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	<title>[mini]marketing</title>
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	<description>Il blog del marketing minimale: il nuovo marketing dalle persone, con le persone, per le persone, la Rete, la conversazione.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 Oct 2026 16:35:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>[mini]marketing®</title>
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	<item>
		<title>Sulle Smartbox</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Diegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 16:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accertamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nessuno pare che ami riceverne una, eppure se ne vendono milioni. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Nessuno pare che ami riceverne una, eppure se ne vendono milioni. Ma forse c’è una soluzione.</h5>
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-630952225-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/steady-audio-630952225.mp3?_=1" /><a href="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/steady-audio-630952225.mp3">https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/steady-audio-630952225.mp3</a></audio>
<hr aria-hidden="true" />
<p>L’ho detto spesso, ma la cosa che mi piace della newsletter è che la gente (tu) mi risponde/i. Ma, al contrario dei social, farlo comporta un certo sforzo e nessuna visibilità, e questo migliora le cose. Proprio da un racconto di un’esperienza vissuta da un lettore ho iniziato a pensare alla newsletter di oggi. Eccola, dunque:</p>
<blockquote><p>Su Valle d’Aosta e Piemonte, le poche opzioni appetibili pretendono un ulteriore upgrade, da un minimo di 40 a un massimo di 200 euro. Alcune offerte sono al limite della beffa: pernottamento con passaggio in sauna 30 min. compreso asciugamano (sic), ma niente cena né colazione. Tento una prenotazione: locanda 3 stelle a Piamprato Soana, non proprio Crans-Montana. Risposta: non abbiamo disponibilità di camere standard (a metà ottobre, come no), ma saremo felici di accogliervi con un supplemento di… 40 euro.</p></blockquote>
<p><mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">Grazie a </mark><strong><mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">Superfandom </mark></strong><mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">che supporta questo numero.</mark></p>
<hr aria-hidden="true" />
<blockquote><p>Ti interessa arrivare all’attenzione (vera) <mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">di più di 25.000 senior manager </mark>delle principali aziende italiane nel marketing, commerciale, tecnologia e comunicazione? Guarda il <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">media kit </a> e manda una mail a <a href="mailto:gluca@diegoli.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gluca@diegoli.com </a> per info su costi e disponibilità.</p></blockquote>
<hr aria-hidden="true" />
<h2>Un’emozione da regalare</h2>
<p>Guardando al di là del <em>cahier de doléances</em> collettivo, ora in versione anche Tripadvisor e Trustpilot, c’è qualcosa di interessante, sociologicamente, in qualcosa che nessuno sembra amare particolarmente (anzi, soprattutto se la ricevi, ecco, sorridi e dici <em>grazie del pensiero</em>, perché il contenuto sai già che sarà una rogna da risolvere), e tuttavia sposta milioni di queste scatole vuote (“cofanetti regalo”) ogni anno. (Il packaging non contiene nulla, ovviamente, solo un certificato con il codice e un libretto con l&#8217;elenco delle strutture da cui poter scegliere).</p>
<p>Perché il modello gira (“comunque”)? Come ogni forma inusuale di successo economico, qui si sommano in modo mirabile necessità psicologiche, necessità economiche, analisi del comportamento e un sottile arbitraggio<sup><a id="reference-2ae24e83-9b51-471f-a0f8-625aad35b9aa" class="footnote-ref" href="#footnote-2ae24e83-9b51-471f-a0f8-625aad35b9aa" data-id="2ae24e83-9b51-471f-a0f8-625aad35b9aa">1</a></sup> tra fatica del donatore e stigma sociale. E questi snodi sono i più interessanti per rendere generalizzabile l’esperienza di queste benedette box.</p>
<p>“Cosa possiamo imparare dalle Smartbox (SB)?” diremmo su LinkedIn. Niente, probabilmente, perché il miracolo è tenere assieme talmente tante particolarità da rendere il modello irreplicabile. E infatti nel settore è rimasto in piedi solo l’originale. Un po’ perché la reputazione del settore è terra bruciata (una stella su Trustpilot fa circa il 27% delle recensioni, ma c’è anche il 45% a 5 stelle, eh), e forse perché i suoi giorni migliori sono passati.</p>
<h5>Fuga romantica in bassa stagione</h5>
<p>Prima di tutto, ci deve essere un esubero da monetizzare. Un vuoto da riempire a basso costo, in modo che qualcuno poi possa metterci un margine sopra. Questo vuoto è “posti letto in cui nessuno vuole andare in date in cui nessuno può/vuole andare”. Ma niente si butta, nulla si distrugge nel capitalismo. Gli abiti che nessuno vuole, nemmeno usati, vengono venduti al chilo, fino al punto di svolta in cui poi qualcuno paga per farseli buttare da qualche parte.</p>
<p>Il bello del libero mercato è che qualcuno, per un prezzo sufficientemente basso, comprerà sempre qualsiasi cosa. Le SB fanno monetizzare gli scarti del calendario degli albergatori – con il motto meglio poco che niente. Anche se poi, di solito, il boomerang torna indietro, e questo del “a chi rimane la patata bollente in mano” sarà uno dei temi dominanti del modello. Se non IL tema.</p>
<p>Per cui le SB si trovano spazi gratis o quasi da impacchettare, in senso letterale. Visti negli scaffali sono bellissimi (il lago di Como, le Cinque Terre, Positano) e attirano l’attenzione. I supermercati e affini monetizzano spazi piccoli con prodotti a relativo alto prezzo, e buon margine. E quindi i margini sono due, quello di SB (circa il 30% del prezzo di vendita) e quello di chi espone le box (in negozio oppure online), che deve comunque guadagnare qualcosa da quello spazio.</p>
<p>Finora la patata va in senso orario (albergatore, Smartbox, distribuzione): dal momento della vendita, il ciclo si inverte, il boomerang è in cielo, e lentamente comincia a ritornare indietro.</p>
<p><img fetchpriority='high' class="aligncenter wp-image-630952240 size-full" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7905.jpeg" alt="" width="1007" height="657" srcset="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7905.jpeg 1007w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7905-500x326.jpeg 500w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_7905-768x501.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1007px) 100vw, 1007px" /></p>
<h5>Pausa golosa per economisti senza cuore</h5>
<p>Perché qualcuno arriva a tenere in mano la SB e poi passarla alla cassa? È il mistero economico del regalo, perché quasi ogni ricerca scientifica indica che la soddisfazione misurata di un regalo è inferiore alla quantità di denaro speso nello stesso regalo. I regali distruggono ricchezza, per un economista, ma gli economisti, si sa, sono senza cuore. In uno studio di Stanford, chi riceve apprezza il denaro più di qualsiasi oggetto richiesto, mentre chi dona si aspetta che il denaro sia il regalo meno gradito<sup><a id="reference-d3da9c90-615a-443b-b91f-c0191e1e8330" class="footnote-ref" href="#footnote-d3da9c90-615a-443b-b91f-c0191e1e8330" data-id="d3da9c90-615a-443b-b91f-c0191e1e8330">2</a></sup>.</p>
<p>E le Smartbox sono in effetti il braccio armato privilegiato del regalo. Nel 2017 si vendevano 1,2 milioni di cofanetti all’anno in Italia, nel 2025 6,5 milioni (in Europa occidentale). Pare che negli USA il 43% degli adulti abbia una gift card ancora da usare, per circa 244 euro di valore. Ci sono 27 miliardi di dollari investiti così, pensate.</p>
<p>Ma perché non regalare direttamente i soldi, opzione caldeggiata dagli economisti per massimizzare l’utilità? Perché regalare i soldi fa brutto. “Se mi regali i soldi non mi hai pensato”, è il terrore del donatore, per quello che penserà il ricevente, ma gli economisti non considerano queste robe da mammolette. In realtà molto spesso nemmeno il ricevente, che preferirebbe di gran lunga il contante, la smart box universalmente più accettata nel mondo occidentale, almeno. Eh no, non si può, i contanti non si possono infiocchettare. E poi vuoi mettere regalare un’esperienza, “visto che la gente oggi ha già tutto”? <em>Una degustazione di vini</em>, per esempio?</p>
<p>Sempre Stanford sintetizza: chi dona è disposto a spendere 100 dollari per un regalo che chi riceve pagherebbe 80. Questo è il fondamento di metà dell’economia attuale.</p>
<p>Se ci pensate, è un settore interamente costruito su un bias irrazionale. Non è meraviglioso?</p>
<h5>Relax totale, nel cassetto</h5>
<p>Il boomerang, dicevo. Il ricevente lo mette da qualche parte, e attende il momento in cui avrà voglia di affrontare la trafila di falliti tentativi di prenotazione (quantomeno senza sovrapprezzo imposto per qualunque cosa). La leggenda per cui buona parte delle box non viene utilizzata è vera. Non siete voi, sono loro. Del resto, come potrebbero avere un utile dopo tutti questi passaggi? L’abbandono ha anche un nome: <em>breakage</em>, cioè la quota di buoni venduti e mai usati. Si stima, a seconda delle fonti, da un 10% a “uno su tre”, al 22%, al 35%. Non poco.</p>
<p>Quindi SB ha incassato qualcosa che nella migliore delle ipotesi pagherà molto tardi, e nella migliore ancora, mai. La finanza è sottovalutata, nel marketing.</p>
<p>Però, da parte del ricevente, perché lasciare scadere un coupon? Non ha senso, no? Eppure qui è il costo opportunità<sup><a id="reference-e5944978-94f9-4656-ab23-b74881b135c9" class="footnote-ref" href="#footnote-e5944978-94f9-4656-ab23-b74881b135c9" data-id="e5944978-94f9-4656-ab23-b74881b135c9">3</a></sup> che entra in campo. Lo sforzo per usarlo ha un costo, nella nostra testa. Perfino quei 10 euro di supplemento weekend che ci chiedono ci infastidiscono di più che perdere tutto il pacchetto. E a un certo punto, perdere qualcosa che non abbiamo davvero pagato ci fa meno male di perdere dei soldi. A volte sapere che è scaduta, la SB, è un sollievo. Del resto, incaponirsi sarebbe cedere ai <em>sunk cost</em><sup><a id="reference-b7a5f322-eb24-4123-9031-83f95a7ece81" class="footnote-ref" href="#footnote-b7a5f322-eb24-4123-9031-83f95a7ece81" data-id="b7a5f322-eb24-4123-9031-83f95a7ece81">4</a></sup>, mai contenti gli economisti.</p>
<p>Dicevamo che il modello sembra aver visto tempi migliori. Il fondatore, magnate con idee di estrema-estrema destra<sup><a id="reference-6df6e300-53b1-4631-9816-11b299713897" class="footnote-ref" href="#footnote-6df6e300-53b1-4631-9816-11b299713897" data-id="6df6e300-53b1-4631-9816-11b299713897">5</a></sup>, ha già subito vari boicottaggi, e denunce per pratiche commerciali scorrette, in Francia. Ma questo non ha mai danneggiato davvero nessuno.</p>
<p>È che quello che era smart è diventato cringe. E queste cose che ci chiedono di lavorare per loro – fosse pure una mail o una telefonata – ci danno fastidio. E ci aleggia un po’ la tristezza da Groupon<sup><a id="reference-5164d9e7-e5c9-46b0-95c6-ac79dc6cd681" class="footnote-ref" href="#footnote-5164d9e7-e5c9-46b0-95c6-ac79dc6cd681" data-id="5164d9e7-e5c9-46b0-95c6-ac79dc6cd681">6</a></sup>.</p>
<p>Ma da qui a vederlo scomparire, secondo me, ce ne passa. Ci sarà sempre una cena aziendale o un compleanno molesto a cui dover partecipare con qualcosa in mano. E poi la regola del libero mercato ormai la sapete: qualunque cosa può essere rivenduta, per un prezzo sufficientemente basso. Quindi se cercate delle Smartbox su Vinted, le trovate al 50-60% del prezzo, con scadenza di almeno sei mesi. Le potete comprare, poi riregalare, e qualcuno poi le rivenderà, e così via in un circolo infinito di regali adempiuti, in cui nessuno dovrà mai davvero – finalmente – usufruirne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Be’, arrivando a leggere fino a qui ti <a href="https://steady.page/it/minimarketing/newsletter/sign_up" target="_blank" rel="noopener">candidi a ricevere i prossimi numeri </a>. Se preferisci, c’è anche la versione via <a href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDV7BYGzzKa2ePgG734" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WhatsApp </a>, <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Telegram </a> e <a href="https://www.linkedin.com/build-relation/newsletter-follow?entityUrn=6916064587469447168" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> (ma lì esce al mercoledì successivo, tipo un reminder).</p>
<hr />
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<div class="editor__cta_button">In finanza l’arbitraggio è guadagnare sulla differenza di prezzo della stessa cosa in due posti diversi. Qui la differenza sta tra la fatica di scegliere un regalo e l’imbarazzo di regalare soldi, e Smartbox si piazza esattamente in mezzo. <a href="#reference-2ae24e83-9b51-471f-a0f8-625aad35b9aa"><img fetchpriority='high' src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></div>
<ol class="footnotes">
<li id="footnote-d3da9c90-615a-443b-b91f-c0191e1e8330" data-id="d3da9c90-615a-443b-b91f-c0191e1e8330"><a href="https://www.gsb.stanford.edu/insights/give-them-gift-theyre-expecting" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Give Them the Gift They&#8217;re Expecting | Stanford Graduate School of Business </a> <a href="#reference-d3da9c90-615a-443b-b91f-c0191e1e8330"><img fetchpriority='high' src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
<li id="footnote-e5944978-94f9-4656-ab23-b74881b135c9" data-id="e5944978-94f9-4656-ab23-b74881b135c9">Il costo opportunità è il valore di quello a cui rinunciamo quando scegliamo di fare altro. Qui è la mezza giornata passata al telefono con gli agriturismi, che avremmo potuto spendere in qualsiasi altro modo, divano compreso. <a href="#reference-e5944978-94f9-4656-ab23-b74881b135c9"><img fetchpriority='high' src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
<li id="footnote-b7a5f322-eb24-4123-9031-83f95a7ece81" data-id="b7a5f322-eb24-4123-9031-83f95a7ece81">“Sunk cost”, in italiano “costi sommersi”, sono i soldi (o il tempo) già spesi e ormai irrecuperabili, qualunque cosa decidiamo di fare dopo. Per un economista andrebbero ignorati, perché nelle scelte contano solo costi e benefici da qui in avanti. Noi invece ci restiamo attaccati, ed è per questo che usciamo con la febbre per il concerto già pagato o finiamo il piatto pessimo perché tanto ormai l’abbiamo ordinato. Con la box la mossa razionale sarebbe lasciarla scadere senza rimpianti, che è poi quello che fanno in tanti. <a href="#reference-b7a5f322-eb24-4123-9031-83f95a7ece81"><img fetchpriority='high' src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
<li id="footnote-6df6e300-53b1-4631-9816-11b299713897" data-id="6df6e300-53b1-4631-9816-11b299713897">È Pierre-Édouard Stérin, miliardario francese e cofondatore di Smartbox, che nel 2024 ha lanciato il progetto Périclès, 150 milioni di euro in dieci anni per portare alla vittoria la destra e l’estrema destra in Francia. Da lì sono partiti gli appelli a boicottare i cofanetti. <a href="#reference-6df6e300-53b1-4631-9816-11b299713897"><img fetchpriority='high' src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
<li id="footnote-5164d9e7-e5c9-46b0-95c6-ac79dc6cd681" data-id="5164d9e7-e5c9-46b0-95c6-ac79dc6cd681">Groupon, per chi nel 2011 andava ancora alle elementari, era il sito dei coupon scontati per cene e massaggi a metà prezzo, che per qualche anno sembrò il futuro del commercio e poi, molto in fretta, smise di esserlo. <a href="#reference-5164d9e7-e5c9-46b0-95c6-ac79dc6cd681"><img fetchpriority='high' src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
</ol>
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		<item>
		<title>L’era dei cicloni</title>
		<link>https://www.minimarketing.it/2026/10/lera-dei-cicloni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Diegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 11:52:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
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					<description><![CDATA[Non c’è solo la crisi climatica, sono in crisi anche le consolidate teorie su consumo e marketing]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-630952205-2" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/steady-audio-630952205.mp3?_=2" /><a href="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/steady-audio-630952205.mp3">https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/steady-audio-630952205.mp3</a></audio>
<p>Non c’è solo la crisi climatica, sono in crisi anche le consolidate teorie su consumo e marketing</p>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Questa settimana ho parlato all’Hospitality Day di Rimini, in una sala chiamata “Ispiration Room”, cioè quella principale.</p>
<p>Parlavo dopo un popolare scrittore di libri di self-help, e devo ammettere che ho faticato a concentrarmi su quello che avrei dovuto dire in seguito, tanto meraviglioso era la sua abilità di corteggiare la folla (soprattutto femminile) che pendeva dalle sue labbra e dalle sue slide prescrittive, e anche dalle battute (rudi e un po’ da bar per il mio animo radical chic) ma che con grande mia sorpresa – e invidia – causavano grosse risate in una sala gremita come una chiesetta di montagna per un matrimonio da 500 persone.</p>
<p>Ma almeno mi ha tirato la volata, come faceva Striscia la Notizia al film delle 21. E siccome la teoria dello scrittore di self-help era che la gente lo stava ad ascoltare in quanto infelice (circa), io mi sono congratulato con i rimasti: erano così felici, evidentemente, che potevano sopportare uno speech in cui parlavo di marketing e uragani.</p>
<p>E quindi oggi lo racconto anche a voi che leggete, ma userò come titoletti il gergo del self-help. Ma prima due parole sullo sponsor.</p>
<p><mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">Grazie a </mark><strong><mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">Banca Etica </mark></strong><mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">che supporta questo numero.</mark></p>
<div class="post_content__title_line">Sponsor</div>
<h2><strong>Perché metto i miei soldi al servizio di qualcosa in cui credo</strong></h2>
<p><strong>È più facile dare la colpa al capitalismo, alla politica, ai super ricchi, </strong>che sbattersi a cambiare banca, soprattutto se è una che non ha i mezzi per fare la splendida app <em>che-non-sembra-nemmeno-che-sia-una-banca</em> delle banche digitali che fanno pubblicità ovunque.</p>
<p>Ognuno di noi può avere un ruolo. Spesso quando ci arrabbiamo con i grandi fondi speculativi non ci facciamo la domanda “ma da dove prendono tutti questi soldi?”. E indovinate un po’? Da gente come me e te.</p>
<p>Ecco, secondo me, oggi è venuto il momento di dare un’occhiata a un’alternativa, tipo i fondi di investimento di Etica SGR, proposti da Banca Etica. Io l’ho fatto da una decina di anni: non investono in dittatori, armi, petrolio (e nemmeno nel diesel) stanno sul mercato con rendimenti e costi da 25 anni, e riportano la finanza al servizio delle persone, e non viceversa.</p>
<div class="editor__cta_button"><a href="https://gluca.us/fondietici" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Informati qui </a></div>
<p>Se non si è capito, questo è un messaggio pubblicitario con finalità promozionale: prima dell’adesione leggi qui<sup><a id="reference-7eb3ea7c-69a2-483f-9a40-40cda9cafba3" class="footnote-ref" href="#footnote-7eb3ea7c-69a2-483f-9a40-40cda9cafba3" data-id="7eb3ea7c-69a2-483f-9a40-40cda9cafba3">1</a></sup>.</p>
<hr aria-hidden="true" />
<blockquote><p>Ti interessa arrivare all’attenzione (vera) <mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">di più di 25.000 professionisti </mark>che lavorano nel marketing, nel commerciale, nella tecnologia e nella comunicazione? Guarda il <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">media kit </a> e manda una mail a <a href="mailto:gluca@diegoli.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gluca@diegoli.com </a> per info su costi e disponibilità.</p></blockquote>
<hr aria-hidden="true" />
<h2>Dunque, che cosa sono questi cicloni?</h2>
<p>È una teoria che ho iniziato a sviluppare durante le presentazioni di <a href="https://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Seguimi!</em> </a> e ho affinato applicandola a settori molto diversi. La tesi, in breve. Le piattaforme come TikTok se ne sbattono dei follower e premiano qualunque contenuto attiri attenzione, e creator e influencer producono specularmente ciò che serve alle piattaforme, cioè l’engagement. Il risultato è un’accelerazione di mode e trend che manda in pensione il marketing come sequenza ordinata di “analizzo il settore, creo un prodotto, lo coltivo con l’advertising, lo distribuisco nei supermercati”, eccetera.</p>
<p>Non che gli arnesi che abbiamo usato in questi anni siano obsoleti (Google, Meta, sito, piattaforme alla Booking, ecc.) ma non sono più i luoghi dove le cose si creano. Sono quelli dove si scaricano a terra (le casse automatiche della situazione), mentre altrove si formano i primi scontri di correnti d’aria che poi porteranno l’uragano che sconvolgerà interi settori, a volte nemmeno correlati in termini “merceologici”. I settori, visti dai creatori di contenuto, non esistono: i prodotti sono solo dei possibili modi di monetizzazione. Non importa se un bidet è classificato nel settore arredo bagno, se fa engagement può essere associato a un video di turiste americane scioccate davanti al bagno di un B&amp;B napoletano. E di colpo diventa un oggetto di conversazione globale, senza che nessun product manager del settore se ne sia accorto, perché nessuna ricerca di mercato sull’arredo bagno avrebbe mai monitorato le vacanze in Campania di una ventenne del Texas. Il ciclone si forma lì, lontano dalla costa, e quando tocca terra spesso è troppo tardi. Non so perché in diretta mi è venuto in mente questo esempio, anzi lo so, è perché mentre ascoltavo il <em>self helper </em>ho adocchiato il badge della mia vicina: Duravit, arredobagno.</p>
<p><strong>Hai imparato ad ascoltare i segnali?</strong></p>
<p>Se, come a Rimini, in sala conoscono i Labubu (la maggioranza) vuol dire che è tardi, parabola discendente. Quando il fenomeno è sconosciuto a tutti, è ancora potenzialmente interessante (le Stanley Cup). Metà e metà di mani alzate per la frutta realistica, citata qualche mese fa dal Post (quando un trend arriva sul Post è poco prima del picco massimo, è il mio barometro personale e vale quel che vale).</p>
<p>Chi l’avrebbe detto che un trend di contenuto estivo turistico sarebbe stato quello dei treni con vagone per bambini, con tanto di scivolo? E che, mesi dopo, a cascata avrebbe magari spostato le prenotazioni di un family hotel di Rimini?</p>
<p><img fetchpriority='high' src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/Senza_titolo.webp" alt="" /></p>
<p>Io credo che oggi la parte più importante del marketing, nell’era dei cicloni, sia avere un radar sul contenuto a largo spettro, ancora prima che su settori, quote di mercato, parole chiave e quel tipo di cose. Studenti di marketing, ricordate che lo zeitgeist è il mercato (e viceversa).</p>
<p>E i creator, oltre che ripetitori di segnale, oggi fanno da antenna. Le loro migrazioni disegnano il nuovo mercato, e a volte la strada da seguire. L’influenza sugli acquisti di un singolo brand resta tutta da dimostrare; quella vera è creare nuove categorie, nuovi (modi di presentare dei) prodotti e nuove dinamiche di scelta, a una velocità che lascia l’industria senza margine per adeguarsi.</p>
<p>Perché ora l’ube è introvabile? (Se vi state chiedendo cos’è, è già troppo tardi.) Perché qualche creator ha deciso che il viola era il nuovo verde, e il latte all’ube il nuovo matcha. Peccato che i contadini filippini non possano piantare tuberi alla velocità di un ciclone algoritmico. Il matcha, del resto, aveva fatto lo stesso giro poco prima, con gli scaffali vuoti a Kyoto (“il battito di ali di farfalla in Giappone”), e intorno<em> Perfect Days </em>di Wenders, i viaggi di gruppo a Tokyo, il Giappone tutto, settori scollegati uniti per vie traverse. E il pistacchio, esaurito in mezzo mondo dall’orrido cioccolato di Dubai, ce lo siamo già dimenticati. Il ciclone non chiede il permesso all’industria: arriva, svuota i magazzini e se ne va. Chi ha il radar lo vede formarsi, creator per primi; gli altri lo scoprono guardando il TG1 quando tutto è ormai finito, come mia madre.</p>
<p><strong>Sei pronto a diventare la versione migliore del tuo dettaglio?</strong></p>
<p><!--steady-paywall--></p>
<p>Quindi, la mia ricetta riminese è una sola. Creare un radar è l’assicurazione antifragile<sup><a id="reference-4f41bb34-1750-4459-bd0a-7efc50eba775" class="footnote-ref" href="#footnote-4f41bb34-1750-4459-bd0a-7efc50eba775" data-id="4f41bb34-1750-4459-bd0a-7efc50eba775">2</a></sup> del marketing contemporaneo. Nessuno vi garantisce che il vostro prodotto/settore sarà (intercettato da un) ciclone, ma vale la pena stare all’erta. Anche solo per vedere cosa combina quando investe altri brand e altri settori. (Ho proposto perfino un prompt per ChatGPT, lo trovate alla fine, ma è proprio una bozza. Non valgono le scuse di non avere tempo).</p>
<p>Avere una mentalità rapida di trend hunting è necessario, e in ogni caso vi guiderà nell’inevitabile processo di ultra-specializzazione, di costruzione di un’unicità (“non siete un family hotel, siete un hotel per famiglie che vogliono… cosa?”) che sembra essere l’unica via di scampo dalla banalizzazione<sup><a id="reference-d5932263-2859-46e9-91c3-b21426877708" class="footnote-ref" href="#footnote-d5932263-2859-46e9-91c3-b21426877708" data-id="d5932263-2859-46e9-91c3-b21426877708">3</a></sup> di ogni cosa.</p>
<p>Dal contenuto si capisce qual è il dettaglio che alimenta il ciclone (la sensorialità tiktokiana è al centro di tutte queste mode di pasticceria). È il cosiddetto <em>talk trigger</em>, nome ed esempio di un libro del 2018<sup><a id="reference-a9b5a467-867c-4fe4-97f2-1006d1384180" class="footnote-ref" href="#footnote-a9b5a467-867c-4fe4-97f2-1006d1384180" data-id="a9b5a467-867c-4fe4-97f2-1006d1384180">4</a></sup>, che allora sembrava velleitario, oggi è un manuale d’uso. Il prodotto potrebbe essere al 99,9% uguale, ma è il dettaglio “di cui si parla” a essere virale. Il dettaglio è la nuova differenziazione nell’epoca dei cicloni.</p>
<p>E poi, se siete bravi e fortunati, quel dettaglio si alimenterà fino a far riconoscere tra loro le persone che gli stanno attorno. A creare una mitologia fondativa, un linguaggio, un’appartenenza legata a un rito. Quando il ciclone passerà, in qualche caso rimarrà sul terreno un (magari piccolo ma profittevole) brand cult<sup><a id="reference-799ee679-91c2-4cd8-8756-fbddb07674d7" class="footnote-ref" href="#footnote-799ee679-91c2-4cd8-8756-fbddb07674d7" data-id="799ee679-91c2-4cd8-8756-fbddb07674d7">5</a></sup>.</p>
<p>Chissà se sono stato all’altezza dell’Inspiration Room. Spero che la vicina col badge Duravit abbia almeno cercato bidet su TikTok. Sicuramente, nel treno da Rimini a Bologna non c’era ancora la carrozza bambini e men che meno lo scivolo, ma magari Trenitalia ha già un radar puntato.</p>
<pre><code class="language-plaintext">Sei un trend scout per l’ospitalità. Il mio hotel: [tipo e stelle] a [località]. I miei ospiti: [segmento, es. famiglie con bambini sotto i 6 anni], da [paesi di provenienza], in [mesi di apertura].

Cerca negli ultimi 30 giorni, anche in [lingue dei miei mercati], i segnali deboli: attività, oggetti, abitudini ed estetiche di viaggio che questo pubblico sta iniziando a cercare.

Scarta le tendenze già note e quelle già segnalate la settimana scorsa. Dammi 3 segnali deboli con 2 fonti ciascuno. Per ognuno, 3 hashtag TikTok nella loro lingua, esistenti e di nicchia (escludi #travel, #italy, #hotel, #vacation), 1 parola chiave da controllare su Google Trends nei loro paesi e 1 creator di nicchia che ne parla nella loro lingua. Usa solo fonti verificate.</code></pre>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Be’, arrivando a leggere fino a qui ti <a href="https://steady.page/it/minimarketing/newsletter/sign_up" target="_blank" rel="noopener">candidi a ricevere i prossimi numeri </a>. Se preferisci, c’è anche la versione via <a href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDV7BYGzzKa2ePgG734" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WhatsApp </a>, <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Telegram </a> e <a href="https://www.linkedin.com/build-relation/newsletter-follow?entityUrn=6916064587469447168" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> (ma lì esce al mercoledì successivo, tipo un reminder).<a href="https://lettera.minimarketing.it/posts" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Visualizza tutti i post </a></p>
<ol class="footnotes">
<li id="footnote-7eb3ea7c-69a2-483f-9a40-40cda9cafba3" data-id="7eb3ea7c-69a2-483f-9a40-40cda9cafba3">Prima dell’adesione leggi KID (<a href="https://www.eticasgr.com/clienti-privati/documentazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Informazioni chiave del prodotto </a>) e <a href="https://www.eticasgr.com/clienti-privati/documentazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Prospetto dei fondi </a> di Etica Sgr, disponibili presso uffici e filiali di Banca Etica, e sul sito <a href="http://www.eticasgr.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.eticasgr.com </a>. Per avere approfondimenti in relazione ai rischi relativi agli investimenti è possibile rivolgersi a filiali e consulenti di Banca Etica o consultare i KID sul sito di Etica Sgr. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. <a href="#reference-7eb3ea7c-69a2-483f-9a40-40cda9cafba3"><img fetchpriority='high' src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
<li id="footnote-4f41bb34-1750-4459-bd0a-7efc50eba775" data-id="4f41bb34-1750-4459-bd0a-7efc50eba775">“Antifragile” è il termine coniato da Nassim Nicholas Taleb nel libro omonimo (2012) per indicare ciò che non si limita a resistere agli shock e al caos, come fa una cosa robusta, ma ne trae vantaggio e si rafforza grazie a essi. <a href="#reference-4f41bb34-1750-4459-bd0a-7efc50eba775"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
<li id="footnote-d5932263-2859-46e9-91c3-b21426877708" data-id="d5932263-2859-46e9-91c3-b21426877708">“Banalizzazione” è la traduzione dell’inglese commoditization: il processo per cui prodotti e servizi diventano sempre più indistinguibili tra loro, tanto che il cliente finisce per sceglierli solo in base al prezzo. <a href="#reference-d5932263-2859-46e9-91c3-b21426877708"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
<li id="footnote-a9b5a467-867c-4fe4-97f2-1006d1384180" data-id="a9b5a467-867c-4fe4-97f2-1006d1384180">Jay Baer e Daniel Lemin,<em> Talk Triggers: The Complete Guide to Creating Customers with Word of Mouth </em>(Portfolio, 2018). Il talk trigger è un dettaglio operativo volutamente insolito, che spinge i clienti a parlare spontaneamente di un brand. L’esempio più citato è il biscotto caldo che gli hotel DoubleTree regalano al check-in. <a href="#reference-a9b5a467-867c-4fe4-97f2-1006d1384180"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
<li id="footnote-799ee679-91c2-4cd8-8756-fbddb07674d7" data-id="799ee679-91c2-4cd8-8756-fbddb07674d7">Per saperne di più c’è il mio libro, mi sa che non l’ho promosso abbastanza, a Rimini. <a href="#reference-799ee679-91c2-4cd8-8756-fbddb07674d7"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
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		<title>Il modello del grande festival letterario</title>
		<link>https://www.minimarketing.it/2026/10/il-modello-del-grande-festival-letterario.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Diegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 07:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accertamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Un reportage esclusivo per voi da un outsider al Festival della Letteratura di Mantova]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Un reportage esclusivo per voi da un outsider al Festival della Letteratura di Mantova</h5>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Stavo guardando un torneo di tennis (cara lettrice, caro lettore, due settimane fa <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/il-mio-guru-del-tennis-club.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ti avevo avvertito </a>). Siamo a Shanghai. La pallina finisce in tribuna, una ragazza la prende, la telecamera l’inquadra. Lei non sa che fare, si guarda attorno: la devo restituire? A chi? Come? Poi estrae il cellulare, e tenendo la pallina in mano, la fotografa. In effetti vale l’esperienza, la pallina da sé non vale nulla. Non so se l’ha poi restituita, la regia cinese ha deciso di soprassedere.</p>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Vi mancano le letture <em>spensierate ma profonde</em>? C’è il <a href="https://gluca.us/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio nuovo libro </a>, <em>Cose divertenti</em>. Siete invece di quelli seri? La settimana prima ho parlato di <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/ogni-maledetto-budget.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">budget di marketing. </a></p>
<blockquote><p>Grazie a <strong>Lengow </strong>che supporta questo numero.</p>
<p>Forse ti potrebbe interessare arrivare <mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">a più di 25.000 professionisti </mark>che lavorano nel marketing, nel commerciale, nella tecnologia e nella comunicazione, con un livello di attenzione alto.</p>
<p>Guarda il <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">media kit </a> e manda una mail a <a href="mailto:gluca@diegoli.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gluca@diegoli.com </a> per info su costi e disponibilità (<strong>ho un last last minute a ottobre super cheap, per chi primo arriva</strong>).</p></blockquote>
<div class="post_content__title_line">Sponsor</div>
<p><mark style="background-color: #def4dc; color: inherit;">[Alt! 15 secondi di attenzione per lo </mark><a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><mark style="background-color: #def4dc; color: inherit;">sponsor</mark> </a><mark style="background-color: #def4dc; color: inherit;"> che ti regala questa puntata]</mark></p>
<p><a href="https://gluca.us/lengow" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/macbook-mockup-tiktok-1200x675-1.webp" alt="" /> </a></p>
<h2><strong>Ma parliamo di TikTok Shop, che è ora</strong></h2>
<p>Prima o poi qualcuno te la fa, la fatidica domanda: «E TikTok Shop? Ci siamo?». La famigerata peak season è a soli 24 giorni di distanza e l&#8217;Italia è il quinto mercato TikTok Shop in Europa.</p>
<p>Il 13 ottobre Lengow svelerà <a href="https://gluca.us/lengow" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i dati di vendita italiani settore per settore </a>, e quanto pesano i primi dieci TikTok shop. Ci sarà anche il caso DARTY, live su TikTok Shop in 40 giorni. Poi ci sarà un Q&amp;A: preparate le domande.</p>
<p>Imperdibile per ecommerce, marketing e sales manager e chiunque in agenzia o da freelance dovrà rispondere alla fatidica domanda.</p>
<p><a href="https://gluca.us/lengow" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Registrati al webinar del 13 ottobre, alle 11 </a>. Al peggio lo guardi in differita. Mi collego anch&#8217;io.</p>
<div class="editor__cta_button"><a href="https://gluca.us/lengow" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Prenota un posto gratis </a></div>
<hr aria-hidden="true" />
<h2>Il business model del grande festival letterario</h2>
<p>Ho una morbosa attrazione per i festival letterari. Cioè, ci vado volentieri, meglio della noia domenicale (ma non meglio di quella del sabato pomeriggio, bellissima), ma non è il punto. La mia attrazione è per il loro modello di business, che però non è di business (cioè dai, i libri, in Italia, sono un settore molto più piccolo di quello degli infissi in alluminio), è un modello che però gira, e questo mi attrae, perché se non è di business, che cosa lo fa girare?</p>
<p>Nel 2025 avevo partecipato a un festival iperlocale, quelli in cui ci sono nomi grossi ma un po’ <em>âgé</em>, una specie di isola degli scrittori, in cui aziende locali, amministratori e assessore alla cultura spingono valorosamente per portare la stessa cultura nella forma più appetibile (anche in senso gastronomico) alle lande delle zone interne. Trovate il reportage qui sotto.</p>
<p><a class="inline_link" href="https://www.minimarketing.it/2025/06/e-venerdi-fenomenologia-del-festival-cultural-letterario-in-provincia-fclp.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-embedly-card="true" data-card-controls="0" data-card-recommend="0" data-card-width="100%">https://www.minimarketing.it/2025/06/e-venerdi-fenomenologia-del-festival-cultural-letterario-in-provincia-fclp.html </a></p>
<p><strong>Tutti i festival felici si somigliano</strong></p>
<p>Quest’anno sono tornato invece alla massima rappresentazione del festival letterario di massa, quello di Mantova, per controllare cosa succede dall’altra parte dello spettro dei festival. In mezzo ci sono i festivalini romani e milanesi, piccoli ma urbani, sagre senza la gente ripugnante delle vere sagre, che fanno un po’ storia a sé: a Roma poi giocano in casa, metà degli scrittori italiani nasce o vive direttamente lì, sarà l’aria del ponentino al Pigneto o il carciofo alla giuda (o giudea? O giadea? Non mi ricordo mai senza googlare), Roma è una <em>zona blu</em> della letteratura, chissà.</p>
<p>Mantova invece è nazionale-ma-anche-internazionale-pop-ma-anche-wannabe-colta, dura ben una settimana – anche se durante i feriali la quota di pensionati e addetti ai lavori, oltre che di appassionati mantovani, è davvero prevalente. Ah, dimenticavo: e di insegnanti, perché è strategicamente, con un colpo di genio, inserita a calendario in modo che non sia riarsa dal sole della crisi climatica ma anche non troppo a raso con le prime riunioni per il calendario scolastico, e men che meno con l’inizio delle lezioni. Comunque le riconoscete dal look alla Desigual.</p>
<p>Quindi: il festival è inserito in una <em>splendida cornice</em>, come si dice. Chiese barocche, cortili rinascimentali, piazze suggestive perfino per un italiano medio, abituato alla grande bellezza eccetera. L’occhio vuole la sua parte, non solo per l’inchiostro. E la bocca, pure: il complesso industriale della ristorazione locale lavora ai suoi massimi potenziali e pure di più; chiunque abbia un pomeriggio libero viene impiegato per servire sbrisolona, affettati e tortelli di zucca. Le note spese degli editoriali milanesi (ho scoperto che si chiamano così quelli che lavorano nel settore) e le pensioni medio-alte dei pensionati colti sono terreni fertili durante la settimana (e poi rispetto ai prezzi di Milano perfino il conto più assurdo di Mantova appare ragionevole). Ho il sospetto che vengano venduti più spritz che libri, ma è solo una mia bieca stima.</p>
<p>Se capitate durante la settimana al Festival della Letteratura (anzi <em>Festivaletteratura</em>, che mi fa impazzire, con una sola L) fateci caso: i turisti sono casual-sandalizzati, gli abitanti lavorano e quindi non si vedono. Per una volta, quelli vestiti meglio degli altri sono gli editoriali, che di solito sono quelli vestiti peggio nelle riunioni. Si dividono tra quelli in giacca (!) e quelli vestiti come per un trekking nelle paludi del Mekong. Ce n’è poi uno in particolare, lo incontro tutti gli anni: fuma il sigaro e ne sento la presenza da lontano, ma non so chi sia e non ho mai il coraggio di chiedergli cosa fa nella vita – ma sono sicuro che lavori nella cultura libraria, ci scommetterei. Se avete indizi, scrivetemi.</p>
<p>Durante il weekend poi, vale tutto. La città brulica, diventa come se a ChatGPT chiedete di ambientare un festival letterario con migliaia di persone ma dentro Dispensa Emilia, ma con un tocco degli sponsor del Festival dell’Unità di Reggio Emilia. Visto dal weekend di festlet (userò l’abbreviazione ufficiale per tagliare il nodo gordiano) sembra che sia il libro un settore promettente in cui investire, altro che le crypto. Ma è come valutare il vino dal numero di ubriachi al Vinitaly, non è un indicatore valido.</p>
<p><strong>Leggere stanca</strong></p>
<p>In sintesi: ci sono tre piani (almeno) di possibile analisi. Quello di scrittori e scrittrici (ogni annuncio è gender-corretto, al festival, benvenuti e benvenute, ecc. – cosa che a me piace tanto, la uso sempre), che hanno una specie di rapporto di odio-amore con il festlet. Quello degli editori, che cercano di portare libri nuovi, sgomitando. Quello dei partecipanti, che si devono districare nelle tattiche per riuscire a entrare alle presentazioni.</p>
<p>Partiamo da un piccolo intermezzo di riflessione per notare gli incroci tra i piani: da un po’ vedo che le presentazioni ai festival letterari sono più affollate delle vendite dei libri (non dico lì al banchetto, ma proprio in generale). Ci piace andare ad ascoltare l’autore, più che leggerlo. A volte ci basta vederlo. A Mantova l’hanno capito, e con la scusa di rendere più efficiente il sistema di prenotazione hanno reso da sempre a pagamento la gran parte delle presentazioni. (Non come quei pauperisti di Internazionale a Ferrara, con i loro biglietti gratis che però paghi in ore di coda sotto il sole o la pioggia – si veda qui sotto).</p>
<p><a class="inline_link" href="https://www.minimarketing.it/2025/10/e-venerdi-a-ferrara-in-fila-verso-il-culto-di-internazionale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-embedly-card="true" data-card-controls="0" data-card-recommend="0" data-card-width="100%">https://www.minimarketing.it/2025/10/e-venerdi-a-ferrara-in-fila-verso-il-culto-di-internazionale.html </a></p>
<p>Alla fine a Mantova un’ora con con uno scrittore ti costa come un 50% del prezzo del libro. E FUNZIONA. Certo, l’autore deve essere <em>di grido</em> (oddio, ho scritto “di grido”: sto cominciando a parlare come uno delle PR editoriali), insomma deve esserci la vox populi (“c’è Ammaniti!”) oppure <em>raro</em> (autore iraniano perseguitato ed emigrato in Irlanda ecc., meglio se con pochi anni di vita utili ancora).</p>
<p>È il miracolo/mistero dei festival pieni e delle presentazioni singole in libreria vuote. Forse è il contrario della ricetta Wu Ming (fare presentazioni per vendere libri): è fare libri per vendere presentazioni, quella giusta.</p>
<p>Ma torniamo agli scrittori: i prezzemolini, quelli che fanno tutti i festival, scrivono e parlano ovunque sono poco apprezzati, apparentemente, e a logica economica, a ragione. Ma ogni tanto si infiltrano comunque. È in questo punto di incrocio delle correnti calde-fredde che il piano autore vs festival si attraversano con risultati drammatico-temporaleschi (o comici, a secondo di chi osserva la scena).</p>
<p>Ogni anno l’autore escluso (italiano, gli altri manco ci pensano), soprattutto se prezzemolino quindi non abituato a essere escluso, sosterrà che il festival a) è riservato ai soliti amici degli amici b) è oramai troppo commerciale c) non è più quello degli esordi. Posterà un post in cui dirà che lui non ci teneva, ma che sarebbe anche andato, ma che la sua esclusione dipende da uno, due o tutti i punti precedenti. E lì una serie infinita di scrittori sconosciuti e perfino autopubblicatisi dirà nei commenti “anche io, mi hanno bannato!” “eh, anche io non conosco le persone giuste”.</p>
<p><strong>Il castello</strong></p>
<p>Ma veniamo al piano spettatore vs festival: ogni festival che si rispetti ha un sito incomprensibile – è probabilmente la lobby dei tipografi, vecchi alleati che si intromettono a boicottare i <em>nuovi</em> media – e alla fine la cosa più sensata che puoi fare è scaricare il PDF (che è solo lo stampato della guida cartacea stampata dalla lobby dei tipografi) e interrogare ChatGPT. Ma nemmeno <em>lui</em> è riuscito a capire come prenotare quello che era rimasto libero (tutti i famosi erano pieni). Se googli, normalmente esce il programma dell’anno prima. E niente, ho dovuto <em>chiamare</em>, e mi hanno detto che prima tocca agli amici del festival – una specie di Amazon Prime – e che quando questi avranno finito (con noi, cit.) ci sarà concesso di acquistare.</p>
<p>Quindi, come altri, sono finito ad ascoltare uno scrittore greco emigrato in Svezia (o Finlandia) che non avevo mai sentito nominare prima. Be’ almeno scopro qualcosa di nuovo, penso. Pensavo che gli altri sapessero chi stavano per ascoltare, ma dalle facce attorno a me direi di no – aspettavano di capire qual era l’autore e quale l’interprete. Eravamo solo quelli che avevamo comprato i biglietti che erano rimasti. Però lui, dalla Svezia, mi consolo, sarà stato contento di vedere tanti lettori italiani delle sue opere. Siamo in pieno piano autore vs spettatori.</p>
<p><strong>Di cosa parliamo quando parliamo di libri</strong></p>
<p>Sì, perché c’è un altro paradosso (almeno per me). Quasi mai le presentazioni valgono la spesa. Perché i grandi scrittori sono allergici a parlare in pubblico. Non è il loro sport, non è che se sei un campione a tennis sai giocare a basket. Spesso si vede che lo fanno per accontentare la casa editrice, o perché “è un onore essere qui”. Quelli che parlano bene, divertono, di solito fanno podcast o reel: si sono allenati prima. E difatti le loro presentazioni sono piene: in effetti per 7,50 euro almeno si capisce qualcosa del loro libro, te lo raccontano tutto per filo e per segno.</p>
<p>Il grande scrittore, messo lì, magari con l’interprete non di simultanea che ripete ogni frase in italiano, con il dubbio di aver parlato troppo o troppo poco, dopo un po’ diventa insopportabile. L’interpretazione consecutiva, se lo scrittore è logorroico (non saper parlare non vuol dire solo non spiccicare parola), si allunga talmente nel tempo che quando ha finito di tradurre è uscito il libro successivo. Se capisci però la lingua in cui parla hai un sacco di tempo libero per scrollare il cellulare, senza farti vedere.</p>
<p>E poi c’è chi intervista (anzi “dialoga”, nella vulgata editoriale): di solito un altro scrittore. E qui inizia un ulteriore dramma. Se molti scrittori sono pessimi nel parlare, praticamente tutti sono pessimi nel fare i moderatori/intervistatori – forse psicologicamente non superano mai il fatto dell’invidia (se l’intervistato è più famoso), o del “perché mi fanno intervistare proprio questo, a ME”, se poco famoso. Non so.</p>
<p>Esordiscono tutti – qui non si fa eccezione – con “non ci interessano i dettagli personali del qui presente che tutti conosciamo (brusio di delusione in sala) MA almeno una domanda…” (sospiro collettivo di sollievo).</p>
<p>Come no? <em>Se volevamo sapere del libro compravamo il libro!</em> Ma il principale problema è l’irrisolto “quanto svelare del libro”. Ci sono moderatori che danno per scontato che TUTTI i presenti abbiano letto l’opera omnia dello scrittore, e anche lo scrittore lo pensa (cioè razionalmente sa che non è così, ma ci vuole credere, se sei un greco-svedese approdato a Mantova, questi avranno letto no?). E poi “non faccio spoiler” (credendo che poi compreremo il libro, eh certo, abbiamo già pagato per questo incontro!).</p>
<p>La realtà è che molti presenti sanno a malapena il titolo del libro (se è scritto in evidenza nella presentazione dell’evento). Ma dicendolo meglio: siccome gli scrittori sono troppi e i lettori pochi, e oltretutto frammentati in nicchie, a ogni presentazione trovi un 10% di ossessionati (io ero da Gospodinov – NON LO CONOSCETE? VERGOGNA!), un 20% di lettori che forse sanno qualcosa e un 50% di “c’è rimasto solo questo evento, vediamo un po’”. Il resto sono insegnanti Desigual: razza endemica, a Mantova. Cercano libri da infliggere poi agli studenti? Fanatismo verso i non pochi colleghi anche-scriventi, tra cui pure qualche prezzemolino? Bonus cultura in scadenza, da sperperare? Non lo so.</p>
<p>Quindi le domande su di un libro senza sapere di che parla ‘sto libro sono un po’ degli arcani da scoprire con intuizione e domande a Gemini – c’è tempo, se c’è l’interpretazione consecutiva e l’autore si dilunga. E insomma, si soffre sì, ma c’è sempre, in ogni presentazione a cui ho partecipato, un momento scalda-cuore. Qui il greco-svedese dice “le parole vengono dal cuore, anche se non conoscete una lingua (come lui lo svedese) poi troverete le parole”: il pubblico di scrittori mancati esplode in un applauso liberatorio.</p>
<p><strong>E quindi uscimmo a riveder le stelle</strong></p>
<p>Fine, applauso, abbraccio sul palco. Si passa davanti alle copie in vendita nel sagrato della chiesa sconsacrata (una donna, nel dubbio, si fa comunque il segno della croce, uscendo) con l’espressione colpevole e falsa di chi <em>ha già il libro a casa</em>.</p>
<p>Non ho più biglietti da consumare, incrocio quelli che escono da Ammaniti e mi sorridono tronfi. Tornerò più avanti per mangiare almeno i tortelli a prezzo equo.</p>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Be’, arrivando a leggere fino a qui ti <a href="https://steady.page/it/minimarketing/newsletter/sign_up" target="_blank" rel="noopener">candidi a ricevere i prossimi numeri </a>. Se preferisci, c’è anche la versione via <a href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDV7BYGzzKa2ePgG734" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WhatsApp </a>, <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Telegram </a> e <a href="https://www.linkedin.com/build-relation/newsletter-follow?entityUrn=6916064587469447168" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> (ma lì esce al mercoledì successivo, tipo un reminder).</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/29a1dc78-5d44-4036-8aab-6e0ce7e106fb_1833x305-2.webp" alt="" /></p>
<h2>Il quiz della settimana</h2>
<p>Quanta parte del budget del Festivaletteratura arriva dagli sponsor commerciali, escluse fondazioni varie?</p>
<p>a) 73% b) 52% c) 27% d) 10%</p>
<p>Risposta alla fine.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/29a1dc78-5d44-4036-8aab-6e0ce7e106fb_1833x305-3.webp" alt="" /></p>
<h2>Il marketing insegnato dai <a href="https://ilmarketinginsegnatodainegozianti.info/random" target="_blank" rel="noopener noreferrer">negozianti </a></h2>
<p>Gesù lava più bianco, ma l’ecommerce lava h24.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://assets-proxy.steadyhq.com/https%3A%2F%2F64.media.tumblr.com%2Fc854ac4875283badf3034e32e1eef0d3%2F84cf0056a6294669-44%2Fs500x750%2Fcbde8ba3d63ec8b01b92afe74a685be41181355d.jpg?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp&amp;s=0cdd6ddcbcefedcac968d7582e036ef5" alt="image" /></p>
<p><a href="http://ilmarketinginsegnatodainegozianti.info/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ilmarketinginsegnatodainegozianti.info </a> è un progetto collettivo di gonzo journalism a cui puoi contribuire. No inoltri dai social, solo foto tue.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/11d41805-9046-4c68-8075-f62bbfb12421_1833x305-1.webp" alt="" /></p>
<h2>Scrivo cose, vedo gente</h2>
<h4><strong>Cose più o meno divertenti</strong></h4>
<p><strong>Qui</strong>: il <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/il-mio-guru-del-tennis-club.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio maestro di tennis </a> guru e <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/una-notte-allopera.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la mia prima volta all’Arena di Verona </a>.</p>
<p>Su <a href="https://www.rivistastudio.com/spiaggia-isolata-vacanze-scienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Rivista Studio</strong> </a>: perché tanta fatica per quella spiaggia così difficile?</p>
<p>Di <a href="https://gluca.us/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Cose Divertenti</strong> </a>, ne ha parlato Violetta Bellocchio nel suo podcast, qui sotto.</p>
<p><a class="inline_link" href="https://open.spotify.com/episode/5h5xvZ4E6CrD0kz7ExBCIz?si=YrPbNIsMQvmJBFBCyq_biA" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-embedly-card="true" data-card-controls="0" data-card-recommend="0" data-card-width="100%">https://open.spotify.com/episode/5h5xvZ4E6CrD0kz7ExBCIz?si=YrPbNIsMQvmJBFBCyq_biA </a><a href="https://gluca.us/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/Untitled_design_28329-1.webp" alt="" /> </a></p>
<h4><strong>Cose più o meno serie</strong></h4>
<p><a class="inline_link" href="https://www.minimarketing.it/2026/10/il-consumatore-artificiale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-embedly-card="true" data-card-controls="0" data-card-recommend="0" data-card-width="100%">https://www.minimarketing.it/2026/10/il-consumatore-artificiale.html </a><a class="inline_link" href="https://www.minimarketing.it/2026/09/ogni-maledetto-budget.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-embedly-card="true" data-card-controls="0" data-card-recommend="0" data-card-width="100%">https://www.minimarketing.it/2026/09/ogni-maledetto-budget.html </a></p>
<p>Quanto conta distinguersi? 15 minuti con il <a href="https://youtu.be/5YvrWeI4t_w" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vodcast del festival del Fundraising </a>.</p>
<p>Grazie a Business Weekly per la <a href="https://businessweekly.it/seguimi-quando-il-marketing-diventa-culto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">recensione </a> di <em>Seguimi!</em></p>
<h4><strong>Dove sarò prossimamente</strong></h4>
<p>Il classico <a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7470484401349451776/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hospitality Day </a>, Rimini, <strong>13 ottobre</strong>. Il mio speech parla di <em>quanto contano community, culti e algoritmi nel travel.</em></p>
<p>Il controintuitivo <a href="https://www.apppago.it/evento-e-commerce-non-e-solo-vendere-di-piu-e-vendere-meglio-ci-vediamo-a-milano-il-29-ottobre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Retail Talks </a> per chi ha un e-commerce. <em>Perché passare dal fatturato al margine come KPI</em>, Milano, <strong>29 ottobre</strong>.</p>
<p>Il famigerato <a href="https://festival.videns.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Videns </a> Festival, Firenze, <strong>12-13 novembre</strong>. <em>Marketing vs creatività</em>: combatterò contro un leale avversario di Dude.</p>
<p>Il colto <em>Mini master in strategia digitale, comunicazione e marketing della cultura</em> di Lucy (<a href="https://icorsidilucy.it/prodotto/cultura-tascabile/?trk=public_post_comment-text" target="_blank" rel="noopener noreferrer">online </a>).</p>
<h4><strong>Link molto belli (cit.)</strong></h4>
<p>Sul <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio Telegram </a>, dove mi sforzo anche di essere (almeno un po’) sociale.</p>
<hr aria-hidden="true" />
<h2>È tutto!</h2>
<p>Ti ricordo <a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il mio libro </a>, <em><mark style="background-color: #faf1d3; color: inherit;">Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing. “Ti farà risparmiare venti volte il prezzo di copertina!”</mark></em></p>
<p><a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/Untitled_design_28129-1.webp" alt="Seguimi! (libro)" /> </a></p>
<p>Per qualsiasi cosa, futile o colta, per collaborazioni, speech o consulenza, scrivi a <a href="mailto:gluca@diegoli.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gluca@diegoli.com </a> o rispondi a questa email.</p>
<p>E se ti è piaciuta, inoltrala senza remore, in ogni caso stupirai chi la riceve.</p>
<p>Ci si trova venerdì prossimo.</p>
<p>ciao,<br />
gluca</p>
<p><strong>Quiz</strong>: b. 52%, circa 130 sponsor, quindi mettetevi in fila. Il resto: fondazioni bancarie (20%) e biglietti (18%). Il 10% è da finanziamenti pubblici. (<a href="https://en.ilsole24ore.com/art/festival-of-literature-via-AFUbaehD" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fonte </a>)</p>
<p>E grazie a <a href="http://danielabollini.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniela Bollini </a> per la revisione e a Lengow per la <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sponsorizzazione </a>.</p>
<div class="post_content__title_line">Su gluca</div>
<p><em>“Le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse” – David Foster Wallace</em></p>
<p>Ri-ciao, sono <a href="https://www.minimarketing.it/gianlucadiegoli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gianluca </a> e sono un bocconiano anomalo, un decostruttore di panacee e un dissipatore di dati personali.</p>
<p>Mi occupo da venticinque anni di marketing, in particolare di <a href="https://www.minimarketing.it/consulenza-marketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strategia, budget, campagne e crescita del team, in momenti di trasformazione. </a></p>
<p>Insegno in qualche università e un paio di master.</p>
<p>Ho scritto due saggi (ma di quelli divertenti), <a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Seguimi!</em> </a> e <a href="https://amzn.to/49Ol9Gi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Svuota il carrello</em> </a>, per UTET. In passato ho scritto per Hoepli, Apogeo e Sole 24 Ore Business.</p>
<p>Ho scritto per Link, Domani, Rivista Studio, Tendenze, Quants, Il Post, Forbes, Wired, Sole 24 Ore e altri.</p>
<p>Il mio <a href="https://www.minimarketing.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">blog </a> è attivo dal 2004. Puoi seguirmi anche su <a href="https://linkedin.com/in/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> e pure su <a href="https://instagram.com/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Instagram </a> (ma non aspettarti niente di che).</p>
<p>Se non ti interessa più ricevere questa mail non ti biasimo, anche io mi stanco spesso di me stesso. Sotto c’è un link apposta.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Il consumatore artificiale</title>
		<link>https://www.minimarketing.it/2026/10/il-consumatore-artificiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Diegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 07:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimarketing.it/?p=630952172</guid>

					<description><![CDATA[Come l’AI ci sostituisce perfino quando dobbiamo giudicare se un prodotto ci piace o no. Forse.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Come l’AI ci sostituisce perfino quando dobbiamo giudicare se un prodotto ci piace o no. Forse.</h5>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Questa settimana mi ha colpito la difesa della scrittura umana del liberal Economist contro l’automazione AI. Una frase in particolare mi ha trovato molto d’accordo.</p>
<blockquote><p>Scrivere è spesso doloroso, persino per molti di coloro che lo fanno per mestiere. Ma gran parte di quel dolore è in realtà il dolore del pensare, del cristallizzare i pensieri in parole. Eluderlo è una via sicura per arrivare a un pensiero umano meno rigoroso, per non dire meno originale.</p>
<p><a href="https://www.economist.com/leaders/2026/09/24/dont-let-ai-kill-the-author" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Don’t let AI kill the author </a></p></blockquote>
<p>Ma sicuramente i referti medici, riscritti dalla AI, sarebbero molto più comprensibili.</p>
<p>Questo per dirvi che anche oggi questa newsletter è stata scritta al 100% dai miei polpastrelli. Anche se parlo di AI, anzi di consumatori clonati dalla AI.</p>
<p>Vi mancano le letture <em>spensierate ma profonde</em>? C’è il <a href="https://gluca.us/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio nuovo libro </a>, <em>Cose divertenti</em>. Ne ha parlato Violetta Bellocchio nel suo podcast, qui.</p>
<p><a class="inline_link" href="https://open.spotify.com/episode/5h5xvZ4E6CrD0kz7ExBCIz?si=YrPbNIsMQvmJBFBCyq_biA" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-embedly-card="true" data-card-controls="0" data-card-recommend="0" data-card-width="100%">https://open.spotify.com/episode/5h5xvZ4E6CrD0kz7ExBCIz?si=YrPbNIsMQvmJBFBCyq_biA </a><a href="https://gluca.us/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/Untitled_design_28329.webp" alt="" /> </a></p>
<p>Siete invece di quelli seri? La settimana prima ho parlato di <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/ogni-maledetto-budget.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">budget di marketing. </a></p>
<blockquote><p>Grazie a <strong>Google Workplace </strong>che supporta questo numero.</p>
<p>Forse ti potrebbe interessare arrivare <mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">a più di 25.000 professionisti </mark>che lavorano nel marketing, nel commerciale, nella tecnologia e nella comunicazione, con un livello di attenzione alto.</p>
<p>Guarda il <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">media kit </a> e manda una mail a <a href="mailto:gluca@diegoli.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gluca@diegoli.com </a> per info su costi e disponibilità (<strong>ho un last last minute a ottobre super cheap, per chi primo arriva</strong>).</p></blockquote>
<div class="post_content__title_line">Sponsor</div>
<p><mark style="background-color: #def4dc; color: inherit;">[Alt! 15 secondi di attenzione per lo </mark><a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><mark style="background-color: #def4dc; color: inherit;">sponsor</mark> </a><mark style="background-color: #def4dc; color: inherit;"> che ti regala la puntata]</mark></p>
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<hr aria-hidden="true" />
<h2><strong>Il consumatore diventa prodotto di sintesi</strong></h2>
<p>Una volta ho partecipato a una sessione interna di test di un prodotto Barilla, una specie di focus group: ma mi hanno squalificato subito, mi piaceva tutto, sono di bocca buona. (La gente sottovaluta quanta ricerca del gusto ci sia dietro i prodotti del supermercato, e quanta poca nei prodotti “artigianali”.) Ho continuato per un bel po’ a pensare come si potesse davvero trovare un tester <em>ideale</em>.</p>
<p>L’analisi del prodotto vs target è probabilmente il motivo seminale per cui faccio questo lavoro. Quindi, a parte il tennis, oggetto della <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/il-mio-guru-del-tennis-club.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scorsa settimana </a>, in queste settimane mi sto interessando a un argomento poco analizzato nel grande mappazzone di sogni, aspettative, delusioni, magie, sprechi e distopie che l’AI sta ammassando negli uffici marketing: <em>l’uso dell’AI per capire i consumatori</em>.</p>
<p>Si parla di consumatori sintetici (o artificiali): se con l’AI posso simulare qualcuno che scrive, che realizza grafiche, che fa le analisi di mercato, potrò ben duplicare quel fesso del consumatore che continua a comprare il mio prodotto nonostante io sappia tutti i difetti che ha – e probabilmente pure lui? Proviamo a clonarli come in un film di fantascienza – l’invasione degli ultra-consumatori.</p>
<p>L’analisi (proto-duplicazione) del consumatore a scopo di creazione di prodotto vincente, nel vecchio mondo, era fatta con a) focus group di cui solo coloro che sono in prepensionamento ricordano qualche sessione, b) analisi di mercato comprate e uguali per tutti, dagli insight discutibili, c) rarissime analisi di mercato e sondaggi fatti ad hoc, di solito troppo costosi, meglio sbagliare il lancio del prodotto anche perché non davano garanzie comunque di successo, d) sondaggi a cui rispondevano solo i clienti più affezionati e quelli che ci detestano con tutto il cuore, e) chiedere ai commerciali/forza vendita (e capire qual è la parte di “parare il culo” e la parte “verità sul cliente”), f) chiamare l’esperto dei dati, che spiegherà che succede questo, ma non si sa perché e non si sa se risuccederà di nuovo.</p>
<p>Capite quindi che la scelta del marketer rassegnato era comprensibilmente spesso «vada come vada, se va male incolpo qualcuno, un fornitore, la sorte; se va bene, è merito mio». Ma non entriamo in queste dinamiche, per ora.</p>
<p>Da qualche tempo, dunque, si pensa di duplicare i consumatori con l’AI. Consumatori sintetici, che fa tanto Blade Runner, ma la sostanza è un po’ quella, in effetti. Solo che i consumatori sintetici non hanno gambe e faccia, ma solo testa (dentro un modello AI). Non sono come i cani sintetici che vedete alle fiere sull’innovazione, che sono più detestabili dei cani normali (parere personale).</p>
<p>Creare 1.000 rispondenti in dieci minuti, a costo quasi zero: un sogno, per chi doveva pagare dieci personaggi con buoni benzina e perdere mesi per trovarli. Sarebbe un po’ il sogno di ognuno di noi. Così la scienza accademica (vedeteci virgolette anche se non le metto) ha cominciato a provare i risultati del metodo: hanno cominciato a far valutare ai consumatori sintetici (CS, d’ora in poi) i loghi, gli oggetti, il packaging, eccetera.</p>
<p>L’ultimo tentativo arriva da Yi-Lin Tsai e Arvin Lai, Università di Melbourne<sup><a id="reference-c2cccd93-96b7-4820-bee7-baaee7b58fae" class="footnote-ref" href="#footnote-c2cccd93-96b7-4820-bee7-baaee7b58fae" data-id="c2cccd93-96b7-4820-bee7-baaee7b58fae">1</a></sup>. Hanno preso sei esperimenti già pubblicati su persone vere e li hanno rifatti dando le stesse immagini a due modelli di OpenAI, presi così come sono, con il prompt e basta. I controlli preliminari li passano tutti, “cos’è? Un cerchio!” “bravo”.</p>
<p>Oh, non avremo mica scoperto un neuromarketing che funziona sul serio? O almeno, che sia davvero logico economicamente da usare? Che tra eye tracking, elettroencefalogramma, laboratorio, venti persone in presenza, poi non si faceva mai davvero. E poi funzionava davvero? Boh, chissà (ci sono molti fan del neuromarketing, comunque).</p>
<p>Quindi, i nostri consumatori sintetici: li hanno messi davanti a un divano (non potevano sedersi, non hanno un corpo), sempre lo stesso. Ogni divano aveva un logo, alcuni l’avevano quadrato, altri rotondo. Gli umani, dice il marketing comportamentale, alla richiesta di quale sia il più comodo rispondono quello con il logo rotondo (gli umani sono scemi).</p>
<p>Il modello più vecchio ribalta il risultato, e con tanto di significatività statistica sceglie il logo quadrato perché richiama un sostegno migliore al corpo (ma sai che…). Il più nuovo sul divano risponde come gli umani, e sbaglia altrove. Su sei effetti, nessuna configurazione ne riproduce più di due. I CS sono <em>troppo</em> più intelligenti di noi? Vedono benissimo che il logo è tondo, poi sbagliano il giudizio. Vedere è una cosa, percepire un’altra.</p>
<p>Mi sono chiesto se avessero ragione i CS. Non è che gli studi sui quali li valutiamo sono sbagliati? Non sarebbe la prima volta che l’economia comportamentale viene smentita (per campioni biased dalla cultura locale o personale, per frodi verso la versione più notiziabile, per semplicemente campioni troppo piccoli). Se il logo rotondo fosse una leggenda?</p>
<p>Purtroppo nemmeno questo sembra essere vero. Più che smentire gli studi, i CS vanno per conto loro.</p>
<p>Ho l’impressione che siano entrambi (economia comportamentale, neuromarketing e c. vs CS) misure deboli. Certo, almeno i primi due usavano consumatori veri.</p>
<p>Un altro studio, di Ljubisa Bojic e colleghi<sup><a id="reference-10be4750-30c7-44bc-b2ee-03f58a723680" class="footnote-ref" href="#footnote-10be4750-30c7-44bc-b2ee-03f58a723680" data-id="10be4750-30c7-44bc-b2ee-03f58a723680">2</a></sup>, è uscito il 24 settembre (preprint anche questo) ed è stato fatto in Serbia (niente commenti). Hanno intervistato a fondo otto persone vere, ne hanno fatto dei cloni (dei CS) partendo da chi erano e da cosa pensavano, poi hanno chiesto a quattro modelli di indovinare come avrebbero reagito a 68 post social, confrontando le risposte dei CS con quelle dei serbi originali (tra una partita di basket e l’altra). In pratica: nonostante i tentativi, non c’era niente da fare, i cloni diventavano inesorabilmente democristiani, <em>pappettosi</em>, <em>piedeinduestaffettisti</em>. Svaniva tutta la loro <em>serbietà</em>.</p>
<p>I cloni si comportavano esattamente come i serbi mostravano e dicevano di essere, più dei serbi stessi. I serbi veri si contraddicevano e cambiavano idea. Quindi il neuromarketing cercava il consumatore prevedibile nel rumore, mentre i CS te lo consegnano già prevedibile, più coerente di quanto sia mai stato nessuno.</p>
<p>L’unica modalità per renderli un po’ più simili agli originali è stata imporre a uno – immagino – stupito CS di “rispondere a istinto”. Allora ok, diventava un po’ più simil-umano, ma non del tutto. Del resto nessuno alle 23 scrolla “ragionando approfonditamente”. (Naturalmente, nel processo chi ne esce peggio è la user persona demografica. Perfino in versione artificiale, e perfino tra i serbi, indovina molto meno di un profilo fatto di atteggiamenti e opinioni.)</p>
<p>Che farci, con questi CS? Mica li dovremmo buttare, come <em>lacrime nella pioggia</em>? Nossignore, qui non si butta niente. In Barilla (non c’ero, stavolta, l’ho letto su Ipsos) hanno usato un mix: cento veri consumatori – non come me, credo – e 300 CS a fare da compagnia. La ricetta nuova è stata sonoramente bocciata. Dice IPSOS<sup><a id="reference-43e553a9-3bd6-46b5-bff3-2005e18eff8a" class="footnote-ref" href="#footnote-43e553a9-3bd6-46b5-bff3-2005e18eff8a" data-id="43e553a9-3bd6-46b5-bff3-2005e18eff8a">3</a></sup> che i CS hanno raggiunto una coerenza del 92% nei loro 260 test di prodotto.</p>
<p>C’è una cosa che agli accademici del marketing sfugge: che i loro piccoli problemi rispetto a un modello ideale, <em>quell’anello che non tiene</em>, sono niente rispetto all’improvvisazione del mondo reale.</p>
<p>Un CS è meglio di niente, direi. Certo, manca la varietà, la follia, nei CS: diventano tutti prima o poi dei mediomen senza personalità. (In termini più tecnici: la media è corretta, la dispersione molto meno).</p>
<p>Ma magari anche un CS medioman è meglio di Gianluca come tester. Magari sulla storia del divano con logo rotondo non aveva tutti i torti. Su questa vicenda dei consumatori sintetici ci terrei un occhio, in ogni caso.</p>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Be’, arrivando a leggere fino a qui ti <a href="https://steady.page/it/minimarketing/newsletter/sign_up" target="_blank" rel="noopener">candidi a ricevere i prossimi numeri </a>. Se preferisci, c’è anche la versione via <a href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDV7BYGzzKa2ePgG734" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WhatsApp </a>, <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Telegram </a> e <a href="https://www.linkedin.com/build-relation/newsletter-follow?entityUrn=6916064587469447168" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> (ma lì esce al mercoledì successivo, tipo un reminder).</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/29a1dc78-5d44-4036-8aab-6e0ce7e106fb_1833x305.webp" alt="" /></p>
<h2>Il quiz della settimana</h2>
<p>Dal 2018 a oggi il mercato della carta da fotocopie ha ridotto del x per cento la produzione a livello mondiale. X è uguale a:</p>
<p>a) 42% b) 67% c) 82%</p>
<p>Risposta alla fine.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/29a1dc78-5d44-4036-8aab-6e0ce7e106fb_1833x305-1.webp" alt="" /></p>
<h2>Il marketing insegnato dai <a href="https://ilmarketinginsegnatodainegozianti.info/random" target="_blank" rel="noopener noreferrer">negozianti </a></h2>
<p>L’idea che fare copy, comunicazione ecc. sia fare battute ha devastato questo paese.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://assets-proxy.steadyhq.com/https%3A%2F%2F64.media.tumblr.com%2F1d8fe6d43d1d5a74e01421b48dd319bb%2F63bccb2b434dd145-eb%2Fs500x750%2F24863f7c3c338f69b8e90fd379b11c99839663a4.jpg?auto=compress&amp;w=800&amp;fit=max&amp;dpr=2&amp;fm=webp&amp;s=2b67e9771e5d5e801f234edc7df5b9ba" alt="image" /><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/11d41805-9046-4c68-8075-f62bbfb12421_1833x305.webp" alt="" /></p>
<h2>Scrivo cose, vedo gente</h2>
<ol>
<li><strong>Cose più o meno divertenti</strong>
<ul>
<li><strong>Su Amazon e Kindle c’è un mio instant-book</strong>, “Cose divertenti: Code, culti, community, consumi e altre ossessioni”. <a href="https://steady.page/it/minimarketing/posts/029352a6-be9c-4f79-8c9a-52c27dce36c1" target="_blank" rel="noopener">Qui </a> ne parlo.</li>
<li><strong>Qui, negli scorsi episodi</strong>: il <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/il-mio-guru-del-tennis-club.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio maestro di tennis </a> guru e <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/una-notte-allopera.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la mia prima volta all’Arena di Verona </a>.</li>
<li>Su <a href="https://www.rivistastudio.com/spiaggia-isolata-vacanze-scienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Rivista Studio</strong> </a>: perché tanta fatica per quella spiaggia così difficile?</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Cose più o meno serie</strong>
<ul>
<li>Su <strong>Tendenze</strong>, il magazine di GS1, ho scritto dello stato del <a href="https://bit.ly/4xpkEw4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto tra AI e Customer Experience </a>.</li>
<li>Nella newsletter: quella croce del <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/ogni-maledetto-budget.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">budget di marketing </a>.</li>
<li>Su <a href="https://www.editorialedomani.it/autore/gianluca-diegoli-sdptp9m9" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Domani</strong> </a>: ho scritto dei bollini “pro-scuola” dei supermercati. Quanto valgono davvero?</li>
<li>Quanto conta distinguersi? 15 minuti con il <a href="https://youtu.be/5YvrWeI4t_w" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vodcast del festival del Fundraising </a>.</li>
<li>Grazie a UTET per la nuova collana “<a href="https://www.utetlibri.it/costellazioni-utet/?utm_source=ig&amp;utm_medium=social&amp;utm_content=link_in_bio" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Istruzioni per abitare il presente </a>” in cui<em> Svuota il carrello </em>è addirittura in compagnia di Fukuyama, Giunta e Marco Aurelio.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Dove sarò prossimamente</strong>
<ul>
<li>Il classico <a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7470484401349451776/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hospitality Day </a>, Rimini, <strong>13 ottobre</strong>. <em>Quanto contano community, culti e algoritmi nel travel?</em></li>
<li>Il controintuitivo <a href="https://www.apppago.it/evento-e-commerce-non-e-solo-vendere-di-piu-e-vendere-meglio-ci-vediamo-a-milano-il-29-ottobre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Retail Talks </a> per chi ha un e-commerce. <em>Perché passare dal fatturato al margine come KPI</em>, Milano, <strong>29 ottobre</strong>.</li>
<li>Il famigerato <a href="https://festival.videns.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Videns </a> Festival, Firenze, <strong>12-13 novembre</strong>. <em>Marketing vs creatività</em>: combatterò contro un leale avversario di Dude.</li>
<li>Il colto <em>Mini master in strategia digitale, comunicazione e marketing della cultura</em> di Lucy (<a href="https://icorsidilucy.it/prodotto/cultura-tascabile/?trk=public_post_comment-text" target="_blank" rel="noopener noreferrer">online </a>).</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Link molto belli (ma di marketing)</strong>: li trovi sul <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio Telegram </a>, dove mi sforzo anche di essere (almeno un po’) sociale.</li>
<li>Ti ricordo <a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il mio libro </a>, <em><mark style="background-color: #faf1d3; color: inherit;">Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing.</mark></em> Grazie a Business Weekly per la <a href="https://businessweekly.it/seguimi-quando-il-marketing-diventa-culto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">recensione </a></li>
</ol>
<p><a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/10/Untitled_design_28129.webp" alt="Seguimi! (libro)" /> </a></p>
<p>Per qualsiasi cosa, futile o colta, per collaborazioni, speech o consulenza, scrivi a <a href="mailto:gluca@diegoli.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gluca@diegoli.com </a> o rispondi a questa email.</p>
<p>E se ti è piaciuta, inoltrala senza remore, in ogni caso stupirai chi la riceve.</p>
<p>Ci si trova venerdì prossimo.</p>
<p>ciao,<br />
gluca</p>
<p><strong>Quiz</strong>: a) 42% (fonte: <a href="https://www.ibs.it/rivoluzione-dopodomani-geografia-sentimentale-di-libro-francesco-maselli/e/9788831912228?srsltid=AU7gw4VlEPdEjLpAsGI1Bg2u5iPhUaVy9tF_YERFZe2xfS8_sCibGXBQ" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>La rivoluzione dopodomani. Geografia sentimentale di un’Italia che galleggia</em> – Francesco Maselli – NR edizioni &#8211; Élite </a>)</p>
<p>E grazie a <a href="http://danielabollini.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniela Bollini </a> per la revisione e a Google per la <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sponsorizzazione </a>.</p>
<div class="post_content__title_line">Su gluca</div>
<p><em>“Le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse” – David Foster Wallace</em></p>
<p>Ri-ciao, sono <a href="https://www.minimarketing.it/gianlucadiegoli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gianluca </a> e sono un bocconiano anomalo, un decostruttore di panacee e un dissipatore di dati personali.</p>
<p>Mi occupo da venticinque anni di marketing, in particolare di <a href="https://www.minimarketing.it/consulenza-marketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strategia, budget, campagne e crescita del team, in momenti di trasformazione. </a></p>
<p>Insegno in qualche università e un paio di master.</p>
<p>Ho scritto due saggi (ma di quelli divertenti), <a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Seguimi!</em> </a> e <a href="https://amzn.to/49Ol9Gi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Svuota il carrello</em> </a>, per UTET. In passato ho scritto per Hoepli, Apogeo e Sole 24 Ore Business.</p>
<p>Ho scritto per Link, Domani, Rivista Studio, Tendenze, Quants, Il Post, Forbes, Wired, Sole 24 Ore e altri.</p>
<p>Il mio <a href="https://www.minimarketing.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">blog </a> è attivo dal 2004. Puoi seguirmi anche su <a href="https://linkedin.com/in/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> e pure su <a href="https://instagram.com/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Instagram </a> (ma non aspettarti niente di che).</p>
<p>Se non ti interessa più ricevere questa mail non ti biasimo, anche io mi stanco spesso di me stesso. Sotto c’è un link apposta.</p>
<ol class="footnotes">
<li id="footnote-c2cccd93-96b7-4820-bee7-baaee7b58fae" data-id="c2cccd93-96b7-4820-bee7-baaee7b58fae"><a href="https://arxiv.org/abs/2609.25677" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yi-Lin Tsai, Yung-Hsiu (Arvin) Lai, Seeing Is Not Perceiving: When Synthetic Consumers Can and Cannot Pretest Visual Marketing, arXiv, 22 settembre 2026 </a> <a href="#reference-c2cccd93-96b7-4820-bee7-baaee7b58fae"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
<li id="footnote-10be4750-30c7-44bc-b2ee-03f58a723680" data-id="10be4750-30c7-44bc-b2ee-03f58a723680"><a href="https://arxiv.org/abs/2609.30563" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ljubisa Bojic e altri, Thinking Less to Simulate Better: Intuitive Prompting Improves LLM Agents Simulating Individual Social Media Reactions, Including Unfamiliar Content, arXiv, 24 settembre 2026 </a> <a href="#reference-10be4750-30c7-44bc-b2ee-03f58a723680"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
<li id="footnote-43e553a9-3bd6-46b5-bff3-2005e18eff8a" data-id="43e553a9-3bd6-46b5-bff3-2005e18eff8a"><a href="https://www.ipsos.com/en/can-synthetic-consumers-help-brands-make-better-decisions" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nikolai Reynolds, Philippe Coquelle, Can synthetic consumers help brands make better decisions?, Ipsos, 17 settembre 2026 </a> <a href="#reference-43e553a9-3bd6-46b5-bff3-2005e18eff8a"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il mio guru del tennis club</title>
		<link>https://www.minimarketing.it/2026/09/il-mio-guru-del-tennis-club.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Diegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:18:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimarketing.it/?p=630952164</guid>

					<description><![CDATA[Ovvero come prendo lezioni di vita, di tennis e di consulenza, tutto a pochi euro l'ora]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Ovvero come prendo lezioni di vita, di tennis e di consulenza, tutto a pochi euro l&#8217;ora</h5>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Siete in pericolo, lettori e lettrici. Da qualche mese la mia ossessione è il tennis. Come quelli che iniziano a correre, cominciano a vedere la vita come una metafora della corsa, e viceversa. Iniziano a raccontarvi che la corsa gli ha cambiato la vita, di persona e nelle storie. Alla fine dovete oscurarli dai social per non insultarli. Spero di non fare la loro fine. In caso, scrivetemi, salvatemi prima, soprattutto se inizio a usare emoji come <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f3be.png" alt="🎾" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. Per un po’ è però divertente raccontarlo, e questa spero sia una di quelle volte. La seconda potrebbe essere quella volta che ho fatto un appuntamento tennistico al buio. Se la volete, rispondete alla mail.</p>
<p>Vi mancano le letture <em>spensierate ma profonde</em>? C’è il <a href="https://gluca.us/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio nuovo libro </a>, <em>Cose divertenti</em>. Ma anche un articolo che ho scritto per Rivista Studio, sul perché <a href="https://www.rivistastudio.com/spiaggia-isolata-vacanze-scienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dobbiamo per forza andare in spiagge scomode </a>.</p>
<p>Siete invece di quelli che amano le cose serie? La scorsa settimana ho parlato di <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/ogni-maledetto-budget.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">budget di marketing. </a></p>
<blockquote><p>Grazie a <strong>Retail Talk </strong>che supporta questo numero.</p>
<p>Forse ti potrebbe interessare arrivare <mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">a più di 25.000 professionisti </mark>che lavorano nel marketing, nel commerciale, nella tecnologia e nella comunicazione, con un livello di attenzione alto.</p>
<p>Guarda il <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">media kit </a> e manda una mail a <a href="mailto:gluca@diegoli.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gluca@diegoli.com </a> per info su costi e disponibilità (<strong>ho un last last minute a ottobre super cheap, per chi primo arriva</strong>).</p></blockquote>
<div class="editor__cta_button"></div>
<h2><strong>Il mio guru con racchetta</strong></h2>
<p>Dopo che a forza di studiarlo (in modo teorico) il <a href="https://www.ilpost.it/2025/03/01/diegoli-alcune-ipotesi-sul-successo-del-padel/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">padel </a> mi è venuto a noia, sono tornato al vecchio amore, il tennis.</p>
<p>L&#8217;influenza di Sinner e degli altri italiani che per chissà quale miracolo stanno scalando le classifiche c&#8217;entra poco, è stata una specie di crisi di mezz’età.</p>
<p>C’è chi si ricompra l&#8217;auto di quando aveva vent&#8217;anni (ah, la Cherokee, che scassone di classe!) o una Porsche 944 (ci sto ancora pensando), e chi torna agli sport in cui si era cimentato da giovane. Io mi ero cimentato con scarso successo sia nel basket che nel nuoto, oltre che appunto nel tennis. Dello sci meglio tacere, era più una patrimoniale che mi imponevano i miei amici.</p>
<p>Insomma, il tennis. Il problema del tennis è che, con uno che NON sa giocare, giocare diventa impossibile. Quindi è un circolo vizioso, chi sa giocare cerca di evitare quelli che non sanno giocare (alcuni pensano che esista un contagio del brocco, del resto oggi crediamo a tutto), ma soprattutto con un brocco si passa più tempo a raccogliere le palline che a giocare davvero. Ecco un investimento necessario, una quantità spropositata di palline, mai venti euro spesi meglio.</p>
<p>Quindi il tennis è fondamentalmente la riproduzione del sistema delle caste in formato sportivo. Per fortuna ci sono dei <em>volontari</em> che si occupano di portarti per mano almeno nella casta penultima, dove puoi trovare qualche tuo consimile. Si chiamano <em>maestri</em>, e il nome lo dovete leggere con una certa inflessione buddista. Altrove si chiamano consulenti, a parte che noi facciamo regolare fattura.</p>
<p>Prima di tutto, pensi che il tennis sia come andare in bici (in realtà chissà, chi smette davvero di andare in bici per 30 anni?). Il problema nel mio caso è che nel frattempo il tennis si è evoluto, e tu sembri uno di quei mennoniti tedeschi tornati in Germania dopo due secoli tra Caucaso e Tagikistan, che parlano come Dante per chiedere un cappuccino a un barista trapper. Io gioco un tennis da mennonita.</p>
<p>In ogni caso il mio maestro è anche un maestro di vita, un <em>life coach </em>a sua insaputa, e questo lo rende veramente autentico. Con 32 euro faccio un’ora di tennis e un’ora di coaching generalista, oltre a imparare un sacco di freddure che fanno sempre colpo quando torno a contatto con la mia generazione (X). Una volta mi ha detto «per me il tennis è un’esperienza religiosa». «Come per Foster Wallace!» «Un giocatore?» «No, no, niente».</p>
<p>Volevo condividere con voi i suoi insegnamenti, ma gratis.</p>
<p>«Sai Gianluca, dove sbagliano i ragazzi e molti allenatori?» «Dimmi, maestro.» «Guardano la tv e poi vogliono tirare delle botte pazzesche modello Alcaraz. E indovina?» «Non sono Alcaraz.» «Esatto Gianluca, sei già avantissimo. Il tennis si vince tirando la palla sopra la rete. Mettere in difficoltà l’avversario viene dopo, molto dopo.»</p>
<p>«Ah, ma io la tiro MOLTO sopra la rete.» «Sai Gianluca, se tiri in rete hai perso, se tiri sopra la rete hai un altro punto da giocare. Magari esce, ma sempre meglio che in rete. E poi la telecamera schiaccia le traiettorie, la maggior parte dei colpi passa almeno un metro sopra, e spesso pure due o più.» «Devo tirarla di là, quindi.» «Esatto, questa è la prima lezione.»</p>
<p>Nei nostri case study la telecamera schiaccia le traiettorie, evidentemente. E questa cosa del tirarla di là è una mia fissazione da tempo. «Ci avevo fatto anche un post?», penso mentre la mia palla alta finisce nel cestino della raccolta differenziata della plastica, aprendo una voragine di pensieri su dove finiscono i milioni di palline usate, la sostenibilità ecc. ecc. Ma chi si ricorda se l’ho fatto o no il post. E se non lo ricordo io, <em>figurati gli altri</em>, “chi legge mica è il tuo biografo”, mi disse una volta Cristina Fogazzi – una grande verità.</p>
<p>Per fortuna Lui mi riprende dai pensieri: «Anzi, ti dirò, è il motivo per cui noi anziani vinciamo i tornei dei circoli, perché <em>sappiamo la verità sul tennis</em>.» «È una cit, maestro?» «Di cosa?» «No niente, una vecchia band livornese.»</p>
<p>Continua: «Arrivano questi, palestrati e fisicati, e cominciano a tirare bombe di qua e di là, e zac, in rete. Tirano le bombe in battuta e zac, doppio fallo. <em>Tu devi solo aspettare</em>. Hanno fretta, in tv vedono che uno scambio dura al massimo nove colpi, ma loro sbagliano comunque prima. Perché vogliono METTERTI IN DIFFICOLTÀ AHAHA.» (Continua a ridere ma qui riassumo).</p>
<p>«Ti racconto un trucco.» «Dimmi, maestro.» «Questi si vergognano a battere dal basso, e fanno un sacco di doppi falli. Tu vinci senza nemmeno aver giocato, una goduria. Mi raccomando, segui i miei consigli.» «Maestro, <em>io sono nato per essere nella sua setta</em>.» Mentalmente aggiungo la battuta dal basso alla lista delle cose che consiglio e che nessuno vuole fare, come smettere il PED per tre mesi e vedere chi se ne accorge.</p>
<p>«Bravo. Sai dove devi migliorare?» «Dimmi, maestro.» «Sei troppo agitato, tutta questa foga nell’andare a prendere le palle. Lascia che le palline vengano a te, inutile stancarti. Però bravo, meglio quelli come te di quelli a cui devi dire continuamente di correre.» «Grazie, maestro.»</p>
<p>«Ah, e sai qual è la mania attuale? Questi fanno tre lezioni e cominciano a comprare cose…» «Io l’ho presa su Vinted.» «Bravo! Fa schifo, ma tanto non fa differenza. Oggi tutti pensano che la racchetta li salvi. E il grip, e il manico largo, stretto, medio, e l’incordatura, mezzo chilo in più o in meno, la racchetta da terra, quella da cemento. Oh, per carità eh, i negozi specializzati sono vivi e vegeti e di questi tempi è un bene, ma le cose che vendono servono a poco finché giochi sotto il livello semiprofessionista.» Devo scrivervi l’insegnamento business? No, dai, si capisce.</p>
<p>«E le palline?» «Sì, meglio averne tante.» «No, dico la <em>qualità</em>.» «Basta che rimbalzino. Non comprare quelle per i cani su Amazon.» «&#8230;»</p>
<p>E niente, io sono lì in un bagno di sudore, lui, con la pancetta, sembra avere ancora la maglietta stirata. «Pensa, a molti la parte che piace di più è la raccolta delle palline.» Il maestro ne ha una cinquantina. Sto per ridere, ma lui sembra serio. Mi sento quasi in Karate Kid. Poi mi chino a raccoglierle e faccio due conti. Per 32 euro mi ha appena spiegato un sacco di verità, anche se boh, come giocatore continuo a fare piuttosto schifo.</p>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Be’, arrivando a leggere fino a qui ti <a href="https://steady.page/it/minimarketing/newsletter/sign_up" target="_blank" rel="noopener">candidi a ricevere i prossimi numeri </a>. Se preferisci, c’è anche la versione via <a href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDV7BYGzzKa2ePgG734" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WhatsApp </a>, <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Telegram </a> e <a href="https://www.linkedin.com/build-relation/newsletter-follow?entityUrn=6916064587469447168" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> (ma lì esce al mercoledì successivo, tipo un reminder).</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/29a1dc78-5d44-4036-8aab-6e0ce7e106fb_1833x305-6.webp" alt="" /></p>
<h2>Il quiz della settimana</h2>
<p>Nel 2024, la principale destinazione per i residenti dell&#8217;UE al di fuori dell&#8217;UE, per motivi personali, era:</p>
<p>a) Regno Unito b) Turchia c) Stati Uniti</p>
<p>Risposta alla fine.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/29a1dc78-5d44-4036-8aab-6e0ce7e106fb_1833x305-7.webp" alt="" /></p>
<h2>Il marketing insegnato dai <a href="https://ilmarketinginsegnatodainegozianti.info/random" target="_blank" rel="noopener noreferrer">negozianti </a></h2>
<p>L’idea che fare copy, comunicazione ecc. sia fare battute ha devastato questo paese.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/image-3.webp" alt="" /><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/11d41805-9046-4c68-8075-f62bbfb12421_1833x305-3.webp" alt="" /></p>
<h2>Scrivo cose, vedo gente</h2>
<ol>
<li><strong>Cose più o meno divertenti</strong>
<ul>
<li><strong>Su Amazon e Kindle c’è un mio instant-book</strong>, “Cose divertenti: Code, culti, community, consumi e altre ossessioni”. <a href="https://steady.page/it/minimarketing/posts/029352a6-be9c-4f79-8c9a-52c27dce36c1" target="_blank" rel="noopener">Qui </a> ne parlo.</li>
<li>La settimana prima qui ho scritto dell’opera – <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/una-notte-allopera.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la mia prima volta all’Arena di Verona </a>.</li>
<li>Su <a href="https://www.rivistastudio.com/spiaggia-isolata-vacanze-scienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Rivista Studio</strong> </a>: perché ogni estate facciamo tanta fatica per raggiungere proprio quella spiaggia così difficile da raggiungere? I motivi sono tanti, tutti scientificamente provati.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Cose più o meno serie</strong>
<ul>
<li>Su <strong>Tendenze</strong>, il magazine di GS1, ho scritto dello stato delle cose nel <a href="https://bit.ly/4xpkEw4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto tra Intelligenza Artificiale e Customer Experience </a>.</li>
<li>La settimana scorsa si parlava di quella croce del <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/ogni-maledetto-budget.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">budget di marketing </a>.</li>
<li>Su <a href="https://www.editorialedomani.it/autore/gianluca-diegoli-sdptp9m9" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Domani</strong> </a>: ho scritto dei bollini “pro scuola” dei supermercati. Quanto valgono davvero?</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Dove sarò</strong>
<ul>
<li>Il classico <a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7470484401349451776/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hospitality Day </a>, Rimini, <strong>13 ottobre</strong>. <em>Quanto contano community, culti e algoritmi nel travel?</em></li>
<li>Il controintuitivo <a href="https://www.apppago.it/evento-e-commerce-non-e-solo-vendere-di-piu-e-vendere-meglio-ci-vediamo-a-milano-il-29-ottobre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Retail Talks </a> per chi ha un e-commerce. <em>Perché passare dal fatturato al margine come KPI</em>, Milano, <strong>29 ottobre</strong>.</li>
<li>Il famigerato <a href="https://festival.videns.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Videns </a> Festival, Firenze, <strong>12-13 novembre</strong>. <em>Marketing vs creatività</em>: combatterò contro un leale avversario di Dude.</li>
<li>Il colto <em>Mini master in strategia digitale, comunicazione e marketing della cultura</em> di Lucy (<a href="https://icorsidilucy.it/prodotto/cultura-tascabile/?trk=public_post_comment-text" target="_blank" rel="noopener noreferrer">online </a>)</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Link molto belli (ma di marketing)</strong>: li trovi sul <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio Telegram </a>, dove mi sforzo anche di essere (almeno un po’) sociale.</li>
</ol>
<p>Ci si trova venerdì prossimo. Ti ricordo che <a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il mio libro </a>, <em><mark style="background-color: #faf1d3; color: inherit;">Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing</mark></em>, non parla di tennis (questo c’è anche alla <a href="https://www.google.com/maps/search/libreria+vicino+a+me/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">libreria sotto casa </a>).</p>
<p>Per qualsiasi cosa, futile o colta, per collaborazioni, speech o consulenza, scrivi a <a href="mailto:gluca@diegoli.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gluca@diegoli.com </a> o rispondi a questa email.</p>
<p>E se ti è piaciuta, inoltrala senza remore, in ogni caso stupirai chi la riceve.</p>
<p>ciao,<br />
gluca</p>
<p><strong>Quiz</strong>: c) (<a href="https://trends.google.com/trends/explore?q=%2Fg%2F11khcfz0y2,%2Fg%2F11ts49p01g,%2Fg%2F11kq5ghr35&amp;geo=IT&amp;date=2026-03-14%202026-09-14#TIMESERIES" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fonte </a>)</p>
<p>E grazie a <a href="http://danielabollini.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniela Bollini </a> per la revisione e a Retail Talks per la <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sponsorizzazione </a>.</p>
<div class="post_content__title_line">Su gluca</div>
<p><em>“Le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse” – David Foster Wallace</em></p>
<p>Ri-ciao, sono <a href="https://www.minimarketing.it/gianlucadiegoli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gianluca </a> e sono un bocconiano anomalo, un decostruttore di panacee e un dissipatore di dati personali.</p>
<p>Mi occupo da venticinque anni di marketing, in particolare di <a href="https://www.minimarketing.it/consulenza-marketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strategia, budget, campagne e crescita del team, in momenti di trasformazione. </a></p>
<p>Insegno in qualche università e un paio di master.</p>
<p>Ho scritto due saggi (ma di quelli divertenti), <a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Seguimi!</em> </a> e <a href="https://amzn.to/49Ol9Gi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Svuota il carrello</em> </a>, per UTET. In passato ho scritto per Hoepli, Apogeo e Sole 24 Ore Business.</p>
<p>Ho scritto per Link, Domani, Rivista Studio, Tendenze, Quants, Il Post, Forbes, Wired, Sole 24 Ore e altri.</p>
<p>Il mio <a href="https://www.minimarketing.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">blog </a> è attivo dal 2004. Puoi seguirmi anche su <a href="https://linkedin.com/in/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> e pure su <a href="https://instagram.com/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Instagram </a> (ma non aspettarti niente di che).</p>
<p>Se non ti interessa più ricevere questa mail non ti biasimo, anche io mi stanco spesso di me stesso. Sotto c’è un link apposta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Ogni maledetto budget</title>
		<link>https://www.minimarketing.it/2026/09/ogni-maledetto-budget.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Diegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 07:43:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimarketing.it/?p=630952134</guid>

					<description><![CDATA[E poche cose nel marketing sono importanti come la suddivisione delle risorse, e la loro misurazione. Poche cose vengono studiate così poco, perfino all'università. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Chiunque fa davvero marketing sa che è da lì che bisogna partire.</h5>
<hr aria-hidden="true" />
<hr aria-hidden="true" />
<p>Volevo scrivere una cosa sul Festiva<em>l</em>etteratura di Mantova, ma poi il senso del dovere (è metà settembre, tempo di pensare al budget) mi ha riportato sulla retta via. Ma finisce sicuro che la scriverò, una delle prossime settimane. A partire dal fatto che quella “l” in meno in mezzo mi fa dar di matto.</p>
<p>Vi mancano le letture <em>spensierate ma profonde</em>? C’è il <a href="https://gluca.us/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio nuovo libro </a>, <em>Cose divertenti</em>. Ma anche un articolo che ho scritto per Rivista Studio, sul perché <a href="https://www.rivistastudio.com/spiaggia-isolata-vacanze-scienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dobbiamo per forza andare in spiagge scomode </a>.</p>
<blockquote><p>Grazie a <strong>Weglot </strong>che supporta questo numero. Anche la tua azienda può arrivare <mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">a più di 25.000 persone</mark> che lavorano nel marketing, nel commerciale, nella tecnologia e nella comunicazione. Guarda il <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">media kit </a> e rispondi a questa mail per info su costi e disponibilità (<strong>ho un last last minute super cheap, per chi arriva per primo</strong>).</p></blockquote>
<h2><strong>Ogni maledetto budget</strong></h2>
<p>Ne ho parlato spesso, ma siccome qui siamo in <em>tant nuov</em>, sento il dovere di dirvi la mia una volta ancora.</p>
<p>Pochi rituali sono più triti del percorso di budget annuale, se appunto diventa un rituale. Il rituale presuppone che si sa come va a finire (qualche giorno fa si è sposato in chiesa un mio amico, e in effetti ne ricordavo il finale): i rituali servono a rassicurare, secondo me. Come quei tennisti che ogni volta si fanno passare tre palline, poi ne scartano una, prima della battuta. Quale scartano? Che differenza ci può essere in palline nuove usate (forse) da quindici minuti? Ma fa lo stesso, è un rituale.</p>
<p>E invece poche cose nel marketing sono importanti come la suddivisione delle risorse, e la loro misurazione. Poche cose vengono studiate così poco, perfino all&#8217;università. Eppure, entrambe queste attività sono spesso reiette.</p>
<p>Partiamo dalla suddivisione, teoria e pratica. Chi ha studiato marketing sa che ci sono vari modelli/metodi, tutti sbagliati come tutti i modelli, ma qualcuno è utile, altri solo dannosi, altri in apparenza perfetti ma irraggiungibili per costi o perché lo zampino dell’imprevedibilità umana ci si mette d’impegno a scompaginare le cose.</p>
<p>Il metodo più dannoso (ma, ammetto, divertente) in assoluto <strong>è la guerra di bande</strong> – a cui ho attivamente partecipato in passato, con discreto successo devo dire. Si tratta di una gara a chi la spara più grossa (ma con creatività, proponendo cose cool e creative), gonfiando i costi per avere più bombole di ossigeno in caso le cose si mettano male verso fine anno. Il caso contrario, cioè che rimanga più ossigeno di quanto serva, è infatti un <em>happy problem</em>. Qualcosa in cui spendere di sensato si trova sempre (per esempio, così, a caso, la newsletter che state leggendo). A volte per attrarre verso di sé si gonfiano anche i risultati attesi, ma quello è campo soprattutto del commerciale.</p>
<p><mark style="background-color: #e6f3fb; color: inherit;">[continua]</mark></p>
<div class="post_content__title_line">Sponsor</div>
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<ul>
<li><strong>si installa in autonomia</strong>, nel tuo CMS, e poi <strong>traduce in tempo reale</strong> ogni nuovo contenuto pubblicato</li>
<li><strong>impara e usa il tono di voce del tuo brand in ogni lingua</strong></li>
<li><strong>mantiene i file sempre aggiornati</strong>, da rifinire ordinatamente (o per richiedere un traduttore umano, e solo quando serve)</li>
</ul>
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<hr aria-hidden="true" />
<p><mark style="background-color: #e6f3fb; color: inherit;">[eccoci di nuovo]</mark></p>
<p>Il budget in questo caso è quindi una guerra territoriale, appena un po&#8217; più cruenta di quella che si scatena per la visibilità su di una home page del sito aziendale, che di solito non visita nessuno: non finisce mai bene. La chiamo anche <a href="https://share.google/mP8dCYtY0Tt2EGd3r" target="_blank" rel="noopener noreferrer">metodo Sovrano-Valvassori-Valvassini </a>. Se sei valvassino è la prima cosa che devi sapere quando entri in azienda.</p>
<p>Il metodo di stima che si basa su di <strong>una</strong> <strong>percentuale delle vendite</strong> è il più democristiano (e quindi ora promosso a utile, nella nostalgia imperante che ci fa rimpiangere perfino Cirino Pomicino). Funziona se non cambia nulla nel mondo: di solito cambia. Recentemente cambia molto. Ha lo svantaggio di spendere di più quando non ce n&#8217;è bisogno, o comunque non in quella quantità, pochissimo quando le cose vanno male. Salvi il paziente, cioè il bilancio, ma gli tagli una gamba, cioè le possibilità di riprendersi successivamente. Ha una sua utilità però: se spendete la metà della percentuale rispetto ai competitor, non aspettatevi di vedere crescere le quote di mercato, almeno. Come facciamo a sapere quanto spendono gli altri? Oh, ragazzi, intanto googlate, poi chiedete all&#8217;AI, poi osservate i vari tool di Meta e Google, <s>poi chiamate qualcuno a fare un colloquio da voi.</s></p>
<p>Questo è in effetti un submetodo molto usato: <strong>guardare quanto e cosa fanno gli altri </strong>e adeguarsi. Nessuno si fa male, nel lungo periodo si diventa indistinguibili dagli altri.</p>
<p>Il metodo più yeah-innovazione-rompi-tutto è quello <strong>a performance, </strong>nativo digitale: solo ciò che porta ROAS ha diritto di partecipare al banchetto, e senza limiti, perché il banchetto non ha un tetto di spesa. &#8220;Si stampano soldi!&#8221; cioè se per ogni euro speso in digital ads ne fatturi 5 e ne margini 2, è come fosse una zecca legale.</p>
<p>C&#8217;è un bug nel ragionamento: si stanno promuovendo le vendite, non il brand, di solito, perché quello fa zero ROAS nel breve periodo. Avendo fatto ragioneria, so che ci sono costi di esercizio, che hanno un&#8217;utilità nell&#8217;anno in corso, e costi ad ammortamento pluriennale o investimenti, che sono gli investimenti di brand (N.B.: per me, <em>fare brand</em> è anche migliorare il prodotto, il rapporto con il cliente, quel ca**o di numero con 20 minuti di attesa, ecc. non solo la pubblicità emozionale, anzi).</p>
<p>Eliminando le spese per tutti questi ultimi, prima o poi il nostro campo diverrà terra bruciata (ma con un ROAS altissimo prima e stranamente con un ROAS inspiegabilmente basso poco prima). L&#8217;antidoto si trova qualche paragrafo avanti, molto grezzo ed inefficiente, ma efficace.</p>
<p>Poi ci sono i &#8220;<strong>metodi scientifici</strong>&#8220;: ne ho parlato spesso anche io qui (vi rimando al pezzo su <a href="https://www.minimarketing.it/2023/03/e-venerdi-conta-piu-la-ricetta-o-lingrediente.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marketing Media Mix </a> per i dettagli). Si tratta di correlazioni statistiche: ho aumentato gli influencer ed è aumentato il fatturato, ho fatto meno Google ed è rimasto uguale, ho ripreso la radio e c&#8217;è stato un influsso, ho speso il 20% in più e il fatturato ecc. ecc. Tutti questi metodi a parole sono molto attraenti, un po&#8217; l&#8217;ultimo mistero del marketing svelato dai dati, un oracolo che attraverso statistici e sofisticati metodi di misurazione ci dice cosa fare.</p>
<p>Il problema – a parte che <em>correlation is not causation</em>, ma è il meno, in questo caso – è che nelle valutazioni ci sono ancora talmente tante variabili da definire a spanne (es. quanto dura l&#8217;effetto memoria di uno spot alla radio? E quanto si somma la ripetitività annuale di un brand che ripete lo stesso slogan e musichetta? Quanto brand fa invece un&#8217;impression digitale? Quali e quante variabili esterne dovrei prendere in considerazione? E chi se la aspettava <s>l&#8217;Inquisizione Spagnola</s> Hormuz?) che il mio sospetto è che questi sistemi scientifici siano anche involontariamente manipolabili da convinzioni e wishful thinking molto umani e comprensibili, e facciano spesso da utile pezza di appoggio a decisioni già prese anziché costituire una bussola direzionale. Alla fine, sono sistemi che sono scientifici &#8220;dentro&#8221; ma i cui dati e fonti hanno notevoli bias inseriti &#8220;fuori&#8221;. Ne vale la pena? Non lo so, nel post di tre anni fa ero più ottimista sugli sviluppi possibili. Mi pare che le aspettative si siano parecchio sgonfiate.</p>
<p>Alla fine, credo che la cosa che si dimentica di più sia che il budget di marketing non serve solo per crescere, ma anche per rimanere dove si è. Lo dice &#8220;la scienza&#8221;. Un esperimento di Stanford (Sahni e Yang, 2025<sup><a id="reference-b4eb1c56-db3f-4c6c-b606-4df6c7b6c06f" class="footnote-ref" href="#footnote-b4eb1c56-db3f-4c6c-b606-4df6c7b6c06f" data-id="b4eb1c56-db3f-4c6c-b606-4df6c7b6c06f">1</a></sup>) mostra che la pubblicità dei brand funziona da manutenzione della memoria – rinfresca l&#8217;associazione tra brand e categoria e rende meno probabile che ci venga in mente il concorrente (interferenza competitiva, la chiamano). Bonus controintuitivo – nei periodi in cui i competitor avevano appena speso di più in TV, ogni euro di pubblicità rendeva di più, perché usava la stessa categoria mentale (assicurazione auto) già aperta dagli altri. Cioè esattamente il momento in cui di solito il budget si taglia perché le aste ci dissanguano. Vai a capire.</p>
<p>Se non riusciamo a convincere che il budget è un mix di investimento a breve-medio-lungo (<a href="https://www.minimarketing.it/2023/03/e-venerdi-lentrambismo-necessario.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">costi di ammortamento e resa pluriennale </a>, ecco l&#8217;antidoto promesso), e non solo uno sfogo di creatività, o meglio è una macchina che inizia dalla creatività e finisce con i soldi – meglio che andiamo a casa, basta lamentarsi. Dobbiamo portare prove su a) brand awareness, b) customer lifetime value versus costo di acquisizione, c) avere un’idea del ritorno nel tempo, e concordarlo con il finance aziendale. Sarà per forza una stima, ma meglio di niente.</p>
<p>Può non piacere, ma il marketing è comunque scienza e stregoneria assieme, in cui difficilmente una formula o un metodo scientifico possono dare risultati paragonabili a quelle delle scienze <em>dure</em>. Eppure chi non lo fa (il marketing dico), prima o poi finisce male (perché il marketing prima o poi si occuperà di lui).</p>
<p>Possiamo discutere – come si è discusso quest’estate – finché vogliamo di <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/linutile-polemica-su-veralab.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quel brand </a>, se ha fatto bene ad aprire i negozi, se così ha diluito il suo status di <a href="https://share.google/tUYvIzOjnS3QV5Ssq" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cult brand </a> e danneggiato l&#8217;e-commerce, se invece ha tamponato un calo e-commerce strutturale che si sarebbe verificato comunque. Le ucronie sono interessanti nella narrativa, ma nel marketing sono solo dubbi destinati a rimanere tali: non abbiamo controfattuali certi, mai.</p>
<p>Ma, ehi! Questo non toglie che, per almeno il 70% delle aziende italiane, anche un budget costruito eliminando le cose insensate (davvero sponsorizziamo una sagra? E quella fiera che sanguina soldi? O paghiamo 2.000 euro per uno spot alla radio locale? ecc.) ancora prima di ricercare la perfezione, possa dare risultati stratosferici. In molti casi, anche solo <em>avere</em> un budget.</p>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Be’, arrivando a leggere fino a qui ti <a href="https://steady.page/it/minimarketing/newsletter/sign_up" target="_blank" rel="noopener">candidi a ricevere i prossimi numeri </a>. Se preferisci, c’è anche la versione via <a href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDV7BYGzzKa2ePgG734" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WhatsApp </a>, <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Telegram </a> e <a href="https://www.linkedin.com/build-relation/newsletter-follow?entityUrn=6916064587469447168" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> (ma lì esce al mercoledì successivo, tipo un reminder).</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/29a1dc78-5d44-4036-8aab-6e0ce7e106fb_1833x305-4.webp" alt="" /></p>
<h2>Il quiz della settimana</h2>
<p>Quanto è la quantità corretta di ricerche, da Google Trends, negli ultimi tre mesi?</p>
<p>a) Gemini 60, ChatGPT 34, Claude 15<br />
b) Gemini 50, ChatGPT 52, Claude 16<br />
c) Gemini 34, ChatGPT 63, Claude 9</p>
<p>Risposta alla fine.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/29a1dc78-5d44-4036-8aab-6e0ce7e106fb_1833x305-5.webp" alt="" /></p>
<h2>Il marketing insegnato dai <a href="https://ilmarketinginsegnatodainegozianti.info/random" target="_blank" rel="noopener noreferrer">negozianti </a></h2>
<p>Ma cosa hanno fatto di male i codici a barre? E comunque mi sa che hanno vinto i codici a barre.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/image-2.webp" alt="" /><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/11d41805-9046-4c68-8075-f62bbfb12421_1833x305-2.webp" alt="" /></p>
<h2>Scrivo cose, vedo gente</h2>
<ol>
<li><strong>Cose più o meno divertenti</strong>
<ul>
<li><strong>Ho messo in vendita un instant-book</strong>, “Cose divertenti: Code, culti, community, consumi e altre ossessioni”. <a href="https://steady.page/it/minimarketing/posts/029352a6-be9c-4f79-8c9a-52c27dce36c1" target="_blank" rel="noopener">Qui qualche dettaglio </a>.</li>
<li>Siete mai stati a <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/san-giuliano-a-mare.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">San Giuliano a Mare </a>?</li>
<li>La settimana scorsa qui ho scritto dell’opera – <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/una-notte-allopera.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la mia prima volta all’Arena di Verona </a></li>
<li>Su <a href="https://www.rivistastudio.com/spiaggia-isolata-vacanze-scienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Rivista Studio</strong> </a>: perché ogni estate facciamo tanta fatica per raggiungere proprio quella spiaggia così difficile da raggiungere? I motivi sono tanti, tutti scientificamente provati.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Cose più o meno serie</strong>
<ul>
<li>Su <strong>Tendenze</strong>, il magazine di GS1, ho scritto dello stato delle cose nel <a href="https://bit.ly/4xpkEw4" target="_blank" rel="noopener noreferrer">rapporto tra Intelligenza Artificiale e Customer Experience </a>.</li>
<li>Su <strong>[mini]marketing</strong>: le rotatorie in Emilia, per esempio, <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/e-venerdi-storie-di-rotatorie.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sono una cosa seria. </a> Una però è inutile, suo malgrado.</li>
<li>Su <a href="https://www.editorialedomani.it/autore/gianluca-diegoli-sdptp9m9" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Domani</strong> </a>: ho scritto dei bollini “pro scuola” dei supermercati. Quanto valgono davvero?</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Dove sarò</strong>
<ul>
<li><strong>Oggi pomeriggio, </strong>se leggi oggi 18 settembre<strong>,</strong> modero la seconda edizione di <em>What&#8217;s Next</em>; un pomeriggio sull&#8217;AI e sul dilemma <em>le aziende lo useranno “in casa” o no? </em>Se siete in zona Ancona ci si iscrive <a href="https://gluca.us/B1QJD" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gratis qui </a> (o venite direttamente, lista gluca all’ingresso)</li>
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<li>Il controintuitivo <a href="https://www.apppago.it/evento-e-commerce-non-e-solo-vendere-di-piu-e-vendere-meglio-ci-vediamo-a-milano-il-29-ottobre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Retail Talks </a> per chi ha un e-commerce. <em>Perché passare dal fatturato al margine, come KPI</em>, Milano, <strong>29 ottobre</strong>.</li>
<li>Il famigerato <a href="https://festival.videns.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Videns </a> Festival, Firenze, <strong>12-13 novembre</strong>. <em>Marketing vs creatività</em>: combatterò contro un leale avversario di Dude.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Link molto belli (ma di marketing)</strong>: li trovi sul <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio Telegram </a>, dove mi sforzo anche di essere (almeno un po’) sociale.</li>
</ol>
<p>Ci si trova venerdì prossimo. Ti ricordo che <a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il mio ultimo libro </a>, <em><mark style="background-color: #faf1d3; color: inherit;">Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing</mark></em>, è un ottimo affare per il back to school (questo c’è anche alla <a href="https://www.google.com/maps/search/libreria+vicino+a+me/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">libreria sotto casa </a>).</p>
<p>Per qualsiasi cosa, futile o colta, per collaborazioni, speech o consulenza, scrivi a <a href="mailto:gluca@diegoli.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gluca@diegoli.com </a> o rispondi a questa email.</p>
<p>E se ti è piaciuta, inoltrala senza remore, in ogni caso stupirai chi la riceve.</p>
<p>ciao,<br />
gluca</p>
<p><strong>Quiz</strong>: c) Gemini 34, ChatGPT 63, Claude 9. Da Google Trends sembra quasi che l’interesse stia scemando. O forse abbiamo già tutti una app, e usiamo quella. E comunque il sorpasso di Gemini a ChatGPT non c’è. (<a href="https://trends.google.com/trends/explore?q=%2Fg%2F11khcfz0y2,%2Fg%2F11ts49p01g,%2Fg%2F11kq5ghr35&amp;geo=IT&amp;date=2026-03-14%202026-09-14#TIMESERIES" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fonte </a>)</p>
<p>E grazie a <a href="http://danielabollini.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniela Bollini </a> per la revisione e a Weglot per la <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sponsorizzazione </a>.</p>
<div class="post_content__title_line">Su gluca</div>
<p><em>“Le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse” – David Foster Wallace</em></p>
<p>Ri-ciao, sono <a href="https://www.minimarketing.it/gianlucadiegoli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gianluca </a> e sono un bocconiano anomalo, un decostruttore di panacee e un dissipatore di dati personali.</p>
<p>Mi occupo da venticinque anni di marketing, in particolare di <a href="https://www.minimarketing.it/consulenza-marketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strategia, budget, campagne e crescita del team, in momenti di trasformazione. </a></p>
<p>Insegno in qualche università e un paio di master.</p>
<p>Ho scritto due saggi (ma di quelli divertenti), <a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Seguimi!</em> </a> e <a href="https://amzn.to/49Ol9Gi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Svuota il carrello</em> </a>, per UTET. In passato ho scritto per Hoepli, Apogeo e Sole 24 Ore Business.</p>
<p>Ho scritto per Link, Domani, Rivista Studio, Tendenze, Quants, Il Post, Forbes, Wired, Sole 24 Ore e altri.</p>
<p>Il mio <a href="https://www.minimarketing.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">blog </a> è attivo dal 2004. Puoi seguirmi anche su <a href="https://linkedin.com/in/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> e pure su <a href="https://instagram.com/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Instagram </a> (ma non aspettarti niente di che).</p>
<p>Se non ti interessa più ricevere questa mail non ti biasimo, anche io mi stanco spesso di me stesso. Sotto c’è un link per andartene.</p>
<ol class="footnotes">
<li id="footnote-b4eb1c56-db3f-4c6c-b606-4df6c7b6c06f" data-id="b4eb1c56-db3f-4c6c-b606-4df6c7b6c06f"><a href="https://share.google/y7X4pVY5VQEujjpki" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;Consumer Memory and Competitive Interference: The Case of Auto Insurance Advertising&#8221; </a> <a href="#reference-b4eb1c56-db3f-4c6c-b606-4df6c7b6c06f"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una notte all’opera</title>
		<link>https://www.minimarketing.it/2026/09/una-notte-allopera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Diegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 10:40:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accertamenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimarketing.it/?p=630952115</guid>

					<description><![CDATA[Turandot, Arena, il business attorno. 
Sono stato per la prima volta a sentire (vedere?) la lirica al celebre anfiteatro veronese, e devo ammettere che…]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-630952115-3" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/steady-audio-630952115.mp3?_=3" /><a href="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/steady-audio-630952115.mp3">https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/steady-audio-630952115.mp3</a></audio>
<h5>Sono stato per la prima volta a sentire (vedere?) la lirica al celebre anfiteatro veronese, e devo ammettere che…</h5>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Cercando ancora un po’ di rimandare l’inizio della newsletter 100% lavorativa, oggi ho scritto un reportage dalla rassegna estiva della lirica all’Arena di Verona: com’è scritto in un cartellone fuori, “la cosa più italiana che potreste fare” (ma in inglese).</p>
<p>E in ogni caso ho capito che apprezzate in genere anche le divagazioni, visto il successo del <a href="https://gluca.us/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio libro estivo </a>.</p>
<blockquote><p>Grazie a <strong>Future Week </strong>che supporta questo numero. Anche la tua azienda può arrivare <mark style="background-color: #f7e3e1; color: inherit;">a più di 25.000 persone</mark> che lavorano nel marketing, nel commerciale, nella tecnologia e nella comunicazione. Guarda il <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">media kit </a> e rispondi a questa mail per info su costi e disponibilità.</p></blockquote>
<h2><strong>Una notte all’opera</strong></h2>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7405.webp" alt="" /></p>
<p><strong>Del risiko l’antica regola</strong></p>
<p>Ho sempre avuto notevoli remore a partecipare a eventi, spettacoli, sport, esperienze in cui non mi sento perfettamente competente: soprattutto perché non voglio dichiarare a me stesso di essere un turista proprio quando non vorrei esserlo consapevolmente.</p>
<p>L&#8217;ho fatta lunga, ma insomma sono stato a vedere Turandot all&#8217;Arena di Verona, accompagnato da una gentile amica che si è offerta entusiasticamente di accompagnarmi alla mia prima volta. L&#8217;opera lirica per me è come i Pink Floyd, o i Led Zeppelin: cose che esistono o sono esistite, di cui molti sono appassionati, ma che restano capitoli che non hai voglia di aprire, perché magari poi devi finirli quei capitoli – sia mai che un libro non venga finito – e allora li eviti del tutto. (Io ho anche la regola del Risiko, in molti interessi e perfino nei viaggi: per esempio, si visita un paese se hai visitato un paese confinante, regola che pone qualche problema, ma come nel Risiko comunque puoi tirare righe a tuo piacimento tra l&#8217;India e l&#8217;Australia, ecc.)</p>
<p><strong>Popolo di Pechino, anzi di Verona</strong></p>
<p>Quello che mi si presenta a Verona è qualcosa di diverso, che la dice lunga su come la gente affronti la vita più felicemente di me. C&#8217;è sì la serie consueta di caste, platea, poltronissima, poltronissima gold, ma c&#8217;è anche la curva (cioè la gradinata), il parterre Verdi (che per un po&#8217; pensavo verdi come il colore, mi perdonino gli dei della musica): insomma c&#8217;è tutta la gente normale, che però non è normale in senso statistico, cioè non è uniforme, anzi. La gaussiana è molto sbilanciata agli estremi: ci sono i turisti, che sono a Verona e avrebbero preso i biglietti di qualsiasi concerto fosse stato disponibile in serata, anche di Francesco Renga, pur di vedere lucette e Arena di notte; ci sono i liricofili – una minoranza, si distinguono per il libretto in mano, non quello che mi sono fatto fare da Claude il pomeriggio prima, per la paura di sprecare la serata capendoci poco, e vestiti dignitosamente come per una presentazione di un libro, poi c&#8217;è il gruppone dei geometri-parrucchiere-casalinghe-assessori comunali (scrivo professioni a caso ma avete capito), che sono lì per &#8220;godersi lo spettacolo&#8221;, qualunque cosa significhi. Minoranze di <em>eugenii cau</em> e ragazze centro sociale, qua e là. E poi c&#8217;è lui, il cineasta mancato. Ne riparleremo.</p>
<p><strong>Signore, ascolta! La borraccia no</strong></p>
<p>Fuori, tutto l&#8217;ecosistema mobile che puoi vedere perfino a San Siro: venditori di bottigliette di acqua – capirò poi il motivo – e soprattutto cuscini, tanti cuscini, meraviglia dell&#8217;economia di mercato, a prezzi differenziati su feature che non so distinguere (refrigerati? Peso massimo sopportabile? Quelli da un euro e mezzo sono usa e getta, poco più di cartoni per la pizza?). Non lo so, perché io, previdente e lettore di FAQ di tutti i tipi, me lo sono portato da casa: il duro marmo romano, per tre ore e oltre di seduta, non è ergonomico.</p>
<p><mark style="background-color: #e6f3fb; color: inherit;">[continua]</mark></p>
<div class="post_content__title_line">Sponsor</div>
<p>[15 secondi di attenzione per lo <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sponsor </a> che vi regala la newsletter]</p>
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<hr aria-hidden="true" />
<p><mark style="background-color: #e6f3fb; color: inherit;">[eccoci di nuovo]</mark></p>
<p>Si entra, dunque. Ci sono i controlli con il metal detector. &#8220;Ho le chiavi in tasca&#8221;, dico. L&#8217;addetto mi dice che non c&#8217;è problema, forse non era un metal detector ma un arco celebrativo, che ne so io di queste cose da lirici. Però la borraccia no, quella la devo lasciare, per ragioni di sicurezza. La mia amica anche lo spray antizanzare, per ragioni di sicurezza. Io le dico che le zanzare non volano fino al terzo anello, dove abbiamo trovato forse gli ultimi due biglietti dei tredicimila posti della serata, e lei si tranquillizza. Io un po&#8217; meno, perché ho capito che questa cosa mi costerà.</p>
<p>Siamo arrivati con un anticipo clamoroso, e quindi per un po&#8217; ci siamo noi, i turisti stranieri (una tizia davanti a me non riesce a credere che sia davvero un&#8217;arena romana, è in pieno stendhal-vibe) e gli addetti alle bibite, che meritano un capitolo a parte.</p>
<p><strong>Libiam ne&#8217; lieti calici antisommossa</strong></p>
<p>Non so perché, mi ero fatto l&#8217;idea che dentro ci fosse un raffinato bar a tema, una via di mezzo tra Movieland e il foyer dell&#8217;Auditorium Parco della Musica. Niente di tutto questo: è lo stadio Olimpico. Ci sono i bibitari, che in esperanto vendono birra (8 euro) in lattina versata in bicchiere di plastica antisommossa (come allo stadio, appunto: ma che ne so, penso, magari quando il tenore stecca la gente si infuria). Bottiglia mignon di vino di origine non identificata, 25 cl, 10 euro. Mi pare di essere in aeroporto, ma con meno scelta. Opto per due minerali San Bernardo da 50 cl, sei euro totali. Problema: non accettano il POS, e io non ho spicci né contanti. (Lo so, lo so, non infierite: forse il POS rovina l&#8217;aria antica della Turandot.) Comunque riesco a corrompere un tizio che mi dice che al peggio prende Revolut – disclaimer per i miei clienti/amici di Banca Etica: app che ho solo per esigenze di benchmarking – e quindi ho pagato a un tale Pippo Salvatore Iannuzzo, sperando che non ci sia una retata della Finanza nei prossimi giorni. Sono paranoico per queste cose, problema mio, che il geometra di fianco a me sicuramente non ha. Ovviamente, neanche l&#8217;ombra di uno scontrino fiscale né di un inventario del venduto: forse l&#8217;Arena gode di una sorta di extraterritorialità, del resto la lirica è patrimonio dell&#8217;umanità, mica dell&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<p><strong>In questa reggia, orror!</strong></p>
<p>E poi inizia. Non posso commentare la performance (non sono all&#8217;altezza), i costumi sfarzosi o la trama (sempre quella di Puccini, dunque che puoi dire). Puoi solo fare oh, perché in effetti è un grande oh, ed è anche inclusivo, perché oh lo possono fare tutti. Qui però posso commentarla, la trama: è veramente scorrettissima, socialmente e politicamente. Ci sono imperialismo, appropriazione culturale, sadismo, uso di violenza fisica, psichica e sessuale, crimini di guerra e sfruttamento della prostituzione, il tutto con un finale da <em>Un posto al sole,</em> e con un amore tossico by design. Sarai miaaaa, sarai miaaaa. C&#8217;è la principessa sanguinaria peggio di Putin, il padre assente, il femminicidio, in un effetto “Giochi senza frontiere” unito al mood del kolossal anni Sessanta tipo Maciste contro la regina di Saba. Devo dire che il mio principale terrore, le tre ore dell&#8217;opera, alla fine scorrono molto meglio di un Avatar, per dire.</p>
<p><strong>O soave Wonderwall</strong></p>
<p>E poi c&#8217;è lui, il mancato cineasta. Da quando si è seduto scarrella con il suo cellulare, zooma i dettagli inaspettati come quei cameramen che alle partite di basket inquadrano quello che nell&#8217;intervallo fa il sudoku. E finalmente arriva il suo momento. La luna deve sorgere nella trama – all&#8217;alba vincerò, ecc. – ma la luna sorge veramente sopra l&#8217;Arena. E lui non si fa pregare, scarrella di nuovo tra la luna e il momento Wonderwall della serata, il Nessun dorma che tutti ma proprio tutti conoscono, un po&#8217; per Pavarotti ma soprattutto per gli infiniti spot che hanno saccheggiato senza diritti d&#8217;autore il refrain pucciniano. E lui, il cineasta, il geometra, la reduce dall&#8217;Askatasuna, io, la mia amica, ci commuoviamo. La gente, che ha obbedito all&#8217;ordine di non filmare (per &#8220;non rovinare l&#8217;atmosfera&#8221;), si ribella ed estrae i telefonini come a un concerto di Luca Carboni – Turandot lo sai, che Calaf ti ama ancora. Applausi a scena aperta.</p>
<p><strong>Dilegua, o notte</strong></p>
<p>È quasi mezzanotte e nessuno pare voglia andarsene, dopo aver investito tre ore e sei euro solo per non morire disidratati. Ma niente: Ping, Pong e Pang, Turandot, il padre assente, il re spodestato e l&#8217;ancella suicida si commiatano. Io e la mia amica sfolliamo verso le rudi uscite romano-veronesi. «Allora? Che te ne pare?» «Mi è piaciuto, ma devo imparare a essere come una truppa aviotrasportata a questi eventi: ci paracadutano e poi vediamo che fare».</p>
<p>Mia madre mi scrive il suo solito egoriferito messaggio, dopo aver visto la mia storia su WhatsApp: «Io ci sono stata <em>tre</em> volte». Ma come sarebbe, mamma, tu non sai nulla di musica e men che meno di opera. «E che c&#8217;entra. È un&#8217;esperienza bellissima.» Non ha davvero scritto <em>esperienza</em>, ma il senso è quello.</p>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Be’, arrivando a leggere fino a qui ti <a href="https://steady.page/it/minimarketing/newsletter/sign_up" target="_blank" rel="noopener">candidi a ricevere i prossimi numeri </a>. Se preferisci, c’è anche la versione via <a href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDV7BYGzzKa2ePgG734" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WhatsApp </a>, <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Telegram </a> e <a href="https://www.linkedin.com/build-relation/newsletter-follow?entityUrn=6916064587469447168" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> (ma lì esce al mercoledì successivo, tipo un reminder).</p>
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<h2>Il quiz della settimana</h2>
<p>Quanto è aumentato il fatturato globale di Nespresso come comunicato da Nestlè nel 2024 sul 2023, a parità di cambio CHF/EUR?</p>
<p>a) No, è diminuito dell’1,3% b) È aumentato dello 0,1% c) È aumentato del 2,2%</p>
<p>Risposta alla fine.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/29a1dc78-5d44-4036-8aab-6e0ce7e106fb_1833x305-3.webp" alt="" /></p>
<h2>Il marketing insegnato dai <a href="https://ilmarketinginsegnatodainegozianti.info/random" target="_blank" rel="noopener noreferrer">negozianti </a></h2>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/image-1.webp" alt="" /><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/11d41805-9046-4c68-8075-f62bbfb12421_1833x305-1.webp" alt="" /></p>
<h2>Scrivo cose, vedo gente</h2>
<ol>
<li><strong>Ho lanciato un instant-book</strong>, “Cose divertenti: Code, culti, community, consumi e altre ossessioni”. <a href="https://steady.page/it/minimarketing/posts/029352a6-be9c-4f79-8c9a-52c27dce36c1" target="_blank" rel="noopener">Qui qualche dettaglio </a>.</li>
<li><strong>Dove scrivo</strong>
<ul>
<li>su <a href="https://www.rivistastudio.com/spiaggia-isolata-vacanze-scienza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Rivista Studio</strong> </a>: perché ogni estate facciamo tanta fatica per raggiungere proprio quella spiaggia così difficile da raggiungere? I motivi sono tanti, tutti scientificamente provati.</li>
<li>su <a href="https://www.editorialedomani.it/autore/gianluca-diegoli-sdptp9m9" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Domani</strong> </a>: effetti alone e brand, l&#8217;ubiquità di Sinner negli spot.</li>
<li>su <a href="https://www.linkideeperlatv.it/autore/gianluca-diegoli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Link</strong> </a>: come sopportiamo questi podcast infiniti?</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Dove sono</strong>
<ul>
<li><strong>Venerdì prossimo 18 settembre</strong> modero la seconda edizione di <em>What&#8217;s Next</em> alla Biblioteca La Fornace di Moie (in provincia di Ancona); un pomeriggio sull&#8217;AI e sul dilemma <em>le aziende lo useranno “in casa” o no? </em>Se siete in zona ci si iscrive <a href="https://gluca.us/B1QJD" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gratis qui </a>.</li>
<li>il classico <a href="https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7470484401349451776/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hospitality Day </a>, Rimini, <strong>13 ottobre</strong>. <em>Quanto contano community, culti e algoritmi nel travel?</em></li>
<li>il controintuitivo <a href="https://www.apppago.it/evento-e-commerce-non-e-solo-vendere-di-piu-e-vendere-meglio-ci-vediamo-a-milano-il-29-ottobre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Retail Talks </a> per chi ha un ecommerce. <em>Perché passare dal fatturato al margine, come KPI</em>, Milano, <strong>29 ottobre</strong>.</li>
<li>il famigerato <a href="https://festival.videns.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Videns </a> Festival, Firenze, <strong>12-13 novembre</strong>. <em>Marketing vs creatività</em>: indovinate per chi combatterò.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Altri link da cliccare</strong>: li trovi sul <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio Telegram </a>, dove mi sforzo anche di essere (almeno un po’) sociale.</li>
</ol>
<p>Ci si trova venerdì prossimo. Ti ricordo che <a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il mio ultimo libro </a>, <em><mark style="background-color: #faf1d3; color: inherit;">Seguimi! Il marketing come culto, il culto come marketing</mark></em>, è un ottimo affare per il back to school (questo c’è anche alla <a href="https://www.google.com/maps/search/libreria+vicino+a+me/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">libreria sotto casa </a>).</p>
<p>Per qualsiasi cosa, futile o colta, per collaborazioni, speech o consulenza, scrivi a <a href="mailto:gluca@diegoli.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gluca@diegoli.com </a> o rispondi a questa email.</p>
<p>E se ti è piaciuta, inoltrala senza remore, in ogni caso stupirai chi la riceve.</p>
<p>ciao,<br />
gluca</p>
<p><strong>Quiz</strong>: c) +2,2%. Dovuta soprattutto a Vertuo (un nuovo sistema di capsule) e dagli USA. In Europa perde terreno, dove i compatibili sono più diffusi. (fonte)</p>
<p>E grazie a <a href="http://danielabollini.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniela Bollini </a> per la revisione e a Future Week per la sponsorizzazione.</p>
<div class="post_content__title_line">Su gluca</div>
<p><em>“Le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse” – David Foster Wallace</em></p>
<p>Ri-ciao, sono <a href="https://www.minimarketing.it/gianlucadiegoli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gianluca </a> e sono un bocconiano anomalo, un decostruttore di panacee e un dissipatore di dati personali.</p>
<p>Mi occupo da venticinque anni di marketing, in particolare di <a href="https://www.minimarketing.it/consulenza-marketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strategia, budget, campagne e crescita del team, in momenti di trasformazione. </a></p>
<p>Insegno in qualche università e un paio di master.</p>
<p>Ho scritto due saggi (ma di quelli divertenti), <a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Seguimi!</em> </a> e <a href="https://amzn.to/49Ol9Gi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Svuota il carrello</em> </a>, per UTET. In passato ho scritto per Hoepli, Apogeo e Sole 24 Ore Business.</p>
<p>Ho scritto per Link, Domani, Rivista Studio, Tendenze, Quants, Il Post, Forbes, Wired, Sole 24 Ore e altri.</p>
<p>Il mio <a href="https://www.minimarketing.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">blog </a> è attivo dal 2004. Puoi seguirmi anche su <a href="https://linkedin.com/in/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> e pure su <a href="https://instagram.com/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Instagram </a> (ma non aspettarti niente di che).</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure length="3388512" type="audio/mpeg" url="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/steady-audio-630952115.mp3"/>

			</item>
		<item>
		<title>[È venerdì] Storie di rotatorie</title>
		<link>https://www.minimarketing.it/2026/09/e-venerdi-storie-di-rotatorie.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Diegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 09:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimarketing.it/?p=630952098</guid>

					<description><![CDATA[Le rotonde sono un genere artistico, metaforico e onirico tutto particolare]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Non c’entra molto col marketing, ma è ancora estate, in pratica</h5>
<hr aria-hidden="true" />
<hr aria-hidden="true" />
<p>Con questa puntata, la newsletter comincia a scivolare controvoglia verso l’autunno, che però ha ormai il pregio di essere la vera “estate di una volta”. L’articolo (breve) della settimana non c’entra in effetti con il marketing, ma più con l’estate, e per la sua brevità serve a evitare le comprensibili disiscrizioni da pippone sull’AI a inizio settembre.</p>
<p>E in ogni caso ho capito che apprezzate in genere anche le divagazioni, visto l’inaspettato successo del <a href="https://gluca.us/cose" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio libretto autopubblicato </a>.</p>
<p>A chi vuole leggere di marketing dico solo di portare pazienza, non si sfugge al proprio destino: presto vi presenterò un progettino parallelo (tranquilli, per la solita newsletter non serve pagare). Inoltre oggi torna lo sponsor e pure utile (a proposito, ultimi posti sponsor per l’autunno!), torna il quiz e pure i negozianti vari che ogni giorno ci insegnano, da autodidatti, il vero marketing di strada.</p>
<p>Ho scritto anche una <a href="https://www.minimarketing.it/2026/09/linutile-polemica-su-veralab.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">breve nota </a> sulla surreale polemica estiva sui conti Veralab.</p>
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<h2><strong>La rotatoria inutile</strong></h2>
<p><img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/SCR-20260901-oqcp.webp" alt="" /></p>
<p>Le rotonde difficilmente sono belle, ma alcune sono indiscutibilmente utili. Di certo, prima della loro introduzione in Pianura Padana circa trenta anni fa, le strade che si incrociavano perpendicolarmente – in mancanza di ostacoli naturali, già dai consoli romani la pianura è stata efficientemente trasformata in un foglio a quadretti – provocavano scontri terrificanti tra gente che tornava a casa ubriaca dal bar e gente che stava tornando assonnata dalla discoteca, o viceversa. Era nota nel mio paesello la vicenda di un tizio che, uscito miracolosamente vivo da un botto spaventoso, dopo otto mesi di ospedale e un lauto rimborso assicurativo acquistò una enorme Volvo station wagon – così probabilmente alla botta successiva avrebbe avuto la meglio, avrà pensato.</p>
<p>Un caso a parte sono le rotonde inutili. Certo, non progettate consciamente come inutili fin dall’inizio, non sia mai: la rotatoria è qualcosa che deve servire, sempre, a uno scopo concreto: evitare incidenti e distribuire in modo equo gli ingorghi. Poi solo dopo viene, soprattutto nei piccoli comuni, ingentilita invariabilmente da a) un manufatto dell’artista gloria locale o b) rimboschita gratuitamente da una serie di piante del vivaio lì vicino, o c) usata per metterci monumenti bizzarri, come quello al camionista, in località Borgo Panigale<sup><a id="reference-1edd8923-d9e3-4fc9-9f5a-bb1ab50a1850" class="footnote-ref" href="#footnote-1edd8923-d9e3-4fc9-9f5a-bb1ab50a1850" data-id="1edd8923-d9e3-4fc9-9f5a-bb1ab50a1850">1</a></sup>, o una Salama da Sugo, come a Madonna Boschi, Ferrara<sup><a id="reference-61a7cf82-6e09-4c8a-b5a9-5595010f4db9" class="footnote-ref" href="#footnote-61a7cf82-6e09-4c8a-b5a9-5595010f4db9" data-id="61a7cf82-6e09-4c8a-b5a9-5595010f4db9">2</a></sup>. Devo dire, a discolpa della regione in cui vivo, che è una piaga mondiale<sup><a id="reference-cfbc4eb4-2110-427f-87b9-24bd863f7dbe" class="footnote-ref" href="#footnote-cfbc4eb4-2110-427f-87b9-24bd863f7dbe" data-id="cfbc4eb4-2110-427f-87b9-24bd863f7dbe">3</a></sup>, iniziata a Piccadilly Circus, e terminata in via Padusa a Poggio Renatico.</p>
<p><mark style="background-color: #e6f3fb; color: inherit;">[continua]</mark></p>
<div class="post_content__title_line">Sponsor</div>
<p>[15 secondi di attenzione per lo <a href="https://gluca.us/sponsor" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sponsor </a> che vi regala la newsletter]</p>
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<h2>Quali gadget di marketing compriamo?</h2>
<p><a href="https://gluca.us/ANwL8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gift Campaign </a>, lo shop online di regali aziendali e articoli pubblicitari leader nel mercato italiano, ha fatto i conti su 13.000 ordini di gadget aziendali, 9.000 clienti e più di 18.000 prodotti comprati in Italia.</p>
<p>Vengono fuori le categorie che tengono sempre, come borse, borracce, materiale per gli accrediti, e le combinazioni che si ripetono, tipo shopper più taccuino o lanyard più badge (è il nome ufficiale del cordino, io non lo sapevo), ma anche robe più originali, innovative e <a href="https://gluca.us/ANwL8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strane </a>.</p>
<p>E poi c&#8217;è la mappa per settore, che dice quanto un&#8217;associazione, un produttore di ceramica e un hotel comprino cose diverse.</p>
<p>Poi si sceglie lo stesso secondo il proprio gusto, o quello del capo, però almeno così sapete <a href="https://gluca.us/ANwL8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cosa comprano i vostri competitor </a>.</p>
<div class="editor__cta_button"><a href="https://gluca.us/ANwL8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Guarda numeri ed esempi </a></div>
<hr aria-hidden="true" />
<p><mark style="background-color: #e6f3fb; color: inherit;">[eccoci di nuovo]</mark></p>
<p>La rotonda di cui voglio parlarvi ha una storia particolare: non serve a nulla, e probabilmente non servirà mai a nulla. Eh, direte voi, quante opere ci sono non finite? Eh, dico io, non conoscete l’orgoglio emiliano per le cose terminate. Le persone ci stanno proprio male. Fanno petizioni. Tormentano gli amministratori locali. Non si arrendono e scrivono al giornale – quello di carta, che pubblica ancora le lettere al direttore.</p>
<p>La rotatoria inutile in questione risale almeno a venticinque anni fa. Doveva essere un modo per risolvere il problema del traffico che si <em>sarebbe</em> creato, a causa dei lavoratori che <em>sarebbero</em> andati da quelle parti ogni mattina, a causa delle aziende che lì si <em>sarebbero</em> impiantate, a causa dell’enorme sviluppo che avrebbe portato La Grande Strada.</p>
<p>La rotatoria di cui scrivo doveva essere la giovane promessa di una squadra destinata a un enorme successo – La Grande Strada, appunto. Cinque anni di prime pagine, notiziari e servizi in tv locali. Anche io – passandoci per andare al mare da neopatentato – già mi vedevo il terziario avanzato in quelli che erano solo campi di frumento. Se non potevo andare in città, la città sarebbe venuta a me.</p>
<p>Passai ancora e ancora, prima nottetempo verso il mare con gli amici con la Citroën scassata, poi con la fidanzata a bordo di un vecchio fuoristrada di cui andavo orgoglioso, poi con attrezzature familiari che riempivano fino all’orlo la station wagon in qualità di padre conducente. Rallentavo più del necessario, la guardavo, la <em>mia</em> rotonda, potrei dire che la salutavo. Sapevo, a quel punto, che nulla sarebbe mai cambiato – per lei, certo. Ma forse anche per me?</p>
<p>De La Grande Strada si discute da decenni, la maggior parte delle persone che abitano là ne ha sentito parlare per la prima volta dai genitori, qualcuno pure dai nonni. Non si farà mai, La Grande Strada, ormai lo sanno tutti. Qualcuno tra duemila anni, guardando la foto satellitare, si chiederà quale fosse il grande piano umano dietro quest’opera. Magari scambiandola per un disegno misterioso che doveva essere visibile dallo spazio. Questo racconto serve quindi per non far confondere i nostri discendenti.</p>
<hr aria-hidden="true" />
<p>Be’, arrivando a leggere fino a qui ti <a href="https://steady.page/it/minimarketing/newsletter/sign_up" target="_blank" rel="noopener">candidi a ricevere i prossimi numeri </a>. Se preferisci, c’è anche la versione via <a href="https://whatsapp.com/channel/0029VaDV7BYGzzKa2ePgG734" target="_blank" rel="noopener noreferrer">WhatsApp </a>, <a href="https://t.me/minimarketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Telegram </a> e <a href="https://www.linkedin.com/build-relation/newsletter-follow?entityUrn=6916064587469447168" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> (ma lì esce al mercoledì successivo, tipo un reminder).</p>
<div class="post_content__title_line">Su gluca</div>
<p><em>“Le attività noiose diventano perversamente molto meno noiose se ci si concentra molto su di esse” – David Foster Wallace</em></p>
<p>Ri-ciao, sono <a href="https://www.minimarketing.it/gianlucadiegoli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gianluca </a> e sono un bocconiano anomalo, un decostruttore di panacee e un dissipatore di dati personali.</p>
<p>Mi occupo da venticinque anni di marketing, in particolare di <a href="https://www.minimarketing.it/consulenza-marketing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strategia, budget, campagne e selezione e crescita del team, in momenti di trasformazione. </a></p>
<p>Insegno in qualche università e un paio di master.</p>
<p>Ho scritto due saggi (ma di quelli divertenti), <a href="http://gluca.us/seguimi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Seguimi!</em> </a> e <a href="https://amzn.to/49Ol9Gi" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Svuota il carrello</em> </a>, per UTET. In passato ho scritto per Hoepli, Apogeo e Sole 24 Ore Business.</p>
<p>Ho scritto per Link, Domani, Rivista Studio, Tendenze, Quants, Il Post, Forbes, Wired, Sole 24 Ore e altri.</p>
<p>Il mio <a href="https://www.minimarketing.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">blog </a> è attivo dal 2004. Puoi seguirmi anche su <a href="https://linkedin.com/in/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LinkedIn </a> e pure su <a href="https://instagram.com/gluca" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Instagram </a> (ma non aspettarti niente di che).</p>
<p>Se non ti interessa più ricevere questa mail non ti biasimo, anche io mi stanco spesso di me stesso. Sotto c’è un link per andartene.</p>
<ol class="footnotes">
<li style="list-style-type: none;">
<ol class="footnotes">
<li id="footnote-1edd8923-d9e3-4fc9-9f5a-bb1ab50a1850" data-id="1edd8923-d9e3-4fc9-9f5a-bb1ab50a1850"><a style="cursor: pointer !important; user-select: none !important;" href="https://www.storiedipianura.it/itinerari-speciali/rotonde-e-rotatorie.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rotonde e Rotatorie </a></li>
<li id="footnote-61a7cf82-6e09-4c8a-b5a9-5595010f4db9" data-id="61a7cf82-6e09-4c8a-b5a9-5595010f4db9"><a href="https://www.google.com/maps/place/Monumento+alla+Salama+da+Sugo/@44.8165612,11.4877331,12a,75y,311.26h,85.5t/data=!3m7!1e1!3m5!1s1ZCmlVcOr1WUeDnBHa9fdQ!2e0!6shttps:%2F%2Fstreetviewpixels-pa.googleapis.com%2Fv1%2Fthumbnail%3Fcb_client%3Dmaps_sv.tactile%26w%3D900%26h%3D600%26pitch%3D4.502590595453796%26panoid%3D1ZCmlVcOr1WUeDnBHa9fdQ%26yaw%3D311.26312854890324!7i16384!8i8192!4m15!1m8!3m7!1s0x477fb33108dbba97:0x87dda1af9585549!2sMadonna+Boschi+FE!3b1!8m2!3d44.8198818!4d11.4912279!16s%2Fg%2F11b6g8bwkh!3m5!1s0x477fb337103f085d:0xa5d9fdfb9869f307!8m2!3d44.8166652!4d11.487517!16s%2Fg%2F11c5ss_r59?hl=it-IT&amp;entry=ttu&amp;g_ep=EgoyMDI2MDgzMS4wIKXMDSoASAFQAw%3D%3D" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Madonna Boschi &#8211; Google Maps </a></li>
<li id="footnote-cfbc4eb4-2110-427f-87b9-24bd863f7dbe" data-id="cfbc4eb4-2110-427f-87b9-24bd863f7dbe"><a href="https://www.elledecor.com/it/lifestyle/a29676343/account-instagram-foto-rotatorie-piu-strane-del-mondo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L&#8217;account Instagram delle rotatorie più strane del mondo </a></li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>San Giuliano a Mare, la spiaggia metafisica</title>
		<link>https://www.minimarketing.it/2026/09/san-giuliano-a-mare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Diegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2026 09:17:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Alcuni ruderi del divertimento dei bambini sono rimasti lì, come i kart a gettoni, chissà che prima o poi vietando i social i bambini non tornino a cavalcarli.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-630952079-4" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/steady-audio-630952079.mp3?_=4" /><a href="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/steady-audio-630952079.mp3">https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/steady-audio-630952079.mp3</a></audio>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-630952080 size-medium" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7511-500x889.jpeg" alt="" width="500" height="889" /> <img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-630952081 size-medium" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7512-500x889.jpeg" alt="" width="500" height="889" srcset="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7512-500x889.jpeg 500w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7512-1024x1820.jpeg 1024w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7512-768x1365.jpeg 768w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7512-864x1536.jpeg 864w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7512-1152x2048.jpeg 1152w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7512-scaled.jpeg 1440w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /> <img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-630952082 size-medium" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7510-500x889.jpeg" alt="" width="500" height="889" srcset="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7510-500x889.jpeg 500w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7510-1024x1820.jpeg 1024w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7510-768x1365.jpeg 768w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7510-864x1536.jpeg 864w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7510-1152x2048.jpeg 1152w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7510-scaled.jpeg 1440w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /> <img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-630952084 size-medium" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7492-500x889.jpeg" alt="" width="500" height="889" srcset="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7492-500x889.jpeg 500w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7492-1024x1820.jpeg 1024w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7492-768x1365.jpeg 768w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7492-864x1536.jpeg 864w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7492-1152x2048.jpeg 1152w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7492-scaled.jpeg 1440w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /> <img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-630952085 size-medium" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7491-500x889.jpeg" alt="" width="500" height="889" srcset="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7491-500x889.jpeg 500w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7491-1024x1820.jpeg 1024w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7491-768x1365.jpeg 768w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7491-864x1536.jpeg 864w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7491-1152x2048.jpeg 1152w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7491-scaled.jpeg 1440w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /> <img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-630952086 size-medium" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7490-500x889.jpeg" alt="" width="500" height="889" srcset="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7490-500x889.jpeg 500w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7490-1024x1820.jpeg 1024w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7490-768x1365.jpeg 768w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7490-864x1536.jpeg 864w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7490-1152x2048.jpeg 1152w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7490-scaled.jpeg 1440w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /> <img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-630952087 size-medium" src="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7489-500x889.jpeg" alt="" width="500" height="889" srcset="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7489-500x889.jpeg 500w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7489-1024x1820.jpeg 1024w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7489-768x1365.jpeg 768w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7489-864x1536.jpeg 864w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7489-1152x2048.jpeg 1152w, https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_7489-scaled.jpeg 1440w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>«Ma qui, siamo ancora a Rimini?»</p>
<p>San Giuliano a Mare (da non confondere con il recuperato, gentrificato e celebrato Borgo San Giuliano, “borgo dei pescatori”, casette colorate, eccetera eccetera) sembra un pezzo di costa in cui non sapevano cosa farci. Un po’ di case, un po’ di pensioni, qualche hotel lungo mare ma non c’è un vero lungomare, c’è il porto canale ma è girato dall’altra parte, verso il centro, una palestra ma non di fitness, di pallavolo.</p>
<p>Alcuni ruderi del divertimento dei bambini sono rimasti lì, come i kart a gettoni, chissà che prima o poi vietando i social i bambini non tornino a cavalcarli.</p>
<p>Le ristrutturazioni sono peggio degli originali, soprattutto quando ci sono colonne e capitelli. Un cartello indica che «questo non è solo il rudere dell’Hotel Delle Nazioni ma un centro di ripopolamento spontaneo dei rondoni». Anche i romagnoli hanno un cuore.</p>
<p>Qualcuno ha provato ad alzare il tasso culturale con una statua di un pesce spada (credo) costruita in acciaio tipo Mutonia e poi sotto però – non sia mai che il comune rivendichi l’usucapione ittica – ci ha messo un cartello “Proprietà Privata”.</p>
<p>Non lontano si vede una ruota panoramica, ma non la puoi raggiungere, è di là dal solito porto canale. Poi c’è il Rockisland, sul molo: ma a distanza sufficiente da fare calare il silenzio allo scoccare della mezzanotte.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure length="323904" type="audio/mpeg" url="https://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2026/09/steady-audio-630952079.mp3"/>

			</item>
		<item>
		<title>Community, culti e algoritmi nel turismo: intervista per Welevel</title>
		<link>https://www.minimarketing.it/2026/09/intervista-e-webinar-con-welevel.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Diegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 09:23:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.minimarketing.it/?p=630952076</guid>

					<description><![CDATA[Il tema centrale dell'intervista e del suo speech è viaggiatori, culti e algoritmi nell'epoca dell'incertezza.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[Il testo è stato generato da Grain a partire dal webinar]</p>
<ul>
<li>Intervista a Gianluca Diegoli, consulente marketing, docente universitario e autore, in preparazione di <a href="http://Hospitality Day (13 ottobre 2026, Rimini)."><strong>Hospitality Day</strong> (13 ottobre 2026, Rimini). </a>Il tema centrale dell&#8217;intervista e del suo speech (10:30, Inspiration Hall) è <strong>viaggiatori, culti e algoritmi nell&#8217;epoca dell&#8217;incertezza</strong>.</li>
<li>L&#8217;idea chiave: gli albergatori devono smettere di <em>subire</em> il mercato e i trend, e passare a un ruolo attivo – osservando dove si formano i &#8220;temporali&#8221; prima che piova.</li>
<li>Tre messaggi portanti del suo speech: i trend nascono su TikTok (non su Google Trends), l&#8217;importanza di appartenere a una community algoritmica, e la necessità di farsi ricordare per qualcosa di memorabile.</li>
</ul>
<h2>Posizionamento: il rischio di essere &#8220;un po&#8217; per tutti&#8221;</h2>
<ul>
<li><strong>Gianluca Diegoli</strong> identifica l&#8217;errore più grande degli albergatori nel non avere una strategia di posizionamento chiara.
<ul>
<li>Essere &#8220;un po&#8217; per tutti&#8221; significa essere &#8220;un po&#8217; per nessuno&#8221; – estremamente pericoloso nell&#8217;hospitality odierno.</li>
<li>Oggi le persone hanno sistemi di <em>ultra perfezionamento</em> delle preferenze: chi è family deve essere super family, chi è young super young, chi è cultural super cultural.</li>
</ul>
</li>
<li>Inseguire i trend e arrivare in ritardo è l&#8217;errore più grave.
<ul>
<li>Quando un trend sembra al picco (lo fanno tutti), sta per sbollire – si arriva in ritardo sul trend successivo.</li>
</ul>
</li>
<li>Le illusioni che gli operatori raccontano a sé stessi (es. &#8220;siamo leader di mercato&#8221;) sono la radice degli errori strategici.</li>
</ul>
<h2>Algoritmi di Discovery e intrattenimento</h2>
<ul>
<li><strong>Gianluca Diegoli</strong> distingue due fasi della strategia digitale: espansiva (algoritmi di Discovery) e di mantenimento della relazione (community).</li>
<li>Gli algoritmi SEO e quelli di Booking sono algoritmi da 25 anni. I nuovi algoritmi di Discovery (Reels, TikTok) sono diversi: sono pesantemente orientati al <strong>contenuto di intrattenimento</strong>.
<ul>
<li>O intratteniamo o scompariamo da questi algoritmi.</li>
<li>Intrattenere non significa fare i buffoni: può voler dire qualunque cosa (come una trasmissione TV non comica è comunque intrattenimento).</li>
</ul>
</li>
<li>I follower, quando arrivano, sono per lo più persone che già conoscono la struttura. L&#8217;unico algoritmo espansivo sono i Discovery, che portano il messaggio a target che non ci conoscono.</li>
<li>Importante capire dove gli utenti si raggruppano in <em>community algoritmizzate</em> (wellness, pizza, ecc.) e come la propria struttura può rientrare in quelle bolle.</li>
</ul>
<h2>AI, disintermediazione e chiarezza</h2>
<ul>
<li><strong>Gianluca Diegoli</strong> vede l&#8217;intelligenza artificiale come un nuovo intermediario: ChatGPT potrebbe disintermediare Booking, che a sua volta disintermediava gli hotel.</li>
<li>Per essere proposti dai motori AI serve <strong>chiarezza, dati e un posizionamento molto chiaro</strong>.
<ul>
<li>Se siamo &#8220;un po&#8217; per tutti&#8221;, l&#8217;algoritmo AI non ci capisce.</li>
<li>C&#8217;è una fase di <em>consideration</em> (informativa) che probabilmente avverrà sulle piattaforme AI, prima della conversione sul sito.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h2>Community algoritmica e passaparola strutturato</h2>
<ul>
<li><strong>Gianluca Diegoli</strong> sottolinea che oggi le community sono <em>algoritmizzate</em>: la community viene a te, non sei tu che entri in un forum.</li>
<li>Per partecipare bisogna creare contenuti che girino in queste community algoritmiche, non aspettare che gli altri vengano nella propria bolla.</li>
<li>Pochissimi hotel applicano sistemi di <strong>member get member</strong> (referral).
<ul>
<li>Questi canali portano clienti migliori di quelli da OTA o advertising, con margine più alto (la fee di referral è inferiore alla commissione OTA).</li>
<li>Possono contribuire per un 2-3% di nuovi arrivi, con costo minore e cliente di qualità superiore.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h2>Farsi ricordare per una cosa memorabile</h2>
<ul>
<li><strong>Gianluca Diegoli</strong> propone di chiedersi: per cosa le persone dovrebbero ricordarsi della nostra struttura?
<ul>
<li>In un mare infinito di stimoli, serve qualcosa di memorabile (non necessariamente fuochi d&#8217;artificio) che inneschi viralità pubblica o privata.</li>
<li>Esempio: il trend su TikTok della &#8220;cuccia in Puglia con l&#8217;acqua di mare&#8221; – le persone lo ricordano.</li>
<li>Il resto (la qualità base) lo si dà per scontato; se si sbaglia quello è un disastro, ma senza un elemento memorabile non si genera passaparola.</li>
</ul>
</li>
<li>I trend si formano su TikTok prima che su Google Trends: mesi di differenza. Bisogna guardare dove si formano le nuvole, non dove piove.</li>
</ul>
<h2>Hospitality Day e risorse</h2>
<ul>
<li><strong>Elena</strong> conferma che Hospitality Day si terrà il <strong>13 ottobre 2026 al Palacongressi di Rimini</strong>, con 5000+ albergatori, sale formative su vendita, marketing, AI, leadership, design.</li>
<li><a href="https://www.hospitalityday.it/session/viaggiatori-culti-e-algoritmi-nellepoca-dellincertezza/"><strong>Gianluca Diegoli</strong> interverrà nell&#8217;Inspiration Hall alle 10:30.</a></li>
</ul>
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