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	<description>il weblog di Massimo Mantellini</description>
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		<title>Renzi vs Vannacci (burrone e torrente)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 07:19:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno dei rischi della notorietà è la perdita dei confini fisici. Maggiore è la popolarità che si è raggiunta e maggiore sarà questa possibilità di immaginare sé stessi al centro di ogni attenzione. Non succede sempre, e forse andrebbe innalzato un monumento equestre a quanti, silenziosamente, vivono il proprio momento di gloria con moderazione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?resize=600%2C318&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="318" class="aligncenter size-large wp-image-48050" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?resize=600%2C318&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?resize=300%2C159&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?resize=768%2C407&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?resize=1536%2C815&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-23-alle-08.42.56.png?w=1610&amp;ssl=1 1610w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
Uno dei rischi della notorietà è la perdita dei confini fisici. Maggiore è la popolarità che si è raggiunta e maggiore sarà questa possibilità di immaginare sé stessi al centro di ogni attenzione. Non succede sempre, e forse andrebbe innalzato un monumento equestre a quanti, silenziosamente, vivono il proprio momento di gloria con moderazione e misura, ma quando succede gli aspetti tossici del proprio immaginarsi al centro del mondo risultano chiari a molti ma quasi mai ai diretti interessati. Il leader politico che è passato da un gradimento del 40% ad uno del 2% così come quello che fino a ieri non era nessuno ed ora è al centro di ogni attenzione, vivono il medesimo piccolo delirio di onnipotenza. Lo stesso accade per lo scienziato pazzo o per lo sportivo decaduto o per lo scrittore ormai dimenticato. La differenza fra Renzi e Vannacci riguarda esclusivamente il momento di oscillazione. Il primo scende, nell&#8217;umana frenesia di riuscire a risalire un giorno e, mentre lo fa, conta sui media, che viceversa vedono ormai in lui lo scherzo di natura utile a vendere le ultime copie, l&#8217;altro mostra il petto virile (con citazione trita del ventennio) e delizia i suoi propagandisti. Eppure entrambi in quel momento superano un confine. Quello fra l&#8217;idea di sé e la comprensione geografica della propria posizione nel mondo. Due punti non coincidenti. Pasternak diceva che serve molto coraggio per recitare nei secoli, come recitano i burroni, come recitano i torrenti. L&#8217;unica cosa che noi oggi sappiano è che Renzi e Vannacci non sono né burrone né torrente. Sono invece dentro l&#8217;oscillazione del medesimo pendolo. Un pendolo al quale non vogliono e non possono sottrarsi. In molti caso rientrare nei propri confini è un pensiero inaccettabile.<br />
<br clear="all"/> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La bugia come atto politico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2026 11:37:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il ministro Nordio sa che il condannato non verrà graziato ma precipitosamente istruisce la pratica. Il Vice Premier Salvini sa che il condannato non potrà essere candidato ma lo candida lo stesso. La Presidentessa del Consiglio Meloni sa che le sue valutazioni giuridiche sulla sentenza del condannato sono assurde e prive di rilevanza ma le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ministro Nordio sa che il condannato non verrà graziato ma precipitosamente istruisce la pratica.<br />
Il Vice Premier Salvini sa che il condannato non potrà essere candidato ma lo candida lo stesso.<br />
La Presidentessa del Consiglio Meloni sa che le sue valutazioni giuridiche sulla sentenza del condannato sono assurde e prive di rilevanza ma le propone ugualmente.</p>
<p>Da tempo la bugia, non il refuso dovuto alla fretta, non la singola ignoranza, non le proprie pochezze, ma la bugia in purezza è diventato l&#8217;atto politico più usuale. Avviene per molte ragioni: perché la centralità mediatica di un avvenimento dura un istante e quell&#8217;istante dovrà essere sfruttato ad ogni costo, perché al lettore basterà il proclama anche quando dietro non ci sarà nulla, perché ormai è normale che tutti parlino di tutto senza avere idea di cosa stanno dicendo. </p>
<p>La bugia rappresenta il passaggio finale: non la condiscendenza con le proprie debolezze ma la strategia della spazzatura come strumento di dominio.</p>
<p>I bugiardi, quelli che mentono sapendo di mentire, sono l&#8217;ultima fase della politica. L&#8217;ultimo singulto prima della sua fine. Noi oggi siamo lì.<br />
<br clear="all"/> </p>
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		<title>Del camminare sotterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 06:56:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se le cose andranno come stanno andando, e tutti già ora hanno modo di osservare quello che sta succedendo, nel giro di qualche anno il genio italico (lo stesso genio che sta abbattendo gli alberi per far posto ai parcheggi dei suv neri con i vetri oscurati) dovrà organizzarsi per costruire camminamenti sotterranei per spostarsi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se le cose andranno come stanno andando, e tutti già ora hanno modo di osservare quello che sta succedendo, nel giro di qualche anno il genio italico (lo stesso genio che sta abbattendo gli alberi per far posto ai parcheggi dei suv neri con i vetri oscurati) dovrà organizzarsi per costruire camminamenti sotterranei per spostarsi in città da un luogo ad un altro. Città che nel frattempo saranno ormai rese deserte da temperature medie di 50 gradi celsius. Ora, tali camminamenti, nel mio immaginare di ostinato democratico, dovranno essere governati, all&#8217;entrata e all&#8217;uscita da cancelli elettronici e disponibili per tutti. Ogni cittadino sarà dotato di un proprio badge e a tutti sarà garantito il diritto di spostarsi in città senza essere abbrustolito dal sole. E ogni nuovo Robert Walser potrà scrivere il proprio libro in santa pace. Ad una sola piccola categoria di persone sarà negato il badge, un po&#8217; come accadde per la vecchia Costituzione repubblicana che vietava l&#8217;apologia di fascismo, ed è la categoria dei negazionisti del clima. Quella piccola combriccola di fessi che, per stupidità o convenienza di breve respiro, continuano a dire &#8220;D&#8217;estate ha sempre fatto caldo&#8221;. Si tratta tutto sommato di un piccolo gruppo di persone, qualche senatore leghista, qualche opinionista senza scrupoli, qualche cretino patentato che sempre è possibili rintracciare in ogni consesso di persone. Per costoro la nuova Costituzione del camminare sotterraneo prevederà un&#8217;eccezione. Ha sempre fatto caldo. Stai fuori, tutto il marciapiedi è a tua disposizione.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Un caso di coscienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:36:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Italia è quel paese in cui un duplice assassino suggerisce a Sergio Mattarella di mettersi una mano sulla coscienza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Italia è quel paese in cui un duplice assassino suggerisce a Sergio Mattarella di mettersi una mano sulla coscienza.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Verità e giustizia per Giulio Regeni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:33:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Massimo Cirri lascia Caterpillar. Ci sono molti modi per chiudere i progetti sgraditi al centro destra. Cirri spiega egregiamente cosa è successo e perché lui, a un certo punto, ha detto basta. Caterpillar tecnicamente resta così i censori potranno fingere di non esserlo. Mi colpisce il finale che ricopio qui. Quindi ciao. Grazie per la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Massimo Cirri <a href="https://www.facebook.com/massimo.cirri/posts/pfbid0n9EvNT3eMnkdXGfMk9AR1fdA2Bh6dAfr8eLTrLfWK6iTaiSNu1CF9Yd3n1fQbv1Cl?__cft__[0]=AZYVqh9xeKnIFxsZmOVUi1Btr4zcnCYlCUKoayRhdst-_MXWtxbYtzvgj_s1qIljOzQkApwKSgCozjzp80PcbNKCJy0cSGEFZN56jf_pl1-AP0cHlH0o8sY5G4Xgg6vJeHh9-NcVmJUxNqglTnaYqzfb5yDaNnlV0oL9sLvmJF9TGA&#038;__tn__=%2CO%2CP-R">lascia</a> Caterpillar.<br />
Ci sono molti modi per chiudere i progetti sgraditi al centro destra. Cirri spiega egregiamente cosa è successo e perché lui, a un certo punto, ha detto basta. Caterpillar tecnicamente resta così i censori potranno fingere di non esserlo.<br />
Mi colpisce il finale che ricopio qui.</p>
<p><br clear="all"/></p>
<blockquote><p>Quindi ciao.<br />
Grazie per la pazienza.<br />
Verità e giustizia per Giulio Regeni.</p></blockquote>
<p><br clear="all"/><br />
Mi commuove che molti commentatori terminino le loro risposte con la stessa frase.<br />
<br clear="all"/><br />
<em>Verità e giustizia per Giulio Regeni.</em><br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Contro Paolo Nori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[A me piace molto Paolo Nori. Mi piacciono i suoi libri, così come mi piacciono molte delle cose che Nori ha messo online sul suo blog e altrove da molti anni a questa parte. Mi piace talmente tanto che oggi sono costretto a scrivere qualcosa “contro” di lui. Ho controllato, la prima citazione che lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-09-alle-11.52.03.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-09-alle-11.52.03.png?resize=600%2C431&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="431" class="aligncenter size-large wp-image-48020" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-09-alle-11.52.03.png?resize=600%2C431&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-09-alle-11.52.03.png?resize=300%2C215&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-09-alle-11.52.03.png?resize=768%2C552&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-09-alle-11.52.03.png?w=880&amp;ssl=1 880w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
A me piace molto Paolo Nori. Mi piacciono i suoi libri, così come mi piacciono molte delle cose che Nori ha messo online sul suo blog e altrove da molti anni a questa parte. Mi piace talmente tanto che oggi sono costretto a scrivere qualcosa “contro” di lui. </p>
<p>Ho controllato, la prima <a href="https://www.mantellini.it/2008/05/03/la-presenza-di-spirito-di-dire-scusi/">citazione</a> che lo riguarda sul mio blog, è del 2008: un brano spassosissimo tratto da “Grandi ustionati”. Poi Nori negli anni si è inventato questo formato a metà fra il romanzo e il saggio, lui lo chiama romanzo, a me è sempre sembrato prima di tutto un saggio ma chisseneimporta, in cui applica il suo talento linguistico a un autore che gli piace, in genere un autore russo del passato, anche se l’ultimo suo lavoro del genere riguarda un grande poeta romagnolo che si chiama Raffaello Baldini. Il risultato di un simile esperimento a metà fra divulgazione, voce interiore, racconto autobiografico e citazioni colte, è per me in genere molto convincente. Forse un po’ ripetitivo ma piacevolissimo: del resto Nori da sempre utilizza il gergo e la reiterazioni come elementi distintivi del suo lavoro. In pratica alla fine (come molti, ma in maniera più sfacciata) Nori scrive sempre il medesimo libro, se quel tipo di scrittura ti piacerà (a me piace) ti piaceranno molte delle cose che scrive, se non ti piacerà quel tono ti stancherà subito. </p>
<p>L’invasione russa dell’Ucraina è iniziata il 24 febbraio 2022. Da allora Nori che traduce dal russo, che si è laureato con una tesi su uno scrittore russo, che spesso è stato a Mosca e a Pietroburgo per studi, che da anni organizza questi viaggi dall’Italia verso i luoghi in cui hanno vissuto i grandi scrittori russi (che con l’ironia che lo contraddistingue ha chiamato a suo tempo “Gogol’maps”) si è trovato molte volte a dover argomentare il suo amore incondizionato per la Russia, un po’ perché in tempi del genere molti gli domandavano quale fosse la sua posizione al riguardo del regime di Vladimir Putin, un po’ perché in casi del genere gli stupidi ci mettono sempre del loro e nei primi tempi dopo l’invasione sovietica qualcuno pensò bene di coinvolgerlo in un maldestro tentativo di censura tutto italiano in occasione di una conferenza che Nori avrebbe dovuto tenere all’Università di Milano. Nori quell’infortunio lo ha poi intelligentemente sfruttato a proprio vantaggio e continua a farlo anche oggi.</p>
<p>In questo – va detto – nel citare il regime, Nori non se l’è mai cavata benissimo. Mezze frasi, banalità sull’amore per il popolo russo che è differente dai governanti russi, piccoli episodi personali irrilevanti, che Nori è troppo intelligente per elevare a canone, ma che ogni volta racconta al suo pubblico lasciandoli lì a sedimentare come materiale da meditazione. Per esempio qualche sera fa l’ho ascoltato qui a Cervia raccontare che lui una volta voleva andare in America ma gli hanno negato il visto mentre il visto per Mosca in quegli stessi giorni lo aveva ottenuto regolarmente.</p>
<p>Ora il tentativo di capire cosa pensi davvero Paolo Nori della Russia di Putin, sempre che lui desideri dirlo, e l’idea che ti fai è che lui preferirebbe parlare d’altro ma che purtroppo questo non è sempre possibile, va ogni volta a sbattere contro queste piccole banalità. L’altra sera durante il medesimo spettacolo teatrale Nori ci ha tenuto a dire al pubblico che lui ha simpatie personali per l’anarchia (come a dire senza dirlo, non chiedetemi di schierarmi che tanto non esistono poteri buoni). Solo che Nori non è De André.<br />
<br clear="all"/><br />
<center><br />
<a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-09-alle-11.07.17.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-09-alle-11.07.17.png?resize=305%2C600&#038;ssl=1" alt="" width="305" height="600" class="aligncenter size-large wp-image-48015" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-09-alle-11.07.17.png?resize=305%2C600&amp;ssl=1 305w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-09-alle-11.07.17.png?resize=152%2C300&amp;ssl=1 152w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-09-alle-11.07.17.png?w=582&amp;ssl=1 582w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" /></a><br />
</center><br />
<br clear="all"/></p>
<p>Nel suo cauto incedere geopolitico Nori ha pubblicato qualche tempo fa un paperback molto piacevole in cui mostrava quali e quante parti del suo libro su Anna Achmatova erano state censurate nella versione russa del testo. Già molti anni fa, a sottolineare la distanza inevitabile fra propaganda e realtà oggettiva, Nori raccontava di quando alla fine degli anni 90 era a Mosca e dall’Italia lo chiamavano preoccupati dicendogli “Dice la TV che a Mosca ci sono i carri armati in strada” e lui si affacciava alla finestra per concludere che no, carri armati non se ne vedevano proprio. Il medesimo schema lo ha applicato anche in un breve trafiletto pubblicato qualche giorno fa con grande enfasi su Il Fatto Quotidiano (come noto il giornale più filorusso fra quelli disponibili in Italia) intitolato “Il mio 4 luglio a Pietroburgo dove i raid non si vedono” nel quale spiegava che no lui a Pietroburgo i droni ucraini di cui tutti i media in occidente parlavano non li aveva visti. Il breve articolo termina così:</p>
<p><br clear="all"/></p>
<blockquote><p>
“Quindi io non escludo che, sabato 4 luglio 2026, siano arrivati dei droni, a Pietroburgo, ma io, e tanti pietroburghesi che ho incontrato, non ce ne siamo accorti.”</p></blockquote>
<p><br clear="all"/></p>
<p>Io sono il primo a dire che nessuno dovrebbe essere tirato per la giacchetta, tantomeno gli intellettuali, tantomeno gli scrittori. E non ho neanche grandi aspirazioni che gli autori che leggo e che stimo la pensino come me. Non ho nemmeno grandi curiosità su alcune casualità che potrebbero essere considerate sospette (per esempio l’altra sera mia moglie a teatro osservava “chissà come mai sui crimini del regime russo, sulla morte di Naval&#8217;nyj o di Politkovskaja” Nori dai suoi molti palchi non ha mai avuto troppo da dire). Nonostante questo e nonostante la mia sincera curiosità nel provare a indovinare su cosa si basi la logica di sotterranea accettazione del regime di Putin da parte di uno scrittore che stimo, devo dire che un ragionamento logico, organico, completo e privo di piccoli giochetti semantici, nel quale Paolo Nori spieghi la sua relazione non tanto con gli scrittori russi e nemmeno con i cittadini russi ma con la Russia intera, dentro la quale il ruolo del regime ha da decenni un impatto gigantesco che si riflette dentro e fuori il Paese e che non può certo essere ignorato, io non l’ho mai sentito.</p>
<p>E devo dire di essere stato attento, devo dire, da ammiratore di Paolo Nori, di aver ascoltato con attenzione.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Ultimo</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 16:35:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so bene chi sia Ultimo. Immagino che sia una di quelle cose che si dicono sempre quando qualcuno è sulla bocca di tutti. Resta in ogni caso la verità. O meglio. So che è un giovane cantante, uno, credo, con molti tatuaggi. So che è stato a Sanremo qualche anno fa con piccole polemiche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non so bene chi sia Ultimo. Immagino che sia una di quelle cose che si dicono sempre quando qualcuno è sulla bocca di tutti. Resta in ogni caso la verità. O meglio. So che è un giovane cantante, uno, credo, con molti tatuaggi. So che è stato a Sanremo qualche anno fa con piccole polemiche annesse di cui ora non saprei dire; so, soprattutto, che in questi giorni al suo concerto a Roma sono attese molte migliaia di persone, i media dicono 250.000, alcune delle quali – dicono &#8211; accampate davanti ai cancelli da giorni. Lo so perché io ogni giorno leggo i titoli dei giornali online. Finisco per conoscere i nomi di un sacco di cose che non mi interessano, esattamente come Ultimo, ma la mia conoscenza di tutte quelle cose si ferma lì. Ai titoli. </p>
<p>Ultimo però è un cantante e il discrimine principale sulla mia <em>non</em> conoscenza nei suoi confronti non riguarda i titoli di stampa ma il fatto, ben più importante, di non avere mai ascoltato una sua canzone.</p>
<p>In questi giorni mi chiedevo: come è possibile che di un cantante italiano che raduna 250mila persone in uno stadio io non abbia mai ascoltato niente? E la risposta è: perché io da molto tempo ho smesso di ascoltare la radio.</p>
<p>Ho smesso molti anni fa quando, durante gli spostamenti fra casa e lavoro, iniziai a sostituirla con gli audiolibri. Da allora non l’ho più ascoltata, né in auto né altrove; ho anzi iniziato a trovare il suo gracchiare in lontananza sempre più fastidioso e inconcepibile. Sicuramente un problema mio. Le uniche sessioni di ascolto obbligatorio sono nell’ambulatorio del mio dentista, che ha avuto la cattiva idea di mettere un altoparlante con la radio accesa in ogni stanza.</p>
<p>Ora, al di là dei miei gusti e delle mie personali idiosincrasie, oggi pensavo che se ancora ascoltassi la radio io Ultimo almeno un po’ lo conoscerei e avrei ascoltato almeno qualche suo brano. Mi sarei insomma fatto un’idea su di lui. </p>
<p>L’aspetto interessante, che ovviamente non ha nulla a che fare con Ultimo ma riguarda la radio in generale, è che sarebbe stata una conoscenza in qualche maniera obbligatoria, non avrei potuto evitarla. Prima o dopo, a radio accesa, ci sarei andato a sbattere contro. </p>
<p>Magari le canzoni di Ultimo a quel punto mi sarebbero piaciute moltissimo e oggi sarei fra i 250mila a Roma, magari no e appena riconosciute le sue note avrei cambiato canale, ma il punto davvero importante per me è che la radio, a differenza di quello che ho sempre pensato, è oggi per me un media impositivo. Così come lo è ovviamente la TV generalista. Plasma senza chiedere permesso. È in grado di modellare i miei gusti con una silenziosa, implicita e mai riconosciuta carica reazionaria. Le scelte culturali, del resto, sono spesso scelte reazionarie. Molto spesso dietro a simili costruzioni di senso c’è un progetto che da fuori è difficile da riconoscere. Esagero? Forse. </p>
<p>Esistono ovviamente molti canali radiofonici differenti, pareri differenti diffusi nell’etere, come ovunque anche un sacco di spazzatura, e questo tutela in parte l’alone democratico che la radio ha sempre avuto, ma se io oggi, in assoluta buona fede, non so chi sia Ultimo, è perché non ascolto la radio e non guardo la TV. So che esiste un cantante chiamato Ultimo perché leggo i titoli dei giornali ma non ho mai avuto la curiosità di approfondire.</p>
<p>Deleuze diceva che la parola è sporca e la scrittura è pulita e questa sua citazione qui capita abbastanza a proposito. La parola è sporca – diceva il filosofo – perché è fascinazione. Affascinare è una delle molte leve del potere. Radio e TV, ma anche TikTok e un sacco di contenuti online, sono spesso pura fascinazione.</p>
<p>Ma è utile diffidare dei fascinatori? E qui la risposta per conto mio è <em>non lo so</em>. Diffidare dai fascinatori è in qualche modo utile. Si resterà chiusi dentro una bolla personale un po’ stantia ma che, a differenza di quella proposta dai grandi emettitori, avrà i crismi della scelta individuale. Lasciare le persone alle loro curiosità è un lusso che il potere potrà comunque concedersi agevolmente. In ogni caso cinquant’anni dopo Deleuze la parola resta sporca e la scrittura resta in qualche misura pulita. E io non so chi sia Ultimo esattamente per quello. Perché tengo sempre più lontane le parole e resto accanto il più possibile alle cose scritte.</p>
<p><br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Piccola storia ignobile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:52:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gianni Cuperlo su FB: Ma che piccola storia ignobile, mi tocca raccontare… C’è un signore, di mestiere imprenditore, e che dalle notizie date sembra non produca fatturati vertiginosi. Nei mesi drammatici della pandemia aveva stretto un contratto con lo Stato per la fornitura di mascherine, ma (come spiega stamane Giuliano Foschini su Repubblica) la struttura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gianni Cuperlo su <a href="https://www.facebook.com/giannicuperlo/posts/pfbid02V7D5hvppY6QmF5UX44TfL9CiMz2vqCWbpCkYsPSisAtcdkLy5LsREXqjaMbAAe9pl">FB</a>:</p>
<p><br clear="all"/></p>
<blockquote><p>Ma che piccola storia ignobile, mi tocca raccontare…<br />
C’è un signore, di mestiere imprenditore, e che dalle notizie date sembra non produca fatturati vertiginosi.<br />
Nei mesi drammatici della pandemia aveva stretto un contratto con lo Stato per la fornitura di mascherine, ma (come spiega stamane Giuliano Foschini su Repubblica) la struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri “aveva ritenuto che i dispositivi non rispettassero i requisiti richiesti“.<br />
Da lì lo sviluppo di una complicata querelle giudiziaria che ha trovato una prima tappa nel novembre 2024 quando la società dell’imprenditore con una sentenza di primo grado ha ottenuto il diritto a un risarcimento di 203 milioni di euro.<br />
A quel punto lo Stato ha impugnato la sentenza chiedendone la sospensione, e da lì in avanti la scena cambia radicalmente.<br />
Perché prima che la Corte d’appello avesse tempo e modo di pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva, il governo Meloni con un decreto legge ha stabilito di assegnare al ministero della Salute 110 milioni di euro necessari a garantire una transazione immediata con l’imprenditore in questione, liquidando in tal modo la causa.<br />
Ricapitoliamo: esiste una causa intentata da una società nei confronti dello Stato con la richiesta di un risarcimento di oltre 200 milioni di euro.<br />
Lo Stato chiede una sospensiva in attesa di un parere della Corte d’appello, ma il governo si affretta a elargire alla società in questione un assegno di 100 milioni di euro.<br />
E veniamo allo scenario dell’intera faccenda.<br />
Si dà il caso che l’imprenditore in questione sia stato nel corso dei mesi uno dei protagonisti delle audizioni parlamentari svolte dalla commissione l’inchiesta sul COVID che la destra utilizza come arma contundente verso il governo Conte due, il presidente del consiglio e l’allora ministro della sanità.<br />
Si dà pure il caso che l’imprenditore in questione sia da anni un finanziatore di Fratelli d’Italia, oltreché un frequentatore della kermesse di Atreju.<br />
Non sono un esperto della materia, ma sarebbe interessante capire se esistono precedenti analoghi, di uno Stato che rinuncia ad attendere il responso sulla richiesta di sospensiva, precipitandosi a liquidare (con la bellezza di 100.221.429,85 euro) uno sponsor politico ed elettorale del partito di maggioranza relativa.<br />
Bon, fatevi voi un’idea.<br />
Buona giornata e un abbraccio </p></blockquote>
<p><br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Voi siete qui</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 08:14:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dalla pagina FB di Massimo Chiriatti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-03-alle-10.11.17.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-03-alle-10.11.17.png?resize=600%2C336&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="336" class="aligncenter size-large wp-image-47997" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-03-alle-10.11.17.png?resize=600%2C336&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-03-alle-10.11.17.png?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-03-alle-10.11.17.png?resize=768%2C430&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-03-alle-10.11.17.png?resize=1536%2C860&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/07/Screenshot-2026-07-03-alle-10.11.17.png?resize=2048%2C1147&amp;ssl=1 2048w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
Dalla pagina <a href="https://www.facebook.com/photo?fbid=10167208009248132&#038;set=a.158241728131">FB</a> di Massimo Chiriatti.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Intelligenza artificiale in auto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 19:01:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao T-Roc, metti la mia playlist! Mi spiace biondina, la tua playlist fa cagare. Metto il concerto di Colonia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-30-alle-20.59.50.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-30-alle-20.59.50.png?resize=600%2C329&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="329" class="aligncenter size-large wp-image-47993" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-30-alle-20.59.50.png?resize=600%2C329&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-30-alle-20.59.50.png?resize=300%2C165&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-30-alle-20.59.50.png?resize=768%2C421&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-30-alle-20.59.50.png?resize=1536%2C843&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-30-alle-20.59.50.png?w=1958&amp;ssl=1 1958w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
Ciao T-Roc,<br />
metti la mia playlist!</p>
<p><em>Mi spiace biondina,<br />
la tua playlist fa cagare.<br />
Metto il concerto di Colonia.</em><br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Egemonia culturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 13:38:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il problema dell’egemonia culturale è presto detto. Dopo aver atteso per decenni, il governo Meloni negli ultimi 4 anni ha sostituito ogni ruolo dirigenziale possibile. Un po’ per (quasi) legittimo spoils system, un po’ per odio fino a poco prima a stento represso verso un sistema culturale “de sinistra”, un po’ per sano cipiglio reazionario, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema dell’egemonia culturale è presto detto. Dopo aver atteso per decenni, il governo Meloni negli ultimi 4 anni ha sostituito ogni ruolo dirigenziale possibile. Un po’ per (quasi) legittimo spoils system, un po’ per odio fino a poco prima a stento represso verso un sistema culturale “de sinistra”, un po’ per sano cipiglio reazionario, razzista e censorio inciso nel proprio DNA. Solo che, quasi sempre, per non dire sempre, il “nuovo”, posizionato sulla tolda di comando dei ministeri, delle istituzioni culturali, dei media, è stato palesemente peggio del vecchio. Meloni, forse, non avendo niente di meglio, ha sdoganato il mediocre ovunque, ha spacciato normalissimi professori di liceo per “grandi italianisti”, ha consegnato le redini della cultura italiana nelle mani di gente che oggettivamente non sapeva cosa farsene. Premiati per pura e semplice fedeltà alla causa. Ora è evidente che non si può costruire un’egemonia culturale nuova a colpi di nomine del genere, così come è evidente che resta sottotraccia il dubbio dei pessimisti, i quali quando osservano la cancellazione di Caterpillar o di Via dei Matti o i CV dei nuovi capi delle istituzioni culturali italiane pensano che il trionfo del pecoreccio e del mediocre non sia una conseguenza ma una strategia. Io onestamente non lo penso. Mi sembra un’idea un po’ troppo raffinata. Se la tua classe dirigente è piena di gente senza qualità, quello che produrrai, in buonissima fede, sarà una nuova egemonia senza qualità. L’indisponibilità per i cittadini di materiale su cui pensare ne sarà una semplice dolorosa conseguenza della quale, per altro, in molti nemmeno si accorgeranno.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La cartina di tornasole di Cervia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:02:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solo alcuni anni fa, quando la Lega Nord viaggiava oltre il 25% delle preferenze nei sondaggi, in molti desideravano votarla ardentemente, a Varese (moltissimi) come a Reggio Calabria (un po&#8217; meno). In una situazione del genere in estate a Cervia si teneva un&#8217;allucinante kermesse del partito di Salvini, un evento simil festa dell&#8217;Unità. Una tre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Solo alcuni anni fa, quando la Lega Nord viaggiava oltre il 25% delle preferenze nei sondaggi, in molti desideravano votarla ardentemente, a Varese (moltissimi) come a Reggio Calabria (un po&#8217; meno). In una situazione del genere in estate a Cervia si teneva un&#8217;allucinante kermesse del partito di Salvini, un evento simil festa dell&#8217;Unità. Una tre giorni che, per un paio di stagioni, incontrò un grande successo di pubblico e che aumentava il caos estivo di una località turistica molto frequentata. Poi, anno dopo anno, il successo della festa della Lega è andato riducendosi gradualmente come il numero dei suoi elettori. L&#8217;anno scorso (ma anche quello prima) il grande evento si era ridotto a un palchetto dietro la Torre di San Michele e due file di sedie. Non ho controllato se quei posti venissero poi occupati effettivamente. Durante la sfilata dei soliti notabili leghisti in servizio permanente da vent&#8217;anni (roma ladrona ma fino a un certo punto) i fotografi padani si esibivano in miracoli tangenziali per documentare la grande folla presente al prestigioso evento. Un po&#8217; come a certe presentazioni di libri nelle quali le foto dell&#8217;evento si concentrano sull&#8217;autore e i relatori, evitando per quanto possibile lo sguardo sulla platea di sedie vuote. Alle ultime elezioni comunali a Cervia, qualche mese fa, la Lega nemmeno si è presentata. Enorme sconcerto per i due cervesi che desideravano votarla. </p>
<p>Quest&#8217;anno, se ho capito bene, la festa del partito di Salvini a Cervia è stata sostituita da questo raduno-evento della Lega giovani (il senso dell&#8217;umorismo della politica italiana è sempre notevole) chiamato Nexus avvenuto molto in sordina questo weekend. Una tregiorni nella quale, a leggere il programma, gli eventi politici sono stati in tutto tre. Per il resto &#8220;pomeriggio libero e dj set. Il nome Nexus da solo sarebbe sufficiente a descrivere lo stato del leghismo (almeno da queste parti) ma il raduno giovanile si è anche svolto quasi privatamente al Mare Pineta, un tempo elegante e storico albergo di lusso nel centro di Milano Marittima, oggi costoso resort stile <em>cafonal</em>, buono per eventuali turisti russi a piede libero. Durante l&#8217;evento clou Salvini è stato intervistato da Giuseppe Cruciani, volendo un altro segno dei tempi; il quale Cruciani dopo poche ore si è precipitato ad un altro evento con il generale Vannacci. Io, leggendo la notizia di Salvini con i fantomatici giovani della Lega dentro gli ambienti improbabili del Mare Pineta ho pensato inevitabilmente &#8211; ma è stata questione di un attimo &#8211; prima a Bossi in canottiera e poi allo stesso Salvini in versione da spiaggia mentre osserva languido la cubista che balla al Papeete Beach. Impossibile non immaginare una traiettoria.</p>
<p>Nel frattempo il post su FB nel quale una settimana fa la Lega <a href="https://www.facebook.com/legasalvinipremier/posts/-nexus-sta-arrivandotre-giorni-di-idee-confronto-musica-mare-ed-esperienze-da-vi/1590459782435708/">annunciava</a> Nexus &#8220;il punto di incontro della generazione che non si arrende&#8221; ha i commenti pieni di insulti.</p>
<p>Cervia, insomma, come cartina di tornasole della parabola leghista.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Da luogo pubblico a discarica grazie a Musk</title>
		<link>https://www.mantellini.it/2026/06/26/da-luogo-pubblico-a-discarica-grazie-a-musk/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 13:13:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È in momenti di grande dolorosa emergenza come il terremoto in Venezuela che si osserva con chiarezza cosa sia diventata Twitter dopo la colonizzazione di Elon Musk. Twitter è stato, in passato, il luogo principe dell&#8217;informazione dal basso in tempo reale e in casi di grandi emergenze diventava il luogo pubblico per eccellenza. Ora i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È in momenti di grande dolorosa emergenza come il terremoto in Venezuela che si osserva con chiarezza cosa sia diventata Twitter dopo la colonizzazione di Elon Musk. Twitter è stato, in passato, il luogo principe dell&#8217;informazione dal basso in tempo reale e in casi di grandi emergenze diventava il luogo pubblico per eccellenza. Ora i moltissimi video che i cittadini mettono online dalle strade colpite dal terremoto sono sparsi prevalentemente su Instagram, una piattaforma molto meno adatta a simili racconti. X ha trasformato non solo un piccolo social network in una discarica di propaganda politica ma ne ha annullato le potenzialità informative riducendola a un deserto di persone.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La teoria del pulmino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:59:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La discussione pubblica sulle frasi pronunciate da Michele Mari a proposito di Michela Murgia, una discussione torrenziale che va in onda da un paio di giorni ovunque, è per il novanta per cento la &#8220;solita&#8221; discussione sul femminismo militante alle prese con il patriarcato. Non dubito sull&#8217;utilità eventuale di riproporla ogni volta uguale, tra l&#8217;altro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La discussione pubblica sulle frasi pronunciate da Michele Mari a proposito di Michela Murgia, una discussione torrenziale che va in onda da un paio di giorni ovunque, è per il novanta per cento la &#8220;solita&#8221; discussione sul femminismo militante alle prese con il patriarcato. </p>
<p>Non dubito sull&#8217;utilità eventuale di riproporla ogni volta uguale, tra l&#8217;altro molto spesso con le stesse parole riproposte dalle medesime persone. È una discussione che ha pregi e limiti, più pregi che limiti, probabilmente necessaria, da ripetere ogni volta che, come in questo caso, ve ne sia occasione. Quindi ok. Anche se è anche una discussione che porta con sé un tono educativo forte e abbastanza disperato. Sembra dire: io ve lo sto spiegando ma lo vedo che tanto voi non mi ascoltate.</p>
<p>Tuttavia c&#8217;è un tuttavia. Nel caso di Michele Mari e delle sue esternazioni durante un viaggio su un pulmino, l&#8217;aspetto maggiormente rilevante sul quale soffermarsi non riguarda le frasi di Mari ma, appunto, il pulmino. Perché la sarabanda abbia inizio, lasciando stare l&#8217;eventuale interesse privato della scrittrice che ha fatto scoppiare il caso, è necessario dare per scontato che una conversazione privata su un mezzo di trasporto sia un atto pubblico. È un assunto che chi desiderava aprire le danze sul corpo della donna, la sua sessualizzazione da parte del maschio ha dato per scontato. Vale a dire che dentro quel pulmino Mari parlasse <em>ex catedra</em>, quasi fosse con un microfono su un palco. </p>
<p>Trovo che l&#8217;individuazione del confine fra ciò che è intimo e ciò che è pubblico e quindi di tutti, messo nella disponibilità di chiunque, sia il vero tema del quale si dovrebbe discutere.</p>
<p>Il tema del bilanciamento fra elementi di vita privata e esternazioni pubbliche è oggi importante, se non altro perché riguarda moltissime persone ogni giorno. Dove terminano i luoghi della nostra riservatezza, quelli che noi chiamiamo casa, quelli in cui le nostre miserie restano in qualche maniera protette e celate ai più?</p>
<p>La ragione per cui moltissimi pensano che qualsiasi parola ascoltata sia una parola pubblica ha solide relazioni con la crescita degli ambienti digitali. Luoghi nei quali il diaframma pubblico-privato si è infranto un paio di decenni fa per banali questioni di design. Come sempre quando le abitudini cambiano non tutto è stato necessariamente disprezzabile: l&#8217;aria respirata nel chiuso della propria cerchia privata era spesso irrespirabile e aprire qualche finestra ha avuto effetti certamente positivi. Anche se, come è evidente, non si trattava di un processo di liberazione ma una strategia di differente coercizione.</p>
<p>Sia come sia da quando sono nate le reti sociali la parola di chiunque è stata &#8220;liberata&#8221;, in una accezione del termine che comprende anche &#8220;equivocata&#8221;, &#8220;falsificata&#8221;, &#8220;espressa e poi negata&#8221;. I nostri pensieri, sciolti dai legacci del loro essere essenzialmente privati, hanno mostrato finalmente la loro pochezza, la vecchia faccenda del gentiluomo e del cameriere, e contemporaneamente i limiti fisici della parola stessa nel momento in cui essa viene allontanata dal contesto e offerta al pubblico in forma piana. Vale per tutto: per i nostri pensieri incauti espressi in libertà, per le intercettazioni a vario titolo eseguite, per gli equivoci casuali e quelli intenzionali, per i sottili giochi semantici che consentono a una frase di poter significare concetti opposti.</p>
<p>Ci siamo così abituati al senso prevalentemente pubblico di qualsiasi parola, mentre venivamo da un contesto in cui solo alcune parole ben definite erano pubbliche, mentre la maggioranza di esse erano comunque e sempre private. Magari ascoltate ugualmente da estranei che mai si sarebbero fatti carico di interrompere il diaframma abituale fra ciò che si decide di comunicare e ciò che invece rimane fuori dalla disponibilità di tutti. Oggi l&#8217;<em>off the record</em> non esiste più, non solo nella facilità con cui in questi giorni molti hanno affermato: &#8220;Certo che erano parole pubbliche, era su un pulmino. con altri scrittori!&#8221;, ma in un numero amplissimo di discussioni pubbliche. Le parole private diventano pubbliche perché esistono gli strumenti per registrale e perché esistono le persone disposte a diffonderle. </p>
<p>La parola privata è così rapidamente diventata un nido vuoto, da presidiare attentamente dentro la nostra testa se ne saremo capaci: tutto il resto, indipendentemente dalla nostra volontà, abiterà in luoghi pubblici in cui la spazzatura impera e dove anche i nostri pensieri si candideranno talvolta a rendersi indistinguibili da essa.</p>
<p>Ricordo con tenerezza le inutili discussioni di un paio di decenni fa sulla risevatezza della comunicazione elettronica, sulla necessità di prevedere il consenso dell&#8217;autore per diffondere una cosa che ci era piaciuta trovata sul web. Già allora arrivava qualcuno (erano dei precursori e noi non lo sapevano considerandoli invece più semplicemente dei cafoni) a spiegare che se quella cosa era stata scritta e pubblicata, significava che l&#8217;autore desiderava fosse pubblica e quindi poteva essere presa e diffusa come meglio si credeva.</p>
<p>Oggi rendersi conto del fatto che proprio in relazione alla potenza degli ambiti digitali gli spazi di riservatezza andrebbero aumentati per definizione, per scelta comunitaria e non ridotti per presa d&#8217;atto, è un pensiero davvero di retroguardia. Eppure si tratta dell&#8217;unico pensiero possibile. L&#8217;alternativa a questo è sotto i nostri occhi e certo il caso del raffinato scrittore che se ne esce con una frase deludente può meravigliare solo chi abbia un&#8217;idea del mondo davvero elementare. Anche gli scrittori raffinati pronunceranno frasi deludenti, anche i grandi artisti, perfino i poeti impareggiabili. In questo &#8211; solo in questo &#8211; loro sono come noi e noi siamo come loro. </p>
<p>Occuparsi di quelle parole che tanto ci hanno indignato sarà lecito nel momento in cui chi le pronuncia ne sancisce il loro essere pubbliche, il loro essere espressione di un pensiero compiuto che si intende rivolgere al maggior numero di persone possibile. In tutti gli altri casi, tutti quelli che dicono, &#8220;certo che era in pubblico era su un pulmino&#8221;, dovranno rendersi conto di essere loro stessi una parte rilevante del problema.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La società del bisbiglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 16:13:40 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella società del bisbiglio continuo uno scrittore di grande talento è oggi accusato su tutti i giornali di aver detto qualcosa di spiacevole e forse sessista in una conversazione privata durante un trasferimento su un pulmino. Una frase che qualcun altro ha orecchiato e immediatamente diffuso. Non vediamo l&#8217;ora che tutti possano giudicare i pensieri privati e nascosti di tutti per poi trarne le opportune conseguenze etiche su di loro e sul loro lavoro. Nelle società distopiche di certa letteratura novecentesca è il regime che controlla i pensieri delle persone. Nella società civile del 21esimo secolo sono le persone stesse che giudicano i loro simili aguzzando la vista o appoggiando un bicchiere al muro della stanza. Poi escono in strada e chiamano un gendarme.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Giorgia nessuno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 16:45:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che Donald Trump fosse un malato di mente, un uomo inaffidabile e pericoloso, un mitomane anaffettivo grave, credo fosse chiaro a tutti fin dai tempi del suo primo mandato e per i meno distratti anche da prima. Le ragioni per cui stia nel posto in cui sta sono misteriose e interamente sotto la responsabilità del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che Donald Trump fosse un malato di mente, un uomo inaffidabile e pericoloso, un mitomane anaffettivo grave, credo fosse chiaro a tutti fin dai tempi del suo primo mandato e per i meno distratti anche da prima. Le ragioni per cui stia nel posto in cui sta sono misteriose e interamente sotto la responsabilità del popolo americano. Meno misterioso è il fatto che qualsiasi governante occidentale sapeva benissimo, fin dall&#8217;inizio, con chi aveva a che fare. Così la scelta di Giorgia Meloni di essere amica di Trump, di cercare in ogni maniera di costruire un rapporto preferenziale con lui, è stata da un lato un peccato di superbia e dall&#8217;altra una cinica scelta di campo che univa alcune caratteristiche note della politica della destra italiana: una diffusa allergia per la UE, un sogno di un blocco politico alternativo alle socialdemocrazie dei paesi dominanti, un sovranismo all&#8217;amatriciana da dare in pasto ai propri elettori. Era in fondo una piccola quadratura del cerchio: smarcarsi dai Paesi migliori di noi, strizzare l&#8217;occhio agli Orban eventuali, accreditarsi come statista. Fa un po&#8217; ridere ma sospetto che sia andata così: Meloni per un discreto periodo ha immaginato per sé un ruolo di mediatore fra USA e UE, un po&#8217; fingendo che l&#8217;Italia non fosse UE, un po&#8217; indispettendo i partner europei per questo suo attivismo non richiesto.</p>
<p>Poi a un certo punto un teatrino del genere è terminato. Il danno di immagine che Meloni riceveva presso il suo elettorato italiano (all&#8217;estero il danno di immagine nemmeno si poneva visto che Meloni è considerata da tutti una <em>parvenu</em> inaffidabile) ero troppo ampio. Va bene continuare con le solite quattro cazzate sull&#8217;UE cattiva ma strizzare l&#8217;occhio al matto (un matto assoluto che non piaceva in nessun modo agli elettori di Meloni), precipitarsi a Washington appena Trump diceva &#8220;ora verranno a baciarmi il culo&#8221;, minimizzare i danni economici legati ai dazi, cercare ogni volta una parola di mediazione di fronte ai disastri e ai crimini americani in Medio Oriente, restando spesso in assoluto e indecoroso silenzio, non è stato più possibile. Il processo di creazione di una statista che stava a metà fra USA e Europa, che era un&#8217;idea assurda per chiunque tranne che per Meloni, lo è infine diventata anche per lei.</p>
<p>Nonostante questo il sogno di essere l&#8217;amica di Trump è in fondo rimasto lì, sotterrato dall&#8217;evidenza dei fatti ma comunque ancora presente. E questo per una sola ragione. Perché non ha altro. Al di là di una idea sbilenca che si è rivelata inattuabile la credibilità internazionale di Meloni è semplicemente assente. Metti che domani il matto ci ripensi (i matti ci ripensano quasi sempre, infinite volte di seguito) lei sarà lì pronta a cogliere l&#8217;occasione. Così eccola al G7 a fare la piccola stalker, con la battutina e il sorriso di circostanza. Solo che il matto non migliora e appena ne ha avuto occasione ha detto quello che gli passava per la testa: che a lui Meloni fa pena.</p>
<p>Trump è matto e quello che dice &#8211; ne abbiamo prove continue da tempo &#8211; è del tutto inattendibile sempre. Quindi non ho alcuna difficoltà a credere che la sua brusca ricostruzione della sua relazione con Meloni sia inattendibile. Come tutti i matti fra 5 minuti dirà il contrario. </p>
<p>La responsabilità politica di Meloni è invece molto più grave. Blandire Donald Trump è stata una cattiva idea. Rendersene conto (molto tardi) e tagliare i ponti è stato inevitabile e comunque in qualche maniera ammirevole. Ma a quel punto il sogno geopolitico di Giorgia doveva essere archiviato. Niente ago della bilancia. Niente partner preferenziale. Niente trattamento di favore. Niente di niente. Che è esattamente il valore di Meloni (e dell&#8217;Italia) nello scenario mondiale. Niente di inedito, si intende. L&#8217;unica cosa inedita è nella testa di Meloni, dove continua ad essere difficile abituarsi all&#8217;idea di essere nessuno.<br />
<br clear="all"/>  </p>
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		<title>Maturità condizionata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 15:32:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le considerazioni di un insegnante in una giornata molto calda: L’ultima studente ha consegnato la prova d’italiano alle 14,43, all’ultimo minuto di sei ore; il termometro del telefono segnava 34 °C. Domani si prevede una giornata ancora più afosa, e per i commissari d’esame ben più lunga, perché a sette ore di assistenza ne seguiranno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le considerazioni di un insegnante in una giornata molto calda:<br />
<br clear="all"/></p>
<blockquote><p>L’ultima studente ha consegnato la prova d’italiano alle 14,43, all’ultimo minuto di sei ore; il termometro del telefono segnava 34 °C. Domani si prevede una giornata ancora più afosa, e per i commissari d’esame ben più lunga, perché a sette ore di assistenza ne seguiranno quattro di correzione.</p>
<p>Per fortuna la mia scuola è di costruzione abbastanza recente e ha un po’ di verde intorno; penso alle tante scuole brutaliste, con ampie superfici di vetri semplici (che si aprono solo a vasistas), alluminio e nudo cemento orientate a est e a sud, circondate da parcheggi e palazzi, e immagino che forni diventeranno – e che forni siano già stati più volte, dalla fine di aprile in avanti.</p>
<p>Ogni volta che si parla di caldo eccessivo a scuola, la soluzione sembra semplice: installare impianti di condizionamento dell’aria. Ma ogni volta si alza la canea: eh, ma per qualche giorno all’anno! eh, ma quanto costa? eh, ma avete già tre mesi di ferie! eh, ma il riscaldamento globale!</p>
<p>Remore avanzate dagli stessi che si aspettano, anzi pretendono (e con ragione) il fresco in treno, sull’autobus, alle poste, dal medico, in ospedale e negli uffici comunali, al bar e al centro commerciale, in biblioteca e nel bed &#038; breakfast. Gli stessi che, mentre la moglie fa una commissione nel negozio con l’aria condizionata, stanno fermi in auto con il motore acceso per far funzionare il condizionatore (evidentemente la benzina non è ancora abbastanza cara). Gli stessi che, lavorando a scuola, ma nelle segreterie, quatti quatti il condizionatore nei loro uffici l’hanno fatto installare, e lo usano.</p>
<p>Forse è un astio freudiano verso gli insegnanti, di cui tutti e tutte da giovani abbiamo subito o odiato le bizzarrie o le ingiustizie. Io però temo che sia un segno peggiore: che questo paese di vecchi odia i giovani e desidera punirli per essere tali.</p></blockquote>
<p><br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Rimanere indietro come progetto di vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 13:58:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lorenzo Ruffino su Substack mostra come dopo la pandemia il lavoro da remoto in Italia sia tornato ai livelli precedenti. Circa l&#8217;8% contro una media europea di circa il 23%. Non impariamo mai niente da niente. Tutte le volte che possiamo rimanere nel passato ci rimaniamo con soddistazione.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-18-alle-15.51.46.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-18-alle-15.51.46.png?resize=600%2C431&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="431" class="aligncenter size-large wp-image-47911" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-18-alle-15.51.46.png?resize=600%2C431&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-18-alle-15.51.46.png?resize=300%2C216&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-18-alle-15.51.46.png?resize=768%2C552&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-18-alle-15.51.46.png?resize=1536%2C1104&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-18-alle-15.51.46.png?w=1790&amp;ssl=1 1790w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
Lorenzo Ruffino su Substack <a href="https://substack.com/home/post/p-199047532">mostra</a> come dopo la pandemia il lavoro da remoto in Italia sia tornato ai livelli precedenti. Circa l&#8217;8% contro una media europea di circa il 23%. Non impariamo mai niente da niente. Tutte le volte che possiamo rimanere nel passato ci rimaniamo con soddistazione.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Caterpillar chiude?</title>
		<link>https://www.mantellini.it/2026/06/18/caterpillar-chiude/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 06:49:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Massimo Cirri su FB: Le ascoltatrici e gli ascoltatori di Caterpillar Radio2 hanno diritto alla massima chiarezza. Così oggi sul finire della puntata con Sara Zambotti abbiamo detto questo. Domani andiamo a Vicenza per il Caterraduno, al Lumen Festival. Sarà una bella festa, venite. Quindi oggi è l&#8217;ultima puntata ordinaria di Caterpillar. Anche se quando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Massimo Cirri su <a href="https://www.facebook.com/massimo.cirri/posts/pfbid0C9mKkfBZ3g3gGj6jBYgjTCuBbcCF75GqmbGxs1pkQLjpS1GUYEVYHoBPJSoLCoHTl?__cft__[0]=AZaxQ3W6DMOFaemcR2fEsgkOqzv00RPf9V833LoARRpzvtE16zFW_K1b93-7SyezKN3ZuBnKcU5KL95ddDAT7VuFKqskt0dMUDNo0iy1yZaeh5jIiyoI36g57JwY_QhLA2Dvx690VCL1KYYdLwPqDB7WZ7gvYCrfDYBiOWYIrSKN2-PHQk24hAy05fninoXE-qiBWb5rryBMQlihGVIe3LuO&#038;__tn__=%2CO%2CP-R">FB</a>:</p>
<p><br clear="all"/></p>
<blockquote><p>Le ascoltatrici e gli ascoltatori di Caterpillar Radio2 hanno diritto alla massima chiarezza.<br />
Così oggi sul finire della puntata con Sara Zambotti abbiamo detto questo.<br />
Domani andiamo a Vicenza per il Caterraduno, al Lumen Festival. Sarà una bella festa, venite.<br />
Quindi oggi è l&#8217;ultima puntata ordinaria di Caterpillar. Anche se quando si fa la radio in diretta non c&#8217;è mai niente di ordinario. E&#8217; il bello della radio.<br />
Ci sarebbe piaciuto dire qualcosa del futuro di Caterpillar. Ci sembrava corretto. L&#8217;8 maggio e di nuovo il 4 giugno abbiamo chiesto alle Direzioni: “Che sarà di Caterpillar?”<br />
Non abbiamo ricevuto risposta. C&#8217;è chi dice che la mancata risposta di un potere è già una risposta di quel potere. Secondo altri è, semplicemente, una cafonata. Rara, in Rai, ma può capitare. Altri di noi avrebbero preferito ricevere un cenno: il classico “Vi faremo sapere” o il più virile “Fottetevi”. Invece niente.<br />
Spiace per le ascoltatrici e gli ascoltatori. </p></blockquote>
<p><br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Bioparco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[massimo mantellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 18:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La produzione televisiva del Mondiale ha modificato le sigle che definiscono le due squadre della partita odierna fra Portogallo e Congo in Italia nella parte alta a sinistra dello schermo. Le sigle internazionali erano POR-COD e da noi sono diventate PRT-CNG.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-17-alle-20.54.22.png?ssl=1"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-17-alle-20.54.22.png?resize=600%2C352&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="352" class="aligncenter size-large wp-image-47906" srcset="https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-17-alle-20.54.22.png?resize=600%2C352&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-17-alle-20.54.22.png?resize=300%2C176&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-17-alle-20.54.22.png?resize=768%2C450&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.mantellini.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-17-alle-20.54.22.png?w=1184&amp;ssl=1 1184w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><br />
<br clear="all"/><br />
La produzione televisiva del Mondiale ha modificato le sigle che definiscono le due squadre della partita odierna fra Portogallo e Congo in Italia nella parte alta a sinistra dello schermo. Le sigle internazionali erano POR-COD e da noi sono diventate PRT-CNG.<br />
<br clear="all"/></p>
]]></content:encoded>
					
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