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	<title>(In)verso (Di)verso</title>
	
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	<description>Pesach "Passare Oltre"</description>
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		<title>Albert Einstein e la Crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 18:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Albert Einstein]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[”Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso.
La creatività nasce dall&#8217;ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura. E‘ nella crisi che nasce l&#8217;inventiva, le scoperte e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/AlbertEinstein.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10648" title="AlbertEinstein" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/AlbertEinstein.jpg" alt="AlbertEinstein" width="148" height="144" /></a>”Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso.<br />
La creatività nasce dall&#8217;ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura. E‘ nella crisi che nasce l&#8217;inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni.<br />
La vera crisi è la crisi dell&#8217;incompetenza. Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni.<br />
Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. E‘ nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza. Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo. Invece di questo, lavoriamo duro!</p>
<p><em>L&#8217;unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.</em>”</p>
<p style="text-align: right;">Albert Einstein (1879-1955)</p>
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		<title>Sono diversa</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 20:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[versi]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[
M’incanalo nei meandri del pensiero.
Consapevolezza?
No!
In principio era azione
Psicoleggiare è provocare l’evidenza
e non spiegare una teoria.
La matematica non parte
dal teorema, ma ragiona
sulla presupposizione
Ruzzola  via ogni certezza  scientifica
unica verità è l’evidenza
del mio esistere:
mai nella massificazione
sarò parte della foresta che cammina.
Sono una diversa
e nella moltitudine  la differenza
spazza castelli di certezza.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/sono-diversa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10383" title="sono diversa" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/sono-diversa.jpg" alt="sono diversa" width="350" height="288" /></a></p>
<p style="text-align: center;">M’incanalo nei meandri del pensiero.<br />
Consapevolezza?<br />
No!<br />
In principio era azione</p>
<p style="text-align: center;">Psicoleggiare è provocare l’evidenza<br />
e non spiegare una teoria.</p>
<p style="text-align: center;"><em>La matematica non parte<br />
dal teorema, ma ragiona<br />
sulla presupposizione</em></p>
<p style="text-align: center;">Ruzzola  via ogni certezza  scientifica<br />
unica verità è l’evidenza<br />
del mio esistere:<br />
mai nella massificazione<br />
sarò parte della foresta che cammina.</p>
<p style="text-align: center;">Sono una diversa<br />
e nella moltitudine  la differenza<br />
spazza castelli di certezza.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>(Meno)pause</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/inversodiverso/menopause/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 00:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconto]]></category>
		<category><![CDATA[incipit]]></category>
		<category><![CDATA[(Meno)pause]]></category>
		<category><![CDATA[Notturno]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[
…E guardava l’inverno amare la collina, cui copriva le spalle con un telo di neve e con un affetto così naturale.
Cos’era la felicità? Se non provare commozione per quelle piccole sfumature che la vita le mostrava incurante dello stato di salute del suo umore.
Lei non era felice, aveva donato la sua vita agli altri, aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Pausa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10357" title="Pausa" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Pausa.jpg" alt="Pausa" width="309" height="309" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">…E guardava l’inverno amare la collina, cui copriva le spalle con un telo di neve e con un affetto così naturale.<br />
Cos’era la felicità? Se non provare commozione per quelle piccole sfumature che la vita le mostrava incurante dello stato di salute del suo umore.<br />
Lei non era felice, aveva donato la sua vita agli altri, aveva rimandato la sua felicità a domani e per quanto corresse, quel suo treno domani era sempre distante almeno 24 ore.<br />
Cos’era la felicità, un bacio? La foto di quella vacanza o l’idea di allargare le gambe per far entrare aria nuova nei suoi sensi ingannati? Forse un bimbo con il lecca lecca? Un clown che sorride? Un marito che ti dice “va bene amore?” O ancora un caffè buono e un finestrino del treno che si getta alle spalle foto belle, troppe per poterle rimpiangere?<br />
Lei chiedeva poco, chiedeva solo di vivere per vivere senza calpestare le idee di chi viaggiava al suo fianco, chiedeva nulla. Percorreva invece un film ritagliato, fatto di spezzoni ripetuti, invocati, e evocati e sacrificati alla fine, nell&#8217;attesa inevitabile di un’altra eternità, non così ripetitiva e monotona.<br />
Forse abbandonarsi tra le braccia del tempo era la risposta alle sue inquietudini, ma risuonavano passi e voci lungo l’androne consunto nel buio del momento, dove le attese non hanno più consistenza, consapevole che tutto è trascorso, irrimediabilmente&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Reality trash, Channell 4 cerca malati terminali disposti a farsi mummificare</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/inversodiverso/reality-trash-channell-4-cerca-malati-terminali-disposti-a-farsi-mummificare/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 22:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mass Media]]></category>
		<category><![CDATA[Non veliamoci gli occhi]]></category>
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		<category><![CDATA[Channell 4]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
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		<description><![CDATA[Dov’è finita la dignità e il rispetto per l’essere umano, in questo caso per la morte, o ancora meglio, per chi sa la data certa della propria fine. Mi sento offesa che pur di fare audiens si usi le sofferenze più profonde. Una vergogna.
di Marco Molendini
ROMA (12 gennaio) &#8211; Cospargiamoci il capo di cenere, noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft" src="http://www.onetivu.it/wp-content/onetivu.it_uploads/2010/01/mummificazione.jpg" alt="" width="231" height="206" />Dov’è finita la dignità e il rispetto per l’essere umano, in questo caso per la morte, o ancora meglio, per chi sa la data certa della propria fine. Mi sento offesa che pur di fare audiens si usi le sofferenze più profonde. Una vergogna.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Marco Molendini</strong><br />
ROMA (12 gennaio) &#8211; Cospargiamoci il capo di cenere, noi che critichiamo i reality balneari, quelli chirurgici, l’aquario del Grande fratello per qualche litigio di troppo o qualche effusione amorosa, i talk impiccioni che frugano fra le lenzuola degli ospiti. Roba da dilettanti del degrado, da pischelli del trash. La tv ha rotto gli ormeggi, è andata oltre la fantasia, la decenza, il rispetto umano. La corsa al peggio è uno sport inarrestabile, fatto da chi ha il pelo alto una spanna su uno stomaco di ferro. Le ultime dal fronte della perversione televisiva iscrivono agli atti la pensata del britannico Channell 4, che pure è un canale dal pedigree illustre e dalle scivolate altrettanto clamorose (la trasmissione di una gentile autopsia dal vivo, le fasi di un suicidio assistito, un mago che si sottoponeva alla roulette russa). Ha lanciato un bando per la ricerca di un malato terminale disposto a farsi mummificare, naturalente sotto il fuoco delle telecamere. Per il morituro la gratificazione starebbe nel fatto che la procedura di mummificazione seguirà le nobili procedure degli antichi egizi (scoperte di recente da uno scienziato contemporaneo dopo millenni di segreto). E, per di più, il suo corpo sarà donato a un museo (suggeriamo con un cartello che spieghi che si tratta di una mummia televisiva).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Channell 4 è capace di fare anche di meglio. La più spietata delle iniziative riguarda un gruppo di sei disabili (fra loro un cieco, un paralitico, una vittima del Talidomide), abbandonati su un’isola deserta (ma con le telecamere, ovviamente). Il programma si chiama Cast off (titolo gentile che sta per l’italiano Scartati) e racconta le peripezie di quei disgraziati abbandonati a se stessi, una sorta di Lost con l’handicap, che ha la sadica ambizione, a detta degli autori, di dimostrare che per un disabile la vita in un’isola deserta non è peggiore che in una metropoli moderna.</p>
<p style="text-align: justify;">Crudeltà e sadismo sono attrazioni irresistibili per i cuochi della tv estrema. Il campionario delle bestialità è ampio oltrechè bizzarro. Come nel caso dell’americano The Chamber, coi concorrenti legati a un lettino e chiamati a rispondere a semplici quiz, mentre venivano sottoposti a getti d’acqua gelata, fiamme incandescenti e scosse elettriche. Copione più o meno simile per The Chair condotto dal tennista John McEnroe: il concorrente su una sedia da dentista deve rispondere a domande di cultura generale sffugendo alle sollecitazioni di lingue di fuoco che gli accarezzano il corpo oppure resistendo a un alligatore che gli sorride a pochi centimetri dalla faccia. Quanto a Fear Factor, per vincere 50 mila dollari, sei partecipanti hanno mangiato topi, insetti vivi, si sono immersi in una piscina piena di calamari putrefatti. Campione nel ramo della tv lugubre il britannico Non lasciare cadere la bara sulla vita di una famiglia che gestisce una ditta di onoranze funebri. Mentre in Francia il record è stato Family Xchange: gara fra genitori che si scambiano i figli.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=87421&amp;sez=HOME_SPETTACOLO">http://www.ilmessaggero.it/articolo.phpid=87421&amp;sez=HOME_SPETTACOLO</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Adagio</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 16:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconto]]></category>
		<category><![CDATA[Solitudine]]></category>
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		<description><![CDATA[
Domani è il giorno che segna la svolta e io che faccio?
Nulla.
Sono qui in uno stato emotivo tremendo e il comprendere che gli eventi  influenzano il mio stato psichico non mi aiuta per nulla, anzi, ammetto, mi affossano ulteriormente.
Dove cazzo sta la donna che sorreggeva con forza se stessa e chi viaggiava al suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/adagio.jpg"><img class="size-full wp-image-10134 aligncenter" title="adagio" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/adagio.jpg" alt="adagio" width="342" height="256" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Domani è il giorno che segna la svolta e io che faccio?<br />
Nulla.<br />
Sono qui in uno stato emotivo tremendo e il comprendere che gli eventi  influenzano il mio stato psichico non mi aiuta per nulla, anzi, ammetto, mi affossano ulteriormente.<br />
Dove cazzo sta la donna che sorreggeva con forza se stessa e chi viaggiava al suo fianco, dove è finito il coraggio di rimettersi in gioco nonostante le intemperie del quotidiano vivere. Dove cazzo sono…<br />
Masturbazioni mentali  si aggrovigliano dentro, mentre sorrido tra le lacrime nel vedere un film appena scaricato, sicuramente non era quello che cercavo, e ancor più sicuro, in un altro contesto avrebbe sollazzato la parte trasgressiva che abita l’essere umano. Si. Un bel regalo sarebbe stato e molto, molto, ma che dico moltissimo apprezzato.<br />
Ma quella parte di donna è morta qualche giorno fa, uccisa da me medesima? Forse, ma non ne sono certa, il pugnale era in altrui mani.<br />
Freud mi attende, parole stese su un tavolo che non riesco a leggere, si soprappongono, si rincorrono e s’attorcigliano tra loro, ma nel dentro di tanta confusione mi sobbalza alla vista una frase: “<em>L’inconscio è un “magazzino” dove inseriamo i nostri ricordi negativi inconsapevolmente e determinati per ricostruire la fasi della nostra vita</em>”… e che cazzo io voglio dimenticare, perché i ricordi che riaffiorano sono solo quelli che mi hanno resa triste e piagnucolona.<br />
Un ultima sigaretta giunge alla fine, la tazza contiene solo il fondo nero del caffè e la voglia di chiudere tutto è troppo forte per poter continuare a scrivere parole, parole come alito di vento volte ad allontanarsi velocemente verso il nulla.</p>
<p><em>Baci e abbracci</em></p>
<p style="text-align: center;"><object codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=7,0,0,0" height="27" width="300" align="middle" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000"><param name="Movie" value="http://www.google.com/reader/ui/3247397568-audio-player.swf?audioUrl=http://www.liberolibro.it/inversodiverso/wp-content/upload/Lara-Fabian-Adagio-In-Italiano.mp3"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.google.com/reader/ui/3247397568-audio-player.swf?audioUrl=http://www.liberolibro.it/inversodiverso/wp-content/upload/Lara-Fabian-Adagio-In-Italiano.mp3" width="300" height="27" allowscriptaccess="never" quality="best" bgcolor="#ffffff" wmode="window" flashvars="playerMode=embedded"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">Adagio &#8211; Lara Fabian </p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Io marinaio di me</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/inversodiverso/io-marinaio-di-me/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 22:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Io marinaio di me]]></category>
		<category><![CDATA[versi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Io marinaio di me
mi perdo nella realtà
e scopro la mia imprudenza.
Tutto intorno in un tondo
mentre gira vertiginosa
la cresta increspata.
Accumulo esperienze
che si fanno sgualcite
nel diario letto al contrario.
Il prologo: un segreto che mi rende solitudine.
L’epilogo: un mistero indecifrabile.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/io-marinaio-di-me.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10090" title="io marinaio di me" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/io-marinaio-di-me.jpg" alt="io marinaio di me" width="290" height="145" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Io marinaio di me<br />
mi perdo nella realtà<br />
e scopro la mia imprudenza.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Tutto intorno in un tondo<br />
mentre gira vertiginosa<br />
la cresta increspata.</em></p>
<p style="text-align: center;">Accumulo esperienze<br />
che si fanno sgualcite<br />
nel diario letto al contrario.</p>
<p style="text-align: center;">Il prologo: un segreto che mi rende solitudine.<br />
L’epilogo: un mistero indecifrabile.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Complimenti allo scrittore? oppure all’editor? o ancora al ghost-writer?</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/inversodiverso/complimenti-allo-scrittore-oppure-alleditor-o-ancora-al-ghost-writer/</link>
		<comments>http://www.liberolibro.it/inversodiverso/complimenti-allo-scrittore-oppure-alleditor-o-ancora-al-ghost-writer/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 19:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sullo scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Piperno]]></category>
		<category><![CDATA[cme scrivere un libro]]></category>
		<category><![CDATA[come pubblicare un libro]]></category>
		<category><![CDATA[Con le peggiori intenzioni.]]></category>
		<category><![CDATA[editor]]></category>
		<category><![CDATA[ghost-writer]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/inversodiverso/?p=860</guid>
		<description><![CDATA[Quante volte a molti di voi sarà stato detto: &#8220;Scrivi male, commetti troppi errori, non potrai mai pubblicare un libro.&#8221;
Oppure qualcuno che vi ha fatto sentire inferiori di fronte a grandi scrittori, dicendovi: “Questo sì che è uno scrittore, guarda come scrive bene, invece tu non conosci la grammatica italiana.”
Ora, come più volte affermato nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte a molti di voi sarà stato detto: &#8220;<em>Scrivi male, commetti troppi errori, non potrai mai pubblicare un libro.</em>&#8221;<br />
Oppure qualcuno che vi ha fatto sentire inferiori di fronte a grandi scrittori, dicendovi: “<em>Questo sì che è uno scrittore, guarda come scrive bene, invece tu non conosci la grammatica italiana</em>.”<br />
Ora, come più volte affermato nel mio manuale, ai fini di aumentare le chances di pubblicare un vostro libro, è importante consegnare un testo il più possibile privo di errori, per tante ragioni. Ma il punto non è questo: con questo articolo, vorrei sfatare il mito, anzi, i VOSTRI miti, o quelli di molti dei vostri amici, i quali, quando leggono un libro di un autore famoso, sono soliti dichiarare: “Questo scrittore scrive davvero bene e possiede una grande padronanza della lingua italiana.”<br />
Certo, se fosse lui a scrivere poiché, andando subito al punto, quello su cui tutti tralasciano di riflettere, sono due semplici parole: editing e ghost-writing.</p>
<p>Non starò qui a disquisire sulle accuse rivolte a Faletti o altri tormentoni a voi tutti già noti, ma vi porto delle PROVE:<br />
<strong>Alessandro Piperno</strong>, autore di “<strong>Con le peggiori intenzioni</strong>” (romanzo di grande successo edito da Mondadori) rilascia, sul numero 53 della rivista letteraria Inchiostro, nel gennaio – marzo 2006, (rivista diretta da Giampiero Dalle Molle e diffusa in tutte le librerie Feltrinelli)</p>
<p>un’intervista, nella quale, tra le altre cose, risponde così ad una domanda:</p>
<p>(ve la riporto virgola per virgola)</p>
<p><em>
<p>D &#8211; Il manoscritto che lei ha consegnato alla Mondadori è uguale al libro che si trova in libreria?</p>
<p>R- Assolutamente no. Il testo ha subito un editing consistente, e non solo per quanto riguarda gli aspetti formali. Quando mi hanno restituito le bozze, dopo la prima revisione da parte della loro editor – una ragazza di venticinque anni di una competenza e bravura straordinarie – il mio manoscritto era un cimitero, un campo di battaglia: pieno zeppo di correzioni, modifiche, aggiustamenti.</p>
<p>Ad una successiva domanda, Piperno aggiunge anche:</p>
<p>&#8220;Non mi vergogno a dire che, nella prima versione del manoscritto che ho presentato alla Mondadori, c’erano errori di sintassi e di grammatica e delle improprietà terminologiche.&#8221;</em></p>
<p>Piperno è laureato in letteratura francese presso l&apos;Università degli studi di Roma Tor Vergata, dove ha insegnato a contratto la medesima materia ed è divenuto ricercatore dal 1° ottobre 2008.</p>
<p>Devo aggiungere altro? Tranne che… Tutto questo è normale? Sì, anche la persona più colta e istruita, non sarà mai un bravo correttore di bozze o editor del suo testo. Si è troppo coinvolti a livello emotivo e non è possibile accorgersi di tante cose.<br />
Dobbiamo ringraziare Piperno per la sua grande sincerità e se vogliamo anche umiltà. Questi sono discorsi scomodi dai quali quasi tutti gli autori fuggono.<br />
Quindi, prima di fare un paragone tra la scrittura di un autore esordiente e quella di un grande scrittore, bisognerebbe chiedersi se stiamo facendo realmente i complimenti a quest’ultimo oppure al suo editor o, addirittura, al suo ghost-writer.<br />
Tutti i più grandi scrittori usufruiscono degli editor e qualcuno anche del ghost-writer, perché per gli editori che li pubblicano sono macchine sforna-soldi, non scrittori. Portatelo a mente quando leggerete il prossimo libro super recensito e osannato dai Media, e quando vedrete l’immagine sorridente dello scrittore in quarta di copertina, sappiate che di suo nel libro ci potrebbe essere appena un 20%.<br />
Non pensate neanche lontanamente, ad ogni modo, che questo discorso si possa applicare agli autori sconosciuti: prima di mandare un manoscritto, fatevi aiutare da qualche amico laureato in lettere o con una buona conoscenza delle lingua italiana. Anche se voi stessi siete laureati in lettere, non potrete mai farcela.<br />
Fondamentalmente, lo scrittore è chi inventa storie oppure riporta fatti o esperienze personali, o ancora mette a disposizione le sue conoscenze tecniche. Per sistemare le sue (eventuali) lacune grammaticali, ci sono tanti addetti ai lavori, entro un certo limite, ovviamente, non sto affermando che uno scrittore non debba conoscere la lingua italiana, al contrario, solo che questa, come abbiamo visto, non è la sua missione, altrimenti i correttori di bozze, editor e quant’altro cosa ci starebbero a fare?</p>
<p>Non lo dico io.<br />
Piperno Docet.</p>
<p>Andrea Mucciolo</p>
<p>link fonte: <a href="http://www.andreamucciolo.com/editing_ghost_writer_editor.html">http://www.andreamucciolo.com/editing_ghost_writer_editor.html</a></p>
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		<title>Ricomincio da tre</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 12:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Credo che l’unico modo di salutare il 2009 è chiudere alcune porte e ricominciare. Accogliere il nuovo anno con poche cose e citando il grandissimo Troisi, Ricomincio da tre, perché tre sono le cose buone che ho fatto nella mia vita e non voglio perderle.
Buon Anno che sia Luce e Amore per tutti
Baci e Abbracci
Katia

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che l’unico modo di salutare il 2009 è chiudere alcune porte e ricominciare. Accogliere il nuovo anno con poche cose e citando il grandissimo Troisi, Ricomincio da tre, perché tre sono le cose buone che ho fatto nella mia vita e non voglio perderle.<br />
<strong>Buon Anno che sia Luce e Amore per tutti</strong></p>
<p><em>Baci e Abbracci</em></p>
<p>Katia</p>
<p><center><object width="385" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wHztPmw-ZZI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/wHztPmw-ZZI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="385" height="344"></embed></object><7center></p>
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		<title>Scivoli di nuovo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 20:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
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		<title>Ricapitolando</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 23:38:46 +0000</pubDate>
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E così anche la Traviata se ne è andata a farsi fottere, non ho voglia di “ricostruire” ponti fatti esplodere, annullati, dissolti proprio per mia mano, ma cosa importa questi sono aggrovigliamenti mentali troppo intimi perché interessino un eventuale lettore che casualmente si trova a passeggiare tra queste pagine.
E allora che c’è da ricapitolare direte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberolibro.it/inversodiverso/wp-content/upload/affossata.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-851" title="affossata" src="http://www.liberolibro.it/inversodiverso/wp-content/upload/affossata.jpg" alt="affossata" width="350" height="248" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E così anche la Traviata se ne è andata a farsi fottere, non ho voglia di “ricostruire” ponti fatti esplodere, annullati, dissolti proprio per mia mano, ma cosa importa questi sono aggrovigliamenti mentali troppo intimi perché interessino un eventuale lettore che casualmente si trova a passeggiare tra queste pagine.<br />
E allora che c’è da ricapitolare direte voi? Beh tutta la stupidità umana che sembra essersi concentrata su di me, che dire Dio alla distribuzione – doti e difetti, virtù e stupidaggine – deve aver commesso qualche errore, o forse son io che mi sono accodata nella fila sbagliata e ho fatto il sovraccarico di stoltezza. Fattosta che oggi mi son detta: “Bene finiamo a leggere Transurfin ovvero Come scivolare attraverso la realtà” e ho capitolato che ho riposto troppe aspettative in una speranza o come si vuol chiamare, creando così un potenziale superfluo troppo forte che ci ha messo pochissimo ad affossarmi.<br />
E cazzo un’altra volta? Ne ero appena uscita e ora bisogna che ricominci tutto dall’inizio, ma poi in fondo mica si sta tanto male negli inferi, mandi tutto e tutti a fanculo e vivi la tua vita (non vita? Ma chi se ne frega) per conto tuo cosicché non hai nulla da recriminare, ovvero come schiacciarsi i maroni nella consapevolezza di farsi tanto ma tanto male, ma che importa tanto la natura di autolesionista mica mi manca!<br />
Chiudi il libro, lo riponi in borsa raccatti quattro cose e ti dirigi verso casa. Entri e apri le finestre, è aria quella che ti manca, il mare è incazzato (almeno lui ha razione alle intemperie del tempo, giuste o sbagliate che siano), e ti dici che è ora di pulizia, prendi la scatola dove son riposti ricordi (solo tuoi naturalmente – il problema è grande e immenso ma tutto tuo -) e stavolta decidi che non bruci nulla, ma li disponi con moltissima cura come soprammobili sparsi per casa, lì dove non puoi fare a meno di vederli ogni istante della tua giornata e ovunque volgi gli occhi, tanto per non dimenticare di ricordarti quanto sei stupida.<br />
Copri ben bene tutti gli specchi: “Meglio che per i prossimi vent’anni – oddio speriamo molti meno – non ti guardi altrimenti passi le giornate a pulire gli “sputacchi” che ti tiri e dopo son cazzi non resta molto tempo per le altre faccende che devi svolgere e alle quali non puoi sottrarti”, il cuore è relegato – meglio non sentire più nemmeno i suoi battiti che fa troppo rumore per nulla, e poi… il buio è calato ed è tutto a posto.<br />
Sì, ora è tutto in ordine.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Baci e abbracci dall’affossata di turno</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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