<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">

<channel>
	<title>Lib(e)ro</title>
	
	<link>http://www.liberolibro.it</link>
	<description />
	<lastBuildDate>Tue, 16 Mar 2010 20:31:54 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/liberolibro/yypz" /><feedburner:info uri="liberolibro/yypz" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><feedburner:browserFriendly></feedburner:browserFriendly><item>
		<title>Ethan Hawke – Mercoledì delle ceneri</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/ethan-hawke-mercoledi-delle-ceneri/</link>
		<comments>http://www.liberolibro.it/ethan-hawke-mercoledi-delle-ceneri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 18:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Autori Contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Ethan]]></category>
		<category><![CDATA[Hawke]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura straniera]]></category>
		<category><![CDATA[mercoledì delle ceneri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa straniera]]></category>
		<category><![CDATA[narratori]]></category>
		<category><![CDATA[piccola]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/?p=10791</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Può capitare a volte la felice condizione che vi troviate tra le mani un libro capace di catturarvi per trascinarvi con sé, ovunque voglia portarvi. Accade con sempre minore frequenza, ma ogni tanto fate la scoperta che questo è un evento possibile. Vi riconciliate con la speranza che la narrativa abbia ancora qualcosa da offrire, basta cercare bene.
Magari in fondo si tratta di una piccola storia, che a raccontarne la trama si rischia di allontanare il potenziale lettore: pochi giorni di vita di una giovane coppia alle prese con problemi più grandi di loro, raccontati attraverso le voci narranti dei due protagonisti che si alternano capitolo per capitolo.
Avete comprato il libro dibattendovi tra la preoccupazione di gettare via il vostro denaro e la curiosità di vedere come se l’è cavata l’autore, che conoscete bene, almeno di faccia. ...</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="400">
<tbody>
<tr>
<td align="center" bgcolor="#eef0ef"><img src="http://liberolibro.it/wp-content/uploads/ethan.jpg" alt="" align="middle" /></td>
<td bgcolor="#eef0ef"><strong><span class="testonerobold">Autore: </span></strong><span class="testonerobold"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ethan_Hawke" target="_blank">Ethan Hawke</a></span><br />
<span class="titolonerobold"><strong>Titolo: </strong><a href="http://www.libreriauniversitaria.it/mercoledi-ceneri-hawke-ethan-minimum/libro/9788875212032?a=361315" target="_blank">Mercoledì delle Ceneri</a><br />
<strong>Editore: </strong>Minimum fax<br />
<strong>Data di pubblicazione: </strong>2009</span><br />
<strong><span class="testopiccolo">Pagine: </span></strong><span class="testopiccolo">270<br />
<strong>ISBN</strong> 978-88-8776-584-7</span><br />
<strong>Prezzo:</strong> € 13,50</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>A cura di <a href="http://www.graffiati.it/" target="_blank">Mario Ughi</a><br />
</strong></p>
<table style="height: 20px;" border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="200">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Può capitare a volte la felice condizione che vi troviate tra le mani un libro capace di catturarvi per trascinarvi con sé, ovunque voglia portarvi. Accade con sempre minore frequenza, ma ogni tanto fate la scoperta che questo è un evento possibile. Vi riconciliate con la speranza che la narrativa abbia ancora qualcosa da offrire, basta cercare bene.<br />
Magari in fondo si tratta di una piccola storia, che a raccontarne la trama si rischia di allontanare il potenziale lettore: pochi giorni di vita di una giovane coppia alle prese con problemi più grandi di loro, raccontati attraverso le voci narranti dei due protagonisti che si alternano capitolo per capitolo.<br />
Avete comprato il libro dibattendovi tra la preoccupazione di gettare via il vostro denaro e la curiosità di vedere come se l’è cavata l’autore, che conoscete bene, almeno di faccia.<br />
E’ un attore non famosissimo che comunque ha interpretato alcuni film importanti. C’è chi lo considera un sex symbol, e non si può negare che possieda un certo suo fascino. E’ stato sposato con Uma Thurman, perdindirindina. Possibile che sappia anche scrivere?<br />
Occorre una forte capacità di rassegnazione per ammettere che la natura non ha elargito i propri doni in modo equo, perché il tizio che risponde al nome di Ethan Hawke sa anche scrivere. E sa scrivere molto bene.<br />
Fortuna vuole, a nostra precaria consolazione, che dopo poche pagine si arriva a dimenticare l’autore, catturati senza scampo dalla qualità della scrittura e dalla potenza narrativa.<br />
In una piccola storia di due anime che si dibattono nella ricerca molto americana di un qualcosa che metta le cose a posto, si potrebbe quasi dire di un evento riparatore alla vita stessa, ci sono molte altre storie.<br />
Ci sono le storie dei padri, e ci sono le storie dei figli. E le madri.<br />
E sul fondo, attraverso piccoli personaggi apparentemente ininfluenti che appaiono e scompaiono nel lampo di un capitolo, c’è la storia che narra la precarietà della vita, dei sentimenti che vengono continuamente messi in discussione, di quanto sia facile l’allontanarsi dagli altri e da noi stessi, deformati come siamo dalle nostre aspirazioni e pulsioni e percezioni.<br />
Nell’alternato flusso di pensieri dei due protagonisti scopriamo l’esistenza per come ce la raccontiamo, con tutte le contraddizioni che riusciamo a mettere in campo. Le domande e i problemi privi di risposta o soluzione, se non come semplice interpretazione personale di fatti che sfuggono al nostro controllo.<br />
E c’è sempre sullo sfondo l’attesa di un qualcosa di definitivo e risolutorio che sembra in procinto di avverarsi, una potenzialità pronta a realizzarsi, fortemente sentita e auspicata, che in fondo può essere soltanto l’espressione di una speranza mal riposta.<br />
Ci vuole una grande dedizione e passione, oltre a una spiccata capacità narrativa, per scrivere una storia così semplice, bella e piena di significato. Chissà come ha fatto, il nostro amico Ethan.<br />
Forse, nel momento in cui poggiava le dita sulla tastiera, si rammentava che il suo bisnonno era lo zio di Tennessee Williams.<br />
Come se Uma Thurman non bastasse.</p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10791&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fethan-hawke-mercoledi-delle-ceneri%2F&amp;linkname=Ethan%20Hawke%20%26%238211%3B%20Mercoled%C3%AC%20delle%20ceneri"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberolibro.it/ethan-hawke-mercoledi-delle-ceneri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Carmelo Bene in dieci segmenti</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/carmelo-bene-in-dieci-segmenti/</link>
		<comments>http://www.liberolibro.it/carmelo-bene-in-dieci-segmenti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 17:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[I grandi della letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Bene]]></category>
		<category><![CDATA[dieci segmenti]]></category>
		<category><![CDATA[Genio salentino che sopravvisse a se stesso]]></category>
		<category><![CDATA[I canti orfici di Campana]]></category>
		<category><![CDATA[Io sono la parola che si fa canto]]></category>
		<category><![CDATA[Io sono postumo a me stesso]]></category>
		<category><![CDATA[L'estremo saluto alla sua gente]]></category>
		<category><![CDATA[La funzione di attore risucchiava completamente l'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[La Puglia è terra nomade]]></category>
		<category><![CDATA[La speranza è nell'asino che vola]]></category>
		<category><![CDATA[Mi sento un ulivo sradicato che cammina]]></category>
		<category><![CDATA[Sulle torri di Bologna con Dante e lo studente Peppe Serravezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/carmelo-bene-in-dieci-segmenti/</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nell'estate del 2002 era tornato in scena , per i salentini, a Otranto, ( sua patria elettiva), dove aveva un mirabile appartamento che usava per lo più come cella di autosegregazione e dove forse, in cuor suo, sperava di morire, col viso rivolto ad oriente, per porre fine a quel simulacro di sé stesso che era in "<em>un coma perpetuo e molto costoso"</em>, come amava ripetere in questi ultimi tempi. Anzi, aveva fatto promettere agli otrantini di celebrargli il funerale di vivo, non era necessario aspettare che morisse "<em>civilmente</em>". Erano tutti segni, presagi del suo addio. Era, è stato, quello dell'estate 2002, l'estremo saluto alla sua gente da parte di un genio che è sopravvissuto a se stesso. Recitò alcuni brani dannunziani de "<em>La figlia di Jorio</em>", ipnotizzando letteralmente il pubblico e ancora una volta si compì il miracolo, "<em>l'evento</em>". Eravamo tutti in estasi di fronte al genio. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/carmelo_bene.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10785" title="carmelo_bene" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/carmelo_bene.jpg" alt="carmelo_bene" width="195" height="229" /></a>A cura di Augusto Benemeglio </strong></p>
<p><strong>1.L&#8217;estremo saluto alla sua gente</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;estate del 2002 era tornato in scena , per i salentini, a Otranto, ( sua patria elettiva), dove aveva un mirabile appartamento che usava per lo più come cella di autosegregazione e dove forse, in cuor suo, sperava di morire, col viso rivolto ad oriente, per porre fine a quel simulacro di sé stesso che era in &#8220;<em>un coma perpetuo e molto costoso&#8221;</em>, come amava ripetere in questi ultimi tempi. Anzi, aveva fatto promettere agli otrantini di celebrargli il funerale di vivo, non era necessario aspettare che morisse &#8220;<em>civilmente</em>&#8220;. Erano tutti segni, presagi del suo addio. Era, è stato, quello dell&#8217;estate 2002, l&#8217;estremo saluto alla sua gente da parte di un genio che è sopravvissuto a se stesso. Recitò alcuni brani dannunziani de &#8220;<em>La figlia di Jorio</em>&#8220;, ipnotizzando letteralmente il pubblico e ancora una volta si compì il miracolo, &#8220;<em>l&#8217;evento</em>&#8220;. Eravamo tutti in estasi di fronte al genio.</p>
<p style="text-align: justify;">2. <strong>Genio salentino che sopravvisse a se stesso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un genio che era sopravvissuto (a detta dei medici) a una serie impressionante di malattie da far fuori una mandria di tori: infarti, tumori, cirrosi, insonnie, emicranie, fegato che fa acqua e pipì he fa sangue, capace da ultimo di scrivere un poema, &#8220;<em> &#8216;l mal de&#8217; fiori</em>&#8220;, che frana nell&#8217;incontinenza babelica, in cui angeli e demoni sono tornati a confondersi e a somigliarsi come all&#8217;origine, un poema arduo e oscuro che Zanzotto ha definito &#8220;<em>poesia stroboscopica, puro magma linguistico</em>&#8221; e altri meno benevoli di lui &#8220;<em>una vera e propria sfida oltraggiosa a tutta la poesia del novecento italiano</em>&#8220;; per contro, c&#8217;è chi parlato di pastiche- capolavoro, altri, infine, parlano semplicemente di &#8220;<em>virtuosismo linguistico</em>&#8220;, atteso che ci sono versi in almeno una mezza dozzina di lingue e dialetti, salentino compreso.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Mi è costato più fatica del provenzale&#8221;, disse Carmelo , &#8221; ma sono forse le pagine più belle</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carmelo Bene</strong> ottenne il premio della Fondazione Schlesinger , nel nome di Eugenio Montale, come &#8220;<em>poeta dell&#8217;impossibile</em>&#8220;. Ma ben altro avrebbe forse meritato, (ad esempio il Nobel per la letteratura sarebbe stato assai più pertinente darlo a lui che non a Fo) questo poeta della scena, costruttore di immagini-cristallo, pettinatore di comete,nostalgico dell&#8217;impossibile che aveva sete d&#8217;infinito, questo sensazionale istrione clown esibizionista folle iconoclasta sbadato maleducato che non ebbe mai rispetto per nulla e nessuno, che ha vituperato, massacrato, stuprato, dissacrato i testi classici… ma allo stesso tempo li ha resi così vitali e unici! Majakowsky, Byron, Dante, Leopardi, Manzoni, Campana, Dannunzio grazie a lui son diventati concerti di voce e anima, occasioni preziose per scoprire che cos&#8217;è veramente la poesia&#8230; Ma <strong>Carmelo Bene</strong> si è sempre ben guardato… dall&#8217;ingraziarsi la gente, anzi spesso risultava decisamente antipatico e irritante con il suo atteggiamento da padreterno, con quegli occhi da zombi, con quel suo fare da imperatore assonnato o da pagliaccio vizioso.</p>
<p style="text-align: justify;">3. <strong>La funzione di attore risucchiava completamente l&#8217;uomo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Era folle, completamente pacciu, &#8211; mi disse Ugo Tapparini , il pittore leccese delle muse&#8230; abbondanti che anticipò ( a sua detta) Botero e che fu suo compagno di cordata alla fine degli anni cinquanta .<br />
&#8220;Era impossibile stargli dietro. La fortuna sua è stata quella di conoscere quella attrice romana , che era piena di soldi e lo sposò&#8230;altrimenti il suo talento sai dove se lo poteva ficcare&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Di aneddoti al riguardo i suoi amici di Campi, compagni di scuola, compagni di giuochi e di marachelle, che andarono a trovarlo a Roma apposta, me ne hanno raccontati tanti, da scriverci su un romanzo. Ma non dobbiamo sorprenderci di ciò, perché , come sovente capita ai geni e come osservò Cesare Garboli &#8220;l<em>a funzione dell&#8217;attore in lui risucchiava completamente l&#8217;uomo, gli rosicchiava ogni margine di esistenza senza che per questo l&#8217;attore diventasse una maschera, la sua maschera</em>&#8220;…</p>
<p style="text-align: justify;">La maschera di un genio che partì da Campi Salentina non ancora diciassettenne e solo due anni dopo fece gridare al miracolo , interpretando, a Venezia, il Caligola di Camus in modo davvero stupefacente. Poi s&#8217;immerse in Nietzsche, Schuman, cavalcò Byron e seminò spaventi nel teatro ufficiale della capitale. E con una velocità diabolica scalò tutte le vette possibili, attore, regista, scrittore, cineasta, poeta, anticipò tutto e tutti. Lui cominciava sempre dove gli &#8220;altri&#8221; di solito finiscono. Regista dello spazio, anticipava la coscienza del vuoto, ora con gesti ieratici , ora facendo il clown, ora lo zombi vivente , ora medium travestita da attore, che combatteva &#8220;<em>contro un vuoto fondato sull&#8217;illusione storicistica e sull&#8217;illusione formalistica</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">4. <strong>Sulle torri di Bologna con Dante e lo studente Peppe Serravezza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un genio &#8211; diceva di sè stesso &#8211; che era stato cacciato dal paradiso; un genio che aveva ingurgitato tutto , in quantità industriale, alcol, fumo, donne e farmaci, che aveva fatto la rivoluzione degli anni sessanta-settanta o protestato a modo suo per la strage della stazione di Bologna.Peppe Serravezza, attuale Presidente della Lega Provinciale contro i Tumori e allora studente in medicina, se lo ricorda arrampicato sulla torre degli Asinelli che recitava l&#8217;Ulisse di Dante alla sua maniera, sotto ipnosi, e non sapeva se essere orgoglioso della sua salentinità, o vergognarsene.<br />
Eppure <strong>Carmelo Bene</strong> era uno dei pochi italiani di cultura europea , osannato a Parigi, amato da Klossowsky e da Eduardo (&#8221;<em>Veniva a vedermi in cantina, appollaiato come un corvo su uno dei tanti banchi</em>&#8220;, ricorda Carmelo), magnificato dai semiologi, circondato da donne bellissime, ma che ormai, da molti anni, sembrava inevitabilmente tramontato, declinato, out…</p>
<p style="text-align: justify;">5. <strong>Mi sento un ulivo sradicato che cammina </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quel genio triturato dal suo stesso genio , che sembrava perduto, &#8220;<em>portato via su galassie tutte sue</em>&#8220;, tornò a calcare le scene come un sopravvissuto a sé stesso, al suo mito, alla sua gloria, mostrandosi negli ultimi tempi molto più avvicinabile che non in passato. L&#8217;estate scorsa ci ricevette nel suo appartamento di Otranto, in una vestaglia da camera finemente ricamata, e con l&#8217;aria di un Eliogabalo attempato . &#8220;<em>Ho la morte addosso, ma non ne ho affatto paura. Ho detto agli amici salentini che è inutile aspettare. Vorrei mi faceste i funerali da vivo, qui ad Otranto. Non c&#8217;è bisogno di consegnare un cadavere in pubblico per meritare la dimenticanza.</em>&#8221; Ma poi ci disse che spendeva un miliardo all&#8217;anno in medici e medicine , perché viveva la contraddizione di &#8220;<em>essere in un coma perpetuo e molto costoso</em>&#8220;. Del resto, disse candidamente che emotivamente era come un bambino: &#8220;<em>Io non ho coscienza. Sono fuori dalla coscienza</em>&#8220;.. Mi sento un ulivo sradicato che cammina</p>
<p style="text-align: justify;">6<strong> I canti orfici di Campana</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Era riapparso sulle scene dopo aver subito una serie infinita di interventi operatori , sempre uguale a se stesso e sempre diverso ed eccolo ancora stupire tutti con un altro prodigio teatrale, un altro evento, un miracolo che si ripete puntuale , nonostante tutto, come il sangue di San Gennaro: questa volta fa rinascere addirittura &#8220;<em>Adelchi</em>&#8221; che sembrava morto per sempre, lo fa rinascere nella fluttuante camicia bianca, lo fa riapparire nella scarna dimensione della parola ed ecco, finalmente!, &#8211; dopo generazioni e generazioni di brutta scuola che li ha resi insentibili, &#8211; ri-valutati ri-nati, o forse nati per la prima volta i versi del Manzoni, che hanno respiro, che ci fanno emozionare. Chi l&#8217;avrebbe mai detto! Poi è la volta dei Canti Orfici di Campana, con il pubblico quasi costretto all&#8217;applauso dionisiaco tra urla di raccapriccio e di festa.</p>
<p style="text-align: justify;">7. <strong>La Puglia è terra nomade.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Infine (siamo in piena guerra Kosovo e Puglia Regione di Frontiera) eccolo al Piccinni di Bari con Leopardi a far delirare i corregionali: &#8220;V<em>engo con una spada di fuoco. Non per incendiare il teatro, ma per dire che il suo destino è quello di un Teatro fiammeggiante di futuro</em>&#8221; (aveva detto in precedenza che il teatro era morto, n.d.r.), &#8220;<em>così come il futuro delle molte Puglie e dei molti destini… Ma da una terra da sempre promessa ed espropriata da se a sé stessa , da questo altrove non ti puoi illudere di evadere…. Non si può abbandonare una Patria che consiste appunto in questa sua irrinunciabile eternità di trapianto…Io mi sento un ulivo sradicato che cammina …La Puglia è terra nomade, terra che si muove per vocazione, per tradizione </em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">8. <strong>&#8220;Io sono la parola che si fa canto&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; vero che il genio non è raziocinio e anzi &#8220;<em>se non si pensa</em>&#8221; &#8211; come disse Flaiano &#8211; &#8220;<em>che il teatro debba essere anche una dichiarazione di follia</em>&#8221; è inutile andare a vedere gli spettacoli di <strong>Bene</strong> che ti faranno al limite anche indignare, ma hanno qualcosa di impensabile, di magico, di affascinante. Il suo teatro non ha mai un punto di riferimento. Lo spettatore viene proiettato nel vuoto, gli viene a mancare di colpo il suolo della realtà su cui appoggiare i piedi. E&#8217; una vertigine, &#8220;<em>il rito di uno schizoide</em>&#8220;, e lo spettatore si chiede ma dove vuole arrivare? E lui, di rimando: &#8220;Non ci sono punti di arrivo. Non mi interessa dove arriva un uomo. Un uomo puo&#8217; arrivare anche alla follia. Io non voglio piu&#8217; vedere nulla, basta questa fine della luce, questa fine della visione e poi questo farsi grattar via la pelle, questo farsi strappar via il volto, la maschera&#8230; non e&#8217; che poi sotto la maschera ci sia il volto: no; il volto e&#8217;, ovviamente, una maschera infinita, composta da strati diversi di maschere strati diversi della stessa maschera…Io sono la parola che si fa canto o il canto che si fa parola. Io sono la storia inesistente, il filo aracneo assai tenue che lega fra di loro eroi erranti ed erratici sino alla meta assurda del loro originarsi&#8230;&#8221;<br />
Il suo testo non significava nulla, ma significava &#8230; altrove.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Abbiamo un genio, d&#8217;accordo</em>&#8220;, &#8211; disse di lui Oreste del Buono &#8211; &#8220;ma che ce ne facciamo? …Un genio è inutile, ingombrante, preoccupante nella nostra stupida società, magari dannoso… Erano anni che non ce n&#8217;erano , bisogna eliminarlo…è un sopravvissuto….Ma da dove viene Carmelo? Dalla Puglia, anzi dal Salento.</p>
<p style="text-align: justify;">9. <strong>Io sono postumo a me stesso</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto con il &#8220;<em>suo</em> &#8220;Salento è stato quasi sempre conflittuale , talora quasi sprezzante: &#8220;<em>Devo dire che sono qui nel mio paese, Campi, dopo tanti anni, ma che nonostante tutti gli sforzi non capisco una sola parola della lingua che parlate</em>&#8220;. La sua, come ha osservato acutamente Goffredo Fofi, è la storia di un fallimento, anzi di diversi fallimenti: Caligola, l&#8217;attrazione del nichilismo e della storia; Majakovskij, l&#8217;idea della Rivoluzione e della poesia; Pinocchio, o dell&#8217;impossibilità di diventare uomini, cioè eroi. Ma anche i suoi eroi preferiti, Achille e Amleto, rappresentano un fallimento. Rimane la solitudine ed è quella che attira l&#8217;artista, la solitudine della voce che si fa canto e poesia, o nostalgia, o ricordo di canto e di poesia.</p>
<p style="text-align: justify;">10.<strong> La speranza è nell&#8217;asino che vola</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa rimane oltre la solitudine? &#8220;<em>Io più gente avevo intorno, più ho coltivato la mia solitudine…. Il mio non è lavoro , ma un lavorìo . Che è l&#8217;autodistruzione e cioè il contrario del narcisismo. Io levo dalla scena, non metto in scena. Una volta detestavo il prossimo quanto me stesso, adesso lo detesto più di me stesso… Non c&#8217;è nessuna speranza per l&#8217;umanità…Io sono postumo a me stesso, avviato altrove…</em>&#8221;<br />
Ma poi scopri, in realtà, che c&#8217;era per lui una possibile speranza di salvezza. Ed era riposta nell&#8217; &#8220;<em>asino che vola</em>&#8220;, nell&#8217;Idiota Puro, ossia in San Giuseppe da Copertino &#8211; anima meridionale barocca, da lui esaltata . Nella &#8220;<em>sua divina stupidità</em>&#8221; , disse Bene, &#8220;<em>si può realizzare un progetto di santità che vada oltre la sconfitta della storia e della vita</em>&#8220;.</p>
<p class="autor" style="text-align: justify;">di  <strong>Augusto Benemeglio </strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10699&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fcarmelo-bene-in-dieci-segmenti%2F&amp;linkname=Carmelo%20Bene%20in%20dieci%20segmenti"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberolibro.it/carmelo-bene-in-dieci-segmenti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Massimo Carlotto – L’amore del bandito</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/massimo-carlotto-l%e2%80%99amore-del-bandito/</link>
		<comments>http://www.liberolibro.it/massimo-carlotto-l%e2%80%99amore-del-bandito/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 16:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Quarta di copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Autori Contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[L' amore del bandito]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Carlotto]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/?p=10781</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">2004. Dall’istituto di medicina legale di Padova spariscono 44 chili di sostanze stupefacenti. Criminalità organizzata da un lato e forze dell’ordine dall’altro si scatenano. L’Alligatore riceve pressioni per indagare e scoprire l’identità dei responsabili del furto. L’investigatore senza licenza non ci sta ma a certa gente non basta dire di no…
2006. due anni più tardi scompare Silvie, la donna di Beniamino Rossigni, la ballerina di danza del ventre franco-algerina conosciuta anni prima in un night del Nordest. Il vecchio gangster non si dà pace e la cerca ovunque. Ben presto l’Alligatore, Beniamino Rossigni e Max la Memoria si ritrovano braccati da un nemico misterioso che li ricatta e li costringe a entrare in un gioco mortale… </p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 216px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="370">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/L-amore-del-bandito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10782" title="L' amore del bandito" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/L-amore-del-bandito.jpg" alt="L' amore del bandito" width="137" height="215" /></a></td>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><strong>Titolo: <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/amore-bandito-carlotto-massimo/libro/9788876418730?a=361315" target="_blank">L&#8217; amore del bandito</a><br />
Autore: Carlotto Massimo<br />
Editore</strong>: E/O<br />
<strong>Prezzo</strong>: € 15.00<br />
<strong>Collana</strong>: Noir mediterraneo<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2009<br />
<strong>ISBN</strong>: 8876418733<br />
<strong>ISBN</strong>-13: 9788876418730<br />
<strong>Pagine</strong>: 191<br />
<strong>Reparto</strong>: Narrativa italiana</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Quarta di copertina<br />
A cura di Daniele della Libreria Fahrenheit 451 Quarrata (PT)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">2004. Dall’istituto di medicina legale di Padova spariscono 44 chili di sostanze stupefacenti. Criminalità organizzata da un lato e forze dell’ordine dall’altro si scatenano. L’Alligatore riceve pressioni per indagare e scoprire l’identità dei responsabili del furto. L’investigatore senza licenza non ci sta ma a certa gente non basta dire di no…<br />
2006. due anni più tardi scompare Silvie, la donna di Beniamino Rossigni, la ballerina di danza del ventre franco-algerina conosciuta anni prima in un night del Nordest. Il vecchio gangster non si dà pace e la cerca ovunque. Ben presto l’Alligatore, Beniamino Rossigni e Max la Memoria si ritrovano braccati da un nemico misterioso che li ricatta e li costringe a entrare in un gioco mortale….<br />
2009. la storia non è ancora finita. L’Alligatore e i suoi amici sono ancora in pericolo e attendono la prossima mossa del loro temibile avversario.</p>
<p style="text-align: justify;">Una storia di malavita, un noir dove si intrecciano i destini di vecchi e nuovi gangster in un mondo dove le regole di un tempo non esistono più. Solo il passato torna sempre a chiede il conto.</p>
<p style="text-align: justify;">Impietoso e irriverente come suo solito. Si è lasciato desiderare… non ti lascia deludere…</p>
<p>di <strong><a href="http://fahrenheit451quarrata.over-blog.it/" target="_blank">Daniele della Libreria Fahrenheit 451 Quarrata (PT)</a></strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10781&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fmassimo-carlotto-l%25e2%2580%2599amore-del-bandito%2F&amp;linkname=Massimo%20Carlotto%20%26%238211%3B%20L%E2%80%99amore%20del%20bandito"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberolibro.it/massimo-carlotto-l%e2%80%99amore-del-bandito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Concorsi: Premio Letterario “Ettore Ottaviano”</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/concorsi-premio-letterario-ettore-ottaviano/</link>
		<comments>http://www.liberolibro.it/concorsi-premio-letterario-ettore-ottaviano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 15:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[15 maggio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Ettore Ottaviano]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Letterario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/?p=10778</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L'Associazione Turistica Pro Loco di S. Caterina Rocca d'Arazzo, con il patrocinio della Provincia di Asti, del Comune di Rocca d'Arazzo, in collaborazione con il Teatro degli Acerbi, indice la 11' edizione del <strong>Premio Letterario "Ettore Ottaviano"</strong>. Si partecipa con un racconto a tema libero. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;Associazione Turistica Pro Loco di S. Caterina Rocca d&#8217;Arazzo, con il patrocinio della Provincia di Asti, del Comune di Rocca d&#8217;Arazzo, in collaborazione con il Teatro degli Acerbi, indice la 11&#8242; edizione del <strong>Premio Letterario &#8220;Ettore Ottaviano&#8221;</strong>. Si partecipa con un racconto a tema libero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1.</strong>Si partecipa inviando un solo racconto non superiore alle quattro cartelle dattiloscritte (una cartella = 30 righe per 60 battute).<br />
<strong>2.</strong>I testi presentati devono essere inediti e non devono aver partecipato alle precedenti edizioni del Premio. Non si accettano manoscritti. Le opere devono essere inviate in sei copie di cui solo su una devono apparire: nome e cognome, dati anagrafici, indirizzo di residenza, numero telefonico ed eventualmente numero di fax e indirizzo e-mail. Non è richiesta tassa d&#8217;iscrizione, ma semplicemente l&#8217;invio, insieme all&#8217;opera, di due francobolli per le comunicazioni relative al Premio.<br />
<strong>3.</strong>Le opere devono pervenire tassativamente entro il giorno 15 maggio 2010 al seguente indirizzo: Associazione Turistica Pro Loco di S. Caterina di Rocca d&#8217;Arazzo, c/o Patrizia Bella, Via Dottor Ollino 61, 14030 S. Caterina di Rocca d&#8217;Arazzo (AT). Non si assumono responsabilità per ritardi o altri inconvenienti dovuti al servizio postale. Insieme alle opere bisogna inserire una dichiarazione che l&#8217;opera è inedita e di piena proprietà dell&#8217;Autore stesso e che si autorizza al trattamento dei dati personali ai sensi della legge in vigore sul trattamento dei dati personali. L&#8217;Autore si assume ogni responsabilità su nomi, persone, fatti e luoghi citati se realmente esistiti.<br />
<strong>4.</strong>Una giuria sceglierà una rosa di finalisti; tra questi verranno proclamati i vincitori durante la serata finale, prevista per il giorno 16 luglio 2010. La giuria si riserva la possibilità di istituire un premio speciale qualora pervenisse un brano dalle caratteristiche distintive e particolarmente interessanti. I premi consistono in buoni acquisto libri (1° classificato: € 300,00 – 2° classificato: € 250,00 – 3° classificato: € 200,00 – premio speciale: € 100,00), targhe, omaggi del territorio. Tutti i partecipanti saranno avvisati in tempo utile per partecipare alla serata finale di premiazione. I vincitori, finalisti e segnalati dovranno presenziare alla serata finale per poter ritirare i premi; è consentito il ritiro del premio da parte di persona delegata.<br />
Ai finalisti sarà offerta la cena della serata finale, il rinfresco a fine serata e per coloro che provengono da fuori regione sarà offerto un pernottamento ed una prima colazione in una struttura ricettiva del territorio (servizi offerti al finalista ed accompagnatore).<br />
Non verranno invece fatti invii a domicilio o consegne dei premi in momenti successivi alla serata di premiazione ad eccezione dei buoni acquisto libri per i quali è prevista la spedizione dei testi anche a fronte di ordini in momenti successivi.<br />
<strong>5.</strong>Le opere inviate non saranno restituite, saranno conservate nell&#8217;Archivio del Comune di Rocca d&#8217;Arazzo e non saranno realizzate pubblicazioni e raccolte dei brani partecipanti. Il parere della giuria è insindacabile. La partecipazione al concorso comporta: la totale accettazione del presente regolamento, l&#8217;automatica cessione a titolo gratuito dei diritti limitatamente all&#8217;eventuale pubblicazione su antologia del premio e per la eventuale lettura in pubblico dell&#8217;opera nel corso della cerimonia di premiazione. Non è prevista alcuna forma di compenso o rimborso spese.<br />
<strong>6.</strong>Il bando è consultabile all&#8217;indirizzo internet www.teatrodegliacerbi.it<br />
<strong>7.</strong>Per informazioni: Federica cel. 349-5029075</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E-mail proloco_santacaterina@virgilio.it </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10778&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fconcorsi-premio-letterario-ettore-ottaviano%2F&amp;linkname=Concorsi%3A%20Premio%20Letterario%20%26%238220%3BEttore%20Ottaviano%26%238221%3B"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberolibro.it/concorsi-premio-letterario-ettore-ottaviano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cinema: Donne senza uomini</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/cinema-donne-senza-uomini/</link>
		<comments>http://www.liberolibro.it/cinema-donne-senza-uomini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 15:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione film]]></category>
		<category><![CDATA[Scheda film]]></category>
		<category><![CDATA[Trailer]]></category>
		<category><![CDATA[Arita Shahrzad]]></category>
		<category><![CDATA[Donne senza uomini]]></category>
		<category><![CDATA[drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi Tóth]]></category>
		<category><![CDATA[Pegah Feridon]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione film Donne senza uomini]]></category>
		<category><![CDATA[scheda film Donne senza uomini]]></category>
		<category><![CDATA[Shabnam Tolouei]]></category>
		<category><![CDATA[Shirin Neshat]]></category>
		<category><![CDATA[trailer film Donne senza uomini]]></category>
		<category><![CDATA[Zanan-e Bedun-e Mardan]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/?p=10774</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>Vite al femminile nella Persia dello scià</strong></em>
Quattro donne e un fantasma. Ma siamo nella Persia di Reza Pahlevi dove si combatte anche per la nazionalizzazione del petrolio. Alla vigilia del colpo di stato tramato dalla Cia nel 1953, tra manifestazioni e riti funebri che ricordano i nostri giorni, una prostituta coperta di botte, una seguace della resistenza, la sua amica violentata e la moglie separata di un generale, si rifugiano in una villa fuori città, una sorta di giardino della pace e della condivisione dove, fra le orchidee, si muove un delicato e puro spirito femminile. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 233px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="486">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Donne-senza-uomini.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10775" title="Donne senza uomini" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Donne-senza-uomini.jpg" alt="Donne senza uomini" width="161" height="231" /></a></td>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><strong>Titolo originale</strong>: Zanan-e Bedun-e Mardan<br />
<strong>Nazione</strong>: Germania<br />
<strong>Anno</strong>: 2009<br />
<strong>Genere</strong>: Drammatico<br />
<strong>Durata</strong>: 95&#8242;<br />
<strong>Regia</strong>: Shirin Neshat<br />
<strong>Cast</strong>: Pegah Feridon, Shabnam Tolouei, Orsi Tóth, Arita Shahrzad<br />
<strong>Produzione</strong>: Essential Filmproduktion, Coop99 Filmproduktion, Parisienne de Production<br />
<strong>Distribuzione</strong>: Bim Distribuzione<br />
<strong>Data di uscita</strong>: Venezia 2009<br />
12 Marzo 2010 (cinema)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Trailer</strong>:<br />
<center><object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/saI2YubuWfU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/saI2YubuWfU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center><br />
<strong>A cura di Silvio Danese</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Vite al femminile nella Persia dello scià</strong></em><br />
Quattro donne e un fantasma. Ma siamo nella Persia di Reza Pahlevi dove si combatte anche per la nazionalizzazione del petrolio. Alla vigilia del colpo di stato tramato dalla Cia nel 1953, tra manifestazioni e riti funebri che ricordano i nostri giorni, una prostituta coperta di botte, una seguace della resistenza, la sua amica violentata e la moglie separata di un generale, si rifugiano in una villa fuori città, una sorta di giardino della pace e della condivisione dove, fra le orchidee, si muove un delicato e puro spirito femminile.<br />
Una sfumatura onirica fa deflagrare la brutalità materiale degli uomini e dei tempi orribili in arrivo. Dal romanzo di <strong>Shahrnush Parsipur</strong>. Conosciamo il neorealismo iraniano di Kiarostami, Makhmalbaf e Panahi (arrestato giorni fa dalla polizia di Ahmadinejad). Non conoscevamo l’apertura surreale di quel realismo ostinato e poetico. Si deve all’artista visuale <strong>Shirin Naschat</strong>, che passa alla regia calcando, a volte, un po’ la mano sulla composizione dell’immagine. Musiche di <strong>Ryuichi Sakamoto</strong> e <strong>Abbas Bakthtiari</strong>. Leone d’argento alla regia.</p>
<p style="text-align: justify;">di <strong>Silvio Danese</strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10774&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fcinema-donne-senza-uomini%2F&amp;linkname=Cinema%3A%20Donne%20senza%20uomini"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberolibro.it/cinema-donne-senza-uomini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>III stagione de I POMERIGGI DEL GRUPPO Biblioteca Comunale Pennacchi</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/iii-stagione-de-i-pomeriggi-del-gruppo-biblioteca-comunale-pennacchi/</link>
		<comments>http://www.liberolibro.it/iii-stagione-de-i-pomeriggi-del-gruppo-biblioteca-comunale-pennacchi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 22:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[ALTAI]]></category>
		<category><![CDATA[BIBLIOTECA COMUNALE PENNACCHI]]></category>
		<category><![CDATA[Esploratori In Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[GRUPPO LETTURA I POMERIGGI DEL GRUPPO]]></category>
		<category><![CDATA[perugia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio con la Fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[WU MING]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/?p=10764</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La nuova stagione di Lettura della Biblioteca La Pennacchi di Perugia è iniziato da tempo e procede mensilmente gli incontri con lettori partecipanti che vogliono condividere insieme il gusto di leggere. Ogni volta è un nuovo “<strong>Viaggio</strong>” da intraprendere alla scoperta di un nuovo libro, E come <strong>Esploratori In Viaggio</strong> andiamo alla scoperta di nuovi Mondi, altri Paesaggi e Culture, o ritorniamo dalla visita a luoghi interiori, arricchiti di conoscenza e di forza. E ancora In Viaggio con la Fantasia dove l’Impossibile non esiste per arrivare fin oltre ciò che è conosciuto e approvato dalla Scienza.</p> ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/gruppo-lettura.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-10765" title="gruppo lettura" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/gruppo-lettura.JPG" alt="gruppo lettura" width="181" height="144" /></a>III stagione del GRUPPO LETTURA I POMERIGGI DEL GRUPPO<br />
ANNO 2009-2010      BIBLIOTECA COMUNALE PENNACCHI<br />
PERUGIA</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova stagione di Lettura della Biblioteca La Pennacchi di Perugia è iniziato da tempo e procede mensilmente gli incontri con lettori partecipanti che vogliono condividere insieme il gusto di leggere. Ogni volta è un nuovo “<strong>Viaggio</strong>” da intraprendere alla scoperta di un nuovo libro, E come <strong>Esploratori In Viaggio</strong> andiamo alla scoperta di nuovi Mondi, altri Paesaggi e Culture, o ritorniamo dalla visita a luoghi interiori, arricchiti di conoscenza e di forza. E ancora In Viaggio con la Fantasia dove l’Impossibile non esiste per arrivare fin oltre ciò che è conosciuto e approvato dalla Scienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo incontro è fissato per lunedì 22 marzo 2010 per viaggiare nel romanzo di <strong>WU MING,   ALTAI</strong><br />
dalle 17,15 alle 18,30  presso il salotto rosso della PENNACCHI -– la nuova BIBLIOTECA COMUNALE MULTIMEDIALE DI PERUGIA: in un ambiente piacevole, accogliente, elegante e caldo allo stesso tempo gusteremo il nostro essere riuniti insieme per condividere lo stesso libro letto!</p>
<p style="text-align: justify;">L’invito è aperto ai Lettori e alle Lettrici che, come Amici di Viaggio, sono pronti per nuove avventure!<br />
Ogni ultimo lunedì del mese, dalle ore 17,15 alle ore 18,30</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi aspetto numerosi ed appassionati</strong><br />
<strong>LuciaCucciolotti</strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10764&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fiii-stagione-de-i-pomeriggi-del-gruppo-biblioteca-comunale-pennacchi%2F&amp;linkname=III%20stagione%20de%20I%20POMERIGGI%20DEL%20GRUPPO%20Biblioteca%20Comunale%20Pennacchi"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberolibro.it/iii-stagione-de-i-pomeriggi-del-gruppo-biblioteca-comunale-pennacchi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vaticano S.p.A di Gianluigi Nuzzi</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/vaticano-s-p-a-di-gianluigi-nuzzi/</link>
		<comments>http://www.liberolibro.it/vaticano-s-p-a-di-gianluigi-nuzzi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 10:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Autori Contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Lombardi Vallauri]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluigi Nuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro Vaticano spa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Dardozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Tangentopoli]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano Spa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/vaticano-s-p-a-di-gianluigi-nuzzi/</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">All’origine di <strong>Vaticano S.p.A</strong>. di <strong>Gianluigi Nuzzi </strong>c’è un monsignor <em>Renato Dardozzi</em>, consigliere della Segreteria di Stato della Santa Sede, deceduto nel 2003 dopo essere stato per anni una delle figure chiave nella gestione delle finanze vaticane. Dardozzi, forse deluso da mancati avanzamenti di carriera, forse schifato sic et simpliciter da ciò che aveva visto dalle parti dello Ior, la banca del papa, espresse volontà testamentaria che tutta la mole di documenti che aveva accumulato in poco meno di vent’anni venisse resa pubblica: si tratta di un archivio di oltre quattromila fogli, lettere, relazioni, bilanci, verbali, note contabili, bonifici che testimoniano senza appello i legami sinistri tra la finanza del Vaticano e la politica italiana. Tant’è che nessuno da quelle parti all’uscita del libro ha potuto smentire alcunché, per la semplice ragione che era impossibile farlo. Di più, il presidente dello Ior, Angelo Caloia, è stato finalmente costretto a lasciare l’incarico. Prima però, pare che dal Vaticano abbiano offerto all’editrice Chiarelettere grosse somme di denaro (non gli manca certo, appunto) perché rinunciasse alla pubblicazione. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 214px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="353">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><img class="alignleft" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/vaticano-spa.jpg" alt="" width="143" height="210" /></td>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><strong>Titolo: <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/vaticano-spa-nuzzi-gianluigi-chiarelettere/libro/9788861900677?a=361315" target="_blank">Vaticano Spa</a><br />
Autore: Nuzzi Gianluigi<br />
Editore</strong>: Chiarelettere<br />
<strong>Prezzo</strong>: € 15.00<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2009<br />
<strong>Collana</strong>: Principioattivo<br />
<strong>ISBN</strong>: 8861900674<br />
<strong>ISBN</strong>-13: 9788861900677<br />
<strong>Pagine</strong>: 28/0</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>A cura di  di Michele Lupo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">All’origine di <strong>Vaticano S.p.A</strong>. di <strong>Gianluigi Nuzzi </strong>c’è un monsignor <em>Renato Dardozzi</em>, consigliere della Segreteria di Stato della Santa Sede, deceduto nel 2003 dopo essere stato per anni una delle figure chiave nella gestione delle finanze vaticane. Dardozzi, forse deluso da mancati avanzamenti di carriera, forse schifato sic et simpliciter da ciò che aveva visto dalle parti dello Ior, la banca del papa, espresse volontà testamentaria che tutta la mole di documenti che aveva accumulato in poco meno di vent’anni venisse resa pubblica: si tratta di un archivio di oltre quattromila fogli, lettere, relazioni, bilanci, verbali, note contabili, bonifici che testimoniano senza appello i legami sinistri tra la finanza del Vaticano e la politica italiana. Tant’è che nessuno da quelle parti all’uscita del libro ha potuto smentire alcunché, per la semplice ragione che era impossibile farlo. Di più, il presidente dello Ior, Angelo Caloia, è stato finalmente costretto a lasciare l’incarico. Prima però, pare che dal Vaticano abbiano offerto all’editrice Chiarelettere grosse somme di denaro (non gli manca certo, appunto) perché rinunciasse alla pubblicazione. Parliamo di materiale che dovrebbe far sobbalzare qualsiasi cristiano metaforico e non in qualsiasi paese del mondo &#8211; da noi no, ma questa non è una novità. Caso mai la mancata esplosione della bomba testimonia per l’ennesima volta come il mondo cattolico faccia un’estrema fatica a guardare con coraggio dentro i propri affari – anfanando ancora e senza costrutto intorno a cervellotiche dottrine che scellerati Concordati introducono nella scuola pubblica di un altro Stato in versione catechistica grazie a insegnanti non di rado imbarazzanti nella loro pochezza culturale. Purtroppo il male più insidioso è spesso quello che viene da chi vi assiste passivamente. Così questi catechisti mascherati vengono tollerati da colleghi quasi sempre ignavi, che non sai se per pigrizia o per un vago senso di solidarietà professionale si guardano bene dal fare problema di una situazione accettata acriticamente e in cui sono possibili – l’ho sperimentato di persona – esiti aberranti. Lavoro nella scuola da molti anni e ho conosciuto diversi di questi catechisti mascherati capaci di “<em>spiegare</em>” ai ragazzini un terremoto come una punizione divina – esattamente come fanno nel mondo islamico più retrivo. Impunemente. Stipendiati da noi tutti.<br />
Un linguista, <em>Edoardo Lombardi Vallauri</em>, studioso apprezzato, cattolico di lungo corso, capo scout per vent’anni, ha scritto un libro un paio di anni fa, Capire la mente cattolica, in cui sosteneva che se si tratta di voler davvero capire le cose e andare sino in fondo, un cattolico non dà molte garanzie. Di solito, non si tratta di individui che spiccano per la loro onestà intellettuale. Ciò vale per le astruserie dottrinarie come per il mai consumato dilemma “<em>dio o mammona</em>”. Detto da uno che se intende. E in Italia stiamo sempre lì, al pre-illuminismo dei chierici che decidono e legiferano per noi nonostante l’aberrazione di certi pensierini come la vita imposta per forza di sondino alimentare, rianimazione di feti abortiti, omosessuali equiparati a pedofili, insomma al Medioevo clericale che qualcuno, innamorato perdutamente della Madonna però combattè a carissimo prezzo sapendo quale fosse lo spazio pubblico riservato a Dio e a Cesare – pensare che un pessimo cantautore specializzato in cazzate  anni fa lo definì un “<em>servo di partito</em>”.<br />
E’ anche vero che se <strong>Vaticano SpA</strong> avrebbe potuto essere una bomba buona a far esplodere le menti svogliate dei credenti nostrani e ciò non è successo, le responsabilità di chi per vocazione storica si spererebbe più accorto, non mancano. Parlo della stampa di sinistra, ovvio. Che invece non ha particolarmente brillato nell’occasione, non so se per indifferenza, o perché qualcuno ha voluto vedere dietro il libro un colpo basso di Berlusconi – timoroso che la Chiesa cedesse alla tentazione di non appoggiarlo a dovere (vedere l’affaire Boffo). Purtroppo, non credo che l’avventuriero di Arcore corresse – corra &#8211;  davvero questo rischio. E’ vero che <strong>Nuzzi</strong>, l’autore di <strong>Vaticano S.p.A.</strong>, giornalista in forza a “<em>Libero</em>” e a “<em>Panorama</em>&#8220;, è prodigo di ringraziamenti per l’imbarazzante figuro che porta il nome di <em>Maurizio Belpietro</em>; che quando scrive di Mangano e Dell’Utri fa parecchio il sofista, e che nella mala impresa che racconta – in un arco temporale che dall’epoca del vescovo Marcinkus, qui fuori scena, a oggi non ha conosciuto significativi momenti di ripensamento &#8211; sorvola alquanto sullo speriamo caduco presidente del Consiglio, come se non fosse qui a dettare legge ma disperso in un’isola di un altro universo. Su Berlusconi, insomma, <strong>Nuzzi</strong> tace. Ed è anche vero che quando gli eredi di Dardozzi hanno dovuto decidere a chi affidare il materiale sono stati attenti a non farlo cadere nelle mani di qualche anticlericale militante (ce ne sono ancora? scriveteci!). Insomma, qualche indizio a carico dell’ipotesi di colpo basso del padrone, ci sarebbe pure. Tuttavia, i documenti qui presenti si collocano fuori da ogni possibilità di smentita e quali siano le ragioni della loro pubblicazione, essa resta. E avrebbe dovuto essere sufficiente anche alla stampa di sinistra. Manovra o meno dell’allegrone brianzolo, i documenti di Dardozzi sono stati ricostruiti da <strong>Nuzzi</strong> secondo una logica, anche narrativa, che regge alla lettura nonostante l’oggettiva mancanza di entusiasmo che procurano dati, cifre e sequenze di operazioni finanziarie. Il periodo implicato riguarda la gestione dello Ior da parte di De Bonis &#8211; un prelato abile con il denaro sporco non meno di Sindona -, una gestione più criminosa di quella di Marcinkus (uno che diceva che “<em>la chiesa non si amministra con le ave marie</em>”), liberandosi del quale la Chiesa romana venti anni fa cercò di darsi una sciacquata all’immagine compromessa dal brutto affaire <strong>Ambrosoli</strong> &#8211; Banco Ambrosiano &#8211; P2 – Calvi etc.<br />
Ora, quello che è successo allo Ior, non sarebbe stato possibile all’interno di una banca di un qualsiasi altro stato europeo &#8211; almeno, non nelle forme, nelle modalità e nelle quantità che qui si possono apprezzare. Nello stato teocratico che ci ritroviamo quale non gradito ospite di là dal Tevere, la banca non risponde a nessun tipo di controllo, non aderisce a nessuna normativa internazionale che controlli i flussi di denaro e non può essere perquisita. Alla magistratura italiana &#8211; chiedere a Di Pietro e a Gherardo Colombo dove s’impantana Tangentopoli &#8211; per intervenire servono rogatorie internazionali che naturalmente i nostri governi non hanno mai sollecitato con forza, e ad esse le gerarchie vaticane si guardano bene dal rispondere se non con lacunosa riluttanza. In nome della missione terrena del Vicario di Cristo e dei suoi Pastori, lo Ior in questi anni non ha mancato invece di accogliere a braccia aperte chi in Italia cercava un luogo per investire danaro di dubbia provenienza, senza il bisogno di ricorrere a chissà quale esotico paradiso fiscale trovandone uno così comodo e sicuro dentro Roma. Monsignor de Bonis e i suoi amici sono stati capaci di imbastire spericolati ma abilissimi giochetti di prestigio che hanno permesso di smistare ingenti quantità di denaro: quello piovuto a pioggia dalla maxi tangente Enimont, quello legato alla longa manus di Andreotti – omissis, in codice -, a manovre politiche più mafiose che no, al riciclaggio per conto dei corleonesi, dell’ex sindaco di Palermo, Ciancimino, oggi grazie (?) al figlio al centro di nuove indagini intorno alle trattative mafia-stato, alle collusioni profonde con Gelli e la P2. Nel libro ci si concentra soprattutto sul conto bancario aperto negli anni &#8216;90, intestato fittiziamente alla fondazione Spellman, dietro cui si celava il senatore Giulio Andreotti. Su quel conto sono transitati decine e decine di miliardi, operazioni finanziarie disinvolte, come quelle che avrebbero dovuto favorire la nascita di un nuovo grande partito di centro dopo la morte della Dc, e ancora malversazioni decennali, lasciti oscuri, appropriazioni indebite, lavaggio di denaro tangentizio che entra con un brutto fetore criminale e riesce fuori nei conti privati di delinquenti di governo “più bianco che mai”. E ancora, depistaggi e deviazioni improvvise di soldi, comprese offerte dei fedeli, ufficialmente destinati a messe per i defunti e ad aiuti per i bambini poveri, che prendono la strada per Montecarlo. La torre che custodisce il forziere dei cardinali ha mura spesse 9 metri ed è di facile accessibilità, come ricorda Nuzzi. Per entrare nello Stato Vaticano e quindi nella banca, basta presentarsi all&#8217;ingresso di porta Sant&#8217;anna con una ricetta medica. Eccola, la manna caduta dal cielo, al centro di Roma. Peraltro, se la pubblicazione del libro di Nuzzi fosse una manovra  architettata secondo le riferite illazioni di cui sopra, considerando che il presidente Caloia è stato fatto fuori, avremmo un altro colpo di scena: il Vaticano avrebbe fatto una bella figura (non è facile) dimostrando finalmente la volontà di fare chiarezza, salvo insediare al posto di comando dello Ior un uomo dell’Opus Dei, vicino a Comunione e Liberazione ossia 	a un eventuale ahimé non impossibile futuro governo Formigoni. Bello scenario, no?<br />
In ultimo, se qualcuno si fosse nel frattempo fatto venire la curiosità: la risposta è sì &#8211; nonostante i commentatori si siano guadati bene dal notarlo -,  Wojtyla venne più volte informato di ciò che succedeva. Il papa polacco era a conoscenza del gran traffico di denaro sporco che circolava e si smistava a casa sua, anche perché da quei canali provenivano pure i soldi che servivano a Solidarnosc per spazzare via il comunismo dalla faccia della terra. Wojtyla si guardò bene dal rimuovere qualcuno dal proprio incarico. Un santo padre &#8211; è mestiere suo &#8211;  ha una buona parola per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">P.S<br />
Sul sito dell’editore <em>chiarelettere.it</em> è possibile consultare tutti documenti contenuti di <strong>Vaticano SpA</strong></p>
<p class="autor" style="text-align: justify;">di <strong><a href="http://lupofarm@alice.itvaticanovvvdva">Michele Lupo</a></strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10680&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fvaticano-s-p-a-di-gianluigi-nuzzi%2F&amp;linkname=Vaticano%20S.p.A%20di%20Gianluigi%20Nuzzi"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberolibro.it/vaticano-s-p-a-di-gianluigi-nuzzi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Eventi: Incontro con Pamela Villoresi</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/eventi-incontro-con-pamela-villoresi/</link>
		<comments>http://www.liberolibro.it/eventi-incontro-con-pamela-villoresi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 09:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[AUTORIONLINE]]></category>
		<category><![CDATA[CAFFÈ LETTERARIO]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Jovine]]></category>
		<category><![CDATA[Ettore Scola.]]></category>
		<category><![CDATA[i fratelli Taviani]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bellocchio]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Nardi]]></category>
		<category><![CDATA[Nino Manfredi]]></category>
		<category><![CDATA[Pamela Villoresi]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia e Politica]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Tino Carraro]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Gassman]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/?p=10761</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Incontro con Pamela Villoresi</strong>. Teatro, Poesia e Politica della cultura: tre passioni congiunte.
<strong>Interventi</strong>: <em>Carlo Jovine, Massimo Nardi</em>.
Modererà l'incontro la scrittrice Deborah D'Agostino.
<strong>Pamela Villoresi</strong>, una delle attrici più note del teatro italiano, si racconta a tutto campo. Dall'incontro, nemmeno ventenne, con il suo padre artistico e maestro Giorgio Strehler, ai grandi colleghi con cui ha lavorato: <em>Tino Carraro, Nino Manfredi, Vittorio Gassman,</em> ai grandi registi che l'hanno diretta: <em>Marco Bellocchio, i fratelli Taviani, Ettore Scola.</em> ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>AUTORIONLINE AL CAFFÈ LETTERARIO</strong><br />
Rassegna d&#8217;Arte e Cultura &#8211; Via Ostiense 95, Roma<br />
Mercoledì 17 marzo 2010, ore 17.30<br />
(ingresso libero)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Incontro con Pamela Villoresi</strong>. Teatro, Poesia e Politica della cultura: tre passioni congiunte.<br />
<strong>Interventi</strong>: <em>Carlo Jovine, Massimo Nardi</em>.<br />
Modererà l&#8217;incontro la scrittrice Deborah D&#8217;Agostino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pamela Villoresi</strong>, una delle attrici più note del teatro italiano, si racconta a tutto campo. Dall&#8217;incontro, nemmeno ventenne, con il suo padre artistico e maestro Giorgio Strehler, ai grandi colleghi con cui ha lavorato: <em>Tino Carraro, Nino Manfredi, Vittorio Gassman,</em> ai grandi registi che l&#8217;hanno diretta: <em>Marco Bellocchio, i fratelli Taviani, Ettore Scola.</em><br />
Una carriera costellata di successi (cento spettacoli teatrali, undici film, dodici produzioni televisive), che l&#8217;ha vista spesso impegnata anche in veste di regista.<br />
Meno noti al grande pubblico, ma ugualmente importanti, sono altri due aspetti della sua personalità creativa: appassionata di poesia, ha realizzato venti recital che rappresenta in Italia e nel mondo, ed ha prestato sovente la sua opera per il mondo del lavoro e per le battaglie sui diritti civili.<br />
Proprio questa sensibilità sociale è alla base del suo attuale impegno nella politica attiva, ancora una volta orientato al campo della cultura, nell&#8217;intento di mettere a disposizione della collettività una competenza maturata anche a livello internazionale: ha collaborato, tra l&#8217;altro, con Jack Lang, il celebre ministro della cultura francese, all&#8217;Unione dei Teatri Europei.<br />
Una riflessione e un dibattito su come rilanciare la creatività artistica e letteraria in Italia, anche con la promozione dei nuovi talenti. Attraverso l&#8217;impegno di una donna che ha messo in scena quindici testi di autori italiani contemporanei ed ha fondato il Festival &#8220;<strong>Divinamente Roma</strong>&#8220;, già esportato all&#8217;estero con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e il patrocinio dell&#8217;Unesco.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non mancate! Vi attendiamo con amicizia e simpatia</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>AutoriOnline / Gruppo Cultura Italia</strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10761&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Feventi-incontro-con-pamela-villoresi%2F&amp;linkname=Eventi%3A%20Incontro%20con%20Pamela%20Villoresi"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberolibro.it/eventi-incontro-con-pamela-villoresi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Edizioni XII presenta Raimondo Mirabile, Futurista di Graziano Versace</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/edizioni-xii-presenta-raimondo-mirabile-futurista-di-graziano-versace/</link>
		<comments>http://www.liberolibro.it/edizioni-xii-presenta-raimondo-mirabile-futurista-di-graziano-versace/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 06:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Novità letterarie]]></category>
		<category><![CDATA[Presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Prossimamente]]></category>
		<category><![CDATA[Autori Contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[collana Eclissi]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni XII]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Futurista]]></category>
		<category><![CDATA[Graziano Versace]]></category>
		<category><![CDATA[iNarratori 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Presentazione libro]]></category>
		<category><![CDATA[Raimondo Mirabile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/?p=10757</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> Edizioni XII annuncia l'uscita, per la <em>collana Eclissi</em>, del nuovo romanzo di <strong>Graziano Versace</strong>: <strong>Raimondo Mirabile, Futurista</strong>.
<strong>Dal 26 Marzo prossimo</strong> i lettori saranno catapultati nella Milano dei primi anni del secolo scorso, tra grandi fermenti artistici, misteriose società segrete, fenomeni paranormali e invasori alieni.
All’alba del ventesimo secolo, in una Milano assoggettata a una misteriosa società segreta, il destino dell’umanità dipende dalle scelte di un uomo. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Raimondo-Mirabile-Futurista.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10758" title="Raimondo Mirabile, Futurista" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Raimondo-Mirabile-Futurista.jpg" alt="Raimondo Mirabile, Futurista" width="150" height="214" /></a>Edizioni XII</strong> annuncia l&#8217;uscita, per la <em>collana Eclissi</em>, del nuovo romanzo di <strong>Graziano Versace</strong>: <strong>Raimondo Mirabile, Futurista</strong>.<br />
<strong>Dal 26 Marzo prossimo</strong> i lettori saranno catapultati nella Milano dei primi anni del secolo scorso, tra grandi fermenti artistici, misteriose società segrete, fenomeni paranormali e invasori alieni.</p>
<p style="text-align: center;">Una minaccia ALIENA.</p>
<p style="text-align: center;">Un delirio FUTURISTA di volontà e potenza.</p>
<p style="text-align: center;">Un’alchimia PARANORMALE.</p>
<p style="text-align: justify;">All’alba del ventesimo secolo, in una Milano assoggettata a una misteriosa società segreta, il destino dell’umanità dipende dalle scelte di un uomo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>E del suo maggiordomo</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto completato da una copertina in pieno stile futurista, opera, come sempre, degli artisti di Diramazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Graziano Versace</strong> è nato a Belmore (Australia) nel 1964.<br />
Ha pubblicato un libro di narrativa per la scuola dal titolo Biglie colorate. A settembre 2009 è uscito per San Paolo un suo romanzo: <em>Ladri di locandine</em>. Finalista due volte al Premio Urania, coltiva da sempre la passione per la Fantascienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Raimondo Mirabile, Futurista</strong></em> è il vincitore della sezione Fantascienza all&#8217;interno della selezione editoriale, promossa da <a href="http://xii-online.com/" target="_blank"><em>Edizioni XII</em></a>, <strong>iNarratori 2008</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni, la copertina e il booktrailer si veda la <a href="http://xii-online.com/graziano-versace-raimondo-mirabile-futurista" target="_blank"><em>scheda libro</em></a>.</p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10757&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fedizioni-xii-presenta-raimondo-mirabile-futurista-di-graziano-versace%2F&amp;linkname=Edizioni%20XII%20presenta%20Raimondo%20Mirabile%2C%20Futurista%20di%20Graziano%20Versace"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberolibro.it/edizioni-xii-presenta-raimondo-mirabile-futurista-di-graziano-versace/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Maurizio Salabelle – Il maestro Atomi</title>
		<link>http://www.liberolibro.it/maurizio-salabelle-il-maestro-atomi/</link>
		<comments>http://www.liberolibro.it/maurizio-salabelle-il-maestro-atomi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 13:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Autori Contemporanei]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Il maestro Atomi]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Salabelle]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[recensione libro Il maestro Atomi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.liberolibro.it/maurizio-salabelle-il-maestro-atomi/</guid>
		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chissà se è mai capitato a qualche studente italiano di fare una gita scolastica in Giappone, per di più in compagnia non del suo insegnante ma di un ispettore scolastico inviato dal ministero. Per poi trovarsi coinvolto in una serie di situazioni assurde, come maneggiare l’indecifrabile moneta locale il cui valore deve essere descritto attraverso smorfie complicate e faticosi sospiri. Oppure di imbattersi in un bizzarro supplente che si porta a scuola una pentola d’acciaio munita di una struttura metallica collegata alla presa di corrente per dimostrare come dal “<em>brodo primordiale dell’ammasso di molecole disordinate ad un certo punto venne fuori la vita</em>”.
Il passo narrativo di <strong>Maurizio Salabelle</strong>, scrittore prematuramente scomparso nel 2003, sembra sulle prime un po’ surreale, come la scuola che racconta, un istituto elementare con classi di 39 persone che cercano di arrivare in tempo in aula per non restare senza il posto. Eppure il suo andamento avvince perché è in grado di percorrere con vivida concretezza di fatti e personaggi un paesaggio sorprendente, tutt’altro che gratuito, nonostante o forse proprio in virtù della natura paradossale delle storie che racconta -com’è dei bravi scrittori. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="height: 208px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="369">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><a href="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Il-maestro-Atomi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10754" title="Il maestro Atomi" src="http://www.liberolibro.it/wp-content/uploads/Il-maestro-Atomi.jpg" alt="Il maestro Atomi" width="141" height="233" /></a></td>
<td valign="top" bgcolor="#eef0ef"><strong>Titolo: <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/maestro-atomi-salabelle-maurizio-casagrande/libro/9788877134394?a=361315" target="_blank">Il maestro Atomi</a><br />
Autore: Salabelle Maurizio<br />
Editore</strong>: Casagrande<br />
<strong>Collana</strong>: Scrittori<br />
<strong>Prezzo</strong>: € 16.00<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2004<br />
<strong>ISBN</strong>: 8877134399<br />
<strong>ISBN</strong>-13: 9788877134394<br />
<strong>Pagine</strong>: 236<br />
<strong>Reparto</strong>: Narrativa italiana</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>A cura di  Michele Lupo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chissà se è mai capitato a qualche studente italiano di fare una gita scolastica in Giappone, per di più in compagnia non del suo insegnante ma di un ispettore scolastico inviato dal ministero. Per poi trovarsi coinvolto in una serie di situazioni assurde, come maneggiare l’indecifrabile moneta locale il cui valore deve essere descritto attraverso smorfie complicate e faticosi sospiri. Oppure di imbattersi in un bizzarro supplente che si porta a scuola una pentola d’acciaio munita di una struttura metallica collegata alla presa di corrente per dimostrare come dal “<em>brodo primordiale dell’ammasso di molecole disordinate ad un certo punto venne fuori la vita</em>”.<br />
Il passo narrativo di <strong>Maurizio Salabelle</strong>, scrittore prematuramente scomparso nel 2003, sembra sulle prime un po’ surreale, come la scuola che racconta, un istituto elementare con classi di 39 persone che cercano di arrivare in tempo in aula per non restare senza il posto. Eppure il suo andamento avvince perché è in grado di percorrere con vivida concretezza di fatti e personaggi un paesaggio sorprendente, tutt’altro che gratuito, nonostante o forse proprio in virtù della natura paradossale delle storie che racconta -com’è dei bravi scrittori.<br />
<strong>Salabelle</strong> sembra andare oltre l’intuizione del carattere mai definitivo che si nasconde nel mondo della scuola, il suo negarsi sostanziale all’apparente tran tran che avvinghia i più in una morsa di noia o sfiducia o stanchezza. Anche chi vi lavora da molti anni sa che in una mattina qualunque può succedere qualcosa che non sarebbe potuta accadere da nessun’altra parte. Ne <strong>Il maestro Atomi</strong>, senza mai farne “<em>discorso</em>” ma sempre e solo dentro il dispiegarsi del racconto, non si tratta più di sorprese che interrompono la routine. La scuola viene reinventata totalmente, ricostruita come un affatturato e insieme ironico universo guardato attraverso gli occhi di un ragazzino, la voce narrante, davvero speciale.<br />
Il romanzo, edito da Comix nel 1997, poi rifabbricato per i tipi Casagrande qualche anno dopo, purtroppo non è facilmente reperibile. Salabelle nella sua breve vita pubblicò anche con Garzanti e Bollati Boringhieri ma era uno scrittore che non aspirava &#8211; suppongo &#8211; ai grandi numeri. Basti pensare ai protagonisti degli altri suoi libri: un “<em>alcolizzato da vocabolario</em>” (in Il mio unico amico), un “<em>assistente che non assiste</em>” (in  Un assitente inafidabile) e via di questo passo, per cinque romanzi scritti nell’arco di un decennio.<br />
La sua era una narrativa purissima, antiretorica, apparentemente in minore – sospesa a mio avviso fra Celati e Robert Walser &#8211; ma niente affatto dimessa, con una sua strana grazia che coniugava l’assurdo con una precisione descrittiva e soprattutto con una voce narrante molto divertente. In questo romanzo simulava la cadenza di un’oralità fintamente svagata ma di strabiliante esattezza. Un libro, fra i non pochi che nella narrativa italiana sono ambientati fra le pareti di un’aula scolastica, che resiste al tempo in virtù di una voce peculiare. Di lui scriveva <strong>Dario Voltolini</strong>: “<em>Della sua voce un po&#8217; sommessa che non riusciva ad alterarsi alzando i toni, ma solo e sempre deviando in direzioni poco prevedibili, ci rimane ora solo il versante scritto, quella che siamo soliti chiamare «voce narrativa», come se ciascun narratore ne avesse una per dotazione naturale. Invece solo pochi narratori hanno una voce propria e riconoscibile nella pagina scritta, una voce che identifichiamo in mezzo a qualunque folla, senza possibilità di errore. Maurizio era uno di questi</em>”.<br />
I sei capitoli che compongono <strong>Il maestro Atomi</strong> possono leggersi in qualsiasi ordine, dando vita a 720 combinazioni possibili. Ma al di là dell’apparente eserciziario postmoderno che sarebbe ormai privo d’interesse, e detto solo per non scoraggiare coloro che dovessero avere la fortuna di trovare il libro e dare un’occhiata alla quarta di copertina, possiamo piuttosto leggerlo come un insieme di racconti. Sono storie fra il comico e il fantastico, tutte dentro una scuola senza epoca inventata per rompere disinvoltamente con una tradizione narrativa, il racconto fra le mura di un’aula scolastica, troppo spesso incline al patetico e al vittimistico.<br />
La stravaganza che cifra il libro non è mai compiaciuta, o letteraria; è negli stessi personaggi: maestri curiosi, supplenti falotici, studenti buffi e allarmati eppure composti come piccoli Buster Keaton. La scuola insomma in questo libro disegna una specie di spazio onirico, tramato in un tessuto di situazioni fantasiose ma serrate nella loro logica alternativa &#8211; una specie di ragione parallela al mondo quotidiano, freddamente emozionata, curiosa, come forse agli insegnanti piacerebbe vedere nello sguardo dei loro studenti.<br />
Un libro, uno scrittore lontani dai volgarissimi spettacoli di oggi, che si tratti delle guerricciole per bande di scrittori televisivi, o delle fiction sciapi  innocue  scontatissime sulla scuola che solo tristissimi figuri di governo possono considerare pericolose per la democrazia (nella dizione corrente e imperitura, malfamata, di “<em>comunisti</em>”, va da sé).</p>
<p class="autor" style="text-align: justify;">di  <strong><a href="http://lupofarm@alice.it">Michele Lupo</a></strong></p>
<img src="http://www.liberolibro.it/?ak_action=api_record_view&id=10681&type=feed" alt="" /><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.liberolibro.it%2Fmaurizio-salabelle-il-maestro-atomi%2F&amp;linkname=Maurizio%20Salabelle%20%26%238211%3B%20Il%20maestro%20Atomi"><img src="http://www.liberolibro.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.liberolibro.it/maurizio-salabelle-il-maestro-atomi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
