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Ho seguito con interesse le presentazioni del Formez e quelle del CSI Piemonte che hanno raccontato le proprie esperienze ed approfittato per "evangelizzare" il pubblico del Forum PA.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C'è stata anche una sessione curata da Giovanni Biallo (qui il &lt;a href="http://www.opengeodata.it/images/stories/documenti/dati%20geografici%20e%20opendata%20maggio%202012.pdf" target="_blank"&gt;PDF&lt;/a&gt; ed il &lt;a href="http://innovatv.it/video/2664919/giovanni-biallo/forum-pa-2012-dati-geografici-e-open-data" target="_blank"&gt;Video&lt;/a&gt;) in cui si è parlato degli &lt;b&gt;&lt;i&gt;open GEO data&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Peccato per il poco tempo che gli hanno concesso, perché i contenuti presentati da Biallo erano molto interessanti, a conferma che l'associazione &lt;a href="http://www.opengeodata.it/"&gt;OpenGeoData Italia&lt;/a&gt; sta facendo un ottimo lavoro, provando a indicare una direzione che gli enti pubblici italiani possano seguire, per esempio applicando le licenze d'uso &lt;a href="http://www.creativecommons.it/" target="_blank"&gt;creative commons&lt;/a&gt; senza inventarsi strane cose nuove, ed intervenendo puntualmente per segnalare incongruenze ed opportunità di miglioramento. &lt;br /&gt;Le incongruenze si manifestano inevitabilmente quando, in questo momento di entusiasmo in cui tanti stanno partendo con iniziative legate agli open data, enti diversi finiscono per pubblicare gli stessi dati con condizioni di utilizzo diverse. &lt;br /&gt;Tutti buoni motivi per supportare l'iniziativa di OpenGeoData Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non ho poi potuto fare a meno di notare come, in tutte le presentazioni fatte da gente che normalmente non ha niente a che fare con il mondo dell'informazione territoriale e della geomatica, l'attenzione riservata ai dati territoriali sia sempre alta. Per curiosità, dopo aver notato che sul sito americano Data.gov i geodati erano quelli con il più alto numero di download, mi sono fatto un giro sui siti italiani che pubblicano dati aperti ed ho avuto conferma che i dati territoriali, quando sono resi disponibili con licenze d'uso aperte, sono tra i più scaricati in assoluto. Ciò può sembrare un'ovvietà, perché il dato geografico può servire da riferimento per spalmarci sopra qualsiasi informazione di tipo statistico (pensate ai risultati elettorali). Per chi opera nel nostro settore però quest'osservazione deve far riflettere sulla &lt;b&gt;domanda di dati aperti &lt;/b&gt;che evidentemente è fortemente presente a livello nazionale, pur se in maniera "latente", e di conseguenza alle grosse opportunità che da ciò possono scaturire per le aziende ed i professionisti che operano nel nostro settore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Planetek abbiamo avviato da tempo una riflessione su questo tema, anche a livello tecnologico. Mentre l'associazione OpenGeoData Italia si sgola affinché i dati vengano liberati dagli enti pubblici, noi lavoriamo per far si che, una volta resi disponibili questi dati con licenze di tipo open, si possano utilizzare al meglio e diventino quindi dati "&lt;a href="http://opendataitalia.wordpress.com/2012/02/07/dati-a-5-stelle/" target="_blank"&gt;a cinque stelle&lt;/a&gt;", secondo il paradigma di Tim Berners-Lee.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con Sara Latte della Regione Emilia-Romagna abbiamo quindi presentato il lavoro che stiamo portando avanti, assieme agli amici e colleghi di Sinergis, affinché i dati territoriali di una &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Infrastruttura_di_dati_territoriali" target="_blank"&gt;IDT &lt;/a&gt;vengano convertiti in &lt;b&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linked_data" target="_blank"&gt;Linked Open Data&lt;/a&gt; Geografici&lt;/b&gt; e diventino quindi direttamente utilizzabili da applicazioni informatiche senza bisogno di interventi "umani", esprimendo così tutto il loro valore. Mi piace sottolineare che la soluzione che ci siamo inventati risolve anche i problemi legati al disallineamento tra portali di dati aperti e geoportali (come quelli citati da Biallo nella sua keynote) perché, essendo basata sui webservices standard OGC, assicura ad esempio che i dati territoriali che io trovo sul portale &lt;a href="http://dati.emilia-romagna.it/"&gt;Dati.Emilia-Romagna.it&lt;/a&gt; siano esattamente gli stessi che trovo nel &lt;a href="http://geoportale.regione.emilia-romagna.it/" target="_blank"&gt;Geoportale dell'Emilia-Romagna&lt;/a&gt;, (senza duplicazioni, in coerenza con le logiche di &lt;a href="http://www.amfm.it/doc/INSPIRE.pdf" target="_blank"&gt;INSPIRE&lt;/a&gt;) ma con in più la possibilità di usarli non solo come semplici dati (per esempio come &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Shapefile" target="_blank"&gt;shape file&lt;/a&gt;) ma anche come &lt;b&gt;Linked Open Data Geografici&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b style="display: block; margin: 12px 0 4px;"&gt;&lt;a href="http://www.slideshare.net/planetek/presentazione-linked-open-data-forum-pa-2012" target="_blank" title="Verso i Linked Open Data Geografici - Forum PA 2012"&gt;Verso i Linked Open Data Geografici - Forum PA 2012&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; &lt;iframe frameborder="0" height="355" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12981421" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;div id="__ss_12981421" style="width: 425px;"&gt;
&lt;div style="padding: 5px 0 12px;"&gt;
View more &lt;a href="http://www.slideshare.net/thecroaker/death-by-powerpoint" target="_blank"&gt;PowerPoint&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://www.slideshare.net/planetek" target="_blank"&gt;Planetek Italia Srl&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-7317123880236252286?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/Ib3DRmApLUY" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/Ib3DRmApLUY/limportanza-degli-open-data-geografici.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/05/limportanza-degli-open-data-geografici.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-1777200140955818954</guid><pubDate>Sat, 05 May 2012 11:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-07T14:14:39.203+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><title>se GeoEye compra DigitalGlobe</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-yhrXrM9vNtM/T6UGko40DrI/AAAAAAAABw0/lN9go1f8j4E/s1600/worldview3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="287" src="http://1.bp.blogspot.com/-yhrXrM9vNtM/T6UGko40DrI/AAAAAAAABw0/lN9go1f8j4E/s640/worldview3.jpg" width="580" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
La cosiddetta &lt;i&gt;&lt;b&gt;breaking news&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; per gli operatori del settore: &lt;b&gt;GeoEye vuole comprare DigitalGlobe&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Annunciata ieri ufficialmente, la &lt;a href="http://investor.digitalglobe.com/phoenix.zhtml?c=70788&amp;amp;p=irol-newsArticle&amp;amp;ID=1691848&amp;amp;highlight=" target="_blank"&gt;notizia della proposta d’acquisto&lt;/a&gt; (che era nell’aria già da un po’) ha subito fatto scalpore e provocato &lt;a href="https://www.google.com/finance?chdnp=1&amp;amp;chdd=1&amp;amp;chds=1&amp;amp;chdv=1&amp;amp;chvs=maximized&amp;amp;chdeh=0&amp;amp;chfdeh=0&amp;amp;chdet=1336215977261&amp;amp;chddm=1173&amp;amp;chls=IntervalBasedLine&amp;amp;cmpto=NASDAQ:GEOY&amp;amp;cmptdms=0&amp;amp;q=NYSE:DGI&amp;amp;ntsp=0" target="_blank"&gt;sussulti in borsa&lt;/a&gt;, per il momento positivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;La fusione tra le due società potrebbe dar vita alla più grande costellazione al mondo di satelliti commerciali ad altissima risoluzione. Già oggi se ne conterebbero cinque, tutti con risoluzione spaziale inferiore ad un metro, tra &lt;a href="http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/ikonos" target="_blank"&gt;Ikonos&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/quickbird" target="_blank"&gt;QuickBird&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/worldview_1" target="_blank"&gt;WorldView-1&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/geoeye_1" target="_blank"&gt;GeoEye-1&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/worldview_2" target="_blank"&gt;WorldView-2&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
In attesa dei nuovi &lt;a href="http://www.geoeye.com/CorpSite/promotions/GeoEye-2.aspx" target="_blank"&gt;GeoEye-2&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.digitalglobe.com/content/worldview3/" target="_blank"&gt;WorldView-3&lt;/a&gt;, già annunciati, con l’altissima risoluzione spaziale, sempre più informazione spettrale e capacità di acquisizione sempre maggiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Mi auguro di poter ospitare presto un commento di &lt;a href="http://www.planetek.it/azienda/team/giovanni_sylos_labini" target="_blank"&gt;Giovanni Sylos Labini&lt;/a&gt; a questa notizia, da gran conoscitore del mercato aerospaziale mondiale qual è il mio CEO. Nel frattempo mi sembra ovvio pensare che questa prossima fusione si possa inquadrare nel contesto delle grosse aggregazioni industriali che stiamo osservando in questi ultimi tempi. Sul &lt;a href="http://blog.planetek.it/2011/09/21/meglio-fondersi-che-fondere/" target="_blank"&gt;blog di Planetek&lt;/a&gt; abbiamo già parlato di Hexagon che, già proprietaria di Leica Geosystems ed ERDAS, con l’acquisizione di Intergraph ha creato una corrazzata senza pari nel mercato geospaziale, della quale siamo orgogliosi d’essere partner. Ma basti pensare anche a ciò che sta facendo Trimble, che l’altro giorno ha acquisito anche &lt;a href="http://www.rivistageomedia.it/Approfondimenti/perche-trimble-ha-comprato-sketchup-di-google.html" target="_blank"&gt;SketchUp da Google&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certamente questa scelta è stata spinta dalla riduzione dei budget della difesa americana, che di questi operatori satellitari è il più grosso cliente e finanziatore. Vedendo a rischio il programma &lt;a href="http://www.imagingnotes.com/go/articleJ.php?mp_id=252" target="_blank"&gt;Enhanced View&lt;/a&gt;, che per GeoEye e DigitalGlobe rappresenta una principale fonte di entrate, era opportuno correre ai ripari. Scongiurando anche i rischi derivanti dalla progressiva ma costante riduzione dei prezzi dei dati che ormai, nell’altissima risoluzione, avendo raggiunto caratteristiche abbastanza equivalenti, sono diventati delle &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodity" target="_blank"&gt;&lt;i&gt;commodities &lt;/i&gt;&lt;/a&gt;per le quali diventa sempre più difficile trovare elementi caratterizzanti, spostando così la competizione commerciale quasi esclusivamente sul fattore prezzo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sarà interessante scoprire quali ricadute questa operazione avrà sul mercato globale dell’osservazione della Terra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;h3&gt;

&lt;span style="color: red;"&gt;==&lt;/span&gt; Aggiornamento del 7 maggio 2012 &lt;span style="color: red;"&gt;==&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;br /&gt;
Tempestiva è giunta la replica del CEO di DigitalGlobe, Jeffrey R. Tarr, che scrivendo al CEO di GeoEye Matthew M. O’Connell respinge la proposta di acquisto con un fermo "ringrazio, rifiuto e vado avanti", come nel gioco dei pacchi. A questo punto, contrariamente a quanto sembrava trapelare dalle comunicazioni pubblicate dalla GeoEye, dubito che vedremo molto presto una fusione tra i due grandi operatori.&lt;br /&gt;
Jeff Tarr ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, come potete leggere dal testo integrale della lettera che riporto di seguito. Sono curioso di vedere cosa succederà ai titoli delle due società questo pomeriggio, quando riapriranno i listini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
&lt;i&gt;May 6, 2012&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Dear Matt:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;We are writing in response to GeoEye’s unsolicited conditional “public offer” to acquire DigitalGlobe made in your letter dated May 4, 2012. &lt;br /&gt;
Our board of directors has met, has carefully considered your proposal and has concluded that GeoEye’s proposal is not in the best interests of DigitalGlobe and its shareholders. Accordingly, DigitalGlobe rejects your offer. Given the abruptness of your “public offer” and our past discussions, we believe you made your hostile bid in  desperation due to well-publicized concerns about potential government decisions that may jeopardize your portion of the EnhancedView program.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;We believe you initiated discussions with us with your unsolicited highly conditional private offer on February 7, 2012 because you were concerned about a disproportionate risk of budget cuts affecting GeoEye.&lt;br /&gt;
We believe you have mischaracterized subsequent discussions in your May 4 letter as well as during your Friday investor call. In fact, we believe your public description of such discussions in your May 4 letter is materially misleading and incomplete.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Moreover, before we terminated discussions of a potential combination to await the government’s funding decision, the proposed transaction we were discussing contemplated that DigitalGlobe would designate a majority of the Board and that DigitalGlobe’s shareholders would own a substantial majority of the surviving company. Your May 4 letter fails to mention that we proposed to acquire GeoEye in an all-stock transaction on March 2, 2012 and reaffirmed the same offer on April 13, 2012, whereby:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;DigitalGlobe’s shareholders would own 60% and GeoEye’s shareholders would own 40% of the combined company;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;DigitalGlobe would control a majority of the Board; and&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;DigitalGlobe’s Chairman and CEO would continue in their respective leadership roles of the combined company.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;i&gt;This structure would maximize value to both sets of shareholders and customers. Furthermore, we believe our proposed structure more accurately reflects the value of DigitalGlobe and recognizes:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;The strength of DigitalGlobe’s constellation of three healthy on-orbit high resolution satellites;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;DigitalGlobe’s differentiated capabilities, which allow us to deliver vastly more imagery to the National Geospatial Intelligence Agency (“NGA”) than GeoEye, both in total and per-taxpayer dollar, generating significant value for the government and taxpayers;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;DigitalGlobe’s superior current collection and delivery capabilities, which enable it alone to provide substantially all of what NGA is currently receiving from both companies under EnhancedView at substantially lower cost;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;The superior performance of DigitalGlobe on the EnhancedView program as indicated by the repeated, large holdbacks you have incurred against your Service Level Agreement (“SLA”) — which we believe may indicate significant shortfalls in performance against NGA’s requirements; and&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;DigitalGlobe’s dramatically higher organic growth as evidenced by our 1Q 2012 revenue growth rate of 12%, compared to only 3% for GeoEye.&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;i&gt;Despite the superior benefits to both of our shareholders and customers from our proposal to acquire GeoEye, you rejected our offer both in March and again in April. At that point, recognizing that the federal government was finalizing its budget process, we felt that we should terminate discussions and withdraw our offer.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;We expected the budget process outcome would be favorable to DigitalGlobe and its shareholders and believed that protracted discussions between our companies at that time would be disruptive to the U.S. government in its decision-making process as well as create needless distraction to ongoing mission performance.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Therefore, we were surprised by your most recent unsolicited “public offer” given GeoEye’s continued government funding uncertainty. You even acknowledged in your Form 10-Q filing on May 4, 2012 that “management foresees continued uncertainty” regarding funding of your cost share payments beyond the amount to which the NGA is currently obligated. &lt;br /&gt;
Based on your cost share disclosure, May 4, 2012 earnings call and unsolicited bid, we are concerned about your overall EnhancedView program funding.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;In response to your hostile “public offer,” on May 4, 2012, in our May 5, 2012 letter to you we again reiterated our interest in an acquisition of GeoEye on the terms substantially similar to those we previously offered to you. &lt;br /&gt;
Unfortunately, in discussions between counsel on May 5, 2012, you again rejected our proposal. &lt;br /&gt;
We continue to believe there are merits to a potential acquisition of GeoEye, but at this time, we also believe that it is in the best interests of DigitalGlobe’s principal constituencies, including our shareholders and all of our customers, to await the conclusion of the government budget decision process and to gain clarity with respect to EnhancedView funding. &lt;br /&gt;
When the government reaches its decision, DigitalGlobe will consider whether to make a proposal to acquire GeoEye.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;
&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;(fonte: &lt;a href="http://investor.digitalglobe.com/phoenix.zhtml?c=70788&amp;amp;p=irol-newsArticle&amp;amp;ID=1691979&amp;amp;highlight=" target="_blank"&gt;DigitalGlobe&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-1777200140955818954?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/Av4u-zk8RKo" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/Av4u-zk8RKo/se-geoeye-compra-digitalglobe.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-yhrXrM9vNtM/T6UGko40DrI/AAAAAAAABw0/lN9go1f8j4E/s72-c/worldview3.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bari, Italia</georss:featurename><georss:point>41.1259135 16.8721133</georss:point><georss:box>41.0302275 16.714184799999998 41.2215995 17.0300418</georss:box><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/05/se-geoeye-compra-digitalglobe.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-2457991684872178603</guid><pubDate>Wed, 04 Apr 2012 08:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-05T09:55:01.610+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Planetek</category><title>Opportunità di lavoro in Planetek Italia</title><description>C'è quest'azienda, Planetek Italia, a Bari, in cui è insopportabile lavorare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-2AZSCqXQhEE/T3s88mglHGI/AAAAAAAABvw/YDXYyxsyNyw/s1600/LogoPK+150+dpi.gif" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="91" src="http://4.bp.blogspot.com/-2AZSCqXQhEE/T3s88mglHGI/AAAAAAAABvw/YDXYyxsyNyw/s200/LogoPK+150+dpi.gif" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Un posto in cui, siccome si consumavano migliaia di cialde di plastica all'anno, è stata adottata una macchinetta che trita istantaneamente il caffè. Dove tutti si ostinano ad usare tazzine di vetro o di porcellana per non consumare quelle comodissime tazzine di plastica. Dove non esistono le bustine di zucchero, perché "è meglio usare la zuccheriera". Dove quando si rompe la macchinetta del caffè, sei costretto a camminare a piedi per quasi cinque minuti, esposto al vento di maestrale ed agli schizzi delle onde, per raggiungere il bar sul mare o nel porticciolo turistico più vicino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un posto dove c'è un direttore tecnico che è il terrore dei provider di telefonia, e poi uno che vorrebbe costruire i satelliti e pure i razzi per mandarli in orbita, un altro che dovrebbe piuttosto fare il pizzaiolo, e persino l'amministratore delegato con la fissa per la vela ed il design.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un posto in cui manca quella sana rivalità e competizione tra le persone che ti fa camminare ogni giorno con le spalle al muro. Dove nascono e si moltiplicano continuamente oscuri gruppi di danzatori di balli latino americani, di giocatori di pallavolo o di calcetto. Dove, più volte al mese, qualcuno attenta alla salute dei colleghi propinando dolci, prodotti tipici locali, ed altre pericolose sostanze ingrassanti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo inquietante posto, ci sono attualmente due posizioni aperte. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;JUNIOR SOFTWARE ENGINEER &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Planetek Italia is looking for a JUNIOR SOFTWARE ENGINEER, which - as part of projects aimed at developing the company core business – should contribute to design and implement spatial data infrastructures. The ideal candidate is aged less than 30 years, holds a bachelor degree in computer science, or software engineering or electronics engineering, with a good and demonstrated experience in software engineering, a good knowledge of Object Oriented Programming - preferably in Java development environment - IT tecnologies and, in particular, experience in web services (SOAP, RESTful, etc.) &amp;amp; web technologies such as HTML, CSS, Javascript (JQuery), AJAX, JSON, XML, Web 2.0.&lt;br /&gt;Preferential titles will be a previous experience in the field of GIS.
A necessary condition is also the mastery of English.
The profile is completed by seriousness and reliability, excellent analytical and problem solving skills, excellent organizational skills, strong ability to work in teams and for objectives; proactivity.&lt;br /&gt;The contract applied will be aligned with the candidate's profile.&lt;br /&gt;Location of Work: Bari&lt;br /&gt;The research is aimed at people of both sexes (L.903/77)&lt;br /&gt;Send your resume to selezione(dot)junior(@)planetek(dot)it - 
ref. "Junior Software Engineer"&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;SENIOR SOFTWARE ENGINEER&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Planetek Italia is looking for a SENIOR SOFTWARE ENGINEER, which - as part of projects aimed at developing the company core business – will have to design and guide the implementation of SOA based spatial data infrastructures. The ideal candidate is aged less than 45 years, with an excellent and demonstrated experience - of at least 4 years - in system architecture and integration, a wide knowledge of IT tecnologies and in particular of:&lt;br /&gt;- Object Oriented Programming, preferably in Java development environment;&lt;br /&gt;- Design &amp;amp; Implementation of SOA; &lt;br /&gt;- UML;&lt;br /&gt;- Web tecnologies. &lt;br /&gt;Preferential title will be a previous experience in the field of GIS and/or SDI.
A necessary condition is also the excellent mastery of English.
The profile is completed by seriousness and reliability, excellent analytical and problem solving skills, excellent organizational skills, strong ability to work in teams and for objectives; proactivity.
The contract applied will be aligned with the candidate's profile. &lt;br /&gt;Location of Work: Bari &lt;br /&gt;The research is aimed at people of both sexes (L.903/77) &lt;br /&gt;Send your resume to:
selezione(dot)senior(@)planetek(dot)it 
- ref. "Senior Software Engineer"&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-2457991684872178603?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/-49hnqHqBoQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/-49hnqHqBoQ/opportunita-di-lavoro-in-planetek.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-2AZSCqXQhEE/T3s88mglHGI/AAAAAAAABvw/YDXYyxsyNyw/s72-c/LogoPK+150+dpi.gif" height="72" width="72" /><thr:total>5</thr:total><georss:featurename>Via Massaua, 12, 70132 Bari, Italia</georss:featurename><georss:point>41.13803136115225 16.8440580368042</georss:point><georss:box>41.13728386115225 16.8428240368042 41.138778861152254 16.8452920368042</georss:box><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/04/opportunita-di-lavoro-in-planetek.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-6040365366247319996</guid><pubDate>Wed, 14 Mar 2012 05:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-03-18T19:49:39.123+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><title>INSPIRE: allacciare le cinture di sicurezza...</title><description>...e prepararsi all'atterraggio.&lt;br /&gt;
Oggi si tiene a Roma il workshop organizzato da &lt;a href="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-it/Archivio/Eventi/Documenti/5759_inspire.html" target="_blank"&gt;ISPRA &lt;/a&gt;ed &lt;a href="http://www.amfm.it/" target="_blank"&gt;AMFM &lt;/a&gt;che ho annunciato qualche giorno fa.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://www.amfm.it/doc/Workshop_ISPRA-AMFM_2012_Programma.pdf" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="187" src="http://3.bp.blogspot.com/-r9JjLZV2r9U/T1-y4jZec0I/AAAAAAAABug/Tw7fTgHCoVI/s400/atterraINSPIRE.gif" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;
La segreteria organizzativa, per l'occasione, ha messo a disposizione&amp;nbsp;&amp;nbsp;in un'&lt;a href="http://www.amfm.it/WS_2012-03-14.php" target="_blank"&gt;area dedicata sul sito di AMFM&lt;/a&gt;&amp;nbsp;un discreto numero di documenti tecnici, utili da consultare per poter partecipare in maniera attiva al workshop, che prevede diversi momenti di discussione e confronto durante la giornata. In particolare si possono visionare le bozze di alcune &lt;i&gt;data specifications&lt;/i&gt; (Geologia, Copertura del Suolo, Uso del Suolo, Zone a rischio naturale) che, salvo grossi imprevisti, dovrebbero diventare ufficiali entro l'estate con l'emanazione delle relative &lt;i&gt;implementing rules&lt;/i&gt; da parte della Commissione Europea, ed anche i documenti prodotti dagli Enti che in Italia hanno partecipato al processo di valutazione e test&amp;nbsp;delle &lt;i&gt;data specification&lt;/i&gt; nei mesi scorsi.&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;
(ho già parlato &lt;a href="http://www.massimozotti.it/2011/09/dagli-allegati-ii-e-iii-di-inspire-le.html" target="_blank"&gt;su questo blog&lt;/a&gt; delle data specifications di INSPIRE e delle opportunità che ne derivano)&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;
Da qui puoi seguire la discussione su Twitter con l'hashtag &lt;b&gt;#inspirati&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;script charset="utf-8" src="http://widgets.twimg.com/j/2/widget.js"&gt;
&lt;/script&gt;
&lt;script&gt;
new TWTR.Widget({
  version: 2,
  type: 'search',
  search: '#inspirati lang:it',
  interval: 30000,
  title: 'INSPIRE: prepararsi all\'atterraggio',
  subject: 'Workshop ISPRA-AMFM 14 marzo 2012',
  width: 'auto',
  height: 300,
  theme: {
    shell: {
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      color: '#ffffff'
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    }
  },
  features: {
    scrollbar: false,
    loop: true,
    live: true,
    behavior: 'default'
  }
}).render().start();
&lt;/script&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Aggiornamento post-evento&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;(18 marzo 2012)&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2012/03/TwitterINSPIRE.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2012/03/TwitterINSPIRE.png" width="183" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Mi sembra doveroso segnalare lo straordinario lavoro fatto dal mio amico &lt;a href="https://twitter.com/#%21/pietroblu" target="_blank"&gt;Pietro Blu Giandonato&lt;/a&gt;, apparso sul blog &lt;b&gt;&lt;a href="http://blog.spaziogis.it/2012/03/15/inspirati-da-inspire/" target="_blank"&gt;Tanto&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, che ha saputo raccontare in maniera originale i passaggi salienti del workshop di mercoledì scorso, raccogliendo ed ordinando i tweet e proponendo una selezione delle più rappresentative slide dei relatori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-6040365366247319996?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/kyfWjBBgvvc" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/kyfWjBBgvvc/inspire-allacciare-le-cinture-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-r9JjLZV2r9U/T1-y4jZec0I/AAAAAAAABug/Tw7fTgHCoVI/s72-c/atterraINSPIRE.gif" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Via Vitaliano Brancati, 48, 00144 Roma, Italia</georss:featurename><georss:point>41.8163538 12.4679201</georss:point><georss:box>41.8148743 12.4654526 41.817833300000004 12.4703876</georss:box><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/03/inspire-allacciare-le-cinture-di.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-4910984312119426700</guid><pubDate>Mon, 20 Feb 2012 08:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-21T08:13:58.940+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><title>INSPIRE: prepararsi all’atterraggio</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4x2akOEoBPQ/T0H-Lst0AHI/AAAAAAAABuU/oV8_vXbzUKA/s1600/14marzo.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-4x2akOEoBPQ/T0H-Lst0AHI/AAAAAAAABuU/oV8_vXbzUKA/s1600/14marzo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Organizzato da &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.isprambiente.gov.it/" target="_blank"&gt;ISPRA &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;ed &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.amfm.it/" target="_blank"&gt;AMFM&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, il prossimo 14 marzo si terrà a Roma un workshop dal titolo inequivocabile: "&lt;b&gt;INSPIRE: prepararsi all’atterraggio&lt;/b&gt;".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Brevemente, i temi che saranno affrontati in questo incontro &lt;!--(li trovate tutti sull'&lt;a href="http://dl.dropbox.com/u/997902/Temp/Workshop_INSPIRE_ISPRA-AMFM.pdf" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;invito&lt;/b&gt; in PDF&lt;/a&gt;)--&gt;:&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;
le azioni concrete di interazione con &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/INSPIRE" target="_blank"&gt;INSPIRE&lt;/a&gt;, avvenute o in corso in questo periodo, da parte
di regioni, comuni, ISPRA e altri (partecipazione al testing sui modelli dati e
sull'armonizzazione dei dati, risposte al monitoring...): costruzione di un quadro e
evidenziazione dei problemi incontrati;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;le tappe future, nell'immediato e nei prossimi due anni, essendo previsto entro fine 2014
l’adeguamento dei modelli dati di tutti i nuovi datasets geografici prodotti alle specifiche di
INSPIRE nel frattempo diventate cogenti.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;!--
Oltre ai contenuti, che saranno certamente di alta qualità, la cosa interessante di questo workshop è che ISPRA nell'ospitare l'incontro ha messo a disposizione uno &lt;b&gt;streaming video&lt;/b&gt;. Il workshop si potrà seguire quindi "in diretta", via Web, in tutta Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Atterraggio... o Decollo? &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Credo che questo workshop rappresenti un'opportunità straordinaria per avviare un processo di divulgazione e diffusione di conoscenza, concretizzando tante discussioni fatte negli ultimi mesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.provincia.bz.it/informatica/images/INSPIRE_logo.png" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="194" src="http://www.provincia.bz.it/informatica/images/INSPIRE_logo.png" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Sfruttiamo questa possibilità per organizzare un &lt;b&gt;workshop allargato&lt;/b&gt;, su tutto il territorio nazionale?&lt;br /&gt;
Esistono in Italia, ed io ne conosco tanti, professionisti da un lato ed Enti dall'altro che sono estremamente interessati a promuovere la consapevolezza sul tema INSPIRE. Coinvolgiamoli tutti!!&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Definiamo un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Twitter#Hashtag" target="_blank"&gt;hashtag&lt;/a&gt;;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Troviamo nelle principali città un Ente (Regione, Provincia, Comune, Università...) che metta a disposizione una sala con la rete, un videoproiettore e due casse;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Predisponiamo un &lt;i&gt;hashtag wall&lt;/i&gt;: un altro proiettore, un televisore, un monitor, qualsiasi cosa che proietti &lt;b&gt;il flusso di post&lt;/b&gt; che su twitter ci permetteranno di interagire con i relatori del workshop a Roma, fare domande e ricevere risposte...&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&amp;nbsp;...ma soprattutto: rafforzare ed ingranire un network di persone che già esiste e che dobbiamo soltanto far crescere, facendo incontrare queste persone. &lt;br /&gt;
Allora aiutatemi ad organizzare questo evento. Basta un &lt;i&gt;&lt;b&gt;moderatore &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;per ciascuna sala, che gestisca la connessione audio/video e l'interazione con chi, a Roma, raccoglierà i contributi dalla rete in tempo reale (posso essere io o qualcun altro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I colleghi/amici che vogliono fare da moderatore &lt;b&gt;diano la loro disponibilità&lt;/b&gt; su questa bacheca, indicando anche l'eventuale disponibilità di una sala. Al tempo stesso, chi ha una sala (colleghi delle Regioni, delle Province?) e vuole ospitare un collegamento "locale" con il workshop ma ha bisogno di trovare una persona competente, in grado di governare l'incontro e supportare i partecipanti a livello locale (per comprendere le questioni di base, fornire i primi chiarimenti ecc.) me lo segnali e mi preoccuperò io di incrociare domanda e offerta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partiamo? Suggerite l'hashtag. Breve ma efficace, mi raccomando.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito trovate l'invito al Workshop.
&lt;a href="http://www.scribd.com/doc/82163235/Workshop-Inspire-Ispra-Amfm" style="-x-system-font: none; display: block; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-size-adjust: none; font-size: 14px; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; margin: 12px auto 6px auto; text-decoration: underline;" title="View Workshop Inspire Ispra-Amfm on Scribd"&gt;Workshop Inspire Ispra-Amfm&lt;/a&gt;&lt;iframe class="scribd_iframe_embed" data-aspect-ratio="0.706697459584296" data-auto-height="true" frameborder="0" height="600" id="doc_9272" scrolling="no" src="http://www.scribd.com/embeds/82163235/content?start_page=1&amp;amp;view_mode=list&amp;amp;access_key=key-7k07zv7057p0eyk9v4p" width="100%"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;
(function() { var scribd = document.createElement("script"); scribd.type = "text/javascript"; scribd.async = true; scribd.src = "http://www.scribd.com/javascripts/embed_code/inject.js"; var s = document.getElementsByTagName("script")[0]; s.parentNode.insertBefore(scribd, s); })();
&lt;/script&gt; --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-4910984312119426700?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/Ahd6c4THCWk" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/Ahd6c4THCWk/inspire-prepararsi-allatterraggio.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-4x2akOEoBPQ/T0H-Lst0AHI/AAAAAAAABuU/oV8_vXbzUKA/s72-c/14marzo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>5</thr:total><georss:featurename>Via Vitaliano Brancati, 48, 00144 Roma, Italia</georss:featurename><georss:point>41.8163538 12.4679201</georss:point><georss:box>41.8148743 12.4654526 41.817833300000004 12.4703876</georss:box><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/02/inspire-prepararsi-allatterraggio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-4321807612530208325</guid><pubDate>Thu, 09 Feb 2012 03:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-09T04:00:03.832+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">OGC</category><title>Cos'è l'OGC, in 2 minuti</title><description>Uomini e donne di diverse nazionalità che ci raccontano cos'è l'&lt;a href="http://www.opengeospatial.org/" target="_blank"&gt;Open Geospatial Consortium&lt;/a&gt;, e lo fanno spiegandolo quasi parola per parola in questo video.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;center&gt;  

&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="233" src="http://www.youtube.com/embed/bfkCdir-yO8" width="400"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;
Bella la definizione iniziale dell'OGC, che non riesco a tradurre in italiano:  &lt;i&gt;peolpe working together to help computers communicate about &lt;b&gt;where&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tanto per ricordarci che se i computer oggi ci aiutano a fare tante cose, è perché dietro c'è il lavoro di tante &lt;i&gt;persone&lt;/i&gt; che hanno spiegato a quei computer come rendersi utili.
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-4321807612530208325?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/fTsE4A0cViw" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/fTsE4A0cViw/cose-logc-in-2-minuti.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/bfkCdir-yO8/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><georss:featurename>Via Massaua, 12, 70132 Bari, Italia</georss:featurename><georss:point>41.13791015841805 16.844916343688965</georss:point><georss:box>41.13641515841805 16.842448843688963 41.13940515841805 16.847383843688966</georss:box><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/02/cose-logc-in-2-minuti.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-7756624485771504091</guid><pubDate>Wed, 25 Jan 2012 22:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-25T23:24:05.210+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><title>Analisi SWOT di un Geoportale</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0b/SWOT_en.svg/320px-SWOT_en.svg.png" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/0/0b/SWOT_en.svg/320px-SWOT_en.svg.png" width="283" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Nel corso del mio lavoro, sempre tanto vario e movimentato, mi sono imbattuto recentemente nella necessità di supportare un cliente nelle attività di promozione e lancio del proprio geoportale.&lt;br /&gt;
Le persone che dovevano occuparsi del piano di comunicazione del geoportale stesso ci hanno chiesto di aiutarli a farne l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_SWOT" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;analisi SWOT&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, e così ci siamo dedicati a questo curioso esercizio.&lt;br /&gt;
Per chi non ha dimestichezza con questo strumento, che è da sempre un utile supporto all'avvio di una qualsiasi attività, faccio un esempio facile facile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mettiamo che il mio amico &lt;a href="http://www.planetek.it/azienda/team/mauro_casaburi" target="_blank"&gt;Mauro &lt;/a&gt;voglia uscire con una bella ragazza: per raggiungere il suo obiettivo, come chiunque altro, pur inconsciamente, farà un'analisi SWOT.&lt;br /&gt;
Innanzitutto metterà in fila i suoi punti di forza e di debolezza: è gentile, prestante, e fa ridere (tralasciamo il perché); tuttavia è anche stempiato, è un ingegnere e veste male. Questi sono fattori su cui Mauro ha il controllo, e sono fattori &lt;i&gt;interni &lt;/i&gt;su cui può far leva per conquistare la tipa: enfatizzare i suoi punti di forza, e cercare di ridurre al minimo le debolezze (con un bel cappello, un po' di pragmatismo in meno ed un po' di cura in più nell'abbigliamento. Basterà?).&lt;br /&gt;
Vediamo poi le opportunità e le minacce: questi sono fattori &lt;i&gt;esterni&lt;/i&gt;, su cui non si può avere controllo, ma che non bisogna sottovalutare: la tipa è single, stasera non dovrebbe avere impegni e le previsioni dicono che non pioverà; c'è il rischio tuttavia che lo sciopero dei benzinai lasci questa bella ragazza a piedi, o che il suo vicino decida di esercitarsi alla batteria per tutto il pomeriggio causandole una terribile emicrania, o addirittura che Mauro non riesca a recuperare in tempo la macchina che ha lasciato dal meccanico.&lt;br /&gt;
L'analisi SWOT ci suggerisce di trasformare tutte queste minacce in opportunità: Mauro dovrà quindi chiamare il meccanico per tempo, per assicurarsi di ottenere la macchina entro quel pomeriggio; potrà quindi dimostrare tutta la sua galanteria andando a prendere la ragazza al lavoro ed offrendole un bell'aperitivo che sortirà un duplice risultato: la sottrarrà al tormento del vicino importuno e darà a Mauro l'opportunità, finalmente, di giocarsi le sue carte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Mauro, non ci deludere)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatta questa premessa, vogliamo provare a vedere cosa è venuto fuori dalla nostra analisi SWOT, applicata stavolta ad un bel portale geografico?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;center&gt;
&lt;table bgcolor="#FFFFC0"&gt;
 &lt;tbody align="center"&gt;
&lt;tr style="color: #990000;"&gt;
&lt;td colspan="2"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Analisi SWOT di un Geoportale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/punti-di-forza-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Punti di Forza&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/i-punti-di-debolezza-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Punti di Debolezza&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/le-opportunita-per-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Opportunità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/le-minacce-per-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Minacce&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-7756624485771504091?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/rhM0ShP2YSY" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/rhM0ShP2YSY/analisi-swot-di-un-geoportale.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/01/analisi-swot-di-un-geoportale.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-4285197267262203114</guid><pubDate>Wed, 25 Jan 2012 22:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-25T23:19:30.373+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><title>Punti di forza di un Geoportale</title><description>Partiamo quindi con la nostra &lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/analisi-swot-di-un-geoportale.html"&gt;Analisi SWOT di un Geoportale&lt;/a&gt; analizzando i più comuni &lt;b&gt;punti di forza&lt;/b&gt; di tali sistemi.&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Gli utenti riconoscono ed apprezzano immediatamante la ricchezza di 
 contenuti, non solo di carattere geospaziale, offerti dal GeoPortale.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L'accuratezza  dei dati pubblicati, in confronto a sistemi terzi 
(Google ed altri),  aumenta l'affidabilità e rende preferibile l'uso del
 GeoPortale da parte  del cittadino.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;La possibilità di mettere a disposizione  interfacce di 
consultazione, funzionalità e dati in maniera  diversificata per gli 
utenti in base ai loro dati di accesso permette di  segmentare l'utenza e
 soddisfare in maniera puntuale le esigenze di  specifiche categorie di 
utilizzatori del Geoportale.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L'integrazione  del GeoPortale con il sistema di autenticazione già 
in uso presso l'Ente o mediante gli  stessi account che gli utenti 
utilizzano sui più diffusi social network  (Facebook, Google ecc.) 
semplifica l'accesso alle funzionalità avanzate  del sistema, fidelizza 
gli utenti ed favorisce la popolarità del  sistema.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;La facilità di consultazione delle mappe e la  qualità dei risultati
 delle ricerche fanno si che l'utente sia  invogliato a tornare a 
visitare il sito ed utilizzarlo.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;La  possibilità di scaricare i dati, la chiarezza delle regole sulle
  licenze d'uso o sui costi rendono attendibile il servizio offerto e ne
  favoriscono la popolarità.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L'interoperabilità del sistema:&lt;br /&gt;
a) rende fruibili in sistemi di terzi i dati ed i servizi erogati dal Geoportale;&lt;br /&gt;
b) rende usabili nel Geoportale dati e servizi di terzi che così  
possono trovare nel GeoPortale una piattaforma di riferimento per  
l'utilizzo di informazioni geografiche.&lt;br /&gt;
 &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Ci sono altri punti di forza che normalmente andrebbero valorizzati?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;center&gt;
&lt;table bgcolor="#FFFFC0"&gt;
 &lt;tbody align="center"&gt;
&lt;tr style="color: #990000;"&gt;
&lt;td colspan="2"&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/analisi-swot-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Analisi SWOT di un Geoportale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Punti di Forza&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/i-punti-di-debolezza-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Punti di Debolezza&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/le-opportunita-per-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Opportunità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/le-minacce-per-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Minacce&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-4285197267262203114?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/hD9VIM9cxmo" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/hD9VIM9cxmo/punti-di-forza-di-un-geoportale.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/01/punti-di-forza-di-un-geoportale.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-4164947497317260359</guid><pubDate>Wed, 25 Jan 2012 22:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-25T23:17:54.582+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><title>I punti di debolezza di un Geoportale</title><description>Vediamo adesso, proseguendo la nostra &lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/analisi-swot-di-un-geoportale.html"&gt;Analisi SWOT di un Geoportale&lt;/a&gt;, quali sono i &lt;b&gt;punti di debolezza&lt;/b&gt; e le aree critiche su cui bisogna intervenire per assicurarne il successo.&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Alcune funzionalità del GeoPortale sono molto specialistiche e settoriali e possono disorientare l'utente.&lt;br /&gt;
Occorrerà quindi monitorare nel tempo le modalità d'uso del geoportale  
da parte dei diversi profili d'utenza per soddisfare in maniera più  
puntuale possibile le differenti esigenze e creando diverse modalità di 
 accesso ai dati o ai servizi erogati dal GeoPortale.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Le prestazioni del GeoPortale possono dipendere da quelle di data provider esterni.&lt;br /&gt;
Sarà quindi opportuno verificare periodicamente i report relativi alle  
prestazioni dei servizi e dati erogati da provider esterni, per porre in
  essere tutte le azioni necessarie ad evitare che tali inefficienze  
possano pregiudicare l'affidabilità del GeoPortale stesso.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Per  quanto sofisticati siano gli strumenti di ricerca messi a 
disposizione  dal GeoPortale, non tutti gli utenti potrebbero riuscire a
 trovare ciò  che cercano.&lt;br /&gt;
Per ridurre al minimo queste occorrenze è importante da  un lato 
monitorare i risultati delle ricerche effettuati dagli utenti  con 
l'obiettivo di ridurre al minimo i risultati nulli, e dall'altro  
rendere quanto più prossima al modo di pensare degli utenti la ricerca  
dei dati disponibili, ad esempio sfruttando le &lt;a href="http://www.blogger.com/href=%22http://it.wikipedia.org/wiki/Ontologia_%28informatica%29" target="_blank"&gt;ontologie&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;In  assenza di ulteriori stimoli, l'esperienza di consultazione del 
 Geoportale potrebbe limitarsi a visite saltuarie o isolate per 
l'utente,  che una volta trovato (o non trovato) ciò che cerca, 
abbandona il sito  web e non vi fa più ritorno.&lt;br /&gt;
Per aumentare la visibilità dei dati e  servizi offerti il Geoportale 
potrebbe proporre altri dati/servizi  potenzialmente di interesse (es.:&amp;nbsp;
 "chi ha consultato questa mappa ha  anche visto questi altri 
layers/servizi/dati.....") come fanno i portali di commercio elettronico
 o quelli che effettuano analisi comparative tra  prezzi di vendita.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Su un sistema innovativo come il  GeoPortale l'utente potrebbe 
aspettarsi di trovare servizi orientati  alla costruzione delle città 
intelligenti (&lt;i&gt;smart cities&lt;/i&gt;), che privilegino la sostenibilità, il sistema dei trasporti e la trasparenza nella governance. 
Per non disilludere tali attese sarà importante integrare sempre di più 
 servizi che privilegino la gestione intelligente dell'energia,  
dell'acqua e dei trasporti, e che rendano trasparenti le politiche di  
governo del territorio.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Ci sono altri possibili punti di debolezza che andrebbero affrontati e risolti? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;center&gt;
&lt;table bgcolor="#FFFFC0"&gt;
 &lt;tbody align="center"&gt;
&lt;tr style="color: #990000;"&gt;
&lt;td colspan="2"&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/analisi-swot-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Analisi SWOT di un Geoportale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/punti-di-forza-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Punti di Forza&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Punti di Debolezza
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/le-opportunita-per-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Opportunità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/le-minacce-per-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Minacce&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-4164947497317260359?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/7IkwvJgSrNk" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/7IkwvJgSrNk/i-punti-di-debolezza-di-un-geoportale.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/01/i-punti-di-debolezza-di-un-geoportale.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-6515681705234411910</guid><pubDate>Wed, 25 Jan 2012 22:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-25T23:17:10.266+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><title>Le opportunità per un Geoportale</title><description>Proseguiamo la nostra &lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/analisi-swot-di-un-geoportale.html"&gt;Analisi SWOT applicata ad un Geoportale&lt;/a&gt;, analizzando le attuali &lt;b&gt;opportunità &lt;/b&gt;ed i fattori esterni che possono favorire il successo di una simile iniziativa.&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Il proliferare di applicazioni web basate su mappe, come Google  
Maps e Bing Maps di Microsoft ha dimostrato le opportunità che  
scaturiscono dalla geolocalizzazione: ogni informazione, se collocata  
nello spazio geografico, può essere arricchita con nuove informazioni  
intrinseche nella sua localizzazione e nella relazione con gli altri  
oggetti che si trovano nelle sue vicinanze.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Il Geoportale può &lt;b&gt;favorire la conoscenza del territorio&lt;/b&gt;,  
consolidando il ruolo degli Enti locali come principali “costruttori”  
dei dati e delle informazioni secondo gli standard riconosciuti.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;La &lt;b&gt;diffusione e l'uso degli OpenData&lt;/b&gt;
  può contribuire allo sviluppo economico ed industriale del territorio 
 sollecitando le imprese innovative a  sviluppare servizi ed 
applicazioni che facciano uso dei dati pubblici  pubblicati dal 
Geoportale.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Rappresentando un punto unico d'accesso,  il 
GeoPortale migliora il flusso delle informazioni che la precedente  
frammentazione e dispersione non ha favorito.&lt;br /&gt;
La diffusione di dati e  servizi effettuata tramite il GeoPortale 
aumenta inoltre la conoscenza e  la condivisione delle informazioni 
necessarie alle attività  istituzionali all'interno delle PA&amp;nbsp;, 
permettendo così di limitare i  costi per l’acquisizione e l’uso di dati
 e servizi già esistenti, e di  razionalizzare i servizi erogati.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Il GeoPortale  rappresenta un eccellente mezzo di promozione delle 
risorse di tipo  territoriale, paesistico, ambientale ed energetico 
dell'area territoriale di riferimento, riuscendo così ad attrarre gli 
investimenti sul territorio ed aumentare la  competitività dell'area 
stessa in termini di marketing territoriale.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Ci sono altri fattori che non abbiamo preso in considerazione? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;center&gt;
&lt;table bgcolor="#FFFFC0"&gt;
 &lt;tbody align="center"&gt;
&lt;tr style="color: #990000;"&gt;
&lt;td colspan="2"&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/analisi-swot-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Analisi SWOT di un Geoportale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/punti-di-forza-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Punti di Forza&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/i-punti-di-debolezza-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Punti di Debolezza&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Opportunità
&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/le-minacce-per-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Minacce&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-6515681705234411910?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/n_0WhjyTI48" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/n_0WhjyTI48/le-opportunita-per-un-geoportale.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/01/le-opportunita-per-un-geoportale.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-7620302725453373373</guid><pubDate>Wed, 25 Jan 2012 22:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-25T23:16:11.540+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><title>Le minacce per un Geoportale</title><description>Completiamo la nostra &lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/analisi-swot-di-un-geoportale.html" target="_blank"&gt;Analisi SWOT&lt;/a&gt; andando a vedere quali sono i fattori di mercato o sociali che possono minacciare il successo di un Geoportale.&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Le risorse geografiche disponibili sul Geoportale rischiano di non 
avere la stessa visibilità di altri strumenti più  grezzi (Google Maps, 
Bing Maps) e tuttavia maggiormente integrati con le  piattaforme Sociali
 predisposte dagli stessi provider. La diffusione di  applicazioni e 
nuove fonti informative che si basano sui dati e servizi  messi a 
disposizione dal GeoPortale possono riuscire a colmare questo  gap.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;La visibilità e l'accettazione del Geoportale da  parte dei 
cittadini può essere inficiata dall'uso sempre più diffuso di  
piattaforme "globali" come le Maps di Google e Bing (Microsoft) che  
tuttavia hanno lo svantaggio di non garantire l'accuratezza e  
l'aggiornamento che invece dovrebbero essere assicurate dall'ente di 
riferimento. Se  il cittadino riesce ad apprezzare questo aspetto il 
Geoportale può  diventare il punto di riferimento per la conoscenza 
geo-localizzata  degli utenti.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Esiste il pericolo che le piattaforme "globali" di cui sopra possono essere viste come un nemico da combattere. 
Il Geoportale deve invece avere un chiaro posizionamento sul mercato,  
non fare la guerra ai vari Google ma diventarne un servizio  
complementare, promuovendo alleanze con questi soggetti e l'interscambio
  di dati e servizi.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;E' richiesto un grosso sforzo da  parte del
 gestore del Geoportale per assicurare il continuo  aggiornamento della 
banche dati pubblicate dallo stesso e garantire  l'efficienza del 
sistema, al fine di rafforzare il rapporto di fiducia  con il cittadino.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L'evoluzione tecnologica che sta  portando alla diffusione di 
terminali mobili (tablet, smartphones ecc.)  può minacciare il ritorno 
sugli investimenti fatti con il geoportale se  la sua tecnologia non 
viene adeguata velocemente alla fruizione mediante  questi nuovi client.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Altri soggetti potrebbero  sviluppare applicazioni verticali, basate
 sugli stessi dati forniti  dagli stessi data provider del geoportale, 
offrendo funzionalità  appetibili agli utenti e "scippando" così utenza 
al GeoPortale (ad  esempio un portale del turismo?).&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Altri soggetti potrebbero erogare servizi per le &lt;i&gt;smart cities &lt;/i&gt;sfruttando basi informative messe a disposizione dalle PA e non valorizzate in modo appropriato dal Geoportale.&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;La  comunicazione orientata agli utenti della PA ha finalità diverse
 ed usa  canali diversi da quella destinata al cittadino, ai 
professionisti ed  alle imprese. E' importante prevedere a livello 
organizzativi figure  diverse per il responsabile della promozione 
interna alla PA e per  quella esterna, con ruoli ben distinti e ben 
definiti ma coordinati tra  loro.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Ci sono altri fattori che non abbiamo preso in considerazione?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;center&gt;
&lt;table bgcolor="#FFFFC0"&gt;
 &lt;tbody align="center"&gt;
&lt;tr style="color: #990000;"&gt;
&lt;td colspan="2"&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/analisi-swot-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Analisi SWOT di un Geoportale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/punti-di-forza-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Punti di Forza&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/i-punti-di-debolezza-di-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Punti di Debolezza&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://www.massimozotti.it/2012/01/le-opportunita-per-un-geoportale.html"&gt;&lt;b&gt;Opportunità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;Minacce
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-7620302725453373373?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/ACqbYVjb8gg" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/ACqbYVjb8gg/le-minacce-per-un-geoportale.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/01/le-minacce-per-un-geoportale.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-816495209350835902</guid><pubDate>Mon, 02 Jan 2012 14:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-02T15:28:18.192+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">crowdsourcing</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione</category><title>Dalla Puglia, il mio GeoRSS per Planet GIS Italia</title><description>L'avevo scritto nel mio racconto di Natale che questo 2012 sarebbe stato un anno entusiasmante per noi che operiamo in questo campo, ed ecco che puntuale da ieri sbuca fuori una bella novità: &lt;a href="http://www.planetgis.it/" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;Planet GIS Italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.planetgis.it/" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="58" src="http://blog.spaziogis.it/wp-content/uploads//2011/12/pgi-1.png" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;E non una novità qualsiasi: questo aggregatore di news si posiziona da oggi, secondo me, come il punto di riferimento per la notizie geografiche italiane.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Siccome la descrizione di &lt;a href="http://blog.spaziogis.it/2011/12/31/auguri-da-un-nuovo-pianeta/" target="_blank"&gt;Andrea sul blog &lt;b&gt;TANTO&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; non mi ha convinto per niente :) provo a spiegare di che si tratta a parole mie, come se dovessi farlo capire a mia nonna: &lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Planet GIS Italia&lt;/b&gt; è un sito web che raccoglie in tempo reale &lt;b&gt;tutte le notizie e le novità&lt;/b&gt; prodotte in Italia e che riguardano &lt;b&gt;la geomatica, i GIS e la geografia&lt;/b&gt;, e le &lt;b&gt;posiziona geograficamente&lt;/b&gt; su una mappa: o in base alla loro provenienza, oppure "leggendo" le informazioni geografiche contenute nella notizia stessa. &amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Siccome un esempio vale più di mille parole, vediamo come funziona: questo che segue è un estratto delle ultime notizie "geospaziali" recensite da Planet GIS Italia e lette dai diversi &lt;i&gt;blog &lt;/i&gt;o siti di divulgazione italiani (incredibilmente c'è pure il mio):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 20px; width: 300px;"&gt;
&lt;div style="background-color: #333333; font-weight: bold; padding: 0px 5px;"&gt;
&lt;div style="color: white; font-size: 14px; line-height: 25px;"&gt;
&lt;a class="active" href="http://planetgis.it/feeds" style="color: white; text-decoration: none;"&gt;Ultimi post&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="color: #cccccc; font-size: 11px;"&gt;
from Planet GIS ITALIA&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;script type="text/javascript"&gt;
widgetContext = { "url": "http://planetgis.it/widget/feeds", "width": 300, "height": 300, "widgetid": "web_widget_iframe_ca43fa708e70bdca2911274ad0f38056" };
&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div id="web_widget_iframe_ca43fa708e70bdca2911274ad0f38056"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;script src="http://planetgis.it/profiles/managingnews/modules/contrib/web_widgets/iframe/web_widgets_iframe.js"&gt;
&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="font-size: 10px;"&gt;
More news from &lt;a href="http://planetgis.it/"&gt;Planet GIS ITALIA&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
...e su questa mappa vediamo come le stesse informazioni sono distribuite spazialmente:&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 20px; width: 300px;"&gt;
&lt;div style="background-color: #333333; font-weight: bold; padding: 0px 5px;"&gt;
&lt;div style="color: white; font-size: 14px; line-height: 25px;"&gt;
&lt;a class="active" href="http://planetgis.it/feeds?display=views-mode-map" style="color: white; text-decoration: none;"&gt;Ultimi post&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="color: #cccccc; font-size: 11px;"&gt;
from Planet GIS ITALIA&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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widgetContext = { "url": "http://planetgis.it/widget/map/feeds", "width": 300, "height": 225, "widgetid": "web_widget_iframe_a282b339738ea82258d81be8f1c0fda5" };
&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div id="web_widget_iframe_a282b339738ea82258d81be8f1c0fda5"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;script src="http://planetgis.it/profiles/managingnews/modules/contrib/web_widgets/iframe/web_widgets_iframe.js"&gt;
&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="font-size: 10px;"&gt;
More news from &lt;a href="http://planetgis.it/"&gt;Planet GIS ITALIA&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Interessante, no? &lt;br /&gt;
Una cosa che mi è piaciuta molto è la possibilità di scaricare un &lt;b&gt;&lt;a href="http://planetgis.it/kml/all/planetgisitalia.kml" target="_blank"&gt;KML dinamico&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; che permette di visualizzare la distribuzione geografica delle notizie in Google Earth o in un qualsiasi GIS. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci sono ovviamente una serie di implicazioni tecnologiche, nella modalità di produzione delle informazioni da parte di chi espone di feed RSS, che meritano d'essere approfondite e che certamente saranno da stimolo anche per noi di Planetek Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Beh, gli amici di Tanto apprezzeranno sicuramente questo mio primo omaggio a Planet GIS Italia, sotto forma di post che contiene due riferimenti geografici nel titolo ed uno nel feed RSS...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bel lavoro ragazzi! Avanti così.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-816495209350835902?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/QOEvzclclq8" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/QOEvzclclq8/dalla-puglia-il-mio-georss-per-planet.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Via Massaua, 12, 70132 Bari, Italia</georss:featurename><georss:point>41.13791015841805 16.844916343688965</georss:point><georss:box>41.134920658418054 16.839980843688966 41.14089965841805 16.849851843688963</georss:box><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2012/01/dalla-puglia-il-mio-georss-per-planet.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-3237677447079591939</guid><pubDate>Thu, 22 Dec 2011 19:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-23T13:48:14.406+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Planetek</category><title>Auguri ed un racconto di Natale</title><description>Chi mi segue sa che ogni tanto (ma davvero ogni tanto) scrivo non solo su questo blog, ma anche su quello di Planetek Italia. Tanto per fare qualcosa di diverso, su quell'altro blog ho iniziato a scrivere come raccontando delle storie. Questa cosa è piaciuta molto al mio amico &lt;a href="http://twitter.com/aborruso" target="_blank"&gt;Andrea&lt;/a&gt;, ed allora ho continuato così.&lt;br /&gt;
Quest'anno poi mi andava di cambiare (che novità) rispetto alle cartoline o ai video di auguri, ed allora mi sono inventato una storiella tra due strani Babbi Natale che parlano di geomatica. La trovate qua:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://blog.planetek.it/files/2011/12/babbinatale.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="85" src="http://blog.planetek.it/files/2011/12/babbinatale.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;
&lt;a href="http://blog.planetek.it/2011/12/22/racconto-di-natale/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b style="font-family: Georgia,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Racconto di Natale &amp;nbsp; &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un'ultima cosa: la storia della ricercatrice, di cui si parla verso la fine del racconto, è vera, ed è stata realmente una delle cose più belle che mi siano capitate nell'ultimo mese. Mi andava proprio di raccontarla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tanti cari auguri di Buone Feste e Buon 2012 a tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Massimo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-3237677447079591939?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/exDyw0X1Tqo" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/exDyw0X1Tqo/auguri-ed-un-racconto-di-natale.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/12/auguri-ed-un-racconto-di-natale.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-7935673226056066640</guid><pubDate>Thu, 24 Nov 2011 12:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-24T14:44:23.288+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Planetek</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">OSS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">GeoXperience</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Radar</category><title>L'uso del software libero nei progetti complessi</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://img.scoop.it/WP4-hygVZ2_0x1y9f1xYPDl72eJkfbmt4t8yenImKBU8NzMXDbey6A_oozMjJETc" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://img.scoop.it/WP4-hygVZ2_0x1y9f1xYPDl72eJkfbmt4t8yenImKBU8NzMXDbey6A_oozMjJETc" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
E' iniziata la quarta conferenza italiana sul software geografico e sui dati geografici liberi. Il &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.gfoss.it/drupal/gfossday2011" target="_blank"&gt;GFOSS Day 2011&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;anche quest'anno si pone l'obiettivo di evidenziare lo stato dell'arte del software geografico libero ed Open Source e della condivisione dei dati geografici in Italia, ponendo particolare attenzione ai progetti e alle applicazioni nel campo delle pubbliche amministrazioni e delle aziende.&lt;br /&gt;
I partecipanti a questo genere di evento sono i più vari, perché ci sono i sostenitori del software libero più estremisti (noi li chiamiamo &lt;i&gt;i talebani&lt;/i&gt;) e quelli più moderati, che di fronte a progetti complessi si sforziano di trovare il giusto compromesso tra le tante soluzioni disponibili sul mercato, siano essere proprietarie o open source.&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-oooi7qYdtPs/Ts5Hw2UaAuI/AAAAAAAABoc/PfmAzNkoSX4/s1600/cristoforo.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-oooi7qYdtPs/Ts5Hw2UaAuI/AAAAAAAABoc/PfmAzNkoSX4/s200/cristoforo.jpg" width="168" /&gt;&lt;/a&gt;Questo tema è accennato nell'ultimo numero del nostro &lt;a href="http://www.scribd.com/embeds/72066542/content?start_page=5" target="_blank"&gt;magazine GeoXperience&lt;/a&gt; e sarà sviluppato domani pomeriggio da &lt;a href="http://www.planetek.it/azienda/team/cristoforo_abbattista" target="_blank"&gt;Cristoforo Abbattista&lt;/a&gt; nel corso del suo interventi.&lt;br /&gt;
L'altra sera commentavamo assieme i contenuti della sua presentazione di domani, che racconta quali tecnologie abbiamo utilizzato in tre grandi progetti come il &lt;a href="http://www.planetek.it/progetti/planetary_radar_operation_center" target="_blank"&gt;Planetary Radar Observation Center&lt;/a&gt; (in pratica l'infrastruttura dei dati di Marte, per l'ASI), il &lt;a href="http://www.planetek.it/progetti/geoportale_inspire" target="_blank"&gt;Geoportale di INSPIRE&lt;/a&gt; e quello della &lt;a href="http://www.planetek.it/progetti/geoportale_regione_emilia_romagna" target="_blank"&gt;Regione Emilia-Romagna&lt;/a&gt;. E con Cristoforo si diceva che ormai l'&lt;i&gt;open source&lt;/i&gt; offre tantissime soluzioni estremamente utili e&amp;nbsp;preformanti, ed al tempo stesso ce ne sono ancora altre che invece nascondono punti deboli inaspettati. Al punto che a volte viene da chiedersi se qualcun altro l'abbia mai usato in un caso reale.&lt;br /&gt;
Ad esempio, mi raccontava Cristoforo, Geoserver per fare il GetFeatureInfo fa due query a PostGIS: con la prima scopre quante &lt;i&gt;feature&lt;/i&gt; sono interessate alla query spaziale, e con la seconda si fa restituire tutte le coordinate che compongono le &lt;i&gt;feature&lt;/i&gt;. In questo modo il 99% delle informazioni estratte da Geoserver è inutile! Oppure un altro problema che abbiamo dovuto affrontare è l’assurda gestione delle linee e poligoni che oltrepassano la linea di cambiamento di data.&amp;nbsp;Insomma c'è sempre tanto di cui discutere e tanto lavoro da fare.&lt;br /&gt;
Tutto ciò, accoppiato al crescente interesse delle Pubbliche Amministrazioni italiane rispetto alla liberalizzazione dei dati (non solo geografici), apre una marea di opportunità per i professionisti e le aziende che operano nel settore dell'informazione geografica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il GFOSS Day si può seguire in &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.media.unifg.it/gfoss/" target="_blank"&gt;streaming video&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; sul canale messo a disposizione dall'Università di Foggia che ospita l'evento, oppure su Twitter con l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Twitter#Hashtag"&gt;hashtag&lt;/a&gt; &lt;a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23GFOSSDAY11"&gt;&lt;b&gt;#GFOSSDAY11&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;/script&gt;
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&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-7935673226056066640?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/r8PGpd_Hrb4" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/r8PGpd_Hrb4/luso-del-software-libero-nei-progetti.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-oooi7qYdtPs/Ts5Hw2UaAuI/AAAAAAAABoc/PfmAzNkoSX4/s72-c/cristoforo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Via Arpi, 155, 71121 Foggia FG, Italia</georss:featurename><georss:point>41.4623995 15.5394701</georss:point><georss:box>41.46091199999999 15.537002600000001 41.463887 15.5419376</georss:box><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/11/luso-del-software-libero-nei-progetti.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-6273589167368280727</guid><pubDate>Wed, 16 Nov 2011 22:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-17T00:10:55.423+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione</category><title>Che sta succedendo ad ASITA</title><description>La prossima settimana, a bocce ferme, proverò a raccontare com'è andata questa &lt;a href="http://www.asita.it/" target="_blank"&gt;conferenza &lt;/a&gt;che sta procedendo tra luci ed ombre.&lt;br /&gt;
Nel frattempo, a chi non fosse riuscito a raggiungere Colorno per colpa 
della nebbia, dello sciopero dei treni o dei tagli di bilancio, potrà 
far piacere sfruttare le moderne tecnologie per seguire le discussioni in corso tra i partecipanti o le diverse sessioni della conferenza. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;ASITA in diretta...&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Anche chi non è iscritto a Twitter può seguire da questa pagina il flusso dei &lt;i&gt;tweet &lt;/i&gt;che alcuni partecipanti alla conferenza stanno postando con l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Twitter#Hashtag" target="_blank"&gt;hashtag&lt;/a&gt; &lt;a href="http://twitter.com/#%21/search/asita11" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;#asita11&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.

&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;/script&gt;
&lt;script&gt;
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  subject: 'In diretta da Colorno, i tweet della conferenza ASITA 2011',
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  }
}).render().start();
&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;...o in differita &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Tra le novità di quest'annno, c'è la possibilità di rivivere i momenti più importanti e di seguire le presentazioni più significative &lt;a href="http://www.youtube.com/user/ASITAVIDEO2011" target="_blank"&gt;su Youtube con un canale video dedicato&lt;/a&gt;. Questo ad esempio è il video della sessione plenaria inaugurale di martedì mattina.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="233" src="http://www.youtube.com/embed/VIF1-f1bWck" width="400"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-6273589167368280727?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/4-GrGOUWdnM" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/4-GrGOUWdnM/che-sta-succedendo-ad-asita.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://img.youtube.com/vi/VIF1-f1bWck/default.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/11/che-sta-succedendo-ad-asita.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-5048439902830396289</guid><pubDate>Mon, 14 Nov 2011 18:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-12T12:44:23.068+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">GMES</category><title>Verso il CORINE Land Cover 2012</title><description>L'anno prossimo, nell'ambito del programma &lt;a href="http://www.gmes-geoland.info/" target="_blank"&gt;GMES&lt;/a&gt;, verrà realizzata una copertura di dati satellitari ad alta risoluzione (attenzione: alta, non altissima) su tutto il territorio europeo, chiamata &lt;i&gt;Image 2012&lt;/i&gt;. Questa copertura omogenea sarà utilizzata per tirarne fuori una serie di informazioni estremamente importanti, ed in particolare i &lt;i&gt;layer&lt;/i&gt; relativi ad &lt;b&gt;aree artificiali impermeabili&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;corpi idrici&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;aree umide&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;aree agricole&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;foreste. &lt;/b&gt;Queste attività saranno realizzate nell'ambito del progetto &lt;a href="http://www.planetek.it/ita/progetti/geoland2" target="_blank"&gt;Geoland2&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.planetek.it/var/plain_site/storage/images/news_eventi/tutti_gli_eventi/2011/novembre/geoland2_workshop/1736562-1-ita-IT/geoland2_workshop_header.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.planetek.it/var/plain_site/storage/images/news_eventi/tutti_gli_eventi/2011/novembre/geoland2_workshop/1736562-1-ita-IT/geoland2_workshop_header.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;E'&amp;nbsp; facile comprendere quanto sarà importante ottenere un aggiornamento ad alta risoluzione relativamente a questi tematismi: basti pensare alle aree artificiali impermeabili ed al loro impatto sul dissesto idrogeologico ed in senso lato sul consumo di suolo. &lt;br /&gt;
Questi layer hanno anche un'altra importanza strategica in ambito GMES, perché saranno utilizzati come dato di input, assieme ai dati Image 2012, per aggiornare la carta di copertura del suolo &lt;b&gt;CORINE Land Cover 2012&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per saperne di più, e capire come queste attività si inquadrano nel contesto più ampio del programma GMES, consiglio di leggere l'&lt;a href="http://www.scribd.com/embeds/72066542/content?start_page=12" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;articolo &lt;/b&gt;&lt;/a&gt;che abbiamo pubblicato sull'ultimo numero del &lt;a href="http://www.planetek.it/news_eventi/geoxperience_magazine" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;GeoXperience&lt;/b&gt;, il magazine semestrale di Planetek Italia&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;
Mercoledì pomeriggio a Colorno, nell'ambito della conferenza Asita, si terrà inoltre un &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.planetek.it/news_eventi/tutti_gli_eventi/2011/novembre/geoland2_workshop" target="_blank"&gt;workshop gratuito&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;su questo tema, con gli importanti interventi dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, di ISPRA e della Regione Veneto:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ul class="elenco-puntato"&gt;
&lt;li&gt;
&lt;b&gt;Ana Maria Ribeiro de Sousa &lt;/b&gt;– &lt;a href="http://www.eea.europa.eu/" target="_blank"&gt;EEA&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;"&lt;i&gt;I programmi Europei per ambiente e territorio&lt;/i&gt;"&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;Bernardo De Bernardinis&lt;/b&gt; - &lt;a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=ispra&amp;amp;source=web&amp;amp;cd=1&amp;amp;ved=0CCYQFjAA&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.isprambiente.gov.it%2F&amp;amp;ei=NznATubKLoOAhQfbgtWcBA&amp;amp;usg=AFQjCNHqGouZWzxjELbbvpBW765B_KOFoQ&amp;amp;cad=rja" target="_blank"&gt;ISPRA &lt;/a&gt;- Rappresentante italiano allo USER FORUM della GMES Regulation&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;"&lt;i&gt;GMES come opportunità per lo sviluppo della geomatica nazionale&lt;/i&gt;"&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;b&gt;Massimo Foccardi&lt;/b&gt; – &lt;a href="http://www.regione.veneto.it/Ambiente+e+Territorio/Territorio/Sistema+Informativo+Territoriale+e+Cartografia/" target="_blank"&gt;Regione del Veneto&lt;/a&gt; - Unità di Progetto SIT e Cartografia &lt;br /&gt;"&lt;i&gt;I prodotti downstream di GMES a livello regionale. La Carta di Copertura del Suolo della Regione del Veneto&lt;/i&gt;"&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;b&gt;Daniela Iasillo&lt;/b&gt; - &lt;a href="http://www.planetek.it/ita/progetti/geoland2" target="_blank"&gt;Planetek Italia&lt;/a&gt; - Responsabile delle Geospatial Application Unit &lt;br /&gt;"&lt;i&gt;I prodotti definiti da Geoland2 per l'analisi del territorio: l'Urban 
Atlas ed i 5 strati tematici a supporto del CORINE LAND COVER&lt;/i&gt;"&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Gli atti del workshop saranno poi disponibili sul sito web di Planetek Italia nella &lt;a href="http://www.planetek.it/news_eventi/tutti_gli_eventi/2011/novembre/geoland2_workshop" target="_blank"&gt;pagina dedicata all'evento&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;ul class="elenco-puntato"&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-5048439902830396289?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/OZp019sxzWI" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/OZp019sxzWI/verso-il-corine-land-cover-2012.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/11/verso-il-corine-land-cover-2012.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-8918808385238872036</guid><pubDate>Thu, 10 Nov 2011 22:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-10T23:30:00.934+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">OGC</category><title>Indagine sul valore economico degli standard OGC</title><description>&lt;br /&gt;
WMC, GML, SMS... che sono tutti questi acronimi??&lt;br /&gt;
Diciamocelo chiaramente, 'sta cosa degli &lt;a href="http://www.foss-academy.eu/it/ogc_it" target="_blank"&gt;standard OGC&lt;/a&gt; sembra roba riservata ad un ristretto manipolo di ingegneri e informatici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;(La prima volta che ho partecipato ad un meeting dell'Open Geospatial Consortium, non ci capivo niente. Cercavo di seguire una discussione che spiegava le relazioni tra i Gruppi di lavoro dedicati agli Standard (SWG) e quelli dedicati ad un settore applicativo (Domain Working Group, DWG). Allora io sentivo ripetere DWG, DWG... e lo confondevo con il formato vettoriale di AutoCAD. Così chiesi a &lt;a href="http://www.planetek.it/azienda/team/cristoforo_abbattista" target="_blank"&gt;Cristoforo&lt;/a&gt;: Crì, ma se qua stiamo in un posto dove si dovrebbe discutere degli standard, perché questi perdono tanto tempo appresso ad un formato proprietario??!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;La riposta di Cristoforo è irriferibile :-))&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia qualcuno si è posto il problema.&lt;br /&gt;
Come fare a valorizzare gli standard OGC presso un'utenza non tecnica?&lt;br /&gt;
Come far capire qual è la loro importanza, e l'importanza dell'interoperabilità dei dati e dei servizi dal punto di vista economico?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così è nato il Comitato per il valore economico dell'OGC, il&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.opengeospatial.org/projects/groups/businessvalue" target="_blank"&gt;Business Value Committee&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le iniziative più interessanti che questo nuovo Comitato OGC ha lanciato va sicuramente segnalata quella&amp;nbsp;attualmente in corso a livello mondiale:&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;
&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;indagine sul valore economico degli standard OGC&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UEs6zLiS3m0/TrwDW2aHNnI/AAAAAAAABnc/DM1x6f3KRD8/s1600/sondaggio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://2.bp.blogspot.com/-UEs6zLiS3m0/TrwDW2aHNnI/AAAAAAAABnc/DM1x6f3KRD8/s200/sondaggio.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Si tratta di un sondaggio aperto a tutti, e rivolto a due categorie di soggetti: i semplici utilizzatori dei dati e delle tecnologie geospaziali da un lato, ed i fornitori di tecnologia dall'altro.&lt;br /&gt;
Quest'indagine è uno sforzo congiunto fatto da due ricercatori accademici, membri dell'OGC e del comitato di Business Value OGC. Il dott.&amp;nbsp;Mu Xia dell'Unveristà di Santa Clara ed il dottor Zhao Kexin dell'Università del North Carolina a Charlotte hanno sviluppato l'indagine tenendo conto delle necessità espresse dal Business Value Committee dell'OGC per comprendere sempre più quale sia l'efficacia degli standard aperti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'augurio di tutti, anche il mio, è che i risultati di quest'indagine possano aiutare l'OGC a valorizzare gli standard presso un'utenza non più soltanto tecnica, coinvolgendo i livelli decisionali più alti negli Enti di ogni tipo, pubblici e privati.&lt;br /&gt;
Naturalmente tra le finalità di un'operazione di questo genere c'è anche quella di migliorare costantemente i programmi dell'OGC per lo sviluppo degli standard geospaziali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anch'io, a titolo personale in qualità di utente, ed a nome di &lt;a href="http://www.planetek.it/" target="_blank"&gt;Planetek Italia&lt;/a&gt; come fornitore di tecnologia, mi unisco all'invito dell'OGC, rivolto a tutte le persone che si occupano di GIS, GPS, fotogrammetria, telerilevamento, ecc. o che hanno semplicemente a che fare con dati, servizi e software geospaziali, di rispondere a questo sondaggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I ricercatori hanno preparato due versioni alternative del sondaggio, che va fatto on-line:&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;uno è rivolto agli &lt;b&gt;utenti delle tecnologie&lt;/b&gt; geospaziali: &lt;a href="http://uncc.surveyshare.com/s/AQAIJDC" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;http://uncc.surveyshare.com/s/AQAIJDC&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;l'altro è rivolto ai &lt;b&gt;fornitori di tecnologia&lt;/b&gt; (aziende, sviluppatori, consulenti ecc.):&amp;nbsp;&lt;a href="http://uncc.surveyshare.com/s/AQAIZBC" target="_blank"&gt;&lt;b&gt;http://uncc.surveyshare.com/s/AQAIZBC&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Se non si è sicuri di quale versione usare, io sono a disposizione per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-kqC2EDKNZuU/TrwINR2hV2I/AAAAAAAABn8/-qmMoAWfj4E/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="100" src="http://3.bp.blogspot.com/-kqC2EDKNZuU/TrwINR2hV2I/AAAAAAAABn8/-qmMoAWfj4E/s200/images.jpg" width="88" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Ah, si può anche &lt;b&gt;vincere un premio&lt;/b&gt; (un iPad 2 da 16GB, WiFi al primo estratto; un iPod Touch da 8 GB &amp;nbsp;4a generazione al secondo estratto; un set di cuffie Bose AE2 al terzo estratto).&amp;nbsp;A parte il rischio di vincere un iPad, questa è però una bella occasione per confrontarsi sulle implicazioni di tipo economico e/o tecnologico&amp;nbsp;sull'uso degli standard aperti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per rispondere al sondaggio ci vogliono dai 10 ai 15 minuti. Le singole risposte saranno visibili solo dai ricercatori e da chi segue quest'operazione nell'OGC, e non saranno divulgate; i ricercatori &amp;nbsp;riassumeranno invece i dati raccolti nel corso dell'indagine, rimuovendo tutti gli eventuali riferimenti a risposte singole, e renderanno pubblica la sintesi mettendola a disposizione dei membri del Business Value Committee dell'OGC. Una sintesi sarà fornito anche a tutti quelli che avranno completato il questionario.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il sondaggio è partito il 1 novembre e &lt;b&gt;c'è tempo fino al &lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;18 dicembre 2011&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Inutile dire che invito tutti a dare massima diffusione a questa iniziativa!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qui c'è il &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.opengeospatial.org/pressroom/pressreleases/1496"&gt;comunicato stampa ufficiale dell'OGC&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-8918808385238872036?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/GelxnK0p9uw" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/GelxnK0p9uw/indagine-sul-valore-economico-degli.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-UEs6zLiS3m0/TrwDW2aHNnI/AAAAAAAABnc/DM1x6f3KRD8/s72-c/sondaggio.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/11/indagine-sul-valore-economico-degli.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-1793541296981227925</guid><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 00:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-10T18:26:40.580+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Consumo di Suolo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">WorldView-2</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Stereo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Frane</category><title>Liguria: il disastro da satellite, in 3D</title><description>Se sei arrivato su questo post sperando di trovare qualche bella immagine colorata del disastro del Levante ligure della scorsa settimana, caschi male. Quella roba la trovi sui siti che fanno la gara a  chi pubblica la foto o il video più agghiacciante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.satimagingcorp.com/media/images/stereo-ikonos-data-collection.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="182" src="http://www.satimagingcorp.com/media/images/stereo-ikonos-data-collection.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Io mi rivolgo ai professionisti ed ai tecnici che hanno bisogno di dati aggiornati per lavorare all'analisi dei danni ed alla pianificazione degli interventi di ripristino. Sabato scorso, 29 ottobre, è stato acquisito &lt;b&gt;un dato stereoscopico da satellite sull'area di Monterosso e Vernazza&lt;/b&gt; e relativo entroterra.&lt;br /&gt;
Si tratta di un dato con risoluzione di 50 cm nella banda pancromatica e 2 m per le bande multispettrali, che essendo stato acquisito in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stereoscopia"&gt;stereoscopia &lt;/a&gt;in un unico passaggio, consente di ricostruire lo scenario osservato in tre dimensioni, permettendo ad esempio (entro certi limiti) di calcolare volumi e studiare meglio le modifiche intervenute dopo l'alluvione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest'immagine è stata acquisita grazie all'iniziativa di un gruppo di ricercatori italiani che si è subito attivato (ed ha investito) affinché programmassimo il satellite per effettuare l'acquisizione stereoscopica il più velocemente possibile. 
L'efficienza del sensore utilizzato, unita ad una sana botta di fortuna, che ci ha regalato un sabato mattinata luminoso e senza nuvole, hanno fatto il resto. Siamo riusciti così ad ottenere un dato di grande qualità e valore scientifico a distanza di pochissimi giorni dall'evento alluvionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'efficienza dei colleghi, che sono riusciti a reperire velocemente i budget necessari per acquisire questo dato, rappresenta purtroppo l'eccezione in tali situazioni d'emergenza. L'iter burocratico per il reperimento dei fondi e per l'approvvigionamento di questi dati da parte degli Enti pubblici spesso richiede tempi che non sono conciliabili con la necessità di ottenere rapidamente una fotografia aggiornata del territorio a seguito di un evento del genere. 
Ritorna quindi la necessità, sempre attuale, di predisporre modalità innovative di approvvigionamento dei dati in situazioni di emergenza, mediante accordi quadro o altre forme contrattuali che possano ridurre al massimo gli sprechi e le inefficienze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un esempio virtuoso è rappresentato in questo senso dalla Regione Sardegna, come si può 
approfondire sull'&lt;a href="http://www.scribd.com/embeds/57827959/content?start_page=10"&gt;&lt;b&gt;ultimo numero del GeoXperience&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-1793541296981227925?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/DrZCI6MCmj4" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/DrZCI6MCmj4/liguria-istantanea-di-un-disastro-da.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/11/liguria-istantanea-di-un-disastro-da.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-4819320483859283401</guid><pubDate>Wed, 19 Oct 2011 13:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-20T14:38:50.224+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">GMES</category><title>INSPIRE e GMES, a che punto siamo</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://www.rtg.bv.tum.de/clickStats.php?file=images/stories/downloads/projektarbeit/projekte_topaktuell/INSPIREGMES/INSPIRE-GMES-Brochure_V7_en.pdf" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" target="_blank"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-4Tope0W7yYM/Tp7K9Zw6AEI/AAAAAAAABm0/5IvjhaQ8RGM/s1600/download.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
E' disponibile, puntuale anche quest'anno, l'ormai settima versione del report 2011 su&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/INSPIRE"&gt;INSPIRE &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;e&lt;b&gt; &lt;a href="http://www.blogger.com/goog_752980323"&gt;GMES&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/GMES"&gt; &lt;/a&gt;della Runder Tisch GIS, che si può &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.rtg.bv.tum.de/content/view/462/57/" target="_blank"&gt;scaricare gratuitamente&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Si tratta di una risorsa molto utile ed aggiornata per capire a che punto siamo con queste due importanti iniziative che sempre più si fanno convergenti e che avranno delle forti ricadute sul mercato geospaziale nel prossimo futuro.&lt;br /&gt;
Trattandosi di un report prodotto da un ente di ricerca tedesco, l'analisi si focalizza prevalentemente sulla realtà tedesca, ma non mancano degli spunti di riflessione molto interessanti sul quadro generale europeo.&lt;br /&gt;
Allora voglio segnalare quelle che, a mio parere, sono gli articoli più interessanti ed utili:&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;sicuramente l'&lt;b&gt;&lt;a ;"="" href="http://www.scribd.com/embeds/67894948/content?start_page=8" target="_blank"&gt;Introduzione a INSPIRE&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; di Astrid Fichtinger;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;il paragrafo "&lt;b&gt;&lt;a ;"="" href="http://www.scribd.com/embeds/67894948/content?start_page=14" target="_blank"&gt;Le conseguenze della Direttiva per i fornitori di dati coinvolti&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;" dell'articolo di Andreas Illert sull'implementazione di INSPIRE (lettura consigliata ai responsabili dei nostri enti locali perché evidenzia i cinque compiti essenziali che chi produce cartografia in Europa deve svolgere!);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;l'articolo sul nuovo &lt;b&gt;&lt;a ;"="" href="http://www.scribd.com/embeds/67894948/content?start_page=19" target="_blank"&gt;Geoportale Europeo di INSPIRE&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (il tipaccio in alto a sinistra è il mio amico &lt;a href="http://www.planetek.it/azienda/team/jens_stutte"&gt;Jens&lt;/a&gt;) utile per capire cosa diavolo stiamo facendo e quali questioni stiamo affrontando con questo importante progetto;&lt;/li&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://blog.planetek.it/2011/10/20/il-geoportale-inspire-verso-la-piena-operativita/" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://blog.planetek.it/wordpress-mu/wp-content/themes/inove/img/pk_icon.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;nota: i contenuti di questo articolo &lt;b&gt;in italiano&lt;/b&gt;&amp;nbsp;sono anche&amp;nbsp;&lt;a href="http://blog.planetek.it/2011/10/20/il-geoportale-inspire-verso-la-piena-operativita/"&gt;&lt;b&gt;sul blog di Planetek Italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;; &amp;nbsp;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;li&gt;Giovanni Ciardi parla del &lt;b&gt;GeoPortale dell'Emilia Romagna&lt;/b&gt;, "&lt;b&gt;&lt;a ;"="" href="http://www.scribd.com/embeds/67894948/content?start_page=70" target="_blank"&gt;Verso l'eccellenza delle IDT Regionali&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;";&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;a ;"="" href="http://www.scribd.com/embeds/67894948/content?start_page=72" target="_blank"&gt;GMES, cos'è ed a che serve&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, di Jörn Hoffmann;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;infine un'analisi lucida e puntuale da parte di Rainer Horn sulle opportunità che derivano congiuntamente da &lt;b&gt;&lt;a ;"="" href="http://www.scribd.com/embeds/67894948/content?start_page=76" target="_blank"&gt;INSPIRE e GMES sul mercato europeo&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, sia per l'industria che per gli enti pubblici.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Come ho già scritto in un'altra sede, manca il paragrafo "INSPIRE in Italia". Confidiamo nell'edizione del prossimo anno?&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.scribd.com/doc/67894948/INSPIRE-GMES-Brochure-Informativa-7%C2%B0-edizione" style="-x-system-font: none; display: block; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-size-adjust: none; font-size: 14px; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; margin: 12px auto 6px auto; text-decoration: underline;" title="View INSPIRE GMES - Brochure Informativa (7° edizione) on Scribd"&gt;INSPIRE GMES - Brochure Informativa (7° edizione)&lt;/a&gt;&lt;iframe class="scribd_iframe_embed" data-aspect-ratio="" data-auto-height="true" frameborder="0" height="680" id="doc_51259" scrolling="no" src="http://www.scribd.com/embeds/67894948/content?start_page=1&amp;amp;view_mode=list&amp;amp;access_key=key-gye4ossikih1d5cte5b" width="100%"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-4819320483859283401?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/rTTdyTg1X40" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/rTTdyTg1X40/inspire-e-gmes-che-punto-siamo.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-4Tope0W7yYM/Tp7K9Zw6AEI/AAAAAAAABm0/5IvjhaQ8RGM/s72-c/download.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/10/inspire-e-gmes-che-punto-siamo.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-7823594437091642071</guid><pubDate>Mon, 10 Oct 2011 07:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-10T09:00:05.331+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><title>Altro che geotagging...</title><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WPp-I5WdDvM/ToQxedBxHuI/AAAAAAAABms/AHmtTRyKs40/s1600/us_tx_bastrop_september7_2011_fcdg.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="198" src="http://1.bp.blogspot.com/-WPp-I5WdDvM/ToQxedBxHuI/AAAAAAAABms/AHmtTRyKs40/s320/us_tx_bastrop_september7_2011_fcdg.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Incendio di Bastrop, in Texas.&lt;br /&gt;
Immagine acquisita da Digitalglobe il 7 settembre 2011&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
L'altro giorno, mentre cercavo qualche immagine recente per spiegare quali vantaggi offrano i dati satellitari per la perimetrazione delle aree percorse da incendio, mi imbatto in quest'immagine sul sito della DigitalGlobe.&lt;br /&gt;
La solita immagine in falsi colori, con le aree in rosso che indicano la vegetazione ricca di clorofilla e quelle scure che mi fanno capire a colpo d'occhio dove c'è l'incendio o quali aree sono andate bruciate.&lt;br /&gt;
Quei mattacchioni della DigitalGlobe però hanno ruotato l'immagine di 90° in senso antiorario, mettendo il nord a sinistra, certamente perché volevano che non passasse inosservata la scritta in alto a destra nell'immagine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'avete vista? Cliccate sull'anteprima per ingrandirla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LUECKE.&lt;br /&gt;
C'è scritto Luecke. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è una scritta apposta digitalmente sull'immagine con fotoshock.&lt;br /&gt;
Quella scritta è fatta con gli alberi.&lt;br /&gt;
Con centinaia di alberi.&lt;br /&gt;
Non ci credete? Guardate la stessa area su Google Maps, qua sotto. Zoomate quanto volete, e provate a contare quanti alberi ha usato questo pazzoide con manie di grandezza per &lt;i&gt;geotaggarsi&lt;/i&gt; sui suoi terreni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe frameborder="0" height="300" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://maps.google.com/maps?t=k&amp;amp;hl=en&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;vpsrc=6&amp;amp;ll=30.082463,-97.13871&amp;amp;spn=0.089124,0.102997&amp;amp;z=12&amp;amp;output=embed" width="300"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
&lt;small&gt;&lt;a href="http://maps.google.com/maps?t=k&amp;amp;hl=en&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;vpsrc=6&amp;amp;ll=30.082463,-97.13871&amp;amp;spn=0.089124,0.102997&amp;amp;z=12&amp;amp;source=embed" style="color: blue; text-align: left;"&gt;View Larger Map&lt;/a&gt;&lt;/small&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da adesso in poi, tutte le volte che geotaggherò le foto fatte con il mio smartphone, mi sentirò un pivello.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-7823594437091642071?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/SBguKfLJ9cE" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/SBguKfLJ9cE/altro-che-geotagging.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-WPp-I5WdDvM/ToQxedBxHuI/AAAAAAAABms/AHmtTRyKs40/s72-c/us_tx_bastrop_september7_2011_fcdg.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/10/altro-che-geotagging.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-8099332206430055965</guid><pubDate>Mon, 03 Oct 2011 23:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-12T12:44:23.074+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Consumo di Suolo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">WorldView-2</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">GMES</category><title>Le mappe satellitari per la pianificazione urbanistica</title><description>&lt;object data="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" height="500" id="doc_332863416611883" name="doc_332863416611883" style="outline: medium none;" type="application/x-shockwave-flash" width="100%"&gt;		&lt;param name="movie" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf"&gt;






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Sull'ultimo numero di &lt;a href="http://www.geoconnexion.com/geo.php"&gt;GeoConnexion&lt;/a&gt; è uscito un articolo che riepiloga i contenuti della presentazione che ho tenuto a Monaco di Baviera la scorsa primavera, sull'uso delle immagini da satellite per &lt;a href="http://www.massimozotti.it/2011/05/come-ti-calcolo-il-consumo-di-suolo.html"&gt;calcolare il consumo di suolo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
In sintesi questo articolo spiega come le otto bande multispettrali del satellite &lt;a href="http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/worldview_2"&gt;WorldView-2&lt;/a&gt; si siano rivelate estremamente utili per &lt;b&gt;identificare le aree impermeabilizzate&lt;/b&gt;, sul territorio dei comuni che hanno usato questi dati per costruire o aggiornare il proprio &lt;b&gt;&lt;i&gt;quadro conoscitivo&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Il risultato dell'analisi del &lt;i&gt;soil sealing, &lt;/i&gt;appunto l'impearmibilizzato,&lt;i&gt; &lt;/i&gt;serve non solo come input per classificare le aree in base alla diversa densità urbana, ma soprattutto per calcolare, grazie al confronto di dati acquisiti in diversi periodi di tempo, l'indice di &lt;b&gt;Consumo di Suolo&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Questo indicatore è estremamente importante nei processi di pianificazione per il monitoraggio della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valutazione_ambientale_strategica"&gt;VAS&lt;/a&gt;, la Valutazione Ambientale Strategica, perché aiuta a comprendere l'effetto delle scelte dei governi locali rispetto allo sviluppo sostenibile del territorio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-eZkpDyDwJ04/Tomn1GGSruI/AAAAAAAABmw/c9YOohEZh6E/s1600/Workshop_Ascoli_a4_900x1200.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-eZkpDyDwJ04/Tomn1GGSruI/AAAAAAAABmw/c9YOohEZh6E/s320/Workshop_Ascoli_a4_900x1200.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Di tutto ciò si parlerà la prossima settimana ad Ascoli Piceno, nell'ambito di un convegno dal titolo inequivocabile: "&lt;a href="http://www.planetek.it/news_eventi/tutti_gli_eventi/2011/ottobre/mappe_satellitari_per_il_prg_di_ascoli_piceno"&gt;&lt;b&gt;Mappe Satellitari a supporto della redazione del Piano Regolatore Generale&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;", in cui viene spiegato proprio qual è stato il contributo dei dati di osservazione della Terra, ed in particolare del nostro prodotto a valore aggiunto &lt;a href="http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/preciso_land"&gt;Preciso&lt;sup&gt;®&lt;/sup&gt; Land&lt;/a&gt;, alla redazione del nuovo PRG del capoluogo marchigiano.&lt;br /&gt;
Nel corso del workshop si cercherà di illustrare queste tecniche innovative, basate sull’analisi di dati d'osservazione della Terra, ed utilizzate per la produzione del quadro conoscitivo geospaziale del territorio di Ascoli Piceno, e di come queste possano contribuire a determinare i vari indicatori ambientali adottati nella VAS. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-8099332206430055965?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/_yCyoYXkYg8" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/_yCyoYXkYg8/le-mappe-satellitari-per-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-eZkpDyDwJ04/Tomn1GGSruI/AAAAAAAABmw/c9YOohEZh6E/s72-c/Workshop_Ascoli_a4_900x1200.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>63100 Ascoli Piceno AP, Italia</georss:featurename><georss:point>42.8554018 13.5749771</georss:point><georss:box>42.6691628 13.2591201 43.0416408 13.8908341</georss:box><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/10/le-mappe-satellitari-per-la.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-5032803846355949262</guid><pubDate>Tue, 27 Sep 2011 17:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-27T19:30:03.100+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><title>INSPIRE, una conferenza non basta</title><description>La scorsa settimana ho effettuato una "comunicazione di servizio", come l'ha chiamata il prof. Franco Vico, durante il workshop del progetto Plan4All che si è tenuto a Roma il 22 settembre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I contenuti del mio intervento ricalcavano sostanzialmente quanto avevo già raccontato su questo blog &lt;a href="http://www.massimozotti.it/2011/09/dagli-allegati-ii-e-iii-di-inspire-le.html"&gt;qualche giorno prima&lt;/a&gt;, ma ribaltando il punto di vista.

&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: #fff2cc; font-family: 'Helvetica Neue', Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Immaginiamo di essere nel 2019, e che oggi sia già il 17 dicembre: possiamo davvero immaginare che quel giorno &lt;b&gt;tutti&lt;/b&gt; i dati territoriali italiani saranno stati armonizzati per renderli conformi alle &lt;i&gt;implementing rules&lt;/i&gt; di INSPIRE?&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;div id="__ss_9445710" style="width: 425px;"&gt;
&lt;strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"&gt;&lt;a href="http://www.slideshare.net/planetek/le-milestones-future-di-inspire" title="Le milestones future di INSPIRE"&gt;Le milestones future di INSPIRE&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;object height="355" id="__sse9445710" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=pkm026-454-1-0presentazionemilestoneinspire-110927112411-phpapp02&amp;stripped_title=le-milestones-future-di-inspire&amp;userName=planetek" /&gt;





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&lt;br /&gt;
La domanda è retorica, e certamente torneremo sulla questione spesso nei prossimi anni.&lt;br /&gt;
E' importante riflettere tuttavia su un paio di punti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Innanzitutto l'osservazione dello stesso prof. Vico all'apertura dell'incontro, quando ha dato un paio di numeri: se questo processo di armonizzazione dei dati coinvolgerà 100.000 enti pubblici in tutta Europa, allora facendo un calcolo approssimativo in Italia saranno diverse migliaia gli enti coinvolti. Vico parlava di 6-7000 enti pubblici, un bel numero.&lt;br /&gt;
Se questa, come abbiamo già detto, rappresenta una grande opportunità per il mercato geospaziale italiano, c'è anche da chiedersi quanta sensibilità ci sia in giro rispetto a questa questione. E la risposta è che c'è poca attenzione, per vari motivi: io credo che ci sia una scarsa pressione "dall'alto", che si tratti di questioni oggettivamente difficili e molto tecniche, e che ci sia un processo in corso a livello europeo in cui l'Italia è stata abbastanza a guardare finora. Basta notare che c'erano pochissimi o nessun italiano tra tutti i gruppi di lavoro che hanno prodotto le bozze che attualmente sono oggetto della consultazione pubblica prima di diventare legge. &lt;br /&gt;
Eppure in Italia ci sono forti competenze, sia nella pubblica amministrazione che nell'industria, lo sappiamo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'altro paradosso è che, in uno scenario nazionale in cui le notizie su INSPIRE già circolano poco, un'opportunità come la conferenza AMFM viene trascurata, con un livello di partecipazione che certamente non ha premiato la qualità dei contenuti proposti (guardatevi le &lt;a href="http://www.amfm.it/attivita/conferenza2011/2.php"&gt;presentazioni&lt;/a&gt;&amp;nbsp;dei vari relatori).&lt;br /&gt;
E poi la partecipazione alla conferenza era gratuita, accidenti! Io che mi lamento sempre quando eventi del genere sono a pagamento...&lt;br /&gt;
Era forse complicato raggiungere la sede dell'evento, perché quest'anno non si è tenuto nel centro di Roma come l'anno scorso, bensì ad Acilia? E' diventato oggettivamente sempre più complicato per chiunque spostarsi o farsi autorizzare lo spostamento? Con la crisi attuale ci sono altre priorità?&lt;br /&gt;
D'accordo, anche se credo che più di tutto abbia inciso quella scarsa sensibilità di cui parlavo prima.&lt;br /&gt;
Insomma, un'occasione mancata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giorno dopo ripensavo a quali possono essere le maniere per coinvolgere più gente e far aumentare la consapevolezza e l'attenzione rispetto a questi temi, che sono attualissimi e sui quali non possiamo ammettere ulteriori ritardi. Mi è venuta qualche idea ma mi piacerebbe prima confrontarmi con voi per capire dove sta il problema, e cosa servirebbe davvero per superarlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-5032803846355949262?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/OxV5pfE1sbU" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/OxV5pfE1sbU/inspire-una-conferenza-non-basta.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/09/inspire-una-conferenza-non-basta.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-8869857011352003031</guid><pubDate>Thu, 15 Sep 2011 09:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-29T14:31:00.307+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><title>Dagli allegati II e III di INSPIRE le opportunità per il mercato nazionale</title><description>A Giugno di quest'anno, in concomitanza con la Conferenza di Edinburgo, è partita la consultazione pubblica per mettere alla prova le specifiche dei dati prodotti da diversi &lt;b&gt;gruppi di lavoro INSPIRE &lt;/b&gt;su 25 argomenti: dall’utilizzazione dei territori ai fini della pianificazione alla copertura del suolo, edifici, energia, salute, sicurezza ed altri ancora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tanto per capirci, i dati previsti nell'Allegato I di INSPIRE sono adesso obbligatori, e i detentori di questi dati dovevano produrre tutti i metadati entro il 24 dicembre dell'anno scorso (vi ricordate &lt;a href="http://inspire-forum.jrc.ec.europa.eu/pg/forum/topic/31340/scadenze-per-la-produzione-dei-metadati/"&gt;tutta la discussione&lt;/a&gt;?):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table&gt;
 &lt;tbody&gt;
&lt;tr bgcolor="#FFFFC0"&gt;
 &lt;td&gt;&lt;b&gt;Allegato I&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Sistemi di coordinate&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Sistemi di griglie geografiche&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Nomi geografici&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Unità amministrative&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Indirizzi&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Particelle catastali&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Reti di trasporto&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Idrografia&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Siti protetti&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;/td&gt;
 &lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Quindi questo è fatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Adesso si parte con i temi degli allegati II e III, che sono i seguenti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table&gt;
 &lt;tbody&gt;
&lt;tr bgcolor="#FFFFC0"&gt;
 &lt;td&gt;&lt;b&gt;Allegato II&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Elevazione&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Copertura del suolo&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Orto immagini&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Geologia&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;/td&gt;
 &lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table&gt;
 &lt;tbody&gt;
&lt;tr bgcolor="#FFFFC0"&gt;
 &lt;td&gt;&lt;b&gt;Allegato III&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Unità statistiche&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Edifici&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Suolo&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Utilizzo del territorio&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Salute umana e sicurezza&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Servizi di pubblica utilità e servizi amministrativi&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Impianti di monitoraggio ambientale&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Produzione e impianti industriali&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Impianti agricoli e di acquacoltura&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Distribuzione della popolazione – demografia&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Zone sottoposte a gestione/limitazioni/regolamentazione e unità con obbligo di comunicare dati&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Zone a rischio naturale&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Condizioni atmosferiche&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Elementi geografici meteorologici&lt;/li&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Elementi geografici oceanografici&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Regioni marine&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;li&gt;Regioni biogeografiche&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Habitat e biotopi&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Distribuzione delle specie&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Risorse energetiche&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Risorse minerarie&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;/td&gt;
 &lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
Com'è facile notare, mentre nell'Annex I si trattava di dati di rilevanza prevalentemente nazionale, adesso si inizia a fare sul serio con dati e servizi che hanno un &lt;b&gt;impatto molto più forte a livello "locale"&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La consultazione pubblica è aperta fino al 21 ottobre 2011, e ciò significa che potenzialmente chiunque, entro quella data, può dire la sua sugli standard che, nel prossimo futuro, dovranno garantire un approccio armonizzato in Europa ai dati relativi ad esempio alle zone a rischio naturale, alla distribuzione delle risorse energetiche, alle condizioni atmosferiche, agli habitat ed ai biotopi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Conclusa la fase di consultazione, i gruppi di lavoro di INSPIRE finalizzeranno questo &lt;b&gt;&lt;i&gt;progetto di atto giuridico&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; per l’interoperabilità e l’armonizzazione dei dati in materia ambientale. Appena recepite dalla normativa italiana, queste specifiche di dati diventeranno dunque gli standard per la produzione dei dati territoriali cui bisognerà necessariamente adeguarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://www.planetek.it/var/plain_site/storage/images/progetti/geoportale_inspire/1686950-3-ita-IT/geoportale_inspire_header.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="133" src="http://www.planetek.it/var/plain_site/storage/images/progetti/geoportale_inspire/1686950-3-ita-IT/geoportale_inspire_header.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Una volta adottati, tali standard faciliteranno l’integrazione transfrontaliera e l’analisi dei dati ambientali a livello europeo, assicurando l’interoperabilità tra i dati e la loro circolazione, grazie anche agli strumenti per la loro diffusione quale il &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.planetek.it/progetti/geoportale_inspire"&gt;GeoPortale INSPIRE&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, che andrà in linea il prossimo anno e renderà accessibili i dati territoriali e le informazioni geospaziali condivise da tutti gli stati membri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo lungo processo, se opportunamente gestito, può diventare una straordinaria opportunità per lo sviluppo della cultura geomatica in Italia, coinvolgendo i diversi soggetti interessati: Pubbliche Amministrazioni, Enti di Ricerca, Aziende.&lt;br /&gt;
L’implementazione delle specifiche INSPIRE può essere considerata una &lt;b&gt;opportunità da cogliere&lt;/b&gt;: trasformare, quello che potrebbe essere visto come un &lt;i&gt;onere&lt;/i&gt;, in un &lt;b&gt;&lt;i&gt;investimento &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;degli enti nazionali, in grado di generare benefici nel tempo.
Per vincere questa sfida serve prima di tutto la consapevolezza di quanto va realizzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se si dovesse mancare anche questo appuntamento ci troveremmo, come al solito, ad attuare soluzioni estemporanee che bruciano risorse e non creano un investimento per il futuro. Il processo di armonizzazione dell'informazione ambientale che è in corso in Europa crea invece le giuste condizioni, e l’industria nazionale ha dimostrato di 
avere tutte le carte in regola per supportare le Pubbliche 
Amministrazioni in questo percorso complesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di tutto questo si parlerà la settimana prossima a Roma, nell'ambito della &lt;a href="http://www.amfm.it/attivita/conferenza2011/conf2011.php"&gt;&lt;b&gt;Conferenza AMFM&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; che inizia &lt;b&gt;mercoledì 21 settembre&lt;/b&gt;, durante il Workshop sul progetto Plan4All dal titolo "&lt;a href="http://www.amfm.it/attivita/conferenza2011/locandina2.pdf"&gt;&lt;b&gt;L'informazione Spaziale per la pianificazione territoriale&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-8869857011352003031?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/3asedEHVsKA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/3asedEHVsKA/dagli-allegati-ii-e-iii-di-inspire-le.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/09/dagli-allegati-ii-e-iii-di-inspire-le.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-4102162599498479986</guid><pubDate>Thu, 11 Aug 2011 10:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-21T19:21:09.882+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ERDAS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">LIDAR</category><title>Nessuno tocchi i miei dati (LiDAR)</title><description>Durante il tour ERDAS 2011 di questa primavera, una sezione importante del workshop  era dedicata alla produzione e gestione delle nuvole di punti (ho parlato alcuni giorni fa &lt;a href="http://www.massimozotti.it/2011/07/sfruttiamo-le-nuvole-di-punti.html"&gt;su questo blog&lt;/a&gt; dell'importanza del  formato LAS per l'archiviazione corretta di tutte le informazioni che una nuvola di punti può mettere a disposizione). &lt;br /&gt;
Il mio discorso in quella sede girava tutto intorno ad una questione di fondo: &lt;i&gt;&lt;b&gt;sta accadendo &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;oggi &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;con i dati LiDAR quello che quindici anni fa accadeva con le ortofoto?&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2000 quando arrivarono sul mercato le ortofoto a colori della compagnia generale di riprese aeree di Parma, le famose IT2000 della CGR, si verificò un cambiamento epocale nella gestione dell'informazione geografica.&lt;br /&gt;
Sul mercato arrivarono dati di straordinaria qualità, e guardacaso c'era anche un'azienda italiana il cui nome inizia per Planetek e finisce con Italia che disponeva di una tecnologia semplice ed efficace come l'&lt;a href="http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/ecw_e_jpg2000"&gt;ECW &lt;/a&gt;per rendere gestibili quelle centinaia di GigaByte di immagini.&lt;br /&gt;
Finalmente si poteva lavorare con un'informazione geografica "originale" e non con un dato derivato come le aereofotogrammetrie che fino a quel momento erano il dato cartografico di riferimento.&lt;br /&gt;
Usare l'ortofoto a colori nel proprio ambiente di analisi e di produzione cartografica permetteva di lavorare con il dato sorgente, e non con un'informazione elaborata da qualcun altro secondo criteri ignoti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ocoeIREOaqA/Tjf15LtLcZI/AAAAAAAABlo/_XhWkjvNA44/s1600/DEMApollo.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="136" src="http://1.bp.blogspot.com/-ocoeIREOaqA/Tjf15LtLcZI/AAAAAAAABlo/_XhWkjvNA44/s200/DEMApollo.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Perché faccio il paragone tra le ortofoto IT2000 ed i dati LiDAR? Perchè ancora al giorno d'oggi, se andate in giro a chiedere che forma ha un rilievo LiDAR, molti vi faranno vedere straordinari &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_Terrain_Model"&gt;DTM &lt;/a&gt;o DSM, rilievi ombreggiati ed altre fantastiche elaborazioni che però nulla hanno più a che vedere con la straordinaria ricchezza di informazioni contenute nel dato originale: quel file LAS che conteneva probabilmente le diverse risposte del segnale laser sulla &lt;i&gt;z&lt;/i&gt; (&lt;i&gt;z&lt;/i&gt;1, &lt;i&gt;z&lt;/i&gt;2 e &lt;i&gt;z&lt;/i&gt;3) e magari l'informazione sul colore del pixel.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi i DTM o DSM derivati da rilievi LiDAR, secondo me, equivalgono alle ortofotocarte di un tempo.&lt;br /&gt;
Oggi invece, avendo gli strumenti software che mi consentono di gestire il dato LAS nella sua integrità, io posso apprezzare il suo contenuto informativo ed utilizzarlo per derivare prodotti cartografici o tematici a più alto valore aggiunto, archiviarli in maniera efficiente senza alterarli né degradarne la qualità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;/div&gt;Con gli strumenti che per esempio la ERDAS ci mette a disposizione, il dato LAS può essere:&lt;br /&gt;
&lt;ol&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-h0CYOnJt0Qs/Tjf3wPuiJtI/AAAAAAAABls/Hl9KZGHnARg/s1600/ImagineLAS.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="118" src="http://2.bp.blogspot.com/-h0CYOnJt0Qs/Tjf3wPuiJtI/AAAAAAAABls/Hl9KZGHnARg/s200/ImagineLAS.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;li&gt;utilizzato per estrarre DEM e DSM sfruttando gli algoritmi di ERDAS Imagine per l'analisi della nuvola di punti;&lt;br /&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;archiviato con ERDAS APOLLO senza alterare né il formato né la qualità del dato, e pubblicato su Web con tre diverse modalità:&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;come servizio &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_Map_Service"&gt;WMS&lt;/a&gt;, perché appena APOLLO legge il dato LAS crea immediatamente un rilievo ombreggiato che mi mostra in maniera grafica ed intuitiva quale area è coperta dalla mia nuvola di punti e che aspetto ha;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;come servizio &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_Coverage_Service"&gt;WCS&lt;/a&gt;, perché questo standard conserva le informazioni legate a ciascun layer del dato originale e quindi mi consente di accedere da remoto all'informazione contenuta nel dato nativo, potendo anche processare i dati per produrre nuove informazioni;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;in download, potendo scegliere se scaricare uno qualsiasi dei dati derivati che sono archiviati sul server o in alternativa proprio quel dato LAS, nel formato originale, che mi servirà per tutte le future elaborazioni, al fine di estrarre esattamente l'informazione che serve alle mie specifiche esigenze applicative.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;(se vuoi approfondire questo discorso puoi leggere quello che ho scritto sul &lt;a href="http://erdasnews.planetek.it/2011/08/e-adesso-lavoriamo-con-i-dati-lidar.html"&gt;portale ERDAS italiano&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vale per il dati LiDAR lo stesso discorso che da sempre faccio per i dati multispettrali acquisiti da satellite. &lt;br /&gt;
Magari per il momento mi serve soltanto l'ortofoto a colori ma, avendone la possibilità, io preferisco di gran lunga avere il dato completo, con tutta l'informazione spettrale che il satellite è riuscito a rilevare quando ha fatto l'acquisizione; ed utilizzare poi quel dato per produrre, volta per volta, l'ortoimmagine a colori, o l'immagine in falsi colori perché ho bisogno di studiare le aree vegetate, o estrarre l'indice di vegetazione per individuare le aree percorse da incendio dopo la stagione estiva...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come diceva quel vecchio adagio, &lt;i&gt;se qualcuno ha fame non dargli  da mangiare, ma insegnagli a cucinare&lt;/i&gt;? Io preferisco "cucinare" i dati  da me piuttosto che comprarli precotti. &lt;br /&gt;
Allo stesso modo, anche se in questo momento mi serve soltanto un DTM molto accurato, datemi il LAS - ché al resto ci penso io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-4102162599498479986?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/yNSDT2enQ-w" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/yNSDT2enQ-w/nessuno-tocchi-i-miei-dati-lidar.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-ocoeIREOaqA/Tjf15LtLcZI/AAAAAAAABlo/_XhWkjvNA44/s72-c/DEMApollo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/08/nessuno-tocchi-i-miei-dati-lidar.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-4241276623837980783</guid><pubDate>Thu, 28 Jul 2011 15:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-07-28T17:35:30.359+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">LIDAR</category><title>Sfruttiamo le nuvole di punti</title><description>Prendendo spunto dal White Paper "&lt;span class="titleExpand"&gt;&lt;a href="http://www.erdas.com/Libraries/White_Papers/Rein_in_3D_Point_Clouds_with_the_LAS_Format.sflb.ashx"&gt;Rein in 3D Point Clouds with the LAS Format&lt;/a&gt;" prodotto dalla ERDAS, ho scritto questo articolo per il portale &lt;a href="http://erdasnews.planetek.it/"&gt;ERDAS Italia News&lt;/a&gt;, riprendendo alcuni concetti che ho presentato nel corso del &lt;a href="http://www.massimozotti.it/2011/03/erdas-world-tour-2011-si-parte.html"&gt;Tour ERDAS 2011&lt;/a&gt; della scorsa primavera.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-GPiEqhw5jVw/TjGA5wIKBhI/AAAAAAAABjY/wkeEs8yKzvI/s1600/Rein%252Bin%252B3D%252BPoint%252BClouds%252Bwith%252Bthe%252BLAS%252BFormat.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="227" src="http://4.bp.blogspot.com/-GPiEqhw5jVw/TjGA5wIKBhI/AAAAAAAABjY/wkeEs8yKzvI/s320/Rein%252Bin%252B3D%252BPoint%252BClouds%252Bwith%252Bthe%252BLAS%252BFormat.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="titleExpand"&gt;&lt;/span&gt;Ho già parlato in passato dei dati &lt;a href="http://www.massimozotti.it/search/label/LIDAR"&gt;LiDAR &lt;/a&gt;su questo blog. Il LiDAR si è evoluto rapidamente e da essere una tecnologia di nicchia ha acquisito la dignità di fonte informativa primaria per la generazione di superfici 3D con scopi commerciali o militari e per l'estrazione di features.&lt;br /&gt;
Il formato &lt;a href="http://www.asprs.org/a/society/committees/standards/lidar_exchange_format.html"&gt;&lt;b&gt;LAS &lt;/b&gt;&lt;/a&gt;nel frattempo è diventato lo standard &lt;i&gt;de facto&lt;/i&gt; per l'archiviazione di nuvole di punti acquisite da LiDAR (o estratte mediante &lt;a href="http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/leica_photogrammetry_suite/moduli_aggiuntivi_ad_lps"&gt;analisi stereoscopica di fotogrammi digitali&lt;/a&gt;). Questo formato si è affermato come la prima vera soluzione per l’archiviazione efficiente e compatta delle nuvole di punti, ed utile a garantire l’interoperabilità dei dati stessi. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In origine, come sempre accade con queste nuove tecnologie, i fornitori di dati e le aziende di software utilizzavano formati proprietari diversi per memorizzare i dati, con la conseguenza che il formato di un fornitore non era sempre compatibile con tutti i pacchetti software utilizzati dai potenziali clienti. Un'alternativa all’utilizzo dei formati proprietari è stata (ma c’è chi lo usa ancora oggi!!) quella di memorizzare i dati in un file di testo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ASCII"&gt;ASCII&lt;/a&gt;, con le informazioni scritte come una serie di valori separati da virgole. I file ASCII sono un po' più interoperabili rispetto ai formati proprietari, ma ancora non sono perfetti per tutte le applicazioni, a meno che non si definisca chiaramente ed a priori il modo in cui le informazioni devono essere archiviate all'interno del file. &lt;br /&gt;
A causa della ricchezza di informazioni contenute nella maggior parte dei dati LiDAR, questi file ASCII possono diventare molto grandi, e di conseguenza pesanti e lenti da aprire, anche quando si memorizza solo una quantità relativamente piccola di informazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco quindi che arriva il &lt;b&gt;formato LAS&lt;/b&gt;. Si tratta di un formato binario che memorizza i metadati LiDAR e tutte le informazioni contenute in una nuvola di punti 3D in una forma relativamente compatta. E' stato inoltre progettato in modo che tutti i dati originali possano essere conservati all’interno di questo simpatico &lt;i&gt;contenitore&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I vantaggi nell’utilizzo del formato LAS sono quindi relative alla dimensione più piccola dei file, alla facilità di utilizzo dei dati ed in generale una grande versatilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il formato LAS permette infatti di assegnare ogni punto della nuvola ad una classe, come ad esempio il suolo, la vegetazione bassa, la vegetazione alta o gli edifici. Ciò consente di archiviare tutta la nuvola di punti conservando l’integrità dell’informazione geospaziale acquisita, e di creare prodotti derivati a più alto valore aggiunto dal dataset stesso, senza alterare la consistenza della nuvola di punti stessa. Per esempio, software in grado di gestire i file LAS sono in grado di sopprimere i punti classificati come vegetazione o edifici e concentrarsi esclusivamente sul punti al suolo per produrre un modello nudo di elevazione terrestre (DEM o DTM).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oppure lo stesso file con tutti gli stessi dati può essere utilizzato per creare modelli di superficie tridimensionali (DSM) della strutture che insistono sul territorio, assieme al terreno visibile.&lt;br /&gt;
Inoltre i sensori LiDAR, grazie alla loro sensibilità, sono in grado di rilevare oggetti volanti o sospesi quali uccelli, polveri o altro. Il formato LAS permette di contrassegnare questi punti come rumore sospetto, in modo che possano essere ignorati quando i prodotti a valore aggiunto vengono generati, ma senza eliminarli dal file! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-MAnZwS9O5qc/TjGBE5GPkVI/AAAAAAAABjc/hevr6N115WE/s1600/Rein%252Bin%252B3D%252BPoint%252BClouds.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="161" src="http://4.bp.blogspot.com/-MAnZwS9O5qc/TjGBE5GPkVI/AAAAAAAABjc/hevr6N115WE/s200/Rein%252Bin%252B3D%252BPoint%252BClouds.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Infine, e questo è molto importante, la nuvola di punti LiDAR può essere fusa con le immagini ottiche a colori (infatti in genere assieme al rilievo LiDAR viene effettuato contemporaneamente l’acquisizione delle ortofoto digitali ad alta risoluzione) in modo che i valori RGB del pixel dell'immagine vengano anch’essi codificati nel file LAS. Ciò consente di ottenere visualizzazioni fotorealistiche in 3D come quella nella figura al lato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31942460-4241276623837980783?l=www.massimozotti.it' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/massimozotti/~4/_Taj5UWOvBQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/_Taj5UWOvBQ/sfruttiamo-le-nuvole-di-punti.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-GPiEqhw5jVw/TjGA5wIKBhI/AAAAAAAABjY/wkeEs8yKzvI/s72-c/Rein%252Bin%252B3D%252BPoint%252BClouds%252Bwith%252Bthe%252BLAS%252BFormat.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>4</thr:total><feedburner:origLink>http://www.massimozotti.it/2011/07/sfruttiamo-le-nuvole-di-punti.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>

