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	<title>Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</title>
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	<description>Dalle basi dell'informatica alla SEO</description>
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		<title>Come strutturare un articolo per il tuo sito web</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 07:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[WordPress, Plugin e Temi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scrivere un buon articolo di blog non significa scrivere un testo tutto di seguito. Un buon articolo è organizzato in parti ben definite, che aiutano il lettore a capire subito di cosa si parla e a seguire il contenuto senza sforzo. Questo articolo nasce perché, in questi anni, una delle richieste più continue che ho [&#8230;]</p>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1030" height="541" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2026/01/Come-strutturare-un-articolo-per-il-tuo-sito-web-1030x541.webp" alt="Come strutturare un articolo per il tuo sito web" class="wp-image-5309" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2026/01/Come-strutturare-un-articolo-per-il-tuo-sito-web-1030x541.webp 1030w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2026/01/Come-strutturare-un-articolo-per-il-tuo-sito-web-300x158.webp 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2026/01/Come-strutturare-un-articolo-per-il-tuo-sito-web-768x403.webp 768w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2026/01/Come-strutturare-un-articolo-per-il-tuo-sito-web-705x370.webp 705w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2026/01/Come-strutturare-un-articolo-per-il-tuo-sito-web.webp 1200w" sizes="(max-width: 1030px) 100vw, 1030px" /></figure>


<p>Scrivere un buon articolo di blog non significa scrivere un testo tutto di seguito.</p>
<p><strong>Un buon articolo è organizzato in parti ben definite, che aiutano il lettore a capire subito di cosa si parla e a seguire il contenuto senza sforzo</strong>.</p>
<p>Questo articolo nasce perché, in questi anni, una delle richieste più continue che ho ricevuto da parte dei miei clienti è quella di come strutturare un articolo di blog in modo semplice, usando titoli, sottotitoli, paragrafi nel modo corretto compreso l&#8217;<strong><a href="/come-creare-link-e-ancore-su-wordpress/">inserimento di link esterni ed interni</a></strong>.</p>
<p>Bando alle ciance e partiamo subito iniziando dal titolo principale.</p>
<h2>Il titolo principale dell&#8217;articolo</h2>
<p><strong>Il titolo principale è il punto di partenza di ogni articolo</strong> di blog: <strong>è la prima cosa che il lettore vede</strong> e spesso è anche il motivo per cui decide se leggere oppure no.</p>
<p>In un articolo di blog il titolo principale viene indicato come <strong>H1</strong>, il quale fa parte dei famosi<strong> <a href="https://www.vivahosting.it/blog/comandi-html-cosa-sono-e-come-usarli" target="_Blank">comandi HTML</a></strong>.</p>
<p><strong>Questo titolo deve essere presente una sola volta all&#8217;interno della pagina</strong> e deve descrivere in modo chiaro l&#8217;argomento trattato.</p>
<h3>Perché il titolo è così importante</h3>
<p>Il titolo ha tre funzioni principali:</p>
<ul>
<li><strong>far capire subito di cosa parla l&#8217;articolo</strong>, chiaro;</li>
<li><strong>aiutare il lettore a decidere se il contenuto è rilevante</strong>;</li>
<li><strong>comunicare a Google l&#8217;argomento principale della pagina</strong>.</li>
</ul>
<p>Un titolo poco chiaro o troppo generico rende l&#8217;articolo meno efficace, anche se il contenuto è ben scritto.</p>
<h3>Come deve essere scritto un buon titolo</h3>
<p>Un buon titolo dovrebbe essere:</p>
<ul>
<li>chiaro;</li>
<li>specifico;</li>
<li>coerente con il contenuto.</li>
</ul>
<p><strong>È importante evitare titoli vaghi</strong> che non spiegano cosa verrà trattato nell&#8217;articolo.</p>
<h3>Un solo H1 per pagina</h3>
<p>In un articolo di blog, ma anche in una pagina, <strong>ci deve essere un solo titolo H1</strong>. Questo aiuta sia il lettore sia i motori di ricerca a capire qual è l&#8217;argomento principale.</p>
<p><strong>Tutti gli altri titoli dell&#8217;articolo devono essere di livello inferiore</strong>, come H2 e H3 o anche H4, e servono a suddividere il contenuto in sezioni.</p>
<h3>Il titolo non è solo una frase grande</h3>
<p>Un errore comune è usare il titolo solo per ingrandire il testo. <strong>I titoli non servono a fare grafica, ma a dare una struttura logica al contenuto</strong>.</p>
<p>Per questo motivo non si dovrebbero usare titoli solo per &#8220;far risaltare&#8221; una frase all&#8217;interno di un paragrafo.</p>
<h3>Coerenza tra titolo e contenuto</h3>
<p>Il titolo deve sempre rispecchiare ciò che viene spiegato nell&#8217;articolo. Se il titolo promette qualcosa che poi il testo non mantiene, il lettore se ne accorgerà subito.</p>
<p>Un titolo coerente prepara il lettore a quello che troverà e rende l&#8217;articolo più credibile e facile da seguire.</p>
<h2>Il paragrafo introduttivo (subito dopo l&#8217;H1)</h2>
<p><strong>Il paragrafo introduttivo</strong> <strong>è la prima parte di testo che il lettore incontra dopo il titolo principale</strong>. Il suo compito non è spiegare tutto l&#8217;articolo, ma accompagnare il lettore all&#8217;interno dell&#8217;argomento.</p>
<p>Molti sottovalutano questa parte, ma in realtà è una delle più importanti: se l&#8217;introduzione è confusa o troppo lunga, il lettore potrebbe smettere di leggere subito.</p>
<h3>A cosa serve il paragrafo introduttivo</h3>
<p>Un buon paragrafo introduttivo serve a:</p>
<ul>
<li>contestualizzare l&#8217;argomento;</li>
<li>spiegare perché l&#8217;articolo è utile;</li>
<li>anticipare cosa verrà trattato.</li>
</ul>
<p>In poche righe, il lettore deve capire se l&#8217;articolo risponde alla sua esigenza.</p>
<h3>Cosa scrivere nell&#8217;introduzione</h3>
<p>L&#8217;introduzione dovrebbe rispondere, in modo semplice, ad almeno una di queste domande:</p>
<ul>
<li>Di cosa parla questo articolo?</li>
<li>A chi è utile?</li>
<li>Che problema risolve?</li>
</ul>
<p>Non è necessario rispondere a tutte, ma il senso generale deve essere chiaro.</p>
<h3>Cosa NON fare nel paragrafo introduttivo</h3>
<ul>
<li>entrare subito nei dettagli tecnici;</li>
<li>scrivere un testo troppo lungo;</li>
<li>ripetere parola per parola il titolo.</li>
</ul>
<p>L&#8217;introduzione non è un riassunto completo, ma un invito alla lettura.</p>
<h3>Lunghezza ideale</h3>
<p>In genere bastano uno o due paragrafi brevi. Se l&#8217;introduzione diventa troppo lunga, rischia di confondere invece di chiarire.</p>
<p>Meglio essere chiari e diretti, lasciando lo sviluppo dell&#8217;argomento alle sezioni successive dell&#8217;articolo.</p>
<h2>Dividere l&#8217;articolo in sezioni con gli H2</h2>
<p><strong>Dopo il titolo principale e il paragrafo introduttivo, l&#8217;articolo deve essere diviso in sezioni.</strong></p>
<p>Ogni sezione affronta un argomento specifico ed è introdotta da un titolo di secondo livello, chiamato <strong>H2</strong>.</p>
<p>Gli H2 sono fondamentali perché trasformano un testo lungo in parti più piccole e comprensibili. Un articolo senza H2 risulta difficile da leggere, soprattutto online.</p>
<h3>A cosa servono gli H2</h3>
<p>I titoli H2 servono a:</p>
<ul>
<li>organizzare l&#8217;argomento in blocchi logici;</li>
<li>permettere al lettore di scorrere la pagina velocemente;</li>
<li>rendere chiara la struttura dell&#8217;articolo.</li>
</ul>
<p>Molti lettori non leggono subito tutto l&#8217;articolo, ma scorrono la pagina cercando i titoli. Gli H2 li aiutano a capire dove soffermarsi.</p>
<h3>Un H2 per ogni argomento trattato</h3>
<p>Ogni H2 dovrebbe introdurre un solo argomento. Se sotto un H2 stai parlando di troppe cose diverse, probabilmente quella sezione va divisa in più parti.</p>
<p>Un buon H2 è specifico e descrive chiaramente cosa verrà spiegato nei paragrafi successivi.</p>
<h3>Cosa scrivere sotto un H2</h3>
<p>Dopo un titolo H2 vanno sempre uno o più paragrafi che sviluppano l&#8217;argomento introdotto.</p>
<p>È buona norma:</p>
<ul>
<li>iniziare subito a spiegare l&#8217;argomento;</li>
<li>non inserire altri titoli senza prima un paragrafo;</li>
<li>mantenere il testo coerente con il titolo.</li>
</ul>
<h3>Quanti H2 usare in un articolo</h3>
<p><strong>Non esiste un numero fisso di H2</strong>. Dipende dalla lunghezza e dalla complessità dell&#8217;articolo.</p>
<p>In generale:</p>
<ul>
<li>articoli brevi: pochi H2;</li>
<li>articoli più lunghi: più H2 ben distribuiti.</li>
</ul>
<p>L&#8217;importante è che ogni sezione abbia un senso logico e contribuisca allo sviluppo dell&#8217;argomento.</p>
<p>Subito dopo gli H2, se necessario, possono essere usati i titoli di terzo livello H3 per approfondire ulteriormente.</p>
<h2>Usare gli H3 per approfondire senza confondere</h2>
<p>Una volta diviso l&#8217;articolo in sezioni con gli H2, può capitare di dover spiegare meglio alcuni aspetti di una sezione: è qui che entrano in gioco i titoli di terzo livello, chiamati <strong>H3</strong>.</p>
<p><strong>Gli H3 servono a suddividere ulteriormente una sezione</strong>, senza creare una nuova macro-area dell&#8217;articolo.</p>
<h3>Quando usare un H3</h3>
<p>Un H3 va usato quando, all&#8217;interno di una sezione H2, senti il bisogno di:</p>
<ul>
<li>approfondire un sotto-argomento;</li>
<li>separare concetti diversi ma collegati;</li>
<li>rendere la lettura più ordinata.</li>
</ul>
<p>Se invece stai cambiando completamente argomento, allora non è un H3 ma un nuovo H2.</p>
<h3>Il rapporto tra H2 e H3</h3>
<p><strong>Gli H3 dipendono sempre da un H2</strong>. <strong>Non dovrebbero mai esistere H3 senza un H2 sopra di loro</strong>.</p>
<p>Pensa agli H2 come capitoli e agli H3 come paragrafi di quel capitolo.</p>
<h3>Cosa scrivere sotto un H3</h3>
<p>Dopo un titolo H3 vanno sempre dei paragrafi che spiegano l&#8217;argomento introdotto. Anche qui valgono alcune regole semplici:</p>
<ul>
<li>non essere troppo prolisso;</li>
<li>restare coerente con il titolo;</li>
<li>evitare di aprire troppi discorsi insieme;</li>
</ul>
<p>Gli H3 aiutano il lettore a seguire il filo del discorso senza perdersi.</p>
<h3>Errori comuni nell&#8217;uso degli H3</h3>
<p>Ci sono diversi errori comuni quando si fa uso dell&#8217;H3. A seguire te ne mostriamo alcuni:</p>
<ul>
<li>usare H3 solo per rendere il testo &#8220;più bello&#8221;;</li>
<li>saltare direttamente da H1 a H3;</li>
<li>creare troppi livelli di titoli inutili.</li>
</ul>
<p>Ogni titolo deve avere una funzione precisa, non essere solo un elemento grafico.</p>
<h2>I paragrafi: come scriverli correttamente</h2>
<p><strong>I paragrafi sono il cuore dell&#8217;articolo</strong>. Titoli e sottotitoli servono a organizzare il contenuto, ma sono <strong>i paragrafi</strong> che <strong>spiegano davvero l&#8217;argomento</strong>.</p>
<p>Un paragrafo ben scritto rende la lettura semplice e scorrevole, mentre paragrafi troppo lunghi o confusi scoraggiano chi legge.</p>
<h3>Cos&#8217;è un paragrafo</h3>
<p>Un paragrafo è un blocco di testo che sviluppa un solo concetto alla volta.</p>
<p><strong>Quando cambi idea o argomento, è il momento di andare a capo e iniziare un nuovo paragrafo.</strong></p>
<p>Questo vale ancora di più sul web, dove la soglia di attenzione è più bassa rispetto alla carta.</p>
<h3>Quanto deve essere lungo un paragrafo</h3>
<p>Non esiste una lunghezza fissa, ma una regola pratica è questa: se un paragrafo occupa più di 4–5 righe su schermo, probabilmente è troppo lungo.</p>
<p>Meglio dividere un testo lungo in più paragrafi brevi, anche se parlano dello stesso argomento.</p>
<p>Uno <strong><a href="/conta-caratteri-parole/">strumento utile che ti può servire è il mio conta caratteri</a></strong>, per capire quanto testo stai realizzando e avere così un&#8217;indicazione numerica della lunghezza.</p>
<h3>Una frase, un concetto</h3>
<p>All&#8217;interno di un paragrafo cerca di mantenere il focus su un solo concetto principale.</p>
<p>Se ti accorgi che stai spiegando troppe cose insieme, fermati e spezza il testo in due paragrafi distinti.</p>
<h3>Come iniziare un paragrafo</h3>
<p>La prima frase di un paragrafo dovrebbe introdurre chiaramente ciò di cui parlerai.</p>
<p><strong>Evita di iniziare con frasi vaghe o troppo generiche</strong>. Il lettore deve capire subito perché sta leggendo quel paragrafo.</p>
<h3>Come rendere i paragrafi più leggibili</h3>
<ul>
<li>usa frasi semplici e dirette</li>
<li>evita periodi troppo lunghi</li>
<li>vai spesso a capo</li>
</ul>
<p>Scrivere in modo chiaro non significa scrivere in modo banale, ma rendere il contenuto accessibile.</p>
<h3>Errori comuni nei paragrafi</h3>
<ul>
<li>paragrafi troppo lunghi;</li>
<li>mescolare più concetti insieme;</li>
<li>scrivere come se fosse un testo accademico.</li>
</ul>
<p>Un blog non è un tema scolastico: deve essere leggibile, diretto e utile.</p>
<h2>Elenchi puntati: quando usarli e quando evitarli</h2>
<p><strong>Gli elenchi puntati sono uno strumento molto utile per rendere un articolo più leggibile</strong>. <strong>Aiutano</strong> il lettore <strong>a individuare rapidamente le informazioni principali</strong> senza dover leggere tutto il paragrafo.</p>
<p>Usati bene migliorano la chiarezza del testo, usati male rendono l&#8217;articolo frammentato e difficile da seguire.</p>
<h3>Quando usare un elenco puntato</h3>
<p>Un elenco puntato è indicato quando devi:</p>
<ul>
<li>elencare più elementi simili tra loro;</li>
<li>riassumere concetti già spiegati;</li>
<li>presentare passaggi o caratteristiche.</li>
</ul>
<p>Se stai elencando informazioni che possono stare tutte sulla stessa riga concettuale, l&#8217;elenco puntato è la scelta giusta.</p>
<h3>Quando evitare gli elenchi puntati</h3>
<p>Non tutto deve diventare una lista. È meglio evitare gli elenchi puntati quando:</p>
<ul>
<li>ogni punto richiede una spiegazione lunga;</li>
<li>il testo ha bisogno di fluidità narrativa;</li>
<li>stai raccontando un concetto complesso.</li>
</ul>
<p>In questi casi è preferibile usare paragrafi normali o suddividere il contenuto con titoli.</p>
<h3>Come scrivere un buon elenco puntato</h3>
<p>Ogni punto dell&#8217;elenco dovrebbe essere:</p>
<ul>
<li>chiaro</li>
<li>breve</li>
<li>coerente con gli altri punti</li>
</ul>
<p>Evita frasi troppo lunghe o punti che sembrano scollegati tra loro.</p>
<h3>Introdurre sempre l&#8217;elenco con un paragrafo</h3>
<p>Un elenco puntato non dovrebbe mai comparire dal nulla. Prima della lista è buona norma inserire una frase che spieghi cosa il lettore sta per trovare.</p>
<p>Questo aiuta a mantenere il flusso del discorso e rende l&#8217;elenco più comprensibile.</p>
<h2>La gerarchia dei titoli: una regola fondamentale</h2>
<p>Quando si scrive un contenuto, i titoli non vanno scelti a caso. Esiste una gerarchia precisa che serve a organizzare le informazioni in modo chiaro e logico.</p>
<p>Rispettare la gerarchia dei titoli aiuta sia il lettore a capire la struttura dell&#8217;articolo, sia i motori di ricerca a interpretare correttamente il contenuto.</p>
<h3>Cosa significa &#8220;gerarchia dei titoli&#8221;</h3>
<p>La gerarchia indica l&#8217;ordine di importanza dei titoli all&#8217;interno dell&#8217;articolo.</p>
<p>In pratica:</p>
<ul>
<li><strong>H1</strong>: titolo principale dell&#8217;articolo</li>
<li><strong>H2</strong>: sezioni principali</li>
<li><strong>H3</strong>: approfondimenti delle sezioni principali</li>
</ul>
<p>Ogni livello dipende da quello superiore, proprio come in una scaletta.</p>
<h3>Perché non si devono saltare i livelli</h3>
<p>Un errore molto comune è passare direttamente da un H1 a un H3, oppure usare gli H2 e gli H3 solo per motivi grafici.</p>
<p>Saltare i livelli crea confusione e rende la struttura dell&#8217;articolo poco chiara.</p>
<p>La regola è semplice: prima H1, poi H2, poi H3. Senza salti.</p>
<h3>Un solo H1 per articolo</h3>
<p>Ogni articolo deve avere un solo H1, che rappresenta l&#8217;argomento principale del contenuto.</p>
<p>Tutti gli altri titoli servono a sviluppare e approfondire quell&#8217;argomento, non a crearne di nuovi scollegati.</p>
<h3>Come capire se stai usando bene i titoli</h3>
<p>Un buon metodo è questo: prova a leggere solo i titoli dell&#8217;articolo, senza i paragrafi.</p>
<p>Se riesci a capire di cosa parla l&#8217;articolo e come è strutturato, allora la gerarchia è corretta.</p>
<h3>Errori comuni nella gerarchia dei titoli</h3>
<ul>
<li>usare più H1 nello stesso articolo;</li>
<li>saltare da H1 a H3;</li>
<li>usare i titoli solo per &#8220;ingrandire il testo&#8221;.</li>
</ul>
<p>I titoli non sono elementi grafici, ma strumenti per organizzare l&#8217;informazione.</p>
<h2>Link interni ed esterni: come e quando inserirli</h2>
<p><strong>I link sono un elemento fondamentale di un sito web e servono a collegare contenuti tra loro, approfondire argomenti e guidare il lettore verso altre risorse utili</strong>.</p>
<p>Inserire link nel modo corretto migliora la qualità dell&#8217;articolo e rende la navigazione più chiara e naturale.</p>
<h3>Cosa sono i link interni</h3>
<p>I link interni sono collegamenti che portano ad altre pagine o articoli dello stesso sito.</p>
<p>Servono a:</p>
<ul>
<li>guidare il lettore verso contenuti correlati;</li>
<li>approfondire argomenti già trattati;</li>
<li>organizzare meglio i contenuti del blog.</li>
</ul>
<p>Un link interno dovrebbe sempre avere un senso logico all’interno del discorso e non essere inserito a caso.</p>
<h3>Cosa sono i link esterni</h3>
<p>I link esterni portano il lettore verso siti o risorse esterne al tuo sito web.</p>
<p>Vanno usati quando:</p>
<ul>
<li>citi una fonte autorevole;</li>
<li>rimandi a una documentazione ufficiale;</li>
<li>offri un approfondimento utile al lettore.</li>
</ul>
<p>Un buon link esterno aumenta la credibilità dell&#8217;articolo, se scelto con attenzione.</p>
<h3>Dove inserire i link nell&#8217;articolo</h3>
<p>I link vanno inseriti all’interno dei paragrafi, nel punto in cui hanno davvero senso.</p>
<p>Evita di:</p>
<ul>
<li>accumulare troppi link nello stesso paragrafo;</li>
<li>inserire link senza spiegare perché sono utili;</li>
<li>aggiungere link solo per &#8220;riempire&#8221; il testo.</li>
</ul>
<h3>Come scrivere il testo del link</h3>
<p>Il testo cliccabile del link deve essere chiaro e descrittivo.</p>
<p>Evita frasi generiche come &#8220;clicca qui&#8221; o &#8220;leggi di più&#8221;. Meglio spiegare cosa il lettore troverà aprendo il link.</p>
<h3>Link e leggibilità</h3>
<p>I link devono integrarsi nel testo in modo naturale. Se, leggendo il paragrafo senza cliccare, il discorso rimane chiaro, allora il link è inserito correttamente.</p>
<p>Un buon articolo usa i link come supporto al contenuto, non come distrazione.</p>
<h2>Rileggere l&#8217;articolo: controllo finale prima della pubblicazione</h2>
<p><strong>Una volta scritto l&#8217;articolo</strong>, il lavoro non è finito. <strong>Rileggere e controllare la struttura è fondamentale per assicurarsi che il contenuto sia chiaro, leggibile e coerente</strong>.</p>
<h3>Perché rileggere è importante</h3>
<p>Rileggere serve a:</p>
<ul>
<li>correggere errori grammaticali o di battitura;</li>
<li>verificare che i paragrafi siano chiari e brevi;</li>
<li>controllare che i titoli seguano la gerarchia corretta (H1, H2, H3);</li>
<li>assicurarsi che ogni sezione abbia un senso logico.</li>
</ul>
<h3>Checklist di controllo rapido</h3>
<p>Prima di pubblicare un articolo, puoi usare questa lista di controllo:</p>
<ul>
<li>Il titolo principale (H1) è chiaro e descrive l&#8217;argomento?</li>
<li>L&#8217;introduzione spiega subito di cosa parlerà l&#8217;articolo?</li>
<li>Gli H2 dividono il contenuto in sezioni comprensibili?</li>
<li>Gli H3 approfondiscono senza confondere?</li>
<li>I paragrafi sono brevi e centrati su un solo concetto?</li>
<li>Gli elenchi puntati sono usati correttamente?</li>
<li>Non ci sono salti di livello tra i titoli?</li>
<li>L&#8217;articolo ha una conclusione chiara e coerente?</li>
</ul>
<h3>Rilettura pratica</h3>
<p>Prova a leggere l&#8217;articolo in due modi diversi:</p>
<ul>
<li>leggendolo normalmente, come farebbe un lettore;</li>
<li>leggendolo solo con i titoli e gli elenchi per controllare la struttura.</li>
</ul>
<p>Se in entrambi i casi l&#8217;articolo è chiaro e comprensibile, sei pronto per pubblicarlo.</p>
<h3>Ultimi consigli</h3>
<ul>
<li>Non avere fretta: rileggere con calma fa la differenza;</li>
<li>Se possibile, chiedi a qualcuno di leggere l&#8217;articolo a freddo;</li>
<li>Controlla la formattazione: titoli, elenchi e paragrafi devono essere uniformi.</li>
</ul>
<p>Rileggere è l&#8217;ultimo passo che trasforma un testo scritto in fretta in un articolo professionale e leggibile, pronto per il tuo sito web o blog.</p>
<h2>Come strutturare un articolo per il tuo sito web: conclusione</h2>
<p><strong>Scrivere un articolo di blog può sembrare semplice, ma richiede metodo e organizzazione</strong>.</p>
<p>Usare correttamente la struttura titolo principale (H1), introduzione, sezioni con H2, approfondimenti con H3, paragrafi chiari ed elenchi puntati, permette di creare contenuti leggibili, coerenti e professionali.</p>
<p>Ogni elemento ha un ruolo preciso: il titolo attira, l’introduzione orienta il lettore, i titoli guidano la lettura e i paragrafi sviluppano le idee. Rispettare questa gerarchia rende l’articolo più chiaro sia per chi legge sia per i motori di ricerca.</p>
<p>I link interni aiutano a collegare i contenuti del sito e a dare continuità alla navigazione, mentre i link esterni dovrebbero sempre offrire un approfondimento coerente con l’argomento trattato o dare uno strumento valido all&#8217;utente che legge.</p>
<p><strong>Prima di pubblicare è fondamentale rileggere l’articolo</strong>: correggere errori, verificare la struttura dei titoli e accorciare paragrafi troppo lunghi fa davvero la differenza.</p>
<p>In sintesi, <strong>scrivere bene non significa scrivere tanto, ma scrivere con un obiettivo chiaro e una struttura solida</strong>. Curare l’organizzazione del contenuto aiuta a creare articoli utili, credibili e capaci di costruire fiducia nel tempo.</p>


<p></p>
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		<title>Personalizzare BeTheme senza romperlo né perdere gli aggiornamenti</title>
		<link>https://michelebruno.it/personalizzare-betheme-senza-romperlo-ne-perdere-gli-aggiornamenti/</link>
					<comments>https://michelebruno.it/personalizzare-betheme-senza-romperlo-ne-perdere-gli-aggiornamenti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[WordPress, Plugin e Temi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BeTheme è uno dei temi WordPress più potenti e completi in circolazione. Proprio per questo, viene spesso personalizzato male: codice sparso ovunque, modifiche dirette al tema parent e aggiornamenti rimandati per paura di rovinare il lavoro svolto. Dopo aver parlato di come rimuovere la licenza BeTheme e di come risolvere alcuni problemi con il Mega [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/personalizzare-betheme-senza-romperlo-ne-perdere-gli-aggiornamenti/">Personalizzare BeTheme senza romperlo né perdere gli aggiornamenti</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1030" height="541" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Personalizzare-BeTheme-senza-romperlo-ne-perdere-gli-aggiornamenti-1030x541.webp" alt="Personalizzare BeTheme senza romperlo né perdere gli aggiornamenti" class="wp-image-5236" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Personalizzare-BeTheme-senza-romperlo-ne-perdere-gli-aggiornamenti-1030x541.webp 1030w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Personalizzare-BeTheme-senza-romperlo-ne-perdere-gli-aggiornamenti-300x158.webp 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Personalizzare-BeTheme-senza-romperlo-ne-perdere-gli-aggiornamenti-768x403.webp 768w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Personalizzare-BeTheme-senza-romperlo-ne-perdere-gli-aggiornamenti-705x370.webp 705w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Personalizzare-BeTheme-senza-romperlo-ne-perdere-gli-aggiornamenti.webp 1200w" sizes="(max-width: 1030px) 100vw, 1030px" /></figure>


<p>BeTheme è uno dei temi WordPress più potenti e completi in circolazione.</p>
<p>Proprio per questo, viene spesso personalizzato male: codice sparso ovunque, modifiche dirette al tema parent e aggiornamenti rimandati per paura di rovinare il lavoro svolto.</p>
<p>Dopo aver parlato di <a href="/come-rimuovere-la-licenza-del-tema-betheme/">come rimuovere la licenza BeTheme</a> e di <a href="/come-risolvere-alcuni-problemi-con-max-mega-menu-e-betheme/">come risolvere alcuni problemi con il Mega Menu</a>, in questo articolo vediamo come <strong>mettere le mani su BeTheme</strong> senza comprometterne la stabilità e senza rinunciare agli aggiornamenti.</p>
<h2>Child theme: fatto bene, non &#8220;tanto per&#8221;</h2>
<p>Il child theme è lo strumento principale per personalizzare qualunque tema di WordPress e BeTheme non fa eccezione.</p>
<p>Il problema è che spesso viene creato &#8220;per obbligo&#8221;, senza una reale strategia, trasformandosi rapidamente in una copia disordinata del tema principale chiamato anche tema padre o parent.</p>
<p>Un child theme ben fatto non serve a duplicare BeTheme, ma a <strong>intervenire solo dove necessario</strong>, mantenendo il progetto aggiornabile nel tempo.</p>
<h3>Perché il child theme è fondamentale</h3>
<ul>
<li>ti permette di aggiornare BeTheme senza perdere personalizzazioni;</li>
<li>mantiene separate le modifiche custom dal codice originale;</li>
<li>rende il progetto più leggibile anche a distanza di mesi.</li>
</ul>
<p>Se stai modificando file direttamente nel tema parent, devi sapere che al prossimo aggiornamento perderai tutte le modifiche fatte.</p>
<h3>Struttura minima consigliata</h3>
<p>Un child theme efficace ha una struttura molto semplice.</p>
<p>Nella maggior parte dei progetti, dentro la cartella o directory &#8220;betheme-child&#8221; bastano pochi file ben organizzati:</p>
<ul>
<li>style.css;</li>
<li>functions.php;</li>
<li>altri file .css o .js all&#8217;interno di una directory &#8220;css&#8221; e &#8220;js&#8221;.</li>
</ul>
<p>Aggiungere file “preventivamente” è uno degli errori più comuni: ogni file dovrebbe esistere solo se serve davvero.</p>
<h3>Cosa mettere nel child theme</h3>
<ul>
<li><strong>style.css</strong> → solo le informazioni di base e pochi stili globali;</li>
<li><strong>functions.php</strong> → funzioni personalizzate, hook/ganci e filtri;</li>
<li><strong>CSS e JS custom</strong> → separati e caricati correttamente.</li>
</ul>
<p>Il child theme deve contenere <strong>solo codice che hai scritto tu</strong> o che stai mantenendo attivamente.</p>
<h3>Cosa NON mettere nel child theme</h3>
<ul>
<li>file copiati dal tema parent &#8220;nel caso servano&#8221;;</li>
<li>template duplicati senza una reale modifica;</li>
<li>funzioni prese da forum o snippet senza contesto;</li>
<li>CSS enorme e generico che cresce nel tempo senza controllo.</li>
</ul>
<p>Ogni file duplicato inutilmente è un potenziale problema al prossimo aggiornamento.</p>
<h3>Override dei template: quando servono davvero</h3>
<p>BeTheme permette di sovrascrivere alcuni template copiandoli nel child theme.</p>
<p>Questa operazione va fatta solo quando:</p>
<ul>
<li>non esiste un hook o filtro adeguato;</li>
<li>la modifica è strutturale, non solo estetica;</li>
<li>sai esattamente cosa stai cambiando.</li>
</ul>
<p><strong>Regola pratica:</strong> se puoi risolvere con un hook o con del CSS, sostituire file PHP è probabilmente eccessivo.</p>
<h3>Una regola semplice che evita molti problemi</h3>
<p>Prima di aggiungere qualsiasi file o codice nel child theme, chiediti:</p>
<ul>
<li>questa modifica sopravvive a un aggiornamento?</li>
<li>riesco a capire cosa fa anche tra sei mesi?</li>
<li>esiste un modo più semplice per ottenere lo stesso risultato?</li>
</ul>
<p>Se la risposta è &#8220;no&#8221; anche solo a una di queste domande, fermati e rivedi l’approccio.</p>
<p>Un child theme pulito non è quello che fa tutto, ma quello che <strong>fa solo ciò che serve</strong>.</p>
<h2>Dove intervenire davvero: functions.php</h2>
<p>Il functions.php del child theme è il punto giusto per:</p>
<ul>
<li>caricare CSS e JS personalizzati;</li>
<li>usare hook e filtri di WordPress;</li>
<li>modificare piccoli comportamenti senza toccare il parent.</li>
</ul>
<p>Esempio corretto di enqueue:</p>
<pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">function mytheme_enqueue_assets() {
	wp_enqueue_style(
		'mytheme-custom-css',
		get_stylesheet_directory_uri() . '/css/custom.css',
		array(),
		'1.0'
	);

	wp_enqueue_script(
		'mytheme-custom-js',
		get_stylesheet_directory_uri() . '/js/custom.js',
		array('jquery'),
		'1.0',
		true
	);
}
add_action('wp_enqueue_scripts', 'mytheme_enqueue_assets');</pre>
<p>Evita funzioni duplicate del tema parent o hack trovati online senza sapere cosa fanno.</p>
<h2>Hook e override in BeTheme: scegliere la strada giusta</h2>
<p>Quando si lavora con <a href="https://themeforest.net/item/betheme-responsive-multipurpose-wordpress-theme/7758048" target="_blank" rel="noopener">BeTheme</a>, una delle decisioni più importanti riguarda <strong>come</strong> intervenire sul codice.</p>
<p>Spesso si tende a copiare file dal tema parent nel child theme, ma nella maggior parte dei casi esiste una soluzione più pulita e sicura.</p>
<p>La scelta corretta sta quasi sempre tra tre strade: <strong>hook</strong>, <strong>sostituire dei template</strong> o <strong>semplice CSS</strong>. Capire quale usare fa la differenza tra un progetto aggiornabile e uno fragile.</p>
<h3>Parti sempre dagli hook o ganci</h3>
<p>Gli hook sono il modo migliore per personalizzare BeTheme senza modificarne i file originali. Permettono di aggiungere o modificare funzionalità in punti precisi del tema, mantenendo la compatibilità con gli aggiornamenti.</p>
<p>Usa un hook quando:</p>
<ul>
<li>devi aggiungere contenuti prima o dopo un elemento esistente;</li>
<li>vuoi modificare un comportamento senza riscrivere un template;</li>
<li>hai bisogno di una logica condizionale (solo in certe pagine o contesti).</li>
</ul>
<p>Esempio semplice:</p>
<pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">function my_custom_content_before_footer() { 
        if (is_page()) { 
        echo '&lt;div class="mytheme-custom-block"&gt;Contenuto personalizzato&lt;/div&gt;'; } 
        } 
add_action('mfn_hook_before_footer', 'my_custom_content_before_footer');</pre>
<p>In questo modo il contenuto viene aggiunto senza toccare alcun file del tema parent.</p>
<h3>Quando basta il CSS</h3>
<p>Molte personalizzazioni non richiedono PHP o override. Se stai cambiando solo:</p>
<ul>
<li>spaziature;</li>
<li>colori;</li>
<li>allineamenti;</li>
<li>comportamenti responsive.</li>
</ul>
<p>Allora il CSS è spesso la soluzione migliore.</p>
<p>Usare un override PHP per una modifica puramente estetica è uno degli errori più comuni e porta solo complessità inutile.</p>
<h3>Override dei template: ultima risorsa</h3>
<p>L’override dei template dovrebbe essere considerato solo quando:</p>
<ul>
<li>non esistono hook disponibili;</li>
<li>la modifica è strutturale;</li>
<li>serve intervenire sul markup HTML generato.</li>
</ul>
<p>In questi casi, copiare il file nel child theme è corretto, ma va fatto con consapevolezza.</p>
<p><strong>Attenzione:</strong> ogni override crea un legame diretto con la versione del tema in uso. Dopo un aggiornamento di BeTheme, è sempre necessario verificare che il file sovrascritto non sia cambiato nel parent.</p>
<h3>Un criterio pratico per decidere</h3>
<p>Prima di intervenire, chiediti sempre:</p>
<ul>
<li>Posso risolvere con un hook?</li>
<li>È solo una modifica visiva?</li>
<li>Sto copiando un file solo per comodità?</li>
</ul>
<p>Se puoi usare un hook, usa un hook. Se basta il CSS, usa il CSS. L’override dei template dovrebbe essere l’eccezione, non la regola.</p>
<p>Scegliere la strada giusta fin dall’inizio evita refactor inutili e rende BeTheme molto più gestibile nel tempo.</p>
<h2>CSS e JS custom: isolarli sul serio</h2>
<p>Uno degli errori più comuni nei progetti basati su BeTheme è la mancanza di isolamento del codice custom.</p>
<p>CSS e JavaScript generici finiscono inevitabilmente per entrare in conflitto con il builder, con i plugin o con aggiornamenti futuri del tema.</p>
<p>Isolare davvero CSS e JS significa scrivere codice che riguarda <strong>solo</strong> ciò che stai sviluppando, senza dipendere da classi, ID o comportamenti interni di BeTheme.</p>
<h3>CSS: evitare nomi generici e conflitti</h3>
<p>Classi come <code>.box</code>, <code>.active</code>, <code>.hidden</code> o <code>.content</code> sono una delle principali cause di bug difficili da individuare. Funzionano oggi, ma rischiano di rompersi domani.</p>
<p>Una buona pratica è usare sempre un prefisso dedicato al progetto o alla funzionalità:</p>
<pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">.mytheme-feature-box {
      display: flex; 
      gap: 20px; 
} 
.mytheme-feature-box__title { 
      font-weight: 600; 
}</pre>
<p>In questo modo il CSS resta leggibile, prevedibile e non interferisce con lo stile del tema o del builder.</p>
<h3>CSS contestuale, non globale</h3>
<p>Evita di scrivere regole che valgono per tutto il sito se servono solo in una sezione specifica. Più il CSS è contestuale, meno effetti collaterali produrrà.</p>
<p>Meglio ancorare gli stili a un wrapper specifico piuttosto che a elementi generici:</p>
<pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">.classe-personalizzata .nome-classe-34w3d54gf { 
        margin-bottom: 30px; 
}</pre>
<h3>JavaScript: scope locale e niente globali</h3>
<p>Anche per il JavaScript vale la stessa regola: il codice dovrebbe vivere solo dove serve.</p>
<ul>
<li>evita variabili globali;</li>
<li>non fare affidamento su classi del builder;</li>
<li>aggancia gli script solo agli elementi che controlli tu.</li>
</ul>
<p>Esempio di struttura semplice e sicura:</p>
<pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">(function () { 
       const featureBoxes = document.querySelectorAll('.mytheme-feature-box'); 
       if (!featureBoxes.length) {
               return; 
       } 
       featureBoxes.forEach(function (box) { 
                box.addEventListener('click', function () { 
                box.classList.toggle('is-active'); 
                }); 
       }); 
})();</pre>
<p>In questo modo lo script non inquina lo scope globale e non genera errori se gli elementi non sono presenti.</p>
<h3>Caricare CSS e JS solo dove servono</h3>
<p>Un altro aspetto spesso sottovalutato è il caricamento condizionale degli asset. CSS e JS custom non dovrebbero essere caricati su tutte le pagine se servono solo in contesti specifici.</p>
<p>Usando condizioni in <code>functions.php</code> puoi limitare il caricamento solo dove necessario, migliorando performance e manutenzione.</p>
<p>CSS e JS ben isolati riducono drasticamente bug, conflitti e problemi dopo gli aggiornamenti di BeTheme.</p>
<h2>Errori comuni che rendono BeTheme ingestibile</h2>
<ul>
<li>usare il builder per qualsiasi cosa;</li>
<li>CSS sparso tra builder, child theme e plugin;</li>
<li>nessuna separazione tra layout e logica;</li>
<li>plugin aggiunti per compensare una cattiva struttura.</li>
</ul>
<p>Il problema, nella maggior parte dei casi, <strong>non è BeTheme</strong>, ma come viene usato.</p>
<h2>Personalizzare BeTheme senza romperlo né perdere gli aggiornamenti: conclusione</h2>
<p>BeTheme non è un tema &#8220;limitante&#8221; né un tema che costringe a soluzioni sporche. Al contrario, offre molti strumenti per essere personalizzato in modo corretto, ma solo se viene usato con metodo e consapevolezza.</p>
<p>Un child theme pulito, l’uso intelligente degli hook e l’isolamento di CSS e JavaScript sono ciò che distingue un progetto solido da uno fragile. Non si tratta di scrivere più codice, ma di scrivere <strong>codice migliore</strong>.</p>
<p>Ogni scorciatoia presa oggi, override inutili, CSS generico, funzioni buttate nel posto sbagliato, si trasforma quasi sempre in un problema domani, soprattutto quando arriva il momento di aggiornare BeTheme o WordPress.</p>
<p>Seguendo un approccio ordinato puoi:</p>
<ul>
<li>aggiornare il tema senza timore;</li>
<li>capire rapidamente cosa fa il tuo codice anche dopo mesi;</li>
<li>ridurre drasticamente bug e conflitti;</li>
<li>lavorare più velocemente sui progetti futuri.</li>
</ul>
<p>BeTheme funziona al meglio quando viene trattato come una base solida su cui costruire, non come qualcosa da aggirare o forzare. Scegliere hook invece di override, CSS contestuale invece di regole globali e asset caricati solo dove servono fa una differenza enorme nel lungo periodo.</p>
<p>Se lavori spesso con BeTheme, adottare questo metodo non è solo una buona pratica: è un investimento sulla qualità del tuo lavoro e sulla serenità dei prossimi aggiornamenti.</p><p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/personalizzare-betheme-senza-romperlo-ne-perdere-gli-aggiornamenti/">Personalizzare BeTheme senza romperlo né perdere gli aggiornamenti</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Servizio email: meglio usare Outlook o la webmail?</title>
		<link>https://michelebruno.it/servizio-email-meglio-usare-outlook-o-la-webmail/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Posta elettronica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi capita sempre più spesso di trovarmi a fare assistenza ai clienti dei miei clienti. E quando lavori da anni in questo settore, inizi a notare uno schema ricorrente: molti problemi derivano da vecchi modi di gestire la posta elettronica. La tecnologia evolve, i servizi diventano più semplici e avanzati, ma se alcune scelte non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/servizio-email-meglio-usare-outlook-o-la-webmail/">Servizio email: meglio usare Outlook o la webmail?</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1200" height="630" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Servizio-email-meglio-usare-Outlook-o-la-webmail-og.jpg" alt="Servizio email meglio usare Outlook o la webmail" class="wp-image-5189" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Servizio-email-meglio-usare-Outlook-o-la-webmail-og.jpg 1200w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Servizio-email-meglio-usare-Outlook-o-la-webmail-og-300x158.jpg 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Servizio-email-meglio-usare-Outlook-o-la-webmail-og-1030x541.jpg 1030w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Servizio-email-meglio-usare-Outlook-o-la-webmail-og-768x403.jpg 768w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/12/Servizio-email-meglio-usare-Outlook-o-la-webmail-og-705x370.jpg 705w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>


<p>Mi capita sempre più spesso di trovarmi a fare assistenza ai clienti dei miei clienti.</p>
<p>E quando lavori da anni in questo settore, inizi a notare uno schema ricorrente: <strong>molti problemi derivano da vecchi modi di gestire la posta elettronica</strong>.</p>
<p>La tecnologia evolve, i servizi diventano più semplici e avanzati, ma se alcune scelte non vengono aggiornate per tempo, rischiano di trasformarsi in un fardello.</p>
<p>Un fardello che, col passare degli anni, può complicare il lavoro quotidiano e limitare anche la scelta dei software da utilizzare per la gestione delle email.</p>
<p>Il classico esempio? La posta elettronica.</p>
<h2>Lo scenario attuale</h2>
<p>Fortunatamente Internet non è più quello di una volta.</p>
<p>C’è stato un periodo in cui l’unica opzione reale era utilizzare un client di posta come <strong>Microsoft Outlook</strong>, seguito poi da <strong>Mozilla Thunderbird, Windows Mail, Apple Mail</strong> e simili.</p>
<p>Questi programmi esistono ancora oggi e vengono tuttora utilizzati.</p>
<p>Il problema nasce quando <strong>non sono configurati correttamente</strong>, magari utilizzando ancora il vecchio protocollo <strong>POP o POP3</strong>.</p>
<p>In questi casi, quando si cambia computer o si accede alla posta da un nuovo dispositivo, il rischio è sempre lo stesso: <strong>perdere lo storico delle email</strong>.</p>
<p>E nessuno vuole davvero trovarsi in quella situazione, giusto?</p>
<h2>Nessuna perdita di dati, ma con un compromesso</h2>
<p>Come si può evitare tutto questo? Ancora una volta, la tecnologia ci viene in aiuto.</p>
<p>Chi utilizza email aziendali del tipo <code>nome@dominioaziendale.xxx</code> (escludendo chi usa servizi come Google Workspace a pagamento) ha quasi sempre a disposizione una <strong>webmail</strong>, accessibile da un indirizzo come:</p>
<p><code>webmail.nomedominioaziendale.xxx</code></p>
<p>Da qui è possibile accedere direttamente inserendo <strong>indirizzo email e password</strong>, senza alcuna configurazione particolare.</p>
<p>A seconda del server che ospita il sito web, è molto probabile imbattersi in <a href="https://roundcube.net/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Roundcube</strong></a>, un client di posta web sviluppato in PHP, utilizzato da moltissimi servizi di hosting e persino da alcune università negli Stati Uniti.</p>
<p>Il compromesso, in questo caso, è <strong>abbandonare il client di posta tradizionale per l’uso quotidiano</strong> e passare alla webmail.</p>
<p>Come fare in modo semplice?</p>
<ul>
<li>si modifica l’accesso alla casella email;</li>
<li><strong>non si elimina l’account da Outlook o da altri client</strong>;</li>
<li>il programma di posta non si collegherà più al server e non scaricherà nuove email.</li>
</ul>
<p>In questo modo:</p>
<ul>
<li>la <strong>webmail</strong> diventa lo strumento principale;</li>
<li>Outlook, Thunderbird o simili restano come <strong>archivio storico offline</strong>.</li>
</ul>
<p>Una soluzione decisamente meno laboriosa rispetto all’esportazione manuale delle email.</p>
<a style="text-decoration:none;font-size:20px;" href="/manutenzione-wordpress/">
	<div class="contenitore-testo">
		<p style="color:#fff;">
			<span class="av-icon-char" style="font-size:20px;" aria-hidden="true" data-av_icon="" data-av_iconfont="entypo-fontello"></span> Hai bisogno di aiuto con WordPress? Scopri il servizio Manutenzione WordPress <span class="av-icon-char" style="font-size:20px;" aria-hidden="true" data-av_icon="" data-av_iconfont="entypo-fontello"></span> 
		</p>
	</div>
</a>

<style>
	.contenitore-testo {
		margin: 30px 0px 30px 0px;
		background-color: #21759B;
		padding: 15px 5px 15px 5px;
		text-align: center;
	}
	
	.contenitore-testo:hover {
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	}	
</style>
<h2>La webmail è molto sottovalutata</h2>
<p>Probabilmente per motivi storici. Negli anni ’90 software come Outlook hanno letteralmente dominato il mercato, anche perché le connessioni di allora non erano certo quelle attuali: la fibra era un miraggio.</p>
<p>Per questo la webmail è rimasta a lungo vista come una soluzione “di serie B”. Forse anche per quella che viene percepita come la sua principale limitazione: <strong>gestire una casella di posta alla volta</strong>.</p>
<p>In realtà, i vantaggi sono molti di più.</p>
<h2>I principali vantaggi della webmail</h2>
<ul>
<li>accesso da <strong>qualsiasi computer, smartphone o tablet</strong>, ovunque nel mondo;</li>
<li>interfaccia <strong>responsive</strong>, ottimizzata per dispositivi mobili;</li>
<li>nessuna email scaricata fisicamente sul computer;</li>
<li>possibilità di creare <strong>rubrica, firme, risposte automatiche</strong>, come in un client tradizionale;</li>
<li><a href="/hosting-e-assistenza/">servizio <strong>gratuito</strong></a>, quasi sempre incluso nel piano di hosting.</li>
</ul>
<h2>Servizio email? Meglio usare Outlook o la webmail: conclusioni</h2>
<p>La webmail non è una soluzione di ripiego, ma <strong>uno strumento moderno e affidabile</strong>.</p>
<p>In molti casi può rappresentare il miglior compromesso tra sicurezza dei dati, semplicità di gestione e flessibilità operativa.</p>
<p><strong>Aggiornare il modo in cui gestiamo la posta elettronica oggi significa evitare problemi domani</strong>. E spesso basta molto meno di quanto si pensi.</p><p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/servizio-email-meglio-usare-outlook-o-la-webmail/">Servizio email: meglio usare Outlook o la webmail?</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Grave vulnerabilità nel plugin Post SMTP: oltre 400.000 siti WordPress a rischio</title>
		<link>https://michelebruno.it/grave-vulnerabilita-nel-plugin-post-smtp-oltre-400-000-siti-wordpress-a-rischio/</link>
					<comments>https://michelebruno.it/grave-vulnerabilita-nel-plugin-post-smtp-oltre-400-000-siti-wordpress-a-rischio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 16:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://michelebruno.it/?p=5157</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questi giorni è stata scoperta una grave falla di sicurezza nel plugin Post SMTP – Complete SMTP Solution, utilizzato da oltre 400.000 siti WordPress per l’invio automatico delle email. Questo problema permette a malintenzionati di accedere ai messaggi salvati nei log del sito, compresi quelli con i link per reimpostare la password degli amministratori. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/grave-vulnerabilita-nel-plugin-post-smtp-oltre-400-000-siti-wordpress-a-rischio/">Grave vulnerabilità nel plugin Post SMTP: oltre 400.000 siti WordPress a rischio</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1200" height="630" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/11/Grave-vulnerabilita-nel-plugin-Post-SMTP-oltre-400.000-siti-WordPress-a-rischio-og.png" alt="Grave vulnerabilità nel plugin Post SMTP oltre 400.000 siti WordPress a rischio" class="wp-image-5164" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/11/Grave-vulnerabilita-nel-plugin-Post-SMTP-oltre-400.000-siti-WordPress-a-rischio-og.png 1200w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/11/Grave-vulnerabilita-nel-plugin-Post-SMTP-oltre-400.000-siti-WordPress-a-rischio-og-300x158.png 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/11/Grave-vulnerabilita-nel-plugin-Post-SMTP-oltre-400.000-siti-WordPress-a-rischio-og-1030x541.png 1030w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/11/Grave-vulnerabilita-nel-plugin-Post-SMTP-oltre-400.000-siti-WordPress-a-rischio-og-768x403.png 768w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/11/Grave-vulnerabilita-nel-plugin-Post-SMTP-oltre-400.000-siti-WordPress-a-rischio-og-705x370.png 705w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<p>In questi giorni <strong>è stata scoperta una grave falla di sicurezza nel plugin <em>Post SMTP – Complete SMTP Solution</em></strong>, <strong>utilizzato da oltre 400.000 siti WordPress</strong> per l’invio automatico delle email.</p>
<p>Questo problema permette a malintenzionati di accedere ai messaggi salvati nei log del sito, compresi quelli con i link per reimpostare la password degli amministratori. In pratica, <strong>un attacco riuscito può portare al completo controllo del sito da parte di terzi non autorizzati</strong>.</p>
<p>La vulnerabilità è già stata sfruttata in diversi casi reali, secondo le analisi del team di sicurezza <a href="https://www.wordfence.com/blog/2025/11/400000-wordpress-sites-affected-by-account-takeover-vulnerability-in-post-smtp-wordpress-plugin/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Wordfence</strong></a>. <strong>Se il tuo sito usa questo plugin, è importante agire subito: aggiorna il plugin alla versione corretta o, in alternativa, disattivalo temporaneamente</strong>. Mantenere aggiornati i componenti di WordPress non è solo una buona abitudine, ma una vera e propria difesa contro attacchi che possono compromettere la tua attività online.</p>
<h2>Perché questa vulnerabilità è pericolosa</h2>
<p>Il plugin Post SMTP serve per gestire l’invio delle email da WordPress, ad esempio per le notifiche, i moduli di contatto o i messaggi automatici.</p>
<p>Il problema è che, a causa di un errore nel controllo dei permessi, chiunque può accedere ai log delle email del sito, senza dover essere un utente registrato. Tra questi log potrebbero esserci anche link di reimpostazione della password, che permettono a un attaccante di prendere il controllo dell’amministrazione del sito.</p>
<p>In altre parole, chi sfrutta questa vulnerabilità può diventare amministratore del tuo sito, modificare contenuti, installare codice malevolo o rubare dati sensibili. Si tratta quindi di una falla ad alto rischio, soprattutto per chi gestisce siti aziendali, e-commerce o portali con dati personali degli utenti.</p>
<h2>Chi è a rischio</h2>
<p><strong>Sono potenzialmente esposti tutti i siti WordPress che utilizzano il plugin Post SMTP in versioni fino alla 3.6.0 inclusa</strong>.</p>
<p>Considerando che questo plugin è installato su più di 400.000 siti, la portata del problema è molto ampia. Anche chi non usa il plugin attivamente, ma lo ha semplicemente installato in passato, dovrebbe controllare e intervenire subito.</p>
<h2>Cosa fare subito</h2>
<ul>
<li>
<p><strong>Aggiorna il plugin</strong> all’ultima versione disponibile, che corregge la vulnerabilità. L’aggiornamento è la soluzione più rapida ed efficace.</p>
</li>
<li>
<p><strong>se non puoi aggiornare subito</strong>, disattiva temporaneamente il plugin fino a quando non sarà disponibile una versione sicura.</p>
</li>
<li>
<p><strong>controlla gli accessi</strong> al sito e gli utenti amministratori: se noti attività sospette o utenti sconosciuti, cambia subito le password e rimuovi eventuali account non autorizzati.</p>
</li>
<li>
<p><strong>verifica i log</strong> (se disponibili) per controllare se sono presenti richieste di reset password non riconosciute.</p>
</li>
<li>
<p><strong>attiva l’autenticazione a due fattori</strong> per gli utenti amministratori e limita l’accesso all’area di amministrazione dove possibile.</p>
</li>
</ul>
<h2>Come prevenire problemi simili</h2>
<ul>
<li>
<p><strong>Mantieni sempre aggiornati plugin, tema e versione di WordPress.</strong></p>
</li>
<li>
<p><strong>rimuovi plugin non utilizzati</strong>: anche se disattivati, possono rappresentare un rischio se non aggiornati.</p>
</li>
<li>
<p><strong>effettua regolarmente backup completi del sito e del database</strong>, in modo da poter ripristinare rapidamente in caso di emergenza.</p>
</li>
<li>
<p><strong>installa un plugin di sicurezza affidabile</strong> (come Wordfence o simili) per monitorare vulnerabilità e tentativi di accesso.</p>
</li>
</ul>
<p><strong>Se vuoi capire meglio perché mantenere aggiornato WordPress è</strong> così <strong>importante</strong> <strong>per la sicurezza del tuo sito</strong>, <strong>leggi</strong> anche <strong><a href="/perche-tenere-sempre-aggiornato-wordpress/">questo approfondimento</a></strong>.</p>
<h2>Proteggi il tuo sito prima che sia troppo tardi</h2>
<p>Questa vulnerabilità nel plugin Post SMTP è un campanello d’allarme per tutti i proprietari di siti WordPress: anche un’estensione molto usata e affidabile può diventare un punto debole se non viene mantenuta aggiornata.</p>
<p>Un semplice aggiornamento o controllo periodico può evitare conseguenze ben più gravi come furti di dati, blocchi del sito o perdita di credibilità online.</p>
<p>Prendersi cura della sicurezza del proprio sito non è solo una questione tecnica, ma anche di fiducia e professionalità.</p>
<p><strong>Se non hai tempo o competenze per monitorare gli aggiornamenti e le vulnerabilità, <a href="/manutenzione-wordpress/" target="_blank" rel="noopener">rivolgiti a un esperto</a> che possa farlo per te</strong> in modo costante e proattivo. Prevenire è sempre meno costoso — e molto più sicuro — che dover riparare dopo un attacco.</p><p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/grave-vulnerabilita-nel-plugin-post-smtp-oltre-400-000-siti-wordpress-a-rischio/">Grave vulnerabilità nel plugin Post SMTP: oltre 400.000 siti WordPress a rischio</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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		<item>
		<title>Come risolvere l’errore “cURL error 60: SSL certificate problem” su WordPress</title>
		<link>https://michelebruno.it/come-risolvere-errore-curl-error-60-ssl-certificate-problem-su-wordpress/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 14:06:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[WordPress, Plugin e Temi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti è comparso il messaggio &#8220;cURL error 60: SSL certificate problem&#8221; mentre cercavi di aggiornare o installare un plugin su WordPress? Non sei il solo: è un errore piuttosto comune e riguarda la verifica dei certificati di sicurezza (SSL) durante il download di file dal web. È passato un po’ di tempo dal mio ultimo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/come-risolvere-errore-curl-error-60-ssl-certificate-problem-su-wordpress/">Come risolvere l’errore &#8220;cURL error 60: SSL certificate problem&#8221; su WordPress</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1200" height="630" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/10/Come-risolvere-lerrore-cURL-error-60-SSL-certificate-problem-su-WordPress-og.jpg" alt="Come risolvere l’errore cURL error 60 SSL certificate problem su WordPress" class="wp-image-5116" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/10/Come-risolvere-lerrore-cURL-error-60-SSL-certificate-problem-su-WordPress-og.jpg 1200w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/10/Come-risolvere-lerrore-cURL-error-60-SSL-certificate-problem-su-WordPress-og-300x158.jpg 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/10/Come-risolvere-lerrore-cURL-error-60-SSL-certificate-problem-su-WordPress-og-1030x541.jpg 1030w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/10/Come-risolvere-lerrore-cURL-error-60-SSL-certificate-problem-su-WordPress-og-768x403.jpg 768w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2025/10/Come-risolvere-lerrore-cURL-error-60-SSL-certificate-problem-su-WordPress-og-705x370.jpg 705w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>


<p>Ti è comparso il messaggio &#8220;<strong>cURL error 60: SSL certificate problem&#8221;</strong> mentre cercavi di aggiornare o installare un plugin su WordPress? Non sei il solo: <strong>è un errore piuttosto comune e riguarda la verifica dei certificati di sicurezza (SSL) durante il download di file dal web</strong>.</p>
<p>È passato un po’ di tempo dal mio ultimo articolo dedicato a WordPress, in cui avevo parlato dei <a href="/come-inserire-il-nofollow-nei-link-su-un-sito-wordpress-ed-enfold/">link nofollow nel tema Enfold</a>. In questo mio nuovo articolo mi concentro su un problema tecnico che capita spesso: quando WordPress o il server non riescono a stabilire una connessione sicura, il processo viene bloccato per proteggere il sito — da qui l’errore &#8220;cURL error 60&#8221;.</p>
<p><span style="font-size: revert; color: initial;">In questo articolo vedremo cosa significa davvero il cURL error 60, perché si verifica e come risolverlo in modo semplice anche se non hai conoscenze tecniche approfondite. Ti guiderò passo dopo passo per far tornare tutto a funzionare correttamente.</span></p>
<h2>Perché questo può succedere su un sito WordPress</h2>
<p>Se stai usando WordPress (o un sistema simile) potresti incorrere in questo errore quando:</p>
<ul>
<li>aggiorni WordPress, un plugin o un tema e l&#8217;installazione scarica file da un server remoto; talvolta succede anche cercando di aggiornare una versione molto vecchia di WordPress;</li>
<li>un plugin o tema fa richieste HTTP ad un servizio esterno (es. API, importazione di contenuti, immagini) e la richiesta viene bloccata perché non riesce a verificare il certificato SSL del servizio;</li>
<li>stai lavorando in ambiente di sviluppo locale o con certificato autofirmato: in questo caso la libreria cURL non &#8220;fida&#8221; del certificato perché non è firmato da un&#8217;autorità riconosciuta.</li>
</ul>
<h2>Come intervenire per risolvere l&#8217;errore passo dopo passo</h2>
<p>Una volta capito cosa provoca l&#8217;errore <strong>&#8220;cURL error 60: SSL certificate problem&#8221;</strong>, è il momento di intervenire. La buona notizia è che nella maggior parte dei casi si tratta di un problema risolvibile in pochi minuti, senza dover essere un sistemista esperto.</p>
<p>Ecco i passaggi principali da seguire per risolvere la situazione, partendo dalle verifiche più semplici fino agli interventi più tecnici.</p>
<h3>1. Controlla la validità del certificato SSL del sito remoto</h3>
<p>Spesso l&#8217;errore si verifica perché il server da cui stai scaricando il file (ad esempio quello di un plugin o di un tema) utilizza un certificato SSL non valido o scaduto.</p>
<ul>
<li>Apri nel browser l’indirizzo del file o del sito da cui proviene il download. Se il browser mostra un avviso di &#8220;connessione non sicura&#8221;, il certificato è il problema.</li>
<li>puoi anche usare un servizio gratuito come <strong><a href="https://www.ssllabs.com/ssltest/" target="_blank" rel="noopener">SSL Labs Test</a></strong> per controllare se il certificato è configurato correttamente e se include tutti i certificati intermedi necessari.</li>
<li>se il certificato risulta scaduto o autofirmato, l’unica soluzione è che il gestore di quel server lo rinnovi o sostituisca.</li>
</ul>
<h3>2. Aggiorna la lista dei certificati (CA bundle) sul tuo server</h3>
<p>Se invece il certificato del sito remoto è valido, il problema può dipendere dal tuo server o dal tuo hosting. Potrebbe semplicemente avere una lista di certificati di autorità (CA) non aggiornata.</p>
<ul>
<li>Se hai accesso SSH, puoi aggiornare i certificati con un comando come <code>sudo apt-get install --reinstall ca-certificates</code> (per server Linux).</li>
<li>in alternativa, chiedi al tuo hosting di verificare se il pacchetto <code>ca-certificates</code> o il file <code>cacert.pem</code> sono aggiornati.</li>
<li><strong>in WordPress, sostituisci manualmente il file</strong> <code>/wp-includes/certificates/ca-bundle.crt</code> <strong>con uno aggiornato</strong>, <strong><a href="https://curl.se/ca/cacert.pem" target="_blank" rel="noopener">scaricandolo dal sito ufficiale di cURL</a></strong>.</li>
</ul>
<p>Un semplice aggiornamento del pacchetto dei certificati radice risolve spesso l&#8217;errore immediatamente.</p>
<h3>3. Sei in locale o su un ambiente di test? Potrebbe essere un certificato autofirmato</h3>
<p>Se stai lavorando su un ambiente di sviluppo locale, come XAMPP, MAMP, Local o DevKinsta, è molto probabile che il certificato SSL sia autofirmato. In questo caso, la libreria cURL non riesce a riconoscerlo come sicuro, e quindi blocca la connessione.</p>
<ul>
<li>Puoi aggiungere temporaneamente un’eccezione, disattivando la verifica SSL nel codice o nella configurazione PHP. Tuttavia, fallo solo per test, mai in produzione.</li>
<li>nel file <code>php.ini</code> puoi aggiungere la riga:
<pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">curl.cainfo = &quot;C:\path\to\cacert.pem&quot;</pre>
</li>
<li>oppure, in WordPress, puoi usare un piccolo snippet per disattivare la verifica SSL solo in ambiente locale:
<pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">add_filter( 'https_ssl_verify', '__return_false' );</pre>
</li>
</ul>
<p>Queste soluzioni servono solo a lavorare in locale. In produzione è sempre meglio utilizzare un certificato SSL valido, ad esempio gratuito tramite <strong><a href="https://letsencrypt.org/" target="_blank" rel="noopener">Let’s Encrypt</a></strong>.</p>
<h3>4. Se l’errore persiste, contattami per una verifica tecnica</h3>
<p>Se non riesci a risolvere il problema o non hai dimestichezza con i file di configurazione del server, <strong><a href="/contatti/">puoi contattarmi direttamente</a></strong>.</p>
<p>Mi occupo di sviluppo web e gestione tecnica di siti WordPress e posso analizzare il tuo caso per individuare rapidamente la causa e sistemarla in modo sicuro.</p>
<h2>Considerazioni finali sul cURL error 60</h2>
<p>Come hai visto, l’errore <strong>&#8220;cURL error 60: SSL certificate problem&#8221;”&#8221;</strong> può sembrare all&#8217;inizio qualcosa di tecnico o difficile da affrontare, ma in realtà nella maggior parte dei casi è solo un problema di certificati non aggiornati o configurazioni SSL incomplete.</p>
<p>Seguendo i passaggi descritti in questa guida — controllare la validità del certificato, aggiornare la lista dei certificati radice, verificare la configurazione del server o chiedermi aiuto — potrai risolvere facilmente la situazione e tornare ad aggiornare o installare plugin e temi senza intoppi.</p>
<p>Ricorda: <strong>mantenere il tuo ambiente sempre aggiornato (PHP, cURL, certificati SSL e WordPress) è la chiave per evitare errori di connessione e garantire che il tuo sito resti sicuro e stabile nel tempo</strong>.</p>
<p>Se stai ancora incontrando difficoltà o vuoi un aiuto professionale per <strong>risolvere problemi tecnici su WordPress</strong>, <strong><a href="/contatti/" target="_blank" rel="noopener">contattami</a></strong>: <strong>posso aiutarti a individuare rapidamente la causa dell’errore e mettere il tuo sito di nuovo in perfetta forma</strong>.</p><p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/come-risolvere-errore-curl-error-60-ssl-certificate-problem-su-wordpress/">Come risolvere l’errore &#8220;cURL error 60: SSL certificate problem&#8221; su WordPress</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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		<title>WordPress Theme Finder: nuovo strumento per sviluppatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 12:53:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A volte è utilissimo capire quale tema sta utilizzando un sito web realizzato in WordPress e nel tempo sono riuscito a creare uno strumento che mi aiuti a capirlo senza dover entrare nel codice sorgente di un sito web.  Dopo molto lavoro il WordPress Theme Finder è finalmente pronto seppur con qualche miglioramento che sicuramente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/wordpress-theme-finder-nuovo-strumento-per-sviluppatori-wordpress/">WordPress Theme Finder: nuovo strumento per sviluppatori</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="485" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2024/03/WordPress-Theme-Finder.jpg" alt="WordPress Theme Finder" class="wp-image-4851" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2024/03/WordPress-Theme-Finder.jpg 900w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2024/03/WordPress-Theme-Finder-300x162.jpg 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2024/03/WordPress-Theme-Finder-768x414.jpg 768w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2024/03/WordPress-Theme-Finder-705x380.jpg 705w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>


<p>A volte è utilissimo capire quale tema sta utilizzando un sito web realizzato in WordPress e nel tempo sono riuscito a creare uno strumento che mi aiuti a capirlo senza dover entrare nel codice sorgente di un sito web. </p>
<p>Dopo molto lavoro il <a href="/wordpress-theme-finder/">WordPress Theme Finder</a> è finalmente pronto seppur con qualche miglioramento che sicuramente farò in futuro anche grazie a voi.</p>
<p>Fatemi sapere nei commenti di questo articolo quali temi potrei aggiungere anche in base al vostro utilizzo del WordPress Theme Finder.</p><p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/wordpress-theme-finder-nuovo-strumento-per-sviluppatori-wordpress/">WordPress Theme Finder: nuovo strumento per sviluppatori</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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		<title>Nuovo strumento SEO per gli snippet di Google</title>
		<link>https://michelebruno.it/nuovo-strumento-seo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 14:23:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi sono molto felice di presentarvi il mio nuovo strumento dedicato all&#8217;ottimizzazione degli snippet di Google. Questo strumento consente di vedere un&#8217;anteprima dei meta tag URL, Title e Description della nostra pagina sulla SERP di Google, così da cercare di migliorarne la sua visualizzazione. Il SEO Tool è gratuito e puoi subito vedere l&#8217;anteprima della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/nuovo-strumento-seo/">Nuovo strumento SEO per gli snippet di Google</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-4582" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/SEO-Tool.jpg" alt="SEO Tool" width="900" height="485" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/SEO-Tool.jpg 900w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/SEO-Tool-300x162.jpg 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/SEO-Tool-768x414.jpg 768w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/SEO-Tool-705x380.jpg 705w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Oggi sono molto felice di presentarvi il mio nuovo strumento dedicato all&#8217;ottimizzazione degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_dei_risultati_del_motore_di_ricerca#Rich_snippet" target="_blank" rel="noopener">snippet</a> di Google.</p>
<p>Questo strumento consente di vedere un&#8217;anteprima dei meta tag URL, Title e Description della nostra pagina sulla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_dei_risultati_del_motore_di_ricerca" target="_blank" rel="noopener">SERP</a> di Google, così da cercare di migliorarne la sua visualizzazione.</p>
<p>Il <a href="/seo-tool/">SEO Tool</a> è gratuito e puoi subito vedere l&#8217;anteprima della tua pagina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/nuovo-strumento-seo/">Nuovo strumento SEO per gli snippet di Google</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come inserire il nofollow nei link su un sito WordPress ed Enfold</title>
		<link>https://michelebruno.it/come-inserire-il-nofollow-nei-link-su-un-sito-wordpress-ed-enfold/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2023 08:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[WordPress, Plugin e Temi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://michelebruno.it/?p=4385</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;articolo che spiegava come creare link e ancore, a volte si ha la necessità di inserire il valore &#8220;nofollow&#8221; all&#8217;interno di un collegamento ipertestuale HTML. Quando si ha a che fare con WordPress e i vari temi che si possono trovare a pagamento online o gratuitamente, non è sempre detto si riesca in modo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/come-inserire-il-nofollow-nei-link-su-un-sito-wordpress-ed-enfold/">Come inserire il nofollow nei link su un sito WordPress ed Enfold</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-4532" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/Come_inserire_il-nofollow-nei-link-su-un-sito-WordPress-ed-Enfold.jpg" alt="Come inserire il nofollow nei link su un sito WordPress ed Enfold" width="900" height="485" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/Come_inserire_il-nofollow-nei-link-su-un-sito-WordPress-ed-Enfold.jpg 900w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/Come_inserire_il-nofollow-nei-link-su-un-sito-WordPress-ed-Enfold-300x162.jpg 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/Come_inserire_il-nofollow-nei-link-su-un-sito-WordPress-ed-Enfold-768x414.jpg 768w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/Come_inserire_il-nofollow-nei-link-su-un-sito-WordPress-ed-Enfold-705x380.jpg 705w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Dopo l&#8217;articolo che spiegava <a href="/come-creare-link-e-ancore-su-wordpress/">come creare link e ancore</a>, a volte si ha la necessità di inserire il valore &#8220;nofollow&#8221; all&#8217;interno di un collegamento ipertestuale HTML.</p>
<p>Quando si ha a che fare con WordPress e i <a href="/perche-usare-un-tema-a-pagamento-per-wordpress/">vari temi che si possono trovare a pagamento online</a> o gratuitamente, non è sempre detto si riesca in modo &#8220;automatico&#8221; o grazie ad un&#8217;impostazione del tema stesso magari con una &#8220;spunta&#8221; semplice all&#8217;interno delle impostazioni stesse del tema.</p>
<p>In questo articolo vi spiego <strong>come inserire il valore &#8220;nofollow&#8221; all&#8217;interno di un sito web WordPress con tema <a href="https://themeforest.net/item/enfold-responsive-multipurpose-theme/4519990" target="_blank" rel="noopener">Enfold</a></strong>.</p>
<p>Partiamo prima però dal principio cercando di capire innanzitutto cos&#8217;è il nofollow e come si inserisce normalmente su un collegamento HTML.</p>
<h2>Cos&#8217;è il nofollow?</h2>
<p><strong>Il</strong> <strong>nofollow è un valore che viene assegnato all&#8217;attributo &#8220;rel&#8221; dell&#8217;elemento HTML &#8220;a&#8221;</strong> e serve ad indicare che questo collegamento non deve essere seguito ed indicizzato dai motori di ricerca.</p>
<h2>Come si può inserire il valore nofollow?</h2>
<p>Questo attributo si può inserire a mano all&#8217;interno dei link, con una stringa simile a questa:</p><pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">&lt;a href="indirizzo" rel="nofollow"&gt;ancora del link&lt;/a&gt;</pre><p>La spiegazione di tutta la stringa è semplice:</p>
<ul>
<li>si parte con il tag di apertura &#8220;a&#8221; per i collegamenti ipertestuali;</li>
<li>la parte di href è ovviamente l&#8217;indirizzo a cui il collegamento rimanda;</li>
<li>il &#8220;rel&#8221; è l&#8217;attributo a cui si specifica il valore nofollow, ossia qualcosa come: &#8220;non seguire questo collegamento&#8221;;</li>
<li>infine c&#8217;è l&#8217;ancora ossia il testo del link e il tag di chiusura &#8220;a&#8221;.</li>
</ul>
<p>Come dicevo prima però, quando avete un sito già fatto e non volete mettere le mani ad ogni link interno, fermo restando che poi il suddetto sito web vi permetta di inserire la dicitura nofollow all&#8217;interno di ogni collegamento ipertestuale, la pratica può risultare difficoltosa.</p>
<h2>Come si inserisce l&#8217;attributo nofollow ad una classe personalizzata in un sito WordPress con tema Enfold</h2>
<p>Se state sviluppando un sito web WordPress con Enfold per esempio, vi può tornare utile inserire dei nofollow all&#8217;interno di una sezione &#8220;marchi trattati&#8221;, &#8220;clienti&#8221;, &#8220;portfolio&#8221;, ecc.</p>
<p>Attenzione che <strong>da qui in avanti bisogna modificare un file molto importante per il sito web WordPress: il file function.php</strong>.</p>
<p><strong>Fatevi prima un backup del file prima di modificarlo in modo che possiate &#8220;tornare indietro&#8221; in caso di problemi e/o affidatevi a dei professionisti</strong>. <strong>Chiaramente non mi prendo responsabilità dei file function danneggiati se avete seguito questa guida.</strong></p>
<p>Nel file function.php del tema child basta inserire il seguente codice facendo attenzione ad inserire la vostra classe personalizzata dove è scritto &#8220;latuaclassepersonalizzata&#8221;:</p><pre class="urvanov-syntax-highlighter-plain-tag">function add_nofollow_attr(){
?&gt;
 &lt;script&gt;
jQuery(window).load(function(){
jQuery('.latuaclassepersonalizzata a').attr('rel','nofollow');
});
 &lt;/script&gt;
&lt;?php
}
add_action('wp_footer', 'add_nofollow_attr');</pre><p>A seguire la spiegazione del codice:</p>
<ul>
<li>la parte &#8220;function add_nofollow_attr&#8221; serve per inserire la funzione add_nofollow_attr;</li>
<li>successivamente c&#8217;è la parte di script che dichiara l&#8217;attributo rel &#8220;nofollow&#8221; e la inserisce in una classe personalizzata;</li>
<li>la conclusione della funzione che aggiunge l&#8217;azione wp_footer e add_nofollow_attr.</li>
</ul>
<p>Una volta inserito questo codice e salvato potete utilizzare la classe personalizzata ovunque sugli elementi del tema.</p>
<p>Ecco un esempio di un link HTML con rel nofollow:</p>
<p><div id="attachment_4513" style="width: 763px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4513" class="wp-image-4513 size-full" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/Esempio-di-Link-con-rel-nofollow.jpg" alt="Esempio di Link con rel nofollow" width="753" height="21" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/Esempio-di-Link-con-rel-nofollow.jpg 753w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/Esempio-di-Link-con-rel-nofollow-300x8.jpg 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/Esempio-di-Link-con-rel-nofollow-710x21.jpg 710w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/10/Esempio-di-Link-con-rel-nofollow-705x20.jpg 705w" sizes="(max-width: 753px) 100vw, 753px" /><p id="caption-attachment-4513" class="wp-caption-text">Esempio di Link con rel nofollow</p></div></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Anche se sono cose abbastanza da nerd spero di avervi aiutato a capire un po&#8217; che cos&#8217;è un link con rel nofollow e come inserirlo su un sito WordPress con tema Enfold.</p>
<p>I valori nofollow sono importanti in ottica SEO e di ottimizzazione del proprio sito web.</p>
<p>Per chi invece ha appena iniziato a sviluppare e vuole approfondire qualche aspetto, un po&#8217; di tempo fa avevo scritto un articolo riguardo <a href="/7-cose-da-sapere-quando-sviluppi-un-sito-web/">7 cose da sapere quando si sviluppa un sito web</a>.</p>
<p>Non mi resta che darvi appuntamento al prossimo articolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/come-inserire-il-nofollow-nei-link-su-un-sito-wordpress-ed-enfold/">Come inserire il nofollow nei link su un sito WordPress ed Enfold</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come recuperare una pagina cancellata di un sito web</title>
		<link>https://michelebruno.it/come-recuperare-una-pagina-cancellata-di-un-sito-web/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 08:13:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://michelebruno.it/?p=4460</guid>

					<description><![CDATA[<p>A volte può succedere di cancellare una pagina di un sito web e di averla anche cancellata dal cestino, se stiamo parlando nell&#8217;ultimo caso di un sito WordPress; insomma un lavoro fatto come si deve. C&#8217;è tuttavia un modo abbastanza semplice per cercare di trovare almeno il testo dell&#8217;articolo che avevamo scritto o della pagina [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/come-recuperare-una-pagina-cancellata-di-un-sito-web/">Come recuperare una pagina cancellata di un sito web</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-4493" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Come_recuperare-una-pagina-cancellata-di-un-sito-web.jpg" alt="Come recuperare una pagina cancellata di un sito web" width="900" height="485" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Come_recuperare-una-pagina-cancellata-di-un-sito-web.jpg 900w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Come_recuperare-una-pagina-cancellata-di-un-sito-web-300x162.jpg 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Come_recuperare-una-pagina-cancellata-di-un-sito-web-768x414.jpg 768w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Come_recuperare-una-pagina-cancellata-di-un-sito-web-705x380.jpg 705w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>A volte<strong> può succedere di cancellare una pagina di un sito web e di averla anche cancellata dal cestino</strong>, se stiamo parlando nell&#8217;ultimo caso di un sito WordPress; insomma un lavoro fatto come si deve.</p>
<p><strong>C&#8217;è tuttavia un modo abbastanza semplice per cercare di trovare almeno il testo dell&#8217;articolo che avevamo scritto o della pagina che avevamo realizzato; <a href="/cosa-sono-i-plugin-di-wordpress-e-come-si-installano/">senza l&#8217;utilizzo di plugin</a>.</strong></p>
<p>Come? Seguite questo articolo per capire bene come ritrovare il testo di una pagina cancellata.</p>
<h2>La funzione &#8220;cache&#8221; di Google</h2>
<p><strong>Google mette a disposizione uno strumento molto comodo: la propria cache</strong>. </p>
<p>Se vi ricordate la URL della pagina cancellata la potete inserire su Google scrivendo prima della URL l&#8217;operatore &#8220;site:&#8221;. </p>
<p>In questo modo Google vi mostra il link della pagina che avete cancellato nel sito web ma che risiede ancora all&#8217;interno del registro del motore di ricerca.</p>
<h2>Esempio con URL di ricerca</h2>
<p>A seguire vi mostro una pagina del mio sito che Google ha indicizzato, si tratta della mia pagina dell&#8217;esperienza.</p>
<p>Se inseriamo la URL nel campo di Google per la ricerca e ci mettiamo davanti l&#8217;operatore &#8220;site:&#8221; Google vi fa vedere il link all&#8217;interno del suo registro come l&#8217;immagine seguente:</p>


<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="871" height="448" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Pagina-di-ricerca-di-Google-con-i-pallini-evidenziati.jpg" alt="Pagina di ricerca di Google con i pallini evidenziati" class="wp-image-4465" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Pagina-di-ricerca-di-Google-con-i-pallini-evidenziati.jpg 871w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Pagina-di-ricerca-di-Google-con-i-pallini-evidenziati-300x154.jpg 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Pagina-di-ricerca-di-Google-con-i-pallini-evidenziati-768x395.jpg 768w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Pagina-di-ricerca-di-Google-con-i-pallini-evidenziati-705x363.jpg 705w" sizes="(max-width: 871px) 100vw, 871px" /><figcaption class="wp-element-caption">Pagina di ricerca di Google con i pallini evidenziati</figcaption></figure>


<p>Come potete vedere affianco all&#8217;indirizzo del sito e alla URL della pagina sono presenti 3 pallini.</p>
<a style="text-decoration:none;font-size:20px;" href="/manutenzione-wordpress/">
	<div class="contenitore-testo">
		<p style="color:#fff;">
			<span class="av-icon-char" style="font-size:20px;" aria-hidden="true" data-av_icon="" data-av_iconfont="entypo-fontello"></span> Hai bisogno di aiuto con WordPress? Scopri il servizio Manutenzione WordPress <span class="av-icon-char" style="font-size:20px;" aria-hidden="true" data-av_icon="" data-av_iconfont="entypo-fontello"></span> 
		</p>
	</div>
</a>

<style>
	.contenitore-testo {
		margin: 30px 0px 30px 0px;
		background-color: #21759B;
		padding: 15px 5px 15px 5px;
		text-align: center;
	}
	
	.contenitore-testo:hover {
		margin: 30px 0px 30px 0px;
		background-color: #444444;
		padding: 15px 5px 15px 5px;
		text-align: center;
		transition-duration: 0.5s;
	}	
</style>
<p>Cliccando su questi vi si apre un&#8217;altra finestrella:</p>


<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img decoding="async" width="426" height="1030" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Finestra-Opzioni-Snippet-426x1030.jpg" alt="Finestra Opzioni Snippet" class="wp-image-4468" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Finestra-Opzioni-Snippet-426x1030.jpg 426w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Finestra-Opzioni-Snippet-124x300.jpg 124w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Finestra-Opzioni-Snippet-291x705.jpg 291w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2023/09/Finestra-Opzioni-Snippet.jpg 429w" sizes="(max-width: 426px) 100vw, 426px" /><figcaption class="wp-element-caption">Finestra Opzioni Snippet</figcaption></figure>


<p>A questo punto vi basta cliccare direttamente sulla freccia in alto a destra per far apparire il pulsante &#8220;copia cache&#8221;. </p>
<p>Cliccando quindi su &#8220;Copia Cache&#8221; Google vi mostra la pagina che ha ancora dentro alla memoria del registro stesso.</p>
<p><strong>A questo punto se siamo fortunati Google vi mostra il testo e i vari elementi grafici, altrimenti soltanto il testo pronto da poter copiare a piacimento.</strong></p>
<h2>Come trovare una pagina cancellata di un sito web: conclusioni</h2>
<p>Spero di aver fatto cosa gradita nello spiegarvi, proprio in due parole, come si può recuperare il testo di una pagina o articolo WordPress cancellato.</p>
<p>Esiste comunque anche un altro metodo ossia quello di collegarvi al sito <strong><a href="https://archive.org/" target="_blank" rel="noopener">Archive.org</a></strong> per visualizzare porzioni del vostro sito web in base alla data.</p>
<p><strong>Questo sito non è infallibile e non è detto che abbia registrato la pagina che volete recuperare</strong>, ma ovviamente potete fare un tentativo.</p><p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/come-recuperare-una-pagina-cancellata-di-un-sito-web/">Come recuperare una pagina cancellata di un sito web</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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		<title>Intervista a Story Time di Radio Canale Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 09:27:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vi propongo la mia intervista realizzata da Radio Canale Italia per la rubrica Story Time, dove spiego un po&#8217; di cosa mi occupo e del mio lavoro. Dalla parte di moderazione alla realizzazione di siti web e della gestione degli stessi. Ecco il video:</p>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/intervista-a-story-time-radio-canale-italia/">Intervista a Story Time di Radio Canale Italia</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="wp-image-4098 size-full" src="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2022/10/Intervista-a-Radio-Canale-Italia-Michele-Bruno.jpg" alt="Intervista a Radio Canale Italia Michele Bruno" width="900" height="485" srcset="https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2022/10/Intervista-a-Radio-Canale-Italia-Michele-Bruno.jpg 900w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2022/10/Intervista-a-Radio-Canale-Italia-Michele-Bruno-300x162.jpg 300w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2022/10/Intervista-a-Radio-Canale-Italia-Michele-Bruno-768x414.jpg 768w, https://michelebruno.it/wp-content/uploads/2022/10/Intervista-a-Radio-Canale-Italia-Michele-Bruno-705x380.jpg 705w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Oggi vi propongo la mia intervista realizzata da <a href="https://canaleitalia.it/radio/radio-canale-italia/" target="_blank" rel="noopener">Radio Canale Italia</a> per la rubrica <a href="https://www.story-time.it/" target="_blank" rel="noopener">Story Time</a>, dove spiego un po&#8217; di cosa mi occupo e del mio lavoro. Dalla parte di moderazione alla realizzazione di siti web e della gestione degli stessi.</p>
<p>Ecco il video:</p>
<div class='avia-iframe-wrap'><iframe loading="lazy" title="Intervista per Story Time di Radio Canale Italia | Michele Bruno" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/7DahktkJ5cU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>L'articolo <a href="https://michelebruno.it/intervista-a-story-time-radio-canale-italia/">Intervista a Story Time di Radio Canale Italia</a> proviene da <a href="https://michelebruno.it">Michele Bruno | Sviluppatore Web | Web Developer | Blogger</a>.</p>
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