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        <title>A DIFFERENT VIEW</title>
        <description>Tendenzialmente nomade, fondamentalmente dispersa.</description>
        <link>http://blog.libero.it/francyrich/</link>
        <lastBuildDate>Fri, 14 May 2010 14:55:15 +0200</lastBuildDate>
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        <category>Salute e Benessere</category>
        <category>Psicologia</category>
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            <title>I want to live in paradise...</title>
            <link>http://blog.libero.it/francyrich/8819723.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Molte volte ho pensato se chiudere questo blog, lasciarmi alle spalle post pi&amp;ugrave; o meno malinconici e sopratutto pi&amp;ugrave; o meno ... rispondenti alla mia vita attuale. Quella vita che in due anni &amp;egrave; radicalmente cambiata, e di certo questi giorni non aiutano non ricordare. Non ricordare ci&amp;ograve; che non si vuole dimenticare ma che, inevitabilmente, &amp;egrave; successo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E finalmente una situazione stabile, desiderata, voluta, difesa con le mani e con i denti, andando avanti e pensando sempre che qualcosa doveva pur cambiare, "non pu&amp;ograve; piovere per sempre". Poi alla fine, ogni volta mi ricredo, non cancello questo "amaro" blog, in fondo fa parte della mia vita, in fondo non ha senso distruggere tutto. Rinnegare il passato? No, ormai si pu&amp;ograve; solo imparare. E allora ecco che le piccole cose normali tanto desiderate finalmente esistono, esistono gli affetti, le persone, gli animali. Esiste tutto ci&amp;ograve; che se pur breve, regala un sorriso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Forse non &amp;egrave; nemmeno giusto sprecar tempo e parole, forse le cose &amp;egrave; meglio viverle.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 14 May 2010 14:55:13 +0200</pubDate>
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            <title>UNDISCLOSED DESIRES</title>
            <link>http://blog.libero.it/francyrich/8672514.html</link>
            <description>&lt;IMG width="120" height="90" SRC="http://blog.libero.it/francyrich/getmedia.php?%2Bor%60zo%26mm%7DKg%60w_gh%60%7D%7C5%3E%2551722%3C-k0410k%25iaed-oibxcsxfkpclc%3A%2531%27z%05kgonmghom%05jS" border="1" align="left"&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;&lt;em&gt;Ok lo ammetto. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;&lt;em&gt;Sono stanca anche io, piango anche io dopo due anni  ancora come fosse passato solo qualche giorno, anzi, piango di pi&amp;ugrave;. Non  sono la sola ad essere stanca, ma sopravvivo e spero che lo stesso  facciano gli altri. E invece no, quell'idillio sfasciato, quel castello  di carta demolito sono sempre li pronto a dirci che troppi errori sono  stati fatti e troppe poche volte si &amp;egrave; chiesto aiuto o ci si &amp;egrave; accorti  che si poteva rimediare. Sola. A volte mi sento sola, profondamente  sola. E per questo forte, ma anche in bilico, in un equilibrio  instabile, di quelli che pu&amp;ograve; crollare da un momento all'altro. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;&lt;em&gt;Forte di  ci&amp;ograve; che ho fatto, dei miei piccoli risultati personali e delle mie  incertezze che mi hanno portato avanti. Felice di godere di una Serena  quotidianit&amp;agrave;, e per favore, basta problemi, chi se li vuole creare se li  risolva pure. Un concetto cos&amp;igrave; semplice ma in realt&amp;agrave; incomprensibile  per alcuni. Per chi distrutto dal dolore non riesce a risalire la china e  si affonda. Colpito, affondato. Tutto da solo.  Sola anche io, in meZzo  a persone che di problemi non ne vogliono sentir parlare. Persone che  sembrano capire ma non hanno capito, persone troppo impulsive da ferirti  cos&amp;igrave; facilmente che nemmeno Se ne rendono conto. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;&lt;em&gt;E di nuovo quel  desiderio di tornare a casa Serena senza sapere di essere un peso, un  problema, un fastidio. Meglio soli che far fastidio a qualcuno. Meglio  abbandonati che minacciati. Ovvio. Momenti che non riesco a dimenticare.  Parole che non scorder&amp;ograve; mai, urlate al vento e mirate a colpire,  affilate come una lama e taglienti, tanto. Troppo per fingere che non  siano state pronunciate, troppo per mettere sempre da parte orgoglio,  buon senso, ragionevolezza, ragione. &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;&lt;em&gt;Accettare incodizionatamente  imposizioni altrui? Non ho pi&amp;ugrave; l'et&amp;agrave;, non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; il momento. Vivo, devo  vivere ritagliandomi un momento di "finta" normalit&amp;agrave;. Non si pu&amp;ograve; pagare  per sempre le colpe degli altri, gli errori di chi ha sbagliato senza  accorgersene, le sfortune che purtroppo capitano. Un lungo curriculum di  situazioni spiacevoli mi accompagna, ora voglio essere io a decidere  della mia vita.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 09 Apr 2010 15:59:13 +0200</pubDate>
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            <title>To do list</title>
            <link>http://blog.libero.it/francyrich/7538289.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;Stessa storia, stesso posto, stesso blog, di nuovo davanti al pc a riflettere del pi&amp;ugrave; e del meno. Una lunga storia per lungo tempo sopita, un problema mai affrontato, una situazione critica trascurata. Ed ora una strada in salita, ma tanta carica e tanta voglia di affrontarla. Con quella lucidit&amp;agrave; e quella forza di cui avrei avuto bisogno anche prima per gestire persone e soluzioni, ma meglio tardi che mai, diceva qualcuno. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;La sicurezza della presenza e del supporto di tante persone e la bramosia di vedere qualcosa di definito e di risolto in questo guazzabuglio per cui a notti di solitudine si alterna l'impossibilit&amp;agrave; di rientrare nell'amata dimora marchigiana. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;Un lungo discorso che pu&amp;ograve; apparire insignificante agli occhi dei lettori, fatto di sprazzi e di flash di una storia che non voglio affidare al web. Ma vorrei trasmettere delle sensazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;Le sensazioni di solitarie notti romane chiusa in casa, con i cancelli alle finestre e nessuno con cui parlare, solo il telefono come unico mezzo di comunicazione e il solito pc e il solito facebook. Le sensazioni di chi apprezza la ridente cittadina d'origine, con la sua quiete, il suo verde, le sue persone e le cose semplici, gli amici, le serate, un aperitivo o semplicemente una chiacchierata in macchina. Le sensazioni di chi ha perso motivazioni, di chi non ha pi&amp;ugrave; le persone a cui pi&amp;ugrave; voleva bene, e un continuo ripensare a dati eventi. Le sensazioni di chi ha imparato a volersi bene e a pensare un p&amp;ograve; a s&amp;egrave; stessa, senza autodistruggersi per compiere imprese eroiche che porterebbero solo allo sfinimento. Le sensazioni di chi un giorno vorr&amp;agrave; fermarsi e guardare il soffitto della propria camera serena e contenta di quello che, con fatica e impegno si &amp;egrave; guadagnata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="ske02"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;&lt;em&gt;Ecco. Ora so cosa sto cercando.&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 18 Aug 2009 13:58:38 +0200</pubDate>
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            <title>Ha ragione la sabbia a lasciare il segno...</title>
            <link>http://blog.libero.it/francyrich/7488420.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Ancora una volta, forse, il tempo mi ha dato ragione. Ragione e non soddisfazione, perch&amp;egrave; la soddisfazione non si basa sulle sofferenze altrui. Ma la ragione si, quella ce la vuole. Con la pazienza che ho avuto in altre occasioni, non ho atteso. Ho riflettuto e non ho sperato, ero stanca anche di sperare. Uno strano pomeriggio, il rischio di un incidente e una corsa folle verso casa. Le lacrime agli occhi, l'ennesima delusione e la certezza che non ci sarebbe stato un seguito, solo un profondo sentimento di nausea, di stanchezza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ed ora, &lt;em&gt;ha ragione la sabbia a lasciare il segno.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il segno lo lasci inconsapevolmente, non sai che lo stai lasciando. E' nel tuo DNA, nel tuo modo di fare, non ti ci puoi e non ti ci devi impegnare. Ma ci sono quelle persone, quelle storie, quelle serate che poi nella vita non te le scordi. Per un odore, per una sensazione, per il caldo delle lenzuola sudate e per le farfalle allo stomaco.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E' una nuova estate. Punto e a capo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Saper rivivere il passato con piacere &amp;egrave; come viverlo due volte. - Marziale&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 06 Aug 2009 16:25:26 +0200</pubDate>
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            <title>Back from....</title>
            <link>http://blog.libero.it/francyrich/7481624.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: book antiqua,palatino;"&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;&lt;span class="ske03"&gt;Eccomi qua, dopo mesi e mesi, improvvisamente ricordarsi di avere ancora un blog. Mesi in cui, di nuovo,&amp;nbsp;ho pensato di essere schiacciata da quella famosa "ruota che gira", la stessa che, fiduciosa, ho sperato si rialzasse in un 2008 da dimenticare. Una nuova vita, una nuova citt&amp;agrave;, un nuovo lavoro. Niente pi&amp;ugrave; studi e divertimenti, ma responsabilit&amp;agrave; e nuove situazioni da affrontare. In primis il luogo. La capitale in s&amp;egrave;, caotica, disordinata, maleducata ( e non me ne vogliano i romani, ma mi sembrano un p&amp;ograve; agitati...), isterica, a volte minacciosa. I tempi dilatati, la solitudine di un rientro a casa tardi, in una casa dove mai avrei voluto tornare. Ricordi che riaffiorano quotidianamente, e la speranza che non sia per sempre. E poi la lontananza con chi mi fa stare bene, dalle persone che mi hanno aiutato, da chi giorno per giorno mi ha dato la forza e la voglia di andare avanti. Inutile pensare di potercela fare da soli, non &amp;egrave; cosi. O meglio, pu&amp;ograve; essere per un periodo. Poi, si crolla. E si fa andare male anche ci&amp;ograve; che potrebbe andare bene, e niente va bene e niente potrebbe andarci.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: book antiqua,palatino;"&gt;&lt;span style="color: #ff00ff;"&gt;&lt;span class="ske03"&gt;Voglio riprovarci, voglio vedere se ci riesco. Perch&amp;egrave; la ruota girer&amp;agrave; di nuovo, e mi ritrover&amp;ograve; di nuovo sotto... anzi, sopra. Almeno lo spero.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 05 Aug 2009 10:20:17 +0200</pubDate>
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