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	<description>Arte, Cinema, Musica e Letteratura</description>
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		<title>Il Salone del Libro 2012 di Torino, la massoneria, Vanni Santoni, gli eBook, Asor Rosa e molto altro ancora</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 01:20:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Ero partito da Milano per il Salone del Libro di Torino 2012 con obiettivi chiari: capire il futuro degli eBook con Amazon, parlare dei venticinque anni del Premio Calvino, intervistare autori romeni che prenderanno Nobel per la letteratura, fare il punto sulle riviste stile Granta Italia , ascoltare Fernando Savater, o rockstar giornalistico-letterarie tipo Gomez o Travaglio. Non ho fatto niente di tutto questo. Me ne sono sbattuto completamente: una volta giunto sul posto ho capito che raccontare il Salone Internazionale del Libro di Torino così sarebbe stato noioso, avrebbe fatto schifo. Meglio farlo in un altro modo quindi: soluzione sulla quale hanno senza dubbio pesato i circa trenta minuti di sonno sulle spalle delle ultime ventiquattro ore. Meglio partire dal viaggio. Da Milano a Torino con partenza alle ore 7.45 di sabato mattina. Il già direttore del mensile maschile mi attende a un distributore di benzina a Milano nord, ci siamo accordati per andare insieme al Salone. Arrivo puntuale e partiamo. Non ci vedremo per il resto della giornata e il viaggio scollina raccontandoci le nostre vite degli ultimi due anni. Interessanti, la sua di sicuro: la mia non...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Ero partito da Milano per il Salone del Libro di Torino 2012 con obiettivi chiari: capire il futuro degli eBook con Amazon, parlare dei venticinque anni del Premio Calvino, intervistare autori romeni che prenderanno Nobel per la letteratura, fare il punto sulle riviste stile Granta Italia , ascoltare Fernando Savater, o rockstar giornalistico-letterarie tipo Gomez o Travaglio. Non ho fatto niente di tutto questo. Me ne sono sbattuto completamente: una volta giunto sul posto ho capito che raccontare il Salone Internazionale del Libro di Torino così sarebbe stato noioso, avrebbe fatto schifo. Meglio farlo in un altro modo quindi: soluzione sulla quale hanno senza dubbio pesato i circa trenta minuti di sonno sulle spalle delle ultime ventiquattro ore. Meglio partire dal viaggio. Da Milano a Torino con partenza alle ore 7.45 di sabato mattina. Il già direttore del mensile maschile mi attende a un distributore di benzina a Milano nord, ci siamo accordati per andare insieme al Salone. Arrivo puntuale e partiamo. Non ci vedremo per il resto della giornata e il viaggio scollina raccontandoci le nostre vite degli ultimi due anni. Interessanti, la sua di sicuro: la mia non&#8230;</p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/05/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
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		<title>Sacré Bleu, di Christopher Moore</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 01:20:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ I motivi che ci spingono a leggere un libro piuttosto che un altro sono vari: siamo influenzati dal genere, dall&#8217;autore, dalle recensioni che abbiamo letto, dalla copertina, dal prezzo, dal gusto personale. E mille altre ragioni. Personalmente sono attratto da quei libri in cui l&#8217;autore (o l&#8217;autrice, sia chiaro) ci fa capire un po&#8217; come ha costruito il testo stesso mostrandoci qualche cosa del suo mondo fatto di parole che poi troviamo sulla pagina del libro. È stato questo uno dei motivi che mi ha fatto apprezzare il romanzo Sacré Bleu di Christopher Moore . Moore si lascia leggere e questo è un dato di fatto, soprattutto se ci si fa prendere la mano dal suo fine umorismo (un esempio al volo tratto da Sacré Bleu: si parla di san Dionigi, primo vescovo di Parigi, decapitato che “compì il suo ultimo miracolo canonico sollevando da terra la propria testa mozzata e portandola nel punto esatto in cui si trovava Lucien, guardando la sua città per un&#8217;ultima volta e pensando: Sapete cosa ci starebbe bene? Una grossa, scheletrica torre di ferro. Scusate, devo aver perso la testa. Ahi ”). La storia che racconta in Sacré Blue è una rivisitazione della storia dell&#8217;arte della Parigi fin de siècle e dell&#8217;impressionismo: e anche questo ha il suo innegabile fascino. Ma ho amato questo libro soprattutto a partire dalla fine, dalla postfazione in cui Moore ci spiega come ha messo in piedi il romanzo, quali scelte ha fatto e perché le ha compiute. Poter entrare nella testa di un romanziere e capire perché ha optato per una o per l&#8217;altra descrizione per me è il massimo. Soprattutto se il titolo della prefazione è Ecco, ci hai rovinato anche l&#8217;arte : Lo so cosa pensate: “Be&#8217;, Chris, tante grazie, ci hai rovinato anche la storia dell&#8217;arte”. Prego. Piacere mio. All&#8217;inizio volevo soltanto scrivere un romanzo che parlasse del blu; non ricordo più neanche il perché. Quando parti da un&#8217;idea ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> I motivi che ci spingono a leggere un libro piuttosto che un altro sono vari: siamo influenzati dal genere, dall&#8217;autore, dalle recensioni che abbiamo letto, dalla copertina, dal prezzo, dal gusto personale. E mille altre ragioni. Personalmente sono attratto da quei libri in cui l&#8217;autore (o l&#8217;autrice, sia chiaro) ci fa capire un po&#8217; come ha costruito il testo stesso mostrandoci qualche cosa del suo mondo fatto di parole che poi troviamo sulla pagina del libro. È stato questo uno dei motivi che mi ha fatto apprezzare il romanzo Sacré Bleu di Christopher Moore . Moore si lascia leggere e questo è un dato di fatto, soprattutto se ci si fa prendere la mano dal suo fine umorismo (un esempio al volo tratto da Sacré Bleu: si parla di san Dionigi, primo vescovo di Parigi, decapitato che “compì il suo ultimo miracolo canonico sollevando da terra la propria testa mozzata e portandola nel punto esatto in cui si trovava Lucien, guardando la sua città per un&#8217;ultima volta e pensando: Sapete cosa ci starebbe bene? Una grossa, scheletrica torre di ferro. Scusate, devo aver perso la testa. Ahi ”). La storia che racconta in Sacré Blue è una rivisitazione della storia dell&#8217;arte della Parigi fin de siècle e dell&#8217;impressionismo: e anche questo ha il suo innegabile fascino. Ma ho amato questo libro soprattutto a partire dalla fine, dalla postfazione in cui Moore ci spiega come ha messo in piedi il romanzo, quali scelte ha fatto e perché le ha compiute. Poter entrare nella testa di un romanziere e capire perché ha optato per una o per l&#8217;altra descrizione per me è il massimo. Soprattutto se il titolo della prefazione è Ecco, ci hai rovinato anche l&#8217;arte : Lo so cosa pensate: “Be&#8217;, Chris, tante grazie, ci hai rovinato anche la storia dell&#8217;arte”. Prego. Piacere mio. All&#8217;inizio volevo soltanto scrivere un romanzo che parlasse del blu; non ricordo più neanche il perché. Quando parti da un&#8217;idea &#8230;</p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/05/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo originale:<br />
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		<title>- "Helena Petrovna Blavatsky" di Bernardino del Boca</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:02:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella rubrica d'autore "Riflessioni Teosofiche" di Patrizia Moschin Calvi: "Helena Petrovna Blavatsky" di Bernardino del Boca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella rubrica d&#8217;autore &#8220;Riflessioni Teosofiche&#8221; di Patrizia Moschin Calvi: &#8220;Helena Petrovna Blavatsky&#8221; di Bernardino del Boca</p>
<p>Segui questo link:<br />
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		<title>"Luce sugli oceani" di M.L. Stedman</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:02:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Lucy arriva dritta dall&#8217;oceano ed è luminosa come la speranza. L&#8217;imbarcazione che l&#8217;ha portata, ancora in fasce, tra le braccia di Tom, il guardiano del faro, e di sua moglie Isabel, è scampata miracolosamente alla furia delle acque, ma nessuno ha potuto svelare il mistero della piccola creatura che ospitava. Il nocchiero era già spirato al momento del burrascoso approdo, ed il piccolo tesoro nascosto nel caldo di un maglione, ignorava di certo le sue origini, e se anche non fosse esattamente così, non sarebbe certo stato capace di raccontare l&#8217;accaduto. I due solitari abitanti dell&#8217;isolotto avrebbero potuto, e forse anche dovuto, allertare le autorità competenti, ma il desiderio di colmare il vuoto lasciato da un figlio tanto atteso e morto da poco...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Lucy arriva dritta dall&#8217;oceano ed è luminosa come la speranza. L&#8217;imbarcazione che l&#8217;ha portata, ancora in fasce, tra le braccia di Tom, il guardiano del faro, e di sua moglie Isabel, è scampata miracolosamente alla furia delle acque, ma nessuno ha potuto svelare il mistero della piccola creatura che ospitava. Il nocchiero era già spirato al momento del burrascoso approdo, ed il piccolo tesoro nascosto nel caldo di un maglione, ignorava di certo le sue origini, e se anche non fosse esattamente così, non sarebbe certo stato capace di raccontare l&#8217;accaduto. I due solitari abitanti dell&#8217;isolotto avrebbero potuto, e forse anche dovuto, allertare le autorità competenti, ma il desiderio di colmare il vuoto lasciato da un figlio tanto atteso e morto da poco&#8230;</p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/05/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
<p>Oltre qui:<br />
<a target="_blank" href="http://feeds.blogo.it/~r/booksblog/it/~3/9V1yQ3azUFQ/story01.htm" title="&quot;Luce sugli oceani&quot; di M.L. Stedman">&quot;Luce sugli oceani&quot; di M.L. Stedman</a></p>
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		<title>Black Moon. L’ombra del cuore, di Keri Arthur. Penultimo appuntamento con Riley Jenson</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:02:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Black Moon. Desiderio di sangue , di Keri Arthur , è l&#8217;ottavo volume della serie australiana urban fantasy per adulti sull&#8217;ibrida vampiro-mannara Riley Jenson ( qui per una visione generale della saga). Ancora una volta siamo alle prese con due vicende criminali che, come ormai d&#8217;abitudine, alla fine convergeranno. Riley, Guardiana del Dipartimento Razze Diverse di Melbourne, dovrà indagare sia su un caso che ha per vittime vampiri brutalmente decapitati, sia sull&#8217;omicidio, con cause della morte sconosciute, di alcune donne, apparentemente senza legami tra loro (oviamente non sarà così). Come al solito, i rischi per la salute di Riley non mancheranno, così come i momenti ricchi d&#8217;azione e dal ritmo sostenuto. Sul piano sentimentale (attenzione, seguono spoiler per chi non è in pari con la serie), la rivelazione, avutasi nel libro precedente, Black Moon. Desiderio di sangue , che il freddo e rude sicario Kye Murphy è l&#8217;anima gemella della parte lupo di Riley creerà qualche problema alla vita di coppia - ormai in via di consolidamento - con il vampiro millenario Quinn. Riuscirà Riley a trovare un equlibrio tra l&#8217;irresistibile desiderio sessuale ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Black Moon. Desiderio di sangue , di Keri Arthur , è l&#8217;ottavo volume della serie australiana urban fantasy per adulti sull&#8217;ibrida vampiro-mannara Riley Jenson ( qui per una visione generale della saga). Ancora una volta siamo alle prese con due vicende criminali che, come ormai d&#8217;abitudine, alla fine convergeranno. Riley, Guardiana del Dipartimento Razze Diverse di Melbourne, dovrà indagare sia su un caso che ha per vittime vampiri brutalmente decapitati, sia sull&#8217;omicidio, con cause della morte sconosciute, di alcune donne, apparentemente senza legami tra loro (oviamente non sarà così). Come al solito, i rischi per la salute di Riley non mancheranno, così come i momenti ricchi d&#8217;azione e dal ritmo sostenuto. Sul piano sentimentale (attenzione, seguono spoiler per chi non è in pari con la serie), la rivelazione, avutasi nel libro precedente, Black Moon. Desiderio di sangue , che il freddo e rude sicario Kye Murphy è l&#8217;anima gemella della parte lupo di Riley creerà qualche problema alla vita di coppia &#8211; ormai in via di consolidamento &#8211; con il vampiro millenario Quinn. Riuscirà Riley a trovare un equlibrio tra l&#8217;irresistibile desiderio sessuale &#8230;</p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/05/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
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		<title>Esce in Francia l’ultimo amore di Arsenio Lupin</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:02:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Arsène Lupin torna a colpire a settant&#8217;anni dalla morte del suo creatore. Se Maurice Leblanc , padre del fortunato personaggio, si è spento nel lontano 1941, il suo pupillo per eccellenza promette di tornare a stupire frotte di appassionati d&#8217;oltralpe. Il 22 maggio prossimo arriverà nelle librerie francesi &#8220;Le dernier amour d&#8217;Arsène Lupin&#8221;, attesissimo scritto ancora inedito, realizzato dall&#8217;autore nell&#8217;estate del 1936. Mai reso pubblico a causa dell&#8217;attacco celebrale che colpì Leblanc mentre lavorava in vista della prossima apparizione sul giornale &#8220;L&#8217;Auto&#8221;, portandolo alla morte, il lavoro quasi ultimato, giaceva relegato a cimelio di famiglia, finché i diritti non sono stati sciolti, in corrispondenza della scadenza legale, per onorare la memoria dell&#8217;illustre antenato, e consegnare alla posterità l&#8217;ultimo capitolo della storia di Lupin. Nell&#8217;avventura pubblicata dalle éditions Balland il ladro gentiluomo per eccellenza, astutissimo ed elegantissimo mascalzone dal cuore d&#8217;oro e dal fascino assassino, se la vedrà con una fatale storia d&#8217;amore sullo sfondo della banlieue parigina. In una girandola di identità multiple, servizi segreti britannici, e tenere passioni, il nostro eroe farà di tutto per preservare un misterioso libro appartenuto al suo bisnonno, generale fedele a Napoleone. La prefazione di Florence Boespflug-Leblanc, nipote dello scrittore e creatrice del museo dedicato a Lupin (ospitato nella cittadina normanna di Etretat , sede della casa di Leblanc e teatro di uno degli episodi della saga), e la presentazione di Jacques Derouard, biografo dello scrittore nonché del suo &#8220;figlio spirituale&#8221;, ci sembrano ottimi punti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Arsène Lupin torna a colpire a settant&#8217;anni dalla morte del suo creatore. Se Maurice Leblanc , padre del fortunato personaggio, si è spento nel lontano 1941, il suo pupillo per eccellenza promette di tornare a stupire frotte di appassionati d&#8217;oltralpe. Il 22 maggio prossimo arriverà nelle librerie francesi &#8220;Le dernier amour d&#8217;Arsène Lupin&#8221;, attesissimo scritto ancora inedito, realizzato dall&#8217;autore nell&#8217;estate del 1936. Mai reso pubblico a causa dell&#8217;attacco celebrale che colpì Leblanc mentre lavorava in vista della prossima apparizione sul giornale &#8220;L&#8217;Auto&#8221;, portandolo alla morte, il lavoro quasi ultimato, giaceva relegato a cimelio di famiglia, finché i diritti non sono stati sciolti, in corrispondenza della scadenza legale, per onorare la memoria dell&#8217;illustre antenato, e consegnare alla posterità l&#8217;ultimo capitolo della storia di Lupin. Nell&#8217;avventura pubblicata dalle éditions Balland il ladro gentiluomo per eccellenza, astutissimo ed elegantissimo mascalzone dal cuore d&#8217;oro e dal fascino assassino, se la vedrà con una fatale storia d&#8217;amore sullo sfondo della banlieue parigina. In una girandola di identità multiple, servizi segreti britannici, e tenere passioni, il nostro eroe farà di tutto per preservare un misterioso libro appartenuto al suo bisnonno, generale fedele a Napoleone. La prefazione di Florence Boespflug-Leblanc, nipote dello scrittore e creatrice del museo dedicato a Lupin (ospitato nella cittadina normanna di Etretat , sede della casa di Leblanc e teatro di uno degli episodi della saga), e la presentazione di Jacques Derouard, biografo dello scrittore nonché del suo &#8220;figlio spirituale&#8221;, ci sembrano ottimi punti</p>
<p><img src="http://www.miroir.it/wp-content/uploads/2012/05/876ca2f6like-it-it.gif" /></p>
<p>Leggi oltre:<br />
<a target="_blank" href="http://feeds.blogo.it/~r/booksblog/it/~3/cjbq7enhmlk/story01.htm" title="Esce in Francia l'ultimo amore di Arsenio Lupin">Esce in Francia l&#8217;ultimo amore di Arsenio Lupin</a></p>
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		<title>Il libro segreto di Gesù, di Simone Venturini</title>
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		<description><![CDATA[ Simone Venturini , officiale dell’Archivio Segreto Vaticano, pubblica con Newton Compton Il libro segreto di Gesù . I codici nascosti della Resurrezione. I tre giorni che hanno cambiato il mondo . Quattro sono gli elementi da porre in luce di questo studio. Il primo è costituito dal titolo che strizza l’occhio a tutto un genere di libri che intendono svelare un qualche mistero. Trovo che la scelta sia stata intelligente se non altro per avvicinare persone che forse mai avrebbero letto un testo del genere. Mettere nello stesso libro la parola “segreto”, rafforzarla con il fatto che l’autore lavora presso l’Archivio Segreto Vaticano e strizzare l’occhio a Dan Brown (il sottotitolo riporta sia la parole codice che rimanda a Il Codice da Vinci che un tempo di attesa – i tre giorni – che possiamo ritrovare in Angeli e Demoni ) è un’interessante operazione di marketing. Il secondo elemento da porre in evidenza è il modo in cui parte il saggio di Venturini: il punto di inizio è quello che si sa di Gesù. Quindi l’autore, che ha conseguito il dottorato presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, passa in rassegna la figura di Gesù come ci viene presentata dai vangeli e dalle testimonianze extraevangeliche. Affronta anche il tema della datazione dei vangeli, soffermandosi sugli studi che il gesuita José O’Callaghan condusse su alcuni frammenti di Qumran e che ipotizzano una retrodatazione dei vangeli. A questo punto – ed è il terzo elemento da sottolineare – Simone Venturini si chiede se i dati ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Simone Venturini , officiale dell’Archivio Segreto Vaticano, pubblica con Newton Compton Il libro segreto di Gesù . I codici nascosti della Resurrezione. I tre giorni che hanno cambiato il mondo . Quattro sono gli elementi da porre in luce di questo studio. Il primo è costituito dal titolo che strizza l’occhio a tutto un genere di libri che intendono svelare un qualche mistero. Trovo che la scelta sia stata intelligente se non altro per avvicinare persone che forse mai avrebbero letto un testo del genere. Mettere nello stesso libro la parola “segreto”, rafforzarla con il fatto che l’autore lavora presso l’Archivio Segreto Vaticano e strizzare l’occhio a Dan Brown (il sottotitolo riporta sia la parole codice che rimanda a Il Codice da Vinci che un tempo di attesa – i tre giorni – che possiamo ritrovare in Angeli e Demoni ) è un’interessante operazione di marketing. Il secondo elemento da porre in evidenza è il modo in cui parte il saggio di Venturini: il punto di inizio è quello che si sa di Gesù. Quindi l’autore, che ha conseguito il dottorato presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, passa in rassegna la figura di Gesù come ci viene presentata dai vangeli e dalle testimonianze extraevangeliche. Affronta anche il tema della datazione dei vangeli, soffermandosi sugli studi che il gesuita José O’Callaghan condusse su alcuni frammenti di Qumran e che ipotizzano una retrodatazione dei vangeli. A questo punto – ed è il terzo elemento da sottolineare – Simone Venturini si chiede se i dati &#8230;</p>
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<p>Oltre:<br />
<a target="_blank" href="http://feeds.blogo.it/~r/booksblog/it/~3/SJfVzyoMXFs/story01.htm" title="Il libro segreto di Gesù, di Simone Venturini">Il libro segreto di Gesù, di Simone Venturini</a></p>
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		<description><![CDATA[ Simone Venturini , officiale dell’Archivio Segreto Vaticano, pubblica con Newton Compton Il libro segreto di Gesù . I codici nascosti della Resurrezione. I tre giorni che hanno cambiato il mondo . Quattro sono gli elementi da porre in luce di questo studio. Il primo è costituito dal titolo che strizza l’occhio a tutto un genere di libri che intendono svelare un qualche mistero. Trovo che la scelta sia stata intelligente se non altro per avvicinare persone che forse mai avrebbero letto un testo del genere. Mettere nello stesso libro la parola “segreto”, rafforzarla con il fatto che l’autore lavora presso l’Archivio Segreto Vaticano e strizzare l’occhio a Dan Brown (il sottotitolo riporta sia la parole codice che rimanda a Il Codice da Vinci che un tempo di attesa – i tre giorni – che possiamo ritrovare in Angeli e Demoni ) è un’interessante operazione di marketing. Il secondo elemento da porre in evidenza è il modo in cui parte il saggio di Venturini: il punto di inizio è quello che si sa di Gesù. Quindi l’autore, che ha conseguito il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Simone Venturini , officiale dell’Archivio Segreto Vaticano, pubblica con Newton Compton Il libro segreto di Gesù . I codici nascosti della Resurrezione. I tre giorni che hanno cambiato il mondo . Quattro sono gli elementi da porre in luce di questo studio. Il primo è costituito dal titolo che strizza l’occhio a tutto un genere di libri che intendono svelare un qualche mistero. Trovo che la scelta sia stata intelligente se non altro per avvicinare persone che forse mai avrebbero letto un testo del genere. Mettere nello stesso libro la parola “segreto”, rafforzarla con il fatto che l’autore lavora presso l’Archivio Segreto Vaticano e strizzare l’occhio a Dan Brown (il sottotitolo riporta sia la parole codice che rimanda a Il Codice da Vinci che un tempo di attesa – i tre giorni – che possiamo ritrovare in Angeli e Demoni ) è un’interessante operazione di marketing. Il secondo elemento da porre in evidenza è il modo in cui parte il saggio di Venturini: il punto di inizio è quello che si sa di Gesù. Quindi l’autore, che ha conseguito il&#8230;</p>
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<p>Continua a leggere:<br />
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		<title>Salone del Libro di Torino 2012: i Nuovi Editori Indipendenti</title>
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		<description><![CDATA[ Tra le realtà più interessanti che hanno preso parte al Salone del Libro di Torino che si è appena concluso troviamo il gruppo dei N.E.I. cioè i Nuovi Editori Indipendenti . Cosa caratterizza questi N.E.I. ce lo spiega Francesca Borrelli: Sei giovani realtà editoriali che per i giorni della manifestazione hanno condiviso lo stand L 17 per affermare la loro identità e la loro visibilità e che, in effetti, sono riusciti ad attirare l&#8217;attenzione di un pubblico numeroso. Hanno alle spalle un&#8217;unica idea di editoria: non a pagamento, caratterizzata da ricerca della qualità e cura del libro in ogni suo aspetto, concentrata sulle esigenze dei lettori e lontana dalle mode. Obiettivi condivisi sono lo scouting di nuove voci e la valorizzazione dei talenti, la ricerca di modi e strategie alternative per la promozione e la diffusione, puntando soprattutto sul Web e sulla presenza sul territorio. Nello specifico gli editori che hanno fatto parte di questo gruppo sono Intermezzi , Neo. edizioni , CaratteriMobili , Miraggi , Caravan e Las Vegas : realtà editoriali che molti di noi conoscono e che si sono fatte apprezzare per la qualità del prodotto sia da un punto di vista grafico che, soprattutto, per il contenuto dei loro libri. Sempre Francesca ci fa un veloce resoconto, colmo di entusiasmo e di buone notizie: Posso dirti con certezza che il gruppo ha riscosso un notevole successo. Buona l&#8217;affluenza. Il pubblico era molto incuriosito da questo progetto comune e dai nostri libri che si discostano dal panorama editoriale dei grandi marchi. Buone anche le vendite in questi tempi di crisi! Si è venduto di più rispetto alle edizioni precedenti! Sembrava quasi che il pubblico fosse più sensibile alla novità e alla freschezza editoriale! Il bilancio è positivo, insomma. Sono queste notizie che riempiono di speranza il cuore di noi lettori: la passione per il ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Tra le realtà più interessanti che hanno preso parte al Salone del Libro di Torino che si è appena concluso troviamo il gruppo dei N.E.I. cioè i Nuovi Editori Indipendenti . Cosa caratterizza questi N.E.I. ce lo spiega Francesca Borrelli: Sei giovani realtà editoriali che per i giorni della manifestazione hanno condiviso lo stand L 17 per affermare la loro identità e la loro visibilità e che, in effetti, sono riusciti ad attirare l&#8217;attenzione di un pubblico numeroso. Hanno alle spalle un&#8217;unica idea di editoria: non a pagamento, caratterizzata da ricerca della qualità e cura del libro in ogni suo aspetto, concentrata sulle esigenze dei lettori e lontana dalle mode. Obiettivi condivisi sono lo scouting di nuove voci e la valorizzazione dei talenti, la ricerca di modi e strategie alternative per la promozione e la diffusione, puntando soprattutto sul Web e sulla presenza sul territorio. Nello specifico gli editori che hanno fatto parte di questo gruppo sono Intermezzi , Neo. edizioni , CaratteriMobili , Miraggi , Caravan e Las Vegas : realtà editoriali che molti di noi conoscono e che si sono fatte apprezzare per la qualità del prodotto sia da un punto di vista grafico che, soprattutto, per il contenuto dei loro libri. Sempre Francesca ci fa un veloce resoconto, colmo di entusiasmo e di buone notizie: Posso dirti con certezza che il gruppo ha riscosso un notevole successo. Buona l&#8217;affluenza. Il pubblico era molto incuriosito da questo progetto comune e dai nostri libri che si discostano dal panorama editoriale dei grandi marchi. Buone anche le vendite in questi tempi di crisi! Si è venduto di più rispetto alle edizioni precedenti! Sembrava quasi che il pubblico fosse più sensibile alla novità e alla freschezza editoriale! Il bilancio è positivo, insomma. Sono queste notizie che riempiono di speranza il cuore di noi lettori: la passione per il </p>
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		<description><![CDATA[ Tra le realtà più interessanti che hanno preso parte al Salone del Libro di Torino che si è appena concluso troviamo il gruppo dei N.E.I. cioè i Nuovi Editori Indipendenti . Cosa caratterizza questi N.E.I. ce lo spiega Francesca Borrelli: Sei giovani realtà editoriali che per i giorni della manifestazione hanno condiviso lo stand L 17 per affermare la loro identità e la loro visibilità e che, in effetti, sono riusciti ad attirare l&#8217;attenzione di un pubblico numeroso. Hanno alle spalle un&#8217;unica idea di editoria: non a pagamento, caratterizzata da ricerca della qualità e cura del libro in ogni suo aspetto, concentrata sulle esigenze dei lettori e lontana dalle mode. Obiettivi condivisi sono lo scouting di nuove voci e la valorizzazione dei talenti, la ricerca di modi e strategie alternative per la promozione e la diffusione, puntando soprattutto sul Web e sulla presenza sul territorio. Nello specifico gli editori che hanno fatto parte di questo gruppo sono Intermezzi , Neo. edizioni , CaratteriMobili , Miraggi , Caravan e Las Vegas : realtà editoriali che molti di noi conoscono e che si sono fatte apprezzare per la qualità del prodotto sia da un punto di vista grafico che, soprattutto, per il contenuto dei loro libri. Sempre Francesca ci fa un veloce resoconto, colmo di entusiasmo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Tra le realtà più interessanti che hanno preso parte al Salone del Libro di Torino che si è appena concluso troviamo il gruppo dei N.E.I. cioè i Nuovi Editori Indipendenti . Cosa caratterizza questi N.E.I. ce lo spiega Francesca Borrelli: Sei giovani realtà editoriali che per i giorni della manifestazione hanno condiviso lo stand L 17 per affermare la loro identità e la loro visibilità e che, in effetti, sono riusciti ad attirare l&#8217;attenzione di un pubblico numeroso. Hanno alle spalle un&#8217;unica idea di editoria: non a pagamento, caratterizzata da ricerca della qualità e cura del libro in ogni suo aspetto, concentrata sulle esigenze dei lettori e lontana dalle mode. Obiettivi condivisi sono lo scouting di nuove voci e la valorizzazione dei talenti, la ricerca di modi e strategie alternative per la promozione e la diffusione, puntando soprattutto sul Web e sulla presenza sul territorio. Nello specifico gli editori che hanno fatto parte di questo gruppo sono Intermezzi , Neo. edizioni , CaratteriMobili , Miraggi , Caravan e Las Vegas : realtà editoriali che molti di noi conoscono e che si sono fatte apprezzare per la qualità del prodotto sia da un punto di vista grafico che, soprattutto, per il contenuto dei loro libri. Sempre Francesca ci fa un veloce resoconto, colmo di entusiasmo </p>
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