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	<title>MarketingArena</title>
	
	<link>http://marketingarena.it</link>
	<description>marketing digitale, strategico ed operativo, comunicazione, innovazione, nuove tecnologie, knowledge management ed e-business</description>
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		<title>Denuncia e conquista! Nasce Uribu, lo spione del web</title>
		<link>http://marketingarena.it/2012/02/27/denuncia-e-conquista-nasce-uribu-lo-spione-del-web/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 09:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Giampietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[#misurare-reputazione-online]]></category>
		<category><![CDATA[#uribu]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche domanda ai fondatori di Uribu, community che tende un filo diretto tra consumatori, cittadini, aziende private e pubblica amministrazione. Far sentire la propria voce non è mai stato così semplice, ora che qualcuno può ascoltarla e (forse) rispondere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/02/20111205-080938.jpg" alt="" title="20111205-080938" width="630" height="409" class="aligncenter size-full wp-image-3629" /><br />
Denunciare un abuso non è mai stato più semplice: nasce <a href="http://www.uribu.com/">Uribu</a>, la startup digitale italiana, fondata da un gruppo di ragazzi dai 17 ai 23 anni. <strong>Vittima di un abuso o di un disservizio?</strong> Uribu è il posto giusto per denunciarlo e ottenere una risposta da chi dovrebbe risolvere il problema.<br />
«<em>Il nome Uribu è una modifica di Hibou, civetta in Francese. La civetta è un animale che amiamo, perché riesce a vedere tutto quello che accade e riporta i messaggi come solo lei sa fare</em>», ed è questa la funzione di Uribu, riportare i messaggi dei cittadini direttamente alle orecchie (e alle mani) delle aziende coinvolte e della pubblica amministrazione.</p>
<p>Il funzionamento è molto semplice, basta scegliere una categoria nel menu di navigazione, compilare un form specifico e infine integrarlo con immagini, mappe e video; si può pure evitare la registrazione, rinunciando a una parte delle funzioni del sito e il team promette che questo <strong>non sarà fonte di un utilizzo inappropriato da parte degli utenti</strong>, poiché sarà attribuita fiducia proprio a chi utilizzerà il sito, che potrà segnalare eventuali false denunce e premiare gli utenti più attivi.</p>
<p>Alla domanda sul come pensano di aumentare l’utilizzo del servizio, i ragazzi rispondono che presto renderanno disponibile un’app mobile e un widget, ottimo modo per utilizzare il servizio in tempo reale.<br />
«<em>Migliorare l’Italia attraverso i cittadini, internet e sicuramente una PA e aziende volenterose</em>», questa è la risposta alla domanda sulla mission della startup, una risposta colma di entusiasmo e speranza. L’<strong>obiettivo non è dei più semplici</strong> e bisognerà naturalmente mirare a un contributo sia dalla parte degli utenti che delle aziende chiamate a rispondere e risolvere i problemi che verranno a galla. Per fare questo, il team di Uribu sta coinvolgendo tutte le più grandi aziende pubbliche italiane e la PA. </p>
<p>Questo è il punto centrale: i ragazzi di Uribu sembrano aver capito perfettamente che <strong>il servizio ha un potenziale da non sottovalutare</strong>, visto che le critiche e le proposte degli utenti si perdono in un mare di siti internet e burocrazia che spesso non forniscono risposta e lasciano irrisolte questioni elementari, spesso perché i costi sorgenti dal gestire un servizio del genere sono proibitivi e perché non si attribuisce alla gestione dei clienti scontenti un peso rilevante; ma allo stesso tempo, senza una collaborazione attiva da parte delle aziende (ricordiamo che anche la pubblica amministrazione può e deve essere considerata un’azienda) non si potranno certamente ottenere i risultati sperati.</p>
<p>Speriamo che Uribu abbia una larga approvazione, sicuramente già ottenuta dalle persone che utilizzano il servizio e ancora in stato embrionale per quanto riguarda le aziende, che potrebbero attraverso questo servizio, non solo aumentare la fiducia dei consumatori, che vedrebbero considerati e risolti i loro problemi, ma anche migliorare i servizi offerti, accogliendo con volontà propositiva le denunce degli utenti. </p>
<p>Credit for image: partecipactive.com</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il marketing dell’asciugacapelli a pagamento</title>
		<link>http://marketingarena.it/2012/02/26/il-marketing-dellasciugacapelli-a-pagamento/</link>
		<comments>http://marketingarena.it/2012/02/26/il-marketing-dellasciugacapelli-a-pagamento/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2012 09:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Soffiato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[#palestra]]></category>
		<category><![CDATA[fitness marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Una brevissima chiacchierata domenicale sul marketing in palestra e sull'importanza di coccolare il cliente in tutte le occasioni. Prendiamo come esempio il phon a pagamento per ricordare quanto sia in realtà importante un servizio completo alla clientela, in tutti i contesti di marketing.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/02/gym.jpg" alt="" title="gym" width="630" height="471" class="alignnone size-full wp-image-3624" /></p>
<p>Non ho mai amato occuparmi di cose che non conosco a fondo, ci sono fior di consulenti per questo ed io ho il mio bel da fare con social e web, certe cose però ti fanno pensare e ripensare, e allora scrivi.</p>
<p>Ieri sono stato in palestra, e per l’ennesima volta sono rimasto colpito dall’asciugacapelli a gettone. Un obolo di 20 centesimi richiesto a chi paga 50 euro al mese per il servizio. Ipotizzando tre sedute a settimana stiamo parlando di un incasso di 2,40 euro se non sbaglio. La cifra è ovviamente ottimistica e ipotetica perché molti portano da casa il proprio phon. Ipotizzando 1.000 iscritti alla palestra, e solo un 5% sprovvisto del prezioso strumento, saremmo sui 100 euro al mese di incasso. Ma vi garantisco che l’utilizzo di quegli asciugacapelli in fila come soldatini playmobil è ben più basso.</p>
<p>Bene, questa cosa mi indispettisce. Mi indispettisce come cliente di un servizio che ha preso altra direzione, quella della “palestra che ti coccola”. Il prodotto è lo stesso di quando pagavo 25 euro al mese, oggi però abbiamo macchinari più luccicanti (che corrono comunque fino a 14km/h, come 10 anni fa), pesi arrotondati (che pesano comunque 10kg) e istruttori preparatissimi e certificati (che a onor del vero in questa palestra non sono mai mancati). La differenza sta quindi nella <strong>location</strong> (bellissima) e nel <strong>servizio</strong> molto curato. Quella dell’asciugacapelli è però una caduta di stile. Io credo che se la palestra vuole veramente fornire un servizio globale, coccolare il cliente e sviluppare quello che nel marketing si chiama <strong>upselling</strong>, quindi un maggior fatturato per cliente, non solo il phon deve essere gratis, ma anche il caffè, il primo controllo del peso e la consulenza di un istruttore. Si sbaglia poi a non prevedere livelli intermedi di crescita (da piccoli corsi di formazione a chiacchierate brevi e low cost con specialisti, da allenamenti mirati a nuovi corsi, sui quali spesso gli istruttori sono formati ma che non possono mettere in pratica in sala: quanto bello sarebbe avere un “gruppo di studio” sui corsi di avanguardia? Se questi funzionassero sarebbero poi proponibili a tutti gli iscritti).</p>
<p>Il marketing in palestra ha ancora molta strada da fare, ma soprattutto è tempo di ripensarne i fondamentali.. a buon intenditor.. </p>
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		<title>DHL Express Italy, strategia e pianificazione su Facebook</title>
		<link>http://marketingarena.it/2012/02/24/dhl-express-italy-strategia-e-pianificazione-su-facebook/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 13:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Farinella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[#brandreputation]]></category>
		<category><![CDATA[#pianificazioneonline]]></category>

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		<description><![CDATA[Raccontiamo il caso DHL e come un'attenta analisi dei fan possa creare un filo diretto con il pubblico e creare una veste originale, dinamica e ricca di contenuti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/02/dhlexpressmarketingarena.jpg" alt="" title="dhlexpress" width="630" height="405" class="aligncenter size-full wp-image-3620" /></p>
<p>Presentiamo oggi un caso molto interessante, è da qualche settimana on line la pagina Facebook ufficiale di <a href="https://www.facebook.com/DHLExpressItaly">DHL Express Italy</a> destinata a fornire news sui nuovi servizi disponibili, informare su promozioni speciali e, più in generale, per essere sempre in contatto con i consumatori. </p>
<p>Fin dalle prime settimane i numeri hanno dato ragione alla scelta fatta dal brand, poiché si stanno raggiungendo già i 5000 fan in bravissimo tempo.<br />
Grazie ai suoi 21 milioni di utenti italiani, DHL Express Italy intende <strong>comunicare in lingua italiana</strong> e condividere il brand anche con il pubblico della rete, accorciando così la filiera dell’informazione sui servizi e sulle tante iniziative svolte sia a livello globale, che locale.</p>
<p><strong>L’obiettivo è di essere ancora più vicini ai consumatori</strong>, per creare un filo diretto con il pubblico, con una veste originale, dinamica e ricca di contenuti. Dichiara Fausto Forti, Presidente e Amministratore Delegato di DHL Express Italia:<br />
“<em>I social network sono ormai divenuti uno strumento di riferimento per tutti, un luogo di discussione, confronto e condivisione e per questi motivi intendiamo essere presenti attivamente con la nostra pagina italiana al fine di rafforzare l’ascolto e l’interazione con la nostra clientela e non solo</em>”.</p>
<p>Tramite la propria pagina ufficiale DHL intende, veicolare iniziative e offerte speciali, ponendo l’accento sulle tante attività di Corporate Social Responsibility, con un focus particolare in tre aree strategiche d’impegno sociale ed ambientale: GoGreen, GoHelp e GoTeach.<br />
“<em>La presenza su Facebook</em>” conclude Forti “<em>rappresenta il riflesso diretto dell’attenzione del brand nei confronti dell’innovazione, tema che accompagna molte delle campagne di DHL a livello internazionale, e che presto avranno la loro versione made in Italy</em>”.</p>
<p>Nella Fan Page sarà, inoltre, possibile trovare informazioni, foto e video correlati alle sponsorship che nel 2012 si rafforzano, assumendo sempre più connotazioni universali: dalla Formula 1 alla Fashion Week, dal Manchester United alla Leipzig Gewandhaus Orchestra, alla Volvo Ocean Race.<br />
Sarà quindi possibile seguire tutte le news e i risultati della stagione 2012 della F1, vedere le immagini più significative e partecipare, virtualmente, alla Volvo Ocean Race e, sfilata dopo sfilata, alle settimane italiane della moda e di tutto il mondo, con video e immagini anche dei backstage; essere a fianco dei campioni del Manchester United o conoscere tutte le date della Leipzig Gewandhaus Orchestra, tra tour mondiali ed esclusive partecipazioni ai festival più prestigiosi.</p>
<p><strong>Protagonisti della pagina non sono solamente i prodotti ed i servizi</strong>, ma, oltre alle iniziative legate al brand, <strong>l’appuntamento fisso con la news curation</strong> è alle 11.00 di ogni mattina. Infatti il brand quotidianamente raccoglie 5 notizie rilevanti del mondo dell’impresa e del business, proponendole ai lettori nella rubrica chiamata Morning News.<br />
Il mix di advertising è stato strutturato su varie inserzioni con l’effort delle notizie sponsorizzate, in grado di targetizzare all’istante il social graph di ogni fan acquisito </p>
<p>La pagina è stata lanciata e viene gestita dall’agenzia Ideolo, che ha affiancato al lancio anche una campagna adv su Facebook, portando a casa ottimi risultati, non solo in fatto di redemption ma anche di visualizzazioni (oltre 18 milioni di view delle inserzioni in pochi giorni) andando così a cogliere un doppio risultato, numeri e brand awareness.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Web Marketing Agency: struttura, entropia e flussi di conoscenza</title>
		<link>http://marketingarena.it/2012/02/24/web-marketing-agency-struttura-entropia-e-flussi-di-conoscenza/</link>
		<comments>http://marketingarena.it/2012/02/24/web-marketing-agency-struttura-entropia-e-flussi-di-conoscenza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 09:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Farinella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[#web-marketing-agency]]></category>

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		<description><![CDATA[Cerchiamo di capire come funziona, o dovrebbe funzionare un'agenzia di web marketing, evitare l'entropia è quasi impossibile, ma evitare l'eccesso di frammentazione si, suddividendo il proprio lavoro in compartimenti stabili]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/02/web-marketing-agency.jpg" alt="" title="web marketing agency" width="630" height="473" class="aligncenter size-full wp-image-3614" /></p>
<p>Da un po’ di tempo rifletto su <strong>modelli organizzativi per attività basate sulla gestione di flussi immateriali</strong>, tipologia che ben raffigura la moderna agenzia di marketing digitale. Ma come dovrebbe strutturarsi una realtà così dinamica a livello lavorativo per competere ma al contempo fronteggiare la frammentazione?</p>
<p>Non ho voglia di parlare di organizzazione aziendale, proprio perché sono giunto alla conclusione che <strong>l’agenzia di marketing digitale rifugge, quasi totalmente, definizioni e classificazioni statiche</strong>; provo quindi ad offrirvi le mie piccole deduzioni.<br />
Una piccola agenzia di marketing digitale può esser oggi considerata un <strong>coacervo di connessioni e connettori d’informazione e conoscenza</strong>, un’organizzazione in continuo sviluppo e ridefinizione, che modifica costantemente le sue priorità ed i sui approcci alla rete e al mercato in base al cliente, alla piattaforme utilizzate e soprattutto all’innovazione subita e (talvolta) co-creata.</p>
<p>All’interno di questa costante mutevolezza il rischio da accumulazione entropica è dietro l’angolo, per evitare l’eccesso di frammentazione e multitasking è necessario suddividere il proprio lavoro in compartimenti stabili ma in divenire.</p>
<ul>
<li><strong>Lavorare per progetti </strong>(e per clienti): elaborare e costruire progetti condivisi e (magari) proprietari per costruire la “propria casetta” nel tempo. Comprendere le necessità/potenzialità di un progetto dietro l’angolo, di un cliente che si affaccia per la prima volta a questi servizi spiegandogli con calma le varie opportunità. Tralasciare invece progetti con scarsa possibilità di sviluppo, clienti indecisi che gettano il sasso e nascondono la mano. Utile in questo senso creare un rapporto costante onesto ed orizzontale con il cliente/azienda, lavorare a stretto contatto con la persona incaricata concordando obiettivi, scadenze e risultati attesi un passo, una mail e un report alla volta.</li>
<li><strong>Organizzare il lavoro</strong>: l’agenzia non ha un modello organizzativo stabile e tantomeno statico, è più che altro una realtà tumultuosa, un’<a href="http://marketingarena.it/2011/11/06/shamrock-marketing-il-passaggio-da-agenzia-a-idea-company/">idea company</a> che si regola in continuazione, dove la canonica divisione di ruoli professionali è sostituita da una “to do list” quotidiana e settimanale, personalizzata e pensata sulle caratteristiche e potenzialità di un soggetto. Spesso e volentieri l’accumulo di creatività e lavori operativi si tramuta in un multitasking pericoloso, utile in questo senso svolgere pienamente una mansione per volta, creare percorsi preferenziali legati all’obbiettivo/scadenza più prossimo da raggiungere, organizzare il proprio tempo con un sistema personale per gestire lavori e scadenze.</li>
<li><strong>Pensare in modo strategico</strong>: la strategia è il faro che guida il caos organizzativo del project manager, il motore del comparto operativo, la base per gestire l’innovazione tecnologica, creare ed elaborare progetti mediante competenze trasversali. Un’attività quella progettuale sempre più richiesta dalle aziende, per accompagnarle mano nella mano, temporary o non temporary, alla festa di fine anno con l’utente/consumatore.</li>
<li> <strong>Gestire il servizio</strong> (e il prezzo connesso): per gestire il servizio bisogna in primis lavorare col cliente, poi progettare, “sbrigare” e “registrare” le mansioni operative da svolgere. La definizione del prezzo per servizi di marketing digitale è spesso complessa e dipende da molti fattori: tempo, risorse impiegate, quantità e qualità del lavoro operativo da svolgere, complessità e portata del progetto, notorietà/grandezza dell’agenzia in questione. E’ utile creare un ventaglio di possibilità legate a alla natura del servizio confrontando i rapporti costi/benefici tempo/risorse impiegate.</li>
<li><strong> Creare popolarità</strong>: la popolarità è la base per ricevere flussi in entrata: offerte, proposte, clienti, collaborazioni, progetti. Una notorietà (digitale) costruita su due fronti, in primis online (sito, blog, social media, siti e blog partner) ed offline (eventi, corsi, momenti aggregativi, tessere contatti e relazioni).</li>
<li><strong>Scrivere meglio e scrivere ancora</strong>: la scrittura e tutte le attività connesse a questa pratica (Copywriting, Seo, Blogging), sono oggi fondamentali per le agenzie di marketing ma anche per un libero professionista, per emergere, creare un bacino di relazione/influenza e delineare il proprio <a href="http://marketingarena.it/2011/11/28/personal-branding-qualche-consiglio-per-costruirsi-una-reputazione-digitale-decente/">personal branding</a>. “Stare sul pezzo” diventa un obbligo per tutti i consulenti in continua competizione tra loro. Un’attività, la scrittura del proprio blog, che viene spesso trascurata a livello qualitativo per fagocitare, come una catena di montaggio, il pezzo di giornata, magari scopiazzato dal vicino o tradotto senza alcun valore aggiunto. Una velocità di pubblicazione, talvolta sistematica, che privilegia l’arricchimento cannibalesco del proprio sito a tutti i costi e in tutte le serp. Io concordo con quanto scrive Gianluca Diegoli nell’articolo: “<a href="http://www.minimarketing.it/2011/12/in-lode-alle-repliche.html">In lode alle repliche</a>”: <em>chi gioca per il campionato dell’ultimora ha il vantaggio del picco delle ricerche correlate nell’immediato, chi gioca nel campionato evergreen, ha il vantaggio della vita infinita dei contenuti, che accumula capitale “sociale”, un poco per volta, una riga per volta. </em>E’ la passione che deve muovere il blogger, prima della notizia e della notiziabilità, non è possibile sacrificare la qualità all’altare delle visite; alla fine, nel lungo periodo, saranno profondamente legate. Credo che scriveremo sempre meno “a tempo” e più “contro il tempo” e “per il tempo”, non tanto per il motore di ricerca quanto per l’argomento. Un tema su cui mi piacerebbe tornare.</li>
</ul>
<p>Oggi, nel 2012, paesaggio tecnologico e sociale continua ad introdurre nuove opportunità, aree da mettere a fuoco e modelli di business da valutare. La rapidità dell’innovazione costringe agenzie e consulenti a stare ogni giorno alla finestra per elaborare nuovi servizi per i propri clienti valutandone l’impatto sui consumatori, per gestire flussi di conoscenza quotidiani dettati dalle nuove piattaforme in rete e da nuovi device tecnologici. <strong>Il marketing è sempre più materia di confine tra più discipline</strong>, alla perenne ricerca di una definizione stabile, che gli permetta di mantenere il dinamismo insito nel suo DNA, di rincorrere l’innovazione che detta il passo alla società iperconnessa, e ad un’economia, sempre più imbevuta di conoscenza.</p>
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		</item>
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		<title>Visioni e trend della mobile economy: facciamo il punto</title>
		<link>http://marketingarena.it/2012/02/23/visioni-e-trend-della-mobile-economy-facciamo-il-punto/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 10:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beatrice Fagotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2012 sarà l'anno del mobile e porterà ad una seconda giovinezza per il digitale. La rivoluzione è già iniziata ma ancora lontana dalla fase di maturità, facciamo il punto della situazione raccogliendo i principali dati dell'utilizzo del mobile in Italia e nel mondo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/02/tablet-revolution-pic-square-copy.jpg" alt="" title="mobile revolution" width="630" height="653" class="aligncenter size-full wp-image-3600" /></p>
<p>Si è già parlato del successo avuto dal <a href="http://marketingarena.it/2012/02/10/forum-della-comunicazione-digitale-2012-apriamo-i-cancelletti/">forum della comunicazione digitale</a> tenutosi il 7 febbraio 2012 e organizzato da Comunicazione italiana il “Business Social Media” che realizza edizioni, servizi ed eventi mettendo in relazione i membri della Community con i decision maker dell’economia, e della pubblica amministrazione. .</p>
<p>In questa sede, vorrei fare il punto su uno dei convegni tra i più interessanti e ricchi di contenuti dal titolo “Punto sull’innovazione: Visioni e trend della mobile economy”. </p>
<p>In Italia, lo scorso anno, <strong>lo sviluppo di una strategia digitale è stata completamente assente da ogni agenda governativa</strong>. Tuttavia la recente crisi, le riforme che si stanno attuando in merito e i numeri legati all’utenza su web sia da mobile che da fisso, danno ora la speranza che qualcosa possa cambiare. E’ questo il parere di <strong>Enrico Gasperini, presidente di Audiweb</strong>, il quale afferma anche che <em>“In termini di investimento internet è ancora uno strumento sottoutilizzato su cui si impegna in media meno del 5% del budget pubblicitario”</em>. E’ innegabile che ci sia molto da lavorare sulle metriche, sui format, sul consolidamento degli attori che operano in questo particolare segmento, ma <strong>le potenzialià e i vantaggi ci sono tutti e per chiunque</strong>: dall’utente, all’agenzia di comunicazione, all’azienda che promuove i propri prodotti e il proprio brand.</p>
<p>Venendo al mobile marketing nello specifico, <strong>il 2011 ha segnato l’anno dello start up</strong> e, molto probabilmente, il 2012 marcherà definitivamente il suo decollo. Lo dimostrano i risultati della <strong>ricerca operata da TNS Italia</strong> e raccontati dal Sector Head Technology dell’azienda, Carolina Gerenzani, la quale ha dichiarato che: “<em>Gli internauti da mobile sono una punta avanzata dello spaccato socio-demografico, ma soprattutto sono un target molto attivo in rete a livello di ricerca informativa da un lato e di elaborazione dell’informazione dall’altro – Conoscono la tecnologia e la utilizzano per migliorare la propria vita. Always on, <strong>l’82% dei mobile surfers ha fatto attività di social networking</strong> nell’ultimo mese e <strong>dedica circa 6 ore alla settimana</strong> a questa attività via mobile. Di loro, <strong>due internauti su tre hanno meno di 34 anni</strong>. Il 74% conosce l’m-commerce, sia tramite app che tramite sito ed il 12% ha già acquistato qualcosa tramite il telefono cellulare”</em>. </p>
<p>Gli utenti risultano anche molto coinvolti nel gaming: <strong>il 36% tra i mobile surfers gioca quotidianamente</strong> e tra questi il 75% lo fa nei social network. </p>
<p>Anche a livello di <strong>internet banking</strong> il mobile registra numeri importanti, si segnala infatti un aumento del 400% di utenti attivi, pari a 300.000 persone che si collegano da tablet o smart phone su un totale di 2.700.000 utenti attivi. Mediante questo device, l’utente naviga più velocemente e percepisce maggiore sicurezza sia per quanto riguarda i pagamenti on line, che per quanto concerne l’accesso al proprio conto bancario. E’ anche vero che, una navigazione più rapida, comporta maggiori rischi in termini di protezione dei dati sensibili, un problema che, ammette Colafranceschi head of global online banking Unicredit, è reale, ma su cui si sta lavorando.</p>
<p>Riferendosi alla creazione di valore attraverso le opportunità che si aprono per le aziende, la manager di TNS ha affermato anche che “<em>Indubbiamente con l’abilitazione ad essere sempre connessi, crescono i touchpoint di comunicazione e si evolvono: l’utente legge post (74%) e scrive (48%), diventando egli stesso media, produttore di contenuti, come sappiamo nei formati più disparati, evolvendo il suo ruolo da mero attore passivo della comunicazione broadcast a fruitore ed elaboratore, soggetto proattivo nella filiera di comunicazione globale. Coinvolgerlo ed ingaggiarlo, sarà, per le aziende, la sfida del futuro</em>.”</p>
<p>Se tutto questo è vero, afferma Turroni di The Boston Consoulting Group, “&lt;<em>strong&gt;il mobile rappresenta la seconda giovinezza del digitale</strong> e sarà molto importante, quindi, per chi produce beni e servizi saper sfruttare questo strumento. Servono competenze, capacità, e soprattutto training ai consumatori che non sono ancora sicuri di cosa possono fare con l’economia digitale</em>”. Tra i settori coinvolti maggiormente ci saranno il mondo del retail, dei serivizi finanziari, i media e nel complesso il mondo della comunicazione e della relazione col cliente.</p>
<p>Credit for image: www.bcdcideas.com</p>
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		</item>
		<item>
		<title>WAS 2012: l’evento italiano sulla web analytics</title>
		<link>http://marketingarena.it/2012/02/22/was-2012-levento-italiano-sulla-web-analytics/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Guarnieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[#was2012; #webanalytics]]></category>

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		<description><![CDATA[Si terrà a Milano il prossimo 28 marzo l'evento italiano di riferimento per la misurazione dei dati provenienti da internet e dei social media, per fare il punto sulla situazione attuale e capire quali saranno i futuri trend della web analytics]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/02/1328372_57165107.jpg" alt="" title="webanalytics" width="630" height="394" class="aligncenter size-full wp-image-3587" /></p>
<p>Torna anche quest’anno il WAS, l’<a href="http://www.webanalyticstrategies.com/">evento italiano per la misurazione di internet</a>, mobile e social media.<br />
La quarta edizione si prospetta come una giornata densa di appuntamenti a carattere altamente formativo e noi ovviamente non mancheremo! Essendo media partner dell’iniziativa inoltre siamo in grado di garantire un prezzo promozionale ad i <a href="http://marketingarena.it/contatti/">primi di voi che ci contatteranno</a>. </p>
<p>Ma lascio che sia <strong>Giuseppe Fragola, chairman del WAS2012,</strong> a raccontarvi meglio lo spirito dell’iniziativa.</p>
<p><strong>Buongiorno Giuseppe e grazie per l’intervista, cosa si aspetta da questa edizione del WAS?</strong><br />
<em>Il WAS è stato incentrato, anche per il 2012 sul ruolo chiave assunto dai Social Media, certamente il fenomeno mediatico più interessante e rivoluzionario degli ultimi anni.<br />
In questa fase di importante cambiamento, il WAS 2012 mira a dare il suo contributo alla <strong>divulgazione delle nuove strategie di Social Marketing e alla misurazione dei loro risultati</strong>.<br />
Inoltre tengo molto a che il WAS non sia solo un momento di arricchimento scientifico ma anche un’importante opportunità di confronto, di socializzazione personale, di partnership, di condivisione di problemi e di soluzioni tra chi a vario titolo opera nel settore.</em></p>
<p><strong>Abbiamo visto che c’è un rinnovamento nel format, in cosa si differenzia rispetto alle edizioni precedenti?</strong><br />
<em>In un ambiente in perenne cambiamento come quello dei media digitali, è forte l’esigenza di innovare continuamente il format del WAS.<br />
L’edizione 2012 si terrà nuovamente presso la prestigiosa location de Il Gruppo24Ore, e prevedrà una sessione introduttiva sui temi del giorno, e <strong>tanti micro training tematici curati da esperti e da aziende leader di mercato</strong>. Sono stati anche reintrodotti il lunch e il coffe break, due importanti momenti di confronto e di socializzazione.<br />
Per quanto riguarda gli speaker, quest’anno, stiamo privilegiando gli interventi di chi opera concretamente sul campo, perché tra gli obiettivi del WAS c’è anche quello di fornire contributi molto pratici e come sempre privi di contaminazioni commerciali.<br />
</em></p>
<p><strong>Le aziende italiane, secondo lei, si rendono conto della potenza dei social media?</strong><br />
<em>Ogni previsione sulla diffusione dei social media è stata letteralmente spazzata via. In pochi mesi le aziende son passate da un timido approccio ai Social Media, ad una presenza molto attiva; alcune hanno sostenuto anche investimenti importanti.<br />
<strong>Essere Social è divenuto un must per tutte le aziende</strong>, una via di riscatto e di innovazione in un momento di crisi, ma anche di profondo cambiamento.<br />
Le aziende entrano adesso in una fase delicata in cui è molto importante saper progettare efficaci strategie di Social Media Marketing e trarne significativi benefici. In questo contesto, ancora sperimentale, l’attività di Social Analytics appare uno strumento essenziale per misurare il ROI delle attività effettuate.</em> </p>
<p><strong>Quali saranno le prossime frontiere per la web analytics?</strong><br />
<em>Tutto il Web è stato travolto dalla virale diffusione dei Social Media, e la Web Analytics ovviamente non ne è rimasta immune.<br />
La puntuale misurazione dei Social Media, è divenuto un obiettivo strategico, nonché il tema del WAS 2012, perché siamo tutti alla frenetica ricerca di nuove metriche, di piattaforme adeguate, di conoscenze nuove che non è certo facile acquisire in pochi mesi.<br />
<strong>In un futuro ormai prossimo i social network condizioneranno profondamente la nostra vita quotidiana, e le attività di analisi e di previsione dovranno saperne tenere conto, se non altro per ricordarci chi siamo e dove stiamo andando</strong>.</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Mamma Rai e la clausola di gravidanza #badreputation</title>
		<link>http://marketingarena.it/2012/02/21/mamma-rai-e-la-clausola-di-gravidanza-badreputation/</link>
		<comments>http://marketingarena.it/2012/02/21/mamma-rai-e-la-clausola-di-gravidanza-badreputation/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 08:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Fascinato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[#badreputation]]></category>
		<category><![CDATA[#clausolagravidanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta fare un giro su twitter e controllare l'hashtag più caldo delle ultime, il caso Mamma Rai nasce da una clausola, decisamente discutibile, del contratto che "Mamma Rai" impone ad i suoi lavoratori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/02/rai01.jpg" alt="" title="MammaRai" width="630" height="473" class="aligncenter size-full wp-image-3563" /></p>
<p>È di pochi giorni fa la notizia che proprio “Mamma RAI” non vede di buon occhio altre mamme all’interno dell’azienda. Sarà questione di una strana esclusiva materna, ma è chiaramente indicato in uno dei punti che definiscono il contratto di lavoro firmato da tutti i dipendenti RAI.<br />
Proprio dopo la 62esima edizione del Festival di Sanremo e la nuova tassa/canone su tutti i dispositivi anche aziendali, questa ci mancava…<br />
La geniale “<strong>clausola di gravidanza</strong>” imposta alle lavoratrici all’atto della firma del contratto, prevede che s<strong>e una donna rimane incinta, la Rai potrà valutare l’incidenza della gravidanza sulla produttività della lavoratrice</strong> e, se questa ne risultasse compromessa, si riserva sostanzialmente di <strong>risolvere il contratto senza alcun indennizzo a favore della lavoratrice</strong>. </p>
<p>Direi che in un’azienda che vive dei nostri soldini e che si permette di pagare centinaia di migliaia di euro per un’esibizione di pochi minuti al personaggio del momento, oltre a chiedere continuamente un contributo per il bene della collettività, <strong>tutto questo è semplicemente scandaloso</strong>. Nella clausola viene usato il termine impedimento per definire una malattia o una gravidanza… veramente nauseante. </p>
<p>Basta farsi un giretto su twitter per trovare il malcontento legato alle simpaticissime azioni messe in atto dalla “mammina d’italia”; topic come #sanremo, #nocanonerai, #raim…a etc, sono solo alcuni riferimenti relativi ai temi caldi che si trovano online e non solo.</p>
<p><strong>Oramai è il popolo della rete a dettare discussioni</strong>, i ritmi e le dinamiche delle stesse; non di certo il riuscitissimo Sanremo (A)Social tanto sbandierato dagli organizzatori della kermesse. </p>
<p>Concludo con una personalissima idea… credo che se lanci un boomerang senza sapere come funziona, poi non devi stupirti se questo torna indietro e ti colpisce alle spalle. <strong>Le persone vanno rispettate dentro e fuori l’azienda, online e offline, perché non esistono differenze</strong>… noi abbiamo imparato ad ascoltare prima di parlare e adesso attenzione perché il boomerang sta arrivando. </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fashion e Lifestyle: il caso Belmonte</title>
		<link>http://marketingarena.it/2012/02/20/fashion-e-lifestyle-il-caso-belmonte/</link>
		<comments>http://marketingarena.it/2012/02/20/fashion-e-lifestyle-il-caso-belmonte/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 14:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Guarnieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda e fashion]]></category>

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		<description><![CDATA[Come mantenere ed accrescere le proprie quote di mercato in un periodo difficile come quello odierno? L'abbiamo chiesto ad Alessandro Bellini, CEO di Belmonte, azienda padovana diventata negli anni un punto di riferimento per qualità e cura del dettaglio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/02/f_o_Belmonte_Pagina_02.jpg" alt="" title="f_o_Belmonte_Pagina_02" width="630" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-3559" /></a></p>
<p>Belmonte, oggi <strong>realtà del mondo fashion e lifestyle</strong>, è il tipico esempio di azienda del Nord Est fondata in un contesto familiare e cresciuta con il tempo.<br />
Dimostratasi capace di mantenere ed accrescere la proprie quote di mercato in un periodo difficile per tutto il settore, ha recentemente deciso di potenziare il Web Marketing attraverso azioni di Social Media e Search Engine Optimization.</p>
<p>Ne parliamo con <strong>Alessandro Bellini, CEO di Belmonte</strong></p>
<p><strong>Buongiorno Sig. Bellini. Ci vuole raccontare, per cominciare, come nasce la vostra azienda?</strong><br />
<em>Certo. Belmonte nasce nel 1938 da una piccola attività familiare gestita dai nonni. Col tempo e attraversando varie fasi di sviluppo, siamo diventati una realtà con 70 punti vendita monomarca sparsi sul territorio nazionale, 420 rivenditori autorizzati e molti clienti stranieri che hanno imparato ad apprezzarci.<br />
Inizialmente la produzione era incentrata sulla <a href="http://www.belmonte.it/movie.asp">camicia uomo</a> ma un po’ alla volta abbiamo voluto ampliare il nostro assortimento con la maglieria e gli accessori. La camiceria donna è arrivata in una fase piuttosto recente, si è guadagnata però uno spazio crescente.</em></p>
<p><strong>Ogni impresa deve guardare avanti, darsi obiettivi: qual è la vostra mission?</strong><br />
<em>Dal 1938 è una soltanto: fornire ai nostri clienti capi di buona qualità al giusto prezzo.<br />
E’ il principio a cui siamo sempre stati fedeli e che i clienti ancora ci riconoscono. Devo però ammettere che questo, oggi, sembra non essere più sufficiente.<br />
</em><br />
<strong>Vuole spiegarci meglio questo concetto?</strong><br />
<em>E’ semplice. Il mercato dei nostri giorni è caratterizzato da un eccesso di offerta di beni di ogni tipo, il cliente è “stordito” di offerta e fatica a ricordare qualcuno o qualcosa in particolare. Per questo il prodotto, per quanto valido, non è più in grado di costituire vantaggio competitivo. Oggi occorre distinguersi per un servizio eccellente: il nostro personale di vendita si rivolge per questo alla clientela come consulente, facendo della vendita una conseguenza, mai un obiettivo.</em></p>
<p><strong>Come strutturate la comunicazione del vostro Brand?</strong><br />
<em>Da anni sfruttiamo vari canali. Abbiamo prestato le nostre camicie a Striscia la Notizia, siamo stati in TV con spot durante le partite della Champions League, siamo comparsi su riviste di settore.<br />
Attualmente utilizziamo parecchio le affissioni: a Padova, nostra città natale, ne abbiamo in varie zone come a Verona, ma anche a Milano, dove vogliamo essere presenti per ciò che la città rappresenta nel mondo della moda. Nello scorso autunno abbiamo trasmesso uno Spot sui monitor di molte fermate della metro milanese.</em> </p>
<p><strong>Perché puntare oggi sui Social Media?</strong><br />
<em>Naturalmente perché ci crediamo! Da tempo abbiamo una pagina Facebook aziendale (oltre – ovviamente — al sito web ufficiale www.belmonte.it) che oggi conta 1700 amici, un trend in crescita e tanti contenuti caricati ogni settimana. Pensiamo di raggiungere quota 2000 per la presentazione della Collezione Autunno Inverno 2012/13. Vogliamo però spingere maggiormente sul Web. </em></p>
<p><strong>Ci spieghi meglio…</strong><br />
<em>Il tema è oggi di grande attualità. Tutti navighiamo moltissimo e ricerchiamo informazioni di ogni tipo sul Web. Si naviga per piacere, per passare il tempo, per ascoltare musica.<br />
Vogliamo raggiungere i nostri clienti negli spazi in cui ci possono cercare, creando con loro  un’interazione “multicanale” che inizi in negozio e prosegua a casa. O sull’autobus con lo Smartphone. Stiamo studiando azioni legate alla geolocalizzazione con Foursquare, presto sbarcheremo su Twitter, abbiamo un canale YouTube.<br />
Aggiungo che dall’anno scorso i nostri cataloghi cartacei sono dotati di un QR Code che contiene il link ai video dei nostri shooting e dei relativi backstage.<br />
Azioni di impatto e a basso costo: fattore non trascurabile in una congiuntura economica che impone prudenza.<br />
</em></p>
<p><strong>Qual è la vostra posizione sul mondo dei blog? E’ per voi un canale strategico?</strong><br />
<em>Considerando il numero di lettori possiamo tranquillamente equipararli alla carta stampata.<br />
Il SEO però è un’attività recente in Belmonte, servirà tempo per crescere.</em> </p>
<p><strong>Previsioni per il 2012?</strong><br />
<em>Davvero difficili in un contesto come quello attuale. Usciamo a marzo con la Collezione Primavera Estate e naturalmente siamo ottimisti.<br />
Dalla nostra parte abbiamo un prezioso know how di prodotto che negli anni ci ha garantito una costante fidelizzazione di clienti vecchi e nuovi che, una volta acquistato un capo Belmonte, difficilmente restano delusi.<br />
La vera sfida forse è comunicare efficacemente tutto questo. </em></p>
<p>Cosa riservi il mercato in un contesto così ricco di variabili davvero nessuno lo sa, Belmonte sembra però avere le idee chiare, ed uscirà a Marzo nei propri negozi con la Collezione Primavera Estate 2012.  </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Fedeltà vs Fiducia: come superare la crisi</title>
		<link>http://marketingarena.it/2012/02/20/fedelta-vs-fiducia-come-superare-la-crisi/</link>
		<comments>http://marketingarena.it/2012/02/20/fedelta-vs-fiducia-come-superare-la-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 09:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Neri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[#casehistory-comunicazioneaziendale]]></category>
		<category><![CDATA[#creare-fiducia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://marketingarena.it/?p=3548</guid>
		<description><![CDATA[In tempi di crisi appare chiaro che le aziende devono optare per uno sforzo maggiore in termini di comunicazione, spesso nel marketing si parla di fidelizzazione del consumatore, ma questa non avviene senza la costruzione di fiducia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/02/fiducia.jpg" alt="" title="fiducia" width="630" height="473" class="aligncenter size-full wp-image-3549" /><br />
Come spiega <strong>Paolo Iabichino</strong> in <a href="http://www.invertising.it/">Invertising</a>, nel fare advertising spesso <strong>si confonde fedeltà con fiducia</strong>: si persegue la prima credendo di ottenere la seconda quando dovrebbe essere il contrario.</p>
<p>Semplificando, <strong>fedeltà</strong> verso una marca significa affiliazione sulla <strong>convenienza della relazione</strong>. Fiducia vuol dire far nascere tra i propri interlocutori un sentimento di <strong>tranquillità, sicurezza, credito e stima</strong>. La prima implica un rapporto in grado di continuare fino a quando non si troverà qualcosa di economicamente più allettante. La seconda, al contrario, costruisce una <strong>relazione basata sull’empatia</strong>, sul coinvolgimento valoriale e affettivo. Insomma, crea uno zoccolo duro difficile da forzare soprattutto tra noi italiani, tanto amanti dell’abitudine e timorosi (forse un po’ troppo) di quello che ci potrebbe riversare ogni più piccolo cambiamento.</p>
<p><strong>Ogni azienda dovrebbe allora cercare fiducia</strong>, ma per arrivarci bisogna mandar giù il rospo di una pianificazione di campagne in cui il proprio marchio, o i propri prodotti non compaiono a caratteri cubitali. Piuttosto è fondamentale scegliere, e declinare coerentemente, una <strong>serie di valori che intercettino il sentire dei (possibili) clienti/consumatori</strong>.</p>
<p>Solo attraverso la ricostruzione di fiducia si può sperare, realmente, di mettere in atto un cambiamento di tendenza nei consumi e far tornare le persone ad acquistare, soprattutto in questi anni di crisi che sembrano non voler finire mai.</p>
<p>Pochi hanno colto questa necessità. Un esempio un po’ datato, ma che continua su questa strada è il <strong>Gruppo Bancario Intesa San Paolo</strong>. Sì, proprio una banca.<br />
Nel 2009 si fa promotore, trasformandosi in casa di produzione, del <a href="http://www.perfiducia.com/it/">progetto PerFiducia</a>: una rassegna di corti firmati <strong>Ermanno Olmi, Gabriele Salvatore e Paolo Sorrentino </strong>che, attraverso arte e cinema, cercano di <strong>(ri)diffondere tra gli italiani ottimismo e fiducia</strong> (senza sbandierarle come etichette vuote), per raccontare “le forze positive che animano il nostro paese”.</p>
<p>I tre corti, visibili integralmente sul sito, sono stati trasformati in spot di circa un minuto e mezzo (triplicando il tempo medio), rompendo completamente con il flusso televisivo tradizionale e provocando un certo senso di disorientamento nello spettatore non abituato a réclame per promuovere sentimenti e non prodotti.<br />
Nel 2010 nasce Perfiducia 2.0 “<em>una community di scrittura alla quale chiunque poteva partecipare con le proprie idee, dando e traendo ispirazione. Tra le tante storie create, 3 sono state selezionate per diventare le sceneggiature di corti che, con il “battesimo” di Gabriele Salvatores, la nuova edizione 2011 di PerFiducia è lieta di presentare (…) Con questi nuovi corti, l’edizione 2011 rimane fedele fino in fondo alla missione originaria di PerFiducia: promuovere la fiducia e l’ottimismo attraverso cinema e arte</em>”.</p>
<p>Che altro dire se non che il progetto complessivo PerFiducia 2011 ha <strong>vinto l’Audience Grand Prize Award al Bodega Bay Film Festival</strong>, mentre per i singoli corti:</p>
<ol>
<li>“Biondina” di Laura Bispuri – Nastri d’Argento 2011: “Talento Rivelazione dell’anno” a Laura Bispuri;</li>
<li> “Cuore di clown” di Paolo Zocca – Nastri d’Argento 2011: premio “Giulietta Capuleti” a Isabella Ragonese;</li>
<li> “Omero Bello-di-Nonna” di Marco Chiarini – Nastri d’Argento 2011: “Miglior Attore a Nicola Nocella.</li>
</ol>
<p>Ah…l’ultimo è il <a href="http://www.perfiducia.com/it/#/marco-chiarini/film">mio preferito</a>!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Marketing per le Farmacie 2.0: Intervista alla Farmacia Serra di Genova</title>
		<link>http://marketingarena.it/2012/02/17/marketing-per-le-farmacie-2-0-intervista-alla-farmacia-serra-di-genova/</link>
		<comments>http://marketingarena.it/2012/02/17/marketing-per-le-farmacie-2-0-intervista-alla-farmacia-serra-di-genova/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 14:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Farinella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[1000fan-marketingarena]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://marketingarena.it/?p=3535</guid>
		<description><![CDATA[La farmacia Serra di Genova è un ottimo caso di buona comunicazione on line: una farmacia con una tradizione, radicata e presente nel territorio ma al contempo molto attenta e aggiornata sulle dinamiche della comunicazione in rete. Un esempio per altre realtà locali che vogliono aprirsi a questo mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://marketingarena.it/wp-content/uploads/2012/02/farmacia_1__800_800.jpg" alt="" title="farmacia" width="630" height="645" class="aligncenter size-full wp-image-3546" /><br />
Intervistiamo oggi Edoardo il titolare della <a href="http://www.farmaciaserragenova.it/">Farmacia Serra di Genova</a>, vincitore del piccolo contest (il millesimo Fan) promosso da MarketingArena su Facebook. La farmacia, a conduzione familiare, è <strong>molto aperta alla comunicazione in rete</strong>, grazie alla presenza sui social media più importanti e alla cura di un blog specifico sul mondo della salute. Conosciamolo assieme.</p>
<p><strong>Buongiorno Edoardo, ci racconta un po’ la vostra attività ed il vostro approccio alla rete?</strong><br />
<em>Frequentiamo internet dal 96’ guidati da una curiosità quotidiana, cercando di capire, prima come utenti e poi come professionisti della salute, quale sia la possibile integrazione o il punto di equilibrio. Dopo anni abbiamo la convinzione che la presenza in rete sia molto impegnativa, data la velocità con cui ci si rapporta, sia per il tempo necessario sia per la connessione quasi continua. Cerchiamo di essere disponibili in tempo reale per risolvere dubbi e problemi di salute di chi non può venire in quel momento di persona a trovarci, ma sfruttando la rete ci può raggiungere. Grazie a questo strumento condividiamo la nostra piccola esperienza maturata come genitori e farmacisti.</em></p>
<p><strong>Quali leve di marketing utilizzate?</strong><br />
<em>Cerchiamo per ora di sperimentare tutto ciò che la rete mette a disposizione con grande curiosità. Curiamo anche il punto vendita, le vetrine e il visual merchandising. Abbiamo provato l’ advertising su Google con risultati non eccelsi, ma dovuti certamente anche alla nostra inesperienza nell’ usare uno strumento così sofisticato come ad adwords. Abbiamo da poco scelto di offrire wifi gratuito all’ interno della farmacia e nel raggio di 400 metri all’ esterno, sperando che possa aiutare e stimolare anche il nostro territorio circostante non particolarmente ricco di attrattive ed attività commerciali.</em></p>
<p><strong>Quali social network presidiate e con quale strategia utilizzate per interagire con gli utenti?</strong><br />
<em>Siamo presenti in maniera costante ed attiva su <a href="https://twitter.com/#!/farmaciaserrage">Twitter</a>, <a href="http://www.facebook.com/people/Farmacia-Serra-Genova/1571085607?sk=info">Facebook</a>, Friendfeed, <a href="http://www.youtube.com/user/farmaciaserragenova?ob=0">YouTube</a> con una serie di video esplicativi su prodotti nuovi per l’Italia e <a href="http://www.foursquareitalia.org/2011/07/11/foursquare-e-altri-social-network-per-una-farmacia/">Foursquare</a>, con uno speciale per beneficenza. Cerchiamo di essere disponibili per un consulto su praticamente tutti i social media nella speranza che condividere le nostre esperienze aiuti a migliorare la salute di chi ci segue da vicino e da lontano.</em></p>
<p><strong>Quale strategia editoriale adottate per il vostro blog?</strong><br />
<em>Il <a href="http://farmaciaserragenova.blogspot.com/">blog</a> nasce per condividere la nostra esperienza di farmacisti e genitori, maturata nella crescita di 4 bambini dai 13 e I7 anni. Trattiamo quindi un mix di argomenti che vanno dagli episodi di vita quotidiana a quelli di salute che viviamo quotidianamente in farmacia, fitoterapia, omeopatia e prodotti nuovi sperimentati personalmente. Partito come un divertimento è ormai stabilmente tra i primi 20 di salute sulla classifica di <a href="http://labs.ebuzzing.it/top-blogs/salute">ebuzzing</a>. Rispetto a portali creati con l’apporto e la professionalità di più persone, avere un attestato di gradimento così importante per noi rappresenta una bella soddisfazione ed uno stimolo a migliorare.</em></p>
<p><strong>Cosa ne pensate della vendita on line nel vostro settore?</strong><br />
<em>Per quanto ci riguarda l’e-commerce ci permette di condividere prodotti testati in prima persona prima con i nostri figli e frutto della ricerca fatta su mercati<br />
esteri, anche grazie alla rete, trovando piccoli produttori estremamente specializzati ma con scarsa penetrazione in un mercato come quello italiano monopolizzato dai colossi. In questo momento la vendita di farmaci in Italia é proibita quindi la scelta è di proporre articoli difficilmente reperibili nei punti vendita classici.<br />
Sicuramente rispetto agli altri mercati quello della farmacia è differente, riguardando la salute ed il benessere, ha uno sviluppo per ora inferiore. Spesso capita di fare consulti per clienti lontani che poi magari si recano più vicini per trovare il prodotto adatto.</em></p>
<p><strong>Come credete possa evolvere la figura del farmacista in relazione alle nuove tecnologie e alla partecipazione in rete?</strong><br />
<em>Sicuramente il periodo di evoluzione di tutte le professioni non risparmierà la farmacia. È difficile per ora capire quali saranno i livelli minimi di partecipazione in rete e se diventerà quasi “obbligatoria” per tutti. Il consiglio che ci sentiamo di dare ai colleghi è di provare ad avvicinarsi gradualmente alla rete e “studiarla”, prendendosi le ore necessarie per comprenderne i meccanismi. Nel caso il tempo disponibile o la voglia non fosse sufficiente è utile farsi seguire da esperti del settore. L’obiettivo da porsi è gestire e seguire costantemente i propri progetti, prevenire eventuali errori, senza iniziare un progetto per poi trascurarlo o, ancor peggio, lasciandolo a vegetare o appassire. Corsi come quello sull’<a href="http://marketingarena.it/2012/01/11/strategie-di-e-commerce-corso-di-vendita-on-line-con-gianluca-diegoli-e-b2commerce/">e-commerce</a> organizzato da voi con la partecipazione tra gli altri di Gianluca Diegoli, che abbiamo seguito in altre occasioni, si prestano perfettamente per farsi una idea di cosa fare e soprattutto non fare in rete.</em></p>
<p>Non ci resta che ringraziare Edoardo per la sua disponibilità e fargli i nostri complimenti. </p>
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