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	<title>Marco Mattioli</title>
	
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		<title>La Rete come una Facebook App?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:25:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Penso che il social network più famoso del mondo stia per cambiare ulteriormente e radicalmente il web, e vi spiego perchè.

All&#8217;inizio reputavo Facebook brutto (lo è ancora ma ci siamo abituati), scarno, noioso e machiavellico. Essendo un assiduo frequentatore attivo di Flickr,Youtube e altri social, non capivo dove fosse il focus della faccenda. In Flickr [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/opengraph.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-896" title="opengraph" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/opengraph.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Penso che il social network più famoso del mondo stia per cambiare ulteriormente e radicalmente il web, e vi spiego perchè.<br />
<span id="more-892"></span><br />
All&#8217;inizio reputavo Facebook brutto (lo è ancora ma ci siamo abituati), scarno, noioso e machiavellico. Essendo un assiduo frequentatore attivo di <strong>Flickr</strong>,<strong>Youtube </strong>e altri social, non capivo dove fosse il focus della faccenda. In<strong> Flickr</strong> dal momento dell&#8217;iscrizione sei subito &#8220;engaged&#8221;, posti le tue foto, esplori in lungo e in largo i gruppi, ammiri i fotografi più capaci, hai una materia comune che favorisce i rapporti: la condivisione di immagini.</p>
<p>In Facebook, qualche anno fa, ti iscrivevi e fronteggiavi una pagina quasi vuota. Pochissimi i conoscenti iscritti, scarse le possibili interazioni con i gruppi, senza contare che nell&#8217;era pre-Facebook la nostra presenza in rete era contraddistinta dal nickname, cosa che rendeva difficilissimo rintracciare le persone attraverso il loro nome reale.</p>
<p>Eppure questo essere pagina vuota, ha creato il successo della piattaforma, asettica di per sè, ma dal potenziale illimitato una volta raggiunta la massa critica di iscritti. Oggi chi si iscrive in Facebook sa di poter contare sin da subito su una ricca mole di contatti, che non concederanno momenti di vuoto. Una scommessa rischiosa devo dire, perchè Flickr e Youtube potevano anche sopravvivere senza una mole spaventosa di utenti, era necessario un buon numero di persone attive e pubblicanti che garantissero un ricambio di contenuti. Facebook no, per essere strumento utile serve che vi siano iscritti i miei amici, colleghi, parenti, altrimenti è una pagina vuota. Il fulcro dei rapporti non sono immagini, film, gruppi musicali o passioni comuni, ma la persona, con tutta la fragilità che questo comporta, perchè una persona molto sola ritrova nel network il vuoto della vita reale (oppure si intrufola nelle vite altrui). I rapporti virtuali non sono più oggettivi  (commentiamo tutti quell&#8217;evento/opera d&#8217;arte/notizia) ma soggettivi (io do il buongiorno a te, non al mondo). La scommessa è ormai stravinta, perchè anche il più reietto degli utenti comunque parte con una dose decente di contatti da aggiungere.</p>
<p>E proprio il raggiungimento di questa supermassa, sta gettando le basi per la mutazione di Facebook in qualcosa di radicalmente diverso: un social network che inghiotte la rete stessa. Chi si tiene aggiornato con le ultime novità degli sviluppatori di casa Zuckerberg, sa che l&#8217;obiettivo attuale è quello di &#8220;essere in facebook anche senza entrare in facebook&#8221;. <strong>Open Graph</strong>, <strong>Facebook Connect</strong>, <strong>Social Plugins</strong>, sono solo alcune delle parole chiave di questa trasformazione. Chi sviluppa un sito oggi, perchè dovrebbe ammorbare gli utenti con procedure di registrazione, di amicizia, di condivisione, che di fatto sarebbero &#8220;chiuse&#8221;, quando già tutti questi rapporti sono presenti in Facebook? Meglio fare in modo che il proprio sito interagisca direttamente con FB, delegando a quest&#8217;ultimo l&#8217;autenticazione, la gestione dei commenti, le query che mettono in relazione utenti/gruppi/pagine, le statistiche insights e un continuo scambio di dati in e out tra sito e social. Persino le tradizionali <strong>meta tags </strong>attualmente vanno rivisitate per consentire a Facebook una migliore comprensione dei contenuti. E neanche accenno a <strong>Places</strong>, alle ricerche, ai crediti e al sistema degli ads. Un nuovo big bang che trasformerà la Rete in una gigantesca &#8220;app&#8221;?</p>
<p>Tutto questo è perfettamente logico: se sono amico di 500 persone, non posso andare a riconfermare questa amicizia in ogni comunità virtuale che frequento.  Non posso ricostruire una fitta serie di relazioni complesse, di gradi di separazione, di gerarchie di rapporti. I vantaggi per utenti e sviluppatori sono tantissimi, ma esiste un prezzo da pagare, ed è quello di dare una buona parte della rete in pasto a Facebook, e di dipendere dai suoi server. Una mossa a tenaglia, ma assolutamente geniale. Del resto già lo abbiamo fatto con Google, affidandogli tutte le ricerche, le email, le mappe, le statistiche. Quando il mio pc non riesce ad accedere a Google, mi sembra di non essere neanche collegato (a parte Facebook). Se tutti e due i giganti dovessero abbandonarci, la rete ricorderebbe gli scenari desertici di <strong>Mad Max</strong>.</p>
<p>Pensare a Google e Facebook come ad un semplice grosso numero di server gestiti da scaltre e intelligenti aziende private, potrebbe essere sbagliato. Pensiamo piuttosto al fatto che su quei server passano le più grandi concentrazioni di dati pubblici e privati del pianeta, appartenenti a centinaia di milioni di persone. Dati che sono quasi la rete stessa. Dati che, tra qualche decennio, potrebbero riassumere vite intere. Non sto dicendo di &#8220;statalizzare&#8221; Facebook, anche perchè non potrebbe esistere uno stato di riferimento, ma di cominciare a pensare a un nuovo tipo di entità superiori e transnazionali in grado di porsi queste domande. Perchè oggi il mio discorso sembra quello di un hippy psicotico, ma se nel 2020 staccano la spina a Zuckerberg perchè non ha pagato la bolletta, saranno cazzi amari, e non solo virtuali.</p>
<p>Quasi due anni fa scrivevo <a href="http://www.marcomattioli.it/2010/03/30/facebook2013/">Facebook2013</a>, un racconto distopico sulla faccenda. Dategli un&#8217;occhiata.</p>
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		<title>Tempi duri per RJ Berger</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 13:15:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
RJ Berger è un Harry Potter col pisello. Anzi di più: un Harry Potter con un grandissimo pisello.

Potrebbe esaurirsi qui la trama di questa serie tv, presto (a settembre) in onda da noi su Mtv Italia. Ma non in senso negativo, semplicemente Tempi duri per RJ Berger è una divertente serie teen che descrive la quotidianità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/berger.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-886" title="berger" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/berger.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>RJ Berger è un Harry Potter col pisello. Anzi di più: un Harry Potter con un grandissimo pisello.<br />
<span id="more-884"></span><br />
Potrebbe esaurirsi qui la trama di questa serie tv, presto (a settembre) in onda da noi su <strong>Mtv Italia</strong>. Ma non in senso negativo, semplicemente <strong>Tempi duri per RJ Berger</strong> è una divertente serie teen che descrive la quotidianità di un liceale americano alle prese con i problemi di tutti gli adolescenti. Magari qualche problema in più, dato che RJ è il tipico nerd assediato quotidianamente dai bulli della scuola, ma anche qualche problema in meno dato che le gigantesche misure del suo pene gli garantiscono l&#8217;attenzione delle ragazze più ambite.</p>
<p>Quello che diverte di questa serie sono l&#8217;attitudine sguaiatamente anni ottanta, qualche stramberia (i genitori scambisti), e le macchiette che affiancano il protagonista, come l&#8217;amica brutta e ninfomane che lo supplica di abusare di lei. Tutto il resto è volutamente stereotipato: i balli scolastici, gli sportivi duri e stupidi, le associazioni scolastiche, le feste in piscina e le cheerleaders. Gagliarde le musiche da party, notevoli gli inserti cartoon e simpatico il profilo basso dell&#8217;operazione che lo rende immediatamente digeribile, godibile, fresco. Certo se avessi 15 anni avrei usato toni più convinti, ma avendoli passati da un pezzo mi limito a consigliarvi di guardare un paio di puntate: cavalcate il dragone!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dErdxxTTZuM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/dErdxxTTZuM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Apple Store Covent Garden: le mie foto</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 06:56:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[

Appena tornato da Londra, vi pubblico le foto dell&#8217;Apple Store di Covent Garden, aperto il 7 agosto.

Come saprete, il mercato di Covent Garden è un grazioso angolo liberty del centro londinese, che ospita bancarelle, negozi ed esibizioni quotidiane di artisti di strada. Per questo il nuovissimo store, pur essendo il più grande del mondo, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore3.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-877" title="applestore" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Appena tornato da Londra, vi pubblico le foto dell&#8217;Apple Store di Covent Garden, aperto il 7 agosto.<br />
<span id="more-863"></span><br />
Come saprete, il mercato di <strong>Covent Garden</strong> è un grazioso angolo liberty del centro londinese, che ospita bancarelle, negozi ed esibizioni quotidiane di artisti di strada. Per questo il nuovissimo store, pur essendo il più grande del mondo, non è eccessivamente &#8220;impattante&#8221; nell&#8217;estetica circostante: si colloca in un edificio del 1800 e da fuori (a parte la lunga coda) si riconosce solo per piccole insegne nere con la famosa mela. La coda (le foto non rendono la sua lunghezza) non è per entrare a visitare lo store ma per acquistare il nuovo <strong>iPhone 4</strong>, che ovviamente va a ruba e che in tutti gli altri negozi di telefonia londinese mi è sembrato non ancora disponibile, non so se perchè non è ancora stato distribuito o se per prematuro sold out.</p>
<p>Ecco una piccola parte della coda:</p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-874" title="applestore1" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore11.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore1.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore8.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-873" title="applestore8" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore8.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Una parentesi: a Londra l&#8217; iPhone ce l&#8217;hanno tutti, ma davvero tutti, mi è sembrato addirittura di notarlo tra le mani di un barbone, comunque basta entrare in un bus per vedersi circondare da rapidissimi smanettatori. Non sono riuscito a scattare la foto ad una signora musulmana in <strong>burqa</strong>, interamente coperta di nero ad eccezione degli occhi, che usciva trionfalmente dall&#8217;Apple Store con l&#8217;amato bene tecnologico: una interessante contraddizione dei nostri tempi.</p>
<p>Tornando a noi, il negozio è completamente a vista, grazie ad enormi vetrine, e si sviluppa su tre livelli. Al piano terra trionfano i Mac, e tutte le postazioni sono connesse ad internet e quindi prese d&#8217;assalto (principalmente ad uso Facebook).</p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-867" title="applestore2" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore2.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><img title="applestore3" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore3.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Sempre a piano terra ma nello spazio retrostante troviamo decine di iPhone 4 e iPad, tutti a piena disposizione del pubblico. Gli addetti sono tanti e molto solerti: se una persona disabile ha problemi a usare un iPad per il cavo antifurto troppo corto, subito le forniscono il loro iPad senza cavo che quindi può essere maneggiato più agevolmente. Nei piani superiori ci sono oltre gli iPhone anche gli <strong>iPod</strong>, con tutti i tipi di speakers e cuffie immaginabili, le borse da trasporto, il grande <strong>Genius Bar</strong> dove lo staff ti aiuta in tutte le domande tecniche, i tavoli riservati ai workshops, dove gli esperti illustrano le caratteristiche dei nuovi prodotti.</p>
<p>Vista dai piani superiori:</p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-869" title="applestore4" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore4.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore9.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-881" title="applestore9" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore9.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-870" title="applestore5" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore5.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Alcuni workshops:</p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-871" title="applestore6" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore6.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore7.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-872" title="applestore7" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/applestore7.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
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		<title>I social networks sono già vintage</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 09:05:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Questi ads vintage creati dall&#8217;agenzia brasiliana Moma, e pubblicati da Geekologie sono semplicemente meravigliosi.
Se avete mai giocato a Bioshock  o a Fallout non potrete non provare un brividino con queste atmosfere anni &#8216;50. E probabilmente tra quindici o vent&#8217;anni percepiremo in questo modo i social networks attuali che oggi ci appaiono così up to [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/vintage.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-860" title="vintage" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/vintage.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Questi ads vintage creati dall&#8217;agenzia brasiliana<strong> Moma</strong>, e pubblicati da <a href="http://www.geekologie.com/2010/08/these_tubes_are_old_vintage_we.php">Geekologie</a> sono semplicemente meravigliosi.</p>
<p><span id="more-857"></span>Se avete mai giocato a <strong>Bioshock </strong> o a <strong>Fallout</strong> non potrete non provare un brividino con queste atmosfere anni &#8216;50. E probabilmente tra quindici o vent&#8217;anni percepiremo in questo modo i social networks attuali che oggi ci appaiono così up to date.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.geekologie.com/2010/08/06/vintage-ad-1.jpg" alt="" width="450" height="606" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.geekologie.com/2010/08/06/vintage-ad-2.jpg" alt="" width="450" height="606" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.geekologie.com/2010/08/06/vintage-ad-3.jpg" alt="" width="450" height="605" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.geekologie.com/2010/08/06/vintage-ad-4.jpg" alt="" width="450" height="602" /></p>
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		<title>Rimuovere i bordi dal Like Box</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 16:37:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
I social plugins di Facebook sono cosa buona e giusta. Ma come rimuovere quel dannato bordo blu che rovina l&#8217;impaginazione del nostro sito? Niente paura, basta usare i Css.
La soluzione è di Adam Breckler, io mi sono limitato a verificarne il funzionamento. Sebbene il codice sia relativo al Like Box, ho provato con altri social [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/like.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-842" title="like" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/like.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>I social plugins di Facebook sono cosa buona e giusta. Ma come rimuovere quel dannato bordo blu che rovina l&#8217;impaginazione del nostro sito? Niente paura, basta usare i Css.</p>
<p><span id="more-836"></span>La soluzione è di <a href="http://www.adambreckler.com/how-to-remove-the-facebook-likebox-border">Adam Breckler</a>, io mi sono limitato a verificarne il funzionamento. Sebbene il codice sia relativo al <strong>Like Box</strong>, ho provato con altri social plugins e il funzionamento è corretto. In pratica si tratta di &#8220;coprire&#8221; il bordino blu imposto da Facebook con un bordino bianco, o di qualsiasi colore vi serva.</p>
<p>Questo è il codice per embeddare un Like Box nella nostra pagina. Cambiate l&#8217; id inserendo l&#8217; id della vostra applicazione e le dimensioni che vi interessano.</p>
<p><strong>Nota:</strong> in questo post sono dovuto andare a capo per motivi di visibilità, ma tutto il codice seguente inseritelo senza a capo, come fosse un&#8217; unica riga.</p>
<p><strong>&lt;div id=&#8221;likebox-frame&#8221;&gt;<br />
&lt;iframe src=<br />
</strong><strong>&#8220;http://www.facebook.com/plugins/likebox.phpid=IDAPP&amp;amp;<br />
</strong><strong>width=900&amp;amp;connections=16&amp;amp;stream=false&amp;amp;<br />
header=false&amp;amp;height=190&#8243; scrolling=&#8221;no&#8221; frameborder=&#8221;0&#8243; style=&#8221;z-index:9;<br />
border:none !important; overflow:hidden; width:900px; height:190px;&#8221;<br />
allowtransparency=&#8221;false&#8221;&gt;&lt;/iframe&gt;<br />
 &lt;/div&gt;</strong></p>
<p>Come vedete, dovete circondare l&#8217; iframe di Facebook con un nuovo div chiamato in questo esempio <strong>likebox-frame</strong>.</p>
<p>Ora assegnate le seguenti proprietà di stile a <strong>likebox-frame</strong>:</p>
<p><strong>likebox-frame{<br />
border:2px solid #FFFFFF;<br />
width:894px;<br />
z-index:10;<br />
height: 156px;<br />
overflow: hidden;<br />
position:relative;<br />
top:-1px;<br />
left:-2px;<br />
}<br />
#likebox-frame iframe{<br />
  left:-5px;<br />
  overflow:hidden;<br />
  position:relative;<br />
  top:-1px;<br />
}<br />
</strong></p>
<p><strong>Nota:</strong> la larghezza impostata nel css deve essere di 6 pixel inferiore a quella dell&#8217;iframe (nell&#8217;esempio vedete che la larghezza dell&#8217; iframe è di 900px e quella del div è di 894px.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/marcomattioli/~4/554y4QOCWJw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2010/08/05/rimuovere-i-bordi-dal-like-box/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.marcomattioli.it/2010/08/05/rimuovere-i-bordi-dal-like-box/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Addio Jack Bauer (24)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/marcomattioli/~3/NitGEiahs-g/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/08/04/addio-jack-bauer-24/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 10:44:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suoni/Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[24]]></category>
		<category><![CDATA[ctu]]></category>
		<category><![CDATA[fox]]></category>
		<category><![CDATA[jack bauer]]></category>
		<category><![CDATA[Kiefer Sutherland]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;ottava stagione segna la fine di 24, una delle migliori serie tv che abbia mai visto.
Non posso dare un parere sulla lunga distanza, dato che ho scoperto questa serie recentemente e ho visto solo le prime due stagioni, ma raramente ho visto meccanismi tanto vicini alla perfezione. Parlo di ritmo, di coinvolgimento, di suspance, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/bauer.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-829" title="bauer" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/08/bauer.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>L&#8217;ottava stagione segna la fine di <strong>24</strong>, una delle migliori serie tv che abbia mai visto.</p>
<p><span id="more-828"></span><img class="alignleft" src="http://www.thecaptainsmemos.com/wp-content/uploads/2009/05/24jackbauer1.jpg" alt="" width="176" height="198" />Non posso dare un parere sulla lunga distanza, dato che ho scoperto questa serie recentemente e ho visto solo le prime due stagioni, ma raramente ho visto meccanismi tanto vicini alla perfezione. Parlo di ritmo, di coinvolgimento, di suspance, di far quadrare ogni volta una storia complessa e ramificata quanto inverosimile: è impossibile guardarne un solo episodio, la voglia di correre al successivo scatta automaticamente ad ogni fine puntata. Per chi non sa di cosa io stia parlando, 24 racconta le vicissitudini di <strong>Jack Bauer</strong>, agente del Counter Terrorist Unit di Los Angeles, che si trova puntualmente a dover difendere il paese da attentati di spaventosa entità. Io non sono un fan di serie poliziesche, ma sin dalla prima puntata di 24 sono entrato dentro la vicenda con la smania di conoscerne la fine.</p>
<p>Il segreto è in una sceneggiatura serratissima, che racconta in tempo reale le vicende. Infatti ogni stagione di <strong>24</strong> è composta da ventiquattro episodi, ognuno racconta un&#8217;ora della giornata (dalle 8 alle 9, dalle 9 alle 10 etc&#8230;) del potenziale attentato, eliminando qualsiasi tempo morto e sviluppando microstorie che si intrecciano nel corso della vicenda. Lo schermo viene talvolta &#8220;splittato&#8221; in più riquadri per farci vedere di volta in volta cosa stanno combinando protagonisti primari e secondari, e un orologio ci ricorda sempre quanto manca allo scadere dell&#8217;ora (e della puntata).</p>
<p>Probabilmente a lungo andare questo meccanismo narrativo potrebbe stancare, ma ripeto, le prime due stagioni le ho divorate come se fossero hamburger, e durante la giornata mi trovo a desiderare di guardare gli episodi successivi. Non ho idea se in questa ultima e ottava stagione Jack morirà, ma di sicuro mi mancherà.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/marcomattioli/~4/NitGEiahs-g" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I wanna do bad things with you</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/marcomattioli/~3/-tuN8Myx1i8/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/07/16/i-wanna-do-bad-things-with-you/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 14:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Suoni/Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[bad things]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[true blood]]></category>
		<category><![CDATA[vampiri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se non avete ancora visto la sigla di True Blood, dovete riparare immediatamente.
E&#8217; probabilmente il più bell&#8217; opening di una serie tv che io abbia mai visto: la Louisiana in tutto il suo macabro splendore fatto di  paludi, gospel, case di legno, cimiteri, ku klux klan ed esorcismi. La musica (Bad Things di Jace Everett) scorre bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/07/trueblood.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-808" title="trueblood" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/07/trueblood.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Se non avete ancora visto la sigla di <strong>True Blood,</strong> dovete riparare immediatamente.<br />
<span id="more-807"></span>E&#8217; probabilmente il più bell&#8217; opening di una serie tv che io abbia mai visto: la Louisiana in tutto il suo macabro splendore fatto di  paludi, gospel, case di legno, cimiteri, ku klux klan ed esorcismi. La musica (<strong>Bad Things</strong> di <strong>Jace Everett</strong>) scorre bene su queste immagini, èd è tutto molto swamp/pulp/blues: sembra il trailer dell&#8217; horror perfetto che ognuno di noi ha dentro il cuoricino. Certo di fronte a cotanto inizio, poi è inevitabile il declino, ma su <strong>True Blood</strong> devo ancora chiarirmi le idee ed ecco le mie due ipotesi.</p>
<p>1) True Blood è da vedere con una divertita e rilassata ottica tarantiniana, esercizio di stile che fa il verso ai teen movies ficcandoci dentro eccessi in quantità . Una allegra troupe con regista e operatori strafumati che si sfidano a morra per stabilire se la sequenza successiva dovrà essere horror, sesso, o droga, ricucendo la trama di volta in volta.</p>
<p>2) True Blood è uno squallido tentativo di piacere agli adolescenti parlando di vampiri, infarcendolo di tutti i luoghi comuni del genere per rempire puntate altrimenti prive di mordente.</p>
<p>Riconosco che il confine tra le ipotesi 1 e 2 può apparire sottile quanto invalicabile, ma il fatto che mi abbia provocato il dubbio gioca a suo favore. Mi esprimerò dopo aver visto qualche altra puntata, per ora ecco <strong>Bad Things</strong> e un suggerimento letterario: <a href="http://www.stradanove.net/news/testi/libri-03a/lasur0505030.html">E l&#8217;asina vide l&#8217;angelo</a>, misconosciuto quanto bel libro del grande <strong>Nick Cave</strong>, anch&#8217;esso incentrato su paludi, distorsioni religiose e tenebrosa provincia americana.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="530" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vxINMuOgAu8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="530" height="385" src="http://www.youtube.com/v/vxINMuOgAu8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/marcomattioli/~4/-tuN8Myx1i8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dependence Days</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/marcomattioli/~3/vc9qeuRjU88/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/07/08/dependence-days/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 08:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gaming]]></category>
		<category><![CDATA[addicted]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[lavagna]]></category>
		<category><![CDATA[videodipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[videogames]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Si torna a parlare di dipendenza da videogiochi: un 16enne ligure aggredisce il padre che gli spegne il pc dopo giornate intere passate a giocare, e viene sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio.
A dire il vero roba vecchia come il cucco, dato che è dai primi anni ottanta che si alzano scudi contro la dipendenza da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/07/dipendenza.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-803" title="dipendenza" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/07/dipendenza.jpg" alt="" width="530" height="200" /></a></p>
<p>Si torna a parlare di dipendenza da videogiochi: <a href="http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/07/07/news/tso_16enne-5443966/">un 16enne ligure aggredisce il padre</a> che gli spegne il pc dopo giornate intere passate a giocare, e viene sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio.</p>
<p><span id="more-804"></span>A dire il vero roba vecchia come il cucco, dato che è dai primi anni ottanta che si alzano scudi contro la dipendenza da videogames, e non mi sembra che in questi trent&#8217;anni il nostro paese, a fronte di un&#8217;esponenziale diffusione di pc e console, sia diventato l&#8217;inferno sulla terra. Quello che qualunque persona dotata di esperienza dovrebbe comprendere è che la dipendenza non è causata da un computer o da un gioco, ma è già presente nel &#8220;corpo ospitante&#8221;. Poi i casi della vita o i gusti personali decidono se e di cosa diventerai dipendente, ma saremmo pazzi ad attribuire a dei giochi il potere di &#8220;generare dipendenza&#8221;&#8230;altro che Umbrella Corporation.</p>
<p>Oltretutto sarebbero anche da stabilire quali sono le soglie che possono far parlare di dipendenza: quando mia madre nei tardi anni novanta mi vedeva seduto per ore davanti ad uno pc, mi accusava di dipendenza (nonostante il mio tempo non fosse dedicato al gioco ma ad autoapprendere quella che sarebbe poi diventata la mia professione). Eppure quelle (tante) ore forse erano meno di quelle che oggi passa al pc una persona media che vive da sola: otto ore a lavoro, di sicuro altre due o tre la sera sui social (se non ha la tv facciamo quattro o cinque), senza contare l&#8217;utilizzo informatico mobile.</p>
<p>Il problema non è quello del monte ore, ovvero non dobbiamo parlare di quantità ma di qualità. Mia madre in un certo senso aveva ragione: ero dipendente nella misura in cui attribuivo a quelle ore un&#8217;importanza centrale per la mia vita. Divertimento certo, frequentazioni virtuali senza dubbio, ma soprattutto voglia di farcela, voglia di imparare, voglia di migliorare il mio futuro. Potrebbe essere stata anche solo un&#8217;ora al giorno, ma se avessi ritenuto quella singola ora fulcro della mia vita sarei stato dipendente. Conosco un tipo che, ovunque si trovi, alle cinque spaccate deve tornare a casa o in albergo per bersi il suo bicchiere di Pernod. Anche lui è fottutamente dipendente, ma questo gesto viene classificato come leggera eccentricità, come lieve fissazione di un abitudinario.</p>
<p>Tornando sull&#8217;argomento: il ragazzino ligure, come tutti gli esseri umani, ha rivolto le sue attenzioni verso quello che gli dava più sensazioni, più immediato benessere, più interesse. La bilancia della sua vita non aveva evidentemente contrappesi altrettanto forti sull&#8217;altro piatto, tutto qui. Probabilmente se fosse stato nelle simpatie di Giovannona Coscialunga, avrebbe mollato il pc per altro tipo di dipendenze, ma non si sarebbe risolto il &#8220;problema&#8221;. Il problema è proprio quello di avere vite dove un solo piatto della bilancia è pesante e tutti gli altri sono vuoti. E non mi sembra buono che i genitori di un minorenne non siano in grado di interpretare per tempo questa disparità di pesi, prendendo la decisione di agire solo una volta arrivati di fronte ad episodi degni di &#8220;trattamento obbligario&#8221;.</p>
<p>Credo che spesso venga usato il videogame come capro espiatorio, perchè si tratta di qualcosa che non viene compreso dalle generazioni più anziane. Se passo dieci ore a suonare il violino, a giocare a ping pong, a leggere, a guardare la televisione, a smontare una moto, posso venire accettato. Se ne passo dieci su <strong>Word of Warcraft</strong> si inizia a temere che io abbia il male oscuro. Capisco le preoccupazioni genitoriali, chiunque di noi potrebbe trovarsi nei loro panni, ma quello che voglio dire è che occorre andare alla radice e non soffermarsi sul risultato finale (ti tolgo WoW e sei guarito). Occorre fare luce su una cosa chiamata depressione, sui vuoti delle nostre e altrui vite, occorre tanta vicinanza e la capacità di proporre alternative, di creare prospettive, non basta lucchettare un pc o credere che esista un oggetto colpevole (el me fiol l&#8217;era tanto bravo, chela bruta cosa lè me l&#8217;ha rovinato). E occorre anche capire che, specie nell&#8217;adolescenza, esistono passioni morbose che sono temporanee, che corrispondono ad un periodo e che poi lasciano posto ad altre passioni. Non intendo dire che bisogna essere totalmente passivi e lasciare che &#8220;la natura faccia il suo corso&#8221;, ma occorre agire di sponda, creando diversivi e occasioni nuove in grado di mettere piano piano in discussione l&#8217;assoluta supremazia dell&#8217;interesse maniacale.</p>
<p>Se si agisce troppo tardi, in fase di depressione acuta, le rogne sono grandi (molto grandi) ma continuando a dare la colpa ai videogiochi non si risolve il problema: lo si trasferisce a basta. Se la mia vita è vuota non posso dare la colpa di questo all&#8217;unica cosa, buona o cattiva, che me la riempie.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/marcomattioli/~4/vc9qeuRjU88" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Magdeburg sucks</title>
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		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/07/04/magdeburg-sucks/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 07:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[altieri]]></category>
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		<category><![CDATA[evangelisti]]></category>
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		<category><![CDATA[trilogia]]></category>
		<category><![CDATA[trilogia di magdeburg]]></category>

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		<description><![CDATA[
Alan D. Altieri mi ha fregato. Vuoi per i pareri entusiasti di amici illuminati, vuoi per gli ottimi commenti in rete, per la promessa di una solida trilogia storica ambientata tra squartamenti, peste, roghi e violenza disumana.
Quanto basta per spingermi a leggere quasi millecinquecento pagine di morte, ovvero la somma dei tre libri della trilogia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/07/magdeburg.jpg" alt="" width="530" height="200" /></strong></p>
<p><strong>Alan D. Altieri</strong> mi ha fregato. Vuoi per i pareri entusiasti di amici illuminati, vuoi per gli ottimi commenti in rete, per la promessa di una solida trilogia storica ambientata tra squartamenti, peste, roghi e violenza disumana.</p>
<p><span id="more-788"></span>Quanto basta per spingermi a leggere quasi millecinquecento pagine di morte, ovvero la somma dei tre libri della <a href="http://mirtillangela.blogspot.com/2008/02/lereticomagdeburg.html">trilogia di Magdeburg</a>: <strong>L&#8217;Eretico,</strong> <strong>La Furia</strong>, <strong>Il Demone</strong>. All&#8217;inizio sono anche riuscito a sorvolare sull&#8217;assurdità di un <strong>ninja </strong>(con tanto di daikatana e shuriken) coinvolto nella germanica guerra dei Trent&#8217;Anni (un pò come David Carradine che faceva il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kung_Fu_(serie_televisiva)">kung fu nel far west</a>), ma l&#8217;ultimo libro (di gran lunga il peggiore dei tre) mi ha tolto ogni voglia di benevolenza. Questa trilogia sarebbe buona per una trasposizione cinematografica in stile <strong>300</strong>, addirittura ottima per un videogioco, ma lo spessore dei personaggi appunto non va oltre il videogame. Il ninja tenebroso e letale come un angelo nero, il solito Papa subdolo e corrotto, il bel principe/cardinale eroico/saggio/giusto, i nobile avidi e laidi, i preti viscidi, i frati buoni, le suore immacolate e la soldataglia bestiale: tutti gli improponibile clichè di una <strong>Elisa di Rivombrosa</strong> in chiave ipergotica e con derivazioni horror.</p>
<p>I dialoghi, specie nell&#8217;ultimo libro, sono qualcosa di mortalmente soporifero e potrebbero essere travasati da un capitolo all&#8217;altro a casaccio senza nuocere all&#8217;opera. Mille e rotte pagine di roba tipo:</p>
<p>A: &#8211; <em>Questa guerra è eterna</em><br />
B: &#8211; <em>Tutte le guerre sono eterne</em><br />
A: &#8211; <em>Allora non c&#8217;è una fine</em><br />
B: &#8211; <em>Non ci sarà mai una fine</em><br />
A: &#8211; <em>E neanche un nuovo inizio</em><br />
B: &#8211; <em>Nessuna carne verrà risparmiata<br />
</em>A: &#8211; <em>No, nessuna carne</em></p>
<p>Ecco, grosso modo questa è la solfa che viene ripetuta all&#8217;ossessione (insieme alla descrizione dei corvi che popolano il desolato paesaggio, presente in quasi ogni pagina). Ma il difetto che non riesco a tollerare è quello dell&#8217; <strong>autospoiler</strong>. Mi spiego meglio: all&#8217;inizio di ogni libro c&#8217;è l&#8217;elenco di tutti i personaggi, con una croce che contrassegna quelli già deceduti. Il problema è che che questa maledetta croce non compare a lato di personaggi che vengono dati per morti sin dalle prime pagine, quindi diviene scontato sin da subito il &#8220;chi è chi&#8221;, mandando a farsi benedire qualunque ipotesi di rivelazione finale, anche se a dire il vero la fine risulta prevedibile anche senza questo fastidioso aiutino.</p>
<p>La monodimensionalità dell&#8217;opera, dove ogni battaglia, ogni villaggio, ogni chiesa e ogni sterminio sono quasi indistinguibili gli uni dagli altri, è voluta, proprio per non scalfire questa eterna cappa di desolazione assoluta, ma il gioco viene poi a noia, e insisto col paragonare il tutto ai vari livelli di un videogame poco ispirato. Ma allora, dirà il saggio lettore, cosa ti ha spinto ad acquistare e leggere tre tomi di siffatte proporzioni? Diciamo che <strong>Altieri</strong> mi ispira simpatia, che questo tipo di lugubre scenario è esattamente il mio pane, che i romanzi di genere mi piacciono, e che non è affatto scritto da cani. Il primo libro si fa leggere (credo sia il più corto) e l&#8217;estate invita ad acquistare il secondo tomo (il più grosso) per una lettura passatempo che non si esaurisca in due giorni. Il terzo l&#8217;ho comprato molti mesi dopo per alleggerire un viaggio in treno, ed è stato appunto quest&#8217;ultimo che mi ha fatto riconsiderare in negativo l&#8217;intera saga.</p>
<p>Peccato perchè lo sfondo storico è curato, lo sforzo di tenere unita tutta la vicenda c&#8217;è, il lato violento e truculento è ottimo, insomma riconosco un grande lavoro sulla quantità. Quanto basta per un triplo dvd anche di pregevole fattura, ma un romanzo in trilogia senza personaggi &#8220;spessi&#8221;, con dialoghi posticci e infarcito di clichè in ogni cantuccio devo per forza cestinarlo.  Qui i buoni sono eternamente buoni/impavidi/giusti dalla prima all&#8217;ultima pagina, e i cattivi sono ovviamente il Male sulla terra senza incertezze. L&#8217;eretico protagonista è imbattibile e invulnerabile quindi noiosissimo, il principe Colonna nauseante per quanto &#8220;giusto&#8221; e hollywoodiano, i preti sono sempre descritti con un accanimento alla Dan Brown, Dekken è un pò più interessante ma comunque monocorde, alla pia Madre Erika non accenno neppure.</p>
<p>Più simpatiche alcune figure secondarie come il maialissimo granduca Von Auerbach, e qualcuno dei guerrieri del male, dove Altieri si è forse più divertito nel raccontare.  Inutile e stridente ficcare poi <strong>Pasquino</strong> nel calderone: un modo furbesco e spicciolo per rappresentare in due righe il contrasto tra il popolo e la Chiesa. Se avete voglia di qualcosa di (molto) meglio rileggetevi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Q_(romanzo)">Q </a>senza esitare.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/marcomattioli/~4/2IgtdanFdCY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.marcomattioli.it/2010/07/04/magdeburg-sucks/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Blur: un Mario Kart più incazzato</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/marcomattioli/~3/Aa5DYSCwQks/</link>
		<comments>http://www.marcomattioli.it/2010/06/23/blur-un-mario-kart-piu-incazzato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 11:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gaming]]></category>
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Cosa può avere in comune questo violento racing derby firmato Activision con il baffuto meccanico/pilota amante di fiori e funghetti?

Moltissimo, perchè i meccanismi che regolano Blur sono sostanzialmente identici a quelli del conosciutissimo videogioco Nintendo: correre su circuito intralciando gli avversari a colpi di armi bonus raccolte in pista, con l&#8217;obiettivo di classificarsi primi. La differenza è tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-781" title="blur" src="http://www.marcomattioli.it/wp-content/uploads/2010/06/blur1.jpg" alt="" width="530" height="200" /></p>
<p>Cosa può avere in comune questo violento racing derby firmato Activision con il baffuto meccanico/pilota amante di fiori e funghetti?</p>
<p><span id="more-777"></span><br />
Moltissimo, perchè i meccanismi che regolano <strong>Blur </strong>sono sostanzialmente identici a quelli del conosciutissimo videogioco Nintendo: correre su circuito intralciando gli avversari a colpi di armi bonus raccolte in pista, con l&#8217;obiettivo di classificarsi primi. La differenza è tutta nell&#8217;estetica: i simpatici pupazzetti sulle macchinine e le atmosfere fiabesco-pop lasciano qui il posto a circuiti realistici e ad armi devastanti, aggiungendo una sensazione di violenza ipercinetica davvero gustosa. Tutto parte dallo scegliere la propria vettura (procedendo nel gioco se ne sbloccheranno sempre di più), il circuito, e il tipo di gara: ci sono gare dove è la velocità a prevalere ed altre dove la parola d&#8217;ordine è&#8230;distruzione.</p>
<p>Correndo con gli avversari sulle varie piste si possono raccogliere i vari potenziamenti che sono il turbo, le mine esplosive da far cadere sulla pista, le scosse da lanciare contro le altre auto, lo scudo che respinge chi si trova nelle vicinanze, la bolla protettiva, la palla di fuoco auto cercante e una sorta di raggio laser. Una bella innovazione è che ogni arma può essere lanciata sia in avanti che indietro, controllando costantemente il retrovisore.</p>
<p>Come grafica non siamo assolutamente ai livelli di un <a href="http://www.marcomattioli.it/2010/03/25/ma-quanto-e-fico-dirt-2/">Dirt 2</a>, anche con tutti i settaggi al massimo, ma il gioco è talmente frenetico che difficilmente ci soffermeremo sui dettagli dell&#8217;ambiente. Il sonoro invece è assai potente, con musiche elettroniche alla <a href="http://www.marcomattioli.it/2010/05/19/pendulum-immersion/">Pendulum</a> che esaltano la corsa, ed effetti sonori che rendono lo spirito arcade della competizione. Arcade è proprio la parola giusta per descrivere Blur, perchè sebbene il gioco non offra trama o grande varietà di cose da fare, prende la mano e invoglia a rigiocare in continuazione per migliorare i propri risultati. La modalità multiplayer poi è assai ricca e gustosa ed è forse il vero cardine del gioco che ne allunga la longevità, permettendo inoltre intelligentemente di pubblicare i risultati ottenuti direttamente su <strong>Facebook</strong> e <strong>Twitter</strong>. Gli screenshot non rendono giustizia a Blur perchè una cosa è vedere istantanee della corsa, una cosa è immaginarsi in un turbine di sfere di fuoco che ci arrivano addosso, saette in vista nello specchietto retrovisore, auto che ci tamponano di lato, con musica a palla, aerei che sorvolano il circuito, e corridoi luminosi da centrare per esaltare i fan e guadagnarsi un grosso seguito.</p>
<p>Non è certo il gioco dell&#8217;anno, e il suo essere comunque un mix lo penalizza in quanto a personalità, ma è davvero divertente e immediato ed è l&#8217;ideale per farsi una mezzoretta di diversivo senza nessuna altra preoccupazione che quella di raccogliere armi e punire gli avversari. Pur essendo un sostenitore del pc come macchina da gioco, non disdegno esperienze che strizzano l&#8217;occhio al console gaming quando sono fatte con stile e intelligenza.</p>
<p>Sotto vi metto un video: dal minuto 1.40 inizia il gameplay vero e proprio sul circuito più semplice.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="530" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/71bDTi2FuGE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="530" height="405" src="http://www.youtube.com/v/71bDTi2FuGE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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