a dimettersi, subordinando cosi la volontà degli elettori a un’azione preventiva della magistratura.</p>
<p>Inutili risultano le dimissioni, a seguire, degli assessori, essendo gia caduta quindi la giunta. Male quelle dei consiglieri e dei partiti di maggioranza: non ha senso esprimere solidarietà umana, come nei loro comunicati, se non se ne rispetta anche politicamente l&#8217;innocenza fino a prova contraria. Non rientrando nei poteri del Gip, hanno in questo modo loro, nei fatti, permesso che un’azione ripetiamo preventiva della magistratura sovvertito la sovranità popolare.</p>
<p>Nulla ha insegnato, in particolare al Pd, solo per fare l’ultimo esempio, la vicenda di Ottaviano del Turco, anche lui arrestato preventivamente, dimessosi facendo cadere la giunta abruzzese, scaricato dal partito, e le cui accuse stanno ora nel processo, a distanza di 5 anni,  sgretolandosi dopo aver distrutto umanante e socialmente un uomo, e politicamente anche la volontà degli elettori.<br />
Anche in quel caso solo i radicali, specie attraverso radioradicale che sola dall’inizio ne ha pubblicizzato tutte le fasi del processo, ne hanno sostenuto dal primo momento le garanzie.</p>
<p>Cosi come, da quando nel comizio di Marco Pannella a Taranto nel 93, contro la cassaintegrazione di aziende decotte come l’Ilva ne proponeva la conversione e il salario minimo garantito, da anni i radicali denunciano l’illegalità stragista compiuta a Taranto. Per questo hanno votato contro ad entrambi i decreti definendo l’ultimo eversivo, e sono stato l’unico partito presente con le bandiere a tutte le manifestazioni di Taranto per l’ambiente, perché credono che questa città debba rientrare dalla strage di legalità che si è fatta in questi anni, e che di questo debbano occuparsi, ognuna per i suoi doveri, politica e magistratura.</p>
<p>Come dal crimine deve rientrare anche il carcere di Taranto, che hanno visitato l’ultima volta a febbraio (la volta prima era agosto) con L’onorevole Rita Bernardini (non avendo più deputati radicali in Parlamento, ora chiedono ai consiglieri regionali e parlamentari eletti di accompagnarli), denunciandone le illegalità anche attraverso tantissime interrogazioni.<br />
Per questo ci aspettiamo che il Presidente Florido esca da li quanto prima, come tutti i malcapitati agli arresti preventivi senza giusta necessità e tutti i detenuti ristretti in condizioni disumane per cui continuiamo a invocare un’amnistia. Ogni ora in più lì dentro è pericolosa. E speriamo, che alla sua quanto prima scarcerazione, avendone verificato sulla propria pelle le condizioni, anch’egli si affianchi alla lotta radicale per il rientro delle carceri, della giustizia e dello stato nella legalità.</p>
<p>Berlusconi non è Tortora, se non altro perché a differenza sua non è stato in carcere, Ottaviano del Turco e Gianni Florido forse si.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://libernazione.it/la-carcerazione-e-un-abuso/gianni-florido-arrestato-ilva/" rel="attachment wp-att-7698"><img class="alignnone size-full wp-image-7698" alt="gianni-florido-arrestato-ilva" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/gianni-florido-arrestato-ilva.jpg" width="640" height="425" /></a></p>
<div></div>
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		<title>Se saltelli muore Balotelli</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 12:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Missiaia</dc:creator>
				<category><![CDATA[sport]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/striscione-1-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="striscione-1" /></p>Al suo ritorno in Italia lo scorso febbraio, Mario Balotelli ha ritrovato gli stessi cori razzisti che aveva lasciato nel 2010 col trasferimento al Manchester City. Non sorprende affatto che i ricercati intellettuali che frequentano i nostri stadi, in questi tre anni, non abbiano cambiato atteggiamento verso il turbolento attaccante bresciano. Del resto, con certe [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/striscione-1-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="striscione-1" /></p><p>Al suo ritorno in Italia lo scorso febbraio, Mario Balotelli ha ritrovato gli stessi cori razzisti che aveva lasciato nel 2010 col trasferimento al Manchester City. Non sorprende affatto che i ricercati intellettuali che frequentano i nostri stadi, in questi tre anni, non abbiano cambiato atteggiamento verso il turbolento attaccante bresciano. Del resto, con certe menti sopraffine l&#8217;unico modo di dialogare sembra essere a colpi di squalifiche dei campi e multe alle società che si onorano di averli come tifosi. La cosa che colpisce però è il numero di persone che sostiene la seguente tesi: &#8220;Balotelli è uno stonzo e dunque i cori contro di lui non sono contro di lui perché nero, ma perché stonzo&#8221;. Questa tesi è poi condita da vari corollari del tipo: &#8220;Ma come si fa a capire se i buhhhh sono razzisti?&#8221;, &#8220;Se i tifosi sono razzisti, allora perché non fanno buhhhh nello stesso modo ad altri giocatori neri?&#8221; oppure &#8220;Allo stadio si insulta tutto e tutti e va bene così&#8221;. Un&#8217;ampia carrellata di corollari simili si trova in questo <a href="http://www.linkiesta.it/mario-balotelli#ixzz2TpX1Lxst ">post </a>de Linkiesta.</p>
<div>Una cosa che sfugge alla logica è come il fatto che Balotelli venga contestato dai tifosi perché antipatico possa in alcun modo escludere che i cori a lui diretti siano razzisti. Carissimi, il punto è proprio questo: Balotelli sta antipatico e il modo scelto per attaccarlo è renderlo oggetto di cori che si riferiscono al colore della sua pelle. Ne consegue che quei cori sono razzisti. Se non fosse antipatico non sarebbe oggetto di quei cori? Può essere, ma a me vengono in mente parecchi altri giocatori antipatici (Ibrahimovic? Cassano?), solo con la pelle più chiara, a cui non viene diretto nessun verso che ricorda quello di una scimmia. Se Balotelli continuasse a essere nero ma non fosse così antipatico, non sarebbe oggetto di quei cori, come non lo sono molti altri giocatori neri? Anche questo può essere. Io comunque ci vedo un gran bel razzismo nel usare il colore della pelle di un giocatore antipatico per schernirlo. Inoltre, il dubbio che ho sempre avuto nel caso di Balotelli è che sia sempre stato più bersagliato di altri giocatori neri in quanto primo ad essere italiano e a indossare la maglia della nazionale (per altro con grandi risultati). Come a dire, gli altri sono di passaggio, ci penseranno i razzisti di casa loro a sistemarli, questo qui invece lo dobbiamo sistemare noi.</div>
<div></div>
<div>P.S. Volevo precisare che secondo me chi trova Balotelli antipatico è un rosicone (forse pure interista). Io adoro Mario e non vedo l&#8217;ora di vederlo giocare il prossimo anno nel Milan e poi nella nazionale ai mondiali in Brasile.</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Diritti, non chiacchiere</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 09:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Capriccioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Mondiale contro l'Omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[ipocrisia]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/lesbian-wedding-portland-2-1-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="lesbian-wedding-portland-2 (1)" /></p>Poiché oggi ricorre la Giornata Mondiale contro l&#8217;Omofobia, mi corre l&#8217;obbligo di ricordare a tutti i politici che in queste ore si rincorrono producendo dichiarazioni a manetta che in buona sostanza si tratterebbe di fare due cose: istituire al volo il matrimonio tra persone omosessuali, che al di là dei tiramenti personali dei singoli non [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="199" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/lesbian-wedding-portland-2-1-300x199.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="lesbian-wedding-portland-2 (1)" /></p><p>Poiché oggi ricorre la Giornata Mondiale contro l&#8217;Omofobia, mi corre l&#8217;obbligo di ricordare a tutti i politici che in queste ore si rincorrono producendo dichiarazioni a manetta che in buona sostanza si tratterebbe di fare due cose: istituire al volo il matrimonio tra persone omosessuali, che al di là dei tiramenti personali dei singoli non arrecherebbe danni ad alcuno, e mettere subito in piedi una commissione scientificamente qualificata che si prenda due o tre mesi per stabilire se crescere con genitori dello stesso sesso possa oggettivamente nuocere allo sviluppo di un bambino, e in caso negativo -come mi pare molto probabile- provvedere immediatamente ad estendere alle coppie omosessuali la possibilità di adottare.<br />
Tutto il resto non significa &#8220;impegnarsi&#8221;, &#8220;vigilare&#8221;, &#8220;esprimere vicinanza&#8221;, &#8220;stigmatizzare&#8221;, &#8220;esprimere ferma condanna&#8221; ma chiacchierare.<br />
E le discriminazioni, com&#8217;è noto, non si combattono chiacchierando, ma riconoscendo alle persone i diritti di cui sono titolari.<br />
Altrimenti tra vent&#8217;anni saremo ancora qui a discutere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Abercrombie And Fuck</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 23:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Braconi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="258" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/Marilyn-Manson-The-Beautiful-Peo-85467-300x258.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Marilyn-Manson-The-Beautiful-Peo-85467" /></p>Lo ha spiegato chiaro e tondo lo stratega della vendita al dettaglio Robin Lewis su International Business Times: il marchio fighetto Abercrombie &#38; Fitch ha fatto la deliberata (ed ora esplicita) scelta strategica di escludere le persone sovrappeso (in particolare le donne) dai suoi negozi . Ci rincoglioniscono da anni con l&#8217;immane scempiaggine secondo cui [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="258" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/Marilyn-Manson-The-Beautiful-Peo-85467-300x258.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Marilyn-Manson-The-Beautiful-Peo-85467" /></p><p>Lo ha spiegato chiaro e tondo lo stratega della vendita al dettaglio Robin Lewis su <a href="http://www.ibtimes.com/mike-jeffries-abercrombie-ceo-reportedly-hates-fat-customers-only-wants-thin-beautiful-people#" target="_blank">International Business Times</a>: il marchio fighetto Abercrombie &amp; Fitch ha fatto la deliberata (ed ora esplicita) scelta strategica di escludere le persone sovrappeso (in particolare le donne) dai suoi negozi . Ci rincoglioniscono da anni con l&#8217;immane scempiaggine secondo cui oggi chi vende merce non deve vendere cose, ma emozioni, sensazioni, un mondo ideale, uno stile di vita apparentemente elusivo eppure relativamente abbordabile &#8211; basta metter mano al portafoglio.</p>
<p>Tanto ci hanno martellato con questa idiozia, che cominciamo a crederci sul serio: la pomata anti-emorroidi marca Lapo è quella che usano i VIP, per cui sono disposto a spendere il 200% in più del valore industriale del prodotto pur di sentirmi rinfrescato nelle mie parti private con lo stesso &#8220;stile&#8221; di un bamboccio dotato del QI di una mucca ubriaca. Finora l&#8217;uomo della strada ha consapevolmente accettato il patto con il piazzista che promette di fare di te un tipo &#8220;cool&#8221; &#8211; anche se fai schifo, a dispetto della pancetta, delle occhiaie e delle vibrazioni assai poco rassicuranti che ti restituisce lo specchio del negozio, occupato manu militari dall&#8217;immagine del tuo culo impietosamente inguainato in jeans skinny pesca a vita bassa (in  cotone biologico).</p>
<p>Oggi abbiamo scoperto che Mike Jeffreis, il vispo e plasticoso CEO di A&amp;F, ha fatto un passo in più. Non ti ha lasciato intendere che, mettendoti nelle sue mani diventerai figo/a&#8230; troppo facile. Lui vuole proprio una selezione all&#8217;ingresso dei suoi negozi; insomma, mentre gli altri brand ti fanno sentire inadeguato, ma poi chiudono un occhio anche se non sei perfetto (basta che paghi), Jeffreis i soldi dei ciccioni o degli uomini sulla quarantina senza addominali a tartaruga non li vuole proprio.</p>
<p>Lo abbiamo scoperto oggi, anche se in un&#8217;agghiacciante intervista del 2006 a <a href="http://www.salon.com/2006/01/24/jeffries/" target="_blank">Salon</a>, Jeffreis aveva detto senza mezze misure che quello che aveva in mente era un marchio destinato alla declinazione pop della <span class="st">Hitler-Jugend</span>:</p>
<p>&#8220;<em>In tutte le scuole si trovano i ragazzi fighi e che godono di grande considerazione; e poi, naturalmente vi sono quelli che non lo sono poi tanto. Ecco, senza falsi pudori, noi cerchiamo di intercettare i primi. Vogliamo il giovane americano al 100%, attraente, talentuoso, pieno di amici. Un mucchio di gente semplicemente non c&#8217;entra niente con i nostri vestiti, né è possibile ci abbia mai a che vedere. Siamo elitari? Senza dubbio</em>&#8220;.</p>
<p>Mentre mi divertivo a leggere le minchiate di questo ratto, mi sono venute in mente le parole con cui Marilyn Manson, alla festa per gli MTV Awards (4 settembre 1997), arringò la folla :</p>
<p>&#8220;<em>Cari compatrioti americani: non saremo più oppressi dal fascismo della Cristianità! E non saremo più oppressi dal fascismo della bellezza. Vi vedo lì sulle vostre sedie a fare del vostro meglio per non apparire brutti, ad adoperarvi per non apparire fuori posto, a mettercela tutta per aprirvi la strada che vi condurrà al paradiso&#8230; ma permettetemi una domanda: davvero volete andare a finire in un posto che è pieno di pezzi di merda?</em>&#8220;.</p>
<p>E poi c&#8217;è gente che insulta il Reverendo, sostenendo che è un fenomeno da baraccone. Lucido è stato, altroché. E ora provate ad immaginare a giustapporre le parole di &#8220;The Beautiful People&#8221; agli esemplari da fiera campionaria della carne umana &#8220;light&#8221; che animano le campagne di A&amp;F.</p>
<p>Tra i tanti che si sono stracciati le vesti per quella che in fin dei conti è la schietta esposizione di una strategia di vendita esplicitamente basata sulla discriminazione, vi è lo scrittore Greg Karber, il quale, in un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=rNXR10-JZCA" target="_blank">video</a>, divenuto rapidamente virale su YouTube, invita i giovani a consegnare alla associazioni di volontariato i propri capi A&amp;F, in modo tale che questi finiscano per essere indossati da barboni, alcolizzati e homeless. Un tentativo di rebranding sarcastico di A&amp;F, che, pur essendo suggerito da ottime intenzioni, io giudico <strong>reazionario</strong> e <strong>razzista</strong>. La sua condotta Karber, diretta a stigmatizzare gli eccessi del mondo della moda e del consumismo più deleteri, finisce per convalidare una visione della società piramidale: al top i giovani bene tanto cari a Jeffreis, in fondo, gli homeless, i &#8220;perdenti&#8221;.</p>
<p>Il paradosso è che, per contestare un ordinamento iniquo, egli finisca per ricorrere ad una implicita approvazione dello status quo. Gli homeless, i &#8220;miserabili&#8221; di Skid Row ripresi mentre ricevono capi firmati A&amp;F sono usati come una clava da sbattere sulla <a href="http://1.bp.blogspot.com/_GP4loYp4EuI/TTWywfMQAII/AAAAAAAAAVA/AELsXMpOcHI/s1600/Michael-Jeffries.jpg" target="_blank">grottesca faccia </a>Jeffries. E&#8217; come se Karber avesse detto a Jeffreis: così ha deciso di vestire l&#8217;élite? Adesso ti faccio vedere io: faccio usare gli abiti che produci alla feccia della società&#8221;. Tutto questo dimostra che personaggi come Jeffries sono un po&#8217; come Berlusconi: una volta che ci hai avuto a che fare, non te li scordi più e, piaccia o no, sei costretto a farci i conti. Mentre naturalmente con il suo virus degrada ogni cosa intorno a te, perfino i tentativi di opposizione.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pulizie vaticane?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 23:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Braconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[conclave]]></category>
		<category><![CDATA[ipocrisia]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[preti pedofili]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="180" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/Cardinal-Keith-OBrien-010-300x180.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Cardinal Keith O&#039;Brien" /></p>Oggi al Cardinale O&#8217; Brien è stato ufficialmente ordinato dal papa di lasciare la Scozia allo scopo di &#8220;intraprendere un percorso di rinnovamento spirituale, preghiera e penitenza&#8221;. La &#8220;purificazione forzata&#8221; arriva alcuni mesi dopo che Benedetto XVI aveva preteso le sue immediate dimissioni da cardinale, impedendogli in questo modo di partecipare al conclave che avrebbe [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="180" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/Cardinal-Keith-OBrien-010-300x180.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Cardinal Keith O&#039;Brien" /></p><p>Oggi al Cardinale O&#8217; Brien è stato ufficialmente ordinato dal papa di lasciare la Scozia allo scopo di &#8220;intraprendere un percorso di rinnovamento spirituale, preghiera e penitenza&#8221;. La &#8220;purificazione forzata&#8221; arriva alcuni mesi dopo che Benedetto XVI aveva preteso le sue immediate dimissioni da cardinale, impedendogli in questo modo di partecipare al conclave che avrebbe eletto il suo successore. In quell&#8217;occasione, O&#8217;Brien rilasciò una dichiarazione ambigua, in cui ammetteva che &#8220;vi sono state circostanze in cui la mia condotta sessuale si è dimostrata al di sotto del livelli che ci si attenderebbe da un prete, un arcivescovo ed un cardinale&#8221;.</p>
<p>Benedetto XVI reagisce in modo insolitamente muscolare e celere allo scandalo: scarica O&#8217; Brien dopo neanche 36 ore dalla pubblicazione su The Observer delle rivelazioni di tre religiosi e di un ex seminarista, attualmente sposato, che sostengono di essere stati <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2013/feb/23/cardinal-keith-o-brien-accused-inappropriate" target="_blank">molestati sessualmente</a> dal Cardinale. L&#8217;ex seminarista (che ai tempi dei fatti aveva 18 o 20 anni, a seconda del reporter) riferisce di un &#8220;approccio sconveniente&#8221; avvenuto dopo le preghiere serali; anche un altro dei denuncianti racconta di un &#8220;contatto inappropriato&#8221; iniziato da O&#8217; Brien dopo la preghiera. O&#8217; Brien si sarebbe comportato in modo non dissimile con un terzo prete nel corso di una visita presso la sua parrocchia. La quarta vittima avrebbe invece dovuto fare i conti con un &#8220;comportamento non desiderato&#8221; di O&#8217; Brien al termine di una serata a due caratterizzata da elevato tasso alcolico.</p>
<p>Si noti che le rivelazioni dei quattro, che riguardano fatti avvenuti nel 1980, vengono date in pasto alla stampa circa una settimana prima del clamoroso passo indietro di Benedetto XVI; come pure la sospetta tempistica delle rivelazioni, consegnate alla stampa, guarda caso, una settimana prima delle (evidentemente-non-così-inattese) dimissioni del papa. Sembra proprio che qualcuno non volesse O&#8217; Brien al conclave che avrebbe eletto il successore di Ratzinger.</p>
<p>E&#8217; ovviamente impossibile commentare la condotta di O&#8217;Brien basandosi sulle pochissime informazioni di cui disponiamo. Si può però dire che tutte le persone coinvolte erano, ai tempi dei fatti adulte (è importante precisarlo, vista la frequenza con cui a quanto pare preti impuniti e degenerati si avventano sui minori). Sul consenso delle presunte vittime, in effetti, non ho le idee chiare: un prete ha grande soggezione dell&#8217;autorità &#8220;spirituale&#8221; di un collega anziano, è vero. Ma possiamo anche ipotizzare che essa evapori in un amen nell&#8217;istante in cui essa diventa uno strumento di potere e di assoggettamento (sessuale).</p>
<p>Se i fatti contestati sono realmente accaduti, O&#8217; Brien avrebbe usato il suo potere materiale in modo inappropriato, se non propriamente violento &#8211; come sostiene assai pragmaticamente uno dei quattro accusatori, del resto, &#8220;il cardinale è più che un capo, più dell&#8217;amministratore delegato della società per cui lavori. E&#8217; in grado di spostarti, bruciarti la carriera, relegarti in un cantuccio&#8230; controlla ogni aspetto della tua vita. Non puoi permetterti, semplicemente, di dargli un calcio nelle palle&#8221; (altro che autorità spirituale!). E quindi, sempre nell&#8217;ipotesi che le accuse siano fondate, O&#8217; Brien non è certo un agnellino.</p>
<p>Eppure la sua condotta, per quanto possa ipoteticamente risultare riprovevole, è molto meno grave di quella tenuta ad esempio da altri due cardinali, Roger Michael Mahony, arcivescovo di Los Angeles e Seán Baptist Brady, primate di Tutta l&#8217;Irlanda.  Il primo, come chiarito da un&#8217;inchiesta interna, è <a href="http://www.famigliacristiana.it/chiesa/dossier/dossier/los-angeles-pedofili.aspx" target="_blank">colpevole </a>dell&#8217;insabbiamento di ben 129 casi di abuso su minori. E personaggio talmente improponibile che persino i cattolici americani (evidentemente meno pecoroni dei compagni italiani) hanno organizzato una petizione per impedirgli di partecipare al conclave (non che qualcuno a Roma abbia dato loro retta, però almeno ci hanno provato). Mentre un&#8217;<a href="http://www.bbc.co.uk/news/uk-northern-ireland-17894419" target="_blank">inchiesta </a>della BBC del maggio 2012 ha chiarito le gravissime responsabilità di Brady nella gestione (o per meglio dire nella non-gestione) del caso Brendan Smyth, un prete pedofilo da Guiness dei primati. Benché avvisato da più fonti dei delitti di Smyth, Brady sentì solo un paio delle vittime e si limitò ad a far loro giurare che non avrebbero rivelato nulla di ciò che era loro accaduto. Almeno altri due bambini sono stati abusati dopo l&#8217;&#8221;inchiesta&#8221; interna di Brady del 1975. Le mani di Brady sono dunque sporche del loro sangue.</p>
<p>Eppure sia Brady che Mahony continuano a mantenere le loro posizioni di potere e i relativi privilegi; e per di più sono stati tra i &#8220;santi uomini&#8221; che hanno eletto papa Francesco. Mentre O&#8217; Brien è stato dapprima sollevato dall&#8217;incarico e poi esiliato dalla Scozia. O&#8217;Brien ha inoltre fatto pubblica ammenda della sua condotta ed ha invocato su di sé la clemenza che la sua religione (almeno in teoria) riserva di peccatori; mentre gli altri due religiosi, a dispetto dei santi (è il caso di dirlo), continuano a giustificare il proprio indifendibile operato. Perché? Viene il sospetto che c&#8217;entri qualcosa quella dichiarazione resa da O&#8217;Brien alla <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2013/feb/25/pope-forces-out-keith-obrien" target="_blank">BBC Scotland</a> solo qualche giorno prima della pubblicazione delle accuse nei suoi confronti, nelle quali il cardinale sosteneva che ai preti dovesse essere concesso di sposarsi e di avere figli. Forse è per questo che qualcuno non voleva O&#8217; Brien a Roma&#8230;</p>
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		<title>Non è libertà, è una schifezza</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Capriccioli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[idiozia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="255" height="198" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/images.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="images" /></p>Sapete come funziona? Funziona che tu scrivi una cosa, sul blog o su Facebook, e dopo qualche minuto arriva qualcuno che inneggia al Movimento 5 Stelle e ti spara una risposta a minchia, tipo che lo sanno tutti che sei a libro paga di quello o di quell&#8217;altro, che campi coi soldi pubblici, che fai [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="255" height="198" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/images.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="images" /></p><p>Sapete come funziona? Funziona che tu scrivi una cosa, sul blog o su Facebook, e dopo qualche minuto arriva qualcuno che inneggia al Movimento 5 Stelle e ti spara una risposta a minchia, tipo che lo sanno tutti che sei a libro paga di quello o di quell&#8217;altro, che campi coi soldi pubblici, che fai parte di qualche non meglio precisata casta, che arriveranno loro e ti toglieranno i privilegi che hai, senza peraltro specificare quali.<br />
Il tutto senza preoccuparsi minimamente (ma minimamente, dico) di sapere se quello che sta dicendo, quello di cui ti sta accusando, abbia o non abbia una minima rispondenza nella realtà. Così, a casaccio. Perché documentarsi, evidentemente, non serve. Non è necessario. E&#8217; superfluo. Basta sparare più forte che si può e via, verso nuove avventure. Roba che è pure difficile rispondergli, perché ti mette nella condizione di provare la non sussistenza di circostanze assurde, campate in aria, inventate di sana pianta.<br />
Be&#8217;, io non so se Beppe Grillo intende questo, quando dice che la rete è la democrazia. Anzi, quando dice che <a href="http://www.repubblica.it/politica/2013/05/14/news/grillo_torna_ad_evocare_lo_scontro_nostra_vittoria_totale_o_barricate-58792184/?ref=HREC1-8" target="_blank">loro sarebbero la democrazia</a>. Mi auguro di no. Credo proprio di no. Però qualcuno dovrebbe farglielo sapere, che centinaia di suoi sostenitori, tutti i santi giorni, la democrazia credono di interpretarla così. Cioè, sono davvero convinti che la democrazia consista nella libertà di attribuire al prossimo la prima amenità che viene loro in mente senza doversi prendere la briga non dico di provarla, ma perlomeno di accompagnarla con qualche indizio o qualche congettura.<br />
Be&#8217;, sapete cosa? Quella roba non è democrazia. Per niente. Non so chi ve lo abbia ficcato in testa, ma non è così. Quella roba è l&#8217;esatto contrario della democrazia: è la calunnia, la denigrazione, la diffamazione gratuita. Irresponsabile. Scriteriata.<br />
Quella roba, amici grillini che sparpagliate le vostre invettive in ogni dove, non è &#8220;il nuovo&#8221;, ma l&#8217;espressione di un metodo pressapochista e pecione che non serve a nessuno.<br />
Se pensate che battersi per la libertà della rete significhi lottare per il vostro diritto di blaterare fregnacce a manetta senza verificarle, avete capito male. Avete sbagliato sport, proprio.<br />
La libertà della rete è una cosa seria.<br />
Abbiate la decenza di rendervene conto.</p>
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		<title>Cecità</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 15:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Sassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ipocrisia]]></category>
		<category><![CDATA[assurdo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/nero-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="nero" /></p>Dice che quei due euro gli servono per mangiare e restare pulito. Alla mattina cerca di piazzare i suoi giornalacci terribili ai pendolari che vanno in ufficio; alla sera ci riprova con quelli che tornano a casa con la cravatta allentata e il calzino cadente. Il mese scorso portava sotto braccio dei fascicoli di cucina [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="225" src="http://libernazione.it/wp-content/uploads/2013/05/nero-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="nero" /></p><p>Dice che quei due euro gli servono per mangiare e restare pulito. Alla mattina cerca di piazzare i suoi giornalacci terribili ai pendolari che vanno in ufficio; alla sera ci riprova con quelli che tornano a casa con la cravatta allentata e il calzino cadente. Il mese scorso portava sotto braccio dei fascicoli di cucina tipica francese, roba che si trovava nelle edicole vent&#8217;anni fa e che nessuno comprava. È un ragazzone sulla quarantina: capelli brizzolati, barba ben rasata, giubbotto di jeans, buona dizione. Entra nel vagone con gli occhi sbarrati e il passo nevrotico, recita il suo copione e, procedendo verso il fondo augurando buonasera ad ognuno – ad ognuno ! – , mostra meccanicamente a destra e sinistra la sua merce. « Bonjour, bonjour, bonjour, bonjour, bonjour, bonjour, bonjour&#8230; ». Più che un saluto sembra il segnale orario di un&#8217;ora che è già passata, un inutile promemoria per un affare già risolto. « Bonsoir, bonsoir, bonsoir, bonsoir, bonsoir, bonsoir, bonsoir&#8230; ». Più che un augurio sembra una litania, una sorta di canto funebre non cantato per la giornata che sta per finire.</p>
<p>Quando lo vidi per la prima volta era ottobre, pochi giorni dopo essere arrivato a Parigi; rimasi sorpreso dalla sua freschezza e dalla sua aria tutto sommato serena. Mi vedevo al suo posto e non capivo quella serenità. Certo, recitava anche allora la stessa parte ma sembrava farlo con uno spirito diverso, come se fosse davvero convinto di poter piazzare quella cartastraccia; come se avesse appena cominciato e la faccenda non gli fosse ancora insopportabile.<br />
Ieri l&#8217;ho rivisto quel ragazzone brizzolato: aveva un grosso eczema sul viso pulito e si guardava intorno con gli occhi rotanti dietro il suo paio di occhiali molto spessi. Le cose non devono andargli particolarmente bene &#8211; del resto, non ho mai visto nessuno comprargli qualcosa &#8211; e ogni volta che sale sul treno un brivido mi percorre la schiena. </p>
<p>Negli ultimi tempi mi capita di immaginare una scena: ad un&#8217;ora stupida, magari le tre del pomeriggio, un giorno qualunque di un mese qualsiasi il tizio salirà sul treno, proporrà come di consueto i suoi giornaletti di merda e, quando nessuno lo degnerà manco di uno sguardo, manco di un « no, grazie » , tirerà fuori dalla tasca della giacca una vecchia pistola semiautomatica. Nel caricatore ci saranno otto colpi, ne sparerà sette in testa ad altrettanti passeggeri e poi si farà saltare in aria il cervello con un colpo da sotto il mento. È un&#8217;immagine che vedo nitidamente e mi dico che può succedere. Mi sono quasi convinto che succederà. Anzi, mi chiedo per quale ragione non sia ancora successo. Ed ogni volta che questa immagine mi passa per la testa, mi ripeto che la violenza cieca non esiste, che è soltanto un&#8217;invenzione, un digestivo semantico, una di quelle storpiature concettuali del reale a cui siamo tanto affezionati. </p>
<p>Sì, perché forse la vera cecità sta nel negare la possibilità di una violenza non intelligibile, di una violenza che non ha niente a che fare con le stantie categorie del pensiero convenzionale, dello stanco ragionare quotidiano. Ed è lo stesso errore che si commette quando si tenta di spiegare un suicidio e non si trovano ragioni apparenti. « Non capisco, ieri sera sembrava tranquillo », si sente dire spesso. Non ci sono regole e non c&#8217;è psicologia che possano tracciare le linee dell&#8217;assurdo: ci si ammazza in un pomeriggio di maggio perché morire senza una ragione comunemente valida può sembrare una risposta a quell&#8217;assurdo. E si prendono a picconate i passanti perché loro sono l&#8217;assurdità senza nome – del resto, l&#8217;assurdo non ha nome –, sono quegli spettri dal volto umano che qualche voce « cattiva » ti chiede di abbattere.</p>
<p>Tuttavia, in queste occasioni c&#8217;è sempre qualcuno che parla di pazzia, di follia omicida, di furia cieca. Forse perché è la cosa più comoda da dare in pasto al pubblico, oltre che a se stessi: è rassicurante sapere che la violenza sia cieca e folle, quando non si riesce a spiegarla. Ancora più rassicurante è sapere che sia una violenza cieca, folle e nera come la pece. «Ho visto nero » si dice per spiegare l&#8217;inspiegabile, per non dire l&#8217;indicibile. E allora cosa c&#8217;è di meglio di un nero che ha visto nero e ha ammazzato tre bianchi per spiegare l&#8217;inspiegabile e non dire l&#8217;indicibile? Forse un bianco che vede nero e ammazza tre neri per confusione, perché pensa di colpire il vuoto, il buio, che è risaputo che non sanguina e tanto meno muore. Ah, già, per quello ci sono altri nomi: xenofobia, odio razziale. Ragioni ? No, definizioni. Come « assassino » e « pazzo » e « venditore di giornaletti invendibili ».</p>
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