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	<title>Medicinapertutti.it</title>
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	<description>Il sito per gli studenti di medicina e chirurgia</description>
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	<title>Medicinapertutti.it</title>
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		<title>Tipi di ricetta medica</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/tipi-di-ricetta-medica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 19:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmacologia e tossicologia clinica]]></category>
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					<description><![CDATA[A seconda della natura del principio attivo prescritto, del suo dosaggio, delle vie di somministrazione, delle finalità d&#8217;uso di tipo terapeutico, le ricette mediche possono essere distinte in: Ricetta ripetibile (RR). Ricetta non ripetibile (RNR), ossia da rinnovarsi volta per volta. Ricetta limitativa (RL). Ricetta ministeriale a ricalco. Tutte queste ricette sono sottoposte a differente regime normativo e sono assoggettate a leggi dello stato; l&#8217;errore è passibile di denuncia. Articolo creato il 2 marzo 2010. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
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		<title>Escoriazioni</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/escoriazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 18:22:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina legale]]></category>
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					<description><![CDATA[Le escoriazioni sono lesioni contusive che si presentano come lesioni superficiali della cute dovute all&#8217;azione di frizione tangenziale del corpo contro una superfi­cie ruvida. Sono difficilmente rilevabili singolarmente in quanto spesso varia­mente associate in un unico complesso lesivo. Si distinguono tre gradi di escoriazione: I grado: distacco superficiale dell’epidermide con formazione di crosta sierosa giallo-bruna II grado: interessamento delle papille dermiche, sangue che fuoriesce dai capillari e formazione di crosta siero-ematica. III grado: interessamento profondo del derma, lacerazione dei vasi, emorragia con formazione di crosta ematica. Trattandosi di lesioni comunque prodotte da mezzi contundenti (smussi, privi di superfici appuntite o taglienti), nella maggior parte di casi non è possibile stabilire, dalla morfologia delle stesse, quale sia stato lo strumento che le ha genera­te, eccezion fatta per quelle nelle quali la particolare morfologia della lesione con­sente di ipotizzare, con grande verosimiglianza, quale sia stato lo &#8220;strumento&#8221; utiliz­zato: ad esempio, la presenza di lesioni escoriative-ecchimotiche &#8220;a binario&#8221; è tipica dell&#8217;utilizzo dello scudiscio (bastoncino di legno o cuoio usato normalmente per frustare i cavalli in corsa) o di un mezzo contusivo cilindrico con superficie liscia (mazza da baseball); l&#8217;aspetto a &#8220;piccola semiluna&#8221; dell’escoriazione che si approfonda per pochi millimetri negli strati cutanei è tipica delle unghiature, così come nelle graffiature si rinvengono solitamente escoriazioni lineari multiple, ravvici­nate e parallele tra loro. Le unghiature e le graffiature, rilevate in prossimità degli orifici nasale e buccale della vittima possono suggerire un tentativo di soffocamen­to; la presenza di unghiature e graffiature al collo, invece, potrebbe far pensare ad una colluttazione o ad un tentativo di strozzamento; la presenza di escoriazioni li­neari ai polsi o alle caviglie potrebbe indicare invece la costrizione della vittima me­diante corde e legacci; escoriazioni alle radici delle cosce possono far pensare ad una violenza sessuale. Talora, specie nei grandi traumatismi (precipitazione, investimenti, ecc.) può risultare particolarmente difficile distinguere un’escoriazione prodotta in vita o in limine vitae da un’escoriazione postmortale per la possibile presenza di fenomeni di disidratazione in entrambe. Per risolvere questo dubbio si possono utilizzare le tecniche di immuno-istochimica che consentono di rilevare i segni di vitalità delle lesioni mediante la ricerca degli anticorpi anti-fibrina e anti-fibrinogeno. In particolare, è possibile identificare almeno quattro fasi riparative di un’escoriazione: Formazione della crosta ematica. Rigenerazione epiteliale. Granulazione subepidermica e iperplasia epiteliale. Restituito ad integrum. Nella fase di formazione della crosta ematica si depositano siero, globuli rossi e fibrina sull&#8217;area escoriata; tali reperti, anche se non utili alla determinazione dell&#8217;epoca di formazione delle escoriazioni, rappresentano dei validi indicatori della vitalità delle lesioni. La presenza dei polimorfonucleati nella sezione cutanea indica un tempo di formazione dell&#8217;escoriazione di circa 4-8 ore. Dopo 12 ore sono riconoscibili tre differenti strati: una zona superficiale caratterizzata da depositi di fibrina e glo­buli rossi, uno strato intermedio di polimorfonucleati ed uno strato profondo costi­tuito dalle cellule collagene danneggiate. Il secondo stadio si caratterizza per la rigenerazione epiteliale a partenza dalle cellule &#8220;sopravvissute&#8221; dei follicoli piliferi; tale processo inizia dopo circa 30 ore dalla formazione della escoriazione e si rende visibile chiaramente dopo 72 ore. Il terzo stadio, della granulazione subepidermica, si rende evidente nel periodo compreso tra i 5 e i 12 giorni dalla formazione dell’escoriazione; l&#8217;epitelio neoformato si presenta iperplastico con formazione di cheratina. Infine dopo circa 12 giorni l&#8217;epitelio appare più sottile ed atrofico, le fibre colla­gene sono più evidenti e si riduce la &#8220;vascolarizzazione&#8221; del derma fino alla completa restitutio ad integrum. È possibile comunque che ampie aree escoriate esitino in aree cutanee stabilmen­te discromiche ovvero coperte da cute anelastica a mo’ di cartina di sigaretta. Articolo creato il 21 gennaio 2014. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
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		<title>Vena toracica (o mammaria) interna</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/vena-toracica-o-mammaria-interna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 17:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparato cardiovascolare]]></category>
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					<description><![CDATA[La vena toracica (o mammaria) interna origina per la confluenza delle vene epigastri­che superiori e delle vene muscolofreniche che drenano il sangue dai territori serviti dalle arte­rie omonime. Riceve radici dalle prime 9-10 ve­ne intercostali anteriori, rami sternali, rami per­foranti, alcune vene mediastiniche. Costituisce, per le sue connessioni con la vena epigastrica in­feriore (della iliaca esterna) un&#8217;importante via di comunicazione tra i sistemi della vena cava superiore e della vena cava inferiore. Articolo creato il 12 agosto 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
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		<title>Neurofibrille</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/neurofibrille/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Istologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tessuto nervoso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">Mediante i metodi di impregnazione con sali d’argento o di oro, il neuroplasma di tutti i neuroni si mostra ripieno di formazioni fibrillari denominate <strong>neurofibrille</strong>, sulle quali si deposita l’argento o l’oro. Le neurofibrille attraversano il citoplasma del corpo cellulare (o pirenoforo) e si continuano nei dendriti e nell’assone.<br />
Queste neurofibrille derivano dall’aggregazione laterale di sottili <em>neurofilamenti</em> di 10 nm di spessore. Sono inoltre spesso presenti microtubuli (o neurotubuli). Infine, il pirenoforo contiene anche microfilamenti actino-simili associati soprattutto alla superficie interna del plasmalemma.</p>
]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anatomia sistematica</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/anatomia-sistematica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[L’anatomia sistematica è una branca dell’anatomia che studia gli organi del corpo umano, descrivendone situazione spaziale, forma, rapporti, vascolarizzazione e innervazione. Articolo creato il 31 marzo 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
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		<item>
		<title>Muscolo longitudinale inferiore</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/muscolo-longitudinale-inferiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 14:01:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Apparato digerente]]></category>
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					<description><![CDATA[Il muscolo longitudinale inferiore è un muscolo intrinseco della lingua. Contraendosi, accorcia la lin­gua in direzione sagittale e ne trae l&#8217;apice indie­tro e in basso. È un mu­scolo pari, allungato, che origina dalla lamina propria della base linguale e si porta, con la maggioranza dei suoi fasci, alla sottomucosa della faccia inferiore del corpo. Articolo creato il 14 agosto 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Recettore GABAergico B</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/recettore-gabaergico-b/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 12:49:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmacologia e tossicologia clinica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">A differenza dei recettori GABAergici A e C che sono recettori-canale, il <strong>recettore B del GABA (GABA<sub>B</sub>)</strong> è un recettore metabotropico accoppiato a proteine G inibitorie (G<sub>i</sub> e G<sub>o</sub>), sensibili alla tossina della pertosse, con la tipica regione a 7 α-eliche transmembrana, un dominio amino-terminale extracellulare ed una coda carbossi-terminale intracellulare. Questo recettore, che media l’inibizione sinaptica lenta (maggiore di 100 ms), può essere presinaptico (comportandosi così da autorecettore), postsinaptico su terminali non-GABAergici (comportandosi così da eterorecettore) e postsinaptico su dendriti e corpi cellulari non-GABAergici.</p>
]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mucosa respiratoria</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/mucosa-respiratoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 11:47:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anatomia microscopica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p class="rtejustify">La <strong>mucosa respiratoria</strong> si presenta di colorito roseo, lucente perché ricoperta da uno strato di muco e alquanto spessa, particolarmente in cor­rispondenza del meato inferiore, del margine li­bero del cornetto medio, dell'estremità poste­riore del meato superiore e della parte inferiore del setto. È costituita da un epitelio di rivestimento e da una lamina propria.</p>
]]></description>
		
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Betanecolo</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/betanecolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:42:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Il betanecolo è un estere sintetico della colina, quindi un farmaco parasimpaticomimetico diretto. Differisce strutturalmente dall’acetilcolina (ACh) per la presenza di un gruppo amminico (-NH2) oltre ad avere un gruppo metilico sul carbonio α. Meccanismo d’azione del betanecolo Il betanecolo agisce legandosi ai recettori colinergici muscarinici. Proprietà farmacologiche del betanecolo Sono quelle tipiche dei parasimpaticomimetici ma ha un&#8217;azione principalmente muscarinica, con una selettività per la motilità del tratto gastrointestinale e della vescica. Esso determina ipotensione transitoria alle dosi necessarie per ottenere gli effetti gastroenterici e urinari. Apparato cardiovascolare: vasodilatazione, effetti cronotropo, inotropo e dromotropo negativi. Apparato gastrointestinale: aumento del tono, ampiezza e contrazioni più aumento dell’attività secretoria di stomaco e intestino. Apparato respiratorio: broncocostrizione e stimolazione dei chemocettori dei glomi aortico e carotideo. Apparato urinario: contrazioni del muscolo detrusore della vescica. Ghiandole esocrine: aumento dell’attività delle ghiandole esocrine stimolate dal parasimpatico. Occhio: miosi. Apparato riproduttivo maschile:erezione. Sistema nervoso centrale: nessuna attività in quanto non attraversa la barriera emato-encefalica perché ha un azoto quaternario. Attività nicotinica carbacolo &#62; acetilcolina &#62; metacolina &#62; betanecolo (non ha attività nicotinica). Farmacocinetica del carbacolo Il betanecolo è resistente all&#8217;idrolisi sia da parte dell’acetilcolin-esterasi (AChE) sia da parte delle colinesterasi non specifiche (come il carbacolo e la metacolina). La sua emivita è quindi sufficientemente lunga da per­mettere che venga distribuito anche alle aree con basso flusso sanguigno. Indicazioni terapeutiche del betanecolo Il betanecolo è disponibile in compresse e come soluzione iniettabile; avendo maggiore affinità per i recettori M3 è uti­lizzato come stimolatore della muscolatura liscia del tratto ga­strointestinale e, in particolare, della vescica urinaria quando non vi siano ostruzioni orga­niche, come nella ritenzione urinaria postoperatoria e postpartum e in alcuni casi di ipotonia cronica, miogena o neurogena, della vescica. Gli antagonisti dei recettori a-adrenergici vengono utilizzati in aggiunta per ridurre la resistenza dello sfintere interno. Il betanecolo può promuovere la contrazione del muscolo detrusore dopo lesione del midollo spinale se il riflesso vescicale è intatto e sono stati notati alcuni benefici nel trattamento della paralisi parziale, sensoriale o motoria della vescica. In questo modo può essere evitata la cateterizzazione. In caso di ritenzione acuta possono essere somministrate dosi multiple di betanecolo per via sottocutanea. L&#8217;iniezione deve essere effettuata a stomaco pieno. Quando ricomincia la minzione volontaria o automatica la somministrazione di be­tanecolo viene gradualmente sospesa. Il betanecolo può essere utile in alcuni casi di distensione addominale postoperatoria e nell&#8217;ato­nia gastrica (o gastroparesi) da vagotomia bilaterale. La somministrazione orale è preferi­bile. Il betanecolo viene somministrato per bocca prima di ciascun pasto principale nel caso in cui la ritenzione non sia completa; quando la ritenzione gastrica è completa è necessaria la somministrazione sottocutanea perché il farmaco, che non può arrivare nel duodeno, non è adeguatamente assorbito dallo stomaco. Il betanecolo è stato anche utilizzato in alcuni pazienti con megacolon congenito, con ileo paralitico e con ileo adinamico secondario a in­tossicazione. I farmaci procinetici con attività combinata di agonisti colinergici e antagonisti dopaminergici (metoclopramide) o con attività di antagonisti della serotonina hanno ampiamente sostituito il betanecolo nella gastroparesi e nell&#8217;esofagite da reflusso. È utilizzato anche, per via topica, a livello oculare nel caso di glaucoma congestizio in quanto, determinando la contrazione del muscolo ciliare, allarga gli spazi del Fontana facilitando il passaggio dell’umore acqueo dalla camera anteriore a quella posteriore dell’occhio. È anche utilizzato nel trattamento della xerostomia da Sjogren (ma è preferita la pilocarpina). Effetti indesiderati del betanecolo Gli effetti indesiderati del betanecolo sono quelli tipici dei parasimpaticomimetici: Rossore. Ipersudorazione. Broncocostrizione. Crampi addominali. Diarrea. Sensazione di difficoltà nell&#8217;urinare. Problemi nell&#8217;accomoda­zione visiva. Cefalea. Ipersalivazione. Lacrimazione. Nausea e vomito. Controindicazioni del betanecolo Le controindicazioni del betanecolo sono quelle tipiche dei parasimpaticomimetici: Asma. Ipertiroidismo. Insufficienza coronarica. Malattia peptica. Interazioni del betanecolo con altri farmaci L’interazione del betanecolo con un inibitore dell’acetilcolin-esterasi può determinare un effetto sinergico (effetto maggiore della somma dei singoli effetti). Al contrario, la somministrazione di atropina (inibitore competitivo dei recettori colinergici muscarinici) determina un antagonismo. Articolo creato il 27 aprile 2011. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
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		<title>Recettori GABAergici A e C</title>
		<link>https://www.medicinapertutti.it/argomento/recettori-gabaergici-a-e-c/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 09:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Farmacologia e tossicologia clinica]]></category>
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					<description><![CDATA[Il recettore A del GABA (GABAA) è un recettore-canale, sia presinaptico che postsinaptico, appartenente alla classe I (insieme al recettore colinergico nicotinico, al recettore serotoninico di tipo 3 e al recettore glicinergico di tipo A), quindi è un pentamero, costituito da subunità raggruppate in sette famiglie (alfa1-6, beta1-3, gamma1-3, delta, epsilon, rho e teta), che si combinano variamente; ogni subunità del pentamero è costituita da 4 domini transmembrana ad α-elica. Nel sistema nervoso centrale (SNC), la maggior parte dei recettori GABAA è costituita da una combinazione di subunità alfa e beta assemblate per formare un pentamero con una o più subunità gamma, delta, o epsilon. La combinazione alfa1/betan/gamma2 rappresenta il recettore GABAA più espresso nel SNC; alfa2/betan/gamma2 e alfa3/betan/gamma2 sono anch’essi relativamente abbondanti, col primo presente nei motoneuroni spinali e sulle cellule piramidali ippocampali, il secondo presente sui neuroni colinergici e monoaminergici dove sembra giocare un ruolo nel controllo del rilascio di neurotrasmettitori importanti nella fisiologia degli stati emozionali e del tono dell’umore. Gli altri sottotipi sono meno abbondanti. L&#8217;assemblamento di una subunità gamma con una alfa e con una βeta conferisce al recettore GABAA sensibilità alle benzodiazepine. Recettori composti unicamente da subunità alfa e beta producono recettori GABAA funzionali, che rispondono anche ai barbiturici, ma che non legano e non vengono potenziati dalle benzodiazepine. Per il GABA ci sono due siti localizzati sulle due subunità beta. Oltre al neurotrasmettitore, su questi siti si legano anche agonisti e antagonisti di questi recettori. Esistono poi altri cinque siti recettoriali per altre molecole che modulano l’azione del GABA sul recettore. I recettori GABAA mediano l’azione inibitoria veloce (minore di 100 ms) e vengono attivati ogni volta che due molecole di GABA interagiscono su siti specifici. Con l’apertura del poro-canale si ha entrata del Cl&#8211; che iperpolarizza la membrana cellulare con conseguente aumento della soglia di eccitabilità neuronale, quindi riduzione della probabilità che un potenziale d’azione possa avere inizio. Il meccanismo di inibizione presinaptica si attua prevalentemente a livello del midollo spinale in alcune sinapsi che modulano l’attività dei motoneuroni. In queste sinapsi i recettori GABAA si trovano su terminazioni nervose ad azione eccitatoria sui motoneuroni. L’attivazione di questi recettori si traduce in una fuoriuscita di ioni cloro, presenti in elevate concentrazioni intracellulari, con conseguente depolarizzazione di membrana e inibizione funzionale del terminale eccitatorio con conseguente ridotta attivazione del motoneurone. Il recettore C del GABA (GABAC) è un recettore-canale considerato come facente parte di una sottopopolazione dei recettori GABAA; è una struttura omomerica in quanto costituita solo dalla subunità rho, mai espressa in recettori gabaergici di tipo A. Tale recettore è poco rappresentato nell’organismo; si trova a livello dei neuroni della retina e risponde a stimoli luminosi che sono implicati nella fotorecezione. Articolo creato il 5 marzo 2010. Ultimo aggiornamento: vedi sotto il titolo.]]></description>
		
		
		
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