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	<title>Medicinapertutti.it</title>
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	<description>Il sito per gli studenti di medicina e chirurgia</description>
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	<title>Medicinapertutti.it</title>
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	<item>
		<title>Miometrio</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/miometrio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:31:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia microscopica]]></category>
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					<description><![CDATA[Il miometrio rappresenta la tonaca muscolare dell’utero; è notevolmente spessa ed è costituita da fasci di fibrocellule muscolari lisce, intervallate da uno stroma fibroso relativamente abbondante. Nel miometrio si distinguono tre strati: Lo strato interno (o sottomucoso) è costituito da fasci muscolari a decorso prevalentemente longitudinale che si dispongono ad anello attorno allo sbocco delle tube. Lo strato medio (o vascolare od emostatico) è costituito da fasci ad andamento circolare od obliquo, disposti a circondare le diramazioni vascolari; questo strato è anche definito vascolare od emostatico perché la sua contrazione causa un’occlusione del lume dei vasi che lo attraversano, di fondamentale importanza per arrestare l’emorragia dopo il secondamento (la fase di distacco della placenta dall’utero che fa seguito all’espulsione del feto). Lo strato esterno è costituito da fasci a decorso prevalentemente longitudinale. Il decorso delle fibre muscolari dell’utero si svolge secondo due spirali che attraversano i vari piani senza interrompersi, l’una diretta verso destra, l’altra verso sinistra, ed entrambe in continuazione con lo strato sottosieroso della muscolatura tubarica. Le spirali, molto ripide nel corpo e nel fondo, sono invece orientate quasi orizzontalmente in corrispondenza del collo. Le fibrocellule del miometrio hanno una lunghezza di circa 50 µm; nel corso della gravidanza si ipertrofizzano (aumento del volume delle cellule) in maniera straordinaria, aumentando il volume fino a 10 volte (0,5 mm). Sempre in gravidanza, si verifica anche una certa iperplasia (aumento del numero di cellule) del miometrio per moltiplicazione delle cellule preesistenti e per differenziazione di elementi mesenchimali. Il miometrio è riccamente vascolarizzato da rami dell’arteria uterina che formano un fitto plesso, ricchi di dispositivi regolatori di flusso, nello strato medio. Da quest’ultimo partono le arterie che attraversano lo strato profondo per raggiungere l’endometrio, dove danno origine alle arterie basali e a quelle spirali. Anche il miometrio è soggetto all’azione ciclica degli ormoni sessuali. Nella fase estrogenica la muscolatura del corpo aumenta di tono e può presentare, al momento dell’ovulazione, piccole contrazioni. La muscolatura del collo, di contro, tende a diminuire di tono, consentendo, specie in fase ovulatoria, l’apertura dell’orifizio uterino esterno, così da favorire la penetrazione degli spermatozoi. In fase progestinica, mentre il miometrio del corpo tende a rilasciarsi, quello della cervice aumenta di tono e restringe l’orifizio uterino esterno. Utero di donna. (Colorazione Mallory Azan). La sua struttura dall&#8217;interno all&#8217;esterno può essere così schematizzata: tonaca mucosa o endometrio costituita da un epitelio di rivestimento batiprismatico semplice, (l&#8217;epitelio che riveste all&#8217;esterno la zona intravaginale del collo dell&#8217;utero è pavimentoso composto) che poggia su di una lamina propria (lp) connettivale la quale accoglie le ghiandole (gh) uterine tubulari semplici, tortuose e distanziate l&#8217;una dall&#8217;altra nel corpo, ramificate nel collo. Segue la tonaca muscolare (TMu) o miometrio organizzato in tre strati: strato sottomucoso (fibrocellule muscolari lisce longitudinali e oblique), strato vascolare (circolare e obliquo), strato sottosieroso (longitudinale). Tonaca sierosa o perimetrio che corrisponde al peritoneo. L&#8217;utero attraversa un ciclo, detto ciclo uterino, che comprende varie fasi. In questa immagine l&#8217;endometrio presenta l&#8217;aspetto tipico della fase secretiva (ghiandole dilatate, molto serpiginose, ricche di cellule secernenti). Fonte: Istituto di anatomia umana normale università degli studi di Bologna Articolo creato il 6 agosto 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nuclei ipotalamici neurosecernenti</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/nuclei-ipotalamici-neurosecernenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 11:27:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema endocrino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">
	Nell&#039;ipotalamo sono situati raggruppamenti di cellule nervose nei cui pirenofori vengono prodotte sostanze di tipo ormonale. Questi raggruppamenti neuronici sono defini&#173;ti <em>nuclei neurosecernenti</em> e il materiale da essi elaborato viene genericamente chiamato <em>neuro&#173;secreto</em>. Si distinguono due gruppi principali di nuclei neurosecernenti: nuclei magnicellulari e nuclei parvicellulari.<br />
	I <strong><em>nuclei magnicellulari</em></strong>sono rappresentati dal <em>nucleo sopraottico</em>, posto al di sopra del chia&#173;sma dei nervi ottici e dal <em>nucleo paraventricolare</em>, localizzato in corrispondenza della parete infero-laterale del terzo ventricolo.<br />
]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bombesina</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/bombesina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:23:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparato digerente]]></category>
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					<description><![CDATA[La bombesina è un polipeptide a 15 aminoa­cidi che ha un effetto eccitante sulla motilità in­testinale e sulla secrezione gastrica e pancreatica esocrina. È prodotta dalle cellule P che hanno granuli piccoli (100-140 nm), dotati di debole argirofilia. Le cellule P si trovano, poco numerose, nella mucosa dello stomaco e di tutto l&#8217;in­testino, con la maggiore concentrazione nell&#8217;antro pilorico e nel duodeno. Articolo creato il 15 agosto 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Enzimi a funzione recettoriale</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/enzimi-a-funzione-recettoriale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmacologia e tossicologia clinica]]></category>
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					<description><![CDATA[In farmacologia sono considerati recettori non solo i recettori veri e propri ma qualunque altra struttura o molecola che può essere bersaglio di farmaci. Anche gli enzimi, quindi, possono essere considerati recettori. Esempi di enzimi a funzione recettoriale possono essere fatti considerando: Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) Sono farmaci che hanno come bersaglio specifico l&#8217;enzima ciclossigenasi, che è l&#8217;enzima chiave nella cascata dell&#8217;acido arachidonico da cui si formano leucotrieni (LT), trombossano (TXA2) e prostaglandine (PG); l&#8217;aspirina (acido acetilsalicilico), è un inibitore irreversibile dell&#8217;enzima ciclossigenasi esercitando così la sua funzione di antinfiammatorio. ACE-antagonisti Sono usati nel trattamento dell&#8217;ipertensione; l’ACE trasforma l&#8217;angiotensina I in angiotensina II che ha effetti a livello vasale laddove determina una vasocostrizione. I farmaci inibitori dell&#8217;enzima di conversione impediscono la formazione dell&#8217;angiotensina II e determinano la riduzione delle resistenze periferiche per riduzione del tono arteriolare; ne consegue riduzione della pressione arteriosa. Farmaci inibitori dell&#8217;acetilcolinesterasi L’acetilcolinesterasi è l&#8217;enzima deputato all&#8217;idrolisi dell&#8217;acetilcolina in colina ed acido acetico, ponendo fine al segnale causato dall&#8217;acetilcolina; la colina viene poi ricaptata e riutilizzata per la sintesi del neurotrasmettitore. Ci sono farmaci inibitori dell&#8217;acetilcolinesterasi che impediscono quindi la degradazione dell&#8217;acetilcolina e non fanno altro che prolungare l&#8217;azione dell&#8217;acetilcolina in corrispondenza del vallo sinaptico potenziando la trasmissione colinergica; vengono utilizzati in quelle situazioni in cui è necessario potenziare la trasmissione colinergica, come nel trattamento sintomatico della miastenia gravis che è una malattia autoimmunitaria in cui si ha formazione di autoanticorpi contro i recettori nicotinici che determina debolezza muscolare. Inibitori di MAO e COMT La noradrenalina, una volta rilasciata nel vallo sinaptico e aver agito su recettori adrenergici, viene recuperata all&#8217;80% dal neurotrasportatore presente sulla membrana presinaptica; il 20% viene degradato dalle MAO (mono-amino-ossidasi) e dalle COMT (catecol-ossi-metil-transferasi); gli inibitori di questi due enzimi inibiscono la degradazione delle catecolamine aumentando così la trasmissione noradrenergica. Farmaci che impediscono l’attività degli enzimi che degradano la dopamina Sono utilizzati nella terapia del morbo di Parkinson; lo scopo è quello di aumentare la concentrazione di dopamina che è depauperata. Tra gli inibitori delle MAO (B) che inibiscono la degradazione della dopamina c’è la selegilina; un farmaco che selettivamente inibisce le COMT usato nel Parkinson è l’entacapone. Articolo creato il 6 marzo 2010. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arteria carotide interna</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/arteria-carotide-interna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:20:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparato cardiovascolare]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;arteria carotide interna, che si distribuisce all&#8217;encefalo e agli organi dell&#8217;apparato della vista, nasce dall&#8217;arteria carotide comune all&#8217;altez­za del margine superiore della cartilagine tiroi­dea della laringe e si dirige in alto e in dietro, risalendo fino a raggiungere l&#8217;orifizio inferiore del canale carotico dell&#8217;osso temporale. Percorre il canale, seguendone le curvatu­re, ed emerge dall&#8217;orifizio superiore del canale stesso, penetrando così nella cavità cranica; si porta quindi all&#8217;interno del seno cavernoso, entro il quale decorre con un tragitto a S. Giunta all&#8217;altezza del processo clinoideo anteriore, l&#8217;arteria diventa verti­cale e perfora la dura madre. Qui fornisce una voluminosa collaterale, l&#8217;arteria oftalmica, quindi termina, al di sotto della sostanza perforata anteriore dell&#8217;encefalo, dividendosi nelle arterie cerebrale anteriore, cerebrale me­dia, corioidea anteriore e comunicante posterio­re che sono i suoi rami terminali. Nel collo, l&#8217;arteria carotide interna si trova dapprima dietro e lateralmente alla carotide esterna di cui condivi­de i rapporti; successivamente si colloca medialmente alla carotide esterna decorrendo dietro al muscolo sti­loioideo e al ventre posteriore del muscolo digastrico. Acquistata in tal modo una situazione profonda, l&#8217;arte­ria carotide interna si mette in rapporto: in avanti, con il prolungamento faringeo della ghiandola parotide; in dietro, con i muscoli prevertebrali e con la catena cervi­cale dell&#8217;ortosimpatico che si trovano dietro alla fascia cervicale profonda; medialmente, con la parete laterale della faringe; lateralmente, con il muscolo stiloglosso e il muscolo stilofaringeo e con il nervo glossofaringeo. L&#8217;arteria carotide interna è accompagnata, nel suo decorso, dalla vena giugulare interna che le si pone all&#8217;esterno e in dietro e dal nervo vago che si colloca nell&#8217;angolo diedro aperto posteriormente che è formato dalla giustapposi­zione dell&#8217;arteria e della vena. Nel canale carotico, l&#8217;arteria carotide interna è cir­condata dal plesso carotico dell&#8217;ortosimpatico e, con l&#8217;intermezzo delle pareti ossee del canale, entra in rapporto con la cavità del timpano lateralmente, con la tu­ba uditiva in avanti, con la coclea in dietro; il ganglio semilunare del trigemino appoggia sulla parete superio­re del tratto orizzontale del canale carotico. Uscita dal canale carotico, l&#8217;arteria decorre sopra la fibrocartilagine che oblitera il foro lacero e ripiega verso l&#8217;alto, penetrando nel seno cavernoso. All&#8217;interno del seno essa è avvolta, in superficie, da uno strato di endo­telio ed è circondata dai filamenti nervosi dell&#8217;ortosim­patico che costituiscono il plesso cavernoso; nello stesso tratto si mette inoltre in rapporto con il nervo abducente che le decorre all&#8217;esterno e con i nervi oculomotore, trocleare e oftalmico che decorrono nella parete laterale del seno cavernoso. All&#8217;uscita dal seno cavernoso, la ca­rotide interna incrocia lateralmente il nervo ottico, at­traversa l&#8217;aracnoide e giunge alla sua terminazione. L&#8217;arteria carotide interna non fornisce rami collaterali nel collo. Nel canale carotico dà i seguenti rami collaterali: Ramo caroticotimpanico, che attraversa la parete po­steriore del canale carotico ed entra nel cavo del tim­pano. Ramo pterigoideo, incostante, che entra nel canale pterigoideo con il nervo omonimo. Rami cavernosi, per il ganglio semilunare e le pareti del seno cavernoso. Rami ipofisari, per l&#8217;ipofisi e la parte ventrale dell&#8217;i­potalamo. Nella cavità cranica fornisce un unico ramo collaterale, l&#8217;arteria oftalmica. Rami terminali dell&#8217;arteria carotide interna sono l&#8217;arteria corioidea anteriore, l&#8217;arteria comunicante posteriore, l&#8217;arteria cerebrale media e l&#8217;arteria cerebrale anteriore. Articolo creato l&#8217;8 agosto 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Recessi cecali</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/recessi-cecali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 07:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparato digerente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">Tra i r<strong>ecessi cecali</strong> vanno ricordati quello ileocecale su­periore, quello ileocecale inferiore e quello retrocecale.<br />
Il recesso ileocecale superiore si presenta, nell'adulto, di dimensioni piuttosto ridotte; esso ha per limiti, in avanti, la cosiddetta <em>piega vascolare del cieco</em> (che con­tiene i vasi per la giunzione ileocecale), in dietro il me­sentere, a sinistra il tratto terminale dell'ileo e a destra la giunzione ileocecale. La sua apertura guarda in basso e a sinistra.</p>
]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Modello a mosaico fluido</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/modello-a-mosaico-fluido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 06:16:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">Secondo il <strong>modello a mosaico fluido</strong>, la struttura delle membrane è costituita da un doppio strato di molecole lipidiche (con spessore di 7-8 nm). I lipidi del doppio strato sono <em>anfipatici</em>, cioè sono molecole con caratteristiche sia idrofobiche che idrofile. Le regioni idrofobiche, concentrate nella parte interna delle membrane, costituiscono una barriera che impedisce il libero movimento delle molecole polari attraverso la membrana. Le parti idrofile, invece, sono rivolte verso l’ambiente idrofilo ai due lati della membrana. In condizioni fisiologiche il doppio strato è fluido, nel senso che le molecole lipidiche sono libere di cambiare posizione e di effettuare determinati movimenti.</p>
]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quiz di farmacologia per Esame di Stato (area preclinica)</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/quiz-di-farmacologia-per-esame-di-stato-area-preclinica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 05:15:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quiz]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.medicinapertutti.it/?p=11925</guid>

					<description><![CDATA[In questa pagina è possibile esercitarsi su quiz da 10, 25, 50, 100 o 140 domande di farmacologia per l&#8217;Esame di Stato, estratte casualmente dall&#8217;archivio ufficiale di 390 domande rilasciato dal MIUR. Ogni volta che si ripete un quiz le domande saranno diverse e l&#8217;ordine delle risposte mescolato. Ogni domanda presenta 5 possibili risposte di cui 1 sola corretta. Le risposte corrette/errate saranno visualizzate subito dopo aver risposto, nonché al termine del quiz. N.B.: l&#8217;Esame di Stato è stato abolito a partire dalla seconda sessione 2019. Per esercitarti su altre materie dell&#8217;area preclinica dell&#8217;Esame di Stato o per altri quiz, vai qui. Hai riscontrato errori? Invia un messaggio per comunicarlo! Attenzione! Tutti i quiz possono essere svolti liberamente, senza registrazione al sito. Se si desidera archiviare le prove effettuate nella propria area personale, così da poterle confrontare successivamente, la registrazione (gratuita) è invece necessaria, in modo da effettuare il login prima di svolgere un quiz. Solo per gli utenti registrati, inoltre, in futuro sarà possibile visualizzare una classifica di tutti coloro che hanno svolto un determinato quiz. Accedi o registrati!]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Polmoni</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/polmoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 04:12:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparato respiratorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://medicinapertutti.altervista.org/argomento/polmoni/</guid>

					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">
	I <strong>polmoni</strong> sono gli organi in cui avvengono gli scambi gassosi fra aria e sangue (processo denominato <em>ematosi</em>). In numero di due, destro e sinistro, sono contenuti nelle logge pleuropolmonari della cavit&#224; toracica, separati da uno spazio mediano compreso tra la colonna vertebrale e lo sterno, il <em>mediastino</em>, che accoglie cuore, timo, grossi vasi, esofago, trachea e bronchi.<br />
]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quiz di farmacologia e tossicologia clinica</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/quiz-di-farmacologia-e-tossicologia-clinica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 03:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Quiz]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.medicinapertutti.it/?p=11889</guid>

					<description><![CDATA[In questa pagina è possibile esercitarsi su quiz di farmacologia e tossicologia clinica. Puoi scegliere un test da 10, 25, 50, 100 o 140 domande, estratte da un archivio di centinaia di domande (della stessa disciplina). Ogni volta che si ripete un quiz le domande saranno diverse e l&#8217;ordine delle risposte mescolato. Ogni domanda presenta 5 possibili risposte di cui 1 sola corretta. Le risposte corrette/errate saranno visualizzate subito dopo aver risposto, nonché al termine del quiz. Per esercitarti su altre discipline o simulazioni, vai qui. Hai riscontrato errori? Invia un messaggio per comunicarlo! Attenzione! Tutti i quiz possono essere svolti liberamente, senza registrazione al sito. Se si desidera archiviare le prove effettuate nella propria area personale, così da poterle confrontare successivamente, la registrazione (gratuita) è invece necessaria, in modo da effettuare il login prima di svolgere un quiz. Solo per gli utenti registrati, inoltre, in futuro sarà possibile visualizzare una classifica di tutti coloro che hanno svolto un determinato quiz. Accedi o registrati!]]></description>
		
		
		
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