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<title> mymarketing.it: Blog</title><link>http://www.mymarketing.it/dblog/</link>
<description> mymarketing.it: Blog</description><language>it</language>
<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/mymarketing/Ztde" type="application/rss+xml" /><feedburner:browserFriendly>This is an XML content feed. It is intended to be viewed in a newsreader or syndicated to another site, subject to copyright and fair use.</feedburner:browserFriendly><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item>
	<title><![CDATA[Google entra nella pubblicità sui cellulari]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Google stringe la presa sulla pubblicit&agrave; digitale in mobilit&agrave; grazie all'accordo per l'acquisto di AdMob, la start-up americana che fornisce tecnologia per pubblicit&agrave; sui telefoni cellulari, per 750 milioni di dollari in azioni.</p>
<p>L'operazione permetter&agrave; al motore di ricerca di farsi spazio nel segmento pi&ugrave; promettente del mercato pubblicitario online. Il colosso americano crede inoltre che l'acquisizione possa aiutare la compagnia a introdursi nel proficuo mercato dei telefoni cellulari. "Consideriamo la tecnologia mobile come una grande opportunit&agrave; di crescita per la nostra azienda", ha dichiarato Susan Wojcicki, vicepresidente del management dei prodotti Google. </p>
<p>AdMob &egrave; uno dei principali venditori di banner per applicazioni iPhone e pagine web che possono essere diffuse su cellulari. Nel mese di settembre ha diffuso 10,2 miliardi di messaggi, pi&ugrave; del doppio dell'anno scorso. </p>
<p>Via <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2009/11/Google_adMob.shtml?uuid=6dd85630-ce1b-11de-b9f0-3e218276b82d&DocRulesView=Libero" target="_blank">ILSOLE24ORE.COM</a> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1074]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1074</guid>
	<dc:date>2009-11-11T07:53:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Accordo definito: eBay cede Skype]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Pare aver trovato finalmente una conclusione lo scontro tra il sito di vendite online eBay e i fondatori di Skype. </p>
<p>eBay ha annunciato che il gruppo di investitori guidati da Silver Lake, che aveva firmato un contratto per acquisire una quota di maggioranza in Skype, ha raggiunto un accordo con Joltid Limited e Joost N.V. che concede a Skype la propriet&agrave; dei software su cui Joltid aveva dato la licenza. </p>
<p>I fondatori di Joltid e Skype diventeranno investitori con una cospicua quota di capitale in cambio del 14% della partecipazione in Skype e contribuendo cos&igrave; allo sviluppo del software Joltid. eBay deterr&agrave; il 30%di Skype e ricever&agrave; 1,9 miliardi di dollari in contanti. </p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/19755/accordo-definito-ebay-cede-skype" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1073]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1073</guid>
	<dc:date>2009-11-09T07:07:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'app iPhone di GQ ... a pagamento]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il numero di Dicembre di GQ, quello dedicato all'"uomo dell'anno", vedr&agrave; la luce anche come applicazione iPhone - al modico costo di 2.99 $ (mi sa solo per gli americani: sull'appstore italiano non ce n'&egrave; traccia).</p>
<p>Interessante tentativo di far passare un pay per content - che sul PC fa fatica - attraverso il mobile. Che &egrave; in realt&agrave; una piattaforma molto pi&ugrave; pratica (e usata, sopratutto in prospettiva futura) per fruire di contenuti informativo/testuali...</p>
<p>Si tratter&agrave; di una copia fedele dell'edizione cartacea, una versione della rivista che invece di essere acquistata in edicola si compra su iTunes... e rappresenta probabilmente un test per capire se e come andare avanti su questa strada.</p>
<p>Su questo tema interessante anche quanto fatto (app a pagamento) da Men's Health - ho scritto una cosa in merito su Apogeo, che potete leggere <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/06/24/i-micropagamenti-del-content-passeranno-dalliphone" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Intanto una versione iPhone di Wired a me non dispiacerebbe...<img src="/dblog/template/standard/gfx/smile_occhiolino.gif" alt="; - )" /></p>
<p> (Approfondimento sul <a href="http://blogs.wsj.com/digits/2009/10/21/gq-creates-a-299-iphone-app/" target="_blank">blog</a> del Wall Street Journal).</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1072]]></link>
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	<dc:date>2009-11-06T07:57:50+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Roberto Venturini</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[eBay e la via degli annunci locali gratuiti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>eBay.it si rinnova, ridisegna la home page e lancia gli annunci locali gratuiti per i suoi utenti. <br /> <br />Nella pagina d’apertura di eBay.it si potr&agrave; dunque scegliere un percorso ‘Classico’,  per quale vendere o acquistare oggetti a prezzo fisso e su aste on line, oppure cliccare su ‘Annunci’, per postare o leggere inserzioni locali, offerte di prodotti e opportunit&agrave; di lavoro. <br /> <br />Per lo sviluppo della nuova area del portale &egrave; stata preziosa l’esperienza di Kijiji, sito di annunci tra i pi&ugrave; capillari in Italia.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/19709/ebay-e-la-via-degli-annunci-locali-gratuiti" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1071]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1071</guid>
	<dc:date>2009-11-05T07:22:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Layla Pavone allo IAB Forum: “Cresce costantemente internet, motore della ripresa” ]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L’apertura della 7° edizione dello IAB Forum ha messo drammaticamente in evidenza lo stato delle cose: Internet cresce di anno in anno, di mese in mese e quasi di giorno in giorno, ma il potere politico, economico e mediatico che potrebbe sfruttare questa crescita come volano per una ripresa del paese e un’accelerazione del tasso di innovazione dell’intero ‘Sistema Italia’ sembra non accorgersene.</p>
<p>Nella prima parte del suo intervento di apertura dei lavori, Layla Pavone (nella foto), presidente di IAB Italia, ha mostrato attraverso una serie di numeri e fatti incontrovertibili lo sviluppo di un mercato che, unico fra i suoi pari, continua a conquistare terreno, a crescere e a erodere quote ai competitor. </p>
<p>Provocatorio fin dall’apertura, lo speech si &egrave; domandato - e ha domandato alle oltre 7.000 persone iscritte online all’evento che si tiene in questi due giorni a Milano -, se Internet possa veramente risollevare le sorti dell’economia italiana.</p>
<p>La prima risposta &egrave; nella fotografia del popolo del web: quasi 23 milioni di utenti, pari al 43% della popolazione, concentrati al 55% nella fascia fra i 25 e i 54 anni (quindi non cos&igrave; giovani come si dice, o almeno non soltanto), all’88% collegati in banda larga per 50 ore al mese e 102 minuti al giorno nella fascia oraria fra le 8 del mattino e le 11 di sera. </p>
<p>La presidente di IAB ha quindi sottolineato “Il ruolo crescente e centrale di Internet nella ricerca di informazioni su prodotti e servizi da parte di utenti sempre pi&ugrave; multitasking - proprio perch&eacute; l’uso del web &egrave; complementare a quello degli altri media e in particolare della tv - ma al tempo stesso pi&ugrave; volubili nelle proprie scelte d’acquisto”.</p>
<p>Fondamentale anche il quadro delle attivit&agrave; online degli italiani: 13,1 milioni (il 57% degli utenti di Internet) si informano e leggono news - e molti di loro non sono lettori abituali di carta stampata; 17,6 milioni (il 77%) partecipano ai social network e intrattengono relazioni interpersonali con i propri amici in una logica peer to peer; 18,3 milioni (l’80%) adoperano il web per intrattenimento. </p>
<p>“Tutto ci&ograve; - ha ribadito Pavone - richiede una riflessione approfondita sui concetti di qualit&agrave; e autorevolezza dei contenuti”. </p>
<p>E ancora: 13,5 milioni sono gli unique viewers dei video online, un audience a tutti gli effetti di dimensioni televisive, e 11,8 milioni sono gli utilizzatori di smartphone (il 27% dei quali usa il web in mobilit&agrave;, mentre il 20% utilizza la mail sul suo dispositivo).</p>
<p>Pavone ha quindi disegnato uno scenario ‘virtuoso’ caratterizzabile e riassumibile attraverso 7 fenomeni: la crescita del consumo dei media; la frammentazione delle audience; la partecipazione; la personalizzazione; l’evoluzione delle tecnologie; il cambiamento generazionale; e per finire, lo sviluppo di nuovi modelli di business e nuove fonti di revenue. </p>
<p>Di pi&ugrave;, nel momento in cui tutte le piattaforme saranno finalmente integrate - dal pc al satellite, dal digitale terrestre televisivo fino all’Iptv - idealmente attraverso un unico set-top box, si apriranno le porte al salto successivo, </p>
<p>“Quello del behavioural targeting, che consentir&agrave; di seguire le persone non dipendendo dalle piattaforme ma in funzione delle loro abitudini e dei loro bisogni”. </p>
<p>Un’integrazione che, peraltro, sta gi&agrave; avvenendo sul fronte mobile.</p>
<p>Per quanto riguarda il 2009, Pavone conferma la stima elaborata lo scorso giugno insieme ad Assocomunicazione per un tasso di crescita del 10,5% rispetto all’anno scorso. </p>
<p>“Oggi siamo al +6%, ma sono convinta che l’ultimo trimestre ci permetter&agrave; di risalire e recuperare” ha detto Pavone, che non ha del resto alcun dubbio sul fatto che la crescita continuer&agrave; anche in futuro: “In particolare, grazie al sempre maggiore impatto dei rich media, misurato e certificato dalle indagini sul ricordo, potr&agrave; e dovr&agrave; crescere la quota di investimenti dedicata al branding rispetto a quanto si investe oggi nell’area del direct response. </p>
<p>Sarebbe anche ora di superare il luogo comune secondo il quale il clickthrough &egrave; l’unico indicatore della performance di una campagna online, cominciando piuttosto a ragionare - salvo casi specifici e particolari - in termini di acquisizione dei clienti”.</p>
<p>E ha proposto una metafora: come nessuno di noi vorrebbe vivere esclusivamente in una sola stanza di casa, cos&igrave; le aziende dovrebbero essere presenti in tutte le “stanze” del web, quella (guidata dalla distribuzione) dei portali, della search e dell’advertising online, ma anche quella (guidata dal brand) dei siti web aziendali, e quella (guidata dai consumatori) dei social network, dei blog e degli UGC…</p>
<p>E l’Italia resta a guardare<br />La parte finale del discorso, partita ancora una volta da dati reali e fatti concreti, &egrave; stata rivolta a una questione squisitamente “politica”.</p>
<p>“Poco pi&ugrave; di un mese fa - ha ricordato il presidente di IAB Italia -, in Gran Bretagna si &egrave; assistito a un fenomeno storico: gli investimenti web hanno superato quelli televisivi. </p>
<p>Certo il mercato &egrave; diverso, ci sono meno reti tv generaliste e la BBC non accetta pubblicit&agrave;, ma il dato rimane importante &egrave; va letto in termini di trend. </p>
<p>I fattori chiave di quel successo sono molti: lo sviluppo di nuovi formati, l’interattivit&agrave;, il boom dell’e-commerce e dell’offerta di prodotti e servizi online, la banda larga disponibile al 92% della popolazione e la sua penetrazione, al 76%, fra i navigatori… </p>
<p>Ma soprattutto una cultura che ha portato, nel maggio di quest’anno, al Digital Britain Act di Gordon Brown, che fissa proprio nella Rete e nella digitalizzazione infrastrutturale del paese le linee guida per il suo sviluppo futuro”.</p>
<p>Via <a href="http://www.marketingjournal.it/layla-pavone-iab-forum-cresce-costantemente-internet-motore-ripresa-2/" target="_blank">Marketing Journal</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1070]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1070</guid>
	<dc:date>2009-11-04T07:56:30+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[MobJet contro Twitter: 140 caratteri non sono abbastanza]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Alcuni lo indicano come il futuro killer di Twitter. Si tratta di <a href="http://www.mobjet.com/" target="_blank">MobJet</a>, nuovo networking mobile fondato da James Skinner e volto alla conquista dell’Asia. <br /> <br />Inviando una semplice e-mail, senza restrizioni sul numero di caratteri si potranno condividere foto, video, audio, notificando gli aggiornamenti anche agli altri social network.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/19590/mobjet-contro-twitter-140-caratteri-non-sono-abbastanza">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1069]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1069</guid>
	<dc:date>2009-11-02T07:49:02+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Google a tutto campo: dalla musica alla navigazione stradale, passando per Android 2.0]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Google continua ad essere protagonista dell&rsquo;universo web con una serie di innovazioni a ritmo frenetico. La novit&agrave;, attiva da oggi, &egrave; costituita da un servizio per facilitare gli amanti della musica nella ricerca della musica da ascoltare e comprare su internet. </p>
<p>Il colosso delle ricerche online, associatosi con i servizi web Lala e iLike di MySpace, permetter&agrave; a chi intende ascoltare un frammento di una canzone di ascoltarla in una finestra pop-up per 30 secondi, o, in alcuni casi, per intero. Nella finestrella inoltre saranno presenti informazioni circa le date dei tour, link ai video e sar&agrave; possibile anche acquistare biglietti per i concerti o acquistare la canzone ascoltata. La nuova funzione inoltre permetter&agrave; agli ascoltatori di rintracciare canzoni tramite titolo, album, artista o con due versi del testo. Pandora, iMeem e Rhapsody poi forniranno link ai siti musicali per agevolare i consumatori nella scoperta di musica collegata alle richieste nelle ricerche. Al momento il servizio &egrave; disponibile negli States, mentre Google nega di aver preso contatti con alcune case discografiche come Sony Music Entertainment e Warner Music Group, pur avendo l&rsquo;appoggio dell&rsquo;industria del settore. </p>
<p>La societ&agrave; fondata da Larry Page e Sergey Brin per&ograve; non si ferma qui.&nbsp; E' di oggi il lancio di Google Maps Navigation, sistema di navigazione stradale gratuito per smartphone collegato ad Android. Il promettente software, dotato di un sistema di riconoscimento vocale, avr&agrave; la possibilit&agrave; di pubblicare fotografie della strada e lanciare una navigazione direttamente osservando il nome di una societ&agrave; o di un settore di attivit&agrave; (e non un indirizzo completo). Il tutto con interfaccia grafica 2D o 3D. </p>
<p>Ieri invece &egrave; stato il giorno di Android 2.0, nuova versione del software open source per dispositivi mobili il cui approdo sugli scaffali &egrave; rimandato all&rsquo;inizio del 2010. Il servizio multitouch screen, la possibilit&agrave; di utilizzare il wireless Bluetoot 2.1, la ricerca estesa a sms e mms e la gestione multipla degli account di posta elettronica fanno di questo software una ghiott&agrave; novit&agrave; destinata a far concorrenza all&rsquo;iPhone.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/19601/google-a-tutto-campo-dalla-musica-alla-navigazione-stradale-passando-per-android-20" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1068]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1068</guid>
	<dc:date>2009-10-30T07:51:32+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Twaller, il Twitter di chi viaggia e vuole scoprire]]></title>
	<description><![CDATA[<p>L'idea &egrave; buona.</p>
<p>Twitter, cos&igrave; come lo abbiamo conosciuto fino ad adesso, serve per seguire persone che hanno delle cose da dire che ci sembrano interessanti.</p>
<p>Ma persone che "conosciamo" (in senso lato) e la cui posizione geografica pu&ograve; esserci benissimo ignota.</p>
<p>Quando per&ograve; andiamo in viaggio pu&ograve; invece interessarci capire "what's cool" nel posto in cui siamo e che magari non conosciamo.</p>
<p><a href="http://www.twaller.com/" target="_blank">Twaller</a> ci permette, intervenendo sui flussi di Twitter, di avere accesso a tweet di persone di cui non siamo follower ma che parlano del posto che ci interessa. Di cose da vedere, da fare.</p>
<p>Insomma, una specie di motore di ricerca geolocalizzante per Twitter. Molto interessante.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1067]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1067</guid>
	<dc:date>2009-10-29T07:26:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Roberto Venturini</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Google, Facebook e MySpace suonano la stessa musica]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Tre dei nomi pi&ugrave; rilevanti del world wide web recente stanno indirizzando una parte dei propri investimenti verso il medesimo mercato: quello della musica online.</p>
<p>Google prova a rimpolpare bilanci e le aspettative di guadagno delle case discografiche, con un servizio chiamato OneBox, uno spazio online in cui si possono cercare canzoni o artisti preferiti, ascoltare in anteprima il pezzo e poi acquistarlo. Secondo fonti interne alla compagnia, la ratificazione dell’accordo dovrebbe avvenire la prossima settimana. Niente di rivoluzionario, ma il coinvolgimento di Mountain View potrebbe portare il pre-ascolto in streaming a una diffusione pi&ugrave; capillare.</p>
<p><br />Emi, Warner, Sony e Universal vorrebbero dunque sfruttare l’abilit&agrave; e la fama di Google per meglio promuovere i loro prodotti, agevolando la ricerca e l’acquisto da parte degli utenti-appassionati. OneBox fornir&agrave; anche informazioni varie legate all’artista ricercato (date di concerti, foto, articoli da giornali online eccetera).</p>
<p>Il search engine americano ha inoltre incorporato LaLa, servizio musicale del social network MySpace, nonch&eacute; iLike di Facebook, per permettere ai propri internauti di godere degli ascolti-anteprima. Il database che attinge a MySpace consta di 8 milioni di canzoni, mentre iLike raccoglie pi&ugrave; che altro videoclip. </p>
<p>La vera novit&agrave; del servizio OneBox consiste per&ograve; nel pulsante ‘Buy’, che reinderizzer&agrave; i navigatori direttamente sulle pagine dei negozi iTunes o Amazon, per permettere loro di acquistare le singole tracce audio. Google avr&agrave; una percentuale sulle vendite, mentre le discografiche verranno retribuite per ogni ascolto in streaming, oltre a una percentuale sulle vendite.</p>
<p>LaLa, che ha trovato a sua volta un accordo con Facebook che permetter&agrave; agli utenti del social network pi&ugrave; popolare l’accesso al proprio catalogo, al momento fa pagare 10 centesimi per ogni canzone ascoltabile unicamente su internet, mentre per un dollaro i brani possono essere trasferiti su file Mp3, e ascoltati su lettori come iPhone.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/19516/google-facebook-e-myspace-suonano-la-stessa-musica" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1066]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1066</guid>
	<dc:date>2009-10-26T07:56:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Huffington Post: proficua collaborazione con social network]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Prosegue l’integrazione tra siti d'informazione e social network. Grazie all’accordo tra Huffington Post e Facebook, link agli articoli possono essere postati direttamente dal quotidiano online Usa sul social network, tramite una finestra pop up. <br /> <br />Il servizio ha portato 6,825,000 utenti in settembre, mentre Facebook ha fatto registrare 3,5 milioni di visite.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/19492/huffington-post-proficua-collaborazione-con-social-network" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1064]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1064</guid>
	<dc:date>2009-10-23T07:02:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I mercati digitali? Questione da 10 miliardi di euro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Cresce il valore dei mercati digitali consumer in Italia. <br /> <br />I dati riguardanti il 2008, rilasciati dalla School of management del Politecnico di Milano in occasione della 46esima edizione di Smau, quantificano in 10 miliardi di euro il volume d’affari del settore, incrementato del 13% lo scorso anno e previsto in crescita del 7% nel 2009, nonostante la crisi economica.  <br /> <br />“Il 50% di questo mercato &egrave; rappresentato dalla vendita di prodotti e servizi non strettamente digitali - dice la ricerca - mentre l’altro 50% &egrave; diviso tra contenuti digitali a pagamento (40%) e pubblicit&agrave; (10%)”. <br /> <br />Tra le piattaforme, a spadroneggiare &egrave; internet, con circa il 60% del mercato, seguito dalla tv trasmessa attraverso tecnologie digitali (30%) e dal mobile (10%). “La dinamica dei mercati digitali - spiegano i ricercatori del politecnico - evidenzia innegabili segnali positivi”: l’e-commerce &egrave; cresciuto del 18% lo scorso anno, mentre il volume della pubblicit&agrave; sulle piattaforme specifiche ha fatto segnare un +21%.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/19471/i-mercati-digitali-questione-da-10-miliardi-di-euro" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1063]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1063</guid>
	<dc:date>2009-10-22T07:45:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[A Barcellona “Esloultimo” il primo negozio in Europa dove compri ma non paghi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Shopping gratuito, i clienti devono registrarsi e pagare 5 euro ogni sei mesi: in cambio 5 prodotti gratis ogni due settimane purch&egrave; non siano gli stessi. Un nuovo free cost per promuovere i brand nuovissimi.</p>
<p>Sarebbe stata la meta ideale per la protagonista di I Love shopping. A Barcellona in barba alla crisi, l’impresa catalana Guia de Tendencia ha aperto nel cuore della citt&agrave; di Gaud&igrave; il primo negozio in Europa dove &egrave; possibile portarsi via gratis le ultime novit&agrave;. </p>
<p>Si chiama “Esloultimo” (È l’ultima moda) ed &egrave; ubicato nella centralissima Ronda Universitat, a pochi passi da piazza Catalunya. Per evitare l’arrembaggio e il saccheggio di acquirenti frustrate dalla prolungata astinenza, dovuta alla mancanza di liquidit&agrave;, alla Guia de Tendencia hanno escogitato un sistema efficace: i clienti devono registrarsi e pagare cinque euro ogni sei mesi. In cambio, possono visitare la show-room ogni due settimane e portarsi via un massimo di cinque prodotti in maniera gratuita, scelti liberamente fra quelli in esposizione.</p>
<p>L’unico limite &egrave; che non si pu&ograve; portare via due volte lo stesso prodotto, dato che l’obiettivo &egrave; far conoscere le novit&agrave; delle marche in esposizione. I problemi sorgono quando si gradisce particolarmente un articolo, al punto da essere disposti a tirare fuori i contanti o la carta di credito per acquistarli. Non c’&egrave; verso, impossibile pagare nel tempio del “free-cost”. </p>
<p>L’unica maniera &egrave; l’iscrizione con la quota di cinque euro che d&agrave; diritto all’accesso alla show-room e, nello stesso periodo, il diritto a portarsi a casa fino a 60 prodotti diversi. «Fra le marche presenti, in tutto un’ottantina, ci sono alcune fra le pi&ugrave; richieste dal mercato spagnolo, come Pepsico, Bimbo, Sanex, Ausonia o Hp», spiegano a Esloultimo. Sugli scaffali c’&egrave; di tutto, dai prodotti di cosmetica, agli accessori, a quelli per l’igiene o per le pulizie domestiche. Quando si dice, il marketing per il marketing. Guia de Tendencia &egrave; infatti un’impresa specializzata in studi di mercato, che, nello store di Barcellona, potr&agrave; realizzare i suoi sondaggi praticamente in diretta.</p>
<p>Oltre ad ottenere entrate supplementari dal fitto del locale per eventi di promozione. Il business plan della compagnia, come hanno spiegato il fondatore di Guia de Tendencias, Gabriel Gil, e la direttrice marketing, Cristina Miguez, in occasione dell’apertura del negozio, prevede di raggiungere un fatturato di 3,5 milioni di euro nel 2010. </p>
<p>Al “free-cost” di Barcellona, la societ&agrave; punta per quest’anno ad aggiungere un secondo negozio nel centro di Madrid e, nel 2010, a sbarcare in altre capitali europee fra cui Parigi, Berlino, Londra, Amsterdam e Roma, con un investimento iniziale di 2 milioni di euro. In una seconda fase, &egrave; previsto il lancio oltre Oceano, a New York, Los Angeles, Monterrey, Ottawa e Rio De Janeiro, con un ulteriore investimento di 2,5 milioni di euro.</p>
<p>E l’ultimissimo in fatto di nuove tendenze &egrave; senza dubbio la parte espositiva dedicata alle innovazioni tecnologiche dei marchi pi&ugrave; noti. Allo studio, anche i prodotti gratuiti a domicilio, in modo che il cliente possa provare gli articoli in casa, prima di acquistarli.</p>
<p>Ma, questo s&igrave;, solo dopo aver partecipato a un sondaggio di opinione sul gradimento. </p>
<p>La grande superficie di Ronda Universitat, come spiegano i promotori, ha avuto una buona accoglienza anche fra le imprese che mettono a disposizione gratuitamente i propri prodotti, senza ovviamente pagare lo spazio. </p>
<p>La clientela &egrave; assicurata: dall’apertura, tre giorni fa, dello ’shopping-fre&egrave; di Barcellona, in media sono 15mila le persone che passano per non-acquistare o semplicemente dare un’occhiata nel negozio.</p>
<p>Via <a href="http://www.marketingjournal.it/barcellona-esloultimo-primo-negozio-europa-compri-paghi-2/" target="_blank">Marketing Journal</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1062]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1062</guid>
	<dc:date>2009-10-21T07:56:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I principi delle reti sociali applicati alla comunicazione interna e all’organizzazione?]]></title>
	<description><![CDATA[<div class="snap_preview">
<p>Qualche giorno fa ho parlato di <a target="_self" href="http://webspecialist.wordpress.com/2009/09/14/enterprise-2-0-i-software-sono-gia-collaborativi-ma-le-persone/">Enterprise 2.0 </a>ed ho citato anche <strong>due interessanti post di Leonardo Bellini</strong> (li trovate <a target="_blank" href="http://www.digitalmarketinglab.it/dm/10-principi-per-le-reti-sociali-i-parte/">qui</a> e <a target="_blank" href="http://www.digitalmarketinglab.it/dm/10-principi-sulle-reti-sociali-ii-parte/">qui</a>) sui <strong>10 principi delle reti sociali</strong> ripresi da il <a target="_blank" href="http://www.ibs.it/code/9788863450460/rosen-emanuel/passaparola-come-costruire-con.html" title="Passaparola">Passaparola </a>di Emanuel Rosen.</p>
<p>Dal momento che ho sottolineato che la costruzione dell’enterprise 2.0<strong> parte da un clima organizzativo e culturale ho provato ad applicare alcuni dei 10 principi in questione alla comunicazione interna</strong> e mi sembra che vi siano degli spunti interessanti su cui riflettere.</p>
<div style="width: 487px;" class="wp-caption alignleft"><img width="477" height="429" alt="" src="http://www.thedailybit.net/download/GRUPPO01%7Eecosistemi-digitali/reti-biologiche.jpg" title="reti sociali" class=" " />
<p class="wp-caption-text">Un grafo di social network analysis, fonte http://www.thedailybit.net</p>
</div>
<p><strong>1° : le reti sociali sono invisibili, </strong>al di l&agrave; dei disegni fatti sull’organigramma da sempre si creano delle reti di relazioni e collaborazione tra diverse aree e funzioni, in presenza di un sistema di condivisione fluido e accettato da tutti delle informazioni questa situazione non potr&agrave; che essere massimizzata crescendo oltre le previsioni che si possono fare all’inizio.</p>
<p><strong>2° : simile cerca simile (Affinit&agrave; elettive) e 3° : chi si assomiglia tende a raggrupparsi</strong>,  il che pu&ograve; creare paradossalmente dei problemi, perch&eacute; tende a mantere l’informazione all’interno di gruppi di lavoro chiusi. Questo viene evidenziato anche nel <strong>5° principio: le informazioni restano intrappolate nei gruppi. </strong>L’abilit&agrave; di chi governa le informazioni deve essere dunque quella di<strong> portare costantemente a contatto gruppi diversi e farli interagire in un ambiente comune.</strong></p>
<p>Al contrario, il fatto che persone che non sono in un rapporto diretto e continuativo (legame forte) entrino in interazione con altre aree e con le loro informazioni<strong> esalta la forza dei legami deboli </strong><strong> “scoperti” da<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_Granovetter" title="Mark Granovetter"> Mark Granovetter</a></strong> che sono l’oggetto dell’<strong>8° principio (i legami deboli sono sorprendentemente forti).</strong></p>
<p>Nel momento in cui il <strong>clima organizzativo e gli strumenti tecnologici permettono l’accesso alle informazioni e alle conoscenze da parte di molteplici persone</strong>, anche senza un’interazione personale approfondita, <strong>saranno proprio i legami deboli a far viaggiare la collaborazione</strong> attraverso i diversi gruppi, tramite delle <strong>persone che fanno da connettori e nodi di rete (6° principio).</strong></p>
<p>La tecnologia ovviamente <strong>potenzia alla grande il potere dei legami deboli (9° principio)</strong> mettendo il dubbio il tradizionale limite posto dal <a target="_blank" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dunbar%27s_number">numero di Dumbar</a> e permettendo anche in grandi organizzazioni l’interazione e la condivisione fra centinaia di persone.</p>
<p>E dunque che cosa ci dice questa breve carrellata di principi applicati alle organizzazioni?</p>
<p>1) Le informazioni devono essere accessibili anche al di fuori dei propri gruppi abituali di lavoro disegnati sull’organigramma.</p>
<p>2) Per fare questo ci deve essere un <strong>clima organizzativo e delle policy che incentivino le persone a non tenere per s&egrave; le informazioni </strong>e ad essere <strong>proattive nell’utilizzo di quelle rese disponibili da altri</strong>.</p>
<p>3) Nel momento in cui le persone sono aperte a questo approccio &egrave; necessario <strong>dare loro degli strumenti tecnologici semplici e potenti per parlarsi e per mettere in circolo l’informazione.</strong></p>
<p>La vostra esperienza lavorativa &egrave; cos&igrave; o c’&egrave; ancora da lavorare?</p>
<p><a href="http://www.gianluigizarantonello.it/">Gianluigi Zarantonello</a></p>
<p>via <a href="http://webspecialist.wordpress.com/">http://webspecialist.wordpress.com</a></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1056]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1056</guid>
	<dc:date>2009-10-20T08:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Guadagni pubblicitari di Facebook? Potenzialmente superiori a quelli di Google]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nel giorno di Google e delle presentazione dei suoi sorprendenti risultati, il social network Facebook rilancia e si dice pronto a intercettare quel 90% di internauti che non trovano risposte nell'offerta di BigG. </p>
<p>Stando al parere di Sheryl Sandberg, direttrice operativa di Facebook, infatti, Google soddisfa il 10% della domanda pubblicitaria, intercettando le persone che gi&agrave; sanno cosa vogliono e hanno gi&agrave; deciso di procedere con un eventuale acquisto.  </p>
<p>La raccolta pubblicitaria di Facebook potrebbe portare dunque ricavi superiori a quelli di Google. Le entrate del social network del momento stanno crescendo molto velocemente, tanto da raggiungere un attivo nel 2010 e rispettare il traguardo di 500 milioni di dollari a fine 2009. </p>
<p>Il futuro, stando a Sandberg che vede il mercato pubblicitario come una piramide rovesciata , sarebbe ancora pi&ugrave; roseo, perch&eacute; ci si aspetta di trarre profitti dalla nuova pubblicit&agrave; diretta ai 300 milioni di utenti sparsi per il mondo.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/19401/guadagni-pubblicitari-di-facebook-potenzialmente-superiori-a-quelli-di-google" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1060]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1060</guid>
	<dc:date>2009-10-19T07:02:08+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Pubblicità e media: investimenti in calo significativo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Negli ultimi nove mesi, in Europa si registra un calo totale degli investimenti pubblicitari sui media del 9,1%. </p>
<p>Questo secondo gli ultimi dati rilasciati dall’istituto di ricerca Nielsen, che (ri)lancia l’allarme per tutto il settore. </p>
<p>Difficile la situazione in Italia: da gennaio ad agosto c’&egrave; stata una flessione del 16% rispetto allo stesso periodo del 2008, per una spesa totale di 5,28 miliardi di euro.</p>
<p>Via <a href="http://quomedia.diesis.it/news/19380/pubblicita-e-media-investimenti-in-calo-significativo" target="_blank">Quo Media</a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1059]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.mymarketing.it/dblog/articolo.asp?articolo=1059</guid>
	<dc:date>2009-10-16T07:28:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Altri Autori</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>
