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	<title>Medicinapertutti.it</title>
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	<description>Il sito per gli studenti di medicina e chirurgia</description>
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	<title>Medicinapertutti.it</title>
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		<title>Comportamento vittimogeno</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/comportamento-vittimogeno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 11:50:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">In criminologia l&#039;attenzione posta alla vittima ed al suo ruolo, pi&#249; o meno attivo o passivo che sia stato, &#232; di fondamentale importanza per capire la genesi e lo sviluppo dell&#039;evento criminale. Agli inizi della criminologia, l&#039;attenzione veniva riposta completamente sul criminale o sull&#039;azione deviante, mentre la vittima veniva percepita come totalmente passiva ed in balia degli eventi. Quando &#232; stato rilevato che alcuni soggetti avevano avuto delle &#34;responsabilit&#224;&#34; per la propria vittimizzazione (ad es., avevano provocato l&#039;aggressore oppure avevano ignorato dei segnali di pericolo) il &#34;focus&#34; di indagine si &#232; spostato, comprendendo tutti gli attori della scena criminale.<br />
]]></description>
		
		
		
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		<title>Congiuntiva</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/congiuntiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 10:45:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparati della sensibilità specifica]]></category>
		<category><![CDATA[Occhio]]></category>
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					<description><![CDATA[La congiuntiva è una membrana con le caratteristiche di una mucosa che tappezza la faccia posteriore delle palpebre (congiuntiva palpebrale) e la superficie esterna della sclera, nella parte anteriore del bulbo (congiuntiva bulbare). La zona di riflessione della congiuntiva palpebrale in quella bulbare prende il nome di fornice congiuntivale. Si distinguono un fornice congiuntivale superiore, in rapporto con il limite superiore della parte orbitaria della palpebra superiore, e un fornice congiuntivale inferiore, in rapporto con il limite inferiore della palpebra inferiore (parte orbitaria). I fornici congiuntivali delimitano la periferia del sacco congiuntivale descrivendo una circonferenza completa. Medialmente essi s’incontrano in corrispondenza della caruncola lacrimale, lateralmente continuano l’uno nell’altro. Nella parete laterale del fornice superiore sboccano i condotti escretori delle ghiandole lacrimali. La congiuntiva forma, nel suo insieme, una sorta di sacco appiattito (sacco congiuntivale), il cui fondo, assai esteso e di forma circolare, delimitato perifericamente dai fornici, è applicato contro la faccia anteriore del bulbo oculare e la cui parete anteriore è aderente alla faccia posteriore delle palpebre. Il sacco congiuntivale risulta quindi completamente chiuso quando i margini liberi delle palpebre sono a contatto; è invece più o meno aperto quando le palpebre si discostano fra loro. Poiché la congiuntiva si arresta all’orlo sclerocorneale, nella parte centrale del fondo del sacco congiuntivale essa è sostituita dalla cornea. La congiuntiva appare in generale liscia: solo in prossimità dei fornici essa presenta evidenti pieghe, ad andamento orizzontale, provocate dal movimento delle palpebre. Attraverso la congiuntiva palpebrale, che ha un colorito roseo, traspare il colore giallastro delle ghiandole tarsali (di Meibomio); attraverso la congiuntiva bulbare traspare il colore bianco della sclera. A livello dell’angolo mediale dell’occhio, la congiuntiva bulbare trapassa in due piccoli rilievi (la piega semilunare e la caruncola lacrimale) che sporgono nel lago lacrimale. Articolo creato il 3 ottobre 2012. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
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		<title>Specializzazioni della superficie libera</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/specializzazioni-della-superficie-libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 09:44:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Istologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tessuto epiteliale]]></category>
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					<description><![CDATA[La superficie libera delle cellule degli epiteli cilindrici a funzione assorbente (ad esempio, dell’intestino o del tubulo prossimale del rene) presenta sottili propaggini cellulari di forma cilindrica denominate microvilli che corrispondono all’orletto a spazzola o orletto striato visibile col microscopio ottico. Ogni microvillo ha in media un diametro di 80 nm e, poiché una singola cellula può formarne alla sua superficie circa 2000, la superficie libera assorbente dell’epitelio risulta notevolmente aumentata. Il citoplasma all’interno dei microvilli contiene un fascio di microfilamenti actnici che decorrono longitudinalmente e si connettono alla base dei microvilli stessi con la trama terminale. Le cellule epiteliali dell’epididimo e dei condotti deferenti sono ricoperte da sottili propaggini cellulari immobili, le stereociglia. In realtà sono microvilli molto lunghi e sottili, dall’andamento sinuoso, e intrecciati tra loro. Le ciglia che ricoprono la superficie libera di molti tipi di epitelio sono strutture filamentose mobili con una complessa organizzazione interna adatta alla contrattilità. Si inseriscono nel citoplasma in un corpo basale o blefaroplasto che è strutturalmente identico ad un centriolo. Articolo creato il 27 febbraio 2010. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
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		<title>Ghiandole sudoripare eccrine</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/ghiandole-sudoripare-eccrine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 08:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparato tegumentario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">Le <strong>ghiandole sudoripare eccrine</strong> sono largamente rappresentate nella cute (in numero di 2-3 milioni); mancano solo a livello del glande, del clitoride, della superficie interna del prepuzio, delle picc<img alt="Ghiandola sudoripara eccrina" src="/anatomia_normale/apparato_tegumentario/img_app_tegumentario/ghiandole_sudoripare.jpg" style="width: 235px;height: 400px;border-width: 1px;border-style: solid;margin: 10px;float: right" />ole labbra e della faccia interna del padiglione auricolare. La loro densit&#224; massima si ha alla fronte, al palmo delle mani, alla pianta dei piedi; non esistono differenze di numero legate al sesso mentre, per quanto riguarda la razza, i negri possiedono pi&#249; ghiandole sudoripare eccrine dei bianchi.<br />
]]></description>
		
		
		
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		<item>
		<title>Vena mesenterica inferiore</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/vena-mesenterica-inferiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 07:36:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparato cardiovascolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">La <strong>vena mesenterica inferiore</strong>, di calibro minore della superiore, raccoglie il sangue refluo dalla metà sinistra dell'intestino crasso.</p>
]]></description>
		
		
		
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		<item>
		<title>Lesioni da arma bianca</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/lesioni-da-arma-bianca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 06:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina legale]]></category>
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					<description><![CDATA[Si definiscono lesioni da arma bianca quelle prodotte sui tessuti da strumenti ap­puntiti e/o taglienti. Il termine &#8220;bianca&#8221; trae origine dal fatto che si tratta di un&#8217;arma nobile che determina un modesto sanguinamento esterno nei confronti della più estesa emorragia interna. Si distinguono in tale gruppo le lesioni prodotte da armi da punta, da taglio, da punta e taglio e da fendente. L’azione dell’arma è rappresentata da un meccanismo di pressione, strisciamento e rotazione, ciascuno singolarmente o in combinazione tra loro. È importante, nel vivente, fotografare la lesione perché da subito si assiste a fenomeni riparativi (ove possibile). Articolo creato il 23 gennaio 2014. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
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		<item>
		<title>Guaina dei muscoli retti dell&#8217;addome</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/guaina-dei-muscoli-retti-delladdome/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 05:27:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparato locomotore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">La <strong>guaina dei muscoli retti dell'addome</strong> è formata dalle aponeurosi del muscolo obliquo esterno, del muscolo obliquo interno e del muscolo trasverso. Si distinguono nella guaina un foglietto anteriore, un foglietto posteriore, un margine mediale ed un margine laterale. La guaina è incompleta nella parte toracica del muscolo che si mette direttamente in contatto con le ultime cartilagini costali.<br />
L’aponeurosi del muscolo obliquo esterno passa davanti al muscolo retto, dal processo xifoideo al pube e raggiunge così la linea mediana dove i suoi fasci si incrociano con quelli controlaterali nella linea alba; essa contribuisce dunque a formare il foglietto anteriore della guaina.</p>
]]></description>
		
		
		
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		<item>
		<title>Arteria radiale</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/arteria-radiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 04:22:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparato cardiovascolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">L'<strong>arteria radiale</strong> è il ramo terminale laterale di biforcazione dell'arteria bra­chiale. Nasce a livello del processo coronoideo dell'ulna, 1 cm sotto la piega del gomito e de­corre sul lato radiale dell'avambraccio fino al processo stiloideo del radio.</p>
]]></description>
		
		
		
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		<item>
		<title>Classificazione dei recettori intracellulari</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/classificazione-dei-recettori-intracellulari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 03:14:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmacologia e tossicologia clinica]]></category>
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					<description><![CDATA[I recettori intracellulari appartengono ad una superfamiglia che si è evoluta da un unico gene; sono state identificate 6 classi recettoriali di cui 3 hanno una particolare importanza in farmacologia: Classe I: Recettori dell’acido retinico (RAR alfa, beta, gamma). Recettori degli ormoni tiroidei (TR). Recettori della vitamina D (VDR). Recettori della proliferazione perossisomale (PPAR alfa, beta, gamma). Recettori degli acidi biliari (FXR). Recettori degli ossisteroli (LXR). Recettori degli steroidi e i xenobiotici (SXR). Recettore costitutivo per l&#8217;androstano (CAR). Classe II: Recettori dell’acido 9-cis-retinoico (RXR). Sono recettori per i quali non è stato identificato un ligando selettivo e per questo sono detti recettori orfani. Classe III: Recettori dei glucocorticoidi (GR). Recettori dei mineralcorticoidi (MR). Recettori degli steroidi, tra cui: Recettori degli estrogeni (ER). Recettore del progesterone (PR). Recettori degli androgeni (AR). Recettori orfani correlati a quelli per gli estrogeni (ERR). Articolo creato il 28 settembre 2010. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
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		<title>Muscolo sacrospinale (o erettore della colonna vertebrale)</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/muscolo-sacrospinale-o-erettore-della-colonna-vertebrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 02:14:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparato locomotore]]></category>
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					<description><![CDATA[Il muscolo sacrospinale (o erettore della colonna vertebrale) è un lungo muscolo che occupa le docce vertebrali per tutta la lunghezza della colonna vertebrale, dalla regione nucale a quella sacrale. Fa parte dei muscoli delle docce vertebrali del piano superficiale. Nel muscolo sacrospinale si possono considerare tre parti: &#8211; Laterale, il muscolo ileocostale. &#8211; Intermedia, il muscolo lunghissimo. &#8211; Mediale, il muscolo spinale. Il muscolo ileocostale è innervato dai rami posteriori dei nervi toracici e del 1° lombare; contraendosi, estende la colonna vertebrale e la inclina dal proprio lato; può anche elevare ed abbassare le coste. È formato da tre porzioni: Il muscolo ileocostale dei lombi origina di seguito al muscolo lunghissimo del dorso, dalla tuberosità iliaca, dalla cresta iliaca, dal foglietto posteriore della fascia lombodorsale; i suoi fasci vanno in alto e lateralmente, divergendo in 8 lingue carnose che si inseriscono agli angoli delle ultime 8 coste. Il muscolo ileocostale del dorso prende origine, con 6 fasci, dalla faccia esterna delle ultime 6 coste, medialmente all’angolo e si inserisce, per mezzo di 8 tendini, agli angoli delle prime 7 coste e al processo trasverso della 7a vertebra cervicale. Il muscolo ileocostale del collo si trova in parte al di sotto del precedente; origina con 5 fasci carnosi dagli angoli delle prime 5-6 coste e si inserisce, mediante 3 tendini, ai processi trasversi della 4a, 5a e 6a vertebra cervicale. Il muscolo lunghissimo è innervato dai rami posteriori dei nervi spinali, dal 1° cervicale al 5° lombare; con la sua azione estende ed inclina dal proprio lato la testa e la colonna vertebrale. È formato da tre parti: Il muscolo lunghissimo del dorso origina dalla faccia posteriore del sacro, dal foglietto posteriore della fascia lombodorsale e dai processi spinosi delle ultime vertebre lombari; si porta quindi in alto per inserirsi con alcuni fasci laterali ai processi costi formi delle vertebre lombari e alle facce esterne di tutte le coste, esclusa la 1a, tra gli angoli e i tubercoli; con altri fasci mediali esso prende inserzione ai processi accessori delle vertebre lombari e ai processi trasversi di tutte le vertebre toraciche. Il muscolo lunghissimo del collo si trova tra il muscolo ileocostale del collo e il muscolo lunghissimo della testa; origina dai processi trasversi delle prime 5 vertebre toraciche e si inserisce ai tubercoli posteriori dei processi trasversi della 2a, 3a, 4a e 5a vertebra cervicale. Il muscolo lunghissimo della testa è posto tra il muscolo lunghissimo del collo e il muscolo semispinale della testa. Origina dai processi trasversi delle prime vertebre toraciche e dai processi articolari delle ultime 5 vertebre cervicali e si inserisce all’apice e alla faccia posteriore del processo mastoideo del temporale. Il muscolo spinale è innervato dai rami posteriori dei nervi spinali dal 3° cervicale al 12° toracico; contraendosi, estende la colonna vertebrale. Forma la parte mediale del muscolo sacrospinale e si trova tra il muscolo lunghissimo e i processi spinosi. Le sue origini e le sue inserzioni si effettuano tutte sui processi spinosi. Comprende tre parti: Il muscolo spinale del dorso origina dai processi spinosi delle prime 2 vertebre lombari e delle ultime 2-3 vertebre toraciche; termina ai processi spinosi delle vertebre toraciche, dalla 2a alla 9a. Il muscolo spinale del collo origina dai processi spinosi delle ultime 2 vertebre cervicali e delle prime 2 toraciche e termina su quelli della 2a, 3a e 4a vertebra cervicale. Il muscolo spinale della testa origina dai processi spinosi delle ultime vertebre cervicali e delle prime toraciche; i suoi fasci confluiscono con quelli del muscolo semispinale della testa. Immagini Indice &#8211; Sede &#8211; Muscolo ileocostale &#8211; Muscolo lunghissimo &#8211; Muscolo spinale &#8211; Immagini Articolo creato il 22 febbraio 2010. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
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