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		<title>III stagione de I POMERIGGI DEL GRUPPO Biblioteca Comunale Pennacchi</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 22:23:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La nuova stagione di Lettura della Biblioteca La Pennacchi di Perugia è iniziato da tempo e procede mensilmente gli incontri con lettori partecipanti che vogliono condividere insieme il gusto di leggere. Ogni volta è un nuovo “<strong>Viaggio</strong>” da intraprendere alla scoperta di un nuovo libro, E come <strong>Esploratori In Viaggio</strong> andiamo alla scoperta di nuovi Mondi, altri Paesaggi e Culture, o ritorniamo dalla visita a luoghi interiori, arricchiti di conoscenza e di forza. E ancora In Viaggio con la Fantasia dove l’Impossibile non esiste per arrivare fin oltre ciò che è conosciuto e approvato dalla Scienza.</p> ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/gruppo-lettura.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-10765" title="gruppo lettura" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/gruppo-lettura.JPG" alt="gruppo lettura" width="181" height="144" /></a>III stagione del GRUPPO LETTURA I POMERIGGI DEL GRUPPO<br />
ANNO 2009-2010      BIBLIOTECA COMUNALE PENNACCHI<br />
PERUGIA</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova stagione di Lettura della Biblioteca La Pennacchi di Perugia è iniziato da tempo e procede mensilmente gli incontri con lettori partecipanti che vogliono condividere insieme il gusto di leggere. Ogni volta è un nuovo “<strong>Viaggio</strong>” da intraprendere alla scoperta di un nuovo libro, E come <strong>Esploratori In Viaggio</strong> andiamo alla scoperta di nuovi Mondi, altri Paesaggi e Culture, o ritorniamo dalla visita a luoghi interiori, arricchiti di conoscenza e di forza. E ancora In Viaggio con la Fantasia dove l’Impossibile non esiste per arrivare fin oltre ciò che è conosciuto e approvato dalla Scienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo incontro è fissato per lunedì 22 marzo 2010 per viaggiare nel romanzo di <strong>WU MING,   ALTAI</strong><br />
dalle 17,15 alle 18,30  presso il salotto rosso della PENNACCHI -– la nuova BIBLIOTECA COMUNALE MULTIMEDIALE DI PERUGIA: in un ambiente piacevole, accogliente, elegante e caldo allo stesso tempo gusteremo il nostro essere riuniti insieme per condividere lo stesso libro letto!</p>
<p style="text-align: justify;">L’invito è aperto ai Lettori e alle Lettrici che, come Amici di Viaggio, sono pronti per nuove avventure!<br />
Ogni ultimo lunedì del mese, dalle ore 17,15 alle ore 18,30</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi aspetto numerosi ed appassionati</strong><br />
<strong>LuciaCucciolotti</strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10764&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fiii-stagione-de-i-pomeriggi-del-gruppo-biblioteca-comunale-pennacchi%2F&amp;linkname=III%20stagione%20de%20I%20POMERIGGI%20DEL%20GRUPPO%20Biblioteca%20Comunale%20Pennacchi"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Vaticano S.p.A di Gianluigi Nuzzi</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 10:41:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">All’origine di <strong>Vaticano S.p.A</strong>. di <strong>Gianluigi Nuzzi </strong>c’è un monsignor <em>Renato Dardozzi</em>, consigliere della Segreteria di Stato della Santa Sede, deceduto nel 2003 dopo essere stato per anni una delle figure chiave nella gestione delle finanze vaticane. Dardozzi, forse deluso da mancati avanzamenti di carriera, forse schifato sic et simpliciter da ciò che aveva visto dalle parti dello Ior, la banca del papa, espresse volontà testamentaria che tutta la mole di documenti che aveva accumulato in poco meno di vent’anni venisse resa pubblica: si tratta di un archivio di oltre quattromila fogli, lettere, relazioni, bilanci, verbali, note contabili, bonifici che testimoniano senza appello i legami sinistri tra la finanza del Vaticano e la politica italiana. Tant’è che nessuno da quelle parti all’uscita del libro ha potuto smentire alcunché, per la semplice ragione che era impossibile farlo. Di più, il presidente dello Ior, Angelo Caloia, è stato finalmente costretto a lasciare l’incarico. Prima però, pare che dal Vaticano abbiano offerto all’editrice Chiarelettere grosse somme di denaro (non gli manca certo, appunto) perché rinunciasse alla pubblicazione. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 214px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="353">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><img class="alignleft" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/vaticano-spa.jpg" alt="" width="143" height="210" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><strong>Titolo: <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/vaticano-spa-nuzzi-gianluigi-chiarelettere/libro/9788861900677?a=361315" target="_blank">Vaticano Spa</a><br />
Autore: Nuzzi Gianluigi<br />
Editore</strong>: Chiarelettere<br />
<strong>Prezzo</strong>: € 15.00<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2009<br />
<strong>Collana</strong>: Principioattivo<br />
<strong>ISBN</strong>: 8861900674<br />
<strong>ISBN</strong>-13: 9788861900677<br />
<strong>Pagine</strong>: 28/0</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>A cura di  di Michele Lupo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">All’origine di <strong>Vaticano S.p.A</strong>. di <strong>Gianluigi Nuzzi </strong>c’è un monsignor <em>Renato Dardozzi</em>, consigliere della Segreteria di Stato della Santa Sede, deceduto nel 2003 dopo essere stato per anni una delle figure chiave nella gestione delle finanze vaticane. Dardozzi, forse deluso da mancati avanzamenti di carriera, forse schifato sic et simpliciter da ciò che aveva visto dalle parti dello Ior, la banca del papa, espresse volontà testamentaria che tutta la mole di documenti che aveva accumulato in poco meno di vent’anni venisse resa pubblica: si tratta di un archivio di oltre quattromila fogli, lettere, relazioni, bilanci, verbali, note contabili, bonifici che testimoniano senza appello i legami sinistri tra la finanza del Vaticano e la politica italiana. Tant’è che nessuno da quelle parti all’uscita del libro ha potuto smentire alcunché, per la semplice ragione che era impossibile farlo. Di più, il presidente dello Ior, Angelo Caloia, è stato finalmente costretto a lasciare l’incarico. Prima però, pare che dal Vaticano abbiano offerto all’editrice Chiarelettere grosse somme di denaro (non gli manca certo, appunto) perché rinunciasse alla pubblicazione. Parliamo di materiale che dovrebbe far sobbalzare qualsiasi cristiano metaforico e non in qualsiasi paese del mondo &#8211; da noi no, ma questa non è una novità. Caso mai la mancata esplosione della bomba testimonia per l’ennesima volta come il mondo cattolico faccia un’estrema fatica a guardare con coraggio dentro i propri affari – anfanando ancora e senza costrutto intorno a cervellotiche dottrine che scellerati Concordati introducono nella scuola pubblica di un altro Stato in versione catechistica grazie a insegnanti non di rado imbarazzanti nella loro pochezza culturale. Purtroppo il male più insidioso è spesso quello che viene da chi vi assiste passivamente. Così questi catechisti mascherati vengono tollerati da colleghi quasi sempre ignavi, che non sai se per pigrizia o per un vago senso di solidarietà professionale si guardano bene dal fare problema di una situazione accettata acriticamente e in cui sono possibili – l’ho sperimentato di persona – esiti aberranti. Lavoro nella scuola da molti anni e ho conosciuto diversi di questi catechisti mascherati capaci di “<em>spiegare</em>” ai ragazzini un terremoto come una punizione divina – esattamente come fanno nel mondo islamico più retrivo. Impunemente. Stipendiati da noi tutti.<br />
Un linguista, <em>Edoardo Lombardi Vallauri</em>, studioso apprezzato, cattolico di lungo corso, capo scout per vent’anni, ha scritto un libro un paio di anni fa, Capire la mente cattolica, in cui sosteneva che se si tratta di voler davvero capire le cose e andare sino in fondo, un cattolico non dà molte garanzie. Di solito, non si tratta di individui che spiccano per la loro onestà intellettuale. Ciò vale per le astruserie dottrinarie come per il mai consumato dilemma “<em>dio o mammona</em>”. Detto da uno che se intende. E in Italia stiamo sempre lì, al pre-illuminismo dei chierici che decidono e legiferano per noi nonostante l’aberrazione di certi pensierini come la vita imposta per forza di sondino alimentare, rianimazione di feti abortiti, omosessuali equiparati a pedofili, insomma al Medioevo clericale che qualcuno, innamorato perdutamente della Madonna però combattè a carissimo prezzo sapendo quale fosse lo spazio pubblico riservato a Dio e a Cesare – pensare che un pessimo cantautore specializzato in cazzate  anni fa lo definì un “<em>servo di partito</em>”.<br />
E’ anche vero che se <strong>Vaticano SpA</strong> avrebbe potuto essere una bomba buona a far esplodere le menti svogliate dei credenti nostrani e ciò non è successo, le responsabilità di chi per vocazione storica si spererebbe più accorto, non mancano. Parlo della stampa di sinistra, ovvio. Che invece non ha particolarmente brillato nell’occasione, non so se per indifferenza, o perché qualcuno ha voluto vedere dietro il libro un colpo basso di Berlusconi – timoroso che la Chiesa cedesse alla tentazione di non appoggiarlo a dovere (vedere l’affaire Boffo). Purtroppo, non credo che l’avventuriero di Arcore corresse – corra &#8211;  davvero questo rischio. E’ vero che <strong>Nuzzi</strong>, l’autore di <strong>Vaticano S.p.A.</strong>, giornalista in forza a “<em>Libero</em>” e a “<em>Panorama</em>&#8220;, è prodigo di ringraziamenti per l’imbarazzante figuro che porta il nome di <em>Maurizio Belpietro</em>; che quando scrive di Mangano e Dell’Utri fa parecchio il sofista, e che nella mala impresa che racconta – in un arco temporale che dall’epoca del vescovo Marcinkus, qui fuori scena, a oggi non ha conosciuto significativi momenti di ripensamento &#8211; sorvola alquanto sullo speriamo caduco presidente del Consiglio, come se non fosse qui a dettare legge ma disperso in un’isola di un altro universo. Su Berlusconi, insomma, <strong>Nuzzi</strong> tace. Ed è anche vero che quando gli eredi di Dardozzi hanno dovuto decidere a chi affidare il materiale sono stati attenti a non farlo cadere nelle mani di qualche anticlericale militante (ce ne sono ancora? scriveteci!). Insomma, qualche indizio a carico dell’ipotesi di colpo basso del padrone, ci sarebbe pure. Tuttavia, i documenti qui presenti si collocano fuori da ogni possibilità di smentita e quali siano le ragioni della loro pubblicazione, essa resta. E avrebbe dovuto essere sufficiente anche alla stampa di sinistra. Manovra o meno dell’allegrone brianzolo, i documenti di Dardozzi sono stati ricostruiti da <strong>Nuzzi</strong> secondo una logica, anche narrativa, che regge alla lettura nonostante l’oggettiva mancanza di entusiasmo che procurano dati, cifre e sequenze di operazioni finanziarie. Il periodo implicato riguarda la gestione dello Ior da parte di De Bonis &#8211; un prelato abile con il denaro sporco non meno di Sindona -, una gestione più criminosa di quella di Marcinkus (uno che diceva che “<em>la chiesa non si amministra con le ave marie</em>”), liberandosi del quale la Chiesa romana venti anni fa cercò di darsi una sciacquata all’immagine compromessa dal brutto affaire <strong>Ambrosoli</strong> &#8211; Banco Ambrosiano &#8211; P2 – Calvi etc.<br />
Ora, quello che è successo allo Ior, non sarebbe stato possibile all’interno di una banca di un qualsiasi altro stato europeo &#8211; almeno, non nelle forme, nelle modalità e nelle quantità che qui si possono apprezzare. Nello stato teocratico che ci ritroviamo quale non gradito ospite di là dal Tevere, la banca non risponde a nessun tipo di controllo, non aderisce a nessuna normativa internazionale che controlli i flussi di denaro e non può essere perquisita. Alla magistratura italiana &#8211; chiedere a Di Pietro e a Gherardo Colombo dove s’impantana Tangentopoli &#8211; per intervenire servono rogatorie internazionali che naturalmente i nostri governi non hanno mai sollecitato con forza, e ad esse le gerarchie vaticane si guardano bene dal rispondere se non con lacunosa riluttanza. In nome della missione terrena del Vicario di Cristo e dei suoi Pastori, lo Ior in questi anni non ha mancato invece di accogliere a braccia aperte chi in Italia cercava un luogo per investire danaro di dubbia provenienza, senza il bisogno di ricorrere a chissà quale esotico paradiso fiscale trovandone uno così comodo e sicuro dentro Roma. Monsignor de Bonis e i suoi amici sono stati capaci di imbastire spericolati ma abilissimi giochetti di prestigio che hanno permesso di smistare ingenti quantità di denaro: quello piovuto a pioggia dalla maxi tangente Enimont, quello legato alla longa manus di Andreotti – omissis, in codice -, a manovre politiche più mafiose che no, al riciclaggio per conto dei corleonesi, dell’ex sindaco di Palermo, Ciancimino, oggi grazie (?) al figlio al centro di nuove indagini intorno alle trattative mafia-stato, alle collusioni profonde con Gelli e la P2. Nel libro ci si concentra soprattutto sul conto bancario aperto negli anni &#8216;90, intestato fittiziamente alla fondazione Spellman, dietro cui si celava il senatore Giulio Andreotti. Su quel conto sono transitati decine e decine di miliardi, operazioni finanziarie disinvolte, come quelle che avrebbero dovuto favorire la nascita di un nuovo grande partito di centro dopo la morte della Dc, e ancora malversazioni decennali, lasciti oscuri, appropriazioni indebite, lavaggio di denaro tangentizio che entra con un brutto fetore criminale e riesce fuori nei conti privati di delinquenti di governo “più bianco che mai”. E ancora, depistaggi e deviazioni improvvise di soldi, comprese offerte dei fedeli, ufficialmente destinati a messe per i defunti e ad aiuti per i bambini poveri, che prendono la strada per Montecarlo. La torre che custodisce il forziere dei cardinali ha mura spesse 9 metri ed è di facile accessibilità, come ricorda Nuzzi. Per entrare nello Stato Vaticano e quindi nella banca, basta presentarsi all&#8217;ingresso di porta Sant&#8217;anna con una ricetta medica. Eccola, la manna caduta dal cielo, al centro di Roma. Peraltro, se la pubblicazione del libro di Nuzzi fosse una manovra  architettata secondo le riferite illazioni di cui sopra, considerando che il presidente Caloia è stato fatto fuori, avremmo un altro colpo di scena: il Vaticano avrebbe fatto una bella figura (non è facile) dimostrando finalmente la volontà di fare chiarezza, salvo insediare al posto di comando dello Ior un uomo dell’Opus Dei, vicino a Comunione e Liberazione ossia 	a un eventuale ahimé non impossibile futuro governo Formigoni. Bello scenario, no?<br />
In ultimo, se qualcuno si fosse nel frattempo fatto venire la curiosità: la risposta è sì &#8211; nonostante i commentatori si siano guadati bene dal notarlo -,  Wojtyla venne più volte informato di ciò che succedeva. Il papa polacco era a conoscenza del gran traffico di denaro sporco che circolava e si smistava a casa sua, anche perché da quei canali provenivano pure i soldi che servivano a Solidarnosc per spazzare via il comunismo dalla faccia della terra. Wojtyla si guardò bene dal rimuovere qualcuno dal proprio incarico. Un santo padre &#8211; è mestiere suo &#8211;  ha una buona parola per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">P.S<br />
Sul sito dell’editore <em>chiarelettere.it</em> è possibile consultare tutti documenti contenuti di <strong>Vaticano SpA</strong></p>
<p class="autor" style="text-align: justify;">di <strong><a href="http://lupofarm@alice.itvaticanovvvdva">Michele Lupo</a></strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10680&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fvaticano-s-p-a-di-gianluigi-nuzzi%2F&amp;linkname=Vaticano%20S.p.A%20di%20Gianluigi%20Nuzzi"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Eventi: Incontro con Pamela Villoresi</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 09:17:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Incontro con Pamela Villoresi</strong>. Teatro, Poesia e Politica della cultura: tre passioni congiunte.
<strong>Interventi</strong>: <em>Carlo Jovine, Massimo Nardi</em>.
Modererà l'incontro la scrittrice Deborah D'Agostino.
<strong>Pamela Villoresi</strong>, una delle attrici più note del teatro italiano, si racconta a tutto campo. Dall'incontro, nemmeno ventenne, con il suo padre artistico e maestro Giorgio Strehler, ai grandi colleghi con cui ha lavorato: <em>Tino Carraro, Nino Manfredi, Vittorio Gassman,</em> ai grandi registi che l'hanno diretta: <em>Marco Bellocchio, i fratelli Taviani, Ettore Scola.</em> ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>AUTORIONLINE AL CAFFÈ LETTERARIO</strong><br />
Rassegna d&#8217;Arte e Cultura &#8211; Via Ostiense 95, Roma<br />
Mercoledì 17 marzo 2010, ore 17.30<br />
(ingresso libero)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Incontro con Pamela Villoresi</strong>. Teatro, Poesia e Politica della cultura: tre passioni congiunte.<br />
<strong>Interventi</strong>: <em>Carlo Jovine, Massimo Nardi</em>.<br />
Modererà l&#8217;incontro la scrittrice Deborah D&#8217;Agostino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pamela Villoresi</strong>, una delle attrici più note del teatro italiano, si racconta a tutto campo. Dall&#8217;incontro, nemmeno ventenne, con il suo padre artistico e maestro Giorgio Strehler, ai grandi colleghi con cui ha lavorato: <em>Tino Carraro, Nino Manfredi, Vittorio Gassman,</em> ai grandi registi che l&#8217;hanno diretta: <em>Marco Bellocchio, i fratelli Taviani, Ettore Scola.</em><br />
Una carriera costellata di successi (cento spettacoli teatrali, undici film, dodici produzioni televisive), che l&#8217;ha vista spesso impegnata anche in veste di regista.<br />
Meno noti al grande pubblico, ma ugualmente importanti, sono altri due aspetti della sua personalità creativa: appassionata di poesia, ha realizzato venti recital che rappresenta in Italia e nel mondo, ed ha prestato sovente la sua opera per il mondo del lavoro e per le battaglie sui diritti civili.<br />
Proprio questa sensibilità sociale è alla base del suo attuale impegno nella politica attiva, ancora una volta orientato al campo della cultura, nell&#8217;intento di mettere a disposizione della collettività una competenza maturata anche a livello internazionale: ha collaborato, tra l&#8217;altro, con Jack Lang, il celebre ministro della cultura francese, all&#8217;Unione dei Teatri Europei.<br />
Una riflessione e un dibattito su come rilanciare la creatività artistica e letteraria in Italia, anche con la promozione dei nuovi talenti. Attraverso l&#8217;impegno di una donna che ha messo in scena quindici testi di autori italiani contemporanei ed ha fondato il Festival &#8220;<strong>Divinamente Roma</strong>&#8220;, già esportato all&#8217;estero con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e il patrocinio dell&#8217;Unesco.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non mancate! Vi attendiamo con amicizia e simpatia</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>AutoriOnline / Gruppo Cultura Italia</strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10761&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Feventi-incontro-con-pamela-villoresi%2F&amp;linkname=Eventi%3A%20Incontro%20con%20Pamela%20Villoresi"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Edizioni XII presenta Raimondo Mirabile, Futurista di Graziano Versace</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/edizioni-xii-presenta-raimondo-mirabile-futurista-di-graziano-versace/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 06:52:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Raimondo Mirabile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/?p=10757</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> Edizioni XII annuncia l'uscita, per la <em>collana Eclissi</em>, del nuovo romanzo di <strong>Graziano Versace</strong>: <strong>Raimondo Mirabile, Futurista</strong>.
<strong>Dal 26 Marzo prossimo</strong> i lettori saranno catapultati nella Milano dei primi anni del secolo scorso, tra grandi fermenti artistici, misteriose società segrete, fenomeni paranormali e invasori alieni.
All’alba del ventesimo secolo, in una Milano assoggettata a una misteriosa società segreta, il destino dell’umanità dipende dalle scelte di un uomo. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Raimondo-Mirabile-Futurista.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10758" title="Raimondo Mirabile, Futurista" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Raimondo-Mirabile-Futurista.jpg" alt="Raimondo Mirabile, Futurista" width="150" height="214" /></a>Edizioni XII</strong> annuncia l&#8217;uscita, per la <em>collana Eclissi</em>, del nuovo romanzo di <strong>Graziano Versace</strong>: <strong>Raimondo Mirabile, Futurista</strong>.<br />
<strong>Dal 26 Marzo prossimo</strong> i lettori saranno catapultati nella Milano dei primi anni del secolo scorso, tra grandi fermenti artistici, misteriose società segrete, fenomeni paranormali e invasori alieni.</p>
<p style="text-align: center;">Una minaccia ALIENA.</p>
<p style="text-align: center;">Un delirio FUTURISTA di volontà e potenza.</p>
<p style="text-align: center;">Un’alchimia PARANORMALE.</p>
<p style="text-align: justify;">All’alba del ventesimo secolo, in una Milano assoggettata a una misteriosa società segreta, il destino dell’umanità dipende dalle scelte di un uomo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>E del suo maggiordomo</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto completato da una copertina in pieno stile futurista, opera, come sempre, degli artisti di Diramazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Graziano Versace</strong> è nato a Belmore (Australia) nel 1964.<br />
Ha pubblicato un libro di narrativa per la scuola dal titolo Biglie colorate. A settembre 2009 è uscito per San Paolo un suo romanzo: <em>Ladri di locandine</em>. Finalista due volte al Premio Urania, coltiva da sempre la passione per la Fantascienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Raimondo Mirabile, Futurista</strong></em> è il vincitore della sezione Fantascienza all&#8217;interno della selezione editoriale, promossa da <a href="http://xii-online.com/" target="_blank"><em>Edizioni XII</em></a>, <strong>iNarratori 2008</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni, la copertina e il booktrailer si veda la <a href="http://xii-online.com/graziano-versace-raimondo-mirabile-futurista" target="_blank"><em>scheda libro</em></a>.</p>
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		<title>Maurizio Salabelle – Il maestro Atomi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 13:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chissà se è mai capitato a qualche studente italiano di fare una gita scolastica in Giappone, per di più in compagnia non del suo insegnante ma di un ispettore scolastico inviato dal ministero. Per poi trovarsi coinvolto in una serie di situazioni assurde, come maneggiare l’indecifrabile moneta locale il cui valore deve essere descritto attraverso smorfie complicate e faticosi sospiri. Oppure di imbattersi in un bizzarro supplente che si porta a scuola una pentola d’acciaio munita di una struttura metallica collegata alla presa di corrente per dimostrare come dal “<em>brodo primordiale dell’ammasso di molecole disordinate ad un certo punto venne fuori la vita</em>”.
Il passo narrativo di <strong>Maurizio Salabelle</strong>, scrittore prematuramente scomparso nel 2003, sembra sulle prime un po’ surreale, come la scuola che racconta, un istituto elementare con classi di 39 persone che cercano di arrivare in tempo in aula per non restare senza il posto. Eppure il suo andamento avvince perché è in grado di percorrere con vivida concretezza di fatti e personaggi un paesaggio sorprendente, tutt’altro che gratuito, nonostante o forse proprio in virtù della natura paradossale delle storie che racconta -com’è dei bravi scrittori. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 208px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="369">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Il-maestro-Atomi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10754" title="Il maestro Atomi" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Il-maestro-Atomi.jpg" alt="Il maestro Atomi" width="141" height="233" /></a></td>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><strong>Titolo: <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/maestro-atomi-salabelle-maurizio-casagrande/libro/9788877134394?a=361315" target="_blank">Il maestro Atomi</a><br />
Autore: Salabelle Maurizio<br />
Editore</strong>: Casagrande<br />
<strong>Collana</strong>: Scrittori<br />
<strong>Prezzo</strong>: € 16.00<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2004<br />
<strong>ISBN</strong>: 8877134399<br />
<strong>ISBN</strong>-13: 9788877134394<br />
<strong>Pagine</strong>: 236<br />
<strong>Reparto</strong>: Narrativa italiana</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>A cura di  Michele Lupo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chissà se è mai capitato a qualche studente italiano di fare una gita scolastica in Giappone, per di più in compagnia non del suo insegnante ma di un ispettore scolastico inviato dal ministero. Per poi trovarsi coinvolto in una serie di situazioni assurde, come maneggiare l’indecifrabile moneta locale il cui valore deve essere descritto attraverso smorfie complicate e faticosi sospiri. Oppure di imbattersi in un bizzarro supplente che si porta a scuola una pentola d’acciaio munita di una struttura metallica collegata alla presa di corrente per dimostrare come dal “<em>brodo primordiale dell’ammasso di molecole disordinate ad un certo punto venne fuori la vita</em>”.<br />
Il passo narrativo di <strong>Maurizio Salabelle</strong>, scrittore prematuramente scomparso nel 2003, sembra sulle prime un po’ surreale, come la scuola che racconta, un istituto elementare con classi di 39 persone che cercano di arrivare in tempo in aula per non restare senza il posto. Eppure il suo andamento avvince perché è in grado di percorrere con vivida concretezza di fatti e personaggi un paesaggio sorprendente, tutt’altro che gratuito, nonostante o forse proprio in virtù della natura paradossale delle storie che racconta -com’è dei bravi scrittori.<br />
<strong>Salabelle</strong> sembra andare oltre l’intuizione del carattere mai definitivo che si nasconde nel mondo della scuola, il suo negarsi sostanziale all’apparente tran tran che avvinghia i più in una morsa di noia o sfiducia o stanchezza. Anche chi vi lavora da molti anni sa che in una mattina qualunque può succedere qualcosa che non sarebbe potuta accadere da nessun’altra parte. Ne <strong>Il maestro Atomi</strong>, senza mai farne “<em>discorso</em>” ma sempre e solo dentro il dispiegarsi del racconto, non si tratta più di sorprese che interrompono la routine. La scuola viene reinventata totalmente, ricostruita come un affatturato e insieme ironico universo guardato attraverso gli occhi di un ragazzino, la voce narrante, davvero speciale.<br />
Il romanzo, edito da Comix nel 1997, poi rifabbricato per i tipi Casagrande qualche anno dopo, purtroppo non è facilmente reperibile. Salabelle nella sua breve vita pubblicò anche con Garzanti e Bollati Boringhieri ma era uno scrittore che non aspirava &#8211; suppongo &#8211; ai grandi numeri. Basti pensare ai protagonisti degli altri suoi libri: un “<em>alcolizzato da vocabolario</em>” (in Il mio unico amico), un “<em>assistente che non assiste</em>” (in  Un assitente inafidabile) e via di questo passo, per cinque romanzi scritti nell’arco di un decennio.<br />
La sua era una narrativa purissima, antiretorica, apparentemente in minore – sospesa a mio avviso fra Celati e Robert Walser &#8211; ma niente affatto dimessa, con una sua strana grazia che coniugava l’assurdo con una precisione descrittiva e soprattutto con una voce narrante molto divertente. In questo romanzo simulava la cadenza di un’oralità fintamente svagata ma di strabiliante esattezza. Un libro, fra i non pochi che nella narrativa italiana sono ambientati fra le pareti di un’aula scolastica, che resiste al tempo in virtù di una voce peculiare. Di lui scriveva <strong>Dario Voltolini</strong>: “<em>Della sua voce un po&#8217; sommessa che non riusciva ad alterarsi alzando i toni, ma solo e sempre deviando in direzioni poco prevedibili, ci rimane ora solo il versante scritto, quella che siamo soliti chiamare «voce narrativa», come se ciascun narratore ne avesse una per dotazione naturale. Invece solo pochi narratori hanno una voce propria e riconoscibile nella pagina scritta, una voce che identifichiamo in mezzo a qualunque folla, senza possibilità di errore. Maurizio era uno di questi</em>”.<br />
I sei capitoli che compongono <strong>Il maestro Atomi</strong> possono leggersi in qualsiasi ordine, dando vita a 720 combinazioni possibili. Ma al di là dell’apparente eserciziario postmoderno che sarebbe ormai privo d’interesse, e detto solo per non scoraggiare coloro che dovessero avere la fortuna di trovare il libro e dare un’occhiata alla quarta di copertina, possiamo piuttosto leggerlo come un insieme di racconti. Sono storie fra il comico e il fantastico, tutte dentro una scuola senza epoca inventata per rompere disinvoltamente con una tradizione narrativa, il racconto fra le mura di un’aula scolastica, troppo spesso incline al patetico e al vittimistico.<br />
La stravaganza che cifra il libro non è mai compiaciuta, o letteraria; è negli stessi personaggi: maestri curiosi, supplenti falotici, studenti buffi e allarmati eppure composti come piccoli Buster Keaton. La scuola insomma in questo libro disegna una specie di spazio onirico, tramato in un tessuto di situazioni fantasiose ma serrate nella loro logica alternativa &#8211; una specie di ragione parallela al mondo quotidiano, freddamente emozionata, curiosa, come forse agli insegnanti piacerebbe vedere nello sguardo dei loro studenti.<br />
Un libro, uno scrittore lontani dai volgarissimi spettacoli di oggi, che si tratti delle guerricciole per bande di scrittori televisivi, o delle fiction sciapi  innocue  scontatissime sulla scuola che solo tristissimi figuri di governo possono considerare pericolose per la democrazia (nella dizione corrente e imperitura, malfamata, di “<em>comunisti</em>”, va da sé).</p>
<p class="autor" style="text-align: justify;">di  <strong><a href="http://lupofarm@alice.it">Michele Lupo</a></strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10681&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fmaurizio-salabelle-il-maestro-atomi%2F&amp;linkname=Maurizio%20Salabelle%20%26%238211%3B%20Il%20maestro%20Atomi"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Alibertieditore presenta “Viola”: la rete è il luogo della democrazia</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 11:37:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qui si racconta di blogger, cantautori web, redazioni facebook autogestite, mamme digitali e grafici virali. Ecco perché la rete è il luogo della democrazia.
<em>Il  popolo dei No B. Day</em> rappresenta un altro mondo rispetto a quello di Berlusconi. Un mondo giovane mentre il suo è decrepito. Un mondo orizzontale mentre il suo è verticale e piramidale. Un mondo viola mentre le sue vecchie ubbie di tycoon gli fanno considerare iettatorio quel colore e preferire l’azzurro con le nuvolette da Mulino Bianco. Un mondo che parla semplice ma schietto e profondo mentre lui parla semplicistico ma bugiardo e vuoto. Un mondo che non conosce ideologie mentre lui riesuma continuamente il fossile dell’anticomunismo. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 205px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="451">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Viola_721.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10736" title="Viola_72[1]" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Viola_721.jpg" alt="Viola_72[1]" width="138" height="207" /></a></td>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><strong>Titolo: <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/viola-incredibile-storia-no-day/libro/9788874245895?a=361315" target="_blank">Viola. L&#8217;incredibile storia del No B.day, la manifestazione che ha beffato Silvio Berlusconi</a><br />
Autore: Mello Federico<br />
Prezzo</strong>: € 12.00<br />
<strong>Editore</strong>: Aliberti<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2010<br />
<strong>ISBN</strong>: 8874245890<br />
<strong>ISBN</strong>-13: 9788874245895<br />
<strong>Pagine</strong>: 265<br />
<strong>Reparto</strong>: Politica</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>Prefazione di Marco Travaglio<br />
Presentazione di Luca Telese</em></p>
<p style="text-align: justify;">Qui si racconta di blogger, cantautori web, redazioni facebook autogestite, mamme digitali e grafici virali. Ecco perché la rete è il luogo della democrazia.<br />
<em>Il  popolo dei No B. Day</em> rappresenta un altro mondo rispetto a quello di Berlusconi. Un mondo giovane mentre il suo è decrepito. Un mondo orizzontale mentre il suo è verticale e piramidale. Un mondo viola mentre le sue vecchie ubbie di tycoon gli fanno considerare iettatorio quel colore e preferire l’azzurro con le nuvolette da Mulino Bianco. Un mondo che parla semplice ma schietto e profondo mentre lui parla semplicistico ma bugiardo e vuoto. Un mondo che non conosce ideologie mentre lui riesuma continuamente il fossile dell’anticomunismo. Un mondo che reclama valori mentre lui non vede al di là della sua bottega.<br />
Marco Travaglio</p>
<p style="text-align: justify;">Da dove sono spuntati i viola? Chi sono i protagonisti della piazza reale che viene dal virtuale? Dov’erano prima del 5 dicembre? Come sono finiti in San Giovanni così numerosi, colorati e spiazzanti rispetto ai soliti canoni della politica italiana?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Federico Mello</strong> in queste pagine racconta, come fosse un romanzo, la genesi del popolo viola, prodotto freschissimo della nuova politica nella società in rete: un’unica grande epopea scandita da decine e decine di piccole storie che tutte insieme risultano incredibili. Tutto nasce sul web, il giorno della bocciatura del lodo Alfano, a ottobre. Da bravo cronista che macina chilometri sulle sue scarpe per raccontare un evento, Mello si è immerso nella giungla della rete per ricostruire la nascita del primo evento al mondo che ha portato centinaia di migliaia di persone dal web alla piazza.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che emerge da ogni pagina è il racconto di un’altra Italia, tenuta ben nascosta dagli schermi televisivi, ma che è nelle strade, nelle piazze, nei quartieri, sul web. Un’altra Italia che chiede speranza e cambiamento, e che ha capito il valore di internet, della rete virtuale, per organizzarsi e riuscire a cambiare le cose nel mondo reale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note biografiche dell&#8217;autore:<br />
Federico Mello</strong> è nato a Lecce nel 1977. Già autore di L’Italia spiegata a mio nonno, pubblicato prima online e poi uscito per Mondadori (2007), ha lavorato nella redazione di Annozero. Attualmente è giornalista del «Fatto Quotidiano», dove si occupa di politica e cura ogni giorno la pagina “Mondo Web” dedicata al mondo di internet e dei social network.</p>
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		<title>Cinema: Crazy Heart</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 11:05:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>Solitudine, alcol e sconfitte</strong></em>
Che cosa resta del passato? Una chitarra, milioni di chilometri, molto alcol, laconiche canzoni d’amore e solitudine. <em>Bad Blake</em> sopravvive al successo esibendosi in bowling di provincia finché la vita gli offre una seconda occasione, l’amore di una giornalista e un contratto per scrivere pezzi nuovi. Ce la farà a uscire dalla schiuma a cui s’è abbandonato? “<em>La musica country è composta di tre accordi e della verità</em>” disse il cantautore <strong>Harlan Howard</strong>. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 233px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="496">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Crazy-Heart.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10751" title="Crazy Heart" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Crazy-Heart.jpg" alt="Crazy Heart" width="170" height="243" /></a></td>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><strong>Titolo originale</strong>: Crazy Heart<br />
<strong>Nazione</strong>: U.S.A.<br />
<strong>Anno</strong>: 2009<br />
<strong>Genere</strong>: Drammatico<br />
<strong>Durata</strong>: 111&#8242;<br />
<strong>Regia</strong>: Scott Cooper<br />
<strong>Cast</strong>: Jeff Bridges, Colin Farrell, Robert Duvall, James Keane, Maggie Gyllenhaal, Tom Bower, Beth Grant, Rick Dial, Sarah Jane Morris, Luce Rains, Annie Corley<br />
<strong>Produzione</strong>: Butcher&#8217;s Run Films, Informant Media<br />
<strong>Distribuzione</strong>: 20th Century Fox<br />
<strong>Data di uscita</strong>: 05 Marzo 2010 (cinema)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Trailer</strong>:<br />
<center><object width="380" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qgXa83T_4ek&#038;hl=it_IT&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/qgXa83T_4ek&#038;hl=it_IT&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="380" height="295" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center><br />
<strong>A cura di Silvio Danese</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Solitudine, alcol e sconfitte</strong></em><br />
Che cosa resta del passato? Una chitarra, milioni di chilometri, molto alcol, laconiche canzoni d’amore e solitudine. <em>Bad Blake</em> sopravvive al successo esibendosi in bowling di provincia finché la vita gli offre una seconda occasione, l’amore di una giornalista e un contratto per scrivere pezzi nuovi. Ce la farà a uscire dalla schiuma a cui s’è abbandonato? “<em>La musica country è composta di tre accordi e della verità</em>” disse il cantautore <strong>Harlan Howard</strong>. <strong>Bridges</strong>, candidato all’Oscar per questo ruolo di sconfitto, rimescola le carte dei suoi scettici scapestrati (<em>Baker</em>, <em>Lebowski</em>) cercando di evitare le insidie della nostalgia e della malinconia programmata in sceneggiatura. Cantando, recita un cuore stanco. Si sta “on the road”, nella dispersione di vita tra gli spazi del Grande Paese. Non banale.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Silvio Danese</strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10750&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fcinema-crazy-heart%2F&amp;linkname=Cinema%3A%20Crazy%20Heart"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ken Follett – La cruna dell’ago</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/ken-follett-la-cruna-dell%e2%80%99ago/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:50:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Questo romanzo, da cui è stato tratto un film di grande successo, è stata la prima opera dell’autore gallese che ha avuto larga diffusione e gradimento fra i lettori, sia per la trama avvincente di spionaggio non disgiunta da risvolti amorosi di sicura presa, sia per pressoché perfetta caratterizzazione dei protagonisti.
Da quel 1979, data della prima pubblicazione, sono passati molti anni, nel corso dei quali Follett ha dato alle stampe libri che sono sempre stati dei veri <em>best-seller</em>, alcuni dei quali anche di particolare pregio letterario, ma La cruna dell’ago resta sempre un’opera di notevole pregio che, a distanza di tempo, conserva intatto il suo fascino.
La vicenda di “<em>Die Nadel</em>” (L’ago), spia tedesca chiamata così sia per la sua capacità di non svelarsi al controspionaggio britannico, sia perché per uccidere si serve di un sottile stiletto, pur presentando tutti le caratteristiche di un thriller, con omicidi, vita nell’ombra e caccia spietata degli inquirenti, ha tuttavia un elemento che la caratterizza, quasi inusuale  per un romanzo di genere. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 224px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="408">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/La-cruna-dellago.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10731" title="La cruna dell'ago" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/La-cruna-dellago.jpg" alt="La cruna dell'ago" width="143" height="220" /></a></td>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><strong>Titolo: <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/cruna-ago-follett-ken-mondadori/libro/9788804259329?a=361315" target="_blank">La cruna dell&#8217;ago</a><br />
Autore: Follett Ken<br />
Traduttore</strong>: Calzeroni R.<br />
<strong>Editore</strong>: Mondadori<br />
<strong>Prezzo</strong>: € 9.50<br />
<strong>Collana</strong>: Oscar bestsellers<br />
<strong>Edizione</strong>: 4<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 1986<br />
<strong>ISBN</strong>: 8804259329<br />
<strong>ISBN</strong>-13: 9788804259329<br />
<strong>Pagine</strong>: 368<br />
<strong>Reparto</strong>: Narrativa straniera</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>A cura di Renzo Montagnoli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo romanzo, da cui è stato tratto un film di grande successo, è stata la prima opera dell’autore gallese che ha avuto larga diffusione e gradimento fra i lettori, sia per la trama avvincente di spionaggio non disgiunta da risvolti amorosi di sicura presa, sia per pressoché perfetta caratterizzazione dei protagonisti.<br />
Da quel 1979, data della prima pubblicazione, sono passati molti anni, nel corso dei quali Follett ha dato alle stampe libri che sono sempre stati dei veri <em>best-seller</em>, alcuni dei quali anche di particolare pregio letterario, ma La cruna dell’ago resta sempre un’opera di notevole pregio che, a distanza di tempo, conserva intatto il suo fascino.<br />
La vicenda di “<em>Die Nadel</em>” (L’ago), spia tedesca chiamata così sia per la sua capacità di non svelarsi al controspionaggio britannico, sia perché per uccidere si serve di un sottile stiletto, pur presentando tutti le caratteristiche di un thriller, con omicidi, vita nell’ombra e caccia spietata degli inquirenti, ha tuttavia un elemento che la caratterizza, quasi inusuale  per un romanzo di genere. Infatti si instaura una relazione amorosa con la moglie di un ex pilota della RAF rimasto paralizzato a seguito di un incidente. E’ la prima screpolatura nella granitica figura di Die Nadel,  quasi un robot che finisce con lo scoprirsi uomo con tutte le debolezze del caso che lo porteranno a uscirne sconfitto e ucciso.<br />
La figura della spia tedesca è delineata in modo impeccabile e la sua lenta metamorfosi, da macchina di morte a presa di coscienza di essere un essere umano, è descritta con mano felice e misurata. Se si aggiunge che i personaggi di contorno non sono semplici ombre, ma che ad ognuno <strong>Follett</strong> ha voluto riservare una parte della sua creatività e del suo talento, è possibile così comprendere il perché dello straordinario successo di questo romanzo. Infatti, benché i protagonisti siano meramente di fantasia, presentano una plausibilità che fa sì che, leggendo, si ingeneri la convinzione di trovarci di fronte a un romanzo storico. La fredda campagna inglese, il cielo plumbeo e il mare in burrasca fanno da cornice perfettamente alla conclusione del romanzo, nel dilemma di un uomo combattuto fra dovere e amore, al quale finisce per sottostare, rinunciando anche a vivere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note biografiche dell&#8217;autore:<br />
Ken Follett</strong> è nato a Cardiff il 5 giugno 1949.<br />
Eccellente narratore ha pubblicato numerosi romanzi di successo, fra i quali Lo scandalo Modigliani, Alta finanza, Capricorn One, La cruna dell’ago, Il Codice Rebecca, L’uomo di Pietroburgo, Un luogo chiamato libertà, I pilastri della terra, Codice a zero, Le gazze ladre, Il volo del calabrone, Mondo senza fine.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong><a href="http://www.armoniadelleparole.splinder.com" target="_blank">Renzo Montagnoli</a> &#8211; <a href="http://www.arteinsieme.net" target="_blank">Sito</a></strong></p>
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		<title>Anna Rita Armati – L’uomo che dava in prestito sogni</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
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		<category><![CDATA[Letteratura Italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L’uomo che dava in prestito sogni</strong> è la speranza che <strong>Anna Rita Armati</strong> narra con leggerezza quella stessa leggerezza che sembra non appartenerci più, forse per il tram tram del quotidiano di ognuno, o forse perché la vita, spesso, con le sue intemperie, ci porta via lontano da noi stessi facendoci dimenticare quali sono le cose che colmano il cuore.
Amina la protagonista della favola narrata dall’<strong>Armati</strong> è una fanciulla troppo giovane per comprendere il male di vivere, ma non troppo per capire che l’unica cosa da ricercare per vivere una vita serena è l’amore, e per quando le persone che la circondano cerchino di convincerla che l’amore abiti solo nei sogni, lei non demorde nella sua ricerca: “<em>Se l’amore vero esiste solo nei sogni ebbene un giorno lo andrò a cercare dall’uomo misterioso che vive nella città fantasma e gli chiederò il mio sogno in prestito!</em>” ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 195px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="368">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Luomo-che-dava-in-prestito-sogni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10742" title="L'uomo che dava in prestito sogni" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Luomo-che-dava-in-prestito-sogni.jpg" alt="L'uomo che dava in prestito sogni" width="124" height="192" /></a></td>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><strong>Titolo: <a href="http://www.graphe.it/Calligraphia/62-L-uomo-che-dava-in-prestito-sogni.html" target="_blank">L&#8217;uomo che dava in prestito sogni</a><br />
Autore: Anna Rita Armati<br />
Editore</strong>: Graphe.it Edizioni<br />
<strong>Codice ISBN</strong>: 978-88-89840-53-5<br />
<strong>Pagine</strong>: 64<br />
<strong>Prezzo</strong>: €7,00</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>A cura di Katia Ciarrocchi</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>E’ meglio vivere un’ istante<br />
piuttosto che trascinarsi nell’esistenza per una vita intera.<br />
Ognuno può osare immaginare qualcosa di straordinario<br />
ma pochi sono tanto straordinari<br />
da osare di metterlo in pratica.<br />
<strong>Peter O’Connor, da “Ali sull’oceano”</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’uomo che dava in prestito sogni</strong> è la speranza che <strong>Anna Rita Armati</strong> narra con leggerezza quella stessa leggerezza che sembra non appartenerci più, forse per il tram tram del quotidiano di ognuno, o forse perché la vita, spesso, con le sue intemperie, ci porta via lontano da noi stessi facendoci dimenticare quali sono le cose che colmano il cuore.<br />
Amina la protagonista della favola narrata dall’<strong>Armati</strong> è una fanciulla troppo giovane per comprendere il male di vivere, ma non troppo per capire che l’unica cosa da ricercare per vivere una vita serena è l’amore, e per quando le persone che la circondano cerchino di convincerla che l’amore abiti solo nei sogni, lei non demorde nella sua ricerca: “<em>Se l’amore vero esiste solo nei sogni ebbene un giorno lo andrò a cercare dall’uomo misterioso che vive nella città fantasma e gli chiederò il mio sogno in prestito!</em>”<br />
Il viaggio di Amina è una metafora che calza perfettamente la ricerca interiore di ognuno, solo un cuore puro avrà gli occhi per vedere oltre lo sguardo spesso offuscato e deluso “<em>Non vedi nulla perché nel tuo cuore è scesa la paura, come una spessa nebbia ti acceca e rende arido e senza vita tutto ciò che ti circonda</em>”; la protagonista con grande sacrificio riuscirà a trovare la strada che la condurrà a vivere il suo sogno, un sogno in prestito, un sogno da restituire, tuttavia nel momento in cui si riesce ad apprezzare ogni singolo attimo e far sì che ogni istante resti impresso nel proprio cuore, quando non si ha paura di lasciarlo andare perché si ha la certezza che risiederà per sempre dentro di noi, allora è proprio in quell’istante che accade il miracolo e si spalancano le porte verso la felicità.<br />
<strong>L’uomo che dava in prestito sogni</strong> è il viaggio che ci porta nelle regioni sconosciute della nostra anima, è il riconoscimento che le nostre vite terrene sono l’espressione del nostro mondo interiore, è la capacità di sottrarsi al tedio e alla monotonia della vita combattendo i “<em>mostri</em>” interiori quali paura, sconcerto, sfiducia, fino a vincerli divenendo così protagonisti della propria esistenza.<br />
Una favola che apre il cuore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Anna-Rita-Armati.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10743" title="Anna Rita Armati" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Anna-Rita-Armati.jpg" alt="Anna Rita Armati" width="96" height="97" /></a>Note biografiche dell’autore:<br />
Anna Rita Armati </strong>è nata in provincia di Perugia. Gli anni della sua formazione giovanile li ha trascorsi a Terni dove è vissuta fino all’età di trent’anni. Ora vive e lavora a Perugia. È studiosa di materie filosofiche e letterarie nonché di musica classica. Il suo stile di scrittura è la sintesi di una ricerca interiore volta all’essenzialità del pensiero e della scrittura stessa. Intermezzo è la sua prima raccolta di poesie. Nel 2006 ha pubblicato il romanzo Nel silenzio della notte ascoltai (Midgard).</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Katia Ciarrocchi</strong></p>
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		<title>Pupi Avati – Gli amici del Bar Margherita</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 08:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Bologna la dotta, Bologna grassa e matrona come cantava <em>Francesco Guccini</em>. Bologna un grande paesone della provincia italiana, con tutti i pregi e i difetti del provincialismo appena mascherato dietro alla ricchezza inseguita grazie ad un modello di sviluppo che viene definito “<em>a misura d’uomo</em>”. Di quella Bologna, oggi rimane poco se non il ricordo di quei personaggi che, grazie alla penna di <strong>Pupo Avati,</strong> si muovono, si raccolgono, vivono nel <em>Bar Margherita</em>, in assenza di internet, ignorando di essere inseriti in un villaggio globale, privi di televisione ancora in fase sperimentale (il romanzo è ambientato nel 1954). ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 222px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="391">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Gli-amici-del-Bar-Margherita.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10727" title="Gli amici del Bar Margherita" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Gli-amici-del-Bar-Margherita.jpg" alt="Gli amici del Bar Margherita" width="139" height="219" /></a></td>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><strong>Titolo: <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/amici-bar-margherita-avati-pupi/libro/9788811681236?a=361315" target="_blank">Gli amici del Bar Margherita</a><br />
Autore: Avati Pupi<br />
Editore</strong>: Garzanti Libri<br />
<strong>Prezzo</strong>: € 12.60<br />
<strong>Collana</strong>: Narratori moderni<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2009<br />
<strong>ISBN</strong>: 8811681235<br />
<strong>ISBN</strong>-13: 9788811681236<br />
<strong>Pagine</strong>: 143<br />
<strong>Reparto</strong>: Narrativa italiana</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>A cura di Claudio Arzani</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bologna la dotta, Bologna grassa e matrona come cantava <em>Francesco Guccini</em>. Bologna un grande paesone della provincia italiana, con tutti i pregi e i difetti del provincialismo appena mascherato dietro alla ricchezza inseguita grazie ad un modello di sviluppo che viene definito “<em>a misura d’uomo</em>”. Di quella Bologna, oggi rimane poco se non il ricordo di quei personaggi che, grazie alla penna di <strong>Pupo Avati,</strong> si muovono, si raccolgono, vivono nel <em>Bar Margherita</em>, in assenza di internet, ignorando di essere inseriti in un villaggio globale, privi di televisione ancora in fase sperimentale (il romanzo è ambientato nel 1954). Nessuna idea di chi sia Silvio Berlusconi, un mondo meraviglioso che per raggiungere Firenze in treno sfiora le due ore, un mondo che non insegue se stesso per mordersi la coda. Il quartiere risulta la dimensione del vivere e, come ragazzacci della via Paal, i frequentatori del bar attendono l’ora di scontri epici con quelli del Bar Andrea Costa o del Bar Billy, gente diversa, che abita oltre il confine posto un centinaio di metri più in là o nella seconda traversa a sinistra, un altro mondo. Sfide epiche a carambola, a boccette, a calciobalilla. Scherzi, truffe, storie di donne, di chi arriva in automobile e chi, leader del gruppo, si fa scarrozzare sull’auto dell’ultimo arrivato come passpartout per l’ammissione al gruppo. Immancabili le chiacchiere sulla partita del grande Bologna che tremare il mondo fa e, quando viene proiettato il primo film fatto a Bologna, un film con Aldo Fabrizi, tutti in piazza Minghetti ad ammirarsi sul grande schermo visto che buona parte della<em> gente del Bar Margherita</em> era stata presa come comparsa. Feste di compleanno da organizzare, la Ninni che il matrimonio gli aveva ancor più appuntito le tette e il sedere e il nonno ottuagenario innamorato perso. 143 pagine che, purtroppo, scorrono veloci come un Frecciarossa ma che lasciano un segno: la voglia di prendere il primo treno, di andare a passeggiare tra i portici, nelle vie, nella piazza all’ombra del Nettuno. Sognando di sentire ancora provenire, da dietro l’angolo, le risate, le chiacchiere, i richiami della gente seduta ai t<em>avolini del Bar Margherita</em>. Anche se in verità sono tempi ormai lontani: oggi anche Bologna si modernizza, si alzano a graffiare il cielo le torri grigie del quartiere fieristico, sedersi sui gradini di San Petronio, è severamente proibito.</p>
<p style="text-align: justify;">di <a href=" http://arzaniclaudio.splinder.com/" target="_blank"><strong>Claudio Arzani</strong></a></p>
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