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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0"><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971</id><updated>2009-11-09T16:59:37.026+01:00</updated><title type="text">...ma sono vivo e non ho più paura!</title><subtitle type="html">e se mi va parlo di cinema, ma se mi va parlo pure di tecnologia e se mi gira parlo d'altro</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>3417</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/maSonoVivoENonHoPiuPaura" type="application/atom+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-9016868566793114465</id><published>2009-11-09T14:23:00.005+01:00</published><updated>2009-11-09T16:18:25.372+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="jude law" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tom waits" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="heath ledger" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="colin farrel" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="terry gilliam" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="johnny depp" /><title type="text">Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo (The Imaginarium of Dr. Parnassus, 2009)di Terry Gilliam</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POSTATO SU&lt;/span&gt; &lt;a href="http://blog.screenweek.it/2009/11/parnassus-luomo-che-voleva-ingannare-il-diavolo-la-recensione-55544.php"&gt;&lt;img src="http://www.screenweek.it/i/logo-small.gif" height="30" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;E' talmente particolare il modo di lavorare, concepire e realizzare le sue opere che alla fine un film rimestato e rielaborato per far fronte alla morte di uno dei protagonisti sopraggiunta a metà lavorazione è uno dei migliori tra gli ultimi di Terry Gilliam.&lt;br /&gt;Appurato che i tempi di Brazil e Paura e Delirio a Las Vegas sono lontani si può affermare che Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo è un'opera riuscita e in certi momenti dotata di lampi di quella complessità visiva e quella stratificazione narrativa che sono la cifra del miglior Gilliam.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto la trama, stranamente lineare e foriera di poche divagazioni che non siano funzionali ad una storia che di suo ne prevede, merito probabilmente del ritorno di Charles McEwon. Il dr. Parnassus controlla la propria mente e l'immaginazione degli altri consentendo a chiunque attraversi lo specchio del suo carrozzone ambulante (veramente bello) di entrare nella propria. Ogni attraversamento è un passaggio tra il mondo reale e quello finzionale (leggasi: digitale) nel quale i personaggi si trovano a scegliere tra il Diavolo e Parnassus stesso.&lt;br /&gt;Parnassus da millenni fa scommesse con il Diavolo e negli ultimi anni si è giocato l'anima della figlia, per tenerla stretta deve collezionare più anime del principe delle tenebre e in questo lo aiuta un nuovo arrivato, cioè Heath Ledger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se tematicamente Gilliam non si allontana mai troppo da se stesso (alla faccia della grande immaginazione!) e anche visivamente rimane vincolato ai suoi standard (i saggi barboni, il mondo dei senza tetto delle grandi città, le lenti deformanti e la profondità di campo, i santoni e infine il contrasto tra i sogni, nel senso di aspirazioni, e la realtà vissuta) narrativamente stavolta trova una nuova unione riuscita tra l'esigenza di raccontare una storia canonica e quella di mettere in scena l'inenarrabile, la scintilla di assoluto alla quale anela, quell'avvicinamento costante al mondo dell'assurdo più o meno carroliano (bellissimo il passaggio giorno/notte con il riflesso in acqua).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, l'impressione che più che mettere in scena una vera immaginazione Gilliam metta in scena gli stereotipi di quella che solitamente pensiamo sia una grande immaginazione, è forte. Ma se ci si svincola da questo probabilmente fondato sospetto (che è il regista stesso a sbatterci in faccia) si trova un film sorprendente e meno stralunato di quel che si possa pensare incentrato sulle possibilità di essere quello che non si è. Che rivedere le proprie opere a metà non gli faccia davvero bene??&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://images.movieplayer.it/2009/09/30/christopher-plummer-e-tom-waits-in-parnassus-l-uomo-che-voleva-ingannare-il-diavolo-132421.jpg"&gt;&lt;img src="http://images.movieplayer.it/2009/09/30/christopher-plummer-e-tom-waits-in-parnassus-l-uomo-che-voleva-ingannare-il-diavolo-132421.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.sentieriselvaggi.it/file/166/33022/image/thumb.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.sentieriselvaggi.it/file/166/33022/image/thumb.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2009/10/53_20091018_PARNASSUS__Heath_Ledger_e_Lily_Cole_640x640.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2009/10/53_20091018_PARNASSUS__Heath_Ledger_e_Lily_Cole_640x640.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-9016868566793114465?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/fEuzMnD3SR8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/9016868566793114465/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=9016868566793114465&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/9016868566793114465" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/9016868566793114465" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/fEuzMnD3SR8/parnassus-luomo-che-voleva-ingannare-il.html" title="Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo (&lt;i&gt;The Imaginarium of Dr. Parnassus&lt;/i&gt;, 2009)&lt;br&gt;di Terry Gilliam" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/11/parnassus-luomo-che-voleva-ingannare-il.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-7299699751423900586</id><published>2009-11-06T10:14:00.004+01:00</published><updated>2009-11-06T11:16:28.869+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="pedro almodovar" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="penelope cruz" /><title type="text">Gli Abbracci Spezzati (Los Abrazos Rotos)di Pedro Almodovar</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POSTATO SU&lt;/span&gt; &lt;a href="http://blog.screenweek.it/2009/10/nel-paese-delle-creature-selvagge-la-recensione-in-anteprima-54639.php"&gt;&lt;img src="http://www.screenweek.it/i/logo-small.gif" height="30" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Questi sono i classici film sui quali non si scrive a caldo. Quelli che deve passare un po' di tempo, su cui ripensi, vedi che ti è rimasto e li guardi con un po' di distanza. E invece sono qua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho mai nascosto la mia passione per il cinema classicissimo rielaborato, ricucinato e rimestato di Almodovar, l'amore per le sue trame implausibili, le sue trovate da feuilleton, la sua messa in scena barocca e  il suo sentimentalismo che sa essere spicciolo con pathos, insomma per tutte quelle cose che altrove sono citate come difetti ma che nei film di Almodovar trovano un equilibrio, una maestria e una partecipazione inedite che li rende espedienti per un grande racconto. Come se lui fosse il primo a non riuscire a non commuoversi nel raccontare quelle storie.&lt;br /&gt;Se c'è una caratteristica su tutte che citerei come emblematica del regista spagnolo è la capacità e la volontà di fare racconti che siano tali nel senso più stretto. Intrecci fortissimi, trame complesse colme di risvolti e personaggi emblematici. La versione gay di Tarantino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preciso tutto questo perchè è proprio quello che manca in Gli Abbracci Spezzati. Nonostante si pianga spesso, nonostante ci siano diverse sublimi implausibilità e nonostante il discorso di fondo sia ancora una volta sulla potenza e l'importanza dei racconti che facciamo agli altri e a noi stessi, stavolta manca il vero pathos, manca cioè una sostanza dietro i pianti e gli occhi lucidi dei personaggi. Stavolta Pedro è il primo a non commuoversi per la storia che racconta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Abbracci Spezzati è narrato per ellissi temporali, come spesso si è visto nella sua produzione recente, e mette in scena il rapporto passionale tra un regista e la sua attrice contrastato dal vecchio marito di lei che è anche produttore del film. Si parte dal melodrammatico per finire con tinte noiresche date dalla fuga d'amore dei due.&lt;br /&gt;Questa volta sembra che a fronte delle sempre straordinarie idee di messa in scena (le coperte soffocanti, l'autodoppiaggio e altre mille che non citerò) manchi qualcosa di vero da raccontare. La storia dell'amore travolgente non sa essere più feroce incazzatura come nei primi film del maestro, nè splendida indulgenza verso le donne come nella produzione dei tardi anni '90 e nemmeno puro entertainment come spesso è capitato. Stavolta è un melodramma poco sapido come tanti altri che si vedono in giro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccole godurie per fan sono i rimestamenti del cinema almodovariano: il film nel film (Donne sull'orlo di una crisi di nervi), la scena di Viaggio In Italia (già citato in Il fiore del mio segreto), l'ossessione delle riprese già vista in Kika, l'espediente della traduzione sonora di qualcosa che è muto (Tacchi a spillo, ma anche Donne sull'orlo di una crisi di nervi) e la disabilità fisica (Carne Tremula).&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://misteriosoobjetoalmediodia.files.wordpress.com/2009/03/los-abrazos-rotos.jpg"&gt;&lt;img src="http://misteriosoobjetoalmediodia.files.wordpress.com/2009/03/los-abrazos-rotos.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://images.movieplayer.it/2009/04/23/una-scena-del-film-los-abrazos-rotos-con-penelope-cruz-nel-monitor-al-centro-113722.jpg"&gt;&lt;img src="http://images.movieplayer.it/2009/04/23/una-scena-del-film-los-abrazos-rotos-con-penelope-cruz-nel-monitor-al-centro-113722.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://felisinblog.files.wordpress.com/2009/09/abrazos.jpg"&gt;&lt;img src="http://felisinblog.files.wordpress.com/2009/09/abrazos.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-7299699751423900586?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/Vs5eB7wx00s" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/7299699751423900586/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=7299699751423900586&amp;isPopup=true" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/7299699751423900586" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/7299699751423900586" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/Vs5eB7wx00s/gli-abbracci-spezzati-los-abrazos-rotos.html" title="Gli Abbracci Spezzati (&lt;i&gt;Los Abrazos Rotos&lt;/i&gt;)&lt;br&gt;di Pedro Almodovar" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/11/gli-abbracci-spezzati-los-abrazos-rotos.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-6060397146797634172</id><published>2009-11-05T17:34:00.001+01:00</published><updated>2009-11-05T17:38:13.467+01:00</updated><title type="text">Sull'andare al cinema da bambini</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A.O. Scott sul senso di tanta favolistica infantile tradizionale e non adesso che al cinema si vedono film come Fantastic Mr. Fox, Nel paese delle creature selvagge e Coraline&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;[...] Will “Fantastic Mr. Fox” be too scary for youngsters? Too confusing? Maybe, for some. But so was “Coraline,” Henry Selick’s pitch-perfect adaptation of Neil Gaiman’s kiddie-gothic novel. So was “Edward Scissorhands,” Tim Burton’s indelibly dark portrait of the artist as a young goth. (A retrospective of Mr. Burton’s work will open at the Museum of Modern Art in New York on Nov. 22; his new film, “Alice in Wonderland,” will be released next year.) So is “The Wizard of Oz” and half the books in the children’s section of the library. And so, of course, is “Wild Things.”&lt;br /&gt;The impulse to protect children from these kinds of stories is understandable. Like adults, they experience plenty of hard feelings in their daily lives — at home, on the playground, in the classroom, in their dreams — and they may want, as we do, to use movies and books as a form of escape. Bright colors, easy lessons and thrilling rides that end safely and predictably on terra firma have their place. But so, surely, do representations of the grimmer, thornier thickets of experience. That’s what art is, and surely our children deserve some of that too. Which includes movies that elicit displeasure and argument along with rapture [...]&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(via New York Times)&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-6060397146797634172?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/_b55XX8IdWc" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/6060397146797634172/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=6060397146797634172&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/6060397146797634172" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/6060397146797634172" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/_b55XX8IdWc/sullandare-al-cinema-da-bambini.html" title="Sull'andare al cinema da bambini" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/11/sullandare-al-cinema-da-bambini.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-5012150781115370153</id><published>2009-11-04T12:40:00.004+01:00</published><updated>2009-11-04T12:44:12.488+01:00</updated><title type="text">E che centra con il cinema?</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' morto ieri alla prematura età di 100 anni (sic!) &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Claude_L%C3%A9vi-Strauss"&gt;Claude Levi-Strauss&lt;/a&gt;, padre dell'antropologia moderna (come da definizione su Wikipedia) ma in realtà molto di più. Pensatore e fondatore dello struttural-funzionalismo. In pratica un mito. Se gli accademici fossero come i rockettari si sarebbe urlato ad ogni sua affermazione, ci sarebbero rose su rose sulla sua tomba e i poster con il suo volto si venderebbero agli angoli delle strade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vi chiedete davvero cosa centri tutto questo con il cinema non avete mai approfondito le sue tesi. Ci sono più spunti sulla comprensione dei meccanismi del racconto in quelle pagine che nei mensili di critica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-5012150781115370153?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/bvdpfWYIoGE" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/5012150781115370153/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=5012150781115370153&amp;isPopup=true" title="22 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/5012150781115370153" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/5012150781115370153" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/bvdpfWYIoGE/e-che-centra-con-il-cinema.html" title="E che centra con il cinema?" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">22</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/11/e-che-centra-con-il-cinema.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-8630231096035003311</id><published>2009-11-02T11:35:00.002+01:00</published><updated>2009-11-02T11:38:09.599+01:00</updated><title type="text">Già il trailer è tra i migliori italiani di sempre</title><content type="html">&lt;center&gt;&lt;object width="556" height="450"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/C-8NmEHtbjA&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/C-8NmEHtbjA&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="556" height="450"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/center&gt;Sento già il profumo delle grandi litigate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-8630231096035003311?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/2rBPZ2g47pg" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/8630231096035003311/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=8630231096035003311&amp;isPopup=true" title="62 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/8630231096035003311" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/8630231096035003311" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/2rBPZ2g47pg/gia-il-trailer-e-tra-i-migliori.html" title="Già il trailer è tra i migliori italiani di sempre" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">62</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/11/gia-il-trailer-e-tra-i-migliori.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-2235114180224068015</id><published>2009-11-02T10:36:00.003+01:00</published><updated>2009-11-02T10:42:07.689+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="top score" /><title type="text">TOP GAME SCORE: Uncharted 2: Among Thieves (VG)a cura di Compatto</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Z-sM46_QfZ8/Su6pTLFxNiI/AAAAAAAAARY/tx9lCHzqnSc/s1600-h/504x_uncharted_2_release_date.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 341px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Z-sM46_QfZ8/Su6pTLFxNiI/AAAAAAAAARY/tx9lCHzqnSc/s400/504x_uncharted_2_release_date.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399439150123398690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Uncharted 2 è un videogioco per PS3 che segue le avventure del simpatico archeologo Nathan Drake. M entre nel primo episodio Drake seguiva le tracce del suo antenato Sir Francis Drake in questo episodio l’archeologo deve scovare un antico tesoro perso da Marco Polo durante una spedizione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Il primo episodio fu un enorme successo grazie all’ottimo gameplay, bei scenari, cut scenes sempre più cinematografiche e ovviamente una trama degna di nota.&lt;br /&gt;Dopo 2 anni era immancabile un seguito e la domanda era: possibile che il seguito sia meglio dell’originale che già di suo era spettacolare? La risposta ovviamente è sì.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Tutto quello che si è  visto in Uncharted: Drake’s Fortune è stato raddoppiato nel sequel Among Thieves e forse è per questo che alcune recensioni nominano Uncharted 2 come la vera killer application della PS3, io devo concordare perché effettivamente questo gioco è perfetto, l’unico problema è che prima o poi finisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre che al gameplay alla grafica e a cut scenes Uncharted 2 deve il suo enorme successo anche al suo protagonista Nathan Drake, sembrerà una stupidaggine ma vedere Drake cadere, farsi male e cavarsela (in molte occasioni) grazie all’aiuto di altre persone lo rende più umano, simpatico e disperato, e personalmente parlando preferisco questi tipo di persone ai classici protagonisti che non si fanno un graffio e che se la sentono calda. Passiamo allo score.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a qualche anno fa Greg Edmonson era famoso solo per aver musicato lo score della serie tv Firefly, ora invece è per lo più riconosciuto per il suo lavoro nei due capitoli di Uncharted. Mentre lo score del primo non mi aveva conquistato, questo è invece degno di nota, anche se la durata dell’album è breve (solo 50 minuti).&lt;br /&gt;Suonato dai 70 membri della Skywalker Symphony Orchestra questo score si divide tra musica ‘da scoperta’ come dico io, musica drammatica e ovviamente l’immancabile musica d’azione, e proprio quest’ultima è stata la parte più difficile da scrivere secondo il compositore perché per musicare le scene in-game tocca usare la propria immaginazione visto che non c’è una linea da seguire come c’è invece durante le cut scenes che in pratica sono dei filmetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bravo Greg Edmonson a sta botta ti sei fatto valere, anche se a mio avviso serviva in cd un po’ più sostanzioso, 50 minuti sono pochi soprattutto se si pensa che lo score totale ammonta a oltre 2 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=NLR3DO14"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL DOWNLOAD&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-2235114180224068015?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/QqGjFXN-hnQ" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/2235114180224068015/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=2235114180224068015&amp;isPopup=true" title="10 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/2235114180224068015" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/2235114180224068015" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/QqGjFXN-hnQ/top-game-score-uncharted-2-among.html" title="TOP GAME SCORE: Uncharted 2: Among Thieves (VG)&lt;br&gt;a cura di Compatto" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_Z-sM46_QfZ8/Su6pTLFxNiI/AAAAAAAAARY/tx9lCHzqnSc/s72-c/504x_uncharted_2_release_date.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">10</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/11/top-game-score-uncharted-2-among.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-5444703388346428826</id><published>2009-10-31T19:32:00.002+01:00</published><updated>2009-10-31T19:35:52.075+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="podcast" /><title type="text">Cellulite e Celluloide - Il podcast</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il consueto podcast settimanale della trasmissione in onda su &lt;a href="http://www.radiorock.it/" _base_target="_blank"&gt;RadioRock&lt;/a&gt; (106.600 FM) ogni venerdì alle 20.30, che vede ai microfoni oltre a &lt;a href="http://www.princefaster.com/" _base_target="_blank"&gt;Prince Faster&lt;/a&gt; anche il sottoscritto sotto lo pseudonimo di Gabriele Vasquez.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://liuk.mypodcast.com/2009/10/Puntata_del_30_Ottobre-252941.html"&gt;&lt;img src="http://1.bp.blogspot.com/_Z-sM46_QfZ8/SuyDRP-GzkI/AAAAAAAAARQ/VY0ngr6wb3Q/s400/amore+14.jpg" width="556" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;Si comincia con il vincitore del festival di Cannes: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il nastro bianco&lt;/span&gt;, per cambiare subito tono con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Amore 14&lt;/span&gt;, si consiglia moderatamente &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Capitalism&lt;/span&gt;, si annunciano le prossime uscite di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marpiccolo&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A serious man&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'uomo che fissa le capre&lt;/span&gt; e poi si chiude con l'amara stroncatura di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel paese delle creature selvagge&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://www.mypodcast.com/fsaudio/liuk_20091031_1331-527575.mp3"&gt;LA PUNTATA DEL 30/10/09&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;Per i file occorre ringraziare il prode &lt;a href="http://liuk.mypodcast.com/" _base_target="_blank"&gt;Luca &lt;/a&gt;che pur non avendo nulla a che vedere con l'amministrazione della radio ha deciso in proprio di registrare, tagliare e mettere online i file.&lt;br /&gt;Ordunque adesso anche se non siete di Roma o dintorni potete godere anche voi di queste perle radiofoniche e sottoscrivere i podcast come più vi aggrada. O consultare l'&lt;a href="http://liuk.mypodcast.com/"&gt;archivione&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://itunes.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewPodcast?id=333261744" title="Subscribe to podcast with iTunes" alt="Subscribe to podcast with iTunes" _base_target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.mypodcast.com/images/itunes2.png" style="border: 0pt none ;" _base_target="_blank" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://fusion.google.com/add?feedurl=http%3A%2F%2Fliuk.mypodcast.com%2Frss.xml" title="Subscribe to podcast with Google" alt="Subscribe to podcast with Google" _base_target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.mypodcast.com/images/google2.png" style="border: 0pt none ;" _base_target="_blank" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://add.my.yahoo.com/rss?url=http%3A%2F%2Fliuk.mypodcast.com%2Frss.xml" title="Subscribe to podcast with Yahoo" alt="Subscribe to podcast with Yahoo" _base_target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.mypodcast.com/images/yahoo2.png" style="border: 0pt none ;" _base_target="_blank" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://liuk.mypodcast.com/rss.xml" title="Podcast RSS-channel" alt="Podcast RSS-channel" _base_target="_blank"&gt;&lt;img src="http://www.mypodcast.com/images/podcast.png" style="border: 0pt none ;" _base_target="_blank" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-5444703388346428826?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/0I1Bg43n4ys" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/5444703388346428826/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=5444703388346428826&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/5444703388346428826" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/5444703388346428826" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/0I1Bg43n4ys/cellulite-e-celluloide-il-podcast_31.html" title="Cellulite e Celluloide - Il podcast" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_Z-sM46_QfZ8/SuyDRP-GzkI/AAAAAAAAARQ/VY0ngr6wb3Q/s72-c/amore+14.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/cellulite-e-celluloide-il-podcast_31.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-5183857309575815596</id><published>2009-10-28T16:36:00.003+01:00</published><updated>2009-10-28T16:40:33.807+01:00</updated><title type="text">....però poi ci ricaschi sempre (ce lo aggiungo io)</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;blockquote&gt;Quando cominci un videogioco ti ci perdi talmente tanto che non richiami gli amici, non mangi, non fai sesso con la tua ragazza e per 3-4 settimane sei fuori da tutto ma poi quando lo finisci succede sempre che mostrano un asiatico che alza un trofeo.&lt;br /&gt;Dopo tutta quella fatica la ricompensa è minima. Alla fine non ti senti fico per avercela fatta e non ti senti di aver conquistato qualcosa, anzi forse ti senti più perdente perchè hai messo da parte tutto il resto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Vince Vaughn oggi sul dualismo del rapporto con i videogiochi&lt;br /&gt;conferenza stampa di L'Isola delle Coppie&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-5183857309575815596?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/AOe1O0Sl690" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/5183857309575815596/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=5183857309575815596&amp;isPopup=true" title="17 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/5183857309575815596" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/5183857309575815596" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/AOe1O0Sl690/pero-poi-ci-ricaschi-sempre-ce-lo.html" title="....però poi ci ricaschi sempre (ce lo aggiungo io)" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">17</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/pero-poi-ci-ricaschi-sempre-ce-lo.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-7914764584823714674</id><published>2009-10-28T10:30:00.004+01:00</published><updated>2009-10-28T11:22:05.952+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="spike jonze" /><title type="text">Nel Paese Delle Creature Selvagge (Where The Wild Things Are, 2009)di Spike Jonze</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POSTATO SU&lt;/span&gt; &lt;a href="http://blog.screenweek.it/2009/10/nel-paese-delle-creature-selvagge-la-recensione-in-anteprima-54639.php"&gt;&lt;img src="http://www.screenweek.it/i/logo-small.gif" height="30" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il progetto sembrava folle fin dall'inizio ma se c'è una cosa in cui eccelle Spike Jonze è l'infondere  un frammento di storia o un pezzo di drammaturgia anche all'immagine più insignificante e rapida. Ce n'eravamo accorti quando faceva pubblicità e videoclip, i suoi prodotti avevano sempre un che di umano e, a differenza degli altri, anche quando erano puro stile suggerivano un universo con una storia (&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=dPT7q825gwI"&gt;il video&lt;/a&gt; dell'uomo che prende fuoco al ralenti che si chiude con la bambino triste che guarda la scena dal sedile posteriore di una macchina con dietro delle buste della spesa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi affidare a lui Nel paese delle creature selvagge, l'adattamento dell'omonimo &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Where_the_Wild_Things_Are"&gt;libro illustrato&lt;/a&gt; di Maurice Sendak, era forse la scelta più corretta, perchè il libro è veramente breve mentre il film ha una durata canonica.&lt;br /&gt;L'inizio sembra confermare tutto questo. I primi 5 minuti sono da manuale del cinema, c'è bellezza, sentimento e racconto. La semplice lotta per gioco tra un bambino e il suo cane è ripresa con una dignità, una sapienza e uno sguardo che è già presa di posizione che impressionano e quando compare il titolo dovrebbero scattare gli applausi.&lt;br /&gt;Il film da lì in poi scorre senza intoppi, almeno fino a che non si arriva dove le creature selvagge stanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì il film si insabbia e non riesce più a scorrere come in precedenza. Nonostante le molte scelte vincenti (sembra tutto girato al tramonto con una luce che rende i colori splendidi) lo stesso si ha l'impressione che ci siano stati dei problemi in fase di realizzazione. E così è infatti. Le cronache già ci avevano parlato di una lunga gestazione e di un quasi licenziamento del regista, tutte cose che ovviamente influiscono male su un film che non è più il libero frutto della sua volontà.&lt;br /&gt;Così i tanti elementi splendidi (è incredibile come in ogni sequenza si respiri un'aria inquieta) non si amalgamano bene, il racconto non fluisce e sostanzialmente ci si annoia un bel po'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche le musiche, accuratamente selezionate, sembrano usate come un tampone in sequenze (davvero questo lo dico con la morte nel cuore) che sembrano dei videoclip e non delle parti musicali di un film.&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://cribbster.files.wordpress.com/2009/03/wwhere-the-wild-things-are.jpg"&gt;&lt;img src="http://cribbster.files.wordpress.com/2009/03/wwhere-the-wild-things-are.jpg" height="80" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://images2.fanpop.com/images/photos/5200000/Where-The-Wild-Things-Are-upcoming-movies-5218497-1920-800.jpg"&gt;&lt;img src="http://images2.fanpop.com/images/photos/5200000/Where-The-Wild-Things-Are-upcoming-movies-5218497-1920-800.jpg" height="80" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://ncjl.files.wordpress.com/2009/03/where-the-wild-things-are-06.jpg"&gt;&lt;img src="http://ncjl.files.wordpress.com/2009/03/where-the-wild-things-are-06.jpg" height="80" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-7914764584823714674?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/75nH09E4Dlk" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/7914764584823714674/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=7914764584823714674&amp;isPopup=true" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/7914764584823714674" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/7914764584823714674" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/75nH09E4Dlk/nel-paese-delle-creature-selvagge-where.html" title="Nel Paese Delle Creature Selvagge (&lt;i&gt;Where The Wild Things Are&lt;/i&gt;, 2009)&lt;br&gt;di Spike Jonze" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/nel-paese-delle-creature-selvagge-where.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-6208768877799728062</id><published>2009-10-27T09:47:00.003+01:00</published><updated>2009-10-27T10:24:59.316+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="federico moccia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><title type="text">Amore 14 (2009)di Federico Moccia</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POSTATO SU&lt;/span&gt; &lt;a href="http://blog.screenweek.it/2009/10/amore-14-la-recensione-in-anteprima-54543.php"&gt;&lt;img src="http://www.screenweek.it/i/logo-small.gif" height="30" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Pronto per essere demolito dagli snob e amato dai ragazzini il nuovo lavoro di Federico Moccia conferma tutte le tendenze dei precedenti exploit estremizzandole. C'è una storia d'amore fatta di un colpo di fulmine e poi di una forzata separazione fino a che il "destino" non ci mette lo zampino, ci sono protagonisti mai apparsi sullo schermo e un giro di parenti e fratelli maggiori a fare da contorno (stavolta un contorno decisamente più importante), c'è Roma Nord contrapposta al resto dei quartieri, c'è un certo modo di intendere la vita mascherato (senza nessun problema e senza nessun interesse fingendo che ce ne siano), ci sono le feste e le scappatelle notturne e si parla molto di più di sesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il sesso, diciamo che Amore 14 si differenzia più che altro per questo elemento. Per quanto se ne parli e quanti si affronti il tema. Che forse è anche l'unica cosa che ci può stare del film, l'unico elemento reale di una parabola altrimenti fuori dal mondo per almeno il 90% della popolazione.&lt;br /&gt;Come sempre infatti Moccia parla di una minoranza che stavolta è ancora più ristretta. Se in passato infatti che si trattasse di una minoranza lo capivano in pochi (poichè le figure diventavano quasi subito archetipe e che si fosse a Roma Nord lo notavano solo quelli di Roma Nord), adesso invece la metafora è più stretta e meno sognante. Come del resto il protagonista maschile è meno incisivo, motivo per il quale il film potrebbe andare male al botteghino (il segreto di questi racconti è infatti il maschio e non la femmina).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moccia cerca di elevare con un romanticismo esasperato non solo se stesso (la figura del fratello romanziere a cui nessuno vuole pubblicare il primo libro è abbastanza diretta) ma anche tutto un mondo che non avrebbe altri modi per essere elevato. Un mondo che non è Roma Nord ma solo quella piccola parte che genericamente si identifica con quei luoghi e che appunto, non fosse per l'indicazione geografica, non avrebbe altro modo per essere riconosciuta.&lt;br /&gt;Non è tanto come mostri con totale indulgenza cose che altrove sarebbero da condannare (in fondo ognuno dà le valutazioni che crede) quanto il fatto che per elevare l'oggetto del suo racconto lo contrapponga a realtà degeneri totalmente non rappresentative. L'unico contraltare al mondo delle protagoniste è infatti quella dei coattoni figli dei benzinai che si divertono a menare e hanno l'alito puzzolente perchè mangiano il Kebab con troppa cipolla. Non che non esistano queste categorie umane, ma usarle per innalzare la propria è troppo facile.&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://cineblog.webdailynews.it/wp-content/uploads/Amore_14-03.jpg"&gt;&lt;img src="http://cineblog.webdailynews.it/wp-content/uploads/Amore_14-03.jpg" height="130" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://images.movieplayer.it/2009/07/07/raniero-monaco-di-lapio-insieme-a-veronica-olivier-nel-film-amore-14-diretto-da-federico-moccia-123676.jpg"&gt;&lt;img src="http://images.movieplayer.it/2009/07/07/raniero-monaco-di-lapio-insieme-a-veronica-olivier-nel-film-amore-14-diretto-da-federico-moccia-123676.jpg" height="130" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://images.alice.it/sg/spettacolouni/upload/amo/0000/amore_14_6.jpg"&gt;&lt;img src="http://images.alice.it/sg/spettacolouni/upload/amo/0000/amore_14_6.jpg" height="130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-6208768877799728062?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/7oeOXFkAzq8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/6208768877799728062/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=6208768877799728062&amp;isPopup=true" title="33 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/6208768877799728062" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/6208768877799728062" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/7oeOXFkAzq8/amore-14-2009-di-federico-moccia.html" title="Amore 14 (2009)&lt;br&gt;di Federico Moccia" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">33</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/amore-14-2009-di-federico-moccia.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-4352312173466257824</id><published>2009-10-26T09:46:00.003+01:00</published><updated>2009-10-26T10:17:14.228+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="john woo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="takeshi kaneshiro" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tony leung" /><title type="text">La Battaglia dei Tre Regni (Red Cliff, 2009)di John Woo</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POSTATO SU&lt;/span&gt; &lt;a href="http://blog.screenweek.it/2009/10/la-battaglia-dei-tre-regni-la-recensione-54457.php"&gt;&lt;img src="http://www.screenweek.it/i/logo-small.gif" height="30" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Visto in originale la battaglia dei tre regni è un filmone in due parti (andate separatamente in sala) da circa 150 minuti ciascuna per un totale di 5 ore.&lt;br /&gt;Non si tratta di un film fiume dove accadono molte cose, ma di un film normale in cui ogni scena dura molto, in cui ci sono parecchie battaglie e nel quale uno scontro diretto tra due eserciti (si racconta di 3-4 battaglie marginali e poi della preparazione e dell'arrivo dell'effettivo grande incontro) è raccontato con calma e dovizia di particolari. In questo senso è un film fuori dai canoni perchè non annoia nonostante i suoi tempi palesemente dilatati.&lt;br /&gt;In Italia tutto questo si perde perchè da noi Red Cliff parte 1 e parte 2 escono compressi in un unico film da 150 minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sensazione, vedendo l'edizione italiana dopo aver visto i due originali, è di trovarsi di fronte ad un'ampia sintesi. I tagli sono in linea di massima indolori per scene e personaggi, se si eccettuano la storia d'amore della sorella del generale protagonista e alcuni momenti puramente asiatici che sarebbero di difficile comprensione in occidente per il resto c'è tutto, solo scorciato. Qua e là mancano piccole scene e tutto è riassunto il più possibile.&lt;br /&gt;Il risultato è che bene o male nessun tema viene trascurato ma la costruzione epica e sentimentale è inesistente. I medesimi momenti non hanno il medesimo valore perchè non sono stati costruiti adeguatamente come era previsto, così i personaggi non hanno lo spessore che dovrebbero e tutto il respiro del film ne risente (e in un film del genere il respiro é tutto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo strano dell'opera infatti è come sia in fondo un film occidentale (non a caso si tratta di un regista che lavora ormai da decenni in America), come nonostante alcune concessioni al mondo asiatico (alcuni valori a noi sconosciuti, una certa esaltazione della massa e una morale che guarda alla filosofia orientale) in fondo si tratti di un film dove l'individualismo americano prevale. Se già John Woo nel suo periodo hongkongese guardava molto a quel tipo di epica e di eroismo virile, ora che fa un film al servizio dei grandi capitali cinesi mette in scena più o meno il medesimo mondo mascherandolo un po' di più.&lt;br /&gt;Non ci sono stecchini tra i denti ma sempre lì siamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante tanto si indugi sugli sconfinati eserciti e su come dalla loro padronanza derivino le possibilità di vittoria, alla fine è su poche personalità straordinarie che risiede davvero la storia, sulla loro capacità di fare la differenza anche da soli. Questa purtroppo è un'altra delle molte cose che l'edizione italiana trascura, intenta com'è ad accorciare i tempi.&lt;br /&gt;Ad ogni modo è da storia del cinema il modo inedito con cui John Woo riesce a rendere la complessa vastità di un esercito schierato, la sua eterogeneità, la sua grandezza e la sua espansione sul suolo. Una dimostrazione di come il cinema (con il suo schermo ridotto in grado di inquadrare solo una parte del totale) possa comunque riuscire a suggerire la vastità partendo dal particolare.&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://www.vimooz.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/redcliff1.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.vimooz.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/redcliff1.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.lifestyleasia.com/images/articles/red-cliff-2_89622.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lifestyleasia.com/images/articles/red-cliff-2_89622.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www3.timeoutny.com/newyork/theframeup/wp-content/uploads/2009/04/redcliff.jpg"&gt;&lt;img src="http://www3.timeoutny.com/newyork/theframeup/wp-content/uploads/2009/04/redcliff.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-4352312173466257824?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/d4fyMCqgLnE" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/4352312173466257824/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=4352312173466257824&amp;isPopup=true" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/4352312173466257824" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/4352312173466257824" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/d4fyMCqgLnE/la-battaglia-dei-tre-regni-red-cliff.html" title="La Battaglia dei Tre Regni (&lt;i&gt;Red Cliff&lt;/i&gt;, 2009)&lt;br&gt;di John Woo" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/la-battaglia-dei-tre-regni-red-cliff.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-7709536876868775905</id><published>2009-10-23T16:35:00.002+02:00</published><updated>2009-10-23T16:38:39.075+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="articoli" /><title type="text">Chi paga per le sale digitali?</title><content type="html">&lt;center&gt;&lt;a href="http://services.condenetint.com/dam/674x281/a_c/cinema_2.jpg"&gt;&lt;img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/a_c/cinema_2.jpg" width="556" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' emerso dall'incontro degli Stati Generali del cinema tenutosi al Festival di Roma come siamo veramente un paese di inguaribili sognatori ed è una cosa preoccupante quando si riversa anche nel mondo del business. Il digitale sta arrivando nelle sale cinematografiche (finalmente!) nella forma di proiettori in grado non solo di mostrare immagini più nitide e luminose ma soprattutto di abolire il vecchio e costosissimo sistema di distribuzione: niente più pizze da consegnare ma file che viaggiano in rete e finiscono nel proiettore stesso. File dagli standard qualitativi alti, i proiettori 2K hanno una risoluzione di 2048×1080 e i prossimi a 4K di 4096×2160.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I palesi benefici arrivano però con dei costi non indifferenti di ammodernamento per un settore, quello delle sale, già di suo in crisi e allora qual è la risposta? Come trovare i soldi necessari? Gli economisti hanno risposto illustrando nuovi modelli di business, altri hanno invece ipotizzato nuove idee per lucrare con sala ovvero trasmettere altri tipi di contenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-10/23/i-cinema-digitali-crescono-ma-chi-paga.aspx"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;continua su Wired.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-7709536876868775905?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/57hiO2zmpJA" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/7709536876868775905/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=7709536876868775905&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/7709536876868775905" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/7709536876868775905" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/57hiO2zmpJA/chi-paga-per-le-sale-digitali.html" title="Chi paga per le sale digitali?" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/chi-paga-per-le-sale-digitali.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-2263506839737175444</id><published>2009-10-23T16:27:00.001+02:00</published><updated>2009-10-23T16:30:23.342+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="festival del film 2009" /><title type="text">Il più grande rimane sempre lui</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per Manhattan lavorai solo 4 giorni, fu una cosa rapidissima che passò in un attimo. Ma non fu così rapida da non avere tempo una perla di regia da Woody Allen che mi disse praticamente solamente: "Potresti dire la battuta come l'ho scritta".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;Meryl Streep all'incontro con il pubblico del Festival di Roma&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-2263506839737175444?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/zBP7lPPHgu0" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/2263506839737175444/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=2263506839737175444&amp;isPopup=true" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/2263506839737175444" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/2263506839737175444" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/zBP7lPPHgu0/il-piu-grande-rimane-sempre-lui.html" title="Il più grande rimane sempre lui" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/il-piu-grande-rimane-sempre-lui.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-5144364277833854017</id><published>2009-10-22T14:32:00.006+02:00</published><updated>2009-10-22T16:17:47.967+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="roger deakins" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="joel coen" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ethan coen" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="festival del film 2009" /><title type="text">A Serious Man (id., 2009)di Joel e Ethan Coen</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POSTATO SU&lt;/span&gt; &lt;a href="http://blog.screenweek.it/2009/10/a-serious-man-la-recensione-dal-festival-di-roma-54208.php"&gt;&lt;img src="http://www.screenweek.it/i/logo-small.gif" height="30" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;FUORI CONCORSO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Raramente ho visto un finale simile, così appropriato, devastante e significativo. Così alto!&lt;br /&gt;Ma devo innazitutto premettere tre cose: primo non sono un malato dei Coen, ho visto i loro film (tutti credo) e mi piacciono un po' come a tutti, senza strapparmi i capelli; secondo questo film non ha mezze misure e la gente credo lo odierà; terzo sembra sempre di più che i Coen e Tarantino siano come andati alla stessa scuola, sono diversi e fanno cose diverse ma intimamente sono identici. C'è in entrambi un gusto per il racconto di storie e storielle, un godimento nel realizzare piccoli quadretti con personaggi cesellati, che non è paragonabile a nessun altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo mi sento di annunciare che finalmente (FINALMENTE!) i fratelli Coen hanno fatto il salto di qualità e sono passati da film ottimi ad un autentico capolavoro. Con un po' più di audacia rispetto al passato hanno preso i loro temi e le loro caratteristiche (siamo dalle parti di L'Uomo che non c'era) e hanno deciso di usarle per fare un discorso molto più complesso del solito, senza dare carote agli spettatori ma solo bastonate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un vecchio modo di dire che spesso faccio mio ma che non lo è che spiega cosa sia un noir: "Un film che parla di un mondo in cui è facile morire e difficile amare", i Coen hanno fatto talmente propria quest'idea e questo genere che ora pervade ogni cosa che fanno. Questa pseudo commedia ambientata in una comunità ebrea degli anni '60 ha un senso di morte incombente in ogni inquadratura, anche nei pratini tagliati (anche se non muore quasi nessuno (e comunque accade fuori scena con una tecnica sinceramente mai vista di montaggio alternato che inganna lo spettatore ma solo a metà, per capirlo dovete vederlo)). Non si tratta di quell'inquietudine lynchana, è proprio il noir privato di ogni altro costrutto, privato degli impermeabili, delle voci off, delle sigarette e delle pistole. L'amore non esiste (al massimo c'è il sesso) come del resto nemmeno il senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A serious man parte dalla cultura ebraica (per la quale tutto sempre ha un senso e lo si comunica con le storie) per distruggerne le fondamenta (che nulla abbia senso lo si ripete mille volte) attraverso il racconto di alcuni devastanti giorni nella vita di un altro uomo che non c'era, uno che attraversa la vita passivamente e che viene però messo a contatto con alcune svolte imprevedibili.&lt;br /&gt;Ci sono i personaggi assurdi coeniani, ci sono i momenti di sogno e c'è l'insostenibile peso di un fato che si accanisce ma questa volta nulla ha realmente senso, come ci si accanisce a ripetere più volte, questa volta tutti procedono incessantemente verso una morte che è annunciata in ogni segmento (e qui sta il genio, a rendere scene normali delle epifanie mortuarie) ma che non arriva mai a sanare i conflitti o a risolvere le trame che infatti rimarranno tutte insolute.&lt;br /&gt;Quell'ultima inquadratura che potrebbe essere l'ultima immagine di un episodio di un serial tv che deve tenere gli spettatori avvinti fino alla puntata successiva vi farà capire cosa intendo.&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://www.rowthree.com/wp-content/uploads/2009/07/aseriousmanmoviestill.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.rowthree.com/wp-content/uploads/2009/07/aseriousmanmoviestill.jpg" height="100" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://media.onsugar.com/files/ons1/192/1922283/31_2009/623edb761795fa57_a-serious-man.jpg"&gt;&lt;img src="http://media.onsugar.com/files/ons1/192/1922283/31_2009/623edb761795fa57_a-serious-man.jpg" height="100" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.filmofilia.com/wp-content/uploads/2009/08/a_serious_man-535x352.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.filmofilia.com/wp-content/uploads/2009/08/a_serious_man-535x352.jpg" height="100" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-5144364277833854017?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/OxPzgUoNLa0" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/5144364277833854017/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=5144364277833854017&amp;isPopup=true" title="22 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/5144364277833854017" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/5144364277833854017" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/OxPzgUoNLa0/serious-man-id-2009-di-joel-e-ethan.html" title="A Serious Man (&lt;i&gt;id.&lt;/i&gt;, 2009)&lt;br&gt;di Joel e Ethan Coen" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">22</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/serious-man-id-2009-di-joel-e-ethan.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-4815374417222889828</id><published>2009-10-21T18:09:00.002+02:00</published><updated>2009-10-21T18:41:08.387+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="festival del film 2009" /><title type="text">Brotherhood (Brotherskab, 2009)di Nicolò Donato</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;CONCORSO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;I neonazisti sono uguali in tutto il mondo, così anche in Danimarca fanno raid notturni per menare immigrati (in questo caso pakistani) o omosessuali, rileggono la storia della seconda guerra mondiale, hanno riti di iniziazione e nelle sfere più alte dei movimenti cercano di reclutare gli elementi più furbi tra le file degli insoddisfatti della società con affabili parole. Trovano così Lars, militare radiato per accuse di omosessualità che non ama gli extracomunitari ma nemmeno i nazi, loro però lo convincono, lo prendono tra le loro fila e lui si innamora di uno di loro scoprendone il lato gay. Gli amici ovviamente non gradiranno la scoperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sempre in questi casi si tratta di una storia di violenza, di miseria e in ultima analisi di uno stile di vita senza scampo. Brotherhood colpisce duro lo spettatore ma solo superficialmente mostrandogli un sentimento fiorire tra le rocce e poi distruggendo la possibile felicità dei protagonisti, mostrando una possibile redenzione da un abisso e poi lasciando che il male in un certo senso abbia la sua rivincita. Tutto già visto in un meccanismo risaputo che però vuole essere originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tirare in ballo tematiche come quelle neonaziste, sulle quali la quasi totalità del pubblico è già daccordo può essere un'arma a doppio taglio, poichè è molto failce fornire agli spettatori solo conferme di quello che già pensano, cavalcare i loro desideri espliciti (che qualcuno tenti di rompere la catena di violenza insensata) e impliciti (che il film trovi delle impennate drammatiche) però a questo dovrebbe anche corrispondere un'idea davvero originale che differenzi questo film dalla restante moltitudine di opere sullo stesso tema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli estremisti di destra sembrano personaggi marginali presi da altri film o dall'immaginario collettivo, sono figure piatte e incomprensibili che è possibile solo condannare senza appello. L'ideologia aberrante non dovrebbe essere una scusa per non tentare di capire gli uomini che si celano dietro atti così ignobili. In Brotherhood invece solo chi si distacca dall'ideologia sembra avere veri sentimenti, gli altri sono solo figurine, ma anche per quei pochi fortunati il destino è di un trattamento noioso e prevedibile nelle sue svolte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-4815374417222889828?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/SeacJeT7DQk" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/4815374417222889828/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=4815374417222889828&amp;isPopup=true" title="19 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/4815374417222889828" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/4815374417222889828" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/SeacJeT7DQk/brotherhood-brotherskab-2009-di-nicolo.html" title="Brotherhood (&lt;i&gt;Brotherskab&lt;/i&gt;, 2009)&lt;br&gt;di Nicolò Donato" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">19</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/brotherhood-brotherskab-2009-di-nicolo.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-504510841112040827</id><published>2009-10-20T19:49:00.003+02:00</published><updated>2009-10-20T20:02:41.690+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="alessandro di robilant" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="festival del film 2009" /><title type="text">Marpiccolo (2009)di Alessandro di Robilant</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;ALICE NELLA CITTA'&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In Italia non abbiamo un cinema di genere, o meglio non lo abbiamo più (si lo so che in realtà ancora si fanno dei film di genere ma per decenza preferisco fingere che non vengano proprio girati), però fortunatamente esistono ancora delle nicchie più o meno di genere che affrontano determinati temi in determinate maniere disegnando nuove categorie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marpiccolo è a suo modo un film di un genere che sta tra il gangsteristico all'italiana, il melodrammatico e il realista. Si tratta di quei film che dipingono situazioni disperate di provincia o estrema periferia utilizzando attori del luogo per raccontare storie di estrema malavita con o senza redenzione (quello dipende).&lt;br /&gt;Godard diceva che per fare un film servono solo una donna e una pistola, probabilmente aggiustando la sua frase estrema si potrebbe dire che questo è indispensabile quantomeno per un film di genere e alle volte mi sembra che l'unico contesto in cui una pistola non sembri ridicola in un film italiano sia questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marpiccolo poi non è immune da cadute di stile e qualche fatidiosa leggerezza (almeno un paio di attori principali recitano in maniera davvero non accetabile e i dialoghi davvero potevano essere migliori) però centra in pieno le caratteristiche del suo genere ovvero uno scenario disperato nel quale incastrare i personaggi (in questo caso la periferia di Taranto con dei terribili palazzoni e lo sfondo delle fabbriche inquinanti riprese in fantastici totali che non dimenticano il cielo), condizioni di vita al limite del tollerabile (povertà, mancanza di prospettive, obbligo di collusione con la mafia locale, famiglia disastrata) e una storia di fiori nel cemento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco se oggi è ancora possibile parlare di "azione" nel nostro cinema lo si può fare all'interno di queste regole e queste convenzioni. La scena della rapina in casa del boss locale (un perfetto Michele Riondino) è degna di stima e anche il modo in cui il protagonista si scontra con la violenza (dalle botte agli spari) è onesta senza mai suonare ridicola.&lt;br /&gt;In più Marpiccolo è italiano, cioè riesce a guardare i suoi personaggi ad altezza uomo e trovare senso in una lotta senza senso apparente contro le istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-504510841112040827?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/EA-E_-YDKpM" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/504510841112040827/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=504510841112040827&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/504510841112040827" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/504510841112040827" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/EA-E_-YDKpM/marpiccolo-2009-di-alessandro-di.html" title="Marpiccolo (2009)&lt;br&gt;di Alessandro di Robilant" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/marpiccolo-2009-di-alessandro-di.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-9125461010192095068</id><published>2009-10-20T19:45:00.004+02:00</published><updated>2009-10-21T18:09:33.620+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="stefania sandrelli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="festival del film 2009" /><title type="text">Christine (2009)di Stefania Sandrelli</title><content type="html">&lt;div style="text-align: right;"&gt;FUORI CONCORSO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In una parola: no.&lt;br /&gt;Stefania Sandrelli punta l'obiettivo di una macchina da presa sulla figlia e qualche amico che mascherati leggono battute riguardanti una storia medievale.&lt;br /&gt;Credo che non lo rivedrà nemmeno lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strike&gt;Il motivo per il quale una cosa del genere sia in concorso credo abbia a che vedere con alcuni dei maggiori intrallazzi del nostro sistema cinema.&lt;/strike&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-9125461010192095068?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/KwAARzGHFto" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/9125461010192095068/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=9125461010192095068&amp;isPopup=true" title="8 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/9125461010192095068" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/9125461010192095068" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/KwAARzGHFto/christine-2009-di-stefania-sandrelli.html" title="Christine (2009)&lt;br&gt;di Stefania Sandrelli" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">8</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/christine-2009-di-stefania-sandrelli.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-7483369793615541345</id><published>2009-10-20T18:40:00.004+02:00</published><updated>2009-10-20T19:19:42.360+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="francesco montanari" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="luca argentero" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="luca lucini" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="francesco pannofino" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="michele placido" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="gabriella pession" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="carolina crescentini" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="renato pozzetto" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="isabella ragonese" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="filippo nigro" /><title type="text">Oggi sposi (2009)di Luca Lucini</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POSTATO SU&lt;/span&gt; &lt;a href="http://blog.screenweek.it/2009/10/oggi-sposi-la-recensione-dal-festival-di-roma-54131.php"&gt;&lt;img src="http://www.screenweek.it/i/logo-small.gif" height="30" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;FUORI CONCORSO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Etichettare Luca Lucini come un qualsiasi altro regista di commedie (magari mediocre) vuol dire valutare con eccessiva leggerezza il suo lavoro o non considerare che un buon film sta nella bontà con la quale tutti gli elementi di messa in scena sono concentrati per raccontare una storia, dei personaggi, un ambiente e non nel suo spunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Lucini con Oggi sposi si conferma mestierante straordinario, uno dei pochi registi nel nostro panorama che accetta di realizzare sceneggiature altrui e un vero artista del racconto. Lucini è un vero regista industriale, purtroppo però da solo non può fare "industria del cinema a sè", eppure il modo con cui sfrutta la moda indiana (l'episodio di Argentero è un gioiello di exploitation intelligente) e quello con cui aveva adattato la materia mocciana in 3 Metri Sopra il Cielo (e poi con L'uomo perfetto, altra exploitation geniale in quel caso del fenomeno Scamarcio) ci parlano di quello che il nostro sistema cinema potrebbe essere ma non riesce a diventare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A scrivere ci sono Brizzi e Martani (e proprio il confronto di questo film con le opere precedenti a sfondo matrimoniale del duo dovrebbe dare la cifra della bravura luciniana) e il suo collaboratore quasi di fiducia Fabio Bonifacci, a produrre Cattleya cosa che garantisce la possibilità di avere attori di alto profilo per ruoli secondari (leggasi: caratteristi), il che come si capisce è sempre un piacere.&lt;br /&gt;Oggi sposi si eleva sopra il resto della produzione nazionale sia per la struttura del racconto, tipica del cinema internazionale, sia per come non si affloscia su un'idea di cinema eccessivamente italiana (anche nel senso buono del termine) e ripiegata sui fasti passati, sia infine per come riesca a lasciare ai dialoghi e alle musiche il compito di far ridere (Lucini è bravo ma non è regista da umorismo di montaggio) e utilizzare le immagini per altri fini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei suoi film esiste sempre un'estetica della perfezione, un'illuminazione inesorabile e splendente che mette in scena personaggi apparentementi immacolati in ambienti immacolati. Colori brillanti, inquadrature dalla composizione curata e costumi ogni volta appropriati o curati nel dettaglio per ritrarre dei mostri (più in stile Wilder che Risi) ai quali non si dà nemmeno il sollievo di una catarsi finale.&lt;br /&gt;Sono questi solo alcuni dettagli di un lavoro che non si ferma di certo alla sceneggiatura e che non si limita a "puntare l'obiettivo su chi sta parlando" come spesso accade. Basta guardare all'infinità varietà con la quale propone gag simili (come ad esempio i continui contrasti tra genitori pugliesi e genitori indiani) o alla raffinatezza con cui costruisce il grande matrimonio finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza sfociare in lodi esagerate (dettate più che altro dalla felicità di vedere finalmente qualcuno in grado di raccontare bene qualcosa a prescindere da cosa sia) Oggi sposi è una commedia divertente di cui andare fieri, è eccellente cinema medio e Luca Lucini un regista da coltivare e magari sperimentare anche in altri generi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/spettacoli/200908images/pession01g.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/spettacoli/200908images/pession01g.jpg" height="130" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.cinevideoblog.it/img/video/6457/alargenterocinemacommenticonefilmgiudizilucamicheleoggipersonaggiplacidospositrama.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.cinevideoblog.it/img/video/6457/alargenterocinemacommenticonefilmgiudizilucamicheleoggipersonaggiplacidospositrama.jpg" height="130" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://spettacoli.tiscali.it/media_agencies//09/10/20/20091020_051052_C76C0DFA.jpg"&gt;&lt;img src="http://spettacoli.tiscali.it/media_agencies//09/10/20/20091020_051052_C76C0DFA.jpg" height="130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-7483369793615541345?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/7obn5dwPFkk" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/7483369793615541345/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=7483369793615541345&amp;isPopup=true" title="7 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/7483369793615541345" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/7483369793615541345" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/7obn5dwPFkk/oggi-sposi-2009-di-luca-lucini.html" title="Oggi sposi (2009)&lt;br&gt;di Luca Lucini" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/oggi-sposi-2009-di-luca-lucini.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-1624274490911352096</id><published>2009-10-19T16:18:00.007+02:00</published><updated>2009-10-19T16:50:07.825+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="david bowers" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="silvio muccino" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="festival del film 2009" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="carolina crescentini" /><title type="text">Astro boy (id., 2009)di David Bowers</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POSTATO SU&lt;/span&gt; &lt;a href="http://blog.screenweek.it/2009/10/astro-boy-lanteprima-al-festival-di-roma-54063.php"&gt;&lt;img src="http://www.screenweek.it/i/logo-small.gif" height="30" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;FUORI CONCORSO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Astro boy è una porcata. Non ci sono altre possibili definizioni.&lt;br /&gt;Se, come me, sperate in una qualche parentela (magari anche piccola) con la forza e il sentimentalismo dell'originale giapponese siete, come me, dei pazzi illusi destinati alla delusione. Se invece un po' più razionalmente sperate in un buon cartone animato americano rimarrete ugualmente delusi dall'inconsistenza di un film che per parlare dei propri personaggi usa unicamente il dialogo e in maniera diretta. Mi manca mio padre? Allora lo dico: "Mi manca mio padre". Semplice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passata la gioia per la scoperta che l'edizione italiana (con le voci di Silvio Muccino e Carolina Crescentini) è insospettabilmente decente (sic!) si comincia a fare fronte alla vera tragedia che è il film, infarcito di metafore stupide messe in scena in modo stupido (i robot sono schiavi e nessuno pensa ai loro sentimenti, Metro City è una città che sta in cielo per non avere contatto con la feccia che è rimasta in terra, il sindaco pensa solo ad essere rieletto e cerca consenso con la guerra). Non vengono comprese dai bambini e fanno accapponare la pelle ai grandi che hanno visto più di due film nella loro vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se era prevedibile che ogni riferimento alla cultura nipponica sarebbe morto affogato da un forzato adattamento ai temi del cinema americano, era invece imprevedibile che Astro boy non fosse nè intrattenente nè divertente. I personaggi-macchietta sono quanto di più inconsistente possa esistere e giustamente sono stati doppiati dagli inconsistenti del trio Medusa. Ma già l'idea di avere ancora oggi, nel 2009, dei personaggi-macchietta è in sè motivo sufficiente per una detenzione forzata. Ed è anche animato con i piedi.&lt;br /&gt;Io, fossi in voi, farei finta che tutto questo non è mai successo.&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://photogallery.tiscali.it/repository/canali/Spettacoli/2009/settembre/astro_boy/astro_boy_07.jpg"&gt;&lt;img src="http://photogallery.tiscali.it/repository/canali/Spettacoli/2009/settembre/astro_boy/astro_boy_07.jpg" height="100" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://images.movieplayer.it/2009/08/24/un-immagine-di-astro-boy-film-d-animazione-diretto-da-david-bowers-128097.jpg"&gt;&lt;img src="http://images.movieplayer.it/2009/08/24/un-immagine-di-astro-boy-film-d-animazione-diretto-da-david-bowers-128097.jpg" height="100" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://img5.allocine.fr/acmedia/medias/nmedia/18/68/51/09/19056079.jpg"&gt;&lt;img src="http://img5.allocine.fr/acmedia/medias/nmedia/18/68/51/09/19056079.jpg" height="100" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-1624274490911352096?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/hmMgkoeFU8U" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/1624274490911352096/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=1624274490911352096&amp;isPopup=true" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/1624274490911352096" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/1624274490911352096" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/hmMgkoeFU8U/astro-boy-id-2009-di-david-bowers.html" title="Astro boy (&lt;i&gt;id.&lt;/i&gt;, 2009)&lt;br&gt;di David Bowers" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/astro-boy-id-2009-di-david-bowers.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-2785508082539726492</id><published>2009-10-19T16:11:00.004+02:00</published><updated>2009-10-19T16:17:41.052+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="festival del film 2009" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cedric kahn" /><title type="text">Les regrets (id., 2009)di Cedric Kahn</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;CONCORSO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;I rimpianti del titolo sono quelli dei due protagonisti che, amanti all'età di vent'anni, si incontrano nuovamente 15 anni dopo, quando ognuno ha una vita propria. La scinitilla amorosa che determinò il tempestoso rapporto giovanile si riaccende in un attimo e i due non riescono a resistersi innestando un circolo di menzogne tradimenti e amour fou. Sono rimpianti che emergono con forza quando, in uno dei mille tentativi di definitiva separazione, i due si scambiano due sms eloquenti: "Nessun rimpianto?" scrive uno "No. SOLO rimpianti" risponde l'altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo film di Cedric Kahn ha l'impianto generale di La signora della porta accanto ma il portamento folle di L'Inferno di Chabrol, una storia di passioni sopite e ritrovate, di amour fou e di impossibilità d'esser felici. Eppure Kahn, nonostante il vortice in cui decide di trascinare lo spettatore, riesce spesso a ritagliare momenti lievi ed altri quasi ironici, descrive un amore che è principalmente passionale ma poi non dimentica di ritrarre i propri personaggi anche nei desolati momenti di solitudine. Ne sottolinea gli insulsi e assurdi tentativi di liberazione (l'impossibile fuga notturna in Spagna) e li compatisce quando con altrettanta assurdità tentano di lasciarsi definitivamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è speranza nel mondo dipinto dal regista ma forse tentare una vita d'amore realmente passionale è meglio che non tentarlo o forse è semplicemente inevitabile, come suggerisce il finale. Allo stesso modo il film, colmo più di parole che di fatti come nella splendida tradizione francese, è un tentativo riuscito e in fondo necessario di raccontare una storia con pochissimo senso (cosa vogliono i protagonisti? dove vanno? a che aspirano?) ma molto sentimento, lasciando che esso fluisca oltre che attraverso le parole anche attraverso le impennate d'azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono venature noir, non ci sono momenti di commedia, non ci sono contaminazioni con il melodramma puro nè eventi prettamente drammatici, lo splendore di questo film sta nella sua capacità di concentrarsi unicamente sul rapporto tra i due protagonisti lasciando che poco altro si intrometta, cioè lasciando fuori il resto della vita.&lt;/div&gt;&lt;CENTER&gt;&lt;a href="http://www.bfi.org.uk/lff/sites/bfi.org.uk.lff/files/programme_item_images/s1/regrets_03.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.bfi.org.uk/lff/sites/bfi.org.uk.lff/files/programme_item_images/s1/regrets_03.jpg" height=110&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.film.it/fnts/film/immagini/300x180/valeriabrunitedeschi201.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.film.it/fnts/film/immagini/300x180/valeriabrunitedeschi201.jpg" height=110&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_E9YcWkAQSfQ/SYlzwKQzu_I/AAAAAAAAGZg/QWMjzr3aUFg/s400/Regrets.jpg"&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_E9YcWkAQSfQ/SYlzwKQzu_I/AAAAAAAAGZg/QWMjzr3aUFg/s400/Regrets.jpg" height=110&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-2785508082539726492?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/5dSgX3dCgRs" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/2785508082539726492/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=2785508082539726492&amp;isPopup=true" title="8 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/2785508082539726492" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/2785508082539726492" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/5dSgX3dCgRs/les-regrets-id-2009-di-cedric-kahn.html" title="Les regrets (&lt;i&gt;id.&lt;/i&gt;, 2009)&lt;br&gt;di Cedric Kahn" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_E9YcWkAQSfQ/SYlzwKQzu_I/AAAAAAAAGZg/QWMjzr3aUFg/s72-c/Regrets.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">8</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/les-regrets-id-2009-di-cedric-kahn.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-5200424159875913644</id><published>2009-10-19T15:40:00.003+02:00</published><updated>2009-10-19T15:42:59.668+02:00</updated><title type="text">Le prestigiose tourneè</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giusto per dire che fine fanno certe pellicole e capire anche il senso di certi investimenti pesanti in film che poi non vengono mandati con la forza agli Oscar.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Barbarossa di Renzo Martinelli e Alza la testa di Alessandro Angelini hanno favorevolmente impressionato i buyer e i broadcaster giunti al Festival Internazionale del Film di Roma per il mercato dell'audiovisivo. La versione  cinematografica del kolossal di Martinelli è stata acquistata da distributori di Repubblica Ceca, Slovenia, Bulgaria, Russia (tutti territori ex Urss), Olanda e Belgio, mentre per il film con Castellitto, secondo titolo italiano in concorso, sono stati siglati contratti con Olanda&lt;/span&gt; [Rutger Hauer è olandese ndb],&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Lussemburgo e Belgio. Barbarossa, inoltre, sarà presto proposto a un importante distributore statunitense in occasione dell'American Film Market. Entrambe le pellicole sono distribuite nel mondo da Rai Trade.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;da Cinecittà News&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-5200424159875913644?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/eskGgQl5ZkU" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/5200424159875913644/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=5200424159875913644&amp;isPopup=true" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/5200424159875913644" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/5200424159875913644" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/eskGgQl5ZkU/le-prestigiose-tournee.html" title="Le prestigiose tourneè" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/le-prestigiose-tournee.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-8837490076454410920</id><published>2009-10-18T15:24:00.007+02:00</published><updated>2009-10-18T21:24:34.733+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="festival del film 2009" /><title type="text">Alza la testa (2009)di Alessandro Angelini</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;POSTATO SU&lt;/span&gt; &lt;a href="http://blog.screenweek.it/2009/10/alza-la-testa-lanteprima-al-festival-del-film-di-roma-54031.php"&gt;&lt;img src="http://www.screenweek.it/i/logo-small.gif" height="30" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;CONCORSO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Come buttare al cesso un bel film.&lt;br /&gt;Alza la testa inizia come un film molto poco italiano e molto internazionale, con stile minimale segue le storie di una famiglia atipica (padre e figlio) con piglio documentaristico, ci racconta di un padre violento che ha solo un figlio al quale insegna tutto della boxe e che vuole rendere un campione. Racconta un contesto, un ambiente, un modo di vivere e di provare sentimenti, ci prepara per il vero intreccio gettando della basi straordinarie: personaggi ottimi, scenario ideale e aria da racconto cinematografico.&lt;br /&gt;Poi il disastro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un colpo di scena clamoroso che cambia tutte le carte in tavola compreso il genere del film che a tutti gli effetti dopo la prima metà diventa "un film italiano", di quelli intimisti, non risolti, che vorrebbero fare tanto facendo poco ma in realtà fanno pochissimo facendo poco. Di quelli che vivono sulle spalle degli attori (Castellitto in grande spolvero) e non sanno trovare (come nella prima parte) una vera forza dalla corretta coordinazione di tutti gli elementi della messa in scena.&lt;br /&gt;Così quegli stessi elementi che all'inizio erano una forza (scenario, minimalismo, volti, disperazione) diventano una debolezza insostenibile nel momento il cui il racconto transita dall'essere la formazione di un padre ad un figlio all'odissea di un uomo nei propri sentimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il motivo è che se nella prima parte i sentimenti sono il risultato tangenziale dei fatti che vediamo sullo schermo (accadono delle cose che lasciano emergere dei sentimenti) nella seconda i sentimenti sono l'obiettivo del racconto e quindi quasi un'imposizione intellettuale sul povero spettatore (non accade nulla ma ci sono molti sguardi intensi).&lt;br /&gt;La prima parte è un film per tutti in cui ognuno può vedere qualcosa, la seconda è un film che parla all'1% della popolazione e vi dò un indizio: non è l'1% dei migliori.&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://images.movieplayer.it/2009/10/12/lorenzo-gabriele-campanelli-e-mero-sergio-castellitto-in-una-scena-di-alza-la-testa-133951.jpg"&gt;&lt;img src="http://images.movieplayer.it/2009/10/12/lorenzo-gabriele-campanelli-e-mero-sergio-castellitto-in-una-scena-di-alza-la-testa-133951.jpg" height="120" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://images.movieplayer.it/2009/10/12/gabriele-campanelli-e-sergio-castellitto-in-una-scena-del-film-alza-la-testa-133946.jpg"&gt;&lt;img src="http://images.movieplayer.it/2009/10/12/gabriele-campanelli-e-sergio-castellitto-in-una-scena-del-film-alza-la-testa-133946.jpg" height="120" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://images.movieplayer.it/2009/10/12/gabriele-campanelli-di-spalle-e-sergio-castellitto-sul-set-di-alza-la-testa-133947.jpg"&gt;&lt;img src="http://images.movieplayer.it/2009/10/12/gabriele-campanelli-di-spalle-e-sergio-castellitto-sul-set-di-alza-la-testa-133947.jpg" height="120" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-8837490076454410920?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/W9OWASmqJx0" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/8837490076454410920/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=8837490076454410920&amp;isPopup=true" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/8837490076454410920" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/8837490076454410920" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/W9OWASmqJx0/alza-la-testa-2009-di-alessandro.html" title="Alza la testa (2009)&lt;br&gt;di Alessandro Angelini" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/alza-la-testa-2009-di-alessandro.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-7411591832120751543</id><published>2009-10-18T15:20:00.002+02:00</published><updated>2009-10-18T15:22:59.811+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="festival del film 2009" /><title type="text">Severe, Clear (id., 2009)di Kristian Fraga</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;EXTRA&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Severe, clear&lt;/em&gt; come dire: "Grave, passo" quando durante un conflitto a fuoco si deve comunicare con quanta più chiarezza ed economia di parole è possibile una situazione attraverso la radio militare. E decisamente grave è quello che il luogotenente Michael T. vedrà nel corso della sua esperienza in Iraq. Inviato nella grande operazione di destituzione di Saddam Hussein vedrà e vivrà di tutto fino ad arrivare, in un finale quasi mistico, al palazzo del dittatore dalla cui terrazza si vedono i resti dell'antica Babilonia, città che lui credeva non esistesse davvero ma solo "nelle canzoni dei Led Zeppelin".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cinema non è più centrale nella dieta audiovisiva del nostro tempo, altre tipologie di immagini hanno indebolito la sua preponderanza: quelle della televisione, ma anche quelle di internet come quelle amatoriali girate da noi stessi o quelle dei video a circuito chiuso. Tutto un lungo repertorio di video, più che altro digitali, che comunicano con noi molto più spesso di quanto non faccia il cinema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Severe, clear&lt;/em&gt; nel raccontare il vero viaggio all'Inferno di un luogotenente dei marine americani sembra avere ben chiaro questo concetto ed è tra i primi film a tentare di venire a patti con esso. Tutte le immagini che si vedono nel film sono state realmente girate da Michael T. con la sua videocamera digitale quando nel 2003 fu mandato assieme ad altri soldati a prendere Baghdad per conto del presidente Bush e le parole che sentiamo sono davvero estratti dal diario che teneva ogni giorno, letti da lui stesso. Il resto è la finzione di un racconto montato per durare meno di due ore, ovvero "la vita senza i momenti noiosi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kristian Fraga ha preso quelle immagini e con il consenso e la collaborazione dell'autore le ha rese un racconto filmico, le ha divise in capitoli, le ha selezionate, montate le une accanto alle altre e ci ha messo un sottofondo musicale. Pensando a Stanley Kubrick ha reso una lunga serie di video amatoriali un film documentario, un &lt;em&gt;Redacted&lt;/em&gt; più vero del vero perchè oltre al realismo delle immagini c'è il realismo delle sensazioni che il linguaggio filmico riesce a provocare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michael T. è un militare e dice cose da militare, è fiero di essere un marine, è convinto di andare a combattere per una giusta causa e crede nel suo presidente. Ciò che gli accadrà lo cambierà e questo si percepisce nella distanza che c'è tra le sue parole all'inizio e alla fine del film ma se gli venisse chiesto tornerebbe subito a combattere. &lt;em&gt;Severe, clear&lt;/em&gt; dunque dà uno sguardo sulla guerra da dentro e (per una volta) dalla parte dei soldati, per mostrare quello che credono scoprendo, con le parole di Michael T., che "tutti gli stereotipi sono veri" e come ci sta insegnando sempre di più il cinema degli ultimi anni di questi tempi non è l'arte ad imitare la vita ma viceversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno prima d'ora aveva mai girato qualcosa di così cinematografico con materiale così poco filmico, d'un colpo Fraga azzera la distanza tra amatorialità e professionalità dimostrando che non sono le immagini a fare la differenza ma come vengono mostrate, cioè il lavoro vero del regista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film è per stomaci forti e non risparmia nulla al suo spettatore. Erano anni che non si vedeva un'opera di guerra capace di comunicare con tale forza il trauma che è (per sè e per gli altri) il conflitto armato. Almeno e non a caso da &lt;em&gt;Full metal jacket&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-7411591832120751543?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/rRZ2ClBdolY" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/7411591832120751543/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=7411591832120751543&amp;isPopup=true" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/7411591832120751543" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/7411591832120751543" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/rRZ2ClBdolY/severe-clear-id-2009-di-kristian-fraga.html" title="Severe, Clear (&lt;i&gt;id.&lt;/i&gt;, 2009)&lt;br&gt;di Kristian Fraga" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/severe-clear-id-2009-di-kristian-fraga.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-9023149323387804701</id><published>2009-10-18T14:54:00.003+02:00</published><updated>2009-10-18T15:00:14.016+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="festival del film 2009" /><title type="text">Skellig (id., 2009)di Annabel Jankel</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;ALICE NELLA CITTA'&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il trasloco non è mai facile per un bambino. Lo è ancora meno se poi coincide con l'arrivo di un fratello, prima fonte di continue preoccupazioni da parte della madre e poi, una volta nato, sempre al centro di tutte le attenzioni per i suoi continui malanni. Il rapporto con i genitori peggiora e nemmeno a scuola le cose vanno meglio, l'unica nota positiva è quella specie di barbone scoperto nel capanno degli attrezzi, un uomo dalle strane abitudini e strane sembianze che sembra dotato di curiosi poteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indirizzato ad un pubblico preadolescenziale ma concepito e girato con una qualità tale da poter risultare godibile anche ad un pubblico adulto Skellig è un lavoro morale, sull'educazione non tanto del bambino protagonista ma dei suoi genitori, incapaci di dimostrargli il loro amore e sostanzialmente impalpabili come figure.&lt;br /&gt;Tutto il contrario di Skellig lo pseudo-angelo simil-barbone che trova nel capanno degli attrezzi. Pieno di cose da dire, scontroso nei modi ma poi coinvolgente nei fatti è lui il vero appiglio per un bambino che non sa più dove guardare per trovare una figura paterna degna di questo nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tim Roth lavora al minimo storico mentre la direzione di Annabel Jankel non brilla per trovate e dinamismo. Nel complesso Skellig presenta i medesimi problemi della famiglia che racconta: a fronte di un'indubbia volontà di mostrare i propri sentimenti lo stesso alla fine il risultato non è all'altezza delle aspettative. Troppi momenti morti, troppi personaggi non risolti che servono più che altro a "simboleggiare" i bisogni del protagonista (si veda ad esempio l'amico tuffatore) e troppi infine i tentativi di poesia messi in scena senza crederci davvero.&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://www.orange.co.uk/images/editorial/skellig-070409-480.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.orange.co.uk/images/editorial/skellig-070409-480.jpg" height="120" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://static.guim.co.uk/sys-images/Music/Pix/pictures/2009/4/10/1239376967757/Tim-Roth-in-Skellig-001.jpg"&gt;&lt;img src="http://static.guim.co.uk/sys-images/Music/Pix/pictures/2009/4/10/1239376967757/Tim-Roth-in-Skellig-001.jpg" height="120" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.sfx.co.uk/resources/sfx/skellig100409.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.sfx.co.uk/resources/sfx/skellig100409.jpg" height="120" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-9023149323387804701?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/6LPxAyepVVw" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/9023149323387804701/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=9023149323387804701&amp;isPopup=true" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/9023149323387804701" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/9023149323387804701" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/6LPxAyepVVw/skellig-id-2009-di-annabel-jankel.html" title="Skellig (&lt;i&gt;id.&lt;/i&gt;, 2009)&lt;br&gt;di Annabel Jankel" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/skellig-id-2009-di-annabel-jankel.html</feedburner:origLink></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-13108971.post-2029510775200083956</id><published>2009-10-18T10:04:00.000+02:00</published><updated>2009-10-18T10:04:00.391+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="festival del film 2009" /><title type="text">Con Artist (id., 2009)di Michael Sladek</title><content type="html">&lt;div style="text-align: right;"&gt;EXTRA&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FESTIVAL DEL FILM DI ROMA 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mark Kostabi è stato considerato a lungo un grande artista, per certi versi erede di Warhol, per altri innovatore del suo campo. Ha tribolato per anni tra stramberie, eccessi e pochi soldi fino a che non ha deciso di gestire se stesso e la sua arte come un'impresa commerciale, abbassando i prezzi, svendendo i quadri e realizzandoli industrialmente. Al punto che oggi non dipinge più ma firma i quadri fatti da una squadra di assistenti (senza nascondere mai l'artificio), ha un programma televisivo in cui per attirare l'attenzione su se stesso chiede alla gente a casa di dare un nome ai suoi quadri e, in sostanza, si preoccupa unicamente di fare soldi. Riuscendoci bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con Artist è un viaggio al centro di Mark Kostabi fatto con la collaborazione di chi lo odia, chi lo ama, chi se ne intende e ha opinioni complesse in materia e soprattutto di Mark Kostabi stesso, entusiasta all'idea di un documentario su di lui e pronto a fare di tutto davanti all'obiettivo (prababilmente pensando all'ennesimo veicolo commerciale). Imprenditore di se stesso, truffatore dichiarato ("Quest'arte è una truffa" ripete più volte), bieco uomo d'affari Kostabi sembra totalmente sventduto al Dio denaro ma si professa come continuatore di una politica inaugurata da Andy Warhol.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michale Sladek non prende parte e con intelligenza sonda sia gli abissi kostabiani che le sue vette. Non esita di fronte alla possiblità di mostrare l'ennesima stramberia (ad esempio un'installazione nella quale si inserisce una moneta per aprire una fessura e guardare per un po' la sua bottega dove gli assistenti lavorano ai quadri) e nemmeno di fronte all'evidente e sfacciata infedeltà sentimentale del suo soggetto. Lo riprende dare di matto e dichiarare la sua follia ma poi stempera tutto con le immagini di Kostabi stesso pochi secondo dopo lo scatto di follia che parlando al cellulare gli chiede se è venuta bene la parte dell'artista matto. Il risultato è un documentario molto solido che come spesso accade fa dell'eterogenia e della mancanza di un punto di vista unico una forza, grazie ad un ritmo indiavolato e ad un splendido finale con il papa (sic!).&lt;/div&gt;&lt;center&gt;&lt;a href="http://artlovesmoney.files.wordpress.com/2009/05/conartist.jpg"&gt;&lt;img src="http://artlovesmoney.files.wordpress.com/2009/05/conartist.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.coolhunting.com/images/con-artist-1.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.coolhunting.com/images/con-artist-1.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.christies.com/images/pages_content_archive/week_in_review/20090508/1-Con-Artist.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.christies.com/images/pages_content_archive/week_in_review/20090508/1-Con-Artist.jpg" height="110" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13108971-2029510775200083956?l=sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~4/Be472Bx7tlY" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/feeds/2029510775200083956/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=13108971&amp;postID=2029510775200083956&amp;isPopup=true" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/2029510775200083956" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/13108971/posts/default/2029510775200083956" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/maSonoVivoENonHoPiuPaura/~3/Be472Bx7tlY/con-artist-id-2009-di-michael-sladek.html" title="Con Artist (&lt;i&gt;id.&lt;/i&gt;, 2009)&lt;br&gt;di Michael Sladek" /><author><name>gparker</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18162294095027572538</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="11751707561552546913" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.com/2009/10/con-artist-id-2009-di-michael-sladek.html</feedburner:origLink></entry></feed>
