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	<description>il weblog di Massimo Mantellini</description>
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		<title>Pirati ovunque</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 18:01:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“…non esistono elementi tali da provare che gli imputati abbiano partecipato alle attività di produzione e immissione in circolazione dei supporti informatici, né che li abbiano detenuti per immetterli in commercio, la detenzione dei supporti informatici fosse finalizzata a meri scopi di natura personale”. Non so quasi nulla del cosiddetto pezzotto. Un sistema per piratare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>“…non esistono elementi tali da provare che gli imputati abbiano partecipato alle attività di produzione e immissione in circolazione dei supporti informatici, né che li abbiano detenuti per immetterli in commercio, la detenzione dei supporti informatici fosse finalizzata a meri scopi di natura personale”.</p></blockquote>
<p><br clear="all"/><br />
Non so quasi nulla del cosiddetto pezzotto. Un sistema per piratare le partite di calcio. Però conosco abbastanza bene come funziona la macchina antipirateria. Uno schema che si ripete da decenni sempre uguale. Un po&#8217; come musica andina.</p>
<p>I detentori dei diritti, in questo caso quelli delle preziosissime partite di calcio, attivano le loro &#8220;conoscenze&#8221; per combattere i pirati. Ogni grande media italiano produce a quel punto decine di articoli, messi in grande evidenza, di chiara condanna di questa forma di odiosa sopraffazione. Ognuno di questi articoli conterrà a un certo punto una poco velata minaccia a chi avesse idea di utilizzarli. Brucerete, dicono con piccoli giri di parole, se non direttamente all&#8217;inferno, almeno nelle patrie galere. Accanto ai velinari sui quotidiani e nei TG si attiverà la politica che partorirà in fretta deliranti disegni di legge o editti minacciosi delle Autorità di Garanzia, in questo caso contro i pirati del pezzotto e contro i suoi utilizzatori. I disegni di legge, che molto spesso sono scritti direttamente dall&#8217;industria dei media e poi passati sottobanco al parlamentare firmatario, scriveranno più o meno tutti sempre la stessa cosa: brucerete tutti, se non all&#8217;inferno, almeno nelle patrie galere. </p>
<p>In questi usuali schemi il pirata (chi organizza il pezzotto e ne trae guadagno) e chi acquista il &#8220;servizio&#8221; saranno intenzionalmente messi quasi sul medesimo piano. Lo faranno i giornali e lo faranno i disegni di legge. Al detentore dei diritti, del resto, non interessa granché la verità e tanto meno la giustizia: interessa che la clientela compri il servizio da loro. Il che da un lato è del tutto ragionevole, dall&#8217;altro ogni volta in casi del genere degenera in un ridicolo accanimento verso i potenziali clienti di scalcinati ed illegali sistemi alternativi. </p>
<p>Un tribunale <a href="https://www.igizmo.it/pirateria-la-sentenza-del-salento-usare-il-pezzotto-non-e-reato-da-ricettazione-sanzione-solo-amministrativa-da-154-euro/">pugliese</a> nel 2024, ma in passato in casi simili anche la Corte di Cassazione, ha riaffermato che gli utilizzatori del pezzotto, così come in passato gli utilizzatori di sistemi di pirateria musicale e prima ancora di quelli del software, non potranno essere passati per le armi come le multinazionali dell&#8217;editoria desideravano. Che non sono loro i complici dei maledetti pirati e che al massimo, nonostante i mille sforzi profusi, i giornalisti prezzolati, i parlamentari genuflessi e tutte quelle cospicue forze intellettuali che i soldi ogni volta possono agevolmente comprare, chi acquisterà un sistema farlocco per guardare le partite di calcio, potrà al massimo ricevere una multa. Nel caso in questione una multa di 154 euro.</p>
<p>L&#8217;industria dell&#8217;intrattenimento trova ogni volta maniera (sempre la solita maniera) per farsi detestare dalle persone di buona volontà. Loro e i loro molto servi sciocchi. Il risultato di simili sforzi sono ogni volta gli stessi. I pirati saranno indistinguibili dai pirati.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il sovranista e i migranti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 06:23:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il sovranista è un animale sociale particolare. Pensa che i valori della sua famiglia e quelli del suo Paese non vengano tenuti in conto a sufficienza. Pensa che talvolta la società delle nazioni, alla quale qualcuno lo ha sciaguratamente iscritto, quei valori li ostacoli proprio. Sul racconto di questi fantomatici valori nazionali e sul presunto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il sovranista è un animale sociale particolare. Pensa che i valori della sua famiglia e quelli del suo Paese non vengano tenuti in conto a sufficienza. Pensa che talvolta la società delle nazioni, alla quale qualcuno lo ha sciaguratamente iscritto, quei valori li ostacoli proprio. Sul racconto di questi fantomatici valori nazionali e sul presunto deprezzamento al quale sono sottoposti il sovranista costruisce il suo successo. </p>
<p>L&#8217;orizzonte geografico del sovranista non è tanto ampio. La miopia è uno dei suoi tratti distintivi ma non è vissuta come un limite. Il sovranista pensa che occuparsi solo di quello che sta dentro ai suoi confini, di quello che vede, che è a portata di mano, che si tasta come una forma di formaggio, sia la miglior forma di cura. Non tentate il sovranista con temi di portata universale: vi farà capire che a lui quelle cose non interessano. Suggerirà, spesso senza dirlo, che i nostri vicini di casa sono degli stronzi. E tornerà al suo formaggio.</p>
<p>Il sovranista oltre alla miopia ha anche qualche altro difetto. Il più importante è ancora una faccenda geografica. Oltre che una faccenda economica. Più il sovranista prospera in un Paese piccolo, più il sovranista comanda in un Paese povero, e più il sovranismo che offrirà al mondo assomiglierà a un piccolo delirio di onnipotenza. Così se il sovranista è italiano assomiglierà immediatamente a un tizio vestito da Napoleone nei vialetti dell&#8217;Istituto di cura.</p>
<p>Il progetto politico del sovranista è che tutti gli altri diventino sovranisti come lui. A quel punto tutti i problemi di convivenza fra nazioni diverse potranno automaticamente annullarsi. Nel frattempo però l&#8217;unico che entra nella stanza sputando sull&#8217;intelligenza altri, sulle scelte altrui, sulle aspirazioni della comunità è lui. </p>
<p>Ed è a quel punto, quando gli altri 27 ti sputeranno indietro le tue molte miserie, che il sovranista da un lato penserà &#8220;avevo ragione questi sono degli stronzi&#8221; e dall&#8217;altro sfoggerà il suo miglior sorriso domandando: Ma che c&#8217;è amici, cosa è successo? Perché fate così?<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Marco Castello e me</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2026 13:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Ho amato molto la musica per un periodo abbastanza lungo della mia vita. Diciamo da quando avevo 12 anni, il mio primo ricordo ben definito riguarda una cassetta blu della raccolta dei Beatles 1967-1970, fino ai 45 anni circa. Forse l’ultimo disco che ho ascoltato con attenzione e amore è stato Illinois di Sufjan Stevens. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho amato molto la musica per un periodo abbastanza lungo della mia vita.</p>
<p>Diciamo da quando avevo 12 anni, il mio primo ricordo ben definito riguarda una cassetta blu della raccolta dei Beatles 1967-1970, fino ai 45 anni circa. Forse l’ultimo disco che ho ascoltato con attenzione e amore è stato Illinois di Sufjan Stevens. Mi aveva colpito – a quei tempi &#8211; una canzone brevissima che (forse) avevo vista citata dal mio amico Luca, e tutto quel disco mi parve splendido.<br />
<br clear="all"/><br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/p_tcyQbfRo8?si=J0HuKDHHSbo64XDi" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe><br />
<br clear="all"/></p>
<p>Ricordo mia figlia piccolissima che nello studio di casa ballava a braccia in alto un brano di Illinois che si chiama Chicago. Ho controllato ora: si tratta di un disco del 2005. </p>
<p>Per qualche ragione, da allora e per i due decenni successivi, la musica ha iniziato ad interessarmi meno. Molto meno. Mi sono spesso domandato come fosse possibile che ciò che per decenni era stato così importante improvvisamente non lo fosse più. Non ho mai trovato risposta.</p>
<p>Da allora la gran parte di quello che ho ascoltato mi è sembrato a volte piacevole, molto altre volte passabile, nel restante dei casi da trascurabile a orrendo. Quello che a un certo punto si è spento è stato l’entusiasmo per la scoperta musicale, la curiosità per le armonie, i testi e gli arrangiamenti. Domina una sorta di sentimento tronfio di disgusto professorale, di già sentito, di fastidiosa prevenzione. Poi inevitabilmente la musica cambia nel tempo per i fatti suoi ed eccolo il fossato generazionale insuperabile fra noi e lei. Il Rap, ah beh, la Trap, ah beh.</p>
<p>Qualche giorno fa mia figlia, che nel frattempo ha messo assieme 23 anni di vita, mi ha detto: &#8220;Secondo me <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Castello">Marco Castello</a> potrebbe piacerti&#8221;. Ah beh, le ho risposto.</p>
<p>La parte principale che la mia vita di ultrasessantenne dedica alla musica è legata al ricordo. Ascoltiamo le canzoni della nostra giovinezza e le troviamo splendide. A volte lo sono, altre volte meno: a noi continueranno a piacere alla stessa maniera. Se saremo particolarmente ingenui e se ce ne sarà data l’occasione proveremo a mostrare agli altri quella che a noi pare una indiscutibile superiorità. Proporremo ai nostri amici un ascolto del cantautore sardo Piero Marras, che tanto ci piaceva ai tempi, e otterremo in cambio un gentile sguardo terrorizzato. Lo stesso che riservammo al conoscente che aveva preparato otto caricatori di diapositive delle sue vacanze.<br />
<br clear="all"/><br />
<center><br />
<a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-11.00.43.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-11.00.43.png?resize=300%2C285&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="285" class="aligncenter size-medium wp-image-48191" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-11.00.43.png?resize=300%2C285&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-11.00.43.png?resize=600%2C569&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-11.00.43.png?resize=768%2C729&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-11.00.43.png?w=974&amp;ssl=1 974w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
</center><br />
<br clear="all"/></p>
<p>Dopo simili esperienze, se ci verrà voglia, ascolteremo Marras in privato.</p>
<p>Da qualche anno ho un rapporto rinnovato con la Sicilia. Alessandra per lavoro va a Cefalù quattro o cinque volte all’anno e io spesso la accompagno. Con l’auto a noleggio siamo riusciti a prendere due multe per accesso proibito alla ZTL di Siracusa a distanza di un minuto una dall’altra. Non so, magari avevo fatto retromarcia sotto il sensore.</p>
<p>Marco Castello è di Siracusa.</p>
<p>Attraverso il mio amico Davide ho iniziato a leggere <a href="https://substack.com/profile/47252863-aciribiceci">Mario Fillioley</a>, penna formidabile che vagamente già avevo incrociato quando scriveva su Il Post molti anni fa. Fillioley è un insegnante di Siracusa. Due dei suoi ultimi <a href="https://substack.com/home/post/p-208959906">articoli</a> su Substack, per qualche ragione che confina con l&#8217;imponderabile, riguardano Marco Castello. L&#8217;ultimo dei suoi pezzi sulla siracusità di Marco Castello, da siracusano a siracusano, termina così:<br />
<br clear="all"/></p>
<blockquote><p>Non abbiamo mai avuto nessuno che parlasse di noi a noi e al mondo. In un colpo solo, ne abbiamo trovato uno che lo fa in almeno tre lingue: l’italiano, il dialetto e la musica. Ci siamo rifatti.</p></blockquote>
<p><br clear="all"/></p>
<p>Sto pensando, dal 2005 ad oggi, quanti dischi ho trovato formidabili e differenti rispetto alla sbobba musicale che arriva alle mie orecchie. Me ne vengono in mente solo due, ma saranno certamente di più, che ho una cattivissima memoria. Noto ora che sono due dischi tristissimi (e meravigliosi)</p>
<p>Carrie &#038; Lowell di Sufjan Stevens<br />
Songs of a lost world dei Cure.</p>
<p>Sulla parola “meravigliosi” occorrerà un breve inciso. Ho questo vizio di definire <em>meraviglioso</em> qualcosa che in un dato momento mi piace molto. Vale quasi sempre per un libro o uno scrittore, ma qualche volta capita anche per una singola canzone. Vado da Alessandra con il più fulgido degli entusiasmi e le dico: “Senti questo, leggi questo: è meraviglioso”. Alessandra, dopo tanti anni, in genere mi dedica la faccia che in passato riservavamo all’amico con le diapositive. Dice che la mia un po&#8217; è superbia. Secondo me invece al massimo è stupido entusiasmo.</p>
<p>Mentre sto scrivendo Alessandra è a Roma, quindi non ho nessuno con cui sfogarmi.</p>
<p>Marco Castello ha pubblicato tre dischi. Il primo nel 2020. Castello porta spesso i bermuda. I dischi di Marco Castello sono secondo me piuttosto meravigliosi. </p>
<p><br clear="all"/><br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/t_N7uLqHLAA?si=OReaxYOIwqcR_13k" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe><br />
<br clear="all"/></p>
<p>Il suo profilo Instagram non sembra quello di un artista. Storie di vita quotidiana di una normalissima famiglia del sud Italia. Signore anziane in cucina con una bambina che colora con un pennarello un personaggio dei cartoni.<br />
<br clear="all"/><br />
<a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-15.04.05.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-15.04.05.png?resize=600%2C525&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="525" class="aligncenter size-large wp-image-48248" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-15.04.05.png?resize=600%2C525&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-15.04.05.png?resize=300%2C262&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-15.04.05.png?resize=768%2C672&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-15-alle-15.04.05.png?w=1402&amp;ssl=1 1402w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/></p>
<p>Non sapendo come manifestare la mia ammirazione per il lavoro musicale di Castello ho fatto l’unica cosa che potevo fare. Ho <a href="https://say-yes.eu/product/quaglia-sovversiva-vinyl">comprato</a> il vinile del suo ultimo lavoro sul suo sito web. Non ricordo quando è stata l’ultima volta che ho comprato un vinile: forse trent’anni fa. Mi piacerebbe ricordare che disco fosse.</p>
<p>La casa editrice che Castello ha fondato si chiama “Megghiu suli”. </p>
<p><br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>I media spazzatura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 19:40:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qualcuno in rete ha costruito un video fake di un incontro fra Schlein e Vannacci. A Repubblica, credo semplicemente per l’abisso nel quale i media italiani sono sprofondati, invece che scrivere, se mai fosse stato il caso di parlarne, che gira una balla, partoriscono un titolo del genere. Quando dico che i media italiani sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-14-alle-21.31.44.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-14-alle-21.31.44.png?resize=333%2C600&#038;ssl=1" alt="" width="333" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-48178" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-14-alle-21.31.44.png?resize=333%2C600&amp;ssl=1 333w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-14-alle-21.31.44.png?resize=167%2C300&amp;ssl=1 167w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-14-alle-21.31.44.png?w=604&amp;ssl=1 604w" sizes="auto, (max-width: 333px) 100vw, 333px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
Qualcuno in rete ha costruito un video fake di un incontro fra Schlein e Vannacci. A Repubblica, credo semplicemente per l’abisso nel quale i media italiani sono sprofondati, invece che scrivere, se mai fosse stato il caso di parlarne, che gira una balla, partoriscono un titolo del genere. Quando dico che i media italiani sono attori senzienti della spazzatura reazionaria intendo esattamente questo.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Odio la democrazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 20:59:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come forse era prevedibile Giorgia Meloni alla fine non ha rettificato la bugia che ha scritto ieri sui profili social a proposito della CGIL. La balla rimarrà lì, leggibile per qualsiasi credulone di passaggio e questo sarà ulteriormente utile alla causa quando, fra qualche giorno, della vicenda non si ricorderà più nessuno. Mentre Meloni ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come forse era prevedibile Giorgia Meloni alla fine non ha rettificato la bugia che ha scritto ieri sui profili social a proposito della CGIL. La balla rimarrà lì, leggibile per qualsiasi credulone di passaggio e questo sarà ulteriormente utile alla causa quando, fra qualche giorno, della vicenda non si ricorderà più nessuno. </p>
<p>Mentre Meloni ha scelto di fare la propagandista invece che il Presidente del Consiglio sarà utile ricordare che utilizzare le falsità per il proprio tornaconto politico non è solo un classico tic reazionario oggi utilizzato da molti non solo a destra. Avvelenare il discorso pubblico non è una dimenticanza, mostrare disprezzo per i tuoi interlocutori è uno dei punti fermi di chi ha in odio la democrazia.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Auto nuova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 17:16:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Mia moglie ha detto che dobbiamo comprare un&#8217;auto. Io non sono d&#8217;accordo, in fondo la nostra vecchia Renault Scenic di 12 anni fa funziona ancora. Anche se la targa dietro si sta sfaldando come un millefoglie, anche se il cruscotto si illumina spesso di messaggi minatori rossi che informano di come il motore si stia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mia moglie ha detto che dobbiamo comprare un&#8217;auto.</p>
<p>Io non sono d&#8217;accordo, in fondo la nostra vecchia Renault Scenic di 12 anni fa funziona ancora. Anche se la targa dietro si sta sfaldando come un millefoglie, anche se il cruscotto si illumina spesso di messaggi minatori rossi che informano di come il motore si stia rompendo, anche se la carrozzeria è oggettivamente piena di botte e strisciate non troppo eleganti, anche se l&#8217;aria condizionata quasi non funziona più e d&#8217;inverno, verso i piedi del passeggero, parte un flusso d&#8217;aria gelida che sembra di stare in una canzone di Battiato. </p>
<p>A me dell&#8217;auto in generale non mi è mai interessato nulla, inoltre facciamo pochissimi km all&#8217;anno, il tragitto più lungo sono gli ottanta km da qui al parcheggio dell&#8217;aeroporto di Bologna. Nonostante mi sembrino soldi buttati mia moglie ha detto che dobbiamo comprare un&#8217;auto e quindi compreremo un&#8217;auto (anche usata). Pensavo di comprare un&#8217;auto ibrida, magari piccola, ma leggere le pagine web delle case automobilistiche è terribile e guardare le prove su strada su Youtube anche peggio.</p>
<p>Così qui è il posto dove, se vi va, potete darmi un consiglio.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Le bugie di Meloni sulla CGIL</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 19:43:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi La Presidente del Consiglio ha scritto sui social una bugia. Si è trattato di una bugia piccola ma funzionale alla solita propaganda di cui Meloni è esperta. Lo schema della propaganda politica, uno schema che nel tempo si è esteso anche ai giornalisti di regime, in genere molto attivi sui social e in TV, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-21.23.13.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-21.23.13.png?resize=600%2C175&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="175" class="aligncenter size-large wp-image-48159" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-21.23.13.png?resize=600%2C175&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-21.23.13.png?resize=300%2C87&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-21.23.13.png?resize=768%2C224&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-08-alle-21.23.13.png?w=1504&amp;ssl=1 1504w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
Oggi La Presidente del Consiglio ha scritto sui social una bugia. Si è trattato di una bugia piccola ma funzionale alla solita propaganda di cui Meloni è esperta. </p>
<p>Lo schema della propaganda politica, uno schema che nel tempo si è esteso anche ai giornalisti di regime, in genere molto attivi sui social e in TV, prevede che le bugie sparse più o meno intenzionalmente sui social vengano lasciata al loro posto, non editate né rettificate. Il loro scopo del resto non è informare ma intossicare, e gli effluvi tossici delle bugie restano nel tempo e non andranno annacquati. </p>
<p>L&#8217;etica informativa dei politici è scomparsa da tempo, se mai è esistita, di quella di molti giornalisti, per i quali rettificare dovrebbe essere il pane quotidiano, meglio non parlarne, ma il caso odierno è forse più interessante. Non si tratta delle solite balle sparse a raffica quotidianamente da Salvini, si tratta di una bugia palese, scritta a chiare lettere sui profili social personali dal Presidente del Consiglio.</p>
<p>Meloni, non la politica di FDI ma la Presidente del Consiglio di tutti gli italiani potrà decidere di ammettere l&#8217;errore o potrà decidere di non farlo. Non le resta molto tempo, nel giro di poco la cazzata del giorno sarà sostituita dalla prossima cazzata e lei sarà costretta ad occuparsi d&#8217;altro.<br />
<br clear="all"/> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Amore al primo ascolto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 18:26:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/fHEKsujvHPs?si=aOBKvCFAc8NHyTPE" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe><br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>In morte di F.G.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 11:25:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo post si è scritto da solo. Dopo tanti anni di ormai quasi perfetta sincronia fra la parola pensata e quella scritta non poteva andare diversamente. Oggi è morto Francesco Guccini. Aveva 86 anni. Apro una pagina qualsiasi in rete e un commento mi colpisce più degli altri: “Vedo che è morto Guccini. Non so [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questo post si è scritto da solo. Dopo tanti anni di ormai quasi perfetta sincronia fra la parola pensata e quella scritta non poteva andare diversamente.</em><br />
<br clear="all"/><br />
<a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-06-alle-13.21.48.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-06-alle-13.21.48.png?resize=481%2C600&#038;ssl=1" alt="" width="481" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-48150" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-06-alle-13.21.48.png?resize=481%2C600&amp;ssl=1 481w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-06-alle-13.21.48.png?resize=240%2C300&amp;ssl=1 240w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-06-alle-13.21.48.png?resize=768%2C959&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-06-alle-13.21.48.png?w=1126&amp;ssl=1 1126w" sizes="auto, (max-width: 481px) 100vw, 481px" /></a><br />
<br clear="all"/></p>
<p>Oggi è morto Francesco Guccini. Aveva 86 anni. </p>
<p>Apro una pagina qualsiasi in rete e un commento mi colpisce più degli altri: </p>
<blockquote><p>“Vedo che è morto Guccini. Non so chi sia e non ho mai ascoltato una sua canzone comunque RIP.”</p></blockquote>
<p><br clear="all"/></p>
<p>Gli anni scavano le distanze in silenzio. E lo fanno in maniera inesorabile.<br />
A differenza del signor “comunque RIP” o anche dell’ondata prevista di quelli che spiegano come loro a quei tempi c’erano, ma non ascoltavano i cantautori, essendo impegnati con i Weather Report (una forma di fessitudine davvero prevedibile), Guccini ha rappresentato una parte molto importante della mia giovinezza. </p>
<p>Certe parole delle sue canzoni sono diventate parte del mio insistito e noioso linguaggio quotidiano, alcune per una loro propria capacità di descrivere il mondo (chiedete a mia moglie quante volte ripeto “Nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento”) altre per quel riflesso, che ognuno di noi ha uguale e diverso, di congelare piccole frasi altrui in maniera permanente dentro il proprio cervello. Dovessi dirne un paio riferite a Guccini direi “e in via Petroni si svegliano preparano libri e caffè” che è semplicemente un calco di vita vissuta che anch’io a suo tempo ho vissuto (non in via Petroni ma nemmeno tanto distante da lì) e, a mo’ di insegnamento filosofico assoluto, “A vent’anni si è stupidi davvero quante balle si ha in testa a quell’età”. Crescere con Francesco Guccini è sempre stato questo, molto prima di apprezzare semplicemente le sue canzoni. Pensieri nell’aria che diventano tuoi.</p>
<p>Quando andai a Bologna a fare l’università Guccini era ovunque. Era ovunque soprattutto nella mia vita. Andavamo alle Dame di sera per vederlo da vicino bere vino e suonare la chitarra. A pranzo alla John Hopkins dove si diceva Guccini insegnasse e dove comunque si respirava quest’aria internazionale che era allora davvero esotica e inebriante, oppure a pranzo da Vito dove spesso Guccini era seduto da solo a un tavolo a lumare le pupe. Mentre le pupe, ovviamente, lumavano Guccini. Da Vito ai tempi si spendeva poco e anche qualche universitario squattrinato poteva di tanto in tanto permetterselo. In via Paolo Fabbri, lì accanto a Vito, a controllare se per caso non stesse uscendo di casa.</p>
<p>Tutta questa infantile agiografia è una parte della mia vita che non potrà essere cancellata e che conservo con affetto.</p>
<p>A un livello più profondo le parole di Guccini erano un carburante formidabile per un ventenne di quegli anni. “Per quanto grande sia il primo che ha studiato” sembra una frase banale ma è una frase che non diceva nessuno. Quindi tu andavi all’Università e Guccini ti faceva presente la grandezza dello studiare, del formarsi un punto di vista personale, del diffidare dal potere (“un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate”, “fingendo o non sapendo proprio niente di quello che può ancora far la CIA”). Ai concerti era un affabulatore torrenziale, sempre con la bottiglia di vino accanto: ricordo come fosse ieri, mentre seguivo un suo concerto dall’ultimo anello in alto del palazzetto di Piazza Azzarita, il pensiero luminoso di essere io al centro del mondo. Di essere in quel momento nel punto esatto in cui avrei voluto essere.</p>
<p>Guccini in quegli anni era per moltissimi di noi un punto di rivoluzione: il punto in cui la tua vita prende una direzione e quella direzione giusta o sbagliata, l’avrai decisa tu, fuori da ogni perturbazione esterna. In questo processo di formazione di una coscienza individuale ognuno sceglie più o meno ingenuamente i propri punti di riferimento. Alcuni scelgono i Weather Report a me era toccato Guccini. Non me ne sono mai pentito.</p>
<p><br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Salmodiare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 07:08:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La vicedirettrice di Open sostiene che dare voce a un cantante che sostiene un&#8217;idiozia antiscientifica sia dare una notizia. È la vecchia storia del giornalismo il cui compito sarebbe dare voce a chi dice che fuori piove e subito dopo a chi dice che fuori non piove, senza mai aprire la finestra e controllare.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-03-alle-08.59.33.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-03-alle-08.59.33.png?resize=600%2C152&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="152" class="aligncenter size-large wp-image-48144" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-03-alle-08.59.33.png?resize=600%2C152&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-03-alle-08.59.33.png?resize=300%2C76&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-03-alle-08.59.33.png?resize=768%2C194&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-03-alle-08.59.33.png?w=1526&amp;ssl=1 1526w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
La vicedirettrice di Open sostiene che dare voce a un cantante che sostiene un&#8217;idiozia antiscientifica sia dare una notizia. È la vecchia storia del giornalismo il cui compito sarebbe dare voce a chi dice che fuori piove e subito dopo a chi dice che fuori non piove, senza mai aprire la finestra e controllare.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>“Fascisti” sui social network</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 14:24:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni tanto, incautamente e con un po&#8217; di sofferenza, vado a dare un&#8217;occhiata ai commenti sui social dei post dei componenti principali del governo in carica. Meloni, Salvini, in qualche caso anche di qualcun altro, come per esempio oggi con il commento sull&#8217;anniversario della strage di Bologna di Ignazio La Russa. È un vizio che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-02-alle-16.04.55.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-02-alle-16.04.55.png?resize=600%2C242&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="242" class="aligncenter size-large wp-image-48122" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-02-alle-16.04.55.png?resize=600%2C242&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-02-alle-16.04.55.png?resize=300%2C121&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-02-alle-16.04.55.png?resize=768%2C310&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-02-alle-16.04.55.png?w=1452&amp;ssl=1 1452w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
Ogni tanto, incautamente e con un po&#8217; di sofferenza, vado a dare un&#8217;occhiata ai commenti sui social dei post dei componenti principali del governo in carica. Meloni, Salvini, in qualche caso anche di qualcun altro, come per esempio oggi con il commento sull&#8217;anniversario della strage di Bologna di Ignazio La Russa.</p>
<p>È un vizio che ho da sempre, fino dai tempi in cui gli unici ambiti nei quali si poteva provare ad immaginare la <em>pancia</em> del Paese erano i commenti del blog di Beppe Grillo o altri piccoli luoghi di rete analoghi.</p>
<p>L&#8217;idea che sta dietro ad una simile ricognizione è in fondo sempre la stessa: provare ad indovinare dove stiamo andando limitandosi ad un dato davvero volatile come i commenti a caldo di chi scrive in rete.</p>
<p>Una simile valutazione è viziata da molte variabili, non ha nulla di scientifico e dipende moltissimo anche dal gruppo di riferimento, quello che noi immaginiamo essere &#8220;la gente&#8221;: un tempo era un piccolo segmento della popolazione che iniziava a utilizzare Internet, oggi, per ragioni magari differenti, rimane un sottoinsieme per nulla rappresentativo.</p>
<p>Detto questo, premesso questo, avendo vissuto da osservatore quello che da allora chiamiamo &#8220;l&#8217;effetto Scalfarotto&#8221; (l&#8217;enorme folla digitale a sostegno della candidatura di uno sconosciuto alle primarie del PD che terminò, nel mondo reale, in un onesto zerovirgola) vale a dire la distorsione indotta dal sistema di riferimento, è innegabile che l&#8217;aria che tira possa ugualmente essere annusata osservando i commenti in rete e talvolta indichi il vento di un cambiamento che deve ancora manifestarsi del tutto. È capitato spesso negli ultimi due decenni.</p>
<p>Gli interventi sui social network dei principali esponenti dell&#8217;attuale governo sono un cimitero reputazionale. Meloni o Salvini, oppure oggi La Russa, scrivono sui social e i commenti si riempiono di centinaia di reazioni indignate. Per una ragione o per un&#8217;altra, l&#8217;elettorato meloniano e leghista da simili ambiti sembra scomparso, gli interventi di plauso sono pochissimi. Anche in luoghi chiaramente addomesticati come X.</p>
<p>Nulla impedisce che la maggioranza dei seguaci dei leader in questione assentano in silenzio senza commentare, ma al netto di questo, la totale scomparsa del sostegno nei commenti continuerà forse a significare qualcosa.</p>
<p>L&#8217;impudenza di La Russa sulla strage fascista di Bologna scatena ovviamente gli animi e forse è un argomento sul quale molti di quelli che hanno idee politiche simili a quelle di la Russa &#8211; tutti quelli che vorrebbero dimenticare la storia per ricostruirne una differente &#8211; preferiscono non palesarsi. Non esistono più? Si sono pentiti di aver votato gente simile? Non credo. E allora: dove sono esattamente? Come si manifestano in rete? Hanno smesso di farlo? Hanno scelto un basso profilo? La risposta più logica è che forse sono semplicemente altrove, a manifestare la loro &#8220;idea politica&#8221; (uso le virgolette come La Russa per dire una cosa facendone indovinare una differente) in luoghi meno impegnativi. La rete è piena di punti di vista violenti e mostruosi contro i più deboli, contro i vaccini, l&#8217;Europa, la solidarietà, espressi da persone altrettanto orribili che non si vergognano di esserlo. Che però accanto ai leader che hanno votato da un po&#8217; preferiscono non comparire.</p>
<p>Ecco nonostante tutto, nonostante non mi faccia alcuna illusione sul fatto che questo domani possa davvero significare qualcosa, la codardia dei fascisti che vanno in rete a fare i fascisti ma da un&#8217;altra parte, è un piccolissimo segnale.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Figli di puttana 46 anni dopo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 16:37:24 +0000</pubDate>
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<br clear="all"/></p>
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		<title>Alleati con i peggiori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:40:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Luca Alagna su FB: Il New York Times ha parlato con diversi cittadini marocchini che sostengono di essere stati incoraggiati ad entrare a Ceuta dalle autorità marocchine. Contemporaneamente la CBS ha intervistato a Ceuta alcuni migranti che erano stati convinti che il passaggio per l&#8217;Europa fosse ormai aperto. Avvenire oggi conferma da varie testimonianze raccolte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Luca Alagna su <a href="https://www.facebook.com/photo/?fbid=10164085948118941&#038;set=a.10151089802093941">FB</a>:<br />
<br clear="all"/></p>
<blockquote><p>
Il New York Times ha parlato con diversi cittadini marocchini che sostengono di essere stati incoraggiati ad entrare a Ceuta dalle autorità marocchine.<br />
Contemporaneamente la CBS ha intervistato a Ceuta alcuni migranti che erano stati convinti che il passaggio per l&#8217;Europa fosse ormai aperto.<br />
Avvenire oggi conferma da varie testimonianze raccolte e fonti umanitarie riservate &#8220;l’incoraggiamento&#8221; ai migranti da parte delle autorità del Paese nordafricano.<br />
50.000 persone non si presentano alla frontiera così per caso, anche se la manipolazione si basa sempre su determinate precondizioni (altrimenti non è credibile).</p>
<p>Purtroppo, il governo italiano si è allineato platealmente e rapidamente con AfD, Le Pen, Vox, ultra-Maga &#038; co nell&#8217;attaccare la Spagna, un alleato vittima di una tale azione, invece di essere solidali (la stessa solidarietà che l&#8217;Italia chiede agli altri paesi UE durante le crisi da migranti), chiedendo invece di escluderla da Schengen (non ci sono le condizioni da trattato, e Ceuta non è in Schengen) e di chiudere le frontiere con essa (l&#8217;Italia non confina con la Spagna ed è improbabile che migranti illegali senza documenti salgano su un volo Ryanair per Fiumicino).</p>
<p>Al di là del caso politico e diplomatico, preoccupa l&#8217;indifferenza generale in Italia verso questo tipo di operazioni per mero opportunismo di parte, quando invece si dovrebbe essere sempre tutti uniti nella difesa della democrazia e dei processi democratici.<br />
È questa indifferenza che apre dei buchi enormi nella difesa europea e del nostro Paese verso manipolazioni e influenze ostili.</p></blockquote>
<p><br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Verissimi fans cercasi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:55:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molti anni fa Kevin Kelly teorizzò un modello economico di sostentamento del lavoro intellettuale in rete basato sul contributo economico di un ipotetico gruppo di amici. Un modello alternativo a quello dell&#8217;industria dei blockbuster con un retrogusto libertario e alternativo tipico della cultura della west coast di cui Kelly ha fatto parte da sempre. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.43.43.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.43.43.png?resize=533%2C600&#038;ssl=1" alt="" width="533" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-48090" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.43.43.png?resize=533%2C600&amp;ssl=1 533w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.43.43.png?resize=266%2C300&amp;ssl=1 266w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.43.43.png?resize=768%2C865&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.43.43.png?w=776&amp;ssl=1 776w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
Molti anni fa Kevin Kelly <a href="https://kk.org/thetechnium/1000-true-fans/">teorizzò</a> un modello economico di sostentamento del lavoro intellettuale in rete basato sul contributo economico di un ipotetico gruppo di amici. Un modello alternativo a quello dell&#8217;industria dei blockbuster con un retrogusto libertario e alternativo tipico della cultura della west coast di cui Kelly ha fatto parte da sempre. Il contributo economico costante di 1000 fans, secondo i di lui calcoli, sarebbe stato sufficiente al sostentamento dell&#8217;autore. Se ogni fan fosse stato disposto a pagare 100 dollari all&#8217;anno il sistema sarebbe rimasto in equilibrio:<br />
<br clear="all"/></p>
<blockquote><p>
Here’s how the math works. You need to meet two criteria. First, you have to create enough each year that you can earn, on average, $100 profit from each true fan. That is easier to do in some arts and businesses than others, but it is a good creative challenge in every area because it is always easier and better to give your existing customers more, than it is to find new fans.</p>
<p>Second, you must have a direct relationship with your fans. That is, they must pay you directly. You get to keep all of their support, unlike the small percent of their fees you might get from a music label, publisher, studio, retailer, or other intermediate. If you keep the full $100 of each true fan, then you need only 1,000 of them to earn $100,000 per year. That’s a living for most folks. </p></blockquote>
<p><br clear="all"/></p>
<p>Anche in un&#8217;idea del genere Kelly è stato in fondo un precursore. Rispetto alle versioni attuali di modelli simili (Onlyfans, Youtube, Substack) la differenza principale risiede nella stretta dipendenza da una piattaforma: la piattaforma paga la struttura e detta le regole, stabilisce le percentuali, definisce il tuo ruolo di suo rappresentante nel mondo: nell&#8217;idea dei 1000 fans di Kelly il rapporto diretto con la propria base era uno dei punti fondanti della teoria. Nemmeno uno dei miti della Internet dei primordi sembra essere sopravvissuto.<br />
<br clear="all"/><br />
<a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.44.48.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.44.48.png?resize=600%2C353&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="353" class="aligncenter size-large wp-image-48091" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.44.48.png?resize=600%2C353&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.44.48.png?resize=300%2C176&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.44.48.png?resize=768%2C452&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.44.48.png?resize=1536%2C903&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-31-alle-15.44.48.png?w=1718&amp;ssl=1 1718w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/></p>
<p>Mi è tornato in mente Kelly oggi mentre leggevo questa <a href="https://substack.com/home/post/p-208979336">analisi</a> sul collasso del modello economico di Substack. Substack è al momento forse il luogo di rete più interessante fra quelli disponibili (o per lo meno per i miei gusti e fra quelli di mia conoscenza). Nasce però, e per un po&#8217; è sembrato prosperare, sull&#8217;idea che ogni autore (non troverete in questo pezzo da nessuna parte la parola <em>creator</em>, nemmeno sotto tortura) possa trovare un numero sufficiente di persone disposte a pagare per i suoi contenuti. Come sempre accade in questi casi, accanto ad un limitato numero di casi di successo, che sembrerebbero dar credito all&#8217;idea di monetizzazione proposta da Substack, tutto attorno è un deserto e un agitarsi di gente con grandi aspirazioni davvero mal riposte. Substack resta un luogo di rete bellissimo ma l&#8217;idea che tutti possano pagare un abbonamento mensile per tutto ciò che gli piace e li incuriosisce non sembra funzionare granché. Ora nemmeno per i pochi per i quali all&#8217;inizio ha funzionato.</p>
<p>Le piattaforme basano il loro successo sulle aspettative dei loro utenti, raccontano con dovizia di particolari i grandi successi di chi ce l&#8217;ha fatta, ignorano la frustrazione di quelli che ci hanno provato e non hanno ottenuto alcun risultato. Che sono ovviamente la stragrande maggioranza. Nei due schemi di crescita possibili per i produttori di contenuti: invogliare i nuovo utenti con un paywall molto stretto fin dall&#8217;inizio (un&#8217;opzione possibile quasi esclusivamente per soggetti con una notorietà pregressa) o costruire una larga base di consenso attraverso l&#8217;offerta gratuita del proprio lavoro per poi chiedere pegno in un secondo momento, il tempo sembra essere il giudice ultimo. Mantenere costante l&#8217;attenzione dei propri sottoscrittori, anche nei pochi casi in cui la si sia ottenuta davvero, è una battaglia difficile.</p>
<p>Avere 1000 veri amici disposti a finanziare stabilmente il nostro lavoro è del tutto improbabile, specie fuori dagli ambienti di lingua anglosassone. Non so se questo dipenda dal fatto che non esiste una cultura del riconoscimento diretto del valore altrui o se il numero enorme di differenti offerte abbia reso impossibile scegliere. L&#8217;orgoglio intellettuale del non dipendere da nessuno, e di essere retribuito direttamente dagli amici senza alcun filtro, saltando i meccanismo dell&#8217;industria culturale  è un&#8217;ipotesi romantica ancora meno praticabile. Ma anche accettando l&#8217;ausilio tecnologico di una piattaforma pensata per semplificarci il lavoro è altrettanto difficile. Il sistema, insomma, fatte salve le solite eccezioni, non sta in piedi, esattamente come da tempo ha smesso di stare in piedi quello precedente.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Lo schizzo sulla camicia di Pirlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 18:07:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è qualcosa di paradossale nell&#8217;ampia levata di scudi nei confronti di un ex calciatore, Andrea Pirlo, alle prese con finanziatori russi che lo hanno reso testimonial di una società di scommesse. Il paradosso nasce nel momento in cui Pirlo sta per diventare CT della Nazionale italiana, ruolo per il quale evidentemente, occorrono specchiate attitudini curriculari. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-16-alle-15.36.52.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-16-alle-15.36.52.png?resize=600%2C452&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="452" class="aligncenter size-large wp-image-46314" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-16-alle-15.36.52.png?resize=600%2C452&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-16-alle-15.36.52.png?resize=300%2C226&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-16-alle-15.36.52.png?resize=768%2C578&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-16-alle-15.36.52.png?resize=1536%2C1156&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-16-alle-15.36.52.png?w=1820&amp;ssl=1 1820w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
C&#8217;è qualcosa di paradossale nell&#8217;ampia levata di scudi nei confronti di un ex calciatore, Andrea Pirlo, alle prese con finanziatori russi che lo hanno reso testimonial di una società di scommesse. Il paradosso nasce nel momento in cui Pirlo sta per diventare CT della Nazionale italiana, ruolo per il quale evidentemente, occorrono specchiate attitudini curriculari. Se le credenziali che lo ostacolano riguardano il fatto di essere pagato da una società di scommesse è evidente che insieme a Pirlo occorrerà buttare giù dalla rupe non solo l&#8217;intero mondo del calcio nazionale ma anche le TV che trasmettono le partite e per sovrappiù lo Stato Italiano che da anni fa finta di niente (anche lo Stato del resto incassa bei soldi dalla dabbenaggine degli scommettitori come e più di Pirlo) sulla truffa che consente di aggirare una sua legge, quella che impedirebbe a tali società  di farsi pubblicità, e che invece, non solo continuano a fare impunemente (fingendo di essere patetici siti di news) ma che con i loro soldi sponsorizzano le squadre di serie A e le TV a pagamento (Sky ha perfino un programma farlocco anch&#8217;esso travestito da ambiente informativo dove per ogni evento sportivo vengono esposte le quote per i gonzi). Sono reduce da un&#8217;esperienza lisergica sul sito di DAZN, unico luogo nel quale era possibile seguire tutte le partite del mondiale di calcio, che è esso stesso un sito di scommesse travestito da televisione commerciale. La voce <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Len_Blavatnik">wikipedia</a> del suo proprietario, del quale non sapevo nulla e del quale nessuno parla mai, è un esempio perfetto di chi siano questi e che cosa vogliano da noi. E di come sia facile utilizzare bene i soldi spandendone un po&#8217; in ogni direzione e costruirsi una reputazione. Se invece le perplessità su Pirlo riguardano la sua vicinanza alla Russia di Putin allora il quadro si fa perfino più misterioso. Ma davvero Pirlo rappresenta un problema per questo? Più dei vari Buttafuoco, Salvini, Travaglio, Conte la cui attività principale sembra essere adorare pubblicamente Putin e i suoi missili sui teatri trasformati in rifugio o sulle cliniche pediatriche?<br />
Ci sono molte faccende etiche di cui occuparsi prima di quella da dedicare a un ex-calciatore, la principale delle quali riguarda forse lo Stato che non fa nulla per tutelare i più fragili dei suoi cittadini se non con leggine ridicole come quella delle slot e del numero di metri di distanza che devono tenere da una scuola. L&#8217;Italia è oggi il paese nel quale si scommette di più in Europa, è il Paese che difende meno i suoi cittadini dalle proprie debolezze: il mondo del calcio è un&#8217;avanguardia di soprusi economici verso i più deboli con la collaborazione di tutti. In questo mare di fango ecco che ci concentriamo sullo schizzettino appena giunto sulla camicia bianca di Andrea Pirlo.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La stampa italiana è tutta reazionaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 09:26:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È domenica mattina. I siti web dei due principali giornali italiani sparano in grande evidenza la notizia di un atto terroristico avvenuto ieri sera a Berlino. La matrice al momento non è nota ma si sospetta che sia islamica. Come ogni volta i principali giornali internazionali hanno la medesima notizia ma in minore evidenza e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È domenica mattina. I siti web dei due principali giornali italiani sparano in grande evidenza la notizia di un atto terroristico avvenuto ieri sera a Berlino. La matrice al momento non è nota ma si sospetta che sia islamica. Come ogni volta i principali giornali internazionali hanno la medesima notizia ma in minore evidenza e con molte meno certezze. Come è normale che sia. </p>
<p>L&#8217;informazione italiana è fatta così. Ieri una scelta di posizionamento analoga riguardava gli scontri con i NoTAV in Piemonte (chissà se i NoTav si sono mai fatti domande sulla strumentalizzazione alla quale ogni volta si prestano) stigmatizzati da tutti, Meloni (ovviamente) compresa. Grande evidenza mediatica, enorme centralità.</p>
<p>I media italiani si dividono ormai in due grandi gruppi. Quelli organici al potere, la grandissima maggioranza, a loro volta grossolanamente divisibile in due ulteriori sottogruppi: i fogli di pura propaganda (la maggioranza) e quelli che cercano un utile posizionamento dalla parte dei vincitori. Il secondo gruppo è quello di chi non è necessariamente ideologicamente schierato ma che, nella selezione dell&#8217;agenda informativa, sceglie argomenti che garantiscano i migliori risultati in termini di attenzione.</p>
<p>Da un punto di vista pratico l&#8217;unico vantaggio attuale è che ormai i giornali non li legge più nessuno ma lo stesso le discussioni pubbliche vengono orientate dalle scelte informative degli uni e degli altri.</p>
<p>In pratica in Italia la stampa è tutta un unico compatto schieramento reazionario. Lo compongono i reazionari, quelli che sperano di essere aiutati dai reazionari, quelli che sono reazionari per calcolo economico.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Renzi vs Vannacci (burrone e torrente)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 07:19:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno dei rischi della notorietà è la perdita dei confini fisici. Maggiore è la popolarità che si è raggiunta e maggiore sarà questa possibilità di immaginare sé stessi al centro di ogni attenzione. Non succede sempre, e forse andrebbe innalzato un monumento equestre a quanti, silenziosamente, vivono il proprio momento di gloria con moderazione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?resize=600%2C318&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="318" class="aligncenter size-large wp-image-48050" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?resize=600%2C318&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?resize=300%2C159&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?resize=768%2C407&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?resize=1536%2C815&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?w=1610&amp;ssl=1 1610w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
Uno dei rischi della notorietà è la perdita dei confini fisici. Maggiore è la popolarità che si è raggiunta e maggiore sarà questa possibilità di immaginare sé stessi al centro di ogni attenzione. Non succede sempre, e forse andrebbe innalzato un monumento equestre a quanti, silenziosamente, vivono il proprio momento di gloria con moderazione e misura, ma quando succede gli aspetti tossici del proprio immaginarsi al centro del mondo risultano chiari a molti ma quasi mai ai diretti interessati. Il leader politico che è passato da un gradimento del 40% ad uno del 2% così come quello che fino a ieri non era nessuno ed ora è al centro di ogni attenzione, vivono il medesimo piccolo delirio di onnipotenza. Lo stesso accade per lo scienziato pazzo o per lo sportivo decaduto o per lo scrittore ormai dimenticato. La differenza fra Renzi e Vannacci riguarda esclusivamente il momento di oscillazione. Il primo scende, nell&#8217;umana frenesia di riuscire a risalire un giorno e, mentre lo fa, conta sui media, che viceversa vedono ormai in lui lo scherzo di natura utile a vendere le ultime copie, l&#8217;altro mostra il petto virile (con citazione trita del ventennio) e delizia i suoi propagandisti. Eppure entrambi in quel momento superano un confine. Quello fra l&#8217;idea di sé e la comprensione geografica della propria posizione nel mondo. Due punti non coincidenti. Pasternak diceva che serve molto coraggio per recitare nei secoli, come recitano i burroni, come recitano i torrenti. L&#8217;unica cosa che noi oggi sappiano è che Renzi e Vannacci non sono né burrone né torrente. Sono invece dentro l&#8217;oscillazione del medesimo pendolo. Un pendolo al quale non vogliono e non possono sottrarsi. In molti caso rientrare nei propri confini è un pensiero inaccettabile.<br />
<br clear="all"/> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La bugia come atto politico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 11:37:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il ministro Nordio sa che il condannato non verrà graziato ma precipitosamente istruisce la pratica. Il Vice Premier Salvini sa che il condannato non potrà essere candidato ma lo candida lo stesso. La Presidentessa del Consiglio Meloni sa che le sue valutazioni giuridiche sulla sentenza del condannato sono assurde e prive di rilevanza ma le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro Nordio sa che il condannato non verrà graziato ma precipitosamente istruisce la pratica.<br />
Il Vice Premier Salvini sa che il condannato non potrà essere candidato ma lo candida lo stesso.<br />
La Presidentessa del Consiglio Meloni sa che le sue valutazioni giuridiche sulla sentenza del condannato sono assurde e prive di rilevanza ma le propone ugualmente.</p>
<p>Da tempo la bugia, non il refuso dovuto alla fretta, non la singola ignoranza, non le proprie pochezze, ma la bugia in purezza è diventato l&#8217;atto politico più usuale. Avviene per molte ragioni: perché la centralità mediatica di un avvenimento dura un istante e quell&#8217;istante dovrà essere sfruttato ad ogni costo, perché al lettore basterà il proclama anche quando dietro non ci sarà nulla, perché ormai è normale che tutti parlino di tutto senza avere idea di cosa stanno dicendo. </p>
<p>La bugia rappresenta il passaggio finale: non la condiscendenza con le proprie debolezze ma la strategia della spazzatura come strumento di dominio.</p>
<p>I bugiardi, quelli che mentono sapendo di mentire, sono l&#8217;ultima fase della politica. L&#8217;ultimo singulto prima della sua fine. Noi oggi siamo lì.<br />
<br clear="all"/> </p>
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		<title>Del camminare sotterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 06:56:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se le cose andranno come stanno andando, e tutti già ora hanno modo di osservare quello che sta succedendo, nel giro di qualche anno il genio italico (lo stesso genio che sta abbattendo gli alberi per far posto ai parcheggi dei suv neri con i vetri oscurati) dovrà organizzarsi per costruire camminamenti sotterranei per spostarsi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se le cose andranno come stanno andando, e tutti già ora hanno modo di osservare quello che sta succedendo, nel giro di qualche anno il genio italico (lo stesso genio che sta abbattendo gli alberi per far posto ai parcheggi dei suv neri con i vetri oscurati) dovrà organizzarsi per costruire camminamenti sotterranei per spostarsi in città da un luogo ad un altro. Città che nel frattempo saranno ormai rese deserte da temperature medie di 50 gradi celsius. Ora, tali camminamenti, nel mio immaginare di ostinato democratico, dovranno essere governati, all&#8217;entrata e all&#8217;uscita da cancelli elettronici e disponibili per tutti. Ogni cittadino sarà dotato di un proprio badge e a tutti sarà garantito il diritto di spostarsi in città senza essere abbrustolito dal sole. E ogni nuovo Robert Walser potrà scrivere il proprio libro in santa pace. Ad una sola piccola categoria di persone sarà negato il badge, un po&#8217; come accadde per la vecchia Costituzione repubblicana che vietava l&#8217;apologia di fascismo, ed è la categoria dei negazionisti del clima. Quella piccola combriccola di fessi che, per stupidità o convenienza di breve respiro, continuano a dire &#8220;D&#8217;estate ha sempre fatto caldo&#8221;. Si tratta tutto sommato di un piccolo gruppo di persone, qualche senatore leghista, qualche opinionista senza scrupoli, qualche cretino patentato che sempre è possibili rintracciare in ogni consesso di persone. Per costoro la nuova Costituzione del camminare sotterraneo prevederà un&#8217;eccezione. Ha sempre fatto caldo. Stai fuori, tutto il marciapiedi è a tua disposizione.<br />
<br clear="all"/></p>
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		<title>Un caso di coscienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:36:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Italia è quel paese in cui un duplice assassino suggerisce a Sergio Mattarella di mettersi una mano sulla coscienza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia è quel paese in cui un duplice assassino suggerisce a Sergio Mattarella di mettersi una mano sulla coscienza.<br />
<br clear="all"/></p>
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