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	<title>Mondolavoro</title>
	
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	<description>Annunci e Informazione</description>
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		<title>Trovare lavoro: il passaparola aiuta ancora</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 18:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa, sulle pagine di Mondolavoro abbiamo discusso di Linkedin, il Social Network dedicato ai professionisti e al mondo del lavoro. Ebbene, consigliamo a chi desidera trovare lavoro di recuperare e leggere quell’articolo. Tuttavia, oggi parliamo di un altro efficace mezzo per trovare lavoro: il caro, buon vecchio passaparola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/2286.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-923" title="trovare lavoro" src="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/2286.jpg" alt="trovare lavoro" width="290" height="249" /></a>Tempo fa, sulle pagine di Mondolavoro <strong>abbiamo discusso di Linkedin, il Social Network dedicato ai professionisti e al mondo del lavoro</strong>. Ebbene, consigliamo a chi desidera trovare lavoro di recuperare e<a title="leggere quell'articolo" href="http://www.mondolavoro.it/linkedin-italia-e-lavoro-la-nuova-frontiera/" target="_blank"> leggere quell’articolo.</a> Tuttavia, oggi parliamo di un altro efficace mezzo per trovare lavoro: il caro, buon vecchio passaparola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infatti, malgrado il dominio di Internet e il boom dei Social Network, sembra che una recente indagine mirata abbia stabilito che moltissime aziende – di piccole e medie dimensioni &#8211; assumano i nuovi dipendenti affidandosi non tanto a degli annunci pubblici, quanto  cercando attraverso conoscenze personali o segnalazioni interne da parte di altri dipendenti. Insomma, <strong>se volete trovare lavoro sappiate che il passaparola fa una concorrenza spietata ad annunci su carta e/o online, alle agenzie di lavoro interinale nonché ai centri per l&#8217;impiego</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’indagine di cui sopra è stata condotta da <a title="unioncamere" href="http://www.unioncamere.gov.it/" target="_blank">Unioncamere</a> e dal Ministero del Lavoro, dimostrando che nel nostro paese ben sei titolari – o chi per loro &#8211; su dieci (più della metà) preferiscono far entrare in azienda <strong>candidati segnalati da altri dipendenti, dei quali – quindi &#8211; potersi fidare grazie alla garanzia di qualcuno che si consoce, di cui avere qualche informazione in più</strong> senza dover “comprare” (leggi “assumere”)  a scatola chiusa, fidandosi puramente del curriculum vitae o della prima impressione che ci si può fare durante il colloquio conoscitivo. Peraltro, a ben vedere, paradossalmente,  il principio è lo stesso alla base di Linkedin (si veda l’articolo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sembra, addirittura, che <strong>la tendenza a preferire la «conoscenza diretta in primo luogo e alle segnalazioni personali come canale prediletto di selezione del personale» sia in aumento</strong> in questi ultimi anni. Le cifre parlano chiaro: nel 2009 infatti le aziende che si sono affidate alle segnalazioni interne e al passaparola sono state il 49,7%, l’anno successivo la percentuale è salita addirittura al 61,1%. Sarà un’ulteriore conseguenza della crisi: i titolari fanno fatica  a mantenere il personale, e quando si vedono costretti da assumerne di nuovo preferiscono andarci con i cosiddetti piedi di piombo. O sarà perché chi legge i c.v. non si fida mai totalmente?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La domanda che però rimane lasciandoci tutti sempre nel dubbio è: la segnalazione conta più di quello che hanno da dire dei curriculum di sconosciuti ma di tutto rispetto?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La risposta è no: per questo si parla di <strong>segnalazione o presentazione e non raccomandazione</strong>. Questo non significa, infatti, che il candidato “presentato” o “segnalato” all’azienda non può cantare vittoria troppo facilmente. Per sperare di trovare lavoro finalmente, deve in ogni caso rispondere a determinati requisiti e possedere specifiche competenze, pertinenti al tipo di posizione offerta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra l’altro, sempre per rafforzare l’idea che ciò che più preme alle aziende, oggi giorno, è di conoscere i candidati prima di assumerli, ecco che si evidenzia una sempre maggiore tendenza a sottoporre i nuovi arrivati ad <strong>un periodo di prova prima di passare all’assunzione vera e propria</strong> (di norma tramite contratti a progetto o di collaborazione occasionale). Lo studio di Unioncamere riporta infatti che «il rapporto di fiducia scaturito da uno stage diventa premiante ai fini dell’assunzione», per trovare lavoro insomma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Volete un consiglio? Prendete l’abitudine di inviare il vostro curriculum vitae alle aziende (anche se non stanno cercando nel momento della vostra ricerca!), sempre più spesso è possibile trovare una pagina apposita all’interno dei  loro siti. Questo perché lo stesso studio di Unioncamere ha anche portato alla luce il fatto che sono utilizzate <strong>sempre di più anche le banche dati interne</strong>. Come funziona: i cv vengono raccolti da chi di competenza, letti, selezionati e infine archiviati per essere sfruttai nel momento del bisogno. L’anno scorso la ricerca di nuovo personale attraverso curricula archiviati nei data base interni  è stata utilizzata dal 24,6% delle aziende.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma il nostro miglior consiglio è questo in effetti: <strong>intraprendete ogni strada possibile per trovare lavoro</strong>. Dal passaparola (spargete voce tra colleghi, ex-colleghi, amici e parenti) ai Social Network (come Linkedin), passando per gli annunci sui motori di ricerca a tema lavoro o sui giornali, per le agenzie e i centri per l’impiego. Bussate  a tutte le porte e…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buona fortuna!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Autore: Redazione di Mondolavoro.it<br />
© Copyright 2011-2021 Mondolavoro.it – All Rights Reserved</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il traduttore: come farlo in Tribunale e dintorni</title>
		<link>http://www.mondolavoro.it/il-traduttore-come-farlo-in-tribunale-e-dintorni/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 15:48:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orientamento al lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[giurato]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>

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		<description><![CDATA[Se le lingue le sapete già, vi sarà sufficiente qualche studio in più (un corso, una breve specializzazione…) per apprendere al meglio la terminologia legale e giuridica e il gioco è fatto. Davanti a voi si formerà una concreta opportunità lavorativa: il traduttore, nello specifico quello conosciuto come “giurato”, rappresenta un profilo sempre richiesto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/il-traduttorejpg.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-918" title="il traduttore" src="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/il-traduttorejpg-300x245.jpg" alt="il traduttore" width="300" height="245" /></a>Gli studenti di Lingue Straniere negli ultimi anni, escono dalle <a title="aule degli atenei universitari" href="http://www.mondolavoro.it/corso-universitario-all%E2%80%99estero-con-le-borse-di-studio-i/" target="_blank">aule degli atenei universitari</a> senza sapere che direzione prendere esattamente. Ebbene, perché non dirigervi verso una diversa tipologia di aule? Quelle di Tribunale per essere chiari. Le lingue le sapete già, ovviamente, dunque vi sarà sufficiente qualche studio in più (un corso, una breve specializzazione…) per apprendere al meglio la terminologia legale e giuridica e il gioco è fatto. Davanti a voi si formerà <strong>una concreta opportunità lavorativa: il traduttore, nello specifico quello conosciuto come “giurato”</strong>, rappresenta un profilo sempre richiesto. Molta richiesta… ma anche altrettanta concorrenza, d’altra parte. Per cui fatevi trovare preparati se avete intenzione di fare <a title="il traduttore legale-giuridico " href="http://www.ilportaledelctu.it/" target="_blank">il traduttore legale-giuridico </a>“da grandi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come essere competitivi? Fate <strong>molta gavetta</strong>, iniziate il prima possibile: in questo modo, potrete farvi conoscere nell’ambiente. Inoltre, puntate possibilmente sull’acquisizione di <strong>lingue il più possibile competitive</strong> (vale a dire richieste dal mercato ma non necessariamente conosciute da molti: il cinese è decisamente una di queste!)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma facciamo un passo indietro: prima di capire se e come intraprendere questa professione, naturalmente è bene chiarire <strong>chi è il traduttore</strong> di cui stiamo parlando oggi sulle pagine di Mondolavoro. Il traduttore che lavora nelle aule di Tribunale è definito da un termine specifico: si tratta del traduttore  “giurato”, in quanto in effetti <strong>fa molto di più che tradurre dentro le corti</strong>. Questo professionista, infatti, deve necessariamente essere iscritto presso specifici albi di categoria delle Camere di Commercio, dei Tribunali oppure di entrambi, proprio perché le sue funzioni riguardano:</p>
<ul>
<li>la traduzione di documenti di tipo amministrativo (che siano pubblici, privati o  accademici)</li>
<li>la traduzione di documenti notarili</li>
<li>nonché la traduzione di documenti  giudiziari sempre e comunque sottoscrivendo in presenza di un funzionario preposto la corrispondenza degli atti da lui tradotti con gli originali.</li>
</ul>
<p>In gergo, egli pratica <strong>traduzioni giurate</strong> o <strong>asseverate</strong><strong>, ch</strong>e possono essere impiegate nell’ambito di procedimenti civili o penale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il traduttore, come i colleghi che lavorano in altri settori, può <strong>lavorare tanto nelle veci di collaboratore, che come dipendente </strong><strong>di agenzie specializzate o come libero professionista</strong> (o freelance, che dir si voglia), offrendo i suoi sevizi di traduzione a privati o al Tribunale. Il traduttore non è più semplicemente “giurato” in questo caso, bensì “Consulente Tecnico del Giudice” e per potere svolgere tale impiego deve essere necessariamente iscritto presso gli elenchi dei Consulenti e Tecnici di Ufficio (sigla CTU) del Tribunale presso il quale lavora o, in alternativa, ha intenzione di iniziare a lavorare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il lato negativo dei CTU</strong>: coloro i quali volessero entrare a farne parte, dovrebbero essere ben consci del fatto che prima di vedersi assegnato un incarico potrebbero dover <strong>attendere diversi mesi</strong> o, nel peggiore dei casi, anni. Questo succede per il semplice fatto che i magistrati italiani – giustificati o meno – preferiscono affidarsi a professionisti della traduzione con i quali abbiano già lavorato in precedenza, instaurando quindi un rapporto di collaborazione e soprattutto di fiducia (vista la delicatezza dei testi da tradurre).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il traduttore – rimanendo sulla questione delle sue mansioni – può svolgere il proprio impiego  in diretta, ovvero in aula  e perciò sotto giuramento (si tratta di<strong> interpretariato</strong>); oppure da casa o in ufficio, lavorando su <strong>traduzioni scritte</strong> da consegnare in seguito al committente che le ha richieste (privato e pubblico) o al Tribunale. Questo secondo caso prevede che il traduttore si rechi presso la cancelleria competente portando con sé il testo originale accompagnato da:</p>
<ul>
<li>la traduzione</li>
<li>le marche da bollo richieste</li>
<li>la lettera d’incarico firmata (la quale riportare i suoi dati, specificare la tipologia del testo, la coppia linguistica, la data di inizio e di fine del lavoro)</li>
</ul>
<h3></h3>
<h3>Requisiti richiesti per divenire traduttore/interprete giurato:</h3>
<ul>
<li>dimostrare la conoscenza di una o più lingue straniere (tramite corsi certificati o, meglio ancora, una laurea in Lingue Letterature e Culture straniere; o perché si è madrelingua o addirittura bilingue)</li>
<li>sostenere l&#8217;esame di idoneità delle singole Camere di Commercio (la richiesta va fatta presso lo sportello preposto della Camera di Commercio di competenza; l&#8217;esame è fissato a cadenza programmata e gli iscritti sono  convocati d&#8217;ufficio alla prima sessione utile)</li>
<li>successiva iscrizione all&#8217;Albo dei Traduttori Giurati ed Interpretariato istituito presso le stesse (previo il suddetto esame).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Autore: Redazione di Mondolavoro.it<br />
© Copyright 2011-2021 Mondolavoro.it – All Rights Reserved</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Contratto di lavoro: ecco quello per i dipendenti del commercio</title>
		<link>http://www.mondolavoro.it/contratto-di-lavoro-ecco-quello-per-i-dipendenti-del-commercio/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 19:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orientamento al lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[CCNL]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Contratto Nazionale del Commercio]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama Contratto Nazionale del Commercio il contratto di lavoro che regola i dipendenti del settore commercio. Ed è stato rinnovato un anno fa: nel gennaio 2011. Tale rinnovo ha comportato  alcune modifiche non trascurabili. Nello specifico, sono cambiati i diversi livelli di inquadramento dei lavoratori dipendenti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/ccnl.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-914" title="contratto di lavoro" src="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/ccnl.jpg" alt="contratto di lavoro" width="260" height="310" /></a>Si chiama <strong>Contratto Nazionale del Commercio</strong> il<a title="contratto di lavoro che regola i dipendenti del settore commercio," href="http://www.associazionealar.it/CCNL/Terziario/CCNL_Commercio%20Terziario.pdf" target="_blank"> contratto di lavoro che regola i dipendenti del settore commercio,</a> appunto. Ed è stato rinnovato nemmeno molto tempo fa, un anno esatto per essere precisi: nel gennaio 2011. Tale rinnovo ha comportato  alcune modifiche non trascurabili che hanno cambiato le modalità nonché alcuni contenuti relativi al contratto di lavoro previsto per i dipendenti del commercio. Nello specifico, si è andati a modificare i diversi livelli di inquadramento dei lavoratori dipendenti, tramite aumento dei minimi tabellari, variazioni delle indennità di malattia o cambiamenti nei preavvisi prima delle dei dimissioni e licenziamenti per fare gli esempi più lampanti. Osserviamo un pochino più nel dettaglio…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cos’è esattamente</strong> <a title="il contratto di lavoro" href="http://www.mondolavoro.it/il-contratto-da-apprendista-come-funziona/" target="_blank">il contratto di lavoro</a> noto come “Nazionale del Commercio”? Precisamente, tratta i lavoratori dipendenti assunti specificatamente all’interno del settore terziario nonché nel commercio (dove per  “settore del commercio” si intendono tutte quelle attività di vendita svolte anche per corrispondenza oppure eseguite online, si parla di e-commerce in questo caso: commercio elettronico). Per cui, riassumendo brevemente chi sono i lavoratori con un contratto di lavoro di questo genere, vanno contemplati tutti coloro i quali svolgono funzioni legate all’ambito dell&#8217;alimentazione, delle merci, dei prodotti industriali ma anche tutte quelle figure che lavorano commerciando all&#8217;estero, quelle relative alla vendita di fiori o piante nonché quelle che prestano la loro opera nei cosiddetti servizi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un po’ di informazioni tecniche</strong> in merito a questo particolare contratto di lavoro:</p>
<ul>
<li>per essere considerato valido, deve necessariamente avere una forma scritta</li>
<li>le tipologie di dipendenti interessati sono quelle a tempo indeterminato ma anche determinato e a somministrazione</li>
<li>sono previsti sette livelli retributivi, in relazione al ruolo svolto dai dipendenti; per intenderci: il primo livello fa riferimento alla direzione esecutiva, mentre l’ultimo (il settimo) livello riguarda i dipendenti che sono addetti alle pulizie.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono le innovazioni più importanti </strong>introdotte nel contratto di lavoro dei dipendenti del commercio e del terziario? Come anticipato, il gennaio dello scorso anno sono state apportate alcune modifiche che rendiamo qui note riassumendole e semplificandole per dare ai nostri lettori una prima idea di cosa si tratta. I cambiamenti, infatti, riguardano alcuni aspetti prioritari nel contratto stesso. Vediamo quali sono:</p>
<ul>
<li>innanzitutto, c’è stato <strong>l’aumento dei cosiddetti “minimi tabellari”</strong>: i quali si sono visti aumentare a partire dal 1° settembre 2011 (quindi solo pochi mesi fa) e portati a cifre più alte. Ciò significa, in altre parole, che le retribuzioni lorde dei dipendenti saranno, a secondo del livello di riferimento, è ovvio, articolate come qui vi indichiamo. Quadro: 2408,25 euro; livello 1: 1994,23 euro; livello 2: 1792,59 euro; livello 3: 1604,09 euro; livello 4: 1455,68 euro; livello 5: 1363,47 euro; livello 6: 1275,27 euro; livello 7: 1169,5 euro.</li>
<li>tutti i sette livelli previsti dal contratto di lavoro del commercio hanno ottenuto di avere <strong>due aumenti all&#8217;anno</strong> (precisamente, nei mesi di gennaio e di settembre); questo a partire dal 1° gennaio 2011 sino al 31 dicembre del 2013. Gli aumenti di cui si parla vanno da un minimo di 6,94 euro per il settimo livello (prevedono invece e 15,64 euro per il primo livello) sino ad un massimo di  17,36 euro per i quadri.</li>
<li><strong>in tema di “malattia”</strong>, è stato stabilito che sarà possibile ricevere una retribuzione pari al 100%, durante i primi 3 giorni,  esclusivamente per le prime due malattie dell&#8217;anno. Al sopraggiungere della terza malattia, la retribuzione scenderà al 66%, quindi al 50% nel caso di una quarta malattia. Questo, però, salvo il verificarsi di casi particolari quali il ricovero in ospedale o un certificato con prognosi superiore a 12 giorni determinato da particolari patologie e gravidanza. I certificati di malattia devono essere inviati entro il secondo giorno.</li>
<li><strong>in tema di “ferie”</strong>, invece, è previsto che tutti i dipendenti abbiano diritto a 26 giorni ogni anno, di cui due settimane sono determinate dal datore di lavoro secondo le esigenze lavorative e quelle del dipendente.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Autore: Redazione di Mondolavoro.it<br />
© Copyright 2011-2021 Mondolavoro.it – All Rights Reserved</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Previdenza: Inps … e l’Enpals soppresso</title>
		<link>http://www.mondolavoro.it/previdenza-inps-%e2%80%a6-e-l%e2%80%99enpals-soppresso/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 18:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Orientamento al lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[enpals]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Monti]]></category>
		<category><![CDATA[manovra finanziaria]]></category>
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		<category><![CDATA[sport]]></category>

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		<description><![CDATA[In pochi conoscono l’Enpals, generalmente i diretti interessati, quindi un articolo in merito è utile  a chi si sta affacciando a questo mondo o chi ne fa già parte ma non si è aggiornato: l’ente specifico per  i lavoratori dello Spettacolo e dello Sport professionistico è stato soppresso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/enpals.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-907" title="previdenza: inps ed enpals" src="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/enpals.jpg" alt="previdenza: inps ed enpals" width="300" height="260" /></a>Alla domanda <a title="«Previdenza?», Inps" href="http://www.mondolavoro.it/indennita-di-disoccupazione-come-ottenerla-dall%E2%80%99inps/" target="_blank">«Previdenza?», Inps</a> è la risposta più ovvia e comune, di norma. Almeno per quanto riguarda tutti i lavoratori dipendenti pubblici o privati nonché la maggior parte dei lavoratori autonomi. Eppure, la risposta si rivela sbagliata se stiamo parlando, per esempio, di artisti, scenografi, attori, sceneggiatori oppure nuotatori, corridori, ballerini eccetera. Si chiama infatti Enpals, in questo caso, l’ente previdenziale di riferimento. E la dicitura, esattamente, sta per “<strong>Ente Nazionale di Previdenza e di Assistenza per i lavoratori dello Spettacolo e dello Sport professionistico</strong>”…Questo almeno, fino a poco tempo fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In pochi lo conoscono, generalmente i diretti interessati, quindi Mondolavoro ha pensato che un <strong>articolo</strong> in merito fosse <strong>utile  a chi si sta affacciando a questo mercato professionale o chi ne fa già parte ma non si è aggiornato</strong>.<strong> </strong>Se associare automaticamente alla parola previdenza l’Inps prima era sbagliato, ora è d’obbligo. Esattamente da quando <strong>l’ente </strong><a title="specifico per  i lavoratori dello Spettacolo e dello Sport professionistico" href="http://www.enpals.it/" target="_blank">specifico per  i lavoratori dello Spettacolo e dello Sport professionistico</a> <strong>è stato soppresso</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un tempo, in termini di previdenza, Inps non era la sola risposta: anzi, <strong>l’Enpals aveva alle sue spalle una tradizione pluridecennale</strong>, protagonista di varie vicissitudini e avendo cambiato altrettante modalità. In quanto ente previdenziale pubblico, tra le molteplici competenze svolte, spicca la<strong> </strong>gestione dei contributi relativi all&#8217;assicurazione obbligatoria per invalidità e per vecchiaia prevista per i superstiti dei lavoratori dello Spettacolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong>Tuttavia, a seguito della recente manovra finanziaria attuata dal Governo Monti, le funzioni svolte dall&#8217;Enpals sono state assorbite dal poc’anzi citato ente di previdenza: l’Inps. <strong>Cosa è successo all’Enpals con la manovra del Governo Monti?</strong></p>
<p>Lo scopo della manovra è stato quello di contenere i costi dell&#8217;amministrazione pubblica e, insieme, anche apportare un concreto un miglioramento in termini di efficienza. Così, nel rispetto dell&#8217;art.21 del Decreto Legge del 6/12/2011 n. 201, l&#8217;ente non esiste più a partire dalla data di entrata in vigore del decreto stesso.<strong> Le sue funzioni  passano quindi all’organo di previdenza Inps, che ne assume tutti gli attivi e i passivi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come avviene il trasferimento? Cosa ne è di iscritti, personale, risorse?</strong> Tutto si trasferisce all’Inps in automatico, con chiarezza e semplicità.  Quindi, tutti gli  iscritti d’ora in avanti dovranno versare i propri contributi al nuovo ente di riferimento che è stato nominato SuperInps. Naturalmente, va da sé che lo staff  impegnato alla previdenza dell&#8217;Inps sarà incrementato, nel rispetto del numero delle unità in ruolo presso l&#8217;ente soppresso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un passo indietro:<strong> quali <strong>erano precisamente le funzioni dell’Enpals, ora assorbite dal SuperInps? </strong></strong>Dovendo riassumere quali erano (sono) le principali attività, andrebbero citate la riscossione dei contributi (rigorosamente certificati sul libretto di ogni lavoratore iscritto presso l&#8217;ente previdenziale), nonché l<strong>’</strong>erogazione dei versamenti previdenziali spettanti ai lavoratori in pensione o, in alternativa, ai loro eredi legali. Tra le altre molteplici funzioni, va inoltre ricordato il rilascio del certificato di agibilità (vale a dire un documento che autorizza imprese, teatri tenda, enti, associazioni e alberghi richiedenti a fare esibire degli artisti all’interno di un particolare evento, anche se a titolo gratuito). Il rilascio di tale certificato è subordinato a una verifica volta ad accertare che non vi sia in atto alcun debito contributivo da parte dell&#8217;impresa richiedente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>E per chiudere… un po’ di storia</strong>. I primi furono gli sportivi: è nel1973 che la tutela assicurativa relativa agli sport professionisti è stata affidata all&#8217;Enpals e solo trenta anni più tardi, nel 2003, l&#8217;iscrizione all&#8217;ente è divenuta obbligatoria anche per i lavoratori impegnati in attività musicali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Autore: Redazione di Mondolavoro.it<br />
© Copyright 2011-2021 Mondolavoro.it – All Rights Reserved</p>
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		<title>Lavoro in banca: comincia dallo stage</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 18:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[I giovani e il lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavorativo-formativo]]></category>
		<category><![CDATA[stage]]></category>
		<category><![CDATA[stagista]]></category>
		<category><![CDATA[tirocinio]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete mai pensato ad un lavoro in banca? Ebbene, potreste cominciare con uno stage per dare il via ad una carriera gratificante. Questo il tema di oggi scelto da Mondolavoro: in che modo iniziare un tirocinio lavorativo/formativo nella speranza di assicurarsi, successivamente, un lavoro in banca. Vediamo insieme quali sono i passi da seguire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/31_52_6-Bank_web.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-903" title="lavoro in banca" src="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/31_52_6-Bank_web.jpg" alt="lavoro in banca" width="300" height="250" /></a>Laureati in economia, ma anche ex/studenti che si sono distinti particolarmente in corsi accademici umanistici, avete mai pensato a un <strong>lavoro in banca? Ebbene, potreste cominciare con un semplice stage</strong> &#8211; … preferibilmente retribuito! &#8211;  per dare il via ad una carriera gratificante. Questo il tema di oggi scelto da Mondolavoro: in che modo iniziare <a title="un tirocinio lavorativo/formativo" href="http://www.mondolavoro.it/offerte-stage-vere-offerte-o-sfruttamento/" target="_blank">un tirocinio lavorativo/formativo</a> nella speranza di assicurarsi, successivamente, un lavoro in banca. Vediamo insieme quali sono i passi da seguire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Innanzitutto, va detta una verità innegabile: il lavoro in banca vi garantisce un impiego all’interno di un  ambito professionale che, crisi o non crisi,  fa parte di quelli considerati più “sicuri”. Spesso <strong>le banche</strong>, attraverso il <a title="servizio conosciuto come Almalaurea" href="http://www.almalaurea.it/" target="_blank">servizio conosciuto come Almalaurea</a> o altre vie &#8211;  <strong>entrano in contatto con giovani studenti neolaureati o laureandi</strong> (in possesso di determinati titoli, votazioni e competenze), offrendo loro, appunto, la possibilità di uno stage presso sedi italiane o anche estere, presso diversi paesi stranieri (in questo caso, naturalmente, bisogna conoscere in maniera fluente la lingua parlata in loco).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se volete essere voi a fare il primo passo <strong>proponendovi come stagisti, in vista di un lavoro in banca, ecco cosa vi consigliamo di fare</strong>:</p>
<ul>
<li>agite tramite l’ateneo universitario presso il quale state studiando o, per i neolaureati, che avete frequentato e dove vi siete quindi laureati. Proprio attraverso il sito web dell’università, infatti, avrete modo di operare la vostra richiesta inviando una candidatura come stagista all’interno di una delle banche che hanno in corso una convenzione con l’università stessa</li>
<li>agite, altrimenti, con una ricerca online di tipo personale (forse più lunga e noiosa ma altrettanto utile). Vi consigliamo, durante la selezione, di dare priorità alle banche che offrono stage a scopo assunzione (dunque, se non è esplicitato, ricordate di chiedere se il tirocinio è finalizzato all&#8217;inserimento in azienda oppure no). In questo caso, naturalmente, vaglierete un numero ben maggiore di  istituzioni finanziarie, ma quantomeno avrete una possibilità di scelta maggiore, potendovi proporre a quelle che più vi interessano.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Consiglio della redazione: ovvero le banche che più spesso cercano stagisti. </strong></p>
<p><strong>La Unicredit banca</strong> è, effettivamente, un gruppo che offre un numero decisamente buono di stage lavorativo-formativi durante tutto il corso dell&#8217;anno.</p>
<ul>
<li>in particolare, si trovano diverse possibilità all’interno del <strong>Retail Banking</strong>, specificatamente nella tipologia Family &amp; Sme. I candidati che volessero proporsi, sempre nella speranza di un successivo lavoro in banca,  possono farlo semplicemente compilando il modulo che compare nel sito online, nella pagina “Lavora con noi”.</li>
<li>diversa la candidatura per chi, invece, puntasse a un tirocinio in ambito di consulenza strategica<strong> </strong>con Unicredit <strong>Management Consultancy</strong>: questi, infatti, sono tenuti a inviare la propria richiesta specificatamente per le sedi di Milano, di Monaco e di Vienna (città, quest’ultima, per la quale è necessario avere una laurea in Economia o Ingegneria e un’ottima capacità di esprimersi in lingua inglese).</li>
<li><strong>Altre banche appartenenti al Gruppo Unicredit</strong> e che propongono stage sono la Hypo Vereinsbank, (che, in Germania, offre più o meno 500 stage ogni anno; anche qui la candidatura avviene rapidamente online, tramite il sito);  la Bank Austria e la Bank Pekao (con sede a Varsavia, in Polonia; questa si differenzia dalle altre poiché offre anche  stage estivi con Uni Summer Start).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La banca <strong>BNL</strong>, facente capo al Gruppo BNP Paribas, richiede <strong>requisiti specifici</strong> agli stageur che desiderano candidarsi:</p>
<ul>
<li>avere non più di 26 anni ed essere laureati da non più di 18 mesi</li>
<li>possedere una laurea in economia, ingegneria, giurisprudenza, scienze politiche, statistica oppure matematica</li>
<li>avere ottenuto una votazione di laurea minima pari a 100/110</li>
<li>conoscere la lingua inglese</li>
<li>conoscere il pacchetto Office.</li>
</ul>
<p>La richiesta va inoltrata attraverso il form online nell’apposita sezione: “Posizioni Aperte &#8211; Offerte di lavoro e di stage”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E questo a tutto. Cosa dite, vi può interessare un lavoro in banca?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Autore: Redazione di Mondolavoro.it<br />
© Copyright 2011-2021 Mondolavoro.it – All Rights Reserved</p>
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		<item>
		<title>Viaggio a Dubai. E se fosse… in cerca di lavoro?</title>
		<link>http://www.mondolavoro.it/viaggio-a-dubai-e-se-fosse-in-cerca-di-lavoro/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 17:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavorare all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[gelateria]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos’è un viaggio a Dubai? Lo spettacolo del paesaggio, il fascino del mare, lo splendore degli edifici, il luccichio dell’oro… E se dal viaggio a Dubai nascesse un’idea radicale? Quella di cambiare vita, lasciare il proprio lavoro e cominciarne uno completamente nuovo, aprendo una gelateria in uno dei paesi attualmente più ricchi al mondo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/glateriajpg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-899" title="viaggio a Dubai... per aprire una gelateria" src="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/glateriajpg.jpg" alt="viaggio a Dubai... per aprire una gelateria" width="300" height="250" /></a>Cos’è un <strong>viaggio a Dubai</strong>? Lo spettacolo del paesaggio, il fascino del mare, lo splendore degli edifici, il luccichio dell’oro, il relax tra lusso e benessere per i turisti. Ma… e se si trasformasse in qualcosa di più? Se dal viaggio a Dubai nascesse un’idea radicale? Quella di <a title="cambiare vita, lasciare il proprio lavoro e cominciarne uno completamente nuovo all'estero" href="http://www.mondolavoro.it/lavoro-ed-estero-ovvero-fare-l%E2%80%99assistente-di-lingua-italiana/" target="_blank">cambiare vita, lasciare il proprio lavoro e cominciarne uno completamente nuovo all&#8217;estero</a>, <strong>aprendo una gelateria in uno dei paesi attualmente più ricchi al mondo</strong>?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Terra nuova, tutta da scoprire e da esplorare, da gustare, visitare, terra piena d’oro: per gli italiani, e per gli europei in generale, è questo il secondo più grande emirato arabo. Ed esattamente per questo si pensa solo ad un <a title="viaggio a Dubai" href="http://www.dubai.com/" target="_blank">viaggio a Dubai</a>. Ma questo paese è, prima di tutto, luogo di fermento e di guadagno. Crediamo quindi non sia una malvagia idea buttarsi fiduciosi nella sua ruota commerciale. Perciò, oggi, su Mondolavoro vi vogliamo spiegare come aprire una gelateria a Dubai, <strong>terra aperta alle idee imprenditoriali, luogo dove affermazione economica e successo personale possono diventare realtà</strong> (quantomeno più facilmente che nell’Italia di oggi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per chi, allora, non si accontenta di un semplice viaggio a Dubai, ma pensa più in grande &#8211; ovvero alla ricerca di un lavoro stabile e redditizio: ecco come aprire una gelateria. Ebbene, se il punto a favore è il <strong>riscontro economico decisamente positivo</strong>,<strong> </strong>c’è n’è certamente anche uno a sfavore e consiste nella <strong>complessità dell’iter da seguire</strong>, che implica sempre e comunque la necessità di validi e concreti appoggi locali di tipo logistico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa fare per iniziare</strong>:</p>
<ul>
<li>effettuare più di un viaggio a Dubai, in modo da prendere confidenza con la zona, coscienza dei luoghi e delle abitudini, nonché delle concrete potenzialità di sviluppo della vostra attività in fase di start-up</li>
<li>studiare la localizzazione delle altre gelaterie dell’area per individuare la posizione più strategica</li>
<li>studiare la tipologia e la qualità dei prodotti già offerti dalla concorrenza, in modo da scegliere con cognizione di casa i propri</li>
<li>rivolgersi ad agenzie di Dubai (più pratico ed utile se gestite da italiani) che si occupano di assistere, guidandoli, imprenditori e/o investitori, affiancandoli nella fase di avviamento della loro impresa/attività. Queste agenzie offrono diversi servizi: dall’adempimento delle lunghe pratiche burocratiche di apertura, all’ottenimento di un supporto logistico nonché tecnico durante le varie fasi ecc…</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché conviene rivolgersi ad un’agenzia</strong>:</p>
<p>Queste strutture non solo offrono la possibilità di ottenere tutte le <strong>documentazioni necessarie all’apertura di una gelateria a Dubai</strong>, ma garantiscono alla clientela anche indicazioni di vario genere &#8211; per esempio sul come muoversi -, nonché un concreto sostegno come suggerire i locali commerciali disponibili nelle zone selezionate, con tanto di fotografie, prezzi, misure e informazioni utili di vario genere. Il nostro suggerimento:  <strong>un appoggio effettivo, un sostegno in un paese che non si conosce </strong><strong>(e tanto differente dal proprio)</strong> non solo è utile ma addirittura fondamentale, anche solo per adeguarsi correttamente alle tradizioni e alla cultura del posto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Un esempio di agenzia?</strong></p>
<p>Dunque, un esempio potrebbe essere l’agenzia <strong>Rois</strong>, che è gestita da personale italiano e che tuttavia lavora da diversi anni all’interno del mercato arabo. Proprio per questo, è  in grado di fornire in maniera completa ed esaustiva tanto le informazioni necessarie ai suoi clienti, quanto le strutture necessarie a chiunque abbia intenzione di dare vita ad una nuova attività di tipo commerciale negli Emirati Arabi. Altrimenti, c’è la possibilità di rivolgersi anche allo <strong>studio legale Duba</strong><strong>i</strong>, il quale offre un sostegno ineccepibile a chi ne ha bisogno perché ha in progetto di investire i propri capitali a Dubai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Perché conviene aprire una gelateria?</strong></p>
<p>Non tanto per trasformare il vostro viaggio a Dubai in una nuova vita, quanto perché in questo paese che ha tanto da offrire economicamente, questi particolari esercizi commerciali scarseggiano ancora e quindi la concorrenza è poca!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa aspettate italiani giramondo? Provateci!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Autore: Redazione di Mondolavoro.it<br />
© Copyright 2011-2021 Mondolavoro.it – All Rights Reserved</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il contratto da apprendista: come funziona</title>
		<link>http://www.mondolavoro.it/il-contratto-da-apprendista-come-funziona/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 18:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[I giovani e il lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Orientamento al lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[apprendistato]]></category>
		<category><![CDATA[CCNL]]></category>
		<category><![CDATA[datore]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il contratto da apprendista, conosciuto anche come contratto di apprendistato: oggi parleremo di questo su Mondolavoro. Perché anche questo rientra nelle formule di lavoro più utilizzate dai datori di lavoro (chi onestamente, perché si trova davanti un candidato con poca esperienza, chi un po’ meno onestamente… per poter retribuire meno i dipendenti). ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/apprendistato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-895" title="contratto apprendista" src="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2012/01/apprendistato.jpg" alt="contratto apprendista" width="330" height="270" /></a>Il contratto da apprendista</strong>, conosciuto anche come contratto di apprendistato: oggi parleremo di questo su Mondolavoro. Perché anche questo rientra nelle formule di lavoro più utilizzate dai datori di lavoro (chi onestamente, perché si trova davanti un candidato con poca esperienza, chi <a title="un po’ meno onestamente… per poter retribuire meno i dipendenti)." href="http://www.mondolavoro.it/offerte-stage-vere-offerte-o-sfruttamento/" target="_blank">un po’ meno onestamente… per poter retribuire meno i dipendenti).</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Il contratto da apprendista" href="http://www.lavoro.laspezia.it/documenti/APPRENDISTATO.pdf" target="_blank">Il contratto da apprendista</a>, lo anticipa il nome, definisce un rapporto di lavoro che include anche un aspetto di tipo formativo. Ciò significa, in altre parole,  che il datore di lavoro non solo è tenuto a versare retribuzione e relativi contributi al dipendente, ma deve anche garantirgli <strong>un vero e proprio percorso di crescita in ambito professionale. Una formazione tecnico-pratica</strong>, appunto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A chi è rivolto</strong> il contratto da apprendista:</p>
<ul>
<li>il contratto di apprendistato è applicabile tanto<strong> </strong>alle posizioni in ambito operaio che a quelle in ambito impiegatizio</li>
<li>ai giovani che abbiano compiuto i 16 anni di età e che, inoltre, dimostrino di avere ultimato gli studi assolvendo l’obbligo scolastico</li>
<li>ai giovani che non abbiano superato i 24 anni d’età; anni aumentati a 26 nel caso di disabili, sino ad arrivare a 29 se l’interessato lavora nel settore artigianale ricoprendo un ruolo che richiede alte qualifiche (previste dai CCNL) poiché altamente professionali</li>
<li>ATTENZIONE: 24, 26 e 29 sono gli anni di età entro i quali il contratto da apprendista può essere stipulato ma non necessariamente deve esaurirsi. Infatti, può avere <strong>una durata minima di un anno e mezzo (18 mesi) sino ad un massimo di 4 anni</strong>, 5 nel settore artigiano, secondo quanto stabilito dai CCNL.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Andando più nel dettaglio, praticamente esistono <strong>tre forme del contratto di apprendistato,</strong> ciascuna delle quali si applica per assumere giovani<strong> di diverse fasce d’età</strong> secondo le modalità che qui riportiamo:</p>
<ul>
<li>giovani dai 16 ai 18 anni (non ancora compiuti): con riferimento ai percorsi di apprendistato in diritto-dovere di istruzione e formazione</li>
<li>giovani dai 18 a 29 anni: con riferimento ai percorsi di apprendistato di tipo professionalizzante ma solamente nel caso in cui ci sia stato il recepimento della nuova normativa nel CCNL applicato. Se gli “apprendisti” dimostrano di possedere una qualche qualifica professionale &#8211; conseguita ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53, o altrimenti ottenuta con un rapporto di apprendistato precedente &#8211; il contratto professionalizzante può partire anche dal diciassettesimo anno di età</li>
<li>giovani dai 18 ai 29 anni<strong>: </strong>con riferimento ai percorsi di apprendistato volti ad acquisire un diploma o subordinati a percorsi di alta formazione.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa deve prevedere, sempre, </strong>il contratto da apprendista o di apprendistato dir si voglia:</p>
<ul>
<li>un testo scritto del contratto stesso</li>
<li>una specificazione della mansione da svolgere, del piano individuale nonché della qualifica conseguibile attraverso l’apprendistato stesso</li>
<li>un esplicito divieto di stabilire la retribuzione del dipendente/apprendista in base alle tariffe previste dal lavoro a cottimo</li>
<li>una chiara precisazione dell’iter formativo previsto.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Orario e distribuzione dell’impegno lavorativo </strong>previsti nel contratto da apprendista:<strong> </strong></p>
<ul>
<li>l’orario di lavoro del giovane apprendista è fissato secondo quanto determinato dai contratti collettivi; premesso che non può assolutamente superare le 8 ore giornaliere o, in alternativa, le 40 ore settimanali</li>
<li>la giornata lavorativa può essere tanto full-time quanto part-time; fermo restando che le prestazioni lavorative devono avere una durata tale da consentire il raggiungimento della realizzazione della qualifica professionale prevista dal contratto stesso</li>
<li>gli apprendisti, in nessun caso possono mai essere impiegati all’interno di orari notturni, vale a dire tra le ore 22.00 e le ore 6.00</li>
<li>le ore riservate alla formazione (insegnamento e addestramento pratico) vanno naturalmente considerate nel conteggio effettivo delle ore lavorative richieste al dipendente</li>
<li>le ferie non possono essere inferiori ai 30 giorni per chi ha meno di 16 anni, per scendere a 20 giorni per chi ha 17 anni o più.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Retribuzione:</strong></p>
<p>Questa è determinata dai diversi contratti di categoria. Naturalmente rimane sempre e comunque  inferiore alla retribuzione del lavoratore qualificato di riferimento, ma aumenta con l’avanzare del tempo e quindi dello svolgimento del contratto. In questo modo, è possibile raggiungere addirittura il 95% dello stipendio completo previsto. Infine, la retribuzione non solo deve essere proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto, ma deve anche essere valutata sufficiente ad assicurare una vita dignitosa all’apprendista e alla sua famiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fine e/o trasformazione del rapporto:</strong></p>
<p>Scaduto il periodo di apprendistato previsto dai CCNL, il contratto da apprendista si esaurisce, o in alternativa ciò avviene quando l’apprendista stesso ha raggiunto la qualifica professionale prevista. Il datore non può, dunque, interrompere anticipatamentre il rapporto di lavoro, salvo il caso in cui non possa dimostrare una “giusta causa”. L’apprendista, dal canto suo, può invece dimettersi previo il giusto preavviso.</p>
<p>Conclusosi il periodo di lavoro/formazione, il datore può proporre <strong>un’assunzione vera e propria</strong>, trasformando così il contratto. Nel caso l’apprendista decida, invece, di concludere definitivamente il rapporto, è richiesta una disdetta formale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Autore: Redazione di Mondolavoro.it<br />
© Copyright 2011-2021 Mondolavoro.it – All Rights Reserved</p>
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		<item>
		<title>Trovare lavoro attraverso il Centro per l’impiego</title>
		<link>http://www.mondolavoro.it/trovare-lavoro-attraverso-il-centro-per-l%e2%80%99impiego/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 15:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orientamento al lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[centro per l’impiego]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupato]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[In tempi di stallo del mercato professionale, non si sa più dove sbattere la testa per trovare lavoro. Persino le soluzioni più datate vengono rispolverate: lo sanno le persone che ogni giorno si recano al Centro per l’impiego della propria città. Una volta si chiamava Ufficio di collocamento: scopriamone funzionamento e funzionalità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="trovare lavoro" href="http://www.mondolavoro.it/national-geographic-non-solo-passatempo-in-tv-ma-anche-impiego/" target="_blank"><a href="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2011/12/centri_impiego.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-890" title="trovare lavoro" src="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2011/12/centri_impiego.jpg" alt="trovare lavoro" width="300" height="250" /></a></a><a title="trovare lavoro" href="http://www.mondolavoro.it/national-geographic-non-solo-passatempo-in-tv-ma-anche-impiego/" target="_blank">Trovare lavoro</a> alla vecchia maniera… con i consigli di Mondolavoro si può! Ricordate il caro vecchio <strong>Ufficio di collocamento?</strong> Ebbene, forse non tutti sanno che oggi non esiste più, o meglio ha cambiato il nome – <strong>ora si chiama Centro per l’impiego</strong> – e in parte anche funzionamento e funzionalità. Quindi l’articolo odierno è per chi desidera aggiornarsi sulla materia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eh già, in tempi di crisi e di stallo del mercato professionale, non si sa più dove sbattere la testa per trovare lavoro. Persino le soluzioni più datate vengono rispolverate e prese seriamente in considerazione: lo sanno le numerose persone che ogni giorno si recano presso la sede del <a title="centro per l'impiego" href="http://www.centroimpiego.it/" target="_blank">Centro per l’impiego della propria città</a>, chi <strong>per trovare un primo impiego e affacciarsi così al mondo del lavoro, chi perché ha perso il proprio posto e chi per cambiarlo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Affinché quello di trovare lavoro non resti un vano desiderio, nulla va lasciato intentato. Dunque, è bene capire come funzionano questi centri, cosa offrono e soprattutto in che modo sfruttarli al meglio. Prima informazione: si tratta di strutture pubbliche che dipendono direttamente dalle singole province, ed offrono un <strong>servizio a 360° che comprende anche consulenza, orientamento e assistenza</strong>. Seconda informazione, ovvero chi può usufruire del Centro per l’impiego: <strong>sia i privati cittadini che le aziende.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Requisiti richiesti</strong> ai privati cittadini:</p>
<ul>
<li>essere disoccupati</li>
<li>dare una disponibilità immediata a svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa</li>
<li>avere almeno 16 anni (eventualmente anche solo 15 anni, a patto di poter dimostrare di avere già assolto l&#8217;obbligo scolastico di nove anni totali)</li>
<li>avere non più di 65 anni.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Specifiche sulla definizione di “<strong>stato di disoccupazione”</strong>: quest’ultimo sussiste malgrado il cittadino stia effettivamente lavorando, se il reddito che percepisce:</p>
<ul>
<li>per un lavoro dipendente, per una collaborazione coordinata e continuativa, per un contratto a progetto o per un contratto di socio lavoratore risulta inferiore o uguale a 8.000 euro (lordi)</li>
<li>per un lavoro autonomo risulta inferiore o uguale a 4.800 euro (lordi)</li>
<li>per altre tipologie contrattuali risulta inferiore o uguale a 8.000 euro (lordi);  ove sempre e comunque il reddito in caso di lavoro autonomo non deve superare i 4.800 euro.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’iscrizione </strong>si effettua una sola volta (ossia non deve più essere rinnovata ogni anno, come era richiesto in precedenza) presso il Centro per l&#8217;impiego competente per il proprio domicilio. Altrimenti, c’è la possibilità di iscriversi anche presso lo sportello del lavoro di zona (vale a dire una sorta di filiale del centro stesso). Per visionare un elenco completo, nonché gli orari di apertura delle varie sedi, i cittadini interessati possono <strong>rivolgersi direttamente ai siti degli uffici</strong> delle diverse province. Dopodiché dovranno armarsi di pazienza e mettersi in fila: le persone che ogni giorno si recano agli uffici nella speranza di trovare lavoro sono tante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I documenti</strong> necessari per potere effettuare suddetta iscrizione sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>documento di identità, naturalmente che sia valido</li>
<li>permesso di soggiorno valido (per i cittadini extracomunitari)</li>
<li>documentazione relativa all&#8217;ultimo impiego (accompagnata da eventuale lettera di licenziamento).</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Attenzione al mantenimento dei requisiti! </strong>Bene,<strong> </strong>chiarito che per trovare lavoro non esiste più l’Ufficio di collocamento, che oggi è sostituito dal Centro per l&#8217;impiego e come iscriversi a quest’ultimo, manca solo un’ultima, fondamentale informazione: lo<strong> </strong>stato di disoccupazione, infatti, può essere tanto perso quanto sospeso momentaneamente. Vediamo in che caso possono verificarsi queste due situazioni:</p>
<ul>
<li> <strong>perso</strong>: nel caso in cui il disoccupato<strong> </strong>rifiuti 3 volte, senza presentare giustificazione, le opportunità lavorative a lui proposte dal Centro<br />
<strong> </strong></li>
<li><strong>sospeso</strong>: nel caso in cui il disoccupato<strong> </strong>accetti un lavoro con contratto a tempo determinato, con durata inferiore agli 8 mesi (oppure ai 4 se si tratta di giovani che fanno parte di specifiche fasce retributive).</li>
</ul>
<p>In ogni caso, lo stato di disoccupazione decade automaticamente nel momento in cui si verifica una  nuova assunzione, che va comunicata al Centro direttamente dall&#8217;azienda che assume il lavoratore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Autore: Redazione di Mondolavoro.it<br />
© Copyright 2011-2021 Mondolavoro.it – All Rights Reserved</p>
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		</item>
		<item>
		<title>National Geographic: non solo passatempo in tv, ma anche impiego</title>
		<link>http://www.mondolavoro.it/national-geographic-non-solo-passatempo-in-tv-ma-anche-impiego/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 17:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[I giovani e il lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[Joel Sartore]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[rivista]]></category>

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		<description><![CDATA[Amanti della natura e/o dell'avventura… nonché cercatori non di lavoro, oggi Mondolavoro pensa a voi, spiegandovi come lavorare per National Geographic. Rivista e sito offrono da sempre ai lettori servizi, reportage, fotografie, racconti affascinati ed intriganti. Fate parte degli appassionati? Pensate di poter dare un contributo, e anzi ne vorreste fare una professione? Ebbene, aprite le orecchie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2011/12/national-geographic.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-885" title="national geographic " src="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2011/12/national-geographic.jpg" alt="national geographic " width="310" height="280" /></a>Amanti della natura e/o dell&#8217;avventura… nonché <a title="cercatori non di oro bensì di lavoro" href="http://www.mondolavoro.it/ricerca-lavoro-piu-facile-se-sai-cosa-mettere-nel-curriculum/" target="_blank">cercatori non di oro bensì di lavoro</a>, oggi Mondolavoro pensa a voi, e nel farlo vi spiegherà precisamente come poter<strong> lavorare niente meno che per il National Geographic</strong>. Rivista e sito offrono da sempre ai lettori servizi, reportage, fotografie, racconti affascinati ed intriganti, facendo sognare genitori e figli, e perché no, anche i nonni. Fate parte anche voi degli appassionati? Pensate di poter dare un contributo, e anzi ne vorreste fare una professione? Ebbene, fate attenzione e aprite le orecchie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’era di Internet e del digitale, la risposta alla domanda “come lavorare per il <a title="National Geographic" href="http://www.nationalgeographic.it/" target="_blank">National Geographic</a>” trova risposta online, all’interno del <strong>sito ufficiale della rivista</strong>, vale a dire quello statunitense. Vediamo come:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>entrate nell’apposita sezione <strong>“JOBS”</strong> (lavori), sul fondo della Home Page</li>
<li>chi ha già le idee chiare, procederà inserendo una keyword (parola chiave) per individuare le posizioni che rispondono alle proprie esigenze</li>
<li>altrimenti, cliccate sulla voce “Career Opportunities” (opportunità lavorative/di carriera)</li>
<li>leggete quindi l’elenco che verrà così visualizzato, il quale riporta i diversi ruoli e posizioni vacanti, ordinati per data.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quali sono <strong>le figure cercate</strong> dal National Geographic (Nat geo, per gli amici)? Varie: fotografi, cameramen, giornalisti, fotoreporter ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono i requisiti?</strong> Mah… semplicemente dimostrare di essere i migliori! Non spaventatevi: non sono richiesti super-poteri, ma piuttosto la capacità di distinguersi dalla concorrenza grazie a doti tanto professionali quanto personali uniche, quantomeno che spicchino tra le altre. E ovviamente, tutto questo condito da tanta passione e creatività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi meglio di <strong>Joel Sartore, fotografo naturalista </strong>da sempre collaboratore del National Geographic, <strong>per comprendere cosa chiede la rivista ai suoi candidati</strong>? Le seguenti sono le sue parole, prese da  un&#8217;intervista rilasciata al sito reflex.it: «[…] ci sono sempre decine di persone con volontà e capacità tali da poter occupare il tuo posto appena sbagli, perciò non ci si può assolutamente permettere di… battere la fiacca». Il consiglio di Sartore è quello di essere tenaci e non scoraggiarsi: lui il suo posto l’ha ottenuto in addirittura due anni. All’epoca, inviò un primo portfolio ad uno dei capi fotografi di National Geographic. Quindi ne seguirono altri a intervalli regolari di pochi mesi. In questo modo, passarono, appunto, due anni e finalmente gli fu proposta la prima collaborazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un po’ di gavetta</strong>: le parole di Sartore, e l’esperienza in generale del mondo del lavoro, ci spingono a suggerire ai nostri lettori di fare una certa gavetta per potere ambire a lavorare per una rivista tanto importante in tutto globo. Come?</p>
<ul>
<li>trasformate la vostra passione in un percorso di studi: seguite corsi, specializzazioni, aggiornamenti, master ecc..</li>
<li>collaborate con agenzie e associazioni nazionali e internazionali che lavorino nell’ambito (settore archeologico, storico, naturalistico)</li>
<li>fate anche lavori piccoli, ma fateli: l’importante è cominciare a fare circolare il vostro nome nell’ambiente.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma <strong>soprattutto tante idee e altrettanta praticità per realizzarle</strong>: Sartore ha anche affermato, infatti, che se si è in grado di presentare alla redazione un servizio «che rappresenti un buon motivo perché il National Geographic spenda dei fondi per seguire il progetto nel momento in cui viene presentato» il gioco è praticamente fatto, almeno per aprire la porta per una prima collaborazione. E, poi, da cosa nasce cosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Autore: Redazione di Mondolavoro.it<br />
© Copyright 2011-2021 Mondolavoro.it – All Rights Reserved</p>
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		<item>
		<title>Ricerca lavoro: più facile se sai cosa mettere nel curriculum</title>
		<link>http://www.mondolavoro.it/ricerca-lavoro-piu-facile-se-sai-cosa-mettere-nel-curriculum/</link>
		<comments>http://www.mondolavoro.it/ricerca-lavoro-piu-facile-se-sai-cosa-mettere-nel-curriculum/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orientamento al lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[colloquio]]></category>
		<category><![CDATA[curriculum]]></category>
		<category><![CDATA[datore]]></category>

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		<description><![CDATA[Il curriculum è il biglietto da visita di chiunque sia alla ricerca di un lavoro. Di conseguenza, conviene scriverlo nel modo più appropriato e convincente possibile. Mondolavoro non vi consiglia tanto come redigere il vostro c.v., quanto piuttosto quali accorgimenti utilizzare per renderlo il più efficace possibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2011/12/cv.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-881" title="ricerca lavoro: il curriculum " src="http://www.mondolavoro.it/wp-content/uploads/2011/12/cv-300x225.jpg" alt="ricerca lavoro: il curriculum " width="300" height="265" /></a>Inutile dirlo, anzi ripetitivo ma sempre utile: <strong>il curriculum vitae</strong> è il biglietto da visita di chiunque sia alla ricerca di un lavoro; metaforicamente è il sorriso, la voce o la stretta di mano che all’atto del presentarsi può fare in modo che entriate nelle grazie del vostro interlocutore o meno. Di conseguenza, conviene scriverlo nel modo più appropriato e convincente possibile. Perciò, oggi, Mondolavoro non vi consiglierà tanto <a title="come redigere il vostro c.v" href="http://www.mondolavoro.it/lavoro-in-inghilterra-comincia-dal-curriculum/" target="_blank">come redigere il vostro c.v</a>., quanto piuttosto <strong>quali accorgimenti utilizzare per renderlo il più efficace possibile</strong>, perché vi apra la porta di qualche colloquio di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il curriculum – primo contatto, di chi è alla ricerca di lavoro, con i potenziali datori</strong> – generalmente presenta più o meno le stesse informazioni, che presentano i candidati: dati anagrafici completi di recapiti (telefono, e-mail ecc.); esperienze formative; esperienze lavorative; conoscenze linguistiche; conoscenze informatiche; altre eventuali esperienze e/o informazioni degne di nota con tanto di eventuali risultati ottenuti (premi, borse di studio ecc..).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ebbene, tutto questo non è sufficiente per portare al lieto fine (ovvero a un colloquio) la ricerca del lavoro. Infatti, è bene seguire <strong>alcuni accorgimenti, tanto semplici quanto utili</strong> allo scopo di ottenere l’attenzione dei selezionatori. Ecco qui di seguito, dunque, i nostri consigli per redigere un curriculum a prova di colloquio:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>il testo deve essere uniforme e ordinato, preferibilmente <strong>organizzato per blocchi tematici</strong>. Se le pagine appaiono poco curate o anche solo poco “invitanti alla lettura” (vuoi per un carattere troppo piccolo o grande, vuoi per troppo poco spazio tra i paragrafi o perché troppo lungo ecc.. ), la vostra ricerca di lavoro verrà automaticamente stroncata sul nascere!</li>
<li>indicare <strong>tutte le esperienze lavorative</strong>: talvolta sono proprio quelle considerate meno importanti, poiché “più umili”, ad attirare l’attenzione (un impiego da barista, per esempio, potrà aiutarvi per il fatto che dimostra che siete portati al contatto con la clientela)</li>
<li>indicare anche gli <strong>interessi “extra professionali/formativi”</strong>. In altre parole: raccontatevi, fatevi conoscere. Un errore molto diffuso è , infatti, quello di pensare che i propri interessi personali non siano affatto attinenti alla ricerca del lavoro. A un qualsiasi datore non interessano certo gli hobbies dei candidati… Errore! Nella parte finale del c.v., fate largo alle vostre passioni e interessi, così da dare la possibilità di conoscervi,  capire che tipo di persona siete… quella giusta per quell’impiego, ovviamente. Consigliamo di “incuriosire” e distinguersi.</li>
<li>inserire <strong>l’autorizzazione al trattamento dei dati</strong> (“<em>Autorizzo il trattamento dei miei dati personali, ai sensi del D.lgs. 196 del 30 giugno 2003</em>”.): evitate il banale errore di ometterla, poiché la sua dimenticanza equivale ad un curriculum cestinato immediatamente.</li>
<li>altro consiglio tanto scontato quanto fondamentale, è quello di <strong>aggiornare con frequenza il c.v.</strong> (anzi, l’ideale sarebbe quello di rileggerlo ad ogni nuovo annuncio al quale si deicide di candidarsi… noioso ma utile)</li>
<li>infine, non dimenticate mai <strong>di personalizzare il c.v. calibrandolo sul tipo di azienda</strong> alla quale pensate di proporre il vostro profilo. Per esempio: durante il vostro ultimo impiego avete maturato esperienza sia in copywriting che in organizzazione eventi? Scegliete quale voce scrivere per prima a seconda della candidatura.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il resto<a title="leggete qui" href="http://www.mondolavoro.it/1vuoi-trovare-lavoro-parti-dalla-redazione-del-curriculum/" target="_blank"> leggete qui</a>.</p>
<p>Buona scrittura (e ricerca) a tutti!</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Autore: Redazione di Mondolavoro.it<br />
© Copyright 2011-2021 Mondolavoro.it – All Rights Reserved</p>
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