<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1"?><rss version="2.0"><channel><title>News dalle isole Eolie</title><description>Notizie da Lipari e dalle isole Eolie in tempo reale</description><link>http://www.lipari.biz</link><language>it-IT</language><image><url>http://www.lipari.biz/images/logobiz.jpg</url><title>Notizie da Lipari e dalle isole Eolie</title><link>http://www.lipari.biz</link></image><item>
<title><![CDATA[Il lutto straziante per il comandante Gaetano D'Ambra]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/dambra.jpg" width="100" alt="Il lutto straziante per il comandante Gaetano D'Ambra" /><br /><p>
	A Lipari e nelle altre isole dell&amp;#39;arcipelago delle Eolie lo conoscevano in tanti. <strong>Gaetano D&amp;#39;Ambra, 27 anni, morto nella tragedia della &amp;#39;Sansovino&amp;#39; al porto di Messina, si era diplomato all&amp;rsquo;Istituto Nautico &amp;#39;Caio Duilio&amp;#39;</strong>: il suo lavoro era sui mezzi della ex flotta Siremar. Il 28 giugno del 2014 si era sposato con Emanuela nella chiesa di &amp;#39;Quattropani&amp;#39;. Le Eolie piangono Gaetano. <strong>Il sindaco di Lipari, Marco Giorgianni, ha indetto tre giorni di lutto cittadino. </strong></p>
<p>
	Un lutto cos&amp;igrave; esteso anche per ricordare gli altri due morti, non eoliani, Cristian Micalizzi e Santo Parisi, in quanto lavoratori sui mezzi che collegano la terraferma alle Eolie.</p>
<p>
	L&amp;#39;ennesima morte bianche che induce a riflettere sulle misure di sicurezza e sul concetto stesso di &amp;quot;lavoro&amp;quot;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28979]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 04 dic 2016 19:12:39 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alicudi: il futuro dal volto umano!]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/robotposte.jpg" width="100" alt="Alicudi: il futuro dal volto umano!" /><br /><p>
	&amp;Egrave; stato girato anche ad <strong>Alicudi lo spot delle Poste Italiane </strong>che sta andando in onda da pochi giorni in tutti i canali televisivi. &amp;Egrave; sulla pi&amp;ugrave; piccola isola eoliana, infatti, che il robotino protagonista comincia a comprendere il significato del termine &amp;ldquo;umanit&amp;agrave;&amp;rdquo;. Le riprese sono iniziate all&amp;rsquo;inizio del settembre scorso.</p>
<p>
	<strong>Nel filmato pubblicitario vediamo questo robot dalla testa bianca a palla, che &amp;egrave; attratto dal lato tecnologico di Poste Italiane, ma al contempo il robottino fatica a comprendere e ne invidia l&amp;#39;umanit&amp;agrave; della figura del postino, che sull&amp;rsquo;isola ricopre veramente il ruolo di un amico fraterno, un confidente disponibile di cui potersi fidare</strong>. Niente di pi&amp;ugrave; vicino alla realt&amp;agrave;, perch&amp;eacute; nell&amp;#39;isola &amp;egrave; in funzione un ufficio territoriale delle Poste affidato alla responsabilit&amp;agrave; di Marina Arena che si avvale della preziosa opera del portalettere Fulvio Biviano. Entrambi giungono da Lipari e sull&amp;#39;isola sono diventati una specie d&amp;#39;istituzione come il Sindaco e i Carabinieri.</p>
<p>
	<strong>L&amp;#39;ufficio postale di Alicudi &amp;egrave; piccolo ma pienamente operativo</strong>. &amp;quot;Offriamo tutti i servizi che d&amp;agrave; la posta, dal pacco free alla sim, al Postepay. Per il prodotto che non posso offrire, come pu&amp;ograve; essere un assicurazione o qualche prestito, in questo caso cerco di far venire un collega sull&amp;#39;isola, oppure creo l&amp;#39;appuntamento su Lipari&amp;quot; spiega Marina Arena.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29017]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 08 gen 2017 16:28:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Lipari Babbo Natale fa bagno in mare]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/babbonatalelipari.jpg" width="100" alt="A Lipari Babbo Natale fa bagno in mare" /><br /><p>
	Dopo aver fatto ingresso in porto su una piccola barca in legno, <strong>il Babbo Natale di Lipari, si &amp;egrave; tuffato in acqua, complice la belle giornata. </strong></p>
<p>
	Ad attenderlo sul molo di Marina Corta - davanti alla chiesetta delle Anime del purgatorio, appena restaurata grazie ai fondi raccolti dall&amp;#39;associazione <strong>Cosma e Damiano</strong> guidata da Mimmo Ziino e giunti dagli eoliani sparsi nel mondo - numerosi bambini insieme ai loro genitori.</p>
<p>
	(Ansa)<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29016]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 08 gen 2017 16:25:59 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Capodanno sulla cima dello Stromboli]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/stromboli.jpg" width="100" alt="Capodanno sulla cima dello Stromboli" /><br /><p>
	Anche quest&amp;#39;anno una ventina di turisti festeggeranno l&amp;#39;arrivo del nuovo anno sulla cima del vulcano Stromboli alle Eolie.<br />
	Accompagnati dalla guida <strong>Mario Zaia</strong> la scalata prender&amp;agrave; il via intorno alle 16.30.<br />
	<br />
	<strong>E dopo circa tre ore di camminata in fila indiana lungo il percorso, allo scoccare della mezzanotte il gruppo composto oltre che da vacanzieri italiani, tedeschi, francesi ed inglesi, saluter&amp;agrave; l&amp;#39;arrivo del 2017 a quota 962 metri sul livello del mare, con champagne e naturalmente si spera che si faccia sentire anche lo Stromboli con il suo &amp;laquo;caratteristico botto di fine anno&amp;raquo;.</strong><br />
	&amp;laquo;L&amp;#39;evento&amp;raquo; si registra ormai da decenni ed alle Eolie &amp;egrave; divenuto un appuntamento tradizionale. Quest&amp;#39;anno grazie anche al sole di questi ultimi giorni, sono state numerose le carovane di turisti che hanno raggiunto Stromboli e scalato il cratere.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29015]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 08 gen 2017 16:23:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Curiosit� da Strombolicchio]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolicchionatale.jpg" width="100" alt="Curiosit� da Strombolicchio" /><br /><p>
	A guardare bene si scorge una testa a forma di coniglietto! <strong>Strombolicchio &amp;egrave; un piccolo isolotto di origine vulcanica. Con i suoi 3000 metri quadri rappresenta il punto pi&amp;ugrave; settentrionale della Sicilia.</strong><br />
	L&amp;rsquo;intera isola &amp;egrave; caratterizzata da scogliere molto ripide che scendono a picco verso il mare. Oltre alla sua peculiare conformazione, l&amp;rsquo;assenza d&amp;rsquo;acqua potabile e di un terreno coltivabile la rendono totalmente inadatta ad essere abitata.<br />
	<strong>Dal 1926 &amp;egrave; ufficialmente sede di un faro alimentato ad energia solare e attivato nel 1938. Se nei primi anni la sua attivit&amp;agrave; veniva interamente comandata da un farista, oggi &amp;egrave; interamente automatizzato e gestito dalla Marina Militare Italiana.</strong><br />
	<br />
	Le origini antiche di questo vulcano appartengono alla prima fase geologica del complesso vulcanico di Stromboli e risalgono a circa 200.000 anni fa, quando il magma trov&amp;ograve; nuove strade per affiorare in superficie attraverso la crosta terrestre e lo fece spostando leggermente il sito delle eruzioni e, successivamente, interrompendo l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; vulcanica dello Stromboli.<br />
	<strong>Oltre alla versione ufficiale, la formazione dello Strombolicchio &amp;egrave; intrisa di leggende popolari, tra cui quella che lo vorrebbe nato dal tappo del vulcano, scagliato in mezzo al mare nel corso di una violentissima eruzione.</strong><br />
	<br />
	L&amp;rsquo;altro interesse naturalistico rivolto alla flora e alla fauna dell&amp;rsquo;isolotto, ha permesso a Strombolicchio di ottenere il titolo di riserva naturale integrale. Tuttavia, resta ancora frequente l&amp;rsquo;afflusso di turisti e curiosi, nonostante lo sbarco sia consentito solo per scopi puramente scientifici. <strong>Le sue pendici ospitano esemplari a rischio d&amp;rsquo;estinzione come la granata rupicola presente in poche centinaia di esemplari anche su Capri, mentre per la fauna sono da citare la lucertola delle Eolie e il falco della regina.</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29014]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 08 gen 2017 16:22:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Tesori dal passato: il museo archeologico Luigi Bernab�		2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/museo2(1).jpg" width="100" alt="Tesori dal passato: il museo archeologico Luigi Bernab�		2� Parte" /><br /><p>
	Il museo, che conserva ritrovamenti archeologici dall&amp;#39;epoca neolitica a quella del bronzo, fino al periodo greco e romano, negli ultimi anni &amp;egrave; stato ampliato con una sezione dedicata all&amp;#39;archeologia sottomarina ed una sezione vulcanologica.</p>
<p>
	<strong>Il Museo Archeologico Eoliano, nasce a Lipari nel 1954 grazie al lavoro di Luigi Bernab&amp;ograve; Brea e Madeleine Cavalier, due studiosi nell&amp;#39;Arcipelago Eoliano, che hanno condotto una serie di scrupolosi scavi archeologici sin dagli anni 40 ai nostri giorni. </strong>Il Museo Eoliano oggi occupa diversi edifici, siti nel Castello di Lipari, dove si possono ammirare i reperti provenienti dai suddetti scavi.</p>
<p>
	L&amp;#39;esposizione dei reperti, pur nel rigore scientifico, &amp;eacute; fondata su criteri di chiarezza illustrativa che rendono la visita proficua e gradita anche ai non specialisti. I testi esplicativi che accompagnano l&amp;#39;esposizione sono a due livelli: didascalie rosse in italiano ed inglese con le informazioni essenziali per una visita rapida ma &amp;quot;consapevole&amp;quot; e testi pi&amp;ugrave; diffusi e dettagliati, a caratteri di colore nero, dei quali &amp;eacute; in preparazione la traduzione in lingua inglese. <strong>Nelle varie sezioni il pubblico pu&amp;ograve; consultare postazioni informatiche con testi interattivi corredati da una serie di informazioni e di spunti di approfondimento, sulle emergenze archeologiche e monumentali del Castello e sui complessi esposti nel Museo.</strong></p>
<p>
	In una saletta dell&amp;#39;edificio che ospitava l&amp;#39;ex infermeria del campo di confino fascista, sono esposti fossili provenienti da Lipari e da altre isole, testimonianze risalenti al Quaternario che ci illumina sulla morfologia e le forme di vita vegetale ed animale esistenti in periodo antecedente al primo insediamento umano. <strong>Vi sono anche i resti del pi&amp;ugrave; antico &amp;quot;visitatore&amp;quot; dell&amp;#39;Arcipelago oggi noto: un frammento dello scudo di una tartaruga terrestre giunta dalla &amp;quot;terra ferma&amp;quot; </strong>presumibilmente su un tronco o un ramo galleggiante inglobato nelle piroclastiti di Valle Pera a Lipari, databile fra 127.000 e 92.000 anni fa.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29013]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 08 gen 2017 16:16:39 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ Tesori dal passato: il museo archeologico Luigi Bernab�		1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/museo1(2).jpg" width="100" alt=" Tesori dal passato: il museo archeologico Luigi Bernab�		1� Parte" /><br /><p>
	<strong>Il Museo Archeologico Eoliano si trova dentro le mura del Castello di Lipari: l&amp;#39;acropoli.</strong><br />
	Un percorso particolarmente suggestivo, per accedere alla cittadella, &amp;egrave; sicuramente quello con partenza da Piazza Mazzini, lato sud. <strong>Si passa infatti dalla porta pi&amp;ugrave; antica del Castello e attraverso una torre normanna. Oltrepassando il passaggio sostenuto da arcate ogivali,</strong> &amp;egrave; possibile ammirare: la chiesa di S. Caterina, chiusa al culto; l&amp;#39;abside della chiesa cinquecentesca dell&amp;#39;Addolorata, con ricchi altari lignei, stucchi dorati in stile barocco ed una tela del &amp;#39;600 raffigurante la crocifissione; infine la chiesa dell&amp;#39;Immacolata. Proseguendo, sul lato sinistro si trova la Cattedrale, fatta costruire dal normanno Ruggero I&amp;nbsp; e dedicata a S. Bartolomeo, patrono delle Eolie. La Cattedrale, fatta eccezione per le volte a crociera ogivale, non conserva nient&amp;#39;altro che richiami lo stile normanno. Infatti la facciata e gli interni sono stati successivamente rifatti.</p>
<p>
	<strong>La statua d&amp;#39;argento di S. Bartolomeo &amp;egrave; conservata all&amp;#39;interno della chiesa, assieme ad una tavola del seicento raffigurante la Madonna del Rosario.</strong><br />
	Sul lato destro della Cattedrale vi &amp;egrave; il palazzo vescovile, che risale al 1753 e che &amp;egrave; adibito a padiglione del museo.<br />
	In fondo si ammira la chiesa della Madonna delle Grazie che conserva pregiati affreschi del 1700, di Alessio Cotone, ma che &amp;egrave; chiusa al culto.<br />
	<strong>Infine appare il parco archeologico, dove sono stati ricostruiti numerosi sarcofagi, risalenti al IV-II secolo a.C. e le tombe greco-romane che sono state rinvenute nella necropoli della Contrada Diana</strong>.<br />
	I ritrovamenti&amp;nbsp; archeologici emersi nell&amp;#39;area del Castello denunciano la permanenza di popoli del neolitico, della prima et&amp;agrave; dei metalli, dell&amp;#39;et&amp;agrave; del bronzo e dell&amp;#39;et&amp;agrave; ellenistica.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29012]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 08 gen 2017 16:12:23 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Loredana Salzano: le Eolie in arte		7�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salzano7.jpg" width="100" alt="Loredana Salzano: le Eolie in arte		7�Parte" /><br /><p>
	<strong>- Sempre in viaggio per far conoscere la sua arte, ma quando ritorna a&amp;nbsp; Lipari?</strong><br />
	&amp;laquo;Sono stata recentemente in viaggio come una trottola per diverse iniziative di arte e di design che mi hanno vista coinvolta. D&amp;#39;inverno <strong>in particolare quando l&amp;#39;atelier &amp;egrave; chiuso</strong>, posso dedicarmi a mostre e iniziative anche nel resto d&amp;#39;Italia e talvolta all&amp;#39;estero.<br />
	Mi faccio incuriosire, data la mia natura onnivora, dalle cose pi&amp;ugrave; disparate e inusuali. Per esempio in questo periodo ho partecipato&amp;nbsp; prima alla settimana del design a Milano con un evento esposizione della mia tavola di Alice Attonita presso il Glab in via del Giannone, e poi sempre a Milano &amp;egrave; sempre per il tema food cos&amp;igrave; gettonato ho preso parte ad un divertente showcooking per una food blogger milanese molto seguita. Lei innamoratasi dei miei piatti &amp;quot;<strong>Alice Attonita</strong>&amp;quot; , li ha utilizzati per un suo servizio su <strong>Vanity Fair</strong> e ha voluto incontrarmi&amp;nbsp; personalmente a casa sua per un video di una ricetta divertente da fare insieme in vista del Natale.</p>
<p>
	E poi: due occasioni adesso a Napoli: la prima per una esposizione di arte contemporanea&amp;nbsp; alla Bulla degli Orefici per una mostra &amp;quot;arte in vetrina &amp;quot;promossa sia dal Comune di Napoli che dalla Regione Campania e dalla galleria PRAC di arte contemporanea di Napoli, fino al 6 gennaio. E poi con un evento di esposizione design&amp;nbsp; &amp;quot;<strong>Chiaja Christmas hall</strong>&amp;quot; appena conclusosi nella splendida cornice del Grand Hotel Parkers a Napoli che ha visto esporre l&amp;#39;eccellenza dell&amp;#39;artigianato artistico e di design partenopeo e caprese.&amp;nbsp; Insomma un po&amp;#39; di ritorno alle origini per me ogni tanto ci sta. Cos&amp;igrave; porto anche un po&amp;rsquo;&amp;nbsp; di Eolie con me ogni volta attraverso i miei lavori.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Infine progetti eoliani?</strong><br />
	&amp;laquo;Io le Eolie le adoro e sono fonte di tanta mia ispirazione. Cerco di presenziare a pi&amp;ugrave; eventi possibili per promuovere questo territorio meraviglioso e unico ovunque mi si chieda di dare una mano. Quest&amp;#39;anno ho preso parte al <em>Salina DOC fest </em>con un mostra e la realizzazione di un premio; alla biennale di Filicudi, collaboro da anni con il centro studi per la realizzazione di progetti grafici ed eventi per &amp;quot;un mare di cinema&amp;quot;&amp;nbsp; / con lo straordinario <em>Festival di teatro ecologico di Stromboli</em>.</p>
<p>
	Ho collaborato attivamente con le scuole e con il fantastico museo archeologico&amp;nbsp; ,con una infinit&amp;agrave; di altre associazioni, ma quello che mi rattrista &amp;egrave; la dispersione di forze per eventi di spessore che per&amp;ograve; spesso non hanno la visibilit&amp;agrave; che meriterebbero per mancanza di fondi e incapacit&amp;agrave; di gestione da parte di chi dovrebbe occuparsene. Soprattutto a Lipari dovrebbe cambiare totalmente la gestione degli eventi.<strong> Ogni anno mi prendo carico personalmente con passione e amore dell&amp;#39;organizzazione di numerosi eventi con difficolt&amp;agrave; enormi. </strong>E continuer&amp;ograve; a farlo. Sperando ma anche attivandomi&amp;nbsp; fattivamente perch&amp;eacute; le cose migliorino ancora di pi&amp;ugrave;. Chi mi conosce lo sa quanto sia legata a questi &amp;quot;scogli&amp;quot;! Direbbe &amp;quot;nostra signora dei vulcani&amp;rdquo; ( lei non si perde mai d&amp;#39;animo) &amp;ldquo;materiale ne abbiamo e anche di ottima qualit&amp;agrave; : &amp;egrave; il momento dell&amp;#39;eruzione culturale!&amp;rdquo; e quindi non &amp;egrave; mai troppo tardi!</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29011]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 23:17:35 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Loredana Salzano: le Eolie in arte		6�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salzano6.jpg" width="100" alt="Loredana Salzano: le Eolie in arte		6�Parte" /><br /><p>
	<strong>- Ci colpiscono i suoi &amp;quot;Stroborecchini&amp;quot;&amp;hellip; ogni donna pu&amp;ograve; portare con s&amp;eacute; la veemenza del vulcano?</strong><br />
	&amp;laquo;Gli stromborecchini? Fanno parte della linea <em>NostraSignoradeiVulcani</em>. Sono da qualche anno un must come dico io per donne vulcaniche giacch&amp;eacute; il vulcano &amp;egrave; donna. E i miei gioielli sono anzitutto per donne ironiche e dotate di una forte personalit&amp;agrave;. Che non significa &amp;quot;sfacciataggine&amp;quot; attenzione ma il suo esatto contrario. Significa donne che non hanno paura di mostrare la propria fragilit&amp;agrave; facendone&amp;nbsp; addirittura un punto di forza. Infatti a parte i meravigliosi gioielli sui vulcani , un altro gioiello per me fondamentale &amp;egrave; la collana / manifesto &amp;egrave; quella fatta di cocci rotti di ceramica con su scritto &amp;quot; fragile&amp;quot;.. Perch&amp;eacute; aggiungo io: &amp;quot;la fragilit&amp;agrave; &amp;egrave; un dono&amp;quot;. Dunque io porto avanti il contrario esatto della &amp;quot;perfezione&amp;rdquo;. L&amp;#39;imperfezione &amp;egrave; il mio punto di forza e di crescita&amp;raquo;</p>
<p>
	<br />
	<strong>- &amp;quot;animANEMONe&amp;quot; ci spieghi cosa sono le sue ultime creazioni...</strong><br />
	&amp;laquo;La linea AnimaAnemone &amp;egrave; nata anch&amp;#39;essa da un&amp;#39;ispirazione marina : quelle bellissime creature che sono le Anemoni di mare .. Ma sono all&amp;#39;insegna del riciclo perch&amp;eacute; sono realizzate dopo lunga lavorazione con i normali collant! E anche questi gioielli sono decisamente per donne ironiche , estimatrici del riciclo e portatrici&amp;nbsp; sane di originalit&amp;agrave; e freschezza. Ripeto per me la cosa fondamentale sono le idee e l&amp;#39;originalit&amp;agrave; autentica che sta dietro i miei lavori. Poco importa se&amp;nbsp; si tratta di opere di arte contemporanea&amp;nbsp; o souvenir&amp;nbsp; di design con l&amp;#39;anima ironica e il messaggio filosofico.. Come la box card di alice att&amp;ocirc;nita che scrive &amp;quot; <em>non torno subito </em>&amp;quot;! &amp;gt; ecco : Copiare le mie cose &amp;egrave; apparentemente facile ( infatti sono stata in questo senso saccheggiata a vario titolo&amp;nbsp; !). Ma&amp;nbsp; ai &amp;quot; fotocopiatori &amp;quot;mancher&amp;agrave; sempre l&amp;#39;anima / la passione / l&amp;#39;idea / l&amp;#39;autenticit&amp;agrave; . Se ce l&amp;#39;hai : si vede. Se manca : si vedr&amp;agrave; altrettanto&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29010]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 21:00:15 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Loredana Salzano: le Eolie in arte		5�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salzano5.jpg" width="100" alt="Loredana Salzano: le Eolie in arte		5�Parte" /><br /><p>
	<strong>- Alla luce di tutto questo, cosa rappresentano per lei, allora, le isole Eolie?</strong><br />
	&amp;laquo;E dunque le isole eolie sono il Luogo che ho scelto , o che mi ha scelto, per creare. Sono per loro stessa natura mitologica , una &amp;quot;<em>fucina </em>&amp;quot; dove il materiale&amp;nbsp; ancora inerte e incandescente ,pu&amp;ograve; prendere le forme dell&amp;#39;immaginazione e della passione. Un unicum in questo senso&amp;hellip;&amp;raquo;</p>
<p>
	<strong>- Ci racconta un po&amp;#39; le sue origini?</strong><br />
	&amp;laquo;Io sono di origine campana tra Napoli e Salerno. E tutti i ricordi della mia infanzia sono legati al mare della costiera amalfitana e quello del Cilento. Il mare mi ha segnato. Fortunatamente, i ricordi pi&amp;ugrave; belli sono quelli legati al mare. A quando andavo a guardare i fondali con la maschera e le pinne in compagnia di mio padre, il suono dei fondali, la luce , le squame dei pesci sono le cose che mi sono rimaste pi&amp;ugrave; impresse della mia infanzia. E poi Pompei con questa presenza bellissima e inquietante del Vesuvio. E gli scavi. Gli scavi di Pompei anche senza bisogno di essere esperti di archeologia sono qualcosa di magico&amp;raquo;.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29009]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 20:59:56 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Caravaggio e il Maestro di Hartford: l�esplosione della natura morta   2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/caravaggioborghese.jpg" width="100" alt="Caravaggio e il Maestro di Hartford: l�esplosione della natura morta   2� Parte" /><br /><p>
	Oltre ai due capolavori della Galleria Borghese, alla tela del <strong>Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford e all&amp;#39;Allegoria della Primavera</strong> terminata da Carlo Saraceni, sono esposti altri quattro dipinti del misterioso pittore, alcuni mai presentati al pubblico, che continua ad appassionare il mondo dell&amp;rsquo;arte sulle personalit&amp;agrave; distinte, ma non troppo, dei due Maestri. Il Maestro di Hartford infatti per molti &amp;egrave; una personalit&amp;agrave; tanto indefinita, quanto inesistente.</p>
<p>
	<strong>Per attestare come la lezione del Maestro di Hartford viene raccolta da vari naturamortisti, nella seconda sezione della mostra campeggiano tele del Maestro del vasetto e del&amp;nbsp; Maestro delle mele rosa dei Monti Sibillini. </strong>La terza sezione &amp;egrave; dedicata ai pittori che frequentano l&amp;#39;Accademia istituita dal marchese Giovanni Battista Crescenzi nel suo Palazzo alla Rotonda, vicino al Pantheon. Fino al 19 febbraio l&amp;rsquo;origine della natura morta in Italia viene illustrata grazie ad una quarantina di quadri nella splendida Galleria Borghese, in Piazzale Scipione Borghese 5.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29008]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 20:53:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Caravaggio e il Maestro di Hartford: l�esplosione della natura morta   1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/caravaggioborghese2.jpg" width="100" alt="Caravaggio e il Maestro di Hartford: l�esplosione della natura morta   1� Parte" /><br /><p>
	<strong>Caravaggio e il Maestro di Hartford</strong>: l&amp;#39;origine della natura morta in Italia &amp;egrave; in mostra alla Galleria Borghese per proseguire l&amp;#39;opera di valorizzazione del patrimonio artistico, permettendo di analizzare le origini della natura morta italiana nel contesto romano della fine del XVI secolo, fino ai successivi sviluppi della pittura caravaggesca dell&amp;#39;inizio del &amp;#39;600.</p>
<p>
	<strong>La rivoluzione iconografica e concettuale si deve a Caravaggio, che dipinge a Roma la famosissima Canestra, arrivata dalla Pinacoteca Ambrosiana di Milano nella capitale.</strong> E&amp;rsquo; proprio l&amp;rsquo;opera a sancire la nascita del genere, in quanto per la prima volta le cose di natura diventano soggetti della rappresentazione pittorica. <strong>Chi &amp;egrave; il Maestro di Hartford? E&amp;rsquo; il pi&amp;ugrave; antico specialista di natura morta attivo a Roma tra il XVI e il XVII secolo e ha un ruolo chiave per la diffusione della nuova iconografia.</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29007]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 20:41:56 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Loredana Salzano: le Eolie in arte		4�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salzano4.jpg" width="100" alt="Loredana Salzano: le Eolie in arte		4�Parte" /><br /><p>
	<strong>- Ci spieghi a parole cos&amp;#39;&amp;egrave; per lei la forza del vulcano...</strong><br />
	&amp;laquo;Da casa mia si vedeva il Vesuvio in lontananza. Quando ho messo piede alle Eolie vedevo Vulcano e in lontananza l&amp;#39;Etna e dall&amp;#39;altro lato Stromboli. Mi &amp;egrave; sembrato che la mia strada fosse segnata naturalmente&amp;nbsp; semplicemente dal&amp;nbsp; seguire il percorso dei Vulcani , il &amp;quot;filo rosso tessuto alle radici&amp;quot;, come scrivo io, del nostro Sud Mediterraneo. L&amp;#39;ho detto pi&amp;ugrave; volte: per me il Vulcano &amp;egrave; energia creativa attiva allo stato puro. Il Vulcano in fondo apparentemente dal di fuori &amp;egrave; &amp;quot;solo&amp;quot; una montagna...</p>
<p>
	<strong>Ma per chi sa vedere oltre &amp;egrave; &amp;quot;una montagna con qualcosa dentro&amp;quot; . Per me rappresentare i vulcani&amp;nbsp; in arte significa rappresentare un&amp;rsquo;&amp;quot;umanit&amp;agrave; vulcanica&amp;quot; con le sue debolezze, fragilit&amp;agrave; trasformandole, evidenziandole&amp;nbsp; invece&amp;nbsp; proprio come fossero &amp;quot;punti di forza&amp;quot;. </strong>Un&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; con un&amp;#39;anima energetica positiva che a volte pu&amp;ograve; essere anche distruttiva. E siccome la parte pi&amp;ugrave; energica dell&amp;#39;umanit&amp;agrave; secondo me &amp;egrave; rappresentata dall&amp;#39;universo femminile, il vulcano per me &amp;egrave; donna. Non ne faccio una questione di genere, al contrario! Parlo in generale della parte femminile/ creatrice/ propositiva di ciascun individuo. <strong>La parte che mette radici&amp;nbsp; e che costruisce ma che sa guardare oltre l&amp;#39;orizzonte del visibile. Quella che &amp;egrave; strettamente connessa con la parte ancestrale&amp;nbsp; delle profondit&amp;agrave; della terra, con il magma incandescente in continua evoluzione e capace di continue trasformazioni. </strong>Ma che &amp;egrave; anche capace di tirare fuori questa energia e utilizzarla per cambiare il mondo attraverso la passione per ci&amp;ograve; che ama. Un&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; che dona se stessa in quello che fa, che crede in quello che fa. Questo per me significa rappresentare i vulcani in arte. Il vulcano &amp;egrave; inoltre un tramite, un canale di passaggio tra ci&amp;ograve; che mostriamo e ci&amp;ograve; che invece siamo nel profondo e che non mostriamo a tutti, per pudore, per dolore, per amore&amp;raquo;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29006]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 20:30:14 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Loredana Salzano: le Eolie in arte		3�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salzano3.jpg" width="100" alt="Loredana Salzano: le Eolie in arte		3�Parte" /><br /><p>
	<strong>- Da quanto tempo esercita con tale maestria la sua arte?</strong><br />
	&amp;laquo;Con l&amp;#39;immaginazione probabilmente da sempre. Ma l&amp;#39;intuizione la decisione e la determinazione di trasformare la mia variegata produzione artistica in &amp;quot;lavoro&amp;quot; o meglio in &amp;quot;essenza&amp;quot;, &amp;egrave; nata e si &amp;egrave; consolidata da una dozzina di anni a questa parte. E s&amp;igrave;! Coincide, per nulla casualmente, con il mio trasferimento alle Eolie e in Sicilia in generale.</p>
<p>
	Tutto &amp;egrave; cominciato dal mio impatto con questa terra&amp;nbsp; cos&amp;igrave; generosa di ispirazione e stranamente vi confesso che tutto &amp;egrave; iniziato non dai segni ma dalle parole, o meglio da alcune poesie che ho scritto che sintetizzano il mio amore per queste isole e di cui usc&amp;igrave; una silloge di testi dal titolo &amp;quot;<strong>Isole Brade</strong>&amp;quot; pubblicata nel 2005. Contemporaneamente dipingevo. E il passo fondamentale successivo fu lavorare con i bambini delle scuole. Corsi di ceramica e di riciclo creativo. Io insegnavo loro le tecniche della ceramica o del collage. Ma alla fine ho capito presto che sarebbero stati loro una fonte inesauribile di creativit&amp;agrave; e di stimoli genuini e autentici&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>- Il suo atelier a Lipari si affaccia sulla Marina Corta, cosa la ispira?</strong><br />
	&amp;laquo;Mi piace definirlo un po&amp;rsquo; a met&amp;agrave; tra una grotta marina e un antro vulcanico. Giacch&amp;eacute; anche cromaticamente &amp;quot;se la giocano&amp;quot; i toni del blu azzurro del mare e quelli del nero rosso dello Stromboli con della sua vena lavica. Quello che tiene insieme un po&amp;rsquo; tutta la mia variegata produzione &amp;egrave;&amp;nbsp; per&amp;ograve; sempre un &amp;quot;filo rosso&amp;quot; ben visibile che accompagna tutto:&amp;nbsp; dalle tele materiche e a tratti inquiete / alla linea&amp;nbsp; di design ceramico dell&amp;rsquo;alice attonita invece cos&amp;igrave; divertente e solare. Tutto esprime un&amp;#39;anima mediterranea, tutto esprime la dicotomia della mia personalit&amp;agrave;: solare quanto lunare. Tutto emana ci&amp;ograve; che mi circonda e che tento di trasporre in arte attraverso il canale della mia personale esperienza.</p>
<p>
	<strong>La vita alle Eolie non &amp;egrave; affatto facile soprattutto nei mesi invernali, ma quando apro le finestre su quella che chiamo &amp;ldquo;la mia marina&amp;rdquo; ogni mattina , ricordo perfettamente perch&amp;eacute; sono qui. </strong>E allora l&amp;#39;amore per queste isole risplende nuovamente intatto dopo &amp;quot;tanticchia&amp;quot; di tempesta. Mi piace andare in spiaggia di inverno, raccogliere pezzi di mare e lasciarli in laboratorio fino a che non capisco cosa ne verr&amp;agrave; fuori, finch&amp;eacute; non saranno loro a &amp;quot;chiamarmi&amp;quot; per venire fuori. Sotto forma di gioiello contemporaneo e insieme primordiale o di scultura. Tutto verr&amp;agrave; partorito a tempo debito o piuttosto non avr&amp;agrave; luce affatto. Il mio atelier poi lentissimamente apre le porte in tarda primavera seguendo i ritmi dell&amp;#39;isola.&amp;nbsp; E mi piace pensarlo come un luogo di incontri e scambi di umanit&amp;agrave; di storie di energie. Ho conosciuto persone incredibili e mi piace pensare che anche loro, attraverso me, abbiano&amp;nbsp; compreso e amato un po&amp;rsquo; di pi&amp;ugrave; le Isole. Senza finzioni sceniche. Io le Eolie le racconto come sono. Aspre e forti / dolci e mitiche&amp;hellip;&amp;raquo;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29005]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 20:27:42 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Loredana Salzano: le Eolie in arte		2�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salzano2.jpg" width="100" alt="Loredana Salzano: le Eolie in arte		2�Parte" /><br /><p>
	<strong>- Cara Loredana, cominciamo dall&amp;#39;inizio: da dove &amp;egrave; nata questa passione per le isole Eolie?</strong></p>
<p>
	<br />
	&amp;laquo;La mia passione per le Eolie &amp;egrave; nata dal primo momento in cui ci ho messo piede quasi per caso un&amp;#39;estate di parecchi anni fa . Ero da poco in Sicilia e confesso che le Eolie&amp;nbsp; non le conoscevo se non per&amp;nbsp; vaghe citazioni di&amp;nbsp; viaggi di amici e conoscenti o unepassante tramite qualche articolo su qualche rivista di viaggi.<br />
	Ma toccare fisicamente questi luoghi &amp;egrave; qualcosa che non pu&amp;ograve; lasciare indifferente nessuno , meno che mai una personalit&amp;agrave;&amp;nbsp; con un anima &amp;quot;<strong>espansa</strong>&amp;quot; e&amp;nbsp; &amp;quot;<strong>spugnosa</strong>&amp;quot; di essenzialit&amp;agrave; e di mediterraneit&amp;agrave; come la mia. Anzi di &amp;quot;<strong>mediterraneattitudine</strong>&amp;quot; (usando un termine che ho coniato io stessa). Perch&amp;eacute; quando ci arrivi i sensi &amp;lt;tutti &amp;gt; ti dicono in coro che qui &amp;egrave;&amp;nbsp; ancora la natura a dettare all&amp;#39;uomo i suoi ritmi e non il contrario.&amp;nbsp; E questa cosa qui ... Pu&amp;ograve; solo piacerti oppure no.</p>
<p>
	<strong>Mettiamoci poi che io senza mare non posso stare. Il mare mi calma e mi inquieta insieme ed io ho bisogno di tutte e due le cose per io mio processo creativo attivo.</strong> Poi perch&amp;eacute; oltre alla natura c&amp;#39;&amp;egrave; un&amp;#39;altra &amp;quot;presenza&amp;quot; fondamentale che si avverte su queste isole e che mi affascina da morire: il mito. Il mito alle Eolie &amp;egrave; ovunque. A partire dal vento i luoghi&amp;nbsp; di questo arcipelago raccontano costantemente la loro storia e quella delle presenze, leggendarie e non, che nei millenni si sono succedute su questi &amp;quot; scogli&amp;quot;. Insomma se affrontiamo la questione dei motivi di questa mia &amp;quot;passione&amp;quot; per le Eolie, temo ..rischierei di non finire pi&amp;ugrave;!&amp;raquo;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29004]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 20:26:02 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Loredana Salzano: le Eolie in arte		1�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salzano1.jpg" width="100" alt="Loredana Salzano: le Eolie in arte		1�Parte" /><br /><p>
	Lei eoliana non lo &amp;egrave;, ma ha le isole dentro e, dunque, &amp;egrave; come se lo fosse. <strong>Loredana Salzano, nata all&amp;rsquo;ombra del Vesuvio ma Liparota per scelta, &amp;egrave; veramente un&amp;rsquo;artista a tutto tondo, rifiuta categorie predefinite e dalle tele impegnate passa, con lo stesso entusiasmo, a bijoux che sono dei veri e propri pezzi di design easy, divertenti ed originali. </strong></p>
<p>
	&amp;Egrave; una designer che gioca con le forme delle isole ricreando capolavori artigianali unici al mondo. Uno per tutti gli &amp;ldquo;stromborecchini&amp;rdquo;: chi li indossa fa invidia alle ragazze pi&amp;ugrave; glamour&amp;hellip;<br />
	Con un curriculum artistico di tutto rispetto, che spazia dalla Biennale internazionale di Arte Contemporanea di Firenze al Museo PAN di Napoli &amp;hellip;al Genio delle due Sicilie a Parigi, <strong>Loredana si dedica con passione a pittura, allestimenti, versi (&amp;ldquo;Isole brade&amp;rdquo; &amp;egrave; l&amp;rsquo;ultimo suo libro di poesie ), monili, ceramiche assecondando la sua ispirazione,&amp;nbsp; il suo estro, la sua passione e il suo umore.</strong><br />
	Il suo atelier a Lipari si affaccia sulla Marina Corta ed &amp;egrave; da qui, ci confida, che prende tutta l&amp;rsquo;ispirazione necessaria per nutrire le sue creazioni.</p>
<p>
	Noi l&amp;rsquo;abbiamo raggiunta e intervistata, giudicate voi di che pasta &amp;egrave; fatta questa artista &amp;ldquo;vulcanica&amp;rdquo;&amp;hellip;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29003]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 20:23:57 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il Grand Tour delle Eolie: Guy De Maupassant]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/guy.jpg" width="100" alt="Il Grand Tour delle Eolie: Guy De Maupassant" /><br /><p>
	<strong>Guy de Maupassant (1850-1893) &amp;egrave; uno dei maggiori scrittori del naturalismo francese, autore di diversi racconti e romanzi, di cui il pi&amp;ugrave; famoso &amp;egrave; &amp;ldquo;Bel -Ami&amp;rdquo;.</strong><br />
	Maupassant attravers&amp;ograve; in lungo e in largo il Mediterraneo, da ciascuno dei suoi viaggi, intrapresi proprio sul suo yacht &amp;ldquo;Bel Ami&amp;rdquo;, tornava sempre carico di energia propulsiva che imprigionava nelle sue opere.<br />
	Nel suo racconto di viaggio &amp;ldquo;La vie errante&amp;rdquo;, esiste un capitolo dedicato al suo soggiorno in Sicilia nella primavera del 1885.<br />
	<strong>L&amp;rsquo;autore visit&amp;ograve; anche le isole Eolie e in particolar modo Vulcano che ispir&amp;ograve; le pagine contenute nel libro.<br />
	Abbandonando la visione oggettiva e distaccata, Maupassant si lascia a un lirismo ineguagliabile nella descrizione della sua scalata al cratere di Vulcano.</strong></p>
<p>
	La fucina del fabbro degli dei &amp;egrave; descritta con dovizia di particolari, con un uso di similitudini per cui la &amp;ldquo;sciarpa gialla&amp;rdquo; sono le ginestre che contornano Vulcano e lungo i suoi fianchi si distinguono &amp;ldquo;alcune case attaccate come conchiglie marine a uno scoglio&amp;rdquo;.</p>
<p>
	<strong>Ecco un passo tra i pi&amp;ugrave; poetici</strong>:</p>
<p>
	<em>In fondo all&amp;rsquo;immensa cavit&amp;agrave;, chiamata &amp;laquo;la Fossa&amp;raquo;, larga cinquecento metri e profonda duecento circa, una decina di fessure giganti e di enormi buche arrotondate vomitano fuoco, fumo e zolfo, con indicibile fragore. Si scende lungo le pareti dell&amp;rsquo;abisso, giungendo ai bordi delle furiose bocche. Tutto &amp;egrave; giallo intorno a me, sotto i miei piedi e sopra di me, d&amp;rsquo;un giallo che confonde e acceca. Lo sono il suolo, le alte pareti e perfino il cielo. Il sole spande nell&amp;rsquo;abisso muggente la sua luce infocata che il calore della conca di zolfo rende dolorosa come un&amp;rsquo;ustione. Si vede ribollire il liquido giallo che scorre, si vedono sbocciare curiosi cristalli, schiumare acidi rilucenti e strani sull&amp;rsquo;orlo delle labbra rosse dei focolai.</em></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29002]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 20:13:50 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Stromboli tra le pi� belle montagne d'Italia]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolimilano.jpg" width="100" alt="Stromboli tra le pi� belle montagne d'Italia" /><br /><p>
	Secondo una recente classifica stilata e pubblicata sul sito web UrbanPost, <strong>Stromboli rientra nelle prime dieci montagne pi&amp;ugrave; belle d&amp;rsquo;Italia</strong>. L&amp;#39;isola si trova ad avere compagne di tutto rispetto, come il Monterosa e il Cervino, ma il piccolo Stromboli ricopre proprio l&amp;rsquo;ottavo posto.</p>
<p>
	Eccone la motivazione:</p>
<p>
	&amp;ldquo;<strong>Lo Stromboli &amp;egrave; un piccolo vulcano che dona anche il nome all&amp;rsquo;isola dell&amp;rsquo;Arcipelago delle Eolie che lo ospita, nel mar Tirreno Meridionale, di fronte alle coste di Sicilia e Calabria.</strong> Per chi frequenta i lidi tirrenici calabresi, in particolare tra Pizzo e Capo Vaticano, lo Stromboli &amp;egrave; un vero e proprio oggetto del desiderio da fotografare. Un must sono i tramonti estivi, a met&amp;agrave; agosto, con la sfera infuocata del sole che scompare dritta nel cratere dello Stromboli&amp;rdquo;.</p>
<p>
	Come dare torto alla redazione di <strong>UrbanPost</strong>? Stromboli &amp;egrave; davvero magico e offre ad ogni visitatore da ogni angolo una vista mozzafiato&amp;hellip;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29001]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 19:59:05 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Marevivo: tornano alla carica i "Delfini guardiani"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/delfinig.jpg" width="100" alt="Marevivo: tornano alla carica i "Delfini guardiani"" /><br /><p>
	Nuove imprese all&amp;rsquo;orizzonte per i &amp;ldquo;<strong>delfini guardiani</strong>&amp;rdquo;: dopo il successo della scorsa edizione, l&amp;rsquo;associazione Marevivo e MSC Crociere tornano ad unire le proprie forze per trasmettere ai giovani la passione per il mare fuori e dentro le aule scolastiche e allargano ulteriormente il proprio raggio d&amp;rsquo;azione, coinvolgendo Sicilia e Sardegna. <strong>E&amp;rsquo; partita, infatti, da pochi giorni, la seconda edizione del progetto scolastico di educazione ambientale &amp;ldquo;Delfini Guardiani&amp;rdquo; e saranno mobilitati fino a giugno oltre 650 studenti delle scuole primarie degli arcipelaghi delle Eolie e delle Egadi, dell&amp;rsquo;Isola de La Maddalena e di Palau.</strong><br />
	<br />
	Alla base del progetto, che gode del patrocinio del Ministero dell&amp;#39;Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e di Federparchi, c&amp;rsquo;&amp;egrave; la convinzione che l&amp;rsquo;attenzione verso l&amp;rsquo;ambiente non pu&amp;ograve; che partire dalle generazioni di domani, quindi va focalizzata sugli alunni delle scuole che saranno i futuri &amp;ldquo;delfini guardiani&amp;rdquo;, cio&amp;egrave; coloro che controlleranno e sorveglieranno il mare affinch&amp;eacute; venga rispettato da tutti.<br />
	<br />
	<strong>Per questa ragione, anche quest&amp;rsquo;anno, sotto la guida di esperti Marevivo, circa 450 studenti delle scuole primarie dell&amp;rsquo;Arcipelago delle Eolie (composto dalle isole Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Alicudi, Filicudi) e dell&amp;rsquo;Arcipelago delle Egadi (Favignana, Levanzo e Marettimo) saranno impegnati in ricognizioni in spiaggia, attivit&amp;agrave; di sea-watching, andranno a &amp;lsquo;scuola&amp;rsquo; dagli artigiani e dagli anziani dell&amp;rsquo;isola e scopriranno i segreti racchiusi nelle rocce e nella flora mediterranea.</strong><br />
	Ma non saranno soli nella loro avventura: ci saranno anche i 200 studenti degli istituti de La Maddalena e di Palau. In pi&amp;ugrave;, quest&amp;rsquo;anno, per tutti i &amp;ldquo;delfini guardiani&amp;rdquo; c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche il diario di bordo da costruire: si documenter&amp;agrave; come il mare, mese dopo mese, diventa la chiave giusta che schiude la conoscenza e la comprensione del difficile rapporto tra l&amp;rsquo;uomo e la natura.<br />
	Grazie all&amp;rsquo;impegno dei dirigenti scolastici e dei docenti primi sostenitori del progetto, le scuole coinvolte quest&amp;rsquo;anno sono gli Istituti comprensivi Palau e La Maddalena in Sardegna, gli istituti comprensivi Lipari e Lipari 1 in Sicilia.<br />
	<br />
	<strong>Nel corso delle attivit&amp;agrave;, saranno coinvolte anche la Capitaneria di Porto, la Marina Militare, l&amp;rsquo;Area Marina Protetta delle Isole Egadi, il Parco Nazionale dell&amp;#39;Arcipelago di La Maddalena e le associazioni sul territorio.</strong><br />
	Al termine di tale percorso didattico, dopo aver acquisito una maggiore consapevolezza e anche una capacit&amp;agrave; e volont&amp;agrave; di reagire alle situazioni di incuria, i ragazzi riceveranno il distintivo di &amp;ldquo;guardiani dell&amp;rsquo;isola&amp;rdquo;, che dar&amp;agrave; loro il diritto-dovere di presentarsi, senza accompagnatori adulti, presso il proprio Comune o la Capitaneria di Porto per segnalare eventuali problemi di carattere ambientale.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=29000]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 19:37:53 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La ricetta per "I Gigi"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/gigi.jpg" width="100" alt="La ricetta per "I Gigi"" /><br /><p>
	La consistenza di queste delizie &amp;egrave; molto simile agli struffoli campani, ma la variante eoliana si differenzia nel gusto.<br />
	<strong>La ricetta &amp;egrave; quasi definibile familiare, come tanti dolci locali ogni famiglia &amp;egrave; depositaria della ricetta, che &amp;egrave; &amp;ldquo;tramandata&amp;rdquo;. A met&amp;agrave; tra il gusto delle tradizionali chiacchiere, le zeppole venete, le frappe&amp;nbsp; Romane e gli struffoli napoletani.</strong></p>
<p>
	<br />
	<strong>Ingredienti</strong>: 1 kg. di farina; 1/2 bicchiere di olio extravergine d&amp;rsquo;oliva; sale; vino bianco; 1/2 litro di vino cotto di malvasia; cannella; zucchero a velo.<br />
	<strong>Preparazione</strong>. Lavorate per almeno un quarto d&amp;rsquo; ora la farina con l&amp;rsquo;olio e il sale, aggiungendo vino bianco fino a quando la pasta sar&amp;agrave; morbida ed elettrica. Lasciatela riposare per circa un&amp;rsquo; ora, poi prendendone una parte (grande come un mandarino) formate un cordone del diametro di un centimetro lavorandolo bene in modo che l&amp;rsquo;impasto risulti compatto. <strong>Tagliatelo a pezzetti di due o tre centimetri ( i gigi) e ripetete l&amp;rsquo;operazione fino ad esaurimento della pasta. </strong></p>
<p>
	Friggeteli in abbondante olio bollente (170 gradi), sgocciolateli e depositatoli su carta da cucina. Nel frattempo mettete in un tegame mezzo litro di vino cotto, portatelo ad ebollizione e immergetevi i gigi fritti. Rimestate per far assorbire bene il vino cotto.</p>
<p>
	Con una schiumarola deponete i gigi su un piatto di portata e spolverateli con lo zucchero a velo e la cannella in polvere.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28999]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 18:54:23 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lipari secondo la penna di Curzio Malaparte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/curziomalaparte.jpg" width="100" alt="Lipari secondo la penna di Curzio Malaparte" /><br /><p>
	Uno dei pi&amp;ugrave; grandi intellettuali che il 900 ci ha regalato &amp;egrave; stato senza ombra di dubbio <strong>Curzio Malaparte (Prato 1898 - Roma 1957)</strong>, personalit&amp;agrave; poliedrica, indipendente e controversa, che pass&amp;ograve; dall&amp;#39;adesione al fascismo, all&amp;#39;antifascismo, al filocomunismo.<br />
	Proprio per questo fu confinato anche lui nel <strong>1933 a Lipari</strong>: i suoi primi giorni sull&amp;rsquo;isola sono narrati nel racconto &amp;ldquo;Paese antico&amp;rdquo; dove Lipari viene chiamata con il suo antico nome di <em>Meligunis</em>. E scrive cos&amp;igrave;:</p>
<p>
	&amp;ldquo;<em>Se non erro, il nome di quel paese, non segnato sulle carte, &amp;egrave; Meligunis: e mi sembra che ricorra per la prima volta nell&amp;rsquo;Inno a Diana di Callimaco. Quando vi giungemmo in barca, dopo una lunga traversata su un mare liscio come una lastra di marmo, era gi&amp;agrave; sera&amp;hellip;</em>&amp;rdquo;</p>
<p>
	E poi ancora:</p>
<p>
	&amp;ldquo;<em>Era un giorno di tempesta, il mare batteva furioso la testa ricciuta di capelli bianchi; una dura testa dalla fronte nera, contro gli scogli dell&amp;rsquo;isola del Purgatorio e del porticciolo di Marina Corta. Il piccolo piroscafo che fa servizio tra Milazzo e Lipari ballava sulle onde. Prima scese mia madre, nella barca di Giuseppe Valastro. Poi il toro incappucciato, imbracato; poi il prete nero, poi il dottor Fenech che veniva da Messina, poi l&amp;rsquo;avvocato Franza, il mio padrone di casa, che veniva anch&amp;rsquo;egli da Messina, poi i due carabinieri, col moschetto a tracolla, poi il morto che avevano imbarcato a Vulcano, tutto avvolto in un lenzuolo stretto da funi&amp;hellip;</em>&amp;rdquo;</p>
<p>
	Malaparte lasci&amp;ograve; Lipari il 27 giugno del 1934.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28998]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 gen 2017 16:37:22 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La poesia del tramonto su Vulcano]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/tramonto(1).jpg" width="100" alt="La poesia del tramonto su Vulcano" /><br /><p>
	E a proposito di tramonto sulle isole, si vuole pubblicare una bellissima lirica tratte dalla raccolta di poesie &amp;ldquo;<strong>Sotto il cielo delle Eolie</strong>&amp;rdquo; della scrittrice Alessandra D&amp;rsquo;Agostini. Sembra di abbracciarlo questo &amp;ldquo;vulcano&amp;rdquo;&amp;hellip;</p>
<p style=&quot;text-align: center;&quot;>
	<br />
	<strong>TRAMONTO A VULCANO</strong></p>
<p style=&quot;text-align: center;&quot;>
	<br />
	Profuma di albicocca e di mosto<br />
	il sole che declina<br />
	fantasma<br />
	sul Gran Cratere<br />
	della Fossa.<br />
	Persino l&amp;rsquo;odore acre<br />
	dello zolfo<br />
	si mescola e si confonde<br />
	nella festa di porpora<br />
	degli ibischi.<br />
	Il tramonto a Vulcano<br />
	&amp;egrave; un&amp;rsquo;oasi di volutt&amp;agrave;.</p>
<p>
	<br />
	Da &amp;ldquo;<em>Sotto il cielo delle Eolie</em>&amp;rdquo;, Alessandra D&amp;rsquo;Agostini (Di Buono edizioni)</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28997]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 06 gen 2017 21:04:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le imperdibili escursioni sul tramonto eoliano]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/tramonto.jpg" width="100" alt="Le imperdibili escursioni sul tramonto eoliano" /><br /><p>
	Quell&amp;rsquo;occidente che guarda verso la luce, come quello offerto dalle tre isole pi&amp;ugrave; estreme dell&amp;rsquo;arcipelago delle Eolie: Alicudi, Filicudi e Salina.<br />
	<strong>Tre isole da scoprire con l&amp;rsquo;arrivo dell&amp;rsquo;autunno ma anche in pieno inverno per vederne i colori che cambiano e le vegetazioni che si trasformano lasciando spazio a chi ha pi&amp;ugrave; respiro in quella determinata stagione.</strong></p>
<p>
	E questo &amp;egrave; anche lo spirito con cui opera <strong>Walking Eolie</strong>, la cui fondatrice, <strong>Giusi Murabito</strong>, &amp;egrave; sempre lieta di condividerne esperienze e segreti con l&amp;rsquo;occhio privilegiato di chi, dentro queste isole, ci vive trecentosessantacinque giorni l&amp;rsquo;anno. Il tutto con trekking tra costoni rocciosi e antiche mulattiere.</p>
<p>
	<strong>Salina</strong>, che oltre a Fossa delle Felci e Monte die Porri, offre un facile percorso a mezza montagna nella Vallespina; o incanta con la sua discesa dal semaforo a Pollara, dove il sole scende come una moneta di fuoco dietro il suo faraglione. E una volta gi&amp;ugrave; sembra di scorgere Troisi con la sua bicicletta verso la casa del poeta. Senza dimenticare la dolcezza della Malvasia e del suo magico tour.<br />
	<strong>Filicudi </strong>con la sua parte ancora selvaggia come 100 anni fa: Siccagni. Poco antropizzata con location da sogno, ideali per una seduta di yoga e meditazione ma anche per godere di una natura potente che, ancora incontaminata, offre acque cristalline e silenzi surreali. Il percorso verso Siccagni si eleva su Zucco Grande e Ficarrisi. Lo stesso versante si pu&amp;ograve; avvicinare anche da sud da Fossa Felci; e un altro tramonto bellissimo &amp;egrave; da Piano Sardo, coi suoi terrazzamenti secolari che rendono questa parte dell&amp;rsquo;isola un gioiello di architettura antica.<br />
	<strong>Alicudi </strong>con i suoi scalini &amp;egrave; una sfida per chi vuole percorrerla in un giorno da versante a versante: dal Timpone delle Femmine a Porticello.<br />
	Per info: www.walkingeolie.com</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28996]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 06 gen 2017 20:22:04 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Sbarca a Roma l'affascinante saga di "Guerre Stellari"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/guerrestellari.jpg" width="100" alt="Sbarca a Roma l'affascinante saga di "Guerre Stellari"" /><br /><p>
	Fino a fine gennaio il Complesso del Vittoriano - Ala Brasini ospita la mostra dedicata all&amp;#39;affascinante universo di Guerre Stellari, un mito assoluto che ha incantato tre generazioni dal 1977 a oggi. <strong>Oltre mille pezzi tra gadget, modellini, action figures e stampe d&amp;#39;epoca - alcune esposte per la prima volta in Italia - raccontano ai visitatori le scene e i personaggi pi&amp;ugrave; indimenticabili di un mondo che ancora oggi seduce e appassiona a livello mondiale. Guerre Stellari Play. </strong></p>
<p>
	La mostra sulla saga che ha attraversato tre generazioni si focalizza sull&amp;#39;aspetto ludico della leggendaria narrazione, utilizzando una selezione presa dall&amp;#39;infinita produzione di merchandising a marchio Kenner (ora Hasbro) e che Fabrizio Modina, curatore della mostra e uno dei massimi collezionisti mondiali di giocattoli fantascientifici, mette a disposizione del grande pubblico.<strong> Ai classici giocattoli sono affiancati rarissimi pezzi vintage da collezione quali costumi, accessori, caschi e armi che, in scala reale, ricostruiscono con accurata presenza scenica quell&amp;#39;universo di valori e stereotipi, che sono andati oltre il cinema per diventare icone universali</strong>.</p>
<p>
	Un incontro onirico quello tra <strong>Darth Vader, gli Stormtrooper, il Maestro Yoda e il visitatore</strong> che - ritrovandosi faccia a faccia con la loro imponente presenza - sperimenta il mondo fantastico nel reale, modellando in tre dimensioni la piatta immagine del grande schermo con risultati di grandi impatto ed emozioni. La mostra Guerre Stellari La mostra ci aspetta al Vittoriano fino al 29 gennaio.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28995]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 06 gen 2017 20:03:06 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Piccolo Borgo Antico�: su il sipario!	3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/PBA2.jpg" width="100" alt="�Piccolo Borgo Antico�: su il sipario!	3� Parte" /><br /><p>
	<strong>Vi incontriamo appena reduci da un bel trionfo alla rassegna teatrale di Pisciotta, nel Cilento...</strong><br />
	&amp;laquo;S&amp;igrave;, abbiamo fatto incetta di premi: ce ne siamo aggiudicati ben cinque su undici:&amp;nbsp; migliore attore protagonista Giuseppe Villa, migliore attore non protagonista Daniele Russo, migliore attrice non protagonista Gabriella Reitano, miglior regia Tindara Falanga e miglior spettacolo in assoluto. Non male per chi si appresta a spegnere 25 candeline!&amp;raquo;</p>
<p>
	<strong>E allora i vostri progetti futuri?</strong><br />
	&amp;laquo;Il 2017 sar&amp;agrave; un altro anno pieno di impegni per i giovani della compagnia. Il 20 gennaio, infatti, si andr&amp;agrave; in scena a Lipari con lo spettacolo &amp;ldquo;Un pizzico di pizzo&amp;rdquo; che verr&amp;agrave; replicato il 28 gennaio a Messina, mentre il 23 e il 24 aprile a Bronte sar&amp;agrave; messo in scena &amp;ldquo;Purtativi u pigiama&amp;rdquo;. E poi chiss&amp;agrave;&amp;raquo;&amp;hellip;<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28994]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 06 gen 2017 19:56:01 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[  �Piccolo Borgo Antico�: su il sipario!	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/PBA1.jpg" width="100" alt="  �Piccolo Borgo Antico�: su il sipario!	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Dal 2001 &amp;ldquo;Piccolo Borgo Antico&amp;rdquo; organizza la rassegna &amp;ldquo;Le Maschere di Dionisio&amp;rdquo; nel suggestivo scenario del teatro del Castello di Lipari. Da dov&amp;rsquo;&amp;egrave; nata questa iniziativa?</strong><br />
	&amp;laquo;La nostra associazione attraverso la Rassegna Teatrale &amp;quot;Le Maschere di Dioniso&amp;quot;, vuole recuperare e valorizzare questa grande tradizione di amore verso il Teatro che ha caratterizzato la vita e la morte degli eoliani. La rassegna ha lo scopo di far conoscere e proteggere il patrimonio culturale che gli eoliani condividono con l&amp;#39;insieme degli abitanti dei paesi costieri del Mediterraneo. Essa mira, inoltre, a promuovere la creazione artistica contemporanea ristabilendo il legame funzionale fra luoghi antichi e luoghi attuali di spettacolo&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>- Come anticipato poc&amp;rsquo;anzi, ci ha colpito molto lo spettacolo &amp;ldquo;L&amp;rsquo;onda di Maometto&amp;rdquo;, appena messo in scena a Ischia, con la regia di Tindara Falanga. Ci racconti un po&amp;rsquo; della pi&amp;egrave;ce&amp;hellip;</strong></p>
<p>
	&amp;laquo;Rappresentato in anteprima al teatro Argentina di Roma, il lavoro, firmato da Alberto La Volpe e Livio Zanotti, con teatralizzazione di Stefania Porrino, porta in scena il conflitto, attualissimo e scottante, tra Occidente capitalista e mondo islamico, contrapposti da logiche e interessi differenti. Il testo teatrale smonta pregiudizi e luoghi comuni che alimentano il razzismo e la caccia al terrorista e, come sottolineano gli autori, &amp;laquo;arriva ora sulla scena dell&amp;rsquo;isola di Ischia mentre il rombo dei cannoni del Califfato sunnita continua ad echeggiare alle frontiere orientali dell&amp;rsquo;Europa&amp;raquo;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28993]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 06 gen 2017 19:45:33 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il "NataLetture" a Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/nataletture.jpg" width="100" alt="Il "NataLetture" a Lipari" /><br /><p>
	<strong>Sar&amp;agrave; un Natale a misura di bambino quello della Biblioteca Comunale di Lipari.</strong><br />
	Si partir&amp;agrave; luned&amp;igrave; 19 e marted&amp;igrave; 20 dicembre, alle ore 17:00, presso la sala lettura della Biblioteca (Via G.Garibaldi &amp;ndash; Lipari). <strong>Numerose attivit&amp;agrave; divertenti e creative &amp;ndash; rivolte ai bambini dai 4 ai 10 anni &amp;ndash; a cura dell&amp;rsquo;Associazione &amp;ldquo;La Fabbrica dei Folletti&amp;rdquo;.&amp;nbsp;</strong></p>
<p>
	Dopo il Santo Natale, si proseguir&amp;agrave; con eventi dedicati alla lettura e proiezioni di cartoni e film per bambini e ragazzi sul tema del Natale. <strong>Tante opportunit&amp;agrave; per trascorrere le vacanze scolastiche con occasioni ludiche, di apprendimento, di aggregazione, condivisione, crescita culturale e personale.</strong><br />
	Si ricorda che l&amp;rsquo;ingresso &amp;egrave; gratuito. Per ragioni di spazio, i posti disponibili per la partecipazione ai laboratori sono limitati. Si prega, quindi, di informarsi e prenotare al seguente numero: 338/2683290.&amp;nbsp;Per maggiori informazioni sulle attivit&amp;agrave; della biblioteca comunale:<br />
	tel.090/9887304 &amp;ndash; email: biblioteca@comunelipari.it. <strong>Passate parola!</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28991]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 dic 2016 22:13:25 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alessandra Dagostini: �Sotto il Cielo delle Eolie�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sottoilcielodelleeolie.jpg" width="100" alt="Alessandra Dagostini: �Sotto il Cielo delle Eolie�" /><br /><p>
	&amp;ldquo;Cielo e mare, respiro e fato, natura selvaggia e poesia. Eolie come smania di varcare il limite. Come incanto, incendio, trepidazione, humus&amp;rdquo;. <strong>Queste sono alcune delle parole che la prefazione al nuovo libro di Alessandra Dagostini recita. &amp;ldquo;Sotto il Cielo delle Eolie&amp;rdquo; viene pubblicato a giugno 2016 dalla casa editrice DIbuono di Villa D&amp;rsquo;Agri di Marsicotevere</strong>.</p>
<p>
	Alla sua autrice, docente, nel 2012 &amp;egrave; stato conferito il Premio Morra dalla Pro Loco di Valsinni, per un saggio dedicato alla poetessa lucana Isabella Morra. <strong>Una dedica all&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano, molto amato da Alessandra Dagostini, la stampa dei ricordi di un viaggio importante per lei: un viaggio che ha segnato la sua rinascita dopo un periodo lungo di buio. </strong></p>
<p>
	Pasquale Montesano, giornalista e storico materano, &amp;egrave; l&amp;rsquo;autore della prefazione del libro e ne parla cos&amp;igrave;: &amp;laquo;&amp;egrave; stata una scelta voluta, meditata, un ricordo, un momento della sua vita che allora aveva assoluta necessit&amp;agrave; di cambiare rotta. E cos&amp;igrave;, si &amp;egrave; lasciata guidare dal capitano che la sorte le aveva scelto, trasportata in un eden dal quale non si &amp;egrave; mai separata, consapevole che quei sette giorni magici e maliardi faranno sempre parte della sua esistenza&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>&amp;ldquo;Sotto il Cielo delle Eolie&amp;rdquo; &amp;egrave; una raccolta di sette poesie, ciascuna delle quali dedicata ad una diversa isola. </strong>E cos&amp;igrave; Stromboli, Vulcano, Panarea, Salina, Alicudi, Filicudi e Lipari trovano vita nelle parole di Alessandra Dagostini. Ogni poesia &amp;egrave;, inoltre, rappresentata da un dipinto diverso per seguire anche la passione che l&amp;rsquo;autrice nutre per l&amp;rsquo;arte. Il risultato &amp;egrave; un mix di poesia e arte che si uniscono nella celebrazione di questo piccolo angolo di paradiso siciliano: un viaggio nell&amp;rsquo;atmosfera magica dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28910]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 12 ott 2016 10:56:44 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L�incantevole �presepe a mare� di Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/presepemare.jpg" width="100" alt="L�incantevole �presepe a mare� di Lipari" /><br /><p>
	Da qualche anno, grazie ai volontari dell&amp;rsquo;associazione lipariota<strong> SS. Cosma e Damiano</strong>, viene allestito all&amp;rsquo;interno della<strong> Chiesa delle Anime del Purgatorio</strong> - eretta nel 1545 sulla penisoletta prospiciente la piazza Ugo di Santonofrio a Marinacorta - il <strong>PRESEPE DEL MARE, una bellissima miniatura di un ipotetico borgo marinaro con i particolari costitutivi dell&amp;#39;architettura eoliana.</strong> Nella &amp;quot;pinnata&amp;quot; &amp;egrave; stata ubicata la Nativit&amp;agrave; con le figure appositamente realizzate da famosi artigiani leccesi.</p>
<p>
	<strong>La bellissima scena si sviluppa lungo un corso d&amp;rsquo;acqua, popolato da pescatori alcuni collocati su barche direttamente sul rivolo rappresentati con un realismo crudo e sincero, &amp;egrave; questo che lo rende pi&amp;ugrave; bello!</strong><br />
	Successivamente &amp;egrave; stata riprodotta parte della piazza di Marina Corta, con la Chiesa e la gradinata di San Giuseppe, il ponticello, la statua di San Bartolo. La scena si completa con i personaggi che quotidianamente vivono la piazza.<br />
	<strong>Il presepe &amp;egrave; perennemente allestito: in questo angolo di Lipari, &amp;egrave; sempre natale&amp;hellip;</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28989]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 dic 2016 21:34:30 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/presepemare.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Palazzo Marchetti: il luogo della cultura		2�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/progettomarchetti.jpg" width="100" alt="Palazzo Marchetti: il luogo della cultura		2�Parte" /><br /><p>
	<strong>L&amp;rsquo;associazione Didime con alla guida la sua presidente Carla Rametta &amp;egrave; impegnata adesso nel realizzare il progetto di creazione di un Cine-Auditorium per dare nuova vita a una dimensione che ha gi&amp;agrave; segnato la storia dell&amp;rsquo;isola e delle Eolie tutte, luoghi protagonisti del grande cinema d&amp;rsquo;autore.</strong><br />
	Film come &amp;ldquo;Vulcano&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Stromboli (Terra di Dio)&amp;rdquo;, &amp;ldquo;L&amp;#39;Avventura&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Kaos&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Caro Diario&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Il Postino&amp;rdquo; sono la testimonianza, ancora attuale, del segno lasciato da queste terre mediterranee in maestri come William Dieterle, Roberto Rossellini, Michelangelo Antonioni, Paolo e Vittorio Taviani, Nanni Moretti, Michael Radford e Massimo Troisi, in attori e attrici che ci hanno fatto emozionare, soffrire, sognare.<br />
	Cinema come racconto. Creazione. E impresa culturale, come dimostrano anche le avventure della &amp;ldquo;Panaria Film&amp;rdquo;, casa produttrice di vita breve ma intensa.</p>
<p>
	<strong>Oggi tanta memoria prende corpo in una nuova ambiziosa avventura: fare nascere e crescere uno spazio tutto dedicato al cinema e alla cultura, un Auditorium, una sala cinematografica che possa ospitare film, musica, teatro, incontri e rinnovi, proprio a Salina, il fascino della &amp;ldquo;settima arte&amp;rdquo;.</strong><br />
	Si pu&amp;ograve; contribuire a questo progetto anche con donazioni minime. Per conoscere meglio questo progetto &amp;egrave; possibile collegarsi al sito <em>www.palazzomarchetti.it</em></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28988]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 dic 2016 21:25:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Palazzo Marchetti: il luogo della cultura		1�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/palazzomarchetti.jpg" width="100" alt="Palazzo Marchetti: il luogo della cultura		1�Parte" /><br /><p>
	SALINA- Il <strong>Palazzo Marchetti</strong> &amp;egrave; un&amp;rsquo;antica dimora storica di Malfa, nell&amp;rsquo;isola di Salina, costruito negli anni Venti da <strong>Antonino Marchetti,</strong> emigrato negli Stati Uniti da Salina e rappresenta una felice e originale sintesi tra lo stile ottocentesco eoliano e il confort moderno.</p>
<p>
	<strong>La vista panoramica sui vigneti e sul mare blu cobalto delle Eolie si sposa con il silenzio, rotto solo dal rintocco delle campane e dai suoni della natura.</strong> Tutt&amp;rsquo;attorno, il verde dei vigneti e della macchia mediterranea, che sale su verso le pendici del monte Fossa.<br />
	Nel 1993 il Palazzo, dall&amp;rsquo;architettura innovativa, un mixage tra la tradizione eoliana dell&amp;rsquo;Ottocento e l&amp;rsquo;innovazione americana, <strong>&amp;egrave; stato donato all&amp;rsquo;associazione Didime da una discendente americana del proprietario, allo scopo di promuovere attivit&amp;agrave; educative e culturali per gli abitanti dell&amp;rsquo;Isola di Salina e per i tanti turisti.</strong></p>
<p>
	Il Palazzo &amp;egrave; stato sede fino al 2010 del <strong>Museo Eoliano dell&amp;#39;Emigrazione di Malfa </strong>e ospita eventi di rilievo, tra concerti, rappresentazioni teatrali, &amp;ldquo;lectures&amp;rdquo; di testi letterari, dibattiti e presentazioni di libri e soprattutto una grande prestigiosa manifestazione come il Salina DocFest, giunto nel 2016 alla sua decima edizione.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28987]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 dic 2016 21:18:16 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lo Stromboli studiato dal vulcanologo McGonigle]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanologo.jpg" width="100" alt="Lo Stromboli studiato dal vulcanologo McGonigle" /><br /><p>
	Le eruzioni vulcaniche sono tra i fenomeni naturali pi&amp;ugrave; vasti e catastrofici. Ma capire quando uno dei circa 1.500 vulcani potenzialmente attivi della Terra pu&amp;ograve; eruttare &amp;egrave; un&amp;#39;impresa al tempo stesso ardua e costosa. <strong>Secondo quanto si apprende da un articolo pubblicato su National Geographic, ilfisico e vulcanologo scozzese Andrew McGonigle da quasi vent&amp;#39;anni studia sistemi per migliorare la capacit&amp;agrave; di prevedere eruzioni. </strong>Le ricerche di McGonigle si sono concentrate sul migliorare o adattare tecnologie che potessero limitare i danni causati dalle esplosioni vulcaniche.<br />
	<strong>Le ricerche dello studioso sono iniziate sorvolando alcuni vulcani, compreso lo Stromboli, sviluppando successivamente un software e messo a punto i protocolli per l&amp;#39;uso di uno strumento pi&amp;ugrave; compatto, che pesa circa un chilo e costa un decimo di quello tradizionale.</strong><br />
	Utilizzato finora in 25 paesi, lo spettrometro a ultravioletti rileva e rappresenta i pennacchi vulcanici misurando la luce di sfondo assorbita dai gas vulcanici.<strong> Assieme ad altre analisi, come la misurazione delle deformazioni del terreno nelle vicinanze dei vulcani, &amp;ldquo;consente una diagnosi come quella della malattia in un paziente&amp;quot;</strong>, ha spiegato McGonigle.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28986]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 dic 2016 21:03:41 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanologo.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Natale in tavola: gli "spicchiteddi"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Spicchiteddi.jpg" width="100" alt="Natale in tavola: gli "spicchiteddi"" /><br /><p>
	&amp;Egrave; finalmente dicembre e dicembre &amp;egrave; notoriamente sinonimo di <strong>Natale</strong>. I tipici dolci eoliani appartenenti alla tradizione natalizia sono gli &amp;ldquo;<strong>spicchiteddi</strong>&amp;rdquo;, molto particolari per la loro <strong>cottura con il vin cotto</strong> e oggi vediamo insieme come si preparano.<br />
	Intanto ecco gli ingredienti:<br />
	500 g di farina 00, 100 g di mandorle pelate e tostate, 100 g di zucchero, Vino cotto q.b., 80 g di strutto, una bustina di lievito per dolci, scorza di un limone grattugiata, scorza di un&amp;rsquo;arancia grattugiata, un cucchiaio abbondante di cannella in polvere, 3 chiodi di garofano e un cucchiaino di bicarbonato.</p>
<p>
	<strong>Tritare le mandorle tostate fino a ridurle a consistenza granulosa e impastarle in una terrina con la farina setacciata,</strong> lo zucchero, il lievito, il bicarbonato, lo strutto, le scorze degli agrumi grattugiate, un cucchiaio abbondante di cannella, i chiodi di garofano macinati e il<strong> vino cotto versato a filo, fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo</strong>.</p>
<p>
	Ricavare dal composto dei tocchetti da modellare con le mani a forma di bastoncini dello spessore di 2 cm circa e lunghi 10-15 cm. <strong>Quindi arrotolare ogni bastoncino di pasta su se stesso in maniera pi&amp;ugrave; o meno elaborata e incastonare una o due mandorle spellate sulla parte superiore di ciascuno degli spicchiteddi.</strong></p>
<p>
	Trasferire infine gli spicchiteddi su una teglia rivestita di carta forno e cuocere in forno a 180&amp;deg; per 10-15 minuti e &amp;hellip; <strong>buon appetito</strong>!<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28985]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 dic 2016 20:47:32 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Lipari con la Maya: gli scatti de "A Biddikkia"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/veronica.jpg" width="100" alt="A Lipari con la Maya: gli scatti de "A Biddikkia"" /><br /><p>
	<strong>Veronica Maya, conduttrice televisiva e showgirl italiana, &amp;egrave; il volto della nuova campagna pubblicitaria del noto brand eoliano &amp;ldquo;A Biddikkia&amp;rdquo; di Giovanna Mandarano</strong>, tutta organizzata nell&amp;rsquo;isola di Lipari. Un inno al sole e al colore anche nei mesi invernali, proprio come il clima che si respira nelle suggestive stradine di <strong>Lipari</strong>, perla delle Isole Eolie.</p>
<p>
	La collezione A Biddikkia autunno inverno 2016 2017 propone le immancabili grafiche colorate total look o mixate con capi block color. <strong>La ricchezza e l&amp;rsquo;eleganza dello stile barocco uniti alla rigorosit&amp;agrave; dei tagli militari danno alla collezione un aspetto unico e innovativo i cui i tessuti di pregio e la manifattura curata nei minimi particolari conferiscono quel pregio e quel design che da sempre contraddistingue il brand.</strong><br />
	La collezione &amp;egrave; pensata per una donna elegante, decisa, estroversa dalla personalit&amp;agrave; ben definita che ama la classicit&amp;agrave; nei tagli e nella sartorialit&amp;agrave; di un capo ma che non perde mai di vista le nuove proposte dell&amp;rsquo;alta moda e che ama rinnovarsi e divertirsi con capi sempre nuovi e di tendenza. <strong>Una collezione estremamente femminile per colpire l&amp;#39;attenzione e non passare inosservati. Nero, rosso, bianco e motivi a righe sono i codici stilistici che contraddistinguono questo brand in forte ascesa.</strong></p>
<p>
	Una vera e propria full immersion nella vitalit&amp;agrave; e solarit&amp;agrave; di una Sicilia che non smette mai di stupire e regalare inediti paesaggi mozzafiato. Il brand <em>A&amp;rsquo; Biddikkia</em> utilizza solo materiali di grande qualit&amp;agrave;, ed elevata prestazione, ed un prodotto esclusivamente made in Italy.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28984]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 11 dic 2016 16:49:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il tesoro dei Santi di Stromboli		2� parte  ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolitesoro1.jpg" width="100" alt="Il tesoro dei Santi di Stromboli		2� parte  " /><br /><p>
	All&amp;rsquo;epoca i <strong>preziosi </strong>erano stati raccolti in contenitori&amp;nbsp; eterogenei definiti dall&amp;rsquo;attribuzione dell&amp;rsquo;oggetto all&amp;rsquo;entit&amp;agrave; di culto prescelta dal donatore, rendendone precaria la custodia, sommario l&amp;rsquo;inventario, impraticabile l&amp;rsquo;esposizione&amp;nbsp; e la valorizzazione culturale pubblica. L<strong>e donazioni sono in prevalenza anonime, rari i riferimenti alle motivazioni a offrire gli ex voto.</strong><br />
	Diverse le attivit&amp;agrave; nelle quali i volontari sono impiegati: si inizia dall&amp;rsquo;attribuzione di un codice alfanumerico univoco correlato a due scatti fotografici (di cui uno tecnico con etichetta e unit&amp;agrave; di misura).</p>
<p>
	Successivamente si passa alla cartellinatura e stoccaggio in contenitori multipli. <strong>Necessaria l&amp;rsquo;elaborazione, la calibrazione e l&amp;rsquo;ordinamento delle immagini acquisite, il tutto per elaborare un catalogo generale e una banca dati digitale accessibile in rete</strong>.</p>
<p>
	Numerosi sono i partners istituzionali: come la parrocchia &amp;ndash; Giuseppe Di Mauro, la Stazione dei Carabinieri &amp;ndash; Salvino Antioco.<br />
	Lo sponsor, che ha aiutato l&amp;rsquo;associazione per l&amp;rsquo;acquisto delle attrezzature, materiali e software, &amp;egrave; Michele Giovannetti di Aroph Spagiria</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28983]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 08 dic 2016 18:02:03 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il tesoro dei Santi di Stromboli		1� parte  ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolitesoro.jpg" width="100" alt="Il tesoro dei Santi di Stromboli		1� parte  " /><br /><p>
	Lodevole e quasi commuovente iniziativa da parte dei volontari dell&amp;rsquo;associazione <strong>Attiva Stromboli</strong>, la quale si sta impegnando in un&amp;rsquo;azione senza precedenti: ridare lustro a quel tesoro donato dai propri emigrati alla propria comunit&amp;agrave; prima di partire per terre lontane.</p>
<p>
	Punto di partenza della malinconia, che uomini e donne hanno attraversato nel viaggio da emigranti, barattando le radici culturali, gli affetti e le allegrie giovanili con la speranza di una vita migliore. <strong>Il tesoro dei Santi di Stromboli contiene i sentimenti di coloro che lo hanno generato ed ha il diritto di essere custodito, gli strombolani oggi hanno intenzione di tutelarlo e condividerlo: un dovere civile e sociale alla memoria delle proprie origini.</strong></p>
<p>
	L&amp;rsquo;obiettivo dell&amp;rsquo;associazione &amp;egrave; la tutela e la valorizzazione di un bene storico e culturale di grande valore per la&amp;nbsp; vita sociale di Stromboli: i tanti oggetti personali donati dagli abitanti dell&amp;rsquo;isola alle parrocchie&amp;nbsp; nel corso degli anni&amp;nbsp; in occasione di significativi e importanti eventi personali e collettivi.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28982]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 08 dic 2016 18:00:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Follia e colore: Ligabue in mostra a Roma]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/ligabueroma.jpg" width="100" alt="Follia e colore: Ligabue in mostra a Roma" /><br /><p>
	Fino all&amp;#39;8 gennaio le sale del<strong> Complesso del Vittoriano accolgono la mostra Antonio Ligabue</strong>: un&amp;#39;esposizione interamente dedicata al genio tormentato, originario della Svizzera tedesca, ma che a Gualtieri, sulle rive del Po, visse fino alla morte, dopo essere stato espulso dal Paese natale nel 1919.&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>Autodidatta, grazie ad una visionariet&amp;agrave; e a una capacit&amp;agrave; di trasfigurazione stupefacenti, raggiunge quella dimensione pittorica di espressionista tragico, profondamente umana e intrisa di una sensibilit&amp;agrave; viscerale che gli fanno conquistare una propria identit&amp;agrave; e, dopo fatiche e condanne, i riconoscimenti da una grande parte di appassionati e di storici dell&amp;#39;arte</strong>.</p>
<p>
	Attraverso circa cento lavori, la mostra propone un excursus storico e critico sull&amp;#39;attualit&amp;agrave; dell&amp;#39;opera di Ligabue, che rappresenta oggi una delle figure pi&amp;ugrave; interessanti dell&amp;#39;arte del Novecento. Tra gli olii esposti Carrozza con cavalli e paesaggio svizzero, <strong>Tavolo con vaso di fiori e Gorilla con donna</strong>, accanto a sculture in bronzo come Leonessa&amp;nbsp; e Lupo siberiano. In mostra c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche una sezione dedicata alla produzione grafica con disegni e incisioni, fra i quali Mammuth e Autoritratto con berretto da fantino. Molto interessante la sezione dedicata alla sua incredibile vicenda umana. Antonio Ligabue in mostra nell&amp;rsquo;Ala Brasini del Vittoriano fino ad inizio 2017.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28981]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 08 dic 2016 17:12:47 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Filicudi e Yoga: il binomio del benessere]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/filicudi.jpg" width="100" alt="Filicudi e Yoga: il binomio del benessere" /><br /><p>
	<strong>Meravigliose coste a strapiombo sul mare,</strong> a largo delle quali si ergono come faraglioni imponenti scogli di natura eruttiva. Insenature e baie ricche di anfratti dove l&amp;#39;acqua cristallina lambisce la nera roccia lavica. Terrazzamenti costruiti in passato per strappare all&amp;#39;isola ogni metro di terra per la coltivazione di capperi, fichi e vite, ora conquistati per la maggior parte dalla macchia mediterranea.</p>
<p>
	Queste sono solo alcune delle incredibili bellezze di Filicudi, una delle sette isole Eolie, arcipelago elevato a patrimonio dell&amp;#39;umanit&amp;agrave;. Filicudi &amp;egrave; un&amp;#39;isola selvaggia e incontaminata, un luogo di natura e silenzio. <strong>Filicudi appare dunque come luogo ideale per la ricerca del benessere fisico e mentale, perfetto per gli amanti dello Yoga.</strong></p>
<p>
	Con queste considerazioni in mente, Valentina Rossi, presidente dell&amp;#39;associazione sportiva dilettantistica Yoga Feeling e affezionata frequentatrice di Filicudi da oltre trent&amp;#39;anni, ha avuto l&amp;#39;idea di una vacanza dedicata allo Yoga sull&amp;#39;isola di Filicudi. &amp;Egrave; cos&amp;igrave; nato Yogafilicudi (www.yogafilicudi.it), un progetto che propone vacanze &amp;#39;Yoga e mare&amp;#39; lanciato per l&amp;#39;estate 2016.</p>
<p>
	Yogafilicudi offre l&amp;#39;opportunit&amp;agrave; di praticare Yoga nel corso di una settimana dedicata alla ricerca del benessere, all&amp;#39;interno della magica cornice di Filicudi. La vacanza propone <strong>due pratiche quotidiane di Yoga</strong>, una il mattino l&amp;#39;altra la sera. A Yogafilicudi si pratica Hatha Yoga, lo stile pi&amp;ugrave; antico, basato su Asana, Pr&amp;#257;n&amp;#257;y&amp;#257;ma e meditazione.</p>
<p>
	Le pratiche sono accompagnate da diverse altre attivit&amp;agrave; che permettono di godere pienamente della bellezza di Filicudi. <strong>Trekking </strong>nella macchia mediterranea, <strong>snorkeling </strong>fra le baie di acqua cristallina e gite in barca alla scoperta delle meraviglie biologiche dell&amp;#39;isola sono fra le proposte a cui i partecipanti possono prendere parte nel corso della vacanza.</p>
<p>
	I partecipanti sono ospitati in una tipica dimora eoliana. Ristrutturata con cura, la casa &amp;egrave; accogliente e confortevole, pur mantenendo il fascino originale dell&amp;#39;architettura eoliana. Spessi muri bianchi ingentiliti da bordi color turchese, travi di legno a vista, grandi terrazze con &amp;quot;bisuoli&amp;quot; (sedili in muratura) e i pulira (tipiche colonne eoliane), il tutto circondato da un lussureggiante giardino.</p>
<p>
	La casa gode inoltre di una suggestiva vista sul mare, sulle altre isole dell&amp;#39;arcipelago e sulla costa siciliana. Le albe che tingono il panorama del mattino e le stelle che illuminano il cielo della notte rendono la posizione della casa ancor pi&amp;ugrave; seducente.</p>
<p>
	<strong>Yogafilicudi </strong>offre dunque un&amp;#39;opportunit&amp;agrave; unica per la pratica dello Yoga e della ricerca del benessere fisico e mentale, in un luogo selvaggio e affascinante.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Livia Gallarti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25639]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 19:53:29 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Cresce l'attesa per la costituzione del Bio- Distretto delle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/1 marzo.jpg" width="100" alt="Cresce l'attesa per la costituzione del Bio- Distretto delle Eolie" /><br /><p>
	LIPARI &amp;ndash; Manca poco alla costituzione del<strong> Bio- Distretto Eolie</strong>. Sar&amp;agrave; inaugurato domenica 6 marzo 2016, alle ore 09.30, presso Gattopardo Park Hotel di Lipari.<br />
	Un&amp;rsquo;iniziativa organizzata dalla Federalberghi Isole Eolie, Associazione Pro Stromboli Onlus, AIAB Sicilia- Associazione Italiana per l&amp;rsquo;Agricoltura Biologica e l&amp;rsquo;I<strong>nternational Networking of Eco Regions</strong>.<br />
	Si tratta di un&amp;rsquo;occasione unica per il territorio eoliano che si apre in questo modo alle nuove politiche del consumo sostenibile e che mira alla compenetrazione della dimensione locale con quella globale quale condizione imprescindibile di un reale s<strong>viluppo economico e sociale.</strong><br />
	Proprio per questo motivo la partecipazione al Bio-Distretto &amp;egrave; particolarmente indicata per i produttori agricoli, cittadini/consumatori (anche in forma associata), amministrazioni pubbliche locali, aree naturali protette, imprese commerciali, turistiche e culturali, associazioni sociali,<strong> culturali e ambientaliste</strong>, che condividono e agiscono secondo i principi ed i metodi di produzione e consumo biologico.</p>
<p>
	Nell&amp;rsquo;ambito della mattinata sono previsti gli interventi di <strong>Aim&amp;eacute;e Carmoz</strong> (principale promotrice dell&amp;rsquo;iniziativa), <strong>Alfio Furnari (</strong>Presidente dell&amp;rsquo;AIAB Sicilia), <strong>Salvatore Basile</strong> (Presidente della Rete Internazionale dei Bio-Distretti INNER) e <strong>Giuseppe Orefice</strong> (Segretario generale della Rete Internazionale dei Bio-Distretti INNER).</p>
<p>
	Il primo Bio-distretto &amp;egrave; stato attivato in Italia nel 2009 dall&amp;rsquo; Associazione Italiana per l&amp;rsquo;Agricoltura Biologica in un territorio che &amp;egrave; parte del <strong>Parco nazionale del Cilento</strong>, Vallo di Diano ed Alburni. A distanza di 3 anni, il Bio-distretto Cilento ha coinvolto 32 Comuni della zona, aziende, ristoranti e stabilimenti turistici che utilizzano i prodotti biologici del territorio. Oggi rappresenta un vero e proprio laboratorio permanente nazionale e internazionale di idee e iniziative ad alto profilo culturale, che punta ad uno sviluppo equo e solidale del territorio fondato sul modello biologico.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25626]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:45:08 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[The Telegraph: Capofaro Malvasia & Resort di Salina in Top 10]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/thetelegraph.jpg" width="100" alt="The Telegraph: Capofaro Malvasia & Resort di Salina in Top 10" /><br /><p>
	Il Telegraph &amp;egrave; un famoso quotidiano del Regno Unito, fondato nel 1855. Nella sezione del sito dedicata ai viaggi, &amp;egrave; stata stilata una classifica dei dieci migliori hotel italiani di mare. Nella Top 10 compare il Capofaro Malvasia &amp;amp; Resort dell&amp;rsquo;eoliana isola di Salina. Viene descritto come un sofisticato hotel collocato su una terrazza con una vista dall&amp;rsquo;alto sul bellissimo mare siciliano, all&amp;rsquo;ombra del faro che da nome a questo luogo da sogno. Il Resort ha un ristorante eccellente e le sue stanze hanno sede tra le vigne firmate Tasca D&amp;rsquo;Almerita, tra i pi&amp;ugrave; importanti produttori di vino italiani. <strong>Regala, inoltre, uno sguardo sulle pi&amp;ugrave; distanti isole di Panarea e Stromboli, tanto che spesso nelle notti pi&amp;ugrave; limpide sono visibili anche le eruzioni del vulcano.</strong> Esperti del Telegraph hanno recensito il Capofaro Malvasia &amp;amp; Resort di Salina, assegnandogli un punteggio di 9 su 10, calcolato dalla media dei voti dati a diverse categorie: <em>location</em> (9/10), <em>style &amp;amp; character </em>(9/10), <em>service &amp;amp; facilities </em>(8/10), <em>rooms</em> (8/10), <em>food &amp;amp; drink</em> (9/10) e <em>value for money</em> (8/10). Un punteggio altissimo da un autorevole quotidiano del Regno Unito. Britannici e non, cosa aspettate a prenotare una vacanza a Salina, la pi&amp;ugrave; verde delle Isole Eolie?</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25603]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:00:09 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Associazioni degli Albergatori: Avviso Pubblico per Concorso di Idee]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/concorsoidee.png" width="100" alt="Associazioni degli Albergatori: Avviso Pubblico per Concorso di Idee" /><br /><p>
	Le associazioni degli albergatori, che aderiscono a Federalberghi e ad URAS Federalberghi Sicilia della Provincia di Messina, hanno sottoscritto un accordo di collaborazione il 29 gennaio 2016. Tra gli obiettivi che hanno intenzione di concretizzare, vi &amp;egrave; quello di lavorare insieme per intraprendere azioni di marketing, internazionalizzazione e promozione del territorio. Per questo motivo, &amp;egrave; stato rilasciato un comunicato stampa congiunto dall&amp;rsquo;Associazione Albergatori Giardini Naxos, dall&amp;rsquo;Associazione Albergatori Taormina, da Federalberghi Isole Eolie, da Federalberghi Letojanni &amp;amp; Val D&amp;rsquo;Agr&amp;ograve; e da Federalberghi Messina. <strong>Insieme, hanno lanciato un concorso di idee con l&amp;rsquo;obiettivo di creare un&amp;rsquo;immagine coordinata dei territori della Provincia di Messina, intesi come destinazione turistica integrata. </strong>Si tratta della prima iniziativa nata dall&amp;rsquo;unione di queste associazioni rappresentanti di Taormina, Messina, Giardini di Naxos, Isole Eolie e Letojanni e Val D&amp;rsquo;Agr&amp;ograve; ed aderenti ad URAS Federalberghi Sicilia. Il concorso di idee &amp;egrave; finanziato per merito della collaborazione con EAP Fedarcom Regione Sicilia, nell&amp;rsquo;ambito di un progetto realizzato in partnership con il fondo Fonarcom, in occasione di un programma di ospitalit&amp;agrave; attivato dalla Chinese People&amp;rsquo;s Association for Friendship with Foreign Countries con la Regione Sicilia ed i comuni di Taormina, Giardini-Naxos, Letojanni e Castelmola. L&amp;rsquo;avviso pubblico &amp;egrave; disponibile al seguente link <strong>http://bit.ly/1QXu7lv</strong> e tutti coloro che sono interessati a parteciparvi devono far pervenire via e-mail i loro elaborati, entro le ore 19.00 del 25 febbraio 2016.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25602]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:59:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: Vulcano - 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanostoria1.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: Vulcano - 2� parte" /><br /><p>
	La notte del 3 agosto 1888, per&amp;ograve;, Vulcano si risveglia ed esplode, facendo saltare in aria parte del cratere della Fossa e alcuni galeotti che, al momento, vi stavano lavorando all&amp;rsquo;interno per estrarre minerali di zolfo. Prolungatasi fino al 1890, &amp;egrave; stata l&amp;rsquo;ultima eruzione dell&amp;rsquo;Isola, ma &amp;egrave; stata sufficiente a convincere Stevenson ad andarsene per sempre da qui. Spaventato dalla furia del vulcano e obbligato dalla moglie terrorizzata, il britannico vende le miniere e le sue terre ad alcuni abitanti di Lipari, per abbandonare definitivamente l&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano e fare ritorno in Scozia. Cos&amp;igrave;, sull&amp;rsquo;Isola restano solo gli abitanti delle zone di Gelso e di Piano, prevalentemente contadini e pastori; &amp;egrave; per questa ragione che hanno inizio le attivit&amp;agrave; di agricoltura rudimentale, basate sulla vite. A fine 800 hanno iniziato ad arrivare contadini, in cerca di fortuna, dalla Sicilia e l&amp;rsquo;organizzazione industriale dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; estrattiva non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; ripartita.<br />
	<strong>Nonostante quella del 1888-1890 sia stata l&amp;rsquo;ultima eruzione, Vulcano non ha mai smesso di mostrare la sua attivit&amp;agrave;. Tutti coloro che mettono piede sull&amp;rsquo;Isola possono osservare le fumarole, i getti di vapore sia sulla cresta che sottomarini, e possono godere delle propriet&amp;agrave; terapeutiche dei fanghi sulfurei presenti.</strong> Le fumarole, situate a Nord di Vulcano, emettono acido borico, cloruro di ammonio e zolfo, utilizzati per alimentare un complesso industriale per la produzione di quest&amp;rsquo;ultimo; tuttavia, in quanto si tratta di gas tossici, &amp;egrave; consentito avvicinarvisi solo se accompagnati da guide autorizzate.<br />
	In passato, in particolare prima della guerra, l&amp;rsquo;Isola di Vulcano &amp;egrave; stata conosciuta come paradiso per i cacciatori ed &amp;egrave; stata frequentata da personaggi noti, come Pirandello che vi ha trascorso numerosi periodi. Ma la notoriet&amp;agrave;, che l&amp;rsquo;ha resa una meta turistica apprezzata, gli &amp;egrave; stata &amp;ldquo;regalata&amp;rdquo; da Rossellini. Egli, infatti, nel primo dopoguerra vi ha girato il famoso film con protagonista la famosa Anna Magnani.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24558]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:21:28 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanostoria1.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: Vulcano - 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanostoria.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: Vulcano - 1� parte" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;Isola di Vulcano, in passato, &amp;egrave; stata chiamata <em>Therasia</em>, che significa &amp;ldquo;terra calda&amp;rdquo;, per essere rinominata poi<em> Hiera</em>, &amp;ldquo;isola sacra&amp;rdquo; al dio Vulcano. I Greci, secondo la mitologia, pensavano che qui fossero situate le fucine di Efesto, il dio del fuoco, della tecnologia e della metallurgia. Secondo la tradizione mitologica romana, invece, Efesto viene identificato con il dio Vulcano, dal quale deriva l&amp;rsquo;attuale nome dell&amp;rsquo;Isola, luogo dove sono state forgiate, con l&amp;rsquo;ausilio dei Ciclopi, le armi per gli dei. L&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; vulcanica dell&amp;rsquo;isola ha impressionato storici antichi famosissimi: Senofane, Tucidide, Aristotele, Plinio; nell&amp;rsquo;Eneide, Virgilio l&amp;rsquo;ha descritta cos&amp;igrave;: <em>&amp;quot;giace tra la Sicania da l&amp;rsquo;un canto e Lipari da l&amp;rsquo;altro, un&amp;rsquo;isoletta ch&amp;rsquo;alpestra ed alta esce de l&amp;rsquo;onde, e fuma&amp;quot;.</em><br />
	<strong>Secondo diversi studi svolti da archeologi ed antropologi, Vulcano &amp;egrave; identificata come l&amp;rsquo;isola dei morti; si ritiene, infatti, che i corpi dei defunti venissero trasportati qui, da tutto l&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano, per essere purificati dal dio del fuoco con dei riti sacri.</strong><br />
	Per le sue caratteristiche geologiche, l&amp;rsquo;isola &amp;egrave; sempre stata soggetta a lavori di estrazione di allume e zolfo e la sua popolazione, in passato, &amp;egrave; stata costituita da forzati e schiavi costretti all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di minatori. Lo sfruttamento minerario ha avuto inizio nel periodo dei Romani ed &amp;egrave; proseguito fino all&amp;rsquo;epoca dei Borboni ed &amp;egrave; proprio sotto la dominazione borbonica che l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; raggiunge il suo apice, tanto da tramutarsi in industria. Durante la prima met&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Ottocento ha avuto termine, per&amp;ograve;, il loro dominio e, nel 1860, la parte settentrionale dell&amp;rsquo;Isola viene acquistata dal britannico Stevenson che continua l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; mineraria, pianta i primi vigneti al Piano e costruisce la sua villa. Egli, inoltre, ha fatto costruire una mulattiera che permetteva di accedere direttamente all&amp;rsquo;interno della voragine del cratere, nella quale sono stati fabbricati ricoveri in muratura per gli operai. La notte del 3 agosto 1888, per&amp;ograve;, Vulcano si risveglia ed esplode, facendo saltare in aria parte del cratere della Fossa e alcuni galeotti che, al momento, vi stavano lavorando all&amp;rsquo;interno per estrarre minerali di zolfo.<br />
	Continua&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24557]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:18:54 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie negli appunti di Dumas		9� e ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sciarastromboli.jpg" width="100" alt="Le Eolie negli appunti di Dumas		9� e ultima parte" /><br /><p>
	Visto da dove ci trovavamo noi, cio&amp;egrave; dall&amp;#39;alto verso il basso, &amp;egrave; uno spettacolo superbo e orrido a un tempo; a ogni convulsione che la montagna vive nelle sue viscere la si sente tremare sotto di s&amp;eacute; e sembra che stia per spaccarsi; poi arriva l&amp;#39;esplosione, simile a un gigantesco albero di fuoco e fumo che agita le sue foglie di lava. <strong>Mentre ammiravamo quella meraviglia, il vento cambi&amp;ograve; d&amp;#39;un tratto: ce ne accorgemmo dal fumo del cratere che, invece d&amp;#39;allontanarsi da noi come aveva fatto sino ad allora, pieg&amp;ograve; su se stesso come una colonna che crolli e si diresse verso di noi, avvolgendoci nelle sue spire prima che avessimo il tempo di sfuggirgli. </strong></p>
<p>
	Al contempo, la pioggia di lava e pietre, sollecitata dalla stessa forza, cadde tutt&amp;#39;attorno a noi: rischiammo di venir soffocati dal fumo e insieme di essere uccisi o arsi dai proiettili. Ci ritirammo dunque tutti precipitosamente verso un altro pianoro, pi&amp;ugrave; basso d&amp;#39;un centinaio di piedi e pi&amp;ugrave; vicino al vulcano.</p>
<p>
	Quello stesso giorno, alle quattro del pomeriggio, uscimmo dal porto. Il tempo era magnifico, l&amp;#39;aria tersa, il mare appena increspato. Avevamo concluso la nostra esplorazione di tutto quel favoloso arcipelago che Stromboli illumina come un faro.<br />
	<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28980]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 04 dic 2016 19:16:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie negli appunti di Dumas		8� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/stromboli.jpg" width="100" alt="Le Eolie negli appunti di Dumas		8� parte" /><br /><p>
	<strong>STROMBOLI 9 ottobre</strong><br />
	Erano quasi le otto del mattino: per salvaguardare la nostra ascensione dalla troppa calura ci mettemmo subito in marcia<strong>. La vetta di Stromboli &amp;egrave; a soli dodici, quindicimila piedi sopra il livello del mare, ma la sua pendenza &amp;egrave; cos&amp;igrave; ripida che non la si pu&amp;ograve; affrontare in linea retta: bisogna sempre zigzagare. </strong>All&amp;#39;inizio, uscendo dal villaggio, il cammino era stato facile: s&amp;#39;inerpicava in mezzo ai vigneti carichi di quell&amp;#39;uva che costituisce tutto il commercio dell&amp;#39;isola; i grappoli ne pendevano in cos&amp;igrave; gran numero che chiunque ne coglieva a piacere senza neanche pensare a chiedere il permesso al proprietario. <strong>Una volta usciti dalla zona delle vigne, per&amp;ograve;, non c&amp;#39;era pi&amp;ugrave; alcun sentiero e dovemmo procedere a caso, cercando il terreno pi&amp;ugrave; facile e le pendenze meno scoscese.</strong></p>
<p>
	Malgrado tutte queste precauzioni, arriv&amp;ograve; il momento in cui fummo costretti a salire carponi; ma salire non era niente: confesso che, superato quel punto e voltatomi indietro, lo vidi cos&amp;igrave; ripido e a picco sul mare che chiesi terrorizzato come avremmo fatto a ridiscendere. Le guide risposero che saremmo scesi da un altro versante, e questo mi tranquillizz&amp;ograve; un poco. Il <strong>cratere di Stromboli ha la forma d&amp;#39;un enorme imbuto, al fondo e nel mezzo del quale c&amp;#39;&amp;egrave; un&amp;#39;apertura attraverso cui un uomo riuscirebbe a malapena ad entrare e che comunica con il camino nel cuore della montagna. </strong>&amp;Egrave; questa apertura, simile alla bocca d&amp;#39;un cannone, a scagliare un nugolo di proiettili che, ricadendo nel cratere, si trascinano dietro pietre, ceneri e lava, le quali, rotolando verso il fondo, otturano l&amp;#39;imbuto.</p>
<p>
	Allora il vulcano, sentendosi compresso dall&amp;#39;occlusione della sua valvola, sembra radunare le forze per qualche minuto; ma nel giro d&amp;#39;un istante i suoi polmoni iniziano ad ansimare e si sente un mugghio sordo correre lungo i fianchi erosi della montagna. <strong>Infine la cannonata esplode ancora una volta, lanciando a duecento piedi sopra la cima pi&amp;ugrave; alta nuove pietre e nuove lave che, ricadendo e otturando la bocca di sfiato, preparano una nuova eruzione.</strong><br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28978]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 04 dic 2016 19:08:39 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie negli appunti di Dumas		7� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolimilano.jpg" width="100" alt="Le Eolie negli appunti di Dumas		7� parte" /><br /><p>
	<strong>Arrivammo a Stromboli verso le sette di sera. </strong>Dieci minuti dopo eravamo ormeggiati a sessanta passi dal versante settentrionale della montagna. Era nelle profondit&amp;agrave; di Stromboli che Eolo teneva incatenati <em>luctantes ventos tempestatesque sonoras.</em> Al tempo del cantore di Enea, <strong>quando Stromboli si chiamava Strongyle, certamente l&amp;#39;isola non era ancora conosciuta per quello che &amp;egrave; e andava preparando nelle sue viscere quelle infuocate eruzioni cicliche che ne fanno il vulcano pi&amp;ugrave; gentile della terra. </strong></p>
<p>
	Con Stromboli, infatti, si sa cosa aspettarsi: non &amp;egrave; come il Vesuvio o l&amp;#39;Etna, che per una seppur minima eruzione fanno attendere il viaggiatore anche tre, a volte cinque, a volte dieci anni.<strong> Mi si dir&amp;agrave; che ci&amp;ograve; dipende senza dubbio dal posto che essi occupano nella gerarchia delle montagne che eruttano fuoco, un posto che consente loro di fare gli aristocratici come pi&amp;ugrave; gli aggrada</strong>: &amp;egrave; vero; cionondimeno bisogna ringraziare Stromboli di non essersi illuso neppure un istante sulla sua posizione sociale, e d&amp;#39;aver capito di essere solo un vulcano tascabile al quale nemmeno si presterebbe attenzione se si rendesse tanto ridicolo da darsi delle arie.</p>
<p>
	<strong>In difetto di qualit&amp;agrave;, dunque, Stromboli ripiega sulla quantit&amp;agrave;. E infatti non ci fece aspettare. </strong>Dopo appena cinque minuti di attesa si ud&amp;igrave; un rimbombare sordo, seguito da una detonazione simile a quella di una ventina di pezzi d&amp;#39;artiglieria che si mettessero a sparare tutti insieme, <strong>e un lungo getto di fuoco s&amp;#39;innalz&amp;ograve; in aria per poi ricadere in una pioggia di lava</strong>; una parte di tale pioggia rientr&amp;ograve; nel cratere del vulcano, mentre l&amp;#39;altra, scivolando lungo il pendio, precipit&amp;ograve; come un torrente di fuoco e and&amp;ograve; a estinguersi sfrigolando nel mare. Il fenomeno si ripet&amp;eacute; dopo dieci minuti, e cos&amp;igrave; fu a intervalli di dieci minuti per tutta la notte. Confesso che quella fu la notte pi&amp;ugrave; straordinaria della mia vita.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28977]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 04 dic 2016 19:04:55 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Una giornata in onore dell'ammiraglio Romano Sauro]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/romanosauro.jpg" width="100" alt="Una giornata in onore dell'ammiraglio Romano Sauro" /><br /><p>
	In una splendida giornata in cui il bello assoluto del paesaggio trionfa al caldo sole&amp;nbsp; donato da un novembre particolarmente benevolo, la Lega Navale italiana sezione di Lipari con il suo Presidente rag. Antonio Casilli&amp;nbsp; e&amp;nbsp; il Dirigente dell&amp;rsquo;I.S.I. Conti Eller Vainicher prof. Tommasa Basile hanno ospitato l&amp;rsquo;Ammiraglio Romano Sauro,nipote dell&amp;rsquo;eroe Nazario giustiziato dagli austriaci durante il primo conflitto Mondiale.</p>
<p>
	<strong>Tra la Lega Navale e l&amp;rsquo;Istituto &amp;egrave; stato firmato un protocollo di intesa che nell&amp;rsquo;offrire agli studenti una molteplicit&amp;agrave; di attivit&amp;agrave; legate al mare grazie alla disponibilit&amp;agrave; delle imbarcazioni, ha reso pi&amp;ugrave; forte&amp;nbsp; la richiesta dell&amp;rsquo;indirizzo di studio Logistica.</strong></p>
<p>
	Le donne eoliane sono state&amp;nbsp; protagoniste ed hanno condiviso alla pari con gli uomini il loro ruolo in mare.&amp;nbsp;<strong>L&amp;rsquo;Ammiraglio R. Sauro ha intrattenuto piacevolmente i presenti con uno storico documentato ed a tratti commosso racconto;&amp;nbsp; sullo sfondo del drammatico conflitto mondiale della Grande guerra ha tratteggiato la figura di un marinaio ,suo nonno,cui si &amp;egrave; accostato con il rispetto per l&amp;rsquo;eroe e l&amp;rsquo;affetto del nipote.</strong><br />
	Gli studenti dell&amp;rsquo;Istituto&amp;nbsp; ammirati ed incuriositi nel vedere la storia farsi persona hanno seguito con partecipata attenzione.<br />
	Una giornata importante per il territorio&amp;nbsp;&amp;nbsp; consapevole della sua grande memoria certo di un altrettanto grande futuro.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28976]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 04 dic 2016 19:03:31 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie negli appunti di Dumas	6� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/liscabianca.jpg" width="100" alt="Le Eolie negli appunti di Dumas	6� Parte" /><br /><p>
	<strong>Panarea e Stromboli 8 ottobre</strong><br />
	Ci risvegliammo di fronte a Panarea. Il vento era stato contrario tutta la notte e, malgrado i nostri uomini si fossero dati il cambio alla voga, non avevamo fatto molta strada: eravamo ad appena due miglia da Lipari. I<strong>l mare era perfettamente calmo: diedi quindi ordine al capitano di mettersi all&amp;#39;ancora e di fare le provviste per la giornata, ma soprattutto di non dimenticare le aragoste.</strong></p>
<p>
	Dopo circa un&amp;#39;ora di sosta a <strong>Lisca Bianca</strong>, vedemmo la speronara che iniziava a muoversi e s&amp;#39;avvicinava a noi. Il capitano aveva eseguito alla lettera il mio ordine: aveva fatto una tale scorta di astici e di aragoste che non si sapeva pi&amp;ugrave; dove posare i piedi, tanto il ponte ne era invaso; diedi ordine di metterli tutti assieme e di contarli: ce n&amp;#39;erano quaranta.</p>
<p>
	Rimproverai allora il capitano, accusandolo di volerci rovinare, ma lui mi ribatt&amp;eacute; che avrebbe preso per s&amp;eacute; quelli che non volevo, visto che non era possibile trovarne di cos&amp;igrave; a buon mercato; veramente, quando ci rese il conto, dimostr&amp;ograve; che la spesa assommava a dodici franchi: aveva comprato in blocco l&amp;#39;intera pescata d&amp;#39;una barca a due soldi la libbra.<strong> L&amp;#39;escursione a Lisca Bianca ci aveva risvegliato un tremendo appetito; demmo perci&amp;ograve; istruzioni a Giovanni di mettere in pentola per noi e per l&amp;#39;equipaggio i sei esemplari pi&amp;ugrave; grossi di quella bella compagnia, poi, per non far mancare nulla al nostro spuntino, facemmo portare dalla cambusa sei bottiglie di vino.</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28975]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 04 dic 2016 18:55:06 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie negli appunti di Dumas		5� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/dannati.jpg" width="100" alt="Le Eolie negli appunti di Dumas		5� parte" /><br /><p>
	<strong>Iniziammo a salire verso il cratere del primo vulcano; a ogni passo udivamo la terra risuonare sotto i nostri piedi come se stessimo camminando su delle catacombe.&amp;nbsp;</strong>Dopo una seconda arrampicata di circa un&amp;#39;ora ci trovammo sul ciglio del secondo vulcano; al suo interno, in mezzo al fumo che fuoriusciva dal centro, scorgemmo una miniera intorno alla quale s&amp;#39;affannava un&amp;#39;intera popolazione. <strong>Ci vollero circa venti minuti per raggiungere il fondo di quella immensa caldaia; via via che scendevamo, il calore del sole, combinandosi con quello della terra, diveniva pi&amp;ugrave; intenso. Arrivati alla fine della discesa fummo obbligati a fermarci un momento: l&amp;#39;aria era appena respirabile. </strong></p>
<p>
	<strong>&amp;nbsp;Sarebbe stato difficile vedere qualcosa di pi&amp;ugrave; bislacco dell&amp;#39;aspetto di quegli infelici forzati: a seconda dei diversi filoni di roccia a cui lavoravano, avevano finito coll&amp;#39;assorbirne il colore; alcuni erano gialli come canarini, altri rossi come gli uroni</strong>, questi infarinati come pagliacci e quelli tinti con il bistro come mulatti. Non era facile credere, di fronte a quella mascherata grottesca, che ciascuno degli uomini che ne facevano parte era l&amp;igrave; perch&amp;eacute; aveva rubato o perch&amp;eacute; aveva ucciso. La nostra attenzione era stata attratta in particolare da un ragazzetto d&amp;#39;una quindicina d&amp;#39;anni dalla figura aggraziata come quella d&amp;#39;una fanciulla. Chiedemmo qual era il suo reato: all&amp;#39;et&amp;agrave; di dodici anni aveva ucciso con una coltellata un domestico della principessa di Cattolica.&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28974]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 04 dic 2016 18:45:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Melbourne c'� orgoglio in rosa eoliano]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/natoli.jpg" width="100" alt="A Melbourne c'� orgoglio in rosa eoliano" /><br /><p>
	<strong>Ci sono ben tre ragazze di origini eoliane nella squadra&amp;nbsp; &amp;ldquo;Melbourne Victory&amp;rdquo;,</strong> squadra di football femminile australiana che milita in &amp;nbsp;W-League, il corrispettivo della nostra serie A femminile.</p>
<p>
	Loro si chiamano&amp;nbsp;<strong>Alexandra Natoli, difensore, ed Adriana e Melissa Taranto, entrambe centracampiste</strong>. Quest&amp;rsquo;ultima, per&amp;ograve;, risulta avere un infortunio al ginocchio, motivo per il quale ha saltato l&amp;rsquo;ultimo turno.<strong> Lo scorso sabato le attendeva un derby non facile: infatti non sono riuscite a superare il Melbourne City FC, nel grande scontro al femminile della capitale australian</strong>a. &amp;nbsp;La sconfitta amara &amp;egrave; arrivata &amp;nbsp;per 3 a 0. Attualmente il team si trova in terza posizione della classifica ufficiale con 7 punti. L&amp;rsquo;undici in rosa &amp;egrave; guidato dall&amp;rsquo;allenatore Jeff Hopkins.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28967]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 29 nov 2016 13:02:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie negli appunti di Dumas		4� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanello.jpg" width="100" alt="Le Eolie negli appunti di Dumas		4� parte" /><br /><p>
	... Dalla cima di Campo Bianco si dominava l&amp;#39;intero arcipelago; cos&amp;igrave; come la visuale che ci circondava era magnifica, altrettanto quella che si spiegava sotto di noi era cupa e desolata. <strong>Lipari non &amp;egrave; altro che un ammasso di pietre e di scorie; dalla distanza a cui eravamo, persino le case sembravano dei cumuli di pietre affastellate alla rinfusa</strong>, e su tutta l&amp;#39;isola a malapena si distinguevano due o tre macchie di verde - che sembravano, per servirmi della definizione di Sannazzaro, dei frammenti di cielo caduti sulla terra.</p>
<p>
	<strong>VULCANO 7 ottobre</strong><br />
	Un tratto di mare largo appena tre miglia separa Lipari da Vulcano. <strong>Vulcano, simile all&amp;#39;ultimo relitto d&amp;#39;un mondo devastato dal fuoco, si protende dolcemente in mezzo al mare che sibila, freme e ribolle tutt&amp;#39;intorno a lui.</strong> &amp;Egrave; impossibile, neanche dipingendola, rendere l&amp;#39;immagine di questa terra sconvolta, arroventata e quasi fusa. Non capivamo, alla vista di quella straordinaria apparizione, se il nostro viaggio era solo un miraggio e se quella terra fantastica sarebbe svanita davanti a noi nel momento in cui avremmo creduto di posarvi il piede....<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28973]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 04 dic 2016 18:44:06 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un vino... al tramonto]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/degustazione.jpg" width="100" alt="Un vino... al tramonto" /><br /><p>
	Lipari non ha bisogno di presentazioni, un&amp;rsquo;isola ricca di arte, storia e tradizione si racconta da sola. <strong>Una delle aziende che che organizza degustazioni e passeggiate guidate nel cuore della sua bellezza &amp;egrave; la Tenuta di Castellaro, che offre la possibilit&amp;agrave; di viverla e scoprirla al meglio e in una luce particolare, quella del tramonto che, si sa, rende tutto pi&amp;ugrave; affascinante. </strong></p>
<p>
	Una guida accompagna nel percorso e illustra tutto il bello che vi circonda.<br />
	<strong>Le visite guidate sono tradizionalmente organizzate un&amp;#39;ora e mezza prima del tramonto e sono accompagnate dalle degustazioni dei vini che si rivela sempre un&amp;#39;esperienza suggestiva, intima ed emozionale: da una terrazza panoramica immersa nelle vigne, potete vivere colori e profumi dove si concentra e si esalta la forza della terra vulcanica modellata dal sole e dal vento.</strong></p>
<p>
	Le degustazioni sono aperte a singoli e gruppi, esperti e curiosi, wine lovers e appassionati di arte, natura e cultura. Avrete la possibilit&amp;agrave; di assaggiare da uno a pi&amp;ugrave; vini a seconda del percorso scelto, accompagnandoli con prodotti tipici eoliani di produzione artigianale a kilometro zero.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28972]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 04 dic 2016 18:33:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie negli appunti di Dumas	3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/funerale.jpg" width="100" alt="Le Eolie negli appunti di Dumas	3� Parte" /><br /><p>
	<strong>Lipari, con la sua roccaforte costruita su una rupe e le sue case che assecondano le curve del terreno, offre un&amp;#39;immagine delle pi&amp;ugrave; suggestive</strong>.</p>
<p>
	Appena entrati nel porto ci mettemmo alla ricerca di un albergo. Cercammo da un capo all&amp;#39;altro della citt&amp;agrave;: n&amp;eacute; la pi&amp;ugrave; piccola insegna n&amp;eacute; il pi&amp;ugrave; misero ostello. Ce ne stavamo l&amp;agrave; quando scorgemmo una gran ressa davanti a una porta; ci avvicinammo fendendo la folla e vedemmo un morticino di sei o otto anni adagiato su un povero giaciglio.</p>
<p>
	<strong>Eppure la sua famiglia non sembrava particolarmente afflitta; la nonna s&amp;#39;occupava delle faccende domestiche, un altro bimbo di cinque o sei anni giocava rotolandosi per terra con due o tre lattonzoli</strong>. Solo la madre sedeva ai piedi del letto, ma, invece di piangere, parlava al cadaverino a una velocit&amp;agrave; tale che non riuscivo ad afferrare una parola.</p>
<p>
	Domandai a un vicino quale fosse la ragione di quello sproloquio, ed egli mi rispose che la madre stava affidando al figlio dei messaggi per il padre e il nonno, <strong>morti l&amp;#39;uno l&amp;#39;anno precedente e l&amp;#39;altro tre anni prima</strong>; tali messaggi erano alquanto sorprendenti: il figlio aveva l&amp;#39;incarico d&amp;#39;informare l&amp;#39;artefice dei suoi giorni che sua madre stava per rimaritarsi, e che la scrofa aveva scodellato sei cinghialetti belli come angeli. In quel momento due francescani vennero a portar via il cadavere.<strong> Il feretro non aveva ancora superato la soglia che gi&amp;agrave; la madre e la nonna si mettevano a riordinare il letto per cancellare anche l&amp;#39;ultima traccia di quanto era accaduto.&amp;nbsp;</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28971]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 04 dic 2016 18:30:43 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/funerale.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie negli appunti di Dumas	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/dumas.jpg" width="100" alt="Le Eolie negli appunti di Dumas	2� Parte" /><br /><p>
	Alicudi e Lipari -&amp;nbsp;6 ottobre<br />
	Al nostro risveglio, il vento ci aveva spinto a nord; navigavamo di bolina per doppiare Alicudi, ma lo scirocco e il grecale che soffiavano insieme facevano a gara a non permettercelo. Per conciliarli o dar loro il tempo di calmarsi, ordinammo al capitano di accostare il pi&amp;ugrave; possibile all&amp;#39;isola e di mettersi in panna.</p>
<p>
	<strong>Alicudi &amp;egrave; l&amp;#39;antica Ericodes di Strabone, il quale, come tutti gli antichi, conosceva solo sette isole Eolie: Strongyle, Lipara, Vulcania, Didyme, Phoenicodes, Ericodes ed Evonimos. </strong>&amp;Egrave; difficile imbattersi in qualcosa di pi&amp;ugrave; triste, pi&amp;ugrave; tetro e desolato di quest&amp;#39;isola infelice che forma il lato occidentale dell&amp;#39;arcipelago delle Eolie. <strong>&amp;Egrave; un angolo della terra dimenticato al momento della creazione, &amp;egrave; rimasto al tempo del caos. Nessun sentiero raggiunge la sua vetta o segue le sue coste; alcune piste tortuose, scavate dalle acque piovane, sono gli unici camminamenti offerti ai piedi martoriati dalle pietre taglienti e dalle asperit&amp;agrave; della lava.</strong></p>
<p>
	Su tutta l&amp;#39;isola non un albero, non uno spicchio di verde su cui riposare gli occhi; soltanto, sul fondo di qualche gravina, tra gli interstizi delle scorie vulcaniche, rari steli di quell&amp;#39;erica che ha indotto Strabone a chiamarla, a volte, Ericusa. Eppure, su questo cantuccio di lava rossastra vivono in misere capanne centocinquanta o duecento pescatori, che hanno cercato di sfruttare le rare briciole di terreno sfuggite alla distruzione...</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28970]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 02 dic 2016 19:20:46 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Intitolato a Celibidache il belvedere di Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sergiu.jpg" width="100" alt="Intitolato a Celibidache il belvedere di Lipari" /><br /><p>
	Il belvedere di Quattrocchi a Lipari &amp;egrave; stato intitolato al maestro <strong>Sergiu Celibidache (1912-1996)</strong>, su iniziativa della giunta Giorgianni.</p>
<p>
	La cerimonia ha avuto luogo alla presenza delle autortit&amp;agrave; locali e del figlio Serge Celibidache, alquanto commosso ed emozionato, presente insieme alla moglie. <strong>Il punto panoramico tra i pi&amp;ugrave; belli e frequentati delle Eolie, ha assunto il toponimo di &amp;quot;piazzale Sergiu Celibidache&amp;quot;, con la scopertura della targa e la preghiera di benedizione di monsignor Gaetano Sardella.</strong></p>
<p>
	Il Maestro Sergiu Celibidache, direttore d&amp;#39;orchestra e compositore di fama mondiale, &amp;egrave; stato insignito, nel 1974, del titolo di &amp;quot;<strong>cittadino onorario</strong>&amp;quot;, per i particolari meriti che ne hanno caratterizzato la vita e l&amp;#39;opera, sia sul piano umano che su quello artistico e culturale. <strong>Proprio a Quattrocchi realizz&amp;ograve; sette villette</strong> ognuna delle quali con il nome di un&amp;#39;isola delle Eolie e dove nelle magiche terrazze si ispirava per le sue composizioni.</p>
<p>
	<br />
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28968]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 29 nov 2016 16:51:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie negli appunti di Dumas		1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/dumas(2).jpg" width="100" alt="Le Eolie negli appunti di Dumas		1� parte" /><br /><p>
	Da oggi per alcune puntate pubblicheremo un reportage letterario incentratro sul <strong>diario letterario &amp;ldquo;Dove il vento suona&amp;rdquo;, un&amp;rsquo;opera tra le pi&amp;ugrave; emozionanti di Alexandre Dumas padre&amp;nbsp; (1802-1870) il quale visit&amp;ograve; le Eolie nel corso del 1835.</strong></p>
<p>
	Noto per i suoi romanzi di tipo storico e per essere colui che diede vita al celebre&amp;nbsp; &amp;ldquo;Conte di Montecristo&amp;rdquo;,<strong> Dumas intraprese un viaggio culturale ( Grand tour) che lo port&amp;ograve; nel 1835 a visitare le isole Eolie, descrivendo queste come &amp;ldquo;meraviglie ineguagliabili, scoperte ai confini del mondo&amp;rdquo;;</strong> fu la curiosit&amp;agrave; per quei luoghi e i suoi abitanti a spingere lo scrittore e drammaturgo francese a tenere un diario di viaggio, che poi si trasform&amp;ograve; nell&amp;rsquo;opera sopracitata.<strong> Nasce cos&amp;igrave; la descrizione di&amp;nbsp; un viaggio, a tratti dipinto in termini che si accostano allo stile dantesco, che ha come protagonista indiscussa la cultura e lo splendore di posti paradisiaci,&amp;nbsp; di cui la sua vista pot&amp;eacute; godere quando con l&amp;rsquo;amico Jadin (pittore) ed il cane Milord </strong>osserv&amp;ograve; e assapor&amp;ograve; ogni aspetto della vita da isolano, compiendo cos&amp;igrave; uno studio non solo geografico e culturale sotto i vari aspetti, ma soprattutto antropologico.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28969]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 01 dic 2016 16:50:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Van Gogh Alive, The Experience]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vangoghalive.jpg" width="100" alt="Van Gogh Alive, The Experience" /><br /><p>
	<strong>Van Gogh Alive, The Experience: la mostra multimediale dedicata al grande pittore olandese che, con il suo stile unico e inconfondibile, fonda le basi dell&amp;#39;arte moderna.</strong><br />
	Un viaggio nella vita e nelle opere di Vincent Van Gogh nel periodo che va dal 1880 fino al 1890, vagando tra <strong>Parigi, Arles, Saint-Remy e Auvers-sur-Oise, i luoghi dove l&amp;#39;artista crea molti dei suoi capolavori senza tempo</strong>.&amp;nbsp; Sincronizzate con una potente colonna sonora, oltre tremila immagini di grandi dimensioni riempiono schermi giganti, pareti, colonne dal soffitto fino al pavimento, proiettando completamente il visitatore nei colori stupendi e nei particolari intensi che caratterizzano lo stile unico di Van Gogh.</p>
<p>
	<strong>La mostra utilizza la tecnologia Sensory4, un sistema che incorpora pi&amp;ugrave; di cinquanta proiettori ad alta definizione, una grafica multi canale e un suono surround in grado di creare un ambiente multi-screen coinvolgente.</strong> Grandi immagini, nitide e cristalline, illuminano schermi e superfici accompagnate dalle musiche di Vivaldi, Ledbury, Tobin, Lalo, Barber, Schubert, Satie, Godard, Bach, Chabrier, Satie, Saint-Saens, Godard e Handel. Dopo il grande successo in altre citt&amp;agrave;, italiane Van Gogh Alive &amp;egrave; allestita fino al 27 marzo a Palazzo degli Esami a Trastevere, in Via Induno 4.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28966]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 29 nov 2016 12:27:09 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alessandra Dagostini e le sue Eolie		4� e ultima Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/aereo.jpg" width="100" alt="Alessandra Dagostini e le sue Eolie		4� e ultima Parte" /><br /><p>
	<strong>Tre parole per descrivere le Isole Eolie&amp;hellip;</strong><br />
	Solo tre parole? Beh, senza dubbio direi: incanto per gli occhi, incendio per il cuore, humus per l&amp;rsquo;anima. E a queste parole assocerei tre colori di base: il blu cobalto del mare e le &amp;ldquo;<em>50 sfumature</em>&amp;rdquo; d&amp;rsquo;azzurro del cielo all&amp;rsquo;incanto, il rosso scarlatto della sciara di fuoco all&amp;rsquo;incendio, il nero metallico della sabbia di ossidiana all&amp;rsquo;humus. I colori dei quattro elementi &amp;ndash; acqua, aria, fuoco e terra &amp;ndash;, di cui sono forgiate le isole. Perch&amp;eacute; sono i colori che interagiscono con le emozioni umane e ne fanno risaltare la bellezza della natura, rendendole autentiche. Intense e primitive. In nessun altro posto al mondo si rimanda in maniera cos&amp;igrave; perfetta a quell&amp;rsquo;ideale rapporto dell&amp;rsquo;uomo col primordiale.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28965]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 28 nov 2016 15:05:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ Alessandra Dagostini e le sue Eolie		3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcano333.jpg" width="100" alt=" Alessandra Dagostini e le sue Eolie		3� Parte" /><br /><p>
	<strong>C&amp;rsquo;&amp;egrave; un&amp;rsquo;isola che si &amp;egrave; rivelata essere pi&amp;ugrave; importante per lei?</strong><br />
	Le Eolie sono tutte incantevoli, quadri perfetti di cielo e di mare, ma la mia isola del cuore &amp;egrave; soltanto una: Vulcano. &amp;Egrave; l&amp;igrave; che &amp;egrave; avvenuto l&amp;rsquo;incontro grazie al quale sono rinata. Con la sua natura selvaggia, ma ordinata, le sue asperit&amp;agrave;, le sue rocce ardenti, i suoi ibischi rossi, il suo odore caratteristico di zolfo, l&amp;rsquo;isola di Efesto &amp;egrave; pura energia, &amp;egrave; terra che pulsa, &amp;egrave; poesia dello spirito. &amp;laquo;<em>Ciusciu di ventu, naca, majaria</em>&amp;raquo;, come amo definirla, servendomi del vernacolo siciliano, nella lirica in cui meglio si rivela per me tutta la sua importanza. Vento di scompiglio e di mutamento, culla rigeneratrice, magia intesa nella sua accezione pi&amp;ugrave; forte di &amp;ldquo;fattura&amp;rdquo;. La verit&amp;agrave; &amp;egrave; che certi luoghi, come certi incontri, ti restano dentro come un pugno e ti tengono per sempre legati a s&amp;eacute;, perch&amp;eacute; &amp;ndash; come scrive Titos Patrikios &amp;ndash; &amp;laquo;dove uno vive, l&amp;igrave; ama&amp;raquo;. Ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; che si diventa poeti!</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28964]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 28 nov 2016 15:02:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alessandra Dagostini e le sue Eolie		2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/stromboli.jpg" width="100" alt="Alessandra Dagostini e le sue Eolie		2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Adesso, cosa la lega a questo Arcipelago?</strong><br />
	Al di l&amp;agrave; di una forte immedesimazione della mia anima con la natura dell&amp;rsquo;Arcipelago, ora pacata e quiescente, come il suo mare, ora spettinata e ribelle, come i suoi vulcani, quello che maggiormente mi lega oggi a questi luoghi &amp;egrave; proprio un sentimento di appartenenza simbiotica. Alle Eolie mi &amp;ldquo;parlano&amp;rdquo; tutte le cose che ho perso e che puntualmente ritrovo: profumi, ombre, sguardi, ricordi, sogni. Ma esse non sono pi&amp;ugrave; soltanto memoria o <em>saudade </em>di quel passato felice, descritto nel libro, bens&amp;igrave; magia e seduzione di un presente che ogni estate si rinnova e che mi rigenera come donna e come poeta.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28963]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 28 nov 2016 15:00:22 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alessandra Dagostini e le sue Eolie		1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sottoilcielo.jpg" width="100" alt="Alessandra Dagostini e le sue Eolie		1� Parte" /><br /><p>
	Alessandra Dagostini rinasce &amp;ldquo;Sotto il Cielo delle Eolie&amp;rdquo;. Ecco una breve intervista per conoscere meglio l&amp;rsquo;autrice di questa raccolta di poesie dedicata alle Isole che compongono questo meraviglioso e magico arcipelago.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Le Isole Eolie come luogo di rinascita: che cosa significano per lei?</strong><br />
	La vita, a volte, ti sa togliere il fiato, se gliene si d&amp;agrave; modo. E ti pu&amp;ograve; capitare cos&amp;igrave;, all&amp;rsquo;improvviso, senza che tu neanche l&amp;rsquo;abbia programmato. Come un viaggio fatto per caso, un incontro capitato altrettanto. Soltanto dopo ti rendi conto che quel viaggio e quell&amp;rsquo;incontro erano forse una tappa &amp;ldquo;necessaria&amp;rdquo; di quell&amp;rsquo;ordito indecifrabile, gi&amp;agrave; tracciato dagli dei, che noi umani chiamiamo destino. Ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; che nasce &amp;laquo;Sotto il cielo delle Eolie&amp;raquo;, perch&amp;eacute; quello di cui narro (in versi) non &amp;egrave; un viaggio puramente geografico, ma soprattutto interiore verso una terra da me sempre amata. Un&amp;rsquo;estate senza dubbio magica, quella del 2007, proprio come un altro viaggio, fatto sempre in Sicilia, dieci anni prima, alimentato dalla stessa speranza: ritrovare le ali e i battiti del cuore. Magica come quel numero sette, il mio numero ricorrente, nel quale sento intrisa tutta la sacralit&amp;agrave; del mistero. Le Eolie hanno segnato, dunque, la mia &amp;ldquo;rinascita&amp;rdquo;, il mio cambio di rotta inevitabile per riprendere il cammino, dopo un lungo periodo di buio. Eolie come ritorno all&amp;rsquo;amore, come metamorfosi, come rivoluzione. &amp;Egrave; proprio vero che a cambiarci la vita non sono le cose che scegliamo, ma quelle che scelgono noi.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28962]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 28 nov 2016 14:59:20 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La solitudine di Hopper]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/hopper(1).jpg" width="100" alt="La solitudine di Hopper" /><br /><p>
	Edward Hopper in mostra. <strong>C&amp;rsquo;&amp;egrave; chi lo ritiene un narratore di storie e chi, al contrario, l&amp;rsquo;unico che ha saputo fermare l&amp;rsquo;attimo di un panorama, come di una persona. </strong>Popolare e noto artista americano del XX secolo, Edward Hopper (1882-1967), uomo schivo e taciturno, amante degli orizzonti di mare e della luce del suo grande studio, spiega la sua poetica: Se potessi dirlo a parole, non ci sarebbe alcun motivo per dipingere.&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;esposizione tiene conto dell&amp;rsquo;intero arco temporale della produzione del celebre artista americano. </strong>Dagli acquerelli parigini ai paesaggi e scorci cittadini degli anni &amp;lsquo;50 e &amp;rsquo;60, la mostra&amp;nbsp; offre al visitatore oltre sessanta opere, tra cui celebri capolavori come South Carolina Morning, Second Story Sunlight, New York Interior, Le Bistro or The Wine Shop, Summer Interior e interessantissimi studi (come lo studio per Girlie Show del 1941) che celebrano la mano di Hopper, superbo disegnatore. <strong>Un percorso che attraversa la sua produzione e le tecniche di un artista considerato oggi un grande classico della pittura del Novecento. </strong>Fino al prossimo 19 febbraio al Complesso del Vittoriano -&amp;nbsp; Ala Brasini .</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28961]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 22 nov 2016 10:57:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La pietra pomice � la migliore amica delle donne 3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pomice1.jpg" width="100" alt="La pietra pomice � la migliore amica delle donne 3� Parte" /><br /><p>
	Pietra pomice peli: come si usa per la depilazione?<strong> Eh si la pietra pomice, oltre ad essere una perfetta alleata per la pedicure e manicure, &amp;egrave; ottima anche per la depilazione.</strong><br />
	Per eliminare i peli superflui e i peli incarniti inguine, gambe e braccia, si deve usare una buona pietra pomice morbida, che risulti quindi pi&amp;ugrave; delicata e meno ruvida rispetto alla pietra dura.<br />
	Come si usa? Semplice, basta utilizzarla sotto la doccia in questo modo:<br />
	1) bagnare abbondantemente la zona da trattare idratate per bene la pelle;<br />
	2) sfregare delicatamente la pietra pomice sulle braccia o le gambe, eseguendo piccoli movimenti circolari.<br />
	3) Risciacquare con acqua tiepida, tamponare la zona con un asciugamano e infine passare una buona crema idratante.</p>
<p>
	Dove si compra la pietra pomice? <strong>La si pu&amp;ograve; acquistare online, oppure, in farmacia, al supermercato o in erboristeria. Oppure recarsi direttamente ai piedi della bellissima cava bianca di Lipari, ove potrete godere di un ottimo paesaggio naturale. Benessere e vista vi ringrazieranno!</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28960]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 22 nov 2016 10:48:45 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La pietra pomice � la migliore amica delle donne 2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pomice2.JPG" width="100" alt="La pietra pomice � la migliore amica delle donne 2� Parte" /><br /><p>
	Come si usa la pietra pomice sui piedi?<br />
	<strong>1)</strong> Prima di passare la pietra pomice sui piedi per levigare la pelle, rimuovere le cellule morte, la pelle screpolata e ridurre i calli e duroni, &amp;egrave; necessario fare un pediluvio in acqua tiepida, in modo da ammorbidire la pelle, al fine di rendere il passaggio della pomice pi&amp;ugrave; facile ed indolore.<br />
	<strong>2) </strong>Una volta tenuti ammollo i piedi per circa 10 minuti, procedere a sfregare la pietra sulle zone del piede da trattare, con movimenti delicati e circolatori<br />
	<strong>3) </strong>Terminata la procedura di esfoliazione, prendere un panno morbido o un asciugamano per asciugare i piedi ed togliere la pelle in eccesso;<br />
	<strong>4)</strong> Massaggiare i piedi con una buona crema idratante.<br />
	<strong>5) </strong>Ripetere l&amp;#39;operazione ogni 15 giorni, in modo tale da non irritare l&amp;#39;epidermide.<br />
	<strong>Allo stesso modo, &amp;egrave; possibile utilizzare la pietra pomice per eliminare i calli delle mani, in questo caso per&amp;ograve;, utilizzate una pietra pi&amp;ugrave; morbida.</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28959]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 22 nov 2016 10:46:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La pietra pomice � la migliore amica delle donne  1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pomice.jpg" width="100" alt="La pietra pomice � la migliore amica delle donne  1� Parte" /><br /><p>
	Inutile dire che di pietra pomice a Lipari ce n&amp;rsquo;&amp;egrave; in quantit&amp;agrave;. <strong>Si tratta di un tipo di roccia di origine vulcanica molto porosa e tanto leggera che pu&amp;ograve; addirittura galleggiare sull&amp;#39;acqua.</strong><br />
	Gli usi della pomice sono svariati, specialmente in polvere viene utilizzata per levigare e lucidare oggetti e materiali vari, mentre nel campo della cosmesi, &amp;egrave; usata per levigare la pelle di piedi e dei calli, dopo un buon pediluvio, e contro i peli superflui nella depilazione di gambe, braccia e di zone del corpo non troppo sensibili.</p>
<p>
	<strong>A cosa serve la pietra pomice? La pietra pomice &amp;egrave; molto apprezzata per la sua azione abrasiva naturale, che le consente di essere impiegata per vari usi, infatti, se passata sulla pelle tende ad eliminare le cellule morte, sui calli riduce il loro volume, sui peli elimina i peli superflui</strong>.<br />
	Prima di vedere i vari impieghi della pietra pomice, &amp;egrave; importante ricordare che questo potente esfoliante non pu&amp;ograve; e non deve essere utilizzato indistintamente su tutta la pelle ma solo su certe zone del corpo meno delicate, come ad esempio per levigare i talloni screpolati.<br />
	Se invece la si vuole comunque utilizzare per esfoliare viso o d&amp;eacute;collet&amp;eacute;, scegliere una pietra pomice pi&amp;ugrave; morbida.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28958]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 22 nov 2016 10:35:04 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Santa Maria di Salina � in fiore ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/comunifioriti.jpg" width="100" alt="Santa Maria di Salina � in fiore " /><br /><p>
	<strong>Santa Marina Salina &amp;egrave; uno dei comuni fioriti pi&amp;ugrave; belli d&amp;rsquo;Italia.</strong> La localit&amp;agrave; eoliana ha ricevuto il premio nazionale intitolato appunto &amp;ldquo;Comuni fioriti&amp;rdquo;, aggiudicandosi tre fiori su quattro, con la presentazione del giardino delle Eolie. La premiazione si &amp;egrave; svolta domenica scorsa nel contesto della grande Fiera Eima di Bologna. Nell&amp;rsquo;ambito del concorso, durato due giorni, sono state elette anche&amp;nbsp; le Miss&amp;nbsp; Felisia Salvo di Gangi (Palermo) Carolina Avidano di Biella e Maria Trofinciuc di Terruggia (Alessandria).</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;abbinamento tra il verde pubblico curato e quello privato crea, nella localit&amp;agrave; del giardino delle Eolie,&amp;nbsp; un insieme gradevole al visitatore, che ha colpito la giuria. </strong>A questo si aggiunge un&amp;rsquo;attenta cura e pulizia del territorio con raccolta differenziata e servizi che concorrono a migliorare la qualit&amp;agrave; della vita e l&amp;rsquo;accoglienza dei turisti. &amp;ldquo;Grande la soddisfazione dell&amp;rsquo;Amministrazione Lo Schiavo- si legge in un comunicato- che ha aderito a questa iniziativa mettendosi in gioco ed in sano confronto con citt&amp;agrave; di tutta Italia&amp;rdquo;.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;obiettivo di questo tipo di concorsi di fioritura tra citt&amp;agrave; &amp;egrave; spronare attraverso la sfida una maggiore sensibilit&amp;agrave; al bello e fiorito che nei centri urbani passa principalmente da un&amp;rsquo;accurata gestione del territorio.</strong><br />
	&amp;Egrave; Pr&amp;egrave;-Saint-Didier in Val d&amp;rsquo;Aosta, invece, comune pi&amp;ugrave; fiorito d&amp;rsquo;Italia 2016.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28957]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 21 nov 2016 16:17:23 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/comunifioriti.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Ginostra � poesia]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/ginostra.jpg" width="100" alt="Ginostra � poesia" /><br /><p>
	A Stromboli, la cosiddetta &amp;ldquo;isola delle donne&amp;rdquo;, cos&amp;igrave; &amp;egrave; stato denominato questo piccolo paradiso terrestre, &amp;egrave; davvero imperdibile. In effetti quella di <strong>Ginostra, dal greco gunaykos &amp;ndash; le mulieris latine</strong> &amp;ndash; (ma il nome potrebbe probabilmente derivare anche dalla <strong>ginestra</strong>, pianta presente in tutte le isole Eolie) &amp;egrave; un&amp;rsquo;isola nell&amp;rsquo;isola.</p>
<p>
	<strong>Un po&amp;rsquo; di numeri: 27 abitanti, il porto piccolissimo, le case bianchissime, due negozi di generi alimentari, qualche struttura ricettiva, niente sabbia ma scogli e un mare cristallino.</strong></p>
<p>
	&amp;Egrave; addirittura Plinio il Giovane a testimoniare, in una lettera inviata a Traiano, la presenza delle splendide fanciulle in questi luoghi mistici, considerate un premio per colui che avrebbe vinto la battaglia. <strong>Un giro qui, oggi, &amp;egrave; davvero un&amp;rsquo;immersione nella natura pi&amp;ugrave; pura. Potrete girarla in barca poich&amp;eacute; l&amp;rsquo;isola non dispone di vere e proprie spiagge ma ci sono luoghi quali la Chiesa o il Porto che vale davvero la pena visitare. </strong>Altra gita da non perdere &amp;egrave; senza dubbio l&amp;rsquo;escursione- guidata &amp;ndash; all&amp;rsquo;incantevole vulcano, che illumina le notti senza corrente elettrica degli isolani (arrivata da poco, &amp;egrave; soltanto presente nelle abitazioni private).</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28956]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 21 nov 2016 12:11:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I Francesi a Roma: la mostra all�Accademia di Villa Medici		3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/francese3.jpg" width="100" alt="I Francesi a Roma: la mostra all�Accademia di Villa Medici		3� Parte" /><br /><p>
	Oggi sono rappresentati tutti i campi della creativit&amp;agrave; e dell&amp;rsquo;arte e l&amp;rsquo;<strong>Accademia &amp;egrave; aperta ad artisti di ogni nazionalit&amp;agrave; con conoscenza della lingua francese</strong>.</p>
<p>
	I momenti rappresentativi delle opere pi&amp;ugrave; importanti sono divisi secondo i seguenti temi:&amp;nbsp; <strong>la ricerca dell&amp;rsquo;ideale antico e moderno, la scoperta di una realt&amp;agrave; pittoresca, il rapporto con il corpo e il nudo, l&amp;rsquo;installazione a Villa Medici, l&amp;rsquo;eclettismo e il valore dell&amp;rsquo;originalit&amp;agrave;, il rinnovo della tradizione e il ruolo dell&amp;rsquo;Accademia come centro di sperimentazione creativa. </strong></p>
<p>
	Il percorso espositivo riunisce dipinti, disegni, sculture, incisioni, partiture e documenti d&amp;rsquo;archivio che testimoniano la variet&amp;agrave; della creazione artistica e che mostrano, nel caso dei pensionnaires, le prime tappe della loro carriera. <strong>La mostra si conclude con un video che illustra i lavori di borsisti degli ultimi decenni. I visitatori hanno l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di&amp;nbsp; ripercorrere la storia dell&amp;rsquo;arte francese dal 1666 al 2016</strong>.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28955]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 17 nov 2016 18:05:44 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I Francesi a Roma: la mostra all�Accademia di Villa Medici		2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/francese2.jpg" width="100" alt="I Francesi a Roma: la mostra all�Accademia di Villa Medici		2� Parte" /><br /><p>
	Sono esposte oltre cento opere realizzate dal 1666 ad oggi. <strong>Un viaggio affascinante capace di trasportare i visitatori attraverso tre secoli e mezzo di arte francese, avvicinando il pubblico alle generazioni di artisti che si sono avvicendate a Villa Medici.</strong></p>
<p>
	In origine, i borsisti - pittori, scultori e architetti - venivano a Roma per realizzare copie dei capolavori presenti in Italia e perfezionare cos&amp;igrave; la loro pratica artistica. Queste copie erano poi mandate in Francia per essere valutate e, nel tempo, sono servite soprattutto ad abbellire le residenze reali, principalmente Versailles.<strong> La formazione degli artisti, guidata dal direttore, era organizzata intorno alla frequentazione di luoghi storici e allo studio dei grandi italiani come Bernini e Piranesi.&amp;nbsp; </strong></p>
<p>
	La storia dell&amp;rsquo;istituzione &amp;egrave; segnata da due tappe importanti: il trasferimento dell&amp;rsquo;Accademia a Villa Medici nel 1803 e la riforma del 1970 voluta da Andr&amp;eacute; Malraux, ministro degli Affari Culturali. A partire da questa data, il ventaglio delle discipline artistiche si amplia ulteriormente, inserendo la storia dell&amp;rsquo;arte e il restauro.&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28954]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 17 nov 2016 18:01:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Presepi di Vulcano..]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcano333.jpg" width="100" alt="Presepi di Vulcano.." /><br /><p>
	Durante il periodo Natalizio, non sempre nelle stesse date, a Vulcano, in zona Piano, rivive, come da tradizione, la magia del presepe vivente.</p>
<p>
	<strong>Quasi un centinaio di figuranti fanno rivivere il miracolo della Nativit&amp;agrave;, in una cornice suggestiva, con ben otto grotte naturali che ospitano le varie attivit&amp;agrave; pastorali, agricole e domestiche, interpretate dai vulcanari. </strong>Pastori, contadini, calzolai, fornai, e gli immancabili pescatori, tutti al loro antico mestiere, ciascuno con i propri arnesi, per riprodurre la scena di Betlemme e il passaggio dei Re Magi.</p>
<p>
	Nell&amp;rsquo;ultima grotta di questo percorso tra sacro e profano, &amp;egrave; rappresentata la nascita di Ges&amp;ugrave;, con Giuseppe e Maria, il bue e l&amp;rsquo;asinello, e gli angioletti a completare il quadro. <strong>Ecco dunque che Vulcano, l&amp;rsquo;isola che esprime potenza, si veste di un&amp;rsquo;immagine toccante e coinvolgente.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28952]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 17 nov 2016 17:55:34 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I Francesi a Roma: la mostra all�Accademia di Villa Medici		1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/francese.jpg" width="100" alt="I Francesi a Roma: la mostra all�Accademia di Villa Medici		1� Parte" /><br /><p>
	350 anni di creativit&amp;agrave;: gli artisti dell&amp;rsquo;Accademia di Francia a Roma da Luigi XIV ai giorni nostri. <strong>Fragonard, David, Ingres, Berlioz, Garnier, Carpeaux, Debussy e Balthus in mostra all&amp;rsquo;Accademia di Villa Medici fino al 15 gennaio prossimo</strong>.</p>
<p>
	Creata nel 1666 da Louis XIV, l&amp;rsquo;istituzione festeggia quest&amp;rsquo;anno il suo 350&amp;deg; anniversario con una programmazione speciale, che ne ripercorre la storia e di cui questa mostra rappresenta uno degli appuntamenti pi&amp;ugrave; importanti. <strong>Il progetto &amp;egrave; accompagnato da altre due esposizioni organizzate dall&amp;rsquo;Accademia Nazionale di San Luca e dall&amp;rsquo;Accademia di Belle Arti di Roma</strong> sul tema dei rapporti tra l&amp;rsquo;istituzione francese e le due accademie romane.</p>
<p>
	La mostra 350 anni rivela l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; creativa degli artisti dell&amp;rsquo;<strong>Accademia di Francia </strong>durante il loro soggiorno nella Citt&amp;agrave; eterna, riunendo i lavori dei direttori pi&amp;ugrave; celebri e di numerosi borsisti che hanno contribuito al prestigio dell&amp;rsquo;istituzione.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28953]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 17 nov 2016 17:57:02 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il documentario sull�eredit� di Luigi Bernab� Brea]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/luigi.jpg" width="100" alt="Il documentario sull�eredit� di Luigi Bernab� Brea" /><br /><p>
	Il prossimo luned&amp;igrave; 21 Novembre, alle ore 21:35, sul canale tematico <strong>Rai Storia </strong>(canale 54 del digitale terrestre, canale 23 di Tiv&amp;ugrave;sat, canale 805 della piattaforma satellitare Sky), andr&amp;agrave; in onda il documentario dal titolo: &amp;ldquo;<strong>Viaggio nella Bellezza &amp;ndash; Dalla parte del patrimonio: l&amp;rsquo;eredita&amp;rsquo; di Luigi Bernab&amp;ograve; Brea</strong>&amp;rdquo;, realizzato con la collaborazione ed il supporto di questo Istituto, insieme al Museo Regionale &amp;ldquo;P. Orsi&amp;rdquo; e le Soprintendenze di Siracusa e Messina.</p>
<p>
	La Rai in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attivit&amp;agrave; culturali e del turismo e l&amp;rsquo;<strong>Assessorato Regionale dei BB.CC. e dell&amp;rsquo;I.S</strong>., infatti, ha realizzato una serie di programmi, documentari e prodotti multimediali per la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico italiano, inserendo anche trasmissioni dedicate alle grandi personalit&amp;agrave; che con i loro studi e la concreta attivit&amp;agrave; amministrativa, scientifica e di ricerca, hanno reso possibili le scoperte archeologiche e la loro valorizzazione.</p>
<p>
	In particolare il documentario focalizzer&amp;agrave; la figura del noto archeologo di origini liguri, che una volta conclusi gli studi presso la Scuola archeologica italiana di Atene, <strong>si dedic&amp;ograve; all&amp;#39;archeologia classica e protostorica della Sicilia, in particolare delle isole Eolie, dove ha diretto per molti anni il museo archeologico di Lipari che oggi gli &amp;egrave; dedicato.</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28951]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 17 nov 2016 17:42:22 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il ricordo delle Eolie di Giulia Niccolai, fotografa e poetessa italiana		3� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/niccolai3.jpg" width="100" alt="Il ricordo delle Eolie di Giulia Niccolai, fotografa e poetessa italiana		3� parte" /><br /><p>
	La Niccolai non poteva non soffermarsi sulla poeticissima isola di Lipari e proprio di questa racconta:<br />
	&amp;ldquo;<strong>La bianca chiesetta delle anime del purgatorio costruita su un isolotto di fronte alla Marina Corta di Lipari, sembra circondata solo da barche e non da esseri umani.</strong> Come se la si potesse raggiungere solo via mare, e lei si fosse proiettata in avanti per accoglierle al pi&amp;ugrave; presto, a braccia aperte, i reduci dalla paura dell&amp;rsquo;inferno.</p>
<p>
	Ecco, io non so che in questi ultimi sessant&amp;rsquo;anni sia stata trovata acqua nelle isole, ma certo, quei lunghissimi tubi messi ad asciugare sulla lunga scalinata che porta alla chiesa, tra un viaggio e l&amp;rsquo;altro della nave cisterna - che provvedeva al rifornimento di acqua dolce per gli abitanti &amp;ndash; nella loro accurata disposizione, possibile solo grazie al lavoro di molti, dimostra la cura, la gratitudine degli abitanti per quell&amp;rsquo;aiuto dalla terra ferma del quale non avrebbero potuto fare a meno&amp;rdquo;.</p>
<p>
	Sono sicuramente ricordi indelebili, quelli della Niccolai, che ha scrutato le sette sorelle con il suo obiettivo in tempi remoti, quasi accarezzandole....</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28950]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 17 nov 2016 17:32:05 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il ricordo delle Eolie di Giulia Niccolai, fotografa e poetessa italiana		2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/niccolai2.jpg" width="100" alt="Il ricordo delle Eolie di Giulia Niccolai, fotografa e poetessa italiana		2� parte" /><br /><p>
	Molti sono i ricordi che si affollano nella mente della fotografa, ma uno in particolare tiene a raccontare al suo interlocutore: &amp;ldquo;<strong>non posso fare a meno di ricordare uno degli episodi pi&amp;ugrave; comici e imbarazzanti che mi capit&amp;ograve; proprio a Vulcano durante quel viaggio di lavoro. Ero salita fino al cratere per fotografarlo, circondata da uno scenario tutto giallo di zolfo, col suo tipico odore sgradevole. Trovai una sorta di gradino naturale di terra e mi ci sedetti sopra. Era caldo ma non ci feci caso, finch&amp;eacute; la temperatura non divenne eccessiva. Alzandomi, passai una mano sul fondo dei pantaloni e con orrore sentii al tatto che lo zolfo me li aveva fatti a brandelli, &amp;ldquo;divorati&amp;rdquo;. Ero in mutande. Avevo poco pi&amp;ugrave; di vent&amp;rsquo;anni, ero in mutande, in Sicilia. Nella Sicilia degli anni Cinquanta! Poi, per fortuna ricordai di avere un golf nella sacca e me lo legai in vita. Ero salva. Nascondeva tutto!</strong>&amp;rdquo;</p>
<p>
	Ma &amp;egrave; un dettaglio dell&amp;rsquo;isola di Alicudi che non le si toglie mai dalla mente: &amp;ldquo;La veduta della costa di Alicudi mi fece sorridere di piacere per un dettaglio che in passato avrei anche potuto non notare, ma che ora, alla mia et&amp;agrave; , con il fatto che non vado pi&amp;ugrave; al mare da anni, mi ha riportato intensamente la sensazione di quei luoghi. L<strong>a barca in primo piano, sta lasciando il tratto di mare verde, che rispecchia la collina alberata, per inoltrarsi nell&amp;rsquo;acqua azzurra , azzurra come il cielo sopra di lei. La netta demarcazione tra questi due riflessi &amp;egrave; riuscita a commuovermi. E non mi vergogno di dirlo</strong>&amp;rdquo;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28949]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 17 nov 2016 17:14:17 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il ricordo delle Eolie di Giulia Niccolai, fotografa e poetessa italiana		1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/niccolai.jpg" width="100" alt="Il ricordo delle Eolie di Giulia Niccolai, fotografa e poetessa italiana		1� parte" /><br /><p>
	<strong>Giulia Niccolai</strong>, celebre fotografa e poetessa italiana, nata a Milano nel 1934, ha un rapporto profondo con le Eolie. <strong>Vi arriva per la prima volta giovanissima, come lei stessa racconta in un&amp;rsquo;intervista recente: &amp;ldquo;La scoperta delle Eolie la feci giovanissima, a diciotto anni, l&amp;rsquo;estate della maturit&amp;agrave;, che deve essere stato il 1952. I miei mi avevano regalato una Seicento per la promozione, e con una compagna di classe e amica carissima, quando ancora il solo tratto di autostrada d</strong><strong>el Sole esistente era la Milano/Bologna, ci fiondammo a Lipari, privilegiando proprio le isole a discapito del resto della Sicilia. </strong>Un lungo giro siciliano lo facemmo al ritorno, solo dopo aver trascorso due settimane a Stromboli, innamorate di quel mare del sud che avevamo finalmente visto e conosciuto&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Era una di quelle donne &amp;ldquo;libere&amp;rdquo; del nord, che si preoccupavano pi&amp;ugrave; della fascinazione che della vox populi e solo cos&amp;igrave; pot&amp;eacute; godersi le meraviglie delle isole.</strong><br />
	Nelle isole ritorner&amp;agrave; un paio di anni pi&amp;ugrave; tardi per lavoro. Le avevano chiesto, infatti, di &amp;ldquo;fotografare quei paesaggi meravigliosi per uno dei libri-strenna che mi aveva commissionato la SIAE (una societ&amp;agrave; che fabbricava i piloni di attraversamento delle linee elettriche). Come suggerisce il tiolo della serie, Borghi e citt&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia, il mio compito non era quello di fotografare le citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; note, bens&amp;igrave; quelle meno visitate di tutte le regioni&amp;rdquo;. <strong>Attualmente le sue foto sono, infatti, contenute nel volume Borghi e Citt&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia del 1963.</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28948]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 17 nov 2016 17:30:06 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie sono in "Love"... ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/eoliwedding.jpg" width="100" alt="Le Eolie sono in "Love"... " /><br /><p>
	Il 19 e 20 novembre la suggestiva Chiesa dell&amp;rsquo;Immacolata, nell&amp;rsquo;incantevole cornice del Castello di Lipari, sar&amp;agrave; la location esclusiva dell&amp;rsquo;evento <strong>Eolie Wedding Expo</strong>, promosso dalla wedding and event planner <strong>Francesca Casamento</strong>, in collaborazione con Atelier Des&amp;igrave;o, Falcon Floreal e Shanty Lipari.</p>
<p>
	Un&amp;rsquo;occasione unica, con ingresso gratuito, rivolta a chiunque abbia il desiderio di sperimentare un&amp;rsquo;esperienza intensa e coinvolgente, curata nei minimi dettagli da uno staff attento e da intraprendenti operatori del settore wedding (oltre quelli gi&amp;agrave; citati) che, con professionalit&amp;agrave; e passione, sapranno farvi assaporare i momenti irripetibili del vostro matrimonio, accompagnandovi con originalit&amp;agrave; e sapiente tradizione, verso l&amp;rsquo;interpretazione di desideri ed esigenze pi&amp;ugrave; raffinate.</p>
<p>
	<strong>Eolie Wedding Expo &amp;egrave; l&amp;rsquo;appuntamento esclusivo capace di soddisfare e sorprendere con emozioni uniche, quanti avranno voglia di farsi conquistare dalle atmosfere sorprendenti di questo irrinunciabile evento.&amp;nbsp;</strong>Un programma dettagliato e completo della kermesse sar&amp;agrave; anche disponibile sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/eolieweddingexpo/</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28947]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 15 nov 2016 17:22:25 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Chiusura della Porta Santa a Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cattedraleporta.jpg" width="100" alt="Chiusura della Porta Santa a Lipari" /><br /><p>
	Anche a Lipari si proceder&amp;agrave; con la chiusura della Porta Santa della Cattedrale e per l&amp;rsquo;occasione l<strong>&amp;rsquo;Amministratore Apostolico Mons. Benigno Luigi Papa presieder&amp;agrave; la solenne concelebrazione dell&amp;rsquo;Eucaristia</strong>, venerd&amp;igrave; 18 novembre alle ore 17.30.</p>
<p>
	<strong>Il Giubileo straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco, &amp;egrave; stato un anno di grazia che si concluder&amp;agrave; il 20 novembre con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro in Roma. Entro tale data tutte le Porte Sante delle Chiese Cattedrali dovranno essere chiuse.</strong></p>
<p>
	Come sottolinea Don Alessandro Lo Nardo, delegato per il Territorio delle Isole Eolie, &amp;ldquo;gli operatori pastorali di tutte le Parrocchie, le Confraternite, i Gruppi di preghiera e i fedeli tutti sono invitati a partecipare a questo evento di grazia per continuare a invocare la Misericordia del Signore&amp;rdquo;.<br />
	<strong>La Porta Santa di Lipari era stata aperta lo scorso 15 dicembre con una cerimonia religiosa in grande stile.</strong> Per l&amp;rsquo;occasione, nella sua omelia mons. Tripodo riprendendo le parole di Papa Francesco ha ricordato che, non solo i cristiani, ma tutti coloro che credono in Dio si rivolgono a Lui come il Misericordioso. Ed il Dio di Mos&amp;eacute; si &amp;egrave; rivelato appunto come &amp;laquo;Dio misericordioso e pietoso, lento all&amp;rsquo;ira e ricco di amore e di fedelt&amp;agrave;&amp;raquo;.</p>
<p>
	<br />
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28946]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 15 nov 2016 17:06:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Altri tempi e altri miti]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/quadriennale.jpg" width="100" alt="Altri tempi e altri miti" /><br /><p>
	Fino all&amp;rsquo;8 gennaio la 16a Quadriennale d&amp;rsquo;Arte: altri tempi, altri miti.&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>Torna al Palazzo delle Esposizioni la Quadriennale di Roma. La sedicesima&amp;nbsp; edizione di questo importante appuntamento nazionale dedicato all&amp;rsquo;arte italiana, &amp;egrave; frutto di un&amp;rsquo;intesa tra Fondazione La Quadriennale di Roma e l&amp;rsquo;Azienda Speciale Palaexpo. </strong></p>
<p>
	A otto anni dall&amp;rsquo;ultima edizione del 2008, l&amp;rsquo;attuale rassegna &amp;egrave; stata concepita in una maniera del tutto innovativa, ma con il fine di mantenere salda la sua identit&amp;agrave; istituzionale, quella di essere una mostra di ricognizione delle tendenze pi&amp;ugrave; significative nel panorama delle arti visive contemporanee in Italia.<strong> La sedicesima Quadriennale d&amp;rsquo;Arte &amp;egrave; il frutto di una visione polifonica affidata a dieci diversi curatori</strong>, ciascuno dei quali ha elaborato un proprio progetto: Simone Ciglia e Luigia Lonardelli (firmano congiuntamente il loro progetto), Michele D&amp;rsquo;Aurizio, Luigi Fassi, Simone Frangi, Luca Lo Pinto, Matteo Lucchetti, Marta Papini, Cristiana Perrella, Domenico Quaranta, Denis Viva. L&amp;rsquo;insieme dei progetti presume la presenza di circa cento artisti partecipanti, con opere di carattere diverso e un calendario di eventi molto ricco.</p>
<p>
	Oltre a questa pluralit&amp;agrave; di voci e di sguardi sulla scena dell&amp;rsquo;arte italiana emersa dopo il Duemila<strong>, la novit&amp;agrave; della&amp;nbsp; Quadriennale d&amp;rsquo;Arte consiste nel concepirne ideazione e sviluppi attraverso una sorta di work in progress</strong> nel corso del quale soggetti diversi sono chiamati a collaborare e a confrontarsi.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28945]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 15 nov 2016 17:01:07 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Gli irresistibili involtini alla messinese]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/involtinimessinesi.jpg" width="100" alt="Gli irresistibili involtini alla messinese" /><br /><p>
	&amp;Egrave; l&amp;rsquo;ora di cena!! Ecco cosa vi proponiamo questa sera per la nostra rubrica &amp;ldquo;Ricette dalle Eolie&amp;rdquo;.<br />
	<strong>Gli involtini di carne alla messinese </strong>sono un secondo piatto molto appetitoso tipico della tradizione culinaria Messinese. Piccoli bocconcini di carne realizzati solo con 4 semplici ingredienti : carne, pan grattato, formaggio, olio. <strong>Avete tutti gli ingredienti? (</strong> per cinque spiedini servono: 500 gr di fettine sottilissime di manzo senza nervature (perfetto il lacerto) o carpaccio; 150 gr di pane grattugiato di buona qualit&amp;agrave;; 150 gr di parmigiano grattugiato; 130 gr di caciocavallo/provolone/galbanino a dadini; prezzemolo, olio extravergine d&amp;rsquo;oliva e sale<br />
	q.b).<br />
	<strong>Andiamo subito alla loro preparazione:</strong><br />
	Preparare il ripieno amalgamando il pane grattugiato con il formaggio grattugiato , il prezzemolo tritato finissimo , il sale utilizzando come amalgama abbondante olio tanto quanto basta in modo che gli ingredienti siano ben amalgamati.<br />
	Posizionare le fettine (tipo straccetti) tagliate molto sottili come il carpaccio ( tagliandole a forma di triangolo di lato circa 8-10 cm oppure a forma di rettangoli di lato 8x5cm ) su una superficie piana e&amp;nbsp; posizionare&amp;nbsp; il ripieno precedentemente preparato al centro di ogni triangolino&amp;nbsp; aggiungendovi un pezzettino di caciocavallo/galbanino.<br />
	<strong>A questo punto arrotolare gli straccetti avendo cura di chiudere prima due lati come a coprire il ripieno e poi arrotolare utilizzando l&amp;rsquo;altro lato in modo da formare dei piccoli involtini.</strong><br />
	Infilare nello spiedo di legno un involtino per volta riempiendolo con 5/6 involtini.<br />
	Impanare gli spiedi con dell&amp;rsquo;olio e il resto della mollica condita se ne e&amp;rsquo; avanzata e cuocete in forno a 240 gradi per 20 minuti circa fino a quando saranno dorati (utilizzate la carta forno per rivestire il fondo della teglia)&amp;nbsp; oppure se potete cuoceteli alla brace.<br />
	Buon appetito!!</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28944]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 nov 2016 19:35:55 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La lega navale d� vita al "Forum Eolie"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/leganavale.jpg" width="100" alt="La lega navale d� vita al "Forum Eolie"" /><br /><p>
	A Lipari&amp;nbsp; nasce il &amp;quot;<strong>Forum Eolie</strong>&amp;quot;, libera associazione per la pianificazione dello sviluppo dell&amp;#39;Arcipelago delle EOLIE.<br />
	Lo strumento operativo &amp;egrave; basato sulla concertazione e partecipazione del territorio consente di arrivare ad una gestione integrata delle risorse locali esistenti a partire dall&amp;#39;acqua, dallo sfruttamento sostenibile del territorio, dalle coste e dalle problematiche connesse.<br />
	<strong>La proposta &amp;egrave; stata formulata dalla Lega Navale Italiana, sezione di Lipari al CO.P.E. ed ai contratti di Fiume e di costa in Sicilia.&amp;nbsp;</strong></p>
<p>
	La LEGA Navale Italiana, in qualit&amp;agrave; di &amp;quot;<strong>Ente Pubblico Ente Morale e di Tutela Ambientale</strong>&amp;quot;, ha gi&amp;agrave; coinvolto le associazioni, le scuole, i cittadini. I portatori d&amp;#39;interesse, dalle massaie al bottegaio, dai pescatori agli agricoltori, dal possidente al falegname ed all&amp;#39;imprenditore, dall&amp;#39;albergatore all&amp;#39;impiegato; tutti i possibili soggetti fino ad adesso intervistati che hanno aderito all&amp;#39;iniziativa per l&amp;#39;interesse allo sviluppo socio economico dell&amp;#39;arcipelago EOLIANO.<br />
	<strong>La proposta comune, dicono gli organizzatori, &amp;egrave; di costituire il FORUM EOLO - libera associazione per la pianificazione dello sviluppo dell&amp;#39;Arcipelago delle EOLIE</strong>&amp;nbsp; &amp;quot;Il nostro logo - affeporter&amp;agrave; la scritta CEL -FORUM permanente delle Eolie &amp;quot;EOLO&amp;quot;. E &amp;ldquo;CEL&amp;rdquo; &amp;egrave; la combinazione di coerenza; efficacia e legalit&amp;agrave; con un NO secco alla malaburocrazia.</p>
<p>
	<br />
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28909]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 12 ott 2016 11:11:00 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Nuovi scaffali per i libri del Professore Giustolisi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/giustolisi.jpg" width="100" alt="Nuovi scaffali per i libri del Professore Giustolisi" /><br /><p>
	Lo scorso anno nel mese di ottobre, al Comune di Lipari &amp;egrave; stato offerto in dono un patrimonio consistente di pubblicazioni, che sono state curate nel corso degli anni dal <strong>Centro di Documentazione e Ricerca per la Sicilia Antica Paolo Orsi</strong>. Questo &amp;egrave; una ONLUS, coordinata da <strong>Vittorio Giustolisi: archeologo, storico, autore ed instancabile promotore di ricerche sulla storia civile, l&amp;rsquo;archeologia e i culti delle Isole Eolie</strong>.</p>
<p>
	Il Comune di Lipari &amp;egrave; stato riconosciuto come il migliore destinatario per questo materiale bibliografico, poich&amp;eacute; si &amp;egrave; mostrato subito essere un perfetto interlocutore per la trasmissione e diffusione della conoscenza e promozione della ricerca storico-archeologica del territorio. <strong>Marco Giorgianni si &amp;egrave; espresso cos&amp;igrave; nei confronti della donazione e di Vittorio Giustolisi</strong>: &amp;ldquo;apprezzato estimatore del territorio eoliano, di cui ha saputo porre in risalto aspetti rilevanti sotto il profilo storico ed archeologico, rappresenta indubbio motivo di soddisfazione e privilegio per questo governo locale e per la comunit&amp;agrave; amministrata a fronte del cospicuo dono che si intende concretizzare e che racchiude in se&amp;#39; grande valore di lascito culturale da gestire nel tempo&amp;rdquo;.</p>
<p>
	<strong>In occasione dell&amp;rsquo;anniversario della morte di questo autore, i suoi pi&amp;ugrave; intimi amici hanno deciso di offrire alla biblioteca gli scaffali per adornare il settore a lui dedicato ed ospitare gli esemplari dei suoi libri</strong>: Gli Eoli in Occidente (Atti di Convegno, 1994); La flotta di Barbarossa (1995); Vulcano: Introduzione alla storia e all&amp;rsquo;archeologia (1995); Atlante della antiche strutture rupestri di Vulcano (1994-95, 1997); Il gigante di Vulcano (1997); S. Bartolomeo dalle Eolie alle Ande (1992); Gli Eoli in Occidente (catalogo, 1999); Alla ricerca di Lipari Bizantina (2001); San Bartolomeo/Oshoumare (2003); Tre laudationes bizantine in onore di S. Bartolomeo apostolo (2004); Bibliografia generale delle Isole Eolie (2005); Panaria (2005); Le terme romane della citt&amp;agrave; di Lipari (2006/2007); Bibliografia generale delle Isole Eolie: Panarea (2008); L&amp;rsquo;amore, l&amp;rsquo;avventura, pirati e corsari (2009); Della conquista di Lipari antica (2011).</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28942]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 08 nov 2016 11:06:39 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alla scoperta dei vitigni delle Isole Eolie: la Malvasia     1�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vitignieolie.jpg" width="100" alt="Alla scoperta dei vitigni delle Isole Eolie: la Malvasia     1�Parte" /><br /><p>
	&amp;ldquo;Mentre tornavo, avevo scoperto dalla barca un&amp;rsquo;isola nascosta dietro Lipari. Il battelliere la chiam&amp;ograve; Salina. <strong>L&amp;igrave; si produce il vino di Malvasia</strong>. Volli bere una bottiglia del celebre vino&amp;hellip; &amp;Egrave; proprio il vino dei Vulcani, denso, zuccherato, dorato&amp;hellip;&amp;rdquo;. Cos&amp;igrave; parla Guy de Maupassant, nel 1890, ne &amp;ldquo;La Vita Errante&amp;rdquo;.</p>
<p>
	<strong>Il territorio dell&amp;rsquo;Arcipelago delle Isole Eolie &amp;egrave;, infatti, arricchito ed addolcito dalla presenza di vitigni autoctoni caratteristici della zona. </strong>Ritrovamenti archeologici ivi rinvenuti sono testimoni di una tradizione eoliana nella viticoltura che risale a tempi antichi: vi sono anfore vinarie e monete antiche risalenti al V-IV secolo a.C. raffiguranti l&amp;rsquo;immagine di tralci e di grappoli. I vitigni autoctoni Eoliani sono la <strong>Malvasia delle Lipari</strong> ed il <strong>Corinto Nero</strong>. La superficie vitata si concentra, prevalentemente, nelle Isole di Salina e di Lipari, ricopre circa 160 ettari e le viti sono, generalmente, coltivate ad alberello.</p>
<p>
	<strong>La Malvasia delle Lipari pu&amp;ograve; essere considerata il vitigno simbolo dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano.</strong> L&amp;rsquo;uva dal quale nasce sembra essere originaria di Creta, mentre il nome fa riferimento al porto dal quale i vini ellenici partivano per le rotte del Mediterraneo: <strong>Monenvasia </strong>(che significa, porto con una sola entrata), localit&amp;agrave; che sorge lungo la costa del Peloponneso. &amp;Egrave; stato proprio durante la prima colonizzazione greca che la Malvasia &amp;egrave; giunta nelle Isole Eolie, presso le quali ha trovato le condizioni ideali per la sua produzione. I grappoli vengono raccolti, posti sui graticci e lasciati ad appassire al sole; una volta che le uve sono state disidratate naturalmente, si pu&amp;ograve; ricavare il loro succo.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27714]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 11 mag 2016 00:33:17 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Caro Diario� ti racconto un po� Alicudi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/carodiario.jpg" width="100" alt="Caro Diario� ti racconto un po� Alicudi" /><br /><p>
	ALICUDI &amp;ndash; Bella, bellissima.. al pari delle altre sue sorelle, ma piccola e silenziosissima. <strong>Tanto da fare dire a Nanni Moretti nella seconda parte del suo Caro Diario &amp;ldquo;&amp;egrave; veramente un&amp;rsquo;isola diversa dalle altre&amp;hellip; Qui c&amp;rsquo;&amp;egrave; molta calma. Una calma terribile&amp;rdquo;. </strong></p>
<p>
	Nel film del 1993, infatti, il protagonista - dopo aver peregrinato da Lipari a Salina, da Stromboli a Panarea, in un susseguirsi di delusioni - <strong>arriva ad Alicudi, nella pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;selvaggia&amp;rdquo; dell&amp;rsquo;arcipelago, alla ricerca di calma, silenzio e concentrazione.</strong> Ed &amp;egrave; questo il luogo in cui raggiunge l&amp;rsquo;acme la retorica della solitudine e dell&amp;rsquo;espiazione, che in fondo &amp;egrave; il linguaggio artistico del pluripremiato regista di origini bolzanine.<br />
	Come dargli torto&amp;hellip; L&amp;rsquo;ossimoro non &amp;egrave; assolutamente peregrino: Alicudi &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; occidentale e la seconda pi&amp;ugrave; piccola tra le Eolie; u<strong>n puntino di terra rocciosa &amp;egrave; entrato da poco nelle rotte dei turisti e ancora pu&amp;ograve; essere raggiunto per respirare momenti di tranquillit&amp;agrave; e rilassatezza che non hanno pari. </strong>Memorabile &amp;egrave; la scena in cui Gerardo, l&amp;rsquo;amico intellettuale del protagonista, scappa a gambe levate da Alicudi perch&amp;eacute; capisce che non potr&amp;agrave; usufruire della televisione.</p>
<p>
	Fa sognare quest&amp;rsquo;isola umile e gentile&amp;hellip; cos&amp;igrave; come gentile &amp;egrave; il lento scorrere delle case di pescatori che dalla vetta di <strong>Piano Filo dell&amp;rsquo;Arpa</strong> - che la domina - giungono fino al mare. L&amp;rsquo;isola &amp;egrave; abitata soltanto sul suo versante meridionale che digrada verso il mare in lenze (stretti appezzamenti) sostenuti da muretti a secco. <strong>L&amp;rsquo;altro versante pi&amp;ugrave; scosceso e battuto da venti, &amp;egrave; accarezzato da fenomeni erosivi che spesso provocano affascinanti frane, chiamate sciare.</strong></p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25679]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 10 apr 2016 20:55:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il respiro del vulcano]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/respirostromboli.jpg" width="100" alt="Il respiro del vulcano" /><br /><p>
	<strong>L&amp;rsquo;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sta coordinando un esperimento internazionale: alle Isole Eolie si studia il respiro dello Stromboli. </strong>L&amp;rsquo;obiettivo di questo studio &amp;egrave; quello di analizzare, in maniera ancora pi&amp;ugrave; dettagliata, l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; eruttiva di questo vulcano, registrando il suo respiro tramite l&amp;rsquo;utilizzo di microfoni e sismografi. Grazie a queste nuove analisi, si otterr&amp;agrave; una mappatura completa delle manifestazioni vulcaniche di Stromboli.</p>
<p>
	Per realizzare questo lavoro, sono stati installati telecamere termiche e microfoni, con stazioni sismo-acustiche, sulla sommit&amp;agrave; del vulcano: <strong>grazie alle sequenze video ad alta velocit&amp;agrave; ed alle immagini con riprese ad infrarossi che si otterranno, sar&amp;agrave; possibile registrare ogni singolo evento esplosivo che avr&amp;agrave; luogo e si potr&amp;agrave; realizzare una mappatura in tempo reale dei prodotti di eruzione. </strong>Per merito di un drone, verr&amp;agrave; ricostruita la morfologia dell&amp;rsquo;area sommitale. Si otterranno, inoltre, indicazioni dettagliate riguardanti la colonna magmatica di Stromboli ed il suo evolversi e manifestarsi durante le attivit&amp;agrave; eruttive. Per merito di queste analisi, sar&amp;agrave; possibile, finalmente, prevenire ognuna delle eruzioni che risultano essere pi&amp;ugrave; intense del normale.</p>
<p>
	<strong>Luigi Lodato, appartenente alla sezione di Catania dell&amp;rsquo;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</strong>, ha parlato cos&amp;igrave; di questo progetto: &amp;ldquo;queste tecnologie consentono di osservare l&amp;rsquo;evoluzione in superficie dei fenomeni vulcanici, legati alla pressione nella camera magmatica e alla risalita del magma nei condotti, processi fondamentali che precedono un&amp;rsquo;eruzione&amp;rdquo;. Queste, invece, le parole di <strong>Piergiorgio Scarlato, ricercatore della sede di Roma dell&amp;rsquo;Ingv</strong>: &amp;ldquo;l&amp;rsquo;obiettivo dello studio &amp;egrave; quello di migliorare la comprensione dei processi associati all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; esplosiva del vulcano&amp;rdquo;.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25678]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 10 apr 2016 20:07:10 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[One More: Salina e Stromboli per il brand belga]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/onemore.jpg" width="100" alt="One More: Salina e Stromboli per il brand belga" /><br /><p>
	One More &amp;egrave; un brand di gioielli made in Belgio. Questa marca fa parte del gruppo belga Beheyt, fondato nel 1879 da Jean-Baptiste Beheyt con l&amp;rsquo;inaugurazione di un atelier di oreficeria a Poperinge. One More, invece, &amp;egrave; pi&amp;ugrave; giovane del suo &amp;ldquo;pap&amp;agrave;&amp;rdquo;: nasce nel 2009 e viene distribuito non solo in Belgio, ma anche in Lussemburgo, in Francia, in Svizzera ed in Italia. Ed ha inizio in Belgio, il viaggio della nuova collezione del brand, per raggiungere ed attraversare il Mediterraneo e fare tappa anche alle Isole Eolie, pi&amp;ugrave; precisamente a Salina ed a Stromboli. Le ultime collezioni di One More, infatti, prendono il nome di famose localit&amp;agrave; mediterranee: Amiata, Ischia, Pantelleria, Etna, Salina e Stromboli. Queste collezioni comprendono &amp;ldquo;i pezzi importanti&amp;rdquo;, come li definisce l&amp;rsquo;azienda stessa, e cio&amp;egrave; anelli, pendenti ed orecchini. Pietre solitarie, attorniate da una serie di piccoli diamanti bianchi oppure bruni, per la linea Amiata, con gemme come pietra di luna, quarzo affumicato, ametista, citrino, topazio e prasiolite, in colori dall&amp;rsquo;azzurro, al rosa, al bianco, al porpora, all&amp;rsquo;arancione ed al giallo. Ischia, invece, vede prevalere gioielli in oro bianco, in oro rosa o in oro giallo, uniti a diamanti ed i suoi anelli nascono dalla concatenazione di cerchi semplici, ma diversi, con diamanti incastonati. La gamma Pantelleria si concentra su pietre solitarie, disponibili sia in versione tonda sia in versione quadrata, in ametista, quarzo rosa, topazio, quarzo affumicato o agata rossa. La linea dell&amp;rsquo;Etna consiste in gemme, abbracciate da una corona di diamanti. <strong>Ed &amp;egrave; proprio il diamante l&amp;rsquo;unica pietra a costituire e dare vita a Salina. La linea sorella Stromboli, invece, risulta essere vivace come il suo vulcano e crea gemme dalle forme ovali, attorniate da serie di diamanti. </strong>Avventurina arancione e rosa, agata rossa e quarzo grigio riempiono gli occhi che li osservano di colori ed adornano gli anelli, le collane e gli orecchini della collezione.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25601]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:58:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Stromboli: l'Universit� di Firenze svela i segreti del vulcano - 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolifirenze1.jpg" width="100" alt="Stromboli: l'Universit� di Firenze svela i segreti del vulcano - 2� parte" /><br /><p>
	Di conseguenza, sembrerebbe che le eruzioni siano collegate direttamente all&amp;rsquo;azione della forza di gravit&amp;agrave; con un&amp;rsquo;effusione pi&amp;ugrave; forte dalle bocche inferiori e che diminuisce salendo in altezza.&amp;nbsp; Stromboli erutterebbe, quindi, per svuotarsi: le sue colate laviche sono causate dallo svuotamento della parte superficiale del vulcano. Maurizio Ripepe &amp;egrave; uno dei ricercatori del dipartimento di Scienze della Terra dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Firenze, nonch&amp;eacute; membro della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile; in un&amp;rsquo;intervista ha dichiarato: &amp;laquo;confrontando dati geofisici, che vanno dalla deformazione del suolo al monitoraggio termico e sismico abbiamo concluso che gran parte del magma eruttato &amp;egrave; in larga parte gi&amp;agrave; presente nella parte alta del vulcano. <strong>Il magma impiega mesi o anni per risalire e quando se ne accumula a sufficienza nelle parti superficiali il vulcano non riesce pi&amp;ugrave; a trattenere l&amp;rsquo;aumento del materiale, spaccando cos&amp;igrave; la struttura e avviandone lo svuotamento. </strong>Il processo non &amp;egrave; dunque primariamente guidato dall&amp;rsquo;aumento della pressione interna della camera, ma soprattutto dalla gravit&amp;agrave;, per cui le fasi iniziali saranno quelle pi&amp;ugrave; forti, perch&amp;eacute; il carico del magma al di sopra la bocca effusiva &amp;egrave; maggiore&amp;raquo;. Il Laboratorio di Geofisica Sperimentale dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Firenze sorveglia da anni anche altri vulcani attivi in altri Paesi del mondo, come Islanda, Ecuador, Argentina, Giappone e Cile.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25600]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:58:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le premiazioni per "La Nacatola DOC"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/premiazionenacatola.jpg" width="100" alt="Le premiazioni per "La Nacatola DOC"" /><br /><p>
	Si &amp;egrave; conclusa, anche per quest&amp;rsquo;anno, la consueta edizione della manifestazione culturale &amp;ldquo;La Nacatola DOC&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;evento &amp;egrave; stato organizzato dall&amp;rsquo;associazione &amp;ldquo;Pro Loco Isole Eolie &amp;ndash; Lipari&amp;rdquo;. La &amp;ldquo;Pro Loco Isole Eolie &amp;ndash; Lipari&amp;rdquo;, proprio come le colleghe presenti su tutta la rete nazionale, &amp;egrave; impegnata nel promuovere il luogo su cui opera e nel tutelare le tradizioni che lo caratterizzano, in ambito turistico, culturale, storico, ambientale, folcloristico e gastronomico. <strong>Ed &amp;egrave; proprio per questo motivo che nasce il concorso &amp;ldquo;La Nacatola DOC&amp;rdquo;: con l&amp;rsquo;obiettivo di valorizzare e conservare le tradizioni dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano.</strong> La manifestazione &amp;egrave; stata l&amp;rsquo;occasione perfetta per passare un pomeriggio ed una serata piacevolissimi, osservando i concorrenti all&amp;rsquo;opera nella realizzazione di questi capolavori di pasticceria dolciaria. Questa decima edizione si &amp;egrave; svolta il 6 gennaio, presso il ristorante &amp;ldquo;I Tre Delfini&amp;rdquo; di Pianoconte, e ha visto sfidarsi massaie e professioniste del settore dolciario, unite nell&amp;rsquo;obiettivo di preparare le proprie Nacatole. <strong>Queste ultime sono uno dei prodotti gastronomici simbolo del patrimonio culturale eolian</strong>o e rappresentano un bellissimo e diffuso motivo per unire le famiglie nella loro preparazione, in particolare nel corso del periodo natalizio. Una giuria, precedentemente selezionata, ha avuto l&amp;rsquo;arduo compito di valutare, sensorialmente, la preparazione delle Nacatole per discutere, poi, ed eleggere i vincitori, o meglio le vincitrici, del primo premio: la signora Lucia Mandarano per la categoria Senior e la signora Gisella Rando, titolare di &amp;ldquo;Tradizioni Eoliane&amp;rdquo;, per la categoria Pasticceria.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24556]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:18:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L'artista e le Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/artistaeolie.jpg" width="100" alt="L'artista e le Eolie" /><br /><p>
	Nelle mie passeggiate in montagna, in solitario e non, ho sempre notato delle abitazioni bizzarre per i miei occhi costantemente alla ricerca dei colori, che mi incuriosivano non poco. I colori dell&amp;#39;intonaco dal rosa roseo, all&amp;#39;azzurro celeste, al giallo oro, la disposizione dei fiori e delle piante sui terrazzi che rigorosamente guardano il mare, le grotte nella roccia che comunicano con il mondo esterno da finestrelle o porte colorate... chiss&amp;agrave; chi vive l&amp;igrave;... mi chiedevo. E poi domandando in paese, la risposta ricorrente era: un artista vive l&amp;igrave;. Eh si, perch&amp;egrave; le isole eolie sono una casa per l&amp;#39;anima artista da secoli. E quindi c&amp;#39;&amp;egrave; chi scrive, sulla propria vita, sul mare, sulla montagna, il cielo e la natura, le emozioni, la vita, l&amp;#39;amore; chi dipinge, chi scolpisce, chi raccoglie i legni dal mare e vi incide delle forme umane eleganti come se fosse stato il vento a modellarle. Il cielo delle Eolie, il buio delle Eolie, la luce, l&amp;#39;aria, tutto &amp;egrave; per l&amp;#39;artista una musa che rende la sua arte viva e apprezzata. <strong>Dietro gli strumenti di chi lavora per l&amp;#39;arte ci sono percezioni straordinarie che se si ha la possibilit&amp;agrave; di fermarsi ad ascoltarle, non possono che arricchirci fino a farci diventare delle persone diverse.</strong> La mia esperienza alle Isole Eolie, infatti, non solo si &amp;egrave; completata con la conoscenza dei suoi artisti, ma &amp;egrave; diventata un viaggio dentro di me che ancora continua, perch&amp;egrave; tutti siamo artisti di noi stessi e l&amp;#39;arte e la bellezza sono il vero mezzo per avvicinarsi allo spirito divino.<br />
	Esplorare le Isole Eolie &amp;egrave; un viaggio per la mente, il cuore e l&amp;#39;anima.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Giusi Emanuela Murabito</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24555]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:14:29 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/artistaeolie.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Gli scatti de "Il Giorno della Civetta"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/civettacardinale.jpg" width="100" alt="Gli scatti de "Il Giorno della Civetta"" /><br /><p>
	Il <strong>Giorno della Civetta </strong>&amp;egrave; il romanzo di<strong> Leonardo Sciasci</strong>a che nel 1961 fece conoscere la mafia all&amp;rsquo;Italia intera quando ancora nessuno aveva messo l&amp;rsquo;accento su questo problema in un&amp;rsquo;opera narrativa di largo consumo e la stessa parola era usata con cautela, quasi di malavoglia.<br />
	<strong>Nel 1968 Damiano Damiani trasse dal romanzo un film, interpretato da Franco Nero, Claudia Cardinale e un cast internazionale. Il cinema fu un enorme amplificatore di questo potente messaggio disvelante, che raggiunse cos&amp;igrave; la grande opinione pubblica.</strong></p>
<p>
	La mostra ha proposto un viaggio nel film in 120 immagini inedite, attraverso lo sguardo del fotografo di scena Enrico Appetito, ma anche un omaggio alla lungimiranza e all&amp;rsquo;impegno civile di Leonardo Sciascia.</p>
<p>
	<strong>L&amp;#39;esposizione ha compreso la sezione Ritratti, nel Foyer Sinopoli, e le sezioni Set e Fuori Set,&amp;nbsp; presenti nello spazio EXPO. Alle immagini si accompagna un racconto di 50 anni di mafia nella cronaca d&amp;rsquo;Italia, in un percorso che ancora alla realt&amp;agrave; storica quello che l&amp;rsquo;arte ha saputo raccontare nei suoi linguaggi.</strong></p>
<p>
	La sezione Set e Fuori Set della mostra ha ospitato inoltre l&amp;#39;installazione dello studio Starchild del progetto EGH di Emiliano Montanari e Enrico Ghezzi - evento speciale della Festa del Cinema di Roma - durante la quale svilupper&amp;agrave; il secondo atto del progetto disegnato per Roma dal titolo OVALIS. Progetto con il quale la mostra interagir&amp;agrave; per l&amp;#39;intera durata dell&amp;#39;evento.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28940]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 31 ott 2016 16:16:29 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Rosy Gallo: �Sposarsi alle Eolie�	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/rosygallo.jpg" width="100" alt="Rosy Gallo: �Sposarsi alle Eolie�	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Come ha organizzato l&amp;rsquo;evento?</strong><br />
	&amp;laquo;Ho invitato delle artiste del posto - come Loredana Salzano, Luisa Mendoza, solo per citarne alcune &amp;ndash; ma anche altri creativi che non risiedono qui con i quali abbiamo instaurato uno scambio d&amp;rsquo;amore : siamo convinte che con una rete che lavora insieme si possa realizzare ogni volta un matrimonio diverso dagli altri&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>E dopo il grande giorno?</strong><br />
	&amp;laquo;Continuer&amp;ograve; instancabilmente a pubblicizzare i miei luoghi cos&amp;igrave; come ho fatto nella scorsa stagione: Lipari e Vulcano sono entrate a far parte di un appuntamento di punta su Sky &amp;ldquo;Donne e Sposa &amp;ndash; Sposarsi alle Eolie&amp;rdquo;: speriamo che si possa continuare anche con le altre isole&amp;raquo;.</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28939]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 31 ott 2016 12:15:03 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Rosy Gallo: �Sposarsi alle Eolie�	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/weddingeolie.jpg" width="100" alt="Rosy Gallo: �Sposarsi alle Eolie�	1� Parte" /><br /><p>
	Rosy Gallo &amp;egrave; una wedding planner, liparese di nascita che negli anni si &amp;egrave; formata con docenti d&amp;rsquo;eccezione. Da sempre innamorata delle proprie isole, <strong>Rosy ha recentemente avviato Wedding Eolie (www.weddingeolie.it) proprio per dare l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di sposarsi nell&amp;rsquo;arcipelago a chiunque abbia questo sogno.</strong> Il servizio, strettamente legato al territorio, vuole essere anche un modo per valorizzare le Eolie e avvicinare sempre pi&amp;ugrave; persone a queste terre. Noi l&amp;rsquo;abbiamo sentita in vista dell&amp;rsquo;evento di oggi &amp;ldquo;Special Wedding Day&amp;rdquo; a Lipari.</p>
<p>
	<strong>Rosy, che bel lavoro&amp;hellip;</strong><br />
	&amp;laquo;La mia &amp;egrave; una passione che nasce da lontano: parte tutto dal ristorante di famiglia, per il quale mi sono sempre spesa sul piano organizzativo. Questo si &amp;egrave; aggiunto all&amp;rsquo;amore irriducibile per la mia terra: da l&amp;igrave; ho pensato che le Eolie sarebbero state cornici perfette e uniche per matrimoni da favola: ed eccomi qui&amp;hellip; voglio regalare sogni&amp;raquo;!<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28938]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 31 ott 2016 12:14:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Gli agrumi e il miele negli itinerari di benessere alle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/arancia.jpg" width="100" alt="Gli agrumi e il miele negli itinerari di benessere alle Eolie" /><br /><p>
	Il sito <strong>Turismo.it</strong>, che fa capo al prestigioso quotidiano <strong>La Stampa</strong>, parla oggi delle <strong>Eolie </strong>in maniera molto particolare, consigliando degli <strong>itinerari di benessere legati ai colori e ai sapori delle isole</strong>. Ecco cosa si pu&amp;ograve; leggere:</p>
<p>
	<strong>1. IMPACCO ALL&amp;rsquo;ARANCIO AMARA ALL&amp;rsquo;HOTEL SIGNUM</strong><br />
	Benessere al profumo d&amp;rsquo;agrumi alla Signum Spa dell&amp;#39;Hotel Signum, spazio sensoriale sito sull&amp;#39;Isola di Salina. Qui tutto &amp;egrave; messo a punto al fine di soddisfare le esigenze degli ospiti: a finire sulla pelle &amp;egrave; il meglio della natura eoliana ovvero l&amp;#39;arancio amaro, la malvasia, il fico d&amp;#39;india o il limone. Da provare coccole come il peeling &amp;amp; massaggio corpo al fico d&amp;#39;India o ancora l&amp;#39;impacco corpo &amp;amp; viso all&amp;rsquo;arancio amaro.</p>
<p>
	<strong>2. SCRUB AL MIELE A VULCANO</strong><br />
	In Sicilia il relax &amp;egrave; di casa a Vulcano: a regalare intensi momenti di benessere &amp;egrave; la beauty farm del Therasia Resort Sea and SPA. Le acque termali naturali sprigionano nell&amp;rsquo;idroterapia, e nei bagni rilassanti, tutta la forza del benessere della terra ma non &amp;egrave; tutto. Da provare coccole di bellezza come lo scrub vulcano black sand e quello al miele di Lipari.&amp;nbsp;<br />
	<br />
	<strong>3. FANGO TERAPEUTICO AL MARI DEL SUD RESORT</strong><br />
	A Vulcano il benessere &amp;egrave; di casa al Mari del Sud Resort: qui i fanghi centenari, le esalazioni di zolfo e le acque calde rappresentano un vero e proprio toccasana per la pelle, le ossa e le malattie respiratorie: ad accogliere la clientela &amp;egrave; la &amp;ldquo;Pozza&amp;rdquo; naturale di fango argilloso ad altissimo contenuto di zolfo nonch&amp;eacute; le vicine &amp;ldquo;acque calde&amp;rdquo; con un piacevole idromassaggio marino e le &amp;quot;fumarole&amp;quot;.</p>
<p>
	E voi&amp;hellip; siete pronti a respirare profumi di zagare e zolfo?<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	fonte: Turismo.it</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28937]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 31 ott 2016 11:12:29 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[In libreria "L'imperfetto dell'essere"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/saltalamacchia.jpg" width="100" alt="In libreria "L'imperfetto dell'essere"" /><br /><p>
	&amp;Egrave; da poco in libreria per i tipi Kimerik &amp;ldquo;<strong>L&amp;rsquo;imperfetto dell&amp;rsquo;essere</strong>&amp;rdquo; il libro d&amp;rsquo;esordio del lipariota <strong>Giovanni Saltalamacchia</strong>, barbiere di professione.<br />
	Scrivere &amp;egrave; una passione che coltiva da quando era piccolo. <strong>L&amp;rsquo;autunno &amp;egrave; la stagione che ama, ed &amp;egrave; un segno del destino l&amp;rsquo;uscita del libro, proprio, in questo periodo.</strong></p>
<p>
	La bellezza che assume la natura in questa fase, stimola la sua creativit&amp;agrave;. L&amp;rsquo;aria fresca e malinconica, il profumo della terra che sa di antico, il respiro dello spirito della natura che si sente nei boschi e il colore delle foglie che si staccano dagli alberi; queste foglie gialle che si lasciano trasportare dal vento sono il simbolo inequivocabile dell&amp;rsquo;ultimo viaggio. Questa grande metafora che fa da tramite tra la vita e la morte.<br />
	<strong>&amp;ldquo;L&amp;rsquo;imperfetto dell&amp;rsquo;essere&amp;rdquo; esprime, in versi, il mondo interiore del poeta, nella sua interezza. </strong>Le liriche, scritte in uno spazio di tempo che va dal 1995 al 2016, alternano vari aspetti della quotidianit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;autore, il tema della morte, l&amp;rsquo;elogio per la sua &amp;ldquo;isola&amp;rdquo;, il tema della lontananza. Questa silloge poetica, trasporta il lettore in un mondo fatto di dolci e, a volte, amari ricordi:<strong> Novembre &amp;egrave; tornato a sorridermi Dalle spine di un passato doloroso sono fiorite due rose meravigliose che con il loro profumo di vita, inebriano la mente e il cuore mio&amp;quot;</strong>. Saltalamacchia riesce cos&amp;igrave; a trasmettere i propri sentimenti, toccando l&amp;rsquo;animo di chi legge.</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28936]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 31 ott 2016 11:07:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L'encomio per Elio Benenati]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/encomio.jpg" width="100" alt="L'encomio per Elio Benenati" /><br /><p>
	Ha salvato la vita di una turista francese, scivolata in una profonda scarpata a Salina e rimasta ferita e sanguinate. <strong>Una difficile operazione di soccorso la cui importanza &amp;egrave; stata sottolineata dal Commissario, Filippo Romano, che ha consegnato un encomio speciale al sovrintendente Elio Benenati, capo servizio della vigilanza della Riserva Naturale Orientata &amp;ldquo;Le Montagne delle Felci e dei Porri&amp;rdquo; di Salina.</strong></p>
<p>
	Il prestigioso riconoscimento professionale &amp;egrave; stato assegnato per il profondo senso del dovere e l&amp;rsquo;elevata competenza manifestata nel corso delle operazioni di coordinamento, ricerca e salvataggio che hanno condotto al ritrovamento di <strong>una turista francese di 68 anni </strong>che, lo scorso maggio, era scivolata in una scarpata profonda oltre cinque metri lungo il sentiero che collega Val di Chiesa, frazione del Comune di Leni, alla sommit&amp;agrave; del <strong>Monte Fossa delle Felci</strong>.</p>
<p>
	Il comandante delle Guardie della Riserva Benenati, giunto per prima sul posto dell&amp;rsquo;incidente, sceso nella scoscesa scarpata, si rendeva conto della difficolt&amp;agrave; dell&amp;rsquo;intervento sia per il luogo impervio, sia per le condizioni fisiche della donna che presentava una rilevante perdita ematica dalla bocca. Le operazioni di soccorso sono durate complessivamente cinque ore.</p>
<p>
	I<strong>l sovrintendente Elio Benenati non &amp;egrave; nuovo a questo tipo di riconoscimenti: </strong>gi&amp;agrave; nel 2010 aveva ricevuto un altro analogo attestato per le numerose ed importanti operazioni di salvataggio condotte sempre con estrema professionalit&amp;agrave;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28935]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 31 ott 2016 10:24:51 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le attivit� della Croce Rossa anche nelle Eolie	4� e ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cri4.jpg" width="100" alt="Le attivit� della Croce Rossa anche nelle Eolie	4� e ultima parte" /><br /><p>
	<strong>- Progetti e programmi per i prossimi mesi?</strong><br />
	&amp;laquo;Tanti sono i progetti che &amp;quot;bollono nella pentola&amp;quot; del Comitato CRI di MIlazzo-Isole Eolie e, concreto e sempre vivo &amp;egrave; l&amp;#39;entusiasmo ed il coraggio di molti cittadini eoliani che, spinti da un profondo senso d&amp;#39;appartenenza a questo difficile e quanto mai incantevole territorio, si prodigano ogni giorno per difenderlo, assisterlo, proteggerlo... arrivando dove nessuno arriva&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>- Utilizzate l&amp;rsquo;ultima domanda come un appello&amp;hellip;.</strong></p>
<p>
	&amp;laquo;Ne approfittiamo allora per porre un invito a tutti: la Croce Rossa ti aspetta. Se anche tu vuoi diventare volontario della Croce Rossa Italiana rivolgiti alla sede pi&amp;ugrave; vicina a te del Comitato CRI di Milazzo-Isole Eolie (Milazzo, Vulcano, Lipari, Filicudi e Stromboli) o chiama il numero 090.9221695 per avere tutte le informazioni a riguardo. Puoi anche mandare una email all&amp;#39;indirizzo cl.milazzo@cri.it o sulla alla pagina facebook: Croce Rossa Italiana Comitato di Milazzo-Isole Eolie. Aspettiamo proprio tutti&amp;raquo;!</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28934]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 28 ott 2016 13:35:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le attivit� della Croce Rossa anche nelle Eolie	3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cri2(1).jpg" width="100" alt="Le attivit� della Croce Rossa anche nelle Eolie	3� Parte" /><br /><p>
	<strong>- Quali sono le attivit&amp;agrave; con le quali operate nelle Eolie?</strong><br />
	&amp;laquo;Attivit&amp;agrave; d&amp;#39;assistenza sanitaria, attivit&amp;agrave; socio-assistenziali, attivit&amp;agrave; d&amp;#39;emergenza e di resilienza, attivit&amp;agrave; di divulgazione del diritto internazionale umanitario, attivit&amp;agrave; formative per i giovani e l&amp;#39;implementazione dei servizi ai vulnerabili sono solo le principali aree di attivit&amp;agrave; della Croce Rossa attraverso cui si articolano numerosi servizi per la popolazione.<br />
	Mi sta a cuore sottolineare che, il raggiungimento di ogni obiettivo, &amp;egrave; generato dal grande impegno dei volontari e dagli infiniti sacrifici che gli stessi, ogni giorno, affrontano, tenendo sempre vivo, nella mente e nel cuore, il profondo significato dei &amp;quot;Sette Principi della Croce Rossa&amp;quot; (Umanit&amp;agrave;, Imparzialit&amp;agrave;, Neutralit&amp;agrave;, Indipendenza, Volontariato, Unit&amp;agrave;, Universalit&amp;agrave;)&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>La vostra pi&amp;ugrave; recente &amp;ldquo;conquista&amp;rdquo;?</strong><br />
	&amp;laquo;&amp;Egrave; con questo spirito che nel mese di agosto 2016, il Comitato CRI di Milazzo-Isole Eolie &amp;egrave; riuscito ad accreditare l&amp;#39;ambulanza presente sull&amp;#39;isola di Vulcano al &amp;quot;servizio d&amp;#39;emergenza 118 regionale&amp;quot;. Come &amp;egrave; noto, infatti, il servizio 118 &amp;egrave; preziosamente presente sulle isole di Lipari e Salina e, da qualche mese, attraverso la CRI, &amp;egrave; presente anche a Vulcano&amp;raquo;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28933]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 28 ott 2016 16:01:22 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le attivit� della Croce Rossa anche nelle Eolie	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cri1(1).jpg" width="100" alt="Le attivit� della Croce Rossa anche nelle Eolie	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>- Quali sono le principali attivit&amp;agrave; in cui la CRI &amp;egrave; impegnata nelle isole?</strong><br />
	&amp;laquo;Senza alcun dubbio, il primo obiettivo &amp;egrave; stato quello della formazione dei volontari. La Croce Rossa, se pur basata sul volontariato, svolge un servizio altamente professionale e qualificato e, ogni operatore deve essere adeguatamente preparato a svolgere bene le proprie prestazioni. Per tale motivo, agli aspiranti volontari viene proposto un corso base d&amp;#39;ingresso, articolato in circa sette lezioni realizzabili in pochi giorni, durante le quali vengono trasmesse tutte le informazioni fondamentali in merito all&amp;#39;organizzazione della Croce Rossa Italiana, alle sue attivit&amp;agrave; nonch&amp;eacute;, nozioni fondamentali di primo soccorso&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>- E una volta che il volontario si &amp;egrave; inserito?</strong><br />
	&amp;laquo;Successivamente, ogni volontario, seguendo anche le proprie potenzialit&amp;agrave;, pu&amp;ograve; sottoporsi a vari altri step formativi, occasioni in cui la professionalit&amp;agrave; e la competenza crescono in maniera esponenziale. Basti pensare che negli ultimi mesi a Stromboli &amp;egrave; stato costituito anche un nucleo di operatori per &amp;quot;soccorsi speciali&amp;quot;, attraverso il riconoscimento di una qualifica abilitante per interventi inerenti i soccorsi in mare. Giusto per portare un esempio concreto, molti dei volontari CRI di Stromboli sono intervenuti prontamente in occasione dell&amp;#39;ammaraggio dell&amp;#39;aliscafo &amp;quot;Masaccio&amp;quot;&amp;raquo;.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28932]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 28 ott 2016 15:57:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le attivit� della Croce Rossa anche nelle Eolie	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cri3.jpg" width="100" alt="Le attivit� della Croce Rossa anche nelle Eolie	1� Parte" /><br /><p>
	&amp;ldquo;Non sparate sulla Croce Rossa&amp;rdquo;. Un grido, un diniego, un imperativo negativo. <strong>Da sempre la Croce Rossa si &amp;egrave; distinta per la propria attivit&amp;agrave; di pronto soccorso in ogni angolo del mondo, a fianco degli ultimi.</strong> E, come ben si sapr&amp;agrave;, la sua forza sono i volontari, di ogni singola comunit&amp;agrave; e di ogni singolo villaggio che ci sia in giro per il mondo: l&amp;rsquo;aiuto di un volontario &amp;egrave; l&amp;rsquo;aiuto di una persona che ha dei bisogni e conosce quelli degli altri.<br />
	Anche alle Eolie &amp;egrave; presente la CRI, facente parte del distretto di Milazzo. Impiegata in molteplici attivit&amp;agrave; in favore della collettivit&amp;agrave;, la sezione locale &amp;egrave; sempre alla ricerca di nuovi volontari che possano abbracciarne la gloriosa mission.<br />
	<strong>Noi abbiamo appena sentito e intervistato Maria Elena Cutelli, la presidente del comitato CRI di Milazzo-Isole Eolie. Ecco quello che ci ha raccontato:</strong></p>
<p>
	<strong>- Da quanto tempo la Croce Rossa Italiana opera sul territorio eoliano?</strong><br />
	&amp;laquo;La CRI arriva alle Eolie nel 2003 con l&amp;#39;apertura della sede di Lipari. Nel 2010, le necessit&amp;agrave; territoriali sempre crescenti ed una popolazione bisognosa di servizi e di attenzioni, ha spinto all&amp;#39;apertura di altre due sedi CRI, Vulcano e Filicudi, fino ad arrivare a dicembre del 2015, quando, con rinnovato entusiasmo, &amp;egrave; stata data apertura alla nuova sede di Stromboli&amp;raquo;.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28931]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 28 ott 2016 16:03:14 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il miglior "Cuoco emergente"? Martina Caruso!]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/martinacaruso.jpg" width="100" alt="Il miglior "Cuoco emergente"? Martina Caruso!" /><br /><p>
	&amp;Egrave; lei. &amp;Egrave; una ventenne ed &amp;egrave; gi&amp;agrave; una leggenda. <strong>Martina Caruso &amp;egrave; nominata nella nuova &amp;ldquo;Guida ai Ristoranti 2017 del Gambero Rosso&amp;rdquo;, appena presentata a Roma, come la miglior &amp;ldquo;chef emergente 2017&amp;rdquo;, un premio assegnato da Gambero Rosso e Acqua Panna/San Pellegrino.</strong><br />
	Figlia di Salina al 100%, la Caruso &amp;egrave; il fiore all&amp;rsquo;occhiello del ristorante dell&amp;rsquo;<strong>Hotel Signum di Salina</strong>: &amp;egrave; giovanissima, e talentuosa, ma ormai, anche alla luce di questo premio, pi&amp;ugrave; che una promessa &amp;egrave; un punto di riferimento per la cucina Mediterranea.</p>
<p>
	Il suo premio speciale si trova a pagina 661 della guida, che consta di 704 pagine, 2420 indirizzi, quasi 300 nuovi ingressi, 20 cartine, una per regione, con l&amp;rsquo;indicazione immediata del &amp;ldquo;meglio&amp;rdquo; di ognuna. Fresca del premio, intanto Martina si sta preparando a una nuova serata oltre lo Stetto a &amp;ldquo;<strong>La Reserve</strong>&amp;rdquo; di Caramaico Terme (PE) dall&amp;rsquo;11 al 13 novembre prossimi.</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28930]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 26 ott 2016 13:15:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il Premio Moscati a Guardia costiera Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/guardiacostiera.jpg" width="100" alt="Il Premio Moscati a Guardia costiera Lipari" /><br /><p>
	Si &amp;egrave; svolta domenica 23 ottobre la cerimonia di consegna del Premio Giuseppe Moscati 2016 all&amp;rsquo;equipaggio della Motovedetta CP322 della <strong>Guardia Costiera di stanza a Lipari</strong>. L&amp;rsquo;evento, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Senato della Repubblica, dalla Regione Campania e dalla Provincia di Caserta, assegna ogni anno diversi riconoscimenti a personalit&amp;agrave; che si sono distinte, nell&amp;rsquo;ambito del proprio lavoro cos&amp;igrave; come in altri contesti, per aver alleviato le sofferenze altrui con coraggio e umilt&amp;agrave;.</p>
<p>
	La XXIX&amp;deg; edizione dell&amp;rsquo;evento, che si &amp;egrave; tenuto nella suggestiva cornice del Convento francescano di Casanova di Carinola (CE), ha voluto premiare anche<strong> l&amp;rsquo;equipaggio dell&amp;rsquo;unit&amp;agrave; della Guardia Costiera, rappresentato dal Comandante 1&amp;deg; M.llo Np Roberto Mangione, dal Direttore di Macchina 2&amp;deg;C&amp;deg; Np Emiliano Venuti e dal nostromo Sc 1^Cl Np Andrea Amatosi, che nei primi mesi del 2016 ha operato nelle acque di Samos, tra Turchia e Grecia</strong>, nella missione di ricerca e soccorso di migranti in quel tratto di mare.</p>
<p>
	Presente alla manifestazione anche il giornalista <strong>Gaetano Pecoraro</strong>, inviato della trasmissione &amp;ldquo;le Iene&amp;rdquo;, autore, insieme alla giornalista Francesca Di Stefano, di un reportage sull&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; della motovedetta CP 322 in Grecia.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28929]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 25 ott 2016 16:38:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alla scoperta della Valle dei Mostri]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vallemostri.jpg" width="100" alt="Alla scoperta della Valle dei Mostri" /><br /><p>
	Si chiama &amp;ldquo;<strong>la Valle dei Mostri</strong>&amp;rdquo; e gi&amp;agrave; il solo nome inquieta: si trova nell&amp;rsquo;area dell&amp;rsquo;istmo di Vulcanello, in cui le rocce hanno preso una forma davvero singolare e creano delle suggestive immagini che, con un po&amp;rsquo; di fantasia, possono essere paragonate a delle creature orribili.<br />
	<strong>Il contesto naturalistico offre ai visitatori odierni la pozza dei fanghi, acque calde sulfuree, sabbie nere, ed una ambientazione che potrebbe ricordare le raffigurazioni dantesche dell&amp;#39;inferno, se non fosse considerata da molti un&amp;#39;isola paradisiaca nella quale sostare per ricaricarsi.</strong></p>
<p>
	La valle prende questo nome in quanto, a seguito delle <strong>numerose colate laviche che si sono susseguite a Vulcanello</strong>, il repentino raffreddamento della stessa lava ha creato delle rocce che col tempo, soprattutto grazie al contributo che hanno dato gli agenti atmosferici e marini, hanno assunto delle forme piuttosto particolari e per certi versi anche inquietanti, tanto da dare il nome di Valle dei mostri alla stessa vallata. <strong>Si riescono a riconoscere dinosauri, orsi, leoni, aquile e tutto ci&amp;ograve; che la fantasia di ognuno riesce a suggerire. Dalla Valle dei Mostri si gode di un panorama bellissimo sullo Scoglio delle Sirene e su Lipari, chiamato cos&amp;igrave; per la sua forma particolare.</strong></p>
<p>
	&amp;ldquo;Certo ognuno con la propria immaginazione pu&amp;ograve; attribuire vari profili alle strutture laviche, io ho visto per certo l&amp;#39;orso, la capra ed il maiale. Situata a Vulcanello in fondo alla strada che porta a Vulcano&amp;rdquo; &amp;egrave; una delle recensioni del luogo che si legge su <strong>Tripadvisor</strong>.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28928]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 25 ott 2016 12:26:15 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I �Cucunci� di Salina, una ricetta	]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/conigliocapperi.jpg" width="100" alt="I �Cucunci� di Salina, una ricetta	" /><br /><p>
	Il coniglio in tegame con i cucunci &amp;egrave; un ottimo piatto prelibato autunnale.</p>
<p>
	<strong>Ecco gli ingredienti</strong>:<br />
	2 cosce di coniglio; Cucunci; aromi vari: timo, prezzemolo, maggiorana, menta, salvia, rosmarino; aromi secchi: curry e pepe; farina e vino bianco.</p>
<p>
	<br />
	<strong>La preparazione:</strong><br />
	Lasciate macerare il coniglio per 10 minuti. Lavato il coniglio passatelo nell&amp;rsquo;olio e poi nella farina, dove ci andrete a mescolare il curry e il pepe, passate il coniglio in un tegame d&amp;rsquo;acciaio preventivamente scaldato e coprire con un coperchio, una volta che sar&amp;agrave; abbrustolito a fiamma viva da entrambi i lati, copritelo con il vino della bagna e lasciatelo sfumare per 10 minuti circa. Passati 15 minuti cospargetelo con le spezie fresche finemente tritate, e a 20 minuti aggiungete i cucunci, assaggiate di sale e finite di cuocere con il coperchio messo.</p>
<p>
	<br />
	di Redazione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28927]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 25 ott 2016 12:12:01 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I �Cucunci� di Salina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/agricoltura.jpg" width="100" alt="I �Cucunci� di Salina" /><br /><p>
	I <strong>Cucunci </strong>altro non sono che i frutti veri e propri della pianta conosciuta col nome scientifico di &amp;ldquo;Capparis Spinosa&amp;rdquo; da cui noi prendiamo senza saperlo gi&amp;agrave; i boccioli conosciuti volgarmente con il nome di Capperi.<br />
	<strong>Presente in grande quantit&amp;agrave; sull&amp;rsquo;isola di Salina, &amp;egrave; un prodotto unico e pregiato anche per via delle sue caratteristiche gastronomiche e botaniche.</strong></p>
<p>
	I cucunci anche se poco conosciuti, trovano spesso posto nella tradizionale cucina italiana mediterranea; i Capperi, e pi&amp;ugrave; in particolare i Cucunci, hanno un <strong>notevole impatto benefico anche sulla nostra salute.</strong> Il frutto del Cappero &amp;egrave; infatti ricco di quercetina, sostanza con potenti propriet&amp;agrave; diuretiche e manutentrice naturale dei vasi sanguigni, usata da molti anni nel campo erboristico e farmacologico.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28926]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 25 ott 2016 12:10:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Pochi giorni per candidarsi come "Responsabile Operativo"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/delbono.jpg" width="100" alt="Pochi giorni per candidarsi come "Responsabile Operativo"" /><br /><p>
	Riceviamo e pubblichiamo</p>
<p>
	<strong>Scadono il 31 ottobre 2016 i termini per candidarsi al ruolo di Responsabile Operativo di Federalberghi Isole Eolie.</strong><br />
	L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; quello di intensificare l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; associativa per un impegno costante sulle tematiche di maggiore interesse per gli associati e per lo sviluppo turistico dell&amp;rsquo;arcipelago.</p>
<p>
	L&amp;rsquo;operazione &amp;ndash; gi&amp;agrave; deliberata pi&amp;ugrave; volte in sede di consiglio direttivo e assemblea dei soci &amp;ndash;<strong> mira a ricreare i presupposti organizzativi </strong>(a seguito delle dimissioni, l&amp;rsquo;anno scorso, per motivi personali del precedente responsabile operativo) per poter far fronte con efficienza alle diverse esigenze degli associati. <strong>In particolare, ci si attende che la nuova struttura organizzativa possa consentire di avviare le azioni necessarie per attivare gli obiettivi operativi che scaturiranno nel corso della convention di Federalberghi Isole Eolie, gi&amp;agrave; fissata per il 5 e 6 novembre.</strong></p>
<p>
	<strong>Il candidato ideale, oltre ad una conoscenza del settore turistico online e offline, dovr&amp;agrave; avere una buona conoscenza dell&amp;rsquo;inglese e risiedere nell&amp;rsquo;arcipelago. Oltre a curare l&amp;rsquo;amministrazione dell&amp;rsquo;associazione e i rapporti operativi con gli enti, si occuper&amp;agrave; anche delle attivit&amp;agrave; di promozione in Italia e all&amp;rsquo;estero.</strong><br />
	I candidati potranno scaricare il bando (http://bit.ly/2eWMCxo) ed inviare l&amp;rsquo;istanza (http://bit.ly/2ewYq5e) entro e non oltre il 31 ottobre alle ore 23 a: presidente@eoliehotel.com.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28925]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 24 ott 2016 19:12:54 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il fumo di Stromboli nell�Ottocento]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/fumo.jpg" width="100" alt="Il fumo di Stromboli nell�Ottocento" /><br /><p>
	<strong>Luigi Salvatore d&amp;rsquo;Asburgo-Lorena</strong>&amp;nbsp; (Firenze 4 agosto 1847 &amp;ndash; Brandys nad Labem-Stara Boleslav, 12 ottobre 1915)&amp;nbsp; <strong>fu principe di Toscana e arciduca d&amp;rsquo;Austria</strong>, anche se in realt&amp;agrave; &amp;egrave; oggi pi&amp;ugrave; noto per i suoi studi scientifici sul Mediterraneo e per il suo impegno nella conservazione di importanti aree naturalistiche. Fin da piccolo, infatti, il principe dimostr&amp;ograve; una naturale predisposizione per lo studio delle lingue e della natura.</p>
<p>
	Il primo incontro tra l&amp;rsquo;arciduca e le Eolie &amp;egrave; del 1868, ma soltanto dopo il 1875 le sue visite ed i soggiorni si fecero sempre pi&amp;ugrave; frequenti e prolungati: di queste isole se ne innamora.<br />
	<strong>Dalla passione per queste terre nasce &amp;ldquo;Die Liparischen Inseln&amp;rdquo;: otto grossi volumi sulle isole Eolie &amp;ndash; uno per isola ed uno generale, pubblicati a Praga tra il 1893 ed il 1896.</strong></p>
<p>
	Ecco cosa scrisse sulle isole: &amp;ldquo;<em>Il fumo dello Stromboli, nei giorni di quiete, &amp;egrave; talvolta di una lunghezza indescrivibile e si estende come una striscia sottile nel blu zaffiro del cielo, in direzione del vento che spira. Ho potuto notare il fumo dello Stromboli fin sopra il Faro di Messina. Esso viene considerato dai marinai come auspicio di bel tempo. Quando spirano pi&amp;ugrave; venti, la direzione del fumo dello Stromboli indica quello predominante al largo, sul mare aperto. Capita sovente che a Lipari soffi lo Scirocco mentre lo Stromboli traccia leggeri venti da ovest. I boati e il fumo denso dello Stromboli, ulteriore prova della connessione tra l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; vulcanica e le oscillazioni barometriche, sono ritenuti dai pescatori, segni premonitori di cattivo tempo. Anche l&amp;rsquo;intensa formazione di fumo sulla Fossa di Vulcano &amp;egrave; indice sicuro di imminenti perturbazioni</em>&amp;rdquo;.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28924]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 24 ott 2016 19:05:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA["Picasso image" al museo dell'Ara Pacis]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/picasso.jpg" width="100" alt=""Picasso image" al museo dell'Ara Pacis" /><br /><p>
	Circa duecento fotografie sono la parte forte di Picasso images. Le opere, l&amp;rsquo;artista, il personaggio.</p>
<p>
	<strong>La mostra illustra in modo inedito non solo il percorso di un artista eccezionale, ma anche il ritratto pi&amp;ugrave; intimo di un uomo che ha saputo costruire la propria fama mondiale. </strong></p>
<p>
	La ricca selezione di immagini &amp;egrave; accompagnata da una significativa scelta di opere grafiche, sculture e dipinti provenienti da Parigi, che ne spiegano l&amp;rsquo;evoluzione artistica.<strong> Le tre sezioni che compongono il percorso espositivo intendono indagare i diversi collegamenti che il pi&amp;ugrave; grande artista del XX secolo ha stabilito con la fotografia</strong>: dai primi tentativi di utilizzo del medium quale strumento di indagine approfondita del mondo circostante, di ausilio per la sua opera e di testimonianza dello stato d&amp;rsquo;avanzamento delle sue creazioni, alle fruttuose collaborazioni artistiche con fotografi d&amp;rsquo;avanguardia, tra cui Brassa&amp;iuml; e Dora Maar, in seguito diventata sua compagna.</p>
<p>
	L&amp;rsquo;ultima sezione racconta la maturit&amp;agrave; artistica di Picasso quando, dal dopoguerra in poi, coltiva personalmente la propria immagine d&amp;rsquo;artista diffusa dalla stampa illustrata, che contribuisce a renderlo personaggio di grande popolarit&amp;agrave; accrescendone la leggenda. Fino al 19 febbraio prossimo al Museo dell&amp;rsquo;Ara Pacis.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28923]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 24 ott 2016 17:29:56 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Bufo: il rospo che canta]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/bufo.jpg" width="100" alt="Bufo: il rospo che canta" /><br /><p>
	La fauna delle Isole Eolie &amp;egrave; certamente diversificata e variopinta, ma tra gli animali pi&amp;ugrave; particolari che abitano queste terre, scorgiamo in ogni stagione il <strong>simpaticissimo <em>Bufo viridis Laurenti</em>: l&amp;rsquo;unico anfibio certamente presente a Lipari e a Salina</strong>.</p>
<p>
	Si tratta di un rospo, dal colore verde o smeraldino, in grado di tollerare prolungati periodi di siccit&amp;agrave;.<strong> Fu osservato nel 1898 da alcuni ricercatori inglesi a Lipari, presso i rigagnoli dell&amp;#39;acqua termale calda dei bagni di S. Calogero, a conferma delle capacit&amp;agrave; di adattamento di questa specie.</strong></p>
<p>
	Il rospetto &amp;egrave; anche conosciuto per la sua gradevolissima emissione di suoni simili a un canto: i maschi vocalizzano grazie ad un ampio sacco golare mantenuto immerso per met&amp;agrave; in acqua.<strong> Il canto viene emesso nelle ore serali e notturne e consiste di un trillo dolce e prolungato e melodioso. </strong>Il suono ha la funzione di attirare le femmine, le quali effettueranno una selezione sessuale sulla base delle caratteristiche delle vocalizzazioni: una nota lunga, ad alto volume, con frequenza bassa, viene scelta nella maggioranza dei casi, ed &amp;egrave; prodotta da maschi grossi, pesanti e in salute.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28922]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 24 ott 2016 17:11:39 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lo "Special Wedding Day" a Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/wedding.jpg" width="100" alt="Lo "Special Wedding Day" a Lipari" /><br /><p>
	Domenica 30 ottobre 2016, dalle 17.00 alle 19.30, Lipari ospiter&amp;agrave; il primo <strong>Wedding Day</strong> organizzato interamente da una Wedding Planner del posto coinvolgendo realt&amp;agrave;, artigiani e partner vicini per dare alle coppie di futuri sposi tanti originali spunti per il loro matrimonio.<br />
	<strong>Promotrice dell&amp;rsquo;evento &amp;egrave; Rosy Gallo, Wedding Planner liparese di nascita che negli anni si &amp;egrave; formata con docenti d&amp;rsquo;eccezione.</strong><br />
	Da sempre innamorata delle proprie isole, Rosy ha recentemente avviato Wedding Eolie (www.weddingeolie.it) proprio per dare l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di sposarsi nell&amp;rsquo;arcipelago a chiunque abbia questo sogno. Il servizio, strettamente legato al territorio, vuole essere anche un modo per valorizzare le Eolie e avvicinare sempre pi&amp;ugrave; persone a queste terre.</p>
<p>
	<strong>Lo &amp;ldquo;Special Wedding Day&amp;rdquo; sar&amp;agrave; suddiviso in due momenti: una prima parte con rinfresco per futuri sposi, su invito; una parte aperta al pubblico in cui gli interessati potranno raccogliere idee e informazioni parlando direttamente con gli espositori.</strong></p>
<p>
	Momento clou dell&amp;rsquo;evento sar&amp;agrave; la sfilata di abiti da sposa e da cerimonia di due atelier, il tutto reso ancora pi&amp;ugrave; speciale dall&amp;rsquo;accompagnamento musicale dal vivo.<br />
	La location che ospiter&amp;agrave; l&amp;rsquo;evento &amp;egrave; l&amp;rsquo;<strong>Hotel Mea di Lipari</strong>: posizionato a pochi passi dal centro storico e affacciato sulla splendida baia di Marina Lunga e sul castello, l&amp;rsquo;hotel rappresenta la fusione tra due culture, quella occidentale e quella araba, oltre a essere la cornice perfetta per ospitare suggestive cerimonie.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	foto: Wedding Eolie</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28921]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 24 ott 2016 16:46:36 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Eolie: avviata la campagna di ricerca dei tesori nascosti]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/archeologiasottomarina.jpg" width="100" alt="Eolie: avviata la campagna di ricerca dei tesori nascosti" /><br /><p>
	Perla del Mediterraneo, l&amp;rsquo;arcipelago eoliano risplende sia per le bellezze naturali, architettoniche ed enogastronomiche che lo contraddistinguono che per i tesori nascosti segretamente custoditi dai fondali delle sue acquee. <strong>Di recente &amp;egrave; stata infatti avviata la campagna di indagini subacquee ad opera del GUE (Global Underwater Explorer) che, insieme alla Soprintendenza del Mare, sta effettuando rilevamenti tecnici sui relitti scoperti nel 2009 da Aurora Trust.</strong></p>
<p>
	L&amp;rsquo;obiettivo principale &amp;egrave; quello di completare la mappatura dei fondali iniziata negli scorsi anni grazie alle tecniche di rilevamento fotogrammetrico tridimensionale, aventi come focus principale i relitti al largo di Panarea, Capistello ed i nuovi ritrovamenti nei pressi di Lipari.<br />
	<strong>Nel 2014, infatti, il relitto di una nave affondata 2000 anni fa fu scoperto vicino Lipari, a 130 metri di profondit&amp;agrave;, insieme ad un antico altare con decorazione in rilievo a dimostrazione dei sacrifici che venivano fatti sulle navi in onore degli dei per propiziarsi la navigazione.</strong><br />
	Le recenti indagini, di cui a breve verranno resi noti i risultati, rappresentano pertanto il continuum di una campagna di ricerche gi&amp;agrave; avviata a Panarea lo scorso anno e condotta dalla Aurora Trust Foundation e dalla <strong>Soprintendenza del Mare</strong> mediante l&amp;#39;utilizzo di sommergibili della U-Boat Worx e Rov AtlantEco con la collaborazione della Capitaneria di Porto di Lipari.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28920]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 24 ott 2016 16:32:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Papa Francesco nomina Ascolla arcivescovo di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vescovoascolla.jpg" width="100" alt="Papa Francesco nomina Ascolla arcivescovo di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela" /><br /><p>
	Il Papa ha nominato oggi <strong>arcivescovo metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela monsignor Giovanni Accolla</strong>, del clero dell&amp;rsquo;arcidiocesi di Siracusa, parroco, direttore dell&amp;rsquo;Ufficio diocesano per i beni architettonici e l&amp;rsquo;edilizia di culto e presidente della Fondazione Sant&amp;rsquo;Angela Merici.</p>
<p>
	<strong>Mons. Accolla &amp;egrave; nato il 29 agosto 1951 a Siracusa. </strong>Ha compiuto gli studi teologici presso il Seminario arcivescovile della citt&amp;agrave; aretusea. Ha ricevuto l&amp;rsquo;ordinazione presbiterale il 13 aprile 1977, incardinandosi nell&amp;rsquo;arcidiocesi di Siracusa. &amp;Egrave; stato vicario cooperatore nella parrocchia della cattedrale e officiale di curia. Ha ricoperto l&amp;rsquo;incarico di economo diocesano e direttore della Caritas. Dal 2000 al 2004 &amp;egrave; stato economo dello Studio teologico San Paolo di Catania.</p>
<p>
	Attualmente &amp;egrave; parroco della parrocchia San Giacomo ai Miracoli in Ortigia (dal 2001), presidente della <strong>Fondazione Sant&amp;rsquo;Angela Merici (dal 2008)</strong>, membro del Collegio dei consultori, direttore dell&amp;rsquo;Ufficio dei beni architettonici e l&amp;rsquo;edilizia di culto e, infine, membro del Comitato Cei per l&amp;rsquo;edilizia di culto (dal 2004).<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28919]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 20 ott 2016 16:17:18 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[LOVE. L�arte contemporanea incontra l�amore ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/love(1).jpg" width="100" alt="LOVE. L�arte contemporanea incontra l�amore " /><br /><p>
	Il Chiostro del Bramante di Roma ospita <strong>LOVE</strong>,&amp;nbsp; festeggiando i suoi venti anni di attivit&amp;agrave; con una mostra dal carattere internazionale. <strong>Una novit&amp;agrave; imperdibile nel panorama delle proposte culturali capitoline degli ultimi anni, che si candida a portare la citt&amp;agrave; di Roma agli stessi livelli delle pi&amp;ugrave; stimate realt&amp;agrave; espositive internazionali. </strong></p>
<p>
	Per la prima volta sono riuniti i pi&amp;ugrave; importanti artisti dell&amp;rsquo;arte contemporanea, tra i quali <strong>Yayoi Kusama</strong>, <strong>Tom Wesselmann</strong>, <strong>Andy Warhol</strong>, <strong>Robert Indiana</strong>, <strong>Gilbert &amp;amp; George</strong>, <strong>Francesco Vezzoli</strong>, <strong>Tracey Emin</strong>, <strong>Marc Quinn</strong>, F<strong>rancesco Clemente</strong> e<strong> Joana Vasconcelos</strong>, con opere dai linguaggi fortemente esperienziali e instragrammate, adatte a coinvolgere il pubblico. L&amp;rsquo;esposizione romana intende affrontare l&amp;rsquo;Amore, uno dei sentimenti universalmente riconosciuti e da sempre motivo di domande e rappresentazioni, raccontandone le diverse sfaccettature e le sue infinite declinazioni.</p>
<p>
	Un amore felice, atteso, incompreso, odiato, ambiguo, trasgressivo, infantile, che attraversa un percorso espositivo non convenzionale e tocca tutti i sensi. In realt&amp;agrave;, il vero protagonista della mostra &amp;egrave; il pubblico, che si riappropria degli spazi espositivi, divenendo fruitore e divulgatore allo stesso tempo, avendo la possibilit&amp;agrave; di fotografare liberamente tutte le opere esposte (hashtag ufficiale #chiostrolove). Un coinvolgimento sensoriale a tutto campo caratterizza l&amp;rsquo;esperienza museale, esaltando il concetto di open access e di museo in continua evoluzione.Il visitatore pu&amp;ograve; vivere un&amp;rsquo; esperienza di guida attiva assolutamente fuori dal comune, scegliendo il proprio partner audio. Dalle opere in mostra alla mostra&amp;hellip;solo validi motivi per andare al Chiostro del Bramante. Fino al 19 febbraio 2017.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28918]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 19 ott 2016 17:57:31 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alicudi � �L�isola analogica�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/alicudi1.jpg" width="100" alt="Alicudi � �L�isola analogica�" /><br /><p>
	S&amp;igrave;, lo so&amp;hellip; nell&amp;rsquo;epoca digitale nove anni equivalgono ad epoche giurassiche. Ma io ve ne voglio parlare ugualmente!</p>
<p>
	<strong>Si intitola &amp;ldquo;L&amp;rsquo;isola analogica&amp;rdquo; (guarda caso) ed &amp;egrave; un documentario ad opera di Francesco Giuseppe Ragagnato girato ad Alicudi e realizzato nel 2007.</strong><br />
	Il regista (leccese, classe &amp;rsquo;78) si &amp;egrave; calato nell&amp;rsquo;estremo lembo occidentale delle Eolie per intervistare gli abitanti dell&amp;rsquo; &amp;ldquo;isola delle femmine che volano&amp;rdquo;, cos&amp;igrave; ancora la chiama qualcuno.</p>
<p>
	Il documentario &amp;ldquo;L&amp;#39;Isola Analogica&amp;rdquo; racconta alcune curiose vicende avvenute nei primissimi anni del Novecento: <strong>si parla infatti di una sorta di allucinazione collettiva che intorno alla prima met&amp;agrave; del Novecento gli abitanti di Alicudi ebbero in seguito all&amp;rsquo;assunzione di segale cornuta, la pianta da cui si ricava l&amp;#39;LSD, ingerita attraverso pane, biscotti e pasta.</strong></p>
<p>
	Leggende, allucinazioni, usanze e superstizioni, si rincorrono in 27&amp;rsquo; minuti di puro approfondimento: sembra che in luoghi difficili ed impervi quali Alicudi la Logica perde il suo potere di distinzione tra il vero e il Falso, Giusto e Sbagliato e lascia il posto ad un approccio non precisamente logico, appunto, analogico. &amp;Egrave; anche per questo avvenimento che l&amp;rsquo;isola rimane tra le pi&amp;ugrave; affascinanti del Mediterraneo&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28917]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 19 ott 2016 13:14:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Continuano i workshop sulla riqualificazione delle Cave di pomice]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cavedipomice.jpg" width="100" alt="Continuano i workshop sulla riqualificazione delle Cave di pomice" /><br /><p>
	Dal prossimo 4 novembre, per i successivi quattro giorni, si terr&amp;agrave; a Lipari il workshop &amp;ldquo;<strong>Between the Wrinkles of an unexpected glacier - discovering Lipari pumice quarries</strong>&amp;rdquo; organizzato dal Comune di Lipari con la collaborazione del Politecnico di Milano nell&amp;rsquo;ambito del corso di Laurea Magistrale di Architettura &amp;ndash; Progettazione Architettonica, Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni con il coinvolgimento di due Laboratori di Progettazione dello stesso Ateneo.</p>
<p>
	Il laboratorio vedr&amp;agrave; la partecipazione del Prof. Fran&amp;ccedil;ois Dominique de Larouzi&amp;egrave;re, Direttore scientifico del Parco Vulcania, che ha visitato le nostre cave in numerose occasioni fin dal 1980.</p>
<p>
	<strong>Vulcania &amp;egrave; un parco di esplorazione della Terra e dei vulcani, propriet&amp;agrave; del Consiglio Regionale Auvergne-Rodano-Alpi, nel centro-est della Francia.</strong><br />
	Il Parco ha ricevuto pi&amp;ugrave; di 5,5 milioni di visitatori dal momento della sua apertura nel 2002. Il suo obiettivo: sviluppare il territorio regionale sul piano economico e turistico, e permettere ai visitatori di capire la storia della Terra e dei vulcani in un modo divertente e interattivo.</p>
<p>
	&amp;ldquo;La nostra esperienza pu&amp;ograve; probabilmente essere interessante per l&amp;#39;isola di Lipari - ha dichiarato il Prof. Fran&amp;ccedil;ois Dominique de Larouzi&amp;egrave;re - secondo accordi di partenariato che rimangono da definire. Inoltre, sarebbe interessante stabilire stretti legami tra le nostre due province, con una caratteristica comune: un territorio la cui identit&amp;agrave; &amp;egrave; fortemente impregnata da vulcani, e un notevole potenziale turistico. Si pu&amp;ograve; sapere che la nostra regione, dove si trova la catena vulcanica dei Puys e la faglia di Limagne, &amp;egrave; un candidato per il Patrimonio Mondiale elenco dall&amp;#39;UNESCO&amp;rdquo;.<br />
	Il prossimo evento, pertanto, con la partecipazione di Vulcania si arricchisce di una testimonianza valida sulla gestione di un parco tematico.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28916]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 18 ott 2016 13:20:51 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il corso di introduzione al vino e approfondimento dei suoi abbinamenti col cibo]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vino.jpg" width="100" alt="Il corso di introduzione al vino e approfondimento dei suoi abbinamenti col cibo" /><br /><p>
	Da luned&amp;igrave; 17 ottobre, alle Eolie, full immersion di quattro giorni per un&amp;rsquo;introduzione al vino e un approfondimento dei suoi molteplici abbinamenti col cibo. <strong>Si tratta di un&amp;rsquo;iniziativa organizzata da Federalberghi Isole Eolie attraverso il Fondo EAP Fonarcom. Al corso parteciperanno gratuitamente gli associati a Federalberghi e quanti sono gi&amp;agrave; iscritti al fondo o abbiano gi&amp;agrave; deciso di formalizzarne l&amp;rsquo;adesione.</strong></p>
<p>
	Il &amp;ldquo;<strong>Corso di introduzione al vino e approfondimento dei suoi abbinamenti col cibo</strong>&amp;rdquo; permetter&amp;agrave; di trattare argomenti quali: il metodo charmat e il metodo champenois, come riconoscere un vino dal suo contenitore, le diverse tipologie di bottiglie, i vitigni autoctoni e alloctoni e gli abbinamenti vino-cibo.</p>
<p>
	Negli ultimi anni, ha dichiarato Christian Del Bono - presidente di Federalberghi Isole Eolie - diverse nostre strutture hanno investito nell&amp;rsquo;enogastronomia, rendendola vero e proprio valore aggiunto ed elemento di attrazione dell&amp;rsquo;offerta. <strong>Nelle proposte di menu sempre pi&amp;ugrave; attenti e spesso a chilometro zero</strong>, l&amp;rsquo;abbinamento cibo-vino diventa fondamentale per esaltare la cucina dei nostri chef che in alcuni casi sono addirittura stellati.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28915]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 17 ott 2016 16:22:15 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Fame? Pasta al fuoco]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pastafuoco.jpg" width="100" alt="Fame? Pasta al fuoco" /><br /><p>
	Ore 20. Fame? Ritorna la nostra rubrica delle ricette e oggi vi proponiamo la &amp;ldquo;<strong>Pasta al fuoco</strong>&amp;rdquo;, un piatto tipicamente eoliano, semplicissimo da eseguire, ricco di profumi di Sicilia: un piatto da iscrivere nella tradizione. Seguiteci!</p>
<p>
	<strong>Ingredienti </strong>per 6 persone: 1 kg di pomodoro datterino; 2 spicchio d&amp;rsquo;aglio; un mazzo di basilico; 1/2 peperoncino piccante; 350 g di ricotta salata infornata; olio qb; sale qb; 600 g di spaghetti.</p>
<p>
	<strong>Procedimento</strong>. Lavate e tagliate a met&amp;agrave; o in quattro i pomodorini, sbucciate e tagliate l&amp;rsquo; aglio a pezzettini, lavate e spezzettate grossolanamente il basilico, tagliuzzate il peperoncino preferibilmente fresco, grattugiate la ricotta salata infornata con una grattugia a 4 facce prediligendo la parte che serve a realizzare la julienne grossa.<br />
	A questo punto disponete i vostri ingredienti in una pirofila iniziando dall&amp;rsquo; olio, aglio, peperoncino e i vostri pomodori che a questo punto salerete e poi il basilico, mescolate il tutto per poi aggiungere la vostra ricotta salata e lasciate riposare per 15/20 min.<br />
	<strong>Mettete a bollire l&amp;rsquo;acqua per gli spaghetti e appena pronti uniteli al condimento, non vi resta altro che inebriarvi, perdervi in questo magnifico trionfo di odori e sapori semplici che adorerete.</strong></p>
<p>
	Ricordatevi sempre che per la buona riuscita di un piatto la scelta della materia prima &amp;egrave; fondamentale, prediligete sempre prodotti freschi di stagione e non sottovalutate la scelta della qualit&amp;agrave; della pasta perch&amp;eacute; &amp;egrave; importante.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28914]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 14 ott 2016 19:33:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie nella nuova guida turistica "I Cinque Colori"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/guidaturistica.jpg" width="100" alt="Le Eolie nella nuova guida turistica "I Cinque Colori"" /><br /><p>
	Ci sono anche alcuni sentieri magici eoliani nella guida turistica &amp;ldquo;<strong>I Cinque Colori</strong>&amp;rdquo; presentata alla Fiera del Turismo TTG 2016 che si sta tenendo in questi giorni a Rimini.<br />
	<strong>Presso lo stand del Messina Tourism Bureau, la guida ufficiale, in Italiano ed Inglese &amp;ndash; che fa parte del progetto omonimo - &amp;egrave; finanziata dall&amp;rsquo;Assessorato Regionale del Turismo, Sport e Spettacolo nell&amp;rsquo;ambito dei progetti di eccellenza per la realizzazione di itinerari per la valorizzazione del turismo naturalistico.</strong></p>
<p>
	La guida presentata oggi propone i 15 itinerari naturalistici pi&amp;ugrave; suggestivi dell&amp;rsquo;area &amp;ndash; da Vulcano a Lipari, da Salina a Stromboli, da Capo Milazzo a Tindari e Marinello, senza tralasciare le eccellenze dei Peloritani e dello Stretto di Messina &amp;ndash; con l&amp;rsquo;indicazione delle caratteristiche generali, del tempo medio di percorrenza, del livello di difficolt&amp;agrave;, delle modalit&amp;agrave; di accesso e dell&amp;rsquo;equipaggiamento consigliato.<br />
	In particolare gli itinerari selezionati sono: <strong>Vulcano &amp;ndash; Gran Cratere; Lipari &amp;ndash; Sud; Lipari &amp;ndash; Caolino; Salina Monte Fossa delle Felci; Salina &amp;ndash; Paolonoci; Salina &amp;ndash; Leni/Pollara; Stromboli &amp;ndash; Pizzo; Stromboli &amp;ndash; Sciara; Messina &amp;ndash; Capo Peloro; Messina &amp;ndash; Badiazza/Centro Polifunzionale; Messina &amp;ndash; Pezzolo/Puntale Pistulona; Peloritani &amp;ndash; Musolino/Forte Campone/Calvaruso; Milazzo &amp;ndash; Piccolo anello delle falesie; Milazzo &amp;ndash; Piscina di Venere; Marinello/Tindari &amp;ndash; Coda di Volpe.</strong></p>
<p>
	Nei prossimi giorni sar&amp;agrave; anche disponibile online il sito www.icinquecolori.it contenente informazioni sui territori di riferimento, una pi&amp;ugrave; ampia selezione di itinerari naturalistici completi di mappe e collegamenti a Google Maps con virtualizzazione dei percorsi ed ulteriori informazioni e aggiornamenti.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28913]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 14 ott 2016 19:21:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le festivit� in onore della Purit� di Maria SS.]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/purita.jpg" width="100" alt="Le festivit� in onore della Purit� di Maria SS." /><br /><p>
	Una serie di appuntamenti a Lipari per onorare la festivit&amp;agrave; della <strong>Purit&amp;agrave; di Maria Santissima</strong>, custodita nella nota chiesetta di Quattropani, il piccolo santuario, intimo, che invita al raccoglimento.<br />
	Un programma folto voluto da don Giuseppe Mirabito, che si svolge nell&amp;rsquo;arco di dieci giorni e coinvolge l&amp;rsquo;intera comunit&amp;agrave; lipariota.<br />
	Il clou dei festeggiamenti si avr&amp;agrave; domenica 16 ottobre, quando cadr&amp;agrave; la festivit&amp;agrave; della Purit&amp;agrave; della di Maria SS. Alle 11 &amp;egrave; prevista la Santa Messa e il conferimento delle Cresime, mentre nel pomeriggio la processione per le vie cittadine, accompagnata dal Corpo bandistico &amp;ldquo;Citt&amp;agrave; di Lipari&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;laquo;Carissimi nel Signore, viviamo con rinnovato entusiasmo l&amp;rsquo;annuale festivit&amp;agrave; della nostra Parrocchia, intraprendendo il cammino di fede, lungo i sentieri del nuovo anno pastorale 2016/2017. Come la Vergine Maria vogliamo camminare verso Dio e i fratelli, cantando con il cuore e la vita la grandezza dell&amp;rsquo;Amore misericordioso del Padre&amp;raquo; ha scritto don Mirabito per l&amp;rsquo;occasione.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28912]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 13 ott 2016 18:15:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Antinoo. Un ritratto in due parti. ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/antinoo.jpg" width="100" alt="Antinoo. Un ritratto in due parti. " /><br /><p>
	Fino al 15 gennaio prossimo c&amp;rsquo;&amp;egrave; un appuntamento per ripercorrere l&amp;rsquo;affascinante e intricata storia del ritratto marmoreo di Antinoo diviso in due frammenti: il volto e il busto.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;uno &amp;egrave; conservato presso l&amp;rsquo;Art Institute di Chicago, l&amp;rsquo;altro al Museo Nazionale Romano e da met&amp;agrave; settembre entrambi sono in mostra a Palazzo Altemps. </strong>Dopo Chicago, infatti, l&amp;rsquo;esposizione riunisce a Roma (fino a&amp;nbsp; gennaio del prossimo anno) i due pezzi, assieme ad una ricostruzione che ricompone l&amp;rsquo;originale e ripercorre anche le ricerche che hanno consentito di identificare i due frammenti come parti di un&amp;rsquo;unica scultura.</p>
<p>
	I<strong>l risultato della approfondita ricerca italo-americana avviata un paio di anni fa &amp;egrave; oggi visibile a Palazzo Altemps, grazie al modello 1:1 in gesso del volto di Antinoo, accostato al busto</strong>: &amp;egrave; cos&amp;igrave; restituito l&amp;rsquo;aspetto originario che l&amp;rsquo;opera aveva in et&amp;agrave; romana. Il viaggio da Roma a Chicago di questo frammento &amp;egrave; un&amp;rsquo;ulteriore prova della forza straordinaria del mito del giovane Antinoo, del quale si contano gi&amp;agrave; nell&amp;rsquo;antichit&amp;agrave; numerosi ritratti e repliche. Anche la contemporaneit&amp;agrave; comunque ha mostrato grande interesse per il favorito di Adriano, come rivela la fotografia di Olivier Roller, che completa questa esposizione sul famosissimo ritratto di Antinoo e la sua storia.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28911]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 13 ott 2016 12:52:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ �Piccolo Borgo Antico�: su il sipario!	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/PBA.jpg" width="100" alt=" �Piccolo Borgo Antico�: su il sipario!	1� Parte" /><br /><p>
	Un infinito repertorio, un nome che rievoca antiche atmosfere tratte dal tardo Romanticismo e un&amp;rsquo;unica anima, quella eoliana, che emerge in ogni angolo del mondo. Sono queste le caratteristiche della <strong>compagnia teatrale &amp;ldquo;Piccolo Borgo Antico&amp;rdquo;, nata nel 1992 a Pianoconte, una frazione dell&amp;#39;isola di Lipari e adesso pluripremiata a livello internazionale. </strong>Tutto nasce dalla fortissima passione di un gruppo di ragazzi che allora svolgevano dei piccoli lavori teatrali nell&amp;#39;ambito della parrocchia: poi fu tutto ufficializzato mediante atto costitutivo nel 1996, da sempre guidati e motivati dalla regista e forte sostenitrice morale, <strong>Tindara Falanga</strong>.<br />
	Un gruppo di professionisti molto particolare, che alterna lavori pi&amp;ugrave; leggeri ( molte le pi&amp;egrave;ce in vernacolo siciliano) ad opere pi&amp;ugrave; profonde ed impegnate, come quella dal titolo <strong>&amp;ldquo;L&amp;rsquo;onda di Maometto&amp;rdquo;</strong>, un lavoro teatrale ispirato alla triste vicenda della giornalista Ilaria Alpi, sequestrata in Somalia e uccisa nel 1994. Un repertorio variegatissimo, dunque, che va dai classici del teatro napoletano, uno tra tutti &amp;ldquo;<strong>Le voci di dentro</strong>&amp;rdquo;, del maestro Edoardo De Filippo, alla trasposizione de &amp;ldquo;<strong>Il Giorno della Civetta</strong>&amp;rdquo;, tratto dal capolavoro di Leonardo Sciascia.&amp;nbsp;<br />
	Noi abbiamo rintracciato e intervistato la giornalista Luana Span&amp;ograve;, portavoce della compagnia, che ci ha rivelato alcuni importanti retroscena&amp;hellip;</p>
<p>
	<strong>Salve Luana, la vostra attivit&amp;agrave; &amp;egrave; davvero degna di lode in un piccolo contesto come quello isolano. Ad oggi, quanti attori gravitano attorno alla vostra compagnia? E quanti spettacoli avete messo in scena?</strong><br />
	&amp;laquo;Sono circa 40 le persone che fanno parte della compagnia tra attori e tutte le persone che lavorano dietro le quinte: scenografi, truccatrici, costumisti, tecnici, collaboratori per le pubbliche relazioni, etc, etc&amp;hellip; Ad oggi abbiamo messo in scena circa 40 spettacoli, tra commedie, letteratura, classici e drammi.&amp;nbsp; Le molte pi&amp;egrave;ce contemporanee sono dovute a richieste specifiche dei comuni ospitanti, ma anche ad un particolare interesse della regista, sempre capace di renderle fruibili anche dal grande pubblico, grazie ai ritmi veloci&amp;raquo;.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28992]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 06 gen 2017 19:43:59 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Federalberghi Isole Eolie: l�appello alla costituzione dell�area marina protetta ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/porticello.jpg" width="100" alt="Federalberghi Isole Eolie: l�appello alla costituzione dell�area marina protetta " /><br /><p>
	Ci siamo quasi: le Eolie sono ad un passo dalla costituzione dell&amp;#39; Area marina protetta. <strong>Sar&amp;agrave; istituita dal ministero dell&amp;#39; Ambiente d&amp;#39; intesa con le universit&amp;agrave;, il consiglio nazionale delle ricerche, l&amp;#39; Enea e l&amp;#39; Ispra e con le amministrazioni eoliane. Entro il 9 novembre arriveranno le perimetrazioni delle aree sottoposte a tutela.</strong></p>
<p>
	I tratti di mare che saranno sottoposti a vincolo sono: le cave di pomice ed i faraglioni a Lipari, la Grotta del Bue del Cavallo e Gelso a Vulcano, la Sciara del Fuoco a Stromboli, la baia di Calajunco e gli isolotti davanti a Panarea, la Grotta del Bue Marino, la Canna e Capo Graziano a Filicudi, una parte del tratto di mare di Alicudi e Pollara e Lingua a Salina.</p>
<p>
	E ancora una volta<strong> Federalberghi Isole Eolie lancia un appello forte e concreto in nome dell&amp;rsquo;Area Marina Protetta (AMP), invitando gli stakeolders a dar vita ad un confronto che vada ben oltre i pro e i contro della sua nascita</strong>. Grande la perplessit&amp;agrave; nei confronti della dead line stabilita dall&amp;rsquo;Assessore Regionale Croce per il 9 novembre al fine di poter redigere una proposta adeguata di AMP. &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28907]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 10 ott 2016 10:43:42 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L�Arma per l�Arte e la Legalit� - La Mostra]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/arma.jpg" width="100" alt="L�Arma per l�Arte e la Legalit� - La Mostra" /><br /><p>
	Fino al 30 ottobre un&amp;rsquo;importantissima selezione dei beni recuperati in Italia e all&amp;rsquo;estero dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale &amp;egrave; esposta a Palazzo Barberini in una mostra gratuita dal titolo <strong>L&amp;rsquo;Arma per l&amp;rsquo;Arte e la Legalit&amp;agrave;.</strong></p>
<p>
	Tra reperti archeologici di pregio, documenti di eccezionale valore storico e capolavori pittorici, i visitatori si possono rendere conto del danno prodotto dal traffico illecito di beni culturali e dell&amp;rsquo;importanza dell&amp;rsquo;azione di tutela.<br />
	<strong>In questo percorso didattico, finalizzato alla diffusione della cultura della legalit&amp;agrave;, il&amp;nbsp;pubblico viene aiutato da pannelli realizzati dall&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Roma Tre volti a raccontare le storie delle indagini che hanno consentito il recupero dei beni; a spiegare le caratteristiche storico-artistiche delle opere e le funzioni che gli oggetti risalenti al periodo archeologico avevano nel mondo antico; ma anche a dare consigli al cittadino sul comportamento da tenere in caso di ritrovamenti o furti.</strong></p>
<p>
	Si tratta della pi&amp;ugrave; grande esposizione al Mondo (probabilmente perch&amp;eacute; siamo la pi&amp;ugrave; grande cassaforte di cultura e storia) per quantit&amp;agrave; e qualit&amp;agrave; dei beni, interamente dedicata ai risultati di un reparto specializzato nella tutela del patrimonio culturale.<br />
	Tra le opere in mostra capolavori di C&amp;eacute;zanne, Van Gogh, Guercino, Gauguin, Canaletto e Modigliani.<br />
	<strong>Ricordiamo che la mostra &amp;egrave; aperta dal marted&amp;igrave; alla domenica dalle 10 alle 18 e si pu&amp;ograve; ritirare il biglietto gratuito presso la biglietteria fino alle ore 17.</strong> Grande omaggio dell&amp;rsquo;Arma ai cittadini, da non perdere.</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28905]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 06 ott 2016 17:21:10 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La filologia delle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/filicudi.jpg" width="100" alt="La filologia delle Eolie" /><br /><p>
	Noi di Lipari.biz che siamo innamorati di Filologia potevamo mai esimerci dal chiederci che cosa significassero i nomi delle Isole Eolie?<br />
	<strong>Meta ambita di migliaia di turisti ogni estate, le Isole Eolie e il loro fulgore tornano protagonisti anche nella linguistica: Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea hanno un&amp;rsquo;origine mitica, che le vuole sedi della reggia del dio Eolo, il re dei venti.<br />
	Tutto, dunque, deriva dalla mitologia greca, in queste terre di magia, ma vediamo pi&amp;ugrave; il dettaglio per ogni isola&amp;hellip;</strong></p>
<p>
	Lipari, ad esempio, viene dal greco <em>Lip&amp;agrave;ra </em>che significa grassa, in senso esteso, fruttifera.<br />
	Quella che oggi conosciamo come Salina, invece, si chiamava <em>Didyme </em>che vuol dire gemella, per la sua caratteristica conformazione speculare.<br />
	Cos&amp;igrave; come Stromboli viene da <em>Strongyle</em>, che significa rotonda.<br />
	Vulcano era invece chiamata <em>Hier&amp;agrave;</em>, ovvero isola sacra. I greci infatti credevano che la bocca del vulcano ospitasse le fucine di Efesto o Vulcano, il dio del fuoco.<br />
	Filicudi o <em>Phoinic&amp;ograve;des </em>era l&amp;rsquo;isola delle palme e Alicudi o <em>Eric&amp;ugrave;ssa</em>, l&amp;rsquo;isola dell&amp;rsquo;erica, anch&amp;rsquo;essa una pianta.<br />
	Infine Panarea si chiamava <em>Eu&amp;ograve;nymos</em>, ovvero di buon nome, di buona fama&amp;hellip;.</p>
<p>
	E allora? Giungere alle Eolie non &amp;egrave; soltanto un viaggio latitudinale, ma anche e soprattutto temporale, perch&amp;eacute; qui il tempo si ferma e si riassaporano le atmosfere di d&amp;egrave;i e uomini di una volta&amp;hellip;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28906]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 07 ott 2016 17:35:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Stromboli: l'Universit� di Firenze svela i segreti del vulcano - 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolifirenze.jpg" width="100" alt="Stromboli: l'Universit� di Firenze svela i segreti del vulcano - 1� parte" /><br /><p>
	Un gruppo di studiosi dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Firenze ha scoperto delle novit&amp;agrave; riguardanti le eruzioni del vulcano Stromboli. &amp;Egrave; stata una squadra di ricercatori del Laboratorio di Geofisica Sperimentale, struttura di ricerca del dipartimento di Scienze della Terra, a rivelarli, dopo aver studiato la struttura e le eruzioni del vulcano. A partire dal 2002 e per sette anni, questi studiosi hanno osservato con un monitoraggio quotidiano l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di Stromboli, per poi pubblicare il risultato della ricerca sulla famosa rivista scientifica Nature Communications, &amp;ldquo;Volcano seismicity and ground deformation unveil the gravity-driven magma discharge dynamics of a volcanic eruption&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;obiettivo della ricerca era di mitigare il rischio vulcanico. <strong>Tra le nuove scoperte vi &amp;egrave; un&amp;rsquo;inaspettata provenienza delle colate di lava: si &amp;egrave; sempre creduto che provenissero da un magma collocato ad una profondit&amp;agrave; di circa 7-10 chilometri, con effusioni incanalate nelle bocche laterali. </strong>In realt&amp;agrave;, analizzando la deformazione del suolo e le scosse di terremoto, questi studiosi hanno notato che le eruzioni sono prevalentemente scatenate da magma, gi&amp;agrave; presente nella struttura del vulcano, parte alta compresa. Di conseguenza, sembrerebbe che le eruzioni siano collegate direttamente all&amp;rsquo;azione della forza di gravit&amp;agrave; con un&amp;rsquo;effusione pi&amp;ugrave; forte dalle bocche inferiori e che diminuisce salendo in altezza.</p>
<p>
	Continua&amp;hellip;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25599]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:57:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il vulcanismo dell'Isola di Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanismolipari.jpg" width="100" alt="Il vulcanismo dell'Isola di Lipari" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano &amp;egrave; il risultato di un lungo e complesso susseguirsi di eruzioni vulcaniche che hanno avuto luogo nel corso dei millenni. Esse sono, infatti, la parte emersa di un apparato vulcanico imponente dalla forma semicircolare, lungo circa 200 chilometri. Questa struttura non comprende solo le Isole Eolie, ma anche cinque vulcani sottomarini: Eolo, Enarete e Sisifo situati ad occidente di Alicudi e Lametini ed Alcione collocati a settentrione rispetto a Stromboli. L&amp;rsquo;Isola di Lipari &amp;egrave; la parte emersa di un grosso apparato vulcanico di circa 1600 metri di altezza che vede la sua origine a quasi 1000 metri sotto il livello del mare, per salire fino a 602 metri al di sopra del mare con il Monte Chirica. Le rocce pi&amp;ugrave; antiche che affiorano sul terreno di Lipari hanno circa 223.000 anni, mentre le pi&amp;ugrave; giovani risalgono al VI secolo d.C. e sono quelle di Monte Pilato e di Forgia Vecchia. <strong>Il quadro geologico dell&amp;rsquo;Isola &amp;egrave; piuttosto complesso, ma lo si pu&amp;ograve; riassumere in due stadi principali di attivit&amp;agrave; vulcanica, separati tra loro da uno stadio di eventi erosivi. </strong>Lo stadio pre-erosivo &amp;egrave; composto, a sua volta, da due periodi di vulcanismo caratterizzati dalla messa in posto di prodotti che variano dalle andesiti basaltiche alle andesiti. Lo stadio erosivo &amp;egrave; la fase durante la quale attivit&amp;agrave; vulcanica e attivit&amp;agrave; erosiva marina hanno agito, producendo prodotti andesitici e paleosuperfici di abrasione marina con relativi depositi di sabbia e ciottoli. Infine, lo stadio post-erosivo anch&amp;rsquo;esso composto da due periodi distinti, &amp;egrave; la fase di vulcanismo caratterizzata da un contenuto di potassio sempre maggiore. <strong>Una debole attivit&amp;agrave; idrotermale e fumarolica nella parte occidentale dell&amp;rsquo;Isola &amp;egrave; la prova che Lipari sia un sistema vulcanico tuttora attivo.</strong> Secondo datazioni recenti, l&amp;rsquo;ultima eruzione dovrebbe aver avuto luogo nel 700 d.C. dal Monte Melato, provocando l&amp;rsquo;effusione della colata ossidianica delle Rocche Rosse.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25598]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:57:02 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alle Eolie formazione in cultura cinese e guest relation]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/culturacinese.jpg" width="100" alt="Alle Eolie formazione in cultura cinese e guest relation" /><br /><p>
	<strong>Al via alle Eolie il corso di formazione in cultura cinese e guest relation.</strong> Il corso - che si terr&amp;agrave; dall&amp;rsquo;1 al 4 ottobre presso l&amp;rsquo;hotel Carasco di Lipari - &amp;egrave; organizzato da Federalberghi Isole Eolie in collaborazione con EAP Fonarcom che sta diventando sempre maggiormente il fondo di riferimento per gli albergatori eoliani e della provincia di Messina. Il percorso s&amp;rsquo;innesta nella collaborazione avviata dalle associazioni della provincia di Messina aderenti a Federalberghi: Giardini, Messina, Taormina, Letojanni Val d&amp;rsquo;Agr&amp;ograve; e Isole Eolie.<br />
	Soddisfatto il presidente degli albergatori eoliani, Christian Del Bono: &amp;ldquo;<strong>&amp;egrave; fondamentale essere pronti ad accogliere nuovi mercati e poter interagire in modo sempre pi&amp;ugrave; efficacie con turisti le cui esigenze sono sempre pi&amp;ugrave; impegnative da gestire. Da qui la necessit&amp;agrave; di preparare noi e i nostri collaboratori per poter offrire un&amp;rsquo;accoglienza quanto pi&amp;ugrave; all&amp;rsquo;altezza delle aspettative di una clientela sempre pi&amp;ugrave; variegata</strong>&amp;rdquo;.</p>
<p>
	Il corso, oltre a fornire gli elementi base necessari per interagire con la clientela cinese, permetter&amp;agrave; di approfondire alcuni elementi fondamentali di guest relation: la comunicazione tra i dipendenti e i clienti (sala/bar/ricevimento); gestione del complain (sala/bar/ricevimento); comunicazione tra reparti (sala/bar/cucina/ricevimento); come rispondere al telefono (sala/bar/ricevimento); come vendere se stessi e di conseguenza come vendere i servizi dell&amp;#39;hotel (sala/bar/ricevimento).<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28899]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 03 ott 2016 17:31:18 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un calendario per ringraziare Lipari: l�iniziativa della Onlus �Amici della Zizzi� 5� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/zizzi4.jpg" width="100" alt="Un calendario per ringraziare Lipari: l�iniziativa della Onlus �Amici della Zizzi� 5� parte" /><br /><p>
	<strong>- Cosa in particolare desiderate mettere a fuoco ?</strong><br />
	<br />
	&amp;laquo;L&amp;#39;affidamento &amp;egrave; ci&amp;ograve; che cerchiamo sempre di far conoscere perch&amp;eacute; lo spirito dell&amp;#39;accoglienza, specie verso un bambino, deve esserci sempre. Insieme al Calendario su Lipari stiamo mandando in stampa anche un libro meraviglioso, una cosa molto particolare proprio perch&amp;egrave; sar&amp;agrave; quello che accompagner&amp;agrave; l&amp;#39;anno del trentennale. Un ottimo Regalo Solidale, ovviamente insieme al Calendario, per la strenna natalizia&amp;raquo;.<br />
	<br />
	<strong>- Progetti per il prossimo anno ?</strong><br />
	<br />
	&amp;laquo;Tanti, ma quello che ci sta pi&amp;ugrave; a cuore sar&amp;agrave; tornare a Lipari nel mese di settembre, nella speranza che coloro che ci hanno dato una mano possano nuovamente stringersi a noi con cos&amp;igrave; grande amicizia.<br />
	In Italia ci sono oltre due milioni di bambini che vivono sotto la soglia minima di povert&amp;agrave;. In affido ce ne sono soltanto 29.000, da un lato per la mancanza di fondi da parte dei comuni, dall&amp;#39;altro per la poca disponibilit&amp;agrave; delle famiglie ad accogliere un bambino in difficolt&amp;agrave;. I nostri progetti, dal Mercatino di Solidariet&amp;agrave; alla Marcia della Zizzi, dalle Feste alle Lotterie ed ogni raccolta fondi in generale, sono tutti finalizzati a far conoscere l&amp;#39;affido ed aiutare, direttamente e indirettamente, tanti bambini che necessitano di pane, cuore ed amore.&amp;nbsp;Chi volesse darci una mano pu&amp;ograve; sostenerci anche con un affido a distanza&amp;raquo;.</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28904]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 05 ott 2016 13:06:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un calendario per ringraziare Lipari: l�iniziativa della Onlus �Amici della Zizzi� 4� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/zizzi3.jpg" width="100" alt="Un calendario per ringraziare Lipari: l�iniziativa della Onlus �Amici della Zizzi� 4� parte" /><br /><p>
	<strong>- Come hanno reagito i vostri ragazzi?</strong><br />
	<br />
	&amp;laquo;I ragazzi quando sbarcano a Lipari rinascono, si trasformano, respirano a pieni polmoni un clima di festa e di gioia al quale non sono abituati. Si immergono con voracit&amp;agrave; nell&amp;#39;ambiente lasciandosi abbracciare dal cuore di tantissime brave persone che oggi posso chiamare &amp;quot;Amici&amp;quot;. A loro volta lasciano un segno prezioso nel cuore di tante persone che, di anno in anno, ci confermano il loro amore dandoci una mano in tutte le nostre necessit&amp;agrave;: chi ci regala un sorriso, chi ci ospita nel suo ristorante, chi ci compra le pizze o gli arancini per una cena speciale, chi ci vuole con se&amp;#39; in barca per una gita oppure a pescare. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; da domandarsi come reagiscono quando arrivano a Lipari, ma piuttosto con quanta tristezza lasciano la vostra meravigliosa isola abitata da splendide persone&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>- Da dove &amp;egrave; nata l&amp;#39;iniziativa del calendario?</strong><br />
	<br />
	&amp;laquo;Il Calendario &amp;egrave; nato, un po&amp;#39; come tutte le belle cose, in maniera spontanea. Quest&amp;#39;anno sono state veramente tantissime le persone che ci hanno voluto aiutare, cos&amp;igrave; ho pensato che un modo carino per ringraziarle e far conoscere la nostra Associazione e questa bella iniziativa era quella di fare un calendario con le foto delle nostre vacanze. Un calendario importante perch&amp;eacute; quello del 2017, il nostro trentennale, per dare ancora pi&amp;ugrave; risalto a tanta generosit&amp;agrave; ed amore. Ricordo che ero in barca a pescare con alcuni ragazzi e mi &amp;egrave; arrivata l&amp;#39;idea come un raggio di sole. Alessio Pellegrino, che venuto a conoscerci, ha subito aderito al nostro progetto con la passione che solo un vero amico pu&amp;ograve; dare, ed i risultati si sono visti perch&amp;eacute; alla sua professionalit&amp;agrave; ha aggiunto cuore e condivisione, come fosse da sempre uno di noi. una settimana di scatti intensa e meravigliosa&amp;raquo;.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28903]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 05 ott 2016 13:06:25 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ Un calendario per ringraziare Lipari: l�iniziativa della Onlus �Amici della Zizzi�  3� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/zizzi2.jpg" width="100" alt=" Un calendario per ringraziare Lipari: l�iniziativa della Onlus �Amici della Zizzi�  3� parte" /><br /><p>
	&amp;nbsp;- Mi parli di gara di solidariet&amp;agrave;, chi sono i protagonisti?</p>
<p>
	&amp;laquo;La Siremar, oggi Caronte Tourist ci ospita sulle sue navi, Silvia Carbone e Massimo Del Bono ci accolgono da sempre nel loro albergo, a loro quest&amp;#39;anno si sono aggiunti diversi residence: Eolian Residence a Pianoconte, Casa Vacanze Stella del Mattino di Calandra legato all&amp;rsquo;Oasi della Misericordia e Mistral Residence (Casa Miki) sempre a Calandra. Aveva dato la disponibilit&amp;agrave; anche l&amp;rsquo;Agriturismo &amp;ldquo;U Zu Peppino&amp;rdquo; ma avevamo gi&amp;agrave; posti sufficienti per tutti, cos&amp;igrave; ci ha voluti a cena una sera. A Lipari, specie a Canneto, ormai conosciamo tante persone che ogni anno si stringono forte a noi per darci una mano, come la famiglia Mezzapica che ci ha concesso l&amp;#39;utilizzo della cucina e del ristorante, la Capitaneria di Porto, il Comune e la Regione che ci hanno dato la concessione per aprire dei gazebo per i bambini. Ed ancora Padre Gaetano Sardella e Don Giuseppe Mirabito, Bubu, Manuel, Tano, Alessio Pellegrino che ha fatto un servizio fotografico su di noi meraviglioso, Davide che ha preso in consegna la nostra barchetta per il ricovero invernale, Marina Centorrino che ha voluto esserci vicino nonostante la rcente morte del padre, Claudio ed Annamaria del negozio di pesca di Canneto. E tanti altri ancora che sarebbe impossibile citare.&amp;nbsp;Con cos&amp;igrave; grande solidariet&amp;agrave;, amore e amicizia come potremmo non tornare a Lipari?&amp;nbsp;Quello che cerco di dare ai miei, ai nostri ragazzi (orami un po&amp;#39; anche vostri) &amp;egrave; quell&amp;#39;amore e quell&amp;#39;affetto che non hanno ricevuto in seno alle loro famiglie, e che da voi a Lipari ricevono a piene mani&amp;raquo;.</p>
<p>
	<br />
	<strong>- Avete qualche aneddoto particolare legato alla vostra esperienza lipariota?</strong><br />
	<br />
	&amp;laquo;Certamente. Un giorno tornai in barca al molo di Canneto con un bel po&amp;#39; di pesce, ma era chiuso in una scatola e non era visibile. Un signore si avvicin&amp;ograve; e mi chiese &amp;quot;avete preso qualcosa?&amp;quot; &amp;quot;mmhh si, qualcosina&amp;quot; risposi distrattamente. Questo signore disse &amp;quot;sei come uno di noi&amp;quot; e da allora mi chiama &amp;quot;U Cannetaru&amp;quot;.&amp;nbsp;C&amp;#39;era con noi una ragazzina gi&amp;agrave; grandicella ma cresciuta con noi. Lei pi&amp;ugrave; delle altre, una volta a Canneto, si trasformava e tutti la chiamavano &amp;quot;La piccirilla&amp;quot; con tale e tanto affetto da farla sentire parte di una grande famiglia, e questo ricordo l&amp;#39;ha molto aiutata quando ha passato un momento molto brutto della sua vita. Ed ancora oggi in molti mi domandano di lei ricordandola con grandissimo affetto&amp;raquo;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28902]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 05 ott 2016 12:58:23 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un calendario per ringraziare Lipari: l�iniziativa della Onlus �Amici della Zizzi� 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/zizzi1.jpg" width="100" alt="Un calendario per ringraziare Lipari: l�iniziativa della Onlus �Amici della Zizzi� 2� parte" /><br /><p>
	<strong>- Chi siete e di cosa vi occupate ?</strong><br />
	<br />
	&amp;laquo;Siamo una onlus denominata &amp;quot;Amici della Zizzi&amp;quot;, perch&amp;eacute; &amp;quot;Zizzi&amp;quot; era il soprannome della mia mamma, abbiamo sede a Livorno ed una casa di campagna per i periodi di vacanze ad Orentano, un paese in provincia di Pisa. Ci occupiamo di bambini di famiglie con disagio sociale, ragazzi nati laddove violenza e maltrattamenti sono il pane quotidiano. Qualcuno arriva da noi attraverso i tribunali ed i servizi sociali, molti su richiesta degli stessi genitori consapevoli dei loro limiti. Ne abbiamo sette in affidamento, ovvero che vivono con noi, altri venti circa che invece accudiamo in diurno, ovvero la sera tornano a casa loro a dormire e vengono con noi in vacanza nella casa di campagna e nelle gite che riusciamo di volta in volta ad organizzare, come quella a Lipari&amp;raquo;.</p>
<p>
	<br />
	<strong>- Perch&amp;eacute; la scelta di Lipari per una trasferta settembrina ?</strong><br />
	<br />
	&amp;laquo;Lipari non &amp;egrave; stata una nostra scelta, ma Lipari ha scelto noi. Nel 2005, all&amp;#39;interno di un forum sull&amp;#39;affido che tutt&amp;#39;ora gestiamo - www.sos-affido.it - parlavo di tutti gli aiuti che in quel periodo stavamo ricevendo da aziende e persone, ed una signora, Silvia Carbone, anch&amp;#39;ella mamma affidataria nonch&amp;egrave; adottiva, mi ha chiesto &amp;quot;ed io come posso aiutarvi? L&amp;#39;unica cosa che ho e&amp;#39; un albergo - il Casjanca di Canneto - e posso ospitarvi se volete in giugno o settembre&amp;quot;. Non me lo sono fatto ripetere due volte, e nel settembre 2006 siamo approdati sulla vostra fantastica isola. Da allora siamo venuti alle Eolie ben sei volte, grazie ad una gara di solidariet&amp;agrave; che non ha eguali nella nostra storia ormai trentennale.&amp;raquo;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28901]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 05 ott 2016 13:02:12 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un calendario per ringraziare Lipari: l�iniziativa della Onlus �Amici della Zizzi� 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/zizzi.jpg" width="100" alt="Un calendario per ringraziare Lipari: l�iniziativa della Onlus �Amici della Zizzi� 1� parte" /><br /><p>
	&amp;laquo;Siamo stati per venti giorni nel mese di settembre, insieme ai nostri ragazzi, nella magnifica isola di Lipari, ospiti di una popolazione che ha fatto quadrato attorno a noi riempiendoci di doni ed attenzioni. Davanti a tanta generosit&amp;agrave;, poco o nulla possiamo fare per sdebitarci&amp;raquo;. <strong>Non finisce mai di ripeterlo Riccardo Ripoli, responsabile dell&amp;rsquo;associazione livornese &amp;ldquo;Amici della Zizzi Onlus&amp;rdquo;, che ha come scopo principale quello di compiere prevenzione ed accoglienza nei confronti dei minori a rischio. Parallelamente, la stessa si impegna a promuovere la cultura dell&amp;rsquo;affido affinch&amp;eacute; sempre pi&amp;ugrave; bambini possano essere aiutati.</strong><br />
	Dall&amp;rsquo;esperienza lipariota, nasce cos&amp;igrave; il Calendario 2017 dell&amp;rsquo;Associazione a Lipari, che sta per essere realizzato grazie ad una campagna di crowdfunding.<br />
	&amp;laquo;Nel nostro piccolo abbiamo deciso di dedicare alle persone di quest&amp;rsquo;isola meravigliosa che dal 2006 ci accoglie con cos&amp;igrave; tanto amore&amp;raquo; afferma Ripoli.Si tratta, dunque, di dodici scatti realizzati dal bravissimo fotografo liparota <strong>Alessio Pellegrino</strong>, che hanno immortalato altrettanti attimi magici dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;associazione durante il soggiorno eoliano. Chiunque voglia contribuire alla realizzazione, tramite una sponsorizzazione, pu&amp;ograve; collegarsi sul sito della onlus www.zizzi.org.</p>
<p>
	<br />
	Intanto noi, in esclusiva per Lipari.biz, abbiamo sentito il responsabile nonch&amp;eacute; ideatore dell&amp;rsquo;iniziativa.</p>
<p>
	<strong>- Riccardo, una grande associazione la vostra, da quando &amp;egrave; nata la vostra passione ?</strong><br />
	<br />
	&amp;laquo;Grazie per i complimenti, ma ti assicuro che non abbiamo alcun merito perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;amore donato dai ragazzi &amp;egrave; talmente grande che ci ripaga abbondantemente di ogni fatica o problema che si debba affrontare. Hai detto bene &amp;quot;passione&amp;quot;. Tutto nacque per caso, ma per me che ho fede il &amp;quot;caso&amp;quot; non esiste e c&amp;#39;&amp;egrave; sempre un progetto. Il 4 gennaio 1986 mor&amp;igrave; la mia mamma di tumore, aveva 47 anni ed io 21. Mi ritrovai sperso, senza una guida: figlio unico, con mio padre avevamo lo stesso carattere e grande difficolt&amp;agrave; di dialogo, gli amici si vedono nel momento del bisogno e all&amp;#39;epoca sparirono tutti, ed infine con la mia ragazza non ci si capiva pi&amp;ugrave; forse proprio per la tragica esperienza che stavo vivendo. <strong>Nove mesi dopo, il tempo di gestazione di un bambino, nacque l&amp;#39;Associazione, o meglio il suo embrione perch&amp;eacute; la nascita ufficiale, con atto notarile, risale all&amp;#39;anno successivo, al 19 maggio 1987.</strong></p>
<p>
	Un giorno sentii parlare di una missione in Camerun, cos&amp;igrave; andai da un sacerdote che avevo sentito predicare e mi era piaciuto e gli chiesi consiglio su come fare per divenire missionario laico. Mi guard&amp;ograve; a lungo e poi da napoletano schietto qual era mi disse &amp;quot;Tu si&amp;#39; scemo&amp;quot;. Ci rimasi malissimo. &amp;quot;Primo non puoi andartene lasciando qui da solo tuo padre, secondo hai iniziato l&amp;#39;universit&amp;agrave; e quello che si inizia si porta a termine, terzo qui a Livorno c&amp;#39;&amp;egrave; tantissimo da fare&amp;quot; e cos&amp;igrave; dicendo mi dette il nome di una signora, Olimpia Sgherri, oggi in odore di santit&amp;agrave;, che in seguito chiamavamo la Madre Teresa di Livorno. Proprio lei mi port&amp;ograve; a conoscere una realt&amp;agrave; di abbandono e povert&amp;agrave; che non pensavo potessero esistere nella mia citt&amp;agrave;: da quel giorno inizi&amp;ograve; la nostra grande avventura&amp;raquo;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28900]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 05 ott 2016 13:00:36 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Recupero delle cave di Porticello: si parte!]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cavedipomice2.jpg" width="100" alt="Recupero delle cave di Porticello: si parte!" /><br /><p>
	Si &amp;egrave; concluso proprio in questi giorni presso il Palazzo dei Congressi del Comune di Lipari il <strong>Workshop &amp;ldquo;Future Lights on a Volcanic Landscape&amp;rdquo;</strong>, un evento che costituisce nei fatti l&amp;rsquo;inizio di un nuovo percorso voluto dall&amp;rsquo;amministrazione Giorgianni per rimarcare l&amp;rsquo;importanza della riqualificazione e recupero sostenibile delle aree di cava di Lipari.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;evento organizzato dal consulente volontario Dott. Angelo Sidoti ha visto l&amp;rsquo;adesione di prestigiosi Atenei italiani ed esteri</strong> (SITI &amp;ndash; Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l&amp;rsquo;Innovazione del Politecnico di Torino, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, Westminster University di Londra e Architectural Association London MET, Chaimers University di Goteborg, il Dipartimento di Management Universit&amp;agrave; degli Studi di Torino).</p>
<p>
	<strong>Ai lavori hanno partecipato 40 studenti e 7 docenti provenienti dalle Facolt&amp;agrave; di Architettura di Universit&amp;agrave; del Territorio (Sicilia e Calabria), coordinati dall&amp;rsquo;arch. Claudio Lucchesi, che noi avevamo intervistato in questa occasione, rappresentante di Urban Future Organization, oltre otto componenti di Giuria qualificati tra i quali l&amp;rsquo;Arch. Luigi Prestinenza Puglisi noto critico di Architettura a Roma.</strong></p>
<p>
	L&amp;rsquo;obiettivo raggiunto dall&amp;rsquo;amministrazione comunale con il Workshop &amp;egrave; quello di aver raccolto le prime idee progettuali sul recupero delle cave di Porticello, frutto del lavoro dei giovani architetti.</p>
<p>
	<strong>A partire da ottobre per un anno intero, due laboratori di progettazione dell&amp;rsquo;architettura degli interni e conservazione del costruito (uno tenuto in italiano e l&amp;rsquo;altro in inglese: Interior Design and Preservation Studio) della Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano, lavoreranno progettualmente sullo straordinario tema della riconversione delle Cave di Pomice di Lipari.</strong></p>
<p>
	Gli studenti, coordinati dai loro docenti, Michele Ugolini, Stefania Varvaro, Rossana Gabaglio, approfondiranno i temi connessi alla costituzione di un grande parco geominerario e al recupero degli edifici esistenti provando a immaginare un nuovo futuro per uno straordinario patrimonio quale quello del &amp;ldquo;bianco&amp;rdquo; scenario delle cave di pomice, oggi in completo abbandono.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28898]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 29 set 2016 11:57:04 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Se salviamo le tartarughe, salveremo il mondo�		4� e ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/filicudiconservation.jpg" width="100" alt="Se salviamo le tartarughe, salveremo il mondo�		4� e ultima parte" /><br /><p>
	<strong>Qual &amp;egrave; il vostro obiettivo per quest&amp;#39;anno?</strong><br />
	&amp;laquo;Potenziare le nostre capacit&amp;agrave; di recupero e soccorso tartarughe marine nell&amp;#39;area Eoliana avvalendoci di maggiori fondi e sostegno da parte delle istituzioni e autorit&amp;agrave; locali.&amp;nbsp; Portare a termine i nostri obiettivi di ricerca,&amp;nbsp; in particolare un progetto sui trasmettitori satellitari da posizionare sulle tartarughe che cominceremo in autunno e un progetto sulle alghe,&amp;nbsp; epibionti e microfilm batterici che caratterizzano il carapace delle tartarughe marine che stiamo per concludere&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Come ritenete sia andata la campagna dei campi estivi? E cosa vi riproponete per il prossimo anno?</strong><br />
	&amp;laquo;Le campagne estive sono andate molto bene.&amp;nbsp; Durante le campagne di monitoraggio abbiamo raccolto diversi dati su cetacei e tartarughe marine che verranno analizzati da studenti universitari durante l&amp;#39;inverno e pubblicati su riviste scientifiche di settore. Abbiamo testato i nuovi idrofoni per studiare il comportamento acustico delle due specie di delfini presenti nell&amp;#39;area eoliana,&amp;nbsp; tursiope e stenella striata,&amp;nbsp; e anche sul capodoglio con ottimi risultati.&amp;nbsp; Vorremmo che i nostri dati siano tenuti in considerazione dalle amministrazioni locali per la pianificazione e gestione della futura area marina protetta delle isole Eolie&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27899]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 27 set 2016 16:10:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Spina. Dall�Agro Vaticano a Via della Conciliazione]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/laspina.jpg" width="100" alt="La Spina. Dall�Agro Vaticano a Via della Conciliazione" /><br /><p>
	Quello che si compie ai Musei capitolini &amp;egrave; un viaggio a ritroso nel tempo nei luoghi che conducono alla Basilica di San Pietro,&amp;nbsp;raccontandone le profonde trasformazioni dall&amp;rsquo;antichit&amp;agrave; fino al Giubileo del 1950, anno in cui ne viene completato l&amp;#39;arredo urbano.&amp;nbsp;</p>
<p>
	E proprio nell&amp;rsquo;anno in cui gli occhi di tutti sono puntati su San Pietro e tanti pellegrini attraversano via della Conciliazione, l&amp;rsquo;esposizione la mostra <strong>La spina. Dall&amp;rsquo;Agro Vaticano a Via della Conciliazione</strong>, celebra luoghi che non esistono pi&amp;ugrave;, ma che sono stati a lungo custodi della memoria degli avvenimenti storici che hanno portato alla Roma di oggi, capitale dello stato e simbolo centrale della cristianit&amp;agrave;. Filo conduttore della mostra &amp;egrave; la Spina nel doppio significato di toponimo derivante dalla forma allungata dell&amp;rsquo;isolato rinascimentale (scomparso) e di corpo estraneo estratto dal tessuto connettivo della citt&amp;agrave;.&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>La demolizione della Spina dei Borghi e l&amp;rsquo;apertura di via della Conciliazione hanno lasciato una traccia concreta nella Roma moderna del superamento del dissidio tra Stato e Chiesa, grazie ai Patti Lateranensi, modificando la percezione del Vaticano anche sotto il profilo simbolico.</strong> A una prima contestualizzazione topografica dell&amp;rsquo;area, per mezzo di cartografie storiche e audiovisive, segue il racconto delle fasi di vita e di occupazione dei luoghi, attraverso reperti archeologici, opere d&amp;lsquo;arte, frammenti di affreschi staccati, vedute a stampa, dipinti e fotografie, organizzati in tre grandi sezioni: Prima della Spina; la Spina dei Borghi; Cavare la Spina a San Pietro. <strong>Fino al 20 novembre ai Musei Capitolini</strong>.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27898]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 27 set 2016 16:01:22 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Se salviamo le tartarughe, salveremo il mondo�		3�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/schiusa.jpg" width="100" alt="Se salviamo le tartarughe, salveremo il mondo�		3�Parte" /><br /><p>
	<strong>Quale attivit&amp;agrave; svolgete nel vostro centro?</strong><br />
	&amp;laquo;Principalmente facciamo ricerca su cetacei e tartarughe marine in collaborazione con diversi enti scientifici e universit&amp;agrave; ma nel periodo primavera-estate organizziamo campi di ricerca settimanali aperti a tutti gli appassionati di mare per partecipare alle nostre campagne di monitoraggio.&amp;nbsp; Poi organizziamo anche escursioni in barca naturalistiche per promuovere un turismo pi&amp;ugrave; orientato alla natura in queste isole dove sarebbe auspicabile istituire un area marina protetta per tutelare la fauna e flora marine&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Pensando ad esempio alla struttura di Lampedusa, come vi coordinate con gli altri centri dell&amp;#39;isola?</strong><br />
	&amp;laquo;Siamo in contatto con altri centri di recupero su scala nazionale.&amp;nbsp; In particolare ci avvaliamo della collaborazione scientifica della stazione Zoologica di Napoli per alcune attivit&amp;agrave; di ricerca,&amp;nbsp; e di consulenti internazionali (RAC- SPA) per gli aspetti veterinari. Collaboriamo con le Universit&amp;agrave; di Messina,&amp;nbsp; Tor Vergata, La Sapienza e l&amp;#39;Istituto superiore di Sanit&amp;agrave;&amp;raquo;.&amp;nbsp;<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27897]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 26 set 2016 18:48:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Se salviamo le tartarughe, salveremo il mondo�		2�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/filicudi.jpg" width="100" alt="Se salviamo le tartarughe, salveremo il mondo�		2�Parte" /><br /><p>
	<strong>Dott.ssa Blasi, in questi giorni il giornale nazionale La Repubblica si &amp;egrave; occupato della vostra associazione. Da dove &amp;egrave; nata la vostra passione?</strong><br />
	&amp;laquo;L&amp;rsquo;esigenza di istituire un pronto soccorso tartarughe marine che afferisca direttamente alle isole Eolie nasce dai risultati delle campagne di monitoraggio condotte dall&amp;#39; <em>associazione no profit Filicudi Wildlife Conservation </em>che dal 2004 svolge attivit&amp;agrave; di ricerca sulle popolazioni di cetacei e tartarughe marine nelle isole Eolie. Da questi dati emerge che le tartarughe marine Caretta Caretta nella zona tirrenica tra le isole prediligano le acque caratterizzate da secche e bassi fondali di origine vulcanica per le loro normali attivit&amp;agrave; di alimentazione. In queste zone possono tuttavia trovare impatti di natura antropica come palangari,&amp;nbsp; collisioni con imbarcazioni e plastica.</p>
<p>
	<strong>Pu&amp;ograve; fornirci qualche numero di questa stagione?</strong><br />
	&amp;laquo;Le casistiche annuali di recupero presso il <em>Turtle Point </em>di Filicudi sono numerose,&amp;nbsp; una media di 40/50 esemplari all&amp;#39;anno tra morti e recuperati vivi con problemi. Al momento abbiamo le autorizzazioni in deroga alla direttiva habitat da parte del ministero dell&amp;#39;ambiente per effettuare il primo soccorso di casistiche con problemi lievi come l&amp;#39;occasione gastrointestinale da ingestione di plastica mentre i casi gravi vengono spediti con vasche omologate su aliscafi presso l&amp;#39;istituto Zooprofilattico di Palermo con difficolt&amp;agrave; logistiche,&amp;nbsp; pratiche ed economiche a carico interamente dell&amp;#39;associazione che fa questo grazie all&amp;#39;ausilio di volontari e fondi privati&amp;raquo;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27896]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 26 set 2016 16:06:28 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Se salviamo le tartarughe, salveremo il mondo�		1�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/ciao.jpg" width="100" alt="Se salviamo le tartarughe, salveremo il mondo�		1�Parte" /><br /><p>
	Un&amp;rsquo;associazione che ha sede logistica presso l&amp;rsquo;isola di <strong>Filicudi </strong>ed &amp;egrave; operativa tutto l&amp;rsquo;anno sia per quanto riguarda la ricerca che per il <strong>soccorso delle tartarughe marine </strong>in difficolt&amp;agrave;. <strong>Ospite della nostra consueta intervista settimanale &amp;egrave; la dottoressa Monica Francesa Blasi,</strong> PhD in Biofisica, specializzatasi nello studio dell&amp;#39;ecologia di cetacei e tartarughe marine e nella conservazione di vertebrati marini, direttrice della no profit &amp;ldquo;<strong>Filicudi WildLife Conservation</strong>&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;laquo;Abbiamo una piccola sede, il <em><strong>Turtle Point,</strong></em> - racconta la Blasi - presso il porto di Pecorini mare che &amp;egrave; aperta al pubblico da maggio a settembre. Presso la nostra sede &amp;egrave; presente un museo didattico sul mare per illustrare ai turisti attivit&amp;agrave; e progetti nonch&amp;eacute; spiegare la biodiversit&amp;agrave; marina delle isole.&amp;nbsp; Svolgiamo anche corsi di <strong>Biologia Marina</strong> per bambini e Snorkeling guidato con schede didattiche su pesci e organismi marini. <strong>Tutto questo ha la finalit&amp;agrave; di incrementare un turismo legato all&amp;#39;osservazione della Natura</strong>&amp;raquo;.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27895]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 25 set 2016 22:12:38 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il Castello segreto]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/castelsantangelo.jpg" width="100" alt="Il Castello segreto" /><br /><p>
	Tutti noi romani, o di passaggio o residenti, amiamo<strong> Castel Sant&amp;rsquo;Angelo </strong>e conosciamo il Museo permanente l&amp;igrave; ospitato.</p>
<p>
	Il Castello segreto &amp;egrave; il titolo di un progetto ideato dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, che rende visibili alcune zone particolari del Museo Nazionale di Castel Sant&amp;#39;Angelo. <strong>Di enorme valore storico e artistico, di solito queste aree sono chiuse per motivi di sicurezza</strong>: la loro conformazione e l&amp;rsquo;angustia delle dimensioni impedisce l&amp;rsquo;ingresso al notevole numero di turisti che ogni giorno visita il monumento. L&amp;rsquo;apertura al pubblico, da ritenersi un evento eccezionale, avviene grazie a visite guidate in italiano e in inglese, realizzate da personale specializzato del Ministero dei Beni e delle Attivit&amp;agrave; Culturali e del Turismo. Il Castello segreto prevede un itinerario esclusivo e affascinante nel cuore pulsante del monumento.</p>
<p>
	<strong>La visita ha come tappe il Passetto di Borgo, cio&amp;egrave; il camminamento di ottocento metri che collega il Castello ai Palazzi del Vaticano</strong>; le Prigioni storiche; le Oliare, gli ambienti adibiti all&amp;rsquo;epoca a depositi alimentari ed il cortile di Leone X, il locale detto del Forno e la microscopica Stufetta di Clemente VII, cio&amp;egrave; la sala da bagno del pontefice, celebre soprattutto per gli affreschi della bottega di Raffaello Sanzio. Questo eccezionale percorso si pu&amp;ograve; effettuare fino al 20 novembre prossimo. Info sul sito di Castel Sant&amp;rsquo;Angelo.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	Di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27894]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 25 set 2016 21:38:36 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Verso l�istituzione di un�Area Marina Protetta]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/lipari.jpg" width="100" alt="Verso l�istituzione di un�Area Marina Protetta" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;istituzione di <strong>un&amp;rsquo;Area Marina Protetta alle Eolie </strong>rappresenta da sempre un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; fondamentale per permettere alle isole di dotarsi di un ormai imprescindibile strumento di valorizzazione e gestione delle proprie risorse naturali marine.</p>
<p>
	&amp;ldquo;Siamo lieti &amp;ndash; ha dichiarato il <strong>presidente di Federalberghi Isole Eolie e isole minori Sicilia</strong> - che, finalmente, anche il Comune di Lipari abbia ritenuto di inserire la questione tra le proprie priorit&amp;agrave; e che l&amp;rsquo;Assessore regionale Croce abbia fissato una data di scadenza (il 9 novembre 2016) per la presentazione della perimetrazione. Come evidenziato pi&amp;ugrave; volte dalla nostra associazione in varie sedi, l&amp;rsquo;AMP &amp;egrave; uno strumento che, se organizzato e utilizzato sapientemente, pu&amp;ograve; costituire un importante valore aggiunto per la nostra offerta turistica oltre che rappresentare un basilare strumento di tutela del nostro territorio&amp;rdquo;.</p>
<p>
	A beneficiarne potranno essere sia i pescatori locali che potrebbero quindi contare su un graduale ripopolamento ittico del mare attorno alle Eolie oltre che su una posizione di privilegio rispetto ai pescatori esterni all&amp;rsquo;arcipelago. <strong>Sia gli operatori turistici in generale che vedranno arricchita e meglio indirizzata</strong> &amp;ndash; verso segmenti di mercato di matrice eco-turistica pi&amp;ugrave; consoni alle caratteristiche del nostro territorio &amp;ndash; l&amp;rsquo;offerta turistica eoliana. Sia le associazioni ambientaliste che vedranno realizzati i propri auspici. Sia le stesse pubbliche amministrazioni locali e la guardia costiera che potranno contare su un importante strumento di monitoraggio e tutela del territorio.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27893]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 25 set 2016 21:31:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il cappero alla Mole!]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/capperotorino.jpg" width="100" alt="Il cappero alla Mole!" /><br /><p>
	Poteva mai mancare<strong> il cappero di Salina al Salone del gusto di Torino</strong>, la kermesse pi&amp;ugrave; importante per le buone forchette che racchiude tutto il cibo del mondo, organizzato dal fondatore di Slow Food Carlo Petrini?<br />
	Il re indiscusso della cucina isolana &amp;egrave;, come sappiamo, un &amp;ldquo;<strong>presidio Slow Food</strong>&amp;rdquo; ed &amp;egrave; degustabile nella sezione dedicata alla Sicilia, alla postazione numero R065.</p>
<p>
	Una ricetta per la vostra domenica? Gli ingredienti per 2 persone:</p>
<p>
	140gr di spaghetti integrali; 200gr di pomodorini pachino; 1 scalogno; 1 spicchietto di aglio; 1 cucchiaio di capperi di buona qualit&amp;agrave;; olio e.v.o; 1 pizzichino di zucchero e sale quanto basta.<br />
	Il procedimento &amp;egrave; molto semplice. Non dimenticate innanzitutto di far bollire l&amp;rsquo;acqua salata in una grande pentola dove poi cuocerai gli spaghetti.&amp;nbsp;Incidere la pelle dei pomodorini sul fondo. Scottare i pomodorini nell&amp;rsquo;acqua bollente della pasta per circa 30 sec., tirare poi via la pelle con un coltellino.<br />
	Far rosolare lo scalogno e lo spicchio di aglio schiacciato in una padella antiaderente con un filo di olio. Aggiungere i pomodori spellati, schiacciali grossolanamente con una forchetta. Aggiungere un pizzico di sale e un pizzichino di zucchero e falli cuocere qualche minuto insieme al resto.&amp;nbsp;A cottura quasi ultimata, aggiungere i capperi unendoli bene alla salsa.<br />
	Scolare bene la pasta, servirla e aggiungere la salsa in superficie. Concludere il piatto con un filo leggero di olio e un pizzico di pepe a piacere.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27892]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 25 set 2016 13:11:45 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Traversata Vulcano - Milazzo]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/giacomin.jpeg" width="100" alt="La Traversata Vulcano - Milazzo" /><br /><p>
	Arriver&amp;agrave; a Milazzo, la traversata individuale a nuoto che partir&amp;agrave; oggi, venerd&amp;igrave; 23 settembre, da Vulcano.<br />
	L&amp;rsquo;evento &amp;egrave; promosso dall&amp;rsquo;Asd Nuoto Vicenza Libertas in collaborazione con l&amp;rsquo;Asd Nuoto Milazzo &amp;ldquo;Carmelo Nicosia&amp;rdquo; e il patrocinio del Comune di Milazzo.</p>
<p>
	Il tragitto marino prevedr&amp;agrave; anche la partecipazione dell&amp;rsquo;atleta paraolimpico <strong>Enrico Giacomin</strong> e dall&amp;rsquo;atleta bassanese <strong>Sabrina Peron</strong>.<br />
	Il primo atleta &amp;egrave; noto per aver gi&amp;agrave; attraversato La Manica nel 2014, un&amp;rsquo;impresa unica che &amp;egrave; il grande obiettivo di tutti i nuotatori in acque libere. <strong>Quella di oggi sar&amp;agrave; un&amp;rsquo;impresa titanica, perch&amp;eacute; &amp;egrave; la prima volta che un atleta disabile effettua la traversata dalle Eolie a Milazzo.</strong> La partenza &amp;egrave; prevista alle 7 dall&amp;rsquo;isola di Vulcano da localit&amp;agrave; Punta Bandiera, l&amp;rsquo;arrivo, tra le 15 e le 17 della stessa giornata, a Capo Milazzo. La lunghezza del percorso &amp;egrave; di circa 23 Km. La Vulcano-Milazzo in solitaria &amp;egrave; una classica del nuoto gran fondo. Per la prima volta &amp;egrave; stata portata a compimento dal reggino Michele Rossetti nel 1975 col tempo di 7h. 30&amp;rsquo;48&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27891]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 23 set 2016 10:24:54 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[INSTAWALK � ALLA SCOPERTA DELLA MALVASIA TRA LE VIGNE DI SALINA]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/ecogastronomia.jpg" width="100" alt="INSTAWALK � ALLA SCOPERTA DELLA MALVASIA TRA LE VIGNE DI SALINA" /><br /><p>
	Che sia dolce o secco nessuno pu&amp;ograve; resistere al gusto unico che lo caratterizza e che lo rende uno dei prodotti tipici della tradizione culinaria eoliana. La Malvasia si appresta a divenire protagonista indiscussa dell&amp;rsquo;evento <strong>INSTAWALK &amp;ndash; Tra le vigne di Salina, social tour che si terr&amp;agrave; il 21 Settembre a Salina </strong>con l&amp;rsquo;obiettivo di scoprire la storia e la tradizione che si cela dietro il famosissimo nettare degli Dei.</p>
<p>
	Questo il tema prescelto per la prima edizione della kermesse organizzata da <strong>Salina EcoGastronomica che, attraverso uno dei social network pi&amp;ugrave; in voga del momento, Instagram, racconter&amp;agrave; le fasi di lavorazione della malvasia tra le vigne e le cantine dell&amp;rsquo;isola, alla scoperta delle quali saranno condotti i partecipanti radunatisi in Piazza a S. Marina alle ore 10.</strong></p>
<p>
	Agricoltura sostenibile, bellezze paesaggistiche e tradizioni ecogastronomiche; questo il connubio che guider&amp;agrave; gli amanti di Instagram e non solo durante l&amp;rsquo;intera giornata, alla quale sar&amp;agrave; possibile prendere parte attivamente anche grazie agli hashtag ufficiali <strong>#SalinaEcoGastronomica </strong>e <strong>#InstaMalvasiaTour</strong>, coi quali postare le foto scattate durante l&amp;rsquo;itinerario previsto dagli organizzatori.<br />
	Suddivisa in tre momenti principali &amp;ndash; visita in vigna, degustazione in azienda e dimostrazione pratica della vendemmia &amp;ndash; &amp;egrave; possibile partecipare rivolgendosi, per maggiori info, a Giuseppe La Malfa - 339 7847912 - lamalfanet@gmail.com &amp;ndash; www.salinaecogastronomica.it.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27890]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 20 set 2016 17:41:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ Roma Pop City 60-67		2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/romapop2.jpg" width="100" alt=" Roma Pop City 60-67		2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Una nuova realt&amp;agrave; artistica internazionale che ha dato vita, con il superamento della pittura degli anni Cinquanta, ad un immaginario fortemente attratto dal contesto urbano e dalle icone della societ&amp;agrave; e del consumo di massa</strong>, ma anche dal recupero dell&amp;rsquo;immagine e della figurazione storica dei movimenti italiani del primo Novecento, su tutti il Futurismo e la Metafisica.</p>
<p>
	<strong>Del resto sono proprio i nuovi miti, le esigenze del nuovo ceto urbano nell&amp;rsquo;epoca del boom economico, che contribuiscono a&amp;nbsp; spingere questi artisti ad interagire con la vita stessa della popolazione. </strong>Pop, popular, di natura popolare, dal popolo e per il popolo, ad anticipare uno dei temi e degli slogan pi&amp;ugrave; utilizzati nell&amp;rsquo;arte della seconda met&amp;agrave; del decennio, grazie appunto al recupero di una formula artistica di tipo pittorico e figurativa, focalizzata nel delimitato periodo individuato dal 1960 al 1967.</p>
<p>
	In attesa quindi del Sessantotto, ormai ritenuto l&amp;rsquo;anno cruciale della societ&amp;agrave;, al quale <strong>il MACRO dedicher&amp;agrave; una mostra che sar&amp;agrave; realizzata proprio in coincidenza dei cinquant&amp;rsquo;anni l&amp;rsquo;anno prossimo. </strong>L&amp;rsquo;anno simbolo della rivoluzione, anche visuale e strutturale, di molti di questi stessi artisti,&amp;nbsp; con l&amp;rsquo;inevitabile avvicinamento delle loro opere al teatro, all&amp;rsquo;azione e all&amp;rsquo;ambiente. Prima della chiusura della mostra, sono previsti incontri, laboratori, visite guidate per le scuole e un finissage alla presenza dello stesso Ceroli. <strong>Fino al 27 novembre al MACRO di Via Nizza.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27888]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 set 2016 19:24:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Roma Pop City 60-67		1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/romapop.jpeg" width="100" alt="Roma Pop City 60-67		1� Parte" /><br /><p>
	Al MACRO di Via Nizza in esposizione oltre cento opere, fra dipinti, sculture, fotografie, installazioni e anche film d&amp;rsquo;artista e documentari, che hanno come protagonista <strong>la Roma dei primi anni &amp;rsquo;60</strong>, trasformata e rivissuta mediante l&amp;rsquo;immaginario visivo degli artisti della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo.</p>
<p>
	Dal punto di vista artistico, si tratta di uno dei momenti pi&amp;ugrave; esaltanti per la capitale, ricca di stimoli intellettuali e sperimentazioni, grazie all&amp;rsquo;intensa attivit&amp;agrave; artistica e culturale di Franco Angeli, Nanni Balestrini, Gianfranco Baruchello, Umberto Bignardi, Mario Ceroli, Claudio Cintoli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Francesco Lo Savio, Renato Mambor, Gino Marotta, Titina Maselli, Fabio Mauri, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Cesare Tacchi e Giuseppe Uncini.&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>Questi gli artisti in mostra, che si riappropriano di una citt&amp;agrave; in rapida trasformazione e definizione trasformandola in arte</strong>, mediante un immaginario visivo dove appunto la caput mundi, i suoi spazi, le componenti urbane, la segnaletica stradale, la pubblicit&amp;agrave;, i monumenti, ma anche <strong>la natura e l&amp;rsquo;ambiente diventano ispirazione per una diversa impostazione figurativa</strong>, che supera i canoni commerciali e produttivi - dal prodotto alla Pop Art americana, segnando quindi confini, spazi e teorie.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27887]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 set 2016 19:19:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Future Lights on a volcanic landscape: l�intervista a Claudio Lucchesi	5� Parte e ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cavedipomicelaboratorio.jpg" width="100" alt="Future Lights on a volcanic landscape: l�intervista a Claudio Lucchesi	5� Parte e ultima parte" /><br /><p>
	<strong>Un centro polifunzionale all&amp;#39;interno del quale si dovranno ricavare un museo della pomice, un centro conferenze, una sala espositiva e una serie di laboratori destinati alla sperimentazione artistica. Questi i temi architettonici principali su cui si dovr&amp;agrave; lavorare o spunto di partenza per una riqualificazione innovativa dell&amp;rsquo;area?&amp;nbsp;&amp;nbsp;</strong>&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;<br />
	Queste saranno le funzioni principali di quello che dovrebbe essere l&amp;rsquo;edifico che rappresenter&amp;agrave; la rinascita di quel luogo. A ci&amp;ograve; si aggiunger&amp;agrave; uno studio particolare sul paesaggio, per questo &amp;egrave; stata inviata come tutor Erika Skabar, una delle migliori paesaggiste italiane spesso chiamata a collaborare nei loro progetti da Renzo Piano e Alvaro Siza, ma anche ingegneri della iGuzzini per fornire una giusta progettazione della luce che illuminer&amp;agrave; questi edifici e luoghi.</p>
<p>
	<strong>In conclusione, cosa pensa rappresenti per le Isole Eolie un workshop di tal portata? Crede possa essere visto come input allo sviluppo dell&amp;rsquo;architettura in chiave eco sostenibile di uno degli arcipelaghi italiani pi&amp;ugrave; amati al mondo?&amp;nbsp;</strong>&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;<br />
	L&amp;rsquo;eco - sostenibilit&amp;agrave; &amp;egrave; un tema che affrontiamo da tantissimi anni senza il quale &amp;egrave; impossibile pensare di progettare qualcosa in luoghi quali quello eoliano. Tra le varie proposte vi &amp;egrave; anche l&amp;rsquo;idea di proporre in futuro &amp;ndash; speriamo quanto pi&amp;ugrave; breve possibile -&amp;nbsp; un giardino terapeutico, primo esempio nel Sud Italia. Il workshop rappresenter&amp;agrave; una grande opportunit&amp;agrave; per i cittadini di Lipari, un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; che permetter&amp;agrave; loro di vedere pi&amp;ugrave; idee progettuali, e le modalit&amp;agrave; con cui &amp;ldquo;colorare&amp;rdquo; uno dei luoghi pi&amp;ugrave; magici dell&amp;rsquo; isola.</p>
<p>
	<br />
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27886]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 set 2016 19:09:08 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Future Lights on a volcanic landscape: l�intervista a Claudio Lucchesi	4� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cavedipomice.jpg" width="100" alt="Future Lights on a volcanic landscape: l�intervista a Claudio Lucchesi	4� Parte" /><br /><p>
	<strong>Come &amp;egrave; stata concepita la settimana di lavori che caratterizzeranno l&amp;rsquo;evento? Lezioni frontali si alterneranno a gruppi di lavoro? Questi ultimi saranno da voi formati o potranno liberamente associarsi sulla base delle scuole e degli studi di provenienza?&amp;nbsp;&amp;nbsp;</strong>&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;<br />
	In genere lo scopo dei workshop &amp;egrave; l&amp;rsquo;unione dei ragazzi a colleghi che non conoscono proprio per favorire lo scambio culturale, i gruppi saranno quindi scelti al momento. Vi saranno inoltre delle pause durante le quali i tutors presenteranno alcuni dei loro lavori e non solo con la speranza di incuriosire i ragazzi e fornendo nuove informazioni.</p>
<p>
	<strong>Al termine del workshop ci sar&amp;agrave; una sola idea &amp;ldquo;vincitrice&amp;rdquo; tra le tante proposte che si succederanno o si perverr&amp;agrave; ad una soluzione unica derivante dall&amp;rsquo;associazione dei punti di forza che avranno caratterizzato i vari gruppi di lavoro?</strong><br />
	L&amp;rsquo;architettura va guardata, non pu&amp;ograve; essere raccontata, quindi pensiamo che sia molto meglio presentare pi&amp;ugrave; proposte in modo che l&amp;rsquo;amministrazione e i cittadini possano vederle e valutarle. Sar&amp;agrave; il primo passo verso una proposta di riqualificazione aperta e condivisa con i cittadini delle Eolie.&amp;nbsp;</p>
<p>
	<br />
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27885]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 set 2016 19:03:15 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il ricordo del presidente Carlo Azeglio Ciampi a Stromboli]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/ciampi.jpg" width="100" alt="Il ricordo del presidente Carlo Azeglio Ciampi a Stromboli" /><br /><p>
	<strong>Carlo Azeglio Ciampi </strong>si &amp;egrave; spento ieri in una clinica romana all&amp;#39;et&amp;agrave; di 95 anni. Nato a Livorno nel 1920 &amp;egrave; stato il decimo presidente della Repubblica dal 1999 al 2006. In precedenza fu governatore della Banca d&amp;#39;Italia per 14 anni (1979-93), oltre che primo presidente del Consiglio non parlamentare nella storia della Repubblica (1993-94) e pi&amp;ugrave; volte ministro. <strong>Colp&amp;igrave; da subito la sua diversit&amp;agrave;: era ammantato da una volont&amp;agrave; &amp;ldquo;restauratrice&amp;rdquo;, ovvero quella forza, tipicamente patriottica, che derivavano da antichi e forti valori risorgimentali, prima, e della Resistenza, poi. &amp;Egrave; indubbio, infatti, che fu proprio lui a ristabilire la centralit&amp;agrave; del tricolore, dell&amp;rsquo;inno di Mameli e delle feste nazionali.</strong></p>
<p>
	<strong>A Stromboli, da Capo dello Stato, arriv&amp;ograve; dopo l&amp;#39;onda anomala del 30 dicembre 2002.</strong><br />
	Un paio di mesi pi&amp;ugrave; tardi, durante un altro soggiorno in Sicilia, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi visit&amp;ograve; nuovamente l&amp;rsquo;isola di Stromboli, con l&amp;rsquo;omonimo vulcano ancora attivo che aveva appena fatto preoccupare gli abitanti dell&amp;rsquo;isola e la Protezione Civile.&amp;nbsp;E in quella occasione lo stesso Ciampi ha definito il vulcano con le stesse parole degli abitanti dell&amp;rsquo;isola: <strong>&amp;laquo;Iddu (lui, il vulcano n.d.r.) in fondo &amp;egrave; buono, ha avuto un momento di piccola follia, speriamo che ritorni alla sua normalit&amp;agrave; a rallegrare gli abitanti delle Eolie&amp;raquo;.</strong><br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27889]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 set 2016 19:44:56 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Future Lights on a volcanic landscape: l�intervista a Claudio Lucchesi	3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Fra2.jpg" width="100" alt="Future Lights on a volcanic landscape: l�intervista a Claudio Lucchesi	3� Parte" /><br /><p>
	<strong>L&amp;rsquo;idea di far partecipare al progetto alcuni atenei italiani rappresenta nel contempo un modo per avvicinare gli aspiranti architetti alla salvaguardia delle bellezze naturali che caratterizzano il territorio?&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;</strong>&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;<br />
	Il workshop &amp;egrave; aperto, infatti, a tutti gli studenti ed architetti interessati al tema. Chi intraprende questo mestiere con passione e amore non pu&amp;ograve; non avere gi&amp;agrave; una spiccata sensibilit&amp;agrave; per la salvaguardia di bellezze naturali come quelle straordinarie delle cave di pomice.</p>
<p>
	<strong>All&amp;rsquo;evento saranno presenti docenti non solo italiani ma anche di portata internazionale, provenienti alla Westminster University di Londra e dalla Chambers University of G&amp;ouml;teborg. Una ventata di internazionalit&amp;agrave; da respirare durante i lavori e da cui trarre spunto per la riqualificazione dell&amp;rsquo;area o la loro visione risulta distante dal modo di operare italiano?</strong><br />
	Non esistono confini geografici ma solo la buona architettura, il linguaggio &amp;egrave; universale, confrontarsi con docenti stranieri servir&amp;agrave; come ulteriore stimolo. In architettura la cosa pi&amp;ugrave; importante &amp;egrave; avere una visone futura, immaginare come quel luogo possa tornare a vibrare meglio di prima. La condivisione con tutors stranieri potr&amp;agrave; solo arricchire il progetto.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	contributo fotografico di Francesco Ricca</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27884]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 set 2016 19:00:07 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Future Lights on a volcanic landscape: l�intervista a Claudio Lucchesi	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/claudiolucchesi.jpg" width="100" alt="Future Lights on a volcanic landscape: l�intervista a Claudio Lucchesi	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Ritiene che una riqualificazione dell&amp;rsquo;area delle Cave di Pomice fosse necessaria?</strong><br />
	Bench&amp;eacute; la &amp;ldquo;Riconversione delle Cave di Pomice&amp;rdquo; costituisca uno degli elementi strategici per la salvaguardia delle bellezze naturali dell&amp;rsquo;intero arcipelago oltre che lo strumento grazie al quale si raggiunger&amp;agrave; l&amp;rsquo;obiettivo di mantenere le Eolie nella UNESCO World Heritage List, quel luogo va preservato, curato e rivitalizzato a prescindere.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Qual &amp;egrave; stato il suo contributo da architetto nella organizzazione generale dei lavori? Durante il workshop presenter&amp;agrave; idee di riqualificazione dell&amp;rsquo;area o si comporter&amp;agrave; da docente vero e proprio aiutando i partecipanti nella concretizzazione delle loro idee?</strong>&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;<br />
	Non insegno, non sono un docente, ma durante il workshop sar&amp;ograve; accanto ai&amp;nbsp; docenti per seguire i ragazzi cercando di tirare fuori il meglio delle loro potenzialit&amp;agrave; creative, condividendo allo stesso tempo idee e strategie. Sar&amp;agrave; una settimana intensa, un grande lavoro di gruppo, aperto, senza barriere tra tutors, laureandi e giovani architetti.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27883]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 set 2016 18:54:47 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Future Lights on a volcanic landscape: l�intervista a Claudio Lucchesi	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Fra1.jpg" width="100" alt="Future Lights on a volcanic landscape: l�intervista a Claudio Lucchesi	1� Parte" /><br /><p>
	A pochi giorni dall&amp;rsquo;inizio di uno dei workshop pi&amp;ugrave; attesi sull&amp;rsquo;isola di Lipari, <strong>Future Lights on a Volcanic Landscape</strong>, volto alla <strong>riqualificazione delle Cave di Pomice del Comune</strong>, abbiamo intervistato il coordinatore della manifestazione, <strong>l&amp;rsquo;architetto Claudio Lucchesi</strong>, svelando in anteprima modalit&amp;agrave; e obiettivi di una delle settimane pi&amp;ugrave; intense nel panorama architettonico eoliano.</p>
<p>
	<strong>Dal 19 al 4 Settembre si terr&amp;agrave; presso le ex cave di pomice del Comune di Lipari il workshop di architettura Future Lights on a Volcanic Landscape, fortemente voluto dall&amp;rsquo;Amministrazione Comunale dell&amp;rsquo;isola in seno al programma di riqualificazione dell&amp;rsquo;area. Come&amp;nbsp; stato organizzato l&amp;rsquo;evento di cui lei &amp;egrave; il coordinatore?</strong><br />
	L&amp;rsquo;idea &amp;egrave; partita da una forte volont&amp;agrave; del Sindaco e dell&amp;rsquo;amministrazione comunale per valorizzare un luogo gi&amp;agrave; di per se magico. Sono&amp;nbsp; stato cos&amp;igrave; coinvolto in questo viaggio esplorativo di idee e proposte dal dottor Angelo Sidoti - a cui l&amp;#39;amministrazione ha affidato l&amp;rsquo;incarico &amp;ndash; con risultato strategico e vincente vista la partecipazione e la qualit&amp;agrave; di docenti, critici e giurati affermati.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Inoltre la citt&amp;agrave; godr&amp;agrave; di un evento parallelo; insieme al Sindaco, gli ingegneri della Guzzini hanno scelto 3 luoghi della citt&amp;agrave; che durante la settimana del workhsop saranno illuminati, una piccola anteprima di quello che potrebbe diventare un festival della luce da proporre annualmente.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	contributo fotografico di Francesco Ricca</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27882]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 16 set 2016 16:08:23 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Milazzo e Santa Marina Salina: due fari all�asta]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/fariasta.jpg" width="100" alt="Milazzo e Santa Marina Salina: due fari all�asta" /><br /><p>
	Luned&amp;igrave; 19 settembre i fari di Milazzo e di Santa Marina Salina verranno messi all&amp;rsquo;asta. <strong>L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; quello di darli in concessione a privati che potranno scegliere di trasformarli in suggestivi hotel, resort o centri ambientalistici dal panorama mozzafiato.</strong> In tutta Italia, sono numerosi gli edifici (conventi, dimore storiche, fari e torri) da ristrutturare: grandi opportunit&amp;agrave; per valorizzare e mettere in mostra la bellezza del Paese, da Nord a Sud.</p>
<p>
	<strong>I due fari sono stati aperti al pubblico, l&amp;rsquo;8 ed il 9 settembre, grazie ad Open Lighthouse, al fine di fare conoscere pi&amp;ugrave; da vicino i beni di Milazzo e Santa Marina Salina proposti sul mercato. </strong>Organizzate dall&amp;rsquo;Agenzia del Demanio e Difesa Servizi Spa e con il sostegno del WWF e del Touring Club Italiano, queste giornate hanno aperto al pubblico le porte di sette fari e due strutture storiche costiere.</p>
<p>
	Queste iniziative rientrano nel progetto Valore Paese Fari per la nuova edizione del 2016, il cui obiettivo &amp;egrave; promuovere un turismo sostenibile legato alla cultura del mare e dell&amp;rsquo;ambiente mediterraneo, lungo una rete nazionale.<strong> A differenza delle scorse edizioni, quest&amp;rsquo;anno nel progetto non rientrano solo fari, ma anche torri ed altri edifici costieri, per un totale di 20 beni collocati lungo tutto il territorio italiano.</strong> Sono diversi i soggetti che collaborano per la riuscita di questa iniziativa: enti pubblici, privati che partecipano come partner ed Enti Promotori che, tramite una rete internazionale, si confrontano con le realt&amp;agrave; di altri Paesi.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27881]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 15 set 2016 16:21:27 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La fatica e l�onore: si chiude il �Giro Podistico a tappe delle Isole Eolie�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/corsa.jpg" width="100" alt="La fatica e l�onore: si chiude il �Giro Podistico a tappe delle Isole Eolie�" /><br /><p>
	Si &amp;egrave; conclusa con la vittoria di <strong>Giuseppe Del Priore </strong>e <strong>Paola Zaghi</strong> la sedicesima edizione del &amp;ldquo;Giro Podistico a tappe delle Isole Eolie&amp;rdquo; manifestazione podistica Fidal, organizzata dalla Polisportiva Europa, coadiuvata dalla Mediterranea Trekking, con la collaborazione dei comuni di Lipari, Leni, Malfa e Santa Marina di Salina, che ha visto la partecipazione di 120 atleti.<br />
	<strong>Il programma, articolato in sei giorni, dal 4 al 10 settembre, prevedeva cinque tappe, per un totale di circa 40 chilometri lungo le isole di Vulcano, Lipari e Salina</strong>.</p>
<p>
	Per la categoria maschile il trentasettenne irpino <strong>Del Priore </strong>ha centrato un meraviglioso en plein, vincendo tutte e cinque le tappe in strepitosa solitaria.<br />
	Per la categoria femminile, combattuto, invece, il duello tra la milanese <strong>Paola Zaghi </strong>e la toscana Meri Mucci, attese favorite alla partenza, conclusosi con la vittoria della prima per una manciata di secondi.<br />
	<strong>Dieci, infatti, erano i secondi di differenza tra le due prima dell&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;ultima tappa e nonostante la vittoria della Mucci, la Zaghi centra un importante secondo posto, fondamentale per la vittoria della generale.&amp;nbsp;</strong><br />
	Ai vincitori delle due categorie &amp;egrave; spettato anche un premio in denaro. L&amp;rsquo;organizzatore dell&amp;rsquo;evento, <strong>Costantino Crisafulli</strong>, visibilmente soddisfatto, ha rinnovato l&amp;rsquo;appuntamento al prossimo settembre 2017.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Adriano Mauceri</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27880]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 14 set 2016 18:11:35 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Panarea � ... "Petrolio"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sanpietropanarea.jpg" width="100" alt="Panarea � ... "Petrolio"" /><br /><p>
	La voce di Duilio Giammaria accompagner&amp;agrave; ancora la seconda serata degli italiani con il suo format &amp;ndash; tra i migliori della tv, secondo il modesto parere di chi scrive &amp;ndash; e lo far&amp;agrave; ogni gioved&amp;igrave; sera, a partire dal 15 settembre. <strong>Su Rai 1, infatti, torna Petrolio.</strong> Domani, la prima puntata del programma sar&amp;agrave; un viaggio lungo le coste e le spiagge italiane ed in particolare quelle siciliane.<br />
	<strong>Petrolio racconter&amp;agrave; nello specifico due diversi volti del Messinese: quello eoliano, con i rituali vip e modaioli di Panarea e quello della Falcata, zona tra le mura borboniche della citt&amp;agrave; dello Stretto, luogo di grande importanza storica e fascino, che nel 1861 vide la Real Cittadella di Messina arrendersi alle truppe piemontesi.</strong></p>
<p>
	Perch&amp;eacute; la pi&amp;ugrave; piccola delle Eolie, &amp;egrave; un gioiello che vale la pena esplorare. Il primo scalo si fa a San Pietro, il centro abitato pi&amp;ugrave; grande, e subito ci si immerge nell&amp;rsquo;atmosfera da &amp;lsquo;&amp;rsquo;movida&amp;rsquo;&amp;rsquo;. <strong>Sar&amp;agrave; poi per il fatto che sull&amp;rsquo;isola le auto sono bandite e che ci si sposta solo su motorini e pittoresche motocarrozzelle, ma a Panarea il divertimento fa rima con autenticit&amp;agrave;. Anche perch&amp;eacute; si scopre in fretta, facendo magari un salto al villaggio preistorico nei pressi di Punta Milazzese, che anche quest&amp;rsquo; isola ha una tradizione millenaria che deriva dai primi abitanti che sostavano qui fin dall&amp;rsquo;et&amp;agrave; del bronzo.</strong> Si esploder&amp;agrave; anche Punta Peppemaria, promontorio posto subito a sud di San Pietro nei pressi del quale sgorgano delle fonti termali ottime per i reumatismi.</p>
<p>
	Insomma, risorse ambientali e naturalistiche all&amp;rsquo;origine del successo del turismo made in Italy, risorse talvolta difese da precise e lungimiranti strategie di tutela del territorio, altre colpevolmente danneggiate e deturpate da inquinamento, erosione e da scelte irresponsabili.</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27879]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 14 set 2016 16:43:42 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La magia de "La Festa del fuoco"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/fuoco.jpg" width="100" alt="La magia de "La Festa del fuoco"" /><br /><p>
	In principio era Efesto, il dio del fuoco. Adesso &amp;egrave; &amp;ldquo;<strong>La Festa del Fuoco</strong>&amp;rdquo;.<br />
	Un vera magia quella di questi giorni a Stromboli: quaranta artisti, acrobati, giocolieri provenienti da tutto il mondo hanno celebrato nell&amp;rsquo;isola di Stromboli la Festa del Fuoco. <strong>Un&amp;rsquo;atmosfera magica, di fiamme e di calore umano, ha pervaso il vulcano che, nonostante il maltempo vicino, ha regalato una splendida notte per chiudere la stagione all&amp;rsquo;insegna dell&amp;rsquo;amicizia.</strong></p>
<p>
	<strong>Si tratta di artisti molto richiesti anche nel campo della didattica, e hanno contribuito quindi anche alle attivit&amp;agrave; formative, con seminari residenziali nel privilegiato e magico ParcoParco: l&amp;rsquo;edizione 2016 &amp;egrave; stata ispirata all&amp;rsquo; &amp;ldquo;Albero della Vita&amp;rdquo;, un interesse fondamentale dell&amp;rsquo;Associazione Culturale &amp;ldquo;Festa del Fuoco&amp;rdquo;.</strong><br />
	E, dunque, dove, se non a Stromboli, in questo particolare habitat di una piccola isola vulcanica, ospitare la Festa del Fuoco? Gli artisti di fama mondiale (tra cui si ricordano Highly Flammable dalla Nuova Zelanda; Lucignolo e il Fuoco da Torre Annunziata; Lele Villari da Torino; Olivia e Pyrodanza da Milano e Costarica; Spiral dalla California; Boutique Chantante da Napoli; Bert Cornelis&amp;nbsp; dal Belgio; Solstix da Berlino; Funky Mamas dall&amp;rsquo;Austria e Maura Guerrera dalla Sicilia) hanno interagito con il pubblico, creando l&amp;rsquo;intima atmosfera di condivisione necessaria a esaltarne l&amp;rsquo;intensit&amp;agrave;.</p>
<p>
	<strong>Questa condivisione ha permesso inoltre agli artisti, che molto spesso si sono incontrati qui per la prima volta, di confrontarsi, lavorando insieme, per dare forma a improvvisazioni e nuove collaborazioni.</strong><br />
	La Festa del Fuoco di Stromboli ha rappresentato una speciale occasione per visitare l&amp;rsquo;isola in un periodo meno affollato, ideale per coglierne la speciale sensualit&amp;agrave;, con il contributo creativo degli artisti della Festa del Fuoco.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27878]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 13 set 2016 19:01:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Continuano ad emigrare i "Fenicotteri Rosa" della Mirabito]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/scuolafenicotteri.jpg" width="100" alt="Continuano ad emigrare i "Fenicotteri Rosa" della Mirabito" /><br /><p>
	Sono tantissime ormai le persone in ogni angolo del mondo che hanno deciso di aderire al progetto artistico di <strong>Ambra Mirabito e adottare un &amp;ldquo;fenicottero rosa&amp;rdquo;, realizzato con la tecnica dell&amp;rsquo;origami, decorati con disegni a china e&amp;nbsp; ricami con filo di seta.</strong></p>
<p>
	Noi ci soffermiamo sulle scuole dell&amp;rsquo;arcipelago eoliano, che grazie all&amp;rsquo;accuratezza degli insegnanti, sono riuscite a sviluppare bellissimi progetti sull&amp;rsquo;accoglienza. L&amp;rsquo;installazione artistica nasce infatti dalla volont&amp;agrave; della Mirabito, artista lipariota, di dare un suo personale contributo di sensibilizzazione sull&amp;rsquo;accoglienza come gesto umanitario e di civilt&amp;agrave;. <strong>Il progetto di arte virale &amp;ldquo;Fenicotteri Migranti&amp;rdquo; si sviluppa secondo le seguenti modalit&amp;agrave;: a chi ne fa richiesta viene regalato un &amp;ldquo;Fenicottero Migrante&amp;rdquo; con l&amp;rsquo;impegno di fotografarlo nella propria citt&amp;agrave; di residenza o portarlo con s&amp;eacute; in viaggio, ed inviare le immagini all&amp;rsquo;artista. Con la documentazione fotografica pervenuta si sta realizzando un &amp;ldquo;Album dell&amp;rsquo;Accoglienza&amp;rdquo; e una google map del flusso migratorio!</strong></p>
<p>
	Le scuole eoliane hanno partecipato alla grande all&amp;rsquo;iniziativa con la cerimonia di consegna si &amp;egrave; svolta durante la manifestazione del 21 marzo scorso, giornata mondiale per l&amp;rsquo;eliminazione della discriminazione razziale.<br />
	<strong>Erano presenti il dirigente Renato Candia con una rappresentanza dell&amp;rsquo;Istituto Comprensivo Lipari &amp;ldquo;S.Lucia&amp;rdquo;, una delegazione degli studenti dell&amp;rsquo;Istituto di Istruzione Superiore &amp;ldquo;Isa Conti&amp;rdquo; accompagnati dalla Prof.ssa Carmelita Merlino, la responsabile di plesso Esmeralda Foti con una rappresentanza dell&amp;rsquo;Istituto Comprensivo Lipari 1.&amp;nbsp;</strong><br />
	A loro si sono poi aggiunte Keshia - Scuola Primaria e Secondaria &amp;quot;Fraz. Filicudi - Isola di Filicudi&amp;rdquo; e la piccola scuola di Alicudi.<br />
	E allora&amp;hellip; Adotta un fenicottero, fotografalo nella tua citt&amp;agrave; ed entra a far parte della community: <em>http://ambramirabito.wixsite.com/fenicotterimigranti</em></p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28990]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 18 dic 2016 22:10:47 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il cratere come respiro: l�intervista all�associazione �Vulcani e Ambiente�	3�e ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanieambiente2.jpg" width="100" alt="Il cratere come respiro: l�intervista all�associazione �Vulcani e Ambiente�	3�e ultima parte" /><br /><p>
	<strong>- Tre aggettivi per Stromboli.</strong><br />
	Emozionante, sorprendente, vivo</p>
<p>
	<strong>- Tre aggettivi per Vulcano.</strong><br />
	Didattico, coinvolgente, incisivo</p>
<p>
	<strong>- Quali saranno le vostre iniziative future nell&amp;#39;arcipelago?</strong><br />
	Oltre ai progetti didattici e stage vulcanologici che portiamo avanti da 16 anni con scuole di tutta Italia (Sicilia, Campania, Lazio, Toscana, Lombardia, Veneto, Valle d&amp;#39;Aosta) e straniere (Francia, Svizzera, Belgio, Islanda), l&amp;#39;intenzione &amp;egrave; quella di organizzare per l&amp;#39;anno scolastico 2016-17 dei<br />
	gemellaggi tra scuole eoliane e scuole italiane e/o estere, di realizzare per l&amp;#39;estate 2017 dei campi estivi didattici per ragazzi e di promuovere nuove escursioni naturalistico-ambientali nelle varie isole mettendo sempre in rilievo la diversit&amp;agrave; e la bellezza di ciascuna di esse.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27877]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 12 set 2016 21:15:27 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Santa Maria di Salina tra i "Comuni Fioriti"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/comunefiorito.jpg" width="100" alt="Santa Maria di Salina tra i "Comuni Fioriti"" /><br /><p>
	Sar&amp;agrave; presente anche il <strong>Comune di Santa Marina Salina,</strong> a <strong>Bologna</strong>, per la cerimonia di premiazione nazionale dei <strong>Comuni Fioriti</strong>. L&amp;#39;evento sar&amp;agrave; trasmesso in diretta streaming da Eima Fiera Bologna e per seguirlo baster&amp;agrave; andare nel sito <strong>www.eima.it</strong> quindi scegliere la sezione stampa ed <strong>EimaTV</strong> .<br />
	<strong>Il comune eoliano era stato il primo a prendere parte alla &amp;ldquo;sfida fiorita&amp;rdquo; che mette in competizione i comuni di tutta Italia sul tema del decoro pubblico, della pulizia e della cura del verde e un cartello giallo simbolo del circuito &amp;egrave; stato opposto all&amp;rsquo;ingresso del paese.</strong></p>
<p>
	Sabato 12 novembre due collegamenti, uno alle 10 per il convegno &amp;quot;tanti attori per un unico spettacolo, il verde&amp;quot; e a seguire alle 14 la sfilata con elezione nazionale delle nuove miss Comuni Fioriti. Domenica 13 novembre, invece, dalle 10 la premiazione nazionale dei Comuni Fioriti.</p>
<p>
	In Sicilia a proporsi in &amp;quot;sfida fiorita&amp;quot; quest&amp;#39;anno sono stati: Forza D&amp;#39;Agr&amp;ograve;, Gallodoro e Roccafiorita per il versante Ionico; Venetico, Terme Vigliatore e Tusa per la costa tirrenica; <strong>Santa Marina Salina per le Isole Eolie</strong>; Montagnareale, Sinagra e Montalbano Elicona per i Nebrodi e ancora Gangi provincia di Palermo e l&amp;#39;attuale Borgo pi&amp;ugrave; bello d&amp;#39;Italia 2016, Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento.</p>
<p>
	Scopriremo presto chi vincer&amp;agrave;...</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28943]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 nov 2016 19:18:50 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il cratere come respiro: l�intervista all�associazione �Vulcani e Ambiente�	2�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanieambiente.jpg" width="100" alt="Il cratere come respiro: l�intervista all�associazione �Vulcani e Ambiente�	2�Parte" /><br /><p>
	<strong>- Quale tipo di progetti didattici intraprendete nelle Eolie?</strong><br />
	Le isole Eolie sono un meraviglioso laboratorio naturale e per noi, che di formazione siamo in gran parte geochimici e geofisici, rappresentano un luogo eccezionale per realizzare degli stage con scuole sia italiane che estere. In particolare i nostri stage vulcanologici affrontano i temi della sorveglianza e del rischio vulcanico e prevedono una serie di attivit&amp;agrave; pratiche da realizzare insieme agli studenti quali: misure di temperatura con termometri e termocoppia, misure di acidit&amp;agrave; e conducibilit&amp;agrave; delle acque, campionamento del gas vulcanico dalle fumarole del cratere di Vulcano, lettura di carte geologiche, osservazioni di campioni rocce macroscopici ed al microscopio ottico.<br />
	Il progetto didattico viene da molti anni sviluppato in collaborazione con l&amp;#39;agenzia Explora srl di Palermo, che si occupa della gestione della logistica degli stage e che collabora attivamente anche nella scelta dei percorsi didattici e delle escursioni.</p>
<p>
	<br />
	<strong>- Raccontateci una particolarit&amp;agrave; che avete riscontrato nei vulcani eoliani.</strong><br />
	Inutile dire che la bellezza delle Eolie e dei suoi vulcani &amp;egrave; sotto gli occhi di tutti. L&amp;#39;isola di Vulcano ed il suo cratere, in particolare, rappresentano un&amp;#39;occasione unica di laboratorio didattico naturale che, ad oggi, non abbiamo riscontrato in altri vulcani n&amp;eacute; italiani n&amp;eacute; esteri.</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27876]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 12 set 2016 21:10:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il cratere come respiro: l�intervista all�associazione �Vulcani e Ambiente�	1�Parte ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolimilano.jpg" width="100" alt="Il cratere come respiro: l�intervista all�associazione �Vulcani e Ambiente�	1�Parte " /><br /><p>
	Ogni anno alle Eolie, sempre presenti con le loro attivit&amp;agrave; e laboratori per inseguire una passione, quella di un&amp;rsquo;intera vita, rivolta ai vulcani, immaginati come esseri viventi: cuore e respiro del nostro pianeta. Non perdono tempo con le presentazioni, i ragazzi <strong>dell&amp;rsquo;associazione culturale &amp;ldquo;Vulcani e Ambiente&amp;rdquo;, nata a Palermo il 13 gennaio 2000, con lo scopo sociale di divulgare e diffondere la vulcanologia</strong> nonch&amp;eacute; favorire l&amp;#39;incontro, senza limiti geografici, fra appassionati di tematiche ambientali e vulcanologiche.</p>
<p>
	Come rinvenibile sul loro sito, http://vulcanieambiente.it, da allora dieci membri si occupano di ideare, promuovere e gestire tutte le attivit&amp;agrave; (laboratori didattici nelle scuole, stage sul campo, escursioni, manifestazioni scientifiche), i quali vengono collaborati da diversi laureati in scienze geologiche ed ambientali e lo staff di accompagnatori e guide dell&amp;#39;agenzia Explora srl di Palermo. Prima che partano per un altro, avventuroso, viaggio tra i vulcani pi&amp;ugrave; belli d&amp;rsquo;Italia, noi li abbiamo incontrati&amp;hellip;.</p>
<p>
	<strong>- Le vostre attivit&amp;agrave; di snodano lungo i crateri d&amp;#39;Italia, allo scopo di coniugare scienza e splendore del creato. Quanto lavoro c&amp;#39;&amp;egrave; ancora da fare per sensibilizzare alla bellezza?</strong><br />
	Naturalmente il lavoro non manca mai e &amp;quot;sensibilizzare alla bellezza&amp;quot; &amp;egrave; un altissimo obiettivo che ci siamo sempre posti cos&amp;igrave; come quello di fare divulgazione scientifica e didattica in modo coinvolgente. Fortunatamente possiamo affermare che, in questi 16 anni di vita dell&amp;#39;associazione, l&amp;#39;interesse mostrato per le nostre attivit&amp;agrave; &amp;egrave; cresciuto e questo ci aiuta a procedere nel cammino intrapreso con un entusiasmo sempre crescente.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27875]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 12 set 2016 21:07:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Al Macro di Via Nizza fino al 2 ottobre: William Kentridge - Triumphs and Laments]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Kentridge.jpg" width="100" alt="Al Macro di Via Nizza fino al 2 ottobre: William Kentridge - Triumphs and Laments" /><br /><p>
	Per concludere, la quinta mostra &amp;egrave; quella di <strong>William Kentridge - Triumphs and Laments: a project for Rome</strong>.</p>
<p>
	L&amp;#39;esposizione presenta oltre ottanta opere con un allestimento ideato appositamente da Kentridge per la capitale e rappresenta il culmine di una serie di iniziative artistiche e culturali che hanno legato la citt&amp;agrave; di Roma al famosissimo artista di origine sudafricana.</p>
<p>
	Il top &amp;egrave; l&amp;rsquo;opera realizzata sui muraglioni del Tevere: il primo e il pi&amp;ugrave; grande spazio pubblico all&amp;rsquo;aperto dedicato alle arti contemporanee a Roma. In mostra i bozzetti a carboncino delle figure ideate dall&amp;rsquo;artista per il fiume di Roma.<strong> Fino al 2 ottobre al Macro di Via Nizza c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche un omaggio a lui.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27874]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 09 set 2016 10:26:15 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Pi� nero non si pu�: la spiaggia stromboliana di Forgia vecchia]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/forgiavecchia.jpg" width="100" alt="Pi� nero non si pu�: la spiaggia stromboliana di Forgia vecchia" /><br /><p>
	&amp;Egrave; un angolino, delicato e irripetibile, posto su quell&amp;rsquo;<strong>isola dei sogni,</strong> la pi&amp;ugrave; estrema dell&amp;rsquo;arcipelago illuminata di notte dalla sciara, rossa e potente.<br />
	Il nero dei ciottoli levigati continuamente dalle carezza del mare e il blu cobalto che si staglia all&amp;rsquo;orizzonte. <strong>La Spiaggia Forgia Vecchia &amp;egrave; situata circa 300 metri a sud del molo di Scari di Stromboli. </strong>Si tratta di una lunga spiaggia di sabbia e ciottoli neri in un paesaggio splendido, caratterizzato da distese sabbiose che digradano dalla sommit&amp;agrave; del vulcano fino al mare.</p>
<p>
	<strong>Forgia Vecchia si estende,&amp;nbsp; infatti, lungo una piccola baia calma e tranquilla alle pendici del vulcano, bagnata da acque limpidissime e cristalline, che promettono meraviglie anche agli amanti dello snorkeling.</strong><br />
	Si pu&amp;ograve; raggiungere la spiaggia unicamente a piedi, attraversando un&amp;#39;area pulita e silenziosa intraprendendo un sentiero che parte dalla spiaggia di Scari. <strong>Forgia Vecchia</strong> &amp;egrave; sempre poco affollata, un vero paradiso per chi ama pace e tranquillit&amp;agrave;. Ma in alta stagione, dall&amp;rsquo;altra parte, dalla parte del mare, per&amp;ograve;, un esercito di panfili attraccano nelle vicinanze.</p>
<p>
	Bisogna soltanto decidere da che parte stare&amp;hellip;<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27794]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 09 lug 2016 18:08:46 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Al Macro di Via Nizza fino al 2 ottobre: Dall�oggi al domani. 24 ore nell�arte contemporanea]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/oggidomani.jpg" width="100" alt="Al Macro di Via Nizza fino al 2 ottobre: Dall�oggi al domani. 24 ore nell�arte contemporanea" /><br /><p>
	<strong>Quarta esposizione Dall&amp;rsquo;oggi al domani. 24 ore nell&amp;rsquo;arte contemporanea.</strong> Titolo ispirato a un&amp;rsquo;opera di Alighiero Boetti, &amp;egrave; una mostra che vuole offrire alcuni spunti di riflessione sul grande tema del tempo, da sempre caro agli artisti di ogni epoca.</p>
<p>
	<strong>Nell&amp;rsquo;era in cui la tecnologia e internet hanno mutato la nostra percezione della realt&amp;agrave;, il concetto di tempo resiste e cadenza ancora la nostra vita nel rispetto di criteri e grazie a strumenti creati dall&amp;rsquo;uomo centinaia di anni fa. Il nostro calendario &amp;egrave; basato su quello gregoriano, la giornata &amp;egrave; di ventiquattro ore e la calcoliamo con l&amp;rsquo;orologio. </strong></p>
<p>
	Con internet, il tempo delle nostre vite si &amp;egrave; accelerato, ma dilatato, perch&amp;eacute; i social network sono piazze globali che non vanno mai a dormire e restano attive ventiquattro ore su ventiquattro. La mostra Dall&amp;rsquo;oggi al domani si concentra soprattutto sull&amp;rsquo;oggi, sul trascorrere del tempo nella giornata.</p>
<p>
	<strong>Presso il MACRO sono esposti circa settanta capolavori dell&amp;rsquo;arte moderna e contemporanea (dalla pittura alla fotografia, da video a scrittura diaristica, dalla musica al ricamo, ecc) di artisti italiani e stranieri, capolavori nati dalla riflessione sul ruolo del tempo nella nostra vita e sugli strumenti per calcolarlo, soprattutti orologio e calendario. </strong>Un percorso nel tempo, nei giorni, nelle ore, nelle date, arricchite di creativit&amp;agrave; e fantasia, strappate dal flusso ripetitivo e offerte allo sguardo e all&amp;#39;interazione dei visitatori.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27873]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 09 set 2016 10:23:59 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Via! 16� giro podistico delle Isole Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/running.jpg" width="100" alt="Via! 16� giro podistico delle Isole Eolie" /><br /><p>
	&amp;Egrave; partito in questi giorni il <strong>16&amp;deg; Giro podistico a tappe delle Isole Eolie</strong>, che ha avuto come prima tappa l&amp;rsquo;isola di Vulcano.<br />
	La manifestazione nazionale <strong>Fidal</strong>, promossa dalla <strong>Polisportiva Europa Messina </strong>del presidente Costantino Crisafulli con la collaborazione della Mediterranea Trekking ed il patrocinio dei comuni di Lipari, Leni, Malfa e Santa Marina Salina, si &amp;egrave; aperta con un impegnativo circuito di 7,3 km, caratterizzato dal periplo di Vulcanello della lunghezza di 2.000 metri da completare tre volte.</p>
<p>
	<strong>Fino al 10 settembre tante saranno le tappe che i corridori percorreranno avendo sullo sfondo le magnifiche sette sorelle. </strong>Il 6 settembre si correr&amp;agrave; a Lipari per l&amp;rsquo;Acquacalda-Canneto, mercoled&amp;igrave; poi il trasferimento per il &amp;ldquo;tappone&amp;rdquo; di Salina, di 14.5 km, mentre il giorno successivo si prevede il riposo. Venerd&amp;igrave; il ritorno a Lipari e sabato il gran finale a Vulcano.</p>
<p>
	Gli atleti sono 120, compresi quelli che si cimenteranno nella &amp;ldquo;non competitiva&amp;rdquo;. I<strong>l &amp;ldquo;Giro Podistico a Tappe delle Eolie&amp;rdquo; muover&amp;agrave;, anche quest&amp;rsquo;anno, un grande flusso turistico di circa 300 persone</strong>. Un numero elevato e che conferma il successo del connubio sport-turismo.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27871]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 06 set 2016 11:06:03 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Future Lights on a volcanic landscape�: workshop per la riqualificazione delle cave di pomice]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/future.jpg" width="100" alt="�Future Lights on a volcanic landscape�: workshop per la riqualificazione delle cave di pomice" /><br /><p>
	Si terr&amp;agrave; a Lipari dal <strong>19 al 24 Settembre</strong> prossimi il workshop di architettura, luce e paesaggio &amp;ldquo;<strong>Future Lights on a Volcanic Landscape</strong>&amp;rdquo;, organizzato dal Comune dell&amp;rsquo;isola sotto la guida dell&amp;rsquo;Arch. Claudio Lucchesi (Urban Future Organization) e aperto a tutti gli studenti di architettura e ai giovani architetti interessati al tema della manifestazione.</p>
<p>
	<strong>Lo svolgimento dell&amp;rsquo;evento si avr&amp;agrave; presso le cave di pomice, patrimonio naturale dell&amp;rsquo;arcipelago, la cui riqualificazione - decisa appunto dall&amp;rsquo;Amministrazione Comunale di Lipari - in chiave sostenibile, permetter&amp;agrave; alle Isole Eolie di far ancora parte dell&amp;rsquo; Unesco World Heritage List.</strong><br />
	Questo uno dei principali temi trattati durante il workshop ed al quale parteciperanno diversi atenei italiani; il SITI &amp;ldquo;Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali&amp;rdquo; del Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano Dipartimento di Architettura e Studi Urbani ed infine il Dipartimento di Management dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; degli Studi di Torino.</p>
<p>
	Durante i lavori, i partecipanti dovranno cimentarsi nella progettazione del parco geominerario presente nell&amp;rsquo;area, con costruzione, inoltre, di un centro polifunzionale all&amp;#39;interno del quale si dovranno ricavare un museo della pomice, un centro conferenze, una sala espositiva e una serie di laboratori destinati alla sperimentazione artistica. Fo<strong>ndamentale, a tal proposito, la presenza di tutor italiani ed internazionali provenienti dalla Westminster University di Londra, dalla Chambers University of G&amp;ouml;teborg, dall&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; degli Studi &amp;ldquo;Mediterranea&amp;rdquo; di Reggio Calabria, dall&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; degli Studi di Palermo, dalla Seconda Universit&amp;agrave; degli Studi di Napoli, oltre ad alcuni membri della Fondazione Architetti del Mediterraneo.</strong></p>
<p>
	Due le formule di iscrizione previste: la prima che prevede una quota di 00,00 euro per la partecipazione al workshop + spostamento in nave da Milazzo a Lipari e ritorno, la seconda, invece, dal costo di 400,00 euro, comprendente workshop, pernottamento in hotel 3 stelle +&amp;nbsp; colazione / pranzo / cena e trasporto in nave da Milazzo a Lipari e ritorno.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27870]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 06 set 2016 09:58:40 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Al Macro di Via Nizza fino al 2 ottobre: VIDEOCRACY]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/videocracy.jpg" width="100" alt="Al Macro di Via Nizza fino al 2 ottobre: VIDEOCRACY" /><br /><p>
	Come anticipavamo, altre le mostre in corso al<strong> Macro di Via Nizza fino al 2 ottobre</strong>.&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>VIDEOCRACY: Bruce Nauman e Cheryl Donegan. </strong>Il confronto fra generazioni, generi, tipologie mediali e metodologie filmiche del fare video nel XX secolo danno anche la possibilit&amp;agrave; di rileggere la concettualit&amp;agrave; di un periodo, <strong>gli anni Sessanta di Nauman in cui questo tipo di arte &amp;egrave; esplosa</strong>, rispetto a quello degli anni Novanta, con Donegan, in cui l&amp;rsquo;arte del video &amp;egrave; prodotto d&amp;rsquo;arte entrato direttamente nei circuiti internazionali.</p>
<p>
	In primo piano quindi il rapporto fra due diverse fasi della video arte, quella legata all&amp;rsquo;azione e al concettuale, a confronto con quella dove l&amp;rsquo;azione &amp;egrave; superata dalla tecnica.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27872]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 09 set 2016 10:19:42 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Nasce il Bio-Distretto delle Isole Eolie, il dodicesimo italiano il primo tutto made in Sicily]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Bio.jpg" width="100" alt="Nasce il Bio-Distretto delle Isole Eolie, il dodicesimo italiano il primo tutto made in Sicily" /><br /><p>
	LIPARI - <strong>&amp;Egrave; il dodicesimo in Italia, il primo in Sicilia ed &amp;egrave; stato appena costituito. Si tratta del Bio &amp;ndash; Distretto Eoliano,</strong> nato dall&amp;rsquo;iniziativa congiunta della Federalberghi Isole Eolie, Associazione Pro Stromboli Onlus, AIAB Sicilia- Associazione Italiana per l&amp;rsquo;Agricoltura Biologica e l&amp;rsquo;International Networking of Eco Regions.</p>
<p>
	<br />
	Il Bio-distretto &amp;egrave; un&amp;rsquo;imperdibile opportunit&amp;agrave; per mettere in rete il grande lavoro svolto in precedenza in modo non coordinato da associazioni, amministrazioni pubbliche, operatori agricoli e turistici, dando vita ad un vero e proprio laboratorio permanente di idee ed iniziative ad alto profilo culturale, che punta ad uno sviluppo etico, equo e solidale del territorio, fondato sul modello biologico.<br />
	&amp;ldquo;Gli obiettivi partecipativi del nascente Bio-distretto Eolie &amp;ndash; ha dichiarato durante il corso della cerimonia il presidente di AIAB Sicilia, <strong>Alfio Furnari </strong>- sono quelli di coniugare il sole, il mare e la storia dell&amp;rsquo;arcipelago con la <strong>produzione di ambiente, cibo e cultura per lo sviluppo ecosostenibile</strong> che generi una migliore qualit&amp;agrave; della vita degli abitanti, il mantenimento della straordinaria biodiversit&amp;agrave; di interesse agricolo e alimentare e la destagionalizzazione del turismo, principale risorsa dell&amp;rsquo;arcipelago&amp;rdquo;.</p>
<p>
	<br />
	I<strong>l presidente del Bio-Distretto Eolie &amp;egrave; stato eletto per acclamazione: a Danilo Conti il compito di coordinare una squadra</strong>&amp;nbsp;che, oltre ad Aym&amp;eacute;e Carmoz eletta presidente onorario e Alfio Furnari (Presidente di AIAB Sicilia), vede all&amp;rsquo;interno del proprio direttivo: Lorenzo Cortese (Agronomo), Vincenzo Cusolito (produttore di Stromboli), Christian Del Bono (Presidente di Federalberghi Eolie e Isole Minori Sicilia), Marcella Di Marca (produttrice di Lipari), Gabriele Famularo (produttore di Lipari), Lucy Iacono (Biologa), Gaetano Merlino (Ing. della General Green Consulting s.r.l.), Francesco Scaldati (produttore di Filicudi) e Giuseppe Ziino (produttore di Lipari). I prossimi compiti del consiglio saranno quelli di elaborare il Piano strategico d&amp;rsquo;Azione che rappresenta lo strumento principale per la individuazione degli obiettivi del Bio-distretto del prossimo triennio e delle modalit&amp;agrave; operative e temporali della loro realizzazione.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25638]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:54:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Santa Maria Antiqua: un tuffo nel passato tra Roma e Bisanzio]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Antiqua.jpg" width="100" alt="Santa Maria Antiqua: un tuffo nel passato tra Roma e Bisanzio" /><br /><p>
	<strong>Riapre Santa Maria Antiqua, la Basilica nel Foro Romano scoperta nel 1900 alle pendici del Palatino.</strong> La chiesa conserva sulle sue pareti un patrimonio di pitture unico nel mondo cristiano del primo millennio, databile fra il VI ed il IX secolo. &amp;Egrave; una straordinaria testimonianza dello sviluppo della pittura non solo romana, ma di tutto il mondo greco bizantino contemporaneo: l&amp;rsquo;iconoclastia, infatti, ha cancellato la maggior parte delle immagini sacre dell&amp;rsquo;epoca.</p>
<p>
	<br />
	Chiusa dagli anni Ottanta per un intervento architettonico e per il restauro delle pitture, la chiesa riapre promuovendo una mostra, che gravita intorno al ruolo che l&amp;rsquo;edificio con i suoi dipinti ha giocato nell&amp;rsquo;area del Foro Romano post-classico cristianizzato e nel rapporto con la Roma altomedioevale<strong>. In realt&amp;agrave; Santa Maria Antiqua &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; antico e il pi&amp;ugrave; importante monumento cristiano del Foro Romano. </strong>Fondata nella met&amp;agrave; del VI secolo, la chiesa costituisce un elemento chiave per la comprensione dello sviluppo culturale ed urbano del Foro nei primi secoli del Medioevo, anche perch&amp;eacute; &amp;egrave; uno degli esempi pi&amp;ugrave; significativi dell&amp;#39;adattamento e della rifunzionalizzazione di un edificio pagano preesistente.<br />
	Sulle sue pareti, dunque, si conserva un&amp;#39;eccezionale raccolta di dipinti murali (circa 250 metri quadri), che vanno dal periodo della fondazione fino al secolo VIII. Sono testimonianze uniche, a Roma e al mondo, per la conoscenza dello sviluppo dell&amp;#39;arte altomedievale e bizantina. Nel IX secolo Santa Maria Antiqua viene abbandonata e rimane sigillata sotto i crolli del terremoto dell&amp;rsquo;847 D.C. per pi&amp;ugrave; di mille anni, fino alla sua <strong>riscoperta con gli scavi di Giacomo Boni nel 1900.</strong> Le sue particolari vicende storiche fanno di questo monumento una testimonianza unica, che ci permette di riconoscere ancora l&amp;rsquo;originale impianto architettonico e di assaporare l&amp;rsquo;atmosfera e la semplicit&amp;agrave; di una chiesa dei primi secoli del Cristianesimo. L&amp;rsquo;edificio rimarr&amp;agrave; aperto fino all&amp;rsquo;11 settembre prossimo.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25637]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:53:28 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Stromboli, Festa di Teatro EcoLogico: III edizione]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/teatroecologico.jpg" width="100" alt="Stromboli, Festa di Teatro EcoLogico: III edizione" /><br /><p>
	Dal 27 giugno al 4 luglio, sull&amp;rsquo;Isola di Stromboli, va in scena la terza edizione della Festa di Teatro EcoLogico, dal titolo &amp;ldquo;Shakespeare on the Rocks&amp;rdquo;. La Festa di Teatro EcoLogico unisce teatro, musica e danza, senza l&amp;rsquo;aiuto della corrente elettrica, con l&amp;rsquo;obiettivo di riportare al centro della scena l&amp;rsquo;uomo con la sua voce, il suo corpo e la sua capacit&amp;agrave; di mettersi in relazione senza l&amp;rsquo;ausilio di filtri ed effetti artificiali.<br />
	<strong>Per presentare la terza edizione della Festa di Teatro EcoLogico, Fluidonumero9 ha organizzato un bellissimo evento, in concomitanza della giornata nazionale &amp;ldquo;M&amp;rsquo;illumino di Meno&amp;rdquo; (campagna di sensibilizzazione sul risparmio energetico e la mobilit&amp;agrave; sostenibile), promossa da Caterpillar, trasmissione radiofonica di Radio 2. </strong>Dalle 18,30 del 19 febbraio 2016, nella Biblioteca Comunale di Lanuvio Francesco Dionisi, avr&amp;agrave; luogo un particolare aperitivo a lume di candela. Caterina Bertone, Mirko Russo, Ezio Spezzacatena, Hossein Taheri interpretano i famosi Sonetti di Shakespeare, sulle note di Alessandro Madaluni, abile pianista. Verr&amp;agrave; presentata, cos&amp;igrave;, l&amp;rsquo;edizione 2016 della Festa di Teatro EcoLogico: un bellissimo spettacolo &amp;ldquo;a spina staccata&amp;rdquo;, senza corrente elettrica. L&amp;rsquo;aperitivo a lume di candela del 19 febbraio fa parte del programma &amp;ldquo;Aperitivo Sound in Biblioteca, iniziativa partita nel 2008 da un&amp;rsquo;idea di Maria Grazia Forcina e arrivata alla sua nona edizione, con l&amp;rsquo;obiettivo di allungare i classici orari da biblioteca e i consueti terreni di azione.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25597]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:56:31 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L'antico porto romano di Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/portoromano.jpg" width="100" alt="L'antico porto romano di Lipari" /><br /><p>
	La campagna Archeolie 2014, condotta dalla Soprintendenza del Mare e diretta da Sebastiano Tusa ha portato ad un risultato bellissimo. Nel fondale marino dell&amp;rsquo;area portuale di Sottomonastero, in prossimit&amp;agrave; del molo di attracco degli aliscafi, sono stati rinvenuti, infatti, i resti della struttura di un antico porto romano, con tanto di basi di colonne e fondamenta murarie. Per un&amp;rsquo;ottimale riuscita delle ricerche, una strumentazione tecnologica dotata di sonar a scansione laterale e penetratore di sedimenti si &amp;egrave; rivelata essere davvero efficacie. L&amp;rsquo;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha condotto delle ricerche a riguardo, per studiare i motivi che hanno fatto s&amp;igrave; che la costa eoliana cambiasse e provocasse, di conseguenza, il graduale inabissamento del molo, nel corso degli ultimi 2.100 anni. Marco Anzidei &amp;egrave; un ricercatore dell&amp;rsquo;INGV e primo autore di questo studio e ha affermato: &amp;ldquo;un&amp;rsquo;indagine batimetrica effettuata con ecoscandaglio ad altissima risoluzione in collaborazione con l&amp;rsquo;IGAG-CNR e L&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; La Sapienza, insieme a osservazioni subacquee effettuate dagli archeologi della Soprintendenza del Mare della Sicilia, ha permesso di evidenziare sul fondale di Marina Lunga, Sottomonastero, una morfologia ascrivibile ad un molo di circa 140 metri di lunghezza e 60 m di larghezza, situato in corrispondenza dell&amp;#39;attuale posizione del porto principale dell&amp;#39;isola di Lipari&amp;rdquo;. <strong>Il molo scoperto &amp;egrave; un validissimo modo per poter calcolare l&amp;rsquo;aumento del livello del mare, determinato non solo dai cambiamenti climatici, ma anche dalla subsidenza costiera indotta da attivit&amp;agrave; vulcaniche e tettoniche.</strong> I resti della pavimentazione si trovano a circa 9 metri di profondit&amp;agrave;, le fondazioni del molo a circa 11,6 metri e l&amp;rsquo;antica linea di costa a 12,3.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25596]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:55:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Eolie in Classico: al via la rassegna di musica classica dell'arcipelago  2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/violino.jpg" width="100" alt="Eolie in Classico: al via la rassegna di musica classica dell'arcipelago  2� Parte" /><br /><p>
	<em>&amp;hellip;La scommessa &amp;egrave; ardua. Il presidente dell&amp;#39;Associazione Pro Loco Isole Eolie Lipari, con il supporto di un gruppo di giovani, decide di provare ad offrire a ospiti e residenti delle Eolie, qualcosa di alternativo, che sia in grado di rilassare dalla frenesia e dall&amp;#39;allegra confusione dei mesi pi&amp;ugrave; caldi e, allo stesso tempo che renda ancora sensibile quel &amp;quot;calore&amp;quot; che queste isole hanno il potere di trasmettere aldil&amp;agrave; delle stagioni&amp;raquo;.</em></p>
<p>
	Queste le parole con cui la<strong> ProLoco Isole Eolie &amp;ndash; Lipari </strong>parla della manifestazione che, divenuta nel 2009 Festival Itinerante, ha assunto sempre pi&amp;ugrave; importanza grazie all&amp;rsquo;incontro con il maestro Carlo Palleschi che, innamoratosi del progetto e delle Eolie, ne diventa, da allora, Direttore Artistico.</p>
<p>
	<strong>Filo conduttore della kermesse &amp;egrave; quello del viaggio nel tempo che, dal 500 ai giorni nostri, sar&amp;agrave; interpretato da due pianisti (gradito ritorno di Yumi Palleschi e di Alessandro Pratic&amp;ograve;), il quartetto d&amp;#39;archi Cilea e due voci, soprano e tenore, che giungono dalla Corea del Sud, Park Mihae e Park Hyun Joon.</strong></p>
<p>
	Elemento che contraddistingue questa edizione &amp;egrave; infatti il <strong>gemellaggio con l&amp;rsquo;Oriente</strong>, grazie alla presenza di artisti provenienti da Seoul, su idea del Maestro Palleschi, che ne ha favorito l&amp;rsquo;incontro essendo oramai crescente il numero di giovani orientali che giungono in Italia per perfezionare i propri studi musicali favorendo, nel contempo, lo sviluppo turistico e culturale del territorio.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27869]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 31 ago 2016 10:22:03 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Eolie in Classico: al via la rassegna di musica classica dell'arcipelago  1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/classica.jpg" width="100" alt="Eolie in Classico: al via la rassegna di musica classica dell'arcipelago  1� Parte" /><br /><p>
	Giunta alla sua XI esima edizione, &amp;egrave; in corso da luned&amp;igrave; 29 Agosto la Kermesse, tutta eoliana,<strong> Eolie in Classico</strong>, i cui appuntamenti musicali si terranno per tutta la settimana presso l&amp;rsquo;Auditorium Chiesa dell&amp;#39;Immacolata al Castello di Lipari, a partire dalle 21.30 e con ingresso totalmente gratuito.<br />
	Il Festival, fortemente voluto e promosso dalla <strong>ProLoco Isole Eolie &amp;ndash; Lipari, Ente di promozione turistica senza scopo di lucro, con valenza di pubblica utilit&amp;agrave; sociale e con rilevanza di interesse pubblico</strong>, si presenta con la formula &amp;quot;novit&amp;agrave; nella continuit&amp;agrave;&amp;quot; poich&amp;eacute;, nato con lo scopo di rappresentare uno degli eventi cult per i turisti che amano trascorrere le proprie vacanze in loco in alta stagione, negli anni &amp;egrave; divenuto uno degli appuntamenti imperdibili per gli stessi eoliani, desiderosi di rilassarsi dopo l&amp;rsquo;immane lavoro che i mesi estivi portano con s&amp;eacute; sull&amp;rsquo;arcipelago.</p>
<p>
	<em>&amp;laquo;Siamo in coda all&amp;#39;estate del 2006 quando, timorosa e timida, si affaccia sulla scia di una scatenata &amp;quot;movida&amp;quot; dell&amp;#39;agosto eoliano, una piccola Rassegna di Musica Classica&amp;hellip;</em></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	<em>di Carmen Peluso</em></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27868]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 31 ago 2016 10:18:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il pieno di mostre al Macro: Segni, Alfabeti, Scritture]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/segni.jpg" width="100" alt="Il pieno di mostre al Macro: Segni, Alfabeti, Scritture" /><br /><p>
	<strong>Segni, Alfabeti, Scritture</strong>. &amp;egrave; la seconda mostra di cui ci occupiamo. In questa esposizione che va ad arricchire quella permanente, viene studiato <strong>il rapporto tra arti visive e scrittura</strong>, un legame che ha attraversato la storia dell&amp;rsquo;arte dell&amp;rsquo;ultimo secolo, a partire dalle avanguardie storiche, con i collages dei cubisti, le parole in libert&amp;agrave; dei futuristi, le opere dadaiste, la pop art, la poesia visiva degli anni Settanta, fino all&amp;rsquo;arte concettuale del secondo Novecento.</p>
<p>
	Attraverso una selezione di opere non figurative - in cui la scrittura pu&amp;ograve; essere intesa sia in senso puramente gestuale e calligrafico, sia in senso concettuale, dove lettere e parole entrano a far parte di giochi linguistici e compositivi -<strong> la mostra propone varie declinazioni di questo rapporto in base alla scelta di alcuni maestri della collezione permanente del Museo, che comprende, opere datate a partire dagli anni &amp;rsquo;60 fino ad oggi</strong>.</p>
<p>
	Avviene cos&amp;igrave; che lettere e parole possono diventare pura immagine, elementi compositivi indipendenti dal significato, e che, viceversa, l&amp;rsquo;immagine creata dai segni impressi dall&amp;rsquo;artista sulla superficie dell&amp;rsquo;opera possa diventare a sua volta scrittur<strong>a. L&amp;rsquo;opera pi&amp;ugrave; antica in esposizione &amp;egrave; Superficie 572, del 1955, di Giuseppe Capogrossi</strong>. Fino al 2 ottobre.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27866]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 30 ago 2016 10:22:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il pieno di mostre al Macro: Appunti di una generazione # 3]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/macro4.jpg" width="100" alt="Il pieno di mostre al Macro: Appunti di una generazione # 3" /><br /><p>
	Al MACRO di Via Nizza fino al 2 ottobre ci sono una serie di iniziative, sempre di arte contemporanea, molto interessanti, a cominciare dalla mostra <strong>Appunti di una generazione # 3 di Matteo Basil&amp;egrave; e Gioacchino Pontrelli</strong>, due giovani e affermati artisti di grande talento.</p>
<p>
	Al Macro, Basil&amp;eacute; presenta per la prima volta le opere della nuova serie dal titolo Pietra Santa, lavoro svolto tra le cave di Carrara. <strong>Come fa sempre, l&amp;rsquo;artista contamina la sua fotografia con le suggestioni della tradizione artistica italiana costruendo immagini surreali</strong>. Figure chimeriche animano gli scatti dell&amp;rsquo;artista dove personaggi sospesi in uno scenario quasi lunare, sembrano emergere dalle enormi ferite bianche che si aprono sul fianco delle pendici scoscese delle cave di marmo.</p>
<p>
	Nelle grandi tele di Pontrelli non si deve cercare la spiegazione dell&amp;rsquo;universo, ma affrontare i molteplici percorsi all&amp;rsquo;interno. La sua pittura oggi sembra aver risolto felicemente la presenza di linguaggi differenti, dove astratto, figurativo, collage e fotografia, trovano una nuova sintesi e dove grazie al colore l&amp;rsquo;artista traccia, rimanda e definisce ogni sua composizione.<strong> Anche nel suo caso ci troviamo di fronte al risultato di una manipolazione di segni e immagini che evocano iconografie della tradizione, rielaborate attraverso una pittura intensa e complessa.&amp;nbsp;</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27865]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 30 ago 2016 10:25:22 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ Omaggio a Ingrid Bergmann ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/bergamanstromboli.jpg" width="100" alt=" Omaggio a Ingrid Bergmann " /><br /><p>
	Nascita e morte che si confondono, lo stesso giorno&amp;hellip; come se fosse destino. Il filosofo catanese Sgalambro scriveva infatti che &amp;ldquo;Il nascere e il morire sono i due momenti unicamente reali, il resto &amp;egrave; sogno&amp;rdquo;&amp;hellip; e che sogno, l<strong>a vita di Ingrid Bergman, attrice svedese pi&amp;ugrave; volte premi Oscar, racchiusa tra il 29 agosto 1915 e il 29 agosto 1982</strong>: le porgiamo un omaggio oggi, dunque, nel giorno in cui ricorrono 101 anni dalla nascita e 34 dalla morte.</p>
<p>
	Lei, musa di Hitchcock, per la quale perse la testa Roberto Rossellini, preferendola alla Magnani, la bellezza del sud. Lei, bella e disinvolta come poche, arriva appunto in Italia con una lettera al re del Neorealismo: &amp;ldquo;<strong>Se le serve un&amp;rsquo;attrice svedese che parla molto bene l&amp;rsquo;inglese, che non ha dimenticato il suo tedesco, che quando si esprime in francese non &amp;egrave; molto comprensibile e in italiano sa solo dire &amp;lsquo;ti amo&amp;rsquo;, io sono pronta a venire a fare un film con lei</strong>&amp;rdquo;.<br />
	Da questo primo approccio nasce <strong>&amp;ldquo;Stromboli, la terra di Dio&amp;rdquo;, il film del 1950, prodotto e diretto dal suo Roberto</strong>: durante le riprese, infatti, nasce come un fuoco la loro relazione che dest&amp;ograve; un grande scandalo, poich&amp;eacute; entrambi erano sposati. Ed &amp;egrave; da questo amore che nasce la figlia Isabella.</p>
<p>
	Un film &amp;ndash; flop, per il quale per&amp;ograve; la Bergam vince il <strong>Nastro d&amp;#39;Argento </strong>come migliore attrice straniera in Italia (1951) e di cui &amp;egrave; rimasta famosa la battura di Karin, la protagonista: &amp;laquo;Questa non &amp;egrave; vita da gente civile&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Tutto avviene all&amp;rsquo;ombra dello Stromboli, silenzioso testimone di un amori unici...&amp;nbsp;</strong>Le vicende sentimentali e i pettegolezzi che nel 1949 coinvolsero il triangolo Magnani, Rossellini e Bergman sui rispettivi set cinematografici di Stromboli e Vulcano, le racconta il documentario &amp;ldquo;La Guerra dei Vulcani&amp;rdquo; di Andrea e Francesco Patierno. Un viaggio in un&amp;#39;epoca del cinema italiano nella quale esisteva il divismo che ha contribuito a renderlo celebre in tutto il mondo.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27867]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 30 ago 2016 11:13:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lipari: Maria Santissima della Catena]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/catena.jpg" width="100" alt="Lipari: Maria Santissima della Catena" /><br /><p>
	Nell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano, sull&amp;rsquo;Isola di Lipari, tra le tradizioni pi&amp;ugrave; sentite ed onorate vi &amp;egrave; la festa che celebra la devozione per Maria Santissima della Catena, il cui santuario a Quattropani &amp;egrave; meta di pellegrinaggi. I<strong>l culto della Madonna della Catena &amp;egrave; nato dalla devozione alla Vergine, come protettrice degli schiavi e dei prigionieri, quando le incursioni riducono in schiavit&amp;ugrave; molti abitanti dell&amp;rsquo;Italia Meridionale. </strong></p>
<p>
	Trova la sua origine a Palermo nell&amp;rsquo;anno 1392, durante il regno di Martino I, sposo di Maria D&amp;rsquo;Aragona. Tre giovani vengono condannati a morte, nonostante siano innocenti. Non appena arrivano in Piazza Marina per venire giustiziati, il 18 di agosto, scende una nebbia fittissima e si inizia a scatenare una tempesta furiosa. Le guardie si rifugiano, allora, nella chiesetta di Santa Maria del Porto per attendere che il maltempo passi, ma questo continua ininterrottamente per tutta la durata del giorno, tanto da far rimandare l&amp;rsquo;esecuzione al giorno seguente.<strong> I tre, condannati ad impiccagione, vengono legati con ulteriori catene, per impedire una loro eventuale fuga, mentre le guardie cedono al sonno. Una volta che queste si sono addormentate, i prigionieri si avvicinano alla statua della Vergine e cominciano a pregare ed &amp;egrave; proprio in quel momento che le loro catene si sciolgono da sole e Maria si rivolge a loro, dicendo: &amp;ldquo;Andate pure in libert&amp;agrave; e non temete cosa alcuna: il divino Infante che tengo tra le braccia ha gi&amp;agrave; accolto le vostre preghiere e vi ha concesso la vita&amp;rdquo;</strong>.</p>
<p>
	La mattina seguente le guardie si svegliano e non appena si accorgono della fuga dei loro prigionieri, si mettono sulle loro tracce, li ritrovano e li riportano indietro per l&amp;rsquo;esecuzione. Il popolo, per&amp;ograve;, venuto a conoscenza di quello che &amp;egrave; successo, si appella al Re, il quale decide di liberarli poich&amp;eacute; &amp;egrave; stata la Madonna stessa a sciogliere miracolosamente le loro catene.</p>
<p>
	<strong>La chiesa di Santa Maria del Porto si trasforma cos&amp;igrave; in un&amp;rsquo;importante meta di pellegrinaggio, il culto di Maria Santissima della Catena si diffonde ed arriva fino all&amp;rsquo;Isola di Lipari</strong>. Il Santuario a lei dedicato viene costruito nel 1588 a Quattropani ed &amp;egrave; stato interamente restaurato nel 2005, per merito dei suoi fedeli. Al suo interno trova casa un dipinto ad olio su tela, risalente al XVIII secolo, sul quale &amp;egrave; raffigurata la Santissima Vergine col bambino e del quale si narra che sia giunto miracolosamente e misteriosamente alla spiaggia sottostante la chiesa.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27864]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 29 ago 2016 10:18:01 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Canone Rai: Eolie esonerate dal pagamento in bolletta]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/canone.jpg" width="100" alt="Canone Rai: Eolie esonerate dal pagamento in bolletta" /><br /><p>
	Le vacanze estive sono ormai agli sgoccioli. Molti di noi sono gi&amp;agrave; tornati a lavoro, ricordando tra una pausa caff&amp;egrave; e l&amp;rsquo;altra quanto bello sia stato stare sdraiati al sole, aperitivi in&amp;nbsp; riva al mare, notti brave. E adesso? Il peggior incubo di tutti gli Italiani: il pagamento di tasse e bollette, per non parlare del tanto discusso &amp;ldquo;Canone Rai&amp;rdquo;. Ma sar&amp;agrave; cos&amp;igrave; anche per le Eolie?<br />
	<strong>La risposta &amp;egrave; tutt&amp;rsquo;altro che affermativa. La motivazione &amp;egrave; da ricercare nell&amp;rsquo;esonero spettante a ben 20 piccole isole italiane a cui il canone Rai non arriver&amp;agrave; con la bolletta elettrica come nel resto della nazione.</strong></p>
<p>
	Ustica, le Tremiti, Levanzo, Favignana, Lipari, Lampedusa, Linosa, Marettimo, Giglio, Capri, Pantelleria, Stromboli, Panarea, Vulcano, Salina, Alicudi, Filicudi, Capraia, Ventotene. Queste le isole che, dato il loro isolamento dalla rete elettrica nazionale, saranno escluse dal complesso meccanismo di pagamento.</p>
<p>
	<strong>Esse sono infatti dotate di una rete elettrica piccola e autonoma che le porter&amp;agrave;, secondo quanto previsto gi&amp;agrave; nella&amp;nbsp; bozza del decreto ministeriale, ad effettuare il pagamento in maniera autonoma e non oltre il mese di Ottobre 2016.</strong><br />
	Il compito di stabilire la modalit&amp;agrave; di pagamento per le 20 isole &amp;egrave; stato attribuito all&amp;rsquo;Agenzia delle Entrate con specifico provvedimento. Secondo quanto previsto dal decreto attuativo sull&amp;rsquo;imposta televisiva, che i ministeri dell&amp;rsquo;Economia e dello Sviluppo Economico hanno inviato all&amp;rsquo;Autorit&amp;agrave; per l&amp;rsquo;Energia e al Consiglio di Stato per i pareri di rito, gli abitanti delle isole esonerate, infatti, dovranno pagare il canone in un&amp;rsquo;unica formula con importo pari a euro 100 entro la fine di Ottobre.</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27863]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 29 ago 2016 10:00:22 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alle Isole Eolie le infaticabili �Guide Turistiche di Messina�	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cattedralenuova.jpg" width="100" alt="Alle Isole Eolie le infaticabili �Guide Turistiche di Messina�	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>- Qual &amp;egrave; la particolarit&amp;agrave; di questo edificio?</strong><br />
	&amp;laquo;Le mura che circondano l&amp;#39;acropoli di Lipari racchiudono circa seimila anni della storia dell&amp;#39;isola, dall&amp;#39;era Neolitica fino ai giorni nostri e passeggiando su questa rocca vulcanica ancora oggi possiamo vedere le testimonianze di questo ricco passato. Questa &amp;egrave; una caratteristica poco comune come poco comune &amp;egrave; l&amp;#39;imponente collezione di reperti archeologici presenti al museo e il loro perfetto stato di conservazione&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>- Qual &amp;egrave;, secondo voi, la parte del castello che affascina maggiormente il turista?</strong><br />
	&amp;laquo;La cittadella fortificata di Lipari affascina per la sua mescolanza tra sacro e profano con la presenza del sito e del museo archeologico e delle cinque chiese. La cattedrale di Lipari certamente non lascia indifferente il turista ma anche la sezione classica del museo si rivela essere una vera sorpresa&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>- Quali sono le caratteristiche principali dei vostri tour guidati?</strong><br />
	&amp;laquo;Durante le nostre visite guidate noi raccontiamo al turista la storia delle Eolie, il loro patrimonio artistico e culturale, le tradizioni presenti, e tentiamo di descrivere al meglio la vita quotidiana degli isolani, &amp;egrave; quindi&amp;nbsp; un racconto misto di tanti fattori che vanno dall&amp;#39;archeologia alla gastronomia passando per la vulcanologia, la storia, i mezzi di trasporto, il rifornimento idrico e tutti quei particolari per sono sconosciuti a chi vive sulla terra ferma&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27862]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 26 ago 2016 13:40:03 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alle Isole Eolie le infaticabili �Guide Turistiche di Messina�	1� Parte ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cattedralenuova.jpg" width="100" alt="Alle Isole Eolie le infaticabili �Guide Turistiche di Messina�	1� Parte " /><br /><p>
	La Sicilia e le sue Isole &amp;ldquo;minori&amp;rdquo; devono gridare al mondo la propria bellezza. Ed &amp;egrave; mentre passeggi per le graziosissime strade di Lipari che le vedi, impegnate e cortesi, pronte a infondere al turista tutto l&amp;rsquo;amore per il proprio lavoro.&amp;nbsp; Sono giovani, guide esperte, profondi conoscitori di un patrimonio storico &amp;ndash; culturale senza eguali, che non pu&amp;ograve; essere taciuto. <strong>Le &amp;ldquo;Guide Turistiche di Messina&amp;rdquo; offrono percorsi particolari nelle isole del vento e del fuoco alla riscoperta di un passato che si presta a divenire futuro, </strong>arricchito da un mare incantevole, dai vulcani tra i pi&amp;ugrave; attivi e colorati della terra, ai luoghi ricchi di miti e leggende, grazie ai colori sublimi del nero delle rocce vulcaniche, all&amp;rsquo; azzurro del mare e del cielo e al verde della sua vegetazione, queste isole realizzano nel cuore del visitatore una &amp;ldquo;febbre&amp;rdquo; che ammalia.<br />
	<strong>Uno degli itinerari pi&amp;ugrave; apprezzati dell&amp;rsquo;isola&amp;nbsp; &amp;egrave; il Castello di Lipari</strong>, per il quale organizzano visite guidate quotidiane, che si possono estendere anche alla Cattedrale, Parco e al Museo Archeologico. Noi li abbiamo incontrati, questi &amp;ldquo;novelli Virgili&amp;rdquo; al quale &amp;egrave; affidato il nostro futuro&amp;hellip;</p>
<p>
	<strong>- Da quanto tempo vi occupate delle visite turistiche al Castello di Lipari?</strong><br />
	&amp;laquo;Siamo una associazione di guide turistiche abilitate e da tanti anni lavoriamo in lungo e largo per la Sicilia, essendo tutti residenti in provincia di Messina, siamo specializzati nella parte nord-est dell&amp;#39;isola, Isole Eolie comprese. Da tempo portiamo gruppi in visita alle Isole Eolie, ma quest&amp;#39;anno abbiamo deciso di offrire un servizio guida a chi non &amp;egrave; accompagnato da un collega professionista e vuole avere l&amp;#39;opportunit&amp;agrave; di scoprire la storia millenaria del castello di Lipari. Molte volte vediamo gente vagare senza avere idea di dove andare e ancor di pi&amp;ugrave; dispiace sapere che molti turisti non entrano al museo archeologico perch&amp;eacute; ignari dei tesori che racchiude. Abbiamo iniziato in forma sperimentale con due volte a settimana e vedremo di aumentare i giorni di presenza in base alla richiesta&amp;raquo;.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27861]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 30 set 2022 08:46:52 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[San Bartolomeo:la storia, la tradizione]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/bartolomeo(1).jpg" width="100" alt="San Bartolomeo:la storia, la tradizione" /><br /><p>
	Lipari ha appena festeggiato il suo patrono. <strong>Il 24 agosto &amp;egrave;, infatti, la festa Ufficiale del patrono di Lipari e protettore delle Isole Eolie: San Bartolomeo. </strong>Questo appuntamento imperdibile raccoglie a Lipari i fedeli di tutte le isole in un grande abbraccio con il Santo. La giornata del 24 Agosto, a Marina Corta, &amp;egrave; la festa pi&amp;ugrave; importante, quella a cui partecipano tutti gli isolani ed in cui si svolge la processione della statua di San Bartolomeo con il &amp;ldquo;<strong>vascelluzzo</strong>&amp;rdquo; (reliquiario d&amp;rsquo;argento, &amp;egrave; un&amp;rsquo;opera di eccellente fattura dell&amp;rsquo;oreficeria palermitana Perricone-Marano, contiene kg. 2 di oro e 30 di argento, al suo interno troneggiano la preziosa teca contenente il &amp;ldquo;<strong>frammento di pelle&amp;rdquo; e la statuetta di S. Bartolomeo tutta d&amp;rsquo;oro massiccio</strong> e del peso di kg. 1,1), entrambi portati a spalla dalle varie confraternite. La festa, che &amp;egrave; stata istituita nel VI secolo, si &amp;egrave; conclusa, come da tradizione, con gli spettacolari fuochi d&amp;rsquo;artificio sul mare.</p>
<p>
	Il protettore delle Isole Eolie viene festeggiato dagli isolani pi&amp;ugrave; volte all&amp;rsquo;anno in date diverse: il 13 febbraio per la prima traslazione del Corpo, il 5 marzo su richiesta dei contadini che nel 1823 scamparono alla pestilenza , il 16 novembre per lo scampato pericolo nel terremoto del 1824. <strong>La storia di San Bartolomeo &amp;egrave; singolare: apostolo di Ges&amp;ugrave; e grande divulgatore della parola di Cristo, si spinse a diffondere il Vangelo fino in India, Azerbaigian e Mesopotamia. </strong>Fu durante le sue predicazioni in terra d&amp;rsquo; Asia ( forse in Siria, forse in Armenia ) che venne imprigionato e scuoiato vivo dai pagani, che ne chiusero le spoglie mortali in un sepolcro. Ma tale era il fascino e la devozione che San Bartolomeo continuava ad esercitare sulle popolazioni del luogo, che gli idolatri preferirono liberarsi delle sue spoglie buttandole in mare in un sarcofago di piombo. Si racconta che per&amp;ograve; la cassa sorretta dalla mano della Provvidenza, non si inabiss&amp;ograve;; trasportata dalla corrente giunse fino a Lipari, dove fu custodita gelosamente dagli isolani fino all&amp;rsquo; arrivo del vescovo Agatone che ne dispose la sepoltura e fece erigere sui resti una cattedrale.</p>
<p>
	<strong>La Cattedrale, raggiungibile da una scalinata antica e suggestiva, ospita una splendida statua d&amp;rsquo;argento di San Bartolomeo del 1728, posta in una cappella laterale.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27860]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 26 ago 2016 12:29:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ Ugo Rondinone: l�angustia della solitudine umana		2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/rondinone2.jpg" width="100" alt=" Ugo Rondinone: l�angustia della solitudine umana		2� Parte" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;idea dell&amp;rsquo;artista, che vuole rendere omaggio alla terra di origine della famiglia emigrata in Svizzera da Matera, &amp;egrave; quella di<strong> riportare il monumento ad un&amp;rsquo;epoca ancestrale, in una sorta di foresta pietrificata simile a quelle dell&amp;rsquo;epoca preistorica</strong>.</p>
<p>
	Una flora al tempo stesso fossile e contemporanea, carica di una dimensione drammatica ed espressiva, quasi epica, sospesa tra naturale e artificiale, tra storia e preistoria. <strong>Ugo Rondinone &amp;egrave; nato in Svizzera, a Brunnen, nel 1964, ma vive e lavora a New York.</strong> La sua opera ruota intorno a visioni legate alla fantasia e al desiderio, non prive di aspetti giocosi e surreali. Ha esposto ed espone nei principali musei di arte contemporanea del mondo.</p>
<p>
	Le sue opere sono in prestigiose collezioni pubbliche e private, tra le quali il MoMA di New York, L&amp;rsquo; ICA di Boston, il San Francisco Museum of Modern Art, il Walker Art Center di Minneapolis ed il Dallas Museum of Art. <strong>L&amp;rsquo;ultima mostra pubblica a Roma risale al 2001,&amp;nbsp; ma fino all&amp;rsquo;11 settembre troviamo le sue installazioni nel Padiglione B del MACRO Testaccio e fino all&amp;rsquo;1 settembre nei Mercati di Traiano.</strong></p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27859]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 25 ago 2016 11:38:45 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Ugo Rondinone: l�angustia della solitudine umana		1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/rondinone.jpg" width="100" alt="Ugo Rondinone: l�angustia della solitudine umana		1� Parte" /><br /><p>
	La mostra si articola in due spazi: nel MACRO Testaccio e nei Mercati di Traiano. <strong>Nelle due sedi l&amp;rsquo;artista svizzero ha pensato un unico percorso che si sviluppa intorno a due grandi installazioni ambientali concepite come due cicli,&amp;nbsp; giorni d&amp;#39;oro e notti d&amp;rsquo;argento, che trasformano gli spazi in luoghi fantastici, dove il visitatore pu&amp;ograve; vivere le opere come un&amp;rsquo;esperienza visiva e concettuale.</strong> Il Padiglione 9B del MACRO Testaccio ospita giorni d&amp;rsquo;oro, che riunisce alcune opere dell&amp;rsquo;artista in un ambiente abbagliante, dominato da luci e colori, animato dalla grande installazione Vocabulary of solitude, che arriva per la prima volta in Italia per proseguire nel prossimo dicembre al Bass Museum di Miami Beach, in occasione di Art Basel.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;opera &amp;egrave; costituita da quarantacinque clown che rappresentano, con le loro quarantacinque diverse posture, differenti momenti della vita quotidiana, denunciando allo stesso tempo l&amp;rsquo;allucinazione della solitudine umana</strong>. La mostra presso Macro Testaccio &amp;egrave; arricchita dalla presenza di centinaia di arcobaleni disegnati dagli studenti delle scuole di Roma, coinvolti direttamente dall&amp;#39;artista in collaborazione con il Dipartimento Didattica del museo. All&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;esedra dei Mercati di Traiano Rondinone presenta, sempre per la prima volta in Italia, notti d&amp;rsquo;argento, gruppo di cinque calchi di ulivi millenari, ancora presenti in Puglia e in Basilicata, in alluminio verniciato di bianco.</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27858]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 25 ago 2016 11:37:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il "Mancio" alle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Mancini.jpg" width="100" alt="Il "Mancio" alle Eolie" /><br /><p>
	Lasciare l&amp;rsquo;Inter e approdare di corsa alle Eolie. Una parabola sicuramente originale, nonch&amp;eacute; splendida, quella di <strong>Roberto Macini che, salutando Icardi, Candreva e compagnia bella, adesso guidati da De Boer, &amp;egrave; sbarcato a Lipari, solcando il mare blu delle isole Eolie, a bordo dello yacht &amp;quot;Firefly&amp;quot;, di 30 metri. </strong>Il &amp;quot;Mancio&amp;quot; si &amp;egrave; goduto le sette isole dell&amp;#39;arcipelago. Al porto di Lipari ha salutato alcuni tifosi, concedendo alcuni selfie.</p>
<p>
	Il tecnico, tra un tuffo e l&amp;#39;altro, ha anche seguito l&amp;#39;amichevole della sua ex squadra con il Celtic. Poi con il suo yacht, equipaggio francese di cinque elementi, assieme a tre amici, si &amp;egrave; trasferito a Vulcano. E<strong>, dunque, quale migliore location per dimenticare l&amp;rsquo; &amp;ldquo;Internazionale&amp;rdquo; che ha accompagnato per due anni?</strong></p>
<p>
	Il suo yacht di lusso &amp;quot;Firefly 94&amp;quot;, anno 2015, &amp;egrave; classico ed elegante. E&amp;#39; stato costruito dal famoso cantiere olandese Mulder ed &amp;egrave; molto richiesto per i &amp;quot;charter&amp;quot;. Dispone di 4 cabine spaziose e comode, ampio salone, spazi esterni nella zona flybridge e numerosi giochi d&amp;#39;acqua. ha una velocit&amp;agrave; di 18 nodi.<strong> Il porto di base per un&amp;rsquo;intera settimana &amp;egrave; rimasto Pignataro a Lipari. Il suo tour siciliano &amp;egrave; poi proseguito in questi giorni a Taormina e, infine, nel siracusano, a Marzamemi</strong>.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27857]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 23 ago 2016 12:35:03 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[VulcaniAmo...a 100 giorni]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/aiuola.jpg" width="100" alt="VulcaniAmo...a 100 giorni" /><br /><p>
	Ci siamo occupati gi&amp;agrave; pi&amp;ugrave; volte delle attivit&amp;agrave; della dinamica associazione <strong>VulcaniAmo </strong>appena nata. Adesso, dopo i fatidici <strong>100 giorn</strong>i, traccia un bilancio di quanto fatto finora. Noi riceviamo il comunicato e pubblichiamo:</p>
<p>
	&amp;ldquo;Chi mai poteva immaginare che un piccolo gruppo di giovani, incontratisi per caso, avrebbe potuto<br />
	smuovere le coscienze ?<br />
	Sono stati molti i dubbi, le dispute, e gli scetticismi legati alle nostre azioni ma grazie allo spontaneo e disinteressato supporto di quanti hanno creduto in noi, abbiamo ottenuto grandi risultati. <strong>Negli scorsi mesi, quando tutti i nostri coetanei erano in giro nei locali, a mare e a godersi l&amp;rsquo;estate, noi destinavamo il poco tempo libero dopo il lavoro al bene comune. Da puliAmo Vulcano in poi nella quale l&amp;rsquo;isola intera si &amp;egrave; mobilitata per ripristinare il verde pubblico, e successivamente con l&amp;rsquo;iniziativa &amp;ldquo;Adotta un&amp;rsquo;aiuola&amp;rdquo; con la quale si &amp;egrave; inteso responsabilizzare la popolazione e al contempo premiare le attivit&amp;agrave; coinvolte il comitato si &amp;egrave; continuamente speso per la promozione e valorizzazione del territorio.</strong><br />
	I progetti portati a termine sono stati:&amp;nbsp;<br />
	- la produzione autonoma di un video promozionale per l&amp;rsquo;isola<br />
	- la collaborazione e il supporto ad altre realt&amp;agrave; locali ( parrocchia di Vulcano e comitato delle feste ) per serate di intrattenimento<br />
	- collaborazione e supporto all&amp;rsquo;amministrazione locale per il rifacimento del porto e la gestione dei rifiuti e arredo urbano.</p>
<p>
	Sembra evidente che questo sogno non si sarebbe mai potuto realizzare se non avessimo trovato terreno fertile e collaborazione da parte di tutti; le persone hanno creduto in noi e nei nostri ideali, si sono adoperate per dare supporto con ogni mezzo a disposizione impegnandosi nelle nostre attivit&amp;agrave;, ma anche in piena autonomia. <strong>Chiunque, in base alla propria disponibilit&amp;agrave; ha contribuito in maniera determinante alla buona riuscita di queste iniziative benefiche; in particolare abbiamo apprezzato l&amp;rsquo;impegno profuso dall&amp;rsquo;amministrazione del comune di Lipari, dalle attivit&amp;agrave; commerciali e gli imprenditori presenti sull&amp;rsquo;isola ma anche chi semplicemente ama Vulcano come noi.</strong><br />
	Non abbiamo fatto null&amp;rsquo;altro che innescare una scintilla di entusiasmo che contagiando la collettivit&amp;agrave; ha rafforzato lo spirito di collaborazione, solidariet&amp;agrave; e senso civico che caratterizzano le piccole realt&amp;agrave; come la nostra senza tuttavia sostituirci agli organi deputati all&amp;rsquo;amministrazione del territorio.<br />
	Per quanto ci riguarda siamo solo all&amp;rsquo;inizio, siamo nati con la missione di riqualificare l&amp;rsquo;isola e continueremo a impegnarci al massimo per raggiungere lo scopo prefissatoci. Abbiamo bisogno di tutto il Vostro aiuto per proseguire in questa direzione&amp;rdquo;.</p>
<p>
	L&amp;rsquo;associazione VulcaniAmo</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27856]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 23 ago 2016 12:24:59 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Gli Zero Assoluto in concerto a Marina Corta]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/zero.jpg" width="100" alt="Gli Zero Assoluto in concerto a Marina Corta" /><br /><p>
	Un imperdibile concerto degli Zero Assoluto: il duo sar&amp;agrave; protagonista del prossimo appuntamento con la musica marted&amp;igrave; 23 agosto a Lipari, in piazza Ugo di Sant&amp;rsquo;Onofrio, nella prestigiosa localit&amp;agrave; di Marina Corta. <strong>Alle 21 la band guidata da Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi si esibir&amp;agrave; in un concerto in chiave acustica nel corso del quale riproporranno gran parte dei brani che, dall&amp;rsquo;ormai lontano 1999, li hanno proiettati al centro della scena pop tricolore.</strong></p>
<p>
	Reduci dall&amp;rsquo;instore tour che ha fatto seguito alla partecipazione al festival di Sanremo 2016, gli Zero Assoluto faranno tappa a Lipari per presentare dal vivo il nuovo album&amp;nbsp; &amp;ldquo;<strong>Di me e di te</strong>&amp;rdquo;, partendo naturalmente dall&amp;rsquo;omonimo brano presentato sul palco dell&amp;rsquo;Ariston per arrivare al nuovo singolo &amp;ldquo;<strong>Una canzone e basta</strong>&amp;rdquo; senza tralasciare la cover di &amp;rdquo;<strong>Goldrake</strong>&amp;rdquo;, anch&amp;rsquo;essa eseguita nella citt&amp;agrave; dei fiori. Si ripercorrer&amp;agrave;, ovviamente, tutta la loro carriera attraverso hit come &amp;ldquo;<strong>Semplicemente</strong>&amp;rdquo;, rimasto per trenta settimane di seguito in classifica nel 2005, e &amp;ldquo;<strong>Per dimenticare</strong>&amp;rdquo;, scelta da Federico Moccia per la colonna sonora del film &amp;ldquo;Scusa ma ti voglio sposare&amp;rdquo; del 2010.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27855]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 22 ago 2016 12:26:15 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Fughe e Approdi�: Giovanna Taviani alle Isole Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Fughe.jpg" width="100" alt="�Fughe e Approdi�: Giovanna Taviani alle Isole Eolie" /><br /><p>
	Giovanna Taviani, nel 2010, ritrasforma le Isole Eolie in set cinematografico per il suo &amp;ldquo;<strong>Fughe e Approdi</strong>&amp;rdquo;, film premiato al Festival de Cine Italiano de Madrid come miglior documentario.</p>
<p>
	La regista intraprende questo meraviglioso viaggio per tornare, a distanza di diversi anni, nei luoghi presso cui il padre Vittorio Taviani ha girato un episodio del film Kaos. In questa occasione ripercorre a bordo di una tartana dalla vela rossa,<strong> guidata dal pescatore Franco &amp;ldquo;Figlio d&amp;rsquo;Oro&amp;rdquo;, tutte le localit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano che hanno fatto da scenario ad importanti pagine di storia del cinema.</strong> Nel corso di questo viaggio viene tracciata una mappa dettagliata non solo del contesto cinematografico, ma anche di quello storico-culturale Eoliano,&amp;nbsp; vengono descritte le Isole come luogo di espatrio ed immigrazione e ne vengono narrate le fughe e gli approdi in un percorso che oscilla tra l&amp;rsquo;immaginario e la realt&amp;agrave;.</p>
<p>
	<strong>Giovanna Taviani, accompagnata da una piccola troupe, ripercorre cos&amp;igrave; tutte le storie accadute all&amp;rsquo;ombra delle Eolie: dalla fuga dei cavatori di pomice a quella di Emilio Lussu e Carlo Rosselli, da Anna Magnani che gira a Vulcano mentre il suo Roberto Rossellini filma a Stromboli con Ingrid Bergman fino ad Edda Ciano e la sua storia d&amp;rsquo;amore con un comunista del posto.</strong></p>
<p>
	&amp;ldquo;Fughe e Approdi&amp;rdquo; &amp;egrave; un vero documentario che arriva ad omaggiare anche De Seta ed i film della Panaria, i quali sono stati i primi a portare le macchina da presa presso l&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano. Nel corso del film vengono intervistate diverse persone, tra cui il figlio del segretario del PCI di Lipari che strinse la relazione con Edda Ciano ed il pescatore che portava il caff&amp;egrave; ad Ingrid Bergman, scalando a piedi nudi il vulcano ogni giorno. <strong>Giovanna Taviani realizza con questo documentario una vera e propria dichiarazione d&amp;rsquo;amore per le Isole Eolie in 80 minuti di ricordi, storie e spezzoni di film</strong>.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27853]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 22 ago 2016 10:02:05 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA["Affinch� tutti lo sappiano": il Guatemala in mostra a Roma]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/affinche.jpg" width="100" alt=""Affinch� tutti lo sappiano": il Guatemala in mostra a Roma" /><br /><p>
	Oltre venticinque anni di lavoro del <strong>fotografo guatemalteco Daniel Hern&amp;aacute;ndez-Salazar nella&amp;nbsp; mostra &amp;quot;Affinch&amp;egrave; tutti lo sappiano&amp;quot;</strong>: fotografie che fanno parte dell&amp;rsquo;antologia dell&amp;rsquo;opera di Hern&amp;aacute;ndez-Salazar. Le opere esposte rappresentano i tre pilastri sui quali il fotografo basa gran parte della sua creazione artistica: la documentazione dei fatti e della storia, la riflessione profonda su questa documentazione e le conseguenti azione politica e risposta esistenziale alla vita.</p>
<p>
	Avendo vissuto come fotoreporter i fatti tragici della storia del suo paese, in particolare i difficili anni &amp;lsquo;80, Hern&amp;aacute;ndez-Salazar ha dedicato, sin dagli anni &amp;rsquo;90, il suo lavoro al tema della vita e della morte in Guatemala.<strong> Il suo polittico Esclarecimiento (Chiarimento) composto da quattro elementi, ha illustrato le copertine dei quattro volumi del rapporto Guatemala: Nunca m&amp;aacute;s (Guatemala: Mai pi&amp;ugrave;, 1998) che analizza le violazioni dei diritti umani durante il conflitto armato in Guatemala (dal 1962 al 1996). </strong>L&amp;rsquo;assassinio del vescovo Juan Gerardi, coordinatore del rapporto, ha delineato il destino di uno degli elementi del polittico Para que todos lo sepan che &amp;egrave; divenuto, a partire da quel momento, una vera icona della promozione e del rispetto dei diritti umani, della ricerca della verit&amp;agrave; storica, della giustizia e della pace.</p>
<p>
	Questa mostra ha l&amp;rsquo;obiettivo di presentare, anche se non in maniera esaustiva, l&amp;rsquo;opera del maestro guatemalteco e allo stesso tempo, di <strong>restituire una parte della sua traiettoria creativa attraverso la quale cattura, riflette e riproietta le sue preoccupazioni e quelle del suo paese. </strong>Le foto che compongono la mostra sono state realizzate grazie al sostegno del Dipartimento federale degli affari esteri svizzero - Divisione Sicurezza umana. Attraverso la sua azione e le sue attivit&amp;agrave; di promozione della pace e dei diritti umani, la Svizzera contribuisce, in diversi contesti e paesi nel mondo, a iniziative e progetti concernenti la rielaborazione del passato e la prevenzione delle barbarie. <strong>Fino all&amp;rsquo;11 settembre al Museo di Roma in Trastever</strong>e.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27854]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 22 ago 2016 11:35:23 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato 6� e ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/gameover5.jpg" width="100" alt="La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato 6� e ultima parte" /><br /><p>
	<strong>Il vostro libro &amp;egrave; stato annoverato tra i possibili vincitori del premio Bancarella Sport 2016. In Italia la letteratura sportiva non ha mai avuto uno spazio cos&amp;igrave; importante come negli ultimi anni. Cosa ha rappresentato per voi il raggiungimento di questo obiettivo</strong>?<br />
	E&amp;rsquo; stata una bellissima esperienza e soddisfazione. Il presidente della giuria ha ufficialmente dichiarato sul palco che &amp;ldquo;Game Over&amp;rdquo; &amp;eacute; arrivato al Bancarella con il massimo dei voti e che nessun libro sul match-fixing (ne sono stati editi tanti in passato) era mai arrivato su quel palco.&amp;nbsp; Cosa puo&amp;rsquo; desiderare di pi&amp;ugrave; uno che ha speso tante energie per scrivere un libro?!<br />
	<br />
	<strong>Nonostante il premio sia stato assegnato a&amp;nbsp; &amp;ldquo; Non Dire Gatto&amp;rdquo; di Trapattoni, l&amp;rsquo;essere stati scelti come finalisti ha incentivato la promozione, vendita nonch&amp;eacute; il prestigio del libro?</strong><br />
	Credo di si. I risultati reali li vedremo a fine anno.</p>
<p>
	<strong>Tirando le somme di questa &amp;ldquo;avventura&amp;rdquo;, come definirebbe il percorso che ha caratterizzato la stesura del libro dagli albori sino a questo momento? Cosa e quanto &amp;egrave; riuscita a trarre da questo lavoro?</strong><br />
	Non &amp;egrave; stato difficile scriverlo. Abbiamo attinto alla nostra esperienza. Certo tanto tempo &amp;eacute; stato anche speso nelle ricerche e nel mettere in senso logico quello che volevamo dire. Pi&amp;ugrave; difficile &amp;egrave; stato trovare un editore che volesse investire su questo libro. In fondo, da un punto di vista editoriale, entrambi eravamo dei perfetti sconosciuti. Questo &amp;eacute; il pi&amp;ugrave; grande problema che affrontano i nuovi autori. Ma alla fine la soddisfazione &amp;eacute; stata tanta, anche doppia.</p>
<p>
	<br />
	Carmen Peluso</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27852]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 12 ago 2016 18:24:32 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Da Di Caprio a Rhianna: ma � Sinclair il Re delle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/bob.jpg" width="100" alt="Da Di Caprio a Rhianna: ma � Sinclair il Re delle Eolie" /><br /><p>
	Sole, Mare, Musica e&amp;hellip; <strong>Bob Sinclair</strong>! Si, avete sentito bene amanti e non del gossip da spiaggia, armati di binocolo e smartphone pronti per immortalare, magari qualche ombrellone pi&amp;ugrave; in l&amp;agrave;, il vostro <strong>attore, calciatore, cantante, velina</strong> &amp;ndash; chi pi&amp;ugrave; ne ha pi&amp;ugrave; ne metta &amp;ndash; preferito.<br />
	Questa volta per&amp;ograve; &amp;egrave; il deejay pi&amp;ugrave; famoso al mondo a calcare l&amp;rsquo;isola pi&amp;ugrave; modaiola e festaiola dell&amp;rsquo;arcipelago eoliano, <strong>Panarea</strong>, tanto da poter essere incoronato <strong>&amp;ldquo;Re delle Eolie Summer 201</strong>6&amp;rdquo;.</p>
<p>
	Arrivato in mega yacht, Sinclar &amp;egrave; stato scortato da bodyguards sino alla discoteca lounge del <strong>Raya </strong>di Panarea, dove fino all&amp;rsquo;alba ha reso immortale la notte di migliaia di fan e turisti entusiasti di vedere dal vivo il &amp;ldquo;dio&amp;rdquo; delle console di tutti i tempi.</p>
<p>
	Andato via dalla discoteca al termine della propria performance, di lui rimangono solo le foto dei fan riusciti ad immortalarlo e quella postata sulla sua pagina ufficiale di Twitter, con splendido panorama alle spalle del deejay comodamente seduto sul muretto della propria terrazza a prendere il sole.</p>
<p>
	Ma Bob rappresenta solo uno dei tanti vip che hanno scelto le Eolie per trascorrere le proprie vacanze estive, da Bruno Vespa, giunto a Lipari in barca, a <strong>Veronica Maya </strong>che, su Twitter, posta un video di allegri delfini che si aggirano attorno alla sua imbarcazione, per passare poi a <strong>Rhianna </strong>e ai suoi bichini mozzafiato, o<strong> Di Caprio</strong> a Filicudi, <strong>Sylvester Stallone </strong>e <strong>Tom Hanks </strong>che, a bordo dei loro Yatch da sogno, fanno sognare l&amp;rsquo;intero arcipelago.<br />
	Nessuna preoccupazione per chi le vacanze deve ancora iniziarle per&amp;ograve;. L&amp;rsquo;estate &amp;egrave; al culmine. Pronti per godervi le Eolie e i suoi vip? Buon Ferragosto a tutti!</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27845]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 12 ago 2016 16:53:34 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato	 5� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/gameover.jpg" width="100" alt="La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato	 5� Parte" /><br /><p>
	<strong>Nel suo iter professionale cosa rappresenta questo libro? Un punto di arrivo nell&amp;rsquo;estenuante lotta alla corruzione calcistica o piuttosto il punto di partenza per l&amp;rsquo;approfondimento di questa problematica?</strong><br />
	N&amp;eacute; l&amp;rsquo;uno n&amp;rsquo;&amp;eacute; l&amp;rsquo;altro. Volevo solo far conoscere questo fenomeno per poter contribuire nel mio piccolo a salvare lo sport pi&amp;ugrave; bello del mondo. Ripeto: &amp;eacute; solo conoscendo un fenomeno che puoi combatterlo. Spero quindi che questo libro possa essere usato da assocuiazioni e club sportivi per questo scopo.</p>
<p>
	<strong>Qual &amp;egrave; la situazione attuale del calcio in Italia e all&amp;rsquo;estero? Si sono avuti dei miglioramenti o truffe, scommesse e inganni dilagano ancora prepotentemente senza battute di arresto?</strong><br />
	E non finiranno.... ce ne saranno altri di scandali. Il che non significa che il calcio &amp;eacute; sempre pi&amp;ugrave; corrotto. Cio&amp;rsquo; significa che adesso c&amp;rsquo;&amp;eacute; chi denuncia, significa che adesso la legge italiana permette davvero di investigare i responsabili (fino al 1989 il match fixing non era reato), significa che anche le Leghe calcio cooperano con le istituzioni e che c&amp;rsquo;&amp;eacute; una grande attenzione su questo tema.</p>
<p>
	<strong>Cosa si dovrebbe e potrebbe fare maggiormente? Quali gli attori da coinvolgere?</strong><br />
	Il match fixing &amp;eacute; un crimine che non puo&amp;rsquo; essere risolto solo dalla polizia e magistratura o solo dalle organizzazioni sportive. E&amp;rsquo; un fenomeno che necessita un lavoro comune, sinergico, sia sulla prevenzione che sulla repressione. L&amp;rsquo;Italia &amp;eacute; stata una dei primi paesi a dotarsi di una piattaforma nazionale fra i principali attori (forze dell&amp;rsquo;ordine, leghe calcistiche, Coni, Aams per il monitoraggio delle scommesse etc. ) dove costantemente si tengono aggiornati su quanto succede e si attivano ogni qualvolta lo ritengano necessario.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27851]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 12 ago 2016 18:21:41 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato	 4� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/gameover4.jpg" width="100" alt="La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato	 4� Parte" /><br /><p>
	<strong>Donne Calcio. Un binomio che ancor oggi in Italia risulta difficile da comprendere ai pi&amp;ugrave;. Quali difficolt&amp;agrave; ha incontrato per potersi affermare professionalmente in questo settore? Sono maggiori i pregiudizi che ha riscontrato in Italia o all&amp;rsquo;estero?</strong><br />
	Molti uomini, tanti uomini in questo mondo calcistico. Negli ambienti in cui sono stata accolta (non da parte dei colleghi poliziotti) ho affrontato delle discriminazioni, a volte velate, a volte meno. Cio&amp;rsquo; mi &amp;eacute; capitato soprattutto nei paesi dove culturalmente la donna conta quanto il due di picche. Ricordo una volta che le uniche cinque donne presenti (su pi&amp;ugrave; di 200 partecipanti) fummo messe a sedere, alla cena ufficiale con le autorit&amp;agrave; del paese, in un tavolo in un angolo della sala. Reagii male ma questa &amp;eacute; un altra storia.&amp;nbsp; Mai niente di tutto cio&amp;rsquo; mi &amp;eacute; mai capitato in Italia.</p>
<p>
	<strong>Abbiamo gi&amp;agrave; detto che il libro &amp;egrave; stato scritto a 4 mani, grazie alla presenza del giornalista sportivo Antonio Scuglia. Qual &amp;egrave; stato il contributo che Scuglia ha dato all&amp;rsquo;opera e quanto vi siete influenzati nella stesura della stessa?</strong><br />
	Con Antonio Scuglia abbiamo condiviso gli intenti del libro. Sui contenuti lui si &amp;eacute; occupato della parte di cronaca sportiva italiana, la parte storica e delle federazioni calcistiche italiane. Io ho scritto su cio&amp;rsquo; che conosco meglio, e cio&amp;eacute; l&amp;rsquo;aspetto tecnico del match fixing, i risultati delle investigazioni, i giocatori che sono stati coinvolti nei casi dei match fixing, il ruolo della FIFA, UEFA, INTERPOL, diciamo di tutte le sfaccettature internazionali del fenomeno. In ogni caso Antonio e io ci siamo scambiati, via via che il lavoro procedeva, commenti e consigli su quanto scritto da ciascuno. Un bel lavoro interattivo devo dire!</p>
<p>
	<br />
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27850]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 12 ago 2016 18:19:42 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato	 3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/gameover3.jpg" width="100" alt="La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato	 3� Parte" /><br /><p>
	<strong>Argomento principale dell&amp;rsquo;opera &amp;egrave; il match fixing, ovvero partite truccate, spiegando nel contempo cosa si pu&amp;ograve; fare per rendere nuovamente questo sport quanto pi&amp;ugrave; genuino possibile. Problematiche e soluzioni sono affrontate con l&amp;rsquo;occhio critico di chi, pur essendo inserito all&amp;rsquo;interno di questo settore, si pone ad un livello pi&amp;ugrave; alto, distaccato, cos&amp;igrave; da poter dare una visione quanto pi&amp;ugrave; critica ed oggettiva possibile?</strong><br />
	Il mio contributo &amp;egrave; stato strettamente super partes e tecnico, come deve essere. Lo abbiamo analizzato senza coinvolgimenti emotivi. Dimostrando che il calcio si puo&amp;rsquo; salvare ma la battaglia deve partire anche da una buona formazione e informazione degli sportivi, principali target dei manipolatori seriali: giocatori e arbitri. Per questo spero vivamente che molti giocatori lo leggano questo libro.&amp;nbsp; E comunque, anche per il lettore non tesserato, &amp;eacute; importante acquisire questa conoscenza. Vedr&amp;agrave; la prossima partita con un occhio diverso, critico, consapevole, diventando cosi&amp;rsquo; un valido deterrente di certe pratiche.</p>
<p>
	<strong>Vice questore aggiunto della Polizia di Stato, responsabile dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; &amp;ldquo;Integrity in Sport&amp;rdquo; di INTERPOL a Lione, l&amp;rsquo;ufficio che combatte e tenta di prevenire il fenomeno del match fixing a livello globale. Quanto del ruolo che ricopre ha inserito nel libro e quanto invece della componente femminile, di donna che negli anni si &amp;egrave; avvicinata al mondo del calcio, si pu&amp;ograve; leggere tra le righe dell&amp;rsquo;opera?</strong><br />
	La mia esperienza di poliziotta &amp;eacute; stata certamente importante e grazie al mio ruolo nell&amp;rsquo;INTERPOL ho potuto vedere questo fenomeno in una prospettiva globale, transnazionale. Ho potuto seguire investigazioni che partono dall&amp;rsquo;Indonesia, passano per la Cina e la Russia e arrivano in Europa, Canada, Brasile. Ti rendi conto di quanto sia vasto l&amp;rsquo;affaire match-fixing. La componente femminile non ha avuto grande rilevanza in tutto cio&amp;rsquo;. Certo quello del calcio &amp;eacute; un mondo quasi esclusivamente maschile ma da un punto di vista tecnico-investigativo non ho visto particolari differenze tra l&amp;rsquo;essere donna o l&amp;rsquo;essere uomo, a volte i problemi sono stati culturali.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27849]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 12 ago 2016 18:19:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato	 2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/gameover2.jpg" width="100" alt="La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato	 2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Come &amp;egrave; stata accolta dai suoi concittadini durante la presentazione? Grande partecipazione per un libro che, per la tematica trattata, il complesso mondo del calcio ed i suoi retroscena appunto, &amp;egrave; capace di interessare una vasta fetta di pubblico?</strong><br />
	I miei concittadini hanno ascoltato con molta attenzione e interagito col panel. Ho voluto una presentazione fortemente partecipativa, coinvolgendo anche il pubblico nella discussione. Questa &amp;eacute; una tematica che non&amp;nbsp; pu&amp;ograve; essere affrontata facendo s&amp;igrave; che sia solo uno a parlare e gli altri ad ascoltare. Semmai sono stata un po&amp;rsquo; delusa dal fatto che la Ludica liparese, pur se invitata, non abbia partecipato, n&amp;eacute; il management, n&amp;eacute; i giovani giocatori. Ecco, erano loro che pi&amp;ugrave; fortemente avrei voluto nel pubblico, perch&amp;eacute; sono loro, gli sportivi, i grandi protagonisti del mio libro.</p>
<p>
	<strong>Come &amp;egrave; nata l&amp;rsquo;idea di scrivere questo libro? &amp;Egrave; legato ad un aneddoto in particolare o deriva dalla voglia di far luce e rendere chiari ai pi&amp;ugrave; i retroscena del mondo calcistico?</strong><br />
	L&amp;rsquo;idea &amp;egrave; nata una sera in una pizzeria pisana, dove il mio amico Antonio Scuglia, me e le nostre famiglie chiacchieravamo attorno a una capricciosa circa l&amp;rsquo;ultimo scandalo avvenuto nel calcio. Ci siamo detti che bisognava fare qualcosa e noi, entrambi, avevamo le giuste conoscenze per mettere nero su bianco quello che veramente &amp;eacute; questo fenomeno. Non come esso appare sui media ma per quello che veramente &amp;egrave;, oramai nelle mani di affaristi delle scommesse e un buon business per la criminalit&amp;agrave;. A volte i calciatori o gli arbitri paradossalmente appaiono quasi come vittime del gioco sporco. Hanno le loro colpe certo, ma spesso sono gli unici a pagare. I pesci grossi spariscono. Ma se un fenomeno viene studiato e spiegato allora puo&amp;rsquo; essere efficacemente combattuto, in primis con la prevenzione.</p>
<p>
	<br />
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27848]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 12 ago 2016 18:15:46 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/gameover2.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/gameover.jpg" width="100" alt="La scrittrice Daniela Giuffr� e il suo �Game Over�: ora basta con calcio truccato	1� Parte" /><br /><p>
	&amp;Egrave; passato quasi un mese dalla fine degli Europei di calcio eppure di squadre, giocatori ed inizio della prossima stagione si continua a parlare gi&amp;agrave; da un po&amp;rsquo;. Si sa, l&amp;rsquo;estate &amp;egrave; il periodo migliore per parlare di calcio mercato, persino sotto l&amp;rsquo;ombrellone, ma siamo davvero sicuri di conoscere ogni piccolo dettaglio dello sport nazionale per eccellenza, tanto amato da noi italiani?</p>
<p>
	A dare una risposta a questa domanda &amp;egrave; il libro &amp;ldquo;Game Over. Calcio Truccato ora basta&amp;rdquo;, scritto dal giornalista Antonio Scuglia e la liparese<strong> Daniela Giuffr&amp;egrave;</strong>, v<strong>ice questore aggiunto della Polizia di Stato,</strong> responsabile dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; &amp;ldquo;Integrity in Sport&amp;rdquo; di <strong>INTERPOL </strong>a Lione, da noi intervistata in seguito alla presentazione del libro stesso presso il <strong>Centro Studi di Lipari</strong>.</p>
<p>
	<strong>In questi giorni si &amp;egrave; tenuta la presentazione del suo libro &amp;ldquo; Game Over. Calcio Truccato ora basta&amp;rdquo;, scritto insieme al giornalista Antonio Scuglia, presso il Centro Studi di Lipari. Come ci si sente a presentare uno dei frutti del proprio lavoro nella propria citt&amp;agrave; natale?</strong><br />
	Potrebbe sembrare strano ma lo sentivo quasi come un dovere. In fondo ero in vacanza dopo un periodo molto stressante di lavoro. Potevo quindi lasciare stare e godermi le ferie, ma sentivo che era giusto che condividessi con i miei compaesani e i turisti che visitano Lipari&amp;nbsp; questo bel risultato editoriale.</p>
<p>
	<br />
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27847]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 12 ago 2016 18:13:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�L�isola che c��, a Panarea la mostra di Silvia Tosi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/tosi.jpg" width="100" alt="�L�isola che c��, a Panarea la mostra di Silvia Tosi" /><br /><p>
	Dall&amp;#39;11 al 20 agosto, presso la fondazione Raya, a Panarea si terr&amp;agrave; la mostra di Silvia Tosi &amp;ndash; &amp;ldquo;Panarea: l&amp;rsquo;isola che c&amp;rsquo;&amp;egrave;&amp;rdquo;.</p>
<p>
	<strong>L&amp;#39;artista ripercorre nella mostra i suoi pensieri pi&amp;ugrave; intimi e si racconta attraverso immagini e parole, scegliendo uno skyline fisso &amp;ndash; il suo preferito &amp;ndash; composto da: Stromboli, Basiluzzo, Spinazzola e Dattilo che si stagliano nel mare in tutta la loro bellezza.</strong></p>
<p>
	Silvia Tosi &amp;egrave; un&amp;rsquo;artista milanese molto particolare che vede sempre il lato positivo.&amp;nbsp; Questo sarebbe gi&amp;agrave; sufficiente a far di lei una persona eccezionale, se non fosse che ha anche deciso di diffondere il suo entusiasmo attraverso la sua dote artistica e creativa.&amp;nbsp; Chi sogna di essere felice trova in lei piccoli messaggi d&amp;rsquo;amore, i short love message, interpretati con le geometrie semplici dei disegni che ricordano l&amp;rsquo;infanzia.</p>
<p>
	<strong>E allora che il racconto abbia inizio: le navi che si sono susseguite nel tempo vengono protette dalle isole che diventano, per l&amp;rsquo;occasione, marinai e pirati per trasformarsi poi in capi indiani a delineare gli abitanti e gli amanti di Panarea, come una sorta di riserva indiana: fiera, forte e bella da morire.</strong><br />
	Le suggestioni si moltiplicano poi, quando l&amp;rsquo;artista rende gli scogli vecchi e canuti e con ali argentate e dichiara il loro essere infinito. La bellezza della natura non finisce ma anzi con l&amp;rsquo;avanzare del tempo ha il dono di rimanere.<br />
	L&amp;rsquo;autoritratto, come lei lo definisce, viene animato da cuori e frecce e fa crescere l&amp;rsquo;emozione di chi ha vissuto come lei i primi baci, gli incontri e le albe sull&amp;rsquo;isola che c&amp;rsquo;&amp;egrave;, che diventano esperienza personale a contatto con una bellezza incontaminata come quella dell&amp;rsquo;isola che racconta.</p>
<p>
	Da qui il passo &amp;egrave; stato breve: <strong>Silvia ha cercato il confronto estetico e generazionale con la figlia, sua erede nell&amp;rsquo;amore per l&amp;rsquo;isola e ha dialogato con la pura bellezza, attraverso l&amp;rsquo;estasi del batik che ci riporta a Panarea e alla fondazione Raya, che ospita l&amp;rsquo;evento.</strong> Alcune tele dunque saranno affiancate dal lavoro di Amaranta Medri, giovane creativa che risponde e dialoga con la madre dall&amp;rsquo;alba della sua giovent&amp;ugrave;, sull&amp;rsquo;isola che c&amp;rsquo;&amp;egrave;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27846]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 12 ago 2016 17:52:12 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Di vari credi�: il mondo monastico femminile nelle fotografie di Sabastiana Papa	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/credi2.jpg" width="100" alt="�Di vari credi�: il mondo monastico femminile nelle fotografie di Sabastiana Papa	1� Parte" /><br /><p>
	Le immagini in esposizione, ristampate in carta baritata ai sali d&amp;rsquo;argento nel 2016, restituiscono in misura fedele il suo lavoro, offrendo anche una testimonianza del modo di operare, di rendere e far conoscere le proprie fotografie.</p>
<p>
	Nata a Teramo nel 1932, Sebastiana Papa ha vissuto a lungo a Roma, dove &amp;egrave; morta nell&amp;rsquo;aprile 2002. Instancabile viaggiatrice, ha pubblicato ventidue libri con diversi editori e ha presentato moltissime mostre in Italia e all&amp;rsquo;estero. <strong>Le sue fotografie sono state acquisite da importanti istituzioni italiane e straniere. Ha esposto alla Biennale di Venezia, a New Delhi, Madras, Gerusalemme, Alessandria d&amp;rsquo;Egitto, Istanbul, Rio de Janeiro, Mosca, Tel Aviv, Tunisi, Roma e altre citt&amp;agrave; italiane. </strong></p>
<p>
	Ha collaborato con numerosi giornali italiani e con molte testate internazionali. Il grande pubblico interessato alla fotografia ha imparato a conoscerla per le sue immagini suggestive, colte e riflessive, rispettose sempre delle persone ritratte, che dunque le aprivano la loro anima. <strong>Fino al 4 settembre al Museo di Roma in Trastevere</strong>.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27844]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 11 ago 2016 18:41:34 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Di vari credi�: il mondo monastico femminile nelle fotografie di Sabastiana Papa	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/credi1.jpg" width="100" alt="�Di vari credi�: il mondo monastico femminile nelle fotografie di Sabastiana Papa	1� Parte" /><br /><p>
	Tra le iniziative promosse per il Giubileo straordinario della misericordia c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche questa interessante mostra,<strong> frutto della ricerca ultradecennale intrapresa da Sebastiana Papa su diverse realt&amp;agrave; di comunit&amp;agrave; monastiche femminili di vari credi</strong> e paesi nei suoi tanti viaggi in giro per il mondo.</p>
<p>
	Una ricerca per la quale la fotografa &amp;egrave; stata testimone diretta della vita di questi microcosmi, per ribadire ancora una volta quella tematica interreligiosa che ha caratterizzato tutta la sua attivit&amp;agrave;. <strong>Le fotografie esposte sono tratte, quasi tutte, dal volume Le Repubbliche delle Donne. Monachesimo femminile nel mondo, 1967-1999, lavoro ancora inedito al momento della scomparsa della Papa nel 2002. </strong>Dalle indicazioni lasciate dall&amp;rsquo;autrice, &amp;egrave; nato un volume di circa trecentocinquanta immagini che narra, attraverso le fotografie ma anche attraverso citazioni e testi, i periodi di permanenza trascorsi da Sebastiana Papa in diversi monasteri femminili.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;indagine della fotografa sulle comunit&amp;agrave; femminili esprime il suo interesse per l&amp;rsquo;universo delle donne nella sua interezza, senza pregiudizi di tipo ideologico, quale sia l&amp;rsquo;opzione di vita, laica o religiosa, di ciascuna. </strong>La mostra permette cos&amp;igrave; un viaggio presso le monache cattoliche in Italia (clarisse e benedettine in Toscana, cistercensi e carmelitane nel Lazio, agostiniane in Umbria), nei monasteri ortodossi (in Etiopia, di rito greco a Creta, di rito copto in Egitto, di rito russo in Estonia) fino alle monache tibetane in India, a quelle buddiste in Birmania, alle taoiste in Cina&amp;hellip;.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27843]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 11 ago 2016 18:35:57 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L�area marina protetta e l�appello della Federalberghi Isole Eolie	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pollara.jpg" width="100" alt="L�area marina protetta e l�appello della Federalberghi Isole Eolie	2� Parte" /><br /><p>
	&amp;laquo;Non ha senso &amp;ndash; ha dichiarato il presidente Christian Del Bono &amp;ndash; erigere barriere tra i pro e i contro. Si apra un dibattito onesto sulla base di una proposta di perimetrazione, regolamentazione e governance della costituenda <strong>AMP</strong>. Tale documentazione &amp;egrave; auspicabile che venga prodotta dalle amministrazioni eoliane sulla base di un adeguato supporto scientifico&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Gi&amp;agrave; in passato il Presidente dell&amp;rsquo;Associazione eoliana aveva puntato l&amp;rsquo;accento sull&amp;rsquo;importanza di dar vita ad un&amp;rsquo;area marina protetta, vista non solo come incentivo per le migliaia di turisti che annualmente si riversano nell&amp;rsquo;arcipelago, ma anche e soprattutto come strumento di tutela del territorio e ripopolamento ittico delle acquee circostanti.</strong></p>
<p>
	All&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;appello lanciato da Federalberghi, Del Bono insiste poi sulla necessit&amp;agrave; da parte delle autorit&amp;agrave;, degli enti locali e dei rappresentanti dei portatori di interesse nell&amp;rsquo;effettuare un&amp;rsquo;analisi priva di preconcetti circa l&amp;rsquo;istituzione della nuova <strong>AMP</strong>, decidendo quindi se &amp;laquo;si desidera iniziare a dotarsi e ad utilizzare in modo efficacie degli strumenti di pianificazione e gestione dello sviluppo oppure se si preferisce lasciare tutto al caso nella speranza che il turismo vada, come per magia, a gonfie vele&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28908]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 10 ott 2016 10:35:38 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Filicudi una .. "piccola" Biennale d'Arte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/biennale.jpg" width="100" alt="A Filicudi una .. "piccola" Biennale d'Arte" /><br /><p>
	Una cinquantina di artisti renderanno per tre giorni Filicudi l&amp;rsquo;isola pi&amp;ugrave; creativa del Mediterraneo. <strong>Si terr&amp;agrave; proprio su questo puntino la Biennale d&amp;rsquo;Arte, giunta alla sua XI edizione, dal 17 al 20 agosto, quando &amp;egrave; prevista una cerimonia di Finissage, nei grandi spazi messi a disposizione dall&amp;rsquo;Hotel Phenicusa, verr&amp;agrave; inaugurata la XI edizione nell&amp;rsquo;isola di Filicudi (Eolie).</strong></p>
<p>
	A differenza degli altri anni - quando era visitabile esclusivamente per una sola notte e appunto per questo definita come la &amp;ldquo;pi&amp;ugrave; piccola Biennale d&amp;rsquo;arte del mondo&amp;rdquo; - la tradizionale manifestazione culturale ha prolungato la sua durata e rimarr&amp;agrave; visitabile da mercoled&amp;igrave; 17 agosto per i giorni 18, 19, 20.<br />
	Tutte le opere esposte in questa <strong>nuova edizione hanno come soggetto &amp;ldquo;l&amp;rsquo;isola di Filicudi&amp;rdquo;</strong> e sono realizzate da artisti (architetti, designers, scultori, pittori, fotografi, videomakers, grafici, performers &amp;hellip;) che vivono e soggiornano quasi tutti nell&amp;rsquo;isola.</p>
<p>
	Questi i nomi degli artisti partecipanti:<br />
	Alessandra Andreolli, Maria Vittoria Backhaus, Paola Barbasso, Jacques Basler, Emilio Battisti, Mario Bellavista, Monica F. Blasi, Gabriella Brandajs, Stefano Butturini, Marcel Cordeiro, Alberto De Blobs, Johnny Dell&amp;rsquo;Orto, Piero Derossi, Barbara Fiorillo, Giovanni Gastel, Genoese/La Ruffa/Melito, Goldschmied&amp;amp;Chiari, Marina Klemente, Julia Krahn, Lucio La Pietra, Ugo La Pietra, Clare Littlewood, Eliana Lorena, Franco Menna, Glauco Miller, Melo Minnella, Manuela Molica Bisci, Francesca Mosconi, Demetrio Nicol&amp;ograve;, Umberto Passeretti, Maurizio Peregalli, Francesco Pessina, Liliana Petrovic, Paola Prato, Aurelia Raffo, Franco Raggi, Massimo Rinversi, Roman Reifler, Loredana Salzano, Graziano Vavallo, Laura Viale, Belquis Zahir.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27842]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 10 ago 2016 11:02:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[San Lorenzo a Malfa]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/lorenzo.jpg" width="100" alt="San Lorenzo a Malfa" /><br /><p>
	Oltre ad aspettare le stelle cadenti, gli abitanti di Malfa quest&amp;rsquo;oggi festeggiano il loro santo patrono, <strong>San Lorenzo.</strong> Grandi festeggiamenti sono previsti questa sera, ma &amp;egrave; la processione del simulacro a calamitare l&amp;rsquo;attenzione dei fedeli.</p>
<p>
	<strong>Vediamo insieme un po&amp;rsquo; di storia:</strong><br />
	Verso l&amp;rsquo;anno 1100 alcuni profughi provenienti da Amalfi giunsero a nord di Salina dove si stabilirono per sempre, diedero alla zona il nome di Malfa , portarono con loro anche una effige di<strong> San Lorenzo che era il protettore della loro citt&amp;agrave;</strong>, in conseguenza a questo, divenne il patrono di Malfa, la chiesa parrocchiale &amp;egrave; dedicata a questo giovane martire del terzo secolo, <strong>il santo &amp;egrave; raffigurato con una graticola in mano in ricordo del suo martirio sul rogo avvenuto a Roma nel 258 su ordine dell&amp;rsquo;imperatore Valeriano</strong>.</p>
<p>
	Una vecchia&amp;nbsp; e suggestiva leggenda che si tramanda nelle generazioni racconta che il 10 agosto chi scava nella terra a mezzogiorno in punto ci trovi della carbonella che ricorda il martirio di San Lorenzo, suggestiva la processione del santo che sfila per le vie del paese. <strong>A Malfa &amp;egrave; una ricorrenza molto sentita, le famiglie si riuniscono un po&amp;rsquo; come a Natale,</strong> &amp;egrave; talmente sentita che a Melbourne in Australia dove sono emigrati tantissimi malfitani , si fecero arrivare dall&amp;rsquo;Italia una statua del loro patrono, in modo da potergli rendere omaggio e da averlo vicino.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27841]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 10 ago 2016 10:31:17 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Mangiamoci... le meduse!]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/meduse.jpg" width="100" alt="Mangiamoci... le meduse!" /><br /><p>
	Quando il mare, attraverso le correnti, porta <strong>uno &amp;ldquo;sciame&amp;rdquo; di meduse </strong>sulle nostre coste, non c&amp;#39;&amp;egrave; pi&amp;ugrave; da disperarsi, anzi!</p>
<p>
	Bagnanti, bambini, anziani e ristoratori possono impegnarsi a raccoglierle - naturalmente con le dovute precauzioni - , perch&amp;eacute; le meduse, da problema serio,&amp;nbsp; sono diventate una gustosa risorsa alimentare.<br />
	<strong>In questi giorni, alle spiagge bianche di Lipari, ospitato dal ristorante &amp;ldquo;Fiore Di Pomice&amp;rdquo;, il delegato di Marevivo delle Isole Eolie, Enzo Donato ha organizzato una degustazione&amp;nbsp; di meduse della specie Pelagia Noctiluca, suscitando grande curiosit&amp;agrave; e consenso. Dopo una comprensibile titubanza, l&amp;#39;insolito cibo &amp;egrave; stato apprezzato da tutti.</strong><br />
	Dalle Isole Eolie a Capri, da Seiano a Vico Equense, chef stellati si stanno cimentando in variegati manicaretti a base di questo misterioso abitante del mare che ci viene gratuitamente offerto.</p>
<p>
	Dopo le sperimentazioni di Antonella Leone, ricercatrice del CNR- ISPA di Lecce. e del Prof. Stefano Piraino, dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; del Salento, sulle <strong>propriet&amp;agrave; nutrizionali delle meduse</strong>, la fantasia dei nostri maestri cuochi si &amp;egrave; sbizzarrita e la gente sembra entusiasta di poter provare in futuro questo cibo, che ancora non fa parte della nostra tradizione culinaria, ma che invece &amp;egrave; cibo prelibato in altri Paesi soprattutto orientali.</p>
<p>
	I bambini sono entusiasti e curiosi di conoscere meglio questo inconsueto abitante del mare. Marevivo, gi&amp;agrave; nel 2013 - attraverso un suo progetto &amp;ldquo;La Tavola Blu&amp;rdquo;, finanziato dal Ministero dell&amp;#39;Ambiente - lanci&amp;ograve; una sfida, raccolta dal famoso chef Gennaro Esposito per rendere questo animale appetibile all&amp;#39;uomo.</p>
<p>
	<strong>Dagli studi del nostro vicepresidente, il prof. Ferdinando Boero, dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; del Salento e di CNR-SMAR, e di molti altri ricercatori impegnati in questo campo, sono emerse le ragioni del proliferare di questi organismi in quasi tutti i mari del mondo.</strong><br />
	Le meduse tropicali arrivano in Mediterraneo a causa dell&amp;rsquo;aumento di temperatura, facilitate dall&amp;rsquo;allargamento del Canale di Suez.</p>
<p>
	In generale, per&amp;ograve;, &amp;egrave; la sovrappesca a determinare l&amp;rsquo;aumento di questi esseri gelatinosi. Le larve e gli stadi giovanili dei pesci, proprio come le meduse, mangiano plancton. Se peschiamo troppi pesci, diminuiscono anche le loro larve e rimane pi&amp;ugrave; plancton per le meduse, che di conseguenza aumentano. <strong>Anche i predatori delle meduse, come le tartarughe e i pesci luna, stanno aumentando, a causa della maggiore disponibilit&amp;agrave; di alimento.</strong><br />
	Tale situazione potrebbe determinare un riequilibrio e mitigare la moltiplicazione delle meduse: diamo anche noi una mano, mangiamole anche noi!</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27840]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 09 ago 2016 10:32:44 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Agosto culturale a Salina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/libriagosto.jpg" width="100" alt="Agosto culturale a Salina" /><br /><p>
	Agosto &amp;egrave; iniziato e con esso diverse sono le attivit&amp;agrave; che vedono la luce nell&amp;rsquo;Isola di Salina. Palazzo Marchetti, nel Comune di Malfa, con la sua infaticabile animatrice, Clara Rametta, continua nelle sue molteplici attivit&amp;agrave;. Il primo di agosto &amp;egrave; stato presentato il libro di Aurelio Carraffa<strong>, I Luoghi non ti abbandonano [edizioni Mediterraneum], strutturato con 101 ricette di una famiglia siciliana.</strong> Dopo il concerto per pianoforte di Valerio Leocata, il quattro agosto, al pianoforte Giuseppe Urso con la voce di Sandro Amoroso, si assister&amp;agrave; a un revival da Tenco a Bersani. Domenica sette agosto, invece, ancora un altro libro: <strong>I Mille morti di Palermo, di Antonio Calabr&amp;ograve;</strong>; a seguire concerto Jazz con Giosy Infarinato al pianoforte, Giulia Lorvich, voce.</p>
<p>
	A Santa Marina Salina, nell&amp;rsquo;ambito delle notti della cultura, <strong>sulla terrazza dell&amp;rsquo;Hotel Santa Marina, il clou di agosto. Il ventuno agosto, presentazione di quattro nuovi libri [edizioni Eds] cui parteciperanno gli autori e i relatori. Coordiner&amp;agrave; l&amp;rsquo;evento, la giornalista Silvia Ventimiglia. </strong>Dopo il saluto del sindaco e un cocktail di benvenuto, la serata avr&amp;agrave; inizio con l&amp;rsquo;Approdo di Ulisse alle Eolie con musiche originali di Corrado Saija e recitazione di Ezio Donato, immagini filmiche di Franco Piavoli. Marisa Mercurio, dirigente della Soprintendenza ai beni culturali di Messina, presenter&amp;agrave; il libro di Sebastiano Tusa, Primo Mediterraneo.</p>
<p>
	Ancora un intermezzo musicale con Corrado Saija, cui far&amp;agrave; seguito un dialogo tra Marcello Saija, storico dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Palermo, Ferdinando Raffaele e Carlo Ruta, sul secondo libro della serata: <strong>Cristiani e Musulmani nella Sicilia Normanna</strong>. Il direttore del laboratorio del Teatro Stabile- Catania, Ezio Donato, dialogher&amp;agrave; con Ferdinando Raffaele su De Atena di Pietro Bembo, il terzo libro della serata. Seguir&amp;agrave; Stromboli film in super otto con musiche originali di Corrado Saija. Franco Arabia dialogher&amp;agrave; con Carlo Ruta autore di Storia del Viaggio in Sicilia, l&amp;rsquo;ultimo libro della serata.</p>
<p>
	Dopo un&amp;rsquo;altra interpretazione musicale di Corrado Saija, Take five, l&amp;rsquo;evento sar&amp;agrave; concluso con una tavola rotonda su<strong> Settanta anni di autonomia siciliana, autogoverno e Autonomia, confronto tra due realt&amp;agrave;: siciliani e baschi</strong>. Gli animatori della tavola saranno: Gaetano Armao, Mario Cavaleri, Bob Leonardi, Rita Palidda, Antonio Saitta e Marcello Saija.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Franco Arabia</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27839]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 08 ago 2016 16:35:57 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Dall�Etna a Stromboli: la lava che ho dentro�, intervista allo scrittore Francesco A. Russo]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/francesco2.jpg" width="100" alt="�Dall�Etna a Stromboli: la lava che ho dentro�, intervista allo scrittore Francesco A. Russo" /><br /><p>
	Protagonista di un incontro letterario che si preannuncia ricchissimo di suggestioni narrative, <strong>lo scrittore e giornalista catanese Francesco A. Russo ci ha concesso un&amp;rsquo;intervista molto profonda su tutti i temi del suo panorama letterario</strong>.<br />
	Intuitiva e lucida &amp;egrave;, infatti, la sua prosa che scava nel profondo dell&amp;rsquo;animo, rimanendo per&amp;ograve; limpida e vera. &amp;Egrave; questo il fil rouge che lega due dei suoi romanzi &amp;ldquo;<strong>Gli uomini scrivono azzurro, le donne rosa</strong>&amp;rdquo; e &amp;ldquo;<strong>Il vestito cucito addosso</strong>&amp;rdquo;. Una traduzione, inedita e accorata, &amp;egrave; invece quella de &amp;ldquo;<strong>Il piccolo Principe</strong>&amp;rdquo;, di cui ha curato anche la prefazione.<br />
	Con lui, e con i suoi tre scritti partoriti con l&amp;rsquo;anima, l&amp;rsquo;appuntamento &amp;egrave; fissato per <strong>venerd&amp;igrave; 12 agosto nella magnifica location &amp;ldquo;Libreria sull&amp;rsquo;Isola&amp;rdquo; di via Vittorio Emanuele a Stromboli</strong>. Ad accompagnarlo lungo questo percorso, il giornalista messinese Massimiliano Cavalieri. Ma iniziamo gi&amp;agrave; da qui, insieme, questo viaggio&amp;hellip;</p>
<p>
	<strong>Francesco, non &amp;egrave; la prima volta che presenti i tuoi libri nelle Eolie, cosa ti lega a questi posti cos&amp;igrave; meravigliosi?</strong><br />
	Le Eolie sono un luogo incantevole e meraviglioso. A Stromboli sono stato per otto estati consecutive, mi sento un po&amp;rsquo;sstrombolano. E poi la Libreria sull&amp;rsquo;Isola &amp;egrave; un&amp;rsquo;oasi di pace. E Chiara, la proprietaria, &amp;egrave; una persona squisita e gentile.</p>
<p>
	<strong>C&amp;rsquo;&amp;egrave; un particolare nelle tue creazioni un rimando a queste terre?</strong><br />
	C&amp;rsquo;&amp;egrave; sempre un rimando &amp;ldquo;isolano&amp;rdquo; in quello che scrivo. La Sicilia &amp;ndash; e di conseguenza le Eolie &amp;ndash; &amp;egrave; dentro la mia anima. &amp;Egrave; inevitabile che ci sia sempre.</p>
<p>
	<strong>Sei uno scrittore multitasking e, tra l&amp;rsquo;altro, anche co-founder di FR Gruppo Editoriale: tra comunicazione, che &amp;egrave; scienza matematica, e scrittura, che &amp;egrave; ispirazione, come riesci a districarti e a far convivere queste tue due anime?</strong><br />
	La vera bravura di uno scrittore vero &amp;egrave; scrivere col cuore, sempre, e farlo &amp;ldquo;di mestiere&amp;rdquo; all&amp;rsquo;occorrenza.</p>
<p>
	<strong>Francesco, il tuo ultimo libro &amp;egrave; una nuovissima traduzione dal francese de &amp;ldquo;Il piccolo Principe&amp;rdquo;, una fiaba per adulti&amp;hellip; Qual &amp;egrave;, secondo te, il significato pi&amp;ugrave; profondo?</strong><br />
	Come scrivo nella postfazione, per me non &amp;egrave; un libro per bambini. Nasconde diversi significati metaforici che vanno apprezzati e maturati col tempo e nel tempo. Dobbiamo ricordarci di essere sempre bambini.</p>
<p>
	<strong>Nato nel catanese, vissuto all&amp;rsquo;ombra del vulcano&amp;hellip; perch&amp;eacute; questo attaccamento spasmodico alla citt&amp;agrave; di Parigi? Spiegaci questa antinomia di atmosfere&amp;hellip;</strong><br />
	Mi sento per met&amp;agrave; siculo, per met&amp;agrave; parigino. La prima volta che mi sono innamorato di Parigi, era il 2011. Da allora, oltre ad abitarci per diversi mesi, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; anno in cui non mi rechi, almeno 5-6 volte. La Sicilia &amp;egrave; sole, vento, terra. Parigi &amp;egrave; malinconia, grigio, pioggia. Si compensano.</p>
<p>
	<strong>Da dove &amp;egrave; nata, se puoi svelarcelo, questa passione per la Ville Lumiere?</strong><br />
	Durante un viaggio con mia madre. A Parigi ho scoperto di non essere solo. Parigi &amp;egrave; dentro di me ormai, ho una necessit&amp;agrave; viscerale nei suoi confronti.</p>
<p>
	<strong>Se non mi sbaglio, il tuo ultimo libro &amp;ldquo;Il vestito cucito addosso&amp;rdquo; &amp;egrave; caratterizzato da un continuo dipingere le malinconie dell&amp;rsquo;esistenza. Da dove nasce questa vena e da cosa ti senti ispirato in particolare?</strong><br />
	Non solo. C&amp;rsquo;&amp;egrave; un universo in quel libro. L&amp;rsquo;universo di tutta l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; che usa un vestito a bisogno, secondo ci&amp;ograve; che gli conviene di pi&amp;ugrave;. La malinconia, spleen per dirla alla Baudelaire, ce l&amp;rsquo;hai dentro, ci nasci. E devi metterla per iscritto.</p>
<p>
	<strong>Ne &amp;ldquo;Il vestito cucito addosso&amp;rdquo; hai pensato ad una raccolta di racconti sulla vita: quale, se esiste, il fil rouge che leghi tutti questi interstizi dell&amp;rsquo;anima?</strong><br />
	Vale lo stesso titolo, quella maschera che ognuno di noi indossa. Per vivere in pace con la nostra coscienza dovremmo liberarcene tutti, cos&amp;igrave; per avere un mondo migliore.</p>
<p>
	<strong>&amp;ldquo;Gli uomini scrivono azzurro, le donne rosa&amp;rdquo; &amp;egrave; un romanzo a 4 mani, nato da un esperimento su Facebook. Quanto ti hanno aiutato i vari profili social per farti conoscere e affermarti come scrittore?</strong><br />
	Oggi, i social, sono fondamentali e sono il futuro. Purtroppo ne siamo vittima a volte, troppo spesso. Ma l&amp;rsquo;utilizzo &amp;ldquo;genuino&amp;rdquo; porta i suoi frutti.</p>
<p>
	<strong>Qual &amp;egrave; la tua definizione di &amp;ldquo;innamoramento&amp;rdquo;?</strong><br />
	Innamoramento &amp;egrave; vita. Ti senti vivo quando ti innamori. Che sia una donna appena conosciuta, un nuovo libro che stai scrivendo, la tua famiglia. Bisogna innamorarsi ogni giorno, di tutto ci&amp;ograve; che ci circonda e di tutto ci&amp;ograve; che l&amp;rsquo;universo ci regala.</p>
<p>
	<strong>Un aggettivo per la tua scrittura&amp;hellip;</strong><br />
	Essenziale. Sia stilisticamente, che per la mia anima.</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27838]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 06 ago 2016 19:20:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Sogno di una notte di mezza estate... 2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sogno 2.jpg" width="100" alt="Sogno di una notte di mezza estate... 2� Parte" /><br /><p>
	Da notare la sequenza degli scambi fra gli amanti. Si inizia con Ermia che ama Lisandro e con Elena che ama Demetrio, ma quest&amp;rsquo;ultimo con l&amp;rsquo;appoggio di Egeo, padre di lei, vuole invece conquistare Ermia. Si passa, attraverso l&amp;rsquo;intervento magico di Puck, al folle girotondo in cui Ermia insegue Lisandro, Lisandro Elena, Elena Demetrio e Demetrio Ermia.<strong> E non &amp;egrave; finita. Perch&amp;eacute; Ermia, alla quale dapprincipio aspiravano entrambi i giovani, sar&amp;agrave; abbandonata da tutti e due</strong>, innamorati ora di Elena, e solo nel quarto atto dopo un nuovo intervento di Puck, ci sar&amp;agrave; la conclusione in cui gli amanti formeranno davvero due coppie.</p>
<p>
	<strong>La grandezza di Shakespeare sta nell&amp;rsquo;aver saputo coinvolgere tre mondi diversi, ciascuno con un suo distinto linguaggio:</strong> quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche; quello degli amanti dominato dalle liriche d&amp;rsquo;amore e quello degli artigiani, nel quale la prosa di ogni giorno &amp;egrave; alternata con la scimmiottatura del verso raffinato.</p>
<p>
	<strong>Il mondo &amp;egrave; folle come l&amp;rsquo;amore. </strong>In questa grande follia della natura, l&amp;rsquo;attimo di felicit&amp;agrave; &amp;egrave; breve e la verit&amp;agrave; tanto malinconica quanto reale accompagna tutta la storia. Con la traduzione di Simonetta Traversetti, grandi attori diretti da Riccardo Cavallo, questo classico &amp;egrave; fra i pi&amp;ugrave; attesi della ricca stagione del <strong>Silvano Toti Globe Theatre a Villa Borghese, la cui direzione artistica &amp;egrave; affidata a Gigi Proietti</strong>.</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27836]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 04 ago 2016 11:35:12 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Sogno di una notte di mezza estate...]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sogno.jpg" width="100" alt="Sogno di una notte di mezza estate..." /><br /><p>
	Dalla notte di San Lorenzo al 21 agosto prossimi, nel teatro shakespeariano capitolino &amp;egrave; in scena uno dei grandi classici: Sogno di una notte di mezza estate.<br />
	<strong>Il regista Riccardo Cavallo racconta il testo e svela il fascino dell&amp;rsquo;opera. La notte di mezza estate &amp;egrave; una notte magica e il titolo stesso ne rivela l&amp;rsquo;atmosfera onirica, anche se la notte in cui si svolge gran parte dell&amp;rsquo;azione &amp;egrave; quella del calendimaggio, quindi la celebrazione del risveglio della natura in primavera e non in estate. </strong>L&amp;rsquo;augurio &amp;egrave; quello di un risveglio gioioso. Ma &amp;egrave; davvero cos&amp;igrave;?</p>
<p>
	Tre mondi si contrappongono: <strong>il mondo della realt&amp;agrave;</strong> (quello di Teseo, Ippolita e della corte),<strong> il mondo della realt&amp;agrave; teatrale</strong> (gli artigiani che si preparano alla rappresentazione) <strong>e il mondo della fantasia </strong>(quello degli spiriti, delle luci e delle ombre). I sogni possono trasformarsi in incubi: il dissidio fra Oberon e Titania che svela un terribile sconvolgimento nel corso stesso delle stagioni; il rapporto tra Teseo e Ippolita e la brutalit&amp;agrave; di certi insulti che gli amanti si scambiano sotto l&amp;rsquo;influsso delle magie di Puck sono gli ingredienti che rendono unica questa opera teatrale.</p>
<p>
	Sogno di una notte di mezza estate, scritta in occasione di un matrimonio, &amp;egrave; come una serie di scatole cinesi. All&amp;rsquo;esterno dell&amp;rsquo;opera ci sono la sposa, lo sposo e il pubblico, all&amp;rsquo;interno le coppie, Teseo e Ippolita, Titania e Oberon e i quattro innamorati e nell&amp;rsquo;opera dentro l&amp;rsquo;opera, i teatranti, la vicenda di Piramo e Tisbe. <strong>In questo mondo stregato regna il capriccio</strong>, il dispotismo di Oberon che attraverso Puck gioca con i mortali e con Titania, per imporre il suo potere. Si compie quindi su Titania quella violenza che Teseo compie su Ippolita e che Egeo vorrebbe compiere sulla figlia costringendola a un matrimonio che respinge...</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27835]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 04 ago 2016 11:30:18 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ Disagi all�Isa Conti, l�intervista al Commissario straordinario Romano  3� e ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/agitazione.jpg" width="100" alt=" Disagi all�Isa Conti, l�intervista al Commissario straordinario Romano  3� e ultima parte" /><br /><p>
	Le ultime due domande al Commissario Romano, che ringraziamo per la disponibilit&amp;agrave;, per la terza ed ultima parte dell&amp;rsquo;intervista.</p>
<p>
	<strong>Approfittando della presenza a Lipari del Presidente della Regione Crocetta, gli studenti dell&amp;rsquo;Isa Conti&amp;nbsp; hanno ottenuto la promessa di un suo personale impegno nella vicenda. Si pu&amp;ograve; effettivamente parlare di una svolta?</strong></p>
<p>
	<strong>&amp;laquo;</strong>Il Presidente mi ha chiamato il giorno stesso suggerendomi di inserire l&amp;rsquo;istituto nel famoso master plan&amp;nbsp; che ogni provincia redige ma, al di l&amp;agrave; del fatto che il governo ha chiesto a queste ultime di inserirvi solo progetti che siano stati gi&amp;agrave; finanziati, come gi&amp;agrave; dissi a lui a suo tempo, avrebbe avuto delle tempistiche troppo lunghe. Ecco perch&amp;eacute; &amp;egrave; meglio insistere sulla riconversione del mutuo attraverso la Cassa Depositi e Prestiti&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Tirando le somme di quanto finora accaduto, pu&amp;ograve; affermare che il contributo dell&amp;rsquo;ex provincia sia stato costante durante tutta la vicenda? Quali le promesse che si &amp;egrave; sicuri di poter fare a dei ragazzi che chiedono di non veder violato il proprio diritto allo studio?</strong></p>
<p>
	<strong>&amp;laquo;</strong>Il contributo &amp;egrave; stato sicuramente costante durante tutto il percorso, trovandoci con i nostri esperti in loco nonostante le difficolt&amp;agrave; di raggiungimento che spesso caratterizzano l&amp;rsquo;isola. Ci&amp;ograve; &amp;egrave; avvenuto non solo con la scuola ma anche con le strade, in particolare nella provinciale di Lipari ove vi &amp;nbsp;sono stati enormi problemi che prima si &amp;egrave; cercato di risolvere con fatica lavorando gratuitamente e poi ottenendo finanziamenti dalla Protezione Civile. Non faremo diversamente con le scuole&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	Di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25677]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 08 apr 2016 16:44:00 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Disagi all�Isa Conti, l�intervista al Commissario straordinario Romano  2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/isa.jpg" width="100" alt="Disagi all�Isa Conti, l�intervista al Commissario straordinario Romano  2� Parte" /><br /><p>
	Continua la nostra intervista al dott. Filippo Romano, il commissario straordinario dell&amp;rsquo;ex provincia di Messina.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Romano, si &amp;egrave; detto che i fondi previsti per la messa in sicurezza dell&amp;rsquo;edificio siano stati bloccati dal Ministero dell&amp;rsquo;Istruzione e dalla Regione Sicilia con un provvedimento emanato nel 2015. Le cause di tal blocco sono note? Quale la causa scatenante l&amp;rsquo;emanazione di un provvedimento simile?</strong></p>
<p>
	&amp;laquo;La decisione del Ministero della Pubblica Istruzione non &amp;egrave; altro, in realt&amp;agrave;, che la conseguenza di un provvedimento di legge sul blocco della riconversione dei mutui, utilizzata come misura di risparmio&amp;raquo;.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Il sindaco di Lipari ha disposto l&amp;rsquo;apertura dei locali di un ex asilo cos&amp;igrave; da garantire il normale svolgimento delle lezioni, chiedendo nuovi fondi alla Cassa Depositi e Prestiti che non avrebbe ancora dato alcuna risposta. Le attuali condizioni sono mutate?&amp;nbsp;</strong></p>
<p>
	&amp;laquo;La Provincia ha preso accordi con la Cassa Depositi e Presti per convertire quel mutuo che il Ministero della Pubblicazione Istruzione, per legge, aveva appunto dovuto bloccare. Pur dovendo pagare un interesse a quest&amp;rsquo;ultima, non trattandosi di un servizio gratuito come nel caso del Ministero, sar&amp;agrave; finalmente possibile convertire il mutuo e dar avvio ai lavori, cos&amp;igrave; da iniziare il nuovo anno scolastico con l&amp;rsquo;edificio ristrutturato&amp;raquo;.</p>
<p>
	<br />
	<strong>&amp;quot;Se muore la scuola affonda l&amp;rsquo;isola&amp;quot;. Questa la dichiarazione degli studenti dell&amp;rsquo;Istituto Superiore Isa Conti di Lipari in seguito alla chiusura del piano superiore dell&amp;rsquo;edificio. Un&amp;rsquo; affermazione forte e decisa che fa degli studenti protagonisti consapevoli dell&amp;rsquo;importanza che la scuola ha nella formazione della societ&amp;agrave; futura. Come risponde a tale dichiarazione?</strong></p>
<p>
	&amp;laquo;Perfettamente d&amp;rsquo;accordo. Tra l&amp;rsquo;altro l&amp;rsquo;Istituto &amp;egrave; una scuola multi indirizzo il che&amp;nbsp; rappresenta, a mio parere, il futuro delle scuole poich&amp;eacute; molte stanno prendendo sempre pi&amp;ugrave; questa direzione&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25676]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 08 apr 2016 16:29:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Disagi all�Isa Conti, l�intervista al Commissario straordinario Romano  1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/romano.jpg" width="100" alt="Disagi all�Isa Conti, l�intervista al Commissario straordinario Romano  1� Parte" /><br /><p>
	Cosa succede quando la disponibilit&amp;agrave;, l&amp;rsquo;impegno e la passione per il proprio lavoro si sviluppano all&amp;rsquo;interno di una istituzione? A dircelo &amp;egrave; il <strong>Commissario straordinario della Provincia Regionale di Messina, Vice Prefetto dott. Filippo Romano</strong>, da mesi a fianco dell&amp;rsquo;Istituto Superiore Isa Conti di Lipari per la ristrutturazione del piano superiore attualmente inagibile. Noi l&amp;#39;abbiamo intervistato...</p>
<p>
	<strong>Lo scorso Febbraio &amp;egrave; stata decreta la necessit&amp;agrave; di chiudere il piano superiore dell&amp;rsquo;Istituto Isa Conti di Lipari in seguito all&amp;rsquo;ormai evidente degrado strutturale dell&amp;rsquo;edificio. Quali le misure che l&amp;rsquo;ex provincia di Messina ha cercato di attuare per mettere in sicurezza la struttura garantendo continuit&amp;agrave; nello svolgimento delle lezioni?&amp;nbsp;&amp;nbsp;</strong>&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;laquo;Le misure che l&amp;rsquo;ex Provincia ha attuato sino ad ora hanno riguardato la chiusura del piano superiore dell&amp;rsquo;edificio, avvalendoci della disponibilit&amp;agrave; del comune per le aule sostitutive ed evitare quindi i doppi turni che, per le isole, sono particolarmente drammatici. In inverno infatti il raggiungimento delle isole minori risulta assai complesso, comportando un disagio per gli studenti&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;ammontare della cifra prevista per la ristrutturazione sarebbe pari a 180 mila euro circa. Come gi&amp;agrave; da lei chiarito l&amp;rsquo;ente amministrativo non dispone di questo denaro. &amp;Egrave; possibile che ancora oggi non si disponga di fondi necessari alla ristrutturazione degli edifici scolastici? Tali problematiche non rivestono un ruolo preponderante nel panorama istituzionale sia a livello locale che nazionale?</strong></p>
<p>
	&amp;laquo;Ovvio che rivestono un ruolo preponderante ma purtroppo &amp;egrave; impossibile perch&amp;eacute; la riforma che si &amp;egrave; attuata sulle Province &amp;egrave; una riforma molto disordinata. In seguito all&amp;rsquo;abolizione, di fatto poi non realmente concretizzatasi, delle province stesse, la nostra ha dovuto sostanzialmente ridurre a met&amp;agrave; il suo budget, con conseguenze non di certo felici per la messa in atto dei progetti&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	Di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25675]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 08 apr 2016 11:55:07 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie e le 5 "W". Why: perch� le Eolie parlano da s�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/marina corta.jpg" width="100" alt="Le Eolie e le 5 "W". Why: perch� le Eolie parlano da s�" /><br /><p>
	<strong>Il cibo. </strong>Le Eolie sono in grado di appagare non solo gli amanti del solleone ma anche chi tiene alla propria pancia ancor pi&amp;ugrave; che alla tintarella. L&amp;rsquo;arcipelago &amp;egrave; ricco di specialit&amp;agrave; pronte a deliziare i palati pi&amp;ugrave; critici grazie ai prodotti tipici quali i capperi o i pomodori a &amp;ldquo;pennula&amp;rdquo; che, sapientemente mixati, danno gusto ad uno dei piatti tradizionali della cucina isola, &amp;ldquo;u pani cunzatu&amp;rdquo;. E per gli amanti del dolce come non ricordare il cannolo, la cassata o la malvasia, vino capace di esaltare ogni vostro pasto.</p>
<p>
	<strong>Relax Mode On.</strong> Rilassarsi alle Eolie &amp;egrave; semplice e pu&amp;ograve; farlo chiunque! Desiderate stendervi al sole? Nessun problema, sette isole circondate dal mare sono pronte ad offrirvi qualsiasi tipo di spiaggia vi sia pi&amp;ugrave; congeniale per poi rinfrescarvi nelle acque cristalline che le bagnano. Ma se a farvi rilassare &amp;egrave; una spa perch&amp;eacute; non optare per le<strong> terme di Vulcano, fanghi naturali capaci di rimettere in sesto dopo un anno di lavoro.</strong> Ma non basta. Sentieri e stradine montuose attendono i pi&amp;ugrave; sportivi, monumenti e siti storici gli appassionati di arte e storia, discoteche e localini alla moda i pi&amp;ugrave; giovani e desiderosi di vivere la movida del territorio.</p>
<p>
	Impossibile aggiungere altro, andare per credere. Per cui perch&amp;eacute; aspettare, le Eolie vi aspettano!</p>
<p>
	<br />
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27834]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 04 ago 2016 11:20:35 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie e le 5 "W". Why: perch� le Eolie parlano da s�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/fumo.jpg" width="100" alt="Le Eolie e le 5 "W". Why: perch� le Eolie parlano da s�" /><br /><p>
	Eccoci arrivati all&amp;rsquo;ultimo appuntamento della nostra rubrica <strong>Le Eolie e le 5 &amp;ldquo;W&amp;rdquo;</strong>, con la quale abbiamo cercato di dare una visione completa delle Isole Eolie e del ricco panorama gastronomico, culturale e paesaggistico che le rende uniche nel mondo.<br />
	Non ci resta quindi che convincere i pi&amp;ugrave; scettici rispondendo alla fatidica domanda tanto attesa, immagine sintetica e reale dell&amp;rsquo;arcipelago per chi, in preda alla frenetica vita di tutti i giorni, ha poco tempo per scegliere la propria meta turistica: &amp;ldquo;<strong>Perch&amp;eacute; visitare le Eolie?</strong>&amp;rdquo;</p>
<p>
	<strong>Tre motivazioni, chiare, semplici, immediate.</strong><br />
	<strong>Le 7 isole. </strong>Mare o montagna, spiagge sabbiose o stradine impervie, ce n&amp;rsquo;&amp;egrave; per tutti i gusti. Perch&amp;eacute; alle Eolie a farla da padrona &amp;egrave; la bellezza della natura incontaminata, dalle sabbie nere di Vulcano agli scogli dalle forme bizzarre di Filicudi, senza dimenticare la voce tuonante dello Stromboli ed i tramonti che da Lipari, la madre delle sette isole, &amp;egrave; possibile ammirare. Per la serie &amp;ldquo; dimmi dove vai e ti dir&amp;ograve; chi sei&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27833]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 03 ago 2016 11:21:34 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Roma regala l'arte ad ogni Donna]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/COLOSSEO.jpg" width="100" alt="Roma regala l'arte ad ogni Donna" /><br /><p>
	Scriveva Shakespeare &amp;ldquo;<em>Non si &amp;egrave; ancor mai vista donna bella e stupida</em>&amp;rdquo; e forse &amp;egrave; proprio dalla consapevolezza delle capacit&amp;agrave; che dimostra di avere in ogni campo che il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha annunciato &amp;laquo;Da quest&amp;rsquo;anno i musei statali saranno gratuiti per le donne ogni 8 marzo&amp;raquo;.</p>
<p>
	<br />
	Perch&amp;eacute; se &amp;egrave; vero che chi dice donna dice danno &amp;egrave; anche vero che questo &amp;ldquo;<em>danno</em>&amp;rdquo; ha ispirato per secoli uomini e artisti in ogni ambito, da quello letterario con Dante e la sua amata Beatrice a quello artistico con la Venere di Botticelli.<br />
	<strong>Per cui quale tributo migliore dalla Citt&amp;agrave; Eterna alle donne se non quello di rendervi omaggio organizzando eventi culturali ad esse dedicate</strong>!</p>
<p>
	Alla visita di Colosseo, Fori Imperiali e Domus Aurea seguiranno mostre e itinerari a tema nei musei e nelle biblioteche della Capitale in onore di tutte quelle madri, mogli e figlie che negli anni hanno lottato per l&amp;rsquo;indipendenza da noi donne oggi tanto sbandierata.<br />
	E se nei musei e nei teatri&amp;nbsp; le donne potranno&amp;nbsp; nutrire la propria mente e la propria anima, Roma ha pensato anche al loro benessere fisico con percorsi spa interamente dedicati al relax, visite specialistiche a tariffa agevolata negli ospedali e corsi di autodifesa gratuiti con il patrocinio della Polizia di Stato in 19 palestre. Cosa aspettate allora? Auguri a tutte le donne!</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25636]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:52:52 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L'8 marzo della Fidapa: donazione di libri ai giovani studenti ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/libreria muro.jpg" width="100" alt="L'8 marzo della Fidapa: donazione di libri ai giovani studenti " /><br /><p>
	LIPARI - &amp;ldquo;<strong>Fondare biblioteche &amp;egrave; come costruire granai pubblici, ammassare riserve contro l&amp;rsquo;inverno dello spirito</strong>&amp;rdquo;. Lo scriveva Marguerite Yourcenar nelle &amp;ldquo;Memorie di Adriano&amp;rdquo; e fa comprendere, mai come in questo momento storico, quanto sianoindispensabili le biblioteche cittadine, intese come spazio multiculturale aperto a qualsiasi tipo di lettori. &amp;nbsp;</p>
<p>
	Ed &amp;egrave; seguendo questo imperativo che in occasione dell&amp;rsquo;8 Marzo <strong>la locale sezione F.I.D.A.P.A. ha voluto donare alla Biblioteca del comune di Lipari 16 libri,</strong> di importanti autori italiani e di altre nazionalit&amp;agrave;, per contribuire alla crescita del gi&amp;agrave; prezioso patrimonio bibliografico comunale ed aumentare cos&amp;igrave; l&amp;rsquo;offerta nella scelta, tra i testi disponibili al pubblico, dei giovani studenti eoliani.<br />
	L&amp;rsquo;iniziativa della locale sezione intende promuovere, in armonia con i diversi interessi associativi, un percorso di azioni (laboratorio di lettura, incontri con autori ect. ) da sviluppare nelle scuole, di concerto, oltre che con i Presidi e docenti, con <strong>l&amp;rsquo;Assessorato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Lipari</strong>, per motivare i bambini e gli adolescenti ad un percorso di crescita culturale verso ed attraverso la lettura.<br />
	La sezione F.I.D.A.P.A. intende cos&amp;igrave; sostenere un programma di azioni ed attivit&amp;agrave; per motivare alla lettura. Intende farlo rivolgendo tali iniziative prevalentemente all&amp;rsquo;infanzia. Per educare alla lettura, e per farlo con <strong>effetti positivi e duraturi nel tempo,</strong> &amp;egrave; necessario prestare particolare attenzione ai bambini che frequentano la scuola elementare ed agli adolescenti che frequentano la scuola media inferiore.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25635]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:52:17 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Lipari stop ai cani in spiaggia...]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cane.jpg" width="100" alt="A Lipari stop ai cani in spiaggia..." /><br /><p>
	Poco tempo fa ci siamo occupati di una notizia davvero commovente: la storia di <strong>Scricciolo</strong>, un piccolo labrador &amp;ndash; eroe, del lipariota Bartolo Cappadona, che &amp;egrave; riuscito a salvare la vita ad una signora, caduta in acqua, in gravi difficolt&amp;agrave; a causa di un malore nel porticciolo di Marina Corta, a Lipari.<br />
	<strong>Ebbene, &amp;egrave; invece notizia di pochi giorni fa, diramata dall&amp;rsquo;Ansa, che le spiagge delle due maggiori isole delle Eolie, Lipari, e a Vulcano sono vietate agli amici a quattro zampe.</strong><br />
	Il sindaco Marco Giorgianni, a seguito delle tante proteste ricevute al Comune da parte di isolani, villeggianti e turisti, ha invitato la Capitaneria a intensificare i controlli nei litorali di Marina Lunga e Canneto a Lipari e Vulcano.</p>
<p>
	&amp;quot;I cani - <strong>spiega il sindaco Giorgianni</strong> - creano problemi anche di natura igienico-sanitaria. Si invocano quindi controlli anche con misure sanzionatorie nei confronti dei proprietari&amp;quot;. Il capo dell&amp;#39;amministrazione ha quindi richiesto al comandante di porto di comunicare la programmazione degli interventi, in modo tale che all&amp;#39;operazione potr&amp;agrave; partecipare anche la polizia municipale. <strong>Non sono mancate le reazioni di alcuni isolani e vacanzieri che hanno richiesto &amp;quot;un tratto di spiaggia per gli amici a 4 zampe</strong>&amp;quot;.</p>
<p>
	Ci sembra sicuramente giusto riservare la salute e rendere le spiagge sempre pi&amp;ugrave; sicure per i fruitori di questi posti unici e meravigliosi; &amp;egrave; indubbio inoltre che le regole vadano rispettate, sempre, <strong>ma ci si auspica che si possa trovare anche una soluzione comoda per il migliore amico dell&amp;rsquo;uomo</strong> che, spesso, come sopra, si dimostra sempre pi&amp;ugrave; tale, caratterizzandosi per il suo fortissimo senso del dovere e di abnegazione nei confronti del padrone e non solo&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27832]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 02 ago 2016 10:57:00 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Caratteristiche dell'arco Eoliano]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/arcoeoliano.jpg" width="100" alt="Caratteristiche dell'arco Eoliano" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;arco Eoliano &amp;egrave; l&amp;rsquo;arco insulare con sede nella scarpata continentale del fondale oceanico del Tirreno Meridionale. &amp;Egrave; composto dalle sette isole dell&amp;rsquo;Arcipelago delle Eolie e da montagne sottomarine di origine vulcanica. Le isole Eolie sono situate nel lato interno dell&amp;rsquo;arco Calabro-Peloritano e sorgono su una crosta continentale di tipo metamorfico e su graniti ercinici e pre-ercinici. L&amp;rsquo;arco Eoliano pu&amp;ograve; essere suddiviso in tre macro-zone: il settore occidentale (Alicudi, Filicudi e Salina), il settore centrale (Lipari e Vulcano) ed il settore orientale (Panarea e Stromboli). Ipotesi sostengono che il magmatismo eoliano sia correlato alla subduzione in atto nell&amp;rsquo;arco Calabro, all&amp;rsquo;interno del quale sono situate le Isole Eolie. La subduzione dovrebbe essere, ad oggi, terminata e i processi collisionali tra le placche continentali sono responsabili, solamente, dei processi di delaminazione crostale. <strong>L&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano &amp;egrave; un arco vulcanico attivo localizzato nel Tirreno del Sud. In antichit&amp;agrave;, sono state registrate eruzioni vulcaniche a Lipari e, tra il 2003 e il 2004, &amp;egrave; stata rilevata un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; sottomarina nelle vicinanze di Panarea. Le Isole di Vulcano e di Stromboli sono le uniche ancora attive. </strong>L&amp;rsquo;arco Eoliano si &amp;egrave; originato nel corso della fase Pleistocenica dell&amp;rsquo;orogenesi appenninica ed &amp;egrave;, a partire dal Quaternario, che si inizia ad osservare la nascita ed il conseguente sviluppo dell&amp;rsquo;arco magmatico composto dai prodotti, prevalentemente calcoalcalini, dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano.</p>
<p>
	Di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25595]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:54:47 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Botero. Via Crucis. La passione di Cristo.]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/botero.jpg" width="100" alt="Botero. Via Crucis. La passione di Cristo." /><br /><p>
	La Passione di Cristo &amp;egrave; un ciclo di opere realizzate da Fernando Botero tra il 2010 e il 2011. Questa serie di lavori, ventisette olii e trentaquattro opere su carta, esposta in numerosi Paesi in&amp;nbsp; America e in Europa, mette in risalto la tematica religiosa presente in Botero sin dalla sua infanzia e giovent&amp;ugrave; in Colombia, piena di immagini religiose, tanto nell&amp;rsquo;ambito pubblico che in quello privato. L&amp;rsquo;opera di Fernando Botero offre tanti livelli di lettura. Il suo lavoro &amp;egrave; un&amp;rsquo;interpretazione amplificativa ed imitativa di alcuni dei protagonisti dell&amp;rsquo;arte occidentale tra i quali, fra gli altri, Paolo Uccello, Peter Paul Rubens, Diego Vel&amp;aacute;zquez, Paul C&amp;eacute;zanne e Pablo Picasso. <strong>Botero ha creato sempre mondi sensuali, popolati da esseri&amp;nbsp; trasudanti un piacere immenso e felice, attraverso l&amp;rsquo;abbondanza tranquilla e suntuosa delle forme che trova la sua maturit&amp;agrave; verso la fine degli anni Settanta. </strong>Troviamo qui un crocevia nel quale i ricordi della sua citt&amp;agrave;, del suo Paese, vengono attraversati da pratiche religiose profondamente radicate nella propria cultura ed iconografia. Le dolci sembianze, le idee e le forme che sembrano cos&amp;igrave; salde, vengono attraversate da quello sconvolgimento in cui dolore e tragedia si modellano, impiegando il linguaggio figurativo che caratterizza l&amp;rsquo;artista colombiano senza abbandonare il suo particolare sguardo mutante. Si dovrebbe considerare queste opere, nelle quali il tragico fa la propria invasione, come una nuova dimostrazione in cui si identificano trasformazioni interne che arricchiscono e amplificano il suo lavoro. L&amp;rsquo;ironia viene rimpiazzata dalla compassione per riflettere intorno alla poesia, al dramma, alla potenza e alla crudelt&amp;agrave; della Passione di Cristo. Questa mostra &amp;egrave; arrivata a Medell&amp;iacute;n, citt&amp;agrave; natale di Botero, durante la settimana di Pasqua 2012, per i festeggiamenti degli 80 anni di vita dell&amp;rsquo;artista. Il pittore ha deciso di donare la serie al Museo di Antioquia che, da quel momento, si occupa del suo viaggio per il mondo. Fino al primo maggio, anche durante la Pasqua del Giubileo della Misericordia, al Palazzo delle Esposizioni.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25594]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:53:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[#Salinafestivaldellamusica]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/lingua quattro.jpg" width="100" alt="#Salinafestivaldellamusica" /><br /><p>
	Il Salina Festival della Musica, giunto alla sua decima edizione, quest&amp;rsquo;anno si &amp;egrave; ispirato al tema &amp;egrave;<strong> La voce della Terra &amp;egrave; Donna, una riproposizione in chiave diversa del mito di Demetra. </strong></p>
<p>
	Il direttore artistico, Massimo Cavallaro, dopo la sua introduzione, ha dato la parola ad Ambra Mirabito di Lipari che ha introdotto il senso della manifestazione accennando alla poesia di <strong>Alda Merini &amp;ldquo;Farfalle&amp;rdquo;.</strong> In pratica &amp;egrave; stato allestito un vano e, con l&amp;rsquo;aiuto del vento, le parole della nota poetessa, inserite su singoli fogli di colore diverso, libravano nell&amp;rsquo;aria ed emettevano un suono proprio. Alla fine per chi lo avesse voluto, gli &amp;egrave; stato consegnato un frammento della poesia stessa.</p>
<p>
	<strong>Proporre il mito di Demetra accanto al Faro di Lingua, da poco restaurato, e al laghetto di acqua di mare mista a quella dolce, con Eolo che aiutava con la sua forza naturale, &amp;egrave; stata un&amp;rsquo;idea originale, </strong>quanta carica di forza evocativa, una riproposizione del Totem della donna. Infatti, i partecipanti erano seduti a cerchio, una magica condizione tra uomo e natura. Il Laghetto di Lingua, frazione di Santa Marina di Salina, &amp;egrave; antico.&amp;nbsp;I Romani avevano costruito le vasche di cui c&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora traccia sotto l&amp;rsquo;acqua e per recuperare il sale, cosa che poi &amp;egrave; stata fatta dai pescatori locali sino ai giorni nostri per usarlo per la conservazione del pesce.</p>
<p>
	Salina festival della musica ha continuato a Malfa con la Passeggiata Sonora, poi ancora a Santa Marina in due percorsi evocativi tra suoni naturali e accompagnati dalla flautista Daria Grillo. Tra gli altri momenti incontri musicali e la proiezione del film di Asif Kapadia &amp;ldquo;Amy&amp;rdquo;. <strong>Nell&amp;rsquo;ultima serata, il Festival ha voluto ricordare la storia di Lea Garofalo, proiettando il film di Marco Tullio Giordana in cui il dramma di Denise,</strong> la figlia, che assunse in s&amp;eacute; la responsabilit&amp;agrave; di denunciare il padre, ispiratore insieme con altri della morta di sua madre. Il premio CinemaMareMusica 2016, che ha concluso come di consueto l&amp;rsquo;attuale edizione, &amp;egrave; stato consegnato a proprio a Denise Cosco, che per&amp;ograve; non ha potuto ritirare personalmente il premio, poich&amp;eacute; la giovane rientra nel programma di protezione da parte dello Stato.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Franco Arabia<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27831]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 01 ago 2016 17:50:23 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lipari: la spiaggia di Valle Muria]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vallemuria.jpg" width="100" alt="Lipari: la spiaggia di Valle Muria" /><br /><p>
	La Spiaggia di Valle Muria, sull&amp;rsquo;Isola di Lipari, &amp;egrave; una delle pi&amp;ugrave; belle e suggestive spiagge dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano. Situata lungo la costa sud-occidentale, sul versante opposto rispetto al paese di Lipari, ha una forma allungata e stretta, chiusa da due promontori rocciosi, e regala una meravigliosa vista su Vulcano e sui faraglioni di Pietra Lunga e Pietra Menalda; se il cielo &amp;egrave; particolarmente sereno, &amp;egrave; possibile anche vedere sullo sfondo la costa di Milazzo. Le acque cristalline della spiaggia di Valle Muria sono ideali per nuotare e per fare snorkeling. <strong>Il litorale &amp;egrave; formato da sabbia scura a grani grossi e ciottoli, &amp;egrave; circondato da rocce vulcaniche dai colori pi&amp;ugrave; vari e, costeggiandolo, &amp;egrave; possibile osservare lungo la parete meridionale diverse piccole grotte scavate nella roccia tufacea</strong> ed usate dall&amp;rsquo;uomo come riparo. I tufi di questa parte di isola sono ancora &amp;ldquo;vittime&amp;rdquo; del fenomeno delle fumarole, nonostante siano risalenti a tempi molto antichi. Si pu&amp;ograve; scorgere la spiaggia semplicemente oltrepassando la Punta delle Fontanelle e la Punta delle Grotticelle e la si pu&amp;ograve; raggiungere in barca dal piccolo porto di Marina Corta oppure percorrendo un sentiero che, in discesa, conduce in 15 minuti di cammino per tre chilometri da Lipari Paese, lungo la strada per Pianoconte: <strong>da Lipari centro si deve raggiungere la frazione di San Bartolo al Monte, dove si trova un cartello che indica l&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;itinerario per la spiaggia.</strong> Durante la risalita per lasciare Valle Muria, si pu&amp;ograve; trovare una vecchia indicazione che conduce ad un punto in cui poter osservare i resti di una diga di et&amp;agrave; romana: Lipari &amp;egrave; un&amp;rsquo;isola vulcanica e, vista la scarsit&amp;agrave; di acqua, nell&amp;rsquo;antichit&amp;agrave; gli abitanti usavano la diga per provare a trattenere una parte delle acque piovane.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24554]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:13:51 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: Salina - 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salinastoria1.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: Salina - 2� parte" /><br /><p>
	Lo sviluppo di Salina &amp;egrave; proseguito fino all&amp;rsquo;et&amp;agrave; Bizantina e medioevale e, nell&amp;rsquo;VIII secolo d.C., &amp;egrave; diventata una delle Eolie pi&amp;ugrave; abitate. Ma, purtroppo, anche qui sono arrivate le invasioni dalle popolazioni Arabe, le quali resero l&amp;rsquo;Isola deserta fino al XVII secolo a.C., quando la popolazione e le sue attivit&amp;agrave; hanno ricominciato a vivere di nuovo splendore. Nell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano &amp;egrave; Salina ad essere la pi&amp;ugrave; fertile delle sorelle. <strong>Sull&amp;rsquo;Isola si possono raccogliere uve pregiate dalle quali viene, poi, ricavata la famosissima ed amata Malvasia delle Lipari, un buonissimo vino dal sapore dolce. Un altro fattore che la rende cos&amp;igrave; feconda &amp;egrave; la presenza di numerose coltivazioni di capperi che, da qui, vengono esportati poi in tutto il mondo. </strong>L&amp;rsquo;Isola si &amp;egrave; potuta sviluppare grazie alla sua abbondanza di acqua e alla conseguente ricchezza di vegetazione: Salina ne &amp;egrave; talmente ricca che, nel 1980, &amp;egrave; stato creato il Parco Regionale di Salina e, nel 1981, &amp;egrave; stato possibile costituire anche la Riserva Naturale dei Due Monti. &amp;Egrave; merito di tutti questi fattori se l&amp;rsquo;Isola &amp;egrave; stata in grado di ottenere una completa autonomia amministrativa: mentre le altre isole dell&amp;rsquo;Arcipelago dipendono direttamente da Lipari, Salina &amp;egrave; stata eretta a libero comune fin dal 1867. Inoltre, nel 1909, il Comune di Salina &amp;egrave; stato scisso in ulteriori tre comuni pi&amp;ugrave; piccoli, Santa Marina, Malfa e Leni, i quali sono completamente autonomi ancora oggi. L&amp;rsquo;Isola, precedentemente trascurata dai turisti in visita alle Eolie, ha ottenuto una grandissima visibilit&amp;agrave; nel 1994, quando Massimo Troisi vi ambient&amp;ograve; le scene pi&amp;ugrave; suggestive del famoso film &amp;ldquo;Il Postino&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24553]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:13:09 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�The Question of Beings�: alla Pelanda le installazioni di Yahon Chang	3� ed ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pelanda3.jpg" width="100" alt="�The Question of Beings�: alla Pelanda le installazioni di Yahon Chang	3� ed ultima parte" /><br /><p>
	Le opere site-specific pi&amp;ugrave; grandi per ogni mostra rappresentano un tentativo di riprodurre le dimensioni dello spazio, di collegarsi con il contesto storico, di creare una maggiore interazione con gli spettatori.</p>
<p>
	<strong>Questa volta, per La Pelanda, l&amp;rsquo;artista si pone ad un altro livello, sia fisico che psicologico, che gli fa realizzare in loco, in cinque giorni, un&amp;rsquo;installazione formata da una serie di opere a inchiostro su drappi di tela, ciascuno lungo dai 10 ai 20 metri, che pendono dal soffitto permettendo al pubblico di perdersi nei meandri di un labirinto di opere raffiguranti vari volti di esseri umani.</strong></p>
<p>
	I lunghi drappi richiamano il tradizionale dipinto paesaggistico cinese ricordando per analogia la cascata, ma la fluidit&amp;agrave; delle sue pennellate di inchiostro sulle tele ritrae diversi visi che rappresentano il sacro, il mondano e l&amp;rsquo;animalit&amp;agrave;. I molteplici volti riempiono il centro dello spazio, <strong>creando un ambiente interattivo che permette al pubblico di accedere a un mondo simile ad un Facebook alternativo</strong>, che spinge il visitatore a contemplare la natura umana e, allo stesso tempo, interrogarsi sul significato della propria identit&amp;agrave; e del senso della vita.</p>
<p>
	Le opere di Chang sono quindi ispirate dallo spazio della Pelanda, ex mattatoio, che sottolinea l&amp;rsquo;orrore e la fugacit&amp;agrave; della vita nel doloroso processo della civilt&amp;agrave; umana. Fino al 28 agosto.</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27830]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 01 ago 2016 17:43:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�The Question of Beings�: alla Pelanda le installazioni di Yahon Chang	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pelanda2.jpg" width="100" alt="�The Question of Beings�: alla Pelanda le installazioni di Yahon Chang	2� Parte" /><br /><p>
	In occasione dell&amp;rsquo;evento collaterale allestito lo scorso anno alla 56ma Esposizione Internazionale d&amp;rsquo;Arte - la Biennale di Venezia<strong>, Yahon Chang ha approfondito il tema The Question of Beings</strong> presso l&amp;rsquo;Istituto Santa Maria Della Piet&amp;agrave;, dove ha creato una mostra site-specific costituita da una serie di nuovi dipinti a inchiostro su carta ed installazioni con supporti misti, analizzando la natura conscia e inconscia dell&amp;rsquo;individuo.</p>
<p>
	Con la sua installazione specifica per il sito, che ha occupato tutto lo spazio espositivo, finestre, porte, soffitto, pareti e pavimenti, Chang si &amp;egrave; interrogato sulla diversit&amp;agrave; e la complessit&amp;agrave; degli esseri viventi.<strong> La coesione dei ritratti &amp;egrave; ottenuta attraverso l&amp;rsquo;unicit&amp;agrave; dello stile compositivo. </strong>Suggerendo un legame spirituale con la chiesa posta di fronte alla sede dell&amp;rsquo;esposizione, si evoca un sentimento di celebrazione per gli esseri del passato, del presente e del futuro, comprendendone grandezza e mediocrit&amp;agrave;, successi e fallimenti.</p>
<p>
	Negli ultimi anni, <strong>Chang ha esposto presso diverse sedi, spesso realizzando opere site-specific</strong>, ma nell&amp;rsquo;ultimo anno le dimensioni delle sue opere sono cresciute come le sfide con cui si cimenta.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27829]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 01 ago 2016 17:31:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�The Question of Beings�: alla Pelanda le installazioni di Yahon Chang	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pelanda1.jpg" width="100" alt="�The Question of Beings�: alla Pelanda le installazioni di Yahon Chang	1� Parte" /><br /><p>
	Alla Pelanda, Centro di produzione culturale dentro l&amp;rsquo;ex Mattatoio di Testaccio, ora spazio per l&amp;rsquo;arte contemporanea, sono esposte fino a fine agosto <strong>alcune installazioni internazionali provenienti dalla Biennale Internazionale di Venezia.</strong> Si incontrano le prospettive d&amp;rsquo;arte di due citt&amp;agrave; che lavorano per far vivere le esperienze dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; artistica internazionale sul territorio nazionale.</p>
<p>
	<strong>Dalla citt&amp;agrave; lagunare alla capitale. </strong>Due citt&amp;agrave; legate da una tradizione storico-artistica imponente che sono riuscite ad arricchire ulteriormente la loro storia dando voce e vita all&amp;rsquo;arte contemporanea, tramite promozioni, iniziative e connessioni internazionali. L&amp;rsquo;innovazione sta&amp;nbsp; nel percorso che le opere effettuano da una citt&amp;agrave; all&amp;rsquo;altra e da uno spazio all&amp;rsquo;altro, arricchendosi di significati, nutrendosi di un pubblico diverso, modificandosi nel nuovo allestimento creato appositamente per&amp;nbsp; il MACRO.</p>
<p>
	<strong>Yahon Chang ricrea per l&amp;rsquo;esplorazione concettuale della sua installazione site-specific, composta da dipinti a inchiostro e realizzata espressamente per la 56ma Esposizione Internazionale d&amp;rsquo;Arte</strong> presso la mostra del Moca Taipei nel quadro degli Eventi collaterali della Biennale di Venezia, aggiungendovi nuove opere dedicate.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27828]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 01 ago 2016 17:47:29 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista ai membri della neo associazione Cappero Isole Eolie Dop	3� ed ultima Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/capperi(2).jpg" width="100" alt="Intervista ai membri della neo associazione Cappero Isole Eolie Dop	3� ed ultima Parte" /><br /><p>
	<strong>Quali crediate&amp;nbsp; possano essere i punti di forza gi&amp;agrave; presenti all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;associazione?</strong><br />
	La passione, l&amp;rsquo;impegno, la volont&amp;agrave; e l&amp;rsquo;amore, questi sono i punti di forza che le giovani generazioni hanno dimostrato verso l&amp;rsquo;agricoltura ed in particolare verso la coltivazione dei capperi. Tali aspetti sono emersi pi&amp;ugrave; volte negli incontri che sono stati realizzati durante il percorso che ha portato alla nascita dell&amp;rsquo;idea prima e dell&amp;rsquo;associazione dopo.</p>
<p>
	<strong>Si propone di operare secondo un filo logico prestabilito con ventaglio di idee e proposte da attuare?</strong><br />
	L&amp;rsquo;associazione, che non ha scopi di lucro, ha molteplici scopi sociali. Oltre all&amp;rsquo;ottenimento del riconoscimento si propone di tutelare valorizzare la produzione dei capperi, promuovere lo sviluppo economico e sociale delle risorse e delle tradizioni locali, fornire ai soci adeguata assistenza affinch&amp;eacute; il prodotto tutelato raggiunga un sempre maggiore livello qualitativo.</p>
<p>
	<strong>Quale, infine, l&amp;rsquo;augurio che la Consulta rivolge a questa nuova associazione?</strong><br />
	La Consulta augura all&amp;rsquo;associazione che il progetto della Denominazione di Origine Protetta per il cappero delle Isole Eolie possa realizzarsi in tempi brevi. Augura, inoltre, che tale progetto possa continuare a risvegliare nei giovani l&amp;rsquo;interesse gi&amp;agrave; proposto e che tutto ci&amp;ograve; rappresenti un volano di sviluppo per tutto il territorio in termini di nuove opportunit&amp;agrave; di lavoro e di reddito oltre che di tutela e difesa del territorio delle Isole Eolie.</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27827]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 26 lug 2016 18:28:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista ai membri della neo associazione Cappero Isole Eolie Dop	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/capperi.jpg" width="100" alt="Intervista ai membri della neo associazione Cappero Isole Eolie Dop	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Come nasce l&amp;rsquo;idea di questa associazione e chi ne &amp;egrave; stato promotore all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;isola?</strong><br />
	L&amp;rsquo;idea nasce da un convegno sul cappero tenutosi nel 2015 ed &amp;egrave; promossa da un gruppo di soggetti interessati a valorizzare il territorio e la coltura.</p>
<p>
	<strong>Uno degli obiettivi principali dell&amp;rsquo;associazione &amp;egrave; la presentazione della domanda di ottenimento della certificazione Dop per la produzione di capperi nell&amp;rsquo;arcipelago. Tentativi simili erano stati precedentemente fatti o solo adesso si sono poste le basi per il conseguimento della Denominazione di Origine Protetta?</strong><br />
	Per il cappero eoliano, rinomato e riconosciuto nel mondo per le sue peculiari caratteristiche, in passato non c&amp;rsquo;&amp;egrave; stata nessuna iniziativa del genere.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;ottenimento della certificazione Dop cosa comporterebbe a livello economico e non solo per l&amp;rsquo;intero territorio?</strong><br />
	L&amp;rsquo;ottenimento della certificazione comunitaria comporterebbe nel mondo una maggiore visibilit&amp;agrave; per il territorio eoliano e per il prodotto una valorizzazione ed una tutela con ricadute positive sul reddito di tutta la filiera.<br />
	<br />
	<strong>&amp;laquo;Ci fa piacere notare, peraltro, la presenza nel direttivo di una ampia compagine giovanile. Segno sicuramente in controtendenza, che dimostra attenzione e fiducia nelle potenzialit&amp;agrave; delle giovani generazioni&amp;raquo;. Questo il commento con cui la notizia &amp;egrave; stata postata sul profilo FB della Consulta. Cosa rappresenta per le Eolie un risultato simile?</strong><br />
	Il Consiglio di Amministrazione dell&amp;rsquo;Associazione &amp;egrave; composto prevalentemente da giovani ai quali l&amp;rsquo;assemblea ha dato ampia fiducia. La presenza dei giovani &amp;egrave; numerosa anche tra i soci fondatori e questo fa ben sperare per un futuro sviluppo dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; agricola.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27826]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 26 lug 2016 18:26:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Signore e signori, il cappero eoliano! 	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/capperi(1).jpg" width="100" alt="Signore e signori, il cappero eoliano! 	1� Parte" /><br /><p>
	Definito da <strong>Bluewago</strong> come una delle 5 cose che &amp;laquo;vi procureranno un&amp;rsquo;esplosione di sensi&amp;raquo;, il cappero eoliano&amp;nbsp; &amp;egrave; uno dei protagonisti indiscussi delle tavole dell&amp;rsquo;arcipelago, <strong>capace di stimolare le papille gustative</strong> di chiunque si appresti ad assaporarne il gusto in sfiziosi antipasti o come condimento di primi e secondi.<br />
	<strong>Ma come ogni re e regina che si rispettino, anche il cappero merita di essere incoronato e di ricevere il giusto riconoscimento a livello europeo, il marchio DOP.</strong> Nasce cos&amp;igrave; &amp;ldquo;<strong>Cappero&amp;nbsp; Isole Eolie Dop</strong>&amp;rdquo; , associazione giovane e dinamica che ha tutta l&amp;rsquo;aria di rendere grande il nome di questo prodotto nel mondo.</p>
<p>
	A parlarcene due dei suoi membri,&amp;nbsp; Aldo Natoli, presidente associazione Cappero DOP delle Isole Eolie, e&amp;nbsp; Lorenzo Cortese, Membro del consiglio di amministrazione dell&amp;rsquo;associazione e vice-presidente della Consulta Giovanile del Comune di Lipari.<br />
	<strong>Domenica 12 giugno &amp;egrave; stata istituita presso la sala convegni dell&amp;rsquo;Hotel Tritone l&amp;rsquo;Associazione &amp;ldquo;Cappero Isole Eolie Dop&amp;rdquo; attraverso l&amp;rsquo;approvazione del suo Statuto ed in presenza di numerosi aderenti. Quanti sono attualmente gli iscritti all&amp;rsquo;associazione e come &amp;egrave; possibile accedervi? Vi sono dei requisiti particolari da rispettare?</strong><br />
	I soci fondatori sono stati 67. Si pu&amp;ograve; accedere tramite richiesta scritta da inoltrare all&amp;rsquo;associazione ma il requisito essenziale &amp;egrave; quello di essere proprietari di terreni nei quali insistono piante di cappero.</p>
<p>
	(continua)</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27825]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 26 lug 2016 18:04:15 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Vulcano: grande successo per la kermesse internazionale di volley �Eolie Beach�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/beach.jpg" width="100" alt="Vulcano: grande successo per la kermesse internazionale di volley �Eolie Beach�" /><br /><p>
	Fine settimana all&amp;rsquo;insegna dello sport quello appena conclusosi a Vulcano, teatro del<strong> torneo internazionale di beach volley Eolie Beach</strong>. Ventisei le atlete che, a partire da sabato, si sono sfidate sui due campi allestiti al lido Baia Negra, provenienti da Italia, Germania, Svizzera e Olanda.</p>
<p>
	<br />
	Organizzato dal comitato provinciale<strong> Fipav Messina</strong>, la kermesse &amp;egrave; stata presentata venerd&amp;igrave; mattina presso il palazzo comunale di Lipari ove, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Giornale di Lipari, il sindaco Giorgianni avrebbe affermato: &amp;ldquo;Sono orgoglioso, e con me tutti i cittadini eoliani, di poter ospitare un evento importante che pu&amp;ograve; avvalorare ulteriormente le bellezze del nostro arcipelago, e nello specifico dell&amp;rsquo;isola di Vulcano. <strong>La promozione del territorio attraverso eventi sportivi di livello continentale &amp;egrave; una grande opportunit&amp;agrave; verso la quale manifestiamo non solo grande interesse, ma soprattutto totale apertura nei limiti delle nostre disponibilit&amp;agrave;&amp;rdquo;.</strong></p>
<p>
	<br />
	La scelta dell&amp;rsquo;isola di Vulcano per ospitare il torneo si inserisce all&amp;rsquo;interno di quel connubio perfetto che, come evidenziato da Renato Arena, vice presidente esecutivo della Cev &amp;ndash; Confederazione Europea di Volleyball &amp;ndash; &amp;egrave; rappresentato da mare, spiagge e sport e di cui le Eolie sono simbolo per eccellenza insieme alla Sicilia tutta.<br />
	<strong>Entusiasmo anche da parte delle partecipanti al torneo, che proprio ieri ha consacrato la coppia tedesca di serie n&amp;deg;1 formata da Kim Behrens e Nadja Glenzke, in particolare per la squadra delle italiane Elena Colombi e Lidia Bonifazi.</strong><br />
	Eolie News riporta le parole della Colombi &amp;ndash; &amp;ldquo;Alle nostre spalle c&amp;#39;era tutta l&amp;#39;isola di Vulcano, una bella fetta di spiaggia ci ha incitato dall&amp;#39;inizio alla fine. &amp;Egrave; stato bellissimo condividere con tutta quella gente quei momenti. <strong>Vulcano &amp;egrave; un posto bellissimo, e l&amp;#39;organizzazione dell&amp;#39;evento si &amp;egrave; rivelata perfetta. Quando da questa prospettiva si guarda il mare non si pu&amp;ograve; che rimanere incantati</strong>&amp;quot; &amp;ndash; a dimostrazione del successo ottenuto dall&amp;rsquo;evento e con esso dell&amp;rsquo;importanza rivestita a livello sportivo dall&amp;rsquo;isola di Vulcano.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27824]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 26 lug 2016 11:41:20 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le lacrime e �la smorfia� di Enzo De Caro per l�indimenticabile Troisi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/decaro.jpg" width="100" alt="Le lacrime e �la smorfia� di Enzo De Caro per l�indimenticabile Troisi" /><br /><p>
	<br />
	Prima un duetto, poi la commozione. <strong>Enzo De Caro,</strong> l&amp;rsquo;attore napoletano storico amico nonch&amp;eacute; collega di Troisi &amp;ndash; con il quale, sigl&amp;ograve; un tris cabarettistico impareggiabile, sbarca per la prima volta sui luoghi de &amp;quot;Il Postino&amp;quot; e commuove il pubblico, preparando con lo splendido soprano Chiara Taigi un momento dedicato a &amp;quot;Massimo Troisi poeta&amp;quot;.</p>
<p>
	<strong>La cornice &amp;egrave; sempre la bellissima Salina e l&amp;rsquo;evento &amp;egrave; l&amp;rsquo;occasione &amp;egrave; stata il &amp;ldquo;MareFestival - Premio Troisi&amp;rdquo; che aveva preso il via a Milazzo per proseguire sull&amp;rsquo;isola verde. </strong>Si tratta di un grande appuntamento internazionale di cinema, musica e moda giunto alla sua quinta edizione. Tra i numerosissimi ospiti d&amp;rsquo;eccezione, dunque, anche il collega e amico di una vita. Erano gli anni &amp;rsquo;70, infatti, quando i due, insieme a Lello Arena, costituirono &amp;ldquo;<strong>La Smorfia</strong>&amp;rdquo;, una compagnia di irresistibile originalit&amp;agrave;, che basava la propria comicit&amp;agrave; su sketch che prendevano spunto dalle situazioni quotidiane della Napoli dell&amp;#39;epoca.</p>
<p>
	Emozionante anche la consegna del Premio &amp;ldquo;MareFestival Trosi&amp;rdquo;, protagonista della seconda serata, che si &amp;egrave; commosso ricordando l&amp;rsquo;amico e collega napoletano e il loro esordio nel mondo dello spettacolo. &amp;ldquo;I<strong>l cruccio &amp;ndash; ha detto l&amp;rsquo;attore &amp;ndash; &amp;egrave; non sapere quali film avrebbe fatto Massimo oggi. Ma sappiamo che c&amp;rsquo;&amp;egrave; stato, e ci ha lasciato tanto. &amp;Egrave; stato un mito mite, un rivoluzionario pacifico</strong>&amp;rdquo;.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27823]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 25 lug 2016 17:43:31 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un�impresa� tutta al femminile]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/scotto.jpg" width="100" alt="Un�impresa� tutta al femminile" /><br /><p>
	&amp;Egrave; di questi giorni la notizia secondo cui Cristina Scotto, nuotatrice messinese,&amp;nbsp; ha affrontato e completato, in 5 h e 49 m<strong> il tratto di mare che separa l&amp;rsquo;isola di Vulcano ( Eolie) da Capo Calav&amp;agrave; (Gioiosa Marea) per una distanza di 22 Km</strong>. Si tratta dell&amp;rsquo;unica donna ad aver compiuto l&amp;rsquo;impresa di raggiungere a nuoto la costa siciliana partendo dalle isole Eolie.<br />
	<strong>La tesserata per il Cus Unime Asd e preparata dal Tecnico Sirio La Spada, &amp;egrave; partita nella giornata di sabato 24 luglio di buon mattino, alle 6.40 da&amp;nbsp; Punta Bandiera, assistita da due barche appoggio,</strong> condotte rispettivamente da&amp;nbsp; Giovanni Fiannacca e Natale Morabito, a bordo delle quali ha trovato posto lo staff e il personale addetto all&amp;rsquo;assistenza e alla sicurezza.</p>
<p>
	Il servizio cronometrico, a cura dell&amp;rsquo;apposita Federazione, &amp;egrave; stato garantito dalle cronometriste Angela Mangraviti e Veronica Dulcetta.</p>
<p>
	<strong>Cristina Scotto - cinquantenne, funzionaria della p.a., prima di tutto madre e nonna - &amp;egrave; una nuotatrice &amp;ldquo;navigata&amp;rdquo; e aveva coperto a nuoto questa rotta gi&amp;agrave; in altre due occasioni, la prima nel 1989, mentre durante l&amp;rsquo;ultima volta, il 24 luglio 2005, fece un tempo strepitoso: 5h 37&amp;rsquo; 02&amp;rsquo;&amp;rsquo;, battendo il record assoluto che resistette un anno.&amp;nbsp;</strong>&amp;Egrave; alla sua settima traversata sulla tratta Eolie &amp;ndash; costa messinese: nel 1991, quando aveva soltanto undici anni, nuot&amp;ograve; da Vulcano a Capo d&amp;rsquo;Orlando, nel 1992 da Salina a Capo d&amp;rsquo;Orlando, nel 1994 da Lipari a Milazzo e nel 2007 da Vulcano a Milazzo. Ad eccezione di quest&amp;rsquo;ultima rotta,<strong> &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica donna ad aver compiuto l&amp;rsquo;impresa di raggiungere a nuoto la costa siciliana partendo dalle isole Eolie.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27822]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 25 lug 2016 17:07:16 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Lipari �Un mare di cinema�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/ettore scola.jpg" width="100" alt="A Lipari �Un mare di cinema�" /><br /><p>
	<strong>Ettore Scola</strong> ci ha lasciati lo scorso gennaio. Ci ha lasciato il suo sguardo attento, vigile ma delicato, di ha saputo leggere l&amp;#39;Italia e i suoi cambiamenti, consegnandoci capolavori del cinema italiano come C&amp;#39;eravamo tanto amati (1974), Una giornata particolare (1977) - forse la sua vetta pi&amp;ugrave; alta - e La famiglia (1987).</p>
<p>
	<strong>E proprio a lui, al grande genio e Maestro del cinema italiano, vuole rendere omaggio, con proiezioni e retrospettive dei suoi pi&amp;ugrave; significativi lavori, la rassegna &amp;ldquo;Un mare di cinema &amp;ndash; Premio Efesto&amp;rdquo;, la cui inaugurazione si terr&amp;agrave; questa sera a Lipari.</strong><br />
	Tantissimi gli appuntamenti che verranno dipanati tra la fine di luglio e per tutto il mese di agosto: si parte con il film rivelazione dell&amp;rsquo;anno &amp;ldquo;Perfetti sconosciuti&amp;rdquo; cui seguiranno diverse anteprime e alcuni eventi.&amp;nbsp;Una serata sar&amp;agrave; dedicata al Principe Francesco Alliata con la proiezione del film di Nello Correale.&amp;nbsp;&amp;ldquo;Il signore delle nevi&amp;rdquo;. <strong>Verr&amp;agrave; proiettato il film &amp;ldquo;Fuocoammare&amp;rdquo; di Gianfranco Rosi che tratta con grande arte e sensibilit&amp;agrave; il problema e il dramma degli sbarchi a Lampedusa.<br />
	Sar&amp;agrave; organizzata una rassegna nella localit&amp;agrave; di Acquacalda, volta ad informare circa al progetto di recupero delle frazioni, con particolare riferimento alle aree circostanti, compresa Porticello.</strong></p>
<p>
	La sezione Lipari noir presenter&amp;agrave; in anteprima nazionale il libro del regista Fernando Muraca &amp;ldquo;Isole nere&amp;rdquo; scritto a Lipari lo scorso anno durante il festival e dal quale sar&amp;agrave; tratto un film. Nell&amp;rsquo;ambito della collaborazione con il festival di Licodia Eubea, la nuova sezione del Cinema Archeologico presenter&amp;agrave; una ricca produzione documentaristica. <strong>Sono in programma anche un ricordo del regista iraniano Abbas Kiarostami recentemente scomparso e un omaggio a Gesualdo Bufalino con proiezioni e letture. </strong>Novit&amp;agrave; di quest&amp;rsquo;anno &amp;egrave; la prima edizione di &amp;ldquo;Maremotion&amp;rdquo; curata da Mario Serenellini e non mancheranno serate di &amp;ldquo;Musica e cinema&amp;rdquo; con diversi artisti.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27821]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 25 lug 2016 11:39:35 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Alicudi e Filicudi, dove il tempo culla la natura]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/filicudi.jpg" width="100" alt="Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Alicudi e Filicudi, dove il tempo culla la natura" /><br /><p>
	Un solo aggettivo, <strong>incontaminate</strong>, due isole, <strong>Alicudi e Filicudi.</strong> Le pi&amp;ugrave; antiche sorelle dell&amp;rsquo;arcipelago eoliano si caratterizzano, infatti, per la natura selvaggia che vi regna sovrana, memore di una storia iniziata parecchi anni or sono e che ha visto popoli e dominazioni differenti avvicendarsi senza mai lederne il paesaggio.<br />
	<strong>Scenario di incursioni piratesche ad opera dei saraceni, ad Alicudi appare impossibile non visitare il Timpone delle Femmine, fortino naturale usato per nascondere le donne all&amp;rsquo;arrivo dei pirati.</strong></p>
<p>
	Abitata solo nella parte occidentale, il centro si sviluppa nell&amp;rsquo;area adiacente al porto, dove &amp;egrave; possibile trovare beni di prima necessit&amp;agrave; e la sola spiaggia raggiungibile a piedi.<br />
	E per chi avesse ancora qualche dubbio sulla sua natura incontaminata, al calar della sera porti con s&amp;eacute; una torcia perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;isola non &amp;egrave; illuminata e solo chi ne conosce bene i sentieri riesce a non perdersi per raggiungere la cima del vulcano ormai spento, dal quale &amp;egrave; possibile ammirare tramonti da mozzare il fiato.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Ma passiamo alla seconda delle sorelle &amp;ldquo;senza tempo&amp;rdquo; dell&amp;rsquo;arcipelago, Filicudi, dove il mare incanta perch&amp;eacute; limpido e incontaminato come il cuore delle due isole. </strong>Ricca di insenature e baie facilmente raggiungibili in barca, in canoa e a nuoto, consigliata ai pi&amp;ugrave; &amp;egrave; la grotta del Bue Marino, il cui nome richiama il muggito del bue proprio per il rumore che le onde producono infrangendosi sulla nuda roccia.</p>
<p>
	Troppo caldo? Perch&amp;eacute; non godersi allora il clima fresco della montagna che, con le sue radure sabbiose, offre la possibilit&amp;agrave; di dormire in sacchi a pelo ammirando le stelle.<br />
	Ed infine, per gli aspiranti archeologi e non, <strong>deliziate i vostri occhi con le mulattiere in pietra </strong>che costeggiano i numerosi sentieri dell&amp;rsquo;isola nonch&amp;eacute; i resti di civilt&amp;agrave;&amp;nbsp; che hanno reso il passato di Filicudi eterno nel tempo.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27820]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 23 lug 2016 20:02:33 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La tavolozza di Dimitri Solonia apprezzata a Salina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/dimitri.jpg" width="100" alt="La tavolozza di Dimitri Solonia apprezzata a Salina" /><br /><p>
	Un colore per ogni isola, un&amp;rsquo;emozione per ogni sorella. L&amp;acute;esposizione, organizzata dalla Fondazione Salonia dal titolo<strong> &amp;quot;I colori delle isole, i miti e i pirati&amp;quot;, realizzata da Dimitri Salonia, pittore messinese di fama internazionale, e della scuola Coloristica Siciliana, ha conquistato gli ospiti del Marefestival di Salina che ne hanno ammirato i colori e le trasparenze.</strong> Nei quadri, rimasti esposti fino al 24 luglio, sono emerse le bellezze e le contraddizioni delle Eolie come spiega lo stesso Salonia: &amp;quot;abbiamo esaltato il giallo &amp;acute;sporco&amp;acute; del friabile tufo, inconsistente e precario, ma tanto morbido e docile allo scalpello del tempo, del vento e della pioggia; il verde della macchia mediterranea e del mare nelle rare giornate di calma; <strong>il bruno e il grigio della roccia e della pietra, in precipiti e ripidi declivi; il rosso del tramonto, dall&amp;acute;antico semaforo di avvistamento, in antichi tempi di guerra; l&amp;acute;azzurro del cielo nelle belle giornate d&amp;acute;inverno;</strong> il bianco delle facciate di calce viva sempre pi&amp;ugrave; rare, sempre pi&amp;ugrave; colorate e lisce, sempre pi&amp;ugrave; spigolose; il nero degli umori e della solitudine&amp;quot;.<br />
	Le opere del Maestro Dimitri Salonia hanno svelato un&amp;rsquo;alchimia di emozioni forti e contrastanti che permettono di entrare in un universo parallelo: <strong>quello del colore</strong>. Un universo che rifiuta le definizioni, le etichette, i formalismi, ma che pi&amp;ugrave; di ogni altro sa esprimere sensazioni estreme. L&amp;rsquo;irrazionalit&amp;agrave; soffoca la razionalit&amp;agrave;, non eludendola, ma rendendola palese e non pi&amp;ugrave; costretta e impigliata in forme predefinite e gi&amp;agrave; consacrate, ma esasperata, irrituale, deviata, tuttavia vera. <strong>L&amp;acute;uso dei colori seduce e avvolge nella pittura, che dietro le trasparenze, al di l&amp;agrave; di un primo impatto, cela immagini di vita.</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27819]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 23 lug 2016 19:49:44 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le farfalle al Festival della Musica a Salina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/farfalle.jpg" width="100" alt="Le farfalle al Festival della Musica a Salina" /><br /><p>
	Manca poco all&amp;rsquo;apertura del <strong>Salina Festival della Musica</strong> l&amp;rsquo;artista lipariota&amp;nbsp;<strong>Ambra Mirabito</strong> il 26 Luglio alle 19 al Faro di Lingua con un&amp;rsquo;opera molto particolare: si tratta di un&amp;rsquo;installazione sospesa a forma di spirale (simbolo di rinascita) composta da farfalle di carta realizzate con la tecnica dell&amp;rsquo;origami. Ogni farfalla conterr&amp;agrave; una parola della poesia di Alda Merini e una piccola spirale ricamata. Gli origami verranno dati in dono cos&amp;igrave;, chi lo vorr&amp;agrave;, potr&amp;agrave; portare con se un frammento della poesia e dell&amp;rsquo;opera.</p>
<p>
	<strong>Farfalle libere</strong><br />
	O donne povere e sole,<br />
	violentate da chi<br />
	non vi conosce.<br />
	Donne che avete mani<br />
	sull&amp;rsquo;infanzia,<br />
	esultanti segreti<br />
	d&amp;rsquo;amore tenete conto<br />
	che la vostra voracit&amp;agrave;<br />
	naturale non<br />
	sar&amp;agrave; mai saziata.<br />
	Mangerete polvere,<br />
	cercherete d&amp;rsquo;impazzire<br />
	e non ci riuscirete,<br />
	avrete sempre il filo<br />
	della ragione che vi<br />
	taglier&amp;agrave; in due.<br />
	Ma da queste profonde<br />
	ferite usciranno<br />
	farfalle libere.</p>
<p>
	<strong>Alda Merini</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27818]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 23 lug 2016 19:45:41 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La migliore pizza? Per il Daily Mail � ancora all�Osservatorio di Stromboli]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/osservatorio.jpg" width="100" alt="La migliore pizza? Per il Daily Mail � ancora all�Osservatorio di Stromboli" /><br /><p>
	Il dodicesimo posto in classifica per la migliore pizza in Italia? &amp;Egrave; ricoperto dall&amp;rsquo;<strong>Osservatorio di Stromboli</strong>, il ristorante posizionato ai piedi del vulcano che permette ai suoi clienti di mangiare ammirando le spettacolari eruzioni.<br />
	<strong>&amp;Egrave; una notizia appena uscita sul Daily Mail, il sito americano che ogni anno si occupa di stilare una classifica delle 15 migliori pizzerie d&amp;rsquo;Italia: un viaggio, da Sud a Nord, alla scoperta dei sapori imperdibili che pu&amp;ograve; offrire la nostra penisola. Sul Daily Mail &amp;egrave; stata dunque pubblicata &amp;ldquo;la guida per trovare la pizza pi&amp;ugrave; deliziosa e rappresentativa a livello regionale nel paese che l&amp;rsquo;ha inventata&amp;rdquo;.</strong><br />
	Ed &amp;egrave; qui che l&amp;rsquo;Osservatorio di Stromboli si riconferma una delle migliori location dove poter gustare la regina della nostra tavola. Ma, rispetto agli altri locali, gode di una particolarit&amp;agrave; impareggiabile: durante la cena, espletata a lume di candela, il protagonista indiscusso della cena &amp;egrave; <em>Iddu</em>, i suoi abitanti chiamano cos&amp;igrave; lo <strong>Stromboli</strong>, in riferimento alla natura divina che, un tempo, veniva attribuita ai fenomeni naturali che non possono essere controllati dall&amp;rsquo;uomo.<br />
	Il ristorante, incastonato in una splendida cornice naturale mozzafiato, &amp;egrave; un&amp;rsquo;impresa a conduzione familiare fondata da Antonino Acquaro nei primi anni &amp;rsquo;80 e situata a circa 600 metri dal cratere.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27817]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 22 lug 2016 17:14:56 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I grandi capolavori dell�arte buddista in mostra a Roma	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/budda2.jpg" width="100" alt="I grandi capolavori dell�arte buddista in mostra a Roma	2� Parte" /><br /><p>
	Le sculture nipponiche sono quasi sempre realizzate in legno di cipresso e torreya. La grana fine e la bella tessitura di queste essenze permettono la realizzazione di opere morbide e raffinate, ma anche forti ed espressive. <strong>Esposti anche, oltre alle sculture in legno, oggetti di metallo che servono e servivano a decorare i templi, utilizzate nelle feste buddiste. Ventuno opere summe, per un totale di trentacinque pezzi, che spaziano dal periodo Asuka (VII-VIII secolo) al periodo Kamakura (1185-1333), sono esposte per la prima volta in Italia</strong>; molte di queste opere sono difficilmente trasportabili e, anche in Giappone, non sono facilmente accessibili, perch&amp;eacute; esposte nella semioscurit&amp;agrave; di templi e santuari o protette in collezioni di grandi musei nazionali. La scultura lignea &amp;egrave; tecnica suprema nella tradizione buddhista: ogni opera richiama stati di consapevolezza e sentimenti diversi, come la meditazione e l&amp;rsquo;azione, la quiete o l&amp;rsquo;ira, la comprensione o la paura.</p>
<p>
	La scultura buddhista, insieme alla scrittura e agli insegnamenti buddhisti, introdotta in Giappone dalla Cina, attraverso la penisola coreana, &amp;egrave; molto ricca ed influenzata dalla storia e dalla religione. La ricerca spirituale &amp;egrave; una delle caratteristiche fondamentali dell&amp;rsquo;estetica giapponese e, nel caso della scultura, il risultato &amp;egrave; particolarmente evidente. Le opere presenti in mostra esprimono scuole di buddhismo e insegnamenti differenti, sono legate alla funzione rituale e allo stile del tempio che le ospita, richiamano caratteristiche ed emozioni diverse a seconda della figura rappresentata: calma e semplicit&amp;agrave; estreme, <strong>il sorriso sul volto enigmatico del Buddha, la ricchezza di vesti, acconciature, gioielli e l&amp;rsquo;eleganza legata alla moda di principi indiani. </strong>Per un pubblico giapponese e non. Fino al 4 settembre.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27816]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 22 lug 2016 10:56:46 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I grandi capolavori dell�arte buddista in mostra a Roma	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/budda.jpg" width="100" alt="I grandi capolavori dell�arte buddista in mostra a Roma	1� Parte" /><br /><p>
	Fino al 4 settembre in mostra a Roma alle Scuderie del Quirinale i capolavori della scultura buddista giapponese, che arrivano nel VI secolo d.C. attraverso la penisola coreana. A partire dal VII secolo, una serie di oggetti di culto sono importati dalla Cina grazie agli scambi tra i paesi. La cultura buddista Tempyo, che si sviluppa nell&amp;rsquo;VIII secolo nella ex capitale, l&amp;rsquo;odierna Nara, risente delle influenze dell&amp;rsquo;arte della dinastia cinese Tang.<br />
	N<strong>el X secolo, rovesciata la dinastia, la situazione politica in estremo oriente diventa instabile, ma in questo periodo proprio una rafforzata identit&amp;agrave; nazionale consente all&amp;#39;arte giapponese di svilupparsi. Dall&amp;rsquo;XI al XII secolo, gli artisti del Sol Levante continuano ad attingere agli stili propri delle Cinque Dinastie e della dinastia Song, avvicinando per&amp;ograve; l&amp;#39;arte ai gusti locali, fondati su un senso estetico che valorizza soprattutto l&amp;rsquo;eleganza, in particolare nella nuova capitale Kyoto.</strong><br />
	Alla fine del XII secolo, il periodo Kamakura segna un drastico cambio di passo nello stile giapponese. In questa fase, la casta dei samurai diventa molto influente nella societ&amp;agrave; nipponica con conseguenze tanto tristi quanto gravi nell&amp;#39;arte, perch&amp;eacute;&amp;nbsp; vengono incendiati numerosi templi buddisti. Sconvolti dal tentativo di annientamento culturale, tutti i giapponesi tentano di&amp;nbsp; riappropriarsi dei valori perduti con un nuovo approccio allo studio della disciplina buddista e con la conseguente realizzazione di numerose opere d&amp;rsquo;arte.<br />
	<strong>Tutto ci&amp;ograve; premesso, tra il VII e il XIV secolo, la cultura buddista cresce. </strong></p>
<p>
	Numerose sculture di soggetto religioso sono sopravvissute fino ad oggi, vivaci opere d&amp;rsquo;arte basate sul buddismo esoterico,&amp;nbsp; opere di bellezza raffinata (caratteristica distintiva dell&amp;rsquo;arte nipponica) e&amp;nbsp; statue buddiste pi&amp;ugrave; realistiche ed espressive sono il tesoro, considerato la quintessenza della scultura giapponese, in mostra nella capitale.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27815]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 22 lug 2016 10:54:57 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ Salina Festival Musica: un premio speciale a Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/garofalo.jpg" width="100" alt=" Salina Festival Musica: un premio speciale a Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo" /><br /><p>
	SALINA - Anche se non potr&amp;agrave; riceverlo perch&amp;eacute; nel programma di protezione testimoni, il premio <strong>Premio CineMareMusica</strong> sar&amp;agrave; assegnato quest&amp;#39;anno a Denise Cosco, la ragazza figlia della vittima di mafia Lea Garofalo che ha avuto la forza di denunciare suo padre, autore dell&amp;#39;assassinio: nella suo decimo anno di vita, il<strong> Salina Festival della Musica non tradisce la propria identit&amp;agrave;, dando attenzione non solo all&amp;#39;arte, ma anche all&amp;#39;impegno civile e al rispetto per l&amp;#39;ambiente. I</strong>n programma nell&amp;#39;isola siciliana dal 26 al 31 luglio, il festival ha scelto di dedicare l&amp;#39;edizione 2016 all&amp;#39;universo femminile, alle sua forza e alla sua fragilit&amp;agrave;, con il tema &amp;quot;La voce della terra &amp;egrave; donna&amp;quot;.</p>
<p>
	Si inizia con l&amp;#39;artista <strong>Ambra Morabito </strong>e le sue &amp;quot;<strong>Farfalle libere</strong>&amp;quot;, l&amp;#39;installazione sospesa composta da farfalle di carta, ispirata alla poesia di Alda Merini. Punto di forza della manifestazione il progetto del Parco Acustico, che promuovendo l&amp;#39;ecologia acustica permetter&amp;agrave; di &amp;quot;ascoltare&amp;quot; Salina con le passeggiate sonore. Completamente sostenibile (sar&amp;agrave; certificato &amp;quot;100% energia pulita Dolomiti Energia&amp;quot;), il festival avr&amp;agrave; tra gli ospiti il Duo Frida, i Babil on Suite, i Luftig, l&amp;#39;Ajmar-Nicita-Mangialajo trio, <strong>tutte band declinate al femminile.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	(fonte Ansa)</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27812]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 21 lug 2016 19:47:18 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un misterioso progetto artistico a Vulcano: Bruno Muzzolini e �Un�isola senza cancelli�	4� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/FOTO 8.jpg" width="100" alt="Un misterioso progetto artistico a Vulcano: Bruno Muzzolini e �Un�isola senza cancelli�	4� Parte" /><br /><p>
	<strong>Qual &amp;egrave; l&amp;#39;obiettivo di questo lavoro?</strong><br />
	Questo video ha lo scopo di fotografare l&amp;rsquo;identit&amp;agrave; turistica e l&amp;rsquo;identit&amp;agrave; &amp;laquo; tout court &amp;raquo; del territorio, oggi. Volevamo trasmettere una versione dell&amp;rsquo;isola, autentica, accogliente e selvaggia con una faccia pi&amp;ugrave; da Anna Magnani che da Ingrid Bergman. Sicuramente volevamo allontanandoci dai clich&amp;eacute;, e dalla mercificazione degradante di questi luoghi.<br />
	Abbiamo scelto due videomakers con un linguaggio contemporaneo ed internazionale proprio per toccare un certo tipo di pubblico. L&amp;rsquo;isola non e un territorio semplice, e questo video vuole essere un richiamo per un tipo di turismo che sa fermarsi ad ascoltare e capire la &amp;ldquo;diff&amp;eacute;rance&amp;rdquo;.</p>
<p>
	<strong>Com&amp;rsquo;&amp;egrave; stato finanziato questo progetto?</strong><br />
	Questo progetto &amp;egrave; stato interamente autoprodotto dal Comitato Vulcaniamo e i suoi sostenitori. Bruno ed Eva hanno dormito nelle nostre case, mangiato ai nostri tavoli, ogni volontario ha messo a disposizione le proprie risorse per sostenere questo progetto. Sono stati 8 giorni durante i quali la generosit&amp;agrave; degli isolani &amp;egrave; stata commovente. Ora speriamo in una coesione futura degli operatori turistici vulcanari ed in una vera campagna di sviluppo e promozione del territorio per il 2017.<br />
	Vero &amp;egrave; che il bravo isolano &amp;egrave; abituato a contare solo sulle proprie risorse, a vivere in autonomia nell&amp;rsquo;attesa della prossima nave. Il comitato Vulcaniamo rappresenta una nuova generazione d&amp;rsquo;isolani. Speriamo che arrivi presto una nave carica di volontari ed aiuti da fuori, pronti ad investire in un territorio patrimonio dell&amp;rsquo;Unesco. &amp;quot;Perch&amp;eacute; tutto quello che dai all&amp;rsquo;Isola, puoi stare certo ca idda ti lu torna&amp;quot;.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27811]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 21 lug 2016 11:54:33 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un misterioso progetto artistico a Vulcano: Bruno Muzzolini e �Un�isola senza cancelli�	3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/FOTO 5.jpg" width="100" alt="Un misterioso progetto artistico a Vulcano: Bruno Muzzolini e �Un�isola senza cancelli�	3� Parte" /><br /><p>
	<strong>- Cosa hanno prediletto per le loro riprese?</strong><br />
	Per le riprese, il contributo dei ragazzi del comitato Vulcaniamo ha fatto la differenza. Come hanno detto loro stessi:&amp;nbsp; &amp;ldquo;Non volevamo accompagnare Bruno ed Eva nei soliti punti panoramici da Tour Operator&amp;quot;. Gli abbiamo cosi preparato un Programma di Esperienze Quotidiane con le proposte di tutti. Una &amp;ldquo;AEOLIAN TO DO LIST&amp;rdquo; basata sulle previsioni del vento, le zone d&amp;rsquo;ombra e di sole, le correnti e la luna, le albe ed i tramonti. &amp;ldquo;Volevamo dargli le chiavi di un&amp;lsquo;isola senza cancelli, fargli assaggiare quella libert&amp;agrave; di chi sull&amp;rsquo;isola ci ha trascorso i primi anni della vita, di chi ha sfidato la natura per gioco, di chi va a piedi scalzi, si cala negli abissi marini, sente la terra che fuma&amp;hellip;&amp;rdquo;<br />
	Questo video &amp;egrave; ci&amp;ograve; che resta di questa esperienza collettiva durata 8 giorni.</p>
<p>
	<strong>- Quanto secondo voi potr&amp;agrave; giovare in termini di promozione del territorio?</strong><br />
	L&amp;rsquo;identit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;isola di Vulcano &amp;egrave; un argomento trascurato. L&amp;#39;isola &amp;egrave; un territorio che ad oggi non ha un posizionamento preciso sul mercato del turismo. E vorremmo che questo video fosse un imput per gli operatori turistici locali per sviluppare una nuova forma di comunicazione e promozione. Vulcano &amp;egrave; eoliana certo, ma molto diversa da una Lipari, o da una Salina.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27810]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 21 lug 2016 11:46:17 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Fatti curiosi: 250 euro per una marmitta?]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/marmitta.jpg" width="100" alt="Fatti curiosi: 250 euro per una marmitta?" /><br /><p>
	Affitti un motorino e rompi la marmitta da 40 euro? A Lipari ne vogliono 250. Queste le parole del quotidiano online <em>NewSicilia</em> a cui, pochi giorni fa, un gruppo di ragazzi catanesi ha raccontato la triste vicenda accadutagli mentre soggiornavano nella principale delle isole dell&amp;rsquo;arcipelago eoliano.<br />
	<strong>&amp;ldquo;Abbiamo affittato un motorino, un Neo&amp;rsquo;s, 50 cc, una mattina l&amp;rsquo;abbiamo acceso e faceva un rumore insopportabile: la marmitta era palesemente rotta&amp;rdquo;.</strong><br />
	I ragazzi avrebbero quindi riportato il motorino dal noleggiatore che, chiamato il rifornitore per sostituire la marmitta, avrebbe comunicato loro l&amp;rsquo;ammontare del pagamento, pari proprio a 250 euro. Difficile credere che una semplice marmitta possa avere un costo cos&amp;igrave; elevato, confermato persino da Google, a cui i ragazzi si sono subito affidati per la ricerca del reale prezzo della marmitta in questione, una Standard Yamaha Neos, Why, Ye Zest, Zuma, Axis, Breeze, Jog R/RR 50 , del valore di &amp;euro; 39,99.<br />
	<strong>La vicenda ha quindi avuto un lieto fine, con marmitta ordinata online e restituzione dei 250 euro tramite bonifico da parte del concessionario presso cui era stato affittato il motorino. </strong>Unica nota negativa il rifornitore, scopertosi poi essere a sua volta un noleggiatore, rifiutatosi per telefono di comunicare il proprio nome chiudendo infine il telefono in faccia ai ragazzi.</p>
<p>
	Ma se il rifornitore della tanto agognata marmitta rappresenta la principale nota stonata dell&amp;rsquo;intera vicenda, il problema maggiore sta a monte, perch&amp;eacute; a risentirne ne &amp;egrave; l&amp;rsquo;immagine di un territorio tra le mete turistiche pi&amp;ugrave; ambite di tutto il Mediterraneo, che per nei sporadici come questo rischia di compromettere la sua principale fonte di vita: il turismo.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27809]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 21 lug 2016 11:37:05 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un misterioso progetto artistico a Vulcano: Bruno Muzzolini e �Un�isola senza cancelli�	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/FOTO2.jpg" width="100" alt="Un misterioso progetto artistico a Vulcano: Bruno Muzzolini e �Un�isola senza cancelli�	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>- E l&amp;rsquo;interazione con la videomaker Eva Lacroix?</strong><br />
	Eva Lacroix &amp;egrave; stata una scoperta. Giovane videomaker di talento, ha apportato quella freschezza indispensabile ad un progetto giovane come il nostro. Eva &amp;egrave; entrata immediatamente a far parte del gruppo Vulcaniamo, ha subito aderito al nostro spirito, libero ed effervescente. Abbiamo visto in lei la persona in grado di sintetizzare il nostro messaggio. Abituata ad un linguaggio veloce, avrebbe saputo dare il giusto ritmo alle immagini e rendere l&amp;rsquo;immediatezza dei gesti, ingredienti fondamentali per un video promozionale come questo, per di pi&amp;ugrave; destinato al web.</p>
<p>
	<strong>- Perch&amp;eacute; hanno preferito un&amp;#39;isola come Vulcano?</strong><br />
	Bruno &amp;egrave; un&amp;rsquo;amante dell&amp;rsquo;Islanda ed &amp;egrave; sempre stato affascinato dall&amp;rsquo;isola di Vulcano che presenta fenomeni analoghi come i geyser, le sorgenti termali e le fumarole. Le analogie tra Islanda e Vulcano si ritrovano, infatti, anche negli isolani, la cui voce viene travolta dal vento, e che il mare separa dal resto della civilt&amp;agrave;.<br />
	Eva &amp;egrave; stata sedotta dall&amp;rsquo;idea di &amp;quot;isola&amp;quot; e di &amp;quot;comunit&amp;agrave;&amp;quot;. L&amp;#39;abbiamo conosciuta tramite Bruno. Il primo contatto con lei &amp;egrave; nato proprio sui social, attraverso i quali il comitato &amp;egrave; molto attivo. Infatti, la pagina Facebook di Vulcaniamo comunica le iniziative del comitato in modo molto vivace, positivo e dinamico. Ma un giorno Eva ci ha scritto : &amp;laquo; Possiamo fare molto meglio &amp;hellip;&amp;raquo; e la sfida ci ha fomentati.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27808]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 21 lug 2016 11:34:27 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un misterioso progetto artistico a Vulcano: Bruno Muzzolini e �Un�isola senza cancelli�	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/mazzolini.jpg" width="100" alt="Un misterioso progetto artistico a Vulcano: Bruno Muzzolini e �Un�isola senza cancelli�	1� Parte" /><br /><p>
	Lo scorso mese l&amp;rsquo;isola di Vulcano &amp;egrave; stato invasa da una troupe di fotografi e videomaker capitanata da un artista di fama internazionale. <strong>Il bresciano Bruno Muzzolini, docente di Digital Video presso l&amp;rsquo;Accademia di Belle Arti di Brera, ma siciliano d&amp;rsquo;adozione, essendo stato insegnante presso l&amp;rsquo;Accademia di Catania</strong>, &amp;egrave;, infatti, approdato alle Eolie per realizzare un misterioso progetto&amp;nbsp; tutto trasmesso in diretta su Instagram.<br />
	Abbiamo sentito i ragazzi di VulcaniAmo, organizzatori dell&amp;rsquo;iniziativa, che hanno seguito pedissequamente il tour artistico. Sentiamo cosa ci rivelano sul lavoro &amp;ldquo;Un&amp;rsquo;isola senza cancelli&amp;rdquo;&amp;hellip;</p>
<p>
	<strong>- Come &amp;egrave; nata questa collaborazione tra il vostro comitato, l&amp;#39;artista Bruno Muzzolini?</strong>Il comitato Vulcaniamo ha scelto Bruno Muzzolini per l&amp;#39;interesse verso la sua produzione artistica legata all&amp;#39;Islanda ed in modo particolare all&amp;rsquo;identit&amp;agrave; dei territori vulcanici. Il suo lavoro artistico ci ha affascinato per la sua sensibilit&amp;agrave; rispetto al territorio e per il suo linguaggio contemporaneo. Il profilo di&amp;nbsp; Bruno era interessante anche come figura didattica. In quanto professore all&amp;rsquo;Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, che ha per&amp;#39; altro insegnato per anni anche a Catania, sarebbe stato per noi un perfetto mediatore. Sapevamo bene che l&amp;rsquo; interazione con gli isolani era fondamentale.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27804]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 20 lug 2016 10:37:14 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Carsten Peter: da National Geographic a Stromboli	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/carsten.jpg" width="100" alt="Carsten Peter: da National Geographic a Stromboli	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>- Perch&amp;egrave; hai scelto le Eolie per il tuo workshop?</strong><br />
	Per me le Isole Eolie sono il luogo in cui tutto &amp;egrave; iniziato. Io ero affascinato dai vulcani da bambino e appena ho compiuto 17 anni, ho fatto un viaggio tra le isole per catturare il vulcanismo attivo.<br />
	&amp;Egrave; stato un viaggio molto notevole per me e mi ha influenzato, suscitando in me sempre pi&amp;ugrave; interesse, fino a farne una professione .</p>
<p>
	<strong>- Qual &amp;egrave; l&amp;rsquo;angolo eoliano che prediligi maggiormente?</strong><br />
	La maggior parte delle volte ho visitato Stromboli, ma sono comunque approdato in quasi in tutte le isole. Mi piacciono soprattutto gli angolini pi&amp;ugrave; nascosti, borghi solitari che si possono trovare su alcune isole. Stromboli &amp;egrave; diventata affollata&amp;nbsp; e non mi piace affatto, in qualit&amp;agrave; di guida, scalare la montagna non potendo ottenere un rapporto pi&amp;ugrave; intimo con il vulcano. Proprio per questo sono solito spendere le mie notti in cima alla montagna.</p>
<p>
	<strong>- Cosa ti piace quando ne raggiungi la sommit&amp;agrave;?</strong><br />
	&amp;Egrave; l&amp;igrave; dove l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; geologica si verifica dal vivo. Si tratta di un processo impressionante che mi travolge sempre.</p>
<p>
	<strong>- Tre aggettivi per Stromboli?</strong><br />
	Ardente, affollato e sovraregolato!</p>
<p>
	<strong>- E tre per Vulcano?</strong><br />
	Acido, sulfureo, giallo!</p>
<p>
	<strong>- Quale colore predomina per te nelle Eolie?</strong><br />
	Il giallo dei fiori della ginestra che contrasta con il rossore della lava.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27799]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 21 lug 2016 11:26:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Carsten Peter: da National Geographic a Stromboli	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/carstenpeter.jpg" width="100" alt="Carsten Peter: da National Geographic a Stromboli	1� Parte" /><br /><p>
	&amp;Egrave; forse il fotografo pi&amp;ugrave; temerario tra i collaboratori di National Geographic: scalare ghiacciai, salire a quote improbabili con un parapendio, avventurarsi nelle grotte pi&amp;ugrave; profonde o attraversare un deserto a dorso di cammello sono imprese che non spaventano minimamente il<strong> tedesco Carsten Peter</strong>. Non &amp;egrave; nuovo da queste parti: gi&amp;agrave; nel 2001 il temerario si trovava sull&amp;rsquo;Etna proprio durante la<br />
	grande eruzione estiva: da quell&amp;rsquo;esperienza nacque un&amp;rsquo;immagine ravvicinata che nessun altro ebbe la possibilit&amp;agrave; di scattare e che divenne oggetto di un servizio di copertina.<br />
	<strong>Oggi pubblichiamo una sua intervista esclusiva: lo specialista dei vulcani e dell&amp;rsquo;avventura &amp;egrave; stato, infatti, protagonista nei giorni scorsi di un workshop sull&amp;#39;arcipelago siciliano, alla scoperta di Stromboli</strong>, dove i suoi allievi hanno potuto cimentarsi con il fuoco del vulcano, con il mare e con la gente dell&amp;#39;isola.</p>
<p>
	<strong>- Carsten, un&amp;rsquo;altra volta in Italia, cosa ti piace di questa terra?</strong><br />
	&amp;quot;Io amo l&amp;rsquo;Italia e non soltanto perch&amp;eacute; ci sono i vulcani. Mi piacciono le persone, la cultura, la lingua&amp;hellip;&amp;quot;<br />
	<br />
	<strong>- Qual &amp;egrave; il sentimento che ti invade quando scatti una foto?</strong><br />
	&amp;quot;Sono una persona molto curiosa e intravedo nella fotografia uno strumento per rivelare i segreti della natura e avvicinarmi alle sue dinamiche pi&amp;ugrave; intime&amp;quot;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27798]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 21 lug 2016 11:26:36 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Domus romane del Palazzo Valentini]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/domusromane.jpg" width="100" alt="Le Domus romane del Palazzo Valentini" /><br /><p>
	<strong>Gli scavi archeologici nel sottosuolo di Palazzo Valentini sono un&amp;rsquo;esposizione permanente, che arricchisce il patrimonio storico artistico della Capitale con l&amp;rsquo;area archeologica delle Domus Romane.</strong> L&amp;rsquo;opera di riqualificazione, ricerca e musealizzazione portata avanti in questi anni con un progetto interamente curato da storici dell&amp;rsquo;arte, archeologi e architetti, tutti appartenenti all&amp;rsquo;Amministrazione provinciale, ha dato risultati di eccezionale rilevanza, per l&amp;rsquo;importanza rivestita in et&amp;agrave; romana da quest&amp;rsquo;area e perch&amp;eacute; le scoperte consentono di ricostruire un importante tassello della topografia antica e medioevale della citt&amp;agrave; di Roma.</p>
<p>
	<strong>Il suggestivo percorso tra i resti di Domus patrizie di et&amp;agrave; imperiale, appartenenti a potenti famiglie dell&amp;rsquo;epoca, probabilmente a senatori, con mosaici, pareti decorate, pavimenti policromi e diversi reperti, &amp;egrave; supportato da un intervento di valorizzazione curato da Piero Angela e da un&amp;rsquo;&amp;eacute;quipe di tecnici ed esperti, quali Paco Lanciano e Gaetano Capasso, che hanno ridato vita alle testimonianze del passato attraverso ricostruzioni virtuali, effetti grafici e bellissimi filmati.</strong></p>
<p>
	L&amp;rsquo;ingresso &amp;egrave; in Via Foro Traiano 85. Per un viaggio virtuale e per sapere come visitare le Domus Romane &amp;egrave; preferibile cercare informazioni e prenotare tramite il sito di Palazzo Valentini. Gli scavi effettuati nelle cantine del palazzo hanno portato al rinvenimento, a circa sette metri dal piano stradale, di un piccolo impianto termale, probabilmente facente parte di un complesso abitativo residenziale attiguo, gi&amp;agrave; venuto alla luce nel 1902 durante i sondaggi per la costruzione del Palazzo delle Assicurazioni di Venezia. Non si sono invece (ancora) trovate tracce del monumentale tempio di Traiano, nonostante si pensasse da sempre collocato in questo sito e che &amp;egrave; quindi da ricercare altrove. <strong>Ma Roma, si sa, riserva tante sorprese, a volerci confermare la sua grandezza. Eterna</strong>.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27797]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 11 lug 2016 17:28:17 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Therasia o Vulcano: i fanghi naturali curativi ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/fanghivulcano.jpg" width="100" alt="Therasia o Vulcano: i fanghi naturali curativi " /><br /><p>
	Affezioni articolari? Dermatologiche? Delle vie aeree? No, il prossimo non &amp;egrave; uno spot farmaceutico, n&amp;eacute; tantomeno un post di medicina, e se vi &amp;egrave; sembrato tale, ce ne scusiamo in anticipo&amp;hellip; Ma &amp;egrave; dei magnifici effetti dei fanghi e delle fumarole che vogliamo parlarvi. Non di quelli artificiali che potreste trovare tutto l&amp;rsquo;anno in una qualsiasi spa, ma di quelli naturali, unici e irripetibili: le terme <em>en plein air</em>, gratuite, com&amp;rsquo;&amp;egrave; gratuita e meravigliosa, per l&amp;rsquo;uomo, la natura.<br />
	<strong>A Vulcano c&amp;rsquo;&amp;egrave; tutto questo e tanto altro: innanzitutto potreste trovare un ottimo spunto per la cromoterapia, visto che il colore predominante, tra la ginestra e lo zolfo, &amp;egrave; decisamente il giallo, usato per lo pi&amp;ugrave; per combattere alcune circostanze di disagio psicofisico, apatia e depressione su tutte</strong>. Sulle concreta esistenza di doti curative dei fanghi e delle acqua calde di Vulcano, testimoniano ormai osservazioni ed esperienze condotte nel corso di almeno 40 anni.</p>
<p>
	Nella zona dei fanghi, si distinguono tre zone: la &amp;ldquo;<strong>Pozza</strong>&amp;rdquo; dei fanghi, il &amp;ldquo;<strong>mare caldo</strong>&amp;rdquo; o &amp;ldquo;acque calde&amp;rdquo; e le <strong>fumarole</strong>, dove &amp;egrave; possibile fare delle inalazioni, utili per le vie respiratorie. E se la &amp;quot;Pozza&amp;quot; &amp;egrave; alimentata ininterrottamente, da innumerevoli bolle dalle quali fuoriescono vapori sulfurei, acqua salmastra e fango argilloso ad altissimo contenuto di zolfo, nella &amp;ldquo;piscina naturale dei Fanghi&amp;rdquo; le acque sono calde e in continuo fermento: <strong>un tratto di mare dove ci si pu&amp;ograve; rilassare e terminare la &amp;ldquo;cura&amp;rdquo; e risciacquarsi con un efficace idromassaggio naturale. Qui, infatti, decine di fumarole sottomarine emettono vapore a forte pressione, sulle quali ci si pu&amp;ograve; piacevolmente adagiare ottenendo benefico effetto dell&amp;#39; idromassaggio complementare</strong>. Sono tesori che sgorgano dalla terra, alla quale tutti sentiamo la necessit&amp;agrave; di ritornare&amp;hellip;</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27796]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 11 lug 2016 11:34:54 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ I sogni di un uomo �volante�: intervista a Marco Busetta  4� e ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/busetta4.jpg" width="100" alt=" I sogni di un uomo �volante�: intervista a Marco Busetta  4� e ultima parte" /><br /><p>
	<strong>Al momento si trova in trasferta di Coppa del mondo di parapendio. Quali i risultati raggiunti e cosa spera di ottenere?</strong><br />
	Ho avuto l&amp;#39;onore di conseguire il titolo di vice campione italiano 2015. Da poco tempo frequento i circuiti di Coppa del mondo, per allenarmi a fianco dei piloti pi&amp;ugrave; abili del pianeta. Il mio obiettivo non &amp;egrave; l&amp;#39;agonismo, ma, nei limiti del possibile, lo studio e la comprensione dell&amp;rsquo;aria.</p>
<p>
	<strong>Tirando le somme, quanto e cosa &amp;egrave; riuscito a trasmetterle questo sport negli anni a livello personale e soprattutto interiore? Si pu&amp;ograve; parlare di crescita personale e conoscenza di s&amp;eacute;? Propositi per il futur</strong>o?<br />
	Il parapendio &amp;egrave; un lungo viaggio che comincia nel 1965: da questo momento ogni persona ha la possibilit&amp;agrave; di giungere al livello pi&amp;ugrave; profondo del s&amp;eacute;: il volo &amp;egrave; scoperta della natura e di se stessi. Allena le capacit&amp;agrave; di analisi e risoluzione dei problemi. Stimola l&amp;#39;equilibrio mentale. Pu&amp;ograve; certamente avere dei effetti sulla vita ed il comportamento di tutti i giorni. Ci fa amare di pi&amp;ugrave; la nostra vita ed il mondo che ci circonda.<br />
	Cosa desiderare di pi&amp;ugrave; nel passaggio su questa Terra?</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27795]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 09 lug 2016 18:12:25 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Come un'aquila: intervista a Marco Busetta   3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/parapendio.jpg" width="100" alt="Come un'aquila: intervista a Marco Busetta   3� Parte" /><br /><p>
	<strong>Se dovesse descrivere con soli 3 aggettivi le esperienze di volo sino a questo momento provate, quali userebbe?</strong><br />
	Entusiasmanti. Esplorative. Introspettive.</p>
<p>
	<strong>Tre isole, un solo volo. Ci sono dei limiti tecnici che impediscono di poter effettuare questa stessa esperienza sull&amp;rsquo;intero arcipelago?</strong><br />
	Per sorvolare l&amp;#39;intero arcipelago in sicurezza (cio&amp;egrave; senza rischiare di atterrare in mare) servirebbero ascendenze fino a quote di almeno 2000 metri, che non mi &amp;egrave; ancora capitato di osservare sulle isole Eolie. Sarebbe comunque una forzatura per le attuali prestazioni in planata di un parapendio.</p>
<p>
	<strong>Crede che ritorner&amp;agrave; alle Eolie per raggiungere nuovi traguardi? Che rapporto ha con l&amp;rsquo;arcipelago?</strong><br />
	Torner&amp;ograve; certamente, come faccio abitualmente, per relax o per volare e provare le traversate condividendo l&amp;#39;esperienza con altri amici piloti.</p>
<p>
	<strong>Descrivere cosa prova in volo &amp;egrave; forse difficile, addirittura impossibile alle volte. Cosa direbbe per spingere chiunque sia attratto da questo sport ad avvicinarsi a tale disciplina?</strong><br />
	Direi di venire a vivere questa esperienza in tutta semplicit&amp;agrave; e sicurezza, senza requisiti particolari, volando in parapendio biposto (tandem) con me e con gli altri piloti professionisti del team Etna Fly. Si pu&amp;ograve; anche imparare frequentando la nostra scuola. Vivere volando &amp;egrave; un life style che porta l&amp;#39;essere umano alla scoperta di una nuova dimensione. Inimmaginabile. Indescrivibile.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27793]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 09 lug 2016 16:52:14 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il brivido sui cieli: intervista a Marco Busetta 2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/busetta1.jpg" width="100" alt="Il brivido sui cieli: intervista a Marco Busetta 2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Quali le sensazioni provate? &amp;Egrave; stato qualcosa di inaspettato o gli anni di parapendio gi&amp;agrave; praticati hanno smorzato l&amp;rsquo;emozione?</strong><br />
	Un mix di gioia e concentrazione, con quel pizzico di incredulit&amp;agrave; che accompagna tutte le volte che si realizza un sogno (e solo in volo mi capita cos&amp;igrave; spesso). La concentrazione una compagna irrinunciabile, in quanto primo pilota a sperimentare, per non compiere errori e completare il piano di volo.</p>
<p>
	<strong>Quando &amp;egrave; nata la passione per il parapendio e come ha iniziato ad avvicinarsi a questo sport? Il diventarne professionista &amp;egrave; stata una scelta dettata dalla passione crescente negli anni?</strong><br />
	Come gli altri &amp;quot;uomini volanti&amp;quot;, sentivo sin da piccolo un&amp;#39;attrazione verso il volo e gli sport cosiddetti estremi. Nel corso della vita ti imbatti poi in qualcosa che ti spinge a provare. Degli articoli di giornale, dei personaggi, come De Gayardon e D&amp;#39;Arrigo che mi hanno ispirato e permesso di iniziare.</p>
<p>
	<strong>Alla sua passione per il parapendio si affianca la professione di geologo. Quale delle due strade ha deciso di intraprendere per prima o sono nate entrambe contemporaneamente l&amp;rsquo;una a supporto dell&amp;rsquo;altra?</strong><br />
	La geologia &amp;egrave; stata la mia prima passione, i cui studi di tipo scientifico hanno formato la mia mente agevolandomi nella comprensione dei fenomeni dell&amp;#39;aria.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27792]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 08 lug 2016 11:03:01 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Gli spaghetti all'eoliana: buon appettito!]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/spaghettieolie1.jpg" width="100" alt="Gli spaghetti all'eoliana: buon appettito!" /><br /><p>
	<strong>Gli spaghetti all&amp;rsquo;eoliana</strong>: una ricetta semplice e veloce per tutti i palati. Non poteva mancare in questa esplosione d&amp;rsquo;estate il tipico piatto delle Eolie, con tutti i frutti pi&amp;ugrave; gustosi dell&amp;rsquo;arcipelago, dalle <strong>olive</strong> al <strong>cappero doc</strong>, senza dimenticare il pesce azzurro. Un piatto completo ed equilibrato da gustare in compagnia. Perch&amp;eacute; le Eolie sono mare, sole e spensieratezza di chi si ritrova a tavola. Buon appetito!</p>
<p>
	<br />
	<strong>INGREDIENTI per 4 persone</strong><br />
	500 gr di spaghetti; 1 melanzana media nera e lunga; 1 cucchiaio di capperi salati piccoli; 6 filetti di acciughe; 3 cucchiai di olio extravergine; 300 gr di pomodorini pachino; 1 spicchio d&amp;rsquo;aglio; sale e pepe q.b.</p>
<p>
	<br />
	<strong>PREPARAZIONE</strong><br />
	Tagliare le melanzane a tocchetti, cosparse di sale grosso, per circa un&amp;#39;ora, in uno scolapasta con sopra un piatto piano e un peso, e sotto una scodella per raccogliere il liquido di vegetazione che rilasceranno. Trascorso il tempo, si sciacquano, si asciugano, si friggono e si mettono da parte.<br />
	Sbucciare lo spicchio d&amp;rsquo;aglio, schiacciarlo leggermente e farlo imbiondire in una padella nell&amp;rsquo;olio extravergine d&amp;rsquo;oliva, dopodich&amp;eacute; toglierlo dalla padella. Aggiungere i filetti di acciughe spezzettati e farli sciogliere a fuoco dolce, schiacciandoli con una forchetta. Unire i pomodorini a pezzetti e farli cuocere per circa 15 minuti a fuoco vivo, unire poi i capperi tritati, precedentemente dissalati in acqua bollente, mescolare di tanto in tanto, aggiungere le melanzane e un po&amp;rsquo; di pepe. Cuocere il tutto senza aggiunta di sale. Far cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata. Scolate gli spaghetti al dente, quindi fateli saltare nella padella per amalgamarli velocemente con la salsa di pomodoro, capperi e acciughe.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27791]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 08 lug 2016 10:31:23 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie in parapendio: intervista a Marco Busetta  1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/busetta.jpg" width="100" alt="Le Eolie in parapendio: intervista a Marco Busetta  1� Parte" /><br /><p>
	I sogni hanno spesso dell&amp;rsquo;impossibile e realizzarli sembra quasi un&amp;rsquo;utopia. <strong>Ma provate per un attimo a chiudere gli occhi e pensare a cosa provereste se il sogno pi&amp;ugrave; recondito che custodite in un cassetto magicamente si avverasse.</strong><br />
	Perch&amp;eacute; pu&amp;ograve; sembrar strano ma quando la passione incontra il desiderio di farcela nessun ostacolo&amp;nbsp; diventa un impedimento.</p>
<p>
	<em>&amp;hellip; Come sorvolare le isole di Vulcano, Lipari e Salina per chi come Marco Busetta, geologo e professionista del parapendio, ripercorre insieme a noi i momenti di un&amp;rsquo;impresa che ha dell&amp;rsquo;incredibile&amp;hellip;</em></p>
<p>
	<strong>Marco,lo scorso 2 Giugno si &amp;egrave; cimentato in una prova impensabile ai pi&amp;ugrave;: sorvolare le tre isole dell&amp;rsquo;arcipelago eoliano di Vulcano, Lipari e Salina. Da quanto tempo si preparava per realizzare questo traguardo?</strong><br />
	Era un &amp;quot;sogno nel cassetto&amp;quot; che avevo da diversi anni. Una piccola impresa personale programmata sulla base di ipotesi e tentata non appena le condizioni meteo lo hanno permesso. Ho atteso che ci fossero ascendenze fino ad oltre 1000 metri s.l.m. e vento debole per poter guadagnare quota su ogni isola, fino a sfiorare le nubi, per poi planare in sicurezza superando i tratti di mare che le separano.</p>
<p>
	<strong>Com&amp;rsquo;&amp;egrave; nata l&amp;rsquo;idea di sorvolare contemporaneamente queste tre isole? Sogno legato a qualche aneddoto in particolare o voglia di dar vita ad un connubio di sensazioni derivanti dalla bellezza del posto e la grandiosit&amp;agrave; del volo?</strong><br />
	La magia e la bellezza di questi luoghi, il loro fascino innegabile, sono stati la fonte di ispirazione per questo volo, modesto in termini di distanza percorsa, ma assolutamente romantico. Un siciliano ama i luoghi in cui ha avuto la fortuna di nascere e poterlo fare in volo &amp;egrave; un privilegio.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27790]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 07 lug 2016 16:46:04 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Filicudi, facts fiction and fantasy]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/filicudi(1).jpg" width="100" alt="Filicudi, facts fiction and fantasy" /><br /><p>
	Verr&amp;agrave; presentato nel corso dei pomeriggi culturali il volume &amp;ldquo;<strong>Filicudi, facts fiction and fantasy</strong>&amp;rdquo; di Gaetano Rando e Diana Santamaria, presentato da Sonia D&amp;rsquo;Ambra.<br />
	Si tratta di un libro &amp;ldquo;sonoro&amp;rdquo;, dove accanto ai tradizionali &amp;ldquo;cunti&amp;rdquo; di una terra, sono associati dei ritmi e delle musiche popolari. <strong>Le serate, organizzate come ogni anno dal Centro Studi Eoliano di Lipari che si &amp;egrave; impegnato per l&amp;rsquo;allestimento della XXXIII edizione, sono all&amp;rsquo;insegna della ricerca culturale e del sincretismo tra le diverse forme di espressioni artistiche. </strong>Non a caso, infatti, nella medesima serata sar&amp;agrave; proiettato il film: &amp;ldquo;Il maggio di Filicudi&amp;rdquo;, di Flavia Grita e Pino La Greca.</p>
<p>
	Il volume mira ad essere un must per tutti gli appassionati di Filicudi - siano essi suoi discendenti o ai suoi visitatori. <strong>Presenta una ricca antologia di racconti, fatti e fantasia ispirati all&amp;rsquo;isola, alcuni anche in vernacolo locale, schiaccia l&amp;rsquo;occhio alla tradizione orale, mai sopita. I lettori potranno cos&amp;igrave; intraprendere un viaggio nel cuore, nella mente e nello spirito dell&amp;rsquo;isola, sperimentando il ricco patrimonio culturale della sua gente.</strong> Il CD musicale che accompagna il libro arricchir&amp;agrave; l&amp;rsquo;esperienza di lettura ad un livello che &amp;egrave; profondamente personale e spirituale.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;autrice &amp;egrave; nata a Sydney, in Australia, nel 1954. Dopo aver ultimato gli studi, ha conseguito la laurea in Education e ha seguito un corso per insegnare inglese e musica nelle scuole superiori .</strong><br />
	Ha insegnato inglese ai migranti adulti e nello stesso settore (l&amp;#39;AMEP - Migrant adulti English Program) lavora presso l&amp;rsquo;Educational Management.<br />
	Di lei dice: &amp;laquo;A parte il mio amore per la trasmissione delle conoscenze, <strong>ho sempre avuto una grande passione per la musica: quand&amp;rsquo;ero piccola giocavo con lo stesso pianoforte che mia madre ha comprato con i suoi primi stipendi guadagnati.</strong> Ho ancora quel pianoforte oggi. La musica &amp;egrave; sempre stata una parte della mia vita. Non potevo nemmeno immaginare la met&amp;agrave; scrivere libri, senza in qualche modo coinvolgere la musica stessa&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27789]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 06 lug 2016 17:18:03 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il valore 'sacro' della spiaggia di Portinente]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/portinente.jpg" width="100" alt="Il valore 'sacro' della spiaggia di Portinente" /><br /><p>
	Prestigioso riconoscimento per la spiaggia di Portinenti a Lipari, anche se rischia di scomparire.</p>
<p>
	<strong>E&amp;#39; stata infatti iscritta ne &amp;quot;Il Libro degli Spazi Simbolici&amp;quot;, uno dei sei libri del &amp;quot;Registro delle Eredit&amp;agrave; Immateriali della Sicilia&amp;quot;, ed &amp;egrave; il primo luogo dell&amp;#39;arcipelago delle Eolie ad ottenere questa menzione.</strong> La richiesta di iscrizione &amp;egrave; stata avanzata dalle scrittrici Macrina Marilena Maffei e Anna Siracusano ed &amp;egrave; stata presentata alla Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Messina.</p>
<p>
	&amp;quot;E&amp;#39; stata valutata positivamente - spiega la professoressa Maffei - in quanto la spiaggia di Portinente possiede i requisiti per l&amp;#39;iscrizione nel Libro degli Spazi Simbolici &amp;#39;quale luogo legato al sacro&amp;#39; che ha registrato eventi tali da sortire dinamiche di memorie collettive&amp;#39;&amp;quot;. La richiesta &amp;egrave; stata quindi trasmessa all&amp;#39;assessorato regionale dei beni culturali e dell&amp;#39; Identit&amp;agrave; Siciliana, dove la commissione apposita l&amp;#39;ha accolta e ratificata. &amp;quot;Siamo particolarmente grate - aggiunge la professoressa Siracusano - a quanti nelle istituzioni hanno espresso giudizi favorevoli alla nostra proposta.</p>
<p>
	<strong>L&amp;#39;idea di richiedere l&amp;#39;iscrizione &amp;egrave; nata, sia dal legame affettivo con le isole che dalla conoscenza delle tradizioni religiose e della cultura popolare eoliane;</strong> conoscenza che ha consentito di motivare la richiesta, documentando con ampiezza e accuratezza che la spiaggia di Portinente da tempo immemorabile &amp;#39;produce memorie legate al sacro&amp;#39; nelle isole Eolie, ed &amp;egrave; riconosciuta dalla collettivit&amp;agrave; insulare come un luogo importante della identit&amp;agrave; eoliana&amp;quot;. Secondo una tradizione molto antica, sulla spiaggia di Portinente giunse, navigando sulle acque del mare, la <strong>cassa contenente il corpo di San Bartolomeo (divenuto patrono delle Eolie)</strong>, il 13 febbraio del 264.</p>
<p>
	(fonte ANSA)</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27788]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 05 lug 2016 12:46:06 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Peregrinatio Sancta: una mostra unica ed irripetibile]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/peregrinatio.jpg" width="100" alt="Peregrinatio Sancta: una mostra unica ed irripetibile" /><br /><p>
	Una mostra unica ed irripetibile, si presume, quella organizzata dall&amp;#39;<strong>Opera Romana Pellegrinaggi a Palazzo del Vicariato Vecchio </strong>perch&amp;eacute; <strong>raccoglie tutte le bolle dei Giubile</strong>i, dal primo della storia indetto da papa Bonifacio VIII nel 1300 fino all&amp;#39;ultimo Grande Giubileo indetto da Giovanni Paolo II nel 2000.<br />
	Il termine bolla indica il sigillo di piombo (<strong>bulla</strong>) pendente dai documenti pontifici e questi importanti documenti originali sono esposti al pubblico per la prima volta.</p>
<p>
	Solitamente queste pergamene e registri cos&amp;igrave; preziosi e storici vengono conservati presso l&amp;rsquo;<strong>Archivio Segreto Vaticano </strong>e solo gli studiosi possono averne accesso per motivazioni legate al proprio studio.<br />
	In occasione del <strong>Giubileo Straordinario della Misericordia</strong> &amp;egrave; possibile invece ammirare i documenti originali e scoprirne il significato e l&amp;#39;importanza soprattutto dal punto di vista storico.<br />
	In esposizione anche tre bolle conservate presso la <strong>Biblioteca Apostolica Vaticana</strong> e un incunabolo conservato presso la Biblioteca Casanatense.</p>
<p>
	La mostra &amp;egrave; aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle 21. Fino a fine luglio a Palazzo del Vicariato Vecchio, vicino al Pantheon.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27787]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 05 lug 2016 10:40:10 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[2 Stelle fanno Scintille. Intervista a Luca Caruso del Signum Hotel	3� e ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/signum.jpg" width="100" alt="2 Stelle fanno Scintille. Intervista a Luca Caruso del Signum Hotel	3� e ultima parte" /><br /><p>
	<strong>Il primo appuntamento di 2 Stelle fanno Scintille si &amp;egrave; tenuto in Sicilia per poi spostarci a Salina presso il Signum Hotel. Quali gli elementi comuni?</strong><br />
	L&amp;rsquo;impronta che ha caratterizzato i due appuntamenti &amp;egrave; stata sicuramente la stessa in entrambi i casi, con piatti preparati dai due chef&amp;nbsp; e alcuni dei quali ideati appositamente per l&amp;rsquo;evento. Differenti per&amp;ograve; sono stati le caratteristiche organolettiche, i gusti e gli odori delle pietanze che, se in Sicilia hanno visto protagonista il pesce, qui da noi hanno contraddistinto la preparazione delle carni. Un tripudio di sapori ed odori sapientemente realizzato dalle mani dei nostri due chef.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Si sa accontentarsi &amp;egrave; difficile, soprattutto quando le proprie carriere professionali&amp;nbsp; assumono toni sempre pi&amp;ugrave; importanti. Possiamo gi&amp;agrave; dire che il prossimo obiettivo &amp;egrave; proprio il conseguimento della seconda Stella Michelin?</strong><br />
	Parlare di una seconda Stella &amp;egrave; ancora precoce. Negli anni abbiamo cercato di dare il massimo e fare del nostro meglio per poter raggiungere questo importante obiettivo, mirando sempre alla qualit&amp;agrave; massima del servizio offerto a tutti coloro che ci hanno scelti e continuano a sceglierci. Quindi, al momento, la prerogativa principale &amp;egrave; sicuramente quella di mantenere e rafforzare lo standard raggiunto, godendo del momento di grande soddisfazione personale e professionale per ciascuno di noi.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27786]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 05 lug 2016 10:27:53 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Il giardino degli intoccabili�: intervista a Franco Arabia sul suo romanzo storico	2�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/copertina.jpg" width="100" alt="�Il giardino degli intoccabili�: intervista a Franco Arabia sul suo romanzo storico	2�Parte" /><br /><p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	<b>Con un&amp;rsquo;esperienza nel management turistico, a lei chiediamo quanto possa essere importante impiegare risorse sulla diffusione della cultura d&amp;rsquo;azienda nelle nostre terre?<o:p></o:p></b></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	&amp;laquo;Discorso lungo, complesso e complicato. Sarebbe veramente importante avviare altri processi formativi, di orientamento, ci sono scogli che si sono formati nel tempo e, purtroppo, i corsi di modificazione dei sistemi sono lunghi, non &amp;egrave; facile&amp;raquo;. <o:p></o:p></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	<b>Ci racconti un aneddoto legato al suo lavoro&amp;hellip;<o:p></o:p></b></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	&amp;laquo;In cinquanta anni di lavoro c&amp;rsquo;&amp;egrave; molto, non saprei scegliere un aneddoto efficace, ho avuto modo di conoscere un&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; variegata, eterogenea e, quindi, qualsiasi cosa sarebbe riduttiva se la raccontassi. Nel mio libro <i>Il Giardino degli Intoccabili</i> ne trover&amp;agrave; molti&amp;raquo;.<o:p></o:p></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	<b>Ecco&amp;hellip; &amp;ldquo;Il Giardino degli Intoccabili&amp;rdquo;, un affresco del potere in Sicilia: da autore di manuali tecnici alla narrazione, qual &amp;egrave; stato il passaggio?<o:p></o:p></b></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	&amp;laquo;Io ho sempre scritto; sin da piccolo ho iniziato a fare il cronista nelle redazioni locali di alcuni quotidiani, ho fondato una rivista di cui sono stato direttore responsabile e,in atto, direttore editoriale. La scrittura &amp;egrave; stata la mia vera passione: &amp;egrave; sempre contato per me da una parte il piacere di scrivere e, dall&amp;rsquo;altra, raccontare agli altri&amp;raquo;.<o:p></o:p></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	<b>Cosa c&amp;rsquo;&amp;egrave; delle isole nel suo romanzo d&amp;rsquo;esordio?<o:p></o:p></b></p>
<p>
	&amp;laquo;Il nome del personaggio finale, Giovanni Saltalamacchia: la sua &amp;egrave; una vicenda kafkiana, un chiaro esempio della pericolosit&amp;agrave; e delle storture di un sistema da sempre intoccabile &amp;raquo;.<o:p></o:p></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	<b>Qual &amp;egrave; la Palermo che lei rappresenta?<o:p></o:p></b></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	&amp;laquo;Percorro almeno centocinquanta anni di vita palermitana e ho cercato di cogliere aspetti salienti, non solo , ma ho cercato di far capire la differenza tra mafia e cultura mafiosa e come alcuni classi dominanti siano state determinanti nel generarla. Alcuni passaggi riguardano il cosiddetto Risorgimento, qualche brutta azione dei garibaldini, e tant&amp;rsquo;altro&amp;raquo;.<o:p></o:p></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	<b>Ci colpisce la sua descrizione sulla condizione femminile del dopoguerra, quanto &amp;egrave; stato difficile per le donne, quelle del Sud in particolare, lottare per sopravvivere?<o:p></o:p></b></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	&amp;laquo;&amp;Egrave; una parte che ho dedicato volutamente alla condizione femminile, per il grande debito di amore verso mia madre e, pi&amp;ugrave; in generale, per il doveroso riconoscimento verso le donne di quel tempo, sottoposte a immani sofferenze&amp;raquo;.<o:p></o:p></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26711]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 mag 2016 16:33:49 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/copertina.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Referendum: un S� per l�ambiente e il turismo]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/referendum.jpg" width="100" alt="Referendum: un S� per l�ambiente e il turismo" /><br /><p>
	LIPARI &amp;ndash;<strong> C&amp;rsquo;&amp;egrave; anche la Federalberghi Isole Eolie del presidente Christian Del Bono nello schieramento a favore del SI per il referendum del prossimo 17 aprile.</strong><br />
	Con la Federalberghi Isole Minori della Sicilia, Federalberghi Isole Pelagie, Pantelleria Island, Visit Ustica e l&amp;rsquo;ATA Isole Egadi si &amp;egrave;, dunque, creato un fronte compatto: tutti gli attori coinvolti sono fermamente convinti nell&amp;rsquo;aderire al referendum per bloccare il prolungamento delle concessioni entro le 12 miglia, ritenendo che queste pongano gi&amp;agrave; seri rischi per l&amp;rsquo;ambiente e quindi per il turismo.<br />
	<strong>La Sicilia, con le sue ben sette piattaforme estrattive, sarebbe la prima regione di Italia con trivelle entro le 12 miglia. Ed &amp;egrave; proprio per questo motivo che il fronte del S&amp;igrave; ha diramato una nota congiunta:</strong> &amp;ldquo;Siamo favorevoli all&amp;rsquo;abrogazione dell&amp;rsquo;articolo inserito a fine anno in finanziaria che aveva magicamente previsto di prolungare le concessioni per tutta la durata utile dei giacimenti, consapevoli del fatto che le piattaforme in essere abbiano gi&amp;agrave; serie difficolt&amp;agrave; nel far rispettare gli standard minimi di sicurezza e salvaguardia ambientale. Queste, producono infatti sedimenti con un inquinamento oltre i limiti fissati dalle norme comunitarie per almeno una sostanza pericolosa (ISPRA).<strong> Riteniamo, infine, che l&amp;rsquo;Italia debba dotarsi di una seria politica sull&amp;rsquo;energia con dei passi concreti verso le rinnovabili, come giudichiamo inaccettabile che le societ&amp;agrave; petrolifere versino allo stato italiano solo il 7% del valore del petrolio e il 10% di quello del gas estratto</strong>&amp;rdquo;.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25674]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 07 apr 2016 17:07:51 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Who: Eolie e le �5 W�, a ciascuno la sua� Isola ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/disco.jpg" width="100" alt="Who: Eolie e le �5 W�, a ciascuno la sua� Isola " /><br /><p>
	<strong>Giornate pi&amp;ugrave; lunghe, temperature sempre pi&amp;ugrave; calde, aperitivi in riva al mare. &amp;nbsp;L&amp;rsquo;arrivo delle vacanze sembra essere un miraggio eppure, come ogni anno, il problema pi&amp;ugrave; grave rimane sempre lo stesso: la meta perfetta. </strong>La soluzione? Eolie. Le sette isole dell&amp;rsquo;arcipelago sono pronte ad accogliere ogni genere di visitatore, dagli amanti della tintarella ai desiderosi di &amp;ldquo;riposo&amp;rdquo; tra scalate ed escursioni, seguiti solo da paletta e secchiello delle famiglie e dai cocktail dei pi&amp;ugrave; giovani in disco.</p>
<p>
	<strong>Culla di poeti e scrittori in cerca di pace e tranquillit&amp;agrave;, le Eolie hanno affascinato nel tempo viaggiatori provenienti da ogni dove, soddisfacendo anche i palati pi&amp;ugrave; sopraffini.</strong><br />
	E se Panarea &amp;egrave; la meta ideale di giovani alla ricerca di svago per le sue discoteche, Alicudi e Filicudi sono l&amp;rsquo;ideale per chi vuole vivere le bellezze della natura selvaggia, lasciando alle famiglie e a chi viene per la prima volta&amp;nbsp; l&amp;rsquo;onore di visitare&amp;nbsp; la madre dell&amp;rsquo;arcipelago: Lipari.&amp;nbsp;<br />
	E poi ci sono loro, <strong>i turisti mordi e fuggi,</strong> che dotati di budget ristretti e tempi incalzanti decidono di trascorrere un giorno tra la natura incontaminata delle altre isole, prima fra tutte Vulcano,&amp;rdquo; colpevole&amp;rdquo; solo di rigenerare i suoi ospiti con fanghi e fumarole derivanti dall&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; vulcanica che la contraddistingue.</p>
<p>
	<strong>Sette isole e un&amp;rsquo;infinit&amp;agrave; di possibili mondi&amp;nbsp; da esplorare. Quale preferire? A voi la scelta</strong>.&amp;nbsp;&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25673]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 07 apr 2016 11:12:16 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Taormina il Premio Stromboli in Love a �Calcolo Infinitesimale�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/calcolo.jpg" width="100" alt="A Taormina il Premio Stromboli in Love a �Calcolo Infinitesimale�" /><br /><p>
	Nell&amp;rsquo;ambito del Festival del Cinema di Taormina, con il Patrocinio del Comune di Lipari,<strong> &amp;egrave; stato consegnato al film &amp;ldquo;Calcolo Infinitesimale&amp;rdquo; il Premio Stromboli in Love, per due importanti motivazioni.</strong> Innanzitutto il film &amp;egrave; il primo, dopo <strong>&amp;#39;Stromboli&amp;#39; di Roberto Rossellini del 1949</strong>, ad essere interamente ambientato sull&amp;rsquo;isola. Infatti la scena si apre sulla bellissima isola di Stromboli, dove &amp;egrave; appena sbarcata Valeria Hostis (<strong>Stefania Rocca</strong>), una giornalista che ha rintracciato e contattato Roberto Pistis (<strong>Luca Lionello</strong>), un famoso scrittore che ebbe un grande successo con il suo primo romanzo Calcolo Infinitesimale.</p>
<p>
	<strong>In seconda istanza la pellicola ha l&amp;rsquo;onore di presentare una Stromboli, mostrata in tutta la sua bellezza nella sua unicit&amp;agrave;</strong>, concepita come luogo che permetta di ritrovarsi e ritrovare una dimensione esistenziale autentica.<br />
	La qualit&amp;agrave; fotografica del film, la splendide musiche di Paolo Fresu, i punti caratteristici e di maggior richiamo turistico, in primis la salita sul vulcano,<strong> la presenza di una serie di abitanti che interpretano se stessi, la loro simpatia e il rimando ad aneddoti che implementano l&amp;rsquo;immagine dell&amp;rsquo;isola</strong>, fanno di &amp;ldquo;Calcolo infinitesimale&amp;rdquo; un veicolo promozionale di forte impatto che invita il grande pubblico a visitare le Eolie e Stromboli in particolare.</p>
<p>
	Il film &amp;egrave; firmato da un tandem di brillanti registi, <strong>Enzo Papetti</strong> e <strong>Roberto Minini Merot</strong>, ad opera della produzione <strong>MyroFilm</strong>. Tutti ringraziano in particolare il sindaco Marco Giorgianni per la sua disponibilit&amp;agrave;, e tutti gli abitanti di Stromboli per la collaborazione ed anche la pazienza avuta durante le riprese del film.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27785]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 02 lug 2016 20:07:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lidia Ravera: "A Stromboli"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/astromboli.jpg" width="100" alt="Lidia Ravera: "A Stromboli"" /><br /><p>
	&amp;quot;Mi pare riduttivo nominarla. Preferisco il nome comune di luogo: l&amp;#39;isola. <strong>Appartata, inaccessibile. Eccentrica. Approdo e punto di fuga. Invece parlo proprio di Stromboli.</strong> Mi &amp;egrave; sembrata un&amp;#39;eccellente idea fermarmi sotto il vulcano. Al culmine della mia carriera di irrequieta. Dato che nulla &amp;egrave; permanente, nemmeno una casa, nemmeno le cose, nemmeno la vita umana. Mi esercito alla provvisoriet&amp;agrave;. Cerco un senso d&amp;#39;impermanenza. Una marcia di avvicinamento al distacco. &amp;Egrave; la lontananza, la chiave di questa ottusa felicit&amp;agrave;. Sono, finalmente, lontana. Da che cosa esattamente non lo so, ma mi pare che non abbia importanza. Dalla terraferma. Dalla citt&amp;agrave;. Dalla realt&amp;agrave;. Non lo so. Mi sento lontana e basta&amp;quot;.</p>
<p>
	<strong>Lidia Ravera racconta nel libro &amp;ldquo;A Stromboli&amp;rdquo; del suo rifugio sull&amp;rsquo;Isola Eoliana</strong>: rifugio perfetto per chi &amp;egrave; &amp;ldquo;in conflitto perpetuo col suo tempo&amp;rdquo;. L&amp;igrave; prova sulla sua pelle un senso del tempo diverso e ne combatte l&amp;rsquo;accelerazione, da quello della natura a quello della contemplazione e quello che fugge. Per parlare di Stromboli, l&amp;rsquo;autrice si avvale di frammenti, immagini ed inquadrature. &amp;ldquo;Frasi da leggere e rileggere, riflessioni affascinanti su tempo, desiderio-piacere, solitudine, lontananza; e ti senti parte di questa magica isola e ti sembra di sentirne l&amp;#39;odore, vedere le onde del mare e i suoi mille colori, incontrare la gente e condividere le emozioni&amp;rdquo;.<br />
	Questa &amp;egrave; una delle tante positive recensioni scritte dai lettori di questo pezzo di letteratura di viaggio italiana. Stromboli non &amp;egrave; un&amp;rsquo;isola come le altre: <strong>&amp;egrave; un vulcano in mezzo al mare, un&amp;rsquo;enclave di riservatezza dall&amp;rsquo;appeal primitivo</strong>, presso il quale non esistono mezze misure. L&amp;igrave;, la natura si mostra in tutta la forza, in tutta la sua bellezza e in tutti i suoi contrasti. Ritmi lenti, strade buie, energie primordiali. Ciottoli di lava, la terra che trema ed il vulcano che sbuffa. Questo e molto altro &amp;egrave; la perla dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano. Scopritelo, immergendovi nella lettura di questo libro.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25634]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:51:41 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il pellegrinaggio della Madonna del Terzito]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/terzito(1).jpg" width="100" alt="Il pellegrinaggio della Madonna del Terzito" /><br /><p>
	LIPARI &amp;ndash;Continua il pellegrinaggio mariano tra le belle isole delle eolie del simulacro della <strong>Madonna del Terzito, che in questi giorni &amp;egrave; stato portato nelle isole di Alicudi e Filicudi. Qui rimarr&amp;agrave; sino al prossimo luned&amp;igrave;, 4 luglio e, nella stessa mattinata, far&amp;agrave; ritorno a Salina, nel Santuario di Val di Chiesa dove, il 23 luglio si svolger&amp;agrave; la festa annuale in onore della Madonna.</strong><br />
	La statua mariana &amp;egrave; una delle pi&amp;ugrave; caratteristiche, con la sua particolarit&amp;agrave; del campanello a richiamare i fedeli e i devoti. Sempre partecipato e commosso il corteo che ha accompagnato la Madonna lungo le vie principali delle isole.</p>
<p>
	Il pellegrinaggio &amp;egrave; stato fortemente voluto da <strong>Papa Francesco in occasione del Giubileo Speciale della Misericordia da lui indetto, ricalcando quanto aveva gi&amp;agrave; deciso Papa Giovanni Paolo II, durante il Giubileo del 2000</strong>. Allora, infatti, la Madonna &amp;egrave; stata portata a Lipari in tutte le parrocchie dell&amp;rsquo;isola, a conferma della profonda devozione mariana che esiste tra i fedeli isolani. A differenza dell&amp;rsquo;ultima volta, per&amp;ograve; per l&amp;rsquo;occasione il simulacro toccher&amp;agrave; le sponde di tutte e sette le isole, dopo 68 anni.</p>
<p>
	Antica e forte &amp;egrave; la devozione degli Eoliani che vivono nelle isole Eolie e oltreoceano verso la Madonna del Terzito. <strong>Come testimonia l&amp;rsquo;archivio storico eoliano, sarebbe da inquadrare all&amp;rsquo;incirca nel XVII secolo, nel periodo in cui Mons. Caccamo era vescovo di Lipari.</strong> Il 23 luglio del 1622, a Salina, un tale Alfonso Mercorella, mentre era impegnato a disboscare il pianoro che collega Malfa a Leni per poter mettere i terreni a coltura, giunto ai piedi del <strong>Monte dei Porri sente un misterioso suono di campanella che si ripete tre volte e che lo porta a scoprire il rudere di un&amp;rsquo;antichissima chiesetta che risaliva al VII secolo</strong>, dedicata alla Vergine Maria.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27784]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 02 lug 2016 19:32:12 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[2 Stelle fanno Scintille. Intervista a Luca Caruso del Signum Hotel	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/scintille2.jpg" width="100" alt="2 Stelle fanno Scintille. Intervista a Luca Caruso del Signum Hotel	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Com&amp;rsquo;&amp;egrave; stata vissuta dal Signum Hotel la notizia del conferimento della prima stella Michelin allo chef Martina Caruso?</strong><br />
	Lavoravamo al raggiungimento di questo obiettivo gi&amp;agrave; da un po&amp;rsquo;, soprattutto Martina, per cui il raggiungimento dell&amp;rsquo;obiettivo tanto sognato non poteva che riempire tutti noi di grande gioia, visto anche il legame familiare che ci unisce. A ci&amp;ograve; si aggiunge poi la felicit&amp;agrave; derivante dall&amp;rsquo;aver raggiunto questo traguardo insieme agli amici dello Shalai Resort, Luciano Pennisi e lo chef Giovanni Santoro, cui siamo legati da una profonda amicizia.</p>
<p>
	<strong>Com&amp;rsquo;&amp;egrave; nata l&amp;rsquo;idea dell&amp;rsquo;evento 2 Stelle fanno Scintille?</strong><br />
	Alla notizia del conseguimento della Stella Michelin per entrambi i nostri chef non potevamo che render loro omaggio attraverso una festa capace di celebrare gli sforzi fatti sino a questo momento e dal Signum e dallo Shalai, dando vita ad una cena a quattro mani che esaltasse i sapori e gli odori di due terre cos&amp;igrave; amiche.</p>
<p>
	<strong>Come pi&amp;ugrave; volte da lei stesso affermato, l&amp;rsquo;amicizia che lega lo Shalai Resort e il Signum Hotel &amp;egrave; tale da poter parlare di una vera e propria famiglia allargata. Si tratta di un rapporto gi&amp;agrave; consolidato e che crede vada sempre pi&amp;ugrave; rafforzato?</strong><br />
	Il rapporto d&amp;rsquo;amicizia che ci lega affonda le sue radici in progetti ed eventi comuni da entrambi sostenuti negli anni, rafforzando un legame tra due terre, la Sicilia e le Eolie appunto, che merita di essere sempre pi&amp;ugrave; esaltato e rafforzato in nome delle bellezze paesaggistiche ed enogastronomiche che contraddistinguono e rendono uniche le due isole.</p>
<p>
	di Carmelo Paluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27783]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 02 lug 2016 19:14:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[2 Stelle fanno Scintille. Intervista a Luca Caruso del Signum Hotel]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/scintille.jpg" width="100" alt="2 Stelle fanno Scintille. Intervista a Luca Caruso del Signum Hotel" /><br /><p>
	<strong>2 Stelle fanno Scintille. Sembra il titolo di un film dal sapore tipicamente italiano eppure questa volta non basta sedersi comodamente sulla poltrona di casa per poterne godere a pieno. </strong>Dolce risveglio dei sensi, persino Bacco avrebbe voluto parteciparvi e rendere omaggio a due grandi stelle della cucina mediterranea; perch&amp;eacute; questa volta le Eolie e la Sicilia si sono unite per dar vita ad uno degli eventi enogastronomici pi&amp;ugrave; ricercati e sopraffini di tutti i tempi.</p>
<p>
	<strong>Padroni di casa il Signum Hotel nelle persone di Luca Caruso e dello chef stellato Martina Caruso, e lo Shalai Resort, che per primo ha ospitato l&amp;rsquo;evento in Sicilia grazie alla maestria di Luciano Pennisi, proprietario di quest&amp;rsquo; ultimo insieme al fratello, e dello chef stellato Giovanni Santoro.</strong><br />
	Il Mediterraneo ha cos&amp;igrave; potuto celebrare la nascita di due stelle, gli chef Martina Caruso e Giovanni Santoro, che col conseguimento della loro prima Stella Michelin, hanno dato ancora pi&amp;ugrave; luce al gigante buono&amp;nbsp; siciliano, l&amp;rsquo;Etna, e ai tramonti mozzafiato dell&amp;rsquo;isola di Salina.</p>
<p>
	Rivivere i sapori e le emozioni di queste due cene &amp;egrave; possibile e a farlo &amp;egrave; proprio <strong>Luca Caruso, direttore del Signum Hotel di Salina</strong>, che con orgoglio ci parla dei momenti che hanno contribuito all&amp;rsquo;organizzazione di un evento che racchiude in s&amp;eacute; colori e odori di due perle del <strong>Mediterraneo</strong>.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27782]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 01 lug 2016 12:28:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: Salina - 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salinastoria.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: Salina - 1� parte" /><br /><p>
	I primi insediamenti sorti sull&amp;rsquo;Isola di Salina risalgono all&amp;rsquo;et&amp;agrave; preistorica e, pi&amp;ugrave; precisamente al Neolitico Medio, verso la fine del V millennio a.C.: a quest&amp;rsquo;epoca sono datati i resti di una capanna dalla forma ovale che &amp;egrave; stata rinvenuta sul pianoro di Rinicedda, nella frazione di Rinella. Si tratta delle prime testimonianze di un insediamento preistorico sull&amp;rsquo;Isola; i reperti ritrovati qui documentano il fatto che, anche a Salina, gli abitanti fossero in grado di lavorare l&amp;rsquo;ossidiana per destinarla, poi, alla fabbricazione di utensili. Anche sul Monte Fossa delle Felci sono stati rinvenuti reperti databili, per&amp;ograve;, al III millennio a.C. il cui ultimo secolo ha visto l&amp;rsquo;Isola abitata da popolazioni provenienti dalla Grecia, molto probabilmente gli Eoli, autori del nome dell&amp;rsquo;Arcipelago, insieme ad altri popoli dalla Sicilia, pi&amp;ugrave; precisamente dalla civilt&amp;agrave; di Thapsos. Anche l&amp;rsquo;et&amp;agrave; del bronzo antico e medio, corrispondente circa al II millennio a.C. e alle culture di Capo Graziano e del Milazzese, &amp;egrave; documentata ampiamente grazie a studi svolti sugli insediamenti di Serro Brigadiere, Serro dell&amp;rsquo;Acqua, Serro dei Cianfi e della Portella.<strong> In numerose localit&amp;agrave; di Salina sono state rinvenuti gruppi di tombe con corredi funerari che possono essere collocati, temporalmente, tra il III e il II secolo a.C., testimoni dell&amp;rsquo;et&amp;agrave; Greca e di quella Romana.</strong> In particolare, durante l&amp;rsquo;et&amp;agrave; imperiale Romana si &amp;egrave; potuto assistere ad un forte incremento demografico che ha seguito lo sviluppo delle aree abitate; resti di abitazioni risalenti a questo periodo sono visibili ancora oggi in contrada Barone, lungo la spiaggia di S. Marina e a Lingua presso cui, all&amp;rsquo;interno del lago, vi sono anche i resti delle strutture delle antiche saline. <strong>Sono stati proprio i Romani ad assegnare all&amp;rsquo;Isola questo nome: &amp;egrave; stato merito del laghetto di Lingua, nel quale si poteva raccogliere sale in abbondanza. Prima di loro, Salina &amp;egrave; stata chiamata Didyme, l&amp;rsquo;isola delle montagne gemelle, dai Greci.</strong><br />
	Lo sviluppo di Salina &amp;egrave; proseguito fino all&amp;rsquo;et&amp;agrave; Bizantina e medioevale e, nell&amp;rsquo;VIII secolo d.C. &amp;egrave; diventata una delle Eolie pi&amp;ugrave; abitate.<br />
	Continua&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24552]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:11:51 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Martina Caruso: intervista ad uno chef stellato]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/martinacaruso.jpg" width="100" alt="Martina Caruso: intervista ad uno chef stellato" /><br /><p>
	Martina Caruso &amp;egrave; una giovanissima chef con una passione ed una determinazione grandissime. Under 35, ma gi&amp;agrave; premiata con il riconoscimento pi&amp;ugrave; prestigioso di tutto lo scenario culinario mondiale: la Stella Michelin. Martina &amp;egrave; nata a Salina ed &amp;egrave; qui che lavora, al Signum di Malfa, pluripremiato boutique hotel della sua famiglia. Come descritto anche sul sito dell&amp;rsquo;hotel: &amp;ldquo;che avvenga nella luce intensa dell&amp;#39;Isola, tra i colori delle maioliche e le sfumature del paesaggio o sotto il cielo stellato e unico di Salina, l&amp;#39;esperienza gustativa al Signum rimane uno dei ricordi pi&amp;ugrave; intensi del viaggio&amp;rdquo;.<br />
	Conosciamo pi&amp;ugrave; da vicino Martina Caruso.<br />
	<strong>Da dove &amp;egrave; nata questa tua grande passione per la cucina?</strong><br />
	Passione nata per caso. A 14 anni volevo fare cucina, cos&amp;igrave; mi sono trasferita a Cefal&amp;ugrave; per frequentare l&amp;#39;alberghiero e, poi, per seguire corsi e fare stage, tutti molto significativi. Primo maestro mio padre che mi ha insegnato la tradizione e il valore della terra. Pi&amp;ugrave; passano i giorni, i mesi e gli anni e pi&amp;ugrave; sono convinta di aver fatto la scelta giusta.<br />
	<strong>Che cos&amp;#39;&amp;egrave; la cucina per te?</strong><br />
	La cucina &amp;egrave;&amp;hellip; Intanto con la mia cucina cerco di regalare emozioni, tramite sapori diretti e unici che non si scordano, per me la cucina &amp;egrave; un luogo dove sfogare la mia creativit&amp;agrave;&amp;hellip;&amp;nbsp; La chiuderei in tre parole: territorio, ricerca, digeribilit&amp;agrave;. In cucina esprimo me stessa.<br />
	<strong>Cosa si prova ad aver ottenuto una Stella Michelin in cos&amp;igrave; giovane et&amp;agrave;?</strong><br />
	Quando ho saputo della stella Michelin ho sentito una forte emozione, in realt&amp;agrave; i primi giorni ci ho messo un po&amp;#39; a convincermi di quello che era successo, non pensavo di prenderla cos&amp;igrave; presto anche se, onestamente, ci speravo.<br />
	<strong>E&amp;#39; cambiato qualcosa nella tua vita, da quel momento?</strong><br />
	La vita non &amp;egrave; cambiata, voglio rimanere sempre con i piedi per terra e affrontare il lavoro con serenit&amp;agrave; e divertendomi. Questo per me &amp;egrave; un punto di partenza e non un punto di arrivo. Non bisogna montarsi la testa, ma lavorare duro.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	Non vi resta che partire per la meravigliosa Isola di Salina e&amp;hellip; assaggiare, per credere!</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24551]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:11:09 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Misericordia nell�arte. Itinerario giubilare tra i Capolavori dei grandi Artisti Italiani	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/misericordia2.jpg" width="100" alt="La Misericordia nell�arte. Itinerario giubilare tra i Capolavori dei grandi Artisti Italiani	2� Parte" /><br /><p>
	Le Sette Opere di Misericordia Corporali sono il tema della seconda sezione. Le <strong>Opere di Misericordia sono descritte per la prima volta da Ges&amp;ugrave; Cristo nel Vangelo di San Matteo</strong> e vengono ben presto codificate in un elenco. Nella coscienza cristiana si sviluppa infatti il senso dell&amp;rsquo;importanza della pratica dell&amp;rsquo;amore di Dio, dimostrata nell&amp;rsquo;amore per l&amp;rsquo;altro.</p>
<p>
	Tuttavia &amp;egrave; solo nel XII secolo che viene stabilita la lista delle sette opere di misericordia, le sei citate da San Matteo (vestire gli ignudi, dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati) e seppellire i morti. <strong>L&amp;rsquo;opera pi&amp;ugrave; celebre &amp;egrave; il dipinto che Caravaggio esegue a Napoli nel 1606</strong>. Il titolo dell&amp;rsquo;opera, come risulta dai documenti, &amp;egrave; la Madonna della Misericordia, ma in uno dei suoi colpi di genio, Caravaggio unisce l&amp;rsquo;iconografia della Madonna della Misericordia con quella delle Sette Opere di Misericordia, in un simbolico dialogo tra la Vergine e il popolo misericordioso.</p>
<p>
	I<strong>n mostra anche un bassorilievo di Pietro Bernini, la Carit&amp;agrave; di Guido Reni e un dipinto di Pierre Subleyras. </strong>I due grandi capolavori di Piero della Francesca e di Caravaggio, per la delicatezza e l&amp;rsquo;importanza delle opere, sono rappresentati da pannelli didattici. Fino al 27 novembre a Palazzo dei Conservatori nei Musei Capitolini.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27781]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 30 giu 2016 19:31:01 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Misericordia nell�arte. Itinerario giubilare tra i Capolavori dei grandi Artisti Italiani	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/misericordia.jpg" width="100" alt="La Misericordia nell�arte. Itinerario giubilare tra i Capolavori dei grandi Artisti Italiani	1� Parte" /><br /><p>
	Nei Musei Capitolini il tema della Misericordia viene rappresentato attraverso opere d&amp;rsquo;arte: dipinti, sculture, miniature ed incisioni. <strong>Cuore del pensiero cristiano, nonch&amp;eacute; tema del Giubileo di Papa Francesco, la misericordia viene raffigurata dalla Vergine che accoglie con il mantello il popolo cristiano, come una madre che protegge, difende e aiuta la propria prole</strong>, e dalle Opere di Misericordia Corporali, che annuncia affinch&amp;eacute;&amp;nbsp; il buon cristiano le compia. La mostra dunque offre varie testimonianze artistiche, sviluppate in un percorso in due sezioni: <strong>la prima &amp;egrave; proprio La Madonna della Misericordia</strong>.</p>
<p>
	L&amp;rsquo;appellativo di Mater Misericordiae &amp;egrave; molto antico, risale probabilmente al V e VI secolo, citata in un sermone dello scrittore Giacomo di Sarug. <strong>L&amp;rsquo;iconografia in cui la Vergine appare in piedi con un grande mantello sotto il quale accoglie il popolo di Dio ha origine in Toscana e nel Lazio nell&amp;rsquo;alto Medioevo ed ha una grande diffusione tra il Tre e il Quattrocento.</strong> L&amp;rsquo;opera pi&amp;ugrave; famosa in questo ambito &amp;egrave; il Polittico della Misericordia di Piero della Francesca, che si trova a Borgo San Sepolcro, ma tantissimi sono stati gli artisti che l&amp;rsquo;hanno raffigurata, da Simone Martini a Lippo Memmi, da Bartolomeo Caporali a Pietro Perugino. Recentemente Papa Francesco ha invitato a pregare la Madonna della Misericordia, perch&amp;eacute; ci aiuti.</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27780]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 30 giu 2016 19:22:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[#Milionidipassi: il ponte di Medici Senza Frontiere]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/milioni.jpg" width="100" alt="#Milionidipassi: il ponte di Medici Senza Frontiere" /><br /><p>
	Si sta svolgendo in questi giorni a Stromboli la<strong> Festa del Teatro Ecologico, dedicata al 400&amp;deg; anniversario dalla morte di Shakespear</strong>e: una scommessa ben riuscita di fare dell&amp;rsquo;isola un palcoscenico naturale di rarissima bellezza, sfruttando gli anfratti e i luoghi pi&amp;ugrave; suggestivi del territorio, senza annessi artificiali, in primis la luce.</p>
<p>
	E, per unire suggestioni culturali ai pi&amp;ugrave; nobili sentimenti umani, <strong>anche quest&amp;rsquo;anno Medici Senza Frontiere sar&amp;agrave; ospite della Festa con la campagna #milionidipassi, un tour virtuale, di cui si potr&amp;agrave; fare esperienza, dedicato alle persone in fuga. </strong>Grazie a speciali visori a 360 gradi gli spettatori possono immergersi nei drammatici viaggi terra-mare o nelle inumane condizioni di vita nei campi profughi africani.<br />
	<strong>&amp;ldquo;Immagina di camminare per giorni, settimane o mesi nel deserto o nella neve &amp;ndash; dicono gli organizzatori - o di attraversare il mare agitato dentro un gommone in cerca di un posto sicuro. </strong>Questo incubo &amp;egrave; la realt&amp;agrave; per pi&amp;ugrave; di 60 milioni di persone nel mondo, costrette a fare milioni di passi per sopravvivere. Avevano tutti una vita normale, molti di loro avevano un lavoro. Hanno dovuto lasciare tutto perch&amp;eacute; intrappolati in un conflitto o una guerra. <strong>Non hanno avuto altra scelta se non fuggire perch&amp;eacute; attaccati o minacciati</strong>&amp;rdquo;.<br />
	Un motivo in pi&amp;ugrave; per legare la propria esperienza di vita a quella di migliaia di uomini che condividono le sponde del Mediterraneo, una grande possibilit&amp;agrave; per costruire ponti consapevoli con le popolazioni in movimento.</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27779]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 29 giu 2016 17:42:10 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Archeologia subacquea a Panarea: rischio furti]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/fondali.jpg" width="100" alt="Archeologia subacquea a Panarea: rischio furti" /><br /><p>
	Com&amp;rsquo;&amp;egrave; noto, a Panarea nel 2010 sono stati localizzati quattro relitti romani del I e II sec. con centinaia di bellissime anfore intatte. Si trovano tra gli <strong>80 e i 170 metri sul versante che guarda gli scogli di Basiluzzo e Lisca Bianca</strong>, gli archeologi siciliani della Soprintendenza del mare hanno localizzato e fotografato le navi commerciali romane di medie dimensioni, adibite al trasporto di grano, vino e <em>garum</em> (una salsa di pesce molto apprezzata all&amp;rsquo;epoca) che, troppo cariche, verosimilmente imbarcando acqua fecero naufragio.</p>
<p>
	Anche per questo il mare attorno alla pi&amp;ugrave; piccola delle isole Eolie che in estate attira vip e personaggi dello spettacolo, &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; meta degli archeologi marini e subacquei di alto fondale.</p>
<p>
	Adesso, per&amp;ograve;, si alza forte il<strong> rischio furto di anfora anche a 100 metri di profondit&amp;agrave;: ne d&amp;agrave; l&amp;rsquo;allarme il Corriere della Ser</strong>a con un articolo di Maria Laura Crescimanno. Ed &amp;egrave; per questo motivo che &amp;egrave; stato fissato il divieto di immersione, pesca e ancoraggio.<br />
	Nelle prossime settimane gli archeologi della Regione torneranno a studiare i relitti, anche grazie alle sofisticate tecniche di <em>rebreather</em>, e inizieranno cos&amp;igrave; a progettare una strategia di controllo con le telecamere di profondit&amp;agrave;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27778]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 29 giu 2016 17:11:52 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Malfa la presentazione "Il giardino degli Intoccabili" di Franco Arabia]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/coparabia.jpeg" width="100" alt="A Malfa la presentazione "Il giardino degli Intoccabili" di Franco Arabia" /><br /><p>
	Gioved&amp;igrave; 30 giugno, alle 19.30&amp;nbsp; a Malfa - Isola di Salina - nell&amp;#39;ambito delle iniziative culturali estive, alle ore 19.30, il chiarissimo professore <strong>Marcello Isaja</strong> presenter&amp;agrave; a <strong>Palazzo Marchetti &amp;ldquo;Il Giardino degli Intoccabili&amp;rdquo;</strong>,&amp;nbsp; romanzo gi&amp;agrave; alla seconda edizione, di <strong>Franco Arabia</strong> ed edito da Lombardi.</p>
<p>
	Oltre al sottofondo musicale di un pianista, l&amp;#39;autore legger&amp;agrave; alcune pagine del libro incentrato sui dubbi che aleggiano attorno alla famiglia Florio, sugli ingombranti conflitti d&amp;rsquo;interesse dello statista Francesco Crispi e sulla ricostruzione romanzata ma vera di un indicativo caso di mala giustizia italiana. <strong>L&amp;rsquo;opera prima &amp;egrave; sorprendentemente costruita sulla ricerca storiografica, il profondo lavoro introspettivo dell&amp;#39;autore e la narrazione efficace e mai scontata. Nella prima parte del suo romanzo, Franco Arabia, descrive il suicidio sociale della sua citt&amp;agrave; di origine, Catanzaro</strong>, come l&amp;rsquo;ha inteso &amp;Eacute;mile Durkeim a fine Ottocento, il cui effetto in concreto si manifesta in prevalenza con i numerosissimi suicidi avvenuti negli ultimi cinquant&amp;rsquo;anni.</p>
<p>
	Osserva alcuni accadimenti della propria giovinezza, - di adolescente comunista che veste in jeans e giubbotto, ripercorre la rivoluzione culturale del 1955 che coincide con altre: Giovent&amp;ugrave; Bruciata americana e i Blouson Noir francesi prodromi del Sessantotto. Richiama la crisi del Partito Comunista Italiano e la condizione operaia e scolastica degli anni Ottanta del secolo scorso. <strong>&amp;Egrave; la Sicilia delle contraddizioni, per&amp;ograve;, dall&amp;#39;Unit&amp;agrave; d&amp;#39;Italia ai giorni nostri, a occupare lo spazio preponderante nel romanzo di Arabia.</strong> Nel suo riuscito cimento letterario, l&amp;#39;autore puntualizza aspetti della classe politica alle prese con stravolgimenti generazionali di attualit&amp;agrave; e della morale del Gattopardo rimasta come rassegnazione sociale.</p>
<p>
	Diverse pagine sono dedicate alla famiglia Florio, al suo successo e al declino palermitano. Alcune parti del romanzo sono autobiografiche e introspettive, altre sono narrazioni di accadimenti del 1861 e dei nostri tempi fino alle terribili stragi del Novantadue, ai fatti del Novantatr&amp;eacute; e alla supposta strategia internazionale che appare come limite alla sovranit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Italia<strong>. Accenna alle contraddizioni della giustizia italiana e alla condizione carceraria in cui lo stesso processo Andreotti si presenta inaspettato nella vita di Giovanni Saltalamacchia, il personaggio finale e immaginario della narrazione.</strong> Pi&amp;ugrave; in dettaglio l&amp;rsquo;autore parte dalle sue esperienze giovanili nella sua citt&amp;agrave;, tema che insegue in buona parte del suo romanzo. Analizza aspetti psicologici e antropologici di quel tempo e si pone in posizione critica, non tanto in termini di giudizio morale ma perch&amp;eacute; il suo diviene il risultato d&amp;rsquo;intenso osservatore che vive sulla propria pelle le contraddizioni sociali della sua terra.&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27777]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 29 giu 2016 16:14:36 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La marmellata del "Capperaio Magico" 5� e ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/ultimamarmellata.jpg" width="100" alt="La marmellata del "Capperaio Magico" 5� e ultima parte" /><br /><p>
	<strong>Roberto rappresenta un faro per tutti i giovani, e non solo, di Salina. La passione per il suo lavoro lo ha reso imprenditore sin da giovane, a dimostrazione che solo l&amp;rsquo;impegno, la costanza e la dedizione per le proprie inclinazioni possono portare un giovane a raggiungere i propri sogni. Cosa sente di poter dire a tutti i giovani che non hanno avuto la possibilit&amp;agrave; di conoscere Roberto?</strong>Io vorrei dire a tutti i giovani che non hanno conosciuto Roberto di coltivare i propri sogni, di mettere passione e impegno nel lavoro, di avere coraggio per quello che si fa perch&amp;eacute; Roberto ha avuto coraggio nel rilevare un&amp;rsquo;azienda avviata, rivoluzionandola totalmente.</p>
<p>
	<strong>Una storia di certo tragica che, come tutte le storie, &amp;egrave; intrinseca di messaggi che devono essere veicolati. Quale crede sarebbero state le parole di Roberto nel presentare la realizzazione del suo sogno, il primo prodotto dolciario dell&amp;rsquo;azienda a base di capperi?</strong><br />
	Nel corso di quella manifestazione ho immaginato Roberto lontano da Salina, in uno dei suoi lunghi viaggi in giro per il mondo e sono convinta che avrebbe detto questo: &amp;laquo;Un anno fa&amp;hellip; una cena tra amici&amp;hellip; progetti... Una calda domenica d&amp;rsquo;autunno&amp;hellip; la prima prova&amp;hellip; la nostra ultima volta tutti insieme&amp;hellip;.Oggi&amp;hellip; oggi io non sono pi&amp;ugrave; tra di voi, ma &amp;egrave; grazie alla collaborazione tra l&amp;rsquo;Azienda Agricola di Roberto Rossello, l&amp;rsquo;Azienda Agricola di Daniela Virgona, e lo chef Salvo Paolo Mangiapane che si realizza per me il primo prodotto della linea dolce&amp;raquo;.</p>
<p>
	<br />
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27776]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 28 giu 2016 18:56:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Laura: la birra artigianale alla Malvasia]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/laurabirra.jpg" width="100" alt="Laura: la birra artigianale alla Malvasia" /><br /><p>
	Alla Cantina di Daniela Virgona, con la collaborazione del Birrificio Chinaschi, nasce <strong>Laura: una nuova birra artigianale alla Malvasia</strong>.</p>
<p>
	L&amp;rsquo;Azienda Agricola Virgona nasce per contribuire nel riuscire a dare valore alla produzione vinicola dell&amp;rsquo;Isola di Salina, alimentando un settore che ha da sempre un&amp;rsquo;importanza fondamentale per l&amp;rsquo;economia di questa perla Eoliana. <strong>A gestione familiare, ogni fase della vinificazione viene seguita con estrema attenzione, per assicurare la nascita di un prodotto dalla qualit&amp;agrave; elevata</strong>. I vigneti trovano la loro casa a Malfa, su di una zona collinare e fertile, e l&amp;rsquo;uso di tecnologie pi&amp;ugrave; moderne non ha assolutamente alterato la personalit&amp;agrave; ed il gusto dei vini da essi prodotti.</p>
<p>
	La Cantina di Daniela Virgona, in collaborazione con il Birrificio Chinaschi, ha creato Laura, la nuova birra, chiara, ma dal gusto pieno, perfetta per ogni occasione. Nel suo sapore, rivivono gli aromi tipici ed apprezzati della Malvasia delle Lipari, prodotta proprio presso la Cantina Virgona. <strong>Questo nuovo prodotto &amp;egrave; stato lanciato nel corso dell&amp;rsquo;evento &amp;ldquo;Le Eolie nei Cinque Colori&amp;rdquo; che ha avuto luogo dal 2 al 5 giugno 2016: </strong>progetto ideato per creare un network tra operatori pubblici e privati, per un turismo attivo, e per trascorrere tempo libero immersi nella natura e nella cultura. <strong>Durante questo evento si &amp;egrave; avuta la possibilit&amp;agrave; di dare grande risalto all&amp;rsquo;enogastronomia caratteristica dell&amp;rsquo;Arcipelago delle Isole Eolie</strong> ed &amp;egrave; stato, di conseguenza, l&amp;rsquo;occasione perfetta per presentare al pubblico Laura.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27775]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 28 giu 2016 13:29:38 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Marmellata del "Capperaio Magico"   4� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/marmellata.jpg" width="100" alt="La Marmellata del "Capperaio Magico"   4� Parte" /><br /><p>
	<strong>Realizzata in collaborazione con l&amp;rsquo;azienda agricola Virgona e lo chef Salvo Paolo Mangiapane, la marmellata di capperi &amp;egrave; stata presentata durante un evento dedicato proprio a Roberto. Qual &amp;egrave; stata l&amp;rsquo;atmosfera che ha caratterizzato la presentazione e lo spirito con cui essa stessa &amp;egrave; stata organizzata?</strong><br />
	Ho voluto che questo nuovo prodotto fosse presentato a Pollara davanti alla scultura &amp;ldquo;L&amp;rsquo;ombra del postino&amp;rdquo;, proprio perch&amp;eacute; l&amp;igrave; si era svolto in ottobre un altro importante evento, l&amp;rsquo;ultimo al quale Roberto aveva partecipato. L&amp;rsquo;atmosfera &amp;egrave; stata sicuramente di grande commozione, anche perch&amp;eacute; erano presenti tanti rappresentanti di vari presidi Slow Food che avevano conosciuto personalmente Roberto, fortemente legato ai valori del buono, giusto e pulito.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Qual &amp;egrave; il suo ruolo, adesso, all&amp;rsquo;interno di Sapori Eoliani? Continuare il lavoro di suo figlio cercando di renderne memorabile il ricordo?</strong><br />
	Il mio ruolo all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;Azienda &amp;egrave; un atto d&amp;rsquo;amore,&amp;nbsp; perch&amp;eacute; attraverso quello che sto facendo Roberto continua a vivere nella sua azienda,&amp;nbsp; perch&amp;eacute; dentro ciascuno dei suoi vasetti si percepisce l&amp;rsquo;amore e la passione per il suo lavoro.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Suo figlio aveva gi&amp;agrave; in mente altri progetti dopo la produzione della marmellata di capperi?</strong><br />
	Roberto, stava lavorando ad altri progetti. Oltre alla marmellata di capperi, inoltre ho gi&amp;agrave; realizzato un altro prodotto, &amp;ldquo;GLI SFIZIOSI&amp;rdquo;, che sono dei capperi in agrodolce, e,&amp;nbsp; sempre in collaborazione con l&amp;rsquo;Azienda Agricola di Daniela Virgona e Salvo Paolo Mangiapane, &amp;egrave; in dirittura di arrivo un altro prodotto della linea dolce, &amp;ldquo;IL CAPPERO CANDITO&amp;rdquo;.</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27774]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 26 giu 2016 17:54:14 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Omaggio a Shakespeare alla Festa del Teatro ecologico]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/tempesta.jpg" width="100" alt="Omaggio a Shakespeare alla Festa del Teatro ecologico" /><br /><p>
	Fuori dal comune, in mezzo al mare, &amp;egrave; la <strong>Festa del teatro eco-logico</strong>, giunta alla sua terza edizione, che si svolger&amp;agrave; a Stromboli (Isole Eolie) dal 27 giugno al 4 luglio il cui programma quest&amp;rsquo;anno &amp;egrave; dedicato a <strong>William Shakespeare e ai 400 anni dalla morte</strong>.<br />
	Si tratta di una serie di eventi di teatro, musica e danza senza uso di corrente elettrica aggiunta: una Festa per gustare lo speciale sapore della performance dal vivo senza i filtri e gli abbellimenti di effetti luce e amplificazione, nell&amp;rsquo;esuberante paesaggio di un&amp;rsquo;isola vulcanica.</p>
<p>
	&amp;ldquo;<strong>Shakespeare on the rocks</strong>&amp;rdquo; si articoler&amp;agrave; in circa 15 appuntamenti di teatro, musica, danza, letture, presentazione di libri, performance, giochi interattivi, laboratori, e altri incontri sempre &amp;ldquo;<strong>a spina staccata</strong>&amp;rdquo;, ossia senza uso di corrente elettrica ma con il solo sostegno della luce del &amp;ldquo;sole e l&amp;rsquo;altre stelle&amp;rdquo;. Caratteristica che rende unico questo festival.</p>
<p>
	Meta ideale per gli amanti del turismo responsabile, <strong>Stromboli &amp;egrave; la scenografia perfetta per una festa che si propone come mix tra energia sostenibile, ambiente, turismo, cultura e arte che in 4 anni</strong> &amp;egrave; diventato un appuntamento molto atteso nel mondo della cultura e del teatro. L&amp;rsquo;opera al centro dell&amp;rsquo;edizione 2016 sar&amp;agrave; una produzione de <strong>La Tempesta di Shakespeare</strong> proposta in pi&amp;ugrave; giornate, en plein air in diversi luoghi dell&amp;rsquo;isola. Emozioni e luoghi unici.</p>
<p>
	Nella foto, l&amp;#39;equipaggio della <strong>Tempesta &amp;egrave; &amp;quot;naufragato&amp;quot; a Stromboli</strong>. Ferdinando (Cesare D&amp;#39;Arco) e Miranda (Maria Vittoria Argenti) si stanno innamorando come da copione! E voi cosa state aspettando? Prenotate il vostro posticino e partecipate, se potete, al crowdfunding per realizzare questa meraviglia!<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27773]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 25 giu 2016 17:33:12 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il �Capperaio Magico� e la marmellata: intervista a Maurizia De Lorenzo, madre del compianto Roberto Rossello	3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/capperi(2).jpg" width="100" alt="Il �Capperaio Magico� e la marmellata: intervista a Maurizia De Lorenzo, madre del compianto Roberto Rossello	3� Parte" /><br /><p>
	<strong>Conosciuto da tutti a Pollara, Roberto &amp;egrave; tragicamente scomparso in seguito ad un incidente lasciando senza parole l&amp;rsquo;intera comunit&amp;agrave; di Salina. Che tipo era suo figlio in famiglia e non solo?</strong><br />
	Roberto era un ragazzo straordinario, affettuoso e dolcissimo, sempre disponibile con chiunque; diceva sempre: &amp;ldquo;Sono stanchissimo, mi sto ammazzando di lavoro ma io ci sono&amp;rdquo;. Un punto di riferimento, amico di tutti. All&amp;rsquo;interno della sua azienda era &amp;ldquo;il capo&amp;rdquo; pignolo, preciso, attento alle esigenze dei clienti.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Amava accogliere personalmente ogni singola persona che veniva in azienda per portarla tra i campi e vedere &amp;ldquo;i suoi bimbi&amp;rdquo;(cos&amp;igrave; amava chiamare le sue piantine). Ecco&amp;nbsp; perch&amp;eacute; venne subito soprannominato &amp;ldquo;Il Capperaio Magico&amp;rdquo;.</p>
<p>
	<br />
	<strong>Nonostante la giovane et&amp;agrave;, suo figlio aveva portato avanti il sogno di guidare l&amp;rsquo;azienda di famiglia. Qual&amp;rsquo; era l&amp;rsquo;obiettivo principale di Roberti nel condurre questa azienda?</strong><br />
	Negli ultimi anni Roberto, dopo essere stato con il nonno all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;azienda, aveva pi&amp;ugrave; volte espresso il desiderio di rilevare l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave;. Il suo obiettivo era quello di apportare un&amp;rsquo;innovazione totale all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;azienda, rinnovando tutto, dai locali ai macchinari, dai vasi di vetro alle etichette. La sua carta vincente &amp;egrave; stata l&amp;rsquo;intelligenza e il coraggio di contrapporre l&amp;rsquo;innovazione alla tradizione, mantenendo&amp;nbsp; nel rinnovamento quelle che erano le ricette tradizionali della nostra isola. Tutte le preparazioni venivano seguite personalmente da Lui perch&amp;eacute; un&amp;rsquo;altra della passioni di Roberto era proprio la cucina.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27772]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 26 giu 2016 17:50:35 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Domon Ken, il maestro del realismo giapponese   2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/domonken.jpg" width="100" alt="Domon Ken, il maestro del realismo giapponese   2� Parte" /><br /><p>
	Artista moderno e aperto alle influenze dei movimenti del &amp;lsquo;900, viene<strong> soprannominato il Cartier-Bresson giapponese</strong> per la sua capacit&amp;agrave; di raccontare il popolo. Il suo realismo sociale &amp;egrave; infatti ispirato anche dalla mostra a Tokyo nel 1951 di giganti della fotografia come Henry Cartier-Bresson, Robert Doisneau e Brassai.</p>
<p>
	Quando negli ultimi anni un&amp;rsquo;emorragia cerebrale lo costringe sulla sedia a rotelle, Domon Ken si dedica con passione alla pittura, <strong>scegliendo come pseudonimo Domodigliani, in omaggio all&amp;rsquo;artista italiano</strong>. I reportage su Hiroshima sono probabilmente il punto pi&amp;ugrave; alto e&amp;nbsp; tragico della sua opera. Domon Ken arriva nella citt&amp;agrave; nel 1957 e racconta con la sua macchina a telemetro le drammatiche conseguenze delle radiazioni a dodici anni dalla bomba: distruzioni, tumori, chirurgia plastica...<strong>Foto che scuotono il Giappone, ricordando una tragedia che il Paese prova a dimenticare e a nascondere come una colpa vergognosa</strong>.</p>
<p>
	In effetti, nonostante il soprannome il diavolo, trovato dai suoi collaboratori e discepoli per il carattere burbero e spigoloso, il grande fotografo giapponese svela nelle foto di Hiroshima, come in quelle sui figli orfani o poveri dei minatori di Koto e Chikuho, forti&amp;nbsp; umanit&amp;agrave; e piet&amp;agrave;. <strong>Pregio della mostra allestita nella capitale &amp;egrave; anche quello di far varcare i confini del Giappone all&amp;rsquo;opera di un artista amatissimo in patria, ma poco noto all&amp;rsquo;estero</strong>: il catalogo della mostra &amp;egrave; infatti il primo libro su Domon Ken non in giapponese. E l&amp;rsquo;esibizione si inserisce in un ricco programma di eventi e celebrazioni nel 150&amp;deg; Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia. Fino al 18 settembre nel Museo dell&amp;rsquo;Ara Pacis.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27771]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 24 giu 2016 10:59:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Domon Ken, il maestro del realismo giapponese  1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/domon.jpg" width="100" alt="Domon Ken, il maestro del realismo giapponese  1� Parte" /><br /><p>
	Mezzo secolo di <strong>storia del Giappone</strong> fotografata, cinquanta anni che hanno trasformato radicalmente il Paese del Sol Levante. Trasformazioni avvenute attraverso una guerra tragica conclusasi nel modo peggiore, con i test nucleari americani sulla popolazione civile di due citt&amp;agrave;.</p>
<p>
	<strong>Ma Domon Ken, scomparso nel 1990, ha raccontato anche le citt&amp;agrave; e le persone, le tradizioni e l&amp;rsquo;arte dei templi buddisti. Al grande fotografo giapponese - un maestro assoluto della fotografia nipponica, iniziatore della corrente del realismo sociale &amp;ndash; &amp;egrave; dedicata la&amp;nbsp; prima mostra fuori dai confini del Giappone</strong>. Circa centocinquanta foto in bianco e nero e a colori, scattate tra gli anni &amp;rsquo;30 e gli anni &amp;rsquo;70, che raccontano l&amp;rsquo;evoluzione di questo artista. Domon Ken nasce col <strong>fotogiornalismo</strong>, passa per la <strong>propaganda</strong>, arriva alla fotografia sociale e di denuncia delle condizioni di vita dei figli dei minatori del Sud fino alle foto drammatiche di Hiroshima, per approdare poi ad una dimensione pi&amp;ugrave; spirituale e meditativa, ricercata prima nei ritratti di artisti giapponesi e poi direttamente nell&amp;rsquo;arte degli <strong>antichi templi buddisti</strong>.</p>
<p>
	Domon pensa che &amp;ldquo;la dote fondamentale di un&amp;rsquo;opera di qualit&amp;agrave; sta nella <strong>connessione diretta tra la macchina fotografica e il soggetto</strong>&amp;rdquo;. Il Maestro &amp;egrave; sempre alla ricerca di una immagine del tutto realistica, priva di drammaticit&amp;agrave;...</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27770]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 23 giu 2016 16:24:50 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Emozioni di notte: l'ascesa ai vulcani]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolimilano.jpg" width="100" alt="Emozioni di notte: l'ascesa ai vulcani" /><br /><p>
	La notte &amp;egrave; magica, si sa&amp;hellip; Ma provate a pensare se una notte di inizio estate vi troverete a scalare la vetta di uno dei vulcani pi&amp;ugrave; affascinanti del mondo.<strong> Ebbene, questo non &amp;egrave; soltanto una chimera, ma &amp;egrave; diventata realt&amp;agrave; in questi giorni per un gruppo di escursionisti che si sono imbarcati per le Eolie alla ricerca dell&amp;rsquo;avventura pi&amp;ugrave; mozzafiato: la risalita dei vulcani, rispettivamente di Stromboli e Vulcano, nelle ore notturne. </strong>&amp;Egrave; qui che si potr&amp;agrave; sentire tutta la potenza incontrastata della natura e sempre qui si avr&amp;agrave; la possibilit&amp;agrave;, tanto rara quanto necessaria, di immergersi in un mondo</p>
<p>
	L&amp;rsquo;avventura &amp;egrave; organizzata da <strong>TripPuzzle </strong>in collaborazione con <strong>Giusi Emanuela Murabito</strong>, guida AIGAE, e propone un week-end alla scoperta delle Eolie pi&amp;ugrave; affascinanti che mai, scalando i vulcani illuminati da una splendida luna piena e nuotando tra le acque cristalline.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;organizzazione ricorda che &amp;egrave; assolutamente necessario portare con s&amp;eacute; i fazzoletti o mascherine per coprire naso e bocca contro la polvere durante la discesa.</strong><br />
	&amp;Egrave; possibile raggiungere in tre ore la sommit&amp;agrave; del vulcano e da l&amp;igrave;, in tutta sicurezza, <strong>assistere all&amp;rsquo;unico ed emozionante spettacolo delle esplosioni laviche: la visione delle eruzioni &amp;egrave; particolarmente suggestiva con il buio,</strong> si consiglia sempre, infatti, l&amp;rsquo;ascesa nel tardo pomeriggio ed il rientro di notte. L&amp;#39;escursione alla cima del vulcano richiede circa 4 ore (andata e ritorno) di cammino in certe zone abbastanza faticoso, &amp;egrave; consigliato quindi a buoni camminatori.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27769]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 23 giu 2016 13:50:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Cucinotta � la madrina del �Premio di solidariet� 2016�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cucinotta.jpg" width="100" alt="La Cucinotta � la madrina del �Premio di solidariet� 2016�" /><br /><p>
	Una madrina d&amp;rsquo;eccezione per la sesta edizione del &amp;ldquo;Premio di solidariet&amp;agrave; 2016&amp;rdquo;: sar&amp;agrave;, infatti, <strong>Maria Grazia Cucinotta, originaria di Messina, a presenziare l&amp;rsquo;importante serata che avr&amp;agrave; luogo a Vulcano, sabato 25 giugno.</strong><br />
	La location dell&amp;rsquo;evento sar&amp;agrave; il bellissimo lungomare Porto Levante. <strong>Organizzato dalla Parrocchia SS. Angeli Custodi, su iniziativa del parroco Raffaele Lio, con il patrocinio del comune di Lipari, la serata avr&amp;agrave; inizio alle ore 21.</strong> Non mancheranno, naturalmente, degli ospiti d&amp;rsquo;eccezione: all&amp;rsquo;edizione di quest&amp;rsquo;anno parteciper&amp;agrave;, infatti, <strong>Gennaro Calabrese</strong>, famoso comico ed imitatore italiani. &amp;Egrave; previsto, inoltre, l&amp;rsquo;intervento dell&amp;rsquo;allenatore <strong>Giuseppe Sannino</strong>, con un passato nel Palermo, nel Catania e nel Carpi dell&amp;rsquo;ultima stagione.</p>
<p>
	Per tutti coloro che non vivono o alloggiano sull&amp;rsquo;Isola di Vulcano, &amp;egrave; stata prevista la possibilit&amp;agrave;, su prenotazione, di transfer con barche in partenza dal porto per Lipari (per informazioni: Bartolo, +39 3335906992).</p>
<p>
	<strong>La prima edizione del Premio Solidariet&amp;agrave; &amp;egrave; stata nel 2011. L&amp;rsquo;obiettivo dell&amp;rsquo;iniziativa del parroco Lio Raffaele &amp;egrave; stata quella di premiare i personaggi nazionali che si sono particolarmente distinti nel campo della solidariet&amp;agrave;. </strong>Queste sono state le sue parole in merito, in quell&amp;rsquo;occasione: &amp;ldquo;Anche quest&amp;rsquo;anno siamo chiamati a vivere la solennit&amp;agrave; con devozione e fede. Sia questa occasione e momento propizio perch&amp;eacute; guardando a Maria possiamo crescere nell&amp;rsquo;amore verso Dio e i fratelli e diventare nel tempo e nella storia segno di quell&amp;rsquo;amore che serve e che salva&amp;rdquo;. Nel corso delle diverse edizioni del Premio Solidariet&amp;agrave; sono stati premiati vari personaggi, conosciuti e amati dagli italiani, tra cui, ad esempio, Fabrizio Frizzi, Tiberio Timperi ed Elisa Isoardi.</p>
<p>
	<br />
	di Redazione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27768]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 22 giu 2016 10:52:09 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Vulcani e Ambiente�: il viaggio dei ragazzi di Monreale]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/visitavulcano.jpg" width="100" alt="�Vulcani e Ambiente�: il viaggio dei ragazzi di Monreale" /><br /><p>
	VULCANO &amp;ndash; In questi giorni l&amp;rsquo;isola di Vulcano ha intrattenuto degli ospiti davvero particolari: sono i circa quaranta studenti del liceo scientifico del Liceo Basile - D&amp;#39;Aleo di Monreale, in provincia di Palermo. <strong>Tutti i ragazzi hanno preso parte a uno stage previsto dal progetto di alternanza scuola-lavoro organizzato dall&amp;#39;associazione culturale &amp;quot;Vulcani e Ambiente&amp;quot; .</strong><br />
	Nell&amp;rsquo;isola eoliana hanno potuto cos&amp;igrave; ultimare la seconda parte del progetto, visto che durante i primi giorni di giugno, hanno seguito dei corsi di vulcanologia e mineralogia in orario scolastico, finalizzati all&amp;#39;apprendimento delle nozioni base di tali materie propedeutiche alle attivit&amp;agrave; che avrebbero svolto una volta arrivati presso le Isole Eolie.</p>
<p>
	<strong>Sbarcati sull&amp;#39;isola di Vulcano, gli studenti sono stati coinvolti in numerose attivit&amp;agrave; nel corso delle escursione presso il cratere della Fossa:</strong> insieme ai loro docenti hanno scalato il vulcano raggiungendo il cratere e, osservatane l&amp;#39;attivit&amp;agrave; fumarolica ed i depositi di zolfo, hanno campionato i gas fumarolici con metodo Giggembach misurando la temperatura delle fumarole tramite termocoppia.<br />
	Durante la seconda giornata gli studenti, <strong>trasferitisi presso l&amp;#39;isola di Lipari, hanno visitato il museo vulcanologico, in cui &amp;egrave; stato per loro possibile vedere come sono state impiegate le rocce del posto per la creazione di utensili e statue. Ha seguito la visita al museo di Scienze Naturali.</strong></p>
<p>
	Successivamente gli studenti hanno visitato la Valle dei Mostri di Vulcanello, per poi esaminare l&amp;#39;attivit&amp;agrave; delle vasche di fango con &amp;quot;<strong>pHmetro</strong>&amp;quot; e &amp;quot;<strong>conducimetro</strong>&amp;quot;.<br />
	Per l&amp;rsquo;ultima giornata c&amp;rsquo;&amp;egrave; stato tempo per dedicarsi all&amp;#39;osservazione di alcuni tipi di rocce e minerali al telescopio, scoprendo le caratteristiche di un ambiente naturale pressoch&amp;eacute; incontaminato.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27767]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 22 giu 2016 10:18:27 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il �Capperaio Magico� e la marmellata: intervista a Maurizia De Lorenzo, madre del compianto Roberto Rossello	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/mammaroberto.jpg" width="100" alt="Il �Capperaio Magico� e la marmellata: intervista a Maurizia De Lorenzo, madre del compianto Roberto Rossello	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Maurizia, il 29 maggio scorso, durante la giornata conclusiva della XIII esima edizione di Salina Isola Slow, &amp;egrave; stata presentata dalla sua azienda , Sapori Eoliani, il primo prodotto della linea dolce, la marmellata di capperi, dal nome &amp;ldquo;Roberto&amp;rdquo;, in onore del suo ideatore oggi, purtroppo, non pi&amp;ugrave; tra noi. Una storia tragica che rivive per&amp;ograve; con orgoglio in questi vasetti, frutto della passione di Roberto Rossello per il suo lavoro e la sua terra. Come nacque l&amp;rsquo;idea di questo nuovo prodotto dolciario?</strong></p>
<p>
	<br />
	L&amp;rsquo;idea di questo prodotto nacque proprio il 29 maggio dello scorso anno (Salina Isola Slow 2015), a cena, quando davanti ad un piatto di spaghetti al nero di seppia <em>Roberto</em>,<em> Daniela Virgona</em>, titolare dell&amp;rsquo;omonima Azienda Agricola, e lo chef <em>Salvo Paolo Mangiapane</em>, parlarono dei nuovi prodotti che potevano essere realizzati con il cappero al di fuori della linea &amp;ldquo;salata&amp;rdquo;. Il 18 ottobre Salvo Paolo Mangiapane ritorn&amp;ograve; a Salina e tutti e tre, chiusi nel laboratorio dell&amp;rsquo;<em>Azienda Sapori Eoliani</em>, fecero una prima prova.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Mercoled&amp;igrave; 11 novembre il tragico incidente che port&amp;ograve; via Roberto. Nessuno ebbe pi&amp;ugrave; il coraggio di parlare con me di questo progetto. Io avevo sigillato in una scatola i prodotti e gli appunti di quel giorno, ove rimasero fino al 19 marzo di quest&amp;rsquo;anno quando&amp;nbsp; insieme a Daniela Virgona e Salvo Paolo Mangiapane, due amici che mi sono stati vicini in questi lunghi mesi lunghi, decidemmo di riprendere il progetto.Da l&amp;igrave; l&amp;rsquo;idea di dare a questo prodotto il nome di Roberto, perch&amp;eacute; ne racchiude la dolcezza e l&amp;rsquo;innovazione.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27766]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 26 giu 2016 17:49:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ Reportage dall�isola: l�architettura come l�anima		4� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/terza.jpg" width="100" alt=" Reportage dall�isola: l�architettura come l�anima		4� Parte" /><br /><p>
	<strong>Il rosso, il giallo, il blu: architettonicamente parlando, la mente viaggia veloce verso Rietveld. Ma quanto c&amp;rsquo;&amp;egrave; di modernista nel suo uso di questi colori? La scelta della sua tavolozza &amp;egrave; stata dettata dalla storia dell&amp;rsquo; architettura con cui ogni architetto deve fare i conti, o dalle suggestioni che un&amp;rsquo;isola verace come Lipari pu&amp;ograve; dare?</strong><br />
	Passeggiando per Canneto, un giorno, mi &amp;egrave; capitato di notare le barche da pesca ormeggiate nel molo. I colori vivaci sul tavolato grezzo hanno subito attratto la mia attenzione e sono stati la fonte di ispirazione principale per il progetto. Il rosso riprende il colore della linea di galleggiamento che perimetra tutta la barca e che separa la parte sommersa, tinteggiata con una vernice antivegetativa dal blu acceso, dalla parte emergente. Inoltre tutti i particolari, come le cornici degli obl&amp;ograve;, sono bordate di un giallo acceso. Se si presta attenzione, tutti questi elementi sono riscontrabili all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;abitazione. Ovviamente, il bagaglio di conoscenze proveniente dallo studio dell&amp;rsquo;architettura mi ha aiutato nella trasposizione di questi elementi, da semplici percezioni ad applicazioni concrete. Non posso affermare che sia stato Rietveld il mio punto di riferimento primario. Lo &amp;egrave; stato invece, sicuramente, Lipari.</p>
<p>
	<strong>Pu&amp;ograve; affermare che sia presente un &amp;ldquo;leit motiv&amp;rdquo; nel suo progetto, oltre quello evidente dell&amp;rsquo;uso del colore?</strong><br />
	Il mare e tutto ci&amp;ograve; che ha a che fare con esso, compreso il senso di apertura e di libert&amp;agrave; che trasmette. Infatti non ho voluto creare delle separazioni nette degli spazi, che sono tutti collegati, visivamente e fisicamente, in modo tale da avere sempre degli scorci del litorale.</p>
<p>
	<strong>A questo proposito: &amp;egrave; stato il mare che ha chiesto di entrare prepotentemente nell&amp;rsquo;architettura, o &amp;egrave; stata la sua architettura ad accogliere sinceramente il mare?</strong><br />
	Sicuramente la seconda. Gli scorci hanno come obiettivo proprio quello di accogliere il&amp;nbsp; mare: ciascuna finestra incornicia uno scatto diverso delle Eolie, dando la possibilit&amp;agrave; di ammirare anche le isole vicine di Panarea e Stromboli.</p>
<p>
	<br />
	di Artemisia Battista</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27765]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 21 giu 2016 10:26:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Reportage dall�isola: l�architettura come l�anima		3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/miccofoto.jpg" width="100" alt="Reportage dall�isola: l�architettura come l�anima		3� Parte" /><br /><p>
	<strong>Dott. Micc&amp;ograve;, il suo lavoro quotidiano si svolge in una grande citt&amp;agrave; qual &amp;egrave; Roma. Ha trovato difficolt&amp;agrave; nel salto di scala dalla capitale all&amp;rsquo;isola Eoliana?</strong><br />
	Assolutamente no. Anzi, ho provato quasi un senso di libert&amp;agrave; nell&amp;rsquo;approcciarmi ad un ambiente cos&amp;igrave; diverso da quello della Capitale. Non nascondo che mi piacerebbe, un domani, poter lavorare nuovamente a Lipari o in realt&amp;agrave; simili.</p>
<p>
	<strong>Ma partiamo dal principio: perch&amp;eacute; Lipari?</strong><br />
	In realt&amp;agrave; non ho scelto io l&amp;rsquo;isola ma &amp;egrave; avvenuto, si pu&amp;ograve; dire, il contrario: l&amp;rsquo;isola ha scelto me, attraverso i miei committenti (anche loro romani).&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>La casa: com&amp;rsquo;era prima e com&amp;rsquo;&amp;egrave; ora, dopo il suo intervento?</strong><br />
	Quando ho ricevuto l&amp;rsquo;incarico di ristrutturare l&amp;rsquo;abitazione da poco acquistata, questa versava in stato di degrado. Nonostante ci&amp;ograve;, la potenzialit&amp;agrave; dello spazio si avvertiva gi&amp;agrave; forte, ancora prima che le maestrane locali cominciassero a rendere reale ci&amp;ograve; che io avevo pensato e messo su carta. Casa era, e casa &amp;egrave; rimasta. Un tempo accoglieva e ospitava i pescatori del luogo. Non a caso la struttura, che in alcuni punti ho voluto lasciare a vista, &amp;egrave; composta da un tipo di pietra proveniente dalle spiagge dell&amp;rsquo;isola. Infatti, ancora oggi, i muri &amp;ldquo;trasudano&amp;rdquo; sale. Questo &amp;egrave; il motivo principale per cui ho deciso di non usare un classico intonaco, ma di stendere uno strato leggero di calce, in modo tale da far &amp;ldquo;respirare&amp;rdquo; la struttura. Il mio intento &amp;egrave; stato, sin dall&amp;rsquo;inizio, quello di rispettare l&amp;rsquo;esistente, cercando di far emergere il fascino degli spazi senza che il mio intervento risultasse predominante.</p>
<p>
	di Artemisia Battista<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27764]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 20 giu 2016 11:16:05 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il �Capperaio Magico� e la marmellata: intervista a Maurizia De Lorenzo, madre del compianto Roberto Rossello	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/robertorossello.jpg" width="100" alt="Il �Capperaio Magico� e la marmellata: intervista a Maurizia De Lorenzo, madre del compianto Roberto Rossello	1� Parte" /><br /><p>
	<strong>&amp;ldquo;Orchidea del Mediterraneo&amp;rdquo;, il cappero, si sa, &amp;egrave; uno dei re indiscussi della cucina siciliana </strong>eppure raggiunge il suo culmine a Salina, perla delle Eolie e amorevole culla di una vera e propria tradizione per la sua coltivazione dalle origini antichissime.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;<br />
	Passione e dedizione sono elementi indiscussi per la produzione di questo piccolo arbusto che nelle mani dei produttori di Salina ha trovato il giusto modo per eccellere in ogni sua forma.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;</p>
<p>
	Ed &amp;egrave; proprio per questo motivo che, durante la giornata finale della XIII edizione di Salina Isola Slow, si &amp;egrave; avuta <strong>la presentazione di un nuovo prodotto dolciario, la marmellata di capperi, in onore di uno dei suoi ideatori, Roberto Rossello</strong>, giovane imprenditore di Salina alla guida dell&amp;rsquo;azienda di famiglia, Sapori Eoliani, scomparso tragicamente in un incidente ma la cui memoria, sull&amp;rsquo;isola, rimarr&amp;agrave; immortale.</p>
<p>
	&amp;hellip;<em>Una storia dal sapore dolceamaro che rivive attraverso le parole della madre di Roberto, Maurizia De Lorenzo, che abbiamo intervistato per l&amp;rsquo;occasione</em>&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27763]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 19 giu 2016 17:15:17 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Comincia il �Summer Slam Minibasket� a Vulcano]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/basket.jpg" width="100" alt="Comincia il �Summer Slam Minibasket� a Vulcano" /><br /><p>
	&amp;Egrave; tutto pronto per la <strong>11&amp;deg; edizione del Torneo Nazionale &amp;ldquo;Summer Slam Minibasket&amp;rdquo; 3 contro 3 Sprint,</strong> che si svolger&amp;agrave; dal 20 al 25 giugno 2016 sull&amp;rsquo;isola di Vulcano, organizzato dalla ASD Basket Eolie in collaborazione con la Federazione Italiana Pallacanestro &amp;ndash; C. R. Sicilia e col patrocinio del CONI Sicilia e del Comune di Lipari.</p>
<p>
	Anche quest&amp;rsquo;anno la manifestazione durer&amp;agrave; un&amp;rsquo;intera settimana, e vedr&amp;agrave; la partecipazione di <strong>ben venti squadre appartenenti alle categorie Under 13 Femminile, Esordienti ed Aquilotti provenienti da Sicilia e Calabria. </strong>I bambini calabresi sono, infatti, la novit&amp;agrave; di quest&amp;rsquo;anno, visto che all&amp;rsquo;edizione 2015 parteciparono i minicestisti del Lazio.<br />
	Centotrenta saranno i piccoli campioni che si daranno battaglia sul campo da basket della vulcanica isola, vivendo al contempo anche un periodo di vacanza e svago in compagnia dei loro tecnici e genitori.</p>
<p>
	<strong>Ben trenta cestisti in pi&amp;ugrave; della scorsa edizione appartenenti alla categoria Under 13 Femminile, segno dell&amp;rsquo;attenzione che la societ&amp;agrave; Eoliana continua a rivolgere al movimento in rosa, dopo aver partecipato nella stagione 2015/2016 con una propria formazione al campionato Under 16 femminile.</strong></p>
<p>
	Raggiunto quindi anche quest&amp;rsquo;anno l&amp;rsquo;obiettivo della Basket Eolie di unire sport e vacanza, coinvolgendo inoltre numerose strutture ricettive ed operatori commerciali che a vario titolo hanno creduto e partecipato all&amp;rsquo;iniziativa. Intanto partir&amp;agrave; alle 16 la cerimonia di inaugurazione, cui seguiranno le qualificazioni degli esordienti del girone A, quelli del girone B e alle 21 spazio alle qualificazioni under 13 femminili.</p>
<p>
	<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27762]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 19 giu 2016 16:35:28 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Dal 1� giugno divieto di sbarco dei veicoli in tutto l�arcipelago]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/veicoli.jpg" width="100" alt="Dal 1� giugno divieto di sbarco dei veicoli in tutto l�arcipelago" /><br /><p>
	Lipari &amp;ndash; C&amp;rsquo;&amp;egrave; un <strong>nuovo decreto limitativo in riferimento alla circolazione degli autoveicoli nell&amp;rsquo;arcipelago eoliano.</strong> &amp;Egrave; stato emanato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ed &amp;egrave; stato pubblicato oggi. Il provvedimento vieta perentoriamente l&amp;rsquo;afflusso e la circolazione sulle isole del Comune di Lipari, di veicoli a motore appartenenti a persone&amp;nbsp; non stabilmente residenti nelle isole del Comune stesso.</p>
<p>
	Tuttavia il divieto &amp;egrave; distribuito in fasi diverse a seconda dei luoghi di riferimento: <strong>mentre dal 1&amp;deg; giugno al 30 settembre il divieto &amp;egrave; fissato per le isole di Lipari, Vulcano e Filicudi, mentre dal 1&amp;deg; giugno al 31 ottobre &amp;egrave; esteso il divieto alle isole di Alicudi, Panarea e Stromboli.</strong><br />
	In generale, per&amp;ograve;, nelle due isole pi&amp;ugrave; grandi, &amp;egrave; consentito l&amp;rsquo;accesso agli autoveicoli, ciclomotori e motocicli appartenenti a persone che dimostrino di <strong>essere in possesso di prenotazione di almeno 7 giorni in struttura alberghiera, extralberghiera o casa privata</strong>; ove tali residenze fossero ubicate all&amp;#39;interno del perimetro urbano di Lipari e Canneto, i proprietari di tali veicoli dovranno dimostrare di avere la possibilit&amp;agrave; di un parcheggio privato o pubblico (ove esistente) e la corrispondente dichiarazione dovr&amp;agrave; essere esposta, in modo visibile, all&amp;rsquo;interno del veicolo.</p>
<p>
	Ovviamente in tutte le isole possono affluire gli <strong>autoveicoli che trasportano invalid</strong>i, purch&amp;eacute; muniti dell&amp;rsquo;apposito contrassegno. Per tutte le restrizioni e le deroghe &amp;egrave; consigliabile consultare il sito: http://www.comunelipari.gov.it/po/mostra_news.php?id=548&amp;amp;area=H.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27761]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 17 giu 2016 19:33:59 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Reportage dall�isola: l�architettura come l�anima		2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/micco.jpg" width="100" alt="Reportage dall�isola: l�architettura come l�anima		2� Parte" /><br /><p>
	<strong>L&amp;rsquo;abitazione si trova nel comune di Canneto </strong>e si sviluppa su pi&amp;ugrave; livelli, attraverso spazi fluidi, privi di divisori e interconnessi dall&amp;rsquo;elemento portante del progetto: la scala.</p>
<p>
	Questa collega il primo piano della zona living con la terrazza, che ospita una seconda area living, per&amp;ograve;, all&amp;rsquo;aperto. I<strong>n questo modo chi torna dal mare, torna al mare, </strong>avendo da qui una visuale a 360 gradi, grazie allo sbarco della scala sapientemente ribassato, in modo tale da non dover interrompere le viste dal classico blocco parallelepipedo, posto a copertura del pianerottolo di arrivo.</p>
<p>
	Entrambi gli ambienti, gemelli nella disposizione delle funzioni (dalla zona cottura alle sedute), sono interrotti, in parte, da un soppalco sospeso che accoglie la zona notte, la cui realizzazione &amp;egrave; stata resa possibile grazie all&amp;rsquo;altezza importante del primo piano.</p>
<p>
	<strong>C&amp;rsquo;&amp;egrave; un elemento fondamentale che, tuttavia, colpisce chiunque varchi la soglia dell&amp;rsquo;abitazione: il colore.</strong> Le pareti biancheggiate dalla calce naturale, che riveste delicatamente la struttura originaria che ancora oggi respira di mare, sono frammentate unicamente da pochi ma essenziali elementi rossi, gialli e blu. <strong>E se il punto di partenza &amp;egrave; una soglia, il punto di arrivo &amp;egrave; il perdersi, con lo sguardo e con i sensi, nell&amp;rsquo;oltremare</strong> e nelle sue brezze che permeano, grazie ai molteplici e voluti affacci, la totalit&amp;agrave; dello spazio.</p>
<p>
	<br />
	di Artemisia Battista<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27760]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 17 giu 2016 13:26:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Reportage dall�isola: l�architettura come l�anima		1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/7(1).JPG" width="100" alt="Reportage dall�isola: l�architettura come l�anima		1� Parte" /><br /><p>
	<strong>&amp;ldquo;L&amp;rsquo;Architettura &amp;egrave; il gioco sapiente, rigoroso e magnifico, dei volumi assemblati nella luce&amp;rdquo;&amp;nbsp; diceva il genio di Le Corbusier. E voi seguiteci in questo affascinante viaggio: trasmetteremo in quattro puntate un reportage a firma della nostra collaboratrice Artemisia Battista.</strong></p>
<p>
	LIPARI - Arrivi a Lipari e te ne innamori. Ti entra nel cuore e nella testa, con la sua storia; nel naso e nella pancia con i suoi odori, i suoi profumi e la sua tradizione culinaria; e, per chi &amp;egrave; architetto, anche nelle mani. <strong>Ed &amp;egrave; proprio dalle mani di un architetto, Fabrizio Micc&amp;ograve;, dalle origini romane, che &amp;egrave; nato il progetto di ristrutturazione di un&amp;rsquo;abitazione sull&amp;rsquo; isola eoliana</strong>.</p>
<p>
	Un&amp;rsquo;abitazione come tante che, grazie alla sensibilit&amp;agrave; e alla forza del tratto del progettista, ha assunto una nuova forma, consolidando la propria identit&amp;agrave; di &amp;ldquo;architettura spontanea, eretta con materiali poveri quali i sassi levigati dalle maree&amp;rdquo;, come la definisce lo stesso Micc&amp;ograve;.<br />
	<strong>La storia del progetto &amp;egrave; indissolubilmente legata alla realt&amp;agrave; del luogo. Comincia, infatti, con un viaggio di coloro che diventeranno, poi, i committenti. L&amp;rsquo;isola li colpisce a tal punto da portarli ad acquistare una casa e a volerle donare un volto nuovo; a volerle ridonare, anzi, un nuovo splendore.</strong><br />
	La scelta della persona a cui affidare un incarico cos&amp;igrave; importante, quello di (ri)creare degli spazi che poco alla volta prenderanno il nome di &amp;ldquo;casa&amp;rdquo;, non &amp;egrave; casuale, ma &amp;egrave; il naturale punto di arrivo di una ricerca, attenta e minuziosa. Cos&amp;igrave; la strada dell&amp;rsquo;architetto romano cambia il suo tragitto e<strong> giunge a Lipari,</strong> e comincia un tacito rapporto con un lembo di terra circondato dal mare, che affonda le sue radici in un <em>do ut des</em>: l&amp;rsquo;isola travolge la mente del progettista con spunti, ispirazioni, stimoli che diventeranno, <em>dulcis in fundo</em>, &amp;nbsp;Architettura.</p>
<p>
	di Artemisia Battista</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27759]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 16 giu 2016 17:16:33 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Vera Fotografia. Reportage, immagini, incontri		2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/verafotografia2.jpg" width="100" alt="Vera Fotografia. Reportage, immagini, incontri		2� Parte" /><br /><p>
	Essere fotografi per<strong> Berengo Gardin</strong> significa assumere il ruolo di osservatore e scegliere un atteggiamento di ascolto partecipe di fronte alla realt&amp;agrave;, cos&amp;igrave; come hanno fatto i grandi autori di documentazione del Novecento.</p>
<p>
	<strong>&amp;ldquo;Quando fotografo amo spostarmi, muovermi. Non dico danzare come faceva Cartier-Bresson, ma insomma cerco anch&amp;rsquo;io di non essere molto visibile. Quando devo raccontare una storia, cerco sempre di partire dall&amp;rsquo;esterno: </strong>mostrare dov&amp;rsquo;&amp;egrave; e com&amp;rsquo;&amp;egrave; fatto un paese, entrare nelle strade, poi nei negozi, nelle case e fotografare gli oggetti. Il filo &amp;egrave; quello; si tratta di un percorso logico, normale, buono per scoprire un villaggio ma anche una citt&amp;agrave;, una nazione. Buono per conoscere l&amp;rsquo;uomo&amp;rdquo; dice Gardin.&amp;nbsp;</p>
<p>
	In mostra anche ventiquattro degli scatti pi&amp;ugrave; famosi, proposti in grande formato, commentati da amici, artisti, registi, scrittori come Marco Bellocchio, Carlo Verdone, Maurizio Maggiani, Renzo Piano, Vittorio Gregotti, Jannis Kounellis e i colleghi Ferdinando Scianna e Sebastiao Salgado. <strong>L&amp;rsquo;esibizione chiude coi libri pubblicati dal maestro. Fino al 28 agosto a Palazzo delle Esposizioni</strong>.</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27758]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 16 giu 2016 16:08:01 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Vera Fotografia. Reportage, immagini, incontri		1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/verafotografia.jpg" width="100" alt="Vera Fotografia. Reportage, immagini, incontri		1� Parte" /><br /><p>
	<strong>A Palazzo delle Esposizioni, la mostra &amp;quot;Vera fotografia&amp;quot; del grande fotografo ligure Gianni Berengo Gardin, nella quale l&amp;rsquo;autore racconta il nostro paese di questi ultimi cinquanta anni.</strong> Esposte duecentocinquanta delle sue opere, alcune delle quali inedite, in modo da offrire ai visitatori la realt&amp;agrave; dei nostri tempi, che solo una vera fotografia sa fermare per sempre.</p>
<p>
	Tutte le opere esposte sono in bianco e nero, colore pi&amp;ugrave; adatto al reportage secondo l&amp;rsquo;autore, e sono state scattate con le sue adorate macchine analogiche tra le quali: la prediletta Leica, la Contax, la Nikon e l&amp;rsquo;Hasselblad. Diverse le sezioni che si intrecciano tra loro in un unico percorso nel rispetto della mera successione temporale: <strong>Venezia, Milano, Il mondo del lavoro, Manicomi, Zingari, La protesta, Il racconto dell&amp;rsquo;Italia, Ritratti, Figure in primo piano, La casa e il mondo e&amp;nbsp; Dai paesaggi alle Grandi Navi. </strong>Perch&amp;eacute; Berengo Gardin si &amp;egrave; concentrato con la sua macchina fotografica, che &amp;egrave; parte di s&amp;eacute;, su queste tematiche, spaziando dal mondo del lavoro alla figura femminile.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27757]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 16 giu 2016 12:56:39 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Panarea]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/calajunco.jpg" width="100" alt="Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Panarea" /><br /><p>
	All Day, all night! Mare, musica, vip. <strong>Sembra di stare a Capri eppure ci troviamo a Panarea, la pi&amp;ugrave; piccola e antica delle isole eoliane.&amp;nbsp; Con soli 240 abitanti circa d&amp;rsquo;inverno, Panarea rivive d&amp;rsquo;estate, </strong>divenendo una delle mete pi&amp;ugrave; ambite di tutto l&amp;rsquo;arcipelago sia per la bellezza delle sue spiagge che per la movida notturna dei suoi locali. Per cui bando alle ciance e munitevi di carta e penna; la scoperta dell&amp;rsquo;isola vi aspetta.&amp;nbsp;<br />
	Piccola frazione del comune di Lipari, <strong>Panarea si divide in tre centri principali, San Pietro, Ditella e Drauto</strong>, visitabili a piedi viste le dimensioni dell&amp;rsquo;isola o con uno dei classici taxi eoliani,&amp;nbsp; moto api adibite al trasporto di persone.</p>
<p>
	Si parte da San Pietro, punto di sbarco dell&amp;rsquo;isola, centro di quasi tutte le sue attivit&amp;agrave; nonch&amp;eacute; dei locali che ne movimentano le serate. Caratteristiche le abitazioni dal tipico colore bianco, <strong>la chiesetta di San Pietro, patrono dell&amp;rsquo;isola e dei pescatori, e la festa religiosa dedicata al santo, festeggiata ogni anno il 28 e il 29 giugno</strong>.</p>
<p>
	E se Ditella &amp;egrave; conosciuta per le sorgenti termali e la spiaggia vulcanica della Calcara, gli amanti del mare potranno scegliere di immergersi nelle acque blu del Mar Tirreno, desiderosi di tintarella sull&amp;rsquo;unica e sola spiaggia sabbiosa dell&amp;rsquo;isola, la<strong> Cala degli Zimmari</strong>, dalla inconsueta colorazione rossastra, o godere della<strong> baia di Cala Junco</strong>, la pi&amp;ugrave; amata di Panarea e la cui forma ricorda quella di un vero e proprio anfiteatro.<br />
	Ancora accaldati dalla giornata appena trascorsa in spiaggia? Nessun problema, perch&amp;eacute; <strong>a Panarea &amp;egrave; l&amp;rsquo;aperitivo a dare il via alla serata</strong>,&amp;nbsp; vero e proprio rito anche per i meno mondani, proseguendo poi con cene memorabili dalle atmosfere romantiche e frizzanti&amp;nbsp; nei tipici ristoranti del posto.</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27756]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 15 giu 2016 16:31:50 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La bella Stefania Rocca reporter a Stromboli]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Rocca.jpg" width="100" alt="La bella Stefania Rocca reporter a Stromboli" /><br /><p>
	&amp;ldquo;<strong>Calcolo Infinitesimale</strong>&amp;rdquo; &amp;egrave; il nuovo film, interamente girato sull&amp;rsquo;Isola di Stromboli, diretto da Enzo Papetti e Roberto Minini-Mer&amp;ograve;t, con <strong>Stefania Rocca e Luca Lionello nel ruolo di protagonisti</strong>. In uscita nelle sale il 16 giugno, racconta la storia di <strong>Roberto Pistis, autore dell&amp;rsquo;omonimo romanzo, che ha ottenuto il successo in giovane et&amp;agrave; ed ora vive a Stromboli, isolato dal mondo.</strong></p>
<p>
	Il suo libro lo ha reso famoso ed apprezzato dal pubblico, tanto che il mondo lo acclama; lui, per&amp;ograve;, si nasconde e fa perdere le sue tracce. Valeria Hostis, giornalista che scrive per importanti testate internazionali, decide di mettersi alla ricerca del famoso romanziere e si mette in contatto con lui per un&amp;rsquo;intervista. I<strong> due iniziano, cos&amp;igrave;, sulla magica Isola di Stromboli, a conoscersi ed a studiarsi:</strong> in un gioco di seduzione, lei lo induce a rivelare i segreti che lo tormentano, ma, in realt&amp;agrave;, anche lei ne nasconde uno.</p>
<p>
	Enzo Papetti parla cos&amp;igrave; del suo nuovo film: &amp;ldquo;<strong>Ho scritto Calcolo infinitesimale sei anni fa mosso dall&amp;#39;idea di mettere in scena l&amp;#39;incontro di un uomo e una donna che si raccontano un sacco di palle, lui perch&amp;eacute; ama inventarsi la vita, lei spinta da un desiderio di vendetta</strong>&amp;rdquo;. Stefania Rocca &amp;egrave; da poco stata ospite alla sessantaduesima edizione del TaorminaFilmFest, presso il quale &amp;egrave; stato premiato il suo talento. L&amp;rsquo;attrice &amp;egrave; anche co-produttrice del film: innamoratasi infatti del suo script ricco di situazioni e spunti narrativi, ha deciso di produrre la pellicola. Ovviamente, <strong>protagonista indiscussa di &amp;ldquo;Calcolo Infinitesimale&amp;rdquo; &amp;egrave; anche la stupenda Isola di Stromboli: la scenografia &amp;egrave; lo sfondo perfetto con i suoi lapilli ed il dialetto dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano</strong>.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27755]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 14 giu 2016 16:11:12 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[SalinaDocFest 2016: il bilancio ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vele.jpg" width="100" alt="SalinaDocFest 2016: il bilancio " /><br /><p>
	Il <strong>SalinaDocFest 2016 Ma(d)re Mediterraneo</strong>, che ha aperto la sua kermesse decennale a Santa Marina Salina, ha chiuso a Malfa con l&amp;#39;assegnazione del <strong>Premio Tasca d&amp;#39;Almerita per il miglior documentario al film Les Sauteurs [Danimarca] di Estephan Wagner, Moritz Siebert, Abou Bakar Sidib&amp;egrave;</strong>. Durante il corso della manifestazione, si &amp;egrave; giunti anche a Leni, uno dei tre comuni dell&amp;rsquo;isola, completando cos&amp;igrave; il ciclo culturale sul territorio.</p>
<p>
	Tanti i momenti di elevato spessore culturale. Della bandiera delle &amp;ldquo;5vele&amp;rdquo;, il premio di Legambiente e del Touring Club, infatti, &amp;egrave; stata omaggiata alla madrina del famoso Festival del Documentario, l&amp;rsquo;attrice <strong>Kasia Smutniak protagonista tra gli altri del film di Paolo Genovese &amp;ldquo;Perfetti sconosciuti&amp;rdquo;.</strong> Importanti gli incontri con Giovanna Taviani l&amp;rsquo;ideatrice e i giornalisti Corrado Formigli, Maria Cuffaro, Andrea Purgatori. <strong>Il festival si era aperto con Fuocoammare, vincitore dell&amp;rsquo;Orso d&amp;rsquo;Oro alla Berlinale 2016, di Gianfranco Rosi.</strong></p>
<p>
	Molte le occasioni di incontri e scambi culturali, tra cui la rappresentazione, a Malfa, dei Pupi Siciliani con Mimmo Cuticchio e il suo repertorio di velata protesta. Questi gli altri film premiati: Dans ma t&amp;ecirc;te un rond point) di Hassen Ferhani; il cortometraggio Salvo di Niccol&amp;ograve; Piccione. Il <strong>premio Signum di Clara Rametta </strong>&amp;egrave; andato al film pi&amp;ugrave; votato dal pubblico isolano: They Will Have To Kill US First [Gran Bretagna], di Johanna Schwartz.</p>
<p>
	Infine, premio per il miglior montaggio all&amp;#39;AMC [<strong>Associazione Montaggio Cinematografico e televisivo</strong>] per Les sauteurs che tratta le vicende umane di migliaia di uomini che si spostano da un paese all&amp;rsquo;altro, tra i maggiori drammi del nostro tempo. Diversi sono stati i programmi musicali. Ai premiati &amp;egrave; stata assegnata la targa d&amp;#39;argento firmata da Roberto Intorre. <strong>Altri riconoscimenti sono stati consegnati agli ospiti d&amp;rsquo;onore: sculture di Chiara Metelli, Michelangeli e Giacomo Alessi, oltre a cesti eoliani con prodotti di Salina, l&amp;rsquo;isola verde, giacch&amp;eacute; pi&amp;ugrave; fredda essendo stata la prima a spegnersi come vulcano attivo</strong>.</p>
<p>
	di Franco Arabia<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27754]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 14 giu 2016 10:05:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie a Stoccarda?]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/stoccarda.jpg" width="100" alt="Le Eolie a Stoccarda?" /><br /><p>
	Si &amp;egrave; parlato di Eolie nella lontana Stoccarda, citt&amp;agrave; che &amp;egrave; ritornata ad essere meta di immigrazione gli italiani in cerca di fortuna.<br />
	<strong>&amp;ldquo;Nel regno del fuoco e del vento &amp;ndash; Un viaggio alle Isole Eolie (a Stoccarda)&amp;rdquo; si &amp;egrave; intitolato l&amp;rsquo;appuntamento in programma all&amp;rsquo;Istituto Italiano di Cultura della citt&amp;agrave; (Kolbstr. 6). Le Isole Eolie, che suscitano grande fascino negli animi dei loro numerosi visitatori grazie alla ricchezza della loro storia e dei loro miti, sono state presentate attraverso una sequenza PowerPoint in lingua tedesca ed italiana a cura di Marina D&amp;rsquo;Angelo.</strong></p>
<p>
	<br />
	&amp;laquo;Amministrativamente compreso nella provincia di Messina &amp;ndash; ha detto - l&amp;rsquo;arcipelago &amp;egrave;, infatti, una destinazione turistica sempre pi&amp;ugrave; popolare. L&amp;rsquo;arcipelago, di origine vulcanica, &amp;egrave; situato nel Mar Tirreno, a nord della costa siciliana. Le Eolie comprendono due vulcani attivi, Stromboli e Vulcano&amp;raquo;.<br />
	<strong>Quello di Stoccarda &amp;egrave; stato un viaggio di esplorazione attraverso la natura e la storia di un &amp;ldquo;microscopico arcipelago&amp;rdquo; </strong>che giace di fronte alla costa della Sicilia. Impossibile, infatti, non rimanere estasiati di fronte al favoloso paesaggio vulcanico e alla natura ancora incontaminata che le contraddistinguono. <strong>Quale delle sette piccole isole avr&amp;agrave; colpito maggiormente gli astanti?</strong>&amp;nbsp;Noi sappiamo che ciascuna di queste &amp;egrave; unica, ma soltanto nella loro totalit&amp;agrave; costituiscono un&amp;rsquo;autentica opera d&amp;rsquo;arte della natura!</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27753]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 10 giu 2016 18:02:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Legambiente, batti cinque!]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cinque.jpg" width="100" alt="Legambiente, batti cinque!" /><br /><p>
	<strong>Cinque </strong>&amp;egrave; senza dubbio un bel numero! <strong>Cinque </strong>sono le dita di una mano, che batte il <strong>cinque </strong>per cercare un segno di intesa; <strong>cinque </strong>le regole per confezionare una notizia perfetta; <strong>cinque </strong>le terre della bella Liguria, paradiso indiscusso dei vacanzieri al nord.</p>
<p>
	<strong>Ma cinque sono anche le vele assegnate da Legambiente e Touring Club Italiano a Salina, cos&amp;igrave; come succede da circa un decennio. </strong>La cerimonia di consegna si &amp;egrave; svolta a Roma, presso la sede nazionale di Legambiente, dove &amp;egrave; stata presentata la Guida Blu 2016 <strong>&amp;ldquo;Il Mare pi&amp;ugrave; bello, il meglio dei mari e dei laghi in Italia&amp;rdquo;, </strong>che premia le localit&amp;agrave; marittime e lacustri che si distinguono, tra le molteplici cose, oltre che per un elevato pregio naturalistico, anche per una buona gestione del territorio, manutenzioni dei centri storici, offerta enogastronimica di alto livello e sostenibilit&amp;agrave; ambientale.</p>
<p>
	<strong>Santa Marina Salina &amp;egrave; prima in classifica tra i comuni delle isole minori, piazzando il piccolo comune eoliano al 5&amp;deg; posto nella classifica nazionale e primo comune siciliano.</strong><br />
	&amp;ldquo;Sono soddisfatto per questo importante riconoscimento conferito al nostro Comune&amp;rdquo; commenta il Sindaco Massimo Lo Schiavo &amp;ldquo;frutto di un lavoro iniziato nel 2007 che permette al Comune di Santa Marina Salina, di potersi fregiare con le 5 Vele di Legambiente da un decennio&amp;rdquo;.<br />
	Nel corso dell&amp;rsquo;ultimo anno molteplici sono state le iniziative realizzate nel Comune di Santa Marina Salina in tema ambientale, tra le quali la realizzazione del<strong> progetto di protezione del litorale tra Punta Lamie e Punta Barone,</strong> finanziato dal Ministero dell&amp;rsquo;Ambiente e della Tutela del Mare, che permetter&amp;agrave; il ripascimento naturale di buona parte della spiaggia, soggetta nel corso degli anni a continua erosione.&amp;nbsp;</p>
<p>
	A questo si aggiunge&amp;nbsp;<strong>la ristrutturazione del Faro di Lingua, di cui questa testata si &amp;egrave; occupata alcuni mesi fa, al cui interno sorger&amp;agrave; il Museo del mare e del Sale che completer&amp;agrave; il circuito museale presente nella piccola frazione,</strong> che ha permesso di valorizzare e riqualificare tutta l&amp;rsquo;area di Punta Lingua, zona di alto pregio ambientale.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27752]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 10 giu 2016 16:22:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Fuori rotta�: musica live a Stromboli dall�8 all�11 giugno]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/fuori.jpg" width="100" alt="�Fuori rotta�: musica live a Stromboli dall�8 all�11 giugno" /><br /><p>
	Una rassegna musicale inedita che promette di animare alla grande le prime serate del mese prossimo a Stromboli! <strong>Si chiama &amp;ldquo;Fuori rotta&amp;rdquo; e rinvia subito al carattere di esclusivit&amp;agrave; e originalit&amp;agrave; che porta nel cuore delle Eolie, all&amp;rsquo;interno di un cono vulcanico pieno di energie!</strong><br />
	La kermesse si snoder&amp;agrave; per 4 giorni, da questa sera, mercoled&amp;igrave;, a sabato 11 giugno: qui la musica, nata, cresciuta e maturata in locali metropolitani si incontrer&amp;agrave; fuori rotta, come fuori rotta &amp;egrave; Stromboli, un po&amp;rsquo; lontana dalle rotte usuali. E cos&amp;igrave; quest&amp;rsquo;isola circondata da un mare blu e profondo e dalla sabbia nera e bollente, col fuoco vivo che l&amp;rsquo;attraversa verticalmente, ospiter&amp;agrave; quattro concerti&amp;nbsp; di grande intensit&amp;agrave; e vivacit&amp;agrave; che, seppur diverse tra loro, avranno molto in comune con la sua natura e con la sua gente.</p>
<p>
	<strong>La rassegna Fuori rotta &amp;egrave; stata ideata da Michele Mozzati e realizzata con Gioacchino e Coralla Letizia, Giulia Broglia, e in collaborazione&amp;nbsp; con il gruppo stromboliano &amp;ldquo;Fuori rotta&amp;rdquo;, e con l&amp;rsquo;associazione &amp;ldquo;Attiva Stromboli&amp;rdquo;. Alla realizzazione di Fuori rotta contribuisce &amp;ldquo;Bananas&amp;rdquo;, con gli amici di &amp;ldquo;Zelig&amp;rdquo;.</strong></p>
<p>
	Le serate si terranno per scelta in quattro punti diversi di Stromboli, tutti&amp;nbsp; naturalmente raggiungibili a piedi o con i mezzi elettrici utilizzati in loco.<br />
	L&amp;rsquo;anima delle serate, oltre ai musicisti stessi, sar&amp;agrave; il pubblico, in gran parte autoctono, che con la sua partecipazione anche all&amp;rsquo;allestimento dei concerti, contribuir&amp;agrave; a ottenere che&amp;nbsp; questo avvenimento culturale diventi parte integrante della vita dell&amp;rsquo;isola, cos&amp;igrave; da trasmettere ai primi turisti italiani dell&amp;rsquo;estate e a quelli stranieri sempre presenti sull&amp;rsquo;isola, il senso della coesione tra residenti e ospiti, senso che gi&amp;agrave; Stromboli vanta come tradizionale caratteristica acclarata. &amp;Egrave; proprio questo il sapore di Fuori rotta 2016, in attesta che gi&amp;agrave; dal 2017 la manifestazione possa consolidarsi e crescere. Di seguito il programma:</p>
<p>
	Questa sera in piazza di San Vincenzo, si terr&amp;agrave; il <strong>concerto di Sara Loreni,</strong> accompagnata dal tastierista Lorenzo Buso, mentre domani al Parco Parco, si esibir&amp;agrave; <strong>Folco Orselli,</strong> cantautore milanese tra i pi&amp;ugrave; apprezzati e seguiti del panorama italiano.<br />
	Venerd&amp;igrave; e sabato, invece, spazio rispettivamente a &amp;ldquo;<strong>I Gatti M&amp;eacute;zzi</strong>&amp;rdquo;, un gruppo musicale toscano di grande impatto rappresentato da Francesco Bottai e Tommaso Novi al Sagrato di San Bartolo in localit&amp;agrave; Piscit&amp;agrave;, m<strong>entre il giorno successivo al porto di Scari, tutti gli artisti gi&amp;agrave; citati riproporranno il meglio dei loro successi. E allora&amp;hellip;? Andiamo fuori rotta anche noi!</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27751]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 08 giu 2016 17:52:31 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Salina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/bellasalina.jpg" width="100" alt="Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Salina" /><br /><p>
	Suggestiva come pochi luoghi al mondo, l&amp;rsquo;isola di Salina racchiude in s&amp;eacute; il fascino cinematografico di chi, come Troisi, la scelse per girarvi alcune delle scene pi&amp;ugrave; suggestive del suo ultimo film, Il Postino.&amp;nbsp; <strong>Godere della vista di uno dei tramonti pi&amp;ugrave; belli al mondo &amp;egrave; possibile per tutti i turisti che, approdati sull&amp;rsquo;isola, decidono di recarsi alla Spiaggia di Pollara, ove fu costruita la casa de Il Postino ed &amp;egrave; possibile ammirare magazzini e rifugi scavati nel tufo. </strong></p>
<p>
	Il tipico panorama marino lascia ampio spazio ai monti che sovrastano l&amp;rsquo;isola, dando spesso vita a colate laviche dalle forme sempre nuove.&amp;nbsp;</p>
<p>
	Caratteristica dell&amp;rsquo;isola &amp;egrave; per&amp;ograve; rappresentata dalla presenza di numerosi borghi, primo fra tutti il comune di Santa Marina, porto turistico e scalo principale dell&amp;rsquo;isola. Immergersi nella natura &amp;egrave; qui possibile, visitando la Fossa delle Felci e le grotte saracene che, scavate nel tufo, sono nascoste da una fitta vegetazione e testimoniano il ricco patrimonio storico di cui il comune &amp;egrave; ancor oggi protagonista. <strong>Nessun timore per i pi&amp;ugrave; festaioli; la sera Santa Marina si illumina delle luci dei numerosi locali che danno il via al vero e proprio divertimento notturno nelle calde sere d&amp;rsquo;estate.</strong></p>
<p>
	Gli amanti di bird watching, invece, possono trascorrere le loro giornate presso la riserva naturale di Lingua, piccolo borgo di pescatori rinomato per la spiaggia di ciottoli che ne costeggia il mare limpidissimo. <strong>Caratteristiche, poi, le abitazioni di Malfa, dal tipico colore bianco, e nella piazza del quale il pavimento &amp;egrave; decorato da una rosa dei venti, a rappresentare il legame tra le isole e i venti che le caratterizzano.</strong><br />
	Ed infine, per chi volesse ammirare lo splendido paesaggio fatto di sabbia nera e spiaggie a mezzaluna non pu&amp;ograve; che recarsi a Rinella, piccolo borgo di pescatori e facente parte del comune di Leni, <strong>chiamato dai Greci Lenoi per i contenitori in cui veniva pigiata l&amp;rsquo;uva</strong>.</p>
<p>
	Munirsi di scooter o auto e pronti a partire. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; altro da aggiungere. Salina vi aspetta in tuttala sua bellezza e variet&amp;agrave;.</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27750]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 08 giu 2016 11:48:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Con Goethe in Italia: il famoso viaggio ripercorso in una mostra]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/goethe.jpg" width="100" alt="Con Goethe in Italia: il famoso viaggio ripercorso in una mostra" /><br /><p>
	Duecento anni fa veniva pubblicata la prima parte del Viaggio in Italia di Goethe. <strong>Per quest&amp;rsquo;occasione la Casa di Goethe ha invitato tre artiste che vivono a Roma a confrontarsi con il celebre testo: Michaela Maria Langenstein, Elisa Montessori e Claudia Peill.</strong> I lavori realizzati sono stati presentati prima nell&amp;rsquo;Ambasciata italiana di Berlino e ora nella Casa di Goethe a Roma.</p>
<p>
	<strong>Il lavoro artistico di Michaela Maria Langenstein &amp;egrave; influenzato in modo determinante dall&amp;rsquo;Italia e dall&amp;rsquo;ambiente naturale della patria elettiva.</strong> Le sue collezioni di foglie e altri oggetti trovati per strada sono particolari. Ha realizzato numerosi ritratti di piante e fotogrammi di piante viste in diversi luoghi, tra cui nel giardino botanico di Padova, dove si trova la cosiddetta palma di Goethe.&amp;nbsp;<strong>Le sue fotografie in bianco e nero, ispirate dalla teoria goethiana della Urpflanze (pianta primigenia) mostrano strutture di foglie e vegetali.</strong></p>
<p>
	<strong>Durante il suo viaggio in Italia, Goethe sperava nella scoperta della Urpflanze. Quando non riesce a trovarla, comincia a studiare le strutture delle piante, pensando di trovare in esse la pianta primigenia...</strong>&amp;nbsp;</p>
<p>
	Sono queste le tematiche sulle quali lavora Michaela Maria Langenstein nel suo confronto pluridecennale con il regno vegetale. Da sempre invece Elisa Montessori sperimenta diverse tecniche artistiche. Negli ultimi anni si &amp;egrave; confrontata intensamente con i lavori scientifici di Goethe. E&amp;lsquo; affascinata dalla versatilit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;autore e vede nella sua idea della Urpflanze il bisogno di riportare la realt&amp;agrave; ad un unico principio che per Montessori rappresenta l&amp;rsquo;obiettivo di qualsiasi forma artistica.</p>
<p>
	<strong>Oltre ai dipinti ad olio e ai disegni, la mostra presenta alcuni dei numerosi libri d&amp;rsquo;artista, con tanti disegni dedicati al Viaggio in Italia di Goeth</strong>e ed ai suoi studi botanici. Il libro &amp;egrave; inteso come variante morfologica, che, attraverso la lettura e lo sfogliare delle sue pagine, rappresenta la metamorfosi dell&amp;rsquo;apprendimento, della crescita&amp;nbsp; e del tempo. Anche&amp;nbsp; Claudia Peill &amp;egrave; nata a Genova. Nel suo lavoro predominano le fotografie, sulle quali interviene con la pittura. Ispiratasi al Viaggio in Italia, l&amp;rsquo;artista ha ideato appositamente per questa mostra dei polittici di grande formato, a celebrare il movimento. <strong>Ha ripercorso il viaggio che Goethe ha compiuto verso se stesso, interpretandolo, non come un cammino verso una m&amp;egrave;ta concreta, ma come un percorso sia umano che artistico. La mostra a cura di Maria Gazzetti &amp;egrave; presentata alla Casa di Goethe fino all&amp;rsquo;11 settembre.</strong></p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27749]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 07 giu 2016 12:29:27 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Nei fondali di Vulcano: immersione a Capo Grosso]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/capogrosso.jpg" width="100" alt="Nei fondali di Vulcano: immersione a Capo Grosso" /><br /><p>
	La magica bellezza delle Isole Eolie non &amp;egrave; visibile solo sopra il livello del mare, ma anche sotto. <strong>I suoi incantevoli fondali marini sono pronti per essere esplorati, con le loro meraviglie, tra relitti, flora, fauna ed acqua cristallina. </strong></p>
<p>
	Proprio per questo motivo, il diving e lo snorkeling hanno trovato una grossa diffusione nell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano e sono tra le attivit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; ricercate. L&amp;igrave;, infatti, sono presenti diversi centri che organizzano e guidano escursioni sottomarine.</p>
<p>
	<strong>Tra le numerose immersioni possibili, vi &amp;egrave; quella di Capo Grosso, situata sul versante ovest dell&amp;rsquo;Isola di Vulcano, di fronte ad una grande scogliera a picco sul mare.</strong> Capo Grosso &amp;egrave; una struttura rocciosa dalla forma particolare che si allunga verso il mare aperto e agisce come una sorta di fortificazione che ostacola le onde che provengono da sud. In parete e piuttosto semplice, permette di arrivare ad una profondit&amp;agrave; variabile tra i quindici ed i quaranta metri ed &amp;egrave; caratterizzata da un&amp;rsquo;ottima visibilit&amp;agrave; e da una corrente quasi completamente nulla.</p>
<p>
	<strong>Questa bellissima parete verticale presenta innumerevoli anfratti e fessure,</strong> presso i quali trovano rifugio grosse cicale, aragoste, murene, scorfani, polpi, ricci melone e cernie. Nei primi metri della discesa, inoltre, si pu&amp;ograve; osservare una grande variet&amp;agrave; di colori, arricchita dalla presenza di pesci pappagallo, leptosoma, astroides, parazoanthus, spirografi, claveline, cerianti e anemoni.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27748]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 06 giu 2016 11:43:39 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Personaggi dalle isole�: il manager Franco Arabia con la passione per la scrittura	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/arabia.jpg" width="100" alt="�Personaggi dalle isole�: il manager Franco Arabia con la passione per la scrittura	1� Parte" /><br /><p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	MARINA DI SALINA - Inauguriamo oggi una nuova rubrica dal titolo &amp;ldquo;<b>Personaggi dalle isole</b>&amp;rdquo;: intervisteremo volti intraprendenti e facce simpatiche che si distinguono per il loro impegno nei diversi campi della societ&amp;agrave; civile e che portano alto il nome delle Sette Sorelle in tutto il mondo. &amp;nbsp;Insomma, delle &amp;ldquo;vite straordinarie&amp;rdquo; proprio perch&amp;eacute; straordinariamente normali. <o:p></o:p></p>
<p style=&quot;text-align:justify;line-height:115%&quot;>
	Oggi abbiamo incontrato <b>Franco Arabia</b>, un manager settantacinquenne di origini calabresi, ex dirigente d&amp;rsquo;azienda di una serie di importanti catene alberghiere internazionale. &amp;nbsp;La sua carriera inizia nel 1959, a Grado, quando a soli ventiquattro anni la compagnia Jolly Hotels gli affida il primo mandato direzionale. Da l&amp;igrave; una serie di successi inanellati nel mondo del business del turismo e, parallelamente, la passione per la scrittura, per la poesia, che lo ha condotto fino a ricevere il &amp;ldquo;<b>Premio Calabria</b>&amp;rdquo;, prezioso riconoscimento internazionale con un&amp;rsquo;importante motivazione. <o:p></o:p></p>
<p style=&quot;text-align:justify;line-height:115%&quot;>
	Adesso risiede a Salina, luogo da sempre anelato e amato, da dove ha preso spunto per il suo nuovo romanzo &amp;ldquo;<strong>Il giardino degli intoccabili</strong>&amp;rdquo; (Lombardi editore). <o:p></o:p></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	<b>Dott. Arabia, lei ha origini calabresi. Riusciva a vedere da Catanzaro questi sette puntini nel bel mezzo del Mediterraneo?<o:p></o:p></b></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	&amp;laquo;Da Catanzaro no, giacch&amp;eacute; &amp;egrave; a ridosso del mar Jonio, ma dal Tirreno certamente s&amp;igrave;, anche se, ovviamente, Stromboli&amp;raquo;!<o:p></o:p></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	<b>Quando ha avuto inizio il suo amore per queste terre? <o:p></o:p></b></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	&amp;laquo;Da ragazzo, da quando i miei giovani amici partivano per fare le vacanze a Vulcano, allora nella mia testa era come se andassero alle Maldive&amp;raquo;.<o:p></o:p></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	<b>Cosa l&amp;rsquo;ha spinta a decidere di trasferirsi a Salina?<o:p></o:p></b></p>
<p style=&quot;line-height:115%&quot;>
	&amp;laquo;Una serie di coincidenze fortunate oltre all&amp;rsquo;amore che nutro per le Isole Eolie e per Salina in particolare. Mia figlia Marina &amp;egrave; nata a Lipari, mentre mio figlio Domenico, vice sindaco di Santa Marina, pur essendo nato a Catanzaro, &amp;egrave; cresciuto a Salina almeno trentacinque anni or sono, anche se di fatto, personalmente, vi abito dal 1996&amp;raquo;.<o:p></o:p></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26710]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 mag 2016 16:15:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Evviva il Cappero... che la sua festa abbia inizio]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/spaghetticappero.jpg" width="100" alt="Evviva il Cappero... che la sua festa abbia inizio" /><br /><p>
	Pronti per un&amp;rsquo;immersione nel grande mondo del cappero? <strong>Domenica &amp;egrave; la giornata giusta: a Salina si tiene la XXVI edizione della tradizionale Festa del Cappero, la manifestazione&amp;nbsp; che si svolge ogni anno la prima domenica di giugno, nell&amp;rsquo;incantevole piazzetta di Sant&amp;#39;Onofrio a Pollara, piccolo paesino nell&amp;rsquo;isola di Salina, di fronte ad un panorama mozzafiato.</strong><br />
	Padrone assoluto il re dei muri scoscesi, il cappero, e re indiscusso della cucina eoliana, la sagra offre specialit&amp;agrave; enogastronomiche scelte dagli esperti del settore e diventa occasione per conoscere meglio la tradizione culturale del luogo, la preparazione dei piatti e le degustazioni sono accompagnate da una cornice musicale che fa respirare aria di festa e di accoglienza, rimando del calore tipico meridionale.<br />
	<strong>La piazzetta di S. Onofrio diventa, in occasione della sagra, centro vivo del paese, molti volontari del posto cucinano pietanze a base di capperi, da offrire ai turisti che ogni anno partecipano numerosi all&amp;rsquo;appuntamento col gusto.</strong></p>
<p>
	Di seguito una delle ricette, da leccarsi i baffi, che potrete trovare in piazzetta: <strong>gli spaghetti con capperi e pomodorini</strong>!</p>
<p>
	<strong>Gli ingredienti per 2 persone:</strong><br />
	140gr di spaghetti integrali; 200gr di pomodorini pachino; 1 scalogno; 1 spicchietto di aglio; 1 cucchiaio di capperi di buona qualit&amp;agrave;; olio e.v.o; 1 pizzichino di zucchero e sale quanto basta.<br />
	<strong>Il procedimento &amp;egrave; molto semplice. Non dimenticate innanzitutto di far bollire l&amp;rsquo;acqua salata in una grande pentola dove poi si cuoceranno gli spaghetti.</strong><br />
	Incidere la pelle dei pomodorini sul fondo. Scottare i pomodorini nell&amp;rsquo;acqua bollente della pasta per circa 30 sec., tirare poi via la pelle con un coltellino.<br />
	Far rosolare lo scalogno e lo spicchio di aglio schiacciato in una padella antiaderente con un filo di olio. Aggiungere i pomodori spellati, schiacciali grossolanamente con una forchetta. Aggiungere un pizzico di sale e un pizzichino di zucchero e falli cuocere qualche minuto insieme al resto.<br />
	<strong>A cottura quasi ultimata, aggiungere i capperi unendoli bene alla salsa.&amp;nbsp;Scolare bene la pasta, servirla e aggiungere la salsa in superficie. Concludere il piatto con un filo leggero di olio e un pizzico di pepe a piacere.</strong></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27747]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 04 giu 2016 18:22:55 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Massimo Troisi, l�omaggio]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/postino.jpg" width="100" alt="Massimo Troisi, l�omaggio" /><br /><p style=&quot;text-align: right;&quot;>
	<em>&amp;laquo;Quando la spieghi la poesia diventa banale, meglio di ogni spiegazione<br />
	&amp;egrave; l&amp;#39;esperienza diretta delle emozioni che pu&amp;ograve; svelare la poesia<br />
	ad un animo predisposto a comprenderla&amp;raquo;. (Pablo Neruda)</em></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	<br />
	Ventisei anni fa. E l&amp;rsquo;Italia perdeva il suo <em>guaglione</em>. <strong>Massimo Troisi se n&amp;#39;&amp;egrave; andato un sabato afoso di ventisei anni fa, il 4 giugno del 1994. </strong>Era a casa di una delle sorelle, Annamaria, e dopo pranzo si stese sul letto, si sentiva affaticato. Aveva solo 41 anni, aveva appena finito di girare <em>Il postino</em>, per il quale sarebbe poi stato candidato all&amp;#39;Oscar. Se ne and&amp;ograve; cos&amp;igrave;, semplice come semplice era sempre stato.</p>
<p>
	<strong><span style=&quot;text-align: right;&quot;>Ecco,<em> Il postino</em>.</span><span style=&quot;text-align: right;&quot;>Quella di Massimo Troisi &amp;egrave; stata una vita alla ricerca della poesia della vita. E proprio a Salina, sul set de Il Postino la trov&amp;ograve;, palesandosi nella bellezza dei luoghi e delle persone.</span></strong></p>
<p>
	Stava male da tanto tempo, ormai, quando gir&amp;ograve; Il postino. Sul set poteva interpretare solo i primi piani, tanto era esausto. Ma lo voleva fare, ci teneva tantissimo a quel personaggio tratto dal romanzo del cileno Antonio Sk&amp;agrave;rmeta. <strong>L&amp;rsquo;ha voluto fare regalandoci un&amp;rsquo;interpretazione sofferta e commovente di un postino di una piccola isola del sud Italia, in cui soggiorn&amp;ograve; il poeta Pablo Neruda, </strong>esiliato dalla sua amata Cile. Tra i due nasce una forte amicizia, fatta di ammirazione e desiderio di conoscenza da un parte, e di affetto paterno dall&amp;rsquo;altra.</p>
<p>
	Il giovane si sentir&amp;agrave; imprigionato in un posto in cui non vede un futuro, ma trover&amp;agrave; nel poeta il mentore che aveva sempre sognato di incontrare: un uomo profondo, capace di esprimere i suoi sentimenti con parole magiche, che nessuno sull&amp;rsquo;isola ha mai pronunciato<strong>. E da questo incontro Mario imparer&amp;agrave; a guardare il mondo con occhi diversi, sforzandosi di cambiare linguaggio e scoprendo la letteratura. </strong>Non &amp;egrave; casuale allora che tra le scene pi&amp;ugrave; belle e commoventi del film ci sia quella in cui Mario, nel tentativo di raccontare l&amp;rsquo;isola a Neruda attraverso i suoni delle onde, del vento, del cielo stellato e del cuore del piccolo Pablito, rivela anche a se stesso la poetica bellezza e le ragioni per cui amarla.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;isola di Salina, cos&amp;igrave; come Procida, &amp;egrave; una delle protagoniste del film, con le sue bellezze naturali mozzafiato: in tutte le scene in cui Mario/Massimo pedala per monti che costeggiano un mare color cobalto e in tutte le scene in cui i vari personaggi passeggiano o dialogano su una spiaggia sassosa, stretta tra il mare e una scogliera, caratterizzata da un buco nella parete rocciosa che la sovrasta.</strong><br />
	La sua prorompente bellezza si conferma perfetta per catturare l&amp;rsquo;animo sensibile di Mario (Massimo Troisi), mentre dall&amp;rsquo;altra parte, come a fare da contraltare al paesaggio, c&amp;rsquo;&amp;egrave; il suo volto, scarnificato gi&amp;agrave; come un Cristo: calato profondamente nel personaggio (che interpreta magistralmente), ma che non riesce a nascondere i segni del suo malessere fisico. <strong>E cos&amp;igrave;, il sorriso timido e semplice di Mario, illuminato dall&amp;rsquo;emozione di venire acclamato dalla folla un&amp;rsquo;istante prima di morire, si trasforma nella rappresentazione pi&amp;ugrave; sincera di questo attore napoletano: indimenticabile comico, dallo sguardo triste.</strong><br />
	Era gi&amp;agrave; un presentimento. Massimo ha salutato la vita appena 12 ore dopo aver chiuso le riprese de Il Postino.<br />
	<br />
	Ciao Massimo, e grazie per averci lasciato la tua infinita, incomprensibile poesia&amp;hellip;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27746]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 04 giu 2016 01:00:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Scricciolo� il cane eroe che salva una donna]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/caneroe.jpg" width="100" alt="�Scricciolo� il cane eroe che salva una donna" /><br /><p>
	LIPARI &amp;ndash; &amp;ldquo;Donna in mare&amp;rdquo; sembrava che dicesse, cominciando ad abbaiare all&amp;rsquo;impazzata. E solo allora un gruppo di pescatori si sono accorti di quanto stava succedendo.</p>
<p>
	<strong>Il protagonista di questa storia vera si chiama &amp;ldquo;Scricciolo&amp;rdquo; ed &amp;egrave; un piccolo labrador &amp;ndash; eroe del lipariota Bartolo Cappadona, che negli scorsi giorni &amp;egrave; riuscito a salvare la vita ad una signora, caduta in acqua, in gravi difficolt&amp;agrave; a causa di un malore.</strong><br />
	La vicenda &amp;egrave; avvenuta nel porticciolo di Marina Corta, a Lipari. I suoi guaiti sono stati talmente elevati ed intensi da richiamare, appunto, un gruppo di pescatori che stava sopraggiungendo. <strong>Scricciolo nel frattempo si &amp;egrave; lanciato deliberatamente in acqua, indicando il punto in cui intervenire.&amp;nbsp;</strong>Solo allora i pescatori hanno compreso e, tuffatisi a loro volta, sono riusciti a portare in riva, sana e salva la signora mettendo un lieto fine a questa storia.</p>
<p>
	Non &amp;egrave; la prima volta che il migliore amico dell&amp;rsquo;uomo si dimostra tale e questo &amp;egrave; solo uno dei tanti esempi che dimostrerebbero, in maniera molto eloquente, come <strong>gli amici a quattro zampe siano caratterizzati da un fortissimo senso del dovere nei confronti di chi potrebbe essere il loro padrone.</strong> E pensare che c&amp;#39;&amp;egrave; chi li abbandona...</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25672]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 06 apr 2016 18:54:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[When: Eolie e le 5 �W�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/colorieolie.jpg" width="100" alt="When: Eolie e le 5 �W�" /><br /><p>
	<strong>Inauguriamo oggi una rubrica che pi&amp;ugrave; giornalistica non si pu&amp;ograve;, esaminando le sette sorelle secondo le notissime regole delle &amp;ldquo;5 W&amp;rdquo;. Oggi &amp;ldquo;When&amp;rdquo;, ovvero&amp;hellip; quando scegliere il momento migliore per una vacanza?</strong><br />
	Aprile dolce dormire. Eppure a non essere d&amp;rsquo;accordo sembrano&amp;nbsp; proprio le agenzie di viaggio e le flotte di turisti che, invogliati dall&amp;rsquo;arrivo della bella stagione, si riversano sulle spiagge dell&amp;rsquo;arcipelago eoliano.<br />
	<strong>Meta&amp;nbsp; turistica tra le pi&amp;ugrave; ambite, le Isole Eolie regalerebbero ai propri visitatori il mix perfetto per una vacanza ideale da met&amp;agrave; Aprile fino a fine Settembre, senza per questo rinunciare all&amp;rsquo;azzurro del cielo e del mare che le circonda.</strong></p>
<p>
	Se vi steste chiedendo il perch&amp;eacute;, la ragione &amp;egrave; molto semplice e vi permetter&amp;agrave; di cogliere i colori, i profumi e le emozioni che l&amp;rsquo;arcipelago regala ogni giorno: tranquillit&amp;agrave;.<br />
	Il mese di Giugno d&amp;agrave; il via, infatti, alla stagione turistica vera e propria, caratterizzata dall&amp;rsquo;ormai noto aumento dei prezzi negli hotel e da milioni di turisti che, approfittando delle ferie, decidono di assaporare il sole cocente dell&amp;rsquo;arcipelago. A farla da padrone in ogni stagione &amp;egrave; invece <strong>Lipari che unisce alla bellezza del suo territorio la vita del centro storico, con le sue feste, monumenti da visitare e negozi per lo shopping.</strong><br />
	Dalla magia del suo panorama per i pi&amp;ugrave; romantici alle lunghe escursioni per gli amanti della natura e del trekking, le Eolie soddisfano anche i pi&amp;ugrave; esigenti per cui perch&amp;eacute; non prenotare? Chi dorme non piglia pesci!</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25671]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 06 apr 2016 10:00:12 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/colorieolie.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Rivive il Mediterraneo: a Panarea il gotha degli insegnanti di geografia]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sanpietropanarea.jpg" width="100" alt="Rivive il Mediterraneo: a Panarea il gotha degli insegnanti di geografia" /><br /><p>
	Soltanto rifondando un nuovo Umanesimo che abbia come base il Mediterraneo si potr&amp;agrave; ristabilire la vera essenza di un uomo che proprio in queste acque ha trovato sin dalla notte dei tempi il suo equilibrio di uomo-nel-mondo.<br />
	<strong>Sembra essere questo l&amp;rsquo;idea attorno alla quale si basa l&amp;rsquo;incontro &amp;ldquo;Riabilitare il Mediterrano&amp;rdquo;, fino al 4 giugno a Panarea: un&amp;rsquo;occasione di riflessione sui processi di antropizzazione del bacino del Mediterraneo e sui rapporti con il contesto ambientale di riferimento.</strong> E proprio su questo tema, la <strong>sezione interprovinciale di Messina dell&amp;rsquo;Associazione Italiana Insegnanti di Geografia</strong> ha organizzato un seminario di studio itinerante dal titolo &amp;ldquo;<strong>Territorio, Heritage e Turismo dell&amp;rsquo;arcipelago eoliano tra passato, presente e futuro</strong>&amp;rdquo;.</p>
<p>
	A Panarea perch&amp;eacute; la storia delle isole Eolie, come quella di tutte le isole minori della Sicilia, &amp;egrave; sempre stata correlata alla loro proiezione verso il mare il quale, nel tempo, ha svolto funzione di ostacolo e alternativamente di mediatore dell&amp;rsquo;integrazione territoriale con la terraferma.<strong> In ognuna di esse, pertanto, si trovano i caratteri peculiari della mediterraneit&amp;agrave; e qualit&amp;agrave; spaziali di notevole pregio oggi a forte rischio &amp;ldquo;identitario&amp;rdquo; </strong>per il crescente conflitto fra valori d&amp;rsquo;uso e di mercato, tra privatizzazione degli spazi e bisogni della collettivit&amp;agrave;, fra tradizione e modernit&amp;agrave;.</p>
<p>
	Proprio oggi si &amp;egrave; tenuta la tavola rotonda, moderata dalla giornalista Danila La Torre, tra esperti di vari settori, che ha focalizzato i punti di forza e i punti critici dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano ed ha illustrato gli interventi necessari per la valorizzazione di tutte le risorse del territorio. <strong>A coordinare i lavori Nancy Messina , presidente della Sezione interprovinciale AIIG. </strong>Di seguito&amp;nbsp;i relatori Eduardo Omero, Presidente della Delegazione Eolie Confindustria; Gianfranco Rosso, Dirigente Scolastico dell&amp;rsquo;I.C. &amp;ldquo;Pascoli &amp;ndash; Crispi&amp;rdquo; di Messina &amp;ndash; Vicepresidente dell&amp;rsquo;AIIG &amp;ndash;Sez. Messina; Antonio Galeano, Architetto e Consulente Esperto Assessorato Regionale alla Cultura e Identit&amp;agrave; Sicliliana; Leonardo Mercatanti, Universit&amp;agrave; di Palermo &amp;ndash; Vicepresidente regionale AIIG &amp;ndash; Sicilia.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27745]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 03 giu 2016 15:38:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un incontro al �nero�: a Lipari l�International Obsidian Conference]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/obsidian.jpg" width="100" alt="Un incontro al �nero�: a Lipari l�International Obsidian Conference" /><br /><p>
	Si sta tenendo in questi giorni sull&amp;rsquo;isola di Lipari l<strong>&amp;rsquo;International Obsidian Conference </strong>, un incontro internazionale organizzato in collaborazione tra l&amp;rsquo;Assessorato dei Beni Culturali e dell&amp;rsquo;ldentit&amp;agrave; Siciliana, la <strong>Sas</strong>- Societ&amp;agrave; for Archeological Science e l&amp;rsquo;<strong>IAOS</strong> &amp;ndash; International Association for Obsidian Studies.</p>
<p>
	L&amp;rsquo;ossidiana, la cui formazione &amp;egrave; dovuta al rapidissimo raffreddamento della lava, &amp;egrave; un particolarissimo vetro nero di origine vulcanica che interessa da sempre tante tipologie di studiosi, dagli archeologi agli storici, dai geologi e agli operatori dei beni culturali.&amp;nbsp;</p>
<p>
	Oltre 60 partecipanti da pi&amp;ugrave; di quindici paesi nel mondo si sono dati appuntamento al <strong>Museo Archeologico &amp;ldquo;Museo Bernab&amp;ograve; Brea&amp;rdquo; di Lipari </strong>per discutere di una serie di temi legati agli studi dell&amp;rsquo;ossidiana e delle sue pi&amp;ugrave; ampie implicazioni in tutto il mondo in tanti campi, tra cui l&amp;#39;archeologia, la geologia, archeometria, e l&amp;#39;antropologia.</p>
<p>
	Tra i molti relatori, tre sono di particolare rilievo: <strong>Akira Ono</strong> (Centro di Obsidian e Studi litici, Meiji University, Tokyo, Giappone) esaminer&amp;agrave; l&amp;rsquo;impatto di studi sorgente di ossidiana sull&amp;#39;archeologia e fornir&amp;agrave; una testimonianza dalle isole giapponesi;<strong> Michael D. Glascock </strong>(Archeometria Laboratory, Research Reactor Research Center, University of Missouri, Columbia, MO, USA) parler&amp;agrave; dei metodi analitici e approcci nell&amp;rsquo;ambito della ricerca archeologica, e <strong>Clive Oppenheimer</strong> (Dipartimento di Geografia, Universit&amp;agrave; di Cambridge, Cambridge, UK) che sposter&amp;agrave; l&amp;rsquo;attenzione sulla storia eruttiva e sullo sfruttamento umano del vulcano Nabro, in Eritrea.</p>
<p>
	Per l&amp;rsquo;ultimo giorno &amp;egrave; prevista un&amp;rsquo;escursione organizzata alle fonti di ossidiana di Lipari. L&amp;rsquo;ossidiana pu&amp;ograve; essere trovata lungo la spiaggia di Canneto, fino ad Acquacalda sulla costa settentrionale, cos&amp;igrave; come in alcune localit&amp;agrave; dell&amp;#39;entroterra (Gabellotto Gorge, Canneto Dentro).</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27744]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 02 giu 2016 16:09:27 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Piccolo orgoglio eoliano agli Internazionali di Tennis a Roma]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/racchette.jpg" width="100" alt="Piccolo orgoglio eoliano agli Internazionali di Tennis a Roma" /><br /><p>
	Agli internazionali di tennis 2016 quattro alunni dell&amp;rsquo;<strong>Istituto Comprensivo Lipari 1</strong>&amp;nbsp;che, avendo partecipato al <strong>progetto Racchette di Classe</strong>, hanno affiancato all&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; scolastica giornaliera <strong>due mesi di lezioni e prove pratiche riguardanti il tennis e il badminton.</strong></p>
<p>
	&amp;ldquo;Racchette di Classe&amp;rdquo; &amp;egrave; il frutto della sinergia tra due sport di racchetta quali il Badminton ed il Tennis, e si pone in pieno accordo con quanto previsto per la scuola primaria dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo. Queste le parole con cui la Federazione Italiana Badminton ha promosso il progetto tra le scuole italiane in collaborazione con il CONI e il MIUR.</p>
<p>
	<strong>I quattro bambini eoliani scelti per aver conseguito ottimi risultati durante il progetto sono Tommaso Carnevale, Luciano Ziino, Sofia Natoli e Rita Catena Ziino i quali, accompagnati a Roma dalla maestra Maria Angela Milone &amp;ndash; Promoter FIBA &amp;ndash; e da Assuntina Russo ed Emilio La Rosa&amp;nbsp; - Istruttori di Tennis FIT &amp;ndash; sono stati premiati dall&amp;rsquo; ex Nazionale e tecnico della federazione Badminton, Fabio Morino, e dall&amp;rsquo;ex campionessa di tennis Rita Grande.</strong></p>
<p>
	Al progetto hanno partecipato tutte le quinte classi elementari dell&amp;rsquo;Istituto attraverso lezioni curriculari ed extra &amp;ndash; curriculari con l&amp;rsquo;obiettivo di avvicinare i bambini allo sport, visto come strumento di crescita e di divertimento. <strong>Fondamentale &amp;egrave; stato il contributo degli altri due istruttori Fit Tennis dello Snoopy Club Lipari, Giuseppe Famularo e Fabio Di Maggio</strong>, che, con l&amp;rsquo;appoggio della Preside Mirella Fanti, e di tutte le maestre dell&amp;rsquo;Istituto Lipari 1, hanno portato avanti il progetto permettendo alle Eolie di essere ben rappresentate durante la fase finale del progetto con sfondo il Foro Italico di Roma.</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27743]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 02 giu 2016 13:52:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA["Superstudio 50": la superarchitettura si mostra]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/superstudio50.jpg" width="100" alt=""Superstudio 50": la superarchitettura si mostra" /><br /><p>
	La superarchitettura &amp;egrave; l&amp;rsquo;architettura della superproduzione, del superconsumo, del supermarket, del superman e della benzina super.<br />
	Trasversale, metafisico, indefinibile, sempre nuovo, ma soprattutto sempre oltre, &amp;egrave; <strong>Superstudio: uno dei gruppi pi&amp;ugrave; influenti dell&amp;rsquo;architettura radicale italiana fondato nel 1966 da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, ai quali si sono poi uniti Gian Piero Frassinelli, i fratelli Magris e Alessandro Poli. A cinquanta anni dalla fondazione il MAXXI dedica al gruppo una importante retrospettiva.</strong></p>
<p>
	Il lavoro di Superstudio50 non &amp;egrave; mai stato imbrigliato in etichette facilmente identificabili, piuttosto &amp;egrave; conosciuto per la ricca produzione e per la forza delle immagini. La retrospettiva romana offre oltre duecento opere (oggetti, fotografie, pubblicazioni, installazioni...) molte delle quali entreranno a far parte della collezione di architettura del Museo. <strong>In mostra progetti attraverso i quali sono stati dimostrati la possibilit&amp;agrave; ed i limiti dell&amp;rsquo;architettura intesa come strumento critico della societ&amp;agrave; e accanto a questi materiali ci sono anche oggetti di design. </strong>Alla produzione video viene dedicata una parte dell&amp;rsquo;esposizione, su tutti Il monumento Continuo, prodotto dal MAXXI per questa occasione&amp;nbsp; da un progetto del 1969 di cui esisteva solo lo storyboard.</p>
<p>
	Insieme a questo anche i cinque film de <strong>Gli Atti Fondamentali (Vita, Educazione, Cerimonia, Amore, Morte)</strong>, il pi&amp;ugrave; forte tentativo di Superstudio di affrontare la relazione fra vita e progetto, che - se da una parte propone una rifondazione antropologica e filosofica dell&amp;rsquo;architettura - dall&amp;#39;altra libera progressivamente le energie individuali dei componenti del gruppo, che si scioglie ufficialmente all&amp;#39;inizio degli anni Ottanta. L&amp;#39;esposizione &amp;egrave; arricchita dal lavoro di alcuni artisti che hanno interpretato il lavoro del Superstudio &amp;ndash; dalle opere dei videomaker Hironaka &amp;amp; Suib e Rene Daalder alla ricerca documentaristica del fotografo Stefano Graziani. Fino al 4 settembre al Maxxi.</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27742]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 01 giu 2016 10:31:50 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il ponte del 2 giugno? "Le Eolie nei cinque colori" ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sciarapfm.jpg" width="100" alt="Il ponte del 2 giugno? "Le Eolie nei cinque colori" " /><br /><p>
	Tra il 2 e il 5 giugno 2016 <strong>l&amp;rsquo;Associazione PFM, in collaborazione con l&amp;rsquo;Associazione Bios, nell&amp;#39;ambito del progetto &amp;quot;I Cinque Colori&amp;quot;, propone, nelle spettacolari isole Eolie, patrimonio dell&amp;#39;UNESCO, la manifestazione &amp;ldquo;Le Eolie nei cinque colori&amp;rdquo;, </strong>un ricco programma di eventi, con splendide escursioni guidate tra Vulcano, Lipari, Salina, Panarea e Stromboli, alla scoperta dei vulcani, dei fantastici paesaggi naturalistici, della storia, delle tradizioni e delle tipicit&amp;agrave; enogastronomiche eoliane.<br />
	Domenica 5 giugno &amp;egrave; prevista, inoltre, la visita al <strong>Museo Archeologico Eoliano Luigi Bernab&amp;ograve; Brea</strong>, con ingresso gratuito grazie all&amp;rsquo;iniziativa #domenicaalmuseo.<br />
	&amp;Egrave; prevista anche la visita guidata al <strong>Museo Eoliano dell&amp;rsquo;Emigrazione</strong> e la possibilit&amp;agrave; di partecipare alla festa del Cappero di Salina. Inoltre ci si potr&amp;agrave; perdere tra tanta altre iniziative culturali, abbandonarsi tra i numerosi vigneti, laboratori del gusto, snorkeling, escursioni in barca e tanto altro ancora. Sar&amp;agrave; possibile partecipare a una o pi&amp;ugrave; attivit&amp;agrave; in programma, secondo le proprie preferenze.</p>
<p>
	L&amp;#39;Associazione Progetto Futuro Migliore (in sigla Associazione PFM) &amp;egrave; una &amp;nbsp;no profit di promozione sociale costituita, ai sensi della Legge 383/2000 e del D.Lgs. 460/97, nel 2009 con lo scopo di individuare e sviluppare idee e progetti e portare avanti le azioni pi&amp;ugrave; appropriate al fine di aiutare le nuove e vecchie generazioni a costruire un Futuro Migliore. Ha sede a Patti, in provincia di Messina ed opera in tutta la Sicilia. <strong>Ha tra i propri obiettivi quello di svolgere fattiva opera per organizzare turisticamente il territorio, proponendo tutte quelle iniziative atte a tutelare e valorizzare le bellezze naturali nonch&amp;eacute; il patrimonio storico, artistico, monumentale ed ambientale. </strong></p>
<p>
	Qui il link per vedere tutto il piano operativo per il prossimo weekend: http://www.associazionepfm.it/index.php/it/escursioni/prossime-escursioni/278-trekking-ponte-2-giugno-2016-alle-isole-eolie.html<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27741]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 31 mag 2016 18:18:35 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Salina Doc Fest, nuove visioni per il festival del documentario narrativo]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/kasia.jpg" width="100" alt="Salina Doc Fest, nuove visioni per il festival del documentario narrativo" /><br /><p>
	Esaurite le prime tre manifestazioni, <strong>Salina si prepara al suo SalinaDocFest, il festival del documentario narrativo, che avr&amp;agrave; luogo dal 7 all&amp;rsquo;11&amp;nbsp;</strong><strong>giugno ed &amp;egrave; alla sua decima edizione, la cui idea sin dall&amp;rsquo;origine nasce da Giovanna Taviani</strong>, regista e saggista, figlia del pi&amp;ugrave; noto padre, il regista cinematografico Vittorio Taviani.&amp;nbsp; In questi giorni c&amp;rsquo;&amp;egrave; stata la tredicesima manifestazione di Slow Food, il laboratorio del gusto che mira a valorizzare il <strong>Cappero di Salina</strong>, tra i pochi in Sicilia a essere autoctono.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	Di grande interesse &amp;egrave; stata La Fritta, la saga del pesce fritto, che nasce nella frazione di Lingua negli anni Trenta e Quaranta con la Cicirella fritta in pentoloni di rame, poi messa in sottaceto ed esportata in tutto il mondo. Questo tipo di pesce azzurro chiamato in diversi modi nel resto d&amp;rsquo;Italia, ancor pi&amp;ugrave; giovane &amp;egrave; chiamato &amp;lsquo;a russilidda. Da ultimo, le tre giornate di Regate Veliche, manifestazione che si &amp;egrave; svolta nel mare limpido tra Santa Marina, Lingua e Lipari, nata nel Duemilanove, all&amp;rsquo;inizio a cura del Circolo Canottieri di Palermo; da quest&amp;rsquo;anno per conto del Centro Sportivo Universitario, sempre di Palermo.</p>
<p>
	<strong>Il SalinaDocFest, per festeggiare i suoi primi dieci anni rinnova il suo rapporto con il territorio eoliano e diventa una festa che apre all&amp;rsquo;estate. </strong>Un contributo concreto per lo sviluppo di Salina che anticipa i flussi dell&amp;#39;alta stagione e favorisce anche la partecipazione dei giovani. Il primo giorno della kermesse, in localit&amp;agrave; Lingua, frazione di Santa Marina Salina, l<strong>a kermesse aprir&amp;agrave; con il film di Gianfranco Rosi Fuocoammare, vincitore dell&amp;rsquo;Orso d&amp;rsquo;Oro alla Berlinale 2016&amp;nbsp; con la presenza della bellissima attrice Kasia Smutniak madrina del film per l&amp;rsquo;occasione</strong>. Altre informazioni su www.salinadocfest.it</p>
<p>
	di Franco Arabia<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27740]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 31 mag 2016 12:35:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Nibali� e lo Squalo dello Stretto azzana ancora]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/nibali(1).jpg" width="100" alt="Nibali� e lo Squalo dello Stretto azzana ancora" /><br /><p>
	Ancora Vincenzo Nibali. Ancora lo Squalo dello Stretto. Ancora <strong>Giro d&amp;rsquo;Italia al nostro messinese, il pi&amp;ugrave; grande di tutti.</strong></p>
<p>
	&amp;ldquo;Impressionante! Nemmeno io ci credevo&amp;rdquo;. Questo il commento del Campione dopo la conquista della maglia rosa alla penultima tappa del Giro d&amp;rsquo;Italia, dopo una sorprendente rimonta negli ultimi due giorni utili.</p>
<p>
	Lo Squalo di Messina, Tindari 2011, a Sant&amp;rsquo;Anna di Vinadio azzanna il 99&amp;deg; Giro, il secondo della sua carriera e lo festeggia con la famiglia al gran completo, che lo ha raggiunto a Torino. La piccola Emma ancora una volta sul gradino pi&amp;ugrave; alto del podio<strong>. E noi, ammiratori sempre pi&amp;ugrave; ammirati</strong>, incollati al televisore per goderci il trionfo e per crederci sempre fino alla fine, soprattutto se alla fine ci conduce Vincenzo Nibali, orgoglio italiano e siciliano.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27739]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 30 mag 2016 10:41:52 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[3� Aeolian Triathlon: a Vulcano vincono i catanesi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/magma.jpg" width="100" alt="3� Aeolian Triathlon: a Vulcano vincono i catanesi" /><br /><p>
	A Vulcano, tra l&amp;rsquo;odore forte dello zolfo e quello delicato della ginestra, entrambi caratterizzati dal colore giallo vivo, si &amp;egrave; conclusa la <strong>&amp;ldquo;3&amp;deg; Aeolian Triathlon &amp;ndash; specialit&amp;agrave; Sprint&amp;rdquo;</strong>.</p>
<p>
	<strong>La manifestazione si &amp;egrave; svolta lungo le strade e nella baia delle Sabbie Nere dell&amp;rsquo;isola. L&amp;rsquo;appuntamento, indetto dalla FI.Tri. Sicilia, &amp;egrave; stato organizzato dall&amp;rsquo;A.D. Polisportiva Odysseus Messina</strong>, pioniera per quanto concerne questa affascinante disciplina, a testimonianza della sua radicata presenza sia in ambito siciliano che nazionale. L&amp;rsquo;evento, patrocinato dal Comune di Lipari &amp;egrave; stato inserito nel Rank Nazionale, segno di una crescita costante anche e soprattutto del binomio sport e turismo in una location d&amp;rsquo;eccezione che ha ospitato un centinaio di partecipanti.&amp;nbsp;</p>
<p>
	Questi i nomi dei vincitori: sul podio sono saliti rispettivamente i catanesi <strong>Gabriele Grimaldi </strong>e <strong>Antonio Limoli</strong>, della societ&amp;agrave; <strong>Magma di Catania</strong>, mentre il terzo classificato &amp;egrave; stato<strong> Massimiliano Sardo </strong>della Multisport Catania. Prima tra le donne Sofia Cassata che ha preceduto Anna Spina ( Triathlon Mazara) e Caterina Bonanno ( Mtb Sicily).&amp;nbsp;<br />
	Dal punto di vista tecnico, molto impegnativo &amp;egrave; risultato lo <strong>Sprint Triathlon</strong>, una gara che si svolge sulla distanza di 750 mt di nuoto, 20 km di bici e 5 km di corsa.&amp;nbsp; La frazione di nuoto ha previsto 1 giro di 750 mt nello specchio acqueo della baia delle sabbie nere, con due boe di virata. La seconda parte di gara, dedicata al ciclismo, ha previsto un giro cittadino di circa 5 km da ripetere quattro volte. L&amp;rsquo;ultima si &amp;egrave; sviluppata in un circuito di 2,500 mt,&amp;nbsp; percorso due volte, nella frazione di Vulcanello.</p>
<p>
	Un successo importante per la societ&amp;agrave; etnea del <strong>Magma Team, nata nel 2015,&amp;nbsp;</strong>che &amp;egrave; impegnata nella promozione e nello sviluppo del l&amp;rsquo; triathlon per i giovani e meno giovani, dai principianti agli aspiranti professionisti, sforzandosi di far assimilare i principi di vita fondamentali per gli atleti alimentando la passione per lo sport, al grido di <strong>Passione, Tenacia ed Eccellenza</strong>!</p>
<p>
	Foto: GiornalediLipari</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27738]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 29 mag 2016 20:09:09 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Sicily Unlimited a Salina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/andreaws.jpg" width="100" alt="Sicily Unlimited a Salina" /><br /><p>
	Si chiama <strong>Sicily Unlimited </strong>ed &amp;egrave; una grande organizzazione internazionale, nata dal professore oxfordiano Geoff Andrews con l&amp;rsquo;obiettivo di far conoscere le e<strong>ccellenze culturali ed enogastronomiche della Sicilia ai turisti britannici, anche attraverso l&amp;rsquo;approfondimento di alcuni film che hanno fatto la storia.</strong><br />
	E proprio ieri si &amp;egrave; conclusa la settimana dedicata all&amp;rsquo;isola di Salina, nella quale hanno trovato posto una trentina di turisti inglesi entusiasti di poter conoscere i luoghi poetici de &amp;ldquo;Il Postino&amp;rdquo;, quelli pi&amp;ugrave; ardenti di &amp;ldquo;Stromboli&amp;rdquo; e molto altro ancora&amp;hellip;</p>
<p>
	Con un tutor d&amp;rsquo;eccezione, <strong>Ally Clow specialista di Arte e Cinema del Curzon Soho (Londra),</strong> la settimana &amp;egrave; stata una splendida occasione per esplorare l&amp;#39;isola, con un mix di lezioni del mattino, visite pomeridiane e proiezioni di film sera. La scuola estiva &amp;egrave; stata organizzata in collaborazione con Slow Food Sicilia e ha compreso le degustazioni presso il Salina Isola Slow, tra cene e passeggiate intorno all&amp;#39;isola natura.</p>
<p>
	Proprio durante il primo giorno, gli studenti britannici si sono immersi in un cineforum veramente significativo de &amp;ldquo;<strong>Il Postino</strong>&amp;rdquo;: il film di Michael Radford del 1994 che &amp;egrave; stato girato sull&amp;#39;&amp;rsquo;isola. Oltre alle clip e trama descrizione &amp;egrave; seguita una discussione di alcuni degli eventi storici descritti nel film.<br />
	&amp;Egrave; seguita, poi, la discussione su &amp;ldquo;<strong>Stromboli</strong>&amp;rdquo; di Roberto Rossellini, la pellicola del 1950 con Ingrid Bergman. &amp;Egrave; stato esplorato il contesto neorealista nonch&amp;eacute; il significato pi&amp;ugrave; ampio e la ricezione del film. Senza dubbio, i luoghi maggiormente apprezzati sono stati, tra gli altri, <strong>Pollara, Lingua e Malfa</strong>.</p>
<p>
	Una full immersion niente male per gli studenti. La loro prossima avventura &amp;egrave; ad Agrigento, dal 10 al 16 settembre&amp;hellip;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27737]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 29 mag 2016 19:19:17 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Si solca il mare con la �Salina Sailing Week�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vela.jpg" width="100" alt="Si solca il mare con la �Salina Sailing Week�" /><br /><p>
	Si chiude domani &amp;ldquo;<strong>Salina Sailing Week</strong>&amp;rdquo;, una rassegna che &amp;egrave; una festa di tantissime vele, che come pinne, solcano il mare eoliano, sinonimo di paradiso.<br />
	<strong>L&amp;rsquo;Amministrazione di Santa Marina Salina e l&amp;rsquo;organizzazione del Porto delle Eolie hanno gi&amp;agrave; accolto venerd&amp;igrave; scorso, gli atleti di tutta Italia. Lo staff del Centro Universitario Sportivo di Palermo ha previsto come al solito un alto numero di prove con lo sfondo di uno dei luoghi pi&amp;ugrave; belli del mondo.</strong></p>
<p>
	Il percorso viene indicato da gommoni con lettera M e giudice a bordo che terranno la posizione con il gps. Via anche le classiche barche comitato. Il Comitato prende posto su gommoni o su catamarani, imbarcazioni che risentono di meno della corrente e che mantengono anch&amp;rsquo;essi la posizione con il gps.</p>
<p>
	<strong>Si alterneranno prove sulle boe e costiere. Visto le belle giornate, la luce permetter&amp;agrave; di regatare tanto. </strong>D&amp;rsquo;altro canto definire il percorso di una costiera in un arcipelago non &amp;egrave; certo difficile. Con poco vento si far&amp;agrave; il giro dell&amp;rsquo;Isola con partenza da Santa Marina e passaggi obbligati davanti Pollara, l&amp;rsquo;indimenticabile spiaggia de &amp;ldquo;Il Postino&amp;rdquo;, e davanti il porto di Rinella. Un modo questo per rendere omaggio nella sua interezza all&amp;rsquo;Isola che ospita l&amp;rsquo;evento. Con vento medio si user&amp;agrave; Lipari come boa con il difficile passaggio tra questa e Vulcano. Con vento forte far&amp;agrave; da boa Panarea.</p>
<p>
	A terra, invece, si potr&amp;agrave; godere anche degli eventi organizzati per la XII edizione del <strong>Salina Slow Food, </strong>finalizzati alla promozione delle eccellenze gastronomiche, le tradizioni locali e l&amp;rsquo;agricoltura sostenibile nel rispetto dell&amp;rsquo;ambiente. E allora&amp;hellip; Buona Vela!<br />
	(Foto di Vivienne Nuccio)<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27736]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 28 mag 2016 21:10:18 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Al via �Salina Isola Slow�: ed � gi� successo!]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/capperi(2).jpg" width="100" alt="Al via �Salina Isola Slow�: ed � gi� successo!" /><br /><p>
	A Salina &amp;egrave; partita in grande stile la manifestazione &amp;ldquo;<strong>Salina Isola Slow</strong>&amp;rdquo; con un calendario fittissimo di appuntamenti.<br />
	La kermesse turistico- culturale ed enogastronomica &amp;egrave; giunta alla XIII edizione, e si articola in una serie di proposte mirate a favorire la conoscenza del &amp;ldquo;Modello Salina&amp;rdquo;, in cui, le bellezze paesaggistiche,<strong> l&amp;rsquo;agricoltura sostenibile e le radicate tradizioni Ecogastronomiche legate alla pesca e all&amp;rsquo;agricoltura tradizionale sono un veicolo di attrazione per un turismo attento e rispettoso dell&amp;rsquo;ambiente.</strong></p>
<p>
	Oltre ai percorsi ambientali e turistici per tutti, la manifestazione eoliana si dipana in un iter di svariate degustazioni di piazza, realizzate dai ristoranti dell&amp;rsquo;isola e dalle donne slow, un&amp;rsquo;escursione alla scoperta del territorio dell&amp;rsquo;isola, laboratori del gusto sul pres&amp;igrave;dio del <em>cappero </em>e del <em>cucuncio </em>di Salina.</p>
<p>
	L&amp;rsquo;ultima giornata prevede alle 10 l&amp;rsquo;incontro dal titolo&amp;nbsp;<strong>Roberto Rossello &amp;ldquo;il Capperio magico&amp;rdquo; con un laboratorio del gusto sui capperi di Salina.</strong> L&amp;rsquo;iniziativa &amp;egrave; organizzata in piazza Pollara e realizzata dall&amp;rsquo;Associazione dei Produttori del Presidio Slow Food.<br />
	E a cena? Spazio a tutto il territorio siciliano. <strong>L&amp;rsquo;incontro conviviale &amp;egrave; previsto presso il ristorante &amp;ldquo;Porto Bello&amp;rdquo; alla scoperta della biodiversit&amp;agrave; e delle eccellenze enogastronomiche del territorio, stagionalit&amp;agrave;, chilometro e miglio zero</strong>.</p>
<p>
	Seguir&amp;agrave; il laboratorio del gusto sulla Malvasia: un incontro con le cantine dell&amp;rsquo;isola per un itinerario nei profumi della vera Malvasia.<br />
	Un viaggio alla scoperta del buono, pulito e giusto a cui non potrete mancare, ma affrettatevi: la manifestazione si conclude domani, <strong>domenica 29 maggio</strong>!</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27735]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 19 giu 2016 16:51:09 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Garanzia Giovani: un successo tutto eoliano]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/garanziagiovani.jpg" width="100" alt="Garanzia Giovani: un successo tutto eoliano" /><br /><p>
	&amp;laquo;Bilancio se non positivissimo quantomeno sufficiente&amp;raquo;. Queste le parole del P<strong>residente della Consulta Giovanile di Lipari, Fabrizio Giuffr&amp;egrave;,</strong> che con modestia e nel contempo voglia di fare e di spendersi per il proprio territorio parla del successo ottenuto dal programma <strong>Garanzia Giovani in tutto l&amp;rsquo;arcipelago eoliano</strong>.<br />
	A dispetto del flop che ci si aspettava, retaggio del gi&amp;agrave; di per s&amp;eacute; negativo impatto che Garanzia Giovani aveva avuto in Italia, sin dalle prime battute la Consulta Giovanile di Lipari si &amp;egrave; prodigata nella ricerca delle problematiche che impedivano al programma di avviarsi. <strong>Grazie all&amp;rsquo;attivazione dello Sportello Giovani, all&amp;rsquo;aiuto del Sindaco di Lipari e della Pubblica Amministrazione, la Consulta &amp;egrave; riuscita ad attivare 150 tirocini formativi al termine dei quali alcuni dei partecipanti sono stati persino assunti dalle imprese.</strong></p>
<p>
	Mezzo milione la cifra stanziata per il progetto, di cui 50.000 euro impiegati nell&amp;rsquo;attivazione di corsi di formazione a monte dei quali si era avuta un&amp;rsquo;indagine, portata avanti sempre dalla Consulta, circa i settori di maggior interesse tra la popolazione locale.<br />
	Inoltre, in seguito all&amp;rsquo;istituzione del <strong>Super Bonus Occupazionale, varato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e gi&amp;agrave; attivo, 3 tirocinanti sono stati assunti con contratto a tempo indeterminato</strong>, rendendo ancora pi&amp;ugrave; positivo l&amp;rsquo;operato dalla Consulta che, proprio in questi giorni, sta lavorando a tale incentivo.<br />
	&amp;laquo;Ricordiamoci infine &amp;ndash; conclude Giuffr&amp;egrave; -&amp;nbsp; che Garanzia Giovani avr&amp;agrave; termine solo nel 2018 e che pertanto varie saranno le strade da noi seguite a supporto de progetto e del miglioramento dello stesso nel territorio&amp;raquo;. A dimostrazione del fatto che le Eolie rappresentano una risorsa in tutto il Mediterraneo non solo per il patrimonio naturale che possiede ma anche per la forza dei suoi giovani lavoratori.</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27734]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 27 mag 2016 16:31:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Stromboli al Quirinale... Orizzonti d�Italia dagli elicotteri della Polizia di Stato]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/quirinale.jpg" width="100" alt="Stromboli al Quirinale... Orizzonti d�Italia dagli elicotteri della Polizia di Stato" /><br /><p>
	<strong>Stromboli e lo Stretto di Messina</strong> sono grandi protagoniste negli scatti del vincitore del World Press Photo of the year 2015, Massimo Sestini, esposti al Quirinale.</p>
<p>
	Si tratta della mostra gratuita ed aperta al pubblico, &amp;ldquo;<strong>Orizzonti d&amp;rsquo;Italia dagli elicotteri della Polizia di Stato</strong>&amp;rdquo; che regala trenta scatti fotografici di Sestini, formato 125x200, di Lampedusa, Catania, Alcamo, Palermo, Saline di Trapani, Stromboli, stretto di Messina, Reggio Calabria, Capri, Napoli, Ferrazzano e Campobasso, Roma, Porto Cervo e Arcipelago Maddalena, Assisi, Firenze, Genova, Torino, Alpi, Milano, Riva del Garda e Torbole, Dolomiti, Gran Sasso, Matera, Cortina, Venezia, Trieste, Recanati, Taranto, Bologna&amp;hellip; Il maestro, da trenta anni impegnato nell&amp;rsquo;arte della fotografia, ha realizzato da elicotteri in volo le foto che offrono suggestivi paesaggi del nostro Paese durante la fase del crepuscolo.</p>
<p>
	<strong>La ripresa perpendicolare, come quella zenitale, &amp;egrave; la caratteristica della tecnica che offre una prospettiva dimensionale totalmente opposta a quella che si vede dal basso. </strong>Gli scatti e lo zoom di Massimo Sestini hanno creato anche il calendario della Polizia di Stato 2016. E, grazie alla foto di un barcone di migranti tratti in salvo dalle operazioni Mare Nostrum, <strong>Sestini ha vinto il World Press Photo 2015,</strong> uno dei premi pi&amp;ugrave; importanti del settore a livello internazionale. Nella mostra ospitata presso la galleria di Alessandro VII al Quirinale le foto sono stampate su una base di due metri su pellicole trasparenti, retroilluminate da led diffusi da speciali pannelli fatti per distribuire uniformemente l&amp;#39;illuminazione.</p>
<p>
	<strong>I panorami sono stati immortalati in condizioni di luce davvero particolarissime, durante la fase del crepuscolo e da un set di eccezione: gli elicotteri della Polizia. </strong>Da Stromboli alle Alpi, le meraviglie del nostro paese da una prospettiva unica. Un privilegio esclusivo dei piloti della Polizia di Stato fino al 5 giugno &amp;egrave; a disposizione di tutti i fortunati che a Roma hanno l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di potere ammirare queste fotografie. Stelle, nuvole, mare, luci, citt&amp;agrave; e tutti i colori della natura. Per la cronaca i modelli degli elicotteri sono AgustaWestland AW139 e AB212 di Leonardo-Finmeccanica. <strong>Fino al 5 giugno al Quirinale&amp;hellip;anche la nostra Sicilia vista dall&amp;rsquo;alto!</strong></p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27733]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 27 mag 2016 10:34:53 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un amore di isola: nasce il comitato �#VulcaniAMO�	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcaniamo2.jpg" width="100" alt="Un amore di isola: nasce il comitato �#VulcaniAMO�	2� Parte" /><br /><p>
	&amp;hellip; Da l&amp;igrave; in poi, l&amp;#39;idea si &amp;egrave; allargata a macchia d&amp;#39;olio, tra i ragazzi della nostra fascia d&amp;#39;et&amp;agrave;. Infatti l&amp;#39;insoddisfazione per un&amp;#39;isola che non esprimeva a pieno il suo enorme potenziale, covava dentro tutti noi da tempo, aspettava solo il modo ed il momento giusto per uscire. L&amp;#39;idea di comunit&amp;agrave; che &amp;egrave; insita in ogni eoliano, ed in particolare tra i <strong>Vulcanari</strong>, viene solo convogliata e sublimata attraverso la nostra iniziativa cos&amp;igrave; da essere palesata a viaggiatori ed isolani&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Quanti membri conta il vostro comitato?</strong><br />
	&amp;laquo;Siamo diventati cosi una piccola trib&amp;ugrave;, ad oggi il Direttivo del Comitato conta 17 partecipanti, ma ci teniamo a sottolineare che la struttura di VulcaniAMO &amp;egrave; inclusiva, oltre che apartitica, quindi siamo aperti a qualsiasi richiesta di adesione. &amp;Egrave; stato molto facile dividerci ruoli e responsabilit&amp;agrave;, in quanto siamo un gruppo molto eterogeneo, con all&amp;#39;interno le competenze e sensibilit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; svariate&amp;raquo;!</p>
<p>
	<strong>In cosa in particolare siete specializzati?</strong><br />
	&amp;laquo;La prime iniziative sono state rivolte al ripristino delle aree verdi, successivamente ci occuperemo, in parallelo alle Autorit&amp;agrave;, dell&amp;#39;arredo urbano, stiamo ancora lavorando su un calendario ben strutturato di eventi e iniziative da svolgere durante tutta l&amp;#39;estate, tante sono le iniziative nell&amp;#39;aria che speriamo di riuscire a concretizzare&amp;raquo;!</p>
<p>
	<strong>Quali le ultime attivit&amp;agrave;?</strong><br />
	&amp;laquo;Due giornate interamente dedicate alla cura del territorio e alla sensibilizzazione, quelle dei giorni appena trascorsi. Ottime le partecipazioni riscontrate che registrano circa 50 presenze, un numero non indifferente se messo in correlazione con i circa 715 abitanti dell&amp;rsquo;isola&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Cosa vi aspettate dalla stagione che si aprir&amp;agrave; tra poco?</strong><br />
	&amp;laquo;La stagione &amp;egrave; gi&amp;agrave; iniziata, e noi siamo carichi &amp;nbsp;e pronti a qualsiasi sfida&amp;raquo;!</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27732]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 26 mag 2016 15:55:33 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Maggio con gusto�: con i Cantori popolari cala il sipario sulla rassegna enogastronomica]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/gruppofolk.jpg" width="100" alt="�Maggio con gusto�: con i Cantori popolari cala il sipario sulla rassegna enogastronomica" /><br /><p>
	Salina &amp;ndash; Questa sera, gioved&amp;igrave; 26 maggio, in occasione dell&amp;rsquo;ultimo appuntamento con il &amp;ldquo;<strong>Maggio con Gusto</strong>&amp;rdquo;, andr&amp;agrave; in scena a Santa Marina di Salina lo spettacolo dei &amp;ldquo;<strong>Cantori Popolari delle Isole Eolie</strong>&amp;rdquo;, il gruppo folclorico nato nel 1972, gi&amp;agrave; ospite a Milano in occasione dell&amp;rsquo;Expo. Una cinquantina i membri della squadra colorata, mentre cinque sono i musicisti che accompagnano gli spettacoli itineranti.</p>
<p>
	<strong>Una ricerca continua, puntuale e dettagliata sulla storia e sul territorio, caratterizza gli studi del gruppo, il quale parte dai testi specialistici </strong>(Pitr&amp;egrave;, Salomone Marino, Favara, Arciduca Luigi Salvatore d&amp;#39;Austria, che soggiorn&amp;ograve; a lungo nelle Isole) e fa loro prendere forma e colore i canti e le danze che riscuotono successo in giro nel mondo. In essi sono riconoscibili i segni tracciati dalle dominazioni che si sono succedute nel corso dei secoli e che, sapientemente dosati in spettacoli improntati sotto l&amp;rsquo;attenta regia del direttore artistico, Nino Alessandro, oggi rappresentano l&amp;rsquo;elemento connotativo del gruppo.</p>
<p>
	Come in una staffetta olimpica, &amp;ldquo;Maggio con gusto&amp;rdquo; lascer&amp;agrave; il passo, a partire da domani e nel corso di tre giornate, fino al 29 maggio, alla XIII edizione di<strong> Salina Isola Slow a Santa Marina Salin</strong>a.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27731]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 26 mag 2016 11:41:51 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un amore di isola: nasce il comitato �#VulcaniAMO�	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcaniamo.JPG" width="100" alt="Un amore di isola: nasce il comitato �#VulcaniAMO�	1� Parte" /><br /><p>
	Non servono eccessive presentazioni quando si introduce <strong>un comitato che ha deciso di chiamarsi &amp;ldquo;VulcaniAMO&amp;rdquo;</strong>. &amp;Egrave; proprio il caso di affermare &amp;ldquo;in nomen omen&amp;rdquo;. Si tratta di un piccolo esercito appena nato di giovani volontari che si muove, ovviamente, a Vulcano, ed &amp;egrave; caratterizzato dal forte segnale di partecipazione e si propone di operare principalmente per la<strong> salvaguardia e la valorizzazione del territorio</strong>, senza escludere forme di collaborazione con cittadini, comitati e associazioni dei comuni vicini che perseguano analoghi scopi.<br />
	In occasione dell&amp;rsquo;inaugurazione, abbiamo rintracciato e intervistato <strong>Emily Alicata</strong>, portavoce di tutta l&amp;rsquo;organizzazione:</p>
<p>
	<strong>&amp;quot;VulcaniAMO&amp;quot;: cos&amp;#39;&amp;egrave;?</strong><br />
	&amp;laquo;VulcaniAMO non nasce come associazione, bens&amp;igrave; come Comitato Spontaneo, per avere una forma pi&amp;ugrave; snella cos&amp;igrave; da essere immediati nelle risposte da fornire al territorio ed ad interfacciarci chiaramente con i vari attori politici/economici&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Perch&amp;egrave; avete sentito questa esigenza e da quanto tempo &amp;egrave; stata fondata?</strong><br />
	&amp;laquo;Il Comitato &amp;egrave; stato fondato all&amp;rsquo;inizio del mese di Maggio, quindi veramente da pochissimo tempo. L&amp;#39;idea nasce dall&amp;#39;iniziativa di alcuni di noi, che per un fortuito caso, si sono trovati ad interloquire con il sindaco di Lipari per richiamare l&amp;#39;attenzione sui vari problemi di Vulcano. Dopo quella occasione, per la necessit&amp;agrave; di essere punto di riferimento verso chiunque abbia a cuore le sorti della nostra splendida Isola, abbiamo deciso di rendere l&amp;#39;organizzazione di natura permanente e radicarci sul territorio creando anche un logo chiaramente riconoscibile&amp;hellip;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27730]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 26 mag 2016 09:57:20 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Vela: si � appena conclusa la Volcano Race]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/volcanorace.jpg" width="100" alt="Vela: si � appena conclusa la Volcano Race" /><br /><p>
	<strong>Nei giorni scorsi le isole Eolie sono diventate splendido teatro di una lotta senza quartiere a colpi di vela.</strong> Eh s&amp;igrave;, &amp;egrave; stata proprio la vela la protagonista della sesta edizione della <strong>&amp;ldquo;Volcano Race&amp;rdquo;, organizzata dall&amp;rsquo;IMA insieme allo Yacht Club Gaeta </strong>e valida come seconda prova del Mediterranean Maxi Offshore Challenge, il circuito che riunisce le 4 regate di altura che la Classe dei maxi yacht ha selezionato per il proprio campionato offshore.</p>
<p>
	<strong>Se la base di partenza e di arrivo era stata fissata per Gaeta, le Eolie sono state considerate &amp;ldquo;il giro di boa&amp;rdquo;, con isole di Alicudi &amp;ndash; Vulcano &amp;ndash; Stromboli e Strombolicchio da lasciarsi tutte a sinistra.</strong><br />
	Per un giorno il mare delle Eolie &amp;egrave; stato dunque solcato da pinne bianche che volavano leggere: le acque non si sono smentite, mostrando ai navigatori, seppur per poco tempo, tutte le bellezze dei fondali.</p>
<p>
	&amp;ldquo;Alle Eolie abbiamo incontrato delfini, balenotteri e testuggini marine &amp;ndash; ha raccontato <strong>Addessi, presidente dello Yacht Club Gaeta</strong>&amp;nbsp;, al quotidiano<em> Il Messaggero</em>- Piovaschi con temporali e momenti lunghi di calma piatta con una brezza piacevolmente primaverile. Lo scorso anno le condizioni erano state senz&amp;rsquo;altro pi&amp;ugrave; difficili&amp;rdquo;.</p>
<p>
	Per la cronaca,<strong> la vittoria &amp;egrave; andata al team Rambler 88 </strong>che vince e polverizza il record di velocit&amp;agrave;, tagliando la line honours e imponendosi anche nella classifica in tempo compensato.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27729]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 25 mag 2016 13:19:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Punta di un Vulcano: in Australia una grande mostra]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/stromboli1952.jpg" width="100" alt="La Punta di un Vulcano: in Australia una grande mostra" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;arcipelago eoliano conta, in realt&amp;agrave;, un&amp;rsquo;ottava isola&amp;hellip; Molto lontana rispetto alle sette sorelle del Mediterraneo ma decisamente molto pi&amp;ugrave; grande. Immersa tra due oceani, a tante latitudini di differenza, &amp;egrave; stata per molti anni <strong>l&amp;rsquo;Australia la meta di un&amp;rsquo;immigrazione senza sosta da parte di centinaia di eoliani</strong>, i quali pur di scambiare la propria terra di origine con il mare, hanno preferito approdarvi per la prima volta come &amp;ldquo;avventurieri&amp;rdquo; nella seconda met&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Ottocento.</p>
<p>
	A testimonianza di questo intrinseco rapporto, fino al 30 ottobre sar&amp;agrave; possibile visitare all&amp;rsquo;Immigration Museum di Victoria, la mostra &amp;ldquo;<strong>From Volcanoes we sailed. Connecting Aeolian generations</strong>&amp;rdquo;.<br />
	L&amp;rsquo;esposizione ha l&amp;rsquo;obiettivo di scoprire il notevole patrimonio, culturale di una comunit&amp;agrave; migrante, orgogliosa e fiera delle proprie origini, proveniente dal pi&amp;ugrave; affascinante arcipelago di origine vulcanica del Mediterraneo.<br />
	<strong>Famosi a Melbourne per loro &amp;#39;palazzi di frutta&amp;#39; (il variopinto mercato di frutta),</strong> gli eoliani hanno stabilito un vasto numero di imprese indipendenti nella loro terra di recente adozione, diventando spesso leader nella politica e nella societ&amp;agrave;.</p>
<p>
	La mostra, curata da<strong> Cristina Neri </strong>e <strong>Laurence Strangio</strong> con l&amp;rsquo;aiuto di <strong>Janetta Ziino</strong>,&amp;nbsp; racconta tradizioni culinarie (gli spicchiteddi o i vasteduzzi), sociali e religiose (feste e sagre) custodite gelosamente e mantenutesi nei decenni grazie al ruolo fondamentale della Societ&amp;agrave; Isole Eolie ma si concentra su un aspetto fondamentale, le persone. Attraverso un documentario realizzato dalla Point Cool Production (di <strong>Oscar Strangio e Jack Ralph</strong>), sette discendenti di seconda, terza e quarta generazione parlano del loro legame con le Eolie, dell&amp;rsquo;influenza avuta dall&amp;rsquo;identit&amp;agrave; eolo-australiana sulle loro vite e aspirazioni.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27728]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 24 mag 2016 10:38:22 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Stromboli a Milano: una mostra al Museo di Storia Naturale ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolimilano.jpg" width="100" alt="Stromboli a Milano: una mostra al Museo di Storia Naturale " /><br /><p>
	MILANO - Stromboli, con tutta la sua enorme ed inimitabile bellezza, &amp;egrave; uno dei protagonisti in bella mostra a Milano dell&amp;rsquo;antologica &amp;ldquo;<strong>Vulcani. Origine, evoluzione, storie e segreti delle montagne di fuoco</strong>&amp;rdquo; a cura del vulcanologo Marco Stoppato.</p>
<p>
	Un&amp;rsquo;esposizione accuratissima, brillante, giocata tutta sui colori e sui contrasti, dal fuoco ardente della sciara al nero notte della pietra lavica, promossa dal comune di Milano in sinergia con il <strong>Museo di Storia Naturale </strong>della capitale meneghina.<br />
	Si tratta di un percorso multimediale ( si scorgono, infatti, immagini spettacolari, filmati, ricostruzioni computerizzate, ologrammi, mapping, realt&amp;agrave; aumentata, diorami in grandezza naturale, insieme a una straordinaria collezione di campioni di rocce, minerali e meteoriti) alla scoperta delle montagne di fuoco, raccontandone l&amp;rsquo;origine, l&amp;rsquo;evoluzione e i segreti.</p>
<p>
	Il Museo Naturale ha voluto cos&amp;igrave; organizzare la pi&amp;ugrave; ricca e completa esposizione dedicata ai vulcani grazie all&amp;rsquo;impiego di tecnologie innovative proprio perch&amp;egrave; il nostro Paese possiede delle caratteristiche geologiche cos&amp;igrave; particolari da essere sede di alcuni fra i vulcani pi&amp;ugrave; famosi del mondo come <strong>Stromboli, il Vesuvio e l&amp;rsquo;Etna</strong>.</p>
<p>
	Tantissime le informazioni sull&amp;rsquo;isola pi&amp;ugrave; a nord dell&amp;rsquo;arcipelago eoliano, inserita nel padiglione riguardante &amp;ldquo;<strong>Le eruzioni vulcaniche e i prodotti dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; vulcanica (le rocce effusive)</strong>&amp;rdquo;. In particolare fa bella mostra di s&amp;eacute; lo scatto che qui riportiamo, e che riguarda un&amp;rsquo;eruzione esplosiva di tipo stromboliano immortalato dalla foto di Stoppato.<br />
	Da vedere. Aperta fino all&amp;rsquo;11 settembre al Museo di Storia Naturale di Milano.&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27727]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 22 mag 2016 17:37:38 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Gli antichi fasti della capitale: viaggio nel Foro di Cesare]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/forodicesare.jpg" width="100" alt="Gli antichi fasti della capitale: viaggio nel Foro di Cesare" /><br /><p>
	Lo spettacolo all&amp;rsquo;interno del <strong>Foro di Cesare &amp;egrave; itinerante</strong>. Si accede dalla scala accanto alla Colonna Traiana e si attraversa il Foro di Traiano su una passerella realizzata appositamente. Attraverso la galleria sotterranea dei Fori Imperiali, aperta al pubblico per la prima volta lo scorso anno, si raggiunge il Foro di Cesare e si prosegue cos&amp;igrave; fino alla Curia Romana.</p>
<p>
	<strong>Il racconto di Piero Angela, accompagnato da ricostruzioni e filmati, parte dalla storia degli scavi realizzati per la costruzione di Via dei Fori Imperiali</strong>, quando un esercito di millecinquecento muratori, manovali e operai viene mobilitato per un&amp;rsquo;operazione senza precedenti: radere al suolo un intero quartiere e scavare in profondit&amp;agrave; tutta l&amp;rsquo;area per raggiungere il livello dell&amp;rsquo;antica Roma.</p>
<p>
	Quindi si entra nel vivo della storia, partendo dai resti del <strong>maestoso Tempio di Venere</strong>, voluto da Giulio Cesare dopo la sua vittoria su Pompeo e si pu&amp;ograve; rivivere l&amp;rsquo;emozione della vita del tempo a Roma, quando funzionari, plebei, militari, matrone, consoli e senatori passeggiavano sotto i portici del Foro. Tra i colonnati rimasti ricompaiono le <em>taberne </em>del tempo, cio&amp;egrave; gli uffici e i negozi del Foro e, tra questi, il negozio di un <em>nummulario</em>, una sorta di ufficio cambi del tempo.</p>
<p>
	<strong>All&amp;rsquo;epoca c&amp;rsquo;era anche un grande bagno pubblico, di cui sono rimasti curiosi resti. </strong>Per realizzare il suo Foro, Giulio Cesare espropria e abbatte un intero quartiere per un costo complessivo di cento milioni di aurei, l&amp;rsquo;equivalente di almeno trecento milioni di euro. Accanto al Foro fa costruire la Curia, la nuova sede del Senato romano, un edificio che ancora esiste e che, attraverso una ricostruzione virtuale, rivive come ci trovassimo nell&amp;rsquo;epoca.</p>
<p>
	In quegli anni, mentre la potenza di Roma si impone, <strong>il Senato viene indebolito per permettere a Cesare di ottenere poteri eccezionali e perpetui</strong>, grazie ad una crisi interna. Grazie al racconto di Piero Angela invece si riesce a conoscere pi&amp;ugrave; da vicino quest&amp;rsquo;uomo intelligente e ambizioso, idolatrato da alcuni, odiato e temuto da altri. Fino al 30 ottobre prossimo.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27726]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 22 mag 2016 17:03:10 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Vulcano]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanoW.jpg" width="100" alt="Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Vulcano" /><br /><p>
	Sembra di stare su Marte a causa del tipico colore rosso della terra che si calpesta per scalarne il cratere eppure siamo a<strong> Vulcano, una delle sette isole dell&amp;rsquo;arcipelago eoliano impregnata dall&amp;rsquo;odore di zolfo che avvolge ogni turista che vi mette piede</strong>.</p>
<p>
	Chiamata inizialmente <strong>Therasia </strong>perch&amp;eacute; sacra al dio Vulcano, nella mitologia greca viene ricordata per essere sede delle Fucine di Efesto, dio del fuoco e fabbro che si avvaleva dei Ciclopi come aiutanti. Il suo nome si deve, per&amp;ograve;, ai <strong>Romani che avevano cos&amp;igrave; chiamato il loro dio del fuoco.</strong><br />
	Visitabile sia via mare che via terra, l&amp;rsquo;isola offre la possibilit&amp;agrave; di scegliere vacanze differenti, avventurose per gli amanti delle scalate e benefiche per i desiderosi di relax.</p>
<p>
	Per i primi bellissimo il paesaggio che si scorge dalla vetta della montagna e che permette di osservare le altre isole dell&amp;rsquo;arcipelago. Ma lo stupore maggiore appartiene alla cima dalla quale si pu&amp;ograve; ammirare la voragine del <strong>Cratere della Fossa </strong>coronata ammirando i&amp;nbsp; vapori sulfurei bollenti che colorano la terra di giallo ocra e di rosso. <strong>Gli spettacoli da ammirare non sono per&amp;ograve; finiti; la penisola di Vulcanello permette di visitare la Valle dei Mostri ove al tramonto il mix di luci ed ombre crea sulle rocce profili strani spesso assimilabili ad animali.</strong><br />
	Gli amanti del mare non hanno nulla da temere. Il paradiso tropicale tanto agognato &amp;egrave; proprio dietro l&amp;rsquo;angolo che li aspetta, tra i granelli finissimi di sabbia nera della<strong> Spiaggia dell&amp;rsquo;Asino</strong>, dotata persino di impianti turistici e pista da ballo per movimentare le serate estive e godere del chiaro di luna.</p>
<p>
	Ed infine sole, mare, musica e relax. Perch&amp;eacute; a Vulcano &amp;egrave; possibile rinvigorire il proprio corpo con il fanghi dell&amp;rsquo;isola&amp;nbsp; che sgorgano dal terreno grazie alla presenza di zone sulfuree in mare aperto.</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27725]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 20 mag 2016 11:44:52 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Salina Sailing Week: navigando per le Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salinasailingweek.jpg" width="100" alt="Salina Sailing Week: navigando per le Eolie" /><br /><p>
	Dal 27 al 29 maggio, presso le Isole Eolie, torna la <strong>Salina Sailing Week</strong> per la sua edizione 2016. L&amp;rsquo;Amministrazione di Santa Marina Salina, l&amp;rsquo;organizzazione del Porto delle Eolie e lo staff del Centro Universitario Sportivo di Palermo gestiranno questo evento apprezzato da atleti di tutta Italia, con le sue numerose prove, alternate tra boe e costiere.</p>
<p>
	<strong>La Salina Sailing Week avr&amp;agrave; inizio alle ore 12,30 del 27 maggio ed il percorso da seguire sar&amp;agrave; segnalato tramite gommoni con la lettera &amp;ldquo;M&amp;rdquo; </strong>segnata su di essi, con a bordo un giudice che calcoler&amp;agrave; la posizione utilizzando il GPS. Alla fine di ogni singola prova, saranno immediatamente disponibili i relativi risultati e, inoltre, il Comitato pubblicher&amp;agrave; subito le classifiche e le tabelle comparative in rete: mezzi, questi, che permetteranno ai concorrenti di analizzare velocemente la propria performance e valutare chi sono i &amp;ldquo;rivali pi&amp;ugrave; temibili&amp;rdquo;.</p>
<p>
	Salina sar&amp;agrave; la vera protagonista di questo evento e verr&amp;agrave; omaggiata, in caso di poco vento, con un giro dell&amp;rsquo;Isola, passando dalla spiaggia de <strong>Il Postino</strong>, <strong>Pollara</strong>, e dal <strong>Porto di Rinella</strong>; se, invece, dovesse esserci vento medio, sar&amp;agrave; Lipari ad essere usata come boa con il passaggio difficile tra quest&amp;rsquo;ultima e Vulcano; con vento forte, infine, l&amp;rsquo;Isola di Panarea far&amp;agrave; da boa.</p>
<p>
	Saranno <strong>trentotto i concorrenti</strong> che prenderanno parte alla Salina Sailing Week, tra questi anche Mayda di Luigi Consoli e Bluette di Mario Zappia, protagonisti dell&amp;rsquo;edizione 2015 dell&amp;rsquo;evento.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27724]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 19 mag 2016 15:54:55 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La nostra inchiesta sull'Isa Conti: avviata la raccolta fondi per la ristrutturazione dell�edificio]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/isacontiragazzi.jpg" width="100" alt="La nostra inchiesta sull'Isa Conti: avviata la raccolta fondi per la ristrutturazione dell�edificio" /><br /><p>
	<strong>Continua la nostra inchiesta sulle condizioni dell&amp;rsquo;edificio scolastico Isa Conti di Lipari</strong>.</p>
<p>
	La notizia arriva adesso dall&amp;rsquo;ennesima dimostrazione di coraggio e appartenenza per gli studenti dell&amp;rsquo;istituto superiore, l&amp;rsquo;unico nell&amp;rsquo;isola, che, sfidando se stessi, le Istituzioni tutte nonch&amp;eacute; gli isolani dell&amp;rsquo;arcipelago eoliano, <strong>hanno avviato una campagna di raccolta fondi con il solo e unico obiettivo di rivedere la propria scuola aperta con l&amp;rsquo;inizio del prossimo anno scolastico</strong>.<br />
	Aspre le parole rivolte dal Comitato Studentesco nei confronti della Provincia che &amp;laquo;ha mostrato di avere come unico obbiettivo quello di discolparsi mostrando una finta partecipazione&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;idea della raccolta fondi scaturirebbe dalla sinergia esistente tra la dirigenza e il comitato studentesco</strong>, grazie anche alla sollecitazione della Prof.ssa Maria Rosaria Lazzarini, membro della O.N.L.U.S &amp;ldquo; Valentino Uno di noi&amp;rdquo;, che, insieme alla fondatrice della stessa, Zagami Eleonora, ha agito per avviare la campagna e riqualificare i locali della palestra dell&amp;rsquo;Istituto. Quest&amp;rsquo;ultima rappresenta infatti il solo luogo nel quale gli studenti possono riunirsi per le assemblee che per momenti ricreativi oltrech&amp;eacute; puramente didattici.</p>
<p>
	<strong>I fondi raccolti saranno gestiti da un comitato eletto dalla dirigenza e dal comitato studentesco selezionando i membri di quest&amp;rsquo;ultimo e del Consiglio d&amp;rsquo;Istituto. </strong>Al momento la campagna &amp;egrave; propagandata via web e tramite i commercialisti del posto ma risulta essere in programma l&amp;rsquo;organizzazione di eventi a tema per estendere la partecipazione al progetto.</p>
<p>
	Di seguito l&amp;rsquo;invito del Comitato Studentesco &amp;laquo;a donare il 5 X MILLE all&amp;rsquo;associazione &amp;lsquo;&amp;rsquo;Valentino uno di noi&amp;rsquo;&amp;rsquo;O.N.L.U.S. ;&amp;nbsp; C.F. 92022670837; Coordinate bancarie: IT33M0200826001000102509403&amp;raquo;.&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27723]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 18 mag 2016 17:14:39 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alla Gnam l'antologica "BALDO DIODATO opere 1965 - 2016"]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/diodato.jpg" width="100" alt="Alla Gnam l'antologica "BALDO DIODATO opere 1965 - 2016"" /><br /><p>
	La Galleria Nazionale d&amp;rsquo;Arte Moderna e Contemporanea ospita per altri dieci giorni la mostra antologica <strong>Baldo Diodato opere 1965-2016</strong> a cura di <strong>Achille Bonito Oliva</strong>.<br />
	Trenta opere in tre sale espositive, affiancate&amp;nbsp; da quattro video di performance realizzate tra Lucca, Roma e Napoli &amp;ndash; con la partecipazione del musicista Antonio Caggiano, attori, ballerini e passanti &amp;ndash; ripercorrono l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; artistica di Baldo Diodato attraverso i suoi esperimenti e le sue ricerche, utilizzando materiali differenti per creare le sue opere, dal rame all&amp;#39;alluminio colorato, dalla tela al legno.<br />
	<strong>Tanti gli influssi (dalla pop art alla minimal art, dalle performing arts all&amp;#39;arte concettuale) e tante le atmosfere dei luoghi in cui vive (dall&amp;#39;allegria della Napoli barocca alla frenesia del passeggio a New York all&amp;#39;eternit&amp;agrave; di Roma antica) che insieme regalano un&amp;#39;alchimia tanto unica quanto inconfondibile.</strong></p>
<p>
	Diodato &amp;egrave; attivo gi&amp;agrave; dai primi anni Sessanta a Napoli, quando il linguaggio pop e la cultura partenopea si ritrovano nell&amp;#39;opera in mostra Still life by mail, dove la sua attitudine ironica e sperimentale ne segnano lo stile.<br />
	Nel periodo in cui vive a New York, guardando dalla finestra quadrata e vivendo il movimento incessante e costante dei passanti, decide di fissare i loro passi, lasciare almeno una traccia nel tempo del loro frettoloso camminare. Nasce cos&amp;igrave; la performance<strong> J.F.K. Square Philadelphia</strong>, dove una tela di sei metri per sei, quadrata come la finestra, si &amp;egrave; trasformata in un palcoscenico di sculture viventi. Le sue opere diventano cos&amp;igrave; frutto di una collaborazione, di un noi creativo, che subentra, all&amp;#39;io artista. Presente in quasi tutte le opere la geometria del quadrato.<br />
	Trasferitosi a Roma nel 1992, l&amp;#39;artista passa dalla tela all&amp;#39;alluminio. Da un senso nuovo alla sua arte pur senza spezzare nulla con il passato, ma anzi, partendo dal sanpietrino, simbolo unico di Roma, si collega al tassello dei mosaici di Pompei e di nuovo al quadrato della finestra Newyorchese.</p>
<p>
	<strong>Artista eclettico che ama la sperimentazione</strong>.<br />
	E l&amp;#39;ecletticit&amp;agrave; contraddistingue la sua arte: &amp;egrave; con la tecnica del calco che trasforma i camminamenti su tela in sculture, rivelazioni metalliche delle pavimentazioni di Roma, del segno del tempo sui sanpientrini che artista e pubblico modellano con i colpi dei martelli a ritmo costante. <strong>La tela, il rame e l&amp;rsquo;alluminio continuano a coinvolgere la ricerca artistica di Baldo Diodato</strong> e diventano gli strumenti per fermare per sempre l&amp;rsquo;azione delle persone in un trionfo di passi e partecipazione.<br />
	<strong>Fino al 29 maggio a Via Gramsci</strong>.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27722]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 18 mag 2016 16:17:45 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Bandiera Blu assegnata a Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/bandierablu.jpg" width="100" alt="Bandiera Blu assegnata a Lipari" /><br /><p>
	Il Comune di Lipari&amp;nbsp; ha ottenuto la <strong>Bandiera Blu 2</strong><strong>016</strong>: &amp;egrave; la sesta volta che il territorio rientra nel novero delle realt&amp;agrave; rivierasche italiane per la qualit&amp;agrave; delle acque, della costa, dei servizi, delle misure di sicurezza e di educazione ambientale.</p>
<p>
	Si tratta di un importante riconoscimento internazionale istituito nel 1987 dalla F.E.E. (Fondazione per l&amp;rsquo;Educazione Ambientale) che certifica la qualit&amp;agrave; ambientale delle localit&amp;agrave; turistiche balneari, attribuito&amp;nbsp; in base a rigorosi parametri che, quest&amp;rsquo;anno, sono stati ancor pi&amp;ugrave; stringenti rispetto alle passate edizioni.<br />
	<strong>La cerimonia di consegna si &amp;egrave; tenuta mercoled&amp;igrave; 11 maggio, nell&amp;rsquo;aula-convegni del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) a Roma. </strong></p>
<p>
	L&amp;rsquo;Amministrazione Comunale esprime orgoglio e soddisfazione per il conferimento, per il sesto anno consecutivo, del prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu che premia il <strong>Comune di Lipari</strong> e le sue spiagge ma anche e soprattutto i suoi abitanti e, in particolare, le categorie impegnate nell&amp;rsquo;economia turistica locale.&amp;nbsp;<br />
	&amp;Egrave;, infatti, anche grazie a loro se oggi &amp;egrave; possibile offrire una vacanza certificata ai tanti villeggianti che vengono a visitare le nostre Isole da tutto il mondo.<br />
	<strong>Importante new-entry tra i litorali comunali insigniti della Bandiera Blu &amp;egrave; la spiaggia di Ficogrande, nell&amp;rsquo;Isola di Stromboli, candidata per il 2016 dall&amp;rsquo;Amministrazione quale segno di attestazione del lavoro svolto dagli operatori turistici che hanno scelto di investire, nel rispetto dell&amp;rsquo;ambiente, in un luogo di una bellezza naturale unica.</strong></p>
<p>
	Riconfermate, con orgoglio, <strong>Canneto</strong> ed <strong>Acquacalda</strong> nell&amp;rsquo;Isola di Lipari &amp;ndash; <strong>Gelso</strong> e <strong>Spiagge Termali</strong> nell&amp;rsquo;Isola di Vulcano. Anche quest&amp;rsquo;anno, la Bandiera Blu arriva insieme ad un altro importante riconoscimento: la <strong>Bandiera Verde dei Pediatri</strong> - che certifica le spiagge a misura di bambino per qualit&amp;agrave; delle acque, dell&amp;rsquo;ambiente e dei servizi - assegnata per il terzo anno consecutivo alla Marina di Lipari, Acquacalda e Canneto.</p>
<p>
	&amp;laquo;Questi vessilli confermano l&amp;rsquo;unicit&amp;agrave; della natura che ci ospita &amp;ndash; ha dichiarato l&amp;rsquo;assessore Centurrino - e rappresentano un risultato importante sia a livello locale che per l&amp;rsquo;intera Regione, un miglioramento costante e continuo frutto di una collaborazione tra Pubblica Amministrazione, operatori del settore e cittadini. Solo attraverso l&amp;rsquo;impegno ed il coinvolgimento di tutta la comunit&amp;agrave; locale, infatti, &amp;egrave; possibile raggiungere l&amp;rsquo;obiettivo di una gestione sempre pi&amp;ugrave; sostenibile dell&amp;rsquo;ambiente in cui viviamo&amp;raquo;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27721]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 16 mag 2016 18:38:04 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il Foro di Augusto: rivivono a Roma gli antichi fasti di una capitale indimenticabile]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/forodiaugusto.jpg" width="100" alt="Il Foro di Augusto: rivivono a Roma gli antichi fasti di una capitale indimenticabile" /><br /><p>
	Corre lungo la via dei Fori Imperiali, quella che da piazza Venezia conduce inesorabilmente al Colosseo, il racconto di Piero Angela sul <strong>Foro di Augusto</strong>: si parte dai marmi del Foro e, attraverso una proiezione di luci, immagini, filmati e animazioni, si sofferma sulla figura di Augusto, la cui statua gigantesca, alta dodici metri, dominava l&amp;rsquo;area accanto al tempio.</p>
<p>
	<strong>Con Augusto, Roma ha inaugurato un nuovo periodo della sua storia: l</strong>&amp;rsquo;et&amp;agrave; imperiale &amp;egrave; stata, infatti, quella della grande ascesa che, nel giro di un secolo, ha portato Roma a regnare su un impero esteso dall&amp;rsquo;attuale Inghilterra ai confini con l&amp;rsquo;attuale Iraq, comprendendo gran parte dell&amp;rsquo;Europa, del Medio Oriente e tutto il Nord Africa.</p>
<p>
	Queste conquiste portano l&amp;rsquo;espansione di un impero e di una grande civilt&amp;agrave; fatta di cultura, tecnologia, regole giuridiche e arte. In tutte le zone dell&amp;rsquo;Impero ancora oggi sono rimaste le tracce di quel passato, con anfiteatri, terme, biblioteche, templi e strade.<br />
	Dopo Augusto, molti altri imperatori lasciano la loro traccia nei Fori Imperiali costruendo il proprio Foro. <strong>Roma a quel tempo conta oltre un milione di abitanti: </strong>nessuna citt&amp;agrave; al mondo ha mai avuto una popolazione cos&amp;igrave; grande; solo Londra nell&amp;rsquo;800 ha raggiunto le stesse dimensioni. Roma &amp;egrave; la grande metropoli dell&amp;rsquo;antichit&amp;agrave;: la capitale dell&amp;rsquo;economia, del diritto, del potere e del divertimento. Ne &amp;egrave; testimonianza il Foro di Augusto, che rivive i suoi fasti fino al 30 ottobre.</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27720]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 14 mag 2016 18:15:42 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Attivit� stromboliana in fermento tra i volontari dell�associazione �Attiva Stromboli�	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/attivastromboli2.jpg" width="100" alt="Attivit� stromboliana in fermento tra i volontari dell�associazione �Attiva Stromboli�	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>C&amp;rsquo;&amp;egrave; stato anche un intervento su un costone?</strong><br />
	&amp;laquo;Si tratta dell&amp;rsquo;accesso all&amp;rsquo;ultima spiaggia di Piscit&amp;agrave;,&amp;nbsp; molto frequentata durante il periodo estivo, raggiungibile da un passaggio sempre sconnesso e precario a causa dell&amp;rsquo;erosione&amp;nbsp; da piogge e mareggiate, ma &amp;egrave; anche l&amp;rsquo;unica via di fuga in caso di allarme tsunami, identificata come tale sin dai tempi dell&amp;rsquo;emergenza del 2003 con specifiche ordinanze comunali che ne definiscono i limiti di fruibilit&amp;agrave; e segnalata nelle mappe e indicazioni di Protezione Civile , il passaggio rappresenta un vero collo di bottiglia se dovesse verificarsi il caso di&amp;nbsp; un rapido allontanamento collettivo dalla battigia. La nostra attenzione si &amp;egrave; quindi concentrata nel rendere la rampa che unisce il dislivello tra tra le opere civili e la spiaggia il pi&amp;ugrave; agevole, riconoscibile&amp;nbsp; e stabile possibile, nel rispetto dei materiali, della morfologia e della paesaggistica del luogo&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Avete previsto anche un progetto di ristrutturazione di una chiesetta, vero?</strong><br />
	&amp;laquo;Si tratta del restauro del frontespizio alla chiesa di Ginostra, il progetto &amp;egrave; stato approvato dalla Curia, ora l&amp;rsquo;istanza&amp;nbsp; &amp;egrave; in Soprintendenza in attesa del benestare. Se le autorizzazioni necessarie alla messa in cantiere del progetto sono a buon punto, quasi met&amp;agrave; percorso, altrettanto si pu&amp;ograve; dire dei fondi necessari a realizzarlo, ma occorre un forte impegno di coinvolgimento e partecipazione in particolare a Ginostra. Impegno che sosteniamo appieno perch&amp;eacute; per noi questo progetto e&amp;nbsp; tutta Ginostra rappresentano un modello di intervento per l&amp;rsquo;attenzione al territorio, all&amp;rsquo;architettura e alla cultura tradizionale e che da come risultato il senso di identit&amp;agrave; che il luogo ispira. In particolare con l&amp;rsquo;arrivo della buona stagione turistica incrementeremo le campagne di divulgazione del progetto&amp;nbsp; e cercheremo di cogliere tutte le opportunit&amp;agrave; offerte dalle attivit&amp;agrave; commerciali per la raccolta, anche di piccole somme dai tanti che trascorrono del tempo a Ginostra&amp;raquo;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27719]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 14 mag 2016 16:40:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Attivit� stromboliana in fermento tra i volontari dell�associazione �Attiva Stromboli�	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/attivastromboli1.jpg" width="100" alt="Attivit� stromboliana in fermento tra i volontari dell�associazione �Attiva Stromboli�	1� Parte" /><br /><p>
	Li avevamo conosciuti alla fine del mese scorso, i ragazzi instancabili dell&amp;rsquo;associazione &amp;ldquo;<strong>Attiva Stromboli</strong>&amp;rdquo;, impegnati in una continua azione di recupero del territorio e della memoria dell&amp;rsquo;isola dal colore d&amp;rsquo;ebano.<br />
	Li abbiamo raggiunti nuovamente per fare il punto della situazione in vista dell&amp;rsquo;apertura della stagione turistica, che promette la solita impennata di presenze durante i mesi estivi.</p>
<p>
	<strong>Quali sono gli interventi che avete appena compiuto?</strong><br />
	&amp;laquo;Con il consolidarsi della stagione primaverile, era giunto il tempo di liberare dalle protezioni invernali gli alberelli di agrumi messi a dimora la scorsa primavera lungo via Marina, lato Ficogrande. Prima di ci&amp;ograve; &amp;egrave; stato diserbato e ripulito tutto il costone e il bordo del crinale che si raccorda con via Pola,&amp;nbsp; c&amp;rsquo;era ancora tanta vegetazione tagliata e accumulata dagli interventi precedenti da ridurre&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Cos&amp;rsquo;&amp;egrave; successo durante i lavori?</strong><br />
	&amp;laquo;Anche questa volta &amp;egrave; affiorata una testimonianza del recente passato&amp;nbsp; della comunit&amp;agrave;, un piccolo tumulo, dai racconti&amp;nbsp; pare posto l&amp;igrave; dalla signora Ciuci&amp;ugrave; e dedicato al suo giovane figlio, sparato nel corso di un furto ai depositi della farina che la famiglia gestiva, nei primi decenni del 900. Non ne sappiamo di pi&amp;ugrave; e la storia potrebbe essere andata diversamente, ma chiunque abbia&amp;nbsp; informazioni a riguardo sarebbe interessante conoscerle, nel frattempo abbiamo cercato di ben evidenziare il luogo.</p>
<p>
	<strong>Il vostro &amp;egrave; anche un lavoro di Protezione Civile. Cosa avete effettuato in questo campo?</strong><br />
	Abbiamo installato e messo in rete una stazione meteo per la raccolta dei dati atmosferici, ci &amp;egrave; stata affidata da Paolo Madonia, geo-chimico ricercatore dell&amp;rsquo;INGV di Palermo che&amp;nbsp; tra le sue attivit&amp;agrave; scientifiche si occupa di acqua, piovana e idrotermale, a Stromboli.<br />
	L&amp;rsquo;interrelazione dei dati&amp;nbsp; e la registrazione della loro dinamica sono un aspetto importante per la ricerca scientifica multidisciplinare, ma pu&amp;ograve; essere anche applicata ad aspetti produttivi quali l&amp;rsquo;agricoltura,&amp;nbsp; inoltre sono un ausilio ai naviganti o ai viaggiatori e inserita in una rete globale permette una pi&amp;ugrave; accurata e aggiornata previsione sull&amp;rsquo;evoluzione dei fenomeni meteorologici&amp;raquo;.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27718]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 13 mag 2016 19:52:13 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/attivastromboli1.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Isa Conti: avviata la procedura di reperimento fondi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/isa.jpg" width="100" alt="Isa Conti: avviata la procedura di reperimento fondi" /><br /><p>
	<br />
	Forte e decisa la risposta della<strong> Citt&amp;agrave; Metropolitana di Messina</strong> alle affermazioni rivoltele dalla Regione Sicilia circa la mancata partecipazione ai bandi regionali con i quali ottenere i<strong> fondi necessari per la &amp;nbsp;ristrutturazione dell&amp;rsquo;Istituto Superiore Isa Conti di Lipari.</strong></p>
<p>
	Nel comunicato ufficiale inviato dalla Provincia si legge chiaramente che non solo &amp;laquo;da ben sette anni tutti gli atti inviati e relativi al &amp;ldquo;<strong>Vanicher</strong>&amp;rdquo; non hanno avuto alcun riscontro da parte degli stessi organi regionali, cos&amp;igrave; come si evince dalla nota di contestazione inviata a Palermo dal Dirigente del Servizio Edilizia Scolastica dell&amp;rsquo;Ente, arch. Vincenzo Gitto&amp;raquo;, ma anche che nessuna risposta si sarebbe avuta dalla Regione Sicilia circa la richiesta di devoluzione residui mutui gratuiti.</p>
<p>
	<strong>180.460 euro, questa la spesa necessaria</strong> prevista in seguito al sopralluogo effettuato dai Responsabili Tecnici di Palazzo Leoni al fine di riqualificare l&amp;rsquo;edificio e predisporne la messa in sicurezza. Per poter ottenere la cifra richiesta ed iniziare i lavori di ristrutturazione nel mese di luglio, <strong>la Provincia ha richiesto l&amp;rsquo;autorizzazione alla Cassa Depositi e Prestiti </strong>per la devoluzione dei residui relativi a mutui onerosi. &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;</p>
<p>
	Nessuna responsabilit&amp;agrave;, quindi, per <strong>Palazzo Leoni </strong>che sta avviando una procedura di reperimento fondi atta a far s&amp;igrave; che l&amp;rsquo;Istituto riapra in concomitanza con l&amp;rsquo;inizio del nuovo anno scolastico, consentendo al <strong>Comune di Lipari di ritornare in possesso dei locali</strong> attualmente messi a disposizione per il normale svolgimento delle lezioni.</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27717]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 12 mag 2016 13:34:17 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ Alla scoperta dei vitigni delle Isole Eolie: il Corinto Nero		2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/corinto.jpg" width="100" alt=" Alla scoperta dei vitigni delle Isole Eolie: il Corinto Nero		2� Parte" /><br /><p>
	Per ottenere la Denominazione di Origine Controllata &amp;ldquo;<strong>Malvasia delle Lipari</strong>&amp;rdquo; &amp;egrave; necessario rispondere a condizioni e requisiti stabiliti da un disciplinare di produzione. La Denominazione &amp;egrave; riservata ai vini bianco, passito e liquoroso, ottenuti dalle uve dei vigneti composti da vitigni secondo la seguente proporzione: <strong>massimo del 95% di Malvasia di Lipari e dal 5 all&amp;rsquo;8% di Corinto Nero.</strong></p>
<p>
	Nell&amp;rsquo;atto di immissione al consumo, il vino deve essere: di colore giallo dorato o ambrato, dall&amp;rsquo;odore aromatico e caratteristico, dal sapore dolce-aromatico, dal titolo alcolometrico volumico totale minimo dell&amp;rsquo;11,50% vol. di cui almeno 8,00% vol. svolti, dall&amp;rsquo;acidit&amp;agrave; totale minima di 4,0 g/l e dall&amp;rsquo;estratto non riduttore minimo di 19,0 g/l. Tra i produttori principali di Malvasia delle Lipari vi &amp;egrave; la <strong>Famiglia Fenech che, fin dall&amp;rsquo;Ottocento, coltiva uva e produce vini sull&amp;rsquo;Isola di Salina, e Nino Caravaglio che, con pi&amp;ugrave; di 20 ettari di vigneti, da vita a diverse versioni di Malvasia: Passita e secca.</strong></p>
<p>
	Il <strong>Corinto Nero </strong>&amp;egrave; un vitigno a bacca rossa originario della Grecia, ma presente in tutto il Mediterraneo. Arriva alle Isole Eolie tra il 588 ed il 577 a.C. durante la colonizzazione ellenica. Si tratta di un vitigno dalle rese basse, dalla foglia media, cuneiforme e tribolata; il grappolo &amp;egrave; piccolo, corto, mediamente compatto e pu&amp;ograve; essere spargolo, cilindrico ed alato, l&amp;rsquo;acino &amp;egrave; piccolo, sferoidale ed a sviluppo partenocarpico e la buccia &amp;egrave; pruinosa, di colore violetto<strong>. In passato, le uve, totalmente essiccate, del Corinto Nero sono state utilizzate interamente per la produzione dell&amp;rsquo;uva Passolina. </strong>Non viene coltivato nell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano solo per entrare per il 5-8% nella composizione della Malvasia delle Lipari, ma anche per vinificarlo secco in purezza ed ottenere, cos&amp;igrave;, altri vini interessanti. Ad esempio, il <strong>Nero Ossidiana 2012</strong> prodotto dalla Tenuta Castellaro sull&amp;rsquo;Isola di Lipari o il <strong>Nero du Monti </strong>prodotto da Nino Caravaglio.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27715]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 11 mag 2016 00:34:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Aspettando il 'Salina Isola Slow'...]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salinamonte.jpg" width="100" alt="Aspettando il 'Salina Isola Slow'..." /><br /><p>
	Sono tantissimi gli appuntamenti che stanno precedendo l&amp;rsquo;eclettico appuntamento tanto atteso del&amp;nbsp;&amp;ldquo;<strong>Salina Isola Slow 2016</strong>&amp;rdquo; giunto quest&amp;rsquo;anno alla <strong>XIII edizione che si terr&amp;agrave; il 27, 28 e 29 maggio</strong>.<br />
	L&amp;rsquo;appuntamento all&amp;#39;isola verde delle Eolie si articoler&amp;agrave; in una serie di proposte mirate a favorire la conoscenza del &amp;ldquo;Modello Salina&amp;rdquo;, in cui, le bellezze paesaggistiche, l&amp;rsquo;agricoltura sostenibile e le radicate tradizioni Ecogastronomiche legate alla pesca e all&amp;rsquo;agricoltura tradizionale sono un veicolo di attrazione per un turismo attento e rispettoso dell&amp;rsquo;ambiente. La manifestazione eoliana si articoler&amp;agrave; in degustazioni in piazza realizzate dai ristoranti dell&amp;#39;isola e dalle donne slow, un&amp;#39;escursione alla scoperta del territorio dell&amp;#39;isola, laboratori del gusto sul pres&amp;igrave;dio del <em>cappero </em>e del <em>cucuncio </em>di Salina.</p>
<p>
	Intanto nell&amp;rsquo;isola ogni giorno potete partecipare ad importanti appuntamenti enogastronomici organizzati sotto il nome di &amp;ldquo;Maggio con gusto&amp;rdquo;.&amp;nbsp;Un viaggio, quindi, alla scoperta del buono, pulito e giusto a cui non potrete mancare!</p>
<p>
	Di seguito il programma dell&amp;rsquo;evento:</p>
<p>
	PROGRAMMA<br />
	<br />
	<strong>27 Maggio 2016</strong><br />
	Ore 9,30 Salina Isola Slow Kids. In piazza a Santa Marina si proporr&amp;agrave; un gioco dei cinque sensi rivolto a tutti i bambini dell&amp;rsquo;isola e una esposizione del mandala, frutto di un lavoro svolto in classe nel mese di maggio.<br />
	Ore 19,00 Teatro &amp;ldquo;tra le stelle del gusto&amp;rdquo; in piazza a Santa Marina sui temi della gastronomia eoliana con gli chef, i ristoratori locali e le donne slow. Degustazione di piazza con la proposizione di piatti tipici della tradizione con prodotti a Km e miglio 0.<br />
	<br />
	<strong>28 Maggio 2016</strong><br />
	Ore 9,30 &amp;ldquo;Alla scoperta della montagna: i saperi e i sapori delle erbe di primavera&amp;quot; passeggiata naturalistica su Monte Fossa delle Felci con Elio Benenati - Capo Servizio della Riserva Naturale di Salina - per un percorso di educazione ambientale sul riconoscimento della macchia mediterranea. Arrivati al rifugio di Monte Rivi ci sar&amp;agrave; la pausa pranzo a base di pres&amp;igrave;di Slow Food.<br />
	Ore 19,00 &amp;ldquo;Rinella Borgo Slow: nel segno dei legumi&amp;rdquo; e &amp;quot;VI memorial in ricordo di Davide Taranto&amp;quot; sullo scalo della spiaggia di Rinella si proporranno pietanze a base di legumi e dolci tipici della tradizione eoliana.<br />
	<br />
	<strong>29 Maggio 2016</strong><br />
	Ore 10,00 In piazza a Pollara, &amp;ldquo;Roberto Rossello, il Capperaio Magico: laboratorio del gusto sui capperi di Salina&amp;rdquo; realizzato dall&amp;#39;Associazione dei Produttori del Presidio Slow Food in collaborazione con la Comunit&amp;agrave; locale.<br />
	Ore 21,00 &amp;ldquo;A cena con i territori siciliani&amp;rdquo;. Incontro conviviale presso uno dei locali dell&amp;rsquo;isola alla scoperta della biodiversit&amp;agrave; e delle eccellenze gastronomiche italiane.<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26714]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 10 mag 2016 11:33:14 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Isa Conti: fari puntati sulla ristrutturazione dell'edificio]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/isaconti.jpg" width="100" alt="Isa Conti: fari puntati sulla ristrutturazione dell'edificio" /><br /><p>
	&amp;laquo;Minimi sviluppi in realt&amp;agrave; per nulla concreti&amp;raquo;. Queste le dure parole con cui il <strong>Comitato degli Studenti dell&amp;rsquo;Istituto Isa Conti di Lipari</strong>, ancora una volta in prima fila per reclamare il proprio diritto allo studio, si &amp;egrave; rivolto alle Istituzioni nella speranza, sempre pi&amp;ugrave; forte, di <strong>riportare alla luce di tutti il grave problema che affligge la sola ed unica scuola superiore dell&amp;rsquo;arcipelago: il dissesto strutturale dell&amp;rsquo;edificio</strong>.<br />
	I locali concessi dal sindaco di Lipari come alternativa per lo svolgimento delle lezioni, in seguito alla chiusura del piano superiore dell&amp;rsquo;istituto, non garantirebbero la giusta continuit&amp;agrave; didattica, costituendo una soluzione temporanea fino al termine dell&amp;rsquo;anno scolastico in corso.</p>
<p>
	<strong>Il problema principale risiederebbe nella mancanza di un vero e proprio progetto di ristrutturazione messo in atto dalla Provincia di Messina. </strong>Promesse verbali mai del tutto seguite da procedimenti esecutivi atti alla ristrutturazione della scuola; questa la realt&amp;agrave; dei fatti denunciata dagli studenti a seguito dei numerosi reclami rivolti dagli stessi in nome del &amp;laquo;diritto allo studio e all&amp;rsquo;istruzione, in pari grado rispetto ad allievi di altra scuola del territorio italiano&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;laquo;<strong>Essendo l&amp;rsquo;urgenza evidente e la decadenza strutturale stazionaria</strong>, il comitato ritiene che gli interventi formali effettuati siano solo una teatrale analogia degli anni passati&amp;raquo; &amp;egrave; quanto si legge nel comunicato inviato dal Comitato studentesco, con l&amp;rsquo;obiettivo di riuscire ad ottenere la somma necessaria alla messa in sicurezza dei locali scolastici attualmente inagibili.<br />
	<strong>Unico istituto di istruzione superiore dell&amp;rsquo;arcipelago</strong>, la sua importanza storica e non solo deriverebbe dagli sforzi che, negli anni, sono stati compiuti da tutti gli isolani al fine di garantire sul territorio la presenza di una struttura architettonica capace di fornire la giusta istruzione ad ogni studente proveniente dalle sette isole eoliane.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26713]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 09 mag 2016 10:37:34 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Tra Parigi e il mare� lo scrittore Francesco A. Russo si racconta a Stromboli il 12 agosto]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/12 agosto.jpg" width="100" alt="Tra Parigi e il mare� lo scrittore Francesco A. Russo si racconta a Stromboli il 12 agosto" /><br /><p>
	Dall&amp;rsquo;Etna a Stromboli per un viaggio favoloso ai confini della letteratura. Non perdete, dunque, l&amp;rsquo;appuntamento del prossimo venerd&amp;igrave;, 12 agosto:<strong> Francesco A. Russo, giornalista e scrittore pluripremiato,</strong> approda nuovamente sulle rive di &amp;ldquo;Iddu&amp;rdquo; e condurr&amp;agrave; gli astanti nei meandri dell&amp;rsquo;anima inquieta dell&amp;rsquo;uomo contemporaneo.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;incontro &amp;egrave; fissato alle ore 18.30, nei locali all&amp;rsquo;aperto dell&amp;rsquo;incantevole &amp;ldquo;Libreria sull&amp;rsquo;Isola&amp;rdquo; di via Vittorio Emanuele a Stromboli: qui l&amp;rsquo;autore, in collaborazione col Gruppo Brancato e Inkwell Edizioni, dialogher&amp;agrave; con il giornalista messinese Massimiliano Cavalieri.</strong><br />
	Dopo il suo ultimo libro di successo<em> Il vestito cucito addosso</em>, pubblicato nel 2012, che ha superato la sua sesta ristampa, e l&amp;rsquo;ultima pubblicazione a gennaio del 2015, la traduzione (con postfazione) de<em> Il Piccolo Principe </em>che ha gi&amp;agrave; venduto pi&amp;ugrave; di 10.000 copie, l&amp;#39;apprezzato autore contemporaneo, giunto alla sua quinta pubblicazione, incontrer&amp;agrave; tutti coloro che amano la lettura e la letteratura e che, quindi, vogliano perdersi in un percorso culturale e letterario unico ed originale.</p>
<p>
	<strong>Quella di Russo &amp;egrave; una passione per la scrittura che nasce per caso, nel 2001, successivamente alla morte prematura del padre. </strong>Scrivere diventa un&amp;rsquo;esigenza, un modo per uscire fuori e venire allo scoperto. Emozionarsi ed emozionare, questa la sua missione.<br />
	&amp;ldquo;Scrivo per necessit&amp;agrave;. &amp;Egrave; diventato un bisogno primario ormai. Come mangiare, bere, dormire &amp;ndash; dichiara lo scrittore &amp;ndash; un&amp;rsquo;attitudine che dona alimento e consistenza alla mia natura &amp;ndash; i miei libri sono il frutto di chi asseconda il proprio cuore, di chi sceglie di essere se stesso&amp;rdquo;.<br />
	<strong>L&amp;rsquo;autore siciliano, catanese di nascita ma parigino d&amp;rsquo;adozione, ritorna a Stromboli dopo qualche estate di pausa, per un incontro letterario che verter&amp;agrave; sui suoi libri, sul potere delle emozioni, sulla scrittura, in un confronto bilaterale con i presenti sui fatti attuali e quotidiani</strong>: &amp;ldquo;La situazione &amp;egrave; disastrosa, tuttavia ho molta speranza, dentro di me, e in qualche anima spirituale che incontro qua e l&amp;agrave;. Non &amp;egrave; mai tardi per risvegliare le coscienze. &amp;Egrave; un obbligo che abbiamo nei nostri confronti e nei confronti delle generazioni future. La scrittura, come l&amp;rsquo;arte e la cultura in genere, &amp;egrave; un veicolo eccezionale.&amp;rdquo;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>BIOGRAFIA</strong><br />
	Scrittore e giornalista, ha collaborato come autore, sceneggiatore, editor e copywriter con diverse agenzie pubblicitarie e case editrici. Tiene corsi di scrittura creativa ed &amp;egrave; responsabile editoriale ed editor per il Gruppo Brancato. Iscritto all&amp;rsquo;Albo dei Giornalisti da quasi dieci anni, scrive per alcune riviste e magazine di settore, &amp;egrave; co-founder di FR Gruppo Editoriale, azienda che si occupa di informazione e comunicazione, e project manager del portale LeParvis.it &amp;ndash; Vivere a Parigi.<br />
	&amp;Egrave; nato a Catania, ma l&amp;rsquo;amore per Parigi lo porta a spostarsi spesso nel capoluogo francese, citt&amp;agrave; in cui si reca pi&amp;ugrave; volte l&amp;rsquo;anno a scrivere e in cui ha vissuto.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>PUBBLICAZIONI E RASSEGNE</strong></p>
<div>
	&amp;bull; I dieci mondi, Acitrezza 2003, rassegna di poesie</div>
<div>
	&amp;bull; La mia mente nomade, Catania 2005, rassegna di poesie</div>
<div>
	&amp;bull; La storia di noi due , 2006, romanzo inedito</div>
<div>
	&amp;bull; Percorsi dell&amp;rsquo;Anima, ottobre 2008, Boopen Editore</div>
<div>
	&amp;bull; Stromboli, terra mia &amp;ndash; AcquaAriaTerraFuoco, luglio 2009, rassegna di poesie</div>
<div>
	&amp;bull; Gli uomini scrivono azzurro, le donne rosa, ottobre 2010, Inkwell Edizioni</div>
<div>
	&amp;bull; Il vestito cucito addosso, giugno 2010, Inkwell Edizioni</div>
<div>
	&amp;bull; Il Piccolo principe, traduzione e postfazione, gennaio 2015, Brancato Editore</div>
<div>
	&amp;nbsp;</div>
<div>
	&amp;nbsp;</div>
<div>
	<strong>PREMI, RICONOSCIMENTI e RISTAMPE</strong></div>
<div>
	&amp;bull; 1&amp;deg; premio al &amp;ldquo;Contest Human Spaces &amp;ndash; Categoria Scrittura&amp;rdquo;, col racconto Mano nella mano, il 24 luglio 2011</div>
<div>
	&amp;bull; &amp;ldquo;Il vestito cucito addosso&amp;rdquo; (Inkwell Edizioni), sesta ristampa</div>
<div>
	&amp;bull; Traduzione &amp;ldquo;Il Piccolo Principe&amp;rdquo; (Brancato Editore), seconda ristampa</div>
<div>
	&amp;nbsp;</div>
<div>
	&amp;nbsp;</div>
<div>
	<strong>SITO WEB</strong></div>
<div>
	www.francescorusso.org</div>
<div>
	&amp;nbsp;</div>
<div>
	&amp;nbsp;</div>
<div>
	&amp;nbsp;</div>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=27837]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 05 ago 2016 12:00:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Primi Vip sotto il sole delle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vip.jpg" width="100" alt="Primi Vip sotto il sole delle Eolie" /><br /><p>
	<strong>Vip&amp;amp;Vip</strong>. Ci sono gi&amp;agrave; i primi avvistamenti di &amp;ldquo;<strong>Persone molto importanti</strong>&amp;rdquo; nel nostro arcipelago, da sempre meta dello star biz nazionale ed internazionale.</p>
<p>
	Proprio in queste ore, infatti, pare che <strong>Panarea</strong> stia ospitando una delle coppie pi&amp;ugrave; accoppiate e sensuali del mondo delle star: si tratta di <strong>Ariadna Romero</strong> e del suo <strong>Pierpaolo Pretelli</strong> insieme sempre pi&amp;ugrave; innamorati e appassionati. Lei, modella cubana, lui, velino moro di &amp;ldquo;Striscia la Notizia&amp;rdquo; ed ex concorrente di Pechino Express, fanno coppia da pi&amp;ugrave; di un anno e sono approdati a Panarea, un&amp;rsquo;isola che alla Romero ricorda molto le sue origini, per scattare delle foto per una campagna pubblicitaria. Adesso i loro rispettivi profili social sono invasi da scatti seducenti, di cui &amp;egrave; protagonista anche l&amp;rsquo;isola pi&amp;ugrave; festaiola tra le sette sorelle.</p>
<p>
	&amp;Egrave;, dunque, ufficialmente scattata la corsa al &amp;ldquo;<strong>vip watching</strong>&amp;rdquo; e, viste le premesse, sembra che le Eolie si attesteranno come ogni anno a divenire gettonatissime mete mondane di star alla ricerca di sole, mare, relax e&amp;hellip; molti flash!</p>
<p>
	E allora? Tutti a cercare il selfy pi&amp;ugrave; importante della stagione, ma solo se lo ritenete necessario!</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26712]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 07 mag 2016 18:34:59 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Stromboli]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sciara.jpg" width="100" alt="Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Stromboli" /><br /><p>
	<strong>Stromboli &amp;ldquo; Faro del Mediterraneo&amp;rdquo;</strong>: questo l&amp;rsquo;appellativo con il quale per secoli l&amp;rsquo;isola &amp;egrave; stata chiamata dai viaggiatori. Punto di riferimento per i naviganti grazie alle sue eruzioni costanti che regalano da sempre fontane di lava e qualche colata lavica, Stromboli &amp;egrave; un mix di colori ed odori unici al mondo e offre attrattive talmente variegate da suscitare l&amp;rsquo;interesse di turisti provenienti da ogni dove.</p>
<p>
	L&amp;rsquo;estate si avvicina e con essa la voglia di tintarella che &amp;egrave; possibile soddisfare anche solo con la vista. Approdati sull&amp;rsquo;isola a <strong><em>Punta Sicari </em></strong>&amp;egrave; possibile scorgere la bellezza della scogliera alternata da insenature, spiagge di sabbia nera, grotte e sullo sfondo le case dal tipico colore bianco, incorniciate dal verde degli ulivi e dai colori solari degli agrumeti.</p>
<p>
	Per chi volesse deliziare lo sguardo con la vista del porto, della <strong><em>spiaggia di Sicari</em></strong> e dello <strong><em>Strombolicchio</em></strong>, il vulcano pi&amp;ugrave; antico di tutto l&amp;rsquo;arcipelago ma ormi spento, bisogna raggiungere piazza San Vincenzo attraverso una salita abbellita da fiori di cappero e negozietti tipici. La sera, invece, &amp;egrave; possibile raggiungere dal centro cittadino l&amp;rsquo;<strong><em>Osservatorio</em></strong>, distante appena 100 m dal cratere del vulcano e adibito a ristorante, dal quale &amp;egrave; possibile assistere alle eruzioni di lapilli che si ripete in media ogni 20 minuti.</p>
<p>
	Il momento pi&amp;ugrave; suggestivo per visitare la <strong><em>Sciara del Fuoco</em></strong>? Il tramonto durante il quale la spiaggia si tinge dei colori rossastri che vedono spegnersi il sole sul mare. E per chi ama le alture impossibile non raggiungere la cima dello Stromboli dalla quale &amp;egrave; possibile scorgere talvolta l&amp;rsquo;Etna, lo stretto di Messina e la costa siciliana. Riposo e relax troveranno infine la loro culla a <strong><em>Piscit&amp;agrave;</em></strong>, zona residenziale facilmente raggiungibile dalla <strong><em>Chiesa di San Bartolomeo</em></strong>, risalente al 1801, e conosciuta per&amp;nbsp; le calette di spiaggia nera&amp;nbsp; tra i costoni di pietra lavica.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26709]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 05 mag 2016 11:46:57 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Via dei Fori Imperiali: Piero Angela conduce nell�antica Roma]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/foro.jpg" width="100" alt="Via dei Fori Imperiali: Piero Angela conduce nell�antica Roma" /><br /><p>
	La caput mundi di Cesare e di Augusto rivive nella sua suggestione grazie ai <strong>Viaggi nell&amp;rsquo;antica Roma</strong>, due storie e due percorsi ideati e curati da <strong>Piero Angela</strong> e <strong>Paco Lanciano</strong>.</p>
<p>
	L&amp;rsquo;iniziativa &amp;egrave; partita due anni fa ed ha avuto un successo straordinario. Quest&amp;rsquo;anno &amp;egrave; programmata tutte le sere fino al 30 ottobre. Il progetto racconta il Foro di Augusto e il Foro di Cesare, partendo da pietre e colonne presenti ed usando tecnologie all&amp;rsquo;avanguardia che trasportano il visitatore indietro nel tempo. <strong>Emozione e rigore storico sono gli ingredienti di questa straordinaria passeggiata nella storia. </strong></p>
<p>
	Grazie ad appositi sistemi audio con cuffie gli spettatori possono ascoltare la musica, gli effetti speciali e il racconto di Piero Angela in otto lingue. Racconto accompagnato da ricostruzioni e filmati. Per assistere allo spettacolo itinerante all&amp;rsquo;interno del <strong>Foro di Cesare</strong>, l&amp;rsquo;accesso avviene attraverso la scala collocata nei pressi della <strong>Colonna Traiana</strong>.</p>
<p>
	Il pubblico attraversa quindi il <strong>Foro di Traiano</strong> su una passerella appositamente realizzata e percorre la galleria sotterranea dei Fori Imperiali, aperta per la prima volta dalla fine degli scavi del secolo scorso, raggiungendo il Foro di Cesare. La visita rievoca il ruolo del Foro nella vita dei romani, ma anche la <strong>figura di Giulio Cesare</strong>. Il viaggio all&amp;rsquo;interno del <strong>Foro di Augusto</strong> &amp;egrave; altrettanto coinvolgente e fa conoscere bene la vita e la personalit&amp;agrave; del grande Imperatore. Si tratta di due storie e di due percorsi da vivere separatamente, ma anche in forma combinata, nella stessa serata o in due serate. <strong>Fino al 30 ottobre</strong>.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26708]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 04 mag 2016 18:24:23 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Salpa il Bio � distretto delle Eolie:  insieme si pu�! ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/grani.jpg" width="100" alt="Salpa il Bio � distretto delle Eolie:  insieme si pu�! " /><br /><p>
	LIPARI &amp;ndash; &amp;Egrave; appena nato e gi&amp;agrave; comincia a far vedere i suoi frutti. Proprio di frutti si parla quando accenniamo al <strong>Bio &amp;ndash; Distretto Eoliano</strong>, il <strong>fiore all&amp;rsquo;occhiello delle sette Isole, il primo in Sicilia, il dodicesimo in Italia</strong>, appena costituito dall&amp;rsquo;iniziativa congiunta della Federalberghi Isole Eolie, Associazione Pro Stromboli Onlus, AIAB Sicilia- Associazione Italiana per l&amp;rsquo;Agricoltura Biologica e l&amp;rsquo;International Networking of Eco Regions.</p>
<p>
	Alla prima riunione, tenutasi a Lipari nei giorni scorsi, il <strong>presidente Danilo Conti ha rimarcato quanto il Bio-distretto sia un&amp;rsquo;imperdibile opportunit&amp;agrave;</strong> per mettere in rete il grande lavoro svolto in precedenza in modo non coordinato da associazioni, amministrazioni pubbliche, operatori agricoli e turistici, dando vita ad un vero e proprio laboratorio permanente di idee ed iniziative ad alto profilo culturale, che punta ad uno sviluppo etico, equo e solidale del territorio, fondato sul modello biologico. &amp;ldquo;<strong>Il Bio-Distretto &amp;ndash; ha detto - non pu&amp;ograve; prescindere da una valutazione complessiva dell&amp;rsquo;ecosistema marino e terrestre di cui le Eolie fanno parte; valuteremo e prenderemo posizione a tempo debito relativamente agli strumenti di pianificazione, tutela e valorizzazione del nostro territorio</strong>&amp;rdquo;.</p>
<p>
	Il presidente ha, quindi, illustrato una serie di potenziali interventi e raccolto tra i presenti alcune schede con le istanze che andranno a comporre il piano strategico. Il piano &amp;ndash; di durata triennale - prevedr&amp;agrave; interventi che verteranno su alcuni assi verticali (ambiente, agricoltura, turismo e alimentazione) ed uno trasversale (informazione e diffusione).</p>
<p>
	Il primo incontro &amp;egrave; stato arricchito dal coinvolgimento di alcuni produttori biologici. L&amp;rsquo;azienda olivicola <strong>Grottafumata</strong> ha dimostrato, raccontando la propria esperienza, come sia possibile rinunciare totalmente all&amp;rsquo;utilizzo di pesticidi e concimi chimici e, nel contempo, produrre un olio con bassi valori di acidit&amp;agrave; e buoni livelli di perossidi e polifenoli a prezzi interessanti. La <strong>Realpane</strong> ha spiegato come si possa &amp;ndash; rinunciando a molti macchinari e allungando i tempi d&amp;rsquo;impasto e di lievitazione &amp;ndash; ottenere un pane che utilizza antichi grani siciliani rinunciando a farine ad alto contenuto di glutine e ad acceleratori di lievitazione. Il caseificio <strong>Lo Piccolo</strong> ci ha raccontato come, con grandi sacrifici, da due generazioni riescono ad ottenere - nell&amp;rsquo;isola di Vulcano - formaggi e ricotte biologiche, utilizzando esclusivamente latte proveniente dai propri allevamenti in loco. L&amp;rsquo;incontro si &amp;egrave; concluso con un&amp;rsquo;apprezzatissima degustazione dei prodotti biologici selezionati per l&amp;rsquo;occasione: un esempio che insieme si pu&amp;ograve; &amp;hellip; e anche bene!</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26707]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 04 mag 2016 11:35:29 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Filicudi Wildlife Conservation�: l�intervista alla fondatrice Monica Blasi   2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/eoliedelfini.jpg" width="100" alt="�Filicudi Wildlife Conservation�: l�intervista alla fondatrice Monica Blasi   2� Parte" /><br /><p>
	Continua la nostra intervista alla dott.ssa Monica Blasi&amp;hellip;</p>
<p>
	<strong>I problemi di conservazione di queste specie sono legate principalmente al fattore umano, ovvero turismo e pesca? Come appare la situazione nelle Isole Eolie?</strong><br />
	S&amp;igrave;, esistono problemi di natura antropica che rappresentano un pericolo per il tursiope e la Carretta carretta. Il tursiope, vivendo nelle acque costiere, risente particolarmente degli impatti dell&amp;rsquo;ambiente costiero. Per noi la cosa pi&amp;ugrave; importante &amp;egrave; studiare queste specie, perch&amp;eacute; la conoscenza deve essere alla base delle nostre attivit&amp;agrave; di conservazione. Dopodich&amp;eacute;, quando nelle Eolie verr&amp;agrave; instituita l&amp;rsquo;area marina protetta, grazie alle informazioni raccolte attraverso i nostri progetti di ricerca, potremo fare delle proposte eccezionali, per integrare la conservazione di questi animali nell&amp;rsquo;area marina protetta.</p>
<p>
	<strong>Attualmente quale &amp;egrave; il vostro obiettivo pi&amp;ugrave; importante, la vostra missione?</strong><br />
	Vorremmo che i risultati dei nostri progetti di ricerca fossero considerati e integrati a livello delle amministrazioni locali e della gestione delle isole. Questi animali, questo mare sono risorse da tutelare e conservare, in quanto rappresentano il futuro economico delle isole, legato principalmente al turismo. In futuro vorremmo anche ampliare i nostri studi, aprendo un centro di ricerca pi&amp;ugrave; ampio che abbia uno spazio specificamente dedicato al soccorso delle tartarughe. Vorremmo anche aprire un museo del mare, accessibile ai turisti.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Livia Gallarati</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25670]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 05 apr 2016 15:53:51 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Filicudi Wildlife Conservation�: l�intervista alla fondatrice Monica Blasi   1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/carettacaretta.jpg" width="100" alt="�Filicudi Wildlife Conservation�: l�intervista alla fondatrice Monica Blasi   1� Parte" /><br /><p>
	<strong>La &amp;ldquo;Filicudi Wildlife Conservation&amp;rdquo; &amp;egrave; un&amp;rsquo;associazione no profit volta allo studio e alla conservazione di cetacei e tartarughe marine nelle Isole Eolie.</strong><br />
	&amp;Egrave; stato un onore conoscere e fare due chiacchiere con la <strong>dott.ssa Monica Blasi</strong> che ne &amp;egrave; la fondatrice. &amp;Egrave; proprio lei a parlarci con passione di una Filicudi ancora selvaggia, la cui identit&amp;agrave; pu&amp;ograve; essere definita dalla bellezza del suo mare e della sua natura.<br />
	Un&amp;rsquo;isola in cui &amp;egrave; possibile osservare la biodiversit&amp;agrave; tipica dell&amp;rsquo;arcipelago. Tutto ci&amp;ograve;, ovviamente, se si &amp;egrave; disposti a tutelarla e salvaguardare la fauna e la flora dell&amp;rsquo;arcipelago.</p>
<p>
	F<strong>ilicudi Wildlife Conservation &amp;egrave; ormai una presenza stabile a Filicudi. Come nasce la vostra associazione?</strong><br />
	L&amp;rsquo;associazione &amp;egrave; nata nel 2005. Mi sono ritrovata a Filicudi per il mio Master in Conservazione della Biodiversit&amp;agrave; Animale, per studiare la popolazione di tursiope che vive nelle acque costiere dell&amp;rsquo;arcipelago. Mi sono presto appassionata a questo progetto e ho deciso di portare avanti le attivit&amp;agrave; di ricerca anche dopo il Master. Andando a mare per studiare i delfini, ho iniziato ad avvistare anche tartarughe, trovandole spesso in difficolt&amp;agrave;. Nel 2007 ho ottenuto le autorizzazioni di Ministero dell&amp;rsquo;Ambiente per lavorare con le tartarughe marine, iniziando cos&amp;igrave; il nostro progetto di ricerca sulla Carretta carretta. In dieci anni di attivit&amp;agrave;, sono riuscita a creare molte collaborazioni scientifiche per diverse linee di ricerca sia sui delfini che sulle tartarughe marine.</p>
<p>
	<strong>I vostri progetti di ricerca, passati e presenti, sono infatti numerosi. Come sono finanziate le vostre attivit&amp;agrave; di ricerca?</strong><br />
	I fondi per la nostra associazione sono raccolti in due modi, attraverso i nostri campi di ricerca o attraverso le attivit&amp;agrave; turistiche estive. I campi di ricerca sono pensati principalmente per giovani studenti universitari neolaureati ma sono aperti a tutti gli appassionati di mare. Per una settimana i nostri volontari partecipano alle attivit&amp;agrave; di monitoraggio di delfini e tartarughe, ci aiutano a raccogliere dati e a catalogarli, gestiscono le attivit&amp;agrave; di educazione ambientale per i turisti nel nostro centro. L&amp;rsquo;altro modo in cui finanziamo le nostre attivit&amp;agrave; di ricerca &amp;egrave; attraverso il turismo di tipo naturalistico. Nel corso dell&amp;rsquo;estate, in particolare nel mese di agosto, organizziamo escursioni in barca, snorkeling guidato con lezioni di biologia marina e trekking guidato sui sentieri dell&amp;rsquo;isola. Con queste attivit&amp;agrave; raccontiamo ai turisti la storia naturalistica di Filicudi, la sua geologia, la sua fauna e flora.</p>
<p>
	di Livia Gallarati<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25669]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 05 apr 2016 12:17:15 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[ �Nuova Oz� : a Roma il mondo delle fiabe dello scrittore eoliano Davide Cortese]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/nuovaoz.jpg" width="100" alt=" �Nuova Oz� : a Roma il mondo delle fiabe dello scrittore eoliano Davide Cortese" /><br /><p>
	Domani, mercoled&amp;igrave; 4 maggio, alle ore 17,30, verr&amp;agrave; presentata al pubblico la nuova raccolta di racconti, firmata dallo <strong>scrittore eoliano Davide Cortese: &amp;ldquo;Nuova Oz&amp;rdquo;</strong>.&amp;nbsp; Iolanda La Carrubba, Sarah Panatta, Agostino Raff e Natale Antonio Rossi introdurranno, presso la Sala Conferenze della Federazione Unitaria Italiana Scrittori (<strong>FUIS, Piazza Augusto Imperatore 4, Roma</strong>), questo testo edito da EscaMontage, Associazione Culturale No profit organizzatrice dell&amp;rsquo;evento insieme a Blog&amp;amp;WebTv.</p>
<p>
	Sar&amp;agrave;, naturalmente, presente l&amp;rsquo;autore Davide Cortese, il quale ha anche illustrato il libro, e Giulia Morgani, attrice, che legger&amp;agrave; estratti del testo. La prefazione di &amp;ldquo;Nuova Oz&amp;rdquo; &amp;egrave; a cura di Margherita Altieri, la quale scrive: &amp;ldquo;<strong>Fiabe nere, quelle di Davide Cortese, inquieto poeta delle Isole Eolie. Sono i suoi stessi versi a suggerire questa definizione dei suoi racconti</strong>&amp;rdquo;. La serata sar&amp;agrave; deliziata dalle note di Amedeo Morrone, cantautore, con la canzone &amp;ldquo;Dimmi&amp;rdquo;, tratta ed arrangiata da una poesia dell&amp;rsquo;Eoliano autore di &amp;ldquo;Nuova Oz&amp;rdquo;; spartito e testo della poesia sono pubblicati in chiusura di questa raccolta di racconti.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;ambientazione dei racconti &amp;egrave;, appunto, Nuova Oz, terra lontana e misteriosa nella quale personaggi immaginari vivono una vita reale.</strong> Con questo libro di Davide Cortese va avanti il progetto editoriale &amp;ldquo;EscaMontaEditorial&amp;rdquo;, nato nel 2014 quando &amp;egrave; stata ideato e pubblicato il magazine &amp;ldquo;EscaMontage Magazine N.0&amp;rdquo;. Aperiodico, fresco ed originale, tratta di un&amp;rsquo;idea del bello nella quale culture differenti tra loro si contaminano per offrire una visione attenta, ma eccentrica, del mondo. L&amp;rsquo;ingresso all&amp;rsquo;evento &amp;egrave; libero e gratuito.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26706]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 03 mag 2016 23:43:53 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA["Canti d'amore e di rivolta": l'associazione culturale I.Dee festeggia la donna]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/malia.jpg" width="100" alt=""Canti d'amore e di rivolta": l'associazione culturale I.Dee festeggia la donna" /><br /><p>
	LIPARI &amp;ndash; Anche quest&amp;rsquo;anno <strong>l&amp;rsquo;associazione culturale I.Dee ha organizzato un evento in cui la femminilit&amp;agrave; si sposa con la cultura e l&amp;rsquo;arte</strong>, proponendo cos&amp;igrave;, in collaborazione con Soroptimist e Gattopardo hotel, la IX edizione di &amp;ldquo;8 marzo e&amp;hellip; dintorni&amp;rdquo;. Domenica 6 marzo alla sala convegni del Gattopardo, si terr&amp;agrave;, infatti, un pomeriggio musicale dal titolo &amp;ldquo;Canti d&amp;rsquo;amore e di rivolta&amp;rdquo; con il gruppo jazz <strong>Mal&amp;igrave;a Music</strong>.<br />
	Niente di pi&amp;ugrave; coerente con gli obiettivi dell&amp;rsquo;associazione che &amp;egrave; nata dal desiderio di un gruppo di donne di ritrovarsi e di creare insieme qualcosa di gratificante per se stesse e per gli altri. L&amp;rsquo;idea &amp;egrave; la scommessa di &amp;ldquo;trasportare&amp;rdquo; nell&amp;rsquo;isola tutto quello che comunemente si definisce cultura : musica, pittura, teatro, danza, poesia, cinema&amp;hellip; <strong>Un pomeriggio, dunque, all&amp;rsquo;insegna del talento di Cristina Velardita, accompagnata dalla chitarra di Pietro Lo Cascio e da Wolfram Syfuss al contrabbasso. </strong>Sono loro i tre musicisti che in un autunno piacevolmente caldo &amp;ndash; quello del 2014 &amp;ndash; danno vita a &amp;ldquo;Mal&amp;igrave;a Music&amp;rdquo;, sperimentando e creando particolari suggestioni tra la musica popolare e quella proprio delle isole. &amp;laquo;Le isole sono luoghi particolari &amp;ndash; scrivono in una nota i Mal&amp;igrave;a - apparentemente custodi della loro individualit&amp;agrave;, racchiusa entro un perimetro che spesso si pu&amp;ograve; dominare con lo sguardo, sono in realt&amp;agrave; spugne che assorbono l&amp;#39;eco del vento e di richiami lontani, la spuma del mare in tempesta. <strong>La lingua delle nostre isole &amp;egrave; il siciliano, ma il Mediterraneo &amp;egrave; crocevia di tante altre lingue, cos&amp;igrave; come di tanti linguaggi musicali:</strong> non abbiamo fatto orecchie da mercante a queste suggestioni&amp;raquo;.<br />
	L&amp;rsquo;appuntamento &amp;egrave; alle ore 18,30, l&amp;rsquo;ingresso &amp;egrave; libero, si accede da Via Isa Conti.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25633]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:51:08 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Malvasia Contest 2016: Isole di Utopia]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/malvasiacontest.jpg" width="100" alt="Malvasia Contest 2016: Isole di Utopia" /><br /><p>
	&amp;Egrave; ufficialmente aperta la terza edizione del Malvasia Contest, rivolto a giovani filmaker europei. Il tema &amp;egrave; &amp;ldquo;Isole di Utopia&amp;rdquo;. Tommaso Moro immaginava una societ&amp;agrave; pacifica, nella quale la cultura domina e regola la vita degli uomini, un&amp;rsquo;isola di nome Utopia. Isola &amp;egrave; anche sinonimo di comunit&amp;agrave; e una reale alternativa alla disgregazione che caratterizza l&amp;rsquo;Occidente. Il Malvasia Contest 2016 si pone l&amp;rsquo;obiettivo di raccontare le isole, non-luoghi compresi, presso cui il progetto di societ&amp;agrave; ideale viene perseguito, attraverso le produzioni dei partecipanti. <strong>Queste creazioni tratteranno delle realt&amp;agrave; isolate, nelle quali l&amp;rsquo;ideale della ricerca della perfezione segue criteri, come la sostenibilit&amp;agrave;, la condivisione e la solidariet&amp;agrave;. </strong>&amp;ldquo;Isole di Utopia&amp;rdquo; ha luogo nell&amp;rsquo;ambito del SalinaDocFest, con la collaborazione di Messina Film Commission e le aziende partner. Il concorso &amp;egrave; gratuito ed aperto a tutti i filmaker che vogliono raccontare le isole e la realizzazione del video &amp;egrave; a cura del partecipante. I video candidati devono avere una durata minima di 3 minuti e 30 secondi e una massima di 7 minuti, titoli di apertura e di chiusura compresi. In caso dovessero essere presenti dialoghi in una lingua diversa dall&amp;rsquo;italiano, dovranno esserci i sottotitoli. Nel corso di questi minuti di proiezione, i video devono essere in grado di raccontare una breve storia sul tema del contest. La direzione artistica del SalinaDocFest 2016 preselezioner&amp;agrave; i video e ne sceglier&amp;agrave; tre che verranno, poi, valutati dalla giuria. Il partecipante che vincer&amp;agrave; il concorso, ricever&amp;agrave; in premio una videocamera &amp;ldquo;GoPro&amp;rdquo;, offerta dagli sponsor. C&amp;rsquo;&amp;egrave; tempo fino al 30 aprile 2016 ed il bando &amp;egrave; reperibile online al seguente indirizzo: http://www.salinadocfest.it/2015-IX/malvasia-contest-2016/</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25592]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:52:16 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[SalinaDocFest 2016: 7-11 giugno]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salinadocfest.jpg" width="100" alt="SalinaDocFest 2016: 7-11 giugno" /><br /><p>
	Il SalinaDocFest giunge alla sua decima edizione e, per celebrare questo anniversario importante, si trasforma in una festa di prima estate che va in scena dal 7 all&amp;rsquo;11 giugno 2016. Al pubblico che vi parteciper&amp;agrave;, Salina regaler&amp;agrave; una Festa del Documentario dal tema Ma(d)re Mediterraneo. Quest&amp;rsquo;ultimo &amp;egrave; il titolo del Concorso Internazionale 2016 che vede la sua conclusione nella consegna di due premi: il Premio Tasca d&amp;rsquo;Almerita e il Premio Signum. Giovanna Taviani, fondatrice del SalinaDocFest, dice: &amp;ldquo;la Mer e La M&amp;eacute;re si fondono in un gioco di assonanze che rimanda al Mediterraneo come culla di civilt&amp;agrave;. <strong>Dal tempo dei popoli del mare il Mediterraneo &amp;egrave; una Culla comune che, al di l&amp;agrave; delle frontiere e delle differenti religioni, unisce le riviere di Africa, Asia e Europa, Oriente e Occidente, con immagini, sapori, culture e tradizioni comuni. </strong>Ricominciare dal sud per anteporre al fallimento dell&amp;rsquo;Europa unita la civilt&amp;agrave; unita del Mediterraneo. Questo &amp;egrave; il nostro slogan&amp;rdquo;. Il Festival vedr&amp;agrave; susseguirsi gli interventi di scrittori, giornalisti, filosofi e sociologi. Avr&amp;agrave; luogo una sorta di &amp;ldquo;gemellaggio&amp;rdquo; con l&amp;rsquo;Algeria, dal titolo &amp;ldquo;L&amp;rsquo;altro Mediterraneo&amp;rdquo;, curato da Federico Rossin, che ha come protagonisti alcuni giovani registi algerini che raccontano il loro rapporto con l&amp;rsquo;Occidente e la loro idea di cinema. Nel corso dell&amp;rsquo;evento, verranno riproposti Sguardi di Cinema e il Premio Ravesi Dal Testo allo Schermo, scelto da Romano Luperini, Paolo e Vittorio Taviani, Bruno Torri e Carlo Antonio Vitti, che costituiscono la Direzione e il Comitato d&amp;rsquo;onore del festival. Per la prima volta, nella storia del SalinaDocFest, ci sar&amp;agrave; anche uno spazio dedicato al Documentario Musicale: 3 grandi film per 3 grandi musicisti che si presenteranno al pubblico e saranno accompagnati dalla Piccola Orchestra delle Cose Belle e da Dj Delta. Sar&amp;agrave; presente anche l&amp;rsquo;Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo, che propone workshop di montaggio per gli studenti interessati.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25591]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:51:46 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: Lipari - 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/liparistoria1.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: Lipari - 2� parte" /><br /><p>
	Il dominio degli Ausoni ebbe termine definitivamente tra la fine del X e gli inizi del IX secolo a.C. In seguito a questo avvenimento, l&amp;rsquo;Acropoli della citt&amp;agrave; di Lipari rest&amp;ograve; per diversi secoli inabitata e l&amp;rsquo;Isola, insieme all&amp;rsquo;intero Arcipelago delle Eolie, deserto e senza storia. Tutto rest&amp;ograve; silenzioso e fermo finch&amp;egrave;, nel 580 a.C. circa, sull&amp;rsquo;Isola di Lipari sbarcarono colonizzatori greci che, provenienti da Rodi e Cnido, si fermarono per fondare la citt&amp;agrave; Lipara.<strong> &amp;ldquo;Le isole sono occupate dai Liparei, coloni di Cnido. Una sola di esse, non particolarmente grande, &amp;egrave; abitata, quella che ha nome Lipari; e da essa partono i Liparei per coltivare la altre, Didime, Strongile e Iera&amp;rdquo; </strong>(Tucidide, <em>La Guerra del Peloponneso</em>). Grazie alla presenza greca, l&amp;rsquo;Isola ebbe modo di ricominciare a vivere e a prosperare, entrando prima nell&amp;rsquo;orbita di Siracusa e, poi, in quella di Roma. Quest&amp;rsquo;ultima fu in grado di valorizzare Lipari anche come stazione termale. A questo periodo di benessere segu&amp;igrave;, per&amp;ograve;, una nuova lunga ed oscura era, durante la quale l&amp;rsquo;Isola venne sovrastata dalle incursioni arabe per rifiorire, poi, per merito dell&amp;rsquo;egemonia Normanna. I Normanni fecero s&amp;igrave; che Lipari si ripopolasse, rifortificarono il Castello e ristabilirono il vescovo. A seguire, anche con il governo degli Angioini, degli Aragonesi e degli Spagnoli proseguirono anni di benessere nell&amp;rsquo;Arcipelago, nonostante qualche turbamento causato dai frequenti saccheggi da parte dei corsari. Uno degli attacchi peggiori avvenne nel 1544, anno in cui Ariadeno Barbarossa saccheggi&amp;ograve; l&amp;rsquo;Isola in lungo ed in largo e ne deport&amp;ograve; i superstiti. Solo con Carlo V Lipari riusc&amp;igrave; a ripopolarsi, grazie all&amp;rsquo;azione di importazione di immigrati spagnoli e campani, e venne, inoltre, rafforzata in seguito ad una riedificazione delle mura e della citt&amp;agrave;. Verso la fine del Settecento la pirateria fu smantellata quasi totalmente e l&amp;rsquo;abitato ricominci&amp;ograve; ad espandersi anche nel piano. Infine, Lipari segu&amp;igrave; il destino del Regno delle Due Sicilie.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24550]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:03:01 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Walking]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/walking.JPG" width="100" alt="Walking" /><br /><p>
	Juan Mathus insegn&amp;ograve; a Carlos Castaneda che &amp;quot;l&amp;#39;esperienza di un uomo &amp;egrave; serbata nel retro delle proprie gambe&amp;quot; e questo perch&amp;egrave; dipende da come e quanto ha camminato la propria vita.<br />
	Quante volte passeggiare aiuta il cuore e la mente ad alleggerirsi. E&amp;#39; l&amp;#39;attivit&amp;agrave; sportiva che concilia di pi&amp;ugrave; la propria natura con la madre terra. Non &amp;egrave; la maratona, non &amp;egrave; fare shopping, quindi non &amp;egrave; troppo strutturato o troppo concentrato, <strong>&amp;egrave; semplicemente abbandonare i propri pensieri e il proprio stato ai passi, con uno scopo, alla terra che li accoglie e lasciare che la stessa terra prima o poi ci risponda indicandoci la strada giusta. </strong>Ecco perch&amp;egrave; esistono cammini pi&amp;ugrave; brevi o pi&amp;ugrave; lunghi, perch&amp;egrave; il cammino ci prepara all&amp;#39;ascolto della risposta dalla terra. Il mondo &amp;egrave; pieno di cammini. Camminare &amp;egrave; l&amp;#39;unico mezzo di trasporto che dipende da noi, migliora la nostra capacit&amp;agrave; di saper scegliere le scarpe migliori, di alleggerire il peso che ci portiamo dietro, di mangiare le cose giuste che ci permettano una maggiore resistenza. Camminare &amp;egrave; libert&amp;agrave;.<br />
	<strong>Le Isole Eolie sono piene di cammini che su ogni isola si distribuiscono pi&amp;ugrave; o meno su percorsi che ancora conservano il fascino di un tempo, quando i muli, i piedi, i carretti, erano l&amp;#39;unico mezzo per spostarsi da una contrada all&amp;#39;altra. </strong>E quindi Lipari con la strada romana verso le Terme di San Calogero; Vulcano con la sua risalita del Gran Vulcano della Fossa; Salina con la sua passeggiata bellissima di Vallespina; e quindi Panarea con il percorso che tocca guglie altissime, Stromboli con la sua risalita impegnativa non per tutti; la mia amata Filicudi e le mulattiere e i suoi percorsi unici, e il periplo di Alicudi che si affaccia sul mare aperto che gli stranieri chiamano &amp;quot;the ocean&amp;quot;.<br />
	Passeggiare alle Isole Eolie &amp;egrave; una esperienza per sempre.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Giusi Emanuela Murabito</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24549]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:01:35 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Lipari, fino alla fine di giugno, la Madonna del Terzito]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/terzito(1).jpg" width="100" alt="A Lipari, fino alla fine di giugno, la Madonna del Terzito" /><br /><p>
	LIPARI &amp;ndash;Da ieri, Lipari ha aperto le braccia alla <strong>Madonna del Terzito</strong>, il simulacro della Vergine Maria custodito nel Santuario di Val di Chiesa, nell&amp;rsquo;isola di Salina. Partecipato e commosso il corteo che ha accompagnato la Madonna lungo le vie principali dell&amp;rsquo;Isola, fino a giungere alla Cattedrale di San Bartolomeo, dove &amp;egrave; stata concelebrata la Santa Messa.</p>
<p>
	<strong>La statua della Madonna del Terzito rimarr&amp;agrave; a Lipari per un paio di mesi, fino alla fine di giugno, per poi essere portata anche sull&amp;rsquo;isola di Vulcano</strong>. Quindi ritorner&amp;agrave; a Val di Chiesa per la festivit&amp;agrave; annuale del 23 luglio. Dopo l&amp;rsquo;estate il simulacro sar&amp;agrave; portato anche nelle altre isole dell&amp;rsquo;arcipelago ( Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi).</p>
<p>
	Questo pellegrinaggio &amp;egrave; stato fortemente voluto da Papa Francesco in occasione <strong>del Giubileo Speciale della Misericordia</strong> da lui indetto, ricalcando quanto aveva gi&amp;agrave; deciso Papa Giovanni Paolo II, durante il Giubileo del 2000. Allora, infatti, la Madonna &amp;egrave; stata portata a Lipari in tutte le parrocchie dell&amp;rsquo;isola, a conferma della profonda devozione mariana che esiste tra i fedeli isolani. A differenza dell&amp;rsquo;ultima volta, per&amp;ograve; per l&amp;rsquo;occasione il simulacro toccher&amp;agrave; le sponde di tutte e sette le isole, dopo 68 anni.</p>
<p>
	I fedeli hanno rivolto alla <strong>statua rappresentante la Madonna suppliche e preghiere, interpretando, nel tintinn&amp;igrave;o del campanello che tiene nella mano destr</strong>a, il soave e dolce suono che li guida verso di Lei nel loro cammino terreno e nella loro esistenza.</p>
<p>
	Antica e forte &amp;egrave; la devozione degli Eoliani che vivono nelle isole Eolie e oltreoceano verso la Madonna del Terzito. Come testimonia l&amp;rsquo;archivio storico eoliano, sarebbe da inquadrare all&amp;rsquo;incirca nel XVII secolo, nel periodo in cui Mons. Caccamo era vescovo di Lipari. Il <strong>23 luglio del 1622</strong>, a Salina, un tale Alfonso Mercorella, mentre era impegnato a disboscare il pianoro che collega Malfa a Leni per poter mettere i terreni a coltura, giunto ai piedi del Monte dei Porri sente <strong>un misterioso suono di campanella che si ripete tre volte e che lo porta a scoprire il rudere di un&amp;rsquo;antichissima chiesetta che risaliva al VII secolo, dedicata, come abbiamo gi&amp;agrave; visto, alla Vergine Maria</strong>.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26703]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 30 apr 2016 16:38:33 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Eolianvegan: le Eolie alla scoperta della cucina celiaca e vegana]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vegana.jpg" width="100" alt="Eolianvegan: le Eolie alla scoperta della cucina celiaca e vegana" /><br /><p>
	Pi&amp;ugrave; nessun problema per celiaci e vegani che volessero gustare un&amp;rsquo;ottima cena alla vista dello splendido panorama che ogni sera le Eolie regalano. <strong>&amp;Egrave; in corso, in questi giorni, &amp;ldquo;EOLIANVEGAN&amp;rdquo;, il primo corso di formazione aperto agli addetti di cucina che vogliono apprendere a 360 gradi i segreti della cucina celiaca e vegana. </strong></p>
<p>
	Organizzato da Federalberghi Isole Eolie e a cura della societ&amp;agrave; di formazione DM Quality Service, il corso ha avuto inizio il 26 Aprile e <strong>vedr&amp;agrave; la sua conclusione il 30 dello stesso mese, per un totale di 12 ore di formazione tenute presso la sede dell&amp;rsquo;associazione degli albergatori eoliani</strong>. L&amp;rsquo;avvio di EOLIANVEGAN rappresenta un punto di partenza &amp;laquo; <em>per soddisfare le diverse esigenze formative dell&amp;rsquo;industria turistico &amp;ndash; ricettiva</em> &amp;raquo; ha affermato Del Bono, Presidente di Federalberghi Isole Eolie, in seguito alla&amp;nbsp; nuova adesione&amp;nbsp; dell&amp;rsquo;associazione nei confronti&amp;nbsp; del <strong>fondo interprofessionale FONARCOM</strong>. Le attivit&amp;agrave; iscritte al fondo hanno visto la loro partecipazione al corso in maniera totalmente gratuita cos&amp;igrave; come uno sconto circa la quota di iscrizione &amp;egrave; stato riservato ai soci Federalberghi.</p>
<p>
	Cucina, intolleranze, benessere e HACCP, accoglienza dei clienti, gestione di sala, ingredienti tipo della cucina celiaca, queste alcune delle tematiche affrontate durante le lezioni pomeridiane e al termine delle quali la <strong>Lady Chef Abruzzo</strong> rilascer&amp;agrave; un men&amp;ugrave; settimanale specifico per il settore di appartenenza. Al termine del corso, inoltre, i partecipanti riceveranno <strong>un attestato di frequenza rilasciato dal FONARCOM</strong> e dall&amp;rsquo;Ente di Formazione al fine di certificare le competenze tecnico &amp;ndash; professionali acquisite.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26702]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 28 apr 2016 14:03:57 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Attiva Stromboli�: il valore inestimabile della propria terra	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/attivastromboli.JPG" width="100" alt="�Attiva Stromboli�: il valore inestimabile della propria terra	2� Parte" /><br /><p>
	<strong>In che modo realizzate le vostre attivit&amp;agrave; ?</strong></p>
<p>
	&amp;laquo;La conoscenza del territorio e la formazione sono un aspetto determinante. Partendo da questo aspetto, ci impegniamo a programmare e svolgere azioni che contengano pi&amp;ugrave; valori, ad esempio disboscare un cimitero abbandonato, non ha solo una valenza culturale, ma &amp;egrave; anche un modo per meglio gestire gli incendi boschivi. Organizziamo corsi di formazione al soccorso e abbiamo costituito un presidio della Croce Rossa Italiana, che diventa un modo per sentirsi pi&amp;ugrave; preparati all&amp;#39;intervento occasionale, ma anche alle vere e proprie emergenze che lo Stromboli a volte ci fa affrontare. Organizzare, inoltre, feste in occasioni di ricorrenze come il Carnevale &amp;egrave; senz&amp;#39;altro un bel modo per svagarsi, ma anche un evento ad alto contenuto sociale. Supportiamo la scuola con assistenza tecnica, logistica e informatica guarda ai ragazzi di oggi e in prospettiva alla loro preparazione di futuri strombolani adulti. Ma il vero valore aggiunto &amp;egrave; che di pari passo aumenta la consapevolezza dei singoli individui di poter contribuire al bene collettivo senza necessariamente aspettare che un&amp;#39;entit&amp;agrave; esterna risolva i problemi. La delega totale alle istituzioni non basta pi&amp;ugrave;&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>Prossime iniziative?</strong></p>
<p>
	&amp;laquo;L&amp;#39;elenco delle attivit&amp;agrave; svolte sul territorio &amp;egrave; gi&amp;agrave; consistente e variegato e molto sar&amp;agrave; dedicato nel consolidare le conquiste sul campo, molti terreni incolti sono stati ampiamente bonificati, ma bisogna tenere sotto controllo la vegetazione. Un progetto molto impegnativo, per ora in corso sugli aspetti burocratici, organizzativi e finanziari, &amp;egrave; il restauro della facciata della chiesa di Ginostra ed &amp;egrave; nostra intenzione portarlo a compimento entro l&amp;#39;anno. &amp;nbsp;Su tutto continueremo nel coinvolgimento alla partecipazione di residenti, proprietari di seconde case o semplici habitu&amp;eacute;, perch&amp;eacute; tutti possono contribuire con il loro sostegno anche solo finanziario alle attivit&amp;agrave; dell&amp;#39;associazione&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26701]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 27 apr 2016 16:33:39 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Attiva Stromboli�: il valore inestimabile della propria terra    1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/attiva.jpg" width="100" alt="�Attiva Stromboli�: il valore inestimabile della propria terra    1� Parte" /><br /><p>
	&amp;laquo;La nostra missione &amp;egrave;: Protezione Civile e Volontariato noprofit, Amore per la nostra terra e la conseguente Tutela dei suoi beni ambientali e culturali&amp;raquo;. &amp;Egrave; cos&amp;igrave; che si esprimono i ragazzi dell&amp;rsquo;associazione &amp;ldquo;<strong>Attiva Stromboli</strong>&amp;rdquo;, nata nell&amp;rsquo;omonima isola nel novembre 2014, definendo la loro instancabile e intesa attivit&amp;agrave; da volontari, consci del valore inestimabile del suolo che calpestano ogni giorno. Lavorano fianco a fianco, strettamente interconnessi, rendendo cos&amp;igrave; efficace le loro opere quotidiane. Noi li abbiamo incontrati ed intervistati:</p>
<p>
	<strong>Ragazzi, come vi siete conosciuti e com&amp;#39;&amp;egrave; nata la vostra iniziativa?</strong></p>
<p>
	&amp;laquo;In una piccola isola con poche centinaia di residenti dive di fatto tutti si conoscono, le occasioni per incontrarsi e/o frequentarsi sono quotidiane ed &amp;egrave; proprio per le caratteristiche geografiche e geologiche, cio&amp;egrave; isolamento dal &amp;ldquo;continente&amp;rdquo; e attivit&amp;agrave; vulcanica permanente che la solidariet&amp;agrave; e la compartecipazione sono nel codice genetico di chi vi abita. Stromboli &amp;egrave; una frazione del Comune di Lipari, una delle isole dell&amp;#39;arcipelago delle Eolie, che nonostante sia conosciuta nel mondo per la sua natura selvaggia, e per questo meta di molti appassionati e romantici visitatori, di recente &amp;egrave; preda di turismo superficiale e incontrollato. Questo dal punto di vista socioeconomico ha generato l&amp;#39;attitudine di cogliere la risorsa del turismo individualmente e senza badare troppo alla qualit&amp;agrave; dell&amp;#39;offerta generale, parallelamente ha ridotto l&amp;#39;attenzione al bene comune. In pratica una mutazione d&amp;#39;identit&amp;agrave; forzata dalle regole del mercato. Se poi unito alle scarse risorse della remota amministrazione centrale, tutto ci&amp;ograve; ha generato una situazione di abbandono istituzionale, sfiducia e degrado diffuso. Era tempo quindi di tirare fuori l&amp;#39;orgoglio, la consapevolezza e il rispetto per la propria terra che caratterizzavano le genti di quest&amp;#39;isola, l&amp;#39;associazione &amp;egrave; stata costituita per questo e semplicemente sta operando per confermare questo obiettivo&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	<strong>In cosa l&amp;rsquo;associazione Attiva Stromboli &amp;egrave; in particolare specializzata?</strong></p>
<p>
	&amp;laquo;&amp;lsquo;Attiva Stromboli&amp;rsquo; in s&amp;egrave; non mira ad una specifica attivit&amp;agrave;, nel proprio statuto sono elencati molti campi d&amp;#39;interesse, praticamente tutti quelli che possono coinvolgere il sociale in una comunit&amp;agrave;, si configura piuttosto come una piattaforma giuridica, operativa e di coordinamento per favorire e supportare progetti, iniziative, interventi e attivit&amp;agrave; utili se non necessari al miglioramento della qualit&amp;agrave; della vita sull&amp;#39;isola&amp;raquo;.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26700]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 27 apr 2016 15:19:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Agricoltura: un�opportunit� di crescita per le Isole Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/agricoltura.jpg" width="100" alt="Agricoltura: un�opportunit� di crescita per le Isole Eolie" /><br /><p>
	Il 24 aprile, presso il ristorante I Tre Delfini di Pianoconte, ha avuto luogo il convegno <strong>&amp;ldquo;L&amp;rsquo;agricoltura, opportunit&amp;agrave; di crescita e di promozione delle nostre produzioni tipiche&amp;rdquo;,</strong> organizzato dall&amp;rsquo;Associazione Terme San Calogero in collaborazione con l&amp;rsquo;azienda Italiana Capers Sud Srl. A questo importante dibattito hanno avuto modo di interagire e confrontarsi diversi importanti relatori, come <strong>gli operatori e gli esperti del settore agricolo, le istituzioni ed i rappresentanti delle associazioni di categoria</strong>.</p>
<p>
	L&amp;rsquo;agricoltura pu&amp;ograve; diventare il <strong>settore trainante dell&amp;rsquo;economia dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano</strong>, in piena sinergia con il turismo. L&amp;rsquo;obiettivo del convegno &amp;egrave; stato, infatti, proprio quello di risollevare questo ambito inespresso, ma pieno di risorse, con un importante lavoro di squadra tra istituzioni, aziende, privati, associazioni di categoria e cittadini (presenti in grande numero ed attivamente al convegno).</p>
<p>
	Il presidente dell&amp;rsquo;Associazione Terme San Calogero<strong>, Angelo Biviano</strong>, ed il presidente di Italiana Capers Sud Srl, <strong>Aldo Natoli</strong>, hanno espresso la loro soddisfazione tramite un comunicato stampa: &amp;ldquo;siamo davvero orgogliosi, perch&amp;eacute; siamo riusciti nell&amp;rsquo;intento di chiarire molteplici aspetti relativi al settore agricolo, dalle opportunit&amp;agrave; del PSR Sicilia, al regime fiscale dell&amp;rsquo;azienda agricola, alla presentazione di un&amp;rsquo;idea progetto (che ha visto la nascita da un altro convegno che si era svolto nel mese di Luglio 2015 portato avanti sempre dall&amp;rsquo;A.C.R.S. Terme San Calogero), che sicuramente costituisce <strong>un cambio di marcia sostanziale per tutto il territorio Eoliano ossia la proposta del riconoscimento del marchio DOP per il Cappero delle Eolie</strong>&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26699]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 26 apr 2016 09:43:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Curiosit�: a Sidney Beatrice Iacono parler� delle sue origini eoliane]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/iacono.jpg" width="100" alt="Curiosit�: a Sidney Beatrice Iacono parler� delle sue origini eoliane" /><br /><p>
	SIDNEY &amp;ndash; La signora raffigurata nella foto si chiama <strong>Beatrice Iacono. Nome e cognome italiani, ma nazionalit&amp;agrave; australiana.</strong> &amp;Egrave; lei che mercoled&amp;igrave; 27 aprile a Leichhardt, in Australia, relazioner&amp;agrave; sull&amp;rsquo;importante contributo per la comunit&amp;agrave; italiana e australiana da suo padre e sua madre, i liparioti Angelo e Carmela Mezzapica,</p>
<p>
	<strong>Beatrice &amp;egrave;, infatti, originaria di Lipari: &amp;egrave; nata a Canneto, ma come molti dei suoi conterranei, all&amp;#39;et&amp;agrave; di tre anni emigr&amp;ograve; in Australia con i suoi genitori.&amp;nbsp;</strong>La Iacono, che adesso &amp;egrave; a capo di una multinazionale che si occupa di sviluppo di siti web, parler&amp;agrave; del lungo e duro lavoro come i migranti dei suoi genitori nei primi anni Cinquanta, i quali, con molti sacrifici e in maniera molto umile, hanno stabilito <strong>Mezzapica Continental Cakes a 130 Norton Street Leichhardt. Si tratta della prima pasticceria italiana a Sydney e &amp;ldquo;Mezzapica Dolci&amp;rdquo; continua ancora oggi ad essere un&amp;#39;istituzione all&amp;rsquo;interno di una comunit&amp;agrave; veramente multiculturale.</strong> &amp;laquo;Angelo e Carmela Mezzapica &amp;ndash; ammette la Iacono - meritano di essere riconosciuti e ricordati per il loro ruolo importante nello sviluppo sociale e storica di Sydney e in Australia&amp;raquo;.</p>
<p>
	Beatrice, dopo aver completato la sua scuola a Santa Sabina Collegio, si &amp;egrave; laureata presso l&amp;#39;Universit&amp;agrave; di Sydney con un Bachelor of Arts Degree con lode in lingua italiana e un diploma di istruzione. Beatrice ha lavorato come insegnante e Lingue Education Officer nel NSW Department of Education nel corso della sua carriera che dura da quarant&amp;#39;anni. <strong>La sua passione per le lingue nasce subito, ai tempi della scuola elementare, quando spesso si &amp;egrave; ritrovata a dover fare da interprete per i suoi genitori e altri parenti che erano appena arrivati &amp;#8203;&amp;#8203;in Australia.&amp;nbsp;</strong>&amp;laquo;L&amp;rsquo;eredit&amp;agrave; di Angelo e Carmela Mezzapica, i miei genitori- continua la Iacono- di aderire ai principi di duro lavoro e l&amp;#39;impegno continua ad influenzare la mia vita quotidiana di Beatrice e quella di mio fratello, Mark&amp;raquo;.</p>
<p>
	E confida di ritornare presto a visitare la sua terra d&amp;rsquo;origine, dove tutto ebbe inizio&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26698]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 27 apr 2016 17:14:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Barbie. The Icon�, al Vittoriano tutte le carriere della bambola pi� famosa al mondo  2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Barbiecarriere.jpg" width="100" alt="�Barbie. The Icon�, al Vittoriano tutte le carriere della bambola pi� famosa al mondo  2� Parte" /><br /><p>
	Dal giorno in cui ha debuttato al New York International Toy Fair, esattamente il 9 marzo 1959, <strong>Barbie ha provato, sempre con successo, mille diverse professioni</strong>. &amp;Egrave; andata sulla luna, &amp;egrave; diventata ambasciatrice Unicef e ha indossato un miliardo di abiti per novecentottanta milioni di metri di stoffa. Soprattutto Barbie &amp;egrave; cambiata con lo scorrere del tempo, non solo della moda, e si &amp;egrave; trasformata per essere sempre al passo con il mondo e con i tempi. Diventando cos&amp;igrave; una vera e propria icona ed incarnando un sogno nobile, vero e proprio totem di fantasie e proiezioni. Il sogno o il progetto (ambizione della ideatrice Ruth Handler, figlia di emigrati polacchi, che ha continuamente dichiarato&amp;nbsp; <strong>&amp;laquo;Con Barbie ogni donna ha sempre saputo di avere infinite possibilit&amp;agrave;</strong>&amp;raquo;) &amp;egrave; fare in modo che le bambine possano aspirare a diventare ci&amp;ograve; che pi&amp;ugrave; desiderano, senza esclusioni e pregiudizi, sui tacchi e con le scarpe da ginnastica.</p>
<p>
	Barbie pu&amp;ograve; piacere o meno, ma sicuramente &amp;egrave; modello di donna dinamica ed emancipata. Il percorso espositivo &amp;egrave; studiato per offrire diversi livelli di lettura: <strong>alle informazioni di approfondimento storico e culturale per il pubblico adulto, si affiancano postazioni pensate per le bambine ed i bambini</strong> che, attraverso una serie di attivit&amp;agrave; coinvolgenti, possono approfondire la storia di Barbie in autonomia e con divertimento. Trecentottanta le bambole esposte, dalle storiche alle attuali. Fino a fine ottobre al Vittoriano.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26697]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 25 apr 2016 12:53:57 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Pizzichi di storia�: la seconda giornata di Slow Food]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/filicudi.jpg" width="100" alt="�Pizzichi di storia�: la seconda giornata di Slow Food" /><br /><p>
	Continua a Filicudi il <strong>weekend a tema &amp;ldquo;Slow Food&amp;rdquo; in occasione della celebrazione dello Slow Food Day 2016</strong> e dei festeggiamenti per i trent&amp;rsquo;anni della fondazione Slow Food in Italia. I due giorni di turismo eco-gastronomico sono stati <strong>organizzati dalla Comunit&amp;agrave; Filicudi Isola Slow in collaborazione con Slow Food Isole Slow Siciliane</strong>.</p>
<p>
	Oggi la giornata incomincer&amp;agrave; alle 10.30 con una passeggiata alla scoperta dei tesori archeologici dell&amp;rsquo;isola di Filicudi. I partecipanti saranno accompagnati in una vista guidata <strong>all&amp;rsquo;antico villaggio preistorico sulla montagnola di Capo Graziano</strong>, risalente all&amp;rsquo;et&amp;agrave; del Bronzo. Gli scavi archeologici condotti fra il 1956 e il 1969 hanno portato alla luce ventisette capanne costruite con blocchi di roccia locale.</p>
<p>
	I partecipanti saranno inoltre accompagnati all&amp;rsquo;area archeologica Filo Braccio, scoperta grazie a scavi effettuati nel 2009. Collocato a picco sul mare a poca distanza dalla bellissima spiaggia Le Punte, il villaggio ospita capanne simili a quelle di Capo Graziano.</p>
<p>
	Dopo essere entrati nelle case degli abitanti di oltre 2000 anni fa, i partecipanti faranno visita a qualcuno di decisamente pi&amp;ugrave; contemporaneo: &amp;ldquo;<strong>Alice</strong>&amp;rdquo;. La proprietaria di casa accoglier&amp;agrave; gli ospiti con una tavola imbandita di prelibatezze locali, lanciando per l&amp;rsquo;occasione il primo &amp;ldquo;<strong>Laboratorio del Gusto</strong>&amp;rdquo; sulla conserva del finocchietto di mare (che sar&amp;agrave; protagonista del Salone Internazionale del Gusto di Torino, questo settembre).</p>
<p>
	Anche la cena sar&amp;agrave; dedicata a far conoscere l&amp;rsquo;isola attraverso il cibo, grazie all&amp;rsquo;utilizzo degli ingredienti del luogo. Finalmente i partecipanti potranno assaggiare i p&amp;igrave;zzichi, la cui preparazione sar&amp;agrave; spiegata nel pomeriggio. <strong>Questo piatto tipico &amp;egrave; il vero protagonisti del weekend, a cui &amp;egrave; stato dato il nome &amp;ldquo;P&amp;igrave;zzichi di Storia&amp;rdquo;.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Livia Gallarati</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26696]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 25 apr 2016 12:49:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Per tutto il weekend �P�zzichi di Storia� con Filicudi Slow Food  ]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/filicudislowfood.jpg" width="100" alt="Per tutto il weekend �P�zzichi di Storia� con Filicudi Slow Food  " /><br /><p>
	Da oggi, <strong>Filicudi sar&amp;agrave; protagonista di un weekend a tema &amp;ldquo;Slow Food&amp;rdquo; in occasione della celebrazione dello Slow Food Day 2016</strong> e dei festeggiamenti per i trent&amp;rsquo;anni della fondazione Slow Food in Italia. I due giorni di turismo eco-gastronomico sono stati organizzati dalla Comunit&amp;agrave; Filicudi Isola Slow in collaborazione con Slow Food Isole Slow Siciliane.</p>
<p>
	Il tema scelto per il weekend &amp;egrave; <strong>&amp;ldquo;P&amp;igrave;zzichi di Storia&amp;rdquo;, simpatico gioco di parole che allude al piatto forte della cena finale: p&amp;igrave;zzichi al sugo di pomodoro.</strong> L&amp;rsquo;obiettivo dell&amp;rsquo;evento &amp;egrave; far conoscere l&amp;rsquo;aspetto bio-diverso dell&amp;rsquo;isola, accompagnando gli ospiti in un percorso alternativo di riscoperta del territorio. Gli organizzatori promettono &amp;ldquo;un viaggio sensoriale nella storia antica di Parad-isola&amp;rdquo;.</p>
<p>
	I partecipanti saranno accolti dalla Comunit&amp;agrave; Slow di Filicudi oggi pomeriggio. La prima tappa del weekend festivo sar&amp;agrave; Punta Stimpagnato, dove sar&amp;agrave; organizzato un aperitivo a chilometro zero. <strong>Punta Stimpagnato &amp;egrave; tra i luoghi pi&amp;ugrave; apprezzati dell&amp;rsquo;Isola per via della sua posizione privilegiata per osservare il tramonto. </strong>Dal sentiero all&amp;rsquo;estremit&amp;agrave; ovest di Stimpagnato si scorge, oltre al sole che si tuffa nel mare, l&amp;rsquo;isola di Alicudi e gli scogli della Canna e Monte Nassari.</p>
<p>
	Per la prima cena del weekend, i partecipanti saranno ospitati a &amp;ldquo;Villa la Rosa&amp;rdquo;, lo storico ristorante dell&amp;rsquo;isola. <strong>Il menu sar&amp;agrave; interamente all&amp;rsquo;insegna dell&amp;rsquo;agricoltura di &amp;ldquo;prossimit&amp;agrave;&amp;rdquo; e &amp;ldquo;stagionalit&amp;agrave;&amp;rdquo;</strong>, con un occhio attento anche alla tradizione. Tra le proposte: <em>sp&amp;igrave;nni</em> della casa, pasta con verdure dell&amp;rsquo;isola, <em>sf&amp;igrave;nci</em> e pasta <em>squad&amp;agrave;ta</em>.&amp;nbsp;&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Livia Gallarati</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26694]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 23 apr 2016 13:31:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Destinazione eolie�: l�intervista congiunta agli organizzatori del convegno	3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/scario2.jpg" width="100" alt="�Destinazione eolie�: l�intervista congiunta agli organizzatori del convegno	3� Parte" /><br /><p class=&quot;Paragrafoelenco1&quot; style=&quot;margin-left:0cm;text-align:justify&quot;>
	<b><span style=&quot;font-size:12.0pt;line-height:
115%;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;&quot;>Tra i partner strategici dell&amp;rsquo;evento l&amp;rsquo;Associazione Didime90 e Salina Isola Verde. Quale il ruolo di ciascuna delle due nell&amp;rsquo;organizzazione e promozione dell&amp;rsquo;evento? &amp;laquo;</span></b><span style=&quot;font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;&quot;>Tutti i partner coinvolti riescono a dialogare alla perfezione; alcuni componenti di un gruppo fanno persino&amp;nbsp; parte dell&amp;rsquo;altro. Ma possiamo dire che Associazione Salina Isola Verde si occuper&amp;agrave; della logistica, dell&amp;rsquo;ospitalit&amp;agrave;, dei <i>light lunch</i> ed &amp;egrave; l&amp;rsquo;organizzatore trainante della manifestazione. L&amp;rsquo;Associazione Didime90 metter&amp;agrave; invece a disposizione la location, il personale di servizio e d&amp;rsquo;aiuto nonch&amp;egrave; le attrezzature disponibili a Palazzo Marchetti per lo svolgimento ottimale &amp;nbsp;della manifestazione&amp;raquo;.&amp;nbsp; <b><o:p></o:p></b></span></p>
<p class=&quot;Paragrafoelenco1&quot; style=&quot;margin-left:0cm;text-align:justify&quot;>
	<b><span style=&quot;font-size:12.0pt;line-height:
115%;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;&quot;>L&amp;rsquo;Associazione Salina Isola Verde nasce con lo scopo di promuovere il turismo nel rispetto del patrimonio naturalistico e fornendo una linea guida per gli albergatori nel rispetto dei turisti&amp;nbsp; e del loro soggiorno sull&amp;rsquo;isola. Quanto, un seminario di tal genere, pu&amp;ograve; influire sulle associazioni di albergatori eoliani? &amp;laquo;</span></b><span style=&quot;font-size:12.0pt;line-height:
115%;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;&quot;>Questo seminario vuol dare l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; agli albergatori, ed in generale agli operatori turistici del territorio inteso non solo come Salina ma in senso pi&amp;ugrave; ampio, di confrontarsi e aggiornarsi su quelle che sono le nuove dinamiche del turismo&amp;raquo;. <b><o:p></o:p></b></span></p>
<p class=&quot;Paragrafoelenco1&quot; style=&quot;margin-left:0cm;text-align:justify&quot;>
	<b><span style=&quot;font-size:12.0pt;line-height:
115%;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;&quot;>Partner dell&amp;rsquo;evento abbiamo detto essere anche l&amp;rsquo;organizzazione no profit Didime90. Da quali convinzioni prende avvio la promozione di un seminario di web marketing turistico all&amp;rsquo;interno di un&amp;rsquo;associazione che si avvale dei nuovi mezzi di comunicazione per la divulgazione, protezione ed affermazione di una cultura che affonda le proprie radici nella storia passata dell&amp;rsquo;isola? &amp;laquo;</span></b><span style=&quot;font-size:
12.0pt;line-height:115%;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;&quot;>Riteniamo che la collaborazione tra albergatori ed operatori turistici sia decisiva&amp;nbsp; per far crescere il &amp;ldquo;sistema turismo&amp;rdquo;, pianificare strategie di comunicazione, contribuire anche alle scelte delle singole amministrazioni e ci&amp;ograve; nella consapevolezza che per le nostre isole l&amp;rsquo;unica possibilit&amp;agrave; di sviluppo &amp;egrave; legata al turismo, in senso ampio, ed alla valorizzazione del territorio&amp;raquo;.<b><o:p></o:p></b></span></p>
<p class=&quot;Paragrafoelenco1&quot; style=&quot;margin-left:0cm;text-align:justify&quot;>
	<b><span style=&quot;font-size:12.0pt;line-height:
115%;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;&quot;>Mi sento in dovere di dover concludere con una domanda comune a voi organizzatori del seminario. Quale motivazione utilizzereste per convincere non solo gli interessati a partecipare all&amp;rsquo;evento ma anche i futuri sponsor ed organizzatori nel riproporlo? &amp;laquo;</span></b><span style=&quot;font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;&quot;>Il mercato del turismo &amp;egrave; in continua evoluzione. L&amp;rsquo;aggiornamento &amp;egrave; decisivo per restare competitivi sul mercato. A ci&amp;ograve; si aggiunga che &amp;ndash; in particolare a Salina per le caratteristiche delle sue strutture alberghiere e ricettive (di piccole dimensioni e a conduzione prevalentemente familiare) &amp;ndash; la collaborazione e la capacit&amp;agrave; di fare sistema tra gli operatori diventa decisiva. Vi sono settori di mercato che non potranno mai essere compenetrati dai singoli operatori turistici. Da qui la necessit&amp;agrave; di associarsi e collaborare per raggiungere obiettivi comuni&amp;raquo;.<b><o:p></o:p></b></span></p>
<p class=&quot;Paragrafoelenco1&quot; style=&quot;margin-left:0cm;text-align:justify&quot;>
	&amp;nbsp;</p>
<p class=&quot;Paragrafoelenco1&quot; style=&quot;margin-left:0cm&quot;>
	<span style=&quot;font-size:12.0pt;
line-height:115%;font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;&quot;>di Carmen Peluso<o:p></o:p></span></p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26695]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 23 apr 2016 18:23:45 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Destinazione eolie�: l�intervista congiunta agli organizzatori del convegno	2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/malfa.jpg" width="100" alt="�Destinazione eolie�: l�intervista congiunta agli organizzatori del convegno	2� Parte" /><br /><p class=&quot;Paragrafoelenco1&quot; style=&quot;margin-left:0cm;text-align:justify&quot;>
	<b><span new=&quot;&quot; style=&quot;font-size:12.0pt;line-height:
115%;font-family:&quot; times=&quot;&quot;>La location scelta per lo svolgimento dei lavori &amp;egrave; Palazzo Marchetti. La richiesta &amp;egrave; stata portata avanti dagli organizzatori del seminario o la vostra associazione si &amp;egrave; proposta per ospitare un evento la cui rilevanza appare comprovata dall&amp;rsquo;importanza che il turismo ricopre in tutto l&amp;rsquo;arcipelago? &amp;laquo;</span></b><span new=&quot;&quot; style=&quot;font-size:12.0pt;
line-height:115%;font-family:&quot; times=&quot;&quot;>La decisione &amp;egrave; stata presa di comune accordo<a name=&quot;_GoBack1&quot;></a>. Gli operatori sono uniti in un progetto sinergico di crescita qualitativa. Palazzo Marchetti &amp;egrave; un polo di aggregazione culturale naturale: quale miglior occasione di questa per parlare di turismo, web marketing, destinazione e reputazione&amp;raquo;. <b><o:p></o:p></b></span></p>
<p class=&quot;Paragrafoelenco1&quot; style=&quot;margin-left:0cm;text-align:justify&quot;>
	<b><span new=&quot;&quot; style=&quot;font-size:12.0pt;line-height:
115%;font-family:&quot; times=&quot;&quot;>Sede del Museo Eoliano fino al 2010, Palazzo Marchetti ospita non solo eventi di rilievo come il Salina DocFest ma rappresenta anche il centro culturale dell&amp;rsquo;isola. L&amp;rsquo;esser stati scelti come location per lo svolgimento dell&amp;rsquo;evento rappresenta per voi ancora una volta motivo di vanto? &amp;laquo;</span></b><span new=&quot;&quot; style=&quot;font-size:12.0pt;
line-height:115%;font-family:&quot; times=&quot;&quot;>Palazzo Marchetti &amp;egrave; patrimonio della comunit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Isola e per questo &amp;egrave; un piacere poter utilizzare questo luogo per importanti manifestazioni&amp;nbsp; culturali che divengano valore per Salina e le Eolie tutte. Si tratta di un&amp;rsquo;abitazione storica di grande carattere e fascino. Gli investimenti effettuati con sacrificio sull&amp;rsquo;immobile lo rendo oggi il luogo ideale per iniziative di questo genere&amp;raquo;. <b><o:p></o:p></b></span></p>
<p class=&quot;Paragrafoelenco1&quot; style=&quot;margin-left:0cm;text-align:justify&quot;>
	<b><span new=&quot;&quot; style=&quot;font-size:12.0pt;line-height:
115%;font-family:&quot; times=&quot;&quot;>Un seminario di stampo prettamente turistico quindi che ben rispecchia l&amp;rsquo;armonia creatasi tra l&amp;rsquo;architettura di Palazzo Marchetti e le bellezze dell&amp;rsquo;isola nella quale si erge. La vostra associazione culturale deve quindi sposare eventi del genere per diffonderne lo spirito di tutela e nel contempo di sviluppo dell&amp;rsquo;isola? &amp;laquo;</span></b><span new=&quot;&quot; style=&quot;font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:&quot; times=&quot;&quot;>Siamo sempre stati attenti allo sviluppo turistico e nel contempo alla salvaguardia del territorio: la natura dell&amp;#39;isola di Salina &amp;egrave; uno dei patrimoni principali e motivo di vanto. Per tale ragione, riteniamo che la crescita armoniosa del turismo debba coesistere con la tutela del territorio. Non vediamo turismo senza salvaguardia della nostra terra&amp;raquo;.<b><o:p></o:p></b></span></p>
<p class=&quot;Paragrafoelenco1&quot; style=&quot;margin-left:0cm;text-align:justify&quot;>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26693]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 22 apr 2016 15:43:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Barbie. The Icon�, al Vittoriano una mostra sulla bambola pi� famosa al mondo  1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/barbie.jpg" width="100" alt="�Barbie. The Icon�, al Vittoriano una mostra sulla bambola pi� famosa al mondo  1� Parte" /><br /><p>
	In mostra al Complesso del Vittoriano &amp;ldquo;<strong>Barbie. The Icon</strong>&amp;rdquo; fino al 30 ottobre.&amp;nbsp;Nome all&amp;rsquo;anagrafe: Barbara Millicent Roberts, nome d&amp;rsquo;arte: Barbie. E Barbie &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; di una semplice bambola. &amp;Egrave; un&amp;rsquo;icona globale, che in cinquantasette anni di vita ha abbattuto ogni frontiera linguistica, culturale, sociale ed antropologica. <strong>&amp;Egrave; soprattutto un fenomeno culturale e sociologico, che merita eventi dedicati.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;La mostra di cui parliamo arriva nell&amp;rsquo;Ala Brasini del Complesso del Vittoriano, dopo aver riscosso un enorme successo a Milano. Nella sede romana la mostra si &amp;egrave; arricchita di nuovi prestiti dalla serie Barbie Fashionista, tra cui i modelli Curvy, Tall e Petit, che riproducono le diverse corporature femminili e le wedding dolls della Coppia Reale inglese William e Catherine.&amp;nbsp; <strong>The Icon racconta l&amp;rsquo;incredibile vita di questa bambola, che si &amp;egrave; fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali della societ&amp;agrave; lungo oltre mezzo secolo di storia</strong>, ma - a differenza di altri miti della contemporaneit&amp;agrave; che sono tramontati col passare del tempo - ha avuto una forza ed una popolarit&amp;agrave; resistenti allo scorrere degli anni,&amp;nbsp; attraversando epoche e terre lontane, rappresentando oltre cinquanta diverse nazionalit&amp;agrave;, consolidando la sua identit&amp;agrave; di specchio dell&amp;rsquo;ideale globale.&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26692]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 22 apr 2016 00:07:04 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Destinazione eolie�: l�intervista congiunta agli organizzatori del convegno	1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/tramonto.jpg" width="100" alt="�Destinazione eolie�: l�intervista congiunta agli organizzatori del convegno	1� Parte" /><br /><p>
	&amp;Egrave; solo dall&amp;rsquo;amore vero per la propria terra e dalla passione che spinge i suoi abitanti a prendersene cura che pu&amp;ograve; nascere la voglia di renderla nota ai pi&amp;ugrave; senza intaccarla pur rimanendo al passo coi tempi.&amp;nbsp; Questo il cuore dell&amp;rsquo;intervista congiunta agli organizzatori di <em>Destinazione Eolie &amp;ndash; Seminario di web marketing turistico</em>, Luca Caruso, facente parte del Direttivo Associazione Salina Isola Verde e referente della parte logistica della manifestazione, l&amp;rsquo;Ing. Marco Sajeva, Ideatore e Promotore del progetto, e Giuseppe Siracusano, Presidente dell&amp;rsquo;Associazione Salina Isola Verde.</p>
<p>
	<strong><em>Destinazione Eolie </em></strong><strong>fa parte di un ciclo di seminari che ben si inseriscono nel panorama, sempre pi&amp;ugrave; in continua crescita, del turismo &amp;ldquo;architettonico, paesaggistico ed enogastronomico&amp;rdquo; che, negli ultimi anni, sta interessando la Sicilia nonch&amp;eacute; l&amp;rsquo;intero bacino del Mediterraneo.</strong> <strong>&amp;Egrave; questa l&amp;rsquo;impronta iniziale sulla scia della quale l&amp;rsquo;evento &amp;egrave; stato organizzato nell&amp;rsquo;arcipelago eoliano? &amp;laquo;</strong>Le Eolie sono pietre preziose incastonate in quel gioiello che &amp;egrave; l&amp;rsquo;Italia. Il turismo &amp;egrave; sicuramente uno dei nostri pi&amp;ugrave; importanti strumenti futuri per lo sviluppo economico della regione ma, per potenziare il settore, bisogna pensare anche alla formazione e all&amp;#39;aggiornamento continuo dei suoi operatori e imprenditori&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Web Marketing, Revenue Management, Reputation Management, Accessibilit&amp;agrave; e Sostenibilit&amp;agrave;. Questi i temi principali che sono stati trattati durante i lavori. Le motivazioni che vi hanno spinto a scegliere tali tematiche deriva dalla consapevolezza, oramai evidente, che lo sviluppo del turismo in un posto piuttosto che in un altro si lega alla capacit&amp;agrave; di &amp;ldquo;<em>vendere</em>&amp;rdquo; le bellezze della propria terra in rete? &amp;laquo;</strong>Il seminario &amp;egrave; rivolto agli operatori del turismo chiamati a fronteggiare il fenomeno della globalizzazione e la capacit&amp;agrave; di usare al meglio il Web per comunicare. Oggigiorno &amp;nbsp;operare nel turismo vuol dire farsi carico del marketing e della commercializzazione: oltre a &amp;ldquo;<em>vendere</em>&amp;rdquo; &amp;egrave; importante saper comunicare la bellezza della propria terra e, naturalmente, la propria offerta commerciale&amp;raquo;.</p>
<p>
	<strong>Un aspetto assai curioso sta nell&amp;rsquo;aver associato tra loro due temi afferenti a settori lontani nell&amp;rsquo;immaginario collettivo; web marketing e reputation management da un lato, accessibilit&amp;agrave; e sostenibilit&amp;agrave; dall&amp;rsquo;altro. In realt&amp;agrave; &amp;egrave; semplice comprendere che il turismo ed il suo sviluppo non possono esistere senza un&amp;rsquo;accurata attenzione per il territorio e viceversa. &amp;Egrave; questa la motivazione principale che rende complementari i temi trattati?</strong> &amp;laquo;Le tematiche prescelte sono tutte accomunate da un solo fattore: il nostro target di riferimento. Centro e Nord Europa, Canada e Stati Uniti d&amp;#39;America sono paesi evoluti sui temi della sostenibilit&amp;agrave; ambientale, e verso il rispetto di chi ha esigenze speciali (tra cui i bambini). Tali viaggiatori scelgono la loro destinazione per le vacanze tenendone in considerazione anche le ricadute sociali. Un eco-viaggiatore, ad esempio, prester&amp;agrave; attenzione alla scelta di un hotel che si dichiara eco sostenibile. La reputazione &amp;egrave; parte del processo di comunicazione di tali valori&amp;raquo;.</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26691]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 21 apr 2016 23:49:38 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Tripadvisor: tre delle sette sorelle entrano nella classifica italiana delle isole pi� belle]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/lipari(1).jpg" width="100" alt="Tripadvisor: tre delle sette sorelle entrano nella classifica italiana delle isole pi� belle" /><br /><p>
	Otto, nove e dieci. No, non stiamo dando i numeri - cosa molto probabile con questo caldo quasi estivo - bens&amp;igrave; festeggiamo la classifica di <strong>TripAdvisor &amp;ldquo;Travelers&amp;rsquo; Choice Island 2016&amp;rdquo;</strong> che ha incoronato rispettivamente <strong>Lipari, Salina e Vulcano all&amp;#39;ottavo, nono e decimo posto tra le dieci isole italiane da visitare questa estate. &amp;nbsp;</strong></p>
<p>
	E come dare torto alla community dei recensori pi&amp;ugrave; grande del mondo?</p>
<p>
	<strong>Lipari</strong> &amp;egrave; bellissima nel suo candore, tutta bianca, incastonata tra meraviglie naturali, archeologiche e culinarie. Su TripAdvisor spiccano i consigli per visitare la <strong>Chiesa Vecchia di Quattropani</strong>, un piccolo edificio di culto sobrio, coinvolgente che induce al raccoglimento. Un luogo meraviglioso da cui godere di un tramonto mozzafiato con vista su Salina.</p>
<p>
	<strong>Salina</strong>, appunto - di cui &amp;egrave; imperdibile la <strong>Spiaggia dello Scario</strong> &amp;ndash; &amp;egrave; definita come sul portale come &amp;laquo; un&amp;rsquo;isola &amp;egrave; molto tranquilla. Basti pensare alle coltivazioni di ulivi, ai cespugli di capperi, ai rigogliosi alberi carichi di fichi e agrumi. luogo che manda in estasi le papille gustative con le prelibatezze pi&amp;ugrave; dolci e pi&amp;ugrave; salate della natura. Al termine di ogni pasto un sorso di Malvasia, il vino da dessert tipico di queste isole, esalter&amp;agrave; i piaceri della buona tavola. Per una pausa tra un pasto e l&amp;#39;altro, si possono esplorare le stradine in pietra, le spiagge ghiaiose e i due vulcani dormienti da 13.000 anni&amp;raquo;.</p>
<p>
	E se Lipari e Salina erano gi&amp;agrave; entrate a far parte degli awards italiani gi&amp;agrave; lo scorso anno, il 2016 registra la new entry <strong>Vulcano</strong>, al decimo posto, scelto come luogo perfetto di commistione tra la natura, il trekking e l&amp;rsquo;isolamento. Con la scalata al cratere, infatti, si possono esplorare i vulcani e ringiovanire con i bagni di fango sulfurei del <strong>Laghetto di Fanghi</strong>. Il kayak &amp;egrave; un modo popolare per godere della bellezza delle grotte e delle coste di Vulcano.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26690]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 21 apr 2016 16:33:50 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Trekking nelle Eolie, alla scoperta del s�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/trekkingaprile.jpg" width="100" alt="Trekking nelle Eolie, alla scoperta del s�" /><br /><p>
	&amp;laquo;Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli&amp;raquo;. Cos&amp;igrave; Kahlil Gibran sul passeggiare nella natura. E come dargli torto? <strong>Ad Aprile le Isole Eolie sono un palcoscenico che mette in scena la vegetazione pi&amp;ugrave; viva del Mediterraneo. </strong></p>
<p>
	<strong>Dal 23 al 25 aprile l&amp;rsquo;associazione Walking Eolie&amp;amp;Sicily della biologa Giusi Emanuela Murabito</strong> d&amp;agrave; appuntamento a tutti gli appassionati di trekking per esplorare le due isole estreme Filicudi e Alicudi che conservano intatta, nei loro terrazzamenti e scalini, la forza di popolazioni antichissime che hanno creduto nella potenza di questa terra che ogni giorno ci regala una luce e una notte piena di stelle indimenticabili.</p>
<p>
	&amp;laquo;Percorreremo <strong>Filicudi</strong> &amp;ndash; dice l&amp;rsquo;organizzatrice - dalle mulattiere che hanno accolto i passi degli isolani per secoli, quelle che tagliano l&amp;#39;isola pi&amp;ugrave; velocemente delle strade e rafforzano il fisico e la mente. <strong>Vedremo i tramonti da pi&amp;ugrave; angolazioni differenti che illuminano l&amp;#39;isola sempre in un modo diverso, ogni giorno, e godremo di cibo divin</strong>o&amp;raquo;.</p>
<p>
	Spostandosi nell&amp;rsquo;isola pi&amp;ugrave; ad Ovest dell&amp;rsquo;arcipelago, sar&amp;agrave; un altro viaggio alla scoperta del s&amp;eacute;. &amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;laquo;Ad <strong>Alicudi</strong> faremo l&amp;#39;esperienza del silenzio senza strade &amp;ndash; chiosa infine la Murabito - un silenzio che esiste solo l&amp;igrave; e dal mare alla montagna conosceremo un modo diverso di <strong>vivere il tempo lontano da quello che conosciamo, il tempo della terra, della fatica, del mare e della montagna, il tempo dell&amp;#39;uomo</strong>&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26689]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 19 apr 2016 17:16:31 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Consigliare un lavoro, a Lipari e Salina c'� lo sportello orientamento]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sportello.jpg" width="100" alt="Consigliare un lavoro, a Lipari e Salina c'� lo sportello orientamento" /><br /><p>
	Un luogo in cui trovare informazioni, personale specializzato e consigli utili, assistenza e consulenza sulle opportunit&amp;agrave; di inserimento nel mercato del lavoro.</p>
<p>
	<strong>&amp;Egrave; finalmente attivo, a Lipari e a Salina, lo sportello di ascolto ed orientamento professionale, avviato nell&amp;rsquo;ambito del progetto &amp;ldquo;Formazione Borse Lavoro&amp;rdquo;, </strong>promosso dal Distretto Socio-Sanitario n.25 Isole Eolie &amp;ndash; di cui Lipari &amp;egrave; Comune capofila &amp;ndash; in collaborazione con la Cooperativa Sociale Utopia di Milazzo, allo scopo di facilitare l&amp;rsquo;accesso al mondo del lavoro di soggetti svantaggiati promuovendone l&amp;rsquo;inclusione sociale.</p>
<p>
	<strong>Il servizio &amp;egrave; temporaneo e sar&amp;agrave; attivo fino al 15 giugno nei giorni di luned&amp;igrave; e gioved&amp;igrave;, dalle ore 09:30 alle 12:30, a Lipari in Via Montesanto &amp;ndash; traversa Corso Vittorio Emanuele; mercoled&amp;igrave;, dalle ore 09:30 alle 13:30, presso gli Uffici Comunali di Santa Marina Salina.</strong></p>
<p>
	In particolare, lo sportello fornisce informazioni generali sull&amp;rsquo;andamento del Mercato del Lavoro, fungendo da ponte tra le diverse agenzie del lavoro operanti sul territorio ed indicazioni sulle opportunit&amp;agrave; formative relative ai vari settori di interesse dell&amp;rsquo;offerta lavorativa.</p>
<p>
	<strong>Sar&amp;agrave; presente un educatore come supporto operativo per la stesura e/o l&amp;rsquo;aggiornamento del Curriculum Vitae o altri strumenti necessari alla ricerca del lavoro.</strong> Su richiesta, attraverso un&amp;rsquo;analisi delle competenze possedute, uno psicologo fornir&amp;agrave; una consulenza personalizzata per l&amp;rsquo;individuazione del proprio progetto formativo e professionale, per un pi&amp;ugrave; efficace incrocio tra domanda ed offerta.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25689]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 19 apr 2016 12:06:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Destinazione Eolie: un focus del seminario sul Web Marketing]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/destinazioneeolie.jpg" width="100" alt="Destinazione Eolie: un focus del seminario sul Web Marketing" /><br /><p>
	Il seminario dedicato al Web Marketing turistico come mezzo di promozione della Destinazione Eolie, che avr&amp;agrave; luogo venerd&amp;igrave; 22 aprile a Malfa, tratter&amp;agrave; diverse tematiche e toccher&amp;agrave; vari argomenti. <strong>Il filo conduttore &amp;egrave;, naturalmente, il turismo e tutti i suoi strumenti di promozione e di vendita online.</strong> Esperti del settore affronteranno i seguenti quattro macro-temi, in relazione all&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano ed a ci&amp;ograve; che offre: il Web Marketing, il Revenue Management, il Reputation Management e la Accessibilit&amp;agrave; e Sostenibilit&amp;agrave;.</p>
<p>
	<strong>Il Web Marketing comprende tutte le attivit&amp;agrave; di marketing che ogni impresa turistica pu&amp;ograve; realizzare online. Il web, in questo mondo 2.0, si &amp;egrave; trasformato in uno strumento potentissimo che, se usato bene ed intelligentemente, pu&amp;ograve; rivelarsi un alleato importante per il turismo e la sua promozione.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;Le operazioni di marketing online hanno un grande potere ed una grande efficacia: rendono appetibile una destinazione turistica e tutto ci&amp;ograve; che ad essa &amp;egrave; collegata. Il Revenue Management comprende le strategie ed i sistemi, grazie ai quali poter massimizzare ed ottimizzare i ricavi<strong>. Il Reputation Management &amp;egrave; un percorso strutturato, attraverso il quale un&amp;rsquo;impresa pu&amp;ograve; incrementare e migliorare la propria reputazione: il suo pi&amp;ugrave; importante biglietto da visita.</strong> In questo senso, sul web giocano un ruolo fondamentale i Social Media; gestire la propria Reputation online, significa avere a che fare con i risultati delle ricerche internet e, ad esempio, i siti di recensione.</p>
<p>
	<strong>Infine, l&amp;rsquo;ultima tematica trattata &amp;egrave; quella dell&amp;rsquo;Accessibilit&amp;agrave; e della Sostenibilit&amp;agrave;</strong>; bisogna lavorare affinch&amp;egrave; il turismo accessibile possa diventare non solo una realt&amp;agrave;, ma anche un fatto culturale. Operando per raggiungere questo obiettivo, serve anche per creare attivit&amp;agrave; turistiche sostenibili, con un&amp;rsquo;attenzione particolare nei confronti del luogo in cui ci si reca.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25688]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 18 apr 2016 15:38:28 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le nuove frontiere del Turismo 2.0: un seminario a Malfa]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/malfa.jpg" width="100" alt="Le nuove frontiere del Turismo 2.0: un seminario a Malfa" /><br /><p>
	MALFA - <strong>Destinazione Eolie</strong>. Sembra l&amp;rsquo;incipit di una campagna pubblicitaria estiva &amp;nbsp;invece &amp;egrave; il punto di partenza della successiva tappa di un ciclo di seminari gratuiti sul web marketing turistico. Con l&amp;rsquo;obiettivo di evidenziare ed approfondire il ruolo del web e delle metodologie atte a promuovere destinazioni turistiche sempre pi&amp;ugrave; varie,<strong> il convegno si terr&amp;agrave; giorno 22 Aprile a Palazzo Marchetti, centro culturale dell&amp;rsquo;isola di Salina, a partire dalle ore 9:30</strong>.</p>
<p>
	Quattro le tematiche principali affrontate da esperti e professionisti del settore:&amp;nbsp; <strong>Web Marketing, Revenue Management, Accessibilit&amp;agrave; e Sostenibilit&amp;agrave;</strong>; ad esse si affiancher&amp;agrave; inoltre un intervento sulle modalit&amp;agrave; di comunicazione delle diverse destinazioni, la cui importanza &amp;egrave; gi&amp;agrave; al centro di uno studio presso l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Palermo e a cui parteciper&amp;agrave; in qualit&amp;agrave; di rappresentante di <strong>SocialEolie Gianfranco Taranto.</strong></p>
<p>
	A dare il benvenuto ai partecipanti l&amp;rsquo;Associazione Salina Isola Verde, Palazzo Marchetti e l&amp;rsquo;Associazione Didime 90, partner strategici dell&amp;rsquo;evento, nonch&amp;eacute; Expedia, Ustica Lines, Cronache di Gusto, BeMyGuest, Interlude Hotels Management, Sicilia Convention Bureau, Bienvenue, HCM, SocialEolie, Sicilia Turismo per Tutti e Visioni.</p>
<p>
	Nonostante il seminario sia gratuito il numero di posti &amp;egrave; limitato per cui risulta necessaria la registrazione al seguente link: <a href=&quot;https://www.eventbrite.it/e/biglietti-destinazione-eolie-seminario-di-web-marketing-turistico-24552263481&quot;>https://www.eventbrite.it/e/biglietti-destinazione-eolie-seminario-di-web-marketing-turistico-24552263481</a>. <strong>Durante il convegno l&amp;rsquo;Associazione Salina Isola Verde offrir&amp;agrave; inoltre un light lunch a tutti i partecipanti.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25687]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 18 apr 2016 11:07:08 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Turismo e Agricoltura: a Lipari convegno sulla nuova programmazione 2014 - 2020]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/turismoagricoltura.jpg" width="100" alt="Turismo e Agricoltura: a Lipari convegno sulla nuova programmazione 2014 - 2020" /><br /><p>
	Si terr&amp;agrave; luned&amp;igrave; 18 aprile, alle ore 11 presso il Gattopardo Park Hotel, <strong>il convegno dal titolo &amp;ldquo;Le opportunit&amp;agrave; della Nuova Programmazione 2014 &amp;ndash; 2020 nei settori turismo e agricoltura&amp;rdquo;.</strong> Promosso dall&amp;rsquo; on. Giovanni Panepinto,&amp;nbsp; presidente Intergruppo Ass. Sviluppo Rurale Locale, e da Federalberghi Isole Eolie, il convegno &amp;egrave; patrocinato dal Bio- Distretto Eolie e annovera tra i suoi partecipanti non solo i sindaci eoliani Marco Giorgianni, Riccardo Gullo, Massimo Lo Schiavo e Salvatore Longhitano, ma anche il Presidente della Commissione Attivit&amp;agrave; Produttive ARS, On. Giuseppe Laccotto, e il Vice Presidente Commissione Statuto ARS, On. Filippo Panarello.</p>
<p>
	<strong>Apriranno i lavori il Presidente di Federalberghi Isole Eolie, Christian Del Bono, e il Presidente del Bio &amp;ndash; Distretto Eolie, Danilo Conti.&amp;nbsp; </strong>Tra le tematiche affrontate quella degli strumenti agevolati della Nuova Programmazione 2014 &amp;ndash; 2020, a cura dell&amp;rsquo;On. Panepinto, e un focus sui nuovi strumenti programmatici PO FESR e PSR nei settori agricolo e turistico- alberghiero tenuto dall&amp;rsquo;Esperto di Sviluppo Locale Gaetano Bellavia.</p>
<p>
	Presenti inoltre l&amp;rsquo;assessore Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, <strong>Anthony Barbagallo</strong>, a cui sar&amp;agrave; affidata la chiusura dei lavori, nonch&amp;eacute; le altre associazioni albergatori della Provincia di Messina: Associazioni Albergatori Taormina, Associazione Albergatori Giardini Naxos, Federalberghi Messina e Federalberghi Letojanni e Val D&amp;rsquo;Agr&amp;ograve;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25686]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 17 apr 2016 19:22:22 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Slow Food Day, oggi a Salina si festeggiano i trent�anni dell�associazione]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/SF.jpg" width="100" alt="Slow Food Day, oggi a Salina si festeggiano i trent�anni dell�associazione" /><br /><p>
	Si festeggia oggi <strong>a Salina lo Slow Food Day 2016</strong>. Organizzato dai soci della comunit&amp;agrave; Salina Isola Slow del Comune di Leni e del Borgo Slow di Rinella, l&amp;rsquo;evento si svolge in occasione dei trent&amp;rsquo;anni del movimento culturale internazionale Slow Food, fondato dall&amp;rsquo;italiano Carlo Petrini nel 1986. Pensata come risposta al dilagare del &amp;lsquo;fast food&amp;rsquo; e delle abitudini frenetiche, l&amp;rsquo;associazione Slow Food promuove il diritto a &amp;lsquo;vivere il pasto&amp;rsquo; e studia, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo. Il tema nazionale dello Slow Food Day 2016 &amp;egrave; <strong>&amp;ldquo;Voler Bene alla Terra: il compleanno &amp;egrave; il nostro, ma il regalo lo facciamo a te&amp;rdquo;</strong>.</p>
<p>
	Salina rappresenta uno dei prototipi del progetto delle Isole Slow. Da 12 anni l&amp;rsquo;isola ospita la manifestazione Salina Isola Slow (che quest&amp;rsquo;anno avr&amp;agrave; luogo il 27-28-29 maggio) che promuove la biodiversit&amp;agrave; locale e il turismo enogastronomico, celebrando le bellezze paesaggistiche dell&amp;rsquo;isola.<strong> Gli organizzatori dello Slow Food Day a Salina assicurano che, nel corso della giornata, i partecipanti verranno accompagnati &amp;ldquo;in un percorso nel profumato mondo dell&amp;rsquo;olio d&amp;rsquo;oliva&amp;rdquo; attraverso un &amp;ldquo;Laboratorio del Gusto&amp;rdquo; tra gli splendidi ulivi dell&amp;rsquo;isola.</strong></p>
<p>
	I festeggiamenti di oggi si apriranno alle 11:30 di mattina con una visita all&amp;rsquo;antico frantoio restaurato di Rinella. A questa seguir&amp;agrave; una passeggiata fra gli olivi secolari di <strong>Punta Megna</strong> e fra le erbe spontanee locali. Infine, il momento conviviale avr&amp;agrave; luogo presso la pizzeria locale &amp;ldquo;da Marco&amp;rdquo;, dove si guster&amp;agrave; il territorio festeggiando con un menu dove <strong>l&amp;rsquo;Extravergine </strong>sar&amp;agrave; il protagonista accompagnato da ingredienti del territorio. L&amp;rsquo;obiettivo: narrare la degustazione in difesa del cibo vero, rispettoso di chi lo produce, dell&amp;rsquo;ambiente e di chi lo sceglie.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Livia Gallarati</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25685]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 16 apr 2016 17:31:16 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lino, Filippa, Giacomino e gli altri: gli amici delfini di Filicudi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/delfinifilicudi.jpg" width="100" alt="Lino, Filippa, Giacomino e gli altri: gli amici delfini di Filicudi" /><br /><p>
	Lino, Filippa, Giacomino. Sembrano i personaggi di una favola, e invece no. <strong>Sono alcuni dei nomi assegnati dall&amp;rsquo;associazione no profit Filicudi WildLife Conservation ai 38 delfini che popolano il mare delle Isole Eolie.</strong> Ormai l&amp;rsquo;associazione studia questi delfini da pi&amp;uacute; di 10 anni, portando avanti diversi progetti di ricerca finalizzati allo studio e alla salvaguardia di questa specie. La dott.ssa Blasi, fondatrice di Filicudi WildLife Conservation, racconta che questo &amp;ldquo;&amp;eacute; il progetto che pi&amp;uacute; sta a cuore all&amp;rsquo;organizzazione&amp;rdquo;.</p>
<p>
	Filicudi WildLife Conservation &amp;eacute; riuscita a identificare e catalogare tutti i delfini del branco che nuota nelle acque eoliane. Gli animali sono per la maggior parte in et&amp;aacute; avanzata: <strong>si stima che molti delfini abbiano gi&amp;aacute; circa 30 anni </strong>(la vita media di un delfino &amp;eacute; di 40 anni). Dal 2005, quando sono iniziati gli studi, sono nati solo sei delfini e attualmente le femmine in et&amp;aacute; riporduttiva sono solamente sette.</p>
<p>
	Per studiare questi delfini l&amp;rsquo;associazione usa la tecnica della fotoidentificazione della pinna dorsale. Dopo aver fatto una serie di foto ad alta risoluzione del lato destro e del lato sinistro della pinna dorsale di tutti i delfini di un branco, un software abbina le pinne e permette il loro riconoscimento in avvistamenti successivi. Infatti <strong>ogni delfino ha una pinna univoca: differenze nella forma, nella dimensione o nella presenza o meno di tacche o ferite le rendono distinguibili</strong>.</p>
<p>
	I modi per aiutare i delifini eoliani e Filicudi WidLife Conservation sono diversi. Anche quest&amp;rsquo;anno l&amp;rsquo;associazione, in collaborazione con enti scientifici nazionali e internazionali, promuove attivit&amp;aacute; di volontariato e campi di ricerca che permettono ai partecipani di fare qualcosa per aiutare questi bellissimi animali. Oppure,&amp;nbsp; <strong>il pacchetto &amp;ldquo;Adotta un Delfino&amp;rdquo;</strong> permette, rilasciando un contributo come socio dell&amp;rsquo;associazione, di adottare a aiutare uno dei 38 delfini del gruppo. &amp;nbsp;</p>
<p>
	di Livia Gallarati</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25684]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 15 apr 2016 11:20:09 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Ignarro cittadino onorario di Lipari: un premio Nobel tra le viuzze dell�isola]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/ignarro.jpg" width="100" alt="Ignarro cittadino onorario di Lipari: un premio Nobel tra le viuzze dell�isola" /><br /><p>
	<strong>Un cittadino &amp;ndash; premio Nobel. Cos&amp;igrave; ha determinato la giunta del sindaco Giorgianni, che ha conferito la cittadinanza onoraria di Lipari a Louis Joseph Ignarro, nato a New York il 31 maggio 1941, premio Nobel per la Medicina.</strong></p>
<p>
	Su iniziativa del Centro Studi e Ricerche di Storia, si &amp;egrave; voluto cos&amp;igrave; dare un notevole rilievo al biochimico statunitense per i suoi meriti scientifici, culturali, per le doti umane e morali che lo contraddistinguono, nonch&amp;eacute; per le sue origini: <strong>Ignarro discende, infatti, da una famiglia dell&amp;rsquo;isola di Panarea, mentre il padre &amp;egrave; di Torre del Greco. Egli stesso non ha mai mancato di manifestare il legame profondo e il sentimento di appartenenza con la terra in cui fonda le proprie radici.</strong></p>
<p>
	Nel 1998 arriv&amp;ograve; il massimo premio dall&amp;rsquo;Accademia di Stoccolma, insieme a Robert Furchgott e Ferid Murad, per aver scoperto le implicazioni della molecola di monossido di azoto nel sistema cardiovascolare.</p>
<p>
	La cittadinanza onoraria arriva dopo le tante onorificenze di cui Ignarro &amp;egrave; stato insignito nel territorio italiano, tra cui la <em>Laura Honoris Causa</em> conferita dall&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; Federico II di Napoli, quella in Medicina dall&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Bologna e quella in Chimica dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Pisa.</p>
<p>
	Molte, manco a dirsi, le pubblicazioni scientifiche, tra cui il volume &amp;ldquo;<em>Dire no alle malattie cardiache</em>&amp;rdquo; edito nel 2008 dalla Franco Angeli Editore. &amp;laquo;La cittadinanza onoraria &amp;egrave; un&amp;rsquo;attestazione della pi&amp;ugrave; alta stima e della profonda riconoscenza per la preziosa attivit&amp;agrave; scientifica del nostro ricercatore&amp;raquo; dichiara la giunta comunale.</p>
<p>
	E intanto adesso tutta la comunit&amp;agrave; eoliana attende di poter celebrare la cerimonia di consegna e aspetta il suo nuovo cittadino, in occasione del primo viaggio a Lipari: <strong>qui Ignarro arriver&amp;agrave; per rivisitare i luoghi e i percorsi che ne segnano le antiche origin</strong>i.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25683]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 14 apr 2016 16:57:55 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Alphonse Mucha: al Vittoriano il respiro dell�Art Noveau]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/mucha.jpg" width="100" alt="Alphonse Mucha: al Vittoriano il respiro dell�Art Noveau" /><br /><p>
	I<strong>n mostra al Complesso del Vittoriano &amp;quot;Alphonse Mucha&amp;quot; fino all&amp;rsquo;11 settembre.</strong>&amp;nbsp; Oltre duecento le opere: dipinti (fra cui Self-portrait del 1899 e France Embraces Bohemia del 1918), manifesti (Poster for Gismonda del 1894 e Sarah Bernhardt as La Princesse Lointaine del 1896), disegni (tra cui gli studi per By force towards freedom, with love towards unity! del 1910-1911 e per The Age of Wisdom del 1936 - 1938) e gioielli (quelli dell&amp;rsquo;Esposizione universale del 1900 come Ornamental chain with pendant,&amp;nbsp; entrambi del 1900).</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;esposizione &amp;egrave; divisa in sei sezioni: Un boemo a Parigi; L&amp;rsquo;artefice dello Stile Mucha; Un cosmopolita; Il mistico; Il patriota e L&amp;rsquo;artista-filosofo.&amp;nbsp; </strong>Alphonse Mucha (1860-1939) &amp;egrave; uno degli artisti europei pi&amp;ugrave; celebri a cavallo tra &amp;lsquo;800 e &amp;lsquo;900: combinando immagini di donne seducenti a composizioni e layout tipografici innovativi crea singolarissimi manifesti.</p>
<p>
	Nasce con lui cos&amp;igrave; un nuovo genere di arte visiva, che trova spazio nella Parigi della Belle &amp;Eacute;poque. <strong>Lo stile Mucha significa presto tutta una serie di opere grafiche e decorative che arredano le case dei cultori dell&amp;rsquo;arte a Parigi e in altri Paesi, diventando un&amp;rsquo;icona dell&amp;rsquo;Art Nouveau. </strong>Nel 1904, durante una visita negli Stati Uniti, i media locali riconoscono in Mucha il pi&amp;ugrave; grande artista decorativo del mondo. Mentre nel contesto dell&amp;rsquo;arte internazionale cresce la sua fama, in Mucha cresce forte il desiderio di contribuire all&amp;rsquo;indipendenza politica delle Terre ceche e delle vicine regioni slave divise per secoli dalle potenze coloniali. Al di l&amp;agrave; di un lusso di facciata e di una visione modernista espresse dall&amp;rsquo;Esposizione universale di Parigi del 1900, nell&amp;rsquo;Europa centrale e orientale le tensioni politiche lievitano.</p>
<p>
	Mucha crede nell&amp;rsquo;universalit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;arte, nel suo potere d&amp;rsquo;ispirazione e di comunicazione, auspicando la creazione di un&amp;rsquo;unione spirituale dei popoli slavi e di tutto il genere umano. L&amp;rsquo;artista sogna un mondo migliore dove le minoranze etniche, di qualsiasi background culturale, possano vivere in armonia.<strong> L&amp;lsquo;amore di Mucha per la propria terra e per gli ideali utopici si manifestano nel suo capolavoro, l&amp;rsquo;Epopea slava (creata fra il 1911 ed il 1928). Il viaggio ed il significato della mostra sono proprio Alphonse Mucha tra Art Nouveau e Utopia. Al Complesso del Vittoriano, Ala Brasini, fino all&amp;rsquo;11 settembre.</strong><br />
	<br />
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25682]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 13 apr 2016 11:06:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[What: Eolie e le 5 �W�, che il viaggio enogastronomico abbia inizio... 2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/foodnacatuli.jpg" width="100" alt="What: Eolie e le 5 �W�, che il viaggio enogastronomico abbia inizio... 2� Parte" /><br /><p>
	<em>Dulcis in fundo</em>, come ogni fine pasto che si rispetti, l&amp;rsquo;arcipelago eoliano non poteva che deliziare i palati dei suoi ospiti con dolci tipici, che richiamano la tradizione popolare delle sette isole.</p>
<p>
	<strong>Ad ogni festa il proprio dolce, a cominciare dagli &amp;ldquo;<em>spicchiteddi</em>&amp;rdquo; di vino cotto, che non possono di certo mancare a Natale, e ai &amp;ldquo;<em>gigi</em>&amp;rdquo; di Carnevale, bastoncini fritti di farina e vino cotto il cui gusto &amp;egrave; un mix di sapori simili alle tradizionali chiacchiere, alle zeppole venete, agli struffoli e alle frappe romane. </strong>E visto che la festa di San Giuseppe &amp;egrave; passata da poco perch&amp;eacute; non riproporre i &amp;ldquo;vastidduzzi&amp;rdquo;, con uva passa e mandorle.</p>
<p>
	Dolci secchi, difficili da reperire negli ingredienti, eppure la spiegazione &amp;egrave; semplice e affonda ancora una volta le sue radici nella tradizione contadina che utilizzava ingredienti poveri ma gustosi per celebrare avvenimenti importanti come cresime o battesimi.<br />
	Ma come legare tra loro le varie portate se non con la <strong>Malvasia, regina indiscussa della tavola.</strong> Prodotta in ogni isola dell&amp;rsquo;arcipelago, &amp;egrave; in grado di accompagnare ogni pasto con le sue varianti, rendendola ideale da gustare insieme ai sesamini ( biscotti al sesamo) e ai pipparelli che legano al miele e alle mandorle l&amp;rsquo;essenza dell&amp;rsquo;arancia.</p>
<p>
	Un viaggio tutto da scoprire quello che caratterizza le sette isole patrimonio dell&amp;rsquo;Unesco, appagando i cinque sensi anche in cucina.</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25681]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 13 apr 2016 10:25:29 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie e le 5 �W�: What, che il viaggio enogastronomico abbia inizio...]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pane(1).jpg" width="100" alt="Le Eolie e le 5 �W�: What, che il viaggio enogastronomico abbia inizio..." /><br /><p>
	Stuzzica il palato, intriga l&amp;rsquo;olfatto, sazia la vista. Un mix di sapori, colori e odori avvolgono i sensi rendendo il soggiorno eoliano assolutamente indimenticabile. <strong>Se vi steste chiedendo che cosa rende sempre pi&amp;ugrave; appetibile agli occhi dei turisti la visita dell&amp;rsquo;arcipelago, la risposta &amp;egrave; solo una: il cibo</strong>.</p>
<p>
	Varia come le bellezze che &amp;egrave; possibile ammirare nelle sue isole, il tratto peculiare che la fa da padrona in cucina &amp;egrave; l&amp;rsquo;uso delle erbe aromatiche, dal basilico al rosmarino, dalla menta all&amp;rsquo;aglio, con il solo obiettivo di rendere il piatto unico e gustoso nel suo genere.<br />
	E fu cos&amp;igrave; che l&amp;rsquo;origano divenne uno dei protagonisti del<strong> &amp;ldquo;Pane Cunzato&amp;rdquo;, da sempre nelle tavole siciliane per la semplicit&amp;agrave; degli ingredienti che lo contraddistinguono</strong>. Ma se in Sicilia a renderlo famoso &amp;egrave; la classica forma tondeggiante, l<strong>e Eolie lo presenteranno ai vostri occhi come un&amp;rsquo;enorme bruschetta, cotta artigianalmente e condita con pomodori, capperi e tonno , ricotta salata o melenzane come varianti.&amp;nbsp;</strong></p>
<p>
	Tipici come i nomi che li caratterizzano in tutto il mondo<strong> i capperi di Salina e i pomodorini &amp;ldquo;a pennula&amp;rdquo;</strong>, che affondano le loro radici in una tradizione antichissima che li vedrebbe conservati in grappoli e &amp;ldquo;appesi&amp;rdquo; in scorte per i mesi invernali.<br />
	Re indiscusso della cucina eoliana? Il pesce, immancabile nelle tavole delle sette isole a far da antipasto, primo o secondo. Farcito o arrostito e condito semplicemente con olio e limone, tra i piatti tipici impossibile non assaggiare <strong>gli spaghetti alla strombolana</strong> &amp;ndash; dal nome dell&amp;rsquo;omonima isola -&amp;nbsp; la pasta coi ricci e il tortino di spatola.</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25680]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 12 apr 2016 11:59:08 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il Portogallo come una tavolozza: gli scatti di Lubrani]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/lubrani.jpg" width="100" alt="Il Portogallo come una tavolozza: gli scatti di Lubrani" /><br /><p>
	Il fotoreporter <strong>Franco Lubrani, durante il terzo viaggio in Portogallo, nel mese di aprile scorso, ha realizzato un reportage di oltre duemila fotografie, destinato all&amp;#39;Archivio Fotografico della Societ&amp;agrave; Geografica Italiana</strong>.</p>
<p>
	Da questo servizio, Lubrani ha scelto una serie di immagini che rappresentano siti e scorci, accomunati dalla ricca gamma di colori esaltati da una luce che l&amp;#39;autore definisce mediterranea, quasi ad oltraggiare volutamente la effettiva collocazione geografica del Paese e la sua storica vocazione atlantica.</p>
<p>
	<strong>E mediterranea &amp;egrave; sicuramente la cultura che esprime le realt&amp;agrave;&amp;nbsp; minori di una nazione dalla grande tradizione storica, madre di una schiera di intraprendenti personaggi, che hanno scoperto ed esplorato mondi ancora sconosciuti nella met&amp;agrave;&amp;nbsp; del millennio scorso. </strong></p>
<p>
	Lubrani si avvale di una tecnica raffinata, priva di fronzoli o espedienti, semplicemente volta ad approfondire arcani contenuti della pietra, della luce e dell&amp;#39;acqua nelle loro complesse combinazioni. <strong>Ci appaiono cos&amp;igrave; piccoli mondi luminosi, raccolti e chiusi in un silenzio, in cui parla la natura, che li racchiude e li preserva dalla distruzione e dall&amp;#39;oblio.</strong> Anche una casa diroccata riesce cos&amp;igrave; a&amp;nbsp; parlare di una vita passata e ad alludere ad un futuro possibile. Questa mostra fotografica dal titolo Tavolozza Portoghese ha ingresso gratuito ed &amp;egrave;&amp;nbsp; presso il <strong>Salotto di Genti e Paesi in Via Adda 111 fino a fine novembre</strong>.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=28941]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 04 nov 2016 12:22:20 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/lubrani.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA["Chiedimi chi erano i Beatles�: a Roma la presentazione del libro �Cane Crudo� di Antonino Fontana]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/beatles.jpg" width="100" alt=""Chiedimi chi erano i Beatles�: a Roma la presentazione del libro �Cane Crudo� di Antonino Fontana" /><br /><p>
	ROMA &amp;ndash; Il prossimo <strong>gioved&amp;igrave; 7 aprile alla Biblioteca Vallicelliana, si terr&amp;agrave; la presentazione del libro di Antonino Fontana, dal titolo &amp;ldquo;Cane Crudo&amp;rdquo; (Robin editore)</strong>, che sar&amp;agrave; accompagnata da un concerto dal vivo con musiche dei Beatles, il quartetto di Liverpool strettamente connesso al tema del romanzo.</p>
<p>
	<strong>Nel suo romanzo di esordio, l&amp;rsquo;autore tesse una vorticosa trama dove, nei soli tre giorni in cui si svolge la storia, personaggi, destini e luoghi svelano i segreti di una vita; di John Lee, giovane artista italo-americano, e dei componenti della band Blacks Dogs: quattro calabresi che negli anni &amp;rsquo;60 imitavano i Beatles.</strong> Di questi &amp;egrave; rimasto in vita solo il vecchio sosia di <strong>Paul McCartney</strong>, divenuto nel tempo il numero uno della ristorazione mondiale, mentre il &amp;ldquo;<strong>John Lennon</strong>&amp;rdquo; dei Blacks Dogs, padre di John Lee, &amp;egrave; misteriosamente scomparso lo stesso giorno in cui fu ucciso John Lennon, di &amp;ldquo;<strong>Ringo</strong>&amp;rdquo; non si hanno pi&amp;ugrave; notizie da un bel pezzo, e il &amp;ldquo;<strong>George Harrison</strong>&amp;rdquo; della band calabro-milanese &amp;egrave; morto lo stesso giorno di George Harrison&amp;hellip;</p>
<p>
	All&amp;rsquo;incontro interverranno Paola Paesano, direttrice della Biblioteca Vallicelliana, Marcello Teodonio, docente di Letteratura Italiana, Nicola Sisto, autore Rai.&amp;nbsp;<strong>Con la moderazione della giornalista Rai Simonetta Guidotti</strong>, parteciperanno Palmira Petrocelli, presidente dell&amp;#39;Istituto Italiano di Navigazione, Alfredo Leto, Presidente di Isia Global Service, e Maria Pia Capozza, Fondatore e Vicepresidente della Onlus Giovanna d&amp;#39;Arco.<br />
	Sam Russomanno &amp;amp; Danny Crews ad eseguire i brani musicali degli indimenticati ed indimenticabili Beatles.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25668]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 04 apr 2016 19:31:33 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Immergiamoci con �Vulcano Dive Festival 2016�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanodivefestival.jpg" width="100" alt="Immergiamoci con �Vulcano Dive Festival 2016�" /><br /><p>
	VULCANO - <strong>Nel weekend compreso tra il 23 e il 26 giugno 2016, avr&amp;agrave; luogo nell&amp;rsquo;Isola di Vulcano il Vulcano Dive Festival 2016, giunto alla sua quarta edizione.</strong> Un fine settimana all&amp;rsquo;insegna di immersioni subacquee, sole, mare, relax, paesaggi mozzafiato, seminari, eventi e pietanze tipiche eoliane: questo, e molto altro, &amp;egrave; il Vulcano Dive Festival. Per questa quarta edizione della manifestazione, vi sono nuove iniziative e nuovi partecipanti, tra cui DiveCircle, SSI, Mares, Diving Center Saracen.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;Isola di Vulcano fa da sfondo a questo evento, dedicato interamente al mondo subacqueo e alle immersioni. </strong>Il Vulcano Dive Festival &amp;egrave; diventato un appuntamento imperdibile per gli amanti del settore ed il suo pubblico &amp;egrave; in costante aumento. In programma, vi sono immersioni, fotografia subacquea, seminari, spettacoli e feste che avranno luogo presso il Mari del Sud Hotel &amp;amp; Resort dell&amp;rsquo;Isola di Vulcano.</p>
<p>
	Il Team Mares sar&amp;agrave; presente con un esperto del reparto ricerca e sviluppo tecnico Mares, il quale presenter&amp;agrave; le tecniche introdotte nella linea nuova del brand; quest&amp;rsquo;ultima potr&amp;agrave; venire testata direttamente sul posto, facendo immersioni di verifica delle prestazioni dei prodotti. SSI sar&amp;agrave; rappresentata dal suo Sales &amp;amp; Marketing Manager, il quale descriver&amp;agrave; tutte le caratteristiche dei pi&amp;ugrave; recenti materiali didattici digitali e dei corsi tecnici Extended Range; tutti coloro che risulteranno idonei, inoltre, potranno effettuare dei Discover Tec. <strong>Anche per l&amp;rsquo;edizione 2016 del Vulcano Dive Festival &amp;egrave; prevista la presenza del fotografo freelance Alberto Balbi, il quale terr&amp;agrave; un workshop di fotografia subacquea con il supporto delle attrezzature (accessori, torce, illuminatori&amp;hellip;) fornite da EasyDive.</strong> Il Diving Center Saracen si occuper&amp;agrave; della logistica per la durata intera dell&amp;rsquo;evento. Tutte le iniziative saranno firmate dall&amp;rsquo;hashtag: #LoveDive.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25667]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 04 apr 2016 12:07:42 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Cina � vi.. Cina: l'incontro della Federalberghi a Taormina sabato 5 marzo]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cinesi.jpg" width="100" alt="La Cina � vi.. Cina: l'incontro della Federalberghi a Taormina sabato 5 marzo" /><br /><p>
	TAORMINA&amp;ndash; Anche Christian Del Bono, presidente <strong>Federalberghi Isole Eolie</strong>, parteciper&amp;agrave; domani all&amp;rsquo;incontro tra gli operatori turistici della provincia di Messina e la delegazione cinese del <strong>CPAFFC </strong>(The Chinese People&amp;#39;s Association for Friendship with Foreign Countries), nell&amp;rsquo;ambito del tour siciliano organizzato dal C.I.F.A., la Confederazione Italiana delle Federazioni Autonome, insieme ad EAP Fedarcom Regione Sicilia.&amp;nbsp;</p>
<p>
	<br />
	Come emerge da una nota stampa, si tratta della prima iniziativa comune avviata a seguito della sottoscrizione, in febbraio, di un importante accordo di collaborazione che punta ad incrementare le sinergie nell&amp;rsquo;ambito di quello che rappresenta il comprensorio con la <strong>maggiore capacit&amp;agrave; turistico-ricettiva della Sicilia</strong>. &amp;ldquo;I nuovi <strong>trend dei turisti cinesi </strong>confermano che le nostre destinazioni turistiche possono ritagliarsi un&amp;rsquo;importante nicchia di mercato.&amp;rdquo;</p>
<p>
	<br />
	Alla tavola rotonda siederanno anche Giovanni Russotti (Giardini Naxos), Italo Mennella Traina (Taormina), Pierpaolo Biondi (Letojanni e Val D&amp;rsquo;Agr&amp;ograve;) e Giuseppe Minniti Traina (Messina).<br />
	Le associazioni degli albergatori ne sono convinte, alla luce delle nuove tendenze che stanno interessando il mercato cinese e dichiarano unitamente: &amp;ldquo;Tra quelle che sembrano costituire un matching interessante con le nostre destinazioni turistiche, ribadiscono, vi &amp;egrave; sicuramente quella che vede i turisti cinesi viaggiare sempre di pi&amp;ugrave; in modo autonomo, con una crescita esponenziale del turismo individuale&amp;rdquo;.</p>
<p>
	<br />
	Tale fenomeno &amp;egrave; stato recentemente incentivato anche dalle facilitazioni per l&amp;rsquo;ottenimento del visto, a seguito dell&amp;rsquo;accordo con il Ministero della Pubblica Sicurezza della Repubblica Popolare Cinese che ha consentito di realizzare una piattaforma di prenotazione del visto online. Altro trend di sicuro interesse per le destinazioni turistiche siciliane e del comprensorio in particolare - ricco di storia e cultura, tipicit&amp;agrave; ed emergenze naturalistiche - la propensione del turista cinese verso la <strong>conoscenza degli usi e dei costumi locali</strong>, oltre che la ricerca di attivit&amp;agrave; ricreative inusuali quali: passeggiate a cavallo, nella natura, attivit&amp;agrave; sportive, degustazioni nelle cantine e corsi di cucina, con una particolare curiosit&amp;agrave; a sperimentare la cucina locale.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25632]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:50:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Santa Marina Salina: Little Free Library]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/littlefreelibrary.jpg" width="100" alt="Santa Marina Salina: Little Free Library" /><br /><p>
	Il BookCrossing &amp;egrave;, letteralmente, la pratica che consiste nel lasciare un libro in un luogo pubblico, dove pu&amp;ograve; essere preso e letto da altre persone che, poi, a loro volta compiranno la medesima azione. &amp;Egrave; una bellissima iniziativa che consente la distribuzione gratuita di testi che incroceranno nel loro cammino diversi lettori. Questa pratica si pu&amp;ograve; considerare diffusa fin dall&amp;rsquo;antichit&amp;agrave;, quando il filosofo greco Teofrasto chiudeva alcuni scritti in delle bottiglie e li liberava in mare.<br />
	A Santa Marina Salina ha, da poco, avuto inizio un progetto simile: una Little Free Library. Il principio che lo muove &amp;egrave; il medesimo: <strong>tutti coloro che sono interessati a leggere uno dei libri esposti, dovranno lasciare un altro volume in sostituzione di quello prelevato. </strong>L&amp;rsquo;iniziativa &amp;egrave; partita da Linda Sidoti, Assessore alla Cultura con l&amp;rsquo;obiettivo di promuovere la lettura e diffondere il piacere che da essa deriva, condividendo e facendo circolare libri: &amp;ldquo;le persone possono prendere un libro tra quelli depositati nella cassetta, leggerlo sul posto o portarlo a casa. In cambio dovranno lasciare un altro libro che potr&amp;agrave; essere preso da altri, che a loro volta ne lasceranno un altro, costituendo una catena di unione fra i lettori&amp;rdquo;. <strong>In una comunit&amp;agrave; piccola, come pu&amp;ograve; essere quella di un&amp;rsquo;Isola, questa iniziativa assume sicuramente un valore pi&amp;ugrave; grande.</strong> Punta ad espandere il senso di comunit&amp;agrave;, nel suo contesto urbano, educando al rispetto e alla cura di un bene comune, come pu&amp;ograve; essere un libro comprato e lasciato alla Little Free Library da un eoliano o un turista di passaggio.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25589]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:50:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un pesce per � Il 1� d�Aprile!   1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pescareaprile.jpg" width="100" alt="Un pesce per � Il 1� d�Aprile!   1� Parte" /><br /><p>
	<strong>Buon Pesce d&amp;rsquo;Aprile a tutti i nostri lettori! </strong>Quale migliore giornata per parlare dei meravigliosi pesciolini dal manto colorato che rallegrano i fondali delle nostre Sette Sorelle?</p>
<p>
	&amp;Egrave; proprio in questo periodo dell&amp;rsquo;anno, da aprile a maggio, che viene consigliata la pesca del <strong>pesce Leccia, conosciuto con il suo nome scientifico <em>Lichia amia</em></strong>, proprio perch&amp;eacute; in primavera si trova in periodo riproduttivo, per cui tende sempre ad avvicinarsi alla costa.<br />
	Essendo un pesce predatore, lo si pu&amp;ograve; davvero trovare dappertutto, nei pressi di tutte e sette le isole, nelle vicinanze di spiagge e di porti, ovunque, insomma, ci siano le sue prede preferite: i pesci in branco.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;Egrave; uno dei pesci pi&amp;ugrave; colorati della fauna marina: <strong>la livrea &amp;egrave; grigio-verdastra sul dorso e possiede un bianco madreperlaceo caratteristico sui fianchi. Ha pinne scure, talvolta con bordi bianchi.</strong> La leccia &amp;egrave; un pesce corpulento e robusto. Pu&amp;ograve; raggiungere una lunghezza massima di un metro e un peso di quindici chili ed oltre.</p>
<p>
	Una volta pescato, gli chef ci consigliano di cucinare la leccia&amp;nbsp; marinata, alla piastra con arancia, ai funghi, al cartoccio con contorno di patate. Ma il modo pi&amp;ugrave; semplice e probabilmente anche il pi&amp;ugrave; famoso per cucinarla &amp;egrave; la cosiddetta &amp;lsquo;leccia del pescatore&amp;rsquo;, un procedimento molto semplice che permette di <strong>gustare a pieno il sapore di questo pesce</strong>, cotto al forno con un condimento estremamente essenziale di olio, sale, aglio, pepe e alloro.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25665]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 01 apr 2016 13:40:32 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lipari: c�� un mondo sommerso�2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/archeologia.jpg" width="100" alt="Lipari: c�� un mondo sommerso�2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Un&amp;rsquo;importante scoperta archeologica &amp;egrave; stata portata a termine negli scorsi anni dagli archeologi della Soprintendenza del Mare della Sicilia</strong>, durante una delle numerose attivit&amp;agrave; di monitoraggio e tutela del patrimonio sommerso.</p>
<p>
	Le indagini hanno fatto ipotizzare la presenza a 10 metri di profondit&amp;agrave; di una struttura dotata di grande costituito da colonne del diametro di 1,20 metri. <strong>Formato da colonne, in basalto locale, che poggiano su un basamento, probabilmente in marmo bianco.</strong> La possente struttura appare costruita in opus cimentum con pietre di grosse dimensioni che confermerebbe la datazione risalente all&amp;rsquo;et&amp;agrave; romana repubblicana del monumento.</p>
<p>
	Probabilmente questo edificio corrisponde con una fase di ricostruzione intensa della citt&amp;agrave; nel corso del II sec a.C, attestato da 7 strade ritrovate a terra nella citt&amp;agrave; bassa, con uno o due strade principali. <strong>La natura dell&amp;rsquo;edificio &amp;egrave; ancora difficile da definire.</strong> Potrebbe trattarsi di un portico posizionato su un molo portuale o di un edificio pubblico o sacro in zona portuale, come farebbe pensare il ritrovamento di una grande quantit&amp;agrave; di ceramica raccolta sul posto, databile infatti tra il II ed il I sec.a.C.</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25664]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 01 apr 2016 10:17:01 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lipari: c'� un mondo sommerso� 1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/panarea3.jpg" width="100" alt="Lipari: c'� un mondo sommerso� 1� Parte" /><br /><p>
	<strong>C&amp;rsquo;&amp;egrave; un tesoro immenso che giace a 120 metri di profondit&amp;agrave; tra Lipari e Panarea. </strong></p>
<p>
	Scoperto dalla Soprintendenza del mare a partire dal 2010, si tratta di tre relitti che conserverebbero intatte una serie di anfore bellissime e oggetti di vita quotidiana risalenti a 2000 anni fa.<br />
	Gli amanti di archeologia subacquea hanno definito che i t<strong>re relitti erano imbarcazioni dedite al commercio tra la Sicilia e la penisola italiana attraverso le isole Eolie, importante tappa lungo le principali rotte marittime del mediterraneo centrale.</strong><br />
	&amp;Egrave; stato trovato anche un antico altare con decorazione in rilievo ad onde marine che dimostrerebbe come a bordo delle navi si sacrificava agli dei per propiziarsi la navigazione.</p>
<p>
	<strong>Dal relitto noto come&amp;nbsp; &amp;ldquo;Panarea III&amp;rdquo; si &amp;egrave; gi&amp;agrave; esplorato l&amp;rsquo;intero carico.</strong> La maggior parte delle anfore sono del tipo greco-italico, comprese anfore puniche. Sono riemersi anche una macina (catillo), alcuni vasi cilindrici del tipo sombrero de copa (alcuni impilati uno dentro l&amp;rsquo;altro), alcuni piatti cosiddetti da pesce, altri piccoli piattelli e ciotole e un &amp;ldquo;thymiaterion&amp;rdquo; intero rotto in due parti con la base modanata recante un&amp;rsquo;iscrizione in greco costituita da tre lettere (ETH).</p>
<p>
	Il mare delle Isole Eolie custodisce innumerevoli relitti, purtroppo sono pochi quelli raggiungibili, a causa delle profondit&amp;agrave; proibitive in cui giacciono e a causa dei vincoli archeologici che ne vietano la visita. <strong>Uno dei pochi visitabili &amp;egrave; il relitto Lanishen, un mercantile inglese affondato nei primi del 900 dopo aver urtato gli scogli di Lisca Nera.</strong></p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25663]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 31 mar 2016 19:44:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Via!� � Fotografia di strada da Amburgo a Palermo, fino al 3 aprile al Museo di Roma in Trastevere]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/viamostra.jpg" width="100" alt="�Via!� � Fotografia di strada da Amburgo a Palermo, fino al 3 aprile al Museo di Roma in Trastevere" /><br /><p>
	Mancano pochi giorni alla chiusura della mostra &amp;ldquo;<strong>Via!&amp;rdquo; &amp;ndash; Fotografia di strada da Amburgo a Palermo</strong>, al Museo di Roma in Trastevere, fino al 3 aprile.<br />
	Un&amp;rsquo;entusiasmante rassegna, <strong>organizzata dal Goethe-Institut, dedicata agli scatti urbani realizzati tra l&amp;rsquo;Italia e la Germania</strong>, seguendo le regole della street photography: spontaneit&amp;agrave; e immediatezza. Sono, infatti, dieci gli autori italiani e tedeschi che hanno immortalato coi loro click la poesia e l&amp;rsquo;ironia nelle scene di vita quotidiana in diverse citt&amp;agrave;, tutti ispirati dalla spontaneit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;attimo fuggente <strong>cos&amp;igrave; come il padre della fotografia contemporanea Henry Cartier Bresson</strong>.</p>
<p>
	Le immagini in mostra sono state scattate da Amburgo a Palermo, attraverso Berlino, Napoli, Augusta, Treviso, Bologna e tante altre citt&amp;agrave; tedesche e italiane. Dalle diverse prospettive dei dieci fotografi &amp;egrave; nata u<strong>na collezione di scatti di momenti spontanei della vita quotidiana. </strong>Alcune foto, astratte dal posto in cui sono state scattate, posseggono una forza espressiva universale. In altre, i dettagli architettonici, la luce o l&amp;rsquo;atteggiamento delle persone raffigurate lasciano degli indizi sul luogo di scatto. Piene di humor, scurrili, toccanti, enigmatiche o disorientanti, le fotografie dischiudono le significative caratteristiche geografiche, sociali e culturali delle singole regioni.</p>
<p>
	Al progetto incentrato sull&amp;rsquo;ambiente urbano e letto attraverso l&amp;rsquo;obiettivo, partecipa anche il <strong>palermitano Salvatore Giorgio Scalici,</strong> da poco diventato medico. Nato e cresciuto nel capoluogo siciliano, ha cominciato a fotografare le strade in bianco e nero nel 2011. Oggi scatta con una 35mm e prevalentemente a colori, attraverso la costante ricerca della luce.&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25662]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 31 mar 2016 17:12:15 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Colori dalle Eolie: il giallo di Vulcano]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/ginestravulcano.jpg" width="100" alt="Colori dalle Eolie: il giallo di Vulcano" /><br /><p>
	<em>&amp;ldquo;Qui su l&amp;#39;arida schiena/ del formidabil monte/ sterminator Vesevo,/ la qual null&amp;#39;altro allegra arbor n&amp;eacute; fiore,/ tuoi cespi solitari intorno spargi,/ odorata ginestra&amp;rdquo;</em></p>
<p>
	Continua il nostro viaggio <strong>tra i colori dell&amp;rsquo;arcipelago eoliano e per questa puntata abbiamo scelto il bagliore di Vulcano,</strong> l&amp;rsquo;isola pi&amp;ugrave; a sud dell&amp;rsquo;arcipelago, chiamata cos&amp;igrave; non a caso, perch&amp;eacute; formata da be tre vulcani, Monte Aria, Vulcanello e il Gran Cratere, l&amp;rsquo;ultimo dei quali l&amp;rsquo;unico ancora attivo.<br />
	Dunque, se i versi de &amp;ldquo;<strong>La ginestra&amp;rdquo; di Giacomo Leopardi </strong>si riferiscono ad un contesto campano, anche l&amp;rsquo;isola di Vulcano &amp;egrave; costellata da gialle ginestre, abbarbicate fra le rocce o perse nei prati, che brillano a macchie proprio l&amp;igrave;, dove l&amp;rsquo;isola &amp;egrave; nuda.<br />
	La ginestra odorosa &amp;egrave; un fiore tipico dell&amp;rsquo;area del Mediterraneo ed &amp;egrave; una pianta che sviluppa le sue radici in profondit&amp;agrave;: proprio per questo si trattiene sulle pendici dei vulcani e ne consolida il terreno.</p>
<p>
	<strong>Salendo sul cratere principale, tra il vapore, i cristalli di zolfo ne richiamano la luce. </strong>Lo zolfo si trova allo stato nativo proprio nelle vicinanze di sorgenti calde e di vulcani (da cui l&amp;#39;arcaico nome inglese brimstone, dove brim &amp;egrave; l&amp;#39;orlo del vulcano).</p>
<p>
	Giallo lo zolfo, cos&amp;igrave; com&amp;rsquo;&amp;egrave; giallo un limone, proprio per accogliere il riverbero della luce del sole, che qui accarezza le morbide colline.<br />
	Bagni di fango, sorgenti calde, una sola strada che la taglia da parte a parte fino alla spiaggia di Gelso, minuscola, accanto a un faro&amp;hellip;Ma questa sar&amp;agrave; un&amp;rsquo;altra storia&amp;hellip;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25661]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 31 mar 2016 11:56:45 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il bianco e il nero: il contrasto mozzafiato a Lipari   2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pomicemarzo.jpg" width="100" alt="Il bianco e il nero: il contrasto mozzafiato a Lipari   2� Parte" /><br /><p>
	Se l&amp;rsquo;ossidiana &amp;egrave; facilmente reperibile nella sua forma pi&amp;ugrave; grezza, soprattutto nelle zone costiere o rurali dell&amp;rsquo;Isola di Lipari, ancora oggi <strong>&amp;egrave; possibile visitare le cave di pietra pomice di Porticello o fare un bagno lungo le sue coste bianchissime</strong>, dove il mare assume una colorazione turchese unica al mondo conferendo alla zona &amp;ldquo;Acquacalda&amp;rdquo; un particolare fascino.</p>
<p>
	In questa baia erano presenti molte fabbriche per l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; estrattiva della pomice, ma oggi rimangono ormai in disuso dato che la <strong>Soprintendenza ai Beni Culturali </strong>ha deciso di bloccare definitivamente l&amp;#39;estrazione nel 2005 per la tutela del paesaggio.<br />
	Le ex cave si possono ammirare grazie alle escursioni via mare, o percorrendo il panoramico sentiero che scende dalla montagna fino al mare, regalando una vista molto suggestiva.</p>
<p>
	<strong>Bianca e leggera, la pietra pomice di Lipari viene usata soprattutto per la cosmesi. I</strong>nfatti ancora oggi i bagnanti possono salire le colline candide, formatesi dallo scarto dell&amp;rsquo;estrazione, cospargersi di polvere, che ha un effetto levigante assicurato, e poi gettarsi fino ad arrivare nelle acque cristalline che circonda questo paradiso immerso nel Mediterraneo.</p>
<p>
	La presenza delle montagne di pomice <strong>bianchissima</strong>, i vari crateri che si ergono lungo il paesaggio, un orizzonte misto a roccia <strong>nera </strong>e un&amp;nbsp;manto <strong>verde</strong>: un quadro piuttosto suggestivo si presenta agli occhi del turista che non pu&amp;ograve; far altro che ammirare estasiato.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25660]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 30 mar 2016 16:57:57 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Trekking e cibo per scoprire un territorio]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/walking(1).jpg" width="100" alt="Trekking e cibo per scoprire un territorio" /><br /><p>
	Dopo il successo del trekking durante la settimana pasquale tra le onde morbide dell&amp;rsquo;isola di Salina, abbiamo sentito <strong>Giusi Emanuela Murabito</strong>, biologa molecolare divenuta&amp;nbsp; <strong>guida ambientale Escursionistica, titolare di &amp;ldquo;Walking Eolie&amp;amp;Sicily&amp;rdquo;</strong> l&amp;rsquo;associazione che organizza periodicamente camminate salutari associate a degustazioni enogastronomiche e che ci attende per il prossimo appuntamento a Filicudi il 25 aprile. Perch&amp;eacute; soltanto respirando quell&amp;rsquo;atmosfera, &amp;egrave; possibile conoscere un territorio.</p>
<p>
	<strong>- Dott. Murabito, da dove &amp;egrave; nata l&amp;#39;idea di trascorrere la Pasqua nella pi&amp;ugrave; verde delle sette sorelle?</strong><br />
	La Pasqua a Salina perch&amp;eacute; &amp;egrave; l&amp;#39;isola col giusto compromesso tra natura eoliana e offerta dei servizi per gli ospiti dell&amp;#39;isola.</p>
<p>
	<strong>- Cosa possono offrire in primavera queste terre ?</strong><br />
	La primavera qui &amp;egrave; l&amp;rsquo;espressione massima della flora tipicamente mediterranea e quindi un percorso tra fiori e piante molto affascinante. Fossa Felci con i suoi versanti &amp;egrave; un&amp;#39;isola dentro l&amp;#39;isola e quindi troviamo il profumo della ginestra, ma anche il timo arbustivo, la ruchetta, la Serapide, qualche cisto colorato, l&amp;#39;ipocisto! E una volta in cima la luce permette un panorama cos&amp;igrave; nitido che sembra di poter abbracciare le altre isole con una mano.</p>
<p>
	<strong>- Cosa si pu&amp;ograve; scoprire in questo periodo dell&amp;#39;anno?</strong><br />
	Ancora fuori stagione, si pu&amp;ograve; scoprire l&amp;rsquo;ospitalit&amp;agrave; e la grandezza umana della gente dell&amp;#39;Isola, ma questo in tutto l&amp;rsquo;arcipelago, ancora lontano dai rumori della stagione estiva, accoglie sempre con tanta voglia di fare e di regalarti un sorriso.</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25659]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 30 mar 2016 12:18:08 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il bianco e il nero: il contrasto mozzafiato a Lipari   1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/ossidiana(1).jpg" width="100" alt="Il bianco e il nero: il contrasto mozzafiato a Lipari   1� Parte" /><br /><p>
	LIPARI &amp;ndash; Il bianco e il nero. No, non siamo allo stadio, n&amp;eacute; tantomeno pretendiamo di scrivere una variante del noto e colorato capolavoro stendhaliano, ma sbarchiamo <strong>nella pi&amp;ugrave; grande isola dell&amp;rsquo;arcipelago che ci regala sempre colori naturali mozzafiato, dove il contrasto si risolve nella bellezza delle forme, dove tutto si dispiega armoniosamente agli occhi del turista che si avvicina alla costa.</strong></p>
<p>
	Due, infatti, sono i colori predominanti di questa isola di origine vulcanica: il nero dell&amp;rsquo;ossidiana e il bianco della pietra pomice. Per decenni la loro estrazione (le cui operazioni iniziarono gi&amp;agrave; nel V millennio a.C.) ha significato la principale economia dell&amp;rsquo;isola.<br />
	Sembra paradossale, ma entrambe s<strong>ono il prodotto di una stessa eruzione di lava viscosa e sono caratterizzate dalla stessa composizione chimica:</strong> se l&amp;rsquo;ossidiana &amp;egrave; la tipica roccia magmatica-vetrosa di origine effusiva, la pomice appartiene a quella categoria di materiali eruttivi generati da un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; effusiva-esplosiva.</p>
<p>
	Insomma, entrambe derivano dal raffreddamento e dalla successiva solidificazione della lava, ma sono totalmente diverse per consistenza e colore.<strong> E l&amp;rsquo;una contiene l&amp;rsquo;altra: l&amp;rsquo;ossidiana, infatti, se viene sottoposta a temperature molto elevate, libera il gas che contiene e diventa pomice</strong>.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25658]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 30 mar 2016 10:19:54 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Disagi all'Isa Conti: quando il diritto allo studio incontra la voce degli studenti   2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/isa.jpg" width="100" alt="Disagi all'Isa Conti: quando il diritto allo studio incontra la voce degli studenti   2� Parte" /><br /><p>
	<strong>Successo per gli studenti dell&amp;rsquo;Istituto Superiore Isa Conti di Lipari. </strong>Grazie allo stato di autogestione permanente da loro stessi portato avanti, il comune avrebbe messo a disposizione dei ragazzi&amp;nbsp; i locali di un ex asilo nido per lo svolgimento delle lezioni.</p>
<p>
	Il problema principale delle doppie turnazioni disposte dalla scuola &amp;laquo;avrebbe comportato innumerevoli disagi a tutti gli studenti, in particolare ai pendolari che, dovendo giornalmente raggiungere un&amp;rsquo;isola, non sarebbero potuti rientrate&amp;nbsp; facilmente a casa&amp;raquo; spiega il Rappresentante d&amp;rsquo;Istituto Bartolo Fonti.</p>
<p>
	Della vicenda si sta occupando anche la Consulta Giovanile di Lipari. Nei mesi scorsi il comune avrebbe partecipato ad un bando indetto dal MIUR per il finanziamento delle cosiddette indagini diagnostiche dei solai delle scuole, ricevendo per&amp;ograve; esito negativo con l&amp;rsquo;esclusione dalla graduatoria da poco pubblicata.&amp;nbsp; &amp;laquo;La Consulta si sta impegnando per&amp;nbsp; capire il motivo per il quale il comune di Lipari &amp;egrave; stato escluso, se per errori commessi nella documentazione o perch&amp;eacute; troppo restrittivi i criteri di selezione&amp;raquo; riferisce il Presidente Fabrizio Giuffr&amp;egrave;.<br />
	Il messaggio &amp;ldquo;urlato&amp;rdquo; a gran voce dagli studenti &amp;egrave; quindi solo uno:<strong> &amp;laquo;tornare a studiare nel nostro istituto che tanto &amp;egrave; stato voluto dai nostri antenati, non&amp;nbsp; permettendo in alcun modo che il nostro diritto allo studio venga violato&amp;raquo;.</strong></p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25657]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 29 mar 2016 18:46:12 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La luce sull�acqua: il faro di Capofaro]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/farosalina.jpg" width="100" alt="La luce sull�acqua: il faro di Capofaro" /><br /><p>
	SALINA &amp;ndash; <strong>C&amp;rsquo;&amp;egrave; anche il faro di Capofaro a Salina tra i 31 beni immobili che lo Stato ha deciso di valorizzare vendendoli o affidandoli ai privati. </strong>Collocato in una location da sogno da dove &amp;egrave; possibile ammirare uno degli scorci pi&amp;ugrave; belli e suggestivi dell&amp;rsquo;isola, scelto negli ultimi anni da molte coppie di sposi come sede per celebrare indimenticabili matrimoni, il Faro potrebbe essere adesso destinato ad accogliere un museo del mare e del sale.<br />
	<strong>La sua ristrutturazione &amp;egrave; simbolo identificativo per eccellenza del territorio comunale: un motivo in pi&amp;ugrave; per scommettere e ripartire dal turismo in Sicilia.</strong></p>
<p>
	Il vecchio Faro domina il laghetto salato di Lingua, nell&amp;rsquo;antichit&amp;agrave; utilizzato anche come saline. Infatti, &amp;ldquo;Salina&amp;rdquo;, la cui prima denominazione derivava dal greco antico Did&amp;#7923;m&amp;#275; (&amp;quot;gemello&amp;quot;), prende il suo nome dai bacini di acqua salmastra di Lingua, all&amp;#39;estremit&amp;agrave; sud-est dell&amp;rsquo;isola, utilizzati fino al secolo scorso per la produzione di sale.<br />
	<strong>Capo Faro, insieme a Pollara, &amp;egrave; una frazione di Malfa, che risulta essere il comune pi&amp;ugrave; grande, sia come estensione che come abitanti (circa 1000 residenti).</strong></p>
<p>
	Da sempre la struttura del faro rinvia ad un luogo mitico e suggestivo, dove poter far volare tranquillamente i ricordi. Il corrispettivo letterario va subito a &amp;ldquo;Gita al faro&amp;rdquo; di Virginia Woolf, ma non di meno, soltanto per citare due Siciliani, ai versi struggenti di &amp;ldquo;Brindisi al faro&amp;rdquo; di Gesualdo Bufalino o &amp;ldquo;Di qua dal faro&amp;rdquo;, la raccolta di scritti sulla Sicilia elaborati da Vincenzo Consolo.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25656]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 29 mar 2016 17:02:50 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Anche nell�arcipelago eoliano si sono concluse le festivit� pasquali]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pasqua.jpg" width="100" alt="Anche nell�arcipelago eoliano si sono concluse le festivit� pasquali" /><br /><p>
	LIPARI - Cos&amp;igrave; come in tutta la Sicilia, anche nelle Isole Eolie non sono mancati i festeggiamenti in onore della Santa Pasqua. <strong>A Lipari, per&amp;ograve;, il folklore si congiunge alle bellezze naturali fino a creare un mix irripetibile di magia, fede e sentimento religioso ancora intatto e vivo tra i residenti.</strong></p>
<p>
	Come ogni anno, in occasione della Santa Pasqua, ha inizio una processione che arriva fino alla piazzetta di Marina Corta che sorprende per la sua particolarit&amp;agrave;: due cortei iniziano a sfilare da due strade differenti portando in processione la statua di Ges&amp;ugrave; risorto e della Madonna, i simulacri vengono fatti incontrare nella piazzetta irregolare, di fronte il mare.<br />
	<strong>Le confraternite si salutano, una volta giunti a Marina Corta, abbassando per tre volte i propri stendardi, successivamente fanno lo stesso con le statue. Le navi suonano le proprie sirene, la folla applaude all&amp;rsquo;incontro tra le due statue.</strong> Al terzo inchino viene sollevato un grande manto nero dal quale volano tante bellissime colombe bianche, le campane suonano a festa, la banda suona inni trionfali e la festa si conclude con degli spettacolari giochi pirotecnici.</p>
<p>
	Anche quest&amp;rsquo;anno, complici delle temperature piuttosto primaverili, lo scenario &amp;egrave; l&amp;rsquo;immenso cielo azzurro che si confonde con il mare, <strong>colori meravigliosi che fanno da cornice alla splendida isola di Lipari</strong>. Tra il numeroso pubblico presente, anche il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25655]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 29 mar 2016 13:19:51 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un ombrello che fa da soffitto: le lezioni all'istituto Isa Conti di Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/lezione.jpg" width="100" alt="Un ombrello che fa da soffitto: le lezioni all'istituto Isa Conti di Lipari" /><br /><p>
	LIPARI - &amp;ldquo;<strong>Lezioni in ambienti sicuri</strong>&amp;rdquo;. Questo il diritto reclamato a gran voce, in questi giorni, dai ragazzi dell&amp;rsquo;Istituto Isa Conti di Lipari, unica realt&amp;agrave; scolastica superiore dell&amp;rsquo;arcipelago.</p>
<p>
	<strong>Secondo quanto rilevato dai tecnici dell&amp;rsquo;ex Provincia di Messina, necessarie ed urgenti le misure da attuare per la messa in sicurezza del corridoio, della terrazza e dei parapetti resi inagibili dalle infiltrazioni d&amp;rsquo;acqua caratterizzanti il soffitto dell&amp;rsquo;Istituto.</strong><br />
	&amp;laquo;Il progetto relativo ai lavori di riqualificazione, per un importo complessivo di 180 mila euro, non ha avuto realizzazione perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;utilizzazione dei fondi in questione era subordinata all&amp;rsquo;autorizzazione del Ministero dell&amp;rsquo;Istruzione e della Regione Sicilia che, con un provvedimento emanato nel 2015, hanno proceduto a bloccarne l&amp;rsquo;impiego&amp;raquo;.</p>
<p>
	Il preside della scuola, Tommasa Basile ed il Consiglio d&amp;rsquo;Istituto hanno predisposto la chiusura del piano superiore riorganizzando le lezioni in due turni e provocando il malumore di studenti e genitori. <strong>Il sindaco Giorgianni ha inoltre messo a disposizione i locali di un ex asilo nido, occupati da ben 8 classi subito dopo la fine delle vacanze pasquali.</strong></p>
<p>
	Eppure gli studenti non ci stanno. Non rientra, infatti, nella normalit&amp;agrave; vedere per una settimana 500 ragazzi far lezione nel cortile dell&amp;rsquo;istituto incuranti di sole, pioggia vento o chicchessia. Il &amp;ldquo;rumore&amp;rdquo; della loro protesta sembra voler diventare un vero e proprio boato.</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25654]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 29 mar 2016 12:02:41 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Gli "Spicchitedda": anche a Pasqua il gusto della tradizione]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sp.jpg" width="100" alt="Gli "Spicchitedda": anche a Pasqua il gusto della tradizione" /><br /><p>
	I<strong> dolci sono i principi della tavola in ogni tradizione culinaria. Tra le preparazioni tipiche pi&amp;ugrave; conosciute nell&amp;rsquo;arcipelago eoliano, spiccano per forma e sapore le Nacatole e gli Spicchitedda.<br />
	Scoprire insieme la loro composizione servir&amp;agrave; per svelare i segre</strong>ti del loro sapore tipicamente mediterraneo, tramandato attraverso gli anni e apprezzato ancora oggi dai turisti e dalle famiglie eoliane.</p>
<p>
	<strong>Spicchitedda</strong><br />
	Questi dolci sono caratterizzati da un colore pi&amp;ugrave; scuro derivante dall&amp;#39;uso del mosto cotto. Il loro sapore particolarmente speziato si deve al loro impasto fatto di farina, zucchero, vino cotto, strutto e l&amp;#39;aggiunta di spezie come chiodi di garofano, cannella, scorza d&amp;#39;arancia o mandarini.</p>
<p>
	<strong>La ricetta<br />
	Ingredienti: </strong>1 kg di farina, 200g di zucchero, cannella, chiodo di garofano, camommo, 250g di strutto, scorza di arancia essiccata grattuggiata, 1 bustina di lievito vino cotto qb.<br />
	<strong>Preparazione: </strong>Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola. Il vino cotto &amp;egrave; da inserire a piccole dosi. Impastate fino ad avere un risultato di consistenza morbida come la pasta frolla. Quando l&amp;rsquo;impasto sar&amp;agrave; omogeneo, tagliate dei pezzi e uno per volta, arrotolateli sulla spianatoia, dovete ottenere dei cilindri lunghi una quindicina di centimetri&amp;nbsp; e spessi due. Arrotolateli secondo la vostra fantasia, preparate il forno a 180 gradi e infornate per circa 10 minuti.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25653]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 25 mar 2016 18:44:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Milano il lipariota Corrado corre per la poltrona di sindaco]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/corrado.jpg" width="100" alt="A Milano il lipariota Corrado corre per la poltrona di sindaco" /><br /><p>
	Lipari &amp;ndash; <strong>&amp;Egrave; un lipariota doc il nuovo candidato del Movimento Cinque Stelle per la corsa al sindaco di Milano. Si chiama Gianluca Corrado ed &amp;egrave; un avvocato di 39 anni. </strong>Nato a Messina, Corrado porta nel cuore 18 anni di Lipari, da cui &amp;egrave; partito dopo il diploma alla volta di Bologna, dove sceglie di studiare Giurisprudenza.<br />
	Corrado succede a Patrizia Bedori e ha ottenuto alle primarie confermative online sul blog di Beppe Grillo 634 voti (il 72% delle preferenze).</p>
<p>
	Come riferisce il quotidiano online Lettera43, C<strong>orrado &amp;egrave; un attivista M5S dal 2012. &amp;ldquo;Narrano le cronache che sia stato folgorato sulla via pentastellata proprio nella sua Lipari. </strong>E che il responsabile della sua conversione, ma sono voci dell&amp;#39;isola, sia Francesco Finocchiaro del MeetUp lipariano i Grilli eoliani, un gruppo attivo che &amp;laquo;riusc&amp;igrave; pure a fare arrivare a Lipari Beppe Grillo&amp;raquo;, ricorda qualcuno. Da allora Corrado &amp;egrave; stato tutto studio (legale) e cinquestelle&amp;rdquo;.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25652]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 25 mar 2016 18:27:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L'inchiesta: tassa di Sbarco   4� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sbarco.jpg" width="100" alt="L'inchiesta: tassa di Sbarco   4� parte" /><br /><p>
	<strong>Per il quarto e ultimo appuntamento della nostra inchiesta sulla tassa di sbarco, non potevano non rilevare le reazioni degli isolani:</strong> &amp;laquo;I turisti non sono polli da spennare, ma gente da accogliere con cortesia ed affetto. Solo cos&amp;igrave; ritorneranno&amp;raquo; si &amp;egrave; spesso sentito ripetere in giro, a pochi mesi dalla reintroduzione della tassa di sbarco, avvalorando il no pronunciato dal Codacons nel 2012 in seguito alla richiesta fatta dai comuni al governo Monti.</p>
<p>
	<br />
	<strong>&amp;laquo;&amp;Egrave; un&amp;rsquo;ingiustizia!&amp;raquo;, affermava gi&amp;agrave; ai tempi Carlo Rienzi, presidente del Codacons, sottolineando il grave danno che un&amp;rsquo;imposta simile avrebbe arrecato al turismo isolano.</strong><br />
	In seguito alla crisi economica dilagante in tutto il Paese, molte famiglie italiane scelgono annualmente di trascorrere le proprie vacanze nelle isole minori contribuendo allo sviluppo economico di questi posti. La tassa rappresenterebbe quindi un limite per tutte quelle famiglie che, dovendo pagare i<strong>l ticket per ogni isola visitata e per ogni membro ad esse appartenente, sarebbero spinte alla scelta di mete meno gravose dal punto di vista fiscale</strong>.</p>
<p>
	Ed anche se per alcuni il contributo risulterebbe irrilevante, la domanda da porsi rimane pur sempre una: i turisti saranno davvero disposti a pagare tale somma? Al 2016 la parola!</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25651]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 24 mar 2016 19:05:55 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L�intervista ad Ambra Mirabito e i suoi �Fenicotteri migranti�  2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/fenicotteri copia.jpg" width="100" alt="L�intervista ad Ambra Mirabito e i suoi �Fenicotteri migranti�  2� Parte" /><br /><p>
	Ritorniamo con Ambra per qualche ultima domanda.</p>
<p>
	<strong>- Ambra, perch&amp;eacute; hai scelto di raffigurare i fenicotteri?</strong><br />
	Dopo l&amp;rsquo;ennesima tragedia in mare ho sentito la necessit&amp;agrave; di dare vita ad un progetto artistico che ponesse l&amp;rsquo;attenzione sull&amp;rsquo;importanza dell&amp;rsquo;accoglienza. Dato che per il mio lavoro attingo frequentemente a tutto ci&amp;ograve; che &amp;egrave; memoria storica ho iniziato a documentarmi, mi sono cos&amp;igrave; imbattuta in un vecchio articolo che parlava dell&amp;rsquo;arrivo di un fenicottero nel laghetto di Lingua, a Salina, nel 1987. Ho cos&amp;igrave; riflettuto sulle analogie fra la migrazione degli uccelli e dei popoli: entrambi si spostano alla ricerca di nuovi nidi, di luoghi pi&amp;ugrave; favorevoli dove nidificare.</p>
<p>
	<strong>- Che tipo di significato possiedono i &amp;quot;Fenicotteri migranti&amp;quot;?</strong><br />
	Migrare dovrebbe significare &amp;ldquo;spostarsi in cerca di un luogo pi&amp;ugrave; favorevole dove dare inizio ad una nuova vita&amp;rdquo;,&amp;nbsp; in realt&amp;agrave; oggi significa andare alla deriva e finire spesso nella rete dei trafficanti di esseri umani. L&amp;rsquo;installazione fa parte del progetto di arte virale &amp;ldquo;Fenicotteri Migranti&amp;rdquo;, un&amp;rsquo;opera interattiva che si esplica attraverso il coinvolgimento del pubblico: chi desidera partecipare al p<strong>rogetto pu&amp;ograve; adottare gratuitamente un fenicottero migrante compilando il form sul sito www.fenicotterimigranti.it&amp;nbsp; con l&amp;rsquo;impegno di fotografarlo nella propria citt&amp;agrave; o portarlo con s&amp;egrave; in viaggio, ed&amp;nbsp; inviarmi le foto.</strong>&amp;nbsp; L&amp;rsquo;origami &amp;egrave; decorato con disegni a china ricami con il filo di seta, e personalizzato con nomi propri di origine africana o mediorientale. Il progetto &amp;egrave; stato presentato lo scorso luglio al Salina Festival, ma ha gi&amp;agrave; ottenuto un buon riscontro di interesse e partecipazione con 130 richieste di adozione e pi&amp;ugrave; di 300 foto da 20 paesi del mondo.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25650]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 24 mar 2016 18:08:18 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L�intervista ad Ambra Mirabito: gli origami contro la Discriminazione 1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/inst.jpg" width="100" alt="L�intervista ad Ambra Mirabito: gli origami contro la Discriminazione 1� Parte" /><br /><p>
	LIPARI &amp;ndash; <strong>Liberi e leggeri. &amp;ldquo;Fenicotteri Migranti&amp;rdquo; &amp;egrave; una installazione artistica ideata da Ambra Mirabito in occasione della &amp;ldquo;Giornata Internazionale per l&amp;rsquo;eliminazione della Discriminazione Razziale&amp;rdquo;.</strong> Nei pressi del porto di Lipari, infatti, sopra &amp;ldquo;u vuzzu&amp;rdquo; di s. Bartolomeo (chiamato cos&amp;igrave; in onore del patrono) &amp;egrave; possibile ammirare la barca, la rete-vela e i fenicotteri-migranti che rappresentano simbolicamente i viaggi della speranza verso l&amp;rsquo;Europa.</p>
<p>
	Ambra &amp;egrave; una giovane artista di Messina ed ha conseguito il <strong>diploma di Laurea in Pittura presso l&amp;#39;Accademia di Belle Arti Mediterranea della citt&amp;agrave; dello Stretto. </strong>con la tesi in percezione e psicologia della forma: &amp;quot;I colori dello Spirito&amp;quot;.<br />
	La sua ricerca artistica comprende l&amp;rsquo;utilizzo di diverse tecniche e materiali, dalla fotografia, al disegno, agli interventi di ricamo secondo una antica tradizione familiare reinterpretata dall&amp;#39;artista in chiave contemporanea. Noi l&amp;rsquo;abbiamo contattata e lei ci ha gentilmente rilasciato una bella intervista&amp;hellip;</p>
<p>
	<strong>- Ambra, da quanto tempo ti occupi di questo tipo di installazioni?</strong><br />
	L&amp;rsquo;installazione rappresenta la naturale evoluzione della mia ricerca artistica che comprende l&amp;#39;utilizzo di diverse tecniche e materiali, dalla fotografia, al disegno, agli interventi di ricamo. Credo molto nelle forme d&amp;rsquo;arte non elitarie, fruibili gratuitamente a tutti (urban art, street art ecc) che implicano una comunicazione diretta fra l&amp;rsquo;artista e il pubblico.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25649]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 24 mar 2016 12:48:18 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Avvistati i "Delfini guardiani": le iniziative di MareVivo]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/delfini guardiani.jpg" width="100" alt="Avvistati i "Delfini guardiani": le iniziative di MareVivo" /><br /><p>
	I<strong> delfini saltano, corrono, si inseguono, si proteggono tra loro e proteggono l&amp;rsquo;ecosistema attorno a loro. E a loro si sono ispirati i volontari dell&amp;#39;associazione ambientalista MareVivo </strong>che punta a sensibilizzare le giovanissime generazioni alla tutela e alla salvaguardia dell&amp;#39;ambiente, educandoli anche a segnalare infrazioni e azioni di incivilt&amp;agrave;.</p>
<p>
	<br />
	Per le isole dell&amp;rsquo;arcipelago, in occasione della giornata Mondiale dell&amp;#39;Acqua, infatti, sono entrati in azione i <strong>&amp;quot;Delfini guardiani&amp;quot;,</strong> ovvero i bambini delle isole Eolie con la nuova iniziativa itinerante, supportata anche da Msc Crociere.<br />
	<strong>370 sentinelle junior degli istituti comprensivi Lipari 1 e 2 sono andati alla scoperta delle bellezze naturali del loro territorio.</strong> Incontri e dibattiti, quindi, sull&amp;#39;importanza dell&amp;#39;acqua come bene primario e per una sua gestione sostenibile. I piccoli natanti hanno avuto la possibilit&amp;agrave; di visitare un&amp;#39;imbarcazione di circa 200 anni, in restaurazione e hanno anche seguito una vera lezione su come si costruisce, pezzo per pezzo, una barca, scoprendo gli attrezzi del mestiere e i materiali adatti.&amp;nbsp;<br />
	A <strong>Salina </strong>i giovanissimi ambientalisti hanno passeggiato nel sentiero che conduce fino al Teatro di Punta Megna, punto privilegiato da cui poter osservare quattro delle isole Eolie e parte della costa siciliana.</p>
<p>
	E poi ancora tappa a <strong>Vulcano</strong>, per ascoltare i racconti della pesca, gemellaggi tra studenti di Filicudi e Alicudi, tra Vulcano e Panarea. Tutte le sentinelle, infine, a <strong>Stromboli</strong>, mentre l&amp;#39;ultimo appuntamento &amp;egrave; gi&amp;agrave; previsto al <strong>Circomare Lipari</strong></p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25648]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 23 mar 2016 17:03:47 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lipari: il Parco Archeologico della Contrada Diana]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/diana.jpg" width="100" alt="Lipari: il Parco Archeologico della Contrada Diana" /><br /><p>
	Nel 1971 viene costituito il <strong>Parco Archeologico della Contrada Diana sull&amp;rsquo;Isola di Lipari</strong>, dopo gli scavi archeologici condotti da Luigi Bernab&amp;ograve; Brea e Madeleine Cavalier.</p>
<p>
	<strong>Per merito di questi scavi, &amp;egrave; stato rinvenuto un tratto lungo circa 50 metri di mura urbiche, risalenti al IV secolo a.C. e all&amp;rsquo;Et&amp;agrave; Greca, individuate alle pendici dell&amp;rsquo;Acropoli,</strong> sotto Piazza Luigi Salvatore d&amp;rsquo;Austria, nel 1954. Le mura sono visibili lungo il margine orientale del Parco Archeologico e, sul lato esterno, ci sono i resti delle fortificazioni risalenti alla guerra civile del 36 a.C.</p>
<p>
	Situato nell&amp;rsquo;area pianeggiante ad Est del centro storico della citt&amp;agrave; di Lipari, ad Ovest del pendio antistante, a Sud del Vallone Ponte ed a Nord del Vallone S. Lucia, il Parco comprende la zona recintata adiacente al Palazzo Vescovile ed altre aree archeologiche pi&amp;ugrave; piccole. <strong>All&amp;rsquo;interno delle mura di cinta vi sono i resti di abitazioni e monumenti funerari</strong>, tra cui tombe ipogee a volta di Et&amp;agrave; Romana Imperiale, costruiti sulla necropoli greca e dotati di sotterranei e nicchie contenenti urne.</p>
<p>
	<strong>Nella Contrada Diana si estende un centro abitato vasto risalente al Neolitico Superiore ed alla Prima Et&amp;agrave; dei Metalli</strong>, sul quale si &amp;egrave; venuta a sovrapporre la Necropoli Greca ed a seguire quella Romana. &amp;Egrave; nel centro di questa Contrada che sorge il Parco Archeologico, con alcune aree ancora in corso di scavo.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25647]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 23 mar 2016 11:12:12 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Camminando a� Pasqua!]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/walking.jpg" width="100" alt="Camminando a� Pasqua!" /><br /><p>
	Weekend non solo di cioccolato per questa Pasqua nelle Isole Eolie.&amp;nbsp;<br />
	<strong>A Salina, infatti, quando ancora i profumi incontaminati dell&amp;rsquo;inverno si schiudono ai sensi offrendo un relax indimenticabile, sar&amp;agrave; possibile immergersi tra la natura e il buon cibo grazie all&amp;rsquo;evento organizzato da Walking Eolie&amp;amp;Sicily.</strong><br />
	L&amp;rsquo;appuntamento prevede l&amp;rsquo;arrivo a Salina il venerd&amp;igrave; 25, walking e tramonto a Pollara con visita del cappereto. La cena sar&amp;agrave; servita in chiosco con tipicit&amp;agrave; locali e malvasia vinificata in bianco.</p>
<p>
	<br />
	Si proseguir&amp;agrave; sabato 26, con l&amp;rsquo;hiking verso Fossa Felci (1000 mt). &amp;Egrave; previsto anche un percorso alternativo e wine tour o/e workshop di yoga vinyasa flow con Erika Iannello, della durata di 90 minuti, comprendente pratica, tecniche di respirazione e meditazione finale, su terrazzo panoramico con vista su Lipari, Stromboli e Panarea.<strong> La domenica Pasqua sar&amp;agrave; trascorsa in rifugio, al suono delle chitarre e davanti il crepitio del barbecue. Il l</strong>uned&amp;igrave; di pasquetta si potr&amp;agrave; scegliere tra un salto a Filicudi o risalita del Vulcano della Fossa a Vulcano Island.</p>
<p>
	E allora&amp;hellip; siete pronti per partire?</p>
<p>
	Camminare &amp;egrave; un modo di vivere e, come tengono a ribadire dal Walking Eolie and Sicily: &amp;ldquo;Camminare rallenta il piacere, &amp;egrave; contro la fretta, &amp;egrave; per gli occhi, per godere appieno dei profumi e dei suggerimenti dei colori, per il corpo per scoprire la sua forza e mantenere la forma fisica, a piedi &amp;egrave; un viaggio per lo spirito&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25646]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 22 mar 2016 17:24:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L'inchiesta: tassa di sbarco 3� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/tassa.jpg" width="100" alt="L'inchiesta: tassa di sbarco 3� Parte" /><br /><p>
	Equit&amp;agrave;. Questa la motivazione forte e concreta alla base del<strong> si di Federalberghi alla tassa di sbarco introdotta sul territorio eoliano.</strong><br />
	&amp;laquo;La tassa di sbarco viene pagata da tutti indistintamente. Sappiamo bene che le presenze abusive sul territorio sono di gran lunga superiori a quelle regolari sull&amp;rsquo;arcipelago, far pagare solo questi ultimi sarebbe stata una vera e propria beffa nei loro confronti&amp;raquo;.</p>
<p>
	Queste le parole con cui <strong>Christian Del Bono, Presidente di Federalberghi&amp;nbsp; Isole Eolie, spiega la posizione favorevole assunta dagli albergatori dell&amp;rsquo;arcipelago nei confronti del nuovo contributo.</strong><br />
	Non un freno al turismo eoliano ma una spinta positiva all&amp;rsquo;immagine che le isole minori vogliono dare a chi sceglie l&amp;rsquo;arcipelago per le proprie vacanze, fornendo servizi sempre pi&amp;ugrave; vari ed efficienti. &amp;laquo;Noi non vogliamo penalizzare chi soggiorna, vogliamo premiare il turista&amp;raquo;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;<br />
	&amp;laquo;La tassa di sbarco &amp;egrave; stata voluta dagli albergatori per una ripartizione equa dei costi. L&amp;rsquo;impatto turistico deve essere assorbito fornendo maggiori servizi i cui costi non sempre possono essere sostenuti con le tasse normali. Non &amp;egrave; giusto gravare sui cittadini&amp;raquo;.<br />
	<strong>Un contributo, quindi, che, per la prima volta, metterebbe d&amp;rsquo;accordo tutti</strong> per la gioia dei turisti che ogni anno si riversano sulle spiagge dell&amp;rsquo;arcipelago.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25645]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 22 mar 2016 13:23:36 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Anna Magnani: un "Vulcano" di attrice]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Magnani.jpg" width="100" alt="Anna Magnani: un "Vulcano" di attrice" /><br /><p>
	VULCANO &amp;ndash; Nel mese di marzo di centosei anni fa n<strong>asceva a Roma Anna Magnani</strong>, colei che ancora &amp;egrave; l&amp;rsquo;emblema del nostro cinema nel mondo, unica attrice italiana insieme alla Loren a vincere l&amp;rsquo;Oscar e al tempo stesso rimanere un&amp;rsquo;anti- diva per eccellenza.<br />
	Com&amp;rsquo;&amp;egrave; noto, <strong>fortissimo &amp;egrave; il rapporto che la lega alle Eolie: si pensi solamente a quel film datato 1950 dal titolo eloquente &amp;ldquo;Vulcano&amp;rdquo; per la regia di William Dieterle, interamente girato sull&amp;rsquo;isola bionda di zolfo, </strong>dove interpretava Maddalena, un&amp;rsquo;ex prostituta.<br />
	La trama &amp;egrave; accattivante e, purtroppo, molto attuale: la Magnani viene accolta dalla sorella Maria, che non vedeva da tempo, ma non dagli altri abitanti, che la additano e la deridono. <strong>Maddalena</strong>, per&amp;ograve;, &amp;egrave; un&amp;rsquo;eroina positiva: libera Maria dalle oppressioni di un palombaro che la vorrebbe per s&amp;eacute; con la violenza, facendogli mancare l&amp;rsquo;aria durante un&amp;rsquo;immersione, e muore alla fine per un&amp;rsquo;eruzione.</p>
<p>
	Il lungometraggio viene girato al momento della tormentata relazione con R<strong>oberto Rossellini: il maestro del Neorelismo l&amp;rsquo;ha appena lasciata e decide di recarsi contemporaneamente alle Eolie per iniziare, nell&amp;rsquo;isola pi&amp;ugrave; a nord dell&amp;rsquo;arcipelago, le riprese di &amp;ldquo;Stromboli terra di Dio&amp;rdquo;</strong> con la sua nuova compagna, l&amp;rsquo;attrice hollywoodiana Ingrid Bergman.<br />
	I due film sono ricordati dalla storia del cinema come la &amp;ldquo;Guerra dei vulcani&amp;rdquo;.<br />
	Vien da s&amp;eacute; che il pettegolezzo sulla guerra delle Eolie, dei due vulcani, delle due star, fece il giro del mondo. Ma dietro quegli scatti, quel chiacchiericcio, c&amp;rsquo;era un&amp;rsquo;anima di donna, quella della &amp;ldquo;Nannarella&amp;rdquo; nazionale, che si mostrava al mondo con il cuore spezzato&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	<br />
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25644]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 21 mar 2016 13:52:08 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Cento pittori a Via Margutta]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pittori.jpg" width="100" alt="Cento pittori a Via Margutta" /><br /><p>
	I Cento, e pi&amp;ugrave;, Pittori ci aspettano dal 28 aprile al 1&amp;deg; maggio alla Mostra d&amp;acute;Arte a Via Margutta, per lo storico appuntamento con la centoduesima arte open air.<br />
	La tradizione di questa mostra nasce nel lontano autunno del 1953, per iniziativa spontanea di alcuni artisti che nell&amp;acute;immediato dopoguerra si riuniscono e decidono di dare vita e colore ad una strada che da sempre &amp;egrave; il rifugio naturale di pittori, scultori, poeti, musicisti ed artigiani.<br />
	Gli oltre cento artisti dell&amp;acute;associazione Cento pittori Via Margutta espongono le loro opere di pittura e scultura lungo la celebre strada, intrattenendosi in conversazione con i visitatori in un&amp;rsquo;atmosfera tanto complice quanto surreale.<br />
	L&amp;rsquo;ingresso &amp;egrave; libero e almeno una volta nella vita vale la pena partecipare a questa mostra che &amp;egrave; soprattutto un&amp;rsquo;esperienza di vita.<br />
	Quattro giorni di festa, arte e colori nel cuore di Roma e nella tradizione capitolina.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25643]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 18 mar 2016 12:39:05 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L�inchiesta: Tassa di sbarco 2�parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/leggilipari.jpg" width="100" alt="L�inchiesta: Tassa di sbarco 2�parte" /><br /><p>
	&amp;laquo;Abbiamo dimostrato che le leggi si scrivono a Lipari&amp;raquo;. Cos&amp;igrave; apre la conferenza stampa dello scorso dicembre il sindaco di Lipari Marco Giorgianni, mostrandosi chiaramente soddisfatto per l&amp;rsquo;approvazione della tassa di sbarco inserita all&amp;rsquo;interno del collegato ambientale per il nuovo anno.<br />
	Sottolinea infatti che,&amp;nbsp; pur riferendosi a tutte le isole minori italiane, riguarda in modo particolare le Isole Eolie, affrontando nello specifico la questione dei Vulcani e avvalorando l&amp;rsquo;idea di reintroduzione del ticket gi&amp;agrave; proposta da Lipari nel 2014.<br />
	L&amp;rsquo;importo, dal valore minimo di euro 2,50 per un massimo di 5 in determinati periodi dell&amp;rsquo;anno, andr&amp;agrave; a sostituire la vecchia tassa di soggiorno, ancora attiva in molte citt&amp;agrave; italiane, senza rappresentare, tuttavia &amp;laquo;un deterrente alla presenza turistica&amp;raquo;.<br />
	&amp;laquo;Noi non vogliamo discriminare il turismo giornaliero&amp;raquo;, continua Giorgianni, evidenziando la finalit&amp;agrave;, nonch&amp;eacute; l&amp;rsquo;innovazione, che la norma porta con s&amp;eacute;: il miglioramento e soddisfacimento di servizi necessari ai turisti che approdano sulle isole.<br />
	L&amp;rsquo;inserimento della tassa di sbarco sarebbe stato sostenuto in maniera trasversale da tutte le forze politiche del comune, rappresentando non solo un&amp;rsquo;eredit&amp;agrave; forte che l&amp;rsquo;attuale amministrazione lascerebbe ai suoi cittadini, ma anche un modo concreto per risanarne il bilancio, gi&amp;agrave; in passato gravemente compromesso.&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25642]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 17 mar 2016 16:12:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Salina: la secca di Pollara]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pollara.jpg" width="100" alt="Salina: la secca di Pollara" /><br /><p>
	Le Isole Eolie attirano persone da tutto il mondo non solo per i loro paesaggi e la loro storia, ma anche per merito dei loro fondali. Ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; che l&amp;rsquo;Arcipelago viene ravvivato dal turismo subacqueo e dai suoi amanti. In particolare, presso l&amp;rsquo;Isola di Salina, una delle immersioni pi&amp;ugrave; apprezzate &amp;egrave; quella della Secca di Pollara che scende da un minimo di 27 metri ad un massimo di 45 metri di profondit&amp;agrave;.<br />
	<br />
	La Baia di Pollara, creata dal crollo di parte del cratere sul quale &amp;egrave; appoggiato l&amp;rsquo;intera zona abitativa e che lo ha spaccato in due parti, &amp;egrave; un luogo molto suggestivo grazie alle sue caratteristiche morfologiche. La parte del cratere rimasta intatta &amp;egrave; quella, presso la quale, &amp;egrave; situato l&amp;rsquo;abitato di Pollara, mentre l&amp;rsquo;altra met&amp;agrave; &amp;egrave; sprofondata in mare. A 100 metri dalla costa, attorno al faraglione, imponente scoglio circondato da massi giganteschi e testimone della natura vulcanica del luogo, ha inizio l&amp;rsquo;immersione. Scendendo, si aprir&amp;agrave; davanti ai vostri occhi una visione unica: pareti abitate da murene, polpi e cernie. A 25 metri di profondit&amp;agrave;, inizia la secca di Pollara, parallela alla costa, con il suo fondale sabbioso e i suoi piccoli scogli rivestiti da posidonia, pianta acquatica tipica del Mare Mediterraneo.<br />
	<br />
	Le rocce sono ricoperte da attinie, anemoni di mare, spugne gialle e gorgonie rosse e gialle. Continuando ad immergersi nelle acque blu eoliane, la secca e le sue pareti rocciose vi incanteranno con anfratti, insenature, picchi, spaccature, grotte e canyon, casa di stelle marine, cerianti, rombi, cernie giganti, saraghi, ricciole di grossa taglia e seppie. Nella base pi&amp;ugrave; profonda, invece, trovano il loro habitat un grosso numero di aragoste. Un&amp;rsquo;immersione che far&amp;agrave; ammirare agli amanti del turismo subacqueo la flora e la fauna tipica delle Isole Eolie: un incantevole viaggio nelle meraviglie che l&amp;rsquo;arcipelago regala.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25641]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 16 mar 2016 09:53:07 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L�inchiesta: tassa di sbarco  1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/tassadisbarco.jpg" width="100" alt="L�inchiesta: tassa di sbarco  1� Parte" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;idea di reintrodurre la tassa di sbarco nelle isole minori &amp;egrave; oggi diventata realt&amp;agrave; a Lipari e nelle isole poste sotto la sua giurisdizione grazie al disegno di legge approvato dalla Camera e modificato dal Senato in materia di green economy. &amp;laquo;I comuni che hanno sede giuridica nelle isole minori e i comuni nel cui territorio insistono isole minori possono istituire un contributo di sbarco, da applicare fino ad un massimo di euro 2,50, ai passeggeri che sbarcano sul territorio dell&amp;rsquo;isola minore&amp;raquo;.<br />
	Gi&amp;agrave; nel luglio 2015 le Eolie avevano pensato di introdurre una tassa di soggiorno con importo pari a euro 1,50, oggi sostituita dal contributo di sbarco che Giorgianni, sindaco di Lipari, ha imposto a tutti i turisti che giornalmente si recano nelle isole amministrate dal comune.<br />
	<br />
	A differenza di quanto previsto inizialmente, tale contributo non sar&amp;agrave; elevato a 5 euro nei periodi di alta stagione; pagheranno infatti una tassa di euro 2,50 per ogni isola visitata tutti coloro che vi approderanno in giornata, versandola una sola volta nel caso in cui dimostrino di essere residenti, per almeno un giorno, in una delle isole del comune.<br />
	Esentati gli abitanti di Salina, i pendolari per lavoro e i diportisti, il ticket sar&amp;agrave; incassato dalla societ&amp;agrave; di navigazione, confluendo poi nelle casse comunali cos&amp;igrave; da finanziare progetti in materia di &amp;laquo;turismo e recupero dei beni ambientali e culturali locali&amp;raquo;.</p>
<p>
	Di Carmen Peluso<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25640]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 15 mar 2016 10:42:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Correva l'anno ... 3 marzo 1892    2�Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/marina corta.jpg" width="100" alt="Correva l'anno ... 3 marzo 1892    2�Parte" /><br /><p>
	&amp;hellip;Il Direttore della colonia, a seguito di ci&amp;ograve;, fece sbarrare tutti gli sbocchi delle vie adiacenti a<strong> Marina Corta </strong>dalle guardie, dai carabinieri e dai soldati, facendoli ad un dato segnale di tromba scagliare sopra i coatti che vennero tempestati di pugni, calci, sciabolate, e per la reazione di alcuni, numerosi furono i colpi di pistola esplosi contro gli ammutinati. Fu un vero e proprio massacro nel corso del quale <strong>i feriti furono numerosissimi</strong>. Il capitano comandante il presidio, reiteratamente invitato, reiteratamente rifiut&amp;ograve; di ordinare il fuoco ai suoi soldati; un tenente fece, di motu proprio, aprire le fila, per dare agio a quei poveretti di fuggire; ma la caccia continu&amp;ograve;, per ore, in tutto il Paese. La ferocia e la libidine del sangue erano arrivati a tanto che, non avendo pi&amp;ugrave; coatti da ferire, alcune guardie (storico!) si dettero a sventrare, a sciabolate, cani e cagne. Coloro che si distinsero nella repressione furono <strong>il direttore Monachesi, il noto brigadiere Bonocore (ironia dei nomi) </strong>ed il maresciallo dei R. C., Ferrer. Ai responsabili dell&amp;rsquo;ammutinamento, moltissime ed assai gravi furono le condanne inflitte dall&amp;rsquo;autorit&amp;agrave; giudiziaria, mentre altre punizioni, pure assai pesanti, furono date allo stesso Direttore della colonia.&amp;rdquo;<br />
	Il domicilio <strong>coatto</strong> (spesso detto confino) era una misura di prevenzione prevista dall&amp;#39;ordinamento giuridico italiano fino al periodo fascista e a Lipari venivano confinati civili italiani e stranieri (soprattutto jugoslavi) per problemi per lo pi&amp;ugrave; politici. Era un provvedimento che poteva essere proposto dalle autorit&amp;agrave; di polizia ed imposto anche senza la necessit&amp;agrave; di un processo regolare e di una condanna per un reato effettivamente previsto nel codice penale ed effettivamente commesso. Fu abolito nel 1943.</p>
<p>
	Fonte: &amp;ldquo;La Lunga notte di Lipari&amp;rdquo; di Giuseppe La Greca<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25631]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:50:02 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Correva l'anno ... 3 marzo 1892   1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/confino.jpg" width="100" alt="Correva l'anno ... 3 marzo 1892   1� Parte" /><br /><p>
	LIPARI- Sono trascorsi esattamente 124 anni. Era un altro mondo quello, ma le cronache del tempo sembrano vivide. <strong>Il 3 marzo 1892 </strong>a seguito di una decisione del direttore della colonia dei confinati coatti, Monachesi, si verific&amp;ograve; un gravissimo fatto di sangue, una strage.<br />
	La cronaca pi&amp;ugrave; estesa degli avvenimenti &amp;egrave; narrata dal coatto politico, il <strong>socialista Ettore Croce</strong>: &amp;ldquo;Anche per i preposti all&amp;rsquo;ordine pubblico la vita a <strong>Lipari </strong>si presentava assai dura in quanto ogni rilassatezza nella sorveglianza dava luogo a delle sommosse difficili ad essere represse senza l&amp;rsquo;uso della forza. Questo continuo stato di allarme aveva determinato un accentuato nervosismo nel carattere di ciascuno. La tensione port&amp;ograve; ad un grave episodio verificatosi il 3 marzo 1892, episodio che dest&amp;ograve; negli isolani una grande impressione mista a raccapriccio. Erano state concesse in quel periodo ai coatti solo quattro ore di libert&amp;agrave; giornaliera al mattino, per cui essi ritennero di ravvisare che la ragione del provvedimento fosse quella di tenerli al <strong>Castello </strong>dopo la distribuzione del sussidio onde costringerli a spendere il sussidio ricevuto solo in una cantina col&amp;agrave; esistente e che ritenevano godesse la protezione delle autorit&amp;agrave; della colonia. Fu per tale causale che un giorno la quasi totalit&amp;agrave; dei coatti si riun&amp;igrave; nella zona di <strong>Marina Corta</strong> ed alla tromba suonata in ora straordinaria per la ritirata a passo di corsa, non fu dato il dovuto ascolto&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	Fonte: &amp;ldquo;La Lunga notte di Lipari&amp;rdquo; di Giuseppe La Greca</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25630]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:49:27 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[CoBrA. Una grande avanguardia europea (1948-1951) � 2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Cobra 1 marzo.jpg" width="100" alt="CoBrA. Una grande avanguardia europea (1948-1951) � 2� Parte" /><br /><p>
	ll<strong> gruppo CoBrA </strong>nasce ufficialmente l&amp;#39;8 novembre 1948 al <strong>Caff&amp;eacute; dell&amp;#39;Hotel Notre-Dame di Parigi</strong>, dove si riuniscono gli artisti Asger Jorn, Karel Appel, Constant, Corneille (questi ultimi tre costituiscono ad Amsterdam il Gruppo sperimentale olandese Reflex) e gli scrittori Christian Dotremont e Joseph Noiret. Fra loro poeti, scrittori, disegnatori e studiosi. Ma soprattutto artisti di grande personalit&amp;agrave; che hanno lasciato il segno della loro rivoluzione culturale nella nostra arte europea.</p>
<p>
	In copertina abbiamo scelto l&amp;rsquo;opera &amp;ldquo;<strong>Jour d&amp;#39;&amp;Eacute;t&amp;eacute;</strong>&amp;rdquo; del 1957 di <strong>Corneille</strong>, pittore, scultore e stampatore nato in Belgio da genitori olandesi, che, come scritto, &amp;egrave; cofondatore dei movimenti Reflex e CoBrA.<br />
	Dopo la scuola di Belle Arti di Amsterdam, comincia l&amp;rsquo;esperienza pittorica influenzato dal surrealismo. Nel 1949 fa il suo primo viaggio in Africa del Nord dove scopre il mondo arabo e berbero e, dopo avere sviluppato la sua arte verso un <strong>Paesaggismo astratto</strong> nel corso degli anni cinquanta, ritorna alla figurazione agli inizi degli anni &amp;lsquo;60 impressionato dai colori della natura del sud Europa e proprio del nord Africa, spostando il suo interesse verso l&amp;#39;espressionismo tedesco. &amp;Egrave; uno dei grandi artisti che hanno inseguito il proprio sogno, fondando il modernissimo movimento le cui opere sono in mostra nella capitale. Per i suoi progetti calcografici pi&amp;ugrave; ambiziosi, nota &amp;egrave; la sua collaborazione con il famoso incisore italiano Luigi Guardigli.</p>
<p>
	Insomma, una mostra da vedere con gli occhi e vivere con la mente: a Via del Corso, oltre lo shopping, la mostra &amp;ldquo;CoBrA. Una grande avanguardia europea (1948-1951)&amp;rdquo;, fino al 3 aprile prossimo.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25628]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:48:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[CoBrA. Una grande avanguardia europea (1948-1951) � 1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/locandina.jpg" width="100" alt="CoBrA. Una grande avanguardia europea (1948-1951) � 1� Parte" /><br /><p>
	ROMA- Fino al 3 aprile prossimo in mostra a Palazzo Cipolla <strong>&amp;quot;CoBrA, una grande avanguardia europea (1948-1951)</strong>&amp;quot;. Centocinquanta opere che descrivono la sintesi della libert&amp;agrave;, dell&amp;rsquo;audacia, della forza, della potenza del colore e della spontaneit&amp;agrave; della forma artistica tipiche della produzione del movimento CoBrA e della sua seducente forza attrattiva. Un viaggio esaustivo attraverso la ricca produzione degli artisti del movimento, mediato da un corpus straordinario di lavori realizzati dai suoi esponenti principali, che si liberano dei canoni tradizionali per imboccare una <strong>strada completamente nuova</strong> tracciata dalla immensa forza del colore e dalla ricercata naturalezza del gesto.&amp;nbsp; Esposti dipinti, sculture, lavori su carta, pubblicazioni, foto e filmati, che presentano il <strong>movimento CoBrA</strong>, acronimo formato dalle iniziali delle citt&amp;agrave; di provenienza dei fondatori Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam, la prima grande avanguardia di respiro internazionale del secondo dopoguerra. L&amp;rsquo;acronimo CoBrA ha dato espressivit&amp;agrave; iconica all&amp;rsquo;atteggiamento aggressivo e rivoluzionario del gruppo, che rappresenta il punto di partenza da cui si sviluppano diversi percorsi personali, approfonditi nella rassegna di <strong>Palazzo Cipolla</strong>. L&amp;rsquo;immagine simbolica del rettile, &amp;egrave; si una felice coincidenza,&amp;nbsp; ma anche una profezia, pensando al serpente biblico, nel momento in cui diventa elemento indispensabile per il riscatto dell&amp;rsquo;espressione estetica e per l&amp;rsquo;arte in s&amp;eacute;. I presupposti degli artisti CoBrA, <strong>sognatori</strong> per i quali l&amp;rsquo;arte tende a spazi e forme mai esplorate, sono soprattutto due: liberarsi dai canoni obsoleti della tradizione classicista e conseguentemente avviare un movimento di rottura col passato.</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25627]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:45:50 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Stromboli: il villaggio internazionale dello studente]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/villaggiostudente.jpg" width="100" alt="Stromboli: il villaggio internazionale dello studente" /><br /><p>
	Siamo nei primi anni Cinquanta, periodo in cui l&amp;rsquo;Europa esercita un forte fascino sui giovani che hanno conosciuto gli orrori della guerra. &amp;Egrave; in questo contesto che l&amp;rsquo;associazione universitaria messinese Corda Fratres si riunisce in assemblea ed &amp;egrave; l&amp;igrave; che emerge un&amp;rsquo;idea brillante: creare un villaggio internazionale dello studente. L&amp;rsquo;Isola di Stromboli gli appare come il posto ideale, senza luce, senza acqua corrente, ma con lumi a petrolio, pozzi, un bellissimo mare, tranquillit&amp;agrave;, un cielo pieno di stelle lucenti, tramonti sulla spiaggia, scogliere e l&amp;rsquo;osservatorio della Marina Militare. Inoltre, il film Stromboli di Rossellini con Ingrid Bergman inizia ad attirare sull&amp;rsquo;Isola turisti da tutto il mondo. I dirigenti di Corda Fratres (Nino Martino, Mario Mondio, Ciccio Paolo Fulci, Pippo Cogliandolo, Peppuccio ed Enrico Vinci e Augusto Pagano) iniziano, quindi, a mobilitarsi per dare vita a questo bellissimo progetto. <strong>Piscit&amp;agrave; viene scelto come area per il villaggio, in quanto uno dei luoghi pi&amp;ugrave; suggestivi e disabitati di Stromboli. </strong>Vengono, allora, affittati alcuni edifici in buono stato, abbandonati da nuclei familiari emigrati all&amp;rsquo;estero, e si inizia a prendere contatto con le associazioni studentesche degli altri paesi europei. Siamo nel 1952 e, per pi&amp;ugrave; di dieci anni a partire da quel momento, giovani provenienti da ogni parte d&amp;rsquo;Europa riempiono ed affollano le estati di questo villaggio. <strong>L&amp;igrave;, nello speciale scenario di Stromboli, sono nati tanti amori, alcuni durati una vita intera come, ad esempio, quello tra l&amp;rsquo;italiano Gaetano Bellomo con la tedesca Dietlinde. </strong>Negli anni Sessanta, per&amp;ograve;, il villaggio internazionale dello studente chiude per diversi motivi, tra cui la guerra nel Vietnam e la contestazione del &amp;rsquo;68 in Italia che fa morire le associazioni universitarie. Questa la descrizione che il poeta Silvio Papalia Jerace, in visita a Stromboli, fa di questo centro di aggregazione: &amp;ldquo;a pochi anni dagli orrori della guerra sembra che nel villaggio della &amp;ldquo;Corda Fratres&amp;rdquo;, alle pendici di un vulcano nel cuore del Mediterraneo, i giovani di tutto il mondo riscoprano l&amp;rsquo;amicizia, dimenticando gli odi dei padri. Italiani, Tedeschi, Inglesi, Francesi, Americani si incontrano intorno a un bicchiere di malvasia, cantando vecchi ritornelli dialettali che diventano un vero inno alla pace&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25588]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:49:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Pablo Echaurren. Contropittura. - 2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/echaurren1.jpg" width="100" alt="Pablo Echaurren. Contropittura. - 2� Parte" /><br /><p>
	La recente scultura U/siamo tutti Duchamp, che riproduce il celebre orinatoio duchampiano a grandezza naturale, su cui per&amp;ograve; l&amp;rsquo;artista ha impresso il suo marchio, una decorazione grottesca detta a berettino, che Echaurren ha elaborato negli anni novanta, rinnovando l&amp;rsquo;antico canone della ceramica faentina. Completano la panoramica un pastello di Cy Twombly del 1971, dedicato all&amp;#39;artista romano, e un&amp;rsquo;opera composta a quattro mani dal pittore con Gianfranco Baruchello, suo maestro nell&amp;#39;apprendistato artistico.<br />
	Nella terza sezione, che prende il nome di Make Art not Money, con un salto temporale rispetto agli esordi trova una collocazione la produzione pi&amp;ugrave; recente. <strong>Si tratta di tele di ampie dimensioni, una scelta di pitture da muro con il loro inedito alfabeto simbolico fatto di scritte murali cancellate e alcuni quadri sul moderno sistema dell&amp;rsquo;arte e le sue aggressive strategie planetarie, che nel loro insieme rivelano ancora una volta quella tensione critica e sociale, intellettualmente lucida, tipica della ricerca di Echaurren.</strong><br />
	A seguire, nella sala La questione murale, la rassegna offre una campionatura dei primi dipinti su tela, realizzati dall&amp;rsquo;artista tra la fine degli anni ottanta e l&amp;rsquo;inizio dei novanta, in cui irrompe la storia. La protesta di piazza Tienanmen e la caduta del muro di Berlino, con cui si &amp;egrave; chiusa l&amp;rsquo;epoca della guerra fredda, ma anche l&amp;rsquo;insorgere di nuovi conflitti, come quello nel Golfo Persico, senza dimenticare il tema della difesa ambientale. In queste opere, che ricordano la comunicazione iconografica del muro berlinese, emerge uno scenario di graffiti metropolitani, cancellazioni di scritte, reperti fumettistici, emblemi e figurazioni allegoriche d&amp;rsquo;ascendenza medioevale, linguaggi e segni stereotipati della nostra comunicazione&amp;nbsp; insieme a teschi disegnati con flusso continuo di tipo calligrafico.<br />
	Il collage &amp;egrave; un altro campo dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di Echaurren, tenuto per molto tempo segreto. Le prime realizzazioni minimali e concettuali al tempo stesso, create tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta, qui riunite nella sezione Ossidazioni, costituiscono il ritorno al mestiere dopo l&amp;rsquo;abbandono della militanza. Al forte cromatismo dei quadratini e al tutto pieno dell&amp;rsquo;ideologia politica si sostituisce il bianco dell&amp;rsquo;assenza, carte bianche su fondo bianco, evocative e trasparenti, una tabula rasa per una rinascita, un bagno nel candore a titolo di purificazione.<br />
	La carta costituisce un elemento essenziale nella produzione di Echaurren, che ha esordito proprio come autore di opere su carta e anche dopo l&amp;rsquo;approdo all&amp;rsquo;acrilico su tela ha continuato a esercitarsi attivamente con questo mezzo. <strong>La sezione Carte di navigazione riunisce lavori tra la fine degli anni ottanta e i novanta che sono serviti a fissare l&amp;rsquo;idea di pi&amp;ugrave; ampi dipinti, ma anche opere con tecnica mista in cui l&amp;rsquo;artista suona la tastiera dell&amp;rsquo;intera gamma dei materiali della sua poetica: colore acrilico, matita, impronte, collage di carte svariate, dal manifesto politico o pubblicitario all&amp;#39;appunto privato, dalla nobile carta d&amp;rsquo;epoca al banale lacerto di vita quotidiana.</strong><br />
	Il percorso espositivo comprende anche una sala-archivio con una vasta documentazione (fotografie, lettere, libri, manifesti, cataloghi) che serve a inquadrare l&amp;rsquo;itinerario creativo di Echaurren lungo l&amp;rsquo;arco di oltre quattro decenni. A completamento di questa sezione, una video-intervista dell&amp;rsquo;artista sul tema della controcultura, appositamente realizzata per questa esposizione da Giorgio de Finis. La Contropittura di Echaurren in Galleria nazionale d&amp;#39;arte moderna e contemporanea fino al 3 aprile prossimo.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25587]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:48:53 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il giro del mondo passando per le Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/giromondo.JPG" width="100" alt="Il giro del mondo passando per le Eolie" /><br /><p>
	Una giovane coppia di neosposi di New York ha deciso di fare una luna di miele di un anno e girare il mondo. L&amp;rsquo;unico loro programma &amp;egrave; stato non avere programmi! Kate, 31 anni, ed Andy Titus, 36 anni, hanno lasciato i rispettivi lavori e hanno viaggiato per 394 giorni, 25 Paesi, pi&amp;ugrave; di 100 destinazioni, partendo con un biglietto di sola andata ed un bagaglio a mano a testa, per Parigi. Il resto del viaggio lo hanno improvvisato di volta in volta, in base all&amp;rsquo;istinto o ai costi dei trasporti. Dalla capitale francese prendono un treno per Amsterdam ed &amp;egrave; da l&amp;igrave; che decidono di partire alla volta delle Isole Eolie. Raggiungono una coppia di amici che aveva in programma un giro in barca di cinque giorni dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano e aveva bisogno di due persone per poter noleggiare il catamarano. Il viaggio era gi&amp;agrave; tutto organizzato, il loro unico &amp;ldquo;compito&amp;rdquo; era quello di presentarsi in Sicilia e cos&amp;igrave; fanno. Prendono un volo low-cost da Amsterdam a Palermo, dove incontrano i loro amici Jason e Madison, il proprietario della barca ed il capitano che li accompagner&amp;agrave; in questo tour. Dopo dieci ore di navigazione, raggiungono la prima tappa del loro viaggio eoliano: Filicudi. Da questa isoletta si spostano poi verso est e sbarcano a Salina, dove fanno un bagno in mare e dove, per pranzo, si gustano una deliziosa insalata di polpo, accompagnata da una caraffa di vino. Da qua partono per Stromboli, passando per Basiluzzo, e si godono la suggestiva vista della lava che, di notte, dal cratere illumina il cielo per tuffarsi in mare. <strong>La giovane coppia ricorda con meraviglia e stupore I bellissimi tramonti eoliani, con i loro colori pastello che si riflettono sull&amp;rsquo;acqua.</strong> Sull&amp;rsquo;Isola di Lipari, si tuffano nelle acque cristalline, in concomitanza delle cave di pomice, visitano il Castello e cenano al ristorante da Filippino. L&amp;rsquo;ultima loro tappa eoliana &amp;egrave; l&amp;rsquo;Isola di Vulcano, dalla quale poi salpano per Cefal&amp;ugrave; e di nuovo per Palermo, per lasciare infine la Sicilia. Da qua hanno poi proseguito il loro viaggio intorno al mondo.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25625]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:44:35 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[SloWays: nella terra di Efesto]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sloways.jpg" width="100" alt="SloWays: nella terra di Efesto" /><br /><p>
	&amp;ldquo;Tra mare e vulcani: le Isole Eolie &amp;ndash; in gruppo&amp;rdquo; &amp;egrave; il tour proposto da SloWays, tour operator che si occupa della divulgazione del viaggio a piedi. In collaborazione con il Touring Club Italiano, hanno creato offerte di viaggi di gruppo a piedi o in bicicletta in tutta Italia. Per tutti coloro che sono ancora indecisi tra mare e montagna, il tour dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano &amp;egrave; l&amp;rsquo;ideale: dal 18 al 25 giugno. <strong>Si passegger&amp;agrave; su sentieri a picco sul mare, si scopriranno i sapori e le tradizioni eoliane e ci si immerger&amp;agrave; pienamente nella bellissima atmosfera scandita dalle presenze dei vulcani. </strong>Si parte dall&amp;rsquo;Isola di Lipari, luogo in cui si far&amp;agrave; la conoscenza della propria guida e dei propri compagni di viaggio, gustando una cena a base di specialit&amp;agrave; locali. Il secondo giorno si raggiunger&amp;agrave; Quattropani e, da l&amp;igrave;, avr&amp;agrave; inizio un cammino che passer&amp;agrave; lungo la costa, i borghi antichi e le fumarole, godendo di una spettacolare vista sulle vicine Isole di Salina e Filicudi; si proseguir&amp;agrave; verso le terme di San Calogero per continuare, dopo un pranzo a base di prodotti locali, fino a Lipari. Il terzo giorno si partir&amp;agrave; alla volta di Vulcano, dove si prender&amp;agrave; parte alla scalata al Gran Cratere dal quale ammirare dall&amp;rsquo;alto il resto dell&amp;rsquo;Arcipelago; dopo un picnic per pranzo, il pomeriggio sar&amp;agrave; libero per rilassarsi con un bagno di fango o un bagno sulfureo. Per il quarto giorno &amp;egrave; prevista un giro dell&amp;rsquo;Isola di Salina per visitare i luoghi nei quali &amp;egrave; ambientato il film &amp;ldquo;Il Postino&amp;rdquo;, dai quali godere della vista sui faraglioni e sulle altre Eolie. Il quinto giorno, una camminata di 7 chilometri, partir&amp;agrave; costeggiando il cratere di Monte Pilato per raggiungere Fossa Castagna e le Rocche Rosse; si pranzer&amp;agrave; nel borgo di Lami e nel pomeriggio si visiter&amp;agrave; la Cantina di Castellaro, per un aperitivo nelle vigne al tramonto. La tappa del sesto giorno &amp;egrave; dedicata a Panarea e Stromboli; nella prima si soster&amp;agrave; un&amp;rsquo;ora circa per passeggiare nel paese e proseguire poi verso la seconda isola; con una guida vulcanologa si prender&amp;agrave; parte ad un&amp;rsquo;escursione in notturna del vulcano per ammirarne le eruzioni. Il settimo giorno, a scelta, si potr&amp;agrave; visitare il Museo Archeologico Eoliano e, nel pomeriggio, avr&amp;agrave; luogo l&amp;rsquo;ultima escursione nel Sud dell&amp;rsquo;Isola alle chiese di San Salvatore e San Bartolo al monte.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25624]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:43:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Marina Abramovic: Stromboli]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/marinaabramovic.jpg" width="100" alt="Marina Abramovic: Stromboli" /><br /><p>
	Marina Abramovic &amp;egrave; un&amp;rsquo;artista che, con i suoi lavori, esplora la relazione tra il performer ed il pubblico, sfidando i limiti del corpo e le possibilit&amp;agrave; della mente. La sua pi&amp;ugrave; conosciuta performance, nonch&amp;eacute; quella durante la quale mette di pi&amp;ugrave; alla prova questi limiti, &amp;egrave; Rhythm 0 del 1974. L&amp;rsquo;artista si assegna un ruolo passivo, stimolando il pubblico a diventare la forza che agisce su di lei. Per farlo, posiziona su un tavolo 72 oggetti (tra cui, ad esempio, una rosa, una frusta, del miele, una pistola o dell&amp;rsquo;olio d&amp;rsquo;oliva) che le persone sono libere di usare come preferiscono su di lei. Marina Abramovic &amp;egrave; rimasta cos&amp;igrave; in balia di sconosciuti per sei ore, per vedere quanto vulnerabile ed aggressivo pu&amp;ograve; diventare l&amp;rsquo;uomo, se al sicuro da eventuali conseguenze sociali. Oggi, l&amp;rsquo;artista vive e lavora a New York, ma il 10 giugno 2012 Il Sole 24 Ore riporta, sotto il titolo &amp;ldquo;Marina Abramovic: la forza di Stromboli&amp;rdquo;, le seguenti (tradotte dall&amp;rsquo;inglese) parole dell&amp;rsquo;artista: &amp;ldquo;il mio luogo preferito in Italia &amp;egrave; Stromboli, perch&amp;eacute; ha un vulcano attivo con un&amp;rsquo;energia che mi ha ispirato nel fare opere connesse direttamente a questo&amp;rdquo;. In particolare, &amp;ldquo;Stromboli&amp;rdquo; &amp;egrave; una delle sue tante opere/performance, in cui espone s&amp;eacute; stessa ed il suo corpo a forze esterne. <strong>Si tratta di un video in bianco e nero di Marina Abramovic sdraiata sulla riva del mare con il viso, unica sua parte inquadrata, rivolto verso il cielo. </strong>Tiene gli occhi chiusi e le onde del mare le bagnano il corpo ed i capelli, mentre lei resta in silenzio, seguendo i movimenti della corrente con la testa. L&amp;rsquo;unica reazione che ha &amp;egrave; alla fine del video, quando un&amp;rsquo;onda pi&amp;ugrave; forte la sommerge e lei cambia posizione alla testa. In questa sua opera, intitolata e girata a &amp;ldquo;Stromboli&amp;rdquo; in onore dell&amp;rsquo;attivo vulcano l&amp;igrave; presente, Marina Abramovic vuole sperimentare su se stessa le eruzioni che ogni quindici minuti fanno tremare la terra.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25623]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:41:47 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Eolie sulla bocca di tutti: The Jakarta Post]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/jakartapost.jpg" width="100" alt="Eolie sulla bocca di tutti: The Jakarta Post" /><br /><p>
	Per la seconda tappa di questo viaggio intorno al mondo, alla ricerca di notizie sulle Isole Eolie, restiamo in continente asiatico. Siamo in Indonesia ed a parlare &amp;egrave; il Jakarta Post. The Jakarta Post &amp;egrave; un quotidiano indonesiano, scritto in lingua inglese, con sede nella capitale. &amp;Egrave; in questo giornale che, il 30 settembre 2012, viene pubblicato un articolo di Peter Milne: &amp;ldquo;Aeolian Islands: One of Sicily&amp;rsquo;s hottest destinations&amp;rdquo;. Si parte da un paragone tra le vulcaniche Isole Eolie e le vulcaniche Isole Indonesiane. L&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano &amp;egrave; una delle destinazioni migliori per gli amanti delle isole, con i loro fanghi termali, il loro mare blu e le montagne. Ogni estate, orde di visitatori arrivano a fare il bagno, nuotare e prendere il sole, ma si consiglia di visitare le Eolie prima o dopo il picco stagionale: maggio, giugno, settembre e ottobre. Peter Milne racconta di aver visitato le Isole a met&amp;agrave; maggio, tenendo come base eoliana Panarea e alloggiando all&amp;rsquo;Hotel Quartara: lunga 3 chilometri, larga 2 e con le sue case bianche ricorda una piccola isola greca. <strong>Paragona la storia eruttiva di Panarea a quella dell&amp;rsquo;indonesiana Krakatau e i comfort e lo stile a quelli di una sontuosa abitazione di Java: i mobili, infatti, sono stati comprati dal proprietario durante un viaggio in Indonesia. </strong>L&amp;rsquo;autore dell&amp;rsquo;articolo ha goduto della meravigliosa vista che l&amp;rsquo;hotel regala sugli isolotti e gli scogli di Panarea e, pi&amp;ugrave; in lontananza, su Stromboli. Su quest&amp;rsquo;ultima consiglia la scalata al cratere di sera per poter godere delle eruzioni al buio, che risulteranno molto pi&amp;ugrave; spettacolari; pu&amp;ograve; capitare che il percorso venga chiuso per scariche di lava troppo forti e, in ogni caso, l&amp;rsquo;ascesa va fatta con una guida qualificata. Per quanto riguarda l&amp;rsquo;Isola di Lipari, viene suggerito di noleggiare un motorino o una piccola macchina e girare da se&amp;rsquo;, piuttosto che prendere parte ad uno dei numerosi tour organizzati. L&amp;rsquo;ultima visita di Peter Milne ha luogo a Vulcano, definita indimenticabile anche per l&amp;rsquo;odore di uova marce provocato dai gas sulfurei; anche qui, partecipa alla scalata fino al cratere, per rilassarsi poi nei fanghi termali e terapeutici.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25622]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:39:48 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/jakartapost.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Eolie sulla bocca di tutti: South China Morning Post]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/chinapost.JPG" width="100" alt="Eolie sulla bocca di tutti: South China Morning Post" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano incanta da sempre qualsiasi persona vi metta piede, e questo non &amp;egrave; un segreto. Giornali, riviste e siti web da ogni parte del mondo ne raccontano l&amp;rsquo;infinita bellezza, adornandola con consigli di viaggio. Ecco, quindi, il primo di una serie di articoli in una piccola rassegna stampa internazionale a tema Eolie.<br />
	Prima tappa: Cina. Il South China Morning Post &amp;egrave; un quotidiano di Hong Kong, pubblicato in lingua inglese. &amp;ldquo;Healing mud baths, breathtaking views at Aeolian Islands&amp;#39; Therasia Resort&amp;rdquo; &amp;egrave; il titolo di un articolo del 30 agosto 2015, pubblicato su questo giornale cinese. Il tema? Una vacanza al Therasia Resort, hotel a cinque stelle dell&amp;rsquo;Isola di Vulcano. L&amp;rsquo;argomento viene introdotto da una presentazione generale dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano, descritto come un remoto Patrimonio Universale Unesco frequentato pi&amp;ugrave; da italiani che da turisti stranieri. L&amp;rsquo;attenzione viene poi focalizzata su Vulcano, un vero vulcano, dai bellissimi paesaggi e dai fanghi termali (l&amp;rsquo;attrazione pi&amp;ugrave; famosa, e pi&amp;ugrave; maleodorante, dell&amp;rsquo;Isola), per arrivare poi al Therasia. Situato a Vulcanello, dal suo terrazzo in un giorno sereno &amp;egrave; possibile vedere tutte le Eolie. Gli ospiti apprezzano molto le due piscine dell&amp;rsquo;hotel, una delle quali &amp;egrave; riempita con acqua di mare; le stanze sono in stile Mediterraneo e, alcune di esse, hanno la vasca idromassaggio. Tutti coloro che alloggiano al Therasia hanno libero accesso ad una spiaggia privata, a meno di cinque minuti e vicina alla caratteristica spiaggia di Sabbie Nere. L<strong>e sabbie nere sono utilizzate anche per scrub al viso e al corpo, nel centro termale del Resort, rendendo un tributo speciale alla geografia tipica vulcanica delle Isole Eolie. </strong>Non &amp;egrave; una novit&amp;agrave; che l&amp;rsquo;Italia venga apprezzata per la sua cucina ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; anche per questo articolo dalla lontana Cina. Si parla molto bene del ristorante dell&amp;rsquo;hotel e delle sue ricette a base di prodotti freschi e stagionali: lo chef stellato Crescenzo Scotti de Il Cappero supervisiona e si occupa del tutto.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25621]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:39:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Preparativi per le feste: il Pupazzo con l'Uovo]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pupazzouovo.jpg" width="100" alt="Preparativi per le feste: il Pupazzo con l'Uovo" /><br /><p>
	Il pupazzo con l&amp;rsquo;uovo, u pupu cu l&amp;rsquo;uovu, &amp;egrave; un dolce tradizionale siciliano, preparato in occasione della Pasqua.<br />
	INGREDIENTI<br />
	_Per la pasta<br />
	&amp;bull; 500 grammi di farina 00<br />
	&amp;bull; 150 grammi di zucchero semolato<br />
	&amp;bull; 125 grammi di strutto<br />
	&amp;bull; 2 uova intere<br />
	&amp;bull; 5 grammi di ammoniaca per dolci<br />
	&amp;bull; 1 bustina di lievito per dolci<br />
	&amp;bull; 1 bustina di vanillina<br />
	&amp;bull; 2 cucchiai di latte<br />
	_Per la glassa<br />
	&amp;bull; 200 grammi di zucchero a velo<br />
	&amp;bull; 1 cucchiaio di rum<br />
	&amp;bull; 4 cucchiai di acqua<br />
	_Per le guarnizioni<br />
	&amp;bull; 6 uova sode<br />
	&amp;bull; diavoletti colorati<br />
	PROCEDIMENTO<br />
	Preparare le uova sode, metterle in acqua fredda per 10 minuti, sbucciarle, farle sgocciolare bene e metterle da parte.<br />
	Amalgamare tutti gli ingredienti per la pasta, fino a quando l&amp;rsquo;impasto sar&amp;agrave; come pasta frolla morbida. Ricavarne sei palline di ugual peso ed utilizzarle per confezionare i pupazzi con le uova.<br />
	Spianare ogni pallina riducendola ad uno spessore di&amp;nbsp; &amp;frac12; centimetro, inglobare l&amp;rsquo;uovo sodo e comporre la figura desiderata.<br />
	Adagiare i pupazzi in una placca foderata con carta da forno. Metterli in forno preriscaldato a 180&amp;deg; per 50 minuti e metterli, poi, a raffreddare.<br />
	Nel frattempo preparare la glassa, versando in una ciotola zucchero a velo e un cucchiaio di rum e amalgamare con una forchetta. Aggiungere un cucchiaio per volta di acqua continuando a mescolare per non creare grumi. Quando il composto diventa scorrevole, colarlo con un cucchiaio sui pupi raffreddati e cospargerli con i diavoletti colorati.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25620]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:38:38 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Preparativi per le feste: la Torta di Pasqua]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/tortapasqua.jpg" width="100" alt="Preparativi per le feste: la Torta di Pasqua" /><br /><p>
	INGREDIENTI PER 8 PERSONE:<br />
	&amp;bull; 180 g di farina<br />
	&amp;bull; 60 g di fecola di patate<br />
	&amp;bull; 180 g di zucchero<br />
	&amp;bull; 180 g di burro morbido<br />
	&amp;bull; 4 uova<br />
	&amp;bull; 1 bustina di lievito<br />
	&amp;bull; 1 arancia con scorza non trattata<br />
	&amp;bull; 200 g di confettura di albicocche<br />
	_Per la glassa:<br />
	&amp;bull; 200 g di cioccolato fondente<br />
	&amp;bull; 1 noce di burro<br />
	_Per la decorazione:<br />
	&amp;bull; Ovetti di zucchero bianchi<br />
	PREPARAZIONE:<br />
	Togliere le uova dal frigorifero circa un&amp;rsquo;ora prima di preparare il dolce. Setacciare farina e fecola con &amp;frac34; di lievito. Lavare e grattugiare la scorza dell&amp;rsquo;arancia e spremerne, poi, il succo.<br />
	Raccogliere il burro morbido ed a pezzetti in una ciotola e lavorarlo con la frusta fino a renderlo cremoso. Unirvi lo zucchero e continuare a lavorare fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungere, una alla volta, le uova prestando attenzione ad amalgamare bene il composto, prima di aggiungere l&amp;rsquo;uovo successivo. Unire succo e scorza d&amp;rsquo;arancia, mescolare con un cucchiaio di legno ed aggiungere, poco alla volta, il miscuglio di farina. Amalgamare molto bene.<br />
	Versare il composto in una tortiera da 24 cm imburrata ed infarinata. Mettere la torta in forno preriscaldato a 180&amp;deg; per circa 45 minuti. Sfornare la torta su una griglia e lasciarla raffreddare. Quando diventa fredda, usare un coltello lungo e ben affilato per dividerla in due parti, orizzontalmente.<br />
	Scaldare la confettura per ammorbidirla, spalmarla sul primo disco e coprire con il secondo. Tagliuzzare il cioccolato, raccoglierlo in una casseruola con due cucchiai di latte e farlo fondere a bagnomaria. Immergere la casseruola in acqua fredda per raffreddarlo e mescolare finch&amp;egrave; il cioccolato inizia ad ispessirsi. Farlo fondere nuovamente e amalgamarvi il burro.<br />
	Spalmare il cioccolato con una spatola di metallo e lasciare indurire la glassa. Spostare la torta su un vassoio piatto e decorare la superficie con gli ovetti di zucchero.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25619]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:38:04 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Volcano Race 2016: regata tra le Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/volcanorace.jpg" width="100" alt="Volcano Race 2016: regata tra le Eolie" /><br /><p>
	A maggio, la stagione delle grandi regate di altura in Mediterraneo verr&amp;agrave; aperta dalla Volcano Race, per la sua sesta edizione. Si tratta della seconda tappa dell&amp;rsquo;IMA Mediterranean Maxi Offshore Challenge e, quest&amp;rsquo;anno, vi parteciper&amp;agrave; anche una &amp;ldquo;Offshore fleet&amp;rdquo; di barche non-maxi con rating minimo di 1.102, affiancando &amp;ldquo;i grandi&amp;rdquo; nella regata di prova ed in buona parte del percorso offshore. Si tratta della seconda sfida della Mediterranean Maxi Offshore Challenge, sotto la quale sono riunite quattro regate: la Middle Sea Race (edizione 2015), la Volcano Race 2016, la Rolex Giraglia e la Palermo &amp;ndash; Montecarlo. <strong>Sono la Classe Internazionale dei Maxi Yacht (l&amp;rsquo;International Maxi Association) e lo Yacht Club Gaeta EVS ad organizzare la Volcano Race 2016: dal 16 al 22 maggio, un percorso di 460 miglia circa, nel Mare Tirreno sulla rotta Gaeta &amp;ndash; Isole Eolie &amp;ndash; Gaeta. </strong>Il nome della regata deriva dal percorso che segue e che attraversa il vulcanico Arcipelago Eoliano. Tra le &amp;ldquo;boe naturali&amp;rdquo; da circumnavigare per dirigersi, poi, verso la linea di arrivo, vi sono, infatti, anche Alicudi, Filicudi, Stromboli e Strombolicchio. La parte logistica dell&amp;rsquo;evento &amp;egrave; gestita dalla Base Nautica Flavio Gioia di Gaeta; luogo, quest&amp;rsquo;ultimo, presso il quale verranno coordinate anche le fasi di registrazione e di arrivo. La Volcano Race 2016 inizia il 17 maggio 2016 con una prima regata, per partire, poi, il 18 maggio per le Isole Eolie; il rientro &amp;egrave; previsto per sabato 22 maggio, giornata dedicata alle premiazioni. Le iscrizioni chiuderanno il 1 aprile, ma tutti coloro che si registreranno prima del 1 marzo potranno godere di sconti. Il bando ed il modulo di iscrizione sono disponibili sia sul sito dell&amp;rsquo;IMA (<strong>www.internationalmaxiassociation.com</strong>) che sul sito dello Yacht Club Gaeta (<strong>www.yachtclubgaeta.it</strong>).</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25618]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:37:27 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Elio Benenati: encomio al Capo Servizio della Riserva Naturale di Salina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/eliobenenati.jpg" width="100" alt="Elio Benenati: encomio al Capo Servizio della Riserva Naturale di Salina" /><br /><p>
	Elio Benenati, il Capo Servizio della Vigilanza della Riserva Naturale Orientata &amp;ldquo;Le Montagne delle Felci e dei Porri&amp;rdquo; di Salina, ha ricevuto un encomio speciale. Il premio, in onore del suo impegno lavorativo, del suo senso del dovere e della sua elevata professionalit&amp;agrave;, &amp;egrave; stato consegnato durante una cerimonia a Messina, presso Palazzo dei Leoni, dal Vice Prefetto Filippo Romano, Commissario Straordinario dell&amp;rsquo;Ente. Lo scorso settembre, un escursionista canadese, in vacanza presso l&amp;rsquo;Isola di Salina, si &amp;egrave; avventurato per i sentieri del Monte dei Porri, ma seguendo, probabilmente, un percorso non tracciato. Il turista perde, cos&amp;igrave;, il senso dell&amp;rsquo;orientamento e resta bloccato nella vegetazione del luogo, con il cellulare senza linea e con il buio che cala, per tutta la notte e la mattina successiva. &amp;Egrave; solo nel primo pomeriggio che riesce a contattare il proprietario della casa presso cui soggiornava, il quale allerta la Stazione dei Carabinieri di Salina. Nell&amp;rsquo;ambito di queste ricerche, si &amp;egrave; rivelato di vitale importanza Elio Benenati, che ha coordinato insieme al Maresciallo dei Carabinieri Franchini. <strong>Il Capo Servizio della Vigilanza della Riserva Naturale, con la sua grande conoscenza dei luoghi e con l&amp;rsquo;aiuto della sua squadra, riesce finalmente a trarre in salvo l&amp;rsquo;escursionista. Ed &amp;egrave; stato, in particolare, questo comportamento di Elio Benenati a venire elogiato. </strong>Non si tratta del primo encomio che ha ricevuto: nel 2010 la Giunta Municipale, il Consiglio Comunale di Santa Marina Salina e la Provincia Regionale di Messina gli hanno conferito un attestato per le sue numerose operazioni di salvataggio realizzate sul territorio.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25617]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:36:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[MACCHIAIOLI. Le collezioni svelate. - 2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/macchiaioli1.jpg" width="100" alt="MACCHIAIOLI. Le collezioni svelate. - 2� Parte" /><br /><p>
	Interessanti le diverse vite dei nove mecenati.<br />
	Cristiano Banti &amp;egrave; un pittore molto benestante, che spesso svolge opera di mecenate a favore dei propri compagni macchiaioli, raccogliendo opere dei suoi amici artisti in difficolt&amp;agrave;. Diego Martelli &amp;egrave; un critico.<br />
	Rinaldo Carnielo &amp;egrave; pittore, scultore e collezionista di origine trevigiana che frequenta gli anziani Macchiaioli, legato da grande amicizia a Fattori e a Lega e la sua collezione &amp;egrave; una delle pi&amp;ugrave; ricche per quantit&amp;agrave; di opere.<br />
	Edoardo Bruno &amp;egrave; l&amp;rsquo;imprenditore torinese, che fa del primo piano della sua dimora rinascimentale alle porte di Firenze il forziere in cui custodire il suo tesoro: una quadreria composta da centoquaranta dipinti, tra i quali il noto Cucitrici di camicie rosse del 1863 di Odoardo Borrani, icona della pittura macchiaiola.<br />
	Gustavo Sforni collezionista, intellettuale, pittore e mecenate fiorentino, cultore dell&amp;rsquo;opera di Giovanni Fattori di cui ama collezionare i piccoli formati.<br />
	Mario Galli, il pi&amp;ugrave; acuto e raffinato intenditore dei Macchiaioli, scultore fiorentino, che si indebita pur di avere le loro opere, che poi si vede costretto a cedere a ricchi collezionisti.<br />
	Enrico Checcucci, cui dobbiamo la prestigiosa raccolta di capolavori macchiaioli toscani.<br />
	Non solo Macchiaioli invece nella collezione di Camillo Giussani.<br />
	Chiude la nona sezione dedicata all&amp;rsquo;occhio conoscitore e all&amp;rsquo;anima di collezionista di Mario Borgiotti, anche grande divulgatore dell&amp;rsquo;arte dei Macchiaioli.<br />
	<strong>Il Ponte Vecchio a Firenze del 1879 di Telemaco Signorini, da Borgiotti recuperato fortunosamente sul mercato inglese, gi&amp;agrave; vale la mostra, che di Signorini regala al visitatore anche Sulla terrazza a Riomaggiore insieme ai capolavori degli altri colleghi italiani che hanno fatto grande il movimento pittorico cui &amp;egrave; intitolata l&amp;rsquo;esposizione al Chiostro del Bramante fino al 4 settembre.</strong></p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25616]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:35:59 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[MACCHIAIOLI. Le collezioni svelate. - 1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/macchiaioli.jpg" width="100" alt="MACCHIAIOLI. Le collezioni svelate. - 1� Parte" /><br /><p>
	Dal 16 marzo al Chiostro del Bramante apre la mostra I Macchiaioli. Le collezioni svelate, che presenta al pubblico per la prima volta importanti dipinti dei Macchiaioli e non solo, collocandone i capolavori nelle antiche collezioni private dove erano ospitati all&amp;rsquo;origine. Oltre cento le opere di ricchissime raccolte di grandi mecenati dell&amp;rsquo;epoca, personaggi di eccezionale interesse, accomunati dalla passione per la pittura, imprenditori e uomini d&amp;rsquo;affari innamorati della bellezza, senza i quali oggi non potremmo ammirare questi capolavori. Talvolta donate dagli autori stessi oppure acquistate per sostenere gli amici pittori in difficili momenti sono la meravigliosa testimonianza del pi&amp;ugrave; importante movimento pittorico italiano del XIX Secolo.<br />
	<strong>In un percorso di nove sezioni - ciascuna intitolata al collezionista di provenienza - il visitatore ha la possibilit&amp;agrave; di scoprire i Macchiaioli, il clima storico che fa da sfondo alla vicenda di questi artisti, i temi, i contenuti e i personaggi di questo rivoluzionario movimento.</strong><br />
	Fra i capolavori, opere come Il Ponte Vecchio a Firenze di Telemaco Signorini - fortunosamente recuperato da Mario Borgiotti sul mercato inglese e Ciociara, Ritratto di Amalia Nollemberg, di Giovanni Fattori.<br />
	E poi, Place de la Concorde e Campo di neve di Giuseppe De Nittis, Cucitrici di camicie rosse di Odoardo Borrani, il Ritratto della moglie Isa di Oscar Ghiglia e altre opere a cavallo tra Ottocento e Novecento che raccontano come le conquiste formali e concettuali dei Macchiaioli sono state recepite e sviluppate dalle successive generazioni di pittori. Le sezioni, intitolate proprio ai nomi degli originari collezionisti - ospitano quadri oggi appartenenti a collezioni private. Interessanti le diverse vite dei nove mecenati.</p>
<p>
	Continua&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25615]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:36:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I vulcani sottomarini del Mar Tirreno - 2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanisottomarini1.jpg" width="100" alt="I vulcani sottomarini del Mar Tirreno - 2� Parte" /><br /><p>
	Questo vulcano &amp;egrave; nato un milione di anni fa ed &amp;egrave; da considerarsi ancora attivo, per la sua attivit&amp;agrave; sismica tipica delle aree vulcaniche ed idrotermali; inoltre, &amp;egrave; stata registrata l&amp;rsquo;emissione di gas nelle acque sopra di esso e sono stati individuati due depositi vulcanici di soli 3000 e 5000 anni di et&amp;agrave;, con coni vulcanici a circa 850 metri di profondit&amp;agrave;. Uno studio, sulla composizione chimica delle ceneri emesse da questi due depositi vulcanici, ha permesso di definire la linea evolutiva del Marsili ed ha identificato un legame significativo tra questo vulcano ed il vulcanismo Eoliano. <strong>Per quanto riguarda gli altri vulcani sottomarini del Tirreno, sono disponibili solo pochi campioni delle loro rocce e dei loro sedimenti e, di conseguenza, la loro geomorfologia risulta meno dettagliata.</strong> I vulcani Magnaghi e Vavilov hanno una lunghezza di qualche decina di chilometri e sono posizionati pi&amp;ugrave; ad ovest e leggermente pi&amp;ugrave; a nord, rispetto al Marsili; le rocce raccolte da queste strutture vulcaniche sono effusive. I vulcani Palinuro, Glabro, Alcione e l&amp;rsquo;apparato gemello dei Lametini sono ad est del Marsili, sono prospicienti la costa calabra e sono la parte nord-est sommersa dell&amp;rsquo;Arco Eoliano; il Palinuro si estende verso est-ovest con pi&amp;ugrave; di 50 chilometri di lunghezza ed una profondit&amp;agrave; minima di 80 metri sotto il livello del mare, mentre Glabro, Alcione e Lametini hanno la tipica forma di vulcani conici; dati batimetrici di alta risoluzione recenti indicano che questa struttura potrebbe essere parzialmente attiva o quiescente. Eolo, Enarete e Sisifo sono rilievi sommersi ad occidente delle Isole Eolie e la loro attivit&amp;agrave; magmatica &amp;egrave; simile a quella emersa eoliana, tipica dei sistemi di subduzione. Il vulcano Prometeo &amp;egrave; un campo lavico esteso scoperto di recente, posizionato sulla parte orientale dell&amp;rsquo;Isola di Ustica e caratterizzato da rocce di composizione alcalina. Per quanto riguarda Glauco, Aceste, Anchise ed Albatros non vi sono ancora informazioni precise, a causa dei pochi dati raccolti.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25614]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:34:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I vulcani sottomarini del Mar Tirreno - 1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanisottomarini.jpg" width="100" alt="I vulcani sottomarini del Mar Tirreno - 1� Parte" /><br /><p>
	Nel Mar Tirreno &amp;egrave; presente una catena di vulcani sommersi, situata tra Napoli e Palermo. Il fondale di questo mare &amp;egrave; caratterizzato da una conformazione geografica particolare, causata dalla sua evoluzione geologica e geodinamica complessa. Questi vulcani sono nati, principalmente, grazie ad eruzioni effusive di lava, ma sono stati rilevati anche depositi vulcanici di tipo esplosivo. Diversi anni fa, in seguito al ritorno in piena attivit&amp;agrave; del vulcano Stromboli, Roberto Scandone, il presidente della Commissione Nazionale Grandi Rischi, ha dichiarato: &amp;quot;la terra ci sta parlando e noi stiamo cercando di capire cosa vuole dirci. L&amp;#39;eruzione dell&amp;#39;Etna, quella dello Stromboli, il fenomeno delle fumarole sottomarine di Panarea, i terremoti nel Tirreno sono tutti eventi in sincronia, simultanei, dal punto di vista geologico. <strong>Dunque la causa potrebbe essere comune: quanto sta accadendo in Sicilia e nel Tirreno &amp;egrave; probabilmente sintomo dello stato generale della crosta terrestre in quella zona</strong>&amp;quot;. In questa catena di vulcani sottomarini, che si erge al centro del Mar Tirreno, sono state trovate tracce evidenti di collassi di materiale vulcanico. Il pi&amp;ugrave; grande di questi vulcani &amp;egrave; il Marsili, situato a soli 70 chilometri dall&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano, &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; grande del Mediterraneo e d&amp;rsquo;Europa: alto 3000 metri, lungo 65 chilometri e dalla cima a soli 500 metri sotto il pelo dell&amp;rsquo;acqua. I suoi compagni sono il vulcano Magnaghi di tre milioni di anni di et&amp;agrave;, il vulcano Vavilov di sei milioni di anni, il vulcano Palinuro ed i pi&amp;ugrave; piccoli Alcione e Lametini e ancora i vulcani Glabro, Aceste, Anchise, Albatros, Sisifo, Enarete, Eolo e Prometeo. Le attenzioni sono concentrate prevalentemente sul Marsili, per la sua mole di dimensioni simili a quella dell&amp;rsquo;Etna e per monitorare eventuali frane che potrebbero provocare onde anomale lungo le coste dell&amp;rsquo;Italia Meridionale. Questo vulcano &amp;egrave; nato un milione di anni fa ed &amp;egrave; da considerarsi ancora attivo, per la sua attivit&amp;agrave; sismica tipica delle aree vulcaniche ed idrotermali; inoltre, &amp;egrave; stata registrata l&amp;rsquo;emissione di gas nelle acque sopra di esso e sono stati individuati due depositi vulcanici di soli 3000 e 5000 anni di et&amp;agrave;, con coni vulcanici a circa 850 metri di profondit&amp;agrave;.</p>
<p>
	Continua&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25613]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:34:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Salina: il villaggio della Portella]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/villaggioportella.jpg" width="100" alt="Salina: il villaggio della Portella" /><br /><p>
	Durante il periodo storico della cultura del Milazzese, nell&amp;rsquo;et&amp;agrave; del Bronzo Medio tra il XV ed il XIII secolo a.C., anche sull&amp;rsquo;Isola di Salina i centri abitati vengono spostati per paura di incursioni nemiche. La posizione scelta &amp;egrave; la sommit&amp;agrave; di una cresta di terreno, lunga circa 240 metri, tra due canali di erosioni resi inaccessibili dalle pareti verticali che incombono su di essi: un&amp;rsquo;area ben difesa naturalmente ed in forte pendenza verso il mare. Il centro abitato, datato tra il XV e il XIII secolo a.C., &amp;egrave; stato scoperto nel 1954, durante i lavori per la costruzione della strada provinciale Santa Marina &amp;ndash; Malfa. I famosi archeologi Bernab&amp;ograve; Brea e Cavalier hanno indagato questo sito e vi hanno rinvenuto una decina di capanne dalla forma circolare, ma anche evidenti testimonianze di una distruzione violenta. <strong>Le capanne sono ricavate, nel pendio, in un terreno di pomici e lapilli, sono semi-interrate e sono costruite con pietre a secco sul lato rivolto verso il mare.</strong> Sono state rimesse in luce solo nel 1998, anno in cui hanno avuto inizio i lavori per la realizzazione del parco archeologico della Portella. Al termine di questi lavori, gli scavi archeologici hanno rinvenuto una ventina di capanne, sia a pianta ovale che circolare con un massimo di quattro metri di diametro, scavate nella roccia vulcanica. Al loro interno erano ancora visibili arredi ed oggetti di uso quotidiano, dimenticati l&amp;igrave; dai loro proprietari al momento dell&amp;rsquo;abbandono del villaggio lasciato in balia di un incendio.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25612]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:33:40 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: la Cultura del Milazzese]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/culturamilazzese.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: la Cultura del Milazzese" /><br /><p>
	Dal 1400 a.C. al 1270 a.C. nell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano si afferma la cultura del Milazzese. Il nome deriva dall&amp;rsquo;omonimo promontorio dell&amp;rsquo;Isola di Panarea, presso il quale, nel 1948, &amp;egrave; stato rinvenuto un villaggio preistorico che risale alla media et&amp;agrave; del bronzo, tra la fine del XV secolo e la prima met&amp;agrave; del XIII secolo a.C. circa. Questo villaggio &amp;egrave; costituito da una ventina di capanne dalla forma ovale ed &amp;egrave; stato costruito in una zona inaccessibile adiacente alla Cala del Giunco, protetta su ogni lato da strapiombi di almeno 20 m di altezza. Le costruzioni sono contornate da un vasto recinto rettangolare e, probabilmente, sono stati depositi presso cui venivano conservate le merci.&amp;nbsp; Le capanne hanno il piano di calpestio formato da sabbia marina battuta, il tetto ligneo, uno zoccolo perimetrale e, alcune di esse, sono ripartite internamente in pi&amp;ugrave; vani. Intorno al promontorio, inoltre, prendono posto numerose insenature che sono state usate dagli abitanti del villaggio come approdi naturali, in quanto ben protette dai venti. <strong>Nel corso degli scavi, grazie ai quali &amp;egrave; stato rinvenuto questo centro abitato, sono stati recuperati anche frammenti di vasi al cui stile &amp;egrave; stato dato il nome di &amp;ldquo;Cultura Milazzese&amp;rdquo;. Le ceramiche della Cultura Milazzese sono scure, lucide e decorate con nervature in rilievo e linee incise. </strong>Questo stile ha delle notevoli somiglianze con la coeva cultura di Thapsos della Sicilia Orientale, tanto da far pensare che le Isole Eolie fossero state conquistate da popoli provenienti dalla Sicilia. Punta Milazzese &amp;egrave; raggiungibile a piedi tramite un sentiero che parte dal porto di San Pietro. Ma questa zona non &amp;egrave; sola: anche un villaggio sull&amp;rsquo;Acropoli di Lipari ed uno in Localit&amp;agrave; Portella a Salina sono riconducibili alla cultura del Milazzese, insieme ad altre zone della costa settentrionale della Sicilia, come Ustica, Milazzo e Messina.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25611]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:30:29 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Cattedrale Normanna di Lipari - 2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cattedralelipari1.jpg" width="100" alt="La Cattedrale Normanna di Lipari - 2� Parte" /><br /><p>
	Tra il 1450 e il 1515, la Cattedrale venne ampliata ulteriormente, per essere poi completata con un soffitto di legname a capriate. Nel 1544, per&amp;ograve;, i Turchi le danno fuoco e venne ricostruita nella seconda met&amp;agrave; del Cinquecento, con una volta a botte, una forma alta e oblunga e varie cappelle ai suoi fianchi. &amp;Egrave; solo con il XVIII secolo che la Cattedrale di Lipari vede dei radicali cambiamenti nelle strutture e nelle ornamentazioni. Compaiono gli affreschi della volta, vengono costruiti la statua d&amp;rsquo;argento del Protettore e il suo altare ligneo alla sinistra dell&amp;rsquo;abside, viene innalzato il campanile e vengono aggiunte le due navate laterali. Nell&amp;rsquo;ultimo decennio gli altari vengono rivestiti di marmo e adornati da tele di Antonio Mercurio. <strong>La Cattedrale di San Bartolomeo ha sempre assolto il ruolo di chiesa parrocchiale unica, fino al 1910 quando Monsignor Angelo Paino istituisce le prime dieci parrocchie autonome nella Diocesi. </strong>Quello che risulta oggi della chiesa, dopo tutte le modifiche subite nel corso degli anni, &amp;egrave; una parte esterna in stile neobarocco, affiancata dal campanile; l&amp;rsquo;architrave dell&amp;rsquo;ingresso principale recita la scritta incisavi &amp;ldquo;Divo Bartolomeo Dicatum&amp;rdquo;, l&amp;rsquo;interno &amp;egrave; a tre navate con volta a crociera, gli affreschi rappresentano episodi dell&amp;rsquo;antico testamento ed &amp;egrave; presente la statua in argento di San Bartolomeo. I fedeli chiamano questa imponente struttura <em>&amp;lsquo;a Cit&amp;agrave;ti</em>, in quanto rappresenta la citt&amp;agrave; che non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; ma, allo stesso tempo, resta il centro della vita delle Isole Eolie.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25609]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:27:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Cattedrale Normanna di Lipari - 1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cattedralelipari.jpg" width="100" alt="La Cattedrale Normanna di Lipari - 1� Parte" /><br /><p>
	In Sicilia, il crollo dell&amp;rsquo;Impero Romano d&amp;rsquo;Occidente del 476 ha fatto avvertire con pi&amp;ugrave; risonanza il rischio ed il pericolo di incursioni vandaliche ed oppressione da parte del popolo degli Ostrogoti. E cos&amp;igrave; si &amp;egrave; sentito anche a Lipari, tanto che i suoi abitanti si chiusero nel circuito della Citt&amp;agrave; Alta e, l&amp;igrave;, trasferirono anche la residenza episcopale. Le alte pareti verticali che circondano il promontorio, lo rendono una fortezza naturale. Questa nuova Cattedrale trov&amp;ograve; la sua sede nel medesimo posto in cui si crede che, in et&amp;agrave; classica, fosse collocato un tempio pagano, ma venne distrutta nell&amp;rsquo;838 con l&amp;rsquo;avvio del dominio arabo. <strong>Fu Ruggero I il Normanno a colonizzare il territorio eoliano, dopo circa 150 anni di vuoto storico, e a rifondare la Citt&amp;agrave; di Lipari. L&amp;igrave; vennero inviati l&amp;rsquo;abate Ambrogio con i suoi Benedettini, i quali fecero edificare la chiesa abaziale con il monastero attiguo, nel sito centrale del Castello. </strong>Questa chiesa abaziale venne intitolata a San Bartolomeo e, nel 1131, divenne Cattedrale sotto il vescovo Giovanni di P&amp;egrave;rgana. La chiesa, a navata unica, venne ingrandita, con il monastero che vide il suo sviluppo intorno al chiostro. Tra il 1450 e il 1515, la Cattedrale venne ampliata ulteriormente, per essere poi completata con un soffitto di legname a capriate.</p>
<p>
	Continua&amp;hellip;<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25608]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:26:56 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Salina Isola Slow 2016: online il programma]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/salinaisolaslow.jpg" width="100" alt="Salina Isola Slow 2016: online il programma" /><br /><p>
	&amp;Egrave; ufficialmente online il programma dell&amp;rsquo;edizione 2016 di Salina Isola Slow, presentato dalla Comunit&amp;agrave; del Cibo di Salina Isola Slow appartenente alla Condotta Slow Food Isole Slow Siciliane. Questa XIII edizione avr&amp;agrave; luogo dal 27 al 29 maggio per promuovere la biodiversit&amp;agrave; locale e il turismo &amp;ldquo;ecogastronomico&amp;rdquo;. <strong>L&amp;rsquo;Isola di Salina &amp;egrave; il luogo in cui bellezze paesaggistiche, agricoltura sostenibile ed un&amp;rsquo;enogastronomia legata alla pesca artigianale convivono ed interagiscono per poter diventare il simbolo di un turismo che presta attenzione all&amp;rsquo;ambiente e lo rispetta.</strong> L&amp;rsquo;evento si aprir&amp;agrave; il 27 maggio 2016 con Salina Isola Slow Kids: a partire dalle 9,30, in piazza a Santa Marina, i bambini dell&amp;rsquo;Isola verranno coinvolti in un gioco dei cinque sensi e a seguire avr&amp;agrave; luogo un&amp;rsquo;esposizione del mandala a chiusura di un lavoro svolto nelle classi durante il mese di maggio. Alle 19,00, sempre nella piazza di Santa Marina, andr&amp;agrave; in scena il teatro &amp;ldquo;Tra le Stelle del Gusto&amp;rdquo;, durante il quale verranno trattati i temi della gastronomia eoliana con l&amp;rsquo;intervento di chef, ristoratori locali e donne slow; la serata si concluder&amp;agrave; con una degustazione di piatti tipici con prodotti a Km e miglio 0. Salina Isola Slow 2016 proseguir&amp;agrave; il 28 maggio con &amp;ldquo;Alla scoperta della montagna: i saperi e i sapori delle erbe di primavera&amp;rdquo;, alle ore 9,30: una passeggiata naturalistica sul Monte Fossa delle Felci accompagnati da Elio Benenati, Capo Servizio della Riserva Naturale di Salina; una volta arrivati al rifugio di Monte Rivi, la pausa pranzo sar&amp;agrave; a base di presidi Slow Food. A partire dalle 19,00 avranno luogo &amp;ldquo;Rinella Borgo Slow: nel segno dei legumi&amp;rdquo; e il &amp;ldquo;VI memorial in ricordo di Davide Taranto&amp;rdquo; e, sullo scalo della spiaggia di Rinella, verranno proposte ricette a base di legumi e dolci tipici della tradizione eoliana. Il 29 maggio, alle 10,00, nella piazza di Pollara vi sar&amp;agrave; &amp;ldquo;Roberto Rossello, il Capperaio Magico: laboratorio del gusto sui capperi di Salina&amp;rdquo;, realizzato da una collaborazione tra l&amp;rsquo;Associazione dei Produttori del Presidio Slow Food e la Comunit&amp;agrave; locale; alle 21,00, invece, &amp;ldquo;A cena con i territori siciliani&amp;rdquo;: un incontro conviviale, presso uno dei locali dell&amp;rsquo;Isola di Salina, per scoprire la biodiversit&amp;agrave; e le eccellenze gastronomiche italiane.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25607]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:26:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento.]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/correggioparmigianino.jpg" width="100" alt="Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento." /><br /><p>
	La mostra Correggio e Parmigianino alle Scuderie del Quirinale presenta al pubblico la meravigliosa stagione dell&amp;acute;arte parmense della prima met&amp;agrave; del Cinquecento, mostrando come la grande arte del Rinascimento italiano non si limita esclusivamente ai tre principali e pi&amp;ugrave; noti centri di Firenze, Venezia e Roma. Questo periodo d&amp;acute;oro &amp;egrave; dovuto soprattutto ai protagonisti indiscussi: Correggio&amp;nbsp; e Parmigianino. Del primo - a Parma dall&amp;acute;apice della carriera fino alla fine della sua vita - ci sono una selezione di capolavori che mostrano la carica emotiva e la gamma di sentimenti espressi dal pittore nelle immagini religiose, ma anche le sue opere di soggetto mitologico, che hanno avuto un&amp;acute;enorme influenza sugli artisti successivi. Del Parmigianino, attivo anche a Roma e a Bologna, sono esposte invece sia opere di soggetto religioso e mitologico, sia ritratti. <strong>Un&amp;acute;accurata selezione mette in evidenza l&amp;acute;approccio radicalmente diverso dei due maestri alla pratica del disegno: quella sostanzialmente funzionale del Correggio &amp;egrave; accostata alla produzione incomparabilmente pi&amp;ugrave; ricca e varia del Parmigianino, mosso da un bisogno quasi ossessivo di disegnare.</strong>&amp;nbsp; Oltre ai due grandi maestri, che naturalmente sono i protagonisti della mostra, ci sono dipinti e disegni di altri quattro artisti meno celebri, ma non meno talentuosi, della cosiddetta Scuola di Parma: Michelangelo Anselmi, Francesco Maria Rondani, Girolamo Mazzola Bedoli e Giorgio Gandini del Grano. A dimostrazione del fatto che uno degli effetti pi&amp;ugrave; notevoli della presenza di Correggio e Parmigianino a Parma &amp;egrave; stato l&amp;acute;emergere di una cerchia di allievi e discepoli. In questa mostra sono presentate anche numerose opere poco note: alcune inaccessibili perch&amp;eacute; provenienti da collezioni private, altre addirittura inedite. In mostra a Roma alle Scuderie del Quirinale fino a giugno.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25606]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:25:32 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Luigi Bernab� Brea e le sue Isole Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/luigibernabobrea.jpg" width="100" alt="Luigi Bernab� Brea e le sue Isole Eolie" /><br /><p>
	Luigi Bernab&amp;ograve; Brea &amp;egrave; nato a Genova il 27 settembre del 1910 ed &amp;egrave; stato un famoso archeologo italiano. Laureato in Giurisprudenza nel capoluogo ligure, si &amp;egrave; iscritto poi all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Roma, dove ha conseguito una laurea in Archeologia. Ha studiato presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene e ha volto il suo impegno verso l&amp;rsquo;archeologia classica e protostorica della Sicilia, concentrandosi in particolare sulle Isole Eolie. Presso l&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano ha diretto il Museo Archeologico di Lipari che gli &amp;egrave; stato, poi, dedicato. <strong>Effettuando degli studi con lo scavo archeologico sull&amp;rsquo;Acropoli di Lipari, &amp;egrave; stato estremamente abile nel rilevare la successione stratigrafica del terreno in maniera talmente dettagliata, da consentire collegamenti con altri siti archeologici mediterranei. </strong>Ha, in questo modo, creato le fondamenta per una riconsiderazione totale del susseguirsi di culture preistoriche e protostoriche in Sicilia e ha permesso la ricostruzione dell&amp;rsquo;evoluzione culturale dall&amp;rsquo;inizio del Neolitico Medio all&amp;rsquo;Et&amp;agrave; Storica. Le prime ricognizioni di Luigi Bernab&amp;ograve; Brea in territorio Eoliano sono databili tra il 1947 e il 1950, con gli scavi al Piano Quartara e gli scavi al villaggio del Milazzese di Panarea. Con la collaborazione di Madeleine Cavalier, stabilitasi a Lipari a partire dal 1951, ha concentrato i suoi interessi e i suoi studi sulle Isole Eolie, per dedicarvisi completamente a partire dal gennaio del 1973. Luigi Bernab&amp;ograve; Brea scompare il 4 gennaio del 1999, anno nel quale stava lavorando all&amp;rsquo;XI volume di <em>Meligunis Lip&amp;aacute;ra</em>.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25605]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:01:45 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lipari: San Bartolo dei Pescatori]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sanbartolopescatori.jpg" width="100" alt="Lipari: San Bartolo dei Pescatori" /><br /><p>
	Il 13 febbraio, presso l&amp;rsquo;Isola di Lipari, ha avuto luogo, come ogni anno, la celebrazione per San Bartolo dei Pescatori. Si racconta che, secondo la tradizione, il 13 febbraio del 264 d.C. ad una spiaggia di Lipari arriv&amp;ograve; il corpo di San Bartolomeo all&amp;rsquo;interno di una cassa. Era stato rinchiuso in un sarcofago e gettato in mare, nel corso di una delle tante persecuzioni contro i cristiani. San Bartolo dei Pescatori &amp;egrave; un evento che rappresenta ancora oggi l&amp;rsquo;autenticit&amp;agrave; del folklore isolano, la festa viene presieduta ed organizzata dal Comitato dei Pescatori e celebra e ricorda proprio l&amp;rsquo;arrivo del corpo del Santo a Lipari. <strong>San Bartolo, il santo patrono, viene celebrato per quattro volte durante il corso dell&amp;rsquo;anno.</strong> Ma una peculiarit&amp;agrave; della festivit&amp;agrave; del 13 febbraio &amp;egrave; l&amp;rsquo;asta dello stendardo, un evento nell&amp;rsquo;evento che si svolge in mattinata con una vera e propria asta pubblica, durante la quale le famiglie di pescatori si contendono lo stendardo che porteranno, poi, in processione. Per quanto riguarda l&amp;rsquo;asta di quest&amp;rsquo;anno, organizzata nella Piazza di Marina Corta, &amp;egrave; stato Bartolo Greco, insieme ai suoi compagni, ad aggiudicarsi lo stendardo per 700&amp;euro;. La sera ha, poi, luogo una suggestiva processione con i costumi religiosi tradizionali, seguita da bellissimi giochi pirotecnici che si riflettono con i loro colori e le loro luci sull&amp;rsquo;acqua del mare.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25604]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:00:41 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[�Butterfly week�: per un lieve battito d�ali �]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/farfalla.jpg" width="100" alt="�Butterfly week�: per un lieve battito d�ali �" /><br /><p>
	Un&amp;rsquo;invasione di bellezza. Bellezza su bellezza. Con circa 280 specie residenti<strong>, l&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; il paese con la pi&amp;ugrave; grande diversit&amp;agrave; di farfalle in Europa </strong>(in tutta Europa ne sono note 576). Ciononostante quasi niente &amp;egrave; ancora noto della loro struttura e ricchezza genetica.</p>
<p>
	Per questo motivo nell&amp;rsquo;arcipelago eoliano in corso in questi giorni la &amp;ldquo;<strong>Butterfly Week</strong>&amp;rdquo;, splendida e originale iniziativa giunta alla sua terza edizione, <strong>durante la quale un gruppo di ricercatori internazionali raccoglier&amp;agrave; e studier&amp;agrave; le farfalle allo scopo di scoprirne e descriverne la loro biodiversit&amp;agrave;, ancora in gran parte sconosciuta, permetterne una migliore conservazione</strong>. Gli esperti avranno modo anche di incontrare il pubblico per spiegare l&amp;rsquo;importanza delle farfalle in ogni ecosistema e per coinvolgere i cittadini nella collezione e nelle azioni di salvaguardia e difesa della biodiversit&amp;agrave; non solo in Italia, ma in tutta l&amp;rsquo;area mediterranea.</p>
<p>
	Dopo l&amp;rsquo;arcipelago toscano, e la visita tra la Calabria e la Basilicata dello scorso anno, le Eolie sono state scelte proprio per il loro clima che rappresenta il migliore habitat possibile per questi delicatissimi organismi. L&amp;rsquo;iniziativa viene organizzata all&amp;rsquo;interno del <strong>Barcoding Italian Butterflies</strong> (BIB), un progetto frutto della collaborazione tra alcuni dei pi&amp;ugrave; importanti gruppi di ricerca universitari impegnati nella descrizione e la salvaguardia delle farfalle europee, operanti sia in Italia che all&amp;rsquo;estero, e di Legambiente: uno studio estensivo che sta rivelando l&amp;rsquo;esistenza di specie e sottospecie fino a oggi sconosciute e di linee genetiche endemiche italiane.</p>
<p>
	Unitamente al mitico Kundera, che si chiede nel suo capolavoro se <strong>davvero la pesantezza sia terribile e la leggerezza meravigliosa</strong>, il barcoding delle farfalle rappresenter&amp;agrave; il pi&amp;ugrave; potente e al contempo lieve strumento conoscitivo per predisporre piani di conoscenza di questa tipologia di insetti, irresistibili nella loro bellezza, cos&amp;igrave; com&amp;rsquo;&amp;egrave; irresistibile dell&amp;rsquo;essere la leggerezza.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26705]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 02 mag 2016 17:21:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Aurelio Grimaldi: �Alicudi nel Vento�]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/farfalla.jpg" width="100" alt="Aurelio Grimaldi: �Alicudi nel Vento�" /><br /><p>
	Aurelio Grimaldi, in &amp;ldquo;Alicudi nel Vento&amp;rdquo;, racconta la storia della piccola Alicudi e dei suoi abitanti. Si tratta di un documentario che parla dell&amp;rsquo;esperienza educativa ed umana che si vive tutti i giorni presso una realt&amp;agrave; piccola come quella di questa perla eoliana. &amp;ldquo;Qui c&amp;rsquo;&amp;egrave; molta calma, una calma terribile&amp;rdquo; diceva Nanni Moretti nel film &amp;ldquo;Caro Diario&amp;rdquo; del 1993. Ed &amp;egrave; davvero cos&amp;igrave;: <strong>niente energia elettrica n&amp;eacute; spiagge attrezzate, ma mulattiere e scale in pietra lavica.</strong> &amp;ldquo;Non &amp;egrave; mai stata mia intenzione esporre i ragazzi al giudizio pubblico, ma dimostrare come un certo modo di fare scuola pu&amp;ograve; essere in grado di valorizzare e dare nuova linfa alle passioni e ai desideri dei giovani, anche di coloro che vivono in un posto di frontiera come Alicudi&amp;rdquo;. Queste sono le parole del regista, Aurelio Grimaldi, che parte per quest&amp;rsquo;Isola e mette in piedi una scuola, per le strade, che coinvolge gli adolescenti che avevano abbandonato gli studi. <strong>&amp;ldquo;Alicudi nel Vento&amp;rdquo; inizia con la descrizione della terra su cui &amp;egrave; ambientato: un luogo piccolissimo, ma dalla grandissima bellezza naturale incontaminata.</strong> Il regista, in passato, ha lavorato come docente e con questo documentario si mette alla prova in questa scuola di strada, con l&amp;rsquo;obiettivo di istruire i suoi alunni. Non &amp;egrave; una missione semplice: si ritrova ad interagire con ragazzi che compiono gravi errori ortografici, disinteressati ed indifferenti alla storia, la geografia e l&amp;rsquo;attualit&amp;agrave;, ma con un&amp;rsquo;approfondita conoscenza, ad esempio, della cantante Lady Gaga. Ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; che hanno inizio le lezioni, alternate ad escursioni in montagna e a momenti in cui i ragazzi si confessano intimamente con il loro insegnante. Aurelio Grimaldi affronta gli argomenti pi&amp;ugrave; disparati ed arriva dritto al cuore dei suoi studenti.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25590]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 22 dic 2021 10:48:10 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un amore di fenicottero: avvistato un esemplare a Salina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/fenicottero.jpg" width="100" alt="Un amore di fenicottero: avvistato un esemplare a Salina" /><br /><p>
	SANTA MARINA SALINA &amp;ndash; Leggero ed elegante. Dal piumaggio morbido e delicato. Slanciato e superbo nella sua andatura. Un fenicottero rosa &amp;egrave; stato avvistato nel <strong>laghetto di Lingua </strong>del comune di<strong> Santa Marina Salina</strong>, nelle Eolie. Si tratta di un esemplare adulto di <em>Phoenicopterus roseus</em>, caratterizzato dal piumaggio bianco rosato. A darne notizia l&amp;rsquo;Ansa e l&amp;rsquo;assessore alla cultura del Comune di Santa Marina Salina <strong>Linda Sidoti</strong>, ospite nei giorni scorsi della trasmissione Rai Radio2 Caterpillar, ha affermato: &amp;ldquo;l&amp;rsquo;animale mancava in questi luoghi dal 1987. Nel giugno di quell&amp;rsquo;anno infatti un fenicottero rosa, dopo essersi smarrito, arriv&amp;ograve; a Salina e si ferm&amp;ograve; nel laghetto di Lingua. Rimase quattro mesi per poi ripartire. E a distanza di 29 anni un altro uccello di quella specie &amp;egrave; ritornato&amp;rdquo;.</p>
<p>
	<br />
	Uccelli di grandi dimensioni, i fenicotteri rosa raggiungono anche i 180 cm di apertura alare e i 200 cm di lunghezza totale dalla punta del becco alla punta dei piedi. Il fenicottero rosa frequenta soprattutto <strong>acque poco profond</strong>e, talvolta dolci ma prevalentemente salmastre o salate, perfino ipersaline. Come tutti gli uccelli che vivono in ambienti marini o comunque d&amp;rsquo;acqua molto salata, i fenicotteri rosa possiedono una ghiandola (ghiandola del sale), situata vicino agli occhi che permette di riversare il sale assunto in eccesso all&amp;rsquo;esterno del corpo dalle aperture delle narici.</p>
<p>
	Il fenicottero rosa si alimenta prevalentemente di piccoli invertebrati, quali crostacei e larve di <em>Chironomus,</em>&amp;nbsp;ma anche di alghe e frammenti di piante acquatiche. Alcuni di questi alimenti (per esempio Artemia salina) sono ricchi di betacarotene, pigmento di colore rosso-arancio che si deposita nelle penne in sviluppo, conferendogli il <strong>caratteristico colore rosa</strong>.&amp;nbsp;Questa avvistata a Salina &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica specie che nidifica in Europa, ma vive anche in Africa e in Asia meridionale.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25629]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 10:47:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Pablo Echaurren. Contropittura. - 1� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/echaurren.jpg" width="100" alt="Pablo Echaurren. Contropittura. - 1� Parte" /><br /><p>
	Il fulcro della mostra che la Galleria nazionale d&amp;acute;arte moderna e contemporanea dedica a Pablo Echaurren &amp;egrave; rappresentato dalla esaltazione dell&amp;#39;impegno politico che caratterizza la ricerca dell&amp;#39;artista nato a Roma. Pittore appena diciottenne, ottiene un precoce riconoscimento da Arturo Schwarz, patron del DadaSurrealismo, ma nel 1977 decide di abbandonare la professione per immergersi nel clima sociale del periodo. <strong>Nell&amp;#39;idea del superamento dell&amp;#39;arte a favore della creativit&amp;agrave; della vita, Echaurren trova linfa per le sue pagine satiriche e per le sue future elaborazioni pittoriche. </strong>L&amp;acute;esposizione parte dal periodo della sospensione dell&amp;acute;attivit&amp;agrave; artistica; non si tratta quindi di una mostra antologica, ma di una mostra tematica che vuole mettere in luce l&amp;acute;aspetto pi&amp;ugrave; importante dell&amp;#39;arte di Echaurren e il suo contributo di avanguardia al pensiero contemporaneo.<br />
	Il percorso espositivo, che presenta oltre duecento opere dell&amp;acute;artista (tele, disegni, collage) dagli anni settanta ad oggi ed un&amp;acute;ampia sezione di documentazione, comincia con i primi lavori, i quadratini: acquerelli e smalti di piccole dimensioni che riflettono i miti generazionali (la politica, la musica) e le inclinazioni personali (per le scienze naturali, il collezionismo)...<br />
	La sezione centrale, nonch&amp;eacute; cuore della mostra, &amp;egrave; dedicata ai disegni e ai collage, esposti per la prima volta, legati all&amp;#39;esperienza dei cosiddetti Indiani metropolitani, che nel 1977 si sono appropriati dei linguaggi estetici dell&amp;acute;avanguardia artistica per denunciare il mondo illusionistico dei media.<br />
	Seguono una serie di grandi tele degli anni ottanta e novanta, che fanno i conti con gli eventi contemporanei e con la problematica ambientale e alcuni collage degli anni novanta composti con manifesti politici e pubblicitari.<br />
	In mostra anche le pi&amp;ugrave; recenti pitture da muro, che creano un nuovo alfabeto simbolico, una serie di quadri sul sistema dell&amp;acute;arte, che rivelano la dimensione critica del lavoro dell&amp;#39;artista e i lavori di dimensioni minori. L&amp;acute;attenzione &amp;egrave; focalizzata sulla contropittura di Echaurren e quindi anche tutti i lavori non esposti sono presenti in qualche maniera. <strong>La pittura arriva al foglio stampato, il fumetto assurge a quadro e la riflessione concettuale di stampo Dada-futurista stimola una visione ironica del presente.</strong><br />
	Il percorso espositivo prende l&amp;rsquo;avvio con la sala intitolata Volevo fare l&amp;rsquo;entomologo, una dichiarazione dello stesso Pablo Echaurren che rimanda a quella inclinazione per le scienze naturali e la catalogazione, secondo l&amp;rsquo;insegnamento di Linneo, evidente sin dalla sua adolescenza.<br />
	Questa sezione presenta, come scrivevamo, proprio i lavori di esordio realizzati nei primi anni settanta, i cosiddetti quadratini, acquerelli e smalti su carta di piccole dimensioni in cui l&amp;rsquo;immagine risulta frammentata e inscritta in minuscoli riquadri dentellati come francobolli non ancora staccati, dove molte visioni quotidiane e private, preistoriche, interplanetarie, d&amp;rsquo;attualit&amp;agrave; politica o erotiche diventano un modo per ricreare la simultaneit&amp;agrave; e la multiforme complessit&amp;agrave; del reale. In questa parte introduttiva vengono collocate opere che rivelano le radici di Echaurren.</p>
<p>
	Continua...</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25586]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:48:02 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Homes on Islands: comprare casa alle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/homesonislands.jpg" width="100" alt="Homes on Islands: comprare casa alle Eolie" /><br /><p>
	Il famoso The Guardian, quotidiano britannico con sede a Londra, &amp;egrave; conosciuto ed apprezzato anche per la sua famosa rubrica &amp;ldquo;Home &amp;amp; Away&amp;rdquo; nella quale vengono dati &amp;ldquo;consigli immobiliari&amp;rdquo; ai lettori della testata giornalistica. All&amp;rsquo;interno di questa rubrica, &amp;egrave; stato dedicato un articolo alle &amp;ldquo;Homes on Islands&amp;rdquo;, focalizzato sulle propriet&amp;agrave; immobiliari sulle isole. Nella galleria fotografica &amp;egrave; stata riservata una sezione anche a Lipari e, pi&amp;ugrave; in generale, all&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano. Il tema, come dice il titolo stesso, &amp;egrave; stato quello delle isole e delle abitazioni che su di esse sono pronte ad ospitare persone da tutto il mondo. <strong>Le foto pubblicate offrono diverse scelte, soprattutto fuori dal comune, per i britannici in cerca di una seconda casa all&amp;rsquo;estero: Ebridi, Nicaragua, Caraibi, Italia e Canada.</strong> La Sicilia esercita da sempre un forte fascino sugli stranieri, propensi ad investire nell&amp;rsquo;acquisto di una seconda propriet&amp;agrave; immobiliare e l&amp;rsquo;Isola di Lipari attira la loro attenzione, grazie alla particolarit&amp;agrave; delle sue strutture. Lo scatto fotografico, pubblicato nell&amp;rsquo;articolo del The Guardian, presenta una casa eoliana particolare e caratteristica, che appare agli inglesi come inusuale e conquista, cos&amp;igrave;, il loro interesse.<strong> &amp;Egrave; un&amp;rsquo;idea davvero allettante per poter trascorrere le vacanze o una breve pausa in uno dei luoghi pi&amp;ugrave; belli che la Sicilia ha da offrire. </strong>Quest&amp;rsquo;Isola, come gi&amp;agrave; detto, &amp;egrave; una delle mete pi&amp;ugrave; ambite dagli stranieri a differenza di qualche anno fa quando, invece, le attenzioni erano concentrate, principalmente, su altre regioni, come la Toscana o la Puglia.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25585]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:47:20 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Geoff Andrews e Sicily Unlimited a Salina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sicilyunlimited.png" width="100" alt="Geoff Andrews e Sicily Unlimited a Salina" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;edizione del 2016 di Salina Isola Slow presenta una grandissima novit&amp;agrave;: una Summer School. La Summer School fa parte dell&amp;rsquo;iniziativa Sicily Unlimited, fondata da Geoff Andrew, scrittore e giornalista per la BBC. &amp;Egrave; l&amp;rsquo;autore di un libro intitolato &amp;ldquo;Slow Food&amp;rdquo; e presentato, nel 2010, sull&amp;rsquo;Isola di Salina, alla quale &amp;egrave; dedicato anche un capitolo. Il progetto Sicily Unlimited &amp;egrave; stato creato per tutti gli amanti della Sicilia e, di conseguenza, della sicilianit&amp;agrave;, con l&amp;rsquo;obiettivo di far dimenticare gli stereotipi negativi, in favore della sostenibilit&amp;agrave; di persone e associazioni locali. I corsi estivi, organizzati da loro, sono guidati da tutor esperti e sono finalizzati, appunto, alla condivisione dell&amp;rsquo;amore e della positivit&amp;agrave; per la Sicilia. La Summer School di Geoff Andrews, con la sua Sicily Unlimited, &amp;egrave; prevista dal 23 al 29 maggio sull&amp;rsquo;Isola di Salina.<br />
	Gi&amp;agrave; lo scorso anno, Sicily Unlimited ha organizzato un corso estivo. Dieci professionisti da Londra ed Oxford hanno preso parte ad un tour della Citt&amp;agrave; dei Templi: Agrigento.&amp;nbsp; <strong>Hanno avuto modo di esplorare storia, letteratura, cinema, tradizione culinaria della Sicilia, in un viaggio della durata di sei giorni.</strong> &amp;Egrave; stato affrontato anche il tema della mafia, studiando da vicino l&amp;rsquo;impegno delle associazioni antiracket, con l&amp;rsquo;obiettivo di allontanare gli stereotipi negativi. Il presidente del FAI di Agrigento, Giuseppe Taibi, e il presidente di Slow Food Sicilia, Rosario Gugliotta, sono stati i tutor di questo bellissimo ed istruttivo viaggio. Infatti, la Summer School &amp;egrave; stata incentrata proprio sulla valorizzazione dei gioielli FAI e dei quaranta presidi Slow Food. Il progetto si &amp;egrave; concluso a Londra dove, dal 30 ottobre al 18 dicembre, hanno avuto luogo otto lezioni in inglese dal titolo &amp;ldquo;Introducing Sicily&amp;rdquo;. Geoff Andrews, parlando della sua iniziativa Sicily Unlimited, ha dichiarato: &amp;ldquo;ci allontaniamo dagli stereotipi negativi e dal turismo di massa per concentrarci sulla storia e sulla cultura della Sicilia, promuovendo connessioni sostenibili con i siciliani e le loro associazioni&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25582]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:44:53 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Salina: la casa di Pablo Neruda]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/casapabloneruda.jpg" width="100" alt="Salina: la casa di Pablo Neruda" /><br /><p>
	Sull&amp;rsquo;Isola di Salina, alla fine dell&amp;rsquo;abitato di Pollara e superata la chiesa, sorge una casa rustica ed isolata, meta da diversi anni di pellegrinaggi. Il motivo &amp;egrave; semplice: le stanze di questa casa, collocate in cima alle ripide e suggestive falesie, sono state il set del famoso film Il Postino. Si tratta dell&amp;rsquo;unica location eoliana di questa pellicola, in quanto il resto delle scene &amp;egrave; stato girato a Procida. Troisi regala al suo pubblico l&amp;rsquo;interpretazione del postino di una piccola isola del Sud Italia, presso la quale stava soggiornando anche il poeta Pablo Neruda, in esilio. Tutte le scene del film in cui Mario (il postino interpretato da Massimo Troisi) pedala, costeggiando il mare, sono girate a Salina, insieme alle scene in cui i personaggi passeggiano e dialogano lungo una spiaggia sassosa, collocata tra il mare ed una scogliera. Si tratta della spiaggia del postino, affacciata sull&amp;rsquo;Isola di Filicudi, e, purtroppo, a rischio di scomparsa per effetto della continua erosione compiuta dal mare e dell&amp;rsquo;approdo abusivo di barche a motore. <strong>Nel poeta Pablo Neruda, Mario ritrova un uomo profondo ed un mentore; da lui impara a guardare il mondo con occhi diversi e scopre la magia della letteratura. </strong>Massimo Troisi ha definito questa piccola casa rosa dallo stile ottocentesco come &amp;ldquo;il simbolo della poesia&amp;rdquo;. Il proprietario della casa, in un&amp;rsquo;intervista, ha ricordato cos&amp;igrave; i momenti delle riprese: &amp;ldquo;gli scenografi provavano e riprovavano ma il regista Michael Radford non riusciva a trovare il colore giusto. Finch&amp;eacute; ho mescolato calce, terriccio, colore rosso, dato pennellature grossolane, e spruzzato tutto con la pompa che i contadini usano per spargere la polvere anti-parassiti. E&amp;rsquo; venuto fuori un effetto dilavato, antico, quello dei miei quadri. Cos&amp;igrave; &amp;egrave; nato il rosa di questa casa. La casa che Troisi mi disse di amare: &amp;egrave; bellissima, mi sussurr&amp;ograve; con un filo di voce&amp;rdquo;.&amp;nbsp;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25581]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:44:17 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Eolie in prima linea nell'Egeo]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/liparisamos.jpg" width="100" alt="Eolie in prima linea nell'Egeo" /><br /><p>
	Qualche giorno fa dal porto Pignataro di Lipari &amp;egrave; partita la vedetta 322 del Circomare. La CP, sotto il comando del maresciallo Roberto Mangione, rappresenter&amp;agrave; l&amp;rsquo;Italia nel sostenere le autorit&amp;agrave; greche in questo momento delicato. Ha raggiunto Atene ed &amp;egrave; stata assegnata da Frontex, Agenzia Europea per il coordinamento ed il pattugliamento delle frontiere, al mare al largo dell&amp;rsquo;Isola di Samos per dare supporto nel tentativo di soccorrere i profughi che provano ad attraversare il Mar Egeo. Si tratta della prima vedetta classe 300 destinata, dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto, all&amp;rsquo;estero in rappresentanza dell&amp;rsquo;intero stato Italiano. L<strong>ipari e Samos sono a 1000 miglia di distanza l&amp;rsquo;una dall&amp;rsquo;altra e la Guardia Costiera li ha, prontamente, percorsi per salvare le vite di migliaia di migranti disperati.</strong> &amp;Egrave; nell&amp;rsquo;ambito dell&amp;rsquo;operazione Poseidon che la vedetta 322 sta offrendo il proprio fondamentale supporto nelle acque greche. La Guardia costiera italiana &amp;egrave; presente con due motovedette e un elicottero ed &amp;egrave; l&amp;rsquo;Unione Europea a coprire tutti i costi. Poche notti fa ha avuto luogo la prima operazione, difficile, ma efficientemente portata a termine dalla CP 322, la quale &amp;egrave; stata in grado di salvare la vita di 36 persone (tra cui 9 donne e 12 bambini di meno di 2 anni), al largo della costa greca. In questo caso, i migranti si trovavano, in balia di un mare 5, su un cabinato a motore di 5 metri che portava bandiera turca. L&amp;rsquo;operazione si &amp;egrave; rilevata, come previsto, essere molto difficile ma le autorit&amp;agrave; greche hanno dichiarato che l&amp;rsquo;intervento ha permesso di evitare l&amp;rsquo;ennesima tragedia in mare.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25580]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:43:36 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le caratteristiche della pietra pomice - 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pomice1.jpg" width="100" alt="Le caratteristiche della pietra pomice - 2� parte" /><br /><p>
	Esistono due tipi di pietra pomice, distinti dal punto di vista composizionale: le pomici siliciche (costituite da brandelli di magma acido, dalla elevata porosit&amp;agrave; e bassa permeabilit&amp;agrave;) e le pomici basiche (contenenti al loro interno piccole vescicole sferoidali). Il processo di estrazione della pomice &amp;egrave; a basso impatto ambientale, in quanto nella maggior parte dei casi avviene direttamente dalla superficie. La cava di pomice, presente a Lipari, &amp;egrave; chiusa dal 2005 e, per questo motivo, la concentrazione di questa pietra si sta pian piano riducendo, causando anche un rimpicciolimento delle dimensioni delle spiagge costituite dai materiali rimanenti dalla sua produzione. Su quest&amp;rsquo;Isola si &amp;egrave; iniziato a raccogliere la pomice dal V millennio a.C. per commerciarla, poi, in tutto il Mediterraneo ed utilizzarla o come materiale leggero da costruzione o come pietra abrasiva. A partire dalla seconda met&amp;agrave; del 1600, a Canneto si sono iniziate a sviluppare piccole attivit&amp;agrave; di esportazione della pomice verso la Toscana, la Campania, la Francia, tanto che, in questo periodo, la quantit&amp;agrave; annuale di merce esportata raggiungeva le 500 tonnellate. <strong>Il commercio di questa pietra, con il passare del tempo, &amp;egrave; diventato sempre pi&amp;ugrave; fiorente, tanto che il geologo De Dolomieu scrisse di Lipari come &amp;ldquo;l&amp;rsquo;immenso magazzino che fornisce la pomice a tutta l&amp;rsquo;Europa&amp;rdquo;. </strong>Per anni, la pomice, insieme all&amp;rsquo;ossidiana, &amp;egrave; stata la principale fonte di ricchezza dell&amp;rsquo;Isola di Lipari. &amp;Egrave; bellissimo fare un bagno lungo le cose bianchissime della zona delle cave di pietra di Porticello: il mare &amp;egrave; turchese e limpido.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25579]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:43:02 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le caratteristiche della pietra pomice - 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pomice.jpg" width="100" alt="Le caratteristiche della pietra pomice - 1� parte" /><br /><p>
	La pomice &amp;egrave; una roccia vulcanica vetrosa vescicolare, molto leggera per la sua tessitura particolarmente porosa. Questa pietra nasce, principalmente, da eruzioni di tipo esplosivo e la sua porosit&amp;agrave; &amp;egrave; dovuta alla formazione di bolle di gas nella matrice della roccia; l&amp;rsquo;acqua, che nel corso delle eruzioni resta intrappolata nelle rocce viscose dalle temperature altissime, si libera sotto forma di vapore e fa esplodere il magma in una pietra leggera che, al termine del raffreddamento, si solidifica e cade sotto forma di pomice. <strong>Ne risulta una massa solida, costituita da biossido di silicio e, in parte, da ossido di alluminio e tracce dei loro ossidi: una sorta di schiuma di vetro vulcanico dalla struttura calcinata e non cristallina, dura e friabile al medesimo tempo.</strong> La pomice &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica pietra che riesce a galleggiare nell&amp;rsquo;acqua: ha un peso specifico inferiore a quest&amp;rsquo;ultima e riesce a non affondare, poich&amp;eacute; si basa su una struttura a cellule sferiche e comunicanti tra loro grazie ad una non completa chiusura; quelle che non vengono invase dall&amp;rsquo;acqua, permettono alla pomice di galleggiare. <strong>Solitamente, la pietra &amp;egrave; di colore chiaro come &amp;egrave; ben visibile, ad esempio, nella costa nord-orientale dell&amp;rsquo;Isola di Lipari. </strong>Tuttavia, a seconda della sua composizione pu&amp;ograve; assumere diversi colori: bianco, crema, grigio, verde o, addirittura, nero, come nel caso dell&amp;rsquo;Arcipelago delle Canarie. Esistono due tipi di pietra pomice, distinti dal punto di vista composizionale: le pomici siliciche (costituite da brandelli di magma acido, dalla elevata porosit&amp;agrave; e bassa permeabilit&amp;agrave;) e&amp;hellip;<br />
	Continua&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25578]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:41:26 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un diverso tipo di turismo: delfini e balene nel mare delle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/delfinimare.jpg" width="100" alt="Un diverso tipo di turismo: delfini e balene nel mare delle Eolie" /><br /><p>
	Nel mare dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano, nel 2015, &amp;egrave; stato rilevato un aumento nella presenza di delfini e balene. Un numero sempre pi&amp;ugrave; alto di mammiferi nuota tra le Eolie e si mette in mostra di fronte ai turisti che girano in barca tra le isole, in particolare nei tratti di mare tra Stromboli e Panarea. I dati dimostrano che c&amp;rsquo;&amp;egrave; stato un aumento del 15% negli avvistamenti nelle acque dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano. Sono stati visti 2000 esemplari di una specie di delfino, chiamata stenella, circa una sessantina di capodogli, 180 tartarughe caretta-caretta e si &amp;egrave; alzata anche la difficilmente quantificabile presenza di tonni. <strong>L&amp;rsquo;associazione no-profit Delphis Aeolian Dolphin Center si occupa di studi sulla protezione e sulla conversazione dei cetacei nel mare delle Eolie. </strong>Renata Mangano, direttore del centro, guida dell&amp;rsquo;associazione e biologa marina, ha diffuso questi dati ed ha affermato che la presenza di questi mammiferi e di tartarughe marine continua ad essere in crescita. &amp;ldquo;Il 2015 &amp;egrave; stato un anno di svolta. Abbiamo un aumento del 20% di tartarughe marine e del 15% per i cetacei. Tra questi, la specie stenella viene osservata con sempre maggiore frequenza, la popolazione di tursiope &amp;egrave; sempre molto stabile, ma questo &amp;egrave; normale poich&amp;eacute; si tratta di una specie stanziale. Nel nostro mare poi si riproducono i capodogli&amp;raquo;. Si tratta decisamente di un passo avanti verso la convivenza sostenibile tra l&amp;rsquo;uomo e il Mar Tirreno e di una buonissima notizia per le acque italiane che sono riuscite a ripopolarsi dopo una lunga crisi ambientale.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25577]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:40:53 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il Carnevale Eoliano a Los Angeles]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/taorminafilmfest.jpg" width="100" alt="Il Carnevale Eoliano a Los Angeles" /><br /><p>
	Il film documentario di Francesco Cannav&amp;agrave;, &amp;ldquo;Il Carnevale Eoliano &amp;ndash; l&amp;rsquo;Isola delle Maschere&amp;rdquo;, &amp;egrave; sbarcato oltreoceano. Per la prima volta, il TaorminaFilmFest ha avuto luogo a Los Angeles, il 20 e il 21 gennaio 2016, ed &amp;egrave; proprio in questa location che il regista messinese ha ricevuto consensi unanimi. Prodotto dalla B&amp;amp;B CINEMATOGRAFICA, racconta delle 2500 maschere della tragedia e della commedia greca che sono state trovate sepolte a Lipari dall&amp;rsquo;archeologo Luigi Bernab&amp;ograve;-Brea. Il documentario tratta delle tradizioni millenarie dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano che rendono possibile una comprensione pi&amp;ugrave; approfondita del legame tra gli isolani e la &amp;ldquo;maschera&amp;rdquo;.<br />
	<strong>Tiziana Rocca, la general manager del TaorminaFilmFest, &amp;egrave; riuscita a far approdare il festival siciliano, con i suoi film di produzione indipendente, all&amp;rsquo;Istituto di Cultura di Los Angeles. </strong>Ospite d&amp;rsquo;onore di questa prima edizione americana &amp;egrave; stata Valeria Golino, alla quale &amp;egrave; stato assegnato il Taormina Los Angeles Award e che ha presentato la pellicola &amp;ldquo;Per Amor Vostro&amp;rdquo; di Giuseppe Gaudino. Sono stati due giorni intensi, durante i quali &amp;ldquo;Il Carnevale Eoliano &amp;ndash; l&amp;rsquo;Isola delle Maschere&amp;rdquo; si &amp;egrave; aggiudicato il 2&amp;deg; premio documentario filmmaker Sicilia. A Tiziana Rocca &amp;egrave; stato consegnato, dal Consigliere Municipale Joe Buscaino, un riconoscimento ufficiale della citt&amp;agrave; di Los Angeles; ad evento concluso, la general manager a parlato cos&amp;igrave;: &amp;ldquo;sono molto soddisfatta di questa nostra prima edizione a Los Angeles. Ringrazio ancora una volta l&amp;rsquo;Istituto di Cultura a LA e il suo direttore Valeria Rumori, il Console Antonio Verde e il Consigliere Joe Buscaino. <strong>Aver portato qui i nostri registi e i nostri film ci riempie di orgoglio e l&amp;rsquo;accoglienza del pubblico americano rafforza la nostra idea di offrire la possibilit&amp;agrave; a giovani autori e a produzioni indipendenti di farsi conoscere anche all&amp;rsquo;estero</strong>&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25576]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:40:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[The Art of the Brick, il fenomeno Lego]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/theartofthebrick.jpg" width="100" alt="The Art of the Brick, il fenomeno Lego" /><br /><p>
	Ultimi giorni utili per vedere a Roma The Art of the Brick, dichiarata dalla CNN una tra le dieci mostre da non perdere al mondo, che ha gi&amp;agrave; attirato milioni di visitatori da New York a Los Angeles da Melbourne a Shanghai, da Singapore a Londra.&amp;nbsp; Il mattoncino Lego &amp;egrave; moderno e vintage al tempo stesso, sempre alla moda e per tutte le et&amp;agrave;, seduce nei colori e stuzzica la fantasia. The Art of the Brick pone la creativit&amp;agrave; e il gioco al centro della mostra.&amp;nbsp; Si parte ammirando l&amp;rsquo;immaginazione e la bravura dell&amp;rsquo;artista che riesce a coinvolgere il visitatore fino a stimolarne la creativit&amp;agrave;. Le opere in mostra sono una parte di ci&amp;ograve; che si pu&amp;ograve; sperimentare grazie ai mattoncini Lego. Il lavoro di Nathan Sawaya &amp;egrave; apprezzato ovunque nel mondo al di l&amp;agrave; di qualsiasi barriera culturale. The Art of the Brick &amp;egrave; la prima grande mostra d&amp;rsquo;arte contemporanea che utilizza i mattoncini Lego come unico mezzo artistico e fonda il suo successo sull&amp;rsquo;arte della trasformazione. Il passaggio da uno stato, un&amp;rsquo;emozione, una forma&amp;hellip;all&amp;rsquo;altra. Nathan Sawaya, creatore di The Art of the Brick, ha scelto i Lego come suo mezzo espressivo, creando personaggi ed oggetti sorprendenti. Fra le opere d&amp;rsquo;arte esposte: Yellow, una scultura a grandezza naturale di un uomo che si apre il petto, lo scheletro di un dinosauro T-Rex lungo sette metri ed un gigantesco cranio. <strong>Le sue creazioni sono autentiche ed originali testimonianze di arte contemporanea, che affascinano grandi e piccini. Nathan Sawaya &amp;egrave; un acclamato artista di New York che con un giocattolo crea opere d&amp;rsquo;arte stupefacenti.</strong> E&amp;rsquo; stato il primo artista in assoluto a portare i Lego nel mondo dell&amp;rsquo;arte e la sua mostra itinerante sta conquistando tutto il pianeta. Da giovane Sawaya disegnava fumetti, scriveva racconti, perfezionava giochi di prestigio e giocava anche con i Lego. Arrivato il momento di andare al college, Sawaya si trasferisce a New York City, frequenta la New York University e diventa avvocato. Dopo anni di fusioni da milioni di dollari e acquisizioni societarie, Sawaya preferisce e sceglie di stare seduto per terra a creare arte, piuttosto che&amp;nbsp; in una sala riunioni a negoziare contratti. Oggi Sawaya &amp;egrave; autore, conferenziere e uno dei pi&amp;ugrave; famosi e premiati artisti contemporanei. Nell&amp;rsquo;area gioco, situata alla fine della mostra, i visitatori possono dare libero sfogo alla propria creativit&amp;agrave; divertendosi con i mattoncini Lego ed i videogiochi messi a loro disposizione. Fino al 14 febbraio a Spazio Eventi Tirso, in Via Tirso 14 a due passi da Villa Borghese.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25575]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:39:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il Corriere della Sera premia il professore Angelo Ferro]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/buonenotizie.jpg" width="100" alt="Il Corriere della Sera premia il professore Angelo Ferro" /><br /><p>
	Il professore Angelo Ferro, cittadino onorario e socio del Centro Studi Eoliano, &amp;egrave; stato premiato dal Corriere della Sera con il riconoscimento &amp;ldquo;Buone Notizie&amp;rdquo;. Angelo Ferro &amp;egrave; il fondatore di Civitas Vitae, una vera e propria citt&amp;agrave; per anziani non autosufficienti, inventata e costruita nei pressi di Padova. La Citt&amp;agrave; della Vita &amp;egrave; un grosso complesso, la prima struttura di coesione sociale presente in Italia. Si tratta di una vera e propria cittadina con tanto di strade, strutture sanitarie, centri di ricerca, abitazioni private, negozi, tecnologie digitali e centri sportivi. <strong>&amp;ldquo;La Buona Notizia&amp;rdquo; &amp;egrave; un&amp;rsquo;iniziativa del Corriere della Sera, giunta alla sua VIII edizione, che ha l&amp;rsquo;obiettivo di diffondere il pi&amp;ugrave; possibile il racconto di storie positive che, la maggior parte delle volte, restano in ombra rispetto alle notizie di cronaca e perdono cos&amp;igrave; la loro carica positiva. </strong>Il premio &amp;egrave; stato consegnato il 23 gennaio a Caserta, nella Biblioteca del Seminario ed &amp;egrave; stato ideato dall&amp;rsquo;Ucsi e organizzato insieme con l&amp;rsquo;Assostampa, l&amp;rsquo;Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali di Caserta, il Corso di Comunicazione dell&amp;rsquo;Issr, l&amp;rsquo;associazione ScrivEremo e con il multiblog &amp;ldquo;Buone Notizie&amp;rdquo; del &amp;ldquo;Corriere della Sera&amp;rdquo;. Gode, inoltre, del patrocinio dell&amp;rsquo;Ordine dei Giornalisti della Campania e della Fisc, Federazione italiana settimanali cattolici. Il riconoscimento &amp;ldquo;Buone Notizie&amp;rdquo; ha premiato anche i &amp;ldquo;buoni giornalisti&amp;rdquo;: Domenico Quirico, Marcello Masi, Lucetta Scaraffia e Maria Grazia Capulli, alla memoria.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25574]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:38:16 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Filicudi: la Grotta dei Gamberi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/grottagamberi.jpg" width="100" alt="Filicudi: la Grotta dei Gamberi" /><br /><p>
	Ecco un altro meraviglioso itinerario subacqueo per poter ammirare le bellezze sottomarine che l&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano regala! &amp;Egrave; una delle immersioni pi&amp;ugrave; affascinanti che l&amp;rsquo;Isola di Filicudi pu&amp;ograve; far vivere. Si comincia da Filicudi Porto, nella baia di questa piccola isoletta, nella zona dove attraccano i traghetti. Si procede poi in direzione della punta di Capo Graziano, dove una macchia di vernice bianca &amp;egrave; ben visibile sugli scogli. Superato questo punto, ha inizio la zona archeologica nella quale le immersioni sono assolutamente vietate. Scendendo in acqua, bisogna nuotare verso il mare aperto, lasciando Capo Graziano e un fondale di sassi e posidonia alle spalle, finch&amp;egrave;, dopo poche decine di metri, si vedr&amp;agrave; il ciglio. La roccia verticale, con un solo salto, raggiunge il fondo ricreando un ambiente spettacolare ed arricchito dalla fauna e dalla flora marina: spugne, polpo, murena, castagnola, scorfano rosso e nero, corvina, cernia. In alcuni punti di questa roccia, si aprono delle grosse volte che, superando la verticale, generano degli strapiombi. Si deve continuare a pinneggiare verso Capo Graziano finch&amp;egrave; la parete rocciosa non inizia a piegare verso destra per alcuni metri, per riassumere poi la direzione originaria. <strong>Nel punto in cui cambia direzione, nella roccia si apre una spaccatura profonda, dalla forma allungata e sviluppata in verticale: questa &amp;egrave; la Grotta dei Gamberi. La Grotta &amp;egrave; interamente popolata da piccoli gamberi.</strong> Ha, inoltre, un&amp;rsquo;apertura verticale sotto un piccolo pianoro e questa apertura &amp;egrave; un&amp;rsquo;ottima base di partenza per ispezionare l&amp;rsquo;interno di questa grotta. L&amp;rsquo;ingresso ha la forma di una &amp;ldquo;V&amp;rdquo; capovolta ed &amp;egrave; situato a circa 37 metri, punto nel quale ha inizio un tunnel buio e sinuoso. Il primo tratto &amp;egrave; quello pi&amp;ugrave; ricco di fauna e flora, soprattutto di gamberi, e non &amp;egrave; necessario addentrarsi molto nella grotta per godere della sua bellezza. Si consiglia, nel corso della risalita, di non perdere il canale di origine vulcanica, popolato da cernie, che riconduce in superficie.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25573]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:37:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Vulcano: lo Scoglio del Quaglietto]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/scoglioquaglietto.jpg" width="100" alt="Vulcano: lo Scoglio del Quaglietto" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;Isola di Vulcano, come il resto delle Eolie, offre degli scenari meravigliosi e suggestivi, di cui si pu&amp;ograve; godere effettuando delle semplici immersioni subacquee. Uno dei pi&amp;ugrave; belli di tutto l&amp;rsquo;Arcipelago &amp;egrave; la cala che si apre tra Capo Testa Grossa e lo Scoglio del Quaglietto. Il Quaglietto &amp;egrave; un grande scoglio, situato sulla costa occidentale dell&amp;rsquo;Isola di Vulcano, alla cui base, a circa 20 metri di profondit&amp;agrave;, &amp;egrave; possibile trovare l&amp;rsquo;ingresso di un&amp;rsquo;ampissima grotta. Una volta entrati nella cala, alla propria destra si pu&amp;ograve; vedere il &amp;ldquo;bagno delle Vergini&amp;rdquo;: splendide piscine naturali dall&amp;rsquo;acqua cristallina, color smeraldo. Arrivando alla fine della cala, si apre una grotta ampia nella quale si pu&amp;ograve; entrare anche in barca: la Grotta del Cavallo. Ci si deve, poi, avvicinare allo scoglio e ormeggiare sul lato meridionale. Bisogna nuotare lungo il versante esterno, attraversando il canale tra lo scoglietto e il Quaglietto vero e proprio, e scendere sul fondo. Da questo punto, &amp;egrave; possibile iniziale a circumnavigarlo, lasciando alle spalle la roccia affiorante pi&amp;ugrave; piccola. Nuotando per poche decine di metri, si arriva all&amp;rsquo;imboccatura di una grande grotta da dove ha finalmente inizio la discesa. Al centro di questa grotta trova la sua collocazione una statua della Madonna adornata da alcuni spirografi, appoggiata sul fondo sabbioso da un circolo subacqueo. Se ci si dota di un faro piuttosto potente, &amp;egrave; possibile continuare a percorrere la spelonca verso l&amp;rsquo;interno e, nell&amp;rsquo;ultima camera della cavit&amp;agrave;, si incontrer&amp;agrave; un branco numerosissimo di gamberi parapandalo. <strong>E, lungo tutto il percorso, si pu&amp;ograve; venire accompagnati da cernie, polpi, aragoste, granceole, e le pareti saranno tempestate, a tratti, da astroides, spugne e stelle marine. Inoltre, adiacente alla grotta vi &amp;egrave; una franata che, sul fondale, rende il paesaggio ricco di insenature e fa da nascondiglio a diverse specie animali, tra cui le aragoste.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25572]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:37:04 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Salina: santuario del Terzito]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/santuarioterzito.jpg" width="100" alt="Salina: santuario del Terzito" /><br /><p>
	Il santuario del Terzito, sull&amp;rsquo;Isola di Salina, &amp;egrave; il pi&amp;ugrave; antico santuario eoliano dedicato alla madre di Dio e rappresenta il centro di devozione mariana maggiore presente nell&amp;rsquo;Arcipelago delle Eolie. Le sue origini sono antichissime e risalgono ai primi tempi della cristianit&amp;agrave;. Si racconta che un pio eremita si sia rifugiato a Salina per riuscire a scappare dalle persecuzioni degli imperatori romani e, qui, abbia costruito un piccolo oratorio a forma di capanna e con l&amp;rsquo;immagine della Madonna. Il 23 luglio 1622 ad un boscaiolo, Alfonso Mercorella, apparve la Vergine; nella visione, la madre di Dio aveva le stesse sembianze dell&amp;rsquo;immagine costruita dall&amp;rsquo;eremita e collocata all&amp;rsquo;interno del santuario. <strong>Da quel momento, anche gli abitanti di Lipari hanno iniziato a recarvisi in pellegrinaggio ed hanno deciso di costruire il templio con pietre ed altri materiali resistenti. &amp;Egrave; cos&amp;igrave; che &amp;egrave; nato il santuario, nella vasta sella pianeggiante chiamata, per questo, Valdichiesa.</strong> I probabili motivi per cui questo luogo sacro viene chiamato &amp;ldquo;del Terzito&amp;rdquo; sono due: o per il fatto che sia stato riedificato tre volte o perch&amp;eacute; &amp;ldquo;Terzito&amp;rdquo; deriva dallo spagnolo &amp;ldquo;tersillo&amp;rdquo;, terzina musicale, che &amp;egrave; il triplice suono della campanella che candisce le devozioni. L&amp;rsquo;attuale edificio sacro &amp;egrave; a tre navate e a croce latina e conserva le linee architettoniche del tempio ottocentesco; al suo interno &amp;egrave; custodita una statua lignea della Madonna. Sull&amp;rsquo;altare, &amp;egrave; situata una meravigliosa tela settecentesca, nel quale &amp;egrave; raffigurata la Vergine, con un campanello in mano, nell&amp;rsquo;atto di proteggere le Isole Eolie. A Salina, il 23 luglio ricorre la festivit&amp;agrave; della Madonna del Terzito o Madonna del campanello, evento durante il quale hanno luogo la processione della statua della Vergine, concerti musicali e fuochi d&amp;rsquo;artificio.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25571]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:36:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le 14 migliori terme d'Italia: in classifica anche Vulcano]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/termevulcano.jpg" width="100" alt="Le 14 migliori terme d'Italia: in classifica anche Vulcano" /><br /><p>
	Momondo &amp;egrave; un sito web dedicato a consigli di viaggio e alla ricerca di voli low cost, hotel e noleggio auto. Il suo obiettivo &amp;egrave; quello di offrire spunti interessanti per ispirare il suo &amp;ldquo;pubblico&amp;rdquo; di viaggiatori. Proprio per questo motivo, di recente ha pubblicato un articolo intitolato &amp;ldquo;14 terme gratis in Italia: benessere senza spendere un euro (o quasi)&amp;rdquo;, stilando una classifica delle migliori terme libere presenti in Italia. Durante il periodo invernale, in tutti sorge la voglia di farsi coccolare in un centro termale, con fonti di acqua calda per piacevoli bagni rigeneranti. In Italia, dal Nord al Sud, i centri termali diffusi per tutto il Paese offrono numerose possibilit&amp;agrave;, anche in questo periodo. <strong>Per merito delle fonti d&amp;rsquo;acqua calda, si pu&amp;ograve; godere di bagni piacevoli e rigeneranti, nonostante intorno vi siano temperature bassissime.</strong> Ed &amp;egrave; proprio in questa classifica che compaiono le Terme di Vulcano. Spendendo intorno ai cinque euro si hanno pozze con acqua termale, bagni solfurei in mare, fossa per fanghi e inalazioni. Ad un prezzo cos&amp;igrave; basso, offrono molti benefici e rendono possibile godere di un atmosfera particolare, ai piedi di un vulcano.&amp;nbsp; <strong>Situate nella zona di Porto Levante, le Terme di Vulcano sono composte da fanghi bollenti e fumarole sottomarine, sfruttate soprattutto per la cura di forme reumatiche. </strong>Nella classifica la Sicilia compare anche con le Terme di Crimiso, in provincia di Trapani. Sono terme libere, situate in localit&amp;agrave; Ponte Bagni, vicino alle famose Terme Segestane; si tratta di polle di acqua calda sulfurea, con una temperatura che si aggira intorno ai 46-47&amp;deg;, che affiorano direttamente dal Fiume Caldo, in piccole anse riparate, dove fare dei bagni caldi.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25570]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:35:38 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista a Katia Cortese: attrice eoliana]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/katiacortese.jpg" width="100" alt="Intervista a Katia Cortese: attrice eoliana" /><br /><p>
	Katia Cortese &amp;egrave; un&amp;rsquo;abile ed apprezzata attrice delle Isole Eolie. &amp;Egrave; stata l&amp;rsquo;attrice protagonista del corto di Davide Cortese, Mahara: cortometraggio, premiato dal maestro Ettore Scola nel 2004, che racconta la leggenda di una strega eoliana che, di nascosto dal suo compagno di vita, utilizza unguenti magici per volare verso terre lontane. Katia Cortese &amp;egrave; stata, inoltre, la protagonista del corto &amp;ldquo;Ciaula scopre la luna&amp;rdquo; di Gabriele Furnari Falanga e del film &amp;ldquo;Il carnevale eoliano &amp;ndash; l&amp;rsquo;isola delle maschere&amp;rdquo; di Francesco Cannav&amp;agrave;. &amp;Egrave; anche attrice nella compagnia teatrale di Lipari, &amp;ldquo;Piccolo Borgo Antico&amp;rdquo;, diretta da Tindara Falanga. &amp;ldquo;Piccolo Borgo Antico&amp;rdquo; &amp;egrave; nato nel 1992 a Pianoconte e, all&amp;rsquo;epoca, era costituita da ragazzi, impegnati in piccoli lavori teatrali in ambito parrocchiale. Nel 1996 l&amp;rsquo;associazione &amp;egrave; stata ufficializzata tramite atto costitutivo e, oggi, &amp;egrave; famosa nell&amp;rsquo;ambito amatoriale della Regione Sicilia e partecipa a rassegne teatrali, ottenendo, spesso, premi importanti.<br />
	Conosciamo meglio, grazie ad una breve intervista, l&amp;rsquo;attrice Katia Cortese.<br />
	<strong>Da cosa &amp;egrave; nata la tua passione per la recitazione?</strong><br />
	&amp;Egrave; nata in maniera casuale, quasi per gioco, per poi rendermi conto che in realt&amp;agrave; il palcoscenico &amp;egrave; un posto che mi piace, che mi fa stare bene.<br />
	<strong>Quali sono le differenze tra il recitare in un teatro e il recitare dietro ad una telecamera?</strong><br />
	La telecamera, devo dire, mi intimidisce pi&amp;ugrave; del teatro. Non saprei dire perch&amp;eacute;&amp;hellip;<br />
	<strong>E quale tipo di recitazione preferisci?</strong><br />
	Preferisco senza dubbio la recitazione a teatro&amp;hellip; Le luci, l&amp;rsquo;atmosfera, l&amp;rsquo;adrenalina che si prova dietro le quinte prima di entrare in scena sono emozioni che la telecamera non mi d&amp;agrave;.<br />
	<strong>Che ruolo giocano le Isole Eolie in questa tua passione?</strong><br />
	Nelle nostre belle isole non ci sono molti stimoli per uscire dalla routine del quotidiano, o per lo meno non ce ne sono che aggradano me&amp;hellip; Nel teatro io ho trovato respiro ed espressione, per me il teatro &amp;egrave; vita.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25569]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:35:03 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Vulcano: Fossa della Fucina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/fossafucina.JPG" width="100" alt="Vulcano: Fossa della Fucina" /><br /><p>
	La Fucina degli Dei &amp;egrave; raggiungibile facilmente. Si arriva sull&amp;rsquo;Isola di Vulcano attraverso Porto Levante, situato sotto il Gran Cratere, o Fossa di Vulcano, di 386 metri di altezza. La scalata non &amp;egrave; difficoltosa ed &amp;egrave; sufficiente un&amp;rsquo;ora o poco pi&amp;ugrave; per poterla portare a termine e godere, dall&amp;rsquo;alto, di una meravigliosa vista su tutto l&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano. Il consiglio &amp;egrave; quello di evitare, d&amp;rsquo;estate, le ore centrali del giorno: nonostante la salita sia breve, &amp;egrave; piuttosto ripida. Una volta giunti in cima al vulcano, si viene subito assaliti dall&amp;rsquo;odore dei gas sulfurei, causato dalla presenza abbondante di fumarole e zolfatare. Il paesaggio che ci si trova di fronte ricorda quello lunare e ha ancora visibili le tracce delle ultime eruzioni vulcaniche. Le fumarole di Vulcano sono le bocche fumanti dal quale l&amp;rsquo;Isola emette il vapore; &amp;egrave; obbligatorio rispettare le allerte sul pericolo di tossicit&amp;agrave; di questi fumi sulfurei che provengono dal cratere. <strong>Per sublimazione, l&amp;rsquo;emissione dei vapori di zolfo si deposita in cristalli a forma di fiori ed &amp;egrave; possibile ammirarli lungo le pareti del vulcano, insieme ai frammenti di ossidiana. </strong>Secondo la leggenda, l&amp;rsquo;Isola di Vulcano &amp;egrave; stata la dimora del Dio dei Venti, Eolo. Per la mitologia greca, invece, qui erano situate le fucine di Efesto, Dio del Fuoco e fabbro con ciclopi per aiutanti.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25568]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:34:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Strombolicchio: Riserva Naturale Integrale]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolicchio.jpg" width="100" alt="Strombolicchio: Riserva Naturale Integrale" /><br /><p>
	Strombolicchio &amp;egrave; un isolotto di origine vulcanica, appartenente all&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano, che rappresenta il punto pi&amp;ugrave; settentrionale della Regione Sicilia. Con un&amp;rsquo;estensione di soli 3000 m2, &amp;egrave; situato ad 1,6 km a Nord-est rispetto all&amp;rsquo;Isola di Stromboli e nella sua parte centrale (43 metri sul livello del mare) vi &amp;egrave; una breve piattaforma, dalla quale le rocce scure scendono a picco sul mare. Strombolicchio non &amp;egrave; adatto ad essere abitato, poich&amp;eacute; &amp;egrave; interamente privo di acqua e di terreno coltivabile. Tuttavia, su di esso trovano casa una specie animale, la lucertola delle Eolie, ed una vegetale, la granata rupicola, entrambe in via di estinzione ed &amp;egrave;, inoltre, sede di un faro alimentato ad energia solare. &amp;Egrave; l&amp;rsquo;esplorazione di uno scoglio sommerso, lievemente distaccato dal principale e, per questo motivo, facilmente raggiungibile nel corso di un&amp;rsquo;immersione di circumnavigazione di Strombolicchio. Ogni discesa attuabile attorno allo scoglio ha inizio nel versante volto verso l&amp;rsquo;Isola di Stromboli. <strong>Si tratta di un antico vulcano di circa 200.000 anni di et&amp;agrave; e rappresenta una delle pi&amp;ugrave; antiche manifestazioni vulcaniche dell&amp;rsquo;Arco Eoliano</strong> e la prima fase dell&amp;rsquo;evoluzione geologica dell&amp;rsquo;intero complesso vulcanico di Stromboli. Strombolicchio &amp;egrave; composto da rocce di basalto, andesite ed augite ed ha smesso di eruttare quando, in epoca pi&amp;ugrave; antica, il magma ha trovato strade &amp;ldquo;alternative&amp;rdquo; per salire dalla crosta terrestre fino in superficie, provocando uno spostamento del sito delle eruzioni. <strong>Nel 1991, l&amp;rsquo;isolotto &amp;egrave; stato dichiarato Riserva Naturale Integrale, ma non &amp;egrave; raro vedervi decine di turisti, nonostante lo sbarco debba essere consentito solo per fini scientifici.</strong> Vi &amp;egrave; una leggenda, tramandata dagli abitanti di Stromboli, secondo cui Strombolicchio &amp;egrave; il tappo del vulcano che &amp;egrave; stato lanciato in mezzo al mare per colpa di una violenta eruzione.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25567]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:33:30 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il programma del Carnevale Eoliano 2016]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/carnevaleeoliano.png" width="100" alt="Il programma del Carnevale Eoliano 2016" /><br /><p>
	Dal 5 al 9 febbraio avr&amp;agrave; luogo il Carnevale Eoliano 2016. Il Comune di Lipari ha prorogato fino al 20 gennaio l&amp;rsquo;avviso pubblico, con il quale intende raccogliere le manifestazioni di interesse volte a promuovere e realizzare questo evento. Le categorie, per le quali &amp;egrave; possibile candidarsi, sono due e sono quella dei Carri Allegorici e quella dei Gruppi Mascherati. L&amp;rsquo;avviso &amp;egrave; aperto a enti, associazioni, societ&amp;agrave; legalmente costituite e persone fisiche e giuridiche. Tutti i soggetti che si mostreranno interessati dovranno presentare una richiesta apposita, firmata dal legale rappresentante e con allegati la categoria per la quale si intende partecipare e l&amp;rsquo;ipotesi progettuale descrittiva dell&amp;rsquo;iniziativa. Le candidature dovranno pervenire al Comune di Lipari, entro le 12:00 di mercoled&amp;igrave; 20 gennaio, in questi possibili modi: a mezzo PEC all&amp;rsquo;indirizzo sindaco@pec.comunelipari.it, a mezzo raccomandata del servizio postale, ovvero mediante agenzia di recapito autorizzata, all&amp;rsquo;indirizzo piazza Mazzini 1, o brevi manu presso l&amp;rsquo;ufficio protocollo del Comune di Lipari sito in Piazza Mazzini.<br />
	Nel frattempo, &amp;egrave; stato rilasciato il programma del Carnevale Eoliano 2016. Si comincer&amp;agrave; venerd&amp;igrave; 5 febbraio dalle ore 16 alle 21, con la sfilata dei carri per bambini. Sabato 6 febbraio, invece, dalle 20 alle 23, avr&amp;agrave; luogo la salsicciata in maschera per le vie del centro. Si prosegue domenica 7 febbraio, dalle 17 alle 23, con la prima sfilata dei carri e l&amp;rsquo;evento si concluder&amp;agrave; marted&amp;igrave; 9 febbraio, dalle 17 alle 23, con una seconda sfilata dei carri e la premiazione.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24568]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:29:33 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Armando Riitano: Passeggiando nel Dialetto delle Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/armandoriitano.jpeg" width="100" alt="Armando Riitano: Passeggiando nel Dialetto delle Lipari" /><br /><p>
	Armando Riitano &amp;egrave; un poeta originario dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano. Giuseppe Pontiggia lo definisce come una &amp;ldquo;personalit&amp;agrave; inquieta, mobile, insofferente, generosa&amp;rdquo;, di &amp;ldquo;talento e ispirazione impetuosa&amp;rdquo; con &amp;ldquo;un senso drammatico e forte dell&amp;rsquo;esistenza&amp;rdquo;. Le sue opere, ad esempio le sillogi poetiche <em>Nero</em> e la successiva <em>Referti anormali</em>, sono state di recente ristampate con tutte le note critiche in allegato. Nel 2012 l&amp;rsquo;autore pubblica un saggio dal titolo: <em>Passeggiando nel Dialetto delle Lipari &amp;ndash; l&amp;rsquo;idioma eoliano fin dalle origini</em>. &amp;Egrave; uno studio sulla lingua delle Isole Eolie, a partire dalla sua remota nascita. Per poter sviluppare questo argomento, Armando Riitano ha svolto un grande lavoro di ricerca basandosi, inizialmente, su due precedenti lavori riguardanti il medesimo tema: <em>Dialetto e Cultura Materiale delle Isole Eolie</em> di Franco Fanciullo ed uno studio svolto dal filologo Hans Coray e pubblicato sulla rivista <em>Volkstum und Kultur der Romanen</em>. Tuttavia, a differenza di queste due opere, <strong>la ricerca di Armando Riitano si basa e si concentra sui parlanti del dialetto eoliano, cio&amp;egrave; gli anziani che vivono nei luoghi periferici dell&amp;rsquo;Arcipelago: i parlanti del &amp;ldquo;dialetto antico&amp;rdquo;. Altre fonti, ritenute di fondamentale importanza dall&amp;rsquo;autore, sono i discendenti degli emigrati nelle Americhe ed in Australia. </strong>L&amp;rsquo;indagare su di loro &amp;egrave; rilevante ai fini di una ricerca approfondita sulla lingua eoliana, in quanto si trattava di dialettofoni, nessuno di loro era in grado di parlare italiano, e di analfabeti; utilizzavano il dialetto come codice interno per poter comunicare. &amp;ldquo;L&amp;rsquo;eoliano d&amp;rsquo;Australia&amp;rdquo; non ha subito modifiche nel tempo: &amp;egrave; stato tramandato alle generazioni future cos&amp;igrave; com&amp;rsquo;era in origine e, in zone pi&amp;ugrave; periferiche dell&amp;rsquo;Arcipelago, continua a sopravvivere. In generale, <em>Passeggiando nel Dialetto delle Lipari</em> &amp;egrave; una relazione completa su questo idioma, del quale l&amp;rsquo;autore &amp;egrave; stato in grado di riesumare il patrimonio lessicale.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24567]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:28:52 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Gaston Vuillier: diario di un viaggio alle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/gastonvuillier.jpg" width="100" alt="Gaston Vuillier: diario di un viaggio alle Eolie" /><br /><p>
	Gaston Vuillier &amp;egrave; stato uno scrittore, pittore e disegnatore francese, nato a Perpignan il 7 ottobre 1845. Nel 1878 ha iniziato ad avere successo nel suo Paese come pittore di paesaggi, tanto da vedere le sue opere esposte anche a Parigi. Sulle orme di Eliseo Reclus, del quale ha illustrato il trattato di geografia, e dell&amp;rsquo;arciduca Luigi Salvatore d&amp;rsquo;Austria, nel 1888 Gaston Vuillier intraprende il Grand Tour del Mediterraneo Occidentale. Corsica, Sardegna, Sicilia, Baleari, Eolie. Il suo viaggio ha toccato queste isole. Le sue impressioni sono state riportate in due opere:&amp;nbsp; <em>Les iles oubli&amp;eacute;es-Les Bal&amp;eacute;ares, la Corse, la Sardaigne</em> pubblicato nel 1893 e <em>La Sicile: impressions du pr&amp;eacute;sent et du pass&amp;eacute;</em> del 1896. L&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano lo tocca una sera del giugno 1893. <strong>Il diario di viaggio di Gaston Vuillier racconta la realt&amp;agrave; con l&amp;rsquo;occhio dell&amp;rsquo;artista e la descrive in modo piacevole, con numerosi aneddoti divertenti e impressionanti. Per lui, le Isole Eolie sono una sorta di luogo incantevole e, al medesimo tempo, terrificante.</strong> Infatti, una peculiarit&amp;agrave; delle sue narrazioni &amp;egrave; la descrizione degli aspetti lugubri e macabri dei luoghi che visita, come l&amp;rsquo;ossario e le prigioni di Lipari e i demoni di Vulcano, affiancata dall&amp;rsquo;emozione per la vista di scorci meravigliosi, ad esempio il villaggio di Canneto. Gaston Vuillier conduce, inoltre, una sorta di analisi sociologica; d&amp;agrave; una grande importanza alle persone e alle storie che gli raccontano sui pi&amp;ugrave; diversi argomenti: dalle storie sui demoni alle statistiche economiche dell&amp;rsquo;industria della pomice. Tratta, inoltre, dello stato di segregazione in cui vivono le donne di Lipari, della povert&amp;agrave; dei contadini costretti ad emigrare e delle condizioni di lavoro disumane dei coatti e dei cavatori di pomice.<strong> Il racconto del suo viaggio risulta coinvolgente poich&amp;eacute; tratta di un&amp;rsquo;epoca piuttosto recente; si trovano, quindi, aneddoti su carabinieri o su studenti alle prese con il mare in tempesta.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24566]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:28:03 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Toulouse-Lautrec. La collezione del Museo di Belle Arti di Budapest.]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/toulouselautrec.jpg" width="100" alt="Toulouse-Lautrec. La collezione del Museo di Belle Arti di Budapest." /><br /><p>
	Sono centosettanta le opere provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest che rendono grande la mostra su Toulouse-Lautrec organizzata nel Museo dell&amp;rsquo;Ara Pacis, nella quale viene ripercorsa la vita del pittore boh&amp;eacute;mien della Parigi di fine Ottocento, scomparso a soli 36 anni. L&amp;rsquo;esposizione rende possibile conoscere a fondo l&amp;#39;opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali rarit&amp;agrave; perch&amp;eacute; stampate in tirature limitate, firmate, numerate e corredate dalla dedica dell&amp;#39;artista. <strong>Nelle cinque sezioni all&amp;rsquo;interno del percorso espositivo sono raccolti i principali punti d&amp;rsquo;interesse dell&amp;rsquo;artista: la vita notturna parigina, con i bordelli e i teatri di Montmartre; le attrici di moda all&amp;rsquo;epoca, come la famosa danzatrice di can can la Gouloue; il grande amore per le corse dei cavalli a Longchamp e per le nuove invenzioni. </strong>Henri de Toulouse-Lautrec &amp;egrave; considerato il pi&amp;ugrave; famoso maestro di manifesti e stampe tra il XIX e il XX secolo. La peculiarit&amp;agrave; della sua arte ed il conseguente fascino subito dalla borghesia francese dipendono dai soggetti preferiti dal maestro: il proletariato ed il divertimento. <strong>Grande fonte d&amp;rsquo;ispirazione &amp;egrave; il quartiere parigino di Montmartre, tanto che la maggior parte delle sue opere sono riconducibili alla vita notturna e ai locali di questa zona.</strong> Si tratta di rappresentazioni di istanti di vita quotidiana che Toulouse-Lautrec rimanda a chi si sofferma davanti ai suoi lavori&amp;nbsp; con un effetto di grande immediatezza: in poco tempo l&amp;rsquo;artista diventa uno degli illustratori e disegnatori pi&amp;ugrave; richiesti di Parigi; gli sono commissionati manifesti pubblicitari per le rappresentazioni teatrali, i balletti e gli spettacoli, oltre che le illustrazioni d&amp;rsquo;importanti riviste dell&amp;rsquo;epoca, come la satirica Le Rire. Nel percorso della mostra, oltre alle opere di Toulouse-Lautrec, particolari e rare immagini (fotografie e riprese cinematografiche) di inizio Novecento celebrano la Parigi della Belle &amp;Eacute;poque. Ed inoltre un&amp;rsquo;applicazione interattiva guida il visitatore alla scoperta delle tecniche litografiche e di stampa di fine Ottocento, la riproduzione su vasta scala con colori accesi sono chiaramente i presupposti per la nascita del manifesto pubblicitario, di cui Toulouse-Lautrec &amp;egrave;&amp;nbsp; sicuramente stato con la sua arte il precursore. Fino all&amp;rsquo;8 maggio al Museo dell&amp;rsquo;Ara Pacis.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24565]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:27:17 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: Panarea]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/panareastoria.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: Panarea" /><br /><p>
	Anticamente, Panarea &amp;egrave; stata chiamata Eu&amp;#7763;nymos, &amp;ldquo;l&amp;rsquo;isola dal buon nome&amp;rdquo;. La sua posizione e la sua natura verdeggiante hanno fatto s&amp;igrave; che l&amp;rsquo;Isola fosse abitata fin dal III millennio a.C., durante il Neolitico superiore, da genti provenienti dalla Sicilia; l&amp;rsquo;insediamento pi&amp;ugrave; importante era, probabilmente, collocato sul promontorio a falce di Punta Milazzese, luogo in cui &amp;egrave; stato riportato alla luce un villaggio preistorico risalente alla media et&amp;agrave; del bronzo (tra il XV e il XIII secolo a.C.). Ancora oggi, sono visibili ventidue capanne dalla forma circolare o ovale, pi&amp;ugrave; una dalla forma rettangolare; quasi tutte sono dotate di recinti o vani aggiunti e sono parzialmente lastricate. Al loro interno &amp;egrave; stato rinvenuto un grosso numero di reperti, come macine, pentole, utensili, ceramiche di produzione locale o di importazione micenea, simbolo dei rapporti commerciali con l&amp;rsquo;Egeo, custoditi ora al Museo di Lipari. <strong>Gli abitanti di questo villaggio sono stati abili conoscitori dell&amp;rsquo;arte di navigare, con navi con chiglia tonda e con vela quadrata, adatte a veleggiare intorno alla costa. </strong>Panarea &amp;egrave; stata, poi, abitata stabilmente fino al periodo romano; la sua popolazione ha subito le medesime vicende storiche del resto dell&amp;rsquo;Arcipelago delle Eolie e, di conseguenza, distruzioni e attacchi. Verso la fine del Seicento, un centinaio di stabili abitanti si sono impiegati nella produzione di grano, legumi e frutta, commerciati anche a Lipari. Archeologicamente, l&amp;rsquo;isolotto di Basiluzzo risulta essere molto interessante in quanto, l&amp;igrave;, &amp;egrave; stata rinvenuta la struttura di una villa di epoca imperiale romana e, a quattro metri sotto il mare, &amp;egrave; ancora visibile il pontile di attracco delle navi. <strong>La storia pi&amp;ugrave; recente di Panarea &amp;egrave; simile a quella delle sue sorelle: verso la fine del XIX secolo, fame e miseria spingono gli abitanti dell&amp;rsquo;Isola ad un&amp;rsquo;emigrazione di massa verso America e Australia. </strong>Solo con l&amp;rsquo;avvento del turismo, fenomeno recente collegato all&amp;rsquo;avvento del cinema nell&amp;rsquo;Arcipelago, le isole sono diventate famose per la loro affascinante e selvaggia natura. In particolare, a Panarea, &amp;egrave; stato il film &amp;ldquo;L&amp;rsquo;Avventura&amp;rdquo; di Michelangelo Antonioni a far puntare le luci su questo magico luogo, richiamandovi innumerevoli visitatori.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24564]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:26:29 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Londra si nuota nel mare delle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/eolielondra.jpg" width="100" alt="A Londra si nuota nel mare delle Eolie" /><br /><p>
	Adesso, anche nella piovosa Londra, &amp;egrave; possibile fare un tuffo direttamente nel Mare delle Isole Eolie. Come? Facendo il bagno in una piscina, riempita interamente con acqua importata dall&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano, dell&amp;rsquo;esclusiva spa inglese, il South Kensington Club. L&amp;rsquo;idea &amp;egrave; stata del proprietario del centro, Luca Del Bono, il quale &amp;egrave; tornato alle sue isole natie, ha riempito una cisterna con circa 25 tonnellate di acqua di mare e l&amp;rsquo;ha trasportata direttamente nella capitale britannica. Per regalare un&amp;rsquo;emozione ancora pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;siciliana&amp;rdquo;, la piscina &amp;egrave; stata pavimentata con piastrelle in lava dell&amp;rsquo;Etna e la temperatura dell&amp;rsquo;acqua, purificata e resa meno salata, &amp;egrave; di 34&amp;deg;. <strong>In queste acque eoliane &amp;egrave; possibile usufruire di trattamenti rilassanti e godere degli effetti curativi delle acque del Tirreno, ricche di minerali benefici per l&amp;rsquo;organismo.</strong> Il South Kensington Club &amp;egrave;, per&amp;ograve;, un esclusivo health club privato con sede in una dimora storica che, in passato, &amp;egrave; stata la casa del filosofo Francis Bacon. Tra i suoi clienti risuonano nomi altosonanti, come Peppa Middletone o le sorelle Delevingne. I soci del Club, infatti, spendono quasi 6.000 &amp;euro; all&amp;rsquo;anno. In un&amp;rsquo;intervista a Vogue, Luca Del Bono ha descritto cos&amp;igrave; il suo South Kensington Club: &amp;quot;<strong>&amp;egrave; un luogo multiculturale aperto al mondo, pensato per persone curiose e viaggiatori raffinati. </strong>L&amp;rsquo;atmosfera &amp;egrave; quella informale di una country house, perfetta per staccare dai ritmi della citt&amp;agrave;. Ogni mese ospitiamo lecture di avventurieri come Christina Franco e poi offriamo ai soci l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di prendere parte a spedizioni organizzate su misura, seguiti dagli specialisti del club&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24563]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:25:46 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: Alicudi - 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/alicudistoria1.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: Alicudi - 2� parte" /><br /><p>
	Ad Alicudi &amp;egrave; presente un fortino naturale: il Timpone delle Femmine. Questo &amp;egrave; la prova del fatto che, anche qua, gli abitanti sono stati vittime di numerose incursioni barbariche; in questo fortino gli isolani rinchiudevano le donne e i bambini per difenderli dagli attacchi dei predoni e dei corsari. Il resto della popolazione trovava riparo, invece, in delle piccole case costruite sui terrazzi a mezza costa, affacciati sul versante orientale. <strong>Altri terrazzamenti sono osservabili ancora oggi sul versante del vulcano e sono quelli che, per decenni, hanno permesso agli abitanti dell&amp;rsquo;Isola di vivere, grazie alle attivit&amp;agrave; agricole. </strong>L&amp;rsquo;isolamento di Alicudi, ed il suo cos&amp;igrave; basso numero di abitanti, l&amp;rsquo;hanno sempre resa una delle prede preferite dai banditi e dai pirati che navigavano nel Mar Tirreno; essi hanno seminato distruzione, morte e paura ed hanno deportato gli abitanti per venderli, poi, come schiavi. Questi frequenti saccheggi hanno determinato la morfologia del centro abitato che sorge, infatti, a 350 m di altezza in corrispondenza della contrada di San Bartolo. La posizione dell&amp;rsquo;Isola, tuttavia, ha fatto s&amp;igrave; che essa diventasse uno degli scali pi&amp;ugrave; importanti per il commercio ed i collegamenti con Palermo e con il resto della Sicilia Occidentale. <strong>Nel dopoguerra, Alicudi &amp;egrave; stata abitata da pi&amp;ugrave; di 600 persone ma, come nel caso delle altre isole, la maggior parte di esse &amp;egrave; poi emigrata in Australia; </strong>attualmente, conta un centinaio di residenti. Studi dimostrano che il periodo di maggior ripopolamento si sia avuto nel 1600 circa, quando l&amp;rsquo;Isola contava un numero di abitanti di gran lunga pi&amp;ugrave; alto rispetto a quello attuale. Ma la grande depressione del Novecento, con le sue emigrazioni e con l&amp;rsquo;attacco di un fungo che ha contaminato le coltivazioni di cereali, ha fatto subire un calo demografico netto.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24562]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:25:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: Alicudi - 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/alicudistoria.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: Alicudi - 1� parte" /><br /><p>
	La piccola isoletta di Alicudi &amp;egrave; stata famosa, in passato, come Ericusa, che deriva dal greco &amp;#7960;&amp;rho;&amp;iota;&amp;kappa;&amp;omicron;&amp;#8166;&amp;sigma;&amp;alpha; e significa &amp;ldquo;ricca di erica&amp;rdquo;. L&amp;rsquo;isola ne &amp;egrave; ricoperta e questa pianta &amp;egrave; parte integrante della storia e della vita dei suoi abitanti, i quali la utilizzavano per poter costruire le coperture per le capanne e utilizzare le sue radici per creare fornelli da pipa. L&amp;rsquo;erica &amp;egrave; presente ancora oggi sulle pendici e nelle inaccessibili valli del cono vulcanico. Come le sue sorelle dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano, Alicudi &amp;egrave; di origine vulcanica ed &amp;egrave; costituita, prevalentemente, dal vulcano della Montagnola, nato pi&amp;ugrave; di 150.000 anni fa dopo diverse eruzioni effusive ed esplosive. <strong>Le prime testimonianze trovate sull&amp;rsquo;Isola risalgono all&amp;rsquo;et&amp;agrave; del bronzo, XVIII-XVI secolo a.C., e sono state riportate alla luce nella zona del porto adiacente allo scoglio Palumbo ed in cima al Filo dell&amp;rsquo;Arpa;</strong> sono visibili i segni di un centro abitato, insieme ad altri ritrovamenti della stessa epoca. Le tracce rinvenute in concomitanza dell&amp;rsquo;attuale porto e sulla sommit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Isola, indicano che anche Alicudi fosse gi&amp;agrave; abitata fin dal neolitico. Frammenti di et&amp;agrave; preistorica, probabilmente risalenti alla cultura di Capo Graziano del II millennio a.C., sono stati rinvenuti sul suolo dell&amp;#39;Isola; anche ceramiche di et&amp;agrave; ellenistica e romana sono state ritrovate sulla costa orientale e nei fondali marini e sono a testimonianza della presenza di villaggi dediti all&amp;rsquo;agricoltura. Inoltre, nel 1975, sono stati recuperati numerosi utensili, segno che i primi abitanti fossero specializzati nelle attivit&amp;agrave; della pesca e abili nelle coltivazioni. Nella localit&amp;agrave; di Fucile sono stati ritrovati diversi sarcofagi, composti da lastre di pietra lavica, contenenti corredi funerari composti da fittili, vasi preziosi e lucerne, che risalgono al IV secolo a.C.. Ad Alicudi &amp;egrave; presente un fortino naturale: il Timpone delle Femmine&amp;hellip;</p>
<p>
	Continua&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24561]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:24:34 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: Filicudi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/filicudistoria.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: Filicudi" /><br /><p>
	Filicudi, in antichit&amp;agrave;, &amp;egrave; stata chiamata dai Romani Phoenicusa che significa &amp;ldquo;ricca di felci&amp;rdquo;, in riferimento ad una palma nana che cresce abbondante e rigogliosa sul suolo dell&amp;rsquo;Isola. In generale, la storia di Filicudi segue quella delle altre isole: i primi nuclei stabili di popolazioni risalgono al neolitico superiore, intorno al 3000 a.C.; ci&amp;ograve; &amp;egrave; dimostrato dalla presenza di frammenti ceramici dello stile di Diana, rinvenuti nella Montagnola di Capo Graziano e lungo la sponda meridionale della baia del porto. L&amp;rsquo;Isola &amp;egrave; sempre stata considerata importante ed interessante dal punto di vista archeologico. Due importantissimi insediamenti presenti qui sono databili all&amp;rsquo;et&amp;agrave; del bronzo o, addirittura, a prima della fine del III millennio; il pi&amp;ugrave; antico sorge al Piano del Porto, nelle vicinanze della spiaggia Le Punte, il secondo &amp;egrave;, invece, sulla Montagnola di Capo Graziano. L&amp;rsquo;insediamento di Capo Graziano si compone di una trentina di capanne ovali, le quali sono state costruite su una terrazza accessibile tramite un sentiero. <strong>Questo &amp;egrave; nato a causa dell&amp;rsquo;afflusso di genti nuove, arrivate da lontano, che vi si sono stabilite e che corrispondono, probabilmente, agli Eoli di cui si parla nelle leggende e nei vecchi racconti tradizionali. </strong>La popolazione della cultura di Capo Graziano ha rivestito un ruolo chiave nei commerci e nei traffici con l&amp;rsquo;Oriente Greco e con l&amp;rsquo;Egeo; &amp;egrave; stato possibile documentare questi contatti grazie al ritrovamento, all&amp;rsquo;interno delle capanne, di ceramiche micenee che, oggi, sono conservate al Museo di Lipari. Con il trascorrere del tempo, il villaggio &amp;egrave; stato frequentato nella successiva fase del Milazzese fino alla sua distruzione a met&amp;agrave; del XIII secolo a.C. Nel 1986, grazie ad un impianto di generazione a gasolio, anche a Filicudi viene portata la luce elettrica. &amp;Egrave; stato un salto nel futuro per la qualit&amp;agrave; di vita quotidiana degli isolani e ha permesso lo sviluppo del turismo che, da quel momento, &amp;egrave; cresciuto sempre di pi&amp;ugrave; ogni anno. Inoltre, grazie all&amp;rsquo;elettricit&amp;agrave;, sull&amp;rsquo;Isola sono potuti giungere aiuti per ogni attivit&amp;agrave;: dalle pompe elettriche per l&amp;rsquo;acqua dei pozzi alle televisioni e agli elettrodomestici.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24560]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:23:58 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: Stromboli]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolistoria.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: Stromboli" /><br /><p>
	La storia di Stromboli ha avuto inizio pi&amp;ugrave; di 200.000 anni fa quando, dal mare, &amp;egrave; emersa la prima bocca, in corrispondenza dell&amp;rsquo;attuale Strombolicchio; oggi, ne &amp;egrave; rimasto solo il condotto eruttivo solidificato che risulta essere molto resistente alle azioni erosive marine. L&amp;rsquo;Isola attuale &amp;egrave; emersa, invece, circa 40.000 anni pi&amp;ugrave; tardi e lo stratificarsi delle emissioni di lava ha dato origine ad un cono che ha raggiunto l&amp;rsquo;altezza di 700 metri sul livello del mare.<br />
	L&amp;rsquo;Isola di Stromboli &amp;egrave; sempre stata vista con timore, proprio come tutte le isole vulcaniche, poich&amp;eacute;, secondo la leggenda, sono ritenute sacre e di conseguenza intoccabili. Ed &amp;egrave; proprio la sua natura vulcanica ad aver segnato il destino di questa isola, mai troppo abitata. Stromboli &amp;egrave; conosciuta fin dall&amp;rsquo;et&amp;agrave; del bronzo, con la sua economia fondata su produzioni agricole tipicamente mediterranee, come l&amp;rsquo;olivo, la vite e i fichi, e sulle attivit&amp;agrave; della pesca e della marineria. Fino al XIX secolo questa economia &amp;egrave; stata fiorente e ha permesso di arrivare a toccare, nel 1891, la cifra di circa 2700 abitanti. Tuttavia, le sue condizioni economiche sono peggiorate: in seguito all&amp;rsquo;unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia, ha avuto luogo un continuo susseguirsi di eruzioni e terremoti e, negli anni &amp;rsquo;30, un attacco di peronospora ha sterminato la coltura della vite, quella pi&amp;ugrave; redditizia dell&amp;rsquo;Isola. L&amp;rsquo;insieme di questi fattori ha fatto s&amp;igrave; che la maggior parte degli strombolani emigrasse, in particolar modo verso Australia ed America, abbandonando cos&amp;igrave; Stromboli che ha rischiato di rimanere disabitato. <strong>Stromboli viene riscoperto dopo la guerra quando, nel 1949, Roberto Rossellini vi si reca per girare il suo film &amp;ldquo;Stromboli terra di Dio&amp;rdquo; con Ingrid Bergman come protagonista femminile. Ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; che, negli anni &amp;rsquo;50, inizia a svilupparsi l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; turistica </strong>e le case di stile eoliano, precedentemente abbandonate, vengono ristrutturate e utilizzate come alloggio per le vacanze.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24559]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:22:57 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/strombolistoria.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/liparimarina.jpg" width="100" alt="Le Eolie e le 5 �W�. Where, alla scoperta di Lipari" /><br /><p>
	Continua il nostro viaggio giornalistico all&amp;rsquo;insegna della regola base delle 5 W. E dopo when, who e what&amp;hellip; era l&amp;rsquo;ora di &amp;ldquo;where&amp;rdquo;. E allora, visto che lo chiedete, vi portiamo a vedere Lipari&amp;hellip; Siete pronti? Si parte!</p>
<p>
	Auto, bici, motorini o anche solo una passeggiata<strong>. La scelta &amp;egrave; vasta ma ancor pi&amp;ugrave; ampia &amp;egrave; la gamma di luoghi da visitare nella madre delle sette isole eoliane: Lipari</strong>. Rendere il viaggio indimenticabile &amp;egrave; possibile per cui blocco di appunti e penna in mano; che il viaggio abbia inizio, si parte.</p>
<p>
	Sovrano indiscusso dell&amp;rsquo;isola &amp;egrave; il <strong>Castello di Lipari</strong>, roccaforte di un patrimonio storico e architettonico incastonato tra le bellezze naturali dell&amp;rsquo;Acropoli che sovrasta la citt&amp;agrave;. L&amp;rsquo;area &amp;egrave; caratterizzata anche dalla presenza delle <strong>chiese dell&amp;rsquo;Immacolata</strong>, <strong>dell&amp;rsquo;Addolorata</strong> e <strong>di Santa Caterina</strong>, nonch&amp;eacute; dal <strong>Museo Archeologico Eoliano</strong> e da resti in pietra che testimoniano la storia insita al territorio. Ma per chi volesse associare cultura e relax allo stesso tempo, impossibile resistere ad uno degli spettacoli pi&amp;ugrave; belli che l&amp;rsquo;isola regala: il <strong>Belvedere di Quattrocchi</strong>, altura dalla quale &amp;egrave; possibile scorgere i profili di tutte le isole dell&amp;rsquo;arcipelago sullo fondo ammirando in primo piano Lipari, i faraglioni di Pietralunga e Petra Menalda e la spiaggia di Valle Muria.</p>
<p>
	Relax &amp;egrave; sinonimo di terme ed anche se non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; possibile godere delle propriet&amp;agrave; terapeutiche delle sue acque, perch&amp;eacute; non visitare le <strong>terme di San Calogero</strong> e le vasche termali&amp;nbsp; greche e romane rinvenute in loco.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;</p>
<p>
	Ed infine, per chi volesse trascorrere una giornata a &amp;ldquo;<em>misura d&amp;rsquo;uomo</em>&amp;rdquo;, le <strong>baie di Marina Corta</strong> e <strong>Marina Lunga</strong> offrono la possibilit&amp;agrave; di passeggiare tra bancarelle caratteristiche, ammirando nel contempo il panorama naturale, architettonico e culturale che le caratterizza.</p>
<p>
	&amp;nbsp;Si ricreda, dunque, chiunque pensi che Lipari sia adatta solo per chi voglia trascorrere del tempo in spiaggia al solleone; shopping, storia, natura e relax &amp;hellip; ce n&amp;rsquo;&amp;egrave; per tutti i gusti.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Carmen Peluso</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=26704]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 01 mag 2016 17:26:07 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un pesce per � Il 1� d�Aprile!   2� Parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/castagnola.jpg" width="100" alt="Un pesce per � Il 1� d�Aprile!   2� Parte" /><br /><p>
	Continua la giornata del &amp;ldquo;<strong>Pesce d&amp;rsquo;aprile</strong>&amp;rdquo; e anche noi continuiamo con la nostra rubrica sulla fauna ittica del territorio eoliano.</p>
<p>
	Anche per la <strong>Castagnola Rossa, dal nome scientifico Antinas Antinas, </strong>il periodo primaverile &amp;egrave; quello riservato alla riproduzione, per cui &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; probabile beccarlo vicino le coste, nonostante preferisca i fondali scogliosi.</p>
<p>
	Si tratta di <strong>un pesce coloratissimo, la sua pigmentazione &amp;egrave; accesa e va dal rosso rubino all&amp;#39;arancio e al giallo.&amp;nbsp; </strong>Sulle guance degli esemplari adulti appaiono delle fasce gialle e, a volte, anche delle piccole macchie verde-senape lungo il profilo superiore del dorso.<br />
	Frequenta grotte, anfratti oscuri nelle zone scogliose, cigliate e relitti quasi sempre in piccoli branchi e lo si pu&amp;ograve; incontrare a profondit&amp;agrave; dai 25 ai 40 metri. Vive anche a profondit&amp;agrave; maggiori (anche 2 00 m) sulle secche a coralline e sui fondi ghiaioso-erbosi.</p>
<p>
	La Castagnola &amp;egrave; un pesciolino piccolino, non supera i 25 cm, normalmente le sue dimensioni sono intorno ai 12-18 cm ed &amp;egrave; alloggiata in generale in tutte le sette isole, ma in particolare &amp;egrave; stata avvistata nelle vicinanze del &amp;ldquo;<strong>Relitto del Mercantile</strong>&amp;rdquo;, custodire l&amp;rsquo;unico relitto dell&amp;rsquo;arcipelago di un mercantile inglese affondato fra Bottaro e Lisca Bianca (in quanto gli antichi resti delle navi romane sono assolutamente interdetti alle immersioni, situato nelle acque di Panarea.</p>
<p>
	di Rosa Maria Ciulla<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25666]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 01 apr 2016 20:00:16 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Archeologia: nuove scoperte nei fondali delle Isole Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/fondali.jpg" width="100" alt="Archeologia: nuove scoperte nei fondali delle Isole Eolie" /><br /><p>
	Anche quest&amp;#39;anno &amp;egrave; stata condotta una campagna esplorativa dei fondali di Lipari, Filicudi e Panarea da sub e tecnici della Soprintendenza del Mare siciliana, sotto la direzione di Sebastiano Tusa e Roberto La Rocca. <strong>L&amp;#39;Aeolian Islands Underwater Archaeology Project ha l&amp;#39;arduo obbiettivo di far conoscere il vasto patrimonio archeologico disseminato nelle acque dell&amp;#39;arcipelago eoliano a profondit&amp;agrave; poco accessibili alla subacquea ricreativa.</strong> Le ricerche hanno potuto appurare la presenza di relitti e siti tuttora perfettamente integri e ben conservati. Durante il mese di settembre sono proseguite le indagini, gi&amp;agrave; avviate nel 2014, intorno il relitto Panarea III, a 115 metri di profondit&amp;agrave;. Dal sito sono stati recuperati: alcuni piatti da pesce, tre anfore greco italiche e un&amp;#39;anfora punica Mana C. L&amp;#39;archeologo Michele Stefanile, ha riferito che nelle acque di Lipari, nella zona della Secca di Capistello, sono stati rinvenuti un ceppo in piombo di et&amp;agrave; ellenistico-romana completo di contromarra, una brocchetta pertinente probabilmente al corredo di bordo di una delle navi inabissatesi e un altare votivo che faceva parte della dotazione di bordo, completo di base e colonna modanata. Quest&amp;#39;ultimo &amp;ndash; aggiunge Stefanile - <strong>&amp;quot;costituisce una scoperta eccezionale per la rarit&amp;agrave; del ritrovamento e per la difficolt&amp;agrave; del recupero. Il reperto, infatti, si trovava alla ragguardevole profondit&amp;agrave; di 114 metri, in prossimit&amp;agrave; di uno strapiombo abissale&amp;rdquo;. </strong>Le attivit&amp;agrave; svolte, invece, nelle acque di Filicudi hanno riguardato la verifica dello stato di salute e la documentazione video fotografica del famoso relitto della nave inabissatasi nei pressi della Secca di Capo Graziano ad una profondit&amp;agrave; prossima ai 130 metri.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Melissa Prota</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24548]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:00:21 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I vulcani dell'Isola di Salina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanisalina.jpg" width="100" alt="I vulcani dell'Isola di Salina" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;intero Arcipelago Eoliano &amp;egrave; di origine vulcanica. Prendendo in esame Salina, la sua natura vulcanica &amp;egrave; dimostrata dalla presenza di tre monti: Monte Fossa delle Felci, Monte Rivi e Monte dei Porri. Inoltre, l&amp;rsquo;isola possiede una conformazione particolare che le fa vantare la presenza, sul suo territorio, di sei vulcani, oggi estinti e dalla struttura morfologica ormai irriconoscibile. Geologicamente, Salina ha pi&amp;ugrave; di 500.000 anni e la sua nascita &amp;egrave; stata sancita dalla formazione del suo primo edificio vulcanico, situato a Nord-Ovest; a quel tempo, il livello del mare era pi&amp;ugrave; basso e, per questo, Salina era composta da due isole separate. Di et&amp;agrave; analoga, vi sono gli edifici vulcanici di Capo Faro e Monte Rivi. Per un lungo periodo, poi, l&amp;rsquo;Isola &amp;egrave; rimasta a riposo fino alla formazione del quarto edificio vulcanico: quello che corrisponde all&amp;rsquo;attuale Monte Fossa delle Felci. <strong>Le eruzioni che lo hanno creato sono state di tipo effusivo e, data l&amp;rsquo;altezza del cono che sfiora i mille metri, talmente potenti da ricoprire gran parte del versante meridionale del Monte Rivi. </strong>Il cratere del Monte Fossa delle Felci si &amp;egrave; conservato bene e si pu&amp;ograve; facilmente notare la sua forma: ha raggiunto i 500 metri di diametro. La glaciazione di Wurm ha segnato la fine del periodo di inattivit&amp;agrave; vulcanica di Salina ed ha causato la formazione del Monte dei Porri: ricopre il vecchio vulcano del Corvo, la sua formazione risale a 100.000 anni fa ed &amp;egrave; dovuta ad una forte eruzione esplosiva. Questa esplosione &amp;egrave; stata incredibilmente forte, tanto da provocare la distruzione del fianco Nord-Ovest e la conseguente creazione di un cratere nuovo, il cratere di Pollara con il suo diametro di un kilometro. Nelle vicinanze di quest&amp;rsquo;ultimo, sorge lo Scoglio Faraglione, un altro collo vulcanico nato dalla solidificazione del magma all&amp;rsquo;interno del suo cratere. L&amp;rsquo;unico fenomeno di tracce post-vulcaniche, visibile ancora oggi, &amp;egrave; quello degli sconcassi, nel fondale di Rinella: fenomeni causati dalla copiosa emanazione sottomarina di idrogeno solforato.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25584]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:46:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Comitato di Coordinamento: unione delle associazioni di albergatori di Messina]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/comitatocoordinamento.jpg" width="100" alt="Comitato di Coordinamento: unione delle associazioni di albergatori di Messina" /><br /><p>
	&amp;Egrave; stato appena rilasciato un comunicato stampa che sancisce la nascita di un Comitato di Coordinamento: un accordo di collaborazione tra le cinque associazioni albergatori della provincia di Messina. L&amp;rsquo;Associazione Albergatori Gardini Naxos, l&amp;rsquo;Associazione Albergatori Taormina, Federalberghi Isole Eolie, Federalberghi Letojanni &amp;amp; Val D&amp;rsquo;Agr&amp;ograve;, Federalberghi Messina. Insieme, si coordineranno sistematicamente sulle seguenti attivit&amp;agrave;, fondamentali per la vita associativa: marketing del territorio, rapporti sindacali e contratto di lavoro, formazione, demanio, tariffe servizio rifiuti e idrico, tasse e tributi, collegamenti marittimi e terrestri. <strong>L&amp;rsquo;unica provincia italiana che conta cinque associazioni territoriali aderenti a Federalberghi, &amp;egrave; proprio quella di Messina, grazie al territorio su cui si estende ed alla sua famosa ed amata valenza turistica. </strong>Ed &amp;egrave; proprio per valorizzare al meglio questo territorio che nasce il Comitato di Coordinamento permanente. Grazie a questa collaborazione, si riuscir&amp;agrave; a sfruttare meglio ed in modo pi&amp;ugrave; strutturato le varie opportunit&amp;agrave; che, in futuro, potrebbero emergere per gli associati di questi cinque gruppi aderenti. I presidenti di queste cinque associazioni, Giovanni Russotti per Giardini Naxos, Christian Del Bono per le Isole Eolie, Pierpaolo Biondi per Letojanni e Forza D&amp;rsquo;Agr&amp;ograve;, Giuseppe Minniti Traina per Messina e Italo Mennella per Taormina, si dichiarano soddisfatti di questo storico accordo. Ritengono che, attraverso il Comitato di Coordinamento, potranno essere in grado di risultare pi&amp;ugrave; utili e propositivi ai colleghi in Sede Regionale di URAS Federalberghi Sicilia e, inoltre, nell&amp;rsquo;interagire con Federalberghi su scala nazionale.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=25583]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 12 mar 2016 09:46:05 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A Stromboli per la Sciara del Fuoco]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sciara.jpg" width="100" alt="A Stromboli per la Sciara del Fuoco" /><br /><p>
	Una valida alternativa, alla classica passeggiata per raggiungere la vetta dell&amp;rsquo;Isola di Stromboli, &amp;egrave; la scalata, lunga mediamente un&amp;rsquo;ora, fino ad un punto di osservazione a circa 400 m d&amp;rsquo;altezza da cui ammirare la famosa Sciara del Fuoco. La Sciara del Fuoco &amp;egrave; il ripido pendio formato da lava, lapilli e da scorie incandescenti che dal cratere del vulcano scende fino al mare; ai suoi lati &amp;egrave; delimitata a nord-est dal Filo del Fuoco e a sud-ovest il Filo di Baraona. Da questo punto di osservazione si pu&amp;ograve; godere, da una visuale pi&amp;ugrave; distante, della bellezza delle esplosioni di Stromboli. Il percorso non &amp;egrave; difficile e non &amp;egrave; richiesta la presenza di una guida, sar&amp;agrave; sufficiente dotarsi di acqua e di una torcia, in caso di escursione notturna. Il sentiero, composto inizialmente da un tracciato a tornanti, ha inizio a Piscit&amp;agrave; a 2 km a ovest rispetto al porto di Stromboli. <strong>Durante i periodi di maggiore attivit&amp;agrave;, le esplosioni si verificano ogni 20 minuti circa e vengono precedute da un forte boato nel corso del quale i gas spingono la lava bollente nell&amp;rsquo;aria.</strong> Dopo eruzioni particolarmente forti, si possono vedere le rocce rosso fuoco rotolare gi&amp;ugrave; dall&amp;rsquo;apparentemente infinita discesa, creando dei visibili schizzi mentre sprofondano nel mare. Per godere meglio dello spettacolo, &amp;egrave; consigliato di percorrere questo sentiero in una notte serena, quando la Sciara livida e le esplosioni risultano pi&amp;ugrave; vivide. Questa escursione risulterebbe essere un&amp;rsquo;esperienza ancora pi&amp;ugrave; memorabile, se fatta subito prima dell&amp;rsquo;alba con tutta la montagna a disposizione per se&amp;rsquo;.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24546]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 15:36:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Perle dalla Storia: Lipari - 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/liparistoria.jpg" width="100" alt="Perle dalla Storia: Lipari - 1� parte" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;Isola di Lipari era, anticamente, conosciuta sotto il nome di &amp;ldquo;Meligunis&amp;rdquo; che deriva dal greco melos e significa &amp;ldquo;dolce&amp;rdquo;, &amp;ldquo;generata nel miele&amp;rdquo;; teorie sostengono che questa denominazione sia un&amp;rsquo;allusione al clima tipico del luogo. Gi&amp;agrave; nella fine del V millennio a.C., epoca corrispondente al Neolitico Medio, Lipari era abitata da popolazioni, approdate l&amp;igrave; dalla Sicilia, che si insediarono e diedero alla luce la cosiddetta &amp;ldquo;civilt&amp;agrave; stentinelliana&amp;rdquo;.<strong> La loro economia si basava, principalmente, sul commercio dell&amp;rsquo;ossidiana che, dall&amp;rsquo;Isola, veniva esportata in tutto il Mediterraneo; grazie a questa attivit&amp;agrave;, a Lipari iniziarono a sorgere fiorenti villaggi. </strong>Questo periodo di prosperit&amp;agrave; dur&amp;ograve;, all&amp;rsquo;incirca, fino al 2300 a.C. e fu seguito da anni di minor fulgore finch&amp;egrave;, nel 1800 a.C. nacque un nuovo insediamento che faceva riferimento alla cultura di Capo Graziano: si trattava della prima Et&amp;agrave; del Bronzo e l&amp;rsquo;economia eoliana ebbe un nuovo forte impulso alle sue attivit&amp;agrave;. Gli abitanti dell&amp;rsquo;Isola furono in grado di progredire in maniera rapida, grazie alle loro attivit&amp;agrave; marinare e commerciali, ed ebbero modo di crescere anche per merito dello sviluppo di commerci con l&amp;rsquo;Egeo. <strong>Siamo ora nel XIII secolo a.C. e a Lipari iniziano ad arrivare persone provenienti non pi&amp;ugrave; solo dalla Sicilia, ma anche dal resto d&amp;rsquo;Italia. </strong>&amp;Egrave; in questo modo che gli Ausoni, probabilmente originari delle coste della Campania, approdano nell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano. Secondo diverse leggende, alla loro guida vi era re Liparo, il figlio di re Auson, al quale segu&amp;igrave; Eolo, sposo di Ciane, figlia di re Liparo, la cui fama era quella di essere domatore dei venti. Il dominio degli Ausoni fece s&amp;igrave; che le isole minori caddero nell&amp;rsquo;abbandono e la vita nelle Eolie sub&amp;igrave; un forte imbarbarimento. Questa fase venne chiamata Ausonio I. Con l&amp;rsquo;Ausonio II, invece, iniziarono ad emergere segni di una civilt&amp;agrave; molto pi&amp;ugrave; progredita: questa fase coincise con l&amp;rsquo;arrivo a Lipari di popoli, sempre di origine ausonia, ma culturalmente pi&amp;ugrave; evoluti dei precedenti.</p>
<p>
	Continua...</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24547]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 16:02:19 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Archeologia subacquea alle Isole Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/archeologiasottomarina.jpg" width="100" alt="Archeologia subacquea alle Isole Eolie" /><br /><p>
	Tra i fondali delle Isole Eolie si nascondono dei tesori dal valore storico incommensurabile. Nel corso degli anni &amp;egrave; stato recuperato, grazie a scavi condotti a partire dagli anni &amp;rsquo;60 e a recuperi occasionali, materiale archeologico che proviene da circa venti relitti di navi. Queste imbarcazioni sono affondate perch&amp;eacute;, sorprese da venti improvvisi durante la loro navigazione, sono entrate in collisione con le scogliere o sulle secche in zone particolarmente pericolose delle Isole Eolie (ad esempio, la secca di Capistello e quella del Bagno a Lipari, la secca di Capo Graziano a Filicudi o gli scogli delle Formiche a Panarea). Inoltre, nei fondali dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano &amp;egrave; possibile trovare reperti che provengono dalle aree di discariche portuali o da punti di approdo, come la baia di Pignataro di Fuori a Lipari di fronte al Monte Rosa: <strong>da questo punto le navi che sostavano tendevano a scaricare vasi fratturati o anfore.</strong> Presso il Museo Archeologico Regionale Eoliano di Lipari &amp;ldquo;Luigi Bernab&amp;ograve; Brea&amp;rdquo; al centro della sala dedicata all&amp;rsquo;archeologia sottomarina, si possono ammirare le anfore, ordinate in una composizione a piramide che ricorda la stiva della nave, rinvenute da uno dei relitti pi&amp;ugrave; ricchi trovati sui fondali delle Isole, per la precisione a Filicudi. <strong>All&amp;rsquo;interno di questa sala, inoltre, le ancore, le anfore e diversi tipi di vasellame sono esposti in ordine cronologico, a partire dall&amp;rsquo;et&amp;agrave; preistorica fino ad arrivare all&amp;rsquo;et&amp;agrave; moderna.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24545]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 15:17:05 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA["ZeroWasteEolie": rifiuti=risorse]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/zerowaste.jpg" width="100" alt=""ZeroWasteEolie": rifiuti=risorse" /><br /><p>
	Il 25 ottobre, il Consiglio direttivo riunitosi a San Filippo del Mela e presieduto dal Prof. Beniamino Ginatempo, dell&amp;rsquo;Ateneo messinese, ha deliberato all&amp;rsquo;unanimit&amp;agrave; la costituzione della &amp;quot;ZeroWasteEolie&amp;quot;, Sezione Eoliana di ZeroWasteSicilia.<br />
	L&amp;rsquo;associazione si ispira all&amp;#39;ideologia che &amp;egrave; alla base della &amp;ldquo;Strategia Rifiuti zero 2020&amp;rdquo;, creata da Paul Connett, professore emerito della St. Lawrence University di New York, e nasce dal desiderio e dalla necessit&amp;agrave; di tutti di svolgere una corretta gestione dei Rifiuti Urbani nelle nostre isole.</p>
<p>
	<strong>ZeroWaste mira a considerare i rifiuti non come scarti, ma come risorse da usare come materie prime seconde, in modo da ridurre drasticamente e forse ad eliminare del tutto la quantit&amp;agrave; dei rifiuti da smaltire.</strong></p>
<p>
	L&amp;#39;associazione vuole concretizzare i 10 punti previsti a livello internazionale dalla Strategia Rifiuti Zero, tra i quali: la separazione alla fonte, poich&amp;eacute; la gestione dei rifiuti &amp;egrave; solo un problema organizzativo e, pertanto, per essere ridolto necessita della partecipazione della comunit&amp;agrave; che deve collaborare per la realizzazione della sostenibilit&amp;agrave; ambientale; la raccolta porta a porta, probabilmente il solo sistema efficace di RD per ottenere in breve tempon quote percentuali alte senza sprecare milioni di Euro per una nave che trasporta i rifiuti; il compostaggio, da realizzare nelle abitazioni di tutte le Isole grazie a incentivi economici per i cittadini; il riciclaggio; il riuso e la riparazione; la tariffazione puntuale,che permetta ai cittadini di pagare le utenze in virt&amp;ugrave; della reale produzione di rifiuti non riciclabili da raccogliere, la costituzione di centri di ricerca e di riprogettazione.<br />
	<strong>L&amp;#39;associazione, inoltre vuole che venga dato risalto a tematiche come lavoro, attraverso lo sviluppo di una giusta regolamentazione del servizio che possa dare svariate possibilit&amp;agrave; lavorative, nel rispetto dei diritti di tutti i lavoratori impegnati nel settore, oggi grandemente penalizzati.</strong><br />
	La Sezione Eoliana di ZeroWasteSicilia, poich&amp;eacute; l&amp;#39;Arcipelago eoliano, grazie alle sue innumerevoli e grandiose risorse, pu&amp;ograve; trarre solo grandi benefici dall&amp;rsquo;applicazione della &amp;ldquo;Strategia Rifiuti Zero&amp;rdquo;, vuole dare la propria collaborazione all&amp;rsquo;Amministrazione Comunale nella ricerca e nella corretta regolamentazione della gestione dei rifiuti, secondo la normativa vigente. L&amp;#39;Associazione mira al coinvolgimento di una rilevante colaizione sociale e civica in tutte le Isole, al fine di promuovere e realizzareche la difesa dell&amp;rsquo;ambiente, anche attraverso la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni sulla strategia &amp;ldquo;Rifiuti Zero&amp;rdquo;.</p>
<p>
	I progetti da realizzare sono tanti, l&amp;#39;obiettivo &amp;egrave; concretizzarli attaverso l&amp;#39;aiuto di tutti al fine di tutelare nel miglior modo posdibile questo straordinario territorio.<br />
	L&amp;#39; associazione &amp;egrave; pronta a soddisfare qualsiasi richiesta e informazione che le venga rivolta e, a tal fine, ha creare una pagina FaceBook, &amp;rdquo;ZeroWasteEolie&amp;rdquo;, per permettere a tutti gli Eoliani, di dare consigli o fornire informazioni per una corretta e piena valorizzazione dei rifiuti, da intendersi come vere e proprie risorse.</p>
<p>
	Coordinatore Sezione Eolie ZeroWasteSicilia:</p>
<p>
	Dott. Giuseppe Ziino</p>
<p>
	Presidente Onorario ZeroWasteSicilia:</p>
<p>
	Carmoz Aim&amp;egrave;e</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Lia Curr&amp;ograve;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24544]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 15:15:36 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/zerowaste.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Un orto didattico nella scuola di Filicudi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/ortodidattico.jpg" width="100" alt="Un orto didattico nella scuola di Filicudi" /><br /><p>
	Nella piccola isoletta Eoliana di Filicudi, sanno dare grande valore anche alle cose pi&amp;ugrave; piccole e semplici. Ed &amp;egrave; cos&amp;igrave; che, su iniziativa di Daniela Tagliasacchi, la referente della comunit&amp;agrave; Filicudi Isola Slow,&amp;nbsp; nella scuola dell&amp;rsquo;Isola &amp;egrave; stato realizzato, per mano dei bambini, un orto didattico. Con la collaborazione delle insegnanti, tra cui Tina Pollicino (vicesindaco di Leni) e Mariella Fanti (dirigente del comprensivo Lipari 1), &amp;egrave; stato ricreato un luogo simbolo del chilometro zero e rappresentante dei concetti chiave della filosofia Slow Food: il buono, il pulito e il giusto. L&amp;rsquo;orto didattico &amp;egrave; stato inaugurato alla presenza di Giovanni Sardella e Fabiola Centurrino, assessori di Lipari; i bambini, protagonisti dell&amp;rsquo;evento, hanno piantato un nespolo, preparato i solchi e piantato anche aglio, piselli, fave e cime di rapa, seguendo le indicazioni dell&amp;rsquo;esperto Stefano Zagami, loro guida nell&amp;rsquo;apprendimento delle tecniche di lavorazione della terra. <strong>Questa iniziativa ha avuto grossa risonanza e la comunit&amp;agrave; e le mamme degli scolari hanno cucinato tante prelibate pietanze, per poter godere di un piccolo momento conviviale e celebrare, cos&amp;igrave;, questa bellissima idea verde. </strong>Presente nella scuola di Filicudi anche Marco Miuccio, segretario di &amp;ldquo;Condotta&amp;rdquo;, il quale ha sottolineato l&amp;rsquo;importanza del progetto delle Isole Slow Siciliane che, da ora in poi, punter&amp;agrave; con sempre pi&amp;ugrave; vigore a valorizzare il territorio e la sua destagionalizzazione turistica. Le sue parole: &amp;ldquo;oggi i bambini pianteranno un albero. Noi ci assicureremo che loro, che sono i nostri alberi, crescano bene all&amp;rsquo;insegna del Buono, Pulito e Giusto&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24542]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 15:11:35 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Nacatola DOC: al via la X edizione]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/nacatoladoc.jpg" width="100" alt="La Nacatola DOC: al via la X edizione" /><br /><p>
	Anche per quest&amp;rsquo;anno torna il concorso natalizio &amp;ldquo;La Nacatola DOC&amp;rdquo;, per la sua X edizione. Organizzata ogni anno dall&amp;rsquo;associazione &amp;ldquo;Pro-loco Isole Eolie &amp;ndash; Lipari&amp;rdquo; in concomitanza delle festivit&amp;agrave; invernali, la manifestazione avr&amp;agrave; luogo il 6 gennaio 2016 nel ristorante &amp;ldquo;I Tre Delfini&amp;rdquo; di Pianoconte: si trascorreranno il pomeriggio e la serata a cucinare queste delizie di pasticceria Eoliana. I concorrenti dovranno dotarsi da se&amp;rsquo; della pasta, del ripieno e delle attrezzature da loro ritenute necessarie, ma sar&amp;agrave;, naturalmente, il ristorante a mettere a loro disposizione il forno. <strong>Durante l&amp;rsquo;evento verranno anche presentati e fatti degustare i vini e i passiti delle Isole Eolie, abbinabili a questo dolce.</strong> A conclusione della serata, una giuria proceder&amp;agrave; con gli assaggi e voter&amp;agrave; secondo tre criteri: presentazione, tecnica di preparazione e &amp;ldquo;pizzicata&amp;rdquo; e, ovviamente, gusto. La Nacatola DOC verr&amp;agrave; eletta vincitrice e premiata, per le sue caratteristiche organolettiche e le decorazioni.<br />
	Le iscrizioni sono aperte fino al 31 dicembre 2015 e sono rivolte a tre distinte categorie: pasticceria (per coloro che possiedono un&amp;rsquo;attivit&amp;agrave;), junior (per bambini e ragazzi, aiutati da un adulto, fino all&amp;rsquo;et&amp;agrave; di 14 anni) e senior (per chi ha gi&amp;agrave; esperienza nel settore). &amp;Egrave; possibile inviare la propria candidatura, compilando il modulo d&amp;rsquo;iscrizione ed inviandolo via e-mail all&amp;rsquo;indirizzo info@eolieproloco.it oppure consegnandolo direttamente presso la sede della Pro-loco in Corso V. Emanuele 6, di Lipari a San Pietro.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24538]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 15:05:55 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[James Tissot: per la prima volta in Italia]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/jamestissot.jpg" width="100" alt="James Tissot: per la prima volta in Italia" /><br /><p>
	Fino al 21 febbraio e per la prima volta in Italia, si possono ammirare le opere del grande pittore francese James Tissot al Chiostro del Bramante. Raffinato protagonista dell&amp;rsquo;&amp;eacute;lite del suo tempo, invidiato e amato in ugual misura, James Tissot &amp;egrave; un pittore la cui arte &amp;egrave; ancora oggi per alcuni aspetti un enigma, tra influenze impressioniste e istanze preraffaellite. Francese di nascita ma britannico di adozione, vissuto tra conservatori e liberali, Tissot celebra nei suoi quadri la vita dell&amp;rsquo;alta borghesia &amp;ndash; il ceto portato in auge in epoca vittoriana tra rivoluzione industriale e colonialismo &amp;ndash; trasformando la quotidianit&amp;agrave; in imprese eroiche e celebrative, mutando ogni gesto in un originale stereotipo. La mostra presenta al pubblico italiano un artista poco conosciuto nel bel paese. <strong>Ottanta le opere provenienti da musei internazionali per raccontare l&amp;rsquo;intero percorso artistico del pittore e l&amp;rsquo;influenza che su di lui hanno avuto l&amp;rsquo;ambiente parigino e la realt&amp;agrave; londinese, nella vena sentimentale e mistica, quanto nel talento di colorista e nell&amp;rsquo;interesse per la moda. </strong>Tra le opere esposte, capolavori come La figlia del capitano e La figlia del guerriero del 1873 accanto alla Galleria dell&amp;rsquo;HMS Calcutta del 1886 ad illustrare i temi principali della sua arte sempre trattati con profondit&amp;agrave; psicologica e ad attestare il suo talento di colorista e fine osservatore del suo tempo. Il percorso artistico e spirituale dell&amp;rsquo;artista di Nantes &amp;egrave; diviso in otto sezioni tematiche che ne raccontano passioni, tormenti e vita. Il viaggio parte, prima e seconda sezione, con Gli inizi a Parigi, dove il successo ed il benessere gli permettono di far costruire un palazzo. Si continua ne La vita moderna con l&amp;rsquo;influenza dell&amp;rsquo;arte giapponese e la produzioni di ritratti e caricature. E ancora Un pittore di Londra, dove negli undici anni di soggiorno conferma ed esalta le doti di colorista. La quinta sezione &amp;egrave; dedicata al grande amore del Maestro: Kathleen Newton, irlandese divorziata con due figli dalla bellezza mozzafiato e torna la somiglianza a Kathleen nel viso della Figlia del guerriero, cui &amp;egrave; dedicata la sesta sezione. L&amp;rsquo;incontro con la Newton segna anche l&amp;rsquo;inizio di un percorso spirituale che culmina dopo la morte della compagna in una forte depressione, da cui Tissot viene ispirato sul tema del figliol prodigo, protagonista della settima sezione della mostra. L&amp;rsquo;ottava sezione &amp;egrave; dedicata al viaggio interiore e la partenza: il vedovo, una sorta di autoritratto, &amp;egrave; una splendida allegoria della partenza vista come premessa al futuro rinnovamento. La mostra chiude con la sezione di James Tissot pittore della moda, protagonista del suo tempo e ispirato dalla modernit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;epoca. Fino al 21 febbraio al Chiostro del Bramante. Da non perdere.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24537]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 15:04:28 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Giubileo straordinario della Misericordia: aperta Porta Santa a Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/giubileo.jpg" width="100" alt="Giubileo straordinario della Misericordia: aperta Porta Santa a Lipari" /><br /><p>
	Il 15 dicembre, nelle Isole Eolie alle ore 17:30, &amp;egrave; partito un corteo da San Giuseppe per raggiungere la Cattedrale. Autorit&amp;agrave; civili, militari, confraternite con abiti tradizionali, labari e stendardi, suore, chierichetti, ministranti e preti dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano, insieme al Vicario dell&amp;rsquo;Arcidiocesi, Monsignor Gaetano Tripodo, e ad una grande folla di giovani e anziani. In questa cornice, tra Litanie e musica, ha avuto luogo, a Lipari, l&amp;rsquo;apertura della propria Porta Santa del Giubileo della Misericordia. In occasione di questo evento Straordinario, per volere di Papa Francesco, vengono aperte le Porte Sante di tutte le Cattedrali del mondo e non pi&amp;ugrave; esclusivamente quella di San Pietro. Questo onore, alle Eolie, &amp;egrave; stato dato a Monsignor Tripodo, il quale ha spinto il grande ingresso centrale, caratterizzato dalle raffigurazioni in bronzo, della Cattedrale e ha aperto cos&amp;igrave; la strada al corteo.<br />
	Le Isole Eolie sono nello spirito pi&amp;ugrave; giusto per poter celebrare questo Giubileo in nome della Misericordia. Monsignor Gaetano Sardella, in una sua omelia presso la parrocchia di San Pietro, ha informato i fedeli che, durante la settimana, gli esercenti di Lipari avrebbero offerto, deponendoli ai piedi del presepe, generi alimentari a tutti coloro che ne hanno pi&amp;ugrave; bisogno. <strong>Un bellissimo modo per inaugurare il Giubileo straordinario della Misericordia.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24535]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 14:54:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Walking]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/walking.JPG" width="100" alt="Walking" /><br /><p>
	Juan Mathus insegn&amp;ograve; a Carlos Castaneda che &amp;quot;l&amp;#39;esperienza di un uomo &amp;egrave; serbata nel retro delle proprie gambe&amp;quot; e questo perch&amp;egrave; dipende da come e quanto ha camminato la propria vita.<br />
	Quante volte passeggiare aiuta il cuore e la mente ad alleggerirsi. e&amp;#39; l&amp;#39;attivit&amp;agrave; sportiva che concilia di pi&amp;ugrave; la propria natura con la madre terra. Non &amp;egrave; la maratona, non &amp;egrave; fare shopping, quindi non &amp;egrave; troppo strutturato o troppo concentrato, <strong>&amp;egrave; semplicemente abbandonare i propri pensieri e il proprio stato ai passi, con uno scopo, alla terra che li accoglie e lasciare che la stessa terra prima o poi ci risponda indicandoci la strada giusta.</strong> Ecco perch&amp;egrave; esistono cammini pi&amp;ugrave; brevi o pi&amp;ugrave; lunghi, perch&amp;egrave; il cammino ci prepara all&amp;#39;ascolto della risposta dalla terra. Il mondo &amp;egrave; pieno di cammini. Camminare &amp;egrave; l&amp;#39;unico mezzo di trasporto che dipende da noi, migliora la nostra capacit&amp;agrave; di saper scegliere le scarpe migliori, di alleggerire il peso che ci portiamo dietro, di mangiare le cose giuste che ci permettano una maggiore resistenza. Camminare &amp;egrave; libert&amp;agrave;.<br />
	Le Isole Eolie sono piene di cammini che su ogni isola si distribuiscono pi&amp;ugrave; o meno su percorsi che ancora conservano il fascino di un tempo, quando i muli, i piedi, i carretti, erano l&amp;#39;unico mezzo per spostarsi da una contrada all&amp;#39;altra. E quindi Lipari con la strada romana verso le Terme di San Calogero; Vulcano con la sua risalita del Gran Vulcano della Fossa; Salina con la sua passeggiata bellissima di Vallespina; e quindi Panarea con il percorso che tocca guglie altissime, Stromboli con la sua risalita impegnativa non per tutti; la mia amata Filicudi e le mulattiere e i suoi percorsi unici, e il periplo di Alicudi che si affaccia sul mare aperto che gli stranieri chiamano the ocean.<br />
	Passeggiare alle Isole Eolie &amp;egrave; una esperienza per sempre.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Giusi Emanuela Murabito</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24534]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 14:42:34 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Impressionisti e Moderni. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington.]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/impressionisti.jpg" width="100" alt="Impressionisti e Moderni. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington." /><br /><p>
	In mostra sessantadue dipinti provenienti dal primo museo americano di arte moderna. Nelle intenzioni del fondatore Duncan Phillips, la prestigiosa istituzione, inaugurata a Washington D.C. nel 1921, avrebbe dovuto diventare &amp;quot;un museo intimo e raccolto, ma anche sede di sperimentazioni&amp;quot; in cui presentare l&amp;rsquo;arte contemporanea accanto a capolavori pi&amp;ugrave; noti. <strong>Oggi la Phillips Collection &amp;egrave; una raccolta di opere d&amp;rsquo;arte moderna e contemporanea apprezzata in tutto il mondo. Nell&amp;rsquo;imminenza del suo centesimo anniversario, il museo ha organizzato un&amp;rsquo;importante mostra itinerante nel corso della quale il pubblico romano ha per la prima volta occasione di ammirare parte della ricca collezione.</strong> L&amp;rsquo;esibizione dedicata alla pittura europea e americana &amp;egrave; organizzata cronologicamente, offrendo in forma di macro-sezioni le grandi correnti culturali che hanno attraversato l&amp;#39;Ottocento e il Novecento fino al secondo dopoguerra. Si esordisce con le opere dei grandi artisti che all&amp;#39;inizio del XIX secolo hanno rivoluzionato la pittura europea da Goya a Ingres, da Delacroix a Courbet e Manet, messe in confronto con quelle dei maestri dell&amp;rsquo;impressionismo francese come C&amp;eacute;zanne, Degas, Van Gogh, Monet e Sisley. Un posto di spicco spetta ai maestri moderni che hanno influenzato la visione artistica del Novecento, tra cui Bonnard, Braque, Gris, Kandinskij, Kokoschka, Matisse, Modigliani, Picasso, Soutine e Vuillard, accanto agli americani Arthur Dove e Georgia O&amp;#39;Keeffe. Scoprire le opere fondamentali di grandi artisti americani ed europei del secondo dopoguerra &amp;egrave; un&amp;#39;esperienza intensa. La Phillips Collection &amp;egrave; sostanzialmente diversa da altre istituzioni nate tra le due guerre, poich&amp;eacute; il suo fondatore, molto interessato al rapporto tra l&amp;#39;arte del passato e del presente, intende sostenere giovani artisti di vari orientamenti estetici e acquista le opere giudicandone il merito, non perch&amp;eacute; alla moda o per il nome dei loro autori. <strong>La mostra riunisce quindi le opere dei pi&amp;ugrave; grandi maestri moderni e dimostra che l&amp;#39;arte &amp;egrave; linguaggio universale, destinato a tutti. </strong>Fino al 14 febbraio a Palazzo delle Esposizioni.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24530]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 14:37:12 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I nomi delle Isole Eolie - 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/nomieolie2.jpg" width="100" alt="I nomi delle Isole Eolie - 2� parte" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;Isola di Vulcano era, anticamente, conosciuta sotto il nome di Hier&amp;agrave;, la sacra. Era considerata la dimora del Dio dei Venti, Eolo. Isola importante per antichi e studiosi, la mitologia greca la designava come sacra agli occhi del Dio Vulcano ed &amp;egrave; proprio da questa credenza che deriva il suo attuale nome.<br />
	La pi&amp;ugrave; lontana e la pi&amp;ugrave; orientale dell&amp;rsquo;Arcipelago, Stromboli, era chiamata dagli antichi Strongyle, la rotonda. Successivamente, il nome &amp;egrave; stato rielaborato nel siciliano &amp;ldquo;strummulu&amp;rdquo;, che significa &amp;ldquo;trottola&amp;rdquo;, fino ad arrivare all&amp;rsquo;odierno &amp;ldquo;Stromboli&amp;rdquo;. <strong>Era, inoltre, definita il &amp;ldquo;faro del Tirreno&amp;rdquo;, grazie ai suoi bagliori intermittenti che, di notte, erano visibili sin da grande distanza.</strong> Oggi, viene affettuosamente chiamato &amp;ldquo;Iddu&amp;rdquo; da coloro che ci abitano, in riferimento alla natura divina che, in passato, era stata attribuita alla potenza incontrollabile della sua attivit&amp;agrave; vulcanica.<br />
	Filicudi era anticamente chiamata Phoenicusa, che significa &amp;ldquo;ricca di felci&amp;rdquo;; questo nome deriva dal sostantivo greco <em>phoinix</em>, che in greco antico indica la palma nana da sempre molto diffusa sull&amp;rsquo;Isola. Filicudi &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; vecchia geologicamente dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano, insieme ad Alicudi. <strong>Quest&amp;rsquo;ultima era conosciuta sotto l&amp;rsquo;antico nome di Ericusa, grazie alla ricca vegetazione di erica di cui l&amp;rsquo;Isola &amp;egrave; coperta.</strong> La pianta dell&amp;rsquo;erica &amp;egrave; parte integrante della storia e della vita degli isolani, i quali la utilizzano per fare la copertura per le capanne o, con la radice, i fornelli da pipa.<br />
	Panarea, la pi&amp;ugrave; piccola dell&amp;rsquo;Arcipelago con i suoi 3,4 kmq di superficie, &amp;egrave; stata battezzata diverse volte nel corso della storia. Ognuna delle popolazioni che la ha abitata, le ha assegnato un nome differente: Eu&amp;#7763;nymos, dal greco &amp;ldquo;di buon nome&amp;rdquo;, &amp;ldquo;prospera&amp;rdquo; e &amp;ldquo;che sta a sinistra&amp;rdquo;; Hikes&amp;igrave;a, che significa &amp;ldquo;la supplice&amp;rdquo;; infine, Pagnarea dal quale &amp;egrave; derivato l&amp;rsquo;attuale Panarea, che ha fatto la sua prima comparsa nella cosmografia ravennate.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24529]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 14:26:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[I nomi delle Eolie - 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/nomieolie1.jpg" width="100" alt="I nomi delle Eolie - 1� parte" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;Arcipelago delle Isole Eolie prende il proprio nome dalla mitologia. &amp;Egrave;, infatti, Eolo, l&amp;rsquo;incontrastato Dio dei Venti ad aver procurato questa denominazione alle nostre amate perle siciliane. Il nome Eolo deriva dal greco <em>aiolos</em>, che significa veloce. Esiste anche una leggenda che narra la storia di un altro Eolo, un principe greco, che governava una colonia sulle Isole Eolie. Famoso per la sua perspicacia, egli acquist&amp;ograve; notoriet&amp;agrave; anche per una sua altra dote particolare: <strong>era in grado di prevedere il tempo, semplicemente osservando la forma delle nubi di vapori che sovrastava uno dei vulcani attivi dell&amp;rsquo;Arcipelago, probabilmente Stromboli.</strong> In un luogo in cui la maggioranza degli abitanti era composta da pescatori, la conoscenza delle condizioni meteorologiche era sicuramente un importante elemento per la vita quotidiana.<br />
	Anche i nomi delle singole Isole hanno una storia. Lipari era, anticamente, chiamata Meligunis, dal greco <em>melos</em> che significa &amp;ldquo;dolce&amp;rdquo;, alludendo molto probabilmente al suo clima; &amp;egrave; stata successivamente ribattezzata come &amp;ldquo;Lipara&amp;rdquo; che, in greco antico, significa letteralmente &amp;ldquo;grasso&amp;rdquo;, &amp;ldquo;untuoso&amp;rdquo;, utilizzato per estensione con il significato di ricco e fertile, proprio come il suolo di quest&amp;rsquo;Isola. Salina, la pi&amp;ugrave; alta tra le Eolie, grazie alla presenza delle vette dei monti Fossa delle Felci e Monte dei Porri, era chiamata anticamente Didyme che significa &amp;ldquo;gemelli&amp;rdquo;, in riferimento proprio alle sue alture; il nome Salina deriva, invece, dal laghetto nella frazione di Lingua del comune di Santa Marina di Salina, famoso per l&amp;rsquo;estrazione del sale.</p>
<p>
	Continua&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=24526]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 11 mar 2016 14:23:47 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Dal Mus�e d�Orsay IMPRESSIONISTI. T�te � t�te.]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/mostraimpressionisti.jpg" width="100" alt="Dal Mus�e d�Orsay IMPRESSIONISTI. T�te � t�te." /><br /><p>
	Fino al 7 febbraio, il Complesso del Vittoriano ospita la mostra&amp;nbsp; Dal Mus&amp;eacute;e d&amp;rsquo;Orsay IMPRESSIONISTI. T&amp;ecirc;te &amp;agrave; t&amp;ecirc;te. Mostra che propone attraverso sessanta opere, un ritratto della societ&amp;agrave; parigina della seconda met&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Ottocento, attraversata dai grandi mutamenti artistici, culturali e sociali di cui gli impressionisti sono esponenti e testimoni. Il centro della ricerca artistica diventa la rappresentazione della vita moderna. Scompare la pittura storica, religiosa o allegorica e i quadri rappresentano immagini cariche di contemporaneit&amp;agrave;. Manet, Renoir, Degas, Bazille, Pissarro, C&amp;eacute;zanne, Morisot, Rodin&amp;hellip;anche questi tra i tanti artisti in mostra con i loro dipinti e le loro sculture. <strong>Attraverso i volti, gli abiti, le posture e gli accessori dei personaggi ritratti e ancora attraverso i luoghi e le ambientazioni in cui sono inseriti, l&amp;rsquo;esposizione offre la possibilit&amp;agrave; di ricostruire l&amp;rsquo;ambiente culturale, i contesti sociali e gli stimoli artistici in cui lavorano gli impressionisti e di cogliere la rivoluzione dello sguardo e il rinnovamento stilistico di cui il movimento impressionista &amp;egrave; portavoce. </strong>Come afferma Zola nel 1868, sono pittori che amano il loro tempo&amp;hellip;cercano prima di tutto di penetrare figure prese dalla vita e le hanno dipinte con tutto l&amp;rsquo;amore che provano per i soggetti moderni. Il percorso della mostra fa rivivere lo spirito di un&amp;rsquo;epoca, offrendo un affresco della societ&amp;agrave; francese negli anni del movimento impressionista. Artisti e letterati, familiari ed amici, politici e uomini di affari, signore della borghesia, bambini e ragazzi, evocano mirabilmente episodi di un&amp;rsquo;esistenza che si svolge fra citt&amp;agrave; e campagna, interni domestici e gite sul fiume. <strong>Le opere scelte per la mostra, alcune diventate vere e proprie icone dell&amp;rsquo;impressionismo, mettono in luce gli aspetti innovativi del movimento artistico ed evidenziano, allo stesso tempo, le caratteristiche delle singole personalit&amp;agrave;.</strong> Tra i capolavori esposti Il Balcone di Manet, icona della borghesia parigina di fine Ottocento. Jentaud, Linet et Lain&amp;eacute; in cui Degas si sofferma sui visi pensosi dei tre giovani industriali parigini che emergono dalla tavolozza scura illuminata dai bianchi della tovaglia, dei polsini, del giornale e ancora dello stesso artista, il ritratto del nonno Hilaire de Gas. Bazille dipinge Il ritratto di Renoir, con i piedi su una sedia, facendone il modello della sfrontatezza giovanile. Di Renoir &amp;egrave; esposta anche L&amp;rsquo;altalena, dove la luce inizia a diventare la protagonista delle opere. Di C&amp;eacute;zanne invece abbiamo Donna con caffettiera, l&amp;rsquo;Autoritratto e Il giocatore di Carte. Rodin ci racconta come l&amp;rsquo;impressionismo riesca a penetrare anche l&amp;rsquo;immobilit&amp;agrave; della scultura con il suo Victor Hugo. Fino al 7 febbbraio.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23524]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:48:31 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le isole presepe]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/corbezzoli.jpg" width="100" alt="Le isole presepe" /><br /><p>
	Il natale sulle isole arriva come un presepe al quale ci si prepara gi&amp;agrave; dai primi mesi dopo l&amp;#39;estate. e la famiglia, che esiste come una grande comunit&amp;agrave; sempre, dopo la dispersione estiva, se non ritorna sull&amp;#39;isola grande per motivi di lavoro o di scuola, riprende le proprie attivit&amp;agrave; domestiche lasciando illuminate la casette su in collina al calare della sera. E qui ognuno collabora come pu&amp;ograve;. Gli uomini, compresi i giovani che non lasciano l&amp;#39;isola rinunciando spesso a lavori che li porterebbero lontano, si danno da fare con le attivit&amp;agrave; edilizie, e quando si pu&amp;ograve; di pesca, proprio quando il mare &amp;egrave; ricco di quei pesci che mai incontreresti d&amp;#39;estate, con tanto di gara a chi riesce a portare a terra quello pi&amp;ugrave; grosso. Ho visto cernie fino a 21 chili, o addirittura scegliere quale sar&amp;agrave; il predestinato al cenone delle festivit&amp;agrave; principali. Mentre le donne vanno in giro per la campagna a raccogliere le verdure sin dal mattino presto, come Pina a Filicudi, sfruttando anche loro la luce che poi gi&amp;agrave; dal primo pomeriggio andr&amp;agrave; a dormire. Oppure pescano come Cristina ad Alicudi. Le donne in casa preparano le conserve, di funghi, agli porro,<strong> le marmellate, persino quella di corbezzoli, che rossi come la porpora inebriano i sentieri di montagna ricoperti di muschio verde. Per non parlare delle more, mentre sulla nuda terra centinaia di funghi colorano di autunno il paesaggio</strong>, insieme al citynus hipocystis&amp;hellip; tutto da scoprire.<br />
	E poi arriva dicembre e sin dal primo giorno si progetta il presepe: la posizione nella Chiesa di Santo Stefano a Valdichiesa, che di solito &amp;egrave; tutta una navata laterale, la disposizione della grotta, si lucidano i pastori giganti, si va a raccogliere il muschio e il lentisco detto &amp;quot;le stinche&amp;quot; per ricreare il bosco, ci sar&amp;agrave; un fiume che porta l&amp;#39;acqua a mare con tanto di scorrere di acqua e sassi raccolti dalla spiaggia de Le Punte o Pecorini. L&amp;#39;impianto elettrico a cura di Stefano, insieme a quello delle luci, la creativit&amp;agrave; delle ragazze, l&amp;#39;esperienza dei pi&amp;ugrave; anziani e la fisarmonica di Giovannino rendono il tutto autentico come spesso solo la comunione nell&amp;#39;isolamento buono e sano pu&amp;ograve; regalarci.<br />
	<strong>Le Isole Eolie sono emozione tutto l&amp;#39;anno.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Giusi Emanuela Murabito</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23523]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:47:42 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Salina: la biblioteca pinacoteca]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/bibliotecapinacoteca.jpg" width="100" alt="Salina: la biblioteca pinacoteca" /><br /><p>
	La Biblioteca Comunale del paese di Malfa, sull&amp;rsquo;Isola di Salina, contiene al suo interno un vero patrimonio: pi&amp;ugrave; di 10.000 pubblicazioni, tra materiale bibliografico e materiale audiovisivo. Aperta ufficialmente al pubblico il 13 maggio del 1995, la sua sede &amp;egrave; situata nei locali di via Fontana all&amp;rsquo;interno di un edificio donato all&amp;rsquo;Isola nel 1913 da Giovanni Marchetti (parroco di Malfa dal 1905 al 1955). <strong>Il patrimonio custodito dalla biblioteca &amp;egrave; composto, principalmente, da: romanzi, libri per ragazzi, enciclopedie, volumi sulla Sicilia, volumi sulle Eolie e volumi sull&amp;rsquo;emigrazione eoliana nel mondo. </strong>Oltre alla possibilit&amp;agrave;, offerta da ogni biblioteca, di prendere in prestito libri o film, la Biblioteca Comunale di Malfa implementa le sue attivit&amp;agrave; organizzando numerose attivit&amp;agrave; culturali tra cui: mostre fotografiche, mostre pittoriche, presentazioni di libri, intrattenimenti musicali, proiezioni di diapositive e proiezioni di documentari sulle Isole Eolie. I film e i documentari trasmessi trattano, principalmente, delle Isole Eolie e dell&amp;rsquo;emigrazione eoliana verso Canada, Argentina ed Australia.<br />
	<strong>Questa meravigliosa Biblioteca &amp;egrave;, inoltre, abbinata ad una Pinacoteca, presso la quale sono esposte principalmente opere pittoriche di artisti del Centro Italiano Promozione Rassegne d&amp;rsquo;Arte di Roma, ammirabili durante tutto il corso dell&amp;rsquo;anno. </strong>Durante la manifestazione annuale &amp;ldquo;Artisti Italiani e Stranieri per le Isole Eolie&amp;rdquo;, si possono trovare esposti olii e acquarelli, i cui soggetti principali sono il paesaggio, le attivit&amp;agrave; agricole tradizionali e l&amp;rsquo;ambiente naturale ed umano di Salina.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23521]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:46:08 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La casa di Filicudi di Giovanni Gastel]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/meravigliaitaliana.jpg" width="100" alt="La casa di Filicudi di Giovanni Gastel" /><br /><p>
	<em>&amp;quot;Qui senza giorni n&amp;eacute; ore<br />
	&amp;egrave; solo un riflesso<br />
	la percezione di me.<br />
	Cos&amp;igrave; resto fermo<br />
	dinnanzi al buon cielo<br />
	l&amp;rsquo;indice sulle labbra<br />
	sperando che il mondo<br />
	mi abbia oltrepassato.&amp;quot;</em><br />
	Cos&amp;igrave; scrive Giovanni Gastel della sua Filicudi: le emozioni di uno dei pi&amp;ugrave; importanti fotografi contemporanei raccontate in questi versi, composti nella sua casa di vacanza eoliana. Una casa affacciata su una punta, con le terrazze protese nel nulla, il mare a portata di sguardo ed a pochi passi dal paese di Pecorini Alta. &amp;ldquo;Abbiamo affittato case per un paio d&amp;rsquo;anni, poi ho iniziato a considerare qualche soluzione da acquistare, ma non trovavo nulla di convincente. Un giorno me ne propongono una, quasi per caso, messa in vendita quella mattina. E la sorpresa: ho capito subito che era la casa della mia vita. Strana e misteriosa, come piacciono a me. E ho deciso, istantaneamente&amp;rdquo;. La casa era, per&amp;ograve;, in stato di semiabbandono: un impianto ottocentesco poverissimo, muri scrostati e muschi. <strong>Per questo motivo &amp;egrave; stato richiesto l&amp;rsquo;intervento dell&amp;rsquo;architetto Franco Raggi, autore di diverse case isolane, che ha curato la ristrutturazione per Gastel.</strong> L&amp;rsquo;intervento &amp;egrave; stato conservativo e sono state mantenute le stesse finestre e il pavimento originario. All&amp;rsquo;esterno &amp;egrave; stato utilizzato un intonaco color giallo crema che ha dato, poi, avvio ad una moda portando altre case dello stesso colore su Filicudi. Le terrazze hanno il portico a colonne larghe, tipico eoliano, e sono la zona pi&amp;ugrave; vissuta della casa. Sono stati aggiunti alcuni bagni, separando una zona delle stanze da letto, con il rivestimento a piastrelle color seppia e bianche, realizzate da un artigiano siciliano su disegni originali ottocenteschi. Lo studio del fotografo &amp;egrave; ricavato nell&amp;rsquo;antico palmento, dove spicca il letto a castello in legno grezzo che, originariamente, era una vasca per l&amp;rsquo;uva da passito.<br />
	<strong>I ritmi lenti sono il filo conduttore delle vacanze sull&amp;rsquo;Isola di Filicudi: si dorme fino a tardi, si va al mare, con un gozzo affittato si naviga intorno all&amp;rsquo;isola e si rientra a casa verso il tramonto. </strong>In terrazza si chiacchiera con gli amici, sorseggiando una bibita e guardando il sole che scompare dietro la montagna. Ma Giovanni Gastel, anche in questo stato di riposo, non pu&amp;ograve; fare a meno di lavorare: scrive poesie ed immortala momenti magici nelle sue fotografie.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23519]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:44:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Meraviglia Italiana: il fotografo Giovanni Gastel sceglie Filicudi e Capri]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/filicudi2012.jpg" width="100" alt="La Meraviglia Italiana: il fotografo Giovanni Gastel sceglie Filicudi e Capri" /><br /><p>
	Per celebrare il Mediterraneo con i suoi bellissimi colori, paesaggi, profumi e sapori, Giovanni Gastel ha scelto dieci suoi scatti che ritraggono le isole di Filicudi e Capri. Il fotografo italiano di fama internazionale diventa, cos&amp;igrave;, parte del progetto Meraviglia Italiana di Bibite Sanpellegrino. La famosa azienda nostrana ha deciso di celebrare le bellezze del Mediterraneo attraverso i diversi linguaggi artistici di tre grandi personalit&amp;agrave; italiane: il fotografo Giovanni Gastel, lo scrittore Gianrico Carofiglio e la stilista Margherita Maccapani Missoni. Il progetto &amp;egrave; stato presentato tramite un&amp;rsquo;installazione che ha preso la forma di un agrumeto 2.0 a 150 m di altezza, al trentanovesimo piano del nuovo palazzo di Regione Lombardia. Continuer&amp;agrave;, inoltre, sul sito bibite.sanpellegrino.it e sui social network, sui quali Giovanni Gastel condivider&amp;agrave; i suoi scatti con gli utenti della rete. Cos&amp;igrave; parla il fotografo: &amp;ldquo;<strong>il Mediterraneo &amp;egrave; sempre dentro di me, io sono un figlio del Mediterraneo. Mi porto dietro questa Mediterraneit&amp;agrave; che &amp;egrave; luce, profumo e sensibilit&amp;agrave; anche quando vado in giro per il mondo. </strong>Credo che il mio lavoro sia apprezzato anche per la mia matrice mediterranea, tanto che ho fatto diverse foto a Miami, dove l&amp;rsquo;oceano sembra il Mediterraneo. Questo elemento &amp;egrave; una componente essenziale della cultura di tutti i popoli che si affacciano su questo mare interno. <strong>Siamo tutti collegati da un mare interno che ha dato origine allo sviluppo della civilt&amp;agrave; che ci unisce enormemente, al di l&amp;agrave; delle diverse lingue o religioni.</strong> Io voglio essere qualcuno che ha i piedi nel passato e la testa nel futuro perch&amp;eacute; sono convinto che l&amp;rsquo;origine della cultura e della storia del proprio paese sia essenziale per sviluppare un pensiero progressivo e innovativo&amp;rdquo;. Ha scelto dieci sue opere che racchiudono la bellezza del Mediterraneo e la mostrano tramite la quotidianit&amp;agrave; di Capri e Filicudi. La terrazza della sua casa affacciata sul mare delle Eolie, i pomodori sul fuoco con il profumo di salsa che si diffonde nell&amp;rsquo;aria, i colori della frutta matura e del peperoncino fresco. E ancora, uomini e donne che rappresentano, con la loro sapienza artigiana, storie e tradizioni di un territorio in cui famiglia e lavoro sono i veri valori: &amp;ldquo;frammenti di vita, immagini di quotidianit&amp;agrave; e istantanee di Mediterraneit&amp;agrave;&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23518]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:44:02 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le piante medicinali eoliane - 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/piantemedicinali2.jpg" width="100" alt="Le piante medicinali eoliane - 2� parte" /><br /><p>
	Il Capparis Spinosa, secondo l&amp;rsquo;uso popolare, era l&amp;rsquo;attenuatore per una malattia, molto diffusa in passato, che comportava la presenza di febbre alternante e formicolio alla milza. Per preparare la cura, si pestavano in un mortaio di marmo, utilizzando un pestello di legno, la scorza della radice del cappero selvatico e la scorza della radice del noce. Una volta ottenuto l&amp;rsquo;impasto, lo si poneva al mattino sulla milza, tenendo fasciato per tre settimane, ma rinnovandolo ogni giorno, fino alla scomparsa della febbre. Altre piante tipiche della flora eoliana sono le opunzie (opuntia ficus indica Mill), caratterizzate da un fusto piatto e da foglie spinose, che producono frutti dalla forma ovoidale e dal colore variabile dal giallo al rosso. <strong>I fichi d&amp;rsquo;India, talmente presenti nel paesaggio eoliano da esserne diventati quasi il simbolo, sono, in realt&amp;agrave;, piante tropicali sud-americane che, in seguito, si sono naturalizzate e diffuse nel bacino del Mediterraneo.</strong> La loro fioritura &amp;egrave; prevista in primavera avanzata ed in estate e se ne possono utilizzare sia i fiori che i frutti. Questi ultimi, che solitamente si raccolgono a fine estate, si consumano solo freschi e possono essere utilizzati anche per fare delle deliziose marmellate ed una ottima mostarda. I fiori, colti anch&amp;rsquo;essi in estate, si essiccano all&amp;rsquo;ombra e si conservano, poi, in recipienti chiusi al riparo dalla luce. Queste piante contengono numerosi principi attivi: zuccheri, stimoline vegetali, acido glutammico, acido citrico, acido malico, acido ossalico e vitamina C. Secondo la medicina popolare, il fico d&amp;rsquo;India veniva utilizzato come infuso di fiori contro acidit&amp;agrave; e bruciori di stomaco.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23516]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:42:46 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Balthus: in mostra a Roma]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/balthus.jpg" width="100" alt="Balthus: in mostra a Roma" /><br /><p>
	La capitale ricorda, con una grande mostra monografica divisa in due sedi, a quindici anni dalla morte, Balthasar Klossowski de Rola, in arte Balthus, maestro tra i pi&amp;ugrave; originali e misteriosi del Novecento, il cui rapporto con la citt&amp;agrave; eterna si considera determinante per gli indirizzi della sua arte. In mostra duecento opere, tra quadri, disegni e fotografie, provenienti dai pi&amp;ugrave; importanti musei europei ed americani oltre che da prestigiose collezioni private, che diventano percorso in due tanto diversi quanto meravigliosi set: <strong>alle Scuderie del Quirinale c&amp;rsquo;&amp;egrave; una retrospettiva molto ricca dei capolavori pi&amp;ugrave; noti; mentre a Villa Medici possiamo vivere un&amp;rsquo;esposizione che, attraverso le opere realizzate durante il soggiorno romano, mette in luce il metodo e il processo creativo di Balthus: </strong>la pratica di lavoro nell&amp;rsquo;atelier, l&amp;rsquo;uso dei modelli, le tecniche e la fotografia. Balthus nasce a Parigi da padre polacco e madre russa, che gli fanno trascorrere l&amp;rsquo;infanzia tra Berlino, Berna e Ginevra al loro seguito, rientrando in Francia solo nel 1924 impregnato di cultura mitteleuropea. Ispirato in giovanissima et&amp;agrave; dai maestri del Rinascimento toscano e in particolare da Piero della Francesca, scoperti in occasione di un primo viaggio in Italia nel 1926, <strong>Balthus genera le sue composizioni attraverso un pensiero figurativo e una chiarezza logica ereditati dalla cultura artistica italiana.</strong> &amp;Egrave; proprio da questa tradizione - perfezionata dalla conoscenza dei movimenti italiani del Realismo magico e della Metafisica, oltre che dalla Nuova Oggettivit&amp;agrave; tedesca - che trae origine quell&amp;rsquo;ermetica staticit&amp;agrave; che distingue la sua produzione pittorica, in particolare quella che risale agli anni Trenta. Dopo la guerra, la pittura di Balthus cambia, diventa pi&amp;ugrave; piena e le immagini prendono ad oggetto ragazze adolescenti rappresentate in momenti intimi. Ad accrescere l&amp;rsquo;amore della cultura italiana nel 1961 si inserisce l&amp;rsquo;esperienza del soggiorno romano come direttore dell&amp;rsquo;Accademia di Francia a Roma, Villa Medici. L&amp;rsquo;incarico dura diciassette anni, durante i quali Balthus approfondisce la pratica del disegno e della pittura e si misura col progetto del restauro dell&amp;rsquo;edificio e dei giardini storici, che sono accessibili ai visitatori della mostra. Fino al 31 gennaio fra le Scuderie del Quirinale e Villa Medici.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23513]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:40:43 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le piante medicinali eoliane - 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/piantemedicinali1.jpg" width="100" alt="Le piante medicinali eoliane - 1� parte" /><br /><p>
	Le Isole Eolie sono avvolte e circondate da una natura splendida, che presenta rarit&amp;agrave; preziose appartenenti al regno vegetale. Un incontro perfetto tra clima caldo, ma temperato, e una non troppo scarsa piovosit&amp;agrave; rende possibile, e abbondante, la presenza di diverse specie di piante medicinali. &amp;Egrave; naturale trovare, tra la vegetazione spontanea che cresce sulle Isole, diverse qualit&amp;agrave; di ginestra, arbusto dagli steli lisci e flessuosi e dai fiori gialli e profumati. <strong>Secondo la medicina popolare siciliana, la lisciva della cenere di ginestra veniva utilizzata per fare bagni a mani e piedi contro i geloni e le tumefazioni</strong>, la cui causa si pensava fosse un arresto di sangue. Un&amp;rsquo;altra pianta tipica Eoliana &amp;egrave; il <em>Capparis Spinosa</em>, pi&amp;ugrave; comunemente conosciuto come cappero. Caratterizzato da morbidi rami che si diramano a raggiera da un unico ceppo di arbusto, il cappero &amp;egrave; originario del bacino del Mediterraneo e dell&amp;rsquo;Oriente. Molti pensano, erroneamente, che il cappero sia il frutto della pianta ma, in realt&amp;agrave;, &amp;egrave; il bocciolo del fiore: il vero frutto &amp;egrave; una bacca ovale chiamata, in dialetto, <em>cucunciu</em>. I cucunci sono la causa dello spuntare di cespugli incredibili nei luoghi pi&amp;ugrave; impensati: quando la bacca &amp;egrave; matura e inizia ad aprirsi, le lucertole si avvicinano per cibarsi del liquido in cui sono immersi i semi del cappero; questi ultimi restano attaccati al corpo dell&amp;rsquo;animale che, tornando al suo nido nelle crepe dei muri, inconsapevolmente vi depone i semi del cappero. <strong>Il <em>Capparis Spinosa</em>, secondo l&amp;rsquo;uso popolare, era l&amp;rsquo;attenuatore per una malattia, molto diffusa in passato, che comportava la presenza di febbre alternante e formicolio alla milza.</strong> Per preparare la cura&amp;hellip;</p>
<p>
	Continua&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23512]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:39:53 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Pat� di Capperi Filicudari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/patecapperi.jpg" width="100" alt="Pat� di Capperi Filicudari" /><br /><p>
	I capperi sono facilissimi da trovare sull&amp;rsquo;Isola di Filicudi. Raccolti prima e durante le estati eoliane, vanno colti di giorno alla luce del sole, prestando molta attenzione alle spine. Lavorando con forza e dedizione, in un&amp;rsquo;ora si riesce a raccogliere circa un chilo di capperi di ottima qualit&amp;agrave;, cio&amp;egrave; quelli di pi&amp;ugrave; piccole dimensioni.</p>
<p>
	Ingredienti:<br />
	&amp;bull; Una bella tazza di capperi sotto sale<br />
	&amp;bull; Uno spicchio d&amp;#39;aglio<br />
	&amp;bull; Un po&amp;#39; di aceto di vino (non balsamico)<br />
	&amp;bull; Olio extravergine d&amp;#39;oliva<br />
	&amp;bull; Sale<br />
	&amp;bull; Peperoncino (in polvere o tritato)</p>
<p>
	Procedimento:<br />
	&amp;bull; Sciacquare i capperi in acqua abbondante, quindi lasciarli a bagnomaria per 50-80 minuti nell&amp;#39;aceto.<br />
	&amp;bull; A questo punto, sciacquare di nuovo i capperi, scolarli ed in seguito asciugarli (non in forno).<br />
	&amp;bull; Tritare con il minipimer, o il classico frullatore, o la mezzaluna,&amp;nbsp; i capperi, lo spicchio d&amp;#39;aglio, il peperoncino ed un pizzico di sale (non esagerare, in quanto in partenza i capperi sono gi&amp;agrave; salati).<br />
	&amp;bull; Aggiungere l&amp;#39;olio per regolare la densit&amp;agrave; del pat&amp;eacute;, in base ai vostri gusti e alle vostre preferenze.</p>
<p>
	Adesso, non vi resta che spalmare il vostro buonissimo pat&amp;eacute; di capperi filicudari fatto in casa su bruschette, grissini o fette di pane e&amp;hellip; buon appetito!</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23511]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:38:05 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Quando la moda sceglie le Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/modaeolie.jpg" width="100" alt="Quando la moda sceglie le Eolie" /><br /><p>
	Mete vacanziere per turisti, studiosi e amanti della natura, negli ultimi anni le isole Eolie sono preferite anche da importanti marchi della moda, che scelgono l&amp;rsquo;arcipelago come location per campagne pubblicitarie o che da esse traggono ispirazione. Di recente, un noto marchio di costumi e intimo, la <em>Parah</em>, ha realizzato sull&amp;rsquo;isola di Stromboli il photo shooting della campagna beachwear del 2016. <strong>Spiagge vulcaniche e calette rocciose fanno da sfondo suggestivo alla nuova collezione, dove, immagini evocative delle bellezze mediterranee esprimono e al contempo esaltano la femminilit&amp;agrave; e l&amp;rsquo;eleganza.</strong> Nel 2013 gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana, &amp;ldquo;residenti&amp;rdquo; estivi dell&amp;rsquo;arcipelago, hanno realizzato una collezione ispirata alla Sicilia e le sue bellezze. Il noto marchio ha portato sulle passerelle i leggendari carretti, i Pupi, il folklore, i colori dell&amp;rsquo;entroterra e il mare cristallino delle Isole Eolie, che compaiono su stampe, tessuti e borse sgargianti. Inoltre, i due stilisti, hanno anche dedicato all&amp;rsquo;arcipelago una linea di profumi ispirata alle terre vulcaniche, con la versione Sunset in Salina per lei e Swimmin in Lipari per lui e la limited edition di Light Blue to Panarea (donna) e Discover Vulcano (uomo). <strong>La natura selvaggia e le essenze floreali, dalle note d&amp;rsquo;agrumi, si trasformano in seducenti fragranze che catturano &amp;ldquo;l&amp;rsquo;animo puro e solare dell&amp;rsquo;estate mediterranea&amp;rdquo;</strong>. Le riprese pubblicitarie sono state eseguite nello specchio d&amp;rsquo;acqua in localit&amp;agrave; Forgia Vecchia per la regia del premio Oscar, Paolo Sorrentino e Paolo Virz&amp;igrave;, che con il loro talento hanno saputo realizzare uno degli spot cult indimenticabili. Viaggiando a ritroso negli anni, la collezione autunno inverno 2010/2011 della stilista Mariuccia Mandelli, meglio nota come KRIZIA, trasse ispirazione dalle anfore panciute custodite nel Museo Archeologico di Lipari, creando deliziose gonne a palloncino ma dalla vita alta e sottile come il collo delle anfore greco-romane. Nel 2014 Giorgio Armani, anche lui abituale visitatore dell&amp;rsquo;arcipelago, realizz&amp;ograve; una linea giocata sulle allegre trasparenze dei colori, dalla bianca sabbia delle cave di pomice a Lipari alla nerissima sabbia vulcanica di Stromboli, in cui gli abiti gonfi in organza sono un richiamo alle onde tumultuose del mare eoliano. E per finire: l&amp;rsquo;estate 2016 strizza l&amp;rsquo;occhio alle isole Eolie anche con un altro brand, quello dei fratelli Rossetti, che ha realizzato una collezione di elegantissime scarpe da uomo. I colori del mare sono proposti in diverse gradazioni che si alternano dal blu cobalto, delle acque profonde e pescose, alle tonalit&amp;agrave; chiare e turchesi delle limpide acque nelle insenature sotto costa.</p>
<p>
	di Melissa Prota</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23510]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:37:11 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/modaeolie.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Salina: il sentiero Brigantino]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sentierobrigantino.jpg" width="100" alt="Salina: il sentiero Brigantino" /><br /><p>
	Ci sono diverse possibilit&amp;agrave; che l&amp;rsquo;Isola di Salina offre a tutti coloro che desiderano esplorarla, per poter godere a pieno di tutte le sue meraviglie. Per gli amanti del trekking, una delle escursioni pi&amp;ugrave; belle &amp;egrave; quella che percorre il sentiero Brigantino: attraverso il Vallone Nero, dopo aver costeggiato la localit&amp;agrave; Paolonoce, si arriva in prossimit&amp;agrave; del Vallone d&amp;rsquo;Ogliastro. Partendo dal centro abitato di Lingua e lasciando le ultime case di via Sicilia, ci si ritrova al bivio alla sinistra del quale ha inizio il sentiero. <strong>Se guardate alla vostra sinistra, potrete notare una piccola spiaggetta, presso cui &amp;egrave; possibile fare il bagno, subito prima di tuffarsi e venire sommersi dalla vegetazione rigogliosa caratteristica del sentiero.</strong> Tamerix africana, artemisia arborescens, arisarum vulgaris, cheirantus cheiri, calycotome infesta, asparagus aphyllus. Viola selvatica, asparagi, assenzio aromatico, tamerice, arisaro comune e ginestra. Queste sono le piante che incontrerete nel primo tratto della vostra camminata. Superata questa parte, il sentiero diventa pi&amp;ugrave; piccolo e prosegue lungo una mulattiera circondata da alberi d&amp;rsquo;ulivo, cespugli di cappero ed erbe aromatiche, con i loro contrastanti profumi. In direzione sud-ovest scorgerete una piccola ed isolata casa e vi troverete ad attraversare una zona terrazzata, grazie al lavoro svolto dagli abitanti dell&amp;rsquo;Isola al fine di rendere coltivabili i terreni. Proseguendo per il percorso, arriverete vicini a questa casetta e dalla terrazza potrete scorgere il bellissimo panorama sulle Isole di Panarea, Lipari e Vulcano, avvolti nel silenzio dell&amp;rsquo;area, interrotto solo dal fruscio del vento tra le fronde degli alberi e dallo stridio dei falchi.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23509]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:36:28 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le Isole Eolie: la terra del mito]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/eolieterramito.jpeg" width="100" alt="Le Isole Eolie: la terra del mito" /><br /><p>
	Le Isole Eolie, con i loro 117 chilometri quadrati di superficie, raccontano e custodiscono una storia millenaria. Fin dall&amp;rsquo;antichit&amp;agrave; Lipari, Vulcano, Salina, Panarea, Stromboli, Alicudi e Filicudi sono state protagoniste di racconti mitologici: l&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano &amp;egrave; la terra del mito. Si narra che l&amp;igrave; Ulisse, stanco del suo infinito peregrinare, abbia invocato una tregua e si sia rifugiato da Eolo, il Dio dei Venti, presso un&amp;rsquo;isola &amp;ldquo;cui tutta un muro d&amp;rsquo;infrangibil rame &amp;ndash; e una liscia circonda eccelsa rupe&amp;rdquo;. In una visione davvero omerica, si parla di un mondo dimenticato rievocato da massi grigi monumentali. Un mondo in cui le pietre vengono mosse dalla furia dei vulcani, le pareti a picco colano a strapiombo sul mare ruggente e le caverne nascoste e misteriose sono popolate da mostri. &amp;ldquo;Lipari aspra dai sassi fumanti&amp;rdquo;, cos&amp;igrave;, invece, ha parlato Virgilio delle Isole Eolie. <strong>Questo Arcipelago, in passato e ai giorni nostri, si trasforma quasi in un ossimoro: da un lato le ombre del mito e dell&amp;rsquo;imponenza dei vulcani, dall&amp;rsquo;altro la luce degli immensi spazi mediterranei.</strong> Le Eolie sono considerate la casa delle divinit&amp;agrave; Eolo e Vulcano. Vi &amp;egrave;, inoltre, una leggenda secondo cui le anime dei morti passano accanto all&amp;rsquo;Arcipelago, nel corso del loro viaggio senza ritorno verso l&amp;rsquo;aldil&amp;agrave;: lo fanno per poter godere della bellezza della natura, per un&amp;rsquo;ultima volta, mentre in sottofondo si alza dalle acque e tra gli scogli la voce incantatrice delle Sirene.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23508]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:35:41 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Ustica Lines: alla ricerca di un nuovo nome!]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/usticalines.jpg" width="100" alt="Ustica Lines: alla ricerca di un nuovo nome!" /><br /><p>
	Ustica Lines, la nota compagnia di navigazione, ha deciso di voler cambiare la propria denominazione e per farlo ha indetto un concorso. Ha scelto di chiamare a rapporto tutti gli studenti delle scuole elementari e delle scuole medie delle Isole Minori Siciliane, mettendo in palio una borsa di studio di 2000 euro. La partecipazione &amp;egrave; gratuita e pu&amp;ograve; essere sia individuale che di gruppo. <strong>La finalit&amp;agrave; di questo concorso di idee &amp;egrave; di favorire la partecipazione degli scolari e stuzzicarne la fantasia! </strong>Le loro proposte contribuiranno, in modo effettivo, alla scelta di un nuovo nome evocativo dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; svolta e che loro sentano vicino e familiare. La compagnia di navigazione deve la sua attuale denominazione al suo primo collegamento effettuato: nel 1993, da Napoli per Ustica, prima isola collegata, per poi raggiungere Favignana e Trapani. Oggi, per&amp;ograve;, la Ustica Lines collega la Sicilia a tutte le sue Isole Minori (Egadi, Eolie, Pelagie, Ustica e Pantelleria), Reggio Calabria alla Sicilia, Trieste alla costa Istriana. Il regolamento del concorso prevede una sola proposta per persona o per gruppo; coloro che partecipano all&amp;rsquo;interno di un gruppo non potranno farlo anche individualmente. Le proposte devono essere presentate entro le ore 12,00 del primo dicembre 2015. Il modulo da compilare &amp;egrave; reperibile online sul sito della compagnia (www.usticalines.it). I nomi presentati verranno valutati da una giuria composta da membri scelti della Societ&amp;agrave;. Non saranno ritenute valide le proposte aventi il nome di localit&amp;agrave; geografiche. Una commissione, appositamente istituita presso la direzione di Ustica Lines, avr&amp;agrave; il compito di selezionare, a suo insindacabile giudizio, le proposte che riterr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; originali ed incisive, proclamando i vincitori entro il 15 dicembre 2015.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23507]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:34:25 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Roma XIV edizione - IL PRESENTE]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/festivalfotografia.jpg" width="100" alt="FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Roma XIV edizione - IL PRESENTE" /><br /><p>
	La XIV edizione del Festival affronta il tema del Presente. In un mondo in costante ed incessante accelerazione, la pratica fotografica si presenta come arte privilegiata per fissare, definire, osservare e delimitare i confini del presente. Cosa significa delimitare i confini del Presente? Significa innanzitutto separarlo ed astrarlo dalle limitazioni temporali che lo minacciano e rivolgere lo sguardo invece a quell&amp;#39;istante infinito capace di auto-rappresentarsi e di auto-determinarsi. <strong>Depredando quindi la fotografia della nostalgia legata al passato e dell&amp;#39;ansia provocata dalle trasformazioni del futuro, emerge il tempo dell&amp;#39;esperienza, cio&amp;egrave; il tempo del sentire e del vivere.</strong> Riflettere sul tempo presente significa quindi guardarsi intorno e comprendere lo spazio che ci circonda, rivolgersi all&amp;rsquo;oggi irripetibile, metterci al centro di questo universo e scrutarne i legami che costruiscono il mondo come noi oggi lo percepiamo, lo osserviamo e lo viviamo. La pratica fotografica ci restituisce gli strumenti, grazie alla capacit&amp;agrave; di isolare e incorniciare che veniva sottolineata nella prefazione della prima edizione del Festival: <em>Nata come replica del gi&amp;agrave; evidente, della realt&amp;agrave; che si suppone data, la fotografia oggi presenta nelle sue opere la pi&amp;ugrave; marcata consapevolezza di cornice estetica, cio&amp;egrave; quello scarto, quel dislivello percettivo che isola uno spazio indicandolo come luogo della raffigurazione, senza avere per questo dismesso il compito testimoniale. [&amp;hellip;]</em>. Ma &amp;egrave; soprattutto la capacit&amp;agrave; di isolamento e concentrazione che la fotografia esprime oggi al massimo grado tra le arti visive. L&amp;rsquo;incorniciare, prerequisito di ogni visione, pu&amp;ograve; garantirci di compiere una effettiva esperienza, un&amp;rsquo;esperienza di qualcosa. <strong>Tra le percezioni, che costituiscono l&amp;rsquo;universo comunicativo nella cui nube siamo avvolti e che finisce per nasconderci non meno di quanto ci nasconda le cose, la fotografia isola e magnifica il suo dato mettendolo in cornice, creando cio&amp;egrave; quella differenza per cui il dato si rivela nel suo splendore e noi veniamo rivelati nella nostra realt&amp;agrave;</strong>. Al MACRO, in Via Nizza, fino al 17 gennaio.<br />
	<br />
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23506]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:33:14 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[San Calogero: un eremita alle Isole Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sancalogero.jpg" width="100" alt="San Calogero: un eremita alle Isole Eolie" /><br /><p>
	Nel lungo periodo di conflitti che caratterizz&amp;ograve; la fine dell&amp;#39;Impero romano, l&amp;rsquo;arcipelago eoliano dovette affrontare un&amp;rsquo;epoca di decadenza, dove lo splendore culturale d&amp;#39;et&amp;agrave; greca sembrava ormai un lontano ricordo. Tale stato di cose fu aggravato dal brusco risveglio dei vulcani di Forgia Vecchia e Monte Pelato che lasciarono Lipari quasi disabitata. In quest&amp;rsquo;ambiente, il cristianesimo fu l&amp;#39;unica ancora di salvezza ed &amp;egrave; proprio qui che si colloca la figura di San Calogero, destinato a divenire il compatrono dell&amp;#39;isola. Molti episodi della sua vita sono leggendari e non strettamente connessi a un unico uomo. Il nome &amp;ldquo;<em>Calogerus</em>&amp;rdquo; era, infatti, il titolo reverenziale che si dava ai monaci eremiti nell&amp;#39;Italia meridionale. Forse nato a Calcedonia, cittadina dell&amp;#39;antica Tracia, in et&amp;agrave; adulta venne a Roma ottenendo dal papa il permesso di vivere da eremita e recarsi in Sicilia per evangelizzare quel popolo, liberandolo dai demoni che adorava, le divinit&amp;agrave; pagane. Part&amp;igrave; intorno al 520 d.C. insieme con i compagni Filippo, Onofrio e Archileone. Mentre Filippo si recava ad Agira e Onofrio e Archileone a Patern&amp;ograve;, Calogero si ferm&amp;ograve; a Lipari. Come adesso, vi erano stufe vaporose e acque termali che Calogero adoper&amp;ograve; per curare i malanni degli abitanti. Qui si narra che ebbe la visione della morte di Teodorico, avvenuta nel 526, come ricorda un quadro barocco di Antonio Mercurio custodito nella cattedrale di Lipari. L&amp;rsquo;episodio della morte dell&amp;rsquo;imperatore &amp;egrave; citato anche da San Gregorio Magno: &amp;laquo;Giuliano, mio parente, mi ha narrato che al tempo di re Teodorico il padre di mio suocero era esattore delle imposte in Sicilia. Di ritorno in Italia, la sua nave approd&amp;ograve; in un&amp;#39;isola detta Lipari e durante il tempo in cui i marinai riparavano la nave, il padre di mio suocero approfitt&amp;ograve; con altri amici per andare a trovare un uomo di grande virt&amp;ugrave; che allora abitava nell&amp;#39;isola. Non appena l&amp;#39;uomo di Dio li vide, disse loro: <em>Avete saputo che &amp;egrave; morto Teodorico?...Ieri ho visto l&amp;#39;anima sua nuda e scalza, con le mani cariche di catene mentre, trascinata per l&amp;#39;etere dalle ombre irate di papa Giovanni e dal patrizio Simmaco, era scaraventata nel cratere del vicino vulcano. </em>Impressionato, il padre di mio suocero si segn&amp;ograve;: quando fu tornato in Italia, seppe che Teodorico era realmente morto nel giorno e nell&amp;#39;ora in cui il Servo di Dio aveva avuto la visione&amp;raquo;. La presenza del monaco &amp;egrave; documentata in altri posti della Sicilia che come Lipari possedevano stufe vaporose o acque termali e similmente infestate da presenze maligne da scacciare. Del resto le aree vulcaniche hanno spesso suscitato timore, divenendo fonte d&amp;#39;ispirazione di leggende sui demoni che tiranneggiavano gli abitanti, vittime inermi di strani sussulti della terra e orribili urla dal cratere, portatrici di maledizione o sventura. Sono, per&amp;ograve;, gli<em> Inni </em>di Sergio Cronista, vissuto intorno il IX secolo, a raccontarci il vero Calogero: guaritore d&amp;#39;anime e corpi attraverso il sostegno della fede e lo studio empirico dei fenomeni naturali.</p>
<p>
	<br />
	di Melissa Prota</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23504]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:29:52 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Una dolce vita? Dal Liberty al design italiano. 1900 - 1940.]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/mostraliberty.jpg" width="100" alt="Una dolce vita? Dal Liberty al design italiano. 1900 - 1940." /><br /><p>
	Agli inizi Novecento, anche le arti decorative testimoniano il desiderio di progresso di una Nazione che ha conosciuto da poco l&amp;#39;unit&amp;agrave;. Ebanisti, ceramisti e maestri vetrai lavorano spesso in collaborazione con i maggiori artisti del tempo, dando vita ad uno stile italiano destinato ad influenzare il design moderno. Si tratta di un periodo di ottimismo, di intensa creativit&amp;agrave; di una societ&amp;agrave; in profonda trasformazione, costretta a subire poi il trauma della Prima guerra mondiale e del regime mussoliniano.<br />
	Per esplorare questo ambito, la mostra procede attraverso un percorso cronologico composto da oltre cento opere e basato su un dialogo continuo tra arti decorative e arti plastiche. <strong>L&amp;#39;inizio del Novecento &amp;egrave; caratterizzato dall&amp;#39;affermazione dell&amp;#39;Art Nouveau, conosciuto in Italia come stile Liberty o floreale.</strong><br />
	A partire dall&amp;#39;Esposizione Internazionale delle Arti Decorative di Torino nel 1902, lo stile Liberty acquista una peculiare originalit&amp;agrave; nelle opere di artisti come Carlo Bugatti, Galileo Chini e Carlo Zen. La loro propensione per le linee curve ispirate alle forme della natura, con accenti esotici, si ricollega all&amp;#39;opera dei pittori divisionisti, vicini alle tendenze simboliste diffuse in tutta Europa e rappresentate in mostra da meravigliosi quadri di Segantini e Pellizza da Volpedo.<br />
	Al gusto Liberty, divenuto lo stile dominante della nuova classe borghese, contro la rappresentazione del passato, il Futurismo. Questo movimento d&amp;#39;avanguardia, nato nel 1909 con Tommaso Marinetti, si estende alle arti decorative solo dopo la Prima guerra mondiale, durante il cosiddetto Secondo Futurismo.<br />
	<strong>Nel 1915, Giacomo Balla e Fortunato Depero firmano un manifesto intitolato Ricostruzione futurista dell&amp;#39;universo, in cui si annuncia l&amp;#39;intento di estendere l&amp;#39;estetica futurista a tutti gli aspetti dell&amp;#39;arte e della vita.</strong> Questi due artisti, che dichiarano di voler ricostruire l&amp;#39;universo con allegria, danno vita a tanti oggetti di arte decorativa di uso quotidiano, dai mobili ai vestiti e ai giocattoli.<br />
	Durante gli anni europei del Ritorno all&amp;#39;ordine dopo le Avanguardie, il recupero della cultura classica assume in Italia differenti declinazioni nell&amp;#39;ambito delle arti plastiche e decorative. Tra le versioni pi&amp;ugrave; interessanti ricordiamo la Metafisica di De Chirico e di Savinio e il Realismo di Casorati.<br />
	In maniera simile l&amp;rsquo;incanto, a met&amp;agrave; tra ispirazione classica e gusto d&amp;eacute;co, caratterizza le ceramiche di Gi&amp;ograve; Ponti e le prime creazioni in vetro di Carlo Scarpa. Per quanto riguarda la produzione architettonica e l&amp;#39;arredo, lo stile monumentale di Giovanni Muzio e Piero Portaluppi coincide con il ritorno al classicismo celebrato dal Novecento, il movimento sostenuto da Margherita Sarfatti e destinato a diventare il mezzo di espressione ufficiale del regime fascista. Negli stessi anni, il fascismo si apre anche agli esperimenti modernisti di artisti come Giuseppe Terragni e Mario Radice (autori della famosa Casa del Fascio di Como), a cui si avvicinano le opere astratte di Fontana e Melotti.<br />
	Infine, nel campo delle arti applicate, lo stile razionalista contraddistingue il passaggio verso la produzione industriale e il design moderni. In linea con il titolo e l&amp;rsquo;obiettivo della mostra, che possiamo visitare a Palazzo delle Esposizioni fino al 17 gennaio prossimo.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23503]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 10 mar 2016 19:27:56 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il sistema vulcanico delle Isole Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vulcanieolie.jpg" width="100" alt="Il sistema vulcanico delle Isole Eolie" /><br /><p>
	Com&amp;rsquo;&amp;egrave; noto a tutti, le Isole Eolie sono la parte emersa di un vastissimo complesso vulcano, in prevalenza sottomarino, che si estende all&amp;rsquo;incirca per 200 km e che costituisce una struttura ad andamento arcuato, con la sua parte concava rivolta verso il centro del Mar Tirreno. <strong>I vulcani dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano costituiscono le cime di un sistema di rilievi sottomarini che si innalzano dai fondali pi&amp;ugrave; profondi fino a 3000 metri sopra il livello del mare</strong>. Studi ed ipotesi recenti sostengono che il sistema vulcanico eoliano si sia sviluppato a causa di un fenomeno di subduzione tra la placca continentale africana e quella euroasiatica; &amp;egrave; dimostrato che, per la notevole produzione di magma, le attivit&amp;agrave; si rilevano essere molto intense nei luoghi in cui si generano nuove catene montuose. Le isole, cio&amp;egrave; le parti emerse del complesso eruttivo, si sono formate nell&amp;rsquo;ultimo milione di anni, mentre le parti sommerse raggiungono et&amp;agrave; maggiori: il pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;vecchio&amp;rdquo; &amp;egrave; il vulcano sottomarino Sisifo, situato a nord-ovest di Alicudi. L&amp;rsquo;et&amp;agrave; di nascita di ogni singola isola &amp;egrave; deducibile tramite la datazione dei prodotti pi&amp;ugrave; antichi appartenenti e provenienti da ciascuna di esse. I magmi dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano hanno numerose caratteristiche in comune con quelli dei vulcani che compongono la Cintura di Fuoco circumpacifica. Si tratta di magma, originato dal processo di subduzione della Placca Oceanica Ionica sotto l&amp;rsquo;Arco Calabro-Peloritano, che, nel tempo, mostra un&amp;rsquo;evoluzione verso composizioni sempre pi&amp;ugrave; basiche e sempre pi&amp;ugrave; ricche di potassio. L&amp;rsquo;ultima eruzione di Lipari risale al 580 a.C., mentre a Vulcano &amp;egrave; avvenuta tra il 1888 e il 1890. La caldera parzialmente sommersa di Panarea ha mostrato, negli ultimi anni, una significativa ripresa dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di degassamento sottomarino, facendo temere una ripresa dell&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; vulcanica di pi&amp;ugrave; grande entit&amp;agrave;. Il pi&amp;ugrave; attivo dell&amp;rsquo;Arcipelago resta Stromboli, con la sua attivit&amp;agrave; esplosiva di bassa energia ogni 20-35 minuti.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23502]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 13 nov 2015 13:25:00 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Lipari greca e le maschere del teatro]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/liparigreca.jpg" width="100" alt="Lipari greca e le maschere del teatro" /><br /><p>
	A ridosso degli anni Cinquanta furono rinvenute negli scavi della necropoli greca numerose terrecotte d&amp;rsquo;argomento teatrale, databili al IV e III secolo a.C. Sono soprattutto maschere tragiche, satiriche e comiche che costituiscono la pi&amp;ugrave; completa documentazione del teatro e del costume scenico del mondo classico. Le pi&amp;ugrave; interessanti sono quelle di Filottete e Paride, desunte dalla tragedia di Sofocle e i gruppi raffiguranti Ecuba ed Ettore. Le maschere liparesi erano<strong> realizzate con argilla d&amp;rsquo;origine vulcanica piuttosto sottile e raramente di maggiore pesantezza, tratte da matrici o da due mezze forme, l&amp;rsquo;una corrispondente al volto e l&amp;rsquo;altra alla calotta occipitale.</strong> La superficie era ottenuta con caolino purissimo ricavato nella stessa Lipari, dopo la cottura riceveva un ingubbiatura di bianco gessoso sul quale era applicato il colore: chiaro per le carnagioni femminili, scura, rossa o brunastra per quelle maschili, lucidando le parti nude e lasciando opache le chiome. Il colore era impiegato anche per gli occhi, le labbra, le ciglia e le capigliature, con un tratto lineare o pi&amp;ugrave; complesso per le barbe e le chiome. Le dimensioni potevano variare di molto, si va dagli esemplari di grandezza naturale, idonee a essere indossate dagli attori, a esemplari minuscoli appesi nelle abitazioni o donati come ex voto. Il fatto, poi, che le maschere siano state ritrovate per lo pi&amp;ugrave; in corredi funerari dimostra la loro connessione al dionisismo funerario diffuso dal IV sec. in tutta la Magna Grecia e la Sicilia, alludendo alle beatitudini cui defunti erano chiamati a partecipare dopo la morte. Un&amp;rsquo;altra cospicua parte della collezione del Museo Archeologico Eoliano riguarda, infine, le maschere desunte dalla commedia nuova di Menandro (342-290). Vi si riconoscono quasi tutti i personaggi descritti e suddivisi in cinque classi: vecchi, giovani, schiavi, donne vecchie e donne giovani, come ad esempio il Panchrestos, l&amp;rsquo;Etera, l&amp;rsquo;Egem&amp;ograve;n ther&amp;aacute;pon o la Pseudo-Kore.</p>
<p>
	<br />
	di Melissa Prota</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23501]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 12 nov 2015 10:53:45 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Henry Moore]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/henrymoore.jpg" width="100" alt="Henry Moore" /><br /><p>
	A vent&amp;rsquo;anni dall&amp;rsquo;ultima mostra italiana dedicata a Henry Moore alle Terme di Diocleziano viene presentata una monografica sullo scultore inglese con settantacinque opere tra sculture, disegni, acquerelli e stampe. La rassegna presenta l&amp;rsquo;intero percorso creativo di&amp;nbsp; Moore, considerato uno dei pi&amp;ugrave; importanti scultori del Novecento per l&amp;rsquo;abilit&amp;agrave; tecnica e l&amp;rsquo;inventiva con cui ha saputo coniugare l&amp;rsquo;astrattismo e la ricerca sulla figura umana. <strong>Le sue sculture, spesso di dimensioni monumentali, diventano parte&amp;nbsp; degli spazi scenografici delle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano e si amalgamano con la tradizione classica rappresentata nel percorso espositivo del Museo Nazionale Romano.</strong> La mostra si articola in cinque aree tematiche. L&amp;rsquo;esplorazione del moderno, che mostra il precoce sviluppo di Moore quale erede del primitivismo di artisti come Jacob Epstein e Constantin Brancusi fino al raggiungimento di una crescente astrazione della figura, come accade nell&amp;rsquo;opera di Picasso e dei Surrealisti; Guerra e Pace, che si focalizza sulla rappresentazione che l&amp;rsquo;artista d&amp;agrave; della sofferenza del periodo bellico e sul suo crescente ruolo pubblico dopo la seconda guerra mondiale; Madre e figlio, uno dei suoi pi&amp;ugrave; famosi soggetti, quasi un&amp;rsquo;ossessione presente lungo tutto l&amp;rsquo;arco della sua carriera, che (in dialogo con la tradizione romanica) produce immagini di amore materno e protezione; Figura distesa, il motivo chiave ricorrente delle sue sculture, con cui Moore ha esplorato le possibilit&amp;agrave; formali della figura femminile, resa quasi astratta, in un continuo confronto col paesaggio; Scultura negli spazi pubblici, che comprende opere relative ad alcune delle commissioni pubbliche che lo resero una celebrit&amp;agrave; internazionale, opere che cercano un dialogo con lo spazio ambientale tendendo alla monumentalit&amp;agrave;. Sessantaquattro delle opere in mostra provengono dalla Tate, che possiede una delle collezioni pi&amp;ugrave; ricche e rappresentative al mondo di opere di Henry Moore, selezionate e donate dall&amp;rsquo;artista stesso. Alcuni prestiti significativi di istituzioni e musei italiani permettono di ripercorrere il forte legame del Maestro con il nostro Paese, a partire dalla sua prima visita nel 1925, passando per la sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1948 fino all&amp;rsquo;amore durato tutta la vita per la Toscana. Nelle Grandi Aule delle Terme fino al 10 gennaio 2016.</p>
<p>
	<br />
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23500]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 12 nov 2015 10:52:24 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Nord, Sud, Est e... tramonto!]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/punticardinali.jpg" width="100" alt="Nord, Sud, Est e... tramonto!" /><br /><p>
	Certo &amp;egrave; facile enumerare i punti cardinali, il Nord con la Stella Polare, la Bussola e qualche Eschimese, il Sud con la famosa Croce e la testa all&amp;rsquo;ingi&amp;ugrave;, l&amp;rsquo;Est con la difficolt&amp;agrave; di svegliarsi in tempo e l&amp;rsquo;evergreen di Baglioni la cui &amp;ldquo;Luce&amp;rdquo; va suonata alla chitarra solo d&amp;rsquo;inverno (e solo la prima strofa!), e l&amp;rsquo;Ovest, dove dirigere lo sguardo per il tramonto. Poi, dire Ovest! Ci sono i Solstizi e gli Equinozi, la distanza Zenitale, la latitudine, la colatitudine, la declinazione. Ma ti rendi conto? Il punto del tramonto si sposta verso Nord d&amp;rsquo;estate e verso Sud di inverno quasi di 35&amp;deg;! Sono pi&amp;ugrave; di due gradi a settimana! Mah! Ecco l&amp;rsquo;ingresso del sentiero del Belvedere di Filicudi, verso Punta Stimpagnato. Un minuto e compare Alicudi, una montagna solitaria, ho la netta sensazione di vedere il mare circondarla, come se riuscissi a percepirne il &amp;ldquo;lato oscuro&amp;rdquo;. Dopo la prima piazzola il cellulare non prende pi&amp;ugrave;. Sono rilassato e non penso neanche all&amp;rsquo;aperitivo! Ecco la Canna e Montenasseri, non riesco mai a ricordare di aver gi&amp;agrave; visto le stesse immagini. Anche la costa, con lo scoglio Cuddura, sembra modificarsi ogni volta. Quando &amp;egrave; calmo, le correnti e le scie delle barche disegnano il mare con la sapienza di un pittore che conosce bene come rapirti nella sua tela, il vento invece lo modella come farebbe uno scultore e lo fa sbuffare, chiss&amp;agrave; se oggi qualche delfino vorr&amp;agrave; farsi vedere. Le nuvole colorano il cielo di infinite sfumature, prima tenui poi sempre pi&amp;ugrave; marcate. Mi concentro sui suoni. Ora un gabbiano, ora un falco della Regina, ora un cane a caccia di conigli, la risacca del mare, il vento tra i muri a secco delle lenze. Ecco, il tramonto &amp;egrave; a sinistra di Alicudi, d&amp;rsquo;estate non solo &amp;egrave; a destra, ma &amp;egrave; vicinissimo alla Canna. Improvvisamente svuoto la mente. Sono a Filicudi, al centro dell&amp;rsquo;universo e chiedendo scusa ad Aristarco, Copernico e Galileo mi godo, io e la Terra fermi, lo spettacolo, ogni giorno maestoso, che il Sole mi concede quando va a dormire.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Il Profeta</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23499]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 12 nov 2015 10:51:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Le isole, l'altra stagione]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/altrastagione.JPG" width="100" alt="Le isole, l'altra stagione" /><br /><p>
	Allo spegnersi dei riflettori estivi, i colori accaldati si rilassano, e le pietre e la terra pi&amp;ugrave; distese iniziano a raffreddarsi, trattenere l&amp;#39;acqua e quindi diventare verdi. Il verde, che d&amp;#39;estate cerchi come un&amp;#39;oasi, da adesso fino a giugno si rierge in trono e pulisce l&amp;#39;aria, rilassa gli occhi, produce. E quindi si ritorna a zappare la terra, a raccogliere le olive, a raccogliere i rapuddi, la cardella, le prime punte di finocchio selvatico, la malva, la rucola e quanta! come un giardino coltivato da angeli notturni che seminano e seminano per stupire il sole. Le donne che restano tornano sui campi, mantengono i giardini e le case di chi non c&amp;#39;&amp;egrave;. E le barche che prima aprivano gli occhi al mare ogni giorno, zattere di sogni estivi, adesso timide, quelle pi&amp;ugrave; vicine alla banchina, si riposano. E solo quando avranno veramente sete torneranno in mare per i pescatori, pochi, ma necessari.<br />
	Per gli uomini &amp;egrave; tempo di rimettere in moto i mezzi. La motozappa, l&amp;#39;escavatore, il trattore, il furgone, caricare e scaricare, ricostruire muretti, migliorare una strada, la banchina, la vita. E tutto questo non &amp;egrave; di certo gestito da un orario settimanale o da un contratto, tutto questo &amp;egrave; il lavoro che segue il tempo buono, senza tempo. Alle Isole Eolie fuori stagione impari che i semi delle piante del proprio giardino volano e arrivano nei giardini dei vicini che magari non le avrebbero mai scelte, che per trattenere il terreno umido attorno ad un albero usi i rametti delle potature preparandoli appositamente. Impari a raccogliere e combinare le verdure selvatiche perch&amp;egrave; siano efficaci per l&amp;#39;organismo, a fare le patelle con le pietre, a preparare il barbecue dalla legna alla carbonella alla temperatura giusta. E riesci a trovare anche un tordo appena pescato che crudo per me &amp;egrave; il pesce pi&amp;ugrave; buono del Mediterraneo.<br />
	Da Filicudi, isola di Eolo, nel Mediterraneo.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Giusi Emanuela Murabito</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23498]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 10 nov 2015 14:16:08 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Triglie alla siciliana]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/triglieallasiciliana.jpg" width="100" alt="Triglie alla siciliana" /><br /><p>
	Prelibatissimo pesce che si presta ad essere utilizzato in cucina per decine di ricette e per ogni portata (antipasti, primi, secondi). Conosciuto ed apprezzato gi&amp;agrave; dai tempi degli antichi Romani che cucinavano il mullus&amp;nbsp; in molte maniere persino con una prelibatezza che consisteva nel fegato del pesce con la salvia.<br />
	Tra le tante ricette oggi ho scelto questa, che sar&amp;agrave; anche un po&amp;rsquo; elaborata, ma esalta il sapore della triglia sposandola con i magnifici agrumi siciliani.<br />
	Levate con un pelapatate la buccia ad un&amp;#39;arancia facendo attenzione a prelevare solo la parte colorata e non la parte bianca.<br />
	Mettete la buccia in poca acqua bollente per circa tre minuti.<br />
	Frullate la buccia unendo il vino, il succo del limone, il succo dell&amp;rsquo;arancia e la farina.<br />
	Fate quindi sobbollire la salsa a fiamma molto bassa per circa due minuti, unendo poco alla volta il burro ed il curry secondo gusto. Otterrete una salsa omogenea e cremosa.<br />
	Cuocete alla griglia i filetti di triglia dopo averli spennellati con l&amp;#39;olio e conditi con sale e pepe.<br />
	Versate sui filetti cotti la salsa d&amp;#39;arancia e servite ben caldi. Il vino da abbinare che consiglio &amp;eacute; il Corvo bianco.</p>
<p>
	<strong>Ingredienti per 4 persone</strong></p>
<p>
	Filetti di triglie 400 grammi<br />
	Arance 1<br />
	Olio extravergine di oliva tre cucchiai<br />
	Limone mezzo<br />
	Burro 100 grammi<br />
	Vino bianco secco 1/2 bicchiere<br />
	Farina 00 20 grammi<br />
	Cannella in polvere q.b.<br />
	Sale q.b.<br />
	Pepe nero q.b.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23497]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 05 nov 2015 14:11:53 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Marsala D.O.C. (Sicilia)]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/Marsala.jpg" width="100" alt="Marsala D.O.C. (Sicilia)" /><br /><p>
	Colore: rosso rubino intenso e sfumature di rosso granato, poco trasparente.<br />
	Aroma: intenso, pulito, gradevole e raffinato in cui si riconoscono l&amp;rsquo;amarena e la mora di rovo.<br />
	Sapore: inizialmente dolce, alcolico, leggermente tannico, morbido, equilibrato, di buon corpo.<br />
	Retrogusto: persistente<br />
	Alcool: 18%<br />
	Temperatura di servizio: 15&amp;deg;C<br />
	Abbinamenti: formaggi erborinati, dolci in genere e da meditazione<br />
	Ne dobbiamo la nascita, come vino liquoroso, a John Woodhouse, un commerciante Inglese che ebbe modo di assaggiare un vino prodotto appunto a Marsala che aveva un sapore incredibile e di cui volle portar via circa 50 barili.<br />
	Woodhouse in seguito torn&amp;ograve; a Marsala e diede inizio alla produzione ed alla commercializzazione su larga scala.<br />
	All&amp;rsquo;inizio in Inghilterra il vino non ebbe molto successo ma solo per questioni di operazioni di marketing sbagliate. Woodhouse infatti inizialmente lo present&amp;ograve; come vino povero e popolare e gli snob arricciarono il nasino.<br />
	Successivamente l&amp;rsquo;imprenditore lo propose come vino di nicchia di grande eccellenza e ... immaginabile cosa accadde no?<br />
	Nel 1833 un signore ardito e coraggioso (la cui iniziale del suo cognome &amp;eacute; F ... indovinate ...) entr&amp;ograve; in concorrenza con gli Inglesi ed ebbe talmente successo che poco tempo dopo rilev&amp;ograve; anche lo stabilimento Woodhouse cosicch&amp;eacute; la produzione divenne totalmente Siciliana.<br />
	Il vino Marsala &amp;egrave; stato il primo vino DOC Italiano (1969).<br />
	Si produce con i vitigni Cataratto e/o Grillo e/o Ansonica e/o Damaschino (quello Giallo-Oro), e Rubino Perricone e/o Nero d&amp;rsquo;Avola e/o Nerello mascalese e/o sino al 30%&amp;nbsp; con le stesse uve per quello oro-ambra (quello Rubino).<br />
	Oggi troviamo il Marsala in queste diverse denominazioni: Vergine, Vergine Riserva e Conciato che a sua volta si suddivide in Fine, Superiore e Superiore Riserva.<br />
	E&amp;rsquo; un cosidetto &amp;ldquo;vino fortificato&amp;rdquo; ovvero prodotto con l&amp;#39;aggiunta di una determinata quantit&amp;agrave; di alcol, sia nel mosto in fermentazione che nel prodotto finito.<br />
	<em>Una cosa, che ritengo importante, la dico qui approfittando di questa occasione. Non &amp;eacute; corretto usare il termine &amp;ldquo;vino da dessert&amp;rdquo; bens&amp;igrave; si deve dire &amp;ldquo;vino dessert&amp;rdquo;.<br />
	I vini dolci sono loro stessi &amp;ldquo;dessert&amp;rdquo; (per il sapore) non vini da abbinare ai dessert (dolci).<br />
	Non esistono i vini da dessert, come non esistono i vini da antipasti, da primi piatti, da secondi piatti, da verdure, da carne, da pesce eccetera.</em></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23496]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 05 nov 2015 14:11:02 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[EDUCATION �TO LEARN�: L�arte come un �laboratorio� - 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/education.jpg" width="100" alt="EDUCATION �TO LEARN�: L�arte come un �laboratorio� - 2� parte" /><br /><p>
	Educarci quindi all&amp;rsquo;arte, alla collaborazione, alla propaganda e a un maggiore ampliamento delle conoscenze locali e non solo. A questo punta anche Suay Aksoy, la Presidente ICOM Advisory Committee, da ICOM Turkey.<br />
	That is the object of Suay Askoy, the President of ICOM Advisory Committee, from ICOM Turkey:<br />
	- <strong>During the conference we treated above all themes about the protection, the liability and the moral and civil implication of each people on art and heritage: what do you think it could the most important incentive to reach a strong cooperation between the local population and the museum?</strong></p>
<p>
	This is a very good question. I think that education, of course, at school level is really important to learn not only the role about museums or sites, but our identity and the indentity of past and future.<br />
	- <strong>In wich way ICOM could prepare us to understand the importance of world heritage?</strong></p>
<p>
	In ICOM&amp;rsquo;s opinion, ethic has a primary role. Than education and civilization &amp;ldquo;to learn&amp;rdquo; There aren&amp;rsquo;t any limits to learn (age or social class).<br />
	- <strong>How do you think cooperation between the different cultural authorities and associations could help development of each museum?</strong></p>
<p>
	The museum is not a concept of &amp;ldquo;island&amp;rdquo;. Really importanti is organization, because each museum isn&amp;rsquo;t a museum to itself; collaboration is basic to understand the primary role of sites.<br />
	- <strong>At the end, for you what or who, rapresents &amp;ldquo;the Art&amp;rdquo; in the world?</strong></p>
<p>
	It&amp;rsquo;s difficult question, impossible, ah ah. Absolutely&amp;hellip; everythink. From Neolitich to now, there is in everythink.<br />
	Laboratorio, educazione, paesaggio e natura, queste le fondamentali caratteristiche per un museo d&amp;rsquo;eccellenza.<br />
	Laboratory, education, landscape and nature, these are the basic features for a museum of excellence.</p>
<p>
	Di Martina Leone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23495]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 05 nov 2015 14:10:16 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[EDUCATION �TO LEARN�: L�arte come un �laboratorio� - 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/education.jpg" width="100" alt="EDUCATION �TO LEARN�: L�arte come un �laboratorio� - 1� parte" /><br /><p>
	&amp;ldquo;Musei e Patrimonio dell&amp;rsquo;Umanit&amp;agrave;&amp;rdquo;, &amp;egrave; questo il titolo della Conferenza svoltasi a Catania il 16, 17 e 18 Ottobre 2015, teatro a cielo aperto per chi, politico e non, amministratore o studente interessato, ha avuto la possibilit&amp;agrave; di acquisire a 360 gradi la qualit&amp;agrave;, la formazione e soprattutto l&amp;rsquo;informazione circa il ruolo dei musei nella gestione dei Siti UNESCO. Le tre giornate, articolate nelle location pi&amp;ugrave; illustri e stupefacenti della citt&amp;agrave;, da Palazzo degli Elefanti al Parco dell&amp;rsquo;Etna, coinvolgono rappresentanti ICOM mondiali e direttori di musei mediterranei particolarmente predisposti al dialogo con la societ&amp;agrave; contemporanea. Una tra questi, &amp;egrave; la direttrice del Museo Archeologico di Lipari Maria Amalia Mastelloni alla quale porre qualche domanda curiosa &amp;egrave; stato davvero interessante, formativo ed educativo.<br />
	- <strong>Quale crede sia il maggiore punto di forza del museo archeologico eoliano?</strong></p>
<p>
	Il museo ha dimostrato la forte componente unitaria dell&amp;rsquo;arcipelago, per una conoscenza e coscienza molto forte dell&amp;rsquo;unit&amp;agrave; del totale dobbiamo un grazie agli scavi condotti a partire dagli anni cinquanta. Il museo inoltre, naturalmente, raccogliendo i materiali offre una documentazione molto ampia di tutto questo.<br />
	- <strong>Quanto secondo lei la sezione di vulcanologia influenza l&amp;rsquo;interesse pubblico?</strong></p>
<p>
	Molto. Io constato quotidianamente il notevole interesse, ricordando infatti che la sezione &amp;egrave; stata fortemente voluta, per questo determinante per lo sviluppo del museo. Ci&amp;ograve; non toglie che per&amp;ograve; l&amp;rsquo;aspetto del connubio uomo-vulcano sia ampiamente rilevato soprattutto grazie alla sezione preistorica dato il rapporto con l&amp;rsquo;evoluzione e la natura dal quale si evince proprio l&amp;rsquo;utilizzo dei vari strumenti derivati dalle alterazioni dei vulcani e quant&amp;rsquo;altro.<br />
	-<strong>Dalla Conferenza sono emersi chiari messaggi circa la tutela, la responsabilit&amp;agrave; e il coinvolgimento delle amministrazioni ai Beni Culturali. Qual &amp;egrave; il carattere fondamentale che ogni sito museale dovrebbe acquisire fin dalla nascita?</strong></p>
<p>
	Di fatto in Italia il carattere maggiore che ci contraddistingue &amp;egrave; proprio il rapporto legato al territorio, tant&amp;rsquo;&amp;egrave; che noi alle Eolie non acquistiamo alcuna collezione all&amp;rsquo;estero, troviamo tutti i capolavori e le complessit&amp;agrave; nel nostro territorio, valorizzandolo ampiamente. Il punto fondamentale &amp;egrave; il turismo di qualit&amp;agrave;, che non miri esclusivamente a mete esotiche.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;<br />
	- <strong>Se dovesse esprimere in una sola parola l&amp;rsquo;atmosfera che si respira all&amp;rsquo;interno del Museo Eoliano, come lo definirebbe?</strong></p>
<p>
	Grande affezione del personale che si fa carico di una cura estrema considerando il tutto &amp;ldquo;casa propria&amp;rdquo;. Personale fortemente motivato, aldil&amp;agrave; dei compiti istituzionali. Secondo me il clima perfetto &amp;egrave; quello di un &amp;ldquo;laboratorio&amp;rdquo;, grande occasione per l&amp;rsquo;arte, la scuola e i giovani.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23494]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 05 nov 2015 14:09:23 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo.]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/museicapitolini.jpg" width="100" alt="Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo." /><br /><p>
	Fino al 10 gennaio ai Musei Capitolini si pu&amp;ograve; visitare la mostra Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo, che nasce da un confronto a distanza che due artisti vissuti in epoche e luoghi diversi, Francesco Mazzola detto il Parmigianino e Federico Fiori detto il Barocci, instaurano nei confronti di Raffaello. Entrambi, per differenti motivi, sono ricordati e riconosciuti come eredi dell&amp;rsquo;artista urbinate; entrambi durante gli anni trascorsi a Roma hanno indirizzato le proprie ricerche verso punti centrali delle indagini raffaellesche pi&amp;ugrave; sperimentali. Tali ricerche hanno avuto esiti di altissimo livello concettuale ed estetico. La mostra, dunque, seleziona in particolare, ma non esclusivamente, disegni, acqueforti e chiaroscuri, accanto a dipinti e a qualche esempio di rilievi antichi.&amp;nbsp; <strong>Davvero interessante il confronto senza precedenti di questi tre giganti dell&amp;rsquo;arte italiana. Tutte le opere rivelano la profonda relazione che lega Raffaello al Parmigianino e al Barocci. E&amp;rsquo; un&amp;rsquo;esposizione di sguardi incrociati</strong>: quelli degli autori antichi sul Parmigianino e Barocci e sulla loro relazione con Raffaello; quelli dei due pittori su Raffaello e quelli dei tre artisti rivolto sullo spettatore. Centrato dalla mostra anche l&amp;rsquo;obiettivo di evidenziare come il modello di Raffaello abbia concorso a determinare gli orientamenti artistici dei due grandissimi maestri, vissuti in epoche e luoghi diversi, ricordati nelle testimonianze cinque - seicentesche come eredi dell&amp;rsquo;Urbinate e considerati tra i pi&amp;ugrave; magistrali disegnatori della loro epoca. Per il Parmigianino si parla di eredit&amp;agrave; spirituale, mentre per il Barocci il collegamento affonda le sue radici nella comune patria di origine.&amp;nbsp; Studi e leggende a parte, per raccontare questo confronto dei tre a distanza, la mostra romana propone disegni e stampe provenienti dall&amp;rsquo;Italia e dall&amp;rsquo;estero; una selezione di dipinti che richiama i temi principali offerti dalla grafica e lo sguardo dei protagonisti nell&amp;rsquo;ideale dialogo artistico, attraverso i loro autoritratti, che introduce il percorso originale di questa interessante esposizione. Ai Musei Capitolini fino al 10 gennaio.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23493]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 05 nov 2015 14:08:09 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Sacre pitture su vetro: tradizione e misticismo eoliano]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/studio1.jpg" width="100" alt="Sacre pitture su vetro: tradizione e misticismo eoliano" /><br /><p>
	Non tutti sanno che oltre i reperti archeologici il Museo di Lipari conserva una singolare collezione di pitture su vetro di soggetto sacro, frutto della passione e del collezionismo di Luigi Bernab&amp;ograve; Brea e Madeleine Cavalier, archeologi e fondatori del museo. Si tratta di piccole pitture, databili tra il XVIII e il XIX sec, realizzate a tempera e olio su vetro con la tecnica del rovesciamento grafico dell&amp;#39;immagine da riportare sul supporto. <strong>Un patrimonio antropologico, popolare e artistico a cui gli eoliani erano profondamente legati ma oggi bisognoso di essere riscoperto. </strong>La pittura su vetro ebbe grande diffusione in Italia attraverso scuole e botteghe specializzate. La scelta del vetro come supporto donava maggiore brillantezza alla rappresentazione del sacro, in cui il popolo si rifugiava e traeva conforto. Oggetti che raccontano l&amp;#39;intimit&amp;agrave; domestica di una volta, di famiglie raccolte in preghiera davanti alle sacre immagini. Alcune venivano acquistate sulla terra ferma ma altre erano frutto di scambi con marinai e commercianti, testimonianza di come quest&amp;#39;arcipelago &amp;egrave; sempre stato nella storia crocevia del Mediterraneo. Tra queste si osserva una predominanza d&amp;#39;immagini mariane che costituiscono la met&amp;agrave; della collezione, le rimanenti pitture sono dedicate ai santi e alla rappresentazione pi&amp;ugrave; complessa di scene bibliche. Poste sopra i capezzali e in luoghi comuni della casa, avevano funzione apotropaica e propiziatoria, proteggendo dalle forze maligne o traendone beneficio e buon augurio. Queste pitture sono connesse al mondo delle credenze e delle abitudini antichissime del popolo eoliano che senza il loro recupero sarebbe senz&amp;#39;altro andato perduto. <strong>La generosit&amp;agrave; popolana ha permesso con gli anni di ampliare la collezione, oggi visibile nel Museo Archeologico Eoliano, e dedicarvi anche una mostra nel 2010 intitolata Miracula in vitro presso la chiesa di Santa Caterina di Lipari.</strong></p>
<p>
	di Melissa Prota</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23492]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 02 nov 2015 18:04:16 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A come Armenia. La mostra a Lipari.]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/armenia.jpg" width="100" alt="A come Armenia. La mostra a Lipari." /><br /><p>
	L&amp;rsquo;esposizione, a cura di Martina Corgnati, apre la XIII edizione dell&amp;rsquo;Horcynus Festival<br />
	LIPARI &amp;ndash; &amp;Egrave; stata inaugurata stamattina, alle Terme di San Calogero di Lipari, la mostra d&amp;rsquo;arte contemporanea &amp;ldquo;A come Armenia&amp;rdquo;, evento d&amp;rsquo;apertura della XIII edizione dell&amp;rsquo;Horcynus Festival. L&amp;rsquo;esposizione rester&amp;agrave; aperta fino al 15 settembre, dal luned&amp;igrave; al sabato, dalle ore 10.00 alle 19.00.<br />
	A tagliare il nastro la curatrice Martina Corgnati (storica dell&amp;rsquo;arte, docente all&amp;rsquo;Accademia di Brera di Milano, membro del Comitato Scientifico e direttore del settore Arti Visive della Fondazione Horcynus Orca), l&amp;rsquo;assessore a Turismo, Spettacolo e Sport del Comune di Lipari Davide Starvaggi e il presidente della Fondazione Horcynus Orca Gaetano Giunta.<br />
	L&amp;rsquo;esposizione prosegue l&amp;rsquo;indagine sui linguaggi artistici del Mediterraneo avviata nel 2004 dalla Fondazione Horcynus Orca, declinando quello che &amp;egrave; il tema portante dell&amp;rsquo;edizione 2015 del Festival: Ricordare per dimenticare. Ricordare, cercando la verit&amp;agrave; delle ferite aperte &amp;ndash; a partire dal genocidio del popolo armeno del 1915 &amp;ndash; perch&amp;eacute; solo dalla ricerca della verit&amp;agrave; pu&amp;ograve; arrivare la pacificazione con la storia. Proprio l&amp;rsquo;Armenia, paese ospite del Festival, &amp;egrave; al centro della mostra eoliana che celebra i cento anni dal Metz Yegh&amp;eacute;rn, il &amp;ldquo;Grande Male&amp;rdquo;, termine con il quale si indica la strage degli armeni (un milione e mezzo di morti) in Turchia.<br />
	Pi&amp;ugrave; nello specifico, &amp;ldquo;A come Armenia&amp;rdquo; &amp;egrave; un viaggio attraverso le immagini fotografiche di cinque artisti, armeni e non, che in queste opere hanno scelto l&amp;rsquo;Armenia come tema o come metafora, come &amp;ldquo;segno&amp;rdquo; forte di un ambito culturale e di un paesaggio ma anche come memoria o come impossibilit&amp;agrave; di sguardo, luogo per definizione irraggiungibile.<br />
	Il percorso espositivo si apre con un omaggio a Van Leo (1921-2002), notissimo fotografo di studio, nato ad Adana ma fuggito in Egitto con i genitori, fortunosamente scampati al genocidio. I suoi sono ritratti di attori e attrici, modelle e personaggi di un Medio Oriente aperto e multietnico, che nel frattempo &amp;egrave; stato quasi completamente spazzato via dalla storia.<br />
	Al cuore della mostra, la grande installazione di Mario Sillani Djerrahian, Walking for Ad Reinhardt, composta da 106 immagini organizzate con rigore geometrico intorno a una riproduzione fotografica di un&amp;rsquo;opera del grande artista americano. Oggetti e paesaggi non sono riconoscibili ma immersi nella nebbia entropica della sfocatura, che mette in questione il senso stesso del lavoro fotografico, cos&amp;igrave; come la natura della nostalgia per il lontano, l&amp;rsquo;irrecuperabile, nel tempo e nello spazio.</p>
<p>
	Immagini ibride come potenti campi magnetici che attraggono segni verbali, invocazioni, visioni, oggetti e azioni caratterizzano la serie di sette collage digitali e il video J&amp;rsquo;ai utilis&amp;eacute; la m&amp;eacute;moire di Agnese Purgatorio L&amp;rsquo;insieme ricrea un&amp;rsquo;intensa dimensione poetica dove drammi e marginalit&amp;agrave; presenti si sovrappongono a tragedie passate e l&amp;rsquo;antico paesaggio in rovina della capitale armena di Ani diventa sfondo di una performance dedicata alle donne sopravvissute al genocidio.<br />
	Sharis Garabedian, che appartiene alla terza generazione dei figli della diaspora armena, sceglie pareti scrostate, edifici in rovina, porte e vecchi muri, frammenti di un vissuto collettivo e ormai anonimo, le cui superfici multicolori riportano alla mente dei quadri astratti. Le stratificazioni messe a nudo dal degrado e, forse, dalla violenza di cui il paesaggio &amp;egrave; stato testimone, presentano un&amp;rsquo;inattesa bellezza e si configurano come palinsesti di storie e presenze irrecuperabili.<br />
	Armenie ville di Claudio Gobbi &amp;egrave; la sintesi di pi&amp;ugrave; di sette anni di ricerca sulle tracce dell&amp;rsquo;architettura ecclesiastica armena in oltre 25 paesi. Evidenziando le peculiarit&amp;agrave; di questa architettura e l&amp;rsquo;essenzialit&amp;agrave; delle sue forme, rimaste inalterate per oltre 1500 anni, l&amp;rsquo;artista si sofferma sui concetti di tempo e memoria collettiva. Come nell&amp;rsquo; Atlante Warburghiano le forme sono in se stesse portatrici di significato, segnando in questo caso un possibile confine della civilt&amp;agrave; occidentale.<br />
	Dopo l&amp;rsquo;inaugurazione eoliana, l&amp;rsquo;Horcynus Festival 2015 prosegue dal 28 luglio al 2 agosto al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro, Messina, dedicando ampio spazio a tutte le manifestazioni contemporanee della cultura armena, con la quale le regioni meridionali, Sicilia e Calabria in primis, hanno una lunghissima storia di intrecci e scambi.<br />
	Gli eventi saranno articolati in quattro sezioni: A come Armenia, a cura di Martina Corgnati, focus artistico sul paese ospite; Arcipelaghi della visione, a cura di Franco Jannuzzi e Paolo Benvenuti, che guarda attraverso rassegne tematiche alle cinematografie italiane ed europee; MigrAzioni tra terre e mare, a cura di Massimo Barilla, che esplora, attraverso il teatro, la letteratura contemporanea e le arti performative, il tema dell&amp;rsquo;impegno civile; Musica nomade, a cura di Giacomo Farina, che riscopre le identit&amp;agrave; musicali del Mediterraneo attraverso un viaggio trasversale tra le sonorit&amp;agrave; dei popoli.<br />
	Alle quattro sezioni si aggiungono gli eventi speciali: l&amp;rsquo;inaugurazione del MACHO (il Museo d&amp;rsquo;Arte Contemporanea Horcynus Orca), la prima edizione dell&amp;rsquo;Horcynus Summer School in conservazione e restauro dell&amp;rsquo;arte contemporanea, l&amp;rsquo;appuntamento dedicato alla presentazione del lavoro svolto dalla Fondazione Horcynus Orca con la Rete degli Archivi per non Dimenticare, il seminario sul microcredito etico, che contribuisce a definire il piano strategico della MECC, la Microbanca per l&amp;rsquo;Economia Civile e di Comunione.</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23491]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 02 nov 2015 10:55:46 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[A spasso per le Eolie � 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/spassoeolie1.jpg" width="100" alt="A spasso per le Eolie � 1� parte" /><br /><p>
	L&amp;rsquo;Arcipelago delle Isole Eolie, nominato nel 2000 patrimonio dell&amp;rsquo;Umanit&amp;agrave; dall&amp;rsquo;Unesco, offre bellezze naturali e paesaggistiche dal fascino straordinario. L&amp;rsquo;Agenzia Nazionale del Turismo, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attivit&amp;agrave; Culturali e del Turismo, propone un bellissimo tour a tappe che tocca tutte e sette le perle Eoliane:<strong> &amp;ldquo;un viaggio incantato in questo meraviglioso arcipelago della Sicilia tra mare incontaminato, natura selvaggia e vulcani mai sopiti&amp;rdquo;</strong>.<br />
	Il punto di partenza &amp;egrave; l&amp;rsquo;isola pi&amp;ugrave; grande, Lipari, il Comune che raccoglie tutte le isole ad eccezione di quella di Salina. A Lipari &amp;egrave; possibile visitare il Museo Archeologico, situato nel Castello che sorge in una baia sulla costa orientale tra le insenature di Marina Lunga e Marina Corta; all&amp;rsquo;interno del percorso museale &amp;egrave; possibile ammirare gli eccezionali ritrovamenti archeologici, figli dell&amp;rsquo;intensa attivit&amp;agrave; vulcanica dell&amp;rsquo;arcipelago e delle popolazioni che, fin dall&amp;rsquo;antichit&amp;agrave;, lo hanno abitato. Non vanno assolutamente dimenticate una visita all&amp;rsquo;acropoli greca ed alla Cattedrale di origine normanna e, per poter ammirare a 365&amp;deg; lo spettacolo della natura, si consiglia un giro in barca tra le grotte, le cale, gli scogli e le spiagge.<br />
	La seconda tappa del tour tocca l&amp;rsquo;Isola di Panarea, i suoi isolotti Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, Bottaro e Lisca Nera, ed i suoi scogli dei Panarelli e delle Formiche. L&amp;rsquo;approdo turistico &amp;egrave; situato nella contrada di San Pietro con le sue tipiche e caratteristiche case, botteghe e negozi. Nonostante sia la meno elevata delle Eolie, con i suoi 421 m raggiunti con il Timpone del Corvo (il punto pi&amp;ugrave; alto dell&amp;rsquo;Isola), &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; antica di tutto l&amp;rsquo;arcipelago ed attrae un numero elevatissimo di turisti grazie alle sue coste incontaminate, ai fenomeni eruttivi subacquei ed alla movida notturna.<br />
	Il tour continua con&amp;hellip;</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23490]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 26 ott 2015 14:23:19 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Corvo rosso IGT]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/vitignonero1.jpg" width="100" alt="Corvo rosso IGT" /><br /><p>
	Colore: rosso rubino brillante e sfumature rosso rubino scuro, abbastanza trasparente.<br />
	Aroma: intenso, pulito e gradevole in cui si riconoscono la prugna e l&amp;#39;amarena.<br />
	Sapore: leggermente tannico, equilibrato, buon corpo, intenso.<br />
	Retrogusto: persistente.<br />
	Alcool: 12,5%<br />
	Temperatura di servizio: 18&amp;deg;C<br />
	Abbinamenti: carni rosse in genere specie se alla griglia, arrosti, selvaggina da penna e formaggi a media stagionatura.</p>
<p>
	<br />
	L&amp;rsquo;ho definito il vino dell&amp;rsquo;unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia in quanto essendo tipicamente Meridionale si abbina benissimo con i piatti del Settentrione. <strong>Il Corvo Rosso &amp;eacute; un vino nobile, di carattere che appartiene alla classificazione dei vini rossi siciliani di Indicazione Geografica Tipica Sicilia (IGT).</strong><br />
	Viene prodotto nella Sicilia centro&amp;ndash;orientale pi&amp;ugrave; nelle province di Agrigento e Caltanissetta con i vitigni Nero d&amp;rsquo;Avola, Nerello Mascalese e Pignatello,&amp;nbsp; tipici vitigni siciliani&amp;nbsp; destinati alla produzione dei&amp;nbsp; vini rossi.<br />
	Ha due fratelli: il Bianco ed il Rosato.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23489]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 26 ott 2015 11:10:56 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Agneddu � missinisi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/agneddumissinisi.jpg" width="100" alt="Agneddu � missinisi" /><br /><p>
	<strong>Ingredienti per 6 persone:</strong><br />
	Carne di agnello a pezzi 2 chili<br />
	Limone 1<br />
	Formaggio di capra eoliano stagionato grattugiato 100 grammi<br />
	Olive nere snocciolate 250 grammi<br />
	Brodo di carne 1 tazza (25 cl)<br />
	Vino rosso secco mezzo bicchiere (1 dl)<br />
	Olio extravergine di oliva q.b.<br />
	Sale q.b.<br />
	Pepe q.b.<br />
	Acqua q.b.</p>
<p>
	<strong>L&amp;rsquo;agnello alla Messinese &amp;eacute; un succulento secondo piatto della pi&amp;ugrave; antica tradizione messinese. </strong>Cucinarlo &amp;eacute; facilissimo ed il risultato &amp;eacute; qualcosa che vi far&amp;agrave; guadagnare una stella da esperti cuochi. vediamo come prepararlo.<br />
	Per prima cosa lasciate per un&amp;rsquo;ora i pezzi di agnello in un recipiente capace e ricopritelo con acqua fredda a cui avrete aggiunto il succo del limone.<br />
	Scolate, asciugate con un canovaccio e passate i pezzi di carne in un composto di olio, sale e pepe. Ponete l&amp;rsquo;agnello in una teglia capace con i bordi alti ed aggiungete olive e formaggio. Mettete a cuocere in forno preriscaldato a 200&amp;deg;C per circa 45 minuti unendo mano a mano un po&amp;rsquo; di brodo caldo per non far asciugare la carne. Dopo i circa 45 minuti bagnate con il vino rosso e fate cuocere ancora per circa 15 minuti o almeno sino a che il vino non sia evaporato. Servite ben caldo. Come contorno potreste servire la meravigliosa Caponata. Il vino che consiglio &amp;eacute; l&amp;rsquo;Etna rosso DOC del quale trovate la scheda descrittiva in questa pagina: http://www.lipari.biz/notizia.asp?idnews=23477<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23488]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 23 ott 2015 11:44:40 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Foro di Cesare. Un nuovo viaggio nella storia dell�Antica Roma]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/forocesare.jpg" width="100" alt="Foro di Cesare. Un nuovo viaggio nella storia dell�Antica Roma" /><br /><p>
	Fino al 1&amp;deg; novembre 2015 si pu&amp;ograve; accedere all&amp;#39;area archeologica del Foro di Augusto attraverso la galleria sotterranea dei Fori Imperiali, aperta per la prima volta dopo gli scavi del secolo scorso.<br />
	Si tratta del secondo progetto di Piero Angelo e Paco Lanciano, perch&amp;eacute; sono due i viaggi nei fori che i grandi e amati divulgatori scientifici propongono nella capitale fino all&amp;#39;1 novembre.<br />
	Gli spettatori sono accompagnati dalla voce di Piero Angela e da meravigliosi filmati e ricostruzioni fedeli che mostrano i luoghi cos&amp;igrave; come si presentavano nell&amp;#39;antica Roma: una insolita passeggiata di emozioni e di rigore scientifico.<br />
	<strong>Per assistere allo spettacolo itinerante all&amp;#39;interno del Foro di Cesare, l&amp;rsquo;accesso avviene attraverso la scala collocata nei pressi della Colonna Traiana</strong>. Il pubblico attraversa quindi il Foro di Traiano su una passerella appositamente realizzata, raggiunge il Foro di Cesare e fuoriesce da una scala su via dei Fori Imperiali all&amp;#39;altezza della Curia Romana.<br />
	Il racconto di Piero Angela, accompagnato da ricostruzioni e filmati, parte dalla storia degli scavi realizzati per la costruzione di Via dei Fori Imperiali, quando un esercito di 1500 muratori, manovali e operai viene mobilitato e coinvolto in un&amp;#39;operazione senza precedenti: radere al suolo un intero quartiere e scavare in profondit&amp;agrave; tutta l&amp;#39;area per raggiungere il livello dell&amp;#39;antica Roma. <strong>Si entra poi nel vivo della storia partendo dai resti del maestoso Tempio di Venere, voluto da Giulio Cesare dopo la sua vittoria su Pompeo, e si rivive l&amp;rsquo;emozione della vita del tempo a Roma, quando funzionari, plebei, militari, matrone, consoli e senatori passeggiavano sotto i portici del Foro.</strong> Tra i colonnati rimasti riappaiono le taberne del tempo, cio&amp;egrave; gli uffici e i negozi del Foro e, tra questi, il negozio di un nummulario, il banchiere dell&amp;#39;epoca, con una sorta di ufficio cambio del tempo. All&amp;#39;epoca c&amp;#39;era anche una grande toilette pubblica di cui sono rimasti curiosi resti.<br />
	La visita rievoca il ruolo del Foro nella vita dei romani ma anche la figura di Giulio Cesare. Per realizzare questa grande opera, Cesare ha espropriato e demolito un intero quartiere per un costo complessivo di 100 milioni di aurei, circa 300 milioni di euro. E ha voluto che proprio accanto al suo Foro fosse costruita la nuova sede del Senato romano, la Curia. Un edificio che ancora esiste e che, attraverso una ricostruzione virtuale, appare come appariva all&amp;#39;epoca.<br />
	In quegli anni, mentre la potenza di Roma cresce a dismisura, il Senato &amp;egrave; debole e Cesare riesce a ottenere poteri eccezionali e perpetui. Grazie al racconto di Piero Angela si conosce pi&amp;ugrave; da vicino quest&amp;rsquo;uomo intelligente e ambizioso, idolatrato da alcuni, odiato e temuto da altri.<br />
	Un altro progetto di Piero Angela per Roma da non perdere. Fino all&amp;#39;1 novembre.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23487]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 23 ott 2015 11:43:00 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Volare nel cielo delle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/poiana.JPG" width="100" alt="Volare nel cielo delle Eolie" /><br /><p>
	A volte non c&acute;&egrave; bisogno nemmeno di alzare gli occhi al cielo, a volte ci si volta istintivamente udendone il verso, a volte si riesce a sognare a occhi aperti seguendone il volo. Il mare come sfondo &egrave; diverso dal cielo, i riflessi del sole cancellano i colori delle piume, il corpo diventa una silhouette che sfreccia velocissima. Dal cielo si cercano le prede da mangiare, i migliori posti pi&ugrave; sicuri per erigere il nido, si marcano i territori, si combatte per mantenerli, ma soprattutto nel cielo si vola. Quando si innesta la corrente ascensionale nella conca di Fossetta, allora si vola per divertimento. <strong>Le ali spiegate, le penne distese nel modo pi&ugrave; naturale consentono di salire verso l&acute;alto senza nessuno sforzo apparente.</strong> A volte il volo &egrave; cos&igrave; divertente che si condivide anche con i nemici, certo vanno mantenute le gerarchie, in basso i corvi, in mezzo i gabbiani e in alto le Poiane. Da Pecorini Chiesa, a Filicudi, lo spettacolo delle Poiane &egrave; quotidiano, ma &egrave; possibile vedere anche il Gheppio e in questi giorni anche i Falchi della Regina, stabili a La Canna, si affacciano, curiosi di vedere gli uomini raccogliere le olive.<br />
	I combattimenti per il territorio tra i dominatori del cielo di Filicudi sono frequenti e spesso incruenti. I gabbiani sembrano i pi&ugrave; organizzati, basta una voce e si alzano in volo gli &quot;intercettori&quot;, due, tre e volte stormi interi si scagliano contro chi ha invaso il loro territorio. Sono cos&igrave; organizzati e decisi che ne escono sempre vincitori e se la stessa Poiana non si allontana velocemente pu&ograve; subire conseguenze anche mortali. I falchi sono i pi&ugrave; abili nelle manovre pi&ugrave; ardite, stalli, picchiate e cabrate sono utilizzati sia per cacciare le prede, sia per difendersi o attaccare i nemici. Chi &egrave; dietro e in alto ha la posizione migliore, ma ci si pu&ograve; difendere &quot;fermandosi&quot; improvvisamente in volo e costringendo il nemico a passare avanti e ad essere lui ora in svantaggio. Se si subisce un attacco dall&acute;alto, all&acute;ultimo istante ci si pu&ograve; girare al contrario e mostrare gli artigli all&acute;aggressore. Anche i corvi difendono con decisione il proprio territorio, ma anche gracchiando cos&igrave; forte che, forse, ottengono il loro scopo in quanto l&acute;intruso si allontana pur di farli tornare il silenzio. Piccioni, tortore e passeracei sembrano ignorare tutto questo, ma i fili della luce tornano ad essere il loro punto di ozio preferito solo quando i maestosi rapaci sono &quot;lontani&quot;.</p>
<p>
	�</p>
<p>
	di Giusi Emanuela Murabito e Riccardo Rossi</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23486]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 22 ott 2015 13:05:32 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Foro di Augusto 2000 anni dopo.]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/foroaug01.jpg" width="100" alt="Foro di Augusto 2000 anni dopo." /><br /><p>
	Un viaggio nella storia: fino all'1 novembre lo spettacolo multimediale con filmati e ricostruzioni che mostrano i luoghi proprio cos&igrave; come si presentavano all'epoca di Augusto. In occasione del 2768� Natale di Roma, si sono accese le luci sul Foro di Augusto.� Grande il� richiamo internazionale, tra le celebrazioni per il Bimillenario della morte di Augusto (19 agosto 14 d.C.) e la valorizzazione dei Fori Imperiali. Utilizzando tecnologie di ultima generazione, il progetto illustra in modo puntuale il sito archeologico situato lungo Via dei Fori Imperiali e adiacente a via Alessandrina partendo dei Fori Imperiali. Utilizzando tecnologie di ultima generazione, il progetto illustra in modo puntuale il sito archeologico situato lungo Via dei Fori Imperiali e adiacente a via Alessandrina partendo da pietre, frammenti e colonne presenti. Ad accompagnare gli spettatori la voce di Piero Angela e strepitosi filmati e ricostruzioni coi luoghi fedeli agli originali dell'epoca.<br />
	<strong>Una rappresentazione emozionante e ricca di informazioni di grande rigore storico e scientifico.</strong><br />
	L&acute;evento si ripete tutte le sere per quaranta minuti, il set pu&ograve; accogliere fino a duecento persone, &egrave; tradotto in sei lingue e sicuramente verr&agrave; replicato negli anni.<br />
	Le tribune che ospitano il pubblico e l�impianto tecnico sono realizzati con l&acute;obiettivo di ridurre al minimo l&acute;impatto visivo sull'area archeologica.<br />
	<strong>Pur sottolineando ed evidenziando la romanit&agrave; in genere, il racconto &egrave; sempre ancorato al sito di Augusto, utilizzando con fervida creativit&agrave; i resti del Foro per cercare di far parlare il pi&ugrave; possibile le pietre.</strong> Oltre alla ricostruzione fedele dei luoghi, con effetti speciali di ogni tipo, il racconto si sofferma sulla figura di Augusto, la cui gigantesca statua, alta ben 12 metri, dominava l�area accanto al tempio. Con Augusto Roma ha inaugurato un nuovo periodo della sua storia: l�et&agrave; imperiale &egrave; stata, infatti, quella della grande ascesa che, nel giro di un secolo, ha portato Roma a regnare su un impero esteso dall�attuale Inghilterra ai confini con l'attuale Iraq, comprendendo gran parte dell�Europa, del Medio Oriente e tutto il Nord Africa. E' un�occasione anche per raccontare che quella conquista significa l�espansione non solo di un Impero, ma anche di una grande civilt&agrave;, che ha trasmesso cultura, tecnologia, regole giuridiche e arte. In tutte le zone dell�Impero ancora oggi sono rimaste le tracce di quel passato, con anfiteatri, terme, biblioteche, templi e strade.<br />
	Dopo Augusto, del resto, molti altri imperatori lasciarono la loro traccia nei Fori Imperiali costruendo il proprio Foro. Roma a quel tempo contava pi&ugrave; di un milione di abitanti: nessuna citt&agrave; al mondo aveva mai avuto una popolazione di quelle proporzioni; solo Londra nell�800 ha raggiunto queste dimensioni. Era la grande metropoli dell�antichit&agrave;: la capitale dell�economia, del diritto, del potere, del divertimento: era veramente la New York del tempo. Fino all'1 novembre. Da sottolineare che il progetto si sostiene autonomamente grazie agli incassi della biglietteria.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23485]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 22 ott 2015 12:38:11 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura spettacolo e sport]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il marzapane ed i biscotti di mandorla]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/marzapanebiscotti.jpg" width="100" alt="Il marzapane ed i biscotti di mandorla" /><br /><p>
	In un altro articolo ho parlato della frutta Martorana e del marzapane raccontandovene la storia.&amp;nbsp; Adesso &amp;eacute; la volta delle ricette.</p>
<p>
	Ingredienti per circa 500 grammi di marzapane - 350 grammi di mandorle secche non spellate<br />
	- Acqua bollente q.b.<br />
	- 150 grammi di zucchero semolato<br />
	- 125 cc di acqua fredda<br />
	- 1 fialetta di aroma di mandorle dolci</p>
<p>
	Consiglio le mandorle non spellate che costano molto meno di quelle senza pelle ed in pi&amp;ugrave;, mettendole a bagno, aumentano di volume e si ammorbidiscono. Per spellare le mandorle immergetele in un recipiente con acqua bollente per circa 5 minuti, quindi scolatele e passatele rapidamente sotto l&amp;rsquo;acqua fredda corrente.<br />
	Stendetele su un canovaccio, tamponate e quindi, premendo con due dita nella parte inferiore verso la &amp;ldquo;punta&amp;rdquo;, spellatele. Fatele asciugare tostandole un paio di minuti in forno preriscaldato a 180&amp;deg;C oppure saltandole in una padella antiaderente per alcuni minuti. Utilizzando un frullatore macinate le mandorle con lo zucchero aggiungendo piano piano l&amp;rsquo;acqua sino ad ottenere una crema densa ed omogenea. Ponete la pasta su un piano di lavoro e &amp;ldquo;lavoratela&amp;rdquo; per creare un panetto. A questo punto potete congelare il marzapane avvolgendolo in una pellicola da cucina avendo cura che non restino bolle d&amp;rsquo;aria nel pacchetto. Per utilizzarlo toglietelo dal freezer e mettetelo in frigorifero circa 12 ore (la sera prima) quindi lasciatelo un&amp;rsquo;ora a temperatura ambiente. Il marzapane sar&amp;agrave; pronto per preparare cassate, cassatine, frutta Martorana ed altre prelibatezze. Per i biscottini la procedura &amp;eacute; leggermente diversa. Prendete le mandorle preparate come detto sopra e frullatele con lo zucchero, quindi aggiungete due albumi d&amp;rsquo;uovo montati a neve ferma ed una fialetta di aroma di vaniglia. Utilizzando un sac a poche (attrezzo culinario il cui corpo consiste in un &amp;ldquo;sacchetto&amp;rdquo; triangolare e la cui punta viene dotata da bocchette decorative in metallo) realizzate i pasticcini direttamente sulla piastra del forno coperta da un foglio di carta da forno e mettete su ciascun pasticcino un pezzetto di frutta candita che preferite o la classica ciliegia. Lasciate riposare nel forno spento per circa 10 ore, quindi togliete la piastra, scaldate il forno a 180&amp;deg;C e cuocete i pasticcini per circa 10 minuti o almeno sino a che non avranno acquisito il caratteristico colore dorato. Estraete la piastra dal forno e lasciate raffreddare. Si conservano in una scatola ben chiusa per circa una settimana.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23484]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 20 ott 2015 22:35:19 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Delfini Guardiani: il progetto ritorna alle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/delfiniguardiani.jpg" width="100" alt="Delfini Guardiani: il progetto ritorna alle Eolie" /><br /><p>
	Luned&amp;igrave; 19 ottobre sono ricominciate, a Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Alicudi, Filicudi e Panarea, le lezioni per diventare sentinelle junior dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano. <strong>Dopo l&amp;rsquo;enorme successo ottenuto lo scorso anno, Mare Vivo ha deciso di riproporre la bellissima iniziativa rivolta agli alunni delle scuole delle Eolie</strong> che, seguiti da esperti e biologi marini, impareranno a conoscere e salvaguardare l&amp;rsquo;ambiente in cui vivono. I ragazzi hanno gi&amp;agrave; iniziato con le prime ricognizioni in spiaggia, le attivit&amp;agrave; di sea-watching e gli incontri con gli artigiani e i pescatori locali. Alla fine di questo anno di lezioni, gli studenti riceveranno il distintivo di &amp;ldquo;Guardiani dell&amp;rsquo;Isola&amp;rdquo; e, da quel momento, avranno il diritto ed il dovere di presentarsi, anche senza essere accompagnati dai genitori, presso il proprio Comune o la propria Capitaneria di Porto per segnalare tutti i problemi di carattere ambientale che noteranno. Il progetto &amp;ldquo;Delfini Guardiani&amp;rdquo; &amp;egrave; potuto diventare, per il secondo anno consecutivo, realt&amp;agrave; grazie al patrocinio di Federparchi e dei Comuni di Lipari, Leni, Malfa e Santa Marina Salina, in collaborazione con la Capitaneria di Porto, la Marina Militare e le associazioni presenti sul territorio Eoliano. Inoltre, le attivit&amp;agrave; organizzate da Mare Vivo sono supportate dalla compagnia di navigazione MSC che metter&amp;agrave; a bordo delle proprie navi del materiale ludico-didattico, creato ad hoc per i ragazzi ed i loro genitori. Grazie a loro, sar&amp;agrave; quindi possibile creare <strong>un vero e proprio collegamento&amp;nbsp; tra i bambini che abitano le Isole Minori e quelli che navigano per il Mediterraneo</strong> a bordo delle loro navi.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23483]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 20 ott 2015 22:27:06 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[10 buoni motivi per scegliere le Isole Eolie - 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/tramontovicinoapanarea.jpg" width="100" alt="10 buoni motivi per scegliere le Isole Eolie - 2� parte" /><br /><p>
	Se invece siete amanti della <strong>movida</strong>, allora vi suggeriamo di tuffarvi nel cuore pulsante del centro storico di Lipari con vicoli caratteristici, negozi, boutique, ristoranti e locali, dove ascoltare buona musica e far festa, mentre per i pi&amp;ugrave; nottambuli ci sono le discoteche fra cui lo storico Raya di Panarea. Al sesto posto dei buoni motivi per cui venire alle isole Eolie ci sono <strong>le spiagge e il mare</strong>: dalla soffice pomice bianca di Porticello a Lipari, alle colate di ossidiana e sabbia nerissima di Vulcano, dove il colore del mare varia dall&amp;rsquo;azzurro - verde acqua al blu cobalto. Sono acque ricche di pesci e sorprendenti fondali, ecco perch&amp;eacute; al settimo posto si consiglia una giornata dedicata allo <strong>snorkeling</strong> e all&amp;rsquo;<strong>immersione subacquea</strong> per i pi&amp;ugrave; esperti. Numerose sono, poi, le cale, le insenature e le grotte naturali da visitare e quindi all&amp;rsquo;ottavo posto vi proponiamo una <strong>gita in barca</strong> e anche qui troverete l&amp;rsquo;imbarazzo della scelta: tra minicrociere in partenza dalla terra ferma, motonavi e imbarcazioni varie che fanno il servizio d&amp;rsquo;escursione sul posto, alla possibilit&amp;agrave; di noleggiare un gommone tutta la giornata e avere il piacere di essere i capitani della vostra avventura. Le origini vulcaniche le rendono, in fine, <strong>isole del benessere</strong>, dove rigenerare mente e corpo. Qui potrete immergervi in pozze e acque sulfuree, come quelle dell&amp;rsquo;isola di Vulcano, utili per lenire patologie quali: distorsioni, reumatismi e artrosi con effetti benefici anche per la pelle.<br />
	Quest&amp;rsquo;arcipelago &amp;egrave; uno scrigno di luoghi magici che resteranno impressi fra i vostri ricordi pi&amp;ugrave; belli se deciderete di visitarlo.</p>
<p>
	di Melissa Prota</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23482]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 20 ott 2015 12:10:13 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La Frutta Martorana e il Marzapane]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/martorana1.jpg" width="100" alt="La Frutta Martorana e il Marzapane" /><br /><p>
	Colorata ed invitante, delizia per occhio e palato e frutto (parola adeguata) del genio, non di un Pasticciere di rango ma ... di un&amp;rsquo;umile suora. Nel 1143 Ruggero II, Re di Sicilia, aveva programmato una visita al Convento di monache adiacente alla chiesa di Santa Maria della Martorana a Palermo. Il nome del Convento era in onore della nobildonna Eloisa Martorana che finanzi&amp;ograve; la costruzione del monastero. Torniamo al Re ... a causa di tanti impegni riusc&amp;igrave; fare la visita in pieno inverno e non in estate come aveva annunciato. Le suorine erano disperate ... cosa avrebbero potuto offrire al Re se non la loro minestra? Fosse stata estate avrebbero potuto imbandire la tavola con frutti e ortaggi dell&amp;rsquo;orto ma in inverno.... Una di loro, rimasta anonima, ebbe un&amp;rsquo;idea: creare con il marzapane (con cui producevano dolcetti) frutti e ortaggi &amp;ldquo;finti&amp;rdquo;. <strong>Nacquero cos&amp;igrave; questi piccoli capolavori di pasta di marzapane, gomma arabica e tinte vegetali (rose, zafferano, pistacchi ecc).</strong><br />
	Un capitolo triste (e tristo) della storia della Frutta Martorana fu scritto dalla Corporazione Siciliana dei Confettieri, la quale, allettata dai guadagni elevati che se ne sarebbero potuti ricavare, manovr&amp;ograve; la Diocesi per ottenere il monopolio della produzione. Nel 1575, il Sinodo diocesiano di Mazara del Vallo proib&amp;igrave; alle monache di preparare la frutta portando a motivazione che &amp;ldquo;la preparazione della stessa arrecava disdicevole distrazione al doveroso raccoglimento religioso&amp;rdquo;.&amp;nbsp;<strong> Il marzapane ... una meraviglia di pasta di mandorle, albume e zucchero facilissimo da preparare anche in casa</strong>. Ma cosa vuol dire marzapane? Pane di marzo? Oppure la mandorla si chiamava marza e vuol dire &amp;ldquo;pane di mandorle&amp;rdquo;? Nulla di tutto questo! Il &amp;ldquo;marzaban&amp;rdquo;, che &amp;eacute; termine Arabo, era un&amp;rsquo;unit&amp;agrave; di misura come lo erano anfore, giare e botti, ovvero un contenitore con misure precise e capace di contenere una prefissata quantit&amp;agrave; di prodotti. Si trattava di una scatola di legno molto leggero e con un coperchio. Veniva usata per spedire la pasta di mandorle realizzata a Cipro in varie parti del Mondo allora conosciuto.<br />
	La lunghezza dei viaggi faceva s&amp;igrave; che la pasta prendesse la forma della scatola e ... il nome. Non ci dobbiamo sentire infantili o inadeguati se lo adoriamo. Basti pensare che sia gli Etruschi che i Romani offrivano dolci di mandorle agli Dei. Per cui ... golosi perdonati per diritto divino.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23481]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 20 ott 2015 12:03:50 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[10 buoni motivi per scegliere le Isole Eolie - 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/collageisoleeolie.jpg" width="100" alt="10 buoni motivi per scegliere le Isole Eolie - 1� parte" /><br /><p>
	Le sette splendide sorelle che formano l&amp;rsquo;arcipelago eoliano sono: <strong>Lipari, Salina, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Stomboli e Panarea</strong>, situate a nord della costa siciliana, sono isole vulcaniche della <strong>bellezza incontaminata</strong> ed &amp;egrave; proprio questo il loro primo punto di forza e il tratto distintivo. Il turista che proviene dalla terra ferma ne rimane subito affascinato nel vederle apparire dal blu del mare in tutto il loro splendore.<br />
	Un arcipelago che invita all&amp;rsquo;<strong>esplorazione</strong>, infatti, una delle attivit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; avventurose &amp;egrave; proprio <em>la scalata dei crateri vulcanici</em>, da quelli ormai spenti da tempo, come i due coni vulcanici di Salina (Monte Fossa delle Felci e Monte dei Porri) oggi riserve naturali, a quello di Stromboli, che offre spettacoli pirotecnici notturni. Ed eccoci arrivati al terzo buon motivo per cui bisogna venire alle Eolie: <strong>il cibo</strong>; fresco, genuino, insaporito dalle erbe odorose spontanee che arricchiscono i piatti tipici, soprattutto a base di pesce. Non si pu&amp;ograve; ripartire dalle Eolie senza portare con s&amp;eacute; un barattolo di <em>capperi</em> locali, per non parlare degli immancabili dolcetti a base di mandorle o vino cotto; come le <em>Nacatule</em> e gli <em>Spicchitedda</em>. Un quarto motivo &amp;egrave; sicuramente rappresentato dalla <strong>visita ai siti archeologici e museali</strong>, a cominciare dalla Rocca del Castello di Lipari con la Cattedrale, adorna di affreschi e pitture, intitolata a San Bartolomeo patrono dell&amp;rsquo;arcipelago, le chiese fondate intorno al XVI-XVII sec. e il Museo Archeologico Eoliano, con i suoi reperti di grande pregio, alcuni dei quali, rinvenuti nei relitti di navi romane. Spostandoci a Panarea &amp;egrave; possibile visitare Punta Milazzese, sede del villaggio preistorico risalente all&amp;rsquo;et&amp;agrave; del Bronzo (XVI sec. a.C.) ne rimarrete affascinati. Se invece state cercando una <strong>vacanza tranquilla</strong>, lontano dal caos cittadino, al quinto posto della nostra classifica vi proponiamo di rifugiarvi ad Alicudi e Filicudi, Sono le due isole pi&amp;ugrave; distanti dell&amp;rsquo;arcipelago, solitarie e poco rumorose per l&amp;rsquo;assenza di strade carrabili. Qui ci si muove a piedi o a dorso di mulo, le poche case rispecchiano il perfetto stile eoliano con <em>epulera</em> e <em>bisuoli</em> da cui ammirare il cielo stellato nelle notti d&amp;rsquo;estate.</p>
<p>
	di Melissa Prota</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23480]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 20 ott 2015 11:45:02 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[La brioscia con il gelato]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/briosciagelato.jpg" width="100" alt="La brioscia con il gelato" /><br /><p>
	La Sicilia eccelle per i suoi Maestri gelatai e ben pochi a questo Mondo non conoscono l&amp;rsquo;abbinamento esaltante con la <em>brioscia</em>.<br />
	La <em>brioscia </em>&amp;eacute; il tipico dolce da forno il cui nome deriva dello spazio tra un solco e un altro chiamato appunto dai contadini <em>brioscia</em>. Il taglio che viene fatto a met&amp;agrave; del dolce senza per&amp;ograve; dividerlo in due alla vista ricorda appunto i solchi dei campi.<br />
	Fatto con farina di forza (con elevato contenuto di glutine), lievito di birra, zucchero, uova, burro, latte, marsala e miele ha quella notissima e familiarissima forma semicircolare schiacciata e sormontata dal <em>tuppu</em>, una pallina fatta con la stessa pasta.<br />
	La farcitura viene fatta con la granita o con quella delizia per il palato adatta a tutte le Stagioni che conosciamo col nome di <em>gelato</em>.<br />
	La data di nascita del gelato non &amp;eacute; nota ma si sa che gi&amp;agrave; prima del 500 a.C. i Cinesi sapevano come conservare il ghiaccio invernale per poterlo utilizzare in estate e si sa anche che, sempre in estate, gli Imperatori Indiani mandavano i servi sulle montagne per prendere neve e ghiaccio da mescolare a succhi di frutta.<br />
	Comunque il primo documento in cui si parla di qualcosa di molto simile al gelato &amp;eacute; quello redatto da un poeta greco vissuto nel 500 a. C. ad Atene. Egli ci racconta che i Greci preparavano bevande a base di limone, miele e melograno e neve o ghiaccio.<br />
	Fu Alessandro Magno che fece creare delle buche profondissime nelle quali riporre neve pressata che poi veniva appunto prelevata durante l&amp;rsquo;estate.<br />
	Plinio il Vecchio racconta che i Romani preparavano una crema gelata a base di ghiaccio, miele e succhi di frutta. Gli Arabi in Sicilia mescolavano i succhi alla neve dell&amp;rsquo;Etna e diedero anche un nome a questo composto: <em>Sherbeth</em> che poi ha dato il nome all&amp;rsquo;attuale Sorbetto.<br />
	Ma chi ha inventato il gelato cos&amp;igrave; come lo conosciamo? Un italiano... tale Francesco Procopio Cut&amp;ograve;, siciliano, che nel suo locale <em>Caf&amp;egrave; de Procope</em> fondato nel 1686 a Parigi, trov&amp;ograve; la maniera di rendere compatto ed omogeneo un composto di frutta, miele, zucchero e ghiaccio. Procopio ebbe tra i suoi pi&amp;ugrave; affezionati clienti Balzac, Voltaire e Victor Hugo tutti appassionatissimi del nuovo alimento.<br />
	Fu sempre allora che nacque l&amp;rsquo;usanza di servire ai commensali, a met&amp;agrave; di un pranzo, il sorbetto al limone che era, ed &amp;eacute;, considerato un digestivo potentissimo.<br />
	Ma solo in Sicilia si sa celebrare il matrimonio perfetto tra gelato e brioscia.</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23479]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 20 ott 2015 11:38:16 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Miriam Ziino: un�Eoliana per Intimissimi]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/miriamintimissimi.jpg" width="100" alt="Miriam Ziino: un�Eoliana per Intimissimi" /><br /><p>
	&amp;ldquo;Tenete duro, non scoraggiatevi mai&amp;rdquo;. Queste sono le parole di Miriam Ziino, 30 anni, di Lipari. Nella vita gestisce da sola un piccolo resort sull&amp;rsquo;Isola. Da poco &amp;egrave; stata scelta da Intimissimi come modella. Per i nuovi spot la famosa casa di biancheria intima, infatti, ha reclutato le modelle tramite un concorso su Instagram. Per partecipare, le candidate hanno postato immagini utilizzando l&amp;rsquo;hashtag #ImAstory. Alla fine del concorso, sono state scelte otto ragazze che saranno le protagoniste dei nuovi spot Intimissimi. Otto ragazze che nella vita fanno tutt&amp;rsquo;altro, otto modelle per caso: una ballerina, una studentessa, una manager, un&amp;rsquo;attrice, un&amp;rsquo;interior designer, una fiorista, una personal trainer. Tra queste, la bellissima Miriam Ziino di Lipari, paragonata dal Corriere della Sera a Claudia Cardinale. Queste sono le sue parole: &amp;laquo;a segnalarmi il concorso &amp;egrave; stata una mia amica, che ha insistito tanto&amp;hellip; ma quando ho saputo di essere stata scelta non ho pensato nemmeno per un attimo di prendere la strada delle passerelle. Non lascerei mai Lipari. Certo &amp;egrave; stata un&amp;rsquo;avventura fantastica: a chi non piacerebbe essere coccolata, truccata, pettinata, stare sotto i riflettori? Nello spot porto la mia semplicit&amp;agrave;, vivere in un&amp;rsquo;isola non &amp;egrave; facile. E soltanto essere qui &amp;egrave; stato complicato, con i traghetti che ritardano per il mare mosso o non partono proprio&amp;raquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23478]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 16 ott 2015 09:09:45 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Etna rosso D.O.C]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/grappoli.jpg" width="100" alt="Etna rosso D.O.C" /><br /><p>
	Colore: rosso rubino intenso con riflessi granato se invecchiato<br />
	Aroma: intenso, vinoso, caratteristico<br />
	Sapore: armonico, secco, pieno, caldo, robusto<br />
	Retrogusto: persistente<br />
	Alcool: 12,5%<br />
	Temperatura di servizio: 20&amp;deg;C<br />
	Abbinamenti consigliati: primi piatti molto saporiti, pesce alla griglia, sarde a beccafico</p>
<p>
	L&amp;#39;Etna Rosso, facente parte della Famiglia che comprende anche il Bianco ed il Rosato,&amp;nbsp; &amp;egrave; prodotto da una miscela di uva Nerello Cappuccino e Nerello mascalese, due vitigni autoctoni Siciliani.<br />
	Decisamente molto alcoolico &amp;eacute; quindi un vino che si abbina a piatti saporiti o &amp;ldquo;consistenti&amp;rdquo; fatti di molti ingredienti e/o intingoli saporiti.</p>
<p>
	Ha ottenuto la D.O.C. nel 1968 e quindi possiamo definirlo un veterano a denominazione d&amp;rsquo;origine controllata. Ovviamente la sua produzione risale alla notte dei tempi.<br />
	La coltivazione delle uve e la produzione di vino deve essere delimitata solo in Sicilia e specificatamente nei Comuni di Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Patern&amp;ograve;, Belpasso,<br />
	Nicolosi, Pedara, Trecastagni, Viagrande, Aci S.Antonio, Acireale,<br />
	Santa Venerina, Giarre, Mascali, Zafferana, Milo, S.Alfio,<br />
	Piedimonte, Linguaglossa, Castiglione e Randazzo.</p>
<p>
	Un vino &amp;ldquo;serio&amp;rdquo;, severo e che merita grande rispetto e maggiore considerazione.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23477]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 16 ott 2015 08:42:42 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Sarde a beccafico]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/sardeabeccafico.jpg" width="100" alt="Sarde a beccafico" /><br /><p>
	Persone 6<br />
	Preparazione 30 min<br />
	Cottura 30 min<br />
	<br />
	Sarde 1 chilo<br />
	Pane grattugiato 150 gr<br />
	Acciughe sotto sale 8<br />
	Uva sultanina 60 gr<br />
	Pinoli 60 grammi<br />
	Zucchero semolato 100 gr<br />
	Limone 1<br />
	Prezzemolo tritato una manciata abbondante<br />
	Olio extravergine di oliva e cucchiaio da minestra pi&amp;ugrave; q.b.<br />
	Sale fino q.b.<br />
	Pepe nero macinato q.b.<br />
	Alloro 12 di foglie</p>
<p>
	Le sarde a beccafico sono un piatto tipicamente siciliano nato dalla rielaborazione &amp;ldquo;povera&amp;rdquo; di un piatto esclusivo per le tavole dei nobili.<br />
	<em>Prende il nome da una passeracea canora lunga circa 15 centimetri e dal peso di non pi&amp;ugrave; di 20 grammi che i nobili siciliani amavano cacciare perch&amp;eacute;, a loro detta, aveva delle carni molto saporite.<br />
	La caccia non era certo attivit&amp;agrave; per i poveri i quali, come si sa, si dedicavano e solo per sopravvivere alla pesca e all&amp;rsquo;agricoltura e fu cos&amp;igrave; che l&amp;rsquo;uccellino venne sostituito dalle pi&amp;ugrave; reperibili sarde e da agrumi, prodotti vegetali e formaggi.<br />
	Le interiora del beccafico, usate come farcitura nella ricetta &amp;ldquo;ricca&amp;rdquo;, sono state sostituite dalla mollica di pane ed il succo di agrumi &amp;egrave; stato introdotto per attenuare l&amp;rsquo;odore di pesce.<br />
	Insomma &amp;hellip; geniale ed a tutto vantaggio della tasca, del palato e anche &amp;hellip; del beccafico.</em><br />
	Squamate le sarde e liberatele della testa e delle interiora ed apritele a libro dalla parte del ventre togliendo la lisca.<br />
	Lavatele sotto acqua fredda corrente e fatele quindi asciugare su un panno.<br />
	In una padella soffriggete il pane grattugiato in due cucchiai d&amp;rsquo;olio abbondanti e, quando sar&amp;agrave; dorato, prendetene due terzi e metteteli in una terrina.<br />
	Unite le acciughe tagliuzzate o tritate (le avrete prima diliscate e dissalate sotto l&amp;rsquo;acqua corrente fredda), l&amp;rsquo;uva sultanina (che avrete fatto rinvenire per circa 30 minuti in acqua tiepida e poi strizzato), i pinoli, il prezzemolo tritato, il sale ed il pepe.<br />
	Mescolate bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo con il quale farcirete le sarde.<br />
	Chiudete i pesci usando uno stuzzicadenti.<br />
	In una teglia unta con l&amp;rsquo;olio disponete le sarde separandole una ad una con una foglia di alloro.<br />
	Sciogliete lo zucchero nel succo del limone e quindi cospargete le sarde con il restante pane grattugiato, spruzzate col succo di limone zuccherato, versate un filo d&amp;rsquo;olio e fate cuocere in forno preriscaldato a 180&amp;deg;C per circa mezz&amp;rsquo;ora.<br />
	Servite ben calde e abbinate con Etna rosso D.O.C.</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23476]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 14 ott 2015 10:29:41 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Conclusi gli incontri B2B di Mirabilia 2015]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/mirabilia.jpg" width="100" alt="Conclusi gli incontri B2B di Mirabilia 2015" /><br /><p>
	Il 13 ottobre 2015 si sono conclusi a Lipari, nella Cattedrale di San Bartolomeo, gli incontri B2B della IV edizione di &amp;ldquo;Mirabilia &amp;ndash; European Network of Unesco Sites&amp;rdquo;. La Borsa Internazionale del Turismo Culturale &amp;egrave; stata promossa dalle Camere di Commercio di Messina, Matera, Bari, Brindisi, Chieti, Genova, La Spezia, Lecce, Perugia, Siena, Taranto e Udine, ed ha coinvolto 62 buyers del settore turistico e 98 aziende. Franco De Francesco, commissario della Camera di Commercio, ha parlato con soddisfazione dello svolgimento di questo evento: &amp;ldquo;<strong>la grande partecipazione al progetto conferma il notevole interesse che si ha nei confronti del nostro territorio.</strong> Non solo il numero, ma la qualit&amp;agrave; dei buyers e degli operatori coinvolti nell&amp;rsquo;iniziativa, ci rende ampiamente soddisfatti della riuscita di un evento sul quale l&amp;rsquo;Ente camerale di Messina ha voluto scommettere&amp;rdquo;. Nel 2012, l&amp;rsquo;anno zero di Mirabilia, gli Enti Camerali che hanno deciso di mettere in rete i siti Unesco del proprio territorio hanno fatto una scommessa: <strong>riuscire a portare l&amp;rsquo;attenzione dei milioni di turisti, che attraversano l&amp;rsquo;Italia ogni anno alla ricerca delle mete classiche, verso nuove destinazioni altrettanto interessanti ed attrattive</strong>. Nel 2015, alla IV edizione di questa manifestazione, la scommessa e l&amp;rsquo;obiettivo sono sempre i medesimi. I buyers hanno, inoltre, proseguito l&amp;rsquo;evento andando alla scoperta delle bellezze dell&amp;rsquo;Arcipelago Eoliano per osservarle da vicino, concludendo poi il loro tour con una tappa nella citt&amp;agrave; di Taormina.</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23475]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 14 ott 2015 10:16:39 GMT]]></pubDate>
<enclosure url="http://www.lipari.biz/public/images/news/mirabilia.jpg" type="image/jpeg" length="122163" />
<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[T'� 'nsignari 'n misteri]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/mestierieolie.jpg" width="100" alt="T'� 'nsignari 'n misteri" /><br /><p>
	T&amp;#39;&amp;agrave; &amp;#39;nsignari &amp;#39;n misteri. E&amp;#39; un monito desueto per la citt&amp;agrave;. Non &amp;egrave; un invito, ma un dovere, per la sopravvivenza, e per onorare la propria terra. E cos&amp;igrave; gi&amp;agrave; a 7 anni c&amp;#39;&amp;egrave; chi guida un escavatore, chi pesca i totani, chi osserva i grandi impastare il cemento e pensa gi&amp;agrave; a costruirsi una propria casa.<br />
	Da quanti anni fai l&amp;#39;idraulico, chiesi a Filicudi: da 50 anni. E quanti anni hai? Pochi di pi&amp;ugrave;.<br />
	<strong>Il lavoro delle mani &amp;egrave; quello che il non aver tempo ci ha tolto, come la capacit&amp;agrave; creativa. Invece alle Isole ancora quasi tutto &amp;egrave; fatto a mano: dalle case, alla preparazione del pane.</strong><br />
	Non credo ci sia un pezzo di casa che non sia fatto e rifinito a mano: dal cemento all&amp;#39;impasto del colore. E quello che &amp;egrave; meraviglioso &amp;egrave; che se vivi l&amp;igrave; non solo impasti il tuo colore, cerchi un colore originale contro tutto e tutti i tipi di omologazione. I giardini poi, gioielli botanici dove prima c&amp;#39;era la foresta di fichidindia o lentisco, &amp;#39;i stinchi&amp;rsquo;, deforestati a mano. Anche Hulk sbarrerebbe gli occhi a vedere un isolano intento ad eradicare una pianta. Certo &amp;egrave; che poi potrebbero arrivare le capre e mangiarsi gli alberi....ma anche questo &amp;egrave; un mestiere di abitante dell&amp;#39;isola.<br />
	L&amp;#39;arte della riparazione delle reti. Quando una rete esce dal mare dopo una immersione di pesca &amp;egrave; devastata e poi prima di ripescare viene riparata e riparata per anni. Le reti hanno maglie diverse a seconda del pesce da prendere e avvolte in ruote arancioni, o nere, o verdi, rendono le strade un museo.<br />
	Il contadino &amp;egrave; il mestiere pi&amp;ugrave; diffuso ovviamente, la terra &amp;egrave; sempre disponibile e da frutti cos&amp;igrave; buoni che mangiare ad una tavola con prodotti coltivati da un orto delle isole &amp;egrave; un pasto da Re.<br />
	La bottega, &amp;ldquo;a put&amp;igrave;a&amp;rdquo;, dove non ti aspetti che&amp;hellip;..In una put&amp;igrave;a delle Isole trovi TUTTO, tanto che serve tempo per decidere una cosa piuttosto che un&amp;rsquo;altra. In una put&amp;igrave;a devi essere pronto ad accogliere chiunque, un operaio locale per la birra quotidiana, e il turista pi&amp;ugrave; esigente che ha una cena con gli amici di chiss&amp;agrave; dove e vuole offrire un&amp;rsquo;isola comoda ma ricercata. Credo che l&amp;rsquo;esperienza degli occhi di una put&amp;igrave;ara siano quanto di pi&amp;ugrave; allenato possa esistere tra chi ha studiato marketing.<br />
	O poi c&amp;rsquo;&amp;egrave; il mestiere pi&amp;ugrave; diffuso al mondo, il dolce far niente, sapientemente dosato da chi, non affrontando spese alcune semplicemente perch&amp;eacute; vive con i semi che pianta e coltiva, l&amp;rsquo;acqua piovana, i vestiti che non gli servono certo per andare alle feste di citt&amp;agrave;, in case grotta o spesso cos&amp;igrave; semplici da non aver nulla, gode della natura e dell&amp;rsquo;aria impagabili, rubacchiando di qua e di l&amp;agrave;&amp;hellip;&amp;hellip;.in felicit&amp;agrave;.<br />
	<strong>Le Isole Eolie, una scuola in mezzo al mare e a cielo aperto.</strong></p>
<p>
	<br />
	di Giusi Emanuela Murabito</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23474]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 13 ott 2015 15:25:37 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA["Per ogni tuo bacio". C'era una volta...  - Ultima parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/perognibacio.jpg" width="100" alt=""Per ogni tuo bacio". C'era una volta...  - Ultima parte" /><br /><p>
	Cos&amp;igrave;, mentre il sole tramontava e la luna si ergeva sul mare, la coppia d&amp;rsquo;amanti mandava in frantumi gli scogli, scuotendo gli animi degli esseri che vivevano in quei luoghi, stanchi e afflitti da una rassegnazione che seppur distruttiva, sapeva di baci e d&amp;rsquo;amore. Panarea ascoltava il suo cuore e Lipari non credeva ancora quanto il loro rapporto potesse averlo fatto cambiare... l&amp;rsquo;avrebbe amata per tutta la vita, fin quando le acque avrebbero seguito il loro corso e il mare avrebbe continuato a cantare. Panarea s&amp;rsquo;accorse che in realt&amp;agrave;, anche quando il mare era in tempesta, il cielo era sereno&amp;hellip; sempre, e c&amp;rsquo;era la quiete. &amp;ldquo;Cara madre terra&amp;rdquo;, disse finalmente un giorno Panarea, &amp;ldquo;Mi hai fatto scoprire per la prima volta quanto l&amp;rsquo;amore possa far guarire e non sempre ferire. Mi hai dimostrato quanto, non solo dopo la tempesta arriva il sereno, ma che non ogni bacio porta furore. Amando la mia terra pi&amp;ugrave; della mia stessa vita ho sempre rinunciato ad amare&amp;hellip; e solo adesso mi accorgo quanto io abbia rinunciato a vivere. Ho passato questi anni sopravvivendo, e negandomi anche le pi&amp;ugrave; semplici delle emozioni, ma adesso ho capito. Lipari mi ha fatto capire quanto qualcosa di bello, sano e puro non possa mai far star male. Il mare capir&amp;agrave; e tutto per sempre&amp;hellip; Vivr&amp;agrave;&amp;rdquo;.</p>
<p>
	di Martina Leone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23473]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 14 ott 2015 10:13:04 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Pani cunzatu]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/panicunzatu.jpg" width="100" alt="Pani cunzatu" /><br /><p>
	Pani cunzatu (pane condito), <strong>cosa di meglio per riunire i colori, i sapori ed i profumi delle Eolie?</strong> Cosa potremmo desiderare di pi&amp;ugrave; di un piatto tradizionale, veloce, povero ma, soprattutto conviviale? Ritrovarsi con gli amici e non perdere tempo fra fornelli e fuoco, mettere sul tavolo una buona bottiglia di vino sincero (consiglio un Alcamo bianco a 10&amp;deg;C) per consumare uno spuntino sfizioso tra genuinit&amp;agrave; ed allegria <strong>ed anche se non avremo di fronte uno degli splendidi panorami delle Eolie, poter socchiudere gli occhi e immaginarli non sar&amp;agrave; difficile</strong>. Gli ingredienti sono indicati senza quantit&amp;agrave; perch&amp;eacute; tutto dipende dalla grandezza del pane e anche dai gusti (e dall&amp;rsquo;appetito) dei commensali.</p>
<p>
	Ingredienti<br />
	Un pane siciliano di semola di grano duro a forma di grande pagnotta ovale o rotonda o di panino monodose;<br />
	Pomodorini a pennula;<br />
	Formaggio di capra (tuma fresca o primo sale);<br />
	Basilico; Capperi Nocellara;<br />
	Olive nere e verdi;<br />
	Aglio;<br />
	Olio extravergine di oliva;<br />
	Aceto di vino bianco.</p>
<p>
	Procedimento:<br />
	Tagliate a met&amp;agrave; il pane.<br />
	Scaldate un filo d&amp;rsquo;olio in una padella grande e, quando sar&amp;agrave; caldo immergeteci il pane (che avrete leggermente tostato in precedenza) dalla parte della mollica.<br />
	Tagliate i pomodori in spicchi e il formaggio a dadini, snocciolate le olive, aggiungete foglie di basilico e mettete tutto in una terrina mescolando.<br />
	Frullate i capperi con l&amp;rsquo;aglio, un po&amp;rsquo; d&amp;rsquo;olio, qualche goccia di aceto sino ad ottenere un composto cremoso.<br />
	Versate sul pane i pomodori e gli altri ingredienti e quindi versate il pesto di capperi. Decorate con capperi e pomodorini interi.</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23472]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 13 ott 2015 11:45:50 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Mirabilia maris/Sicily and the sea: reperti archeologici subacquei in mostra ad Amsterdam]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/mirabiliamaris.jpg" width="100" alt="Mirabilia maris/Sicily and the sea: reperti archeologici subacquei in mostra ad Amsterdam" /><br /><p>
	Si &amp;egrave; inaugurata ad Amsterdam la mostra &amp;ldquo;Mirabilia maris/Sicily and the sea&amp;rdquo; dedicata alle testimonianze storico-archeologiche subacquee provenienti dai fondali siciliani, che rimarr&amp;agrave; aperta fino ad aprile. Si tratta di un percorso espositivo itinerante del patrimonio culturale subacqueo siciliano in collaborazione con: l&amp;rsquo;Allard Pierson Museum dell&amp;rsquo;universit&amp;agrave; di Amsterdam, l&amp;#39;Ashmolean Museum di Oxford e il Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen. Tuttavia, qualche rammarico &amp;egrave;&amp;nbsp; stato espresso da Sebastiano Tusa, sovrintendente del mare, che ha dichiarato: &amp;laquo;Al di l&amp;agrave; dell&amp;#39;assessorato ai Beni culturali, non c&amp;#39;&amp;egrave; stata nessuna collaborazione, avevo chiesto di promuovere il meglio della nostra isola, cio&amp;egrave; i siti turistici, soprattutto quelli legati al mare e l&amp;#39;enogastronomia, ma dai dipartimenti del Turismo e delle Attivit&amp;agrave; produttive non abbiamo ricevuto risposta - continua - devo dire che il silenzio delle istituzioni regionali &amp;egrave; stato assordante e di ci&amp;ograve; me ne rammarico sia come responsabile di un&amp;#39;istituzione sia come cittadino, che vede sprecata un&amp;rsquo;altra occasione importante di promozione della nostra terra&amp;raquo;. La mostra, che resta comunque un importante vetrina per la Sicilia, &amp;egrave; stata ideata su proposta dell&amp;#39;ambasciatore italiano in Olanda, il palermitano Francesco Azzarello: &amp;laquo;Mi piacque, la colsi al volo e trovai subito l&amp;#39;appoggio del direttore del museo di Amsterdam&amp;raquo;.&amp;nbsp; <strong>Il percorso espositivo illustra la storia della Sicilia attraverso i reperti subacquei, dalle ultime scoperte della Soprintendenza del Mare a quelli rinvenuti pi&amp;ugrave; anticamente</strong>, con i primi tentativi dell&amp;rsquo;archeologia subacquea siciliana spiegati con filmati storici, video-installazioni, ricostruzioni virtuali dei siti e dei relitti. Evidenzia il difficile lavoro degli archeologi subacquei, le nuove tecnologie, che sempre pi&amp;ugrave; all&amp;#39;avanguardia, sono impiegate per l&amp;#39;indagine e il prelievo in mare. Le citt&amp;agrave; che ospiteranno la mostra Mirabilia maris/Sicily and the sea sono: Amsterdam, Oxford, Bruxelles, Copenaghen e Bonn. Fra i reperti pi&amp;ugrave; interessanti vi sono anche un rilievo scultoreo con Eracle ed Anteo, proveniente dalle acque del porto di Catania, una lastra bizantina con effige cristiana proveniente dal relitto di Marzamemi a sud di Siracusa e i rostri della Battaglia delle Egadi vinta dai Romani nel 241 a.C. <strong>Numerosi reperti, inoltre, provengono dalle isole Eolie. A tal proposito, il Museo Allard Pierson ha deciso, in occasione dell&amp;rsquo;inaugurazione, di restituire alla Regione Siciliana 37 oggetti, alcuni dei quali trafugati dal nostro arcipelago negli anni &amp;#39;80 come ad esempio nel relitto della Secca di Capistello.</strong><br />
	<br />
	Di Melissa Prota</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23471]]></link>
<pubDate><![CDATA[lun, 12 ott 2015 11:15:00 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Malvasia delle Lipari D.O.C.]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/malvasialipari.jpg" width="100" alt="Malvasia delle Lipari D.O.C." /><br /><p>
	Uve di produzione: Malvasia delle Lipari dal 90% al 95% e Corinto nero dal 5% all&amp;rsquo;8%.</p>
<p>
	Colore: giallo dorato il Bianco; ambra il Passito e il Liquoroso.</p>
<p>
	Aroma: intenso, aromatico, con forti sentori di fiori, erbe, macchia mediterranea, mandorle tostate, miele, albicocche, agrumi.</p>
<p>
	Sapore: fresco, sapido, di corpo, dolce, alcolico, aromatico, vellutato.</p>
<p>
	Retrogusto: molto persistente</p>
<p>
	Alcool: minimo 11,50%</p>
<p>
	Temperatura di servizio: 10&amp;deg;C</p>
<p>
	Abbinamenti: aperitivi, formaggi stagionati ed erborinati, pasta frolla semplice o farcita con frutta o creme, dolci di mandorle. Nelle versioni passito e liquoroso &amp;eacute; anche vino da meditazione.</p>
<p>
	Bicchiere: tulipano per il bianco, tulipano piccolo per il passito e il liquoroso</p>
<p>
	Sottoposto ad un severo disciplinare di coltivazione e produzione, il Malvasia delle Lipari viene prodotto in tre variet&amp;agrave;: bianco, passito e liquoroso (addizionato di alcool).&amp;nbsp;La zona geografica delimitata (sia per la coltivazione che per la produzione) comprende solo il territorio dell&amp;rsquo;arcipelago delle isole Eolie. Il vitigno Malvasia si dice fu portato alle Eolie dai Micenei gi&amp;agrave; nel 1600 a.C. ma si propende pi&amp;ugrave; per la tesi che vede negli &amp;ldquo;importatori&amp;rdquo; i Greci Cnidi che nel 1580 a.C. colonizzarono le isole. Il Corinto Nero &amp;egrave; anch&amp;rsquo;esso un vitigno originario della Grecia. Si coltiva anche a controspalliera pi&amp;ugrave; o meno bassa con impianti di 5.000-6000 piante per ettaro.&amp;nbsp;Il passito deve essere immesso al consumo non prima del 1&amp;deg; giugno successivo alla vendemmia. Si hanno notizie storiche di questo vino gi&amp;agrave; dal 500 a.C. come dimostrano antiche monete ritrovate a Lipari e raffiguranti tralci di vite e grappoli d&amp;rsquo;uva. La prima testimonianza scritta &amp;eacute; di Andrea Bacci, filosofo, medico e scrittore Marchigiano che nel 1596 scrisse &amp;ldquo;<strong>l&amp;rsquo;isola di Lipari &amp;egrave; sparsa di fecondi colli, che per l&amp;rsquo;interno calore del suolo danno un vino sincero</strong>&amp;rdquo;. Ne parlarono anche, nel 1859, il Conte di Tours A. P. Odart, e, nel 1868, il Barone Antonio Mendola di Favara,due stimati studiosi e classificatori di vitigni (ampelografi).&amp;nbsp;Guy de Maupassant nel 1890 scriveva ne &amp;ldquo;La vita errante&amp;rdquo;: &amp;ldquo;mentre tornavo, avevo scoperto dalla barca un&amp;rsquo;isola nascosta dietro Lipari. Il battelliere la chiam&amp;ograve; Salina. L&amp;igrave; si produce il vino di Malvasia. Volli bere una bottiglia del celebre vino. E&amp;rsquo; proprio il vino dei vulcani, denso, zuccherato, dorato&amp;rdquo;.<br />
	Insomma... un vino a cui avvicinarsi con rispetto e reverenza, <strong>un dono di-vino di cui Bacco sarebbe orgoglioso e fedele consumatore.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23470]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 13 ott 2015 11:47:10 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Centro Paolo Orsi: pubblicazioni di ambito eoliano al Comune di Lipari]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/donazionelipari.jpg" width="100" alt="Centro Paolo Orsi: pubblicazioni di ambito eoliano al Comune di Lipari" /><br /><p>
	Il 5 ottobre 2015 il Centro Paolo Orsi ha donato al Comune di Lipari le pubblicazioni storiche ed archeologiche di interesse eoliano in suo possesso. Si tratta di un patrimonio consistente di pubblicazioni di ambito eoliano, curate nel corso degli anni dal centro di documentazione e ricerca per la Sicilia Antica &amp;ldquo;P. Orsi&amp;rdquo;, coordinato dallo storico ed archeologo Vittorio Giustolisi. In un comunicato stampa, diramato dal professore Giorgio di Maria, presidente del centro, egli spiega come gi&amp;agrave; da tempo il Comune di Lipari era stato individuato come il destinatario pi&amp;ugrave; opportuno di questa donazione. <strong>Il Comune Eoliano si era dimostrato, infatti, fin da subito, come un interlocutore sensibile pronto a garantire la diffusione e la promozione della conoscenza del territorio e della ricerca storica ed archeologica.</strong> Grazie ad Heloisa de Oliveira, vedova Giustolisi, la donazione si &amp;egrave; potuta concretizzare: ella ha consentito il recupero di tutte le copie di propriet&amp;agrave; del Centro Paolo Orsi, conservate presso la dimora eoliana di Vittorio Giustolisi. Gli Eoli in Occidente (Atti di Convegno, 1994); La flotta di Barbarossa (1995); Vulcano: Introduzione alla storia e all&amp;#39;archeologia (1995); Atlante della antiche strutture rupestri di Vulcano (1994-95, 1997); Il gigante di Vulcano (1997); S. Bartolomeo dalle Eolie alle Ande (1992); Gli Eoli in Occidente (catalogo, 1999); Alla ricerca di Lipari Bizantina (2001); San Bartolomeo/Oshoumare (2003); Tre laudationes bizantine in onore di S. Bartolomeo apostolo (2004); Bibliografia generale delle Isole Eolie (2005); Panaria (2005); Le terme romane della citt&amp;agrave; di Lipari (2006/2007); Bibliografia generale delle Isole Eolie: Panarea (2008); L&amp;#39;amore, l&amp;#39;avventura, pirati e corsari (2009); Della conquista di Lipari antica (2011). Sono solo alcuni dei titoli acquisiti in parecchi esemplari. Particolarmente apprezzata dal sindaco Giorgianni &amp;egrave; l&amp;rsquo;acquisizione dell&amp;rsquo;opera di Giustolisi. Egli ha, infatti, dichiarato: &amp;ldquo;apprezzato estimatore del territorio eoliano, di cui ha saputo porre in risalto aspetti rilevanti sotto il profilo storico ed archeologico, <strong>rappresenta indubbio motivo di soddisfazione e privilegio per questo governo locale e per la comunit&amp;agrave; amministrata a fronte del cospicuo dono che si intende concretizzare e che racchiude in s&amp;eacute; grande valore di lascito culturale da gestire nel tempo</strong>&amp;rdquo;.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23469]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 08 ott 2015 20:29:39 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Pillole di storia: alla conquista delle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pillolestoria1.jpg" width="100" alt="Pillole di storia: alla conquista delle Eolie" /><br /><p>
	<strong>Il tempo passava e le Eolie crescevano di importanza diventando cos&amp;igrave;, inevitabilmente, l&amp;rsquo;oggetto del desiderio dei conquistatori.</strong> I primi furono i Greci che diedero alle sette isole il nome attuale di Eolie (&amp;Alpha;&amp;iota;&amp;#972;&amp;lambda;&amp;iota;&amp;alpha;&amp;iota;) ritenendole la dimora di Eolo, il dio dei venti. Sotto il dominio Greco l&amp;rsquo;Arcipelago crebbe sempre pi&amp;ugrave; in importanza commerciale grazie agli scambi con Etruschi e Fenici. Ma quel dominio fin&amp;igrave; con le guerre puniche (tra Roma e Cartagine) cos&amp;igrave; vaste e diffuse che persino le Eolie furono teatro di scontri navali e terrestri. I Romani, vincitori finali su Annibale, fecero delle Eolie un enorme mercato per il commercio delle zolfo, dell&amp;rsquo;allume, del sale, del vino e del garum (una prodotto gastronomico che sarebbe ben poco gradito al nostro palato ma di cui oggi troviamo la discendente colatura di alici che invece incontra la nostra totale simpatia gustativa). Ai Romani si sostituirono in maniera sanguinosa e violenta, nell&amp;lsquo;836 d.C.,&amp;nbsp; le armate di al-Fadl ibn Ya&amp;rsquo;qub un emiro arabo proveniente da quella zona che oggi conosciamo come Tunisia. L&amp;rsquo;influenza araba sulle usanze, i costumi, la cucina Eoliana fu talmente pesante che sussiste tutt&amp;rsquo;oggi.&amp;nbsp;Nell&amp;rsquo;XI secolo fu la volta dei Normanni che, oltre ad altri numerosi edifici, costruirono a Lipari la Basilica Concattedrale di San Bartolomeo.&amp;nbsp;Conquistate in seguito dagli Spagnoli le Eolie vissero un capitolo terribile della loro Storia quando Solimano il Magnifico, alleato dei Francesi, le aggred&amp;igrave; massacrando pi&amp;ugrave; della met&amp;agrave; degli abitanti e deportandone un enorme numero.&amp;nbsp;Seguirono colonizzazioni prima spagnole, poi da parte di molti abitanti di varie zone dell&amp;rsquo;Italia.&amp;nbsp; Durante il Regno Borbonico a Vulcano sorse una colonia penale i cui detenuti ai lavori forzati estraevano allume e zolfo. Dopo la caduta dei Borboni le Eolie hanno seguito le sorti storiche di tutto il Meridione d&amp;rsquo;Italia.<br />
	<strong>Ancora oggi le Eolie sono oggetto del desiderio di molti Popoli, ma fortunatamente, solo dal punto di vista turistico.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23468]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 08 ott 2015 14:16:12 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Il dialetto Eoliano e le sue influenze linguistiche]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/dialettoeoliano.jpg" width="100" alt="Il dialetto Eoliano e le sue influenze linguistiche" /><br /><p>
	Il dialetto Eoliano &amp;egrave;, come dice il nome stesso, la variante della lingua siciliana parlata nell&amp;rsquo;Arcipelago delle Isole Eolie. Il sistema lessicale e il sistema fonologico di questo dialetto sono la prova di come questo linguaggio sia in rapporto dialettico con l&amp;rsquo;esterno, nonostante sia in apparenza chiuso in un luogo isolato e periferico. Gli sviluppi lessicali, fonetici e grammaticali del dialetto eoliano sono il riflesso di tutte le variazioni culturali, sociali ed economiche che si sono succedute nell&amp;rsquo;Arcipelago nel corso degli anni. <strong>Grazie alla loro posizione geografica, le Isole sono state influenzate da un flusso continuo di nuclei dialettali</strong>: Milazzo, Messina, Patti, Barcellona, Napoli&amp;hellip; &amp;ldquo;Se la gran parte del lessico delle Isole &amp;egrave;, n&amp;eacute; potrebbe essere diversamente, siciliana, non mancano casi in cui la concordanza appare pi&amp;ugrave; spiccata con i dialetti pi&amp;ugrave; settentrionali, col salentino, col pugliese, con l&amp;rsquo;irpino e col napoletano [&amp;hellip;] I dialetti eoliani sembrano intrattenere relazioni lessicali piuttosto strette col laziale, col toscano periferico, col corso e col sardo (oltre che alla pari di tutti i dialetti siciliani col ligure) costituendo una sorta di &amp;lsquo;lega circumtirrenica&amp;rsquo;&amp;rdquo;. Le influenze subite dalla lingua eoliana vengono descritte cos&amp;igrave; dal glottologo Franco Fanciullo in un suo accurato studio linguistico. Per la vita dell&amp;rsquo;arcipelago &amp;egrave; sempre stata fondamentale la pesca; proprio questa ha avuto una grande influenza sulla storia del dialetto delle Eolie. All&amp;rsquo;inizio del Novecento, un gruppo di pescatori si trasferisce da Acitrezza, Acireale ed Acicatena a Lipari, a Stromboli e nelle altre isole. Per quasi mezzo secolo la separazione tra loro e il resto della comunit&amp;agrave; eoliana risulta netta; nel corso del tempo, per&amp;ograve;, ha avuto luogo un processo di reciproca influenza che non ha interessato solo la pesca, ma soprattutto la lingua. <strong>&amp;Egrave; cos&amp;igrave; che nasce il dialetto delle Isole Eolie, dal mare.</strong></p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Francesca Zampaglione</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23467]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 08 ott 2015 11:15:32 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Pillole di storia]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pillolestoria.jpg" width="100" alt="Pillole di storia" /><br /><p>
	Oggi le Eolie contano oltre 14.000 abitanti ma chi arriva dall&amp;rsquo;isola maggiore (Sicilia) o dal continente, per le distanze o le avverse condizioni meteo si domanda come, quando e perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;Uomo si sia insediato su queste meravigliose ed affascinanti isole.<br />
	<strong>La parola chiave per capire perch&amp;eacute; i primi abitanti, parecchi secoli prima del 4.000 a.C. abbiano attraversato il mare per stanziarsi qui &amp;eacute;... Ossidiana.</strong> Si tratta di un vetro vulcanico nato dal raffreddamento della lava che, a contatto con l&amp;rsquo;aria, si raffredda rapidamente originando un vetro naturale molto vicino come composizione a quello creato dall&amp;rsquo;Uomo. Tanti sono stati i Popoli sulla Terra che utilizzavano questo vetro per costruire utensili, lance, frecce, coltelli ed altri oggetti taglienti. Gli Egizi invece ne traevano gli scarabei sacri e altri ninnoli ornamentali. <strong>Attorno agli oggetti di ossidiana fior&amp;igrave; un commercio notevole ed essa divenne talmente famosa che ancora oggi, nelle localit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Europa dove si pu&amp;ograve; trovare questo vetro (Italia meridionale, Liguria, Provenza, Dalmazia) viene comunque denominato Ossidiana Liparese.</strong> I primi Eoliani dunque, erano estrattori di ossidiana e divennero protagonisti di traffici commerciali intensi. Le loro abitazioni erano capanne circolari con pareti in pietra a secco ed erette sulle rupi, a strapiombo sul mare. Il tempo passava e le Eolie crebbero di importanza diventando cos&amp;igrave;, inevitabilmente, l&amp;rsquo;oggetto del desiderio dei conquistatori.<br />
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Margherita Maria Caruso Galanti</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23466]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 08 ott 2015 14:21:18 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Dal cielo delle Eolie - 2� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/pianosardo2.jpg" width="100" alt="Dal cielo delle Eolie - 2� parte" /><br /><p>
	Spaziando qualche miglio pi&amp;ugrave; lontano dall&amp;rsquo;Isola, a Lipari l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; vulcanica ha donato ricchezza all&amp;rsquo;arcipelago proprio grazie ai suoi prodotti della terra, dalla pomice all&amp;rsquo;ossidiana, al caolino, all&amp;rsquo;allume. Salina &amp;egrave; l&amp;rsquo;Isola pi&amp;ugrave; famosa al mondo per l&amp;rsquo;uva malvasia e i capperi, di grande riscoperta oggi per l&amp;rsquo;economia della Sicilia intera. Degno di menzione anche il pomodoro siccagno. L&amp;rsquo;unione tra passato e futuro deve e pu&amp;ograve; essere intelligente. <strong>La sapienza delle nostre nonne e nonni che avevano la cultura della coltivazione, conservazione e preparazione dei prodotti della terra, deve essere per noi un modello di vita che unita alla nostra esperienza di viaggiatori pu&amp;ograve; farci rivivere la nobilt&amp;agrave; della tradizione siciliana, che ha radici ben pi&amp;ugrave; profonde del virtuale.</strong><br />
	Ma la terra non era solo l&amp;igrave; per dare, la terra non &amp;egrave; un sistema chiuso e protetto, che &amp;egrave; tua per sempre. La terra va difesa, la terra &amp;egrave; contesa, la terra ci insegna l&amp;rsquo;importanza del saper scegliere cosa &amp;egrave; importante e cosa no, cosa &amp;egrave; pi&amp;ugrave; adatto ad un terreno piuttosto che ad un altro, la giusta quantit&amp;agrave; di acqua per tipo di coltivazione, la giusta quantit&amp;agrave; di sole, di aria, di terra. La terra ci insegna la natura delle cose e il rispetto per la stessa. Quando studiavo all&amp;rsquo;universit&amp;agrave; e una materia non mi piaceva qualcuno mi disse: trova in ogni materia, anche in quella che non ti piace, qualcosa in cui ti rivedi e lavoraci. Forse era un contadino.<br />
	E&amp;rsquo; in montagna che ho risentito il battito del cuore e ancora quando lo cerco &amp;egrave; solo l&amp;igrave; che lo ritrovo.<br />
	E&amp;rsquo; sulle pietre calde che mi stendo per rilasciare le tensioni e ricaricarmi, sempre, tutto l&amp;rsquo;anno. E&amp;rsquo; la bont&amp;agrave; dei profumi che ha affinato il mio gusto per le cose buone, &amp;egrave; la pace dell&amp;rsquo;attesa guardando il mare dalla terra che mi ha reso forte.<br />
	L&amp;rsquo;altra faccia della terra &amp;egrave; quella stessa dell&amp;rsquo;amore. La terra ti lega. E la terra e l&amp;rsquo;amore per l&amp;rsquo;Isola sono rasoi quando non ci sono pi&amp;ugrave;. Ma &amp;egrave; l&amp;igrave; che comprendi la profondit&amp;agrave; del legame. Ho letto negli sguardi dei ragazzi filicudari la tristezza vera e altrettanto dignitosamente silenziosa di quando finita l&amp;rsquo;estate bisogna tornare a Milazzo per la scuola. Non era per la scuola quella tristezza, come pu&amp;ograve; essere quella di mio figlio, ma era perch&amp;eacute; avrebbero dovuto lasciare l&amp;rsquo;Isola. Gli stessi volti al giugno al rientro in &amp;ldquo;patria&amp;rdquo; avevano i colori del sole. E&amp;rsquo; da loro che ho imparato ad accettare che c&amp;rsquo;&amp;egrave; un tempo per tutto. Ma peggio ancora leggere e sentire il dolore di chi l&amp;rsquo;Isola la deve lasciare per andare a cercare lavoro altrove. E non a Roma, a Milano, come chi si dispera per un trasferimento locale, ma dall&amp;rsquo;altra parte del mondo: l&amp;rsquo;Australia, questa terra dove una popolazione di eoliani ha dato vita ad una comunit&amp;agrave; tanto unita quanto l&amp;rsquo;Isola stessa. Incredibile quando camminando al buio inoltrato a Monte Palmieri una donna davanti ad un bellissimo fuoco acceso con legna di carrubo, le cui scintille echeggiavano sullo sfondo del cielo, mi disse: io clicco sempre&amp;nbsp; mi piace sulle tue foto e poi dall&amp;rsquo;Australia mi chiedono &amp;ldquo;&amp;egrave; davvero a Filicudi&amp;rdquo;? Si, &amp;egrave; Filicudi perch&amp;eacute; Filicudi &amp;egrave; infinita. Come tutti noi, capaci di rigenerarci in armonia con la natura e gli elementi della sua terra.</p>
<p>
	di Giusi Emanuela Murabito</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23465]]></link>
<pubDate><![CDATA[mer, 07 ott 2015 11:11:09 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Dal cielo delle Eolie - 1� parte]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/eoliemontagna.jpg" width="100" alt="Dal cielo delle Eolie - 1� parte" /><br /><p>
	Approdare su un molo o &amp;ldquo;alla banchina&amp;rdquo; come ho sentito dire mille volte ai ragazzi al porto della mia Isola e restare rapiti dalle orecchie verdi che sbucano dai filari delle sue montagne, &amp;egrave; l&amp;rsquo;istantanea che accende i miei ricordi quando penso che il primo passo &amp;egrave; l&amp;igrave;, da dove inizia il mio cammino verso la montagna. Le orecchie sono quelle delle migliaia di piante di fichidindia che colorano la terra che bacia il blu del mare.<br />
	Credo che l&amp;rsquo;amore per qualcuno o qualcosa cresca da un seme depositato da un dio contadino molto tempo prima che ci accorgiamo che &amp;egrave; sbocciato e <strong>nelle passeggiate all&amp;rsquo;Isola sovente mi immagino l&amp;rsquo;approdo dei primi uomini, quelli che, fortunati di aver potuto restare senza fiato davanti la meraviglia che li attendeva, iniziarono a cercare un posto dove poter restare</strong>. E non andarono di certo al mare. L&amp;rsquo;istinto dell&amp;rsquo;essere umano &amp;egrave; quello della caccia, ma anche della difesa per la sopravvivenza tanto quanto la ricerca del cibo. Potevano andare solo in montagna. E da qui guardando l&amp;rsquo;Isola non scelsero sicuramente la punta pi&amp;ugrave; alta ma quella che permetteva la visibilit&amp;agrave; migliore sulle due sponde del mare, l&amp;rsquo;altezza giusta per fare su e gi&amp;ugrave; e una terrazza ovviamente di extra lusso dove l&amp;rsquo;extra &amp;egrave; dato dalla sua naturalit&amp;agrave;: scelsero Capo Graziano.<br />
	Gli uomini primitivi delle isole Eolie non ebbero vita facile, ma questo li rende ancora pi&amp;ugrave; affascinanti perch&amp;eacute; sfidarono la terra impervia e ci riuscirono perch&amp;eacute; dalle pietre costruirono i muretti, i famosi muretti a secco, che rendono l&amp;rsquo;Isola un monumento della preistoria agricola di singolare fascino. Spaccare la pietra per farne piccole pietre da allineare fila dopo fila terrazza dopo terrazza, fino in cima. Hanno sempre suscitato emozioni in me le immagini delle folle e moltitudini di persone con le mani alzate, in uno stadio, in una luogo di preghiera, ad un concerto all&amp;rsquo;aperto, ma solo l&amp;rsquo;immaginazione pu&amp;ograve; darci un accenno di quante mani abbiano spaccato tutte quelle pietre. Tradizione che &amp;egrave; entrata nella genetica dell&amp;rsquo;Isola, dove ancora oggi chi sa costruire questi muretti &amp;egrave; esempio di artigianato arcaico senza prezzo. E guai a non riconoscere la bellezza e particolarit&amp;agrave; dei muretti a secco di Filicudi.<br />
	L&amp;rsquo;agricoltura era molto pi&amp;ugrave; sicura del mare. La terra c&amp;rsquo;&amp;egrave; sempre, &amp;egrave; l&amp;igrave;. I cereali davano il pane. Le patate, gli agli-porro, gli asparagi, i &amp;ldquo;rapuddi&amp;rdquo;, la camomilla, il finocchietto selvatico, il lentisco, l&amp;rsquo;euphorbia arborea, i funghi, la ferula, i fichidindia le cui pale erano anche cibo per gli animali, e poi lei, la vite.<strong> Presto quegli uomini primitivi capirono di essere arrivati in paradiso e che il paradiso merita un lavoro duro per goderne. Non ci pensavano neanche che potesse esistere il denaro che ha ridotto il tempo ad uno scorrere lento verso il non voler fare. </strong>Tutti lo vogliono ma chi &amp;egrave; che lavora? I &amp;ldquo;contadini&amp;rdquo; lavorano. E lavorano la terra.</p>
<p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	di Giusi Emanuela Murabito</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23464]]></link>
<pubDate><![CDATA[mar, 06 ott 2015 17:34:33 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Altrorealismo: la mostra dell�eoliano Geri Palamara a Casalnuovo di Napoli]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/altrorealismo.jpeg" width="100" alt="Altrorealismo: la mostra dell�eoliano Geri Palamara a Casalnuovo di Napoli" /><br /><p>
	Casalnuovo di Napoli,&amp;nbsp; si terr&amp;agrave; dal 4 al 18 ottobre prossimo, al Rama Palace Hotel, Altrorealismo, il vernissage dell&amp;rsquo;artista Geri Palamara,&amp;nbsp; le affascinanti atmosfere delle isole Eolie prendono vita attraverso le sue opere.</p>
<p>
	Geri Palamara &amp;egrave; un pittore futurista di origine eoliana. Ha frequentato il Liceo Artistico di Reggio Calabria e l&amp;rsquo;Accademia di Belle Arti di Roma. Numerose sono state le sue mostre personali e le partecipazioni a rassegne nazionali e internazionali a cominciare dal 1976 alla Biennale di Venezia, o ancora la Personale allestita al &amp;quot;The National Arts Club&amp;quot; - Gregg Galleries - New York City e quella a Palazzolo Barberini, solo per citarne alcune.</p>
<p>
	Originale e poliedrico, Geri Palamara, &amp;egrave; senz&amp;#39;altro uno degli artisti pi&amp;ugrave; rappresentativi dell&amp;#39;arte contemporanea.&amp;nbsp; La critica ha interpretato il suo lavoro come &amp;quot;un orfico rituale, dove si celebra il mistero dell&amp;#39;universo attraverso la cosmicit&amp;agrave; delle sue visioni&amp;quot;. <strong>Un&amp;rsquo;arte simbolica, fatta di&amp;nbsp;</strong><strong>rivelazioni delle sue Miticas Islas, le Eolie, dove vi ha trascorso l&amp;#39;infanzia e la giovent&amp;ugrave;.&amp;nbsp;</strong><strong>Egli canta l&amp;#39;infinito dialogo che s&amp;rsquo;instaura in questi luoghi fra cielo e mare e la simbiosi con&amp;nbsp;</strong><strong>l&amp;#39;uomo, artista e poeta.</strong>&amp;nbsp;&amp;quot;Dalle viscere delle mie isole riaffiorano vasi, urne cinerarie, guardano il sole e rivivono nel tempo, fuori dal tempo, nelle dimensioni infinite degli elementi&amp;quot;, scriveva il pittore.</p>
<p>
	La mostra celebra il sanguigno legame che lega Palamara alla sua terra, forme e colori, segni e immagini, che si generano dalla metamorfosi del reale sfociando nel pi&amp;ugrave; squisito simbolismo cosmico ma con lo sguardo&amp;nbsp; rivolto verso il futuro.&amp;nbsp; Grazie al sapiente uso degli azzurri, celesti, rosa, bianchi, che trasformano la tela in una&amp;nbsp; poesia dell&amp;#39;infinito.</p>
<p>
	di Melissa Prota</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23463]]></link>
<pubDate><![CDATA[dom, 04 ott 2015 22:00:42 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Omero e le Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/omero123.jpg" width="100" alt="Omero e le Eolie" /><br /><p>
	<br />
	Le isole Eolie sono da sempre circondate da un&amp;rsquo;atmosfera che dona loro un senso di eternit&amp;agrave;. La storia eoliana &amp;egrave; fra le pi&amp;ugrave; affascinanti, soprattutto dal punto di vista mitologico. Infatti Omero, all&amp;rsquo;interno della sue Odissea, narra di un episodio molto particolare avvenuto proprio &amp;ldquo;all&amp;rsquo;isola Eolia&amp;rdquo;. Reduce dalla guerra di Troia, Ulisse incontra Eolo, figlio di Ippota. Eolo vive in un palazzo coi suoi dodici figli e, appassionatosi alla storia di Ulisse, decide di dargli in dono un otre contenente i venti che lo stesso Eolo incitava o quietava a suo piacimento. Ulisse riparte cos&amp;igrave; con le sue navi, liberando unicamente Zefiro, per favorire la navigazione.<br />
	A questo punto Ulisse si addormenta; i suoi compagni di viaggio, credendo che l&amp;rsquo;otre possa contenere un tesoro, lo aprono, liberando in questo modo tutti i venti imprigionati al suo interno e scatenando una tempesta, dalla quale si salver&amp;agrave; solo la nave dello stesso Ulisse. &amp;ldquo;E giungemmo all&amp;rsquo;isola Eolia. Qui dimorava Eolo, caro agli dei, figlio di Ippota. L&amp;rsquo; isola errava nuotando. Un muro la cinge bronzeo; e liscia s&amp;rsquo;innalza una rupe. Dodici figli con lui nel palazzo vivevano. La casa odorosa riecheggia al suono dei flauti finch&amp;egrave; il giorno dilegua; Poi quando licenza gli chiesi di andarmene non rifiut&amp;ograve;, ma prese a cuore il mio viaggio; spogli&amp;ograve; delle cuoia un bove novenne un otre ne fece, e dentro vi chiuse dei venti ululanti le vie: custode l&amp;rsquo;aveva dei venti fatto il cronide, e poteva quieti tenerli o incitarli a sua voglia. Nella concava nave con lucida fune, argentea, l&amp;rsquo;otre leg&amp;ograve;, di guisa che fuori neppure un alito uscisse; ma solo il soffio di Zefiro per me liber&amp;ograve; che la nave benigno spingesse per noi&amp;rdquo;.</p>
<p>
	di Serena Fronterr&amp;egrave;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23462]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 03 ott 2015 14:22:49 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L'Australia � l'ottava isola delle Eolie]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/immigratieolie1.jpg" width="100" alt="L'Australia � l'ottava isola delle Eolie" /><br /><p>
	<br />
	Nell&amp;#39;arcipelago eoliano, la maggiorparte dei suoi abitanti considera l&amp;#39;Australia come ottava isola dell&amp;#39;Arcipelago. La ragione di questa credenza risiede nell&amp;#39;imponente flusso di migranti Eoliani verso l&amp;#39;Australia. Secondo la ricerca &amp;quot;L&amp;#39;Arcipelago Migrante: Eoliani D&amp;#39;Australia di Martina Giuffr&amp;egrave;, (CISU Edizioni 2010) la comunit&amp;agrave; eoliana in Australia, tra il 1880 e il 1945, &amp;egrave; stata quella pi&amp;ugrave; numerosa tra quelle italiane e il secondo gruppo fra gli emigrati italiani fino a raggiungere i quasi 30 mila, negli anni &amp;#39;50. Una migrazione che ha interessato quasi tutte le famiglie dell&amp;#39;intero arcipelago e che ha rivelato una situazione passata di fame e povert&amp;agrave; ben lontana da quello che, oggi, le isole Eolie rappresentano nell&amp;#39;immaginario dei turisti di tutto il mondo.&amp;nbsp;Questo meraviglioso arcipelago, ricco di cultura, miti, storia e colori, in passato ha regalato ai suoi abitanti parecchi disagi, derivanti soprattutto dall&amp;#39;emigrazione di massa. Il benessere generato da un&amp;#39;importante marineria mercantile (fino a 64 velieri) che commerciava vino, capperi e malvasia, cess&amp;ograve; improvvisamente alla fine dell&amp;#39;800 a causa della filossera che rovin&amp;ograve; i vigneti e per l&amp;#39;avvento del vapore che rese quasi inutile l&amp;#39;utilizzo delle barche a vela. Un declino pesante e veloce che fu reso ancora pi&amp;ugrave; grave dalla disastrosa eruzione dello Stromboli nel 1919 e diede il via al primo flusso migratorio verso gli Usa, il Sud America, la Francia e l&amp;#39;Australia svuotando miseramente le sette isole.<br />
	La popolazione scese da 20 mila a 10 mila, l&amp;#39;agricoltura si fece sempre pi&amp;ugrave; povera a causa della carenza di manodopera, mentre la guerra diede il colpo di grazia.&amp;nbsp;In questo lungo arco temporale, importanti avvenimenti interessarono questo meraviglioso Arcipelago. Uno di questi si verific&amp;ograve; nel 1949, quando Stromboli fu scelta per girare il film di Rossellini &amp;quot;Stromboli -Terra di Dio&amp;quot; che ebbe protagonista la diva allora pi&amp;ugrave; famosa di Hollywood, Ingrid Bergman. La&amp;nbsp; relazione nata tra i due (entrambi sposati) fece scalpore in Italia e negli USA dando vita, per svariato tempo, ad un gossip mondiale che diede una grande pubblicit&amp;agrave;, forse troppa, a Stromboli e a Vulcano dove, nello stesso periodo, la grandissima Anna Magnani, &amp;quot;l&amp;#39;altra&amp;quot; donna di Rossellini, girava il film &amp;quot;Vulcano&amp;quot;. La rivalit&amp;agrave; a distanza fra le due grandi attrici fu chiamata &amp;quot;La Guerra dei Vulcani&amp;quot;.&amp;nbsp;La grande popolarit&amp;agrave; acquisita dall&amp;#39;Arcipelago Eoliano, regal&amp;ograve; importanti opportunit&amp;agrave; lavorative a moltissimi isolani; tra questi c&amp;#39;era Giovanni Pavone, l&amp;#39;affascinante marinaio-assistente della Magnani che amava camminare a piedi scalzi e che, non accettando la costrizione delle scarpe cui fu costretto a Roma al seguito della Diva italiana, ritorn&amp;ograve; a Lipari per poi imbarcarsi, dopo poco tempo,per l&amp;#39;Australia come molti altri eoliani, dando inizio all&amp;#39;imponente flusso migratorio degli anni &amp;#39;50 e &amp;#39;60 verso il tanto desiderato Nuovo Continente.&amp;nbsp;Venuto meno il clamore del gossip, nei pochi abitanti isolani ancora presenti nell&amp;#39;arcipelago, rimase soltanto l&amp;#39;amarezza nel vedere amici e parenti partire verso un mondo sconosciuto e lontano. A Stromboli rimasero soltanto 180 persone. Ebbe inizio cos&amp;iacute; la &amp;quot;emigrazione a catena&amp;quot; degli Eoliani chiamati in Australia da chi si era gi&amp;agrave; trasferito. Si venne a creare una rete solidale per favorire l&amp;#39;inserimento dei nuovi migranti in una terra sconosciuta e diversa, con lingua e abitudini diverse, spesso razzista soprattutto verso coloro che provenivano dal Sud Italia.<br />
	La solidariet&amp;agrave; tra gli isolani fu enorme: chi aveva gi&amp;agrave; fatto fortuna nel Nuovo Continente anticipava i soldi del biglietto del viaggio a coloro che ne avevano pochi e volevano raggiungere l&amp;#39;Australia. Uno di questi fu Salvatore Tesoriero, proprietario di una avviata frutteria, considerato uno dei &amp;quot;patriarchi&amp;quot; di Melbourne che diede la possibilit&amp;agrave; a tanti suoi compaesani di raggiungere l&amp;#39;Australia per migliorare la propria vita. Partire non fu per tutti cos&amp;igrave; semplice: molti dovettero vendere la propria casa al prezzo del costo del biglietto per l&amp;#39;intera famiglia. Molti furono anche sfortunati: c&amp;#39;&amp;egrave; chi confid&amp;oacute; nel rimborso del viaggio dal Governo Australiano che purtroppo non arriv&amp;oacute; mai, c&amp;#39;&amp;eacute; chi fu raggirato da truffatori dell&amp;#39;epoca e approd&amp;oacute; su spiagge del Tirreno anzich&amp;eacute; su quelle australiane, c&amp;#39;&amp;egrave; chi, tornando, non ritrov&amp;oacute; pi&amp;ugrave; la propria casa perch&amp;eacute; ormai occupata o usucapita da chi era rimasto.&amp;nbsp;In Australia, principalmente a Melbourne e Sidney, secondo la ricerca di Martina Giuffr&amp;egrave;, si era formato un folto e solidale gruppo di Eoliani che si occupava di risolvere i tanti problemi relativi ai nuovi insediamenti.</p>
<p>
	Oggi si pu&amp;oacute; affermare che <strong>quella degli Eoliani fu una emigrazione riuscita, che ha reso gli stessi portatori di identit&amp;agrave; plurime</strong>, grande esempio da seguire per costruire le societ&amp;agrave; plurali ormai sempre pi&amp;ugrave; diffuse.</p>
<p>
	di Lia Curr&amp;ograve;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23461]]></link>
<pubDate><![CDATA[sab, 03 ott 2015 08:11:28 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Experience Etruria: nettare e ambrosia, il cibo degli Dei]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/etruschi_1.jpg" width="100" alt="Experience Etruria: nettare e ambrosia, il cibo degli Dei" /><br /><p>
	&amp;nbsp;</p>
<p>
	Al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia fino al 31 ottobre c&amp;#39;&amp;egrave; un&amp;rsquo;esposizione volta a far riscoprire gli Etruschi nel loro rapporto con il cibo, il banchetto e i frutti buoni della terra.&amp;nbsp;Il miracolo delle stagioni, la benedizione del buon raccolto, la conquista delle tecniche di lavorazione appaiono come doni preziosi, sotto la protezione degli Dei. Poseidone dio degli abissi, Eracle signore del sale, Hermes re dei commerci, Demetra protettrice della terra fertile, Dioniso dio del vino e le Ninfe, simboli della natura generosa e lussureggiante, richiamano con la loro immagine lo sforzo dell&amp;rsquo;uomo nel domare le misteriose forze della natura.<br />
	Experience Etruria &amp;egrave; soprattutto un&amp;rsquo;esperienza multisensoriale, che nasce proprio per valorizzare l&amp;rsquo;antica terra degli Etruschi, quel territorio generoso tra mare e colline, con un cuore ben delineato tra gli ultimi lembi meridionali della Toscana e il corso del fiume Tevere, a includere parte del Lazio e dell&amp;rsquo;Umbria.&amp;nbsp;Itinerari speciali tra cultura e natura - dedicati all&amp;#39;acqua, al vino, al sale, all&amp;#39;olio, al grano e ai prodotti dei boschi- e diversi ingredienti che nutrivano il corpo e lo spirito degli antichi Etruschi dipingono uno scenario sorprendente in cui l&amp;rsquo;antico e il moderno si fondono in una meravigliosa alchimia. Fino a fine ottobre a Villa Giulia.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23460]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 02 ott 2015 15:51:32 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[L�Eleganza del Cibo]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/cibo1.jpg" width="100" alt="L�Eleganza del Cibo" /><br /><p>
	<br />
	Ai Mercati di Traiano fino al 1&amp;deg; novembre c&amp;#39;&amp;egrave; una grande mostra, in occasione dell&amp;rsquo;EXPO 2015, per celebrare a Roma il connubio perfetto tra la nutrizione, tema dominante dell&amp;rsquo;esposizione universale, e la maestria sartoriale Made in Italy. La mostra si articola nei diversi significati propri della moda, dal tessuto, al ricamo, all&amp;#39;abito, all&amp;#39;accessorio, e ha come filo conduttore il cibo con un richiamo alla natura secondo i quattro elementi naturali: Acqua, Aria, Terra, Fuoco. All&amp;#39;interno delle sale museali si alternano oltre centocinquanta creazioni, fra accessori e abiti, e immagini fotografiche e video, ologrammi, video mapping e visual-art, dove il cibo e le materie prime della natura sono al centro del progetto espositivo, in cui &amp;egrave; protagonista la moda di ieri, di oggi e di domani. Il Made in Italy, l&amp;rsquo;alto artigianato e la tradizione del bello e ben fatto sono espressione evidente di come e quanto la moda abbia saputo trarre ispirazione dalla nutrizione. Il percorso espositivo &amp;egrave; arricchito anche dalle fotografie dell&amp;rsquo;artista coreana Yeonju Sung, un viaggio onirico che racconta attraverso otto immagini come il cibo possa dialogare con l&amp;rsquo;abito e assumerne le forme.L&amp;#39;eleganza nel cibo, ai Mercati di Traiano, fino a domenica 1 novembre.</p>
<p>
	di Daniela Bruzzone<br />
	&amp;nbsp;</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23459]]></link>
<pubDate><![CDATA[ven, 02 ott 2015 08:24:48 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
<item>
<title><![CDATA[Dio Eolo o Re Liparo?]]></title>
<description><![CDATA[<img src="http://www.lipari.biz/public/images/news/liparo1.jpg" width="100" alt="Dio Eolo o Re Liparo?" /><br /><p>
	Le isole di uno dei pi&amp;ugrave; amati arcipelaghi italiani, si dica prendano il loro nome dal Eolo, Dio re dei venti. Secondo la mitologia greca egli si rifugi&amp;ograve; su queste isole e diede loro nome, grazie alla sua fama di mago dei venti. Viveva a Lipari e riusciva a prevedere le condizioni del tempo osservando la forma delle nubi sbuffate da un vulcano attivo, chiaro riferimento a Stromboli.</p>
<p>
	Grazie a questa abilit&amp;agrave;, gran parte dei pescatori isolani, che necessitavano di conoscere la probabile evoluzione degli eventi meteorologici, chiesero a Eolo di aitarli. Egli si guadagn&amp;ograve; grande popolarit&amp;agrave; nell&amp;#39;arcipelago e proprio a tal proposito, da semplice principe greco aliment&amp;ograve; il mito del dio Eolo, in grado invece di comandare i venti. Il nome di isole Lipari invece deriva, secondo il mito, dal re Liparo, mitico colonizzatore dell&amp;#39;isola, contemporaneo di Eolo. Secondo Plinio, dai greci queste isole venivano chiamate Efestiadi ossia vulcanoidi, e conseguentemente, dai romani, assieme a Aeoliae e Lipari, Volcaniae. Eolie o Lipari&amp;hellip; quale miglior posto, per sognare?</p>
<p>
	di Martina Leone</p>
]]></description>
<link><![CDATA[http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=23458]]></link>
<pubDate><![CDATA[gio, 01 ott 2015 14:10:15 GMT]]></pubDate>
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<category><![CDATA[Cultura e societ�]]></category></item>
</channel></rss>