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		<title>Vecchioni, la piccola Anna e i sogni che bisogna sognare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2017 22:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[vecchioni]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[roberto vecchioni]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Trent&#8217;anni fa ero io una bambina al teatro Universale di Genova; emozionata e col cuore in gola cantavo ogni canzone mentre sul palco Vecchioni cantava e mi sembrava un sogno. Stavo crescendo con le sue parole, mia madre, mio padre e mio fratello. Cantavo. Il caso ha voluto allora che la moglie fosse seduta proprio davanti a me. Sì è voltata e mi ha detto: &#8220;Ma le sai proprio tutte! Se vuoi ti porto a conoscerlo dopo il concerto&#8221;. Dio sa le lacrime che&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Trent&#8217;anni fa ero io una bambina al teatro Universale di Genova; emozionata e col cuore in gola cantavo ogni canzone mentre sul palco Vecchioni cantava e mi sembrava un sogno. Stavo crescendo con le sue parole, mia madre, mio padre e mio fratello.</p>
<p>Cantavo. Il caso ha voluto allora che la moglie fosse seduta proprio davanti a me.<br />
Sì è voltata e mi ha detto: &#8220;Ma le sai proprio tutte! Se vuoi ti porto a conoscerlo dopo il concerto&#8221;.<br />
Dio sa le lacrime che ho pianto per l&#8217;emozione di incontrarlo.<br />
Ci ha accompagnato nei camerini e Vecchioni è venuto a salutarci; io ero come paralizzata. Mi ha dato un bacino, ho pianto per non so quanto dopo.</p>
<p>Sabato sera, <strong>concerto a Genova</strong>: ci siamo noi, seduti in seconda fila.<br />
Mio padre non c&#8217;è più, ma noi siamo lì: mia madre, mio marito, mio fratello con la sua famiglia&#8230; e i miei due figli, Marco e Anna.<br />
<strong>Anna</strong> ha <strong>otto anni</strong> ed è uno scricciolo di <strong>sogni</strong>, emozioni che non sa trattenere. Il concerto vola via tra le sue parole, il mio cuore che scoppia, tutta la sua emozione che trabocca in entusiasmo e lacrime appese.<br />
A fine concerto vuole provare ad aspettare all&#8217;uscita. Sogna un <strong>autografo</strong>. Ci fermiamo. E quando qualcuno ci dice che Roberto è nel foyer a firmare, torniamo dentro di corsa. Anna ha gli occhi che sembrano <strong>lucciole</strong>.<br />
&#8220;Tocca a noi mamma, tocca a noi, io cosa gli dico, non mi escono le parole&#8230; Gli dico che è il mio preferito e che mi viene da piangere adesso&#8221;.<br />
Poi si avvicina col suo <strong>quadernino</strong>, lui le chiede come si chiama, quanti anni ha, che classe fa&#8230; Le firma il quadernino e le da la mano. Le sorride.<br />
Lei sorride e io la conosco, le sta scoppiando il cuore.<br />
Sì gira, si allontana con me&#8230; E scoppia a <strong>piangere</strong>.<br />
Perché questo le fanno le emozioni: <strong>traboccano</strong>. Piange di felicità.<br />
Il seguito è qualcuno dello staff che ci richiama, Roberto che si alza, <strong>la prende in braccio</strong>, le parla. Lei che <strong>lo abbraccia</strong>.<br />
E forse non sai Roberto che regalo in emozione le hai fatto, perché le lacrime che ha continuato a piangere quasi fino a casa erano tutta l&#8217;emozione che non riusciva a contenere.<br />
&#8220;mamma, io non lo so cos&#8217;è e perché, <strong>non riesco a crederci</strong>&#8221;<br />
&#8220;Mamma, questo è un <strong>sogno</strong> mio che si avvera. Proprio come la storia che ha raccontato al concerto, <strong>bisogna sognare i sogni</strong>. Ma non basta. Poi <strong>bisogna crederci</strong>&#8220;.</p>
<p>Io voglio solo ringraziarti. Quello che hai dato alla mia vita non lo sai e non sono in grado di spiegarlo; se mi guardo indietro è come se tutto scorresse sulle note di una colonna sonora. E la mia felicità &#8211; quella che tu ieri hai descritto come il &#8220;tutto&#8221; della vita &#8211; ha la tua musica, le tue parole come sottofondo.<br />
Ora guardo indietro con dolcezza e malinconia, guardo e ascolto.<br />
Poi guardo qui, ora e ti ritrovo ancora; guardo gli <strong>occhi di una bambina</strong> che impara <strong>la bellezza dei sogni</strong>, delle emozioni e che nel suo letto alla sera, dopo averti incontrato, prima di addormentarsi stremata mi dice: &#8220;questa cosa che sento adesso non la dimenticherò mai. E la sento dentro, qui, <strong>ce l&#8217;ho dentro io</strong>. Posso tirarla fuori quando voglio, pensarla di nuovo. E <strong>nessuno può prendermela</strong>&#8220;.<br />
Grazie. Non so dire nient&#8217;altro.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Anna e il primo dentino caduto</title>
		<link>https://www.lullablog.it/blog/2015/08/10/anna-il-primo-dentino-caduto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2015 08:39:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Fissiamo anche questo traguardo: finalmente (sì, finalmente!) è caduto anche il primo dentino di Anna. Dondolava da un numero indefinito di mesi ormai e sabato era appeso per un filo; dopo una pantomima infinita durata giorni &#8220;levalo tu, no anzi no che mi fai male, levalo, no anzi no che ancora non viene, levalo che sennò poi lo ingoio di notte e io invece voglio tenerlo per ricordo, anzi no non levarlo lasciamo che cada quando decide lui&#8221; arrivati al punto in cui il dente&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fissiamo anche questo traguardo: finalmente (sì, finalmente!) è caduto anche <strong>il primo dentino</strong> di Anna.</p>
<p>Dondolava da un numero indefinito di mesi ormai e sabato era appeso per un filo; dopo una pantomima infinita durata giorni</p>
<blockquote><p><em>&#8220;levalo tu, no anzi no che mi fai male, levalo, no anzi no che ancora non viene, levalo che sennò poi lo ingoio di notte e io invece voglio tenerlo per ricordo, anzi no non levarlo lasciamo che cada quando decide lui&#8221;</em></p></blockquote>
<p>arrivati al punto in cui il dente ormai era solo posato e arrivava a ruotare<strong> di 180 gradi</strong>, si è convinta e con una passata di spazzolino e due dita gliel&#8217;ho levato.</p>
<p>Entusiasmo alle stelle, voragine in bocca, sorrisi smaglianti a tutti e dente sul comodino aspettando il passaggio notturno del <strong>topolino</strong>.<br />
Il dente però è stato esposto solo come prova dell&#8217;avvenuta caduta; per evitare che il topo se lo portasse via lo abbiamo lasciato in visione ma accanto a un <strong>cartello</strong> ben chiaro: &#8220;CARO TOPOLINO, PER FAVORE NON PRENDERE IL DENTINO!&#8221;<br />
Gentilmente, il topo è passato, ha lasciato i soldini e non ha preso il dentino; si è accontentato di mangiarsi una <strong>noce</strong> che abbiamo messo per riconoscenza.</p>
<p>Tutto sommato è andata bene, <a title="Il primo dentino" href="http://www.lullablog.it/blog/2011/08/01/il-primo-dentino/" target="_blank">con Marco la serata era stata ben più difficile</a> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Metti una sera a casa nostra: Anna, Gauguin e Miró</title>
		<link>https://www.lullablog.it/blog/2015/04/01/metti-una-sera-casa-nostra-anna-gauguin-miro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2015 09:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tamagotchi]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[gauguin]]></category>
		<category><![CDATA[il carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[leggere]]></category>
		<category><![CDATA[mirò]]></category>
		<category><![CDATA[van gogh]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Dopo aver letto la vita di Van Gogh stasera tocca alla vita di Gauguin. Letture leggere 🙂 Alla fine ci facciamo prendere e lo leggiamo tutto; da Pont-Aven ad Arles, dal viaggio tahitiano al ritorno a Parigi. Allora Anna mi dice che ha parlato &#8220;di Vincent e Paul&#8221; con la maestra e che, restando nel mondo dell&#8217;arte, la maestra le ha mostrato &#8220;un quadro strano&#8221;. Le chiedo se fosse mica di Miró: &#8211; Sì! Era proprio Miró! Mamma cerca il carnevale &#8230; ecco sì&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo aver letto la vita di Van Gogh stasera tocca alla <strong>vita di Gauguin</strong>.<br />
Letture leggere <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
Alla fine ci facciamo prendere e lo leggiamo tutto; da Pont-Aven ad Arles, dal viaggio tahitiano al ritorno a Parigi.<br />
Allora Anna mi dice che ha parlato &#8220;<strong>di Vincent e Paul</strong>&#8221; con la <strong>maestra</strong> e che, restando nel mondo dell&#8217;arte, la maestra le ha mostrato &#8220;un quadro strano&#8221;.<br />
Le chiedo se fosse mica di <strong>Miró:<br />
</strong>&#8211; Sì! Era proprio Miró! Mamma cerca <strong>il carnevale </strong>&#8230; ecco sì è proprio questo!</p>
<p>E così mi ricordo di avere il <strong>catalogo della mostra di Miró a Genova</strong>, lo prendo dalla libreria e se lo guarda tutto.</p>
<p>Anna: &#8220;Voglio copiare un quadro di Miró&#8221;<br />
Io: &#8220;Okay, ma nei prossimi giorni, che ora magari andiamo a dormire&#8221; <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Poi penso ad alta voce: &#8220;certo che a me l&#8217;arte non è mai interessata granché; adesso che ho passato i 40 anni mi pento di non averla studiata per bene quando era il momento, al liceo e all&#8217;università.<br />
Così come tante altre cose studiate in maniera superficiale, tornassi indietro non le trascurerei&#8221;</p>
<p>E l&#8217;Anna: &#8220;Eh mamma, non si può mai sapere.<br />
Non si può vedere quello che sarà in <strong>futuro</strong>.<br />
<strong>A parte solo quando c&#8217;era quella che prevedeva tutto, la sibilla cumana</strong>&#8220;. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>APPENDICE DELLA SERATA</strong></em></p>
<p style="text-align: left;">Anna è andata finalmente a dormire, mi chiama dalla camera.</p>
<p>Io: &#8220;cosa c&#8217;è? E&#8217; tardi Anna, dormi su!&#8221; (e lo ammetto, detto con tono pure un po&#8217; scazzato:-D)<br />
Anna: &#8220;Che poi <strong>un po&#8217; assomigliano, Gauguin e Miró</strong>&#8221;<br />
Io: &#8220;<em>Oddio</em>&#8230; in che senso, Anna?&#8221;<br />
Anna: &#8220;che tutti e due <strong>dipingono quello che vogliono far sentire e quello che pensano. E tu devi capire</strong>&#8221;</p>
<p>E&#8217; vero.</p>
<p>Buonanotte Anna.<br />
E chissà cos&#8217;hai sognato stanotte! :-O</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;odore della musica buona</title>
		<link>https://www.lullablog.it/blog/2015/03/17/odoredellamusicabuona/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2015 12:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tamagotchi]]></category>
		<category><![CDATA[vecchioni]]></category>
		<category><![CDATA[roberto vecchioni]]></category>
		<category><![CDATA[starry night]]></category>
		<category><![CDATA[van gogh]]></category>
		<category><![CDATA[vincent]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Anna stava dipingendo a suo modo Starry Night. Siamo in pieno periodo Van Gogh; dipinge, disegna, legge e rilegge la sua vita; tutto è cominciato per colpa mia e del bellissimo libro di Irving Stone che stavo leggendo, brama di vivere. Ne ho un po&#8217; parlato con Anna e Marco e poi mi sono ricordata di avere un libro per bambini sulla vita di Van Gogh,  Vincent Van Gogh e i colori del vento. Così lo hanno letto. Anna ha passato tre fasi, come spesso le succede:&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Anna stava dipingendo a suo modo <strong>Starry Night.</strong><br />
Siamo in pieno periodo <strong>Van Gogh</strong>; dipinge, disegna, legge e rilegge la sua vita; tutto è cominciato per colpa mia e del bellissimo libro di Irving Stone che stavo leggendo, <a title="Irving Stone, brama di vivere" href="https://www.goodreads.com/book/show/25000420-brama-di-vivere" target="_blank"><em>brama di vivere</em></a>.<br />
Ne ho un po&#8217; parlato con Anna e Marco e poi mi sono ricordata di avere un libro per bambini sulla vita di Van Gogh,  <em><a title="vincent van gogh e i colori del vento" href="https://www.goodreads.com/book/show/22052409-vincent-van-gogh-e-i-colori-del-vento" target="_blank">Vincent Van Gogh e i colori del vento</a>.</em></p>
<p>Così lo hanno letto.</p>
<p>Anna ha passato <strong>tre fasi</strong>, come spesso le succede: quella dell&#8217;ascolto, quella della metabolizzazione della storia (la interiorizza, la rimugina tra sé, penso se la elabori per accettarla) e la terza fase, quella in cui la storia diventa sua e si riempie di domande e particolari.</p>
<p>Comunque, ieri era impegnata a dipingere.<br />
A casa da scuola perché non stava bene, dipingeva e ascoltava musica.<br />
Parte ascoltando musica da bambini, un po&#8217; di principessa Sofia e Frozen.</p>
<p>Poi però a un certo punto posa pennello e colori,  prende in mano il tablet e si mette a cercare su Spotify.<br />
Finché non trova <strong>la canzone che voleva</strong>.<br />
Io sto levando la roba stesa. E la canzone comincia.</p>
<blockquote><p><span style="color: #000000;"><em><strong>Anna</strong>: &#8211; mamma lo senti?</em></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #000000;"><em><strong>Io</strong>: &#8211; sento cosa, Anna?</em></span></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="color: #000000;"><em><strong>Anna</strong>: &#8211; Lo senti? <strong>Senti l&#8217;odore della musica buona?</strong></em></span></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/iPF8w97Far0" width="300" height="215" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
La canzone è questa.</p>
<p>Lasciatemi commuovere.<br />
Perché io lo so cos&#8217;è l&#8217;odore della musica buona.<br />
E non avevo mai trovato la <strong>definizione giusta</strong> di questa sensazione, fino alle sue parole di oggi.</p>
<p>E&#8217; quella cosa che differenzia una canzone che piace da una canzone che ti passa<strong> tra cuore e polmoni</strong>.</p>
<p>E lei lo ha capito.<br />
E <strong>ha trovato le parole prima di me</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Incubi di un giovane calciatore</title>
		<link>https://www.lullablog.it/blog/2015/01/21/incubi-di-giovane-calciatore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 12:41:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[topobambino]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Se Marco si sveglia all&#8217;improvviso da un brutto sogno del genere, che domande devo farmi? 😀 &#160; Marco: &#8220;Ho fatto un bruttissimo sogno! C&#8217;era un mostro che voleva prendermi!&#8221; Io: &#8220;ma che mostro?&#8221; Marco: &#8220;Ho sognato che avevo uno zio con la faccia identica a Gasperini (!); all&#8217;improvviso arrivava un mostro, aveva tutti i serpenti al posto dei capelli e la faccia di Consigli (ri-!) e lo prendeva! E poi mi inseguiva e voleva prendere anche me!&#8221; &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Se Marco si sveglia all&#8217;improvviso da un brutto sogno del genere, che domande devo farmi? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Marco</strong>: &#8220;Ho fatto un <strong>bruttissimo sogno</strong>! C&#8217;era un <strong>mostro</strong> che voleva prendermi!&#8221;</p>
<p><strong>Io</strong>: &#8220;ma che mostro?&#8221;</p>
<p><strong>Marco</strong>: &#8220;Ho sognato che avevo uno zio con la faccia identica a <strong>Gasperini</strong> (!);<br />
all&#8217;improvviso arrivava un mostro, aveva tutti i serpenti al posto dei capelli e la faccia di <strong>Consigli</strong> (ri-!) e lo prendeva!<br />
E poi mi inseguiva e voleva prendere anche me!&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Figlia, una dedica e la commozione</title>
		<link>https://www.lullablog.it/blog/2015/01/09/figlia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2015 07:34:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tamagotchi]]></category>
		<category><![CDATA[topobambino]]></category>
		<category><![CDATA[vecchioni]]></category>
		<category><![CDATA[camper]]></category>
		<category><![CDATA[cantare]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[figlia]]></category>
		<category><![CDATA[roberto vecchioni]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Ho portato a casa il dvd di Camper, il  concerto di Vecchioni. Mi sembra in effetti siano passati mille anni da quel concerto; Anna guarda e dice: &#8220;ma è Vecchioni? Io quasi non lo riconosco&#8221;. E in effetti era giovane; ero una ragazza io, quando siamo andati a vederlo. Lo guardiamo e cantiamo, tutti e tre simulando di essere su un palco: i bambini con un microfono vero e un tritapepe, io con un porta stuzzicadenti 😀 Poi arriva Figlia. Anna dice: &#8220;Non la&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Ho portato a casa il dvd di <strong>Camper</strong>, il  concerto di <strong>Vecchioni</strong>.<br />
Mi sembra in effetti siano passati mille anni da quel concerto; Anna guarda e dice: &#8220;ma è Vecchioni? Io quasi non lo riconosco&#8221;.<br />
E in effetti era giovane; ero una ragazza io, quando siamo andati a vederlo.<br />
Lo guardiamo e cantiamo, tutti e tre simulando di essere su un palco: i bambini con un microfono vero e un tritapepe, io con un porta stuzzicadenti <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Poi arriva <strong>Figlia</strong>.<br />
Anna dice: &#8220;Non la conosco!&#8221;<br />
E io:&#8221;passami il microfono allora, te la canto e te la dedico&#8221;.</p>
<p>Così la canto. Lei sta lì in piedi e mi guarda. La canto per lei, come la sentivo mia quando l&#8217;ascoltavo da bambina e da ragazza; come mi sentivo figlia, quando l&#8217;ascoltavamo noi in casa, in macchina, in camper.<br />
Era la mia canzone; un padre che canta a una figlia.</p>
<p>La canto tutta, fino alla fine; lei sta a guardarmi, vedo che ogni tanto le trema un angolo della bocca.<br />
Lo conosco quel tremito.<br />
Canto, fino in fondo.<br />
<em>&#8220;ho un fiore / qui dentro il pugno&#8221;</em></p>
<p>Poso il microfono.<br />
Anna mi corre addosso e comincia a piangere.<br />
&#8211; perché piangi Anna?<br />
&#8211; Non lo so<br />
&#8211; Cosa ti fa piangere?<br />
&#8211; Non lo so</p>
<p>Piange; cerchiamo di distrarla cantando insieme I<strong>l grande sogno</strong> e <strong>Samarcanda</strong>.</p>
<p>Poi, quando tutto è finito, viene da me:<br />
&#8211; Mamma, forse lo so perché piangevo. Io credo di essermi <strong>commossa</strong>.<br />
&#8211; Beh, è una bella cosa commuoversi; significa avere sentimenti e un cuore che ascolta. Anche Marco si commuove, avete due cuori che sanno sentire.<br />
Ed è bello, fa un po&#8217; male a volte, ma è bello ♡</p>
<p><iframe loading="lazy" src="//www.youtube.com/embed/hBUfVu2WLRk" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Sei anni e la felicità</title>
		<link>https://www.lullablog.it/blog/2014/10/24/sei-anni-la-felicita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 09:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tamagotchi]]></category>
		<category><![CDATA[vecchioni]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[sei anni]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Et voilà, i sei anni sono arrivati. Una bella festa in famiglia con nonne e cuginetti, i giochi, la torta, i regali: un &#8220;sobrio&#8221; vestito da principessa, due bamboline, i braccialetti con gli elastici, uno lettore cd per la cameretta. E un pianto finale a dirotto. A fine serata Anna prova il suo lettore cd nuovo; lo accende e arriva con un cd&#8230; a caso 😉 Lo mette su e la musica si diffonde per la casa; canta Anna e balla anche un po&#8217;, nel&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Et voilà, i <strong>sei anni</strong> sono arrivati.</p>
<p>Una bella <strong>festa in famiglia</strong> con nonne e cuginetti, i giochi, la torta, i regali: un &#8220;sobrio&#8221; vestito da principessa, due bamboline, i braccialetti con gli elastici, uno lettore cd per la cameretta.</p>
<p>E <strong>un pianto finale a dirotto</strong>.</p>
<p>A fine serata Anna prova il suo lettore cd nuovo; lo accende e arriva con un cd&#8230; <strong>a caso</strong> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Lo mette su e la musica si diffonde per la casa; canta Anna e balla anche un po&#8217;, nel suo vestito da principessa.</p>
<p>Poi si ferma e mi guarda con gli occhi un po&#8217; <strong>liquidi</strong>; nemmeno il tempo di accorgermene e comincia a piangere.<br />
Piange e singhiozza e non si capisce perché.<br />
&#8220;Anna cosa c&#8217;è? Cos&#8217;hai?&#8221;<br />
&#8220;Io non pensavo che i regali potessero essere così belli! Io non pensavo che la festa potesse essere così bella!<br />
Mi viene da piangere, non riesco a fermarmi, <strong>mi viene da piangere perché sono così felice</strong>! Sono felice&#8221;</p>
<p>Piangere di felicità, questo mi mancava.<br />
Ma forse la &#8220;colpa&#8221; è anche un po&#8217; della <strong>musica</strong> che ha voluto mettere <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-1862 alignleft" src="http://www.lullablog.it/wp-content/anna_comple_striscia.jpg" alt="anna compleanno" width="1182" height="300" srcset="https://www.lullablog.it/wp-content/anna_comple_striscia.jpg 1182w, https://www.lullablog.it/wp-content/anna_comple_striscia-300x76.jpg 300w, https://www.lullablog.it/wp-content/anna_comple_striscia-1024x259.jpg 1024w, https://www.lullablog.it/wp-content/anna_comple_striscia-900x228.jpg 900w" sizes="(max-width: 1182px) 100vw, 1182px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>E&#8217; arrivato Poldo, anzi Nemo</title>
		<link>https://www.lullablog.it/blog/2014/09/26/nemo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2014 07:55:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[nella vecchia fattoria]]></category>
		<category><![CDATA[adottare un cane]]></category>
		<category><![CDATA[benni]]></category>
		<category><![CDATA[Cane]]></category>
		<category><![CDATA[canile]]></category>
		<category><![CDATA[cucciolo]]></category>
		<category><![CDATA[lupa]]></category>
		<category><![CDATA[milla]]></category>
		<category><![CDATA[nemo]]></category>
		<category><![CDATA[nike]]></category>
		<category><![CDATA[poldo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Enzo, Nike, Benni, Lupa, Milla e ora Nemo. Nemo ha la bocca che ride. Forse non capite, ma ha la bocca che ride. Ci sono cani che ridono e lui è uno di quelli. Ti guarda e quando è felice ride. Ancora stiamo imparando a conoscerci ma abbiamo capito subito che lui ride, come rideva Benni. Nemo è arrivato due sabati fa ed è stato all&#8217;improvviso. Da quando la Lupa è volata via aspettavo il momento in cui mia mamma avrebbe detto sì a un altro cane.&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Enzo, Nike, Benni, Lupa, Milla e ora <strong>Nemo</strong>.</p>
<p>Nemo ha la bocca che <strong>ride</strong>.<br />
Forse non capite, ma ha la bocca che ride. Ci sono cani che ridono e lui è uno di quelli.<br />
Ti guarda e quando è felice ride.<br />
Ancora stiamo imparando a conoscerci ma abbiamo capito subito che lui ride, come rideva Benni.</p>
<p>Nemo è arrivato due sabati fa ed è stato all&#8217;improvviso.<br />
Da quando <a title="Ciao Lupa" href="http://www.lullablog.it/blog/2013/07/14/ciao-lupa/">la Lupa è volata via</a> aspettavo il momento in cui mia mamma avrebbe detto sì a un altro cane.<br />
Sabato lo ha detto. E sabato pomeriggio Nemo abitava con noi .</p>
<p>Nemo si chiamava <strong>Poldo</strong>, arriva dal <strong>canile di Arenzano</strong> e prima dalla provincia di <strong>Salerno</strong>.<br />
Non conosco ancora bene la sua storia; so solo che è stato raccolto in strada e che al suo primo canile faceva da mamma a una cucciolata di piccoli abbandonati. Lui che cucciolo era ed è ancora.</p>
<p>Siamo andate al canile Anna e io ed è stato difficile; perché inevitabilmente devi <strong>scegliere</strong>.<br />
Quindi mentre sei lì speri che sia uno di loro a sceglierti, come era stato per la Nike, che al canile di Genova aveva scelto noi tirando fuori dalla gabbia una zampa e agganciando mio fratello per la maglia.<br />
O speri che un segno cada sul tuo cammino, così da poter trasferire a qualcosa di esterno la responsabilità di una scelta; la Lupa vagava per un bosco, persa e abbandonata.  Ed è stata una notte ad aspettarci, ferma nello stesso punto in cui l&#8217;avevamo incontrata la prima volta.<br />
Perché scegliere chi porterai a casa, a chi regalerai la vita del cane amato e rispettato, è <strong>doloroso</strong>.<br />
Non esci semplicemente felice, con il tuo cane in braccio; ti porti dietro un po&#8217; di <strong>buchi</strong> in quella felicità, uno per ogni sguardo di cane che ha incrociato il tuo, dietro la rete dei box.</p>
<p>Così per il suo sguardo vivace, per le parole della volontaria Alessandra, per il cuore di Anna, siamo usciti con Poldo, nella sua nuova vita Nemo.<br />
Ma ho un buchino qui dentro per tutti gli sguardi di <strong>Mordicchio</strong>, <strong>Molly</strong>, <strong>Pallino</strong>, per le zampette accarezzate attraverso le reti, per il saltellare vivace di ognuno di loro, per il nascondersi schivo di altri.</p>
<p>Nemo è arrivato a casa ed è stato subito buono. Vivace ma senza pazzia, è andato d&#8217;accordo con la <strong>Milla</strong> da subito e non ha infastidito neppure <strong>Ciccio</strong>, il gatto.<br />
I primo giorni ha tenuto lo sguardo alto, a guardarsi intorno come a controllare cosa lo circondasse; adesso che la confidenza è presa, lo sguardo scende a terra a far buchi nei vasi, a giocare con le olive, a rubare le scarpe.<br />
Insomma, lascia libero lo spirito cucciolo che è in lui.</p>
<p>Nemo come il pesciolino del cartone animato.<br />
Nemo come il capitando di <em>ventimila leghe sotto i mari</em>.<br />
Nemo come <em>nessuno</em> in latino. Come a dire: ero come un <strong>Nessuno</strong> sulla strada quando mi hanno raccolto ma ora questo è il mio nome e so chi sono.</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Diventare scolaretti</title>
		<link>https://www.lullablog.it/blog/2014/09/23/diventare-scolaretti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 09:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tamagotchi]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[grembiulino]]></category>
		<category><![CDATA[leggere]]></category>
		<category><![CDATA[primo giorno]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Anche Anna è entrata nel mondo della scuola. Piccola, col suo zaino sulle spalle e il grembiulino nero che la fa sembrare ancora più scricciola, gli occhietti vispi e l&#8217;emozione di crescere. Ha cominciato la sua avventura e noi ci illudiamo di esserci ma guardiamo solo dalla finestra, cercando di interpretare le sue giornate dai suoi occhi, dai suoi racconti, dai sorrisi; sbirciamo i quaderni e attacchiamo etichette sui libri e lo facciamo forse per lasciare un po&#8217; di traccia di noi che restiamo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Anche Anna è entrata nel mondo della scuola.</p>
<p>Piccola, col suo zaino sulle spalle e il grembiulino nero che la fa sembrare ancora più scricciola, gli occhietti vispi e l&#8217;emozione di crescere.</p>
<p>Ha cominciato la sua avventura e noi ci illudiamo di esserci ma guardiamo solo dalla finestra, cercando di interpretare le sue giornate dai suoi occhi, dai suoi racconti, dai sorrisi; sbirciamo i quaderni e attacchiamo etichette sui libri e lo facciamo forse per lasciare un po&#8217; di traccia di noi che restiamo chiusi fuori, anche se ci siamo.</p>
<p>Sorride entrando, sorride uscendo e questo ci basta.<br />
La serenità ci basta, in fondo adesso.<br />
Perché ora come ora la cosa più importante è questa. Il resto verrà.</p>
<p>Buona strada, piccolina.</p>
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		<title>15 luglio, Ninni e buon compleanno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 11:44:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[vecchioni]]></category>
		<category><![CDATA[ninni]]></category>
		<category><![CDATA[roberto vecchioni]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; &#8220;Dire all&#8217;uomo che fuma senza parlare fuma piano ti prego &#8211; e poi capire che il futuro è già stato e non può cambiare&#8221; Questa è la &#8220;nostra&#8221; canzone dei 15 luglio, fratello; e amen se ci pizzica il cuore. Ti ricordi il pizzico al cuore? Ti veniva da piccolo, quando qualcosa o qualcuno ti commuoveva. &#8220;dire al piccolo finché puoi stiamo insieme&#8221; Faccio spesso un gran confusione, sovrappongo te a Marco; è difficile da spiegare, siete così diversi eppure mi confondo, vi confondo.&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>&#8220;Dire all&#8217;uomo che fuma senza parlare<br />
fuma piano ti prego &#8211; e poi capire<br />
che il futuro è già stato e non può cambiare&#8221;</p></blockquote>
<p>Questa è la &#8220;nostra&#8221; canzone dei 15 luglio, fratello; e amen se ci <strong>pizzica</strong> il cuore.<br />
Ti ricordi<strong> il pizzico al cuore</strong>? Ti veniva da piccolo, quando qualcosa o qualcuno ti commuoveva.</p>
<blockquote><p>&#8220;dire al piccolo finché puoi<br />
stiamo insieme&#8221;</p></blockquote>
<p>Faccio spesso un gran confusione, sovrappongo te a Marco; è difficile da spiegare, siete così diversi eppure mi confondo, vi confondo.<br />
Marco e Davide, biondi e belli; ma non vi sovrappongo fisicamente.<br />
Ricordo un ricordo e poi mi fermo: eri tu o è Marco? Eravamo noi piccoli o è adesso?</p>
<p>Questa è la nostra canzone del <strong>15 luglio</strong>; lo è da quel 15 luglio di tanti anni fa, quando alla radio l&#8217;hanno trasmessa proprio per te <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>C&#8217;era su <strong>Radio 2</strong> mi pare (ma non ci giurerei, potrebbe essere Radio 1) un programma che durava mezz&#8217;ora &#8211; dalle 19:00 alle 19:30 &#8211; e trasmetteva canzoni a richiesta, dediche; lo ascoltavamo sempre.<br />
Eravamo in casa, tornati dal mare.<br />
Avevo scritto una lettera mesi prima, perché quel 15 luglio mettessero <strong>Ninni</strong> per te.<br />
Senza dirti nulla (però mamma e papà lo sapevano <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ).<br />
Non ti ho detto nulla perché sai, chissà se l&#8217;avrebbero trasmessa; la canzone non era certo in voga e poi chissà quante richieste ricevevano.<br />
Invece l&#8217;hanno trasmessa; come ultima richiesta &#8220;<em>per Davide, per il suo compleanno</em>&#8221; hanno messo su <strong>Ninni</strong>.<br />
E l&#8217;hanno lasciata tutta, fino all&#8217;ultima nota. Perché &#8220;<em>una canzone così bella non si può tagliare nemmeno di una nota</em>&#8221; hanno detto alla fine.</p>
<p>Bon <strong>Felle</strong>, se ti pizzica il cuore amen.<br />
Pizzica a me a scrivere, figurati <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Buon compleanno <strong>fratello</strong>; sorella fortunatissima sono, ad averti <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><object width="560" height="315"><param name="movie" value="//www.youtube.com/v/aWQK1E750wU?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowscriptaccess" value="always"/><embed src="//www.youtube.com/v/aWQK1E750wU?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="700" height="394" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"/></object></p>
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