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        <title>Notizie</title>
        <description><![CDATA[Ultime notizie dall'home page del sito]]></description>
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            <title>UE: BRESSO, PIU' CORAGGIO NEL PROMUVERE MERCATI AGRICOLI LOCALI</title>
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            <description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;img height="126" width="137" src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/agricoltura.jpg" alt="agricoltura" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La tutela dei prodotti di qualità, la promozione della filiera corta e dei mercati agricoli locali è una sfida in cui il Piemonte e l'Italia rappresentano da anni uno dei laboratori più avanzati a livelli internazionale, non solo in termini di capacità di innovazione e di eccellenza ma anche sul piano del coinvolgimento di una vasta platea di imprese e di consumatori nella valorizzazione del patrimonio agroalimentare locale e nella diffusione di abitudini alimentari più sane e sostenibili". Così Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regioni dell'Unione Europea, nel corso di una conferenza sull'agricoltura locale promossa oggi a Bruxelles dal Commissiario per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Dacian Cioloş e dal Commisario per la Salute e la Politica dei consumatori John Dalli, ha sottolineato il ruolo dell'Italia nel confronto in corso tra istituzioni europee e Paesi membri sul potenziamento dei mercati locali nell'ambito della politica agricola comune. "Nel 2010 la Commissione decise, all'ultimo momento, di escludere dal pacchetto legislativo sui prodotti agricoli di qualità le misure a sostegno della vendita diretta sui mercati locali, ora è fondamentale che quegli interventi siano reintrodotti con i testi legislativi in corso di adozione e con i provvedimenti relativi alla fase di programmazione 2014 - 2020" ha sottolineato Bresso. "La presenza di Carlo Petrini in questo confronto con la Commissione assume quindi una grande rilevanza per tutti coloro che in Europa e in Italia stanno puntando sulla qualità. In particolare, l'introduzione di misure di sostegno adeguate potranno davvero aprire nuove prospettive di crescita, nei prossimi anni, per migliaia di imprese, agricoltori, ristoratori piemontesi che hanno investito con coraggio sui valori del territorio". "La nuova Politica Agricola Comune in fase di definizione è un appuntamento fondamentale per il futuro dell'Europa: mettendo a punto strategie a sostegno del ritorno dei giovani alla terra, dell'accorciamento della filiera, dei produttori di piccola scale si può cambiare in meglio l'economia" ha detto Carlo Petrini, presidente di Slow Food. "La nostra associazione è presente in tutti i 27 Paesi dell'UE e siamo impegnati in una campagna di sensibilizzazione dal basso di tutti i Parlamentari europei. Sono felice che questa conferenza veda insieme il Commissario per l'Agricoltura con quello per la Salute e la Politica dei Consumatori, perché dobbiamo smettere di ragionare per categorie, siamo tutti cittadini e l'interesse di produttori e consumatori è comune. E i cittadini di ciascun Paese, di ciascuna Regione europea, devono farsi parte attiva presso la politica locale, perché molto dipende anche dalla volontà degli Stati Membri, non solo dalle decisioni della Commissione".&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/Kr4uFFLqjVM" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 23 Apr 2012 10:23:05 GMT</pubDate>
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            <title>UE: SUMMIT REGIONI;BRESSO,RICOLLOCARE CITTA' IN SUO CONTESTO </title>
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            <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;img height="114" width="137" src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/bandiera_eu.jpg" alt="bandiera_eu" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;(ANSA) - COPENHAGEN, 23 MAR - ''Sono soddisfatta, credo che il vertice abbia raggiunto l'obiettivo che ci eravamo fissati, vale a dire quello di ricollocare la citta' europea nel suo contesto contemporaneo con lucidita', senza compiacimenti ne' eccessi idealistici'': lo ha detto la presidente del Comitato delle Regioni (CdR), Mercedes Bresso, durante il suo intervento conclusivo al quinto Summit europeo delle Regioni e delle citta' tenuto a Copenhagen.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il nostro auspicio era quello di creare un intreccio tra i diversi approcci, le diverse discipline, le diverse esperienze, trattando la dimensione politica esterna della governance europea e la dimensione politica interna della partecipazione dei cittadini'', ha spiegato la Bresso. Quindi, ha aggiunto, ''Due elementi essenziali: stare dentro la governance europea ma tenere dentro, in questo processo, i nostri cittadini''.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/a8AGXnH--Ms" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 23 Mar 2012 16:31:26 GMT</pubDate>
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            <title>IL SOCIO-ASSISTENZIALE E' IN GINOCCHIO, A RISCHIO LA COOPERATIVA VALDOCCO </title>
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            <description>&lt;p dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;&lt;img height="135" width="135" src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/comitato-regione/bresso-profilo.jpg" alt="bresso-profilo" style="float: left; margin-right: 10px;" /&gt;&amp;nbsp;La situazione della sistema socio assistenziale sta raggiungendo un livello non più sostenibile. Il comportamento della Giunta regionale sta mettendo in ginocchio la rete a supporto delle persone in difficoltà. Il caso della Cooperativa Valdocco di Torino riguarda il mancato pagamento da parte delle Asl To1 e To2 di fatture per 8 milioni euro. Fatture emesse da molto tempo, i cui termini sono ampiamente scaduti. Questa condizione sta mettendo a dura prova la sopravvivenza stessa della cooperativa, quindi con una inevitabile conseguenza sui lavoratori e pure sui servizi offerti. Per sollecitare una soluzione ho presentato un’interrogazione urgente in Consiglio regionale, la Giunta deve avviare tutte le procedure per assolvere le obbligazioni di pagamento dovute alla Cooperativa Valdocco.&lt;/p&gt;
&lt;p dir="ltr" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/interrogazionevaldocco.pdf"&gt;Scarica pdf&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/w6tGiPUeI2s" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 21 Mar 2012 14:30:16 GMT</pubDate>
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            <title>L'Italia deve recuperare il suo ruolo internazionale</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/mercedesbresso/sito/~3/HIfTGdQxudg/1533-litalia-deve-recuperare-il-suo-ruolo-internazionale.html</link>
            <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;img height="149" width="195" src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/bandiera_eu.jpg" alt="bandiera_eu" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;La visita in Libia del presidente Monti e la missione in Egitto del ministro Terzi hanno riacceso per un attimo i riflettori su quanto sta accadendo a sud dell’Europa in crisi, riportando in agenda i rapporti con i Paesi del Mediterraneo e il loro risveglio democratico minacciato da interessi e forze reazionarie. È ancora sotto i nostri occhi lo sgretolamento di poteri oligarchici consolidati che ha stravolto l’equilibrio geo-politico di una delle aree più complesse del pianeta, dove lo sfruttamento di immense risorse naturali determina una profonda conflittualità ed un eterno squilibrio sociale. E’ fondamentale che l’Italia, per la sua posizione geografica e per la sua storia, recuperi un ruolo internazionale più incisivo, oltre che a Bruxelles, nei rapporti con i partner di quest’area. Questo sforzo, tuttavia, non può limitarsi a tutelare la continuità delle nostre relazioni economiche col Nord-Africa. Serve invece una profonda rottura col passato, soprattutto sul piano politico e culturale, che ci porti a guardare con più coraggio e attenzione ai Paesi in cammino verso una maggiore apertura democratica e a cogliere nuove opportunità di cooperazione in settori decisivi come la sostenibilità, la sicurezza, la tutela dell’ambiente, la ricerca. Bisogna mettere in campo le necessarie risorse e una nuova capacità di relazione e di collaborazione. E’ questo l’impegno che oggi porterà a Bari decine di presidenti di regione, sindaci e amministratori provenienti dai Paesi europei ed extraeuropei che si affacciano sul Mediterraneo, per la sessione plenaria dell’Assemblea Euro-Mediterranea delle amministrazioni locali e regionali (Arlem), inserita nell’ambito di Mediterre, il cantiere Euromediterraneo della sostenibilità promosso dalla Regione Puglia, e realizzata in sinergia con il Comitato delle Regioni dell’Unione Europea. Siamo convinti che mentre affrontiamo la crisi dell’Euro e cerchiamo una strada comune per tornare a crescere, non possiamo chiudere gli occhi sulle opportunità e sui doveri connessi al ruolo dell’UE e dell’Italia in un’area strategica come questa. E il successo dell’Arlem mostra che possiamo contare su un importante patrimonio di esperienze. Per anni, a fronte delle difficoltà dei governi centrali – si pensi agli annunci di Sarkozy sull’Unione per il Mediterraneo, non seguiti, purtroppo, dai risultati attesi - regioni e città mediterranee hanno collaborato intensamente in progetti finanziati con fondi europei. L'Arlem è nata a valle di questo percorso, come spazio di cooperazione istituzionale e amministrativa in cui condividere impegni comuni, promuovere reti di buone pratiche e costruire una dimensione di sviluppo Euromediterranea. &lt;br /&gt;La priorità di quest’anno è il contrasto alla mutazione climatica e alla desertificazione che accentua l’esodo di grandi masse di migranti (gli “ecoprofughi”) verso le periferie urbane. In agenda la gestione delle risorse idriche, il sostegno alle piccole e medie imprese e la valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale. Un patrimonio che, a 20 anni dalla prima Conferenza mondiale sul Clima di Rio, intendiamo tutelare e promuovere in una direzione sempre più sostenibile, puntando sugli elementi che accumunano i nostri Paesi come la centralità della risorsa mare e la biodiversità eco sistemica.&lt;br /&gt;Al di là dei mille convegni sul Mare Nostrum e di uno spazio di libero scambio finora solo annunciato, città e regioni continuano a lavorare per avvicinare comunità locali sempre più legate e interdipendenti. La delicata situazione attuale richiede, però, la mobilitazione di tutte le energie istituzionali, da Bruxelles ai governi nazionali, agli enti territoriali, per attivare nuovi investimenti e accordi di cooperazione capaci di sostenere lo sviluppo di società più aperte e democratiche, protagoniste di una trasformazione fondata sui diritti, sull’innalzamento della qualità e delle prospettive di vita, sulla giustizia sociale e su un nuovo dinamismo imprenditoriale. E’ una chance storica che l’Europa e l’Italia devono assolutamente cogliere, per ragioni più che mai evidenti sul piano politico, civile, culturale ed economico.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea&lt;br /&gt;Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;L'Unità 30 gennaio 2012&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/HIfTGdQxudg" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 15:16:26 GMT</pubDate>
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            <title>LE REGIONI E UN GOVERNO CHE PARLA EUROPEO</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/mercedesbresso/sito/~3/oDb9ojNbPJA/1528-le-regioni-e-un-governo-che-parla-europeo.html</link>
            <description>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;img height="149" width="195" src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/bandiera_eu.jpg" alt="bandiera_eu" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;&amp;nbsp;Per anni regioni ed enti locali italiani si sono battuti in Europa in assenza di una strategia nazionale e le nostre prospettive si sono deteriorate in diversi negoziati. Ora, un governo che include quanto di meglio l'Italia ha espresso nelle istituzioni comunitarie, può portare più Europa in Italia - in termini di qualità gestionale e strategie di sviluppo – e più Italia in Europa, restituendoci un trattamento giusto nelle politiche comuni e rilanciando il progetto comunitario con coraggio e competenza. La priorità sono l'Euro e la governance finanziaria, che richiedono una gestione comune del debito e meccanismi di difesa simili a quelli delle altre valute. Una partita che per le regioni presenta ulteriori pericoli, come l'ipotesi di un blocco dei fondi strutturali nei Paesi che sforano sul deficit. Un'Italia credibile può proporre meccanismi di controllo alternativi, salvando l'unico strumento pluriennale per lo sviluppo rimasto ai territori.&amp;nbsp; Tra le questioni vitali per regioni e città c'è poi la riprogrammazione dei fondi 2007-2013 per il Sud. Dopo il taglio al cofinanziamento nazionale, bisogna salvare le risorse comunitarie e concentrare gli investimenti governativi sulle priorità emerse in questi anni di recessione, rispettando i vincoli territoriali. Una terreno su cui il ministro Barca - consulente degli ultimi due commissari alle politiche regionali – desta fiducia a Bruxelles e in tante amministrazioni locali. La sua conoscenza dei regolamenti e il suo impegno nel definire obiettivi misurabili per le politiche europee saranno preziosi anche nel negoziato sul budget 2014-2020 dell'Unione, in cui ci ritroviamo su posizioni euroscettiche e favorevoli a tagli. Una strategia da rivedere subito, così come, per le politiche di coesione, va riesaminata l'opposizione a un trattamento ad hoc per le regioni a sviluppo intermedio – per noi si tratta di Basilicata, Sardegna, Molise e Abruzzo. Chiarito l'impatto sulla dotazione delle altre regioni, dovremo difendere le politiche regionali dialogando con gli altri grandi beneficiari, Spagna e Polonia. Idem per l'agricoltura. Diversi Paesi subiranno tagli nella fase 2014-2020 ma l'Italia, con la proposta attuale, perde più di Spagna e Francia. Possiamo recuperare e garantire che le disparità tra beneficiari finali si superino senza strappi eccessivi nel tessuto imprenditoriale. Per questo, molti territori guardano con speranza al profilo europeo del ministro Catania.&amp;nbsp; Ma oltre al "quanto" è decisivo intervenire sul "come" si spende, visto che l'Italia non riesce a usare appieno le risorse disponibili.&amp;nbsp; Lavoreremo a Bruxelles per regole migliori, ma, al contempo, vanno superati i nodi burocratici nazionali che rallentano la spesa. E' la strada per aprire una nuova stagione di investimenti più efficienti e produttivi.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Mercedes Bresso&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;(pubblicato su L'Unità del&amp;nbsp;26 novembre 2011)&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/oDb9ojNbPJA" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 28 Nov 2011 14:14:29 GMT</pubDate>
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            <title>Dopo il piano emergenza come fare sviluppo?</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/mercedesbresso/sito/~3/5aVe7cnOsyQ/1522-dopo-il-piano-emergenza-come-fare-sviluppo.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.cor.europa.eu/COR_cms/ui/ViewDocument.aspx?SiteId=default&amp;amp;ContentID=d4e820c3-fd4b-437e-b6b9-d4d46f1e84c4" align="left" /&gt;di Mercedes Bresso, Presidente del Comitato delle Regioni dell'Unione Europea&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Come la Grecia, il Portogallo e la Spagna, l'Italia taglierà gli investimenti nazionali programmati per cofinanziare i fondi europei di sviluppo regionale. La Commissione Europea ha proposto, infatti, una revisione dei programmi che consenta di ridurre il carico finanziario dei Paesi membri in crisi, accelerando al contempo il ritmo di spesa. In pratica da Bruxelles arriveranno gli stessi fondi, ma invece di rappresentare il 50% degli investimenti per il Mezzogiorno, peseranno per il 75% perché il governo nazionale e le regioni metteranno meno risorse.&lt;br /&gt;Il ministro Fitto ha rivendicato con orgoglio che gli otto miliardi di fondi nazionali "liberati" dalla manovra verranno utilizzati per le aree meridionali a cui erano destinati.&amp;nbsp; Nell'immediato, però, l'accordo serve solo a posticipare gli investimenti nazionali previsti per il Sud, facendo in modo, al contempo, che la prima verifica sull'utilizzo dei fondi UE, in programma per fine anno prenda in considerazione in modo preponderante la quota comunitaria della spesa, considerando "opzionale" quella nazionale.&lt;br /&gt;Credo che nessuno possa rallegrarsi molto per un risultato simile. Certo, l'alternativa probabilmente era il disimpegno dei fondi a causa dei ritardi accumulati tra il 2007 ed oggi. Cittadini, amministratori e governo avrebbero visto tornare a Bruxelles centinaia di milioni, se non miliardi, di euro di investimenti, proprio ora che la crisi li rende decisivi. E' dunque un bene che questa ipotesi sia stata scongiurata. Ma il prezzo che paghiamo potrebbe essere molto elevato. Innanzitutto, poiché i fondi nazionali sono molto meno vincolati di quelli europei, quindi nessuno ha la certezza assoluta che quegli otto miliardi "liberati" – tagliati – in questi giorni tornino nel Mezzogiorno. L'impegno del ministro Fitto potrebbe scontrarsi con altri interessi nella maggioranza o con situazioni contingenti imprevedibili che potrebbero dirottare quelle risorse come avvenuto più volte col fondo per le aree sottoutilizzate. In secondo luogo, in un momento delicato della sua credibilità internazionale, l'Italia si presenta come Paese incapace di rimuovere gli ostacoli che rendono le sue performance amministrative insoddisfacenti e che non esita a cancellare investimenti programmati e necessari piuttosto che contenere la spesa corrente.&lt;br /&gt;C'è, infine, un ulteriore danno economico che potrebbe delinearsi nel corso del prossimo anno, quando si chiuderà il negoziato sui fondi strutturali per il periodo 2014-2020. Un negoziato in cui diversi Paesi membri chiedono un taglio delle politiche di coesione, giudicate inefficienti e incapaci di colmare i divari. Se l'Italia, che insieme alla Polonia è un Paesi chiave per queste politiche, decide di ridurre il proprio impegno per cofinanziarle, è evidente che darà una sponda a chi lavora per ridurre il peso della coesione nel bilancio europeo, che oggi supera quota 35%.&amp;nbsp; In questa battaglia, fortunatamente, conteranno anche storie di successo che quelle che giungono dalla Polonia, che sta dimostrando come si possa cambiare il volto di un Paese grazie alle risorse europee e a una stretta collaborazione tra regioni e governo. Ma per l'Italia la partita si fa critica e le nostre regioni meridionali, oltre a rischiare 8 miliardi di investimenti già programmati, potrebbero subire un drastico taglio delle risorse a loro dedicate per la fase 2014-2020.&lt;br /&gt;Non è nota a oggi la durata dell'accordo tra regioni, governo e Commissione sui tagli al cofinziamento nazionale, non sappiamo se riguardi solo gli impegni di spesa 2008 e 2009, che giungono a scadenza quest'anno, oppure anche le prossime. Ma dopo questo piano di emergenza è decisivo affrontare la questione della semplificazione e i nodi strutturali che bloccano gli investimenti in Italia, dal patto di stabilità interno al funzionamento della filiera istituzionale. Altrimenti rischiamo di ritrovarci nella stessa situazione&amp;nbsp; fino alla fine della fase 2007-2013. Fare sviluppo accelerando gli investimenti e tagliando le spese correnti. Questo chiede oggi&amp;nbsp; l'Europa e tutto il Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Pubblicato su Il Riformista del 6 novembre 2011&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/5aVe7cnOsyQ" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 07 Nov 2011 14:00:15 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title>BRESSO: LA QUESTIONE MORALE E' ANCORA ATTUALE</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/mercedesbresso/sito/~3/vQFfFdok6gc/1507-bresso-la-questione-morale-e-ancora-attuale.html</link>
            <description>&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/2011/2_bresso.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;Va bene l’esito delle amministrative, va bene quello del referendum, ora il centro destra torna ad essere coinvolto, a diversi livelli, in inchieste giudiziarie che fanno emergere legami tra il potere politico, il denaro e la criminalità. Nomine, appalti, interferenze negli organi istituzionali è quanto emerso nelle indagini a Napoli e a Torino. Tutto appare&amp;nbsp;come un segno di una nuova degenerazione della politica. Da Napoli emergono legami fatti di informazioni utilizzate come merce. Usate per arrivare in Parlamento, spillare soldi, entrare nei servizi segreti e agire attraverso la fabbrica del fango. In altra città, a qualche centinaio di kilometri, a Torino, da qualche settimana sono due le inchieste della Procura ad agitare la politica piemontese. La prima rientra in un filone sanitario.&amp;nbsp; A seguito della maxi inchiesta della Procura di Torino che ha portato all'arresto, con l'accusa di turbativa d'asta, di sette persone, tra cui professionisti, direttori generali di aziende sanitarie, Pier Francesco Camerlengo e Piero Gambarino, quest’ultimo consulente diretto dell’ex assessore alla sanità, Caterina Ferrero. E da ieri, ai sette arresti eseguiti nelle settimane scorse, si è aggiunta pure l’ex assessore alla sanità della Giunta di Roberto Cota. Le responsabilità giudiziarie sono individuali, ovvio, ma da quelle politiche il presidente in verde (questa volta di rabbia) non potrà sfuggire tanto facilmente. In pochi mesi l’assessore da lui nominata, a quanto emerge dalla cronaca giudiziaria, era al centro di una rete di affari illeciti, capace di revocare bandi milionari e favorire soggetti privati ai fini politici. La gravità della vicenda è senza pari, considerato che il settore al centro dello scandalo è quello che assorbe l’80 per cento delle risorse regionali di un bilancio di oltre 10 miliardi di euro.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l’altro filone di indagine, allo stupore si aggiunge l’inquietudine. Perché nell’operazione “Minotauro” è la ‘ndrangheta al centro dell'interesse degli investigatori. Oltre al controllo del territorio la criminalità mostrava grande interesse nel&amp;nbsp; tessere rapporti di interesse con i politici. Il legame tra le due inchieste è ancora da verificare dagli inquirenti, non passa inosservato che tra i soggetti al centro di quest'ultima inchiesta c'è il suocero dell’ex assessore alla sanità, Nevio Coral. Ancora una volta la politica è arrivata tardi. La capacità di reagire è scandita dagli inquirenti. A trent'anni di distanza la questione morale di Enrico Berliguer, nella sua famosa intervista del 1981 a Eugenio Scalfari, è ancora di straordinaria attualità.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/vQFfFdok6gc" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 16 Jun 2011 12:22:52 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title>L'UOMO CHE HA FREGATO UN INTERO PAESE (traduzione dell'articolo The Economist) </title>
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            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/copertinaeconomistberlusconi_1.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;Silvio Berlusconi ha molto da sorridere. Nei suoi 74 anni, ha creato un impero mediatico che lo ha reso l'uomo più ricco d'Italia. Ha dominato la scena politica dal 1994 e ora è il ministro più longevo d'Italia dal primo Mussolini. Egli è sopravvissuto a innumerevoli previsioni della sua imminente fuoriuscita. Eppure, nonostante i suoi successi personali, è stato un disastro come leader politico in tre modi.&lt;br /&gt;Due di loro sono ben noti. Il primo è la brutta saga del suo "Bunga Bunga", le sue feste a base di sesso, il cui filone ha portato il poco edificante spettacolo di un primo ministro sotto processo a Milano con l'accusa di pagare una minorenne a fini sessuali. Il processo Rubygate non ha infangato solo Berlusconi, ma anche il suo paese.&lt;br /&gt;Tuttavia il vergognoso scandalo sessuale ha avuto un impatto limitato su Berlusconi come uomo politico, a dimostrazione che anche questo giornale l’ha quasi ignorato. Abbiamo, tuttavia, a lungo scritto sul suo secondo disastro: i suoi imbrogli finanziari. Nel corso degli anni è stato coinvolto in più di una dozzina di volte per frode, per aver commesso falso in bilancio e per corruzione. I suoi difensori sostengono che non è mai stato condannato, ma è falso. Diversi casi lo hanno visto condannare e da questi&amp;nbsp;processi è potuto uscire solo grazie alla prescrizione e almeno due volte perché lo stesso Berlusconi è intervenuto con modifiche di legge. Ecco perché questo giornale ha affermato già nell'aprile del 2001 che era inadatto a governare l'Italia. E da allora non abbiamo rilevato alcun motivo per cambiare opinione. Ma è ormai chiaro che né il sesso né la sua storia di affari di dubbia origine ha fatto&amp;nbsp;apparire&amp;nbsp;agli italiani Berlusconi come un disastro. &lt;br /&gt;Di gran lunga peggiore è il terzo difetto: la sua totale indifferenza per la condizione economica del suo paese. Forse causato dalla distrazione dei suoi numerosi processi, resta il fatto che nei suoi nove anni da primo ministro non è riuscito a porre rimedio, o anche solo realmente riconoscere, alla grave situazione economica del paese. Come risultato, si lascerà dietro di sé un paese con molte difficoltà.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un problema cronico&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tale cupa conclusione potrebbe sorprendere gli studenti della crisi dell'euro. Grazie alla rigorosa politica di bilancio del ministro delle Finanze di Berlusconi, Giulio Tremonti, l'Italia è finora sfuggita all’ira dei mercati . L'Irlanda, non Italia, è la I nell’acronimo dei Paesi che compongono i PIGS (Portogallo, Grecia e Spagna). L'Italia ha evitato una bolla immobiliare, nessuna banca è in fallimento. L'occupazione ha resistito: il tasso di disoccupazione è dell'8%, rispetto a oltre il 20% in Spagna. Il disavanzo di bilancio nel 2011 sarà al 4% del PIL, contro il 6% in Francia.&lt;br /&gt;Eppure questi numeri rassicuranti sono ingannevoli. La situazione economica in Italia non manifesta problemi di tipo acuto, ma piuttosto di tipo cronico che erode lentamente la sostenibilità del paese. Quando le economie europee sono in restrizione, in Italia si restringe di più; quando crescono, in Italia cresce di meno. Come evidenziato nel nostro rapporto speciale, tra gli argomenti di questa settimana, solo lo Zimbabwe e Haiti hanno una crescita minore all’Italia del PIL nel decennio fino al 2010. Il PIL pro capite in Italia è sceso. La mancanza di crescita significa che, nonostante Tremonti, il debito pubblico è ancora al 120% del PIL, del mondo dei paesi sviluppati è il terzo più grande. Ciò è tanto più preoccupante considerato il rapido invecchiamento della popolazione in Italia.&lt;br /&gt;Il basso tasso di disoccupazione evidenzia alcune significative variazioni. Un quarto dei giovani -&amp;nbsp; molto più in alcune parti del sud - sono senza lavoro. Il tasso di partecipazione femminile nella forza lavoro è del 46%, il più basso in Europa occidentale. Un mix di bassa produttività e alti salari sta erodendo la competitività: mentre la produttività è aumentata di un quinto in America e un decimo della Gran Bretagna nel decennio fino al 2010, in Italia è sceso del 5%. L'Italia è 80a nella Banca Mondiale nell’indice di&amp;nbsp; "Doing Business", sotto la Bielorussia e Mongolia, e 48a nella classifica del World Economic Forum per competitività, dietro l'Indonesia e le Barbados.&lt;br /&gt;Il governatore uscente della Banca d'Italia, Mario Draghi, proprio nel suo discorso d'addio (prima di prendere in mano le redini della Banca centrale europea) ha insistito sul fatto che l'economia italiana ha urgente bisogno di grandi riforme strutturali. Ha sottolineato alcune delle cause della situazione: la produttività stagnante e le politiche del governo che "non riescono a incoraggiare, e spesso ostacolano, lo sviluppo [in Italia]", i ritardi della giustizia civile, università con poche risorse, mancanza di concorrenza nei servizi pubblici e privati,&amp;nbsp; mercato del lavoro con insiders protetti e outsider esposti alla precarietà, e troppe poche sono le grandi imprese.&lt;br /&gt;Tutte queste cose stanno iniziando ad influenzare la qualità della vita in Italia. Le infrastrutture, i servizi pubblici peggiorano. L’ambiente è in sofferenza. I redditi reali sono, nella migliore delle condizioni, stagnanti. I giovani ambiziosi lasciano il loro paese, lasciando così il potere nelle mani degli anziani e a una ristretta cerchia di elite. Pochi europei disprezzano i loro politici tanto quanto gli italiani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Eppur si muove&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quando questo giornale ha denunciato Berlusconi, molti imprenditori italiani hanno replicato che si trattava solo di un modo simpatico, una sorta di facciatosta dell’imprenditore che però avrebbe offerto la&amp;nbsp; possibilità di modernizzare l'economia. Nessuno lo sostiene ora. Invece ora sostengono la scusa che&amp;nbsp; non è colpa sua, ma che si tratta di un paese irriformabile.&lt;br /&gt;Eppure l'idea che il cambiamento è impossibile, non solo rappresenta una visione disfattista, ma è anche sbagliata. Nella metà degli anni 1990 i governi italiani, nel disperato tentativo di scongiurare di rimanere fuori dall'euro, fecero alcune impressionanti riforme. Anche Berlusconi, di tanto in tanto, é riuscito ad approvare delle riforme: nel 2003 la legge Biagi sul mercato del lavoro e, apprezzato da molti economisti, la riforma delle pensioni. Avrebbe potuto fare molto di più con il suo vasto potere e popolarità, anziché tutelare i propri interessi. L’Italia imprenditoriale pagherà a caro prezzo per i suoi piaceri.&lt;br /&gt;E i successori&amp;nbsp; di Berlusconi sono negligenti come lui? La crisi dell'euro sta obbligando Grecia, Portogallo e Spagna ad approvare riforme importanti a danno della popolarità. Nel breve termine questo avrà un impatto negativo, ma nel lungo periodo riusciranno ad avere economie più solide. Alcuni sono anche impegnati nella riduzione dell'onere del debito. Un’Italia non riformata e stagnante, con un debito pubblico fermo al oltre il 120% del PIL, rischia in futuro di trovarsi esposta come il paese più svantaggiato nell'area euro. Il colpevole? Berlusconi, che senza dubbio continuerà a ridere. (traduzione di Ivan Notarangelo)&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/_LUdFd1fcrQ" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 10 Jun 2011 12:55:59 GMT</pubDate>
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            <title>REFERENDUM: QUATTRO CONVINTI Sì</title>
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            <description>&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/2011/referendum-12-giugno.png" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;4 convinti sì. Il 12 e il 13 giugno siamo tutti chiamati a esprimere il voto su quattro importanti quesiti referendari. Il primo, scheda di colore rosso, vuole abrogare la norma che prevede l’affidamento del servizio idrico a operatori privati e votare SI vuole dire essere contrari alla gestione privata dell’acqua; il secondo, con la scheda di colore giallo, mira ad abrogare il calcolo della tariffa dell’acqua secondo logiche di mercato e votare SI significa essere contrari alla speculazione nell’erogazione dell’acqua come bene pubblico; con&amp;nbsp; la scheda di colore grigio, il terzo quesito, è sul nucleare e votare SI vuole dire esprimere in modo chiaro e netto la contrarietà alla costruzione di nuove centrali nucleari in Italia. Il quarto SI sulla scheda di colore verde&amp;nbsp;significa essere contrari al legittimo impedimento, norma che impedisce al presidente del Consiglio e ai Ministri di comparire in Tribunale nei processi che li riguardano. Con il quarto e ultimo quesito dobbiamo riaffermare con forza che la legge è uguale per tutti, compresi coloro che ricoprono responsabilità di Governo. (logo di Marco Caglioni)&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/mWyndMqKy_Q" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 07 Jun 2011 15:12:58 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title>INDAGATO ASSESSORE ALLA SANITA' INCHIESTA PER TANGENTI, 7 ARRESTI</title>
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            <description>&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/sanita_1.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;da Repubblica.it di Ottavia Giustetti e Sarah Martinenghi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una nuova maxi inchiesta per tangenti piove sulla Sanità in Piemonte. Cinque persone finiscono in manette e tra queste ci sono direttori generali di aziende sanitarie, professionisiti noti, il figlio del "re" delle cliniche private Pier Francesco Camerlengo, e il braccio destro di Caterina Ferrero, l'assessore alla Sanità della giunta Cota, anche lei raggiunta da un avviso di garanzia con l'accusa di turbativa d'asta (articolo 353c.p.) e per turbata libertà del procedimento di scelta del vincitore di concorso (articolo 453bis). I cinque arrestati sono Pier Francesco Camerlengo (turbativa d'asta e corruzione), Piero Gambarino (turbativa d'asta, corruzione), Vito Plastino (turbativa d'asta e corruzione) direttore generale della azienda sanitaria To5, Marco Mozzati (corruzione) medico odontoiatra titolare di una società privata di odontoiatria, e il sindaco di Cavagnolo, Franco Sampò (turbativa d'asta). Agli arresti domiciliari invece Luciano Platter, presidente dell'associazione Titolari di farmacia della provincia di Torino e di Federfarma e Marco Cossolo, farmacista e neo eletto sindaco di Carignano. Le stesse Fiamme Gialle stanno eseguendo controlli e acquisendo atti negli uffici dell'assessorato alla Sanita' della Regione Piemonte in corso Regina Margherita. L'inchiesta e' coordinata di procuratori Paolo Toso e Stefano Demontis.&lt;/p&gt;

E' "un quadro a tinte fosche" della sanità piemontese quello che emerge dall'inchiesta della guardia di finanza. E' quanto si afferma nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Torino che ha portato oggi all'arresto di sette persone. E' un sistema - scrive il Gip - caratterizzato "dal sistematico sviamento a fini privati della funzione pubblica", dove però agiscono anche "figure istituzionali attente alle esigenze" della Regione. Si fa il nome, tra le figure positive, del nuovo direttore generale, Paolo Monferino.&amp;nbsp; A carico dell'assessore regionale alla Sanità, Caterina Ferrero, ci sono "indizi" di reato, relativi a due degli episodi ricostruiti dalla Guardia di finanza, per i quali però non occorre la custodia cautelare: l'unica misura adeguata, ma solo per uno dei due casi (un concorso pilotato a favore di un consulente) sarebbe la sospensione dalle funzioni, ma non è applicabile perchè si tratta di un ufficio elettivo.
&lt;p&gt;Le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dal colonnello Carmelo Cesario, si sono concentrate su quattro episodi a partire dall'autunno 2010. Non in tutti emerge un quadro di corruzione ma in tutti la figura centrale è quella di Piero Gambarino, braccio destro dell'assessore.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Primo. Autunno 2010. Protagonista: Gambarino, in qualità di consigliere di Scr, la società di committenza regionale che provvede a tutti gli acquisti per la sanità e per gli assessorati regionali. L'ipotesi di reato è turbativa d'asta. E sono coinvolti oltre a Gambarino anche Luciano Platter, Marco Cossolo e Caterina Ferrero. Scr bandisce una gara per la fornitura di tre anni di pannoloni. Dei tre lotti il primo è il principale, e serve alla fornitura ai cittadini privati per 50 milioni di euro. Il secondo e il terzo lotto sono minori e indirizzati alle forniture ospedaliere. La gara è pubblica ma con delibera di giunta regionale il 23 settembre 2010 viene revocata per esigenze di revisione del servizio. E' provato che in realtà la reale motivazione per il ritiro del bando è un accordo privato tra Gambarino, Cossolo e Platter affinché il lotto uno sia affidato direttamente alle farmacie, tra l'altro a un prezzo molto più alto di quello fissato a base d'asta. Il dirigente regionale incarica di predisporre una nuova bozza di delibera per la giunta. E l'assessore Ferrero nel mese successivo incarica di predisporre una nuova gara solo sui lotti due e tre. Ferrero è relatrice della delibera e questo costituisce un corredo inziario anche se non si può sapere con certezza se fosse a conoscenza dell'accordo tra Gambarino e il presidente di Federfarma. In realtà l'accordo economico non si è mai concretizzato perché fermato dal nuovo direttore generale della sanità, Paolo Monferino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo. L'ipotesi di accusa è sempre turbativa d'asta e sono coinvolti Piero Gambarino, Caterina Ferrero e un terzo personaggio, probabilmente l'ex direttore amministrativo dell'Asl di Novara, ma il nome non è stato reso noto. L'episodio riguarda un concorso per la nomina di un collaboratore della direzione regionale della Sanità per tre anni. E' provato, secondo gli inquirenti, che questo concorso sia stato "concordato" in anticipo con il vincitore sul quale si è espressamente disegnato il profilo e al quale è stato riconosciuta una retribuzione esattamente corrispondete allo stipendio di funzionario dell'Asl piemontese dove era già impiegato. In questo caso le prove a carico della Ferrero sarebbero più consistenti anche se, per il fatto che è stata eletta, non è possibile emettere nei sui confronti misure interdittive. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Terzo. Protagonisti Piero Gamabarino, Vito Plastino e Pier Francesco Camerlengo, Franco Sampò e l'architetto Pasqualino Fico che è un dipendente dell'ufficio tecnico del Comune di Cavagnolo e ha l'interdizione temporanea per pubblici uffici. La questione riguarda la vendita da parte del Comune di Cavagnolo di un'area di ex capannoni militari per un valore di 499500 euro destinati a costruire una residenza sanitaria. Gli inquirenti hanno accertato che è stato messo in piedi un accordo affinché la società di Camerlengo fosse l'aggiudicatrice. Il sindaco Sampò mette a disposizione il suo ufficio tecnico per fornirgli tutte le informazioni necessarie. Sampò concorda anche che la pubblicazione del bando sia fatta durante le vacanze di Natale per farlo passare inosservato. Un altro aspirante concorrente chiede una proroga e Sampò la nega tanto che Camerlengo resta l'unico concorrente. Il sindaco chiede a Piero Gambarino di fargli un nome da mettere come presidente della commissione aggiudicatrice e Gambarino suggerisce Vito Plastino che aveva già aiutato lo stesso Camerlengo a costruire l'offerta e che poi gli aggiudica la gara. Qui emerge anche il profilo corruttivo. Infatti Vito Plastino risulta un "collaboratore abituale" di Camerlengo che lo "retribuisce" regolarmente ogni quindici giorni con fatture false attraverso l'intermediario Marco Mozzati. Villa Iris, gestita dalla società di Camerlengo, emette periodicamente fatture per false consulenze odontoiatriche alla società di Mozzati, il quale gira gli importi allo stesso Plastino. In cambio riceve il finanziamento per un camper da 100 mila euro, completamente attrezzato per visite dentistiche a domicilio e soprattutto la convenzione con tutti i dipendenti della Regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quarto. Un'impresa di cui i magistrati non forniscono il nome viene ispezionata e sanzionata dallo Spresal. Il titolare è amico di una consigliera regionale che si rivolge a Gambarino chiedendo se si può fare qualcosa. Lui risponde che la direttrice dello Spresal non si può toccare perché troppo vicina ai magistrati. Decidono così di punirla cercando di indebolire il suo staff. Lei si stava muovendo per far ottenere qualifiche di polizia giudiziaria a due suoi collaboratori, una era già stata riconosciuta, l'altra quasi. Piero Gambarino fa revocare la prima e blocca la seconda. Caterina Ferrero in questo caso esprime soddisfazione per l'esito della vicenda.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/cMT7PEOr3Iw" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 27 May 2011 13:38:23 GMT</pubDate>
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            <title>PROCESSO GIOVINE, LA PROCURA HA CHIESTO 3 ANNI E 6 MESI PER MICHELE E 2 ANNI E 6 MESI PER IL ...</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/mercedesbresso/sito/~3/Wn-T7rmDFPE/1502-processo-giovine-la-procura-ha-chiesto-3-anni-e-6-mesi-per-michele-e-2-anni-e-6-mesi-per-il-padre-carlo.html</link>
            <description>&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/consiglio-regionale/bresso_mercedes.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;Tre anni e 6 mesi per Michele Giovine, 2 anni e 6 mesi per suo padre Carlo. E' la richiesta di pena fatta oggi in aula a Torino dal pm Patrizia Caputo. I due, oggi presenti in aula, sono imputati per le presunte firme false della lista "Pensionati per Cota" alle scorse elezioni regionali. Il pm nella sua precisa requisitoria e ricca di dettagli ha ripercorso gli elementi che proverebbero la colpevolezza dei due. Secondo l’accusa attraverso la localizzazione dei cellulari degli imputati, il registro delle telefonate (comprese da telefono fisso), le dichiarazioni di alcuni ‘candidati’ che hanno ammesso le falsità e la perizia calligrafica il processo ha fatto emergere delle evidenze indiscutibili. Non erano li', per la Caputo, dove potevano svolgere la funzione di pubblico ufficiale nella raccolta dei documenti per la candidatura e non si trovavano nemmeno i firmatari di cui cinque hanno dichiarato davanti al giudice, Alessandro Santangelo, di non aver sottoscritto i moduli elettorali. “Devono essere dichiarati colpevoli in concorso - ha detto la Caputo - perche' tutte queste falsita' sono confluite in un'unica falsita' che e' la lista elettorale. Un fatto estremamente grave perche' e' lo sfregio piu' totale di ogni forma di legalita'". A questo "si aggiunge un reiterato inquinamento probatorio mai visto prima" ha precisato il pubblico ministero riferendosi al fatto che diversi testimoni sarebbero stati contattati e indottrinati prima delle loro deposizioni. Oggi sono stati ascoltati dal Giudice le richieste del pubblico ministero&amp;nbsp;e delle parti civili, la prossima udienza, prevista il 31 maggio, verrà ascoltata la difesa e&amp;nbsp;si andrà subito a&amp;nbsp;sentenza.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/Wn-T7rmDFPE" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 25 May 2011 13:08:58 GMT</pubDate>
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            <title>BRESSO: IL BERLUSCONISMO VOLGE AL TERMINE</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/mercedesbresso/sito/~3/zYqP4xzf08g/1501-bresso-il-berlusconismo-volge-al-termine.html</link>
            <description>&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/2011/Economist.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;Il berlusconismo volge al termine. Nella stessa città dove tutto ebbe inizio, con i risultati di ieri si è dato avvio alla conclusione dell’era all’insegna dei Berlusconi come narrazione epica e proiezione carismatica del leader. Non c'è più spazio per la menzogna sistematica, la propaganda populistica, la manipolazione mediatica.&lt;br /&gt;E’ stato lo stesso Berlusconi ad annunciare che questo appuntamento elettorale era molto più che una contesa locale. È stato lui stesso a definire il voto di Milano "un test nazionale", e a trasformare di nuovo (come ha sempre fatto dalla mitica discesa in campo del '94) la chiamata alle urne nell'ennesimo "referendum" sulla sua persona. Ebbene, ha voluto caricare il voto amministrativo di valenza nazionale? Bene, il premier ha perso il suo referendum in modo clamoroso. &lt;br /&gt;In generale per il Paese è proprio quell’asse del nord tanto caro ai leghisti a dare un sonoro schiaffo al centro destra. L’effetto va oltre il capoluogo lombardo, che pure è diventato l’epicentro del terremoto della destra, e da oggi dobbiamo essere protagonisti di un’alternativa di governo.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/zYqP4xzf08g" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 17 May 2011 09:03:17 GMT</pubDate>
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            <title>AMMINISTRATIVE; BRESSO: POSSIAMO FARCELA</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/mercedesbresso/sito/~3/tIEO6Up30BY/1500-amministrative-bresso-possiamo-farcela.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/2011/elezioni-comunali.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;A Torino possiamo farcela al primo turno con uno straordianrio risultato per Piero Fassino e per il centro sinistra tutto. Nelle altre città simobolo di questa tornata elettorale amministrativa gli occhi rimangono puntati su Milano dove il ballottaggio tra il&amp;nbsp;Piasapia e la Moratti, per ora,&amp;nbsp;è molto probabile. E' evidente che&amp;nbsp;questo voto amministartivo, che&amp;nbsp;ha interesato oltre 13 milioni di italiani, ha una forte valenza politica per il governo e&amp;nbsp;i cui risultati avranno il potere di incidere sui prossimi scenari politici nazionali. Aspettiamo fiduciosi i risultati definitivi. Per Torino potete seguire l'andamento dello scrutinio sul sito del Comitatao di Piero Fassino&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.pierofassinosindaco.it/default.aspx"&gt;http://www.pierofassinosindaco.it/default.aspx&lt;/a&gt;&amp;nbsp;e per un quadro nazionale sul sito de La repubblica &lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;http://www.repubblica.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/tIEO6Up30BY" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 16 May 2011 14:25:31 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title>BRESSO PROSCIOLTA DA ACCUSA DIFFAMAZIONE, COTA L'AVEVA QUERELATA PER AFFERMAZIONI SU LISTE ...</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/mercedesbresso/sito/~3/z5Gro05BaIY/1499-bresso-prosciolta-da-accusa-diffamazione-cota-laveva-querelata-per-affermazioni-su-liste-taroccate-.html</link>
            <description>&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/giustizia-300x1821.jpg" style="margin: 10px; float: left;" /&gt;Il gip di Torino Edmondo Pio ha prosciolto Mercedes Bresso dall'accusa di avere diffamato a mezzo stampa il governatore Roberto Cota. L'intervista che le era stata contestata, dove la Bresso, riferendosi alla questione delle irregolarita' nelle liste elettorali, parlava dei protagonisti come di ''taroccatori'', secondo il giudice ''accede a un fatto 'vero''', almeno nel momento in cui venne pronunciata, e quindi Bresso non puo' essere perseguita. Nell'ordinanza di archiviazione, il gip scrive che l'affermazione sarebbe ''di per se' offensiva'', ma in questo contesto ''costituisce una 'elaborazione critica soggettiva', non imparziale, che caratterizza il giudizio politico''. L'intervista comparve sul quotidiano La Stampa il 17 luglio 2010, all'indomani della decisione del Tar di ordinare il riconteggio di una parte delle schede elettorali. ''Io - aveva dichiarato la Bresso - non sopporto chi bara. Quando per vincere si e' disponibili a scendere a patti con noti taroccatori, questo e' il rischio che si corre ...''. Il riferimento era al fatto che le liste al centro del contenzioso avevano sostenuto la candidatura del leghista Roberto Cota alla presidenza della Regione. Cota aveva presentato una denuncia lamentando il fatto che la sensazione ricavata dalla massa dei lettori era quella di un governatore ''che ha vinto le elezioni con l'inganno e la falsita'''. Il giudice Pio ha detto che la frase ''accede a un fatto 'vero', nel senso che la regolarita' amministrativa di alcune liste che avevano sostenuto il candidato vincitore delle elezioni regionali era, all'indomani della decisione del Tar, ufficialmente e pubblicamente sub judice''. Il termine 'taroccatore', che non era riferito a Cota ma ''all'autore delle firme oggetto della decisione del Tar'' (la lista e' ''Pensionati per Cota'', per la quale e' in corso un processo penale a Torino), e' ''sicuramente offensivo'', ma in un ''contesto di polemica politica'' puo' essere ''scriminato'' se, come in questo caso, indica il ''disvalore delle scelte o di condotte altrui per l'interesse collettivo''. (ANSA).&lt;br /&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/z5Gro05BaIY" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 11 May 2011 13:09:32 GMT</pubDate>
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            <title>GIORNO VITTIME TERRORISMO; BRESSO: ONORARE TUTTI I CADUTI</title>
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            <description>&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/napolitano_2.jpg" style="margin: 10px; float: left;" /&gt;Nel giorno della memoria per le vittime del terrorismo il presidente Giorgio Napolitano condanna le "polemiche politiche indiscriminate" contro la magistratura, puntando l'indice contro i "dissennati manifesti” affissi a Milano su pm e Br da un candidato del Pdl e ammonisce: "Bisogna prima essere consapevoli dell'onore che si deve alla magistratura" per poi lanciare "ogni produttivo appello alla collaborazione necessaria per le riforme necessarie".&amp;nbsp; E’ chiaro che il riferimento è tutto per gli ennesimi attacchi di Berlusconi contro i magistrati. &lt;br /&gt;Oggi, l’anniversario dell'assassinio di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse, si vogliono onorare tutte le vittime del terrorismo. Il 9 maggio di 33 anni fa è avvenuto uno degli eventi piu' oscuri della vita della nostra Repubblica. Niente fu piu' come prima. Il 9 maggio è diventata una data simbolo, con il&amp;nbsp; 'Giorno della memoria' é doveroso ricordare tutte le vittime del terrorismo e, quest’anno, raccogliamo la sollecitazione del presidente Napolitano, che quest'anno ha voluto dedicare il 9 maggio ai magistrati uccisi dal terrorismo: “ai servitori dello Stato deve giungere ogni giorno il nostro riconoscimento per l'irrinunciabile lavoro a difesa della giustizia e della legalita'.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/bPFgZPUGlLE" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 09 May 2011 12:11:29 GMT</pubDate>
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            <title>BRESSO: BENVENUTI ALPINI! TORINO ACCOGLIE L' 84 ADUNATA</title>
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            <description>&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/alpini_2011.png" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;Benvenuti! Sono già molte le penne nere arrivate in città ma è un vero esercito quello che calerà in città per l’84ª adunata nazionale degli alpini: sfileranno per le vie del centro in migliaia, ma portano con sé un seguito di circa 400 mila persone, che aumenterà, per la notte bianca di sabato, fino a un milione di persone. Scuole chiuse, il centro sbarrato alle auto, i musei aperti e scontati, bus e tram gratis sabato e domenica, i negozi convenzionati che diventano “amici degli alpini”. E, infine, la notte bianca: sarà una Torino invasa e in festa.&amp;nbsp; Nell’anno in cui l’Unità nazionale è stata celebrata in tanti modi, l’Adunata degli Alpini sarà uno tra i più bei messaggi che il nostro Paese saprà dare a se stesso; perché l’Adunata degli Alpini è soprattutto la celebrazione di tutti gli italiani che credono nell’impegno per il bene comune. Gli Alpini, sia quelli in servizio sia quelli in congedo, ci offrono quotidianamente il valore del dono e della condivisone. Torino, e il Piemonte, ha da sempre gli Alpini nel cuore. 

&lt;br /&gt;Il programma dell’adunata comincia venerdì mattina alle 9 con l’alzabandiera in piazza Castello, e dopo la deposizione della Corona ai caduti nella chiesa di San Lorenzo ci sarà l’inaugurazione della “Cittadella degli alpini” ai Giardini Reali, seguita dall’apertura di alcune mostre al Museo di scienze naturali e alla caserma Lamarmora. Alle 18 (mentre nel cielo volerà la pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori) in piazza Carignano l’arrivo dei gonfaloni e, a seguire, la sfilata fino in piazza Castello. Sabato si comincia alle 8, con la visita del presidente nazionale alla Caserma Lamarmora, alle 12 il lancio dei paracadutisti (se il tempo lo permette). Alle 18.30 il saluto del sindaco al Teatro Alfieri e alle 20.30 il concerto delle fanfare in diverse piazze (Bodoni, Municipio, Fusi, Carignano e Castello), alle 21 quello dei cori alpini alla chiesa di San Filippo, che si riuniscono a mezzanotte in piazza Castello per suonare insieme l’Inno d’Italia. Domenica invece la sfilata comincerà alle 9 da corso Vittorio fino a piazza Vittorio, dove ci sarà l’ammaina bandiera.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/3ShdNGSLxl8" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 05 May 2011 09:50:24 GMT</pubDate>
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            <title>IL LATO IN OMBRA DEL LAGO: IL NUOVO GIALLO DI MERCEDES BRESSO</title>
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            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/2011/3_bresso.JPG" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;Martedi 3 maggio alle ore 18 presso il Circolo dei lettori di Torino in via Bogino 9, Mercedes Bresso presenta il suo nuovo giallo. Oltre all'autrice e all'editore, interviene Luciano Borghesan, giornalista de La Stampa. Claude Muller, professore di Teoria del Paesaggio all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è per ragioni di studio sul lago d’Orta. Durante la sua permanenza, il parroco di Pella, ridente paese sulla sponda occidentale del Cusio, muore in un anomalo incidente sul lago, poco lontano dall’isola di San Giulio. Il professore, indagando sulla sua morte, scopre strani episodi accaduti durante l’ultimo conflitto, tra cui la scomparsa di un capitano americano, ufficiale di collegamento tra gli alleati e le formazioni partigiane operanti nelle valli ossolane. La storia si complica con la scomparsa di un manoscritto, mentre dalle acque profonde del lago affiorano misteriosi delitti che sembrano legare in modo inestricabile passato e presente. Claude Muller si trova di nuovo coinvolto in una vicenda dai risvolti drammatici e riuscirà, dopo accurate indagini e correndo non pochi rischi, a risolvere brillantemente il caso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da giovedi in libreria.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/kSOHFtfbKFk" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 02 May 2011 08:54:30 GMT</pubDate>
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            <title>CINEMA GAY TORINO; BRESSO: BASTA ITALIA DI ENERGUMENI, SOCIETA' PIU' AVANTI DEI POLITICI</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/mercedesbresso/sito/~3/T7C_Dg9XPvg/1495-cinema-gay-torino-bresso-basta-italia-di-energumenti-societa-piu-avanti-dei-politici.html</link>
            <description>&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/2011/torino-glbt-film-festival-2011.jpg" style="margin-bottom: 10px; float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" /&gt;Domani inizia la XXVI edizione del GLBT Film Festival di Torino. Mai come quest’anno bisogna sostenere e affermare quanto sia importante contrastare le discriminazioni ai danni di chi ama persone del proprio sesso. Il cinema da sempre è uno straordinario veicolo di cultura e, anche sulla tema gay, da molti anni solleva riflessioni e apre dibattiti spesso in maniera pionieristica rispetto ai costumi della società. &lt;br /&gt;Dalla prima suggestione del 1895 nella storia di due uomini che ballano un valzer, passando dal cinema muto ricco di fugaci apparizioni omosessuali, il cinema ci ha regalato straordinarie immagini sul tema delle diversità. E a pochi giorni dalle dichiarazioni fatte da alcuni uomini provenienti dalla caverne, chi contro un messaggio pubblicitario e altri che agendo da uomini delle istituzioni impongono una personale visione esclusiva e discriminatoria della società togliendo il patrocinio al Festival del cinema GLBT, dobbiamo affermare che l’Italia non è diventato il paese degli energumeni. Questi signori si renderanno conto che il vivere quotidiano delle persone è molto più avanti del loro pensiero retrivo&amp;nbsp; e che non riusciranno a fermare l’idea di una società inclusiva, capace di costruire rapporti fondati contro ogni discriminazione. A questo punto buona visione e per altre informazioni sul festival: &lt;a href="http://www.tglff.com"&gt;www.tglff.com&lt;/a&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/T7C_Dg9XPvg" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 27 Apr 2011 11:20:59 GMT</pubDate>
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            <title>NUCLEARE; BRESSO: STOP GOVERNO, CRISI EVIDENTE. PROSEGUE MOBILITAZIONE REFERENDARIA</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/mercedesbresso/sito/~3/jmerQXTJRKE/1494-nucleare-bresso-stop-governo-nacrisi-evidente-prosegue-mobilitazione-referendaria.html</link>
            <description>&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/2011/dado_nucleare.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;&amp;nbsp;Il Governo italiano continua la sua stravagante politica: prima elabora un programma nucleare e solo dopo si impegna ad acquisire 'evidenze scientifiche' e poi, a sorpresa, dichiara lo stop sul piano energetico così importante fino a poche settimane fa. Il provvedimento in questione era stato uno dei primi varati dal governo e risale al giugno del 2008. Con il decreto legge, il n. 112, "convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133" per la "realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare" che secondi alcuni del centro destra sarebbe stato l'inizio&amp;nbsp;di una rivoluzione epocale nella produzione&amp;nbsp;energetica italiana. &lt;br /&gt;A distanza di qualche anno molte cose sono successe, il ministro competente è cambiato più volte, anche attraverso un lungo&amp;nbsp;interim con lo stesso premier, e oggi assistiamo anziché al varo della riforma 'epocale', siamo costretti a parlare di 'fallimento epocale' .&lt;br /&gt;La decisione del Governo, oltre al tema nucleare, nasconde anche un evidente crisi dell’esecutivo. A maggior ragione la mobilitazione referendaria deve proseguire, bisogna impedire la delegittimazione del referendum di giugno.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/jmerQXTJRKE" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 19 Apr 2011 13:40:31 GMT</pubDate>
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        <item>
            <title>BILANCIO; BRESSO: OPERAZIONE VERITA’ INIZIATA OGGI IN COMMISSIONE, CIFRE COTA INCONSISTENTI</title>
            <link>http://feedproxy.google.com/~r/mercedesbresso/sito/~3/EBVI_D7oziw/1493-bilancio-bresso-operazione-verita-iniziata-oggi-in-commissione-cifre-cota-inconsistenti.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.mercedesbresso.it/images/stories/2011/2_bresso.jpg" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; float: left; margin-right: 10px;" /&gt;L’operazione verità è iniziata oggi, da cui emerge la totale inconsistenza delle cifre di Cota”. Commenta così Mercedes Bresso l’intervento dell’Assessore Giovanna Quaglia in Commissione bilancio del Consiglio regionale dove si è tenuta il dibattito sui conti regionali. Dopo la conferenza stampa del presidente Cota dove ha denunciato un buco di oltre 2 miliardi imputabili alla precedente Giunta di centro sinistra, l’opposizione aveva chiesto di sentire in Commissione il presidente o l’assessore competente. “L’assessore – continua Bresso – non ha mai parlato di buco, tanto meno ha osato ripetere le assurde cifre dette in conferenza stampa, ma con un tono molto cauto si è limitata a dire che ‘stanno facendo delle verifiche’ . Peccato – prosegue -&amp;nbsp; che le stesse verifiche commissionate a strapagati consulenti esterni siano facilmente calcolabili da chi sa leggere il bilancio e il risultato è completamente diverso da quello dichiarato dall’attuale Giunta”. “Con oggi risulta chiaro l’intento di scaricare sul passato il peso dei tagli di oltre 500 milioni all’anno imposti dal Ministro Tremonti al Piemonte.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/mercedesbresso/sito/~4/EBVI_D7oziw" height="1" width="1"/&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 15 Apr 2011 13:47:37 GMT</pubDate>
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