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	<title>lullablog</title>
	
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	<description>_se invece di scorrere mi attorciglio</description>
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		<title>Per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 20:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lullaby</dc:creator>
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		<category><![CDATA[borsellino]]></category>
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		<description><![CDATA[Marco: &#8220;Il 23 maggio andiamo alla Croce d&#8217;Oro a portare una coccarda tricolore&#8221; Io: &#8220;ah sì? come mai?&#8221; Marco: &#8220;Ma come, non lo sai?? Lo sanno tutti!!!!&#8221; Io: &#8220;No, non lo so, me lo dici?&#8221; Marco: &#8220;La portiamo perché c&#8217;è uno che è morto e che era contro la&#8230; polemica!&#8221; Io: &#8220;E&#8217;??&#8221; Marco: &#8220;Sì, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco: &#8220;Il 23 maggio andiamo alla Croce d&#8217;Oro a portare una coccarda tricolore&#8221;</p>
<p>Io: &#8220;ah sì? come mai?&#8221;</p>
<p>Marco: &#8220;Ma come, non lo sai?? Lo sanno tutti!!!!&#8221;</p>
<p>Io: &#8220;No, non lo so, me lo dici?&#8221;</p>
<p>Marco: &#8220;La portiamo perché c&#8217;è uno che è morto e che era <strong>contro la&#8230; polemica</strong>!&#8221;</p>
<p>Io: &#8220;E&#8217;??&#8221;</p>
<p>Marco: &#8220;Sì, la portiamo per un signore che è morto e che quando era vivo era contro la polemica!!<br />
&#8230;<br />
&#8230;<br />
&#8230;<br />
Ah, no!!!!!!!!!! Non contro la polemica!!! Era contro la <strong>mafia</strong>!!!!&#8221;<br />
 <img src='http://www.lullablog.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Cosa farò da grande</title>
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		<comments>http://www.lullablog.it/2012/05/11/cosa-faro-da-grande/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 06:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lullaby</dc:creator>
				<category><![CDATA[topobambino]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Marco: &#8220;Pa&#8217;, Ricki e io abbiamo deciso cosa facciamo da grandi!&#8221; Ste: &#8220;Cosa?&#8221; Marco: &#8220;Facciamo i dittatori!&#8221; Ste: &#8220;&#8230; Ah&#8230;! I dittatori?&#8221; Marco: &#8220;Sì, i dittatori! Ci mettiamo insieme, impariamo a fare i falegnami e apriamo una ditta!!&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marco: &#8220;Pa&#8217;, Ricki e io abbiamo deciso cosa facciamo da grandi!&#8221;</p>
<p>Ste: &#8220;Cosa?&#8221;</p>
<p>Marco: &#8220;Facciamo i <strong>dittatori</strong>!&#8221;</p>
<p>Ste: &#8220;&#8230; Ah&#8230;! I dittatori?&#8221;</p>
<p>Marco: &#8220;Sì, i dittatori! Ci mettiamo insieme, impariamo a fare i falegnami e <strong>apriamo una ditta</strong>!!&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Che sogni!</title>
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		<comments>http://www.lullablog.it/2012/04/05/che-sogni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 06:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lullaby</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tamagotchi]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>

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		<description><![CDATA[- Mamma, &#8216;tanotte ho fatto due sogni bellissimi!!! Prima ho sognato che ero sul palco della chiesa e ballavo ballavo ballavo! E tutti mi guaddavano! E poi, poi ho fatto un altro sogno! Un sogno pieno di fantasia che dibenta realtà!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Mamma, &#8216;tanotte ho fatto due sogni bellissimi!!!</p>
<p>Prima ho sognato che ero sul palco della chiesa e ballavo ballavo ballavo! E tutti mi guaddavano!</p>
<p>E poi, poi ho fatto un altro sogno! Un sogno <strong>pieno di fantasia che dibenta realtà</strong>!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non è una bella dedica, scusa</title>
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		<comments>http://www.lullablog.it/2012/03/19/non-e-una-bella-dedica-scusa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 16:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lullaby</dc:creator>
				<category><![CDATA[buio]]></category>
		<category><![CDATA[festa del papà]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco, mi piacerebbe trovare la canzone da dedicarti, la frase da scriverti, una poesia pure andrebbe bene. E mentre sono qui che ci penso, mentre il treno viaggia lento, mentre ascolto canzoni che parlano di te, la sola cosa che provo è una gran rabbia, un giramento di coglioni infinito per non poter arrivare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, mi piacerebbe trovare la canzone da dedicarti, la frase da scriverti, una poesia pure andrebbe bene.</p>
<p>E mentre sono qui che ci penso, mentre il treno viaggia lento, mentre ascolto canzoni che parlano di te, la sola cosa che provo è una gran rabbia, un giramento di coglioni infinito per non poter arrivare a casa con una stronzata cosmica tipo un <strong>grattaschiena a pile</strong> o con un altro <strong>albero da piantare</strong> o con una cazzo di foto incorniciata di quei nanetti che nemmeno hai mai visto.</p>
<p>E ho dentro solo un enorme <strong>vaffanculo</strong>.<br />
Scusami se è poco adeguato.<br />
Scusami.</p>
<p>E lo so che non è colpa tua, lo so.<br />
E lo so che è la <strong>viola d&#8217;inverno</strong> e la <strong>nera signora</strong> e la <strong>stazione di Zima</strong> e tutto quello che vuoi.</p>
<p>Perciò scusa l&#8217;incazzatura improvvisa che mi ha preso alla gola.</p>
<p>Però pa&#8217;&#8230; cazzo! Manchi e questa impotenza ogni tanto è da urlare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aspettando Godot</title>
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		<comments>http://www.lullablog.it/2012/01/13/aspettando-godot/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lullaby</dc:creator>
				<category><![CDATA[buio]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto solo cercando di capire cosa ho sbagliato e continuo a sbagliare. Perché non può essere tutto casuale questo turbine, precipizio. Devo pensare. Pensare se dire, se fare. E&#8217; il fegato non mi regge più. E la faccia mia non la reggo io. Pensare. Ma poi intanto è sempre così, la sbaglio comunque. Faccio ordine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto solo cercando di capire cosa ho sbagliato e continuo a sbagliare.<br />
Perché non può essere tutto casuale questo turbine, precipizio.</p>
<p>Devo pensare.<br />
Pensare se dire, se fare.<br />
E&#8217; il fegato non mi regge più.<br />
E la faccia mia non la reggo io.</p>
<p>Pensare.<br />
Ma poi intanto è sempre così, la sbaglio comunque.<br />
Faccio ordine ma poi un colpo di vento rimescola le carte.<br />
E mi domando se le avevo riordinate davvero.<br />
Perché tutto è uguale a prima.<br />
Sono solo tanto più stanca.</p>
<p>Vaffanculo.<br />
La verità è che sono già arresa.<br />
Ma in fondo chi se ne fotte.</p>
<p>Io non sono fatta per questi giochi di società.<br />
Forse semplicemente sono fatta per giocare da sola.<br />
Correre da sola, parlare da sola, ballare da sola, ridere e piangere da sola.<br />
Io non dormo la notte pensando a come potrei far meglio qualcosa che faccio bene.<br />
Io non dormo la notte pensando a errori che non trovo.<br />
Io non dormo la notte ripensando alle parole ascoltate e a quelle non dette. A cosa vogliono dire e a cosa potrebbero voler dire. A un pezzo di canzone, una strofa, una poesia.<br />
E le parole sono il mio rifugio. Così se mi scivolano dalle mani anche loro non sono più nessuno.<br />
Io non dormo la notte e mi manca l&#8217;aria e ho l&#8217;asma per quello che non ho più, per quello che perdo, per quello in cui credo e non esiste.<br />
Non dormo e costruisco discorsi, risposte, ansie. Scrivo, cancello, riscrivo. Riassumo le cose da fare. Cerco.<br />
O forse sì, aspetto Godot probabilmente. </p>
<p>Ho i lividi e sono stanca. </p>
<p>Non combatto.<br />
Alle ingiustizie sono assuefatta. Le accetto quasi, ormai.<br />
Ma l&#8217;onestà, quella costa.</p>
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		<title>Scrivere davvero</title>
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		<comments>http://www.lullablog.it/2012/01/06/scrivere-davvero/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 23:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lullaby</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tamagotchi]]></category>
		<category><![CDATA[nome]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Anna con i suoi tre anni e il musino strafottente si sveglia con &#8220;i ricci nelle mutande&#8221; incazzosa e polemica (e mi ricorda qualcuna..). Poi pian piani le passa, prende un foglio e i pennarelli per fare un disegno e si mette al tavolino. Dopo un po&#8217; chiama la nonna: &#8220;Nonna, vieni a vedele, ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Anna con i suoi <strong>tre anni</strong> e il musino strafottente si sveglia con &#8220;i ricci nelle mutande&#8221; incazzosa e polemica (e mi ricorda qualcuna..).<br />
Poi pian piani le passa, prende un foglio e i pennarelli per fare un disegno e si mette al tavolino.</p>
<p>Dopo un po&#8217; chiama la nonna: &#8220;Nonna, vieni a vedele, ho critto Anna! &#8221;</p>
<p>E l&#8217;aveva scritto davvero! :-O</p>
<p><img class="alignnone" title="IMG_20120103_184246.jpg" alt="image" src="http://www.lullablog.it/wp-content/wpid-IMG_20120103_184246.jpg" /></p>
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		<title>Diventare “un po’ grande”</title>
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		<comments>http://www.lullablog.it/2012/01/02/diventare-un-po-grande/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 23:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lullaby</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tamagotchi]]></category>
		<category><![CDATA[crescere]]></category>
		<category><![CDATA[lettino]]></category>
		<category><![CDATA[nanna]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo avevo scritto qui: l&#8217;Anna che alla sera si addormenta addosso a me e io che la respiro e assaporo l&#8217;abbraccio. Il vizio mio e suo. Il calore scambiato. Oggi comincia il nuovo anno e lei ha voluto lasciare il lettino per il letto grande. E ha voluto andare a dormire da sola. Buonanotte, bacino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="IMG_20120102_005213.jpg" src="http://www.lullablog.it/wp-content/wpid-IMG_20120102_005213.jpg" alt="image" /></p>
<p>Lo avevo scritto <a href="http://www.lullablog.it/2011/07/13/sara-il-brivido-di-averti-addosso/">qui</a>: l&#8217;Anna che alla sera si addormenta addosso a me e io che la respiro e assaporo l&#8217;abbraccio.<br />
Il vizio mio e suo.<br />
Il calore scambiato.</p>
<p>Oggi comincia il nuovo anno e lei ha voluto lasciare il lettino per il letto grande.<br />
E ha voluto andare a dormire da sola.<br />
Buonanotte, bacino e l&#8217;ho lasciata lì.</p>
<p>Il topobambino era agitato, si è alzato ed è venuto in sala: &#8220;Ce l&#8217;ha fatta?&#8221; Mi ha chiesto.<br />
Siamo andati a vedere.<br />
E lei si era addormentata.</p>
<p>Era stanca, è vero.<br />
Chissà se è questo, chissà se domani tornerà indietro. Ma stasera mi ha lasciato ed è andata.</p>
<p>E&#8217; diventata &#8220;<em>un po&#8217; grande</em>&#8221; come dice lei, dove &#8220;un po&#8217;&#8221; è lo spiraglio che si lascia aperto, lo so.</p>
<p>Ma io più che orgogliosa e felice stasera mi sento un po&#8217; persa e smarrita.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Domande esistenziali della sera</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Lullablog/~3/lV7e3FFrT1o/</link>
		<comments>http://www.lullablog.it/2011/11/22/domande-esistenziali-della-sera/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 21:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lullaby</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tamagotchi]]></category>
		<category><![CDATA[domande]]></category>

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		<description><![CDATA[Pecché quando è buio si domme? Pecché dopo il buio è domani? Pecché abbiamo poche dita? Chi ci ha dato le mani? Cosa fa il fuoco quando non bucia? E pecché stasela non guaddiamo lo pettacolo di Fiolello che fa lidele?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pecché quando è buio si domme? </em><br />
<em>Pecché dopo il buio è domani?</em><br />
<em>Pecché abbiamo poche dita?</em><br />
<em>Chi ci ha dato le mani? </em><br />
<em>Cosa fa il fuoco quando non bucia? </em></p>
<p><em>E pecché stasela non guaddiamo lo pettacolo di Fiolello che fa lidele?</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’alluvione da qui</title>
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		<comments>http://www.lullablog.it/2011/11/07/lalluvione-da-qui/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 07:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lullaby</dc:creator>
				<category><![CDATA[buio]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[cinque terre]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunque finirà, quando finirà, non dimenticherò questi giorni. Da una parte la Liguria, la mia Liguria, martoriata e offesa da fango e acqua; dall&#8217;altra questa eterna sensazione di impotente attesa, questa tensione continua a scrutare il cielo, ascoltare il rumore della pioggia, misurare l&#8217;acqua che cade. All&#8217;improvviso non c&#8217;è altra notizia importante, non c&#8217;è differenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque finirà, quando finirà, non dimenticherò questi giorni.<br />
Da una parte la <strong>Liguria</strong>, la mia Liguria, martoriata e offesa da fango e acqua; dall&#8217;altra questa eterna sensazione di<strong> impotente attesa</strong>, questa tensione continua a scrutare il cielo, ascoltare il rumore della pioggia, misurare l&#8217;acqua che cade.<br />
All&#8217;improvviso non c&#8217;è altra notizia importante, non c&#8217;è differenza tra notte e giorno. All&#8217;improvviso hai solo paura di quello che vedi, hai paura che la rabbia dell&#8217;acqua possa colpire anche qui. E guardare le immagini di <strong>Genova</strong>, rivedere il fango che sommerge le <strong>Cinque Terre</strong> e la <strong>Val di Vara</strong> ti fanno solo sentire immerso in questo vortice di disastro dal quale,  ogni minuto che passa, sembra impossibile uscire.</p>
<p>Ho avuto <strong>paura</strong> e ho paura.<br />
Punto un&#8217;ora e ne faccio la scadenza della mia ansia ma quest&#8217;ora continua a sfuggirmi, la fine dell&#8217;<strong>allerta</strong> slitta continuamente e non arriva mai.<br />
E&#8217; un po&#8217; come un incubo dal quale non ci si riesce a svegliare.</p>
<p>Mentre scrivo è notte, diluvia e non smette, tuona e temo che tutto arrivi anche qui questa volta. I bambini dormono di là e per loro è tutta la mia ansia.<br />
La mia casa appesa alla montagna sul mare sta <strong>aggrappata alla terra</strong>.<br />
E intanto l&#8217;acqua cade e scorre.<br />
E ora le ferite di questa Liguria mi bruciano addosso.<br />
L&#8217;<strong>impotenza</strong> è quella cosa che ti fa pulire i canali, liberare i solchi di deflusso per l&#8217;acqua, pulire le griglie e i tombini. Quella cosa che ti fa controllare il letto del torrente che ti passa vicino, che ti fa togliere foglie e erba accumulate. E quando hai fatto tutto quello che devi, che puoi fare, ti fermi e aspetti. Perché tanto sai che potrebbe non servire a nulla, potrebbe non bastare se il cielo decide di mandare giù l&#8217;acqua che ha mandato a Monterosso o a Brugnato.<br />
In questa <strong>terra verticale</strong> di ruscelli corti e ripidi contano le frazioni di secondo e le frazioni di secondo non bastano, non danno il tempo neppure di stupirti.</p>
<p>Io questi giorni non li dimenticherò. Per le ferite che la mia terra si porta addosso, per le storie, le tragedie, gli attimi che salvano e che uccidono.<br />
Per le braccia che lavorano giorno e notte, per le immagini che scuotono e che non possono non restarti addosso, per il cielo nero, viola cupo che ho scrutato e scruto senza tregua.<br />
Per la paura. Paura di una pioggia che non si ferma, di un cielo che non si apre, di messaggi di allarme ripetuti ai megafoni.<br />
Aspettare, aspettare, aspettare.<br />
E la voglia, il bisogno inutile di urlare &#8220;<strong>Basta</strong>!&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>della volpe, del gallo, dell’oca e degli uomini</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Lullablog/~3/2iV6gcii09s/</link>
		<comments>http://www.lullablog.it/2011/10/11/della-volpe-del-gallo-delloca-e-degli-uomini/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 16:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lullaby</dc:creator>
				<category><![CDATA[nella vecchia fattoria]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;erano una volta un gallo, un&#8217;oca, una volpe e una famiglia di umani. Una notte la volpe arrivò alla casa degli umani: c&#8217;era un bel pollaio pieno di galline, un recinto con due oche e due capre, ogni ben di Dio insomma. La volpe cominciò a prendere l&#8217;abitudine di passare ogni notte a dare un&#8217;occhiata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;erano una volta un gallo, un&#8217;oca, una volpe e una famiglia di umani.</p>
<p>Una notte la <strong>volpe</strong> arrivò alla casa degli umani: c&#8217;era un bel pollaio pieno di galline, un recinto con due oche e due capre, ogni ben di Dio insomma.</p>
<p>La volpe cominciò a prendere l&#8217;abitudine di passare ogni notte a dare un&#8217;occhiata. Arrivava, faceva un giro, studiava la situazione, lasciava qua e là qualche segno del suo passaggio e se ne tornava da dove era venuta.</p>
<p>Finché una sera gli umani chiusero il pollaio e dimenticarono fuori un <strong>gallo</strong> che si era attardato razzolando nei prati.</p>
<p>Ora, non è che il gallo di suo godesse di ottima forma eh; diciamo che era un po&#8217; zoppicante.<br />
La volpe passò quella notte e si prese il premio per la sua costanza.<br />
E ciaociao gallo.</p>
<p>Succede eh, succede che la volpe si rubi una gallina. Fa parte della legge della natura.</p>
<p>Il fatto è che qualche sera dopo la volpe in un suo giro di perlustrazione decise di giocarsi <strong>la carta più difficile</strong>: violare il recinto delle <strong>oche</strong>.<br />
Perlustrando il perimetro trovò un punto in cui la rete era leggermente sollevata: con un abile lavoro di forzatura sgattaiolò dentro e &#8211; immagino &#8211; sorprese alle spalle una delle due oche.<br />
Non l&#8217;afferrò al collo, per cui questa iniziò a starnazzare come una pazza. La famiglia degli umani dormiva profondamente e non si accorse di nulla ma i vicini, già svegli, sentirono il baccano e arrivarono di corsa.<br />
La volpe fu sorpresa con l&#8217;oca nelle sue grinfie e si prese una <strong>mazzata</strong> sulla schiena, mollò la preda e scappò nei boschi.<br />
La povera oca ansimava di terrore ma era salva. Si fece coccolare come una bambola, accarezzare. Tutto tornò alla normalità.</p>
<p>La famiglia degli umani alzò il<strong> livello di sorveglianza</strong>.<br />
Fu deciso che al calare del buio le oche, che fino a quel momento  la notte razzolavano libere nel loro recinto, sarebbero state chiuse nella casetta di legno. Nanna al coperto insomma.<br />
Nel frattempo fu riparata la rete di recinzione, furono bloccati i punti in cui la rete era più mobile, vennero sistemati tronchi alla base di tutto il recinto.</p>
<p>E la vita riprese con queste nuove abitudini.<br />
Ma l&#8217;oca è oca, la volpe è furba e gli uomini sono presuntuosi e troppo sicuri di sé.</p>
<p>Passavano le notti e della volpe non c&#8217;era più traccia.<br />
Gli uomini pensavano:&#8221;<em>le bastonate l&#8217;hanno spaventata</em>&#8220;, &#8220;<em>con il recinto così chiuso non può più entrare</em>&#8220;, &#8220;<em>ha imparato la lezione</em>&#8221;<br />
E come spesso succede abbassarono la soglia di attenzione.</p>
<p>Una notte non chiusero le oche nella casetta. &#8220;Fa caldo &#8211; dissero &#8211; a loro piace star fuori, il recinto è sicuro, la volpe non torna&#8221;<br />
E la notte effettivamente trascorse tranquilla.</p>
<p>Ma la volpe non si chiama volpe per niente.<br />
E non per niente si dice &#8220;<strong>furbo come una volpe</strong>&#8221; e non &#8220;furbo come un uomo&#8221;.</p>
<p>La notte seguente le oche dormivano prendendo il fresco nel loro recinto.<br />
La volpe arrivò. Scavò un buco sotto la rete ma non riuscì a entrare.<br />
Riprovò in un altro punto e non riuscì nemmeno lì.</p>
<p>Ancora ora non si capisce da dove sia passata.<br />
Fatto sta che in un modo o nell&#8217;altro riuscì ad entrare nel recinto.<br />
E questa volta non balzò a caso sull&#8217;oca ma l&#8217;afferrò al <strong>collo</strong> subito. Perciò l&#8217;oca non fece in tempo a liberare nemmeno una starnazzata.<br />
(e gli altri animali immagino stessero rintanati in un angolo al buio senza emettere un fiato).</p>
<p>Poi vabbè, portarla fuori dal recinto fu un&#8217;impresa che non riuscì neppure alla volpe; in qualche modo uscì dal recinto e da fuori cercò di tirarsi dietro l&#8217;oca che essendo di dimensioni ragguardevoli si incastrò nella rete; tirando &#8216;sta povera oca con forza, la volpe ruppe la griglia in due punti ma non fece un buco abbastanza grande.<br />
Morale &#8220;tira che ti ritira&#8221; come nel gioco del <strong>tiro alla fune</strong> la testa dell&#8217;oca si staccò dal collo e quello fu l&#8217;unico trofeo che la volpe si portò via.</p>
<p>Risparmio il racconto della scena splatter del mattino.</p>
<p>Così adesso chiudiamo le caprette e l&#8217;oca sopravvissuta nella casetta la notte.<br />
Le chiudiamo per sicurezza, perché insomma non si sa mai.<br />
Anche se ora sono tre notti che della volpe non c&#8217;è traccia.</p>
<p>La volpe è volpe, l&#8217;oca è oca e  gli uomini sono uomini.</p>
<p>Ora che ci penso, stanotte ci siam dimenticati e oca e capre han dormito fuori.<br />
Ma tanto non tornerà, sarà soddisfatta ormai del suo lavoro no? E poi non è neppure riuscita a portarsela via alla fine, la nostra oca&#8230;</p>
<div id="attachment_1377" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.lullablog.it/wp-content/oca_leo.jpg"><img class="size-medium wp-image-1377  " style="margin-top: 2px; " title="L'oca Leo, il sopravvissuto" src="http://www.lullablog.it/wp-content/oca_leo-300x297.jpg" alt="L'oca Leo, il sopravvissuto" width="300" height="297" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;oca Leo, il sopravvissuto</p></div>
<p style="text-align: center;">
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