<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-31942460</atom:id><lastBuildDate>Mon, 17 Sep 2018 08:04:31 +0000</lastBuildDate><category>Immagini Satellitari</category><category>Eventi</category><category>INSPIRE</category><category>Formazione</category><category>Infrastrutture di Dati Territoriali</category><category>open data</category><category>ERDAS</category><category>Planetek</category><category>OGC</category><category>video</category><category>Radar</category><category>Copernicus</category><category>GMES</category><category>GeoXperience</category><category>Intelligence</category><category>TITAN</category><category>Cosmo Sky-Med</category><category>ECW</category><category>WorldView-2</category><category>Apollo</category><category>iniziative condivise</category><category>metadati</category><category>Image Web Server</category><category>OSS</category><category>crowdsourcing</category><category>Consumo di Suolo</category><category>LIDAR</category><category>Monitor 3D</category><category>Sentinel</category><category>Stereo</category><category>TerraSAR-X</category><category>microsatelliti</category><category>Cloud</category><category>ER Mapper</category><category>Frane</category><category>ECW Tree</category><category>ImageConnect</category><category>Smart M.Apps</category><category>infomobilità</category><title>massimozotti.it</title><description>Il punto di vista su dati e tecnologie geospaziali </description><link>http://www.massimozotti.it/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>165</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-6953917050160182196</guid><pubDate>Fri, 10 Jun 2016 07:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-06-10T09:44:24.351+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cloud</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Copernicus</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Planetek</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sentinel</category><title>Dal prodotto alle informazioni come servizio, con gli opendata satellitari</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://4.bp.blogspot.com/-5flhPakgZnY/V1mZdixA4yI/AAAAAAAAfYI/g89iF5QX7k0iFZM--1WO5W3KJEfLOHFXwCLcB/s1600/BDM.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;77&quot; src=&quot;https://4.bp.blogspot.com/-5flhPakgZnY/V1mZdixA4yI/AAAAAAAAfYI/g89iF5QX7k0iFZM--1WO5W3KJEfLOHFXwCLcB/s200/BDM.png&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;In un recente &lt;a href=&quot;http://blog.planetek.it/2016/06/07/disruptive-business-models-opendata-satellitari-cloud/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;articolo sul blog di Planetek&lt;/a&gt;, Vincenzo Barbieri parla dei nuovi modelli di business possibili oggi grazie alla straordinaria disponibilità di immagini satellitari free e open.&lt;br /&gt;Il titolo del post fa riferimento ai cosiddetti &lt;b&gt;“disruptive business models”&lt;/b&gt;, quelli che cambiano le regole del gioco. Un esempio è quello del passaggio dalla vendita di un prodotto alla vendita di servizi su abbonamento (&lt;i&gt;subscription&lt;/i&gt;). Questo modello di business è dirompente perché, prendendo un prodotto o servizio che veniva tradizionalmente acquistato ad hoc, lo rende disponibile in maniera continua e ripetuta nel tempo, ma soprattutto adattando il prodotto ai gusti e le preferenze del cliente. Si crea in questo modo il cosiddetto &lt;i&gt;lock-in&lt;/i&gt;, una fidelizzazione che genera valore grazie al canone di abbonamento pagato dall’utente per l&#39;accesso continuo - e tipicamente a basso costo - al prodotto. Basti pensare, per esempio, a cos&#39;è cambiato in pochi anni con il passaggio dal noleggio delle videocassette di Blockbuster alla fruizione di film e serie TV disponibili in abbonamento con Netflix.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Gli ingredienti perfetti&amp;nbsp;&lt;/h3&gt;Questa la ricetta proposta da Vincenzo per innescare un modello commerciale di questo tipo, grazie ai dati satellitari open:&lt;br /&gt;&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;&lt;i&gt;Ricetta: Prendiamo un’immagine satellitare ogni 6 giorni, aggiungiamo una base cartografica e un pizzico di dati ancillari (q.b.), tutto rigorosamente disponibile in modalità open data. Facciamo girare gli algoritmi di elaborazione e restituiamo i risultati sotto forma di mappe, indicatori e report. Tutto in ambiente Cloud accessibile in abbonamento.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;Con questa ricetta abbiamo cucinato non un solo piatto, bensì le portate di un intero banchetto: la nostra nuova &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/news_eventi/archivio_news/2016/05/rheticus_servizi_low_cost_di_monitoraggio_satellitare_su_cloud&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;piattaforma su Cloud &lt;/a&gt;per erogare servizi applicativi, basati su dati geospaziali &lt;i&gt;open&lt;/i&gt;, per il monitoraggio di fenomeni naturali o artificiali sul nostro pianeta.&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://3.bp.blogspot.com/-wlPNeu6-xy4/V1ma0OCmjwI/AAAAAAAAfYU/SCvBjEZNg5wBkWyYYvSqrdaPBWeOWNsrgCLcB/s1600/Rheticus.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;169&quot; src=&quot;https://3.bp.blogspot.com/-wlPNeu6-xy4/V1ma0OCmjwI/AAAAAAAAfYU/SCvBjEZNg5wBkWyYYvSqrdaPBWeOWNsrgCLcB/s320/Rheticus.png&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Abbiamo dato alla piattaforma il nome &lt;b&gt;Rheticus®&lt;/b&gt;, in onore di &lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Georg_Joachim_Rheticus&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Retico&lt;/a&gt;, l’unico allievo di &lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Niccol%C3%B2_Copernico&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Niccolò Copernico&lt;/a&gt;. Tanto per sottolineare lo stretto legame con il programma europeo &lt;a href=&quot;http://www.copernicus.eu/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Copernicus&lt;/a&gt;, nell’ambito del quale la Commissione Europea mette a disposizione dati satellitari e non solo, gratuitamente e con licenze d’uso&amp;nbsp;&lt;i&gt;open.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Come si può già vedere dal portale web che dà accesso ai prodotti in abbonamento, su &lt;a href=&quot;http://www.rheticus.eu/&quot;&gt;www.rheticus.eu&lt;/a&gt;, i servizi di monitoraggio previsti spaziano dall&#39;analisi della morfologia terrestre, della vegetazione e delle infrastrutture, alla sorveglianza degli ambienti marini e costieri, con finalità di controllo degli aspetti di tutela ambientale e produttivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Information as a Service&lt;/h3&gt;L&#39;idea di fondo, anche nel caso di Rheticus, è quella di superare l&#39;approccio legato alla produzione di mappe o database geografici più o meno complessi, ma che sono prodotti geoinformativi &quot;statici&quot;: &lt;b&gt;&lt;i&gt;prodotti, &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;appunto, estremamente validi ed importanti, che però ci raccontano quella che è la situazione oggi - o più spesso, quella che era la situazione ieri o quando il dato per estrarre l&#39;informazione è stato acquisito.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://2.bp.blogspot.com/-Nh3lNmsSk5Q/V1mbYicRHhI/AAAAAAAAfYg/15AqAz8eyN4CD7IrL1kJGQrtyZXlHAGVQCLcB/s1600/product_vs_services.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;130&quot; src=&quot;https://2.bp.blogspot.com/-Nh3lNmsSk5Q/V1mbYicRHhI/AAAAAAAAfYg/15AqAz8eyN4CD7IrL1kJGQrtyZXlHAGVQCLcB/s200/product_vs_services.png&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Invece, con una piattaforma su Cloud che accede continuamente ad una fonte di dati sempre aggiornata, che li processa, ed estrae continuamente informazioni aggiornate, sono certo di contare su un &lt;b&gt;&lt;i&gt;servizio &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;che mi dà delle informazioni su ciò che accade oggi, sul mio territorio, ed analizzando i trend posso fare previsioni più attendibili su ciò che sarà domani.&lt;br /&gt;Passo così, dalla fruizione di un prodotto, alla &lt;b&gt;fruizione continua di un servizio informativo&lt;/b&gt;: è quella che chiamiamo &lt;i&gt;Information as a Service&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Parliamone...&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;Modelli di business &lt;i&gt;disruptive&lt;/i&gt;, open data satellitari, piattaforme cloud, servizi di monitoraggio degli spostamenti superficiali del terreno o delle aree percorse da incendio: di tutto questo parlerò in varie occasioni, nelle prossime due settimane, che prevedono un impegnativo e ricco calendario di appuntamenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://1.bp.blogspot.com/-mW_3IrJygOk/V1meyS6csjI/AAAAAAAAfYs/msAJhvjCvVQfH5UpRi_ce5c_ZLVq8Ae6ACLcB/s1600/13254126_1118066674902309_3640978403739487988_n.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;135&quot; src=&quot;https://1.bp.blogspot.com/-mW_3IrJygOk/V1meyS6csjI/AAAAAAAAfYs/msAJhvjCvVQfH5UpRi_ce5c_ZLVq8Ae6ACLcB/s320/13254126_1118066674902309_3640978403739487988_n.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Mercoledì 15 a Los Angeles&lt;/b&gt;, nel contesto della prestigiosa conferenza internazionale &lt;a href=&quot;http://hxgnlive.com/anaheim/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;HxGN Live 2016&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, racconterò in che modo i servizi di monitoraggio offerti da Rheticus possono essere valorizzati, su scala globale, grazie all’integrazione con la piattaforma Cloud di Hexagon Geospatial &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/smart_mapps&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Smart M.App&lt;/a&gt;. Le informazioni generate dalle catene di processing di Rheticus, fruite attraverso i cruscotti interattivi e le mappe dinamiche della piattaforma Smart M.App, &lt;b&gt;cambiano radicalmente l’esperienza dell’utente&lt;/b&gt;. Che siano professionisti esperti, o decisori interessati soltanto a comprendere situazioni e tendenze, gli utenti possono approcciarsi oggi ad una modalità completamente nuova di fruizione dell’informazione geografica. &lt;br /&gt;Sono stato invitato quindi a Los Angeles da Hexagon Geospatial, che mi ha dedicato un&#39;intera &lt;a href=&quot;https://hxgnliveana16.smarteventscloud.com/connect/sessionDetail.ww?SESSION_ID=66051&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Breackout Session&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, per presentare due esempi di trasformazione di modelli di business, dalla vendita di prodotti tradizionali all’erogazione di servizi di monitoraggio in abbonamento. &lt;br /&gt;Uno è relativo alla &lt;b&gt;perimetrazione delle aree incendiate &lt;/b&gt;nelle foreste: il nostro prodotto software Imagine Fire Mapper, valorizzato in una piattaforma Cloud come Smart M.App, permette di erogare servizi di analisi dei cambiamenti e di sorveglianza contro attività illegali. &lt;br /&gt;Il secondo è relativo al nostro prodotto per il &lt;b&gt;monitoraggio degli spostamenti superficiali del terreno&lt;/b&gt;: i servizi accessibili grazie a Rheticus® Displacement, una volta integrati nella piattaforma Smart M.App e venduti attraverso il marketplace di Hexagon Geospatial, ci consentono di raggiungere utenti in ogni parte del globo.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Lunedì 20 a Roma&lt;/b&gt;, nella sessione plenaria della&lt;a href=&quot;http://www.landcity.it/index.php/component/k2/item/94&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt; 4° conferenza OpenGeoData&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(ed&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.landcity.it/media/k2/items/cache/a27a3b73d355048c6bab885897085f62_L.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.landcity.it/media/k2/items/cache/a27a3b73d355048c6bab885897085f62_L.jpg&quot; height=&quot;158&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;in pieno &lt;i&gt;jet lag...)&lt;/i&gt;, avrò il piacere di confrontarmi con alcuni cari amici opendatari ed altri colleghi sul tema delle comunità che danno valore ai dati geografici aperti. Il mio intervento verterà naturalmente sulle comunità di utenti e aziende dei dati satellitari open, su come aziende e cittadini possono creare valore con questi dati, e su come questo valore possa essere misurato in termini economici. &lt;br /&gt;L’altro giorno abbiamo anche scoperto, con grande soddisfazione e orgoglio, che Planetek Italia riceverà in quell’occasione il riconoscimento &quot;&lt;a href=&quot;http://www.landcity.it/index.php/k2-4/item/111-assegnati-i-riconoscimenti-opengeodata-2016&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Applicazioni 2016 di OpenGeoData Italia&lt;/a&gt;&quot; proprio grazie al contributo innovativo della piattaforma Rheticus®.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Nel pomeriggio di &lt;b&gt;lunedì 20&lt;/b&gt; interverrò poi nella sessione “&lt;a href=&quot;http://www.landcity.it/index.php/k2-4/item/117-usi-e-consumi-dei-dati-satellitari-roma-2o-giugno-2016&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Usi e consumi dei dati satellitari&lt;/a&gt;” per discutere proprio dei nuovi servizi in cloud per i big data satellitari e dei nuovi modelli di business che questi servizi possono innescare.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Martedì 21&lt;/b&gt;, sempre a Roma, abbiamo invece organizzato il workshop di presentazione delle&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/sites/default/files/News%20Eventi/Immagini/Portfolio2016_at_LandCity_250x300_v4.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.planetek.it/sites/default/files/News%20Eventi/Immagini/Portfolio2016_at_LandCity_250x300_v4.png&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;165&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/news_eventi/tutti_gli_eventi/2016/06/workshop_power_portfolio_2016&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt; novità del Power Portfolio 2016 di Hexagon Geospatial&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;: sarà l’occasione per approfondire carattaristiche, vantaggi e benefici della piattaforma &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/search/node/smart%20m.app&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Smart M.App&lt;/a&gt; e delle opportunità offerte dal marketplace globale di Hexagon per chi vuole realizzare e vendere servizi su Cloud che sfruttano dati e informazioni geospaziali. Delle Smart M.App di Hexagon Geospatial parlerà anche Vincenzo Barbieri, nel pomeriggio di martedì 21, alla conferenza LandCity, nella sessione tecnica “Cruscotti e Città intelligenti”: vedremo quali vantaggi offrono le dashboard interattive per offrire servizi di comunicazione dinamici nell’ambito dell’infomobilità, della pianificazione urbana e della tutela ambientale.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Mercoledì 22&lt;/b&gt; ho poi il privilegio di essere stato invitato alla &lt;a href=&quot;http://www.istat.it/it/dodicesima-conferenza&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Dodicesima Conferenza Nazionale di Statistica dell’ISTAT&lt;/a&gt;, dove ancora una volta, nella sessione “I vantaggi dall’uso degli Open data”, parlerò degli opendata satellitari per la conoscenza del territorio, e dei possibili utilizzi per il calcolo e l&#39;aggiornamento di indicatori geo-statistici.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2016/06/dal-prodotto-alle-informazioni-come.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://4.bp.blogspot.com/-5flhPakgZnY/V1mZdixA4yI/AAAAAAAAfYI/g89iF5QX7k0iFZM--1WO5W3KJEfLOHFXwCLcB/s72-c/BDM.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-6681438159012859399</guid><pubDate>Sun, 20 Mar 2016 20:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-03-21T09:30:35.691+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cloud</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">microsatelliti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Planetek</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Smart M.Apps</category><title>Dati geospaziali su Cloud e nuovi modelli di business</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;Spostare sul Cloud gli &lt;b&gt;strumenti &lt;/b&gt;per l&#39;elaborazione e l&#39;analisi dei dati, ma anche l&#39;accesso ai cataloghi globali di contenuti geospaziali&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;e l&#39;analisi interattiva dei risultati, per ottenere la vera &lt;b&gt;conoscenza &lt;/b&gt;dei fenomeni sul territorio grazie a mappe dinamiche che si aggiornano automaticamente: è quello che stiamo facendo con le &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/smart_mapps&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Smart M.Apps di Hexagon Geospatial&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; class=&quot;YOUTUBE-iframe-video&quot; data-thumbnail-src=&quot;https://i.ytimg.com/vi/s-qhS-1z8xk/0.jpg&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;266&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/s-qhS-1z8xk?feature=player_embedded&quot; width=&quot;320&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;i&gt;Hexagon Smart M.App è una nuova piattaforma tecnologica su Cloud, che mette a disposizione via Web contenuti geospaziali dinamici (immagini satellitari, foto aeree e svariati altri tipi di dati) assieme a strumenti di analisi, flussi di lavoro e strumenti per l&#39;elaborazione e la rappresentazione grafica ed interattiva delle informazioni. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto vedendo nascere qualcosa che realmente cambierà il modo in cui usiamo le informazioni geografiche. Mi piace che questa tecnologia permetta di &lt;b&gt;superare il tradizionale utilizzo di prodotti desktop&lt;/b&gt; per elaborare dati che ancora oggi vengono scaricati, strapazzati, arricchiti di nuove informazioni, e poi faticosamente ricondivisi su web da una ridotta élite di specialisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hexagon Geospatial sta lanciando in questi ultimi mesi un &lt;b&gt;approccio innovativo&lt;/b&gt;, interamente &lt;b&gt;basato sul Cloud&lt;/b&gt;. Come raccontava qualche giorno fa &lt;a href=&quot;http://blog.planetek.it/2016/03/09/cloud-geomatica-un-incontro-promettente/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Vincenzo Barbieri sul blog di Planetek&lt;/a&gt;, questa nuova piattaforma mette a disposizione, in un unico ambiente e su Web, &lt;b&gt;dati aggiornati su tutta la  Terra&lt;/b&gt;&amp;nbsp;  (immagini satellitari, rilievi aerei e LiDAR, forniti dai principali provider internazionali), &lt;b&gt;funzioni di geo-precessing&lt;/b&gt; e per la creazione di &lt;b&gt;flussi di lavoro automatizzati&lt;/b&gt;, e  strumenti per la rappresentazione &lt;b&gt;grafica ed interattiva &lt;/b&gt;delle  informazioni sotto forma di &lt;b&gt;indicatori ed infografiche&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Il design incontra la comunicazione dinamica: oltre l&#39;analisi dei dati, verso &lt;i&gt;servizi per la conoscenza&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;Se finora nel mondo della geomatica ci si è concentrati sempre tanto sulla creazione delle mappe, oggi proviamo a dare molta più attenzione alla progettazione di un&#39;&lt;b&gt;esperienza dinamica&lt;/b&gt; che fornisca un &lt;b&gt;servizio di informazione &lt;i&gt;on-line&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;, &lt;/i&gt;e&lt;b&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;che non solo rifletta ciò che è avvenuto in passato sul territorio, ma anche e soprattutto ciò che potrebbe o &#39;dovrebbe&#39; accadere domani. Per fare ciò in modo efficace, bisogna superare l&#39;utilizzo delle tradizionali carte digitali su Web e contaminare il mestiere del mapping con l&#39;arte del &lt;b&gt;design &lt;/b&gt;e della &lt;b&gt;comunicazione&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Se combiniamo tutto ciò con uno straordinario scenario di innovazione tecnologica, possiamo cominciare a sperimentare &quot;le mappe del futuro&quot;, come piace chiamarle a &lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/watch?v=iCmU8TpqnVc&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Mladen Stojic, presidente di Hexagon Geospatial&lt;/a&gt;: applicazioni &lt;i&gt;cloud-based &lt;/i&gt;che sfruttano &lt;b&gt;contenuti sempre freschi e aggiornati&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;b&gt;+&lt;/b&gt; &lt;b&gt;strumenti di analisi di alto livello &lt;/b&gt;per creare un&#39;esperienza di &lt;b&gt;accesso dinamico alla &lt;i&gt;conoscenza&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. &lt;i&gt;Knowledge as a Service&lt;/i&gt;, a me piace chiamarla così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://2.bp.blogspot.com/-Om9H1Knnhu4/Vu8FwPVunBI/AAAAAAAAeKY/-IlNJfmsZpAfUg-H13iO8h52du4qxmdhg/s1600/Screenshot-Antea-Road-Quality.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;225&quot; src=&quot;https://2.bp.blogspot.com/-Om9H1Knnhu4/Vu8FwPVunBI/AAAAAAAAeKY/-IlNJfmsZpAfUg-H13iO8h52du4qxmdhg/s400/Screenshot-Antea-Road-Quality.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;SmartCity Road Knowledge: esempio di Smart M.App per il monitoraggio e la gestione della rete stradale urbana&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://store.hexagongeospatial.com/apps/58170&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;https://store.hexagongeospatial.com/apps/58170 &lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Smart M.Apps e nuovi modelli di business &lt;/h2&gt;Perché sostengo che le Smart M.App di Hexagon Geospatial cambiano oggi le regole del gioco?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto c&#39;è la possibilità di connettere direttamente la propria applicazione web a &lt;b&gt;cataloghi dinamici &lt;/b&gt;di dati geospaziali e descrittivi: sfruttando le nuove costellazioni di satelliti e mini-satelliti, le coperture aeree dell&#39;&lt;a href=&quot;http://geospatialnews.planetek.it/2015/07/hexagon-imagery-program.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Hexagon Imagery Program&lt;/a&gt; e i tanti dati &lt;i&gt;open &lt;/i&gt;disponibili a livello &lt;b&gt;mondiale&lt;/b&gt;, oggi anche una piccola &lt;i&gt;start-up &lt;/i&gt;può creare &lt;b&gt;servizi da vendere su abbonamento &lt;/b&gt;e magari a basso costo. Le Smart M.Apps permettono di connettersi ai cataloghi di provider commerciali e costruire applicazioni che sfruttino questi dati, pagando non più una licenza d&#39;uso del dato da usare off-line, ma una commissione di utilizzo del dato per le esclusive finalità dell&#39;&lt;i&gt;app&lt;/i&gt;. Apriamo così la strada ad una sterminata gamma di servizi web vendibili in modalità &lt;i&gt;subscription, &lt;/i&gt;superando i modelli tradizionali e costosi di produzione di valore aggiunto &lt;i&gt;on demand&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La piattaforma, inoltre, mette a disposizione su &lt;i&gt;cloud &lt;/i&gt;non solo i dati e le app, ma anche gli strumenti per la definizione dei flussi di lavoro e per la creazione delle &quot;ricette&quot; di processamento ed analisi dei dati, ovvero tutto ciò che serve per creare un&#39;App. Si tratta dell&#39;ambiente Smart M.App &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/mapp_portfolio_per_sviluppatori&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Studio&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, che porta su Web anche la grande potenza dello &lt;a href=&quot;http://geospatialnews.planetek.it/2015/09/spatial-modeler-un-nuovo-strumento-per.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Spatial Modeler&lt;/a&gt; (che fino all&#39;anno scorso era disponibile solo negli strumenti desktop di Hexagon Geospatial). In questo modo &lt;b&gt;si riducono drasticamente i costi&lt;/b&gt; e quindi la dimensione dell&#39;investimento necessario, sia per chi ha una buona idea da lanciare su un mercato globale, e sia per organizzazioni ed enti che vogliano sfruttare la potenza di contenuti geospaziali  per rispondere internamente alle loro proprie &lt;b&gt;esigenze di business specifiche&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora, proprio la possibilità di accedere ad un&#39;&lt;b&gt;utenza globale&lt;/b&gt;: una buona idea che metta in piedi un&#39;&lt;i&gt;App&lt;/i&gt; basata su dati disponibili su tutto il mondo, e che risolva un problema diffuso, può essere pubblicata su &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/mapp_portfolio_per_sviluppatori&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Exchange&lt;/a&gt;, lo &lt;i&gt;store on-line &lt;/i&gt;delle Smart M.Apps, e &lt;b&gt;venduta in tutto il mondo &lt;/b&gt;grazie allo straordinario network globale di partner di Hexagon. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;IGNITE Session a Roma: crea con noi la Smart M.App del futuro &lt;/h2&gt;Per promuovere le Smart M.Apps, Hexagon Geospatial ha lanciato &lt;a href=&quot;https://herox.com/ignite&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;IGNITE&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, la sfida per la &quot;M.App del futuro&quot;. E&#39; un&#39; occasione per chiunque abbia &lt;b&gt;una buona idea &lt;/b&gt;per una Smart M.App che affronti e risolva un problema globale con una soluzione mirata. E&#39; un concorso che mette in palio fino a 100.000 dollari per l&#39;App vincente, e per partecipare è sufficiente &lt;b&gt;raccontare la propria idea&lt;/b&gt;: le migliori 20 idee saranno scelte ed aiutate a nascere e prendere forma, per partecipare alla votazione finale che premierà la migliore entro la fine dell&#39;anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://2.bp.blogspot.com/-suG7nu-O8qY/Vu73u9leivI/AAAAAAAAeKA/B9o4C2j_ffA-ynhQbCUKpUlqpvxUM3E_w/s1600/IGNITE_Session_Roma_banner.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;158&quot; src=&quot;https://2.bp.blogspot.com/-suG7nu-O8qY/Vu73u9leivI/AAAAAAAAeKA/B9o4C2j_ffA-ynhQbCUKpUlqpvxUM3E_w/s320/IGNITE_Session_Roma_banner.png&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Per aiutare a sfruttare questa opportunità abbiamo organizzato &lt;b&gt;Sessioni IGNITE&lt;/b&gt; in tutto il mondo: eventi di un giorno in cui gli esperti Hexagon geospatial ed i Partner del network si riuniranno per mostrare come funzionano le Smart M.App a sviluppatori, creativi e visionari, ed ideare insieme applicazioni innovative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sarà naturalmente una sessione IGNITE anche in Italia, e l&#39;appuntamento a Roma è per il&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt; &lt;b&gt;6 aprile&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;prossimo (&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/news_eventi/tutti_gli_eventi/2016/03/ignite_session_roma&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qui tutte le informazioni&lt;/a&gt;). Nella prima parte della giornata parleremo in maniera approfondita di Smart M.App, delle App già esistenti e di quelle che stanno per arrivare; nel pomeriggio poi si potranno mettere le mani su &lt;b&gt;Studio &lt;/b&gt;con l&#39;aiuto dei colleghi italiani di Hexagon Geospatial e di Planetek Italia. Ci sono ancora pochi posti disponibili,&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;a href=&quot;http://go.hexagongeospatial.com/l/64872/2016-02-02/68lhwj&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;registratevi subito&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo video chi ha voglia può seguire il Webcast che anticipa i principali contenuti delle IGNITE Sessions e del concorso. Vi aspetto a Roma, non mancate!&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/ssh1vqr_-eo&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2016/03/geospatial-cloud-business-models.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/s-qhS-1z8xk/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-6190908493646587485</guid><pubDate>Mon, 02 Nov 2015 08:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-11-03T20:36:26.354+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Copernicus</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ERDAS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Intelligence</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">microsatelliti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sentinel</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">video</category><title>Il futuro dell&#39;osservazione della Terra da satellite</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;Dopo aver parlato degli &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/presente-e-futuro-osservazione-terra.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;scenari attuali dell&#39;osservazione della Terra&lt;/a&gt; da satellite, iniziamo a dare un&#39;occhiata a ciò che ci riservano i prossimi anni. Non avremo bisogno di andare troppo lontano, perché una parte di questo futuro sta nascendo proprio in questi giorni.  &lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;clear: left; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.techxina.com/2015/07/15/hvjsmg.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.techxina.com/2015/07/15/hvjsmg.jpg&quot; height=&quot;133&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Minisatelliti di PlanetLabs&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Da quanto abbiamo detto finora, si intuisce che il futuro dell&#39;Earth  Observation (EO) è entusiasmante e si snoda su diversi scenari: mentre  continuerà la bella avventura di Copernicus, con il lancio previsto  degli altri satelliti della costellazione Sentinel e i dati accessibili  con licenze&amp;nbsp;&lt;i&gt;open&lt;/i&gt;, i grandi operatori continueranno a lanciare  satelliti con risoluzione spaziale e spettrale possibilmente sempre più  alta. Nel frattempo assisteremo al proliferare di costellazioni di &lt;i&gt;mini&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;micro&lt;/i&gt; satelliti.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Tra i satelliti che acquisiscono immagini ad altissima risoluzione attendiamo l&#39;avvento di WorldView-4, che raddoppierà la capacità della costellazione di fornire immagini con 30cm di risoluzione, garantendo di fatto un monopolio alla DigitalGlobe nella fornitura di immagini con questo straordinario dettaglio. Il lancio è previsto per settembre del prossimo anno:&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot; lang=&quot;en&quot;&gt;Coming September 2016: WorldView-4 launch with &lt;a href=&quot;https://twitter.com/ulalaunch&quot;&gt;@ulalaunch&lt;/a&gt; - doubling the global supply for 30 cm imagery!&lt;/div&gt;— DigitalGlobe (@DigitalGlobe) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/DigitalGlobe/status/652500510830907392&quot;&gt;9 Ottobre 2015&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both;&quot;&gt;Questo investimento risponde alla domanda di informazioni della &lt;a href=&quot;https://www.nga.mil/Pages/Default.aspx&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;National Geospatial-Intelligence Agency statunitense&lt;/a&gt; (NGA), che è il principale committente di DigitalGlobe. Il programma americano chiamato Enhanced View ha l&#39;obiettivo di fornire all&#39;&lt;i&gt;intelligence&lt;/i&gt; americana l&#39;accesso continuo a immagini aggiornate su tutto il globo terrestre per supportare le attività militari.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both;&quot;&gt;A quanto pare, però, anche l&#39;NGA inizia a guardare con interesse alle potenzialità delle costellazioni di mini-satelliti, e pur senza modificare l&#39;attuale contratto con DigitalGlobe,&lt;a href=&quot;http://spacenews.com/exclusive-nga-to-weigh-smallsat-options-under-new-commercial-strategy/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;potrebbe investire già dal prossimo anno&lt;/a&gt; nella sperimentazione con i diversi fornitori di immagini satellitari che si affacciano sul mercato con modelli di business differenti. Per DigitalGlobe, che negli ultimi anni ha combattuto la concorrenza &quot;mangiandosela&quot;, come ha fatto con &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2012/05/se-geoeye-compra-digitalglobe.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;GeoEye qualche anno fa&lt;/a&gt;, questo significherà fare i conti con rivali molto diversi da quelli tradizionali. Vediamo perché.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2 style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Mini e micro satelliti&lt;/h2&gt;&lt;div style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-TcRDzcsPn0g/VgvX-tGMqiI/AAAAAAAAbYQ/_tPN0RxaHn8/s1600/Slide23.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-TcRDzcsPn0g/VgvX-tGMqiI/AAAAAAAAbYQ/_tPN0RxaHn8/s200/Slide23.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;WorldView-3 in costruzione&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Quello dei mini-satelliti è un discorso molto innovativo, che riguarda da un lato la &lt;b&gt;dimensione dei satelliti&lt;/b&gt;, e dall&#39;altro &lt;b&gt;il modo in cui vengono realizzati&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Parlando di dimensioni, bisogna ricordare che i satelliti per l&#39;osservazione della Terra &quot;tradizionali&quot; sono tipicamente molto grossi e pesano tanto. Ad esempio WorldView-3, di cui abbiamo già parlato e che nella foto accanto è raffigurato mentre era in costruzione, è alto quasi 6 metri e pesa più di 2 tonnellate e mezzo.&lt;br /&gt;E&#39; facile comprendere quanto sia complesso e costoso lanciare un bestione di questi nello spazio, e farlo entrare in orbita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Complesso, costoso e... rischioso. Nonostante vengano lanciati continuamente oggetti nello spazio, infatti, non tutto fila sempre liscio. Guardate per esempio cosa è successo a giugno alla Space X di Elon Musk (si, quello della &lt;a href=&quot;http://www.teslamotors.com/it_IT/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tesla&lt;/a&gt;), a pochi mesi di distanza dall&#39;incidente dell&#39;Antares di ottobre dello scorso anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;280&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/PuNymhcTtSQ&quot; width=&quot;500&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Queste missioni sfortunate avevano entrambe l&#39;obiettivo di raggiungere la ISS - &lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_Spaziale_Internazionale&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Stazione Spaziale Internazionale&lt;/a&gt; (quella su cui ha passato più di 6 mesi Samantha Cristoforetti) e rifornirla di attrezzature scientifiche e... &lt;b&gt;mini-satelliti&lt;/b&gt;, come quelli di &lt;a href=&quot;https://www.planet.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Planet Labs&lt;/a&gt;, che pesano &#39;solo&#39; 120 kg ciascuno e dalla ISS vengono poi lanciati nello spazio, come si vede in questo bellissimo video:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;280&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/CU6IQ_XY7PE&quot; width=&quot;500&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; interessante notare che nonostante gli incidenti dell&#39;ultimo anno, né Space X né Planet Labs hanno subíto contraccolpi devastanti, ed hanno portato avanti le proprie attività continuando a lanciare nuovi satelliti.&lt;br /&gt;Come infatti racconta &lt;a href=&quot;https://www.planet.com/pulse/space-is-hard/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;in questa intervista&lt;/a&gt; Will Marshall, CEO di Planet Labs, la strategia che prevede di mettere in orbita una costellazione di mini-satelliti, soprattutto se questi sono realizzati con componenti a basso costo, rende l&#39;approccio allo spazio più sostenibile e meno rischioso, perché la capacità dell&#39;intera costellazione è meno legata all&#39;efficienza dei singoli elementi che la compongono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già qualche anno fa il lungimirante Giovanni Sylos Labini aveva spiegato,&lt;a href=&quot;http://blog.planetek.it/2012/10/15/cambiare-l%E2%80%99economia-dello-spazio/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; sul blog di Planetek Italia&lt;/a&gt;, in che modo &lt;b&gt;i mini-satelliti cambiano l&#39;economia dello Spazio&lt;/b&gt;, individuando aree di riduzione dei costi in tutto il sistema di bordo e di terra, e adottando componenti industriali prodotti per mercati molto più ampi, invece che finanziare costose attività di ricerca e sviluppo per componenti da produrre in poche unità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Nell&#39;intervista citata all&#39;inizio di questa serie di articoli, sempre Giovanni dice:&lt;/div&gt;&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-FWGRvN3fd5Q/VjXm-nVTe-I/AAAAAAAAb34/XxQo8A-NEAA/s1600/virgolette.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-FWGRvN3fd5Q/VjXm-nVTe-I/AAAAAAAAb34/XxQo8A-NEAA/s1600/virgolette.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&quot;[le costellazioni di minisatelliti] sembrano offrire un nuovo approccio alla raggiungibilità dello spazio, ed in alcuni casi anche un &lt;b&gt;approccio più sostenibile&lt;/b&gt; dal punto di vista economico. Una buona parte di questa teoria deve essere ancora dimostrata, ma sicuramente iniziano ad avere nuovi ingredienti per costruire quelle che possono essere le &lt;b&gt;missioni di osservazione della Terra del futuro&lt;/b&gt;. Quello che possiamo immaginare è che molti di questi sistemi avranno maggiori capacità a bordo, e saranno più capaci di &lt;b&gt;muoversi in maniera collettiva&lt;/b&gt;, come singoli oggetti in orbita intorno alla terra.&quot;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Per questo, nel prossimo futuro, il successo dei &quot;classici&quot; operatori satellitari sarà minacciato da realtà commerciali con un diverso DNA e differenti modelli di business. Non c&#39;è infatti solo Planet Labs a lanciare i suoi mini-satelliti.&lt;/div&gt;&lt;h2 style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Uno Spazio pieno di mini-satelliti&lt;/h2&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Dal prossimo anno &lt;a href=&quot;http://www.blacksky.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;BlackSky Global&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; inizierà la sua avventura nello spazio, lanciando in orbita i primi 6 dei 60 satelliti che prevede di schierare in costellazione entro il 2019. L&#39;obiettivo è coprire l’intero territorio terrestre con frequenza giornaliera, alla risoluzione di 1 metro per pixel.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://pbs.twimg.com/media/CGhAeHEUcAA6AtK.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;111&quot; src=&quot;https://pbs.twimg.com/media/CGhAeHEUcAA6AtK.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Hexagon Imagery Program&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Grazie a questo piano così aggressivo ed avvincente, che BlackSky ha chiamato &quot;&lt;i&gt;Satellite imaging as a Service&lt;/i&gt;&quot;, questa azienda di Seattle ha suscitato addirittura l&#39;interesse di Hexagon AB, che ha già annunciato l&#39;offerta di questi dati nella sua offerta commerciale &lt;b&gt;HxIP&lt;/b&gt;: l&#39;&lt;a href=&quot;http://geospatialnews.planetek.it/2015/07/hexagon-imagery-program.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Hexagon Imagery Program&lt;/a&gt;, il servizio web-based per la distribuzione di dati satellitari e da aereo di tutto il mondo. Questo programma, grazie alle numerose partnership che Hexagon ha siglato con altre importanti realtà del settore geospaziale (tra cui Airbus DS), mette a disposizione degli utenti un vasto archivio di dati ad altissima risoluzione in continuo aggiornamento, ed offre anche accesso a dati LIDAR e modelli digitali del terreno.&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Un&#39;altra che sta lanciando man mano i suoi piccoli satelliti è &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.skyboximaging.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;SkyBox Imaging&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, che ha saputo catturare le attenzioni di una certa Google, al punto che il colosso di Mountain View se l&#39;è &lt;a href=&quot;http://www.skyboximaging.com/blog/skybox-imaging-google&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;comprata l&#39;anno scorso&lt;/a&gt;. La costellazione di SkyBox è in grado di acquisire non solo immagini, ma anche riprese video della durata di oltre un minuto. Guardate il video seguente per capire di cosa parliamo:&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;280&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/aW1-ZWencvA&quot; width=&quot;500&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;SkyBox non è l&#39;unica a girare filmini della Terra dallo spazio, perché c&#39;è anche &lt;a href=&quot;https://www.urthecast.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Urthecast&lt;/a&gt;&amp;nbsp;che ha montato delle &quot;videocamere&quot; sulla ISS, In realtà sulle applicazioni che sfruttino questo genere di riprese video c&#39;è ancora tanto da lavorare, e ancora non ho visto in giro niente di davvero rivoluzionario, se non per applicazioni di &lt;i&gt;intelligence &lt;/i&gt;in ambito militare. Quando però i satelliti in orbita saranno un bel po&#39;, e le riprese video possibili inizieranno a crescere in maniera significativa, ne vedremo delle belle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;i&gt;Big Data &lt;/i&gt;satellitari&lt;/h2&gt;Da quanto abbiamo visto finora, tra l&#39;attuale offerta di dati ad altissima risoluzione spaziale ed un futuro dirompente con elevatissima risoluzione temporale, è chiaro che siamo già in pieno diluvio di dati. Bere o affogare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-_QGRom49Qcc/U1L_UXv6ulI/AAAAAAAAAJ8/myU_ndqbOQE/s1600/infoDiagram_blog_bigdata_4V.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-_QGRom49Qcc/U1L_UXv6ulI/AAAAAAAAAJ8/myU_ndqbOQE/s1600/infoDiagram_blog_bigdata_4V.png&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Definizione delle 4V dei &lt;i&gt;Big Data&lt;/i&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Quando parlo di &lt;i&gt;Big Data &lt;/i&gt;satellitari mi riferisco a due fenomeni principali: la quantità di informazioni offerte dai sistemi di osservazione della Terra e la nostra progressiva capacità di memorizzare, elaborare ed analizzare questi dati. Com&#39;è noto, per descrivere il fenomeno dei &lt;i&gt;Big Data,&amp;nbsp;&lt;/i&gt;si usano in genere le &lt;b&gt;quattro V&lt;/b&gt;, che ben si adattano anche alle immagini satellitari: &lt;i&gt;Volume&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Velocità&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Varietà&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Veridicità&lt;/i&gt;. Non mi soffermo su queste quattro e le darò per scontate. Voglio concludere invece questa serie di articoli sottolineando che tutta questa disponibilità di dati sarà &lt;b&gt;sprecata &lt;/b&gt;se non riusciamo a trasformarla in reale &lt;b&gt;Valore&lt;/b&gt;, che è secondo me la V più importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affinché questi dati esprimano tutto il loro valore ci sono due nodi da sciogliere. Uno è legato alla &lt;b&gt;tecnologia&lt;/b&gt;, ma l&#39;altro si riferisce alla &lt;b&gt;domanda di servizi &lt;/b&gt;basati su questi dati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/--_yTvcqrWbg/VgvX_jZeiNI/AAAAAAAAbYY/qrr9b_rxdxU/s1600/Slide28.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/--_yTvcqrWbg/VgvX_jZeiNI/AAAAAAAAbYY/qrr9b_rxdxU/s320/Slide28.PNG&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Workflow automatico per l&#39;analisi della &lt;br /&gt;torbidità marina con lo Spatial Modeler&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Dal punto di vista della tecnologia ci sono alcune &lt;i&gt;parole chiave &lt;/i&gt;che sento citate sempre più spesso quando si parla dei &lt;i&gt;Big Data&lt;/i&gt; geospaziali: certamente vedremo un crescente impatto del&amp;nbsp;&lt;i&gt;Software As A Service &lt;/i&gt;e della fruizione su &lt;i&gt;Cloud &lt;/i&gt;dei servizi basati su questi dati. Sarà sempre più importante &lt;b&gt;spostare &lt;/b&gt;l&#39;elaborazione dei dati, dal loro utilizzo in ambienti desktop con interfacce grafiche pensate per utenti umani, ad un processamento massivo grazie a &lt;a href=&quot;http://geospatialnews.planetek.it/2015/09/spatial-modeler-un-nuovo-strumento-per.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;workflow di elaborazione automatici&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ieri il mio amico &lt;a href=&quot;https://twitter.com/aborruso/status/660717296307032065&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Andrea Borruso mi ha suggerito un articolo&lt;/a&gt; che evidenzia le ultime tendenze nel mondo del &lt;i&gt;mapping&lt;/i&gt;, e che nelle sue conclusioni conforta questa mia analisi. Chi lavora con dati geospaziali in maniera tradizionale, spesso è costretto a sprecare il proprio tempo in ripetitive e noiose operazioni che succhiano tempo. Si pensi ad attività come lo scarico di dati, l’elaborazione attraverso molteplici software che richiedono continue conversione di formati, la creazione di cataloghi di metadati e la pubblicazione on-line di dati e mappe. Tempo sottratto alle attività di maggiore valore come l’analisi dei risultati ottenuti, fondamentale per l’adozione di decisioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/div&gt;La soluzione a questo problema è nella creazione di flussi di lavoro automatizzati, che assicurino risultati standardizzati e ripetibili, e che garantiscano l&#39;accesso via web a dati e processi, ma soprattutto alle informazioni da essi generate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà cruciale poi affidare ai nostri strumenti mobili la rappresentazione di queste informazioni, sotto forma di indicatori e mappe dinamiche, perché ci garantiscono una reale conoscenza dei fenomeni investigati e ci aiutino a fare delle scelte. Su questo stiamo lavorando con le &lt;a href=&quot;http://www.hexagongeospatial.com/products/smartmapp&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Smart M.Apps &lt;/b&gt;di Hexagon Geospatial&lt;/a&gt;, e ci torneremo spesso nei prossimi mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo dovremo lavorare sulla crescita di una reale domanda per queste informazioni e conoscenza, che poi è la &lt;b&gt;domanda di servizi &lt;/b&gt;basati sull&#39;osservazione della Terra di cui parlavo anche nell&#39;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/immagini-satellitari-come-opendata.html#opendata&quot;&gt;articolo precedente&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-4gSaiLI72dU/VjYg2F14JfI/AAAAAAAAb4Q/jLNGGEJNNIM/s1600/smartphone.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-4gSaiLI72dU/VjYg2F14JfI/AAAAAAAAb4Q/jLNGGEJNNIM/s200/smartphone.png&quot; width=&quot;141&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Ad oggi &lt;a href=&quot;http://earsc.org/file_download/238/EARSC+views+on+downsteam+development+final.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;si stima&lt;/a&gt; che, nella proiezione al 2030 dei dati del settore EO, l&#39;80% sarà ancora costituito da una domanda diretta o indiretta di servizi pubblici. Sarà sufficiente a rendere sostenibili - cioè economicamente vantaggiosi e competitivi dal punto di vista delle prestazioni - i sistemi spaziali che abbiamo visto finora?&lt;br /&gt;Perché ciò accada, bisognerà cercare i metodi più opportuni per far crescere notevolmente questa domanda, semplificando l&#39;accesso ai dati da parte delle aziende, favorendo l&#39;accesso industriale ai fondi per la ricerca e promuovendo gli appalti pre-commerciali. Questi in particolare possono contribuire ad aumentare la consapevolezza ed il coinvolgimento dell&#39;utenza, favorendo il cosiddetto&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;i&gt;user uptake&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, e creando le condizioni perché si affermi un mercato dei servizi EO che sappia rendere finalmente sostenibili le applicazioni dell’osservazione della Terra per gli utenti.&lt;br /&gt;______________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Questo post è l&#39;ultimo di una serie dedicata all&#39;osservazione della Terra:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/presente-e-futuro-osservazione-terra.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Il presente e il futuro dell&#39;osservazione della Terra da satellite&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/losservazione-della-terra-oggi.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;L&#39;osservazione della Terra, oggi&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/immagini-satellitari-come-opendata.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Immagini satellitari come OpenData&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/11/futuro-osservazione-terra.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Il futuro dell&#39;osservazione della Terra da satellite&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2015/11/futuro-osservazione-terra.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-TcRDzcsPn0g/VgvX-tGMqiI/AAAAAAAAbYQ/_tPN0RxaHn8/s72-c/Slide23.PNG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-6558769226307863592</guid><pubDate>Mon, 26 Oct 2015 08:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-11-02T11:09:12.551+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Copernicus</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">GMES</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">microsatelliti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Radar</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Sentinel</category><title>Immagini satellitari come #OpenData</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;Continuiamo a parlare del &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/presente-e-futuro-osservazione-terra.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;presente e del futuro dell&#39;osservazione della Terra&lt;/a&gt;, dando un&#39;occhiata in questa &quot;terza puntata&quot; a come la &lt;b&gt;politica europea&lt;/b&gt; sul libero accesso ai dati satellitari delle &lt;b&gt;missioni Sentinel&lt;/b&gt; stia cambiando le regole del gioco.&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Nella &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/losservazione-della-terra-oggi.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;puntata precedente&lt;/a&gt; infatti abbiamo parlato di satelliti commerciali, ovvero che acquisiscono immagini che poi vengono vendute sul mercato direttamente dagli operatori satellitari o da loro partner. Se fino a qualche anno fa l&#39;unico modo di utilizzare immagini satellitari era acquistarne una licenza d&#39;uso, da un po&#39; di tempo a questa parte qualcosa sta cambiando.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; margin-left: 1em; text-align: right;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-LfFfUA-CNwg/ViO9vQzDiUI/AAAAAAAAbrw/PNaiomlrOHg/s1600/15-061.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;137&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-LfFfUA-CNwg/ViO9vQzDiUI/AAAAAAAAbrw/PNaiomlrOHg/s320/15-061.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Landsat 9 - Credits: &lt;a href=&quot;http://www.nasa.gov/&quot;&gt;www.nasa.gov&lt;/a&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Un paio d&#39;anni fa, quando ancora in Commissione Europea si discuteva delle strategie di &lt;em&gt;licensing &lt;/em&gt;per i dati acquisiti dalle missioni satellitari del programma &lt;b&gt;Copernicus&lt;/b&gt;, su questo blog avevo spiegato&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2013/03/perche-anche-i-dati-satellitari-devono.html#comment-form&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;perché le &lt;em&gt;data policy&lt;/em&gt; orientate alla liberazione dei dati sono più sensate e vantaggiose&lt;/a&gt; nel medio-lungo periodo. In quell&#39;articolo parlavo delle scelte dell&#39;USGS americano circa i dati delle prime 8&amp;nbsp;missioni &lt;a href=&quot;https://landsat.usgs.gov/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Landsat&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, che ancora oggi sono accessibili gratuitamente, ed altrettanto accadrà con i dati della missione &lt;a href=&quot;http://www.nasa.gov/press/2015/april/nasa-usgs-begin-work-on-landsat-9-to-continue-land-imaging-legacy&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Landsat 9&lt;/a&gt; che sarà lanciata fra 8 anni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi sono partite le prime missioni &lt;a href=&quot;https://sentinel.esa.int/web/sentinel/missions&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sentinel&lt;/a&gt;, con un approccio molto più &lt;b&gt;integrato &lt;/b&gt;rispetto al programma Landsat, perché la strategia europea, anziché ad un solo satellite, è estesa ad un&amp;nbsp;&lt;b&gt;piano pluriennale e ambizioso&lt;/b&gt; che prevede il lancio di svariati satelliti di diverso tipo. Satelliti che acquisiscono o acquisiranno dati accessibili ed usabili liberamente, insomma dei veri e propri &lt;b&gt;&lt;em&gt;Open Data &lt;/em&gt;satellitari&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Tutto questo accade nell&#39;ambito del &lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-FDgN8UU0MiA/VgvjEdVad_I/AAAAAAAAbZI/txi8fGtVGak/s1600/Slide16.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-FDgN8UU0MiA/VgvjEdVad_I/AAAAAAAAbZI/txi8fGtVGak/s200/Slide16.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;programma &lt;a href=&quot;http://www.copernicus.eu/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Copernicus&lt;/a&gt;, che molti conoscono con il vecchio nome&amp;nbsp;GMES, e che vuole rispondere alla domanda di servizi di osservazione della Terra in Europa. Per questo il programma mette a disposizione degli Stati europei i cosiddetti &lt;em&gt;Core Services&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;per il monitoraggio del suolo, dei mari, dell&#39;atmosfera, dei cambiamenti climatici, e per la gestione delle emergenze e della sicurezza. Questi servizi mettono a disposizione dei cittadini europei dati (satellitari ma non solo) o altri servizi: ad esempio, per il monitoraggio del suolo, l&#39;Agenzia Europea per l&#39;Ambiente (EEA) si occupa di produrre o aggiornare mappe tematiche ad alta risoluzione di&amp;nbsp;tutta l&#39;Europa relative &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/progetti/soil_sealing&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;alle superfici artificiali&lt;/a&gt;, alle aree&amp;nbsp;forestate ecc., che tutte insieme permettono di&amp;nbsp;tenere sotto controllo la&amp;nbsp;copertura del suolo (con le mappe&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://land.copernicus.eu/pan-european/corine-land-cover/view&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Corine Land Cover&lt;/a&gt;).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Anche gli &lt;strong&gt;output dei &lt;em&gt;Core Services &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;sono generalmente disponibili come &lt;em&gt;Open Data,&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e questa è la &lt;strong&gt;grossa opportunità ma anche la sfida di Copernicus &lt;/strong&gt;per l&#39;Europa: sfruttare i prodotti a valore aggiunto ed i dati satellitari &lt;em&gt;open &lt;/em&gt;per sviluppare una capacità molto più grande di quella attuale nella realizzazione di servizi&amp;nbsp;ed applicazioni, che siano&amp;nbsp;realmente utili, economicamente sostenibili, ed orientati a soddisfare una reale domanda degli utenti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Sono i cosiddetti&lt;b&gt; servizi &lt;em&gt;downstream&lt;/em&gt;&lt;/b&gt;, tra cui rientrano anche le applicazioni commerciali che costruiscano &lt;em&gt;Valore Aggiunto&lt;/em&gt; su dati telerilevati da satellite - commerciali o&amp;nbsp;&lt;em&gt;Open.&lt;/em&gt;&amp;nbsp;I servizi downstream seri in realtà sanno sfruttare non solo i&lt;b&gt; dati satellitari&lt;/b&gt;, ma anche le &lt;b&gt;informazioni &lt;/b&gt;e gli &lt;b&gt;altri dati &lt;/b&gt;resi disponibili dai servizi essenziali che vengono offerti dall&#39;Unione Europea, i già citati&amp;nbsp;&lt;i&gt;Core Services &lt;/i&gt;di Copernicus. &lt;br /&gt;Il potenziale in termini di mercato è straordinario, e ne parlavo &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2013/01/20000-nuovi-posti-di-lavoro-con.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Sentinelle spaziali&lt;/h3&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-T37u9g8fL8A/VgvXzWiZFMI/AAAAAAAAbXo/uaXf01piGMM/s1600/Slide17.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-T37u9g8fL8A/VgvXzWiZFMI/AAAAAAAAbXo/uaXf01piGMM/s200/Slide17.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Torniamo a parlare delle immagini satellitari disponibili in maniera &lt;em&gt;free &lt;/em&gt;e&lt;em&gt; open&lt;/em&gt;. L&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&#39;anno scorso è stato lanciato &lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Sentinel_1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Sentinel-1a&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, la prima delle &quot;sentinelle&quot;, che monta un sensore RADAR ad apertura sintetica in banda C. Non ha la risoluzione spaziale né temporale di Cosmo-SkyMED, di cui abbiamo parlato la scorsa settimana, perché la risoluzione spaziale arriva al massimo a 5 metri ed il tempo di rivisita sull&#39;Europa è di circa&amp;nbsp;6 giorni (si ridurrà a&amp;nbsp;3 giorni quando sarà in orbita il&lt;b&gt; satellite gemello&lt;/b&gt; Sentinel-1b), ma grazie alla possibilità di acquisire dati in qualsiasi condizione di illuminazione e di copertura nuvolosa, è estremamente utile per il &lt;b&gt;monitoraggio della terraferma e dei mari&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-BzRTfhkw-y8/VgvXz8HZZ_I/AAAAAAAAbXw/nQuyrIs7MUk/s1600/Slide18.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-BzRTfhkw-y8/VgvXz8HZZ_I/AAAAAAAAbXw/nQuyrIs7MUk/s200/Slide18.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Le caratteristiche che abbiamo già visto per le acquisizioni satellitari con sistemi RADAR sono quelle che hanno consentito a Sentinel-1 di &quot;immortalare&quot; per esempio questo avvenimento che ha avuto grosso risalto nelle cronache di quest&#39;estate: il relitto della Costa Concordia, rimorchiato verso il porto di Genova.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Da qualche settimana ci stiamo divertendo a raccontare come riusciamo a  sfruttare questi dati per monitorare potenziali fenomeni di dissesto  idrogeologico e &lt;a href=&quot;http://www10.giscafe.com/nbc/articles/1/1377825/Detection-monitoring-landslides-management-infrastructures-urban-areas&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;prevenire i&amp;nbsp;movimenti franosi&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-QvcHtG1S_uA/VgvX4MZIU4I/AAAAAAAAbYA/SZiccSWDBXQ/s1600/Slide19.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-QvcHtG1S_uA/VgvX4MZIU4I/AAAAAAAAbYA/SZiccSWDBXQ/s200/Slide19.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Dallo scorso 23 giugno è in orbita anche &lt;a href=&quot;http://www.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/Copernicus/Sentinel-2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Sentinel 2a&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, il primo di due satelliti multispettrali pensati per monitorare lo stato di salute del pianeta, con particolare attenzione alla vegetazione terrestre: foreste, piantagioni, zone agricole ecc. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Anche la missione Sentinel 2 prevede il lancio di &lt;b&gt;due satelliti&lt;/b&gt;, destinati a rincorrersi per tutta la loro vita volando agli antipodi&amp;nbsp;uno dell&#39;altro. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-H2wB-13PE0c/VgvX9reGIZI/AAAAAAAAbYI/MQPb1wblR4U/s1600/Slide20.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-H2wB-13PE0c/VgvX9reGIZI/AAAAAAAAbYI/MQPb1wblR4U/s200/Slide20.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;I sensori di Sentinel 2 sono di tipo ottico e garantiscono immagini in &lt;a href=&quot;https://sentinel.esa.int/web/sentinel/missions/sentinel-2/instrument-payload/resolution-and-swath&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;13 bande multispettrali&lt;/a&gt;, con risoluzione da 10 metri fino a 60 metri. E&#39; interessante notare che lo &lt;em&gt;swath&lt;/em&gt; (l&#39;ampiezza di ripresa) di Sentinel 1 è di ben 290 km: una volta e mezza quella del Landsat, come si vede nell&#39;immagine accanto, che è la prima acquisita sull&#39;Italia, appena quattro giorni dopo la messa in orbita. Si riconosce la Liguria e parte della Costa Azzurra.&amp;nbsp;Grazie a questa grossa capacità di ripresa, quando sarà operativo anche Sentinel-2a il tempo di rivisita sull&#39;Europa sarà di soli 3 giorni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-YjYdbBC5fJY/VgvX-ubY2MI/AAAAAAAAbYU/YFd2Waqdf-Y/s1600/Slide21.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-YjYdbBC5fJY/VgvX-ubY2MI/AAAAAAAAbYU/YFd2Waqdf-Y/s200/Slide21.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Le 13 bande multispettrali di questo satellite coprono un&#39;ampia porzione dello spettro elettromagnetico, dal visibile all&#39;infrarosso vicino, fino all&#39;infrarosso ad onde corte, e forniranno informazioni importantissime sullo stato della vegetazione, come si intuisce dall&#39;immagine a fianco, che raffigura in falsi colori un tratto della&amp;nbsp;&lt;/span&gt;valle del fiume Po. Inutile dire che sarà straordinario il contributo dei satelliti Sentinel 2 alla prossima generazione di prodotti geografici che si potranno realizzare, tra mappe di copertura del suolo, delle foreste, delle aree artificiali e via dicendo. Ancora più importante saranno i prodotti che daranno evidenza dei cambiamenti in corso, per analizzare l&#39;andamento di certi fenomeni o controllare l&#39;effetto sul territorio delle politiche degli Stati nel tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entro la fine dell&#39;anno sarà lanciato anche &lt;a href=&quot;http://www.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/Copernicus/Sentinel-3A_shows_off&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Sentinel 3a&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, un altro giocattolone spaziale che fornirà informazioni sui nostri &lt;b&gt;mari &lt;/b&gt;e sugli &lt;b&gt;oceani&lt;/b&gt;, dalla temperatura alla qualità delle acque marine, e tante altre informazioni utili per la sicurezza, il monitoraggio ambientale e lo studio del clima. Nei prossimi anni, poi, partiranno uno alla volta &lt;a href=&quot;http://www.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/Copernicus/Overview4&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;tutti i satelliti fino a Sentinel 6&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Ai dati Sentinel è possibile accedere&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;già da tempo,&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;previa registrazione, tramite il portale dell&#39;Agenzia Spaziale Europea&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://sentinel.esa.int/web/sentinel/home&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sentinel Online&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Non solo Copernicus&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Abbiamo visto quindi che la politica di distribuzione dei dati&amp;nbsp;&lt;i&gt;free &lt;/i&gt;e&amp;nbsp;&lt;i&gt;open&lt;/i&gt; di Copernicus è pensata per favorire la piena adozione delle tecnologie di osservazione della Terra da parte dell&#39;Europa, al fine di ottenere benefici di tipo ambientale - ma anche economico: da tempo si parla di un mercato da 30 miliardi di Euro e di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro entro il 2030 (anche di questo ho già scritto &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2013/01/20000-nuovi-posti-di-lavoro-con.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;). Queste scelte sono coerenti con le politiche che l&#39;Europa persegue rispetto alla libertà d&#39;accesso alle informazioni pubbliche, come previsto per esempio dalla &lt;a href=&quot;https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/public-sector-information-raw-data-new-services-and-products&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Direttiva PSI&lt;/a&gt;.&lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Se queste scelte virtuose sulla liberazione dei dati satellitari&amp;nbsp;&lt;/span&gt;sono ragionevoli e benvenute quando fatte da un&#39;entità pubblica, fanno rumore invece quando prese da realtà commerciali che sulla vendita dei dati dovrebbero basare tutta la loro strategia di ritorno sugli investimenti. Anch&#39;io sono saltato sulla sedia quando Will Marshall, CEO di Planet Labs, ha &lt;a href=&quot;https://www.planet.com/pulse/globalgoals/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;annunciato a fine settembre &lt;/a&gt;che avrebbe liberato l&#39;accesso ad una parte dei dati ad alta risoluzione acquisiti dalla sua costellazione di microsatelliti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/tEGgWmAODQ8&quot; width=&quot;560&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Marshall aveva fatto l&#39;annuncio all&#39;assemblea delle Nazioni Unite, parlando del contributo che questi dati avrebbero dato agli obiettivi dell&#39;ONU per lo sviluppo sostenibile. Avevo pensato quindi che i dati satellitari che Planet Labs avrebbe rilasciato con licenze &lt;i&gt;open &lt;/i&gt;sarebbero stati quelli acquisiti sulle aree più povere dell&#39;Africa o dell&#39;India; e mi sembrava già una bella cosa. E invece ecco che quei mattacchioni la settimana scorsa mi sorprendono ancora, perché aprono l&#39;accesso alla loro piattaforma (ancora in beta) con le immagini satellitari della California! Con licenza &lt;a href=&quot;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CC BY SA 4.0&lt;/a&gt;, &quot;condividi allo stesso modo&quot; che si applica quindi anche ai prodotti a valore aggiunto generati con questi dati. In altre parole Marshall dice: io ti faccio usare i miei dati liberamente, ma qualsiasi cosa tu ci faccia, devi renderla pubblica allo stesso modo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Non so per quanto tempo questi dati sulla California resteranno accessibili in modalità open, ma questo è di certo un ottimo modo di promuovere e far conoscere le potenzialità della costellazione e delle immagini ad altissima risoluzione di Planet Labs. Di questi microsatelliti, che rappresentano davvero una grossa novità nel settore aerospaziale, parlerò ampiamente nella prossima ed ultima puntata di questa serie di articoli sul presente e futuro dell&#39;osservazione della Terra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/null&quot; name=&quot;opendata&quot;&gt;I benefici degli Open Data satellitari&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Quando si parla di Open Data, e ci si riferisce alle informazioni che il settore pubblico dovrebbe rendere accessibili per assicurare trasparenza e creare opportunità di business, ci si scontra spesso con gli annosi problemi della mancata armonizzazione e integrazione delle banche dati. Invece,&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.pionero.it/2015/10/01/il-monitoraggio-ambientale-di-openpuglia-attraverso-gli-open-data/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;come dice il mio amico Vincenzo Patruno&lt;/a&gt;, &quot;servono&lt;i&gt; open data &lt;/i&gt;ad alta potenzialità su cui generare servizi orientati alla conoscenza&quot;.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ecco: queste immagini satellitari &lt;i&gt;open &lt;/i&gt;di cui abbiamo parlato oggi possiedono proprio queste caratteristiche. Sono dati disponibili in formati standard, pur nella loro varietà, e aggiornati frequentemente, di altissima qualità e diffusi da enti affidabili. Il meglio che ci può essere per costruirci sopra un business duraturo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-7D1hJFu08q8/VifERegKGyI/AAAAAAAAbu8/Pra4B4Y4SAY/s1600/tag%2Bcloud.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;141&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-7D1hJFu08q8/VifERegKGyI/AAAAAAAAbu8/Pra4B4Y4SAY/s200/tag%2Bcloud.png&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Le immagini satellitari da sole, però, non bastano.&lt;br /&gt;Come è scaturito da un&#39;indagine di &lt;a href=&quot;http://%28www.eurisy.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Eurisy&lt;/a&gt;&amp;nbsp;[1] di un paio di anni fa, se da un lato è ovvio che la gratuità dei dati satellitari aiuta a superare quegli ostacoli finanziari che fino a ieri impedivano certamente l&#39;adozione delle tecnologie satellitari di osservazione della Terra, non bisogna trascurare l&#39;&lt;b&gt;impreparazione dell&#39;utenza&lt;/b&gt; ad interpretare i &lt;b&gt;dati grezzi&lt;/b&gt;. Parliamo di un&#39;utenza professionale nel settore ambientale, dell&#39;urbanistica, dell&#39;ingegneria e del governo del territorio in senso lato, ovvero quella parte della domanda, pubblica e privata, che per prima potrebbe trarre beneficio dalla conoscenza ottenibile con l&#39;osservazione della Terra; e che però non dispone delle competenze tecniche per processare ed interpretare i dati grezzi, integrarli con altre fonti informative, e produrre risultati - mappe, nei casi più ovvi, pronte da essere utilizzate nei sistemi informativi geografici.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Se la guardiamo così, la spinta all&#39;utilizzo del dato satellitare corre il rischio di ridursi ad un mero &lt;b&gt;&lt;i&gt;push &lt;/i&gt;tecnologico&lt;/b&gt;, che non riuscirà facilmente a suscitare l&#39;interesse di questa tipologia di utenza.&lt;br /&gt;Non è quello che sta accadendo con i droni? Bei giocattoli che tutti vogliono imparare a pilotare, tanta curiosità, ma quant&#39;è arduo poi trattare realmente i dati acquisiti per generare informazioni usabili.&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://i2.wp.com/www.ilfattaccio.org/wp-content/uploads/2013/01/disorientamento.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://i2.wp.com/www.ilfattaccio.org/wp-content/uploads/2013/01/disorientamento.jpg&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;142&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Allo stesso modo, nonostante quest&#39;ampia e crescente disponibilità di satelliti e dati, i servizi di osservazione della Terra restano ancora confinati nel &lt;b&gt;dominio specialistico&lt;/b&gt; dei ricercatori e dei professionisti dei sistemi informativi geografici, che sono inevitabilmente più inclini ad inseguire i continui miglioramenti delle tecnologie satellitari (qualità dei sensori, aumento delle risoluzioni ecc).&lt;br /&gt;Di conseguenza gli utenti finali (le categorie professionali che ho elencato prima) non riuscendo ad ottenere &lt;b&gt;benefici tangibili&lt;/b&gt; dall&#39;osservazione della Terra, sono portati a valutare la tecnologia satellitare come un semplice succedaneo del rilievo aereo. Ed ecco spiegata la fatidica domanda: &quot;cosa mi offrono le immagini satellitari in più rispetto ad un volo aereo o a un rilievo col drone?!&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi invece il vero &lt;i&gt;&lt;b&gt;User Uptake&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, cioè l&#39;adozione dei servizi dello Spazio da parte&amp;nbsp;di quelle categorie professionali,&amp;nbsp;si può realizzare&amp;nbsp;assicurando loro l&#39;accesso a servizi che garantiscano non più mere&amp;nbsp;&lt;i&gt;informazioni&lt;/i&gt;, ma una &lt;b&gt;reale&amp;nbsp;conoscenza &lt;/b&gt;dei fenomeni. Non bastano quindi più le mappe tradizionali: l&#39;utenza chiede &lt;i&gt;&lt;b&gt;scenari geospaziali &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;ricchi di &lt;b&gt;metriche &lt;/b&gt;ed &lt;b&gt;indicatori&lt;/b&gt;, mappe dinamiche che diano evidenza dell&#39;andamento di fenomeni, che aiutino a capire e prendere decisioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-YRs0wOurhi8/Vie8cIvKxoI/AAAAAAAAbuU/E-NUbjYZlDU/s1600/m.apps.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;137&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-YRs0wOurhi8/Vie8cIvKxoI/AAAAAAAAbuU/E-NUbjYZlDU/s200/m.apps.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Questi servizi, accessibili via Web perché per loro natura sposano il paradigma del &lt;i&gt;cloud &lt;/i&gt;e del &lt;i&gt;software as a service&lt;/i&gt;, diventano &#39;&lt;i&gt;black box&lt;/i&gt;&#39; per &lt;b&gt;l&#39;utente&lt;/b&gt;, che &lt;b&gt;si disinteressa&lt;/b&gt; di come l&#39;informazione viene generata, se ciò che ottiene è accurato ed affidabile per i suoi scopi. Dietro la &lt;b&gt;generazione dinamica e ripetitiva di indicatori&lt;/b&gt; per il monitoraggio della VAS ci saranno magari catene sconfinate di processamento dei dati, algoritmi complessi ed integrazione delle immagini satellitari con altre fonti di dati; ma l&#39;utenza oggi vuole un&#39;informazione snella e semplice, possibilmente a portata di smartphone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la generazione di questi scenari l&#39;utente non svolge un ruolo passivo: è indispensabile il suo &lt;b&gt;coinvolgimento &lt;/b&gt;nel processo di costruzione della conoscenza. Per esempio può essere coinvolto nella fase di classificazione dell&#39;immagine per addestrare il modello a riconoscere le &lt;i&gt;features &lt;/i&gt;più utili, oppure in fase di validazione dei risultati: la &lt;b&gt;consapevolezza dei luoghi&lt;/b&gt; e l&#39;&lt;b&gt;esperienza sul campo&lt;/b&gt; sono risorse (quasi) sempre disponibili a livello locale, e quando opportunamente riconosciute e sfruttate, possono aiutare a&lt;b&gt; migliorare la qualità dei prodotti e servizi&lt;/b&gt;, in particolare quelli che assicurano un monitoraggio dei cambiamenti robusto, ripetibile e standardizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi casi, come dicevo nel &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/losservazione-della-terra-oggi.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;post precedente&lt;/a&gt;, anche una risoluzione del dato satellitare leggermente più bassa, se però è garantito un &lt;b&gt;monitoraggio costante&lt;/b&gt; sulle aree di interesse, non costituisce un reale ostacolo alla realizzazione di&lt;b&gt; servizi operativi e utili &lt;/b&gt;per gli utenti finali: purché questi servizi offrano un &lt;b&gt;accesso rapido e continuo alla conoscenza dei fenomeni&lt;/b&gt;, garantendo il&amp;nbsp;&lt;b&gt;risparmio di tempo e di soldi&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Solo così otterremo la reale adozione delle tecnologie spaziali da parte dell&#39;utenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appuntamento alla prossima e ultima puntata, per guardare al futuro dell&#39;osservazione della Terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;______________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Questo post è il terzo di una serie dedicata all&#39;osservazione della Terra:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/presente-e-futuro-osservazione-terra.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Il presente e il futuro dell&#39;osservazione della Terra da satellite&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/losservazione-della-terra-oggi.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;L&#39;osservazione della Terra, oggi&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/immagini-satellitari-come-opendata.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Immagini satellitari come OpenData&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/11/futuro-osservazione-terra.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Il futuro dell&#39;osservazione della Terra da satellite&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;____________&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;[1] avevo salvato tempo fa un&amp;nbsp;link ai risultati dell&#39;indagine&amp;nbsp;che adesso non sembra funzionare più:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.eurisy.org/index.php/news/item/242-satellite-data-is-not-enough-end-users-need-friendly-maps-and-services-tailored-to-their-needs.html&quot;&gt;http://www.eurisy.org/index.php/news/item/242-satellite-data-is-not-enough-end-users-need-friendly-maps-and-services-tailored-to-their-needs.html&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2015/10/immagini-satellitari-come-opendata.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-LfFfUA-CNwg/ViO9vQzDiUI/AAAAAAAAbrw/PNaiomlrOHg/s72-c/15-061.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-1690894944501426564</guid><pubDate>Mon, 19 Oct 2015 07:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-11-02T11:09:37.388+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Copernicus</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Cosmo Sky-Med</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">GMES</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Intelligence</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Radar</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">video</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">WorldView-2</category><title>L&#39;osservazione della Terra, oggi</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;I satelliti in orbita attorno alla Terra sono ormai un numero incredibile. Svariate decine sono solo &lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Satellite_per_telerilevamento&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;quelli per l&#39;osservazione della Terra&lt;/a&gt; operativi, e poi ci sono quelli per le telecomunicazioni, per la navigazione come i GPS e quelli di Galileo, ecc.&lt;br /&gt;Continuiamo a parlare del &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/presente-e-futuro-osservazione-terra.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;presente e del futuro dell&#39;osservazione della Terra&lt;/a&gt;, dando un&#39;occhiata in questa &quot;seconda puntata&quot; a quella che è la situazione al giorno d&#39;oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente il satellite per l&#39;osservazione della Terra che acquisisce immagini con il più alto livello di dettaglio è&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/worldview_3&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; WorldView-3&lt;/a&gt; di DigitalGlobe, che raggiunge una risoluzione spaziale di 30 cm a terra.&lt;br /&gt;Trenta centimetri significa che un pixel dell&#39;immagine è grande quanto una mattonella del bagno, quindi stiamo parlando di un livello di dettaglio altissimo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-Ki5AOotQ9bA/VgvXvguIZZI/AAAAAAAAbXg/tsHwRYIJ2HM/s1600/Slide10.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-Ki5AOotQ9bA/VgvXvguIZZI/AAAAAAAAbXg/tsHwRYIJ2HM/s200/Slide10.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Un livello di dettaglio visivo così alto permette di riconoscere non solo la presenza di particolari oggetti sulla superficie terrestre (&quot;un aereo&quot;) ma anche qualità specifiche di questi oggetti (&quot;un Boeing 747 che sta facendo rifornimento e sta caricando i bagagli, e quindi si appresta al decollo&quot;). Gli utilizzi applicativi di questi dati come si può immaginare sono sterminati, dall&#39;intelligence militare all&#39;urbanistica, per arrivare al monitoraggio ambientale ed alle emergenze.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Sono sempre più numerosi i satelliti in orbita che montano sensori in grado di fornirci immagini con risoluzione sub-metrica. Le chiamiamo VHR, &lt;i&gt;Very High Resolution&lt;/i&gt;. Oggi queste immagini sono disponibili esclusivamente su base commerciale; il loro costo d&#39;acquisto, a parità di risoluzione, sta però leggermente scendendo con il passare del tempo, man mano che diventano disponibili commercialmente nuovi dati con maggiore risoluzione spaziale e spettrale. Il prezzo oggi va da un minimo di una dozzina di Euro al chilometro quadro, per un&#39;immagine già presente in archivio, a diverse decine di Euro al kmq per le immagini che il satellite acquisisce appositamente, su richiesta degli utenti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-ditNG7XeuaE/ViSrxTGC4SI/AAAAAAAAbsQ/5Ga_7cKiK1I/s1600/batimetria.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;181&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-ditNG7XeuaE/ViSrxTGC4SI/AAAAAAAAbsQ/5Ga_7cKiK1I/s200/batimetria.png&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Analisi batimetrica con satellite &lt;br /&gt;WorldView-2 - credits DigitalGlobe&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Oltre all&#39;elevata risoluzione spaziale, questi satelliti sono però anche in grado di acquisire immagini con una sempre maggiore risoluzione spettrale, &quot;fotografando&quot; cioè la superficie terrestre in porzioni dello spettro elettromagnetico non visibili ad occhio nudo. Parliamo dell&#39;infrarosso o dell&#39;ultravioletto. L&#39;analisi di immagini multispettrali con questo livello di dettaglio, che si può fare alternando la combinazione delle diverse bande con software dall&#39;utilizzo intuitivo - come il mio preferito,&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/erdas_imagine&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ERDAS Imagine&lt;/a&gt;&amp;nbsp;- permette di comprendere fenomeni non visibili ad occhio nudo, sia sulla superficie terrestre che nel mare. Ne ho parlato&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/search/label/Immagini%20Satellitari&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;varie volte su questo blog&lt;/a&gt;. Nell&#39;immagine accanto si vede come sia possibile riconoscere dettagli &quot;sottomarini&quot; in una zona costiera.&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;E&#39; importante considerare che di satelliti in grado di acquisire immagini con risoluzione sub-metrica, in orbita, oggi ce n&#39;è più d&#39;uno. La sola DigitalGlobe ne gestisce 4, come si vede in questo video.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;280&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/ZAjXVp-Mu5E&quot; width=&quot;500&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Se vogliamo parlare però di satelliti che operano come una vera costellazione, dobbiamo guardare come funzionano i due Pleiades. Gestiti da AIRBUS Defense &amp;amp; Space, sono due satelliti identici che forniscono immagini con risoluzione fino a 50cm a terra. La possibilità di aggiornare il piano di tasking fino a 3 volte al giorno fa si che questa costellazione sia davvero molto efficiente nelle sue acquisizioni. Anche se non raggiungono la straordinaria risoluzione dei satelliti di DigitalGlobe, permettono di effettuare monitoraggi davvero molto frequenti su una stessa area - se le condizioni meteo sono clementi - come si vede nel video seguente.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;280&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/Ws0iECZ2940&quot; width=&quot;500&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;direction: ltr; margin-bottom: 0pt; margin-left: 0in; margin-top: 0pt; unicode-bidi: embed; word-break: normal;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Oltre ai satelliti che forniscono immagini VHR, ce ne sono poi tanti che forniscono immagini ad &lt;i&gt;alta &lt;/i&gt;(e non altissima) risoluzione, attorno ai 5 metri per pixel ed con risoluzioni crescenti. Andrebbero citati qui gli SPOT 5 e 6 operati di nuovo da Airbus DS, la costellazione di BlackBridge, i satelliti di Deimos ecc., ma non sto qui a fare l&#39;elenco: i più curiosi possono consultare &lt;a href=&quot;https://directory.eoportal.org/web/eoportal/satellite-missions&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;l&#39;elenco di tutte le missioni EO operative in orbita&lt;/a&gt; e anche qualcuna in partenza nel prossimo futuro.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che si scelga di utilizzare un solo satellite o una costellazione di satelliti, la crescente risoluzione temporale favorisce l&#39;utilizzo di questa risorse spaziali per attività di monitoraggio. Per risoluzione temporale si intende la capacità del satellite di effettuare acquisizioni su una stessa area, con passaggi ripetuti a distanza di poche settimane o giorni.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-mffRxi6nrMA/VgvXzY-COQI/AAAAAAAAbXs/qwkVQDE8dRU/s1600/Slide15.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-mffRxi6nrMA/VgvXzY-COQI/AAAAAAAAbXs/qwkVQDE8dRU/s200/Slide15.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Come si vede nell&#39;esempio a lato, il satellite si rivela la soluzione più efficiente per il controllo di grandi opere o di aree soggette a cambiamenti frequenti, a causa di interventi dell&#39;uomo o per fattori ambientali, in tutti i casi in cui l&#39;area non sia abbastanza vasta da giustificare i costi connessi ad un sorvolo aereo, ma al tempo stesso sia troppo grande o non adatta per essere fotografata con un drone.&lt;/div&gt;Grazie ai costi contenuti delle acquisizioni satellitari, è quindi sempre più frequente l&#39;utilizzo di questa tecnologia di rilievo per attività di monitoraggio.&lt;br /&gt;Iniziano invece ad essere superati, ormai, gli utilizzi legati alla produzione di cartografia &quot;tradizionale&quot;, per i quali le foto aeree sono secondo me la soluzione migliore. A meno che uno non abbia bisogno di creare da zero cartografia accurata di qualche area inesplorata dell&#39;Africa o di altri posti sperduti del mondo: in questi casi un&#39;acquisizione stereoscopica di un dato a 40cm di risoluzione assicura una base informativa di straordinaria qualità per derivare &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/preciso_zeta&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cartografia estremamente dettagliata&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Secondo me quello del monitoraggio è il vero futuro dell&#39;osservazione della Terra VHR. Credo che l&#39;aumento della risoluzione per i satelliti possa avere senso per alcune applicazioni, ma secondo me risponde più a logiche di &lt;i&gt;tecnology push &lt;/i&gt;che non ad una reale domanda dell&#39;utenza. Parlo non solo della risoluzione spaziale, ma anche di quella spettrale. Oggi, come dice anche Giovanni Sylos Labini nell&#39;&lt;a href=&quot;https://youtu.be/F2j5XaihKFY&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;intervista&lt;/a&gt; che ho condiviso la scorsa settimana, è invece importante &lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;privilegiare scelte strategiche che portino alla costruzione di sistemi e applicazioni realmente utili agli utenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;La difficoltà ad intercettare una reale domanda dell&#39;utenza pubblica e privata deriva anche dalle strategie commerciali dei &lt;i&gt;data providers&lt;/i&gt;, che a volte li portano a definire prezzi assurdi per i dati con le risoluzioni più alte, o politiche di licenza dei dati che ne limitano fortemente l&#39;utilizzo per distribuire i prodotti derivati dalle immagini con valore aggiunto.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Di questo discutevo qualche giorno fa con i cinesi di &lt;a href=&quot;http://www.21at.com.cn/en/index.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;21AT&lt;/a&gt;, che hanno appena lanciato &lt;a href=&quot;http://www.bbc.com/news/science-environment-34255622&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;3 mini satelliti fatti da SSTL&lt;/a&gt; e che, anche se hanno &quot;solo&quot; 1 metro di risoluzione, possono sicuramente fare la differenza come costellazione orientata alle acquisizioni frequenti per il monitoraggio. Il loro successo dipenderà dall&#39;efficienza della costellazione ed ovviamente dal posizionamento commerciale della loro offerta. &lt;/div&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-ReVFJdHETV0/VgvYGe2rvJI/AAAAAAAAbYw/hYOHfReCNyo/s1600/Slide7.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-ReVFJdHETV0/VgvYGe2rvJI/AAAAAAAAbYw/hYOHfReCNyo/s200/Slide7.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Per esempio un altro contributo di grande valore da parte dei satelliti VHR sta nel supporto che offrono in situazioni di emergenza. Essendo sempre in orbita, in caso di condizioni meteo favorevoli possono facilmente ad acquisire immagini su aree critiche: qui accanto l&#39;immagine acquisita sulla centrale nucleare di Fukushima in Giappone dopo il maremoto del 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi è arrivato fin qui a leggere ed è preoccupato per la sua privacy, sentendosi &quot;spiato&quot; da tutte queste fotocamere costantemente in orbita nello spazio, può rilassarsi sapendo che questi satelliti attualmente hanno dei limiti nella capacità di acquisizione legati alle orbite ed a scelte progettuali che portano i satelliti di cui abbiamo parlato qui sopra, per esempio, a fare in genere acquisizioni sull&#39;Italia sempre tra le 10:00 e le 11:30 AM. Quindi mai di pomeriggio; e poi a volte c&#39;è cattivo tempo o semplicemente è nuvoloso.&lt;br /&gt;Se allora vogliamo acquisire immagini in queste condizioni meteo o in altre ore del giorno (o persino della notte!) i sensori a bordo dei satelliti di cui abbiamo parlato finora però non servono: ecco che allora possiamo sfruttare i sensori satellitari di tipo RADAR.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-yjtq-J1paUs/VgvXssuhciI/AAAAAAAAbXY/bmqiTo0Ak3o/s1600/Slide12.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-yjtq-J1paUs/VgvXssuhciI/AAAAAAAAbXY/bmqiTo0Ak3o/s200/Slide12.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Le immagini RADAR sono decisamente diverse da quelle di cui abbiamo parlato finora perché sono acquisite da sensori che, anziché rilevare la radiazione elettromagnetica emessa dal sole e riflessa dalla superficie terrestre, inviano essi stessi un segnale elettromagnetico sulla Terra e calcolano poi quantità e forma del segnale riflesso; le immagini risultanti da questo processo sono &quot;strane&quot; e difficili da usare per utenti non esperti, ma offrono a chi sa usarle enormi informazioni utili per tantissime applicazioni.&lt;br /&gt;Sensori RADAR ad Apertura Sintetica (SAR) sono montati a bordo dei quattro satelliti che compongono la costellazione Cosmo-SkyMED, il fiore all&#39;occhiello dell&#39;industria aerospaziale italiana. che è in grado di acquisire ripetutamente immagini SAR su una stessa area a distanza anche di poche ore, di giorno o di notte, con il sole o con la pioggia (anche di questo &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/search/label/Radar&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ho parlato più volte su questo blog&lt;/a&gt;).&lt;/div&gt;Se queste immagini sono difficili da interpretare ad occhio nudo, d&#39;altro canto sono utilissime se analizzate confrontandole con dati acquisiti sulla stessa area in tempi diversi.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-66SHYMgcclg/VgvXqnDiDVI/AAAAAAAAbXQ/Ov83b94d5Ww/s1600/Slide13.PNG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-66SHYMgcclg/VgvXqnDiDVI/AAAAAAAAbXQ/Ov83b94d5Ww/s200/Slide13.PNG&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;L&#39;analisi della coerenza tra le due immagini fornisce informazioni su eventuali cambiamenti del territorio o su fenomeni in corso. E&#39; possibile fare anche diverse misurazioni della posizione di uno stesso oggetto al suolo (per esempio un palo della luce), grazie all&#39;analisi della fase del segnale di ritorno, confrontando i dati acquisiti da uno stesso satellite in momenti diversi o da più satelliti di una costellazione. Differenze anche minime della quota o della posizione dello stesso oggetto possono svelare spostamenti anche di pochi centimetri del suolo, il che rende queste applicazioni estremamente utili nel &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/news_eventi/archivio_news/2015/10/monitorare_le_infrastrutture_e_il_territorio_a_rischio_frana_e_instabilit%C3%A0&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;monitoraggio e nella prevenzione dei fenomeni franosi&lt;/a&gt;, oltre che di movimenti della crosta terrestre per fenomeni di subsidenza o altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre ai quattro satelliti di Cosmo-SkyMed c&#39;è anche la coppia di satelliti TerraSAR-X e TanDEM-X di Airbus DS in grado di fornire immagini SAR con risoluzione fino ad un metro, e nuove missioni sono in fase di realizzazione: tra queste va segnalate ovviamente la &lt;a href=&quot;http://www.asi.it/it/news/cosmo-skymed-le-attivita-proseguono&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;seconda generazione di Cosmo-SkyMed&lt;/a&gt;, che prevede il lancio del primo satellite della nuova costellazione fra poco più di 2 anni.&lt;br /&gt;Nel frattempo però è operativo in orbita attorno alla Terra un satellite RADAR che ha cambiato le regole del gioco. Anche se non offre la risoluzione di cui abbiamo parlato finora, Sentinel-1 fornisce immagini SAR &lt;a href=&quot;https://sentinel.esa.int/web/sentinel/sentinel-data-access&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;in maniera gratuita e con una licenza di tipo open&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Delle missioni Sentinel, del programma Copernicus e di tutte le altre opportunità di ottenere gratuitamente dati satellitari con licenze open, parleremo nelle prossima puntate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;______________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Questo post è il secondo di una serie dedicata all&#39;osservazione della Terra:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/presente-e-futuro-osservazione-terra.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Il presente e il futuro dell&#39;osservazione della Terra da satellite&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/losservazione-della-terra-oggi.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;L&#39;osservazione della Terra, oggi&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/immagini-satellitari-come-opendata.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Immagini satellitari come OpenData&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/11/futuro-osservazione-terra.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Il futuro dell&#39;osservazione della Terra da satellite&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2015/10/losservazione-della-terra-oggi.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-Ki5AOotQ9bA/VgvXvguIZZI/AAAAAAAAbXg/tsHwRYIJ2HM/s72-c/Slide10.PNG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-5022905688566082693</guid><pubDate>Mon, 12 Oct 2015 06:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-11-01T15:32:20.815+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">video</category><title>Il presente ed il futuro dell&#39;osservazione della Terra da satellite</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-PB3iamNfZbA/VhpvW4shYDI/AAAAAAAAbmg/2GcUHMWVh60/s1600/digitalglobe.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;165&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-PB3iamNfZbA/VhpvW4shYDI/AAAAAAAAbmg/2GcUHMWVh60/s320/digitalglobe.png&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Qual è lo scenario attuale dei satelliti in orbita per l&#39;osservazione della Terra, quali le caratteristiche delle immagini che acquisiscono? E quali sono le opportunità di utilizzo di questi dati satellitari, che sono disponibili per lo più su base commerciale, ma in alcuni casi anche con licenze che ne consentono l&#39;uso in modalità libera e gratuita?&lt;br /&gt;Il mese scorso sono stato invitato a raccontare di questo e del futuro dell’osservazione della Terra, con i satelliti che saranno lanciati da operatori commerciali e dall’Agenzia Spaziale Europea nell’ambito di &lt;a href=&quot;http://www.copernicus.eu/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Copernicus&lt;/a&gt;, il programma europeo per l&#39;osservazione satellitare della Terra; ed in quell&#39;occasione ho condiviso visioni e prospettive future sulle nuove frontiere del telerilevamento, con l’avvento di micro e nano satelliti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza giornata del workshop &quot;&lt;a href=&quot;http://www.daquialiguria.regione.liguria.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Da Qui a Lì-guria&lt;/a&gt;&quot; si è tenuta il 24 settembre scorso a Genova. L&#39;evento era articolato in tre appuntamenti dedicati al passato, al presente ed al futuro dell&#39;informatica cartografica. Già quest&#39;estate avevamo collaborato con i colleghi di Liguria Digitale nella promozione dell&#39;evento, realizzando un&#39;intervista a &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/azienda/team/giovanni_sylos_labini&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Giovanni Sylos Labini&lt;/a&gt; sul futuro dell&#39;osservazione della Terra.&lt;br /&gt;L&#39;intervista è stata poi montata in questo video molto bello, in cui l&#39;astronauta &lt;a href=&quot;https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Malerba&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Franco Malerba&lt;/a&gt; introduce lo scenario attuale dello Spazio, mentre Giovanni Sylos parla poi di opportunità e sfide per il mercato dell&#39;aerospazio nel prossimo futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;280&quot; src=&quot;https://www.youtube.com/embed/F2j5XaihKFY?t=21m41s&quot; width=&quot;500&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nell&#39;appuntamento a Genova a settembre ho poi avuto il piacere e l&#39;onore di intervenire subito dopo Franco Malerba, che ha parlato dell&#39;osservazione della Terra dallo Spazio. Senza farlo apposta, &lt;a href=&quot;http://www.daquialiguria.regione.liguria.it/atti_workshop/futuro/01_Malerba.pptx&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;la sua presentazione&lt;/a&gt; racconta l&#39;osservazione della Terra da un punto di vista superiore ai 600km, mentre nella mia ho piuttosto mostrato i risultati di queste tecnologie, con le immagini che vengono acquisite dai satelliti e le diverse applicazioni possibili.&lt;br /&gt;Poiché la mia presentazione, pur &lt;a href=&quot;http://www.daquialiguria.regione.liguria.it/atti_workshop/futuro/pkm026-632-1.0_Presente_Futuro_osservazione_Terra.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;disponibile on-line&lt;/a&gt;, non contiene testi ma solo immagini, ed è quindi poco utile senza il commento, ho voluto raccogliere un po&#39; di informazioni per chi è interessato al tema, ed anche per consentire di approfondire gli argomenti che ho trattato, con i riferimenti esterni alle risorse citate.&lt;br /&gt;Questo rappresenta quindi il primo di una serie di post che usciranno nel corso delle prossime tre settimane:&lt;br /&gt;&lt;ul style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/losservazione-della-terra-oggi.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;L&#39;osservazione della Terra, oggi&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/10/immagini-satellitari-come-opendata.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Immagini satellitari come OpenData&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2015/11/futuro-osservazione-terra.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Il futuro dell&#39;osservazione della Terra da satellite&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;(chi vuol essere certo di non perdersi le prossime puntate, e non mi segue già su &lt;a href=&quot;https://twitter.com/massimozotti&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Twitter&lt;/a&gt; o &lt;a href=&quot;https://it.linkedin.com/in/massimozotti&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;LinkedIn&lt;/a&gt;, può &lt;a href=&quot;http://feeds.feedburner.com/Massimozottiit&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;abbonarsi gratuitamente ai feed del blog&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2015/10/presente-e-futuro-osservazione-terra.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-PB3iamNfZbA/VhpvW4shYDI/AAAAAAAAbmg/2GcUHMWVh60/s72-c/digitalglobe.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Palazzo Ducale, Genova, Italia</georss:featurename><georss:point>44.407500937264857 8.9332609169650823</georss:point><georss:box>44.406791937264856 8.9320004169650815 44.408209937264857 8.9345214169650831</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-1151452585249580297</guid><pubDate>Mon, 03 Aug 2015 06:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-08-03T08:30:00.751+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">iniziative condivise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><title>Vogliamo anche RNDT nel registro INSPIRE! #RNDT4INSPIRE</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;Un anno e mezzo fa (per la precisione il giorno 11 febbraio 2014), su iniziativa di alcuni appassionati geomatici italiani, veniva lanciata una petizione per denunciare la mancata presenza dell&#39;Italia nel registro INSPIRE: &lt;a href=&quot;http://aborruso.github.io/it4insp/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;italy4INSPIRE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-UZ4K-HxcI2s/Vboz2XkVUyI/AAAAAAAAZvk/h03urbw3a_E/s1600/rndt4inspire.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-UZ4K-HxcI2s/Vboz2XkVUyI/AAAAAAAAZvk/h03urbw3a_E/s200/rndt4inspire.png&quot; width=&quot;135&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Questa iniziativa, che ha raccolto rapidamente oltre &lt;b&gt;100 adesioni&lt;/b&gt;, non solo di &lt;a href=&quot;http://aborruso.github.io/it4insp/firme.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;singole persone&lt;/a&gt; ma anche di &lt;a href=&quot;http://aborruso.github.io/it4insp/siti.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;associazioni e comunità del settore geomatico&lt;/a&gt;, puntava a mettere in risalto il fatto che bastava un &lt;b&gt;granellino di sabbia&lt;/b&gt; nella farraginosa ed infernale macchina burocratica (il mancato invio di una mail da parte di fantomatici responsabili), per far fare al nostro Belpaese l&#39;ennesima figuraccia in campo internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la beffa era che l&#39;Italia aveva adempiuto già da tempo alla normativa di settore realizzando il &quot;Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali&quot; (&lt;a href=&quot;http://www.rndt.gov.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;RNDT&lt;/a&gt;) e quindi poteva addirittura farci arrivare &lt;b&gt;al traguardo tra i primi in Europa&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra l&#39;altro, l&#39;iniziativa veniva ripresa anche in &lt;b&gt;due interrogazioni parlamentari&lt;/b&gt;, presentate rispettivamente il &lt;a href=&quot;http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=20909&amp;amp;stile=7&amp;amp;highLight=1&amp;amp;paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;4 luglio&lt;/a&gt; e il &lt;a href=&quot;http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&amp;amp;numero=4/06834&amp;amp;ramo=CAMERA&amp;amp;leg=17&amp;amp;testo=4%20Inspire%20INSPIRE%20inspire&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;12 novembre 2014&lt;/a&gt;, rimaste tuttora senza risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa è successo a distanza di così tanto tempo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che &lt;b&gt;ci abbiamo messo la solita &quot;pezza&quot; &lt;/b&gt;all&#39;Italiana, registrando &lt;b&gt;il solo endpoint del Geoportale Nazionale&lt;/b&gt; (che annovera poche centinaia di metadati), continuando a&lt;u&gt; &lt;b&gt;ignorare RNDT&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;, nonostante la legge europea consenta ad ogni Stato Membro di esporre più di un punto di accesso nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Perché? &lt;/b&gt;Visto che il D.lgs. 32/2010 &lt;b&gt;richiama esplicitamente RNDT&lt;/b&gt; e che questo in uniformità e continuità con il monitoraggio &quot;previsto dalla Commissione&quot; 2014 segnalava &lt;b&gt;6140 metadati &lt;/b&gt;e quello 2015 ne riporta &lt;b&gt;oltre 17940&lt;/b&gt;, perché non è stato ancora registrato?  Chissà se qualcuno, con un nome, un cognome ed una faccia, riuscirà mai a &lt;b&gt;dare una risposta &lt;/b&gt;e, soprattutto, a raggiungere l&#39;obiettivo di &lt;b&gt;registrare l&#39;endpoint RNDT nel registro INSPIRE&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-JI_l8raR5fw/Vboz8riT2iI/AAAAAAAAZvs/ZLM1As97Vag/s1600/RNDT4INSPIRE_h.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;136&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-JI_l8raR5fw/Vboz8riT2iI/AAAAAAAAZvs/ZLM1As97Vag/s640/RNDT4INSPIRE_h.png&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;We want also the National Catalogue for Spatial Data in the INSPIRE register!&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A year and a half ago (precisely on February 11, 2014), based on the initiative of some Italian geomatics fans, a petition was launched to denounce the lack of presence of Italy in the INSPIRE register: &lt;a href=&quot;http://aborruso.github.io/it4insp/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;italy4INSPIRE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This initiative, which has rapidly gathered more than 100 adhesions, not only by &lt;a href=&quot;http://aborruso.github.io/it4insp/firme.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;individuals &lt;/a&gt;but also by &lt;a href=&quot;http://aborruso.github.io/it4insp/siti.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;associations and communities of the geomatics sector&lt;/a&gt;, aimed to highlight the fact that it was enough just a grain of sand in the cumbersome and infernal bureaucratic machine (the failure to send an email by ghost responsible), to make yet another fool to our country in the international arena.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And the joke was that Italy had already fulfilled so far the sectoral legislation creating the &quot;National Catalogue for Spatial Data&quot; ( &lt;a href=&quot;http://www.rndt.gov.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;RNDT &lt;/a&gt;- Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali) and therefore could even get us to the finish among the first in Europe.  Among other things, the initiative was echoed in two parliamentary questions, submitted on&lt;a href=&quot;http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=20909&amp;amp;stile=7&amp;amp;highLight=1&amp;amp;paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; 4 July&lt;/a&gt; and &lt;a href=&quot;http://aic.camera.it/aic/scheda.html?core=aic&amp;amp;numero=4/06834&amp;amp;ramo=CAMERA&amp;amp;leg=17&amp;amp;testo=4%20Inspire%20INSPIRE%20inspire&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;12 November 2014&lt;/a&gt; , remained unanswered.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;What happened after so long?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;That we took the usual &quot;patch&quot; Italian style, registering the only endpoint of the National Geoportal (which counts a few hundred metadata), continuing to ignore RNDT, despite European law allows each Member State to present more than one National access point.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Why?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Since the Decree 32/2010 (which transposed the INSPIRE Directive in Italy) refers explicitly to RNDT and that this, in consistency and continuity with the monitoring &quot;envisaged by the Commission&quot; 2014, signaled 6140 metadata and in 2015 more than 17940 metadata are reported, why it was not registered yet?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;We wonder if someone with a name, a surname and a face, will never give an answer and, above all, will manage to achieve the goal of registering the RNDT endpoint in the INSPIRE register.&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2015/08/vogliamo-anche-rndt-nel-registro.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-UZ4K-HxcI2s/Vboz2XkVUyI/AAAAAAAAZvk/h03urbw3a_E/s72-c/rndt4inspire.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-7406220912488057167</guid><pubDate>Mon, 19 Jan 2015 07:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-01-19T10:26:52.590+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione</category><title>Facciamo crescere la domanda di servizi innovativi</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.statigeneralinnovazione.it/online/wp-content/uploads/2015/01/esterno-ex-palazzo-poste-bari2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.statigeneralinnovazione.it/online/wp-content/uploads/2015/01/esterno-ex-palazzo-poste-bari2.jpg&quot; height=&quot;213&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Oggi si terrà a Bari un convegno che ho contribuito molto volentieri ad organizzare, assieme agli amici di Stati Generali dell&#39;Innovazione e dell&#39;Università di Bari.&lt;br /&gt;Ha il titolo &lt;b&gt;“Politiche dell’innovazione, terza missione e sviluppo del territorio”&lt;/b&gt;e si terrà nell&#39;ex Palazzo delle Poste,  in piazza Cesare Battisti, dalle 15 alle 19.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per discutere del ruolo della piccola e media impresa, e della cosiddetta &lt;i&gt;terza missione  &lt;/i&gt;dell’Università (quella che punta a trasferire la ricerca e la  conoscenza nelle filiere produttive per favorire la crescita economica,  sociale e culturale delle comunità) abbiamo voluto usare un format diverso ed innovativo per questo convegno: quello dell&#39;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Open_talk&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;open talk&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All&#39;inizio del convegno infatti ci sarà l&#39;apertura dei lavori da parte di &lt;a href=&quot;https://it.linkedin.com/in/flaviamarzano&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Flavia Marzano&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, Presidente degli &lt;a href=&quot;http://www.statigeneralinnovazione.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Stati Generali dell’Innovazione&lt;/a&gt; e dal &lt;b&gt;prof.&lt;a href=&quot;http://www.di.uniba.it/~pirlo/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; Giuseppe Pirlo&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, referente dell’Università degli Studi di Bari per l’Agenda Digitale e Smart City; di seguito il saluto del &lt;b&gt;prof. Antonio Uricchio&lt;/b&gt;, Magnifico Rettore dell’Università di Bari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopodiché si entrerà nel vivo dei lavori e ci si dividerà in due gruppi, e tutti i partecipanti potranno dare il proprio contributo alle discussioni su due temi paralleli, che sono stati già introdotti su &lt;a href=&quot;https://docs.google.com/document/d/1ediYPuy5cJP78BmQ4rJAEGF6FLMYoW33kA32dk7j4xg/edit#&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;position paper già condivisi&lt;/a&gt; e commentati nei giorni precedenti, e che oggi pomeriggio saranno ripresi nella versione aggiornata da &lt;a href=&quot;https://it.linkedin.com/pub/giuseppe-iacono/23/3a6/4b4&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Nello Iacono&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Presidente dell’&lt;a href=&quot;http://www.iiod.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Istituto Italiano degli Open Data&lt;/a&gt;) e da &lt;a href=&quot;https://it.linkedin.com/in/vincenzopatruno&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Vincenzo Patruno&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (ISTAT):&lt;br /&gt;&lt;ol start=&quot;1&quot;&gt;&lt;li&gt;“C&lt;b&gt;&lt;i&gt;ome rendere più innovative le pmi&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;” coordinato da un certo &lt;b&gt;Massimo Zotti &lt;/b&gt;(shaker) e &lt;b&gt;Morena Ragone &lt;/b&gt;(rapporteuse)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;“&lt;b&gt;&lt;i&gt;Come facilitare il passaggio giovanile alla dimensione imprenditoriale innovativa&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;” coordinato dal &lt;b&gt;Prof.&lt;/b&gt;&lt;b&gt;Giovanni Semeraro &lt;/b&gt;(shaker) e &lt;b&gt;Milly Tucci &lt;/b&gt;(rapporteuse).&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Durante la discussione i punti salienti saranno condivisi su un tweet-wall come questo qui sotto, in modo che i partecipanti possano seguire la discussione e, anche chi seguirà l&#39;evento in diretta streaming (trasmessa sul sito&amp;nbsp;&lt;a class=&quot;external external_icon&quot; href=&quot;http://www.statigeneralinnovazione.it/online/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.statigeneralinnovazione.it&lt;/a&gt;), potrà interagire via Twitter usando l&#39;hashtag &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23sgipuglia&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;#SGIPuglia&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe align=&quot;middle&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;300&quot; scrolling=&quot;Auto&quot; src=&quot;http://sgipuglia.tweetwally.com/embed&quot; target=&quot;_blank&quot; width=&quot;600&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Alla fine degli open talk i risultati della discussione saranno presentati a rappresentanti delle istituzioni e delle imprese, tra i quali &lt;b&gt;Loredana Capone &lt;/b&gt;(Assessore Regione Puglia), &lt;b&gt;Marco Lacarra &lt;/b&gt;(consigliere comunale con delega alla Smart City), &lt;b&gt;Alessandro Delli Noci &lt;/b&gt;(Assessore Comune di Lecce), &lt;b&gt;Diego De Lorenzis &lt;/b&gt;(Deputato), &lt;b&gt;Michele Emiliano &lt;/b&gt;(Assessore Comune San Severo), &lt;b&gt;Alessandro Ambrosi &lt;/b&gt;(Presidente Camera di Commercio di Bari), &lt;b&gt;Annibale D’Elia &lt;/b&gt;(Dirigente Regione Puglia), &lt;b&gt;Giovanni Di Monde &lt;/b&gt;(Direttore INPS Regione Puglia), &lt;b&gt;Massimo Dell’Erba &lt;/b&gt;(Presidente LASERINN), &lt;b&gt;Leonardo Pellicani &lt;/b&gt;(Presidente Giovani Imprenditori Confartigianato Puglia) e la cara &lt;b&gt;Mariella Pappalepore &lt;/b&gt;(Presidente della sezione Terziario Innovativo e Comunicazione di Confindustria Bari e Bat, ma anche &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/azienda/team/mariella_pappalepore&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CFO di Planetek Italia&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-J_TzewVvy98/VLv_ICi3OgI/AAAAAAAATVY/AWv0Gjv_lxI/s1600/Filler-SGI-1024x683.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-J_TzewVvy98/VLv_ICi3OgI/AAAAAAAATVY/AWv0Gjv_lxI/s1600/Filler-SGI-1024x683.jpg&quot; height=&quot;133&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Mi fa molto piacere evidenziare che questo appuntamento di oggi pomeriggio rappresenta anche l’atto di nascita di &lt;b&gt;Stati generali  dell’innovazione-Puglia&lt;/b&gt;, che sarà l&#39;articolazione regionale dell’associazione,  impegnata per favorire il miglioramento delle condizioni sociali e  tecnologiche del nostro Paese attraverso la partecipazione civica, la  creatività dei giovani, la riduzione del digital divide, il rinnovamento  dello Stato attraverso l’Open government.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi auguro che riusciamo a contribuire alla creazione di un ecosistema regionale dell&#39;innovazione, che favorisca l’aumento della domanda di mercato per servizi innovativi come quelli offerti anche dal settore aerospaziale e della geomatica. E che l&#39;iniziativa di oggi dia continuità alla serie di eventi che, in quest&#39;ottica, abbiamo avviato da tempo e che continueremo ad organizzare per far crescere la consapevolezza e la partecipazione sui temi dell&#39;informazione geografica.&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2015/01/aiutiamo-far-crescere-la-domanda-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-J_TzewVvy98/VLv_ICi3OgI/AAAAAAAATVY/AWv0Gjv_lxI/s72-c/Filler-SGI-1024x683.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>University of Bari Aldo Moro, Piazza Umberto I, 1, 70121 Bari, Italy</georss:featurename><georss:point>41.119959899058614 16.867667892065469</georss:point><georss:box>41.118464899058615 16.865146392065469 41.121454899058612 16.87018939206547</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-8685885611313725723</guid><pubDate>Fri, 31 Oct 2014 07:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-10-31T08:10:00.140+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">iniziative condivise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>Competenze, conoscenze e consapevolezze sulla Rete, in un e-book</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.amazon.it/Rete-Fattore-competenze-consapevolezze-conoscenze-ebook/dp/B00OZBUL2C/ref=sr_1_1?ie=UTF8&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-tkAHQAxEOMs/VEY8AZGBheI/AAAAAAAARPA/DFH5r2r7wIw/s1600/fattore%2BC.png&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;225&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;C&#39;è anche lo zampino di Sergio Farruggia e mio nell&#39;e-book dal titolo &lt;b&gt;&quot;La Rete e il fattore C: Competenze, Consapevolezze e Conoscenze&quot;&lt;/b&gt;, presentato ieri nella sala Nassirya del Senato (qui c&#39;è il&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.radioradicale.it/scheda/424731/presentazione-delle-book-la-rete-e-il-fattore-c-competenze-consapevolezze-conoscenze&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;video&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;della presentazione, lo &lt;a href=&quot;https://storify.com/suxsonica/la-rete-e-il-fattore-c&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;storify &lt;/b&gt;&lt;/a&gt;ed il &lt;a href=&quot;http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/30666_puppato-la-politica-ha-fatto-poco-per-il-digitale-ora-cambiamo-passo.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;resoconto &lt;/b&gt;&lt;/a&gt;della giornata).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com&#39;è nata questa iniziativa? La scorsa primavera ho accettato con piacere e curiosità l&#39;invito di &lt;a href=&quot;https://www.linkedin.com/pub/emma-pietrafesa/65/442/465&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Emma Pietrafesa&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&quot;https://www.linkedin.com/pub/sonia-montegiove/17/854/242&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sonia Montegiove&lt;/a&gt;, che mi avevano chiesto di intervenire nel corso di uno dei &lt;b&gt;&lt;i&gt;learning meeting &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;organizzati dalla rete WISTER.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.wister.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;WISTER &lt;/a&gt;(Women for Intelligent and Smart TERritories)&lt;/b&gt; è un network, nato da un&#39;idea di &lt;a href=&quot;https://www.linkedin.com/in/flaviamarzano&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Flavia Marzano&lt;/a&gt;, che oggi coinvolge più di 500 donne. Obiettivo specifico della rete WISTER (che fa parte di Stati Generali dell&#39;Innovazione) è &lt;b&gt;&lt;i&gt;promuovere politiche dell’innovazione sensibili alle differenze&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, a  partire da quelle di genere. La rete Wister quindi vuole promuovere attività per colmare il digital divide di  genere, per supportare le start up femminili, per aumentare la presenza di donne nei percorsi di studio e  nelle carriere ICT.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.wister.it/wp-content/uploads/2013/07/cropped-wister_scritta_web.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.wister.it/wp-content/uploads/2013/07/cropped-wister_scritta_web.jpg&quot; height=&quot;67&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Per far  questo le WISTER organizzano eventi gratuiti divulgativi e di formazione chiamati Learning Meeting: a quello di Todi del 22 marzo, su Cyberbullismo e Cybermolestie, raccontai quanto sia importante analizzare i fenomeni sociali su base geografica e parlai della &lt;a href=&quot;https://www.limoney.it/projects/92-la-mappa-dell-intolleranza&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;mappa dell&#39;intolleranza&lt;/a&gt;, un progetto che, attraverso Twitter, prova a geolocalizzare le zone dove razzismo, odio verso le donne, omofobia e discriminazione verso i diversamente abili sono maggiormente diffusi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo quello e altri incontri è nata l&#39;idea dell&#39;e-book sulla Rete e il fattore C: curato da Flavia Marzano, Sonia Montegiove ed Emma Pietrafesa, questo progetto raccoglie i contributi di esperte/i, studiosi/e sulle tematiche legate all’utilizzo della  Rete, in termini di &lt;b&gt;opportunità &lt;/b&gt;ma anche di &lt;b&gt;rischi&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;3 capitoli tematici.&lt;/h3&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;La prima sezione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; è quella dedicata alle &lt;b&gt;opportunità legate al potenziale dell’utilizzo di Internet in ambito  professionale, sociale, economico e privato&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa sezione è contenuto il contributo di &lt;a href=&quot;http://www.statigeneralinnovazione.it/online/chi-siamo/comitato-direttivo/comitato-direttivo-2014/sergio-farruggia/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sergio Farruggia&lt;/a&gt; e mio, dal titolo &lt;b&gt;&quot;Geodati: quale utilità?&quot;&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-R_nsivRAPT4/VEVmaXf3ELI/AAAAAAAARNw/zxquW_hImDk/s1600/neogeo.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-R_nsivRAPT4/VEVmaXf3ELI/AAAAAAAARNw/zxquW_hImDk/s1600/neogeo.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Il nostro contributo cerca di mettere in evidenza il grande contributo innovativo e le opportunità offerte dalla&amp;nbsp;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Neogeografia&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;neogeografia&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, quel fenomeno che vede le informazioni geografiche prodotte con approcci collaborativi ed informali dagli stessi utilizzatori dell’informazione geografica. Come Sergio ed io abbiamo già avuto modo di raccontare in altre occasioni (ad esempio su &lt;a href=&quot;http://blog.spaziogis.it/2014/09/01/follia-di-mezza-estate/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;TANTO &lt;/a&gt;e durante il primo&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2014/10/collaudo-collaborativo-dei-dati.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;BarCamp della Camera dei Deputati &lt;/a&gt;dell&#39;11 aprile scorso), il processo di produzione dei dati geografici digitali della Pubblica Amministrazione può trarre grandi benefici da questo metodo partecipativo, in termini di efficienza, efficacia e fruibilità del risultato da parte della collettività. Nel nostro articolo evidenziamo però come vadano &lt;b&gt;ripensati i processi della PA&lt;/b&gt;, per &lt;b&gt;ridurre i tempi&lt;/b&gt; di creazione dell’informazione e realizzare flussi continui e di &lt;b&gt;qualità controllata&lt;/b&gt; di geo-dati, immediatamente fruibili da aziende e cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;La seconda sezione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, dedicata invece ai rischi, cerca di porre in evidenza quelli che sono alcuni tra i &lt;b&gt;rischi  maggiormente presenti sulla rete &lt;/b&gt;a cui siamo sottoposti oggi, anche in ottica di genere, per far conoscere  alcuni fenomeni quali cyberbullismo, cyberstalking, hate speech, molestie on line, sottolineando come  attraverso un uso consapevole e intelligente degli strumenti, questi pericoli possano essere arginati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;La terza e ultima parte&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; è finalizzata alla presentazione di strumenti utili a &lt;b&gt;utilizzare nel migliore dei modi i  servizi, le applicazioni, i software o i progetti già presenti in Rete&lt;/b&gt;. Il tutto con l’obiettivo primario di indurre  le persone a utilizzare lo strumento Rete con approccio critico, al riparo da pericoli, consentendo una  crescita culturale, professionale, sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo e-book fa parte della Collana WoW (World of Wister), scaricabile dalla homepage del sito dal sito  &lt;a href=&quot;http://www.wister.it/&quot;&gt;http://www.wister.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.wister.it/wp-content/uploads/2014/08/d2dwister.pdf&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.wister.it/wp-content/uploads/2013/12/w.jpg&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.wister.it/un-ebook-per-il-learning-meeting-di-todi/&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.wister.it/wp-content/uploads/2014/03/ebook_cover_todi.jpg&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;141&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;L&#39;ebook si può acquistare scaricabile al costo simbolico di 0,99 Euro in tutte le maggiori piattaforme e librerie on line &lt;br /&gt;(&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.amazon.it/Rete-Fattore-competenze-consapevolezze-conoscenze-ebook/dp/B00OZBUL2C/ref=sr_1_1?ie=UTF8&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;qui su Amazon&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2014/10/competenze-conoscenze-e-consapevolezze.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-tkAHQAxEOMs/VEY8AZGBheI/AAAAAAAARPA/DFH5r2r7wIw/s72-c/fattore%2BC.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Piazza Madama, 00186 Roma, Italia</georss:featurename><georss:point>41.8994347 12.473858000000064</georss:point><georss:box>41.8990652 12.473227500000064 41.8998042 12.474488500000064</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-7166963431269899185</guid><pubDate>Tue, 21 Oct 2014 06:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-10-28T10:40:53.588+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">metadati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>Collaudo collaborativo dei dati geografici</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;Giovedì scorso sono stato a Firenze, per partecipare al &lt;a href=&quot;http://www.asita.it/it/home/12-notizie/50-workshop-sinergis&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;workshop &lt;/a&gt;organizzato dagli amici di SINERGIS sul tema dei dati geografici armonizzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è parlato di come favorire l&#39;armonizzazione dei dataset geografici per renderli omogenei a scala nazionale, e nel mio intervento ho sottolineato quanto sia importante adottare nuovi modelli di produzione e aggiornamento dei dati geografici, basati su servizi Web centralizzati invece che sulle tradizionali produzioni distribuite su client &lt;i&gt;stand-alone&lt;/i&gt;; e sul ripensamento dei processi della Pubblica Amministrazione secondo il paradigma della &lt;i&gt;neogeografia&lt;/i&gt;, che prevede il coinvolgimento degli utilizzatori del dato geografico fin dalle prima fasi della sua produzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo riguardo da tempo, in &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Planetek Italia&lt;/a&gt; e con i colleghi di &lt;a href=&quot;http://www.statigeneralinnovazione.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Stati Generali dell&#39;Innovazione&lt;/a&gt;, sosteniamo che si può migliorare la fruibilità dei geodati digitali, mediante &lt;b&gt;procedure innovative di collaudo&lt;/b&gt; che creino &lt;b&gt;&lt;i&gt;partecipazione &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;dal basso e aumentano la &lt;b&gt;&lt;i&gt;sostenibilità &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;dei servizi geografici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;La &quot;Neogeografia&quot;&lt;/h3&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-TNtdUXWq_Es/VEVz9yvsgnI/AAAAAAAAROA/_JtUYdq7KwM/s1600/Immagine.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-TNtdUXWq_Es/VEVz9yvsgnI/AAAAAAAAROA/_JtUYdq7KwM/s1600/Immagine.jpg&quot; height=&quot;138&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Avevo già discusso di questa proposta di modello innovativo in occasione del &lt;a href=&quot;http://www.huffingtonpost.it/2014/04/11/agenda-digitale-europea-barcamp-camera-boldrini-acceletiamo_n_5131584.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Barcamp della Camera dei Deputati&lt;/a&gt;, lo scorso 11 aprile (qui il &lt;a href=&quot;http://www.radioradicale.it/scheda/408605/litalia-nelleuropa-digitale-facciamolagenda-primo-barcamp-della-camera-dei-deputati&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;video del mio intervento&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Con &lt;a href=&quot;http://www.statigeneralinnovazione.it/online/author/sergio/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sergio Farruggia&lt;/a&gt; già in quell&#39;occasione avevamo provato ad argomentare la nostra proposta. Siamo partiti dalla constatazione che l’interazione elettronica dei cittadini italiani con la Pubblica Amministrazione vede il nostro Paese fanalino di coda, con una percentuale di poco superiore al 20% sul totale degli scambi effettuati, contro la media europea attestata al 50% e Stati Membri “virtuosi” ormai vicini al 90% (fonte: Eurostat, 2012).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sono però affermate anche in Italia esperienze di uso collaborativo di strumenti in Rete e - tramite questi - di generazione e fruizione di contenuti secondo modalità partecipative degli utenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il coinvolgimento di massa in tali processi si sviluppa però &lt;b&gt;al di fuori della sfera della pubblica amministrazione &lt;/b&gt;intesa come istituzione, sebbene vada ricordato che tale fenomeno interessa ovviamente anche l’insieme dei dipendenti pubblici, soprattutto - tra tutti - quelli appartenenti a fasce di età più giovani. Tali esperienze, considerate attentamente e adottate nell’ambito delle prassi d’interazione cittadino-PA (esistenti e potenziali), possono contribuire significativamente e anche rapidamente a ridurre il divario di cui dicevamo sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare, hanno raggiunto una maturità rilevante, sia in termini di numero di aderenti, sia di risultati raggiunti, esperienze riferibili alla&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;i&gt;neogeografia. &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;Ne parlavo all&#39;inizio: con questo termine s’identificano le attività di produzione cartografica da parte di persone anche non dotate di specifiche competenze in questa disciplina, grazie alla disponibilità di tool appositamente concepiti ed al supporto fornito da esperti presenti all’interno di tali comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.knightfoundation.org/media/uploads/media_images/USHAHIDI.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.knightfoundation.org/media/uploads/media_images/USHAHIDI.png&quot; height=&quot;131&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Le esperienze della &lt;i&gt;neogeografia &lt;/i&gt;concorrono ad abbattere la distanza tra produttori di sapere &lt;a href=&quot;http://openstreetmap.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;OpenStreetMap&lt;/a&gt; e i numerosi progetti sviluppati attraverso la piattaforma &lt;a href=&quot;http://ushahidi.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ushahidi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;geografico e utilizzatori, grazie alle nuove tecnologie informatiche disponibili in Rete. In tale ambito sono particolarmente attive anche in Italia comunità e organizzazioni non profit, che se ne avvalgono soprattutto per assistere contesti più svantaggiati in fatto di accesso alle tecnologie dell’informazione geografica.&amp;nbsp;  Tra le tante esperienze di geografia volontaria (Volunteered Geographic Information), per esempio, si possono ricordare il progetto collaborativo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta sul collaudo collaborativo prende ispirazione da tale quadro innovativo dell’informazione geografica per migliorare - in termini di efficienza, efficacia e fruibilità del risultato da parte della collettività - il processo di produzione dei dati geografici digitali della pubblica amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Il collaudo dei dati geografici oggi...&lt;/h3&gt;Attualmente, gli enti pubblici titolari di attività cartografiche per realizzare e aggiornare data base geografici procedono attraverso l’affidamento del servizio a società terze, seguendo le prescrizioni di legge in materia di appalti pubblici (Codice degli Appalti, D.Lgs 163/2006).&amp;nbsp;  In particolare, la sequenza di attività all&#39;interno di qualsiasi progetto cartografico include - in fase finale - l’esecuzione del collaudo, secondo quanto stabilito appunto dal Codice degli Appalti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ambito del processo di produzione dei dati geografici digitali affidato a società di servizi, l’amministrazione proprietaria condiziona la distribuzione pubblica del data base realizzato al suo collaudo. Tale prassi è motivata sia da ragioni meramente amministrative (se reso pubblico il dato viene considerato collaudato de facto dal fornitore), sia da cautele di carattere gestionale volte - qualora emergano seri problemi di qualità del prodotto - a salvaguardare l’operato di tutti i soggetti coinvolti nel processo: ente appaltante, direzione lavori e fornitore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://lamentementecostantemente.files.wordpress.com/2011/10/frustrazione.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://lamentementecostantemente.files.wordpress.com/2011/10/frustrazione.jpg&quot; height=&quot;117&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Lo svolgimento dell’attività di collaudo così impostata determina diversi &lt;b&gt;inconvenienti &lt;/b&gt;che incidono proprio sulla corretta fruibilità del prodotto realizzato: &lt;b&gt;ritardi &lt;/b&gt;nella disponibilità del dato e conseguente &lt;b&gt;perdita di contenuto informativo&lt;/b&gt; a causa della sua &lt;b&gt;obsolescenza&lt;/b&gt;. Inoltre l&#39;evoluzione tecnologica consente di ridurre drasticamente i tempi di produzione dei dati geografici, tanto che -sempre più frequentemente e paradossalmente - questi risultano inferiori a quelli necessari per il collaudo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;...e domani?&lt;/h3&gt;La nostra proposta prende in considerazione queste problematiche, proponendo una &lt;b&gt;reingegnerizzazione dei processi&lt;/b&gt; che tenga conto dei cambiamenti avvenuti nel settore della Geographic Information, nonché dei concetti dell’&lt;i&gt;open governemnt &lt;/i&gt;e dell’&lt;i&gt;open data&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fare fronte alle criticità appena descritte è indispensabile, secondo noi, consentire e stimolare la pubblicazione dei data set geografici prodotti &lt;u style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;prima&lt;/u&gt; dell’esecuzione del loro collaudo, e attivare forme di&lt;b&gt; collaudo collaborativo dei dati&lt;/b&gt;, che si svolgano &lt;b&gt;&lt;u&gt;in contemporanea al collaudo&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; stesso e si protraggano lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.aprireinfranchising.it/useruploads/images/news/franchising-di-successo.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.aprireinfranchising.it/useruploads/images/news/franchising-di-successo.jpg&quot; height=&quot;133&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Tale soluzione garantisce una maggiore circolazione del dato, incrementa sensibilmente la qualità del risultato complessivo, riduce i costi del processo formale (ci si può limitare ad una procedura di verifica a campione!) e limita il rischio di ripetizione del processo di collaudo, escludendo che esso possa avere esito negativo e, quindi, debba essere ripetuto, con conseguente ulteriore rinvio del rilascio del prodotto cartografico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;In sintesi&lt;/h3&gt;La revisione del processo di collaudo dei prodotti geografici digitali deve prevedere:&lt;br /&gt;&lt;ul style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;La pubblicazione dei data set in versione &lt;i&gt;draft &lt;/i&gt;(con metadati) da parte dell’ente proprietario e la richiesta/invito ai cittadini di validarli&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;I cittadini su base volontaria, segnalano anomalie/mancanze/errori&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L’ente/collaudatore verifica le segnalazione e decide come intervenire e collauda il dato.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;L’adozione del processo di collaudo dei data set geografici innovativo consente di ottenere i seguenti risultati:&lt;br /&gt;&lt;ul style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;User Centricity&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: il cittadino al centro di un processo amministrativo&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Effectiveness and efficiency&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: riduzione dei tempi di collaudo, migliore qualità del prodotto, riduzione del rischio di ripetizioni del medesimo processo (per esito negativo)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Simplification&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: semplificazione degli aspetti burocratici del processo di collaudo dei data set geografici, sostituiti da un efficiente ed efficace processo tecnico-gestionale collaborativo&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Transparency&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: i cittadini hanno accesso diretto ai risultati delle attività della PA e ne possono valutare le attività e risultati, con focalizzazione sulla fruibilità dei contenuti resi disponibili&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Accessibility&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: acceso diretto e in anticipo ai dati della PA&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Openness&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: acceso libero ai dati&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Reusability&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: I dati vengono resi subito disponibili appena sono stati prodotti e quindi aumenta il loro utilizzo in termini di quantità e in termini di qualità, in quanto i dati sono usati in tempi più prossimi alla fase di acquisizione (il data set geografico corrisponde al reale stato del territorio).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Ci vogliamo provare?&amp;nbsp;&lt;/h3&gt;Introdurre il collaudo collaborativo dei dati geografici nei processi della PA italiana richiede un intervento normativo a livello nazionale, volto a contemplare la &lt;b&gt;&lt;u&gt;delega al rilascio&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; nell&#39;ambito della legge sugli appalti. Inoltre, deve essere previsto il coinvolgimento dei soggetti regionale, per quanto attiene la definizione delle procedure di attuazione della normativa nazionale a scala regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Conclusioni&lt;/h3&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/studies/pdf/citiesoftomorrow/citiesoftomorrow_final.pdf&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-38kB7M-s3kQ/VEV82UZsvRI/AAAAAAAAROQ/cEESOoJ5MMA/s1600/cities.jpg&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;157&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;I dataset geografici digitali sono uno strumento fondamentale e indispensabile per tutte le attività riguardanti lo sviluppo urbano e la coesione territoriale. La proposta illustrata al punto precedente è coerente rispetto al sistema di governance formulato a livello europeo per lo sviluppo delle città e delle comunità territoriali (“&lt;a href=&quot;http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/docgener/studies/pdf/citiesoftomorrow/citiesoftomorrow_final.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cities of Tomorrow: Challenges, visions, ways forward&lt;/a&gt;”, Commissione Europea, 2011).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, il processo di collaudo in forma collaborativa assume un approccio olistico e integrato alle problematiche operative da affrontare, attraverso il coinvolgimento e la mobilitazione di comunità e cittadini.&amp;nbsp;  In questo modo si può conciliare l’applicazione di norme di legge con modalità di &lt;i&gt;governance &lt;/i&gt;adatte a garantire la più ampia fruibilità dello strumento cartografico digitale e sufficientemente flessibili per affrontare problematiche lungo tutto il suo ciclo di vita.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2014/10/collaudo-collaborativo-dei-dati.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-TNtdUXWq_Es/VEVz9yvsgnI/AAAAAAAAROA/_JtUYdq7KwM/s72-c/Immagine.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-7497776487588984547</guid><pubDate>Mon, 22 Sep 2014 15:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-09-22T17:20:01.199+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">infomobilità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>Opendata sulla mobilità del Comune di Bari</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-ajEPloB-PVo/VCA2H8TLCyI/AAAAAAAAQWs/rRSs7njxZuo/s1600/AMTAB.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-ajEPloB-PVo/VCA2H8TLCyI/AAAAAAAAQWs/rRSs7njxZuo/s1600/AMTAB.jpg&quot; height=&quot;199&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;La qualità della vita degli abitanti di una città dipende da tanti fattori; uno di questi è certamente la&lt;b&gt; mobilità urbana&lt;/b&gt;, ovvero &amp;nbsp;la capacità e facilità a muoversi delle persone, mediante veicoli privati o trasporto pubblico.&amp;nbsp;Questo aspetto è estremamente rilevante per le implicazioni di tipo economico, sociale ed ambientale delle città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;accesso alle informazioni relative alla mobilità è quindi estremamente importante per migliorare la fruizione dei servizi da parte dei cittadini: conoscere gli&lt;b&gt; orari precisi di arrivo degli autobus&lt;/b&gt; alle fermate, ed il &lt;b&gt;livello del traffico&lt;/b&gt; nelle diverse zone della città, magari in tempo reale, può chiaramente incentivare l&#39;utilizzo del trasporto pubblico e ridurre il numero di autovetture private che circolano in città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liberalizzare i dati di infomobilità è ancor più un&#39;opportunità per le amministrazioni pubbliche che li detengono, perché spalanca le porte all&#39;avvento di nuove applicazioni e servizi che possono estendere e migliorare la fruizione di questi dati per il cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Gli opendata dell&#39;infomobilità a Bari&lt;/h2&gt;E&#39; quello che ha fatto il Comune di Bari negli ultimi giorni, rendendo pubblico e in &lt;i&gt;&lt;b&gt;opendata,&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;attraverso la propria azienda di Trasporto Pubblico Locale AMTAB, il dato di arrivo degli autobus alle fermate, desunto dal sistema di telecontrollo in tempo reale dei mezzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovate tutte le informazioni all’indirizzo&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://bari.opendata.planetek.it/&quot;&gt;http://bari.opendata.planetek.it&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(eh si, c&#39;è lo zampino di Planetek in quest&#39;operazione...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-vdWcgDQYuXw/VCA5od1T0gI/AAAAAAAAQW4/jFR7xzxyPmU/s1600/logo_semina.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-vdWcgDQYuXw/VCA5od1T0gI/AAAAAAAAQW4/jFR7xzxyPmU/s1600/logo_semina.png&quot; height=&quot;50&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Questa iniziativa rientra nell’ambito del progetto&lt;a href=&quot;http://www.progettosemina.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; Living Lab  Semina&lt;/a&gt;, finanziato dalla Regione Puglia, che vede il Comune di Bari ed Amtab come utenti pilota per l’attivazione di servizi innovativi di infomobilità. Alla fine del progetto, infatti, è previsto che siano rese accessibili informazioni sulla mobilità di tipo sia statico che dinamico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le informazioni statiche in corso di pubblicazione sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;l&#39;elenco delle fermate di tutta la rete TPL&lt;/li&gt;&lt;li&gt;elenco delle linee (ad esempio Linea 1, Linea 53, ecc)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;l&#39;elenco delle fermate di una linea distinguendo fra andata e ritorno&lt;/li&gt;&lt;li&gt;relativamente ad una linea, gli orari di passaggio teorici dalle fermate della linea (programmato)&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Le informazioni dinamiche sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;gli orari di passaggio real-time di tutti i mezzi delle linee che passano da ogni fermata, che attualmente sono pubblicati sulle paline elettroniche dislocate alle fermate (si sta valutando l’opportunità di pubblicare anche la posizione del mezzo che svolge la corsa)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;indicazione sul livello di congestione del traffico sulle strade percorse dai mezzi AMTAB.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Un Hackathon sugli opendata a Bari&lt;/h2&gt;&lt;a href=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c7/Berlin_Hackathon_2012-46.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c7/Berlin_Hackathon_2012-46.jpg&quot; height=&quot;133&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Per promuovere l’utilizzo dei dati open sulla mobilità di Bari, coinvolgere la comunità e raccogliere nuove idee, abbiamo pensato di organizzare un &lt;b&gt;&lt;i&gt;Hackathon &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;(&quot;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Hackathon&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cos&#39;è un hackathon?!&lt;/a&gt;&quot;) nella giornata di &lt;b&gt;Sabato 8 Novembre&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorremmo però definire, assieme a chiunque sia interessato, gli ultimi dettagli: concordare gli obiettivi dell’Hackathon, le modalità di svolgimento, l&#39;agenda, e qualche dettaglio sulla logistica.&lt;br /&gt;Ho condiviso su un &lt;a href=&quot;https://docs.google.com/document/d/1jmA1f4KnEwZGsTioS0VeW2x_n6fjq1EieWLogdqu_RU&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;documento pubblico&lt;/a&gt; qualche idea sull&#39;&lt;b&gt;obiettivo &lt;/b&gt;dell’hackathon, e le cose che ci piacerebbe fare durante quell&#39;incontro: informare sugli opendata della mobilità Bari (modello dati, tipologia di servizi, contenuto informativo, licenze); fare un breve training su &lt;a href=&quot;http://openstreetmap.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;OpenStreetMap &lt;/a&gt;per poi favorire il riuso di questa fantastica banca dati, sia come fornitore di dati che come contenitore per raccogliere i dati sulla mobilità; creare gruppi misti di lavoro, utenti/sviluppatori, con delle sessioni per la definizione dei requisiti utente, magari lo sviluppo di prototipi ecc....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne parliamo in teleconferenza in uno dei prossimi pomeriggi?&lt;br /&gt;Quando? Decidiamolo insieme: ho preparato un veloce sondaggio con &lt;a href=&quot;http://doodle.com/sp2p9emk4bp8vavr&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Doodle&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi aspetto!&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2014/09/opendata-sulla-mobilita-del-comune-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-ajEPloB-PVo/VCA2H8TLCyI/AAAAAAAAQWs/rRSs7njxZuo/s72-c/AMTAB.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bari, Italia</georss:featurename><georss:point>41.1171432 16.871871499999997</georss:point><georss:box>40.9257267 16.549148 41.3085597 17.194594999999996</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-4888001668438530451</guid><pubDate>Tue, 03 Jun 2014 05:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-06-03T07:52:52.318+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ERDAS</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>Dove iniziano le grandi storie</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-odTxib6KUug/U41ON8B8dSI/AAAAAAAALTg/UZg5I2Pp160/s1600/20140603_044201.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-odTxib6KUug/U41ON8B8dSI/AAAAAAAALTg/UZg5I2Pp160/s1600/20140603_044201.jpg&quot; height=&quot;360&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più di 3000 persone da tutto il mondo, messaggi entusiasmanti, e una coreografia ubriacante - perfettamente in linea con il contesto, perché Las Vegas non è certo un posto da ritiro spirituale. E&#39; &lt;a href=&quot;http://www.hxgnlive.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;HxGN LIVE&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, la conferenza annuale del gruppo Hexagon, che si svolge in questi giorni.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.hexagon.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Hexagon&lt;/a&gt;, per intenderci, è la multinazionale svedese che negli anni ha acquisito ERDAS, Intergraph, Leica Geosystems, parte di BLOM e continua ancora oggi a portare avanti un&#39;inebriante campagna acquisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;HxGN LIVE è quest&#39;anno alla quarta edizione, ed è diventato un appuntamento straordinario, sia per gli utenti che per i partner, per toccare con mano le novità e le soluzioni più all&#39;avanguardia nel campo delle tecnologie per la progettazione, la misura (dal micro al macro) e l&#39;analisi di dati geospaziali, ma anche per scambiare idee ed immaginare soluzioni per rendere migliore il nostro mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema di questo congresso è &quot;Qui cominciano le Grandi Storie&quot;, e devo confessare che è impossibile non pensare in grande, di fronte all&#39;incredibile offerta tecnologica di questo gruppo, ma soprattutto quando ci si confronta con gente come &lt;a href=&quot;https://twitter.com/OlaRollen&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ola Rollen&lt;/a&gt; (il CEO di Hexagon, quello nella foto in alto) o il caro &lt;a href=&quot;https://twitter.com/Mladen_Stojic&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Mladen Stojic&lt;/a&gt;, che è diventato Presidente di &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.hexagongeospatial.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Hexagon Geospatial&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;(nella foto qua sotto). Questa è la divisione che ha preso in carico tutto lo sviluppo dei software ERDAS ed Intergraph, con una nuova organizzazione che, già a giudicare dalle novità (top secret) delle versioni 2015 dei prodotti, che ho potuto vedere in anteprima, darà un&#39;impulso straordinario alla loro crescita tecnologica, tutta orientata a migliorarne l&#39;usabilità ed a privilegiare la &lt;i&gt;user experience&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-9unAvn_7J8c/U41hcoIw2iI/AAAAAAAALUg/4y4dRQdEbgU/s1600/20140603_034814.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-9unAvn_7J8c/U41hcoIw2iI/AAAAAAAALUg/4y4dRQdEbgU/s1600/20140603_034814.jpg&quot; height=&quot;180&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Mladen, con il suo ormai inconfondibile approccio visionario, ha presentato il progetto &quot;WindMill&quot;, che sfrutta la metafora del vento, che scatena la produzione di energia quando mette in azione le pale di una turbina eolica. Quel vento, oggi, è rappresentato dai dati. Non solo i dati &lt;i&gt;open &lt;/i&gt;ma anche i dati commerciali, che Hexagon vuol far diventare parte integrante della propria offerta, e questa è la chiave di lettura delle acquisizioni recenti o degli accordi commerciali che il gruppo svedese sta chiudendo con i più importanti provider di dati a livello mondiale (oltre che con i fornitori di UAV e di strumenti per il rilievo, che vanno a completare l&#39;offerta di Hexagon Geosystems, ovvero Leica). E le pale della turbina, sempre nella metafora del Windmill, sono rappresentate dalle tre linee di prodotti software che andranno a razionalizzare la sterminata offerta tecnologica di Hexagon Geospatial.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-TEiyBEvWHIA/U41eWnYMtZI/AAAAAAAALUE/LE3l8iE6KUo/s1600/pkm026-576-1.0_Satellite+Open+Data+&amp;amp;+New+Business+Models.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-TEiyBEvWHIA/U41eWnYMtZI/AAAAAAAALUE/LE3l8iE6KUo/s1600/pkm026-576-1.0_Satellite+Open+Data+&amp;amp;+New+Business+Models.png&quot; height=&quot;200&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;La seducente &lt;i&gt;vision &lt;/i&gt;del nuovo presidente vuole dare centralità all&#39;utente (dove l&#39;ho già sentita, questa?) e rendere più&amp;nbsp;&lt;i&gt;umano &lt;/i&gt;il processo di accesso alla conoscenza.&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;Mi è piaciuto molto riconoscere nelle idee di Mladen lo stesso approccio che stiamo seguendo noi, nel cercare di superare la logica legata alla mera estrazione di informazioni dai dati, per puntare a creare una reale conoscenza dei fenomeni che caratterizzano il nostro pianeta, mediante indicatori geostatistici e metriche oggettive.&lt;br /&gt;La slide qui a fianco è estratta dalla presentazione che farò questo pomeriggio, qui a Las Vegas, per raccontare i nuovi modelli di business che si aprono grazie alla disponibilità di dati satellitari liberi e di &lt;i&gt;open data&lt;/i&gt; in generale. I &lt;i&gt;big data &lt;/i&gt;geospaziali. diventano così quel vento che, grazie alla tecnologia, crea energia e crea valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un&#39;ultima annotazione voglio farla per sottolineare l&#39;organizzazione impeccabile, nonostante la quantità di gente, gli spazi sconfinati da gestire (per andare dalla mia stanza alle sale del centro congressi devo fare dieci minuti a piedi, il che è perlomeno bizzarro dato che si trovano tutte dentro lo stesso hotel...) ed il gran numero di sessioni e di eventi. Ai partecipanti è stata messa a disposizione l&#39;applicazione &lt;i&gt;HxGN Live Mobile&lt;/i&gt; (http://hxgnlive.com/mobile-app.htm) che permette di&amp;nbsp;avere sempre sotto il controllo il programma personalizzato della conferenza, nonché interagire con gli altri utenti e postare contenuti condividendoli con i classici social networks. Voto: 10.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2014/06/dove-iniziano-le-grandi-storie.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-odTxib6KUug/U41ON8B8dSI/AAAAAAAALTg/UZg5I2Pp160/s72-c/20140603_044201.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>MGM Grand Hotel and Casino, 3799 Las Vegas Strip, Las Vegas, Nevada 89109, Stati Uniti</georss:featurename><georss:point>36.1025618 -115.16927699999997</georss:point><georss:box>36.0961473 -115.17936199999997 36.108976299999995 -115.15919199999996</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-8305739701234446082</guid><pubDate>Mon, 17 Mar 2014 11:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-03-17T12:56:00.843+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><title>La barchetta radiocomandata... un anno dopo</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;Avevo già condiviso &lt;a href=&quot;http://feedproxy.google.com/~r/massimozotti/~3/p3nDHZkxoXQ/storia-di-una-barchetta-telecomandata-e.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;la prima edizione del fumetto di Hydra&lt;/a&gt;, e torno oggi con &lt;b&gt;la seconda puntata&lt;/b&gt;, con un motivo di orgoglio in più.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-GvkHN-P9kBM/UxSE4d50CCI/AAAAAAAAIvQ/6G0EYqQmgoU/s1600/hydra.gif&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-GvkHN-P9kBM/UxSE4d50CCI/AAAAAAAAIvQ/6G0EYqQmgoU/s1600/hydra.gif&quot; height=&quot;178&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Questa volta tra i protagonisti del &lt;a href=&quot;http://issuu.com/ProgloEdizioni/docs/hydra2?e=1073126/5428278&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;fumetto &lt;/a&gt;c’è anche &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Planetek&lt;/a&gt;, c’è la cara &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/azienda/team/valentina_urbano&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Valentina Urbano&lt;/a&gt;, e… ci sono io!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Michele Boella e gli amici di &lt;a href=&quot;http://www.nemeasistemi.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;NeMea Sistemi&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; sono persone con le quali si è creato uno straordinario rapporto  personale, che ci ha aiutato a rafforzare una già brillante  collaborazione professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fumetto racconta di un incontro in cui abbiamo realmente discusso degli scenari di utilizzo di Hydra, questo bizzarro e geniale scafo radiocomandato, attrezzato con sonar, GPS e altri sensori per i rilievi marini in aree costiere. E anche questa volta dai disegni dell’ottimo &lt;span class=&quot;fbPhotosPhotoCaption&quot; id=&quot;fbPhotoSnowliftCaption&quot; tabindex=&quot;0&quot;&gt;&lt;span class=&quot;hasCaption&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://mario-delpennino.blogspot.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Mario Del Pennino&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;traspare tutta la passione che quei ragazzi sanremesi mettono nel loro lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò ci piacciono così tanto.&lt;/div&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;script async=&quot;true&quot; src=&quot;//e.issuu.com/embed.js&quot; type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;/script&gt; Guarda anche:&lt;br /&gt;&lt;ul style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;Hydra &lt;a href=&quot;http://www.nemeasistemi.com/documents/hydra.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;[SCHEDA TECNICA]&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il Natante Polifuzionale Hydra &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=VLmDkafgxKY&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;[VIDEO]&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Hydra acquisisce dati sui fondali marini di Portosole &lt;a href=&quot;http://www.sanremonews.it/2013/04/12/leggi-notizia/argomenti/altre-notizie/articolo/azienda-di-soluzioni-geografiche-di-sanremo-acquisira-i-dati-dei-fondali-marini-di-portosole.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;[NEWS]&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2014/03/la-barchetta-radiocomandata-un-anno-dopo.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-GvkHN-P9kBM/UxSE4d50CCI/AAAAAAAAIvQ/6G0EYqQmgoU/s72-c/hydra.gif" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Sanremo IM, Italia</georss:featurename><georss:point>43.815967099999988 7.7760567000000265</georss:point><georss:box>43.724307599999989 7.6146952000000265 43.907626599999986 7.9374182000000264</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-6341008512885230425</guid><pubDate>Mon, 03 Mar 2014 07:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-03-05T15:11:56.173+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">metadati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>Opendata da immagini satellitari: 5 regole d&#39;oro</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;Si è parlato di dati geografici liberi alla conferenza &lt;a href=&quot;http://www.opengeodata.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;OpenGeoData&lt;/a&gt; di giovedì scorso a Roma.&lt;br /&gt;Questo tweet di uno dei partecipanti riassume quello che è stato uno dei &lt;i&gt;leitmotiv  &lt;/i&gt;della giornata:  &lt;br /&gt;&lt;blockquote class=&quot;twitter-tweet&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23opengeodata&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#opengeodata&lt;/a&gt; quando gli &lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23opendata&amp;amp;src=hash&quot;&gt;#opendata&lt;/a&gt; non sono soltanto trasparenza ma opportunità di conoscenza e sviluppo del territorio.&lt;br /&gt;— groundrace (@groundrace) &lt;a href=&quot;https://twitter.com/groundrace/statuses/438965573528338432&quot;&gt;27 Febbraio 2014&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;script async=&quot;&quot; charset=&quot;utf-8&quot; src=&quot;//platform.twitter.com/widgets.js&quot;&gt;&lt;/script&gt;Alcuni interventi, un paio anche miei, hanno richiamato però l&#39;attenzione sul fatto che i dati geografici liberi, oltre ad incrementare l’efficienza del sistema pubblico, possono essere usati per scopi commerciali e per &lt;b&gt;creare nuove opportunità di business&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Basti pensare alla possibilità di incrociarli o aggregarli con altre fonti informative per derivare nuovi dati o di utilizzarli in App per fornire servizi a valore aggiunto alla collettività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i dati che la pubblica amministrazione produce e che, sulla base della &lt;a href=&quot;http://www.opengeodata.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=197:parte-lopen-by-default&amp;amp;catid=47:azioni-ogd&amp;amp;Itemid=68&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Legge n.221/2012, &lt;/a&gt;ha l’obbligo di esporre con licenze aperte, quelli geografici rappresentano un vero e proprio patrimonio comune. Sui portali che pubblicano dati liberi, i &lt;i&gt;dataset &lt;/i&gt;territoriali sono quelli con il più alto numero di download in assoluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui c&#39;è un richiamo importante da fare: pubblicare i dati, renderli scaricabili con licenze libere, &lt;b&gt;non basta&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dataset spaziali non solo devono essere &lt;i&gt;open&lt;/i&gt;, ma &lt;b&gt;devono essere usabili&lt;/b&gt;. Bisogna fare attenzione alla loro qualità per favorirne il riutilizzo, perché pubblicare un dato, senza che il suo contenuto informativo sia disponibile in un formato standard ed organizzato secondo regole condivise a livello nazionale, significa di fatto &lt;b&gt;limitare la sua interoperabilità&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando abbiamo inziato a distribuire i nostri prodotti &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/preciso&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Preciso®&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; con licenze d&#39;uso libere, mi sono fatto un’idea di quelle che sono le principali accortezze per fare &lt;i&gt;opendata&lt;/i&gt; “come si deve”: quali sono, cioè, le cinque essenziali regole da rispettare affinché i dati siano realmente utili e riusabili.&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;400&quot; mozallowfullscreen=&quot;&quot; src=&quot;http://prezi.com/embed/e9042d735dd23d3d6d2eb955017f683120f5ddd5/?bgcolor=ffffff&amp;amp;lock_to_path=1&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;autohide_ctrls=0&amp;amp;features=undefined&amp;amp;disabled_features=undefined&quot; webkitallowfullscreen=&quot;&quot; width=&quot;550&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;Guardiamole una per una. &lt;br /&gt;&lt;ol style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;&lt;h2&gt;Meglio un database &lt;/h2&gt;Innanzitutto è sempre meglio predisporre il dato in forma di database. Come ha ben spiegato &lt;a href=&quot;http://lists.gfoss.it/pipermail/gfoss/2014-January/030704.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; Sandro Furieri, gestire le informazioni in un database è un modo per migliore l&#39;efficienza interna di un’organizzazione, piuttosto che conservare file sparsi e spesso eterogenei. Ciò vale per i dati geografici come per altre informazioni che vengono pubblicate come opendata. Troviamo sempre in giro elenchi di dati in forma di tabelle, come *csv o peggio file excel; da un database è  sempre possibile estrarre un file excel o csv, ed allo stesso modo &lt;b&gt;da un geodatabase è facile estrarre un file &lt;i&gt;shape&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;o quello che preferisco, o meglio: quello che semplifica la vita sia al cittadino che al professionista che vuole ri-usare quel dato.&amp;nbsp; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;h2&gt;Modello dati standard &lt;/h2&gt;Cerchiamo di non inventare l’acqua calda. Devi creare il geodatabase per la tua carta d’uso del suolo? Per gli edifici del tuo comune? Per le aree protette? Usa il &lt;a href=&quot;http://inspire.jrc.ec.europa.eu/index.cfm/pageid/2/list/2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;modello dati definito da INSPIRE&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; per ciascuna di queste classi. Pensa, &lt;a href=&quot;http://inspire.jrc.ec.europa.eu/index.cfm/pageid/2/list/7&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ce ne sono 32&lt;/a&gt;, già pronti e condivisi a livello europeo. Scegli quello che ti serve, scaricati il modello di geodatabase da &lt;a href=&quot;http://inspire.jrc.ec.europa.eu/index.cfm/pageid/2/list/datamodels&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;una delle tante fonti disponibili&lt;/a&gt;, con già tutte le relazioni tra le tabelle create, e riempilo con i tuoi dati. Don’t waste your time… e non far sprecare tempo a chi vorrà riusare il tuo dato.&amp;nbsp; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;h2&gt;...e la qualità?&lt;/h2&gt;L’&lt;a href=&quot;http://www.earsc.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;EARSC&lt;/a&gt;, Associazione Europea delle Imprese del mercato dell&#39;Osservazione della Terra, ha redatto le &lt;a href=&quot;http://earsc.org/file_download/159/EARSC+Product+Specification+DRD+guideline+v1.0+v2.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;linee guida per definire le specifiche dei prodotti di Earth Observation&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&amp;nbsp; Questo manuale ha lo scopo di suggerire, a chi estrae informazioni dalle immagini satellitari, in che modo descrivere le caratteristiche tecniche dei prodotti derivanti da servizi a valore aggiunto su dati satellitari. In questo modo l&#39;utilizzatore del dato può sapere che dato ha davanti, come è stato prodotto, ed apprezzarne la qualità. &lt;br /&gt;Inoltre conformarsi a degli standard facilita il processo di certificazione dei prodotti per l’ente che li realizza, e fornisce un&#39;ulteriore garanzia di qualità agli utenti dei prodotti. Nel caso della nostra &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/preciso&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;famiglia di prodotti Preciso®&lt;/a&gt;, ad esempio, la conformità riguarda non solo i prodotti, ma anche &lt;b&gt;l’intero processo produttivo &lt;/b&gt;che utilizza le procedure di qualità conformi a quelle suggerite dall’EARSC. Abbiamo infatti completato una revisione di tutte le nostre procedure in modo da essere conformi oltre che allo &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Norme_della_serie_ISO_9000&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;standard ISO 9001&lt;/a&gt;, anche alle linee guida definite dall’EARSC con il supporto della Agenzia Spaziale Europea (ESA) per la produzione di prodotti e servizi di Earth Observation. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;h2&gt;Mè-Tà-Dà-Ti!&lt;/h2&gt;&lt;/li&gt;Poche chiacchiere: senza metadato, un dato non è riusabile. &lt;br /&gt;Il metadato è la carta di identità del dato. Ci deve dire che cos&#39;è, chi l&#39;ha prodotto, e quando. Nel metadato devono essere reperibili anche le informazioni relative alla licenza d&#39;uso del dato, ed alla qualità del dato stesso (ad esempio, un bel link alla scheda di &lt;i&gt;product specification&lt;/i&gt; redatta secondo lo standard EARSC, come appena detto).&lt;br /&gt;Per esempio: di un&#39;ortofoto io voglio sapere che risoluzione ha, che accuratezza nella geocodifica, e quando è stata scattata la foto. Di un&#39;ortoimmagine satellitare voglio sapere anche che tipo di ricampionamento è stato usato, per comprendere se e come è stata alterata l&#39;informazione spettrale di ciascun pixel dell&#39;immagine. Queste informazioni devono stare nel metadato, o in documenti rintracciabili tramite il metadato. &lt;br /&gt; Anche per i metadati esisteono degli standard a cui conformarsi, e sono quelli definiti da &lt;b&gt;INSPIRE &lt;/b&gt;a livello internazionale, e dal &lt;b&gt;RNDT &lt;/b&gt;in Italia. Il &lt;a href=&quot;http://www.rndt.gov.it/&quot;&gt;Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali&lt;/a&gt; è il catalogo nazionale dei metadati, che permette di ricercare e scoprire quali dati territoriali sono disponibili in Italia. La conformità di un metadato al profilo del RNDT garantisce la conformità ad INSPIRE.&lt;br /&gt;E non dimentichiamo: la presenza del metadato nel catalogo RNDT &lt;b&gt;certifica l’esistenza del dato stesso&lt;/b&gt;. &lt;li&gt;&lt;h2&gt;Licenza di... ri-usare&amp;nbsp; &lt;/h2&gt;La quinta e ultima regola riguarda la possibilità che prodotti a valore aggiunto, ottenuti da immagini satellitari commerciali, possano essere resi disponibili come Open Data. Una grande opportunità nasce oggi dal fatto che anche i fornitori commerciali di dati satellitari (&lt;a href=&quot;https://www.digitalglobe.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;DigitalGlobe&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.astrium.eads.net/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Airbius&lt;/a&gt; ecc.)&amp;nbsp; applicano ai propri dati licenze d’uso che consentono, a chi produce informazioni a valore aggiunto, di decidere in piena autonomia il tipo di licenza da applicare ai cosiddetti &lt;i&gt;derivative products&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;Ad esempio &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/soluzioni/temi_chiave/open_data&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Planetek &lt;/a&gt;ha scelto di associare ai vari livelli informativi dei prodotti &lt;b&gt;Preciso®&lt;/b&gt; una &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;licenza d&#39;uso CC-BY 4.0&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; che ne permette la libera distribuzione come Open Data.&lt;br /&gt;In generale ogni dato che venga reso liberamente disponibile dev&#39;essere corredato da una licenza che spieghi chiaramente cosa si può fare con quel dato, a quali condizioni, e cosa invece non si può fare. Il posto migliore per rendere reperibile questa informazione è, ancora una volta, il metadato. &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Ringrazio anche &lt;a href=&quot;https://twitter.com/ValeUrbano79&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Valentina &lt;/a&gt;e &lt;a href=&quot;https://twitter.com/fabiovin&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Fabio &lt;/a&gt;per il loro contributo alla redazione di questo post. &lt;br /&gt;&lt;ol style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;/ol&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2014/03/opendata-da-immagini-satellitari-5.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bari, Italia</georss:featurename><georss:point>41.1171432 16.871871499999997</georss:point><georss:box>40.9257267 16.549148 41.3085597 17.194594999999996</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-2644682285247808392</guid><pubDate>Thu, 13 Feb 2014 08:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-02-13T09:00:10.641+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>Un Hackathon su INSPIRE, perché serve e a chi</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;Qualche giorno fa facevo cenno all&#39;allegra combriccola di appassionati con cui abbiamo organizzato, a partire dallo scorso autunno, &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/news_eventi/tutti_gli_eventi/2013/12/seminario_on_line_inspire_come_opportunit%C3%A0_administrative_units_2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;un ciclo di webinar&lt;/a&gt; dedicati all&#39;armonizzazione dei dati geografici per renderli conformi alle specifiche di INSPIRE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monica Sebillo, Franco Vico, Giacomo Martirano, Piergiorgio Cipriano. Salerno, Torino, Cosenza, Ferrara, Bari. Da quando abbiamo iniziato, non ci siamo ancora rivisti di persona, se non in webcam qualche volta.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Eppure ne abbiamo fatta di strada assieme, con il ciclo di webinar che ha coinvolto quasi un centinaio di persone in totale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f6/Wikimedia_Hackathon_2013,_Amsterdam_-_Flickr_-_Sebastiaan_ter_Burg_(28).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f6/Wikimedia_Hackathon_2013,_Amsterdam_-_Flickr_-_Sebastiaan_ter_Burg_(28).jpg&quot; height=&quot;212&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Con l&#39;anno nuovo abbiamo deciso di dare il nostro contributo alle iniziative dell&#39; &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://wiki.opendataday.org/2014/City_Events&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;International OpenData Hackathon&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, nell&#39;ambito del quale rientrano tutti gli appuntamenti dell&#39;&lt;a href=&quot;http://opendataday.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;International OpenData Day - Italia 2014&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;: &lt;/b&gt;tanti eventi in tutta Italia, che si svolgono tutti nell&#39;ultima decade di febbraio, con apoteosi il giorno 22, &quot;&lt;i&gt;giornata dei dati liberi&lt;/i&gt;&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Planetek Italia, tra l&#39;altro, parteciperà a molti di questi incontri, e perciò sarà facile incontrarci. L&#39;agenda dei nostri appuntamenti è raccontata sul &lt;a href=&quot;http://blog.planetek.it/2014/02/09/impegno-opendata/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;blog di Planetek&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con Monica e gli altri amici, dicevo, abbiamo organizzato un Hackathon &lt;i&gt;on-line&lt;/i&gt; dal titolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/news_eventi/tutti_gli_eventi/2014/02/hackathon_online_trasformare_dataset_spaziali_open_conformemente_a_inspire&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #660000;&quot;&gt;&lt;b&gt;Trasformare dataset spaziali Open conformemente a INSPIRE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L&#39;hackathon ha il patrocinio di AMFM GIS Italia, CISIS–CPSG (Centro Interregionale per i Sistemi Informatici, Geografici e Statistici - Centro Permanente Sistemi Geografici) e il Progetto europeo smeSpire, insieme con Stati Generali dell&#39;Innovazione e GFOSS.it ed il nostro obiettivo è &lt;b&gt;condividere metodi e tecniche di trasformazione&lt;/b&gt; per l&#39;armonizzazione dei dati in accordo alle specifiche INSPIRE, attraverso &lt;b&gt;esercizi realizzati su open data&lt;/b&gt; con software sia proprietari che liberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si svolge l&#39;hackathon on-line?&lt;br /&gt;&lt;ol style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Lunedì&lt;/b&gt; &lt;b&gt;17/02/2014&lt;/b&gt; : pubblicazione delle tracce dei diversi track comprendenti: una proposta di temi da trasformare; suggerimenti su dataset open utilizzabili, su come risolvere passaggi critici...; indicazione di tool open disponibili; ipotesi sui possibili risultati.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Mercoledì 19/02/2014 (ore 11:00-13:00) :&lt;/b&gt; webinar di presentazione dei track con una discussione delle tracce e delle fonti suggerite, ed una valutazione di altri possibili temi di interesse per i partecipanti. Contestualmente, verranno costituiti gruppi di lavoro online di 2-4 persone e verrà condivisa la griglia di valutazione da utilizzare per rendere confrontabili i risultati del lavoro.&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Dal 20/02/2014 al 24/02/2014 : &lt;/b&gt;gli organizzatori saranno disponibili (secondo modalità e calendario che verranno comunicati agli iscritti) per chiarire dubbi sulle tracce e aiutare a superare difficoltà.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Martedì 25/02/2014 (ore 11:00-13:00) :&lt;/b&gt; webinar di presentazione dei risultati dei vari gruppi e loro valutazione.&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Giovedì 27/02/2014 &lt;/b&gt;: presentazione dei risultati dell&#39;hackathon online nell&#39;ambito della Conferenza OpenGeoData Italia a Roma.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Perché partecipare all&#39;hackathon? Continuo a ripeterlo: seguire questo tipo di inizative, vuol dire confrontarsi con una problematica che a breve tutti, prima o poi dovranno affrontare (anche solo per dire: scelgo di ignorare la legge e mantengo i miei dati come sono) e che creerà delle opportunità per quelli che saranno pronti a fornire soluzioni. Significa mettersi in evidenza con le aziende che lavorano in questo settore, e che sono sempre alla ricerca di persone brillanti e sveglie, cioè che si sporcano le mani non solo per il piacere di pasticciare ma per risolvere problemi concreti e proporsi come interlocutori competenti a chi ne ha bisogno. E adesso, tutti ad iscriversi all&#39;hackathon.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://www.eventbrite.it/e/biglietti-hackathon-online-trasformazione-di-dataset-spaziali-open-conformemente-a-inspire-10261274749?ref=ebtnebtckt&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;Eventbrite - Hackathon Online - Trasformazione di dataset spaziali open conformemente a INSPIRE&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-38C_tiG8ivs/UvdwNakf5nI/AAAAAAAAIV0/1nnL7fZ7E8A/s320/eventbrite.gif&quot; height=&quot;85&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;L&#39;iscrizione è gratuita!&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2014/02/un-hackathon-su-inspire-perche-serve-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-38C_tiG8ivs/UvdwNakf5nI/AAAAAAAAIV0/1nnL7fZ7E8A/s72-c/eventbrite.gif" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-4104668959433459136</guid><pubDate>Mon, 10 Feb 2014 09:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-02-10T15:02:06.585+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">iniziative condivise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>Vogliamo anche l&#39;Italia nel registro INSPIRE</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;Una sera d’inverno, freddo umido, buio - come solo certe sere d’inverno sanno essere.&lt;br /&gt;Mi chiama Piergiorgio. Lui in treno, io in  macchina. Chiacchieriamo della nostra partecipazione a &lt;a href=&quot;http://www.w3c.it/events/2014/lod2014/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;#LOD14&lt;/a&gt;, della  conferenza &lt;a href=&quot;http://www.opengeodata.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;OpenGeoData&lt;/a&gt;, di &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/prodotti/tutti_i_prodotti/getlod%E2%80%8E&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;getLOD&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di chiudere mi fa: sai, c’è una cosa che ti volevo dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccolo, stiamo per fare &lt;i&gt;outing&lt;/i&gt;? mi chiedo, turbato ma anche un po’ curioso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;C’è questa storia del RNDT che non è ancora registrato come endpoint INSPIRE, mi dice, e bla bla bla...&quot; &lt;br /&gt;Un po’ deluso ma anche sollevato, ascolto, e man mano che Piergiorgio me ne parla, l’idea mi convince sempre più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S’ha da fare. Facciamo così, gli dico: provo a  coinvolgere anche Andy con il quale in passato abbiamo fatto cose  simili, &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/search/label/iniziative%20condivise&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;campagne&lt;/a&gt; che hanno coinvolto i blogger italiani della geomatica,  vediamo che ne dice anche lui. Chiamo Andy, lui mi sta a sentire, ragiona ad alta  voce - sbucciando l’argomento come certi bimbi fanno con i mandarini,  eliminando minuziosamente tutti i pelucchi. Mi piace, mi piace, mi dice –  ne immagino lo sguardo ed i pensieri che  volano lontano mentre mi parla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo scrivo a Piergiorgio che Andy è  caduto nella nostra trappola. Come accade ai  guidatori incauti con gli autostoppisti, dal nulla sbuca dopo un po’ l’intero gruppetto di  appassionati, quello con cui da mesi organizziamo &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/news_eventi/tutti_gli_eventi/2014/02/hackathon_online_trasformare_dataset_spaziali_open_conformemente_a_inspire&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;webinar&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;su INSPIRE e opendata: Monica, Giacomo, Franco, Sergio… e inizia il  lavoro di composizione del testo che leggete qui sotto, per condividerlo  con tutti quelli che si sono uniti e che si uniranno a questa iniziativa. &lt;br /&gt;Un lavoro inframmezzato da sostanziose dosi di  cazzeggio ed improvvidi deragliamenti rivoluzionari, che alla fine ci ha  però portato a questo, che è solo un punto di partenza: il vero  risultato sarà vedere, finalmente, anche l’Italia nel  registro INSPIRE.&lt;/div&gt;&lt;hr /&gt;&lt;h2 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Premessa&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-a3rLaH2-DNk/UvYIplE7xwI/AAAAAAAAIVg/ndc6gHovFmw/s1600/g3741.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-a3rLaH2-DNk/UvYIplE7xwI/AAAAAAAAIVg/ndc6gHovFmw/s1600/g3741.png&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;217&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;http://inspire.ec.europa.eu/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;INSPIRE &lt;/a&gt;prevede che ogni Stato Membro fornisca almeno un &lt;i&gt;endpoint &lt;/i&gt;nazionale per il &lt;i&gt;discovery &lt;/i&gt;di metadati.&lt;br /&gt;Ad oggi, la maggior parte degli Stati Membri (23 su 28) ha soddisfatto questo requisito registrando il proprio riferimento nazionale nel geoportale INSPIRE: &lt;a href=&quot;http://inspire-geoportal.ec.europa.eu/INSPIRERegistry/&quot;&gt;http://inspire-geoportal.ec.europa.eu/INSPIRERegistry/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In particolare, come si può vedere, alcuni paesi hanno registrato più di un &lt;i&gt;endpoint&lt;/i&gt;, come l&#39;Austria, il Belgio e la Lettonia: è infatti possibile registrarne anche più di uno per paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza di ciò, &lt;b&gt;l’Italia non ha ancora alcun &lt;i&gt;endpoint &lt;/i&gt;registrato per il servizio di discovery&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questa registrazione è necessaria una semplice comunicazione (email) del National Contact Point INSPIRE (o di qualcuno delegato dal NCP) indirizzata a EC/EEA INSPIRE Team (&lt;a href=&quot;mailto:env-inspire@ec.europa.eu&quot;&gt;env-inspire@ec.europa.eu&lt;/a&gt;) e per conoscenza al JRC (&lt;a href=&quot;mailto:michael.lutz@jrc.ec.europa.eu&quot;&gt;michael.lutz@jrc.ec.europa.eu&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;h2 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Domanda&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;Perché il servizio CSW realizzato dal &lt;a href=&quot;http://www.rndt.gov.it/RNDT/home/index.php&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;RNDT &lt;/a&gt;non è ancora stato registrato come &lt;i&gt;endpoint &lt;/i&gt;italiano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Dal punto di vista normativo, sia il recepimento della Direttiva INSPIRE (Dlgs. 32/2010) che il Codice dell’Amministrazione Digitale riportano che &lt;b&gt;RNDT è il riferimento nazionale&lt;/b&gt; in questo contesto:&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Il repertorio nazionale dei dati territoriali, [...] costituisce il catalogo nazionale dei metadati relativi ai set di dati territoriali&lt;/i&gt;” (Dlgs. 32/2010, art.5)&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=31942460#notai4i&quot;&gt;[1]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista tecnico-operativo i test effettuati nel luglio 2013 e gennaio 2014 dal Joint Research Centre della Commissione Europea (su richiesta dell’Agenzia per l’Italia Digitale) hanno dimostrato che il  servizio CSW del RNDT e la quasi totalità dei metadati raccolti &lt;b&gt;sono perfettamente conformi&lt;/b&gt; a quanto previsto dai Regolamenti &lt;a href=&quot;http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2008:326:0012:0030:IT:PDF&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;1205/2008 (metadati)&lt;/a&gt; e&lt;a href=&quot;http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:274:0009:0018:IT:PDF&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; 976/2009 (servizi di rete)&lt;/a&gt; della Commissione Europea, nonché alle relative Technical Guidelines (&lt;a href=&quot;http://inspire.jrc.ec.europa.eu/documents/Metadata/INSPIRE_MD_IR_and_ISO_v1_2_20100616.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;1.2 del 2010 per i metadati&lt;/a&gt;, e &lt;a href=&quot;http://inspire.jrc.ec.europa.eu/documents/Network_Services/TechnicalGuidance_DiscoveryServices_v3.1.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;3.1 del 2011 per i servizi di discovery&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare &lt;a href=&quot;http://inspire-geoportal.ec.europa.eu/resources/sandbox/INSPIRE-dc160d85-7f54-11e3-9486-d8d3855bd8fc_20140117-095358/services/1/PullResults/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;il test effettuato a gennaio 2014&lt;/a&gt; ha riportato 4412 metadati “passed” e 412 “passed with warnings” su un totale di 5540 metadati sottoposti ad harvesting (nel RNDT i metadati disponibili sono 6143).  Il livello di conformità rispetto a INSPIRE è quasi totale per i metadati di dataset e serie (4415 su 4462).&lt;br /&gt;Questo è un risultato importante ed è da notare che risulta essere &lt;b&gt;migliore rispetto ai risultati ottenuti da altri Stati Membri&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sottolineiamo che è importante che la registrazione del servizio sia fatta al più presto perché:&lt;br /&gt;&lt;ol style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;li&gt;la disponibilità dei metadati italiani nel catalogo europeo serve a dare &lt;b&gt;visibilità alle informazioni territoriali esistenti in Italia&lt;/b&gt;, il tutto proiettato a:&lt;br /&gt;&amp;nbsp; i. supportare le politiche ambientali nazionali e comunitarie; &lt;br /&gt;&amp;nbsp; ii. favorire la conoscenza e la promozione del nostro territorio;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;l&#39;iniziale disponibilità di metadati potrà &lt;b&gt;innescare un processo virtuoso&lt;/b&gt; spingendo gli enti pubblici di ogni livello a conferire i metadati all&#39;RNDT per far conoscere le attività dell’amministrazione su scala internazionale; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;per &lt;b&gt;incentivare la realizzazione di servizi innovativi&lt;/b&gt; da parte di professionisti, consulenti e PMI locali da offrire agli enti locali sulla base della disponibilità di dati; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;per &lt;b&gt;istanziare il ruolo del &quot;nodo&quot; Italia&lt;/b&gt; all&#39;interno della rete; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;per dare &lt;b&gt;riconoscimento e visibilità&lt;/b&gt; alle persone che, su scala diversa, hanno attivamente operato per la realizzazione dell&#39;infrastruttura e dei servizi.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;h2 style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Conclusioni&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;Alla luce di queste considerazioni, esortiamo il NCP INSPIRE italiano a comunicare al più presto al JRC l&#39;indirizzo del servizio CSW di RNDT affinché questo venga registrato come primo endpoint italiano in INSPIRE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sostengono questa iniziativa:&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;(in ordine alfabetico)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Allegri&lt;br /&gt;Roberto Angeletti, ExportToCanoma  blog&lt;br /&gt;Andrea Antonello&lt;br /&gt;Fulvio Ananasso, Stati generali dell&#39;innovazione&lt;br /&gt;Ugo, Bonelli, Stati generali dell&#39;innovazione&lt;br /&gt;Andrea Borruso&lt;br /&gt;Associazione italiana per l’informazione geografica libera - GFOSS.it&lt;br /&gt;Stefano Campus&lt;br /&gt;Giovanni Ciardi&lt;br /&gt;Piergiorgio Cipriano&lt;br /&gt;Bruno Conte, Stati generali dell&#39;innovazione, Social4Social&lt;br /&gt;Simone Cortesi&lt;br /&gt;Laura Criscuolo&lt;br /&gt;Antonio D&#39;Argenio, Nadir&lt;br /&gt;Margherita Di Leo&lt;br /&gt;Alessio Di Lorenzo&lt;br /&gt;Gianfranco Di Pietro, Geofunction&lt;br /&gt;Antonio Falciano&lt;br /&gt;Sergio Farruggia, Stati Generali dell’Innovazione, AMFM GIS Italia&lt;br /&gt;Daniela Ferrari&lt;br /&gt;Maurizio Foderà, Kartoblog&lt;br /&gt;Marco Frattoddi, Stati generali dell&#39;innovazione&lt;br /&gt;Antonio Fregoli, MNDAssociation&lt;br /&gt;Pietro Blu Giandonato&lt;br /&gt;Cesare Gerbino&lt;br /&gt;Simone Giannecchini&lt;br /&gt;Jacopo Grazzini&lt;br /&gt;Nicola Guarino, ISTC-CNR&lt;br /&gt;Giuseppe Iacono, Stati generali dell&#39;innovazione&lt;br /&gt;Carlo Infante, Stati generali dell&#39;innovazione, Urban Experience&lt;br /&gt;Viviana Lanza&lt;br /&gt;Andrea Latino, Stati generali dell&#39;innovazione&lt;br /&gt;Simone Lella&lt;br /&gt;Walter Lorenzetti, gis3w&lt;br /&gt;Jody Marca&lt;br /&gt;Flavia Marzano, Stati Generali dell&#39;Innovazione e Rete WISTER&lt;br /&gt;Giacomo Martirano, Epsilon Italia, coordinatore progetto smeSpire&lt;br /&gt;Stefania Morrone, Epsilon Italia&lt;br /&gt;Lorenzo Orlando, Stati generali dell&#39;innovazione&lt;br /&gt;Alessandro Oggioni&lt;br /&gt;Mariella Pappalepore, Planetek Italia&lt;br /&gt;Stati Generali dell&#39;Innovazione&lt;br /&gt;Stefano Parodi, GeoWebLog&lt;br /&gt;Lorenzo Perone&lt;br /&gt;Emma Pietrafesa, Stati generali innovazione (Rete WISTER)&lt;br /&gt;Angelo Quaglia&lt;br /&gt;Morena Ragone&lt;br /&gt;Alessandro Sarretta&lt;br /&gt;Monica Sebillo, AMFM GIS Italia&lt;br /&gt;Gian Bartolomeo Siletto&lt;br /&gt;Claudia Spinnato, Consorzio TICONZERO&lt;br /&gt;Lorenzino Vaccari, Provincia Autonoma di Trento&lt;br /&gt;Franco Vico, AMFM GIS Italia&lt;br /&gt;Fabio Vinci, Epsilon Italia&lt;br /&gt;Massimo Zotti &lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;-moz-border-radius: 5px 5px; -webkit-border-radius: 5px 5px; background-color: #f9ee7a; border-radius: 5px 5px; border: 1px solid #999999; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; margin: 5px 0px 5px 0px; padding: 8px 8px 8px 8px;&quot;&gt;SE VUOI ESSERE AGGIUNTO IN QUESTA LISTA, INSERISCI IL TUO NOME E/O LA TUA AFFILIAZIONE COME COMMENTO&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;hr /&gt;&lt;a href=&quot;https://www.blogger.com/null&quot; id=&quot;notai4i&quot; style=&quot;color: #767676;&quot;&gt;     [1] Inoltre, il Decreto 10 novembre 2011 relativo alle regole tecniche del RNDT, emanato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l&#39;Innovazione e dal Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare, dispone che il RNDT, parte integrante dell&#39;infrastruttura nazionale, eroghi i servizi di ricerca (art. 2) e prevede la pubblicazione dei metadati nel RNDT, assicurando il rispetto degli adempimenti di cui al Regolamento (CE) n. 1205/2008 e al D. Lgs. n. 32/2010 (DM art. 4) &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2014/02/vogliamo-anche-litalia-nel-registro.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-a3rLaH2-DNk/UvYIplE7xwI/AAAAAAAAIVg/ndc6gHovFmw/s72-c/g3741.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-5491350697967662722</guid><pubDate>Wed, 30 Oct 2013 16:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-10-30T17:26:04.662+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Planetek</category><title>Storia di una barchetta telecomandata (e di un GPS, di un SONAR, dei pescatori...)</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.sanremonews.it/typo3temp/pics/H_0c615ddb4b.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;140&quot; src=&quot;http://www.sanremonews.it/typo3temp/pics/H_0c615ddb4b.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Oggi vi racconto una storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&#39;era una volta una barchetta telecomandata che si chiamava Hydra&lt;sup&gt;®&lt;/sup&gt;.  Questa barchetta serviva per rilevare la profondità del mare,  soprattutto dove l&#39;acqua è troppo bassa per farlo fare alle barche più  grandi. Un giorno fu catturata da pescatori che non avevano capito bene  cosa fosse, e..&lt;br /&gt;Beh, leggete l&#39;intera storia, a fumetti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;issuuembed&quot; data-configid=&quot;0/5434819&quot; style=&quot;height: 354px; width: 525px;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;script async=&quot;true&quot; src=&quot;//e.issuu.com/embed.js&quot; type=&quot;text/javascript&quot;&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=VLmDkafgxKY&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Hydra&lt;/a&gt;&lt;sup&gt;®&lt;/sup&gt; è un&#39;invenzione dei nostri amici di &lt;a href=&quot;http://www.nemeasistemi.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;NeMea Sistemi&lt;/a&gt;, di Sanremo.  Sono nostri partner con eccellenti competenze sulle tecnologie &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/prodotti/per_produttore/intergraph&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Intergraph&lt;/a&gt;, e condividono la nostra strategia di gestione estesa delle  competenze tecnologiche e applicative. Una strategia che ci aiuta ad  evolvere verso conoscenze sempre più ampie nel campo  dell&#39;Osservazione della Terra e della Geomatica.&lt;br /&gt;E inoltre... sono troppo belli e simpatici :-)&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2013/10/storia-di-una-barchetta-telecomandata-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Sanremo Imperia, Italy</georss:featurename><georss:point>43.815967099999988 7.7760567000000265</georss:point><georss:box>43.724307599999989 7.6146952000000265 43.907626599999986 7.9374182000000264</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-5292536678312660458</guid><pubDate>Tue, 15 Oct 2013 15:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-10-15T17:40:29.613+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>INSPIRE come opportunità... per i professionisti?</title><description>&lt;div dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;text-align: left;&quot; trbidi=&quot;on&quot;&gt;Ci sono un francese, un tedesco ed un italiano....&lt;br /&gt;No anzi, facciamola più &quot;locale&quot;: ci sono un pugliese, un lucano ed un campano.Vogliono confrontare le loro carte d&#39;uso del suolo.&lt;br /&gt;Ci riusciranno? Il fatto è che già confrontando lo stesso dato a livello regionale, potremo trovare delle differenze, ad esempio nella legenda utilizzata, nella struttura del dato...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2011/09/dagli-allegati-ii-e-iii-di-inspire-le.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Abbiamo già detto&lt;/a&gt; che la Direttiva INSPIRE affronta proprio questo problema: definisce le specifiche dei principali dati che hanno una rilevanza per la tutela dell&#39;ambiente, in modo da fornire degli standard di riferimento. Così che tutti sappiano come devono essere resi disponibili i dati per poterli confrontare, tra un Comune ed un altro, tra una Regione ed un&#39;altra, e tra gli Stati membri dell&#39;Unione Europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-IgfNiNqRrsA/UlrjreoB1DI/AAAAAAAAFMk/16rmMYtE-Ss/s1600/inspire.gif&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-IgfNiNqRrsA/UlrjreoB1DI/AAAAAAAAFMk/16rmMYtE-Ss/s200/inspire.gif&quot; width=&quot;180&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Come si fa a rendere un dato geografico conforme ad un modello di riferimento?&lt;br /&gt;Beh, possiamo buttare il vecchio dato e rifarlo.&lt;br /&gt;Troppo drastica come soluzione? :)&lt;br /&gt;Calma, ed un bel respiro. Un altro approccio è quello di &quot;armonizzare&quot; le caratteristiche di questo dato rispetto al modello di riferimento, che è stato definito ed approvato a livello europeo. Le data specification di INSPIRE infatti sono &lt;a href=&quot;http://inspire.jrc.ec.europa.eu/index.cfm/pageid/2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qua&lt;/a&gt;. Attenzione: non sempre questo approccio è meno doloroso del primo...!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è bene ricordare che, se oggi decidiamo di buttare a mare un dato e ri-crearlo, o se stiamo semplicemente per produrne (o fare produrre ad un fornitore) uno nuovo, non possiamo più fare &quot;a capa nostra&quot;: già da &lt;b&gt;febbraio scorso&lt;/b&gt;&amp;nbsp;(guarda la &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://inspire.jrc.ec.europa.eu/index.cfm/pageid/44&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;roadmap&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;) i dataset elencati nell&#39;Annex I, nuovi o ampiamente ristrutturati, devono essere messi a disposizione in maniera conforme alle relative Data  Specification. Obbligatorio, ok?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, come si fa ad armonizzare i dati?  E&#39; un lavoro che richiede competenze tecniche ma anche di dominio. Non è neanche troppo complicato una volta che si è capito di che si tratta.&lt;br /&gt;Di questo si parlerà in &lt;b&gt;un ciclo di seminari on-line&lt;/b&gt; che &lt;a href=&quot;http://www.amfm.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;AMFM GIS Italia&lt;/a&gt;, il &lt;a href=&quot;http://www.centrointerregionale-gis.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CISIS–CPSG&lt;/a&gt; ed il progetto &lt;a href=&quot;http://www.smespire.eu/index.php/webinar-series-operative-solutions-for-harmonizing-spatial-dataset-at-sub-national-level-in-italy-and-implement-inspire-requirements&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;smeSpire&lt;/a&gt; organizzano per favorire la condivisione di metodi e soluzioni operative per l&#39;armonizzazione dei datasets spaziali. Con particolare riferimento all&#39;interoperabilità a livello regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.eventbrite.it/event/8828400985&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;140&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-HjMMlBZnz90/Ulkfm1dLW0I/AAAAAAAAFK0/knHoVH-ABRc/s200/23+0tt0bre.jpg&quot; width=&quot;140&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;I seminari sono gratuiti e si terranno solo su web (si usa chiamarli &lt;i&gt;&lt;b&gt;webinar&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;), in modo che chiunque possa parteciparvi.&lt;br /&gt;Il primo è quello di &lt;b&gt;mercoledì 23 ottobre, dalle 11:00 alle 13:00&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Tutte le informazioni sono &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.amfm.it/images/pdf/131023_Webinar/WebinarAMFM-CISIS_smeSpire.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;E &lt;a href=&quot;http://www.eventbrite.it/event/8828400985&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;qui &lt;/b&gt;&lt;/a&gt;ci si iscrive al webinar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai webinar sono invitate le Regioni e altri enti locali, perché sono ovviamente i soggetti interessati dalla Direttiva; ma anche le piccole e medie imprese del settore della Geo-ICT attive nel supportare i processi connessi all’implementazione della Direttiva INSPIRE, ricercatori e professionisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il seminario si chiama &quot;&lt;b&gt;INSPIRE come opportunità&lt;/b&gt;&quot;. Nella presentazione dell&#39;incontro si legge:&lt;br /&gt;&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;&lt;i&gt;...è possibile ed è utile vedere INSPIRE non come un ulteriore carico  burocratico che si abbatte su regioni e enti locali, ma come un insieme  di metodi e tecnologie utili per risolvere problemi di interoperabilità  dei dataset spaziali che in primo luogo riguardano, molto  operativamente, proprio regioni, comuni e gli altri enti che operano sul  territorio, e solo dopo il livello nazionale o europeo.&amp;nbsp; &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;Quindi un&#39;opportunità per chi gestisce l&#39;informazione geografica, certamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; ovvio però che si tratta di un&#39;opportunità anche per imprese e professionisti. 34 temi per 19 regioni, 110 province e più di 8.000 comuni, senza contare tutti gli altri produttori di dati geografici in Italia: tutti dati da armonizzare nei prossimi anni. C&#39;è tanto lavoro da fare, e ce n&#39;è per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; per questo motivo che ho lanciato &lt;b&gt;una proposta&lt;/b&gt; agli amici che stanno organizzando il ciclo di seminari su INSPIRE: se nel primo incontro di mercoledì 23 passiamo in rassegna le esperienze di rilievo &lt;!--(guarda l&#39;agenda del webinar)/!--&gt;, già in occasione del secondo appuntamento possiamo metterci in gioco.&lt;br /&gt;Scegliamo qualche dataset con licenze aperte tra quelli che le amministrazioni regionali rendono disponibili, e proviamo a renderli conformi alle &lt;i&gt;data specification&lt;/i&gt; di INSPIRE: il 20 novembre poi ci confrontiamo sui risultati, sugli strumenti utilizzati e sui problemi incontrati, che siano di tipo tecnico o applicativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è, secondo me, una vera opportunità per i professionisti e le imprese, che hanno l&#39;occasione di confrontarsi con un&#39;esigenza reale del mercato. E farsi trovare pronti, quando crescerà la domanda, e sarà importante sapere &lt;i&gt;&lt;b&gt;chi&lt;/b&gt; &lt;/i&gt;sa fare &lt;b&gt;&lt;i&gt;cosa&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appuntamento a mercoledì 23. &lt;i&gt;Keep calm and... inspire!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2013/10/inspire-come-opportunita-per-i.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-IgfNiNqRrsA/UlrjreoB1DI/AAAAAAAAFMk/16rmMYtE-Ss/s72-c/inspire.gif" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Via Massaua, 12, 70132 Bari, Italia</georss:featurename><georss:point>41.1384898 16.84307739999997</georss:point><georss:box>41.1384433 16.842998399999971 41.138536300000005 16.84315639999997</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-8316004300062488015</guid><pubDate>Wed, 03 Apr 2013 06:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-02-08T16:13:17.302+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">iniziative condivise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>Le migliori idee per i geodati liberi</title><description>Circola da questa mattina uno strano hashtag su Twitter: &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;https://twitter.com/search?q=%23Chi%C3%A8Giancarlo&quot;&gt;#ChièGiancarlo&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Per capire che vuol dire e come nasce, dovete avere la pazienza di leggere &lt;a href=&quot;http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;questo post&lt;/a&gt; sul blog TANTO, ed in particolare i &lt;a href=&quot;http://blog.spaziogis.it/2013/03/19/2013-anno-degli-opengeodata-lentusiasmo-mio-e-calante/#comments&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;commenti &lt;/a&gt;a quel post. Dalla vivace discussione che si è sviluppata attorno a quell&#39;articolo, è nata un&#39;iniziativa che mira a creare un gruppo di lavoro aperto sul tema degli &lt;i&gt;opendata &lt;/i&gt;geografici, e che oggi prende il via con la sua condivisione &quot;a reti unificate&quot; sui principali blog e siti web della geomatica in Italia.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-iEoQFFmhaxk/UVvkk08973I/AAAAAAAADGg/fXjT1XJTRdk/s1600/app.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;360&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-iEoQFFmhaxk/UVvkk08973I/AAAAAAAADGg/fXjT1XJTRdk/s640/app.jpg&quot; width=&quot;500&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il tema degli &lt;b&gt;OpenGeoData&lt;/b&gt; è importante e pensiamo che meriti&lt;i&gt; hic et nunc&lt;/i&gt; un’attenzione speciale. E’ indispensabile la crescita di una &lt;b&gt;consapevolezza&lt;/b&gt; diffusa del loro valore, così come è necessario porre l’attenzione  sulle modalità di implementazione del modello e verificarne l’impatto in  termini di &lt;b&gt;valore aggiunto&lt;/b&gt;; per professionisti, aziende, decisori e cittadini.&lt;br /&gt;Vogliamo creare un &lt;b&gt;gruppo di lavoro aperto&lt;/b&gt; a tutti e che si appoggerà anche su quanto di buono e utile è stato fatto in analogia per il tema più generale degli &lt;b&gt;OpenData&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Tre i temi principali che, in questa prima fase, vorremmo trasformare in azione:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Formazione&lt;/b&gt; – iniziative formative a medio, lungo  termine riguardanti la formazione su specifiche questioni di fondo  (metadati, INSPIRE, standard, soluzioni tecnologiche, ecc.).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Informazione&lt;/b&gt; – iniziative di tipo divulgativo  (filmati didattici e di promozione), così come webinar di taglio  informativo su argomenti di approfondimento.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;b&gt;Buone prassi&lt;/b&gt; – segnalazione e report di iniziative  e progetti riguardanti geoportali e portali open data, standard,  apertura e liberazione di dati (ma non solo) che possono essere prese a  modello.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Pensiamo sia necessario il &lt;b&gt;contributo&lt;/b&gt; di molti, sia  in termini di contenuti che di modalità di azione. Per questa ragione  abbiamo pensato di creare uno spazio in cui ognuno potrà proporre,  condividere, commentare e valutare in modo costruttivo &lt;b&gt;idee&lt;/b&gt; utili sul tema.&lt;br /&gt;E’ stata aperta una &lt;b&gt;&lt;i&gt;community&lt;/i&gt; &lt;/b&gt;su ideascale (&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://geodatiliberi.ideascale.com/&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;geodatiliberi&quot;&gt;geodatiliberi.ideascale.com&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;), non vi resta che aprire un account e cominciare a proporre e interagire con gli altri. Troverete le tre categorie di cui sopra nelle quali inserire le idee e proposte, in modo tale da rendere il tutto più organico. A supporto di questo ideario, è stata creata anche una &lt;a href=&quot;https://groups.google.com/forum/#%21forum/geodatiliberi&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;i&gt;mailing list&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowtransparency=&quot;true&quot; frameborder=&quot;0&quot; scrolling=&quot;auto&quot; src=&quot;http://geodatiliberi.ideascale.com/a/hotIdeasWidget.do&quot; style=&quot;height: 260px; width: 100%;&quot;&gt;&lt;/iframe&gt; Perché OpenGeoData non sia soltanto un &lt;b&gt;obbligo&lt;/b&gt; normativo, una &lt;b&gt;moda&lt;/b&gt; o un &lt;b&gt;sfogo&lt;/b&gt; per il “&lt;i&gt;geogeek&lt;/i&gt;“.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Insieme a :&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://altergeo.wordpress.com/2012/11/19/verso-un-repertorio-regionale-dei-dati-cartografici-in-puglia/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Un blog di Alternativa Geologica&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.kartoblog.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Kartoblog&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.geosdi.org/index.php/it/blog&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;GeoSDI&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;https://www.freegis.net/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;FreeGIS&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/#%21/groups/rndt.gov/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;RNDT social&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.gisinfrastrutture.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;GISInfrastrutture&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.geoforus.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;GEOforUS&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.google.com/url?q=http%3A%2F%2Fgeoweblogit.blogspot.com%2F&amp;amp;sa=D&amp;amp;sntz=1&amp;amp;usg=AFQjCNEoPoXVMFbQEWnzre8O3kMd0U-Q_g&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;GeoWebLogIt&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://it.okfn.org/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;OKFN Italia&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;massimozotti.it&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.provincia.trapani.sitr.it:8080/joomla/index.php/news/123-geodati-liberi.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Geoportale  provincia trapani&quot;&gt;GeoPortale Provicia di Trapani&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://geofunction.blogspot.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;geofunction&quot;&gt;Geofunction&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.rivistageomedia.it/201304044994/notizie/liberiamo-i-dati-geografici.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Rivista GEOmedia&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://blog.planetek.it/2013/04/02/dati-geografici-liberi-la-community-delle-idee/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Blog Planetek&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://cesaregerbino.wordpress.com/2013/04/04/proporre-condividere-commentare-e-valutare-in-modo-costruttivo-idee-utili-sui-geodati-liberi/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cesare Gerbino GIS Blog&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://unless.altervista.org/geodati-liberi-ora/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Unless&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.geometrisalernitani.it/index.php/geomatica/item/259-geodati-liberi&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;geometri salernitani&quot;&gt;geometrisalernitani&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2013/04/le-migliori-idee-per-i-geodati-liberi.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-iEoQFFmhaxk/UVvkk08973I/AAAAAAAADGg/fXjT1XJTRdk/s72-c/app.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-4451368988256148077</guid><pubDate>Mon, 11 Mar 2013 07:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-10-11T15:56:14.163+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Copernicus</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">GMES</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>Perché anche i dati satellitari devono essere liberi</title><description>Quando si parla di open data, ed in particolare di open data geografici, si fa spesso riferimento a quelli prodotti dalla pubblica amministrazione.Oggi però proviamo a capire perchè è opportuno che anche i dati satellitari debbano essere liberi, ovvero disponibili con licenze che ne consentano l&#39;uso a chiunque, anche con finalità di tipo commerciale.&lt;br /&gt;Si intuisce subito che la questione è un po&#39; delicata se si pensa agli ingenti investimenti che ci sono dietro al lancio ed all&#39;operatività di un satellite per l&#39;osservazione della Terra. Questi satelliti vengono lanciati tipicamente dalle Agenzie come la &lt;a href=&quot;http://www.nasa.gov/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;NASA&lt;/a&gt;, l&#39;&lt;a href=&quot;http://www.esa.int/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ESA&lt;/a&gt; ed in Italia l&#39;&lt;a href=&quot;http://www.asi.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ASI&lt;/a&gt;, con finalità spesso legate al monitoraggio ambientale o climatico, e quindi di tipo pubblico, che curano l&#39;interesse della comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna sempre più spesso, ormai, le &lt;i&gt;data policy&lt;/i&gt; di queste agenzie vanno nella direzione di liberalizzare l&#39;accesso ai dati. C&#39;è una grande discussione in corso sulla politica di licenza che la Commissione Europea vorrà applicare alle missioni &lt;a href=&quot;http://www.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/GMES/Overview4&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sentinel &lt;/a&gt;del programma &lt;a href=&quot;http://copernicus.eu/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Copernicus&lt;/a&gt;, e per chi volesse approfondire consiglio la lettura dei &lt;a href=&quot;http://earsc.org/file_download/143/EARSC+Position+Paper+on+Industry+access+to+GMES+_+Copernicus+Data+final.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;documenti &lt;/a&gt;prodotti dall&#39;&lt;a href=&quot;http://earsc.org/eonotes/earsc-activities-news&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;EARSC &lt;/a&gt;(l&#39;associazione delle aziende europee del &lt;i&gt;remote sensing&lt;/i&gt;) che tanto sta spingendo a favore di una politica di open data per le Sentinelle. Nel frattempo però l&#39;ESA si è portata avanti con il lavoro, ed ha iniziato a distribuire, come &lt;i&gt;open data&lt;/i&gt;, numerosi &lt;a href=&quot;https://earth.esa.int/c/document_library/get_file?folderId=296006&amp;amp;name=DLFE-3602.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;dataset acquisiti dalle missioni ERS ed Envisat&lt;/a&gt;. Con il chiaro obiettivo di &quot;tirare la volata&quot; ai dati Sentinel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: left; margin-right: 1em; text-align: left;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://svs.gsfc.nasa.gov/vis/a010000/a010800/a010812/LDCM_still_Gulf_Coast_front_view_1280x720.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;180&quot; src=&quot;http://svs.gsfc.nasa.gov/vis/a010000/a010800/a010812/LDCM_still_Gulf_Coast_front_view_1280x720.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Landsat 8&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Prenderò spunto da un interessante documento dell&#39;EARSC, &quot;&lt;a href=&quot;http://www.slideshare.net/planetek/open-data-study-final-report&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;EARSC Open data study - Final Report &quot;&gt;Open data study - Final Report&lt;/a&gt;&quot;, che approfondisce il discorso delle politiche &lt;i&gt;open &lt;/i&gt;applicate alle immagini satellitari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo report, che si può sfogliare in calce a questo articolo, è citato l&#39;esempio dei dati Landsat per spiegare quali vantaggi economici può portare una politica &lt;i&gt;open data&lt;/i&gt; se applicata alle immagini da satellite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;USGS, il Servizio Geologico degli Stati Uniti, ha infatti lanciato in orbita il mese scorso il nuovo satellite&amp;nbsp;&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://landsat.usgs.gov/LDCM_Landsat8.php&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Landsat 8&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp;mantenendo, anche per le immagini che saranno acquisiti da questo nuovo sensore, la politica di accesso libero ai dati che ha già avviato nel 2008 sul catalogo storico di dataset satellitari Landsat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Dalla vendita delle immagini agli open data&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quello della missione Landsat è un caso esemplare, perché in 40 anni, cambiando i satelliti ed i gestori dei satelliti stessi, sono cambiate tante volte le politiche di accesso ai dati. Solo nel 2008, come dicevo, si è passati da una politica basata sulla vendita dei dati al &lt;b&gt;libero accesso&lt;/b&gt; agli stessi, e l&#39;impatto di questo ultimo cambiamento è chiaramente visibile dal l&#39;aumento nel volume di dati scaricati, come mostrato in figura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;float: right; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-wCputfKOiJ4/UTfPAcU-diI/AAAAAAAAC84/GazXU-LA8Qw/s1600/USGS40.gif&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;298&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-wCputfKOiJ4/UTfPAcU-diI/AAAAAAAAC84/GazXU-LA8Qw/s400/USGS40.gif&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;Fonte: &lt;a href=&quot;http://www.usgs.gov/climate_landuse/contacts/presents/Larsen_WestFAST_jan2013.pdf&quot;&gt;http://www.usgs.gov/climate_landuse/contacts/presents/Larsen_WestFAST_jan2013.pdf&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Prima di raggiungere questo traguardo, &amp;nbsp;i dati potevano essere ottenuti solo a pagamento. Questo con il tempo aveva creato del malcontento nell&#39;opinione pubblica americana perché tradizionalmente gli utenti principali di questi dati erano militari, enti pubblici ed enti di ricerca governativi: tutte strutture finanziate dal governo. La critica poggiava sull&#39;evidenza che il cittadino pagava due volte  per i dati Landsat: i satelliti erano stati costruiti con i soldi dello Stato, e quindi con le tasse dei cittadini; gli enti pubblici poi usavano ancora soldi pubblici per comprare i dati da un’azienda sovvenzionata dal governo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando finalmente, il governo degli Stati Uniti decise che i dati raccolti dal sistema satellitare Landsat sarebbero stati disponibili gratuitamente per tutti gli utenti [2], il numero di download delle immagini esplose!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una recente analisi dell&#39;impatto della data policy delle immagini Landsat [3] è stato calcolato che, soltanto fino a giugno 2011, l&#39;accesso libero ai dati ha portato alla distribuzione di oltre 5,7 milioni di immagini, da tutto il catalogo di dati Landsat. Oltre 250.000 immagini al mese: una statistica incredibile, tanto più se si considera che nel 2001, quando era stato stabilito il record nella distribuzione dei dati, erano state vendute circa 25.000 immagini in tutto l&#39;anno.&lt;br /&gt;53 scene al giorno scaricate in media nel 2001 (l&#39;anno del record), a fronte di 5.000 al giorno nel 2011. &lt;br /&gt;100 volte tanto! A riprova che la disponibilità di dati open crea un&#39;altissima domanda da parte dell&#39;utenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Ricadute economiche legate alla liberalizzazione dei dati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla di immagini satellitari, le politiche tese alla liberalizzazione comportano diversi effetti interessanti. A fronte dell&#39;improvvisa impennata nella domanda di dati, che è abbastanza normale, c&#39;è un innanzitutto un aspetto da non trascurare: l’ente pubblico non deve più sostenere i costi legati alla gestione delle operazioni commerciali. Si pensi banalmente a quanto costa mantenere un sistema dedicato di fatturazione e contabilità. Un immediato balzo di efficienza per l&#39;ente pubblico quindi, con un risparmio di spesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte delle minori entrate legate alla vendita dei dati, si dirà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, come spesso accade quanto gli Enti pubblici decidono di vendere i propri dati, anche le entrate realizzate dal USGS erano abbastanza basse e coprivano a malapena il costo dell&#39;intero sistema di vendita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&#39;è un altro aspetto da prendere in considerazione, ed è quello legato alle dinamiche di mercato, cioè alla sensibilità della domanda al prezzo, da parte delle diverse tipologie di utenti.&lt;br /&gt;Ogni volta che per i dati Landsat veniva annunciato un imminente aumento dei prezzi, si constatava un raddoppio della domanda nei mesi precedenti l&#39;aumento, ed un rispettivo calo delle vendite immediatamente a seguito dell’aumento [4]. E questo è abbastanza normale. Si deve notare però che nel 1983, quando i prezzi triplicarono, i ricavi derivanti&amp;nbsp;dall&#39;acquisto&amp;nbsp;da parte di enti pubblici aumentarono di 5 volte, mentre il valore degli acquisti privati scese del 30% circa [5]. &lt;br /&gt;Perché?&lt;br /&gt;Perché la domanda di dati da parte del settore pubblico è evidentemente anelastica, come si dice in economia. Che il dato sia gratuito o a pagamento, l&#39;ente se ne ha bisogno, lo compra. Aumenta il prezzo? Lo compra lo stesso. (erano altri tempi, è vero...)&lt;br /&gt;Insomma quelli disposti a pagare i  prezzi più alti erano gli enti pubblici, gli utenti accademici e magari i militari. Se  questi erano i principali utenti, al tempo in cui i dati Landsat  erano a pagamento, il risultato è che per lo più si verificava una mera  circolazione di denaro pubblico nel circuito statale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo risultato, apparentemente un po&#39; confuso e sorprendente, dimostra piuttosto la sensibilità rispetto al prezzo degli utenti commerciali. La maggior parte dei download di quei dati Landsat era fatto da &quot;bravi utenti pubblici&quot;, e quindi il calo maggiore si manifestava nel settore commerciale.&lt;br /&gt;A dimostrazione che le politiche a pagamento creano una barriera all&#39;ingresso nell&#39;uso dei dati, ed è ragionevole dedurre che l&#39;impatto più forte ricade proprio sulle Piccole e Medie Imprese.&lt;br /&gt;&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-WeznKDfq2c8/UToViD_lHpI/AAAAAAAAC9I/CPP6bsNajOk/s1600/opendata_effects.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;256&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-WeznKDfq2c8/UToViD_lHpI/AAAAAAAAC9I/CPP6bsNajOk/s400/opendata_effects.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Effetti delle Open Data Policy per i Public Sector Bodies (PSB)&lt;br /&gt;Fonte: &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.slideshare.net/planetek/open-data-study-final-report&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;EARSC Open data study - Final Report &quot;&gt;EARSC Open data study - Final Report&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;In sintesi, tutta questa storia ci racconta che liberalizzando l&#39;uso dei dati Landsat gli americani hanno ottenuto l&#39;effetto di aumentare l&#39;efficienza nell&#39;utilizzo dei dati da parte degli enti pubblici e dei ricercatori, favorendo al tempo stesso l&#39;accesso ai dati da parte di privati e aziende, che su quelle immagini possono fare del business, contribuendo in questo modo all&#39;economia del Paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Verso gli &lt;i&gt;Open EO Data&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quali ricadute economiche potranno avere da noi delle politiche tese alla liberalizzazione dei dati EO?&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;(EO viene da &lt;i&gt;Earth Observation&lt;/i&gt;, che&amp;nbsp;è il modo in cui vengono chiamati i dati telerilevati da satellite)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;Vale anche per i dati EO quello che è ormai assodato circa l&#39;importanza della &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Direttiva_relativa_al_riutilizzo_dell%27informazione_del_settore_pubblico&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;PSI&lt;/a&gt;&amp;nbsp;e la liberalizzazione dei dati  pubblici, che in Europa e in Italia darebbe un forte sprone all&#39;economia in un periodo complicato come quello presente. Ne beneficerebbero i cittadini, i professionisti e certamente le PMI del comparto teconologico. Il tema mi sta particolarmente a cuore ed in questi giorni ne ho discusso con&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/azienda/team/giovanni_sylos_labini&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Giovanni Sylos&lt;/a&gt;,&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/azienda/team/claudio_la_mantia&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Claudio&lt;/a&gt;&amp;nbsp;e&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.linkedin.com/in/pietroblu&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Pietro Blu&lt;/a&gt;&amp;nbsp;che mi hanno aiutato a ragionare sui contenuti di questo articolo.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;Personalmente credo molto nel contributo che gli archivi storici di dati satellitari possono dare allo studio dell&#39;evoluzione di certi fenomeni nel tempo (desertificazione, consumo di suolo,&amp;nbsp;&lt;i&gt;urban sprawl&lt;/i&gt; ecc.) ed al calcolo di indicatori statistici a supporto delle politiche di governo del territorio. Ho in mente un&#39;offerta di servizi &lt;i&gt;cloud based&lt;/i&gt; che sfruttino modelli automatici di processamento dei dati, e di questo certamente tornerò a parlare in un prossimo futuro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;Giovanni mi spiegava che la maggiore disponibilità di dati di osservazione della Terra aumenta poi la consapevolezza degli utenti circa le potenzialità di utilizzo delle immagini, causandone l&#39;aumento della domanda. E&#39; già accaduto quando Google ha pubblicato le immagini satellitari con Google Earth. Questo causa un&#39;importante ricaduta per le aziende dell&#39;aerospazio del Paese che &quot;possiede&quot; il satellite, con la ghiotta opportunità di offrire stazioni di acquisizione a paesi terzi, &amp;nbsp;valorizzando le competenze ed il know-how dell&#39;industria nazionale nella progettazione e sviluppo di infrastrutture di &lt;i&gt;ground segment&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;Ancora, i dati &lt;i&gt;open&lt;/i&gt; tendono a diventare uno standard, come è stato per &lt;a href=&quot;http://www.openstreetmap.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;OpenStreetMap&lt;/a&gt;&amp;nbsp;e come progressivamente sta accadendo per i dati Landsat. Gli standard sono un grande veicolo di esportazione di prodotti e servizi a valore aggiunto, e ciò rappresenta un ulteriore vantaggio per le aziende in grado di fare innovazione e di valorizzare la propria esperienza nell&#39;utilizzo dei dati di una missione nazionale.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;Pietro Blu mi ricordava infine che lo stesso progetto OpenStreetMap, che è un progetto libero e su base volontaria, potrà beneficiare della disponibilità di dati di base, periodicamente aggiornati, grazie ai quali aggiornare lo stradario ed altre eventuali informazioni cartografiche. Il risultato sarà un grafo stradale sempre più affidabile, completo ed aggiornato, disponibile anche per utilizzi di tipo commerciale.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;Naturalmente queste sono solo alcune delle possibili applicazioni di questi dati. Se ne avete in mente altre... raccontatemele! &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;511&quot; marginheight=&quot;0&quot; marginwidth=&quot;0&quot; mozallowfullscreen=&quot;&quot; scrolling=&quot;no&quot; src=&quot;http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/16985954&quot; style=&quot;border-width: 1px 1px 0; border: 1px solid #CCC; margin-bottom: 5px;&quot; webkitallowfullscreen=&quot;&quot; width=&quot;479&quot;&gt; &lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;margin-bottom: 5px;&quot;&gt;&lt;b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.slideshare.net/planetek/open-data-study-final-report&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;EARSC Open data study - Final Report &quot;&gt;EARSC Open data study - Final Report &lt;/a&gt; &lt;/b&gt; from &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://www.slideshare.net/planetek&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Planetek Italia Srl&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] &lt;a href=&quot;http://landsat.gsfc.nasa.gov/pdf_archive/2011.11.30-TEO_LandsatLegacy.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Chronicling the Landsat Legacy&lt;/a&gt; Laura Rocchio, SSAI; The Earth Observer, Nov-Dec 2011&lt;br /&gt;[2] Landsat Data Distribution Policy, January 2008, &lt;a href=&quot;https://landsat.usgs.gov/documents/Landsat_Data_Policy.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;https://landsat.usgs.gov/documents/Landsat_Data_Policy.pdf&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[3] Wulder, M.A., et al., &lt;a href=&quot;http://dx.doi.org/10.1016/j.rse.2012.01.010&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Opening the archive: How free data has enabled the science and monitoring promise of Landsat, Remote Sensing of Environment&lt;/a&gt; (2012), doi:10.1016/j.rse.2012.01.010&lt;br /&gt;[4] Encouraging Private Investment in Space Activities; Report to the US Congress, 1991.&lt;a href=&quot;http://remotesensing.usgs.gov/landsat_fees.php&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[5] USGS EROS data centre Annual report for Landsat sales 1987</description><link>http://www.massimozotti.it/2013/03/perche-anche-i-dati-satellitari-devono.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-wCputfKOiJ4/UTfPAcU-diI/AAAAAAAAC84/GazXU-LA8Qw/s72-c/USGS40.gif" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-9180829658625229269</guid><pubDate>Sat, 19 Jan 2013 16:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-10-11T15:56:14.196+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Copernicus</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">GMES</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Planetek</category><title>20.000 nuovi posti di lavoro con Copernicus</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-PLdJAg0cD-w/UPA_bahJlbI/AAAAAAAAC8U/k3h7j5nmdZI/s1600/copernicus.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;89&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-PLdJAg0cD-w/UPA_bahJlbI/AAAAAAAAC8U/k3h7j5nmdZI/s640/copernicus.jpg&quot; width=&quot;640&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Non è uno spot elettorale, ma il risultato di un interessante &lt;b&gt;rapporto &lt;/b&gt;sull’impatto economico di GMES nei prossimi anni: &lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://copernicus.eu/pages-principales/library/study-reports/?no_cache=1&amp;amp;cHash=2cd2910c48204b21e891488a5e59a1b2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Assessing the Economic Value of GMES:  “European Earth Observation (EO) and GMES Downstream Services Market Study”&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo report è stato pubblicato esattamente il giorno prima che uno dei più importanti programmi europei per il monitoraggio ambientale &lt;a href=&quot;http://www.corrierecomunicazioni.it/sat-economy/18692_copernicus-il-nuovo-nome-di-gmes.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cambiasse nome&lt;/a&gt;: infatti dall&#39;11 dicembre scorso non si chiama più GMES ma &lt;a href=&quot;http://www.copernicus.eu/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Copernicus&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Ho dovuto cambiare anche il nome del mio &lt;b&gt;web-magazine&lt;/b&gt; dedicato su &lt;a href=&quot;http://www.scoop.it/t/gmes-in-italia&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;scoop.it&lt;/a&gt;! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;Quindi d&#39;ora in poi, mi raccomando: &lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;b&gt;GMES ⇒Copernicus&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-Bf-tmyzOAAI/UPBEL98hd5I/AAAAAAAAC8o/1_lLuqQYz7U/s1600/5nov.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo ai 20.000 nuovi posti di lavoro. Questa stima si riferisce alle opportunità nei prossimi 15 anni del mercato europeo dell&#39;osservazione della Terra (EO: Earth Observation) abitualmente definito &quot;&lt;b&gt;downstream&lt;/b&gt;&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che vuol dire &lt;i&gt;downstream&lt;/i&gt;?&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;&quot; id=&quot;result_box&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;Ci si riferisce al&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;le imprese&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;che offrono&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;Servizi a Valore Aggiunto&lt;/span&gt; sui dati telerilevati da satellite. Per semplificare, in questo settore operano le &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;aziende&lt;/span&gt; che &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;sviluppano applicazioni&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;commerciali basate&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;su dati&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;EO&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;commerciali&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;(avete presente &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Planetek Italia&lt;/a&gt;?)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;&quot; id=&quot;result_box&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;(Un altro mercato certamente interessante nel contesto di Copernicus è quello cosiddetto &lt;i&gt;Upstream, &lt;/i&gt;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;che si riferisce ai&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;fornitori di&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;infrastruttura spaziale&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;per l&#39;EO&lt;/span&gt;, &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;composto &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;da produttori&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;di satelliti e lanciatori, operatori dei sistemi di terra per il loro controllo, &lt;/span&gt;ecc&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;&lt;/span&gt;. A dire il vero Planetek opera &lt;a href=&quot;http://www.geoxperience.it/2011/11/shira-un-satellite-made-in-puglia.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;con successo&lt;/a&gt; anche in questo settore, come sa chi segue le nostre attività ed ha tenuto d&#39;occhio la nostra recente &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/azienda/chi_siamo/organizzazione&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;riorganizzazione&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;In grossa sintesi nel rapporto è spiegato che il&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;potenziale del mercato&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;downstream&lt;/i&gt;&amp;nbsp;(quindi servizi a valore aggiunto sui dati EO)&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;direttamente riconducibile a Copernicus sarà di &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;1,8&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;miliardi di euro&lt;/span&gt;&amp;nbsp;all&#39;anno&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;entro il 2030. Di questi servizi beneficeranno numerosi mercati come ad esempio quello agricolo, delle assicurazioni, ecc., ed in particolare quello delle energie rinnovabili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-BtN1zgvLN7Y/T9DaAnafZhI/AAAAAAAAGBs/C41Xe31fFW4/s1600/The+SENTINEL-2.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;150&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-BtN1zgvLN7Y/T9DaAnafZhI/AAAAAAAAGBs/C41Xe31fFW4/s200/The+SENTINEL-2.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class=&quot;&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;Perché ciò accada, tuttavia, è fondamentale che a livello europeo vengano intraprese opportune politiche di sostegno a questa iniziativa, con particolare riferimento alla liberalizzazione dei dati satellitari ed alla continuità e l&#39;affidabilità delle missioni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;&quot; lang=&quot;it&quot;&gt;Insomma è indispensabile che i dati acquisiti dalle &lt;a href=&quot;http://www.esa.int/Our_Activities/Observing_the_Earth/GMES/Overview4&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sentinelle &lt;/a&gt;(i satelliti che l&#39;Agenzia Spaziale Europea sta per lanciare proprio nell&#39;ambito di Copernicus) vengano resi disponibili con licenze che ne liberalizzino l&#39;uso (&lt;i&gt;&lt;b&gt;open data&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;) per favorirne lo sfruttamento da parte delle aziende, in particolare le Piccole e Medie Imprese, che potranno così erogare importanti servizi a valore aggiunto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo potenziale avrà quindi delle ricadute dirette ed indirette in termini occupazionali, a dimostrazione che Copernicus non sarà più soltanto un utile strumento di monitoraggio ambientale al servizio delle esigenze istituzionali degli Stati europei, bensì uno stimolo alla crescita economica nell&#39;Unione Europea.&lt;br /&gt;Secondo questo &lt;i&gt;report&lt;/i&gt;, infatti,&amp;nbsp;la strada intrapresa da Copernicus porterà nei prossimi 15 anni alla creazione di questi 20.000 nuovi&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;posti di lavoro per figure&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;altamente qualificate, di cui 12.600 solo nel settore &lt;i&gt;downstream&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;&amp;nbsp;(leggere il §4.4 da pag.11); e si potrà generare un volano per l&#39;economia anche di&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;&amp;nbsp;altri settori&lt;/span&gt;,&amp;nbsp;che porterà alla creazione&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;di&lt;/span&gt;&amp;nbsp;ulteriori&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;63.000&lt;/span&gt;&amp;nbsp;nuovi&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;posti di lavoro indiretti,&lt;/span&gt;&amp;nbsp;con un&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;impatto complessivo sull&#39;occupazione&lt;/span&gt;&amp;nbsp;in Europa di oltre&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;80.000&lt;/span&gt;&amp;nbsp;nuovi&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;posti di lavoro&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;in Europa&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;span class=&quot;hps&quot;&gt;entro il 2030&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente Planetek Italia risponde con entusiasmo a queste opportunità, aprendo sempre nuove posizioni &amp;nbsp;lavorative per gente in gamba. Date un&#39;occhiata alla pagina &quot;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/contatti/opportunit%C3%A0_di_lavoro&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;opportunità di lavoro&lt;/a&gt;&quot;....</description><link>http://www.massimozotti.it/2013/01/20000-nuovi-posti-di-lavoro-con.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-PLdJAg0cD-w/UPA_bahJlbI/AAAAAAAAC8U/k3h7j5nmdZI/s72-c/copernicus.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-5937059014320718515</guid><pubDate>Mon, 19 Nov 2012 08:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-02-08T16:13:17.298+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">iniziative condivise</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">metadati</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">OGC</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>Dati territoriali italiani: dove sono e come li posso usare? Ce lo dice RNDT</title><description>Qualche settimana fa parlavo dei &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/2012/10/i-dati-geografici-liberi-ed-i-geoportali.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;dati liberi e dei Linked Open Data Geografici&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Torno sul tema perché mercoledì scorso l&#39;Agenzia per l&#39;Italia Digitale (gestione ex DigitPA) ha pubblicato la nuova versione di un documento che merita secondo me tanta attenzione: le&lt;b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.digitpa.gov.it/notizie/pubblicate-le-linee-guida-l-interoperabilita-semantica-attraverso-i-linked-open-data&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linee Guida per realizzare l&#39;Interoperabilità Semantica&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; dei dati liberi in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo documento, come indicato a pag.21, è scritto per: &lt;br /&gt;&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;&quot;...tutte le amministrazioni [...] nonché a tutti i gestori di servizi pubblici e ai soggetti che perseguono finalità di pubblico interesse [...] e tutte quelle figure professionali, sia dei soggetti prima citati sia di quelli esterni a loro supporto, in possesso di competenze tecnico-informatiche e competenze specifiche relative ai dati (ad esempio, direttori dei sistemi informativi delle pubbliche amministrazioni, tecnici di fornitori qualificati e consulenti tecnici)&quot;.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Perché? Perché oggi si parla tanto di &lt;i&gt;open data&lt;/i&gt;, ma questo lavoro, frutto dello sforzo collaborativo di tante persone in gamba, spiega &lt;b&gt;come fare opendata in Italia&lt;/b&gt;. Sono linee guida, appunto: suggerimenti sulle licenze d&#39;uso, sulla metodologia da seguire e sull&#39;importanza dei &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_collegati&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linked Open Data&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Lasciatemelo dire, secondo me è una lettura obbligatoria per chi opera nel nostro settore.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.scribd.com/doc/113593808/Linked-Open-Data-Linee-Guida-per-l-Interoperabilita-Semantica&quot; style=&quot;-x-system-font: none; display: block; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-size-adjust: none; font-size: 14px; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; margin: 12px auto 6px auto; text-decoration: underline;&quot; title=&quot;View Linked Open Data: Linee Guida per l&#39;Interoperabilità Semantica  on Scribd&quot;&gt;Linked Open Data: Linee Guida per l&#39;Interoperabilità Semantica &lt;/a&gt; &lt;object data=&quot;http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf&quot; 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style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.rndt.gov.it/RNDT/home/images/yootheme/logo_RNDT.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://www.rndt.gov.it/RNDT/home/images/yootheme/logo_RNDT.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il &lt;b&gt;Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali&lt;/b&gt; serve ad &quot;agevolare la pubblicità dei dati di interesse generale, disponibili presso le pubbliche amministrazioni a livello nazionale, regionale e locale&quot;.&lt;br /&gt;In buona sostanza il Repertorio è un &lt;b&gt;catalogo &lt;/b&gt;che ci permette di ricercare e scoprire quali dati territoriali sono disponibili in Italia, e se esistono i relativi servizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un aspetto che è ancora molto sottovalutato è che il Repertorio rappresenta il &lt;b&gt;registro pubblico di tali dati&lt;/b&gt;, e perciò la presenza del relativo metadato nel catalogo RNDT &lt;b&gt;certifica l&#39;esistenza del dato&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://blog.ordnancesurvey.co.uk/wp-content/uploads/2010/10/linked-data.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;124&quot; src=&quot;http://blog.ordnancesurvey.co.uk/wp-content/uploads/2010/10/linked-data.jpg&quot; width=&quot;130&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Inoltre il RNDT offre, agli enti che registrano nel catalogo i propri dati, la possibilità di indicare, attraverso gli appositi metadati sui  vincoli di accesso ai dati, la disponibilità degli stessi come dati liberi (&lt;b&gt;Open Data&lt;/b&gt;) o meglio ancora come dati liberi e collegati (&lt;b&gt;Linked Open Data&lt;/b&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che significa questo? Che in Italia non abbiamo bisogno di inventarci l&#39;acqua calda e creare nuovi portali per i dati geografici liberi: &lt;b&gt;esiste già il Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali&lt;/b&gt;!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre iniziative in corso che vanno in questa direzione (penso ad esempio a &lt;a href=&quot;http://www.datiopen.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;datiopen.it&lt;/a&gt;) sono meritorie perché servono a promuovere la cultura degli &lt;i&gt;open data&lt;/i&gt; anche geografici. Penso al tempo stesso che una risorsa &lt;b&gt;importante &lt;/b&gt;ed &lt;b&gt;ufficiale &lt;/b&gt;come il Repertorio vada assolutamente valorizzata e sfruttata appieno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; sufficiente che le Amministrazioni italiane facciano il proprio dovere, visto che è previsto per legge, aggiornando il Repertorio con le informazioni relative ai propri dati, &lt;b&gt;specificando chiaramente il tipo di licenza d&#39;uso &lt;/b&gt;ad essi associata, e fornendo i riferimenti sui relativi servizi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò, se mi stai leggendo e svolgi le tue attività in una Pubblica Amministrazione, aiutaci ad arricchire il Catalogo dei Dati Territoriali Italiani! Il tuo Ente si deve &lt;a href=&quot;http://www.rndt.gov.it/RNDT/home/images/struttura/documenti/RNDT_guida_operativa_accreditamento.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;accreditare&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; presso il Repertorio e poi trasmettere i metadati come spiegato &lt;a href=&quot;http://www.rndt.gov.it/RNDT/home/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=26:gestione-metadati&amp;amp;catid=13:sito&amp;amp;Itemid=218&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;E ricordati di indicare la&lt;b&gt; licenza d&#39;uso&lt;/b&gt; dei tuoi dati!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Questo blog inserisce oggi nella sua homepage il link del Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT). Assieme agli altri blogger italiani del nostro settore, desidero che RNDT entri a fare parte della “cassetta degli attrezzi” di ogni operatore della geomatica e, in prospettiva, di ogni cittadino italiano.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;Aderiscono a questa iniziativa:&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style=&quot;font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;&quot;&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.cadgis.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CadGis.it&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.freegis-italia.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;i&gt;freegis-italia&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.geoforus.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;i&gt;GEOforUS&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://geofunction.blogspot.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;i&gt;Geofunction&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.rivistageomedia.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;i&gt;GEOmedia&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.gisinfrastrutture.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;Gis e Infrastrutture&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://ilmuschiosuglialberi.blog.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&amp;nbsp;Il muschio sugli alberi&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://jgrasstechtips.blogspot.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;JGrass Tech Tips&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.kartoblog.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Kartoblog&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://mapfreely.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Map Freely&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://paologis.blogspot.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Paolo GIS&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Planetek Italia&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://blog.spaziogis.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;TANTO&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://altergeo.wordpress.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Un blog di &quot;Alternativa Geologica&quot;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2012/11/dati-territoriali-italiani-dove-sono-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Viale Carlo Marx, 43, 00156 Roma, Italia</georss:featurename><georss:point>41.9356189 12.5543685</georss:point><georss:box>41.9341424 12.551901 41.937095400000004 12.556836</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-8274850076564634300</guid><pubDate>Tue, 30 Oct 2012 07:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-30T08:00:13.729+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Formazione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Immagini Satellitari</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><title>E&#39; formazione gratuita, bellezza.</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-Z37qsbBr0VE/UI2tuAxUpQI/AAAAAAAAC7I/m-Y_NNOVEZ0/s1600/GeoXpWebinar.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;114&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-Z37qsbBr0VE/UI2tuAxUpQI/AAAAAAAAC7I/m-Y_NNOVEZ0/s320/GeoXpWebinar.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Abbiamo iniziato quest&#39;estate con &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/formazione/corsi_on_line/webinar_workflow_per_la_produzione_di_mosaici_di_ortofoto_per_la_copertura_di_aree_vaste&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;il nostro primo Webinar&lt;/a&gt;, che è nato come una scommessa; poi c&#39;abbiamo preso gusto ed abbiamo continuato con il &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/formazione/corsi_on_line/webinar_i_geoportali_e_gli_open_data_geografici&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;seminario on-line sugli open data geografici&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso facciamo le cose per bene, ed ecco a voi &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/p/blog-page.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;il calendario completo dei GeoXperience Webinar&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. Ogni Webinar non vuol essere un semplice seminario on-line, ma piuttosto &lt;b&gt;una tavola rotonda&lt;/b&gt; in cui il nostro moderatore interagisce con gli &lt;b&gt;esperti del settore&lt;/b&gt;, per condividere non solo conoscenza ma anche risorse tecniche, documenti e software.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-IgXyjAarLag/UI73ptvVUUI/AAAAAAAAC7g/0kuvgFe_qG8/s1600/30ott.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;100&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-IgXyjAarLag/UI73ptvVUUI/AAAAAAAAC7g/0kuvgFe_qG8/s200/30ott.jpg&quot; width=&quot;100&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/var/plain_site/storage/images/formazione/corsi_on_line/webinar_una_suite_unica_sdi_gis_telerilevamento_fotogrammetria_intergraph_erdas_2013/1817173-3-ita-IT/webinar_una_suite_unica_sdi_gis_telerilevamento_fotogrammetria_intergraph_erdas_2013_header.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;Il prossimo appuntamento è &lt;b&gt;&lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;oggi a mezzogiorno&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, quando Mario Marangi assieme ai colleghi di Intergraph Italia discuterà delle &lt;b&gt;novità della versione 2013 dell&#39;intera suite software Intergraph&lt;/b&gt; &lt;b&gt;- ERDAS&lt;/b&gt;. Scopriremo in che modo Intergraph, &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/news_eventi/archivio_news/2012/ottobre/la_partnership_tra_intergraph_e_planetek_italia&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;dopo la fusione con ERDAS&lt;/a&gt;, si propone come provider di tecnologie geospaziali integrate, capaci di  coniugare &lt;b&gt;GIS&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Telerilevamento &lt;/b&gt;e &lt;b&gt;Fotogrammetria &lt;/b&gt;insieme a soluzioni  specifiche per il &lt;b&gt;data management&lt;/b&gt; e l&#39;implementazione di &lt;b&gt;Infrastrutture di Dati Territoriali&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Se mentre leggi non sono ancora le 12,00 puoi seguirlo &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/formazione/corsi_on_line/webinar_una_suite_unica_sdi_gis_telerilevamento_fotogrammetria_intergraph_erdas_2013&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cliccando qui&lt;/a&gt;.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-15rCn37ZslQ/UI727uvHB_I/AAAAAAAAC7Y/Hj8x51CQZQM/s1600/5nov.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;100&quot; src=&quot;http://1.bp.blogspot.com/-15rCn37ZslQ/UI727uvHB_I/AAAAAAAAC7Y/Hj8x51CQZQM/s200/5nov.jpg&quot; width=&quot;100&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La prossima settimana invece, &lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;&lt;b&gt;lunedì 5 novembre&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;, Claudio La Mantia approfondirà i contenuti del &lt;span style=&quot;color: #990000;&quot;&gt;&lt;b&gt;decreto sulle ortoimmagini&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;. E si, perché non tutti sanno che oggi in Italia esiste una legge che dice come devono essere prodotte, documentate e scambiate le ortofoto digitali. Dice anche cosa sono le ortoimmagini (art.1 comma 2.h): &quot;&lt;b&gt;&lt;i&gt;ortofoto digitale: prodotto proveniente da procedure di raddrizzamento di immagini telerilevate da piattaforma aerea o satellitare&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.digitpa.gov.it/sites/all/themes/fusion/fusion_digitpa/fusion_digitpa_logo.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;47&quot; src=&quot;http://www.digitpa.gov.it/sites/all/themes/fusion/fusion_digitpa/fusion_digitpa_logo.png&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Questa legge è stata emanata un anno fa, ed è il &lt;b&gt;D.M. 10.11.2011, &lt;/b&gt;che recepisce le linee guida già definite dal Comitato per le Regole Tecniche sui Dati Territoriali, e le fa diventare &lt;b&gt;una legge dello Stato&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Il Comitato, come previsto dal regolamento che definisce come deve funzionare (DM 2 maggio 2006, n.237), si è avvalso di DigitPA&lt;b&gt; &lt;/b&gt;(oggi &lt;b&gt;Agenzia per l&#39;Italia Digitale&lt;/b&gt;) per le attività di segreteria tecnica e di supporto tecnico-scientifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò al Webinar di lunedì prossimo abbiamo invitato &lt;b&gt;Gabriele Ciasullo&lt;/b&gt; dell&#39;Agenzia per l&#39;Italia Digitale, per raccontarci la storia di questo decreto e come si è arrivati alla sua emanazione; e poi, per darci il punto di vista scientifico sul tema, spiegare quali sono le  problematiche da prendere in considerazione ed in che modo questo  Decreto le affronta, abbiamo invitato &lt;b&gt;i componenti del gruppo di lavoro&lt;/b&gt; che ha redatto le specifiche tecniche. Hanno accettato tutti, manifestando una disponibilità ed un interesse che mi ha fatto molto piacere e mi ha convinto ulteriormente di quanto sia importante organizzare momenti di confronto di questo tipo.&lt;br /&gt;Il gruppo di lavoro era costituito da &lt;b&gt;Sergio Dequal&lt;/b&gt;, coordinatore del gruppo) e &lt;b&gt;Andrea Maria Lingua&lt;/b&gt;, del Politecnico di Torino; da &lt;b&gt;Maria Antonia Brovelli&lt;/b&gt; del Politecnico di&lt;br /&gt;Milano, Polo Regionale di Como; da &lt;b&gt;Mattia Crespi&lt;/b&gt;, dell&#39;Università la Sapienza; e da &lt;b&gt;Francesco Cilloccu&lt;/b&gt;, della Regione Autonoma della Sardegna, che era referente del Centro Interregionale di Coordinamento e&lt;br /&gt;Documentazione per le Informazioni Territoriali.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Webinar di lunedì prossimo (come &lt;a href=&quot;http://www.massimozotti.it/p/blog-page.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;tutti gli altri che seguiranno&lt;/a&gt;, nelle nostre intenzioni!) rappresenta quindi un&#39;occasione imperdibile per &lt;i&gt;&lt;b&gt;informarsi &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;e &lt;b&gt;&lt;i&gt;formarsi&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. E&#39; un&#39;opportunità anche per interagire con le persone che hanno seguito dal principio l&#39;iter di produzione di questa norma e con chi ogni giorno ci lavora, chiedere chiarimenti, togliersi curiosità o fare delle osservazioni che magari potranno aprire un dibattito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi aspetto, non mancate. </description><link>http://www.massimozotti.it/2012/10/e-formazione-gratuita-bellezza.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-Z37qsbBr0VE/UI2tuAxUpQI/AAAAAAAAC7I/m-Y_NNOVEZ0/s72-c/GeoXpWebinar.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Bari, Italia</georss:featurename><georss:point>41.1171432 16.8718715</georss:point><georss:box>41.0214452 16.713943 41.2128412 17.0298</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-433590472435152577</guid><pubDate>Thu, 04 Oct 2012 16:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-04T18:17:42.458+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">OGC</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">open data</category><title>I dati geografici liberi ed i Geoportali</title><description>Si parla tanto di Open Data e naturalmente il mio interesse è rivolto principalmente a quella tipologia di dati liberi cui sono particolarmente affezionato, gli &lt;b&gt;Open Data Geografici&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://blog.ordnancesurvey.co.uk/wp-content/uploads/2010/10/linked-data.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;194&quot; src=&quot;http://blog.ordnancesurvey.co.uk/wp-content/uploads/2010/10/linked-data.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Qualche mese fa mi sono iscritto all&#39;associazione &lt;a href=&quot;http://www.opengeodata.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;OpenGeoData Italia&lt;/a&gt; e ne sto seguendo con interesse le iniziative, apprezzando il lavoro che Giovanni Biallo svolge per &quot;stimolare&quot; i referenti degli enti pubblici che producono cartografia a liberare i propri dati. Ho voluto supportare l&#39;associazione perché secondo me serve a gettare oggi le basi per creare le opportunità di domani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siccome non siamo qui a smacchiare i leopardi, infatti, ci siamo &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/news_eventi/archivio_news/2012/luglio/pubblicare_gli_open_data_geografici_sotto_forma_di_linked_open_data&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;già dati da fare su questo tema&lt;/a&gt;, preparandoci a quanto accadrà nel prossimo futuro, quando saranno finalmente numerosi gli enti che avranno liberalizzato l&#39;uso dei dati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati, e più in generale l&#39;informazione geografica condivisa dalle  Infrastrutture di Dati Territoriali (IDT), infatti, possono arricchire il  patrimonio che i cataloghi di Open Data rendono accessibile.&lt;br /&gt;Ne &lt;a href=&quot;http://www.rivistageomedia.it/201210044525/Notizie/twitter-report-sulla-conferenza-am-fm-2012.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;parlavo alla conferenza AMFM&lt;/a&gt; la scorsa settimana: sempre più spesso ormai vediamo amministrazioni regionali, provinciali o altri enti che mettono a disposizione contemporaneamente &lt;b&gt;Geoportale &lt;/b&gt;e &lt;b&gt;Portale di Dati Open&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo, il &lt;b&gt;Geoportale&lt;/b&gt;, serve a rendere accessibile l&#39;informazione territoriale che è essenziale per contestualizzare tantissime altre informazioni. Prendiamo l&#39;ultimo portale pubblicato, quello dei &lt;a href=&quot;http://dati.comune.milano.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;dati liberi del Comune di Milano&lt;/a&gt;: mentre scrivo gli ultimi dati resi disponibili sono quelli relativi alle zone a traffico limitato, quelli delle linee e delle fermate della metropolitana. Non è un caso: i dati più scaricati statisticamente in questi portali di dati liberi sono sempre quelli di tipo geografico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo, il &lt;b&gt;Portale di Dati Open&lt;/b&gt;, rappresenta un punto d&#39;accesso alle informazioni che l&#39;Ente mette a disposizione che ha una portata ed un potenziale decisamente più ampi, perché non limitata ai soli addetti ai lavori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che succede però: che se c&#39;è un dato territoriale con una licenza d&#39;uso che ne libera l&#39;utilizzo, io voglio poterlo trovare in &lt;i&gt;entrambi i posti&lt;/i&gt;: nel &lt;b&gt;geoportale &lt;/b&gt;e nel &lt;b&gt;catalogo degli open data&lt;/b&gt; dell&#39;ente, e voglio essere certo che sia lo stesso dato, senza il rischio di trovarlo aggiornato solo da una parte o dall&#39;altra.&lt;br /&gt;Per evitare duplicazioni e problemi di disallineamento, ecco che vengono in nostro soccorso i &lt;b&gt;&lt;i&gt;servizi&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: poiché la stragrande maggioranza dei Geoportali oggi sono stati educati da &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/INSPIRE&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;INSPIRE &lt;/a&gt;a ragionare in una logica &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Service-oriented_architecture&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;SOA&lt;/a&gt;, orientata ai servizi, è sufficiente che un &lt;i&gt;webservice&lt;/i&gt; conforme agli standard definiti dall&#39;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Geospatial_Consortium&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;OGC&lt;/a&gt;, erogato dal mio Geoportale, si preoccupi di aggiornare periodicamente le informazioni territoriali contenute nel Portale dei Dati Open.&lt;br /&gt;Così si fa contenta INSPIRE, che dal 2007 si sgola predicando che il dato dev&#39;essere manutenuto ed aggiornato là dove viene prodotto, e si semplifica la vita al cittadino che saprà di trovare in forma di &lt;i&gt;open data&lt;/i&gt; un&#39;informazione sempre aggiornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliamo però fare un &lt;b&gt;ulteriore passo avanti&lt;/b&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è così complicato, dài. Una volta che mi sono scaricato l&#39;informazione delle linee della Metro di Milano, devo sapere come usarla. Devo avere un software GIS, probabilmente, se voglio incrociare queste informazioni con quelle relative alle zone a traffico limitato ed altre, per capire fin dove posso spingermi con la macchina prima di parcheggiarla e proseguire con la metro.E quest&#39;analisi la devo fare manualmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.w3.org/DesignIssues/diagrams/lod/597992118v2_350x350_Back.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://www.w3.org/DesignIssues/diagrams/lod/597992118v2_350x350_Back.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Evidentemente, quel dato, quando va bene, è un dato soltanto a 3 stelle.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il numero di stelle, nella classificazione di Tim Berners-Lee, va da 1 a 5. &lt;a href=&quot;http://opendataitalia.wordpress.com/2012/02/07/dati-a-5-stelle/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Qui&lt;/a&gt; questo concetto è spiegato molto bene.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Se quel dato fosse &lt;b&gt;a 5 stelle&lt;/b&gt;, e quindi oltre ad essere &lt;i&gt;libero &lt;/i&gt;ed &lt;i&gt;accessibile via Web&lt;/i&gt; fosse anche &lt;i&gt;strutturato&lt;/i&gt;, in un &lt;i&gt;formato standard&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;aperto &lt;/i&gt;come il &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Resource_Description_Framework&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;RDF &lt;/a&gt;(si, lo so che non è un formato vero e proprio, ma è per capirci), e contenesse i &lt;i&gt;&lt;b&gt;collegamenti ad altri dati&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, ecco che sarebbe un bel &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_collegati&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linked Open Data&lt;/a&gt;, geografico, insomma: un &lt;b&gt;GeoLOD&lt;/b&gt;.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I collegamenti che vogliamo trovare nei LOD sono quelli che ci permettono di &quot;saltare&quot; da un dataset all&#39;altro.Questo approccio al Web Semantico, che mira a rendere le informazioni utilizzabili mediante interrogazioni ed interpretazioni automatiche, è spiegato molto bene su &lt;a href=&quot;http://www.linkedopendata.it/semantic-web&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;linkedopendata.it&lt;/a&gt;. In sostanza, se i nostri dati geografici sono disponibili come Linked Open Data, possiamo far si che vengano elaborati automaticamente da una macchina (ad esempio uno smartphone) senza bisogno di intervenire manualmente.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/var/plain_site/storage/images/news_eventi/archivio_news/2012/luglio/pubblicare_gli_open_data_geografici_sotto_forma_di_linked_open_data/1802113-1-ita-IT/pubblicare_gli_open_data_geografici_sotto_forma_di_linked_open_data_header.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;133&quot; src=&quot;http://www.planetek.it/var/plain_site/storage/images/news_eventi/archivio_news/2012/luglio/pubblicare_gli_open_data_geografici_sotto_forma_di_linked_open_data/1802113-1-ita-IT/pubblicare_gli_open_data_geografici_sotto_forma_di_linked_open_data_header.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Introdurre  la dimensione semantica nei dati geografici, passando &lt;b&gt;da OpenData&lt;/b&gt; a  &lt;b&gt;Linked Open Data&lt;/b&gt;, crea quindi un &lt;b&gt;enorme valore aggiunto &lt;/b&gt;determinato dalla possibilità  di collegare l&#39;informazione territoriale, che è spesso essenziale a definire il contesto di  altri dati, alle innumerevoli informazioni esistenti nella &quot;nuvola&quot; dei  Linked Open Data (&quot;&lt;a href=&quot;http://richard.cyganiak.de/2007/10/lod/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;i&gt;LOD Cloud&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&quot;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto devo fare un esempio per capirci definitivamente (chi ha seguito qualche mio intervento recente lo conosce già).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa posso fare con gli strati relativi ai layer degli &lt;i&gt;&lt;b&gt;Edifici &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;e delle &lt;i&gt;&lt;b&gt;Strade &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;di un Database Topografico in formato Linked Open Data? Se riesco a far parlare queste informazioni con i dati relativi alla &lt;i&gt;&lt;b&gt;posizione del sole&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; nei vari giorni dell&#39;anno, e riesco ad incrociarle con le informazioni sul &lt;i&gt;&lt;b&gt;traffico &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;e la disponibilità di &lt;i&gt;&lt;b&gt;posti auto&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, posso realizzare un piccolo sogno: creare l&#39;APP per smartphone che mi dica dove parcheggiare la mia macchina affinché, quando la andrò a riprendere ...&lt;u&gt;si trovi all&#39;ombra&lt;/u&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capito?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono io che faccio complesse analisi spaziali: le fa lo smartphone, incrociando dati ed informazioni, elaborandole automaticamente, collegandosi a dataset ed archivi sparsi in giro per il Web, ecc. Sfruttando i Linked Open Data.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché ciò sia realizzabile, bisogna naturalmente lavorare sulla semantica dei dati. Definire le &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Web_semantico#Web_semantico_e_gestione_della_conoscenza&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ontologie&lt;/a&gt;, trovare un &quot;vocabolario&quot; comune. Questo è un bel lavoro che qualcuno ha già iniziato a fare, ed al quale nei prossimi anni dovremo contribuire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo chi volesse approfondire il tema può seguire i seminari on-line che il mio amico &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/azienda/team/alfredo_abrescia&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Alfredo &lt;/a&gt;sta tenendo sul tema dei Linked Open Data Geografici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima parte del &lt;i&gt;webinar&lt;/i&gt; &quot;&lt;b&gt;&quot;I geoportali e gli open data geografici&lt;/b&gt; si è già tenuta e si può rivedere &lt;a href=&quot;https://planetek.webex.com/planetek/ldr.php?AT=pb&amp;amp;SP=MC&amp;amp;rID=17875987&amp;amp;rKey=4070B777B9C4E300&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. La seconda parte si terrà il prossimo martedì 16 ottobre alle 12,00 e si approfondirà il tema &lt;b&gt;&quot;I Linked Open Data, le metodologie&quot;. &lt;/b&gt;Per iscriverti clicca &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/formazione/corsi_on_line/webinar_i_geoportali_e_gli_open_data_geografici_2a_parte&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui sotto invece ci sono le slides che ho usato durante il mio intervento su questo tema, durante la conferenza AMFM della scorsa settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe src=&quot;http://www.slideshare.net/planetek/slideshelf&quot; width=&quot;615px&quot; height=&quot;470px&quot; frameborder=&quot;0&quot; marginwidth=&quot;0&quot; marginheight=&quot;0&quot; scrolling=&quot;no&quot; style=&quot;border:none;&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;</description><link>http://www.massimozotti.it/2012/10/i-dati-geografici-liberi-ed-i-geoportali.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><thr:total>0</thr:total><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31942460.post-84939032454696785</guid><pubDate>Wed, 27 Jun 2012 16:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-06-27T19:12:10.745+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Eventi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Infrastrutture di Dati Territoriali</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">INSPIRE</category><title>INSPIRE: Istanbul chiama...FIRENZE!!</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://inspire.jrc.ec.europa.eu/images/2012logo.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://inspire.jrc.ec.europa.eu/images/2012logo.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;È terminata poche ore fa la conferenza &lt;a href=&quot;http://inspire.jrc.ec.europa.eu/events/conferences/inspire_2012/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;INSPIRE 2012 di Istanbul&lt;/a&gt;. Ha avuto un’altissima partecipazione: basti pensare che stamattina il lettore elettronico all’ingresso dichiarava 1436 badge complessivamente emessi. Non male, davvero, ed è importante sottolineare che la partecipazione non è stata soltanto europea. Questa era infatti la prima conferenza INSPIRE organizzata in un paese non UE, la Turchia, e al di là dei significati politici della scelta, va osservato che nei corridoi della conferenza c’erano diverse persone provenienti dai paesi dell’ex blocco sovietico, oltre ai vari ospiti extra UE. Mi è sembrato di cogliere, negli interventi dei relatori non europei e dalle chiacchiere di corridoio, una grande ammirazione da parte del resto del mondo per ciò che l’Europa sta facendo con l’iniziativa INSPIRE, costruendo un modello di integrazione delle informazioni territoriali e di cooperazione a cui per esempio i paesi latino americani guardano con estremo interesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispetto all’anno scorso ad Edinburgo ho notato chiaramente la maggiore attenzione che, sui temi trattati durante la conferenza, è stata dedicata ai &lt;i&gt;trending topics &lt;/i&gt;del momento: i &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://blog.planetek.it/2012/06/20/verso-i-linked-open-data-geografici/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;linked data&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;innanzitutto, substrato tecnologico su cui si basa tutta la questione relativa agli &lt;i&gt;open data&lt;/i&gt; ed al web semantico applicato ai dati geografici. Un’intera sessione per esempio è stata dedicata alle &lt;i&gt;ontologie&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto si è discusso dell’inquadramento di INSPIRE nell’ambito del programma &lt;a href=&quot;http://ec.europa.eu/environment/seis&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;SEIS &lt;/a&gt;della UE, e ciò è sacrosanto perché uno dei limiti di INSPIRE a mio parere è stato quello d’essere vista come un’iniziativa a sé stante, dietro la spinta tecnologica legata all’uso degli standard ed allo sviluppo delle IDT, mentre dev’essere assolutamente inquadrata nelle politiche più ampie della Comunità Europea, dal SEIS alla direttiva &lt;a href=&quot;http://ec.europa.eu/environment/water/water-framework/index_en.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;WFD&lt;/a&gt; (altro tema cui è stato dedicato ampio spazio). Proprio del SEIS si è parlato molto durante la Conferenza, con grande enfasi per la condivisione ed il riuso dell’informazione ambientale. Suggerisco come sempre di dare un’occhiata al topic &lt;a href=&quot;http://storify.com/INSPIRE_EU/the-inspire-conference-2012-sharing-environmental&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;#INSPIREistanbul2012&lt;/a&gt; su Twitter per farsi un’idea di quali siano stati gli argomenti più “caldi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sempre in queste conferenze con tante sessioni parallele è difficile scegliere cosa seguire, perché nonostante la scelta di organizzare i workshop nei due giorni precedenti l’inizio della conferenza vera e propria (sabato e domenica scorsi?!), le relazioni spaziavano tra contenuti di alto profilo ed altri dal taglio molto tecnico.   La mia sensazione è che, affinché si possa realizzare tutto il potenziale di INSPIRE, questo processo debba mettere molto più al centro i cittadini, la gente comune. &lt;b&gt;Riuscire ad erogare benefici tangibili ai cittadini&lt;/b&gt;, interpretarne le esigenze e soddisfarle, in modo da trasformare quello che è stato finora un processo a cascata, deciso dall’alto ed imposto agli Stati Membri, in un’iniziativa che porti dei risultati concreti a beneficio degli utenti, spostando il focus dalla &lt;i&gt;fornitura &lt;/i&gt;di informazioni alla &lt;i&gt;domanda&lt;/i&gt;, che va privilegiata e messa in primo piano perché è quella che, se ascoltata e soddisfatta, può fare da traino a tutta l&#39;iniziativa e decretarne il successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I benefici possono essere i più vari, dal risparmio di spesa al migliore accesso alle informazioni ad esempio. Come si fa? Enfatizzando i risultati concreti che possono derivare da INSPIRE, diffondendo casi studio e guide pratiche alla creazione di benefici per i cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che questo sia uno degli aspetti su cui più dobbiamo impegnarci nel prossimo futuro. Abbiamo un’infinità di occasioni, dall’appuntamento più vicino di &lt;a href=&quot;http://www.planetek.it/news_eventi/tutti_gli_eventi/2012/luglio/stati_generali_dell_innovazione_diritti_digitali_e_dati_aperti_le_basi_per_citta_e_comunita_smart&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Bologna del prossimo &lt;b&gt;Venerdì 6 luglio&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, passando per tutti gli eventi dell’autunno (&lt;a href=&quot;http://www.amfm.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Conferenza AMFM&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.smartcityexhibition.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;SmartCity Exibition&lt;/a&gt; ed &lt;a href=&quot;http://www.asita.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ASITA&lt;/a&gt;) fino a traguardarci alla prossima conferenza INSPIRE che, udite udite: &lt;b&gt;si terrà a FIRENZE&lt;/b&gt;!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-zK-k0PKZ0-g/T-s5006oQVI/AAAAAAAACg8/jLjuWY58Tjg/s1600/2012-06-16+16.11.40.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-zK-k0PKZ0-g/T-s5006oQVI/AAAAAAAACg8/jLjuWY58Tjg/s200/2012-06-16+16.11.40.jpg&quot; width=&quot;148&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;L’annuncio è di oggi, con il simbolico passaggio di testimone avvenuto nelle mani di Carlo Cipolloni di ISPRA (rappresentante del Contact Point Nazionale):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;b&gt;Giugno, INSPIRE 2013, Firenze (Italia).&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una buona notizia, che naturalmente renderà i prossimi mesi molto movimentati per tutti noi..</description><link>http://www.massimozotti.it/2012/06/inspire-istanbul-chiamafirenze.html</link><author>noreply@blogger.com (Massimo Zotti)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-zK-k0PKZ0-g/T-s5006oQVI/AAAAAAAACg8/jLjuWY58Tjg/s72-c/2012-06-16+16.11.40.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Istanbul/Provincia di Istanbul, Turchia</georss:featurename><georss:point>41.00527 28.97696</georss:point><georss:box>40.621829500000004 28.345246 41.3887105 29.608673999999997</georss:box><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></item></channel></rss>