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	<title>Osvaldo Licini - Website dedicato ad Osvaldo Licini ed alla sua arte</title>
	
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	<description>Website dedicato al pittore Osvaldo Licini ed alla sua arte</description>
	<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 08:49:48 +0000</pubDate>
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		<title>Omaggio a Osvaldo Licini - Macerata - 14 febbraio 2009</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 08:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[San Valentino è la festa dell’amore e, come ogni anno, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali vuole regalare a tutti una giornata all’insegna dell’arte e della cultura. Lo slogan Innamorati dell’Arte è un invito a visitare e conoscere il patrimonio artistico italiano insieme alle persone amate, per condividere le emozioni e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px; float: right;" src="http://farm4.static.flickr.com/3367/3275627517_1ef5e4cb60_m.jpg" alt="arte Marche" /><strong>San Valentino</strong> è la festa dell’amore e, come ogni anno, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali vuole regalare a tutti una giornata all’insegna dell’arte e della cultura. Lo slogan <strong>Innamorati dell’Arte</strong> è un invito a visitare e conoscere il patrimonio artistico italiano insieme alle persone amate, per condividere le emozioni e la gioia che l’arte suscita in chi vi si accosta.</p>
<p>Il <strong>14 febbraio</strong>, in tutti i musei, monumenti e siti archeologici statali, basterà presentarsi in due per accedere pagando un solo ingresso.</p>
<p>L’evento rientra nell’ambito delle iniziative volte ad avvicinare sempre più i cittadini all’immenso Patrimonio culturale di cui il nostro Paese è custode. Tante le mostre, gli incontri e le visite guidate, incentrate sul tema dell’Amore, che per l’occasione saranno organizzate in tutta Italia.</p>
<p><strong>Da segnalare nelle Marche</strong></p>
<ul>
<li><strong>Pozioni d’amore al Museo</strong></li>
</ul>
<p>Il <strong>Museo Tattile Statale Omero</strong> di <strong>Ancona</strong> organizza un percorso e un laboratorio dedicato a riscoprire il culto di San Valentino e le sue secolari tradizioni: il vicolo del bacio e le tradizionali pozioni a base di arance capaci di far innamorare. Un modo per parlare attraverso l’arte - musica, scultura, dipinti e disegni a rilievo - di un sentimento come l’Amore che porta due corpi a cercarsi, sfiorasi, abbracciarsi e baciarsi. (Info: 071-2811935 - www.museoomero.it - <a title="arte Ancona" href="http://maps.google.com/maps/ms?msa=0&amp;msid=108759545462742645546.00044fd941f1e0c46aa14&amp;ie=UTF8&amp;z=17">map</a>)</p>
<ul>
<li><strong>Omaggio a Osvaldo Licini</strong></li>
</ul>
<p>In occasione della Giornata di San Valentino è stata organizzata la manifestazione:&#8221;<strong>Omaggio a Osvaldo Licini</strong>&#8221; che comprenderà la mostra:&#8221;<strong>Quindici giorni con i tuoi angeli</strong>&#8221; dell’artista maceratese <strong>Silvio Craia</strong>, letture degli scritti di <strong>Licini</strong> a cura di <strong>Rodolfo Craia</strong> e musiche di <strong>Vittorio Craia</strong>. Interverranno: <strong>Daniela Simoni</strong>, Direttrice del <a class = 'linkit' href='http://www.centrostudiosvaldolicini.org' rel='external ' title='Promuove ed attua ricerche, studi, convegni, seminari, lezioni, pubblicazioni ed altre iniziative culturali, anche per conto terzi, tendenti a favorire la conoscenza e la valorizzazione dell'opera di Osvaldo Licini e dell'arte contemporanea.'>Centro Studi Osvaldo Licini</a> di <strong>Monte Vidon Corrado</strong> e lo storico locale <strong>Elvio Hermas Ercoli</strong>.</p>
<p>(Info: 0733.232965 - Biblioteca Statale di Macerata - <a title="arte Macerata" href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=via+Giuseppe+Garibaldi,+Macerata&amp;sll=43.300977,13.448388&amp;sspn=0.008807,0.022745&amp;ie=UTF8&amp;z=16&amp;iwloc=addr">map</a>)</p>
<p>[Fonte: <a title="eventi Marche" href="http://www.laprimaweb.it" target="_blank">La Prima Web</a>]</p>
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		<title>Nostro Lunedì</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 14:31:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Acruto Vitali]]></category>

		<category><![CDATA[Francesco Scarabicchi]]></category>

		<category><![CDATA[Nostro Lunedì]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 17 dicembre 2008 alle ore 17.00 al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona è stato presentato l&#8217;ultimo numero del semestrale di scritture, immagini e voci &#8220;Il nostro lunedì&#8220;.
La pubblicazione, curata e ideata da Francesco Scarabicchi e progettata graficamente dallo studio Lirici Greci Comunicazione, è dedicata al tema plurale dei luoghi delle Marche.
In apertura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px; float: right;" src="http://www.mediateca.marche.it/news/Locandina_Nostro_lunedi.jpg" alt="semestrale Ancona" width="271" height="218" />Mercoledì 17 dicembre 2008 alle ore 17.00 al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona è stato presentato l&#8217;ultimo numero del semestrale di scritture, immagini e voci &#8220;<strong>Il nostro lunedì</strong>&#8220;.</p>
<p>La pubblicazione, curata e ideata da <strong>Francesco Scarabicchi</strong> e progettata graficamente dallo studio Lirici Greci Comunicazione, è dedicata al tema plurale dei luoghi delle Marche.</p>
<p>In apertura la poesia di Acruto Vitali &#8220;<strong>La forma della sera</strong>&#8221; è accompagnata da un&#8217;opera di <strong>Osvaldo Licini</strong>.</p>
<p>Un numero dall’importanza speciale poiché rappresenta l’occasione per stimolare una riflessione sullo “stato” dell’<strong>intellettualità contemporanea delle Marche</strong>, dando voce alle tante personalità dell’arte, della letteratura, della poesia e della musica con l’intento di comunicare al pubblico il senso pieno della grande ricchezza culturale di questo territorio. Una ricchezza testimonianza proprio dal valore di alcuni dei contributi letterari da parte di <strong>Luigi Bartolini</strong>, <strong>Franco Scataglini</strong>, <strong>Acruto Vitali</strong>, <strong>Michele Provinciali</strong>, <strong>Massimo Dolcini</strong> o dal livello delle indagini fotografiche sulla vita di <strong>Federico Fellini</strong>, di <strong>Valeria Moriconi</strong> e di <strong>Mario Giacomelli</strong> che insieme all’apporto di altri protagonisti del fermento culturale della regione, contribuiscono a dare valore a questa decima edizione della rivista.</p>
<p>Nella visione dei suoi ideatori infatti il progetto editoriale di <strong>Nostro lunedì</strong> vuol’essere l’occasione per coniugare tra loro le diverse formule di espressione artistica con un abito grafico elegante ed armonioso. La rivista si avvale perciò di una rosa di collaboratori di altissimo livello nei diversi ambiti dell’arte e della letteratura, e si caratterizza per un taglio obliquo e del tutto inedito, di sguardi sulle molteplici realtà affrontate, con uno stile unico che privilegia e valorizza i testi, le immagini fotografiche e artistiche e le voci delle varie personalità della cultura.</p>
<p>Link: <a title="Osvaldo Licini" href="http://www.mediateca.marche.it/news/notro_luned%C3%AC.htm" target="_blank">Nostro Lunedì</a></p>
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		<title>Allo specchio. Il Novecento - Ancona - dal 18 dicembre 2008 al 15 marzo 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 13:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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Una mostra come un racconto. La trama, come in un arazzo o in un tappeto persiano, è intessuta nel dipinto di Cagnaccio di San Pietro, al cui titolo fa riferimento tutta la mostra: Allo specchio.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px; float: right;" src="http://www.laprimaweb.it/immagini/Licini.jpg" alt="mostra arte Ancona" /></p>
<p>Una mostra come un racconto. La trama, come in un arazzo o in un tappeto persiano, è intessuta nel dipinto di Cagnaccio di San Pietro, al cui titolo fa riferimento tutta la mostra: <strong>Allo specchio</strong>.</p>
<p>Una rassegna che permette di ammirare artisti tra i maggiori del Novecento che, raramente trovano spazio idoneo alla riflessione e  al confronto, come invece accade tra le mure vanvitelliane della <strong>Mole di Ancona</strong>. La mostra prende le mosse da quella inquietudine di un Tempo sospeso che si percepisce come nota dominante nel quadro di <strong>Cagnaccio</strong> e che si ritrova espresso come in un’eco nelle figure solitarie di <strong>Cesare Maggi</strong>, Il montanaro o di <strong>Guido Trentini</strong>, La pianta rossa, oppure nei paesaggi di <strong>Paresce</strong>, di <strong>Morandi</strong> e di <strong>Rossi</strong>, nella mestizia dell’ora del Vespro di <strong>Vincenzo De Stefani</strong>, nell’impossibile dialogo delle figure metafisiche di <strong>Savinio</strong>, di <strong>Campigli</strong> e di <strong>Chia</strong>.</p>
<p>Dalle pieghe del panneggio bianco, dove si annida la firma dell’artista e la data del 1927 e dalla modella Presa alle spalle da Cagnaccio discende un percorso dello sguardo su alcune delle sculture più rappresentative della collezione della Fondazione Cariverona e della Fondazione Domus per l’arte moderna e contemporanea come La donna che nuota sott’acqua di <strong>Arturo Martini</strong>, presenti nella mostra solo grazie a questo prezioso dettaglio che l’obiettivo fotografico ha saputo sapientemente ritagliare.</p>
<p>Il manicure alla moda, la punta dell’orecchino ci avvicinano al centro narrativo del quadro di Cagnaccio, a quello specchio trattenuto al muro da graffe acuminate. Dalla massa ancora scomposta dei capelli, dalle punte crudeli si avverte il senso del Dipanare della storia e allora il visitatore può attraversare in piena consapevolezza il Concetto spaziale di <strong>Fontana</strong>, Varsavia di <strong>Vedova </strong>e i grovigli di segni eleganti di <strong>Giovanni Meloni</strong>.  Il pacato disporsi dei piccoli contenitori sul piano della toletta invita all’ascolto del Silenzio degli oggetti nelle nature morte di <strong>Casorati</strong>, di <strong>Morandi</strong>, di <strong>Tadini</strong> e di <strong>Severini</strong>.</p>
<p>Allo sguardo non resta che inoltrarsi dentro lo specchio che racchiude il gesto rivelatore della modella: l’astuccio del rossetto sulle labbra. Rossi legami sono al centro di S’avvicina il temporale di <strong>Francesco Danieli</strong>, in Alberi e siepe a Villa Borghese di <strong>Balla</strong>, esplodono nell’Incendio alle Cinque Terre di <strong>Birolli</strong>, veleggiano nell’aquilone di <strong>Licini</strong>, dilagano nella fucilazione di <strong>Guttuso</strong> e nella Scheggia di <strong>Basaldella</strong>.</p>
<p>La vera immagine è contenuta nello specchio, costituisce il centro narrativo scelto da Cagnaccio, dunque rappresentare riflessi è il segno di una raggiunta sapienza pittorica, quasi di un virtuosismo come nella pittura di <strong>Orazio Pigato</strong> con le sue Case sull’Adige a Santo Stefano, in <strong>Antonio Donghi</strong> fermo a ritrarre i giochi della luce sulle sponde del fiume che bagna Castelfranco Veneto e ancora in <strong>Aurelio Tiratelli</strong> e in <strong>Rubens Santoro</strong>. Ferma sulla soglia la modella di Cagnaccio guarda nello specchio come alla finestra.</p>
<p><strong>Augusto Manzini</strong> pone sul davanzale delle sue finestre il vaso di fiori, metafora della presenza femminile. La pittura, l’arte figurativa è racchiusa nello sguardo. Quando l’artista si pone alle spalle del soggetto interpreta uno sguardo di cui è impossibile controllare la traiettoria, rendendo così palese il desiderio mai appagato di comprendere il visibile. La donna alla finestra è dunque metafora dell’artista che invano insegue la possibilità di catturare tutto il visibile nell’opera.</p>
<p>Oltre la soglia, fra gli altri, lo sguardo febbricitante dei ritratti di <strong>Boccioni</strong> e quello vuoto del gesso di Accademia di <strong>Guido Trentini</strong>. Cagnaccio con la sua opera sembra suggerire la certezza illusoria dell’immagine allo specchio e lo fa restituendo quella realtà a frammenti e in via di decomposizione che prende forma ai margini. L’immagine si moltiplica nel Paesaggio anemico di <strong>Schifano</strong>, si frantuma nell’Hommage à Yves Klein di <strong>Arman</strong>, si disfa in mestizia in La canzone del Piave di <strong>Ettore Berardini</strong>. La signora allo specchio offre il suo sguardo al visitatore poco prima di entrare in scena nel gran teatro di <strong>Orfeo Tamburi</strong> ( che intendeva raccontare a mosaico per l’E 42 la storia del teatro) e di cui  sono rimasti i bozzetti monumentali sui quali, come su un fondale,  prendono vita storie di danza e d’amore.</p>
<p>Nei pezzi di ogni collezione è racchiusa una storia, una vicenda che parla di passione per il bello, questa della Fondazione Cariverona documenta più di un aspetto della ricerca dell’arte italiana del Novecento, nella sua qualità più alta. È dallo spessore dell’opera che nascono come da una tela orditi e trame di percorsi narrativi e interpretazioni critiche.</p>
<p>La collezione continuamente viene arricchita per l’alacre impegno di chi a questa è preposto, come  dimostrano gli artisti in mostra: Afro (Basaldella), Arman, Roberto Marcello Baldessari, Giacomo Balla, Ettore Beraldini, Renato Birolli, Umberto Boccioni, Cagnaccio di San Pietro, Massimo Campigli, Felice Casorati, Mario Ceroli, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Francesco Danieli, Vincenzo De Stefani, Antonio Donghi, Lucio Fontana, Renato Guttuso, Osvaldo Licini, Cesare Maggi, Augusto Manzini, Arturo Martini, Giovanni Battista Meloni, Francesco Menzio, Umberto Moggioli, Giorgio Morandi, Michael Nobel, Renato Paresce, Orazio Pigato, Gino Rossi, Rubens Santoro, Alfredo Savini, Alberto Savinio, Mario Schifano, Pio Semeghini, Gino Severini, Emilio Tadini, Orfeo Tamburi, Tancredi (Parmeggiani), Aurelio Tiratelli, Guido Trentini, Giulio Enrico Trois, Emilio Vedova.</p>
<p>Rassegna a cura di Gino Castiglioni;  Comitato Scientifico: Gino Castiglioni, Silvia Cuppini, Alessandro Delpriori e Paola Marini; percorso espositivo: Silvia Cuppini; progetto d’allestimento: Roberto Bua, Joan Martos, Alice De Vecchi; catalogo curato dallo stesso Castiglioni: 24 ORE Motta Cultura;  Promossa dal Comune di Ancona, dalla Fondazione Cariverona e dalla Fondazione Domus per l’arte moderna e contemporanea. Organizzata dalla Fondazione Cariverona, dal Fondo Mole Vanvitelliana  e dall’Assessorato alla Cultura di Ancona.</p>
<p><strong>ALLO SPECCHIO. IL NOVECENTO</strong><br />
nelle collezioni della Fondazione Cariverona e della Fondazione Domus</p>
<p>Ancona, Mole Vanvitelliana, Banchina da Chio - 19 dicembre 2008 - 15 marzo 2009</p>
<p>Inaugurazione: 18 dicembre ore 17.00</p>
<p>Orario: dal martedì al venerdì 15.30/19.00 - sabato e festivi 10.00/13.00 – 15.30/19.00</p>
<p>Ingresso: biglietto intero € 5.00 - ridotto € 3.00 – scuole e gruppi € 2.00</p>
<p>info e prenotazioni: biglietteria 071 2225031 - visite guidate e didattica 071 2225037 – Assessorato alla Cultura  071 2225019<br />
_____</p>
<p>Didascalia foto:</p>
<p>Osvaldo Licini<br />
(Monte Vidon Corrado, Ascoli Piceno, 1894-1958)<br />
Studio<br />
Olio, tempera e collage su carta applicata su tela, 22,5 x 28,5 cm<br />
Fondazione Domus</p>
<p>[Fonte: <a title="Eventi Marche" href="http://www.laprimaweb.it">La Prima Web</a>]</p>
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		<title>Il paese di Osvaldo - Monte Vidon Corrado (FM) - 21 dicembre 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 13:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Domenica 21 dicembre 2008 presso il Teatro Comunale di Monte Vidon Corrado, presentazione in anteprima assoluta, del documentario &#8220;Il paese di Osvaldo&#8220;, dvd che raccoglie testimonianze di quanti hanno conosciuto l&#8217;artista Osvaldo Licini, realizzato da Diego Marzoni in collaborazione con Lara Pistolesi.
Si tratta di un lungometraggio di taglio documentaristico, con interviste alla gente di Monte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px; float: right;" src="http://farm4.static.flickr.com/3074/3117018225_eace7b471c_m.jpg" alt="evento Monte Vidon Corrado" />Domenica 21 dicembre 2008 presso il Teatro Comunale di <strong>Monte Vidon Corrado</strong>, presentazione in anteprima assoluta, del documentario &#8220;<strong>Il paese di Osvaldo</strong>&#8220;, dvd che raccoglie testimonianze di quanti hanno conosciuto l&#8217;artista <strong>Osvaldo Licini</strong>, realizzato da <strong>Diego Marzoni</strong> in collaborazione con <strong>Lara Pistolesi</strong>.</p>
<p>Si tratta di un lungometraggio di taglio documentaristico, con interviste alla gente di <strong>Monte Vidon Corrado</strong>. Racconti, ricordi, aneddoti emozioni sul pittore <strong>Osvaldo Licini</strong>, che nell&#8217;immediato dopoguerra, fu sindaco per dieci anni di <strong>Monte Vidon Corrado</strong>. Un lavoro realizzato in occasione dei cinquant&#8217;anni dalla morte di <strong>Osvaldo Licini</strong>.</p>
<p>Ne <strong>Il paese di Osvaldo</strong>, si ricostruisce il <strong>Licini</strong> dal volto umano, quello lontano dal dibattito culturale, ma innamorato della gente più umile, dei contadini e delle donne che intrecciano la paglia; si racconta del suo essere schivo, della sua irruente esuberanza, del suo essere comunista atipico, del suo rispetto per Cristo, del suo essere sempre alla ricerca di &#8220;<em>una certezza dove poter gettare tutte le forze&#8230;sperando d&#8217;incontrarla un giorno</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;ingresso è libero</p>
<p>21 dicembre 2008 ore 16:30<br />
Teatro Comunale<br />
Monte Vidon Corrado (FM)<br />
<strong><br />
Il paese di Osvaldo</strong><em><br />
raccolta di testimonianze sull&#8217;artista</em><br />
a cura di Diego Marzoni in collaborazione con Lara Pistolesi</p>
<p>[Fonte: <a href="http://www.laprimaweb.it" title="eventi Marche">La Prima Web</a>]</p>
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		<title>Licini a Parigi</title>
		<link>http://www.osvaldolicini.net/?p=157</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 17:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo 77 anni Osvaldo Licini è tornato a Parigi, città che lo accolse e che fu lo scenario delle più importanti frequentazioni che segnarono il suo percorso artistico.
Vi è tornato grazie ad una serata a lui interamente dedicata e che Regione Marche, SVIM, Provincia di Ascoli Piceno e Piceno Promozione hanno voluto organizzare nella sede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" src="http://www.provincia.ap.it/newimg/6645b.jpg" alt="Osvaldo Licini a parigi" width="234" height="175" />Dopo 77 anni <strong>Osvaldo Licini</strong> è tornato a <strong>Parigi</strong>, città che lo accolse e che fu lo scenario delle più importanti frequentazioni che segnarono il suo percorso artistico.</p>
<p>Vi è tornato grazie ad una serata a lui interamente dedicata e che <strong>Regione Marche</strong>, <strong>SVIM</strong>, <strong>Provincia di Ascoli Piceno</strong> e <em>Piceno Promozione</em> hanno voluto organizzare nella sede parigina dell’<strong>ENIT</strong> (Ente nazionale Italiano per il Turismo) con l’evidente scopo di abbinare la grande fama di cui tutt’oggi gode l’artista piceno alla promozione del territorio marchigiano e, in particolare, dell’area che a Licini diede i natali.</p>
<p>“<strong>Testimonial</strong>” d’eccezione alcuni dei lavori più famosi di <strong>Osvaldo Licini</strong> (Angelo Ribelle su fondo rosso, Amalassunta su fondo blu, Ritratto femminile, Servigliano, Olandese Volante su fondo grigio) appositamente fatti arrivare nella capitale francese dalla Galleria d’Arte Contemporanea di Ascoli Piceno.</p>
<p>Obiettivo pienamente centrato, se si considera il grande numero di giornalisti, oltre 150, in rappresentanza delle maggiori testate del Paese transalpino, che hanno chiesto di accreditarsi per l’evento, fatto che, a detta degli stessi responsabili dell’ENIT in Francia, ha ben pochi precedenti.</p>
<p>In apertura di serata, tre studiose e storiche dell’arte, nonché grandi appassionate dell’<strong>opera liciniana</strong>, hanno illustrato in modo accattivante la grandezza e, soprattutto, l’attualità dell’arte del grande maestro.</p>
<p>Gli interventi di <strong>Elena Pontiggia</strong> (dell’Accademia delle Belle Arti di Brera), <strong>Patricia Nitti</strong> (già direttrice della sezione rinascimentale del museo del Luxembourg), <strong>Marina Ferretti Bocquillon</strong> (curatrice di importanti mostre parigine) hanno letteralmente affascinato l’uditorio.</p>
<p>Il programma della serata si è poi sviluppato con una performance artistica multimediale in cui alcuni giovani artisti del Piceno si sono esibiti in canti e reading ispirati alla poetica dell’artista con l’obiettivo di evocare atmosfere liriche e paesaggistiche: il canto come tributo alla canzone d’autore francese di <strong>Leo Ferré</strong> (era presente Manuela, figlia del grande chansonnier) e la recitazione di testi liciniani hanno “<em>dipinto</em>” i paesaggi collinari piceni in un breve ma intenso viaggio con la voce del basso lirico <strong>Alessandro Spina</strong> e le note del pianista <strong>Alessandro Olori</strong>.</p>
<p>Il ringraziamento per l’attenzione manifestata dai media francesi per l’evento e l’invito alla stampa presente a venire nelle Marche e nel Piceno per costatare di persona il fascino dei luoghi e dei paesaggi descritti da <strong>Licini</strong> è venuto dai saluti portati dall’Assessore regionale alla Cultura <em>Vittoriano Solazzi</em>, dal Presidente della provincia <em>Massimo Rossi</em> (che guidava la delegazione dell’Amministrazione composta anche dall’Assessore alla Cultura <em>Olimpia Gobbi</em> e dal dirigente del Sevizio Cultura dell’Ente <em>Roberto Giovannozzi</em>), dal Presidente della SVIM <em>Roberto Tontini</em> e da <em>Algeo Marcozzi</em>, Presidente di Piceno Promozione, Azienda speciale della Camera di Commercio di Ascoli.</p>
<p>A loro anche il compito di assegnare riconoscimenti alle tre docenti, al prof. <strong>Stefano Papetti</strong> e alla prof.ssa <strong>Enrica Torelli Landini</strong> (anche loro curatori della mostra su Licini appena conclusasi nel Piceno), a <strong>Manuela Ferrè</strong> e ad un altro illustre piceno, <strong>Gabriele Pezzini</strong>, primo designer della Maison Hermes di Parigi. Ha concluso degnamente la serata la degustazione enogastronomica a base di tipicità curata dalla “Creaeventi” di Paride Vagnoni, ovviamente molto apprezzata dai giornalisti presenti.</p>
<p>Il progetto non si conclude con l’evento di Parigi: una delegazione di giornalisti francesi sarà infatti presente nel Piceno nei primi di dicembre, in occasione di una visita organizzata dalla SVIM, per promuovere il territorio in un ambito internazionale di grande prestigio.</p>
<p>[Fonte: Piceno News]</p>
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