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	<title>Lucio Colavero</title>
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	<description>Libero e professionista della comunicazione istituzionale e politica</description>
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		<title>Il potere delle parole: Il ruolo del linguaggio nella comunicazione politica</title>
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		<pubDate>Mon, 22 May 2023 09:15:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Comunicazione politica]]></category>
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<p><strong>Il linguaggio è uno strumento potente, soprattutto nell&#8217;arena della politica</strong>. Le parole che usiamo possono influenzare l&#8217;opinione pubblica, definire le politiche e persino determinare l&#8217;esito delle elezioni. Il ruolo del linguaggio nella comunicazione politica non può essere sopravvalutato. <strong>Non si tratta solo di ciò che si dice, ma anche di come lo si dice.</strong> La messaggistica politica spesso si avvale di un linguaggio accuratamente elaborato per evocare emozioni, scatenare una reazione o comunicare un programma specifico. Dai discorsi politici agli annunci elettorali, il linguaggio è la forza trainante di una comunicazione politica efficace. Ma da un grande potere derivano grandi responsabilità e l&#8217;uso improprio del linguaggio può avere gravi conseguenze. In questo articolo esploreremo il potere delle parole e il ruolo cruciale che svolgono nella comunicazione politica. Esamineremo i modi in cui il linguaggio viene utilizzato per influenzare l&#8217;opinione pubblica e l&#8217;impatto che può avere sulla nostra società nel suo complesso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il linguaggio e la politica: la relazione</h2>



<p>Il linguaggio gioca un ruolo centrale nella politica. <strong>Politici, partiti politici e gruppi di interesse utilizzano il linguaggio per comunicare con il pubblico e persuaderlo a sostenere le loro posizioni. </strong>Il linguaggio è uno strumento di potere in questo contesto. Il modo in cui le questioni sono presentate e discusse nei media, nelle assemblee legislative e nelle campagne elettorali può avere un impatto significativo sull&#8217;opinione pubblica e sulle politiche adottate dai governi.</p>



<p>Inoltre, il linguaggio politico spesso si concentra su ideologie, valori e identità, che possono essere altamente emotivi e influenzare l&#8217;opinione pubblica. <strong>La struttura del linguaggio politico spesso è polarizzante e binaria</strong>, cioè si presenta come un&#8217;alternativa tra due posizioni opposte, senza possibilità di sfumature. <strong>Questo tipo di linguaggio può portare all&#8217;accentuarsi delle divisioni nella società</strong>, in quanto induce le persone a scegliere tra due estremi piuttosto che considerare soluzioni alternative.</p>



<p><strong>In generale, il linguaggio politico è caratterizzato dalla manipolazione del significato.</strong> Le parole sono utilizzate per creare una narrazione che sostiene le posizioni politiche di un partito o di un gruppo di interesse. La manipolazione del linguaggio può essere sottile o evidente, ma il suo obiettivo è sempre quello di influenzare l&#8217;opinione pubblica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il potere delle parole nella comunicazione politica</h2>



<p>Il linguaggio utilizzato nella comunicazione politica è spesso studiato con attenzione per ottenere un determinato effetto. Le parole possono essere utilizzate per creare un&#8217;immagine positiva o negativa di un politico o di un partito politico. Ad esempio, il termine <strong>&#8220;riforma fiscale&#8221; può essere visto come positivo, poiché implica un cambiamento che potrebbe portare a una maggiore giustizia fiscale, mentre il termine &#8220;tasse più alte&#8221; può essere visto come negativo</strong>, poiché evoca l&#8217;idea di una maggiore pressione fiscale.</p>



<p><strong>Il modo in cui le questioni sono presentate può anche influenzare l&#8217;opinione pubblica</strong>. Ad esempio, la presentazione di una questione come un problema di sicurezza nazionale può portare a un sostegno più ampio rispetto alla presentazione della stessa questione come un problema economico. Il linguaggio può anche essere utilizzato per evocare emozioni e creare un senso di urgenza, ad esempio utilizzando parole come &#8220;<strong>crisi</strong>&#8221; o &#8220;<strong>emergenza</strong>&#8220;.</p>



<p>Il linguaggio politico può anche essere utilizzato per creare un senso di appartenenza o identità tra i sostenitori di un partito o di una posizione politica. Ad esempio, la parola &#8220;patriottismo&#8221; può essere utilizzata per creare un senso di unità tra i sostenitori di un partito politico, mentre la parola &#8220;tradimento&#8221; può essere utilizzata per creare una divisione tra chi sostiene e chi critica una posizione politica.</p>



<p><strong>In generale, il linguaggio politico mira a persuadere l&#8217;opinione pubblica e a creare un consenso intorno a una posizione politica</strong>. Tuttavia, questa manipolazione del linguaggio può anche portare a una comunicazione distorta e a una riduzione della complessità delle questioni politiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;uso del linguaggio per manipolare l&#8217;opinione pubblica</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p>Il linguaggio politico può essere utilizzato per manipolare l&#8217;opinione pubblica. Ad esempio, le parole possono essere utilizzate per <strong>creare un falso senso di urgenza o per esagerare un problema</strong>. Inoltre, il linguaggio può essere utilizzato per creare stereotipi o demonizzare un gruppo di persone, come ad esempio gli immigrati o i membri di una minoranza.</p>



<p>La manipolazione del linguaggio può anche essere utilizzata per nascondere la verità o per creare confusione. Ad esempio, l&#8217;uso di espressioni come &#8220;alternative facts&#8221; o &#8220;fake news&#8221; può essere utilizzato per giustificare informazioni false o fuorvianti e minare la fiducia nel giornalismo indipendente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo del linguaggio nelle campagne politiche</h2>



<p><strong>Il linguaggio gioca un ruolo cruciale nelle campagne politiche. </strong>Le parole utilizzate nella pubblicità elettorale, nei discorsi dei politici e nelle interviste possono fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Tuttavia, il linguaggio utilizzato nelle campagne politiche può anche essere altamente polarizzante e creare divisioni nella società.</p>



<p>Le campagne politiche spesso si concentrano sull&#8217;immagine dei candidati invece che sulle questioni politiche. Ad esempio, un candidato può essere presentato come &#8220;un uomo del popolo&#8221;, &#8220;un leader forte&#8221; o &#8220;un difensore dei diritti umani&#8221;. Questo tipo di presentazione può creare un&#8217;immagine positiva del candidato e influenzare l&#8217;opinione pubblica a suo favore.</p>



<p>Inoltre, il linguaggio utilizzato nelle campagne politiche può spesso essere aggressivo e polarizzante. Ad esempio, i candidati possono utilizzare termini come &#8220;nemici del popolo&#8221; o &#8220;traditori&#8221; per definire i loro avversari politici. Questo tipo di linguaggio può portare a una maggiore polarizzazione e divisione nella società.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impatto del linguaggio sul discorso politico</h2>



<p><strong>L&#8217;uso del linguaggio politico può influenzare il modo in cui le questioni sono discusse nella società.</strong> Il linguaggio può portare a una maggiore polarizzazione e divisione nella società, in quanto induce le persone a scegliere tra due posizioni opposte, senza possibilità di sfumature. Inoltre, il linguaggio può essere utilizzato per demonizzare un gruppo di persone o per creare stereotipi.</p>



<p>Inoltre, l&#8217;uso del linguaggio politico può portare a una riduzione della complessità delle questioni politiche. I<strong>l linguaggio spesso semplifica le questioni, presentandole come un&#8217;alternativa tra due posizioni opposte, senza possibilità di sfumature o di soluzioni alternative</strong>. Questo tipo di presentazione può portare a una comprensione superficiale delle questioni politiche e a una riduzione del dibattito pubblico.</p>



<p>L&#8217;uso del linguaggio politico può anche portare a una riduzione della fiducia nel governo e nei politici. L&#8217;uso di un linguaggio manipolativo o fuorviante può portare alla perdita della fiducia dell&#8217;opinione pubblica nel governo e nei politici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;etica dell&#8217;uso del linguaggio in politica</h2>



<p><strong>L&#8217;uso del linguaggio politico può sollevare questioni etiche. </strong>Ad esempio, l&#8217;uso di un linguaggio manipolativo o fuorviante può essere considerato disonesto. Inoltre, l&#8217;uso del linguaggio polarizzante può portare a una maggiore divisione nella società.</p>



<p>In generale, l&#8217;etica dell&#8217;uso del linguaggio in politica dipende dall&#8217;intento con cui viene utilizzato. Se il linguaggio viene utilizzato per creare un consenso intorno a una posizione politica, senza manipolazioni o esagerazioni, allora può essere considerato etico. Tuttavia, se il linguaggio viene utilizzato per manipolare l&#8217;opinione pubblica o per demonizzare un gruppo di persone, allora può essere considerato disonesto e polarizzante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esempi dell&#8217;uso del linguaggio in politica</h2>



<p>Ci sono numerosi esempi dell&#8217;uso del linguaggio in politica. Ad esempio, la parola &#8220;terrore&#8221; è stata utilizzata per giustificare la guerra al terrorismo, portando a una riduzione dei diritti civili e delle libertà individuali. Inoltre, la parola &#8220;fake news&#8221; è stata utilizzata per delegittimare informazioni che non sono favorevoli a un determinato candidato o partito politico.</p>



<p><strong>Inoltre, il linguaggio politico può essere utilizzato per creare un senso di appartenenza o identità tra i sostenitori di un partito o di una posizione politica</strong>. Ad esempio, la parola &#8220;patriottismo&#8221; può essere utilizzata per creare un senso di unità tra i sostenitori di un partito politico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro del linguaggio nella comunicazione politica</h2>



<p>Il futuro del linguaggio nella comunicazione politica dipende dalla capacità della società di riconoscere l&#8217;importanza del linguaggio nelle questioni politiche. Se la società riconosce il potere delle parole e la loro capacità di influenzare l&#8217;opinione pubblica, allora il linguaggio politico potrebbe diventare più trasparente e onesto.</p>



<p><strong>Inoltre, la tecnologia potrebbe avere un impatto significativo sulla comunicazione politica nel futuro.</strong> Ad esempio, l&#8217;intelligenza artificiale potrebbe essere utilizzata per analizzare il linguaggio utilizzato nella comunicazione politica e per identificare la manipolazione del linguaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>In conclusione, <strong>il linguaggio gioca un ruolo centrale nella politica e nella comunicazione politica.</strong> Le parole possono influenzare l&#8217;opinione pubblica, plasmare le politiche e determinare l&#8217;esito delle elezioni. Tuttavia, il linguaggio politico può anche essere manipolativo e polarizzante, portando a una maggiore divisione nella società. È importante che la società riconosca il potere delle parole e la loro capacità di influenzare l&#8217;opinione pubblica in modo da promuovere una comunicazione politica più trasparente e onesta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il linguaggio politico e l&#8217;intelligenza artificiale</h2>



<p><strong>Questo post è stato scritto grazie al contributo dell&#8217;Intelligenza artificiale e successivamente editato sia dal punto di vista stilistico che dal punto di vista dei contenuti.</strong> Un mio parere sul contenuto? Si tratta di un <strong>riassunto</strong>, a volte ripetitivo (ma frutto di chiare ricerche online del motore AI), <strong>non banale ma nemmeno iper profondo</strong>, sempre comunque utile a farsi un&#8217;idea generale della tematica, e sollevare interrogativi e domande chiave sul ruolo del linguaggio nella comunicazione politica.</p>



<p><br></p>
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		<title>Le storie più belle</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 18:34:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quali sono le storie più avvincenti? Su Netflix, ad esempio, sono quelle che vengono aggiornate ogni settimana con un nuovo episodio. Non quelle riversate lì tutte ad una volta, permettendoti l&#8217;ubriachezza di una scorpacciata notturna che però, alla fine, lascia vuoti. Stesso discorso per Facebook, le storie più avvincenti sono quelle create dai post e [&#8230;]</p>
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<p class="has-drop-cap">Quali sono le storie più avvincenti? Su Netflix, ad esempio, sono quelle che vengono aggiornate ogni settimana con un nuovo episodio. <br>Non quelle riversate lì tutte ad una volta, permettendoti l&#8217;ubriachezza di una scorpacciata notturna che però, alla fine, lascia vuoti. <br></p>



<p>Stesso discorso per Facebook, le storie più avvincenti sono quelle create dai post e dagli aggiornamenti degli amici e dei contatti che poco a poco passano a destra, giustificando il tutto, prima di tutto a se stessi, con mirabolanti e complicate argomentazioni. <br>Come su Netflix però sei piacevolmente costretto ad attendere le varie puntate: da qui la bellezza e l&#8217;intrattenimento, non conoscendo in questo caso né il numero di episodi previsto né il vero finale, da qui la suspence e le unghie mangiate. È un vero piacere, fateci caso, rintracciare in quei lunghissimi post piccoli segnali argomentativi, che post dopo post, settimana dopo settimana, si fanno sempre più importanti, più chiari, più definiti. </p>



<p>Storie che finiscono spesso con un finale bellissimo: &#8220;&#8230;non sono passato a destra, ho solo aperto la mente alla realtà, ora rivedo la mia vita, e il mio futuro, in modo diverso. Diverso da come tanti sapientoni della sinistra (quella con la s minuscola perché la Sinistra è un&#8217;altra cosa, e non esiste più) mi hanno fatto credere in tutti questi anni&#8221;. Attenzione, &#8220;la Sinistra è un&#8217;altra cosa&#8221;, no un&#8217;altra persona, delle altre persone, delle altre logiche di comunità. &#8220;La Sinistra è un&#8217;altra cosa, fosse quella me la terrei ancora stretta. Non avete saputo mantenerla? Io apro la mente&#8221; (e voto a destra, ma &#8220;non sono di destra&#8221;).</p>



<p>Queste storie, le più belle, finiscono spesso con un finale bellissimo, dicevo, ma ti obbligano a seguire tutte le puntate, proprio per non perderti questa lotta intestina tra il cosa si sa, oramai, di essere, e il come comunicarlo al mondo.<br><br>Poi ci sono quelle o quelli che a destra ci passano velocemente, tutto in una volta, come una serie riversata per intero su una piattaforma. Ne conosci già il finale e francamente tendi a perdere interesse per la storia. Spesso sono serie viste e riviste, &#8220;vecchie&#8221;, senza appeal. E le lasci perdere. O spesso sono serie in cui magari ci hai creduto ma, per qualche motivo che ancora non comprendi, finiscono subito.</p>



<p>Come quando, ancora alla prima stagione di &#8220;The man high castle&#8221;, ho visto per errore l&#8217;ultimo episodio dell&#8217;ultima stagione. Dopo una prima mezz&#8217;ora, dove non ci ho capito nulla e mi sarò chiesto mille volte su come fosse stato possibile passare così velocemente ad un finale&#8230; l&#8217;epifania, la scoperta del fraintendimento, la perdita totale di interesse per tutte quelle decine di episodi diventati inutili in pochissimo tempo. </p>



<p>Le storie più belle sono quelle che ti tengono lì, in attesa del nuovo episodio. Vorremmo non finissero mai. Ma anche queste finiscono, e ne ricordi solo il finale, amaro. Ma che bello seguirne le sfumature!</p>
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		<title>Questi zozzoni che buttano le sigarette sui binari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lucio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2018 10:53:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Comunicazione politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, rientrando a Roma, un&#8217;immagine stupenda e surreale mi ha fatto riflettere su cosa siamo diventati. Sceso dal treno carico di valigie, borse, buste e una pala di Opuntia che proverò a far sopravvivere nella Capitale, mi sono trattenuto più del dovuto sui binari nel tentativo di trovare l&#8217;incastro giusto per mettermi in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, rientrando a Roma, un&#8217;immagine stupenda e surreale mi ha fatto riflettere su cosa siamo diventati.<br />
Sceso dal treno carico di valigie, borse, buste e una pala di Opuntia che proverò a far sopravvivere nella Capitale, mi sono trattenuto più del dovuto sui binari nel tentativo di trovare l&#8217;incastro giusto per mettermi in marcia, dopo 6 ore di treno mattutino in un vagone popolato da un&#8217;allegra gita scolastica.</p>
<p>Mi volto e noto una madre intenta nel  far fare pipì al proprio bambino, un piccolo ometto sui 4 anni. Abbassati i pantaloni, spalle ai distributori automatici di acqua e tramezzini, il bagno perfetto è proprio lì proprio sui binari, in quel piccolo spazio che divide il treno, intanto fermo e sbuffante, dal marciapiede.</p>
<p>Il padre mi osservava, con uno sguardo minaccioso, pronto a rispondere in mal modo a qualsiasi mio commento, ma questa è un&#8217;altra storia. Il bambino, che colpe non ne ha, trovava finalmente sfogo al proprio pianto mentre la madre, sfogando lei tutta la propria indignazione, sanciva:</p>
<blockquote>
<h2>&#8220;Ma guarda sti zozzoni che buttano le sigarette sui binari, mica è un portacenere!&#8221;</h2>
</blockquote>
<p>Ci ho messo un poco a elaborare la scena, troppi input nello stesso momento: sguardo del padre, sversamenti sui binari, ecologismo della madre, menefreghismo di chi si trovava sfortunatamente a passare, la mia sigaretta che si consumava sempre più lentamente, il pentimento immediato per aver trovato una pessima nuova casa a quella povera Opunzia.</p>
<p>È con questa mentalità, sempre più libera di esprimersi, che abbiamo a che fare. È con queste frasi, a cui è impossibile controbattere senza entrare in una spirale di insulti, risposte piccate e &#8220;E allora gli altri?&#8221; che dobbiamo confrontarci.</p>
<p>In pochi secondi ho avuto davanti agli occhi la metafora di quello che siamo diventati, e dell&#8217;impossibilità di attivare e figuriamoci disegnare una contro narrativa, una via pacifica e condivisa di analizzare e confrontarsi con la realtà, la società, la convivenza, il futuro. Siamo davanti a un &#8220;liberi tutti&#8221; spaventoso, che vede nel solo voto l&#8217;affermazione e la cementificazione di una maggioranza rumorosa ma atomizzata e lasciata sola, senza nessuna prospettiva e visione. Il voto del singolo come firma su un ipotetico nuovo contratto sociale, un timbro ufficiale sul &#8220;trova pure la tua scorciatoia personale, giustificala con cosa credi, tanto nessuno potrà mai dirti nulla&#8221;.</p>
<p>Quello che siamo stati non potremo cambiarlo, quello che siamo non possiamo che osservarlo, quello che saremo ci sta sfuggendo di mano, o forse ci è già sfuggito.</p>
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		<title>Dai diamanti non nasce niente, dai dati nascono i fiori</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2018 14:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione on line]]></category>
		<category><![CDATA[Reti sociali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È tutto un rincorrersi tra legislatori e grandi imprese del web. Al centro della contesa i nostri dati, come vengono acquisiti, come vengono trattati, come vengono passati di mano. Una storia di ghigliottine e di mancanza di  visione, di parrocchie e di caffè non acquistati in preda ad atroci dubbi.</p>
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<p>La più importante sarà sicuramente il <strong>nuovo sistema di controllo della privacy degli utenti chiamato &#8220;<a href="https://www.facebook.com/zuck/posts/10104899855107881" target="_blank" rel="noopener">Clear History</a>&#8220;</strong>, grazie al quale ognuno di noi potrà, in qualsiasi momento, cancellare completamente tutte le informazioni su gusti, preferenze, esperienze d&#8217;acquisto, like che ha ceduto poco a poco, click dopo click, a Facebook.</p>
<p>In questi giorni avrete inoltre sicuramente notato, su Facebook ma anche su Instagram (e su vari altri portali e social network), la comparsa di un banner di accettazione di modifiche varie nella policy e nella gestione della privacy. E avrete cliccato su ok senza pensarci troppo, che vuoi che sia.<br />
Tutto molto bello vero? Beh, quasi.</p>
<h2><strong>Perché tutto questo &#8220;Rinascimento&#8221; della trasparenza sui diritti degli utenti dei servizi web?</strong></h2>
<p><strong>Siamo usciti dal medioevo della privacy mordi e fuggi, per entrare nel rinascimento della consapevolezza.</strong> I nostri dati valgono, fanno girare l&#8217;economia, vengono ceduti senza pensarci due volte al primo servizio che li richiede in cambio di un servizio utile e gratuito. Le ondate di polemiche, le milioni di voci indignate di questi mesi hanno contribuito a rendere mediamente più informata un&#8217;opinione pubblica così ignorante e incazzosa da richiedere a gran voce, e con estrema velocità, modifiche strutturali alle logiche commerciali del web, da pretendere la ghigliottina nella pubblica piazza.</p>
<p>Un&#8217;opinione pubblica così convinta della propria ritrovata forza che per manifestarla firma centinaia di migliaia di petizioni sulle piattaforme dedicate (che acquisiscono e rivendono ogni singolo dato dei firmatari), che cambia l&#8217;avatar del proprio profilo per rispondere con la dovuta forza all&#8217;ennesimo attentato terroristico o calcistico, che ripudia le pubblicità installando ad-block mentre venera l&#8217;ennesimo post su Instagram di influencer (&#8220;sono come noi&#8221;) belli e giovani, influencer che oggi provano un nuovo tè, domani un servizio di consegna a domicilio, dopodomani una bella Spa durante un meraviglioso e ben illuminato blog trip in Umbria (#nofilter). Su questo ultimo fenomeno, chiaramente pubblicitario, è intervenuto con la dovuta forza il legislatore, nelle vesti dell&#8217;Autorità per Garante per la Concorrenza ed il Mercato, imponendo (con delle lettere di<em> moral suasion</em>) la <a href="http://www.agcm.it/stampa/comunicati/8853-antitrust-su-influencer-marketing-la-pubblicit%C3%A0-deve-essere-sempre-trasparente.html" target="_blank" rel="noopener">chiara esplicitazione del carattere pubblicitario di questa tipologia di post</a>: <strong>tutto risolto con un chiaro e durissimo tag #Ad o #Adv. </strong>Potete smontare le ghigliottine.</p>
<p>L&#8217;opinione pubblica, dicevo, ha richiesto a gran voce un definitivo e appropriato spargimento di sangue, e le modifiche alle piattaforme web sono arrivate, a grande velocità. Modifiche che, trasferendo tutto l&#8217;onere e l&#8217;onore sul &#8220;consumatore&#8221;, hanno reso felici proprio tutti. Il legislatore, che ha &#8220;obbligato&#8221; in tempi rapidissimi i grandi del web ad ammettere le proprie &#8220;colpe&#8221; e offrire uno strumento agli utenti per sanarle, e gli utenti stessi, che non credendo più al ruolo della politica e della società organizzata, sono ben felici di gestire in prima persona la propria privacy.</p>
<blockquote><p><strong>Corollario:</strong> il 25 maggio 2018 entrerà in vigore il <strong>nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati degli utenti</strong>, il temibile <strong><a href="http://www.garanteprivacy.it/regolamentoue" target="_blank" rel="noopener">RGPD</a>, </strong>causa compartecipata di molte delle richieste di modifiche delle policy che vi stanno disturbando la navigazione in questi giorni. Eroici, ed è la prima volta che non uso ironia.</p></blockquote>
<h2><strong>Un esempio: perché cancellare la nostra storia su Facebook potrebbe convernire prima di tutto a Facebook?</strong></h2>
<p>Quando la politica (o le politiche) non viene più ascoltata, non è più investita da autorità, non sa guidare o si lascia guidare dagli umori momentanei e altalenanti dell&#8217;opinione pubblica, non ha gli strumenti o le competenze per affrontare i problemi di una società in continua evoluzione, succede che <strong>vince il mercato non regolato. A mani basse e con il sorrisetto in viso, e anche a ragione.</strong></p>
<p><strong>I dati personali esistono perché esiste la società.</strong> I nostri dati anagrafici, la storia delle nostre famiglie, sono sempre stati conservati nelle istituzioni più autorevoli della società, istituzioni che, per convenzione o patto sociale, tutti nel tempo abbiamo deciso di riconoscere per evitare il caos. Ed è per questo che i registri civili erano un tempo tenuti ed aggiornati dalle singole parrocchie dei singoli villaggi e Comuni, quando ancora non esisteva uno Stato, per poi passare in mano di chi, volta per volta, abbiamo scelto &#8220;ordinasse&#8221; la nostra convivenza civile e sociale. Ogni Stato che si rispetti e che voglia preservarsi ha l&#8217;obbligo, l&#8217;onere e l&#8217;onore, di custodire e regolare l&#8217;accesso ai dati dei propri cittadini, nell&#8217;interesse di tutti. <strong>I dati, lo sono sempre stati ma ora è evidente a tutti, rappresentano una risorsa strategica fondamentale per la sopravvivenza di ogni società.</strong> E come tale devono essere protetti. Ci rappresentano in Rete e non, rendono tangibile il nostro &#8220;diritto di esistere&#8221;. Ne ho già parlato in un post precedente, riguardante i rischi e le opportunità della nuova <a href="https://www.luciocolavero.com/qualche-domanda-sulla-cittadinanza-digitale/" target="_blank" rel="noopener">Cittadinanza Digitale</a>.</p>
<p>Ogni tanto mi lascio prendere, ritorno su Facebook. La possibilità che ci verrà offerta di cancellare tutta la nostra storia di navigazione sul social network, funzione che già esiste per i browser, è sicuramente una garanzie per l&#8217;utente ma potrebbe essere interpretata come un meraviglioso modo di adeguarsi alle richieste, zoppe, delle istituzioni e far felici i consumatori che potranno così smontare di nuovo la ghigliottina dalla pubblica piazza.</p>
<p>Pulire la nostra storia di navigazione permette a Facebook di lavorare meglio e in maniera più precisa con i vostri futuri dati, quelli più aggiornati, più veritieri.</p>
<blockquote><p><b>Come posso capire come ti vesti oggi, e quindi suggerirti un acquisto mirato, se guardando nel tuo armadio trovo tutto ciò che hai indossato negli ultimi 5-7 anni?</b></p></blockquote>
<p>Se io cancellassi in questo momento tutto il mio storico di navigazione di Facebook cancellerei una mole di informazioni enorme ma allo stesso tempo antica e stratificata su interessi e &#8220;targettizzazioni&#8221; non più coerenti con ciò che sono ora. Cancellerei dati su gusti e umori di 10 anni fa, quando esistevano e pubblicavo aggiornamenti su prodotti e mode oramai in disuso. Allo stesso tempo, continuando a utilizzare Facebook, reinizierei a fornirgli informazioni e dati sui miei gusti, su come la penso e cosa faccio, aggiornatissimi e validissimi, freschi e appetibili dalle ditte che su Facebook si pubblicizzano (che spesso pubblicizzo io stesso).</p>
<p>Sarebbero dati più utili e coerenti, che magari porterebbero maggiori conversioni agli advertisers e quindi maggiori profitti e che, perché no, potrebbero quindi essere offerti ad un prezzo superiore o garantire comunque alla piattaforma maggiore affidabilità e quindi maggiore investimento in pubblicità. <strong>Sono tutte ipotesi, ma sono tutte logiche.</strong></p>
<h2><strong>Perché lo Stato non si riprende quel che è suo?</strong></h2>
<p>I dati ci appartengono e giustamente in una logica di mercato <strong>i nostri gusti e i nostri interessi viaggiano e vengono condivisi da quando esiste il marketing.</strong> I database di profilazione si possono acquistare in Rete con poche centinaia di euro, e sono alimentati da utenti più o meno informati e consapevoli che decidono di spuntare le famose opzioni di accettazione durante la registrazione ai servizi più disparati. A volte scoppia qualche scandalo su un&#8217;<a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/software_app/2017/08/28/sarahah-raccoglie-i-dati-della-rubrica_daf45a2f-8e03-4a4a-9651-eba9513ac39d.html" target="_blank" rel="noopener">applicazione che si è appropriata dei nostri dati</a> in maniera più o meno fraudolenta, a volte ci scandalizziamo su come mai quella determinata marca di caffè continua a comparirci in ogni sito che visitiamo dopo che non ne abbiamo completato, avvolti da terribili dubbi, l&#8217;acquisto di un pacchetto su Amazon. <strong>Tutto regolare, fa tutto parte del gioco a cui abbiamo deciso di partecipare.</strong></p>
<p>A volte però questo sottile equilibrio tra navigare liberamente, ringraziando i centinaia di servizi gratuiti che risolvono i piccoli problemi e le piccole necessità del giorno a giorno, e cedere le nostre informazioni senza rendercene del tutto conto rischia di rompersi a favore di chi nel libero mercato ha trovato il modo di muoversi un po&#8217; troppo liberamente, a discapito di tutti gli utenti, della concorrenza, di tutti i cittadini e i consumatori, dei nostri dati usciti dalle parrocchie. <strong>A mantenere in perfetto equilibrio questo sistema, evitando abusi e allo stesso tempo favorendo le logiche del mercato, deve essere il Pubblico</strong>, devono essere professionalità, osservatori, accordi e strumenti pensati e messi all&#8217;opera per l&#8217;interesse di tutti, con una chiara visione a lungo termine.<br />
Siamo davanti alla battaglia del secolo, fino all&#8217;ultimo cookie.</p>
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		<title>“The reality is that my Twitter account is a Times account&#8221;. La nuova social media policy interna del New York Times</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 16:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione on line]]></category>
		<category><![CDATA[Reti sociali]]></category>
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		<category><![CDATA[New York Times]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il New York Times ha aggiornato la social media policy interna, le regole di comportamento per gli account social personali dei propri giornalisti. C'entra Trump.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luciocolavero.com/social-media-policy-interna-new-york-times/">“The reality is that my Twitter account is a Times account&#8221;. La nuova social media policy interna del New York Times</a> proviene da <a href="https://www.luciocolavero.com">Lucio Colavero</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="3449" data-permalink="https://www.luciocolavero.com/social-media-policy-interna-new-york-times/social-policy-interna-new-york-times/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2017/10/social-policy-interna-new-york-times.jpg?fit=900%2C536&amp;ssl=1" data-orig-size="900,536" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="social policy interna new york times" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2017/10/social-policy-interna-new-york-times.jpg?fit=410%2C244&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2017/10/social-policy-interna-new-york-times.jpg?fit=800%2C476&amp;ssl=1" class="aligncenter size-full wp-image-3449" src="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2017/10/social-policy-interna-new-york-times.jpg?resize=800%2C476&#038;ssl=1" alt="" width="800" height="476" srcset="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2017/10/social-policy-interna-new-york-times.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2017/10/social-policy-interna-new-york-times.jpg?resize=410%2C244&amp;ssl=1 410w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2017/10/social-policy-interna-new-york-times.jpg?resize=768%2C457&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2017/10/social-policy-interna-new-york-times.jpg?resize=820%2C488&amp;ssl=1 820w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Il<strong> New York Times</strong> ha da poco <strong>aggiornato la propria Social Media Policy interna</strong>, comunicandolo ai propri lettori con un lungo e dettagliato articolo.</p>
<h2>Cosa è una Social Media Policy interna?</h2>
<p>Una<strong> social media policy non è altro che un documento</strong> che ufficializza nero su bianco le<strong> regole di comportamento</strong> e il flusso di lavoro di un&#8217;istituzione, impresa o ente sui social network. Quando esterna, disciplina cose come orari di attenzione al pubblico e regole base di moderazione dei canali social interessati. <strong>Una social media policy interna </strong><strong>disciplina al contrario il comportamento dei lavoratori e dei dipendenti</strong> di un&#8217;impresa, un&#8217;istituzione, un ente al momento di comunicare e interagire sui social <strong>dai propri account personali sui social network.</strong></p>
<h2>Da cosa nasce la nuova Social Media Policy interna del New York Times?</h2>
<p>Il New York Times la butta là, citando<strong> Peter Beker</strong>, il principale corrispondente del NYT dalla Casa Bianca:</p>
<blockquote><p>“It’s important to remember that <strong>tweets about President Trump by our reporters and editors are taken as a statement from The New York Times as an institution</strong>, even if posted by those who do not cover him. The White House doesn’t make a distinction. In this charged environment, we all need to be in this together”.</p></blockquote>
<p><strong>Cosa è successo?</strong> Dei tweet d&#8217;opinione sul Presidente Trump, inviati dagli account personali dei corrispondenti del Times (anche se non direttamente coinvolti nella copertura della presidenza), sono stati interpretati dalla Casa Bianca come opinione ufficiale del quotidiano statunitense. Bel guaio.</p>
<h2>Cosa c&#8217;è nella nuova Social Media Policy Interna del NY Times?</h2>
<p>Non si sa, ma se ne conosce un riassunto discorsivo pubblicato nel sito web del quotidiano, trovate il link in basso. Ecco i principali punti:</p>
<ul>
<li><strong>La policy riguarda tutti i giornalisti</strong>, non solo i giornalisti impegnati con la copertura della politica e delle istituzioni;</li>
<li>Non pubblicate sui vostri profili social<strong> opinioni di parte</strong>, promuovendo punti di vista politici, appoggiando candidati, facendo commenti offensivi o qualsiasi cosa che danneggi la reputazione giornalistica del quotidiano;</li>
<li>Fate particolarmente attenzione a <strong>non prendere apertamente posizione</strong> su notizie che lo stesso Times sta cercando di seguire in maniera oggettiva e distante;</li>
<li><strong>Non esistono profili privati</strong>, ogni traccia e giudizio espresso negli account social di chi lavora al New York Times è in qualche modo di dominio pubblico (non scappa nemmeno Snapchat!) e potrebbe macchiare la reputazione del giornale;</li>
<li><strong>Non fate da &#8220;costumer care&#8221; del giornale </strong>dai vostri profili pubblici (che la gente si rivolga ai profili ufficiali insomma);</li>
<li>Fate <strong>attenzione</strong> quando vi iscrivete a <strong>gruppi social, segreti o meno che siano,</strong> dove si difendano posizioni politicamente di parte.</li>
<li><strong>Trattate sempre chiunque con rispetto</strong>. Se si viene criticati per un articolo o un post, pensate prima di rispondere: forse chi attacca non ha letto bene (o per niente) l&#8217;articolo in questione;</li>
<li><strong>Se le critiche diventano pesanti, o aggressive, meglio non rispondere</strong>. Potete bloccare o &#8220;rendere muti&#8221; i profili di utenti particolarmente aggressivi, ma non a fronte di semplici critiche su ciò che scrivete;</li>
<li><strong>In caso di minacce</strong>, avvertite sempre la redazione. Il NYT protegge la sicurezza dei propri giornalisti;</li>
<li><strong>La forza dei social media</strong> applicata al giornalismo è tutta nella bellezza del <strong>&#8220;qui ed ora&#8221;</strong>: meglio se il primo sforzo comunicativo in caso di scoop o avvenimenti live venga convogliato sui canali social ufficiali del New York Times e non sui profili personali dei singoli giornalisti. In ogni caso sempre meglio chiedere il parere del proprio responsabile;</li>
<li><strong>Siate trasparenti</strong>. Se cancellate un post per un errore o una imprecisione, specificatelo sempre nel messaggio successivo;</li>
<li>In caso di link ad altri media, <strong>cercate di essere</strong> <strong>imparziali e informare su varie posizioni.</strong> I lettori potrebbero altrimenti credervi di parte;</li>
<li><strong>Attenzione a condividere notizie o scoop da altre fonti non verificate</strong> dal NYT. I vostri fan/followers potrebbero credere che si tratti della posizione ufficiale del giornale;</li>
<li><strong>Sperimentate</strong> pure con le piattaforme, con le modalità di linguaggio e di espressione sui social. Specialmente se poi questi esperimenti si potranno tramutare in nuove modalità di storytelling del New York Times;</li>
</ul>
<h2>Cinque domande da farsi prima di pubblicare sui social network, sempre</h2>
<p>L&#8217;articolo si conclude con 5 meravigliose pillole, 5 domande che tutti dovremmo farci (ovviamente adattandole al nostro lavoro e alla nostra posizione professionale) prima di pubblicare qualcosa sui propri account social personali:</p>
<ol>
<li>Pubblicheresti qualcosa di simile direttamente sul New York Times?</li>
<li>Chi leggerà il tuo post avrà motivi per chiedersi se sei di parte?</li>
<li>Chi legge i tuoi post sui social potrà avere qualche ragione per dubitare dell&#8217;imparzialità del New York Times?</li>
<li>Il tuo post potrà ostacolare la capacità dei tuoi colleghi di svolgere con efficacia il proprio lavoro?</li>
<li>Chi spulcia nei tuoi feed, inclusi retweet e condivisioni, si potrà porre delle domande sulla tua imparzialità durante il tuo lavoro di giornalista?</li>
</ol>
<p><a href="https://twitter.com/maggienyt" target="_blank" rel="noopener">Maggie Haberman</a>, giornalista del NYT, chiude con una riflessione anche troppo chiara:</p>
<p><em>Prima di pubblicare chiediti:</em></p>
<ul>
<li><em>stai pubblicando qualcosa che debba essere detto?</em></li>
<li><em>stai pubblicando qualcosa che debba essere detto, da te?</em></li>
<li><em>stai pubblicando qualcosa che debba essere detto, da te, proprio adesso?</em></li>
</ul>
<p><em>Se la risposta a una di queste tre domande è no, meglio lasciar perdere.</em></p>
<h2>Ma non saranno troppo aggressivi? Non si limita la libertà dei giornalisti?</h2>
<p>L&#8217;articolo risponde in maniera abbastanza precisa, citando una frase di un altro corrispondente, <a href="https://twitter.com/nickconfessore" target="_blank" rel="noopener">Nick Confessore</a>:</p>
<p><em><strong>La verità è che il mio account Twitter è un account del Times</strong>. Il Times non lo controlla, ma si rende responsabile per quello che pubblico o che compare nel mio feed. Il lettore tipo infatti considera i miei account come un&#8217;estensione dei canali social ufficiali del Times e del giornale, piaccia o non piaccia. Credo che tutti noi del Times abbracceremo questa logica come il prezzo da pagare per poter lavorare in un&#8217;importante media come questo. E per essere corretti, se il mio account twitter è così popolato lo devo specialmente al mio lavoro al Times.</em></p>
<p><strong>Punto, game, set.</strong> E bravo il New York Times per aver <a href="https://www.nytimes.com/2017/10/13/reader-center/social-media-guidelines.html?partner=rss&amp;emc=rss" target="_blank" rel="noopener">pubblicato l&#8217;articolo</a> (che ho tradotto non alla lettera), prima che la nuova ed aggiornata policy venisse fuori in altri modi: sempre meglio definirsi prima di essere definiti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luciocolavero.com/social-media-policy-interna-new-york-times/">“The reality is that my Twitter account is a Times account&#8221;. La nuova social media policy interna del New York Times</a> proviene da <a href="https://www.luciocolavero.com">Lucio Colavero</a>.</p>
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		<title>#iovotoSì contro #iovotoNO. Come stanno andando gli hashtag del Referendum del 4 dicembre?</title>
		<link>https://www.luciocolavero.com/iovotosi-iovotono-analisi-hashtag-referendum-4-dicembre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[lucio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 13:45:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[iovotono]]></category>
		<category><![CDATA[iovotosì]]></category>
		<category><![CDATA[referendum 4 dicembre]]></category>
		<category><![CDATA[referendum costituzionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un'analisi degli hashtag #ioVotosì e #ioVotoNo per il Referendum Costituzionale del 4 dicembre: andamento, crescita, viralità, reach. Dati ricavati da un monitoraggio automatico dell'andamento su Twitter delle due campagne, i grafici si aggiornano da soli ogni 5 minuti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luciocolavero.com/iovotosi-iovotono-analisi-hashtag-referendum-4-dicembre/">#iovotoSì contro #iovotoNO. Come stanno andando gli hashtag del Referendum del 4 dicembre?</a> proviene da <a href="https://www.luciocolavero.com">Lucio Colavero</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="3414" data-permalink="https://www.luciocolavero.com/iovotosi-iovotono-analisi-hashtag-referendum-4-dicembre/facebook-linked_image___gli-hashtag-del6/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/11/facebook-Linked_Image___Gli-hashtag-del6.jpg?fit=1024%2C536&amp;ssl=1" data-orig-size="1024,536" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="facebook-linked_image___gli-hashtag-del6" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/11/facebook-Linked_Image___Gli-hashtag-del6.jpg?fit=410%2C215&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/11/facebook-Linked_Image___Gli-hashtag-del6.jpg?fit=800%2C419&amp;ssl=1" class="aligncenter size-full wp-image-3414" src="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/11/facebook-Linked_Image___Gli-hashtag-del6.jpg?resize=800%2C419" alt="facebook-linked_image___gli-hashtag-del6" width="800" height="419" srcset="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/11/facebook-Linked_Image___Gli-hashtag-del6.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/11/facebook-Linked_Image___Gli-hashtag-del6.jpg?resize=410%2C215&amp;ssl=1 410w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/11/facebook-Linked_Image___Gli-hashtag-del6.jpg?resize=768%2C402&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/11/facebook-Linked_Image___Gli-hashtag-del6.jpg?resize=820%2C429&amp;ssl=1 820w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Nella pazzia generale di questi giorni di propaganda e trincea in vista del <strong>Referendum costituzionale del 4 dicembre</strong>, torniamo un attimo sui numeri per capire <strong>come si stanno confrontando i due schieramenti su Twitter. </strong>Quale hashtag sta &#8220;viaggiando&#8221; di più? Quale è più virale? Come si evolvono le campagne nel tempo?</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Gli hashtag ufficiali (approvati e &#8220;brandizzati&#8221; da Twitter) per il Referendum costituzionale del 4 dicembre</strong></h2>
<p style="text-align: left;">Attivato un monitoraggio, filtrati i dati, automatizzato un po&#8217; tutto, ecco qualche grafico riassuntivo della logorante guerra di posizione delle fazioni del <strong>#iovotoSì (e #bastaunsì) e #iovotoNo</strong>. Ho iniziato a raccogliere i dati dal 16 novembre e, al momento che scrivo, si viaggia sui 100 Tweet sul No e 75 sul Sì, ogni 5 minuti. I dati si aggiornano in automatico con la stessa frequenza, quindi il post viaggerà da solo fino alla data della consultazione. Tornate ogni tanto!</p>
<h2 style="text-align: center;">Il dato assoluto: numero di Tweet (nuovi o usati)</h2>
<p>Quanti tweet, Retweet, risposte ci sono state per ognuno dei due fronti? Nel calcolo entrano anche i Retweet, come i tweet inviati da uno stesso utente. A livello di diffusione, infatti, conta il numero di messaggi che ha &#8220;viaggiato&#8221; su Twitter. Nella propaganda non c&#8217;è tempo per fermarsi a pensare, si retwitta.</p>
<p align="center"><iframe src="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1mU0IlffSizR94uG21XuoFSmobEUz_ViMW8VIEmzxzHk/pubchart?oid=426785821&amp;format=interactive" width="600" height="371" frameborder="0" scrolling="no" seamless=""></iframe></p>
<h2 style="text-align: center;">Il rapporto di forze, in percentuale</h2>
<p>La percentuale dei tweet a favore del no e di quelli a favore del sì per il Referendum Costituzionale del 4 dicembre.</p>
<p align="center"><iframe src="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1mU0IlffSizR94uG21XuoFSmobEUz_ViMW8VIEmzxzHk/pubchart?oid=81797351&amp;format=interactive" width="600" height="371" frameborder="0" scrolling="no" seamless=""></iframe></p>
<h2 style="text-align: center;">L&#8217;andamento giornaliero</h2>
<p>Come si stanno sviluppando le campagne opposte, giorno per giorno? Ci sono stati dei picchi per uno dei due fronti? Una crescita naturale? Qualcosa di anomalo?</p>
<p align="center"><iframe src="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1mU0IlffSizR94uG21XuoFSmobEUz_ViMW8VIEmzxzHk/pubchart?oid=1864761409&amp;format=interactive" width="600" height="371" frameborder="0" scrolling="no" seamless=""></iframe></p>
<h2 style="text-align: center;">Le visualizzazioni potenziali</h2>
<p>Ovviamente 100 tweet lanciati da utenti con un numero di followers medio molto basso non raggiungono la visibilità di un tweet inviato da un &#8220;influencer&#8221; dalle centinaia di migliaia di followers. Sommando quindi il numero di followers di ogni singolo utente di ogni singolo tweet coinvolto nelle conversazioni sul Referendum Costituzionale del 4 dicembre otteniamo un rapporto di forza più oggettivo sulla &#8220;<strong>potenza di fuoco&#8221; dei due schieramenti</strong>: il numero potenziale di visualizzazioni dei tweet delle due campagne contrapposte.</p>
<p align="center"><iframe src="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1mU0IlffSizR94uG21XuoFSmobEUz_ViMW8VIEmzxzHk/pubchart?oid=1340368374&amp;format=interactive" width="600" height="371" frameborder="0" scrolling="no" seamless=""></iframe></p>
<h2 style="text-align: center;">La potenza di fuoco</h2>
<p>Mentre scrivevo il paragrafo qui sopra ho pensato che sarebbe anche interessante studiare la differenza tra &#8220;Potenza di fuoco&#8221;, il grafico qui in basso, e &#8220;Rapporto di forze in percentuale&#8221;, tre grafici fa.</p>
<p>Le percentuali qui in basso sono ricavate sommando tutte le visualizzazioni potenziali del fronte del sì e quelle del fronte del no, e mettendo i risultati in percentuale sul totale.</p>
<p><strong>Cosa ci fa capire? Dove sono &#8220;posizionati&#8221; gli influencer</strong> (gli account seguiti da molte persone, per qualsiasi motivo). Quindi se la differenza tra i due schieramenti fosse più marcata qui sotto che tre grafici fa, vorrà dire che i tweet del fronte con più tweet in numero assoluto saranno stati anche di &#8220;peso&#8221; maggiore, se invece la differenza fosse meno accentuata, o addirittura si notasse un capovolgimento della situazione, vorrà dire che il fronte con meno tweet può però contare con utenti di maggior &#8220;qualità&#8221;, o peso.</p>
<p align="center"><iframe src="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1mU0IlffSizR94uG21XuoFSmobEUz_ViMW8VIEmzxzHk/pubchart?oid=1277680390&amp;format=interactive" width="600" height="371" frameborder="0" scrolling="no" seamless=""></iframe></p>
<p style="text-align: left;" align="center">La mia è un&#8217;analisi sperimentale e sicuramente non perfetta, ma questi mi sembrano i dati più interessanti del monitoraggio. Ah, non sono commentati, fatelo voi!</p>
<p style="text-align: left;" align="center">PS: I dati si aggiornano in automatico ogni 5 minuti, quindi il post viaggerà da solo fino potenzialmente all&#8217;infinito. Tornate quindi ogni tanto per controllare come sta andando!</p>
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		<title>E tu, a chi stai parlando? Aggiornato: Repubblicani contro Democratici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lucio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 11:33:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reti sociali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paul Ryan, repubblicano e speaker della Camera dei rappresentanti, ha pubblicato su Instagram la foto che vedete qui basso, scatenando fortissime polemiche e accuse di razzismo. I think this sets a record for the most number of #CapitolHill interns in a single selfie. #SpeakerSelfie. Una foto pubblicata da Speaker Paul Ryan (@speakerryan) in data: 16 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luciocolavero.com/paul-ryan-instagram-fail-o-no/">E tu, a chi stai parlando? &lt;br&gt;Aggiornato: Repubblicani contro Democratici</a> proviene da <a href="https://www.luciocolavero.com">Lucio Colavero</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Paul Ryan, repubblicano e speaker della Camera dei rappresentanti, ha pubblicato su Instagram la foto che vedete qui basso, scatenando fortissime polemiche e accuse di razzismo.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 658px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-version="7">
<div style="padding: 8px;">
<div style="background: #F8F8F8; line-height: 0; margin-top: 40px; padding: 37.4537037037% 0; text-align: center; width: 100%;"></div>
<p style="margin: 8px 0 0 0; padding: 0 4px;"><a style="color: #000; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none; word-wrap: break-word;" href="https://www.instagram.com/p/BH7pXnKj5t_/" target="_blank">I think this sets a record for the most number of #CapitolHill interns in a single selfie. #SpeakerSelfie.</a></p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;">Una foto pubblicata da Speaker Paul Ryan (@speakerryan) in data: <time style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;" datetime="2016-07-16T18:12:41+00:00">16 Lug 2016 alle ore 11:12 PDT</time></p>
</div>
</blockquote>
<p><script src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js" async="" defer="defer"></script><br />
 Migliaia i commenti comprensibilmente incazzati fanno notare che tra le centinaia di persone ritratte, stagisti del Campidoglio, non ce ne sia uno di colore.</p>
<h2>Ma siamo veramente davanti ad un epicfail?</h2>
<p>Ogni messaggio politico, anche questi di storytelling, deve essere diretto a un pubblico di riferimento ben preciso, il bersaglio della comunicazione. Ed è questo pubblico che va curato, coccolato, rassicurato, fatto sorridere. Paul Ryan incarna perfettamente la visione repubblicana di fare politica: fatevi un giro <a href="http://paulryan.house.gov/" target="_blank">sul suo portale</a> o su &#8220;<a href="http://abetterway.speaker.gov/" target="_blank">A better way</a>&#8220;, un sito-vetrina dedicato interamente alla narrazione della sua visione politica. Un <strong>frame completo, un linguaggio coerente e rassicurante per il pubblico repubblicano</strong>. Forse non del tutto capace di slegarsi dal rispondere sul campo democratico, ma l&#8217;era Obama ha un po&#8217; cambiato le carte in tavola.<br />
 Comunque sembra di leggere<a href="https://georgelakoff.com/about/the-all-new-dont-think-of-an-elephant_george-lakoff/" target="_blank">&#8220;Non pensare all&#8217;elefante&#8221;</a>:<strong> meno Stato, meno tasse, più sicurezza.</strong></p>
<p>Ora pensiamo a tutto questo, pensiamo ai movimenti come &#8220;<a href="http://blacklivesmatter.com/" target="_blank">Black Lives Matter</a>&#8221; e alla relativa ipotizzabile &#8220;paura&#8221; della fascia di popolazione bianca e benestante. Una classe sociale che vuole essere rassicurata e che vede in un selfie di 200 persone &#8220;bianche&#8221;e di potere, perché in Campidoglio, un&#8217;immagine tranquillizzante, un &#8220;Non vi preoccupate che qui ci siamo noi, non loro. Di me, che guido questa foto ricordo, potete fidarvi&#8221;.</p>
<p>Ecco, forse la foto di Paul Ryan non è un epic fail, ma fa più subdolamente parte di una narrazione perfettamente coerente e diretta ad un pubblico ben preciso, il suo. Le <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2016/jul/18/paul-ryan-intern-selfie-capitol-hill-diversity?CMP=share_btn_tw" target="_blank">polemiche</a> non fanno altro che alimentare la viralità dell&#8217;operazione, che così sfonda il normale pubblico dei &#8220;followers&#8221; e raggiunge nuovi pascoli, nuovi elettori potenziali.</p>
<p>Si potrà essere d&#8217;accordo o si potrà gridare allo scandalo, ma <strong>il messaggio è stato fin troppo chiaro ed è arrivato a chi doveva arrivare</strong>.</p>
<p>PS: La narrazione repubblicana di Ryan sprizza fuori da ogni fotografia del suo canale Instagram, e la prima foto con un afroamericano è di 14 settimane fa (ma era un boy scout, quindi buono).</p>
<h2>Valori: la famiglia</h2>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 658px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-version="7">
<div style="padding: 8px;">
<div style="background: #F8F8F8; line-height: 0; margin-top: 40px; padding: 50.0% 0; text-align: center; width: 100%;"></div>
<p><a style="color: #000; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none; word-wrap: break-word;" href="https://www.instagram.com/p/BG1onPrsQOR/" target="_blank">Happy #FathersDay!</a></p>
<p>Una foto pubblicata da Speaker Paul Ryan (@speakerryan) in data: <time style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;" datetime="2016-06-19T13:39:15+00:00">19 Giu 2016 alle ore 06:39 PDT</time>
</div>
</blockquote>
<p><script src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js" async="" defer="defer"></script></p>
<h2>Moderno e vicino ai suoi giovani</h2>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 658px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-version="7">
<div style="padding: 8px;">
<div style="background: #F8F8F8; line-height: 0; margin-top: 40px; padding: 35.6481481481% 0; text-align: center; width: 100%;"></div>
<p style="margin: 8px 0 0 0; padding: 0 4px;"><a style="color: #000; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none; word-wrap: break-word;" href="https://www.instagram.com/p/BG8EXNeMQJV/" target="_blank">Happy #NationalSelfieDay! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f4f1.png" alt="📱" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;">Una foto pubblicata da Speaker Paul Ryan (@speakerryan) in data: <time style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;" datetime="2016-06-22T01:37:10+00:00">21 Giu 2016 alle ore 18:37 PDT</time></p>
</div>
</blockquote>
<p><script src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js" async="" defer="defer"></script></p>
<h2>Grande rispetto per chi serve la nazione</h2>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 658px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-version="7">
<div style="padding: 8px;">
<div style="background: #F8F8F8; line-height: 0; margin-top: 40px; padding: 38.4722222222% 0; text-align: center; width: 100%;"></div>
<p><a style="color: #000; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none; word-wrap: break-word;" href="https://www.instagram.com/p/BFq1OJEMQBr/" target="_blank">To all who have served or are currently serving in America&#8217;s #ArmedForces, THANK YOU. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f1fa-1f1f8.png" alt="🇺🇸" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />#armedforcesday</a></p>
<p>Una foto pubblicata da Speaker Paul Ryan (@speakerryan) in data: <time style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;" datetime="2016-05-21T12:26:22+00:00">21 Mag 2016 alle ore 05:26 PDT</time>
</div>
</blockquote>
<p><script src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js" async="" defer="defer"></script></p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 658px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-version="7">
<div style="padding: 8px;">
<div style="background: #F8F8F8; line-height: 0; margin-top: 40px; padding: 46.8981481481% 0; text-align: center; width: 100%;"></div>
<p style="margin: 8px 0 0 0; padding: 0 4px;"><a style="color: #000; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none; word-wrap: break-word;" href="https://www.instagram.com/p/BFCNfw6sQP0/" target="_blank">Tag a service member to thank them for their sacrifice. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f1fa-1f1f8.png" alt="🇺🇸" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;">Una foto pubblicata da Speaker Paul Ryan (@speakerryan) in data: <time style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;" datetime="2016-05-05T17:49:38+00:00">5 Mag 2016 alle ore 10:49 PDT</time></p>
</div>
</blockquote>
<h2><script src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js" async="" defer="defer"></script><br />
 &#8230; e per chi l&#8217;ha servita, facendo diventare grande l&#8217;America</h2>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 658px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-version="7">
<div style="padding: 8px;">
<div style="background: #F8F8F8; line-height: 0; margin-top: 40px; padding: 28.1018518519% 0; text-align: center; width: 100%;"></div>
<p><a style="color: #000; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none; word-wrap: break-word;" href="https://www.instagram.com/p/BC0XGX_MQGu/" target="_blank">Thank you to all our #veterans for your service. Double tap to wish a happy 99th birthday to the 82nd Airborne&#8217;s most decorated #WWII officer. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f396.png" alt="🎖" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></p>
<p>Una foto pubblicata da Speaker Paul Ryan (@speakerryan) in data: <time style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;" datetime="2016-03-11T15:41:23+00:00">11 Mar 2016 alle ore 07:41 PST</time>
</div>
</blockquote>
<h2><script src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js" async="" defer="defer"></script><br />
<strong>AGGIORNAMENTO: la risposta dei Democrats</strong></h2>
<p>Siamo davanti quindi a una &#8220;lotta&#8221; di visioni completamente differenti. La conferma? Le risposte di deputati e senatori Democrat, velocissimi a pubblicare fotografie dei loro stagisti, fotografie all&#8217;insegna del multiculturalismo e della varietà. In piena tradizione Americana o, se vogliamo, in piena linea con il frame dei valori democratico. Ecco due esempi:</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p dir="ltr" lang="en">Thank you to all my hardworking <a href="https://twitter.com/hashtag/CapitolHill?src=hash">#CapitolHill</a> interns! We had a great group this summer. <a href="https://twitter.com/hashtag/BecerraSelfie?src=hash">#BecerraSelfie</a> <a href="https://t.co/VEJIiL3UtJ">pic.twitter.com/VEJIiL3UtJ</a></p>
<p>— Xavier Becerra (@RepBecerra) <a href="https://twitter.com/RepBecerra/status/755105375809105920">18 luglio 2016</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it"><p>
&#8220;In diversity, there is beauty and there is strength.&#8221; -Maya Angelou <a href="https://twitter.com/hashtag/DemInternSelfie?src=hash">#DemInternSelfie</a> <a href="https://twitter.com/HouseDemocrats">@HouseDemocrats</a> <a href="https://t.co/BKBP0Axd4T">pic.twitter.com/BKBP0Axd4T</a></p>
<p>— Rep. Terri A. Sewell (@RepTerriSewell) <a href="https://twitter.com/RepTerriSewell/status/755518499183878144">19 luglio 2016</a>
</p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tutto secondo manuale</strong>, tutto secondo la più lineare delle narrazioni politiche. <strong>Che sui social si spostano, non nascono</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luciocolavero.com/paul-ryan-instagram-fail-o-no/">E tu, a chi stai parlando? &lt;br&gt;Aggiornato: Repubblicani contro Democratici</a> proviene da <a href="https://www.luciocolavero.com">Lucio Colavero</a>.</p>
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					<wfw:commentRss>https://www.luciocolavero.com/paul-ryan-instagram-fail-o-no/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Referendum sulla durata delle trivellazioni in mare: come stanno andando gli hashtag su Twitter?</title>
		<link>https://www.luciocolavero.com/referendum-trivelle-hashtag-twitter/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[lucio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 14:45:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reti sociali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.luciocolavero.com/?p=3238</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dati, infografiche e sintesi sugli hashtag più utilizzati dai sostenitori del Sì e del No per il referendum del 17 aprile 2016 sulle trivellazioni in mare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luciocolavero.com/referendum-trivelle-hashtag-twitter/">Referendum sulla durata delle trivellazioni in mare: come stanno andando gli hashtag su Twitter?</a> proviene da <a href="https://www.luciocolavero.com">Lucio Colavero</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="img" href="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/Referendum-trivelle-piattaforme-in-mare-hashtag-su-twitter.jpg" rel="attachment wp-att-3263"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="3263" data-permalink="https://www.luciocolavero.com/referendum-trivelle-hashtag-twitter/referendum-trivelle-piattaforme-in-mare-hashtag-su-twitter/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/Referendum-trivelle-piattaforme-in-mare-hashtag-su-twitter.jpg?fit=1920%2C1341&amp;ssl=1" data-orig-size="1920,1341" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Referendum trivelle piattaforme in mare hashtag su twitter" data-image-description="&lt;p&gt;Referendum trivelle piattaforme in mare hashtag su twitter&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/Referendum-trivelle-piattaforme-in-mare-hashtag-su-twitter.jpg?fit=410%2C286&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/Referendum-trivelle-piattaforme-in-mare-hashtag-su-twitter.jpg?fit=800%2C559&amp;ssl=1" class="aligncenter size-full wp-image-3263" src="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/Referendum-trivelle-piattaforme-in-mare-hashtag-su-twitter.jpg?resize=800%2C559" alt="Referendum trivelle piattaforme in mare hashtag su twitter" width="800" height="559" srcset="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/Referendum-trivelle-piattaforme-in-mare-hashtag-su-twitter.jpg?w=1920&amp;ssl=1 1920w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/Referendum-trivelle-piattaforme-in-mare-hashtag-su-twitter.jpg?resize=410%2C286&amp;ssl=1 410w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/Referendum-trivelle-piattaforme-in-mare-hashtag-su-twitter.jpg?resize=768%2C536&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/Referendum-trivelle-piattaforme-in-mare-hashtag-su-twitter.jpg?resize=820%2C573&amp;ssl=1 820w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/Referendum-trivelle-piattaforme-in-mare-hashtag-su-twitter.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>Il 17 aprile voteremo per il &#8220;<strong>Referendum sulle trivelle</strong>&#8220;, meglio conosciuto come &#8220;consultazione popolare per l’abrogazione del comma 17 dell&#8217;articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 (Norme in materia ambientale)&#8221;. Per farla breve, siamo chiamati a decidere sulla permanenza o meno degli impianti di estrazione di gas e petrolio in mare (ma <strong>solo quelli entro le 12 miglia marine dalle nostre coste</strong>) una volta scaduta la concessione. Al momento le piattaforme già esistenti (di nuove non se ne possono più costruire, su divieto dello stesso Governo) possono continuare a sfruttare i giacimenti fino ad esaurimento della risorsa, vedendosi rinnovata periodicamente la concessione.</p>
<hr class="style-eight" />
<h2 style="text-align: center;"><strong>Cosa succede se si vota Sì o No<br />
al referendum del 17 aprile 2016</strong></h2>
<p>Quindi, <strong>votando Sì</strong>: scaduta la concessione le piattaforme di estrazione di gas e petrolio posizionate entro le 12 miglia dalla nostra costa dovranno terminare le loro attività.</p>
<p><strong>Votando NO</strong>: scaduta la concessione le piattaforme di estrazione di gas e petrolio posizionate entro le 12 miglia delle nostre coste potranno chiedere il rinnovo dei permessi estrattivi, e così fino a esaurimento delle risorse sotterranee.</p>
<p>Le due fazioni hanno iniziato a scannarsi solamente da pochi giorni, specialmente sui social network. Ed è una guerra di hashtag, infografiche, interpretazioni, accuse di poca trasparenza da un lato e antidemocraticità dall&#8217;altro. Insomma, <strong>niente di nuovo</strong>.</p>
<p>Nel quasi titanico compito di studiare il fenomeno ho deciso di restringere il mio campo di analisi a <strong>Twitter</strong>, individuando gli <strong>hashtag principali per il Sì e per il No e avviando un monitoraggio</strong>. Si tratta di una raccolta automatica e in diretta di tutti i tweet prodotti sul tema e che contengono almeno uno degli hashtag delle diverse campagne. <strong>Una lista oggettiva</strong> che mette in risalto la viralità dei differenti messaggi, l&#8217;autorità percepita su Twitter di chi si sta impegnando in uno dei due lati, il numero di apprezzamenti e retweet dei messaggi.</p>
<hr class="style-eight" />
<h2 style="text-align: center;"><strong>Il numero dei Tweet per il Sì e per il No</strong><br />
<strong> al referendum sulle Trivelle</strong></h2>
<p><strong>I dati si riferiscono ai tweet lanciati dal 17 marzo ad oggi, e si aggiornano automaticamente ogni 5 minuti.</strong><br />
Tra le cause del numero basso dei tweet per il NO al referendum non tralascerei il &#8220;non parlarne per scelta&#8221; che su Twitter fa rima con l&#8217;astensionismo. Anche i Retweet partecipano alla somma del totale, valendo come un tweet autonomo (alla fine lo sono, nelle intenzioni di chi lo ridiffonde). Gli hashtag monitorati sono questi qui in basso.</p>
<div style="width: 100%; height: auto; float: left;">
<div style="float: right; width: auto; height: auto; border: 0px solid #000;">
<h2 style="text-align: center;">#sivotasì &#8211; #votasì<br />
#stoptrivelle &#8211; #Notriv</h2>
<p><iframe src="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1QCDMQ_RXUKdu7uWH5aqmh0bF1wnjZaEz-nLMm1zrbIQ/pubchart?oid=664705249&amp;format=interactive" width="370" height="370"></iframe></p>
</div>
<div style="float: left; width: auto; height: auto; border: 0px solid #000;">
<h2 style="text-align: center;">#nostopitaly<br />
#sìtriv</h2>
<p><iframe src="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1AWPLOuQ4i-aydT3iXaR7zaMABHBqJOv6sYfrTMsEDHM/pubchart?oid=686794253&amp;format=interactive" width="370" height="370"></iframe></p>
</div>
</div>
<div style="clear: both;"></div>
<hr class="style-eight" />
<div style="clear: both;"></div>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Le parole di chi vuole fermare le trivellazioni in mare</strong></h2>
<p>Il wordcloud delle <strong>conversazioni per il sì al referendum</strong> contro il rinnovo delle concessioni per le trivellazioni in mare entro le 12 miglia dalle nostre coste (che fatica scriverlo ogni volta).</p>
<p><figure id="attachment_3259" aria-describedby="caption-attachment-3259" style="width: 1866px" class="wp-caption aligncenter"><a class="img" href="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/voto-si-referendum-trivelle-hashtag.png" rel="attachment wp-att-3259"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="3259" data-permalink="https://www.luciocolavero.com/referendum-trivelle-hashtag-twitter/voto-si-referendum-trivelle-hashtag/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/voto-si-referendum-trivelle-hashtag.png?fit=1866%2C1000&amp;ssl=1" data-orig-size="1866,1000" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="voto si referendum trivelle hashtag" data-image-description="&lt;p&gt;voto si referendum trivelle hashtag&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Cosa dicono su twitter i sostenitori del sì al Referendum sulle trivelle?&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/voto-si-referendum-trivelle-hashtag.png?fit=410%2C220&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/voto-si-referendum-trivelle-hashtag.png?fit=800%2C428&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-3259" src="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/voto-si-referendum-trivelle-hashtag.png?resize=800%2C429" alt="voto si referendum trivelle hashtag" width="800" height="429" srcset="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/voto-si-referendum-trivelle-hashtag.png?w=1866&amp;ssl=1 1866w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/voto-si-referendum-trivelle-hashtag.png?resize=410%2C220&amp;ssl=1 410w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/voto-si-referendum-trivelle-hashtag.png?resize=768%2C412&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/voto-si-referendum-trivelle-hashtag.png?resize=820%2C439&amp;ssl=1 820w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/voto-si-referendum-trivelle-hashtag.png?w=1600&amp;ssl=1 1600w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3259" class="wp-caption-text">Cosa dicono su twitter i sostenitori del sì al Referendum sulle trivelle? Immagine aggiornata il pomeriggio del 30 marzo</figcaption></figure></p>
<hr class="style-eight" />
<h2 style="text-align: center;"><strong>Le parole di chi non è contrario al rinnovo delle concessioni per le estrazioni in mare, fino a esaurimento scorte</strong></h2>
<p>Il wordcloud delle <strong>conversazioni per il no al referendum</strong> contro il rinnovo delle concessioni per le trivellazioni in mare entro le 12 miglia dalle nostre coste.</p>
<p><figure id="attachment_3262" aria-describedby="caption-attachment-3262" style="width: 2534px" class="wp-caption aligncenter"><a class="img" href="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/no-referendum-trivelle-wordcloud.png" rel="attachment wp-att-3262"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="3262" data-permalink="https://www.luciocolavero.com/referendum-trivelle-hashtag-twitter/no-referendum-trivelle-wordcloud/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/no-referendum-trivelle-wordcloud.png?fit=2534%2C940&amp;ssl=1" data-orig-size="2534,940" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="no referendum trivelle wordcloud" data-image-description="&lt;p&gt;no referendum trivelle wordcloud&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Cosa dicono su twitter i sostenitori del no al Referendum sulle trivelle? Immagine aggiornata il pomeriggio del 30 marzo&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/no-referendum-trivelle-wordcloud.png?fit=410%2C152&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/no-referendum-trivelle-wordcloud.png?fit=800%2C297&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-3262" src="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/no-referendum-trivelle-wordcloud.png?resize=800%2C297" alt="no referendum trivelle wordcloud" width="800" height="297" srcset="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/no-referendum-trivelle-wordcloud.png?w=2534&amp;ssl=1 2534w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/no-referendum-trivelle-wordcloud.png?resize=410%2C152&amp;ssl=1 410w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/no-referendum-trivelle-wordcloud.png?resize=768%2C285&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/no-referendum-trivelle-wordcloud.png?resize=820%2C304&amp;ssl=1 820w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/no-referendum-trivelle-wordcloud.png?w=1600&amp;ssl=1 1600w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/no-referendum-trivelle-wordcloud.png?w=2400&amp;ssl=1 2400w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3262" class="wp-caption-text">Cosa dicono su twitter i sostenitori del no al Referendum sulle trivelle? Immagine aggiornata il pomeriggio del 30 marzo</figcaption></figure></p>
<hr class="style-eight" />
<h2 style="text-align: center;">Le relazioni e le campagne parallele</h2>
<p><a href="http://eugeniomaddalena.it/" target="_blank">Eugenio Maddalena</a> ha scaricato i dati delle conversazioni al 30 marzo, analizzando le relazioni su twitter tra chi partecipa alle discussioni sul referendum del 17 aprile, ottenendo una rappresentazione molto interessante e chiara delle reti di influenza tra utenti.<br />
Ecco le sue conclusioni e il link per scaricare il pdf navigabile:<a class="img" href="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/grafico-modularity-twitter-referendum-trivelle-eugenio-maddalena.png" rel="attachment wp-att-3273"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="3273" data-permalink="https://www.luciocolavero.com/referendum-trivelle-hashtag-twitter/grafico-modularity-twitter-referendum-trivelle-eugenio-maddalena/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/grafico-modularity-twitter-referendum-trivelle-eugenio-maddalena.png?fit=1418%2C878&amp;ssl=1" data-orig-size="1418,878" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="grafico modularity twitter referendum trivelle eugenio maddalena" data-image-description="&lt;p&gt;grafico modularity twitter referendum trivelle eugenio maddalena&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/grafico-modularity-twitter-referendum-trivelle-eugenio-maddalena.png?fit=410%2C254&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/grafico-modularity-twitter-referendum-trivelle-eugenio-maddalena.png?fit=800%2C496&amp;ssl=1" class="aligncenter size-full wp-image-3273" src="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/grafico-modularity-twitter-referendum-trivelle-eugenio-maddalena.png?resize=800%2C495" alt="grafico modularity twitter referendum trivelle eugenio maddalena" width="800" height="495" srcset="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/grafico-modularity-twitter-referendum-trivelle-eugenio-maddalena.png?w=1418&amp;ssl=1 1418w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/grafico-modularity-twitter-referendum-trivelle-eugenio-maddalena.png?resize=410%2C254&amp;ssl=1 410w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/grafico-modularity-twitter-referendum-trivelle-eugenio-maddalena.png?resize=768%2C476&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/03/grafico-modularity-twitter-referendum-trivelle-eugenio-maddalena.png?resize=820%2C508&amp;ssl=1 820w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<ul>
<li><a href="https://twitter.com/Greenpeace_ITA" target="_blank">Greenpeace Italia</a> sta conducendo la campagna più grossa (sostenuta da Legambiente Onlus);</li>
<li><a href="https://twitter.com/ale_dibattista" target="_blank">Alessandro Di Battista</a> (quindi il M5S) sta facendo la sua contro-campagna a parte, ma ben lontano da Greenpeace e dall&#8217;account referendario ufficiale;</li>
<li><a href="https://twitter.com/matteorenzi" target="_blank">Matteo Renzi</a> finisce al centro, citato e tirato in ballo un po&#8217; da tutti per forza di cose;</li>
<li><a href="https://twitter.com/micheleemiliano" target="_blank">Michele Emiliano</a> dialoga molto con la comunità dei votanti vicini a Greenpeace (coerentemente con le sue dichiarazioni sul referendum).</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong>**Nota metodologica**</strong></p>
<ul>
<li>Grafo ottenuto con NodeXL Pro + Gephi (colore: Modularity Class; dimensioni dei nodi: B-centrality)</li>
<li>18.000 i tweet analizzati, al momento complessivamente sono poco più di 20.000, quindi la fotografia dovrebbe essere abbastanza realistica;</li>
<li>I tweet sono quelli che includono tutti gli hashtag, sia pro, sia contro il referendum.</li>
<li><a href="http://eugeniomaddalena.it/wp-content/uploads/2016/03/Modularity-2.pdf" target="_blank">Scarica la versione navigabile in PDF</a>;</li>
</ul>
<p>Osservazioni o suggerimenti di modifica per migliorare il grafo sono davvero ben accette!</p>
<hr class="style-eight" />
<h2 style="text-align: center;"><strong>Apriamo i dati dei tweet sui referendum sulle trivelle</strong></h2>
<p>Per chi volesse scorrersi le conversazioni su Twitter sul Referendum del 17 aprile sulle trivelle (che poi si dice &#8220;Consultazione popolare per l’abrogazione del comma 17 dell&#8217;articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 (Norme in materia ambientale)&#8221;, ecco qualche link:</p>
<ul>
<li><a href="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1AWPLOuQ4i-aydT3iXaR7zaMABHBqJOv6sYfrTMsEDHM/pubhtml?gid=0&amp;single=true" target="_blank">Tutti i tweet, aggiornati in tempo reale, dei sostenitori del NO al referendum del 17 aprile</a>, con il numero dei Retweet, e dei &#8220;mi piace&#8221; per ogni messaggio;</li>
<li><a href="https://docs.google.com/spreadsheets/d/1QCDMQ_RXUKdu7uWH5aqmh0bF1wnjZaEz-nLMm1zrbIQ/pubhtml?gid=0&amp;single=true" target="_blank">Tutti i tweet, aggiornati in tempo reale, dei sostenitori del SÌ al referendum del 17 aprile</a>, con il numero dei Retweet, e dei &#8220;mi piace&#8221; per ogni messaggio;</li>
</ul>
<p>Disclaimer: i dati che diffondo si riferiscono ad un monitoraggio automatico su Twitter, sono raccolti grazie alle ricerche pubbliche su Twitter e si riferiscono ai soli tweet giù di pubblico dominio, come lo sono tutti i dati che accompagnano le singole voci degli elenchi.</p>
<hr class="style-eight" />
<h2 style="text-align: center;"><strong>Dove informarsi sul referendum del 17 aprile 2016</strong></h2>
<ul>
<li><a href="http://www.interno.gov.it/it/servizi-line/circolari/circolare-26-febbraio-2016-indizione-referendum-popolare-previsto-dallart-75-costituzione-labrogazione-disposizione-legge-statale" target="_blank">La circolare ministeriale di indizione del Referendum</a> (Ministero dell&#8217;Interno);</li>
<li><a href="http://www.interno.gov.it/it/speciali/referendum-abrogativo-durata-trivellazioni-mare" target="_blank">La sezione dedicata sul sito del Ministero dell&#8217;Interno</a>;</li>
<li>Quante persone potranno votare al Referendum del 17 aprile? Gli elettori saranno 47.212.590, di cui 22.700.892 maschi e 24.511.698 femmine: <a href="http://www.interno.gov.it/it/notizie/referendum-17-aprile-2016-corpo-elettorale-scrutini-e-dati-sullaffluenza" target="_blank">i numeri del Ministero dell&#8217;Interno</a>;</li>
<li>Comitato &#8220;<a href="http://www.fermaletrivelle.it/" target="_blank">Vota Sì per fermare le trivelle</a>&#8220;</li>
<li>Comitato &#8220;<a href="http://ottimistierazionali.it/" target="_blank">Ottimisti e Razionali</a>&#8221; per il NO al referendum del 17 aprile;</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luciocolavero.com/referendum-trivelle-hashtag-twitter/">Referendum sulla durata delle trivellazioni in mare: come stanno andando gli hashtag su Twitter?</a> proviene da <a href="https://www.luciocolavero.com">Lucio Colavero</a>.</p>
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		<title>#VoteTogether e il nuovo video della campagna di @BernieSanders</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lucio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 13:39:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[Reti sociali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.luciocolavero.com/?p=3188</guid>

					<description><![CDATA[<p>#VoteTogether è l'hashtag della campagna di attivazione su Twitter lanciata dallo staff di Bernie Sanders il 7 febbraio, una call to action da brividi, come il video della campagna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luciocolavero.com/votetogether-bernie-sanders-campagna-twitter/">#VoteTogether e il nuovo video della campagna di @BernieSanders</a> proviene da <a href="https://www.luciocolavero.com">Lucio Colavero</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://player.vimeo.com/video/153640576?color=ffffff&amp;title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="800" height="341" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Unire e non dividere, i valori fondanti della cultura americana, includere e non separare, diritti civili per tutti, parità, una società che lavori per tutti, ancora <strong>unire</strong>. C&#8217;è tutto nel video &#8220;Together&#8221; (Agenzia HUMAN <a href="http://thehumanstory.com/" target="_blank" rel="nofollow">thehumanstory.com</a>) per <strong>Bernie Sanders</strong>, candidato alle primarie per il partito Democratico americano. Il video gioca su un collage di splendidi volti, in un primo momento divisi da uno taglio doloroso (le fotografie strappate) ma che alla fine si ricompongono formando nuovi volti, ancora una volta insieme, grazie all&#8217;<strong>unione tra le differenze</strong>, quel melting pot tra culture, fedi, provenienze e valori che è alla base della cultura americana.</p>
<p>E tutto sulle parole dello stesso Bernie Sanders, incitato dalla folla, un <strong>vero e proprio manifesto di campagna</strong>.</p>
<blockquote><p>&#8220;<strong>Our job is not to divide. Our job is to bring people together</strong>. If we do not allow them divide us up by race, by sexual orientation, by gender, by not allowing them to divide us up by whether or not we were born in America or whether we’re immigrants, when we stand together as white, black, and Hispanic and gay and straight and woman and man, when we stand together and demand that this country works for all of us rather than the few, we will transform America and that is what this campaign is about. It’s bringing people together.&#8221;</p></blockquote>
<p><strong>#VoteTogether</strong> è l&#8217;hashtag di una grande campagna di attivazione su Twitter, una call to action con tanto di tweets suggeriti (che quindi aiutano a controllare il messaggio), che oltre al video prevede varie grafiche a tema, come queste qui in basso. <a href="https://berniesanders.com/vote-together/" target="_blank">Trovate tutto qua</a>.</p>
<p>
<a href="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-10.jpg?ssl=1"><img loading="lazy" decoding="async" width="410" height="615" src="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-10.jpg?fit=410%2C615&amp;ssl=1" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-10.jpg?w=1300&amp;ssl=1 1300w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-10.jpg?resize=410%2C615&amp;ssl=1 410w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-10.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-10.jpg?resize=820%2C1230&amp;ssl=1 820w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" data-attachment-id="3194" data-permalink="https://www.luciocolavero.com/votetogether-bernie-sanders-campagna-twitter/bernie-sanders-together-10/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-10.jpg?fit=1300%2C1950&amp;ssl=1" data-orig-size="1300,1950" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="bernie sanders together 10" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-10.jpg?fit=410%2C615&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-10.jpg?fit=800%2C1200&amp;ssl=1" /></a>
<a href="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-1.jpg?ssl=1"><img loading="lazy" decoding="async" width="410" height="615" src="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-1.jpg?fit=410%2C615&amp;ssl=1" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-1.jpg?w=1300&amp;ssl=1 1300w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-1.jpg?resize=410%2C615&amp;ssl=1 410w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-1.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-1.jpg?resize=820%2C1230&amp;ssl=1 820w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" data-attachment-id="3203" data-permalink="https://www.luciocolavero.com/votetogether-bernie-sanders-campagna-twitter/bernie-sanders-together-1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-1.jpg?fit=1300%2C1950&amp;ssl=1" data-orig-size="1300,1950" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="bernie sanders together 1" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-1.jpg?fit=410%2C615&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-1.jpg?fit=800%2C1200&amp;ssl=1" /></a>
<a href="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-7.jpg?ssl=1"><img loading="lazy" decoding="async" width="410" height="615" src="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-7.jpg?fit=410%2C615&amp;ssl=1" class="attachment-medium size-medium" alt="" srcset="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-7.jpg?w=1300&amp;ssl=1 1300w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-7.jpg?resize=410%2C615&amp;ssl=1 410w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-7.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-7.jpg?resize=820%2C1230&amp;ssl=1 820w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" data-attachment-id="3197" data-permalink="https://www.luciocolavero.com/votetogether-bernie-sanders-campagna-twitter/bernie-sanders-together-7/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-7.jpg?fit=1300%2C1950&amp;ssl=1" data-orig-size="1300,1950" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="bernie sanders together 7" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-7.jpg?fit=410%2C615&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.luciocolavero.com/2015/wp-content/uploads/2016/02/bernie-sanders-together-7.jpg?fit=800%2C1200&amp;ssl=1" /></a>
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</p>
<p>PRO: il video si può anche vedere senza audio (penso alle riproduzioni da mobile senza cuffie, per esempio aspettando l&#8217;autobus o in metro), e il messaggio passa comunque, magari in maniera leggermente meno emozionale, ma passa tutto.</p>
<p>CONTRO: le immagini, molto belle, non sono propriamente del formato adatto a Twitter, essendo più che altro verticali. Peccato veniale.</p>
<p><strong>Riflessione finale: Anni luce.</strong></p>
<p><a class="twitter-timeline" href="https://twitter.com/hashtag/votetogether" data-widget-id="697776206779961345">Tweet riguardo #votetogether</a><br />
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<p>L'articolo <a href="https://www.luciocolavero.com/votetogether-bernie-sanders-campagna-twitter/">#VoteTogether e il nuovo video della campagna di @BernieSanders</a> proviene da <a href="https://www.luciocolavero.com">Lucio Colavero</a>.</p>
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		<title>Un bot Twitter per chi visita il Colosseo</title>
		<link>https://www.luciocolavero.com/account-twitter-colosseo-bot/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[lucio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2016 12:23:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Colosseo]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter bot]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho creato un account Twitter per il Colosseo, un bot che cerca e rilancia le foto dei turisti e dei romani, con un occhio allo spazio ;) </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luciocolavero.com/account-twitter-colosseo-bot/">Un bot Twitter per chi visita il Colosseo</a> proviene da <a href="https://www.luciocolavero.com">Lucio Colavero</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho creato <a href="https://twitter.com/coIosseo" target="_blank">@CoIosseo</a>, un <strong>bot su Twitter che rilancia automaticamente le foto del Colosseo che i turisti e romani scattano e diffondo pubblicamente su Instagram</strong>. Un &#8220;album&#8221; fotografico condiviso del monumento simbolo di Roma, visto con gli occhi di chi lo vive, ogni giorno, sempre diverso. Lo stesso account, chicca molto poetica ma non troppo utile, segnala in anticipo ogni passaggio sul Colosseo della Stazione spaziale internazionale.<br />
<a class="twitter-follow-button" href="https://twitter.com/coIosseo" data-show-count="false" data-lang="it" data-size="large">Segui @coIosseo</a></p>
<p><a class="twitter-grid" href="https://twitter.com/coIosseo/timelines/690900447629025284">Saluti dal Colosseo</a><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Ma i bot su Twitter non erano il male?</strong></h2>
<p>Molti di voi penseranno, e a ragione, che i <strong>bot su Twitter siano il male assoluto</strong>. Snaturano e sporcano le conversazioni, si fingono spesso utenti reali per ottenere più condivisioni e diventare virali e popolari, per poi lanciare messaggi commerciali o cercare di influenzare in forma guidata tematiche e trending topics. <strong>Tutto vero</strong>. Seguo da tempo il fenomeno e ho creato anche una <a href="https://twitter.com/LucioLuci/lists/fake-commerciali" target="_blank">lista di bot twitter commerciali</a>: scorrendo i cinguettii si nota molta simpatia ma zero interazione. Ogni tanto parte qualche messaggio commerciale, o che di qualche brand, marca, persona cerca di farne accettare la visione o provocare simpatia, sempre cancellato dopo un po&#8217; per non destare sospetti, a viralità raggiunta. Tutto molto triste.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>I bot possono pure fare del bene</strong></h2>
<p>L&#8217;<a href="https://twitter.com/coIosseo" target="_blank">account twitter @CoIosseo</a> (sì, quella non è una l ma una i maiuscola) pesca su Instagram le fotografie pubblicate dagli utenti e geolocalizzate sul Colosseo (quindi fotografie pubbliche e realizzate con la finalità di esserlo) e crea dei tweet contenenti una breve introduzione, il nome dell&#8217;autore, il link alla foto originale e ovviamente lo scatto. Nell&#8217;era della condivisione<strong> citare la fonte</strong> dei contenuti pubblicati, se non originali, è una regola basica e importantissima, ma che spesso (più in cattiva che in buona fede) non viene rispettata. Quindi il bot diffonde la foto realizzata da altri ma mantenendone il carattere pubblico e riconoscendo i credits agli autori che, non si sa mai, vedranno pure <strong>crescere il numero dei loro &#8220;seguaci&#8221; su Instagram</strong>. Una logica win-win possibile solo nei social network.</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Il Colosseo con gli occhi degli utenti, stagione dopo stagione</strong></h2>
<p>Il bot crea una <strong>narrazione del Colosseo</strong>, unisce i punti tra un luogo sempre uguale, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, ma che viene vissuto e reinterpretato ogni volta in maniera differente da chi lo visita o lo ammira anche solo per pochi minuti, prima di tornare sull&#8217;autobus turistico direzione Circo Massimo. Un omaggio alle persone più che all&#8217;anfiteatro Flavio, scenario addormentato davanti al quale <strong>succedono cose</strong>. Un po&#8217; come l&#8217;angolo della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Smoke_(film)" target="_blank">tabaccheria di Auggie, in Smoke</a>.</p>
<blockquote><p>
I don&#8217;t know, it just came to me.<br />
 It&#8217;s my corner, after all.<br />
 It&#8217;s just one little part of the world,<br />
 but things happen there, too,<br />
 just like everywhere else.
</p></blockquote>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/JGV_h36uZ5E?rel=0" width="820" height="461" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
 Ora non vi resta che seguire l&#8217;account, condividere le foto che più vi piacciono e aiutarmi a farlo crescere. <strong>Volete comparire nei tweet?</strong> Pubblicate una foto del Colosseo su Instagram, geolocalizzando la vostra posizione, e il gioco è fatto!<br />
 <a class="twitter-follow-button" href="https://twitter.com/coIosseo" data-show-count="false" data-lang="it" data-size="large">Segui @coIosseo</a></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>Bonus track</strong></h2>
<p>Ecco una lista di Bot su Twitter, utili e divertenti:</p>
<ul>
<li><a href="https://twitter.com/censusAmericans" target="_blank">@CensusAmericans</a>: un grande account di micronarrativa. Pesca anonimamente nelle dichiarazioni degli americani al censo tra il 2009 e il 2013, creando dei tweet di senso compiuto. Una finestra sulla società americana, disegnata storia per storia;</li>
<li><a href="https://twitter.com/big_ben_clock" target="_blank">@big_ben_clock</a>: ogni ora un tweet con i rintocchi della campana del Big Ben di Londra. Divertente, può tornare utile se si è immersi nel lavoro e si perde la nozione del tempo: &#8220;O cacchio, sono già le 23?&#8221;;</li>
<li><a class="ProfileHeaderCard-screennameLink u-linkComplex js-nav" href="https://twitter.com/earthquakeBot" target="_blank">@<span class="u-linkComplex-target">earthquakeBot</span></a>: segnala intensità, ora e localizzazione dei terremoti in tutto il mondo;</li>
<li><a class="ProfileHeaderCard-screennameLink u-linkComplex js-nav" href="https://twitter.com/RuGovEdits_en" target="_blank">@<span class="u-linkComplex-target">RuGovEdits_en</span></a>: interessante, molto. Segnala le voci di Wikipedia modificate da utenti anonimi ma con ip riconducibili a varie agenzie governative russe. Twitter cane da guardia. Lo stesso succede in America con <a href="https://twitter.com/CongressEdits" target="_blank">@CongressEdits</a> e in Inghilterra con <a class="ProfileHeaderCard-screennameLink u-linkComplex js-nav" href="https://twitter.com/parliamentedits" target="_blank">@<span class="u-linkComplex-target">parliamentedits</span></a>. In Italia? Bella sorpresa, <a class="ProfileHeaderCard-screennameLink u-linkComplex js-nav" href="https://twitter.com/ItaGovEdits" target="_blank">@<span class="u-linkComplex-target">ItaGovEdits</span></a> (grazie Valentina per la segnalazione nei commenti <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ).</li>
<li><a class="ProfileCardMini-screennameLink u-linkComplex js-nav u-dir" dir="ltr" href="https://twitter.com/_grammar_" target="_blank">@<span class="u-linkComplex-target">_grammar_</span></a>: ottimo per imparare l&#8217;inglese. Pesca tipici errori di sintassi, correggendo in diretta gli utenti. Per i nazisti della grammatica;</li>
<li><a class="ProfileHeaderCard-screennameLink u-linkComplex js-nav" href="https://twitter.com/KLMfares" target="_blank">@<span class="u-linkComplex-target">KLMfares</span></a>: il bot della compagnia aerea KML che risponde automaticamente alle richiesta degli utenti, indicando le migliori tariffe per le tratte richieste.</li>
</ul>
<p>Twitter ha una policy abbastanza stringente su questo tipo di attività, e tende a bloccare gli account che ne abusano. <a href="https://support.twitter.com/articles/76915?lang=en" target="_blank">Ecco le linee guida di Twitter sugli automatismi</a>.</p>
<p><script>// <![CDATA[
!function(d,s,id){var js,fjs=d.getElementsByTagName(s)[0],p=/^http:/.test(d.location)?'http':'https';if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src=p+'://platform.twitter.com/widgets.js';fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document, 'script', 'twitter-wjs');
// ]]&gt;</script></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.luciocolavero.com/account-twitter-colosseo-bot/">Un bot Twitter per chi visita il Colosseo</a> proviene da <a href="https://www.luciocolavero.com">Lucio Colavero</a>.</p>
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