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	<description>Arte, Cinema, Musica e Letteratura</description>
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		<title>Il mio precipizio, di Matteo Gubellini</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 17:11:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Da che “grumo di sogni” (per citare Ungaretti) nascono, a loro volta, i sogni di un artista? Quelli di un illustratore come Matteo Gubellini sono raccolti nello scrigno di questi racconti della raccolta Il mio precipizio , pubblicato da Edizioni La Gru. Stimo il lavoro di Gubellini , di cui ho parlato spesso, come disegnatore di libri per bambini, e quindi – partendo dalla domanda iniziale – è davvero con curiosità che ho letto queste sue creazioni in prosa. Perchè qual è il “precipizio” di Matteo? Quello che lo fa desiderare di fuggire da una solare e tradizionale sagra di paese, con i suoi “panini ruffiani” e i suoi bimbi golosi (“oh sagra, che voglia di andarmene, di non sentirmi più così diverso, che voglia di non avere il cuore traboccante d&#8217;amore”). La copertina cupa in effetti fa presagire un mondo fantastico alla Edgar Allan Poe (e ben si abbina al titolo, se è per questo) e devo dire che rispecchia l&#8217;atmosfera di molti dei suoi racconti. Come accade in Osservando poi (“oro e nuvole come cumuli di bambagia incastrano l&#8217;unico cimitero di queste parti”). Anche perchè in effetti, voi ci avete mai pensato che “tutta la grazia struggente che vi rimbomba nel cuore quando ascoltate un disco di Nick Drake, fino a trentatrè anni fa era racchiusa nel cuo corpo vivo, ora giacente a mo&#8217; di polvere in una povera fossa di un cimitero del Warwickshire?”. Passando poi per le le sospensioni oniriche di un&#8217;immaginazione che veleggia senza scossoni in altre dimensioni durante un&#8217;afa senza tregua ( Pomeriggio in campagna ) o mentre, semplicemente, si va a comprare le sigarette ( Sole e tabacchi ). E allora, mi sono detta, forse allora questi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Da che “grumo di sogni” (per citare Ungaretti) nascono, a loro volta, i sogni di un artista? Quelli di un illustratore come Matteo Gubellini sono raccolti nello scrigno di questi racconti della raccolta Il mio precipizio , pubblicato da Edizioni La Gru. Stimo il lavoro di Gubellini , di cui ho parlato spesso, come disegnatore di libri per bambini, e quindi – partendo dalla domanda iniziale – è davvero con curiosità che ho letto queste sue creazioni in prosa. Perchè qual è il “precipizio” di Matteo? Quello che lo fa desiderare di fuggire da una solare e tradizionale sagra di paese, con i suoi “panini ruffiani” e i suoi bimbi golosi (“oh sagra, che voglia di andarmene, di non sentirmi più così diverso, che voglia di non avere il cuore traboccante d&#8217;amore”). La copertina cupa in effetti fa presagire un mondo fantastico alla Edgar Allan Poe (e ben si abbina al titolo, se è per questo) e devo dire che rispecchia l&#8217;atmosfera di molti dei suoi racconti. Come accade in Osservando poi (“oro e nuvole come cumuli di bambagia incastrano l&#8217;unico cimitero di queste parti”). Anche perchè in effetti, voi ci avete mai pensato che “tutta la grazia struggente che vi rimbomba nel cuore quando ascoltate un disco di Nick Drake, fino a trentatrè anni fa era racchiusa nel cuo corpo vivo, ora giacente a mo&#8217; di polvere in una povera fossa di un cimitero del Warwickshire?”. Passando poi per le le sospensioni oniriche di un&#8217;immaginazione che veleggia senza scossoni in altre dimensioni durante un&#8217;afa senza tregua ( Pomeriggio in campagna ) o mentre, semplicemente, si va a comprare le sigarette ( Sole e tabacchi ). E allora, mi sono detta, forse allora questi&#8230;</p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/02/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
<p>Visita il link:<br />
<a target="_blank" href="http://feeds.blogo.it/~r/booksblog/it/~3/xji3GlZUDgU/story01.htm" title="Il mio precipizio, di Matteo Gubellini">Il mio precipizio, di Matteo Gubellini</a></p>
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		<title>Le dieci donne del cavaliere, di Arto Paasilinna</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 17:11:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ «Rauno Rämekorpi avrebbe voluto festeggiare i suoi sessant’anni nella sua vecchia capanna di pesca a Sodankylä, in riva alle scure acque del lago Riipi, ma la sua posizione di amministratore delegato di una fiorente società non glielo consentiva». Certo è che, se avesse saputo che dietro quella festa si nascondeva una nomina al cavalierato del lavoro e una biografia della sua vita, forse questo pensiero Rauno non lo avrebbe avuto. «Branco di furfanti!» dice agli invitati, «Sono Cavaliere del Lavoro e nessuno mi dice niente! Avrei potuto darmi un sacco di arie per tutta l’estate… anche se in fin dei conti mi domando cosa me ne faccio, a quel prezzo potevo comprarmi una bella macchina». Insomma, sembra che non gli stia mai bene niente a Rauno, e con ogni probabilità sta qui la sua forza: se non fosse stato così egocentrico e ambizioso non sarebbe arrivato dove si trova. Ovvero: in possesso di una fabbrica di legname mastodontica, una villa altrettanto grande e una bellissima moglie che lo sopporta da una vita. Tuttavia, sta qui anche la sua debolezza. Uomo dai pochi vizi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> «Rauno Rämekorpi avrebbe voluto festeggiare i suoi sessant’anni nella sua vecchia capanna di pesca a Sodankylä, in riva alle scure acque del lago Riipi, ma la sua posizione di amministratore delegato di una fiorente società non glielo consentiva». Certo è che, se avesse saputo che dietro quella festa si nascondeva una nomina al cavalierato del lavoro e una biografia della sua vita, forse questo pensiero Rauno non lo avrebbe avuto. «Branco di furfanti!» dice agli invitati, «Sono Cavaliere del Lavoro e nessuno mi dice niente! Avrei potuto darmi un sacco di arie per tutta l’estate… anche se in fin dei conti mi domando cosa me ne faccio, a quel prezzo potevo comprarmi una bella macchina». Insomma, sembra che non gli stia mai bene niente a Rauno, e con ogni probabilità sta qui la sua forza: se non fosse stato così egocentrico e ambizioso non sarebbe arrivato dove si trova. Ovvero: in possesso di una fabbrica di legname mastodontica, una villa altrettanto grande e una bellissima moglie che lo sopporta da una vita. Tuttavia, sta qui anche la sua debolezza. Uomo dai pochi vizi&#8230;</p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/02/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
<p>Vedi oltre qui:<br />
<a target="_blank" href="http://feeds.blogo.it/~r/booksblog/it/~3/HkhaYDkJwgE/story01.htm" title="Le dieci donne del cavaliere, di Arto Paasilinna">Le dieci donne del cavaliere, di Arto Paasilinna</a></p>
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		<title>Green, di Kerstin Gier, si conclude la Trilogia delle Gemme</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 17:10:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Green , della tedesca Kerstin Gier , è il terzo e ultimo volume dell&#8217;apprezzata Trilogia delle Gemme , serie YA in crescendo che unisce time travel, urban fantasy, storia e romance e che, nel 2012, diventerà anche un film. E siamo arrivati alla fine di questa serie giovanile di successo, abbastanza diversa dalla maggior parte di quelle attualmente in circolazione, incentrate su figure come angeli, vampiri, licantropi, fate, streghe e quant&#8217;altro. Il time travel , infatti, non è molto frequente nell&#8217;urban fantasy YA (se eccettuiamo l&#8217;uso degli Annunziatori nell&#8217;angelica Fallen Saga o gli strani salti in Tempest di Julie Cross). In verità nemmeno in quello adult ci sono poi moltissimi esempi. Una &#8220;donna-saltatrice&#8221; che mi viene in mente, così su due piedi, è la Cassie Palmer/Pitia di Karen Chance. Nel suo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Green , della tedesca Kerstin Gier , è il terzo e ultimo volume dell&#8217;apprezzata Trilogia delle Gemme , serie YA in crescendo che unisce time travel, urban fantasy, storia e romance e che, nel 2012, diventerà anche un film. E siamo arrivati alla fine di questa serie giovanile di successo, abbastanza diversa dalla maggior parte di quelle attualmente in circolazione, incentrate su figure come angeli, vampiri, licantropi, fate, streghe e quant&#8217;altro. Il time travel , infatti, non è molto frequente nell&#8217;urban fantasy YA (se eccettuiamo l&#8217;uso degli Annunziatori nell&#8217;angelica Fallen Saga o gli strani salti in Tempest di Julie Cross). In verità nemmeno in quello adult ci sono poi moltissimi esempi. Una &#8220;donna-saltatrice&#8221; che mi viene in mente, così su due piedi, è la Cassie Palmer/Pitia di Karen Chance. Nel suo&#8230;</p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/02/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
<p>Vai avanti:<br />
<a target="_blank" href="http://feeds.blogo.it/~r/booksblog/it/~3/whTVy2J7ygU/story01.htm" title="Green, di Kerstin Gier, si conclude la Trilogia delle Gemme">Green, di Kerstin Gier, si conclude la Trilogia delle Gemme</a></p>
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		<title>- "C. G. Jung ed il superamento su Freud: l’avvento della psicologia analitica" di Diego Pignatelli Spinazzola</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 00:16:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella rubrica d'autore "Riflessioni sulla Psicologia Transpersonale" di Diego Pignatelli Spinazzola: "C. G. Jung ed il superamento su Freud: l'avvento della psicologia analitica"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella rubrica d&#8217;autore &#8220;Riflessioni sulla Psicologia Transpersonale&#8221; di Diego Pignatelli Spinazzola: &#8220;C. G. Jung ed il superamento su Freud: l&#8217;avvento della psicologia analitica&#8221;</p>
<p>Vedi il contenuto originale:<br />
<a target="_blank" href="http://www.riflessioni.it/psicologia-transpersonale/jung-freud-psicologia-analitica.htm" title="- &quot;C. G. Jung ed il superamento su Freud: l'avvento della psicologia analitica&quot; di Diego Pignatelli Spinazzola">- &quot;C. G. Jung ed il superamento su Freud: l&#8217;avvento della psicologia analitica&quot; di Diego Pignatelli Spinazzola</a></p>
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		<title>Clandestina a Damasco, di Antonella Appiano</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 19:31:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Ogni giorno giungono notizie preoccupanti dalla Siria: dagli attentati all&#8217;incapacità degli organi preposti di risolvere in qualche modo la questione. Per noi che siamo lontani la situazione può apparire difficile da capire. È per questo che ho trovato molto utile il testo di Antonella Appiano Clandestina a Damasco . Cronache da un Paese sull&#8217;orlo della guerra civile , pubblicato da Castelvecchi nella collana RX che si occupa delle inchieste, delle denunce, dei protagonisti, delle notizie e dei fatti più caldi del momento. La giornalista Antonella Appiano – esperta di Medio Oriente e Islam – ci offre uno spaccato di prima mano della situazione, perché per quattro mesi è riuscita a vivere nella Siria vietata ai giornalisti e a raccontare quello che avveniva. Scrive Amedeo Ricucci nella prefazione che la Appiano di un avvenimento complesso come la crisi siriana di oggi ci offre un resoconto straordinario, puntuale ed emozionante. Da inviata vera. Secondo me proprio perché ha mangiato polvere per quattro mesi, nei vicoli di Damasco e nei villaggi della Siria profonda, senza risparmiarci [&#8230;] Antonella Appiano è riuscita a eludere con grande abilità il divieto [di ingresso in Siria di giornalisti stranieri, ndr]. Rischiando tutti i giorni, costringendosi a cambiare spesso identità e facendo poi i salti mortali pur di poter testimoniare quanto stava succedendo, davanti ai suoi occhi, senza mettere in pericolo quanti la stavano aiutando. Il racconto della Appiano procede in maniera cronologica attraverso uno stile quasi minimalista, attento alle descrizioni e cercando di essere imparziale, come spesso l&#8217;autrice ribadisce. La narrazione è interrotta di tanto in tanto con una sorta di riflessione occidentale, se così vogliamo dire: nel libro, infatti, sono riportate delle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Ogni giorno giungono notizie preoccupanti dalla Siria: dagli attentati all&#8217;incapacità degli organi preposti di risolvere in qualche modo la questione. Per noi che siamo lontani la situazione può apparire difficile da capire. È per questo che ho trovato molto utile il testo di Antonella Appiano Clandestina a Damasco . Cronache da un Paese sull&#8217;orlo della guerra civile , pubblicato da Castelvecchi nella collana RX che si occupa delle inchieste, delle denunce, dei protagonisti, delle notizie e dei fatti più caldi del momento. La giornalista Antonella Appiano – esperta di Medio Oriente e Islam – ci offre uno spaccato di prima mano della situazione, perché per quattro mesi è riuscita a vivere nella Siria vietata ai giornalisti e a raccontare quello che avveniva. Scrive Amedeo Ricucci nella prefazione che la Appiano di un avvenimento complesso come la crisi siriana di oggi ci offre un resoconto straordinario, puntuale ed emozionante. Da inviata vera. Secondo me proprio perché ha mangiato polvere per quattro mesi, nei vicoli di Damasco e nei villaggi della Siria profonda, senza risparmiarci [&#8230;] Antonella Appiano è riuscita a eludere con grande abilità il divieto [di ingresso in Siria di giornalisti stranieri, ndr]. Rischiando tutti i giorni, costringendosi a cambiare spesso identità e facendo poi i salti mortali pur di poter testimoniare quanto stava succedendo, davanti ai suoi occhi, senza mettere in pericolo quanti la stavano aiutando. Il racconto della Appiano procede in maniera cronologica attraverso uno stile quasi minimalista, attento alle descrizioni e cercando di essere imparziale, come spesso l&#8217;autrice ribadisce. La narrazione è interrotta di tanto in tanto con una sorta di riflessione occidentale, se così vogliamo dire: nel libro, infatti, sono riportate delle &#8230;</p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/02/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
<p>Continua qui:<br />
<a target="_blank" href="http://feeds.blogo.it/~r/booksblog/it/~3/Z4dplaH6yzE/story01.htm" title="Clandestina a Damasco, di Antonella Appiano">Clandestina a Damasco, di Antonella Appiano</a></p>
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		<item>
		<title>Non è una scatola, di Antoinette Portis</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 01:51:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Ve lo ricordate l&#8217;inizio del Piccolo principe , in cui lui e il pilota fanno amicizia perché il pilota gli disegna una scatola con dei buchini dicendo che dentro c&#8217;è una pecora? Mi ha fatto pensare a questo divertente Non è una scatola , di Antoinette Portis. Divertente perché seguiamo le movenze di un buffo coniglietto che rimane impettito in piedi su una scatola sostenendo che no, non è una scatola! E poi lui che ci entra dentro (gli sporgono fuori solo i piedi e le orecchie, in realtà) o che ci si siede in cima guardando pensieroso in basso il pavimento. E qualcuno continua a sostenere che quella è una scatola. Ma, sfogliando le pagine successive – sorpresa – il disegno si anima di colori e forme nuove. Perché il coniglietto sogna di essere esploratore di un alto monte; un astronauta; di cavalcare un elefante o di guidare una macchina sportiva. E pensate davvero che quella con cui sta giocando, sia solo una scatola buona a niente? Antoinette Portis Non è una scatola Kalandraka 14 euro Non è una scatola, di Antoinette Portis ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Ve lo ricordate l&#8217;inizio del Piccolo principe , in cui lui e il pilota fanno amicizia perché il pilota gli disegna una scatola con dei buchini dicendo che dentro c&#8217;è una pecora? Mi ha fatto pensare a questo divertente Non è una scatola , di Antoinette Portis. Divertente perché seguiamo le movenze di un buffo coniglietto che rimane impettito in piedi su una scatola sostenendo che no, non è una scatola! E poi lui che ci entra dentro (gli sporgono fuori solo i piedi e le orecchie, in realtà) o che ci si siede in cima guardando pensieroso in basso il pavimento. E qualcuno continua a sostenere che quella è una scatola. Ma, sfogliando le pagine successive – sorpresa – il disegno si anima di colori e forme nuove. Perché il coniglietto sogna di essere esploratore di un alto monte; un astronauta; di cavalcare un elefante o di guidare una macchina sportiva. E pensate davvero che quella con cui sta giocando, sia solo una scatola buona a niente? Antoinette Portis Non è una scatola Kalandraka 14 euro Non è una scatola, di Antoinette Portis </p>
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		<item>
		<title>L’alchimia olfattiva della biblioteca</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 01:51:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[odore particolarissimo]]></category>

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		<description><![CDATA[ Forse vi sembrerà un po&#8217; anacronistico, in tempi di tablet e di lettura digitale, parlare dell&#8217;esistenza del cosiddetto &#8220;profumo di biblioteca&#8221;. Non crediate che si tratti di uno sproloquio sul deodorante per ambienti alla moda, oppure di un elogio dell&#8217;ultima &#8220;eau de maison&#8221;. Parliamo di carta, amato supporto dal particolarissimo odore. Ma le pagine non bastano, quella singolarissima fragranza che emana ogni biblioteca che si rispetti, è un misto di cuoio invecchiato, legno degli scaffali e prodotti per la sua cura, cartone e, ahimé, in certi casi anche plastica. Ma, i veri responsabili della particolarissima &#8220;fragranza da libro d&#8217;epoca&#8221; sembrano essere dei composti organici volatili liberati nell&#8217;aria proprio dalla disgregazione progressiva della cellulosa dai fogli, un processo cominciato alla metà del XIX secolo, con la sostituzione delle fibre di cotone con quelle di legno contenenti lignina , un polimero organico che emana un odore di vaniglia. Ma l&#8217;affare va ben oltre &#8220;il piacevole effluvio&#8221; che nasconde il progressivo disfacimento degli amati tomi. Una decomposizione che passa per diverse fasi, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Forse vi sembrerà un po&#8217; anacronistico, in tempi di tablet e di lettura digitale, parlare dell&#8217;esistenza del cosiddetto &#8220;profumo di biblioteca&#8221;. Non crediate che si tratti di uno sproloquio sul deodorante per ambienti alla moda, oppure di un elogio dell&#8217;ultima &#8220;eau de maison&#8221;. Parliamo di carta, amato supporto dal particolarissimo odore. Ma le pagine non bastano, quella singolarissima fragranza che emana ogni biblioteca che si rispetti, è un misto di cuoio invecchiato, legno degli scaffali e prodotti per la sua cura, cartone e, ahimé, in certi casi anche plastica. Ma, i veri responsabili della particolarissima &#8220;fragranza da libro d&#8217;epoca&#8221; sembrano essere dei composti organici volatili liberati nell&#8217;aria proprio dalla disgregazione progressiva della cellulosa dai fogli, un processo cominciato alla metà del XIX secolo, con la sostituzione delle fibre di cotone con quelle di legno contenenti lignina , un polimero organico che emana un odore di vaniglia. Ma l&#8217;affare va ben oltre &#8220;il piacevole effluvio&#8221; che nasconde il progressivo disfacimento degli amati tomi. Una decomposizione che passa per diverse fasi, </p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/02/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
<p>Estratto da:<br />
<a target="_blank" href="http://feeds.blogo.it/~r/booksblog/it/~3/-8YGNFlYiNk/story01.htm" title="L'alchimia olfattiva della biblioteca">L&#8217;alchimia olfattiva della biblioteca</a></p>
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		<title>La terra delle caverne dipinte, di Jean M. Auel. Finalmente il sesto volume. Se 45 milioni di lettori vi sembran pochi…</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 01:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team</dc:creator>
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		<category><![CDATA[i figli della terra]]></category>
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		<description><![CDATA[ La terra delle caverne dipinte , di Jean M. Auel , è il sesto volume della spettacolare saga preistorica I figli della Terra , tra fantasia, ricostruzione storica, avventura di respiro epico e, per chi è interessato, anche amore. Una saga che ha accompagnato i lettori per lunghissimo tempo (il primo volume risale al 1980) e che, dopo un&#8217;attesa di 10 anni, arriva finalmente a conclusione. Prima di proseguire, voglio segnalare che tutti i volumi della serie sono tuttora disponibili in edizione economica. Consiglio di cuore, quindi, a chi non si è mai avvicinato alla saga, di provare a leggere il primo, bellissimo volume, Ayla. Figlia della Terra . Sono passati molti anni dalla sua lettura, credo fossero gli anni &#8216;90, ed essendo assai più giovane ero sicuramente più suggestionabile&#8230; Eppure le emozioni che provai allora, le ricordo ancora oggi&#8230; Ma non si tratta certo solo di me. Il valore della saga, l&#8217;unica che abbia scritto l&#8217;americana Auel, moglie e madre di 5 figli, è attestato da svariate lauree ad honorem, dal titolo di Cavaliere delle Arti e delle Letterature di cui è stata insignita dal Ministro della Cultura francese e dai 45 milioni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> La terra delle caverne dipinte , di Jean M. Auel , è il sesto volume della spettacolare saga preistorica I figli della Terra , tra fantasia, ricostruzione storica, avventura di respiro epico e, per chi è interessato, anche amore. Una saga che ha accompagnato i lettori per lunghissimo tempo (il primo volume risale al 1980) e che, dopo un&#8217;attesa di 10 anni, arriva finalmente a conclusione. Prima di proseguire, voglio segnalare che tutti i volumi della serie sono tuttora disponibili in edizione economica. Consiglio di cuore, quindi, a chi non si è mai avvicinato alla saga, di provare a leggere il primo, bellissimo volume, Ayla. Figlia della Terra . Sono passati molti anni dalla sua lettura, credo fossero gli anni &#8216;90, ed essendo assai più giovane ero sicuramente più suggestionabile&#8230; Eppure le emozioni che provai allora, le ricordo ancora oggi&#8230; Ma non si tratta certo solo di me. Il valore della saga, l&#8217;unica che abbia scritto l&#8217;americana Auel, moglie e madre di 5 figli, è attestato da svariate lauree ad honorem, dal titolo di Cavaliere delle Arti e delle Letterature di cui è stata insignita dal Ministro della Cultura francese e dai 45 milioni &#8230;</p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/02/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo originale:<br />
<a target="_blank" href="http://feeds.blogo.it/~r/booksblog/it/~3/0K2OeIE0Qw8/story01.htm" title="La terra delle caverne dipinte, di Jean M. Auel. Finalmente il sesto volume. Se 45 milioni di lettori vi sembran pochi...">La terra delle caverne dipinte, di Jean M. Auel. Finalmente il sesto volume. Se 45 milioni di lettori vi sembran pochi&#8230;</a></p>
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		<title>2012: Anno Nazionale della lettura!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2012]]></category>
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		<description><![CDATA[ Sembra che restino ancora undici mesi prima di concludere questo 2012, dichiarato dall&#8217; UNESCO Anno nazionale della lettura! La scelta è caduta proprio su un periodo cruciale, lo stesso della presunta realizzazione della profezia Maya, ma soprattutto un momento di bilanci e rilanci. Il progetto indetto dalla prestigiosa organizzazione internazionale impegnata nel sostegno dell&#8217;educazione, delle scienze e della cultura , si propone infatti di unire biblioteche, enti pubblici, partner commerciali e community (fisiche e virtuali) a sostegno della causa della lettura. L&#8217;iniziativa ha avuto un illustre precedente inglese , indetto dal Primo Ministro Gordon Brown nel 2008. Per favorire le adesioni locali, ci si avvale del sostegno di numerosi ambasciatori nazionali, impegnati a vario titolo nel mondo della cultura e dello sport. Si tratta principalmente di personalità note, come scrittori, fotografi, pensatori, atleti, politici. L&#8217; Australia sembra aver aderito con entusiasmo e il nostro Belpaese che aspetta? Via &#124; illac.com.mx Foto &#124; thelibraryagency 2012: Anno Nazionale della lettura! ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Sembra che restino ancora undici mesi prima di concludere questo 2012, dichiarato dall&#8217; UNESCO Anno nazionale della lettura! La scelta è caduta proprio su un periodo cruciale, lo stesso della presunta realizzazione della profezia Maya, ma soprattutto un momento di bilanci e rilanci. Il progetto indetto dalla prestigiosa organizzazione internazionale impegnata nel sostegno dell&#8217;educazione, delle scienze e della cultura , si propone infatti di unire biblioteche, enti pubblici, partner commerciali e community (fisiche e virtuali) a sostegno della causa della lettura. L&#8217;iniziativa ha avuto un illustre precedente inglese , indetto dal Primo Ministro Gordon Brown nel 2008. Per favorire le adesioni locali, ci si avvale del sostegno di numerosi ambasciatori nazionali, impegnati a vario titolo nel mondo della cultura e dello sport. Si tratta principalmente di personalità note, come scrittori, fotografi, pensatori, atleti, politici. L&#8217; Australia sembra aver aderito con entusiasmo e il nostro Belpaese che aspetta? Via | illac.com.mx Foto | thelibraryagency 2012: Anno Nazionale della lettura! </p>
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		<title>Falso movimento, di Riccardo D’Anna</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 06:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Team</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dialogo-filmico]]></category>
		<category><![CDATA[falso movimento]]></category>
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		<category><![CDATA[memori]]></category>
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		<description><![CDATA[ Falso movimento è il quarto romanzo di Riccardo D&#8217;Anna, saggista e scrittore romano. Un romanzo breve ma molto intenso. La trama è presto detta: il protagonista, un italiano, resta bloccato in Florida, dove si era recato per un congresso, a seguito degli attentati dell&#8217;11 settembre alle Torri Gemelle. Non sapendo come impegnare il tempo decide di andare a Disneyworld, che è lì nei pressi, e di andare a trovare un parente di sua moglie, personaggio misterioso di cui nemmeno i parenti più stretti sanno molto. Ma la narrazione va ben al di là della trama. D&#8217;Anna racconta, in una serie di sapienti flashback e squarci su varie vicende della storia italiana – quello che vive nell&#8217;intimo il protagonista. E lo fa costruendo un romanzo, per usare le sue stesse parole, “a ragnatela, a mosaico. L&#8217;artificio su cui si regge è la sovrapposizione spaesante fra una prima e terza persona“ Una sorta di dialogo filmico, potremo dire, che narra – tanto in soggettiva quanto da un punto di vista esterno – le vicende esterne che accadono e che, per forza di cosa, si ripercuotono nel protagonista. Ma Falso movimento non è nemmeno un romanzo psicologico. È, se vogliamo essere sintetici, una narrazione pulita e ben scritta che, giocando con i protagonisti, rimanda al lettore e costituisce, così una specie di confronto (un falso movimento , appunto) tra il protagonista (o i protagonisti) e chi legge. Del resto un buon libro deve fare anche questo: farsi leggere e far sì che il lettore si legga. A mo&#8217; di conclusione riporto due passi del libro. La prima che getta un po&#8217; di luce sul come il libro è stato costruito: La lima scende dentro il distale ruotando leggermente. Ripulisce. Devitalizza il nervo. Ci sono canali facili, aperti come strade e cunicoli bui...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Falso movimento è il quarto romanzo di Riccardo D&#8217;Anna, saggista e scrittore romano. Un romanzo breve ma molto intenso. La trama è presto detta: il protagonista, un italiano, resta bloccato in Florida, dove si era recato per un congresso, a seguito degli attentati dell&#8217;11 settembre alle Torri Gemelle. Non sapendo come impegnare il tempo decide di andare a Disneyworld, che è lì nei pressi, e di andare a trovare un parente di sua moglie, personaggio misterioso di cui nemmeno i parenti più stretti sanno molto. Ma la narrazione va ben al di là della trama. D&#8217;Anna racconta, in una serie di sapienti flashback e squarci su varie vicende della storia italiana – quello che vive nell&#8217;intimo il protagonista. E lo fa costruendo un romanzo, per usare le sue stesse parole, “a ragnatela, a mosaico. L&#8217;artificio su cui si regge è la sovrapposizione spaesante fra una prima e terza persona“ Una sorta di dialogo filmico, potremo dire, che narra – tanto in soggettiva quanto da un punto di vista esterno – le vicende esterne che accadono e che, per forza di cosa, si ripercuotono nel protagonista. Ma Falso movimento non è nemmeno un romanzo psicologico. È, se vogliamo essere sintetici, una narrazione pulita e ben scritta che, giocando con i protagonisti, rimanda al lettore e costituisce, così una specie di confronto (un falso movimento , appunto) tra il protagonista (o i protagonisti) e chi legge. Del resto un buon libro deve fare anche questo: farsi leggere e far sì che il lettore si legga. A mo&#8217; di conclusione riporto due passi del libro. La prima che getta un po&#8217; di luce sul come il libro è stato costruito: La lima scende dentro il distale ruotando leggermente. Ripulisce. Devitalizza il nervo. Ci sono canali facili, aperti come strade e cunicoli bui&#8230;</p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/02/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
<p>Leggi oltre:<br />
<a target="_blank" href="http://feeds.blogo.it/~r/booksblog/it/~3/Rn1qWH7KZ0A/story01.htm" title="Falso movimento, di Riccardo D'Anna">Falso movimento, di Riccardo D&#8217;Anna</a></p>
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