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	<title>Livia Iacolare</title>
	
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	<description>Just a [queer] social media drinker</description>
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		<title>Come difendersi dagli omosessuali: Boys Beware [Archive.org]</title>
		<link>http://www.liviacolare.com/2010/09/03/come-difendersi-dagli-omosessuali-boys-beware/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Iacolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archive.org]]></category>
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		<category><![CDATA[homosexuals]]></category>
		<category><![CDATA[prelinger archives]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo ephemeral film scritto e diretto da Sid Davis ha lo scopo di illustrare ai ragazzi i pericoli nei quali potrebbero incorrere se venissero a contatto con degli omosessuali. Ovviamente, trattandosi di un prodotto del 1961, il termine &#8220;omosessuale&#8221; è &#8230; <a href="http://www.liviacolare.com/2010/09/03/come-difendersi-dagli-omosessuali-boys-beware/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="640" height="405"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yzznpCeU1VM?fs=1&amp;hl=en_US&amp;hd=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/yzznpCeU1VM?fs=1&amp;hl=en_US&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="405"></embed></object></p>
<p>Questo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sponsored_film"><em>ephemeral film</em></a> scritto e diretto da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sid_Davis">Sid Davis</a> ha lo scopo di illustrare ai ragazzi i pericoli nei quali potrebbero incorrere se venissero a contatto con degli omosessuali. Ovviamente, trattandosi di un prodotto del 1961, il termine &#8220;omosessuale&#8221; è qui utilizzato come sinonimo di &#8220;pedofilo&#8221;, con tutte le conseguenze negative che questo comporta. La voce narrante (piuttosto inquietante) illustra le tecniche di abbordaggio degli &#8220;omosessuali&#8221; e spiega ai ragazzi come comportarsi nel caso in cui dovessero subire un tentativo di approccio. </p>
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		<item>
		<title>Il selvaggio West non perdona: Red Dead Redemption</title>
		<link>http://www.liviacolare.com/2010/09/02/il-selvaggio-west-non-perdona-red-dead-redemption/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 08:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Iacolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>
		<category><![CDATA[Videogame]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono pochi i videogame che rimarranno impressi nella mia memoria per tutta la vita e Red Dead Redemption è uno di questi. Quelli di Rockstar non hanno dormito sugli allori della serie GTA e si sono superati creando un open &#8230; <a href="http://www.liviacolare.com/2010/09/02/il-selvaggio-west-non-perdona-red-dead-redemption/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-o7rES_3ymA?fs=1&amp;hl=en_US&amp;hd=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-o7rES_3ymA?fs=1&amp;hl=en_US&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
<p>Sono pochi i videogame che rimarranno impressi nella mia memoria per tutta la vita e <a href="http://www.rockstargames.com/reddeadredemption/">Red Dead Redemption</a> è uno di questi. Quelli di <a href="http://www.rockstargames.com/">Rockstar</a> non hanno dormito sugli allori della serie GTA e si sono superati creando un <em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Open_world">open world</a></em> mozzafiato che ci mostra il selvaggio West all&#8217;epoca della guerra messicano-statunitense. In questa cornice storica &#8211; delineata in modo impeccabile &#8211; si svolgono le avventure di John Marston, ex fuorilegge che sta provando a rifarsi una vita dopo aver abbandonato la sua gang. </p>
<p>Il destino, però, è infame e John viene assoldato da due agenti federali del governo americano (che proprio in quegli anni stava costituendo quella che poi sarebbe diventata la CIA) che lo costringono a catturare i suoi ex compagni banditi e consegnarli alla legge; se non lo farà, saranno la moglie ed il figlio a pagarne le conseguenze. John si ritrova quindi a dare la caccia a quelli che un tempo erano suoi amici, alla sua ex famiglia: quella che lo aveva allevato dopo la morte dei suoi genitori. </p>
<p><span id="more-2113"></span></p>
<p>Messosi sulle tracce di Bill Williamson e della sua banda, John sarà coinvolto in una serie di avventure nei territori tra Stati Uniti e Messico, dove il confine tra bene e male è labile e mutevole proprio come quello tra due paesi in guerra. Questo fattore condiziona anche le dinamiche di gioco, visto che in certi casi sparare ad un soldato americano comporta la perdita di onore (con conseguente taglia sulla propria testa) e in altri casi l&#8217;esatto contrario. </p>
<p>Ci sono molte <em>side mission</em> accanto alla storia principale e la struttura stessa di questo mondo aperto nel quale si svolgono le vicende consente di creare molteplici tipologie di interazione; più lo si esplora e più si concretizza la possibilità di imbattersi in personaggi assurdi che spesso regalano delle vere perle di saggezza. Non ci sono obblighi e non è necessario svolgere le missioni per divertirsi: una volta ho dedicato un&#8217;intera sessione di gioco alla caccia degli orsi sulle montagne innevate nei dintorni di Tall Trees e mi sono divertita tantissimo. </p>
<p>Il motore grafico e il design di Red Dead Redemption sono di un livello superiore a qualsiasi altro gioco presente in questo momento sul mercato. I movimenti delle persone e degli animali sono di una verosimiglianza impressionante. L&#8217;unica cosa che mi dispiace è il fatto che John Marston non sia in grado di nuotare e quindi muoia ogni volta che l&#8217;acqua gli arriva alle anche&#8230; Che dire, invece, della trama del gioco? Non ha nulla da invidiare a quella di un film o di un bel libro e presenta dei dialoghi pieni di umorismo e di cinismo. La colonna sonora, poi, è spettacolare.</p>
<p>Il confronto con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Grand_Theft_Auto_IV">GTA IV</a> è inevitabile e i due giochi hanno molte cose in comune: </p>
<ul>
<li>sono entrambi ambientati in open world</li>
<li>hanno come protagonisti due personaggi controversi con un passato oscuro che vorrebbero redimersi ma si trovano a dover commettere delle azioni riprovevoli contro la loro volontà</li>
<li>i protagonisti sono circondati da personaggi che bevono, si drogano e non si fanno scrupoli di alcun tipo</li>
</ul>
<p>Forse l&#8217;unica differenza sostanziale è quella cronologica e socio-culturale dettata dalle due diverse ambientazioni: in Red Dead Redemption sono dei valori sani a guidare il protagonista, il quale commette dei crimini nella speranza di ottenere la libertà e ricongiungersi alla sua famiglia (ah, dimenticavo: John Marston è fedele alla moglie e non va con le prostitute); in GTA IV il vecchio Niko va a Liberty City per vendicarsi di un ex commilitone e fare una vita da nababbo, attirato dai racconti inverosimili di suo cugino Roman.</p>
<p>GTA IV ci ha portati nella giungla metropolitana, dove l&#8217;onore non esiste perché l&#8217;unica cosa che conta è non farsi beccare dalla polizia. A Liberty City non si sperimenta neanche la solitudine allo stato puro, perché la città è un mix di tante solitudini. In Red Dead Redemption, invece, ci si trova immersi in terre selvagge con rari insediamenti umani; terre in cui non esistono criminali ma solo ribelli delusi dai propri sogni, solitamente aggregati in bande di tipo familiare. La legge è cangiante e inafferrabile e quindi dà ragione potenzialmente a tutti. &#8220;<em>You can&#8217;t change, John</em>&#8220;: è una frase che Mr. Marston si sente ripetere più volte con formule diverse. E lo stigma della vita precedente lo accompagnerà fino alla fine del gioco, segnandone il destino.</p>
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		<item>
		<title>7 cose che farò a Settembre</title>
		<link>http://www.liviacolare.com/2010/09/01/7-cose-che-faro-a-settembre/</link>
		<comments>http://www.liviacolare.com/2010/09/01/7-cose-che-faro-a-settembre/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 22:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Iacolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Thoughts]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendere a lavorare dopo le vacanze estive Acquistare un iPad 3G 16 GB Iscrivermi ad un corso di nuoto Preparare più dolci Non andare alla Mostra del Cinema di Venezia Pre-ordinare Assassin&#8217;s Creed &#8220;Brotherhood&#8221; per PS3 Scegliere il soggetto del &#8230; <a href="http://www.liviacolare.com/2010/09/01/7-cose-che-faro-a-settembre/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ol>
<li>Riprendere a lavorare dopo le vacanze estive</li>
<li>Acquistare un iPad 3G 16 GB</li>
<li>Iscrivermi ad un corso di nuoto</li>
<li>Preparare più dolci</li>
<li>Non andare alla Mostra del Cinema di Venezia</li>
<li>Pre-ordinare Assassin&#8217;s Creed &#8220;Brotherhood&#8221; per PS3</li>
<li>Scegliere il soggetto del poster gigante che appenderò sul letto</li>
</ol>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Comprendere il linguaggio dei fumetti: Understanding Comics</title>
		<link>http://www.liviacolare.com/2010/08/23/comprendere-il-linguaggio-dei-fumetti-understanding-comics/</link>
		<comments>http://www.liviacolare.com/2010/08/23/comprendere-il-linguaggio-dei-fumetti-understanding-comics/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 11:35:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Iacolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Books]]></category>
		<category><![CDATA[Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Readings]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella cultura occidentale i fumetti sono sempre stati relegati al livello di arte &#8220;minore&#8221;, quasi rappresentassero una forma di intrattenimento di serie C. In &#8220;Understanding Media&#8221; c&#8217;è un passaggio interessante di Marshall McLuhan sui fumetti: “The first comic books appeared &#8230; <a href="http://www.liviacolare.com/2010/08/23/comprendere-il-linguaggio-dei-fumetti-understanding-comics/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liviacolare.com/wp-content/uploads/2010/08/images.jpeg"><img src="http://www.liviacolare.com/wp-content/uploads/2010/08/images.jpeg" alt="" title="understanding comics" width="180" height="271" class="alignleft size-full wp-image-2076" /></a> Nella cultura occidentale i fumetti sono sempre stati relegati al livello di arte &#8220;minore&#8221;, quasi rappresentassero una forma di intrattenimento di serie C. In &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Understanding_Media">Understanding Media</a>&#8221; c&#8217;è un <a href="http://home.roadrunner.com/~lifetime/UM-17-A.htm">passaggio</a> interessante di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan">Marshall McLuhan</a> sui fumetti:</p>
<blockquote><p>“The first comic books appeared in 1935. Not having anything connected or literary about them, and being as difficult to decipher as the <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Book_of_kells">Book of Kells</a>, they caught on with the young. The elders of the tribe, who had never noticed that the ordinary newspaper was as frantic as a surrealist art exhibition, could hardly be expected to notice that the comic books were as exotic as eighth-century illuminations. </p>
<p>So, having noticed nothing about the <em>form</em>, they could discern nothing of the <em>contents</em>, either. The mayhem and violence were all they noted. Therefore, with naive literary logic, they waited for violence to flood the world. Or, alternatively, they attributed existing crime to the comics. The dimmest-witted convict learned to moan, “It wuz comic books done this to me.”</p></blockquote>
<p><span id="more-2037"></span></p>
<p>Mi viene da pensare che fumetti non siano poi così dissimili dai videogame: fin dalle origini (ovviamente mi riferisco all&#8217;età contemporanea) sono stati apprezzati dal pubblico più giovane per via della loro originalità e del fatto che non avessero nulla in comune con la tradizione letteraria. D&#8217;altra parte, gli &#8220;anziani&#8221; non riuscivano a comprendere questa nuova forma narrativa e quindi nemmeno il suo contenuto; il risultato è che nei loro tentativi di lettura riuscivano a cogliere solo gli elementi di violenza (quelli più superficiali) e quindi attribuivano l&#8217;incremento del crimine tra i giovani alla diffusione dei fumetti. Insomma: sempre la solita solfa.</p>
<p>Nel libro &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Understanding_Comics">Understanding Comics</a>&#8221; l&#8217;illustratore e teorico <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Scott_McCloud">Scott McCloud</a> prova ad abbozzare una storia dei fumetti partendo dai primi esempi che la tradizione ci ha fornito. In seguito analizza la definizione di &#8220;fumetto&#8221; e ne sviscera il meccanismo di creazione in modo chiaro ed esaustivo. L&#8217;obiettivo è far capire al lettore che l&#8217;arte di raccontare con i fumetti è molto più complessa di quanto si possa immaginare, anche perché l&#8217;autore di fumetti deve manipolare e dosare attentamente sia le immagini che le parole. </p>
<p>Quasi dimenticavo un dettaglio importantissimo: il libro è un fumetto. Anzi, a questo punto lo si potrebbe anche definire un <em>meta</em>fumetto. Consigliato agli amanti dei fumetti e soprattutto ai loro detrattori.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La cultura pop ci rende intelligenti: Everything Bad is Good for You</title>
		<link>http://www.liviacolare.com/2010/08/20/la-cultura-pop-ci-rende-intelligenti-everything-bad-is-good-for-you/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 08:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Iacolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Books]]></category>
		<category><![CDATA[Readings]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine &#8220;pop&#8221; è da sempre associato alla mediocrità ed al consumismo; eppure c&#8217;è qualcosa di poetico nel pop, in quella sua ricerca dell&#8217;archetipo, nel suo appellarsi ad un inconscio collettivo junghiano che possa accomunare tutte le persone. Il pop &#8230; <a href="http://www.liviacolare.com/2010/08/20/la-cultura-pop-ci-rende-intelligenti-everything-bad-is-good-for-you/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liviacolare.com/wp-content/uploads/2010/08/everything.jpeg"><img src="http://www.liviacolare.com/wp-content/uploads/2010/08/everything-198x300.jpg" alt="" title="everything bad is good for you!" width="198" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2058" /></a> Il termine &#8220;pop&#8221; è da sempre associato alla mediocrità ed al consumismo; eppure c&#8217;è qualcosa di poetico nel pop, in quella sua ricerca dell&#8217;archetipo, nel suo appellarsi ad un inconscio collettivo junghiano che possa accomunare tutte le persone. Il pop è ciò che ci unisce e ci mette sullo stesso livello, mentre la cultura aulica ci divide da sempre in esperti e ignoranti. Ne deriva che per misurare l&#8217;intelligenza e l&#8217;evoluzione di una società si deve fare necessariamente riferimento allo stato in cui verte la cultura di massa, perché solo essa può fornirci il <em>kanon</em>.</p>
<p>Nel libro &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Everything_Bad_Is_Good_for_You">Everything Bad is Good for You</a>&#8221; (in Italiano &#8220;Tutto ciò che ti fa male ti fa bene&#8221;) il prolifico autore <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Steven_Berlin_Johnson">Steven B. Johnson</a> fa un&#8217;analisi lucida della cultura pop e ci illustra come negli ultimi trent&#8217;anni tutto ciò che viene etichettato come &#8220;pop&#8221; (principalmente TV e videogame) abbia contribuito a far evolvere la società in modi inaspettati.</p>
<blockquote><p>&#8220;For decades we&#8217;ve worked under the assumption that mass culture follows a steadily declining path towards lowest common denominator standards&#8230; but in fact, the opposite is happening: the culture is getting more intellectually demanding, not less&#8221;</p></blockquote>
<p><span id="more-2039"></span></p>
<p>L&#8217;idea che la cultura pop tenda ad appiattire la società viene completamente rovesciata: è proprio la cultura pop che aiuta la società ad evolversi, proponendo ad essa dei messaggi e dei linguaggi sempre più complessi. Le serie televisive degli anni Sessanta avevano fabulae semplicissime e intrecci sempre lineari. Mettiamo a confronto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Starsky_and_Hutch">Starsky &#038; Hutch</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lost_(TV_series)">Lost</a> o <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jeffersons">The Jeffersons</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Friends">Friends</a> e ci renderemo conto di come le storie narrate siano diventate sempre più complesse con il passare degli anni. </p>
<p>Johnson affronta anche l&#8217;annosa questione &#8220;libri <em>versus</em> videogame&#8221; e spiega come i videogame siano in realtà delle esperienze straordinariamente immersive che catapultano il giocatore (di qualsiasi età) in una dimensione in cui la conoscenza è sempre empirica e si ottiene solo con l&#8217;esplorazione e la curiosità. I ragazzi sono per natura attratti dalle novità e cercano costantemente stimoli nell&#8217;ambiente circostante: la TV ed i videogame sono in grado di fornire questi stimoli e, se dosati nel modo giusto, possono sviluppare la loro intelligenza in maniera creativa.</p>
<p>E&#8217; molto affascinante la parte in cui l&#8217;autore chiede al lettore di immaginare cosa penseremmo dei libri se fossero stati inventati dopo i videogame: probabilmente li considereremmo una perdita di tempo che ci costringe a seguire una linea narrativa imposta da qualcun altro e ci porta ad isolarci dal mondo con gravi danni per la nostra socialità. Al contrario, i videogame sarebbero visti in modo positivo poiché stimolerebbero la curiosità delle persone e affinerebbero la loro capacità di <em>problem solving</em>, rimanendo al contempo delle esperienze che si fondano sulla condivisione e la socialità.</p>
<p>Potrei andare avanti per ore ma vi rovinerei la sorpresa di leggere uno dei saggi più stimolanti e brillanti che siano mai stati scritti sulla cultura contemporanea. Raramente ho trovato del materiale altrettanto interessante su questi temi (e con argomentazioni anche lontanamente paragonabili a quelle di Johnson). Lo consiglio soprattutto agli educatori ed ai genitori.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le comparse diventano protagoniste: Extras</title>
		<link>http://www.liviacolare.com/2010/08/18/le-comparse-diventano-protagoniste-extras/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 08:52:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia Iacolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[DVD]]></category>
		<category><![CDATA[TV]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricky Gervais è un genio. Noto per il fatto di essere uno dei protagonisti dell&#8217;edizione britannica di The Office, Ricky è uno stand-up comedian di fama mondiale ed è anche l&#8217;autore/protagonista di Extras, una sitcom prodotta dalla BBC e dalla &#8230; <a href="http://www.liviacolare.com/2010/08/18/le-comparse-diventano-protagoniste-extras/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cEnjiGwVw6o&amp;hl=en_US&amp;fs=1?hd=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/cEnjiGwVw6o&amp;hl=en_US&amp;fs=1?hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ricky_Gervais">Ricky Gervais</a> è un genio. Noto per il fatto di essere uno dei protagonisti dell&#8217;edizione britannica di <a href="http://www.bbc.co.uk/programmes/b00jd68z">The Office</a>, Ricky è uno <em>stand-up comedian</em> di fama mondiale ed è anche l&#8217;autore/protagonista di <a href="http://www.bbc.co.uk/comedy/extras/">Extras</a>, una sitcom prodotta dalla BBC e dalla HBO che racconta le avventure di due attori alla ricerca della fama che, pur di lavorare, sono disposti a fare le comparse (gli <em>extras</em>, appunto) sui set televisivi e cinematografici più improbabili. </p>
<p>Ricky Gervais interpreta Andy Millman, attore non più nel fiore degli anni e decisamente privo di quel <em>physique du rôle</em> che potrebbe consentirgli di sfondare nel mondo del cinema. Andy è molto sveglio ed astuto: è disposto a fare qualunque cosa pur di ottenere una battuta in una sceneggiatura e questo lo porta spesso a ritrovarsi in situazioni molto imbarazzanti e più grandi di lui. Ad affiancarlo c&#8217;è l&#8217;amica Maggie Jacobs (interpretata dalla scozzese <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ashley_Jensen">Ashley Jensen</a>), un&#8217;attrice molto naive, l&#8217;incarnazione del Candido di Voltaire. Maggie non è una che sa cogliere l&#8217;ironia e il sarcasmo e questo la porta spesso a complicare la vita di Andy, il quale si aspetta invano che lei gli regga il gioco quando sta per farne una delle sue.</p>
<p><span id="more-2032"></span></p>
<p>Il terzo personaggio chiave di questa sitcom è Darren Lamb (aka <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Merchant">Stephen Merchant</a>, co-autore della serie), l&#8217;agente sfigato di Andy. Darren non ha la minima idea di come si faccia il suo lavoro e il risultato è che spesso e volentieri combina dei veri e propri disastri. Puntualmente Andy prova a sbarazzarsi di lui ma alla fine non lo molla mai. A condire il tutto c&#8217;è il fatto che in ogni puntata è presente un cameo: un personaggio famoso si presta a interpretare sé stesso nella sitcom con risultati sempre esilaranti. Tra questi cito Kate Winslet, David Bowie, Ian McKellen, Patrick Stewart, Robert De Niro, Orlando Bloom, Samuel L. Jackson, Daniel Radcliffe&#8230; ma ve ne sono tanti altri.</p>
<p>La comicità tutta British di questa sitcom &#8211; fatta di situazioni imbarazzanti e <em>politically incorrect</em> che mirano a rovesciare l&#8217;ipocrisia e il formalismo &#8211; la rende unica nel panorama televisivo mondiale. </p>
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